Vous êtes sur la page 1sur 55

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

CRITERI DI VERIFICA
Il grande numero di teorie di rottura un indice dellincertezza che comunque c nel definire
lequivalenza tra uno stato di sollecitazione triassiale ed uno monoassiale.
Daltra parte, il modo di cedere dei materiali diverso, quindi non possibile sviluppare una teoria
unica di rottura.
In relazione al modo di cedere i materiali possono essere:

DUTTILI: subiscono una deformazione permanente notevole prima della rottura.

FRAGILI: la deformazione permanente al cedimento molto piccola-trascurabile.

Teorie di cedimento
Sono di interesse pratico per la costruzione di macchine; vediamo le pi note.

Teoria della massima tensione normale

(Galileo, Rankine, Lam, Navier)

Teoria della massima deformazione

(Poncelet, Saint Venant, Grashof)

Teoria della massima tensione tangenziale

(Saint Venant, Tresca, Guest)

Teoria della massima energia di deformazione

(Beltrami, Huber, Haigh)

Teoria della massima energia di distorsione

(Von Mises, Hencky, Huber):fornisce la stessa tensione ideale della teoria della max tensione
ottaedrale tangenziale, anche se lipotesi di cedimento diversa.

Per ciascuna di queste teorie verranno formulate le ipotesi di rottura e sviluppate le espressioni dei
relativi *, che provocano lo stesso effetto (secondo lipotesi adottata) della reale sollecitazione
(triassiale, piana)

cr
cr

dovecr, cr sono i valori di tensione per cui il materiale si trova al limite della resistenza
Si tenga ben presente per che:

cr

= sn ; cr = sn

MATERIALI DUTTILI

cr

= R ; cr = R

MATERIALI FRAGILI

Inoltre, se non esplicitamente dichiarato, si assume implicitamente che:


materiale simmetrico a trazione/compressione essendo la resistenza a compressione superiore a quella
a trazione a favore della sicurezza.

119

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

In fine, EFFETTUEREMO DUE SEMPLICI CONTROLLI SULLA BONTA DELLA


FORMULAZIONE:
Ogni teoria contiene al suo interno il rapporto teorico tra tensione critica a sollecitazione di trazione
monoassiale e tensione critica a torsione, cio a .
Si consideri un acciaio C40.
1. Sperimentalmente:

Rsn = 360420 MPa a trazione

sn = 220 MPa a torsione


allora per questo acciaio la tensione critica a vale circa il doppio di quella a .
Questo sostanzialmente valido per tutti gli acciai da costruzione.
allora se il legame teorico tra cr e cr implicito nella formulazione della tensione ideale
troppo distante dal valore 2, significa che questa formulazione non adatta per gli acciai.
2. Sperimentalemente, i materiali in genere, ed in particolare gli acciai, non vengono danneggiati
da uno stato di tensione idrostatico puro.
La formulazione deve rispettare questa evidenza.

Figura 4.1

Esempio: una sfera di acciaio nella Fossa delle Marianne non viene danneggiata dalla pressione del
mare.
N.B. abbastanza facile applicare ad un provino uno stato di compressione idrostatico, mentre molto
difficile applicare uno di trazione idrostatico. Daltra parte, questo vuol dire anche che questo tipo di
sollecitazione non si verifica facilmente negli organi di macchina.
Per uno stato idrostatico deve essere:

*= 0
N.B. queste sono due condizioni necessarie, non sufficienti, perch la teoria sia buona.

120

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Teoria della massima tensione normale (principale)


IPOTESI: per ogni stato di tensione il cedimento si verifica quando in un punto il valore della max
(positiva o negativa) raggiunge il valore critico.
STATO DI TENSIONE TRIASSIALE: caratterizzato da 1, 2, 3
Lo stato triassiale di tensione equivalente nei confronti del cedimento ad uno stato monoassiale:

= max = max [ 1 , 2 , 3 ]

Figura 4.2

Il pezzo non cede finch:

* < cr

121

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

STATO DI TENSIONE MONOASSIALE


Trazione semplice

Figura 4.3

La tensione ideale coincide con lunica esistente:

* =

122

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

STATO DI TENSIONE BIASSIALE


Torsione (o taglio) pura

Mt

Figura 4.4

Mt
Wp

La * fa passare da uno stato di ad uno di

* =
Al cedimento:

= cr =

cr

cr
=1
cr

Per gli acciai (es. C40):


Rsn = 430 MPa
sn = 220 MPa

cr
= 0.55 1
cr

questa teoria non va bene per gli acciai


una teoria utilizzabile per i materiali fragili e non per i duttili.

123

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

CONSIDERAZIONI SUI SEGNI


Esistono due convenzioni:
1.

max ( trazione , compressione )

Figura 4.5

Si sceglie la max in valore assoluto senza tener conto del segno (teoria antiquata)
2.

max ( trazione )

Se max di compressione si pone * = 0

124

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Figura 4.6

Infatti pi facile la rottura a trazione che non a compressione (materiali fragili dissimetrici)
NOTA

I materiali duttili cedono per scorrimento (e quindi per effetto delle ) mentre quelli
fragili cedono per effetto delle .
Se analizziamo i due casi di trazione pura e torsione pura (circoli di Mohr), vediamo che, a pari , la
max corrispondente allo stato di sollecitazione uguale alla max a torsione, ed a 2max a trazione.
Allora si capisce che se il materiale cede a causa delle (materiale duttile) il rapporto a
2, mentre se cede per effetto delle (materiale fragile) il rapporto

cr

cr circa 1.

