25/01/11 Il successo della vendita degli Euro-Bond : una svolta completa nella percezione dell’Euro da parte del mondo

- 18/01/11 La Cina supera la Banca Mondiale in termini di aiuto ai paesi in via di sviluppo  : no comment  ! - 14/01/11 La rivoluzione del gelsomino in Tunisia : innesca un effetto domino in tutto il
mondo arabo - 09/01/11 La divisione del Sudan : inizio della redefinizione delle frontiere coloniali dell’Africa - 01/01/11 Chiusura da parte della Grecia della
sua frontiera terrestre con la Turchia : Progresso dell’Europa-fortezza - 28/12/10 L’urbanizzazione dell’Ungheria : l’estrema destra al potere in Europa - 28/11/10
Il Cablegate di Wikileaks : innesca una ciber-rivoluzione in tutto il mondo - 28/11/10 Elezioni in Costa d’Avorio  : primi sintomi di un nazionalismo africano

Indicatori di rottura

Rivista di Anticipazione Politica

MAP
Inverno 2011

Sommario
L’ondata delle rivoluzioni del gelsomino : Il grande ritorno del mondo arabo (p.2) – Ciberespazio, Ciberconflitti, Ciberastuzie e movimenti sociali (p.4) – Sud del Sudan : il primo passo vero l’inevitabile rimodellamento delle frontiere
africane
(p.10)

Anticipazione
GEAB
/
Mondo
arabo
:
Un
caso
da
manuale
(p.12)

Politica alimentare internazionale : verso una “rivoluzione diplomatica” (p.14) – La domanda MAP (p.22)
– La crisi, fonte d’innovazione bancaria ? (p.23) – A readers’ digest (p.28) – Lo humor di El JEm (p.30) –
2012-2013 : Il duplice choc elettorale delle elezioni francesi e tedesche (p.32) – FuturHebdo : Shoot
again (p.39) – L’inglese è il latino di oggi ? (p.40) – L’occhio del Purgatorio, di Jacques Spitz (p.42)

EDITO

L’ondata delle rivoluzioni del gelsomino : Il grande ritorno del mondo arabo
di Marie-Hélène Caillol - Traduzione : Maria Rosaria Carbone
Le speranze di vedere il mondo arabo riprendere il treno del 21° secolo erano andate ormai perse : l’Asia e il Sudamerica
prendevano in mano il loro destino mentre il mondo arabo sprofondava nell’oscurantismo. Da diversi anni e ancora 2
mesi fa, il mondo arabo evocava sempre di più un terzo mondo fanatizzato, popolato da uomini dalla barba folta e dallo
sguardo folle. Ed ecco che esso scuote il suo giogo e si riscopre in queste società di giovani tutto ciò che vi è di più normale, ragazzi e ragazze della Tunisia, dell’Egitto, della Giordania etc… che chiedono semplicemente di avere un futuro
nel loro paese.
E’ palese il parallelo tra questo effetto domino e quello della fine anni 80 inizio anni 90, che vide crollare uno dopo l’altro
tutti i regimi sovietici dell’Europa dell’Est. Con una differenza se si guarda attentamente : il governo Gorbatchew, protagonista principale della transizione, aveva chiaramente messo in guardia sul fatto che Mosca non avrebbe potuto più nulla
sui regimi sotto tutela (Polonia, Ungheria, Germania dell’Est, Cecoslovacchia).
Il crollo dei regimi autocratici, sostenuti dall’Occidente da 2-3 decenni, senza che questo Occidente sollevi un mignolo a dispetto della catastrofe evidente che ciò rappresenta per i loro enormi interessi nella regione, è un segnale molto chiarodel rovesciamento che avviene attualmente
sotto i nostri occhi. Questo Occidente, primi fra tutti gli Stati Uniti, non ha più i mezzi per gestire la politica araba.
Erano decenni che i giovani di questi paesi sognavano un cambiamento,
la libertà d’espressione, di mobilità sociale, di lavoro, di potere d’acquisto,
di possedere un appartamento e di formare una famiglia. Ma la morsa era
tale che, a dispetto delle ingiustizie palesi, niente si muoveva in apparenza,
nient’altro se non le frange più radicali, sotto forma, in questi ultimi anni,
di un estremismo religioso la cui immagine medievale era ben studiata per
impedire all’opinione pubblica internazionale di simpatizzare con le cause
profonde dell’enorme malessere del mondo arabo. Questo improvviso mutamento dell’immagine del mondo arabo, però, fa eco ad un altro cambio
d’immagine fondamentale : quello di un Occidente imprescindibile, invincibile, eterno.
Se l’Europa infine non riesce a prendere atto di questo crollo dell’influenza
degli Stati Uniti, perché è parte coinvolta in questa stessa influenza, le riv-

2 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

oluzioni in corso nel mondo arabo parlano forte e chiaro : il mondo cambia, gli Stati Uniti non sono più in grado di far rispettare il loro ordine
perché i loro incommensurabili problemi economici e finanziari si sono già trasformati in « piani d’austerità » non dichiarati ma che influenzano
l’insieme delle loro politiche, compresa quella estera.
Le rivoluzioni tunisina, egiziana, algerina, yemenita, giordana, marocchina ecc sono il rigoroso equivalente dell’apertura della cortina di ferro
dell’Ungheria nel 1989. L’effetto domino è scattato e la questione ora è : che cosa si può sperare/temere che ne consegua ?
L’inevitabile desiderio dei poteri politici innanzitutto , ma anche delle popolazioni, di ritornare alla calma, può assumere diverse forme :
il ricorso all’esercito che non porterà alla stabilità se non nella misura in cui questi eserciti avranno preso le parti del popolo in modo evidente
durante i disordini.

l

l l’appello alle sole forze politiche d’opposizione disponibili : gli islamiti. Cattiva notizia in un primo momento, queste forze si ammorbidiranno
necessariamente nell’esercizio del potere per sfociare in dei regimi come quello di Erdogan in Turchia, regimi che suonano come religiosi, ma
fondati su principi democratici portatori di modernizzazione.

si può sperare che appaiano delle forze politiche moderne, democratiche o moderate, che rappresentino la maggioranza degli arabi, ma
la cappa di piombo che ha regnato sul mondo arabo durante tutti questi anni non lascia molte speranze in merito, almeno non nell’immediato.
In ogni caso, nessuno dei governi che si formeranno sarà pro-occidentale poiché i finanziatori non ci sono più e i popoli li rifiutano automaticamente.

l

Il mondo arabo che risulterà da queste trasformazioni avrà una forte sensibilità pan-araba : dei popoli vicini, delle stessa lingua e religione,
che scuotono il loro giogo allo stesso tempo e per le stesse ragioni, sviluppano necessariamente un forte sentimento d’identità e di destino
comune.
Non si può fare a meno di pensare al futuro di Israele il cui ambiente geopolitico oscilla altrettanto radicalmente. Non che questo mondo arabo
abbia come prima preoccupazione quella di nuclearizzare Israle, bensì una relazione pacifica perché risolta tra il mondo arabo e l’Occidente,
non è in fin dei conti una cattiva cosa per Israele, a meno che Israle non approfitti dei cambiamenti e si ostini nella sua strategia del più cattivo.
Quel tipo di gioco ora è necessariamente perdente per il piccolo Israele che, anch’esso, come i regimi di Ben Ali, Moubarak … non può più
contare sulla protezione infallibile degli Stati Uniti. Sta agli Israeliani fare la loro rivoluzione del gelsomino forse…

3 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

ANTICIPAZIONE

Ciberespazio, Ciberconflitti, Ciberastuzie e movimenti sociali
di Jérôme Defaix - Traduzione : Maria Rosaria Carbone

Ci sono voluti cinque secoli perché l’invenzione della stampa da parte di Gutenberg, nel 1450, producesse
la bibbia-libro, il libro, il giornale, il saggio, il volantino. Questi mezzi di comunicazione fisici hanno
permesso la diffusione delle informazioni, dei messaggi, del tipo «  da uno a molti », in una comunicazione
discendente, sempre più efficace per convincere, indottrinare, spiegare, giustificare, mettere a tacere,
eccitare, placare le folle, a vantaggio di un’elite di uomini fautori del messaggio, per gestire dei gruppi o
delle società sempre più complesse. Questa diffusione, organizzata da mediatori tradizionali, educatori,
giornalisti, intellettuali, leader, visionari, uomini politici, passa dalla dottrina, l’istruzione, la conoscenza,
la cultura, l’ideologia, il marketing, la propaganda, lo story-telling politico, il politichese etc.
Gli avvenimenti politici recenti, con i movimenti sociali in Tunisia, nel dicembre del 20101, poi in Egitto da fine
gennaio 20112, dimostrano che i modi di comunicare e i mediatori tradizionali del mondo-libro sono stati spazzati
via da un concorrente nuovo e dalle molteplici sfaccettature. Il ciberspazio, vettore di diffusione3 e di motivazione
delle folle, ha contribuito in maniera decisiva a ribaltare in un attimo i regimi autocratici sotto gli occhi delle elite
occidentali, pietrificate e inquietate da una diffusione continentale, anzi mondiale.

L’alba dei ciberconflitti
In meno di dieci anni, la rete internet è diventata accessibile a tutti. Il periodo di rodaggio di questo mezzo di
comunicazione è terminato. Finito il ciberscherzo del virus gentile « I love you », siamo passati al ciberterrorismo4.
Le grandi potenze mondiali si preparano alla guerra su Internet. I servizi segreti reclutano dei pirati informatici.
I cosiddetti hackers saranno agli avanposti di questi ciberconflitti. Spam, truffe, attacchi di computer zombie,
diffusione di virus distruttivi, tantissimi mezzi per fare fortuna alle spese dei cittadini utenti e delle grandi categorie.
La gradazione del crimine su internet è a immagine stessa del mezzo di comunicazione  : una fiera dove la
creatività individuale o collettiva assume delle forme sempre più sorprendenti. Russia, USA, Estonia, Israele
sono i punti caldi dove gli hackers e i governi si affrontano5. Dei personaggi molto pittoreschi come il « Capitano
Crunch » che inventa la pirateria informatica negli anni 70 oppure i fratelli Badir, tre Palestinesi non vedenti,
che si sono infiltrati nei sistemi di Tsahal, l’esercito di Israele ne sono i protagonisti e i precursori. Con Internet,
l’industria clandestina del software malevolo accumula un arsenale di armi di perturbazione di massa. Coloro
che controllano queste armi, saranno in grado di decidere l’esito del prossimo ciberconflitto.
4 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

1. Tunisie : chronologie d’un
mois de crise, 14 janvier
2011, Le Parisien
2. Les réseaux sociaux
nouvelle arme de la
jeunesse égyptienne, 27
janvier 2011, Le Monde
3. Internet et Facebook
accélérateurs de révolution
30 janvier 2011, Ouest
France
4. Histoire du
cyberterrorisme, 30 janvier
2011, TSR
5. 29 mars 2009, 21h30
France 5

Il ciberconflitto, la ciberguerra6 non sono più monopolio dello stato. Ormai, non ci sarà più nessun conflitto senza
conflitto numerico. Nel 2009, la cibersorveglianza è costata 100 miliardi di dollari alle imprese e agli stati.

Ciberastuzie e movimenti sociali

6. Cyberguerre : la menace
du XXIe siècle ? 30 janvier
2011, Geopolitis
7. La révolution est-elle
contagieuse ? Intérêt d’une
notion, 28 janvier 2011,
Mediapart

L’inizio del 2011 vede la cibermoda dei neologismi in ciber da parte di mediatori tradizionali che non sanno più a
quali ciberastuzia ricorrere per liberarsi dalla loro ciberignoranza. Da qui la ciber-rivolta, la ciber rivoluzione, la
ciber sorveglianza della ciber polizia che organizza dei ciber commissariati per evitare di diventare ciberhasbeen...
Preciseremo ora ciò che dipende da tutte le ciberastuzie più o meno alla moda e ciò che scaturisce, o no, dal passaggio utile o ingombrante
nella realtà della vita reale di ognuno di noi nella società.

Alcune spiegazioni del successo della diffusione nel ciberspazio
La legge di Metcalfe, “L’utilità di una rete è proporzionale al quadrato del numero dei suoi utenti”, si applica naturalmente ; a un social network,
come Facebook per esempio. Ma non c’è solo Facebook, le fonti alternative di ciberspazio contribuiscono alla diversità e all’arricchimento della
conoscenza attraverso la rete (cf. blog, twitter, ciberstampa, wikileaks). Se siete gli unici ad essere iscritti, non vi troverete nessuna utilità, ma
se tutte le vostre conoscenze fanno parte anche della rete, allora le funzioni di condivisione e scambio iniziano ad avere un senso.
Nel
ciberspazio,
la
diffusione
di
un’informazione a forte valore aggiunto
emotivo è istantanea.
La modalità di diffusione7 del messaggio da
molti a molti su un registro « multimediale »,
e non più solo il testo prima disponibile nel
Mondo-Libro, è stupefacente e diretta.
Lo story-telling politico o economico
abituale è decriptato immediatamente.
Perde così la sua efficacia.

Regione

Numero di utenti Facebook per regione, in milioni (agosto 2010)
Numero Principali paesi

Africa

17,6

Egitto, Sud Africa, Marocco, Nigeria, Tunisia

America del Nord

149,0

Di cui 132 negli Stati Uniti.

