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SEGUSIUM - RICERCHE E STUDI VALSUSINI A. XXXV - VOL. 36 (1998) pagg.

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Tullio Forno

Una leva militare a Susa


negli anni del Risorgimento
Il conte feldmaresciallo austriaco Radetzky, dopo la battaglia di Novara (23 marzo 1849), ammise apertamente di aver vinto grazie al maggior numero di uomini in campo.
Nonostante questo riconoscimento del leale comandante avversario,
il generale piemontese Alfonso La Marmora, ministro della Guerra dal
novembre 1849 fino al gennaio 1860 (salvo la parentesi della guerra di
Crimea), si dedic al rinnovamento dellesercito piemontese (1) rafforzandone le caratteristiche dordine, di solidit, di probit. Ma oltre a
questi valori, e al coraggio in battaglia, si diede mano a migliorare i servizi quasi inesistenti della sussistenza e della sanit; si istitu la scuola
di fanteria a Ivrea; scuole reggimentali (con la novit delle biblioteche
militari); nuove regole per lammissione degli ufficiali allo Stato maggiore; reparti pi agili di cavalleria; nel 1852 scuola di cavalleria a Pinerolo.
Per lartiglieria (con la sua ben nota scuola di Torino), considerata
buona, fu operata la scelta di mantenere peso e potenza, anche a scapito
della mobilit.
Nel 1853 si istitu unintendenza militare destinata a coordinare il
(1) Nel 1849 lesercito del Regno di Sardegna si poteva dire piemontese anche per la precisa ragione che la Sardegna era esclusa dal reclutamento e lo sar fino ai primi anni del decennio 1850. La truppa era perci formata in stragrande maggioranza da piemontesi e in numero
minore (in rapporto alla popolazione) dai savoiardi e dai liguri. La regola di quel tempo era: una
divisione circa ogni milione di abitanti. Nella prima Guerra dIndipendenza le divisioni dordinanza del Regno di Sardegna erano 5.

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funzionamento delle sussistenze, perch le dolorose esperienze del passato consigliavano di evitare per quanto possibile che i soldati affamati
e assetati dovessero sovente cedere per sfinimento durante i combattimenti.
Particolare cura venne dedicata al reclutamento per passare dallesercito di massa a quello di qualit; prevalse cos lesercito di caserma, ossia quello a lunga ferma ritenuta necessaria per creare lo spirito militare (sprit militaire), buon addestramento e affiatamento nei
reparti (2).
La legge sul Reclutamento del 20 marzo 1854 (3) stabiliva 5 classi
sotto le armi, pi 5 di seconda categoria con chiamata di quaranta giorni
ogni anno (e lobbligo di non prendere moglie per cinque anni). Erano
inoltre disponibili 6 classi di riservisti. Il servizio militare o ferma durava 5 anni per la fanteria, 6 per i bersaglieri, lartiglieria e la
cavalleria.
A Torino nel 1856 il generale Carlo Mezzacapo (4) fond la Rivista
Militare. Le forze armate del Regno di Sardegna non disdegnavano
pi come perditempo n listruzione, n la lettura, n linteresse teoricotecnico per i problemi militari in unepoca in cui quasi dovunque in Europa a proposito degli ufficiali si era daccordo con questi versetti: La
dote di maggior effetto / il carattere, non lintelletto. E il carattere era
soprattutto il coraggio imperturbabile per guidare gli uomini al fuoco.
Limperatore Francesco Giuseppe aveva scritto che la forza dellesercito non tanto negli ufficiali istruiti, quanto in quelli fedeli e coraggiosi. Ancora pi drastico il generale francese Mac-Mahon, il vincito(2) Ad alimentare lo spirito militare, dovunque, hanno contribuito per molto tempo anche
non lontano soprattutto il canto e la letteratura di memoria, perch nessun evento collettivo un fattore scatenante di bisogno di narrare per iscritto e a voce paragonabile alle guerre (MARIO ISNENGHI, Le guerre degli italiani - Parole, immagini, ricordi - 1848/1945, Mondadori, Milano 1989). Tra i canti la celebre, indistruttibile Addio, mia bella, addio, autore il fiorentino CARLO BOSI nel 1848. Tra i molti libri la raccolta di bozzetti di EDMONDO DE AMICIS, Vita militare, pubblicato nel 1868. Lautore cur una nuova edizione nel 1880, che nel 1908 era
alla 65 ristampa. Dunque unopera letteraria di enorme fortuna, evidentemente in sintonia con
pensieri e sentimenti di tanti italiani per spiegarne il successo cos duraturo.
(3) In precedenza la leva per il servizio militare era disposta e regolata dal regio editto del 16
dicembre 1837.
(4) I due fratelli Luigi e Carlo Mezzacapo, entrambi militari, avevano disertato dallesercito
napoletano quando il loro re Ferdinando II (il re Bomba) aveva fatto rientrare il corpo di spedizione dalla guerra del 1848 a fianco del Regno di Sardegna. I due fratelli, insieme con parecchi altri, si erano rifugiati in Piemonte.

