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HEGEL

L ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE IN COMPENDIO (1817)

Hegel il maggiore rappresentante di una corrente filosofica sviluppatasi in Germania fra la


fine del 700 e gli inizi dell 800: l IDEALISMO. Sar la corrente di pensiero che parte
dallidentit di pensiero e realt, coincidenza tra piano logico e piano ontologico, fra
soggettivit e oggettivit.
Questa corrente nasce sulla base di una critica e sul superamento del criticismo kantiano. Il
superamento delle contraddizioni della cultura moderna appare come il compito proprio della
FILOSOFIA. Alla filosofia e alla RAGIONE spetta di ricomporre i diversi saperi in un quadro
comune e sistematico e di elaborare una comprensione unitaria della realt. Per realizzare
questo compito la filosofia deve prima intraprendere una radicale AUTORIFORMA, superando
contraddizioni e lacerazioni anzitutto in se stessa.
In vista di questa riforma Hegel esamina criticamente le filosofie di Kant e Fichte. Entrambe
hanno il merito di aver tentato di realizzare una parziale unit tra soggetto e oggetto ma
hanno poi fallito perch in esse non superata la scissione della conoscenza di due opposte
astrazioni: la forma universale (Io penso) e la materia (la sensazione). Sia la filosofia di Kant
che quella di Fichte sono contrassegnate da Hegel dal FORMALISMO; ovvero nella tendenza a
scomporre, dividere, nella conoscenza, il soggetto dalloggetto, laspetto formale da quello
materiale e ad intendere lassoluto come pura soggettivit.
La riflessione critica nei confronti di Kant e Fichte si accompagna a quella di JACOBI. Le
posizioni di questo, secondo Hegel, ne fanno il campione del soggettivismo romantico.
Secondo Hegel, Jacobi ha voluto affermare la possibilit di accedere allassoluto e alla
conoscenza di Dio. Inoltre contesta latteggiamento rinunciatario di Kant secondo il quale
lesistenza di Dio solo un postulato della ragion pratica. Il torto di Jacobi stato affidarsi alla
FEDE e al SENTIMENTO proponendo una conoscenza immediata dellassoluto. Questo invece
deve essere conosciuto solo attraverso passaggi e mediazioni
La critica di Hegel investe anche la CONCEZIONE DELLASSOLUTO DI SCHELLING. Lassoluto
Schellinghiano, identit di soggetto e oggetto, perde ogni autonomia e specificit degli
opposti. Per Hegel lidentit di soggetto e oggetto dellassoluto non pu essere indifferenza tra
due termini ma deve contemplare anche lautonomia reciproca.
Per Hegel lASSOLUTO non deve essere concepito sostanzialisticamente, cio come una cosa o
sostanza. Con questo termine qualifica tutto ci che inerte. Lassoluto hegeliano piuttosto
MOBILE E VIVENTE UNITA DI SOGGETTO; vero soggetto ci che mantiene la propria identit,
mentre si esprime (o si oggettiva) in molteplici manifestazioni ed inoltre consapevole di
queste proprie manifestazioni, o espressioni. Lassoluto allora pensabile come un
PROCESSO, articolato in pi momenti o passaggi: pensiero e realt, oggettivit e soggettivit
sono momenti di quellunico processo che lassoluto.
Poich implica passaggi, si pu dire che lunit dellassoluto in Hegel non immediata ma
risulta da un PROCESSO DI MEDIAZIONE. Immaginiamo di concepire nella nostra mente un
testo scritto. Tale testo presente solo in ESSENZA nella nostra mente: in questo primo
momento, il nostro pensiero PURO PENSIERO, PURA SOGGETTIVITA. Quando, in un secondo
momento, quel pensiero stato svolto per iscritto e sta su un foglio di carta, divenuto altro
da noi: il nostro pensiero si manifestato,cista di fronte come oggetto, si OGGETTIVATO. Nel
terzo e conclusivo momento, RIFLETTIAMO CONSAPEVOLEMNTE che il pensiero trasferito per
iscritto non altro che il nostro pensiero, prima concepito solo mentalmente e ora sottoforma
di oggetto. Nel terzo momento riguadagnata lIDENTITA (o unit) dei due momenti

precedentemente considerati come separati. Questa identit MEDIATA perch ottenuta


attraverso passaggi. Hegel afferma che lassoluto lINTERO e tale intero lESSENZA che si
completa mediante il suo SVILUPPO.
I 3 momenti attraverso cui lassoluto si sviluppa e completa:

TESI: lassoluto PONE SE STESSO, si pone anzitutto come essenza, come puro pensiero.
In questo primo momento, lassoluto IN SE
ANTITESI: il puro pensiero PONE SE STESSO IN ALTRO, si aliena o si oggettiva.
Lalienazione la negazione del primo momento. Tale alienarsi e scindersi un
momento necessario: non ha senso, infatti, concepire lassoluto se non nel suo
manifestarsi. Solo cos lessenza si rivela allesterno; a sua volta il fenomeno non pura
apparenza ma il necessario oggettivarsi dellessenza. il mostrarsi a se stesso
dellassoluto, lassoluto PER SE
SINTESI: il momento in cui loggettivazione viene compresa come un momento
dellassoluto. Manifestandosi a s, attraverso la propria oggettivazione, lassoluto
diviene CONSAPEVOLE DI SE come IN SE E PER SE, ossia come unit di puro pensiero
e manifestazione. In questo momento sia il puro pensiero che le manifestazioni sono
negati come termini solo opposti e vengono riguadagnati allunit dellassoluto.
Lassoluto dunque PENSIERO CHE SI MANIFESTA E SI OGGETTIVA divenendo
consapevole di s.

