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Maurice Nicoll

LUomo Nuovo. Interpretazione di alcune parabole


e di alcuni miracoli di Cristo.
Titolo originale: The New Man: An Interpretation of Some Parables
and Miracles of Christ (Stuart & Richards, Londra, 1950).
Trad. it. Clara e Teresio Spagnolini. Revisione di Luciano Rosso.
Libreria Editrice Psiche, Torino, 1989.

INDICE

Note sullautore
I - Il linguaggio delle Parabole
II - Lidea della tentazione nei Vangeli
III - Le nozze di Cana
IV - Lidea del Bene al di sopra della Verit
V - Lidea di Giustizia nei Vangeli
VI - Lidea di Sapienza nei Vangeli
VII - Simon Pietro nei Vangeli
VIII - Lidea della Preghiera
IX - Il Discorso della Montagna
X - La Fede
XI - Il Regno dei Cieli
XII - Giuda Iscariota
Appendice

NOTE SULLAUTORE
Maurice Nicoll, figlio del famoso letterato William Robertson Nicoll,
nacque in Scozia nel 1884. Da giovane conobbe molti uomini famosi
durante gli incontri e le riunioni che si tenevano in casa di suo padre a
Hampstead. Fra questi Lloyd George, Asquith, James Barrie, il giovane
Winston ChurchilI e Lord Riddel, nei cui diari abbiamo i resoconti
delle conversazioni tenute in questa casa.
Si laure in Scienze al Caius College di Cambridge e si specializz in
medicina al Barts Hospital. Dopo aver studiato a Parigi, Berlino e
Vienna, inizi la sua carriera di specialista nellospedale di Harley
Street.
Partecip alla prima guerra mondiale come capitano medico e fu
destinato allospedale da campo di Gallipoli.
Egli ha descritto la sua esperienza bellica nel libro In Mesopotamia,
pubblicato a Londra nel 1917 con lo pseudonimo di Martin Swayne.
Sempre nel 1917 Nicoll scrisse un altro libro, Psicologia del sogno,
in cui riconosceva di essere debitore alle teorie di Jung, con il quale
aveva studiato a Zurigo.
Finita la guerra (1918), Nicoll ritorn allospedale di Harley Street
affiancandosi allanziano dr. George Riddoch allEmpire Hospital, il
cui personale annoverava molti uomini illustri. Egli divent un pioniere
della medicina psicologica e pubblic molti saggi di psicologia medica,
spesso citati da William McDougall. nei suoi volumi di neuropsicologia.
Nel 1922 frequent per un anno lIstituto per lo Sviluppo Armonico
dellUomo che G.I. Gurdjieff aveva fondato nel Prieur di Avon, vicino
a Fontainebleau.
Nel 1921 aveva conosciuto Ouspensky, che nel volume Frammenti di
un insegnamento sconosciuto aveva divulgato gli insegnamenti e la
figura di Gurdjieff. Fino al 1940 Ouspensky tenne delle conferenze a
Londra e gi nel 1931 aveva autorizzato Nicoll a seguire dei gruppi per
lo studio del pensiero di Gurdjieff, cosa che egli continu a fare fino
alla morte. Nicoll ha scritto un Commentario in cinque volumi
sullinsegnamento di Gurdjieff e Ouspensky.
Il tempo libero Nicoll lo dedicava alledilizia, alla musica, alla
letteratura, al teatro drammatico. Dipingeva ad olio e ad acquerello. Il
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suo primo libro In Mesopotamia lo illustr lui stesso con gli


acquerelli.
Del proprio insegnamento Nicoll diceva: Come oggi riscoprono
diversi prodotti chimici, come i sulfamidici, la penicillina, la
streptomicina, cos si deve progredire nello studio dei veleni della
mente e delle emozioni: i Vangeli nascondono lantidoto.
Per Nicoll lo scopo dellUomo Nuovo quello di evidenziare come
tutta la dottrina evangelica, cos come molte altre dottrine tradizionali e
moderne, sia orientata verso il superamento della violenza, tanto
evidente nel mondo contemporaneo. Superamento possibile con lo
sviluppo di un essere diverso, superiore alla violenza.

I - IL LINGUAGGIO DELLE PARABOLE


PARTE PRIMA
La Sacra Scrittura ha un senso essoterico e un senso esoterico. Dietro al
senso letterale c un altro senso, unaltra forma di conoscenza.
Secondo unantica tradizione, lUomo, una volta, conosceva
profondamente, interiormente. Ci sono molti episodi nel Vecchio
Testamento che presumono unaltra conoscenza, un significato del tutto
diverso da quello che si ricava dal senso letterale delle parole. Il
racconto dellArca, quello del servo del Faraone e del fornaio, quello
della Torre di Babele, il racconto di Giacobbe ed Esa e il piatto di
lenticchie e molti altri contengono un significato psicologico interiore
ben pi profondo di quello letterale. E nei Vangeli la parabola viene
usata in modo analogo.
Nei Vangeli si fa largo uso delle Parabole. Cos come sono,
considerandone solo il senso letterale, esse si riferiscono in apparenza a
vigne, a capifamiglia, ad amministratori, a figli prodighi, allolio,
allacqua e al vino, ai semi, ai seminatori, ai campi ed a molte altre
cose. Questo ci che si ricava da una lettura superficiale. Il linguaggio
delle parabole difficile da capire cos come, generalmente, difficile
da capire il linguaggio di ogni scritto sacro. Visti in modo letterale sia il
Vecchio che il Nuovo Testamento non sono solo contradditori, ma
molto crudeli e ripugnanti. Il problema : perch questi scritti Sacri si
presentano tanto disorientanti? Perch questi scritti Sacri non spiegano
chiaramente ci che vogliono esprimere? Se i racconti di Giacobbe ed
Esa, od ancora, della Torre di Babele o dellArca che galleggiava
durante il diluvio non sono veri se interpretati solo in modo letterale,
ma possono invece avere un significato pi profondo, perch tutto
questo non stato scritto in modo evidente? Allora perch si fa uso
delle parabole nei Vangeli? Perch non dire chiaramente il significato?
Chi pensa cos potrebbe chiedersi perch il racconto della Creazione
nella Genesi, che non pu essere inteso solo in senso letterale, possa
significare anche qualcosaltro, qualcosa di nascosto che d il vero
senso, al di l di ci che esprimono le parole prese alla lettera. Allora
egli potrebbe giustamente concludere che le cosiddette Sacre Scritture
non sono altro che un inganno senza un contenuto da comprendere e da
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svelare. Se tutti questi racconti, tutte queste storie, allegorie, miti,


similitudini e parabole nelle Sacre Scritture vogliono esprimere
qualcosaltro, perch non si pu stabilire chiaramente dallinizio ci
che vogliono dire di modo che tutti possano comprendere? Perch
velare ogni cosa? Perch tutto questo mistero, tutta questa oscurit?
Lidea nascosta dietro ad ogni scritto sacro quella di trasmettere un
significato pi elevato di quello contenuto nelle parole nel loro
significato letterale, e la verit di quanto trasmesso deve essere
verificata dallUomo internamente. Questo significato pi elevato,
nascosto, interiore od esoterico, adombrato dalle parole e dalle
immagini quotidiane, pu essere solo intuito; da qui la difficolt, per
luomo, di dare alla realt un senso superiore. Il livello di comprensione
letterale di una persona non necessariamente uguale al suo livello di
comprensione del significato psicologico. Capire in modo letterale
una cosa, capire psicologicamente unaltra. Facciamo alcuni esempi. Il
comandamento dice: Non ucciderai. Questo il livello letterale. Ma
il significato psicologico Non commetterai omicidio nel tuo cuore.
Il primo significato letterale, il secondo psicologico ed specificato
chiaramente nel Levitico. Un altro comandamento: Non commetterai
adulterio il significato letterale, ma il significato psicologico, che va
pi in l, si riferisce allinsiemismo dottrinale. Per questo spesso detto
che la gente cominci a prostituirsi seguendo altri di e cos via.
Ancora, il significato letterale del comandamento: Non ruberai
ovvio, ma il significato interiore molto pi profondo. Rubare, dal
punto di vista psicologico, significa pensare che si possa fare tutto con
le proprie forze, da soli, non comprendendo che io non so chi sono,
cosa penso, come sento e forse neppure come orientarmi.
come pensare che tutto ci sia dovuto e attribuire a se stessi ogni
merito. Invece solo una possibilit. Ma se si dicesse direttamente
questo ad un uomo, egli non capirebbe. Cos il significato rimane
nascosto, perch, se fosse spiegato, nessuno ci crederebbe, e tutti lo
considererebbero unassurdit. Lidea non solo non sarebbe capita, ma
anzi sarebbe considerata ridicola. La conoscenza superiore, il
significato superiore, se viene portato al livello ordinario di
comprensione, sembrer unassurdit e non sar compreso. Diverr
allora una cosa inutile e dannosa. Il significato superiore pu essere
dato solo a coloro che sono vicini a comprenderne il senso giusto.
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Questa una delle ragioni per cui il vero senso di tutti gli scritti sacri
deve essere nascosto, cos come , dallinvolucro esterno
dellespressione letterale. Non si tratta di ingannare la gente, ma di una
questione legata alla necessit di salvaguardare questo significato e di
evitare che venga frainteso e banalizzato, distruggendo il suo senso
profondo. La gente pensa talvolta di poter comprendere ogni cosa,
quando la sente. Ma ci assolutamente errato. Lo sviluppo della
comprensione, la visione delle differenze un processo lungo. Tutti
sanno che non si pu trasmettere la conoscenza della vita ai bimbi
piccoli perch la loro comprensione limitata. Ancora, certo che ci
sono taluni argomenti, anche nella vita ordinaria, che non possono
essere compresi senza una lunga preparazione, come per esempio
alcune branche delle scienze, dove non sufficiente soltanto sapere di
cosa trattino. Il fine di tutti gli scritti sacri di trasferire un senso
superiore ed una conoscenza superiore partendo inizialmente da una
conoscenza ordinaria. Le parabole hanno un senso ordinario. Il fine
delle parabole di dare alluomo un significato superiore partendo da
un senso ordinario inferiore di modo che egli possa intendere da solo
oppure no. La parabola serve proprio a questo. Pu succedere che un
uomo la prenda alla lettera o che invece incominci a pensare; essa lo
invita a pensare. Un uomo prima di tutto capisce ci che per lui
ordinario, ci che al suo livello naturale. Prima di astrarre(vederne i
molteplici sottintesi) egli parte da questo punto naturale. Questa la
situazione da cui un uomo parte, prima di impossessarsi di un
insegnamento. Ma la parabola ha un significato che va al di l del senso
letterale o naturale. Essa stata deliberatamente congegnata per colpire
prima i sensi e poi per lavorare sulla mente al fine di elevare il livello
naturale di comprensione ad un altro livello.
Da questo punto di vista la parabola , riguardo alla comprensione, uno
strumento di trasformazione. Come vedremo pi avanti la parabola
anche un tramite tra un livello banale ed uno superiore nello sviluppo
della comprensione.

PARTE SECONDA
I Vangeli parlano principalmente di unevoluzione interiore possibile
che viene chiamata ri-nascita. Questa la loro idea centrica.
Cominciamo con il considerare levoluzione interiore come espressione
di uno sviluppo della comprensione. I Vangeli insegnano che un uomo
che vive su questa terra in grado di sviluppare unevoluzione interiore
definita, ammesso che giunga a contatto con un insegnamento
appropriato. Per questa ragione, Cristo disse: lo sono la via, la verit e
la vita (Gv.XIV,6). Questa evoluzione interiore psicologica.
Divenire una persona pi attenta costituisce uno sviluppo
psicologico. La persona si fonda sui sensi, pensieri, azioni, sentimenti,
cio sulla comprensione. Un uomo ci che capisce. Se si vuol vedere
ci che un uomo , e non ci che appare, si osservi il livello della sua
comprensione. I Vangeli parlano, a questo punto, di una psicologia
reale basata sul presupposto che lUomo sulla terra capace di
raggiungere un grado pi profondo di comprensione.
I Vangeli si incentrano tutti, dallinizio alla fine, su questa possibile
auto-evoluzione. Sono dei documenti psicologici focalizzati e
incentrati sulla psicologia di questa possibile evoluzione interiore cio, su ci che un uomo deve pensare, sentire e fare per raggiungere
un nuovo livello di comprensione. I Vangeli non trattano delle banalit
della vita, se non indirettamente, ma di questa idea centrale - cio che
lUomo, nel profondo, un seme capace di una sicura crescita. Un
Uomo come un seme in grado di svilupparsi. Cos com, lUomo
incompleto, incompiuto. Un uomo pu realizzare la propria evoluzione,
il suo compimento, individualmente. Se non lo desidera, non ne ha
bisogno. Allora viene chiamato gramigna che viene bruciata perch
inutile. Ma questo insegnamento non pu essere dato n per costrizione
n per necessit. Prima di poterlo ricevere un uomo deve cominciare a
comprendere da solo. Non si pu costringere nessuno a comprendere
per forza, con la legge. Ma perch questo insegnamento non pu essere
dato direttamente? Ritorniamo ancora mia volta alla questione: perch
un significato pi elevato non pu essere dato in termini chiari? Perch
tutta questa oscurit? Perch tutte queste favole? Perch queste
parabole, ecc. Ognuno ha una facciata esteriore che andata
sviluppandosi a contatto con la vita ed una interiore che rimane vaga,
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incerta, indeterminata. Linsegnamento circa la ri-nascita e levoluzione


interiore non rientra nella facciata esteriore di un uomo sviluppata
dalla vita. Alcuni capiscono che la vita non li soddisfa e per questa
ragione iniziano a guardare in altre direzioni e a cercar di dare ad essa
un senso diverso prima di poter sentire un qualche insegnamento simile
a quello dei Vangeli. Il lato esteriore di un uomo organizzato dalla
necessit della vita e si accorda con la sua posizione e con le sue
capacit. In definitiva artificiale: una cosa acquisita. Ma solo il
lato interiore non organizzato di un uomo che in grado di autoevolversi, proprio come fa un seme crescendo. Per questo motivo
linsegnamento riguardante levoluzione interiore deve essere
strutturato in modo tale da non essere recepito unicamente dal lato
esteriore di un uomo. Prima si rivolge allesterno, ma
devessere in grado di penetrare molto pi profondamente e di
risvegliare poi luomo stesso - luomo interiore - non ancora
organizzatosi. Un uomo si sviluppa internamente attraverso una
riflessione pi profonda, non attraverso il suo lato esteriore controllato
dalla vita. Si sviluppa tramite lo spirito della sua personale
comprensione e con lassenso interiore a ci che egli vede come verit.
Il significato psicologico dellinsegnamento apparentemente
frammentario dei Vangeli si riferisce a questo lato pi profondo,
interiore, di ognuno. Se si riesce a capire che un uomo si pu
sviluppare solo attraverso una crescita della sua propria, individuale
comprensione, quindi solo attraverso la sua comprensione interiore, si
capisce anche un insegnamento vero sul significato dellevoluzione
interiore: se invece questinsegnamento unicamente esteriore, allora
gli apparir inutile e assurdo. Questinsegnamento pu essere distrutto
se cade in un posto sbagliato, sugli affari mondani.
Allora egli lo calpester. Questo il significato del commento di
Cristo: Non gettate le vostre perle davanti ai porci, perch non le
calpestino con le loro zampe ... (Mt. VIII, 6).
Davanti significa il lato esteriore della vita di un uomo, il lato pi
inferiore della sua comprensione, il lato che crede solo a ci che i suoi
sensi gli mostrano, la parte della mente che attaccata alla terra,
come lo sono i piedi. Questa parte non pu ricevere linsegnamento di
unevoluzione interiore poich rivolta verso lesterno e non verso
linterno. Dunque questa parte non pu capire nulla della ri-nascita.
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Ovviamente ognuno nasce. Ogni insegnamento esoterico afferma che


egli pu ri-nascere. Ma questa ri-nascita o seconda nascita appartiene
alluomo interiore e non a quello mondano che ama lesteriorit e
lapparenza. internamente. luomo interiore che pu ri-nascere.
Nellinsegnamento psicologico dei Vangeli un uomo non viene
considerato come ci che appare, ma come ci che . Questa una
delle ragioni per cui Cristo attacc i Farisei: essi erano apparenze. Essi
apparivano come buoni, giusti, religiosi, ecc. Attaccando i Farisei egli
intendeva attaccare luomo che crede nelle apparenze, ma che
interiormente profondamente corrotto. Il Fariseo, nel senso
psicologico, non altro che il lato esteriore di un uomo che pretende di
essere buono, virtuoso e cos via. quel lato di ognuno di noi. Questo
il Fariseo in ogni uomo e questo il suo significato psicologico. Tutto
quello che detto nei Vangeli, anche se rappresentato sotto forma di
parabola, miracolo o discorso, ha un significato psicologico
indipendentemente dal senso letterale delle parole. Quindi il
significato psicologico dei Farisei non si riferisce a persone vissute
tanto tempo fa, ma ad uno vivente ora - al Fariseo che in noi, alla
nostra insincerit che non ci permette di accettare nessun insegnamento
psicologico vero e genuino senza trasformarlo a nostro proprio
vantaggio. Pi avanti esamineremo pi ampiamente il significato del
termine Fariseo.

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PARTE TERZA
Dal momento che tutte le scritture sacre contengono un significato sia
letterale che psicologico, esse possono raggiungere la mente in un
duplice modo. Se lUomo non fosse in grado di un ulteriore sviluppo
questo non avrebbe alcun senso. Ed proprio perch egli capace di
unulteriore e individuale evoluzione che le parabole esistono. Lidea
sacra sullUomo - cio lidea esoterica o interiore - che egli ha un
livello pi elevato mai adoperato di comprensione e che il suo sviluppo
reale consiste nel raggiungimento di questo possibile livello superiore.
Per questo tutti gli scritti sacri che contengono delle parabole hanno un
doppio significato poich hanno un significato letterale a livello
duomo e contemporaneamente essi possono giungere a un livello
superiore che potenzialmente presente in lui.
Una parabola strutturata con un senso tradizionale. Una parabola nei
Vangeli data attraverso un linguaggio tradizionale ora desueto. Ci fu
un tempo in cui il linguaggio delle parabole poteva essere inteso.
Questo linguaggio - il linguaggio della parabola, dellallegoria e del
miracolo - andato perduto nel mondo moderno, ma rimangono ancora
delle fonti che ci mettono in grado di venire a conoscenza di qualcosa
di questo significato primitivo. Dal momento che il fine della parabola
quello di riunire significati superiori con altri ordinari, essa pu
essere pensata come un ponte tra due livelli, un collegamento tra il
senso letterale e quello psicologico. E, come vedremo, una volta ci era
noto ed in questo doppio senso essa era capita, anzi venivano usati certi
termini e certe parole che avevano volutamente dei doppi sensi. Con
questo linguaggio tradizionale si cre un nesso tra il senso superiore e
inferiore o - se si vuole tra la parte pi elevata e quella meno elevata
di un uomo.
Noi inizialmente siamo delle cellule e poi ci evolviamo in uomini.
Rinascere, nascere una seconda volta significa svilupparsi ad un livello
psicologico superiore, ad un possibile livello pi elevato di pensiero.
Questo il fine supremo dellUomo, secondo linsegnamento di tutte le
Scritture antiche in cui lUomo considerato psicologicamente come
un seme non ancora sviluppato. E questo un insegnamento esoterico.
Questo livello pu essere raggiunto solo con una nuova conoscenza, un
nuovo sentimento e un nuovo orientamento; e la conoscenza che d ad
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un uomo questa possibilit talvolta chiamata, nei Vangeli, Verit, o


talvolta il Verbo; non per una verit ordinaria, o una conoscenza
ordinaria: una conoscenza che prepara ogni interiore sviluppo.
Cerchiamo di capire questo linguaggio tradizionale delle parabole
con un significato bivalente. Cominciamo con lesaminare come viene
rappresentata la Verit. Nel linguaggio tradizionale le cose visibili
rappresentano cose invisibili. La vita esteriore, quella dei sensi, assume
un altro livello di significato.
La Verit, non essendo un oggetto visibile, stata rappresentata in
modo possibile con le parabole. Una parabola piena di raffigurazioni
di oggetti visibili e sensibili. Ma ciascuna immagine visiva rappresenta
qualcosa di appartenente ad un livello psicologico di pensiero - distinto
dallimmagine impiegata. Nei Vangeli viene spesso usata la parola
acqua. Che significato assume questa parola nel linguaggio
tradizionale? Nel senso letterale della parola indica la sostanza fisica
definita acqua, ma psicologicamente, ad un livello di pensiero pi
elevato, essa ha un senso diverso. Acqua non vuol dire semplicemente
acqua.
Cristo, parlando a Nicodemo della ri-nascita, dice che un uomo deve
essere nato dallacqua e dallo spirito: Se uno non nasce da acqua e da
Spirito, non pu entrare nel regno di Dio. (Gv. III, 5). Ma allora cosa
significa acqua? Deve avere un altro significato, un riferimento
psicologico pi elevato. Potremmo arrivare a pensare, forse, che lo
Spirito significhi probabilmente la volont la parte pi interiore di
un uomo, la pi reale; e potremmo allora capire che ri-nascere non
significa rientrare nel ventre della madre, come credeva Nicodemo - un
uomo in grado di pensare solo in modo letterale. Qualsiasi cosa noi
possiamo pensare circa il significato di Spirito, non possiamo
immaginare, con la nostra normale comprensione, cosa voglia dire
acqua in questo antico linguaggio bisenso, in cui le cose sensibili
rimandano ad un significato diverso. Non si riesce a trovare il bandolo
della matassa. Dire che un uomo deve rinascere con lacqua, nel senso
materiale, fisico, pura assurdit. E allora cosa significa acqua dal
punto di vista psicologico? Possiamo trovare, tramite altri passaggi
della Bibbia, cosa rappresenta questa immagine fisica a un livello
psicologico. Si potrebbero citare centinaia di esempi. Prendiamone uno
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dai Vangeli. Cristo parl alla Samaritana vicino al pozzo e le disse che
avrebbe potuto darle acqua viva; Cristo le dice:
Chiunque beve di questacqua avr di nuovo sete; ma chi beve
dellacqua che io gli dar, non avr mai pi sete, anzi, lacqua che io
gli dar, diventer in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita
eterna (Gv. IV, 13-14).
evidente che il termine acqua viene usato in senso particolare, che
proprio di questo antico linguaggio dimenticato. Ancora nel Vecchio
Testamento, nel Libro di Geremia, detto:
Perch il mio popolo ha commesso due iniquit: essi hanno
abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne
screpolate, che non tengono lacqua (Ger. II, 13).
Ma allora cos questacqua viva? Nel linguaggio tradizionale acqua
significa verit. Ma una Verit tutta particolare, una forma speciale
di conoscenza detta Verit viva. Verit viva perch rende un uomo
vivo in se stesso e non morto, una volta che la conoscenza di questa
verit sia accettata e praticata. Nellinsegnamento esoterico - cio
nellinsegnamento dellevoluzione interiore - definito morto
luomo che non sa nulla di tutto ci. Vi conoscenza esoterica se ci si
riferisce a questa conoscenza. Vi conoscenza superiore se luomo
capisce, sente, vuole, agisce, per raggiungere il livello successivo di
sviluppo. Non una verit esteriore riguardante cose esteriori o oggetti
esteriori, ma una Verit interiore sulluomo stesso, su ci chegli , e su
come possa trasformarsi. verit esoterica (esoterico vuol dire
interiore) o Verit (riferita a quello sviluppo interiore e a quella nuova
manifestazione) che conduce a un ulteriore e reale progresso.
Nessuno pu cambiare, divenire diverso, nessuno pu evolversi e
raggiungere questo livello superiore possibile e cos ri-nascere se non
conosce, ascolta e segue un insegnamento appropriato. Se egli crede di
conoscere la verit da solo allora come coloro di cui Geremia parla
sopra che abbandonarono le acque vive e che scavarono cisterne,
cisterne screpolate, che non possono contenere acqua. Lidea chiara.
Esiste un insegnamento - ed sempre esistito - che conduce a uno
sviluppo superiore. Questo insegnamento il vero insegnamento
psicologico sulluomo e sul possibile sviluppo delluomo nuovo.
Luomo non pu inventarlo da solo. Egli, infatti, pu scavare cisterne
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per s, ma esse non contengono acqua - cio la Verit. Quando non c


una Verit di questordine, lo stato delluomo come quello della sete.
I miseri e i poveri cercano acqua ma non ce n, la loro lingua riarsa
per la sete. (ls. XLI, 17).
Anche quando la gente segue una falsa verit, si fa talvolta un paragone
con la bevuta di acque amare e con acqua non potabile o inquinata.
Applichiamo ora questidea dellacqua (la Verit) nel linguaggio
tradizionale a una delle frasi di Cristo e capiamo cos quale sia il suo
significato psicologico, totalmente diverso dal significato letterale.
Cristo disse:
E chi avr dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di
questi piccoli, perch mio discepolo, in verit io vi dico: non
perder la sua ricompensa (Mt. X, 42).
Qui una persona di mentalit ristretta creder che tutto ci che occorra
dare un bicchiere di acqua fresca a un bambino. Ma se acqua vuol
dire verit, allora si riferisce al diffondere la Verit, anche se in modo
inadeguato. Piccolo in greco qui non significa bambino, ma una
persona di limitata capacit di comprensione. Notiamo che, per
ricevere Verit, la mente deve essere come un bicchiere, ovvero, deve
essere riempita. Un uomo deve essere pronto, in modo che la sua mente
sia come una coppa pronta a ricevere linsegnamento. Cos la frase
dare un bicchiere dacqua, significa sia ricevere la verit, sia, darla
agli altri.
Tutto ci non pu essere espresso logicamente, ma pu essere
compreso psicologicamente. Ed proprio questo lo scopo del
linguaggio tradizionale che abbiamo cominciato a studiare.

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PARTE QUARTA
In luogo di Verit, vengono usate altre parole negli scritti esoterici del
Vecchio e del Nuovo Testamento. Lacqua non lunica immagine
usata per rappresentare il tipo di Verit che stiamo studiando. Nel
linguaggio tradizionale, pietra e vino sono usate entrambe come
immagini per rappresentare questa forma di Verit, che ha significati
diversi.
La pietra rappresenta la forma pi esteriore e letterale della Verit
esoterica, ovvero la Verit esoterica intesa in modo rigido. I
comandamenti furono scritti su tavole di pietra. Si deve capire che per
coloro, che non sono in grado di scorgervi alcun significato pi
profondo, la Verit verso unevoluzione superiore deve fondarsi su
solide basi.
Consideriamo brevemente lo straordinario racconto della Torre di
Babele narrato nella Genesi. Lidea madre di questo racconto si
riferisce allUomo che tenta di raggiungere un livello di sviluppo pi
elevato per mezzo della sua conoscenza ordinaria. Questo il
significato della torre costruita dallUomo. Ma da quanto si detto
finora, si pu comprendere che un uomo singolo o il genere Umano,
per raggiungere un livello superiore, deve conoscere e seguire
linsegnamento necessario per questo ulteriore passo. Luomo non pu
accrescere la sua statura nutrendosi di pensiero - cio, le sue idee, i
suoi pensieri non possono innalzarlo a un nuovo livello di evoluzione.
Egli si deve sottomettere a un insegnamento. I suoi sforzi si devono
basare su questa Verit che stiamo studiando. E questa conoscenza
superiore o Verit esoterica, nel suo livello pi basso di comprensione,
detta pietra. Vedremo con che cosa era costruita la Torre di Babele,
confrontandola con questa conoscenza necessaria chiamata Verit. Non
era pietra, ed detto espressamente: il materiale non proveniva da un
tipo superiore dUomo, ovvero da coloro che erano divenuti Uomini
Nuovi.
Il racconto della Torre di Babele molto strano ed poco importante
se preso alla lettera. Inizia col raccontare che molto tempo fa, dopo
No e il diluvio, tutti i popoli avevano una lingua comune. Tutta la
terra aveva una sola lingua e usava le stesse parole (Gn. XI, I).
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Si dice ancora che essi vennero dallest (cio lontani dalla Verit),
giunsero a una pianura e cominciarono a pensare di costruire una torre
per raggiungere il cielo. Si noti come poi continui il racconto: E si
servirono di mattoni invece che di pietre e di fango in luogo di calce.
E dissero:
Venite, costruiamoci una citt e una torre, la cui cima tocchi il cielo e
facciamoci un nome.... Si noti che essi avevano viaggiato venendo
dallEst e che avevano mattoni - fabbricati dalluomo - e non pietre.
LEst rappresenta, nel linguaggio tradizionale delle parabole, il luogo
dorigine della Verit esoterica. Essi raggiunsero una pianura - cio
scesero da un livello superiore - e dopo cominciarono a pensare di
poter fare qualcosa da soli, indipendentemente da quella conoscenza
della Verit che avevano ottenuto nellEst. Cos essi cominciarono a
costruire una torre, cio pensarono di poter raggiungere, con le loro
sole capacit e con i loro pensieri, un livello pi alto, qui chiamato
cielo proprio come nel Vangelo. Cielo significa un tipo superiore
di uomo e terra significa un uomo ordinario, naturale. Essi
cominciarono a costruire per s, ma si noti che espressamente detto
come essi, non solo usarono mattoni al posto delle pietre, ma anche
fango al posto della calce.
Un ordine superiore non pu essere capito da un ordine inferiore. Un
uomo a un livello superiore non pu essere compreso da un uomo che
si trova a un livello inferiore. LUomo non pu salire a un livello
superiore, a meno che non giunga ad una conoscenza (la Verit) che lo
elevi
a quel livello. La torre fu cos un fallimento. Nello strano modo in cui
questo linguaggio tradizionale evidenzia lazione, sembra che Dio li
volesse disperdere per gelosia. Ma si deve guardare pi in profondit
per capire questo linguaggio. La colpa era delluomo, non di Dio.
Luomo tent di innalzare se stesso con la sua sola forza cognitiva,
definita qui mattone e fango, ed cos che fu distrutto. Tutta la
terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dalloriente
gli uomini capitarono in una pianura del paese di Sennaar e vi si
stabilirono. Si dissero lun laltro: Venite, facciamoci mattoni e
cuociamoli al fuoco. Il mattone serv loro da pietra e il fango da
cemento. Poi dissero: Venite, costruiamoci una citt e una torre, la cui
cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderei su tutta
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la terra. Ma il Signore scese a vedere la citt e la torre che gli uomini


stavano costruendo.
Il Signore disse:
Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo
linizio della loro opera e ora, quanto avranno in progetto di fare non
sar loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua,
perch non comprendano pi luno la lingua dellaltro. Il Signore li
disperse di l su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la citt. Per
questo la si chiam Babele, perch l il Signore confuse la lingua di
tutta la terra e di l il Signore li disperse su tutta la terra (Gn. XI, 1-9).
molto difficile capire il linguaggio tradizionale, prendendolo alla
lettera. Possiamo capire che se un ingegnere costruisce una parte di un
motore in modo sproporzionato e con un materiale scadente, il motore
non sar buono. Egli pu dire: colpa di Dio. Non affatto cos: la
domanda sbagliata, per cui lo sar anche la risposta. La risposta sar
conforme alla qualit della domanda. E questa Dio o, se volete, 1
Universo che la scienza studia. A domanda sbagliata risposta
sbagliata. Non , che la risposta sia proprio sbagliata, ma una risposta
conforme al tipo di domanda. La parabola della Torre di Babele lo
dimostra. Luomo costru una torre con mattoni e fango invece che con
pietre e calce. E Dio - cio, la risposta alla domanda - disse:
impossibile.
Prendiamo ora in considerazione altri esempi di pietra che la
parola che designa, nel linguaggio tradizionale, la Verit che sincontra
in uno stadio superiore. Per raggiungere uno stadio superiore, un uomo
deve fare domande giuste e perch questo avvenga un uomo deve
conoscere che cosa chiedere. Cristo dice: Chiedete e vi sar dato. Ma
se non si sa qualcosa a proposito del senso di pietra o di acqua nella
conoscenza esoterica, come possiamo sapere che cosa chiedere? Cristo
non dice di chiedere cose mondane, ma un aiuto nellevoluzione
interiore e nella conoscenza.
Nel Padre Nostro si chiedono talune cose. Esse sono cose giuste. Lo
vedremo in seguito. Per adesso esaminiamo il fatto, che Cristo abbia
dato un nuovo nome a Simone. Simone significa colui che esaudisce
le preghiere, ma Cristo diede a Simone il nome di Pietro, che in greco
vuol dire pietra. Cristo, naturalmente, rappresenta la Verit di cui
stiamo parlando. Egli defin se stesso la Verit.
17

Egli parl della possibilit, per ciascun uomo, di raggiungere uno


stadio elevato di evoluzione. Egli insegn i metodi per raggiungerlo:
Egli, insegn la ri-nascita. Ora, chiamandolo Pietro in luogo di
Simone, egli si rifer allaspetto letterale del suo insegnamento. Cristo
disse a Simone:
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificher la mia Chiesa e
le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te dar le chiavi
del regno dei cieli... (Mt. XVI, 18-19).
A Simon Pietro furono date le chiavi del regno dei cieli. Il Cielo
significa, dal punto di vista spirituale, questo livello superiore di
sviluppo, intrinsecamente possibile per luomo. Ma Cristo ha dato a
Pietro, come Pietra, soltanto le chiavi. I Comandamenti scritti sulla
pietra sono anchessi delle chiavi. Ma, se presi alla lettera, essi non
bastano. Essi aprono la via al senso spirituale e hanno un significato
profondo. La Verit esoterica sotto forma di pietra non
sufficientemente flessibile per portare a un reale sviluppo interiore:
essa deve essere compresa, non semplicemente seguita ciecamente. Si
dice nella Genesi che Giacobbe fece rotolare via la pietra dal pozzo. La
pietra posta sul pozzo significa, nel linguaggio tradizionale, che la
Verit letterale ne blocca la comprensione spirituale. La pietra fu fatta
rotolare indietro e il gregge si abbever: lacqua non altro che la
conoscenza spirituale della Verit esoterica letterale, chiamata pietra.
Allo stesso modo va compreso il passo seguente:
Giacobbe si mise in cammino e and nel paese degli orientali. Vide
nella campagna un pozzo e tre greggi di piccolo bestiame, accovacciati
vicino, perch a quel pozzo si abbeveravano i greggi, ma la pietra sulla
bocca del pozzo era grande. Quando tutti i greggi si erano radunati l.
i pastori rotolavano la pietra dalla bocca del pozzo e abbeveravano il
bestiame (On. XXIX, 1-3).
La pietra che blocca il pozzo vuol dire che la gente ha preso la Verit
esoterica alla lettera, in modo estrinseco. Essa preferisce le cose di
questo tipo, tanto non uccidono, ma intanto non vedono che sono i
loro cuori a morirne.
Cristo stesso che rappresentava la Verit esoterica o La Via o il
Verbo, fu la pietra scartata dai costruttori. Nei Salmi si dice: La
pietra scartata dai costruttori divenuta testata dangolo. (Sal. 118,
22)
18

Che strana frase! Chi sono i costruttori? Di cosa? Di questo mondo?


Certamente linsegnamento di Cristo si manifestava in un mondo pieno
di violenza, in un mondo in cui tutti pensavano che solo la violenza sia
il segno del progresso. Ma quando Cristo chiamato la pietra, ci
significa che fondamentalmente lo era. Tutto il suo insegnamento,
tuttavia, mirava a trasformare la pietra in acqua e per ultimo lacqua in
vino.
Gli Ebrei interpretarono tutto ci letteralmente, come pietra comune.
Cristo, invece, trasformava il significato letterale in quello spirituale.
Lo si pu vedere in uno dei miracoli, che in realt sono dei miracoli
psicologici, cio, costituiscono il passaggio da un concetto letterale ad
una conoscenza spirituale. Un uomo che consideri in modo letterale la
verit superiore pu autodistruggersi. Questo, forse, spiega come mai
talune persone religiose sembrano essere distrutte dal contatto con la
religione e sono diventate peggiori, di quanto la vita li avrebbe resi.
Tutto ci evidenziato nel quinto capitolo del Vangelo di Marco, dove
si parla di quelluomo che aveva uno spirito immondo e che usc dalle
tombe; di lui si dice che continuamente si tagliava con le pietre. Le
pietre, cio la Verit superiore abbassata a un livello inferiore, lo
tagliavano e lo rendevano immondo.
Dal momento che Ges rappresentava, per ora diciamo cos, una
comprensione superiore della Verit letterale, luomo gli grid: Che
cosa ho a che fare con te, o Ges? E Ges disse: Esci, spirito
immondo, da questuomo. Uomo significa la conoscenza delluomo
ovvero delluomo vero. Ma questa solo unidea molto vaga del senso
di questa parabola - miracolo. Essa si riferisce al grado di conoscenza
delluomo nei confronti dellinsegnamento superiore.
Di fatto luomo si tagliava con le pietre - cio ha considerato la
verit superiore a un livello letterale, ecco perch era immondo. E la
sua immondezza doveva trasferirsi nel maiale. Ma forse, in seguito,
potremo capire un po meglio il senso di tutto ci.
Ges rappresentava sempre la conoscenza non formale o rituale
della Verit superiore. Gli Ebrei nei Vangeli rappresentano non un
popolo vero e proprio, ma un certo modo letterale di considerare la
Verit superiore. Ognuno ebreo, cio incapace di passare dal senso
letterale al senso spirituale. Gli Ebrei volevano lapidare Cristo.
Quando Cristo disse: Io e il Padre siamo ununica cosa, gli Ebrei
19

presero delle pietre per lapidarlo, perch le loro menti letterali


pensarono che le sue parole fossero blasfeme. Il vero senso profondo
del racconto che la gente che si trova a un livello di conoscenza
letterale, rituale e formale, cerca di trasferire questi sensi sulle
persone che sono a uno stadio superiore. Si pu essere anche lapidati
da ci che una volta si era capito in modo letterale e che ora si capisce
in modo diverso. E si pu sempre lapidare un uomo con le proprie
interpretazioni letterali e superficiali, senza lasciare spazio a ci che
egli ha voluto dire. E le leggi dei codici e dei tribunali sono e devono
essere basati sulle pietre, cio su ci che si detto effettivamente e
non su ci che si voleva dire.

PARTE QUINTA
Parliamo per un momento del vino usato come simbolo della Verit.
In seguito esamineremo il significato della Verit esoterica, quando
luomo ha raggiunto, nella sua conoscenza, lo stadio del vino. Ma al
momento dobbiamo capire che la pietra la forma esteriore della
Verit esoterica, che lacqua si riferisce a un altro modo di
comprendere la stessa Verit e che il vino la forma di
comprensione pi elevata per conoscerla. Nel miracolo riportato nel
secondo capitolo del Vangelo di Giovanni, Cristo cambi lacqua in
vino. Nella narrazione si dice che egli chiese ai servitori di riempire le
giare di pietra con acqua ed egli la trasform in vino. Qui ci sono i tre
stadi del rapporto delluomo con la Verit e quindi i tre stadi nella
conoscenza della Verit esoterica.
20

PARTE SESTA
Lidea del vino conduce naturalmente allidea delle vigne che
producono il vino. Prima di poter continuare in modo pi completo lo
studio del linguaggio tradizionale delle parabole dobbiamo soffermarci
sul concetto di vigna e cercare di formarci qualche idea sul suo
significato. In seguito bisogner parlare di questa Verit che si riferisce
allo sviluppo interiore delluomo e alla crescita della conoscenza.
Questa Verit non una verit ordinaria. Essa nascosta come un
seme. Cristo, per esempio, insegn questo particolare tipo di Verit.
Nel discorso della Montagna ne ha evidenziato taluni aspetti; taluni,
perch gli aspetti pi profondi della verit li ha celati sotto forma di
parabole. Luomo non pu costruirsela questa Verit: lo abbiamo gi
visto nellepisodio della Torre di Babele in cui gli uomini pensavano di
poter raggiungere il Cielo con mattoni e fango in luogo di pietre e
calce. La Verit superiore, cio quella Verit che conduce a un livello
superiore di auto evoluzione, non ci viene data dalla vita, ma da coloro
che hanno gi raggiunto questo livello superiore. Molti lhanno
raggiunto, ma la storia ne ricorda solo pochi. Ma restiamo a Cristo.
Egli insegn questa Verit superiore e disse molte cose
sullinstaurazione di questordine speciale della Verit sulla terra; per
questo fine egli us limmagine della vigna. Una scuola iniziatica
fondata su una Verit di questordine egli lha chiamata vigna, il cui
scopo era di fruttificare. Se non fruttificava essa veniva abbattuta.
Cristo afferma di essere la vite e dice ai suoi discepoli: Io sono la vite,
voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch senza di
me non potete far nulla (Gv. XV, 5).
Cristo racconta la seguente parabola a proposito della Vigna.
Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma
non ne trov. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a
cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perch deve
sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lasciali ancora
questanno, finch io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo
se porter frutto per lavvenire; se no, lo taglierai (Le. XIII, 6-9).
Da questo punto di vista lUomo stato considerato capace di una
crescita speciale, di uno speciale sviluppo interiore in modo speciale, e
le vigne sono state fondate per rendere possibile questo sviluppo.
21

Ovviamente non si trattava delle vigne in senso stretto, ma erano le


scuole iniziatiche.
Che cosa insegnavano? Prima di tutto esse insegnavano quella
conoscenza che, se praticata, poteva guidare luomo verso quel livello
superiore di sviluppo che gli proprio. Insegnavano alluomo che egli
era un singolo irripetibile e che poteva raggiungere un livello superiore
individuale.
Luomo, lui, il singolo, aveva questunico senso, il solo in grado di
soddisfare profondamente il suo essere. Esse incominciavano con
linsegnare questa Verit - ovvero la conoscenza di questa speciale
Verit - ma conducevano ben pi lontano; dalla Verit a un punto
fermo, da dove luomo potesse agire non pi sotto legida di quella
Verit che lo aveva portato a raggiungere quel grado, ma in funzione
del grado raggiunto. Questo grado stato anche definito il bene. Ogni
Verit ha lo scopo di condurre a un certo grado di bene. Era questa
lidea insita nella parola vigna.
Si fece il vino. Un uomo ha incominciato ad agire spinto dal Bene,
non dalla Verit: cos diventato un Uomo Nuovo.

