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Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora

Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 ( conv. in L27/02/2004 N.46) ART. comma 2 DCB - Bo (Num. 4) per Poste Spa

FINO
ALL’ULTIMO
RESPIRO

05/2010
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,75 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIù è IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
QUALSIASI RICHIESTA AL DI Là DELL’OFFERTA LIBERA NON è AUTORIZZATA
I nostri strilloni
Ci ha lasciati Angelò, il francese o il “freak” come lo chiamavano tutti.
05 10
È stato uno dei primi indossare la casacca di diffusore di Piazza Grande.
“Poche parole per ricordare Angelò: ex gigolò, ex sessantottino,
ex alcolista con licenza alla tossicità, testimonial per campagne
pubblicitarie sociali e chi più ne ha più ne metta. La prima esperienza
teatrale con lui fu a Firenze. Angelò faceva un capitano e aveva grossi
problemi a imparare a memoria e allora uno dei nostri gli diceva le
battute e lui le traduceva nel suo linguaggio quindi “sono il capitan
Spavento” diventava “Signo o capitan spaventa” non si capiva nulla e
non restava che ridere a crepapelle. Un successo. In La Linea sottile, film
documentario sui senza dimora, entrammo in un supermercato e gli
dissi: dobbiamo fingere di portare via una bottiglia e riprendere, è una
NORI DIONISE finzione giriamo un film. Angelò entrò,
prese la bottiglia e uscì di corsa, io diedi
Ho 23 anni e vengo da Jasi, al confine Ho 32 anni, vengo da Crihalma, in lo stop ma lo rividi il giorno dopo e la

Ciao Angelò
fra Romania e Moldavia. Io e mia mo- Romania, dove vivono mia moglie bottiglia l’ho dovuta pagare. In “Senza
glie viviamo in tenda e siamo in at- e i nostri 3 figli. Sono a Bologna da dimora in centrale” faceva la parte di un
tesa del terzo figlio. Sono in Italia da quasi 6 anni. All’inizio facevo il mu- cieco muto con una figlia incinta, quando
8 anni, e da minorenne sono passato ratore, poi non ho più trovato lavoro. appariva in scena, alto con un bastone
per il Pratello, dove ho incontrato la Vendo Piazza Grande dal 2006, ogni bianco e questa figurina di figlia accanto
compagnia teatrale di Paolo Billi. Ma giorno in via Andrea Costa, davanti che cantava, apriva i cuori e il pubblico
si sa, il teatro non paga. Così, da tre al Despar. Là tutti mi conoscono e mi si commuoveva e applaudiva. Ciao
anni diffondo Piazza Grande, princi- danno una mano. Voglio affittare una Angelò come nello spettacolo ci hai fatto
palmente nella zona di via Toscana. casa e portare qui la mia famiglia. ricordare che “ù teatro è na cosa a vita
e’a realtà”. p Massimo Macchiavelli

Editoriale/
Il
14 aprile scorso László Andor, Commissario delegato al Lavoro, agli Affari sociali e
all’Inclusione ha invitato i Paesi dell’Ue a realizzare politiche per porre fine al feno-

Un dormitorio
meno dell’homelessness (traducibile in italiano con “condizione di senza dimora”).
Secondo Andor si tratta di una “questione tra le più importanti” nel campo degli Affari Socia-

di meno
li. L’invito del Commissario è arrivato in concomitanza con il lancio della campagna “Ending
homelessness” di Feantsa (Federazione europea delle organizzazioni impegnate con i senza
dimora). E già nel 2008 il Parlamento europeo chiedeva al Consiglio ue di impegnarsi a porre
p leonardo tancredi fine all’homelessness nel 2015. La campagna di Feantsa stabilisce 5 obiettivi per contrastare il
fenomeno: nessuno dovrà dormire per la strada, nessuno dovrà restare in una sistemazione
di emergenza fino a quando l’emergenza stessa non sia terminata, nessuno dovrà restare in

In copertina
una sistemazione di transito per un periodo di tempo maggiore del necessario, nessuno dovrà
lasciare una struttura senza aver trovato un’altra sistemazione, nessun giovane dovrà diven-
Il volto in prima tare homeless a causa del suo passaggio a una vita autonoma.
pagina è di un diffu- nello stesso Periodo a Bologna cominciava a circolare la voce della chiusura imminente di un
sore di giornali gratu- dormitorio comunale, quello di via Lombardia. Non è una notizia ufficiale, ma si può dare come
iti che lavora a un in- un fatto acquisito. In altri Paesi europei questa chiusura non sarebbe in contrasto con l’invito
crocio stradale sui viali del Commissario Andor. in quelli scandinavi, ad esempio, si parla da tempo di superare il dormi-
di Bologna. Per fare il torio, in favore del pieno inserimento abitativo. Ma Bologna non è in Scandinavia e quella di via
suo lavoro è costretto Lombardia è l’unica struttura ad accesso diretto, senza il filtro degli assistenti sociali e so-
a usare una masche- prattutto senza il vincolo della residenza. Una soluzione temporanea (solo 7 giorni) per chiun-
ra antigas. La foto è di que si trovi senza tetto. A questo bisogna aggiungere il caos che ancora accompagna l’attivi-
Paolo Lambertini del tà degli sportelli sociali di quartiere, dopo quasi 2 anni di attività. Una sorta di anomia in cui
gruppo fotografico di Bandieragialla decisioni importanti per la vita delle persone sono spesso lasciate alla discrezionalità degli
La foto in prima pagina del numero scorso era invece assistenti sociali. In attesa di capire quale sia il disegno generale dei cambiamenti messi in atto,
di Vittorio Valentini, così come quelle che hanno illu- pare evidente solo la volontà di dismettere gli interventi di prima accoglienza, senza migliora-
strato l’inchiesta sul lavoro. Ci scusiamo con l’autore re quelli rivolti a chi è già seguito dai servizi. Vorremmo che fosse un’impressione sbagliata, ma
e con i lettori. la chiarezza sull’accesso ai servizi sociali non può aspettare l’elezione di un nuovo sindaco.

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff
Piazza Grande Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it) Bologna, maggio 2010, anno XVII, numero 164
Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora In redazione

gerenza “Tendere un giornale è meglio che tendere una mano”


Direttore editoriale Leonardo Tancredi
Direttore responsabile Bruno Pizzica
Giuseppe Mele, Monica, Ilaria Giupponi, Erika Casali, Eva Brugnet-
tini, Simone Jacca, Chiara Gregoris, Olga Massari, Giulio Centamo-
re, Salvatore Pio, Mauro Sarti
Stampa Tipografia Moderna

Progetto grafico Fabio Bolognini


Caporedattori Jacopo Fiorentino, Pietro Scarnera
Hanno collaborato a questo numero Impaginazione Exploit Bologna
Redazione Associazione interculturale Eks&tra, Paolo Billi, gruppo fotografico
Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 342328, fax 0513370669 Bandiera Gialla, Paolo Lambertini, Carlo Lucarelli, Daniele Barbieri, Distribuzione
www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it Gianluca Morozzi, Nancy Poltronieri, redazione Bandiera Gialla, Redazione Piazza Grande
redazione Sottobosco.info, Giulia Biguzzi, Simone Sabattini, Donato Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474
Ungaro, Gianni E.G. De Vincentis 5000 copie - chiuso in tipografia il 30/4/2010
Stampato su carta riciclata
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giornalismo d’asfalto
“Una persona La storia di Monica
autosufficiente non
costituisce un caso 2010 odissea nei
sociale...”
servizi sociali
Mi
hanno detto che sono au- p monica
tosufficiente, che non co-
stituisco un caso sociale: passaggio della mia vita sarebbe stato
non hanno voluto rendermi dipendente segnato da questo particolare, apparen-
dai servizi. Per questa ragione lo sportello temente insignificante. L’anno dopo sono
sociale di quartiere ha rifiutato di pren- dovuta tornare a Bologna per motivi per-
dermi in carico e di darmi un posto letto sonali, ho trovato un impiego regolare
in dormitorio. Così rimango in strada. Mi alla mensa dell’ospedale Maggiore e sono
chiamo Monica, ho 29 anni e sono cre- andata a vivere con una mia amica con
sciuta al quartiere Navile. Sono rimasta cui condividevo l’affitto. Il problema è sta-
orfana di madre da piccola e ho vissuto to quando il contratto è finito e non mi è
con mio padre e un fratello più grande. stato rinnovato, nel giro di pochi mesi mi
Sono scappata di casa a 17 anni perché sono ritrovata senza più soldi e a dicem-
avevo dei problemi con mio padre. Men- bre 2009 sono stata costretta a lasciare la
tre cercavo di raggiungere dei parenti a casa. Ho dovuto ricominciare da zero, dal-
Savona sono stata fermata dalla Polfer, la strada. Mi sono rivolta subito ad alcune
che era stata avvisata da una mia compa- associazioni di cui avevo sentito parlare, rebbe
gna di classe. La mia odissea con i servizi tipo Padre Marella, ma lì era impossibi- finita e che mi sarei
Q| Foto di Claudio Cicali
sociali è cominciata lì, alla stazione di le stare perché ti chiedono un contratto ritrovata di nuovo in mezzo alla strada.
Piacenza, dove la Polfer ha messo la pa- di lavoro e anche di pagare la stanza. È riuscito a fissare l’incontro il 23 marzo,
rola fine alla mia fuga da casa. Fino a che Così sono andata al quartiere Savena che dopo avermi avvertita che la mancanza
non ho compiuto i 18 anni sono stata a era l’ultimo dove risultavo domiciliata, lì di residenza sarebbe stato un grosso pro- di poter uscire prima dell’orario di aper-
Corticella nella Casa dell’Amicizia; da lì il mi hanno dato un foglio con l’indirizzo blema. Quello è stato il famoso appun- tura del cancello, che di solito è alle 6,
percorso sarebbe stato entrare in un grup- del Centro Diurno di via del Porto dove tamento che ha portato alla definizione mi avevano detto di sì ma poi, la mattina
po appartamento ma io avevo qualche mi hanno procurato un posto letto in di persona autosufficiente e che non co- dopo, hanno aperto solo alle 6:15, troppo
soldo da parte e sono riuscita a prendere emergenza freddo in via del Lazzaretto. stituisce un caso sociale. In poche parole tardi per arrivare in orario. Sono stata
in affitto una stanza per me e a staccarmi Sono anche andata a fare un colloquio arrangiati perché noi non sappiamo come rimandata a casa. Con l’aiuto di Avvocati
dall’assistenza. Nel 2007 mi sono trasfe- alla Caritas per avere l’accesso in mensa. catalogarti. Da aprile vivo in una struttura di Strada ho scritto una lettera all’Asp e al
rita a Torino dove ho trovato un impiego; Tutti mi consigliavano di andare a parlare gestita dalle suore che ho trovato grazie quartiere Navile con conoscenza al com-
un giorno sono stata investita mentre, in allo sportello del quartiere Navile che era al Centro Diurno. L’unico problema è che missario Cancellieri, chiedendo di poter
bici, andavo a lavorare. Ho dovuto cam- quello dove avevo avuto la residenza, ci gli orari sono molto rigidi e per questo ho entrare in dormitorio il prima possibile
biare residenza, spostarla a Torino per sono stata dopo le vacanze di Natale. Vo- perso il primo impiego che avevo trovato: per poter rispettare gli orari di eventuali
velocizzare le pratiche burocratiche rela- levano darmi l’appuntamento con gli assi- il giorno dopo essere entrata dalle suore, lavori. Ora aspetto il 7 maggio perché ho
tive all’ospedale e all’incidente. Ancora stenti sociali a maggio. Gli ho fatto notare era mercoledì, dovevo essere alla Camst saputo che ci sarà una riunione in cui il
non lo sapevo ma da quel momento ogni che il 31 marzo l’emergenza freddo sa- di Villanova alle 7 di mattina. Ho chiesto mio caso sarà all’ordine del giorno.