Il movimento dellassoluto costituisce il modello della DIALETTICA hegeliana, che ritroviamo in


ogni ambito del reale e in ogni aspetto della conoscenza filosofica. La denominazione
dialettica rimanda alla tecnica della CONFUTAZIONE. Propriamente dialettico il secondo
momento del processo, che si pone in antitesi con il primo e rappresenta la NEGAZIONE
dellessenza. Il dia- di dialettica significa divisione in due perci il termine rimanda anche
al dividersi dellassoluto e allarticolarsi dellunit dellassoluto nella molteplicit delle sue
manifestazioni.
Nel terzo momento viene negato il rapporto di opposizione fra antitesi e tesi. Hegel, infatti
parla della sintesi come NEGAZIONE DELLA NEGAZIONE. La pura contrapposizione negata e
viene alla luce il legame che unisce tesi e antitesi. La contrapposizione tolta in quanto puro
antagonismo ma conservata come momento necessario di ununit superiore.
Hegel illustra la sua concezione dellassoluto e della dialettica anche con un esempio, che
riguarda la vita e la riproduzione di una pianta. Il frutto (antitesi) rappresentala negazione del
fiore (tesi) dal quale esso si sviluppa, determinandone lappassimento come fiore. A sua volta,
la riproduzione della pianta (sintesi) richiede che sia negato anche il frutto (negazione della
negazione); questultimo infatti assicuro il ciclo riproduttivo della pianta. Sia la fioritura che la
fruttificazione sono momenti necessari del ciclo vitali ed entrambi sono negati, ma conservati
in quanto momenti necessari della vita.
Nella Fenomenologia dello spirito sono state messe a fuoco alcune fondamentali dottrine,
quali:
La conoscenza vera quella che apprende la realt nella sua TOTALITA e sulla base di
un PRINCIPIO UNICO, per questo motivo la filosofia deve assumere forma di SISTEMA
La concezione dellassoluto come SOGGETTO E SPIRITO
La spiegazione di ogni realt come momento dellassoluto, ovvero come sua
manifestazione nel tempo storico e nello spazio
La dottrina dellidentit dialettica di soggetto e oggetto, di ragione e realt

Prima di esporre i principali contenuti del sistema hegeliano, ci si deve soffermare sulle sue
caratteristiche generali, ritornando sulla concezione che Hegel ha della filosofia e sul rapporto
tra filosofia e le altre forme di sapere, cio le DISCIPLINE SCIENTIFICHE.
Hegel riconosce che il PENSIERO che sembrerebbe costituire laspetto peculiare della filosofia,
non opera solo in essa ma anche nelle altre SCIENZE e in tutte le ATTIVITA UMANE. Le scienze
producono CONCETTI e TEORIE relativi al loro campo di indagine.
Tuttavia, osserva Hegel, una cosa pensare, cosa che fanno tutte le scienze, unaltra fare
proprio del pensiero loggetto di una specifica riflessione: cio PENSARE IL PENSIERO. Diremo
allora che il nostro pensiero costituisce loggetto della filosofia, la quale conosce tale
contenuto in forma concettuale.
Il sistema delle SCIENZE FILOSOFICHE si articola in 3 grandi sezioni:

Logica
Filosofia della natura
Filosofia dello spirito

Ogni sezione costituisce un momento necessario dello sviluppo complessivo dellintero


sistema. Ogni parte del sistema, quindi, si propone la FONDAZIONE FILOSOFICA di un ben
determinato ambito del sapere.
La logica la scienza delldea in s e per s, o anche dellidea pura. La logica studia cio il
pensiero in quanto tale e affronta un ampio spettro di problemi oggetto di metafisica e logica.
La filosofia della natura o scienza dellidea nel suo alienarsi da s si propone la fondazione
delle scienze moderne (empiriche) della natura: FISICA, CHIMICA, BIOLOGIA. Ne discute
linguaggi, metodi, statuti. In questa sezione Hegel si confronta con le scienze nate dalla
rivoluzione scientifica.
La filosofia dello spirito o scienza dellidea che dal suo alienamento torna in s, discute i
fondamenti dei saperi e delle DISCIPLINE CHE RIGUARDANO LUOMO, sia in quanto individuo
(PSICOLOGIA) sia in quanto inserito nella collettivit (SCIENZA DEL DIRITTO, DELLA MORALE,
POLITICA..) La filosofia dello spirito si interroga infine sul significato e funzione dellARTE, della
RELIGIONE, della FILOSOFIA.
Il movimento dialettico triadico (tesi,antitesi,sintesi) contrassegna tanto il sistema
complessivo quanto lo sviluppo di ogni suo momento. Di conseguenza troveremo una
suddivisione triadica sia nella partizione generale del SISTEMA hegeliano, sia in ogni specifica
scienza filosofica. Daltra parte, lassoluto si esplica e si oggettiva nella realt, in quanto
ragione immanente, ogni AMBITO DEL REALE presenta processualit dialettica triadica
analoga a quella che caratterizza la corrispondente scienza filosofica.