22

CAPITOLO II
LIDEA DELLA TENTAZIONE NEI VANGELI
PARTE PRIMA
Nel prossimo capitolo esamineremo il Miracolo della Trasformazione
dellAcqua in Vino, che nel senso interiore o psicologico rappresenta
uno stadio preciso raggiunto da Ges nella sua evoluzione individuale,
poco tempo prima che egli cominciasse il suo insegnamento pubblico.
Ora esaminiamo le tentazioni di Ges e il senso generale che ha la
tentazione nel contesto evangelico. necessario avere ben chiara una
cosa che non viene generalmente compresa. Ci che bisogna aver
capito che Ges dovette sottoporsi alla tentazione per ottenere una
crescita e unevoluzione interiori. Egli non nacque perfetto. Se fosse
stato perfetto, egli non sarebbe stato soggetto alla tentazione o non
avrebbe sperimentato che cos la disperazione. Molti credenti
sbagliano pensando che Cristo, fin da principio, avesse un potere divino
e onnipotente. In realt Ges stesso che evidenzia la difficolt di
riuscire a guarire un certo tipo di malattie e dice che occorrono molte
preghiere e digiuni prima di riuscirci. In seguito vedremo alcuni di
questi episodi, ma possiamo dire fin dora che esistono le visioni pi
disparate sulle forze illimitate che Ges aveva sulla terra tanto che la
gente si chiede: perch, se egli era il Figlio di Dio, non guariva tutte le
malattie e non convertiva il mondo intero?
Queste stesse considerazioni si fanno quando si dice: se c un Dio,
perch ci sono sulla terra dolori, malattie, sofferenze, guerre, ecc.? Il
punto di partenza di entrambi i discorsi sbagliato. Non si capito il
senso della vita sulla terra, perch non si capita lidea centrale dei
Vangeli, cio lidea della evoluzione individuale e della ri-nascita.
***
Ripetiamo le parole citate sopra per fare maggiore chiarezza: Ges
dovette sottoporsi alla tentazione per ottenere la crescita e
unevoluzione interiori. Esaminiamo bene il problema. Cristo non
nacque perfetto, come un Uomo completamente sviluppato ed evoluto.
Al contrario, egli nacque imperfetto per portare a termine un
23

determinato compito da tanto tempo profetizzato. Egli doveva


ristabilire, in un periodo critico nella storia umana, un collegamento tra
due livelli che nei Vangeli sono chiamati terra e cielo, e questo
prima doveva attuarsi in lui, non solo per riaprire la possibilit di
attrazione proveniente da un livello superiore dellUniverso dellEssere
Totale (che si estende attraverso gradi differenti dellEssere Divino fino
allEssere Assoluto) che raggiungesse lUmanit sulla terra e desse
allUomo la possibilit di uno sviluppo interiore, ma anche per
lesistenza della cultura umana in un determinato periodo o ciclo
storico. A proposito di questo periodo Ges si chiede se si trover
ancora la fede alla fine dei tempi. Quando verr il Figlio dellUomo,
trover la fede sulla terra?. Tali sono le parole di Cristo che ci dicono
chegli
dubitava che si trovasse ancora la fede sulla terra alla fine dei tempi.
Ges dovette unire in s lumano e il divino e ristabilire in questo modo
un collegamento tra il cielo e la terra. Dovette sopportare tutte le
difficolt di unevoluzione interiore dellumanit che era in lui, di
modo che questo umano si sottomettesse al livello superiore o divino.
Egli dovette superare tutte le tappe di questa evoluzione in se stesso,
prima che questa evoluzione fosse perfetta; non solo prove ed errori,
ma anche tentazioni interiori senza fine, di cui noi possiamo avere solo
una vaga idea.
Tutto questo avvenne durante un lungo periodo di cui sappiamo
qualcosa dallinsegnamento che egli diede solamente durante lultima
parte della sua vita; questo periodo termin nellumiliazione finale e
nella cosiddetta catastrofe della crocifissione; conosciamo poco della
sua vita iniziale e nulla della parte intermedia, cronologicamente la pi
lunga. Qui c silenzio. Noi non sappiamo dove Ges fu istruito
durante questo periodo n da chi ricevette le direttive per il dramma
finale che doveva recitare e il cui annuncio fu fatto da Giovanni il
Battista (che non lo conosceva personalmente) e alla cui conclusione
predestinata fa sovente riferimento Ges stesso, in modo particolare nel
miracolo della Trasformazione dellAcqua in Vino, con quelle parole
chegli disse a sua madre: La mia ora non ancora giunta. (Egli non
dice madre, ma donna). Molti devoti pensano che Ges fu crocifisso
per colpa di Pilato, cos, per puro caso. Tutto ci assurdo. Pilato
dovette recitare la parte a lui assegnata, ma tutto era prestabilito.
24

Ora nei riferimenti del primo periodo dello sviluppo di Ges si dice che
faceva progressi in saggezza e statura. Ges progrediva per gradi. In
Luca si dice: E Ges cresceva in sapienza, et e grazia davanti a Dio e
agli uomini (Le. II, 52). Luca - che non conobbe mai Ges - riporta
anche le sue parole quando fu trovato nel tempio allet di dodici anni
da suo padre e da sua madre che lo cercavano da tre giorni. Sua madre
gli disse: Figlio, perch ci hai fatto cos? Ecco, tuo padre e io,
angosciati, ti cercavamo. Ed egli rispose: Perch mi cercavate? Non
sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?. Notiamo la
distinzione tra padre terreno e Padre celeste, cio tra lidea della
prima nascita terrena e della seconda nascita, superiore, che era
loggetto dellinsegnamento di Cristo. Anche allet di dodici anni
coloro che lo ascoltavano nel Tempio erano stupiti della sua saggezza
e delle sue risposte. Quindi Ges ha piena coscienza di procedere sulla
via della saggezza. Ed chiaro che pass un lungo periodo prima che
egli progredisse fino a raggiungere quel livello interiore completo e il
suo supremo sviluppo, chiamato nei Vangeli il momento della sua
glorificazione. Lapice di questo sviluppo incominci quando Giuda
usc nella notte per tradirlo (come si dice) e quando Ges disse ai
rimanenti discepoli: Ora il Figlio dellUomo glorificato.
Glorificazione che fino allora non aveva ancora raggiunto, perch
ovviamente avrebbe dovuto sopportare due ulteriori ed estremamente
severe tentazioni: la tentazione nellorto dei Getsemani, dove egli preg
cos:
O Padre mio, se possibile, fai che questo calice passi lontano da me:
per non la mia ma la tua volont sia fatta; e la tentazione sulla croce
quando grid: Dio mio, perch mi hai abbandonato?. Qui si deve
sottolineare il fatto che Cristo cominci ad insegnare tre anni prima di
raggiungere la glorificazione, cio prima del suo massimo sviluppo.
Chiediamoci: come si raggiunge levoluzione interiore? Ogni
sviluppo interiore possibile solo passando attraverso la tentazione
interiore. Le tre tentazioni di Cristo da parte del diavolo sono
dettagliatamente descritte nelle prime parti del Vangelo di Matteo e di
Luca e solo brevemente in Marco, con le parole bestie feroci. Nulla si
dice in Giovanni, ma il Miracolo dellAcqua trasformata in Vino
posto come punto di partenza dellinsegnamento e dei miracoli di Ges.
Esaminiamo ora le tre prime tentazioni descritte da Luca e ci
25

renderemo conto che Ges doveva progredire e per raggiungere questo


progresso doveva superare la tentazione e quindi passare attraverso i
gradi della crescita interiore, con unauto-conquista interiore.
Dobbiamo in primo luogo ricordare che lUmanit, nel suo stato di
sopore cos comera concepita nei Vangeli, sotto il potere del male, il
che viene rappresentato dallidea che lUomo come infestato da
spiriti cattivi. Cio, lUomo sotto il potere di stati danimo, di impulsi
e pensieri cattivi che sono personificati da spiriti maligni, il cui scopo
la distruzione del singolo e dellumanit.
La concezione dei Vangeli che lUomo continuamente trascinato
verso il basso da forze malvagie, che sono in lui, non fuori da lui, e, a
cui egli obbedisce.
Obbedendo a queste forze che sono in lui, luomo simpedisce il
progresso della vita umana. Le forze cattive sono nellUomo, nella sua
stessa natura, nella natura stessa del suo egoismo, nel suo egotismo,
nella sua ignoranza, nella sua stupidit, nella sua malizia, nella sua
vanit, nel pensare solo attraverso i sensi, nel considerare che il mondo
visibile e le apparenze esteriori della vita siano lunica realt. Tutto ci
si chiama globalmente il male, chiamato il diavolo, vale a dire quella
terribile forza dignoranza profonda che un Uomo non iniziato ha;
quella forza incapace di sistemare in modo giusto ogni cosa. Il diavolo
la sintesi di tutte queste lacune, di tutte queste forze incapaci di
capire luomo; il diavolo la sintesi di tutte queste incomprensioni. Per
questo il diavolo chiamato il calunniatore o il creatore di scandali, da
un certo punto di vista, e laccusatore, da un altro punto di vista. Ma
vedremo pi chiaramente che cosa significa diavolo quando
cominceremo a comprendere cosa significa realmente la tentazione.
Luca, nel racconto della tentazione di Cristo da parte del diavolo, dice
che Ges rimase quaranta giorni nel deserto, tentato dal diavolo. Il
numero quaranta appare nel racconto del Diluvio, dove la pioggia
cadde per quaranta giorni e quaranta notti, nonch nel racconto
allegorico dei Figli di Israele vaganti nel deserto per quaranta anni;
anche di Mos si dice che egli digiun per quaranta giorni e quaranta
notti prima di ricevere i Comandamenti scritti su tavole di pietra.
In Luca i quaranta giorni del deserto sono direttamente collegati
allidea di tentazione.
26

Ges fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta


giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangi nulla in quei giorni; ma
quando furono terminati ebbe fame (Le: IV, 1-2).
Segue poi una descrizione della prima tentazione che rappresentata
nel modo seguente: Allora il diavolo gli disse - Se tu sei Figlio di Dio,
di a questa pietra che diventi pane (Le. IV, 3).
Consideriamo il significato superficiale, letterale o di primo livello.
Cristo ebbe fame ed il diavolo sugger di trasformare una pietra in
pane.
Ges gli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivr luomo (Le. IV,
4).
A livello letterale proprio cos come appare, una tentazione fisica. Ad
ogni modo, si noti che si dice che Ges fu nel deserto per quaranta
giorni tentato dal diavolo. Se noi supponiamo che il deserto sia
letteralmente il deserto fisico, materiale, perch non si dice nulla a
proposito del modo in cui egli fu tentato per tutto questo tempo? Si
potrebbe dire semplicemente che egli stava morendo di fame. Ma,
tenendo presente lo sviluppo interiore, si deve considerare il termine
deserto come uno stato della mente, uno stato interiore generale,
paragonabile con un deserto letterale, cio con uno stato in cui non vi
nulla che guidi un uomo, in cui egli non si trova pi fra cose comuni.
Per questo nel deserto, cio in uno stato di angustia, di smarrimento e
di disorientamento, in cui egli lasciato interamente a se stesso,
provato, senza sapere in quale direzione andare, n se c una
direzione. La direzione stessa una tentazione, perch per tutto quel
tempo egli era come disorientato. Perch un uomo dovrebbe lasciare
ci che ordinario per andare in un deserto? Egli ha fame di pane - non
di pane comune - ma di quel pane che noi chiediamo nel Padre Nostro,
cos mal tradotto con pane quotidiano, e cio: di guida, di pane
transustanziale, di pane per il domani, di pane per sviluppare le nostre
vite non come sono oggi, ma come possono divenire, di pane
necessario per aiutare la nostra crescita, di pane per i successivi e
necessari gradi di comprensione (Infatti il Padre Nostro una preghiera
concernente levoluzione interiore ed il pane che si chiede quello che
serve a capire). In un tale stato la tentazione quella di farsi del pane cio, seguire le proprie idee, la propria volont - come i costruttori della
Torre di Babele che usarono mattoni e fango invece di pietre e calce.
27

Essi pensarono di potersi fare un nuovo mondo ricavandolo dalle loro


stesse idee. Perch non ci si dovrebbe fidare di se stessi e della vita
invece di aspettarsi qualcosa che sembra aleatorio? In Matteo la
risposta di Cristo a questa tentazione :
Non di solo pane vivr luomo, ma di ogni parola che esce dalla
bocca di Dio (ML IV, 4).
Si noti come il diavolo avesse chiesto a Cristo di fare del pane da s
per alleviare il suo stato e quindi per non continuare ad attendere la
Parola di Dio. Il diavolo dice: Se tu sei Figlio di Dio di a questa
pietra che diventi pane. Cio: alimentati con le tue proprie forze ed
idee. Ma la missione di Cristo, che incominci subito dopo le tentazioni
nel deserto, non era quella di costruire verit e concetti suoi, ma di
comprendere e di insegnare la Verit ed il significato della Parola di
Dio, cio il significato di un livello superiore di valori. La prova era tra
la sua volont e la volont di un livello superiore. Egli doveva fare la
volont di Dio, non la sua. Egli doveva portare il suo livello umano
inferiore a sottomettersi alla volont di un livello superiore o divino.
Qui il livello umano che tentato, perch Ges nacque da una madre
umana. Scambiare linferiore con il superiore rappresenta
lannichilimento di un uomo, perch egli attribuir a se stesso ci che
non suo. Un uomo sar allora tentato di dire: Io sono Dio e non
Dio lIo. Se egli dice: Io sono Dio, egli identifica se stesso con
Dio partendo da un livello inferiore. Ci lo annichilisce. Se egli dice:
Dio lIo, egli abbandona la sua volont e compie quella del Dio
Io in lui e, in questo modo al di sotto di Dio e ubbidisce ad un
livello superiore. Si noti come il diavolo si rivolga a Ges: Se tu sei il
Figlio di Dio... e capisca che Ges pu fare come vuole, essendo al
livello di Dio. Questo livello era in Ges; avvenne nel suo intimo. E
sebbene questa tentazione possa essere considerata solo come un
superamento degli appetiti, in questo caso della fame, chiaro che
significati ben pi profondi si trovano dietro il senso letterale e che essi
riguardano legoismo, la potenza, la violenza in cui la natura umana
radicata. Ges aveva una natura umana che gli derivava dalla donna,
da sua madre. Lo scopo era quello, di trasformarla. Questo appare
chiaro nella seconda tentazione, in cui a Cristo venne offerto tutto il
potere sul mondo visibile. Il diavolo qui rappresentato mentre
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trasporta Cristo su un luogo elevato per mostrargli in un istante i


regni del mondo:
Il diavolo lo condusse in alto, e mostrandogli in un istante tutti i regni
della terra, gli disse: - Ti dar tutta questa potenza e la gloria di questi
regni, perch stata messa nelle mie mani ed io la do a chi voglio. Se ti
prostri dinanzi a me, tutto sar tuo (Le. IV, 5-7).
Questa tentazione quella del potere terreno e della vanit profonda
che c in ognuno di noi. rivolta allegoismo. Include lamore per il
mondo e per il suo dominio. Il diavolo dar a Cristo il mondo. Lamore
per il potere (lautorit) e lamore per il dominio sono due aspetti
dellegoismo.
Qui il livello umano in Cristo soggetto alla pi tremenda e
inimmaginabile tentazione per i beni terreni e per il potere
incondizionato. La tentazione descritta in modo tale da evidenziare
tutto ci chiaramente: il mondo intero presentato a Ges in un
istante, cio tutto insieme. Ges risponde: Sta scritto: Solo al Signore
Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai; cio: non al mondo e al suo
dominio. La risposta viene da quella stessa conoscenza manifestata
nella prima tentazione. C qualcosa dindipendente dal mondo e dalla
brama di possederlo. C qualcosaltro che lUomo deve possedere.
Questo livello superiore, possibile o reale in un uomo, la vera meta a
cui deve tendere la sua volont di potenza e di gloria. Ma anche se un
uomo sa ed assolutamente certo di questa direzione, pu ancora
maggiormente essere tentato. Altrimenti Cristo non sarebbe stato
tentato in questo modo. Il suo lato umano era ancora scoperto a questa
tentazione. Non soltanto leffetto prevalente dei sensi e lappello
immediato al proprio interesse e alla propria vanit che devono essere
propriamente pensati, ma forse quei falsi sillogismi che fanno pensare
di poter aiutare lumanit con mezzi terreni, poteri esteriori e autorit,
diventando un re sulla terra. Sappiamo che i discepoli pensavano che
Ges stesse diventando un re terreno che avrebbe posseduto il mondo
intero e che avrebbe dato loro delle ricompense terrene. Essi pensavano
a cose di un livello superiore, avendo per un livello inferiore. Subito
essi non potevano capire ci di cui stava parlando Ges, e cio il
raggiungimento di un livello superiore o interiore che non ha nulla a
che fare con il livello inferiore o esteriore della vita. Ricordiamoci che
il sentiero che Cristo doveva seguire conduceva a un apparente
29

insuccesso nella vita esteriore, a unimpotenza esteriore, a una morte


riservata solo ai peggiori criminali. Solo pochi lo seguirono fino alla
fine. Sembrava che tutto fosse stato inutile. Certamente noi non
capiremo mai tutto ci, se non capiamo in profondit il senso dei due
livelli. Ma di ci parleremo pi diffusamente in seguito; qui ci
limitiamo a dire che la tentazione, in senso stretto, relativa a questi
due livelli e si riferisce al passaggio da uno allaltro. Se Ges fosse nato
perfetto, sarebbe stato al di l, di ogni tentazione. Egli non avrebbe
rappresentato luomo nuovo o la Via verso di esso.
Egli si defin la via: lo sono la Via. Proprio per questo motivo.

30

PARTE SECONDA
Ci sono modi diversi di essere tentati e vie diverse che ci inducono in
tentazione. Parliamo della tentazione in generale. Ogni tentazione (se
vera) implica in un uomo una lotta tra due cose che vogliono entrambe
prevalere. Questa lotta si presenta sotto due forme. Avviene sempre
tra il vero e il falso oppure tra il bene o il male. Tutto il dramma
interiore della vita di un Uomo e la sua risoluzione verso uno sviluppo
interiore risiede in questa lotta interiore fra la Verit e la menzogna,
fra il bene e il male.
E, in effetti, sono queste le cose che ognuno di noi pensa sempre e su
cui si dibatte nellintimit della sua mente e del suo cuore. La mente
serve per pensare ci che vero e il cuore per intuire ci che bene.
Qual la prima tentazione nei confronti della Verit? Si trova nella vita
intellettuale di una persona. Ognuno considera vere talune cose. La
conoscenza non la Verit, poich non conosciamo molte cose, ma non
le consideriamo tutte necessariamente vere o siamo indifferenti, verso
di esse. Indipendentemente dalle cose che conosciamo talune le
riteniamo vere. Ci rappresenta la nostra verit personale e
appartiene alla nostra vita personale e intellettuale, dal momento, che
la conoscenza e la Verit sono proprie della mente. Ora la vita
intellettuale di un uomo altro non se non ci che egli crede essere
vero e quando questo viene in qualche modo messo in dubbio, egli
preso dallansia. Quanto pi egli valuta ci che crede essere vero, tanto
pi ansioso si sentir quando il dubbio si insinua nella sua mente.
Questo uno stato di tentazione, moderato, nel quale un uomo deve
pensare a ci che crede e valuta come Verit da cui partire per
combattere i suoi dubbi. Occorre capire che nessuno pu essere tentato
su ci che per lui non ha valore; pu essere tentato solo su cose che per
lui hanno un valore. Il significato della tentazione quello, di
rafforzare tutto ci che un uomo valuta come verit. Nei Vangeli lidea
chiara; lidea delluomo che deve lottare e combattere dentro di s.
I Vangeli si riferiscono allo sviluppo e allevoluzione interiore di un
uomo. Tutto ci richiede una lotta interiore, cio la necessit della
tentazione. Ma la gente talvolta scandalizzata allidea di dover
combattere per la Verit e subire delle tentazioni contro di lei
31

medesima. Ma necessario combattere per la conoscenza come pure


contro se stessi.
Parliamo ora della tentazione riguardo al Bene. Questa tentazione non
intellettuale ma emotiva; propria della volont umana e non del suo
pensiero. Un uomo vuole ci che egli sente come bene. Ognuno vuole e
agisce secondo ci che egli sente che bene e tutto ci che un uomo
vuole appartiene alla sua vita cosciente. Nulla rende la vita cosciente a
un uomo se non ci che egli considera dentro di s come bene. Se ci
che egli ritiene Bene gli fosse tolto, la sua vita cosciente cesserebbe,
cos come cesserebbe la sua vita intellettuale se tutto ci che egli crede
essere la verit gli fosse tolto. Ora nei Vangeli tutta la Verit riguarda
la conoscenza dellinsegnamento di Cristo e tutto il Bene riguardo
allamore di Dio e allamore del prossimo. Ora un uomo ama ci che
reputa buono e ci che reputa buono egli lo vuole e lo segue. Se egli
ama solo se stesso, allora un uomo per cui il bene rappresenta solo il
proprio bene e considerer male ci che non bene per lui. La volont
si sviluppa sviluppando lamore e lo sviluppo dellamore avviene a
spese dellegoismo. Ora, dal momento che luomo pu essere tentato
solo intellettualmente attraverso ci che egli considera come Verit,
egli pu essere tentato nella sua volont e nel suo agire solo attraverso
ci che egli ama. Dal momento che ogni tentazione sulla realt della
Verit del Verbo - cio dellinsegnamento dei Vangeli - e sul Bene del
Verbo, la tentazione sul Bene prima e sulla Verit poi inizia solo
quando luomo incomincia a superare il livello dellegoismo e a
passare a quello della carit o amore del prossimo e riesce a pensare
Dio come sorgente di amore. Le tentazioni sulla Verit iniziano
necessariamente molto prima delle tentazioni sul Bene, ma se in un
uomo non c una briciola di carit naturale, sar tentato molto poco
sulla Verit. La Verit deve entrare e crescere in un uomo, prima che
egli possa cambiare lorientamento della sua volont, cio prima che i
suoi sentimenti su ci che bene possano cambiare. Quando egli
incomincia a sentire il nuovo Bene entrare in lui, due sentimenti si
intrecceranno: sentir una lotta tra il nuovo Bene e quello che in
precedenza credeva il Bene. Da questo momento egli potrebbe anche
star saldo nella Verit, ma fallire nei confronti del Bene. Luomo
effettivamente fra due livelli, superiore e inferiore e ogni vera
tentazione inizia solo ora poich il livello inferiore lo attrae ed egli
32

deve trovare una via tra i due livelli. In realt egli un po si solleva e un
po cade proprio come un ubriaco che cerca di rialzarsi dal pavimento.
Ma se la tentazione contro il Bene inizia solo ora, comunque vada,
luomo non deve mai permettere che un insuccesso vero o unapparente
sconfitta dichiarino guerra alla Verit su cui egli poggia. Se lo far, con
ogni insuccesso perder anche un po del senso della Verit. Chiunque
sia e qualsiasi cosa faccia, egli deve star saldo nella Verit che ha
ricevuto e farla vivere in lui.

33

PARTE TERZA
Nella terza tentazione di Cristo, ancora una volta il diavolo inizia
dicendo: Se tu sei Figlio di Dio...; Cristo dovette combattere contro
legoismo in tutte le sue forme e in tutte le sue manifestazioni di amore
terreno, da cui tutto deriva, e dovette vincere ogni sentimento di autopotenza, che gli derivava dal suo livello umano, per innalzarlo al
livello superiore. In un uomo la tentazione, in senso stretto, la
relazione che esiste tra il livello inferiore e ogni altro possibile livello
superiore. Ricordiamoci bene che lidea centrale dei Vangeli che un
uomo dovrebbe passare da un livello inferiore a uno superiore e che
questo costituisce levoluzione interiore o la Rinascita. Dal momento,
che la Parola di Dio insegna quali sono i mezzi necessari per questa
evoluzione interiore, ogni tentazione intellettuale nei Vangeli ha come
oggetto i pensieri soggettivi di un uomo nei confronti della Verit della
parola; la verit esteriore e ogni tentazione sui propri sentimenti hanno
per oggetto legoismo e lamore di Dio. Naturalmente c un contrasto
tra il livello inferiore e quello superiore, come c, ad esempio, un
contrasto tra un seme e la pianta. Si potrebbe dire che un seme pu
vivere da solo ed essere pieno del suo egoismo o pu consegnare se
stesso e la sua volont personale a influenze superiori che cercano di
operare su di esso, in modo da farlo diventare, trasformandolo, una
pianta.
La terza tentazione descritta cos da Luca: Lo condusse a
Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se tu sei
Figlio di Dio, buttati gi; sta scritto infatti: Ai suoi angeli dar ordine
per te, perch essi ti custodiscano; e anche: Essi ti sosterranno con le
mani, perch il tuo piede non inciampi in una pietra.
Ges gli rispose: stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo (Le.
IV, 9-12).
Si sa che legoismo il culto della propria personalit, unauto
divinazione: ci che inferiore crede di essere superiore e cos tenta
Dio. Questo egoismo non pu percepire la sua nullit e quindi si gonfia
fino al cielo; dopodich, inebriato dalla sua divinit, nella follia
dellauto-illusione, esso pu tentare limpossibile e auto-distruggersi.
Nei racconti della tentazione da parte del diavolo si dice che Cristo
fu portato dallo Spirito nel deserto. Secondo Luca, egli fu condotto
34

dallo Spirito nel deserto per quaranta giorni e tentato dal diavolo. In
Marco lespressione pi forte Subito dopo, lo Spirito, lo sospinse nel
deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; egli stava con le
fiere e gli angeli lo servivano (Me. I, 12-13). E in Matteo: Allora
Ges fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo
(Mt. IV, I):
Le tentazioni nel deserto, in ogni Vangelo in cui sono descritte, sono
fatte seguire al battesimo di Ges da parte di Giovanni. Sarebbe strano
se Cristo fosse stato tentato dallo stesso spirito di illuminazione
interiore di cui egli era pieno. Ma Cristo insegn che un uomo deve
rinascere nello spirito: e senza tentazioni non vi trasmutazione. Lo
spirito il tramite fra il superiore e linferiore. Lumano in Cristo
doveva essere trasformato ed elevato fino al livello divino. Lo spirito
il trascinatore che adegua il livello inferiore a quello superiore ed
compito suo quello di portare un uomo nel deserto - anzi nel totale
disorientamento - e di sottoporlo alla tentazione totale, di modo che
tutto ci che inutile per il suo auto-sviluppo venga abbandonato e
tutto ci che pu farlo crescere e maturare venga afferrato. Il diavolo
rappresenta tutto ci che in un uomo non in grado di svilupparsi, la
sua staticit, il suo odio per ogni idea di evoluzione interiore: tutto ci
che egli vuole, solo calunniare e mistificare per i propri fini. Tutto
questo deve essere gradualmente abbandonato da chi ricerca un vero
sviluppo interiore e non vuole farsi manipolare e dominare. Ci che
deve cambiare in un uomo lordine delle cose: ci che al primo
posto deve passare allultimo. Non per nulla Cristo dice al diavolo:
Va de retro, Satana!. Questo nuovo ordine interiore, che si realizza
in un uomo con la tentazione, non si instaura subito e ci appare
chiaramente in Luca l dove dice che le tentazioni di Cristo non erano
finite.
Il diavolo si allontan da lui per ritornare al tempo fissato (Le. IV,
13).

35

CAPITOLO III
LE NOZZE DI CANA
Chi erano gli sposi? Non si sa nulla n della sposa n dello sposo.
Ges e sua Madre esteriormente sono Madre e Figlio; in senso
psicologico Ges rappresenta lunit di natura e spirito. Perch allora il
Maestro di Cerimonia non si rende conto di ci che accaduto? Perch
gli fu impossibile comprendere, tanto che i servi non cercarono neanche
di informarlo, sebbene essi fossero molto probabilmente agli ordini del
Maestro di Cerimonia? Perch era apparso un nuovo Maestro - quasi
segretamente - e si noti che questo nuovo Maestro non dice nulla al
Maestro di Cerimonia, che noi possiamo definire il vecchio Maestro.
Quando lUomo modifica globalmente la sua psicologia in un modo
cos profondo, il primo Maestro non la controlla pi, ma appare un
secondo Maestro pi grande.
Con una perfetta conoscenza della sua natura - rappresentata dalla
Madre - Ges raggiunse uno stadio in cui il vecchio Maestro non aveva
pi alcun potere e quindi non sapeva ancora che cosa fosse successo.
Ges non il Maestro di Cerimonia, ma nessuno dice al primo Maestro
che cosa capitato. Sono tutti silenziosi. Non c nessuna rivalit; c
solo silenzio. Effettivamente avvenuta la trasformazione dellacqua in
vino, ma nulla avvenuto con violenza. In tutti i miracoli di Ges non
c mai stata violenza o rivalit; c sempre stato silenzio. Ges disse a
Pilato che se fosse stato necessario egli avrebbe potuto usare i suoi
poteri che lo avrebbero liberato, ma non li us. Violenza genera
violenza. Non sempre facile riflettere sulla vera natura del Maestro
che in noi, su come sopraffarlo o allontanarlo. Per non ostacolarlo o
annientarlo dobbiamo tacere.
Pilato pot scorgere qualcosa in Ges; e il Maestro di Cerimonia pot
apprezzare un buon vino, ma non v dubbio che questultimo sarebbe
stato un fatto difficile da interpretare, se il miracolo gli fosse stato
spiegato dai servi e fosse stata messa in discussione lautorit del
Maestro.
Nei Vangeli si parla di questo silenzio interiore che viene messo in
relazione al cambiamento interiore: il silenzio chiesto a tutti. Non
sappia la tua sinistra ci che fa la tua destra (Mt. VI, 3). Non si vince il
36

potere di questo mondo reagendo violentemente. Si pu reagire


violentemente con il proprio padre. Quanti consumano il meglio di se
stessi opponendosi violentemente al potere? Anzi, col tempo, arrivano
perfino a odiarlo. Il cambiamento interiore non si ottiene in questo
modo; qui, in queste nozze simboliche, il potere della Madre di Ges
non viene rappresentato come una reazione, ma una realizzazione di un
certo ordine interiore, per cui il significato che ad esso attribuisce,
Maria non lo distrugge, ma lo esalta: lei che rende possibile la
realizzazione del miracolo dicendo ai servi di obbedire a ci che
Ges aveva detto loro di fare. E poich egli doveva a Maria la sua
natura umana o naturale chiaro come, al livello che aveva raggiunto,
egli avesse messo in una giusta relazione il lato umano con quello
spirituale; cos Maria - il lato umano o naturale - ubbid a lui - il lato
spirituale.
Ci sono delle discipline in cui questo lato naturale considerato
come qualcosa da dominare totalmente per permettere al solo pensiero
spirituale di dirigerei. Questa spaccatura dellessere non pu essere
considerata unarmonia di tutte le note che risuonano nel nostro Essere.
Ges, nato da Maria, era un uomo. Il suo compito era di collegare
lUomo con Dio - la natura con lo spirito - e non di creare uno iato che
non c; ci sono solo livelli diversi.
Ora il lato naturale di un uomo e quello interiore o spirituale si
potrebbero paragonare a due immagini, a due stanze, luna dentro
laltra, o a due sommit, una superiore e laltra inferiore, o a due citt o
in molti altri modi. Le immagini da sole non dicono nulla. Il significato
tutto, poich l c linterpretazione. Non limmagine che spiega la
parabola n le parole dette che la interpretano. Alcuni sogni sono
perfette parabole, come alcuni miti o favole. Ma la cosa pi importante
il significato che queste parabole, questi miti, questi sogni, queste
fiabe racchiudono.
Al livello naturale della mente esse appaiono senza un significato,
salvo quello letterale. Ma il significato rituale, psicologico, non pu
essere comunicato direttamente al livello naturale con le parole. E
questa la ragione per cui da sempre esistito un altro linguaggio. Un
linguaggio verbale pu essere compreso solo da quelli che lo
capiscono, ma una parabola rappresentata visivamente pu anche
essere compresa da gente che non parla lo stesso linguaggio verbale. Ci
37

sono due linguaggi: essi corrispondono a due profondit o livelli


dellUomo. Cos nel linguaggio esoterico viene usato un termine che da
sempre vuol dire che un certo sviluppo stato raggiunto. Questo
termine di tipo numerico. Il numero tre indica la pienezza. In questo
simbolo della trasformazione dellacqua in vino, detto allinizio che il
terzo giorno ci furono le nozze. Linizio, la met e la fine costituiscono
la realizzazione di uno stadio. Quindi nel linguaggio esoterico il
numero tre s la fine di qualcosa, ma anche linizio di qualcosaltro.
Quando uno stadio psicologico stato realizzato, ne comincia uno
nuovo. Questo il terzo giorno. Il vecchio non c pi e inizia il
nuovo, cio il livello superiore sta cominciando a divenire attivo e il
livello precedente comincia a obbedire a questo nuovo livello
superiore. Il numero tre usato per rappresentare questo passaggio,
come per esempio quando Cristo esaur agli inferi il suo tempo e poi
risorse il terzo giorno. Ci sono molti esempi, nei libri allegorici della
Bibbia, delluso del numero tre. Giona rimase tre giorni nel ventre della
balena. Pietro rinnega Cristo tre volte, cio completamente. Cristo
chiede tre volte a Pietro se lo ama. Il fico che non produceva frutti da
tre anni fu abbattuto. Ci sono molti altri esempi del numero tre usato
col significato di pienezza; pienezza sia nel senso di un nuovo inizio
che nel senso del compimento di una cosa.
Ora tutto il simbolismo del cambiamento dellacqua in vino
rappresenta lo stadio che Ges raggiunse nello sviluppo del suo lato
umano. Ecco perch inizia con il terzo giorno.
Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e cera la
madre di Ges. Fu invitato alle nozze anche Ges con i suoi discepoli.
Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Ges gli disse:
Non hanno pi vino. E Ges rispose: Che ho da fare con te, o
donna? Non ancora giunta la mia ora. La madre dice ai servi: Fate
quello che vi dir. Vi erano l sei giare di pietra per la purificazione
dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Ges disse loro:
Riempite dacqua le giare; e le riempirono fino allorlo. Disse loro
di nuovo: Ora attingete e portatene al maestro di tavola. Ed essi
gliene portarono. E come ebbero assaggiato lacqua diventata vino, il
maestro di tavola, che non sapeva da dove venisse (ma lo sapevano i
servi che avevano attinto lacqua), chiam lo sposo e gli disse: Tutti
servono da principio il vino buono e, quando sono un po brilli, quello
38

meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono. Cos
Ges diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifest la sua
gloria e i suoi discepoli credettero in lui (Gv. II, 1-2).
La Madre di Ges presente e rappresenta il suo livello precedente,
con cui egli ancora in contatto, ma con cui non ha pi nulla a che fare.
partendo dal livello precedente che egli dice: Donna, che ho a che
fare con te?. Per comprendere questi modi un po sgarbati nei
confronti di sua Madre, necessario prendere in esame altri passi dei
Vangeli. Supponiamo che un uomo raggiunga un livello in cui lautocompassione - tutto ci che di patetico c in lui - sia stata distrutta.
Molti considerano Cristo una figura patetica, un Cristo malato. Questa
concezione su Cristo potrebbe accordarsi con il fatto che egli fu trattato
brutalmente e messo in croce. I Vangeli, per, dimostrano esattamente
il contrario. I Vangeli dimostrano che egli soffr deliberatamente sulla
croce; predisse la sua crocefissione; disse ai suoi discepoli che egli
avrebbe dovuto adempiere a questo compito con la sua morte. E
sebbene pregasse, nellagonia del Getsemani, che il finale cambiasse il calice che egli avrebbe dovuto bere - disse: Ciononostante, non la
mia ma la tua volont sia fatta. Considerarlo come una figura patetica
fuori luogo. Il Cristo sentimentale uninvenzione. vero: fu duro
con gli altri, offese molti e fu duro con se stesso. Davanti a Pilato si
vede che, se avesse seguito la sua volont, avrebbe potuto fuggire. Egli
dice a Pilato: Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse
dato dallalto (Gv. XIX, II).
Ma egli recita a puntino e fino alla fine la parte che gli stata
assegnata, perch questo era il compito che gli era stato affidato, come
egli stesso aveva sovente detto. I suoi discepoli non compresero, e solo
pi tardi alcuni di loro afferrarono lidea dellintero dramma di Cristo
rappresentato davanti ai loro occhi, vale a dire linevitabile
crocifissione del livello superiore della Verit da parte di coloro che si
trovavano a un livello inferiore: la distruzione della Verit psicologica
per mano della verit letterale il dramma eterno della vita umana.
***
Ges dice a sua Madre: Donna, che ho da fare con te? Non ancora
giunta la mia ora. Questo suggerisce che alla fine egli sar distrutto da
ci che la Madre rappresenta per il genere umano. Escludiamo
39

categoricamente ogni senso letterale e retorico. Ges aveva raggiunto


un punto, nella sua evoluzione e nella sua tentazione, in cui il livello
della Madre, cio quel certo livello simboleggiato dalla Madre che
egli chiama donna, aveva ben poco a che fare con lui. Non aveva pi
potere, ovvero ne aveva, ma subordinatamente. Perci Ges cambia
lacqua in vino e per ci d il primo segno del livello di sviluppo
interiore che egli ha raggiunto. Le sue idee sono collegate: egli si
solleva dal livello della Madre e quindi ha il potere di cambiare
lacqua in vino. Risulta chiaro dal racconto del convito nuziale che una rappresentazione psicologica - che sebbene Ges avesse
raggiunto questo nuovo stadio, totalmente diverso da quello precedente,
tuttavia il vecchio stadio esisteva ancora in lui e poteva ancora agire.
Egli lo controlla di modo che la Madre sa che deve obbedire. Ecco
perch ella ordina ai servi di obbedire a ci che Ges comanda. In
Ges ci sono quindi tre livelli. Il pi basso rappresentato dai servi,
che obbediscono alla Madre; il medio dalla Madre; il pi alto dal
nuovo livello o stadio di Ges, dove la Madre obbedisce. Questi tre
stadi sono come tre linee orizzontali tracciate una sopra laltra e tra loro
parallele. La linea mediana la mediatrice tra la linea superiore e la
linea inferiore. In altre parole, ci sono tre livelli cos ordinati: il pi
alto, il medio e il pi basso. Lo status raggiunto da Ges, e che segna
linizio della sua autorit dinsegnamento, viene psicologicamente
rappresentato come un matrimonio, cio ununit interiore totalmente
diversa dallunit Madre-Figlio: ecco il perch della trasformazione
dellacqua in vino. Che cosa rappresenta il matrimonio dal punto di
vista psicologico? Quale elemento di Ges si era unito con un altro
elemento determinando che lacqua diventasse vino, dando cos il
primo segno della sua evoluzione interiore? Nella Bibbia le prime
Verit sullessere e sullagire - cio i Comandamenti - furono scritte su
tavole di pietra, come abbiamo gi detto. Dobbiamo per ricordare che
cosa accadde nella trasmissione di queste Verit da Dio a Mos: Mos
lanci a terra le tavole originali, scritte da Dio, e le spezz quando
scopr che mentre lui era sul monte Sinai il suo popolo aveva
cominciato ad adorare un vitello doro che aveva innalzato.
Mos ritorn e scese dalla montagna con in mano le due tavole della
Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dallaltra. Le
tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle
40

tavole.... Quando si fu avvicinato allaccampamento, vide il vitello e


le danze. Allora lira di Mos si accese: egli scagli via le tavole
spezzandole ai piedi della montagna (Es. XXXII, 15-16-19).
Allora Mos ricevette da Dio lordine di costruire altre due tavole di
pietra con le sue stesse mani. Mos tagli due tavole di pietra come le
prime (Es. XXXIV, 4).
Ogni Verit, proveniente da coloro che sono giunti ad un livello di
comprensione molto superiore al nostro, non pu essere trasmessa
direttamente. Noi non siamo in grado di riceverla restando fermi al
nostro livello di comprensione della Verit, a convenzioni giuridiche, a
esteriorit, ecc. La Verit superiore ci vien data come una Verit
inferiore, rigida, letterale; come un adulto che parla ad un bambino:
impossibile trasmetterne il significato completo.
Proprio come i Dieci Comandamenti hanno dovuto essere scritti su
tavole di pietra in modo che i Figli di Israele potessero riceverli, cos la
Verit esistente lacqua, in questa parabola - viene versata in sei giare
di pietra, quelle usate per i riti di purificazione dei Giudei. Questo
suggerisce che la Verit si fondava sulle credenze e sulle usanze
antiche dei Giudei.
Sei, nellallegoria antica, il numero della Creazione, o, a livelli
differenti, il numero che prepara ogni compimento. Per sei giorni
durante la settimana noi ci prepariamo al Sabato; un servo giudeo
doveva servire per sei anni prima di ottenere la propria libert; una
vigna doveva essere potata per sei anni; la terra doveva essere seminata
per sei anni, ma il settimo anno era sempre un sabato di riposo solenne
per la terra. Questa era la legge data da Mos. Allo stesso modo vi
erano sei giardini sino al trono di Salomone. Per cui le sei giare di
pietra rappresenterebbero un periodo di preparazione durante il quale la
Verit, sotto forma di acqua, stata ricevuta e mantenuta dai Giudei ed
ha assunto una forma corrispondente alla loro antica Fede, in attesa di
trasformarsi alla Venuta di Cristo.
Cos, in questa parabola, lacqua, dopo essere stata versata nelle
giare di pietra, diventa vino. Abbiamo gi parlato di questi tre
stadi della Verit: pietra, acqua, vino. La pietra rappresenta la Verit
letterale, e possiamo comprendere i successivi cambiamenti di
significato nei livelli differenti di Verit. Ci che ci stato insegnato
sulle ginocchia di nostra madre potr essere verit, ma non la nostra
41

Verit, anche se obbediamo a essa. Dio si rito, la Madre no.


Lautorit non ancora sua, ma esteriore. detto altrove, che Ges
insegnava come uno che aveva autorit. Vedere la Verit della verit
non sufficiente e qui si capisce bene. Si parla di un lato ulteriore - e
dobbiamo cercare di trovare il senso della parola Bene per capirne il
significato.
Pietra, acqua, vino, indicano tre livelli di Verit, ma dove possiamo
trovare una parola che esprima il Bene? La troviamo alla fine di questa
rappresentazione dinamica. Il Maestro di Tavola, gustando lacqua
trasformata in vino, sottolinea che lusanza di tutti, ad un convito
nuziale, quella di dare allinizio il vino buono ed in seguito il vino
pi scadente. Ecco le sue parole:
E come ebbe assaggiato lacqua diventata vino, il maestro di tavola,
che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano
attinto lacqua), chiam lo sposo e gli disse: Tutti servono da principio
il vino buono e, quando sono un po brilli, quello meno buono; tu
invece hai conservato fino ad ora il vino buono.
Ora la Madre aveva detto ai servi di obbedire a Cristo. Notiamo
che i servi sapevano - e la Madre sapeva - che era stato loro ordinato
di versare acqua nelle giare di pietra vuote. Essi avevano accesso
allacqua - cio, a quella parte di Ges che essi capivano. Ges us
indirettamente quel livello inferiore. Lo us con la mediazione del
livello medio, quel livello che chiamato Madre. Questa vera
psicologia, di quella che andata persa a lungo. Ma la mente deve
astrarre dai sensi il livello del senso letterale - per afferrare lintensit
del significato psicologico interiore che si trova in questa prima
manifestazione dello sviluppo interiore di Ges raccontato in termini
fantastici chiaramente falsi. Prendiamo solo per un attimo in esame la
possibilit che queste immagini visive possano essere interpretate in
modo letterale. Perch Ges avrebbe dovuto trasformare pi di 500 litri
di acqua in vino? In un piccolo villaggio, come Caana di Galilea, ci
sarebbe stato assurdo. Non pu voler significare che una tale quantit
dacqua fu trasformata miracolosamente in vino, verso la fine della
festa locale. Appunto perch il significato non pu essere letterale, si
pu cominciare a cercarne un altro: quello psicologico. La
rappresentazione del senso psicologico con immagini fisiche, come in
un disegno animato, gi qualcosa, ma usare il senso psicologico al
42

posto di quello fisico un processo alla rovescia che continuamente


avviene in ogni tentativo di trasmettere un significato superiore. Quindi
Cristo - come significato psicologico - continua ad essere crocifisso da
coloro che possono capire solo il significato letterale, materiale.
Costoro credono che il Pane ed il Vino usati nella celebrazione
dellultima Cena devono essere presi alla lettera. Il senso letterale in
questioni tanto elevate , ed sempre stato, la nostra rovina attraverso
i secoli. Un uomo pu prendere alla lettera la frase: Non ucciderai, ed
obbedire.
Se, per, egli guarda pi profondamente e capisce che potrebbe anche
uccidere gli altri psicologicamente, nei loro pensieri e nei loro
sentimenti, allora comincer a passare a un altro livello di
comprensione di questo comandamento ed a rendersi conto del suo
significato pi interiore e completo. Ci che gli stato insegnato
esteriormente incomincia a fare breccia in lui ed il suo significato
subisce una trasformazione interiore, paragonabile inizialmente a
quella della pietra in acqua; quando, cos, egli si rende conto del Bene
contenuto nel comandamento e prova quella compassione che
propria della Bont, allora egli si trasforma da acqua in vino. Tramite
questa interiorizzazione egli si evolver e capir. Levoluzione
individuale possibile solo trasformando la comprensione, perch un
uomo solo ci che capisce e quindi ci che vuole. Un uomo non
materia. Solo psicologicamente ognuno pu maturare individualmente
nel senso dei Vangeli. Quando. un uomo ha visto in s il valore di ci
che gli stato insegnato come puro comando o Verit esteriore, allora
il suo lato emotivo si evoluto allaltezza di qualsiasi tipo di
conoscenza della Verit che egli possiede: egli cerca di fare ci che
conosce con la sua volont, il suo sentimento e il suo assenso; diventa
un altro uomo, un uomo in sviluppo, un uomo che sta raggiungendo lo
stadio del vino, un uomo nuovo.
***
Uno degli insegnamenti pi profondi dellesoterismo quello
dellunione materia-forma nelluomo. Nellinsegnamento esoterico dei
Greci, rappresentato da Socrate, questa lidea guida sulluomo, una
creatura incompiuta, ma in grado di elevarsi. Platone chiama
questunione Conoscenza ed Essere. Egli dice: Il vero amante della
43

conoscenza si sforza sempre di raggiungere lessere; e ancora:


Quando essa (lanima) ha vegliato su ci che risplende di verit ed
essenza, comprende e conosce e si vede aver ragione ... allora questo
che impartisce verit alle cose che sono conosciute e il potere del
conoscere al conoscitore, quello che vorrei che tu definissi idea del
bene... Si pu dire che il bene sia non solo lautore della conoscenza di
tutte le cose conosciute, ma del loro essere e della loro essenza
(Repubblica, 508-509). Un uomo deve prima avere lessere
per conoscere in modo giusto. Leducazione dellessere e leducazione
della conoscenza fu il compito pi grande di Platone nelle sue ultime
opere.
Come educare la gente in modo giusto, come dare a essa la
conoscenza, quando darla: ecco il problema di cui si occup sempre.
Dare a persone mediocri una conoscenza che userebbe solo male, fu
uno dei pericoli che Platone vide chiaramente. Ogni conoscenza a tutti
per Platone era un crimine. Egli vide con chiarezza che molte
discipline, prima di essere studiate, devono passare al vaglio del
carattere dellessere, perch si riceva il benestare per la conoscenza.
Egli giunse alla conclusione che, perch a uno venga insegnata la vera
conoscenza, si deve addestrarlo in tutti gli esercizi e le discipline della
vita fino a che non abbia raggiunto unet non pi giovane. Nelle
scuole esoteriche, di cui possiamo trovare tracce nella letteratura antica,
cerano delle discipline molto severe prima che un candidato potesse
ricevere la conoscenza esoterica. Questi doveva restare in una
situazione di sudditanza servile per molti anni, ed era sottoposto ad
insulti tali da forgiare il suo essere. Se egli superava queste prove con
successo e sviluppava in se stesso forza e pazienza, gli era permesso di
ricevere unulteriore conoscenza. Ma se egli falliva, se si compativa e
si lagnava, se era debole nel suo essere, se mentiva, se si comportava
ambiguamente, se si approfittava degli altri, egli non riceveva alcuna
conoscenza.
Questo significava che il suo essere era messo alla prova, prima che
gli venisse data la conoscenza. Al giorno doggi la situazione
opposta. Tutti ricevono la conoscenza senza distinzione e c un
crescente numero di letterati che richiama lattenzione su questo punto,
senza per aver capito che il fattore pi importante lidea dello
sviluppo dellessere.
44

***
Perch un uomo riceva una Conoscenza Superiore deve avere un buon
Essere che crei del sale in lui. Se consideriamo la conoscenza come
doro e lessere come sodio, allora, a meno che un uomo non abbia in
se stesso sodio a sufficienza da combinare con il doro che egli riceve
dallesterno,
egli non avr sale in lui. Allora il doro lo avvelena. Il potere velenoso
della sola conoscenza senza un buon terreno per riceverla, quello di
cui spesso parlano i Vangeli, pu produrre solo un veleno mondano. In
un tale caso lacquisizione della conoscenza pu produrre soltanto i
peggiori risultati. Ma il mistero pi profondo. Linsegnamento
esoterico sulla conoscenza e sullessere si fonda sul fatto che la
conoscenza non pu essere compresa a meno che non vi sia uno
sviluppo corrispondente dellessere.
Un uomo pu sapere molte cose, ma non-comprendere nulla, poich il
suo essere non uguale alla sua conoscenza. Di conseguenza non c
ununione interiore tra il suo essere e la sua conoscenza. Noi vediamo
oggi un numero straordinario di libri pieni di nozioni, ma senza
comprensione. La scienza viene banalizzata. Luomo con un piccolo
essere e una grande conoscenza pu produrre soltanto materiale privo
di significato che non porta da nessuna parte. Non solo, ma egli pu
soltanto complicare ogni cosa e renderla inintelligibile. E cos la
scienza oggi complica ogni cosa e non conduce da nessuna parte.
Innumerevoli scienziati continuano a scrivere opere che nessuno
comprende, neppure loro. La ragione di tutto ci sta nel fatto che le
condizioni della conoscenza non sono pi comprese, e ci perch
signora lessere. Lesoterismo ha sempre compreso le condizioni della
conoscenza; esso ha sempre capito che la conoscenza dovrebbe sempre
portare alla comprensione e che la comprensione possibile solo con
un corrispondente sviluppo dellessere. Questa lidea pi profonda,
riguardo alla psicologia umana, per cui c ununione che porta a
unevoluzione interiore. In questo matrimonio, o unione, il significato
della conoscenza si unisce allessere della persona e porta alla sua
evoluzione interiore. proprio questo la parabola dellAcqua
trasformata in vino: significa che Cristo un la sua conoscenza al Bene
45

del suo essere. La conoscenza e la bont del suo essere divennero


ununica cosa.
Ripetiamo ci che abbiamo gi evidenziato, cio che il Maestro di
Tavola parla a proposito del vino buono e che il Bene venne per
ultimo. Prima di tutto, a un uomo bisogna insegnare la Verit o
conoscenza; la Bont verr dopo. In realt il Bene deve anche
precedere la conoscenza, ma di questo parleremo in seguito. Ci che
bene precede ogni Verit, ma temporalmente come se la conoscenza
venisse prima. Il fine ultimo della vita il Bene. Se noi diciamo che al
vertice delle cose c il Bene, allora esso prima di ogni altra cosa, il
primo nella scala, ma sembra che la conoscenza lo preceda. Ogni
conoscenza dovrebbe portare al Bene. Quindi il Bene il primo
nellordine, sebbene ai nostri sensi, che vivono nel tempo e che vedono
unicamente una sezione di tutta lesistenza, ovvero il presente, appaia
in unaltra posizione.
Per unidea parallela vedere lappendice.