Infatti un materiale duttile raggiunge il cedimento nelle condizioni:

Figura 4.7

125

cr

cr circa

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

un materiale fragile:

cr

cr

Figura 4.8

STATO DI TENSIONE PIANA


2
2

Ho quattro condizioni critiche:


1
1

cr

cr

Figura 4.9

Nel piano 1,

2 definiscono un CONTORNO DI CRITICITA allinterno del quale si in sicurezza.

Figura 4.10

126

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

PUNTO A

Figura 4.1

PUNTO B (punto idrostatico piano)

2= 1

Figura 4.12

127

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

PUNTO C

Figura 4.13

STATO TENSIONE PIANA


Individuato da x, y, xy

1
2

x+
2

+ 2xy = x
2

Figura 4.14

128

1
2

+ 4 2xy

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

TENSIONE IDROSTATICA

Se considero lipotesi: =

max ( trazione , compressione )

I due casi sono equivalenti

Figura 4.15

i due cubetti dovrebbero rompersi per lo stesso valore di .


per questa teoria, una pallina di acciaio in fondo al mare si rompe (non vero!!!).
lennesima dimostrazione che non va bene per lacciaio.
(in realt sembra che neppure i materiali fragili risultino danneggiati da uno stato di tensione
idrostatica)

Teoria della massima tensione tangenziale


IPOTESI: si ha il cedimento del materiale in un punto quando in quel punto il valore della massima
tensione tangenziale raggiunge il valore critico.
Vediamo alcuni casi di sollecitazione rappresentati su circoli di Mohr e vediamo graficamente qual
la massima .

1.

Figura 4.16

2.

129

max =

AB
2

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Figura 4.17

3.

Figura 4.18

4.

Figura 4.19

Il caso di tensione piana facilmente induce in errore perch essendo nulla una tensione principale lo
stato tensionale viene rappresentato con un unico circolo di Mohr (relativo alle due 0)

130

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

MA IN REALTA i circoli di Mohr SONO SEMPRE TRE, ED E PROPRIO UNO DI QUELLI


CHE SPESSO NON VIENE DISEGNATO QUELLO SU CUI SI HA max.

max
max =

O'

O B
2

Figura 4.20

Fino ad ora nelle teorie viste ci siamo sempre riferiti alle (espresse direttamente o in funzione delle
), e le prove erano riferite alla prova fondamentale di trazione.
Ma nel caso delle la prova fondamentale di torsione.

TRAZIONE SEMPLICE

Si ha:
2max = max
il materiale si rompe quando:

max
cr
= cr =
=
2
2
2
con questo stratagemma posso ancora
riferirmi alle ed alla prova di trazione.
si vede che

cr
= 2
cr

quindi una

teoria che pu andare bene per gli acciai

Figura 4.21

TENSIONE TRIASSIALE
131

5-Criteri di resistenza

max =

Costruzione di Macchine

1 3
2

la condizione critica si ha per:

max =

1 3
= cr
2

confrontando ho:

cr =

id
2
= 1 3

e il cedimento non si verifica se:

* cr

TENSIONE PIANA
Figura 4.22

cr

cr

Se 1, 2 hanno lo stesso segno

max

(coincidente col criterio della max )

infatti: 3 = 0 (non devo dimenticarla)

132

cr

cr

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Figura 4.23

tutti questi cerchi hanno la stessa *

Se 1, 2 hanno segni opposti

= 1 2

queste zone sono diverse rispetto alla teoria max

Caso: PIANO INCOMPLETO

z = 0
y = 0
xy
x

gli alberi di trasmissione


spesso sono sollecitati cos

Figura 4.24

I due punti diametro nel cerchio di Mohr sono: (x ,xy) ; (0 ,-xy)

133

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

xy

x 1

Figura 4.25

Essendo y = 0, il circolo di Mohr per forza a cavallo dellasse delle 1 e 2 hanno segni

diversi

1
2

= 1 2

x+ y 1

2
2

+ 4 2xy =

id

x 1 2

x + 4 2xy
2 2

= 1

2x + 4 2xy

Caso: PIANO COMPLETO

3 = 0
xy

Figura 4.26

134

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine
Disegnando lo stato, ci possono essere due casi:

a)
* = 1

Figura 4.27

b)

= 1

Figura 4.28

per capire questo caso sempre meglio fare il disegno completo con i tre cerchi
135

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

TENSIONE IDROSTATICA

1 = 2 = 3 =

Figura 4.29

I cerchi degenerano in un punto il diametro nullo * = 0


la pallina dacciaio sul fondo del mare scarica, per cui non si rompe rispetta la realt.
la teoria della max, per gli acciai, corretta.

136

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Teoria della massima energia di distorsione


IPOTESI: si ha il collasso del materiale quando lenergia di distorsione (lavoro deviatorico)
in un punto raggiunge il valore critico.

Ldist = Ldef Lidr

distorsione

deformazione

idrostatico

zx

yz

xy
xz

z -m

zy

zy

zx
m

yx

lavoro completo

xz
x -m

yz

xy

idrostatico

deviatorico
responsabile della
distorsione
Figura 4.30

Ldist = Ldef Lidr = Ldeviatorico

1 3
1
i i =
[ 1 ( 1 2 3 ) + 2 ( 2 1 3 ) + 3 ( 3 1

2 1
2E
1 2
=
1 + 22 + 32 2 ( 1 2 + 2 3 + 1 3 )
2E

Ldef =

idr =

Lidr =

1+ 2+ 3
3

1
3
3(1 2 ) ( 1 + 2 + 3 )
2
2
2
(1 2 ) idr
3 idr
6 idr
=
=
=
2E
2E
2E
9
1 2
( 1 + 2 + 3)2
=
6E