America Centrale e
Messico
America del Sud

18,4

-

49,7

Argentina, Colombia, Cile, Venezuela e Brasile

Asia

93,5

Indonesia, Filippine, India, Malaysia e Taiwan

Europa

162,5

Regno Unito, Turchia, Francia, Italia, Spagna e
Germania

Medio-Oriente

11,5

Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti,
Giordania, Libano

5 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

D’altronde, con questo passaggio dal testo al multimedia, lo slogan di Microsoft degli anni 90, piuttosto razionale e utilitario “Information at your
fingertips“ sta lasciando il posto a degli appelli più poetici “emotion at your ciberheart” o “understanding at your cibermind” o ancora “feeling at
your cibersoul”.

Il “benchmark” sociale istantaneo

Il ciberespazio ha fatto emergere il benchmark sociale istantaneo. L’idea è semplice. Finora ciascuno di noi vive degli alti e bassi nella sua vita
quotidiana. I social network amplificano allora la risonanza della possibilità che si verifichino degli eventi che, presi isolatamente, sono delle
semplici incognite dell’esistenza ma che, ripetuti contemporaneamente da ogni membro del social network, finisce per attirare l’attenzione e poi
la volontà d’azione di ognuno. Si può trattare della carestia, della vita cara, dell’accesso difficile ad un’occupazione, di un impiego precario, di
un problema di salute mal coperto o non coperto dall’assicurazione sociale, della difficoltà a fare o rinnovare delle carte d’identità, dell’assenza
dei diritti paritari, della repressione, della corruzione generale nella vita attuale, dell’assenza della libertà di riunione o d’espressione etc...
La presa di coscienza del divario tra la situazione promossa dalle elite in carica e la realtà vissuta dai cibernauti-cittadini fa scattare allora le
passioni e le azioni. Il fatto che questi cibernauti sono, per la maggior parte, giovani e esclusi dalla divisione della torta non solo monetaria,
ma anche di un mercato del lavoro generatore di speranze, rende intollerabile questa scoperta e genera dunque nel mondo reale le azioni
spettacolari e inedite che viviamo attualmente in un ritmo accelerato in questo inizio del 2011.

Anticipazioni sui cibervincitori e i ciberperdenti del ciberspazio
Ciberperdente : il DDoS e i ciberconflitti virtuelo-virtuali
L’anno 2010 resterà quello in cui gli attacchi DDoS sono divenuti attuali. Questi mirano molto spesso a dei servizi Internet sensibili. Nel 2010,
Arbor8 ha osservato un aumento vertigionoso dell’ampiezza e della frequenza degli attacchi DdoS su Internet. La soglia dei 100 Gbit/s è stata
superata per la prima volta e gli attacchi applicativi raggiungono il livello più alto nella storia. Gli operatori hanno registrato un impatto netto in
termini di spese di sfruttamento, di mancanza da superare e di perdita di clientela.Gli attacchi DDoS a partire da botnets sono destinati a
proseguire nel 2011 e oltre. E’ adesso una forma di ciberterrorismo diffuso e poco costoso. I principali attacchi
DdoS constatati nel 2010 erano legati alle controversie territoriali tra la Cina e il Giappone, ai problemi in Birmania
8. Vedi il
sesto studio
e in Sri Lanka ecc. La difesa contro gli attacchi DdoS è ora un argomento trattato dalle direzioni delle imprese
annuale, Arbor Networks
e dei ministeri della difesa ovunque nel mondo. Noi lo valutiamo ciberperdente poichè, se è « fastidioso » ,
sulla
sicurezza
delle
esso genera un piccolo impatto nella vita reale. Si rivela stancante anche per chi lo sferra. In effetti, prendiamo
infrastrutture mondiali. Gli
un equivalente nella vita reale del DdoS. Ciò equivale per l’attaccante a mobilitare una troupe di zombie tutte
attacchi DDoS superano i
le mattine alle 7 davanti alla stazione, per impedire agli utenti abituali di prendere il treno ed andare a lavoro.
100 Gbit/s per la prima volta
Siccome sono degli zombie, gli utenti possono passargli accanto, essendo tuttavia un pò rallenati o obbligati a
; una crescita del 1000%
dal 2005.
prendere il treno successivo. Tranne che l’attaccante debba svegliarsi alle 6 perché gli zombi si trovino alle 7
sul posto per creare disordine. Dopo alcuni giorni l’attaccante si stanca, dorme dinuovo fino a tardi, gli zombi
dormono e l’utente riprende il suo treno quotidiano. Il DdoS è il tentativo disperato di salvare l’onere epidermico
6 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

e sproporzionato del cibernervoso che subisce uno smacco nella vita e ostenta le sue capacità.

Ciber-regale (per il momento), il match CINA-USA
In questo caso, siamo nella corte dei grandi, dei ciberinfluenti, insomma di quelli che contano. Una lotta tra due potenze regali che perseguono
il via libero del ciberspazio sulla realtà, le lotte d’influenza e di potere abituali del mondo reale. Faccia a faccia, diverse migliaia di ciberesperti
che hanno lasciato delle tracce nella neve durante le campagne efficaci, condotte con franchezza. Sufficientemente visibili perché l’influenza
sia percepita e compresa. Sufficientemente fugaci perché la reputazione resti intatta.
Stuxnet, ‘virus occidentale’ avrebbe distrutto un migliaio di centrifughe in Iran
Secondo l’ISIS (Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale), il virus Stuxnet ha verosimilmente provocato la distruzione di un migliaio
di centrifughe nella fabbrica d’arricchimento di uranio situata a Natanz in Iran. Lo studio si basa su dei rapporti ufficiali dell’IAEA (International
Atomic Energy Agency). Questi documenti menzionano diversi malfunzionamenti poco spiegabili su un blocco di centrifughe a Natanz nel
Novembre del 2009 e nel Febbraio del 2010.
David Albright, presidente dell’ISIS, pensa che la tecnica utilizzata dal virus Stuxnet è consistita nel modificare la frequenza di rotazione delle
centrifughe. Da una velocità normale di 1007 cicli al secondo, il virus stuxnet l’avrebbe fatta girare a 1064 cicli al secondo, il che avrebbe
danneggiato alcuni motori a causa delle vibrazioni o dell’ un’aumento della temperatura.
Circa un migliaio di centrifughe (su più di 10000) sarebbero state colpite prima che il virus Stuxnet fosse scoperto. Naturalmente tutto ciò resta
al condizionale, anche se gli ufficiali iraniani riconoscono di essere stati attaccati da un « virus occidentale ». Non bisogna dire che si sa che
colui che ha lanciato il virus e colui al quale si pensa, anche se colui al quale si pensa vuole che si sappia per sentito dire che è proprio lui che
ha realizzato ciò a cui si pensa ma senza dirlo. Mi seguite ? oltre all’interesse accademico di una tale analisi post-mortem da parte dell’ISIS9, la
questione principla resta sapere quale è stato l’impatto reale del virus Stuxnet sul programma nucleare iraniano e, in particolare, ha generato
un ritardo notevole ?
Un buco nero di 18 minuti nel ciberespazio l’ 8 aprile 2010  : 15% del traffico
internet mondiale deviato verso la Cina
Per coloro tra voi che sono interessati dall’infrastruttura globale del ciberspazio,
vi raccomando la lettura del rapporto fatto al Congresso americano dalla
Commissione economica e per la Sicurezza Us-Cina10. Ricordiamo innanzitutto
che l’intranet cinese di 420 milioni di utenti11, è, dal 2006, un ciberspazio a parte.
Infatti, dal 1° marzo 2006, la Cina applica il suo sistema di gestione degli indirizzi
(Domain Name System) mentre gli altri paesi del mondo sono amministrati
7 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

9. Vedi il rapporto dell’ISIS, 22 dicembre 2010, ISIS
10. Rapporto fatto al Congresso americano dalla
Commissione economica e per la sicurezza Usa-Cina
intéressante per più di una ragione, è una miniera d’oro
sullo stato dell’arte del rapporto di forca economica e
politica tra gli Stati Uniti e la Cina percepito dagli Stati
Uniti, novembre 2010, USCC
11. Fonte : 30 gennaio 2011, IRT Manager

dall’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), un’organizzazione di diritto privato senza
scopo di lucro ancora largamente sotto il controllo del governo americano.
Il rapporto, pagina 244, merita tutta l’attenzione. Vi si può leggere che l’ 8 Aprile 2010, in 18 minuti, Cina Telecom
ha deviato ‘inavvertitamente’ 15% del traffico Internet mondiale vers la Cina.
Ciò include del traffico da/verso i domini en.gob e en.mil. Fate largo ! Come avrete capito, l’impatto in accesso a
dei documenti classificati come segreti, ultrasegreti e tutti della stessa risma, è considerevole.
Allo stesso modo, nel mondo reale, ciò va al di là delle grandi manovre di avanzamento del grande esercito.
Rappresenta piuttosto la preparazione di uno sbarco di grande portata in terreno nemico per sconfiggerlo di
sorpresa.
Cibervincitori

La ciberlotta sociale mondializzata, iniziata dai popoli Tunisini e Egiziani

Si tratta dell’estensione del dominio della lotta dal ciberspazio verso la realtà quotidiana. Queste ciberlotte hanno
aperto un nuovo campo del possibile nel nostro mondo finito12. Assistiamo alla ciberdiffusione dei conflitti sociali
nel 2011. Il numero di cibernauti, utenti dei portatibli e dei pc, ha raggiunto i 2 milardi nel 2010, ovvero un terzo
dell’umanità. Nelle mani dei folli che si ribellerebbero alle differenze di reddito intollerabili13, e serie difficoltà
a comprare da mangiare14 o per trovare un lavoro15, i portatili e i pc saranno sempre più utilizzati nei trimestri
a venire nel 2011.. Per delle coordinazioni e moltiplicazioni di movimenti di massa come quelli a cui stiamo
assistendo in questi ultimi giorni a Tunisi o in Cairo. Più la carica emotiva di un avvenimento sarà forte, più la sua
diffusione sarà rapida. La Giordania16, l’Indonesia, le Filippine, il Regno-Unito, sono dei candidati seri a questa
evoluzione17.
La cibersolidarietà : L’ONU e il PAM
Nel 2010, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) ha lanciato un movimento sociale on
line destinato ad invitare un miliardo di internauti ad aiutare un miliardo di persone che soffrono della fame nel
mondo. L’idea motrice del movimento è semplice : durante gli anni, 1 miliardo di internauti potrebbero contribuire
sempre più alla lotta contro la fame rispetto ai governi che li rappresentano.
18

Il movimento «Un miliardo per un miliardo » è nato da un’idea semplice, se ognuno vi prende parte, possiamo
fare la differenza nella lotta contro la fame.
8 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

12. Kenneth Ewart
Boulding : “chiunque
crede che una crescita
esponenziale possa durare
per sempre in un mondo
finito o è un pazzo o è un
economista !”, egli parlava
con cognizione di causa :
era un economista !
13. IMF raises spectre
of civil wars as global
inequalities worsen,
Dominique Strauss-Kahn,
03 febbraio 2011, The
Telegraph
14. Les travailleurs pauvres
en Europe, 25 gennaio
2011, Observatoire des
inégalités
15. GEAB N°51 Pubblicato
il 15 gennaio 2011 - Crise
systémique globale - 2011 :
L’année impitoyable
16. Tunisie Algérie la
théorie des dominos dans
le monde arabe, 14 janvier
2011, Slate
17. Vedi la nostra
anticipazione riuscita MAP
(Autunno 2010)  Impatti
sociali della crisi in Europa:
danza su un vulcano
18. Vedi il Programma
Alimentare Mondiale delle
Nazioni Unite

Ciberconclusione (temporanea !)
Noi dipingiamo il cammino di una ciber-realtà, di una comunicazione di massa, di tutti verso tutti, e a durata quasi infinita a costo zero. Essa
è perfettamente adatta alla gestione e alle interazioni delle società del XXI secolo composte da grandissimi insiemi di uomini, per i quali lo
spostamento fisico diventa sempre più costoso/problematico.
Come Gutenberg, nel 1450, ignorava che la sua invenzione avrebbe condotto, tra le altre cose, alla pubblicità su prospetto in quadricromia, il
ciberspazio è nato 42 anni fa e da 10 anni è nella sua fase adulata. Ci riserva ancora moltissime cibersorprese.
Una sola cosa è certa. Le modalità tradizionali di mediazioni politiche, economiche, religiose, culturali, ereditate dal mondo-libro sono ormai
obsolete e dovranno reinventarsi oppure sparire.