46

CAPITOLO IV
LIDEA DEL BENE AL DI SOPRA DELLA VERIT
PARTE PRIMA
Nei Vangeli si narra spesso che Cristo scandalizz i Farisei violando il
sabato. Questo li indign particolarmente, perch pareva loro che fare il
bene di sabato fosse proibito dalle loro leggi religiose e dai loro
scrupoli. Il termine Fariseo si riferisce allo stadio interiore di un uomo
che agisce solo secondo le leggi e le proibizioni esteriori, per paura
delle apparenze, e si sente meritevole se le rispetta e si oppone a chi fa
il bene per il bene. Questa differenza evidenziata in molti luoghi dei
Vangeli, come nel caso del Buon Samaritano che ebbe compassione del
ferito che era stato attaccato dai ladroni, mentre il sacerdote e il levita
passarono senza fermarsi. Viene data particolare rilevanza a questa
differenza laddove si evidenzia latteggiamento dei Farisei nei
confronti del Sabato. Nella sinagoga Cristo guar di sabato la mano
destra inaridita di un uomo. Si parla di mano destra, perch nellantico
linguaggio delle parabole, essa rappresenta il potere di fare, quindi
anche il potere di fare il bene. LImmagine usata per rappresentare gli
stessi Farisei; il loro potere di fare il bene era privo di vita. Prima di
guarire luomo, Cristo si guard intorno e disse agli astanti: Io vi
chiedo se lecito far del bene di sabato.
Latteggiamento dei Farisei era che le leggi religiose dovevano essere
rispettate alla lettera. Si noti che qui Cristo non sta parlando della
Verit, ma del Bene. Quale dei due deve venire prima? Ecco cosa
scrive Luca:
Un altro sabato egli entr nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora
cera l un uomo che aveva la mano destra inaridita. Gli scribi e i
farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di
trovare un capo di accusa contro di lui. Ma Ges era a conoscenza dei
loro pensieri e disse alluomo che aveva la mano inaridita: Alzati e
Mettiti nel mezzo!. Luomo, alzatosi, si mise nel punto indicato. Poi
Ges disse loro: Domando a voi: lecito in giorno di sabato fare del
bene o fare del male, salvare una vita o perderla? . E volgendo
tuttintorno lo sguardo su di loro, disse alluomo: Stendi la mano!.
47

Egli lo fece e la mano guar. Ma essi furono pieni di rabbia e


discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Ges (Le.
VI, 6-II).
chiaro il fatto che bisogna agire partendo da ci che bene, a
prescindere da ogni altra considerazione. Cristo sta ponendo il Bene al
di sopra della Verit. Per i Farisei la Verit era la legge di Mos e i
comandamenti che, presi alla lettera, proibiscono il lavoro di sabato:
... per sei giorni lavorerai e farai tutto il tuo lavoro; ma il settimo il
sabato del Signore tuo Dio; in esso tu non farai lavoro di alcun genere...
. I Farisei ponevano la Verit sopra il Bene. In questo caso, come
dobbiamo orientarci? Quali grandi questioni si trovano dietro questa
narrazione? Sappiamo dalla storia che tutte le contese e le persecuzioni
religiose sono nate da questioni dottrinali, cio sulla Verit, sulla
conoscenza e sulle opinioni. Se tutto il genere umano fosse stato
caritatevole, se tutti avessero agito secondo il Bene, non sarebbero sorte
tante dispute e persecuzioni.
Se ognuno amasse il suo prossimo come se stesso, nessuno, avendo
come guida lamore per Dio come sorgente del Bene supremo,
ucciderebbe, ruberebbe, testimonierebbe il falso, ecc. In effetti, il
decalogo di Mos - i dieci comandamenti scritti sulle tavole di pietra non avrebbe nessun significato. I Farisei vivevano secondo la legge, ma
non comprendevano nulla: ci che era scritto superava ogni altro
significato. Se luomo fosse totalmente buono, non sarebbero stati
necessari comandamenti o leggi e non avrebbe avuto bisogno di
imparare delle verit o di conoscere. Non gli sarebbe stato possibile
commettere omicidi, perch dal Bene avrebbe saputo che ci era
impossibile. Come si pu fare del bene al prossimo uccidendolo? Come
possibile fargli del bene derubandolo? Gli ultimi cinque
comandamenti riguardano la conoscenza del Bene. Il fine di ogni
conoscenza : che cosa il Bene? Non c alcun altro fine o significato
nella conoscenza, se non la ricerca del Bene. Nel mondo moderno
questo fine dimenticato e la gente crede che la conoscenza sia fine a
se stessa. Ci sbagliato. Ogni conoscenza dovrebbe condurre al Bene.
La conoscenza pura dove sta conducendo lumanit? Ora, se ci si
chiedesse perch la Verit assolutamente necessaria, la risposta
sarebbe che luomo non buono, cio che il livello del Bene molto
basso. C un unico modo per far salire il livello del Bene in un uomo.
48

Il livello del Bene in un uomo pu essere alzato solo con la conoscenza


della verit sul bene. Per innalzare se stesso egli deve apprendere la
Verit. Quale Verit? Egli deve imparare a conoscere e praticare la
conoscenza della Verit propria di un Bene che superiore al Bene
delluomo. Ogni persona ha in s un certo livello di Bene. Per ottenere
un nuovo livello di Bene si deve innanzi tutto progredire nella
conoscenza, cio conoscendo la Verit su come raggiungere un livello
superiore di Bene e considerandola sua. Se luomo tenta sinceramente
di agire seguendola, egli raggiunge un nuovo livello di s. Nel
momento in cui egli raggiunge questo livello, in cui il Bene di tutto ci
che egli ha appreso come conoscenza diviene attivo, allora non deve
pi sostare sui gradini di quella conoscenza che lha portato allo stadio
che ha raggiunto. Usando una metafora approssimativa si pu dire che
un uomo durante una scalata deve usare le sue conoscenze sulla scalata
stessa. Una volta che ha raggiunto la vetta, vede ogni cosa in un modo
diverso. Egli vede la correlazione di ogni cosa dallaltezza che ha
raggiunto e non gli necessario pensare a quali mezzi ha dovuto far
ricorso per arrivare a quel punto. La Legge di Mos o, sinteticamente, i
dieci comandamenti, sono istruzioni della Verit, cio su come
raggiungere un livello del Bene, raggiunto il quale, essendo
comandamenti, essi non hanno altro significato; se si considerano come
fine, e non come mezzo per un fine, essi sono di ostacolo.
Quindi Cristo, nel passo citato sopra, parla secondo il Bene e non
secondo la Verit letterale. I Farisei lo condannano e lo odiano perch
sono attaccati alla Verit letterale. Si pu ritenere la Verit relativa a un
livello superiore come quella Verit propria del livello del bene a cui
un uomo , cio al suo livello. Allora un uomo vede questa Verit,
destinata a portare a un livello del Bene, come il livello del Bene in cui
egli . Se il suo livello di Bene consiste nellinteresse personale e
nellegoismo, egli riesce a travisare la Verit superiore per adattarla
alla sua vanit, come fanno i Farisei di sempre. Riesce cio a
fraintendere completamente il suo significato. Quella che nei Vangeli
viene chiamata la Parola di Dio la Verit riguardante ci che
necessario per raggiungere un livello superiore del Bene, cio, ci che
necessario per levoluzione interiore, dal momento che ogni evoluzione
interiore consiste nel raggiungere un Bene superiore attraverso la
conoscenza. In questo modo il rapporto della relazione tra Verit e
49

Bene diventa pi chiaro. NellUomo non possibile raggiungere


direttamente un nuovo livello del Bene. Lo si pu raggiungere solo
seguendo linsegnamento sul come raggiungerlo e linsegnamento deve
assumere la forma di Verit del livello superiore del Bene. Cio, prima
di tutto, deve giungere nella forma di conoscenza che luomo deve
apprendere e applicare nella sua vita. La conoscenza del Bene superiore
deve giungere prima come insegnamento. Quando linsegnamento ha
raggiunto il suo scopo, quando un uomo con la conoscenza della Verit
cerca di raggiungere un livello superiore del Bene e lo raggiunge
tentando poi di viverlo sinceramente con una tensione interiore, allora
questa Verit o conoscenza, che veniva prima, sostituita dallo stesso
Bene che ne derivato. Dopodich la Verit, o la conoscenza che lha
portato a questo nuovo stato, assume il secondo posto, avendo
adempiuto al suo compito di guida verso un livello superiore. Cio, ci
che era primo diventa secondo e ci che era secondo diventa primo.
Avviene uninversione. Dapprima la Verit prende il posto del Bene ed
in seguito il Bene prende il posto della Verit. I sei giorni di lavoro
nella Genesi di un uomo ed il settimo di riposo simboleggiano sei stadi
di conoscenza seguiti dal raggiungimento del Bene stesso che viene
chiamato Sabato. Molto stato detto, sia nel Vecchio che nel Nuovo
Testamento, a proposito di questa inversione di ordine, oppure del
primo che diventer ultimo e dellultimo che diventer primo ed
sorprendente che tutto ci non sia stato compreso in senso pi ampio,
in quel senso psicologico, implicito in ogni vero insegnamento
sulluomo e sulla sua evoluzione interiore. La gente, per, considera la
Verit come un fine e cos affiorano differenze dottrinali, politiche o
religiose. Nel Vecchio Testamento Giacobbe si sostituisce a Esau, per
citare un esempio di Verit che prende il posto del Bene. Giacobbe
impersonific Esau mettendosi delle pelli di capra sulle mani e sul
collo, perch suo fratello era peloso. Egli and dal padre Isacco, che era
quasi cieco, con unofferta di selvaggina e disse: Io sono Esau, il tuo
primogenito. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Alzati dunque, siediti e
mangia la mia selvaggina, perch tu mi benedica. E Isacco diede a lui
la benedizione che spettava al figlio maggiore, Esau. Il Bene
realmente primo, perch Dio stesso definito solo come Bene.
Cosicch il Bene il primogenito. Per raggiungere il Bene, deve esserci
prima la Verit, per questo Giacobbe prende il posto di Esau. C poi
50

anche la curiosa storia di Perez e Zerach, figli gemelli di Giuda, la cui


nascita viene descritta cos:
Durante il parto, uno di essi mise fuori una mano e la levatrice prese
un filo scarlatto e lo leg attorno a quella mano, dicendo: Questi
uscito per primo. Ma, quando questi tir la mano, ecco usc suo
fratello. Allora essa disse: Come ti sei aperta una breccia? E lo si
chiam Perez. Poi usc suo fratello, che aveva il filo scarlatto alla
mano, e lo chiam Zerach (Gn. XXXVIII, 28-30).
Perch mai avrebbe dovuto essere narrato questo fatto se non perch ha
un qualche significato pi profondo? E ancora: c la strana storia di
Manasse, il primogenito, e di Efraim, il secondogenito: due figli
gemelli di Giuseppe, che furono portati da Giacobbe per essere
benedetti:
Allora Giuseppe li ritir dalle sue ginocchia e si prostr con la faccia a
terra. Li prese tutti e due, Efraim con la sua destra, alla sinistra di
Israele, e Manasse con la sua sinistra, alla destra di Israele,
e li avvicin a lui. Ma Israele stese la mano destra e la pose sul capo di
Efraim, che pure era il pi giovane, e la sua sinistra sul capo di
Manasse, incrociando le braccia, bench Manasse fosse il primogenito.
Giuseppe disse al padre: Non cos, padre mio: questo il primogenito,
posa la destra sul suo capo! Ma il padre ricus ... (Gn. XLVIII, 1319).
In questo episodio c un incrocio o uninversione di mani. Se si
capisce che in ogni sviluppo interiore prima la Verit precede e il Bene
ne una conseguenza, ma poi il Bene viene prima e la Verit la segue,
si capir anche questo incrocio delle mani. Tutte queste allegorie si
riferiscono alla situazione psicologica dellUomo qui sulla terra e alla
sua possibile evoluzione. AllUomo sulla terra non si pu insegnare
direttamente il Bene:
egli per in grado di ricevere linsegnamento del Bene attraverso la
conoscenza della verit.

51

PARTE SECONDA
Il genere umano ha mai agito secondo il Bene? Si gi citata lantica
allegoria della Genesi, dove si dice che Tutta la terra aveva una sola
lingua e le stesse parole. Questa allegoria si riferisce ad unepoca in
cui gli uomini agivano secondo il Bene, perch solo il Bene pu dare
un linguaggio comune o creare larmonia. Ci fu un tempo in cui gli
uomini agivano non in base a teorie sulla giustizia e sullingiustizia, a
differenti idee della Verit, a differenti dottrine, ad aspetti differenti
della conoscenza. Agivano con la consapevolezza interiore di ci che
era il Bene. Il Bene li univa tutti, poich il Bene lunica forza in grado
di unire. Ogni armonia proviene dal Bene. Poich il Bene era al primo
posto, tutto il resto non aveva importanza. Un uomo poteva avere
questa o quellidea, come pi gli piaceva, ma ponendo Dio al primo
posto era in accordo con tutti gli altri che ponevano il Bene al primo
posto. Il fatto che il Genere Umano una volta parlasse un unico
linguaggio evidenzia che esisteva uno stadio dellUomo in cui il Bene
era posto al primo posto e quindi tutti parlavano un unico linguaggio.
Segu uno stadio di degenerazione, cio la costruzione della Torre di
Babele per raggiungere il Cielo:
Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando
dalloriente gli uomini capitarono in una pianura del paese di Sennaar e
vi si stabilirono. Si dissero lun laltro: Venite, costruiamoci una citt
e una torre, la cui cima tocchi il cielo (Gn. XI, 1-4).
Segue quindi una descrizione allegorica di come cominciarono a non
capirsi pi e ci simboleggiato dal fatto che essi parlavano linguaggi
differenti e dalla loro diaspora.
Il primo verso: Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse
parole significa che un tempo il Genere Umano aveva raggiunto sulla
terra un certo stato di unit. Il secondo verso: Emigrando dalloriente
gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si
stabilirono significa che essi cominciarono a separarsi, cio
Emigrarono dalloriente. Essi si allontanarono dalla fonte dellunit e
cos allo stesso tempo diminuirono il livello del loro essere, cio
capitarono in una pianura e vi si stabilirono. Quindi cominciarono a
crearsi opinioni autonome, non essendo pi in contatto con la sorgente
originale, cio Venite, facciamoci mattoni... e si servirono di mattoni
52

invece che di pietre, e di fango in luogo di calce. La pietra, come


abbiamo visto, simboleggia la Verit. Non possedevano pi la Verit:
E si servirono di mattoni invece che di pietre, cio di qualcosa
costruito dallUomo invece che della Parola di Dio.
Si servirono di mattoni invece che di pietre. Avendo perso la pietra cio le verit originariamente insegnate - cuociono mattoni per s e
costruiscono per s. Essi usarono fango al posto di calce, cio qualcosa
di cattivo invece di qualcosa di buono. Costruiscono una torre che si
erge fino al cielo, cio vogliono mettersi al livello di Dio. Tutto ci che
si fonda sullegoismo vuole ampliarsi, perch legoismo cerca
unicamente il possesso e il potere su tutto. Desidera esaltare se stesso,
ecco il perch della torre nella parabola. Tutto questo e quello che
segue, significa che lUomo cominci a pensare che lui stesso fosse la
fonte del Bene, non Dio. Commise quellatto spirituale, chiamato furto,
di cui scritto nellottavo comandamento: Non ruberai. Egli attribu
a se stesso ci che non era suo e di cui non era lautore. E questo furto
psicologico continuato fino ad oggi, raggiungendo un notevole
sviluppo, tanto che ci si reputa tacitamente creatori di ogni cosa, anche
della vita. Il risultato di questo furto originale fu che il Genere Umano
non parl pi la stessa lingua. Avvenne la confusione delle lingue.
Non ci fu pi un linguaggio comune, cio, luomo non comprese pi il
suo prossimo, anche perch non esisteva pi quella base comune di
comprensione che solo una percezione universale del Bene pu dare.
Babele si sostitu allunit. Questa la situazione attuale nel mondo:
lUomo attribuisce tutto a se stesso e non concepisce nessunaltra
visione dellUniverso o del senso dellesistenza del Genere Umano
sulla terra. Tutto suo: la mente, il pensiero, la coscienza, il
sentimento, la volont, la vita, ecc. anche se e resta incapace di
spiegare anche solo una cosa. Lunica spiegazione che egli d
dellUniverso che esso nacque per caso e che quindi non ha alcun
senso.

53

IL MIRACOLO DELLA PISCINA DI BETZATA


Solo il Vangelo di Giovanni parla di questo miracolo. Il linguaggio di
questo Vangelo appassionante. un Vangelo veramente non comune.
assolutamente errato pensare di poterlo comprendere leggendolo
semplicemente una o due volte. Nessuno sa con sicurezza chi sia
lautore o quando fu scritto. Qui il ritratto di Ges Cristo diverso da
quello dei primi tre Vangeli, cosiddetti sinottici. Sono chiamati
sinottici, non perch scritti da testimoni oculari - Luca e Marco non
videro mai Cristo - ma perch, grosso modo, le loro narrazioni storiche
sembrano oculari.
Quando per esaminiamo il Vangelo di Giovanni non si riesce a seguire
una narrazione cronologica del ministero terreno di Cristo. Chi era
questo Giovanni, il cui nome legato a questo Vangelo? Quando fu
scritto? Nessuno pu rispondere con certezza a queste domande.
Lautore di questo Vangelo era veramente quel Giovanni, il discepolo
prediletto da Ges?
impossibile dirlo. Lintero linguaggio di questo Vangelo fuori dal
comune e in un certo senso la figura di Ges Cristo appare in una luce
non comune. Anche i pochissimi miracoli ivi riportati, cominciando
dalla Trasformazione dellAcqua in Vino - di cui solo Giovanni parla sono tutti originali e vengono riportati nei minimi particolari. Tra laltro
i miracoli sono caratterizzati dalluso del linguaggio dei numeri.
Cominciamo col prendere in esame la lunga narrazione del miracolo
compiuto da Ges alla Piscina di Betzata. Questo miracolo, narrato solo
qui, il terzo riportato da Giovanni, ed preceduto dalla
Trasformazione dellAcqua in Vino e dalla guarigione del figlio dun
dignitario a Cafarnao.
Vi fu poi una festa per i Giudei e Ges sal a Gerusalemme. V a
Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in
ebraico Betzata, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran
numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. (Un angelo, infatti in certi
momenti discendeva nella piscina e agitava lacqua; il primo ad
entrarvi dopo lagitazione dellacqua guariva da qualsiasi malattia fosse
affetto). Si trovava l un uomo che da trentotto anni era malato. Ges,
vedendolo disteso e sapendo che da molto tempo stava cos, gli disse:
54

Vuoi guarire?. Gli rispose il malato: Signore, io non ho nessuno che


mi immerga nella piscina quando lacqua si agita. Mentre infatti sto per
andarvi, qualche altro scende prima di me. Ges gli disse: Alzati,
prendi il tuo lettuccio e cammina. E sullistante quelluomo guar e,
preso il suo lettuccio, cominci a camminare. Quel giorno per era un
sabato. Dissero dunque i Giudei alluomo guarito: sabato e non ti
lecito prender su il tuo lettuccio. Ma egli rispose loro: Colui che mi
ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.
Gli chiesero allora: Chi stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e
cammina?. Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Ges
infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo. Poco dopo Ges
lo trov nel tempio e gli disse: Ecco che sei guarito; non peccare pi,
perch non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio. Quelluomo se ne
and e disse ai Giudei che era stato Ges a guarirlo. Per questo i Giudei
cominciarono a perseguitare Ges, perch faceva tali cose di sabato
(Gv. V, 1-16).
Noterete che questo miracolo diviso in due parti. La prima concerne
il miracolo vero e proprio e la seconda parte riguarda la reazione dei
Giudei al miracolo. Ma la prima parte divisa in altre due parti. Ges
dice:
Vuoi guarire? e dopo dice: Alzati, prendi il tuo lettuccio e
cammina. Ora osserviamo le varie cose che vengono dette prima che
il miracolo avvenga, poich si pu essere proprio sicuri,
conformemente al linguaggio tradizionale delle parabole, che tutto ci
che si dice ha un significato particolare. Una moltitudine di infermi in
quel posto chiamato porta delle pecore e questo luogo ha cinque
portici. In questi cinque portici c una moltitudine di infermi, ciechi,
zoppi, e paralitici. Sappiamo che nel linguaggio delle parabole, gli
infermi, gli zoppi, i paralitici, ecc. rappresentano degli stati psicologici.
Ora, nei miracoli riportati nel Vangelo di Giovanni, il numero cinque
compare di nuovo con la Samaritana, che aveva cinque mariti, e alla
quale Cristo parl al pozzo. Le disse che aveva avuto cinque mariti e
che quello attuale non era in realt suo marito: e dopo le parl
dellacqua viva, cio della Verit vivente che, bevuta, estingue per
sempre la sete. Ed ella rispose: Signore, dammi di questacqua, perch
non abbia pi sete e non continui a venire qui ad attingere acqua (Gv.
IV, 15). Quando si riceve un insegnamento non mondano - cio non
55

quello dei cinque sensi, che interpretano il mondo esterno, il mondo


visibile - accettarlo molto difficile. Anche accettandolo si
continuerebbe ancora a condurre una vita legata ai cinque sensi, cio
rimarremmo ancorati a tutte le idee del mondo esterno che ci vengono
trasmesse dai sensi e che noi chiamiamo realt. I sensi ci danno la
percezione del tempo e dello spazio e noi pensiamo in termini di tempo
e di spazio e non possiamo andare pi in l di questo pensiero basato
sui sensi. Il nostro pensiero pi profondo va al di l del tempo e dello
spazio.
Ma il nostro pensiero ordinario come se fosse costituito
temporalmente e spazialmente e noi non sappiamo come pensare in un
modo nuovo, prescindendo da queste categorie sensibili. Anche se
accettiamo lidea di eternit, dove non ci sono tempo e spazio, noi non
la capiamo. Anche se sentiamo un insegnamento non basato sulle
categorie tempo-spazio, noi non possiamo capire il suo significato
eterno, poich non siamo in grado di pensare in termini atemporali o aspaziali. Cos siamo legati ai cinque portici dei sensi e, anche
conoscendo un altro tipo di insegnamento e pur vedendone la Verit,
tuttavia non siamo in grado di liberarci dal potere del mondo esteriore e
dalla sua realt sensibile. Qui si trova la moltitudine di coloro che sono
entrati per la porta delle Pecore ed legata ai portici dei cinque sensi.
Essi sono incompiuti, non essendo n in un mondo n nellaltro.
Per questo essi sono infermi, ciechi, zoppi e paralitici, perch non
sono psicologicamente liberi di spostarsi n in un senso n in un altro.
I loro occhi sono fissi sulle acque miracolose della piscina, che a volte
chiamano alla vita, ed essi sono guariti uno alla volta secondo il loro
potere di entrare nella vasca, quando langelo agita le acque. La
piscina, cio le acque, nel linguaggio delle parabole significano
sempre la Verit del Verbo.
Tutta questa gente riunita intorno alla Verit del Verbo di Dio non
riesce a penetrarvi nel modo giusto. gente troppo legata alle realt
della vita, allapparenza visibile delle cose, cio al pensiero legato ai
sensi. Noi siamo come la moltitudine di coloro che, durante il
miracolo, si trovano sotto i cinque portici, aspettando qualcosa che
muova la loro fede verso un senso pi vivificante: si trovano anche tutti
coloro che hanno accettato la Verit di un ordine superiore che postula
un nuovo modo di pensare; essi, per, sono ancora legati al loro modo
56

ordinario di pensare; essi hanno accettato il Verbo, la Verit


sullevoluzione interiore e sulla ri-nascita, ma non sono in grado di
realizzarla. Cos essi si trovano legati alla verit naturale e osservano
la Verit: quella dei cinque sensi e quella del Verbo di Dio. Ecco
perch luomo di cui si parla nel miracolo rappresentato
mentre giace in un letto. Il senso psicologico : un uomo resta fermo
nelle sue condizioni e nelle sue opinioni. Luomo nella Verit che ha
ricevuto, ma non sa camminare, cio non riesce a viverla e a
vivificarla. Cristo dice: Prendi il tuo letto e cammina. Cristo qui
rappresenta la forza che un uomo pu ricevere, per camminare, per
vivere, per fare ci che egli sa essere la Verit. Ges prende il posto
dellangelo che agita lacqua della Verit, rendendola viva. Nei
miracoli Ges simboleggia sempre la forza del Bene che agisce sulla
Verit, per vivificarla. Un uomo pu vivificare la Verit solo se vede
che il Bene e, se percepisce il Bene della Verit che gli stata
insegnata, allora egli agisce spontaneamente, di propria volont.
Interiormente un uomo sia la sua Verit che la sua volont. Un uomo,
come Verit, agisce lentamente secondo la Verit. Ma se egli vede il
Bene della sua Verit, allora agisce subito secondo la sua volont
poich essa passa in ci che egli percepisce come il Bene, mentre
tiepido nel passare in ci che vede solo come Verit. La totalit
delluomo - la sua Verit e la sua volont - passano nel suo Bene.
Questo il motivo per cui luomo della Piscina di Betzata dice a Ges,
che gli chiedeva se voleva guarire: Signore, io non ho nessuno che mi
immerga nella piscina quando lacqua si agita. Mentre infatti sto per
andarvi, qualche altro scende prima di me. Egli descrive la sua
malattia che lo rende psicologicamente zoppo, storpio e paralitico. Egli
sempre troppo lento: sempre secondo, mai primo. Un uomo che
agisce unicamente secondo la Verit agisce seguendo ci che in lui.
Se egli agisce secondo la sua volont, allora in lui agisce ci che in lui
primo. Ges d a lui la forza di agire secondo la sua volont, cio la
forza di prendere il letto della Verit su cui giace, e di camminare, cio
di realizzarla e di viverla. Ges lo separa dal mondo, dal potere dei
sensi e gli fa vedere in modo vivo la Verit che gli stata insegnata. In
questo modo luomo guarisce dalla malattia psicologica - poich la
Verit superiore era come paralizzata dalla verit inferiore. Tutto
questo fu fatto di sabato, cio in un giorno che nel linguaggio delle
57

parabole significa separazione completa dal mondo e dalle sue


preoccupazioni.

58

PARTE SECONDA
Le parole Cristo e Ges hanno significati differenti nei Vangeli. Si
pu essere assolutamente certi che ogni parola usata nei Vangeli ha un
suo significato particolare in relazione al linguaggio tradizionale delle
parabole. Ges ha un significato, Cristo ne ha un altro. Il termine Ges
Cristo usato solo due volte nei Vangeli, in tutte due i casi da
Giovanni; negli altri casi viene usato il nome Ges o la parola Cristo.
Orbene, Cristo la Verit del Verbo di Dio, cio la Verit che pu
sempre guidare un uomo al Bene della verit. Nelle parabole di
Giovanni il Bene e la Verit sono riunite in Ges Cristo: La grazia e
la verit vennero per mezzo di Ges Cristo (Gv. I, 17). Il Vangelo di
Giovanni scritto partendo dal Bene ovvero dallunione del Bene con
la Verit. Per questa ragione proprio allinizio del Vangelo di Giovanni
la grazia e la verit di Ges Cristo sono messe in contrasto con la
Verit (la legge di Mos) simboleggiata da Giovanni il Battista e
quasi subito dopo segue la festa nuziale di Cana di Galilea con il
miracolo della Trasformazione dellAcqua in Vino.
Nella parabola del miracolato alla Piscina di Betzata, si dice che
Ges gli parl. il Bene della conoscenza, che quelluomo aveva
interiormente, a parlargli. Ogni insegnamento, rivolto al livello
superiore dellUomo, deve cominciare partendo dalla Verit ancora
prima che ci si renda conto del Bene che essa contiene. Qui Ges
agisce come il Bene insito nellinsegnamento sullauto-evoluzione e
che quelluomo conosceva, trovandosi il medesimo non del tutto
assorbito dalla vita esteriore, ma in una posizione di emarginato, cio
in mezzo ai cinque portici ad osservare con impazienza le acque
miracolose che possono guidarlo. Ges d a quelluomo la volont di
fare ci che egli gi conosce come Verit e gli fa vedere il Bene di
essa. Poich tutta la Verit deve evidenziare il Bene che essa ha in
quanto Verit - e questo avviene per gradi, passo dopo passo, fino a
che la comprensione della Verit non porta a tutto il Bene che essa
possiede - ecco allora che Ges, che la realizzazione ultima del Bene
e della Verit, guarisce nellultimo o settimo giorno. Cos Ges, il
Bene dellinsegnamento di Cristo, guarisce di Sabato. Ecco allora
apparire i Giudei che hanno molte opposizioni da fare ed una di queste
che essi sono persone che seguono solo la Verit e non si curano del
59

Bene che essa porta con s. In effetti non sono solo i Giudei che
seguono le leggi di Mos prese alla lettera. Qui c molto di pi. Ci
sono tutti coloro che non sanno andare al di l della pura conoscenza,
disputano e discutono sulla Verit, su dottrine e teorie, ma non si
preoccupano per niente del Bene in se stesso. Il Bene della conoscenza,
il Bene della Verit uno stadio molto difficile da raggiungere da tutti.
Ma una volta che lo si raggiunge, allora si comincia ad agire proprio
dal finale della Verit e dallo stadio iniziale del Bene, allorch il
significato, il senso interiore e i nessi di tutto ci che stato insegnato
passo per passo si attivano e la Verit diventa il Bene di essa. Luomo
ora non pensa pi agli stadi della Verit che lhanno portato a questo
livello superiore del Bene ovvero a questa chiara percezione interiore
di ci che il Bene di tutto ci che ha imparato. Ora egli agir subito
con il sentimento del Bene. Non dovr pi riferirsi alla Verit. Se la
Verit, se la conoscenza non conducono alla Bont o al suo uso per
quale motivo dovremmo cercare di studiare una qualsiasi Verit o
conoscenza? La conoscenza non finisce mai a meno che raggiunga il
suo scopo, che la sua bont. Il Bene il vertice della Verit. Per cui
Ges, in quanto il Bene, al vertice della Verit, l dove essa si
trasforma nella percezione del Bene di essa e con essa si unisce. In
quanto il Bene, Ges opera sempre dei miracoli che trasformano la
Verit nel Bene: allora egli cura gli zoppi, gli storpi, i paralitici e i
ciechi: tutti coloro che sono solo nella Verit, ma non riescono a
vedere che, per avere un senso, ogni dottrina, ogni Verit, ogni
conoscenza, deve condurre al Bene.
Seguendo la conoscenza per la conoscenza, non solo si fraintende il
senso della vita e di s, ma anche dellUniverso. LUniverso, inteso
psicologicamente, sia la Verit che il Bene delle cose. Quando un
uomo agisce seguendo il Bene di qualsiasi Verit che egli conosce, egli
agisce direttamente secondo la propria volont, secondo ci che egli
vuole - perch il Bene noi lo vogliamo, ma la Verit la pensiamo. Nel
Miracolo della piscina di Betzata luomo, avendo solo la percezione
della Verit di un insegnamento ultramondano, non era in grado di
portare la sua volont o percezione del bene ad agire per prima. Egli
giace a terra legato ai sensi, al senso letterale del Verbo di Dio. Anche
se attento al senso miracoloso - lacqua agitata dallangelo - egli non
pu capire. Egli nella Verit, ma non pu penetrarla. Ges, essendo
60

il Bene della Verit che luomo ha dentro, riesce ad elevarlo. Luomo


vede il Bene di tutto ci che egli ha conosciuto puramente come Verit.
Quindi la sua volont, i suoi desideri si trasformano in tutto ci che egli
conosce, ed egli comincia a vivere la Verit come Bene. Prima cera la
Verit, perch cos doveva essere. Un uomo prima deve conoscere la
Verit, ma il Bene della Verit precede la Verit, perch
tutta la Verit pu venire unicamente dal Bene, quindi la Verit segue il
Bene. Ma nella condizione umana si deve apprendere ogni cosa al
contrario: si apprende prima la Verit e poi si percepisce e si raggiunge
il Bene della Verit. Un uomo che nella Verit vicino al bordo della
piscina di Betzata anteponeva sempre la Verit e per questo era sempre
secondo, sempre in ritardo. Egli era secondo perch metteva la Verit
al primo posto.
Ges, come realizzazione del Bene della Verit, lo guar.
Quelluomo quindi antepose il Bene alla Verit e fu guarito. Il miracolo
su questa profonda questione: il primo e il secondo posto e la loro
inversione. E linversione mette il Bene al primo posto e la Verit al
secondo. Quindi luomo riempito, poich la pienezza della Verit sta
proprio nella consapevolezza del Bene di questa. Il miracolo vuol dire
che, per quanto un uomo conosca la Verit, con la sua volont non pu
agire secondo questa Verit se in essa non vede il Bene: questo
lultimo stadio della Verit che si chiama sabato, nel quale il Bene al
primo posto. Allora egli pecca, fermo solo alla Verit e la mette al
primo posto. Egli manca il bersaglio, considerando la Verit come un
fine e mette la Verit al primo posto e non la considera una via per la
bont. Ecco perch Ges gli dice: Non peccare pi.
Questo in greco suona: Non mancare il bersaglio. Ogni peccato
(traduciamo cos) in greco significa mancare il bersaglio ed in questa
parabola o miracolo mancare il bersaglio ovvero peccare significa
mettere al primo posto la Verit e non vedere che essa un mezzo e
non un fine; il fine la bont della Verit e la pratica della Verit,
seguendo quella bont che conduce alla Verit e non una Verit teorica.
Infatti un uomo che agisca unicamente secondo una Verit, una
dottrina, un rituale, pecca, cio non capisce nella sua globalit lidea
dellinsegnamento sullevoluzione interiore, sulla ri-nascita, sulla
rigenerazione: egli non ha capito nulla dei Vangeli.
61

Consideriamo per un momento tutti coloro che nel corso della storia
hanno agito secondo la Verit e non secondo la bont. Consideriamo la
storia della religione, i suoi orrori, i suoi odi. E dopo pensiamo che il
vero significato di peccare mancare il bersaglio. Ges guar luomo
alla Piscina di Betzata (che significa Casa della Misericordia). Quando
il Bene viene prima, un uomo agisce secondo la misericordia e la
grazia e allora diventa completo. Quando egli completo, allora non
manca pi il bersaglio. Ges, quando si separa dalluomo che aveva
guarito, gli dice: Ecco, sei stato completato; non peccare pi.

62

IL BUON SAMARITANO
In un certo senso ognuno chiede il Bene come quando, se fa freddo,
si aggiunge un altro pezzo di carbone sul fuoco. Non ci si aspetta
nessuna ricompensa se non il Bene che da questa azione deriva. Non
c nulla di pi difficile da capire di ci che vuol dire agire secondo il
Bene nel senso evangelico, sebbene il significato sia pratico e non
sentimentale, proprio come aggiungere un pezzo di carbone, se fa
freddo. Agire secondo la verit e secondo la conoscenza, questo lo
capiamo. Ma la Verit da sola crudele e coloro che agiscono solo
secondo Verit sono in grado di arrecare gravi danni agli altri.
Esaminiamo la parabola del Buon Samaritano che, forse, ha colpito
maggiormente il genere umano pi di altre parabole. la pi
conosciuta.
Pu essere capita cos com. In realt nessunaltra parabola cos
conosciuta come questa. Essa evidenzia lagire secondo il Bene e non
secondo la Verit. Un giudeo giace ferito sulla strada pericolosa che
conduce da Gerusalemme a Gerico. Un sacerdote giudeo ed un levita
gli passano vicino e non lo aiutano. Passa anche un Samaritano e,
sebbene Giudei e Samaritani non avessero punti comuni sulla Verit, si
ferma e fascia le ferite di quelluomo percosso. La parabola segue
quella del dottore della legge che, per tentare Cristo, gli aveva chiesto
cosa doveva fare per ottenere la vita eterna.
Un dottore della legge si alz per metterlo alla prova: Maestro,
che devo fare per ereditare la vita eterna? Ges gli disse: Che cosa
sta scritto nella legge? Che cosa vi leggi?. Costui rispose: Amerai il
Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta
la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso.
E Ges: Hai risposto bene; fa questo e vivrai. Ma quegli, volendo
giustificarsi, disse a Ges: E chi il mio prossimo?. Ges riprese:
Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incapp nei briganti
che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo
mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per la medesima strada
e quando lo vide pass oltre dallaltra parte. Anche un levita, giunto in
quel luogo, lo vide e pass oltre. Invece un Samaritano, che era in
viaggio, passandogli accanto, lo vide e nebbe compassione. Gli si fece
63

vicino, gli fasci le ferite, versandovi olio e vino; poi caricatolo sopra
il suo giumento, lo port a una locanda e si prese cura di lui.
Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede allalbergatore,
dicendo: Abbi cura di lui e ci che spenderai in pi te lo rifonder al
mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui,
che incappato nei briganti?. Quegli rispose: Chi ha avuto
compassione di lui. Ges gli disse: Va e anche tu fa lo stesso (Le.
X, 25-37).
Agire per compassione, agire per misericordia agire per il Bene
stesso e non per una qualche idea di ricompensa. La Verit da sola non
ha nulla a che fare con la compassione, niente a che vedere con la
misericordia.
Gli atti pi crudeli e atroci sono stati compiuti nel nome della
Verit. La Verit separata dal Bene non ha in s nulla di vero. Non ha
niente che la controlli, niente che la unisca e che dia ad essa
unesistenza vera.

