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ROUSSEAU

DISCORSO SULLE SCIENZE E SULLE ARTI (1750)

la prima grande opera di Rousseau e viene scritta in risposta a un bando di concorso


dallAccademia di Digione sul tema: se il rinascimento delle scienze e delle arti abbia
contribuito a corrompere o a purificare i costumi. Rousseau scrive il cos il primo atto di
accusa contro la societ del suo tempo, infatti la risposta al quesito : Le nostra anime si
sono corrotte a misura che le nostre scienze e le nostra arti si sono progredite verso la
perfezione.
La societ civilizzata appare opaca: essa il regno della FALSITA, dellAPPARENZA, in cui la
verit delle cose nascosta e la comunicazione fra gli uomini distorta o impossibile. Le
scienze, le lettere, le arti non sono mezzi di illuminazione bens di occultamento
dellingiustizie.
La visione della civilt come ci che corrompe la natura umana rimane lidea costante alla
base di tutto il pensiero di Rousseau. Una posizione cos radicale non pu che entrare in
conflitto con il clima culturale dei Lumi. una discordanza che si lega alla differente
concezione della cultura e della civilt, ma che si concretizza anche in critiche ai singoli
filosofi. Di HELVETIUS e DHOLBACH Rousseau rifiuta il materialismo e lateismo; di VOLTAIRE
non apprezza il tono mondano, lironia e la critica allordine provvidenziale del mondo; infine
la rottura con gli ENCICLOPEDISITI, con cui aveva collaborato, causata dalla diversa
concezione della filosofia e del ruolo dellintellettuale. I suoi attacchi vengono percepiti dai
rappresentanti del tempo come un vero e proprio tradimento.

DISCORSO SULLORIGINE E I FONDAMENTI DELLA DISUGUAGLIANZA FRA GLI


UOMINI (1755)

Mentre nel primo Discorso si era limitato a sostenere che lo sviluppo e il perfezionamento
della cultura sono andati di pari passo con la corruzione umana, nel nuovo scritto va oltre
questo punto di vista: ora le scienze e le arti sono il rivestimento di un MALE PIU ORIGINARIO,
a cui la loro capacit corruttrice deve essere ricondotta. Questo male originario va individuato
nella DISUGUAGLIANZA FRA GLI UOMINI. Rousseau sostiene che la corruzione, la falsit,la
violenza non siano caratteri costitutivi delluomo, ma PRODOTTI STORICI E SOCIALI. La loro
comune radice la disuguaglianza che quasi nulla nello STATO DI NATURA, si accresce per
effetto della civilizzazione e diventa stabile e legittima per lintroduzione della propriet e
delle leggi.
Il Discorso si articola in una PREFAZIONE di carattere metodologico e in due parti: la prima
tratta delluomo nello STATO DI NATURA, la seconda della GENESI DELLETA
CONTEMPORANEA.
PREFAZIONE: in essa Rousseau fonda linterpretazione del concetto di stato di natura
fondamentale nel suo pensiero. Si tratta di tornare indietro alla natura originaria
delluomo. Luomo che noi vediamo CIVILIZZATO, prodotto di millenni di vita
collettiva. Il suo volto originario nascosto dalla storia. Come possibile allora ritrovare
lUOMO NATURALE? Lerrore dei giusnaturalisti e di Hobbes
consiste nellaver dato di questo problema una finta soluzione proiettando nelluomo
naturale le caratteristiche di quello civilizzato. Locke ad esempio presuppone un uomo
razionale capace di giudizio e di scelta riflessiva.
Ma luomo di natura ben diverso. Non possibile conoscerne le caratteristiche,
perch mancano fonti e testimonianze, ma possiamo CONGETTURARE guardando entro

