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( ]llo'Lismi ..
( ]llo'Lismi
..

Aforismi

Il problema reale è gna credere.

...

( ]llo'Lismi .. Aforismi Il problema reale è gna credere. ... di scoprire in che cosa
di scoprire in che cosa biso­ * * *
di scoprire in che cosa biso­
*
*
*

o gnu no deve imboccare il sentiero che parte dal

punto in cui egli si trova; chi continua a girare attor­

no al monte in cerca di altri sentieri, vetta.

non sale alla

*

*

*

Se la metafisica orientale fosse diversa da quella oc­ cidentale, l'una o l'altra non sarebbero più metafisica.

*

*

*

In tutta la letteratura indiana antica, la similitudine dell'abbandono della vecchia pelle da parte del ser­ pente corrisponde esattamente a ciò che nel Cristia­ nesimo è lo «spogliarsi dell'uomo vecchio e rivestire il nuovo».

*'-'*~ *

( ]llo'Lismi .. Aforismi Il problema reale è gna credere. ... di scoprire in che cosa

In realtà, se escludessimo dal nostro pensiero teo­ logico e metafisico tutte quelle immagini, quei sim­ boli e quelle teorie che ci sono stati tramandati

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Ananda K. Coomaraswamy

dall'Età della Pietra, i nostri mezzi di comunicazio­ ne si troverebbero limitati quasi esclusivamente al­ l'ambito dell'osservazione empirica e delle predizioni

statistiche il mondo perderebbe il suo significato. .r••
statistiche
il mondo perderebbe il suo significato.
.r••

N oi «salviamo» i canti popolari ma nello stesso tem­ po il nostro sistema di vita distrugge chi li canta.

C~medice il proverbio, per ricevere la risposta giu­ sta basta porre la giusta domanda.

• •

Come dice Euripide, il «mito non è mio, l'ho rice­

~

vuto da

mia madre» (fr .488).

• •

Si è detto che la civiltà è stile. Una cultura con­ naturata in tal senso provvede ogni individuo di una grazia esteriore e di una perfezione formale che so­ lo individui eccezionali riescono a raggiungere con i propri sforzi.

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Aforismi

x

F are ciò che ci vie n dato di fare è il principio-guida della vita quotidiana.

.', ..

Ananda K. Coomaraswamy dall'Età della Pietra, i nostri mezzi di comunicazio­ ne si troverebbero limitati quasi

Il tempo moderno è un tempo che loda l'uomo che pensa da sé, ossia per sé.

· -..

Forse l'insegnamento più alto che ho tratto è non pensare da me, mai.

• •

«Per metà aperto e per metà nascosto» descrive esattamente lo stile parabolico delle Scritture e di tut­ te le immagini concettuali dell'essere in sé, non ri­ velabile ai sensi fisici.

Ananda K. Coomaraswamy dall'Età della Pietra, i nostri mezzi di comunicazio­ ne si troverebbero limitati quasi

La spada, dice Rumi, è la stessa, ma l'uomo non è lo stesso uomo.

• •

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Ananda K. Coomaraswamy

Il genio vive in un mondo murato in se stesso. Il mondo dell'artigiano tradizionale è uno spazio abi­ tato da altri uomini. Egli ha dei vicini.

*

*

*

'L'anonimato dell'artista appartiene a un tipo di cul­ tura dominato dall'aspirazione a liberarsi del proprio io limitato.

*

*

*

L'artista non (è) un genere speciale di uomo, ma ogni uomo un genere speciale di artista.

*

*

*

La pittura, ossia quell'arte che «non sta nei colori»

(Lankavatara sutra).

*

*

*

Le forme simboliche che chiamiamo ornamenti perchè non sono ai nostri occhi che delle supersti­ zioni, costituiscono la sostanza stessa dell'arte espres­ sa nell'opera.

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*

*

*

Ananda K. Coomaraswamy Il genio vive in un mondo murato in se stesso. Il mondo dell'artigiano

Aforismi

Lo stile è l'uomo, e ciò in cui lo stile di un indivi­ duo o di un periodo differisce da quello di un altro è l'impronta inconfondibile della natura dell'artista, una inconsapevole e non deliberata espressione del­ l'uomo libero.

Ananda K. Coomaraswamy Il genio vive in un mondo murato in se stesso. Il mondo dell'artigiano

*

*

*

L'iconografia è l'essenza costante dell'arte, gli ac­ cidenti variabili ne fanno lo stile.

Ananda K. Coomaraswamy Il genio vive in un mondo murato in se stesso. Il mondo dell'artigiano

Funzione e significato sono inseparabili; il signifi­ cato dell'opera è la sua forma intrinseca, come l'a­ nima è la forma del corpo.

*

*

*

  • D ove lo psicologo invoca un démone, il metafisi ­

co invoca un dàimon; quella che per l'uno è libido,

per l'altro è «l'Eros divino».

*

*

*

N essun uomo nella sua individualità può essere un genio: tuttavia tutti gli uomini possiedono un genio cui obbedire o disobbedire a proprio rischio.

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Ananda K. Coomaraswamy

L'uomo vero e integro è per natura un metafisi­ 'I. co, e solo in seguito diventa un filosofo, uno psico­ logo e un sistematore di idee.

*

*

*

Ananda K. Coomaraswamy L'uomo vero e integro è per natura un metafisi­ 'I. co, e solo

Se lo studioso aspira a qualcosa di più che ad ac­

'"

cumulare

nozioni. ..

crificare se stesso.

, deve essere anche disposto a sa­

*

*

*

L'opera d'arte o è buona nel suo genere o non lo è; la sua validità non dipende dalle nostre reazioni alle sue superfici estetiche, nella stessa misura in cui non dipende dalle nostre reazioni morali al suo con­ tenuto.