137

)] =

yx

y -m
y

5-Criteri di resistenza

Ldist =

Costruzione di Macchine

1 2
1 2
( 1 + 2 + 3)2
1 + 22 + 32 2 ( 1 2 + 2 3 + 1 3 )
2E
6E
e, sostituendo:

Ldist =

1
( 1 2 )2 + ( 2 3)2 + ( 1 3)2
12G

dove:

G=

E
2(1 + )

modulo di elasticit tangenziale

N.B. Lidr quello dovuto a:

1 = 2 = 3 = m

Figura 4.31

1+ 2+ 3
3

m=

TRAZIONE SEMPLICE

= 3= 0
138

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Ldist trazione =

1
1 2
1
12 + 12 =
1 =

12G
6G
6G

confrontando con lespressione di

1
2

Ldist

per stato triassiale si ha:

( 1 2 ) 2 + ( 2 3 ) 2 + ( 1 3 ) 2

2
1

2
2

2
3

1 2 2 3 1

Criterio di Von Mises


Espressioni equivalenti della *

12 +

2
2

2
3

1
2

( 1 2 ) 2 + ( 2 3 ) 2 + ( 1 3 ) 2

2
x

2
y

2
z

utili per risolvere gli esercizi

STATO IDROSTATICO

139

+ 3

2
xy

+ 3

2
yz

+ 3

2
zx

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Figura 4.32

essendo

2
x

2
y

2
z

cr

= 0

2
cr

non provoca il cedimento

cr

+ 3

2
xy

+ 3

2
yz

+ 3

con solo torsione

cr
1
=
0.57
cr
3

molto vicino a 0.55 (valore sperimentale per il C40)

CASO PIANO

cr =

12 + 22 1 2
2

2
1

ellisse
1

zone di differenza tra


Von Mises e
Guest-Tresca

Figura 4.33

N.B.

Von Mises adatto per materiali duttili

Guest-Tresca utilizzato per recipienti in pressione ( pi comodo)

140

2
zx

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

CASO PIANO
3= 0

1
2

( 1 2 ) 2 + 22 + 12

1
2 12 + 2
2

2
2

2 1

che definisce il contorno di criticit (ellisse)

12 +

2
2

Questo criterio non si riesce a vedere coi circoli di Mohr via analitica

CASO PIANO COMPLETO


x , y , xy

1
2

+
2

2
xy

12 +

2
2

quindi:

x+
=
2

+ x+

2
x

2
xy

2
y

x
+ 2
2

+ 2

2
xy

x+

+ 2 x

) 2 + 34 ( x y ) 2 + 3 xy2
y

+ 3

2
x

+ 3

2
y

3 x

2
x

2
y

141

+ 3

2
xy

+ 3

2
xy

2
xy

x
+
2

2
xy

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

CASO PIANO INCOMPLETO


3 = 0;

= 0

xy

Figura 4.34

2 + 3 2

TRAZIONE SEMPLICE
=0

* =

TORSIONE PURA

=0

cr
1
=
0.58
cr
3
quindi questa teoria va particolarmente bene per gli acciai ( C40 aveva

TENSIONE IDROSTATICA
Il lavoro deviatorico ripulito della parte idrostatica Ldist
Allora in questo caso: * = 0
va bene per i metalli

TRAZIONE SEMPLICE
142

idr

= 0

cr
0.55 )
cr

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Confronto tra gli ordini di grandezza dei lavori per trazione semplice

Ldef =

Lidr =

1
2K

2E

= 0.5

2
1 2 3(1 2 ) 2

=
=
2E
9
3 2K 9

K=

Lidr =

(1

E
3(1 2 )

2 ) 2
2
0.07
6E
E

bulk modulus

per acciai

Per = 0.3

quindi:
Ldev = Ldef Lidr

2
2
= ( 0.5 0.07 )
= 0.43
E
E

a trazione il lavoro idrostatico molto basso rispetto agli altri due.

N.B.

Per = 0.5 (incomprimibilit) Lidr = 0


Esempio: elastometro.

Teoria

grandezza indice pericolo

Galileo-Rankine
tens. princip. max e min.

Guest-Tresca-Saint Venant
tensione tangenziale max

Beltrami lavoro
unit. elast. di def.

Huber-Hemky-Von Mises
lavoro unit. elast. variaz.
forma

ohr
cerchio princ. massimo
dello stato di sforzo

143

lim.
rott.

lim. rott.

se di
scorrim

se di
scorrim

lim.
def.

Stato sforzo
TRIDIM.

Materiali duttili
Stato sforzo
PIANO
lim. rott.

se di
scorrim

lim.
def.

se di
scorrim

X
X

lim.
def.

Stato sforzo
TRIDIM.

Materiali fragili
Stato sforzo
PIANO
lim.
rott

144

Tensione di confronto

*
lim.
def.

Costruzione di Macchine
5-Criteri di resistenza

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Figura 4.35

VERIFICA A FATICA
145

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Si parla di fatica ad alto numero di cicli (HCF high-cycle fatigue) quando le ampiezze relativamente
basse dei cicli di tensione applicate inducono principalmente deformazioni elastiche in componenti
dimensionati per avere una vita lunga. Classicamente lapproccio a questo tipo di problema si basa
sulla caratterizzazione della vita a fatica in termini di ampiezza del ciclo di tensione applicato.
Nelle lezioni precedenti abbiamo:

definito il fenomeno della fatica ed i parametri che caratterizzano diversi cicli di fatica

esaminato il fenomeno della rottura per fatica

visto le modalit di esecuzione delle prove

studiato lapproccio proposto da Whler (1860), basato proprio su una caratterizzazione della vita a
fatica in termini di tensione, approccio che ci ha portati alla definizione:

FA f : limite di fatica ottenuto in condizioni standard (flessione rotante, su un


provinolucidato del diametro di 10 mm privo di effetti di intaglio).

