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TECNICHE DI SEDUZIONE E BREVI CENNI STORICI SULLA STORIA DELLA


SEDUZIONE

Introduzione

Questo mio modesto scritto, lo dedico a tutte le donne, che ho amato, sedotto e a volte anche
odiato. Ho cercato di scrivere questo libro il più semplice possibile, perché secondo il mio
modesto parere. La lettura deve essere entusiasmante, piacevole, scorrevole, emozionante;
essa deve inoltre avere un effetto catalizzante dell’attenzione del lettore e non alienante con i
suoi grigiori prolissi. Ho inserito alcuni elementi culturali, senza cadere nel noioso
nozionismo storico e letterale. Ho affrontato con una disinvoltura e semplicità argomenti sul
sesso, cercando di rompere ogni tabù. Ho cercato di analizzare alcuni personaggi storici, che
hanno fatto della seduzione, e della sessualità, non solo un’opera d’arte, ma il proprio credo,
cioè precisamente, la propria ragione di vita.

CAPITOLO I

Brevi cenni sulla storia della seduzione

L’uomo fin dall’Antichità, ha cercato di comunicare, con l’altro sesso, non solo con la parola
e con i gesti, anche attraverso una tecnica più contorta e magari più complessa da esprimere,
in modo chiaro e trasparente, “LA SEDUZIONE”. Per gli Egiziani, Assiri-Babilonesi,
Etruschi, Greci e infine per i Romani era considerata, quasi un’arte, non a livello delle
cosìdette arti intellettuali (Poesia, Teatro, Oratoria), pur sempre come un’elevazione
dell’espressività umana, ed esaltazione della personalità. Con il prevalere della religione
giudaico-cristiana. La Seduzione, fu relegata a un ruolo marginale e trasgressivo, infine con il
Medio-Evo, addirittura perseguitata dall’Inquisizione (strumento formidabile nel reprimere la
circolazione delle idee e del pensiero), grande esponente di questo strumento sanguinario, per
antonomasia de Torquemada. L’Inquisizione, fu anche un mezzo di pressione

politica, per eliminare, personaggi scomodi politicamente. Quindi non solo un abile
ISTITUZIONE di moralizzazione dei costumi. Secondo me la seduzione è una componente
importante dell’erotismo, quest’ultimo è un elemento, che consta di molti elementi spirituali,
anche se non sempre, perché essa punta sull’immagine e sulla parola. Invece la Pornografia
essendo precipuamente venale, perde del tutto quella spontaneità, che potrebbe avere la
Seduzione. È provato che uomini e donne, non solo sono sempre disposti a parlare di
seduzione, anzi, non ne sono mai sazi, anche quando l’argomento suscita ilarità, quando il
discorso assume una certa apprensione, che noi potremo definire passione. Questo genera,
secondo Laclos, provoca a loro la fatica di una riflessione e molti preferirebbero rimanere nel
loro limbo piacevole. La seduzione assume un’importanza fondamentale, perché anche se a
molti può sembrare un’arte frivola, essa diventa un fondamentale strumento di complemento e
di sostegno alla lenta e inevitabile crisi dell’Istituto del Matrimonio. La libertà della
seduzione, dipende ormai dalle statistiche pubblicitarie, e il pecorismo estetico, assume una
notevole forza. Secondo me l’attuale Società di Massa, subisce la manipolazione tecnologica
del sentimento (ricollegabile ad Adorno). Nel Medio-Evo, la seduzione viene portata avanti
dalla CAVALLERIA, quest’ultima si fa portavoce di un ideale estetico, dove prevalgono le
emozioni eroiche d’intensa fantasia.
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La seduzione altro non è che un gioco umano, per evadere dalle limitazioni della vita
ordinaria, e diventa un ornamento raffinato o come uno statico arazzo, attorniato dall’estrema
grossolanità della società del tempo. Questo ideale di seduzione, su base negativa, trova la sua
consacrazione nel XII secolo, con in trovatori, va oltre il Medio-Evo, arriva fino al
Romanticismo. S’instaura nel Medio-Evo, un perenne contrasto religioso fra Natura e Grazia,
porta contrasti nelle strutture sociali, questo si ripercuote, anche nella mente della gente. A
partire da Costantino, il Cristianesimo, assume una forma ufficiale, ed impone le sue
istituzioni e sacramenti e condanna tutte le dottrine di provenienza orientale, criminalizzando
l’EROS e la seduzione. E vede nel matrimonio, come un ISTITUTO chiuso, volto alla
procreazione. Rifiuto totale della seduzione e della sensualità.

