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Intestini 18 dicembre 12

Se potessi, darei una visione diversa ad ogni oggetto o insieme di oggetti che mi stanno attorno.
Metti che ne so, quante volte vi immaginate che una citt sia un enorme formicaio, si fatto di
formiche africane, avete idea di cosa costruiscono quelle formiche?
Palazzi enormi, non sto scherzando, li ho visti laltra sera alla tv. Erano enormi, per noi sarebbero
grattacieli di migliaia di metri, che si innalzano verso lo spazio infinito e con tutte queste
formichine che ci assomigliano cos tanto che se non fosse perch vanno tutte a piedi, invece di
usare lauto, o il tram, sarebbero proprio uguali a noi.
Metti ancora invece di trovarti in un ospedale.
Si, un ospedale. Difficile vero? A volte ci vai per forza, per necessit, per qualcosa di doloroso o
solo per vedere se tua moglie incinta di te.
Io invece, ne sono un habitu ormai. Da anni lo frequento per le mie molteplici problematiche.
Ed ogni volta che ci entro, ci scopro antri e anfratti nuovi, un continuo divenire di reparti,
ambulatori, medici e infermieri sempre diversi che mi guardano, mi studiano, cercano di capire se
sono sano, controllano che faccia la pip, quanta e di che colore .
Voglio andare oltre, voglio che vi immergiate nellidea ospedale.
Pensate allospedale come un grande animale. Io lo immagino cosi, un mastodonte ormai centenario
che ha visto migliaia di persone nascere, vivere, soccombere alla vita e infine, morire.
Proprio oggi ero nei sotterranei, ci sono andato per prenotare prima delle visite e poi proprio per
fare un accertamento.
I sotterranei sono semplicemente affascinanti, un intrico di vie non sempre accessibili, come grandi
vene ed arterie, anfratti che solo passando in certe ore del giorno ci riesci a vedere cosa ce dentro.
Oh, si, limpianto termico di un ospedale una cosa grandiosa, chi ha la fortuna di entrare nelle
grandi centrali o nelle sottostazioni e ti chiedi come fanno ad esserci, visto che tutti i palazzi
dellospedale sono un continuo di letti, camere, sale operatori e bagni.
Si, anche bagni.
I bagni rappresentano una parte importante dellospedale.
Immaginate un ospedale senza bagni, non avrebbe senso di esistere.
Insomma, ero nei sotterranei ed ero in sala di aspetto del reparto mammografie. Insieme a tante
mamme di una certa et che mi squadravano fisso, con alcuni accompagnatori che presumo fossero
i loro mariti, e anche loro, mi guardavano fissi.
Seduto, al centro dellattenzione sento un rumore che mi terr compagnia come un leit motiv
musicale, il rumore dello sciacquone del cesso.
E per due ore consecutive, quelle che la nostra amata sanit ci impone di aspettare per avere un
minimo di servizio medico pubblico, ho sentito le viscere dellospedale muoversi, rumoreggiare e
smaltire litri e quintali di escrementi umani.
Immaginate un cretino come me, insomma, allincirca poco pi di trentanni, semi calvo, barba da
slavo, vestito un po come cazzo gli pare, in mezzo a tutte quelle donnine di mezzet.
E immaginate sciacquoni che ripuliscono tazze del cesso da escrementi e altri elementi tossici
provenienti da altri corpi stipati in questi enormi palazzi della sanit italica.
Le pi belle due ore della mia vita.