E importante tenere sempre a mente la seguente: LA RESISTENZA A


FATICA DI UN COMPONENTE RISULTA ESSERE DIVERSA DA
QUELLA DI UN PROVINO COSTRUITO CON LO STESSO MATERIALE.
I fattori che influenzano la resistenza a fatica sono molto numerosi, tra quelli che hanno particolare
importanza ricordiamo:
1. il tipo di carico (coeff. b1): flessione piana, flessione rotante, carico assiale, ecc..
2. le dimensioni (coeff. b2)
3. la finitura superficiale (rugosit) (coeff. b3)
4. la presenza di intagli (coeff. Kf )
5. la sollecitazione media
6. il tipo di materiale
7. i trattamenti superficiali (meccanici, termici, chimici, rivestimenti)
8. la temperatura desercizio

ambiente

9. la presenza di ambiente corrosivo


10. la frequenza di sollecitazione
11. la storia del carico
In alcuni casi possibile tentare di quantificare gli effetti utilizzando i coefficienti citati, ricavati sulla
base di esperienze consolidate, in altri possibile comunque indicare delle tendenze, ad esempio per
quanto riguarda i trattamenti superficiali. Alcuni di questi fattori sono trattati in Appendice.
Cominciamo a considerare il caso di cicli allinversione, m =0. In questo caso si pu valutare:

F : limite di fatica del componente reale


a partire dal limite di fatica

FA f

, richiamato prima ed ottenuto in condizioni normalizzate.

Utilizzando la formula:

146

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine
F =

bi
FA f
Kf

N.B. Limpiego di questa formula suppone che non vi sia interazione tra i vari fattori, anche se, come
vedremo, esiste una certa interazione tra i tipo di carico, dimensioni e presenza di intagli.

Effetto del tipo di carico b1


Abbiamo detto che FA f viene ricavato mediante prove a flessione rotante.
Per prove effettuate in flessione piana non vi sono differenze sostanziali, anche se alcuni
autori indicano una riduzione del limite di fatica in queste condizioni.
Per carico assiale si assiste ad una significativa riduzione del limite di fatica.
Proviamo a dare una spiegazione semplice di questo risultato sperimentale. Sappiamo che il
danneggiamento di fatica ha inizio in una certa zona, detta zona di processo.

Figura 4.36

Se osserviamo il diverso andamento delle tensioni nei due casi, notiamo che in presenza di gradiente
di tensione, la tensione efficace agente nella zona di processo pi bassa rispetto alla tensione
massima, quindi il processo di danneggiamento risulta pi facile nel caso in cui la tensione sia
distribuita uniformemente e pari alla massima.
In pratica si tiene conto di questo effetto mediante un coefficiente di riduzione (a m =0) per cui si ha:

b1 10.95

per flessione piana

b1 0.7

per trazione-compressione

TORSIONE
147

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Il caso della torsione particolare, perch lo stato di tensione in questo caso non monoassiale, ma
biassiale (le tensioni principali diverse da zero sono due).
Tuttavia diversi autori trattano il caso di torsione alternata (m =0) come un caso di sollecitazione
monoassiale, in cui il limite di fatica viene dato in termini di tensione tangenziale (F ).
In questo caso si pu assumere:

per acciai al C e legati da bonifica:

F
0. 6
F

(sperimentale)

per alluminio:

F
0.57 (sperimentale)
F
(per questi materiali accordo con Von Mises)

In generale il valore da assumere dipende dal materiale.

Effetto dimensionale b2
Due provini:

stesso materiale

flessione rotante

diametri diversi

Figura 4.37

Il provino 1 ha un limite di fatica superiore al 2.


Due spiegazioni:

perch ci sono meno grani in superficie che possono essere difettosi (procedimento
tecnologico)

effetto gradiente delle tensioni


(quando la distribuzione delle tensioni non uniforme)

Se consideriamo i due provini sollecitati a flessione (o torsione) con la stessa max.

148

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Figura 4.38

In questo caso 1 sta meglio, perch il valore medio degli sforzi sul grano (m) minore.
Per quantificare leffetto dimensionale:

b2 =

b2 = 1

FAf
FAf

coeff . adimensionale

per d 10 mm e tende asintoticamente a 0.7.

Il diagramma valido a flessione, pu essere


utilizzato a favore della sicurezza anche per
torsione.
Leffetto dimensionale NON si fa sentire a
trazione, dove non c leffetto del gradiente
delle tensioni.
Figura 4.39

149

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Finitura superficiale b3
La resistenza a fatica di barrette lucide maggiore di quella con lavorazioni pi grossolane: rigature,
striature, ecc. costituiscono dei piccoli intagli.
Si definisce coeff. di finitura superficiale:

b3 =

per baretta con una


data finitura

FAf

FAf

per barrette perfettamente


lucidate

Negli acciai viene dato in funzione del carico di rottura:


b3 quando Rm

b3
1.0

a)

0.8
b)
0.6
c)

0.4

d)

0.2
0

400

800

1200

1600

Figura 4.40

a)
b)
c)
d)

Superficie rettificata
Superficie tornita, agrossata
Superficie grezza di laminazione
Superficie grezza di forgiatura

150

2000

R [N/mm]

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Effetto del materiale

Si definisce rapporto di fatica:


limite di fatica

a =
abbiamo gi visto che Rm
N.B.

