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Mlanges de l'cole franaise

de Rome - Antiquit
1262 (2014)
Origines : percorsi di ricerca sulle identit etniche nell'Italia antica Identity
problems in Early Italy : a workshop on methodology Varia Regards croiss

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Gilda Bartoloni

Gli artigiani metallurghi e il processo


formativo nelle Origini degli
Etruschi
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Gilda Bartoloni, Gli artigiani metallurghi e il processo formativo nelle Origini degli Etruschi, Mlanges de
l'cole franaise de Rome - Antiquit [En ligne], 1262|2014, mis en ligne le 17 dcembre 2014, consult le 19
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cole franaise de Rome

Gli artigiani metallurghi e il processo formativo nelle Origini degli Etruschi

Gilda Bartoloni

Gli artigiani metallurghi e il processo


formativo nelle Origini degli Etruschi
1

Cresciuta alla scuola di Massimo Pallottino, ho ritenuto un fatto assodato lacquisizione del
concetto di processo formativo nella etnogenesi degli Etruschi. Del resto la parola origini nel
Dizionario Devoto Oli intesa come il costituirsi iniziale di un fenomeno che continua nel
tempo e al quale pu essere o meno associata o addirittura sostituita lidea di provenienza.
La parola-chiave dellapproccio di Massimo Pallottino, formazione1, era riferita allinizio
al passaggio tra et del Bronzo e et del Ferro, ma fu rialzata, nel suo ultimo intervento del 1989
sulla questione delle origini, a retroproiettare letruscit in Italia fino a tutto il II millennio (con
avvio dalla cultura eneolitica di Rinaldone), senza peraltro escludere unepisodica componente
forestiera recenziore, nel contesto delle accertate frequentazioni micenee del XIV-XII
secolo2.
Per una lettura dei dati letterari mi sembrato pi che esaustivo quanto delineato da Dominique
Briquel:
Le tradizioni tramandate dallAntichit sulle origini del popolo etrusco sono soltanto lespressione
dellimmagine che i suoi alleati o avversari volevano divulgare. Per nessun motivo racconti
di questo genere vanno considerati documenti storici. Certo gli Etruschi sono stati oggetto di
un vero e proprio dibattito, nel cui ambito come denotano le osservazioni di Dionigi di
Alicarnasso sullisolamento della lingua etrusca hanno avuto modo di emergere elementi di
provata scientificit, come anche ricordi storici reali. Tuttavia il discorso mirava a una finalit
ben precisa. E poich i moderni hanno riacceso acriticamente la controversia, ricalcando le orme
degli antichi, sulletruscologia ha cos a lungo gravato la famigerata questione delle origini, che
alla fine stata riconosciuta non pertinente nei termini in cui era stata posta3.

Per i dati linguistici, considerando comunque che la lingua solo uno dei fattori in gioco
nel processo formativo di unidentit etnica a giudizio di Prosdocimi4, in Italia letrusco
non pu essere definito lingua indoeuropea , sebbene prima (e in un dove eventualmente
fuori dItalia ed eventualmente orientale) ci possa essere stata uninterazione fra pre-etrusco e
indoeuropeo. Per quanto riguarda linterpretazione della stele di Lemno e laffascinante ipotesi
della presenza di pirati etruschi nellisola nel VIsecolo5, la miglior spiegazione continua a
sembrarmi quella di Rix6: ununica lingua gi pervenuta, durante let del Bronzo, in qualche
area egeo-levantina, al compimento della sua strutturazione morfologica e lessicale.
Negli ultimi anni le analisi genetiche per lo pi in antitesi (ad es. Achilli e altri genetisti
delluniversit di Perugia e Pavia sostengono unorigine orientale, turca per la precisione7,
Guido Barbujani dellUniversit di Ferrara e David Caramelli dellUniversit di Firenze
propendono per unorigine locale8) hanno riacceso il dibattito e, come ha messo in rilievo
Vincenzo Bellelli nella sua rassegna sugli studi sullorigine degli Etruschi negli ultimi anni9,
studiosi anche italiani, pi o meno formatisi nella scuola pallottiniana, hanno riproposto una
migrazione dallOriente.
Secondo Maurizio Harari10, prendendo lo spunto dalle analisi del DNA dellUniversit di
Pavia, la lingua degli autoctoni sarebbe stata sostituita da unaltra, introdotta da forestieri
sopravvenuti:
Delle quattro circostanze-tipo di Renfrew nelle quali accade che si produca una sostituzione
linguistica- competizione pacifica, guerra di conquista, implosione di una societ centralizzata
e prevalenza di una lingua commerciale- lunica che comporterebbe una scarsa incidenza sulla
cultura materiale degli indigeni, o che comunque sarebbe poco visibile attraverso la loro cultura
materiale, la prima, che si realizza quando gli immigrati riescono a imporre una loro superiorit,
senza che un confronto militare destrutturi violentemente le comunit locali11.