*

*

*

Y:

Chiunque si conformi a un'idea facendola propria,

opera in modo originale, il che non accade se ci si

limita a esprimere

opinioni. ..

personali.

*

*

*

Il lavoro manuale, l'esercizio di un'arte non si ri­

  • x duce a una produzione di cose utili, ma è una vera e propria educazione dell'uomo.

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Aforismi

La bellezza è il potere attraente della perfezione:

essa appartiene all'opera e non allo spettatore.

Ananda K. Coomaraswamy L'uomo vero e integro è per natura un metafisi­ 'I. co, e solo

N on c'è gioco tradizionale, forma di atletica o ga­

ra di destrezza

che, nell'offrire un'occasione di sva­

go,

dottrina metafisica.

Ananda K. Coomaraswamy L'uomo vero e integro è per natura un metafisi­ 'I. co, e solo

«I segni della bellezza sono propri del linguaggio

dei

risbi sapienti» (Rg Veda X, 71,2).

Ananda K. Coomaraswamy L'uomo vero e integro è per natura un metafisi­ 'I. co, e solo

Senza l'intelletto la parola è un balbettio incoerente.

Ananda K. Coomaraswamy L'uomo vero e integro è per natura un metafisi­ 'I. co, e solo

*

*

*

La tradizione non è l'aderenza ad uno stile o qual­ cosa che si fonda sul consenso di una maggioranza.

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Ananda K. Coomaraswamy

><

.;

Un'arte tradizionale possiede scopi definiti e sicuri mezzi di realizzazione: essa viene trasmessa da mae­ stro a discepolo da tempo immemorabile, e conser­ va tutto il suo valore anche quando, come ai giorni nostri, è completamente fuori moda.

·',.:.

Ananda K. Coomaraswamy >< .; U n'arte tradizionale possiede scopi definiti e sicuri mezzi di realizzazione:

In una società tradizionale permeata da un unico spirito vivicatore, non esistono arti esclusivamente destinate al popolo e altre che sarebbero invece ri­ servate ai governanti: entrambi si trovano lungo la medesima strada, ma in punti diversi.

....

.

T utta l'arte

tradizionale è folklore nel senso che

è l'arte di un popolo unanime.

• •

All'occorrenza, la distinzione tra «istruiti» e «non istruiti» è unicamente tecnica; essa non riflette affat­ to gradi diversi di coscienza, ma si basa su gradi più o meno estesi di «informazione».

40

• •

Aforismi

ti

La democrazia

è inferiore al sistema delle caste

.. non solo spiritualmente ma anche per considerazioni di ordine economico, poiché, come afferma Plato­ ne, «si fa di più, meglio e con maggiore facilità se ognuno si dedica ad una sola occupazione confor­ memente al proprio talento, e ciò è quanto v' è di più giusto nei confronti della natura umana» .

• •

Il termine giapponese che sta per «rozzezza» signi­

  • x fica «comportarsi in modo inatteso». Il disegno del­ la vita è dunque come quello di un giardino che non si lascia inselvatichire .

Ananda K. Coomaraswamy >< .; U n'arte tradizionale possiede scopi definiti e sicuri mezzi di realizzazione:

N ome e forma sono le fondamentali convenzioni grazie alle quali i fenomeni possono essere cono­ sciuti.

Ananda K. Coomaraswamy >< .; U n'arte tradizionale possiede scopi definiti e sicuri mezzi di realizzazione:

L'occhio non è che uno specchio: si può dire che esso vede gli oggetti, una rosa, una pietra o un'ope­ ra d'arte in virtù di una certa loro sostanziale affinità

• •

41

Aforismi L'artista vede solo quel tanto dell'immagine che i suoi poteri gli permettono. * * *

Aforismi

L'artista vede solo quel tanto dell'immagine che i suoi poteri gli permettono.

*

*

*

Le immagini che l'uomo coglie non sono che una ristretta selezione di una somma inesauribile di pos­ sibilità .

*

*

*

Il sorgere di un'immagine proviene non da un atto di volontà ma di attenzione quando la volontà è in stato di quiete .

*

*

*

La disciplina eh 'an-zen è fatta di operosità e ordi­ ne, la sua dottrina l'invalidità della dottrina, il suo

fine

l'illuminazione

attraverso

l'esperienza im­

mediata.

Aforismi L'artista vede solo quel tanto dell'immagine che i suoi poteri gli permettono. * * *

Ogni opera d'arte ch'an-zen è unica, e rispetto alla sua perfezione, imperscrutabile.

*

*

*

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Ananda K. Coomaraswamy

><'

Per l'Oriente, come per san Tommaso, ars imita­

tur naturam in sua operatione.

• •

La suprema libertà della spontaneità è concepibile solo come una manifestazione inattiva, in cui arte e artista si siano raggiunti.

• •

'·L' arte è per definizione fondamentalmente con­

venzionale

, e solo attraverso segni e simboli - ru­

 

• •

C i sono ue

diversi tipi di «occhi»: quello fisico o

la specifica facoltà della vista

, quello angelico, e

primi due

è

relativa o falsa; solo quella dell'ulti­

mo è autentica (vidya), nella sua identità indiffe­

renziata.

 

.-.

 

M aya non è esattamente «illusione» ma potere

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Aforismi

creativo (sbakti) , il principio della manifestazione; «illusione» (moba) è scambiare le apparenze per co­ se in sé, e attaccarsi ad esse in quanto apparenze, sen­ za tener conto del loro mutare.

• •

N essun uomo può sicuramente aspirare a ideali su­ periori a quelli consentitigli dalla sua maturità spi- Y rituale.