FA f
Rm

FA f

: tensione a Fatica Alternata di tipo flessionale (rotante)

FA f

Alcuni valori:
a = 0.5

per acciai e ghise

a = 0.3 ( N = 108 cicli)

per leghe a base di rame

a = 0.4 ( N = 108 cicli ) per leghe alluminio


Il cedimento per fatica molto diverso dal caso statico
non esiste legame tra limite di fatica e Rsn, invece esiste con Rm.
La differenza tra materiali ferrosi e non ferrosi che per:
- alluminio
- rame
- nichel
- titanio
- magnesio
e loro leghe
NON ESISTE limite di fatica: si progetta quindi a vita finita

106 N 107

Figura 4.41

151

trazione statica

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Acciaio
Elementi che aumentano

nichel

cromo

vanadio

molibdeno

manganese

silicio

FAf

La struttura peggiore la martensitica. La dimensione dei grani ha anchessa influenza sul limite di
fatica (meglio i grani pi piccoli).
Importante anche la struttura che il materiale assume in relazione al sistema di produzione.
Esempio: laminazione anisotropia strutturale che influisce sulla resistenza.

CRITERI DI VERIFICA A FATICA DEGLI


ORGANI DI MACCHINA
Finora ci siamo riferiti a stati di sollecitazione semplice.
Il problema della definizione di una tensione di confronto di validit generale da utilizzare nel caso di
fatica pi complesso rispetto al caso statico.
Sono stati proposti numerosi criteri, basati su:

stato di sollecitazione

stato di deformazione

approcci energetici

pochi sono quelli affidabili e di semplice utilizzo

numerosi studi sono tuttora in corso sullargomento

MA

La maggior parte dei dati sperimentali riguarda prove a flessione e torsione simultanee, o comunque
stati piani di tensione.
Questo:

per facilit di esecuzione delle prove

perch la frattura per fatica inizia quasi sempre sulla superficie del pezzo e quindi
in una zona che, nella maggior parte dei casi soggetta a stati piani di tensione.

Per questo caso particolare stata data da Gough-Pollard (1951) una relazione empirica.

152

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Chiamiamo:

a ,a : limiti CONTEMPORANEI di fatica per flessione e torsione in una prova a sollecitazione


composta (entrambe alternate, sincrone, in concordanza di fase)

a(0)

: limite di resistenza a fatica a flessione (pura) alternata

a(0)

: limite di resistenza a fatica a torsione (pura) alternata

N.B. Sollecitazioni sincrone: hanno lo stesso periodo in concordanza di fase; i massimi si presentano
contemporaneamente.
Una relazione che bene interpola i risultati sperimentali :
2

+ a = 1
a ( 0)
a ( 0)
che rappresenta lequazione di unellisse

ampiezze limite delle


tensioni dovute al Mt

ampiezze limite delle


tensioni dovute al Mf
resistenza a torsione
pura alternata

resistenza a flessione
pura alternata

Figura 4.42

Osserviamo quindi che anche nel caso di fatica alternata, la curva limite rappresentata da unellisse,
cos come avevamo visto che succedeva per sollecitazioni statiche, applicando le teorie di

Rs Eichinger Von Mises

Guest-Tresca

Perch non si produca rottura occorre che il primo membro dellequazione (detta del quadrante
dellellisse) sia <1.
Se il ciclo di fatica delle sollecitazioni non alterno simmetrico, si visto che questa relazione pu
essere estesa in favore della sicurezza rispetto ai dati sperimentali diventando:
2
2
max
max
+
<1
2
2
lim
lim

153

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

cio anche:

*=

2
max

+ H2

2
max

)<

lim

in cui:

H=

lim
: coefficiente sperimentale
lim

con:

lim : sollecitazione limite di fatica per il ciclo delle , che in presenza di un valore medio diverso da
zero va determinata mediante il diagramma di Smith

lim : sollecitazione limite di fatica per il ciclo delle , che in presenza di un valore medio diverso da
zero va determinata mediante il diagramma di Smith ed in presenza di una componente di
sollecitazione statica verr assunta pari alla corrispondente sollecitazione limite statica.
Per avere il necessario grado di sicurezza rispetto alla rottura occorrer utilizzare al posto di lim,lim
le tensioni ammissibili.
Considerando come un moltiplicatore (uguale per flessione e torsione) da applicare alle tensioni
interne che agiscono nellelemento per arrivare al limite di pericolo, utilizzeremo:

am

lim

am =

lim

di conseguenza, lequazione di stabilit sar :

2max 2max
+ 2 <1
2am
am
e quindi:
2


2max 2max
1
1
+ 2 < 2 max + max < 2
2
lim lim

lim
lim
Un altro modo di scrivere il criterio :

*=
[Infatti, avendo assunto =

2max + ( H 2 2max ) am
H=

lim am
=
]
lim
am

che viene utilizzata nel caso, molto comune nella pratica costruttiva, di =cost.
Spesso nella pratica ingegneristica si incontrano stati di tensione piani incompleti nei quali la tensione
dovuta in parte alla flessione ed in parte ad uno sforzo normale.

154

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine
Figura 4.43

Esempio: albero di trasmissione

Mf

alterna simmetrica (allinversione) in un albero di trasmissione

n statica dovuta al precarico di cuscinetti


in questo caso si pu ricorrere alla formula empirica:
2

Mf

+
+ max
Mf , lim N , lim
lim

se per

Mf

Mf + N

Mf , lim

>> n si adotta la:


2

+ max

lim

dove per determinare Mf lim occorre riferirsi al ciclo delle tensioni somma di
(eventualmente impiegando le tecniche di esplosione del ciclo).