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In alto: una pattuglia dei Lancieri di Montebello in esplorazione. uno dei numerosi dipinti di Quinto Cenni ed dedicato al reggimento di cavalleria che prese il nome dal primo scontro (20 maggio
1859) della seconda Guerra dIndipendenza.
In basso: divise della fanteria di linea e dei bersaglieri dellesercito italiano allinizio degli anni
1860.

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re di Magenta (per questo duca di Magenta) che minacci di escludere dallavanzamento ogni ufficiale il cui nome figuri sul frontespizio
di un libro. Anche la letteratura narrativa affronta questo tema: Il capitano Trotta non leggeva mai libri e dentro di s compiangeva il figlio
gi grandicello che doveva cominciare ad affannarsi col gesso, la tavola
e la lavagna, la carta, il righello e la tavola pitagorica, e che era atteso
dagli inevitabili libri di lettura (JOSEPH ROTH, La marcia di Radetzky,
Ed. Longanesi, pagg. 20-21).
In Italia con la gestione La Marmora al ministero della Guerra si faceva strada un po di cultura militare, oltre ad una pi accurata scelta
nellarruolamento della truppa: con la legge del 1854 sul reclutamento
soltanto un uomo ogni 55 veniva chiamato alle armi (5). Abbastanza
numerosi erano i volontari.
La successiva legge sul reclutamento ridusse un po le esenzioni, ma
venne in effetti applicata solo nellestate 1859, quando la seconda Guerra dIndipendenza era da tempo iniziata. Questo ritardo si spiega con le
difficolt del bilancio del Regno di Sardegna a sopportare un pi massiccio sforzo militare, visto che il ministero della Guerra assorbiva gi il
28% delle complessive spese dello Stato.
A ci si aggiunga che un accrescimento dellesercito avrebbe richiesto altri ufficiali e sottufficiali per inquadrare gli uomini in nuovi reparti e che n le accademie di Torino, Ivrea e Pinerolo, n il collegio militare di Asti erano in grado di formare rapidamente.
In questa situazione nel 1859 il Regno di Sardegna aveva in campo
solo 65.000 uomini preparati al combattimento, invece dei 100.000 previsti. I francesi di Napoleone III erano 200.000, come promesso dallimperatore, e una parte rilevante di quellesercito si era diretta ai campi di battaglia salendo sui treni a Susa dove la ferrovia era arrivata da
cinque anni. Fu un evento nuovo nella logistica militare e funzion in
maniera soddisfacente.

(5) JOHN WHITTAM, Storia dellesercito italiano, Ed. Rizzoli, Milano 1979. La bibliografia in
materia militare assai vasta. A titolo orientativo citiamo; FRANCO CARDINI, Quella antica festa
crudele. Guerra e cultura della guerra dal Medioevo alla Rivoluzione francese, Ed. Mondadori,
Milano 1995; NICOLA BRANCACCIO, Lesercito del vecchio Piemonte. Gli ordinamenti, Roma
1923; C. BAUDINO, Istituzioni militari del Piemonte, Torino 1960; SABINA LORIGA, Soldati. Listituzione militare nel Piemonte del Settecento, Ed. Marsilio, Venezia 1992; PIERO PIERI, Storia
militare del Risorgimento. Guerre e insurrezioni, Ed. Einaudi, Torino 1962.