LA FILOSOFIA DELLO SPIRITO

la scienza dellidea che ritorna in s dalla sua alterit. Dalla dispersione e


dallinconsapevolezza della realt naturale, lidea torna nel suo elemento proprio: il MONDO
UMANO, che quello della coscienza e della consapevolezza.
I primi momenti del ritorno dellidea in se stessa coincidono con il sollevarsi delluomo dalla
pura naturalit al progressivo affermarsi della coscienza: dalle prime manifestazioni spirituali,
a fatica districabili dalla corporeit, fino alle pi complesse forme di attivit intellettuale e
razionale. Nel sistema, questa materia affrontata nel primo momento della filosofia dello
spirito, quello dello SPIRITO SOGGETTIVO: evidenza come le manifestazioni dello spirito
analizzate siano proprie della soggettivit, considerata nellindividuo, cio a prescindere da

relazioni giuridico-morali e da istituzioni socio-economiche e politiche in cui ogni uomo


inserito.
La spiritualit umana consiste in un Io che un Noi, cio INTERSOGGETTIVA e si fonda sul
riconoscimento reciproco di autocoscienze consapevoli. Il vicendevole riconoscersi degli
uomini alla base delle relazioni giuridiche e morali e delle istituzioni sociali e politiche: in
esse lo spirito si manifesta e si d concreta esistenza, oggettivandosi. Esse costituiscono la
materia del secondo momento della filosofia dello spirito: lo SPIRITO OGGETTIVO.
Infine, il terzo e ultimo momento, comprende la riflessione delle forme pi alte della vita dello
spirito: larte, la religione e la filosofia. Attraverso le quali lo spirito giunge a conoscere se
stesso e realizza la compiuta autoconsapevolezza, facendosi spirito assoluto.
Lo spirito oggettivo non solo trattato nell Enciclopedia ma anche in forma pi estesa nei
Lineamenti di filosofia del diritto. Occorrono alcune osservazioni generali: il terzo momento
lETICITA (e in essa lo STATO). bench sia affrontato per ultimo nellordine di esposizione
scientifica, rappresenta il fondamento unitario, lintero che dividendosi d luogo a altri
momenti. Un sistema sociale, economico e politico come quello delineato dalleticit
costituisce il fondamento delle relazioni tra persone giuridiche (DIRITTO) e dei doveri morali
(MORALITA). Per Hegel senza societ non esisterebbero n diritto n morale, i quali dunque al
di fuori del contesto socio-politico sono ASTRAZIONI. Tuttavia, presi isolatamente, essi sono
necessari e apportano un proprio specifico contributo alla realizzazione delleticit. Una
societ non sarebbe razionale se i suoi cittadini non fossero moralmente responsabili e i loro
rapporti non fossero regolati dal diritto.
Il primo ambito di realizzazione della volont libera quello del DIRITTO ASTRATTO. una
realizzazione ancora precaria, in cui la libert soltanto in s. Hegel esamina i diritti
delluomo nella loro UNIVERSALE VALIDITA,cio come essi sono concepibili
indipendentemente dalla loro attualizzazione nello stato come leggi. La prospettiva dominante
quella del SINGOLO, RICONOSCIUTO dagli altri quale PERSONA GIURIDICA, uguale agli altri
di fronte alla legge. La sezione del diritto astratto corrisponde solo in parte alla trattazione del
diritto privato, dal quale escluso il diritto di famiglia e inclusa la tematica della pena.
Hegel considera poi la PROPRIETA. Questo diritto INTERSOGGETTIVO: implica, cio il libero
riconoscimento da parte degli altri e non si basa sul semplice possesso, ottenuto in virt di
rapporti di forza. La propriet comprende non solo la GARANZIA DEL POSSESSO DI COSE E
BENI, ma anche e soprattutto la PROPRIETA DELLA PERSONA. La propriet la necessaria
INCARNAZIONE DELLA LIBERTA nei beni e nel corpo. Ci porta il filosofo a condannare sia la
povert delle plebi industriali sia la schiavit.
Nel CONTRATTO, Hegel vede il secondo momento di reciproco riconoscimento, che si
determina con il concorde convenire di volont differenti. Tuttavia, si tratta di ununit
precaria, perch basata sullARBITRIO dei singoli contraenti. Su questa base Hegel critica il
contrattualismo politico, che pretende di fondare sul contratto unistituzione come lo stato,
appartenente alleticit.
Il momento conclusivo della triade del diritto costituito dallILLECITO e dalla PENA. Chi
compie un illecito viola le regole del diritto di tutti, cio nega questultimo opponendovi un
suo proprio diritto individuale che un non diritto poich non fondato sul riconoscimento
altrui. Lazione illecita deve essere TOLTA dalla PENA. A questultima, in quanto lesione della
lesione, cio negazione dellillecito,spetta il compito di reintegrare, insieme al diritto infranto,
la libert,che costituisce la sostanza del diritto. Hegel difende la legittimit della PENA DI
MORTE. La PENA un DIRITTO di chi ha commesso lillecito e non va inteso come vendetta
della persona giuridica offesa. Se con lillecito ci che viene pregiudicato il carattere

universale della libert, espresso dalle leggi da tutti riconosciute, allora la pena deve emanare
da una volont che non si propone la difesa di un diritto o di una libert particolare, ma
laffermazione dellUNIVERSALITA DELLA LIBERTA.