9 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

COMMENTO

Sud del Sudan : il primo passo vero l’inevitabile rimodellamento delle frontiere
africane
di Franck Biancheri - Traduzione : Maria Rosaria Carbone
Con il recente referendum del Sud del Sudan, scortato dall’ONU, che permette il rimodellamento dell’immenso Sudan
alle frontiere uscite alla colonizzazione (come quelle di quasi tutti i paesi africani), gli Africani stanno azionando il lungo
processo che gli darà il controllo del continente : quello delle frontiere interne.
Si potrebbe parafrasare Saint-Exupéry e dire che il Piccolo Principe è cresciuto. Non dirà più « per favore, disegnami
una frontiera » ma « ridisegniamo le nostre frontiere ! » Qualunque immagine ha naturalmente i suoi limiti : in particolare,
è evidente per me che gli Africani non avevano chiesto nulla al XIX e XX secolo ; pur sapendo che avrebbero avuto
bisogno della comunità internazionale per riuscire in un rimodellamento pacifico nel XXI scolo. E’ questo il caso del Sud
del Sudan.
Del resto è questo l’obiettivo « Aiutare gli Africani a modificare le frontiere nazionali interne dell’ Africa » che abbiamo raccomandato all’Unione
Europea perché lo mettesse al centro dei suoi obiettivi strategici in materia di relazioni con l’Africa, durante il seminario GlobalEurope UE_Africa,
che si è tenuto al Ministero belga degli Affari esteri nel Maggio 2004 (vedi nota di sintesi). L’elenco delle argomentazioni era semplice, come lo
sono in generale i ragionamenti alla base delle anticipazioni corrette : « La costruzione dell’Europa è stata resa possibile, infatti, dalle molteplici
modifiche delle frontiere tra il 1914 e il 1989. Se ne vede attualmente l’ultima tappa con l’ex-Jugoslavia. E’ inutile immaginare che le frontiere
uscite dalla colonizzazione, ignorando qualunque realtà etnica, economica o geografica africana, possano servire a qualcosa di diverso che ad
alimentare nuovi conflitti. E’ un argomento detto « Tabù » ; ma sembra che sia tabù soprattutto per gli stati europei e per i loro tramite in Africa.
Ciò che è certo è che l’argomentazione che consiste nell’invocare il tabù per paura di generare dei conflitti non ha più senso, alla luce dei milioni
di morti di questi ultimi anni. Gli Europei lì hanno un duplice ruolo storico da svolgere : da una parte sono stati loro ad aver inventato lo StatoNazione e l’hanno esportato brutalmente in Africa ; dall’altra sono stati loro ad inventare l’integrazione regionale che ha superato, integrandolo
pacificamente in un’entità più vasta, questo stesso Stato-nazione. Se gli Africani sono interessati ad acquistare (e dall UA al NEPAD sembrano
esserlo), l’UE deve imperativamente aiutarli a iniziare la « riforma » della struttura politica del loro continente per adattarlo da una parte al XXI
secolo e dall’altra alle realtà africane ».
Gli Europei, prigionieri dei loro tabù, non hanno fatto nulla in materia dal 2004. Dunque, anche in Africa, è la crisi sistemica globale a chiudere
la parentesi della dominazione mondiale euro-americana senza divisione, iniziata circa 400 anni fà dagli Europei con la Rivoluzione industriale
e la Colonizzazione, e proseguita dagli Americani dal 1945.
Poiché, parallelamente alla «  primavera dei popoli arabi  » che interessa direttamente la costa nord del continente africano, l’altra nuova
10 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

scintilla di speranza è quella del referendum riuscito al Sud del Sudan. Questi avvenimenti segnano una rottura storica maggiore : se la prima
simbolizza in modo evidente la fine del controllo di Washington sui « mercati arabi » del suo impero, la seconda segna l’inizio del processo di
uscita definitiva dal periodo coloniale.
Ciò dovrebbe permettere agli Europei di uscire dal loro torpore intellettuale e dall’illusione che esista ancora una leadership americana, affinché
possano effettivamente contribuire a ciò che sarà, ad ogni modo, un processo africano. Possono infatti apportare all’Africa un savoir-faire unico
in materia di trattamento delle frontiere interne di un continente : come trasformarle in interfaccia (nel senso informatico) invece che farne delle
barriere ? Allo stesso tempo gli Africani potranno utilmente dibattare con gli Europei di un altro processo collegato alle integrazioni regionali :
come evitare di trasformare in muro insuperabile la frontiere esterna della nuova entità.

Crisis mundial
Encaminados hacia al mundo de mañana
Di Franck Biancheri
In questo libro senza compromessi, Franck Biancheri (nato nel 1961, direttore del Laboratorio Europeo di Anticipazione Politica) tenta di ovviare alla
mancanza di anticipazione dei leader europei e delle elite nei confronti della
crisi, proponendo una visione concreta del futuro dell’Europa e del mondo
all’orizzonte del 2020.
“Perché questa crisi che stiamo vivendo non è solo la fine del mondo prima,
è anche una straordinaria opportunità per ricostruire un mondo di dopo a
condizione, tuttavia, di non sbagliarsi sui pericoli, le sfide e le opportunità che
ci attendono.”
Editions Anticipolis
ISBN : 978-2-919574-00-1
prezzo : 20,00 €

11 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

ISTRUZIONI

Anticipazione GEAB / Mondo arabo : Un caso da manuale
Ecco una ricapitolazione degli elementi che hanno permesso a GEAB di formulare la sua anticipazione dei rischi di esplosione politicosociale nel mondo arabo nel giugno del 2008 :

Tendenze pesanti (analisi) :
L’Occidente e gli Stati Uniti mettono le mani sulla regione per assicurare la sua stabilità ma a discapito della libertà delle popolazioni
interessate

l

- permette la stabilità della regione

- nutrendo nello stesso tempo una rivolta latente

Questa tendenza è dunque l’unico fattore di stabilità ma, allo stesso tempo, porta in se germi potenti di instabilità.
l

La crisi sistemica globale provoca un punto di rottura in questa tendenza :

- in termini di legittimità

- in termini di potenza militare

- in termini di capacità finanziaria

Gli Stati Uniti non sono più in grado di controllare la regione

L’esplosione politico-sociale diventa inevitabile, la questione è : quando avrà luogo ?

12 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Tendenze di medio termine (informazione) :

Individuare i fattori e gli indici di accelerazione della tendenza all’esplosione

fattori : la chiusura delle frontiere europee impedisce al processo d’immigrazione di giocare il suo ruolo di valvola di sfogo soiciale, lo
sviluppo di internet che va a compensare in parte le mancanze del sistema educativo e permette agli attivisti di strutturare i loro discorsi e
organizzarsi, etc…

l

indicatori : crescita dell’integralismo, attentati nei paesi, movimenti sociali etc…
permettono di identificare una zona temporale nelle tensioni estreme
(E’ in questa fase che le fonti sono molto utili)
l

Tendenze recenti o di breve termine (anticipazione) :

Quale(i) tendenza (e) possono accelerare l’esplosione ?
Colpo di grazia : Ripresa della crisi economica in una fase che inizia a toccare direttamente le popolazioni : aumento del prezzo dei
generi alimentari e/o inflazione.

l

E’ quest’ultima fase della crisi che nelle anticipazioni era stata indicata come probabile causa del precipitare degli eventi. Ed è la stessa
che è stata ritardata di 12-18 mesi dalle iniezioni fenomenali di liquidità nell’economia mondiale.
l

Evento goccia d’acqua : l’immolazione di un giovane tunisino

Luogo dello scoppio : uno di quelli in cui meno si sarebbe aspettato (anello debole), parte integrante della zona di tensione, ma meno
sorvegliato perché giudicato poco problematico e con una minore posta in gioco.

l

13 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

ANTICIPAZIONE

Politica alimentare internazionale : verso una “rivoluzione diplomatica”1
di Bruno Paul - Traduzione : Maria Rosaria Carbone

L’attualità, ricca di avvenimenti, rimette in luce la domanda ormai lancinante alla quale i dirigenti dovranno rispondere :
« Come nutrire la nostra popolazione ora e negli anni a venire ? ». Partendo da una sintesi degli studi2 e scénari3
recentemente prodotti, mettiamo in evidenza le nuove poste in gioco geopolitiche dell’agricultura4, nella prospettiva
di aiutare a prendere una décisione5.
Il contesto spesso scandito della crescita della popolazione mondiale6 ci obbliga ad anticipare l’uso delle risorse natuarali e,
in primo luogo, di quelle alimentari.
1. Questo termine fa riferimento al rovescimento delle alleanze
2. Evoluzione della filiera agricola all’orizzonte 2050 (Rapporto al
Senato Francese, 01/2007) ; ”Les défis de notre agriculture globalisée”
(France Culture, 12/2010)
3. Millenium Ecosystem Assessment (MEA, 2005) ; Scénarios
Agrimonde (versione completa disponibile éditions Quae, 12/2010) ;
”Global Food and Farming Futures” (UK BIS Foresight, 01/2011)
4. L’approccio geopolitico dell’agricolutra ha un ritorno dalle sommosse
della fame del 2008. Fonte : Atlas Géostratégique 2011 - Diplomatie
HS14 (déc.2010-janv.2011) ; ”Une géopolitique au bout de la
fourchette” (IEMED, 2010) ; ”Veut-on nourrir le monde ?” (CIHEAM,
12/2010) ; ”Agriculture et alimentation : quels enjeux pour les relations
internationales ?” (diploweb.com, 01/2011)
5. Manuale d’Anticipazione Politica (Ed. Anticipolis, 2010)
6. Anche se l’evoluzione della popolazione mondiale è sottoposta
a ipotesi e ad una evidente incertezza sulla speranza di vita e la
fecondità, così come i ricensimenti nei paesi al di fuori dell’OCDE

Ultime proiezioni pubblicate sulla popolazione mondiale

7

14 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

7. Fonte : IIASA -EEA, 12/2010

Nel 2050, il grafico mostra che la Terra conterà da 0,5 a 3,6 miliardi di abitanti in più. (95% di probabilità). Le
ipotesi più basse suppongono una riduzione drastica della natalità nei paesi al di fuori dell’OCDE, di pari passo
con una riduzione massiccia della povertà. Questa traiettoria degli Obiettivi del Millennio è già oltre le attese per
il 20158.
La sicurezza alimentare è un obiettivo molto lontano a livello mondiale. Attualmente, in 29 paesi9. sono state
identificate delle crisi che minano la sicurezza alimentare.

8. ”Déclaration sur les
Objectifs du Millénaire
pour le développement”
(Mediaterre, 09/2010)
9. En comparación, la
lista contaba 37 países en
abril de 2008, todavía 36
en diciembre de 2008 y
ya 39 en febrero de 2006.
Fuente : Archives FAO :
“Crop Prospects and Food
Situation”; señalemos que
China aparece en situación
de grave inseguridad
alimentaria local de abril a
diciembre de 2008.
10. “Global Information and
Early Warning System”
(FAO, 12/2010)

Paesi in crisi che hanno bisogno di un aiuto alimentare esterno10

Rosso : Deficit eccezionale della produzione o della disponibilità di colture alimentari
Marrone : Mancanza generale di vie d’accesso
Giallo : Grave insicurezza alimentare localizzata

Gli indicatori fondamentalei dell’agricoltura
La capacità di nutrire in modo duraturo una popolazione, dipende da una serie di condizioni limitative : superficie
disponibili di terre per l’agricoltura, disponibilità di sementi, condizioni climatiche durante la coltura (compresa
l’irrigazione), energia per coltivare (compreso l’uso di input) e raccogliere, rendimento agricolo, inoltro e
distribuzione di derrate, perdite subite tra il campo e l’ingestione (compreso per la produzione di biocarburanti),
e regime alimentare (parte di proteine animali, obesità). Le riserve strategiche di derrate per gli Stati sono solo
un ammortizzatore di debole durata, da qualche settimana ad un anno al massimo11.
15 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

11. La locura de la
acumulación de alimentos,
dicho sea de paso, ha
ganado otra vez terreno
para contribuir a estabilizar
los precios internos y para
detener más eficazmente
las futuras crisis. Fuente :
“Le Maghreb multiplie
les achats de céréales”
(Journal des finances,
01/2011)

2011-2012 : la corsa contro l’orologio della politica alimentare internazionale
La posta in gioco della sicurezza alimentare nella mente dei dirigenti è evidente : nutrire la loro popolazione significa salvaguardare il loro
regime, ed è molto più significativo per i paesi più minacciati da questo rischio alimentare. Per i paesi meno a rischio, e in parallelo con il rispetto
del diritto all’alimentazione, la posta in gioco riguarda le conseguenze geopolitiche (controllo delle migrazioni massicce, sicurezza degli accessi
alle materie prime strategiche) in caso di crisi dichiarata in un luogo del globo.
L’importanza strategica e politica della sicurezza alimentare ne fa un indicatore che rivela l’efficacia della coordinazione internazionale.
Le sommosse contro il rialzo dei prezzi alimentari12 sono riprese in queste ultime settimane in seguito all’aumento dei prezzi13 con le conseguenze
che conosciamo per l’Algeria e la Tunisia.