Mf

Stati di tensione piana completi


Abbiamo visto che nel caso statico:

caso piano incompleto: =

caso

piano

2
x

2
y

+ H 2

completo:
y

+ H 2

Abbiamo anche visto che nel caso di fatica:


Figura 4.44

caso piano incompleto


la =

vale ancora (risultato sperimentale)

caso piano completo


analogamente

+ H 2

2
x

2
y

al

caso
y

incompleto,

2 2

+ H

2
x

assumiamo

e, quindi, al cedimento:

2
y

+ H 2

155

2
cr

che

valga

ancora

la

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine
2

x
cr

y
cr


x y

cr

+ x
cr

= 1

Verifica di resistenza a fatica degli alberi di trasmissione.


Normalmente, negli alberi di trasmissione le azioni preponderanti sono quelle flettenti e torcenti
(mentre taglio e azioni assiali risultano spesso trascurabili).
Consideriamo quindi il tronco dalbero:

Mt

Mt
Mf

Mf

Figura 4.45

Spesso (es. Alberi di trasmissione di ingranaggi a regime):

Mt = cost = 30 Nm

Mf = cost = 40 Nm con asse di sollecitazione fisso rispetto al telaio (spinte tra le ruote dentate
costanti in intensit, direzione e verso rispetto al telaio)

Lo stato di sollecitazione piano con:

Componente normale di flessione

Componente tangenziale di torsione

Figura 4.46

In particolare:

dovute allazione flettente alternate simmetriche


costanti nel tempo (la coppia ruota insieme allalbero)
Consideriamo due scelte di materiale per lalbero:
1. acciaio da cementazione
( 16Cr N i 4 ; a ( 0 ) = 780 MPa ; sn = 560 MPa )

156

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

2. acciaio da bonifica
( C 40 ; a ( 0 ) = 280 MPa ; sn = 220 MPa )
Consideriamo dapprima lacciaio da cementazione.

Mf
Mf
=
d3
Wf
32

Mt
Mt
=
Wt d 3
16

Per quanto riguarda i limiti da adottare per la verifica di resistenza a fatica di un organo di macchina, il
limite di fatica a flessione alternata definito dal diagramma di Whler deve essere corretto per tenere
conto di :
b3 = coeff. che tiene conto della riduzione di resistenza dovuta alla lavorazione superficiale
b2 = coeff. che tiene conto della riduzione di resistenza dovuta alla dimensione del pezzo in presenza
di sollecitazioni di flessione o di torsione
Kf = coeff. di intaglio a fatica che tiene conto della riduzione di resistenza dovuta alla presenza di
intagli (geometria intagli, materiale, tipo di sollecitazione)

K f = 1 + q ( K T 1)
Di conseguenza:

lim =

b2 b3
a ( 0)
Kf

Per quanto riguarda il limite da adottare per la sollecitazione di torsione, bisogna tenere presente che
lacciaio considerato, da cementazione, deve essere considerato fragile per quanto riguarda leffetto
intaglio.
Occorrer quindi calcolare il coeff. di intaglio a torsione Kt e sar diverso da quello a flessione. Sar
poi:

lim =
2

sn
Kt

sn =

sn
3


1
+
= 2 sar possibile ottenere il valore di .
Utilizzando poi la

lim lim
Se viene adottato il C40 restano valide le considerazioni fatte per il limite da adottare a flessione che
sar ancora:

lim =

b2 b3
a ( 0)
Kf

mentre per quanto riguarda la sollecitazione di torsione, lacciaio considerato, da bonifica, duttile per
quanto riguarda leffetto dintaglio e quindi in questo caso Kt =1.

lim sn

157

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

ACCIAIO DA CEMENTAZIONE 16Cr Ni 4


Dati:

Rsn , flessione = 1070 MPa


Rsn , sforzo normale = 900 MPa
inv , flessione = 780 MPa
sn = 560 MPa

ACCIAIO C40

ACCIAIO C10

N.B. il C10 ha 0.1% di C, quindi sarebbe duttile ma siccome viene cementato diventa molto duro e
fragile in superficie da considerare fragile.

158

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

FATICA TRIASSIALE
La resistenza di un componente in presenza di stato di sollecitazione triassiale, per variazione
sinusoidale del ciclo, pu essere verificata medianta il criterio proposto da Sines (1959) e ripreso da
Frost (1974).
Una sollecitazione che oscilla tra due valori max e min pu essere pensata come somma (risultante)
di:

+
2

una tensione costante:

una tensione ciclica, sovrapposta alla prima, di ampiezza:

min

max

Secondo il criterio di Sines, si ha il cedimento se


somma delle componenti medie di tensione, cio:

OTT , a

12a + 22 a + 32a ( 1a

2a

OTT , a

max

min

raggiunge un valore limite che dipende dalla

+ 2 a 3a + 1a 3a ) OTT , lim

OTT , a : sollecitazione di scorrimento ottaedrale, calcolata in base alle componenti alternate delle
sollecitazioni principali.
Riferendosi alle , si pu scrivere:

OTT , a

2
1a

2
2a

2
3a

( 1a

2a

2a

3a

+ 1a

3a

A BI1m

dove:

A=

FA

tensione limite di fatica alternata

B=

FP

2 FA
1
FP

tensione limite di fatica per il ciclo (positivo) dallo zero (di ampiezza

FP

2)

dal diagramma di Smith

I 1m =

1m

2m

3m

N.B.

OTT e OTT : tensioni ottaedrali, sono le tensioni che agiscono sugli otto piani che, rispetto alle
direzioni principali, formano gli angoli individuati dalle relazioni cos 2 = cos 2 = cos 2 .