lanima umana. necessario avere una nozione giusta di stato di natura per poter
giudicare bene il presente. Dunque il concetto di stato di natura va inteso, non come un
dato storico, ma come un IPOTESI TEORICA, utile a mostrare lo SCARTO esistente TRA
UOMO NATURALE E UOMO ARTIFICIALE.
PRIMA PARTE: descrive la condizione delluomo nello stato di natura. LUOMO NATURALE
vive in una RELAZIONE IMMEDIATA CON LA NATURA . Non n buono n cattivo: il bene
e il male, il vizio e la virt, presuppongono lesistenza di una vita di relazioni. Gli unici
PRINICIPI che gli si possono attribuire sono quelli ANTERIORI ALLA RAGIONE che
possibile scorgere in ogni anima umana: lAMORE DI SE, cio la tendenza alla propria
conservazione, e la PIETA, che ispira una ripugnanza naturale nel veder soffrire i nostri
simili.
Tale stato luomo per un lungo tempo, un tempo statico. Tuttavia luomo si
civilizzato perch possiede una duplice differenza rispetto agli animali: la sua qualit di
AGENTE LIBERO, cio la possibilit di esercitare una volont e una scelta, la FACOLTA
DI PERFEZIONARSI, ovvero la possibilit di sviluppare le proprie capacit,di mutare, di
avere una storia. La perfettibilit rivela perci una ambivalenza: produce allo stesso
tempo PROGRESSO E CORRUZIONE, lenorme sviluppo delle capacit umane e la
rottura con lequilibrio originario, naturale.
SECONDA PARTE: traccia una genealogia della societ contemporanea, mostrando
attraverso quali rivoluzioni si sia costituito luomo della storia. Descrive il processo di
CIVILIZZAZIONE nei termini di una CRESCITA delle capacit delluomo a cui corrisponde
un DETERIORAMENTO delle relazioni sociali e delle condizioni morali. Da un lato
abbiamo la nascita dellagricoltura, della metallurgia, laumento della disponibilit di
beni, dallaltro la formazione di nuovi bisogni, la nascita della competizione, la
trasformazione dellamor di s in AMOR PROPRIO, ovvero il culto del proprio interesse.
in questo processo che si istituisce la DISUGUAGLIANZA : infatti con lo sviluppo della
produzione e delleconomia, e con listituirsi della PROPRIETA PRIVATA della terra (che
quindi Rousseau non considera naturale) si forma la divaricazione fra ricchi e poveri e si
approfondisce sempre pi. La disuguaglianza non appartiene alluomo naturale ma
allUOMO COME ESSERE STORICO.
Solo a questo punto la sopraffazione d origine a quello stato di CONFLITTO
GENERALIZZATO che Hobbes ha fatto erroneamente risalire alla natura delluomo. Solo
a questo punto si rende necessaria la stipulazione di un CONTRATTO istitutivo della
societ civile e delle leggi, per porre fine alle contese e sancire il DIRITTO ALLA
PROPRIETA. Tale contratto vede protagonisti i RICCHI e altro non se non la
LEGALIZZAZIONE DEL SOPRUSO, un PATTO INIQUO. Se il contratto iniquo pu
produrre solo una SOCIALIZZAZIONE MALVAGIA: decreta la soppressione della libert
naturale. Dunque necessario un nuovo CONTRATTO SOCIALE perch
luomo possa recuperare la libert e luguaglianza.

IL CONTRATTO SOCIALE E LEMILIO (1762)

Le grandi risposte di Rousseau ai problemi aperti dalla sua radicale critica alla civilt, si
trovano ne Il contratto sociale e ne lEmilio, entrambi composti nel 1762.
Obiettivo del IL CONTRATTO SOCIALE fornire il modello di una societ politica dotata di
legittimit.