• • •
• •

Mutamenti di stile corrispondono a mutamenti di lingua: noi tutti parliamo indiscutibilmente illinguag­ gio del nostro tempo.

L'artista (che è anche uno yoghi), non si affida a modelli ma utilizza una costruzione mentale, il che spiega adeguatamente il carattere cerebrale dell'arte indiana.

Ananda K. Coomaraswamy P er l'Oriente, come per san Tommaso, ars imita­ tur naturam in sua

La letteratura vedica fornisce innumerevoli esem­ pi di corrispondenza tra la conoscenza angelica, da

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Ananda K. Coomaraswamy

un lato, e quella accessibile all'uomo, dall'altro. La convinzione della realtà e necessità di tale corrispon­ denza implica l'idea del rapporto analogico tra macro- e microcosmo.

• •

Le teorie indiane della conoscenza considerano co­ me fonte di verità non la percezione empirica (pra­ tyaksa) ma un modello formale conosciuto interiormente (antarjneya-rupa), il quale dà forma alla conoscenza e al tempo stesso ne è causa

SOlO l'arte «conforme alle norme canoniche è real­ mente bella, per certo nessun'altra».

N ell'arte occidentale un quadro è di solito conce­ pito come se fosse visto dentro una cornice o attra­ verso una finestra, e tale si offre allo spettatore; l'immagine orientale, invece, esiste solo nel cuore e nella mente di chi guarda, ed è da che essa si proietta o si riflette nello spazio.

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Aforismi

Il motivo per cui l'essere liberato (jivanmukta) o il santo in stato di grazia, sono liberi di agire senza il controllo imposto dal dovere, sta nel fatto che per essi non c'è più separazione tra essere e non-essere.

· .', .

La vita in un mondo fatto di tempo e spazio è un ininterrotto mutamento, per questo Platone si do­ )<' manda: «Ciò che non è mai nello stesso stato, può mai essere qualcosa?».

N ulla è più alieno o sgradito alla mentalità moder­ na dell'idea di non valere nulla.

Ananda K. Coomaraswamy un lato, e quella accessibile all'uomo, dall'altro. La convinzione della realtà e necessità

«Muori prima di morire. Solo chi è già morto a se stesso conosce il significato della morte» (Parole

di ROmi).

· .''.

I l significato della morte è inseparabilmente legato al significato della vita.

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Ananda K. Coomaraswamy

Quest'uomo non è lo stesso uomo dopo un istan­ te. Non appena ci domandiamo chi è, egli è divenu­

Ì'

to qualcosa d'altro,

ed è a causa di questi

impercettibili mutamenti che scambiamo il proces­ so globale del divenire per uno stato stabile e fondato.

Ananda K. Coomaraswamy Quest'uomo non è lo stesso uomo dopo un istan­ te. Non appena ci

Presumere la sopravvivenza della persona non è che rinviare il problema del significato della morte.

*

*

*

Il fiore e il frutto della parola è il significato (Yaska,

Nirukta, 1,19).

*

*

*

Le scoperte archeologiche e le indagini antropo­ logiche hanno contribuito ben poco a espandere i nostri orizzonti di conoscenza, soprattutto perché la fede nel progresso ci ha reso ciechi alloro signi­ ficato.

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*

*

*

Aforismi

Abbiamo perso di vista che ogni tecnica aveva in antico un significato spirituale.

*

*

*

Ci fu un tempo in cui tutte le civiltà erano così si­

mili

che

un

viaggiatore

 

poteva sentirsi a casa

ovunque .

 
mili che un viaggiatore poteva sentirsi a casa ovunque . * * *
 

*

*

*

QuandO ROmi dice: che cos'è amore lo saprai so­ lo quando sarai diventato me, egli parla evidentemen­ te di amore e desiderio non nel senso comune.

*

**

Le guerre politiche sono una proiezione della guer­ ra civile dentro di noi.

*

*

*

La possibilità di una mutua comprensione presup­ pone un' esperienza spartita con altri, e ben di più di quanto una singola mente possa mai afferrare nello spazio di una vita.

*

*

*

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Ananda K. Coomaraswamy

IPer «via» s'intende quella della pbilosopbia peren­ nis, sia in teoria che in pratica, una metafisica che non va confusa con alcun sistema o indirizzo spe­ culativo personali.

Ananda K. Coomaraswamy I P er «via» s'intende quella della pbilosopbia peren­ sia in teoria che

() uelli che Aristotele chiama «i molti» (oì pollòi) ,

d~iti alla vita sensuale e al dio

del piacere.

·'..

Il doppio senso del soffio (pranab): lo spirito, il Sé, l'essenza della vita, e fisicamente il respiro.

P adrone dei propri mezzi, non influenzato né coin­ volto dalle sorti che li riguardano è il testimone - il Sé che è limpido.

• •

I

seguaci della dottrina dell' tUman, le definisco­ no le cinque trafile: parola, udito, vista, pensiero e respiro - da riunificare in ciò che è indiviso.

• •

50

Aforismi

L'importanza di distinguere tra «anima» e «spirito».

• •

La vita che è in noi,

dono

..

e un prestito.

con tutti i suoi poteri,

è un

• •

N on appena i mezzi escogitati per una retta com­ prensione sono presi per fini, diventano ostacoli.

  • ·.- ...

Ananda K. Coomaraswamy I P er «via» s'intende quella della pbilosopbia peren­ sia in teoria che

Il palo sacrificale, che collega lo zenith al nadir del­ l'universo, deve essere rovesciato per chi vuole scalarlo.

Ananda K. Coomaraswamy I P er «via» s'intende quella della pbilosopbia peren­ sia in teoria che

La via del pellegrino considerata come un viaggio:

all'insù - dove le acque sgorgano alla fonte, all'ingiù dove si uniscono al mare. Flussi letteralmente oppo­ sti, metafisicamente concordi.