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Abili, riformati, renitenti


Con le sopra accennate norme di legge si procedette al reclutamento
della classe 1843.
La relazione del maggior generale Federico Torre direttore generale
della Leva, Bassa-Forza e matricola al ministero della Guerra, luogotenente generale conte Agostino Petitti di Roreto (6), ci informa che, con
legge 8 agosto, la leva venne effettuata dal 25 settembre al 15 dicembre
sui giovani nati nel 1843 in tutte le provincie del Regno, con le tre fasi consuete di allora: estrazione dei numeri a sorte (tirare il numero),
visita dei coscritti, successivo arruolamento degli abili.
Con la legge dellagosto il ministro della Guerra chiedeva 55.000 di
1 categoria da scegliere sul numero complessivo iniziale di 253.100
iscritti nelle liste di leva di tutti i circondari del Regno.
A una prima verifica vennero cancellati 12.634 morti, 4.807 iscritti
marittimi (cio destinati alla marina da guerra) e altri esentati per ragioni varie, cosicch gli iscritti nelle liste di estrazione furono
232.154 (223.734 per la precedente classe 1842). Altri 5.539 nomi vennero depennati per decessi nelle ultime settimane, per doppie registrazioni o per altri errori.
Alla prima cernita si ebbero 56.074 riformati (24,15% su tutta la leva
di 232.154): per infermit o deformit 33.156 (14,28%); per difetto di
statura 22.918 (9,87%). Se consideriamo che la statura minima richiesta per il servizio militare era di m. 1,54, un secolo e mezzo fa eravamo
un popolo di piccoletti.
I circondari in cui le riforme ascesero a pi alta proporzione furono:
Aosta
57,59%
Catanzaro
40,96%
Susa
45,72%
Chiari
40,49%
Lanusei
45,46%
Sondrio
40,06%
Iglesias
41,48%
Matera
38,86%
Terranova
41,14%
Saluzzo
37,25%
Al contrario il minor numero di riformati si ebbe a:
Cento
12,19%
Orvieto *
Urbino *
12,97%
Casoria
Napoli *
13,03%
Citt Ducale *

13,43%
13,46%
13,95%

(6) Presidente del Consiglio dei Ministri era lon. Marco Minghetti (Bologna 1818-1886),
uomo di stato, economista, storico.

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Unambulanza militare del 1866 dellesercito italiano. I feriti, trasportati in barella (lettighe mobili) dal campo di battaglia, venivano medicati e ricoverati in questi carri trainati da due cavalli. Rispetto alle precedenti guerre ottocentesche questo pur modesto servizio di sanit militare rappresent un rilevante miglioramento.

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Fiorenzuola
Avezzano

13,12%
13,23%

Albenga
Isola dElba

14,05%
14,17% (7).

La relazione ci propone altri dati su vari aspetti (statura, esenzioni,


ecc.), per la tabella riassuntiva che merita di essere riportata. Su
232.154 giovani della classe 1843 iscritti nelle liste di leva, in base alla
legge che ne richiedeva 55.000 di 1 categoria, ne furono reclutati
53.973, compresi i circa 2.500 volontari; 35.973 vennero assegnati al
contingente di 2 categoria, 56.074 i riformati, 57.781 gli esentati,
15.223 i rivedibili. Si ebbero poi circa 19.000 fra renitenti e cancellati
dalle liste per errori vari.
I giovanotti di 1 categoria vennero assegnati ai vari corpi militari
nelle seguenti quantit:
Fanteria di linea
37.245
bersaglieri
4.215
cavalleria
5.033
artiglieria
5.135
zappatori del genio
1.019
treno darmata (8)
881
fanteria real marina
929
corpo damministrazione
302
carabinieri reali
1.530
depositi cavalli-stalloni
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*

Una condizione rilevante per scartare i giovani alla leva erano purtroppo numerose malattie che la relazione ministeriale elenca come segue:
Gracilit, dimagrimento e polisarcia
3.183
Cirsocele e varicocele
3.143
Gozzi, tumori glandolari e gola grossa
2.954
(7) I circondari segnati con lasterisco sono quelli nei quali i renitenti alla leva furono in
gran numero. In totale i renitenti alla leva della classe 1843 furono 13.476, pari al 5,80%, mentre quelli della classe 1842 erano stati quasi il doppio, ossia l11,51%, con in testa il circondario
di Napoli seguito da Chiavari, Orvieto, Citt Ducale, Fermo, Camerino, Foligno, Catania, Pozzuoli, Spoleto. Al contrario Cremona, Brescia, Vercelli con lo zero e pochi centesimi, avevano
le percentuali pi basse di renitenti.
(8) Unenciclopedia popolare di fine Ottocento dice: Nome generico degli uomini, dei cavalli e dei carri coi quali si traportano negli eserciti ogni sorta di arnesi e dattrezzi militari.