Cresce l’attività dei fffffffffffffffffffffffffffffff

legali che tutelano I diritti degli esclusi


gratuitamente le Avvocato di strada,
persone senza il rapporto sulle attività del 2009
dimora p Jacopo fiorentino

R addoppiati i casi di licenziamenti e


sfratti. Avvocato di strada pubbli-
ca il rapporto sulle attività degli sportelli
zione Antonio Mumolo, che perdono il la-
voro, non riescono a pagare le bollette e
finiscono in strada: questo è un dramma
strare all’anagrafe i propri figli e induce
gli stranieri irregolari a non recarsi negli
uffici pubblici per curarsi o denunciare
sano dai 63 del 2008 ai 118 del 2009.
> Sono quasi triplicati i casi di perso-
ne italiane che hanno perso il lavoro e
italiani per l’anno 2009. Rispetto all’an- per tutti, ma ancora maggiore per chi ha reati subiti”. sono finite in strada per via della cri-
no precedente l’Associazione registra un figli, e vede andare in pezzi la propria fa- si economica: dai 73 casi del 2008 si
notevole aumento delle pratiche aperte miglia”. Dal nostro punto di osservazio- Numeri in evidenza passa ai 178 del 2009.
in tutta Italia e una crescita di specifiche ne, prosegue l’avvocato Mumolo, vedia- >Gli italiani senza dimora tutelati
problematiche dovute a fattori differenti. mo che la nuova norma relativa al reato dall’Associazione nel 2009 sono stati > Raddoppiano i casi di fogli di via e
“Abbiamo sempre più casi di persone ita- di clandestinità produce effetti inumani 663. Erano stati 395 nel 2008. delle espulsioni: dai 258 casi del 2008
liane, afferma il presidente dell’Associa- come l’impossibilità di sposarsi o di regi- > Raddoppiano i casi di sfratti che pas- si passa ai 502 del 2009.
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fino inchiesta

all’ultimo
respiro
Lo stato di salute di una cit-
tà si può misurare in tanti
modi. Anche dai polmoni,
dalle gambe, dalle schiene
di quei lavoratori che tra-
scorrono la giornata in pie-
di tra i gas di scarico delle
macchine. Un’indagine sul
corpo dei più deboli per ca-
pire come sta Bologna
p erika casali
illustrazioni di Max manz

M
acchine, camion, motorini, taxi, autobus, tutti fermi agli stop e ai semafori con i motori accesi
nelle giornate di nebbia e nelle umide giornate di sole di Bologna. Se guardi bene ci sono anche
delle persone che si aggirano tra le macchine: vestiti colorati, giacche più grandi di tre taglie, cuf-
fie e cappellini. In mano hanno sempre qualcosa: una spazzola per lavare i vetri, una spugna per
pulire i fanali, giornali gratis o a pagamento, fazzoletti e accendini, fiori. Dipende dal tempo, dalla stagione e dal
semaforo. Quello che non cambia è quello che respirano tutti i giorni: smog, smog e ancora smog.
Lavorare per le strade ha degli effetti disastrosi sulla salute, le persone che lo fanno di solito sono stranieri, giovani
e sani che affrontano viaggi lunghissimi e molto faticosi, che comprendono anche percorsi a piedi per venire a cer-
care un impiego nei paesi più ricchi. Quando arrivano nelle nostre città, dopo poco tempo di vendita ai semafori,
si ammalano. “Quando arrivi è difficile. Il lavoro in strada è terribile ma all’inizio c’è solo quello, devi mangiare,
devi bere e dormire”, spiega Monir che lavora a un semaforo vicino al Sant’Orsola ormai da molti mesi. A Bolo-
gna è arrivato 4 anni fa e ha sempre lavato i vetri agli incroci delle strade, infatti parla ancora male l’italiano, ha
accettato di incontrarci perché sperava che gli proponessimo un lavoro. G. in questi anni si è ammalato spesso,
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inchiesta
Da un po’ di tempo il venditore di dove sta lavorando ancora oggi. “Adesso va molto meglio. Lavoro tanto ma in una
giornali del semaforo di San Mamolo casa e ora non ho più costantemente il raffreddore e ho molto meno male al petto di
porta la mascherina. Ha cominciato quando stavo al semaforo”.
dopo che in un giorno di smog Per strada la giornata lavorativa inizia presto, alle 7:30 chi vende o distribuisce i gior-
particolarmente intenso sui viali si è nali agli incroci è già sul posto di lavoro. Quello dei lavoratori dei semafori è un me-
sentito stordito tanto da non riuscire stiere determinato dal clima, quando piove o fa troppo freddo si sta a casa e il gua-
a spostarsi dalla strada dagno giornaliero è perso, l’unica cosa è aspettare che il tempo migliori. Il rapporto
con le persone che passano sedute nelle loro auto è strano: “Stiamo lì in mezzo a
loro e rompiamo i coglioni”, racconta un distributore di giornali gratuiti, “stiamo lì a
offrire una cosa di cui non hanno alcun bisogno, ma dopo un po’ diventi una figura
abituale e smetti di dare fastidio”.
Il rapporto tra venditori e autisti non è facile, con qualcuno ci si saluta e ci si guar-
da ma poco di più. Da un po’ di tempo il venditore di giornali del semaforo di San
Mamolo porta la mascherina. Ha cominciato dopo che un giorno di smog partico-
larmente intenso sui viali si è sentito stordito tanto da non riuscire a togliersi dalla
strada.“In quella zona si forma una specie di conca dove lo smog proveniente dalle
centinaia di macchine che passano ed emettono gas, si condensa e non ti lascia re-
spirare”. Chi conosce il posto, gli ha spiegato che quando c’è bassa pressione bisogna
spostarsi dall’altro lato della strada perché diventa addirittura faticoso camminare.

di solito le persone che lavorano in strada soffrono di patologie da usura, provocate In seguito a quell’episodio, gli amici gli hanno regalato una mascherina. “All’inizio
da condizioni di lavoro massacranti, dalla marginalità in cui vivono: hanno malattie mi vergognavo a indossarla, la gente dalle macchine mi guardava strano e i bambi-
della pelle e soffrono di bronchite cronica, causate dal freddo, dallo smog e dalle dif- ni mi ridevano in faccia o si spaventavano e mi chiamavano “alieno”, racconta. Ora
ficili condizioni abitative. però non ci fa più caso perché respira meglio e perché ha pensato che sia una buona
Per arrivare fino a Bologna, Bimal ha viaggiato per più di due mesi: prima è volato maniera per mostrare la sua condizione alla gente che passa e di conseguenza dare
dal suo paese, il Bangladesh, fino a Mosca da dove ha preso un treno per Budapest. un’utilità sociale al lavoro che svolge. “Indossare la maschera denuncia i rischi di sa-
Dall’Ungheria, spesso, il viaggio continua a piedi o in macchina quando trovi un pas- lute che corrono tutti coloro che si trovano per tante ore in strada e tra le macchine,
saggio e se hai soldi per pagare l’autista. Bimal ha una moglie e un bambino che non come me”. La maschera è diventata una maniera per stabilire un contatto e creare
ha mai visto perché è nato pochi mesi dopo la sua partenza; aspetta di avere i do- un rapporto tra i passanti in auto e i lavoratori della strada perché provoca una rea-
cumenti in regola per poter tornare a casa dalla sua famiglia che non vede da ormai zione, uno sguardo in più, magari un insulto o diffidenza, ma focalizza l’attenzione
3 anni. Per i primi due anni di permanenza a Bologna ha lavorato ai semafori, cam- sui lavavetri, sui distributori di giornali e su tutti coloro che cercano di guadagnarsi
biando incrocio due o tre volte; poi con la sanatoria del settembre 2009 è riuscito a da vivere a tutti i costi.
dare inizio all’iter burocratico per regolarizzarsi come colf con l’aiuto di una signora f
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I nostri lavavetri inchiesta