..

'..

51

Ananda K. Coomaraswamy

Chiunque fuoresca dal cosmo attraverso la Porta del Sole lascia dietro di sé in eredità le proprie azio­ ni buone e cattive.

II tre marchi della buddhità: vacuità, assenza di for­ ma, astenersi dal fare piani.

~(Tempo»...

uno dei nomi della Morte.

« I l tetto della casa è come un velo sulla bellezza del sole. Affrettati a demolire il tetto con il piccone del­ l'amore divino» (Commento al Divan di Rumi).

• •

o gni mutamento è un morire e al tempo stesso comporta la nascita di un uomo nuovo.

52

• •

Ananda K. Coomaraswamy

-i

Le superstizioni

«sopravvivenze» che ci appaio­

... no insensate soltanto perché abbiamo dimenticato che cosa vogliono dire.

...

Ananda K. Coomaraswamy -i Le superstizioni «sopravvivenze» che ci appaio­ ... no insensate soltanto perché abbiamo

Il «meraviglioso» dea metafisica.

...

: la formulazione tecnica di un'i­

Ananda K. Coomaraswamy -i Le superstizioni «sopravvivenze» che ci appaio­ ... no insensate soltanto perché abbiamo

La differenza tra il paradiso e l'inferno non dipen­ de dal luogo, ma da coloro che vi entrano.

Ananda K. Coomaraswamy -i Le superstizioni «sopravvivenze» che ci appaio­ ... no insensate soltanto perché abbiamo

L'uomo che faceva pensando e che pensava facen­

do

...

aveva per se stesso quel profondo interesse che

noi oggi abbiamo per il nostro corpo.

Ananda K. Coomaraswamy -i Le superstizioni «sopravvivenze» che ci appaio­ ... no insensate soltanto perché abbiamo

Il «miele» del sapere: la conoscenza sub specie ae­ ternitatis .

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..

'.

Aforismi

«Perfetta» è una cosa giunta alla sua fine. Perciò l'artigiano lascia una piccola imperfezione nella sua opera, e chi possiede una cosa bella non ama sentir­ sela lodare.

• •

Di colui che è «tornato a casa» e che «non rina­ sce», si dice: «è entrato nel silenzio della parola non detta».

 

I

metodi deliberatamente

 

della specia­

lizzazione moderna non possono che condurre a una

presa superficiale di qualsiasi dottrina mò la misérable vanité des savants.

Jung la chia­

.'-.' .

Lo spazio situato tra il Cielo e la Terra, l'essere e il non- essere, la luce e l'oscurità, l'essenza e la na­ tura, è precisamente il «luogo dei possibili», la «ter­ ra promessa» di ogni nascita e divenire.

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Ananda K. Coomaraswamy

L'eternità della tradizione non ha nulla a vedere con l'attribuzione di una data a una Scrittura, così come avviene per un'opera letteraria.

*. *

*

N elIo stato di non-essere (asat) o d'oscurità (ta­

mas), i nomi dei principi individuali

...

sono «nasco­

sth>

...

l'essere nominati corrisponde al passaggio dalla

morte alla vita.

*

*

*

C i sono cose che sono al di là della presa del pen­ siero discorsivo, e che non possono essere compre­ se altro che negando.

Ananda K. Coomaraswamy L'eternità della tradizione non ha nulla a vedere con l'attribuzione di una data

* - *

*

L'uomo che si è autoannullato è un uomo felice; non così chi è consapevole dei propri legami umani.

*

La tradizione metafisica

la cui forma specifica­

... mente indiana è quella vedica, è il retaggio e il patri­

monio di tutto il genere umano, e non soltanto di questo o di quel popolo eletto.

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Aforismi

Là dove non sussiste presso le classi sociali più ele­

vate un insegnamento

simbolico e iniziatico

...

sono

in realtà le superstizioni del popolo e l'aspetto ap­

parentemente meno razionale della dottrina religio­ sa che conservano ciò che altrimenti sarebbe già andato perduto.

•• . *

Ananda K. Coomaraswamy L'eternità della tradizione non ha nulla a vedere con l'attribuzione di una data

C'è nelle fiabe tradizionali

una saggezza che non

... ha rapporto alcuno con quel genere di verità, o me­

glio di imbecillità, che si può riscontrare nel roman­ zo moderno.

* ,

••

In una società tradizionale,

qualsiasi funzione, an­

che semplicemente servile o mercantile, costituisce propriamente una «via», di modo che non é miran­ do a un posto di più elevato prestigio sociale, ma re­ )I.' stando al proprio posto, che ogni uomo può tendere alla perfetta attuazione della sua attività e, compren­ dendone il valore spirituale, riuscirà ad elevarsi «al di sopra di se stesso».

*

*

*

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Ananda K. Coomaraswamy

Se le credenze popolari non fossero mai state com­ prese, non si potrebbe scorgervi un significato es­ senzialmente metafisico, né sarebbe possibile spiegare fin nei particolari, la fondatezza del loro sim­ bolismo.

*

*

*

Le ingiunzioni Crede ut intelligas e Intellige ut cre­ das (<<Credi per comprendere» e «Comprendi per cre­ dere») sono valide per interpretare sia il folklore che le Sacre Scritture.

*

*

'"

Ananda K. Coomaraswamy S e le credenze popolari non fossero mai state com­ prese, non si

La dottrina per cui le opere d'arte sono imitazioni

di forme divine, e quella secondo la quale

si può

... effettuare una ricostruzione ritmica della personali­ tà umana, risalgono almeno al periodo dei Brabma­

na, e sono pure contenute implicitamente nel Rg Veda.