64

I VIGNAIOLI
Pi volte Cristo dice: Molti che sono gli ultimi saranno i primi e i
primi gli ultimi. Una volta Cristo dice queste parole dopo che i
discepoli hanno manifestato che la loro idea del Regno dei Cieli era
terrena, conforme allapparenza delle cose a cui essi erano abituati sulla
terra. Cristo parlava della difficolt per un ricco di entrare nel Regno
dei Cieli. Egli parla del ricco contrapponendolo allo stato dei fanciulli
che sono innocenti perch non si sono ancora creati delle false idee su
se stessi. I discepoli avevano preso le sue parole alla lettera. Pietro
esclama: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito:
che cosa avremo dunque?. Ed proprio questa la domanda che tutti
quanti fanno e che sempre far colui il quale non comprende ancora
nulla. Che cosa avremo noi? chiedono, come se essi avessero gi
qualcosa, come se fossero gi ricchi.
Cristo risponde ai suoi discepoli in modo che lo capiscano: Egli
promette loro che essi siederanno su troni a giudicare le trib dIsraele.
Lo dice quasi con ironia, ma lironia simulata, in vista di ci che egli
sta per dire. Egli risponde: In verit vi dico: voi che mi avete seguito,
nella nuova creazione, quando il Figlio delluomo sar seduto sul trono
della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici
trib di Israele (Mt. XIX, 28). E subito aggiunge, come riflessione:
Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi (Mt. XIX, 30).
Cos dicendo Cristo sembra contraddire ci che ha appena detto ai suoi
discepoli, ma questo perch essi non comprendono ci a cui simile il
Regno dei Cieli e a che cosa deve essere simile un uomo per ottenerlo.
Sotto forma di parabola egli mostra loro come tutte le idee terrene di
predominio, di ricompensa, di ci che noi chiamiamo giustizia, di
priorit, non sono per nulla in grado di capire che cosa il Regno dei
Cieli: Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi (Mt. XIX,
30).
Il Regno dei Cieli simile a un padrone di casa che usc allalba per
prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro
per un denaro al giorno, li mand nella sua vigna. Uscito poi verso le
nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e
disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che giusto ve lo
dar. Ed essi andarono. Usc di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre
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e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne


stavano l e disse loro: Perch ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli
risposero: Perch nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro:
Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della
vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e da loro la paga,
incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del
pomeriggio, ricevettero ognuno un denaro. Quando arrivarono i primi,
pensavano che avrebbero ricevuto di pi. Ma anchessi ricevettero un
denaro per ciascuno. Nel ritirarlo, per, mormoravano contro il
padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato unora soltanto e li hai
trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il
caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non
ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi
il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a questultimo quanto a te.
Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei
invidioso perch io sono buono? Cos gli ultimi saranno primi e i primi
gli ultimi (Mt. XX, 1-16).
Questa parabola la vera risposta alla domanda di Pietro: Che cosa
avremo dunque noi? Il Regno dei Cieli, dice Cristo, non come voi
pensate ed impossibile pensarlo come una propriet. Non un
qualcosa a cui si possa pensare in termini di ricompense, cos come le
intendono gli uomini. Pensare ad esso come ad un luogo in cui un
uomo avr un trono, il potere e lautorit sugli altri, come ricompensa
per qualsiasi cosa egli abbia abbandonato in questa vita, totalmente
sbagliato. Il Regno diverso da tutto ci che c sulla terra, diverso da
tutto ci che i sensi di un uomo possono fargli vedere, diverso da tutto
ci che egli pu pensare. Ci vuole un modo nuovo di capire, un modo
che lUomo al livello della Terra non possiede.
Per questo motivo Cristo inizia sempre con: Il Regno dei Cieli
simile a ... . In ogni parabola c unidea nuova, unidea che nessuno
su questa terra sarebbe in grado di elaborare o anche solo di supporre.
Quando luomo da un livello di comprensione, tecnicamente definito
nei Vangeli Terra, passa a un livello chiamato Cielo, allora deve
cambiare radicalmente il suo modo di pensare. Nessuno pu cambiare i
suoi pensieri a meno di avere idee nuove, poich partendo da queste
che si pensa. Nessuno pu pensare in modo nuovo con idee vecchie. E
non vi pu essere nessun cambiamento di modo di mentalit, nessun
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pentimento, se le idee di un uomo rimangono al livello della Terra,


dove le sue idee sono basate su apparenze, su cose che si vedono. Per
comprendere qualcosa del Regno dei Cieli, luomo deve lasciare le
idee naturali o, meglio, trascenderle. Con le sue idee naturali egli riesce
a comprendere il mondo e i suoi regni, ma non riesce a comprendere il
livello superiore rappresentato dal Regno dei Cieli. Egli non in grado
neppure di cominciare a capire anche solo una cosa di questo Regno,
perch il livello inferiore non pu comprendere quello superiore.
Qual lidea centrale della difficile parabola dei Vignaioli? Essa
del tutto nuova e straordinaria e non corrisponde alle nostre idee
naturali.
E lapparente ingiustizia della parabola a colpire il nostro livello di
comprensione. Secondo il nostro modo di pensare, coloro che hanno
lavorato pi a lungo avrebbero dovuto ovviamente avere una
ricompensa maggiore. E non vi dubbio che qualcuno dei discepoli
pensava in cuor suo la stessa cosa, dal momento che proprio loro erano
stati i primi ad essere chiamati a lavorare nella vigna, simboleggiata
dallinsegnamento di Cristo sulla terra. Linsegnamento era stato dato
in primo luogo ai giudei e in particolare ai discepoli. Questi ultimi si
aspettavano naturalmente la ricompensa maggiore. Era unidea
naturale. Per capire il significato psicologico della parabola si deve
afferrarne lidea centrale, perch la parabola contiene sempre unidea
che non naturale, anzi unidea tale che pu anche contraddire ogni
nostra idea naturale. facile capire lidea dei discepoli sul Regno dei
Cieli: lo pensavano naturale, visibile. Cristo lo sapeva quando raccont
loro che si sarebbero seduti sui troni per giudicare gli altri. Ma la
parabola che segu non ha proprio niente di naturale. Le nostre idee
naturali di giustizia e dIngiustizia sono tra le pi forti che noi
possediamo. Esse ci provocano pi di ogni altra cosa.
E il punto di vista umano presentato nella parabola sotto la forma
dei Vignaioli che sono stati chiamati per primi e che si aspettavano di
ricevere di pi e mormorarono contro il padrone di casa, dicendo:
Questi ultimi hanno lavorato unora soltanto e li hai trattati come noi
che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Il padrone
risponde: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con
me per un denaro?. Senza dubbio essi direbbero: S, ma non
sapevamo ci che sarebbe successo. E una grande ingiustizia.
67

Qual la chiave per interpretare questa parabola? Si trova sia nei


passi precedenti sia nella parabola stessa. Essa contenuta nella
definizione data dal padrone di casa nelle cui vigne i Vignaioli sono
chiamati di volta in volta. Chi il padrone di casa a cui tutto fa capo?
il Bene. Egli viene definito come: lo sono buono. Il padrone di
casa dice: Non posso fare del mio quello che voglio?, ovvero il tuo
occhio maligno perch io sono buono?. Lintera parabola si
riferisce allazione propria del Bene e non della ricompensa. Infatti, se
un uomo agisce secondo il Bene stesso, egli non cerca una ricompensa
perch non agisce pi per egoismo o per merito. Lagire per il Bene
rende tutti uguali coloro che lo fanno. Agire seguendo il Bene di ci
che si fa, non pu produrre nessun sentimento di rivalit o di invidia,
n pu creare il sentimento che ci si debba aspettare una ricompensa,
poich agire secondo il Bene gi una ricompensa di per se stessa.
Agire nel bene di ci che si fa, non ha nulla a che fare con lanzianit
di servizio o con qualsiasi lasso di tempo, poich il Bene al di sopra
del tempo. Infatti Dio chiamato buono e Dio al di fuori di ogni
tempo. La sorgente del Bene al di fuori del tempo: nelleternit.
La parabola si riferisce a valori eterni: non si riferisce al tempo. Non
ha nulla a che fare con le nostre idee naturali sul tempo e sulleternit,
In un passo che precede, un ricco si avvicina a Cristo e gli dice:
Maestro, quanto bene dovr fare per ottenere la vita eterna? Cristo
risponde: Perch mi chiedi ci che buono? Uno solo buono. Solo
Dio buono.
Nessun uomo buono. Ogni bont, ogni cosa buona, la bont di ogni
cosa, qualunque essa sia, deriva da Dio. Quel ricco ricco perch sente
di aver osservato tutti i comandamenti, sente di avere dei meriti, si
sente giustificato - e per questo, ricco - per aver agito secondo la
Verit, per aver osservato tutti i comandamenti: per ha dei dubbi e
comincia a fare domande sul Bene e su come agire secondo il Bene.
Quale bene dovr compiere?. Ges lo guard e lo am. Prima la
Verit e poi il Bene, ma seguendo il Bene, esso viene prima e la Verit
dopo: il ricco si sente dire di vendere tutto ci che ha e di seguire
Ges. Per agire secondo il Bene e non soltanto secondo Verit un
uomo deve vendere ogni suo sentimento di merito, di autoconsiderazione, ogni sensazione di essere buono, ogni sensazione di
essere il primo. Se egli pensa di essere buono, agir seguendo se
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stesso, il suo egoismo. Ecco perch si dice che solo Dio buono. Luca
dice: Nessun buono, se non uno solo, Dio (Le. XVIII, 19).
Tutto il Bene viene da Dio, non dallUomo. Se un uomo pensa di
essere buono inevitabilmente cercher una ricompensa per ogni cosa
che fa, perch attribuir a se stesso lessere buono. Non vedr il bene
come una forza che passa attraverso ogni cosa. Sentir che stato lui
ad aver agito bene; specialmente se ha rinunciato a qualcosa per
compiere una buona azione. Sar come Pietro che dice: Ecco, noi
abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito: che cosa dunque
avremo noi?. Pensando alla parabola dei Vignaioli chiaro da ci che
segue che i discepoli non capirono che cosa significava il Regno di
Dio, perch pochi versi dopo, quando la parabola era gi stata detta e i
discepoli lavevano ascoltata, essi si indignarono perch la madre dei
figli di Zebedeo si avvicina per chiedere a Ges se essi possono sedere
alla sua destra e alla sua sinistra nel Regno dei Cieli. I discepoli
pensano ancora in termini di ricompensa e di potere.
Cristo chiama i discepoli e dice:
I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi
esercitano su di esse il potere. Non cos dovr essere tra voi; ma colui
che vorr diventare grande tra voi, si far vostro servo, e colui che
vorr essere il primo tra voi, si far vostro schiavo (Mt.XX, 25-27).
Ed egli ha gi spiegato che cosa significhi questo: se un uomo
comincia ad agire secondo il Bene di ci che fa per lamore del Bene in
s, egli servir e seguir il Bene. Ogni idea di autorit, di posizione
sociale, di superiorit sugli altri, di antagonismo, dinvidia personale, di
gelosia, di giustizia e ingiustizia umane sar in lui inesistente. Il Bene
non una persona. Agire, vedendo e gioendo del Bene di ci che si fa,
agire in modo altruistico.

69

CAPITOLO V
LIDEA DI GIUSTIZIA NEI VANGELI
PARTE PRIMA
Esaminiamo nei Vangeli alcuni esempi dellinsegnamento di Cristo;
essi riguardano ci che necessario fare per avvicinarsi a un livello
superiore di Uomo e contemporaneamente cerchiamo di dare un senso,
a una o due frasi usate da Cristo e che non sono completamente chiare.
Cristo dice:
Se la vostra giustizia non superer quella degli scribi e dei farisei, non
entrerete nel Regno dei Cieli (Mt. V, 20).
unaffermazione precisa con un significato preciso. Cos la giustizia
e cosa vuol dire che la giustizia di un uomo deve superare quella degli
scribi e dei farisei? La parola che nel passo precedente stata tradotta
superare etimologicamente significa essere al di sopra e al di l, e
quindi non comune e mutevole. Non la giustizia degli Scribi e dei
Farisei che si deve accrescere. Un uomo deve avere un altro notevole o
insolito genere di giustizia che superi, che sia al di sopra e al di l, la
giustizia comune. La parola giustizia, in origine, veniva usata per un
uomo ligio alle norme e ai costumi della societ in cui viveva. Un
uomo era giusto se osservava le leggi. Per i Giudei la giustizia era
losservanza minuziosa della legge levitica con tutti i suoi riti, le
decime, le purificazioni esteriori, ecc. Questa giustizia formale fu
attaccata da Cristo in parecchie occasioni. Era una giustizia falsa
paragonata con ci che Ges stava insegnando, perch era una giustizia
umana. Essa mirava solo ad apparire giusti esteriormente, davanti
agli uomini. Cristo disse:
Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per
essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il
Padre vostro che nei Cieli. Quando dunque fai lelemosina, non
suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe
e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verit vi dico: hanno gi
ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai lelemosina, non
sappia la tua sinistra ci che fa la tua destra, perch la tua elemosina
70

resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser (Mt.
VI, 1-4).
Cristo dice che la pratica di questa forma di giustizia esteriore lascia un
uomo dove si trova, nella sua vanit e nel suo narcisismo. Cristo
insegna come un uomo pu elevarsi, come pu diventare un Uomo
Nuovo.
Attaccando la forma di giustizia propria degli Scribi e dei Farisei, egli
attacca il livello di un uomo che agisce per avere dei meriti e non per la
giustizia in s. Un uomo del genere si giustifica con azioni e
comportamenti esteriori. Giustificarsi significa far credere di essere
innocenti. In ognuno c un processo mentale molto complesso, in
continuo movimento e il cui scopo quello, di fargli sentire che egli ha
ragione, cio che innocente. Se uno non ha acquistato una
consapevolezza maggiore di quella del conformismo ai costumi e alle
norme esteriori, alla salvezza delle apparenze, al non perdere la
faccia, allora egli non considera ci che ha veramente fatto. Egli si
giustificher, cos la sua giustizia esteriore rester immutata agli occhi
del mondo, cio davanti agli uomini: ci lo mantiene a un certo
livello di sviluppo. Cristo attacca questo modo di aver ragione. Il fine
dellinsegnamento dei Vangeli levoluzione interiore delluomo e il
raggiungimento di un livello superiore. Per questa ragione si dice che
se la giustizia di un uomo non superer quella degli Scribi e dei
Farisei, non raggiunger questo livello superiore, cio il Regno dei
Cieli, dove Cielo vuol sempre dire questo stato o livello interiore
elevato che un uomo pu raggiungere. I Vangeli parlano solamente di
unevoluzione interiore che possibile per lUomo. Gli Scribi e i
Farisei esistono ancora oggi e appartengono a quel livello che
attribuisce a s il merito di tutto ci che fa, si auto compiace e si ama
pi di chiunque altro.
Nel loro sviluppo emotivo essi sono solo egoisti e non amano il
prossimo. Ogni egoismo disprezza gli altri. Essere contento che un
altro abbia unesistenza vera e autonoma cominciare a porsi al di l
del livello dello sviluppo emotivo, dellegoismo. Cosa significa che la
giustizia delluomo deve superare quella degli Scribi e dei Farisei? La
risposta dipender da come egli si giustifica. Dipender da come egli
cerca di vivere, cio quale ordine di Verit cerca di seguire. Se si
giustifica unicamente di fronte al mondo, lo far anche interiormente.
71

La Verit insegnata nei Vangeli diversa da quella del mondo e delle


realt dei sensi. Cerano sempre molte dispute tra coloro che
ascoltavano Cristo. Un esempio riportato in Giovanni: Alcuni
dicevano: egli un uomo buono; altri dicevano: Non buono perch
fuorvia la moltitudine. La verit che Ges offendeva la maggioranza
della gente che lo ascoltava. Le sue parole, non solo non erano comuni,
ma anche troppo forti da accettare: per questo si offendevano.
Chiunque si offende, quando gli si toglie la giustificazione. Cristo
insegnava un altro tipo di Verit, un modo diverso da quello di sentirsi
interiormente giusto. Cristo parlava del passaggio delluomo da un
livello a un altro. Egli parlava sempre di questo livello superiore: il
Regno dei Cieli. Tuttavia anche i suoi discepoli pensavano che egli
parlasse del mondo e di un regno terreno. Per cui, quando Cristo disse
che la giustizia di un uomo deve essere totalmente diversa da quella
degli Scribi e dei Farisei, parlava del senso della giustizia a quel livello
superiore e del modo in cui un uomo si deve comportare nei confronti
della medesima. Un uomo, trovandosi a questo livello superiore, non
potrebbe pi comportarsi allo stesso modo o ricercare la sua
ricompensa dalla medesima sorgente n sentirsi innocente allo stesso
modo. Luomo doveva capire che nellottica del Regno dei Cieli tutta
la sua auto-giustizia era inutile e non conduceva a niente. Un uomo,
quando riceve linsegnamento sullevoluzione interiore, non pu pi
giustificarsi come prima. Egli non pu pi fingere con la sua autogiustificazione nei confronti di ci che egli in realt, alla luce del
nuovo ordine di Verit che ha appreso. Nel brano citato si dice:
Quando invece tu fai lelemosina, non sappia la tua sinistra ci che fa
la tua destra.
Tutto ci si riferisce a questaltro genere di giustizia ed unicamente
attraverso questa che possibile entrare nel Regno dei Cieli. Cosa
significa? Nel verso precedente viene sottolineato che una persona non
deve fare elemosina per essere vista dagli uomini; cos fanno gli
Scribi e i Farisei. Elemosina ci che faccio per misericordia e non
solo opere di carit; il perdono interiore, la remissione interiore dei
debiti nei confronti del prossimo. Nel linguaggio tradizionale delle
parabole la mano sinistra indica il male e la mano destra il bene. Nella
parabola della Separazione delle Pecore e delle Capre, alla fine dei
tempi (non alla fine del mondo), si dice che le pecore sono messe alla
72

destra e le capre alla sinistra. Nel passaggio precedente non lasciare


che la sinistra sappia ci che fa la destra si riferisce ai due livelli
presenti nellUomo e che devono essere tenuti distinti. Si noti che non
si deve far sapere alla sinistra ci che fa la destra, non il contrario.
Luomo al suo livello ordinario male, immerso nel suo egoismo e
nella sua vanit, in bala dei sensi. I sensi sono il mondo. La mano
destra indica un livello superiore di comprensione o il suo inizio. Egli
non deve confondere questi due livelli, cio non deve far sapere alla
mano sinistra quello che fa la mano destra. La mano sinistra il livello
pi basso, dominato dallegoismo. Ci che un uomo fa dal livello
superiore non deve essere confuso con il livello inferiore. Negli atti
della misericordia interiore, nel fare lelemosina, un uomo non deve
agire per averne una ricompensa; se lo fa agisce secondo quel livello
gli Scribi e i Farisei - il livello del mondo - il livello inferiore. Egli
deve agire trascendendo questo livello, fare il bene per il bene e non
deve permettere che ci ce egli ha fatto di bene diventi una questione di
encomio che alimenti la sua vanit, il suo egoismo e la sua ipocrisia. Al
contrario egli non deve neppure pensare a ci che ha fatto n
discuterne con se stesso o congratularsi del suo nobile comportamento,
altrimenti ci che ha si trasformer nel sentimento di averne merito e
anche se nessuno ne sa nulla, egli cadr in basso, in quel livello che
c dentro di lui. Egli comincer a compiacersi e a ricadere nel suo
merito. Egli deve sapere cosa vuol dire far silenzio entro di s. Non
deve discutere con se stesso di ci che ha fatto. Ma, di regola, quando
un uomo fa del bene di qualsiasi genere, muore dalla voglia di farlo
sapere agli altri e cos non fa silenzio n con s n con gli altri, agisce
come
davanti
ad
un
uditorio
interno
ed
esterno.
Cristo in primo luogo dice di non agire di fronte ad un uditorio esterno
e poi di non agire di fronte ad un uditorio interno, cio la mano
sinistra, che il suo livello inferiore o la sua vita. Una volta che
capiamo che tutto ci che detto nei Vangeli, si riferisce alla possibilit
per luomo di raggiungere un livello superiore, diventa chiaro il
significato di sinistra e destra. La sinistra il livello inferiore, la destra,
il superiore. Un uomo al livello inferiore che agisce con la mano
sinistra, si sente meritevole e desidera giustificarsi con le sue opere di
carit, per ottenere la sua ricompensa. Questa una forma di giustizia.
Quando, per, un uomo inizia a comportarsi secondo un livello
73

superiore, con la destra, non cerca ricompensa alcuna poich agisce


secondo ci che egli vede intrinsecamente buono e per amore del bene
in s e cos non ricerca nessuna ricompensa n interiore n esteriore e
perviene a una giustizia superiore a quella degli Scribi e dei Farisei.
Egli non dice agli altri ci che ha fatto n dice a se stesso che si
comportato bene. Egli esteriormente e interiormente in silenzio.
Questo significa la frase se la vostra giustizia non superer quella
degli Scribi e dei Farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli.
Se la giustizia di un uomo non la supera da questo punto di vista, allora
egli inevitabilmente relegato al proprio livello inferiore. Questo
insegnamento, visto alla luce del livello superiore e inferiore di un
uomo, ha un senso pratico cos come ce lhanno la mano sinistra e
destra. Ed forse anche possibile comprendere abbastanza di ci che si
intende, quando si dice che si pu ricevere un altro tipo di ricompensa,
una ricompensa segreta, di cui si parla nel Vangelo e il Padre tuo
che vede nel segreto, ti ricompenser segretamente. In talune
traduzioni si trova unincredibile incomprensione del significato di
queste parole di Ges laddove si dice e il Padre tuo che vede nel
segreto ti ricompenser palesemente. ovvio che lamanuense che
alter le parole durante la trascrizione non aveva alcuna idea del suo
significato e non comprendeva il motivo di fare lelemosina in
segreto, se non cera una ricompensa esterna, un premio, un
compiacimento: ecco perch non pot fare a meno di aggiungere che
lelemosina fatta in segreto sarebbe stata ricompensata palesemente.
E forse, a questo punto, potremmo tentare di comprendere il perch
avviene cos spesso che la gente, non percependo che i Vangeli parlano
della ri-nascita di un livello superiore dellUomo, considera ci che vi
si dice, al loro proprio livello, confondendo in questo modo due ordini
o livelli di verit. Considerare i Vangeli prescindendo dalla loro idea
centrale di ri-nascita, cio da unevoluzione interiore che implica
lesistenza di un livello superiore, vuol dire non capire niente del loro
significato reale. La gente penser ad auto-giustificarsi, ad accettare il
mondo come essa lo concepisce, senza capire che si richiede unaltra
rinascita individuale, una nuova forma, non semplicemente un
accrescimento di ci che si gi.
Nonostante che il Regno dei Cieli - il livello pi alto possibile per un
uomo - sia dentro e rappresenti loggetto del risultato finale, tuttavia si
74

pensa che ci si riferisca a uno stato dopo la morte, di l da venire, e non


a uno stato raggiungibile o almeno ricercabile in questa vita sulla terra:
un nuovo stato di s che esiste gi come possibilit ora, come un
qualcosa al di sopra di ci che si , come una stanza al piano superiore
di questa casa che siamo noi stessi e a cui tante volte si fa riferimento
nelle parabole. Come conseguenza di questo fraintendimento la gente
non riesce a separare la mano sinistra dalla destra, e ne risulta che tutto
ci che essa fa converge nel piano inferiore, assumendo una forma
sbagliata; e spesso questa la causa degli esempi assurdi, dolorosi o
anche cattivi della vita religiosa, dovuti al fatto di attribuire ci che
superiore a ci che inferiore, alla confusione dei due ordini didee.
come una ghianda che tiene per s tutto linsegnamento su una quercia
e che immagini di essere essa stessa una quercia.
.Ci rendiamo conto che nessuno pu continuare a giustificarsi come
ha sempre fatto e aspettarsi di diventare un altro, un Uomo Nuovo.
Deve cambiare il modo di sentire questa sua giustizia perch, fintanto
che egli si sente giusto cos com, egli non pu cambiare. lUomo
deve cambiare per intero la sua idea di ci che significa essere giusto,
perch proprio il sentirsi giusto, di essere nel giusto, che impedisce
alla gente di cambiare. Ci si sente soddisfatti di s. Sono solo gli altri
che sbagliano, non noi. Credere di essere gi giusti e nel giusto
determina una forma speciale di giustificazione. Ecco allora la
convinzione di valere e di essere meritevoli e perci ci si indispettisce e
ci si sente offesi pi facilmente. C niente di pi facile che offendersi e
offendere? Questa la condizione umana. Linsegnamento
straordinariamente duro dei Vangeli serve a rompere questa
convinzione di merito e di compiacenza a cui ognuno apertamente o
segretamente rimane attaccato; allora ci si sente offesi. Alla luce
dellidea del Regno dei Cieli e della possibile evoluzione interiore, di
un livello superiore, un uomo deve convincersi che egli non vale quasi
niente cos com e che tutta la vanit, il merito, la presunzione, lautoconsiderazione, il compiacimento, lauto-soddisfazione e legoismo e
tutto ci che immagina di se stesso sono praticamente unillusione. In
realt possibile comprendere quellinsegnamento duro d Cristo solo
se si guarda il fine: infrangere lintera psicologia delluomo - delluomo
cos come la vita lha fatto, delluomo come lui spesso si considera - e
costringerlo a pensare, a sentire e ad agire in modo nuovo, in modo tale
75

che egli cominci a dirigersi verso un livello superiore, verso un altro


stato di s che gi in lui come possibilit. Per passare da un livello
allaltro, dalla ghianda allalbero, tutto va rivisto e riconsiderato.
Luomo deve modificare tutti i normali rapporti del suo modo di essere.
Deve cambiare lintera struttura del suo essere. Tutto luomo deve
cambiare. Ecco perch Cristo dice:
Non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto
infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora
dalla suocera: e i nemici delluomo saranno quelli della sua casa
(Mt. X, 34-36).
Tutto ci non ha un significato esteriore, letterale. Significa un
terremoto interiore, un cambiamento totale della psicologia umana, del
concetto di padre, madre, figlia, nuora, suocera, ecc. Tutte le
relazioni con se stessi devono cambiare e questo significa che tutte le
idee e il sentimento di s devono cambiare. La casa di un uomo
significa che tutto ci che c nelluomo - non il suo corpo, ma la sua
psicologia, la casa di tutti i diversi aspetti di se stessi, tutte le idee, il
modo di concepire il padre o la madre nei suoi pensieri, il modo di
vedere e di giudicare, di dedurre, devono cambiare seguendo la spada,
che la forza della verit propria di un ordine superiore. Incontrando
questordine superiore di verit un uomo non pu rimanere in pace con
se stesso, cos com. Egli deve pensare in un modo nuovo e nessuno
pu pensare in un modo nuovo aggiungendo solo qualche nozione a ci
che gi pensa. Tutto luomo deve cambiare, in primo luogo tutto il suo
pensiero deve cambiare e prima di ogni altra cosa. Questa parabola si
riferisce al punto iniziale dellinsegnamento di Ges, alla metanoia, a
un uomo che incomincia a pensare in modo opposto di come ha sempre
pensato, in un modo totalmente nuovo su di s, sul suo senso e sul suo
fine. Non un pentimento, come viene tradotto, ma un modo nuovo di
pensare, pi in alto e al di sopra di tutto ci che egli ha pensato prima.
Allo stesso modo la giustizia di cui Cristo parla pi in alto, al di sopra
e al di l di tutto ci con cui un uomo si giustificato e che ha
considerato essere la sua giustizia, la propria idea di essere giusto. La
nuova giustizia al di l, di questa vecchia giustizia.

76

PARTE SECONDA
In tutto il Discorso della Montagna Cristo parla di ci che unisce un
uomo con un altro ordine di vita e come la potenza o beatitudine che
emanano da esso possano giungere fino a lui. In una delle Beatitudini
Cristo dice: Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perch
saranno saziati. Essere beati significa raggiungere la beatitudine.
Significa che si pu raggiungere uno stato reale e non generico o un
punteggio nella contabilit morale. La parola, nel suo significato
originario, venne usata dai Greci per descrivere lo stato degli di, Qui,
aver fame e sete di giustizia, si riferisce ad una giustizia diversa
dallipocrisia che bada solo a se stessa ed ai propri fini. Per trovare
questaltra giustizia un uomo deve perdersi, cio abbandonare le idee
su di s, sul suo valore, sui suoi meriti.
Esaminiamo bene il senso di perdersi. Cristo lo dice quando si
rivolge a Pietro e lo considera uno scandalo, perch egli considerava
sempre in modo mondano ci che gli veniva detto. Pietro confondeva
cose che erano a livelli diversi. Pietro non capiva che senso aveva, il
fatto che la destra non sapesse quello che faceva la sinistra. Nella sua
mente egli confondeva la Verit dellinsegnamento di Cristo con le
cose degli uomini.
Quando Ges parla ai suoi discepoli dellavvicinarsi della sua morte,
Pietro dice: Non possibile, Signore; questo non ti accadr mai.
Cristo gli risponde: Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo,
perch non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!. Qui si capisce
bene perch Pietro chiamato satana. In questo passo c una delle
definizioni di ci che Satana significa nei Vangeli. Satana
confondere differenti livelli di pensiero, perch ragionare significa
pensare. E prosegue: Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se
stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perch chi vorr salvare la
propria vita, la perder; ma chi perder la propria vita per causa mia, la
trover (Mt. XVI, 24-25). Vita qui significa Anima, nel testo
originale. Un uomo deve perdere la sua anima. Quando si dice che un
uomo deve perdere la sua vita, sintende qualcosa di pi complesso
della morte fisica. In Giovanni, Ges dice: Nessun uomo ama di pi
di colui che sacrifica la sua vita per i suoi amici.
77

Nel testo originale si trova anima non vita. Un uomo deve


sacrificare la sua anima: e questa la definizione suprema dellamore
cosciente.
Egli deve considerare i suoi amici (letteralmente, in greco, coloro che
egli ama) al di l, di se stesso o al posto suo. Cristo qui ci dice che cosa
significa obbedire a ci che egli insegna. Un servo, aggiunge Cristo,
obbedisce al suo padrone, anche se non capisce quel che egli vuole.
Amico invece colui che capisce ed obbedisce capendo. Per questo
Cristo dice: Vi chiamo amici. Essi sono suoi amici se obbediscono
allordine della Verit di cui Cristo parlava. Obbedire significa agire al
di l dei propri interessi, mettere sopra ad essi qualcosa di pi grande.
Un uomo non pu perdere la sua anima se si preoccupa unicamente
delle cose degli uomini.
Lanima, in un uomo, si pu riferire a un livello inferiore o superiore.
Un uomo deve perdere la sua anima nei confronti del suo livello
inferiore e ci per ritrovarla a un livello superiore. solo
comprendendo il doppio senso di perdere lanima che si pu capire il
vero senso di anima nei Vangeli. Cos: Che giova a un uomo
guadagnare il mondo intero e perdere la propria anima? Guadagnare il
mondo intero, preoccupandosi unicamente delle cose degli uomini,
perdere la propria anima nei confronti di una propria possibile
evoluzione interiore. Nei Vangeli tutto si riferisce a unevoluzione
interiore il cui esito il raggiungimento del Regno dei Cieli. Lanima di
un bruco non quella di una farfalla e per questo esso deve perdere la
propria anima per ritrovarla. Rimanendo un bruco esso salva la sua
anima da bruco, ma perde la sua anima in un altro senso, cio perde la
possibilit di una trasformazione e, restando se stesso, perde tutto ci
che proprio di ci che pu divenire. LUomo in grado di
trasformarsi o ri-nascere, ecco perch la sua anima anche doppia. Egli
pu conservarla e rimanere cos com ma, conservandola, la perde
davvero, fallendo il vero scopo per cui essa esiste. Egli pu perderla,
per trasformandosi e allora la ritrover a un altro livello della sua
evoluzione interiore. Per questo lanima una potenzialit, cio non
una cosa statica, ma dinamica: ci che un uomo e ci che pu
diventare. Tradurre anima, con vita come nella frase: Nessuno
pu amare pi di colui che sacrifica la propria vita per i suoi amici,
corretto se sintende la parola vita non come vita fisica, la vita del
78

corpo, ma come vita a quel livello superiore di s. La vita di un uomo


non la vita fisica esteriore, ma tutto ci che egli pensa, desidera e
ama.
Questa la vita di un uomo e questa la sua anima. Lanima
limmagine della vita. Ma un uomo pu cominciare a vivere in modo
differente dentro. Pu cominciare a pensare, a sentire, a desiderare e
ad amare in modo differente. Il rapporto con se stesso pu modificarsi
cos come pu modificarsi tutto ci che guidava i suoi pensieri,
soddisfaceva i suoi desideri, tutto ci che una volta pensava essere
vero e percepiva essere buono. Se questo avviene, luomo ha un altro
rapporto con se stesso, dentro. La sua vita dentro comincia a
modificarsi. questo che Cristo intendeva quando disse: Non sono
venuto a portare la pace, ma la spada. Sono venuto a mettere il figlio
contro il padre ... e i nemici delluomo saranno quelli della sua casa.
Un uomo, con linsegnamento della Parola, cio con un altro ordine di
Verit che appartiene a un livello superiore, comincia a pensare, a
sentire, a vedere il proprio fine e il suo proprio senso in modo nuovo e
non pu pi approvare tutto ci che pensava, sentiva, desiderava,
vedeva come fine: ci a cui un uomo d il suo consenso dentro la
sua vera vita e la sua vera vita la sua anima. La sua casa - cio lui
stesso - subisce un terremoto. Egli non riesce pi a essere in pace con
se stesso. Egli deve perdere il suo precedente rapporto con se stesso,
cio deve perdere la sua anima, poich lanima la vita delluomo nella
sua globalit, la vita stessa delluomo. Lanima ci che legato
indissolubilmente a lui, ci che egli crede vero e giusto e a cui
acconsente perch desiderabile, ci che egli serve dentro di s, ci che
egli pensa giusto, ci che egli sente buono. Allora si capisce che
perdere la propria vita significa cessare di vivere come si vissuto e
cominciare a vivere in un altro modo; non significa essere uccisi.
Significa proprio il contrario: cominciare a vivere.
Contemporaneamente significa che si deve perdere lanima, altrimenti
la trasformazione non possibile. Lanima ci a cui luomo si
legato nella mente, nel cuore, cio a se stesso. Cristo, parlando ai suoi
discepoli delle sofferenze che essi avrebbero dovuto sopportare
insegnando il Verbo, disse: Con la pazienza vincerete le vostre
anime. In greco pazienza significa stare indietro, cio non seguire
79

i propri desideri, se stessi. Con la pazienza un uomo pu perdere


la propria anima ad un livello e ritrovarla ad un livello superiore.
Adesso capiamo che lanima in un uomo pu essere potenzialmente cio con le sue potenze - inserita a un livello inferiore o superiore di s.
Un uomo per passare da un livello inferiore a un livello superiore
dentro di s, deve cambiare lanima di ci che si riferisce alluomo
stesso.
Se luomo cambia la sua condizione dentro se stesso, cambia anche il
rapporto con s, cambia anche la sua anima.
Possiamo incominciare a renderci conto che lanima in un uomo non
qualcosa di belle pronto, ma qualcosa che si forma secondo come lui
vive e che essa veramente tutta la sua vita, limmagine di tutto ci
che ha pensato, sentito, fatto.

80

CAPITOLO VI
LIDEA DI SAPIENZA NEI VANGELI
In molte delle parabole e dei detti di Cristo viene usata una parola che
tradotta con astuto. Per esempio, Cristo disse una volta ai suoi
discepoli: Siate astuti come serpenti e candidi come colombe.
Candido significa innocuo, che non reca danno e non ha il
significato morale e sentimentale occidentale di non saper nulla;
sarebbe in verit impossibile essere astuti ed allo stesso tempo essere
alloscuro di tutto. La parola, tradotta come astuto, non vuol dire
esattamente scaltro nel senso di abile o intelligente. La parola
greca fronimos che nella sua accezione originale significava essere
nelle piene facolt mentali e quindi avere presenza di spirito oppure
essere nel pieno possesso delle proprie facolt. Cristo dice in un passo;
I figli di questo mondo sono pi astuti, nella loro generazione, dei figli
della luce, e questo passo esprime forse in modo pi chiaro che altrove
il significato della parola. La gente mondana, nel suo genere o al suo
livello, pi pratica, pi perspicace e con un senso degli affari
maggiore, pi sagace e alla moda verso ci che vuole, di quanto non lo
siano i figli della luce nei confronti di ci a cui tendono. Essi hanno
pi presenza di spirito e nel trattare con la vita non sono cos sciocchi
e stupidi. Sapere come fare e fare realmente la cosa giusta al momento
giusto essere fronimos. Ricorderete che LAmministratore di
Ingiustizia (erroneamente tradotto con LAmministratore Ingiusto) fu
chiamato astuto - cio fronimos - e fu lodato dal proprio signore
poich vide cosa doveva fare in una situazione molto difficile e ag con
grande presenza di spirito.
Questa parola, fronimos, ha per ci stesso un significato forte,
vigoroso, pratico. usata nei Vangeli per definire lazione giusta di un
uomo intelligente che sta cercando un livello superiore di s con
levoluzione interiore. Cristo parla di coloro che sono inconsistenti a
questo riguardo.
Egli li paragona al sale che ha perso il suo sapore e che non adatto
neppure per concimare: Il sale buono, ma se anche il sale perdesse il
sapore, con che cosa lo si saler? Non serve n per la terra n per il
concime e cos lo buttano via (Le. XIV, 34-35). E qui la parola tradotta
81

con perdesse il sapore, significa letteralmente fosse stolto. Il


concime la vita. La gente che immagina che credere
sentimentalmente nei Vangeli sia il massimo, stolta. Essi sono come
lo stolto che costruiva la propria casa sulla sabbia, mentre luomo
astuto, fronimos, - costru, cio edific, per s la sua casa sulla
roccia, e non cadde poich era basata sulla roccia. Ci significa che
luomo era fronimos, poich si basava sullinsegnamento permanente
dellevoluzione interiore, nei Vangeli definita il Verbo, e lavorava per
edificare se stesso, la sua casa, la casa di s, su queste fondamenta. Egli
fece il Verbo e con lui ag. Applicava alla sua vita ci che aveva
compreso. In questo modo egli si fondava sulla roccia della Verit pi
che sulle sabbie mobili della vita.
Esaminiamo in proposito la parabola delle dieci vergini, cinque delle
quali erano astute, fronimos, e cinque stolte o stupide. una parabola
che riguarda il raggiungimento di un livello superiore con
levoluzione interiore, qui chiamata, senza mezzi termini, il Regno dei
Cieli.
Il regno dei cieli simile a dieci vergini che, prese le loro lampade,
uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque
sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con s lolio; le
sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dellolio in piccoli
vasi. Poich lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A
mezzanotte si lev un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora
tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le
stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perch le nostre
lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a
mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e
compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare lolio, arriv
lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la
porta fu chiusa. Pi tardi arrivarono anche le altre vergini e
incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In
verit vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perch non sapete n il
giorno n lora (Mt. XXV, 1-13).

Le vergini astute si distinguono dalle vergini stolte perch hanno


dellolio nelle loro lampade. Esse rifiutano di dare il proprio olio alle
altre, ma dicono loro di andarlo a comperare nella vita. Tutte avevano
82

le lampade, ma solo la met con lolio dentro; queste sono chiamate


furbe.
Esse sono pratiche. Si sono rese conto di ci che era necessario per
raggiungere questo livello superiore, chiamato, qui, lo sposo. Cosa
significa che esse avevano olio? Esse sono coloro che, in relazione alla
dottrina di Cristo, hanno compreso qualcosa che le altre non hanno
compreso e questo viene rappresentato dallavere olio nelle lampade.
La parabola non ha proprio niente del senso letterale. Una lampada
serve a dare luce. Psicologicamente qui significa un qualcosa che pu
dare luce, non in senso fisico, ma nel senso di luce cos com intesa
nei Vangeli: luce che risplende nelle tenebre della mente, la luce della
comprensione nuova proveniente dal Verbo. Cristo venne per dare la
luce agli esseri umani, descritti come viventi nelle tenebre di questa
terra.
Essi vivono alla luce del sole, ma questa tenebra in paragone a
questaltra luce che solo la comprensione pu capire. Cristo si defin la
luce del mondo. Egli intendeva quella luce diversa che pu cadere
sulla mente e illuminare la comprensione. Un uomo quando vive
unicamente secondo i sensi e considera lo spettacolo della vita
esteriore, illuminata dal sole, come suo unico scopo, allora nelle
tenebre. Giovanni dice che le tenebre non comprendono la luce; il
livello inferiore non comprende quello superiore. Un uomo quando si
accorge di essere interiormente incompleto e perduto e che il senso
pieno della sua esistenza di sperimentare un cambiamento,
unevoluzione interiore, gi comincia a vedere questa luce, questo
senso vero della sua creazione. Il Verbo questo senso vero, questa
luce. Cristo insegnava il Verbo e cos egli la luce. Il Verbo
linsegnamento su come raggiungere un nuovo livello in cui diffusa
questa luce e che posta al di sopra e al di l delluomo, ma anche
dentro di lui. Dal momento che il Regno dei Cieli nelluomo, egli
pu sperimentarlo internamente. La Via in lui, non fuori. Egli pu
sperimentare i bagliori di unaltra consapevolezza, i momenti di un
significato totalmente nuovo, che mostrano come esista in lui un livello
superiore. Sono momenti di questa luce. Ma, per raggiungere
permanentemente questo livello, a un uomo si deve prima insegnare il
Verbo attraverso i sensi. Egli lo deve ascoltare: non solo letteralmente,
ma incominciare anche a comprenderlo, a sentirlo con la sua mente, a
83

ponderarlo, a pensare al suo senso, a farlo coscientemente suo e a


vedersi alla luce di ci che esso gli insegna.
Infatti, la sua mente deve essere preparata gradatamente a cambiare,
poich questo livello superiore diverso da quello inferiore e cos i
pensieri di un livello inferiore non sono dello stesso ordine di quelli di
un livello superiore. Nella sua mente si deve formare qualcosa di
nuovo per ricevere la luce, per cui egli deve giungere gradualmente a
pensare in modo nuovo (o, com stato tradotto erroneamente, a
pentirsi).
Questo cambiamento graduale nel pensare crea in lui la lampada e
avviene con linsegnamento del Verbo. Ma la lampada da sola non
sufficiente. Da sola non d luce, ma necessaria, una tappa
dellevoluzione interiore. Il secondo stadio in questa parabola, quello
dellavere olio nella lampada. Ci significa che luomo deve mettere in
pratica ci che sa e vede come nuova Verit. Cristo dice: Chiunque
ascolti queste mie parole e le pratichi, sar paragonato a un uomo
astuto ... e chiunque ascolti queste mie parole e non le pratichi sar
paragonato a uno stolto. Qui le parole Astuto e stolto hanno lo stesso
senso della parabola delle vergini astute e stolte. Agire interiormente
secondo linsegnamento di Cristo, cominciare a praticarlo, ad agire
capendone il senso, ad applicarlo anche a s: ecco cos essere astuti.
Usare del Verbo in modo intelligente, questo essere scaltri. Tutto ci
olio e alimenta la nostra lampada individuale.
Si pu accettare la Verit di questordine superiore e tuttavia
continuare ad agire unicamente secondo il livello della vita; allora non
si obbedisce interiormente alla nuova Verit, alla nuova conoscenza
che si appresa e che proviene da un livello superiore: nel momento
decisivo si continua a obbedire alla vita e al suo bene. Si hanno
lampade, ma non olio.
Questi sono i veri stolti, essi che devono andare a comprare lolio da
coloro che lo vendono. Questo significa che debbono continuare a
cercare un tipo dolio rimediato con azioni meritorie e che considerano
come lunico Bere. Coloro che lo vendono, sono coloro che vi
dicono cosa meritorio, che cosa pi redditizio. Agire secondo il
merito e il premio produce un certo tipo dolio. Agire secondo
linsegnamento del Verbo e secondo la comprensione del suo
significato interiore, secondo un livello superiore a quello della vita e
84

per niente conforme alla vita superiore, vi ricompenser per tali


azioni. Le vergini stolte con le lampade senzolio sono coloro, che sono
a un livello di Verit e di conoscenza intellettuale, a un livello
superiore, ma vivono e agiscono secondo un altro livello.
Conoscono una cosa e vivono facendone unaltra. Costoro, stando
cos le cose, si precludono da soli il Regno dei Cieli, cio il
raggiungimento di questo possibile livello superiore per lUomo e che
fonda il vero senso delluomo stesso. Non che si chiuda loro la porta.
La porta non chiusa; sono loro a chiuderla. Il tipo dolio che essi
hanno comprato e venduto, lolio del merito, non quello richiesto per
entrare in un altro livello di umanit. Essi non sono scaltri. Essi non
sono scaltri perch non capiscono che a loro, a come sono, che si
rivolge linsegnamento di Cristo. Essi non devono semplicemente
pensare in modo nuovo, con le idee del Verbo, ma devono diventare
persone diverse. Possono conoscere e anche credere nella Verit che
c a un livello superiore, ma contemporaneamente vivere in un altro
livello non applicando la Verit a s. Questo il loro vero problema: le
loro vite, cos come sono, non sono governate dalla loro conoscenza.
Essi conoscono una cosa e ne vogliono unaltra.
In questa parabola, le vergini sagge sono quelle che cercano
effettivamente di vivere secondo la comprensione di ci che stato loro
insegnato e cercano il Bene di ci che stato loro insegnato praticando,
attuando volontariamente su di s quella conoscenza. Le stolte, invece,
pur conoscendo linsegnamento, continuano a cercare il proprio Bene
nella vita, nelle ricompense, nella reputazione, nel primeggiare, nel
raggiungere posizioni sempre pi alte, nellavere maggiore
considerazione dagli altri, nellessere stimate di pi, nellosservanza
formale delle leggi e degli stereotipi sociali. Interiormente, per, esse
sono completamente diverse e piene di paure.
Tutto ci lunico Bene che esse conoscono e quindi devono
seguirlo. Tutta la questione sta in ci che un uomo considera il Bene e
nellagire seguendolo. Allora si dice loro di andare da ci che esse
considerano il Bene e procurarsi almeno quel tipo dolio. Questo tutto
ci che esse possono fare. Si dice loro di andare da coloro che
comprano e vendono questo Bene. Queste vergini stolte ritornano, ma
restano ancora fuori e viene detto loro: In verit vi dico: non vi
conosco. Esse non concepiscono che si possa agire secondo una forma
85

di Bene che al di l della vita, al di l di una ricompensa terrena, per


amore di ci che esse vedono come il Bene, alla luce di un
insegnamento superiore su ci che sono Verit e Bene.
Si chiudono fuori da sole poich confondono due livelli differenti di
conoscenza, due livelli differenti di Bene. Se si osserva pi da vicino,
si capir ci che nei Vangeli significa il Bene. Abbassare
linsegnamento sul tipo superiore dellUomo e seguire lidea di ci che
il Bene con gli schemi della vita, delle ricompense, dei meriti, dei
valori, della reputazione, delle apparenze esteriori, ecc., chiudersi
fuori dal Regno dei Cieli, poich un uomo che inizia a raggiungere il
livello del Regno dei Cieli fa il Bene senza aspettarsi nessuna
ricompensa dalla vita, seguendo ci che internamente vede come Bene
alla luce della Verit del Verbo che gli stato insegnato.
Mondanamente noi non guadagniamo niente a conoscere questo tipo di
Bene e ad agire per esso. Noi agiamo secondo la vita e il suo Bene,
anche se pensiamo di conoscere tante cose.
Per essere cristiano un uomo deve volere e fare ci che Cristo ha
insegnato. Se egli non riesce a vedere il Bene di ci che gli stato
insegnato, non agir conseguentemente. Non importa quanta
conoscenza abbia e quanto vera essa sia: egli non agir secondo quel
Bene a meno che non veda, con la sua comprensione interiore, che esso
desiderabile e buono e cominci a volerne lesistenza. Un uomo non
semplicemente la sua comprensione, ma ci che egli vuole da essa;
allora la segue: questo luomo integrale. Il Verbo, cio
linsegnamento psicologico nei Vangeli, serve a rendere un uomo
diverso prima nel pensiero poi nellessere, in modo che diventi un
Uomo Nuovo. Conoscere il Verbo e procurarsi lolio - il proprio Bene
- dai vantaggi, dagli intrighi, dai meriti della vita non avere lolio
della lampada di Cristo. Agire secondo il Verbo, secondo
linsegnamento riguardante levoluzione interiore, questo stato
superiore dellUomo, cominciare a fare qualcosa alla luce delle parole
di Cristo vedendo cosa esse significhino, amare le idee di Cristo e
volerle, senza alcuna ricompensa, tuttaltra cosa. Unazione fatta con
la volont di seguire qualche verit appartenente allordine della
dottrina chiamata il Verbo, elever per un momento un uomo, molto al
di sopra del suo livello abituale.
86

In una tale azione non c nessun affare, niente quanto?, niente del
dove entro?, niente di che gloriarsi - Una cosa del genere fatta nella
parte pi pura della vostra comprensione, poich ne vedete la necessit
e la realt e quindi il Bene; una cosa del genere, fatta con la volont
interiore, pu cominciare il mettere in moto qualcosa, che fino ad allora
era rimasto silenzioso e immobile. Il seme comincia a vivere. Luomo,
come un seme su cui il Verbo pu cadere, comincia a risvegliarsi. La
luce entra nelle sue tenebre interiori. La Verit una cosa, lo spirito
unaltra e luomo deve essere ri-generato dallacqua e dallo spirito
prima di diventare un Uomo Nuovo. LAcqua la Verit, la conoscenza
e linsegnamento riguardante un livello superiore; lo Spirito e la
volont delluomo che entra in questa conoscenza e che la unisce a lui,
vedendone il Bene, il valore. Non la mole dellinsegnamento esterno
che comporter questo risultato. Una persona pu avere una lampada,
ma solo con la sua volont pi intima, il suo assenso pi profondo,
lobbedienza segreta alla conoscenza che ha formato in lui questa
lampada, che egli produrr olio per essa. proprio qui che ognuno
libero. proprio qui che ognuno, attraverso unazione interiore, riesce
o non riesce a evolversi.

