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Anno 6 - N. 11 (#224) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale settimanale da vendersi esclusivamente in abbinamento a Corriere della Sera1,000,50 + il prezzo del quotidiano. In CH Tic. Fr 1,00

#224

Domenica
13 marzo 2016
EURO 0,50

per il Corriere della Sera

Alex Katz

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

corriere.it/lalettura

Il dibattito delle idee

SSS

il fantasma pi intrigante
e il segreto meglio custodito
della letteratura di questi anni.
Uno pseudonimo dietro al quale
si nasconde la scrittrice (ebbene s,
una donna) di quattro fortunati
romanzi in Italia e allestero. Marco
Santagata, dantista e a sua volta
narratore, ha svolto unaccurata
indagine filologica. Che da Napoli
porta alla Normale di Pisa. E torna
a Napoli, alluniversit Federico II.
Ecco le sue conclusioni

Orizzonti

Qual la sorte di chi perde?


Il boomerang dellagonismo

6
di DONATELLA DI CESARE

Elena
Ferrante ...

Libri

Jonathan Coe nostalgico:


Mi manca la Thatcher

12
di MASSIMO ZAMBONI

Sguardi

Un Modigliani a casa mia:


alla Cina serve spiritualit

(la soluzione a pagina 5)

29

di MARCO SANTAGATA
di GUIDO SANTEVECCHI

Maschere

Un po vigile, un po Socrate
Daniele Silvestri si racconta

36
conversazione con MAURO BONAZZI
a cura di TERESA CIABATTI

Percorsi

Il ventenne e il maestro:
le nostre fotografie

44
di ADRIANO BLARASIN
e FRANCO FONTANA

el 2015, candidato allo Strega ed entrato in cinquina, ho convissuto per alcuni mesi con il fantasma di Elena Ferrante, lei pure candidata e in cinquina.
Devo dire che la caccia allidentit della
scrittrice sconosciuta, fattasi particolarmente frenetica in quel periodo,
non mi ha preso pi di tanto. Per la verit lamico Salvatore Settis una pulce nellorecchio me laveva messa. Mi
aveva confidato la sua convinzione che lautrice avesse
una conoscenza della Scuola Normale di Pisa dallinterno, propria di chi lavesse frequentata. Le sue parole mi
sono ritornate in mente non molto tempo fa quando,
leggendo il secondo volume della tetralogia, Storia del
nuovo cognome, mi sono imbattuto in un lapsus (ma
potrebbe anche essere un errore di stampa) che mi
sembrato corroborare lidea della Ferrante normalista.
Nel secondo romanzo la protagonista scrivente, Elena Greco, detta Lenuccia o Len, nata nel 1944 proprio
come lamica geniale Lina o Lila Cerullo, ripercorre
gli anni che vanno dalla seconda liceo classico a Napoli
alla tesi di laurea a Pisa e alluscita del suo primo romanzo: dal 1962 al 1968. In breve: superato brillantemente lesame di maturit classica, nellautunno del 63
Elena vince il concorso di ammissione alla Scuola Normale e si trasferisce a Pisa. Limpatto con la Scuola per
una ragazza che fino ad allora aveva frequentato quasi
solo persone del rione e che pertanto vi arriva piena di
timidezze e di goffaggini, traumatico. Si sente inadeguata, ignora i codici linguistici, le regole non scritte
di quella comunit: tentata di mollare e ritornare a casa. Ma Elena, terrorizzata allidea di perdere quel paradiso in terra, si impegna a correggersi quasi con ferocia: in poco tempo si inserisce, arriva a piacere a studentesse, studenti, bidelli, professori; studia con tanta crudele autodisciplina che diventa una di quelle
studentesse considerate promettenti.
Laiuta a integrarsi la relazione non una vera passione ma comunque sessualmente felice con uno
studente pi anziano di un anno, Franco Mari: di famiglia agiata, bruttino ma intelligentissimo, molto colto,
comunista critico (convinto che in Urss la rivoluzione
si fosse interrotta, e bisognasse riavviarla), carismatico, esercita un grande fascino sullambiente. Con lui

Italianista
Marco Santagata nato a Zocca
(Modena) nel 1947. Allievo
della Scuola Normale Superiore
di Pisa, noto italianista, in
particolare studioso di Dante e
petrarchista, docente nella
stessa citt toscana, ha esordito
come scrittore con il romanzo
Pap non era comunista
(Guanda, 1996 e 2003). Negli
anni successivi, con Il maestro
dei santi pallidi (Guanda, 2002)
ha vinto il premio Campiello
2003 e con Lamore in s
(Guanda, 2006) il premio
Stresa per la narrativa. Tra le
opere: Il salto degli Orlandi,
(Sellerio, 2007) e Come donna
innamorata (Guanda, 2015),
finalista al Premio Strega

trascorre le prime vacanze estive in Versilia. A Napoli ritorna per quelle natalizie e quelle pasquali. Ritornare a
Napoli per lei, studentessa molto brillante, diventato
un peso. Dopo tre anni, per, colpita dalla lettura di otto quaderni che Lila, lamica geniale, le aveva affidato
nella primavera del 66 e rimasta senza lappoggio di
Franco, che ha perso il posto in Normale, Elena sente
che quello non il suo mondo, che non riuscita a integrarsi davvero: si allontana dagli altri, troppo diversi
da lei, e si isola. Anche lo studio non le d pi gioia. la
relazione sentimentale che intreccia con Pietro Airoldi
(che poi finir per sposare), figlio di un famoso grecista
figura di spicco del partito socialista, a restituirle
quel prestigio che stava perdendo e ad aiutarla nello
studio. Lavora, ma di malavoglia, alla tesi di laurea in
letteratura latina, rimpiange i mesi passati con Franco
e, soprattutto, comincia a scrivere il suo primo romanzo. Si laurea nella sessione autunnale del 1967, ritorna a
Napoli e poco dopo firma il contratto con un editore. Il
romanzo esce a primavera con un notevole successo.

Questa, a grandi linee, la storia pisana di Elena Greco. C qualcosa in essa che rispecchi una reale esperienza di Elena Ferrante? Veniamo alla crisi del 66-67 e
al lapsus che scappa allautrice nellintrodurla:
Lultimo anno pisano cambi lottica con cui avevo
vissuto i primi tre. Mi prese un disamore ingrato per la
citt, per le compagne e i compagni, per i professori,
per gli esami, per le giornate gelide, per le riunioni politiche nelle sere tiepide sotto il Battistero, per i film del
cineforum, per tutto lo spazio urbano, sempre lo stesso: il Timpano, il Lungarno Pacinotti, via XXIV maggio, via San Frediano, piazza dei Cavalieri, via Consoli
del Mare, via San Lorenzo, percorsi identici e tuttavia
estranei (pagina 401).
Ebbene, chi conosce il centro di Pisa non pu non
notare una incongruenza. Lungarno Pacinotti, via San
Frediano, piazza dei Cavalieri, via Consoli del Mare, via
San Lorenzo si trovano tutte nel centro cittadino, e sono molto frequentate, allora come oggi, dai normalisti
(il Timpano, collegio femminile della Scuola, si affaccia
sul Lungarno Pacinotti; la sede maschile sulla piazza

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

DOMENICA 13 MARZO 2016

Lamica famosa nel mondo


Venduta in 30 Paesi, la Ferrante in Italia in classifica da oltre 220
settimane. I romanzi di Elena e Lila, luna scrittrice laltra ex moglie
di un camorrista poi donna daffari, sono editi da e/o: Lamica
geniale (2011), e poi Storia del nuovo cognome (2012), Storia di chi
fugge e di chi resta (2013) e Storia della bambina perduta (2014).

Il quarto libro del ciclo de Lamica geniale stato selezionato per il


Man Booker International Prize 2016: The Story of the Lost Child
(Storia della bambina perduta) uno dei 13 finalisti della
longlist. E nel mondo Ferrante fever: bestseller negli Usa
(tradotta da Ann Goldstein), piace a Philip Roth e a James Franco.

La mappa
Orto
Botanico

Piazza
dei Cavalieri

Scuola
Normale

via XXIV
Maggio

Piazza Dante
Alighieri
Collegio
Timpano

via Consoli
del Mare

via San Frediano

Stadio

Lungarno
Pacinotti

Fiume

Arno

via Curtatone
e Montanara
(gi via XXIX
Maggio)

Battistero
Duomo

Ospedale

Torre
di Pisa

PISA

Ponte
Solferino

Lungarno
Pacinotti

Fi

um

3
e

Ar

no

ma in Normale quasi ossessiva, suscitava nel mio maestro Mario Fubini, che insegnava alla Scuola ma che l
non si era formato: il fatto che ci presentassimo portandoci dietro pacchi di schede suscitava in lui ogni volta una reazione divertita, ma anche un po insofferente.
Non molto tempo dopo il suo arrivo Elena coinvolta
nella festa inaugurale che si teneva prima delle vacanze di Natale: una sorta di ballo delle debuttanti
(pagina 333). In effetti, ogni anno, prima che il Sessantotto spazzasse via questa tradizione, le ragazze del
Timpano organizzavano una festa da ballo alla quale
partecipavano anche i maschi. Era un evento interno alla Scuola, che non aveva alcuna risonanza cittadina, di
cui pu ricordarsi solamente chi della Scuola avesse
fatto parte negli anni Sessanta. Ancora: un giorno, in
un caff di via San Frediano, Elena, gi in crisi, viene
pesantemente apostrofata da uno studente. Anche se
non nominato, darei per certo che lautrice pensa al bar
Battellino, dove i normalisti erano soliti prendere il
caff dopo la mensa e che a met degli anni Sessanta
era il solo locale aperto in quella strada.
Infine, qualche considerazione sullunico vero personaggio che compare nel racconto degli anni pisani
prima del futuro marito Pietro, cio Franco Mari. La vita di Franco sar seguita a lungo nella tetralogia fino al
suo suicidio nel quarto volume. Nel suo primo apparire
sulla scena Franco presenta alcuni caratteri la cultura, la sicurezza di s, la critica allinvoluzione socialdemocratica del Pci, il fascino che esercita sugli altri
che sembrerebbero attagliarsi ad Adriano Sofri, normalista fra il 1960 e il 63. Si aggiunga che Franco nel 64
perse il posto in Normale: a un esame prese diciannove e fu mandato via (pagina 335); pu essere solo una
coincidenza, ma appena un anno prima Sofri era stato
espulso dalla Scuola. Fu un provvedimento che fece
scandalo e di cui si parl a lungo nel mondo della Normale: esso infatti fu comminato perch Sofri era stato
accusato di ricevere una ragazza nella sua camera (ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie). Questa
storia una qualche implicazione con il romanzo della
Ferrante a mio avviso ce lha. Elena Greco, infatti, andava di notte, e lo sapevano tutti, a piazza dei Cavalieri, nella stanza di Franco (pagina 404). Ovviamente si tratta di una invenzione della Ferrante, ma
una invenzione che apre uno spiraglio sui suoi meccanismi creativi. Voglio dire che lo scandalo Sofri, di cui
tutti in Normale parlavano, sembra proprio aver suggerito, magari neppure del tutto consciamente, linfrazione alle regole che Franco ed Elena compiono nel romanzo. Il che sarebbe un ulteriore tassello a favore della tesi dellautrice ex-normalista.

Corriere della Sera

dei Cavalieri, nella quale sbucano sia via San Frediano


sia via Consoli del Mare, che prosegue come via San Lorenzo), e allora, quando luniversit era meno decentrata, ancor pi di oggi, dai normali studenti universitari.
Via XXIV maggio, invece, una strada periferica che
dallo stadio porta fuori citt, si pu dire in aperta campagna: gli studenti, normalisti o no, non lhanno mai
frequentata e tuttora non la frequentano.
Mi pare certo che la Ferrante volesse riferirsi a via
XXIX maggio, lattuale via Curtatone e Montanara, la
strada che da via San Frediano arriva allArno, il Lungarno Pacinotti per lappunto, e che sicuramente la
pi nota agli studenti pisani dal momento che in essa
sorge il Palazzo della Sapienza, la storica sede centrale,
nella quale ospitata anche la biblioteca, delluniversit. Pu trattarsi di un errore di stampa (lo scambio tra i
romani V e X abbastanza comune) o di un lapsus
mnemonico: sicuramente 24 maggio, giorno di inizio
della Grande Guerra, una data che torna alla memoria
pi facilmente di 29 maggio, giorno in cui il battaglione universitario pisano si scontr con le truppe austriache a Curtatone e Montanara nel 1848. Ebbene, proprio
perch quella data era poco parlante, allinizio del 1968
il comune di Pisa ha cambiato il nome della strada in
via Curtatone e Montanara. Se, come mi sembra certo,
la Ferrante voleva scrivere XXIX maggio, penso che se
ne possa dedurre con un alto grado di probabilit, tenendo anche conto di parecchi altri indizi (per esempio, laccenno al malodore del Lungarno nel quarto
volume, Storia della bambina perduta, pagina 99, un
fetore che era effettivamente fortissimo prima che negli anni Ottanta fossero installati i depuratori a monte),
che la sua memoria della toponomastica pisana deve
essersi formata durante un soggiorno in quella citt: se
avesse scritto con la mappa davanti agli occhi, non
avrebbe sbagliato, e soprattutto lavrebbe chiamata via
Curtatone e Montanara. Quel soggiorno andrebbe fissato prima del 1968, in et presumibilmente giovanile.

pratiche di studio e a eventi collettivi che sembrerebbero confermare lipotesi della Ferrante normalista.
E lo confermano proprio perch piccoli, cio in quanto
materiali difficilmente acquisibili attraverso una documentazione scritta o mediante testimonianze orali, ma
che sembrano scaturire da un vissuto. Si prenda il
Timpano citato nel passo riportato sopra: ebbene,
lindicare lallora sede femminile della Scuola con il nome del palazzo che la ospitava non era comune nel linguaggio dei pisani, mentre era la regola in quello dei
normalisti, per i quali era spontaneo dire vado al Timpano o abito al Timpano. E molto normalistica
anche lespressione i ragazzi di piazza dei Cavalieri
(pagina 333) per indicare i colleghi della sezione maschile. A una conoscenza dallinterno del collegio femminile rimanda, nella scena, di per s irrealistica, della
mamma che, a ridosso delle vacanze di Natale del 66, si
precipita da Napoli per visitare la figlia ammalata ed
entra vociando nella sua stanza, laccenno alla direttrice (Temetti che arrivasse la direttrice, pagina 411):
per chi stato normalista quasi impossibile non riandare con la memoria alla mitica Lina Zerboglio, per
molti anni, pi che direttrice del collegio femminile,
una sorta di seconda madre, insieme protettiva e severa, delle studentesse. Tipico delle abitudini di studio
dei normalisti era, in unepoca nella quale non esistevano computer e fotocopie, e le xerocopie erano solo agli
inizi, compilare schede minutissime per ogni testo
studiato (pagina 335): il verbo schedare e il sostantivo schedatura erano sicuramente tra le parole pi
usate allinterno della Scuola. Ricordo ancora lo stupore che quella pratica, peraltro diffusa un po ovunque,

Il video
Che abbia vissuto a Pisa non comporta, tuttavia, che
sia stata normalista. Nel racconto, per, ci si imbatte in
alcuni piccoli segnali locuzioni particolari, accenni a

Dalla Normale al collegio Timpano: su corriere.it/lalettura Marco Santagata ripercorre


i luoghi pisani de Lamica geniale e gli indizi
sullautrice in un video di Alessia Rastelli

i
Lautrice
Sono state numerose le
ipotesi sulla vera identit
della scrittrice (di nascita o
di cultura certamente
napoletana) Elena Ferrante,
a partire dal nome di Anita
Raja, la traduttrice e saggista
moglie dello scrittore
Domenico Starnone, per
continuare con lo stesso
Starnone e con Erri De Luca.
Tra gli altri candidati,
anche il critico Goffredo Fofi
Bibliografia
La scrittrice si messa in
luce immediatamente: il suo
romanzo desordio, Lamore
molesto (1992) come tutti gli
altri suoi libri edito da e/o,
ha vinto infatti il premio
Procida Isola di Arturo Elsa
Morante e lOplonti
dargento, prima di diventare
film per la regia di Mario
Martone. diventato film
anche il secondo romanzo, I
giorni dellabbandono (2002)
per mano di Roberto Faenza.
Seguono nel 2003 La
frantumaglia, saggio
sullesperienza di scrittrice, e
nel 2006 il romanzo La figlia
oscura. Ma a partire dal
2011 che inizia la tetralogia
de Lamica geniale,
che consacra la Ferrante
in Italia e allestero

Si potr obiettare che il romanzo passa sotto silenzio


aspetti non secondari della vita in Normale. Per esempio, non accenna nemmeno di sfuggita a quello che
limpegno pi importante e pi caratterizzante della
formazione normalistica, vale a dire il colloquio, una
tesina che lo studente tenuto a discutere ogni anno
davanti a una commissione formata da docenti della
Scuola. comprensibile, invece, che scarse e quasi insignificanti notazioni siano riservate allo studio della letteratura latina e alla tesi di laurea: se la Ferrante stata
normalista, non volendo essere identificata ovvio che
abbia scelto per il suo personaggio un settore di studi
diverso dal suo.
un fatto, comunque, che il romanzo tratta gli anni
pisani della protagonista in modo assai succinto, come
se londa narrativa, sempre cos vivace e copiosa, nella
citt della torre si ritraesse e, in qualche misura, venisse
meno il piacere di raccontare. Insomma, la sensazione
di renitenza o, se volete, di velocit di esecuzione forte. Si legga la dichiarazione riassuntiva di pagina 336:
Questo, grosso modo, ci che mi accadde a Pisa
dalla fine del 1963 alla fine del 1965.
Ebbene, gli accadimenti di questi due anni sono raccontati in poco pi di quattro pagine, dalla fine di pagina 331 allinizio di pagina 336. Non che il resto occupi
molto pi spazio: da pagina 401 a pagina 413 e da pagina 429 a pagina 434. A conti fatti, in un romanzo di 470
pagine i quattro anni che la protagonista-scrittrice afferma di avere vissuto a Pisa sono narrati in poco pi di
una ventina di pagine. Di questa cos forte sproporzione lautrice sembra essersi resa conto. Per due volte
Len esprime sue considerazioni su come il raccontare
vicende che la riguardano direttamente incida sul suo
modo di scrivere. La prima volta subito dopo la frase
che ho appena citato, che prosegue cos:
Com facile raccontare di me senza Lila: il tempo si
acquieta e i fatti salienti scivolano lungo il filo degli anni come valige sul nastro di un aeroporto; li prendi, li
metti sulla pagina ed fatta.
Il secondo intervento, collocato proprio allinizio del
quarto volume (pagine 16-17), non relativo agli anni
pisani ma svolge argomenti che consuonano con quelli
del primo e li arricchiscono:
Scrivo da troppo tempo e sono stanca, sempre pi
difficile tener teso il filo del racconto dentro il caos degli
anni, degli eventi piccoli e grandi, degli umori. Perci o
tendo a sorvolare sui fatti miei per riacciuffare subito
Lila e tutte le complicazioni che porta con s o, peggio,
mi lascio prendere dalle vicende della mia vita solo perch le butto gi con pi facilit. Ma bisogna che mi sotCONTINUA A PAGINA 5

4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

DOMENICA 13 MARZO 2016

Il dibattito delle idee

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Una studiosa di societ italiana, civilt rurali e criminalit camorristica


un curriculum denso, che mette in relazione studi
storici e sociali, sulle civilt rurali, sul Risorgimento e
sulla criminalit, quello della professoressa dietro
cui, secondo Marco Santagata, si cela Elena
Ferrante. Marcella Marmo, laureata nel 1969, dal

2000 docente ordinario di Storia contemporanea


allUniversit Federico II di Napoli, dirige il Centro
per la storia comparata delle societ rurali, ha svolto
studi sulla criminalit nellOttocento-Novecento,
specie sulla camorra (Il coltello e il mercato, 2011,

LAncora del Mediterraneo). Ha dedicato un numero


di Meridiana (della cui redazione fa parte) alle
donne di mafia e uno a Carlo Levi. Il nipote di Levi
era suo marito: il professor Guido Sacerdoti,
luminare di medicina e artista, scomparso nel 2013.

...Marcella Marmo
SEGUE DA PAGINA 3

Un errore sulle vie di Pisa, due


lapsus cronologici. Elena
Ferrante, secondo me, insegna
Storia contemporanea a Napoli

tragga a questo bivio. Non devo andare per la prima


strada (...) N daltra parte devo andare per la seconda.
Queste sono considerazioni del personaggio Elena
Greco ma penso che in esse risuoni anche la voce dellautrice Elena Ferrante. Lautobiografismo deve essere
un problema serio per una scrittrice che non intende
derogare allanonimato. interessante che presenti la
scrittura autobiografica come pi facile, come se essa registrasse semplicemente e fedelmente i fatti, ma ai
fini del nostro discorso lo ancora di pi la proclamata
necessit di evitare di lasciarsi prendere la mano dallautobiografia. Sembra quasi che la Ferrante voglia affermare, per bocca del personaggio, che la sua scrittura
in bilico tra invenzione e autobiografia; che la prima
rischia di risucchiare per intero la seconda, ma, nello
stesso tempo, che essa indispensabile per evitare la
facile strada del parlare di s. La prepotenza con la quale il personaggio di Lila, nel racconto e nella consapevolezza del personaggio che scrive, si impone su quello
di Elena mostra tuttavia come linventiva dellautrice sia
tutta protesa verso la finzione, e come la sordina allautobiografia, prima ancora che dalla scelta dellanonimato, sia dettata dalla logica interna del romanzo.
E per la prudenza, per non dire la reticenza o il vero
e proprio imbarazzo che traspaiono dalle pagine presumibilmente pi vicine a esperienze vissute dallautrice,
come quelle dedicate agli anni pisani, mostrano anche
che il tenere a bada listanza autobiografica non privo
di conseguenze sul piano della fluidit e della felicit
narrativa.

La mia piccola indagine ha portato qualche pezza


dappoggio alla tesi che colei che si nasconde dietro lo
pseudonimo di Elena Ferrante abbia vissuto in prima
persona esperienze che sulla pagina scritta attribuisce
a Elena Greco durante i quattro anni trascorsi alla Scuola Normale di Pisa. Nella finzione sono gli anni tra lautunno del 1963 e quello del 1967. Non detto per che
la cronologia del romanzo corrisponda a quella delleffettivo soggiorno in Normale dellautrice (ammesso e
non ancora concesso che questo soggiorno abbia avuto
luogo).
Ora, vero che il lapsus XXIV/XXIX maggio riporta a
una data che ha come suo limite estremo la fine del
1967, ma altri elementi testuali inducono ad arretrare
ulteriormente quel termine ante quem. Pi di ci che
scritto, conta quanto omesso.
Le omissioni clamorose sono almeno due. Len scrive di essersi laureata nella sessione autunnale del 1967,
dunque quellanno lo ha quasi interamente trascorso a
Pisa. E allora strano che non faccia cenno, neppure di
sfuggita, a un evento che fu un vero spartiacque nella
vita studentesca e in particolare in quella dei normalisti. Mi riferisco alloccupazione della Sapienza del febbraio del 67, che segn linizio del movimento studentesco con quasi un anno di anticipo rispetto alle altre
sedi universitarie. Per Len anche a Pisa la rivolta degli
studenti comincia nel 68, tanto vero che del marasma universitario (manifestazioni, scontri, feriti, arresti) viene informata a Napoli, dove era ritornata dopo la tesi, dal fidanzato Pietro rimasto a Pisa (Storia di
chi fugge e chi resta, pagina 29). Che il romanzo non registri le forti tensioni del 67 strano perch in genere
la Ferrante molto attenta agli accadimenti politici e
culturali, anche di non grandissima risonanza: per
esempio, nel secondo volume prima di approdare a Pisa Len ricorda il governo Tambroni del 60, il congresso democristiano di Napoli del 62, la manifestazione
per la pace di Cortona dello stesso anno.
La seconda omissione lalluvione dellArno, che
colp la citt il 4 novembre del 66. Questa ancora pi
eclatante della precedente non solo perch si fissata
in modo indelebile nella memoria di chi lha vissuta,

collocata quasi alla fine del secondo volume, era gi


stata anticipata quasi allinizio (pagina 18):
Infine una sera di novembre, esasperata, uscii portandomi dietro la scatola. Non ce la facevo pi a sentirmi Lila addosso e dentro () Mi fermai su ponte Solferino a guardare le luci filtrate da una nebbiolina gelida.
Poggiai la scatola sul parapetto, la spinsi piano, poco
per volta, finch non cadde nel fiume quasi che fosse
lei.
Questo novembre quello dellalluvione. Ma non basta: il ponte Solferino, che scavalcava lArno quasi di
rimpetto al Timpano delle normaliste, gravemente
danneggiato dalla piena, e perci inagibile, era crollato
il 23 novembre di quel mese. Il silenzio su avvenimenti
di tanto rilievo suggerisce che, se la memoria della narratrice Elena Greco dice di spingersi fino allautunno
del 1967, quella della scrittrice Elena Ferrante si arresta
a prima dellautunno del 1966. Parlo di memoria della
scrittrice perch quel silenzio suggerisce anche altro, e
cio che, raccontando di Pisa, lautrice non si documentata sui libri, i giornali o le testimonianze di altri,
nel qual caso non avrebbe certo tralasciato di accennare al movimento del 67 e, a maggior ragione, allalluvione del 66, ma si affidata alla sua memoria, e la sua
memoria non poteva registrare eventi di cui lei non era
stata testimone.

ma anche perch il silenzio sul disastro influisce su una


delle sequenze narrative pi importanti di questa sezione del romanzo. Nella primavera del 1966 Lila, in
uno stato di grande agitazione, affid (a Len) una scatola di metallo che conteneva otto quaderni (pagina
15). La lettura degli scritti di Lila provoc in Len un
forte malessere, le fecero sentire il mondo della Normale, le amiche e gli amici che la stimavano, lo sguardo
affettuoso di chi tra i professori la incoraggiava a fare
sempre di pi, parte di un universo troppo protetto e
perci troppo prevedibile (pagina 400), insomma, fu
una delle cause del disamore che la colse nellultimo
anno pisano. Una sera di tardo autunno usc portandosi dietro la scatola di metallo. Si ferm su ponte Solferino e la butt nellArno (pagina 401). Questa scena,

La professoressa
Marcella Marmo
nel ritratto che appare
nel sito dellUniversit
degli Studi di Napoli
Federico II. Alla voce
docenti la fotografia
qui sopra e tutti
i riferimenti legati
alla sua cattedra

Il mio parzialissimo identikit di Elena Ferrante cos


completato. I tratti salienti sono: dietro quello pseudonimo si nasconde una donna, quasi sicuramente napoletana, che ha trascorso un certo periodo di studi alla
Scuola Normale di Pisa, prima del 1966.
Cosa studiava? Letteratura latina, come Elena Greco?
In una recente intervista la Ferrante ha detto di avere
studiato lettere classiche in giovent: potrebbe essere
vero ma potrebbe anche essere un depistaggio. Come
autrice mostra di conoscere a fondo la malavita organizzata di Napoli, e questa conoscenza sembra il frutto
di studi pazienti e prolungati pi che di un lavoro di ricerca fatto in funzione del romanzo. C una frasetta, attribuita a Elena Greco: Volevo studiare il mondo contemporaneo (Storia di chi fugge e chi resta, pagina
41), che io, forse sbagliando, non riesco a non attribuire
a Elena Ferrante.
Il nome? Beh, se questa fosse unindagine di polizia
giudiziaria non mi azzarderei a sovrapporre i lineamenti di un volto reale a quelli di un identikit disegnato
su testimonianze tanto parziali, ma qui nessuno rischia
di essere incriminato. Nellannuario dei normalisti degli anni Sessanta un solo nome sembra corrispondere
ai tratti dellidentikit, quello di una donna, napoletana,
normalista nellanno accademico 1964-65. Si chiama
Marcella Marmo. Storica, studia la camorra. Prevedo
che linteressata smentir e che Elena Ferrante vorr
mantenere lanonimato. Penso anche, per, che un filologo possa usare gli strumenti con i quali cerca di dare
corpo ai fantasmi del passato per un fantasma di oggi.
Qui non questione di gossip, ma di attribuzionismo.
Peccato che di attribuzioni sbagliate sia piena la storia...
MARCO SANTAGATA. TUTTI I DIRITTI RISERVATI TRATTATI DA THE ITALIAN LITERARY AGENCY, MILANO

6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Orizzonti

Pasquale La Forgia il #twitterguest


Pasquale La Forgia (Bari, 1980) scrive e lavora
nelleditoria e si occupa di fumetti. Ha ideato
lantologia Gli intrusi (Coconino Press), ha curato
Che biografia di Guevara disegnata da Alberto
e Enrique Breccia e scritta da Hctor Oesterheld
(Rizzoli) e segue le nuove pubblicazioni del
catalogo Rizzoli Lizard. Ha collaborato alla
pubblicazione della nuova avventura di Corto
Maltese. Vive a Milano. Da oggi su Twitter i suoi
consigli ai follower de @La_Lettura.

Nuovi linguaggi, scienze, filosofie, religioni

La competizione viene vissuta come la modalit prima di relazione. la versione ultima della razionalit
moderna che ruota intorno al calcolo. Ma se la vita solo gara, qual la sorte di chi perde? Cercher
di rovesciare il verdetto giocando dazzardo? Il problema trovare una forma di contesa non distruttiva

Il boomerang
dellagonismo

di DONATELLA DI CESARE

on arrenderti! Ancora
uno sforzo!. Sei a un
passo dalla vittoria!. Sono le parole rivolte di solito da un allenatore agli atleti di cui cura la preparazione. Ma sono anche
le formule di incitamento che scandiscono ormai la vita quotidiana di ciascuno, formule
che, anzi, ciascuno ripete spesso tra s e s,
quasi fosse il proprio personal trainer.
Come mai? Immaginiamo forse di vivere

tutti come atleti? Pensiamo sia un dovere


lesercizio, il perfezionamento continuo?
Aspiriamo a primeggiare? Ebbene, occorre
ammetterlo, condividiamo, anche se inconsapevolmente, una concezione agonistica dellesistenza.
Il fenomeno ha assunto negli ultimi anni
contorni pi nitidi e proporzioni sempre pi
vaste. Al punto da spingere i filosofi a interrogarsi su ci che caratterizza lagonismo diffuso, sui motivi che lo provocano, sulle ripercus-

sioni etiche e politiche. Perch questo almeno certo: che le generazioni che ci hanno preceduto, quelle delle nostre madri e dei nostri
padri, non concepivano la propria vita come
una gara incessante. Il che non vuol dire che
non si mettessero in gioco o che si sottraessero alle sfide.
Che cos cambiato allora negli ultimi ventanni? La questione pi complessa di quel
che appare a prima vista. Senza dubbio la concorrenza il cardine delleconomia capitalisti-

DOMENICA 13 MARZO 2016

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

ILLUSTRAZIONE
DI ANNA RESMINI

ca, che ha mostrato i suoi effetti esiziali non


solo nel consumismo sfrenato, ma anche nellingiunzione alla crescita, nella spinta propulsiva, e nondimeno distruttiva, a produrre
sempre di pi. Tuttavia lestremizzazione della sfida, linseguimento del prestigio, il sogno
della superiorit, che si accompagnano perfino a un certo disprezzo per il denaro, sembrano tradire come osservava gi Jacques Derrida una provenienza non economica.
Se parole come valutazione, classifica, selezione, merito, prevalgono nel discorso pubblico, indirizzano i programmi politici, improntano il lessico delleconomia, perch il
modello competitivo ha un successo incontrastato. La competizione viene vissuta come
la modalit prima di relazione, con se stessi e
con gli altri, quasi fosse una legge primordiale. Non c pi quasi lembo di vita che si sottragga al modello della gara.
Non vediamo pi il mondo, attraverso le
lenti di Marx, solo come un grande magazzino
di merci, n pi solo come un immane spettacolo; per noi sempre pi lo spazio planetario
di innumerevoli e differenti gare che si intersecano e si succedono a ritmo vertiginoso e
nelle quali siamo ininterrottamente coinvolti.

Il paradigma agonistico ha unestensione e


una profondit tali da poter essere considerato uno dei tratti peculiari della nostra epoca.
La visione imprenditoriale della vita, su cui attirava lattenzione Foucault, non sufficiente
a spiegare il fenomeno nel suo complesso. N
basta puntare lindice sullalleanza che da
tempo lega il pensiero liberale alle scienze sociobiologiche, basate, nella vulgata, sulla lotta
per la sopravvivenza. Se il mito agonistico si
imposto nel neoliberalismo attuale, perch
questo la versione ultima della razionalit
moderna che come ha visto Heidegger
ruota intorno al calcolo, a ci che quantitativo, a ci che oggettivo.
Ecco perch lo sport svolge nella vita attuale
un ruolo senza precedenti. Si pu essere sedentari, e seguire tuttavia un modello sportivo di vita dove limperativo categorico primeggiare. Luomo nuovo latleta. Non un
caso che manager e soprattutto politici, da
Clinton a Sarkozy, a Cameron, accettino volentieri di essere ripresi mentre fanno jogging o
corrono in bicicletta. Sono dunque leconomia e la politica a piegarsi, quasi, allo schema
dello sport.
Il successo del paradigma sportivo-agonistico va ricondotto allesigenza di farsi valere
in un mondo dove tutti sono o dovrebbero
essere uguali in partenza, in cui cio, secondo i dettami della democrazia, non ci sarebbe margine per nessun privilegio e il merito sarebbe oggettivamente misurabile. In breve, la gara sportiva assurge a modello della
competizione democratica. Perch si tratta di
un confronto aperto a tutti, dove le prestazioni agonistiche sono quantificabili, dove i tecnici, in veste di arbitri imparziali, proclamano
vincitore il migliore. Proprio per questo lo
sport, praticato prima da una lite, divenuto
fenomeno di massa. In un libro dedicato a
questo tema Alain Ehrenberg ha parlato di
culto della performance. Lo sport concilierebbe concorrenza e giustizia anche se la
giustizia non sarebbe che il diritto del pi forte.
Non importa poi che lo sport, tra doping,
trucchi e corruzione, sia ben lontano da questo miraggio. Limportante che resti lideale
di una gara corretta, perch oggettiva, il cui
responso incontestabile. Chi ha vinto, e ha
battuto il record, migliore, anzi superiore.
Di qui lo spazio enorme che gli sportivi hanno
nella sfera pubblica e nei media; osannati come eroi nazionali, vengono presi come veri e
propri maestri di vita. Eppure, lo sportivo che
ha vinto, ha vinto per s, non ha combattuto
per gli altri; un eroe isolato che pu essere
solo ammirato da lontano.
Dietro questa fiducia nel calcolo si cela la
terribile convinzione che la vita possa essere
ridotta a una gara. Lassunzione di questo agonismo, che porta con s lobbligo di vincere,
ha conseguenze devastanti. Che ne , infatti,
di chi perde? Disagio, depressione, passioni
tristi, come le chiamava Spinoza, scandiscono questa tarda modernit. Ma qui non deve
sfuggire un altro fenomeno correlato: il gioco
dazzardo. Chi si sente escluso, avviato alla
sconfitta, tenta la mossa estrema. Il rischia
tutto!, messaggio reiterato dalla pubblicit,
viene preso alla lettera: si mettono in gioco

non solo i soldi, gli averi, ma il tempo, i legami


affettivi, la dignit, la vita stessa. Da un lato il
gioco dazzardo appare la rivolta esterna allagonismo, la scorciatoia per aggirare tutte le
gare vincendo dun colpo, dallaltro ne solo
la versione parossistica che porta quasi sempre alla rovina.
Se la vita una gara, un percorso finalizzato
alla vittoria, la morte lultima sfida con inquietanti effetti per la bioetica. E su questo ha
invitato di recente a riflettere Remo Bodei.
Perch in extremis, nonostante le vittorie accumulate, si viene comunque sconfitti. Il modello agonistico, per laffinit persino etimologica tra gara e guerra, ostenta non di rado
tratti bellici. E se il confronto umano si riduce
a uno strenuo misurarsi con gli altri, il conflitto come gi sottolineava Thomas Hobbes
inevitabile. Se qualcuno vince, qualcun
altro deve perdere. Di pi: laltro, se non si erge ad allenatore o arbitro, serve solo a identificare meglio la nostra posizione in classifica, o
a riconoscere magari la nostra vittoria. Per il
resto latleta, che ciascuno di noi dovrebbe essere, punta a essere leggero e flessibile, liberandosi da ogni relazione e da ogni responsabilit. Collabora solo di tanto in tanto o, come
si dice, fa squadra, cio si aggrega temporaneamente in vista di un avversario comune.
Poi fa ritorno a s. E continua a competere
ma con se stesso.
Nellet in cui domina lincantesimo scientista della cifra, il fascino perverso di statistiche, classifiche, sondaggi, la valutazione impronta la vita intera. Si dilata a tutte le et (basti pensare a quel che avviene nelle scuole e
negli atenei), non risparmia la politica e il
mondo dello spettacolo. La valutazione fa anzi
spettacolo, come dimostrano programmi
quali MasterChef, The Voice of Italy e i numerosissimi reality.
Occorre essere in forma, belli, sani, abbronzati a ogni prezzo, con ogni sforzo.

SSS
Destino ineluttabile
Se lesistenza una lunga
rincorsa al successo, lultima
sfida diventa la morte. Perci
alla fine, malgrado le vittorie,
si viene comunque sconfitti

Bibliografia
La centralit della dimensione competitiva nella
odierna organizzazione sociale viene esaminata
in opere come Devi cambiare la tua vita di Peter
Sloterdijk, (a cura di Paolo Perticari, Raffaello
Cortina, 2010) e Stati danimo della psicanalisi di
Jacques Derrida (traduzione di Claudia Furlanetto,
Ets, 2013), senza dimenticare il pi recente Limite
di Remo Bodei (il Mulino, 2016). Da segnalare poi:
Beatrice Bonato, Sospendere la competizione

(Mimesis, 2015); Pierre Dardot e Christian Laval,


La nuova ragione del mondo (traduzione di
Riccardo Antoniucci e Marco Lapenna,
DeriveApprodi, 2013). Un testo anticipatore Le
culte de la performance di Alain Ehrenberg,
(Calmann-Lvy, 1991). Il brano di Friedrich
Nietzsche citato nellarticolo si trova nel volume La
filosofia nellepoca tragica dei Greci e Scritti 18701873 (traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, 1991).