*. *

*

  • I concetti di creazione (mezzo) e redenzione (fine), sono complementari e inseparabili.

58

*

*

*

Aforismi

Il fatto che (i) miti siano stati tramandati, forse per migliaia d'anni, dal popolo a cui sono stati affidati, non è una prova della loro origine popolare; è in tut­ t'altro senso che vox populi vox Dei.

*

*

*

La grande linea di una metafisica universale attra­ versa tutti i popoli.

*

*

*

,L'arte primitiva metica.

...

è di natura algebrica, più che arit­

*

*

*

I l Graal solare ficale. : il prototipo di ogni patena sacri­ * * *
I l Graal solare
ficale.
: il prototipo di ogni patena sacri­
*
*
*

Si tratta di passare dal mondo del eterno.

a un Ora

*

*

*

 

59

Ananda K. Coomaraswamy

L'arte con cui una cosa viene fatta è in definitiva più una scienza che un sentimento.

*

*

*

L'oggetto dell'arte primitiva è qualcosa di com­ pletamente diverso dalla preoccupazione estetica o

decorativa dell'artista moderno carattere astratto di quell'arte.

...

e spiega anche il

*

* , *

Le invenzioni: applicazioni di principi metafisici a dei fini particolari.

*

*

*

La prima nascita dell'uomo è la sua liberazione dal­ l'inferno prenatale; nascendo entra in uno spazio che è il suo purgatorio; e quando alla morte è deposto nel fuoco sacrificale, egli si rigenera attraverso il sole.

*

*

*

Una civiltà tradizionale presuppone una cultura ... tale che non possa essere il bene privato di un in­ dividuo.

60

Aforismi

U n «morto vivente», nel senso che a tale espres­ sione dà Rumi: «Cammina sulla terra, come un uo­ mo vivo; eppure è morto e il suo spirito è in CielolO

(Matbnavi).

*

'*

*

Che crediamo o no alla possibile autenticità dei mi­

racoli attribuiti a un

eroe solare o Messia, il fatto

... rimane che queste imprese meravigliose hanno sem­ pre un significato esatto e spiritualmente intellegibile.

*

-*

*

Il cosiddetto bacio fiutato

è un gesto rituale di be­

... nedizione più che un modo per esprimere sentimenti

personali.

* . *

*

  • I simboli, lungo il cammino che li ha portati fino a noi, tendono a divenire sempre più delle' for­

me artistiche'

...

decorative, una sorta di tappezzeria.

*

*

*

61

Ananda K. Coomaraswamy

La nostra distinzione degli artefatti in 'industriali' e 'decorativi', in 'arti applicate' e 'belle arti', sareb­ be stata inintellegibile all'uomo primitivo, il quale era incapace di disgiungere il significato dall'utilità.

*

*

*

Il rapporto tra la metafisica popolare e la Metafisi­

ca è

...

analogo e in parte identico a quello esistente

tra i piccoli e i grandi misteri; i simboli che entram­ be impiegano sono, in un caso intesi in modo lette­ rale e, nell'altro, interpretati come parabole.

*

*

*

N on è senza motivo che la tradizione vedica e quel­ la cristiana hanno insistito sulla necessità della «fe­

de» (sbraddba).

*

*

*

C oloro che sono amati dagli déi muoiono giovani.

*

*

0*

)<

Quando l'azione è corretta diventa simbolica, e

fornisce

...

una via che è diretta allo scopo.

62

Ananda K. Coomaraswamy La nostra distinzione degli artefatti in 'industriali' e 'decorativi', in 'arti applicate' e

A nanda K. Coomaraswamy

)(

O gni tradizione dispensa i mezzi appropriati per avviare all'esperienza assoluta.

*

*

*

Il contenuto del folklore è metafisico.

** . *

I n realtà i motivi del folklore non sono che segni e simboli della Philosophia Perennis.

*

*

*

L'essenza di una tradizione sta proprio nel tenere in vita una qualche cosa, e finché ciò avviene è sba­ gliato parlare di una trasmissione meccanica di ge­ nerazione in generazione, tanto quanto lo è il supporre che un popolo possa prendere meccanica­ mente a prestito elementi della cultura di un altro popolo.

*

*

*

Se ammettiamo che un linguaggio è compreso da coloro che lo parlano, dobbiamo anche ammettere che una dottrina è contemporanea alle formule sim­ boliche nelle quali è espressa.

64

"

Aforismi

E soltanto

per la nostra individualistica insisten­

arte contadina.

 

*

*

*

N on possiamo tracciare una distinzione logica tra «trasmissione» e «memoria».

"

*

*

*

E intrinsecamente impossibile comunicare la veri­

tà più alta altro che

per mezzo di simboli (verbali,

... visuali, mitici, rituali, drammatici, e via dicendo).

*

*

*

T ra il modo di vedere 'tradizionale' e quello 'scien­ tifico' esiste questa grande differenza, che chi aderi­ sce al primo non si stupirebbe né vedrebbe sconvolta la propria filosofia se si verificasse un miracolo au­ tentico; mentre chi aderisce al secondo, e nega la pos­ sibilità di un miracolo, se tale evento avesse luogo vedrebbe gravemente compromessa la sua posizione.

*

*

*

65

Ananda K. Coomaraswamy

Le figure del narratore tradizionale, che egli non ha inventato ma soltanto ricevuto, e che fedelmen­

te tramanda, non sono mai figure di parola, ma sem­

pre. ..

di pensiero.

*

*

*

L'etimOlOgia popolare (nirukta) si fonda su una teoria del linguaggio di cui filologia e grammatica so­

no semplici rami

...

anzi i più secondari.

*

*

*

«Eterno» significa «fuori del tempo» (akala), quindi «sempre presente».

