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INVISIBILE n.

9
Giugno 10 - Mensile
Autorizzazione

9
Segreteria di Stato per gli
Affari Interni
Prot. n.1603/75/2009
Copia depositata presso il
Tribunale della
Repubblica di San Marino
FREE PRESS

La riscossa degli stagionali.


Anche la moda diventa “slow”.
Mariolina Venezia.
Inserto: Riccione TTV 2010

IN-
VISIBILE
IN- +

DIRETTORE RESPONSABILE
Andrea Lisi
EDITORE
Opificio Visivo di Andrea Lisi,

l ’editoriale
via Consiglio dei 60, 153
Dogana - RSM
UFFICIO CENTRALE
Andrea Lisi
(andrea.lisi@invisibilemag.com)
REDAZIONE
Carlotta Frenquellucci
(redazione@invisibilemag.com)
VICEREDATTORE Poco tempo, sempre poco tempo per tutto. Poco tempo e poco
Francesca Fabbri
spazio per descrivervi tutto quello che succederà questo mese,
Hanno collaborato in questo numero:
poco tempo per preparare una rivista sempre più colma di
MICHELA FABBRI, EMMA IANNI, contenuti. La nostra città è proprio assurda, nel giro di un mese
LIBRERIA PUNTO EINAUDI, STEFANO il calendario degli eventi triplica: feste, festini, festival...
LANCI, GIANMARCO PARI, FEDERICA Se guardate in agenda tutto ciò che succederà a giugno viene
PROTTI, LUCIA RUGHI, ANDREA
da chiedersi come sia possibile presenziare a tutto.
VALENTINI
E allora si fa una scelta. Il bello dell’essere grandi è le proprie
scelte e i propri sbagli si possono fare liberamente. Ed è così
CREDITI FOTOGRAFICI
anche per una rivista indipendente, che non ha un franco ma
Per le immagini senza crediti l’editore
ha ricercato con ogni mezzo i titolari
che almeno è libera di cassare ciò che si ritiene ininfluente e di
dei diritti fotografici senza riuscire a appoggiare ciò che, invece, si ritiene valido (ci ha appoggiato
reperirli. È ovviamente a piena dispo- anche Fulvio Abbate!).
sizione per l’assolvimento di quanto Noi questo mese abbiamo scelto di consacrarci al TTV, primo
occorre nei loro confronti.
perchè è il primo festival che rende omaggio alla mervigliosa
Pina Bausch, icona della danza contemporanea; secondo perchè
ci sono un sacco di ospiti interessanti che, coi nostri potenti
mezzi, abbiamo intervistato e precettato fino a Los Angeles;
terzo perchè abbiamo un banchetto al TTVillage, di fronte al
Palazzo del Turismo, dove dovrete venirci a trovare.
E poi che dire, gustatevi il resto: la micro inchiesta nel mondo
degli stagionali, il video di Zucchini, il racconto di Lanci, l’aperiti-
vo dalla Iole, la moda slow, l’intervista a Mariolina Venezia, vinci-
trice del Premio Campiello 2007, e ai Guano Padano ecc. ecc.
Foto in copertina: Andrea Valentini Insomma noi in realtà avremmo voglia di andare al mare ma
siamo da giorni davanti ai pc e ce la mettiamo tutta, voi, voi
basta ci leggiate.
Vi aspettiamo a Riccione.

CF
VISIBILI
La riscossa degli stagionali. 04-07

IN-
Anche la moda diventa “slow”. 08

09

TAGS
Mariolina Venezia.

Late Guest (at the party). 10

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INDICE / Numero 9 / Giugno 10


13-20
- LE
INSIBI
V I

Agenda
Arte, cinema, musica, libri, teatro & danza, food & drink 22-29

Oroscopo 31

Fabrizio De Andrè - Hotel Supramonte


Herber Pagani - Albergo a Ore
U2 - A Room At The Heartbreak Hotel
The Fall - Get A Hotel
The Animals - Hotel Hell
Elvis Presley - Heartbreak Hotel
Leonard Cohen - Chelsea Hotel
IN-PUT The Black Crowes - Hotel Illness
la playlist del mese The White Stripes - Hotel Yorba
(dj Giamma) Procol Harum - Grand Hotel
IN-
VISIBILI personaggi di nicchia

Il risvolto altro dell’estate turistica


La riscossa degli stagionali
di Carlotta Frenquellucci
Foto: Andrea Lisi

T
renta mila alberghi, la mente al pensiero di quale risto- rilassati (forse perchè distrutti dalle
quattrocento ristoranti, rante o locale scegliere mentre loro, improbabili ore continuative di la-
cinquecento pizzerie, gli stagionali, sono naturalmente voro). Fare la stagione sembra quasi
mille e cinquecento caffetterie, e invidiabilmente i più snelli ed una scelta di vita: si rinuncia al fre-
duecento discoteche e cinquecento asciutti, i più pallidi (e la carnagione netismo isterico della movida estiva,
stabilimenti balneari spalmati su chiara da sempre è così chic), i più si lavora fino a perdere i sensi e si
quaranta chilometri di spiagge: in
fondo non siamo così pataca in Ro-
magna se siamo riusciti a svendere
il nostro fazzolettino di terra come
capitale del turismo. Ma a parte
le mandrie imbufalite di giovani
con il logo del Cocoricò marchiato
a fuoco, gli anzianotti bocciofili
della bassa stagione, gli irriducu-

Si rinuncia al frenetismo isterico


della movida estiva, si lavora fino
a perdere i sensi e si guadagna
qualcosina in più che in inverno.

bili crucchi arrossati e le ostinate


polacche apprezzate fin dai tempi di
Amarcord, le famigliole sprovvedute
che si fidano ancora della bandiera
blu per la qualità delle acque e si
ritrovano i figli incatramati peggio
dei cormorani del Golfo del Messico,
dunque, a parte tutto ciò, c’è il po-
polo degli stagionali. Che meraviglia
gli stagionali! Tutti i comuni mortali
sudano sul tapis roulant inguainati
nel domopak per sciogliere gli
inestetismi estetici tabù della prova
costume vacanziera, si aspergono di
olio solare per ottimizzare l’ab-
bronzatura e friggono sotto i raggi
Ignazio Nisi
dell’impietoso Elios, si aggrovigliano

04
49,5

48,8

47,7
47,7

47,3

44,1

44,5
43,8
2000 2009
Assunzioni nel settore alberghiero per anno (%)

guadagna qualcosina in più che in riere, barista, portavaligie a seconda ni nel rapporto coi clienti: ogni anno
inverno. Almeno così è emerso dagli delle necessità. «Faccio questo la- qualcuno torna a trovarmi perchè
stagionali che abbiamo incontrato voro da quando avevo 21 anni, giro sono simpatico. Infatti, anche a
in giro per gli alberghi della nostra fra Rimini, Cattolica e la montagna mance vado bene perchè ormai
riviera. Ignazio Nisi di Monopoli ha d’inverno. Si lavora molto ma io mi lo capisco quando arriva il cliente
33 anni ed è un “tuttofare”: came- diverto, ho delle grandi soddisfazio- pignolo, allora tu fai il fesso per non
dare la guerra». Luigi Ghini ha 46
anni e da 30 fa il cuoco stagionale in
albergo. Fa un turno intero ma spez-
zato in due tranche. «Lavoro con
soddisfazione perchè con questo
impiego posso dare libero sfogo alla
mia passione per la cucina anche
se, a volte, ti trovi in difficoltà per
qualche cliente che pretende la luna
e perchè bisogna stare attenti un po’
a tutto, ai collaboratori ma anche
ai fornitori e ai vari inghipppi che
capitano. Oggi non si può più fare
come una volta che si davano i calci
negli stinchi a chi non rigava dritto
anche se io da giovane qualcuno
ne ho ricevuto». Tiziana Monaldini
fa la cameriera ai piani da ventidue
anni, prima lavorava in fabbrica. La
cameriera ai piani si occupa opera-
tivamente della pulizia, dell’igiene e
dell’ordine delle camere: si rinnova
la biancheria, si riassetta la camera
e si riordinano al meglio gli oggetti
o gli effetti personali del cliente. In
media ogni cameriera ha l’incarico
su 15/20 stanze e lavora su turni.
Il suo lavoro le piace, ci dice, «per
questo non ho delle difficoltà,
perchè se il lavoro non ti piace allora
lo fai male». «È vero che ogni tanto
Luigi Ghini
un inciampo c’è fra noi colleghe,

05
ognuna cerca gli asciugamani e la cinicamente, su quale degli anziani l’accoglienza del cliente, il servizio al
biancheria più bella per le stanze avventori dell’albergo non tornerà tavolo e, in alcuni casi la realizzazio-
che deve fare e così si bisticcia ma più a trovare l’affezionato personale ne davanti al cliente delle principali
quando ho voglia di mettere da l’anno a venire. «C’era una signora ricette della cucina di sala: trincia
parte i pensieri prendo la bicicletta, tedesca che tutti gli anni mi portava le “pieces” di carne, dilisca il pesce,
mi faccio la mia passeggiata e passa dei pensierini semplici ma ben im- cucina alla lampada ecc. Stefano ci
tutto». Durante l’inverno Tiziana pacchettati e scartarli era una festa spiega che fa questo lavoro da 18
fa le pulizie a casa dei conoscenti ma la scorsa estate non è arrivato anni ma che ha fatto esperienza
(«perchè di me si fidano») altri- nessun regalino». Stefano Marcucci soprattutto all’estero in Francia. «Qui
menti si riposa. Ci racconta poi che è capo cameriere di sala. Ha 31 il turismo è più familiare mentre
nel microcosmo alberghiero ogni anni e viene da Ascoli Piceno. Il suo all’estero ci sono molti più giovani».
anno si creano delle sorte di rituali. ruolo prevede la predisposizione «Il mio lavoro mi piace – continua -
Ad esempio si scommette, un po’ della sala da pranzo e dei tavoli, altrimenti non potrei farlo. È chiaro

Tiziana Monaldini

06
che bisogna andare incontro al un bell’ambiente ma ci vuole tanta cosa si vuole fare e io lavoro molto
cliente anche se non sempre è il pazienza per le tutte le persone che durante il periodo estivo e d’inverno
cliente ad avere ragione ma se il lo frequentano e che hanno diverse preferisco riposarmi, si vive una
mio lavoro viene rispettato io cerco esigenze. Alcuni clienti vengono a volta sola». Gigi Florescu, portiere
di fare il possibile». «Una volta Rimini da tantissimi anni e si sono notturno (il nostro uomo copertina),
guadagnavo più soldi e d’inverno conosciuti qui; ritornano apposta faceva il magazziniere in Romania
non facevo niente. Adesso convivo dopo essersi sposati ed aver avuto prima di approdare in Italia. Non ha
qui a riccione con una ragazza e con figli e rivogliono quella stessa came- trovato lavoro facilmente, dunque
le spese non ci sto dentro». ra dove erano alloggiati tanti anni si è adattato a vegliare tutta la notte
Simona Frazzetto è romana. Si è prima». «Inizio a lavorare in albergo e “a tenere gli occhi bene aperti -
sposata con un ragazzo gemmanese a Pasqua e finisco verso settembre. Il ci dice - fra risse e ubriachi ce n’è
e vive in Romagna da 7 anni, da 8 fa resto dell’anno non lavoro: secondo sempre una...”
la segretaria d’albergo. «L’albergo è me è importante capire nella vita