Non per vivere una vita migliore, bens per


vincere. Dal dentista alla palestra, dallestetista al corso di lingua: la giornata diventa un
lungo training, un immenso addestramento.
Eccelle chi resiste eroicamente.
Ma lesercizio non forse encomiabile? E il
desiderio di perfezionamento non va elogiato? Si pu rispondere con Peter Sloterdijk,
quando riflette su quella che chiama lantropotecnica del postumanismo. Abbiamo ereditato dal Novecento la figura delloltreuomo, la
spinta a sfidare i vincoli fisici, a superare ogni
limite. Siamo tutti acrobati. Ci misuriamo con
difficolt sempre maggiori. La nostra esistenza una prestazione acrobatica. Ma il nostro atletismo eroico una ascesi de-spiritualizzata. Abbiamo perso la trascendenza e
il senso della verticalit. Procediamo in solitudine, lungo una fune tesa non in alto, ma raso
terra come aveva intuito Kafka. Malgrado la
tensione e lo stress, rischiamo miseramente
di inciampare a ogni passo.
Si deve per questo condannare la competizione come tale? Certo che no. Daltronde nellagone greco sorta la stessa filosofia.
Nietzsche, il filosofo a cui non sfuggito il
tratto tragico-distruttivo del pensiero greco, a
offrire nel suo scritto Agone omerico una indicazione decisiva. Nei versi di Esiodo scorge
due dee chiamate Eris. C una contesa buona, che spinge al lavoro anche luomo inetto; il vicino gareggia con il vicino, ma la gara,
stimolata dallinvidia e dalla gelosia, tende al
benessere. C invece una contesa cattiva che
porta solo allannientamento reciproco. Qui
non si d misura e trionfa perci lambizione
smisurata dellunico genio. Per lagone greco
indispensabile invece un secondo genio
nessuno deve essere per sempre il migliore.
Altrimenti il gioco agonistico si esaurirebbe
con grave danno per la citt e la societ politica. Ecco allora il male dellagonismo moderno: la cattiva Eris che da un lato favorisce la
mediocrit aggressiva, dallaltro non conosce
che un singolo, isolato vincitore.
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8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Incisioni

Orizzonti Religioni

di Renzo Matta

La chitarra che piange


Ora che se n andato anche George Martin, il
genio manageriale che invent i Beatles, ha un
sapore amaro ascoltare George Fest: A Night To
Celebrate The Music Of George Harrison, cd/dvd
pubblicato in occasione di quello che sarebbe

stato il suo 73 compleanno (25 febbraio).


Infinito lelenco dei nomi (Brian Wilson e Ben
Harper e Norah Jones...), infinita la nostalgia
del quiet one dei quattro di Liverpool. La sua
chitarra non smette di piangere dolcemente.

Eresia Escono in Italia gli scritti contro lintegralismo di Sadik al-Azm, filosofo siriano perseguitato che vive in Germania

Ahmed Mater (1979, Tabuk, Arabia Saudita),


Magnetism (2012, stampa fotografica su carta),
courtesy Edge of Arabia. Ahmed Mater, medico
e artista, ha cofondato nel 2003 il gruppo Edge
of Arabia, impegnato ad attualizzare la cultura
islamica attraverso lutilizzo di tecniche espressive
tra loro lontanissime (calligrafia, pittura,
fotografia, performance, installazione, video)

di MARCO VENTURA

i chiama Sadik al-Azm il filosofo


siriano che parla allArab cultural club di Beirut il 10 dicembre
1965. Ha 31 anni. tornato da
Yale entusiasta per il razionalismo filosofico e per il metodo scientifico.
Crede nel socialismo arabo, ma pretende
di pi. Occorre che tramonti la vecchia
cultura religiosa perch il Medio Oriente
si apra al progresso. La sua lezione a Beirut intende rivisitare nientemeno che la
caduta di Satana. Al-Azm commenta i
versetti coranici sulla caduta del maestro
degli angeli, cita mistici e sapienti e giunge a una conclusione clamorosa. necessario drasticamente modificare la nostra visione tradizionale di Satana e attuare un cambiamento fondamentale
nella nostra concezione. Dovremmo
riabilitarlo al suo vero ruolo: quello di
un angelo che si dedicato sinceramente
e appassionatamente al servizio di Dio e
che ha eseguito i decreti della Sua volont con la massima cura e precisione. Dopo averlo additato erroneamente e ingiuriosamente come il responsabile di
ogni misfatto e ogni abominio, Satana
andrebbe perdonato e riabilitato. Ci ci
obbligherebbe a cambiare molte delle
nostre opinioni religiose e credenze tradizionali relative a questo mondo e allaldil.
Il testo della lezione fu pubblicato nei
mesi successivi. Seguirono altri saggi
dellautore sulla crisi della religione nella
modernit. Il razionalismo era la risposta
giusta, al passo coi tempi, ma la vecchia
cultura resisteva; si intravvedevano i segni di un revival religioso nella societ e
di una politica sempre pi impastata di
islam. Nel 1967, la reazione alla sconfitta
araba nella guerra dei Sei giorni conferm i timori di al-Azm. Invece di cogliere
il significato profondo della vittoria di
Israele, invece di denunciare larretratezza del mondo arabo e di ripensare il ruolo della religione, gli intellettuali si aggrappavano al motto lislam la risposta. In Egitto, Siria, Libano, si addebitava ormai il trionfo di Israele allapostasia
di un progetto panarabo senza Dio. Al
modello dellEgitto di Nasser si sostituiva
quello dellArabia Saudita dei Wahhabi.
Nel 1968 al-Azm pubblic il suo primo

Un inno al Satana del Corano


Si ribell a Dio per troppa lealt

i
SADIK AL-AZM
La tragedia del diavolo.
Fede, ragione e potere
nel mondo arabo
Prefazione di Francesca Corrao
Traduzione dallinglese
di Michele Bocchiola
LUISS UNIVERSITY PRESS
Pagine 416, e 20
In libreria dal 17 marzo
Lautore
Il filosofo siriano Sadik al-Azm
(1934) vive esule
in Germania, dove nel 2015
ha ricevuto la Goethe Medal.
Fu arrestato nel 1969 per La
tragedia del diavolo che finora
ha circolato clandestinamente.
In Italia Di Renzo Editore ha
pubblicato il suo Lilluminismo
islamico (traduzione
di Maria Pia Felici, 2002)

libro, Autocritica dopo la sconfitta. In


polemica contro lislamismo politico
emergente che imputava la guerra persa
al materialismo socialista e invocava il riscatto in nome dellislam, lautore individuava le cause del tracollo in un sistema
culturale ed educativo oppresso dalloscurantismo religioso e nella mancata
modernizzazione di un mondo arabo impermeabile alla rivoluzione scientifica.
Nel 1969 Sadik al-Azm pubblic in un secondo volume, Critica del pensiero religioso, vari saggi gi usciti, tra cui quello
su Satana, intitolato La tragedia del diavolo. Il volume rese famoso lautore, lo
port per pochi giorni in carcere e poi,
nella primavera del 1970, in tribunale. AlAzm usc vittorioso dal processo e il suo
nome e i suoi libri furono consegnati per
i decenni a venire alla cura dei pezzi di
societ araba che non si sarebbero arresi
al realizzarsi dellincubo islamista denunciato dal giovane siriano.

La Critica del pensiero religioso ha


continuato a circolare, sebbene bandita
in tutti i Paesi arabi a eccezione del Libano. Sono passati cinquantanni da quella
lezione allArab cultural club di Beirut; il
filosofo siriano si da tempo trasferito in
Germania. Il volume uscito lanno scorso in inglese da Gerlach, un editore tedesco specializzato in studi islamici, ed
esce ora in Italia con il titolo La tragedia
del diavolo (Luiss University Press). Anche se il titolo originale coglie meglio il
senso delloperazione culturale dellautore, leditore ha ragione nellindividuare il
saggio su Satana come la chiave del libro
e dellopera tutta di al-Azm.
Fin dagli anni Sessanta, il filosofo ha
ritenuto che il lavoro necessario sullislam, e sulla religione in generale, fosse
di duplice natura. Da un lato si tratta di liberare la religione dal letteralismo e dalla
rigidit nellinterpretazione dei testi sacri
e delle norme religiose. Dallaltro, necessario consentire alla religione di cambiare, di innovarsi, a partire dal costante
approfondimento e ripensamento delle
proprie storie fondatrici. In questo, la figura di Satana paradigmatica. Nella tra-

Gli studi di Assman

E il faraone cre
il monoteismo
di MARCO RIZZI

an Assmann (Lubecca, 1938), noto


per i suoi studi sulla nascita del
monoteismo e la violenza da cui
esso sarebbe segnato. Nella sua
visione, il Dio della rivelazione mosaica
il primo a imporre ai fedeli il divieto di
intrattenere rapporti con altre divinit
(non avrai altro Dio al di fuori di me),
mentre il politeismo antico, per sua
stessa natura, permetteva la
comunicazione e lo scambio di di tra
popolazioni differenti. In questo senso,
Mos e la Bibbia risultano gli eredi del
fallito tentativo di imporre al popolo
egiziano il culto esclusivo del dio Sole
da parte del faraone Amenofi IV, che
per questo motivo cambi il suo nome
in Akhenaton (amato dal Sole). Viene
da qui il titolo del libro pi celebre di
Assmann, Mos legizio (Adelphi, 2000).
Il monoteismo comporta quella che lo
studioso tedesco definisce la
distinzione mosaica, ovvero il
principio secondo cui a un solo Dio
corrisponde una sola verit, che
diviene pertanto un criterio di conflitto
tra identit diverse. Dalla matrice
biblica ed ebraica, il principio
monoteistico e le sue implicazioni sono
passati prima al cristianesimo e poi
allislam, creando un legame
complesso tra religione, politica e
violenza. Compare ora presso
Morcelliana una lunga intervista
originale, in cui Assmann ripercorre la
propria biografia intellettuale e
scientifica, mostrando, fin dal titolo
scelto, Il disagio dei monoteismi (a cura
di Elisabetta Colagrossi, pp. 96, e 11), il
legame non pacificato che egli ha
intrattenuto con loggetto dei suoi studi.
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dizione islamica, Satana limam degli


angeli, il predicatore dei cherubini.
Quando Allah crea luomo dal fango e comanda agli angeli di prosternarsi ad Adamo, Satana lunico a disobbedire. Perch non sei tra coloro che si prosternano?, chiede Allah. Risponde Ibls, Satana: Non devo prosternarmi di fronte a
un mortale che hai creato di argilla risuonante, di mota impastata, sono migliore
di lui, mi hai creato dal fuoco. Giunge
allora la condanna divina: Fuori di qui,
che tu sia bandito. Via! Sarai tra gli abietti. Satana replica: Dal momento che mi
hai sviato, tender loro agguati sulla Tua
Retta via, e li insidier da davanti e da
dietro, da destra e da sinistra, e la maggior parte di loro non Ti saranno riconoscenti. Vattene, replica Allah, scacciato e coperto di abominio. Riempir
lInferno di tutti voi, tu e coloro che ti
avranno seguito.
La grandezza di Satana, per al-Azm, sta
nella sua assoluta lealt al creatore. Poich prende sul serio la tawhid, la professione di fede nellunicit di Dio, Ibls non
pu prosternarsi ad altri che allo stesso
Allah. Dio lo ha sviato con un comandamento che lo conduce a una scelta tragica, giacch in esso si contraddicono il
principio primo dellunicit di Dio e il
potere di Dio stesso di esigere obbedienza. Per Sadik al-Azm, lislam ha bisogno
di riconoscere questa tragicit, lalternanza di responsabilit e fato, lastuzia
divina nellimporre alluomo il proprio
arbitrio. Dal carattere tragico di Satana,
misto di innocenza e peccato, bellezza e
bruttezza, giusto e sbagliato, bene e male, si pu imparare a fare i conti con le
proprie contraddizioni. Ispirandosi alla
vera audacia, forza e tempra eroica di
Ibls, ci si pu attrezzare per vivere la
propria ordalia e il proprio destino.
Il cambiamento di prospettiva sullarcangelo caduto riassume la critica religiosa dellautore. Sono passati cinquantanni. Molta della filosofia della religione materialista di al-Azm fuori moda.
Resta il bisogno, per i musulmani e non
solo, di cambiare molte delle nostre
opinioni religiose e credenze tradizionali
relative a questo mondo e allaldil.
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DOMENICA 13 MARZO 2016

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Orizzonti Nuovi linguaggi

Sopra le righe

di Giuseppe Remuzzi

Se 60 miliardi vi sembrano pochi


Obama annuncia che lanno prossimo negli
Usa ci saranno pi soldi pubblici per la ricerca:
8 miliardi di dollari per la Fondazione Nazionale
delle Scienze; 33 miliardi per gli Istituti della
Salute (Nih) e 19 miliardi per la Nasa. Ma gli

scienziati non sono contenti, troppo poco. E noi


che nel 2015 abbiamo avuto uno stanziamento
di 2 miliardi 762 milioni di euro compreso tutto
(economia, universit, ambiente, difesa, beni
culturali, salute) cosa dovremmo dire?

Tecnologia Abbiamo chiesto a Chris Dancy di raccontarci la sua giornata-tipo: un orizzonte possibile (e vicino) per molti

di SERENA DANNA

hris Dancy si ribattezzato


luomo pi connesso del
mondo nel 2012, quando linternet delle cose tutti gli oggetti della nostra vita pubblica
e privata connessi al web era ancora
una questione accademica e per nerd.
Oggi che concetti come quantified self,
self-tracking e lifelogging espressioni
diverse per un unico scopo: monitorarsi
grazie alle nuove tecnologie sono entrati nel linguaggio comune dei possessori di uno smartphone (2,8 miliardi di
persone), diventa difficile per Dancy, 46
anni, difendere il suo primato.
Eppure luomo che fino a quattro anni
fa sembrava la versione anni 00 di un cyborg, oggi rappresenta sempre di pi
lorizzonte che ci aspetta. Anche per questo, Dancy stato oggetto di una puntata
di Dark Net, la serie di documentari prodotta da Vocativ sulle conseguenze negative della rivoluzione digitale, andata in
onda a fine gennaio negli Stati Uniti su
Showtime.
Daltronde, se fino a poco tempo fa
sembrava stravagante monitorare il sonno attivit che Dancy svolgeva gi regolarmente tra non molto ci ritroveremo a misurare la nostra attivit cerebrale
mentre meditiamo o la pressione sanguigna degli altri durante i meeting di lavoro. Esercizi quotidiani per il tecnologo di
Denver, Colorado, che utilizza fino a 700
sensori per controllare corpo, mente, casa, ambiente esterno, amici.
Unossessione diventata un business (Dancy oggi fa il consulente aziendale) che ha origini intime. In un momento di grande difficolt personale,
Dancy riceve da sua madre una scatola
dove ci sono i diari su cui la donna ha appuntato settimana dopo settimana gli
eventi e i cambiamenti, anche minuscoli,
della vita del figlio fin dalla nascita. Un
catalogo di memorie per compensare
lassenza fisica di una mamma che lavorava troppo per garantire ai figli la sopravvivenza. Quellinaspettato gesto
damore induce Dancy a riemergere dalla
depressione, a gettare via il cibo spazzatura, le sigarette, gli alcolici e i pensieri
cupi. Comincia a prendersi cura di s, un
impegno reso pi facile dalla tecnologia
che lo aiuta a conoscere a fondo le modalit di funzionamento della sua macchina. Cos, con tanti chili in meno addosso e dispositivi dappertutto, diventa un
neo-cyborg un po bizzarro che gira il
mondo per parlare delle opportunit e
dei rischi dellessere connessi.
La Lettura lo ha contattato via Skype
per chiedergli di raccontarci la sua giornata, che in fondo non tanto diversa
dalla vostra spiega visto che lo
smartphone svolge buona parte delle
funzioni contenuti nei miei chip, sensori
e monitor.

Mattina
La sveglia comincia alle 6 con laccensione graduale delle lampade, impostate
la sera prima sulla base della tipologia di
impegni di giornata. Contemporaneamente parte la musica per il risveglio. Alle 6.15, dopo aver visualizzato lattivit
notturna, Dancy aggiorna la app per il benessere mentale, appuntando le sensazioni del mattino (ansia, felicit, calma,
nervosismo). Negli anni spiega ho
migliorato la qualit del mio sonno:
adesso so qual il momento migliore per
svegliarmi, le posizioni da assumere, il tipo di alimenti da ingerire, le luci e i suoni
che hanno un impatto positivo sul mio
corpo.
A questo punto, le attivit diventano
molto simili alle nostre: unocchiata veloce a mail, meteo, social network, salvo
poi spostare il check-up allossigeno del
sangue e alla pressione sanguigna.
Anche la meditazione dotata di un

Luomo pi connesso del mondo


monitorato da 700 sensori

i
I precedenti su la Lettura
La Lettura si occupata
diverse volte dei rischi e
delle opportunit legate
allinternet delle cose e al
quantified self. Tra i vari
articoli, ricordiamo quello
del 9 agosto 2015, in cui
David Rose del Tangible
Media Group del Mit e Marc
Goodman, consulente
di cybersicurezza,
accompagnavano i lettori
in un tour (illustrato in 3D
da Marco Tangherlini) tra gli
elettrodomestici e i mobili
connessi, regolati dai
desideri e dalle esigenze
degli abitanti della casa.
Frigoriferi, water, televisori,
termostati, auto diventano
computer collegati alla rete
e gestiti a distanza tramite
device. Una nuova efficienza
che rispetta lambiente ma
nasconde molti pericoli per
privacy e sicurezza.
La storia di copertina del 16
settembre 2012 (a cura di
Serena Danna) raccontava
la vita di un lifelogger
tra misurazione di dati
e calcolo della felicit

supporto tecnologico che mappa lattivit cerebrale di Dancy, in modo da capire


quando un po di nulla stato davvero
raggiunto. La colazione avviene appuntando minuziosamente gli alimenti e le
relative calorie e confrontandoli con
quelle dei giorni precedenti. So racconta che per stare bene non devo assumerne pi di 400 al giorno.
Alle 7.55 comincia la vestizione: Dancy
indossa una minuscola fotocamera programmata per scattare due foto al minuto
per tutto il giorno, i Google Glass, lApple
Watch e un sensore per regolare la postura, ricercando quella corretta.
Dalle 8.30 alle 10.30 si concentra la prima parte di lavoro della giornata in cui
tutto conversazioni, appuntamenti,
scrittura di testi, telefonate, musica, sbadigli, attacchi dira, risate viene trasformato dal tecnologo in dati che raccoglie sui suoi device. Durante i meeting,
Dancy cattura in tempo reale dati, anche
quelli riguardanti la salute, dei suoi interlocutori: Spesso hanno paura di quello
che potrei scoprire, avverte.
I trenta minuti che vanno dalle 10.30
alle 11 sono dedicati al cane, il quale indossa un collare digitale per studiarne lo
stato di salute e i movimenti.
Durante la passeggiata nel parco, Chris
continua a lavorare con i Google Glass e
verifica, attraverso i monitor presenti in
casa, che tutto sia a posto.

Pomeriggio
Il pranzo viene documentato nei dettagli, mentre due applicazioni rivelano informazioni sui suoni, la temperatura e
lambiente emotivo del ristorante. Pasto concluso, ora di monitorare le conseguenze del cibo su pressione, ossigeno
e battito cardiaco.
Dalle 13.30 alle 16.30 Dancy si concentra sugli impegni. Alla fine del lavoro, la
app anti-distrazioni che traccia ogni
attivit della giornata per fornire un resoconto delle inefficienze e report sui nuovi

Il paradosso di Brittany

Famosa sui social


ma senza un soldo
di PIETRO MINTO

rittany Ashley una star di


internet. Una giovane comica che
collabora con BuzzFeed, per il
quale produce video divertenti. Molto
seguita sui social network, una delle sue
ultime creazioni, dedicata allarte di
affrontare la rottura di un rapporto, ha
1,7 milioni di visualizzazioni. Nonostante
questo, Brittany al verde. Come ha
raccontato il sito Fusion.net, il corto
circuito tra fama online e scarse
disponibilit economiche si mostrato a
tutti qualche mese fa, a un evento
organizzato da BuzzFeed in un bar di
Hollywood in occasione dei Golden
Globes. Ashley era presente, assieme ai
suoi colleghi, ma solo in qualit di
cameriera del locale. A chi le chiedeva
se loccupazione fosse una delle sue
trovate, ha dovuto rispondere di no: le
serviva per pagare laffitto. Il suo un
caso esplicativo del nuovo concetto di
celebrit creato da internet, in cui i
follower possono rendere star una
sedicenne senza che questo si traduca
in una rendita economica. Per questo
Ashley aveva bisogno di un lavoro
vero, che ha perso pochi giorni dopo
la festa, a causa della sua stessa fama: il
suo datore di lavoro non sopportava pi
la quantit di fan che si riversata nel
locale quando hanno appreso della
presenza della loro beniamina.

@pietrominto
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obiettivi da raggiungere riveler i buchi della


giornata. Alle
17.30 il momento della cena.

Una combinazione
di quattro immagini
del tecnologo
americano
Chris Dancy, 46 anni,
che racconta la sua
giornata tra ambienti
esterni e interni

Sera
Dalle 18.30 alle 21.30 Chris Dancy si riposa: televisione, amici, un libro. Ovviamente, ogni trasmissione guardata, bibita assaggiata e pagina letta diventano numeri da analizzare. Spesso mi sento prigioniero delle misurazioni e del regime
rigido che mi sono imposto, spiega. la
tecnologia stessa a creare un senso di costrizione: Al momento tutti gli strumenti per il quantified self si basano sulla vergogna: se sta deviando dal percorso,
scatta il senso di colpa. Dovrebbero invece essere progettate sulla motivazione e
sul coinvolgimento.
Dopo la session serale di meditazione,
Dancy controlla lapplicazione che mostra i momenti salienti della giornata;
imposta gli obiettivi e il mood consigliato
per il giorno che verr, lilluminazione, la
temperatura e la musica della stanza.
Alla fine della giornata i dati raccolti da
Dancy sono, tra gli altri: necessit fisiologiche espletate, luce e suoni, canzoni
ascoltate, attivit onirica, sonno, battiti
cardiaci nelle varie fasi, ossigeno del sangue, pressione sanguigna, passi, attivit
fisica, statistiche di guida in automobile,
consumo di tv, libri e cibo, denaro speso,
qualit dellaria, umidit, peso corporeo,
umore. Prima ero io a raccogliere questi
dati, adesso il panorama cambiato: le
aziende non solo collezionano tutte le informazioni possibili sul tuo conto ma devi pagare se vuoi averle, il che da un lato
rende molto pi semplice il processo,
dallaltro apre scenari inquietanti per la
sorveglianza di massa.
@serena_danna
RIPRODUZIONE RISERVATA

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

DOMENICA 13 MARZO 2016

Orizzonti Visual data


Mappe

Le regole della celebrit (e della celebrity)


La visualizzazione si basa su un algoritmo
elaborato dai ricercatori Steve Skiena e Charles
Ward. I risultati dello studio sono pubblicati
nel libro Whos Bigger: Where Historical Figures
Really Rank (Cambridge University Press).

Lilli Hymowitz (nella foto), 16 anni, nata a New


York, dove vive nellUpper East Side. Da quando,
2 anni fa, ha aperto il profilo su Instagram,
su cui racconta la sua vita patinata, diventata
una celebrity per i coetanei (e non solo).

Un algoritmo ha identificato i personaggi importanti della storia


E oggi? Ladolescente riconosciuta come la pi popolare
di New York spiega che cosa significhi essere una web influencer

Anche Ges e Napoleone avevano follower


500 a.C

500

1500

1550

1600

1650

1700

1750

1800

1850

1900

1950

2000

3 a.C. 30

Ges

1.

1000

Napoleone Bonaparte 1769

2.
570 632

Maometto

3.

1821

William Shakespeare 1564

4.

1616

Abraham
Lincoln 1809

5.
George Washington 1732

6.

1865

1799
Adolf Hitler 1889

7.

1945

Aristotele 384 a.C. 322 a. C.

8.

Alessandro Magno 356 a.C. 323 a.C.

9.

Thomas Jefferson 1743

10.
Enrico VIII 1491

11.

1826

1547
Charles Darwin 1809

12.
Elisabetta dInghilterra 1533

13.

1882

1603
1883

Karl Marx 1818

14.
Giulio Cesare 100 a.C. 44 a.C.

15.

Vittoria dInghilterra 1819

16.
Martin Lutero 1483

17.

1901

1546

18.

Joseph Stalin 1878

1953

19.

Albert Einstein 1879

1955

1451 1506

Cristoforo Colombo

20.

1727

Isaac Newton 1642

21.
742 814

Carlo Magno

22.

Theodore Roosevelt 1858

23.

1791

Wolfgang Amadeus Mozart 1756

24.

1919

Platone 427 a.C. 347 a.C.

25.

1715

Luigi XIV 1638

26.

1827

Ludwig Van Beethoven 1770

27.

Ulysses S. Grant 1822

28.

Augusto

30.

1885

1452 1519

Leonardo da Vinci

29.

63 a.C. 14
1778

Carl Linnaeus 1707

31.

1870

Charles Dickens 1812

33.
San Paolo Apostolo 5 67

34.

1790

Benjamin Franklin 1706

35.

George W. Bush
1946

36.
Winston Churchill 1874

37.

1965

1162 1227

Gengis Khan

38.

1649

Carlo I 1600

39.

Thomas Edison 1847

40.

1931

1625

Giacomo I 1566

41.

1900

Friedrich W. Nietzsche 1844

42.

Franklin D. Roosevelt 1882

43.

1945

Sigmund Freud 1856

44.
Alexander Hamilton 1755

45.

1939

1804
1948

Gandhi 1869

46.
47.

Thomas W. Wilson 1856

Johann Sebastian
Bach 1685

48.

1658

Oliver Cromwell 1599

50.

Come si legge?

durata della vita

classifica
personaggio

anno
di nascita

anno
di morte

di LILLI HYMOWITZ

assando, nellarco di una


notte, dallavere 7 mila follower allaverne 22 mila, ho
imparato molto su come diventare una web influencer e
cosa si prova a esserlo.
successo quando il New York
Magazine mi ha interpellato per raccontare la mia vita da teenager pi
popolare di New York: mi sono resa
conto della quantit di gente che stavo
cominciando a influenzare. Questo
mi ha spinto a chiedermi che cosa

anno di nascita
anno di morte

zoom temporale (per


gli anni da 500 a.C. a 1500)

continente

Nord America

della mia storia li avesse incuriositi


al punto da voler far conoscere uno
scorcio della mia vita al resto del
mondo.
Non mi aspettavo la popolarit, e
quando arrivata ho capito che lunica cosa che potevo fare era continuare
a condividere le mie giornate e le cose
che mi piacciono, senza badare a come la mia testimonianza sarebbe stata
accolta.
Non ci sono regole su come gestire
la pubblicit di quello che fai, come
non ci sono caratteristiche speciali
che garantiscano un seguito di soste-

1924

1750

1642

Galileo Galilei 1564

49.

1.

2004

Ronald Reagan 1911

32.

colore = area tematica

donna

Europa

Asia

arti
filosofia
politica

nitori. Non ho mai dato importanza al


numero effettivo di follower sui social
media, e credo che proprio questo abbia finito per costruire il mio seguito.
Il modo autentico di condividere il
mio mondo penso sia innovativo rispetto alla seriet con cui i social media vengono considerati dai miei coetanei.
Anche se i social network hanno
molti difetti, nulla mai stato cos virale come Instagram per stabilire contatti. Ora abbiamo la possibilit di
condividere i momenti pi intimi della nostra vita e dei nostri pensieri con

religione
scienza
e esplorazioni

La visualizzazione mostra le 50 figure storiche pi significative,


secondo uno studio effettuato da S. Skiena e C. B. Ward e pubblicato
nel libro Whos Bigger?: Where Historical Figures Really Rank.
I ricercatori hanno creato un algoritmo che classifica i personaggi a
partire da fattori quali Wikipedia PageRank, la lunghezza dellarticolo
e la quantit di lettori. Per ogni personaggio storico vengono indicati:
lann0 di nascita e di morte, il continente e larea tematica di riferimento

una folla enorme collegata in rete. Per


questo spero di condividere le idee
che contano di pi per me e anche i
momenti qualsiasi, che mi auguro
facciano ridere qualcuno.
Ho intenzione di continuare a cerLautrice
La visualizzazione dati di questa
settimana a cura di Federica
Fragapane, information designer
specializzata in grafica, illustrazioni e
visualizzazioni. Il suo portfolio online
su behance.net/federicafragapane

care di capire chi sono in questo viaggio che chiamano vita e di condividerlo strada facendo. divertente essere in compagnia. Mi piace essere libera, non dover badare al giudizio
degli altri o a quel che potr succedere
restare nel presente. Spero di essere in condizione di spingere gli altri a
fare lo stesso: diffondere positivit,
per riportarli sempre al momento
presente, e non permettere che il
mezzo prevalga sul significato.
Instagram @lillieve
(traduzione di Maria Sepa)
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12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

IL CLAN
DESTINO
di SERENA SILEONI

DOMENICA 13 MARZO 2016

Le telecamere nelle aule giudiziarie


E la denuncia divent supplenza

ar solo una coincidenza che attore


significhi sia colui che interpreta un ruolo
drammatico sia la parte di un processo? E
che nel procedimento penale si assista alla
scena del crimine? E in fondo, che cosa altro
la toga, se non un costume maestoso,
come pare abbia detto il giurista Carnelutti? Se
il processo si abbeverato alla fonte letteraria,
lespressione artistica si ispirata alle vicende
e alle formule giudiziarie.
Il cinema, in particolare, unarte consona a

Libri
.

Narrativa, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche

raccontare la giustizia, con stilemi tipici da


Paese a Paese. Di quelli italiani racconta con
dovizia di esempi e spiegazioni In nome della
legge. La giustizia nel cinema italiano, edito nel
2013 da Rubbettino a cura di Guido Vitiello:
una fonte straordinaria, ma soprattutto una
lettura che stimola almeno due riflessioni.
La prima: veritiera la rappresentazione del
processo che la finzione artistica ci consegna?
Se abbiamo in testa i legal movies americani,
non abbiamo idea di cosa sia un nostro

Il libro curato da Guido


Vitiello (Rubbettino)

Ciak, si legge
di Cecilia Bressanelli

tribunale. Nemmeno il cinema italiano fedele


alla giustizia, molto pi banale nei suoi rinvii,
lungaggini, formalismi e incurie. Tuttavia, ad
esso possiamo riconoscere la capacit di aver
raccontato alcune storture: Detenuto in attesa
di giudizio o In nome del popolo italiano
valgono pi di ogni trattazione sul carcere
preventivo e sullautoreferenzialit dei
magistrati.
La seconda: il sistema giudiziario, si dice, in
crisi, nega la giustizia in ogni settore. Cos la
finzione arriva dove non arriva la realt: se ne
impossessa e fa le sue veci. I processi si
svolgono davanti la telecamera. Non solo la
storia del Divo, ma di tutti i casi giudicati negli
studi tv prima che nei tribunali. Anche questo
un effetto di una giustizia che non (pi) tale.
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Un santo antinazista
Fuggita al massacro della sua famiglia, la
giovane ebrea Shosanna ha una nuova identit:
Emmanuelle Mimieux, proprietaria di un piccolo
cinema francese. Un eroe tedesco si invaghisce
di lei. Quando lo incontra in un caff, la ragazza
non distoglie lo sguardo dal poliziesco che sta
leggendo, Il santo di New York di Leslie Charteris
(1935). Il libro sar ancora accanto a lei quando
attuer il piano per decimare i vertici nazisti:
Bastardi senza gloria, Quentin Tarantino, 2009.

Negli anni Ottanta la sua ossessione era il primo ministro inglese:


Sono un nostalgico. E lei era onesta, un nemico affidabile
Il nuovo romanzo dello scrittore ci avverte che oggi peggio

Jonathan Coe: mi manca tanto


Margaret Thatcher
da Londra
MASSIMO ZAMBONI

ueste grandi e belle ville a


Chelsea non sono case come si intendono. La maggior parte dellanno restano vuote. Una vita da fantasma. Intanto, la famiglia ... dove? Il padre
a Singapore, la madre a Ginevra, i figli chiss. Il silenzio e loscurit di queste strade cominciano a spaventarmi. Come se la peste
nera fosse piombata sopra Londra. Siamo
a Londra per incontrare Jonathan Coe, nelloccasione dellimminente uscita italiana
del nuovo romanzo, Numero 11. Storie che
testimoniano la follia, recita il sottotitolo
del libro, in cui Coe mette in scena un Paese
inquieto, infestato dagli spiriti, dove si
mescolano indistinguibilmente avidit e
follia.
Avrebbe mai pensato di provare nostalgia per Margaret Thatcher?
La percepisco come una persona onesta, molto pi dei suoi successori. In qualche strano modo suppongo di essere nostalgico. Ho nostalgia di quellaspetto. Le
cose erano pi chiare negli anni Ottanta,
evidente il confine delle battaglie e chiara la
divisione tra sinistra e destra. Mrs Thatcher
era una persona affidabile, un nemico con
cui si poteva avere a che fare.
Critici e lettori parlano spesso di paranoia narrativa riferendosi a Numero 11.
Salvador Dal usava il termine per definire
il proprio processo creativo. Alterare alleccesso proporzioni, forme, consistenze, parole fa afferrare meglio la realt?

La paranoia mi sembra essere la posizione pi logica. Io mi considero una persona piuttosto naf, ma vivo in effetti in una
sorta di paranoia permanente, in cui do per
scontato che i politici agiscano soltanto per
cattive ragioni. Due avvenimenti hanno
chiarito negli ultimi anni che le nostre vite
sono rette da irresponsabili: linvasione dellIraq nel 2003 e il crac finanziario nel 2008.
una sensazione estenuante, ti rimane in
testa tutto il tempo.
Tutto il suo romanzo attraversato dalla ripetizione ossessiva del numero 11.
Downing Street 11, lautobus 11, 11 il numero civico che identifica tutte le case
maledette che compaiono. E leco inespresso dell11 settembre a New York, l11
marzo a Madrid.
cominciato per caso, avevo scritto la
notazione Numero 11 a inizio pagina per
identificare le bozze in corso di scrittura;
poi quel numero ha cominciato improvvisamente a prendere significato.
Numero 11 considerato il sequel di
un suo fortunato romanzo del 1994, La
famiglia Winshaw. In questi ventanni
ha mai ripensato a quella famiglia? Anche
se quelle persone sono scomparse, il male che hanno innescato prolifera in questo
nuovo romanzo.
Li ho abbandonati, non ho pi pensato
a loro. Quella famiglia incarnava gli aspetti
pi negativi del potere politico ed economico, e ho dovuto aspettare che la situazione
cambiasse per scrivere un altro libro di quel

genere. Se un sequel, lo nello stesso senso in cui lanno 2010 il seguito del 1980.
immediato affezionarsi ad alcuni
personaggi puliti, come Rachel, Alison, i nonni, e provare repulsione per
molti altri, la famiglia Gunn, i discendenti
dei Winshaw, il popolo feroce che usa
Twitter come luogo dellingiuria. Ha trasferito la sua personalit in qualche personaggio?
Chi scrive traduce sempre la sua personalit. Sono andato molto vicino allautoritratto con Benjamin, in La banda dei brocchi. In Numero 11 volevo parlare dellamicizia tra due persone giovani, ci voleva qualcosa che bilanciasse la negativit che le
relazioni personali hanno nel racconto.
Lultimo capitolo molto scuro ma appena
prima c il rinnovarsi dellamicizia tra Rachel e Alison. Personalmente non ho mai
avuto un'amicizia del genere a otto, nove anni.
In 1984 George Orwell scrive che se
esiste una speranza da ricercarsi nel
proletariato. Aggiungendo per che una
frase del genere diventa un atto di fede, se
ci si sofferma a guardare le persone per
strada. Dove risiede la speranza, oggi?
Ci sono molte persone positive cui riferirsi: nel libro, Rachel, ad esempio; anche i
suoi nonni, che presento deliberatamente
chiusi in idee conservatrici. Penso che dobbiamo insistere quotidianamente sullidea
di relazioni umane decenti, nonostante la
pressione economica e tecnologica. Per ra-

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

DOMENICA 13 MARZO 2016


Nella pagina accanto:
il selfie scattato
da Jonathan Coe
nel suo studio londinese
con Massimo Zamboni,
luned 7 marzo. A sinistra:
illustrazione di Sr Garca

i
JONATHAN COE
Numero undici
Traduzione
di Maria Giulia Castagnone
FELTRINELLI
Pagine 384, e 19
In libreria dal 17 marzo

gioni misteriose internet tende a liberare la


negativit, credo sia perch i discorsi non
portano conseguenze, non c mai contatto,
dunque non esiste la responsabilit.
C del metodo nella follia che lei descrive? C un Grande Fratello, o almeno
una Big Company, a dirigere lorchestra,
o tutto avviene come somma algebrica di
mille casualit?
Lo standard imposto da una societ capitalistica ci fa credere che il mondo sia diviso in vincitori e vinti. Dobbiamo resistere
con tutte le forze a questo, ci sono altri modi
di vincere nella vita, anche se lideologia che
ci circonda ci impone di dimenticarlo. Come scrittore devo entrare nella psicologia di
persone differenti, fosse anche quella di un
assassino: mi possibile farlo. Ma fatico a
capire cosa significhi avere cos tanto denaro e non essere mai sazi. Per questo mi interessa la psicologia di questi super ricchi.
La Kings Road, dove ci troviamo ora,
era famosa alla fine degli anni Settanta
per essere il centro della scena punk. In
tanti siamo venuti in pellegrinaggio per
respirare gli umori di quando i Sex Pistols
urlavano: Se non c futuro non c peccato. C ancora esposta una bella foto
del loro cantante Johnny Rotten al Chelsea Potter, il pub qua sotto casa. Quel loro
No Future era una profezia?
Non si agisce mai senza conseguenze.
Se vivi senza speranza allora sei disperatamente libero di fare quello che vuoi. Siamo
obbligati a essere sempre migliori a mano a

SSS
Atteggiamenti
La paranoia mi sembra
essere la posizione pi
logica. Io mi considero una
persona naf ma vivo in
una paranoia permanente

SSS
Londra
Le belle ville di Chelsea
restano vuote gran parte
dellanno: non sono vere
case. Come se la peste nera
fosse piombata sulla citt

SSS
Sentimenti
In profondit credo
di essere arrabbiato.
La rabbia prende molte
forme ma sono fortunato:
come sfogo ho i miei libri

mano che le cose peggiorano.