*

*

*

Il ~uono e il significato (shabdartha) sono stretta­

mente connessi:

.immagine dell'unione perfetta,

.. qual'è quella tra Shiva e Shakti, atto e potenza in

divinis.

*

*

*

N ella misura in cui la parte migliore di noi è nella vita ma non della vita, quest'ultima diventa un gio­ co. A questo punto non distinguiamo più tra gioco e lavoro.

66

Aforismi

GiOCO comporta ordine; per questo di un uomo

che ignora le regole si dice che non

sta al gioco .

*

*

*

Il padroneggiamento è dell'azione, non dei suoi frutti.

*

*

*

COI nemico non si può «fare pace»: perché egli di­ venti un amico, in un modo o nell'altro deve mori­ re come nemico. Non è «lui» a venire ucciso ma il suo male.

*

*

*

Una pace imposta non è vera pace.

*'

*

*

La priorità della vita contemplativa non annulla la validità della vita attiva, così come nell'arte il primato Y dell'immaginazione non annulla l'utilità dell'atto manuale.

*

*

*

67

Ananda K. Coomaraswamy

N ella misura in cui c'è una via, la si percorre pas­ so passo.

*

*

*

La nozione di una priorità delle idee è ignota alla filosofia perenne.

*

*

*

Per chi ha perfettamente compreso le implicazio­

..

,;

ni sacrificali di ogni atto strizione.

...

non ci sono forme di co­

*

*

*

La rinuncia a pensare, a parlare, ad agire per pro­

'>!

prio conto

...

è la resurrezione.

*

*

*

'f ..

C iò a cui si fa ritorno è ovviamente la condizione primordiale descritta nel Rg Veda X,129, 1-3, dove tutto è Uno, e non esiste distinzione tra il giorno e la notte.

68

*

*

*

Aforismi

La donna può

essere un maestro spirituale (gu­

... ru), e l'iniziazione di un figlio da parte della madre offre più vantaggi di ogni altra.

*

*

*

Il culto dell' «io» non trova giustificazione nella tra­ dizione indù; al contrario, essa mira coerentemente all' ottenimento della libertà spirituale.

*

*

*

L'anonimato è

in accordo con la Verità e costi­

... tuisce una delle caratteristiche salienti della tradizione indù.

*

*

*

Il concetto dominante dell'etica indù è la vocazio­ ne (dharma); il più alto merito consiste nell'adem­ pimento del proprio dharma, cioè nel dedicarsi a ciò cui si è chiamati.

*

*

*

L'uomo occidentale è molto più interessato ai di­ ritti che ai doveri e desidera più di ogni altra cosa di essere sollevato da ogni responsabilità, conside­ rando tale stato una liberazione.

69

Ananda K. Coomaraswamy

La divinità è implicitamente o esplicitamente una vittima volontaria.

~

*

*

*

~ La morte della vittima è anche la sua nascita, in con­ formità alla regola per cui ogni nascita è preceduta da una morte.

Aforismi

f Il Sacrificio

è una ripetizione min1ata e rituale di

... quanto fecero gli déi all'inizio: è nel contempo un

peccato e una espiazione.

*

*

*

N on comprenderemo il mito finché non

avren10

compiuto il Sacrificio, né il Sacrificio senza aver ca­

pito che cosa sia il mito.

*

*

*

 

*

*

*

Le varie forme della nostra «conoscenza» o piutto­

C iò che viene chiamato la Pienezza

è

nello stes­

sto della nostra «ignoranza» (avidya) o della nostra

so tempo esplicito e implicito

, sonoro e silenzio­

«arte» (maya) , smembrano la divinità ogni giorno.

so

, determinato e indeterminato

, manifestato e

non

manifestato

, e così via.

*

*

*

*

*

*

P rodotti da

un punto senza dimensioni situato in

nessun luogo e da un presente senza origine né du­

rata

i mondi e gli

compiono il loro de­

ave

ebbero origine, liberati dalle limitazioni inerenti al­ la loro individualità temporale.

72

*

*

*

La conoscenza del Sé (iltma-jnana) differisce dal­ la conoscenza empirica di un oggetto per il fatto che il nostro Sé è sempre il soggetto e non può diventa­ re oggetto di conoscenza.

*

*

*

o gni definizione del Sé ultimo è possibile solo per negazione.

73

Aforismi

Il (atman)

...

di tutte le cose, animate e inanio1a­

te è una presenza totale che risiede, indivisa, nelle cose divise. Non viene da nessuna parte , non diventa

nessuna cosa: si presta solamente a tutte le possibili modalità di esistenza.

••

« Quello» (tad ekam) di cui le nostre facoltà sono le misure, costituisce una sizigia di principi congiunti.

• •

Come la congiunzione della Mente (manas)

...

con

la Voce (vac)

...

genera il concetto, ugualmente la con­

giunzione del Cielo con la Terra risveglia il Figlio,

il Fuoco, la cui nascita

...

termedio (akasha).

colma di luce lo spazio in­

Agni è il principio luminoso e pneumatico della vi­ ta, ed è pure il sacerdote che fa salire il profumo del­ l'offerta fino al mondo che si estende di là dalla volta celeste, attraverso la quale passa la «Via degli déi» (de­

vayana).

••

75

Ananda K. Coomaraswamy

La creazione è esemplare. * * *
La creazione è esemplare.
*
*
*
Ananda K. Coomaraswamy La creazione è esemplare. * * * La dottrina delle vestigia pedis è

La dottrina delle vestigia pedis è comune agli in­ segnamenti greci, cristiani, indù, buddisti e islamici e costituisce la' base dell' iconografia delle «impronte».