87

CAPITOLO VII
SIMON PIETRO NEI VANGELI
Simon Pietro uno dei pochi discepoli di cui si parla un po pi
dettagliatamente nei Vangeli. Il suo carattere chiaramente delineato,
anche se non sembrerebbe. Per capirlo bisogna comprendere il
significato interiore di tutto ci che si dice di lui. E per questo
necessaria una certa comprensione del linguaggio delle parabole. Il
nome di Pietro originariamente era Simone. Lui e suo fratello Andrea
furono i primi discepoli chiamati da Cristo. Ecco come avvenne la
chiamata:
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea,
fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti,
pescatori. Ges disse loro: Seguitemi, vi far diventare pescatori di
uomini. E subito, lasciate le reti, lo seguirono (Me, I, 16-18).
Parleremo pi tardi della frase pescatori di uomini. Diciamo che
nel Vangelo di Luca la profezia che essi sarebbero diventati pescatori
di uomini maggiormente evidenziata. La profezia viene detta dopo
che essi si erano affaticati tutta la notte sul mare senza pescare niente.
Cristo ordin a Simone di calare le reti e presero una quantit tale di
pesci che le reti si rompevano. Ges disse a Simone: Non temere;
dora in poi sarai pescatore di uomini. chiaro che esiste una qualche
analogia tra i pesci e gli uomini nel linguaggio usato in questo episodio.
Poco dopo Marco riporta la guarigione della suocera di Simone.
Questo episodio, di per s insignificante, ha un altro significato:
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli
parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollev prendendola per mano; la
febbre la lasci ed essa si mise a servirli (Me, I, 30-31).
Tutto ci che riferito in modo sintetico sullinsegnamento di Cristo,
ha un significato tutto particolare. Nei Vangeli non c frase, non c
parola, che non abbia un significato che trascende il significato
letterale.
Si noter qui che Cristo la sollev, perch era distesa, dopodich
essa si mise a servirli. Tutto questo ha un suo, proprio significato.
Giacere nel linguaggio delle parabole significa giacere mentalmente
proni, come addormentati; stare in piedi significa cominciare a
88

risvegliarsi nella mente. Si pu pure indovinare la natura della


febbre della suocera di Simone e che cosa significhi, il fatto che essa
fu guarita e incominci ad accettare linsegnamento di Cristo.
Questepisodio ha un significato ancora pi profondo che non ha niente
a che fare con la suocera di Simone, poich madre, padre, suocera,
suocero, mogli, mariti, fratelli, sorelle, ecc. vanno interpretati
psicologicamente e, nel linguaggio tradizionale delle parabole,
evidenziano i vari aspetti di un uomo, i diversi affetti, i diversi rapporti
interiori che ci sono in lui o che ha verso di s, verso i suoi diversi
livelli. Similmente un bambino appena nato o un fanciullo, nel
linguaggio delle parabole, pu rappresentare che c qualcosa di
nuovo e di prezioso nelluomo, una comprensione nuova, un modo di
sentire e di pensare, qualcosa che sta nascendo in lui, qualcosa che
non deve essere ferito, che non deve essere offeso. Ricordiamo che il
linguaggio delle parabole si basa su oggetti, su cose fisiche, presenti nel
mondo naturale e visibile dei sensi, ma il suo significato trascende gli
oggetti e le cose che rappresenta in modo visibile e assume un
significato psicologico, cio un significato trascendente, il livello
letterale.
Marco dice che quando Ges scelse i dodici discepoli, Simone lo
soprannomin Pietro. Pietro in greco ptros, roccia o pietra. Nel
Vangelo di Matteo la scelta del nome Pietro descritta in modo pi
completo.
Simone ha riconosciuto Cristo come il Figlio del Dio vivente e
Cristo gli dice:
Tu sei Pietro e su questa pietra edificher la mia Chiesa e le porte
degli inferi non prevarranno contro di essa. A te dar le chiavi del
regno dei Cieli (ML XVI, 18-19).
A Pietro sono promesse le chiavi dei cieli, cio il potere di
comprendere linsegnamento che Cristo dava al genere umano, cio la
possibile evoluzione interiore di un Uomo per raggiungere uno stato
interiore chiamato cielo, diverso da quello della terra. Il potere
delluomo intellettuale e roccia o pietra si riferiscono unicamente alla
conoscenza, la conoscenza della Verit che Cristo insegnava. Anche se
ne mentalmente capace, tuttavia la sua fede in Cristo per Cristo, e
non in se stesso. In questo senso luomo paragonabile, nella parabola
del Seminatore, al seme caduto su un terreno roccioso, cio a chi
89

riceve con entusiasmo il Verbo del Regno - linsegnamento di una


possibile evoluzione interiore dellUomo - ma che non ha radici in se
stesso e quindi cade sotto il peso delle tribolazioni. Riceve il Verbo
intellettualmente, da qui il riferimento al terreno roccioso. Lo riceve
come conoscenza. E questo evidenziato anche dal fatto che, quando
Pietro vide Cristo - che egli considerava come un re che avrebbe
stabilito un regno sulla terra - portato via per essere crocifisso, lo
rinneg. Pietro focoso, violento, per nulla controllato.
Emozionalmente non capiva nulla, anche se sembrava aver compreso
intellettualmente linsegnamento. Ce lo figuriamo un uomo entusiasta e
con un temperamento impetuoso; egli ascolta attentamente tutto ci che
Cristo insegnava ai discepoli privatamente e ricorda ci che aveva detto
a loro, ma intollerante nei confronti degli altri, con tutta lintera sua
natura emozionale legata alla persona reale e visibile di Cristo.
Credeva di avere una lealt assoluta nei confronti di Cristo. Colse
linsegnamento di Cristo a un certo livello, ma non vide cos
profondamente come probabilmente altri videro. Frettoloso, rapido,
intellettualmente brillante, violento, egoista, era un uomo che Cristo
riconobbe sostanzialmente capace, dopo grandi sofferenze, di dare lui
stesso un insegnamento. Cristo lo vide come un uomo senza radici in
s, ma in grado di avere radici profonde dopo i necessari shock alla sua
natura. E lo shock della crocifissione fu per lui il pi grande di tutti, ma
anche per i discepoli. Immaginiamo ci che essi provarono quando
videro che Cristo stava per subire una morte ignominiosa riservata solo
ai criminali! Quanti seguaci di Cristo dovettero sentire che non poteva
esserci nessuna Verit o significato vero nellinsegnamento che essi
avevano udito, se questo era il destino riservato al loro Maestro! Pietro,
non essendo, cio non avendo radici in se stesso, ma dipendendo dalle
cose esteriori, fu da Cristo messo in guardia sulla sua incapacit di
capire linsegnamento separato dal maestro. Ci avviene quando Cristo
predice la propria morte:
Da allora Ges cominci a dire apertamente ai suoi discepoli che
doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani,
dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo
giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominci a protestare dicendo:
Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadr mai!. Ma egli,
voltandosi, disse a Pietro: Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo,
90

perch non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini! (Mt. XVI, 2123).
Tutti questi avvenimenti riguardanti Pietro hanno un loro senso nei
confronti delluomo Pietro. Per un verso egli era come Nicodemo
che poteva credere solo nei miracoli che vedeva e al quale Ges disse
che la totalit si trovava nel rinascere internamente e non nei fatti
esteriori e sensibili. vero: Pietro era di uno stampo maggiore di
Nicodemo, ma Ges gli dice espressamente che egli non ha una fede
vera. Simone, Simone, ecco, satana vi ha cercato per vagliarvi come
il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e
tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli. E Pietro gli disse:
Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte. Gli
rispose: Pietro, io ti dico: non canter oggi il gallo prima che tu per
tre volte avrai negato di conoscermi (Le. XXII, ,31-34).
Nel Vangelo di Giovanni il fatto riferito in modo differente: Simon
Pietro gli dice: Signore, dove vai?. Gli rispose Ges:
Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai pi tardi.
Pietro disse: Signore, perch non posso non seguirti ora? Dar la mia
vita per te!.
Rispose Ges: Darai la tua vita per me? In verit ti dico:
non canter il gallo, prima che tu non mabbia rinnegato tre volte (Gv.
XIII, 36-38).
Cristo predice il cambiamento di Pietro quando dice: Mi seguirai
pi tardi. Il gallo il risveglio e tre volte il rinnegamento totale. Pietro
non si sarebbe risvegliato se i suoi sentimenti nei confronti di Cristo
non fossero stati distrutti. Quando si rese conto di come rinneg Cristo,
allora si risvegli. Il gallo cant. Luca dice che Pietro pianse
amaramente, quando il gallo cant e Cristo si volt e lo guard.
Pianse perch in quel momento linsegnamento di Cristo era divenuto
emotivo dentro di lui: egli vedeva se stesso alla luce della conoscenza
che gli era stata insegnata. Egli vedeva la distanza che cera tra ci che
egli sapeva e ci che egli era: alla semplice conoscenza subentr la
comprensione. Prima che questo accadesse, Pietro credeva solo
attraverso Cristo. Finch un uomo crede attraverso un altro uomo, egli
non ha fede poich crede attraverso i suoi sensi e non attraverso la sua
comprensione interiore, cio in lui non ci sono radici. Se le cose vanno
male, egli non crede pi. Un uomo che creda come Pietro prima della
91

sua rigenerazione emotiva, pu solo impedire agli altri di credere.


Credere passionalmente e violentemente in qualcuno impedisce agli
altri di comprendere. Una simile persona usa violentemente la sua
Verit, la sua conoscenza della Verit e cos impedisce a unaltra
persona di capire. Questo capita perch lo stato emotivo delluomo, che
possiede solo verit e conoscenza, sbagliato. un partigiano.
In lui non vi pazienza. Questo uno dei significati del passo in cui
Pietro taglia lorecchio del servo del sommo sacerdote:
Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colp il
servo del sommo sacerdote e gli tagli lorecchio destro. Ges allora
disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il
calice che il Padre mi ha dato? (Gv. XVIII, 10-11).
Luca dice che Cristo Toccandogli lorecchio, lo guar (Le. XXII, 51).
La spada la Verit che combatte e lorecchio, nei Vangeli, la
comprensione emotiva, come in Beati coloro che hanno orecchie per
udire ..., in cui orecchie significa, psicologicamente, la forza
dellascolto emotivo. Ges rimprovera Pietro, gli dice di rinfoderare la
spada e rimette lorecchio alluomo. Tutto questo ha un senso che
prescinde del tutto da quello letterale basato sui sensi. Per capire cose
del genere si deve astrarre totalmente dalla sequenza narrativa e dalla
rappresentazione momentanea degli avvenimenti che si svolgono nella
descrizione. La descrizione storica fatta per rappresentare il
significato psicologico e non il contrario. Lintero dramma di Cristo
rappresenta un altro significato e lallestimento complessivo della
narrazione storica avviene nellottica del significato psicologico.
Quando si parla di queste cose, ci vuole tanto tempo per sfuggire alla
mentalit letterale, naturale e aprirsi a un altro livello di comprensione.
Pietro luomo violento della conoscenza, in questo caso luomo a
cui viene insegnata la Verit sulla possibile evoluzione interiore
dellUomo, ma laccoglie solo come conoscenza e ne segue la logica.
Non c nulla di pi crudele della logica della sola Verit. Tutte le
persecuzioni nella Chiesa avvennero per la sola verit, per qualche
divergenza di pensiero, senza un minimo di piet. Quando un uomo
pensa intellettualmente, pensa logicamente; il pensiero emotivo
psicologico. Un uomo che pensa logicamente non ha piet, poich non
capisce. luomo del dogma. Nel campo scientifico egli colui che
usa la sua scienza per uccidere. Ricordiamoci che Cristo insegn che
92

lamore per Dio e lamore per il prossimo sono la sintesi del suo
insegnamento.
Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e
con tutta la tua mente. Questo il pi grande e il primo dei
comandamenti. E il secondo simile al primo: Amerai il prossimo tuo
come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i
Profeti (Mt. XXII, 37-40).
Pietro, come uomo di conoscenza e non ancora emotivamente
attento, non poteva perdonare. Il perdono proprio dello sviluppo
emotivo. Solo con uno sviluppo emotivo noi possiamo rimettere i
debiti degli altri. Ogni sviluppo emotivo significa uno sviluppo che
supera legoismo e tutti i suoi interessi, fino a raggiungere lamore per
il prossimo. tipico di Pietro chiedere a Cristo: Signore, quante
volte dovr perdonare a mio fratello che pecca nei miei confronti?
Sette volte? Ges gli risponde: Non sette volte ma settanta volte
sette. Rivoltosi poi a Pietro, Cristo aggiunge:
Il regno dei cieli simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.
Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di dieci
mila talenti. Non avendo per costui il denaro da restituire il padrone
ordin che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto
possedeva, e saldasse cos il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra,
lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituir ogni cosa.
Impietositosi del servo, il padrone lo lasci andare e gli condon il
debito. Appena uscito, quel servo trov un altro servo come lui che gli
doveva cento denari, e afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che
devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi
pazienza con me e ti rifonder il debito. Ma egli non volle esaudirlo
and e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito:
Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a
riferire al loro padrone tutto laccaduto. Allora il padrone fece
chiamare quelluomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato
tutto il debito perch mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver
piet del tuo compagno, cos come io ho avuto piet di te? E, sdegnato,
il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch non gli avesse
restituito tutto il dovuto. Cos anche il mio Padre celeste far a
ciascuno di voi se non perdonerete di cuore al vostro fratello (Mt.
XVIII, 23-35).
93

Il perdono viene dal cuore, emozionale.


Quando unuomo ha in s lamore della bont, egli non giudica per
amore della sola Verit. Luomo della Verit scontroso e cupo. Egli
vede. Essi vengono chiamati Figli di Dio perch Dio il Bene
stesso, nel senso esatto con cui Cristo defin Dio, quando qualcuno
chiam Cristo Buon Maestro e Cristo rispose:
Perch mi dici buono? Nessuno buono, se non uno solo, Dio (Le.
XVIII, 19).
Lodio divide tutto; il bene unisce tutto e cos uno, cio Dio.
Esaminiamo ora due altre Beatitudini che, per ci che ci proponiamo,
possono essere considerate insieme, dal momento che si riferiscono
entrambe a ci che significa agire oltre legoismo e oltre tutto ci che
legato ad esso:
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perch di essi il Regno
dei Cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e,
mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perch grande la vostra ricompensa nei
cieli (Mt. V, 10-12).
Luca dice: Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi
metteranno al bando e vinsulteranno e respingeranno il vostro nome
come scellerato, a causa del Figlio delluomo. Rallegratevi in quel
giorno ed esultate, perch, ecco, la vostra ricompensa grande nei
cieli. E la maledizione corrispondente resa in questo modo: Guai
quando tutti gli uomini diranno bene di voi (Le. VI, 22-23-26).
Qui, come in tutte le Beatitudini, Cristo parla di un uomo che, dopo un
lungo lavoro psicologico interiore su se stesso comincia a desiderare
ci che sta oltre il suo egoismo. Egli parla di un uomo che non pi
incentrato sul suo egoismo, ma che cerca di sfuggire ad esso. Ed
proprio qui che si trova la barriera psicologica pi difficile da
superare. Cercare di vedere questa barriera, anche se non riusciamo a
superarla, ha un valore immenso. Perch chi, conducendo una buona e
rispettabile vita, e agendo secondo il livello dinsegnamento, diciamo di
Giovanni il Battista, sar in grado si sfuggire allegoismo e di gioire
quando gli uomini parlano male di lui? Un uomo, un uomo buono nella
vita - e questo ci che il Battista insegnava e rappresenta il punto di
partenza di tutto il resto - riesce molto bene a sentire che egli fa del suo
meglio per comportarsi giustamente, per dividere le sue vesti, per cibare
94

chi non ha cibo, per non esigere pi del dovuto, per non usare alcuna
violenza, per non richiedere che ci che giusto e per contentarsi della
sua paga. Ma come riuscir a sfuggire al merito che alla fin fine si
aspetta? Dove c egoismo, per quanto una persona sia buona secondo il
livello dellegoismo, che il primo livello che c in ognuno, c anche
un grande problema psicologico di cui Cristo parl continuamente e un
gran numero di coloro cui egli si rivolse, si sent molto offeso.
Legoismo attribuisce tutto a se stesso e non pu raggiungere il livello
del regno. Nelle Beatitudini vediamo che cosa deve prima diventare un
uomo, che cosa in primo luogo deve essere in s, diverso dalluomo
dellegoismo, del merito e della virt, prima di incominciare a scorgere
il Regno.
Alla fine c la sintesi di tutto il senso delle Beatitudini con luso
degli inconsueti termini sale, rendere salato, sale che perde il suo
sapore. Cristo, che sta ancora parlando ai discepoli, continua cos:
Voi siete il sale della terra, ma se il sale perdesse il sapore, con che
cosa lo si potr rendere salato? A nullaltro serve che a essere gettato
via e calpestato dagli uomini (Mt. V, 13).
Perdere il sapore letteralmente significa diventare stolti.
Il sale, tecnicamente la congiunzione di due cose, di due elementi
diversi. ununione. Abbiamo gi visto che tutta la conoscenza della
Verit, tutta la Verit stessa, ha come fine il suo stesso Bene, ovvero
luso del Bene come Verit. Ogni Verit cerca lunione con il suo
Bene. La Verit da sola inutile. Anche il Bene senza la Verit
inutile. Le Beatitudini riguardano il raggiungimento di un certo stato
interiore di desiderio che pu condurre allunione, poich ogni
desiderio cerca in tutti i modi, lunione per realizzarsi. La Verit
dellinsegnamento di Cristo o la conoscenza del Verbo di Dio o la
Verit sullevoluzione interiore delluomo, da sole non valgono nulla
se non realizzano il loro scopo, che il Bene a cui esse conducono:
lunione Verit-Bene la beatitudine, non la felicit ordinaria che
conosciamo nella vita e che presto pu trasformarsi nel suo contrario.
Questa beatitudine uno stato che completo e pieno in se stesso,
auto-creatore attraverso la sua stessa forza perch possiede uniti i due
elementi: Verit e Bene. Questo stato il banchetto nuziale dei
Vangeli, il matrimonio delle due cose che, in un uomo, costituiscono
tutta la sua vita interiore. questa la trasformazione dellacqua della
95

Verit in vino, alle nozze di Cana di Galilea. Un uomo, dal punto di


vista interiore, prescindendo dal suo corpo esteriore e dal suo aspetto,
prima di tutto la sua conoscenza della Verit e il suo livello del Bene.
Nella sua evoluzione, alla fine, egli stesso diventa le nozze fra i due,
ovvero la loro unione.
Solo allora egli ha quella che nei Vangeli chiamata la vita in se
stesso: da questa unione egli riceve la forza da un livello superiore.
Allora possiamo forse capire che un uomo segua la via della Verit
senza per desiderare che essa conduca in un luogo diverso dalla
propria compiacenza. Egli non desidera che la sua Verit lo conduca
al Bene che lo attende. Non desidera questunione, questo mistero
interiore della congiunzione. Non vuole che ci che egli conosce
trasformi ci che egli e lo unisca allo stesso fine della Verit, cio
alla scoperta del Bene che c in lui e che appartiene al Bene stesso.
Questuomo non ha sale. Agisce senza il giusto desiderio. Sta rendendo
il sale stolto. Non capendo veramente ci che sta facendo, confonder
facilmente quellinsegnamento che conosce con la sua vita ordinaria e
con tutte le relazioni della sua vita ordinaria. Non vedendo dove
conduce la Verit, qual il fine della Verit, la considera solo al suo
livello, come un fine in se stessa, una sorgente generatrice di antipatia,
rivalit, gelosia e superiorit nei confronti degli altri; non solo, ma
anche di crudelt. Egli sar cieco nei confronti dellinsegnamento che
ha ricevuto e il cui fine era di condurlo al Bene. Ecco perch Cristo,
rivolto ai suoi discepoli che avevano litigato riguardo a chi tra loro
fosse il pi grande, disse:
Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo
salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri
(Mc. IX, 50).
I discepoli litigano perch sono egoisti ed hanno dimenticato il loro
fine. Ed proprio perch ci si dimentica di cercare di seguire
linsegnamento della Verit e non si desidera veramente essere diversi
e capire un altro tipo di bont e si mescolano insieme il vecchio e il
nuovo, che Cristo dice:
Cercate prima di tutto il Regno dei Cieli e la sua giustizia e tutto il
resto vi sar dato in sovrappi.

96

CAPITOLO VIII
LIDEA DELLA PREGHIERA
Nei Vangeli si parla spesso della preghiera. Cercheremo di esaminarne
taluni aspetti per tentare di farci unidea di ci che Cristo insegn sul
significato della preghiera e sulle condizioni necessarie per ottenere
una risposta. La preghiera diretta a ci che sta al di sopra delluomo,
a ci che a un livello pi elevato del suo. Abbiamo gi visto che il
linguaggio delle parabole, usato nel Vangelo, trasmette un messaggio
da un livello superiore a uno inferiore. La preghiera trasmette un
messaggio da un livello inferiore a uno superiore. Nel primo
messaggio il cielo che comunica con la terra; nel secondo la terra
che tenta di comunicare con il cielo. Abbiamo gi rilevato la difficolt
di comunicazione dal superiore allinferiore e quindi, non ci
sorprenderemo pi nel trovare che c la stessa difficolt di
comunicazione, dallinferiore al superiore. I due livelli non
sono in contatto.
Ricordiamo ancora una volta che il fulcro della concezione delluomo
nei Vangeli che egli una creazione incompiuta in grado di
raggiungere un livello superiore con unevoluzione precisa che deve
incominciare con i suoi tentativi; inoltre, tutto linsegnamento
evangelico riguarda ci che si deve fare perch tutto ci si realizzi. In
questottica i Vangeli non sono nientaltro che una serie di istruzioni
concernenti uno sviluppo psicologico possibile, gi prestabilito, di cui
lUomo capace. Se luomo si prefigge di raggiungere questo
sviluppo, allora lo sviluppo stesso che gli apre gli occhi e gli fa
vedere, dove trovare il senso profondo dellesistenza. Ricordiamo
ancora che luomo pu raggiungere questo livello superiore chiamato
nei Vangeli cielo o Regno dei Cieli: esso dentro luomo, una
possibilit della sua stessa evoluzione interiore o ri-nascita personale.
LUomo, al livello naturale, assopito, incompiuto, terra. Questi
sono i due livelli, il superiore e linferiore, e le loro differenze sono
abissali, come quelle tra un seme e un fiore. In questo modo la
comunicazione tra questi due livelli difficile. La missione di Cristo
fu di far da ponte, di collegare, di far comunicare in s questi due
livelli, il divino e lumano; di ci parleremo in seguito. Possiamo per
97

anticipare che se qualcuno non fa questo collegamento a intervalli


fissi, impossibile ogni comunicazione con il livello superiore e
lUomo lasciato nellignoranza e senza quegli insegnamenti che
possono elevarlo. Egli lasciato ai suoi istinti, ai suoi tornaconti, alla
sua violenza e ai suoi appetiti animali, senza alcun benefico influsso
che lo possa sollevare al di l del livello della barbarie.
LA NECESSIT DELLA PERSEVERANZA NELLA PREGHIERA

Considerate le difficolt di comunicazione tra il livello inferiore e


quello superiore, possibile comprendere che il contatto diretto con
Dio non facile, come spesso credono le persone religiose. Le persone
religiose spesso pensano di potersi mettere in contatto con un livello
superiore, cio con Dio, restando quello che sono. Esse non capiscono
che, perch ci avvenga, esse devono cambiare. Esaminiamo ci che
dicono i Vangeli in proposito della preghiera e della necessit della
perseveranza nella preghiera stessa. Uno dei discepoli di Cristo gli
chiede come pregare: Signore insegnaci a pregare, come anche
Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli (non c alcun accenno di
come Giovanni insegn ai suoi discepoli a pregare). Cristo risponde:
Quando pregare dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga Il
tuo regno; dacci oggi il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri
peccati, perch anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore, e non
ci indurre in tentazione (Le. XI, 2-4).
Attenti a come Cristo continua. Egli dice: Se uno di voi ha un amico
e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perch
giunto da me un amico da un viaggio o non ho nulla da mettergli
davanti; e se quegli dallinterno gli risponde: Non mimportunare,
la porta gi chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non
posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzer a
darglieli per amicizia, si alzer a dargliene quanti gliene occorrono
almeno per la sua insistenza (Le. XI, 5-8).
Cristo sottolinea che la perseveranza necessaria, perch sembra che
la preghiera sia rivolta ad uno che sente, ma non desidera essere
disturbato. Egli costretto a fare qualcosa solo se c una tenace
perseveranza.
98

Cristo sottolinea, che si ottiene una risposta con una perseveranza


incessante. La parola insistenza letteralmente significa impudenza
incessante. La stessa idea, che cio la preghiera non facilmente
esaudita, riferita da Luca:
Disse loro una parabola sulla necessit di pregare sempre, senza
stancarsi:
Cera in una citt un giudice, che non temeva Dio e non aveva
riguardo per nessuno. In quella citt cera anche una vedova, che
andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio
avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra s:
Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poich questa
vedova cos molesta le far giustizia, perch non venga
continuamente a importunarmi. (Le. XVIII, 1-5).
Viene qui tracciato un parallelismo tra la vedova che chiede giustizia
ad un giudice che agisce solo perch costretto, per non essere
infastidito, e luomo che prega Dio. Tutto ci significa che la preghiera
non facilmente esaudita. Esistono dei diaframmi. Non si ottiene aiuto
facilmente.
In molte occasioni Cristo dice ai suoi discepoli di pregare
continuamente, ma non dice loro che la preghiera facilmente
esaudita. Non facile avere una risposta da un livello superiore a
richieste provenienti da un livello inferiore. Solo la perseveranza e
lintensit possono provocare una risposta dal livello superiore. La
difficolt pari a quella di riuscire a convincere un uomo che dorme ad
alzarsi o un giudice ignavo a render giustizia a una vedova. Cristo
insegn che per la preghiera e per laiuto che essa d, le cose vanno
proprio come sulla terra, come quando un uomo chiede aiuto a persone
che sono riluttanti a darglielo. Per la preghiera, per, in realt non si
tratta propriamente di riluttanza, ma di una difficolt insita nella natura
delle cose. Ci che inferiore non in contatto con ci che superiore.
Questo punto lo dobbiamo capire bene: ci che inferiore non in
contatto diretto con ci che superiore. Dio e un Uomo non sono sullo
stesso livello. La visione globale dellaspetto invisibile dellUniverso, o
del mondo spirituale, implicito nellinsegnamento dei Vangeli, che ci
sono livelli superiori e inferiori che sono diversi fra loro e ci perch
quel mondo in un ordine di realt superiori e inferiori, cio diviso
in livelli. Linferiore non a contatto diretto con il superiore, come il
99

piano terreno di una casa non a contatto diretto con lattico. Per
raggiungere ci che c sopra sincontrano molte difficolt, che fanno
quasi sembrare il livello superiore riluttante a rispondere a quello
inferiore. Non si tratta di riluttanza: a noi che sembra cos e quindi
cos che Cristo ce lo rappresenta, per dimostrare come occorra uno
sforzo non indifferente per ottenere una risposta alla preghiera. come
se un uomo pregasse con zelo e lanciasse qualcosa in alto fino a una
certa altezza, con una certa convinzione, prima di farsi udire o di avere
una risposta. Fallendo nellimpresa, nel formulare la domanda in modo
giusto, non riuscendo a lanciarla verso un livello sufficientemente alto,
luomo penserebbe che inutile pregare e rivolgersi a chi si
dimostrato riluttante ad esaudirlo.
Egli incomincerebbe a scoraggiarsi. Egli deve insistere e perseverare,
anche se non riceve risposta: deve insistere continuamente. Cristo dice:
Deve pregare continuamente e non disperare. Non disperare nel
testo greco significa non comportarsi male. Deve pregare
continuamente e non comportarsi male, anche se incontra tutte quelle
difficolt che sono insite nella preghiera.
LA NECESSIT DELLA SINCERIT NELLA PREGHIERA
Talvolta Cristo parla dellatteggiamento delluomo di fronte alla
preghiera. inutile pregare con un atteggiamento sbagliato e quindi ci
si deve guardare dentro e vedere da cosa si parte per pregare, perch
non possibile alcuna comunicazione con un livello superiore
partendo da ci che insincero e falso. Solo ci che sincero e
genuino pu permettere alluomo di venire a contatto con un livello
superiore. Ogni traccia di vanit, stima di s od arroganza impedisce la
comunicazione con un livello superiore. Questo il motivo per cui nei
Vangeli sinsiste tanto sulla purificazione delle intenzioni. La pi
grande impurit in un uomo, quella che pi messa in risalto nelle
parabole e nei detti di Cristo, deriva dai sentimenti di ipocrisia, di
supremazia, di meritocrazia, di superiorit, ecc. Tutto ci appare nella
parabola che segue e che rivolta a coloro che si credono giusti e
disprezzano gli altri:
Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e laltro
pubblicano.
100

Il fariseo, stando in piedi, pregava cos tra s: O Dio, ti ringrazio


che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e
neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e
pago le decime di quanto possiedo.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno
alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi
piet di me peccatore.
lo vi dico: questi torn a casa sua giustificato, a differenza
dellaltro, perch chi si esalta sar umiliato e chi si umilia sar
esaltato (Le. XVIII, 10-14).
Per pregare - per entrare in contatto con un livello superiore - un uomo
deve riconoscersi e sentirsi un nulla nei confronti di ci che sta sopra
di lui. Egli deve vedersi e non semplicemente sentirsi un nulla, come
quando si guardano le stelle e si sente quanto piccola la terra: egli
deve sentirsi piccolo nei confronti di una grandezza psicologica. Se un
uomo non sente di essere nulla, la preghiera inutile, proprio come
inutile un fiammifero bagnato. Un uomo emotivamente puro nella
misura in cui egli sente la sua nullit, la sua ignoranza, la sua
impotenza. proprio questa lidea di Cristo quando dice di fare le cose
per s e non per la propria vanit:
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare
stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere
visti dagli uomini. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la loro
ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la
porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel
segreto, ti ricompenser (Mt. VI, 5-6).
Entrare nella tua camera e chiudere la porta significa andare diritto
nella casa del tu, nella stanza pi interna, e, chiudere la porta a tutto ci
che sta fuori, significa pregare con quellio interiore che non servo
del conformismo, di un qualche mito mistificatorio, di un plauso, di un
successo, di un encomio servile. Si tratta di superare i legami con la
vanit e con la presunzione. Nelluomo solo luomo interiore che pu
avere una risposta alla preghiera e comunicare con un livello superiore.
Il lato esteriore e mondano di un uomo, luomo che finge, non sono
capaci di pregare. Queste avvertenze e molte altre simili riguardano il
101

modo di trasmettere dei messaggi a un livello superiore. Sono


istruzioni pratiche sul metodo di trasmissione, di telepatia: esse si
seguono unicamente con emozioni vere. Solo le emozioni vere sono in
grado di trasmettere; solo le emozioni vere sono telepatiche. Le
emozioni false, vanitose, presuntuose, non sono in grado di trasmettere.
Per avere una risposta alla preghiera, la medesima deve essere duna
certa qualit. Essa deve soddisfare talune condizioni e, una di queste,
che
deve
scaturire
da
un
sentimento
emotivo
assolutamente puro e genuino, altrimenti non pu giungere a
destinazione. Quindi, un uomo deve purificare il suo io, purificarsi
nella sua vita emotiva, cio deve sviluppare le sue emozioni,
cominciare ad amare il prossimo. Questo il primo stadio di sviluppo
emozionale che Cristo ha insegnato. Com difficile! Com difficile
comportarsi consapevolmente con gli altri, anche con coloro che uno
crede gi di amare! Potete dire damare al di l del vostro egoismo?
Solo le emozioni che superano legoismo e i propri sentimenti possono
comunicare con un qualcosa che al di l di s. In effetti non potrebbe
essere diversamente, se ci pensiamo bene.
Come possono i propri sentimenti comunicare con gli altri? Essi
comunicano solo con lio, ecco perch sinsiste tanto sullamore per il
prossimo.
RISPOSTA ALLA PREGHIERA
Parlando della preghiera, Cristo dice: Chiedete e vi sar dato. Ma un
uomo deve conoscere che cosa significa chiedere. La preghiera il
mezzo per avere una risposta da un livello superiore dellUniverso,
perch la sua influenza scenda ed entri per un attimo in ci che a un
livello inferiore.
Esaminiamo ci che significa chiedere. LUniverso, visto
correttamente, la risposta alla domanda. Lo scienziato lavora con
fiducia, nella speranza di avere una risposta dallUniverso fisico come
conseguenza dei suoi esperimenti, delle sue teorie e dei suoi sforzi,
che costituiscono appunto la sua domanda. Anche questa una
preghiera da un certo punto di vista. Lo scienziato ha una risposta se
trova il modo giusto di chiedere, cio se la sua domanda formulata
correttamente. Ma per trovare la forma corretta di una domanda ci
102

vogliono tempo, difficolt, sforzi e non solo uninsistenza continua,


ma anche un senso di fiducia nellignoto, cio la fede. Lo scienziato,
ad esempio, con le sue domande continue ha scoperto e messo in
comunicazione con la vita umana le forze dellelettricit e
dellelettromagnetismo che appartengono a un altro mondo, a un inframondo, il mondo degli elettroni. Questa una risposta a una domanda.
Questa la comunicazione, in un certo senso, con un altro mondo. Ora
percepiamo di vivere in un Universo che molto complesso, molto al
di l della nostra comprensione, eppure siamo sicuri che risponder ai
nostri sforzi. Questo , di fatto, il nostro atteggiamento nei confronti
dellUniverso e non lo mettiamo in dubbio. Siamo sicuri che se
tentiamo di scoprire qualcosa, avremo un risultato. Quando si cucina,
si ha una risposta del tutto conforme al tipo di domanda. Se i risultati
non sono quelli che ci si aspettava e la risposta che si avuta
sbagliata, non perch lUniverso sbagli, ma perch la forma della
domanda sbagliata. Non si sa come chiedere in modo giusto e quindi
bisogna imparare a cucinare meglio, cio a chiedere meglio. Chiedere
vuol dire domandare. Se noi non vivessimo in un Universo, visibile e
invisibile, che desse una risposta alla domanda giusta (qualunque
fosse la natura di questa risposta, buona o cattiva) n lo scienziato n
luomo, che prega per ottenere un aiuto interiore, potrebbero aspettarsi
di avere una risposta. Ci non di meno ottenere una risposta non
sempre facile. Si devono soddisfare certe condizioni. La preghiera,
come domanda, non deve essere meccanica o ripetitiva, pensando che
tante parole daranno un risultato; non la quantit, ma la qualit
della preghiera che importante. La ripetizione pura e
semplice di parole inutile. Cristo disse: Pregando non usate inutili
ripetizioni. Come abbiamo gi detto, occorre perseverare nella
preghiera.
Un uomo deve avere una qualche idea di ci che sta chiedendo e deve
altres perseverare nella sua domanda, credendo che possibile
ottenere una risposta. Come uno scienziato, nel suo modo particolare
di pregare lUniverso fisico, fa una domanda quando pensa di poter
scoprire qualcosa, e sente che ci possibile e allora modifica
continuamente la sua domanda con tentativi, errori e genialit, finch
ottiene una risposta perch ha trovato la giusta domanda, cos un uomo
che prega lUniverso spirituale deve avere la stessa fede, pazienza,
103

intelligenza e capacit inventiva. Un uomo deve lavorare, sforzarsi,


inventare per il proprio sviluppo come fa lo scienziato per una nuova
scoperta. Lo scienziato avr una risposta, se le cose si accordano con
la sua domanda: luomo che prega avr una risposta se la sua richiesta
giusta per s. Ma egli deve riconoscersi e comprendere cosa
chiedere. Chiedere qualcosa dimpossibile o chiedere ci che ci
dannegger, chiedere in modo sbagliato.
LA DOMANDA NELLA PREGHIERA
Che cosa si deve chiedere nella preghiera? Nella preghiera che Cristo
formul per i suoi discepoli, quando chiedevano come pregare, sono
del tutto esclusi i desideri personali. Ma, dal momento che tutto, nei
Vangeli, riguarda il raggiungimento di un livello superiore
devoluzione interiore - il Regno dei Cieli - possibile per un Uomo, non
deve sorprendere che questa preghiera abbia delle qualit non terrene.
Eppure, per i suoi fini, essa non potrebbe essere pi personale. Il Padre
Nostro riguarda lauto-evoluzione. La frase dapertura sottolinea il
livello superiore: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo
regno, cio si possa stabilire una comunicazione tra il superiore e
linferiore. Si chiede un collegamento tra la terra e il cielo. Questa la
prima domanda e si comprende che ci significa raggiungere uno stato
emozionale ben definito riguardo a queste parole, che vanno dette
comprendendone lintenso significato. In altre versioni c anche
Padre Nostro che sei nei Cieli: un uomo potrebbe anche impiegare un
minuto, unora o tutta la vita prima di raggiungere la percezione
emozionale del significato racchiuso in queste parole, le quali
devono essere pronunciate in modo cosciente. La domanda del pane
quotidiano viene dopo, ma non significa pane in senso stretto ma pane
transustanziale. Non si conosce il significato della parola originale, ma
intenzionalmente essa significa pane o cibo spirituale che nutre la
comprensione di un uomo nella lotta per elevarsi ad un livello
superiore. Segue la domanda di essere perdonati, come noi perdoniamo
agli altri, e ci significa che per raggiungere un livello superiore
prima di tutto assolutamente necessario rimettere i debiti degli altri
segnati nel libro dei conti che tutti noi conserviamo nella nostra
memoria e che crediamo di dover saldare per il cattivo comportamento
104

degli altri, verso di noi e per la mancanza di riguardo nei nostri


confronti. Non perdonare gli altri restare in basso, legati alla terra.
Ci creiamo una prigione, ci incateniamo, restiamo, dove siamo, se non
riusciamo a rimettere i debiti; come noi perdoniamo gli altri cos noi
saremo perdonati per i nostri innumerevoli sbagli e i nostri
innumerevoli fallimenti, sulla strada della crescita della nostra
stessa comprensione, cio della nostra evoluzione. Segue poi la non
comune richiesta di non essere indotti in tentazione. Rendiamoci conto
che nessun uomo pu subire unevoluzione e uno sviluppo interiore
della comprensione senza la tentazione e che la natura di questo genere
di tentazioni diversa da ci che generalmente la gente considera
essere tale; non si tratta della carne e della sua debolezza. Per esempio
noi siamo continuamente tentati di fraintendere o di comprendere in
modo sbagliato. Un uomo, quando si pone sul cammino dello sviluppo
indicato nei Vangeli, viene tentato da ogni sorta di dubbi, di
incredulit, di straordinarie difficolt interiori da superare e si trova su
una strada dove le sue forze umane di ragionamento, fondate
sullevidenza dei sensi, gli vengono a mancare e solo la certezza che
c qualcosa, la convinzione che la strada su cui si trova conduce da
qualche parte, in breve solo la sua fede, lo pu assistere. Poich fede
non significa solo certezza al di l, di ogni prova basata sui sensi, ma
convinzione che esistono delle possibilit prima di potersene rendere
conto. Per questo Cristo dice: Qualunque cosa chiedete con la
preghiera, abbiate fede di ottenerla e lotterrete. Si noti quindi che si
deve avere una cosa prima di riceverla; si deve agire come se si avesse
ci che ancora non si ha e la si avr. Questo sembra molto strano; ma
tutto ci che riguarda un rapporto con un livello superiore e tutte le
istruzioni riguardanti la natura dello sforzo richiesto sembrano strane.
Pensiamo: un seme non considererebbe strane le istruzioni per
diventare un fiore? Passare da un livello, anche solo al primo gradino di
un altro livello passare attraverso tentazioni molto difficili di cui
nessuno pu farsi unidea, se resta al livello in cui si trova. La chiave
per comprendere il Padre Nostro nella frase iniziale. una preghiera
per raggiungere un livello superiore. Venga il tuo Regno: che io
possa entrare nel tuo Regno; che la volont del Cielo, del livello
superiore, si compia in me, che sono terra.
105

Lultima domanda, quella di non essere indotti troppo in tentazione,


oltre le proprie forze, si riferisce alla nostra resistenza, poich molte
cose sinfrappongono lungo la via e, come si vede nelle allegorie del
Vecchio Testamento, Dio lotta con lUomo, cerca di sopraffarlo e
anche di abbatterlo. in questo modo che viene evidenziata la lotta per
innalzarsi, dal livello in cui ci si trova, verso un nuovo livello. come
se proprio quella cosa, per cui si prega e che si desidera, diventasse un
nemico che si oppone ad ogni passo che si fa. Se ci ricordiamo, per,
che raggiungere un livello superiore significa una trasformazione e una
ri-nascita di s, lidea diventa chiara. Un uomo cos com non Pu
raggiungere un livello superiore, cos com non pu avvicinarsi a Dio.
Il livello superiore si oppone a lui fintanto che egli rimane lo stesso tipo
di uomo. Ora, tutte queste domande si riferiscono al raggiungimento di
un altro stato. Il Padre Nostro tutto teso verso questa mta. Non si
riferisce alla vita. Mostra, sinteticamente, a prescindere da tutto ci che
pi estesamente detto nelle parabole o negli insegnamenti affini, che
il significato della preghiera essenzialmente quello di raggiungere un
livello superiore e che tutte le preghiere dovrebbero indirizzarsi in
questa direzione. Un uomo, pregando, dovrebbe pensare soprattutto a
chiedere questo e domandare principalmente ci che necessario per
ottenere questo livello superiore. Questo, il fine supremo. Cristo lo
defin cos: Cercate prima di tutto il Regno dei Cieli, cio il livello
pi alto possibile. Questo ci che si deve veramente chiedere nella
preghiera; questo il fine supremo della preghiera.
Allora un uomo, pregando, dovrebbe riferire qualunque fine minore a
questo fine supremo, che poi il senso ultimo dellUomo e lo conduce
a raggiungere il livello pi alto possibile.

CAPITOLO IX
106

IL DISCORSO DELLA MONTAGNA


INTRODUZIONE
Linsegnamento che Cristo ci d sui misteri del Regno dei Cieli, nel
Discorso della Montagna, si pu situare fra quello dellinsegnamento di
Giovanni Battista e quello di Cristo nel linguaggio delle parabole.
Tutte tre sono ordini dinsegnamento a livelli diversi. Il primo, il pi
esteriore, quello di Giovanni Battista, di cui troviamo un frammento
in Luca. Poi, in posizione intermedia, c linsegnamento del Discorso
della Montagna ed infine quello pi interiore, delle parabole,
riguardante il Regno dei Cieli.
In questo capitolo esamineremo prima linsegnamento di Giovanni il
Battista, cos come viene riportato in Luca (IlI, 3-18) e poi quello del
Discorso della Montagna, riportato in Matteo (V, 3-12) e collegato al
Discorso della Pianura, riportato in Luca (VI, 20-30).