Lalbum The Dark Side of the Moon
risale al 1973. Nella canzone Time, Roger Waters scrive: Una disperazione
quieta il modo inglese di tirare avanti.
Qual lattuale modo inglese per disperarsi?
Mi sento molto vicino a quella frase, la
primissima recensione del mio primo romanzo, Donna per caso, del 1987, cominciava proprio con quella citazione dai Pink
Floyd. Mi torna spesso in mente, mentre
scrivo. Noi siamo una nazione molto tenace,
anche forte e determinata, ma ci facciamo
confondere. Questo uno dei nostri peccati
maggiori. Quando ogni cosa va male, perdiamo il lavoro, il matrimonio va in pezzi,
abbiamo una malattia terribile, alla domanda come stai? rispondiamo minimizzando. Questo understatement un tratto fondamentale del carattere inglese. ci che
mi piace del mio Paese.
La sola giustizia che ci possiamo permettere, contro questi esseri umani deformi, la vendetta? Esercitata magari da
altri mostri, come i ragni giganteschi che
occupano il finale?
No, credo di no. Quello che molti hanno
trovato soddisfacente ne La famiglia Winshaw che alla fine arriva una vendetta,
unautopunizione che non occupa lo stesso
livello di realt espresso nel resto del romanzo. In Numero 11 arriva come qualcosa
di inaspettato, come ci fosse sempre una soluzione che nessuno poteva prospettare in

Biobibliografia
Lo scrittore inglese Jonathan
Coe nato a Birmingham
nel 1961 e vive a Londra.
Laureato a Cambridge
e a Warwick, musicista e
correttore di bozze prima di
diventare romanziere, da
sempre esercita uno sguardo
critico (e ironico) sulla societ
inglese. Tra i suoi libri, editi da
Feltrinelli: lacuta satira
dellInghilterra nellera
Thatcher de La famiglia
Winshaw (1996), e inoltre La
casa del sonno (1998) con cui
ha ottenuto in Francia il Prix
Mdicis, Lamore non guasta
(2000), La banda dei brocchi
(2002), Donna per caso
(il suo primo romanzo, dell87,
tradotto nel 2003), Circolo
chiuso (2005), La pioggia prima
che cada (2007), Questa notte
mi ha aperto gli occhi (2008),
I terribili segreti di Maxwell Sim
(2010), Lo specchio dei desideri
(2012), Expo 58 (2013),
Disaccordi imperfetti (2015).
Alla produzione narrativa
vanno aggiunte le biografie:
Caro Bogart (Feltrinelli, 2004),
James Stewart (Gremese,
1996) e Come un furioso
elefante. La vita di B. S.
Johnson in 160 frammenti
(Feltrinelli, 2011)
Lautore dellarticolo
Il musicista e scrittore
Massimo Zamboni (Reggio
Emilia, 1957) stato
chitarrista e autore di due
gruppi storici, i Cccp e il Csi,
ed attivo come solista e
compositore. Il suo libro pi
recente Leco di uno sparo
(Einaudi, 2015)
Gli appuntamenti
Sono cinque gli incontri con
Jonathan Coe in programma
in Italia per la presentazione
del nuovo libro: gioved 17
marzo a Firenze, al Caff
letterario Le murate (ore
18,30); venerd 18
nella Grave maggiore
delle Grotte di Castellana,
in provincia di Bari,
per gli incontri Episodi nella
rassegna Il libro possibile,
insieme a Stefano Costantini e
Rosella Santoro (ore 20);
sabato 19 a Roma, al festival
Libri Come, con Alessandro
Mari (ore 19); luned 21 a
Milano in Feltrinelli Duomo
con Massimo Cirri (ore 18,30);
marted 22 a Torino, alla
Scuola Holden (ore 18,30)

precedenza. Non credo che una salvezza


possa arrivare da strutture politiche esistenti, piuttosto forse da un movimento esterno
alla politica ufficiale. Qualsiasi salvezza arrivi, sar da un luogo che non possiamo anticipare.
Dai ragni, forse?
Forse dai ragni.
Che sorpresa lo studio di Jonathan Coe.
Lo immaginavamo allestito attorno a una
grande scrivania carica di fogli, molti libri
sugli scaffali, computer, stampanti. Un tavolo vuoto, invece, un paio di strumenti
musicali, un mobile dangolo con pochi libri. Tra loro, una copia di Circles of Hell di
Dante Alighieri, possibile ispirazione per il
seminterrato infernale progettato dalla famiglia Gunn, protagonista negativa del romanzo. Una grande vetrata sui tetti del
quartiere Chelsea. Tutto qua.
Cosa vede da quella finestra?
un momento interessante ora. Nel
Partito laburista stato eletto a sorpresa un
leader di sinistra, Jeremy Corbyn. Fallita la
strategia di avvicinamento alla middle class,
con lo shock della pesante sconfitta elettorale conseguita, ora abbiamo finalmente
qualcuno che si oppone ai conservatori da
una posizione molto differente. I media ufficiali lo attaccano ridicolizzandolo, questo
un modo molto inglese per sabotare qualcuno.
Ci parli di quel cesto di prugne raccolte
direttamente da Rachel dallalbero dei
nonni. Lo descrive come un sapore di
giovinezza, di casa. Saranno i gesti gratuiti a salvarci la vita?
Quello che amo nella scrittura che
puoi combinare la forma razionale con
quella irrazionale. Puoi parlare in maniera
molto realistica e contemporaneamente
evocare immagini che operano in te in maniera irrazionale. Ho sempre tenuto a mente quel cesto di prugne per la fine del libro;
ma non so spiegarmelo.
Il gheppio. La brughiera. Le case isolate avvolte dalledera. Le sue sono immagini molto familiari per la letteratura inglese. A quali autori classici pi affezionato? Quelli da cui non si sa liberare?
Henry Fielding. Charles Dickens. In pochi lo hanno riscontrato, ma nel mio libro
molto presente H. G. Wells. Ho letto i suoi
racconti quando ero adolescente, La valle
dei ragni, ad esempio, La porta nel muro.
Meravigliose storie archetipiche sul desiderio fortissimo dellinnocenza, del paradiso
nascosto. Limmaginazione del socialista
Wells, cos impegnato e consapevole, tende
sempre al fantastico. Per questo il cognome
della mia Rachel Wells.
Quand che uno scritto diventa letteratura?
difficile dirlo. Ci sono molti scrittori
non necessari, i loro libri sono solamente
decorativi. Un libro diventa letteratura
quando sentito come necessario. Capace
di parlare a persone con differenti ideologie
ed estrazioni.
In Italia lei conosciuto come scrittore,
ma sappiamo che lei si considera usiamo parole sue un musicista frustrato.
Doppia vita?
Ho dovuto accantonare lidea che avevo
trentanni fa di essere il nuovo Paddy McAloon di Prefab Sprout o Morissey. Il problema che io sono un pessimo collaboratore
in qualsiasi campo. Non mi piace condividere con nessuno, n ho mai lasciato leggere le bozze prima della fine. Ogni idea di
scrittura mi appare fragile finch il libro
non realizzato. Questo accade anche con la
musica. Grazie alla tecnologia ora puoi
comporre musica molto elaborata in totale
privacy, e questo mi calza perfettamente.
Lei si considera arrabbiato?
In profondit penso di esserlo. La rabbia pu prendere molte forme. Come cittadino cerco di trattenere il mio senso di ingiustizia sotto la superficie, concentrandomi su altre cose. Ma sono fortunato, ho uno
sfogo meraviglioso per la rabbia, i miei libri,
altrimenti non so cosa mi sarebbe potuto
accadere. Magari mi sarei trasformato in un
ragno.
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14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Libri Lintervista

DOMENICA 13 MARZO 2016

Altri altrove

di Silvia Perfetti

Vicini alle cose


Che cosa dicono gli oggetti di noi? Quanto siamo
materialisti? E quanto le relazioni con le cose
vanno a discapito dei legami con le persone? In
Cose che parlano di noi. Un antropologo a casa
nostra (traduzione di Emanuele Coccia, Il Mulino,

pp. 197, e 16) Daniel Miller ci invita a scoprire


che, in molti casi, accade proprio il contrario: Le
relazioni con gli oggetti che possediamo sono
spesso molto profonde e, di norma, pi vicini
siamo alle cose, pi vicini siamo alle persone.

Lo scrittore, nato a Mosca e naturalizzato americano, una spiccata simpatia per Bernie Sanders, Occupy
e la sinistra militante, lavora al nuovo romanzo e ammette: Per me oggi fare letteratura fare politica

Un po di galera fa bene
Keith Gessen: un giorno in cella, dovremmo provarlo tutti
La Russia profetica, quando ci torno imparo qualcosa sugli Usa
di ENRICO ROTELLI

eith Gessen osserva i fenomeni


contemporanei per raccontarceli. Figlio di una critica letteraria e di uno scienziato russo,
Keith nato a Mosca nel 1975 e
si trasferito in America con la famiglia
nel 1981. Oggi vive a Brooklyn con la moglie la blogger e scrittrice Emily Gould
e il figlio di otto mesi. In Italia conosciuto soprattutto per il primo romanzo,
Tutti gli intellettuali giovani e tristi (Einaudi, 2009). Ora sta scrivendo il secondo. apprezzato anche come ponte culturale tra la Russia e gli Stati Uniti: i suoi
scritti su letteratura e politica vengono
pubblicati da New Yorker, Vanity Fair
e in particolare n+1, la rivista senza scopo di lucro che ha fondato nel 2004 insieme ad alcune delle giovani menti pi brillanti dAmerica.
Gessen il traduttore di grandi autori
darea ex sovietica, come la bielorussa
Svetlana Aleksievic, premio Nobel 2015.

Tra le figure contemporanee in grado di


influenzare gli americani, suggerisce i nomi di Vladimir Sorokin e Lyudmila Petrushevskaya: La considero un genio. La sua
opera confida al telefono con la Lettura incredibilmente originale. Lautore a cui io per sono pi legato Kirill Medvedev. Dai suoi scritti capisci cosa sarebbe il mondo letterario se vi rimuovessimo
il denaro, perch in Russia non puoi guadagnarti da vivere facendo lo scrittore.
Non solo in Russia
Vero, in America per esempio molti
scrittori sono anche insegnanti, ma in
Russia non ci sono soldi sufficienti nemmeno per loro. Al contrario di quanto si
potrebbe pensare, la mancanza di denaro
non rende questo ambiente meno competitivo o polemico, cos esistono moltissime gelosie, litigi e odi antichi. Medvedev ha deciso di rinunciare al sistema delle case editrici russe proprio perch lo ritiene corrotto e servo del capitalismo.

Faccio fatica a pensare a un parallelo americano, a uno scrittore lontano dal sistema
dominante quanto lui. Per me le parole e
le azioni di Medvedev sono di grande ispirazione.
Qual lautore classico russo che pi
di tutti ha influenzato la letteratura
americana?
Direi Dostoevskij. Tolstoj ammirato
quasi come un profeta, ma si tratta di una
cosa paradossale perch pi riconducibile al realismo della tradizione russa dellOttocento. difficile imitare Lev Tolstoj
o anche solo mettersi in relazione con lui.
Le scene e i soggetti di Dostoevskij sono
anchessi tipicamente russi, ma lo stile e il
punto di vista sono pi vicini a quelli occidentali.
Nabokov?
Lo considero un autore americano.
Che cosa mantiene vivo il suo interesse per la Russia?
un Paese in perenne crisi esistenzia-

le: una caratteristica vera per molti altri


Stati, che nel caso della Russia ha per
conseguenze anche per il resto del mondo. La Russia vive da secoli una dialettica
per cui si considera o interna o esterna allEuropa. un luogo in cui puoi osservare
i processi che stanno accadendo in Occidente in modo un po pi chiaro, perch
non coperti dal denaro. Ogni volta che vado in Russia imparo qualcosa di nuovo
sullAmerica.
E House of Cards, che ha dedicato
molte puntate ai rapporti tra Cremlino
e Casa Bianca, aiuta a capire la relazione tra Russia e Stati Uniti?
Guardo molta tv ma di questa serie ho
visto solo lepisodio con le Pussy Riot.
Confesso che non lho trovato molto utile.
Lultimo capitolo del suo primo romanzo parla di una sorta di rinascita
dopo lepoca di Bush jr. Obama ha soddisfatto le sue speranze?

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

DOMENICA 13 MARZO 2016

Cittadini

di Edoardo Vigna

Tu paghi, io ti spio
In Gran Bretagna, un quarto dei negozi gi usa un
programma di riconoscimento facciale; negli Usa
e in Canada si sta diffondendo. Per ragioni di
sicurezza e di lotta al taccheggio: collegate a un
database, le immagini delle telecamere

permettono di riconoscere terroristi e ladri. Ma lo


stesso software fa anche tracciare il cliente, i suoi
consumi, perfino il tempo che passa davanti agli
scaffali. La privacy? Diciamole addio ogni volta
che consegniamo la carta di credito in cassa.

Jason Rhoades (Newcastle,


California, 1965-Los Angeles,
2006),The Grand Machine
(2015, installazione, Baltic
Centre for Contemporary Art).
Lartista statunitense stato
riconosciuto come uno dei pi
trasgressivi e interessanti
della sua generazione
soltanto dopo la morte

S. Avrei desiderato che i repubblicani


venissero rinchiusi in cella, una volta tolto
loro il potere. Sotto questo aspetto Obama
non ha soddisfatto le mie aspettative...
ma lui mi piace e pu essere che abbia
preparato la strada per Bernie.
Il suo tifo per Bernie Sanders?
Se vincesse sarebbe incredibile.
Non sembra facile, ma sta combattendo per la nomination democratica.
Perch tifa per lui?
Be, nella politica americana esiste un
consenso generale secondo il quale alcune cose non possono essere fatte. In realt
non c alcuna ragione per cui queste non
siano possibili ed incredibilmente rigenerante avere qualcuno che arriva e dice:
Perch non possiamo avere un sistema
sanitario pari a quello della maggior parte
del resto del mondo sviluppato? E perch
non alziamo le tasse ai super ricchi a livelli ragionevoli?. Bernie chiede queste cose
da molti anni. Sentirglielo ora chiedere
da palchi importanti molto emozionante. Certo, se questo poi dovesse portare i
repubblicani a impadronirsi della Casa
Bianca, il risultato sarebbe terribile.
Nel 2011 lei stato arrestato durante
le proteste di Occupy Wall Street. Ripeterebbe quellesperienza?
S, perch trovarsi in una situazione
dove non permesso andarsene una
prova importante. Molta gente del mondo
la affronta; qualcuno perch in carcere
nella propria patria, qualcuno perch sta
cercando di andare verso Ovest e viene
rinchiuso in un campo profughi. Di certo
unesperienza vissuta da molti afroamericani.

Per quanto tempo rimasto dentro?


Solo un giorno, quindi molto poco.
Ma qualcosa che credo tutti dovremmo
provare almeno una volta nella vita.
Quale dei molti argomenti trattati da
n+1 la rende pi orgoglioso?
Molte cose, ad esempio il lavoro di
Emily Witt sulla pornografia e le pratiche
sessuali contemporanee, oppure gli scritti sulla reality tv di Mark Greif, di cui ho
amato molto anche il libro sulla subcultura hipster.
Che cosa ha spinto lei e i suoi soci a
dare vita nel 2004 a una nuova rivista
culturale?
Rianimare il discorso intellettuale e
letterario anche a sinistra. Quando eravamo al college le riviste culturali di sinistra
erano poche: cera ad esempio The Baffler; ma quando abbiamo dato inizio a
n+1 anche questa era scomparsa. A destra cerano periodici come The New Republic o The New Criterion. Inoltre
cera questa ossessione, dovuta probabilmente allo scimmiottamento di internet:
se volevi far sopravvivere una rivista dovevi affrontare argomenti un po stupidi e
pubblicare articoli corti. Noi credevamo
che questa fosse unidea sbagliata e che ci
fossero ancora persone interessate ad approfondire argomenti piuttosto complessi.
Il tempo vi ha dato ragione.
Perch se vero che tutto questo accaduto, vero anche che gli articoli lunghi
sono aumentati di numero e di prestigio.
come per la televisione: fino a poco tempo fa si diceva che stesse per essere spazzata via da internet, perch le persone
avevano iniziato a collegare il loro computer allo schermo della tv e perci avrebbe-

ro guardato soltanto YouTube. Dal punto


di vista culturale invece la tv oggi ammirata come non mai: lo streaming ha creato unesplosione di buona televisione.
Nessuno poteva prevederlo, dieci anni fa.
Sembra che le cose vadano da una
parte, ma queste poi prendono direzioni
differenti. Oggi sempre pi persone leggono dal proprio cellulare. Da autore di
romanzi credi che la tecnologia stia lavorando contro di te, perch nessuno vorr
mai leggere un romanzo al telefono. Ma
non puoi mai sapere cosa accadr e devi
semplicemente fare ci che tu pensi sia la
cosa pi interessante e di valore. Ecco perch sto scrivendo un nuovo romanzo.
Temevamo che lei fosse entrato nel

SSS
Presidenziali
Obama mi piace. Ora tifo
per il candidato socialista.
In questo Paese si crede
che certe cose non si
possano fare. E invece no

gruppo di giovani autori di talento che


dopo il primo romanzo hanno preferito
percorrere strade diverse, come Benjamin Kunkel, anche lui tra i fondatori di
n+1. Secondo lei c una ragione comune?
Ma anche Ben sta scrivendo il suo secondo romanzo! Conosco Benjamin
Kunkel abbastanza bene per poter dire
questo: negli ultimi anni ciascuno di noi
ha creduto di affrontare il proprio interesse per la politica io verso la Russia; lui
verso lo studio del marxismo contemporaneo tramite articoli e saggi. Ora invece sento che posso intervenire meglio con
un romanzo.
Per scriverlo lei ha ricevuto la borsa
offerta dal Cullman Center alla New
York Public Library. Quanto importante
la ricerca per lei?
stato un periodo meraviglioso. Ho
letto moltissimo, perch i protagonisti
del mio libro sono persone che leggono
molto. Va per detto che la ricerca pu essere molto pericolosa per un romanziere:
alcuni quasi vi scompaiono perch non
riescono a fermarsi. Nella prima bozza del
mio romanzo erano presenti sezioni storiche lunghissime. A mano a mano che
proseguo, queste parti tendono a scom-

Lautore
Lo scrittore, attivista ed
editore Keith Gessen
(1975) nato a Mosca ma
si trasferito negli Stati
Uniti insieme alla famiglia,
di origine ebraica, nel 1981.
Dopo la laurea a Harvard,
ha scritto per importanti
testate letterarie, come il
New Yorker, e ha tradotto
diverse opere di autrici
postsovietiche, tra le quali il
Premio Nobel Svetlana
Aleksievic e Ludmilla
Petrushevskaya. anche il
fondatore della rivista
n+1 che si occupa
di letteratura, critica sociale
e politica. Attivista
impegnato, ha appoggiato
lOccupy Movement, codirigendo tra laltro uno dei
giornali del movimento,
la Occupy Gazette. Nel
novembre 2011, proprio
durante una protesta di
Occupy Wall Street a New
York, stato arrestato
Lesordio
Il suo primo romanzo, Tutti
gli intellettuali giovani e tristi,
stato pubblicato in Italia
da Einaudi nel 2009, nella
traduzione di Martina Testa.
Negli Stati Uniti era uscito
per leditore Viking nel
2008, ottenendo le critiche
lusinghiere di scrittori
come Jonathan Franzen
e Joyce Carol Oates

parire: quel che era lungo dieci pagine, s


ridotto a un paragrafo. Ma non rimpiango
il tempo trascorso in biblioteca.
Quando prevista la pubblicazione?
Penso per la primavera del 2018.
Ancora un paio danni, dunque
Non nascondo di avere la sensazione
che nessuno sia pi interessato ai romanzi: pi facile raggiungere lettori pubblicando un articolo sul New Yorker. Le
classifiche di miglior libro dellanno sono
state sostituite da quelle di miglior articolo lungo o di romanzo pi atteso, queste
ultime compilate prima che i libri escano... Leggere un libro richiede troppo
tempo!.
Lei trova ancora piacere nella lettura
o sente sempre che parte della sua
professione?
Mi piace molto leggere, anche se lo
faccio per lavoro. Quello che negli ultimi
dieci anni cambiato che non leggo certi autori, sia perch ho la sensazione che il
loro materiale sia troppo vicino al mio, e
dunque non voglio che interferiscano con
la mia scrittura, sia per gelosia professionale. La conseguenza pi seria che mi
perdo dei libri fantastici.

Qual lultimo libro che ha amato


leggere?
Ho appena letto I giorni dellabbandono di Elena Ferrante. Meraviglioso.
Quindi conferma che non una realt
solo italiana il fatto che spesso i casi letterari arrivino dallestero...
Oh s! Pu andare a dire a tutti che in
America le persone sono interessate pi
agli autori italiani che a quelli americani.
In Italia appena stato pubblicato
Citt in fiamme di Garth Risk Hallberg e c molta attenzione su questo
autore nato in Louisiana alla fine degli
anni Settanta. Ci indica tre giovani
scrittori americani che lei ammira?
Direi Rebecca Curtis, che ha pubblicato un libro di racconti e sta lavorando al
secondo: credo che sar un libro importante. Mi piace molto anche Elif Batuman:
scrive una sorta di satira accademica, che
per anche una riflessione intellettuale
molto divertente sulla vita e sulla letteratura. Vorrei citare anche Yelena Akhtiorskaya, sebbene non sia nata negli Stati
Uniti. di Odessa ed un elemento prezioso che si aggiunge al gruppo di autori
emigrati dallex Unione Sovietica: il primo
stato Gary Shteyngart e da allora ce ne
sono stati molti altri, me compreso.
Ad aprile saranno trentanni dal disastro di Chernobyl...
Ritengo che sia un dramma trasformato in diatriba contro lUnione Sovietica
e contro luso di reattori nucleari per generare elettricit. La maggior parte delle
persone morte a causa dellesposizione alle radiazioni sono gli uomini inviati dal
governo sovietico a spegnere lincendio.
Problemi di inquinamento paragonabili a
quello di Chernobyl, seppure non dovuti a
radiazioni nucleari, sono presenti in centinaia di citt dellex Unione Sovietica. Se
vero che lUrss stata molto poco attenta
allecologia, altrettanto vero che i Paesi
che le sono succeduti non hanno dimostrato di essere interessati alla decontaminazione. Il comunismo responsabile
di ecocidio, ma probabile che nel complesso il capitalismo abbia distrutto pro
capite in modo pi intenso.
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16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Stanze

Libri Narrativa straniera

di Angela Urbano

Tutto lamore di Audre Lorde


Nera, lesbica, madre, guerriera, poetessa:
cos si defin Audre Lorde (1934-1992), autrice
americana impegnata nella lotta contro la
discriminazione e i pregiudizi di ogni genere e
da tempo icona della cultura queer. Gloria

Joseph, sua compagna di vita, la racconta in


The Wind Is Spirit: The Life, Love and Legacy of
Audre Lorde (Villarosa Media), una bioantologia che riproduce lo stile narrativo dei
griot, i cantori tradizionali africani.

Itinerari Il dublinese Brendan Behan un grande personaggio, prima che un grande scrittore,
del Novecento: ateo diurno, combattente dellIra, amante della vita e del bere, ha
lasciato pochi testi. Un irlandese in America uno di questi: con pagine e chiuse commoventi

Ti sono stato fedele. A modo mio


di FRANCO CORDELLI

Grayson Perry
(Chelmsford,
Inghilterra, 1960), Map
of Nowhere (blue)
(2008, acquaforte),
courtesy Paragon
Press and Victoria Miro
Grayson Perry

n Italia semidimenticato, semisconosciuto, Brendan Behan uno dei


grandi personaggi del XX secolo. Ho
detto personaggio e avrei dovuto dire scrittore. Ma per rispetto. lo
stesso Behan a cos descriversi descrivendo un suo pari, un suo confrre: Sarebbe
irriguardoso tessere le lodi delle splendide opere di Dylan Thomas, sebbene queste siano state offuscate dalle sue avventure come bevitore, ammesso che una bevuta possa essere definita unavventura, come di fatto . Cos egli scrisse, o meglio
proclam (ad alta o bassa voce, non sappiamo) in Un irlandese in America, ovvero
Brendan Behans New York, nel risvolto di
copertina definito straordinario ritratto
della Grande Mela (allinizio degli anni
Sessanta). Pure, non cos. I capitoli sono
s intitolati a luoghi della citt, Broadway,
Downtown, Uptown, Harlem, Bowery,
Chinatown, Staten Island; ma ci che prevale, ci che domina la scena sempre,
come nei libri precedenti, il prorompente,
lirresistibile personaggio che fu lo scrittore irlandese.
Come Dylan Thomas, egli ebbe vita breve, 41 anni, dal 1923 al 1964. Da due anni
aveva il diabete, mor per una crisi epatica,
pi dogni altro detestava la morte. La sua
fame, o meglio sete, di vita fu tale che mai
riusc a frenarla, non se ne poneva il problema, non pens mai di digiunare, di rinunciare. Lo zio, Peadar Kearney, lautore dellinno nazionale irlandese, il padre
fu un attivista repubblicano. Brendan a 11
anni abbandon per mutuo consenso
la scuola religiosa dove studiava: nazionalismo e cattolicesimo (la famiglia era cattolica, lui divenne un ateo diurno), non
riuscivano, o non potevano, convivere.

A 14 anni venne espulso da unorganizzazione che preparava i giovani a entrare


nellesercito repubblicano irlandese. Ma
due anni dopo fu arrestato a Liverpool in
quanto detentore di esplosivi e condannato a tre anni di carcere. Nel 1941 venne rilasciato ed espatriato con ordine di non rimettere piede in Inghilterra. Naturalmente cos non fu. Andava su e gi tra Dublino
e Belfast ma anche tra Irlanda e Inghilterra. Gi 5 mesi dopo il rilascio, durante la
commemorazione repubblicana della rivolta di Pasqua del 1916 spar in un cimitero di Dublino a due poliziotti, mancandoli, e fu condannato a 14 anni di carcere.
Abbandon le armi solo nel 1946, quando
usc di prigione per unamnistia postbellica.
Di questa parte della sua vita Behan ci
d testimonianza nel suo unico romanzo,
Ragazzo del Borstal del 1958, che con il
dramma Limpiccato di domani il capolavoro della sua arte di scrittore. Cos preciso perch gli altri due libri di cui disponiamo, Confessioni di un ribelle irlandese
(che ebbe in Enrico Terrinoni un traduttore deccezione nel 2003, come lo ebbe in
Luciano Bianciardi Borstal Boy nel 1961) e
Un irlandese in America (libro tradotto da
Riccardo Michelucci e che si avvale dei
bellissimi disegni di Paul Hogarth)
questi due libri sono dei talk books, raccolti e fedelmente registrati da unamica
inglese, Rae Jeffs: Brendan non mi perdon mai il mio essere inglese ma alla resa dei conti era una persona troppo nobile
per darci peso.
Brendan Behan, che aveva cominciato
da ragazzino, non scriveva pi, non ci riusciva. Dettava e correggeva, ecco perch i
tre libri di cui parlo, essendo cos tra loro
simili, sono cos diversi. Ragazzo del Borstal, per quanto autobiografico, ha lampiezza, la struttura, la scansione, il ritmo
di un vero romanzo. Confessioni perde,
per cos dire, in agilit, non vi sono pi i
dialoghi, brevi e incisivi, del romanzo, vi

lotta. Altro tratto


che ritorna la rivendicazione della
propria prima professione, quella di
imbianchino:
Behan ripete: sono
uno scrittore-imbianchino, ero un
imbianchino sono diventato uno scrittore
in questa ripetizione non c alcun orgoglio, non che il ricordo di un dato di
fatto.
E poi: nella prigione inglese vi una
imprevista clemenza. Ai detenuti che lo
desiderino si d in lettura un libro a settimana. Ed ecco, un po a sorpresa, nelle
mani di un sedicenne, Thomas Hardy,
Frank Harris, Edward Gibbon o, magnifica, sorpresa tra le sorprese, prima rifiutata e poi amatissima, Elizabeth Gaskell. La
voracit, ovvero il desiderio di bere, anche
in carcere illimitato e cos sempre sar, dentro e fuori. Pari solo alla repulsa
per lInghilterra e la sua corona. Ma che
un simile giovane uomo e i suoi compagni
di ventura di tutto arrossiscano, questo
davvero stupefacente. Tra una partita di
rugby e un incontro di pugilato, Brendan
nota il puritanesimo dei militanti dellIra
e degli irlandesi tutti, ed come se non
notasse in modo speciale il suo di gran
lunga il pi limpido, il pi cristallino.
Meravigliosa lironia di colui che allimprovviso si metteva a cantare qualche
canzone nel pieno di un qualsiasi discorso: Prima di uscire in compagnia di Guilfoyle, ebbi il tempo di dargli una risposta
nella lingua melliflua di Shakespeare,
Milton e Johnson! E meraviglioso il suo
understatement, appreso dai padri della
patria. Quando a Yeats fu comunicato che
aveva ricevuto il premio Nobel, egli con
quel fine pragmatismo, segno indelebile
di un vero poeta, replic: per lamor di
Dio, Smiley, si riprenda. Quanti soldi mi
danno?.

i
BRENDAN BEHAN
Un irlandese in America
Traduzione
di Riccardo Michelucci
66THAND2ND, pp. 168, e 20
Behan sar a Roma il 18 marzo
(Libri Come, Parco della Musica,
ore 18); a Milano il 21 marzo
(Bistr del Tempo Ritrovato,
ore 19) e il 2 aprile (Book
Pride, Base Milano, ore 14)

il racconto disteso, dalla sintassi pi composita per quanto semplice, dello story
teller: un uomo che ci sta raccontando,
proprio con la sua voce, quanto gli accaduto anni prima. Analogo, nella sintassi e
nella pacatezza (pacatezza di suono,
giammai di timbro, ovvero di clamore, di
contenuto) Un irlandese in America
che si potrebbe definire un reportage per
le descrizioni dei luoghi o delle persone
incontrate, comuni o celebri, da Norman
Maier e James Baldwin a Allen Ginsberg
, lo ripeto, un altro capitolo della vita
delluomo Brendan Behan, di professione
scrittore, narratore o drammaturgo che di
volta in volta sia.
Vorrei a questo punto ricordare dei tre
libri qualche tratto di particolare rilievo.
Ci che li accomuna il costante umorismo. Si penser: Behan irlandese, normale che sia un umorista. Ma un umorista
cos scanzonato, cos allegro, cos felice,
nemmeno in Irlanda mai ci fu. Lo era nelle condizioni pi disagevoli di vita, quando si vede scorrere il sangue, quando la
notte si sopraffatti dallodore degli uomini con cui si costretti a dividere la
stanza, quando sai che il giorno dopo sar
impiccato un tuo innocente compagno di

Il primo romanzo

Il Cocteau mai tradotto:


ecco Il Potomak

on era mai stato tradotto prima


in Italiano: Il Potomak il primo
romanzo di Jean Cocteau,
versatile, influentissimo esponente del
Novecento europeo pi che
esclusivamente francese. Pubblicato
nel 1919 quando lautore aveva
trentanni (era nato nel 1889 e sarebbe
morto nel 1963), costituiva per lautore
una sorta di premessa a tutta la sua
produzione successiva, che si trattasse
di libri come I ragazzi terribili
(considerato il suo capolavoro) o di
lavori per il palcoscenico o
cinematografici. Nella versione di Tania
Spagnoli, Il Potomak, che alterna testi a
una quarantina di disegni dello stesso
Cocteau, sar in libreria dal 31 marzo
per le Edizioni Clichy nella collana Gare
du Nord (pagine 240, e15).

A New York lo troviamo sulla stessa


sponda (nel sarcasmo), ma ormai su
unopposta sponda rispetto alla militanza
giovanile: Vorrei dire chiaramente che
non sono interessato alla politica n al
fascismo n al comunismo n al reumatismo ma la Statua della Libert, il secondo grande simbolo di una grande citt
realizzato da Gustave Eiffel, ha portato la
pace a diversi milioni di persone, dalla Siria a Connemara.
Questo incorruttibile duro, questo intransigente cultore della propria natura
(dei propri vizi), nella citt delle chiese,
che come vediamo tanto ammir, era solito cambiare nelle banche qualche dollaro in monete da venticinque centesimi
che poi davo a chi me le chiedeva, magari
per un caff. La maggior parte non se la
passava molto bene. Non solo. Brendan
Behan fu capace se non di propriamente
scrivere, di lasciare una pagina tra le pi
commoventi. Aveva conosciuto Beatrice.
Ascolta le sussurrai a bassa voce, domandandomi cosa dirle per non imbarazzarla, vedi, in realt sono una persona rispettabile. Non mi interessa se lo sei o
no mormor in risposta. Mi piaci cos.
Quindi ci sposammo nella chiesa del Sacro Cuore a Donnybrook, un mercoled, il
15 febbraio del 1955, e da allora a oggi le
sono sempre piaciuto. Quanto a me, quel
che posso dire : Ti sono stato fedele, a
modo mio.
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Stile

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Storia

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Copertina

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17

DOMENICA 13 MARZO 2016

Soglie

Libri Poesia

di Franco Manzoni

Meglio soli. Con un pianoforte


Sequenze sonore in forma di parole fra minime
gioie e tormenti. Una raffigurazione di realt e
visioni tra loro connesse che Valentina Colonna
traccia nella raccolta La cadenza sospesa
(Aragno, pp. 80, e 10). Nata a Torino nel 1990,

diploma in pianoforte e laurea in lettere


classiche, giunta alla seconda silloge edita,
lautrice analizza la solitudine come scelta
esistenziale. Un viaggio su ritmi, echi, trascendenze che fanno pensare a Ungaretti e Rebora.

Contemporanei La produzione dellautore piemontese si conferma lontana dallo stile discorsivo e


dalluniverso cittadino di matrice ambrosiana. Guarda a modelli altissimi (Omero, Dante,
Whitman...) e sperimenta un racconto dal periodare ampio. In Italia, solo Giuseppe Conte gli vicino

La piuma del Simorgh

di ROBERTO GALAVERNI

ebbene viva da molto tempo a


Milano, Roberto Mussapi non ha
risentito dei modi poetici in cui
si anzitutto definita la grande
metropoli neocapitalista negli
ultimi decenni: una poesia atonale, rasente la prosa discorsiva duso pi comune, il
riferimento esclusivo alluniverso cittadino, soprattutto piccolo-borghese, la diffidenza per qualsiasi registro in uscita da
un possibile italiano di grado medio se
non minimo. Con diverse eccezioni, prima tra tutte la poesia di Franco Loi.
Se si legge Mussapi avendo presenti
queste coordinate, si ha subito limpressione di trovarsi in un mondo completamente diverso. Potrebbe essere proprio
questa, del resto, la questione compositiva, ma anche critica, posta dalla sua poesia. La donna o luomo che seduti al tavolino di un bar o sulla poltrona di casa leggono un suo libro di versi, quale esperienza,
quale viaggio sono chiamati a compiere?
Potranno dire di trovarsi comunque coi
piedi per terra nella realt e nella lingua
del proprio tempo? Fin dai suoi inizi Mussapi ha guardato molto lontano da qui, ad
altri tempi e luoghi, a possibilit diverse
di poesia, a maestri distanti e inarrivabili.
Lo si pu riscontrare anche nella sua nuova raccolta poetica, La piuma del Simorgh
(Mondadori).

a luce non si attenua mai, si spegne.


Come luccello che conosciamo, per rinascere.
un inganno credere che qualcosa passi dal tempo
in cui fu pieno, a una senescenza.
Non c intervallo nel fuoco, c spegnimento
perch le braci si riaccendano, tu ti riaccendi.
Non era quello che avevo appreso un tempo,
lattenuazione della fiamma, il crepuscolo.
Non esiste un tempo intermedio,
tu passi e affoghi per rinascere,
questo gi scritto, nel fondo del mare,
impresso nelle cifre del corallo.
La vita che ti fece fu ambigua, e generosa,
tu le appartieni, sei tu che la fai vivere.

Ora che sta piovendo i passi si allontanano,


i tram sferragliano e sembra piover sempre,
ma c una porta, mai vista o spalancata di colpo.
Tu credi che il buio si avvicini, ma gi incombe
la notte e il sogno che ti prende e abbraccia.
Ognuno si culla in un sogno spesso debole e incerto
per la paura del mattino, del canto del gallo
quando le ombre cadono e tu viva
stai conducendo il globo al suo risveglio.
Non era quello che avevo appreso un tempo,
il lento divenire e la trasformazione del giorno
in una quiete muta, priva di stelle.
C solo, tu lhai svelato, un incessante fuoco che rigenera.

Il testo tratto dalla raccolta La piuma del Simorgh di Roberto Mussapi (Cuneo, 1952),
pubblicata da Mondadori nella collana Lo Specchio
C.d.S.