Ananda K. Coomaraswamy La creazione è esemplare. * * * La dottrina delle vestigia pedis è

«Lo gran mar dell'essere»: Paradiso, 1, 113.

*

*

*

.11 simbolismo

dell'«errore»

inteso come «man­

... care il bersaglio» è tra quelli pervenutici dalle più an­ tiche civiltà dei cacciatori.

...

*

*

*

Il disordine fa la sua comparsa quando l'elemento subordinato vien meno alla sua normale funzione, soggiacendo alla tirannia delle proprie passioni, an­ che se scambia ciò per libertà.

76

*

*

*

Aforismi

E il principio noetico a sanzionare o a prescrivere quanto è necessario all'armonia. '

*

*

*

La sottomissione dell'Uomo Esteriore all'Uomo In­ teriore è esattamente ciò che si intende per «padro­ nanza di se stessi» e per «autonomia», il cui contrario è l'arroganza.

Ananda K. Coomaraswamy La creazione è esemplare. * * * La dottrina delle vestigia pedis è

*

*

*

«ViVO, ma non 'io'» (Galati, 2,20).

*

*

*

«N on sono 'io' che vivo, e se ho un essere, tutta­ via non mio, come posso con le parole definire que­ sto 'due in uno', e questo 'uno in due'?» Oacopone da Todi).

*

*

*

La nostra morte è nello stesso tempo la nostra re­ surrezione beatifica.

*

*

*

77

Ananda K. Coomaraswamy

'-/.

N on vi può essere dolore più grande di quello di accorgersi che siamo ancora .quel che siamo.

*

*

*

-;( La perfezione (siddhi) si ottiene seguendo la pro­ pria vocazione, l'essenza stessa della propria natura

(svakarma, svabbavata).

*

*

*

--/ Tutto quanto è compiuto naturalmente può esse­ re sacro o profano a seconda del nostro grado di co­ noscenza, mentre tutto quanto è compiuto in modo innaturale, è essenzialmente e irrimediabilmente profano.

*

*

*

o ltre al peccato in senso morale esiste il peccato «artistico», quello con cui si infrangono le regole dell'arte.

*

*

*

Le azioni sono conformi all'ordine o contro di es­ so, esattamente come l'iconografia può essere cor­ retta o no, cioè più o meno aderente al suo modello.

82

Aforismi

Lo yoga è abilità nelle opere.

Ananda K. Coomaraswamy N on vi può essere dolore più grande di quello di accorgersi che

Lo y~ga implica la riduzione delle cose separate al loro principio di unità, e comporta di conseguenza ciò che viene talvolta chiamato «unione mistica», ma esso differisce dall' «esperienza mistica», perché non è affatto un metodo passivo, bensì attivo e «con­ trollato».

Ananda K. Coomaraswamy N on vi può essere dolore più grande di quello di accorgersi che

Lo yoghi perfetto può passare a piaci mento da uno stato all'altro: il Buddha ne è un esempio.

Ananda K. Coomaraswamy N on vi può essere dolore più grande di quello di accorgersi che

Ogni funzione, da quella del sacerdote e del re a quella del vasaio e dello spazzino, è propriamente un sacerdozio e ogni azione un rito; e ognuna di que­ ste sfere ha una sua «etica professionale».

Ananda K. Coomaraswamy N on vi può essere dolore più grande di quello di accorgersi che

Il modello della politica celeste è rivelato dalle Scrit­ ture sacre e si riflette nella costituzione dello Stato

e in quella

dell'uomo che è legge a se stesso.

83

Aforismi Una famiglia si estingue non quando è priva di di­ scendenti. .. , ma quando

Aforismi

Una famiglia si estingue non quando è priva di di­

scendenti. ..

, ma quando la vocazione e la tradizio- ne sono abbandonate.

)(

Benedetto è l'uomo sulla cui tomba si potrà scol­ pire: «Hic jacet nemo».

· .'.

C oloro che noi chiamiamo «inutili» sono le «vere guide» (Platone, Repubblica, 489 s.).

x

• •

Il nostro Sé immortale è «come la rugiada su una

foglia di loto», che vi si posa senza

aderirvi. ..

Tale

è questa Persona Interiore che è in tutti gli esseri e

di cui dobbiamo dire:

Quello».

«Quello è il mio Sé», «Tu sei

• •

L'uomo è impotente nella misura in cui vede il

in ciò che non è il . Nella misura in cui si libera

dall'idea del «questo sono io», le sue azioni

diventa ­

85

Ananda K. Coomaraswamy

no buone; sino a quando continuerà a identificarsi

con l'anima e il corpo pre ego-istiche.

...

le sue azioni saranno sem­

• • •

Da ciò che fac~ia~o attimo per attimo dipende la «fortuna» del nostro viaggio.

• •

N on vi sono mai stati veri saggi che siano venuti per distruggere; sono sempre venuti per compiere la Legge.

·'..

'Questi due corpi dottrinali (le Upanishad e il Bud­ dismo), entrambi di origine «silvestre», non si oppon­ gono tra loro, bensì a un avversario comune.

.' ..

« Quando neghiamo

qualcosa di irreale, lo faccia­

mo riferendoci a qualcosa di reale» (Brahma Sutra,

III,

2,

22).

86

*

Aforismi

Lo spirito che Dio ci ha dato ritorna a Lui quando la polvere ritorna alla polvere.

• •

o uel che noi chiamiamo la nostra «coscienza» non è~ro che un processo mentale; il suo contenuto cambia di giorno in giorno ed è sottomesso, né più né meno come la realtà corporea, al determinismo causale.

• • •

Il discepolo deve riconoscere l'operazione inces­ sante delle cause mediate che regolano l'apparizio­ ne e la sparizione delle individualità contingenti.