Levento migratorio, che sarebbe dapprincipio intervenuto nel pi complesso quadro


formativo dellidentit etrusca, da situare pi o meno a cavallo fra il XII e lXI secolo, in
scia dei sommovimenti dovuti ai popoli del mare, e avrebbe la sua maggior motivazione
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nella forte attrattiva esercitata dai giacimenti metalliferi del comprensorio tirrenico. evidente
il collegamento ai popoli del mare, al popolo guerriero dei Teresh la cui attivit la recente
letteratura tende a localizzare nel mondo anatolico12.
Anche Mario Torelli nel 200913, pi o meno contemporaneamente ad Harari, ha riproposto
il tema dellorigine degli Etruschi : tra la fine del II millennio e linizio del I millennio
(1056-954 a.C.) la talassocrazia viene ascritta a popoli Lidi e Pelasgi, tradizionalmente
identificati con i Tirreni:
allora che in ricerca di metalli, che dobbiamo immaginare lo spostamento di piccoli gruppi di
prospectors diretti verso la penisola italiana, verso i distretti metalliferi tra Lazio settentrionale e
Toscana meridionale, gruppi destinati a diventare in un tempo verosimilmente non lunghissimo
il nucleo donde si svilupper il popolo etrusco14.

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Ad una componente pi levantina, fenicia direi, pensa invece Anna Maria Bietti Sestieri15:
unlite inseritasi nel contesto politico e sociale locale che trasforma dallinterno,
assumendone il controllo, la gestione delle principali attivit di produzione e di scambio
e che conserva nel tempo i collegamenti internazionali. Letrusco si qualificherebbe come
lingua delllite e della comunicazione internazionale di mercato. Si ritornerebbe quindi ad una
identit tra il costituirsi della nazione etrusca e il compatto fenomeno culturale villanoviano
che con esso sembra coincidere geograficamente e cronologicamente16.
Per dare credito o no ad una di queste ipotesi vorrei esaminare accuratamente il quadro dei
dati archeologici, relativi soprattutto ai rapporti con genti esterne. Noi sappiamo che solo dalla
media et del Bronzo nascono centri destinati a durare fino alla fine della protostoria, o come
il caso di Roma, fino ad oggi; la scelta di aree alla confluenza di due fiumi segna linizio
del graduale processo di selezione e concentrazione dellinsediamento che caratterizzer la
tarda et del Bronzo. Nel corso del XIII secolo a.C. due fatti particolarmente significativi
sembrano verificarsi nel versante tirrenico : il progressivo abbandono (o la dislocazione
sulle alture prospicienti) degli abitati perilacustri o, in genere, posti in zone umide e la fine
dellutilizzazione (come ripari temporanei, ma anche come luoghi di culto e sepolture) delle
cavit naturali. il momento a mio avviso a partire dal quale possiamo parlare di una continuit
di sviluppo che giunge fino allEtruria di et storica. LEtruria centro-meridionale il territorio
pi adatto per la quantit di dati in nostro possesso per riconoscere lo svolgimento di questo
processo.
evidente una maggior importanza delleconomia agricola, una ripresa dellattivit
metallurgica e un incremento di abitati in aree con giacimenti minerari (monti della Tolfa,
area del Fiora, golfo di Follonica). Alla transizione BM-BR si manifesta una svolta nei
modi di occupare il territorio con labbandono di gran parte dei piccoli siti per lo pi aperti
capillarmente distribuiti, talvolta stagionali, e il passaggio a insediamenti su rilievi e pianori
difesi (non meno di 2 ettari), deputati al controllo di particolari risorse o punti nodali del
territorio. Avviene una sorta di selezione strategica degli abitati e la fondazione di nuovi centri
pi funzionali alle nuove esigenze17.
questo il momento in cui sono testimoniate presenze egee sulla costa tirrenica a Vaccina
sullAurelia presso Cerveteri18 e a Casale Nuovo presso Anzio che hanno portato a ipotizzare
che in tale periodo miti e riti del mondo egeo circolassero ampiamente anche in questa
regione, come nel resto dellItalia soprattutto meridionale e insulare, anche se i materiali sinora
analizzati di questi due siti rimandano a prodotti dellItalia meridionale e eccezionalmente al
Peloponneso.
A Vaccina, posta sulla riva sinistra del fosso omonimo, dove la fase archeologica principale
del Bronzo Recente (1325-1175 a.C.), riferibile alla facies subappenninica19, sono stati
ritrovati numerosi frammenti di ceramica realizzata in argilla depurata e tornita riconducibili,
sia sul piano tecnologico che stilistico, a fabbriche di tipo miceneo20. La presenza di ceramica
esotica, significativamente collegata al Fosso Vaccina che possiamo ipotizzare navigabile,
conferisce un nuovo ruolo a questo insediamento, precedentemente conosciuto come stazione
subappenninica. stata ipotizzata21, pur con la cautela imposta dalla documentazione
disponibile, lesistenza gi nel corso del Bronzo Recente avanzato di un sistema territoriale