In questo modo la chiesa uccide la seduzione. Nel Medio-Evo, viene dato una forma del
profano della seduzione amorosa, a una inquietudine interiore, precipuamente, religiosa la
poesia, provenzale, realizza e trasmette, tutta la sensibilità, anche cattolica ( e basti pensare a
Dante Alighieri e Petrarca) e posteriore, quella passionalità astratta e sofferente dell’amore,
che mentre la donna viene resa come un angelo, in realtà ne fa la grande assente. L’Adulterio,
secondo me, è uno strumento basilare, per non fare inaridire la seduzione a schemi fissi e
rigidi, la rende pura e semplice e trasparente e soprattutto, gli dà quella vivacità e fantasia, che
la rende quasi, immortale, nella concezione Occidentale. Io credo che il dramma d4ella
seduzione e della sofferenza dell’amore femminile, che tutta la poesia scritta da donne, ha
espresso con tanta tenacia, sia nell’avvertimento di questa distanza, cioè l’antitesi, tra l’amore
al femminile e l’amore maschile, che esiste, e resta ancora oggi, nel grande mutamento, dei
costumi, nell’apparente “liberalizzazione” del costume femminile e che noi non possiamo
nasconderci nonostante le bandiere lesbiche e il femminismo oltranzista. La psiche femminile
non è radicalmente mutata, bisogna inventare e sapere vivere un amore differente. La
liberalizzazione del sesso, tocca il corpo, ma non sembra modificare il sé femminile
profondo(cioè il concetto, che la donna ha della propria identità personale, attraverso tutti i
rapporti d’amore). La donna, in quanto creatura interscambiabile per l’uomo e interscambiata,
continua a soffrire l’amore come una differenza d’amore, in divario dell’amore maschile, la
minaccia di una perdita, una dolorante fissità nell’amore, una più dura interscambiabilità di
figura dell’amato. Il femminismo soffoca, la seduzione, secondo me, anziché denunciarlo,
come uno dei punti problematici dei rapporti fra l’uomo e la donna. Il movimento femminista,
attualmente, dopo aver svolto giustamente un emancipazione della donna, è diventato uno dei
fattori di crisi fra l’uomo e la donna. Questo contrasto d’amore, che poi si riflette, anche sulla
seduzione e sulla struttura diversa della psiche femminile e della psiche maschile. Sulla
differenza che esisterebbe fra il senso dell’identità personale femminile e quella maschile.
Disprezzo l’egoismo maschile, mentre la psiche femminile, non ha confini netti e il suo senso
dell’identità personale consiste in tutti i rapporti, che la donna ha (in quanto figlia, moglie,
madre ecc;…). Ella in tutti i rapporti, cerca la certezza o la stabilità, ecco perché non sempre
la seduzione, può essere di aiuto alla donna. La seduzione in versione maschile, ha provocato
l’ignoranza o l’indifferenza, per la psiche femminile, ovviamente le disuguaglianze sociali, fra
l’uomo e la donna, hanno accentuato la differenza d’interpretazione della seduzione.

Ancora oggi, la psiche, della donna è assoggettata, al volere maschile, questo sistema di
coazioni sociali, ha provocato, nella società esistente un antagonismo di ruoli. Affinché, noi
uomini, non cercheremo di capire, come le donne vogliono impostare la seduzione, noi
rimarremo rinchiusi, nei nostri atavici schemi, e non riusciremo a cogliere tutta la genuinità
della seduzione, al fine immedesimarsi nella donna. La fusione tra uomo e donna, sia dal
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punto di vista fisico, che spirituale. Anche attraverso la seduzione, porta ad avere un mondo
tendenzialmente migliore, provando l’umanità di quell’humus di contrasto, che sovente porta
alla distruzione dell'umanità. Purtroppo, noi uomini, sovente abbiamo usato la seduzione, non
per valorizzare la personalità femminile, ma abbiamo solamente appagato, il nostro mero
appetito sessuale, abbiamo impostola nostra mentalità maschile e loro purtroppo, hanno
assorbito i nostri lati peggiori (arrivismo, competizione, narcisismo, egoismo, intolleranza,
indifferenza e soprattutto, il non rispetto per la vita). Anche nella donna angelicata del XIII
secolo, troviamo, sempre l’influenza maschile e del diritto canonico. Troviamo, una donna,
purtroppo degradata, nella maggioranza dei casi, vive nelle condizioni servili, come un
animale domestico e d’inferiorità morale e spirituale, e proclamato, anche dalla religione.
Diciamo che l’uomo attraverso la seduzione sente nel Medio-Evo, anche un sentimento di
colpa collettiva, bisogno di sublimazione individuale, per reggere psichicamente, il rapporto,
non gratificante, con la donna realmente sminuita. La Dama, l’angelicata, non è dunque che
un oggetto MISTICO, un grande pretesto religioso al femminile. A partire dagli anni 50, la
liberazione culturale indotta, non più circoscritta a limitate élites, approfittando di tutto, e
perfino della crisi, di certe strutture sociologiche, la seduzione è diventata una qualità meno
originale è improntata sul piano consumistico. Altra tematica, che molti letterati affrontano
questo collegamento, che lega, la seduzione, l’amore, la morte, come ultimo anello conclusivo
di un’esistenza volta a capire il senso dell’esistenza, della sua positività e contraddizioni,
fanno parte del bagaglio culturale dell’Occidente. La passione d’amore costituisce, di fatto
un’infelicità. La società, in cui viviamo, e i cui usi e costumi non sono cambiati, sotto questo
rapporto Seduzione – passione, nella stragrande maggioranza dei casi, ricopre la forma
dell’adulterio. Possiamo concludere, che da quando l’uomo ha raggiunto una certa razionalità,
cioè è previsto dalla ragione, così direbbero gli illuministi, ha fatto della seduzione, non solo
una ridicola Mistificazione, della propria personalità, essa è una componente importante della
società. Perché la seduzione, ha permesso all’uomo e alla donna di conoscerci meglio,
cercando di appianare i perenni conflitti, che s’instaurano tra il mondo maschile e femminile.
La seduzione in parole povere ha palesato la sua funzione, cioè di rendere l’uomo e la donna,
per quello che in realtà sono, eliminando ogni ipocrisia, consacrando INOLTRE l’adulterio,
come un cardine, irrinunciabile.