invecchiano prima
p ilaria giupponi

L’
ambulatorio Sokos è un mucose fino alla riacutizzazione di pre-
osservatorio sullo stato di sa- cedenti bronchiti. Esaminando la me-
lute della città: dal 1993 i me-
dici volontari che vi lavorano assistono
moria degli accessi registrata nel data-
base del Sokos, è possibile osservare la
Lavorare in strada consuma: lo dicono i dati
gratuitamente stranieri e persone in dif-
ficoltà. Su 125 pazienti che si sono rivol-
costanza di tali accessi.
Un dato importante è l’età media di que-
forniti dai medici dell’ambulatorio Sokos
ti quest’anno all’ambulatorio a causa di sti pazienti: 25-30 anni, anche se la mag-
malattie all’apparato respiratorio il 32% gior parte di loro risulta molto più invec- ti, che contribuiscono alla diffusione epi- ad affrontare il viaggio verso l’Occiden-
è di nazionalità bangladese e pakista- chiato. Non solo nell’aspetto: oltre alla demiologica di dermatiti di vario genere te), nello smentire la convinzione diffusa
na. La maggior parte appartenenti alla stempiatura precoce, il dato rilevante è (un esempio fra tutti la scabbia). “è im- quanto errata che i migranti siano veico-
categoria dei lavoratori conosciuti come l’analisi dei polmoni, considerando che possibile riscontrare un’incidenza pari lo di malattie infettive tropicali.
“lavavetri”. Questi pazienti rappresenta- la maggior parte di loro non fuma, dalle in soggetti della stessa età che non fac- Secondo gli studi di Caritas Migrantes e
no il 57% delle patologie più gravi, quali lastre emergono polmoni di anziani e in- ciano questa vita”, spiega Ernesto Gelo- SIM (solo per citarne alcuni), allargan-
polmoniti e bronchiti, sebbene non ap- calliti fumatori. nesi, uno dei medici volontari. do a tutte le categorie di lavori praticati
partengano alle nazionalità che mag- Questa usura è dovuta senz’altro al la- Questo invecchiamento accelerato, va dagli stranieri, sono tra l’80-90% le pa-
giormente si rivolgono al Sokos. A questi voro in strada. A ciò si aggiungono le ad aggiungersi al fenomeno del cosid- tologie che risiedono nel paese d’arrivo,
vanno aggiunti tutti i casi “meno gravi” condizioni abitative spesso scadenti e detto “effetto sano” (ovvero il prediligere cioè le malattie che i migranti contraggo-
che lamentano influenze, irritazione alle dannose nelle quali si trovano i migran- uomini giovani e sani tra quelli deputati no in Italia.

A Santa Viola guerra di analisi fra Ausl e genitori

il caso sIntexcal
p eva brugnettini

Una fabbrica che produce


asfalto a pochi metri da
una scuola. Parla Luca
Gasperini, fondatore del
comitato che ne chiede
la chiusura
P| Fotografia di
Massimiliano Orlando

C’
era una volta una fabbrica che produceva del Cnr, che ha presentato un esposto alla magistra- un trend di diminuzione della vendita dei farmaci, in
‘conglomerati bituminosi’ (asfalto), qua- tura nel 2003. L’epidemiologo dell’Ausl di Bologna quella zona la diminuzione è minore”. “Esercizi reto-
si nel centro di Bologna. C’era una volta Paolo Pandolfi gli ha promesso nell’estate del 2008 rici, – sbuffa Gasperini – omettendo il trend generale,
e c’è ancora. La Sintexcal nasce negli anni ’60, in- uno studio sulla salute dei 500 bambini che vivono vicino alla fabbrica si vendono più medicinali”. Che
torno sono cresciuti un centro residenziale con asilo, all’ombra della Sintexcal. Analisi epidemiologica pre- il caso richieda un “principio precauzionale” è con-
scuole e un centro sportivo. Ricerche internazionali sentata lo scorso febbraio in Provincia dal direttore fermato dal dottor Francia, e annuncia che sarà svol-
dimostrano che i derivati della produzione di asfalto, del dipartimento di sanità pubblica Fausto Francia (il ta un’analisi “su 3-4.000 adulti della zona, per chiu-
Pm10 e Ipa, sono cancerogeni, e i bambini dovreb- Comitato non è stato invitato). Dice il dottor Pandolfi dere il cerchio”. Gasperini ne era ignaro. Mentre la
bero starne lontani chilometri. Non decine di metri. che “lo studio non ha evidenziato differenze signifi- Sintexcal resta in via Agucchi, il Pm aspetta il report
I genitori che abitano sotto i fumi della Sintexcal si cative con il resto dei bambini di Bologna”. Secondo dell’analisi epidemiologica (“Abbiamo solo fogli di
sono uniti nel Comitato Ambiente Santa Viola, dopo Gasperini però il gruppo di controllo andava selezio- calcolo”, dice Francia), Gasperini invece aspetta una
aver notato nei propri figli tosse, asma, eccessiva la- nato non da un’area inquinata, ma “da Monghidoro, risposta dal sub-commissario con delega alla sanità,
crimazione. Il fondatore è Luca Gasperini, scienziato ad esempio”. Pandolfi aggiunge che “a Bologna c’è ma intanto i suoi figli sono già in un’altra scuola.
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I veleni Inchiesta

di Casaralta
p giulia biguzzi

Per più di 10 anni, la


struttura è rimasta
lì, ancora con il tetto
ricoperto di cemento-
amianto, sempre più
fatiscente Q| Fotografia di Paolo Lambertini

Per
anni sono state il simbolo dello all’impossibilità per le famiglie delle vittime di ottene- è stato pulito tutto, e a febbraio del 2010 è partita la
storico quartiere operaio in città: re un risarcimento in sede penale. In Francia il fondo demolizione del primo lotto di 10.000 mq, su via Sta-
la Bolognina. Oggi, le parole più di solidarietà alle vittime garantisce il risarcimento a lingrado”.
ricorrenti associate alle Officine di Casaralta sono prescindere dall’andamento del processo. In Italia i Il comitato nasce nel 2007 per risvegliare il territorio e
amianto, e degrado. L’amianto in questa fabbrica ve- fondi riservati al risarcimento dallo stato sono irrisori. rimettere in contatto tra loro gli abitanti. Il lancio delle
niva utilizzato per isolare le carrozze per conto delle E poi il degrado: per più di dieci anni, dalla chiusura loro attività è partito con una festa di strada,e la puli-
Ferrovie dello Stato, e fino al 1986 (anno in cui si è della fabbrica nel 1998 al 2009, la struttura di Casaral- zia della ferrovia che corre lungo Casaralta. L’utilizzo
smesso di utilizzarne) gli operai ne erano ricoperti,lo ta è rimasta lì, ancora con il tetto ricoperto di cemen- della zona sarà deciso anche ascoltando le istanze del
spazzavano quando le sue fibre cadevano a terra, lo to-amianto, sempre più fatiscente, simbolo di un tes- laboratorio di urbanistica partecipata Bolognina Est
respiravano continuamente senza alcuna protezione. suto sociale che nel quartiere andava sfaldandosi. per la riqualificazione delle aree. Si tratta di un tavolo
Questo ha portato alla morte, per asbestosi o mesote- Oggi possiamo dire che qualcosa sta cambiando: ad di confronto, formato da residenti, creato dall’ammini-
lioma della pleura, di almeno 50 persone (dati forniti aprile 2009 è terminata la bonifica da amianto del- strazione per fare dialogare proprietari  e cittadinanza
da Vito Totire,dell’Associazione Esposti Amianto). la struttura. “I tempi sono stati un pò piu lunghi del sui progetti prima della loro partenza.
Il 4 marzo scorso il tribunale di Bologna ha sancito il previsto”, ci spiega Valentina Marino, del comitato Per la demolizione delle strutture restanti si attende la
“non luogo a procedere” contro l’ultimo degli ex diri- civico Casaralta che si muove ”perché all’interno del delibera della prossima amministrazione. “Per questo
genti della fabbrica rimasto in vita, Carlo Farina, ormai sottosuolo c’erano anche delle cisterne di gas che non il comitato ed il laboratorio - continua Marino - devo-
anziano e gravemente malato. Questo porterà anche erano state denunciate dai precedenti proprietari. Ora no rimanere attivi per mantenere vivace il territorio”.

che aria tira a Bologna?


p olga massari
Inquinamento dell’aria, polveri sottili, soglia di allerta sono oggetto di
discussione in ogni città italiana, specialmente quelle dell’area padana.
Vediamo che succede a Bologna andando a spulciare i documenti mensili
che l’Arpa (Agenzia regionale prevenzione ambiente) mette a disposizione
per la nostra città. Il primo gennaio 2005 è entrata in vigore la normativa
europea che pone dei limiti alla presenza di agenti inquinanti nell’aria:
biossido di azoto, un gas irritante per le vie respiratorie, monossido di
carbonio, ozono, benzene, che provoca mal di testa e stati confusionali,
polveri inalabili e polveri respirabili. Esistono attualmente otto stazioni di
rilevamento nella provincia di Bologna, due delle quali in città, collocate
nei pressi dei giardini Margherita e in piazza di porta San Felice, quindi
due aree antistanti il centro cittadino, quella che dovrebbe essere una
zona a traffico limitato. Dal primo al quindici aprile 2010 il particolato
inalabile, più famoso con il nome di polveri sottili, ha sistematicamente
superato la soglia nella zona di porta San Felice, cioè si è portato sempre
sui 41µg/m3 mentre il limite massimo dovrebbe non superare i 35; oggi
gli esperti ritengono che il particolato, sprigionato dai gas di scarico delle
automobili sia la causa della maggior parte dell’inquinamento urbano.
Sempre secondo i dati disponibili a gennaio 2010, si legge che il valore
limite giornaliero per la protezione della salute umana, da non superare
più di 35 volte in un anno, è stato già superato ben 19 volte; è andata leg-
germente meglio a febbraio quando il limite è superato 12volte.
A rischio è la salute di tutti i cittadini.
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cercolavoro fff
f Magazziniere
Carpentiere, Giovane lavoratore, da poco
imbianchino, gruista disoccupato, con esperienza di
Mansi Enrico, nato il 06.02.60 ff facchinaggio, magazziniere e addetto
residente a Bologna. Cittadino italiano, Autista alle pulizie. Munito di pat. B. Ottima
con esperienza pluriennale come Ragazzo extracomunitario con Carta di conoscenza dell’italiano.
carpentiere, muratore, imbianchino, Soggiorno, età 33 anni, con esperienza Abdellatif 3277026669
munito di patentino da gruista, pluriennale come autista, munito di
disponibile sin d’ora a lavorare. pat. CE, e CQC e Carta del Conducente ffff
Munito di patente B. per tachigrafo, disponibilità immediata Cuoca
Errico tel. 3477213378 anche per trasferte, turni e festivi. Ragazza italiana 29 anni esperienza
Esperienza quadriennale anche nel di lavoro nel settore alberghiero e
settore pulizie. ristorazione cerca lavoro come cuoca,
Ismail 3881715128 barista, cameriera presso locali o
mense. Disponibile a trasferirsi fuori
Bologna. Monica 3661963295