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allinterno del quale Vaccina potrebbe aver costituito una sorta di avamposto verso il mare di
Monte Abbadone, sito maggiore, la cui vita si prolungher fino al Bronzo Finale.
Acquistano naturalmente nuovo significato anche le testimonianze dei frammenti di Monte
Rovello, San Giovenale e Luni sul Mignone22. Il rinvenimento di Scarceta di due frammenti di
ceramica figulina tornita di tipo miceneo23, in un sito dove documentata attivit metallurgica,
dal Bronzo Medio ma con maggiore evidenza nel Bronzo Recente e Finale24, e gli altri
rinvenimenti nel cuore della zona mineraria del Lazio settentrionale confermano lipotesi che i
movimenti postmicenei siano dovuti essenzialmente ad artigiani specializzati e a migrazioni di
piccoli gruppi25, anche di individui singoli26. Lepisodicit della presenza di ceramica tornita27,
senza seguito nellarea, farebbe pensare a movimenti isolati, senza seguito come accade invece
nellItalia meridionale.
Lattivit metallurgica sulle coste tirreniche, del resto documentata dai ripostigli gi dal
Bronzo Antico, esemplificata dai recenti scavi a Punta Ala dove sono stati portati in luce
i resti di un insediamento per la lavorazione del bronzo riferibile allet del Bronzo Medio28.
A pochi centimetri dal piano di calpestio sono venuti in luce una fossa riempita di scorie
di lavorazione del rame e frammenti di bronzo e un vaso in impasto contenente aggregati
concrezionati di minerali.
Sempre nellarea mineraria della Toscana dalla fine dellet del Bronzo Recente sono attestati
lungo la costa una serie di centri produttivi che fanno capo a insediamenti posti allinterno su
alture collegati da corsi dacqua: esemplificativo il caso di Puntone e Scarlino, o Villa Salus
e S. Carlo29.
stato rilevato come gi nellet del Bronzo Recente si possano riconoscere gli
sviluppi di unattivit metallurgica con luso sempre pi essenziale di prodotti metallici
nellabbigliamento, nelle armature e negli utensili.
Analogamente a Casale Nuovo30, lungo il fiume Astura, frammenti di argilla depurata dipinta
di tipo egeo si affiancano a prodotti ceramici di tipo subappenninico. Lattivit metallurgica
in questarea pu essere documentata dallappena pi tardo ripostiglio del Rimessone, dove
attestata una produzione locale di buon livello qualitativo.
Indizi di attivit connesse con la metallurgia del bronzo, la pi antica testimonianza diretta di
una frequentazione, e molto probabilmente di unoccupazione stabile, del Colle Capitolino,
e resti strutturali, i pi antichi dei quali collegati con la realizzazione di unimponente
sistemazione del profilo della collina in direzione della sella verso lArce, sono documentati
dallet del Bronzo Recente per proseguire in quello Finale31.
Alla fine dellet del Bronzo Recente sia a nord del Tevere, a Lucus Feroniae, che a sud,
a Cavallo Morto, sono attestate necropoli ad incinerazione (sul modello di quanto appare in
Europa centrale con la coeva civilt dei Campi di urne). A Lucus Feroniae32 i recenti scavi
di Flavia Trucco, Vincenzo dErcole e altri hanno messo in luce, in unarea piuttosto limitata
(12x7m), 12 pozzetti scavati nel terreno contenenti altrettante sepolture ad incinerazione
alcune delle quali evidentemente allineate forse a delimitare unarea circolare. La maggior
parte delle sepolture (o almeno quelle meglio conservate) erano protette da lastre di pietra, una
cassetta litica come quelle attestate pi tardi a Poggio della Pozza. Piuttosto abbondanti, e in
ottimo stato di conservazione, i manufatti in bronzo: fibule, rasoi, bracciali ed anelli soprattutto
oltre ad un pugnale con codolo. Levidenza archeologica pi significativa la consistenza e
lalto livello tecnico ed estetico dei manufatti di bronzo.
Nella necropoli di Cavallo Morto33, riferita allabitato poi fortificato di Colle Rotondo34, sono
state individuate 40 tombe, inquadrabili in una fase avanzata del Bronzo Recente. Interessanti
i confronti tipologici nella ceramica con il sito di Vaccina o quello di Narce a nord del Tevere
e con Colle della Mola nel Lazio meridionale.
In Italia centrale per ora la cremazione non attestata prima del Bronzo Recente, alquanti
secoli dopo le sue prime manifestazioni nel Meridione e in Sicilia; ci sono tuttavia secondo
alcuni studiosi elementi, certamente indiretti e ambigui, che alimentano il sospetto che gi
dalla fase avanzata del Bronzo Medio (BM3) possano aver fatto la loro comparsa le sepolture