LETICITA

La VOLONTA LIBERA, affermatasi come universale nella moralit, diventa ESISTENZA


CONCRETA negli organismi di FAMIGLIA, SOCIETA CIVILE e STATO. Questi vengono trattati
nella sezione dellETICITA che una delle sezioni ad oggi pi studiate sia per il contenuto sia
per gli aspetti logici. la dimensione della vita collettiva, concreta e corrisponde agli individui
che interagiscono tra loro attraverso relazioni morali, economiche e socio-politiche. Si articola
in modo DIALETTICO TRIADICO: FAMIGLIA, SOCIETA CIVILE e STATO.
LA FAMIGLIA TESI
Corrisponde al primo momento della dialettica delleticit. IMMEDIATA UNITA. I suoi membri,
nel rapporto con lesterno, costituiscono un tuttuno. il luogo dove si conservano tracce della
compattezza etica delle societ antiche. Hegel considera come famiglia, il nucleo ristretto
della FAMIGLIA BORGHESE formata sul rapporto tra genitori e figli e non la stirpe o la casata
da cui questi provengono.
La famiglia si fonda sul MATRIMONIO, ossia su un atto libero di volont di due individui, sul
loro rapporto damore, nel quale viene trasfigurata in un rapporto spirituale, la relazione
sessuale, fondamento immediato e naturale che accomuna gli uomini agli animali. Lamore
coniugale alla base anche degli altri momenti della famiglia cio il PATRIMONIO e
lEDUCAZIONE. Hegel critica i romantici perch affrontano il tema dellamore enfatizzando le
motivazioni esclusivamente soggettive, focalizzandosi soltanto sulle passioni dei singoli.
Trascurata dai romantici ma fondamentale per Hegel che la considerala SOSTANZA ETICA
dellAMORE LA VOLONTA COMUNE DI COSTRUIRE UNA FAMIGLIA: ci che importa davvero
la presenza del libero consenso degli sposi a rinunciare alle loro personalit naturali e singole
per risolverle nellunit della famiglia.
Con luscita dei figli dalla famiglia dorigine, si formano nuove famiglie. Ogni famiglia ha dei
BISOGNI di SUSSISTENZA che devono essere soddisfatti con il LAVORO. I bisogni della famiglia
non possono essere soddisfatti solo dal suo interno, RICHIEDONO la collaborazione con altre
famiglie. La famiglia deve essere pensata, quindi, come un elemento di una comunit pi
vasta quale la SOCIETA.
LA SOCIETA CIVILE ANTITESI
Il passaggio dalla famiglia alla SOCIETA CIVILE si presenta come necessario smembramento e
dispersione dellunit iniziale. Questa divisione verr poi superata lasciando spazio ad una pi
profonda e ricca unit. Limmediatezza della famiglia, lascia il posto alla MEDIAZIONE e
dunque alle DIFFERENZE e alle CONTRADDIZIONI.
Il rapporto tra singolo e totalit (che nella famiglia di sostanziale IDENTITA) si indebolisce,
fino a risultare invisibile. La compatta unit della famiglia appare ora come frammentata in
una pluralit di ATOMI ovvero di INDIVIDUI ovvero SOGGETTI ECONOMICI PRIVATI che
caratterizzano la societ borghese.
VOLONTA e AGIRE di questi sono, a prima vista, dettati solo dallINTERESSE INDIVIDUALE.
Tuttavia questa INSOCIEVOLEZZA non che lespressione di una SOCIEVOLEZZA che si
manifester pienamente solo nellunit dello stato e della cittadinanza, ma i cui segni
affiorano via via nellambito della societ civile.

La societ non frutto di un patto, n unistituzione naturale, non nasce per la naturale
socievolezza delluomo, nasce da un BISOGNO ECONOMICO, si basa sullegoismo delluomo.
Il PRIMO MOMENTO della societ civile viene definito SISTEMA DEI BISOGNI dove lunit (che
connette i membri dellorganismo sociale al di sotto della loro visibile disgregazione) comincia
a manifestarsi DEBOLMENTE, quasi SPONTANEAMENTE. Fattori che permettono il superamento
della dispersione atomistica e dellinsocievolezza della societ civile sono:

LINTERDIPENDENZA ECONOMICA ovvero la DIVISIONE del LAVORO. Favorisce la


specializzazione dei produttori e permette la soddisfazione di bisogni sempre pi
sofisticati. In questo sistema ciascuno dipende dal lavoro degli altri e legoismo del
privato, convinto di lavorare solo per se stesso e di perseguire SOLO il proprio interesse,
in realt, contribuisce ANCHE alla soddisfazione dei bisogni degli altri, soggiacendo ad
una RAZIONALITA UNIVERSALE che sfugge al singolo. Vi qui un evidente richiamo alla
mano invisibile teorizzata da Adam Smith, riguardo la capacit di
autoregolamentazione del mercato. In questa parte dellopera, Hegel, mostra di
conoscere e di tenere in gran conto i concetti e le acquisizioni fondamentali
dellECONOMIA POLITICA CLASSICA, di cui Smith considerato il fondatore. Hegel si
propone di fondare speculativamente tale disciplina. Perci critica il liberismo di Smith e
specialmente la fiducia riposta nel mercato il quale, lasciato al suo spontaneo
funzionamento sarebbe in grado di trovare un autonomo equilibrio SENZA altri fattori di
riduzione delle disuguaglianze e del conflitto sociale.