9 maggio, il Bike Pride a Bologna


In occasione della Giornata nazionale della bicicletta Piazza Grande vi invita a di-
ventare protagonisti della prima edizione di una grande parata dell’orgoglio cicli-
stico, aperta a tutte le associazioni e i cittadini bolognesi. Per l’occasione L’Altra
Babele, impegnata con il progetto sCATENAti! (www.scatenati.info) a promuo-
Bicicentro vere l’uso della bici, propone un evento di partecipazione popolare: il primo
di Piazza Grande: “BIKE PRIDE BOLOGNA”! L’evento sarà l’occasione per chiudere per un giorno
via Libia, 69 le strade del centro alle macchine ed aprirle alle biciclette, per rivendicare una
tel.051349383 città sempre più a misura di ciclista, in modo festoso, colorato e pacifico. La
parata sarà aperta all’intera cittadinanza, e si rivolge prima di tutto alle associa-
zioni di promozione sociale e culturale, ai gruppi di cicloamatori, alle compagnie
teatrali e bande musicali di strada, agli assistenti civici: insomma a tutti coloro che
vogliano sostenere un’idea di mobilità sostenibile e di socialità urbana.
info@laltrababele.it telefonare al 389 16 66 792 o al 340 61 43 152.
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in breve
L’invidia dello straniero
p Eva brugnettini

Un
deputato della Lega Emergenza casa
disse: “Che male c’è un mese in tendopoli
a essere xenofobi? Si- f
gnifica aver paura degli stranieri”. Allora Per più di tre settimane hanno
che male c’è a essere pedofili? Significa protestato contro gli sfratti e chiesto
amare i bambini”. Inizia così l’interven- soluzioni al problema casa a Bologna.
to di Gad Lerner sul razzismo al semina- La “tendopoli” allestita da Asia-RdB
rio “Giornalisti nonostante”, organizzato davanti al palazzo del nuovo Comune
da Redattore Sociale il 14 aprile a Milano. e popolata da una ventina di famiglie
Il giornalista parla della piega “emozio- italiane e straniere, è stata sgomberata
nale” che ha preso la politica e non solo. il 28 aprile. “La tendopoli chiude -
“Sempre più spesso anche il giornalismo commenta lidia Triossi di Asia-RdB
tende a farsi emozionale. Mi spaventa - ma non conclude la sua vertenza
perché si perdono il chiaroscuro, i grigi”. sociale”.
Ma soprattutto perché “attraverso un
meccanismo emozionale passa tutto e Transeuropa Festival
il contrario di tutto, anche per quanto ri- tour senza dimora
guarda il razzismo”. E su questo Gad Ler- ff
ner è critico: “Io sono convinto che l’Ita- Le persone senza fissa dimora
lia stia diventando un paese razzista”. diventano guide per scoprire
Ricorda i tempi in cui si dava per scon- l’altro volto della città. È il tour
tato il “dogma dell’uguaglianza degli uo- organizzato per il prossimo 8 maggio
mini”, su cui oggi prevale “l’esaltazione (partenza alle 16 dalla Sala Borsa)
delle differenze”. Volendo parlar di cau- Q| Fotografia di Chiara Gregoris nell’ambito del Transeuropa Festival,
se, la globalizzazione “ha creato parados- in programma dal 24 aprile al 10
maggio in contemporanea a Bologna,
si nelle relazioni tra indigeni e immigrati.
Quasi sempre questi arrivano per necessi-
dossale “rovesciamento di ruoli, per cui
anche il più sottomesso, il più poverac-
“Che male c’è a Cluj-Napoca, Londra e Parigi. Info su
tà, ma l’indigeno si trova davanti a perso-
ne che hanno viaggiato, che non è poco.
cio è invidiato perché ha più strumenti”.
Facile il salto e dire “viene a fare il padro-
essere xenofobi? www.euroalter.com.

Quanti italiani sono stati davvero all’estero? ne a casa nostra”. La stampa può argina-
Significa aver paura Da leggere
Quanti conoscono un’altra lingua? Secon- re questa deriva con piccoli accorgimenti, Un libro da homeless
do le statistiche di Tullio De Mauro in Italia
c’è un analfabetismo di ritorno per cui un
già parzialmente adottati: “Non esaspera-
re l’origine etnica, togliere religione e etnie
degli stranieri. Che fff
Si chiama “Via della Casa Comunale”
70% di italiani avrebbe difficoltà nella let- dai titoli”. Ma Gad Lerner conclude con un male c’è ad essere il primo libro di Stefano Bruccoleri,
tura. Queste persone vivono l’insicurezza di tocco di realismo: “Non sopravvalutiamo- scrittore e senza dimora. Il volume
non avere strumenti per gestire la realtà”. ci: spesso processi come l’integrazione si pedofili? Significa nasce dal blog che l’autore gestisce
E lo straniero, che “conosce almeno fanno anche se la stampa ne parla poco all’indirizzo http://analkoliker.
un’altra lingua” è immerso in un para- o niente”. amare i bambini” splinder.com.

Esempi di C’è una piccola scuola a San Lazzaro dove il martedì pomeriggio si incontrano una decina di studentesse e otto volon-
tarie. È Alfabeti Colorati, scuola di italiano per donne migranti. “Oggi ci sono poche ragazze” spiega la fondatrice

accoglienza: Veronica Brizzi, giovane giornalista che “invece di andare dal parrucchiere, una volta alla settimana insegno italiano”. Gli stu-
denti del primo livello vengono soprattutto dall’Europa dell’Est, da Pakistan, Bangladesh e Maghreb, il livello avanzato è più

le scuole di variopinto: “Adesso ci sono una texana, una cilena e una giapponese”. La stanza è chiara e colorata, per mantenere l’atmosfe-
ra informale a cui Veronica tiene molto: “La nostra non è una scuola di sola grammatica, volevo creare uno spazio di scambio,

italiano per dove socializzare”. E così mentre una giovane ragazza porta con sé la bella bimbetta di 6 mesi, una badante viene con l’anzia-
no di cui si occupa. Che però deve stare fuori quando ci sono donne musulmane, a meno che non diano il proprio consenso.