Simona Frazzetto Stefano Marcucci

07
TAG: MODA

Anche la moda
PATRIZIA CASTELLINI APRE
WHITE, LA BOUTIQUE ANTI
GLOBALIZZAZIONE.

diventa “slow”: Qualcuno una decina d’anni fa lo aveva


detto: la globalizzazione non fa sempre
bene. Ma alla fine l’appetito di merci
e
il nuovo diktat di silent prodotte a migliaia di chilometri a prez-
zi ultra competitivi ha ingolosito tutti,
Basta con l’usa e getta, con lo shop- collaborazione dopo aver visto i imprenditori e consumatori. Ma con la
ping compulsivo, con le carambole miei abiti al negozio sperimentale crisi è venuto il momento di fare alcuni
di stili impazziti. Se vestire deve Reedo, ai Malatesta – spiega Fran- distinguo. In primis, ad ognuno il suo
essere un piacere, finita l’epoca cesca – per me è stato incredibile mestiere. Con trent’anni di esperienza
delle fashion victim assatanate di come da subito sia stata compresa alle spalle, consapevole che certe cose
firme, allora la moda deve diven- la potenzialità del pezzo unico, gli italiani le fanno meglio, Patrizia Ca-
tare “slow”. Nasce a Rimini da una costruito con materie d’archivio o stellini ha inaugurato da poco White. Un
leccese laureata in Moda e Costume, trovate nei mercatini vintage». Tra negozio, un’etichetta, uno stile. “Il bianco
Francesca Iaconisi alias Silente, l’idea le protagoniste delle installazioni di è un colore che ho sempre amato per
di un approccio creativo “lento” al “Manifesta 2010”, Francesca con il l’estrema purezza, la luce, sia in materia
vestire. L’abito non è più funzionale suo lavoro è la prova vivente di una di abbigliamento che di arredamento”.
alle mode passeggere ma un pezzo crescente voglia di artigianalità. Con Patrizia è factotum del marchio: disegna i
d’affezione. Sensibile al vintage e il gusto del reinventare, ma educato modelli, dirige la produzione e la vendita.
alla filosofia dell’eco-sostenibile, Si- alle forme dell’alta moda, Sono camicie raffinate, ricavate da tessuti
lente riflette una passione per una capacità di ricercati, cucite in Italia da sapienti mani
il riuso, la customizzazio- attualizzare riferimen- artigianali. “Sono pezzi che tra vent’anni
ne, il fai-da-te. Con ti a grandi couturier saranno sempre attuali, la cui manodo-
leggerezza, con attraverso materiali poveri pera è il tratto distintivo”. Quello di Whi-
garbo. Autodidatta o destinati ad altri usi, come te è un essere chic a prezzi di mercato,
dal punto di vista la biancheria da cucina. Non senza eccessi, affrancandosi dagli armadi
sartoriale, Fran- importa essere filiformi per straboccanti di vestiti ma senza identità.
cesca produce vestire gli abiti di Silente. Accanto al bianco, si trovano in negozio
solo pezzi La loro grazia e leggiadria anche stampe sobrie, accessori da ab-
unici. Ognuno avvolge qualsiasi forma binare come foulard e bijoux. Per le più
di essi è ispirazio- femminile. Fedele alla storia giovani si possono trovare le magliette di
ne pura, divenuta di unicità, l’etichetta riporta il Gilda Seppi e Jana Letilovic e gli occhiali
materia attraverso racconto del capo: date, disegnati da Filippo Magnabosco. White
la ricerca di tessuti nomi, luoghi di ricerca è la cinquantesima boutique all’interno
attenta anche e dettagli. Ogni vestito del consorzio del centro storico Down-
alla rigenerazione e non è solo un oggetto, la fine di un town Rimini impegnato nella valorizza-
all’up-cycling. L’alchimia Silen- te processo ma è il processo stesso, zione del commercio di qualità nelle più
ha attirato l’attenzione di Gabriella prezioso in quanto espressione di belle strade cittadine.
Vulpinari, titolare dell’omonima una precisa evoluzione.
azienda riminese che produce una silente.posterous.com White è in via Tempio Malatestiano 3/A
quindicina di marchi tra cui Rick
Owens. «Mi hanno proposto una Lucia Rughi Lucia Rughi

08
TAG: LIBRI

Bruna, mediterranea, minuta, ribelle crea dal cozzare di sacro e profano. la nostra libertà, cresce soprattutto
e arguta come le sue protagoni- Mescolare i registri anche linguistici la nostra fragilità. Il personaggio
ste, Mariolina Venezia si racconta rende il racconto più interessante. di Gioia è il più autobiografico, mi
su passato e presente, tra tabù e Accosto i proverbi della mia terra e ricorda la mia adolescenza da ribel-
piccole e grandi rivelazioni. Sul le storie che ho sentito raccontare in le, quando a soli 16 anni mi trovai
sole della Basilicata (la sua terra) e puro dialetto dalle mie nonne e zie catapultata nei fatti del ‘77. Ogni
il buio che a volte cala sul mondo. a un registro alto, così come posso crescita inizia inevitabilmente con
Sull’originalità dell’esistenza, sulle passare dal parlare dei più alti senti- una rivoluzione».
sue mille sfaccettature, sui miracoli menti dell’uomo alle passioni della Gioia cerca la felicità e non la
a cui assistiamo ogni giorno. carne, ai desideri anche più infimi». trova finchè non torna nella casa
Sulla vita vissuta come viene. Le protagoniste di Mille anni che della nonna, nella sua terra.
Il suo Mille anni che sto qui sembra sto qui vivono fra la Basilicata di Il messaggio è che dobbiamo
un romanzo verista contempo- fine ‘800 e quella degli anni ‘70. tenere strette le nostre radici?
raneo. Oggi esistono ancora le Lo spazio e il tempo determinano «Sì è proprio questo che volevo
correnti letterarie? caratteri e comportamenti? comunicare, e tengo molto al fatto
«Non saprei, io scrivo quello che mi «Sicuramente lo sfondo su cui si che questo passi ai miei lettori.
piace. Nel ‘98 è stato pubblicato il muovono le donne del mio roman- La società di oggi è sempre più
mio primo libro, Altri miracoli, in un zo influenza le loro vite. Ma ciò “sradicata”, soprattutto la donna
periodo in cui impazzava la moda che ci influenza di più in assoluto spesso è considerata al pari di un

MARIOLINA VENEZIA L’anticonformismo che si radica nella tradizione


del pulp, così la critica ha etichettato sono le relazioni, i legami. Legami bell’ornamento. Non saremo mai
il mio come un romanzo pulp, men- orizzontali, con coetanei, amici, felici se ricerchiamo questa felicità
tre io volevo solamente raccontare innamorati. Poi ci sono i legami ver- nel conformismo, o nell’omogeneità
fatti di cronaca quasi inverosimili da ticali, che ci tengono sempre uniti della massa. Dobbiamo invece riap-
un altro punto di vista, quello dei alle nostre origini, alla nostra storia. propriarci delle nostre radici e di ciò
colpevoli. Così anche in Mille anni Sono quelli che ci ricollegano alla che ognuno di noi è. Così non sare-
che sto qui sono stati individuati dei realtà e alla vita». mo mai dei falliti, saremo vincenti,
punti di contatto con Verga e con il Il personaggio di Gioia è fragile e belli, più forti che mai. Quando
realismo magico sudamericano, ma smarrito: è una critica alla donna possediamo il passato guardiamo
io non mi identifico assolutamente contemporanea? al futuro con maggiore apertura, se
in quella “scuola” . I generi sono «Gioia è la vera protagonista di Mille siamo noi stessi possiamo finalmen-
etichette di comodo attribuite al anni che sto qui. A cavallo tra due te accettare gli altri, perchè forti dei
romanzo dopo la sua pubblicazione. epoche diversissime, spettatrice del nostri pregi, delle nostre particolari-
Esistono solo le storie». mondo che cambia alla velocità del- tà, delle nostre stranezze e dei nostri
Il linguaggio secco del popolo la luce, Gioia ha raggiunto un grado difetti. Forti di tutti quei particolari
tout court, le espressioni colorite: di consapevolezza e di libertà che le che ci rendono unici».
scelta stilistica o esca per i lettori? permette di scegliere. Quando Gioia Emma Ianni,
«Io sono una che si annoia facil- è messa di fronte a una scelta ha VA Liceo Classico G. Cesare
mente. Nei miei romanzi mi piace paura, si sente spaesata. Con la pos- Si ringrazia la Libreria Punto Einaudi
riportare quel dinamismo che si sibilità di scegliere non cresce solo per l’organizzazone dell’incontro

09
TAG: MUSICA

Toc - toc. stanza si accende il match di gioco della professionalità, e catturare lo spirito della
La porta si apre, dall’appartamento esce bottiglia... festa inquadrandolo da tutti i lati, senza
musica assordante ...she’s always take it - STOOOOOP! Rifare per colpa di Guglio- intervenire più di tanto nella scena, ma
or leave it...leave it all behind us... si affac- oooo! Guglio, ma che faccia fai? Ho detto aspettando che l’atmosfera “giusta”
cia un ometto vestito in modo eccentrico stupito, non stupido! Quando la macchi- venisse fuori da sè.
che, nonostante la faccia perplessa, invita na da presa arriva su di te devi fare la fac-
ad entrare. cia STU-PI-TA! - L’intento è riuscito alla grande e i
In cucina la gente balla ...yeah she’s gon- La realizzazione dell’ultimo video dei “Late Guest (at the party)” hanno avuto la
na take it...yeah she’s gonna leave it... ai Late Guest (at the party) band elettro- festa che si meritano.
due estremi di uno spaghetto, la ragazza indie nostrana, è durata tutto il week end
vestita da giocatore di football e il giova- tra l’allestimento del set e delle luci, la lo staff:
notto in paillettes ondeggiano avvicinan- registrazione delle scene e le gaffes delle
dosi morso a morso, lei si volta ed esplo- comparse. Alle riprese hanno partecipato Andrea Zucchini : regia e montaggio -
de in una fragorosa risata. tutti: amici più stretti e semplici cono- motionpiadina.com
She’s always take it or leave it...leave it all scenti hanno approfittato dell’occasione Alessia Travaglini + Marco Monti :
behind us... la band suona in un angolo per vestirsi nei modi più strambi e diver- direzione fotografia
del salotto, il cantante graffia con forza la tirsi al party in stile “festa delle medie”, il Luca Ridolfi : scenografia
chitarra zebrata mentre dall’altro lato del- tutto tra le risate generali e la curiosità Alessia di Paolo :v costumi
la stanza si svolge indisturbata la partita del vicinato affacciato ai balconi durante Samuele Apperti  + Mattia Celli :
di strip-poker. le scene in esterna. fotografi di scena
Lungo il corridoio la gente sorseggia Il risultato è ancora da scoprire, gli attori
drink parlando del più e del meno, d’un scalpitano in trepidante attesa di vedersi la band:
tratto tutti si voltano con espressione agitare sullo schermo al ritmo di “Revolu-
sconvolta, la ragazza con gli occhiali alza tion in her closet”, mentre la produzione Late Guest (at the party)
la testa dal computer e sgrana gli occhi. è impegnata nel montaggio del videoclip ascolta “Revolution in her closet” dall’al-
La sequenza prosegue in camera da letto che, nei prossimi giorni, verrà proiettato bum “Come Back Bobby Perù!” su myspa-
dove la matrioska, playmobil e parrucca- in anteprima alla presenza dei parteci- ce: http://www.myspace.com/lgatp
fucsia giocano a moscacieca con Gandhi, panti. facebook: Late-Guest-at-the-Party
la coppia saffica viene interrotta nel mez- La regia ha saputo incanalare l’esube-
zo di un bacio appassionato, in fondo alla ranza dei singoli soggetti con pazienza e Federica Protti