CAPITOLO II

Letteratura Occidentale e seduzione

Nella letteratura occidentale si usano e regole cavalleresche per incanalare la Seduzione del
XII secolo, assolvono a comportamenti di costrizione; intervengono inoltre delle figure
impregnate di misticismo e di corroborata retorica. Molti nel Medio-Evo e cui si vede la
falsità, che sovente troviamo, anche nella nostra società contemporanea, usano la seduzione
per sposarsi ed arricchirsi e se poi l’affare non andava a buon fine, abbandonavano la propria
donna, quindi si arriva alla conclusione. Il Medio-Evo, doveva in teoria essere una società
pura e semplice, da questo si deduce semplicemente, che molti usarono l’arte seduttiva, solo
per raggiungere i loro obiettivi economici. Nel Medio-Evo, si assiste alla perenne antitesi, che
contrappose, la fedeltà alla donna, quindi e segreti della seduzione e la società feudale, che in
pratica chiede, una fedeltà al Signore. Per la seduzione l’amore platonico “Umiliazione
Divina”, del corpo femminile e maschile che li porta alla pazzia, oltre a portare un’infelicità
latente ed ad assaltare la masturbazione mentale. Si può dire, in parole scurrili, che il
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platonismo avrà accentuato la sua parvenza di spiritualità, però ha provocato un esercito di


repressi, di segaioli cronici; ha fatto aumentare l’omosessualità e l’avversione ad avere
rapporti fra i sessi.

L’EROS rappresenta la bramosia sublimale e l’aspirazione più grandiosa, che porta al