L’indice dei prezzi della FAO raggiunge livelli assoluti14
12.“De nouvelles émeutes
de la faim sont redoutées”
(AFP, 01/2011) ; “FAO official
warns high food prices may
trigger more anger, riots”
(China Daily, 01/2011)
13.“World
Food
Prices
Jump to Record on Sugar,
Oilseeds”
(Bloomberg,
01/2011) ; “Food prices
grow at fearful rate” (Pravda,
01/2011) ; Las causas de la
alza bursátil de los precios
de los productos alimenticios
cuyos inicios se remontan
al principio de los años
2000 son complejas, como
lo explica este fragmento
del programa televisivo  Le
Dessous des Cartes.
14. “World Food Situation”
(FAO, 01/2011)

16 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Questi segnali d’allarme non sfuggono allo sguardo del G20, poiché la regolazione
dei prezzi delle materie prime e la prospettiva di riforma della FAO, sono due punti del
programma del prossimo summit di Cannes15. Il tema è sul tavolo di discussione dalle
sommosse del 2008, il Consiglio per la Sicurezza Alimentare Mondiale mette in atto una
riforma importante dal 2009, ma il Quadro strategico mondiale per la sicurezza alimentare
e la nutrizione non sarà pronto prima dell’Ottobre del 201216. La constatazione dei problemi
dell’efficacia della politica alimentare mondiale è effettuata ai più alti livelli, ma la messa
in atto di soluzioni coordinate a livello internazionale richiede molto più tempo, soprattutto
su dei mecanismi preventivi di regolazione dei prezzi e non solo di misure palliative (aiuti
d’emergenza quando la crisi è dichiarata).
Con la meccanizzazione e l’utilizzo degli input, una parte sempre più importante dei costi
agricoli mondiali è legata al costo del petrolio, e subisce dunque anche le importanti
speculazioni di questo mercato. Si noterà così il legame implicito che esiste tra la
regolazione dei prezzi agricoli e la regolazione dei prezzi di tutte le materie prime. Il quadro
internazionale futuro regolato da uno, oltre alle eccezioni già messe in atto dall’OMC,
potrebbe benissimo essere utilizzato dagli altri se si mostrasse
efficace. Questa giurisprudenza in materia di regolamentazione
sarà sorvegliata molto da vicino dalle lobby della speculazione.
Questo summit di Cannes si svolgerà in un contesto di forte
degradazione dell’efficacia della coordianzione internazionale  :
le ultime negoziazioni agricole multilaterali del 2008 e l’ultimo
G20 di Seul in particolare, ne hanno dato démostrazione17. La
crisi sistemica globale accelera gli avvenimenti ; la speculazione,
giocando con le masse di liquidità iniettate, contribuisce a creare
delle bolle di attivi di materie prime, l’agenda delle negoziazioni
multilaterali è dunque colta di sorpresa, e le diplomazie non
controllano più il fattore tempo, il che aggiunge pressione alle
strategie di convergenze. E’ per questo motivo che pensiamo
che gli accordi bipartito in materia di forniture di derrate si
moltiplicheranno18, e le politiche di gestione dei prezzi resteranno
disparate, e dunque impotenti come lo sono attualmente a
controllare in maniera soddisfacente la crescita dei prezzi delle
derrate alimentari nei due anni a venire.

17 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

15. “L'actualité au secours des objectifs français au
G20“ (Nouvel Obs, 01/2011)
16. “CSA 36 Rapport Final” (FAO-CSA, 10/2010)
17. “G20 La déception” (AGEFI, 11/2010) ; “Doha
Round : Agriculture Negotiations” (FAO, 2010)
18. Come il “China Brazil food bridge” (Financial
Times, 11/2010 ; China Daily, 08/2009) ; ou du
recours accru aux pratiques bilatérales de “land
grabbing” encore très mineures aujourd’hui.
19. “Crise et sécurité alimentaires : vers un nouvel
ordre alimentaire mondial ?” (Revue internationale
de politique de développement, 2010)

Controllo attuale dei prezzi delle materie prime alimentari19

La tentazione dell’arma alimentare nel gioco diplomatico
Bisogna anche attendersi che il tema della sicurezza alimentare non sia considerato in maniera isolata, ma come una posta in gioco geopolitica
che può contribuire all’equilibrio di tutte le negoziazioni, quelle del G20 o bipartito.
Questa tentazione di scivolamento progressivo del diritto all’alimentazione verso « l’arma alimentare » è tanto più forte quanto le situazioni
dei paesi sono spesso all’opposto : l’Europa e gli USA sono dei grandi esportatori di prodotti alimentari, e soffrono di problemi economici. Al
contrario, la Cina o l’India registrano una forte crescita economica ma sono o saranno dei grandi importatori di prodotti alimentari. La Russia e
il Brasile presentano i due vantaggi, mentre i paesi africani, dal Sud al Nord, hanno i due inconvenienti.
E’ perfettamente possibile ad esempio immaginare gli USA esportare
sempre più massicciamente delle derrate alimentari verso la Cina negli anni
a venire, in cambio dell’acquisto continuo di Buoni del Tesoro per la Cina20.
Una prospettiva che capovolgerebbe completamente la percezione abituale
della localizzazione delle economie dei paesi in via di sviluppo, basate
prioritariamente sull’esportazione delle loro materie prime. La crisi globale
attuale potrebbe portare a questo tipo di ironia della Storia.

20. Oltre a un
riscatto da parte
della
Cina
di
imprese sul suolo
americano
Fonte : Ministero
del
Commercio
US, 01/2011.

Esportazioni e importazioni di
derrate alimentari tra la Cina e gli
Usa tra il 1999 e il 200921
18 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

21. “ Food Exports
And Food Trade
Surplus With China
Sets Record Highs
In 2009 ” (Daily
Markets, 05/2010)

Grano, acetosella, noccioline e ravanello : la corsa verso l’oro verde
Se il controllo internazionale resta ancora inefficace dopo il 2012, e difronte alle difficoltà crescenti e ripetute nei paesi a rischio, si metteranno
in atto delle politiche alimentari regionali , a livello delle grandi zone economiche.
La de-globalizzazione attuale comporta logicamente il ricentramento delle politiche di sicurezza alimentare sui blocchi regionali in rapida
costituzione. Cosi, alla domanda dell’ONU « Come nutrire il pianeta nel 2050 » si sostituisce progressivamente nelle agende « Quale politica
nazionale o regionale di sicurezza alimentare fra 5 anni », il che è già di per sé portatore di rischi di crisi gravi. Infatti, gli scambi di prodotti
alimentari tra i blocchi saranno considerati sempre meno prioritari e i volumi scambiati di maggiore impatto in caso di incognite dei raccolti22.

Tutti gli indicatori lo provano, il sistema alimentare mondiale
(in tutte le sue componenti) è in uno stato continuo d’allarme
da diversi anni. Se i problemi di produzione dovessero
ripetersi per due anni consecutivi, ciò causerebbe un
crollo delle riserve mondiali, una rottura con l’inoltro delle
derrate nei paesi a rischio23, e una speculazione immediata
accanita sui prezzi delle derrate alimentari, senza pari
nella situazione del 200824. Anche se nessuno auspica
questi avvenimenti, non è responsabile agire come se
questa situazione non potesse mai realizzarsi negli anni
a venire, mentre, allo stesso tempo, le sollecitazioni e le
tensioni sugli ecosistemi non fanno che aumentare.
22. Come durante l’estate scorsa : “Début de l’embargo sur
les exportations de blé russe” (Le Monde, 15/08/2010)
23. Focalizzandosi su tutta l’Asia (dal Kazakistan al Timor,
eccetto il Giappone), l’Africa del Nord, l’Africa dell’Est e i
grandi laghi.
24. Ricordiamo che l’aumento dei prezzi ha portato 100
milioni di persone alla carestia nel 2008.

19 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

La carta delle crisi alimentari non mette in evidenza i focolai di malnutrizione
cronica, che appaiono in maniera più estesa. Per quanto riguarda il numero di
persone toccate dalla malnutrizione, è in Asia che si focalizzano le difficoltà.
Inoltre, la carta della FAO si basa principalmente sulle dichiarazioni degli
Stati, e tende a ignorare le « carestie negate » da questi ultimi per ragioni
politiche. Bisogna incrociare le fonti per non dipendere da un «  effetto
ritardato » negli allarmi.
Questo contesto propizio alla «  rivoluzione diplomatica  » permette di
illustrare le grandi tendenze della crisi ecologica globale25 che agiscono
sotto la superficie dell’attuale crisi sistemica globale.
A partire dal 2012, se la regolamentazione mondiale efficace dei prezzi
delle derrate alimentari fallisce, il contesto agricolo dei blocchi regionali
comporterà, tra alcuni anni, una ridistribuzione geostrategica accelerata.
Assisteremo all’accelerazione delle tendenze già attualmente in atto : la
realizzazione di nuovi rapporti di dipendenza alimentare attuata, la strategia
espansionista, la ricerca di partenariato strategico con i grandi paesi fornitori,
ma anche una ricerca di sovranità alimentare ad ogni costo, passando d’ora
in poi attraverso delle politiche nazionali di uso ogni anno più massiccio
degli input e di OGM, soprattutto per metter in coltura delle zone a debole
rendimento (suoli salati, zona di siccità26). Gli ecosistemi saranno dunque
resi sempre più fragili. E’ una seconda fase della crisi ecologica globale che
inizierà in quel momento.

25. “La crisi ecologica globale è
iniziata” (MAP n°1, autunno 2010)
26. “Lutte contre la faim : il
faut recourir à tous les progrès
techniques“ (AFP/Les Echos,
11/2010)

20 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Gli scenari per nutrire il mondo
I 4 scenari di sviluppo del MEA sono di esplorazione, e
valutano le conseguenze delle inversioni di tendenza.
Lo studio Agrimonde ha prodotto su questa base due scenari agricoli e alimentari normativi, mirando a nutrire il pianeta in maniera sostenibile. Lo scenario di rottura AG1 si
basa su delle condizioni molto più vicine alle realtà attuali,
soprattutto sull’evoluzione dei rendimenti e delle superfici
agricole. Una delle conclusioni principali è che AG1 necessita imperativamente di una cooperazione internazionale
maggiore sugli scambi di prodotti agricoli e la regolamentazione di questo mercato.

21 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

LA DOMANDA MAP

In quale anno è stata fatta questa anticipazione?

Quando il wireless sarà utilizzato in modo perfetto, tutta la Terra si trasformerà in un gigantesco cervello, ovvero ciò che la Terra nei fatti è già
poiché tutte le cose non sono altro che le particelle di un unico insieme
ritmato e autentico. Saremo in grado di comunicare gli uni con gli altri
istantaneamente, a prescindere dalla distanza. E non è tutto: grazie alla
televisione e al telefono, potremo vederci e sentirci perfettamente come
se fossimo faccia a faccia, anche se ci separano migliaia di chilometri; e
gli apparecchi che ci permetteranno di fare ciò saranno incredibilmente
più semplici del telefono attuale. L’uomo potrà trasportarlo nella tasca
della sua giacca.

Risposta : 1926 (Nikola Tesla) Fonte : “Il pensiero senza filo” di Nikola Tesla”, Histoire Globale
22 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

ANTICIPAZIONE

La crisi, fonte d’innovazione bancaria ?
di Ludovic Follot - Traduzione : Maria Rosaria Carbone

La crisi finanziaria avrà avuto il merito di dimostrare fino a che punto la nostra vita quotidiana dipende dalle
istituzioni finanziarie e più precisamente dalle banche. Ognuno ormai ha ammesso perfettamente che il suo credito
immobiliare e i suoi eventuali crediti di consumo, in Europa così come negli Stati Uniti, sono alla base dell’espansione
economica di questi ultimi 30 anni1. Attori principali di questo gioco, le banche al dettaglio e quelle di investimento
hanno svolto perfettamente il loro ruolo, permettendo alle società occidentali di appagare il loro insaziabile appetito
consumistico, prendendo e dando in prestito a tassi un pò più alti.
Tuttavia, è in atto una rivoluzione. E’ ormai possibile creare su tutto il territorio europeo un istituto in grado di proporre dei servizi finanziari a
dei clienti individuali o aziende. Assoggettati a una regolamentazione rigida in temini di regole prudenziali2. questi « Istituti di pagamento »
diverranno degli interlocutori sempre più privilegiati dei consumatori. Tra i nuovi arrivati, bisogna annoverare alcuni pesi massimi dell’economia
numerica che non cercano di rispettare l’ordine stabilito, per impossessarsi di queste nuove leve di crescita, fonte di profitti considerevoli poiché
alla base del nostro modo di vivere. Un rapido sguardo all’orizzonte permetterà di constatare che questa tendenza è osservabile ovunque nel
mondo.
Per numerose nostre attività quotidiane, gli istituti bancari sono un interlocutore privilegiato e persino obbligatorio :
l
l
l
l
l
l
l
l

Incasso dei salari
Gestione dei conti
Servizi semplici : libretto di assegni, carte di credito
Crediti immobiliari
Crediti al consumo attraverso le loro filiali specializzate in questo tipo di offerta
Risparmio
Investimenti in borsa
Prestiti alle imprese etc...

1. Il costo della crescita US: a partire dal
2000 1$ di crescita costa più di 5 dollari.
Fonte : Financial Sense, 10/09/10
2. Règles prudentielles pour les EPs.
Fonte : Etablissement de paiement,
26/01/10

Gli istituti bancari al dettaglio, di investimento o gli istituti di credito come noi li conosciamo sono soggetti ad un insime di obblighi regolamentari
forti, al fine di garantire ai clienti la sicurezza dei fondi depositati. Questo circolo chiuso di istituti autorizzati a gestire il denaro dei cittadini e
degli stati, finanziando i deficit pubblici, possiede una certa inezia, in virtù della sua stessa struttura. Al fine di conservare le loro prerogative e
per evitare l’arrivo di un eventuale concorrente, lo status quo è preservato.

23 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Fino a questo momento gli attori di peso come le insegne di distribuzione o i grandi nomi della telecomunicazione
non erano in grado di cooperare con le banche, poiché nessuna delle due parti accettava di essere in secondo
piano e dunque di vedere ridursi il proprio margine di profitto3.