In viaggio da Venezia a Xanadu


Mussapi osa il suo canto epico

Per individuare il baricentro della sua


intenzione poetica necessario guardare
al contempo in due direzioni. Da una parte alla predilezione per i miti di fondazione o di rinascita, le vicende degli eroi, le
favole di formazione o diniziazione, e cos per il suo tema tra tutti fondamentale,
quello del viaggio. Dallaltra, allattrazione
per il genere epico: la narrazione in versi
alta se non sublime, il giro ampio del periodo, le improvvise contrazioni tragiche o
drammatiche, il discorso poetico capace
di raccontare con ritmo, solidit, pienezza, concretezza.
Se si considera il suo cantiere di scrittore in senso lato, si constater che ogni
operazione converge con grande coerenza
sempre attorno a questo asse: dalle poesie
in proprio alle numerose imitazioni e riscritture, dalle fiabe in versi al vero e proprio poema, allimportante lavoro di traduzione della poesia in lingua inglese. La
sua costellazione di riferimenti fa davvero
tremare le vene e i polsi: Omero, la classicit latina, la Bibbia, Dante e Foscolo, Mel-

i
ROBERTO MUSSAPI
La piuma del Simorgh
MONDADORI
Pagine 112, e 18

ville e Whitman, Coleridge, Eliot, Walcott,


Heaney, per ricordarne solo alcuni. esattamente questa possibilit espressiva che
Mussapi ha voluto per la propria poesia.
Da questo punto di vista, come per ogni
poeta che si rispetti la ricerca di un certa
realt di riferimento stata una cosa sola
con la ricerca di una lingua adeguata. Ma
questo dice anche dellassunto azzardato e
per certi versi impossibile con cui Mussapi ha dovuto giocoforza scontrarsi: la latitanza, la problematicit, lesistenza solo
per casi eccezionali di un genere epico o
epico-sublime nella nostra poesia, tanto
pi recente, a cui appoggiarsi.
In una tradizione poetica dalla fortissima tutela umanistica e letteraria come
quella italiana, sublime e realistico, retorica e naturalezza, epicit e senso delle cose, altezza e umanit, sembrano pi escludersi che sostenersi a vicenda. Lo si vede
spesso anche nei suoi versi. Sotto questo
aspetto il piemontese Mussapi ( nato a
Cuneo nel 1952) si confronta daccapo con
la stessa contraddizione una contrad-

dizione strutturale con cui a loro volta


gi si sono scontrati alcuni suoi illustri
conterranei, quali Alfieri, Pavese e Fenoglio (tempo addietro Gian Luigi Beccaria
ha fatto considerazioni molto pertinenti
su questo punto).
Con La piuma del Simorgh Mussapi
guarda ora soprattutto a Oriente, rafforzando cos i legami con la poesia del suo
principale interlocutore italiano, Giuseppe Conte. La piattaforma di lancio non a
caso Venezia, dove inizia e finisce un periplo conoscitivo e spirituale che ha come
meta provvisoria la leggendaria citt di
Xanadu, gi celebrata da Marco Polo e da
Coleridge: Torno allorigine, la quintessenza, la perla./ Da dove sono partito, Sestiere San Marco,/ sto ritornando a lei,
dentro il mio tempo.
vero per che il rapporto di per s
aperto, irrisolto, tra universalit e particolarit dellesperienza, su cui queste poesie
tante volte ritornano, tende spesso a risolversi a discapito dellhic et nunc, che viene
come schiacciato dal riferimento al gran-

de schema conoscitivo, alla cifra intera


del destino. Il discorso poetico perde in
questi casi in concretezza e consistenza,
come se risuonasse pi a vuoto. Il rischio
questo. Viceversa, non sar un caso, fluisce pi pieno e sicuro proprio quando il
particolare pu vivere nella libert di essere, come dire?, anche soltanto se stesso.
A ben vedere non si tratta comunque
dellalternanza tra poesie pi o meno riuscite, bens della tensione costitutiva tra
finitudine e assoluto, e allora di uno sforzo, di una spinta, di una colluttazione tra
qui e ovunque, tra soltanto adesso e sempre cos, riscontrabile verso per verso, parola per parola. Questa battaglia non pu
forse essere vinta. Qui sta a mio vedere il
tratto pi qualificante di queste poesie, e
anche il loro cuore, il loro onore.
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Stile

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Ispirazione

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Levento Luned 14 serata al Piccolo Teatro di Milano e letture nelle stazioni

accontare la propria idea di


poesia un atto di condivisione, la ricerca di un significato che proviamo a comunicare
al tu al quale gli stessi autori si
sono rivolti spesso con tanta intensit. Percorsi di-versi, levento organizzato in collaborazione
con la Lettura, prima di tutto
un omaggio: agli autori e alla
tradizione, al pubblico e ai lettori
che della poesia hanno cercato di
interpretare i temi pi profondi.
La serata, in programma luned
14 marzo alle 20.30 al Piccolo Teatro Grassi di Milano (via Rovello 2,
ingresso libero su prenotazione al
02/87387707 o rsvp@fondazionecorriere.it) e presentata dalla giornalista del Corriere Serena
Danna, nasce con lintento di

coinvolgere gli spettatori in un


percorso che dalla parola scritta
arriva a quella parlata, nel tentativo di evocare e portare alla luce i
temi che appartengono di solito
alla lettura individuale. Ospiti i
poeti Giancarlo Majorino e Guido
Catalano; Gino e Michele; il filosofo Salvatore Natoli; don Gino Ri-

SSS
Ospiti
Invitati autori,
filosofi ma anche
personaggi dello
spettacolo. E in
Galleria un flash mob

goldi; lo scrittore Andrea Vitali e


Nadia Toffa, conduttrice del programma tv Le Iene.
La lettura delle poesie, una per
ogni protagonista, accompagnata dalle illustrazioni dellartista
Giulio Peranzoni (che qui accanto
propone una interpretazione del
tema della serata), che elabora su
un computer i testi recitati tramite
opere proiettate su uno schermo.
La serata anticipata da due eventi in cui la presenza del pubblico
fondamentale. Il primo una
serie di letture nella metropolitana milanese in collaborazione con
Atm, composta da tre percorsi
organizzati sulle tre linee principali, ognuna della durata di un
quarto dora circa. Si parte alle
12.30 dalle stazioni Crocetta e

ILLUSTRAZIONE DI GIULIO PERANZONI

I versi prendono (anche) il metr

Lanza. Poi Cairoli, Missori e Moscova fino a San Babila, Turati,


Garibaldi e Porta Venezia. Protagonisti gli attori Simone Tangolo,
Lisa Capaccioli e Gilberto Giuliani.
Alle 18.30 invece il flash mob in
Galleria Vittorio Emanuele, sotto
la cupola, dove ogni partecipante
chiamato a portare il proprio
autore preferito e a leggerlo o
recitarlo.
Se Ungaretti considera ne Il
porto sepolto (1916) il poeta come
un palombaro dello spirito, il
protagonista di un viaggio che
nellio pi profondo raggiunge i
significati nascosti, per Montale
non siamo in grado di ottenere
una conoscenza definitiva e completa, nemmeno attraverso la
poesia. Atteggiamenti diversi ma
accomunati tra loro e coscienti di
un problema di fondo: ovvero, che
senza il tu, senza un interlocutore,
i versi non raggiungono il loro
fine ultimo.

Marco Bruna
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18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

DOMENICA 13 MARZO 2016

Post it

di Stefano Righi

Libri Sport

Ditelo al com
Forse lo avete in casa. Un figlio in et
adolescenziale, o anche pi giovane, che si
esprime a monosillabi, si proietta dentro uno
schermo touch e pi che a un essere umano in
formazione assomiglia a un com. Generazione

Sfide Emiliano Poddi


rigioca la finale olimpica
del 1972 che cambi la
storia del basket. Racconta
Usa e Urss sul parquet,
e subito dopo il trionfo
sovietico, e poi molti anni
dopo. Nessuno vince,
ma pu succedere che la
vita riservi delle sorprese

touch di Gary Chapman e Arlene Pellicane


(traduzione di Fabio Bernabei, Hoepli, pp. 232,
e 19,90) pu essere daiuto per preparare il
com a essere socialmente ricco ed evitare
che voi finiate schiacciati dalla sua indifferenza.

Fedi

I nuovi eroi
per unire i popoli
di DOMENICO CALCAGNO

ita sosteneva Jos Ortega y


Gasset nellOrigine sportiva
dello Stato soltanto quella
dellaspetto sportivo, il resto
meccanizzazione e puro
funzionamento. Potrebbe anche essere
eccessivamente definitiva la frase scelta
da Daniele Marchesini come apertura del
libro Eroi dello sport (il Mulino, pp. 245, e
16). Ma certo che lo sport, con le sue
dinamiche, leggi, sentimenti, un
perfetto terreno di coltura per eroi. Eroi
che compiono atti in fondo inutili, ma
capaci di muovere nazioni e smuovere
interessi enormi. Il campione, sostiene
Marchesini, pu rimpiazzare la chiesa, la
fabbrica, il teatro. Pu essere il prescelto
dei dittatori perch lo sport, come aveva
capito Mandela che sul rugby costru la
Nazione Arcobaleno, ha la forza di
cambiare il mondo. E per cambiare il
mondo servono persone speciali, eroi
appunto. Che Marchesini cerca e
racconta, spiegando perch non esistono
regole certe. Per diventare eroi non basta
vincere e a volte non neppure
necessario. Tutti conoscono Dorando
Pietri, che perse la maratona di Londra
nel 1908 perch squalificato dopo aver
tagliato il traguardo sostenuto da giudici
e tifosi. Nessuno conosce Johnny Hayes,
che quella maratona la vinse.

Olimpiadi di Monaco, 9 settembre 1972, finale di


basket Urss-Usa. Il numero 14 della squadra
sovietica, Saa Belov, esulta dopo il canestro della
vittoria (la partita si chiude 51 a 50). Sulla destra,
sempre con il numero 14 ma della formazione
statunitense, Kevin Joyce. Quello che pubblichiamo
uno dei rari scatti che ritrae entrambi i giocatori
al termine dei famosi tre secondi

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Tre secondi a volte durano per sempre


di MARCO IMARISIO

rei Sekunden. There


are three more seconds, three seconds
left. Quella voce metallica che scandisce il
tempo restante labbiamo sentita tutti, almeno una volta. Mancano ancora tre secondi, attenti. la sensazione che ti prende quando qualcosa dovrebbe essere finito, credi che lo sia, soltanto che invece non
finisce, e in un attimo, ma breve, si passa
dalleuforia a un rimpianto, piccolo o
grande non importa, che dura per sempre.
Ehi ragazzo, in fondo oggi siamo colleghi e quindi ti chiedo di non scriverlo cos.
Ma quella fu una ingiustizia, una vergogna, pure shit. La voce gli si incrin in
gola. Doug Collins si allontan scuotendo
la testa, quasi a rimproverarsi per esserci
cascato ancora. Era lestate del 2012, eravamo al bordo del parquet dove si stavano
disputando i primi turni del torneo di
basket dellOlimpiade di Londra. A 65 anni
appena compiuti era un uomo realizzato,
marito, padre, nonno. Un ex grande giocatore, poi un coach rispettato che aveva anche allenato Michael Jordan, infine commentatore ben pagato per il pi grande
network televisivo americano. Era tutto a
posto. Eppure non riusciva ancora a farsi
una ragione di quegli eterni tre secondi.
Cera qualcosa di irrazionale che gli veniva
fuori, un dolore vero, e vivo.
Ci vuole una sensibilit speciale, che
deriva dallesperienza, anche minima. Bisogna essere stati giocatori, avere provato
la frustrazione di una sconfitta immeritata, il senso della perdita di qualcosa che
avrebbe potuto definirti come una persona diversa, pazienza se non vero, conta
quel che provi. Bisogna svegliarsi al mattino, ormai uomini fatti, pensando ancora a
una palla che ballonzola beffarda sul canestro e poi esce. Emiliano Poddi stato un
giocatore, ed anche uno scrittore, uno
dei pi promettenti. Lui poteva raccontare
la finale di basket dellOlimpiade di Monaco del 1972, 9 settembre, Rudi-SedlmayerHalle, Usa-Urss, la partita pi drammatica
della storia del basket, con gli ultimi tre

secondi, Drei Sekunden, three seconds


left, fatti ripetere tre volte, creando un
tempo scaduto e onnipresente destinato
a condizionare per sempre la vita di chi
cera, anche quella dei vincitori. Perch sa
cosa significa, cosa si prova. E poi perch
quella lontana epopea dallesito drammatico, incongruente, disastroso tanto per i
vinti che per i vincitori, ha un significato
anche personale, nasconde un segreto di
famiglia.
Altrimenti come si spiegherebbe questattrazione per il fallimento, questa vocazione alla sconfitta che ho seguito con naturalezza prima correndo a perdifiato sui
campi di basket fino a consumarmi le ginocchia e poi, quando giocare non mi
stato pi possibile, rifugiandomi nelle
storie, vale a dire lunico posto al mondo
dove la sconfitta un valore e la felicit un
incidente di percorso. Le vittorie imperfette non una rievocazione di quei quaranta minuti cos spietati, ma un romanzo
che cerca invece di capire cosa resta di chi
li ha vissuti, e si chiede se in fondo sia davvero sempre possibile riparare i viventi,
trovare una consolazione, o una via di
uscita.
Il basket unaltra cosa, Skid. La frase
dello Svedese, ex campioncino del college
nella Pastorale americana di Philip Roth,
un fiore allocchiello dei malati di basket,
che vivono della propria diversit, perenni
prigionieri di un sogno quasi sempre
americano, sbeffeggiati in eterno da quelli
che vale pi un cross di Roccotelli di tutto
il campionato di palla al cesto. Il senso
letterale non rivendicativo, si tratta solo

SSS
Protagonisti
A segnare il canestro della
vittoria Saa Belov
A subirlo, Kevin Joyce
Non si salver nessuno dei
due, ognuno a modo suo

di una constatazione, ci si spacca le ossa


un po meno che a football, ma tant. Si
prende quello che viene, perch non sono
tanti i romanzi dedicati al basket, ma i protagonisti di due dei maggiori romanzi
americani del dopoguerra sono ex giocatori. Laltro lHarry Coniglio di John
Updike, che anzi ha preso il suo soprannome proprio a causa dei trascorsi nella
squadra liceale di Brewer, Pennsylvania.
Al cinema invece caduta e redenzione funzionano sempre, dal He got game di Spike
Lee al Basta vincere di William Friedkin,
anche se qualunque vero appassionato citer per primo Colpo vincente, piccolo
film con Gene Hackman ambientato nellIndiana dal panorama fatto di campi e canestri a perdita docchio. Il basket come
necessit scrive Poddi, e per qualcuno
davvero cos.
In una intervista ai tempi di Underworld, Don DeLillo ha detto una volta che il
basket ha un dinamismo e una drammaticit eccessiva per chi deve trasporla in un
racconto, meglio avere come fondale la
bassa intensit del baseball. Ma al tempo
stesso il basket pu servire a forgiare personaggi tormentati come lo Svedese e Coniglio. Non credete a chi vi dice che solo
gioia. Il travaglio interiore fa parte della
sua essenza. E della sua tremenda bellezza.
La fine nota. La giovane squadra statunitense raddrizza una partita ormai persa,
supera per la prima volta lUrss con due tiri
liberi segnati proprio da Doug Collins. Tre
secondi sul cronometro. LUrss non riesce
nemmeno a tirare. Partita finita. Ma a quel
punto comincia un tempo scaduto e onnipresente, la ripetizione di quel frammento residuo, dovuta a geopolitica, cospirazioni, semplice ottusit umana, fino
a quando lUrss non riesce a fare il canestro del sorpasso e di una vittoria storica.
A segnarlo Saa Belov. A subirlo, dopo
un vano tentativo di intercettare il pallone
lanciato dalla rimessa, Kevin Joyce, che
neppure appare, nello scatto che immortala quellistante. Lo slancio lo ha fatto atterrare oltre la linea di fondo, tagliato fuo-

i
EMILIANO PODDI
Le vittorie imperfette
FELTRINELLI
Pagine 304, e 17

ri dalla foto, dalla storia, da tutto.


Non si salver nessuno dei due, ognuno
a modo suo. Sono loro i protagonisti del libro, insieme allautore. Da una parte lo
spaesato russo destinato a una fine misera, idolo delle masse che non vuole essere
tale e forse per questo accusato di contrabbando, incarcerato, fino alla malattia
definitiva che se lo porta via nel 1978. Dallaltra il giovane americano per il quale la
frase adesso troppo tardi da quarantanni a questa parte ha un significato preciso che avvelena di malinconia il suo
sguardo sul mondo. Joyce arriva sentendosi cos alla vigilia del raduno dei reduci dei
suoi ex compagni di squadra in occasione
dellOlimpiade del 2012. Quarantanni dopo, come fosse ieri. Ma Joyce sceglie di
deviare per Losanna, dove in un caveau
dovrebbero essere custodite le medaglie
dargento che la squadra americana decise
di non ritirare disertando per protesta il
podio della premiazione. Quel tondo di
metallo minore rappresenta quel che diventato oggi. Gli appartiene.
Nel 1972, quando Belov comincia a correre esultando per il campo, lui volta le
spalle a tutto. Avrebbe smesso di crederci, non avrebbe pi legato la propria felicit a quello sport che praticava da sempre.
Di questo si tratta. Non diciamo altro. La
triste sorte di Belov scritta anche su
Wikipedia, e negli annali dellUrss. Quella
che Poddi riserva al suo Joyce si rivela simile alla vita avuta dal personaggio reale,
svelata durante un incontro bello e commovente con lautore. Le vittorie imperfette non un libro sul basket, ma una storia
di basket che celebra la nostra sorprendente capacit di credere ancora alla vita,
di darsi ancora unaltra possibilit, nonostante le ingiustizie, i drei Sekunden destinati a durare allinfinito, nonostante tutto.
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20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Mani in alto

Libri Narrativa italiana

di Roberto Iasoni

Spaventi da lapponi
La Svezia del 1717, pi fredda e cupa di quanto si
possa immaginare. Lombra del Blacksen che
incombe sulla valle. Maija, Paavo e le loro figlie
Frederika e Dorotea. La scoperta del cadavere
mutilato di un vicino: lupi o uomini? Maija

indaga, portandoci con s in un viaggio crudele e


ipnotico, carico di suspense, alle radici del thriller
nordico. Un inverno da lupi (traduzione di Daniela
Di Falco, Newton Compton, pp. 384, e 12) il
romanzo desordio della lappone Cecilia Ekbck.

Recuperata da Simona Morando, esce la prima versione di un importante romanzo dellautore ligure
Diversi i tratti dei personaggi, diversa latmosfera. Con attenzione alle differenze tra le generazioni

Tesori

Roberto Plate (Buenos Aires,


1940), Sin ttulo (1980, acrilico
su tela). Il Museo di Belle Arti di
Buenos Aires gli dedica una
monografica (fino al 27 marzo)

di FRANCESCO CEVASCO

n privilegio raro ha avuto la prof


Simona Morando. Quello di scovare negli scartafacci lasciati da
Francesco Biamonti la prima stesura di quel capolavoro che sintitola Langelo di Avrigue. Il romanzo venne
pubblicato da Einaudi nel 1983. Fortemente
lo volle Italo Calvino. Lesse il dattiloscritto e
se ne innamor. Tanto che si spinse a scrivere un testo per la quarta di copertina, il
miglior riassunto che si potesse fare del
libro: Ci sono romanzi-paesaggio cos come ci sono romanzi-ritratto. Questo vive,
pagina per pagina, ora per ora, della luce
del paesaggio aspro e scosceso dellentroterra ligure, nellestremo suo lembo di Ponente, al confine con la Francia. La voce narrante quella di un marinaio che non prova
nessuna impazienza dun nuovo imbarco
(patisce il male del ferro, langoscia che la
lamiera dei cargo trasmette durante le lunghe traversate) ma anche se ama la sua terra
pi del mare, la gioia che ne trae gli sa sempre damaro Come seguendo una tacita
morale libertaria, il protagonista si rifiuta di
giudicare il modo in cui ogni individuo
spende la propria vita: ma vorrebbe comprendere cos quella spinta di autodistruzione che si sente nellaria; e i suoi andirivieni lo portano a indagare sulla morte misteriosa dun giovane.
Il marinaio Gregorio. E Gregorio
(almeno in gran parte) Biamonti. Biamonti
mai stato marinaio ma dei marinai sapeva
tutto. Lo era stato suo fratello. Ne aveva incontrati e frequentati dozzine nei locali al
confine e, soprattutto, appena di l del confine con la Francia. Gente che quando sbarcava, nellattesa di riaffrontare il vento largo
di un mare senza tempo, provava una infantile allegria a incrociare lo sguardo di una
donna troppo truccata che lo inebriava con
parole di finto amore. Il giovane JeanPierre. Un ragazzo bello e dannato con cui
Gregorio sincontrava al Bar dellOlandese:
un bel posto su uno sperone quasi sempre dorato e ventoso. Jean-Pierre non ne
cosciente ma rappresenta, agli occhi e alla
mente di Gregorio, il mistero. Il mistero del
confronto (non necessariamente conflittuale) tra generazioni. Il mistero della droga, della lotta armata, della malattia fisica,
del suicidio (o dellomicidio?).
In questo labirinto Gregorio-Biamonti
saggira. E saggira per dieci anni prima di
diventare il protagonista-autore del libro.
Sono i dieci anni dentro i quali Simona Morando investiga. E scopre Il romanzo di Gregorio (Il canneto editore).
Ecco la trama come la racconta la prof:
Un uomo sbarca a Barcellona dopo molto

Il paese natale

Vivere e creare
a San Biagio della Cima
Francesco Biamonti nato a San
Biagio della Cima, in provincia di
Imperia, nel 1928 . L ha vissuto quasi
sempre, in una casa che era stata un
fienile, e che aveva trasformato in
unofficina aperta sulla campagna.
Da l il paesaggio ligure irrompe nei
suoi romanzi. Diplomato in ragioneria,
aveva vagabondato per un certo
periodo attraverso la Spagna e la
Francia, negli anni Cinquanta, prima di
dedicarsi alla scrittura. morto a San
Biagio della Cima nel 2001 mentre
lavorava a Il silenzio, uscito postumo
da Einaudi.

Il primo volo (gi nel burrone)


dellangelo di Biamonti

i
FRANCESCO BIAMONTI
Il romanzo di Gregorio
IL CANNETO EDITORE
Pagine 303, e 18

tempo passato sul mare; attraverso la Francia torna a casa, nellentroterra dellestremo
Ponente ligure. Affronta i suoi fantasmi (la
madre morta in sua assenza), i suoi uliveti, i
ritmi e i personaggi del paese, la sua solitudine. Stringe amicizia con Edoardo, un vecchio contadino, conosce le persone che sostano nel nuovo Bar dellOlandese: Martine
Terboorch, suo figlio Jean-Pierre. Questultimo diverso dagli altri giovani che frequentano il bar, solitario, inquieto, vitale e
funereo nello stesso tempo. Gregorio si lega
in strano modo a lui, mentre cerca di stabilire una relazione profonda con una donna,
Lora, pur sapendo che le distanze tra le persone sono ineliminabili. Mentre particolari
della vita di Jean-Pierre emergono (la droga,
le ronde notturne), il ragazzo viene trovato
morto in fondo a un burrone. Suicidio o
omicidio? Gregorio comincia una sua investigazione privata che lo porter a parlare
con la ragazza di Jean-Pierre, con un suo
amico, con un medico a Nizza, tappa del
suo wandering (del suo vagare sconnesso,

ndr) inutile, finch la madre non gli riveler


che Jean-Pierre era malato terminale e che
non aveva voluto aspettare la morte.
Ma il vero Langelo di Avrigue un po diverso. Intanto il paesaggio si scarnifica di
pi. E diventa tuttuno con gli esseri umani.
Il prete che ansima per correre (per piano)
a dimostrare che il giovane morto non suicida (Disgrazia comunque, disse il buon
prete. Voleva premunirsi contro il divieto di
funerali religiosi. Sovente il prete pi illuminato dei fedeli), suda bagnato come un
ritano (ruscello). La gente del paese abituata a condividere le sofferenze del San Sebastiano trafitto, della Nostra Signora dei Dolori, dellAlbero del Martirio, dellAngelo
con il capo fracassato da un improbabile
bombardamento dura come un invernenco (il terreno che si irrigidisce quando fa
freddo). Ma se deve ascoltare una bestemmia lo fa in maniera elegante: Tron de Diu,
che nel contorto dialetto del Ponente ligure
significa tuono di Dio ma anche molto altro.

Gotico Mario Baudino rivitalizza un genere contaminandolo anche con lironia

Mistero in biblioteca, il titolo lo scrivono i lettori

Per farla breve: LAngelo di Avrigue che


tutti noi (fortunati) conosciamo un tragico inno alla sottigliezza (oggi si direbbe precariet) della vita, alla sua insignificanza, alla impossibilit di coniugare Essere Umano
e Respiro della Natura. Un problema che vale per tutte le generazioni: passate, presenti,
future. Invece Il romanzo di Gregorio che Simona Morando ci ha donato di conoscere
consumava nel suo protagonista le incertezze e i dubbi e le ferite dellincomunicabilit tra le generazioni.
Per fortuna che Biamonti ha passato un
quasi decennio a cancellare e a riscrivere sopra le sue parole altre simili ma diverse
parole. E ci ha raccontato finalmente
che il problema non sono le generazioni
(che come si dice dalle sue parti si litigano) n i presupposti storici, filosofici e poetici, ma limpossibilit di inseguire la fatica
di Sisifo, perch impossibile guadagnarsi
la salvezza. Almeno (ma Biamonti sapeva
che non c un almeno) su questa terra.
RIPRODUZIONE RISERVATA

di CHIARA FENOGLIO

na bislacca nobildonna,
proprietaria di unenorme
biblioteca, nomina suo
erede universale un professore
che nemmeno conosce: unico
merito del beneficiario pare quello di avere scritto un saggio su un
libro misterioso a cui la contessa
sarebbe stata molto affezionata. Il
guardo della farfalla il titolo di
questo romanzo. O forse Il guado
della farfalla, chiss: lenigma
irrisolvibile perch il fantomatico
testo risulta mancante in tutte le
biblioteche italiane, come se fosse stato sottratto dalle masche,
figure della mitologia popolare
piemontese dedite a scherzi notturni e piccoli sortilegi. Della

ricerca vengono incaricati tre


cacciatori di libri, titolari di una
improbabile cartolibreria di un
piccolo paese di montagna.
Nel nuovo romanzo di Mario
Baudino gotico, detective story,
thriller, triangolo amoroso, tradizioni popolari piemontesi e celtiche trovano un singolare e originalissimo punto di incontro.
Nero Wolfe e Sherlock Holmes,
Edgar Allan Poe e Tolkien, Goffredo di Monmouth ma anche DAnnunzio, Goethe e Dumas, oltre a
un riferimento quasi esplicito alle
vicende del terrorista Cesare Battisti, sono solo alcuni dei fili che
il lettore pu tirare a suo piacimento e per suo divertimento.

Per Baudino i libri sono labirinti, ma labirinti in continua


costruzione. Come i pezzi di un
mosaico, essi costituiscono i mattoni della narrazione, dove ogni
tessera necessaria per scongiurare il rischio di perdita perch,
come la manzoniana biblioteca di
don Ferrante che fin su per i
muriccioli, anche Il guardo della
farfalla depositario di una memoria che va preservata: Avevo
diritto ai miei libri, ma soprattutto ai miei appunti, agli abbozzi
[] alla giovinezza se proprio
volete saperlo dichiara uno dei
misteriosi coprotagonisti perch qui ci sono i miei entusiasmi
di allora, le cose migliori che ho

scritto e pensato. La vita dei libri


(e nei libri) vale almeno quanto la
vita vissuta e ben lo sa il narratore, un moderno Sancho Panza per
il quale passa poca differenza tra
unindagine poliziesca e unindagine critico-filologica, un novello
Watson che segue le deduzioni
del suo capo e i suoi tic linguistici
con curioso scetticismo.
Baudino dosa con sapienza gli
ingredienti, ammicca al lettore
erudito e mescola riferimenti di
natura diversa in un mosaico
multicolore. Il gothic novel, come
un manichino logoro, viene rivisitato con le tonalit brillanti e
smagate dellinchiesta; tra ricerche condotte con laiuto di Google

MARIO BAUDINO
Lo sguardo della farfalla
BOMPIANI
Pagine 237, e 17

e riunioni notturne rese pi solenni da una bottiglia di barolo


chinato, ci che Baudino pare
dirci che i fantasmi che animano la biblioteca sono prima di
tutto i fantasmi del nostro passato.
Il disegno del romanzo emerge
gradualmente, i dettagli si ricompongono via via e i fili dellindagine si sciolgono senza che tuttavia
il puzzle arrivi a compimento:
allambiguit del titolo, che si
rifrange in tre forme (guardo,
guado, sguardo) si aggiungono
altre lacune. Sono i titoli dei singoli capitoli, volutamente assenti:
Baudino li ha sostituiti con spazi
bianchi, invitando i suoi lettori a
completarli in un festoso e collettivo entertainment.
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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

DOMENICA 13 MARZO 2016

Segnali di fumo
di Alessandro Trevisani

Esistenze

Tex Willer incontra Egon Schiele


Tex e Tiger Jack inseguono i banditi che
hanno rapito una donna e due hopi. I malvagi
vanno a Sombra Verde, un pueblo che
nasconde un prezioso segreto, nel Deserto
dipinto dellArizona In Tex. Painted Desert

(Sergio Bonelli Editore, pp. 52, e 8,90), su testi


di Mauro Boselli, la colorazione in digitale d
smalto alle chine sulfuree di Angelo Stano,
che richiamano il tratto di Egon Schiele, tra
canyon, grotte e inquietanti leggende indiane.

Deborah Gambetta monta in una struttura circolare un fatto di cronaca nera, tanto efferato quanto
normale. Intorno una (ex) campagna spogliata della sua identit come le persone che la abitano

A piedi nudi sottozero. Poi pi nulla


di CRISTINA TAGLIETTI

on si allontana dai suoi sentieri narrativi Deborah


Gambetta, classe 1970, torinese trasferita a Ravenna
che, fin dallesordio nel
2003 con La colpa (Rizzoli), esplora il
cuore nero delle relazioni famigliari,
lindicibilit del dolore, la distanza incolmabile che, giorno dopo giorno, si
scava con chi si amato, le tracce del
fallimento marchiate a fuoco sulla pelle
delle persone che ci sono state vicine.
Nel nuovo romanzo, Largine, pubblicato da Melville nella collana Gli Impossibili diretta da Andrea Caterini, la
scrittrice si butta, con buona dose di coraggio, in una materia disturbante e pericolosa, senza filtri n ipocrisie, raschiando sotto la superficie (ma evitando di farsi inghiottire) di quello che potrebbe essere soltanto un articolo di
cronaca nera. Quello che c da sapere
sulla storia detto subito, in una pagina
che viene prima del primo capitolo: Li
ha uccisi tutti. entrato nella casa e li
ha uccisi tutti a colpi di fucile. Prima i
genitori di lei, poi lei, infine suo figlio
di tredici anni.
Una strage, una fuga a piedi scalzi
sullargine di un torrente, a temperatura sottozero e con i campi bianchi di
ghiaccio, un cane meticcio, brutto e
spelacchiato, a fargli compagnia. Finch, allalba di Natale, i lampeggianti
blu della polizia annunciano che tutto
finito. Il libro si apre come si chiude, in
una circolarit che contiene il tempo di
una vita, una dimensione solida da
spezzettare in segmenti per capire che,
in realt, tutto gi finito da tempo, come se il crollo del matrimonio, la dissoluzione della famiglia fossero soltanto
la cupa eco ritardata di ci che dentro
era gi polvere e macerie.
Lesistenza di Sandro, veterinario
mancato (come veterinario il protagonista di tutto a posto, il libro precedente edito da VerdeNero, dove il tema
del dolore animale si intreccia con le vicende di un uomo che ha perso un figlio), muratore nella ditta del suocero
prima e, dopo la separazione, operaio,
scandita dai tempi della fabbrica di
succhi di frutta in cui lavora dove il
caporeparto gli parla di gestire i tempi,
ottimizzare, usufruire e dagli appostamenti per controllare la nuova vita
della ex moglie. Nel tentativo non di ricominciare ma di definire la traiettoria
di un processo di divergenza, di articolare limpressione di estraneit. Appo-

i
DEBORAH GAMBETTA
Largine
MELVILLE EDIZIONI
Pagine 288, e 16,50

SSS
Ugo Rondinone (1964),
Vocabulary of Solitude (2016,
installazione) al Museum
Boijmans van Beuningen di
Rotterdam fino al 29 maggio

Il protagonista
Sandro un veterinario
mancato, operaio, separato
dalla moglie. Nella sua vita
non tutto sembra perduto.
Finch non trova un fucile

stamenti fuori casa a cui poi si aggiungono appostamenti dallappartamento,


in una replica senza glamour de La finestra sul cortile, dove al posto del teleobiettivo di James Stewart c il mirino
di un fucile. Sandro lha trovato nel garage del padre cacciatore, morto quando lui era adolescente e, come sanno
tutti gli sceneggiatori, se ad un certo
punto compare un fucile, prima o poi
sparer.

Gambetta maneggia con grande cura


la vita di questuomo dove non tutto
sembra perduto: nella desolazione della routine, dove anche vedere il figlio
tredicenne una lotta persa in partenza
contro lapatia, la noia, la riluttanza che
dimostra allidea di passare del tempo
con il padre, vengono piantati semi di
rapporti umani. Il vicino di casa a passeggio con il cane diventa una specie di
amico con cui bere vino cattivo nella
sua vecchia cascina venduta per trasferirsi nella villetta costruita su quello
che era un campo di patate. Said, ultimo nella catena alimentare della fabbrica in ragione del suo essere extracomunitario, un compagno con cui fumare una sigaretta nei bagni. E poi c
Eva, la collega che legge Camus, che oltre a lavorare in fabbrica si prostituisce
e che di lui si innamora. La porta che
sembra aprirsi su una nuova vita resta
tuttavia ostinatamente chiusa.
I tasselli emergono poco alla volta,
quasi disseppelliti, mentre la figura di
Sandro si definisce con i suoi pieni e i
suoi vuoti: la morte drammatica del padre, la rinuncia alla laurea in veterinaria, il lavoro duro nei cantieri per sposare la figlia del padrone rimasta incinta.
La scrittrice cala tutto in quel triangolo di terra delimitato da Bologna, Ravenna e Ferrara e se ti allontani dai vertici ti ritrovi in campagne che non assomigliano a niente, tagliate da strade
provinciali e rotatorie, dove le multisale
con luci abbaglianti e musica anonima
il sabato sera si riempiono di una marea
malsana di persone. Un paesaggio che
, al tempo stesso, personaggio. La sorregge uno stile asciutto, spolpato, fatto
di frasi brevi e di dialoghi secchi, una
scrittura dura e pietosa ma non accomodante. Luso di espressioni dialettali
non pura colorazione linguistica ma
espressione necessaria di una provincia
una volta contadina e ora fatta di operai, muratori, pensionati.
La terza persona che regge tutta la
narrazione talvolta interrotta da pagine in corsivo in prima persona, una sorta di diario del disagio che mette a nudo
i pensieri e quel grumo oscuro, esplosivo che pu, di colpo, annientare tutto.
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22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Con il Patrocinio del Consolato


Generale degli Stati Uniti a Milano

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

DOMENICA 13 MARZO 2016

Sushi style

Libri Saggistica

di Annachiara Sacchi

La prima volta di una occidentale


Per la prima volta in 74 anni, una donna
occidentale, la ventisettenne norvegese Annette
Hansen, parteciper al Festival dei ciliegi in fiore
di Tsubame (17 aprile), nella prefettura di Niigata.
La giovane, che vive a Tokyo, stata scelta per

interpretare il ruolo della oiran, cortigiana del


pediodo Edo (1603-1868). Annette e altre due
donne (del luogo) guideranno la parata
indossando i sandali tradizionali, 15 centimetri di
zeppa, e un costume pesante circa 30 chili.

Contaminazioni Il carteggio tra il fisico Wolfgang Pauli e lo psicoanalista Carl Gustav Jung
mostra quanto sia mobile il confine tra branche del sapere in apparenza distanti
Entrambi gli autori sono ossessionati dallintrusione del male nella natura e nella storia

Stanotte ho sognato due neutrini


di GIULIO GIORELLO

ella prima parte della


mia vita io sono stato
con gli altri un diavolo
freddo e cinico e un fanatico ateo, nonch un
intellettuale illuminista: cos scriveva in
una lettera del 24 maggio 1934 il fisico Wolfgang Pauli al suo analista Carl Gustav Jung. Il
paziente vedeva il rischio da una parte di
una tendenza alla criminalit, alla rissa (che
avrebbe potuto degenerare in omicidio),
dallaltra di un eremitaggio fuori dal mondo... con stati estatici e visioni. E aggiungeva: Il senso della mia nevrosi consisteva
quindi nel proteggermi dal pericolo del capovolgersi nel contrario. Wolfgang era un
paziente di ampie vedute: quel pericolo
minaccia non soltanto me, bens la nostra
intera civilt. Gli anni gli avrebbero dato
ragione: dalla ferocia del Terzo Reich a Hiroshima. Nel gennaio del 1932 a Pauli era stato
consigliato dato il suo comportamento
notturno da canaglia di rivolgersi a
Jung dal padre. E come ricorda (1935) Jung
in persona, io lo mandai da una dottoressa
che era allora una principiante... E lei gli disse di sorvegliare i suoi sogni.
Pauli nel 1928 era diventato professore di
fisica teorica al Politecnico di Zurigo. E, prima di andare in cura presso la giovane e volonterosa Erna Rosenbaum, aveva gi formulato il principio di esclusione (per cui
nel 1945 sarebbe stato insignito del Nobel
per la fisica), che consentiva finalmente di
interpretare in modo chiaro e distinto la tavola di Mendeleev degli elementi chimici. Il
principio si riferiva inizialmente agli elettroni di un atomo, dichiarando che essi non
potevano occupare lo stesso stato quantistico. Wolfgang alla fine del 1930 indirizzava
una lettera alle care signore e signori radioattivi (che tenevano un convegno a Tubinga) per segnalare la necessit di prendere in considerazione lesistenza di una nuova particella (che obbediva anchessa al
principio di esclusione) e che battezzava
neutrone. Scelta terminologica poco felice: i neutroni di cui tratta abitualmente la fisica subatomica sono altra cosa; quelli postulati da Pauli sarebbero invece diventati
noti come neutrini e sperimentalmente individuati solo nel 1956. Wolfgang festegger
la notizia con una buona bevuta.