PARTE PRIMA
Di tutte le singolari figure che appaiono nei Vangeli, Giovanni Battista
una delle pi singolari. Forse la figura meglio definita, pi di
chiunque altra. Per esempio Cristo lo defin come luomo pi grande
fra i nati da donna, ma aggiunse che il pi piccolo nel Regno dei Cieli
era pi grande di lui. Qual il simbolo di Giovanni Battista e che cosa
egli rappresenta nei Vangeli? Perch insegna prima di Cristo?
Esaminiamo il suo insegnamento in modo da essere in grado di
confrontarlo con quello successivo di Cristo nel Discorso della
Montagna.
Giovanni insegn la conversione (il pentimento) e il Regno dei Cieli.
Egli gridava: Pentitevi, perch il Regno dei Cieli vicino (Mt. IlI, 2).
Conosceva la natura del cambiamento interiore che deve aver luogo
nella mente di un uomo, anzi nella totalit delluomo, prima di arrivare
al Regno dei Cieli? Sembra di no, dal momento, che Cristo dice che
Giovanni non apparteneva al Regno dei Cieli. I frammenti
dellinsegnamento di Giovanni Battista ce li fornisce Luca (IlI, 3-18).
Una moltitudine si presentava a lui per essere battezzata. Dobbiamo
107

raffigurarcelo rivestito della sua ruvida veste di pelle, mentre si rivolge


alla gente con le seguenti parole: Razza di vipere, chi vi ha insegnato
a sfuggire allira imminente? Fate dunque opere degne della
conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per
padre! Perch io vi dico che Dio pu far nascere figli ad Abramo anche
da queste pietre (Le. lII, 7-8).
Si noti come il Battista dice agli astanti che cosa intende per
conversione. Egli dice loro di non pensare di avere Abramo per
padre. Dopo averli apostrofati tutti in questo modo, la gente allora gli
chiede che cosa debba fare:
Le folle lo interrogavano: Che cosa dobbiamo fare? Rispondeva:
Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare,
faccia altrettanto. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e
gli chiesero: Maestro, che dobbiamo fare?. Ed egli disse loro:
Non esigete nulla di pi di quanto vi stato fissato.
Lo interrogavano anche alcuni soldati: E noi che dobbiamo fare?.
Rispose: Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno,
contentatevi delle vostre paghe (Le. m, 10-14).
Si noti che la domanda cosa dobbiamo fare viene fatta per tre volte.
Giovanni Battista sentendo linadeguatezza delle sue risposte e la sua
incapacit di dire loro cosa fare e non capendo, sia il Regno dei Cieli
sia la vera conversione a questo Regno, prosegue il suo discorso
dicendo che verr un altro molto pi grande di lui:
Poich il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro,
riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti
dicendo: Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che pi forte di me,
al quale io non sono degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali:
costui vi battezzer in Spirito e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per
ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula
la brucer con fuoco inestinguibile. Con molte altre esortazioni
annunziava al popolo la buona novella (Le. I1I, 15-18).
Cristo nel Discorso della Montagna comincia dicendo ai suoi discepoli
non cosa fare, ma cosa essere prima di potersi guadagnare il Regno
dei Cieli. Il Discorso si apre con le parole: Beati i poveri di spirito,
perch loro il Regno dei Cieli . Cristo sta parlando di ci che un
uomo deve essere, cosa deve innanzitutto diventare dentro: egli deve
cambiare completamente dentro per raggiungere il Regno. Deve
108

cambiare mentalit, trasformarsi e diventare povero di spirito, non


importa con quali conseguenze. Tutto questo contrasta con
linsegnamento del Battista. Giovanni insegna doveri esteriori, la
bont civica. Cristo parla di una trasformazione interiore. Giovanni
tuona sugli astanti e dice di pentirsi. Cristo parla di che cosa significa
questo incredibile cambiamento interiore.
Giovanni dice che cosa fare; Cristo che cosa essere. Giovanni Battista,
che si atteneva alla parte esteriore dellinsegnamento della Parola di
Dio - linsegnamento sulla possibile evoluzione interiore dellUomo -
incline a considerare in modo letterale ogni cosa. La Parola di Dio non
pu essere considerata solo letteralmente, perch in un uomo essa
rappresenta un collegamento tra il livello chiamato terra ed il livello
chiamato cielo, che egli pu potenzialmente raggiungere. Il senso
terreno della Parola di Dio completamente diverso dal suo senso
celeste e se il senso terreno non cresce e non si sviluppa in un senso
nuovo e in concetti nuovi, questa Parola non pu collegarsi con il
livello superiore e cos muore. Luomo letterale, luomo che vive con i
suoi sensi, luomo che capisce solo i sensi esterni, ma per nulla quelli
interni e che, se religioso, segue solamente le pratiche e le regole
esteriori della sua setta, non pu proprio svilupparsi. Se Giovanni
Battista non apparteneva al Regno, come dice Cristo esplicitamente,
allora cosa significa essere vicini al Regno? Riusciremo a capirlo se
capiremo perch linsegnamento di Giovanni il Battista non era
linsegnamento del Regno. Essere vicino al Regno una questione di
comprensione interiore; il Vangelo riporta il senso di questo Regno.
Esaminiamolo prima di parlare delle Beatitudini. Uno degli Scribi
chiese a Ges quale fosse il primo dei comandamenti. Ges rispose:
Il Signore Dio nostro lunico Signore; amerai dunque il Signore Dio
tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.
E il secondo questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Allora
lo scriba gli disse: Hai detto bene, Maestro, e secondo verit che Egli
unico e non v altro allinfuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con
tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come te stesso
val pi di tutti gli olocausti e i sacrifici. Ges, vedendo che aveva
risposto saggiamente, gli disse: Non sei lontano dal Regno di Dio. E
nessuno aveva pi il coraggio di interrogarlo (Me. XII, 29-34).
109

Capiamo, perch lo scriba vicino al Regno? Ci sono sempre stati


coloro che nella religione danno molto pi valore alle forme esteriori,
allosservanza, alla disciplina. Abbiamo detto che il Battista rest
sconcertato quando venne a sapere che Cristo e i suoi discepoli
mangiavano e bevevano e non digiunavano. E non v dubbio che
avrebbe avuto da obiettare ai discepoli che coglievano le spighe di
grano di sabato o a Cristo che guariva di sabato: tutto ci era contro la
Legge di Mos. Pare che alla fine, della sua vita (ma non certo) il
Battista nutrisse dei dubbi su Cristo.
Anche dalla prigione mand a Cristo un messaggio che diceva: Sei tu
colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro? (Le. VII, 19). Quale fu
la risposta di Cristo? Cristo rispose in modo che Giovanni il Battista
potesse capire dal punto di vista letterale: Andate e dite a Giovanni le
cose
che avete visto e sentito; i ciechi ritornano a vedere, gli zoppi
camminano, i lebbrosi sono mondati e i sordi sentono, i morti sono
risuscitati. Giovanni il Battista non poteva capire che si trattava di
sordi, ciechi, ecc. dal punto di vista psicologico. Questo livello di
comprensione letterale sempre esistito nella religione: capire solo la
cruda e letterale verit proprio delluomo esteriore, il quale considera
linsegnamento della Parola di Dio solo su un piano terreno e, cos
facendo, distrugge non solo la bellezza, ma anche il vero significato
della Parola, come si pu distruggere una creatura alata tagliandole le
ali. Il Battista rappresenta quella vasta schiera dinterpreti letterali che
sostiene che bisogna difendere Cristo, difendendo il Battista stesso:
entrambi, dicono, sono alla base di ogni sviluppo. Costoro ne parlano
con tanta e tale dovizia come se il problema Cristo-il Battista fosse
difficile da risolvere. Il Battista credeva in Cristo quando lo incontr,
ma, come si detto, verso la fine dubit. E questo il reale quadro
psicologico di coloro che, legati allaspetto esteriore dellinsegnamento
della Parola e al suo duro significato letterale, anche quando il
significato interiore o superiore, non sono in grado di comprenderlo e
cadono nel dubbio; in realt si sentono offesi perch non possono pi
sentirsi meritevoli n migliori degli altri. Tuttavia costoro continuano a
difendere il senso letterale della Parola di Dio.
PARTE SECONDA
110

La prima Beatitudine rivolta, come le altre otto, ai discepoli di


Cristo, e, cos parrebbe, non alla moltitudine. Il quinto capitolo di
Matteo si apre con queste parole:
Vedendo le folle, Ges sal sulla montagna e, messosi a sedere, gli si
avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li
ammaestrava dicendo: Beati i poveri di spirito, perch di essi il regno
dei cieli (Mt. V, 1-3).
Luca riporta una versione abbreviata e con qualche sfumatura diversa
delle Beatitudini, poich ne cita solo quattro; e questo dopo che Cristo
ha scelto i dodici apostoli sul monte ed disceso nella pianura. La
prima di queste quattro Beatitudini :
Beati voi poveri, perch vostro il regno di Dio (Le. VI, 20).
Dal momento che in Luca si parla solo di poveri, molti hanno
pensato che si volessero intendere i poveri in senso stretto. Matteo dice:
Beati i poveri di spirito: perch di essi il regno dei cieli, e nessuno
pu credere che i poveri in senso stretto non siano orgogliosi, se si
interpreta poveri in questo senso. Allora come dobbiamo rettamente
interpretare lespressione poveri di spirito? La traduzione letterale
non poveri di spirito ma mendicanti di spirito. Cosa significa
essere un mendicante dello spirito? Non vuole certo dire essere
mendicante o povero in senso stretto. Vi unaltra parola nei Vangeli
che viene tradotta con povero e che letteralmente significa essere
povero, come nel caso dellobolo della vedova, in cui la vedova una
donna che veramente povera e d pi soldi degli altri. In questo caso
la parola povero ha un significato ancora inferiore. Si riferisce a uno
che si piega tremante, come un mendicante orientale che chiede
lelemosina agli angoli delle strade, e perci ha un significato
psicologico pi forte. In Luca, in cui, come si detto, vengono riportate
solo quattro Beatitudini, vengono riferite quattro maledizioni,
diametralmente opposte. La maledizione corrispondente alla breve
formula beati voi poveri ma guai a voi che siete ricchi, perch
avete ricevuto la vostra consolazione. Ora, dal momento che Matteo
dice poveri di spirito, il significato di ricco in Luca non pu essere che
ricco di spirito, cio ricco chi non chiede lelemosina nel suo spirito,
ma si sente ricco dentro, per niente mendicante e riceve la sua
consolazione. Un uomo che attribuisca tutto a s, che ricco della sua
111

auto-compiacenza, della sua auto-considerazione, che segue il suo


egoismo, la sua vanit e il credersi migliore degli altri, ricco di
spirito. Un trionfo su di un rivale, una posizione migliore, una
ricompensa, un buon affare: ecco le sue consolazioni. Se un uomo sente
nel suo essere profondo di non sapere nulla, di non essere nulla, di non
meritare nulla, di desiderare ardentemente di comprendere di pi e di
cambiare, di essere veramente qualcosa, se effettivamente nella sua
mente, nel suo spirito, nella sua comprensione egli sente la sua
ignoranza, la sua nullit, allora povero di spirito. vuoto e quindi
pu essere riempito; conosce la sua ignoranza e quindi pu udire
linsegnamento del Regno. Ma se pieno di s come pu udire
qualcosa? Egli ode sempre se stesso. Egli ode tutte le interminabili voci
dei lamenti della sua vanit, del suo egoismo compiaciuto o
insoddisfatto.
Quando Cristo attaccava i Farisei, attaccava questa ricchezza di spirito,
e di loro diceva che avevano gi ricevuto la loro ricompensa. Quando
diceva al principe ricco di vendere tutto quello che aveva, non parlava
certo dei suoi beni, ma delluomo che crede di essere migliore degli
altri perch ha dei beni mentali, sociali e materiali. Ci che fa sentire un
uomo particolarmente ricco legoismo gratificato, la vanit
gratificata, il merito che gli offre la vita. In effetti, il piacere
dellegoismo gratificato pi forte di ogni altra cosa nella vita ed
sufficiente notarlo in noi stessi per vedere come ci sia vero. In questo
stato di equilibrio, generato dallegoismo, che tanto facilmente si altera
e facilmente si offende, perch dovremmo cercare qualcosaltro o
scoprire di non essere nulla, di non avere in noi delle basi solide, di
non possedere nulla? La risposta : per il livello superiore del Regno.
Cristo continua a parlare di ci che un uomo deve essere, se si deve
avvicinare al livello superiore di se stesso, cio al Regno:
Beati coloro che piangono perch saranno consolati.
Unidea che un uomo possa ricevere aiuto o consolazione andando
contro se stesso, non facile da afferrare. Eppure se c un livello
superiore che d la beatitudine e con cui possibile comunicare, lidea
non poi cos eccezionale. Beati coloro che piangono significa che la
beatitudine o la felicit pu raggiungere una persona dal livello
superiore del Regno se ella piange o se povera di spirito. Un uomo
deve andarsene in giro piangendo, lamentandosi apertamente o
112

logorandosi? Sicuramente no, se si considera ci che Cristo insegna nel


sesto capitolo di Matteo, in cui si dice che un uomo deve fare ogni cosa
in segreto, fare lelemosina in segreto, digiunare in segreto, ecc. e non
fare nulla per amore dellegoismo, della lode, del merito visibile. Qui si
piangono veramente i morti. Sentire, per, che si morti in s,
piangere nel senso psicologico. Cristo dice molte cose a proposito dei
morti, di coloro che sono morti, in senso psicologico, nella loro vera
parte interiore, lunica che pu evolversi al livello dellUomo superiore.
Essi per non lo conoscono e quindi non piangono.
La terza Beatitudine:
Beati i mansueti, perch erediteranno la terra.
Nelloriginale, la parola praos tradotta come mansueto lopposto
della parola adirato, permaloso. Ha il significato di sottomettersi, come
fa un animale prima selvatico. Ereditare la terra significa ereditare la
terra data allUomo del Regno. Ha lo stesso senso di: Onora tuo padre
e tua madre, perch si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti d il
Signore, tuo Dio (Es. XX, 12). Gli Ebrei, che interpretavano tutto alla
lettera, pensavano che la terra promessa fosse la regione di Canaan. Nel
significato interiore questa terra il Regno dei Cieli. La terra quindi il
Regno, e un uomo deve andare contro la sua permalosit naturale, le
sue passioni, la sua ira, pur ereditaria.
La quarta Beatitudine :
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perch saranno
saziati.
Si riferisce a coloro che desiderano ardentemente conoscere che cos
quella bont dellessere e quella conoscenza della Verit che conduce
al livello superiore. Sono coloro che, sentendo la loro nullit, la loro
ignoranza, sentendosi morti nel loro essere interiore, desiderano
ardentemente che sia loro insegnato quale Verit un Uomo superiore
deve conoscere, per seguire che cos il Bene al livello del Regno dei
Cieli. Essi hanno fame di Bene e sete di Verit. Lunione di tutte due
genera in un uomo quellarmonia interiore chiamata giustizia.
La quinta Beatitudine :
Beati i misericordiosi, perch otterranno misericordia.
Un possibile significato che se non perdoniamo i peccati degli altri,
non possiamo aspettarci misericordia nei confronti della nostra stessa
evoluzione. Aver misericordia sapere e vedere che ci che si
113

rimprovera agli altri anche dentro di s; vedere la trave nel proprio


occhio; vedere se stessi negli altri e gli altri in se stessi. questo uno
dei fondamenti della misericordia pratica. Ci sono anche altri
significati, come in tutto ci che detto nei Vangeli. Un altro
significato che un uomo deve sapere di che cosa aver misericordia
verso di s e di che cosa non averne affatto.
La sesta Beatitudine :
Beati i puri di cuore, perch essi vedranno Dio.
Essere puro di cuore vuol dire, alla lettera, essere purificati nel cuore,
purificati per espiazione, ma essenzialmente vuol dire non essere
ipocriti. In un uomo si riferisce alla coerenza tra linteriore e
lesteriore. Si riferisce a uno stato emozionale che si pu raggiungere e
in cui la realt dellesistenza di Dio vista direttamente dalla chiara
visione della comprensione emotiva purificata, poich noi non
comprendiamo unicamente con la mente. Il lato emotivo di un uomo,
quando carico di sentimenti personali, e quindi di sentimenti cattivi o
malvagi nei riguardi di coloro che non lo ammirano o quando prova
autocompatimento, astio e desiderio di vendetta, ecc., oscurato,
nelle tenebre, e non pu adempiere alla sua giusta funzione di
rispecchiare il livello superiore. Quando il lato emotivo purificato, il
cuore vede - cio comprende - lesistenza di un livello superiore, di
Dio, della realt dellinsegnamento di Cristo. I Vangeli trattano sovente
della purificazione delle emozioni. Se non ci fosse alcun livello
superiore, non ci potrebbe essere alcuna purificazione di emozioni, se
non di quelle personali.
La settima Beatitudine :
Beati gli operatori di pace perch saranno chiamati figli di Dio.
Far pace in se stessi essere liberi dalle disarmonie interiori, dalle
perturbazioni interiori, dalle contraddizioni interiori. Essere in pace con
gli altri vuol dire agire sempre secondo ci che Bene e non tener
conto delle differenze dopinione o discutere sui punti di vista differenti
e sulle differenti teorie, che generano sempre disaccordi. Se gli uomini
agissero mossi dal Bene e non dalla divergenza delle teorie e dei punti
di vista, cio secondo le loro diverse idee della Verit, essi sarebbero
operatori di pace.

114

CAPITOLO X
LA FEDE
115

PARTE PRIMA
Che cos la fede? Si pensa di saperlo, ma la fede non facile da
capire; nei Vangeli definita come un seme nella mente delluomo.
Cristo dice: Se avrete fede pari a un granellino di senape, potrete dire
a questo monte: spostati da qui a l, ed esso si sposter. Ed egli
aggiunge queste strane parole: E niente vi sar impossibile. Cristo
disse queste parole ai suoi discepoli quando essi non erano riusciti a
guarire il ragazzo epilettico e gli avevano chiesto perch non erano
stati capaci. La prima risposta alla loro domanda : Per la vostra poca
fede. Ecco il fatto:
Appena ritornati presso la folla, si avvicin a Ges un uomo che,
gettandosi in ginocchio, gli disse: Signore, abbi piet di mio figlio.
Egli epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche
nellacqua; lho gi portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto
guarirlo. E Ges rispose: O generazione incredula e perversa! Fino a
quando star con voi? Fino a quando dovr sopportarvi? Portamelo
qui. E Ges gli parl severamente, e il demonio usc da lui e da quel
momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Ges in
disparte, gli chiesero: Perch noi non abbiamo potuto scacciarlo?
Ed egli rispose: Per la vostra poca fede. In verit vi dico: se avrete
fede pari a un granellino di senape, potrete dire a questo monte:
spostati da qui a l, ed esso si sposter, e niente vi sar impossibile
(Mt. XVII, 14-20).
A questi discepoli vien detto che hanno fallito perch avevano poca
fede ma in alcune vecchie versioni dei Vangeli si dice che Cristo
abbia risposto che avevano fallito perch non avevano nessuna fede.
Molti commentatori dicono che le parole poca fede furono
probabilmente sostituite interpretando pi morbidamente le drastiche
parole originali: Perch non avete nessuna fede.
Nei Vangeli, tra le molte altre versioni, gli uomini sono anche divisi tra
coloro che hanno fede e coloro che non hanno nessuna fede. Sembra
un po strano che i discepoli che credevano in Cristo, che avevano
abbandonato ogni cosa per seguirlo, siano proprio tra coloro che non
hanno nessuna fede.
Cerchiamo di capire di che cosa si tratta. La fede non , come
comunemente si crede, lopinione. Nicodemo credeva in Cristo perch
116

egli operava miracoli, ma Cristo ignor questo fatto e gli disse: A


meno che un uomo non nasca di nuovo, non pu vedere il Regno di
Dio . La fede qualcosa di pi della semplice opinione. Cristo la
definisce un seme, e un seme qualcosa che organizzato, ha la vita
propria in se stesso, pu crescere da solo. Se un uomo possiede un
seme di fede in s, allora vivo esattamente come nella Parabola del
Figliol Prodigo: Perch questo mio figlio era morto e ora vivo di
nuovo.
Vi ricorderete che in questa parabola si dice che il figlio pi giovane
ritorn in s e, cambiando opinione, cominci a ritornare da suo
padre, cio a dirigersi verso qualcosa. Se lidea di dirigersi verso
qualcosa va collegata con il senso della fede, ci rendiamo
immediatamente conto che non facile capire il senso della fede.
Quando Cristo sent che i discepoli non erano riusciti a guarire il
ragazzo epilettico, esclam: O generazione incredula e perversa!.
molto importante capire queste parole, perch gettano la prima luce sul
senso della fede. Cosa vuol dire perversa e perch posta subito dopo
la parola incredula? A prima vista non sembra esserci nessuna
relazione tra questi due aggettivi. Questa generazione chiamata
incredula e perversa. Quale relazione c? In greco il significato della
parola tradotta con perverso che si volge in molte direzioni.
Questo vuol dire che non aver nessuna fede, non possederne le qualit
- quindi essere senza fede - collegato al volgersi in molte e
differenti direzioni, ovvero a non avere una direzione unica da seguire.
Ci che dice Cristo : O generazione senza fede e che si volge in tutte
le direzioni. Un uomo senza fede, senza direzione, perverso in
questo senso. Egli si volge in molte direzioni, senza sapere, dove va. E
nella vita ordinaria la gente si volge sempre in direzioni differenti,
credendo prima in una cosa o in una sensazione e dopo in unaltra cosa
o in unaltra sensazione. Basta solo osservare se stessi per costatare
che ci vero. Non si forse nel vero dicendo che ci si volge in una
direzione diversa ogni volta che si legge un libro, che si sente
unopinione, che cambiano le circostanze e le mode? E ogni
sensazione non dipinge forse la vita di colori diversi? Eppure si crede
di avere una stabilit interiore permanente ed vero che, fin tanto che
le condizioni generali della vita rimangono le stesse, si percepisce un
certo tipo di stabilit. Tutto ci raramente dovuto a qualcosa che c
117

in noi. Basta leggere la storia per vedere come la vita, nel senso pi
profondo, non abbia un fine. Si parla del ragazzo epilettico e della sua
mancata guarigione da parte dei discepoli - i quali non avevano alcuna
fede - nel brano riportato immediatamente dopo la narrazione della
Trasfigurazione di Cristo:
Sei giorni dopo, Ges prese con s Pietro, Giacomo e Giovanni suo
fratello e li condusse in disparte, su un altro monte. E fu trasfigurato
davanti a loro; il suo volto brill come il sole e le sue vesti divennero
candide come la luce (ML XVII, 1-2).
E dopo essere discesi dal Monte della Trasfigurazione che cosa
incontrarono? Incontrarono quel mondo, oscuro, cattivo e insano
rappresentato dal fanciullo epilettico che si gettava ora nel fuoco ora
nellacqua, circondato da una moltitudine senza fede, la quale si
volgeva in tutte le direzioni. Questo contrasto appare subito chiaro. Il
genere umano, senza la fede, come il ragazzo epilettico, che in balia
del potere della luna, perch, in greco, la parola tradotta con epilettico
letteralmente significa colpito dalla luna e quindi lunatico o
insano.
Osserviamo, nella connessione degli eventi narrati e nelle parole di
Cristo quando scende dalla Montagna della Trasfigurazione al livello
della vita, un aspetto significativo del concetto di fede. Quando si dice
che Cristo ascese al monte, su un alto monte, in disparte, e fu
trasfigurato - ed in greco, letteralmente, si dice metamorfosi o
trasformazione della forma, cio oltre ogni forma ordinaria, proprio
come metanoia significa andare oltre la propria mente ordinaria, le
proprie forme ordinarie e di pensiero - si vuol dire che esiste, come
possibilit, una forma superiore dUomo e che la fede qualcosa che
appartiene a questa idea dUomo, allidea della possibile
trasformazione di un Uomo. Cristo si trasform davanti ai suoi tre
discepoli e mostr loro, in un modo impossibile da comprendere e
descritto come unascesa su di unalta montagna, che la trasformazione
dellUomo una realt. Prov loro questa realt in qualche modo come, non sappiamo - ma essi la capirono a malapena, si spaventarono
solo, erano cos addormentati da non riuscire a rendersi conto di nulla
di ci che accadeva, finch furono riportati in uno stato di completo
risveglio. Luca lo dice abbastanza chiaramente:
118

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono


svegli e videro la sua gloria ... (Le. IX, 32).
Sarebbe un grave errore pensare che si tratti semplicemente di un sonno
fisico. Era pieno giorno. Perch i discepoli avrebbero dovuto avere
sonno in pieno giorno? Supponiamo che avessero sonno, ma allora
perch mettere in evidenza questo particolare? Il sonno qui non un
sonno ordinario. Nei Vangeli molte parole che hanno un significato
ordinario sono usate in modo non ordinario ed esprimono un concetto
del tutto differente. Per esempio, la parola morto usata nei Vangeli
non si riferisce necessariamente alla morte fisica. I morti, stando
allinsegnamento evangelico sulluomo, non sono nelle tombe, ma
camminano intorno a noi.
Quando Cristo dice: Lascia i morti seppellire i loro morti (Mt.
VIII, 22), non si riferisce ovviamente ai morti in senso stretto. Com
possibile che i morti seppelliscano altri morti? Gli uomini vengono
divisi in morti e vivi con un senso ben preciso. I vivi e i morti si
riferisce a coloro che hanno qualcosa di vivo in loro ed a coloro che
non ce lhanno e quindi sono gi morti. Un uomo, tutto preso dalla vita
e che non vede altro che gli interessi del mondo, del potere, del denaro,
della posizione e della rivalit, morto. Similmente gli uomini si
dividono in addormentati e svegli. Luomo che comincia a svegliarsi
in grado non solo di capire il senso della vita ordinaria, ma anche
certo che questo senso reale. Capire, essere sicuri che c un senso
oltre la vita e che la vita terrena non spiega lUomo, cominciare a
svegliarsi dal sonno. I discepoli non erano addormentati in senso
stretto, ma in un altro senso. Erano addormentati nei confronti di un
senso pi grande. Erano mentalmente ed emozionalmente addormentati
allidea del senso ultimo della vita umana che Cristo rivelava loro con
la sua trasfigurazione. Erano totalmente addormentati nei confronti
dellidea della trasformazione dellUomo. Anche altrove essi vengono
rappresentati come coloro che credevano semplicemente che Cristo
fosse il Messia liberatore di una nazione oppressa e pronto a fondare un
magnifico regno sulla terra, dove essi avrebbero occupato le posizioni
pi alte, avrebbero avuto i pi vasti possedimenti ed il potere pi
grande. Cos, ciechi allinsegnamento di Cristo sul Regno dei Cieli e
addormentati nei confronti di unidea della trasformazione dellUomo,
quando si trovarono in presenza della pura manifestazione del Regno
119

dei Cieli, furono come appesantiti dal sonno. La qualit delle loro
menti, il loro grado di consapevolezza, il loro livello di comprensione,
non poteva arrivare fino a tanto. Nessun uomo pu rendersi conto di
nulla o percepire lesistenza di qualcosa che richieda uno stato mentale
cosciente superiore. Un uomo addormentato nei confronti di ci che
non comprende. La maggior parte della gente crede che non esista ci
che essa ignora e ironizza sulla possibilit che ci esista. Questi fattori
limitativi ordinari confinano il genere umano nel suo stato. Ci sono,
per, anche dei fattori straordinari che limitano anche la parte pi colta
del genere umano. Sono i fattori qualitativi di comprensione e il grado
della loro consapevolezza.
La fede collegata con lidea della trasformazione e perci non
semplice opinione; non su un piano ordinario, come quando si pu
credere o non credere a qualcuno, secondo i casi. In seguito
esamineremo un altro episodio, dove si evidenzia il vero significato
della fede, quando si accenna alla conversazione del centurione con
Cristo. La fede, nella sua essenza, indica una convinzione, una certezza
dellesistenza di uninterpretazione superiore della vita e, di
conseguenza, che la trasformazione dellUomo una possibilit. La
qualit peculiare della fede si fonda sullidea che la vita pu essere
compresa e chiarita solo dando un senso a qualcosa che pi alto
dellUomo. Luomo stesso ha questa possibilit di trasformarsi e di
arrivare a una comprensione completa e nuova della propria vita sulla
terra. Lessenza della fede questa qualit peculiare ed essa che la
rende completamente differente da ci che normalmente chiamiamo
opinione. La fede, infatti, sgretola dalle fondamenta tutte le nostre
opinioni ordinarie o naturali perch ci conduce lontano dallopinione
mondana e in una direzione che non pu essere sostenuta dallopinione
naturale o dallevidenza dei sensi. Per questo la fede un seme nella
mente delluomo; essa una crescita potenziale nella mente delluomo
e non pu esserci in lui finch egli crede che la vita, cos com, sia il
fine dellUomo, e non un mezzo verso qualcosaltro. Se la vita fine a
se stessa, anzi lunico fine, non possiamo avere la fede, anzi non la
vogliamo. Se nelle nostre menti si fa strada il pensiero che la vita non
pu essere fine a se stessa, ma deve essere un mezzo per raggiungere
un altro fine - e spesso pensieri del genere passano per la testa di tutti 120

allora, proprio in quel momento di pensiero nuovo, c il preludio della


fede.
Cristo, quando si trasforma, rappresenta gli uomini a un livello
superiore di se stessi; Cristo ha un livello di gran lunga superiore. La
sua discesa dalla montagna rappresenta la discesa al piano della vita
terrena ordinaria, a un livello di follia, alienazione, cio a un livello
governato dalla luna crescente o calante. Tutte queste idee sono
drammatizzate nella scena del Monte della Trasfigurazione; molto pi
in basso cera il ragazzo epilettico che i discepoli non riuscirono a
guarire.
PARTE SECONDA
La fede paragonata a un seme vivo e attivo presente in un uomo e non
a una semplice opinione passiva. Per approfondire il senso della fede,
vediamo quali risultati essa produce. Cristo dice: Se avrete fede pari a
un granellino si senape ... niente vi sar impossibile. La fede rende
luomo capace di tutto. La fede rende possibile limpossibile. In un
altro passo - riportato nel nono capitolo di Marco - la frase suona cos:
Tutte le cose sono possibili a colui che ha fede. A prima vista si
potrebbe pensare che se un uomo ha fede ha anche il potere di agire.
Ma questo non proprio ci che si dice. Il possesso della fede rende le
cose possibili, il che diverso. A un uomo che abbia fede, diventano
possibili le cose che altrimenti sarebbero impossibili. Non luomo, ma
la fede che in lui rende possibili le cose. A un uomo di fede ogni cosa
possibile e nulla impossibile. La nostra idea della forza pi o
meno collegata con quella della violenza. Per esempio, si pu
costringere a obbedire. Lidea della forza della fede del tutto diversa.
In presenza di un uomo che abbia veramente fede, come la intende
Cristo, le cose diventano possibili. Questuomo ha la forza perch, con
la fede, le cose perdono la loro forza propria e cos diventano possibili
per lui.
Le cose sono spogliate della loro forza naturale ordinaria, specialmente
di quella malefica. Questidea sincontra spesso nel Nuovo Testamento
e in un passo si legge: E questi saranno i segni che accompagneranno
quelli che credono ... prenderanno in mano i serpenti e se berranno
qualche veleno, non recher loro danno; imporranno le mani ai malati e
questi guariranno(Mc. XVI, 17-18). Con la fede si vede come le cose
121

perdano la loro forza naturale. Da questo punto di vista la fede come


la Verit. La Verit non ha alcun potere sulle menzogne, se non quello
di svuotarle. Se un uomo lascia entrare la verit nella sua mente nel bel
mezzo del suo essere menzognero, allora la menzogna perder tutto il
suo potere su di lui ed egli rinsavir.
I discepoli avevano fatto del loro meglio, ma non erano riusciti a curate
il ragazzo epilettico. Avevano usato le loro forze, ma come dice a
Cristo il padre del ragazzo: Non ci sono riusciti (Me. IX, 18). E
Cristo subito esclama: O generazione incredula e perversa!. .. Fino a
quando dovr sopportarvi?.
I discepoli gli chiedono in privato perch non erano riusciti. La
risposta : Per la vostra poca fede. La cosa era stata impossibile per
loro bench non possedevano il pi piccolo seme della fede. Eppure
erano i discepoli di Cristo! N avrebbero avuto la fede dopo aver visto
il fanciullo epilettico guarito, poich la fede non deriva dai miracoli
visti e nel credere ad essi passivamente. Non avendo alcuna fede fu loro
impossibile curare il fanciullo, e non avrebbero mai potuto farlo:
mancava loro quel fattore necessario per produrre quella forza. Il padre
del fanciullo dice a Cristo: Se tu hai il potere, aiutaci. Cristo esclama:
Se tu hai il potere! Tutte le cose sono possibili a colui che ha fede. Il
padre, disperandosi, grida: Ho fede, aiuta la mia mancanza di fede.
Sia in Matteo che In Marco i racconti della guarigione servono per far
piena luce sullidea della fede e sul potere che ne deriva avendola. La
fede - in greco pistis - connessa con una certa forza - in greco
dynamis - cio ha una sua dinamica particolare. Il potere della fede non
viene dallesterno, dalla posizione sociale, dal potere terreno o
comunque da qualcosa di esteriore. Neppure la fede levidenza delle
cose visibili; essa non deriva la sua forza da queste cose. Non nasce in
quella parte esteriore della mente, quella che si occupa della vita, delle
cose, dei doveri e delle preoccupazioni dellesistenza umana. Non su
questo livello. La fede a un livello della mente distaccata dalle cose
visibili ordinarie. come un punto dato a un uomo ed al di sopra di
lui. come se egli riuscisse a mettersi in comunicazione con una stanza
del piano superiore al suo e in cui si vive unaltra vita, della quale la
sua forza di convinzione ha percepito e scoperto lesistenza. Lidea
della fede non pu essere compresa se non si comprende lidea che in
un Uomo vi sono livelli differenti. LUomo non vive al livello pi
122

elevato di se stesso. Un livello l ad attenderlo. LUomo non


Completo e pu completarsi. Nulla di esteriore pu completarlo, cio
condurlo al suo sviluppo pi elevato. Egli deve convincersi che questa
la vera spiegazione del proprio esistere e la sua mente non deve
chiudersi a questa possibilit, che qualcosa di superiore. Ci che
superiore in lui; ma lui non lo sa, lo ignora. Quando si convince di
questa possibilit allora ecco nascere in lui un senso nuovo. Una nuova
nascita possibile. Sono possibili altri livelli di pensiero, di sensazioni,
di comprensione.
Un Uomo Nuovo. In ogni uomo si nasconde un Uomo Nuovo. Per
questo motivo i Vangeli non parlano n della vita n del suo
miglioramento, ma di questuomo nuovo che si cela in ogni uomo. I
Vangeli insegnano un livello superiore, cio levoluzione di un uomo.
Nei Vangeli non marginale linsegnamento dellidea che un uomo
pu essere diverso. Questidea si trova in molti insegnamenti antichi.
lunico vero fondamento di qualsiasi psicologia delluomo. La vera
psicologia di una ghianda si deve fondare sul fatto che pu diventare
una quercia, altrimenti la sua esistenza pu essere fraintesa ed
erroneamente considerata. Nella struttura del sistema nervoso troviamo
molti livelli, ben definiti e completamente distinti, uno sopra laltro, in
cui le cose sono sistemate e rappresentate in modi completamente
diversi. Un livello inferiore non capisce un livello superiore; un livello
inferiore deve obbedire a un livello superiore, poich questo trasmette a
quello la sua forza. Un uomo pensa di spostare il suo braccio e lo
sposta. Tutti i livelli inferiori obbediscono al pensiero.
Un uomo non pu capire la fede lavorando con levidenza dei suoi
sensi e pensando con quel livello mentale. La fede gi lassoluta
certezza di un livello superiore e quindi essa si apre ormai allinfluenza
di questo livello perch esso possa agire in un uomo. Consideriamo, di
conseguenza, unaltra parabola riguardante il Centurione e che riguarda
il senso della fede:
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione
laveva molto caro. Perci, avendo udito parlare di Ges, gli mand
alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo.
Costoro giunti da Ges lo pregavano con insistenza: Egli merita che
tu gli faccia questa grazia, dicevano, perch ama il nostro popolo, ed
stato lui a costruirci la sinagoga. Ges sincammin con loro. Non era
123

ormai molto distante dalla casa quando il centurione mand alcuni


amici a dirgli: Signore, non stare a disturbarti, io non sono degno che
tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto
degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sar
guarito. Anchio, infatti, sono uomo sottoposto a unautorit, e ho sotto
di me dei soldati; e dico alluno: Va ed egli va, e a un altro: Vieni, ed
egli viene, e al mio servo: Fa questo, ed egli lo fa. Alludire questo
Ges rest ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: lo
vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede cos grande!. E gli
inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito (Le. VII,
2-10).
Perch Cristo avrebbe dovuto dire di non aver mai incontrato una fede
maggiore? Il centurione, con le sue parole, espresse lidea essenziale
della fede. Egli sa per esperienza, essendo soldato, che c un superiore
e un inferiore, cio ci che sta sopra e ci che sta sotto di lui. Con il
proprio pensiero, partendo da queste considerazioni, egli deduce
lesistenza di superiore e inferiore, non solo nel mondo visibile
esteriore.
Il centurione dice: Non mi sono neanche ritenuto degno di venire da
te. Qui la parola degno in greco significa allo stesso livello. Il
centurione capiva i livelli dellUomo. Egli capiva che per ogni cosa
questione di livelli, capiva cio che superiore ed inferiore sono dei
principi e sapeva che un livello inferiore deve obbedire ad uno
superiore: nella natura stessa delle cose. Sapeva, prima di tutto, che
Cristo era a un livello superiore al suo. Si rendeva conto che tutto
quello che Cristo diceva e faceva proveniva da un livello superiore al
suo. In secondo luogo sapeva che anche Cristo obbediva a un livello
superiore, proprio come lui, centurione, obbediva a chi stava sopra di
lui e che aveva unautorit maggiore della sua.
In quanti passi evangelici Cristo indica pi chiaramente che in questo
passo lobbedienza a ci che superiore? Egli non era libero, obbediva
a unaltra volont e da questa derivava il suo potere. Quale potere
poteva avere il centurione se non obbediva a coloro che stavano sopra
di lui? Obbedendo a coloro che stavano sopra di lui egli aveva il potere
su coloro che stavano sotto di lui. Nessuno dei soldati sotto di lui gli
avrebbe obbedito se lui stesso non avesse obbedito a coloro che
stavano sopra di lui. Egli lo aveva capito, ecco perch cap anche la
124

fonte del potere di Cristo. Per questo Cristo esclama: lo vi dico che
neanche in Israele ho trovato una fede cos grande!.
Lidea della fede connessa con il potere di far obbedire le cose ed
quindi anche chiaramente connessa con il potere che un uomo pu
avere su se stesso, nel senso di riuscire a farsi obbedire da tutto ci che
c in lui: tutti i suoi diversi desideri, le sue contrastanti volont, i suoi
vari pensieri, i suoi stati danimo, ecc. Ubbidire a che cosa? A qualcosa
che c in lui ed di natura tale da privare tutte le forze negative di
ogni potere su di lui. La traduzione greca di fede - pistis - viene dal
verbo peitho, che significa persuadere, farsi obbedire. In un uomo, che
cosa sar in grado di sottomettere i diversi aspetti chegli ha in s?
Quale persuasione nella sua mente lo porter in una posizione in cui
ogni cosa che in lui ceder a lui la sua forza? Un uomo, se riuscisse a
scoprire questo segreto, sarebbe il maestro di se stesso, non
direttamente, con la sua stessa forza, ma con il potere che gli viene dato
dalla fede.
proprio qui che un uomo deve crearsi. Questo compito di autocreazione non pu essere casuale, ma deve basarsi su idee che
trascendono i concetti ordinari. Credere in ci che possiamo vedere non
ci crea. In tutto quello di cui siamo testimoni, noi possiamo trovare
qualche cosa e crederlo Verit. Tale Verit, per, esteriore e la sua
fonte nella vita visibile. La fonte della fede nella vita invisibile. I
discepoli non avevano nessuna fede perch erano impressionati solo
dallo straordinario uomo Cristo e dai suoi miracoli. In un certo senso,
finch Cristo era visibilmente tra loro, essi non potevano avere la fede e
quindi non potevano crearsi.
Ancora: Cristo li saggiava trattandoli con durezza. Cristo offendeva la
gente da tutte le parti. Perfino i suoi discepoli, come molti altri che
ascoltavano il suo insegnamento, temevano di fargli domande. Matteo
dice che dopo che Cristo ebbe confuso i Farisei (che avevano detto che
il Cristo era il figlio di Davide) con le parole: Se Davide allora lo
chiamava Signore, come pu essere suo figlio?, nessuno fu in grado di
rispondergli e nessun uomo da quel giorno in poi osava fargli altre
domande. Marco dice che perfino i discepoli, quando Cristo li stava
istruendo sulla sua futura morte e risurrezione, non comprendevano
ci che diceva e temevano di fargli domande. Lo scopo era di fare in
modo che essi credessero non per, ma nonostante tutto ci che sarebbe
125

avvenuto; la crocifissione, la pi disonorevole di tutte le forme di


morte, era in se stessa una prova, se non se ne capiva il senso. In
seguito, dopo che furono abbandonati e avendo solo ci che era stato
loro insegnato - idee non comuni, parabole, detti, e forse moltissime
altre cose di cui non fu mai tentata una documentazione - essi dovettero
trasformare tutto ci che avevano visto e udito, tutto ci che era stato
assorbito dai canali dei sensi, in questo seme vivo, chiamato la fede.
La fede non aveva pi dei fondamenti esteriori, ma si fond in loro su
nuove basi secondo la promessa che Cristo aveva fatto loro: Il
Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre mander nel mio nome, egli
vinsegner ogni cosa e vi ricorder tutto ci che vi ho detto (Gv. XIV,
26).
Si mette in discussione lesistenza di Dio a causa delle cose orribili che
accadono sulla terra, oppure si dice: se esiste qualcosa di superiore,
perch non ci viene detto con esattezza che cos, cosa dobbiamo fare,
ecc.
Alla prima argomentazione stata gi data la risposta: si dice
espressamente che la volont di Dio non fatta sulla Terra. Alla
seconda, la risposta che non ci si pu evolvere, cio giungere ad una
nuova nascita di se stessi, solo con esempi esteriori e con qualche
forma di pensiero o con idee basate sui sensi. La Verit che spinge un
uomo a un cambiamento interiore pu, anzi deve, essere seminata in lui
partendo da questi canali. Questa Verit da sola, per, basandosi nella
sua mente con riferimenti visibili cade sul ciglio della strada e viene
distrutta. Un uomo deve udire e ricevere qualcosa che sia al di l, di se
stesso, al di l di qualunque cosa egli abbia sperimentato con il contatto
con la vita di ogni giorno, con i suoi problemi e le sue prove, al di l di
ogni nozione ordinaria e delle sue limitate forze di comprensione, che
egli ha ricevuto nel tempo e nello spazio. Tutto ci che pu rinnovarlo,
rigenerarlo e cambiarlo deve essere posto al di l di quel livello,
semplicemente perch la sua vera funzione quella di aprire in lui un
altro livello. un livello iniziale e, anche se proviene dallesterno, ha
un destino superiore e appartiene a un grado superiore delluomo: il
primo di una serie didee associative e di pensieri, il primo fermento o
lievito, che conduce a una comunicazione con quel livello superiore e a
una trasformazione nella comprensione del significato della vita
delluomo sulla terra. Se pensiamo allevoluzione di un uomo come a
126

un collegamento interiore con una possibilit gi esistente - proprio


come una quercia costituisce una possibilit nei confronti di una
ghianda, essendone un livello superiore - e se pensiamo che questo
collegamento pu attuarsi solo attraverso unintensit crescente di
intuizione e convinzione che rende luomo capace di spostare il suo
equilibrio, dovunque si trovi, e di additargli una nuova direzione lunica direzione di cui Cristo continuamente parla nelle metafore e
nelle parabole - allora possiamo capire pi facilmente che lopinione
passiva che abbiamo subto dai sensi inutile e che la fede deve essere
qualcosa di vivo e costantemente al lavoro in un uomo per realizzare in
lui la sua arte suprema, la sua alchimia: la creazione di un uomo nuovo
in un uomo.
In questo processo sono le leggi di un altro ordine superiore al suo che
devono imporre la loro influenza e i loro effetti in un uomo: proprio
come una ghianda che, per sperimentare la sua possibile latente
trasformazione, deve cominciare a obbedire alle leggi delle querce e
cessare gradualmente di essere ancora una ghianda.

PARTE TERZA

127

I discepoli dissero a Cristo: Aumenta la nostra fede. Quale risposta


ricevettero e quale luce essa getta sul significato della parola fede,
usata in modo cos tecnico nei Vangeli e cos difficile da capire, che si
pensa che significhi opinione?
Loccasione in cui i discepoli fecero questa domanda riportata nel
diciassettesimo capitolo di Luca. Cristo sta parlando delle difficolt di
vivere linsegnamento. Le difficolt erano inevitabili. Il fatto di
cominciare a tentare di mettere in pratica linsegnamento non
eliminava tutte le sofferenze. Cristo dice ai discepoli: Non possibile
che non si verifichino scandali, ma guai a colui che ne la causa. Sta
parlando di difficolt che devono sorgere tra coloro che seguivano il
suo insegnamento. E probabilmente essi non riuscirono a capire che
veniva insegnata loro una disciplina interiore. Egli continua: Sarebbe
meglio per lui che gli si mettesse una macina intorno al collo e che
fosse gettato in mare, piuttosto che dover procurare scandalo a uno di
questi piccoli. Non si tratta di bambini piccoli, ma di coloro che
stanno tentando di capire linsegnamento di Cristo. Essi sono piccoli
nella comprensione (in greco mikros = piccolo piccolo, microscopico,
non ha nulla a che vedere con i bambini piccoli). I discepoli dovevano
imparare a insegnare agli altri. Tutto ci doveva sembrare strano se essi
continuavano a pensare che seguire Cristo voleva dire seguire un futuro
re terreno. Cristo dice: State attenti! - (letteralmente, prestate
attenzione a voi stessi) Se vostro fratello pecca, rimproveratelo: e se si
pente, perdonatelo. E se pecca nei vostri confronti sette volte il giorno
e sette volte torna da voi a dire: mi pento, dovete perdonarlo.
Cristo sta parlando di come si deve comportare un uomo
nellinsegnamento. Si pensa in un modo e si agisce in un altro. Chi
insegna agli altri deve comportarsi nei loro confronti in un certo modo.
I discepoli forse hanno intuito che per comportarsi cos era necessario
aver fede, altrimenti sarebbe stato impossibile. Preso alla lettera,
perdonare a un uomo sette volte il giorno non facile, anche se uno
si pente.
I discepoli domandano: E gli apostoli dissero al Signore: aumenta la
nostra fede! (letteralmente ingrandisci la nostra fede). Il modo per
ingrandire o aumentare la fede non viene detto subito. Cristo risponde
dicendo se aveste fede - quindi implicitamente non ce lhanno - se
aveste fede come un granello di seme di senape, direste a questo albero
128

di gelso nero: tu sia sradicato e piantato nel mare; ed esso vi


obbedirebbe. Ogni ostacolo, ogni difficolt naturale perde il suo
potere e deve obbedire alla volont che nasce da un altro livello e da
unaltra fonte che la fede ha aperto in lui. Cristo descrive quindi il
modo per incrementare la fede, con parole che non sembrano collegarsi
direttamente con la domanda dei discepoli e che non sempre vengono
considerate come la risposta. Egli dice: Chi di voi, se ha un servo ad
arare o a pascolare il gregge, gli dir quando rientra dal campo: vieni
subito e mettiti a tavola?
Non gli dir piuttosto: preparami da mangiare, rimboccati la veste e
servimi, finch io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai
anche tu? Si riterr obbligato verso il suo servo, perch ha eseguito gli
ordini ricevuti? Cos anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi
stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto
dovevamo fare (Le. XVII, 7-10).
Qual il significato che si cela dietro questa semplice risposta?
Come fa a contenere la risposta alla domanda dei discepoli: Aumenta
la nostra fede?
Ci vuole un certo atteggiamento perch la fede esista e aumenti.
Qual la natura di questatteggiamento? Un uomo deve capire che
sottoposto allautorit. Il centurione laveva capito, cos cap da cosa
dipendeva la fede e quindi, in un certo modo, che cos la fede.
La fede latto convinto e certo di un livello superiore a cui un
uomo deve sottomettere ogni cosa. Luomo non pu fare ci che gli
piace. Nella vita ordinaria, invece, ognuno sente che pu o potrebbe
fare ci che gli piace. Egli deve arrivare a obbedire a questo livello
superiore che in lui. Un uomo che ha la fede non pi un singolo
come luomo nella vita, ma due uomini. In lui iniziata una
separazione che lo divide in due. un uomo nella vita e un uomo
consapevole di unaltra vita: non di unaltra vita dopo la morte, ma di
unaltra vita ora. C un aspetto esteriore di vita che guarda alla vita
esteriore, al mondo sensibile, a tutte le sue ricompense, ma c anche
un aspetto interiore che guarda a questo livello superiore, nella cui
esistenza egli si sente ormai radicato e che egli sa e sente essere dentro
di lui.