159

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

160

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine
Figura 4.47

CONSIDERAZIONI:
1. Nella formula le componenti vanno inserite con il proprio segno, tenendo conto che:

cicli in concordanza di fase hanno componente alternata dello stesso segno

componenti medie di trazione sono positive

2. Il criterio vale se componenti medie e alternate hanno le stesse direzioni principali


3. Il calcolo del dipende dallinfluenza che i carichi esterni hanno sulle componenti alternate e
medie

se i carichi esterni, in entrambe le componenti (es. recipiente in pressione


con p pulsante):

OTT , a

= A BI 1m

OTT , a

+ BI 1m )

A
OTT , a + BI1m

se in proporzione solo le componenti alternate:

OTT , a

= A BI 1m

A BI1m
OTT , a

4. Il criterio si pu applicare per la verifica di stati piani? Facendo i conti si vede che i risultati
con GP sono piuttosto diversi le formule del caso piano sono in accordo con i dati relativi
sperimentali OGNI FORMULA VA USATA NEL SUO CASO!

161

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

162

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

163

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

NOTA SUI COEFFICIENTI DI SICUREZZA


Una verifica di sicurezza si basa sul confronto di

*(o lim ):sollecitazione massima o equivalente (secondo un criterio di resistenza) nel punto pi
pericoloso del componente
con

lim

: a rottura

a snervamento

del materiale

a fatica
ricavata mediante prove sperimentali

ESEMPIO:
VERIFICHE STATICHE

lim

= R sn mat. duttili

lim

= R m mat. fragili

Si ha CEDIMENTO quando:

lim

<

lim

Si in condizioni di sicurezza quando:

Risulta quindi evidente la definizione:


=

lim
= coeff . di sicurezza
*

che esprime quanto il componente lontano dalla condizione di cedimento

Verifica

lim

note

164

5-Criteri di resistenza

Costruzione di Macchine

Dimensionamento
Fissato:

e imposto:

amm

lim

amm

dipende da:

incertezza determinazione

fenomeno di cedimento

lim

non ha senso dunque definire un valore generalmente valido per


Solitamente, il valore di viene fissato in base alla normativa vigente, e in assenza di tale supporto ci
si affida all esperienza e al buon senso.

165

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine

Approccio deterministico
Tiene conto implicitamente in delle incertezze nella determinazione di:

lim

Difetti nel materiale

Incertezza parametri T.T.

Procedimenti ottenimento materiale

Variabilit carichi applicati

Tolleranze geometriche strutture

Approssimazione metodi di calcolo

queste incertezze non sono quantizzate in modo preciso, ma valutate in base allesperienza.

Approccio affidabilistico
Le incertezze vengono QUANTIFICATE in termini statici e viene calcolata la PROBABILITA DI
CEDIMENTO.
VANTAGGI:

informazione pi precisa sulla sicurezza della struttura

ottimizzazione del progetto

SVANTAGGIO:

richiede una accurata indagine a monte per definire le distribuzioni statistiche delle grandezze
in esame

DEFINIZIONE

CS = =

resistenza significativa del materiale (1)


tensione significativa corrispondente, in base ai carichi usuali ( 2)

coeff. di sicurezza

166

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine


Dove (1) viene stimato per confronto con i valori di:
snervamento resistenza a snervamento
fatica resistenza a fatica
per rottura resistenza a rottura
ecc.
Dove (2) la tensione ideale o di confronto

DEFINIZIONE ALTERNATIVA (pi corretta)


CS = =

carico limite di progetto (1)


carico usuale

Dove (1) il carico appena sufficiente a causare il cedimento.


Nella maggior parte dei casi le due definizioni sono equivalenti, ma differiscono invece in alcune
particolari situazioni:

per materiale o comportamento della struttura non lineare

per sollecitazioni di fatica quando si ha aumento di una sola delle due componenti (media ed
alternata)

N.B. se c dubbio occorre definirlo!

Fattori di scelta del coefficiente di sicurezza

grado di incertezza sui carichi

grado di incertezza sulla resistenza del materiale

incertezze nel correlare i carichi applicati e la resistenza del materiale:


-ipotesi per calcolare nominali
-accuratezza valutazione K t
-accuratezza stima tensioni residue indotte dal ciclo di lavorazione
-adeguatezza criterio di cedimento
-conseguenze del cedimento (sicurezza/valutazioni economiche)
-costo necessario per ottenere un elevato valore del coeff. di sicurezza

167

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine

Equilibrio dei componenti


Tutti i componenti di una macchina e/o di un sistema dovrebbero avere coeff. di sicurezza tra loro
coerenti
1. CS=1.251.5 per materiali eccezionalmente affidabili impiegati in condizioni controllate e
soggetti a carichi e tensioni determinabili con certezza valori usati quasi sempre nei casi in
cui il contenimento del peso un requisito particolarmente importante.
2. CS=1.52
per materiali ben caratterizzati, impiegati in condizioni ambientali
ragionevolmente costanti, soggetti a carichi e tensioni determinabili con sicurezza.
3. CS=22.5 per materiali di qualit media impiegati in ambienti ordinari e soggetti a carichi e
tensioni determinabili.
4. CS=2.53 per materiali poco caratterizzati o per materiali fragili in condizioni di ambiente,
carico e tensione di media variabilit.
5. CS=34 per materiali non caratterizzati in condizione ambiente, carico e tensione di media
variabilit.
6. CS=34 per materiali meglio caratterizzati impiegati in ambienti e con tensioni di incerta
determinazione.
7. Carichi ripetuti: i coeff. consigliati ai punti da 1 a 6 sono accettabili ma devono essere
applicati alle tensioni che esprimono i limiti di durata invece che alla tensione di snervamento
del materiale.
8. Carichi durto: i coeff. consigliati ai punti 3 a 6 sono accettabili, ma deve essere considerato
un fattore durto.
9. Materiali fragili: quando usi la tensione di rottura come limite estremo, i coeff. consigliati ai
punti da 1 a 6 dovrebbero essere approssimativamente raddoppiati.
10. Nei casi in cui appaiono consigliabili coeff. pi elevati, prima di deciderne luso si dovrebbe
tentare una pi approfondita analisi del problema.
(R.C. Juvinall, K.M. Marshek - Fondamenti della progettazione dei componenti delle macchine Edizioni ETS, 1991; pag. 233)