supremo desiderio. L’attrazione, sessuale diventa inebriante. L’uomo e la donna attraverso i
loro corpi caldi e pieni di desiderio, realizzano la massima aspirazione, che è quello di
copulare a sazietà, fino a raggiungere un orgasmo, che li proietti, più vicini alla felicità, sia
esteriore che interiore, oserei dire che così si avvicinano alla divinità. L’influenza nella
letteratura della seduzione, in Europa, vi è una forte influenza delle popolazioni celtiche. Il
fulcro della civiltà celtica e spirituale era rappresentata, dal collegio sacerdotale dei DRUIDI.
Questo collegio non era circoscritto a popoli distinti, ma rivestiva funzioni di organo
internazionale, presente in tutti i popoli della Bretagna e Irlanda, in Italia e in Asia-Minore.
Loro s’incontravano, attraverso i viaggi. Loro rafforzavano l’unione dei popoli celtici. I druidi
creavano delle confraternite religiose, dotate di poteri molti estesi. Erano, al tempo stesso
giudici, indovini, maghi, medici, religiosi, e professori. Non lasciavano scritti, ma
impartivano ai loro discepoli, (restavano con i druidi per venti anni) un insegnamento orale.
Anche i Celti, come i Cristiani, credevano a una vita dopo la morte. Cioè una vita
avventurosa, affine a quella terrestre, resa pulita, dove persone che avevano commesso gesta
eroiche, potevano ritornare con altri nomi, reincarnandosi ai vivi. Secondo i Celti, la donna,
non è priva di principi platonici dell’amore, agli occhi dei celtici le donne sono un essere
Sacro e Profetico. Anche se loro, coltivano il culto dell’Eros, che porta all’estrema bellezza, il
corpo femminile, con tutta sl sua sensualità. Si è creata una simbiosi fra seduzione e il
paganesimo, entrambi hanno potuto estrinsecare la propria vitalità, attraverso l’amore divino e
più concretamente l’edonismo. Invece il Cristianesimo, ha cercato d’incanalarlo nel grigiore
del matrimonio felice. Secondo me il Paganesimo, valutava la persona, l’individuo e non lo
confinava, in modo riduttivo a confini ben delimitati, come erroneamente faceva il
Cristianesimo. Un po’ come faceva il Medio evo, dove la pseudo-ortodossa cattolica,
confinava la seduzione, in un grigio cerchi di fuoco. Solo con il Rinascimento, la seduzione,
assunse un ruolo fondamentale, infatti le cortigiane veneziane, sovente si fanno portatrici di
ambasciate e di stili di vita eleganti e brillanti, dove l’arte amatoria, diventa strumento di
elevazione sociale. L’uso di profumi e di vestiti, provenienti dall’Oriente, fanno assumere alla
donna veneziana una sessualità scultorea, infatti il seno, diventa un bellissimo quadro, dove
gli uomini, attraverso la loro lingua, possono succhiare, con estrema avidità il capezzolo, fino
a farlo irrigidire. Le donne o le amanti, donano ai propri uomini, piccoli cofanetti, che
contengono i peli della Pube. Molti usavano la segala cornuta, che aveva un forte effetto
afrodisiaco. La seduzione acquista la sua originalità, nel vero senso della parola. Le donne
veneziane usano cospargersi il proprio corpo nudo di miele o di sostanze dal gusto dolce al
fine di permettere ai loro amanti, di poter esplorare con famelicità le parti, più intime del
corpo, avvalendosi, ovviamente della lingua. Anche, nel baciare, il proprio uomo le donne
veneziane, cercano di farla ruotare, assieme al loro compagno. La seduzione, la fa da padrone.
Le feste, sono dei Baccanali nella Venezia rinascimentale, tutte le famiglie della nobiltà
mercantile, fanno a gara, nell’organizzare feste al fine di primeggiare. Nelle sale da gioco, ci
sono specchi, che permettono sia uomini e donne, di vedere le altre copie avvinghiate, che si
rotolano e consumano infuocate effusioni d’amore. La seduzione, subì un forte incremento
nell’ambito della chiesa, infatti il matrimonio fra religiosi non fu più tollerato. Il papa
Gregorio VII, lo aveva da poco proibito, accentuando la trasgressione nelle strutture della
Chiesa. Nasce una nuova forma poetica, nel Sud della Francia, patria del Catarismo: essa
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celebra la donna del pensiero, viene idealizzata la figura femminile, all’amore, vista in forma
di matrimonio, vi è la castità. Questa contrapposizione, non solo teologica, anche ideologica,
provocherà , nel Papa Innocenzo III, che sognava, una Chiesa Universale. Il quale non poteva
assistere, in modo passivo, la definizione dell’Italia del Nord e della Linguadoca (Francia) a
scatenare nel 1209, una crociata contro i Catari; primo genocidio, che si verifica nell’Europa
“cristiana” dell’Occidente. Il trovatore a noi per primo noto Guillame, sesto conte di Poitiers e
nono duca di Acquitania, che morì nel 1127. Egli fissò le leggi dell’amore, in pratica della
seduzione, sono poste come un rituale. Sono misura servizio prodezza, lunga attesa, castità,
segreto e pietà, virtù che portano la gioia, segno e garanzia. L’aspetto positivo degli
innamorati, consiste in gioia, pazienza e misura. Si approva, che la donna, tiene un
atteggiamento prezioso lungo e in seguito, l’uomo non ottiene quello che spera. La
sottomissione all’amata è il contrassegno naturale dell’uomo cortese. Nel XIII secolo, la
seduzione assume una forma più materialista e meno platonica, infatti i nobili poeti,
affermano cinque cosìdette regole. Lo sguardo, la parola, il contatto, il bacio e l’ultima o
soluzione finale, sarebbe il coronamento delle prime 4 (quattro) regole, la COPULA. Nel
romanzo bretone, la seduzione, assume una forma “esoterica erotica”. Il corpo femminile,
manifestava con la sola presenza dei poteri soprannaturali, aveva il desiderio sessuale
spontaneo regresso. Si accettavano tutte le pratiche carnali, ad eccezione dell’atto, il sesso
contenuto, rappresenta, una donna inafferrabile. Nel XII secolo, fiorisce la cosìdetta Scuola