129

Quando un uomo due, il suo atteggiamento nei confronti di se


stesso e della vita cambia completamente: egli consapevole che c in
lui un livello superiore ed un livello inferiore.
In precedenza tutto ci che egli faceva, per quanto buono, era fatto
seguendo il livello inferiore in lui ed egli restava a quel livello. In
questo caso un uomo non pu fare a meno di cercare il merito, la
ricompensa di tutto ci che fa e attribuisce a s la bont, la grandezza,
la sopportazione. Non pu fare a meno di agire cos, n pu fare a
meno di aspettarsi una ricompensa per qualsiasi cosa che fa, per
qualsiasi cosa che fa di utile, per ogni azione meritevole, per ogni
sforzo che compie. Il suo Bene appartiene al mondo, cio al principio
dominante del livello devoluzione in cui si trova. Fa tutto in un certo
modo. Ogni cosa condizionata dal suo io, dalla meritocrazia, dalla
virt, dallidea di una ricompensa. Questo il livello del suo essere, il
livello in cui egli vive, lunico che conosce.
Dal momento che egli non ha nessuna fede, non ha nessuna idea di
un livello superiore. Non ha nessuna idea di un livello superiore di s a
cui cerchi di unirsi. Il suo essere, lio, la sua auto-compiacenza,
assorbiranno tutto. Nel suo cuore egli odier le persone che non sono
daccordo con lui o che non lo apprezzano o che lo deridono, anche se
riesce a mascherarlo per paura che la sua reputazione ne possa soffrire.
Non trover alcun rimedio a questa situazione, perch si accetta cos
com; quindi non pu cambiare. Egli vuole s essere migliore, ma non
differente. Egli vuol essere lo stesso uomo, ma migliore; non un altro
uomo, un uomo rinato.
Tutto quello che Cristo insegnava riguardava un livello superiore,
chiamato ri-nascita. Il suo insegnamento riguardava levoluzione;
questevoluzione possibile ed l ad aspettare luomo.
Linsegnamento di Cristo non riguardava il mantenimento dello stesso
uomo, con qualche leggera variante, ma riguardava lavvenire di un
Uomo Nuovo nato dallacqua e dallo spirito, cio dalla fede e dalla
verit di questa; tutto ci pu avvenire vivendo secondo lo spirito della
fede, vivendola. Se esiste un altro livello in ogni uomo, lo si pu
raggiungere esaminando la conoscenza che esso d allUomo ed il
modo con cui egli la vive. Tutti i detti e le parabole dei Vangeli sono
conoscenza di questo livello superiore, questo possibile e superiore
130

grado delluomo. Questo il significato dei detti e delle parabole


evangeliche.
Questa conoscenza non una conoscenza sensibile e quindi
controllabile. Questa conoscenza deve essere compresa dalla mente:
ecco che cos la fede.
La fede non credere nello straordinario, perch ci sono i miracoli; la
fede una percezione, uninteriorizzazione, una sicurezza che c un
ordine di Verit extrasensibile. Questa verit i sensi non la danno
direttamente, non la fondano. Luomo deve partire al di l, di se stesso:
il suo punto di partenza la fede. qui che acquista valore tutto ci
che egli ha pensato e compreso in silenzio, nella solitudine della sua
stessa mente.
Acquista valore tutto ci di cui non sa parlare, tutto ci che
veramente nel suo intimo e che supera la sua realt esteriore dei sensi,
che in lui sono come una macchina. I nuovi pensieri hanno una nuova
conoscenza, cio la fede, e sono dovuti al livello superiore o interiore:
raggiungere questo livello una vera evoluzione di s e dare un senso
alla molteplicit dellesistenza. I pensieri, le speculazioni, gli schemi,
le fantasie, le immaginazioni, le riflessioni che sembrano senza un fine
e conducono alla riscoperta dellinfanzia e dellinnocenza, sono in
verit la parte pi profonda e veramente significativa di un uomo.
Sono cos solo perch possono essere un punto di partenza per la
conoscenza, della fede. Anche se un uomo incontra la vera conoscenza,
come la incontrarono i discepoli di Cristo, ci che gli viene insegnato
con i sensi esterni pu combinarsi con lui solo se viene ponderato,
pensato, meditato, immaginato ed infine assimilato da questo lato pi
profondo di s.
Cristo non si aspettava che i discepoli comprendessero ci che egli
diceva. Sapeva che essi non potevano ancora comprendere. Si crede di
capire solo udendo. In effetti si sono udite molte cose fino dal principio
del tempo. Molti sanno benissimo che, se pensano solo con stimoli
esterni, non capiranno nulla. Pensare a se stessi in modo da cominciare
a cambiare se stessi alla luce delle nuove idee, della nuova conoscenza,
della nuova Verit e della nuova comprensione, non cosa che tutti
possono fare. Le persone si rivolgono le une alle altre per cercare le
eventuali colpe, come se fosse facile cambiare subito. inutile!
Nessuno pu cambiare n con le proprie idee n con la nuova
131

conoscenza. Si pu cambiare solo con un consenso interiore che nasce


da una percezione interiore intensa che avviene nel cuore e precede
ogni tentativo, aprendo la via a una nuova comprensione. Nessuno pu
essere cambiato con la violenza.
Nulla di ci che realizzato nei nuovi progetti del mondo, nei
regolamenti, nei sistemi sociali, nelle normative e altro, ecc. pu
cambiare un uomo dentro. Solo lui, risvegliandosi alla Verit e
vedendo la Verit alla luce della Verit e non pi alla luce
dellinteresse personale e della convenienza, pu cominciare a
cambiare. Luomo pu cambiare soltanto per ci che egli ha visto
valido per s e mai per ci che gli viene detto.
***
Qual allora il significato di quella parabola che si riferisce alla fede?
Per aumentare la propria fede, un uomo deve avere la volont di agire
al di l, di s. Ci che egli fa nulla. Per obbedire a quella
conoscenza che gli deriva dalla fede, deve agire nella vita in modo
diverso dagli altri. Come agisce nella vita un uomo comune? Egli
conta su ci che gli dovuto e, se si accorge che fa pi degli altri,
allora protesta. La vita cos e tutti gli uomini sono cos. Ognuno
geloso dellaltro. Ognuno pensa di essere trattato male o che dovrebbe
avere un migliore riconoscimento.
Questa la vita umana. Un uomo, per comportarsi diversamente, deve
avere un altro modo di sentire la vita e un altro modo di sentire se
stesso. Alla luce di una nuova comprensione, tutto ci che egli fa e tutti
gli sforzi che compie devono sembrargli un nulla. Non ci sono n
crediti n debiti. La Parabola del Servo Inutile, comunque, non
riguarda solo la vita. Riguarda la vita, ma nellambito
dellinsegnamento, nella scuola, che Cristo stava fondando.
Nellinsegnamento di quella nuova scuola ogni cosa, che un uomo
doveva fare, non valeva niente.
Egli non ha nessun merito e compie solo il suo dovere. Provare un
senso di merito sarebbe la distruzione della fede e significherebbe
percepire solo il livello ordinario di s, con i suoi concetti ordinari.
Agendo con questi metodi nessuno potrebbe agire, cambiare, diventare
diverso. Come pu cambiare un uomo se ha sempre gli stessi
132

sentimenti, le stesse idee e gli stessi limiti dentro di s? Per cambiare


egli deve andare al di l, di se stesso e ci che fa deve considerarlo un
nulla. La fede sentire la conoscenza, la consapevolezza di un
qualcosa al di sopra di s, la coscienza della propria indigenza e nullit,
linutilit dei propri tentativi. Egli non si aspetta nessuna ricompensa,
nessun merito. Da lui non ci si deve aspettare nessun reddito: un
servo inutile.

133

PARTE QUARTA
Ci sono delle parabole sulla fede in cui i fatti narrati non sono
immediatamente riferibili al senso della fede. Esaminiamo la parabola
della donna peccatrice. Ne parla Luca:
Ed ecco una donna, non una peccatrice di quella citt, saputo che si
trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato e
stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominci a bagnarli di
lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di
olio profumato. A quella vista il fariseo che laveva invitato pens tra
s: Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna
colei che lo tocca: una peccatrice. Ges allora gli disse: Simone, ho
una cosa da dirti. Ed egli: Maestro, di pure. Un creditore aveva
due debitori: luno gli doveva cinquecento denari, laltro cinquanta.
Non avendo essi da restituire, condon il debito a tutti e due. Chi
dunque di loro lo amer di pi?. Simone rispose: Suppongo quello a
cui ha condonato di pi. Gli disse Ges: Hai giudicato bene. E
volgendosi verso la donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Sono
entrato nella tua casa e tu non mi hai dato lacqua per i piedi; lei invece
mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha
cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio
profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti
dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poich ha molto amato.
Invece quello a cui si perdona poco, ama poco. Poi disse a lei: Ti
sono perdonati i tuoi peccati. Allora i commensali cominciarono a
dire tra s: Chi questuomo che perdona anche i peccati?. Ma egli
disse alla donna: La tua fede ti ha salvata; va in pace! (Le. VII, 3750).
Nella parabola Simone raffigurato come un certo tipo di uomo, che
ama poco. La conseguenza logica: dal momento che ama poco, gli si
pu perdonare poco. La donna, che era una peccatrice, viene
contrapposta a lui. Poich ella ama molto, le si pu perdonare molto.
Non per ancora chiaro il collegamento con il concetto di fede.
Simone era un fariseo. Egli, cio, rappresentava quel tipo duomo
che praticava la religione come mezzo dostentazione, di apparenza, di
meritocrazia. Un uomo siffatto fa ogni cosa per egoismo, non per
134

amore di Dio o del prossimo. Ogni cosa fatta per egoismo non esce
dallio, anzi ne aumenta il sentimento del merito.
Legoismo non amore. Nei Vangeli il fariseo sempre
lesemplificazione di tutti coloro che agiscono per egoismo, per attirare
lattenzione su di s, per la propria reputazione. Essi, quindi, non
possono fare nulla, anche le azioni pi caritatevoli, se non ne colgono
un merito. Se si fa qualcosa solo per essere elogiati, non si pu fare a
meno di credersi migliori degli altri e di aspettarsi una ricompensa per
ci che si fa. La donna, invece, agisce in base alla fede. La sua fede
lha salvata e i suoi peccati le sono rimessi: agiva non per egoismo, ma
per amore.
Agire in base alla fede non vuoI dire agire in base allegoismo e alle
aspettative dellegoismo, alla sensazione di superiorit, al sentirsi
migliori degli altri. Questa parabola vuole dire questo, anche se ogni
passo di essa ha anche un significato proprio.
Agire in base alla fede agire al di l di s, dellegoismo e delle
aspettative dellegoismo. La stessa cosa vale anche quando si pensa in
base alla fede. Pensare in base alla conoscenza e alle idee della fede
pensare al di l della propria mente ordinaria, al di l di tutte le idee
ordinarie e di tutti i modi ordinari del pensiero. Pensare in base alla
fede pensare in un modo nuovo; agire in base alla fede agire in
modo nuovo. In tutte le parabole riguardanti la fede, si evidenzia il
fatto che lapproccio a Cristo - lapproccio, cio, allinsegnamento
riguardante la ri-nascita e levoluzione di s - impossibile con mezzi
visibili o con pensieri ed emozioni ordinarie. necessario un esercizio,
uno sforzo che superi ci che si pensa o si fa ordinariamente. Lordine
della Verit, appartenente alla categoria della fede, non ha nulla a
che vedere con lordine della verit appartenente ai sensi o
dimostrabile dai sensi. Quando Nicodemo vide i miracoli e in base a
questi egli credette, gli fu detto chiaramente che tutto ci era inutile. I
miracoli visibili, in effetti, ostacolavano il suo cammino. Non potevano
venire a contatto con quel livello della mente che pu essere risvegliato
solo con la fede e che solo la fede pu risvegliare. Un uomo non arriva
a quello stadio di comprensione interiore proprio della fede per mezzo
di un qualcosa di esteriore o di visibile. Vivere sulla base di ci che si
vede vivere su un tipo di livello di vita; vivere in base alla fede
cominciare a vivere su un altro livello. Questaltro livello, quello della
135

ri-nascita di un uomo, quando raggiunto, definito, reale. Allora la


possibilit diventa una realt verso la quale converge la fede con la sua
Verit e la sua conoscenza. Un livello superiore delluomo pu essere
raggiunto solo attraverso una categoria di conoscenza e di concetti che
deve essere tenuta viva con uno sforzo continuo; questa categoria non
ha un riscontro nella vita ordinaria. Un uomo deve estraniarsi dalla
scena della vita per capirne il senso. La fede cos uno sforzo interiore
continuo, una continua modificazione della mente, dei modi abituali di
pensare, di considerare ogni cosa, delle reazioni abituali. Agire
secondo la fede agire al di l dei concetti e delle ragioni che il mondo
sensibile ha costruito nella mente di ognuno. Sul piano dellamore
volere agire al di l delle considerazioni naturali, alla luce di un
paragone tra ci che si con ci che sta al di sopra di noi, ci che
possibile. Si tratta di andare verso un altro stadio delluomo e verso un
altro livello di s, verso un livello a cui la vita non riesce ad elevarlo.
Con la fede latteggiamento verso la vita gradualmente si modificher
nelluomo. Egli la vedr non pi come unico fine. Egli non agir pi
per amore di quelluomo che , ma per lUomo Nuovo che lo sovrasta
e per la nuova possibilit che nascosta in lui.
Nella parabola il fatto che Simone invitasse Cristo a cenare con lui di
per se non significava nulla. Non ci si avvicinava a Cristo cenando con
lui. Il fatto che Cristo fosse seduto al desco di Simone, a lui visibile,
non era certo il mezzo per avvicinarsi a Cristo. Ci si poteva avvicinare a
Cristo solo con la fede, non con la sua visione. Poteva essere solo un
fatto interiore. La gente immagina che mettersi in contatto significhi
principalmente essere in contatto visibile, sensibile, e pensa di poter
capire tutto ci che sente, persino le parole di Cristo, semplicemente per
il fatto di sentirle pronunciare. Tutto ci che Cristo rappresentava
poteva essere avvicinato solo interiormente, con la fede.
Simone il ritratto di un uomo critico, di un uomo che potrebbe
capire qualcosa, ma che teme di farlo, e di conseguenza scontroso,
irritabile.
ovvio che Simone pensasse che era gentile da parte sua chiedere a
Cristo di cenare con lui. Si assumeva un certo rischio sociale nel farlo,
per non os neppure accogliere educatamente Cristo o fare gli usuali
convenevoli. Simone volle evidenziare e criticare quelle che egli
riteneva le manchevolezze di Cristo. Eppure rispose educatamente
136

quando Cristo gli fece una domanda. Simone capiva qualcosa, ma non
era in grado di comportarsi giustamente e voleva invece ricercare ad
ogni costo la colpa. Eppure Cristo cen con lui. Ci significa che questo
tipo di uomo non incapace di comprendere, sebbene il suo modo di
valutare sia superficiale: Egli ha amato poco. Nei Vangeli vengono
frequentemente tratteggiati molti tipi di uomini e donne, in riferimento
alle loro attitudini e alle loro possibilit di comprensione.
Nei Vangeli, per esempio, sono descritti tre tipi di donne: Maria,
Marta e Maria Maddalena (cio Maria di Magdala). Maria Maddalena
pu essere stata la donna che ha molto amato, fu perdonata e alla
quale fu detto che la sua fede laveva salvata. Qual il collegamento
tra lamore e la fede? La conoscenza della fede non pu penetrare nella
volont a meno che questa fede non la si ami. Non solo un
cambiamento della mente a congiungere un uomo con ci che
superiore a lui, ma anche un cambiamento della volont, cio
dellamore, di ci che si ama. Amare solo se stessi non pu portare da
nessuna parte. Ci sono molti tipi di amore, come ci sono molti tipi di
conoscenza. Ogni tipo di conoscenza ha bisogno del proprio tipo di
amore per fruttificare.
Linsegnamento di Cristo rappresenta un certo ordine di conoscenza
che a sua volta richiede un certo tipo di amore. Lapproccio
allinsegnamento di Cristo poteva avvenire solo con la fede. Non era
possibile avvicinare Cristo in nessun altro modo. Il suo insegnamento
non poteva essere considerato allo stesso modo di un insegnamento
ordinario. Considerare linsegnamento di Cristo allo stesso livello del
tipo di insegnamento che si pu avere a scuola renderlo inutile. Il suo
ordine di conoscenza poteva essere ricevuto solo dal punto di vista
della fede. Per questo Cristo rappresentato costantemente alla ricerca
dei segni della fede nella gente, cio, di quelle qualit di comprensione
proprie della fede, che era poi la prima cosa necessaria. Nella gente
Cristo cercava una qualit che corrispondesse alla fede, non una mente,
un egoismo, ma un livello che potesse ricevere linsegnamento e
capirne il senso. Pochissime persone furono in grado di capire anche
solo una cosa di tutto ci che Cristo insegnava. Esse non riuscirono n
a sentire n a vedere il senso.
Esse interpretarono tutto a modo loro, secondo i propri interessi,
secondo gli schemi che usavano nella loro vita quotidiana. Non
137

riuscirono a distinguere. Queste persone vollero trascinare


linsegnamento di Cristo riguardo alla trasformazione dellUomo verso
il basso, verso il loro livello di pensiero. Cos fece Nicodemo.
Di pochi si dice che ebbero la qualit dellamore necessario per
questordine dinsegnamento, pur senza capirlo. La donna ai piedi di
Cristo nella casa di Simone ebbe questo genere di amore. Il suo amore
seppe distinguere. Con la qualit del suo amore ella pot riconoscere il
senso del Cristo e fu quel senso che la mise in contatto con Cristo.
raffigurata nellatto di toccare i piedi di Cristo. Il suo approccio
incominci in quellattimo, ma era gi fede, e non un approccio fisico. I
piedi di Cristo toccavano la terra del suo essere ed ella riconobbe
lessere inferiore e superiore in se stessa. Cos il suo approccio con
Cristo avvenne nella fede, non nella conoscenza che la fede esige, ma
nellamore che necessario perch quella conoscenza cresca come un
seme. Il fatto che ci fosse qualcosa di raro nella qualit del suo amore
rappresentato non solo dal vasetto di olio profumato, ma dal fatto che
ella fu perdonata. Fu cancellato il suo passato, di modo che ella potesse
ricominciare daccapo. Nessuno pu ricominciare in un altro modo.
Qual la natura di questo livello di sviluppo a cui la fede conduce?
Cos questa evoluzione, nascosta nelluomo, di cui i Vangeli parlano
continuamente? Per capire qualcosa del suo significato si devono
esaminare le parabole che parlano del Regno dei Cieli.

138

CAPITOLO XI
IL REGNO DEI CIELI
PARTE PRIMA
Sebbene nessuno possa capire il livello di vita proprio del Regno dei
Cieli, tuttavia un uomo pu capire a quale livello di vita egli si trova.
Ognuno pu vedere la natura o il livello della vita in questo mondo.
Ognuno pu vedere, con i suoi sensi esteriori, come agisce la gente
che a questo livello di vita; con i suoi sensi interiori pu vedere
come lui stesso agisce.
Vedr allora come sono la vita e lui stesso a questo livello. N la vita
n lui possono essere diversi a questo livello. Compreso interiormente,
lUniverso una scala di livelli e una cosa ci che secondo la
collocazione in questa scala. Nei Vangeli il livello al di sopra
delluomo chiamato il Regno dei Cieli o il Regno di Dio. In altri
scritti esso ha altri nomi.
Nei Vangeli si dice che il Regno dei Cieli dentro. a un livello
superiore a quello delluomo. Per raggiungerlo un uomo deve
raggiungere un livello superiore dentro di s. Se ognuno lo facesse, il
livello di vita su questa terra cambierebbe. Tutta la terra farebbe un
passo in alto verso levoluzione. Questo passo, per, pu essere fatto
solo dal singolo. Un uomo pu raggiungere un livello superiore dentro
di s pur continuando a vivere la vita di questa terra. Ciascuno accede
al livello superiore interiormente, ma in modi differenti. una
possibilit, poich un Uomo un essere in grado di operare
unulteriore evoluzione personale, ovvero, come detto nei Vangeli,
una ri-nascita. Non ci si deve aspettare di vedere visibilmente un
regno ovvero il Regno dei Cieli. Cristo disse che il Regno dei Cieli
non deve essere cercato in un modo esternamente visibile. Ed
essendo richiesto dai farisei quando sarebbe arrivato il Regno di Dio,
rispose: Il Regno di Dio non viene in modo da attirare lattenzione e
nessuno dir: Eccolo qui! oppure eccolo l perch il Regno di Dio
in mezzo a voi (Le. XVII, 20). Il Regno dei Cieli uno stato
interiore, non un luogo esteriore; uno stato interiore di sviluppo che
un uomo pu raggiungere. Non ha nulla a che vedere con il tempo e
139

con lo spazio, con un quando o con un dove, poich sempre al di


sopra delluomo come una possibilit superiore di s. Tra questi due
livelli, terra e cielo, vi sono molti gradini intermedi. Vi sono
gradini in terra, il pi alto dei quali inferiore al pi basso
scalino del cielo. Per esempio, Giovanni il Battista, araldo
dellinsegnamento di Cristo, non era un uomo comune. Egli aveva
ricevuto linsegnamento. Riuniva intorno, a se discepoli che,
sappiamo, praticavano il digiuno. Egli non aveva per ancora
raggiunto il livello pi basso del regno dei Cieli. Cristo dice
espressamente che lultimo nel Regno del Cieli era pi grande di lui:
Tra i nati di donna non c nessuno pi grande di Giovanni; per
il pi piccolo nel Regno di Dio pi grande di lui (Le. VII, 28).
Giovanni il Battista svolse una parte molto difficile nella scena, dove
recitava Cristo. Egli doveva predicare lavvento di Cristo. Egli non
conosceva Cristo quando questi venne da lui per sottoporsi al rito
formale del Battesimo. Giovanni era riluttante a battezzarlo: Io ho
bisogno di essere battezzato da te, e sei tu a venire da me?. Cristo gli
disse: Sopportalo ora, poich in questo modo avviene che noi
adempiamo ogni giustizia. Cristo ricorda a Giovanni di recitare la sua
parte. Allora Giovanni battezz Cristo. Dopo di che Giovanni il
Battista disse di Cristo: Egli deve crescere e io invece diminuire.
Colui che viene dallalto al di sopra di tutti ma chi viene dalla terra,
appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo al
di sopra di tutti (Gv. III, 30-31). Pi tardi Giovanni il Battista fu
decapitato
su
richiesta della figlia
di
Erodiade.
La
morte di Giovanni fu voluta da Erodiade, il cui matrimonio con Erode,
fratello di suo marito, Giovanni aveva condannato da un punto di vista
legale. chiaro che Giovanni il Battista era al corrente di cosa sarebbe
successo. Tutto ci pu essere compreso solo alla luce di uno stadio
finale
che Giovanni pot raggiungere con lo assumersi deliberatamente
questa parte difficile che, almeno nel senso fisico, fu dolorosa come
quella vissuta da Ges.
quindi chiaro che Giovanni il Battista fu istruito per svolgere un
ruolo ben definito. Egli sapeva che Cristo doveva venire e lo riconobbe
per mezzo di un segno non visto da altri. Ed egli parla effettivamente di
qualcuno che lo aveva mandato a svolgere la parte che gli spettava.
140

Egli dice: Non lho conosciuto (si riferisce a Cristo quando mise la
prima volta gli occhi su di lui) ma colui che mi ha mandato a battezzare
con lacqua, mi disse: Su chiunque vedrai lo Spirito discendere e
posarsi su di lui, quello colui che battezza con lo Spirito Santo: Chi
mand Giovanni? Non si sa. Cristo si riferisce a Giovanni il Battista
come a un uomo nato da donna, cio senza la ri-nascita insegnata da
Cristo. Per questo era ancora della terra. Apparteneva al livello
chiamato terra, al grado pi elevato di essa, ma non ancora al grado
pi basso del Regno dei Cieli. Egli battezzava con acqua, cio con la
Verit, e insegnava a pentirsi, cio a cambiare mentalit (questo il
senso della parola in greco), con lannuncio della conoscenza o Verit.
Lacqua significava proprio questo. Battesimo significa purificazione.
Con la Verit su un livello superiore la mente purificata dalle illusioni
appartenenti ai sensi e allegoismo. Giovanni il Battista insegnava una
conoscenza, una Verit che, se accettata, poteva purificare la mente e
portare un uomo a modificare il suo modo di pensare cio a pentirsi
ovvero a cambiare mentalit. Egli dice espressamente: Io non sono
il Cristo. Io sono stato mandato prima di lui. Dice di se stesso di non
essere ri-nato, di essere ancora al livello terreno e che Cristo al di
sopra di questo livello. Di Cristo egli dice: Colui che viene dallalto
al di sopra di tutto. Di s egli dice: Colui che viene dalla terra
appartiene alla terra e parla della terra. E aggiunge, riferendosi
ancora a Cristo: Colui che viene dal cielo al di sopra di tutti. In
tutto il passo, i due livelli di terra e cielo Sono tenuti distinti. Ma la
distinzione resa anche pi profondamente, Ci sono livelli di terra e
livelli di cielo. Parlando del livello della terra, Cristo dice di
Giovanni
il Battista: Tra i nati da donna, nessuno, pi grande di lui.
Piccolezza e grandezza appartengono al livello di Sviluppo sia terreno
sia superiore.
Ancora pi chiarezza fatta da queste parole di Cristo. Ci che il
pi grande al livello terreno non si trasforma direttamente in ci che
il pi basso al livello del Regno dei Cieli. Per passare dallo stadio pi
alto di un livello basso, allo stadio pi basso di un livello alto occorre
una ri-nascita o una trasformazione di un uomo. Cristo insegn il
pentimento, la ri-nascita e il Regno dei cieli. Giovanni il Battista
insegn il pentimento e lidea del Regno dei Cieli, ma non dice nulla a
141

proposito di una ri-nascita. Egli non era nato dallalto. Le influenze


appartenenti a questo livello superiore chiamato il Regno dei Cieli,
non lavevano ancora raggiunto. Non era nato dallo Spirito. Lo stato
interiore di Giovanni descritto ulteriormente nellantico linguaggio
delle parabole, dove si parla psicologicamente usando una
terminologia fisica e si descrive ci che egli mangiava: come e con
cosa era vestito. Egli mangiava del miele grezzo.
Era vestito di pelli e cinto da una cintura di cuoio. Il vestiario di un
uomo rappresenta i suoi atteggiamenti, ci che egli veste in senso
psicologico, con quale Verit la sua mente si veste. La cintura raffigura
ci che psicologicamente lo unisce. Il cibo rappresenta le idee di cui si
nutre. Giovanni si nutre di miele grezzo e di locuste. Le locuste
divorano. Divorano ogni vita che cresce. Si dice qui una cosa molto
interessante. Giovanni il Battista ammette di essere della terra. Pu
capire solo secondo il livello terreno e, sebbene avesse ricevuto un
insegnamento, vedeva secondo il livello terreno o naturale della sua
mente. Comprendeva il nuovo alla luce del vecchio.
Cristo dice in una parabola, riferendosi direttamente a Giovanni e ai
suoi discepoli:
Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un
vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa
dal nuovo non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino nuovo in
otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e
gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi.
E nessuno che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perch dice: Il
vecchio buono! (Le. V, 36-39).
Per ricevere giustamente un nuovo insegnamento, un uomo non pu
assimilarlo con tutti i pregiudizi, gli atteggiamenti razziali o personali,
tutti i punti di vista e le illusioni dei sensi che la vita ha formato in lui.
Non pu ricevere il vino nuovo dellinsegnamento in vecchie bottiglie.
Il livello superiore non pu essere ricevuto dallinferiore, dal livello
della terra.
Il nuovo insegnamento non pu essere semplicemente aggiunto a
quello vecchio. Non pu essere cucito con quello vecchio. Nessuno
strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito
vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo. Prendendo una cosa dal
nuovo e aggiungendola al vecchio, non si fa che danneggiare il nuovo.
142

Il vestito nuovo significa il nuovo insegnamento che un uomo deve


indossare e portare. Il nuovo deve essere accettato integralmente e non
imbastito sui vecchi punti di vista. Altrimenti non solo il nuovo sar
strappato, ma, dice Cristo: La toppa presa dal nuovo non si adatta al
vecchio. Tutto questo detto da Cristo con riferimento a Giovanni
Battista e al suo livello di comprensione, dopo che i Farisei avevano
assunto un atteggiamento sfavorevole verso i discepoli di Cristo in
confronto a quelli di Giovanni. I Farisei dicevano che i discepoli di
Giovanni digiunavano e facevano suppliche, mentre quelli di Cristo
mangiavano e bevevano.

143

PARTE SECONDA
Prima di cominciare a studiare le molte parabole usate da Cristo nella
sua descrizione del livello superiore di sviluppo, cio del Regno dei
Cieli, esaminiamo la frase: Il Regno dei Cieli dentro di voi, e
tentiamo di comprendere la parola dentro. Il Regno dei Cieli lo
stato di evoluzione pi elevato raggiungibile dallUomo. Per
raggiungere un nuovo stato di s un uomo deve cambiare interiormente.
Egli deve diventare un Uomo Nuovo. uno stato interiore. Il Regno
dei Cieli interiore. uno stato che pu essere raggiunto da un uomo
interiormente, con un cambiamento interiore. Si pu raggiungere
questo stato senza un cambiamento interiore? Un cambiamento dello
stato interiore pu avvenire artificialmente, ma questa non evoluzione
interiore. Ci che un uomo deve osservare in s, a cosa egli deve
pensare, a cosa egli deve cominciare a dare valore e a tendere, ecc.
Queste sono le cose che Cristo ha sempre detto essere i mezzi per
unevoluzione interiore, fino a raggiungere quel livello superiore
chiamato il Regno dei Cieli. Il livello superiore dentro luomo. Dire
superiore o interiore la stessa cosa, purch si capisca che uno stato
superiore di un uomo esiste potenzialmente dentro di lui, proprio come
uno stato interiore. Un uomo pu essere migliore di com. Questo
stato migliore interiore o superiore nei confronti del suo stato attuale.
Il Regno dei Cieli, lo stato pi elevato per luomo, quindi interiore in
un uomo, cio dentro 1uomo cos com; oppure a un livello
superiore, cio al di sopra, delluomo cos com. Il concetto il
medesimo. Ora un uomo dei sensi, sensuale, un uomo letterale, un
uomo della terra, un uomo di mentalit esteriore. Qui non c il
Regno dei Cieli. Come abbiamo visto, Giovanni dice di appartenere
alla terra, mentre parla di Cristo come di colui che viene dallalto.
Quando Giovanni dice ai suoi discepoli, che Cristo deve crescere
mentre lui deve diminuire, prosegue:
Colui che viene dallalto al di sopra di tutti: colui che viene dal
cielo al di sopra di tutti (Gv. III, 31).
Altrove Cristo spiega a Nicodemo che un uomo deve nascere
dallalto.

144

Se uno non rinasce dallalto, non pu vedere il Regno di Dio (Gv. IlI,
3).
Dallalto pu essere reso come interiormente. Un uomo deve
nascere interiormente, allinterno di ci che egli . Il Regno dei Cieli
interiore, dentro di voi, ed anche al di sopra di voi. Al di sopra e
dentro sono, da un punto di vista psicologico, la stessa cosa, nei
Vangeli cio linteriore il superiore. Insomma: per raggiungere un
livello superiore di se stesso un uomo deve andare in una direzione
interiore, dentro di s, e cos il superiore interiore e linferiore
esteriore. Un livello inferiore esteriore e si trova nelluomo esteriore e
un livello superiore interiore e si trova nelluomo interiore.
Alla luce dellidea secondo cui il Regno dei Cieli dentro un uomo,
cerchiamo ora di vedere perch Cristo attacc i Farisei cos a fondo e di
capire quindi che cosa significa fariseo nei confronti della possibilit
dellevoluzione interiore. Per evolversi un uomo deve spostarsi verso
linterno. Deve, innanzitutto, guardarsi dallesterno e vedere cosa sta
facendo. Sappiamo che spostarsi in una direzione interiore vuol dire
spostarsi verso un livello superiore. Possiamo anche capire qualcosa del
significato della natura di questo spostamento interiore verso il Regno
dei Cieli che dentro di noi, se capiamo che cosa comporta questo
itinerario. Che cosa pu impedire a un uomo di spostarsi verso
linterno? Molte cose, ma una delle principali il fariseo che c in lui
e se si sposta verso linterno si sente morire. Il fariseo nellesteriorit
di un uomo e ama il plauso.
I farisei capivano solo laspetto esteriore della loro religione. Il loro
culto assumeva una forma letterale, esteriore e non veniva dal cuore. Il
Bene interno alla Verit, perch superiore alla Verit. La Verit, se
ben capita, conduce verso luomo interiore. La Verit, praticata come
virt esteriore, non pu fare altrettanto. Cristo diceva spesso ai Farisei
che essi non avevano nessuna autoconoscenza, nessuna introspezione,
nessuna comprensione interiore. Cristo li rimproverava perch
facevano ogni cosa in modo esteriore, per amore delle apparenze e
rovinavano volutamente le menti degli uomini. Cristo usa un
linguaggio molto forte parlando di questo culto esteriore che non
permette a un uomo di entrare nel Regno dei Cieli, lo vincola alle
esteriorit, al lato esteriore di s. Cristo, parlando anche di questo
145

proselitismo che rovina le menti della gente, per tutto ci che


riguarda ogni futuro sviluppo interiore, dice:
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il Regno dei Cieli
davanti agli uomini; perch cos voi non vi entrate, e non lasciate
entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. Guai a voi, scribi e
farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo
proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi
(Mt. XXIII, 13-15).
Noterete che qui Cristo dice direttamente che i Farisei, non solo non
entrano, ma impediscono agli altri di entrare nel Regno dei Cieli.
Perch chiudono in faccia agli uomini le porte del Regno dei Cieli? Dal
momento che il Regno dei Cieli dentro un uomo e viene avvicinato
con una comprensione pi profonda e con lo sviluppo della sua mente
interiore, il Fariseo che c in lui gli chiude la porta del Regno, perch
rimane unicamente legato allobbedienza rituale e letterale, cio alla
mente esteriore.
Ai farisei bastava che un uomo si attenesse alla lettera della legge. Essi
credevano, per esempio, che fosse vincolante giurare per loro del
tempio, ma non per il tempio:
Guai a voi, guide cieche, che dite: se si giura per il tempio non vale,
ma se si giura per loro del tempio si obbligati. Stolti e ciechi: che
cosa pi grande, loro o il tempio che rende sacro loro? (Mt. XXIII,
16-17).
I Farisei agivano totalmente al contrario. Pensavano che lUomo
fosse fatto per il sabato e non il sabato per lUomo. Il senso spirituale
avrebbe dovuto avere un valore di gran lunga superiore di quello
letterale. Ecco perch essi, dando esclusivamente valore allaspetto
esteriore delle cose e nessuno a quello interiore, chiudevano davanti
agli uomini la porta del Regno dei Cieli: essi non vi entravano n
potevano sopportare che altri vi entrassero. La motivazione psicologica
chiara. Un uomo che vive di sensi esteriori e di cose letterali non
procede, n pu farlo, interiormente dentro di s con concetti pi
profondi e infinitamente migliori, cio verso nuove esperienze di
pensiero. Si fissa nella parte pi esteriore di s, legata ai sensi, e allora
sente e capisce solo in un modo. Ma il Regno dei Cieli dentro un
uomo; nelle sue riflessioni, nelle sue nuove comprensioni, nei suoi
nuovi pensieri. Il Regno dei Cieli non su questo livello esterno o pi
146

basso dellUomo, ma interno e quindi al di sopra dellUomo.


Cerchiamo di capire. Cristo attacc i Farisei perch capivano il
contrario di ci che lui diceva. Nei Vangeli Cristo rappresenta luomo
pi evoluto, pi elevato. Il Fariseo rappresenta luomo che non pu
evolversi perch respinge e si oppone a ci che Cristo . Il Fariseo vive
nellesteriorit, per il merito; egli ama le apparenze esteriori. Tutto
questo significa, psicologicamente, che il fariseo che c in un uomo
impedisce non solo a lui, ma anche a qualsiasi altra cosa, di entrare nel
Regno. Tutto ci che fate perch sia visto dagli uomini, e per
nessunaltra ragione, fatto dal Fariseo che in voi: il vostro uomo
esteriore. Per Cristo il Fariseo non sono solo le opinioni religiose
esteriori e cavillose, ma qualcosa di molto peggiore. Cristo dice molte
cose sulla loro vanit, presunzione, giustificazione ma parla molto pi
aspramente soprattutto del loro peccato dipocrisia, che quello che li
condannava. Essi facevano ogni cosa esteriormente, per salvare la
forma. Interiormente essi non credevano in nulla, ecco perch era loro
preclusa la via a ci che in loro interiore: cos si autocondannavano.
Essi stessi erano la causa della loro perdizione. Era di loro che Cristo
parlava quando chiar che cosa era il peccato contro
lo Spirito Santo. Capiamo adesso il caso di Giovanni il Battista, quando
si dice che non ha raggiunto neppure il livello pi basso del Regno dei
cieli? Forse prima non lo capivamo. Anche Giovanni viveva laspetto
esteriore e letterale della Verit religiosa ma, diversamente dai Farisei,
era un uomo genuino e sincero. Egli laraldo di buone novelle.
Rappresenta uno stadio di un uomo che si sposta verso il regno
interiore, ma ancora al di fuori di esso e lo guarda ancora dal livello
della terra. Egli rappresenta un gradino nella comprensione. A questo
gradino interiore il vecchio e il nuovo sono in conflitto. Capiamo
che c un momento in cui la vecchia comprensione pu distruggere
quella nuova. Abbiamo gi rilevato come le parabole del vino nuovo in
otri vecchi e della toppa nuova su un abito vecchio siano state dette da
Cristo immediatamente dopo che i Farisei avevano contrapposto i
discepoli di Cristo, che essi biasimavano perch non digiunavano, ai
discepoli di Giovanni il Battista che digiunavano. Che la comprensione
di Giovanni si basasse su cose esteriori e significati letterali
evidenziato dal suo modo di vestire. Cristo lo associa a Elia. Un motivo
che Giovanni ed Elia rappresentavano degli stadi simili di
147

comprensione della Verit della Parola di Dio. Elia era vestito di abiti
di crine; Giovanni il Battista indossava crine di cammello e una cintura
di pelle. Nel secondo libro dei Re del profeta Elia si dice: Era un
uomo peloso; una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi (II Re I, 8).
Giovanni il Battista descritto come segue: Giovanni portava un
vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi
(Mt. 111, 4).
. Nellantico linguaggio delle parabole il vestito di un uomo
rappresenta il vestito della sua mente. La mente di un uomo vestita di
ci che egli considera come la Verit, sia essa una semplice opinione
sia una credenza pi profonda. Cos la Verit un vestito della mente e
si accorda con ci che luomo considera la Verit. La Verit quindi la
natura del vestito (habitus). La Verit pu essere compresa
esteriormente o interiormente. La verit insegnata da Cristo, la Parola
di Dio, che riguarda levoluzione interiore, pu essere compresa nel
senso esteriore e letterale oppure nel significato pi profondo, interiore.
Se questa Parola viene compresa esteriormente, essa viene
rappresentata come un vestito fatto di cose esterne. Crine e pelle sono
cose esterne. Sono della pelle, di ci che pi esterno. Le descrizioni
dei vestiti di Elia e Giovanni il Battista sono simili e ci significa, nel
significato occulto delle parabole, che essi si trovavano nel medesimo
livello nei confronti della loro comprensione della Verit. Era una
comprensione esteriore, non interiore. Ci che la sosteneva, la cintura,
era di pelle. La Verit era sostenuta da qualcosa di esteriore non
dinteriore. Per esempio, quando le opinioni di un uomo dipendono dal
comportamento di qualcun altro, esse sono sostenute con mezzi esterni.
Molte persone non crederebbero allinsegnamento di Cristo se si
dimostrasse con prove sufficienti, che i dettagli storici sono imprecisi.
La loro opinione sostenuta da qualcosa di esteriore. Essi non vedono
ancora il bene della verit che stata loro insegnata. Giovanni il
Battista non comprese il metodo dinsegnamento di Cristo. Cristo
insegnava secondo il Bene. Giovanni rimase incerto su di lui. Giovanni,
quando era in prigione, mand a chiedere se Cristo fosse veramente il
Cristo: Sei tu colui che doveva venire o dobbiamo cercarne un altro?.
Se ora paragoniamo ci che si dice del vestito indossato da Cristo con
ci che si dice del vestito di Giovanni, possiamo vedere che Cristo era
vestito di Verit in un modo del tutto diverso da Giovanni. Quando i
148

soldati che avevano crocefisso Cristo si spartirono le sue vesti, detto


che la tunica era senza cucitura tessuta tutta dun pezzo da cima a
fondo(Gv. XIX, 23).
Si noti che era stata tessuta dalla cima, cio dallalto. Abbiamo visto
che alto e interiore vogliono dire la stessa cosa. Giovanni era nella
Verit esteriore, Cristo in quella interiore. Un uomo, quando nella
sola Verit, quando agisce e giudica ogni cosa secondo la Verit, la
dottrina, le regole, il concetto letterale aspro, spesso senza piet. Se
tutti gli uomini agissero principalmente secondo il Bene, nessuna setta
perseguiterebbe unaltra setta che sostenesse un punto di vista
differente sulla Verit. il bene che unifica la Verit in un tuttuno
vivente. il bene che intesse il ricamo di tutti gli elementi distinti della
Verit che hanno condotto a esso, li ammorbidisce e li amalgama in
una relazione armoniosa. Giovanni era immerso nella durezza della
Verit, di quella Verit che non lo aveva ancora completamente
condotto a ci che propriamente il culmine di ogni Verit: una
percezione nuova del bene, un livello nuovo del Bene. Questa la
ragione per cui Cristo disse che Giovanni il Battista non era vestito di
quella morbida veste di coloro che sono nel Regno. Il suo vestito era
ispido: crine di cammello e pelle. Cristo, parlando di Giovanni, disse:
Cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide
vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! (Mt.
XI, 8).
Giovanni il Battista rappresenta un aspetto della Verit senza la
grazia; egli rappresenta la legge. Cristo lunione di Verit e Bene. Il
Bene al di sopra della Verit. Ogni Verit deve condurre al Bene. Ma,
come abbiamo gi visto, la Verit precede e il Bene segue; alla fine la
Verit si unisce al suo Bene. Allora il Bene precede e la Verit segue.
Quindi, nel Vangelo di Giovanni evangelista (non il Battista) nel primo
capitolo si dice: Giovanni (il Battista) grid: Egli quello di cui io
dissi Colui che viene dopo di me mi precede poich Egli esisteva
prima di me. Il Bene precede la Verit, la legge. Dio il Bene, quindi
precede ogni Verit, ogni legge. E il testo prosegue: La legge fu data
tramite Mos: ma la grazia e la Verit vengono da Ges Cristo. La
Grazia (la carit o il Bene) si unita alla Verit in Ges Cristo. Cristo
era nella pienezza, realizzava la Verit, cio il Bene. Per questo era
pieno di grazia e Verit. Queste parole di Giovanni evangelista sono la
149

chiave di questo Vangelo, che scritto in modo diverso dai primi tre
Vangeli e sa creare unemozione diversa. Infatti scritto secondo la
grazia, secondo il Bene, della cui percezione emozionale Cristo era
simbolo nel mondo. Cristo non era solo la Verit senza la grazia. Tutto
il
Vangelo
giovanneo
produce
unimpressione
diversa
dellinsegnamento di Cristo e illumina diversi aspetti della
comprensione.