168

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine

Affidabilit: probabilit di rottura


Un elemento arriva a rottura quando la sollecitazione dovuta ai carichi supera le sue capacit di
resistenza.
Abbiamo gi visto che:
- sollecitazioni
- capacit di resistenza
non sono grandezze costanti ma variano con una certa legge di distribuzione
per tenere conto di queste variazioni (incertezze) nella progettazione tradizionale stato introdotto
il concetto di coefficiente di sicurezza.
Se sono note le leggi di distribuzione di sollecitazione e resistenza in relazione alle condizioni
operative ed ambientali, possibile determinare le probabilit che la sollecitazione sia minore delle
capacit di resistenza.
la principale differenza tra progettazione tradizionale ed affidabilistica che la seconda
RICONOSCE UNA PROBABILITA FINITA DI ROTTURA, mentre nella progettazione
classica questa possibilit nascosta dal coeff. di sicurezza.

Figura 4.48
Rsn: Resistenza allo snervamento (MPa)

L : Carico sulla struttura (N)

Analisi sforzo resistenza

Figura 4.49

169

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine


Per semplicit ipotizziamo che le distribuzioni statistiche
-della sollecitaziome dovuta ai carichi
-della capacit di resistenza
siano distribuzioni normali.
Chiamiamo:

R , R : media e deviazione standard della resistenza

L , L : media e deviazione standard della sollecitazione

Possiamo rappresentare le due funzioni sullo stesso asse orizzontale. Ovviamente, sar L < R per ci
sar una zona di sovrapposizione in cui L > R .

Figura 4.50

Dal punto di vista matematico, laffidabilit del dispositivo data dalla probabilit che la
sollecitazione sia minore della capacit di resistenza.

R = Pr { L < R}
Allora ai fini affidabilistici quella che interessa la distribuzione di:
Q = R-L
che ancora una distribuzione normale caratterizzata dai parametri:

Q= R L
Q =

2R + 2L

170

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine

Margine di sicurezza
Al posto del coefficiente di sicurezza

R
della progettazione classica, nella progettazione
L

affidabilistica si preferisce ricorrere al margine di sicurezza SM (safety margin), legato alla


probabilit di guasto.
La probabilit di guasto definita come:

Pr G = Pr { L > R} = Pr { Q = R L < 0} = 1 R
La probabilit di guasto viene calcolata sulla base della nuova variabile Q, che anchessa una
distribuzione gaussiana, utilizzando le tabelle della gaussiana standardizzata.
Ricordando poi che se la distribuzione Q caratterizzata da:
media

deviazione standard
percentile della standardizzata z p
per passare dalla variabile standardizzata a q, si usa la:

q = q + ( z p )

per q=0 si ha: z p ( o ) =

con cui si ricava la probabilit di guasto

probabilit
di guasto

Figura 4.51

La quantit:

SM =

R L
+
2
R

ed uguale, a meno del segno, al valore

2
L

z p (o)

= SAFETY MARGIN

che corrisponde a Q=0.

La quantit:

LR =

+ 2L
2
R

= LOADING ROUGHNESS

rappresenta una misura del contributo della dispersione del carico alla dispersione di Q.

171

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine


Le situazioni tipiche che si possono presentare sono tre:
a)SM elevato le distribuzioni a campana di carichi e resistenza sono tutte e due strette ( bassi)
laffidabilit intrinsicamente elevata e non si hanno rotture. Il controllo della qualit adeguata.
b)SM basso perch la curva della capacit di resistenza larga (R grande) per condizioni di
carico gravose si pu avere la rottura si pu ricorrere al controllo della qualit per R, oppure
eseguire prove di sovrasollecitazione per eliminare la zona di sovrapposizione delle curve,
eliminando i componenti pi deboli. Esempio: proof test dei recipienti in pressione. Bisogna per
che il sovraccarico non danneggi i componenti sopravvissuti.
SM

basso perch la dispersione delle sollecitazioni ampia (L grande). sicuramente la

situazione pi critica dal punto di vista dellaffidabilit. Si pu cercare di SM spostando

(resistenza) verso valori pi alti, cambiando materiali (pu essere molto costoso). Se possibile, si
pu cercare di diminuire lampiezza della distribuzione della sollecitazione.

Sicurezza e fatica
Ricordando che ogni tipo di ciclo ha un certo
rapporto

max
m

tutti i cicli dello stesso tipo (stesso

max

sono individuati sul diagramma da una retta che


passa per lorigine inclinata di

arctg

max
=
m

per ogni tipo di ciclo la max tensione


raggiungibile lordinata del punto in cui la retta
interseca la curva spezzata di sicurezza
il coeff. di sicurezza per un certo tipo di
sollecitazione di fatica, se il ciclo individuato
da I, pu essere visto come

OI
OI

Figura 4.52

altro metodo (equivalente) di stimare quello di tracciare pi curve omotetiche alla curva limite e
con centro di omotetia nellorigine degli assi

172

4-Criteri di verifica________________________________ ______Costruzione di Macchine

Figura 4.53
Figura tratta da I. Bertolini, E. Bazzaro Resistenza dei materiali Edizioni Masson Italia, 1983- Pag. 106

ogni curva omotetica rappresenta un livello di


se il punto del ciclo cade tra due curve il suo livello di sicurezza pu essere determinato per
interpolazione.

173