Siciliana, dove a Palermo, Federico II di Svevia, con la corte, s’impone come un illustre
mecenate. Fino a che punto l’amore cortese abbia avuto una certa influenza, nessuno lo
sappiamo, per certo che per i Siciliani, parlano di una donna, come di una donna reale; tutto
era ridotto a galanteria rigida. Dante e Cavalcanti, pretendono, più trasparenza e più
accentuazione amorosa, pure se ammettono, che Madonna, rappresenti un simbolo.
Nell’amore idealizzato da Dante, Beatrice, è veramente esistita e lui l’ha certamente amata, in
questo caso al contrario dei trovatori, Dante raggiunge la perfezione. Nel XII ecco apparire: i
Fabliaux, in controtendenza all’amore cortese, essi esalteranno la voluttà, con gli stessi
eccessi, che l’altra raggiunge nel glorificare la castità. Vi è una forte contrapposizione tra
l’anima e il corpo è il primo esempio di conflitto, che si pensava in modo riduttivo, che il
matrimonio cristiano, fosse in grado di risolvere. Con il prevalere delle GAULOISERIE, il
pensiero erotico, acquista un’importanza culturale. Essa assume una licenza fantasiosa, il
disprezzo di tutte le complicazioni naturali e sociali dell’amore, le indulgenze per l’ipocrisia e
gli egoismi della vita sessuale, la visione d’un piacere infinito. Tutti, questi elementi fanno
della GAULOISERIE, all’esigenza umana, al fine di raggiungere una vita felice, ma questa
volta più sotto l’aspetto animale, l’ideale portato avanti è quello della lussuria. Nel Seicento,
la seduzione, perde in parte quella sua arte, ed assume una forma di psicologia, e la letteratura
assume una forma raffinata. Nel settecento, con il prevalere, delle idee illuministe e dei
libertini e delle idee rivoluzionarie, viene dato ampio sfogo alla seduzione, con le sue
perversità (sadismo, sodomia, atto sessuale volto solamente al proprio godimento, viene anche
calcolato e ponderata la quantità di liquido seminale, che ogni persona riesce a produrre.
Nell’epoca di Casanova, i primi preservativi di seta; altra necessità che viene fuori nel
settecento, viene tenuto in molta considerazione, che la donna abbia un orgasmo
soddisfacente e che raggiunga il piacere estremo, quindi tutta quella concezione sulla
misogenia, dei precedenti secoli, tende ad attenuarsi. L’esempio più lampante l’abbiamo,
circa nel 1623, dove la Chiesa, riconosce, alla donna ad avere un’anima. Le tecniche di
seduzioni amorose , vengono perfezionate e per la prima volta, viene esaltato il leccamento
dell’organo femminile, cioè l’utero, con tutta la metodologia volta procurargli piacere. Come
forma di piacere, altra parte del corpo femminile il clitoride, viene usato dagli uomini, per
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dare un immenso godimento alle donne. Enormi baccanali, vengono organizzati, dalla nobiltà,
licenziosa e perversa, dove le orge, sono all’ordine del giorno, si usano falli di ogni genere,
pur di provocare estasi d’amore alle donne. La fellatio, esce in modo palese, dal rigido
controllo dell’Inquisizione e diventa uno strumento formidabile di seduzione, per le donne,
quest’ultime vivono una sessualità appagata, con il proprio partner; orgogliose di succhiare, in
modo famelico il nettare del proprio uomo. Perché gli sembra, così, che il corpo femminile, si
fonda, con quello maschile. Anche i cibi afrodisiaci, fanno la loro comparsa, pur di realizzare
una seduzione piena. Le spezie provenienti dall’Oriente, altri usano il sedano etc… Molti
nobili e soprattutto le nobil-donne, con la concezione che in seduzione (o amore) e in guerra
tutto è concesso. Per esempio la marchesa de Montespan, dopo aver fatto rinchiudere il marito
alla Bastiglia (prigione tristemente famosa dell’ancien-regime, vi fu detenuto anche il
marchese de Sade), per poter rafforzare ulteriormente il legame con il re Sole, cioè Luigi XIV,
fece ampio uso di riti satanici ed esoterici, per contrastare la seduzione delle sue storiche
rivali (la marchesa de Maintenon e la marchesa de Pompadour. Quest’ultima di estrazione
borghese, ebbe un educazione molto rigida in un collegio rinomato a Parigi. Riuscì ad entrare
alla corte di Versailles e grazie alla sua bellezza e capacità seduttiva, divenne una delle
favorite principali del re Luigi XIV; quest’ultimo per ricompensarla non solo per la sua arte
amatoria, ma soprattutto diplomatica, ottenne il marchesato di Pompadour). In certe parti
d’Italia, forse ancora oggi, anche se una pratica che risale alla Magna Grecia, quindi
antichissima. Usavano o forse usano ancora, mettere il sangue CATAMINIALE (mestruale)
nelle bevande (per esempio nel caffè) un modo di sedurre sleale, ma secondo alcuni lecito; a
me suscita in primis una profonda ilarità. Molta letteratura del settecento, si sofferma, sulla
seduzione e sull’attività amorosa, perché l’eccessiva circolazione delle Idee, porta a delle
estremizzazioni. Non più l’uomo soggetto a certi vincoli teologici, bensì l’affermazione
categorica, della società laica, con tutti i suoi aspetti positivi e negativi. È l’epoca del sorgere
delle logge massoniche, che si fanno portatrici, di una società in evoluzione, non statica,
com’era prima della Rivoluzione francese. Il cristiano, secondo la concezione del Settecento e
certa letteratura. Un cristiano, deve accettare l’EROS, non perché viene sublimato. Esso, non
è peccato. Il peccato è la sublimazione di Eros. Un riferimento all’Oriente in particolare, alla
Cina, il concetto d’amore, non esiste. Il pensiero dell’amore è solamente adoperato, per
definire i RAPPORTI FRA LA MADRE E I FIGLI. Secondo la mentalità cinese, il marito,
non ama la moglie, “sente per lei dell’affetto”. Le Civiltà Europee, vivono, questo perenne
contrasto sull’amore, fra uomo e donna. La Civiltà cinese è fondata sulla famiglia,
sull’assenza dell’amore. Ogni espressione d’amore è giudicata sconveniente.