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Ernie e sventramenti
Claudicazione e altre deformit
Varici
Tigna ed alopecia

2.572
2.259
1.839
1.663

In totale 17.613 giovani coscritti riformati per malattie varie, specchio fin troppo chiaro delle condizioni sanitarie generali, se, come ha
scritto Robert Aron in Peace and war (Londra, 1966) un esercito
sempre unorganizzazione sociale, espressione dellintera collettivit.
A commento delle varie motivazioni che provocavano le esenzioni
dal servizio militare, si legge una considerazione conclusiva: Come nelle leve antecedenti, cos anche in questa non mancarono tentativi di carpire le riforme per parte degli inscritti, e non mancarono complici che li
aiutarono nelle loro frodi. In generale per il sentimento di moralit e di
giustizia prevalse, e molti Consigli di leva mostrarono lodevole fermezza denunciando anche ai tribunali, ove vi fu bisogno, i colpevoli.
*

Leggendo queste ultime frasi viene il dubbio fondato che i giovanotti delle leva 1843 avessero scarso entusiasmo per la bella vita militar,
proprio negli anni in cui il generale modenese Manfredo Fanti, ministro
della Guerra, teneva a battesimo lEsercito Italiano (non pi del Regno
di Sardegna).
Le ragioni ci sono. Quando nei primi mesi del 1864 allora si andava alle armi a 21 anni la classe 1843 vest la divisa, lunit dItalia era
stata proclamata appena da tre anni e due soli fra gli Stati italiani preunitari, Regno di Sardegna e Regno delle Due Sicilie, avevano un esercito nazionale. Cos stando le cose la coscrizione obbligatoria fu una
novit anche traumatica in parecchie province del giovanissimo Regno
dItalia, con la conseguente alta renitenza e la ricerca di scappatoie per
evitare il lungo servizio militare, in un ambiente ignoto, lontano dalla
famiglia, fuori dal limitato orizzonte del proprio paese di origine.
Inoltre, fra gli studiosi dei problemi militari si riscontra una notevole
concordanza sul fatto che quasi soltanto nel Regno di Sardegna, per lunga tradizione, lo spirito militare aveva diffuse radici e la divisa per non
pochi giovani rappresentava un apprezzato segno di eccellenza, il riconoscimento di prestanza fisica, un autentico motivo di orgoglio.
Era in terra piemontese che gli abili arruolati schernivano i coeta110

nei di 2 categoria, i rivedibili e i riformati proclamando: I bei fieui van


f l sold, i badola stan a c (I ragazzi prestanti fanno i soldati, i
grulli restano a casa). Oppure forse ancora pi offensivo Chi non
buono per il re non le neppure per la regina!.

In Valle di Susa, quando cera Napoleone


Dagli anni risorgimentali facciamo un passo indietro, neanche tanto
lungo. Le caratteristiche sono per analoghe perch nel Piemonte annesso allimpero francese le regole della coscrizione obbligatoria erano
allincirca le medesime. Inoltre, in Piemonte la leva militare non era
una novit; infatti esisteva in pratica dal secondo decennio del Settecento da quando gli uomini validi dai diciotto ai quarantanni venivano reclutati per la formazione dei reggimenti provinciali di re Vittorio
Amedeo II.
In anni napoleonici i giovani arruolati obbligatoriamente in casa nostra, vestiti in divisa francese, marciarono e combatterono in tutta lEuropa, dalla Spagna alla Russia e molti non tornarono pi da quei lontani
paesi sconosciuti.
Per il periodo napoleonico, dallinizio dellOttocento, ossia una cinquantina danni prima che i nostri coscritti di Susa della classe 1843 andassero alla visita di leva, conosciamo una serie di dati statistici che Ettore Patria scopr e pubblic, con ampio corredo di note, nel n. 21 di
Segusium (1985).
Nei quattro cantoni dellAlta Valle di Susa (Bardonecchia, Cesana, Oulx, Susa, a loro volta comprendenti vari comuni minori) alla leva del 1788 chiamata sotto le armi in anticipo nel 1807... su 123 iscritti
nelle liste di leva solo 41 (esattamente un terzo) sono dichiarati abili e
di questi soltanto 29 (23,5% dei coscritti) verranno arruolati. Fra gli 82
riformati ne abbiamo 58 (il 47%) che non raggiungono laltezza minima
richiesta di 155 centimetri; fra gli altri riformati troviamo: asmatici n. 1,
epilettici n. 8, storpi n. 5, molto balbuzienti n. 2, sordi n. 2, con ulcere
di varia natura (al cranio e specialmente alle gambe) n. 2, orbi dellocchio destro n. 2, gozzuti n. 1, scrofolosi n. 1.
Commenta Ettore Patria la sua precisa documentazione: Le dure
condizioni nelle quali i contadini dovevano svolgere il loro lavoro in
montagna, la pessima alimentazione, i lunghi inverni trascorsi nelle stalle, congiunti ai matrimoni tra consanguinei, facevano s che numerosi
fossero i minorati tra la popolazione dellAlta Valle.
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Circa mezzo secolo dopo, quella situazione emersa dalla leva militare
e registrata nel 1807 doveva essere rimasta quasi identica, facendo probabilmente una modesta eccezione per Susa, la cittadina dove i giovani
contadini erano una minoranza rispetto agli altri centri della Valle (9).