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a cremazione35. Le prime attestazioni del rito dellincinerazione in ambiente medio tirrenico


sembrano comunque essere contemporanee alla cessazione della tumulazione nelle grotte.
Il processo di mutamento delle scelte ubicative continua in modo graduale nellet del
Bronzo Finale: la prevalenza di impianti insediativi in posizione difesa naturalmente diviene
prevalente36. Accanto ai siti muniti naturalmente continua luso per attivit produttive di siti
in zone umide lungo la costa o laghi costieri, che caratterizzer la costa tirrenica per tutta let
del Bronzo e del Ferro, finalizzati genericamente alla lavorazione del sale: emblematico il
rinvenimento a Maccarese, Le Vignole37 di piattaforme di dimensioni relativamente piccole
(ca.m55), isolate per mezzo di recinti di legno e fibre vegetali, che hanno fatto ricordare
Poggiomarino di Langole sul Sarno38, e frammenti ceramici, con possibile indicazione di
attivit produttive pirotecnologiche e non (metalli, vetro, corno di cervo, ambra, avorio).
Lesistenza di aree differenziate, ma anche di strutture eccezionali, come i grandi ambienti
ipogei di Luni sul Mignone o Monte Rovello, centri dove come abbiamo visto sono attestati
rapporti mediati o no con genti egee, da ritenere residenze privilegiate39 (interpretazione
che ritengo preferibile a quella di struttura abitativa per nuclei famigliari allargati40 e a
quella di magazzini per la conservazione delle carni, come proposto per Luni41), sono indizi
della presenza di una organizzazione interna articolata e una particolare caratterizzazione
economica e sociale di tali siti. Gi dallinizio dellet del Bronzo Finale alcune tombe
mostrano manufatti di notevole pregio, come la fibula di grandi dimensioni di una tomba di
Poggio della Pozza42, del resto simile a quelle del ripostiglio di Coste del Marano, o impianti
monumentali, come Crostoletto di Lamone43che indicano senza dubbio persone che dovevano
ricoprire un ruolo preminente nellambito della comunit.
Per la prima volta, compaiono in Etruria simboli solari, la protome di cigno, la svastica e,
con un minimo dcalage cronologico interno, la simbologia solare vera e propria, che saranno
ampiamente ripresi in numerose varianti formali nella successiva fase della Prima et del Ferro,
che indubbiamente vanno riferiti ad ambito settentrionale, padano e danubiano44. Levidenza
archeologica pi significativa la consistenza e lalto livello tecnico ed estetico dei manufatti
di bronzo, documentata da corredi funerari e ripostigli45. Nelle fasi iniziali del periodo questo
aspetto della produzione metallurgica nellItalia centrale esemplificato in particolare dal
ripostiglio di Coste del Marano46. La consistenza di alcune necropoli sembrerebbe confermare
lipotesi di una tendenza alla formazione di comunit sempre pi numerose, attestata anche
dallampiezza delle aree difese. La doppia cinta difensiva di alcuni abitati, di cui quella
superiore stata vista come una sorta di acropoli (e quindi con prevalente funzione rituale),
ha fatto ipotizzare unarticolazione in senso gerarchico degli impianti insediativi di questo
periodo.
Esemplificativa di questo momento la scoperta della necropoli di Pozzuolo47, riferibile al
coevo abitato di Isola Farnese48. Sono state evidenziate una cinquantina di tombe, non pi
recenti per ora del BF3a. Stretti sono i confronti tra le ceramiche di Pozzuolo ad es. con i corredi
(13 almeno) dellarea forense di Lavinio49, affinit che del resto era stata gi evidenziata tra
le tombe di Ardea, Campo del Fico50 e quelle dellarea ceretana (Sasso di Furbara), che hanno
fatto richiamare la tradizione relativa a Mezenzio.
Quello che appare indubbio fino alla fase avanzata del Bronzo Finale una sostanziale
omogeneit di aspetti culturali a nord e sud del Tevere. Queste analogie, riscontrate anche
nella scelta insediamentale, sono state attribuite ad un ruolo prevalente delle genti del Lazio
settentrionale sul Lazio e anche la Campania. Il Tevere non appare certo un confine51.
Emblematico centro laziale naturalmente difeso quello sul Campidoglio presso il guado
dellisola Tiberina mentre di fronte sullaltro versante del Tevere, pi distanziato dal fiume,
labitato di Monte Roncione, per ora completamente isolato.
La necropoli di Pozzuolo per numero di sepolture richiama quella di Poggio della Pozza,
riferibile verosimilmente allabitato di Monte Rovello, con continuit di vita per tutto il
Bronzo Finale (BF2A-BF3B), con almeno 100 tombe scavate, rispecchianti verosimilmente
una necropoli pi grande specie nella parte finale del periodo52. Testimonianza che pu essere
interpretata come lindicazione di un processo di organizzazione sociale e politica avanzato.

