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Levoluzione del personaggio di Diana ne El perro de

lhortelano.
Protagonista principale ne El perro del hortelano, una donna, Diana, la contessa
di Belflor, donna forte, volitiva, capricciosa, aggressiva ed, a volte, anche stizzosa
e autoritaria. E famosa nella citt partenopea in cui ambientata la vicenda per
non aver mai accettato, nonostante i molti pretendenti (tra cui anche due nobili,
Federico e Ricardo), la corte di nessuno di essi. Questo suo autoritarismo gi
evidente nelle scene di apertura, quando si manifesta l'allarme per la presenza di
un uomo in casa e la contessa interroga in modo inquisitorio servi e ancelle. E
essenzialmente una donna senza riferimenti maschili, non ha infatti, n padre, n
fratelli, n un fidanzato, ed per questo che si rivolge principalmente alla sua
servit maschile. Per queste motivazioni, Diana ha atteggiamenti, in qualche modo,
da uomo. Ella era molto ambita tra i nobili napoletani, ma non ne ha mai voluto
sapere, infatti si stupisce moltissimo quando scopre che luomo che si era
intrufolato in casa sua non era l per lei ma per la sua criada Marcela. Si trattava,
infatti, di Teodoro, suo segretario, che aveva segretamente intrapreso una relazione
con Marcela proprio tra le mura del palazzo di Diana. Tutto questo innesca in lei un
meccanismo di gelosia: la nobildonna non aveva mai pensato a Teodoro nel senso
amoroso del termine, ma questi avvenimenti scatenano in lei il desiderio che nella
sua casa ci fosse qualcuno che si occupasse di cose amorose. Da questo
momento in poi levoluzione della contessa sar assolutamente evidente nei vari
dialoghi, bigliettini e frecciatine che scambier con il suo segretario. Diana si rende
conto che mai potr avere una relazione amorosa con Teodoro (o almeno non alla
luce del sole) perch di un ceto sociale inferiore al suo. Tutto questo, ovviamente,
in linea con il concetto donore dellepoca non poteva essere accettato. Le parole
che pi di tutte evidenziano gli atteggiamenti e gli stati danimo di Diana allinizio
dellopera sono Yo soy quien soy, che stanno ad indicare il fatto che Diana una
contessa e non pu non esserlo perch lo deve allalto nome che porta. E una
donna molto combattuta perch da un lato vorrebbe che Teodoro le confessasse il

suo amore, ma dallaltro consapevole dei grandi rischi che entrambi correrebbero:
lui la morte, lei la definitiva perdita dellonore. Lo stesso segretario molto indeciso
perch ammette di amare chi serve, ossia la sua padrona; ma al tempo stesso,
riconducendosi al mito di Icaro, pensa che se questultimo non avesse avuto
pensieri ambiziosi, non sarebbe mai stato capace di volare. Durante il successivo
dialogo tra la contessa di Belflor e Anarda, cominciano ad intravedersi i primi
segnali dellinnamoramento della fanciulla. Per la prima volta Diana ammette di
essere innamorata anche se non dice di chi. Nel precedente atto le sue parole per
spiegare la sua posizione rispetto a tutta la situazione erano state Yo soy quien
soy, ora, invece, rispondendo ad Anarda che si stupisce di questo suo improvviso
innamoramento dice: No soy mujer?. Notiamo una certa evoluzione del punto di
vista della protagonista che, se in principio aveva un atteggiamento pi duro e
chiuso, ora, invece, sicuramente pi morbido ed aperto. Non riesce pi a
rinunciare al sentimento amoroso, pazza di amoroso desiderio, desiderio ormai
folle che per non pu essere espresso a causa della sua condizione di contessa.
Per questo motivo sfoga tutto su Teodoro dandogli anche uno schiaffo. In seguito la
stessa Diana va dal suo segretario per assicurarsi che stia bene e per chiedergli il
fazzoletto insanguinato con cui si era pulito (altro gesto folle). Lonore era sempre il
meccanismo che reggeva tutto, e che porter Diana, verso la fine dellopera a dire:
Maledetta sia la mia signoria, accusando anche i suoi occhi di essersi posati sulla
persona sbagliata. Le conseguenze di tutta questa situazione portano Diana ad
assumere definitivamente i tratti della donna innamorata, lei che prima era sempre
stata cos autoritaria.

EUGENIA GRANATA