migranti Del resto fuori restano spesso anche i mariti, ad attendere per un’ora e mezza le proprie signore. “Oggi è il compleanno di una
delle studentesse, abbiamo portato una torta”. La settimana prossima ci sarà l’addio al nubilato di una volontaria, così tutte al
parco. Le studentesse non hanno grossi disagi economici, “più che altro sono donne spesso sole, senza lavoro, né rete sociale.
p E.B. A volte sono separate dalla propria famiglia e dai figli, che hanno lasciato indietro, soprattutto le badanti”. Alfabeti Colorati
fa parte della Rete delle Scuole di Italiano per Migranti insieme ad altre sei. Fondata nel 2004, la Rete, spiega Carla Màrulo,
“è fatta di elementi ideologicamente molto diversi. C’è la scuola metodista, quella cattolica, un sindacato, centri sociali. Non
troviamo accordi su tutto ma il punto comune è l’idea di accoglienza. Nessuno di noi chiede soldi né documenti. Dopo il Pac-
chetto Sicurezza abbiamo preso posizione, e nessuno chiede il permesso di soggiorno per partecipare alle lezioni”. Un’idea
vincente: “Gli iscritti ai corsi di Ya Basta sono numerosi, quelli di Aprimondo un centinaio, 60/70 a Famiglie insieme, e il cor-
so della CGIL arriva a 15/20 studenti per classe”. Studenti che hanno provenienze, storie, professioni molto diverse: “Ci sono
tanti bangladesi, pachistani, maghrebini. Cinesi e sudamericani sono pochi. Il livello di scolarizzazione è vario, chi ha la terza
elementare, chi una laurea. La maggioranza è disoccupata, ma molti lavorano nella ristorazione e nel commercio, soprattutto
pachistani e bangladesi, gli altri nelle pulizie, o come metalmeccanici. Un insieme variegato diverso dallo stereotipo”.
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«La decrescita è Faccia a faccia
elogio dell’ozio, del- con Maurizio Pallante l’intervista
la lentezza e del-
la durata; rispetto
del passato; consa-
La decrescita
pevolezza che non
c’è progresso senza
felice
persone che non mangiano, una perchè semplicemente una produzione più “eti-
conservazione» p Simone Jacca non ha da mangiare, e quindi non fa
una scelta, e una perché decide di fare
ca” (fonti rinnovabili, anziché fossili).
Si tratta di uno spostamento di tecno-
una dieta, e quindi fa una scelta consa- logia, che alla lunga non ha respiro. Se
Abbiamo intervistato Maurizio Pallante, pevole allo scopo di star meglio. diminuisco il consumo di risorse e au-
fondatore del “Movimento per la Decre- Allo stesso modo la recessione è un mento comunque la produzione quello
scita felice”, scrittore, saggista, membro calo della crescita, in un sistema fonda- che guadagno da una parte lo perdo
del comitato scientifico della campagna to su questo paradigma. La decrescita, dall’altra. La decrescita è un cambia-
sul risparmio energetico “M’illumino di al contrario, è diminuzione volontaria di mento innanzitutto culturale, che vuole
meno” e fondatore insieme a Tullio Reg- consumo e merci che non rappresenta- rimettere in discussione tutti i valori
ge e Mario Palazzetti del “Comitato per no un bene. economici attuali, il senso del lavoro,
l’uso razionale dell’energia” (Cure). Che differenza c’è tra “merci” e il rapporto tra le persone, i modelli di
“beni”? comportamento.
Pallante, come si può “predicare” Se coltivo dei pomodori nel mio orticel- Diossina, uranio impoverito,
la decrescita in un periodo di re- lo, sto producendo un bene, che tutta- amianto. Come si arriva ad ac-
cessione globale a chi non arriva via non è considerabile merce, perché cettare tutto questo in cambio di
a fine mese? non viene scambiato e non influisce sul qualche piccolo comfort?
Questo domanda presuppone l’identità nostro Pil. Il livello di scontro non è politico ma
fra decrescita e recessione. I due ter- Al contrario se vendo milioni di vide- culturale. Questo sistema di valori ac-
mini, in realtà, hanno in comune solo ogame sto producendo merci, sto au- cetta come effetti collaterali e negativi
la diminuzione del Pil, ma per il resto mentando il Pil, sto “crescendo”, senza la diossina, l’amianto e tutto ciò che di
sono l’uno l’opposto dell’altro. rendere alcun bene alla società. Anzi, dannoso ci circonda. Bisogna rendersi
La differenza è la stessa che c’è tra due tutt’altro! conto che non abbiamo bisogno di tan-
In che modo la decrescita si di- te cose, ma solo di vivere bene, meglio.
stingue e va oltre il “vecchio” am- Lo scopo del lavoro non deve essere
bientalismo? quello produrre a prescindere, ma quel-
L’ambientalismo si occupa dei danni lo di produrre cose utili che possano
ambientali della nostra società, non ri- migliorare la nostra vita.
chiede una decrescita dei consumi, ma Dunque beni, non merci.

tutte le
è nata la newslet-
ter del Forum
Terzo Settore Emi-
SempreVerdi
novità dal lia Romagna: un no-
Il biologico?
mondo del tiziario quindicinale
telematico per rima- Va a tutto Gas
volontariato nere sempre aggior-
p Lou del bello (Sottobosco.info)
nati sulle notizie del
p annalisa bolognesi Forum e delle orga- Lo si sente dire spesso: il biologico è un lusso. Si tratta di un pregiudizio, è
(bandieragialla.IT) nizzazioni aderenti e vero, ma con un fondamento solido: al supermercato lo scaffale bio è quello
sulle principali novi- in cui un kg di zucchine costa 7 euro, e il pollo va dai 15 in su. Che fare quando
tà del mondo del terzo settore. La nuova newsletter è realizzata in col- ci si trova a scegliere tra il bilancio familiare e una spesa più consapevole? Si
laborazione con il portale di informazione sociale BandieraGialla.it ed è prova l’autoproduzione! Autoprodurre è un ottimo antistress e dà grandi sod-
articolata in quattro sezioni principali. La prima è dedicata alle comuni- disfazioni, a partire dalla cucina. Anzi dall’abc della cucina, ovvero le materie
cazioni del Forum regionale e del suo Portavoce; altre due sezioni sono prime. Il suggerimento è di evitare i supermercati del bio nonché i mercatini
destinate a notizie, eventi e progetti delle Organizzazioni Regionali ade- sponsorizzati da famose firme del “mangiar lento”: i prezzi sono gonfiati dal-
renti e dei Forum Provinciali dell’Emilia Romagna; mentre l’ultima parte la moda, il target è un’elite colta e ricca, del tipo “gli altri vadano pure al Mc
è dedicata alle principali notizie provenienti dal mondo del non profit. Donald’s”. Molto meglio un Gas, Gruppo di acquisto solidale. Di che si trat-
Uno strumento utile a tutti gli operatori del pubblico e del privato socia- ta? Di persone che comprano verdura, ed eventualmente formaggio e salumi,
le, ai volontari ed a tutti gli interessati, per rimanere sempre aggiornati dallo stesso produttore diretto. Questo, assicuratosi così una clientela ampia,
e informati, ricevendo direttamente nella propria casella di posta elettro- può abbassare i prezzi. Solo a Bologna ci sono 6 Gas, in tutta la regione 61. Si
nica tutte le ultime novità del terzo settore. Per iscriversi alla newsletter possono rintracciare tramite il sito www.retegas.org. Ci si associa e ogni setti-
basta andare sul sito di BandieraGialla nella sezione dedicata al Forum mana, ad un prezzo fisso che si aggira tra i 5 e i 6 euro, si riceve una cassetta
e inserire il proprio indirizzo e-mail nell’apposita casella sulla destra; di frutta e verdura di stagione. Naturalmente non si può scegliere cosa si vuo-
oppure è possibile mandare una e-mail con oggetto “newsletter” al Fo- le come dal fruttivendolo, ma si possono fare degli scambi con gli altri soci.
rum Terzo Settore Emilia Romagna: info@terzosettoreemiliaromagna.it Il bello di aderire a un Gas è che, oltre a risparmiare ed avere un prodotto ri-
Il primo numero è invece disponibile on line sul sito di Bandiera Gialla: gorosamente biologico e a km zero, si affina il palato imparando a cucinare
www.bandieragialla.it cose nuove.
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La città che cambia Non parlate al conducente

Se il low cost L’ultima sigaretta


non decolla (prima del bus)
p simone sabattini p Donato Ungaro (autista Atc)

S Il
ono passati quasi due anni dalla svuotano il centro. Ma a parte i negozi a 99 fumo uccide. Non lo dico io. è scritto sui pacchetti di siga-
sfida low cost lanciata dall’arrivo cent e i discount, una Bologna autentica- rette. Io dico un’altra cosa: il fumo può uccidere due vol-
a Bologna di un simbolo dell’era mente low cost, che punta cioè a una clien- te. Volete un esempio? Fermata dell’autobus, uno arriva trafela-
post-contemporanea come Ryanair. Un ri- tela giovane, vagamente randagia, sicura- to e si affaccia dalla pensilina. Del bestione arancione nessuna
sultato a lungo inseguito, che forse avrebbe mente abituata a scegliere, di fatto, non traccia, bisogna attendere, e allora perché non concedersi una
potuto coincidere con la possibilità vera di c’è. Può essere divertente darle la caccia, bella sigaretta? Funziona sempre: dopo due tiri spunta in lonta-
una svolta anche nei prezzi della città. tra chi, come un ristorante di via Augusto nanza la sagoma del bus. Si celebra così il tradizionale “lancio
Bologna svetta nelle classifiche della quali- Righi, tiene da anni (pare sette) un digni- della paglia”, con il fumatore già a bordo del bus che segue con
tà della vita ma anche in quella dei prezzi tosissimo menù a 10 euro ed è frequentato gli occhi il volo della “bionda”. Intanto io sto già richiudendo
delle case, dei ristoranti, delle assicurazioni da gente assi diversa. O tra chi ha prima le porte e riparto. A terra però sono rimaste alcune persone:
portato avanti una politica guardo gli specchietti e vedo che uno di loro è sceso dal mar-
dei prezzi quasi disperata, ciapiede e, sguardo a terra, cer-
come il mitico Nannucci di ca qualcosa. Non ci sono dub-
via Oberdan, e chi l’ha fatta bi: cerca la cicca della sigaretta
totalmente propria, come i che il passeggero ha abbando-
suoi eredi in via Manzoni. nato sull’asfalto prima di salire
O nel Bookstore Discount sul mio bus. C’è ancora più di
sorto negli stessi locali del- mezza sigaretta buona, a terra,
lo storico negozio dei di- qualche volta addirittura una si-
schi. Casi isolati, che però garetta quasi intera, a cui è stato
hanno intercettato la popo- sottratto solo uno, massimo due tiri rabbiosi; il resto è tutto lì,
lazione su cui, in fondo, do- a terra. Mi assale una grande tristezza, nel vedere la scena; alle
vrebbe puntare la città. Re- volte sono persone in “divisa” da senzatetto, altre sono anziani,
stano più che altro i vuoti: invisibili perfino nel vizio venefico e costoso del fumo, costretti
a Bologna non c’è un ostel- a raccattare sigarette da terra, perché le quattro monetine che si
lo in centro, gli studentati ritrovano in tasca servono più e meglio a riempire con qualcosa
moderni arrivano troppo di concreto lo stomaco, piuttosto che i polmoni di falso piacere.
lentamente per una univer- Eppure bastava che il fumatore prima di salire sull’autobus si
sità dalle mille possibilità guardasse intorno, cogliendo negli occhi del prossimo raccatta-
internazionali, gli alberghi tore di cicche il desiderio verso quello che per lui stava diven-
non riescono ad adeguar- tando un oggetto da gettare a terra, un rifiuto. Bastava che la
si a una realtà fieristica (e sigaretta venisse appoggiata da qualche parte, per non umiliare
auto. Eppure l’arrivo degli aerei irlandesi a quindi pagata dalle aziende) tutto somma- la persona a raccattare la cicca da terra. Oppure offrigliela diret-
prezzi stracciati ha fatto intravvedere una to in declino. Forse per questo Ryanair ha tamente, magari aggiungendone una nuova, ancora da accen-
Bologna che potrebbe cambiare ma fatica portato in tutti questi mesi centinaia di mi- dere. Invece no; la fretta ci porta a essere egoisti e indifferenti. E
a farlo. Esiste una Bologna low cost? Do- gliaia di persone in più, ma che in pochi l’indifferenza uccide, come il fumo.
vrebbe, vista la quantità abnorme di stu- casi hanno varcato i cancelli del Marconi, o
denti rispetto al totale dei residenti. E do- al massimo delle mura cittadine. Bologna
vrebbe anche visti i mutamenti sociali che cambia, ma col contagocce.

