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You too. La storia e il presente di Wikipedia.

Una nuova piattaforma auto poietica per la creazione cooperativa della conoscenza

Paolo Ferri

La storia di Wikipedia: in principio fu Linux e l’open source.

L’intuizione geniale di Jim Wales, uno dei primi produttori di contenuti on-line a credere nel potere
della “cooperazione di massa” (Tapscott, Willimas, 2006), che ha decretato il successo della
enciclopedia, oggi, più diffusa nel mondo, è semplice. Per realizzare un’enciclopedia, costa molto di
più costituire un comitato scientifico qualificato, allestire una redazione e remunerare illustri
scienziati per redigere e rivedere le “voci”, di quanto non costi mettere disposizione
dell’intelligenza connettiva di decine di milioni di utenti la possibilità di contribuire liberamente e
gratuitamente alla creazione di una base dati di contenuti condivisa e generata cooperativamente.
Così si è mosso il fondatore di Wikipedia: attraverso un semplice programma che permette di
editare in maniera cooperativa i contenuti direttamente on-line, il software wiki, Jim Wales ha
avviato il progetto di un’enciclopedia digitale scritta da moltissimi e corretta e validata
potenzialmente da tutti gli utenti della rete. Sulla base di questa intuizione tra il 1998 e il 2000
Weles aveva provato ad avviare il progetto Nupedia, un’enciclopedia basata sui contributi volontari
da parte degli utenti, che venivano postati al sito del progetto, ma che non venivano editati
direttamente: Nupedia non prevedeva infatti la possibilità della pubblicazione diretta da parte degli
utenti, perché ed era basata sull’idea “gutenberghiana” della necessità di vagliare le voci da parte di
un comitato di scientifico di esperti. Il risultato di questo primo esperimento fu decisamente
fallimentare: nel corso del primo hanno del progetto, a fronte di una spesa di 124.00 dollari per la
revisione delle “voci”, ne furono pubblicare solamente 24. La logica della mass cooperation non era
ancora stata adottata pienamente ed il “collo di bottiglia” economico e organizzativo costituito dalla
revisione e dalla pubblicazione dei testi delle singole voci fece fallire il progetto. Ma Wales e i suoi
collaboratori non si scoraggiarono, impararono dall’esperienza e decisero di scostarsi
completamente dal modello delle enciclopedie tradizionali e abbracciare integralmente la logica di
funzionamento della comunità open source di creazione cooperativa del software quali Linux e
Apache. Il principio è anche in questo caso semplice e rivoluzionario: ogni sviluppatore software
che desideri contribuire all’ideazione e allo sviluppo di una applicazione informatica è libero di
farlo: il suo lavoro viene messo a disposizione dell’intera comunità per mezzo della rete, viene
vagliato e valutato tecnicamente (e non in base allo status professionale o sociale del proponente)
dalla comunità stessa. Se è giudicato efficacie diviene parte del codice che costituisce il progetto, se
presenta difetti, questi vengono affrontati da altri sviluppatori che, insieme, giungono a realizzare
una versione priva di errori e malfunzionamenti. Il prodotto finale è, ovviamente, messo a
disposizione degli utenti gratuitamente e può essere scaricano e installato senza alcuna licenza.
Questa organizzazione assicura uno sviluppo continuo del software e la sua maggiore stabilità ed
affidabilità rispetto al software proprietario. Anche il team di sviluppo del nuovo sistema operativo
– Vista - della più grande multinazionale globale del software, la Microsoft, non potrà essere, per
ovvie ragioni di bilancio, mai tanto ampio quanto quello che sviluppa testa ed aggiorna Linux, il
sistema operativo open source che equipaggia il 95% dei server Internet del mondo. Sono, infatti,
più di 30.000 i programmatori che ne costituiscono la comunità volontaria di sviluppo. Con la stessa
struttura organizzativa e con la medesima filosofia di fondo si sono mossi Wales e i suoi
collaboratori per realizzare Wikipedia