Nulla in confronto alle sbronze della sua


prima met di vita! Per, dobbiamo agli
eccessi di questa la vigilanza dei propri sogni che doveva spingere il fisico alla scrupolosa registrazione di pi di un migliaio di essi. Tornato con Jung nellautunno del 1932,
inizi una corrispondenza che esordisce
con scarni accenni agli appuntamenti per
diventare uno scambio crescente di ipotesi
su psiche e natura, destinato a durare pi di
25 anni. Ne doveva nascere un importante
volume, curato in tedesco da Carl Alfred Meier (1992) e poi tradotto in spagnolo, francese e inglese. Finalmente appare in italiano,
grazie alla cura attenta e appassionata di
Antonio Sparzani (con la collaborazione di
Anna Panepucci): Jung e Pauli, Il carteggio
originale: lincontro tra Psiche e Materia
(Moretti & Vitali). Qui sono la descrizione
dei sogni di Wolfgang e il suo stesso commento a fornire limpalcatura per unavventura che muove dalla spiegazione fisica allinterpretazione in termini di psicologia del
profondo. Per esempio, cos Pauli riferisce il
sogno del 12 aprile 1955: Sono in California... si trova l... un laboratorio... vengono
eseguiti degli esperimenti, una voce dice:
con due neutrini. Arrivano alcuni luminari
di diverse discipline. Anzitutto C.G. Jung
che, in anticipo rispetto agli altri, imbocca
le scale spedito come una donnola; seguono due fisici e un giovanissimo biologo.
Pauli ha una chiara immagine del suo analista, ma meno degli esperimenti! Uno dei fisici gli dice che si tratta di una reazione nu-

Theo Kaccoufa,
Neutron Blossom
(2013): lartista
londinese da sempre ha
esplorato la possibilit
di raccontare
il mondo della fisica
con le sue sculture

cleare; comunque,
Wolfgang lascia il laboratorio per viaggiare in auto insieme
con una donna, la
sconosciuta di tanti
altri suoi sogni. I due
si lasciano alle spalle
i colleghi e infine si
fermano in un luogo molto bello. indubbio che il sogno sia stato molto piacevole; Pauli lo interpreta come la celebrazione di una sintesi tra psicologia analitica, fisica e biologia. E aggiunge che i due neutrini potrebbero in via sperimentale venir
tradotti come due contenuti inconsci... in
interazione solo molto debole con la coscienza.
Questa commistione di linguaggi (fisica,
con qualche accenno alla biologia, e psicologia del profondo) nasce dalla convinzione
che qualche anno prima Pauli aveva cos
espresso: Loccuparsi dei sogni esso stesso un esperimento: viene anzitutto registrato prima del risveglio, poi associato, riflettuto. Da ultimo, esercita una retroazione sullinconscio, che si esprime di nuovo... nellimmagine del laboratorio. Gi prima
(1953) Jung aveva dichiarato a Pauli che da
nessuna parte noi possiamo raggiungere
una verit pi complessa di quella fornita,
per lappunto, dallimmagine come noi la
concepiamo. Perci sostengo che noi siamo
praticamente rinchiusi nella psiche, per
quanto possiamo estendere la nostra prigione fino alla vastit del mondo.

CARL GUSTAV JUNG


WOLFGANG PAULI
Il carteggio originale:
lincontro
tra Psiche e Materia
A cura di Carl Alfred Meier
Edizione italiana
a cura di Antonio Sparzani
con Anna Panepucci
Traduzione
di Giusi Drago
MORETTI & VITALI
Pagine 392, e 30

ESSERE LEONARDO DA VINCI


unintervista impossibile

UNO SPETTACOLO DI E CON

MASSIMILIANO
FINAZZER FLORY
La vera storia
di Leonardo a teatro.
I suoi segreti, il metodo
di lavoro, le sue passioni,
i consigli di una vita.

Inizio tourne italiana dal 15 Aprile,


Teatro della Misericordia, Vinci
Tourne internazionale:
SABATO 19 MARZO,
MOSCA, ore 19:00
TEATRO NASTRASTOM
con la partecipazione
di Inna Bazhenova
LUNED 21 MARZO,
SAN PIETROBURGO, ore 19:00
TEATRO DELLERMITAGE
con la partecipazione
di Dmitrij Ozerkov
MARTED 22 MARZO,
SAN PIETROBURGO, ore 20:00
ERARTA MUSEUM

www.nazzerory.com

Non si tratta n di ridurre ci che psichico alla fisica n ci che fisico alla psicologia. Ci che elaborano Jung e Pauli come scrive Sparzani la ricerca assidua e
ostinata di un terreno comune, pur muovendo da discipline anche molto diverse:
per Pauli fisica ma pure chimica e biologia,
senza dimenticare una notevole competenza matematica; per Jung la nuova disciplina
che lui stesso ha costruito e che con la concezione dellinconscio collettivo si protende verso lantropologia culturale e la storia delle idee (senza dimenticare il grembo
buio degli archetipi). Si tratta di unavventura nei territori del razionale e dellirrazionale, il cui confine elusivo e mobile,
non solo come quello tra le varie discipline
ma anche come quello tra bene e male.
Chi legger il carteggio sar forse sconcertato dalle provocazioni del fisico come da
quelle di Jung, di 25 anni pi vecchio di lui.
Entrambi si ritrovavano ossessionati da
quella che non pochi teologi chiamavano
lintrusione del Maligno nella natura e nella
storia. Scriveva nel 1953 Pauli a Jung: larchetipo dellinterezza dellessere umano ci
da cui la scienza della natura... prende la sua
dinamica emotiva. A ci corrisponde il fatto
che allo scienziato di oggi, diversamente
che ai tempi di Platone, il razionale appare
sia come bene sia anche come male. E aggiungeva che scoprendo fonti di energia di
proporzioni prima insospettate, che possono essere impiegate sia a fin di bene che a
fin di male proprio la fisica produceva un
acuirsi dei conflitti morali sia nelle nazioni
che nellindividuo. Per questo non bisognerebbe smettere di sorvegliare anche i
propri brutti sogni. Mi viene in mente il rimprovero che il procuratore distrettuale di
New York rivolge al geniale investigatore
Philo Vance (nei gialli firmati S.S. Van Dine,
pseudonimo di W.H. Wright): Tu stai sognando. Ma lui subito ribatte che senza sognare non si saprebbe come pensare e agire.
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24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25

DOMENICA 13 MARZO 2016

Libri Ragazzi
Pierdomenico Baccalario e Tommaso Percivale
hanno raccolto le cinquanta avventure che i
ragazzini dovrebbero vivere prima dei 13 anni

Fabbricare un bastone (esperienza 13), rotolare


da una collina (19), prendersi un acquazzone (41)
Le illustrazioni sono di AntonGionata Ferrari

Sesto: scoprire la forma delle nuvole


di SEVERINO COLOMBO

Il manuale

Il segreto: avere voglia di giocare


Astenersi musoni o rompiscatole

Imparare 5 nodi. Gli uomini primitivi usavano le corde per catturare gli animali, difendersi dai pericoli, fabbricare oggetti duso
e accessori. A quel tempo sapere o no fare nodi poteva diventare
una questione di vita e di morte. Per fortuna oggi le cose non
stanno pi cos ma imparare a intrecciare corde a regola darte
pu rivelarsi utile per gli avventurieri. La missione 4 prevede di
imparare intrecci di tipo diverso. Come il nodo savoia, prezioso nel caso in cui abbiate un fratello ficcanaso e vogliate tenere al
sicuro i vostri segreti. O il nodo gassa damante, usato per appendere le cose (e tenerle fuori dalla portata di una sorella impicciona). Infine, con il nodo paletto si fissa una bandiera allasta.

Non occorre essere alti, n atletici,


non serve saper giocare a palla, n
essere pi intelligenti, allenati o furbi
degli altri, non serve saper essere
spericolati. Lunica condizione per
(provare a) diventare un perfetto
avventuriero avere voglia di
giocare. Certo, prima di diventare un
avventuriero (con tanto di certificato,
vedi in alto nella pagina) bisogna fare
pratica... Ecco otto missioni
possibili. Il resto lo trovate ne Il
manuale delle 50 avventure da vivere
prima dei 13 anni, ideato, scritto (e
provato c da giurarci) da
Pierdomenico Baccalario e Tommaso
Percivale con le illustrazioni di
AntonGionata Ferrari (pp. 240,
e 15,50, dai 10 anni). Avvertenza:
astenersi musoni o rompiscatole,
chi fa le cose con poca voglia mette a
rischio missione e divertimento.

Riconoscere 10 nuvole. Tra le missioni che i volontari dellavventura devono portare a termine la numero 6 la pi... comoda. Per
realizzarla, infatti, occorre cercare una superficie soffice allaperto su cui sdraiarsi (come un prato), mettersi un filo derba tra le
labbra con fare pensieroso, guardare il cielo. E da quella posizione provare a fantasticare su che forma hanno le nuvole: un cane...
un drago... unastronave... una dentiera. Dopo un po di pratica
riuscirete non solo a immaginare i profili delle nuvole ma anche
a farli interagire, costruendo delle storie: quella del cane che per
sfuggire al drago fin su unastronave con destinazione Marte
che, per, venne ingoiata da unenorme dentiera...

Fabbricarsi un vero bastone. Corniolo, sambuco, olmo e maggiociondolo: sono questi i legni migliori da cui ricavare un bastone e cos portare a termine la missione 13 del Manuale. Guai a
staccare un ramo direttamente dallalbero: ogni baby-avventuriero sa che il legno tenero e fresco non adatto. Meglio cercarne
uno gi caduto nel bosco. Quanto deve essere lungo? Quanto
grosso? A che altezza impugnarlo? Troppe domande. Come per
Cenerentola con la scarpetta o per Harry Potter con la bacchetta
magica capirete da soli quando avrete in mano il bastone giusto
per voi. Poi potrete divertirvi a personalizzarlo.

Rotolare gi da una collina altissima. Tranquillizzate subito i


genitori pi apprensivi: per la missione numero 19 basta una collina, non si parla di una montagna quindi nessuno vi chieder di
scendere a ruzzoloni dal Monte Bianco o dallEverest. Certo raccontare, a impresa compiuta, che la collina era altissima il suo
effetto lo fa eccome, ma anche sullaltezza del colle vale la pena
capirsi bene: per mettere in moto il divertimento sufficiente
una leggera pendenza. Due raccomandazioni. La prima, controllare bene che lo spazio sia libero, ovvero senza sassi n ostacoli.
La seconda, verificare che in pista non ci siano cacche di mucca.

Completare un videogioco difficilissimo. I due autori, con un


passato da giocatori di videogame, ritengono cos importante
portare a termine con successo la missione 36 che sono disposti
a firmare ai ragazzi una credibilissima giustificazione da esibire a
mamme e pap, di solito poco propensi a comprendere la dedizione con cui i figli affrontano questa pratica ludica. Scrivono
Baccalario e Percivale: Gentili Genitori, vostro figlio, o vostra
figlia, molto impegnato nel completamento di questa Missione, la buona riuscita della quale essenziale per il suo completo
sviluppo cognitivo e per il coordinamento psicomotorio....

Costruire un mostro simpatico. Un modo per superare le proprie paure affrontarle. Un altro riderci sopra. Portando a termine la missione 37 potrete fare luno e laltro; e pure divertirvi
un sacco. La prima cosa scegliere la materia prima: Baccalario e
Percivale, autori della guida, suggeriscono scatole di cartone
da colorare o rami legati tra loro, ma vanno bene anche bottiglie di plastica unite con lo scotch o rotoli (finiti) di carta igienica... Dove mettere naso e bocca decidetelo voi, cos come a scelta
il numero di mani, zampe, occhi. Per un ripasso su come ridere
di orribili creature rivedetevi il film Monsters & Co. Per ispirarvi
fatevi raccontare da un adulto come nato Frankenstein.

Infradiciarsi durante un temporale. Avete presente quel motivetto che fa Singin in the Rain. No? Fatevelo canticchiare da
mamma e pap (anche se negano, di sicuro lo conoscono).
tratto da un vecchio film in bianco e nero in cui c un attore che
balla e canta felicemente sotto la pioggia. La scena potrebbe darvi
qualche spunto per portare a termine la missione 41, che prevede
un compito in apparenza semplice: uscire di casa. Ma occorre
farlo al momento giusto ovvero quando fuori sta per scoppiare
un temporale. La cosa pi probabile, anzi quasi una certezza,
che vi inzuppiate da capo a piedi. Il piacere e la riuscita della missione si misurano in centilitri strizzando i vestiti.

Stendere una lista di desideri da esaudire. Chi arrivato a questo punto siamo alla missione 49 ha quasi portato a termine il suo percorso per diventare un giovane avventuriero. Un ottimo motivo per giocarsi bene la carta dei tre desideri che nella
vita vorreste realizzare, con o senza laiuto del genio nella lampada. Non esistono missioni impossibili. Che sia fare un viaggio
con tutta la famiglia (cani e gatti compresi). Imparare un numero
di magia. Ricordare a memoria almeno quindici barzellette. Organizzare qualcosa di incredibile con gli amici. Diventare pilota
di jet o attore di Hollywood. Fare una scoperta che cambier il
mondo. Inventare la macchina per viaggiare nel tempo.

26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Legenda

Libri Le classifiche

A parit di percentuale di vendita, la


in salita
rientro
posizione determinata dal valore
in discesa
novit
decimale non in100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione) dicato in classifica

(2) posizione precedente

1
5

S
R
N

stabile

Saggi e romanzi bestseller, spopola Umberto Eco con sei titoli


Clara Snchez vola. Entrano Robecchi, Abate e lo chef Cannavacciuolo
La pagella

di Antonio DOrrico

Colin Dexter
Il gioiello
che era nostro
Sellerio

Top 10

ebook

di Alessia Rastelli

voto

6,5 1

Umberto Eco
Pape Satn Aleppe

(2)

Il trucco del detective: 1


non credere a nessuno 2

100

Chiara Gamberale
Adesso

(1)

uno strascico dalla pagella


della volta scorsa (dedicata a So
che ci sarai sempre, il libro
delle lettere damore ai cani). Si
tratta di una mail: Egregio sig.
DOrrico, leggendo la Lettura sono rimasto
veramente infastidito dallo scoprire che un
autore, un letterato, un critico, un
giornalista recensore (pagato???) usi cos
disinvoltamente il copia e incolla. La
citazione su Boatswain bellissima, e me
lero ritagliata e conservata da Sette n. 20
del 18-05-2012, ritrovarla oggi pari pari (solo
le date e i luoghi di nascita e morte non
coincidono), introduzione compresa, mi ha
confermato molte cose sui mtre penser
dei nostri tempi..... Con molta delusione,
Fabrizio Grandi. Egregio lettore, lepitaffio
di Lord Byron per il suo cane adorato
rimane sempre lo stesso, non muta col
passare del tempo
(essendo, tra laltro,
inciso sul marmo del
monumento funebre a
Boatswain). Ogni volta
che lo cito, per forza di
cose lo riporto pari
pari. Al massimo,
posso correggere miei
eventuali errori di
trascrizione, cosa che ho
Lo scrittore britannico fatto nelloccasione. E
Colin Dexter (1930) cosa che, pi forte di
me, faccio anche con lei:
si dice matre penser e non mtre penser.
Lei si becca un 4 in francese. Copi, incolli e
porti a casa. La pagella di oggi riguarda una
nuova avventura dellispettore capo Morse
che indaga su una comitiva di turisti
americani in visita a Oxford ( stato rubato
un gioiello antico e due persone sono
morte). Come al solito nei gialli di Dexter, il
bello non nel caso in questione ma nel
modo di essere dellinvestigatore. Una scena
per tutte. Chi c dentro, adesso?, chiede
lispettore capo Morse al fido Lewis (il suo
Watson) fuori dalla stanza dalbergo dove
stata appena ritrovata morta una donna.
Solo il medico, gli risponde Lewis. Morse
prende la palla al balzo: Presumibilmente
in compagnia del cadavere. Voto generale:
sei e mezzo. Ma una frase di Morse quasi
da 10: Uno dei trucchi per risolvere un caso
di omicidio non credere mai a nessuno.

50

3
35

32

Clara Snchez
La meraviglia
degli anni imperfetti
Garzanti, 17,60

25

Antonio Manzini
Cinque indagini romane
per Rocco Schiavone
Sellerio, 14

4
(-)

5
(4)

Fabio Volo
tutta vita

(6)

24

7
23

8
23

Sperling & Kupfer, 19,90

23

Umberto Eco
Come viaggiare
con un salmone
La nave di Teseo, 10

9
(-)

10

Antoine de Saint-Exupry
Il Piccolo Principe

(7)

Giunti, 18
Nicholas Sparks
Nei tuoi occhi

(5)

Mondadori, 19
David Ebershoff
The Danish Girl

(-)

Feltrinelli, 16
Papa Francesco
(con A. Tornielli)
Il nome di Dio ...
Piemme, 15

(3)

La nave di Teseo, 20

22

Ibs, un milione
di titoli digitali
tutti in inglese
Lo sconto torna a
influenzare la classifica
digitale. Tutti in offerta, per
un giorno a un prezzo da
0,99 a 2,99 euro, i titoli
nella Top Five di Ibs.it, il sito
di vendita di prodotti
editoriali del Gruppo
Messaggerie. Primo, il
romanzo del 2015 di
Lorenzo Marone La
tentazione di essere felici
(rientrato in una
promozione 2 per 1, il 29
febbraio, con i titoli Gems).
Al secondo posto La
tredicesima vittima, lultimo
thriller uscito in Italia della
serie Le donne del club
omicidi di James Patterson
e Maxine Paetro. Terza,
unaltra coppia: Clive
Cussler e il figlio Dirk con
lavventura Havana Storm.
Ancora delitti e inchieste in
quarta e quinta posizione
con Le ragazze silenziose di
Eric Rickstad e Urla nel
silenzio di Angela Marsons.
Sul fronte dello store, Ibs.it
annuncia in anteprima a
la Lettura che il suo
catalogo si arricchisce di
oltre un milione di libri
digitali in inglese.
Unoccasione per leggere
in anteprima e in lingua
originale il prossimo
bestseller, dice Francesco
Marchetti, coordinatore
marketing ebook ed
ereader. Tra i titoli, la saga
di Harry Potter, i classici
Penguin Books e gli Harper
Collins, la manualistica di
McGraw-Hill, i volumi
Random House,
Bloomsbury e numerosi
altri indipendenti,
aggiunge la coordinatrice
contenuti ebook Angela
Contigiani.

@al_rastelli

Bompiani, 5,90

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La classifica
1 100 Lorenzo Marone
La tentazione di essere...
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2 54 J. Patterson, M. Paetro
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3 51

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4 44
Le ragazze silenziose
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5 42

Angela Marsons
Urla nel silenzio
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(29 febbraio-6 marzo 2016)

Narrativa italiana

(1) S 50

Chiara Gamberale
Adesso
Feltrinelli, 16

Chiara Gamberale perde la vetta della top ten, a


favore di Umberto Eco, ma resta al comando negli
Italiani davanti a Manzini, Volo e Camilleri. Entra
subito tra i migliori il terzo atto di My dilemma is you
dellesordiente Cristina Chiperi. Tra gli altri ingressi la
nuova indagine del detective di Alessandro Robecchi
e le tragicommedia familiare di Francesco Abate.

(2) S 25
2
Antonio Manzini
Cinque indagini
romane per Rocco
Schiavone
Sellerio, 14

(3) S 24
3
Fabio Volo
tutta vita
Mondadori, 19

Narrativa straniera

(9) 1 32

Clara Snchez
La meraviglia
degli anni imperfetti
Garzanti, 17,60

Scala otto posizioni e vola al primo posto negli


Stranieri la scrittrice bestseller spagnola Clara
Snchez, che entra anche in top ten al quarto
posto con un romanzo che ha per protagonista
un ragazzo. Secondo The Danish Girl, pure tra i
migliori dieci della settimana. Unica new entry il
romanzo davventura di James Rollins.

(5) 1 23
2
David Ebershoff
The Danish Girl
Giunti, 18

(1) 5 23
3
Nicholas Sparks
Nei tuoi occhi
Sperling & Kupfer, 19,90

Saggistica

(1) S 100

Umberto Eco
Pape Satn Aleppe
La nave di Teseo, 20

La top ten nel segno di Umberto Eco al primo posto


e al settimo con due libri editi da La nave di Teseo.
Lintellettuale scomparso il 19 febbraio scorso
presente anche nella narrativa con tre titoli. Tra le
novit linchiesta del Boston Globe da cui nato il
film premio Oscar Spotlight e Luciano Canfora su
Tucidide. Nella Varia comanda lo chef Cannavacciuolo.

(2) S 35
2
Papa Francesco
(con A. Tornielli)
Il nome di Dio
Misericordia
Piemme, 15

(4) 1 23
3
Umberto Eco
Come viaggiare
con un salmone
La nave di Teseo, 10

Varia

(-) N 19
Antonio Cannavacciuolo
Il piatto forte
lemozione
Einaudi, 19,50

(5) 1 18
2
E. Liotta
P. G. Pelicci, L. Titta
La dieta
smartfood
Rizzoli, 16,90

Ragazzi

(1) S 22

Antoine
de Saint-Exupry
Il Piccolo Principe
Bompiani, 5,90

(2) S 21
2
Luis Seplveda
Storia di un cane
che insegn...
Guanda, 10

Stati Uniti
1
Anthony Doerr
All the Light
We Cannot See
Scribner, $ 27

3
2
Paula Hawkins
Debbie Macomber
A Girls Guide
to Moving on

The Girl
on the Train

Ballantine, $ 26

Riverhead, $ 26,95

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

DOMENICA 13 MARZO 2016

Il podio del critico


le scelte di Stefano Cianciotta

13.593

Il numero
di Giuliano Vigini

(4) S 22
4
Andrea Camilleri
Noli me tangere

(5) 5 17
6
Antonio Dikele

Stefano Cianciotta (Teramo, 1972) docente di


Comunicazione di Crisi e di Emergenza allUniversit
di Teramo e alla Scuola umbra di Amministrazione
pubblica. Ha appena pubblicato con Pietro Paganini
Allenarsi per il futuro (Rubbettino), sul rapporto tra
istruzione, innovazione e mercato del lavoro.

1
Antonio Calabr

2
Michele Mezza

3
Theodore Zeldin

La morale
del tornio
Universit Bocconi, 16,50

Giornalismi
nella rete
Donzelli, 24

Ventotto domande
per affrontare il futuro
Sellerio, 16

Il futuro delle biblioteche (anche) tecnologico


Pensando alle 13.593 biblioteche sul territorio italiano,
qualcuno si potrebbe domandare: ma servono ancora tutte
queste biblioteche al tempo di Google? Fra pochi giorni (1718 marzo), a Milano, si aprir su questo tema il convegno
delle Stelline, organizzato dalla rivista Biblioteche oggi,

che da oltre 20 anni affronta i grandi temi della professione


bibliotecaria. Fra i partecipanti c anche lamericano John
Palfrey, che nel bel saggio appena tradotto da Elena
Corradini BiblioTech. Perch le biblioteche sono importanti
pi che mai nellera di Google (Editrice Bibliografica, pp. 160,

e 25,90), ha offerto unanalisi efficace di come una


biblioteca, assimilando una nuova cultura, creando un
ambiente digitale adeguato, individuando strumenti capaci
di sviluppare un moderno servizio al pubblico, pu
interpretare al meglio lattuale evoluzione tecnologica.

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 29 febbraio 2016 al 6 marzo 2016)

(-) N 16
(11) 5 10 14 (13) 5 9
(8) 5 8
8
10 (10) S 11 12
16
Alessandro Robecchi Cristina Chiperi
Chiara Gamberale
Lodovico Festa
Cleo Toms
My dilemma
is you 1

Per dieci minuti

La provvidenza
rossa

Le #piccolecose
che amo di te

(20) S 7
20
Elena Ferrante

Di rabbia
e di vento

(14) 58
18
Cristina Chiperi

Sellerio, 15

Leggereditore, 14,90

Feltrinelli, 8,50

Sellerio, 15

Rizzoli, 15

Leggereditore, 14,90

e/o, 19,50

Mondadori, 17

Distefano
Prima o poi ci
abbracceremo
Mondadori, 16

(-) N 18
5
Cristina Chiperi

(6) 5 17
7
Umberto Eco

(9) S 11
9
Elena Ferrante

(7) 5 10
(-) N 10
11
13
Umberto Eco
Francesco Abate

(15) 5 7
19
Roberto Costantini

Mia madre
e altre catastrofi

(-) R 8
17
Umberto Eco

Numero zero

(12) 5 9
15
Donato Carrisi

Leggereditore, 14,90

Bompiani, 14

e/o, 18

Bompiani, 17

Einaudi, 16

Longanesi, 18,60

Bompiani, 14

Marsilio, 19

(3) 5 20
4
Harper Lee

(6) S 17
6
Jojo Moyes

(-) N 15
8
James Rollins

(-) R 14
10
Markus Zusak

(13) 1 12
(14) S 12
12
14
Anna Todd
Anna Todd

(12) 5 11
(16)510
(20) S 8
16
18
20
Danielle Steel
Anna Todd
Claire Ashby
Gioco
di potere

After 4.
Anime perdute

La libreria
dei desideri

Feltrinelli, 8

Mondadori, 13

Nord, 16,60

Sperling & Kupfer, 14

Sperling & Kupfer, 17,90

Sperling & Kupfer, 19,90

Sperling & Kupfer, 17,90

Newton Compton, 12

(4) 5 20
5
Paula Hawkins

(2) 5 17
7
Sophie Kinsella

(8) 5 15
9
Anna Todd

(7)514
11
Tracy Chevalier

(10) 5 12
(11) 5 11
(17) S 11
13
15
17
Georges Simenon
Colin Dexter
Anna Todd
La scala
di ferro

Il gioiello
che era nostro

(15)510
19
Isabel Allende

Piemme, 19,50

Mondadori, 20

Sperling & Kupfer, 14,90

Neri Pozza, 17

Adelphi, 18

Sellerio, 14

Feltrinelli, 18

My dilemma
is you 3

Il buio
oltre la siepe

La ragazza
del treno

Il nome della rosa

Io prima di te

I love shopping
a Las Vegas

Lamica geniale

Labirinto dossa

After

Storia di
una ladra di libri

I frutti del vento

After 5.
Amore infinito

(3) 5 16
(7) 1 7
(13) 1 6
(-) N 5
4
6
8
10 (-) N 6
12
Giampaolo Pansa
Vittorino Andreoli
Gennaro Sangiuliano The Boston Globe
Giacomo Stella
Il rompiscatole

La gioia di vivere

Putin.
Vita di uno Zar

Rizzoli, 20

Rizzoli, 18,50

(6) 1 8
5
Carlo Rovelli

(10) 1 7
7
Giuseppe Cloza

Sette brevi lezioni


di fisica
Adelphi, 10

Felicit
in questo mondo
Soka Gakkai, 2,75

(3) S 14
(2) 5 13
3
4
P. Mozzi, M. Mozzi
Fausto Brizzi

La ragazza
nella nebbia

After 2.
Un cuore
in mille pezzi
Sperling & Kupfer, 17,90

Il cimitero
di Praga

After 3.
Come mondi
lontani
Sperling & Kupfer, 17,90

My dilemma
is you 2

La moglie
perfetta

Lamante
giapponese

(12) 5 5
(11) 5 4
(-) N 4
14
16
18
Massimo Quezel
Gianluigi Nuzzi
Saverio Gaeta
Assicurazione
a delinquere

Via Crucis

(-) N 4
20
Franco Cardini

Il veggente

Lislam una
minaccia(Falso!)
Laterza, 10

Tutta
unaltra scuola!

Mondadori, 22

(curatore)
Tradimento.
Il caso Spotlight
Piemme, 18,50

Giunti, 10

Chiarelettere, 14

Chiarelettere, 18

Salani, 13,90

(-) R 6
9
Vito Mancuso

(-) N 5
11
Luciano Canfora

(8) 5 5
13
Antonio Socci

(-) R 5
15
Pierluigi Battista

(17) S 4
17
Umberto Eco

(19) S 4
19
Malala Yousafzai

Garzanti, 20

Tucidide.
La menzogna,
la colpa, lesilio
Laterza, 20

Rizzoli, 18

Mondadori, 17,50

Storia delle terre


e dei luoghi
leggendari
Bompiani, 19

Garzanti, 14,90

(1) 5 13
(4) 5 10
5
6
Alberico De Giglio
Marie Kondo

Quando eravamo
femmine

Al giardino ancora
non lho detto

(-) N 5
10
Jenean Morrison

Il magico potere
del riordino

(6) 5 5
(8) 5 5
8
9
Costanza Miriano
Pia Pera

Youdream

(7) S 5
7
John P. Sloan

Dio
e il suo destino

La profezia finale

Mio padre
era fascista

(con C. Lamb)
Io sono Malala

L. Ziglio
La dieta
del dottor Mozzi
Coop. Mogliazze, 19

Ho sposato
una vegana
Einaudi, 12,50

Mondadori Electa, 14,90

Vallardi, 13,90

Mondadori, 19,90

Sonzogno, 15

Ponte alle Grazie, 15

Newton Compton, 4,90

(4) 1 18
3
AA.VV.

(3) 5 15
4
AA.VV.

(-) N 11
5
AA.VV.

(7) 1 11
6
Jeff Kinney

(9) 1 11
7
AA.VV.

(5) 5 10
8
AA.VV.

(-) N 10
9
AA.VV.

(-) R 9
10
AA.VV.

Star Wars.
Staccattacca
& colora
Lucas, 3,50

Zootropolis

Star Wars.
Droidi di carta.
Superattivi
Lucas, 9,90

Diario
di una Schiappa.
Portatemi a casa!
il Castoro, 12

Animali e
ambienti

Zootropolis.
Con adesivi

Zootropolis.
Albo

Liscianigiochi, 2,90

Disney, 3,50

Disney, 12,90

Disney, 6,90

Inghilterra

English da zero
kids

Le nuove
avventure di
Peter Pan
De Agostini, 2,90

Storia del nuovo


cognome

Francia

Disegni
straordinari

Germania

1
Scott Cavan

2
3
J. Hazeley, J. Morris Roald Dahl

1
Fabrice Luchini

2
3
1
Bertrand Soubelet
Masashi Kishimoto
Jan Weiler

2
Elke Heidenreich

3
Jojo Moyes

The Escape

How it Works:
The Mum

Tout ce quil ne
faut pas dire

Naruto - Tome 70

Im Reich
der Pubertiere

Alles kein Zufall

Ein ganz
neues Leben

Egmont, 1

Michael Joseph, 6.99

Comdie franaise.
Ca a dbut
comme a...
Flammarion, 19

Plon, 14

Kana, 6,85

Kindler, 12

Hanser, 19,90

Wunderlich, 19,95

The Great Mouse


Plot
PenguinRandom
House, 1

28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

DOMENICA 13 MARZO 2016

CAN
TIERI
di ITALO ROTA

Il mio teatro per bambini


come un videogame

giochi: un teatro grande (che dovrebbe essere pronto per


luglio) che entra nel gioco dei teatri di Milano dalla porta
principale a completare la straordinaria offerta della citt.
Perch dopo Expo Milano vuole correre in avanti e tutto
serve per continuare a correre, anche un grande teatro per
bambini e adolescenti capace di un alto livello di interazione con lautore dellopera. Un teatro docu-drama, dove
realizzare il bisogno profondo di costruire una narrazione.
Un teatro come una grande installazione che non pretende essere solo un oggetto, vuole essere molto di pi, vuole
essere una situazione come aveva detto Dennis Oppenheim in occasione della sua mostra al Reina Sofia di
Madrid nel 2005. Piuttosto, un teatro inteso come una
grande installazione interattiva dove lo spettatore diventer un produttore di occasioni. Un teatro come un videogame dove non si creeranno storie, ma si creeranno mondi.

ilano, via Bovio 5, zona Maciachini: un grande gioco


di costruzioni che contiene un grande teatro per
bambini, adolescenti e anzianiscenti. Una platea
modulabile con 500 posti, spazi per performance, laboratori, attivit didattiche: un teatro sperimentale dove il vero
esperimento sar creare cittadinanza attraverso (appunto)
il teatro, la parola, il gesto. Dunque, il teatro come luogo di
produzione di testi, non solo per spettacoli ma anche come
autore di derivati (per esempio giochi o videogiochi).
Larchitettura interna di questo edificio in qualche modo
una materializzazione dello spazio strutturante dei video-

Sguardi
.

Pittura, scultura, architettura, design

I(n)stantanee

di Nathascia Severgnini

RIPRODUZIONE RISERVATA

Danze della memoria

Gerusalemme. Orion entra in un laboratorio di


tatuaggi. Davanti a lui, sua nonna insiste
affinch il tatuatore le incida nuovamente i
numeri ormai sbiaditi del lager. Stefania Soma
(@petuniaollister, su Instagram) fotografa il
pericoloso passo a due tra identit e memoria,
sulle note del difficile amore tra lisraeliano
Orion, terza generazione di sopravvissuti, e una
cantante tedesca (Shifra Horn, Scorpion Dance,
traduzione Silvia Castoldi, Fazi, pp. 432, p 18,50).

Personaggi Un modello imprenditoriale e ora anche culturale, grazie al Long Museum di Shanghai. Lintervista nelle due pagine successive

Lex tassista con Mod in casa


dal nostro inviato a Shanghai

Liu Yiqian ha 53 anni, un passato povero e una ricchezza immensa


il mecenate di una Nuova Cina. La Lettura lo ha incontrato

Il Long Museum di Shanghai si innesta


sullarcheologia industriale del vecchio
porto. A destra: Liu Yiqian e il Nu couch

domenica mattina, gruppi di


jogger con tute da maratoneti
professionisti e scarpette sgargianti corrono sul lungofiume,
sotto altissime e immobili gru
da carico e due massicci scivoli per il carbone abbandonati. Shanghai ha gi
unarcheologia industriale, anche se sono passati poco pi di trentanni dalla
grande apertura al mercato con caratteristiche cinesi. E ha gi una giovane
classe media che spende il tempo libero
in attivit salutiste, utilizzando piste pedonali appena tracciate nel tessuto urbano.
Ora, di fronte a questi resti di un porto
sul fiume Huangpu mantenuti per non
dimenticare da dove cominciata la corsa delleconomia cinese verso il secondo
posto nel mondo globalizzato, c una
nuovissima struttura in cemento grigio:
non una fabbrica ma un centro darte, il
Long Museum (significa museo del drago). Lo ha fatto costruire Liu Yiqian, 53
anni, entrato nelle cronache lo scorso novembre come il miliardario nato povero
che si regalato il Nu couch di Amedeo
Modigliani per 170 milioni di dollari. Potrebbe sembrare lennesimo caso di nouveau riche che non sa come spendere i
suoi milioni. E Liu ne ha tanti: perch investendo brillantemente in Borsa e poi
diversificando nel settore delle assicurazioni ha accumulato una fortuna di almeno 2,8 miliardi di dollari.
Negli anni 70 il ragazzo Liu, classe

1963, tagliava stoffa e cuciva borse da pochi soldi; negli anni Ottanta faceva il tassista a Shanghai. Facile definirlo lex tassista con un Modigliani in salotto. Per,
dopo averlo conosciuto di persona, averlo sentito raccontare le sue passioni, aver
visitato il suo museo aperto a un pubblico gi abbastanza numeroso, si scopre
una storia tutta diversa. Un film dello sviluppo cinese degli ultimi tre decenni,
non solo catene di montaggio ma anche
aspirazioni sociali e spirituali.
Il Long Museum, disegnato da Atelier
Deshaus e inaugurato nel 2012, con i suoi
33 mila metri quadrati, i suoi soffitti altissimi con volte a forma di ombrello d
lidea di una cattedrale innalzata a questi
sogni di crescita non solo materiali. Ma
somiglia anche a unofficina di cultura:
allinterno troviamo operai che imballano opere, altri che preparano una nuova
mostra. Il 20 marzo apre la prima cinese
di Olafur Eliasson, una raccolta di installazioni, sculture, dipinti, disegni e film,

SSS

Tesori
Ha pagato il Nu couch
170 milioni di dollari; poco
prima ha pagato 36 milioni
per una tazzina Ming in
ceramica (e ci ha bevuto il t)

alcuni concepiti per il Long-Drago.


In una sala a scatola stanno lavorando
sulla Luna artificiale, 4 metri di diametro
e centinaia di lampade per ricreare la superficie del satellite con i suoi crateri,
opera dellartista pechinese Wang Yuyang; poi un cervo impagliato in unarmatura di cristallo del giapponese Kohei
Nawa: da soli varrebbero la visita. Dipinti
arditi su Mao: il presidente che saluta davanti a un Cristo in croce, una sua giacca
in ceramica vuota, accanto ad altri di pura ortodossia rivoluzionaria. E poi calligrafie di epoca imperiale, avvolte dalla
penombra perch la luce non le guasti. In
una sala quasi al buio un trono zitan intagliato con draghi, appartenuto al grande
imperatore Qianlong, comperato in
unasta da Sothebys per 11,1 milioni di
dollari.
Facendo un conto approssimativo si
pu affermare che Liu e la moglie Wang
Wei che lo accompagna in questo percorso abbiano speso poco meno di 400 milioni di dollari in ventanni. Dicono che la
loro collezione di tazzine Ming sia pi
completa di quella del Museo statale sulla Tienanmen. C anche qualche eccesso
nelle gesta del mecenate della Nuova Cina: come quella volta che, subito dopo
aver comperato una tazzina Ming in ceramica per 36 milioni di dollari, ha voluto
celebrare bevendoci il t. La profanazione di una reliquia risalente ai tempi dellimperatore Chenghua (XV secolo)? Un
insulto per uno dei dieci esemplari arri-

Il collezionista
Liu Yiqian nato a Shanghai
nel 1963. Attualmente il
presidente di una compagnia
di investimenti, il Sunline
Group, ed il 163 uomo pi
ricco della Cina secondo
Forbes (2015) ma ha
iniziato come tassista dopo
aver lasciato la scuola per
aiutare la madre nella
confezione e nella vendita di
vestiti e borse. Poi il business
del taxi (aveva due
automobili) e in seguito gli
investimenti in Borsa. Negli
anni ha acquistato numerose
opere darte per il suo museo
privato, poi aperto al
pubblico, aggiudicandosi
per esempio nel 2014
una tazza depoca Ming per
36,3 milioni di dollari.
E nel novembre 2015 si
aggiudicato (al telefono) da
Christies a New York il
dipinto Nu couch di Amedeo
Modigliani per 170 milioni di
dollari. Somma che ha
pagato usando la propria
carta di credito, che regala
punti per ogni dollaro speso
Il museo
Nel 2012 Liu ha fondato
insieme con la moglie Wang
Wei il Long Museum
a Shanghai, disegnato da
Altelier Deshaus, con unarea
di 33 mila metri quadrati.
Due le sedi espositive in due
distretti della metropoli: il
Long Museum Pudong e il
Long Museum West Bund,
con dieci dipartimenti
dedicati a ricerca, esposizioni
e attivit culturali. Il museo
mostra lo sviluppo delle arti
tra antico e moderno, tra arte
locale e internazionale, nelle
collezioni dedicate allarte
cinese tradizionale, allepoca
rivoluzionaria e alle opere
moderne e contemporanee.
Dal 20 marzo ospiter
la mostra di Olafur Eliasson
Nothingness is not nothing
at all (fino al 19 giugno,
thelongmuseum.org)

vati intatti fino a noi? Liu se l cavata dicendo che stato un attimo di eccitazione, che male c? Ci beveva limperatore,
non era un prodotto per le masse. Sar
esposta nel mio museo, per la gente.
Per completare il quadro, si dice che
Liu abbia saldato il conto con la sua carta
Centurion di American Express e sia rimasto compiaciuto quando gli hanno accreditato 360 milioni di punti che ora usa
per viaggiare gratis in aereo vita natural
durante. Ma questa lavventura di un ragazzo che lasci la scuola per lavorare in
una bottega quando aveva 14 anni. una
storia dellincredibile corsa della Cina, e
anche delle sue ansie. Ho avuto poco
tempo per viaggiare ci dir Liu (lintervista nelle due pagine successive) e
sono stato solo in America, Francia,
Giappone e Hong Kong, mai vista lItalia.
Trovo che la mia vita sia incompleta perch non sono stato in tanti posti. Come
ha fatto ad avere successo? Ho vissuto in
una Cina poverissima, quando ci hanno
dato la possibilit di uscire dalla pura sopravvivenza abbiamo colto le opportunit, una dopo laltra, non che ci abbiamo
pensato molto. Ecco, il Long Museum
tra le gru ormai abbandonate e gli scivoli
del carbone unaltra occasione: quella
di condividere la bellezza raccolta con gli
altri. E Liu dice che c anche spiritualit
in questo.