la posta degli altri


La redazione di Piazza Grande risponde alle lettere pubblicate sui quotidiani bolognesi

Ma evidentemente, come ci ricorda la sua lettera, per alcuni genitori que-


Gli innominabili sto diritto non vale. Finché i nomi sono nomi veri è un conto, e se uno la
Lettera pubblicata su Il Resto del Carlino del 4 aprile 2010 butta in politica la scelta è ancora comprensibile. Perché in realtà si può
fare di molto peggio.
Nei miei anni di lavoro anagrafico, ne ho incontrati di nomi strani: Aeropla- Qualcuno in Inghilterra ha scelto di chiamare il figlio “James Dr No From
no, Termo, Frigo, Virus, Radio, Eja alalà… e capisco che chiamarsi Silvio Russia with love Goldfinger Thunderball You only live twice On her Maje-
Berlusconi o Benito possa imbarazzare. Ma che dire di Palmiro, Nilde, Co- sty’s secret service” (e via di seguito con tutti gli altri film di James Bond).
munardo o Katiuscia? Avere come nome l’intera filmografia di 007 non dev’essere facile, ma al-
meno si può abbreviare in James. In Svezia, invece, due genitori avevano
Caro lettore, optato per “Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116”, sostenen-
la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia all’articolo 16 recita: “Nessun do si pronunciasse Albin: purtroppo non ce l’hanno fatta a convincere gli
fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita pri- ufficiali dell’anagrafe.
vata [...] e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione”. Meglio essere innominati che innominabili.
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ritorno in
piazza
verdi
p Carlo Lucarelli

Q
uesta città non è quella città. Lo cosa. C’è meno carta attaccata ai muri, cio, e anche lui parla al cellulare, dice davanti all’uscita secondaria del Comuna-
scriveva Paco Ignazio Taibo II in meno scritte. Nelle fotografie dei miei ri- “non son mica dei banchieri, son dei de- le: (vigilessa) “Guardate che la prossima
un suo romanzo, Rivoluzionario cordi del 1983 le pareti di via Zamboni linquenti, questi sono tassi da usurai”, e volta segno tutto”, (punkabestia col cane)
di passaggio, confrontando la Città del erano coperte di fogli selvaggi, soprattut- anche allora, anche nella mia cartolina “Va bene”, (vigile) “Buona giornata”, (ra-
Messico dei documenti con quella che to bianco e nero, iniziative autogestite, di prima, tutti parlavano di soldi, quan- gazza senza cane) “Buona giornata anche
stava ricostruendo. Lo penso io adesso, autoprodotte, autodistribuite, autoqual- to costa un posto letto, quanto costa un a voi”, (altra ragazza) “Me lo fai tenere a
fermo in mezzo a Piazza Verdi, il punto cosa. Ora no, ce ne sono di meno, molti panino, quanto ti prende la mensa, do me il cane?”.
da cui voglio iniziare il viaggio che vorrei di meno. Non è che sembri più pulita, lezioni di inglese e di latino e sotto, come In fondo alla piazza, contro il muro di
mi portasse a perdermi a Bologna. però, solo più vuota. una fila di denti a volte persi, rettangolini quella che una volta era una cooperati-
Ma ancora non ho fatto un passo e già In piazza Verdi ci sono tre persone, tre ritagliati da staccare, col nome e il nume- va libraria e adesso è un locale, domani
mi sono perso. Perché questa città non è ragazzi, non possono che essere studen- ro di telefono che allora aveva il prefisso mattina ci sarà un furgone dei vigili urba-
quella città. ti. Passano e svaniscono lungo il portico, 051 e adesso, invece è un cellulare. ni. Nella cartolina che mi ricordo, all’an-
Nessun viaggiatore, per quanto improvvi- altri due hanno già attraversato la piaz- Anche i suoni, domani, saranno tanti come golo della piazza c’era sempre un’auto
sato e sprovveduto, si trova in un posto za, inghiottiti da un arco che li porta lon- allora, soltanto di più, perché assieme alle ferma, con due tipi dentro, che tutti sape-
senza conoscerne nulla. Senza averne vi- tano, vanno tutti via. Domani, necaldo cadenze di pugliesi, calabresi, veneti e si- vano essere poliziotti. Tra qualche giorno,
sto almeno una cartolina, una fotografia, improvviso che ha sorpreso tutti ancora ciliani, ci saranno anche quelle dell’Africa, quando sarà più estate, ci saranno anche
senza averne letto qualcosa su una gui- un furgone dei carabinieri
da o sentito un racconto. Ecco, se devo e uno della polizia, e tanta
astrarmi da quello che sono per vede- gente, nel fine settimana,
re questa città con occhi nuovi, se devo un po’ più fuori e un po’
fingere di non esserci mai stato, allora i più sbronza di una volta,
miei ricordi fino a qualche minuto fa sa- ma non tanto di più.
ranno le mie cartoline, le mie fotografie, Eppure questa città, la piaz-
le mie note sulla guida. Ma questa città za che vedo completamen-
non è quella città. te deserta alle due di notte,
Mentre scendo lungo via Belmeloro sotto non è questa città, e non è
la luce gialla del portico mi chiedo dove questa piazza. Cosa c’è di di-
stia la differenza. La cartolina che ho in verso? Lo sguardo della gen-
mente è una notte del 1983, una notte te che ora non c’è ma ci sarà
come questa, domenica notte di una pri- domani. Le cose che ho letto
mavera che qui da noi è già quasi estate. sui giornali ieri e che legge-
I miei passi risuonano solitari allo stesso rò domani, non solo su Bo-
modo, la luce dei lampioni sotto le volte logna ma sul mondo, e non
dei portici è agghiacciante come allora. importa se siano accadute
Lo stesso silenzio. Sono le due di notte. così o no, non importa nean-
A terra ci sono le stesse merde di cane. che se non siano mai succes-
Non è che sia sporca, questa parte del- Q| Illustrazione di Nancy Poltronieri se. Quello che sono diventa-
la città, non sono sporche le zone uni- to io fino ad oggi e che sarò
versitarie, anche se lo sembrano. Sono ancora di più domani.
usate. Sono come le gomme da cancella- troppo coperti, ci sarà più gente, studen- dell’Asia e del resto dell’Europa. Meno co- Una città non è quello che è, ma come
re, consumate, scheggiate, annerite sulla ti vestiti da studenti, fighetti vestiti da fi- lori sui vestiti, ma di più sulle facce della la vede il viaggiatore che la attraversa.
punta, ma non sono sporche, anche se ghetti, strani vestiti da strani. Ci sarà un gente. Più cani, perché i frickettoni di allo- E in questo momento, nel silenzio giallo
le gratti e le lucidi restano così. tipo con la custodia nera di una chitar- ra che stavano seduti sugli stessi gradoni dei portici, già perso al primo passo del
Questa città, però, sembra più spoglia ra sulla schiena che parla al cellulare, li- dei portici dei punkabestia di oggi non ave- mio viaggio in piazza Verdi, non so per-
di quella di allora. Merde di cane, cic- tiga con la padrona di casa, per i soldi vano animali. Ce ne saranno tre, domani ché, perché non lo so, ma questa città
che per terra, gli sfregi neri delle suole dell’affitto. Ce n’è un’altro, più anziano, mattina, di punkabestia, un ragazzo e due mi sembra un po’ più vuota, un po’ più
delle scarpe, c’è tutto ma manca qual- si è tolto il maglione e lo tiene sotto brac- ragazze che parleranno con una vigilessa, fredda e più cattiva. (©2010).
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Protagonista dello
scudetto del 1964,
Ezio Pascutti, spalle alla porta

fu uno dei primi una vita per la maglia


idoli della curva bo-
p Leonardo Tancredi
lognese. A 73 anni
3 a 2 e da quel momento le cose sono mente era diverso. Quando sono arrivato a di squalifica a Pascutti dovevano met-
racconta con ironia andate bene. La prima in casa con la Bologna mi hanno dato 5.000 lire di ingag- terlo in galera per quello che ha fatto”.
Sampdoria, un bel 5 a 1 e ho fatto gol gio, ne mandai 3.000 ai miei genitori, 2.000 Lo sto ancora cercando quel giornali-
e senza rimpianti di nuovo. le tenni perché mi dovevo almeno vestire, sta. Io preferisco prendere tre pugni in
Ma non è stato quello l’anno dei 12 gol non avevo niente. faccia piuttosto che uno sputo. È stata
un mondo che non in 10 partite, un record battuto solo da Avresti guadagnato di più altrove? una pubblicità cattiva ma mi ha spinto
Batistuta… con un rigore che non c’era. Nel ’65-’66 c’era stata la possibilità del- a dare di più. Dopo Mosca andammo
esiste più lo scambio con Gigi Riva. Gigi giocava a giocare a Genova e puoi immagina-
a Cagliari, Helenio Herrera mi voleva re, tutti i comunisti genovesi ogni volta
all’Inter, allora l’Inter avrebbe preso Riva che toccavo una palla mi fischiavano.
dal Cagliari per darlo al Bologna, in cam- Io praticamente non giocavo, come mi
bio io sarei andato a Milano. Schiavio, arrivava la palla la passavo di prima.
all’epoca dirigente, disse: se voi vendete Poi a Roma stessa storia, allora l’arbitro
Pascutti io do le dimissioni. Quello che ci Concetto Lo Bello mi chiama e mi dice
ha rimesso sono stato io, qua guadagna- “Ezio vieni qua che li prendiamo per il
vo poco, all’Inter andavo in una squadra culo, adesso faccio finta di ammonirti”,
che puntava allo scudetto, ma alla fine perché capiva la mia situazione… An-
sono stato contento di restare qua. che Gianni Brera, dopo i due gol all’Au-
Gigi Riva era più bravo di te? stria, aveva detto che ero la più gran-
No, era solo più forte, più bravo di me de ala sinistra del mondo, dopo Mosca
c’era solo Stefano Nyers, l’ungherese disse che ero il più grande delinquente
(due scudetti con l’Inter, tra il’48 e il d’Italia. L’errore l’ho fatto, ho sbagliato,
Q| 1966 Pascutti anticipa Burnich, il Bologna batte l’Inter 3 a 2
’54). Quando si parlava di ali sinistre ero ma non hanno capito la situazione.
secondo solo a Nyers. Cos’è cambiato nel calcio di oggi?