DIFFUSIONE MODERNA DELLA CULTURA intesa sia in termini di conoscenza teoriche sia
in termini di sapere pratico. Essa immette lindividuo nella comunicazione con gli altri
membri del corpo sociale

FORMAZIONE DI GRUPPI SOCIALI OMOGENEII determinata dalla divisione del lavoro,


Hegel distingue:

CLASSE SOSTANZIALE dedita allagricoltura

CLASSE INDUSTRIALE che comprende anche il commercio

CLASSE UNIVERSALE costituita dai funzionari e dai dirigenti dello stato (burocrazia),
universale perch si prende cura di tutti

Il SECONDO MOMENTO della societ civile lAMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA. Nella


giustizia:

Il diritto ASTRATTO si fa CONCRETO perch si incarna in un SISTEMA DI LEGGI POSITIVE,


in vigore grazie alla sanzione di un potere superiore ai singoli ed esercitato dai giudici
(che vengono quindi visti come funzionari del potere esecutivo e non come espressione
di un potere giudiziario autonomo)

Si rafforza il rapporto tra SINGOLO e TOTALITA ovvero, attraverso lapplicazione della


norma ai casi particolari, il diritto del singolo viene esplicitamente e strettamente
collegato al DIRITTO UNIVERSALE, espresso nella forma della legge.

Nel TERZO MOMENTO il legame etico tra singolo e totalit si manifesta con maggior forza ed
evidenza. Hegel considera:

La POLIZIA intesa come AMMINISTRAZIONE STATALE, essa tutela i beni e i diritti del
singolo preventivamente e con riguardo alla totalit di essi (la giustizia li tutela a
posteriori, reprimendo le violazioni nei singoli casi); si fa carico del benessere dei

membri della societ grazie a PROGRAMMI EDUCATIVI e POLITICHE ECONOMICHE. Hegel


medita sulle misure atte a contrastare gli squilibri della societ moderna, come la
miseria che si produce necessariamente in quanto estremo opposto allaccumularsi di
ricchezze

Le CORPORAZIONI o ASSOCIAZIONI di MESTIERE sono il fattore pi potente di


RICOMPOSIZIONE ORGANIZZATA tra singolo e totalit, nonostante ci avvenga con una
totalit ristretta cio coloro che svolgono lo stesso mestiere. Rappresenta il momento di
passaggio etico di ritorno allunit MEDIATA propria dello STATO e delle sue ISTITUZIONI
FONDAMENTALI; si tratta di ununit complessa e ricca di tutte le relazioni e le
differenze di cui intessuta la societ civile.

LO STATO SINTESI
il momento supremo delleticit. Il riconoscimento reciproco, intersoggettivo delle
autocoscienze (carattere distintivo dello spirito oggettivo e delleticit), si manifesta nella
forma pi alta: la CONDIVISIONE DI UNA COMUNE CITTADINANZA. Per Hegel, il nostro spirito di
coesione si manifesta nella massima parte attraverso il lavori dellamministrazione dello
stato: riconoscendosi nello Stato, luomo si riconosce come una comunit ed il suo bene va a
coincidere con il bene comune nello stato, per lo stato e attraverso lo stato.
Lo SPIRITO ETICO, che LIBERTA CONCRETAMENTE REALIZZATA si attua compiutamente nello
STATO, di cui famiglia e societ civile si rivelano, in conclusione, solo come momenti o sfere
finite di un processo che caratterizza ogni ambito del sistema hegeliano. Lo stato rappresenta,
dunque, il FONDAMENTO ONTOLOGICO della famiglia e della societ civile.
Questa concezione dello stato (in continuit con quella Aristotelica per cui, secondo natura, la
polis precede il singolo) comporta la critica al CONTRATTUALISMO MODERNO che vede
nellindividuo il fondamento e nello stato un ente artificiale dipendente dai singoli e dalle
loro volont.
sbagliato far derivare la volont generale da un contratto ovvero da una convergenza di
volont individuali, legate ad interessi privatistici.
Per Hegel, lo STATO COMPIUTA REALIZZAZIONE della libert ovvero della VOLONTA LIBERA
che VOLONTA RAZIONALE ed in quanto tale corrisponde alla VOLONTA UNIVERSALE,
pertanto, la volont del SINGOLO, essendo VOLONTA RAZIONALE, vuole il BENE COMUNE ed
gi essa volont universale.
La volont libera compiutamente realizzata nello stato, nel quale, si incarna in ISTITUZIONI
OGGETTIVE (dette LIBERTA SOSTANZIALE). Lo stato realizzazione della libert anche se le
sue istituzioni (nonostante siano espressione di unimmanente razionalit) non sono esenti da
errori, si tratta tuttavia di aspetti accidentali, insufficienti a mettere in discussione la profonda
razionalit delle istituzioni statali moderne, esistenti ed evolutesi nel corso della storia.
Il detto ci che reale razionale e ci che razionale reale riguarda ogni aspetto della
realt ma, soprattutto le istituzioni politiche.
La SOGGETTIVITA (autoconsapevolezza e autonomia della volont) contraddistingue ogni
aspetto del mondo moderno, anche lo stato in quanto massima espressione della modernit
nellambito dello spirito oggettivo.
Lo stato moderno sommamente razionale perch, attraverso le sue articolazioni istituzionali,
la SOGGETTIVITA autoconsapevole prende il comando dellordine oggettivo (famiglia e
societ civile) conformandolo ai propri fini etici e orientandolo verso di essi.