I giovanotti di Susa: classe 1843


Quando nel 1863 i coscritti ventenni si presentarono alla leva, nei capoluoghi di mandamento, Susa da quattro anni non era pi capoluogo di
provincia: come Pinerolo, Ivrea, Casale Monferrato e varie altre citt
era scesa al rango meno importante di Circondario.
Allora lanagrafe delle nascite era ancora tenuta dalle parrocchie e lo
sar fino al gennaio 1866 quando lintero stato civile pass ai Comuni.
Perci nel 1863 fra lautorit religiosa e quella civile avveniva uno
scambio frequente di carte e informazioni perch la leva militare era di
competenza di Comuni, Mandamenti, Circondari. Inoltre i coscritti avevano lobbligo di farsi iscrivere nelle liste di leva nel ventesimo anno di
et.
Un coscritto segusino che lavorava a Torino cos scrisse ai suoi familiari: ...spero di entrare nella fabbrica del sale e tabaco in qualit di minusiere (10), vi prego di andare dal sindaco di Susa a consegnarmi per la
mia leva militare... Questo il mio indiriso, censa del sale e tabaco via
della Cernaia n. 59 Torino.
La lettera reca la data del gennaio 1863, quindi il giovanotto si
preoccup con buon tempismo di regolarizzare la sua posizione. Lortografia non appare impeccabile, ma il ragazzo si esprime chiaramente (in
Piemonte la percentuale di analfabeti era soltanto del 50% circa, la pi
bassa dItalia, contro l80% della media nazionale).
Probabilmente and il padre a consegnare il figlio in municipio
dove si compilavano le liste dei coscritti in apposito registro a disposizione delle Commissioni di leva.
Dalle carte dellArchivio Storico del Comune di Susa risulta il seguente elenco dei giovani della citt nati nel 1843, chiamati alla leva
(9) A causa dellalta mortalit infantile si pu rilevare che, per esempio, i nati vivi maschi
nel 1788 nel comune di Exilles erano stati 30 (38 le femmine) e soltanto 12 avevano raggiunto
let di 19 anni. Quando i 12 ragazzi si recarono alla visita di leva soltanto 3 vennero dichiarati
abili.
(10) Minusi era il falegname fabbricante di mobili (dal francese menuisier). Acconciatore
significa conciatore di pellami.

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militare e accanto ad ogni nome si pu leggere qualche annotazione