CAPITOLO III

La seduzione nell’Antichità e il ruolo della donna

La seduzione nell’antichità era praticata come un’arte solamente nelle classi più elevate
(aristocratici, aristoi in greco). Solamente negli ambienti benestanti, la donna sembra godere
di una certa libertà d’azione. Agli uomini tutto era consentito, sia, che , proveniva da una
classe agita o povera. Dato che la seduzione, comporta una certa apertura d’idee. In una
società rigida e schematica come era, quella antica, tutto era prefissato, la seduzione, non
aveva nessuna espressione, se non in certi altissimi ambienti. Per esempio il matrimonio,
nell’antica Grecia, aveva una forte valenza sociale, con finalità speculative, quindi dimostra
come nell’Antichità, il sentimento e la seduzione, fossero degli elementi inesistenti, se non ad
esclusivo appannaggio dei ceti sociali elevatissimi, come ho già accennato ampiamente
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poc’anzi. Insomma un’espressione elitaria. Invece il matrimonio assumeva un ruolo


fondamentale nell’antica società greca, come l’agricoltura e la religione. L’avvenimento delle
nozze, rappresentava per le donne il momento cruciale del loro inserimento nella società e
l’entrata nella vita adulta. Si verificava, con il susseguirsi, di questi due avvenimenti
importanti per la donna (matrimonio, nozze), comportava per lei l’abbandono della casa
paterna per entrare, nella casa del marito. Questa rivoluzione familiare, la costringeva a
rapportarsi con un mondo nuovo e soprattutto ignoto, al fianco di un compagno, che non ha
mai avuto la possibilità di conoscere. Questo provocherà molte tragedie. Questa donna
abbastanza giovane, gli era imposto una serie di schemi matrimoniali. Lo svolgimento del
matrimonio, era l’espressione di un atto privato, che fondeva con la città. La Dea, per le
donne che stavano per contrarre matrimonio, era ARTEMIDE. Tutte le future spose, per
dimostrare la propria devozione, donavano una piccolissima parte dei loro capelli alla Dea. La
madre con i suoi parenti, ed le domestiche, se la famiglia era altolocata, si occupavano dei
preparativi. Altro atto svolto prima della celebrazione delle nozze era il bagno, che aveva un
valore fecondante e purificatore. Questo rito, variava da zona, infatti l’acqua veniva presa in
un tempio, proprio per dargli quella sacralità, che doveva rendere il matrimonio divino. Il
giorno delle nozze, la sposa si presenterà avvolta in un velo, tutta coperta, anche il capo.
Questo simbolismo stava a significare che lei doveva, mantenere la propria verginità, fino al
momento in cui sposo la deflorerà. Questa mia minuziosa descrizione delle fasi
prematrimoniali e matrimoniali, dimostra come una società conservatrice e rigida di costumi
non ammetteva la seduzione. Invece a Sparta le donne godevano di una maggiore libertà. Ad
Atene, tanto decantata per la sua democrazia, assistiamo a una contrattualizzazione del
matrimonio, con effetto traslativo, cioè un mero atto di vendita. Le donne a Sparta, seguivano
un’alimentazione rigida ed espletavano degli sport o dell’attività fisica che potesse dargli un
sano sviluppo psicofisico. Anche qui, la seduzione, assumeva connotati teorici, che le davano
l’immagine di un’opera filosofica, più, che un’arte praticata, se non da una cerchia ristretta di
privilegiati. Dove l’astratto e l’immaginazione imperversavano.

Le donne Etrusche, potevano applicare maggiormente la seduzione, rispetto alle donne greche
e romane, perché potevano accedere ai banchetti, potevano sdraiarsi sullo stesso letto del loro
uomo, potevano assistere a giochi sportivi o a spettacolo teatrali. I Romani reputavano, questo
comportamento eguagliatorio, scandaloso e quindi quando sottomisero gli Etruschi, abolirono,
questa patirà, perché a loro sembrava una consuetudine scellerata. La donna etrusca, per la
seduzione e non solo, si dedicava molto alla cura del proprio aspetto esteriore, dato che gli
intensi scambi commerciali, con l’Oriente, fecero giungere profumi, cofanetti, pettini, spezie,
specchi etc. Le donne etrusche, erano molte colte, questo stimolava la seduzione, perché per
praticarla con un certo successo ci voleva un pizzico di coltura. La donna etrusca, poteva
uscire da sola, era informata sulle questioni economiche e politiche e poteva partecipare a
cerimonie religiose. Furono formate delle associazioni femminili, interdette agli uomini. In
caso di morte dell’uomo, alla donna spettava, il compito di gestione del patrimonio della
famiglia. La donna più elevata socialmente, aveva la facoltà di trasmettere il proprio cognome
ai propri figli.

La seduzione, nella donna romana era riservata, prettamente, come ho già detto ampiamente,
alle alte classi aristocratiche. Nell’Antica Roma, come ho già detto nell’Antica Grecia, era
esclusiva delle classi sociali, molto elevate socialmente. Questa struttura giuridica, così
arcaica, statica e maschilista, come quella romana dava pochissima libertà nei costumi, verso
la fine del paganesimo (300 D.C. – 350 D.C.), si verifica una certa licenziosità nei costumi,
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prontamente neutralizzata dal Cristianesimo. Quando, quest’ultimo divenne religione di Stato