La legittimazione razionale dello stato (dunque il principio della fondazione speculativa del
diritto costituzionale) dipende dalla conformit dellagire delle istituzioni politiche alla
VOLONTA LIBERA dei cittadini, che volont guidata dalla RAGIONE, dunque ha come fine
lUNIVERSALAE e non vincolata a una prospettiva individualistica o familistica. Lorganismo
statale viene concepito sulla base della DIVISIONE DEI POTERI.
La totalit dello stato si specifica nei momenti:

UNIVERSALITA ovvero la facolt di determinare e stabilire luniversale cio la legge che


vale per tutti. prerogativa del potere LEGISLATIVO

PARTICOLARITA ovvero la facolt di applicare la legge ai casi particolari. Spetta al


potere ESECUTIVO

INDIVIDUALITA, massima espressione della soggettivit, peculiare del potere


MONARCHICO COSTITUZIONALE

La MONARCHIA COSTITUZIONALE rappresenta la struttura politica fondamentale, culmine e


inizio dellintero organismo statale. Qui i distinti poteri dello stato sono RACCOLTI ad UNITA.
Con la sua capacit di prendere decisioni e quindi di dare concretezza alla volont universale,
la monarchia esprime laffermarsi pi compiuto della soggettivit nel mondo delle istituzioni
oggettive delleticit.
Hegel rifiuta la legittimizzazione della monarchia per diritto divino; la messa in valore della
soggettivit del monarca non pu essere intesa come giustificazione del puro arbitrio di un
individuo: la volont regia RAZIONALE solo in quanto porta a sintesi un PROCESSO
DELIBERATIVO articolato nelle forme previste dalla COSTITUZIONE.
La COSTITUZIONE il primo dei tre momenti in cui si articola la DIALETTICA dello STATO:

COSTITUZIONE o DIRITTO STATALE INTERNO

DIRITTO STATALE ESTERNO, concerne le relazioni tra gli stati. In questi rapporti viene
meno la solidariet etica e ritornano alcune caratteristiche della societ civile: gli stati
stabiliscono rapporti che possono ricordare quelli che intercorrono tra gli individui
atomizzati. Ogni stato per AUTOSUFFICIENTE quindi la base dei rapporti la
SOVRANITA di CIASCUNO, i rapporti giuridici tra gli stati non sono sanciti da altro se
non dalla loro volont particolare. Non c alcuna VOLONTA UNIVERSALE. Hegel prende
le distanze dalle idee di Kant ovvero di una pace garantita da un ordinamento
cosmopolitico in grado di risolvere le controversie ed evitare i conflitti. Per Hegel,
questo ordinamento, infatti, non rappresenta lespressione di una volont generale, si
regge solo sulla CONCORDIA TRA GLI STATI, sul convergere di volont particolare.
legittimo ed inevitabile il ricorso alla GUERRA per risolvere le controversie tra stati
qualora venga meno laccordo tra loro.

STORIA DEL MONDO

LA FILOSOFIA DELLA STORIA


Il terzo momento della dialettica dello stato rappresentato dalla storia del mondo. Il conflitto
tra gli stati, presentato come un fattore fondamentale del progresso storico.
Nelle opere della maturit, la storia del mondo si presenta come una STORIA DI POPOLI ma
soprattutto come una STORIA DI STATI. Per Hegel si pu parlare di STORIA in senso proprio
solo riguardo a quelle popolazioni che hanno saputo darsi delle stabili istituzioni politiche; si