Q
uando sono arrivato a Bologna Quanto si guadagnava negli anni Il 13 ottobre 1963 a Mosca si gio- Il calcio è cambiato ma solo per i sol-
mi sono iscritto alle Aldini Va- ’60 giocando a pallone? ca Urss-Italia. Ezio Pascutti sta an- di, da quando i calciatori possono fare i
leriani per assicurami un futu- Nel ’62 andai a fare il contratto con Dall’Ara dando a segnare, il difensore so- contratti guadagnano molto di più. Ma è
ro. Mi allenavo con la prima squadra, insieme a mia moglie, perché si diceva che vietico Dubinsky lo colpisce a una giusto così, i tempi sono cambiati.
quindi o facevo allenamento il pomerig- gli piacessero molto le donne e se portavi gamba. Pascutti reagisce e gli mol- Ma non guadagnano troppo?
gio o andavo in officina a fare pratica. la moglie riuscivi a tirare su qualche soldo la una manata, espulso. L’Urss vin- Ne prendono tanti, ma il mondo oggi è
Ho mollato l’officina ed è andata bene, in più. Ma mentre eravamo lì a discutere, e ce 2 a 0, l’Italia non va agli Euro- così. Se avessi preso gli stessi soldi, mi
perché se no c’era la vanga a casa mia, Dall’Ara non mollava neanche a morire, lei pei, Pascutti è il capro espiatorio. sarei comprato il Bologna.
in Friuli. andò fuori a piangere. Che tirchio che era Cosa è successo dopo? Fatte le proporzioni saresti stato
Ti ricordi il debutto a Bologna? Dall’Ara. A quei tempi la società faceva di Mi hanno trattato male. Sono stato con- uno da 5 milioni di euro…
Sono arrivato nel ‘54, ho fatto un anno te quello che voleva. siderato un delinquente per degli anni. Anche di più!
di juniores e poi il primo gennaio 1956 Quanto hai strappato quella volta? Anche poco tempo fa, quando Totti spu- Ma Messi ne prende 8…
ho debuttato che avevo appena 18 anni, All’anno erano 480.000 lire... ma vai a ve- tò in faccia a Poulsen, un giornalista Allora io 10.
a Vicenza. Ho fatto gol, abbiamo vinto dere quanto prendevano gli operai, ovvia- disse: “se a Totti hanno dato 2 giornate (ha collaborato Demetrio Baruzzi).

Cronaca delle partite precedenti


propiziare gli astri
p Gianluca morozzi
Noi tifosi del Bologna, ogni tanto, ci portiamo sfortuna da soli. A metà marzo eravamo praticamente salvi, tranquilli, rilassati, e ci siamo detti: “E adesso, per i pros-
simi due mesi, che cosa facciamo? Impariamo a ricamare?”. La sconfitta di Siena, col gol di un certo Larrondo ribattezzato L’Orrendo, non ci aveva sconvolti più
di tanto. Dopo però erano venuti il 2-0 con la Roma, il 3-1 di Palermo, il 3-0 con l’Inter, mentre l’Atalanta, che sembrava sepolta sul fondo classifica, di colpo vinceva
come il Barcellona, trasformando il rassicurante baratro tra noi e loro - 13 punti! - in 10 punti, poi 7, poi 4… “Va bene - ci eravamo detti dopo l’Inter - ora sono finite
le partite impossibili, adesso arriva la Lazio che è un punto dietro di noi, battiamo la Lazio e chiudiamo i discorsi”. E per mezz’ora sembravano chiusi davvero,
i discorsi: Guana e Portanova, 2 a 0 per noi, pareva fatta. Ecco: lì, per motivi che un giorno, illuminato dalla comprensione, capirò, il Bologna si era disfatto. La
Lazio aveva segnato tre gol con la fatica che farei io a battere a braccio di ferro mio nipote che ha due anni. Quinta sconfitta consecutiva. “Va bene - ci eravamo
detti - ora però il calendario difficile ce l’ha l’Atalanta, vediamo di non perdere anche a Udine, intanto”. A Udine siamo andati in vantaggio dopo tre minuti con un
autogol, ci siamo difesi, l’arbitro non ci ha esattamente aiutati, e l’Atalanta intanto vinceva con la Fiorentina, ma 4 punti erano e 4 punti rimanevano, no? Ora è qua-
si il 90°, a Udine, c’è una punizione dal limite per noi, basta gestire bene questo pallone… Ecco: a gestirlo così male, secondo me, ci vogliono degli studi anche
difficili. Punizione buttata al vento, l’Udinese caccia un pallone in avanti, la difesa dorme, Di Natale pareggia. E i punti sull’Atalanta diventano 2. Solo 2. Poi, si sa, c’è
un Bologna con Di Vaio fuori forma e un Bologna con Di Vaio in forma. Il capitano è tornato ad essere implacabile con il Parma, quando la vittoria è tornata a farsi
vedere al Dall’Ara. Il Parma era passato in vantaggio a metà primo tempo, regalandoci splendide immagini di trasferte di serie B a Novara e a Cittadella, prima che
Di Vaio pareggiasse con un colpo di tacco e scacciasse gli incubi con un pallonetto. Rilanciando il Bologna a più 5 sull’Atalanta, sconfitta dall’Inter. A sette giorni
dallo scontro diretto: Atalanta-Bologna. Se il Bologna vince a Bergamo, è matematicamente salvo. Se pareggia, è virtualmente salvo. Se perde, bisogna far punti
nelle ultime due partite con Catania e Cagliari... Quindi, chi conosce un modo per propiziare gli astri sul campo di Bergamo, me lo faccia sapere. Grazie.
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Un invito dall’Iraq pazione degli organizzatori. A Basrah la Cultura


trovavo un’apprensione eccessiva, ma,
non pacificato per
Masala,
messo piede a Baghdad, ho amato con
gratitudine l’ansia protettiva e la pro-
un festival di poe- fessionalità dei miei custodi. Il cocktail

un poeta in Iraq
del ritorno si compone così: piacere per
sia. A riceverlo è un l’esperienza (motore inarrestabile) e la
compagnia... pena e dolore per un po-
poeta antimilitari- polo in condizioni di vita insostenibili...
rispetto ammirato per la dignità dei suoi p daniele barbieri
sta: «Uno scherzo poeti, artisti, intellettuali. Ma il bicchiere
l’avevo già: la conferma che a praticare Angel Petisme (cantautore), i danesi Kri- da sempre lascio questa triste preoccu-
o hanno sbagliato antimilitarismo niente è sprecato. La so- sten Bjornkeer e Sejer Andersen, Bayan pazione ad altri. Ho letto l’introduzione
lidarietà serve, soprattutto se c’è occa- Al Safadi (Siria), Kamal Akhlaki (Maroc- a “Nella casa del boia”, uscito in USA a
persona...» sione di trasformarla in presenza. Senza co) e cinque turchi: Ali Akbas, Osman cura di Jack Hirschman, lettera-poema
presunzione di rappresentare altri che Çeviksoy, Nekdet Karasevda, Fatih Sahir, a Bush scritta per gli iracheni. Mi sono
Imdat Avsar, Ayten Mutlu. Molti altri commosso quando si sono alzati per
non sono venuti. Ero a Basrah, allo applaudire. E’ un altro testo sul corag-
sbocco dello Shatt-el-Arab, Fiume- gio e la resistenza della poesia. Ne ave-
degli-Arabi formato dalla confluen- vano bisogno e me l’hanno dimostrato
za del Tigri e l’Eufrate dove finisce la con calore. Devo molto alla traduzione
Mesopotamia. Il piccolo cuneo che e lettura in arabo di Kamal Akhlaki, po-
s’incastra sul mare fra Iran e Kuwait. eta marocchino: ho un nuovo amico.
Una coda del festival era a Baghdad.
Per la prima volta Al Marbid apriva Pochi giorni in un Paese marto-
a stranieri: primo evento culturale riato: che impressioni hai avuto,
dopo una guerra non ancora finita. che aria hai respirato? Hai cam-
Oltre a noi, tanti poeti dall’Iraq, con- biato idea su qualcosa? Hai pen-
certi e mostre. Un festival complicato sato “questa non ce l’hanno rac-
dalla tensione dei risultati elettorali. contata”?
Un tentativo di comunicare al mon- Cerco di sintetizzare in impressioni.
do arte, cultura, vita. Sono testimone Tristezza immensa. Senso di profonda
di coraggio, bellezza di spirito, uma- dolcezza per la sensibilità nell’acco-
nità di un popolo innocente e sfortu- glierci. Angoscia per le continue per-
Prima volta in Iraq: sei andato con me stesso, sentivo la spinta emotiva di nato che non si arrende. quisizioni nei check-point (e molti li
un cocktail di curiosità, paura, chi testimonia opposizione alla guerra. evitavamo in quanto ospiti). Dolore
piacere per l’esperienza e la com- Ho tradotto un gesto d’amore collettivo, Sei un poeta contro la guerra e nel vedere ovunque torrette di tanks o
pagnia... Com’è al ritorno? utilizzato quel bicchiere per offrire il sor- persona che non si autocensura; postazioni di mitragliatrici, e, la notte
Aggiungi al cocktail il ghiaccio: la con- so fraterno di cui hanno bisogno per nu- cosa hai detto in zona di “finta a Baghdad dalla mia finestra d’alber-
vinzione che niente mi poteva capita- trire il coraggio. pace”? go, le fiammate dei colpi nel panora-
re, dimenticando che vengo dal paese Non mi autocensuro, ma sto distante da ma del Tigri, culla della prima civiltà.
interventista che con la Gran Bretagna Chi ti ha invitato? Dov’eri, con chi, atteggiamenti colonizzatori. L’elemento Il resto l’avevamo già intuito: la crude-
ha appoggiato la menzogna scatenante a fare che? che spinge la mia poesia è la “funziona- le stupidità della guerra, l’innocenza
dell’occupazione. La curiosità è intatta: Il Ministero della Cultura, per il 7° fe- lità”. Sono sardo, di un popolo che mi di ogni popolo che la subisce, la cri-
impossibile camminare per le strade, stival Al Marbid, attraverso Muniam al ha educato alla poesia che appartiene minale determinazione di poter esse-
parlare con la gente, entrare nei negozi... Fakir e Aqeel Mindlawi (direttore). Fra alla gente, ne esprime le parole impe- re sterminati per uno sporco business,
non ho visto l’Iraq. Ma ho approfittato di i poeti Jack Hirschman (USA) e Agneta dite, ne trasporta lo spirito assumendo l’arrogante presunzione che qualcuno
tutte le occasioni: poeti e artisti che in- Falk (Svezia), compagni di tante vicende. il carico, revocabile in ogni momento, possa esportare o insegnare democra-
contravo, camerieri d’albergo, poliziotti E l’italiana Anna Lombardo, Eric Sarner della rappresentatività. Non ero là per zia ad altri, il fallimento di questa ter-
che ci scortavano con cura affettuosa. La (filmaker francese), gli spagnoli Mauri- mostrare capacità poetica o gratificare ribile menzogna. Ho provato vergogna
nostra sicurezza era la maggior preoccu- lio de Miguel (scrittore e giornalista) e il narciso: non ho carriere da difendere, per quello che siamo diventati.