3. Banche e operatori si
neutralizzano sul mercato
del pagamento. Fonte : La
Tribune, 19/02/10

4. Directive sur les Services
de Paiement. Fonte :
Wikipedia

Figura 1 : il costo della crescita americana in questi ultimi 60 anni

5. Un nouvel acteur sur le
marché bancaire français,
l’Etablissemnt de Paiement.
Fonte : NetIris

2010, l’anno principale
Da diversi anni hanno avuto luogo delle innovazioni importanti a tutti i livelli :
La normativa europea ha visto l’attuazione di direttive europee sui mezzi di pagamento nel 2007 e la
creazione degli istituti di pagamento5. In pratica, in certe condizioni, società debitamente abilitate e controllate
sono autorizzate, allo stesso titolo delle banche, a proporre dei servizi finaziari ai singoli e alle imprese. Gli
attori della grande distribuzione che, in più di una base cliente già coerente,possiedono già per alcuni di essi
un operatore mobile virtuale, potrebbero a partire da quel momento proporre dei crediti al cosumo ai loro clienti
direttamente sul cellulare. Le scadenze apparirebbero sulla loro fattura telefonica mensile. La Francia, ultimo
paese ad utilizzare massicciamente l’assegno potrebbe considerare di sostituirlo con un meccanismo di bonifico6.
4

l

6. El fin probable del
cheque. Fonte : Credixis,
22/12/10

7. Google a racheté
Zetawire. Fonte : Clubic,
14/12/10

En 2010
l

L’economia dell’informatica rivolta al grande pubblico e quella di internet annunciano dei cambiamenti :

- Google7 ricompra Zetawire per integrare una soluzione di pagamento nella sua piattaforma mobile.

- Circolano delle voci un un eventuale nuovo iphone8, dotato della tecnologia NFC che deve essere

24 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

8. Numerose fonti : Clubic,
08/04/10 ; The
Mac
Observer,  01/11/10

ancora mostrata su grande scala per assicurare la sua durata al di fuori del Giappone.

- Sono state avanzate diverse offerte di micro-pagamenti da reti sociali : Zong9, Boku10 o
ancora quella dell’AFMM11 in Francia permettono di riportare gli acquisti sulla propria
fattura del cellulare.

I giganti della telecomunicazione annunciano in modo più o meno ufficiale la loro intenzione
di penetrare questo mercato :

l

- Negli Stati Uniti, AT&T, Verizon e T-mobile si associano per creare una piattaforma di
pagamento12.

l

- In Francia, i tre operatori si associano per proporre anche loro una piattaforma di
pagamento « on line », sotto il nome in codice “MNOP”13.

Anche l’industria del pagamento subisce delle importanti evoluzioni :

- Gemalto14 riacquista Trivnet nell’agosto 2010, uno dei leader della carta con il chip
riacquista un’impresa innovativa nata dal pagamento mobile.

- Visa15 e Mastercard16 hanno rispettivamente riacquistato durante l’estate 2010 delle
imprese che permettono loro di liberarsi da un partenriato con le banche. La prima è
divenuta di fatto un istituto di pagamento nel Regno Unito.

- Paypal17, già glorificato come « soluzione di pagamento più sicura delle carte » negli
Stati Uniti, non nasconde più le sue ambizioni di diventare il mezzo di pagamento per
definizione su internet fisso o mobile.

- Nel maggio 2010, 30 banche europee hanno lanciato le sedute di riflessione del
progetto MONNET18 al fine di proporre un sistema di carte senza Visa né Mastercard.
Previsto dal 2008, questo progetto 100% europeo, se portato a termine, potrebbe
cambiare radicalmente il rapporto di forza tra gli attori.

25 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

9. Startup Zong bets on Mobile Payments.
Fuente : Bloomberg, 27/04/10
10. Ver Boku
11. AFMM, Solution de micro-paiement mobile multi-opérateurs. Fonte : GNT, 30/03/10
12. Comunicato stampa ISIS, 16/11/10
13. Diverse fonti citano questo progetto : 01Informatique, 08/08/10 (pagina 9),
09/06/10, Le Paiement Mobile, Journal du
Net, la soluzione non coprirebbe ad esempio il pagamento nei negozzi al dettaglio.
14. Gemalto set to acquire Trivnet. Fonte :
Telecom Paper, 23/07/10
15. Cybersource, plus de clients de mobile
pour Visa. Fonte : Le Journal du Net
16. Mastercard rachète Datacash. Fonte :
Le Journal du Net
17. Paypal jugé plus sûr que la carte bancaire. Fonte : BusinessWire, 12/08/10 ;
Journal du Net
18. Monnet : trente banques européennes
veulent créer un nouveau système de cartes
bancaires. Fonte : L’AGEFI, 07/05/10 ;
Boursorama, 07/05/10

L’ordine costituito contestato dai nuovi arrivati
Gli esempi citati servono solo per illustrare la tendenza attuale. Dopo tre anni di attesa si assiste ad un’accelerazione
del movimento. Tutti gli attori si apprestano a scendere in campo e proporre delle offerte. Si scatena una battaglia
per captare nuovi clienti e mantenere quelli già presenti, conservando delle soglie di redditività accettabili.
Le banche a distanza facilitano la vita dei clienti e permettono loro anche di mettere in concorrenza gli istituti19,e
ciò tanto più facilmente in quanto fino ad ora non è stata ancora trovata l’alchimia per soddisfare pienamente i
clienti20.
Tra rivoluzione tecnica e evoluzione regolamentare, la morsa si stringe intorno agli istituti bancari che conservano
ancora degli atout : oltre al loro savoir faire acquisito da moltissimi anni, non bisogna affatto sottovalutare la loro
capacità di risposta : ne va della loro sopravvivenza finanziaria.

Nuovi modelli da inventare
Nel giro di qualche mese dovrebbero apparire le prime offerte e come con in forfait internet, i cittadini si abitueranno
a utilizzare dei nuovi servizi forniti da attori fino ad allora insospettati. Data la particolarità della relazione con
il denaro, ci sarà sicuramente una fase di osservazione da parte degli utenti ma la tendenza generale è lì,
incoraggiata dalle autorità :
In Giappone, NTT Docomo propone già un’offerta di pagamento21. Disponendo di una propria banca, il gruppo
ha potuto svincolarsi da un partneriato sfavorevole.
l

l

19. Fonte : Ernst&Young,
03/02/10
20. Les banques face au
casse-tête multicanal,
01Informatique, 08/07/10
(pagina 8)
21. Japan’s NTT updates
the Pay Phone,
InventorSpot
22. La maggior parte dei
servizi innovativi proposti
sono iniziative degli operatori telecom, poichè
la banca spesso serve
solo da garante morale
in alcune rare eccezioni.
Fonte : Jeune Afrique,
31/12/10

In Africa una prima battaglia è già stata persa22.

Gli attori capaci di proporre dei servizi di pagamento a tutta la popolazione si stanno diversificando. Tra settore di
nicchia e offerta al grande pubblico, la banca in quanto istituzione solida deve adattarsi molto rapidamente, per
non ritrovarsi bloccata dagli sfidanti che dispongono del potere finanziario sufficiente per potersi accaparrare a
poco a poco i miliardi di euro del mercato del pagamento23.
Le abitudini di consumo cambiano molto velocemente, bisogna quindi riuscire a evolversi altrettanto velocemente.
Se è ancora difficile pronunciarsi sul risultato finale, è innegabile che le battaglie a venire modificheranno
seriamente il paesaggio che conosciamo attualmente. Tra conservatorismo latino e pragmatismo sassone, il
consumatore sarà arbitro della partita che si giocherà.
26 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

23. Nel 2009, all’interno
della zona euro, i pagamenti confusi in ogni
modo si sono elevati a
16 400 miliardi di euro.
Fonte : Banque de
France, 13/09/10

Figura 2 : I principali mezzi di pagamento utilizzati in Europe

27 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

FUENTES

A readers’ digest
Crise systémique globale - 2011 : l'année impitoyable, à la croisée des trois chemins du chaos mondial
En Janvier 2006, LEAP/E2020 indiquait à l'époque qu'une période de quatre à sept ans s'ouvrait qui serait caractérisée par la “Chute du
Mur Dollar”, phénomène analogue à celui de la chute du Mur de Berlin qui entraîna dans les années suivantes l'effondrement du bloc
communiste, puis celui de l'URSS. Aujourd'hui, nous estimons que l'année à venir sera une année charnière dans ce processus s'étalant
donc entre 2010 et 2013. Elle sera, en tout état de cause, une année impitoyable car elle va en effet marquer l'entrée dans la phase terminale
du monde d'avant la crise.
LEAP/E2020 - GEAB N°51

Should Human Rights and Free Trade Be Linked?

By Justin Frewen

Up to 50,000 people a day die from poverty related causes with 22,000 of these fatalities being children under the age of five. The plight of
the world’s most impoverished and vulnerable people have been further aggravated by the current global financial and food crises. According
to the United Nation’s Food and Agricultural Organization (FAO), this international instability has resulted in a massive increase of some 11
percent in the number of chronically hungry people from 915 million in 2009 to 1.02 billion in 2010.
Newropeans Magazine

Intégrer des cursus à double-diplomation aux programmes TEMPUS et ERASMUS-MUNDUS pour le
bénéfice mutuel des partenaires,
par Jean-Paul Guichard

Une réflexion sur la finalité des programmes Européens destinés aux Universités s’impose. Ces programmes présentent un gros défaut,
essentiellement celui d’être à sens unique, qui peut être surmonté, l’Université de Nice et ses expériences de programmes d’enseignement
à double-diplomation l’ont prouvé…
LEAP/E2020

28 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Europe and the Hungarian 170 pages strong media law,

by Margit Reiser-Schober

Despite sharp protests in Hungary itself and from the EU the right wing conservative government pushed a new media law through parliament,
getting two thirds of the votes on 21.12.2010. The law intimidates journalists and bloggers and polarizes once again the Hungarian society.
A case for the European public !
Newropeans Magazine

Quatre mois sans gouvernement : la Bosnie-Herzégovine sur les traces de la Belgique ?
Quatre mois après les élections du 3 octobre, la Bosnie-Herzégovine n’a toujours pas de gouvernement central, non plus que la Fédération
croato-bosniaque. Optimiste, le membre de la Présidence collégiale Bakir Izetbegović veut pourtant croire que les négociations aboutiront
en février et que la Bosnie ne battra pas le record européen de vacance gouvernementale détenu actuellement par la Belgique.
Courrier des Balkans / Association Sarajevo

Big Questions of Our Time: Is the Theory of Everything Possible ?
By Sundeep Waslekar

The search for the unified theory has become intense in the last 50-60 years due to the lack of harmony between Einstein’s General Theory
of Relativity, which explains gravitational force governing planetary bodies, and quantum physics, which explains electro-magnetism at the
subatomic level. Since the universe is made of atoms, and atoms are made of protons and electrons, scientists believe that the laws of nature
determining the behaviour of protons or quarks have to be the same as those shaping supernova. Some scientists hope that a string theory
may pave the way for the unified theory. In fact, Hawking also shares this hope in his recent writing. Some others are not so hopeful…
Strategic Foresight Group

Kosovo after the Hague
Notwithstanding these developments, Kosovo and Serbia, Kosovar Albanians and Serbs will live together. Whatever the outcome of the talks,
Serbia will be Kosovo’s neighbour and Kosovo will be Serbia’s neighbour. From the few, limited options they have, the best is to create the
conditions for the next generation; the generation of Serbs and Kosovars holders of the EU passport. So if I were asked to give a label to the
talks process I would rather call them “The Next Generation Initiative“ : A generation of hope of peace and conciliation.
ELIAMEP

29 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

COMMENTO

Lo humor di El JEm
Questo trimestre El Jem ha scelto di commentare questo articolo intitolato « Why almost everything you hear about medicine is
wrong » apparso sul numero di Newsweek del 23 Gennaio, e ripreso nel Nouvel Obs del 27 Gennaio,che fornisce una visione
sommaria della situazione dell’industria farmaceutica.
Questo articolo illustra l’inizio della caduta dell’industria farmaceutica, o almeno di quella che abbiamo conosciuto fino ad ora.
L’arrivo del Prof. Ioannidis a capo del Prevention Research Center dell’ Università di Stanford, dopo anni passati a combattere contro le
affermazioni senza fondamento in materia di medicina e sanità, fa pensare a quello di Ron Paul a capo della Fed. Non è un semplice caso, ciò
si inserisce in diversi anni di scandali e di rimesse in discussione del sistema. Vediamo d’altronde che l’industria farmaceutica sta diventando
tossica per quelli che fino a questo momento l’hanno sostenuta (e ne hanno tratto profitto). Infatti, così come nessun politico dotato di un pò di
buon senso vorrebbe più essere visto a fianco di un banchiere della Goldman Sachs, chi mai potrebbe voler apparire vicino a Servier in Francia
(per ricordare, è stato fatto Grand-Croix della Legion d'onore da Sarkozy en 2009)? E senza sostegno (e collusione e corruzione), ci si renderà
conto che moltissimi farmaci sono alla fine poco o per niente attivi come segnalava già nell’agosto del 2010 questa notizia breve de LMOUS
riprendendo un articolo americano).
Nello stesso ordine di idee,l'IGAS stima nel suo rapporto di gennaio 2011 (cf. anche « Mediator : il rapporto dell'IGAS schiaccia Servier e il
sistema sanitario francese »), che il sistema medico « funziona oggi in modo tale che il dubbio beneficia oggi non ai pazienti e alla sanità pubblica
ma alle imprese». Secondo l’IGAS, le procedure, infatti, sono concepite «  come una sorta di diritto che avrebbe l’industria farmaceutica a
commercializzare i suoi prodotti, qualunque sia lo stato del mercato e qualunque sia l’interesse della sanità pubblica per i prodotti in questione».
Una tale denuncia, secondo me, non sarebbe stata possibile un anno fa e dimostra ancora una volta la rimessa in questione, in termini brutali,
dell’insieme del sistema.
Ciò si unisce inoltre ad una crisi interna dell’industria : 1/ non ci sono quasi più nuove molecole per alimentare il Moloch ; 2/ medicine generiche
e nuovi attori aumentano il loro potere (soprattutto in India e in Cina) ; 3/ contrariamente a quanto si credeva fino ad ora, i farmaci non sono
attivi sull’intera popolazione mondiale ma solo su alcuni dei suoi sotto-gruppi, il che comporta una riduzione potenziale del mercato potenziale
di 6 miliardi di persone, senza tuttavia cambiare i costi di sviluppo (ordine di grandezza: 1 Miliardo di Euro/medicina in 10 ans). Tutto ciò va ad
innescare delle perdite molto brutali del fatturato futuro dell’ordine di diverse centinaia di miliardi negli anni a venire (sopratutto con la fine dei
brevetti) per i grandi gruppi.
I grandi gruppi dunque si ristrutturano completamente, hanno modificato interamente la loro strategia di sviluppo del farmaco (per farla breve:
si ferma a monte la ricerca che viene rimpiazzata dalle acquisizioni)e si diversificano in altri settori della sanità. SANOFI si è lanciato nei
complementi alimentari (e tra le altre cose ha riacquistato OENOBIOL)e avrebbe anche considerato di lanciarsi nelle mutue, le case sanitarie,
etc… (lo faranno ?) In ogni caso il loro modello d’affari è morto.
30 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