Guido Santevecchi

@guidosant
RIPRODUZIONE RISERVATA

30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Sguardi Personaggi

In queste pagine alcuni


allestimenti del Long
Museum di Shanghai. A
destra: Liu Yiqian (1963)

La Cina ha creato ricchezza


ora serve spiritualit
Liu Yiqian il miliardario che ha strapagato un Modigliani
Ero povero, ma avevamo voglia di cambiare il destino
Ho colto le opportunit. Anche il Paese ha colto le opportunit
dal nostro inviato
a Shanghai
GUIDO
SANTEVECCHI

ignor Liu, scusi la banalit della domanda, ma perch ha deciso di spendere 170 milioni di
dollari in un quadro?
Il signor Liu Yiqian seduto
su un divano del suo ufficio sotterraneo
ma con vista sul prato nel Long Museum
di Shanghai, giacca grigio antracite di
sartoria, maglia nera girocollo, pantaloni di camoscio, scarpe italiane comode e
di qualit. Ci guarda con un mezzo sorriso.
Non che abbia comprato un quadro
appeso in una galleria, con un prezzo sul
cartellino, il costo del Mod stato stabilito alla fine della gara, cerano altri concorrenti, andata avanti con diversi rialzi
e io non avevo fatto un preventivo. In
queste cose bisogna scegliere in pochi
minuti, questione di secondi. Sono stato fortunato perch gli altri a 170 milioni
hanno ceduto.
Ha sentito un brivido a 170 milioni?

Non ero particolarmente emozionato


durante lasta, si riesce oppure no; e se si
perde, i soldi restano in tasca (ride forte).
Vedendo il quadro la prima volta, mi ero
emozionato. Lo avevano portato a Hong
Kong ma non avevo pensato subito di
prenderlo, mi interessava Mod, ero curioso, commosso dalla sua storia damore. Intendiamoci, sono diventato un mezzo esperto solo dopo averlo acquistato,
perch mi sono arrivate addosso un sacco di informazioni (ride ancora, di s).

Lei dice sempre Mod, il soprannome di Modigliani, quindi un po ha studiato...


No, mi piace semplificare e Mod sono due caratteri in cinese, mentre Modigliani sono cinque.
Interrompe la conversazione per ricordare che ha molto da fare e riceve pochi

giornalisti. Parla in fretta e con espressioni semplici.


In Occidente molti si stupiscono che
un collezionista cinese spenda tanti
milioni in opere darte europee. Trova
che ci sia un pregiudizio nei confronti
dei nuovi collezionisti cinesi?
Se fosse stato un giapponese o un sudcoreano la curiosit non sarebbe stata
cos forte. Noi cinesi nel mercato dellarte
siamo diventati il nuovo fenomeno, dietro questo c la crescita della Cina che
diventata la seconda economia del mondo. E dopo aver creato ricchezza abbiamo
sentito un bisogno di cultura e... s, di
spiritualit. Ora in Cina ci sono tanti come me, innamorati di una causa culturale o magari sociale. Costruiamo anche
musei privati, come vedi, poi c chi ospita solo mostre di arte cinese tradizionale
o contemporanea e qualcuno come me
invece si allarga a collezioni asiatiche,
sempre che se lo possa permettere. Io ho

preso opere in Giappone, Corea del Sud,


Malaysia, Indonesia e India; ne ho gi un
certo numero. Avevo gi acquistato altre
opere occidentali, poi con Mod arrivata la curiosit o il pregiudizio, non saprei
definirlo, ma ho trovato anche una certa
arroganza. Quando saremo pi sviluppati il pregiudizio diminuir.
Ha gi ricevuto la tela di Modigliani?
Dov?
Non ancora arrivata, a New York.
Non le manca il Nu couch con
tutto quello che lo ha pagato?
Lho gi visto, per quanto mi possa
mancare mica ci posso andare a letto la
sera.
andato a rivederlo dopo lacquisto?
S, ma complicato perch tutto
imballato e quando ci vai debbono portarlo nella sede della casa daste e aprirlo
e quando te ne vai debbono richiudere
bene, un lavoraccio.
passata mezzora e Liu Yiqian ha ap-

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

DOMENICA 13 MARZO 2016

SSS

Tesi

CA PESARO:
IL MUSEO
ORIENTALE
VA
ESPLORATO
di SERGIO BASSO
naturalmente tutto diverso. Ti spiego
cos capisci meglio: abbiamo potuto accumulare ricchezza in pochi anni grazie
alle nuove opportunit offerte dal mercato. Ecco, io posso essere la fotografia della Cina dopo la riforma e lapertura. Non
un miracolo mio, ma del nostro Paese
che nel giro di trentanni ha creato ricchezza e crescita economica. Forse nella
storia non cera mai stata unascesa cos
rapida. Ora che leconomia cinese ha un
ritmo di crescita un po pi lento, il mondo globalizzato ne subisce le fluttuazioni.
Abbiamo sentito unaltra cosa: da ragazzo ha lasciato la scuola per aiutare
sua madre nel taglio e nella cucitura di
borse da vendere al mercato. Dicono
che lei abbia un pollice pi grande per
quanto ha impugnato le forbici. Vero?
Il miliardario-collezionista Liu passa
la sigaretta nella sinistra e si guarda la
mano destra.
S, ho il pollice un po pi grosso. Forse non sai come sono le forbici da sarti,
sono pesanti e le ho usate a lungo. Non
solo le borse sapevo fare, anche i vestiti e
i pantaloni.

pena finito la quinta sigaretta, per


cortese, tiene socchiusa una finestra. Alla fine, nel portacenere ce ne saranno nove.
Ho cominciato da ragazzo, dice senza alcuna remora salutista.
Che marca sono?
Zhong Hua, di Shanghai. Non sono le
migliori, vengono 65 yuan a pacchetto
(9 euro).
Mai provato i sigari toscani?
Io non fumo i sigari. Sono abituato a
queste....
Modigliani li fumava, ce n anche
uno con il suo nome e il suo volto sul
pacchetto, dovrebbe provarli, per entrare nellatmosfera...
Accende unaltra Zhong Hua.
Quando arriver il Nu couch?
Mia moglie ha pensato di organizzare
una mostra di arte occidentale nel quinto
anniversario della fondazione del museo,
quindi nel 2017.
E sar un avvenimento internazionale, perch il Nu couch, con la sua sensualit dirompente portata in primo piano, non era mai stato esposto in un museo prima, era rimasto per decenni in
una collezione privata. Quindi, almeno
un merito al signor Liu va riconosciuto.

Sua moglie Wang Wei unesperta di


arte orientale, sappiamo che ama le
opere cinesi rivoluzionarie. Ha avuto
qualche dubbio nel suo acquisto di Modigliani?
Era pi tranquilla di me. E poi non
cera quando ho partecipato allasta, forse
stata un po sorpresa.
E dopo, come ha commentato? Ha
detto che aveva fatto bene o male?
Perch mi chiedi questo?.
In genere in Italia tra marito e moglie si parla di queste cose.
Hai capito male, hai capito male. Non
pensare che io e mia moglie non ci parliamo. Sullacquisto delle opere, sulla costruzione del museo andiamo molto
daccordo. Non ci sono divergenze. Con
mia moglie Wang Wei sulla costruzione
del museo e sulle collezioni artistiche andiamo sempre molto daccordo. E poi ci

Lopera

Un capolavoro
per collezionisti

I parigini Lopold Zborowski (detto


Zbo) e Jonas Netter; i torinesi Riccardo
e Cesarina Gualino; la Societ
Anonima Finanziaria di Milano; il
bresciano Pietro Feroldi; il milanese
Gianni Mattioli; il signor Liu Yiqian di
Shanghai: la storia del Nu couch (o
Nudo rosso) realizzato da Amedeo
Modigliani (1884-1920) nel 1917
fatta anche di mecenati e collezionisti.
Perch il Nudo (olio su tela, 59,9 x 92
centimetri, firmato modigliani in alto
a destra) era nato grazie a Zbo per poi
passare nelle mani del collezionista
Jonas Netter e (infine in Italia), dalla
collezione di Cesarina e Riccardo
Gualino a quella Gianni Mattioli che nel
1949 lo acquist per poco pi di 5
milioni di lire. Sono per bastati 9
minuti e mezzo, lo scorso 9 novembre
da Christies a New York, per far
raggiungere al Nudo i 170 milioni di
dollari (170.405.000 per lesattezza) e
per cancellare il record precedente di
Modi (70.725.000 dollari realizzati nel
2014 da Sothebys a New York da una
sua Tte) e per farlo diventare il quadro
pi caro di sempre (a soli 9 milioni dal
record delle Donne di Algeri di Picasso).

siamo conosciuti che avevamo 23 anni,


stiamo insieme da trenta.
Liu e Wang hanno quattro figli, la signora ha detto in unintervista di aver cominciato ad amare davvero il marito al
secondo. La coppia solidale e solida:
una fonte del mondo delle aste darte che
li conosce bene dice a la Lettura che la
signora molto attiva, decide con lui. Liu
e Wang hanno anche buoni consiglieri
ma non sono come tanti nuovi miliardari
che si fanno decorare la casa, hanno il loro gusto.

C unopera che vorrebbe avere a


qualsiasi prezzo?
Penso che ogni cosa abbia il suo prezzo. A qualsiasi prezzo solo un modo di
dire, c sempre un prezzo.
Ha unopera preferita nella sua collezione?
Tutti gli acquisti li ho fatti perch le
opere mi piacevano. Le rispetto tutte.
E una che ancora non ha?
Nella vita desideriamo tante cose. Il
desiderio infinito. la natura delluomo. Ma poi dipende dalle occasioni. Certi quadri ti possono piacere, ma appartengono ai musei e magari potranno circolare solo fra trecento anni. C sempre
lincertezza. Il collezionista segue le tendenze, a questo mondo tutto devessere
fatto seguendo le tendenze. Che cosa
comprer alla prossima occasione? Oggi
sono seduto qui a farmi intervistare,
qualche anno fa non lo avrei proprio immaginato. Non sapevo di poter costruire
il Museo del Drago. Che cosa vuoi che
possa dire sul futuro?.
Allora parliamo un po del suo passato. vero che ha fatto il tassista a
Shanghai? Sembra una leggenda...
Che cosa significa vero o meno vero?
Leggenda? Certo che lho fatto. Ti stupisci
perch da voi fare lautista sempre stato
un lavoro modesto, ma bisogna pensare
allo sviluppo sociale in Cina nel 1985, io
ho guidato un taxi nel 1985, avevo comprato due macchine. Allora a Shanghai la
gente doveva aspettare unora per prendere il taxi, erano molto ricercati. Non
era un mestiere, era un business. Oggi

una forma darte anche questa. I


sarti italiani sono degli artisti.
Liu non si fa incantare dal tentativo di
complimento.
Era soprattutto per la sopravvivenza.
Alla fine degli anni Settanta e allinizio
degli Ottanta la Cina era tanto povera. Io
ho vissuto la povert della Cina e una
buona stagione di crescita. Questo processo nato dal bisogno di sopravvivenza, dalla ricerca di come liberarci dalla
povert, forse anche perch la nostra generazione ha un forte desiderio. Ci ha
giocato anche la personalit... difficile
dire cosa ci rende diversi, la nostra generazione dico, forse questa volont di
cambiare la vita e il destino. Questo istinto diventato unabitudine. Cosa abbiamo pensato? Non abbiamo pensato molto. stato un risultato portato dalle circostanze sociali, dalle opportunit che si
presentavano, dalla produzione delle
borse al taxi, alla Borsa, allazienda, al
museo, tutto stato graduale.
Lei ha guadagnato moltissimo in
Borsa, dicono che un genio infallibile,
ci darebbe un consiglio?
Se tutte le Borse nel mondo scendessero e basta, non ci sarebbero pi Borse
(ride).
Perch ha aperto due musei a Shanghai e tra poco uno a Chongqing?
Non posso dire di averlo fatto solo
per responsabilit sociale, non sono cos
nobile. Per tanti aspettano che gli altri si
assumano pi responsabilit di loro, se
tutti agiscono cos la societ non fa pi
progressi. Ecco, la responsabilit sociale
ha una certa importanza nel mio ragionamento. Insieme allo sviluppo economico sono cresciute le nostre passioni,
compresa quella per la cultura, c bisogno anche di ammirare larte e io ho delle
collezioni. Per, per quanto tempo pu
collezionare una persona? Diciamo cinquantanni. Io spero che il Long Museum
possa durare pi di cinquantanni, magari pi di cento. inutile usare grandi parole, io spero ma ci sono molte incertezze, tutto pu succedere.
Ci sono state cose scritte su di lei dai
giornali cinesi e stranieri che lhanno
ferita? Quali?
Un uomo devessere generoso, ora
non me la prendo pi, la vita difficile
per tutti. Anche per i giornalisti, penso.
(ha collaborato Yu Weiwei)
RIPRODUZIONE RISERVATA

e a Venezia perdete il vaporetto sul


Canal Grande a
San Stae e avete un po
di tempo, nessun problema: superate a piedi
il ponticello di ferro
oltre la chiesa di SantEustachio ed entrate a
Ca Pesaro. I turisti
affollano la Galleria
internazionale darte
moderna, al pian terreno. Voi invece salite al
secondo piano. Vi si
dischiuder un piccolo
scrigno, i 600 metri
quadri del Museo darte
orientale. Avete pure
una scusa deccezione:
apre il 13 marzo una
nuova mostra, con tre
magnifici reperti freschi
di scavo, in arrivo dal
museo provinciale dellHubei in Cina, larea
dellantico regno di
Chu, una delle corti pi
sofisticate del periodo
Primavere e Autunni
(VIII-V a.C.). Ma ancora pi stupefacenti sono le sale stabili del
museo, che si basano
sulla collezione messa
assieme da un principe
di Borbone, Enrico,
inquieto quanto geniale
velista ed esploratore,
partito per un giro attorno al mondo alla
Phileas Fogg nel 1887
-89 in compagnia della
moglie e del miglior
amico sospetto assortimento. Il principe
aveva le mani bucate e
la moglie, anni dopo,
dovette svendere la
cospicua collezione
30 mila opere a un
antiquario viennese per
battere cassa. Il governo italiano riusc tumultuosamente a farla
tornare a Venezia come
risarcimento di guerra
nel 1919. Oggi lo sguardo si perde tra netsuke
giapponesi (i fermagli
per le tabacchiere, occasione per micro-sculture), marionette wayang
del teatro di Giava, liuti
intarsiati cinesi. Uno
dei pi importanti musei orientali al mondo,
il Guimet a Parigi, nacque in maniera simile
negli stessi anni: il
viaggio intorno al mondo, nel 1876, di un facoltosissimo chimico
arricchitosi con il brevetto per produrre industrialmente il colore
blu oltremare. La
Francia ha saputo valorizzare egregiamente la
collezione Guimet. Sarebbe ora di godersi
anche Ca Pesaro. Tanto
pi che, complici i 300
metri quadri di deposito, potrete anche tornare spesso per godervi la
rotazione dei pezzi.
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32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Cambusa

Sguardi Gli eventi

di Nicola Saldutti

Loceano delle parole


Il mare di Valeria Serra pieno di vento ma
anche di parole. Che arrivano da ogni tempo,
da ogni autore. Da De Andr a Calvino. Da
Yourcenar a Pessoa. Da Amado a Canetti. Nel
suo Le parole del mare (Sorba Editore e

Baldini & Castoldi), il libero viaggio


nelloceano letterario, come si legge nella
copertina, diventa una scoperta continua. Di
come alla fine le onde entrino nelle parole di
ogni autore. Tutti naviganti.

Summit Tre giorni di dibattiti (dal 17 al 19) e poi un cantiere di un anno. Lobiettivo: immaginare un
destino partecipato e sostenibile della Milano post Expo. A partire dallinstallazione in piazza Duca dAosta

La rinascita della mela di Pistoletto


di VINCENZO TRIONE

os diventato oggi il meraviglioso sogno delle avanguardie? Pensiamo al controverso


caso-Pistoletto. Biella, unex
manifattura laniera. il 1998
quando lartista inaugura Cittadellarte.
Una factory di talenti, che intende favorire un cambiamento collettivo attraverso
idee e progetti troppo umani. Un incubatore di energie, che interviene in diversi settori della societ, in unottica etica.
Una Repubblica platonica, dove giovani
di diversa provenienza si occupano di discipline diverse (arte, educazione, ecologia, economia, politica, spiritualit, comunicazione, architettura, moda, alimentazione).
Poi, sono venuti gli eventi legati al Terzo Paradiso, concepito come un Nuovo
Rinascimento, basato sul bisogno di riequilibrare il rapporto tra natura e cultura.
Per pronunciare questo concetto, Pistoletto ha inventato una figura spiraliforme: due cerchi opposti, congiunti da un
anello centrale (come un grembo materno). Ne ha fatto la sua cifra. E lha declinata in mille modi, servendosi di persone,
di oggetti, di reperti.
Infine, c stato il Forum Rebirth, nato
con il sostegno delle Nazioni Unite. La
prima edizione si svolta allAvana qualche mese fa. La seconda si terr a Milano
dal 17 al 19 marzo, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Dopo una lecture di Pistoletto, in cui si indicheranno le linee-guida di questo summit, inizier il lavoro (a
porte chiuse) di un gruppo di circa cento
persone provenienti da differenti ambiti
professionali. In seguito, si costituiranno
tavoli di gruppo che dialogheranno su alcune questioni epocali; e condivideranno un piano comune di azione e un
programma di intervento. Gli esiti di questo confronto saranno dibattuti in un incontro aperto al pubblico e ai media. E
preluderanno allavvio di un cantiere che
durer un anno e si disseminer in vari

i
Lautore
Michelangelo Pistoletto (Biella,
1933), caposcuola dellArte
Povera, stato premiato con il
Leone dOro alla carriera alla
Biennale di Venezia del 2003.
Dal 2004 avvia la fase pi
recente del suo lavoro, il Terzo
Paradiso. Nel 2013 riceve a
Tokyo il Praemium Imperiale
Levento
Pistoletto interverr al 2
Forum Rebirth - La Mela
Reintegrata, dal 17 al 19 marzo
al Museo Nazionale della
Scienza e della Tecnologia
Leonardo da Vinci di Milano.
Sabato 19 alle 10, alla
conclusione dei lavori, lartista
interverr con gli altri
partecipanti a un incontro
pubblico. La Mela Reintegrata
(sopra con un appello
autografo di Pistoletto per la
Lettura) sar poi inaugurata
dal sindaco Pisapia nella sua
collocazione definitiva, luned
21, in piazza Duca dAosta
(a destra un render), davanti
alla Stazione Centrale

luoghi della citt, coinvolgendo gruppi di


volontari e associazioni culturali.
Lintento: concepire il forum come dispositivo flessibile per ancorare necessit
e speranze a una dimensione concreta.
Riflettere sul destino della Milano postExpo, suggerendo pratiche alternative, in
sintonia con gli obiettivi indicati dalla
Carta di Milano. Nella prospettiva di uno
sviluppo non mercantilistico, ma partecipato ed ecosostenibile. E ancora: promuovere un risveglio delle coscienze, che
parta dalla sensibilizzazione di ciascun
individuo in vista di una rinascita fondata
sulla ridefinizione delle connessioni tra
ambiente naturale e scienza. Si tratta di
connessioni che verranno evocate dalla
monumentale mela, morsicata e reintegrata da una cucitura metallica, rivestita
da un tappeto di erba e circondata da balle di paglia disposte in modo da disegnare il simbolo del Terzo Paradiso. Uninstallazione che verr collocata in piazza
Duca dAosta a Milano (dal 21 marzo).

Qualcuno forse sorrider dinanzi a


queste iniziative. Qualcun altro criticher
i giochi di ripetizioni differenti cui lartista poverista si affida per rimodulare a oltranza il segno del Terzo Paradiso. Qualcun altro ancora guarder con una certa
sufficienza lafflato sciamanico che si pu
cogliere in tante recenti uscite di Pistoletto. Eppure, dietro questa patina messianica, si nasconde il desiderio di riprendere e di rilanciare la nobile tradizione delle avanguardie primonovecentesche. Le quali avevano auspicato un
radicale ripensamento dellistituzionearte. Lungi dallessere disgiunta dallesistenza degli uomini, dal farsi avvolgere
dentro i veli dellestetismo e dallabbandonarsi allintrattenimento, nella filosofia delle avanguardie larte deve porsi in
un orizzonte post-auratico: ridiventare
prassi; essere trasposta nella realt; ri-

convertirsi nella quotidianit. Gli artisti


non possono pi limitarsi a rappresentare il reale. Ma devono provare a sostituirlo, a reinventarlo, a ridisegnarlo. quel
che fanno i futuristi. Che, con slancio
prometeico, vogliono addirittura ricostruire radicalmente luniverso, come si
legge in un celebre manifesto del 1916 di
Balla e Depero, dove si afferma che non ci
si pu pi limitare a cantare il mondo:
bisogna trasformarlo, sostituirlo, rallegrarlo. La bidimensionalit della tela
inadeguata per esprimere le fughe della
modernit. Sta per cominciare let dei
complessi plastici astratti: prefigurazione delle installazioni contemporanee.
Da questa profezia sono partiti molti
protagonisti dellarte del nostro tempo, i
quali si sono portati al di l dellambito
puramente poetico, ritagliando, nel corpo della societ, spazi alternativi a quelli
dove ogni giorno ci muoviamo. Scenari
non scalfiti da conflitti etnici, da contra-

SSS
La citt
Il progetto Rebirth invita
tutta la comunit
a creare spazi alternativi
alle tensioni etniche,
sociali, produttivistiche

sti politici, da ideologie invasive, da angosce produttivistiche. In queste regioni


non contagiate da soprusi n da gerarchie larte si fa atto pratico: gesto che vuole ripercuotersi sulle dinamiche della vita.
Esemplare, in tal senso, il progetto Rebirth. Con abilit comunicativa (e non
senza furbizia), Pistoletto sembra invitare tutti noi a incidere direttamente sul futuro delle nostre citt. Che, a differenza
di quanto avviene per un quadro o per
una scultura, non nascono da un dialogo
a due tra lartista e il committente
ma sono lesito di una concertazione allargata, cui prendono parte i cittadini, i
quali, proprio perch appartenenti alla
civitas, possono pronunciare giudizi sulla sua forma e sulla sua pianificazione:
ogni abitante della communitas incide
sulla fisionomia del contesto in cui si trova a vivere.
In filigrana, echi della lezione del
Bauhaus. Unaccademia dei saperi, che
stata combattuta dal nazismo. Ideato da
Gropius, animato da personalit come
Albers, Itten, Kandinskij e Klee, sorretto
dal desiderio di riannodare arte e industria, fedele allidea della forma come
processo in divenire, il Bauhaus si propone di intervenire in ogni ambito della comunicazione visiva (citt, architetture,
veicoli, mobili, oggetti, vestiti, pubblicit, marchi di fabbrica, packaging, grafica,
spettacoli teatrali e cinematografici). Attraverso la collaborazione tra maestri e
allievi, si d come scuola di democrazia
che, come ha scritto Giulio Carlo Argan,
vuole autodeterminarsi: Cio si sviluppa () da s, organizza e orienta il proprio progresso. Forse (anche) al
Bauhaus guarda Pistoletto. Per reagire a
un tempo disincantato e talvolta cinico
come il nostro. E per provare a dare un
nuovo slancio al fantasma dellutopia.
Sulle orme del meraviglioso sogno delle
avanguardie.
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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33

DOMENICA 13 MARZO 2016

Sulla strada

Sguardi Le mostre

di Davide Francioli

La provocazione di una stampa


Dopo la fama raggiunta con i murales firmati
Obey, lartista americano Shepard Fairey ha
reso i suoi lavori accessibili grazie alla serigrafia.
Inedite edizioni cartacee delle sue opere sono
ora esposte alla Galo Art Gallery di Torino

(Printed Matters, fino al 23 marzo). Alcuni


dicono che la stampa sia morta afferma e
che sar spazzata via dai media digitali. Ma credo che non si possa mai sostituire lesperienza
tattile e la provocazione di una stampa darte.

Maestri Forl rende omaggio al grande pittore con 250 opere, solo quattro delle quali attribuite
con certezza a lui: un percorso che ne rivela limmensa influenza. Fino ai contemporanei

Uno, dieci, mille Piero della Francesca


dal nostro inviato a Forl STEFANO BUCCI

ome trasformare un (apparente) problema in una scelta vincente. quello che ha fatto il comitato scientifico della mostra
Piero della Francesca. Indagine
su un mito dove di fatto, su 250 opere
esposte, del maestro della Madonna del
Parto di Monterchi e della Flagellazione
di Urbino, compaiono solo quattro capolavori veri e certificati: la Madonna con
il bambino della Alana Collection di
Newark; il San Gerolamo in preghiera con
un donatore delle Gallerie dellAccademia
di Venezia; la SantApollonia della National Gallery di Washington; la Madonna
della Misericordia dal Museo Civico di
Sansepolcro (pi alcuni fogli dei suoi
trattati). Il percorso, oltretutto, non parte
con Piero (1415-1492) ma con una formidabile e forse inaspettata accoppiata: il
Busto di Battista Sforza (1474 circa) di
Francesco Laurana e Lamante dellingegnere (1921) di Carlo Carr. E si conclude,
altrettanto sorprendentemente, con Les
joueurs de cartes (1966-1973) di Balthus
(nella stessa stanza finale ci sono anche
due vedute urbane di Edward Hopper).
Dove sta allora Piero, il monarca della
pittura come lo avevano definito? Tra
questi due estremi. Ed una lezione senza tempo, dalla quale si pu essere colpiti
senza ritegno, come dimostrano le stanze
iniziali dove si ritrovano echi, copie, riproduzioni di tutte le epoche. Dal Federico di Montefeltro di un anonimo marchigiano della fine del XVI secolo agli affreschi della Chiesa di San Francesco ad
Arezzo con la Leggenda della Vera Croce
(tra laltro appena riaperti al pubblico dopo un restauro durgenza) riprodotti nel
1855, per diletto e per passione, da Austen
Heny Layard, uno degli artefici della riscoperta dopo loblio.
Non poi un caso se, nella sala delle
conferenze del museo forlivese, Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pasolini faccia da anteprima alla visita. Anche il cinema paga debito a Piero della Francesca:
con Pasolini, certo, ma anche con Tarkovskij. E con Antonioni che aveva dichiarato il suo amore per Piero negli anni Quaranta, nei suoi articoli sulla rivista Cinema: una lezione che il regista avrebbe
messo in pratica nel primo lungometraggio, Cronaca di un amore (1951). E come
non pensare poi a Piero davanti a certe video-installazioni di Bill Viola?
Lombra di Piero (o forse sarebbe me-

i
Lappuntamento
Piero della Francesca.
Indagine su un mito,
Forl, Musei San Domenico,
fino al 26 luglio
(Info Tel 199 15 11 34;
www.mostre
fondazioneforli.it),
Catalogo Silvana Editoriale
(pp. 400, e 34). La mostra
stata curata da Antonio
Paolucci, Daniele Benati,
Frank Dabell, Fernando
Mazzocca, Paola Refice
Le immagini
A destra: Piero della
Francesca (1415 -1492),
SantApollonia (seconda
met del XV secolo, tempera
e olio su tavola di pioppo,
fondo oro, Washington,
National Gallery of art).
Sopra, da sinistra: Massimo
Campigli (1895-1971), Le
cucitrici (1925, olio su tela,
San Pietroburgo, Museo
Statale Hermitage); Felice
Casorati (1883-1963),
Silvana Cenni (1922, tempera
su tela, collezione privata);
Balthus (1908-2001), Les
jouers de cartes (1966-1973,
caseina, olio, tempera su
tela, Rotterdam, Muse
Boyman - van Beuningen)
Il restauro
Si sono appena conclusi
i restauri degli affreschi
di Piero della Francesca
presso la Basilica di San
Francesco ad Arezzo.
Si tratta del ciclo relativo
alla Leggenda della Vera
Croce, (1452-1466).
Gli interventi, ritenuti
urgenti, erano cominciati a
gennaio e dovevano
rimuovere la consistente
presenza di polveri
e particellato atmosferico
depositati nel corso
degli ultimi anni

glio dire lombra del suo tempo) sembra


avvertirsi gi, come in una sorta di circolo
vizioso, nei suoi maestri-contemporanei:
nellaccuratezza prospettica di Paolo Uccello, nella plasticit delle figure di Andrea del Castagno, nella naturalezza della
luce di Domenico Veneziano, nellincanto
cromatico del Beato Angelico (sue due
bellissime tempere su tavola: la Nativit e
lOrazione nellorto). Luce, armonia,
equilibrio, forza: questo sembrano inseguire gli artisti che (tra Modena, Bologna,
Rimini, Ferrara, Ancona, Venezia e la Toscana) determineranno laffermarsi di
una ideale cultura pierfrancescana. Marco Zoppo, Francesco del Cossa, Cristoforo
da Lendinara, Bartolomeo Bonascia, Nicola di Maestro Antonio possono essere
nomi (ingiustamente) poco noti ai nontecnici. Ma certo che per personaggi
pi forti come Bartolomeo della Gatta,
Luca Signorelli (la sua Flagellazione prestata dalla Pinacoteca di Brera vale il viaggio a Forl), Melozzo da Forl, Antoniazzo
Romano, Giovanni Bellini e Antonello da
Messina guardare a Piero non qualcosa
da nascondere, piuttosto da esibire con
orgoglio.
La mostra, in fondo, questo vuole raccontare. Leredit, pi o meno visibile,
che Piero della Francesca ha lasciato:
quella testimoniata da un foglio dei Cantos (1925) di Ezra Pound, da un Vaso prospettico di Gio Ponti (dello stesso anno).
O quella esibita dal confronto (sia pure a
distanza in due diverse sale del secondo
piano) tra la Madonna della Misericordia
e la Silvana Cenni (1921) di Felice Casorati; e poi quella del Canto dello Stornello
(1887) di Silvestro Lega, e quella delle vedute geometriche di Czanne. La fortuna
novecentesca dellartista affidata agli
italiani Guidi, Carr, Donghi, de Chirico,
Casorati, Morandi, Funi, Campigli (le sue
Cucitrici del 1925 e il suo grande olio La
spiaggia del 1937 sono due delle sorprese
della mostra). Sono loro, in fondo, ad aver
consegnato leredit di Piero della Francesca alla piena e universale modernit. E
per capirlo anche solo quattro originali
del maestro possono bastare.
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Allestimento

UUUUU

Rigore scientifico

UUUUU

Catalogo

UUUUU

34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Sguardi

DOMENICA 13 MARZO 2016

ilCartellone
.

VILLA BRANDOLINI

MUSEO MARINO MARINI

Le indagini di Tornquist & C.


negli universi del colore

Maurizio Nannucci
in cento frammenti

magnifici cento: lo spettro ideale, senza


vezzi enciclopedici, tracciato da Maurizio
Nannucci. Lartista fiorentino classe 1939,
conosciuto soprattutto per le sue scritte al neon
interviene al museo Marino Marini con Top
Hundred (www.museomarinomarini.it, fino al
26 aprile), proponendo una sorta di lettura personale del secondo Novecento. Attraverso una
serie di documenti (un centinaio appunto):
multipli, libri e dischi dartista, video, riviste
provenienti dalla collezione Zona Archives, da
lui iniziata nel 1967. Protagonisti gli autori contemporanei pi rappresentativi della scena
internazionale. Lapproccio, in sintonia con lo
spirito delle neo-avanguardie, supera lidea di
opera come unicum irriproducibile, per aprirsi
a diverse forme espressive, superando laura e
lantica gerarchia tra arti maggiori e minori.
Un percorso che spazia dalla poesia concreta a
Fluxus, dal concettuale ai nuovi media, fino alle
sperimentazioni degli anni Duemila (sotto:
Michael Snow/ Musics for piano, Whistling
microphone and tape recorder, 1975 ,doppio
vinile). La mostra si inserisce nel progetto di
ricerca sugli archivi, inaugurato nel 2014 dal
museo Marino Marini con la mostra dedicata al
Centro Di. (maria egizia fiaschetti)

n approccio alla pittura di tipo scientifico, una ricerca continua rivolta non solo alla percezione del colore ma anche ai suoi peculiari aspetti psicologici:
Jorrit Tornquist e altre geometrie del colore (Villa Brandolini, fino al 3 aprile, www.fondazionefrancescofabbri.it),
con la curatela di Giovanni Granzotto, un itinerario attraverso cinquanta opere dellartista austriaco (Graz, 1938)
realizzate dagli anni Sessanta a oggi. Lavori che ne rivelano la forte personalit confermandolo come figura fondamentale in Europa per le arti visuali e come il maggior
urbanista contemporaneo del colore (sotto: Squilibrio,
2015). In mostra con Tornquist altri sei maestri, altre geometrie del colore. Josef Albers, esponente della Bauhaus, e
Max Bill, razionale concreto indagatore del colore, suoi
predecessori; Kuno Gonschior, esponente dellAstrattismo
cromatico e suo amico; Hugo Demarco, ovvero lausterit
tesa allequilibrio della composizione; Ulrich Erben, autore
di geometrie e colori della memoria; Marco Casentini con
luci e colori ispirati dal viaggio. (andrea fanti)

MUSEO ETTORE FICO

La pittura come arte assoluta:


omaggio a Renato Birolli

n mondo generato dal colore, una ricerca ispirata dalla poesia


della luce. Renato Birolli. Figure e luoghi 1930-1959, a cura di
Elena Pontiggia e Viviana Birolli al Museo Ettore Fico (fino al 26
giugno, www.museofico.it), rilegge con circa 90 opere il percorso del
pittore veronese (1905-1959). Una figura che ha toccato i grandi nodi
del Novecento italiano, dalla stagione realista di Corrente negli anni
Trenta allesperienza nel Gruppo degli Otto negli anni Cinquanta, uno
stile influenzato dagli espressionisti astratti americani. In Birolli c
(allo stesso tempo) la sensibilit cromatica della tradizione veneta,
lamore per Van Gogh e Czanne, ispirazioni assimilate con coerenza e
semplicit: Il colore non materia, nucleo emozionale. Il risultato
il candore di Taxi rosso nella neve (1932) o dei Poeti (1935, sotto).
Proprio questa libert espressiva lo allontan dal Fronte nuovo delle
arti: allimpegno e allideologia Birolli prefer la strada solitaria verso
una pittura assoluta. (alessandro zangrando)

TORINO

GENOVA

SOLIGHETTO (TV)

PARMA

FIRENZE

ROMA

PALAZZO BRASCHI
PALAZZO DEL GOVERNATORE

Un Ottocento giapponese
di belle fotografie e segreti
PALAZZO DUCALE

Il viaggio di Sebastio Salgado


alle ricerca della Terra perduta

l segreto, forse, la densit delle ombre attraversate da tagli di luce.