quasi sempre limitata al solo mestiere.
Sfogliamo dunque il Giornale ossia registro discrizione dei giovani
che devono far parte della leva per la classe 1843 per il mandamento di
Susa. Nel Comune capoluogo abbiamo il suddetto elenco (11):
REGIS
figlio unico di madre vedova, studente (in condizione di
esonero)
ROCCI
(senza alcuna annotazione)
PELLISSERO contadino
BRUNO
contadino
PIOLA
apprendista prestinaio (ossia panettiere)
ELIA
garzone serragliere (fabbro ferraio)
ALLAIS
garzone calzolaio
CAFFO
impiegato in una fabbrica di vetri a Torino
GRAVERY esente per avere un fratello al militare servizio nella 10
compagnia zappatori del genio - studente
DEGIORGIS a Torino - Leva a Torino
BRUNO
scritturale di notaio
ICARD
a Nizza, nel 1860 la famiglia ha optato per la nazionalit
francese (12)
ENRICO
contadino
FAVRO
contadino - deceduto a 2 anni; e anche errore della parrocchia perch era nato nel 1845
BERSANO senza professione
RAVIOLA domicilio a Saluzzo, nelle liste di quella citt
GRIFFA
garzone muratore
LAGABLE esposto, figlio della maternit di Torino, lavora come minusiere nello stabilimento dellOspedale di Carit; siccome ha vissuto 16 anni in una famiglia di Mattie vuole fare la leva a Susa
TURIBIO
di N.N., esposto - contadino
MORINO
a Torino
VARESE
calzolaio
FAVRETTO impiegato alle dogane di Parma
(11) Per ragioni di riserbo abbiamo ritenuto doveroso omettere il nome di battesimo di tutti i
coscritti citati.
(12) Allatto della cessione di Nizza e della Savoia alla Francia (aprile 1860) i sudditi sabaudi di quelle terre poterono scegliere fra la cittadinanza italiana e quella francese. La famiglia
Icard aveva optato per la Francia.

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BERT
MARENCO
TOMATIS
AUDAZ
GROSSO
BORGO
VACCANEO
VOTTERO
MARTELLO

acconciatore (ossia conciatore)


a Torino
calzolaio
acconciatore (a Lanslebourg)
a Sassari
figlio naturale, esposto alla maternit di Torino - deceduto
figlio del segretario della Corte dAppello di Casale - desidera far parte della leva di Susa
contadino
praticante causidico (non ha diritto allesenzione).

Escludendo i due deceduti (dei quali uno allet di due anni e mantenuto in vita per errore nei registri della parrocchia), sui 29 giovani di
Susa viventi segnati nella lista di leva, di 8 non conosciamo il mestiere;
6 erano contadini, 3 calzolai, 3 impiegati e scritturali, 2 studenti, 2 conciatori, 1 panettiere (prestinaio), fabbro ferraio, vetraio, muratore, minusiere (falegname).
In un centro cittadino, sia pure di modeste dimensioni come Susa,
prevalevano i mestieri artigianali su quello contadino e vi erano cinque
fra studenti e impiegati. Negli altri centri abitati della Valle, invece, le
percentuali erano in netto favore dei lavori agricoli.
Dai documenti comunali non possibile seguire lesito della visita di
leva, del sorteggio, delle esenzioni, di quanti hanno fatto il servizio militare, forse partecipando alla terza Guerra dIndipendenza o alla presa
di Roma del 1870.
*

La nostra piccola indagine nellArchivio Comunale di Susa si ferma


alle liste di leva perch qui cessavano le competenze dellautorit civile
locale. Ci sono certamente alcune curiosit insoddisfatte, ma il nostro
obiettivo era soltanto quello di osservare lo spaccato di una leva militare in un comune nella nostra valle negli anni del Risorgimento; ossia un
campione di quella giovane umanit e talune caratteristiche salienti, come potevano essere le attivit lavorative quando ad una occupazione ci
si dedicava assai presto nella vita.
E oltre ad alcuni dati buoni per le statistiche, anche un posto in prima
fila hanno i sentimenti. Il trovatello che volle fare la leva con gli amici
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dinfanzia perch era vissuto sedici anni a Mattie e certamente aveva il


ricordo di giorni sereni in una famiglia del luogo. Oppure il figlio del
segretario della Corte dAppello di Casale Monferrato che volle rivedere alla leva i coetanei di Susa dove probabilmente era cresciuto durante
un precedente incarico professionale del padre.
In sostanza, anche le carte burocratiche come quelle da noi consultate possono nascondere e conservare nelle loro pieghe aspetti umani di
qualit fine che nel nostro caso trovarono loccasione della leva militare
per venire allo scoperto.

Il celebre pittore Giovanni Fattori (1825-1908) dedic numerose opere a rappresentazioni di vita
militare. Qui riproduciamo un particolare di La battaglia di Custoza (1866), quadro che si trova
alla Galleria dArte Moderna di Firenze.

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