E si dice che la sanità pubblica se la passerà ancora peggio quando si farà il bilancio delle derive e si vedrà lo stato d’animo che può regnare
in questo settore industriale (cf. « Un labo cura i suoi visitatori medici con un vide SM » : per motivare i commerciali che hanno il compito di
promuovere i farmaci, Eli Lilly France ha ideato una parodia di un video dove un dottore si fa frustare).
Come siamo arrivati fin lì ? Quali derive hanno potuto condurre una scienza così rispettata e utile ad un tale stato di decadenza ?
La prima risposta che viene in mente è : il denaro. Ma ciò sembra molto insufficiente perché non spiega numerosi errori commessi, soprattutto
a livello scientifico (e non penso che in nessun caso i salariati di questo settori siano tutti mossi dal desiderio di guadagnare del denaro e siano
pronti a tutto per raggiungere questo scopo).
Bisogna, secondo me, prendere in considerazione un atro fattore, che è comune ad altri settori industriali che recentemente hanno fallito (ad
es. la finanza), ma anche in settori non commerciali (es : scientifici) : la velocità, la corsa senza fine che non permette più di riflettere.
Perché a forza di correre, non si controlla più niente. Non si verifica più né la qualità dei risultati né la pertinenza dei metodi e degli strumenti
(es : protocolli in farmacia, calcolo dei rischi finanziari). Bisogna andare avanti, e velocemente, oppure saremo « sorpassati », «staccati ».
L’importante non è più sapere dove si va,ma essere tra i primi ad andarci.
In questo modo, si mette in piedi nel corso degli anni una costruzione le cui fondamenta sono fragili, ovvero sbagliate. Il che non può che
condurre al suo crollo nel giro di un attimo.
Ciò non vale solo per i settori industriali.
In scienza, e soprattutto in biologia, è una valanga senza fine e eventualmente senza senso (cf. Erwin Chargaff, « il fuoco d’Eraclico »), di
risultati che in seguito si rivelano falsi. Non si tratta in quel caso di una corsa al denaro, ma di una corsa e basta.
In un altro settore, quello dell’informazione, la constatazione è comparabile : una marea di informazioni false o senza importanza (e poco
importa, esse sono nascoste una volta emesse). Ho sentito che qualche giorno fa su RFI un un intervistato ha dichiarato : « in Francia, ci sono
meno giornalisti che comunicatori e dunque i giornalisti si accontentano di trasmettere ciò che dicono questi ultimi ». Senza verificare, senza
riflettere. Perché ? Perché devono correre, correre e ancora correre. Prendendo coscienza di questa triste realtà, arrivano ora a proporre delle
formazioni (tenetevi bene) per resistere ai comunicatori !
Ma si può costruire, pilotare, decidere, votare correttamente a partire da dati errati ?
Dunque la mia anticipazione (non datata) è la seguente : se le nostre società non prendono coscienza di questo stallo, esse vanno a loro stesso
discapito (per asfissia, disinformazione, incomprensione, decisioni sbagliate) come un’anatra che corre dopo che le è stata tagliata la testa.
Qua Qua !
31 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

L’ estratto del GEAB

2012-2013 : Il duplice choc elettorale delle elezioni francesi e tedesche
GEAB n°49 - Traduzione : Maria Rosaria Carbone
Secondo LEAP/e2020, le elezioni francesi del 2012 (elezione presidenziale seguita da elezioni
legislative) e le elezioni federali tedesche previste per il 20131 saranno teatro dei due choc maggiori che
sconvolgeranno i rapporti di forza politica in due pilastri dell’Euroland e dell’Unione europea.
La loro simultaneità, la loro natura inversa, ma i loro effetti simili, costituiranno dei nuovi esempi di
trasformazioni brutali indotte dalla crisi sistemica globale in seno al tessuto politico e sociale della nazione.
Questo duplice choc definirà anche le caratteristiche essenziali della leadership politica europea nel momento in cui la nuova generazione dei
dirigenti mondiali si confronterà collettivamente con l’ultima occasione di evitare che la dislocazione geopolitica globale si trasformi in confronti
generalizzati2.
Il duplice choc si puo riassumere in due annunci che probabilmente risuoneranno come dei fulmini a ciel sereno la sera delle elezioni presidenziali
francesi e di quelle legislative tedesche : il Front
National3 superarà l’UMP4 e i Die Grünen5 (i Verdi)
supereranno il SPD6. Ciascuno di questi due risultati
costituirà un terremoto nel paesaggio politico del
paese in questione.
Così in Francia, il partito presidenziale attuale,
padrone completo del gioco politico dal 2007 con il suo
controllo integrale delle istituzioni della Repubblica,
si troverà dietro a un partito considerato estremista e
ultrapopulista ; un partito che il presidente Sarkozy si
era vantato di aver elettoralmente annullato o quasi
dalla sua elezione del 2007.
Mentre in Germania, il «  partner Junior  » dei
socialisti tedeschi da più di due decenni (sia nelle
coalizioni federali che a livello dei Lander) si
imporrà come il nuovo padrone del gioco politico,
« che la fa da re », o più esattamente che decide in
materia di future coalizioni di governo. Per la prima
volta, un partito «  verde  », uscito dai movimenti
32 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

1. Ma che potrebbe verificarsi prima poiché la tradizione politica tedesca lascia al
Cancelliere federale una certa libertà per fissare la data delle elezioni legislative. Così
molti legistlatori sono restati in carica solo per tre anni invece dei quattro preveisti dal
Grundgesetz (Legge fondamentale tedesca). Fonte : Wikipedia.
2. Vedi a questo proposito le anticipazioni (e i due scenari alternativi) sviluppate da Franck
Bianchieri nella sua opera recente « Crisi mondiale : sulla strada del mondo del futuro ».
Fonte : Anticipolis.
3. Il Front National è il partito di estrema-destra creato da Jean-Marie Le Pen che cede
ormai il suo posto di leader a sua figlia Marine Le Pen.
4. L'UMP è il partito conservatore attualmente al potere in Francia. E’ il partito del
presidente Nicolas Sarkozy, che controlla le due assemblee legislative (Assemblea
Nazionale e Senato) e dunque il governo francese.
5. Die Grüne è il partito ecologista che in particolare è stato il partner minore della
coalizione con il SPD quando Gerhard Schröder era cancelliere.
6. Il SPD è il partito socialista che è tradizionalmente uno dei due grandi partiti di governo
con il suo avversario, la CDU.

« babyboomers » degli anni 70, sarà in grado di imporre la sua impronta al governo di un grande paese.
I fenomeni in causa sono naturalmente specifici di ciascuno dei due Stati, ma alcune tendenze in atto su scala
Europea, spiegano anche l’evoluzione che prevediamo.

Francia 2012 : il Front National supera l’UMP
Nel caso della Francia, l’anno 2010 ha visto crescere la consapevolezza nell’opinione pubblica di un triplo
fallimento della strategia dell’UMP e del suo leader, Nicolas Sarkozy che, in particolare, ha portato a dei livelli di
impopolarità presidenziale senza pari dagli inizi della V° Repubblica nel 19587, 1958 e che determinano lo choc
elettorale del 2012 :
L’incapacità di mantenere le principali promesse elettorali in materia di crescita, di impiego e di reddito
(riassunti nel famoso slogan della campagna presidenziale « Lavorare per guadagnare di più »). Infatti, la crisi
mondiale ha messo fine a qualunque speranza di riduzione della disoccupazione (è accaduto esattamente il
contrario), mentre l’austerità messa in atto pesa enormemente sulle classi medie e sfavorite.
l

Un metodo di governo che ha offeso a lungo una stragrande maggioranza di Francesi, dimostrando nel
contempo la sua inefficacia operativa. Tre esempi illustrano perfettamente queste tendenze :

l

- In materia di politica estera : il ritorno della Francia nell’ONU, l’impegno militare francese crescente in
Afghanistan e l’allineamento quasi completo della diplomazia francese a quella di Washington. Queste
decisioni sono state prese senza essere state menzionate nella campagna presidenziale (è persino il
contrario di ciò che Nicolas Sarkozy aveva annunciato per ciò che riguarda l’Afghanistan) e senza alcuna
ulteriore consultazione democratica. Esse hanno dunque scioccato gran parte dell’opinione pubblica e
in particolare un proporzione significativa dell’elettorato UMP tradizionale, legato all’eredità gaullista in
materia di indipendenza nazionale. D’altronde è quell’elettorato che permette la candidatura dissidente
di Dominique de Villepin8, ex Primo Ministro di Jacques Chirac, alla dirigenza nel momento del rifiuto
francese di sostenere l’invasione anglo-americana dell’Irak, poiché un numero identico di elettori di destra
(15% per ognuno) desideravano la loro candidatura per il 20129.
- In materia di politica economica, fiscale e sociale  : il trattamento della questione delle pensioni senza
alcun dialogo sociale e lo  “scudo fiscale” 10 hanno rafforzato il sentimento generale (questi temi generano
l’opposizione di grandi maggioranze di Francesi compresi nell’elettorato di destra)11 di un approccio
inefficace ai problemi socio-economici, ignorando qualunque dimensione di dialogo e che si attua
sistematicamente a profitto delle classi più favorite. L’affare Bettancourt (ereditiera dell’Oréal e prima
fortuna della Francia), il suo corteo di rivelazioni problematiche per i dirigenti francesi e il caos giudiziario
33 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

7. Fonte : Le Figaro,
08/11/2010
8. Il grado di odio tra
quest’ultimo e Nicolas
Sarkozy, nutrito tra l’altro dal confuso «  Affaire
Clearstream », è tale che
Dominique de Villepin
non nasconde dei voler
a tutti i costi impedire che
l’attuale Presidente della
Repubblica sia rieletto
nel 2012. Ha persino
recentemente dichiarato
che «  Nicolas Sarkozy
è uno dei problemi della
Francia ».
Fonte : Le Monde,
07/11/2010
9. Fonte : L'Express,
14/09/2010
10. Grande misura simbolica dell’inizio del quinquennio, il governo d’ora
in avanti è obbligato a
considerare la sua soppressione.
11. Fonti : Le Figaro,
15/10/2010 ; Le Point,
08/10/2010 ; France 2,
20/09/2010

che ne risulta, segnano profondamente l’opinione pubblica, soprattutto negli ambienti popolari che hanno fornito i contingenti di elettoritransfughe, passati nel 2007 dal voto al Front National al voto all’UMP. Il divario tra « loro e noi », « i ricchi e potenti » da un lato e
« il popolo » dell’altro, gioca ormai pienamente a sfavore dell’UMP, mentre aveva fortemente nuociuto al Partito Socialista nel 2007
(tematica di una « sinistra caviale », parigina e distaccata dal popolo).
- In materia di grandi principi repubblicani : le politiche messe in atto per quanto riguarda l’istruzione nazionale, il trattamento delle
minoranze o degli immigrati, generano dei crescenti sentimenti di rifiuto. Ci sono naturalmente dei gruppi diversi che reagiscono secondo
le politiche interessate ma si dispiegano sistematicamente due tendenze : il sentimento di tradimento di numerosi valori repubblicani12,
questo zoccolo di valori comuni che fondano la Francia moderna da quasi due secoli, che sono eredità non solo dell’Illuminismo ma
anche della tradizione cristiana. Quest’ultimo punto è stato illustrato dall’opposizione rumorosa dei cattolici alle misure prese contro i
Rom. In sintesi, su questo aspetto principale, l’UMP appare sempre di più, compresa una parte tradizionale del suo elettorato, vicino al
centro, come un movimento politico in rottura con i valori del paese. D’altronde, il Nouveau Centre13, anche se satellite dell’UMP, conta di
presentare un candidato al primo turno delle elezioni presidenziali del 2012, nella persona di Hervé Morin, attuale ministro della Difesa.
Saranno solo delle percentuali di voti che non andranno
all’UMP al primo turno.
Uno stile presidenziale che non sarà sopravvissuto alla
crisi : l’UMP pagherà nel 2012 il conto elettorale dello stile
del «  popolo  » che ha tentato di imporre Nicosal Sarkozy
all’immagine presidenziale francese. Nessuno saprà mai se
senza la crisi, lo stile « bling-bling », che mischia « paillettes »
e «  ori della Repubblica  », avrebbe avuto la possibilità di
riuscire a sedurre i Francesi. Resta comunque sempre che la
crisi mondiale e il suo corteo di difficoltà economiche e sociali,
di disoccupazione e di austerità, avrebbe fatto fuori questo
tentativo in un batter d’occhio. Ma, dal punto di vista elettorale,

l

12. Menzioneremo solo en passant il tentativo fallito di imporre il
figlio del presidente della Repubblica a capo della pubblica istituzione per gestire il ministero della Difesa che tuttavia ha duramente scioccato una parte dell’elettorato di destra legato ai valori
dello sforzo e del merito. Per saperne di più : Wikinews.
13. Che fa sentire una voce sempre più discordante proprio su
queste questioni di valori (pensioni, Rom, ...)