Il segreto la composizione per blocchi densissimi, siano essi elefanti o zebre, tempeste o vulcani, o nodi di esseri umani. Sebastio
Salgado (1944) ha impiegato otto anni per ritrovare i luoghi delloriginario, quel 46 per cento del pianeta rimasto come al tempo della Genesi,
della Creazione. Certo, ha scatto molte migliaia di foto, mille riprodotte
in un volume Taschen, duecento esposte a Genova, a Palazzo Ducale
nella mostra Genesi (fino al 26 giugno; sopra: Brasile, 2005, Sebastio
Salgado/Amazonas Images/Contrasto), foto in cui subito si avverte una
densit drammatica molto lontana dal contemplato sublime dei paesaggi di Ansel Adams. Ma, allora, da dove parte Salgado? Forse dai
drammatici contrasti dello Eizentein di Lampi sul Messico, dalle dure
forme di Tina Modotti, dalla densit della natura di Edward Weston.
Anche se ha fatto parte della Magnum, a Parigi, fra 1979 e 1944, Salgado
va oltre quei modelli: attraverso il Surrealismo e, magari, Caspar David
Friedrich, scopre la genesi di antichi mondi. (arturo carlo quintavalle)

n pezzo di Giappone finisce a Parma. Anzi, sarebbe


meglio dire che torna: la mostra Giappone segreto.
Capolavori della fotografia dell800 (fino al 5 giugno,
nelle sale del Palazzo del Governatore, www.palazzodelgovernatore.it) racconta anche uno scampolo di storia parmense. Infatti Enrico II di Borbone, fratello dellultimo regnante del Ducato di Parma, assieme alla moglie, tra il 1887
e il 1889, fece un lungo viaggio in Giappone, dal quale torn
con una ricca collezione di opere. Lesposizione presenta
140 fotografie originali che testimoniano come, tra il 1860 e
il 1910, si fosse sviluppata una tradizione fotografica nipponica molto vivace, una vera e propria accademia. La rassegna, curata da Francesco Paolo Campione e Marco Fagioli,
ruota intorno ai capolavori della scuola di Yokohama, uno
dei vertici della fotografia ottocentesca, messi in relazione
anche a esempi di arte decorativa giapponese (sopra: Utagawa Kunisada, 1786 - 1865, Il racconto di Komachi alla
toeletta, stampa xilografica), come le armature da samurai
o le maschere del teatro classico. (roberta scorranese)

Il mito del serpente


cambia sempre pelle

l serpente, simbolo di sinuosit e di


misteriosa potenza, il protagonista
della mostra SerpentiForm. Arte, Gioielleria, Design, allestita fino al 4 aprile
2016 a Palazzo Braschi (www.museodiroma.it). La rassegna, ideata e realizzata da
Bulgari in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,
racconta come il serpente abbia di fatto
attraversato larte e la creativit, sia nei
secoli che nei continenti: in mostra ci
sono pezzi provenienti da Pompei accanto
a quelli di collezioni orientali o africane. E
poi, naturalmente, gioielli, fotografie
(Robert Mapplethorpe, Richard Avedon,
Helmut Newton), abiti vintage, costumi
teatrali e cinematografici (con una sezione dedicata alle vesti indossati da Elizabeth Taylor nel film Cleopatra del 1963),
pezzi di design, opere darte dei nostri
giorni: Keith Haring, Alexander Calder,
Paul Klee, Joana Vasconcelos (sopra: SibylVane, 2013). , insomma, lomaggio a
una fonte di ispirazione nonch a un misteriosissimo animale-mito. (paolo conti)

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

DOMENICA 13 MARZO 2016

RiLettura

di Claudio Colombo

I cani di Wembley

Nel vasto dominio delle mode internazionali,


sta per spuntare lera dei cani. Prova ne sia,
spiega La Lettura, la folla di 70 mila spettatori
radunatisi nel nuovissimo stadio di Wembley per
assistere al Premio dellImpero. Gare fra cani,

CASAMADRE

LOUVRE

Tutto il nero del silenzio


nelle gomme di Canevari

Il barocco con rovine


di Hubert Robert

n pittore francese, formatosi in Italia,


protagonista delle vicende artistiche
e storiche della sua patria nel XVIII
secolo: il Louvre celebra Hubert Robert con
una mostra (Hubert Robert, 1733-1808. Un
peintre visionnaire, fino al 30 maggio,
www.louvre.fr). Nato a Parigi nel 1733, a
ventanni si trasferisce a Roma dove frequenta i corsi dellAccademia di Francia e
dove rimane influenzato dalle vedute di
Pannini e Piranesi. La sua arte risente anche
del contatto con il connazionale Fragonard
che conobbe nella Citt eterna e con cui
visit nel 1761 Napoli e i siti archeologici
della Campania, traendone ispirazione per
vedute che rivestono lelemento visionario
con una sensibilit pittorica di gusto rococ
(sotto: Veduta immaginaria del Louvre in
rovina, 1796). Tornato in patria nel 1765 fu
primo conservatore del Muse Royal, il
futuro Louvre che a lui oggi dedica appunto
(in collaborazione con la National Gallery di
Washington) questa monografica, la prima
dal 1933, in cui sono esposti oltre 140 tra
dipinti, disegni e stampe. (chiara pagani)

un mondo nero quello che, per quaranta giorni,


accoglie i visitatori della Galleria Casamadre a
Napoli (www.lacasamadre.it). Il mondo nero delle opere di Paolo Canevari (la mostra porta semplicemente il suo nome), artista contemporaneo romano
(1963) che espone al Moma di New York e alla Foundation Luis Vuitton pur la Creation di Parigi. Maestro di
ricerca e sperimentazione, qui Canevari (sotto) abbandona copertoni e camere daria, materia recente del suo
ingegno, e sceglie, per i monumenti alla memoria, ultima sua creazione, il silenzio del nero. Il nero come annullamento di ogni tecnica rappresentativa, azzeramento di forme e geometrie per lasciare a chi osserva la
libert, se non quasi lobbligo, di definire il senso delle
opere. Non rinuncia, per, a un riferimento concreto,
creando sculture in polietilene, materiale plastico usato
abitualmente per ricoprire le balle di spazzatura nelle
discariche, e stabilendo cos un richiamo suggestivo e
doloroso alla storia recente di Napoli. ( fulvio bufi)

SAN SEVERO (FG)

SERPENTINE GALLERY

NAPOLI

insomma: da corsa e da guardia. Previsione: la


nuova moda inglese si diffonder presto in tutta
Europa. A Milano stato appena inaugurato San
Siro: cani non se ne vedranno. Non, almeno, a
quattro zampe (La Lettura, aprile 1928).

La riscoperta di Hilma af Klint


eroina (nascosta) dellastrattismo

el testamento Hilma af Klint aveva lasciato scritto che i suoi quadri (pi di mille) dovessero essere mostrati in pubblico solo a
ventanni dalla sua morte, poi avvenuta nel 1944. La pittrice svedese, nata nel 1862, non parlava dei paesaggi e dei ritratti dipinti secondo i canoni imparati allAccademia delle belle arti di Stoccolma ma
della sua produzione parallela, rimasta poi praticamente non vista fino
al 1986. Temeva, Hilma, che i suoi contemporanei non avrebbero capito
quelle forme geometriche e quei colori che nulla avevano a che fare con
i modi del suo tempo. Unarte nuova che, oggi, leggiamo come precorritrice dellastrattismo di Kandinsky, Mondrian e Malevich. A questa
artista sui generis (vicina allo spiritismo, diceva di dipingere guidata da
unentit immateriale chiamata Amaliel) dedica una personale la londinese Serpentine Gallery (fino al 15 maggio, www.serpentinegalleries.org ): in mostra anche limportante serie dei Paintings for the temple (sotto: Untitled), 193 quadri dipinti tra il 1906 e il 1915. (giulia ziino)

PARIGI

BRUXELLES

LONDRA

NEW YORK

MUSEO DELLALTO TAVOLIERE

Il magico mondo di Keziat


diviso tra Fellini e Pazienza

n racconto magico che si snoda attraverso i


tratti colorati realizzati da una penna biro su
carta e tela dai formati diversi; animazioni e video installazioni. Lopera di Keziat (nata nel 1973) visualizza mondi che uniscono realt diverse e trasporta
negli abissi nascosti dellanimo umano (sopra: La bambina interiore, particolare, trittico penna su tela, 2015).
Il Mat, il Museo dellAlto Tavoliere di San Severo, citt
natale dellartista, ospita fino al 3 aprile la personale La
citt delle donne e altre storie a cura di Elena Antonacci
(www.pugliamusei.it). Una mostra che fin dal titolo
vuole essere un omaggio alla visione onirica di Federico Fellini (1920-1993) e quella di Andrea Pazienza (19561988) che nel 1980 realizz i manifesti orizzontali per le
affissioni murarie del film La citt delle donne, allucinante avventura felliniana del donnaiolo Snaporaz (impersonato da Marcello Mastroianni). il primo appuntamento di una serie di esposizioni personali che sotto
il titolo Hybrids porteranno i lavori dellartista pugliese
fino a Miami e Bangkok. (cecilia bressanelli)

NEW MUSEUM

La vita alienazione:
parola di Anri Sala
PALAIS DES BEAUX-ARTS / BOZAR

Un genio nellombra di Mondrian:


tutti i talenti di Van Doesburg

ome spesso accade, alcuni artisti non sono stati riconosciuti quanto
meritavano. il caso dellolandese Theo Van Doesburg (1883-1931),
fondatore nel 1917 della rivista De Stijl e vera forza motrice del
movimento, vissuto sempre nellombra dellamico e collaboratore Piet
Mondrian. La sua grandezza stata riconosciuta solo tardivamente grazie
alla retrospettiva del 1969 che ha rivelato la sua importanza come pittore,
architetto e teorico. Impegnato nel neo-plasticismo e nelle prime fondamentali incursioni dadaiste in tutta Europa, ebbe anche unesperienza a
Weimar con il Bauhaus. Il rapporto con Mondrian prosegu in armonia fino
al 1924, quando le loro strade si divisero improvvisamente. In seguito, per
Mondrian fu il successo, mentre per Van Doesburg continuarono le sperimentazioni. Il Bozar gli dedica ora una grande rassegna (Theo van Doesburg. Une nouvelle expression de la vie, de lart et de la technologie, fino
al 29 maggio, www.bozar.be) di dipinti, studi di architettura (sopra: Maison Particuliere vista dallalto, 1923), oggetti e vetrate. (giovanna poletti)

indagine di Anri Sala, autore albanese classe 1974, si concentra sulla


coesistenza di tre aspetti fondamentali della sua concezione di opera
darte: il suono, lo spazio architettonico e
la storia. Lesibizione al New Museum di
New York, Anri Sala: Answer Me (fino al
10 aprile, www.newmuseum.org), rappresenta una mappa ideale della sua attivit artistica negli Stati Uniti, dallesordio
fino a oggi. La mostra presenta un percorso audio-video che si estende dal secondo al quarto piano del museo, con lo
scopo di creare un viaggio sensoriale e di
guidare lo spettatore attraverso unesperienza sinfonica. Negli esperimenti video
dei primi anni Novanta, girati con lo stile
del documentario e con lobiettivo di descrivere la vita in Albania dopo la caduta
del Comunismo, fino ai lavori pi recenti
(sopra: Title suspended Sky Blue, 2008),
alienazione e incertezza rappresentano i
temi dominanti della ricerca di Sala, enfatizzati dalla percezione del suono in relazione al suo spazio. (marco bruna)

36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

di PAOLA DAMICO

Morto un teatro se ne fa un altro


Io ci ho messo un monologo e tanti mestieri

diciannove anni arrivata a Milano dalla


provincia di Siracusa. Voleva fare lattrice.
diventata un direttore di teatrofactotum. Per Ornella Bonventre il teatro la
mia casa. E non in senso metaforico. La
Lettura la incontra al Tac Teatro, nato da meno
di un anno negli spazi un tempo occupati da
una fabbrica di periferia, che oggi un
quartiere in trasformazione sorto dalla
riconversione della Magneti Marelli. qui che
Ornella, 32 anni, vive e lavora. La stagione

sintitola Si pu fare ed la sintesi della sua


storia. Il cartellone denso. I posti tre le sale
da 300, 60 e 40 fanno il tutto esaurito dal
primo giorno. Dallautunno scorso, negli ampi
spazi polifunzionali ricavati dai capannoniteatro di via Pontenuovo 51 hanno fatto tappa
gi 31 compagnie. Grandi professionisti, che
qui non vengono a cachet ma per il gusto di
partecipare a un progetto nuovo. Sono
cresciuta alla scuola di Renzo Casali, alla
Comuna Baires racconta Ornella e dopo la

Maschere
.

Teatro, musica, danza, cinema, televisione

ORNELLA BONVENTRE (FOTOGRAMMA)

FUORI
SCENA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Note blu

di Claudio Sessa

sua morte, tre anni e mezzo fa, quellesperienza


incredibile s dissolta e ho deciso di proseguire
in solitario con un monologo, Volareo..., e un
manichino (Carlotta) che ha dato da mangiare
a me e alle mie due figlie per anni. Poi, la scorsa
estate, s realizzato un sogno, cio rifondare
un teatro dove tutti fanno tutto. Che vive
senza finanziamenti pubblici. Come alla
Comuna Baires, il gruppo milanese che faceva
parte della rete creata dallomonimo teatro
indipendente argentino e che sispirava al
metodo del maestro russo Stanislavskij.
Volevo fare la regista. Mi dissero che avrei
anche studiato da attrice continua Ornella
ma ora qui faccio veramente tutto. Sistemo la
sala e, quando ospitiamo le compagnie, se
serve sono alle luci oppure divento fonico.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Il jazz che diventa film


Infaticabile poligrafo, il piemontese Guido
Michelone riscrive per Arcana (pp. 350, e 25)
un testo gi dato alle stampe in altra forma, Il
Jazz-film. Lencomiabile lavoro di schedatura
(sono raddoppiati i filmati di argomento
jazzistico descritti nel dettaglio: ben 126)
affaticato da un aggiornamento frettoloso,
mentre la visione storica tratteggiata nel
rapido saggio iniziale meritava ragionamenti
pi approfonditi. Provaci ancora, Guido.

Il cantautore pubblica Acrobati : meno politica, pi poesia. Qui ne parla con Mauro Bonazzi, storico della filosofia

Mi sento un vigile urbano


(ma anche un po Socrate)
di TERESA CIABATTI

Daniele Silvestri: lamore, lironia e la vita


Penso a me tra molti anni, servono prospettive

er luscita di Acrobati, il suo nuovo disco, Daniele


Silvestri incontra Mauro Bonazzi filosofo, professore di Storia della Filosofia antica allUniversit di Milano che ha ascoltato le sue canzoni.
Cosa hanno in comune un cantautore e un filosofo? Cosa ha da dire il filosofo se il cantautore parla di
equilibro e necessit di elevarsi? Ecco il resoconto soggettivo del loro incontro.
BONAZZI Questo disco mi sembrato diverso dai
precedenti.
SILVESTRI C meno politica, e pi poesia.
Che successo tra Le cose che abbiamo in comune
e Acrobati?
SILVESTRI passato molto tempo, cambiato il mio
tempo personale, anagrafico. cambiato anche il mio modo di raccontare. In passato ho usato pi ironia, che pu
essere anche una forma di vigliaccheria rispetto al racconto damore: rendere grottesco per disincantare.
Qui si espone di pi, nella canzone Alle fine canta
di un amore finito.
SILVESTRI Alle fine non una canzone damore. Non
a caso alla fine del disco, come a dire: non la fine. Non
la fine del disco, non la fine della narrazione. Se fosse per
me non sceglierei mai.
BONAZZI Lo invece Cos vicina. Una canzone
damore intima, riflessiva, dove lamore rimane in una posizione sempre incerta.
SILVESTRI il racconto di un momento iniziale,
quando crediamo nella predestinazione, un momento che

ci rende incapaci di agire con consapevolezza. Tutto ci pare inevitabile.


Impossibile lequilibrio in amore?
SILVESTRI La storia damore implica una distorsione
del tempo. In Pochi giorni c un uomo che non sa vivere la
distanza, e distorce il tempo.
Lei col tempo fa quello che vuole, ne La verit va
avanti di trenta, quarantanni.
SILVESTRI L c uno sguardo anziano. Di tempo ne
passato tanto. Latmosfera polverosa, il mobilio vecchio.
Due anziani che non si trovano pi a loro agio nel mondo.
A chi ha pensato?
SILVESTRI Anche a me tra molti anni.
BONAZZI In questa canzone lamore il rifugio.
SILVESTRI un atto di ribellione. Lesaltazione della
semplicit che diventa protettiva. Le coppie anziane mi affascinano, sono un anacronismo. Quasi una curiosit antropologica. Non siamo pi abituati alle cose che durano.
BONAZZI Del disco mi ha colpito la contraddittoriet, da una parte il tema del tirarsi fuori e guardare dallalto,
vivere il pathos della distanza, dallaltra il bisogno di entrare dentro. Mi ha fatto pensare a Il Barone Rampante, Cosimo va su perch non riesce pi a capire le cose, non capisce pi il suo tempo.
SILVESTRI Guardare le cose da lontano unarma che
ti permette di sorridere di ci che da vicino ti fa soffrire.
Ha anche un valore sociale, politico e filosofico, se proiettato verso gli altri, se al centro del nostro interesse, del mio
sicuramente, c loperato delluomo.

Che cosa non si vede da vicino?


SILVESTRI La maestosit e la lungimiranza. Viviamo
in un mondo fatto di molto presente. Non abbiamo una
prospettiva larga. C poca memoria, e nessuna prospettiva. Credo sia un dovere per chi vuole raccontare e provare a
elevarsi.
Lei ci riesce?
SILVESTRI Noi siamo fatti per stare qua, sul pavimento. Non siamo dotati di ali. Il funambolismo un rischio,
un gesto affascinante di per s, proprio nel momento in
cui sembra non avere uno scopo.
Non c scopo, ma intenzione?
SILVESTRI Disobbedire alla gravit, concetto che rubo al funambolo Philippe Petit, lui si ribella alla forza di
gravit, che anche la burocrazia. Il suo un pensiero, una
scelta di libert che prevede il rischio fisico, anche se a lui
non interessa la possibilit di cadere, una possibilit visibile solo per quelli che stanno sotto a guardare. Nella canzone io dico: Non puoi chiamarla libert, se non rischi di
cadere.
Lei rischia?
SILVESTRI Nel mio lavoro nessuno mi toglie libert,
me la tolgo da solo. Il mio stesso mestiere, i ventanni che
ho fatto, perch mi danno un patrimonio di sicurezza anche artigianale che per non mi aiuta a percorrere strade
nuove. E invece come artista io ho il dovere di percorrere
altre strade.
Cos la caduta?
SILVESTRI Sbagliare. Pensare di essere su un percor-

Lartista
Daniele Silvestri nato a
Roma nel 1968. Dopo il
debutto con lalbum Daniele
Silvestri (1994), nel 1995
premio della critica nella
sezione giovani di Sanremo
con Luomo col megafono.
Sono anni di spettacoli
teatrali e di colonne sonore di
film di successo (Cuori al
verde, 1996, di Giuseppe
Piccioni), ma anche di
impegno, come i viaggi a
Cuba, cui dedica il cd II Dado
(1996), e in Mozambico. Nel
2002 lancia uno dei suoi
brani pi noti, Salir, e nel
2007 quarto a Sanremo con
la hit dellanno, La paranza
(nel cd Il latitante). Molte le
collaborazioni, da Raiz a
Stefano Bollani; proficua
lintesa con Niccol Fabi e
Max Gazz, con i quali incide
Il padrone della festa (2014)
Il nuovo disco
Lottavo album, Acrobati
(Sony Music), uscito il 26
febbraio, salito
direttamente al primo posto
nelle classifiche di vendita.
Attualmente Silvestri
impegnato in un tour che lo
porter il 18 marzo a Isernia,
il 19 marzo a Pescara, il 21 a
Bari, il 22 a Napoli, il 23 a
Lecce e il 24 a Matera

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 37

DOMENICA 13 MARZO 2016


Nella pagina accanto:
Daniele Silvestri
e Mauro Bonazzi
durante lincontro
allEnterprise Hotel
di Milano, il 3 marzo.
A sinistra: illustrazione
di Beppe Giacobbe

SSS

Tesi

LITALIA
SCANSA
LASSALTO
DI PARSIFAL
di GIAN MARIO
BENZING

so artisticamente valido e poi rendersi conto attraverso il


giudizio degli altri che qualcosa non era come credevi. Nel
mio mestiere fatto di comunicazione diretta, se non arriva
quello che scrivo, allora sbaglio.
Le successo?
SILVESTRI Non mi successo tanto ancora. Ci sono
state canzoni che non sono venute bene. Ma fin qui posso
dire che non c stato nessun disco che non avesse senso.
La spaventa il fallimento?
SILVESTRI Grazie ai ventanni sulle spalle, al tour
molto gratificante con Max Gazz e Niccol Fabi, arrivavo
forte a questo disco. Cosa che mi ha permesso di svincolarmi dalle aspettative.
BONAZZI Un artista non pu pensare il successo e il
fallimento in termini cos radicali, non deve andare solamente incontro ai gusti del pubblico, senn si ripete.
SILVESTRI un rischio molto tangibile, e io credo di
averlo ogni tanto assecondato, per riconoscenza.
Verso chi?
SILVESTRI Verso chi mi ha voluto bene fino a qua. Ma
una pratica pericolosa, che pu portarti a essere la caricatura di te stesso.
BONAZZI Il tempo passa anche per il pubblico poi.
SILVESTRI In questo disco ho sentito il bisogno di
lanciarmi. E lazzardo ha prodotto un effetto.
BONAZZI Mi piace che ci sia sempre dubbio nellazzardo. Si critica tanto il dubbio, quando un valore. Un po
di incertezza sana. Invece di ancorarsi a posizioni forti,
buoni-cattivi, luce-ombra, nellincertezza si vedono cose

diverse.
SILVESTRI Petit diceva che ci deve essere sempre un
percorso dal caos allordine, e il caos iniziale un magma
caldissimo, infinitamente ricco. Ci deve essere limponderabile. Se veramente puro quel processo creativo, non ha
teorema da dimostrare. C qualcosa dimprovvisato, che
non vuol dire arrivarci senza preparazione.
BONAZZI Geni incompresi non esistono.
SILVESTRI Se tu sei bravo nel tuo lavoro, sei anche
tecnica e allenamento. Quello che pi ho fatto in questo
disco stato preparare il terreno, finalmente mi conoscevo abbastanza da sapere quali fossero le cose su cui potevo
contare.
Quali erano?
SILVESTRI Sono bravo a dirigere il traffico. Ho scelto
musicisti con cui non avevo mai suonato, e li ho scelti perch innovativi ciascuno nel proprio strumento. Sono riuscito a far confluire le loro forze. Sono stato il catalizzatore,
il vigile urbano.
BONAZZI Il mondo pieno di gente che guida. Finalmente qualcuno che d strumenti ma non soluzioni. Che
poi il vigile una figura dellimmaginario di destra, per
tornare alle contraddizioni.
In Acrobati, rispetto ai dischi precedenti, c meno
politica, diceva.
SILVESTRI Non significa per che la poesia non possa essere politica. La mia casa non esplicitamente una
canzone politica, eppure in questo momento storico politico parlare della nostra disponibilit o meno a sentirci

el cuore dellEuropa, dalla Scandinavia allUngheria, verso Pasqua fioriscono sulle scene i Parsifal di Richard Wagner
(1813-1883), rito musicale
e culturale che si perpetua e avvince. Questanno, in pochi giorni ne
contiamo una dozzina,
con punte di alto pregio:
allo Schiller-Theater di
Berlino c Barenboim sul
podio (e Ren Pape
Gurnemanz), Peter Mattei Amfortas a Stoccolma, dm Fischer dirige
a Vienna, Valcuha a Budapest, Parsifal spuntano
a Chemnitz, Colonia,
Lipsia, Poznan, Varsavia,
Breslavia, con lieve scarto a Madrid... Da noi?
Zero. In Italia, sotto Pasqua, la musica o tace
(per rispetto? Per assenza
di spettatori?) o punta
sul sacro (Bach e Haydn a
Milano, Stabat Mater di
Pergolesi a Verona e Catania, di Dvork a Bari...),
con rare scelte di altro
segno (Carmen a Bologna, I due Foscari alla
Scala). Non parliamo di
laicit: i Parsifal in Svezia
o in Germania non sono
certo un rigurgito bigotto;
tra sovratitoli, schermi e
smartphone, neanche la
lingua oggi pi una
barriera. Il nostro suona
pi come un deficit culturale o una renitenza a
immergersi in una spiritualit cos potente. E che
va oltre il cristianesimo:
nel suo mix di superomismo, buddhismo, simboli
del profondo (la lancia, la
ferita), questo Wagner
mistico-ecologista sembra pi vicino alluniversalit e al sincretismo dei
nostri giorni che non alla
societ dellOttocento. Il
Parsifal paneuropeo unifica e parla a tutti. Il suo
Incantesimo del Venerd
santo proclama leterno
rinnovarsi della vita.
Dovrebbe essere il giorno del dolore supremo,
canta il protagonista, e
invece no, la natura rinasce, Gioisce ogni creatura, del Redentore seguendo lorma soave, loboe
canta in si maggiore il
Tema del Prato fiorito...
La colpa, la morte, il
tradimento, tutto si rigenera nellonda radiosa
del Tema del Graal, che
travolge e innalza. Non
sarebbe un bel messaggio, da far fiorire a Pasqua anche in Italia?
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parte di una specie. Nel mio romanticismo di sinistra, io


ho sempre pensato che luomo crescendo dovesse imparare a sentirsi un tuttuno.
Non fuori tempo il suo romanticismo di sinistra?
SILVESTRI Forse lo sono io. Quello che cerco corrisponde molto poco a quello che c intorno. Il mondo occidentale ha imboccato strade che hanno spersonalizzato
il pensiero politico, c la mancanza di uno sguardo pi
avanti, di futuri veri, non della fine del mese, o della prossima elezione.
BONAZZI Oggi sono saltati schemi di pensiero che in
passato avevano aiutato a leggere la realt, c limpressione del disordine, c bisogno di qualcuno che riorganizzi
una nuova forma.
Lartista?
BONAZZI Non direi.
SILVESTRI Negli anni Settanta in Italia occuparsi di
politica significava occuparsi delle scelte di una societ.
Argomenti espressi anche da artisti.
BONAZZI Uno dei luoghi comuni adesso cercare di
trovare delle forme di contestazione fuori dalla politica, lasciando campo libero a chiunque. Ma un artista non deve
fare il politico. Un artista guida-popoli diventa ridicolo.
Una critica a Silvestri?
BONAZZI No, lui uno dei pochi che non lo fa come
guida-popoli, ma con ironia.
Che differenza c?
BONAZZI Prima politico voleva dire: se sono di sinistra devo attaccare questo e quello, se sono di destra questaltro e quellaltro. Adesso c la libert di non sapere gi
dove si deve andare.
SILVESTRI Io mi sento di smontare quello che dato
per assodato, questo mi pare di saperlo fare.
BONAZZI Cosa che nelle tue canzoni fai anche con i
giochi di parole.
SILVESTRI Per me il linguaggio un gioco meraviglioso, che per come tutti i giochi ogni tanto devi smontare, vedere com fatto, col pericolo di non saperlo pi rimontare.
BONAZZI Scomporre le frasi per togliere significato
alle frasi fatte.
SILVESTRI I luoghi comuni sono qualcosa che ci d
sicurezza, perch ci fanno muovere in terreni noti, ma noti
per lutilizzo frequente, non perch compresi. Anzi: pi
sono automatici e meno prevedono comprensione.
E dunque cosa sente di dare attraverso le sue canzoni?
SILVESTRI Distribuisco immagini di altri mondi possibili. Ma non so scegliere. Se fai un mestiere che ha a che
fare con la comunicazione, se devi raccontare il mondo
che vivi, sulla base di passioni, sentimenti, a volte di urgenze rabbiose, sconfini inevitabilmente. Purtroppo oggi
non c un linguaggio che si sia sostituito al precedente.
BONAZZI Nella scuola media dove ho insegnato
cerano ragazzi che erano bombe di ormoni e di emozioni,
ma che avevano tre parole per descrivere il loro mondo interiore, quindi non esisteva niente. Non ci stavano dentro,
non ci sto dentro. Non ci sto dentro al brutto voto, non
ci sto dentro perch la ragazza mi ha lasciato, non ci sto
dentro per qualunque cosa. La musica riusciva a consolarli, a dare parole.
SILVESTRI Ci sono artisti che facendo poesia, e non
facendo direttamente politica, hanno dato un linguaggio a
chi non ce laveva, penso a Pasolini. Ha regalato un linguaggio nuovo al proletariato.
Lei d un nuovo linguaggio?
SILVESTRI Il mio pi un gusto da enigmista.
Ne La paranza attua una cambio di prospettiva.
SILVESTRI Non so. Ma il poeta vero riesce a far intravedere un altro mondo possibile. Io mi limito ad alzare lo
sguardo, unostinazione di ricerca la mia. Pasolini ha saputo raccontare il mondo con lungimiranza e prospettiva;
a rileggere oggi le Lettere luterane ci si meraviglia, sono
attualissime, direi profetiche. E questo prerogativa solo
dei grandi artisti.
BONAZZI Non condivido lentusiasmo su Pasolini,
per ne riconosco il percorso di coerenza.
Perch non condivide?
BONAZZI Troppo assertivo.
Per questo le piaciuto Acrobati?
BONAZZI Mi piaciuto lo stare un po da una parte,
un po dallaltra. Mi sono stupito infatti quando ho letto in
unintervista che ti definivi Seneca. Avrei detto pi Socrate.
SILVESTRI Era allinterno di un discorso sul potere
che c ma non si vede. Non mi sento di sottoscrivere quella risposta. Quindi s, dico Socrate anchio.
BONAZZI La definizione della felicit?
SILVESTRI La domanda sei felice? angosciante.
Se intesa come bilancio di una vita, non so cosa rispondere. Credo sia la somma di componenti, una statistica. Diciamo che ci sono persone che hanno una propensione al
sorriso.
E lei felice?
SILVESTRI Se c in giro un po di felicit, mi viene da
acchiapparla.
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38 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Maschere Teatro
Tour Una compagnia ha
portato nel mondo lopera
di Shakespeare partendo
dal suo palcoscenico, a
Londra: il 23 aprile torna a
casa (passando dallItalia)

dal nostro inviato a Bruxelles


MARILISA PALUMBO

uando incontriamo Naeem e


Amanda nella hall di un albergo di Bruxelles, la loro 170
casa in quasi 24 mesi, lui
esordisce cos: Non ho idea
di che giorno sia. Sono piuttosto sicura che sia mercoled, gli fa lei. Ah,
gioved!?. Si guardano, poi si voltano ridendo: Vedi? Il tempo diventa irrilevante.
laprile del 2014, 450 anniversario
della nascita di William Shakespeare,
quando Naeem Hayat, Amanda Wilkin,
altri dieci attori e quattro direttori di scena lasciano Londra per cominciare
unimpresa senza precedenti nella storia
del teatro: portare la stessa produzione di
Amleto in tutti i Paesi del mondo. Partendo dal Globe, il teatro ricostruito nel 1997
sulla riva sud del Tamigi, a pochi passi
dal sito delloriginale shakespeariano,
hanno recitato su palcoscenici elisabettiani e per strada, nei campi profughi e in
un castello, in Paesi dove Shakespeare
non era mai stato messo in scena o dai
quali mancava da decenni. Il 23 aprile,
quando torneranno alla base, in coincidenza con il 400 anniversario della morte del grande drammaturgo, avranno toccato 197 nazioni e percorso oltre 300 mila
chilometri.

Lidea ricorda Dominic Dromgoole, direttore del Globe e regista di questo


adattamento nasce nel 2012. Nellambito dellOlimpiade culturale che accompagn i Giochi Olimpici, ospitammo il festival Globe to Globe. In sei settimane 37
compagnie di 37 Paesi portarono in scena Shakespeare in mandarino, giapponese, arabo Una sera che eravamo fuori a
festeggiare venne lintuizione: perch
non ricambiare il favore?. Gli attori
spiega a la Lettura una delle producer,
Tamsin Mehta, nellintervallo dello spettacolo al teatro Saint-Michel della capitale belga sono quasi tutti giovani o semi esordienti. Chi altri avrebbe accettato
di partire cos per due anni?. Ma per Naeem e Amanda il s stato facile.
unesperienza che ti cambia la vita, come
attore e come persona, dice lui. Svegliarti e non sapere dove sei, com il posto in cui sei arrivato la notte prima, vivere completamente nel presente prosegue lei mi mancher.
Di contro c la fatica di una tabella di
marcia rigidissima, i bagagli persi, le
scorte infinite di vitamina C per non
ammalarsi, gli alti e bassi di una convivenza forzata con persone che non conoscevi e con cui ti ritrovi a dividere lavoro,
viaggi, tempo libero. Se litighiamo? Certo! Siamo una famiglia disfunzionale!.
Una delle sorprese pi belle di questi
mesi sulla strada, non hanno dubbi,
stato il rapporto con il pubblico. Credo
riflette Amanda si avvicini molto a
quello che provavano gli attori allepoca
di Shakespeare. Abbiamo assistito a reazioni molto diverse da quelle composte
cui siamo abituati. Ci sono posti come i
Caraibi dove la gente parla tutto il tempo,
commenta, a volte urlando, quello che
sta accadendo in scena.
Nelle intenzioni di Dromgoole anche
leterogeneit del cast doveva aiutare gli
spettatori a immedesimarsi. Naeem viene da una famiglia pachistana dellEast
London e divide il ruolo di Amleto con
Ladi Emeruwa, di origini nigeriane. Jennifer Leong, che come Amanda interpreta Ofelia, di Hong Kong. Amanda, che a
turno fa Ofelia, Gertrude e Orazio, ha ra-

Dal Globe al globo:


un Amleto per 197 (Paesi)

i
Lanniversario
Di William Shakespeare, nato
a Stratford-upon-Avon nel
1564, ricorrono il 23 aprile i
400 anni dalla morte.
LAmleto, allestito da Dominic
Dromgoole e portato in scena
nel mondo in due anni da
Naeem Hayat, Amanda Wilkin
e altri 10 attori, una
produzione del Globe Theatre,
inaugurato nel 1997 a Londra
sul modello del perduto Globe
di Shakespeare
Le immagini
A destra: lAmleto tra le
baracche degli immigrati nella
Giungla di Calais, in Francia.
Qui sopra: lo spettacolo
allestito in Gibuti, piccolo Stato
del Corno dAfrica, in un campo
per profughi yemeniti. In alto
da sinistra: un momento delle
prove al Globe Theatre;
Jennifer Leong (Ofelia), attrice
di Hong Kong, e Naeem Hayat
(Amleto) in Camerun; ancora
Naeem Hayat, londinese di
origini pachistane, con
Amanda Wilkin, Ofelia di
origini giamaicane e cubane
(ma interpreta a turno anche
Gertrude e Orazio); la
compagnia in piazza Maidan a
Kiev (Ucraina), sulla Muraglia
cinese e alle piramidi
di Giza, in Egitto

dici giamaicane e cubane. Molti spettatori vengono da me a fine rappresentazione racconta e commentano entusiasti il fatto che siamo cos diversi.
Quando ero piccola non andavo a teatro
molto spesso ma quando lo facevo sul
palcoscenico erano per la maggior parte
bianchi, e maschi. La nostra compagnia
dimostra che Shakespeare non per un
solo tipo di persone. Daltronde, interviene Naeem, tutti hanno un momento
essere o non essere, tutti abbiamo un
momento che capolavoro luomo, che
ti succeda a 75 anni su una spiaggia o a 17
nella tua stanza mentre ascolti gli Slipknot.
toccante anche vedere come cambia
la risposta del pubblico a seconda della
storia recente del Paese in cui ci troviamo, sottolinea Amanda. E a entrambi
viene in mente il Ruanda, dove la compagnia ha recitato in un campus che fu teatro di razzie e atrocit negli anni del genocidio. C un passaggio dellAmleto,
lAhim, povero Yorick dice Naeem
in cui si vede un giovane uomo con il
teschio di un altro uomo in mano. Se per
noi quellimmagine il simbolo della filosofia, delle riflessioni sulla mortalit,
in un posto cos non puoi fare a meno di
pensare che quella scena ricorda il vicino
passato. La nostra generazione non ha
avuto tragedie come quella con cui fare i
conti, non sappiamo come ci si senta. In
quel pubblico cerano persone che lo sapevano.
I vagabondi del Globe non riusciranno
a toccare proprio ogni Paese della superficie terreste. La Corea del Nord sfumata
dopo lunghe trattative (volevano che inserissimo nello spettacolo dei numeri
acrobatici. Sar il mio prossimo tour,
lAmleto acrobatico!, scherza Naeem);

Siria, Yemen, Repubblica Centrafricana e


Libia sono stati esclusi perch troppo pericolosi. Ma Amanda e gli altri hanno recitato per i rifugiati siriani nel campo
profughi di Zaatari in Giordania, per gli
yemeniti nel campo di Markazi in Gibuti,
per i rifugiati libici a Malta, per quelli della Repubblica Centrafricana a Mandjou,
in Camerun. E sono stati, agli inizi di febbraio, nella Giungla di Calais.
Tappe non previste, imposte dagli
eventi. Se il cuore di questo tour portare Shakespeare a pi persone possibili,
arrivare a Calais era fondamentale, dice
Naeem: ovvio che la cosa essenziale
per chi in quei campi avere del cibo e
un riparo, e nessuno qui fa finta che
Shakespeare possa cambiare il mondo,
per importante anche far sentire e
trattare queste persone come esseri umani. Amanda cambia espressione: Questa gente ti chiede dei tuoi viaggi, del perch col tuo passaporto puoi andare dove
vuoi. E ti rendi conto che solo per caso sei
nato e cresciuto in un posto in cui non
hai dovuto temere per la vita. Noi siamo
dei contastorie e raccontiamo la nostra
storia, spero che qualcuno sia in grado di
ascoltare la loro, conclude.
In questi due anni intorno al mondo
lei e i suoi compagni di viaggio si sono

SSS
Nomadi
Tappe in Vaticano e a Trieste,
il 13 e il 16 aprile. Abbiamo
evitato Paesi pericolosi, come
Siria e Libia. E la Nord Corea:
voleva numeri acrobatici

trovati spesso a sfiorare grandi eventi, come quando, a Kiev, sono andati in scena
alla vigilia delle presidenziali, il 24 maggio 2014: Petro Poroshenko (eletto dopo
poche ore, ndr) era nel pubblico, ed stato toccante, anche perch avevamo trascorso il giorno prima in piazza Maidan
parlando con chi cera stato durante la rivolta ed era ancora accampato l. Cera
unenergia palpabile nellaria.
Come non puoi, dopo due anni a carambolare da una parte allaltra del mondo, non aver compilato una lista lunghissima di posti in cui tornare. La mia si allunga di giorno in giorno, sospira Naeem. Per avere qualche assaggio in pi dei
Paesi in cui si trovano, nonostante i tempi strettissimi (ogni sera smontano la
piccola scenografia quando ancora il teatro si sta svuotando), raccontano di essere diventati esperti di turismo estremo. Un pomeriggio, sulla strada verso
laeroporto del Cairo di ritorno da una
performance ad Alessandria, hanno deciso che non sarebbero ripartiti senza aver
visto le piramidi. Ma era tardi, e la loro
guida ha dovuto corrompere i custodi per
farli entrare: cos si sono ritrovati, completamente soli, in sella a cavalli e cammelli, a girare intorno a una delle sette
meraviglie del mondo. Ci siamo sentiti
un po Indiana Jones ride Naeem e
poco dopo, in coda per il check-in, ci siamo guardati e ci siamo detti: davvero siamo appena stati alle piramidi di Giza?.
LAmleto itinerante del Globe arriver
in Italia, al teatro Rossetti di Trieste, il 16
aprile. Tre giorni prima, la compagnia sar in Vaticano. Naeem spera di avere un
po di tempo per visitare Roma. Sono un
fan della Grande bellezza si congeda
e adoro Toni Servillo.
RIPRODUZIONE RISERVATA

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 39

DOMENICA 13 MARZO 2016

Tutti i personaggi del Bardo secondo Hazlitt


Duecento anni sono tanti, obiettivamente, ma non per
tutti. William Hazlitt (1778-1830) scrisse nel 1817 I
personaggi del teatro di Shakespeare, tradotto per la
prima volta in italiano da Alfonso Geraci e Francesco
Romeo: un classico intramontabile, lodato da Edgar

Allan Poe (del quale viene pubblicato uno scritto nel


volume, Sellerio, pagine 314, e 18). Il pi europeo tra gli
intellettuali inglesi, giacobino amico della Francia
rivoluzionaria, Hazlitt lesse tutti i drammi di Shakespeare
attraverso lanalisi minuziosa dei suoi protagonisti.