e molti cristiani, s’inserivano negli apparati di governo dell’Impero Romano, (ormai diviso in
due zone, una Orientale e l’altra Occidentale. Quest’ultimo scomparirà dalla scena politica nel
476 D.C.. Mentre l’Impero Romano d’Oriente, durerà fino al XV secolo, periodo in cui i
Turchi, conquistarono Costantinopoli e annetteranno in Europa, tutti i Balcani). In una società
tremendamente puritana austera di costumi, come quella Romana, la seduzione, poteva
suscitare solo ilarità, se non banalizzazioni all’inverosimile. La donna, doveva essere umile e
riservata e il loro comportamento moderato e non parlare a sproposito. Se addirittura
commettevano adulterio, il marito le ripudiava e dovevano indossare vesti, che ricordassero, il
loro declassamento sociale. Mentre se il marito tradiva in pratica era perdonato dalla legge. In
questo schiacciamento sociale, come poteva realizzarsi una seduzione, se tutto era subordinato
al uomo, in pratica anche il respiro. Dopo la fine del periodo repubblicano e con l’instaurarsi
dell’Impero, infatti con l’Imperatore Augusto, la donna riuscì a manifestare leggermente la
sua personalità, anche perché le leggi dell’Imperatore, gli diedero un ruolo, più importante in
seno alla famiglia. Poteva andare a teatro, tornare tardi la notte, uscire con il suo compagno,
frequentare i bagni. Addirittura la prostituzione a Roma, era tutta regolata e pianificata. Infatti
il Diritto romano, definiva, prostituzione meretricio. Poteva esercitare la propria attività, in
strada, in cassa di tolleranza, o in locande. I romani nei confronti delle prostitute, avevano una
legislazione molto drastica. A differenza dei Greci, tolleravano queste donne mercenarie;
sovente dotate di buona cultura, maestre nell’arte della seduzione. Ritornando alle donne di
facili costumi, di Roma, esse dovevano essere scritte in un apposito ALBO e pagare le tasse.
La provenienza sociale era costituita dalle schiave e liberte, quelle delle classi più elevate non
potevano esercitare questa attività di sesso a pagamento. Nelle classi più elevate, abbiamo una
seduttrice perfida, Messalina, terza moglie dell’Imperatore Claudio, la storia la ricorda, per la
sua avidità di denaro, crudeltà, e peri i suoi eccessi sessuali. Sarà uccisa, perché era in
contrapposizione, con suo marito. Riprendendo il discorso delle donne dedite alla vendita del
proprio corpo; esse avevano una serie di limitazioni. Infatti non potevano testimoniare in
tribunale, partecipare alla rappresentazione degli spettacoli, non possono acquisire nessuna
eredità, non possono indossare abiti delle donne di condizione civile, cioè la stola. Queste
povere donne, a volte per adescare i clienti, esercitavano, talvolta la loro attività lavorativa in
prossimità di Tombe e cimiteri, e consumavano l’atto di solito all’interno dell’edificio della
Tomba. Discorso a parte, merita Saffo. Essa nacque nel VII secolo a Lesbo, un’isola situata
nel Mar Egeo, nord Orientale, non tanto distante dall’Asia minore. Apparteneva ad una
famiglia di antichissima aristocrazia, vantava la discendenza dal Re Agamennone. L’isola di
Saffo e la città di Mitilene, dove lei risiedeva con la famiglia, sconvolta dia violente lotte
interne, fra famiglie aristocratiche. La sua famiglia, fu costretta ad andare in Esilio, in Sicilia,
e la poetessa ne seguì la sorte. Essa fu una grande poetessa, usò la seduzione, solo per esaltare
l’arte poetica, molte persone dell’epoca e più tardi ; la bolleranno come persona intenta a
soddisfare i propri appetiti sessuali, con le donne. Saffo era una persona molto raffinata, che
sapeva sprigionare attraverso i suoi versi di poesie una seduzione divina. Fu l’esempio, più
palese, dove le donne si occupavano di amore e politica. Proiettando la donna verso una totale
parità con l’uomo. Molte persone di cultura, erano impressionate dal suo carisma intellettuale.