Wikipedia: la mass cooperation al lavoro

Anche nel caso di Wikipedia, si tratta di un gruppo di volontari che non fa capo a nessun organismo
centrale: chiunque sia interessato a contribuire volontariamente è il benvenuto. Ma, nella
progettazione di Wikipedia, Weles e Sanger si spinsero oltre la logica dell’open source. Nelle
comunità del free software le parti di codice che vengono liberamente create e messe a disposizione
degli altri utenti non vengono direttamente integrate nel sistema, ma vengono valutate “ex-ante” dai
membri esperti della comunità, prima di essere integrati nel software che sarà reso disponibile on-
line. Una determinata funzionalità aggiuntiva viene inserita, ad esempio nella nuova versione del
sistema operativo Linux, solo dopo un’attenta verifica della sua efficienza e compatibilità con il
sistema. La comunità Linux agisce ancora in modo pseudo-gerarchico, così come agiva in questo
modo il team di esperti e la redazione della prima versione dell’enciclopedia di Wales e Sanger,
Nupedia. Wikipedia rovescia questa logica e grazie alla logica della Mass cooperation, prevede non
solo la possibilità per tutti gli utenti di Internet di contribuire al progetto, integrando e modificando
le voci, ma anche la possibilità di inserire direttamente on-line i contributi personali
nell’enciclopedia. Viene cioè lasciato al “potere dello sciame”, alla moltitudine degli utenti di
Internet, la valutazione ex-post della qualità del contribuito. Si può, per così dire, permettere un
“grado di libertà” molto maggiore agli utenti-autori di Wikipedia (Bolter, 1996). La
radicalizzazione della logica dell’open source promossa da Wales e Sanger, cioè, consiste nel fatto
che nel caso di Wikipedia ogni utente registrato - oggi sono più di un 1.000.000 cui 100.00 hanno
redatto più del 50% delle voci - può direttamente pubblicare on-line il suo contributo ad un voce già
esistente o addirittura può editare una nuova voce dell’enciclopedia, e la correzione o la revisione
della voce medesima viene fatta direttamente on-line, dagli altri utenti. Lo strumento software che a
livello tecnologico ha reso possibile questa innovazione e, come vedremo, il clamoroso successo di
Wikipedia, è anch’esso un software open source, un programma per la scrittura cooperativa on line
ideato da Ward Cunnigam nel 1995, e che prende il nome dal termine che in Hawaiano che significa
“veloce”, il Wiki1. Attraverso questo semplice software di rete è possibile aggiungere direttamente e
velocemente un contributo al data base on-line di Wikipedia. In particolare fu di Sanger l’idea di
implementare le voci originarie di Nupedia all’interno di un interfaccia Wiki, ma nessuno poteva
prevedere il successo e la crescita esponenziale di credibilità e di contenuti che la nuova logica
organizzativa garantì a Wikipedia. I risultati della radicalizzazione dell’etica haker (Himanen, P.,
(2001) e della mass cooperation al lavoro furono stupefacenti anche per gli stessi Wales e Sanger.
Nel primo mese di messa on-line di Wikipedia - che originariamente conteneva solo le voci
realizzate per il progetto Nupedia - i nuovi articoli realizzati dagli utenti furono 200, e ben 80.000
mila durante in primo anno di vita della versione inglese dell’enciclopedia !

Ma la pioggia si è presto trasformata in un urgano, oggi Wikipedia conta edizioni in 22 lingue e le


voci totali sono più di 4.000.0000, mentre quelle della versione inglese sono ad oggi più di
1.100.000, e crescono all’impressionante numero di 2000 al giorno, per un totale di più di 730.000
nuove voci all’anno (Tapscott, Williams, 2006). Se il tasso di crescita si mantiene su questi ritmi nel
2010 le voci di Wikipedia in inglese saranno più di 5.000.000, secondo un stima abbastanza
prudente, tanto da far affermare, un po’ paradossalmente, a Wales, che “… l’enciclopedia
Britannica crollerà e sarà costretta a chiudere nell’arco dei prossimi cinque anni … come possono
competere il nostro modello dei costi è semplicemente migliore” (Goetz, 2003).

Wikipedia versus Britannica: la mass cooperation cambia il modello di business dell’editoria

Se si considera che l”’impresa editoriale” Wikipedia ha soltanto 5 addetti a tempo pieno e che ha un
pubblico di milioni di utenti è difficile non dare ragione a Wales. Le “voci” della versione italiana
ed esempio sono ad oggi più di 300.000. Dal 2001 al 2007 Wikipedia ha surclassato per popolarità,
utilizzo e usabilità buona parte delle enciclopedie tradizionali o di quelle commerciali passate
all’on-line, come l’Enciclopedia Britannica e la sua versione on-line (www.britannica.com ), un
monumento della cultura anglosassone e mondiale, la prima delle istituzioni enciclopediche a
sperimentarsi nel mare aperto della rete Internet (Ferri, 2004).