10
Traslucido
Stefano Lanci Giugno 2010 | 0 €

AMARCORD Il destino inciso in un nome, “ eccolo è partito il Pirata”

L’ULTIMA SALITA
La maglia rosa, le fughe in solitario dalle noiose piane dell’anonimato del
gruppo, dalla vita che - come nebbie padane - avvolge greve l’anima umana.
Fruscio di foglie e i colpi bassi dell’invidia Te ne sei andato da campione! di una donna amata
echi visivi, verde veloce che fremeva per sottrarti di dosso Cosa ne sa chi del tuo dono perduta troppo presto,
di un vento muto la più pregiata maglia. ha annusato il profumo un’emozione nitida
soffiato via da cerchi Ma eri un campione autentico, senza provare il sapore che brucia la memoria
che sembrano immoti, non veste tutti la sua aspro delle fatiche? o chi di giornate estive
fotografia riemersa speciale taglia! ti voltasti accecato dal blasone in cui la vita, che tutto erode
da un non più breve la guardasti in faccia delle maglie, dagli echi freddi restava attonita
passato sull’ultima discesa come facevi in quota delle vittorie non è balzato piegata al campione, sola!
pochi istanti prima con gli avversari, lei paga in piedi e ha strozzato come la fotografia
l’appuntamento con la memoria. - il sorriso scaltro - in gola il grido di quell’ultima impresa
La maglia rosa, le fughe per la rincorsa appena compiuta. sul luccichio distante agli occhi di chi di amare
in solitario dalle noiose Ti alzasti in piedi sui pedali delle tue ruote dorate è tuttora in grado
piane dell’anonimato e via, un altro scatto ancora! in quell’ultima discesa e per chi sa
del gruppo, dalla vita che lanciasti il colpo letale che il verde sbiadiva alle spalle non dimenticare il passato
- come nebbie padane - e il guanto di sfida: lasciando solo asfalto ruvido, dimenticare te, Pantani!
avvolge greve l’anima “vincerò io o ti vinco, scosceso? e la fama curvo sui pedali
umana. A colpi di pedale all’ultima salita!” di avversari il cui limite illecito - stanco ma non battuto -
l’hai sorpresa Neppure lei era pronta non era nelle vene o nei tessuti in fuga dai malesseri
colei che amara, in lento a tale impresa, replicare bensì nel cuore, nella mente terreni delle pianure
progredire ti riagguantava di una simile puntata! glaciale? Cosa ne sanno e da avversari
sempre. Ma il destino l’hai colta di sorpresa chi ai mancati scatti odierni che con volto teso staccavi
ce l’avevi inciso nel nome, sui metri finali del muro di uomini senza coraggio …e là, ora la vedo!
e ci hai rubato il cuore spiazzando noi tutti accostano il tuo nome in un piccolo riquadro
Pirata! rapito emozioni e la tua intera storia, senza provarne pudore la vita, col capo chino
alle quotidiane fatiche, rubandoci ancora il respiro o chi non ha capito distante alcuni metri
gli umidi silenzi estivi giungendo solo - perfino dopo che e sconfitta. Ecco perché
di meriggi segreti all’appuntamento con la hai sconfitto la sorte - ti abbiamo così amato!
vibranti d’attesa, in radio memoria. che eri un campione Tu eri solo, sempre solo
o davanti al televisore, Avevi coraggio e come tale hai vissuto? sulle cime e nelle profonde
e il sobbalzare improvviso era questo il vero dono! Noiosamente attendo gole, ma forse
al tuo scattare in piedi non erano il fiato l’ultima salita, oggi non eri solo mai
sfidando la vita le gambe leggere, i lenti nelle tappe montane la vita ti ha inseguito
che implacabile ricuciva battiti del tuo motore, attendo i timidi allunghi invano e noi tutti
con dolorosi sussulti. l’incrollabile ardore prossimi alla cima sussurrando - uomini invisibili -
Con le vittorie o i farmaci illeciti “aspetta, aspetta ancora spinto fino a quell’ultimo
ci hai rubato il sonno - da farmi quasi sorridere o ti riprenderanno, ti brucerai!” arrivo, estremo
eppure non furono quelle ora, rimuginare di rabbia! - mentre di te era l’attesa che hai tagliato per primo
- non le maglie! - a consolare che di miserie han coperto la gioia, i minuti col cuore a mani basse, più basse
all’alba il risveglio, l’incedere la folgore in gola che preludevano al del consueto
del duro giorno. di quel sogno infantile! grido con volto pensoso,
Erano le emozioni Ti sei gettato in picchiata mai tradito: non tra due ali di folla
e fosti un campione per questo! oltre la cima “eccolo, è partito! in un penoso vuoto.
anche nel tempo in cui per quella rupe da rabbrividire è scattato il Pirata!”
ai pedali, seguirono e la vita ti ha inseguito Si, Auro
i colpi ai fianchi della vita invano, ingenuamente battuta la tua voce ci risuonerà in petto
ribattuti pugno su pugno come l’ultimo dei gregari. a lungo, come il ricordo

11
festival
20ª EDIZIONE
dance,dan
RICCIONE, 11-12-13 GIUGNO 2010
ce, o VIDEO, VISUAL, SPETTACOLI, INCONTRI
therwise we a
re lost
LEONETTA BENTIVOGLIO
Leonetta Bentivoglio ha una capacità sorprendente di scandagliare gli animi degli artisti, è una di quelle rare (all’oggi) rappresentanti e
sostenitrici di un giornalismo pensato, che non cavalca l’onda della notizia ma che, come fosse un buon vino, le dà il tempo di riposare perché
ci apporti una riflessione conseguente e incisiva. Nella sua lunga e florida carriera che la vede sin dagli anni ’80 pilastro fondamentale per la
sezione Cultura e Spettacolo de La Repubblica, ha intervistato e conosciuto tantissimi artisti di alto spessore e fra questi una danzatrice, Pina
Bausch, a cui ha dedicato tre libri e di cui traccerà un ritratto venerdì 11 giugno (Palazzo del Turismo, ore 16) al Riccione TTV in una tavola
rotonda con Gianfranco Capitta e Pippo Delbono.
A lei dunque chiediamo qual è il sentimento che sta alla base della scelta di dedicare la ventesima edizione del Riccione TTV a Pina Bausch.
«C’è l’occasione molto precisa che è l’anniversario della morte. Pina Bausch è scomparsa nel giugno del 2009 e un festival come questo così
orientato alla registrazione della nova scena e al rapporto tra teatro, danza e nuova tecnologie non poteva prescindere da una presenza così
decisiva come è stata quella di Pina Bausch sia sul versante del teatro che della danza che delle arti visive. È un omaggio dovuto perché pochi
hanno segnato il Novecento come lei.»
Crede che il messaggio di Pina Bausch possa essere recepito universalmente?
«Ho seguito il lavoro della Bausch sin dall’inizio degli anni ’80 e posso affermare che non è mai stata un fenomeno elitario. Il problema è stata
la difficoltà di vederla in Italia perché lei aveva questa richiestissima compagnia di cinquanta persone con scenografie molto impegnative per
cui i suoi spettacoli erano forse troppo esosi per l’Italia. Il suo è un teatro molto spettacolare, non è assolutamente intellettuale, è contagioso,
coinvolgente e tutte le sue venute il Italia lo hanno dimostrato. Vent’anni fa è stata a Bologna con lo spettacolo 1980 che ebbe un successo
clamoroso, al pari dei grandi musical. Non è mai stata un’artista che non ha tenuto conto del pubblico, della grande forza emotiva di ciò che fa-
ceva. Certo, il discorso video complica le cose perché gli artisti di teatro (come credo la Bausch sia) sullo schermo non hanno lo stesso impatto
che sulla scena però veramente non è un’artista elitaria. A dimostrare ciò è il suo rapporto con Fellini. Federico odiava il balletto, io ho lavorato
con lui per due film e a suo tempo fui io a fargli conoscere Pina Bausch. Non voleva assolutamente venire a vedere il suo spettacolo, 1980, poi
lo convinsi e rimase così colpito che le offrì il ruolo della gran duchessa cieca in E la nave va che si vedrà a Riccione sulla spiaggia. Non si può
pensare a Fellini come artista cerebrale e intellettuale. Ebbene egli condivideva con Pina, oltre che una grande amicizia, la stessa percezione
del sentimento.»
Crede che sulla scena teatrale contemporanea si possa intravvedere qualche erede di Pina Bausch?
«Per quel poco che oggi vedo di danza dal momento che mi occupo soprattutto, come giornalista culturale, di musica e letteratura, non vedo
eredi ma solo epigoni, gente che la copia male per intenderci. Non credo sia un buon momento per la danza e il teatro danza. Però ci sono
anche persone che hanno capito la sua lezione e la sua direzione. Un esempio è Pippo Delbono che ha lavorato con Pina e lo racconterà in
una sua performance a Riccione. Pippo fa soprattutto teatro ed ha un modo di lavorare originale, tutto suo però Pina Bausch gli ha insegnato a
trovare la sua strada.»
In questo momento di crisi qual è secondo lei lo stato di salute del giornalismo culturale italiano?
«Penso sia un momento molto drammatico. C’è una fortissima trasformazione in atto condizionata dalla crisi economica nel senso che i giornali
hanno oggettivamente meno mezzi, meno strumenti, meno giornalisti a causa sia del crollo dell’apporto pubblicitario che del declino della carta
stampata per l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione. Poi sappiamo benissimo che da parte del potere non c’è una grande simpatia per la
stampa e per la libertà di parola. Io però credo ancora nella riflessione sulla carta stampata, in un tipo di giornalismo che esula dallo stare solo
superficialmente sulla notizia. C’è un apporto di meditazione su quello che succede fondamentale in ambito culturale e che non può prescinde-
re dalla carta stampata. Se ci limitiamo a registrare una frase o se addirittura la si oscura, come ha fatto ad esempio il TG1 con Elio Germano,
demistifichiamo il tutto. Un intervento più approfondito, una lunga intervista servirebbe a dare alle idee e ai giudizi il tempo della riflessione.
Il giornalismo di diffusione culturale non può passare attraverso l’immediatezza di internet. Credo ancora nel valore delle recensioni, di un
discorso sugli spettacoli se questi lo meritano. Nel caso di Pina Bausch ho scritto vari libri ma c’è una tale ricchezza di stimoli, di riflessioni che
ne potrei scrivere altrettanti.»
Carlotta Frenquellucci
FULVIO ABBATE
Fulvio Abbate ci tiene a precisare che è uno scrittore, non un giornalista. È vero, ha scritto per L’Unità, La Stampa, Il Messaggero, Il Foglio, Il Ri-
formista ecc. ma è palpitante la sua identità di scrittore. Dal 1998 ha dato vita a Teledurruti, una televisione di ispirazione situazionista, la sua tv
monolocale perché i suoi video sono girati davvero nel suo monolocale e nella sua città e parlano con la massima libertà di ciò che ci succede
intorno, di riflessioni di carattere esistenziale, di satira. I suoi video sono cliccatissimi su internet e dimostrano che una forma di comunicazione,
alternativa a quella istituzionale, esiste. Fulvio Abbate sarà al Riccione TTV sabato 12 giugno (Palazzo del Turismo, ore 17) per spiegarci Come
fare una televisione monolocale e vivere felici in un paese perduto. Dopo la raccomandazione di scrivere il suo nome con la doppia “b” e le
scuse per la scarsa verve causata da una notte insonne, Fulvio Abbate risponde assai affabilmente alle mie domande.
Come resistere all’omologazione televisiva?
«È molto semplice. La tecnologia della rete oggi ti permette di poter introdurre dei tuoi contenuti, fossero anche i più aberranti. C’è la possibilità
di diventare un soggetto mediatico e già questa è una conquista enorme. Io, che sono stato cacciato da L’Unità dalla signora Concita De Gre-
gorio e da Il foglio di Giuliano Ferrara, grazie a Teledurruti e forse anche grazie al mio talento, sono riuscito a non farmi cancellare. Teledurruti è
nata nel buio della rete ed è diventata un punto di luce per la massima libertà di questa mia creatura mediatica che è anche la sua forza.»
Nella puntata di Teledurruti dedicata a Riccione (se la farà) su che cosa si focalizzerà e come la titolerà?
«Io verrò a Riccione e cercherò di raccontare il luogo cercando di ricalcare le immagini di un fotografo che ho molto amato che è Luigi Ghirri.
Cercherò di catturare la memoria del luogo attraverso le insegne, gli arredi dei negozi, degli alberghi e percepire il ricordo di Riccione città pre-
diletta dalla famiglia Mussolini perché a me sta a cuore la memoria dei luoghi, il modo in cui il presente calpesta il passato. Se dovessi pensare
a un personaggio non potrei citare Fellini perché lo associo a un romagnolo immigrato a Roma ma piuttosto a Silvio Corbari un leggendario
partigiano che ha operato in Romagna, era di Faenza mi pare. Il titolo sarebbe Teledurruti a Riccione che può sembrare banale ma è come dire
Pink Floyd Live at Pompeii, un concerto eseguito nell’anfiteatro di Pompei in assenza del pubblico.»
C’è qualcosa di ancora sostenibile in tv?
«La cosa più bella in assoluto è RAI Storia, che ovviamente è un canale satellitare,dove si vede la vecchia televisione perché è come guardare
un vecchio album di fotografie, senza l’ansia che oggi la televisione ti trasmette. Credo che, a parte questo, non ci sia altro. Anche perché oggi
quello che un tempo era il kitsch ha smesso di brillare. Mi auguro che le persone fuggano dalla televisione. Faccio un esempio: negli anni ’70
nessuno guardava la televisione, è una bugia sostenere che Raffaella Carrà col suo ombelico abbia cambiato il costume, i ragazzi stavano fuori
a scopare. E ora credo che si ritorni per forza a una fuga dalla tv. La televisone è uno strumento criminogeno, pensare che Striscia la notizia sia
un programma di qualità la dice tutta sulla situazione del nostro paese.»
Cosa ne pensa della censura alla frase pronunciata da Elio Germano a Cannes?
«Un tempo avremmo avuto Gianmaria Volontè e oggi abbiamo Elio Germano che ha detto una cosa molto sfumata mentre sarebbe stato appro-
priato usare parole molto più dure e più politiche. La censura non mi stupisce, d’altronde non mi sono mai aspettato nulla e non ho mai avuto
stima per Vincenzo Mollica. Io sono per la critica, uno che parla bene di tutto e di tutti in maniera così entusiastica non è un giornalista ma del
resto Mollica va bene sia a Berlusconi che a Veltroni che per me sono equivalenti oramai. »