parla di PREISTORIA riguardo la vicenda delle comunit etniche non organizzate in forma di
stato, rimaste, quindi, nella condizione NATURALE e poco spirituale di NAZIONI.
Sono principalmente le ISTITUZIONI STATALI che assicurano la memoria storia quindi lidentit
collettiva di un popolo.
La STORIA percorsa da unIMMINENTE RAZIONALITA che ne guida teleologicamente lo
sviluppo, verso lattuazione dello scopo universale del divenire storico ovvero la realizzazione
della LIBERTA. Questa coincide non solo con la garanzia di unampia sfera di comportamenti
leciti riservata allarbitrio degli individui, ma anche e soprattutto con laffermarsi di istituzioni
moderne come la MONARCHIA COSTITUZIONALE.
Alla base del FINALISMO STORICO hegeliano vi la convinzione che la storia non sia dominata
dal caso ma anche il suo svolgimento rappresenti il manifestarsi nel tempo di un unico
principio spirituale e razionale: lo SPIRITO DEL MONDO.
Gli individui, convinti di operare per i propri scopi individuali e collettivi, agiscono, in realt,
pur non avendone piena consapevolezza, in qualit di strumenti della realizzazione dello
scopo universale della ragione, imminente nella storia. Viene definita ASTUZIA della STORIA
questa ETEROGENESI di fini: i fini che indirizzano il corso della storia non coincidono
(completamente) con quelli posti consapevolmente dai singoli che concretamente agiscono
nella storia.
Lo spirito si incarna successivamente in popoli e stati diversi, che rappresentano gradi
differenti dello sviluppo spirituale. Il processo storico si sviluppa dialetticamente attraverso il
CONFLITTO tra i popoli, a ciascuno dei quali spetta, in momenti successivi, il ruolo di PI
COMPIUTA MANIFESTAZIONE DELLO SPIRITO, quindi di popolo DOMINANTE o POPOLO
STORICO-MONDIALE. Il POPOLO DOMINANTE quello in cui il principio della LIBERTA pi
compiutamente sviluppato, pertanto, il suo diritto deriva dal rappresentare lassetto politico
pi conforme alla dignit delluomo.
La storia assume la funzione di TRIBUNALE DEL MONDO: dinanzi al diritto assoluto del popolo
dominante, gli spiriti degli altri popoli sono privi di diritti, non contano pi nulla della storia.
Questa funzione comporta giudicare sia le azioni degli stati e delle grandi personalit che li
guidano, sulla base si criteri morali ordinari, sia lagire politico individuale e collettivo, da
parte della POSTERIORITA, la quale sar in grado di valutare leffettiva conformit delle azioni
al compito di realizzare la libert nel mondo.
Le tappe del processo attraverso cui la storia umana viene condotta dallo spirito ad attuare lo
scopo universale che le proprio sono scandite da Hegel, nelle sue diverse opere, in modo
non sempre collimante. Nelle opere mature, queste tappe della manifestazione dello spirito e
il successivo affermarsi di altrettanti popoli come popolo dominante, comportano uno
spostamento della civilt da oriente verso occidente, accompagnato dal progressivo sviluppo
della libert:

REGNO ORIENTALE il cui principio risiede nel DISPOTISMO e nella contrazione della
libert di tutti nella maest del potere monarchico

REGNO GRECO dove si afferma la bella eticit come LIBERTA DI POCHI ovvero delle
aristocrazie elleniche

REGNO ROMANO in cui lindividuo, sottomettendosi al potere assoluto dello stato, viene
riconosciuto ASTRATTA PERSONA GIURIDICA

REGNO GERMANICO caratterizzato dal compiersi dellera cristiana con la riforma


luterana. Ha come principio spirituale lassoluto orgoglio della soggettivit ovvero la
LIBERTA DI TUTTI. Coinvolge i paesi del Nord Europa, compresa lInghilterra, dove si
diffuso il protestantesimo (e si affermata la monarchia costituzionale)

LO SPIRITO ASSOLUTO

La dialettica dello spirito si conclude e si compie solo nelle forme dello SPIRITO ASSOLUTO.
Lidea qui perviene allautoconsapevolezza, ossia giunge a conoscere se stessa come essenza
della realt.
Hegel considera le pi alte manifestazioni dello spirito umano ovvero ARTE, RELIGIONE e
FILOSOFIA, che rappresentano i modi nei quali la civilt umana perviene ad acquistare
coscienza di se stessa in forme sempre pi mature e compiute.
Le tre espressioni dello spirito non si distinguono per il contenuto, il quale , per tutte,
lASSOLUTO, ma per la FORMA con cui esse conoscono lASSOLUTO:

ARTE, intuizione sensibile

RELIGIONE, sentimento e rappresentazione

FILOSOFIA, concetto

ARTE E STORIA DELLARTE TESI


Larte coglie lassoluto in forma INTUITIVA, IMMEDIATA in rapporto ad un contenuto SENSIBILE.
Lopera darte UNITA di concetto e materiali, percepibili con i sensi. prodotta dallo SPIRITO
ed ha perci una natura SPIRITUALE. Rappresentano un momento dello sviluppo del concetto
ovvero il suo porsi in atto, ALIENARSI NEL SENSIBILE.
Nonostante non possa prescindere da una dimensione sensibile, pi spirituale della natura.
Il suo contenuto sensibile viene piegato dallartista ad essere veicolo dellespressione di un
concetto o di un significato universale.
Lestetica deve mirare a cogliere luniversalit del pensiero nella particolarit del materiale
sensibile in cui il concetto si incarna concretamente evitando un approccio empirico,
meramente filologico ed erudito, e una riflessione esclusivamente teorica, al di fuori del
rapporto col sensibile, su modello di Platone.
Ne Lezioni di estetica Hegel scandisce i momenti principali di una STORIA FILOSOFICA
DELLARTE:

ARTE SIMBOLICA (antico Egitto e Oriente): inadeguata espressione sensibile


dellelemento concettuale. Coincide con una fase iniziale dello sviluppo del pensiero,
esso non ha ancora elaborato autonomamente significati universali, non vi ancora
sufficiente contenuto concettuale che possa essere espresso in forma sensibile:
ECCEDENZA DI MATERIA RISPETTO AL CONTENUTO SPIRITUALE: piramidi. Forma
artistica: ARCHITETTURA