• • •

Ecco l'antica risposta: «Questo corpo non è mio,

ma il risultato di azioni

passate» .

Gli esseri sono gli eredi dei loro atti.

y

• •

87

Ananda K. Coomaraswamy

Il Vedanta e il Buddismo sono d'accordo nell'af­ fermare che, pur essendovi trasmigrazione, non è l'individuo a trasmigrare.

NOi siamo dei meccanismi, causalmente determi­ nati - come suona il detto: «Stando così le cose, si avrà un certo risultato; non stando così le cose, non lo si avrà più».

..

J.

*'

.

T utti i nostri guai dipendono dal fatto che, come afferma Boezio, «abbiamo dimenticato chi siamo».

La nostra vita ~osciente non è che un processo sog­ getto alla corruzione e alla morte.

"

E questa vita che dobbiamo «arrestare», se voglia­ mo la vita immortale.

88

• •

Aforismi

«La peggior sorta di uomini sono coloro che pre­ sentano nella veglia le caratteristiche proprie dello stato di sonno» (Platone, Repubblica, 567 B).

• •

Quando conosciamo la causa, possiamo cercare

il nmedio.

• •

N oi «ignoriamo»

che gli oggetti dei nostri desi­

... deri non possono mai essere posseduti nel vero senso

della parola .

*

C iò che veramente siamo, può definirsi soltanto per mezzo di quel che non siamo.

*

*

L'inizio della conoscenza ossia la fine del de­ siderio.

*

L'essere «compiuto», l'uomo perfetto, non è più soggetto al divenire; la dissoluzione finale del suo

89

Ananda K. Coomaraswamy

corpo non può toccarlo, anche se continua a preoc­ cupare gli altri uomini.

* . *

*

Il nirvana: un argomento intorno al quale coloro che sono ancora «nel fuoco» non possono porre domande.

*

* *

I l contemplativo è paragonabile a un atleta che per partecipare a una gara deve essersi precedentemen­ te allenato.

*

*

*

La coscienza: una specie di ignoranza che cessa con la nostra morte.

*

*

*

La zattera «deve essere abbandonata». «Non ho più bisogno di altre zattere».

*

*

*

Strettamente

«qualcuno» .

parlando,

un

Buddha non

è

più

90

Aforismi

  • L ' avatara eterno (il Buddha) ha, in verità, sem­

pre «due madri», una eterna e l'altra temporale, una

sacerdotale e l'altra regale.

*

*

*

Maya non è un nome di donna, ma della Natura naturans, di «nostra Madre Natura»: l' «arte» con la quale sono fatte tutte le cose.

*

*'

*

Anche la Morte è un essere spirituale (nello stesso senso in cui Satana resta pur sempre un «angelo»).

*

*

*

Il sonno nel quale si «penetra in se stes~~:>, n~n è il sonno provocato dalla spossatezza, bensì il «son­ no della contemplazione» quando i sensi sono spenti; è propriamente in questo stato di sonno che si tro­ va la possibilità di spostarsi istantaneamente in ogni luogo.

*

*

*

N on può esserci propaganda nella scienza sacra.

91

Ananda K. Coomaraswamy

Dei tre poteri: il ricordo delle vite precedenti, la lettura del pensiero e l'insegnamento, l'ultimo è il più importante e il più fecondo.

*

*

*

La realizzazione del nirvana è il «Volo del Solita­ rio verso il Solitario».

Ananda K. Coomaraswamy Dei tre poteri: il ricordo delle vite precedenti, la lettura del pensiero e

*

*

*

  • i I mezzi sono inutili quando il fine è stato raggiunto.

Ananda K. Coomaraswamy Dei tre poteri: il ricordo delle vite precedenti, la lettura del pensiero e

-I Essere non più la vitti~a ma il testimone del pro­ prio destino, è quel che veramente significa la me­ tafora indiana e platonica dell'uomo visto come giocattolo di dio o come l'automa azionato dal ma­ rionettista dietro il sipario.

*

*

*

Dove non v'è illusione, non vi può essere disil­ lusione.

92

*

*

*

Fonti

Aforismi

Nirukta = Hermeneia, tr.it. U.Zalino, «Rivista di Studi Tra­ dizionali», Torino, n.10, 1964.

Kbarvaja Kbadire lafontana della vita, tr.it. U.Zalino, Ivi,

n. 20-21, 1966.

La natura delfolcklore e dell'arte popolare, tr.it. V.Zalino,

Ivi, n.26-27, 1968.

La condizione della donna indù, tr.it. U.Zalino, Ivi, n. 39,

1973.

Induismo e Buddismo, tr.it. U.Zalino, Rusconi, Milano 1973,

1987.

Sapienza orientale e culturale occidentale, tr.it. L.Fenoglio,

Rusconi, Milano 1975.

La trasfigurazione della natura nell'arte, Intr., tr.it. G.Mar­

chianò, Rusconi, Milano 1976.

Come interpretare un'opera d'arte, Intr., tr.it. G.Marchia­

nò, Rusconi, Milano 1977.

Selected papers 2:Metapbysics, Princeton Un. Press 1977.

Passi qui tradotti da G.Marchianò.

Introduzione ali 'arte e alla mitologia dell 'India, a cura di

A.Schwarz, tr.it. P.Caracchi e F.Garnero, La Salamandra, Mi­ lano 1984.

Sir Gawain e il Cavaliere Verde: Indra e Namuci, in, Sir

Gawain e il Cavaliere Verde, a cura di P.Boitani, Adelphi, Milano 1986.

Selected papers I: Traditional Art and Symbolism, tr.it. Il grande brivido. Saggi di simbolica e arte, a cura di R.Do­

natoni, Adelphi, Milano 1987.

93