DAN FANTE
Dan è il secondo figlio di John Fante, lo scrittore italo-americano onorato da un enorme successo come sceneggiatore a Hollywood ma trascu-
rato per tutta la vita come scrittore e poi rivalutato solo dopo la sua morte da Charles Bukowski.
Obama parlava di change. Change è anche al centro di Buttarsi, l’ultimo romanzo di Dan Fante che esce questo giugno edito da Marcos y
Marcos e che l’autore presenta al TTV sabato 12 giugno nelle sale del Palazzo Turismo (ore 21.15). Più che di una presentazione si tratterà di un
incontro fra due libri “disperati”: quello di Dan e i racconti di Cristiano Godano, leader dei Marlene Kuntz, che, attraverso le sue ossessioni e le
sue emozioni di artista dai linguaggi plurimi, ricrea un’atmosfera di attesa e di sensualità, inseguendo i contorni del pensiero e delle vibrazioni
dell’anima. In esclusiva per In-visibile Dan Fante ci racconta cosa ne pensa del vivere tumultuoso e del perché verrà in Italia.
Dan, come va in Arizona?
«Bene, ho una nuova casa…. fa molto caldo… (ride)»
Cosa ti ha spinto ad andare via da Los Angeles?
«Los Angeles mi aveva stancato. Ci ero nato e cresciuto, e poi ci avevo vissuto per anni dopo essere tornato da New York. Se tu avessi potuto
vedere che città era negli anni Cinquanta, quando ero bambino… è diventata molto diversa ora. Se una volta c’erano due o tre milioni di per-
sone adesso la popolazione è quintuplicata. C’è una bella differenza tra una città molto estesa a bassa densità e una estesa e molto congestio-
nata. A Los Angeles ti trovi in mezzo al traffico alle undici di sera in autostrada e dici “mioddio, questo è il posto più affollato del mondo!”. Sto
anche pensando di prendere casa a Torricella Foligna in Abruzzo e di farmi cinque mesi all’anno in Italia…»
Sapevo che hai radici abruzzesi ma che rapporto hai con l’Italia?
«Mi piacerebbe molto viverci e anche poterci lavorare. L’Italia è la mia patria ancestrale e io mi sento benissimo soltanto per il fatto di esserci.
In Italia ti senti accudito e coccolato e le persone si prendono cura di te, anche a dispetto dei governanti attuali».
Eh beh, nonostante tutti i problemi che ha, l’Italia è sempre un gran bel posto. Che va mantenuto tale. Infatti, ho saputo che ti sei
mobilitato contro le trivellazioni petrolifere in Abruzzo…
«Mah, guarda, io ho questa opinione: la gente in Italia non ha abbastanza voce in capitolo nelle decisioni che prende il governo (o i “big busi-
ness” di turno) e, per quanto ne so, non ci sono sufficienti enti di protezione dell’ambiente: non vorrei che la situazione potesse mai sfociare
in quello che si è visto nell’America Centrale, dove le compagnie petrolifere hanno sfigurato il paesaggio. Cioè, c’e` bisogno di vedere qualche
studio a livello ambientale, di avere qualche carta in mano in più prima di mettersi a fare contratti e appalti. Sono decisamente contrario ai
grandi investimenti commerciali, che fruttano moltissimo ai grandi, lasciando ben poco al patrimonio delle genti locali e della regione».
Manca forse una più forte presenza della classe intellettuale…
«Certo, anche se la cultura è comunque molto ben preservata e i valori nazionali non coincidono del tutto col capitalismo, ciò che rende l’Italia
ancora un paese altamente vivibile».
In tutto questo come hai deciso di finire la saga di Bruno Dante (nda: Bruno Dante è il protagonista di una trilogia costituita da Chump
Change, Mooch, e Spitting off Tall Buildings)?
«Non so ancora. Forse 86’d sarà l’ultimo libro o magari ce ne sarà un altro, sto appunto lavorando a un detective thriller con lo stesso tipo di
protagonista ma sotto altro nome».
Dunque l’idea di Bruno Dante, il personaggio alienato da spostamenti e capovolgimenti rimane.
«Molti mi hanno detto che si immedesimano in questo personaggio. Mi sembra che sia così anche in Italia, dove un gran numero di lettori
abituati al genere poliziesco gravitino su storie a carattere soggettivo, individuale, qualcuno in cui identificarsi, la storia di Bruno…»
E tu come pensi che si faccia a infilare una via d’uscita (che può benissimo essere un punto di partenza) quando tutto sembra perdu-
to?
«Dipende molto da dove uno decide di andare con sé stesso, dal proprio percorso: le difficoltà arrivano comunque. Gli sconvolgimenti, le
rivoluzioni si consumano a livello personale e servono per indicare una direzione alternativa. Chi conosce le filosofie orientali chiama queste dif-
ficoltà un dono, come una bussola da cui è possibile orientarsi e vedere gli oggetti in lontananza, che permette di capire le distanze e facilita il
movimento all’interno di uno spazio altrimenti indefinito. Bruno, per esempio, è un tipo che finisce per sopravvivere perché ce la vuole fare. Alla
fine di 86’d questo diventa chiaro: vuole diventare scrittore per potersi esprimere e allo stesso tempo per redimersi e la sua idea di redenzione
alla fine è quella di andare avanti».
Wow, sono parole piene di ispirazione.
«Il cambiamento è inevitabile,‘change happens’, indipendentemente da che uno lo prenda per un colpo in testa o che decida di farsi i denti.
Bruno direbbe “voglio sopravvivere, voglio andare avanti” o, come si dice, “il dolore è inevitabile, ma soffrirne è un optional”. Guarda, io sono
stato sposato quattro volte, ho fatto bancarotta e ne ho passate tante, ma ho continuato ad andare avanti e ho imparato che quando ti trovi a
una certa distanza ti giri e vedi quello che è successo, capisci che c’è una lezione da imparare. L’uomo può sopravvivere a tutto e ci riempie di
saggezza compiere questo passaggio a ostacoli».

Mattia Ferroni (da Los Angeles)


E LA NAVE VA
Venerdì 13 giugno (ore 21.15) la spiaggia del bagno 71 di Riccione ospiterà la proiezione su maxischermo di uno dei film di maggiore spicco
della produzione di Federico Fellini, E la nave va. Il film è del 1983 e si gloria della collaborazione di importanto artisti del ‘900. La sceneggia-
tura è stata scritta a quattro mani da Fellini e da Tonino Guerra; i cori del film, scritti appositamente dal poeta Andrea Zanzotto, rappresentano,
insieme alle musiche di Verdi, Strauss, Rossini alcuni dei punti più alti del film. La pellicola, premiata con cinque Nastri d’argento e quattro
David di Donatello (miglior film, sceneggiatura, fotografia e scenografia), verrà presentata dal direttore della Fondazione Fellini, Vittorio Boarini
e da Leonetta Bentivoglio, autrice delle coreografie originali del film. E la nave va narra le vicende di un gruppo di artisti che si ritrovano in un
viaggio per mare per compiere la cerimonia funebre di una famosa cantante lirica. Musicisti, direttori d’orchestra e vecchi ammiratori della
diva affollano la nave, intrattenuti dal giornalista Orlando (Freddie Jones) e accompagnati da un granduca prussiano e da sua sorella Lherimia,
una principessa cieca e veggente (Pina Bausch). Tutto prosegue fra le varietà del gran mondo, e dalla stiva fa la sua comparsa persino un
rinoceronte, annunciato da un fetore insopportabile. Fellini costruisce aspetti filmici di queste personalità portandole su un piano dal tono
brillante e giocando sui processi di identificazione che una figura di genio come la defunta cantante poteva attivare. Sullo schermo immaginifico
della nobile cantante lirica scomparsa i personaggi della nave tracciano pensieri, riflessioni, ricordi ricchi di enigmi e curiosità biografiche che
daranno alla narrazione un andamento a tratti grave ma spesso anche gioioso e sorprendente. L’idillio però presto si rompe. Sulla “Gloria N.”
viene accolto un gruppo di naufraghi serbi, fuggiti dopo l’attentato di Sarajevo, e all’orizzonte compare anche una nave da guerra della flotta
austroungarica. Colpisce sempre in Fellini la misteriosa e inesauribile capacità di immettere del vero nel reale del film passando per le vie più
recondite e censurate del lavoro onirico.