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Gli scavi di Veio, Pozzuolo e di Poggio della Pozza indicano una continuit di utilizzo delle
necropoli per gran parte del Bronzo Finale, continuit che si pu notare anche nella produzione
metallurgica53.
Nella successiva fase di Allumiere il rapporto con il territorio del Lazio antico perde di
intensit. Se come abbiamo visto in Etruria si nota una continuit di vita negli abitati e
di utilizzo delle necropoli, continuit ben documentata anche nel rituale funerario e nella
morfologia e decorazione dei vasi, nel Lazio non conosciamo ancora per tutto il primo
periodo laziale, corrispondente alla fase avanzata dellet del Bronzo Finale (BF3), vere
necropoli ma solo piccolissimi gruppi di tombe come nelle fasi precedenti. Il rituale appare
esclusivo di pochi individui, generalmente meno di dieci, che evidentemente non rispecchiano
la consistenza reale delle comunit contemporanee54.
Nonostante la matrice comune chiaramente riconoscibile, emergono fra Etruria meridionale
e Lazio differenze consistenti negli aspetti formali e nel significato del rituale : il Tevere
fa da confine. In Etruria il corredo ceramico miniaturizzato, mentre gli ornamenti sono
di dimensioni normali ; inoltre, nelle tombe maschili mancano completamente le armi.
Sembra verosimile che lEtruria meridionale aderisca al divieto rituale di deporre armi nelle
tombe. Non sembra possibile, almeno sulla base degli studi fatti finora, riconoscere indicatori
specifici, in particolare maschili, ma si notano corredi femminili particolarmente ricchi. I
vasi miniaturizzati dei corredi in Etruria hanno spesso caratteristiche che sembrano indicare
una funzione simbolica o rituale (per esempio, vasi con doppie soprelevazioni plastiche, con
elementi figurativi).
Le deposizioni funerarie dunque si arricchiscono55 nel corredo accessorio, costituito da
numerosi vasetti di piccole dimensioni e di valore simbolico: scodelline, vasi a barchetta,
coppie di askoi, vasi gemini, derivazioni di arredi di importazione, che dovevano avere una
funzione di culto e di prestigio, quali il tripode, il carrello cultuale e il calderoncino su treppiede
del ripostiglio di Piediluco Contigliano, considerati oggetti ciprioti di XIIsecolo a.C.56
Nonostante la matrice comune chiaramente riconoscibile, emergono come noto fra Etruria
meridionale e Lazio differenze consistenti negli aspetti formali e nel significato del rituale.
stato notato quasi uno sforzo di liberarsi dellinfluenza culturale e ideologica dellEtruria,
con la volont attraverso il rituale funerario di evidenziare e consolidare lidentit culturale
locale57.
Al momento conclusivo dellet del Bronzo Finale si collocano linizio delloccupazione
dei grandi pianori isolati che diventeranno la sede dei grandi centri etruschi e linizio dello
spopolamento del territorio. Alla serie di villaggi della fase finale dellet del Bronzo, posti
per lo pi su altopiani difficilmente accessibili, con priorit difensiva rispetto allesigenza
dellagricoltura, si preferisce lampio pianoro dove la popolazione si raggruppa in ununica
unit orografica.
Si assiste ad una sorta di processo sinecistico per cui a Veio si riuniscono le comunit che
abitavano dal lago di Bracciano al Tevere, comprese larea falisca e capenate. Abbandonati
Isola Farnese e altri siti del territorio la popolazione si concentra man mano sul pianoro di
Veio, gradualmente come sar avvenuto in tutti i grandi agglomerati protourbani. Laffinit
del corredo della tomba 838 con corredi di Montarano58 indica una stretta omogeneit nel
territorio da cui si muove la popolazione e quindi una diversificazione tra i vari distretti
territoriali facenti capo alle future citt storiche etrusche gi nellet del Bronzo Finale. Il sito
di Monte SantAngelo, recentemente illustrato da Jacopo Tabolli59, avrebbe potuto avere gi
dal momento finale dellet del Bronzo il ruolo di oppidum di confine.
A mio avviso nella cultura materiale e nelle pratiche sociali riconoscibili fra et del Bronzo ed
et del Ferro nel territorio dellEtruria storica, nulla si incontra che possa inequivocabilmente
accreditare un modello migrazionistico60 ; il pi marcato e radicale cambiamento di cui la
documentazione da testimonianza consiste, a partire da circa il 1200, nelladozione del rito
funerario dellincinerazione in urna di terracotta, che un aspetto chiaramente europeocontinentale e non si pu certo invocare a conforto di apporti etnici da Oriente. Siamo in
perfetta sincronia con il passaggio tra et del Bronzo ed et del Ferro in ambito ellenico

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e orientale. Forse sarebbe il momento di omologare nel Mediterraneo le varie et della


Protostoria.
Concludendo possiamo dire che il processo formativo si conclude, tra la fine dellet del
Bronzo e linizio di quella del Ferro, proprio con lemergere delle gigantesche agglomerazioni
urbane, prive praticamente di confronti fuori del territorio etrusco. Citt connotate da una
propria storia. La storia degli Etruschi una storia di citt.
Levantini e Greci, nel loro moto espansivo verso Occidente fino alle coste atlantiche61, nella
frequentazione delle citt costiere e delle connesse ricchezze minerarie del medio Tirreno,
che di quel moto erano certamente uno dei principali obbiettivi, hanno contribuito a questo
processo formativo con lapporto di tecniche, idee e persone anche socialmente ai margini,
apporto che continuer abbondantemente nei secoli successivi62.
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p.13-42.

Notes
1 Ai concetti di provenienza o di discendenza va sostituito un concetto di formazione.

2 Per unesposizione del pensiero di Massimo Pallottino su questo tema Briquel 2007 ;
Bagnasco Gianni 2012; Bagnasco Gianni 2013.
3 Briquel 2000, p.51.

4 Prosdocimi 1999, p.76.


5 De Simone 1996; De Simone, Chiai 2001; Gras 2003; De Simone 2011. Contra ad es. Agostiniani
2012.
6 Rix 1995.
7 Achilli et alii 2007.
8 Ghirotto et alii 2013.
9 Bellelli 2012, p.18-30.
10 Harari 2010.
11 Harari 2010, p.37.
12 Ad es. Cultraro 2012.
13 Torelli 2009.
14 Torelli 2009, p.153.
15 Bietti Sestieri 2012.
16 Bietti Sestieri 2012, p.274-275.
17 Damiani 2010.
18 La presenza di ceramica micenea nel territorio ceretano ha fatto richiamare la notizia relativa alla
fondazione di Caere da parte dei Pelasgi (Delpino 2013).
19 Damiani 2010, p.86-103
20 Barbaro et alii 2012, p.203-229; TruccoDelpino 2013.
21 Barbaro et alii 2012, p.229.
22 BettelliLeviJonesVagnetti 2006; Barbaro et alii 2012, p.195-203.
23 Poggiani Keller 1999, fig.45, 8e 11; Barbaro et alii 2012, p.233.
24 Giardino Poggiani Keller 2012.
25 Peroni 1982.
26 Artigiani o lavoratori ospiti (Gastarbeiter), attestati anche nel Mediterraneo orientale, che
testimoniano la mobilit anche dallItalia alesterno. Resta valida a mio avviso il suggerimento di Renato
Peroni (Peroni 1983) di immaginare un qualche navigatore miceneo, che legando a s piccoli gruppi
di indigeni, probabilmente appartenenti ad uno stesso nucleo famigliare, con vincoli di dipendenza per
via di matrimonio o altro legame, li abbia indotti a seguirlo per stabilirsi nel suo paese dorigine o ad
accompagnarlo per altre imprese.
27 Barbaro et alii 2012, p.235-236 ; mancano inoltre nellarea laziale contenitori per la raccolta e lo
stoccaggio di beni primari prodotti localmente : si tratta di materiale da mensa usato verosimilmente in
occasioni di rappresentanza.