34 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Evoluzione della quota di popolarità dei presidenti della Repubblica
francesi (06/1981-09/2010) (in verde : positivo / in rosso : negativo) –
Fonte : France-Inter, 09/2010

la difficoltà duratura per l’UMP è che il presidente francese non riesce a cancellare efficacemente questa immagine dallo spirito collettivo.
Orbene, poiché la crisi socio-economica non può che aggravarsi da qui al 2012, è ormai un’immagine totalmente controproducente in termini
di comunicazione politica.
In sintesi, la nostra equipe constata dunque che nel caso molto probabile di una nuova candidatura di Nicolas Sarkozy14 ci sono ormai tutti i
presupposti affinché il primo turno delle elezioni presidenziali francesi del 2012 assista ad un crollo storico del risultato elettorale dell’UMP,
disertato dai suoi elettori centristi15, dai suoi elettori « gaullisti » e dal suo elettorato popolare (transfuga 2007 del Fronte Nazionale soprattutto).
en 2007).
E secondo LEAP/E2020 questo crollo gioverà in primo luogo al
Front National16 per tre ragioni fondamentali :
L’elettorato politico che aveva permesso la vittoria di Nicolas
Sarkozy era venuto essenzialmente dal Front National (che aveva
allora realizzato un risultato elettorale molto debole). Orbene
questo elettorato, deluso dal Sarkozismo, è poi ripartito verso
il FN, che ha realizzato dei risultati elettorali molto buoni alle
ultime elezioni regionali. Questa situazione spiega così la recente
radicalizzazione securitaria e anti-immigrazione del governo
francese nel vano tentativo di recuperare i suoi elettori. Ed essa è
illustrata dalle dichiarazioni dei deputati UMP che raccomandano
un’alleanza con il Fronte nazionale al momento delle elezioni
legislative del 201217. Il timore di uno sfacelo legilativo dell’UMP
nel 2012 alcune settimane dopo uno sfacelo presidenziale è
visibilmente presente nello pensiero di un un numero crescente di
deputati del partito attualmente al potere in Francia. E le alleanze
dello stesso tipo di quelle effettuate nei Paesi Bassi, in Danimarc,
in Italia o in Austria suscitano delle vocazioni.
l

La moltiplicazione di queste alleanze in Europa tra la destra
detta «  tradizionale  » e l’estrema destra riflette una tendenza
europea fondamentale18 la cui evoluzione è accelerata dalla crisi.
Le inquietudini socio-economiche facilitano l’impatto dei discorsi
politici simplisti, identificando dei capri espiatori (minoranze,
immigrati) mentre la credibilità democratica dei pariti tradizionali di
destra è erosa fortemente dalla loro collusione con i poteri finanziari
l

35 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

14. Un’altra candidatura ufficiale del UMP resta naturalmente possibile ma
segnerebbe un’implosione del partito stesso concepito come la macchina
elettorale del presidente della Repubblica e delle lotte interne selvaggie.
Una candidatura del Primo Ministro François Fillon continuerebbe a
dover pagare il prezzo elettorale di due dei tre fallimenti menzionati sopra
(solamente lo «  stile presidenziale  » non sarebbe più un handicap)  ;
ma è probabile che essa non impedirebbe il moltiplicarsi di candidature
concorrenti poiché François Fillon non ha leggittimità elettorale per imporsi
sugli altri pretendenti.
15. Quelli del centro-sinistra che avevano disertato la candidatura di
Ségolène Royal hanno in un istante perso qualunque illusione sull’attuale
presidente francese come ha dimostrato daltronde il fallimento dell
« apertura a sinistra », caduta nel dimenticatoio come dimostrerà il prossimo
rimpasto ministeriale.
16. Bisogna tenere a mente che nel 2002 il Front National aveva sorpreso
imponendosi al secondo turno dell’elezione presidenziale francese, avendo
superato il Partito Socialista.
17. Fonte : Le Figaro, 20/10/2012
18. E’ interessante a questo proposito rileggere l’anticipazione pubblicata da
Franck Bianchieri nel Novembre del 1998 intitolata « Europe 2009 : quand
les petits-fils d'Hitler, Pétain, Franco et Mussolini prendront le pouvoir dans
l'Union européenne ». Molte delle tendenze in atto oggi e che conducono
a questi choc elettorali erano già perfettamente identificabili una dozzina di
anni fa.

al cuore delle crisi e dalla loro gestione di misure impopolari. In materia, purtroppo, nessuna buona nuova
all’orizzonte politico ! E questo fenomeno avrà una grande influenza dunque in Francia nel 2012.
L’emergere alla testa del Fronte Nazionale di una nuova generazione di « frontisti » incarnata dalla « figlia
del capo », Marine Le Pen, rafforza l’attrattiva elettorale di questa formazione modernizzando la sua immagine
(giovani generazioni), addolcendola (una donna) e allontanandola dal passato « movimentato » del fondatore.
Marine Le Pen appartiene pienamente a questa generazione europea di «  nipoti  » (e «  le nipoti  » di Petai,
Mussolini, Hitler, Franco, ..) come i Wilders (Paesi Bassi), Fini (Italia), De Wever (Belgio), Strache (Austria), Vona
(Ungheria), Tudor (Romania), Kjaersgaard (Danimarca),…19
l

Germania 2013 : Die Grünen supera il SPD

19. Per avere un punto di
vista esustivo di questa
generazione europea di
estrema-destra, consultare
l’ottima cartina realizzata
L'Express del 11/10/2010.
20. Il Spiegel presenta una
guida utile dei partiti politici
tedeschi.

Nel caso tedesco, si tratta di una figura politica diversa,
poiché da una parte lo choc anticipato interesserà la sinistra
(e non la destra come in Francia) e dall’altra parte interessa
dei partiti attualmente nell’opposizione (mentre in Francia
uno dei due è al potere). Infine, il caso tedesco mette in
scena un cambiamento di equilibrio tra i partiti20 che sono
partner regolari a livello federale o regionale già da moltissimi
anni. Tuttavia, esso rappresenterà uno sconvoglimento
fondamentale degli equilibri politici del paese e il regresso
storico del SPD, la componente principale della sinistra
tedesca dall’inizio del XX° secolo. Il fenomeno, del resto,
è sia il risultato di un crollo del SPD che di un aumento del
potere dei Grune.
Dunque la nostra equipe identifica tre cause essenziali
della caduta elettorale del SPD :
l Una sclerosi organizzativa e programmatica crescente :
il SPD soffre infatti, come d’altronde molti partiti socialisti
e socio-democratici europei, di un’incapacità di rinnovare
la sua struttura, il suo funzionamento e il suo programma.
Resta una macchina politica molto burocratica dove
l’  «  apparantchik  » fa carriera, generando da ciò una

36 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Evoluzione delle intenzioni di voto per i principali partiti politici
tedeschi (2005-2010) – Fonte : Spiegel, 2010

«  leadership  » senza rilievo21 e bloccando qualunque modernizzazione significativa del programma e delle
proposte politiche chiave. La pesantezza del macchinario del SPD rende praticamente impossibile un’implicazione
reale dalla base nella definizione della sua politica, condannandola dunque a un programma sempre più lontano
dalle preoccupazioni del suo elettorato. Il Partito Socialista Francese si è dovuto così confrontare con le stesse
difficoltà della fine degli anni 90, portando agli sfaceli del 2002 e del 2007. Il SPD è entrato anch’esso in una tale
fase di fallimenti elettoriali.
Una incapacità di scegliere tra una logica di partito di governo e una cultura necessaria d’opposizione22 : il
SPD paga così elettoralmente molto caro due episodi recenti della sua storia in cui ha scelto il « realismo di
governo », senza saperne gestire i principi. Si tratta di una parte del periodo del Cancelliere Gerhard Schroeder
e della riforma Hartz IV che hanno sacrificato i redditi più bassi e una parte dello stato previdenziale tedesco agli
imperativi della competitività ; e dall’altra parte, dal periodo della « Grande Coalizione » che ha condotto il SPD
ad accettare numerose misure socio-economiche proposte dal Cancelliere CDU Angela Merkel. Nei due casi, il
partito si è progressivamente alienato una parte crescente dell’elettorato operaio e popolare che si è ritrovato nel
partito Die Linke (“la Sinistra”) fondato principalmente dai dissidenti del SPD come Oskar Lafontaine.
l

Una perdita d’identità elettorale : le due caratteristiche precedenti hanno così portato a fare del SPD oggi
un partito di cui ci si può domandare qual è l’elettorato. Esso non può più incarnare «  il popolo  »  ; è troppo
« governativo » per rappresentare il cambiamento ; è troppo « tradizionale » per apparire « moderno ».

l

La sua funzione d’opposizione, che doveva ridimensionarlo, al momento non ha mostrato alcun grande
cambiamento. La nostra equipe non identifica dunque nessun fattore che cambierebbe il corso recente delle
delusioni elettorali del SPD.
Al contrario, poiché al suo fianco, si constata infatti la crescita del potere elettorale dei Verdi tedeschi che
navigano su un’onda politica che trascina. LEAP/E2020 riporta anche lì tre cause principali di questa evoluzione :

21. Ciò che, in un paese
in cui Angela Merkel determina il livello minimo di
«  carisma elettorale necessario », la dice lunga sul grigiore dei dirigenti del SPD.
A titolo di test, ogni lettore
non tedesco del GEAB dovrebbe dunque chiedersi se
conosce il nome dell’attuale
leader del SPD !
22. Necessario naturalmente non solo quando si
è nell’opposizione come nel
caso del SPD attualmente,
ma soprattutto quando si
vuole un partito riformista in un mondo dominato
dall’ideologia del partito
avversario.
23. E l’influenza fortemente
limitata delle giovani generazioni, mancanza delle
nascite. Nel 2009, il tasso
di natalità ha battuto ancora
una volta un record al ribasso. Fonte : Deutsche-Welle,
12/11/2010

Il partito « Die Grünen» è l’insieme in Germania più che altrove della generazione « babyboomers » che raggiunge la sua piena influenza
demografica attualmente con la scomparsa quasi completa della generazione che l’ha proceduta23.

l

I Verdi tedeschi hanno mantenuto una forte cultura d’opposizione popolare e democratica che ha permesso loro di partecipare ai governi
(federali e regionali), in seno a coalizioni diverse, ma essenzialmente con il SPD, senza però liberarsi di una base rivendicatrice su altri soggetti
molti popolari nel paese : nucleare, guerra, referendum, recentemente Stuttgart 21, …
l

37 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Il cedimento relativo di due altri piccoli partiti, il Die Linke e il FDP, i cui elettori gonfieranno le file dei Verdi.
Per quanto riguarda il Die Linke, le dimissioni di Oskar Lafontaine rinviano questa formazione a un’identità più
marginale. Numerosi elettori di sinistra vicini al Die Linke cercheranno di dare un voto utile nel 2013 conservando
una logica combattiva. E non è il SPD, come spiegato in precedenza, ma i Verdi che hanno l’immagine più
vicina a quest’attesa. Il FDP, partito liberale di destra, al quale i suoi elettori rimproverano la politica clientélista24
vedrà molti di essi migrare verso i Verdi che, in quanto difensori delle libertà politiche, hanno saputo ritagliarsi
una posizione come liberali di sinistra. Una defezione da parte loro verso la CDU è paradossalmente meno
probabile, poiché Angela Merkel è riuscita, per cacciare di frodo nelle terre dell’elettorato tradizionale del SPD, a
far passare nei media il messaggio di una sedicente « social-democratizzazione » del suo parito conservatore.
l

Per LEAP/E2020, le prossime elezioni legislative tedesche segneranno dunque uno choc brutale a sinistra, con
la « minorizzazione » del partito tradizionalmente dominante della sinistra tedesca, il SPD, a favore del partito
« Die Grune ».
Le elezioni regionali nel Land de Baden-Wurtemberg del 27 Marzo 2011 costituiranno un buon indicatore
dell’evoluzione che noi descriviamo qui. Infatti, baluardo tradizionale della CDU, questa regione è attualmente
segnata dalla forte agitazione sul progetto Stuttgart 21. La Cancelliera Angela Merkel ne ha fatto un «  test
nazionale » e il partito « Die Grune » (molto implicato nel rifiuto di questo vasto progetto urbanistico al cuore di
Stuttgart) spera di farne la prova eclatante della sua forte attrattiva elettorale25.
Per la prima volta nella storia di questo partito, nutrono la speranza fondata di vedere il loro capofila regionale
Winfried Kretschamann accedere alla funzione di Ministerprasiednt di un Land tedesco. Se ciò si verificasse,
lo choc tedesco arriverà forse anche in anticipo sul calendario poiché le elezioni legislative anticipate saranno
ineluttabili.
Forse ci sarà allora un duplice choc franco-tedesco nel 2012, segno di un Euroland in piena sincronizzazione
politica ?