L’evento è in collaborazione con la Fondazione Federico Fellini

AIDORU
Sono una delle più originali e attive formazioni della musica indipendente romagnola e, ovviamente, italiana. Ma gli Aidoru non sono una
“semplice” rock band: tra dischi a loro nome, progetti paralleli, collaborazioni teatrali con il Teatro della Valdoca, un’associazione che porta il
loro nome e che organizza vari festival multi disciplinari, definirli poliedrici è un eufemismo. Gli Aidoru sono Dario Giovannini, Diego Sapignoli,
Michele Bertoni e Mirko Abbondanza. Rumori, strumenti, note, melodie, timbri, silenzio, frammenti di paesaggio: questo è Songs canzoni –
Landscapes Paesaggi. Quarto album in studio degli Aidoru, il nuovo progetto della band cesenate esce, a due anni di distanza da Nove Buone
Nuove, coprodotto da Aidoru Associazione e Trovarobato e distribuito nei negozi da Audioglobe. Gli Aidoru inaugureranno la prima serata del TTV,
venerdì 11 giugno (ore 23.30) con il live set di Songs canzoni – Landscapes Paesaggi e la presentazione del video di Daniele Quadrelli. Parlo con
Dario.
Il live del TTV prevede la presentazione del nuovo video, che cosa ci dobbiamo aspettare?
«Questo disco ha un importante fattore legato all’immaginario, siamo stati molto attenti nel selezionare parole scritte adeguate alla musica ma
anche una composizione di immagini che fanno riferimento a paesaggi urbani. Volevamo riportare queste suggestioni anche nei concerti dal
vivo dove tutto questo viene a mancare. Per questo abbiamo incontrato Daniele Quadrelli e il lavoro in sintesi è stato trasmettere a lui, che ha
immediatamente recepito la nostra idea, tutto questo immaginario. È una prima e dunque non sappiamo a cosa andremo incontro ma siamo
fiduciosi».
Qual è il fil rouge fra testi, suoni ed immagini nel progetto Songs/Landscapes?
«La nostra premura era quella di tradurre il messaggio poetico. Le immagini vogliono suggerire uno stato d’animo, uno stato di osservazione e
di contemplazione fondamentale per l’ascolto del nostro disco. Il video è un terzo grado di sovrapposizione».
Il disco è frutto di cinque anni di ricerca, quali sono le influenze e le suggestioni più palpabili che vi rifluiscono?
«Sono stati cinque anni in cui noi quattro Aidoru abbiamo approfondito molto le nostre singole esperienze di vita sebbene il percorso del gruppo
non si sia mai interrotto. Abbiamo fatto confluire in questo disco il bagaglio personale di ognuno di noi: c’è chi si è laureato, chi ha lavorato nel
teatro, chi ha sperimentato la musica sotto altre forme. I tre elementi che maggiormente emergono sono in primis l’esperienza teatrale, il venire
a contatto con un metodo diverso di creare, un rapporto diretto con gli attori, una costruzione drammaturgica più complessa, una maggiore
sensibilità nell’osservare e nell’essere osservati. In secondo luogo è importante l’impronta delle nuove collaborazioni musicali che abbiamo
portato avanti in questi anni. Noi suoniamo insieme da quando avevamo quindici anni e chiaramente dal punto di vista musicale ci siamo
sempre influenzati reciprocamente con la conseguenza che siamo sì molto affiatati ma anche molto limitati sotto questo aspetto e l’interazione
anche con altre realtà già musicalmente mature ha fatto sì che ritornassimo a doverci confrontare nuovamente fra di noi. Il terzo ingrediente è
la riflessione che abbiamo compiuto nei confronti del paesaggio. Questo è avvenuto attraverso l’organizzazione di un festival, Itinerario Stabile
Festival, un evento a cadenza annuale che ha sviluppato il rapporto col paesaggio urbano influenzando il nostro modo di fare musica. Elaborare
un pensiero nei confronti di un ambiente è una cosa che un musicista fa ma di cui non ha mai consapevolezza. Quando la si acquista il modo di
fare musica cambia radicalmente».
Come siete approdati al teatro? Cosa vi lega alla poetica del Teatro Valdoca con cui avete collaborato?
«Ciò che ci accomuna al Teatro Valdoca è il modo di lavorare: loro si trovano col materiale scenico, gli attori, le parole, il luogo e assommano
questi elementi per creare lo spettacolo. Ne scaturisce un processo drammaturgico che suggerisce ma non svela il senso dello spettacolo.
Non ci sono messaggi diretti ma è dentro di te che si materializza un pensiero, un sentimento. Anche noi per questo disco abbiamo lavorato un
po’così, ci siamo trovati dei materiali, dei bagagli, ci siamo messi a nudo e abbiamo suonato».
Che importanza ha oggi il silenzio?
«Il silenzio è l’ambiente in cui un orecchio può iniziare a pensare una musica. Come la tela bianca per un pittore o la spianata di terra per un
architetto. Un musicista deve pensare che il silenzio non esiste: scopri che la tua musica non parte dal silenzio ma da qualcosa che già c’è.
Anche il disco parte da qualcosa che già c’è e si sposa con questo qualcosa, non rimane un angolo a sé, un ritaglio del mondo. A noi non va a
genio il processo intellettuale a monte».
La scelta di organizzare il progetto in due dischi ne simboleggia una natura dicotomica?
«In realtà il disco è uno. La divisione in due cd non è un’operazione concettuale: finito il disco, quando ci siamo trovati a fare la scaletta
abbiamo notato che c’erano dei brani che sono molto più canzoni e altri che sono più paesaggi. Ma la bipartizione del disco in realtà è piuttosto
forzata perché ogni pezzo contiene entrambe le componenti: canzoni e paesaggi».
Che progetti state portando avanti?
Dopo questo terzo stadio ce ne sarà un quarto e poi un quinto inerenti a questo disco. Il quarto è un esperimento che faremo quest’estate ad un
festival vicino a Roma: ovvero dividere veramente il disco in due concerti. Uno si intitolerà Canzoni e si terrà in un luogo canonico per i concerti
e uno Paesaggi. Facciamo questo perché ci siamo accorti che, pur ponendo tanta attenzione ai luoghi, trascuriamo sempre l’aspetto “paesag-
gio”. Perché dunque non fare una parte di concerto in un luogo più idoneo a quel tipo di musica? Paesaggi si terrà in luogo naturale, senza
elettricità. Il quinto stadio sarà dar voce alla parole del disco: faremo un lavoro con un attore che chiuderà il lavoro su questo disco. Poi uscirà il
nuovo disco: un lavoro su Tierkreis di Karlheinz Stockhausen»,

TTV VILLAGE
Anche Rimini fa la sua parte al Ttv Festival e trasforma piazzale Ceccarini in un’oasi di creatività, una fiera delle migliori creazioni dell’intelletto
riminese. Si chiamerà TTVillage > Trend Taste Visions e sarà un’esposizione dedicata a chi ama il piccolo artigianato e a tutti i creativi in cerca
di oggetti esclusivi, accessori e pezzi unici: un ambiente creato per promuovere esperienze artistiche emergenti e tendenze attuali della cultura
e del design. Stand di librerie, etichette discografiche, studi grafici fanno da contorno a una piazza-caleidoscopio dai continui mutamenti sonori
e visivi.
Per cui si potrà ammirare il monoscopio di Loreprod che diventa l’installazione “Armi per la distrazione di massa” (dalle 16), ma anche la proie-
zione luminosa di Silvio Mancini, Inserire Floppino e Davide Brace che trasforma il Palazzo del Turismo in una cattedrale (dalle 22).
Non mancheranno poi i momenti musicali per godersi lo spazio del salotto di Riccione come se fosse un dancefloor. Toccherà allora a Jean e
La Plastique e alla loro electro/fidget house scatenare le danze (venerdì 11 dalle 19), mentre gli amanti di post-punk, new wave, synth-pop e
old school potranno seguire i Moscovadreamers nella loro selezione musicale (sabato 12, dalle 23). L’etichetta Tafuzzy poi curerà dei momenti
artistici: la stampa serigrafica ispirata al loop di Martina Merlini, Arianna Vairo, Le Raclet Screen Print Studio (sabato 12, dalle 19); il taccuino
sonoro realizzato per la label giapponese Neguse Group del collettivo Cracatoa (sabato 12, ore 20). Per tutta la durataGli spazi del TTVillage
ospiteranno una mostra scambio per collezionisti e appassionati dell’usato. Presenti anche gli standi di Invisibile, Brandina, Serendipità Editrice,
Libreria Interno 4, Fragile Continuo Artshop, FrekOut! Records.

5° PREMIO RICCIONE PER LA TELEVISIONE A MARCO PAOLINI

Il Riccione TTV Festival assegna all’attore, autore e regista Marco Paolini il Premio Riccione per la Televisione 2010, per aver attuato un inedito
crocevia tra teatro e televisione attraverso le dirette tv La macchina del capo. Racconto di Capodanno (La7, 1° gennaio 2009) e Miserabili. Io e
Margaret Thatcher (La7, 9 novembre 2009). Con entrambi gli spettacoli, trasmessi in prima serata e senza interruzioni pubblicitarie, Paolini
ha realizzato dei veri e propri eventi televisivi, capaci di superare gli schemi tradizionali del piccolo schermo. Premiato da risultati di pubblico
straordinari, ha saputo ricreare in tv l’esperienza del grande teatro dal vivo: nello spettacolo La macchina del capo ha raccontato il mondo
dell’infanzia con un gusto da cantastorie moderno, pieno di ironia e disincanto; con Miserabili, in uno scenario altamente simbolico come il porto
di Taranto, ha dipinto senza retorica i cambiamenti della società italiana, attraverso una felice commistione di monologo e teatro-canzone.
Nella stessa occasione viene assegnato un Premio speciale a Giuseppe Baresi, per le originali sperimentazioni compiute sul linguaggio
audiovisivo: un lavoro in continua evoluzione, capace di affiancare documentario e videoarte, testimonianza e ricerca stilistica. Alla cerimonia di
premiazione parteciperanno Giuseppe Baresi, Michela Signori e Lorenzo Monguzzi.

Domenica 13 giugno al Palazzo del Turismo (ore 21.15).

CITTADINANZA ONORARIA A ENRICO VAIME

Il Riccione TTV Festival ha celebrato Enrico Vaime nel 2008 con un importante riconoscimento legato alla sua straordinaria carriera. Quest’anno
il Comune di Riccione con una cerimonia aperta al pubblico (domenica 13 giugno, Sala del Consiglio Comunale, ore 15) conferisce la cittadi-
nanza onoraria a questo scrittore arguto, autore teatrale, televisivo e radiofonico, ospite da sempre della Perla Verde. Conduttore da trent’anni di
Black Out su Radio Due, padre di programmi storici come Canzonissima, Vaime dagli anni Sessanta ha contribuito ai successi televisivi di Mina,
Walter Chiari, Paolo Panelli, Raimondo Vianello, Paolo Villaggio, Cochi e Renato. Dopo la cerimonia, si terrà al Palazzo del Turismo (ore 17) una
conversazione cui parteciperanno Enrico Vaime, Maurizio Scaparro, storico giurato del Premio Riccione per il Teatro, uno dei primi a lanciare la
carriera di Vaime e Maurizio Costanzo con un’intervista video inedita.
Enrico Vaime e Maurizio Costanzo sono due dei padri della nostra televisione. Dopo una lunghissima carriera i due si sono incontrati di nuovo
in questi mesi, grazie a Memorie dal bianco e nero, programma di Rai Uno scritto da Costanzo e raccontato da Vaime: un viaggio senza retorica
nella storia della nostra televisione dalla fondazione della Rai a oggi, tra immagini di repertorio e interviste.
®
illustrazione bertrand sallé - progetto grafico
Premio Riccione per il Teatro
Riccione TTV Festival
tel. 0541 694425 - 695746
è un progetto di
Direzione Generale
per lo Spettacolo
www.riccioneteatro.it
Premio Riccione per il Teatro dal vivo
ingresso libero
URBANISM _ art in progress
22-23

arte
(mostra fotografica di Silvio Canini e Matteo Astolfi)

cinema
28° edizione del Bellaria Film Festival
(dal 3 al 6 giugno, Bellaria Igea Marina) 23

musica
Guano Padano, musica dalla pianura
(20 Giugno, Domus di Bacco - Rimini)
24-25

Agenda / Giugno 10
Festival deL Mondo Antico
(dal 25 al 27 giugno - Rimini)
libri
eventi 26

Artisti in Piazza - XIV edizione


(dal 17 al 20 giugno, Pennabilli) 27
& danza

Artemisia Gentileschi, Feralia


28
teatro

(dal 19 al 23 giugno, San Giovanni in Marignano)


& drink

Dalla Iole
29
food

(via Destra del Porto, 2B - Rimini)


© Matteo Astolfi
arte

URBANISM _ art in progress


(mostra fotografica di Silvio Canini e Matteo Astolfi)

Antao progetti - studio di di vita. Urbanism propone Silvio Canini vive e lavora mostre ponendo il suo
architettura e ingegneria a una riflessione a vista a Bellaria. Nel corso degli sguardo sul rapporto tra
San Marino - apre le porte d’uomo sull’urbanità e sui anni ha ottenuto impor- uomo e città.
alla fotografia con Urbani- suoi confini, passando per tanti riconoscimenti. Ha La mostra è visitabile fino
sm _ art in progress, una luoghi quotidiani a volte esposto in numerose al 30 luglio. L’ingresso è
mostra fotografica di Silvio dimenticati o consumati personali e collettive e da libero.
Canini e Matteo Astolfi. velocemente, per poi chie- aprile 2008 cura uno spa-
Urbanism propone una dersi: che cos’è veramente zio espositivo a Bellaria,
visione sul rapporto tra lo spazio urbano? Sul “36A spazio gallery”. Antao s.a., strada di Paderna,
uomo e città sofferman- filo di queste domande i Matteo Astolfi, fotografo Centro Fiorina - 4° piano
dosi sul ruolo dell’archi- due fotografi romagnoli e visual designer, vive tra (Domagnano – RSM)
tettura nella quotidianità, presentano alcuni dei Milano e Barcellona dove orari: 9-13, 14.30-19
“architettura” nella sua loro scatti che esplorano i espone in due piccole gal- chiuso venerdì pomeriggio,
accezione più ampia dove luoghi e non luoghi, spazi lerie del centro catalano e sabato e domenica
lo spazio e il luogo diven- irriducibili, e “residui” di ultimamente ha presen- info: tel. 0549 962811;
tano protagonisti di stili città. tato a Santarcangelo due www.antaoprogetti.com

VENERDì 4 Un’intimità tenuta tecontemporanea@gmail.com com


Nell’ambito di “Tra a distanza: il caso 21 Libreria Punto Einaudi Rimi-
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un’indagine comples- tecontemporanea@gmail.com MONTESANO Mostra fotografica di Silvio
sa 21 Mostra personale Canini e Matteo Astolfi
a cura di Sara Ugolini e Percorsi/Arte Contemporanea info: 0541 69353/600113; mu- info: 0549 962811;
Sara Polidori via A. Serpieri, 17 (Rimini) seo@comune.riccione.rn.it www.antaoprogetti.com
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Nell’ambito di “Tra dipinti di Goya ESUBERANZE Domagnano (RSM)
l’artista e il modello: una a cura di Sara Ugolini e Sara Personale di Enrico Ricci gratis
lettura psicologica delle Polidori info: 0541 020465; VENERDì 25
dinamiche creative” info: 0541 50510; percorsiar- einaudi.rimini@perleggere. Nell’ambito di “Tra

22
IN-VISIBILE 09/10

l’artista e il modello: una Percorsi/Arte Contemporanea Personale di Maria Pia


lettura psicologica delle via A. Serpieri, 17 Campagna

arte
dinamiche creative” (Rimini) info: 0541 704416; 704421/26
Andy Warhol e le sue FINO AL 26 Museo degli Sguardi
modelle: l’artista è APPRODI DI SOGNO (Colle di Covignano)
un vampiro? Personale di Alberto Storari Renato Birolli, ne-
a cura di Sara Ugolini e Sara lun/sab 11-12.30/17-18.30 cropoli
Polidori Percorsi/Arte Contemporanea e paesaggio adria- info: 0549 883002
info: 0541 50510; percorsiar- via A. Serpieri, 17 (Rimini) tico Museo San Francesco
tecontemporanea@gmail.com Fino al 30 Personale di R. Birolli a cura (San Marino Città)
21 LE 2 VITE di Paolo Rusconi gratis

cinema
28° edizione del Bellaria Film Festival
(dal 3 al 6 giugno, Bellaria Igea Marina)

Dal 3 al 6 giugno Bellaria tutto il territorio possa gli studenti realizzeranno altà; infine, un omaggio al
Igea Marina, sulla Riviera godere della ricchezza video sulla loro città di re- film “Maledetti vi amerò”,
romagnola, diventa la culturale del Festival. sidenza, che saranno mon- di Marco Tullio Giordana,
capitale italiana del film Pertanto il Festival “uscirà” tati e proiettati durante il a trent’anni dall’uscita a
documentario. Al via la 28° dalle sale cinematogra- festival sui megaschermo. cui sarà presente il regista.
edizione del Bellaria Film fiche e coinvolgerà, con Il programma prevede Senza abbandonare il
Festival che ogni anno, eventi e iniziative, tutto il diverse rassegne ed rigore tipico di un festival,
attraverso i concorsi Ante- territorio comunale. Nella eventi: Nuove identità è una BFF quest’anno propone
prima Doc, Casa Rossa Doc e centrale Isola dei Platani rassegna internazionale serate di dopofestival in
Corto Doc premia il meglio sarà installato un mega- di documentari dedicati a cui i linguaggi del cinema
della produzione italiana. schermo dove saranno un tema che definisce in e della musica si miscela-
A questi concorsi nell’edi- proiettati filmati, clip, modo inedito l’identità del no per offrire un consumo
zione 2010 se ne aggiunge spezzoni di documentari nostro tempo e l’immagi- più rilassato, popolare,
uno nuovo, Crossmedia, internazionali, immagini nario delle nostre città; Le dei contenuti culturali, e
con il quale il festival si belle e divertenti per opere e i giorni, momenti momenti di dopo festival
apre alla nuova frontiera coinvolgere il pubblico dedicati al documentario per i più giovani.
del web documentario e che passeggia. storico; Dissonanze, una
dei nuovi linguaggi narra- I ragazzi delle scuole rassegna dedicata agli
tivi emersi nella Rete. medie saranno coinvolti autori che hanno usato la Tutto il programma è consul-
Il Festival 2010 muove in un work shop con i musica nel cinema come tabile su www.bellariafilmfe-
dalla preoccupazione che professionisti di Bonsai.tv: chiave per decifrare la re- stival.org

23
musica

Guano Padano, musica dalla pianura


(20 Giugno, Domus di Bacco - Rimini)

Leggi la biografia di nulla sulle direzioni musi- no come voi, riuscite a Kurosawa a Sergio Leone,
Alessandro “Asso” Stefana cali da prendere: abbiamo trovare spazi per esibirvi o Tarantino piuttosto che
e immagini abbia almeno attaccato gli strumenti e ed un pubblico disposto Vittorio de Seta. Però
cinquant’anni, poi lo quello che ne è uscito era ad ascoltarvi? pensandoci bene il brano
incontri e scopri che non il nostro suono. Un amico “Stiamo riscontrando Epiphany è ispirato ad un
ne ha nemmeno trenta lo ha definito “il nuovo un’attenzione del pubbli- film che abbiamo visto
nonostante nella custodia suono della pianura” e co sorprendente. Anche in sala di registrazione la
della sua sei corde abbia quest’idea ci piace.” nei grossi club, solitamen- notte prima.”
talmente tanti progetti Le critica italiana ed te “rumorosi” percepiamo Il disco è uscito per
che forse nemmeno lui estera ha elogiato un ascolto attento durante l’etichetta americana
li ricorda tutti: da anni l’album di debutto e c’è i nostri concerti e quando che aveva già pubblicato
chitarrista di Vinicio molta curiosità intorno stabiliamo un periodo per il tuo album solista. In
Capossela, da un po’ con al vostro progetto, te i concerti riusciamo sem- Italia non avete trovato
Mike Patton nel progetto lo aspettavi o pensavi pre a riempirlo. Gli spazi ci chi vi pubblicasse?
Mondocane, da pochis- ai Guano Padano come sono, nascono continua- “Il fatto di pubblicare il di-
simo ha fondato una sua un’avventura estem- mente nuovi piccoli club sco su Important Records
etichetta discografica. E poranea tra i tanti tuoi o circoli gestiti da ragazzi è stato un passo naturale,
poi collaborazioni con impegni? giovani e vogliosi di fare.” sia per i rapporti che
Paolo Benvegnù, Emidio “Il fatto che si sia parlato Nella vostra musica avevo già avviato, sia per il
Clementi, Cristina Donà e molto di questo progetto l’immaginario cinema- fatto che non avevamo ri-
l’elenco sarebbe infinito. ci ha stupito enormemen- tografico è l’aspetto cevuto risposte nel nostro
Con lui però vogliamo par- te, a maggior ragione per preponderante, quali paese. Esaurita la stampa
lare del progetto Guano il fatto che il disco non sono le pellicole e le americana oggi il disco è
Padano, trio western-psi- è stato pubblicato per colonne sonore che stato ristampato in Italia
chedelico che ha debutta- un’etichetta italiana e che hanno ispirato la stesura per Tremoloa Records,
to nel 2009 con un album la promozione è stata dell’album? neonata etichetta da me
omonimo e che arriva a gestita da noi autono- “In realtà quando abbia- gestita.”
giugno per la prima volta mamente. Spesso mi mo composto i brani del Perché avete chiamato
in concerto a Rimini. tiro indietro nel formare disco non intendevamo Bobby Solo per interpre-
Tu e Zeno De Rossi nuove band, proprio per ispirarci a colonne sonore tare la cover di “Ramblin’
eravate già compagni la paura di non riusci- in particolare. Né c’è mai Man”?
di viaggio nella band re a vivere in pieno la stata in noi l’ambizione “Perché lui era l’uomo
di Vinicio Capossela, situazione e di non avere di creare un gruppo che per quel pezzo. Ha fatto
dall’incontro con Danilo tempo di seguirla come mi facesse musica da film: esattamente quello che gli
Gallo prendono vita i piacerebbe.” semplicemente ciò che si avremmo sempre voluto
Guano Padano. Come Nonostante la lunga sente è il risultato del no- sentire cantare.”
avete stabilito la direzio- tradizione delle colonne stro incontro. Chiaramente
ne musicale del gruppo? sonore non ci sono altre siamo amanti di tutto un
“Non abbiamo mai deciso band in Italia che suona- filone di film che va da Gianmarco Pari