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Gli artigiani metallurghi e il processo formativo nelle Origini degli Etruschi

28
Aranguren

Cappuccini

Cygielman
ArangurenCappucciniCygielmanPallecchi 2012.

Pallecchi

2011

29 Bartoloni 2011.
30 Angle et alii 1993; AngleBelardelliBettelli 2004 ; Barbaro et alii 2012, p.232-233.
31 Cazzella 2001.
32 TruccoDErcoleCavazzuti 2014.
33 AngleDi GennaroGuidiTusa 2004.
34 CifaniGuidiJaia 2011
35 di Gennaro 2009.
36 Barbaro 2010, pp.112-118
37 Ruggeri et alii 2010.
38 CicirelliAlbore Livadie 2012.
39 Cfr. anche Barbaro et alii 2012, p.197.
40 La struttura monumentale a fossato di Sorgenti della Nova stata interpretata come abitazione
collettiva iniziale della comunit (Negroni Catacchio 2002, p.322).
41 J. Lepiksaar in Hellstrom 1975, p.77-86.
42 Pacciarelli 2001, fig.18D, fase di Tolfa (BF2B di S. DeAngelis in Barbaro 2010, p.108).
43 Barbaro 2010, n.74, p.203 con riferimenti bibliografici.
44 Del resto anche molte tipologie di bronzi presenti in Etruria sono diffuse anche nellItalia
settentrionale, che funge da cerniera con il mondo centro europeo. Anche la presenza di ambra, intesa
come materia prima, indica un percorso nord-sud, dal Centro Europa, probabilmente attraverso il passo
del Resia e il corso dellAdige (Negroni Catacchio 2013).

45 Bisogna ricordare come lanalisi metallurgica dei reperti, che ci fornisce un significativo
scorcio sulle attivit officinali della tarda et del Bronzo, ci indica come al cospicuo impiego
di metalli da rifusione a partire dal Bronzo Recente, sempre pi diffuso si accompagna una
tecnologia ormai del tutto matura, sia sul piano estrattivo che su quello della produzione
artigianale (Giardino 2006, p.64-65).
46 Barbaro 2010, n.23 p.326-327 con riferimenti bibliografici.

47 Nei mesi di giugno e luglio del 2013, sotto la direzione dellUniversit di Roma Tre (prof.
A. Guidi) si svolta una prima campagna di scavo con la collaborazione, oltre che della
Soprintendenza allEtruria Meridionale (dott.ssa L. DErme), della Direzione Generale per
le Antichit del MiBACT, della Soprintendenza al Museo Preistorico ed Etnografico L.
Pigorini e del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino. Il gruppo
di lavoro composto da Barbara Barbaro, Luca Bondioli, Marco Demmelbauer, Vincenzo
D'Ercole, Laura D'Erme, Francesco di Gennaro, Alessandro Guidi, Federico Nomi. Le notizie
sono state reperite dal sito della Soprintendenza Archeologica dellEtruria meridionale.
48 Barbaro 2010, n. 210, p.319 con bibliografia precedente; Bartoloni 2012.

49 Jaia 2010 : emblematica laffinit tra il coperchio apicato della tomba 3 di Pozzuolo e quello della
tomba 7 di Pratica di Mare (L. Ebanista in Jaia 2010, p.61-63).
50 Delpino 1987.
51 Colonna 1986, p.92 ; Bartoloni c.d.s.
52 Barbaro 2010, n.154, p.253-254 con scansione cronologica delle tombe del sepolcreto e riferimenti
bibliografici.
53 S. De Angelis in Barbaro 2010, p.108-109.
54 Da ultimo De Santis 2011.
55 Barbaro 2010, p.111 fig.37.
56 Vagnetti 1974.