Nessun individuo titolare, per natura, di autorit su un altro individuo, Rousseau giudica
illegittima lautorit politica basata su diritto divino. Il DIRITTO si fonda sul CONSENSO
espresso nel PATTO fondante la societ.
Luomo sociale non rispecchia luomo naturale (libero e uguale a tutti gli altri) perch, allo
stato di natura, luomo vive solo, non ha rapporti sociali; in societ, invece, non c
uguaglianza, non c libert, esistono dominanti e dominati, per questo necessario un nuovo
contratto sociale attraverso il quale la comunit diventi sovrana.
Rousseau si inserisce nella tradizione dei CONTRATTUALISTI ma la sua idea di contratto
innovativa. Egli non prevede un duplice contratto: pactum unionis, con cui nasce la societ, e
pactum subiectionis, con cui nasce lautorit politica in quanto gli individui decidono di
rinunciare totalmente o parzialmente alla loro libert e ai diritti originari). Per Rousseau il
pactum subiectionis da origine alla schiavit.
Il PATTO di ciascun individuo con SE STESSO, consiste nellalienazione del proprio potere
individuale alla comunit, ovvero allinsieme degli individui che hanno deciso di associarsi.
un PATTO di ASSOCIAZIONE perch ciascuno dei membri, cedendo alla comunit la propria
sovranit, si ritrova SOVRANO di SE STESSO.
Il CONTRATTO produce una TRASFORMAZIONE QUALITATIVA: in cambio della persona privata
di ciascun contraente, questo patto produce un CORPO MORALE e COLLETTIVO, il quale riceve
da questo atto la sua unit, il suo io comune, la sua vita e la sua volont. In questo IO
COMUNE, ogni singolo, ritrova assicurata la garanzia dei propri diritti e della propria libert.
Essenziale perch ci avvenga che lALIENAZIONE di ciascun associato sia TOTALE, in questo
modo la condizione uguale per tutti e ciascuno, dandosi a tutti, non si da a nessuno;
necessaria unUGUAGLIANZA ASSOLUTA di base, solo cos si pu fare in modo che non esista
alcun rapporto di dipendenza fra gli individui, ma solo la dipendenza dal corpo politico, ovvero
se stesso.
La decisione con la quale si istituisce lIO COMUNE, istituisce anche la VOLONTA GENERALE,
ovvero la volont dei cittadini in quanto CORPO COMUNE. Essa si differenzia dalle volont
particolari (volte allinteresse personale) in modo qualitativo, si definisce in rapporto
allOGGETTO VOLUTO che sar sempre generale e soprattutto in rapporto al FINE, che il
BENE PUBBLICO, linteresse collettivo. convinzione di Rousseau che solo linteresse comune,
inteso come principio e fine dello stato, renda possibile laccordo degli interessi particolari.
La sovranit lesercizio della volont generale e la sua espressione la LEGGE.
Rousseau sostiene con intransigenza la SOVRANITA POPOLARE: tutti gli uomini hanno il diritto
di governare e con il patto si cede questo diritto alla comunit. Rinunciare alla sovranit
equivale a rinunciare alla libert e quindi alla stessa qualit di uomo. Di qui il rifiuto della
RAPPRESENTANZA, la quale pu aver luogo solo su atti particolari (quindi nella sfera del
governo) non sul piano della legislazione generale che di assoluta competenza popolare; ne
consegue il rifiuto della DIVISIONE dei POTERI, la sovranit indivisibile poich o la volont
generale, o non tale.
Il GOVERNO il ministro del popolo sovrano, da esso incaricato dellesecuzione delle leggi e
della conservazione della libert. I governanti non sono che gli esecutori del popolo che pu
istituirli o destituirli quando gli piaccia.
La DEMOCRAZIA la forma di governo IDEALMENTE MIGLIORE ma poco opportuna e
praticabile perch confonde legislazione ed esecuzione ed espone il fianco a dissidi e contese.

LARISTOCRAZIA ELETTIVA (governo di pochi, eletti dal popolo), lordinamento migliore e pi


naturale: i saggi governano la moltitudine. Chiaro il riferimento alla repubblica ginevrina da
Rousseau vista come modello.
Da rifiutare la MONARCHIA il cui fine non la felicit pubblica.
In cambio della rinuncia alle proprie prerogative di individuo naturale, il cittadino riceve
SICUREZZE E LIBERTA. Rousseau si distanzia da Hobbes e da Locke, il quale vedeva lindividuo
quale titolare dei suoi diritti inalienabili e concepiva lo stato come garante di tali diritti. Per
Rousseau, la SOCIETA POLITICA il luogo in cui lindividuo realizza effettivamente la propria
libert. Lo stato civile una dimensione qualitativamente diversa dallo stato di natura: il
PATTO sancisce un momento di totale discontinuit che produce un nuovo concetto di libert
ovvero la LIBERTA CIVILE cio la libert possibile entro rapporti sociali che sono rapporti di
dipendenza, ma se la dipendenza da un singolo o da un gruppo considerata schiavit, quella
dalla volont generale LIBERTA CIVILE.
Il PATTO SOCIALE un atto di COMPLETA RINUNCIA alla natura, esso trasforma luomo in un
cittadino che sviluppa VIRTU SOCIALI in luogo dellindifferenza naturale al bene e al male. Alle
istituzioni spetta un compito di formazione del cittadino e della sua virt, intesa come
conformit delle volont particolari alla volont generale.