24
IN-VISIBILE 09/10

MERCOLEDì 2 info: www.riccioneteatro.it/ttv MONAUTS


19

musica
Acuti Acustici (Q)² + VELVET al BekyBay
Paolo Sereno e Stefano TTVillage c/o Palazzo del Freak
Fariselli (chitarra acustica Turismo (Riccione) BekyBay - viale Pinzon, 227
fingerstyle, sax) AIDORU (Bellaria Igea Marina)
info: 0541 600858 info: 329 3512113 In caso di maltempo la serata
21 TREeSESSANTA (ex Macello) si sposta al Velvet Club, via S.
Pier Caffe’- via Ruffini, 15 - via Roma 62/64 (Gambet- Aquilina, 21 (Rimini) anni ‘20 ‘30 ‘50.
(Riccione) tola) gratis info: 0541 51011;
VENERDì 4 domenica 13 MARTEDì 20 info@riminijazz.it
FORRO IN THE DARK nobraino-bifolco MondoKane Piazzale Fellini (Rimini)
info: 329 3512113 I Nobraino presentano in ante- Neon, Musincanta, Domus di VENERDì 25
TREeSESSANTA (ex prima assoluta il videoclip del Bacco presentano: SUD SOUND SYSTEM
Macello) - via Roma 62/64 singolo “Bifolco”prodotto e Guano Padano + (Q)² + VELVET + WADADA
(Gambettola) realizzato insieme agli studenti Cool Chicks at the SOUND + BIG THINGS R.+
SABATO 5 del liceo artistico “Fellini” di Hot Consolle BLESSEDLOVE
Festa di chiusura del Riccione info: 329 0909716 info:348 4550520
Neon! info: www.riccioneteatro.it/ttv 19 BekyBay - viale Pinzon, 227
Live set 20.30 c/o Corte della Domus di (Bellaria Igea Marina)
Delirium tremens... Palazzo del Turismo Bacco - via dei Cavalieri, 16 In caso di maltempo Velvet
Neon Cafè - via Garibaldi (Riccione) (Rimini) Club - via S. Aquilina, 21
(Rimini) ttvisitors Ingresso incluso 1 drink e (Rimini)
MERCOLEDì 9 festa finale del TTV con il dj buffet €10 MARTEDì 29
Andrea / Marta / set di Crystal Boll e altri pro- MERCOLEDì 23 Nell’ambito di Percuotere
Marilena tagonisti del sound TTVillage Carmina Burana la mente:
rhythm and blues, soul ‘60s e (Tafuzzy, Moscovadreamers, Cantata profana composto su Cinema Songs - Can-
funky jazz Jean e La Plastique) testi medievali, musicata da zoni nel cinema
info: 0541 600858 info: www.riccioneteatro.it/ttv Carlo Orff su antichi testi dei Danilo Rea pianoforte,
21 24 Cleci Vaganti. Gino Paoli voce,
Pier Caffe’- via Ruffini, 15 TTVillage c/o Palazzo del info: 0541 828124 Rosanna Brandi voce,
(Riccione) Turismo (Riccione) (San Giovanni in Marignano) Marco Tamburini tromba,
VENERDì 11 porcelaine. e fram- MERCOLEDì 23 Marcello Siringano violino,
jean e la plastique menti Tre Uomini e una Jane Franco Testa contrabbasso,
dj set Malvina Meinier (pianoforte, (piano, contrabbasso, batteria, Ellade Bandini batteria.
info: www.riccioneteatro.it/ttv ukulele, carillon, campanelli, voce) tra swing e jazz, con la Video immagini realizzate da
23 strumenti-giocattolo) splendida voce di Sara Jane PRO MUSIC – Reggio Emilia
TTVillage c/o Palazzo del info: www.riccioneteatro.it/ttv info: 0541 600858 21.15
Turismo (Riccione) 20.30 21 Corte degli Agostiniani -
Songs canzoni. Palazzo del Turismo Pier Caffe’- via Ruffini, 15 via Cairoli, 42
landscapes paesaggi (Riccione) (Riccione) (Rimini)
Aidoru in concerto. MERCOLEDì 16 DAL 23 AL 26 MERCOLEDì 30
Daniele Quadrelli video Andrea / Farfi Dj Rimini Jazz - 10° Festi- Andrea / Kowalsky
info: www.riccioneteatro.it/ttv jazz, funky e brasil senza eta’ val internazionale Dj
23.30 21 del Jazz tra colonne sonore di film
Palazzo del Turismo info: 0541 600858 Il festival Rimini Jazz è una celebri e fumetti
(Riccione) Pier Caffe’- via Ruffini, 15 manifestazione unica del suo info: 0541 600858
SABATO 12 (Riccione) genere, dedicata alla musica 21
moscovadreamers VENERDì 18 Jazz ed allo lo Swing stile Di- Pier Caffe’-via Ruffini, 15
dj set FREAK opening live HOR- xieland, ma anche dei ruggenti (Riccione)

25
libri

Festival del Mondo Antico


(dal 25 al 27 giugno, luoghi vari del centro storico - Rimini)

L’edizione 2010, contratta appartengono alla grande za, un percorso fra storia e oggi al centro di un vivace
in tre giornate nell’otti- storia, narrati attraver- archeologia che apre alle dibattito sul futuro della
ca di un contenimento so oggetti ora notevoli relazioni del territorio con risorsa turistica nel suo
delle risorse, ripercorre per il valore scientifico l’area adriatica in tutti i rapporto con il territorio
le esperienze degli anni e documentario, ora tempi, proposto nell’am- e l’eredità dell’antico. In
precedenti riservando par- sorprendenti per il valore bito del progetto europeo questo ambito rientra
ticolare riguardo all’arche- estetico. Oltre a rubriche B.A.R.C.A. E ancora Da Au- anche il discorso eno-
ologia, in considerazione già collaudate come gusto alla Costituzione, con- gastronomico, indagato
dell’inaugurazione delle Archeologi in missione (una vegno che, a quarant’anni fra passato e presente, fra
nuove sale della Sezione scelta di esperienze sul dalla nascita delle regioni, tradizione e innovazione.
archeologica del Museo campo presentate da Ma- riflette sul fatto che queste Novità editoriali saranno
della Città che coincide rio Luni), lezioni magistrali, sono nate quando Augu- al centro della rubrica Libri
con il giorno di apertura approfondimenti, letture sto, con la collaborazione nuovi per l’antico e Antiqua-
del Festival. Dalla prei- bibliche, lezioni sulla vita del suo ministro Agrippa, ria che guarda con occhio
storia all’età tardoantica, quotidiana dei Romani a ridisegnò l’apparato e più attento alla produzio-
Rimini si riappropria del cura di Maria Grazia Ma- l’organizzazione dell’Italia. ne regionale.
suo più lontano passato ioli, si prospettano novità Uno spazio sarà riservato
intessuto di momenti che come Adriatica appartenen- al turismo culturale, tema antico.comune.rimini.it

GIOVEDì 3 Libri in Libertà presenta: (Fazi Editore, 2009) Museo della Città, Sala del
Loriano Macchiavelli BOOKCROSSING info: 0541 784948 Giudizio (Rimini)
COME SI CAVA UN RA- Passeggiata letteraria e 21 DISPUTA SU DIO E DIN-
GNO DAL BUCO aperitivo. Indipendente|mente Interno 4 TORNI
(Leonardo, 2010) info: 0541 625212; musei. - Via di Duccio, 26 (Rimini) Dialogo fra VITO MANCUSO
21 radon@gmail.com DAL 15 AL 19 e GABRIELLA CARAMORE
Biblioteca comunale Pio 16.30-19.30 premio giornalistico info: antico.comune.rimini.it
Campidelli – Mulino Sapi- MUSAS - via della Costa, 26 televisivo ilaria alpi 21
gnoli (Santarcangelo di Romagna) Cinque giornate dedicate al Museo della Città, Sala del
(Poggio Berni) DAL 18 AL 20 giornalismo costellate di di- Giudizio (Rimini)
SABATO 5 mare di libri. battiti, mostre, videoproiezioni, domenica 27
Claudio Calzana Il primo festival di letteratura incontri, spettacoli, seminari. LE RAGIONI DELLA FOL-
IL SORRISO DEL CONTE in Italia dedicato al pubblico info: www.premioilariaalpi.it LIA. L’UOMO E L’IRRA-
(OGE, 2008) degli adolescenti e dei giovani Luoghi vari (Riccione) ZIONALE TRA TIBET E
Modera la serata: Anna Maria adulti. Venerdì 25 OCCIDENTE
Castelli info: ufficiostampa@maredi- ETICA E POLITICA NEL Interventi di Chiara Bellini e
21 libri.it MONDO CLASSICO Donato Piegari
Sede Ass. culturale Centro Storico (Rimini) Lezione Magistrale di Luciano info: antico.comune.rimini.it
“Rilego&Rileggo” GIOVEDì 27 Canfora 21.30
(Verucchio) Enzo Di Pasquale info: antico.comune.rimini.it Museo degli Sguardi/Semina-
DOMENICA 6 IGNAZIA 12 rio vescovile (Rimini)

26
© Simone Bonfè

eventi
Artisti in Piazza - XIV edizione
(dal 17 al 20 giugno, Pennabilli)

Artisti in Piazza raggiunge il inusuale, o dalla miste- il mondo; un totale di più Maestro Tonino Guerra);
traguardo della quattordi- riosa immobilità di una di 200 artisti per circa 400 dal primo pomeriggio fino
cesima edizione; acrobati, statua vivente, dalla prosa repliche di spettacolo. a tarda notte si svolgono
giocolieri, attori, musicisti, burlona di un giullare Circa venti punti spetta- show di arte varia: teatro,
pittori, scultori, mimi, scanzonato o ancora dalle colo dislocati negli angoli musica di ogni genere,
graffitisti offrono fantasia strabilianti evoluzioni di più suggestivi del centro giocoleria, magia, cirque
e creatività ai passanti temerari funamboli. Nelle storico di Pennabilli (paese nouveau, danza, walking
che fanno cerchio attorno quattro giornate si esibi- medievale, Bandiera Aran- act,ecc.
all’artista, attratti dai scono circa 50/60 compa- cione del Touring Club Ita-
suoni di uno strumento gnie provenienti da tutto liano e patria elettiva del artistiinpiazza.com/2010