Evento benefico a Milano

Versi di Ariosto
parole di Calvino
e note jazz:
Orlando folle
con giudizio
di ALESSANDRA SANTANGELO

l senno di Orlando andato perduto


sulla Luna insieme alla saggezza degli
uomini che cinque secoli di storia non
sono bastati a far tornare sulla Terra. Cinquecento anni dopo lOrlando furioso di
Ludovico Ariosto, Oriente e Occidente sono
(ancora) ai ferri corti e Parigi teatro e reduce di battaglie, allora come ora, anche se
con armi diverse. Questa la rilettura del
Furioso nel Rotholandus, reading caleidoscopico fra i versi originali e il commento in
prosa di Italo Calvino, in scena domani,
luned 14 marzo, al Franco Parenti di Milano
per una causa che pu far bene al copione
(e non solo). Il ricavato della serata sar

interamente devoluto al sostegno dellospedale Alyn di Gerusalemme, che dice la sua


in merito al conflitto mediorientale occupandosi di riabilitazione per bimbi disabili
senza distinzione alcuna, culturale o religiosa, fra israeliani e palestinesi.
Con la regia di Roberta Lena, in scena
attori Gigio Alberti e Roberto Zibetti ,
digital live painting (ovvero scenografie in
grafica digitale realizzate al momento e
proiettate sul fondale a cura dellartista
Cosimo Miorelli) e musiche originali frutto
del lavoro del compositore Ivan Bert, curatore del progetto. il quarto anno che
collaboro con lospedale Alyn commenta
Bert . In ogni edizione, sempre al Franco
Parenti, portiamo il risultato di un lavoro
che coinvolge pi artisti e pi discipline, in
un processo creativo eclettico. Rotholandus (per informazioni: www.teatrofrancoparenti.it, biglietti dai 15 euro) , fra poesia,
prosa, suoni e immagini, simile a una jazz
session continua lattore Zibetti, anche al
Piccolo Teatro con Morte di Danton ,
unarmonia di talenti diversi con lo scopo di
dare vita a qualcosa di grande qualit e
grande impatto, risultato di un costante
lavoro di ricerca teatrale. La causa benefica, per la quale nasce lopera (in replica
anche a Parigi, il 21 aprile, presso lIstituto
italiano di cultura), d la possibilit di unire
larte alla filantropia trasformando le colonne deboli come le chiama Zibetti, cio
le fasce sociali pi bisognose, in colonne
dErcole della creativit. Le partiture musicali, tanto particolari da essere quasi protagoniste sul palco, sono eseguite dal vivo con
strumenti poco ortodossi: Piastrelle, lamiere, pietre continua Bert e, in generale, materiale da carpentiere. In apertura,
nel foyer del teatro, unesibizione delle allieve della scuola Art Danza e Capoeira di
Milano coreografate da Alma Baldini.
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40 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Percorsi

Gli autori

(
La Bala
che rotol nel mare
.

Racconti, date, biografie, inchieste, reportage

Graphic novel
di Gino Carosini
e Marco Mastroianni

Gino Carosini (Genova, 1957), illustratore,


ha pubblicato vignette, storie a fumetti
su quotidiani e riviste. Attualmente
collabora con diverse case editrici.
Marco Mastroianni (Genova, 1960)
fumettista e illustratore. Ha pubblicato
su Comix e collaborato con altri giornali.
Ha illustrato libri per linfanzia, ha scritto
favole e realizzato illustrazioni
per la Bottega delle Favole.

DOMENICA 13 MARZO 2016

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 41

SSS
La Bala, ovvero la Sfera Metidrica, era il sogno di Pietro

Corzetto Vignot, poeta e scienziato di fine Ottocento.


Aveva intuito la possibilit di osservare la vita del mare
con un rudimentale batiscafo, anticipando le gesta di
Picard. Come tutti i visionari mor in miseria. E dimenticato

42 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Percorsi Geografie
Esplorazioni Novantanni
fa Amundsen e Nobile
sul dirigibile Norge
svelarono che lArtico non
terra. E mostrarono
la sintonia fra due popoli

di MARZIO MIAN

uando il re di Norvegia, Harald


V, visiter Roma e Milano ai primi daprile, saranno passati novantanni da quando suo nonno
Haakon VII decise di scendere
da palazzo per accogliere, insieme a migliaia di persone, larrivo del dirigibile Norge a
Oslo. Il sovrano attese unora alla base del
pilone dattracco per salutare i due protagonisti della spedizione che li avrebbe portati
non solo a sorvolare per la prima volta il Polo Nord, quanto a scoprire che lunica regione ancora ignota della Terra non era terra come molti credevano bens mare
ghiacciato. Unimpresa che, un mese dopo,
il 12 maggio 1926, fu vissuta nel mondo
quasi con lemozione di uno sbarco sulla
Luna. Ma sotto quel pilone, quando il sovrano strinse la mano a Roald Amundsen,
esploratore veterano, e al giovane colonnello Umberto Nobile, si celebr anche uno
dei momenti pi intensi della relazione tra
Norvegia e Italia: non classica attrazione
degli opposti ma piuttosto il risultato di
sintonie culturali (Ibsen e Pirandello) e di
sintonie di carattere.
In fatto di spedizioni, Italia e Norvegia,
soprattutto in quei decenni, se la giocavano. Il Duca degli Abruzzi, per dire, nel 1900
aveva piantato la bandiera alla latitudine
Nord pi avanzata dellepoca. Sono anni di
retorica, di ardimento italiano, ma anche
di tanti primati di regime. Uno dei fiori allocchiello senzaltro il dirigibile, venduto
alle grandi potenze. Quando Amundsen
vuole essere il primo a sorvolare il Polo
Nord, dopo aver conquistato lAntartide,
non pu che rivolgersi al direttore dello
Stabilimento di costruzioni aeronautiche,
un napoletano taciturno e ambizioso: Nobile riesce a ottenere da Mussolini lincarico di pilotare il suo dirigibile, anche se
non ha nemmeno il brevetto. Daltronde
anche Nuvolari guidava senza patente.
Nobile, come Mussolini, capisce che
unoccasione di gloria, mentre il ras del cielo Italo Balbo sente allungarsi lombra di un
pericoloso concorrente. A pagare, oltre al
governo norvegese, un avventuriero americano, Lincoln Ellsworth, cacciatore di orsi
e oro in Alaska, ma lItalia ottiene di condividere la missione. Amundsen, che era un
duro e un prepotente, sub quella trattativa
e non si fidava di Nobile, tra i due fu diffidenza immediata, ricorda a la Lettura il
pronipote, Petter Johannesen, responsabile
di una societ norvegese nel settore petrolifero, esploratore polare a sua volta e molto
legato allItalia: Lo giudicava un improvvisatore, tipico meridionale. Prima della partenza, durante un tragitto in auto a Roma,
not che Nobile accelerava nelle curve. Pens come avrebbe guidato sui ghiacci Invece si rivel un pilota eccezionale ed eroico,
specie nellultimo drammatico tratto.
Un altro elemento di scontro fu la scelta
degli uomini, Nobile riusc a imporre met
dellequipaggio e anche di farsi accompagnare da Titina, la sua cagnetta portafortuna. Il volo non si poteva compiere in un solo
tratto, bisognava procedere a tappe per rifornimento di benzina e idrogeno. Lultimo
sbalzo, come il Corriere titol una corrispondenza di Cesco Tomaselli dalla Baia
del Re, sarebbe stato dalle isole Svalbard allAlaska. Il Norge attraversa lEuropa in una
marcia davvicinamento che serve anche a
far montare lattenzione mediatica mondiale. Raggiunge prima Pulham in Inghilterra, quindi Oslo. Sulla rotta per Leningrado il primo impatto con la nebbia: il radiogoniometro dice Finlandia ma laltezza del
sole d mezzo grado pi a Sud, Estonia. Nobile controlla un fiume, cerca una traccia
nelle architetture delle chiese. Un gruppo
di contadini sta a guardarci, mi viene lidea
dinterrogarli, annota. Lancia un messag-

Italiani e norvegesi nel cielo


e il Polo Nord rest di ghiaccio
i

gio in tre lingue contenuto in una scatoletta


di carne: Che Paese questo? Finlandia?
Se s, alzate le braccia. Ma non funziona.
Decide di abbassarsi fino a leggere il nome
di una stazione ferroviaria. Si trovano a Valga, al confine tra
Estonia e Lettonia.
Teller
A Leningrado i
14 maggio 1926
Soviet riservano
P.Barrow
unaccoglienza so11 maggio 1926
lenne agli italiani
(Amundsen simbarcher solo alle
Svalbard), si mobiliPolo Nord
Chilometri percorsi:
ta mezzo Cremlino,
Isole
13.000
lAccademia delle
Spitzbergen/Svalbard
Scienze offre un riTempo impiegato:
7 maggio 1926
cevimento memora170 ore
Vads
bile, a Nobile viene
Velocit media:
assegnato il letto di
76 km/h
Oslo
Alexander Kerensky
Leningrado
13 aprile 1926
al Palazzo Imperiale
15 aprile 1926
Oceano
(non a caso, dopo il
Atlantico
disastro della seconPulham
Market
da spedizione, quel11 aprile 1926
la dellItalia nel
1928, il reduce emarRoma
ginato dal regime si
10 aprile 1926
auto-esilia in Urss).
Il tragitto verso le
Tecnologia made in Italy Svalbard fila via liscio, anche il Mare di BaIl dirigibile Norge, realizzato rents non si manifesta insidioso come predallo Stabilimento di visto, quasi una delusione scrive Nobile.
Costruzioni Aeronautiche, Al 74 parallelo il primo ghiaccio gallegeffettu il primo volo il 1 giante. Alla Baia del Re ci si prepara per latmarzo 1924. Lungo 106 traversata: 7 mila chili di benzina, 370 di
metri, aveva un diametro di olio, 379 chili di viveri di riserva in grado di
18,58 metri e un volume di 18 garantire un mese di sopravvivenza. La sera
mila metri cubi. I 3 motori a 6 del 10 maggio sul Norge partono in 16. Tolti
cilindri in linea Maybach IV-L Amundsen, il magnate Ellsworth e un giorgli consentivano una velocit nalista norvegese, la manovra era affidata a
massima di 113 km/h e una 13 uomini: 6 italiani, 6 norvegesi e uno svevelocit di crociera 93 km/h dese. Nobile spende parole speciali per Re-

Qui sopra: Umberto Nobile (1885-1978, con la


cagnetta Titina), che partecip alla missione del
Norge (nella foto grande) e guid quella, tragica, del
dirigibile Italia nel 1928. In alto: il norvegese Roald
Amundsen (1872-1928), che raggiunse il Polo Sud
nel 1911, condivise la spedizione del Norge e mor
due anni dopo cercando di soccorrere lItalia

nato Alessandrini, attrezzatore e timoniere:


Di tanto in tanto andava in esplorazione
sulla groppa della nave ad accertarsi che
non vi si fosse formato del ghiaccio. Usciva
e sarrampicava con il vento gelido di 80
chilometri allora. Sono momenti che
segneranno per sempre la storia di questa
regione oggi al centro di una affollata corsa
allo sfruttamento delle sue risorse.
Lanciato il tricolore al Polo insieme alle
bandiere norvegese e americana, Nobile
naviga per 50 ore filate senza mai prendere
sonno, lotta contro banchi di nebbia, bufere e spezzoni di ghiaccio sparati come proiettili dalle eliche contro il fragile dirigibile.
La lingua di bordo linglese ma Nobile d
ordini in italiano: Se mi ubbidivano era
solo perch le parole erano accompagnate
da gesti molto chiari. Sono attesi a Nome, villaggio davanti allo Stretto di Bering,
ma una tormenta costringe il comandante
a un atterraggio demergenza qualche decina di chilometri prima, tra i pescatori
eschimesi di Teller, un pugno di baracche.
Anche Amundsen ammette a denti stretti
che la manovra del napoletano senza brevetto ha salvato la vita a tutti, ma da l le loro strade si divisero per sempre ricorda il
pronipote Petter. Non volle associarsi a
quegli italiani che dopo 13 mila chilometri
e 70 ore filate di trasvolata polare si presentavano agli indigeni vestiti in modo impeccabile, con la divisa di rappresentanza e si
apprestavano a compiere, per ordine di
Mussolini, un tour negli Usa, addirittura
ospiti della Casa Bianca, in sostanza a sfilargli lintera gloria dellimpresa.
Due anni dopo il vecchio e inacidito
esploratore norvegese, appresa la notizia
del disastro del dirigibile Italia, parte su un
idrovolante francese alla ricerca di Nobile
ma il destino lo ferma prima.
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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 43

DOMENICA 13 MARZO 2016

La vera storia dei fratelli Wright


Dopo il 17 dicembre 1903 il mondo non sarebbe
pi stato lo stesso. Quel giorno Wilbur e Orville
Wright, figli di un vescovo protestante, cresciuti
nel Midwest in una casa modesta ma dotata di
una ricchissima biblioteca, riuscirono a far volare

il Flyer (volatore, appunto), lapparecchio che


fu il primo aeroplano della storia. Ci sono per
un prima e un dopo, e I fratelli Wright di David
McCullough (traduzione di Dora Di Marco,
Nutrimenti, pp. 444, e 19) ne d conto.

America LIditarod, quasi 1.600 chilometri di gara, colpita dal riscaldamento globale
Levento tenuto in vita dagli sponsor, comprese aziende sott'accusa come la Exxon-Mobil

La neve non c e arriva in treno


Ma i social network rianimano
la corsa di cani e slitte in Alaska
da New York MASSIMO GAGGI

Il percorso
Nome

Mare
di Bering

Koyuk
Kaltag
Nulato
Galena
Ruby
Ophir
Takotna
Cripple
Nikolai
McGrath
Rohn
Rainy Pass
Finger Lake
Yentna
Willow
Anchorage

White
Mountain
Golovin
Elim

Unalakleet

ALASKA
CANADA
STATI
UNITI

ALASKA

CANADA

lla fine della scorsa settimana la neve alla


partenza dellIditarod, una corsa in slitta tra i
ghiacci inaugurata nel 1973 e gi diventata
mito, arrivata ad Anchorage da Fairbanks,
trasportata in treno. Centinaia di metri cubi
scaricati sulle strade della citt dellAlaska afflitta anche
questanno dagli effetti del global warming. Temperature vicine o addirittura superiori alle zero anche in pieno
inverno e niente precipitazioni nevose da molte settimane. Ma la regola di quella che stata ribattezzata The
Last Great Race on Earth, lultima grande corsa della
Terra, celebrazione della resistenza, dellaudacia e della
forza degli uomini dellUtima Frontiera, una sola: si va
avanti per circa mille miglia, fino a Nome, nellestremo
nord-ovest dellAlaska, con qualunque condizione di
tempo.
Nello stabilirlo, una quarantina danni fa, gli organizzatori della gara avevano pensato alle tremende bufere
artiche nelle quali uomini e cani rischiano di morire
assiderati e di perdere lorientamento. A nessuno era
passato per la mente che la minaccia principale sarebbe
potuta venire dai cieli azzurri, dal sole, da inverni troppo miti, coi cani addestrati per correre con temperature
da meno 20 a meno 40 gradi centigradi che rischiano la
disidratazione, mentre le loro zampe, abituate a grattare il ghiaccio, affondano in una neve fangosa che diventa acquitrino. Ma the show must go on e allora si parte

Campbell
Chilometri: 1.569
Tempo impiegato:
dai 9 ai 25 giorni

Anche i cani con i calzini a 40 sottozero


Qui sopra e ai lati del grafico con il percorso, i cani con i calzini alla Iditarod Trail Sled Dog Race,
la corsa annuale partita sabato 6 marzo, da Anchorage, in Alaska, tuttora in corso. Le foto (Nathaniel
Wilder/ Reuters) sono state scattate il giorno della partenza nella localit di Willow; a sinistra
del grafico: i cani da slitta del musher (conducente) trentottenne americano Cody Strathe; a destra:
una parte della muta di cani del sessantaseienne americano Robert Bundtzen. Sopra: la musher
sessantaduenne tedesca DeeDee Jonrowe con il suo team. Alledizione sono iscritti 85 equipaggi

Baia di Cook

km 200

comunque con una specie di parata su un percorso


ridotto: 5 chilometri di strade di Anchorage coperte con
10 centimetri di neve sporca, mista a sabbia. Poi gli 86
equipaggi con pi di mille cani trasferiti con bus e camion a Willow per il vero inizio della gara: 80 chilometri pi a nord, dove la temperatura inferiore ed caduta pi neve. Sabato 5 marzo la tappa inaugurale, domenica la partenza. Poi una corsa a perdifiato con poche
soste attraversando due catene di montagne e costeggiando i ghiacci del Mare di Bering per quasi 1.600 chilometri: come andare da Roma a Londra via tunnel
della Manica. Larrivo a Nome, probabilmente, tra luned 14 e marted 15: in genere ci vogliono 9-10 giorni per
compiere il percorso, ma due anni fa Dallas Seavey, il
recordman, ce lha fatta in 8 giorni, 13 ore e 4 minuti.
Si va avanti cos dal 2008 e nessuno dei partecipanti
si lamenta pi di tanto per gli effetti deleteri della civilt industriale sullhabitat, visto che, a ben vedere, a
tenere in piedi lIditarod sono proprio la tecnologia e
lindustria. Una mano importante da anni la d internet
con la diffusione dei social network attraverso i quali i
rudi uomini delle slitte, i musher gente abituata a
vivere nei boschi in baracche di legno spesso prive di
servizi igienici ma che non rinuncerebbe mai alla connessione wi-fi danno ai loro fan la possibilit di seguire una gara che si svolge in regioni remote, irraggiungibili dal circo mediatico delle televisioni. Facebook diffonde le loro storie e quelle dei loro cani, mentre le immagini arrivano ovunque via Instagram.
I musher pi intraprendenti, come il giovane Brent
Sass, pi di 30 mila follower su Facebook, offrono in
rete la possibilit di sponsorizzare ognuno dei propri 16
cani. Questanno, in appena mezza giornata alla vigilia
dellIditarod, Brent riuscito a trovare sponsor per tutti
i suoi animali, incassando solo per questa via 25 mila
dollari. Cosa che gli ha attirato molte critiche, a partire
da quelli degli animalisti, impegnati da anni in una
crociata che punta alla cancellazione della gara: sono
convinti che i cani siano sottoposti a un trattamento
crudele.

In realt, clima a parte, a minacciare lIditarod non


sono tanto le associazioni per la difesa degli animali
quanto le difficolt economiche. Quello della corsa con
le slitte, oltre che pericoloso, uno sport molto costoso: bisogna addestrare i cani e mantenerli per un anno
intero, dotarsi di equipaggiamenti sofisticati. Quanto
agli organizzatori, devono attrezzare il percorso: stazioni in mezzo al nulla per rifornire, controllare, far riposare; commissari di gara; squadre di soccorso. Chi paga? Non ci sono biglietti da vendere agli spettatori n
ricchi diritti televisivi. Il vincitore riceve un premio di
70 mila dollari quando per partecipare alla gara ogni
team spende dai 20 ai 100 mila dollari. Questo spiega
perch nel mondo dellIditarod gli sponsor siano sacri:
banche come la Wells Fargo, produttori di cibo per animali domestici, ma anche la Donlin Creek Gold, una
societ che possiede miniere doro in Alaska e perfino
la Exxon-Mobil: lammiraglia di big oil, accusata di essere la principale responsabile del riscaldamento dellatmosfera e dello scioglimento dei ghiacci polari col suo
massiccio sfruttamento dei combustibili fossili.
Paradossale, certo, ma il mondo dellIditarod abituato a convivere con le contraddizioni pur di celebrare
il mito della Frontiera, di far rivivere il mondo dei romanzi di Jack London e di commemorare unimpresa
che nel gennaio del 1925 commosse il mondo. In quellinverno di quasi un secolo fa unepidemia di difterite
colp il villaggio di Nome. La malattia
delluomo bianco trov vulnerabili soprattutto i bambini delle trib eschimesi,
privi di difese immunitarie. Il siero per
combattere la malattia esisteva ma bisognava portarlo da Anchorage. Gli unici
due aerei della regione erano in riparazione e comunque non avevano mai volato in condizioni di freddo estremo. Il
governatore dello Stato autorizz una
spedizione con le slitte trainate, a turno,
da 100 cani attraverso un percorso di 675
miglia, circa 1.100 chilometri, da Nenana
(dove il cilindro contenente il siero era
arrivato in treno) a Nome. Dopo una traversata di quasi sei giorni, il norvegese
Gunnar Kaasen arriv a Nome con i suoi
cani guidati dal capo-slitta Balto,
splendido esemplare di pastore siberiano. Il musher e lhusky divennero delle
celebrit. La statua di Balto, eretta in quellanno, tuttora una delle principali attrazioni di Central Park, a New
York.
Laltro paradosso viene dal mondo della comunicazione: lIditarod sopravvive perch attraverso internet il
pubblico pu avere un posto in prima fila anche
quando le slitte attraversano localit sperdute nella
tundra. Ma non possono essere i concorrenti a fornire
direttamente le informazioni semplicemente perch la
gara rispecchia la filosofia della sfida solitaria alla natura: niente telefoni cellulari, niente computer, niente
wi-fi. Notizie, immagini e filmati vengono diffusi dai
team quando i concorrenti si fermano nei rifugi lungo
il percorso.
I musher devono stare attenti a non portare con s
fotocamere capaci di connettersi a internet: lanno scorso Brent Sass, fresco di vittoria nella Yukon Quest, altra
celebre gara di slitte dallAlaska al Canada, stato squalificato dai giudici dellIditarod perch ascoltava musica
con un iPod Touch con capacit wi-fi. I concorrenti
possono portare con s solo apparecchi radio capaci di
trasmettere un messaggio unidirezionale da attivare in
caso demergenza.
Anno dopo anno a cimentarsi sul sentiero che prende il nome dallIditarod River, un fiume ghiacciato,
sono arrivati equipaggi stranieri (dal 2010 al 2014 anche
il giamaicano Newton Marshall) e molte donne: questanno le slitte rosa sono 26, mentre la legione straniera composta da otto norvegesi, uno svedese,
quattro canadesi e un inglese. Di vittorie al femminile
ce ne sono gi state parecchie: la prima nel 1985, con
Libby Riddles. Poi i quattro trionfi di Susan Butcher.
Negli ultimi anni a farla da padrona invece stata la
famiglia Seavey: pap Mitch nel 2013, quando aveva 53
anni, stato il vincitore pi anziano mentre il figlio
Dallas stato quello pi giovane nel 2012, quando aveva
25 anni, e ha tagliato di nuovo per primo il traguardo
nel 2014 e nel 2015. Tra padre e figlio la sfida continua
anche questanno.
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44 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016

Greche

Percorsi Portfolio

di Alice Patrioli

Gli antichi ateniesi a Vichy


Francia, 1942. Un uomo vive alla macchia, in
fuga dalle persecuzioni naziste; un libro,
concepito come un inno alla divina libert
perduta, nasce in quel momento buio.
Luomo lo storico Jules Isaac, il libro Gli

oligarchi (traduzione di Paolo Fai, Sellerio, pp.


373, e 14): il saggio analizza il ruolo del partito
oligarchico nella crollo della democrazia
ateniese del V secolo, paragonandolo al
tradimento dei collaborazionisti di Vichy.

Una manifestazione per la casa, una protesta della Lega e di CasaPound, un viaggiatore
attraversa la citt: gli scatti di uno studente universitario che ha appena compiuto ventunanni

testo e fotografie di
ADRIANO BLARASIN

I giorni e i volti
Ritratti di Milano

iA

Lautore
Adriano Blarasin
nato a Pordenone
il 3 marzo 1995.
Dopo la maturit classica,
si trasferito a Milano,
dove attualmente studia
Arti, Design e Spettacolo
presso luniversit Iulm.
A pi di met
del suo percorso triennale,
ha gi le idee chiare
sul suo destino:
futuro studente magistrale
in Storia dellArte
e successivo master
specialistico in Business
Art. Da sempre
appassionato di arti visive,
la sua ricerca fotografica
spazia dal ritratto
al reportage, dal paesaggio
alla street photography

volte non bastano le parole per immaginare


come cambia una citt, preferisco raccontarla
con gli occhi di chi, non essendo milanese,
forse gode di una prospettiva non codificata e
meno soggetta a stereotipi. Ti aspetti una citt
che sale verso lalto, non per dimostrare la sua superbia,
ma per pura esigenza di cercare luce, per recuperare il
tempo perduto, per riappropriarsi di un ruolo, quasi
fosse una missione incompiuta. La respiri questa voglia,
guardandola negli occhi di chi incontri. Una volta era il
profumo delle michette, il grasso dei vecchi tram; oggi il
guizzo, il lampo, la velocit di chi ha fretta e percorre la
Galleria di corsa per raggiungere il comizio di Salvini e
CasaPound in Piazza Duomo, in quel caldo pomeriggio
del 18 ottobre 2014; ma anche nella forza invisibile di
quei volti spinti alla disperazione per la mancanza di una
casa nel corteo cittadino del 7 febbraio 2015, unitosi per
chiedere maggiore equit e diritti; oppure negli occhi di
un viaggiatore che quello stesso giorno attraversa la citt
su un tram. Milano non solo Europa, universalit nei
suoi conflitti quotidiani, gi futuro di quella spinta che
laccomuna alle altre metropoli. A volte ricorda i cavalli
di Boccioni, poi ti accorgi che difficile sostenerne il
ritmo cos immersa nelle sue contraddizioni. Tuttavia,
mi piace questo odore che cambia nellarco di un respiro: acciaio, vetro e cemento quel sapore di legno e di
grasso del tram che ti riporta a casa con tutta la sua umanit. In fondo Milano solo un sogno in divenire.
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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 45

DOMENICA 13 MARZO 2016

In punta di piedi
di Giovanna Scalzo

Surrealismo svedese, troppo in anticipo


Il 13 marzo 1893 nasceva Jean Brlin, ballerino e
coreografo svedese. Nel 1927 si un ai Ballet
sudois, dove cre 24 coreografie quasi surreali
per il periodo, con costumi davanguardia e
movimenti ritmati. La maggior parte furono

incomprese; i critici gli rimproverarono di non


essere un ballerino ma un esecutore. Il successo
arriver dopo la sua morte prematura
avvenuta nel 1930, con laffermazione dei nuovi
principi della danza moderna.

In questa pagina:
la manifestazione sindacale
del 7 febbraio 2015
e, qui sopra, un viaggiatore
su un tram quello stesso
giorno. Nella pagina
accanto: partecipanti
alla manifestazione
della Lega (con alcuni
militanti di Casa Pound)
del 18 ottobre 2014

46 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Percorsi Controcopertina

DOMENICA 13 MARZO 2016

Due parole in croce


di Luigi Accattoli

La cattiva memoria del Signore


l Libro dei Salmi confuta il malvagio che argomenta: Dio dimentica (9, 32). Da l una vasta
letteratura sul Signore dei Cieli che non paga il
sabato e che perdona ma non dimentica.
Bergoglio dubita di quella sicurezza: A me piace

pensare che Dio ha una cattiva memoria: una


volta che Lui ti perdona, si dimentica (4 marzo).
In attesa di pi diretti ragguagli sulla divina
ritentiva, siamo autorizzati a contrassegnare
lopinione bergogliana con un sobrio mi piace.

Ecco come sono nate


queste quattro foto
Ogni fotografia riflette lanimo (e il cervello) di chi lha scattata: , da sempre, la convinzione di Franco Fontana, uno dei protagonisti della fotografia italiana. Da questa
idea, e dalla passione di Fontana di trasmettere la sua arte ai giovani, nato un nuovo libro, che altro non vuole essere (sono parole dello stesso fotografo modenese)
un manuale per imparare a catturare i colori, ma anche a tirare fuori quello che
ognuno nasconde dentro di s. Un manuale corredato con un serie di esercizi per

sviluppare sono ancora parole di Fontana il lato oscuro della creativit e immergerci nella profondit di noi stessi: lesercizio del rifiuto, quello delle emozioni,
quello del viaggio, quello della mente elastica, quello del paradosso, quello del cerchio, quello del rosso. Per questo abbiamo chiesto a Franco Fontana di raccontare
alla Lettura come sono nate quattro immagini che lo hanno reso famoso: la scelta
del luogo e del soggetto, ma anche quella della pellicola e dei supporti tecnici.

I colori sono gi l, il photoshop soltanto nella mia testa


Scatto e distruggo, scatto e distruggo: questo il segreto
di FRANCO FONTANA
FRANCO FONTANA
Fotografia creativa
Corso con esercizi
per svegliare lartista
che dorme dentro di te
a cura di Francesca Parravicini
MONDADORI, pp. 176, e 24,
In libreria dal 15 marzo
Lautore
Franco Fontana (nella foto)
nato a Modena nel 1933:
nelle sue immagini
ha reinventato il colore
come mezzo espressivo,
realizzando paesaggi quasi
metafisici. Fino al 10 aprile
al Palazzo Mediceo
di Seravezza (Lucca)
aperta la mostra Franco
Fontana Full color. Polaroid
e astrazioni architettoniche

remetto, innanzitutto, che per le mie immagini non ho mai usato protesi. E quindi
nessun cavalletto e nessun altro aggeggio
di supporto: niente di straordinario,
quello che normalmente faccio nella vita di
tutti i giorni. Daltra parte la fotografia (
quello che cerco di insegnare sempre ai
miei allievi) non n un mestiere n una professione,
la logica estensione della realt della mia vita, dopo gli
affetti della famiglia e dellamicizia. Queste quattro immagini, scattate in una strada dellAmerica pi profonda
o tra le statue del Cimitero di Staglieno a Genova, le ho
dunque fatte con le mie mani,impugnando la macchina
fotografica. Senza protesi. Perch le immagini devono
essere frutto del pensiero del fotografo, non della tecnologia. E sono, in fondo, nate tutte tecnicamente nella
stessa maniera perch con me porto sempre gli stessi
obbiettivi, da 15 a 35 millimetri, da 35 a 115. Il resto viene
da s.

Los Angeles, 2001


La foto delluomo davanti alla facciata di una grande

casa rossa, appoggiato a una limousine altrettanto rossa


lho scattata quasi per caso, nel 2001, mentre ero negli
Stati Uniti per un progetto che si sarebbe chiamato Sorpresi nella luce americana, uno sviluppo dei paesaggi
urbani con linserimento di persone. Avevo in mente
Hopper e i suoi quadri con figure ed a lui che ho immediatamente pensato vedendo quelluomo e tutto quel
rosso, anche se poi il rosso non forse il colore che ci fa
subito pensare a Hopper. Alla fine nata unimmagine
iperrealista, con luomo che vero ma che sembra finto,
in posa, quasi fosse cera. una posa in qualche modo
teatrale. Ancora una volta sono capitato in quel posto
per caso, mi sono fermato e ho iniziato a scattare con le
mie macchine, cambiando obbiettivo e angolazione,
perch non volevo perdere lattimo, perch magari quelluomo si sarebbe spostato o la macchina sarebbe partita. Ci avrei pensato io a cancellare le immagini sbagliate
o quelle che non mi piacevano: cancellare fa parte del
mio lavoro, scegliere quella giusta e distruggere quelle
che non mi piacciono uno dei momenti della mia creazione (foto analogica, Canon Camera / Obiettivo Canon
16/35, Ektachrome 64, tempo di esposizione 125X16).

Autostrada, 1975
Lungo unautostrada, nel 1975, mentre ero in macchina ho scattato la foto di quel guard-rail, non ricordo il
posto preciso, sicuramente tra Bruxelles e Parigi. Lho
scattata dal finestrino, mentre guidavo e, allimprovviso,
mi ha emozionato vedere il guard-rail che mi correva di
fianco sempre uguale mentre il paesaggio, dietro, cambiava ogni istante, come se fosse in movimento. Ancora
una volta, ho sollevato la macchina e ho scattato: come
dico io, ho messo in moto il mio photoshop personale,
quello che chiuso nella mia testa. Soltanto una volta
arrivato a casa, mi sono accorto che le foto sembravano
inquadrate: stato un caso che poi, con il tempo, abbia
trasformato quella immagine nella prima di un progetto
tutto dedicato alle autostrade ( foto analogica, Canon
Camera / Obiettivo Canon 16/35, Ektachrome 64, tempo
di esposizione 60X16).

Vita Nova, 2010


La donna ( di marmo, anche se sembra viva) lho fotografata nel 2010. Fa parte di un progetto che si chiamava Vita Nova e che mi era stato commissionato da

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 47

DOMENICA 13 MARZO 2016

Voci dal mondo

di Sara Banfi

Dal carcere russo a YouTube


Quando si pensa a un carcere russo, flash mob
e gag comiche non sono esattamente le prime
cose che vengono in mente. Eppure quello
che accade nel penitenziario numero 7 dello
stato di Omsk, dove il direttore, Andrei Zyuzko,

ha coinvolto i detenuti nella creazione di video


diventati virali su YouTube. Lobiettivo
motivarli a lavorare insieme in modo
creativo. Lultimo video, pubblicato il 2 marzo,
ha gi totalizzato oltre 20 mila visualizzazioni.

SSS
Una copertina
un artista
Lumanit luminosa di Katz
Sul senso del ritratto
Salvador Dal ironizzava
cos: Non dipingo un
ritratto che assomiglia al
modello, piuttosto il
modello che dovrebbe
assomigliare al ritratto.
Chiss se Alex Katz daccordo con
lartista spagnolo. Certo che lopera in
copertina il dettaglio del volto di
Marisa Monte, famosa cantante
brasiliana e sicuramente Alex Katz
(Brooklyn, New York, 1927) un vero
monumento dellarte americana, in
qualche modo anticipatore della Pop Art.
celebre per aver creato dipinti in cui
ritrae una umanit privata e luminosa
raccontata in modo essenziale, diretto,
nitido, con colorazioni monocrome,
quasi a sottolineare con la sua pittura
obliqua (nel suo essere realista e al
tempo stesso astratta) una poeticit
serena ma carica di una sottesa
tensione emotiva. Autore tra i pi
celebrati nel mondo e presente nei pi
prestigiosi musei del mondo, dal Moma
al Metropolitan, dal Pompidou
al Guggenheim (le sue opere sono
anche esposte in questi giorni nella
Galleria Monica De Cardenas a Milano),
Katz riesce a offrire una pittura
silenziosa, quieta, come volont di
depurazione dallinutilit dei segni, come
simbolico elogio della centralit
dellesistenza. (gianluigi colin)

SSS
Per luomo davanti al muro rosso

COURTESY GALLERIA MONICA DE CARDENAS, MILANO / ZUOZ

mi sono ispirato alliper-realismo


di Edward Hopper: una persona
vera eppure sembra finta, in posa,
quasi fosse di cera, una presenza
che definirei senzaltro teatrale

Supplemento culturale del Corriere della Sera


del 13 marzo 2016 - Anno 6 - N. 11 (#224)
Direttore responsabile
Vicedirettore vicario
Vicedirettori

unagenzia di Genova in occasione della Settimana europea dedicata ai cimiteri monumentali per celebrare la
bellezza di Staglieno, cimitero storico di Genova. Non
stato facile come altre volte realizzarla, innanzitutto perch non amo i cimiteri e non voglio andarci nemmeno
da morto, per cui mi far cremare. Li trovavo e li trovo
respingenti, pur ammirando la bellezza di Staglieno. Fino ad allora non li avevo mai fotografati e i primi due
giorni sono stati un vero disastro: il primo non ho fatto
che fotografare tombe e fiori, fiori e tombe (sempre con
i miei soliti obbiettivi da 15 a 115 millimetri).
Poi, a un certo punto, sotto una galleria, ho visto una
serie di corpi femminili scolpiti, altorilievi di marmo ricoperti di polvere, la polvere della vita e del tempo. A
quel punto scattata lispirazione o, meglio, ho tirato
fuori quello che avevo gi in testa e lho fatto diventare
una fotografia, anzi una serie che mi appartiene tanto
quanto altre serie nate invece in modo pi lineare e consapevole. Perch la verit che qualsiasi soggetto, persino un cimitero, non altro che un pretesto per scoprire
il proprio mondo ( foto digitale, Canon Camera /Obiettivo Canon 35/350, tempo di esposizione 60X22).

Le tecniche
Negli anni Settanta
Franco Fontana usa
diapositive di formato
24x36: dopo un passaggio
da negativo a colori
di formato pi grande
stampa su carta fotografica
le sue immagini.
Negli anni Ottanta stampa
direttamente da diapositiva
a colori su carta
autopositiva di tipo
cibachrome. Approda
alla fotografia digitale
negli anni Duemila

Los Angeles, 1991


Los Angeles, 1991, una delle due versioni (una orizzontale, laltra verticale) dello stesso scorcio urbano.
Due gruppi di case, allora colorate, che qualche anno
pi tardi avrei ritrovato tutte dipinte di bianco. Avevo di
nuovo con me i miei soliti obbiettivi, mi sono fermato e
ho iniziato a fotografare: tanti di quegli scatti li avrei ancora una volta cancellati, ma quella era in qualche modo
unoccasione speciale, perch quelle fotografie non potevano nascere in Italia o in Europa: superfici cos nette,
colori cos accesi e cos pieni, allora si potevano trovare
soltanto negli Stati Uniti. Ancora una volta, comunque,
erano frammenti di qualcosa che portavo gi dentro di
me, la lezione di due grandi della pittura come Mondrian e Malevic, che da giovane mi piaceva imitare. Il dilemma pi intrigante stato quale taglio scegliere per
limmagine, se orizzontale o verticale: di solito scelgo
lorizzontale perch pi arioso, mentre linquadratura
verticale, schiaccia e costringe lo sguardo di chi osserva
in uno spazio pi ridotto (foto analogica / Obiettivo Canon 35/350, Kodachrome, tempo di esposizione 60X22).
RIPRODUZIONE RISERVATA

Supplemento a cura
della Redazione cultura

Progetto grafico

Luciano Fontana
Barbara Stefanelli
Daniele Manca
Antonio Polito (Roma)
Venanzio Postiglione
Giampaolo Tucci
Antonio Troiano
Pierenrico Ratto
Stefano Bucci
Antonio Carioti
Serena Danna
Marco Del Corona
Cinzia Fiori
Alessia Rastelli
Annachiara Sacchi
Cristina Taglietti
Gianluigi Colin

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48 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 13 MARZO 2016