150

PARTE TERZA
Il Seminatore
Quando si comincia ad afferrare il concetto del Regno dei Cieli, si fa
strada nella mente un significato della vita nuovo e stupefacente. La
prima parabola di Cristo quella del Seminatore. Essa riguarda il
Regno dei Cieli. Per Cristo il Regno dei Cieli la parabola per
eccellenza e se non lo si capisce non si capiscono le parabole. Tutte le
parabole evangeliche riguardano il Regno dei Cieli e la parabola del
Seminatore la prima dellinsegnamento di Cristo riguardo al mistero
del Regno. Nel tredicesimo capitolo di Matteo, Cristo inizia a parlare
alla moltitudine in parabole. Perch? Perch sta cominciando a parlare
del Regno di Dio. I suoi discepoli gli chiedono perch abbia
incominciato a usare le parabole.
Cristo risponde: Perch a voi dato di conoscere il mistero del Regno
dei Cieli, ma a loro non dato. Cos a chi ha sar dato e sar
nellabbondanza, e a chi non ha sar tolto anche quello che ha. Per
questo parlo loro in parabole: perch pur vedendo non vedono, e pur
udendo non odono e non comprendono (Mt. XIII, 11-13).
Qual il primo mistero che Cristo rivela sul Regno? Nella parabola
del Seminatore il primo mistero che Cristo rivela che luomo
seminato sulla terra ed creato per il Regno dei Cieli. Dire che la
parabola del Seminatore e del Seme non esatta vuol dire che non si
compreso che il Seme lUomo. In realt non si parla del seme. In
Matteo, detto nella versione greca: Ecco, il Seminatore usc a
seminare. E mentre seminava, una parte cadde sulla strada (Mt. XIII,
3-4). La parola seme aggiunta nelle traduzioni in lingua moderna di
modo che si legge: Ecco, il seminatore usc a seminare. E mentre
seminava, una parte del seme cadde sulla strada.
Che cosa significa? Che cosa seminava il seminatore? Egli seminava
gli uomini. Questa lidea cardine della parabola. Gli uomini sono
seminati sulla terra e creati per il Regno dei Cieli; alcuni lungo il lato
della strada, altri su un terreno pietroso, altri ancora tra i rovi e su un
terreno buono.
Solo questi ultimi possono evolversi interiormente e raggiungere il
livello del Regno. chiaro che si parla di uomini, poich Cristo quando
151

spiega privatamente la parabola ai suoi discepoli dice: Tutte le volte


che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il
maligno e ruba ci che stato seminato nel suo cuore; questo colui
che seminato lungo la strada (Mt XIII, 19).
Continua parlando di colui che stato seminato su terreno
pietroso, di colui che stato seminato tra i rovi e di colui che
stato seminato su un terreno buono. Secondo il Regno dei Cieli, allora,
lumanit sulla terra un esperimento di evoluzione interiore.
Dopo aver detto la parabola del Seminatore e la sua interpretazione,
Cristo continua a parlare del Regno da un altro punto di vista. Prima ha
dato il concetto del Regno come di esseri umani seminati sulla terra.
Dopo parla dellinsegnamento che viene seminato su questi esseri
umani e che pu provocare il loro risveglio e la loro evoluzione.
Unaltra parabola espose loro dicendo:
Il regno dei cieli si pu paragonare a un uomo che ha seminato del
buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano venne il
suo nemico, semin zizzania in mezzo al grano e se ne and. Quando
poi la messe fior e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i
servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai
seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la
zizzania? Ed egli, rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli
dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perch
non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il
grano. Lasciate che luna e laltro crescano insieme fino alla mietitura e
al momento della mietitura dir ai mietitori: Cogliete prima la zizzania
e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio
granaio (Mt. XIII, 24-30).
Questa parabola si riferisce alla Parola del Regno, cio
allinsegnamento che doveva essere dato sulla terra, che doveva esser
ricevuto, capito e seguito, da quella parte dellumanit in grado di
evolversi in un dato momento. Il buon seme la Parola del Regno. Il
campo in cui seminato lumanit sulla terra. Inevitabilmente, per,
avviene qualcosa in questo insegnamento ogni qual volta viene
seminato sulla terra. Si mescola a errori, a cose che creano ostacoli,
In greco la parola tradotta con zizzania si riferisce alla pianta che
assomiglia al grano quando comincia a crescere e che a prima vista non
152

pu essere distinta dal grano. Perch avviene questo miscuglio di vero e


falso? La ragione data nella frase mentre gli uomini dormivano.
Questo non significa naturalmente che una certa notte, quando la gente
dormiva, venne il nemico e semin zizzania. Lerrore sinsinua
inevitabilmente e contamina linsegnamento originario, lo rende cos
inestricabile e non pu essere separato dalla Verit. La ragione che gli
uomini dormono. Essi non possono rimanere svegli al significato
completo dellinsegnamento che viene dato loro. I Vangeli parlano
sovente del dormire e del vegliare: Spesso i discepoli sono descritti
come addormentati, non in un sonno fisico. E vi sono molti riferimenti
alla necessit di essere svegli allo scopo di comprendere la Parola del
Regno. Cristo dice spesso state svegli che in greco significa
vigilate, Vigilate (state svegli) dunque, poich non sapete quando il
padrone di casa ritorner, se alla sera o a mezzanotte o al canto del
gallo o al mattino, perch non giunga allimprovviso, trovandovi
addormentati (Mc. XIII, 35).
Tutto ci si riferisce a uno stato di consapevolezza o veglia interiore
nella propria essenza in un determinato momento critico. Quando un
uomo e dominato dal mondo dei sensi, dalla vita apparente, dai fatti,
dai doveri e dagli attriti dellesistenza quotidiana, linsegnamento
riguardante levoluzione interiore e un livello superiore dellUomo
sbiadisce nella sua mente, e linsegnamento appare remoto e irreale.
Lesteriore soffoca linteriore. Allora egli addormentato, nel senso
evangelico; egli perde di vista o mescola con altri concetti ci che
aveva compreso quando era sveglio interiormente. Si capisce cos come
tutti gli insegnamenti riguardanti un livello superiore si possano
alterare. La parabola della zizzania ci mostra che avviene una
contaminazione della giusta comprensione con quella sbagliata, gi
allinizio di ogni occasione in cui linsegnamento del Regno superiore
seminato sul genere Umano.
Cos com, luomo non pu rimanere sveglio e non in grado di
ricevere e di trasmettere linsegnamento nella sua purezza originale.
Questinsegnamento si mescola con i suoi pregiudizi personali oppure
egli stesso altera qualcosa che sembra cos contraddire qualcosaltro o
tralascia qualcosa a cui non riesce dare un senso. In questo modo, e in
molti altri modi, molti errori e sbagli crescono fianco a fianco di ci
che genuino e vero. Il grano della parabola la forma vera, genuina
153

dellinsegnamento e la zizzania rappresenta gli errori che a essa


inevitabilmente si mescolano, poich luomo non pu rimanere
continuamente sveglio a quellordine della Verit che deriva da un
livello di significato pi elevato. Cos si dice che mentre gli uomini
dormivano venne il suo nemico e semin zizzania in mezzo al grano.
Linsegnamento che lUomo deve conoscere e mettere in pratica per
conseguire la sua crescita interiore e la sua completezza con la quale
egli pu raggiungere il livello del significato e della comprensione (il
Regno dei Cieli), non pu quindi esistere sulla terra nella sua purezza
originale, a causa del sonno degli uomini, e si mescola inevitabilmente
con la falsit.
Ricapitoliamo: lUomo seminato sulla terra come materia prima e
deve procedere nello sviluppo per raggiungere il Regno dei Cieli. Ma
sorgono certe difficolt. Non tutti sono seminati in luoghi favorevoli.
LUomo deve anche avere una certa conoscenza. Anche la conoscenza
di come raggiungere questo stato di sviluppo (il Regno) deve essere
seminata - non sulla terra in quanto tale, ma sulla terra delle menti
degli uomini. Ma sorgono nuove difficolt. Si insinuano sempre degli
errori nellinsegnamento sullevoluzione interiore e su ci che un uomo
deve credere, pensare e fare per raggiungere un livello superiore della
propria natura e comprensione. Questi errori non possono essere
separati dalla Verit, senza il pericolo di danneggiare questultima. A
questa situazione non si pu porre rimedio sulla terra, ma solo alla fine
del mondo (ne parleremo in seguito).

154

PARTE QUARTA
Abbiamo visto nella Parabola del Seminatore che lUomo seminato
sulla terra come materia prima per il Regno dei Cieli. Quindi abbiamo
visto nella seconda parabola, quella del grano e della zizzania, che
linsegnamento del Regno seminato sullUomo. Dapprima lUomo
seminato sulla terra, poi nellUomo sulla terra viene seminato
linsegnamento dellevoluzione interiore. In riferimento a questa
seconda semina, lUomo egli stesso terra. LUomo stesso la
terra su cui viene seminato linsegnamento di un livello superiore.
Cerchiamo di esaminare il pi chiaramente possibile questo concetto. Il
Cielo semina lUomo sulla terra. Quindi lUomo sulla terra, ma non
tutti gli uomini si trovano nello stesso stato nei confronti del Regno.
LUomo sulla terra anche lui terra - una terra psicologica - come
coloro che possono ricevere linsegnamento seminato sulla terra di cui
parla la seconda Parabola del Grano e della Zizzania.
Dopo queste due parabole, quella del Seminatore dellUomo e quella
della Semina dellinsegnamento riguardante la sua evoluzione, ci sono
altre due parabole: la parabola dellUomo e del Granellino di Senape e
la parabola della Donna e del Lievito. Queste due parabole seguono
subito dopo quella del Grano e della Zizzania.
Unaltra parabola espose loro: Il regno dei cieli si pu paragonare a
un granellino di senape, che un uomo prende e semina nel suo campo.
Esso il pi piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, pi grande
degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del
cielo e si annidano fra i suoi rami.
Unaltra parabola disse loro: Il regno dei cieli si pu paragonare al
lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina
perch tutta si fermenti (Mt. XIII, 31-33).
Cosa vogliono dire queste due parabole? Esse si riferiscono al possesso
della Parola del Regno. Prima c la parabola della semina dellUomo
sulla terra e dopo la parabola riguardante la semina o linsegnamento
sulla terra dellUomo stesso. Non stupisce quindi che seguano delle
parabole che spiegano come lUomo, essendo terra, riceva o possieda
linsegnamento stesso.
Si noti innanzitutto a proposito di queste due brevi parabole come in
entrambe appaia lidea del possesso. Possedere che cosa? Possedere
155

linsegnamento seminato sullUomo. Sono parabole che spiegano come


lUomo possa possedere linsegnamento seminato in lui. Il possesso
la prima cosa necessaria. LUomo prende il seme, cio deve possedere
linsegnamento del Regno. Prendere implica che egli metta le mani
avanti, allo scopo di prendere, e mano nellantico linguaggio delle
parabole il potere poich, in senso fisico o letterale, con la mano un
uomo in grado di prendere ci che vuole. Prendere, quindi, significa
che luomo pensa e sceglie per s: cos da s egli possiede
linsegnamento del Regno dei Cieli. Nella prima parabola luomo non
solo prende, ma semina. Prende e semina il pi piccolo di tutti i semi.
Dove lo semina? Lo prende e lo semina nel suo campo ovvero in ci
che egli stesso . Abbiamo un lato esterno che non il nostro vero io e
un lato interno che lo . Luca dice: nel suo giardino. E quando ha fatto
tutto questo, quando luomo da solo ha preso il suo seme e lha
seminato nel suo giardino, il seme cresce fino a diventare un albero. In
quale direzione cresce il seme? Dal livello della sua mente terrena esso
raggiunge il livello della mente superiore, cio il Regno dei Cieli.
Allora lUomo comincia a sapere cosa significhi pensare da un livello
superiore. I pensieri non gli vengono dalla terra, ma da una
sottigliezza, da una pienezza e da una finezza di significato, di gran
lunga superiore alla grezza natura del pensiero appartenente alla mente
terrena che si fonda sui sensi. Questa la vera crescita del significato e
cos la mente nel suo reale sviluppo con le diverse ramificazioni del
significato,
proprio come avviene per un albero. Lo sviluppo della mente avviene
attraverso la percezione di significati sempre pi raffinati. La mente si
sviluppa con la consapevolezza di distinzioni sempre pi raffinate. Gli
uccelli del cielo vengono ad annidarsi fra i rami di questo pensiero in
evoluzione. Gli uccelli, nel linguaggio delle parabole, sono i pensieri.
Qui gli uccelli sono i concetti pi raffinati e i pensieri che sono propri
del livello del Regno dei Cieli. Questo livello paragonabile a una
persona con una cattiva vista che, ricevendo occhi nuovi penetranti,
vede ogni cosa pi profondamente.
***
Cerchiamo ora di trovare il senso della seconda parabola. Notiamo che
le immagini sono differenti. Non si parla di Uomo, di seme e di terreno,
156

ma di Donna, di lievito e di farina. Si dice anche che viene preso


qualcosa. La donna prende il lievito e lo nasconde. Non lo prende e lo
semina
Perch lo nasconde? Altrove Cristo parla del lievito dei Farisei. Egli
mette in guardia i suoi discepoli da questo lievito e dice: Guardatevi
dal lievito dei farisei e dei sadducei.
I discepoli non capiscono e pensano che parli del lievito in senso
stretto. Egli li rimprovera perch prendono le sue parole alla lettera e
pensano che egli parli del pane. Allora essi compresero che egli non
aveva detto che si guardassero dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei
farisei e dei sadducei (Mt. XVI, 12).
Perch questo lievito era cattivo? Forse che i Farisei nascondevano
qualcosa? Al contrario: la religione per loro era tutta ostentazione e
disprezzo. Era fatta per essere vista dagli uomini. Era tutta esteriorit,
virt e rispettabilit. Cristo chiam tutto questo, adulterio, lunione del
vero con il falso. La donna nascondeva linsegnamento del Regno nel
suo cuore e agiva in segreto. Non aveva bisogno del pubblico. Ella vide
il bene di questo insegnamento e ne fu totalmente coinvolta. Nel
significato interiore, il numero tre significa la totalit. Nella parabola si
dice che la donna nascose il lievito in tre misure di farina perch
fermentasse tutta. Tre e tutta sono la stessa cosa. Se una persona agisce
secondo la volont, tutto ne viene influenzato. La donna nascose il
lievito perch possedendolo, aveva mostrato di considerarlo veramente
prezioso. Non si parla di ci che molto prezioso, ma di certo non si
trattato per lei di una crescita intellettuale. Piuttosto esso aveva agito su
di lei con la sua valutazione emozionale, il suo sentimento, e quindi in
modo nascosto. Il Regno dei Cieli agiva su di lei perch ella ne capiva
il significato e attribuiva ad esso un valore tale da nasconderlo. La
donna lo accolse nel suo cuore come un bene. Lazione del cuore
nascosta. Il Regno agiva sulla sua volont, non sulla sua mente.
Nellaltra parabola il Regno agiva sulla mente delluomo. Era il bene
dellinsegnamento che ella possedeva, non la verit, come quelluomo.
Questi due modi di ricevere linsegnamento del Regno dei Cieli sono
esemplificati nelle due Parabole del Seme di Senape e del Lievito, cio
delluomo che laveva ricevuto nella mente come Verit e della donna
che laveva ricevuto nel cuore come Bene. A prescindere da Uomo e
Donna questi sono due modi per ricevere linsegnamento del Regno dei
157

Cieli: uno principalmente con il pensiero e laltro con il sentimento.


in questo modo che si pu dare un significato al possesso di queste due
parabole, alla luce delle altre due che precedono. Si pu comprendere
che queste quattro parabole formano un quadro completo dellidea del
Regno dei Cieli nei confronti dellUomo sulla terra.
Vediamo ora come Cristo interpreta la Parabola del Grano e della
Zizzania. Linterpretazione viene dopo la parabola della Donna e del
Lievito. In essa Cristo non fa alcun riferimento al sonno delluomo
durante il quale vengono seminati errori, zizzania. Cristo ha gi detto
ai suoi discepoli perch insegna alla moltitudine con parabole e non
apertamente, La Parabola del grano e della zizzania viene interpretata
da Cristo in questo modo:
Colui che semina il seme buono il Figlio dellUomo. Il campo il
mondo. Il seme buono sono i figli del Regno; la zizzania sono i figli del
maligno, e il nemico che lha seminata il diavolo. La mietitura
rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come
dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, cos avverr alla
fine del mondo. Il Figlio dellUomo mander i suoi angeli, i quali
raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di
iniquit e li getteranno nella fornace ardente dove sar pianto e stridore
di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre
loro. Chi ha orecchi intenda (ML XIII, 37-43).
La spiegazione del significato di zizzania chiara. In primo luogo sono
gli errori, le cose che causano scandalo nei confronti dellinsegnamento
del Regno o del livello superiore dello sviluppo dellUomo; e, in
secondo luogo, causano scandalo tutti coloro che agiscono seguendo
linsegnamento in modo sbagliato. La zizzania il seme del male. Essa
rappresenta sia linsegnamento sbagliato sia le conseguenze negative,
che da esso derivano (a causa del sonno dellUomo). La stessa cosa
vale per il seme del Regno, ovvero il grano, che sia il giusto
insegnamento che le conseguenze che da esso derivano a coloro che
sono piantati su un buon terreno. La frase fine del mondo significa
consumazione dei tempi. Non si tratta della distruzione fisica della
terra.
Finora, nel tentativo di comprendere qualcosa del Regno dei Cieli e del
suo insegnamento, abbiamo visto che gli uomini sono seminati sulla
terra in modo differente; che essi formano la materia prima del Regno;
158

che il vero insegnamento riguardante il Regno e come raggiungerlo che a sua volta seminato sulla mente degli uomini - si mescola con
opinioni false, proprio a causa del sonno delluomo. una mescolanza
cos inestricabile che non si pu fare nessuna separazione fino alla fine
del mondo, cio fino alla consumazione dei tempi. Che cosa
significa tempo? un periodo temporale caratterizzato da un
particolare insegnamento riguardante levoluzione interiore o il livello
del Regno dei Cieli. Quando esso finisce, allora viene seminata una
nuova forma dello stesso insegnamento, secondo le condizioni del
momento. Appare una nuova messe, ma sempre mescolata con la
zizzania. Si fa una nuova mietitura e una nuova separazione e il
processo si ripete ancora. Ogni forma dinsegnamento che riguarda il
Regno, dallinizio fino al suo culmine, un tempo, unepoca. Ogni
azione dellinsegnamento unazione selettiva. Coloro che, in una
determinata epoca, hanno ricevuto linsegnamento riguardante
levoluzione interiore e lhanno seguito trenta, sessanta o cento volte,
sono la messe e hanno la vita eterna al livello del Regno dei Cieli. Al
proposito dobbiamo ricordarci delle parole di Cristo: Nella casa del
Padre mio vi sono molti posti (Gv. XIV, 2).

159

PARTE QUINTA
LIDEA DELLA SELEZIONE
Linsegnamento sul Regno dei Cieli e il suo rapporto con lumanit
sulla terra descritto nel tredicesimo capitolo di Matteo a cui fanno
seguito altre tre parabole dopo le quattro parabole che abbiamo
esaminato. Queste tre parabole si riferiscono al concetto della
selezione. Eccone una:
Il regno dei cieli simile anche a una rete gettata nel mare, che
raccoglie ogni genere di pesci. Quando piena, i pescatori la tirano a
riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i
cattivi. Cos sar alla fine del mondo. Verranno gli angeli e
separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente,
dove sar pianto e stridore di denti (Mt. XIII, 47-50).
Esaminiamo questa parabola in rapporto con quei pensieri che sorgono
nella mente riguardo alliniquit ovvero allingiustizia. Tutto ci che si
dice riguardo al livello superiore del Regno, gi dalla prima parabola,
sembra ingiusto. chiaro che il Regno dei Cieli non raggiungibile da
chiunque in un particolare ciclo di tempo. altrettanto chiaro da altre
parabole sul Regno, come quella del banchetto nuziale a cui quelli che
furono invitati non vennero, che tra coloro che possono raggiungerlo
ben pochi ci provano. Consideriamo la parabola della Rete e la
separazione del buono e del cattivo. Qui c un chiaro concetto di
selezione. I buoni sono posti in canestri e i cattivi buttati via. Lo stesso
concetto di separazione del buono e del cattivo appare nella parabola
della Zizzania. Lidea di selezione ingiusta? uningiustizia? Non
forse vero che nella vita ordinaria la selezione ha un ruolo pi
importante? Forse che le persone non vengono scelte per i loro
particolari incarichi?
La gente accetta il concetto di selezione sostenendo esami, ecc. e non
considera ingiusto se alcuni passano ed altri no. Essi accettano perfino
il concetto teorico di selezione naturale con la sopravvivenza dei pi
forti e tutto ci non lo considerano ingiusto. Una cosa mangia laltra: le
erbacce combattono con le piante. N ci si aspetta di certo che tutti i
160

semi che si seminano nella terra crescano. Se non crescono non pensate
certo che tutto ci sia ingiusto. Dove c vita c lotta. La gente ha
possibilit diverse. In ogni forma di societ umana opera la selezione.
Alcuni sono capaci di fare una cosa, altri, unaltra. In ogni campo
dellabilit umana, qualcuno sar migliore e qualcuno peggiore e si
devono selezionare i migliori.
Tutta leducazione umana basata sul principio della selezione dei
migliori. Una scuola dingegneria non sceglie gli studenti peggiori e
non li manda per il mondo considerandoli ottimi ingegneri. Se facesse
cos, essa farebbe non solo una cosa insensata, ma assolutamente
ingiusta. Quando una cosa non al suo posto, una cosa ingiusta. In
breve, non si pu separare il concetto di giustizia da quello di selezione.
Le altre due parabole trattano anchesse della selezione, ma si
riferiscono alla selezione interiore. Esse usano il concetto di
compravendita. Comprare significa, su questo livello individuale,
prendere, e vendere significa liberarsi.
Il Regno dei Cieli simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo
lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi
averi e compra quel campo.
Il Regno dei Cieli simile a un mercante che va in cerca di perle
preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi
e la compra (Mt. XIII, 44-46).
Queste due parabole si riferiscono al singolo. Parlano di ci che ogni
singolo uomo deve fare internamente, in se stesso, per raggiungere il
livello del Regno dei Cieli. Egli deve diventare un buon mercante,
sapere cosa comprare e cosa vendere. Ora, in particolare, di che cosa si
deve liberare un uomo, che cosa deve vendere prima di poter
comprare? Luca (XVIII, 22) riferisce che quando il principe ricco (la
parola greca drkhon significa principe e non notabile) chiese a Cristo
che cosa dovesse fare per ottenere la vita eterna, cio per raggiungere il
Regno dei Cieli ovvero il livello di un Uomo completamente
sviluppato, Cristo gli disse: Vendi tutto quello che hai. E in un altro
passo dello stesso Vangelo (Le. XII, 33) Cristo dice: Vendete ci che
avete. Cosa si deve vendere? Di che cosa ci si deve liberare? Con
questultima frase Cristo dice ai suoi discepoli che essi devono liberarsi
161

di una cosa: dellansiet. Cristo li avverte che essi non possono far
nulla se si affannano (in greco: Se hanno una mente divisa).
Chi di voi, per quanto si affanni, pu aggiungere unora sola alla sua
vita? Se dunque non avete potere neanche per la pi piccola cosa,
perch vi affannate del resto? ... Cercate piuttosto il regno di Dio, e
queste cose vi saranno date in aggiunta (le cose per cui vi affannate)
(Le. XII, 25-26, 31).
Vediamo che un uomo deve vendere una cosa per comprare la perla o il
tesoro. Egli deve vendere, liberarsi, di certi suoi atteggiamenti;
vendendo questi suoi atteggiamenti, egli pu guadagnare abbastanza
per comprare ci che ha veramente valore. Queste due parabole
esprimono proprio questidea, ma lidea pu non essere chiara se non si
comprende che per evolversi fino al livello del Regno dei Cieli un
uomo deve prima di tutto liberarsi di certe cose che sono in lui. Egli
deve venderle, cio liberarsene definitivamente. Solo cos egli pu
ospitare ci che nuovo; solo cos egli pu avere i mezzi per comprare,
cio per andare nel profondo del proprio io, liberandosi delle idee
sbagliate, dei modi sbagliati di pensare e di sentire, degli affanni inutili,
ecc. Un uomo, se vende tutto ci, in grado di comprare ci che ha
veramente valore. Egli non compra nulla di nuovo se prima non vende;
vendendo egli ha il denaro per comprare. Nelle due parabole citate
(Mt XIII, 44-46) il mercante e luomo che trova il tesoro vendono tutto
ci che hanno e comprano ci che per loro ha veramente valore.

162

PARTE SESTA
Lultima parabola delle sette, che riguardano il significato del Regno
dei Cieli e che sono riportate nel tredicesimo capitolo di Matteo,
quella della rete gettata nel mare e che aveva raccolto di tutto. Ma a
riva i buoni furono divisi dai cattivi. Cristo chiede ai suoi discepoli se
hanno capito ci che stato loro insegnato in queste sette parabole
riguardanti il Regno dei Cieli e la sua connessione con lUomo sulla
terra. Sorprendentemente i discepoli rispondono di s. Ecco i fatti: dopo
aver terminato la sua interpretazione della rete gettata in mare, Cristo
dice ai suoi discepoli: Avete capito tutto?. Ed essi: S. La risposta
straordinaria. In che modo potevano comprendere tutto?
Come fa un uomo a capire tutti i misteri del Regno dei Cieli, quando
gi cos difficile afferrare anche uno solo dei loro significati? Era
particolarmente difficile per i discepoli capire il Regno in qualsiasi
altro senso che non fosse quello da tanto atteso sulla terra. Essi
cercavano un grande re che avrebbe governato su tutta la terra ed
esaltato la loro nazione con un potere supremo, distruggendo tutte le
altre nazioni. Questo era il sogno ebraico sul Messia promesso. Come
potevano capire che il Regno dei Cieli era fondato sulla Verit e sulla
giustizia interiore? Come potevano comprendere che il Regno si
raggiungeva con un cambiamento interiore, con lo sviluppo dello
spirito interiore di un uomo e che un uomo doveva formarsi per entrare
in esso, in questa vita e nella futura, con unevoluzione dellintero
uomo psichico, cio, con unevoluzione di tutta la sua mente, del suo
amore, della sua volont e della sua comprensione? da questi
cambiamenti interiori che nato luomo del regno. Cristo insegn
questo. Ecco perch disse che un uomo deve essere ri-generato
internamente prima di vedere il Regno. I discepoli pensavano che
fosse un regno terreno quello di cui Cristo parlava, e che essi, come
razza, fossero gi uomini del regno. Essi pensavano che Cristo
diventasse un grande e temibile re sulla terra e che presto lavrebbe
dimostrato. Come poterono quindi capire il significato delle prime
sette parabole di Cristo che riguardavano i misteri del Regno? Come
poteva il Regno soddisfare le loro ambizioni terrene? Eppure, alla
domanda di Cristo se avessero capito tutto, essi risposero: S. Cristo
163

non li credette. Si noti cosa dice Cristo, dopo laffermazione dei


discepoli:
Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli simile
a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose
vecchie (Mt. XIII, 52).
Con queste parole Cristo dimostra che essi non capiscono. proprio
per il loro s che Cristo dice: Per questo ogni scriba ... . Essi hanno
sentito parlare per la prima volta del Regno dei Cieli nel suo
significato vero e spirituale ed essi pensano di capire, proprio come si
pensa di poter capire una cosa che ci viene detta una volta. In effetti
ci che essi avevano appena udito sul regno era nuovo per loro. Il
Regno non aveva nulla a che fare con le loro ambizioni terrene. Questo
Regno, come viene loro insegnato da Cristo in queste sette parabole,
era completamente nuovo per loro. Come potevano comprenderlo
tutto? Era su un altro livello di significato. Non era un regno letterale,
esterno, terreno, mondano. Il Regno dei Cieli era dentro di loro. Era
sopra di loro, non nelle nuvole, ma al di sopra di loro come un gradino
nella loro possibile evoluzione individuale, Potevano essi capire ci?
Come potevano capire subito, che il mistero del Regno nella propria
evoluzione interiore? Eppure risposero S, lo : Capiamo. Cos
Cristo disse per questo - cio proprio per la risposta che avete dato
senza aver capito - Per questo ogni scriba diventato
discepolo del regno dei cieli simile a un uomo che un padrone di
casa, che estrae dal suo tesoro (dai suoi magazzini) cose nuove e cose
vecchie. Si noti che i discepoli del Regno - cio coloro che stanno
imparando a capirlo - sono qui chiamati padroni di casa. In effetti tutti
coloro che vengono istruiti sui misteri del Regno sono padroni di casa,
sono, psicologicamente, padroni di casa. S, lo sono, ma mescolano
insieme il NUOVO e il vecchio. Essi non capiscono totalmente
linsegnamento nuovo, ma lo mescolano con i vecchi punti di vista,
con atteggiamenti e pensieri che le loro menti gi hanno. La parola
tradotta con tesoro significa alla lettera magazzini. Essi tirano fuori
il nuovo e vecchio dai loro magazzini, Possiamo vedere un nesso con
quelle parabole riguardanti il vino NUOVO in otri vecchi e la toppa
nuova su un vestito vecchio. In queste parabole Cristo mostr
chiaramente che il nuovo non si poteva mescolare al vecchio.
164

Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a


un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa
dal nuovo non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino nuovo in
otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri; si versa fuori e
gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. E
nessuno che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perch dice: Il
vecchio buono! (Le. V, 36-39).
Se un uomo mescola il nuovo al vecchio, il nuovo perde il suo potere
su di lui. Le vecchie opinioni, i vecchi valori, le vecchie valutazioni e i
vecchi punti di vista basati sulla vita quotidiana, sulla tradizione, sulle
apparenze, sulla mente fuorviata, distruggono il nuovo insegnamento.
Esso forte perch nuovo e perde il suo potere in presenza del
vecchio orientamento. Per questa ragione aggiunto, alla fine del
tredicesimo capitolo di Matteo, il fatto notevole di come Cristo (che
il nuovo) non avesse alcun potere tra i suoi concittadini, i quali lo
vedevano nellottica delle loro vecchie associazioni didee. Questo
fatto si pu capire solo alla luce delle valutazioni di Cristo verso i suoi
discepoli. Questa la ragione per cui esso viene introdotto a questo
punto della narrazione. Coloro tra i quali era nato, vedevano Cristo
collegato al vecchio mondo, come il figlio del falegname. Il racconto,
dopo le osservazioni fatte ai discepoli sul padrone di casa che
mescolava il nuovo e il vecchio, prosegue cos:
Terminate queste parabole, Ges part di l e venuto nella sua patria
insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:
Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non
egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i
suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non
sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose? E si
scandalizzavano per causa sua. Ma Ges disse loro: Un profeta non
disprezzato se non nella sua patria e in casa sua. E non fece molti
miracoli a causa della loro incredulit (ML XIII, 53-58).
chiaro che quando Cristo e tutto ci che egli rappresentava (il
nuovo) sincontra con il vecchio, la forza del nuovo perdeva il suo
potere. Si capisce che questo passo una raffigurazione di ci che
Cristo aveva detto ai suoi discepoli: il vecchio non pu ricevere il
nuovo. Cristo stesso non pot manifestare il suo potere in mezzo ai suoi
concittadini, tra i suoi.
165

Abbiamo adesso un orientamento sul tredicesimo capitolo di Matteo


che ha un significato unitario. Infine la risposta S dei discepoli, che
credevano di aver capito, dimostra che essi invece fraintesero e che una
volta che il seme del Regno dei Cieli seminato sullUomo si
modifica, si falsifica, se si mescola con vecchi punti di vista e vecchi
modi di pensare. Cos la zizzania seminata con il grano.

166

CAPITOLO XII
GIUDA ISCARIOTA
Nei Vangeli uno degli episodi pi singolari il tradimento di Cristo da
parte di Giuda Iscariota. Cos come avviene, quasi inspiegabile.
Cristo insegnava apertamente. Qualunque autorit, ebraica o romana,
che volesse arrestarlo, poteva facilmente sapere dove Cristo si trovava.
Pi si studia questo episodio e i fatti a esso connessi pi sembra ovvio
che il tradimento rappresenta qualcosa, che di l dal fatto, c un
significato interiore. In altre parole Cristo fu tradito da Giuda in un
senso non materiale.
chiaro che Giuda rappresentava una sottovalutazione totale, un
fraintendimento e, per ultimo, un tradimento dellinsegnamento di
Cristo. Rivolto ai suoi discepoli Cristo dice: Non ho forse scelto io
voi, i Dodici? Eppure uno di voi il diavolo! (Gv. VI, 70). Si riferisce
a Giuda Iscariota. Eppure stato Cristo a scegliere Giuda. Giuda fall
con Cristo e cos Simon Pietro, ma il fallimento di Simon Pietro del
tutto diverso da quello di Giuda Iscariota. Ma tutte due rappresentano
qualcosa. Pietro rinneg Cristo tre volte, cio in definitiva
completamente; eppure Cristo lo indica come simbolo della Chiesa.
Giuda non rappresenta quella Chiesa che ha agito e combattuto per
secoli nel mondo contro la violenza e la bestialit dellUomo sulla terra
permettendo alla cultura di esistere. Il significato interiore
dellinsegnamento sul Regno dei Cieli alla fine si perder gradualmente
in forme e rituali esteriori, in dispute sulle parole e in cose di questo
genere. Cristo, che il significato pi puro e interiore
dellinsegnamento stesso, sar gradualmente rinnegato nel corso del
tempo. A ogni insegnamento del livello superiore di evoluzione
delluomo ne succede uno nuovo. Linsegnamento ritorna. Cristo parla
della sua seconda venuta e chiede: Ma il Figlio dellUomo, quando
verr, trover la fede sulla terra? (Le. XVIII, 8).
Le tre volte che Pietro rinnega Cristo e il fallimento finale della fede
sulla terra alla fine dei tempi, previsti nel passo appena citato, sono
collegati. Ma c una cosa che non rientra in uno stadio finale del
tempo. Questa cosa lepoca nella sua totalit, cio la vita totale di
una cosa, il giorno intero e non solo lultima ora di tenebre, gli ultimi
167

istanti. La Chiesa era stata fondata. Essa cresceva e vinceva il male.


Pietro non rifiuta Cristo, ma lo rinnega, una, due, tre volte (cio
totalmente) di notte, alla fine del giorno, o meglio prima di un altro
giorno, quando il gallo canta.
Giuda Iscariota non rinneg Cristo, ma lo rifiut globalmente: Giuda
pensa che Cristo sia un uomo comune ma innocente. Sappiamo che
quando si pent disse che Cristo era innocente. Ecco il passo di
Matteo:
Allora Giuda, il traditore, vedendo che Ges era stato condannato,
si pent e riport le trenta monete dargento ai sommi sacerdoti e agli
anziani dicendo: Ho peccato, perch ho tradito sangue innocente.
Ma quelli dissero: Che ci riguarda? Veditela tu!. Ed egli, gettate le
monete dargento nel tempio, si allontan e and a impiccarsi (Mt.
XXVII, 3-5).
Si dice in questo passo che Giuda si pente. Il suo pentimento non ha
nulla a che fare con la parola greca metanoia, il cambiamento di
mentalit, il pentimento, che Cristo aveva insegnato. Qui viene usata
una parola greca che significa semplicemente sentirsi responsabile.
Ma Giuda pensava veramente di aver peccato solo perch aveva
tradito il sangue innocente, oppure sapeva veramente chi era Cristo?
E se lo sapeva, perch lo trad? Cera un motivo? Forse uno dei
discepoli doveva rappresentare il ripudio di Cristo da parte dei
Giudei, recitare questa parte difficile, come a suo tempo Giovanni
Battista dovette recitare la difficile parte di araldo? Abbiamo visto che
Giovanni Battista era informato, sapeva. Diceva: Chi mi ha inviato,
mi aveva detto: luomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito
colui che battezza in Spirito Santo (Gv. I, 33).
C qualche indizio che Giuda fosse informato, sapesse? S, ci sono due
brani che indicano che Giuda sapeva di Cristo. In Matteo (XXVI, 50)
Giuda aveva baciato Cristo facendolo arrestare. Ges gli disse:
Amico, per questo sei qui!. In Giovanni le parole che Ges rivolge a
Giuda nellUltima Cena sono un ordine. I discepoli avevano chiesto a
Cristo chi di loro lo avrebbe tradito.
Rispose allora Ges: colui per il quale intinger un boccone e glielo
dar. E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio
di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entr in lui, Ges quindi
gli disse: Quello che devi fare fallo al pi presto. Nessuno dei
168

commensali cap perch gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano
che, tenendo Giuda la cassa, Ges gli avesse detto: Compra quello che
ci occorre per la festa, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.
Preso il boccone, egli usc subito. Ed era notte (Gv. XIII, 26-30).
Che cosera questo boccone e che cosa conteneva, per dire
espressamente: Dopo quel boccone, satana entr in lui?. Forse
conteneva qualche sostanza che permetteva a Giuda di eseguire quello
che gli era stato ordinato di fare e che altrimenti non avrebbe potuto
fare. Infatti, Ges dice chiaramente che egli deve agire, ora. Egli dice:
Quello che devi fare fallo al pi presto. E il racconto sottolinea
ancora limportanza di questo boccone perch aggiunge: Preso il
boccone, egli usc subito. Ed era notte.
Non dice che il boccone era un segnale per Giuda. Indica piuttosto che
dopo il boccone, Giuda aveva il potere di fare il male; era cambiato.
Poco dopo, nella conversazione con Pilato, Ges dice che Pilato, se non
fosse stato per Giuda, non avrebbe potuto avere alcun potere: Tu non
avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dallalto. Per
questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa pi grande
(Gv. XIX, 11).
Giuda fu costretto ad agire cos o ag inconsapevolmente, perch era
fatto cos? Oppure ag consapevolmente, recitando volutamente una
parte? Di una cosa possiamo essere sicuramente certi: Giuda adempiva
la Scrittura e, in questo senso, recitava una parte. Spesso nei Vangeli si
dice che si facevano talune cose per adempiere le Scritture. Cristo dice
ai suoi discepoli: Bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di
me nella Legge di Mos, nei Profeti e nei Salmi(Le. XXIV,44).
Nei Vangeli chiaro che Cristo ag consapevolmente e scelse i suoi
discepoli, anche Giuda, secondo le parti che essi avrebbero dovuto
recitare nel grande dramma che era stato previsto e preparato in ogni
particolare.
Il primo personaggio di questo dramma era Giovanni Battista che aveva
gi recitato la sua parte. Cristo disse ai suoi discepoli che egli doveva
essere crocifisso. Giovanni dice che quando Andrea e Filippo gli
vennero a dire che alcuni Greci erano venuti a parlargli, egli accetta il
fatto come un segno che era giunta lora.
giunta lora che sia glorificato il Figlio dellUomo (Gv. XII, 23).
169

Porta i discepoli in un luogo appartato e li informa che egli dovr


morire. Egli non cerca di evitare il suo destino, ma dice: per questo
che sono giunto a questora. Viene evidenziato il fatto che le Scritture
devono compiersi in ogni dettaglio. Quando i soldati vengono per
arrestare Ges, egli rimprovera Pietro per aver tentato di fermarli e
dice:
Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe
subito pi di dodici legioni di angeli? Ma come allora si adempirebbero
le Scritture, secondo le quali cos deve avvenire? Ma tutto questo
avvenuto perch si adempissero le Scritture dei profeti (Mt. XXVI,
53-54, 56).
In questo dramma recitato consapevolmente e con un finale gi
previsto, Giuda Iscariota doveva recitare la parte pi difficile. Vediamo
come egli ademp le Scritture. Dopo aver gettato a terra nel tempio i
trenta denari dargento ed essere andato a impiccarsi, Matteo dice:
Ma i sommi sacerdoti raccolto quel denaro, dissero: Non lecito
metterlo nel tesoro, perch prezzo di sangue. E, tenuto consiglio,
comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli
stranieri.
Perci quel campo fu denominato Campo di sangue fino al giorno
doggi. Allora si ademp quanto era stato detto dal profeta Geremia:
E presero trenta denari dargento, il prezzo del venduto, che i figli di
Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio,
come mi aveva ordinato il Signore (Mt. XXVII, 6-10).
chiaro, quindi, che Giuda ag adempiendo le Scritture, cio recit la
sua parte. Ma lo fece consapevolmente o no?
Esaminiamo quella parte dellAntico Testamento che egli doveva
adempiere. Non in Geremia, ma in Zaccaria. Il profeta descrive come
il Signore insegni a nutrire un gregge cio, in questo caso, il popolo
ebraico.
A questo scopo egli prende due bastoni, cio insegna loro con due
simboli del potere (il bastone rappresenta il potere); un bastone la
Bellezza e la Benevolenza, laltro il Vincolo o lUnione. Questi
bastoni sono il bene dellinsegnamento e la Verit che ne deriva. Egli
dice:
Presi due bastoni: uno lo chiamai Benevolenza e laltro Unione,
condussi al pascolo le pecore. Nel volgere dun sol mese eliminai tre
170

pastori. Ma io mi irritai contro di esse, perch anchesse si erano


tediate di me. Perci io dissi: Non sar pi il vostro pastore. Chi vuol
morire muoia; chi vuol perire, perisca; quelle che rimangono si
divorino pure fra di loro! (Tutto ci significa che linsegnamento non
fu accolto e morire la conseguenza della perdita del bene). Presi il
bastone chiamato Benevolenza e lo spezzai: ruppi cos lalleanza da
me stabilita con tutti i popoli. Lo ruppi in quel medesimo giorno; i
mercanti di pecore che mi osservavano, riconobbero che quello era
lordine del Signore. Poi dissi loro: Se vi pare giusto, datemi la mia
paga; se no, lasciate stare. Essi allora pesarono trenta sicli
dargento come mia paga. (Il che significa che valutarono molto poco
il suo insegnamento). Ma il Signore mi disse:
Getta nel tesoro questa bella somma, con cui sono stato da loro
valutato!. Io presi i trenta sicli dargento e li gettai nel tesoro della
casa del Signore. Poi feci a pezzi il secondo bastone chiamato
Unione per rompere cos la fratellanza fra Giuda e Israele (Zc. XI,
7-14).
La connessione tra questo brano e la tragedia di Giuda chiara: il
profeta e Cristo sono valutati trenta monete dargento. Il fatto che tutto
ci si riferisce allinsegnamento chiaramente evidenziato nei versi
precedenti.
La frase Il Signore disse: getta nel tesoro questa bella somma, con cui
sono stato valutato ha un senso sarcastico cio quel meraviglioso
prezzo con cui sono stato valutato. Giuda doveva fare tutte queste cose
e simboleggiare, con il denaro, che quella valutazione di Cristo e del
suo insegnamento era la medesima valutazione fatta da coloro che
avevano ricevuto un insegnamento simile da parte del profeta Zaccaria.
Se Giuda Iscariota fu un uomo malvagio, perch i discepoli non dicono
nulla contro di lui? Egli era stato scelto da Cristo, ed era stato con lui
tre anni, cio per tutto il periodo dellinsegnamento di Cristo. Il numero
tre non ha propriamente un significato storico, perch il tre ha sempre
significato la pienezza. Nessuno dei primi tre evangelisti dice qualcosa
contro Giuda. Quando Cristo, nellUltima Cena, dice ai suoi discepoli
che uno di loro lo avrebbe tradito, nessuno sospetta di Giuda. Nel
Vangelo di Marco si dice che, uno dopo laltro, i discepoli chiesero a
Cristo: Sono forse io?. Nel Vangelo di Giovanni si dice che I
discepoli si guardavano lun laltro senza sapere di chi parlava. Anche
171

quando Giuda usc nella notte, dopo aver mangiato il boccone e aver
ascoltato lordine di Cristo, si evidenzia molto bene che nessuno di
quelli che stavano a tavola sapeva per quale motivo egli (Cristo) avesse
parlato a lui in quel modo (Gv. XIII, 28).
Anche Giovanni evangelista non fa alcun commento.

172

APPENDICE
MOLTI I CHIAMATI, POCHI GLI ELETTI
Luomo senza la veste nuziale raggiunge il Regno dei Cieli. S, egli
sale, ma non dovrebbe.
Come sale? Con una furba simulazione. La parabola si trova in
Matteo:
Il regno dei cieli simile a un re che fece un banchetto di nozze per
suo figlio. Egli mand i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma
questi non vollero venire. Di nuovo mand altri servi a dire:
Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali
ingrassati sono gi macellati e tutto pronto; venite alle nozze. Ma
costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai
propri affari; altri presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indign e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini
e diede alle fiamme la loro citt. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto
nuziale pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai
crocicchi delle strade, e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e
cattivi, e la sala si riemp di commensali. Il re entr per vedere i
commensali e, scorto un tale che non indossava labito nuziale, gli
disse: Amico, come hai potuto entrare qui senzabito? Ed egli
ammutol. Allora il re ordin ai servi:
Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; l sar pianto e
stridore di denti. Perch molti sono chiamati, ma pochi eletti (ML
XXII, 2-14).
Chi erano gli ospiti? Si noti che quegli ospiti furono trovati ai crocicchi
delle strade. Uno di loro non ha la veste nuziale. Un uomo raggiunge
una certa comprensione. Fino ad un certo punto egli comprende. Ha
intenzione di seguire ci che comprende? Egli giunge al crocicchio
delle strade. Egli ha assimilato intellettualmente ci che gli stato
insegnato, perch per raggiungere il crocicchio delle strade, egli deve
pur aver ricevuto qualche insegnamento. Egli pu aver predicato e
influenzato migliaia di persone con la sua retorica. Ma credeva
interiormente a ci che insegnava esteriormente? Questuomo, senza la
veste nuziale, non ha alcuna intenzione di credere in ci che ha detto.
173

Senza dubbio egli appare buono, gentile, sofferente, caritatevole. Egli


usa le parole giuste. Inganna chiunque. in grado di scimmiottare
qualsiasi virt, ma interiormente non crede a nulla. solo un attore.
Quando entra nella forte luce di coloro, che sono molto pi coscienti di
lui, allora egli cessa di ingannare. La sua mancanza di orientamento
evidente. Interiormente egli nudo. La veste nuziale il desiderio
dellunione. Sposarsi significa unirsi con ci che sta al di l di voi, non
in voi. Lunione possibile solo con luomo interiore che c in voi.
Questuomo egoismo, ostentazione, reputazione. Egli fa tutto per lio.
Non ama nessuno se non se stesso e quindi senza spirito.
Lio il suo vertice. Ma egli recita bene; un attore - upokrits - un
ipocrita. Esteriormente sembra credere a ci che dice. Interiormente
egli non crede a nulla. dentro che egli non ha alcun abito nuziale.
Non vuole che il suo essere si sposi con ci che egli insegna. Di fronte
a coloro la cui visione in grado di penetrare la simulazione esteriore,
egli chiaramente non ha nessuna veste nuziale. Egli non desidera unirsi
con ci che insegna. Perch? Perch non c nessuna bont in lui.
Anche se ci che egli insegna la verit, egli non la sposer.

FINE

174