DOMENICA 6 sulla forza dell’integrazione: originali, erbe officinali, pietre SABATO 26 E DOMENICA
SAGRA DELLA MEMORIA alla scoperta delle diverse magiche e prodotti naturali. 27
Mostra di disegni dei bambini, culture con mostre, conferenze, Per gli appassionati della Giullari in Festival
musica, commemorazioni e libri, danze, cibi e spettacoli. divinazione l’antro delle stre- L’intero centro storico si
momenti ricreativi. Ripro- info: 0541 709888 (Volonta- ghe, un ambiente suggestivo trasforma in un grande palco-
duzione di antichi mestieri e rimini) in cui operano cartomanti, scenico con animazioni, suoni,
mostra di artigianato locale. Piazza Cavour e Palazzo chiromanti e indovini. colori e sapori di un mondo
12-24 Podestà (Rimini) info: 0541 828165 lontano ma ancora capace di
info: 0541 675220 DALL’11 AL 19 Vie del centro (San Giovanni incuriosire ed emozionare.
Torriana Mercato di in Marignano) ing. a pagamento.
DAL 2 AL 6 antiquariato GIOVEDì 24 info: 800 553800
Artisti in Piazza - Modernariato, vintage, arti- La Notte dei Cento Centro Sorico (San Leo)
Festival degli Artisti gianato Artistico. Catini sabato 26
di Strada info: 0541 781108 Chiamata notte delle streghe, gradisca...l’estate
ing. a pagamento Centro Storico (Rimini) festa magica e ricca di Lungo i 15 chilometri di
info: 0541 928003 DAL 19 AL 23 atmosfera con fuochi, acqua, litorale, da Torre Pedrera a
Centro Storico, Palacirco, Notte delle Streghe danze frenetiche, riti magici Miramare, la kermesse non
Teatro Vittoria (Pennabilli) Le vie del centro storico sa- ed inoltre diverse animazioni stop di libagioni e animazioni
fino aL 6 giugno ranno colorate dal mercatino serali. sulla spiaggia.
interazioni 10 dove si troveranno in espo- info: 0541 928659 info: riminiturismo.it
La kermesse che scommette sizione e in vendita oggetti Centro Storico (Pennabilli) Litorale (Rimini)

27
danza
teatro e

Artemisia Gentileschi in Feralia


(dal 19 al 23 giugno, Teatro Massari - San Giovanni in Marignano)

Ogni anno la città di San ni, che da quest’anno si I morti lì, da sempre, rina- di E.L.Masters, la Figlia
Giovanni Marignano occupa della direzione ar- scono per cinque giorni, dell’Insonnia di A. Pizarnik
festeggia, in occasione del tistica del Teatro Massari di ad ogni solstizio d’estate. e Il Culto dei Morti di Giulio
solstizio d’estate, la Notte San Giovanni in Marigna- Parlano. Si confidano Gozzi. Il Teatro Augusto
delle Streghe. no, propone per l’evento come mai hanno fatto in Massari rimarrà aperto
In un’atmosfera cupa e lo spettacolo Artemisia vita soprattutto con coloro al pubblico e per questa
suggestiva di mistero, Gentileschi in Feralia con la che, per l’occasione, ven- occasione verrà “abitato”
magia e occulto ma anche drammaturgia di Virginia gono a far visita tanto che e “visitato” in maniera
di musica e spettacolo Spadoni. Feralia significa, i ruoli si confondono così inusuale.
si terranno, dal 19 al 23 in latino, festa dei morti. da non comprendere più Ogni serata vedrà due
giugno, una lunga serie di Artemisia Gentileschi, chi è vivo e chi è morto. repliche dello spettacolo
eventi speciali nel centro pittrice italiana di scuola Lo spettacolo è libe- che è riservato a un nume-
città di San Giovanni. caravaggesca, vaga nel ramente ispirato ad ro ridotto di spettatori.
L’associazione culturale suo Castello fatto d’ombre alcune raccolte di poesie:
Teatro dei Cinquequattri- e dipinti e giardini. l’Antologia di Spoon River CF

Venerdì 11 laboratorium analisi illogica del- Dalle 20.30


Nell’ambito di Riccione Il tappeto volante la carta stampata. Lungomare Toscanelli – piaz-
TTV Festival: spettacolo - dimostrazione Concerto spettacolo di za Adamello (Rivabella)
LA MEMORIA DI UNO di Julia Varley. Daniela Morozzi con la par- Sabato 26
SGUARDO A seguire un incontro con tecipazione di Ares Tavolazzi Nell’ambito di Festival del
Intervento dal vivo di Pippo Julia Varley e Eugenio Barba. (contrabbasso). Mondo Antico 2010:
Delbono info: www.arboreto.org info:www.premioilariaalpi.it IL SOGNO DI IPAZIA
info: www.riccioneteatro.it/ttv 21.15 21 Di Massimo Vincenzi
18 Teatro Dimora (Mondaino) Villa Mussolini (Riccione) Regia di Carlo Emilio Lerici
Palazzo del Turismo (Ric- mercoledì 16 domenica 20 info: antico.comune.rimini.it
cione) Nell’ambito di Premio MAR’AMMORE 21.30
martedì 15 giornalistico Ilaria Alpi: Primo festival di artisti di Teatro degli Atti - via Cairoli,
Odin Teatret / Nordisk Teater- articolo femminile. strada di Rivabella 42 (Rimini)
www.invisibilemag.com

INSERT COIN
Per la tua pubblicità investi su IN-VISIBILE, conviene
Mob. (+39) 335 222181
redazione@invisibilemag.com

28
IN-VISIBILE 09/10

MARTEDI 1 pennabilli@gmail.com SABATO 26 E DOMENICA


Molino di Bascio

food &
COM’UNA VOLTA 27

drink
Gara gastronomica delle (Pennabilli) FESTA DEL PANE
frazioni. Gli arredi ricordano DOMENICA 13 info: 0541 920012; comune.
le vecchie cucine, gli stand le SAGRA DELLA TAGLIA- maiolo@provincia.ps.it
facciate dei casolari, gli ad- TELLA Municipio (Maiolo)
dobbi realizzati con materiali Le azdore locali si sfideranno DOMENICA 27
poveri ricreano un’atmosfera nella superba maestria della NOTE DI... VINO San Clemente
d’altri tempi. sfoglia, i mattarelli risuone- Serata dove si potrà ascoltare SAGRA DEL SANGIOVESE
info: 0541 862411 ranno sui dimenticati taglieri band e gustare gustosi vini Articolata manifestazione
Centro Storico (San Cle- per far degustare agli interve- locali e non, oltre a poter strettamente colegata al sapo-
mente) nuti delle profumate tagliatelle effettuare passeggiate guidate roso vino romagnolo, con con
DALL’1 AL 30 ed inoltre: musica, mostra notturne. satnds gastronomici, mostre,
FESTA DELLA CARNE fotografica, antichi mestieri. Ing. a pagamento. musica folcloristica e ballo.
12.30 Info: 0541 629701 info: 0541 822004-5; www. info: 0541670222
info: 0541 928659; proloco- (Poggio Berni) sanclemente.it Strade del centro (Verucchio)

Ricette

Torta gelato alla fragola Tagliate il pan di Spagna farla rassodare. Preparate
a metà nel senso dello la crema pasticcera e poi
Ingredienti spessore, irroratelo con fatene uno strato sulla
* Pan di spagna: 1 disco il limoncello diluito con superficie della torta, de-
* gelato alla fragola: 400 gr l’acqua, poi fate uno strato corate con il topping alla
* Crema pasticcera: 1 dose di gelato alla fragola e fragola o con lo sciroppo
* Limoncello: mezzo bicchiere ricomponete il dolce. di fragole e completate
* Topping alla fragola: qb Mettete la torta in freezer con della frutta fresca.
* Frutta fresca: qb per almeno un’ora per

Recensioni

Dalla Iole Per gli champagne si di capra della latteria


via destra del Porto, 2b affida prevalentemente a La Giuncà di Fobello, le
(Rimini) produttori francesi che uti- specialità a marchio Pe-
Tel. 338 8189290 lizzano il metodo classico. trossian dal caviar cube, o
La vineria è internazionale, caviale pressato, alle uova
Il bar dalla Iole è uno di vanta perfino etichette di wasabi. Non mancano
quei luoghi in cui è facile neozelandesi. Le birre, gli scampi e crudità varie
perdere la cognizione del invece, provengono da 30 per i clienti più raffinati.
tempo e a volte anche del- micro-birrifici rigorosa- La serata del giovedì è
lo spazio, se non fosse per mente italiani. La stima è riservata a sua maestà il
le barche dei pescatori che di oltre 100 etichette. pata negra di Joselito.
ti ricordano di essere sul Gli aperitivi sono sempre Consigliato a chi vuole
portocanale di Rimini. E’ accompagnati da vere e godersi un tramonto spe-
qui che il padrone di casa, proprie degustazioni di ciale assaporando il gusto
Stefano, ti accoglie e ti prelibatezze che lo stesso di una vacanza dietro
vizia per tutto il tempo che Stefano fa arrivare da ogni l’angolo.
deciderai di concederti. parte d’Europa: formaggi Francesca Fabbri

29
SONO FATTI COSì
La tua passione è montare mobili IKEA?
Ripari guasti immaginari smontando oggetti funzionanti?
Questa è la rubrica fatte apposta per te.
Scopri da cosa sono composti gli oggetti che usi
quotidianamente.

30
Gli astri secondo Cassandra
Oroscopo
Illustrazioni: Michela Fabbri

Ariete Bilancia
Il brocantage, ovvero l’arte di Un solo ingrediente non ti
trasformare mobili dismessi in basta più. Cerchi dolcezza mista
veri e propri pezzi unici, potreb- a passione, delicatezza condita
be essere una valida alternativa da un pizzico di frenesia. Sei
a quello che avevi in mente di pronto per coniare il nome per
fare questo week end. Meglio un nuovo gusto di gelato.
riabilitare una vecchia poltrona
che un ex.
Scorpione
Toro Stai valutando un’interessante
Avresti proprio voglia di fare offerta che però ti porterebbe
“pesce fritto” di quella somma a vivere lontano dal mare. Chi
di denaro che ti è arrivata ina- avrà la meglio? Non ti resta che
spettatamente. Non ti sentire sperare che i mercati tornino
in colpa se non li metti via per il alla normalità per far prevalere
futuro dei tuoi figli, l’ospizio per la salsedine sulla nebbia.
i tuoi genitori o il tuo tombino...
non basterebbero comunque. Sagittario
Ti lascerai catturare dalla
Gemelli natura. Non stupirti quando ti
Voglio andare ad Alghero in ritroverai ad osservare le fasi
compagnia di uno straniero... dell’accoppiamento dell’insetto
ecco pronto il refrain per la tua stecco o proverai a costruire
estate da single. Se invece sei una diga che potrebbe distrug-
accoppiato resisti ad agrituri- gere un ecosistema. Tutta colpa
smi, terme e viaggi organizzati. di quelle puntate di Quark che
volevi guardare a tutti i costi.
Cancro
Eri più che convinto che quel Capricorno
qualcuno perso tempo fa non ti Una pioggia di diamanti e oro
sarebbe mai mancato. E invece ricoprirà la tua pelle regalandoti
eccoti qui a ripensare ai suoi emozioni forti, non lasciarti
insegnamenti, alle sue risate e sorprendere. Potresti sempre ri-
a quello che avrebbe potuto scoprire un animo da gioielliere.
ancora regalarti. Ascolta Al
Bano che ti passa.
Acquario
Leone L’Australia ha il più alto numero
Un cappio scorsoio. E’ la rispo- di ladri di auto, il Canada di
sta alla domanda che ti stai bevitori di succo di frutta, il
facendo da qualche tempo. Una Lussemburgo di trattori. Trova
soluzione a metà tra il tragico e anche tu il tuo record personale
il beffardo. Attenzione ad usare e battilo, senza fargli male però.
le cose nel modo giusto.

Vergine Pesci
Un bruciore di stomaco, un mal Questo inverno lungo e piovoso
di testa pulsante o forse un ti ha permesso di sguazzare in
ginocchio che cigola: ascolta lungo e in largo senza conse-
i segnali che il tuo corpo ti guenze. Ma ricorda: l’acqua è
invia o sarà costretto a darti di poca e la papera non galleggia.
morse...

31