57 Cfr. Bietti Sestieri 2008 ; Bietti Sestieri De Santis 2012. Questo quadro contrasta
con quanto recentemente prospettato (Torelli 2009) relativamente a gruppi di cultura
protovillanoviana di area tosco laziale, esprimenti una cultura dallevidente scarsa
complessit, in netta posizione subalterna nei confronti del vicino ethnos latino, ipotesi basata
principalmente sui teonimi imprestati dal latino alletrusco, fenomeno recentemente contestato
(Emiliani 2012) a scapito di una derivazione comune da una fase anteriore osco-umbra.
58 Bartoloni c.d.s.

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Gli artigiani metallurghi e il processo formativo nelle Origini degli Etruschi

59 Tabolli c.d.s.
60 Camporeale 2013, p.23 : opinione corrente che un popolo e una citt, nel mondo sia antico che
moderno, nel momento della formazione e nellarco cronologico dello sviluppo siano organismi non
chiusi, ma aperti alla recezione di gruppi, individui, manufatti, usi allotri.
61 Villaa 2011/2012.
62 Come documenta ad esempio la presenza di artigiani metallurghi della Sardegna nellEtruria mineraria
(Bartoloni 2013).

Pour citer cet article


Rfrence lectronique
Gilda Bartoloni, Gli artigiani metallurghi e il processo formativo nelle Origini degli Etruschi,
Mlanges de l'cole franaise de Rome - Antiquit [En ligne], 1262|2014, mis en ligne le 17
dcembre 2014, consult le 19 dcembre 2014. URL: http://mefra.revues.org/2314

propos de lauteur
Gilda Bartoloni
Universit di Roma La Sapienzagilda.bartoloni[at]uniroma1.it

Droits dauteur
cole franaise de Rome
Rsums

In the most recent years, genetic analyses applied to archaeology, sometimes conflicting
within each others, have reignited the debate around the origin of the Etruscans. Famous
archaeologists have brought back the theory of the migration from the East. According to the
Author, between the Bronze Age and the Iron Age in Etruria no data from material culture and
social practices could justify unequivocally such a migration. The adoption of the funerary
ritual of cremation in terracotta urns appears to be the greatest and most radical rupture in the
archaeological record after 1200 B.C.E. In this phenomenon an European-Continental aspect
prevails and no ethnical link with the East could be related to it. In the Late Bronze Age, the
conclusion of the formation process of the huge urban agglomerations, which was begun in the
Middle Bronze Age, occurred with no comparanda outside the Etruscan territory. Levantine
and Greeks contributed to this formation process during their expansion towards the West up
to the Atlantic coasts, while trading with coastal towns, attracted especially by the mineral
richness of the central Tyrrhenian sea. Their contribution consisted of techniques, ideas and
even people, remaining always at the margins of the society, and continued constantly in the
following centuries

Negli ultimi anni le analisi genetiche per lo pi in antitesi hanno riacceso il dibattito sulle
origini degli Etruschi e archeologi illustri hanno riproposto una migrazione dallOriente.
Secondo lA. nella cultura materiale e nelle pratiche sociali riconoscibili fra et del Bronzo ed
et del Ferro nel territorio dellEtruria storica, nulla si incontra che possa inequivocabilmente
accreditare un modello migrazionistico ; il pi marcato e radicale cambiamento di cui la
documentazione dia testimonianza consiste, a partire da circa il 1200, nelladozione del
rito funerario dellincinerazione in urna di terracotta. C un aspetto chiaramente europeocontinentale e non si pu certo invocare a conforto degli apporti etnici da Oriente. Alla fine
dellet del Bronzo si conclude il processo formativo, iniziato verosimilmente nella piena
et del Bronzo, con l'emergere delle gigantesche agglomerazioni urbane, prive praticamente
di confronti fuori del territorio etrusco. Levantini e Greci, nel loro moto espansivo verso
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Gli artigiani metallurghi e il processo formativo nelle Origini degli Etruschi

Occidente fino alle coste atlantiche, nella frequentazione delle citt costiere e delle connesse
ricchezze minerarie del medio Tirreno, che di quel moto erano certamente uno dei principali
obbiettivi, hanno contribuito a questo processo formativo con lapporto di tecniche, idee e
persone anche socialmente ai margini, apporto che continuer abbondantemente nei secoli
successivi.
Entres dindex
Keywords :Etruria, formation, metallurgy, Levantines, Greeks
Parole chiave :Etruria, formazione, metallurgia, Levantini, Greci

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