1
l’interfaccia Wiki è ormai lo strumento più semplice ed efficace per permettere ad una comunità, anche non esperta di
interfacce tecnologiche avanzate, di costruire conoscenza in modalità collaborativa e dialogica. Si tratta di un sistema di
pubblicazione editino dei contenuti che non richiede nessun tipo di compenteza informatica. Accedendo alla pagina
Web della “voce” enciclopedica di interessa la si può in con un semplice click editare e modificare oppure se la voce
non è presente la si può scrivere e “postare” direttamente on-line.
Nel 2005 uno studio indipendente condotto dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature
(Giles, 2005) basato sull’analisi di 42 voci di ambito scientifico delle due enciclopedie ha
dimostrato la sostanziale equivalenza delle due basi dati, dal momento che ai 3 errori riscontrati in
Britannica corrispondono 4 errori rilevati in Wikipedia. Se è vero che questo studio prende in
considerazione un campione di voci non particolarmente significativo è anche vero, però, che
dimostra come Wikipedia abbia colmato nel giro di soli sei anni il gap di attendibilità con un
istituzione culturale plurisecolare e gloriosa, il vanto alla sua nascita dell’illuminismo inglese2. Ma
come è stato possibile per uno sciame di redattori anonimi, sparsi ai quattro capi del globo e senza
un direzione unitaria giungere ad un risultato di tale accuratezza scientifica (anche se a livello solo
divulgativo)? Wales ha per così dire raccolto la prima delle regole che Kevin Kelly nel suo
controverso e provocatorio saggio New Rules for the New Economy (Kelly, 1998) chiama il potere
dello sciame. L’Idea cioè che una moltitudine di attori abilitati dalle tecnologie di rete possano
riuscire cooperando dove non riescono o riescono con difficoltà pochi anche se molto qualificati
scienziati. E’ proprio questo fattore che hanno sfruttato Wales e Sanger, l’interazione proattiva di
milioni di individui, uno sciame di individui che si è dedicato alla costruzione dell’alveare della
conoscenza oggi noto come Wikipedia. L’organismo sociale di Wikipedia, che conta più di
1.000.000 di contributi e decine di milioni di “controllori”, e sembra proprio comportarsi come un
ben assortito organismo, che evolve molto rapidamente ed in maniera auto poietica. Un organismo
immateriale ed informazionale, le cui molecole e i cui atomi costituivi sono nelle menti e nelle mani
di chi vi contribuisce: un organismo cooperativo digitale in rapidissima e imprevedibile crescita.

Consigli di lettura

Bolter, J. D.,(1996), Digrees of Freedom, disponibile al sito


http://www.lcc.gatech.edu/~bolter/degrees.html

Goetz, (2003), “Open Source Evrywhere” Wired,, 11.11, Novembre 2003

Giles, (2005), “Internet encyclopedias go head to head”, Nature, vol. 438, N. 531 (December 15)

Ferri P. (2004), La fine dei Mass Media. Nuove tencologie e trasformazioni dell’industria della
cultura, Guerini e Associati, Milano
2
La prima edizione di Britannica fu avviata nel 1768, l’opera venne completata nel 1771, e la cui storia ha coinciso con
la storia della cultura anglosassone e mondiale dal momento che tra i redattori di britannica ritroviamo il meglio delle
elité della scienza e della cultura mondiale, da Adam Smith a David Hume, da Walter Scott, a Robert Burns da Freud a
Einstein un istituzione che si è inoltre avvalsa nel corso della sua storia plurisecolare della collaborazioni di alcune delle
più prestigiose università mondiali, tra tutte l’università di Cambridge e l’MIT.
Himanen, P., (2001), The hacker ethic and the spirit of the information age; trad. it. 2003, L’etica
hacker e lo spirito dell’età dell’informazione, Milano, Feltrinelli, 2007 (traduzione parziale).

Kelly, K. (1998), New Rules for the New Economy: 10 Radical Strategies for a
Connected World, Viking Press, New York; tr. it. Nuove regole per un nuovo
mondo, Ponte alle Grazie, Milano 1999.

Tapscott, D., Williams A. D., (2006), Wikinomics. How Mass Collaboration Changes everythings,
Penguin, London; tr. It. Wikinomics, la collaborazione di Massa che sta Cambiando il mondo,
ETAS, Milano 2007,