diario dal pratello


i giovani detenuti incontrano gli studenti
p Paolo Billi (Teatro del Pratello)
Undici anni di lavoro teatrale con gli adolescenti dell’Istituto penale minorile, con minori di comunità educative, con studenti di istituti superiori mi hanno
ogni giorno messo di fronte a una questione concreta, ineludibile, necessaria: saper porgere il limite. Nel fare artistico, che è insieme esperienza educativa
e formativa e palestra emotiva, fondamentale è praticare il limite in termini positivi: il limite non è mai barriera, restrizione, condizionamento, ma soglia da
varcare, orizzonte da traversare, camminando sospesi. Fondamentale è percepire e cogliere la differenza tra l’orizzonte del nomade e l’orizzonte dello stan-
ziale, perchè nelle nostre quotidianità si tende a percepire l’orizzonte come una linea stabile. Si dovrebbe riconquistare la libertà di un orizzonte che muta.
È sempre stato questo il senso del Progetto Dialoghi, che da nove anni crea ponti, momenti di scambio e lavoro comune, tra i giovani detenuti e i loro coeta-
nei, attraverso laboratori di scrittura creativa, di video e di lettura. Quest’anno il progetto ha coinvolto classi di cinque istituti superiori di Bologna, Modena
e Cesena, tre comunità minorili e i ragazzi dell’Istituto minorile di Bologna. La conclusione è il prossimo 15 maggio con un Reading-Concerto dal titolo “Dia-
loghi sul limite”, per la mia regia, con le musiche dal vivo di Carlo Maver, i testi a cura Filippo Milani e il video di scena di Agnese Mattanò. Sul palco salirà
un gruppo di 15 ragazzi provenienti dalle diverse scuole e comunità, per presentare una scelta delle scritture prodotte nei laboratori di scrittura del Progetto
Dialoghi. Ideato e realizzato da Teatro del Pratello, il progetto è sostenuto dall’Istituto minorile di Bologna e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, in col-
laborazione con il Centro giustizia minorile regionale, con il patrocinio dell’Ufficio scolastico.
Tutti i testi realizzati nei laboratori del Progetto Dialoghi sono sul sito dialoghisullimite.wordpress.com
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on the road nell’ambito della rassegna


alcuni gruppi provenienti
appuntamenti del mese

Fino al e diretto da Emmanuel Exitu.


Al termine incontro con il
da altre università italiane e 6 giugno regista.
7 maggio straniere.
Citytellers
ore 22.30
No Means No 22 maggio 13-14 maggio Mambo
Via don Minzoni 14
Estragon ore 22.30 ore 21.15
Via Stalingrado 83 Aprés la Classe Soli al mondo? Fino al La mostra di Francesco Jo-
www.estragon.it Estragon Teatri di Vita
19 maggio dice focalizza l’attenzione Fino al
biglietto: 10 €
I No Means No sono sta-
Via Stalingrado 83
www.estragon.it
Via Emilia Ponente 485
www.teatridi vita.it
su una parte fondamentale
della produzione dell’ar- 7 maggio
Parallelism : tista: il film-making. Le
ti una bandiera del rock biglietto: 10 € Biglietti da 7 a 14 €
tre artisti a confronto opere appartenenti al ciclo Crossover:
indipendente. Con la loro Ritornano sulle scene gli Sei coreografi provenienti
Civico 32 “Citytellers” conservano la le nuove frontiere
musica hanno affrescato Après la Classe con il nuo- dalla ricerca italiana con-
Via Nazario Sauro 24/b matrice fotografica del lavo- del cinema europeo
l’universo disperato degli vo album “Mammalitalia- temporanea mettono in sce-
Ingresso libero ro dell’artista e al contem- Cinema Lumière
adolescenti cresciuti in ni”. La title track del nuovo na una particolare visione
“Parallelism”, ovvero paral- po offrono la possibilità di Via Azzo Gardino 65/a
ambienti familiari ostili, disco della band salentina della solitudine, attraverso
lelismi di contemporaneità: percepire una realtà critica www.cinetecadibologna.it
abbandonati a se stessi, ri- è stata scritta insieme a la danza e il movimento
confronto tra i tre giovani spesso poco conosciuta. L’americano Abel Ferrara che
fiutati dai genitori, claustro- Caparezza, amico di sem- corporeo, in due giornate
artisti Walter Mazzarella, racconta storie di carcera-
fobicamente immersi nelle pre e “complice” dell’intero dedicate a danzatori “soli”.
Leonardo Rinaldi, Andrea te napoletane, il taiwanese
proprie fantasie erotiche o progetto.
Spano. La mostra è aperta Hou-Hsia Hsien che segue le
omicide, ignorati da una
27 e 28 dal lunedì al sabato dalle traiettorie di un palloncino
società che non li difende e
neppure li ascolta.
Fino al maggio 18.30 alle 24. rosso nel cielo di Parigi, cele-
31 maggio ore 21.15 6 maggio brata dal film collettivo Paris,

8-15-29 Sade, opus Fino al ore 21.15


je t’aime. Ma anche gli ultimi
lavori di autori sudamericani
maggio
Rocker Festival:
dai Residents
contra naturam
Teatri di Vita
30 maggio Greater:
defeating AIDS
come Biniez, Reygadas, Alon-
so e Salles, tutti co-prodotti
ore 21 ai Pavement Via Emilia Ponente 485
L’Aquila, Teatri di Vita da capitali europei.
Musicateneo 2010 Estragon www.teatridi vita.it
la zona rossa Via Emilia Ponente 485
Aula Absidale di S.Lucia Via Stalingrado 83 Biglietti da 7 a 14 € www.teatridi vita.it
Il Posto
Via de’ chiari 25/a www.estragon.it Una rappresentazione Biglietti 5 €
via Massarenti 37
www.cmam.it Il meglio del rock sbarca a inedita in cui Filosofia e Quarantadue minuti per rac-
www.ilposto.bo.it L’agenda “On the Road”, a
Ingresso libero Bologna con la quinta edi- Erotismo sono lo strumento contare la rivoluzionaria sto-
Ingresso libero cura di Giuseppe Mele, viene
Tre appuntamenti con il zione del “Rocker Festival”, teatrale con cui Sade dis- ria del progetto del Meeting
La prima personale di Fede- chiusa in redazione il 25 di
festival organizzato dal all’Estragon e al Covo per seziona e analizza il cuore Point International fondato
rico Collovà è un fotore- ogni mese. Per segnalare
Collegium Musicum Almae tutto il mese di maggio. Fra umano. Un viaggio in Italia, dall’infermiera Rose Busing-
portage sul terremoto che eventi e inviare comunicati
Matris, che ogni primavera i concerti in programma la un viaggio nella depravazio- ye negli slum di Kampala in
il 6 aprile 2009 ha colpito scrivere all’indirizzo email:
propone concerti di gruppi band culto dei Residents (14 ne, un viaggio sadiano nel Uganda e delle donne malate
L’Aquila. I suoi scatti in redazione@piazzagrande.it
universitari. Accanto agli maggio), i Gogol Bordello “cuore dell’uomo” che Frat- di Aids da lei accolte: è il
bianco e nero mostrano il o telefonare al numero 051
organici del Collegium Mu- (lunedì 24) e il ritorno dei taroli esegue con audace lu- documentario “Greater-Defe-
centro storico della città a 342328.
sicum si esibiranno infatti Pavement (martedì 25). cidità e spietata passione. ating Aids”, scritto, prodotto
un anno dagli eventi.