ARTE CLASSICA (antica Grecia): PERFETTA COERENZA tra CONTENUTO CONCETTUALE


ed ESPRESSIONE SENSIBILE. Forma artistica: SCULTUA, nelle statue e nei bassorilievi di
Fidia, scolpito nel marmo vi il concetto stesso di umanit espresso dalla civilt greca

ARTE ROMANTICA (Europa cristiana e moderna): distrugge lunione dellidea con la sua
realt, si assiste ad un nuovo squilibrio: RICCHEZZA di CONTENUTO CONCETTUALE non
pu pi trovare adeguata espressione sensibile: la pittura religiosa cristiana non riesce
a rendere la ricchezza infinita del messaggio di Cristo. Forma artistica:

PITTURA, maggiore astrattezza dellelemento sensibile in cui il concetto viene


esteriorizzato, larte si libera dellinterezza spaziale e sensibile del materiale in
quanto si limita alla superficie

MUSICA, liberazione del sensibile dalla dimensione spaziale, mezzo pi idoneo al


contenuto spirituale

POESIA, lo spirito non si realizza in materiale sensibile esterno ma si effonde solo


nello spazio interno delle rappresentazioni e dei sentimenti evocati dalla parola
poetica.

Nel mondo moderno, larte conosce una fase di dissoluzione che ha fatto parlare, di MORTE
DELLARTE, questa espressione NON hegeliana, non significa che la produzione artistica sia
destinata ad arrestarsi (Hegel spera che in futuro larte conosca un ulteriore affinamento) ma
indica che larte SOPRAVVIVE A SE STESSA, poich si esaurita la sua funzione di sapere
assoluto insieme alla possibilit di esprimere compiutamente il vero.
LA RELIGIONE ANTITESI
la sfera in cui il contenuto concettuale si d in forma di rappresentazione o di narrazione.
Rappresenta o racconta Dio ovvero la verit stessa. Lo spirito si oggettiva.
Per Hegel una scienza autenticamente filosofica e speculativa dei fenomeni religiosi deve:

Riconoscere nella religione una forma necessaria della vita dello spirito. Critica il
DEISMO ILLUMINISTICO che pretende di sostituire la religione razionale al cristianesimo,
riducendo cos la religione entro gli schemi di una metafisica intellettualistica e
fraintendendone il valore e il significato autentico di via attraverso cui TUTTI gli uomini
entrano in rapporto con la verit e lassoluto.

Comprendere concettualmente lidea, presentata in forma rappresentativa, mettendo in


luce la profonda razionalit alla base delle immagini del divino. Polemizza contro i
Romantici, questi pongono il sentimento allorigine della religiosit eliminando ogni
fondamento razionale.

Ne Lezioni sulla filosofia della religione, Hegel, considera lo sviluppo storico delle religioni,
ponendo ciascuna forma religiosa in relazione con le pi complessive caratteristiche spirituali
dellepoca in cui si sviluppa. Indica nel CRISTIANESIMO LUTERANO la RELIGIONE ASSOLUTA,
nelle cui dottrine trasfigurato il contenuto concettuale pi ricco.
Compito di una scienza filosofica fondare razionalmente ci a cui il cristiano crede per fede:
reinterpretare filosoficamente le credenze cristiane (incarnazione di Cristo, peccato originale
ecc.) al fine di vedere in esse figure logiche; cos lincarnazione del Verbo viene a
rappresentare loggettivazione dellidea.
LA FILOSOFIA SINTESI
Lo spirito prende piena consapevolezza di se stesso ma ci pu avvenire solo in maniera
concettuale. Lassoluto oggetto, da parte della filosofia, di conoscenza concettuale. solo in
questa che lautoconoscersi dello spirito consegue la sua forma assoluta. Nel pensiero
speculativo, lo spirito assume se stesso come proprio oggetto, il conoscere dunque sciolto

dal presupposto di una diversit irriducibile del contenuto; inoltre, la forma di questa
autoconoscenza, in quanto concettuale, ormai libera da ogni vincolo costituito dallapproccio
non concettuale ovvero intuitivo-sensibile (presente, invece, in arte e religione) al contenuto
assoluto.
La STORIA della filosofia il sistema stesso considerato nella sua GENESI. Per Hegel il
succedersi delle diverse filosofie corrisponde allo sviluppo proprio delle CATEGORIE LOGICHE
rappresentandone la manifestazione nel tempo. Ciascuna filosofia rappresenta il superamento
di quella che lha preceduta: ne conserva il nucleo essenziale o SPIRITO LOGICO pur
ricomprendendolo come proprio momento e realizzandolo in una prospettiva pi completa. Il
sistema filosofico posteriore rappresenta lautoconoscenza concettuale di un tempo pi
maturo dello spirito, tempo nel quale viene alla luce e si esplica un nuovo, pi comprensivo,
principio appreso in forma di pensiero e ordinato sistematicamente dalla filosofia.
Lultima filosofia racchiude in se stessa lintera storia della filosofia, c IDENTITA con le altre
filosofie: la filosofia di Hegel, ultima, rappresenta il sapere assoluto, lapice del processo di
maturazione. una concezione TELEOLOGICA della storia, la fine coincide con linizio.