38 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

24. E le sue promesse neoliberali di diminuzione delle
imposte aberranti in tempo
di crisi. La sua caduta nei
sondaggi è d’altronde vertiginosa come lo dimostra il
nostro grafico sottostante.

25. Il partito ecologista è
attualmente accreditato al
32% dei voti dai sondaggi
per questo scrutinio regionale, contro il 33% alla
CDU-CSU.
Fonte : Dernières Nouvelles
d'Alsace, 17/10/2010

FUTURHEBDO

20 febbraio 2060 : Shoot again
di Olivier Parent - Traduzione : Maria Rosaria Carbone
FuturHebdo è la rivista del nostro futuro immediato. Sul principio delle notizie in breve di un ipotetico giornale,
FH si propone di esplorare il nostro quotidiano come potrebbe essere tra qualche decennio. Creato nel 2006, FH
propone un articolo settimanale di divulgazione prospettivista, in ambito sociale, medico, economico, politico…
(20.02.2060 ) Le Polizie e le Gendarmerie Europee sono state dotate di nuove armi da pugno multi task (Multi Task
Handgun, MTH) : arma da fuoco (vettore di proiettili,freccette in ceramica, ad alta velocità), Flashball e generatore
di raggi ad ad alto voltaggio paralizzanti. L’arma, per definizione, lancia un laser che stordisce l’aggressore grazie ad
una scarica elettromagnetica. Se l’arma rivela una palla di gomma morbida, essa diventa Flashball e in ultima analisi,
secondo una procedura particolare (rivelazione genetica del portatore dell’arma), la pistola diventa un’arma da fuoco.
Il resto del mondo della polizia ha adottato da molto tempo quest’arma da pugno. L’Europa ha impiegato molto tempo prima di adottarla per
ragioni storiche : gli scandali legati al Taser, negli anni 2010-2020, hanno frenato questa riforma attesa da questi corpi costituiti.
La messa a punto di queste armi ha necessitato di notevoli sviluppi che, secondo alcuni dei loro denigratori, le rendono degli oggetti dal costo
proibitivo. I servizi che sono in grado di rendere, secondo i suoi promotori, hanno la meglio. Le sfide tecnologiche erano di tre tipi. Da una parte
bisognava trovare il modo far entrare in un volume ristretto una fonte di energia ad alto rendimento e a ripetizione, in un lasso di tempo molto
breve. Poi, è stato necessario risolvere il problema della generazione di questo raggio elettromagnetico paralizzante e non letale. L’ultima sfida
è stata, e questo ha rappresentato il male minore, la rivelazione dell’impronta genetica del portatore dell’arma che ne fa l’unico utilizzatore. Le
autorità non hanno voluto scendere a patti sulla possibilità di bypassare questa limitazione che permetterebbe a un altro membro delle forze
dell’ordine di poter utilizzare l’arma in caso di forza maggiore. La paura di vedere queste armi invadere le strade è recondita.
Quest’arma va ad aumentare le attrezzature Hi-Tech delle forze dell’ordine dopo le Intelligences Couplées, le Bagheeras e altri drone d’intervento).
I sindacati di polizia sono felici dell’arrivo delle MTH che gli danno maggiore libertà di risposta ad una violenza constatata. Le ONG che si
preoccupano del rispetto dei Diritti dell’Uomo temono questa corsa sfrenata ad un armamento sempre più repressivo. L’argomentazione « non
letale » di queste armi non fa che giustificare, nelle forze dell’ordine, dei comportamenti da « cowboys » : « Io intanto sparo, poi se ne parla »
deplora il portavoce di una di queste ONG.
Alla metà del nostro XXI secolo, il vecchio detto resta attuale : una buona giustizia è quella con la quale non si ha a che fare…

39 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

COMMENTO

L’inglese è il latino di oggi ?
di Christian Tremblay, presidente dell’Observatoire Européen du Plurilinguisme

Si sente spesso dire che l’inglese è oggi nella stessa situazine del latino nei secoli passati.
E’ senza dubbio una buona argomentazione per la promozione dell’inglese che, in effetti, ha bisogno di essere promosso. A rischio di deludere
qualcuno, se non è altro che un’argomentazione promozionale.
Se si vuole paragonare l’egemonia americana a quella dell’impero romano, si dirà senza dubbio che esse hanno in comune solo il loro carattere
egemonico.
Trattandosi del latino, però, sappiamo che è rimasta la lingua parlata in Europa occidentale fino al VII o VIII secolo, ovvero due secoli dopo la
caduta dell’impero romano, e che la scomparsa del latino come lingua viva è avvenuta in un periodo che va dalle due alle quattro generazioni,
e che la causa di questa scomparsa è stato il declino delle strutture culturali e pedagogiche. Il latino, in seguito, sarà la lingua del clero e degli
eruditi. La teologia, la filosofia e le scienze si scriveranno per la maggior parte in latino fino al XIX secolo e i corsi all’università saranno in latino
fino al XVIII-XIX secolo. Il latino attualmente è sempre utilizzato nell’ambito del diritto, della medicina, della religione, della farmacologia, della
biologia, della zoologia, etc. E’ tutto tranne che una lingua morta !
Bisogna sottolineare alcuni tratti fondamentali che impediscono di paragonare l’inglese al lationo, tranne che per motivi rilevanti di propaganda.
l

Il latino di cui si parla non è parlato da nessun popolo. Non essendo appannaggio di nessuno, esso può aspirare ad uno statuto universale.

Fatta eccezione per il latino medievale, il latino è rimasto molto stabile nel tempo, il che gli ha permesso di attraversare i secoli senza
nessuna trasformazione fondamentale, pur essendo una fonte permanente di rinnovamento terminologico delle lingue europee.

l

Il latino di cui si parla non è mai stato esclusivo. Esso è coesistito sia in letteratura che in scienza con le lingue vernacolari, che erano le
uniche comprese dalla popolazione. Così Descartes ha scritto la sua opera Discours de la méthode prima in francese per tradurla poi in latino.

l

Fino al XVIII secolo, i corsi universitari in Germania si tenevano in latino. Fino al XIX secolo numerosi autori scrivevano in latino, senza
che questa fosse una scelta esclusiva. Molte opere erano scritte anche in altre lingue, in particolare in francese e in tedesco. Fino agli anni
cinquanta, le riviste scientifiche, soprattutto quelle di matematica, erano pubblicate in diverse lingue. Un articolo in francese poteva essere
pubblicato in una rivista americana o tedesca e viceversa.
Si potranno leggere a questo proposito gli articoli di On Christian Houzel e Alexandre Grandazzi nella rivista L’Archicube di dicembre 2010.

40 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Nella stessa rivista Claude Hagège sottolinea gli effetti negativi sul piano intellettuale dell’esclusione operata dall’inglese ai danni delle altre
lingue nei settori scientifici.
«La necessità di pubblicazioni scientifiche in inglese è un’illusione. Essa è sostenuta da un vero e proprio imperialismo culturale d’oltre-atlantico.
Tutti sanno che il censimento, a Chicago, di tutto ciò che è pubblicato nel settore scientifico, esclude sistematicamente tutti i lavori scritti in
una lingua diversa dall’inglese. La conseguenza è facile da vedere : i ricercatori dotati che scrivono nella loro lingua non saranno mai citati e
resteranno sconosciuti. Al contrario, i ricercatori meno dotati, ma che vogliono assolutamente essere letti ovunque, redigeranno in inglese dei
lavori molto più conformisti.» (opus cit. p.37)
Le scienze economiche ne sono un perfetto esempio da trent’anni.
Jacques Attali sottolinea nella sua ultima opera, Tous ruinés dans dix ans ?, p.157, tutti i settori della ricerca economica disertati da trent’anni o
che restano senza risposta e che tuttavia sarebbero essenziali oggi per aiutare ad uscire dalla crisi. I lavori sembrano essersi diretti più verso
degli esercizi sofisticati di apprendisti stregoni desiderosi di testare la loro teoria neoliberale in grandezza reale, con la pretesa di dimostrare
la superiorità del modello della sovranità assoluta dei mercati. La crisi attuale è anche una crisi intellettuale, non dissociabile dall’egemonia
politica, militare e economica, con le sue conseguenze ideologiche e linguistiche. E Joseph Stieglitz fa appello ad una riforma della ricerca e
dell’insegnamento delle scienze economiche negli Stati Uniti.
L’egemonia linguistica sarà portatrice di un rischio scientifico maggiore ?

Manual de anticipación política, di Marie-Hélène Caillol
In quest’opera pubblicata dalla casa editrice Anticipolis, Marie-Hélène Caillol, presidente del Laboratorio Europeo di Anticipazione Politica, definisce i metodi ed i mezzi necessarti all’anticipazione politica.
Basato sull’esperienza fornita da più di 20 anni di ricerche, con la realizzazione del Global Europe
Anticipation Bulletin, questo è un lavoro di teorizzazione dell’anticipazione in quanto disciplina volta
a fornire a tutti la possibilità di anticipare gli eventi futuri e di prepararsi ad essi.
Editions Anticipolis
ISBN : 978-2-919574-00-1
prezzo : 20,00 €

41 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

ROMANZO L’occhio del Purgatorio, di Jacques Spitz

Quando la capacità di anticipazione nasce da una
malattia e diventa un fardello terribile... 
Capolavoro dimenticato della letteratura francese, classico del romanzo d’anticipazione francese, L’occhio del purgatorio, pubblicato per la
prima volta nel 1945 e ripubblicato (e magnificamente illustrato) nel 2008 dalle Edizioni L’ Arbre Vengeur, è una messa in scena eminentemente
estetica e filosofica del dono passivo (o della maledizione) della prospettiva temporale (anticipazione), di cui rappresenta tutta la dimensione
tragica.
Jean Poldonski, un pittore mancato e sull’orlo del suicidio, diventa oggetto di un’esperienza scientifica, facendosi inoculare da un assistente di
laboratorio pazzo un bacillo che si attacca alla vista e gli permette di « vedere » gli oggetti e gli esseri deperibili così come saranno in futuro.
Jean Poldonski, divenuto così voyeur del tempo, si trova ad evolversi in un « presente invecchiato », nuova dimensione temporale di cui l’autore
rivela tutto il carattere da incubo, soprattutto quando l’eroe si rende conto che il processo si accellera : i pochi minuti di anticipo si trasformano
in giorni, settimane, secoli. Lo strano viaggio di Poldonski « alle origini della casualità » dove « i suoi passi non lasciano alcuna traccia » gli fa
vedere in un piatto il cibo così come sarà dopo la digestione, i suoi cari che invecchiano sotto i suoi occhi, sarà testimone impaziente ed ironico
della sua stessa morte... prima di ritrovarsi a contemplare un cielo senza stelle.
Romanzo « sull’anticipazione » più che « d’anticipazione », Jacques Spitz ha lasciato un incredibile dipinto di un tempo che divora la sua vita
e i suoi sensi, sulla riga di quello che Goya ci aveva lasciato circa duecento anni prima.

“Spitz è innanzitutto un romanziere. E’ anche un logico, un moralista,
un umorista disincantato la cui opera getta un ponte tra la patafisica
di Alfred Jarry e il post-surrealismo di René Daumal, Philippe Curval,
Daniel Drode, Serge Brussolo, Antoine Volodine o Alain Damasio.
Parallelamente alle estetiche ortodosse nate da Verne e Rosny,
questa corrente ha sempre irrigato la fantascienza francese, di cui
è una delle espressioni più originali. In cio, Spitz è sicuramente uno
dei nostri padri smarriti” (L’occhio del Purgatorio, Jacques Spitz, ed.
L’Arbre Vengeur, 2008)

Traduzione : Maria Rosaria Carbone

42 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Rivista di Anticipazione Politica

MAP
ESTATE 2011

MAP è una pubblicazione del Laboratorio Europeo di Anticipazione
Politica (LEAP) in collaborazione con NewropMag
Direttrice : Marie-Hélène Caillol
Consigliere speciale di redazione : Franck Biancheri
Editore : Michaël Timmermans
Contributori : Jérôme Defaix, Ludovic Follot, El JEm,
Bruno Paul
Partner occasionali : Olivier Parent (FuturHebdo),
Christian Tremblay (Observatoire Européen du Plurilinguisme)
Infografie Ritratti MAP : Bruno Timmermans
Contatti : map@leap2020.eu

Non perdete il prossimo numero del MAP (Luglio 2011)
Iscrivetevi :
http://www.europe2020.org/spip.php?article42&lang=fr
Non esitate ad inviarci i vostri commenti :
map@leap2020.eu
E grazie per i vostri commenti che ci hanno aiutato a ideari i miglioramenti che avete potuto constatare tra il MAP1 e il MAP2
Texts are licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License. To view a copy of this license, visit http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/ or send a
letter to Creative Commons, 171 Second Street, Suite 300, San Francisco, California, 94105, USA. Illustrations belong to the autors mentionned in the references.

43 MAP Inverno 2011 - Una pubblicazione del LEAP

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful