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CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA MECCANICA – A.A.

2006-2007
PROVA SCRITTA DI GEOMETRIA DEL 9-01-07
Corsi dei Proff. M. BORDONI, A. CARFAGNA
Esercizio 1. Dati i sottospazi di R4
    
 x1 + x2 − x3 + 3x4 = 0
  2 0 
 
x1 + x2 + x3 − x4 = 0  −3   1 
W : e U = LR  ,  ,

 x +x 
 2 −1 
1 2 + x4 = 0 1 0

determinare:
(a) la dimensione ed una base di W ;
(b) la dimensione ed equazioni cartesiane di U ;
(c) la dimensione ed equazioni parametriche di U ∩ W ;
(d) la dimensione ed una base di U + W .

Soluzione
(a) La matrice del sistema lineare omogeneo rappresentante W ,
 
1 1 −1 3

A= 1 1 1 −1  ,
1 1 0 1

ha rango 2 in quanto il minore evidenziato ha valore = 0 mentre i suoi orlati valgono


0. Pertanto si ha dimW =4-2=2. Posto poi x1 = t, x2 = t e risolvendo il sistema
omogeneo si trova W = LR (w1 , w2 ) ove i vettori w1 = t ( 1 0 −2 −1 ) , w2 =
t
( 0 1 −2 −1 ) sono una base di W .
(b) I vettori u1 , u2 che generano U sono linearmente indipendenti (in quanto non
proporzionali) e quindi U ha dimensione 2. Equazioni cartesiane di U si ottengono
imponendo che la matrice formata da u1 , u2 e da un generico vettore di R4 abbia
rango 2 e sono x2 + x3 + x4 = 0 , x1 − 2x4 = 0.
(c) U ∩ W è rappresentato dal sistema lineare omogeneo costituito dalle equazioni
cartesiane di W e di U , risolvendo il quale si trova U ∩W = { t ( 2s −3s 2s s )}s∈R .
Quindi U ∩W ha dimensione 1 ed una sua base è data dal vettore t ( 2 −3 2 1 ).
(d) La formula di Grassmann dà dim(U + W )=dimU +dimW -dim(U ∩ W )=2+2-
1=3. I vettori w1 , w2 , u1 , u2 costituiscono un insieme di generatori di U + W e fra
essi sono indipendenti w1 , w2 , u2 che quindi costituiscono una base di U + W .

Esercizio 2. Sia T : R3 −→ R3 l’operatore rappresentato, nella base canonica, dalla


matrice  
1 0 −2
A= 0 0 0 .
−2 0 4
(a) Calcolare A2 .
(b) Determinare una base del nucleo di T .
(c) Determinare la dimensione ed equazioni cartesiane dell’immagine di T .
2

(d) Determinare una base ortonormale di R3 costituita da autovettori di T .

Soluzione
    
1 0 −2 1 0 −2 1 + 4 0 −2 − 8
(a) Risulta A2 = A·A =  0 0 0 · 0 0 0 = 0 0 0 =
  −2 0 4 −2 0 4 −2 − 8 0 4 + 16
5 0 −10
 0 0 0 .
−10 0 20
(b) Il nucleo di T è rappresentato dal sistema lineare omogeneo di matrice A, cioè
dalle equazioni x1 − 2x3 = 0 , 0 = 0 , −2x 1 + 4x3= 0. Poiché
 A ha rango 1, tale
 2 0 
sistema ammette le ∞3−1 = ∞2 soluzioni t  0  + t  1  ed i vettori
 
1 0 t,t ∈R
   
2 0
v1 = 0 e v2 = 1  costituiscono una base di KerT .
  
1 0
(c)
 Siha dim(ImT )=rgA=1 ed una base dell’immagine di T è data dal vettore
1
 0 , per cui equazioni parametriche di ImT sono x1 = s, x2 = 0, x3 = −2s, s ∈
−2
R. Eliminando il parametro s si hanno le due equazioni cartesiane x2 = 0 , 2x1 +
x3 = 0.
(d) Intanto osserviamo che T è un operatore simmetrico e perciò, per il teorema
spettrale, la base richiesta esiste. L’equazione caratteristica det(A − λI)=−λ2 (λ −
5) = 0 dà gli autovalori λ1 = λ2 = 0, λ3 = 5. L’autospazio E(0) coincide con KerT ,
quindi una sua base è data dai vettori v1 , v2 precedentemente trovati. Risolvendo
il sistema (A − 5I)(3) X(3,1) = 0(3,1) si ottiene l’autospazio
    
 1  1
E(5) = t  0  con base v3 =  0  .
 
−2 t∈R
−2

Gli autovettori v1 , v2 , v3 costituiscono una base di R3 che è già ortogonale, come


subito si verifica. Quindi per ottenere la base richiesta basta normalizzare, cioè
dividere ciascun vettore per il proprio modulo, ottenendo cosı̀
     1 
√2 0 √
5 5
u1 =  0  , u2 =  1  , u3 =  0  .
√1
5
0 − √25
   
3 1
Esercizio 3. Nel piano sono dati i punti A ,B .
−1 5
(a) Scrivere l’equazione cartesiana della retta congiungente A, B.
(b) Scrivere equazioni parametriche e cartesiane dell’asse del segmento AB.
(c) Determinare le coordinate dei punti C tali che il thiangolo ABC sia equilatero.
3

(d) Calcolare l’area del triangolo OAB, O essendo l’origine delle coordinate.
(e) Scrivere l’equazione cartesiana della circonferenza passante per O, A, B.

Soluzione
 
x−3 1−3
(a) La retta AB ha equazione det = 0 ossia 3x + y − 8 = 0.
y+1 5+1  
2
(b) Il punto medio M del segmento AB ha coordinate . L’asse del seg-
2
mento AB è la retta passante per M e perpendicolare alla retta AB, quindi la
sua equazione cartesiana è 1(x − 2) − 3(y − 2) = 0 cioè x − 3y + 4 = 0, da cui si
ricavano le equazioni parametriche x = 3t − 4, y = t.
(c) I 
punti richiesti
 devono appartenere all’asse del segmento AB. Allora, detto
3t − 4 2 2
C ≡ il punto mobile sull’asse, la condizione AC = AB dà (3t − 4 −
t

3) + (t + 1)2 = 40 cioè t2 − 4t+ 1 =√0 da
2
 cui si ricavano
 i
√ valori t = 2 ± 3. Si
2 − 3√ 3 2 + 3√ 3
hanno quindi due punti, C1 ≡ e C2 ≡ .
 2
 − 3 2 + 3
3 1 0
(d) L’area vale | 12 det  −1 5 0  | = 8.
1 1 1
(e) Scritta l’equazione della generica circonferenza, x2 + y 2 + ax + by + c = 0,
imponendo il passaggio per i punti O, A, B si hanno le condizioni c = 0, 3a − b + c +
10 = 0, a+5b+c+26 = 0 da cui si ricava a = − 19 4 , b = − 4 , c = 0. La circonferenza
17

richiesta ha dunque equazione cartesiana x2 + y 2 − 19 4 x − 4 y = 0.


17

Esercizio 4. Nello spazio sono date le rette




x+y+1=0  x = 3 − 2t

r: ed s : y = −5 + 3t .
5y + z + 10 = 0 
 z = −1 + t

(a) Verificare che esse sono incidenti ed ortogonali e determinare le coordinate del
punto A = r ∩ s.
(b) Determinare l’equazione cartesiana del piano α che le contiene.
(c) Sia S ∈ s il punto corrispondente a t = 2 e sia P ≡ t (1, 1, 1). Calcolare l’area
del triangolo AP S.
Soluzione
(a) Risolvendo
  il sistema costituito dalle equazioni di r e di s si trova r ∩ s = A ≡
1    
 −2 . Parametri direttori di r sono " = det 1 0 = 1, m = −det 1 0 =
5 1 0 1
0  
1 1
−1, n = det = 5, mentre parametri direttori di s sono " = −2, m =
0 5
3, n = 1. Risulta allora "" + mm + nn = 1 · (−2) + (−1) · 3 + 5 · 1 = 0 per cui r, s
sono perpendicolari.
4

(b) Il piano α è il piano passante per A e parallelo ad r ed s, quindi ha equazione


 
x−1 1 −2
det  y + 2 −1 3 =0 cioè 16x + 11y − z + 6 = 0.
z−0 5 1
     
−1 0 −2
−→ −→
(c) Il punto S ha coordinate  1  e si ha AP ≡  3  , AS ≡  3 . Il
1  1 1
i 0 −2
−→ −→
prodotto vettoriale AP ∧ AS = det j 3 3  = −2j + 6k è un vettore il cui

k 1 1
modulo è uguale all’area del parallelogramma
 costruito sui vettori, quindi l’area del
1 −→ −→ √
triangolo vale 2 AP ∧ AS = 2 (−2) + 6 = 10.
1 2 2

Esercizio 5. Sia M(n) (R) lo spazio vettoriale delle matrici quadrate di ordine n ad
elementi reali.
(a) Dare la definizione di matrice simmetrica e di matrice antisimmetrica. Se A ∈
M(n) (R) è una matrice qualsiasi, qual è la sua decomposizione in parte simmetrica
e parte antisimmetrica?
(b) Dimostrare che l’insieme delle matrici simmetriche è un sottospazio vettoriale
di M(n) (R).
Soluzione
(a) Una matrice è simmetrica quando coincide con la sua trasposta, mentre è anti-
simmetrica quando coincide con l’opposta della sua trasposta. La parte simmetrica
t t
di A è A+2 A e la sua parte antisimmetrica è A−2 A .
(b) L’insieme delle matrici simmetriche è chiuso rispetto alle operazioni di addizione
tra matrici e di moltiplicazione per uno scalare:
t
A = A , tB = B ⇒ t
(A + B) = t A + t B = A + B
t
A=A, c∈R ⇒ t
(cA) = c t A = cA,

e pertanto è un sottospazio vettoriale di M(n) (R).


 
"
Esercizio 6. Siano dati la retta r di parametri direttori  m  ed il piano π :
n
ax + by + cz + d = 0.
(a) Scrivere e dimostrare la condizione di parallelismo tra r e π.
(b) Scrivere e dimostrare la condizione di perpendicolarità tra r e π.

Soluzione

(a) Scritte equazioni cartesiane della retta r : a x + b y + c z + d = 0 , a x + b y +


c z + d = 0, gli eventuali punti di intersezione fra r e π hanno coordinate date
dalle soluzioni del sistema costituito dalle equazioni di π e di r. Tale sistema non
5

ammette soluzioni (e quindi r//π) oppure ne ammette infinite (ossia r ⊂ π, che si


può considerare come un caso particolare di parallelismo) se e solo se
 
a b c

det a b c  = 0.
a b c

Sviluppando questo determinante secondo gli elementi della prima riga si ha dunque
     
b c a c a b
a · det − b · det + c · det =0
b c a c a b

e cioè, ricordando l’espressione dei parametri direttori di r, a" + bm + cn = 0.


(b) r e π sono perpendicolari se e solo se i parametri direttori
 di r sono proporzionali
a
ai parametri di giacitura di π. Infatti il vettore n ≡ b  è perpendicolare a π

c  
"
e dunque r è perpendicolare a π se e solo se il suo vettore direttore v ≡ m  è

n
parallelo, ossia proporzionale, ad n. In definitiva si ha
 
" a
r⊥π ⇐⇒ rg  m b  = 1.
n c