CAPITOLO IV

La seduzione e il settecento
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Il settecento (o cosìdetto secolo dei lumi). Uno dei maggiori seduttori del settecento e
dell’epoca dell’illuminismo, fu il cosìdetto “divino Marchese de Sade”, egli visse nell’epoca
delle grandi rivoluzioni e sconvolgimenti. Lui ha una visione negativa della vita, infatti la sua
legge Universale è la seguente, il male è l’unico elemento della natura. Il principio della vita,
non è altro, che quello della morte. Secondo il mio modesto parere è Casanova, il campione
della seduzione, infatti il 7000, deve essere preso a modello, con lui la seduzione, raggiunse
l’apice. Noi contemporanei, dovremo solamente inchinarci al grande maestro, cioè
precisamente Giacomo Casanova. Lui notava, che attraverso la timidità, renda una donna
restia, alla seduzione, mentre in compagnia di un’amica è facilmente conquistabile, quasi che
la debolezza dell’una influisca sul cedimento dell’altra. Altro punto fondamentale, mai
permettere, che la donna abbia il tempo di pensarci; quest’ultimo principio lo condivido, il
principio precedente, secondo il mio modesto parere e le mie esperienze empiriche, mi hanno
rivelato l’opposto, nel senso, che quando la donna è sola o presa singolarmente, è più facile
fare subito l’amore, invece quando è in compagnia è più inibita. Forse nel settecento, il
contesto era diverso e la concezione della donna totalmente asservita al potere maschile, non
le concedeva molti spazi. Parlando brevemente delle mie numerose esperienze, la
maggioranza delle donne, che io ho avuto, quasi sempre al primo incontro, abbiamo avuto
amplessi, fino all’ultimo orgasmo. Altro pensiero, che io condivido del Casanova, e che nel
piacere, bisogna coinvolgere la donna e la curiosità la trascina, ancora più in là, l’opportunità
fa il resto. Il Casanova è una figura contraddittoria e perfino enigmatica, in cui si affaccia
quell’omosessualità subdola e il lato oscuro dell’esaltante erotismo casonoviano, che al
contempo, forse, ne accrescono l’interesse e il fascino. A livello spirituale, io posso anche
accettare l’omosessualità, perché sovente, c’è affinità d’idee, di propositi, d’iniziative etc.
Oggi, in questa società del XXI secolo, molto competitiva, anche la seduzione, non è più pura,
come una volta, il fattore economico, è determinante. La seduzione, non è più una forma
nitida di comunicazione fra i sessi, ma diventa un business, un terreno di confronto, in cui
tutti non danno la parte migliore di se stessi. Ma tentano di arraffare, il più possibile beni
materiali e anche dal punto di vista psicologico affetti. Diciamo che essa assume una forma di
Sfida al ultimo sangue, la seduzione, non riveste più quell’aspetto NOBILE, che dava
espressività accentuata alla società del 7000. Ai giorni nostri è relegata nei confini del
dilettantismo e della perenne stupidità e soprattutto superficialità. Casanova, vive nella
Venezia del 700, ormai decadente fra fattucchiere; e i due genitori attori, professione a
quell’epoca disprezzata. Molto bravo nell’apprendere le nozioni, dopo la morte del padre,
frequenta un collegio religioso, che curò accuratamente la sua formazione. Ho preso, lui come
principale modello, egli fu un personaggio versatile, abile, nel districarsi nelle lettere, sia
come assiduo corteggiatore di donne e si cerca avventure, uomo ecclettico, coprì disperati
incarichi, anche prestigiosi, viaggiando per l’Europa. Il suo libertinaggio rifletteva un
edonismo, che conteneva in sé, anche un istinto autodistruttivo. Lo studio, con l’abate Gozzi,
era stato disordinato e intenso, ma privo di capacità alla critica, iscritto agli sudi di Legge.
Invece il marchese De Sade anche lui nel periodo del cosìdetto secolo dei lumi, non usa la
seduzione, se non molto raramente, per conquistare le donne. La sua pervesità, sovente si
scatena, verso le donne di basso livello sociale, (Ruffiane, prostitute, donne di servizio,
cameriere), dove egli può dare sfogo a tutte le sue efferatezze. Dal sado-masochismo, e
presente, in lui, quindi non prettamente sadico, dalla fustigazione, all’uso del martinetto, nei
confronti delle sue vittime, alla richiesta di essere frustato. La scelta della sodomia, che dà
all’atto sessuale un aspetto, più violento, dell’atto normale, espressione tipica del sadismo.
Alla coprofilia, che vede vittime le solite contadine, essa ricopre, a mio avviso all’estensione
del fenomeno nell’opera delle 120 giornate di Sodoma. Il prevalere del voyerismo-
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esibizionismo. Vediamo che lui si presta come spettatore alla consumazione dei rapporti
carnali del servo, a sua volta si coinvolge in un’orgia perversa, fatta di fustigazione e di uso
del martinetto. In lui è presente, una certa bisessualità, questo, non si capisce, se sia insita
nella sua natura o faccia parte del coinvolgimento, che lui abbia, in queste teatrali
ammucchiate. Altri atti osceni, di cui De Sade, ne sembra un cultore: è la Necrofilia, cioè fare
l’amore con i cadaveri. Questo, per me, non è seduzione, bensì bestialità. Perché approfittare
di un corpo inerme, solo per appagare i propri istinti primordiali, è veramente un
comportamento vile. Il marchese è stato inventore del gioco del lotto, infatti oggi in Italia, lo
stato introita molti soldi. Veramente ridicolo, quando il marchese De Sade, rinchiuso nel
carcere, geloso della moglie, che ha un rapporto passionale ed amoroso, con il suo segretario.
Discute, nelle sue elucrubazioni mentali, sulla lunghezza del suo pene. Sempre in prigione,
non tollera, che la moglie, abbia un presunto rapporto saffico, con la marchesa de Villette.
Nella Justine del 1791, il de Sade, ci offre un abbozzo delle abitudini del conte di Gernande,
oltre a salassare la moglie, viene costretta a subire gli assalti scatenati degli adolescenti, che
egli ha scelto in loco e sui quali, infine esercita la fellatio. Fa distendere sul divano la
contessa, in posizione pecorina, e il marito, l’introduce, lui stesso, questi ragazzi nell’ano
della moglie e dopo che quest’ultimi hanno raggiunto l’orgasmo, il marito raccoglie il liquido
seminale di questi ragazzi, nella sua vorace bocca. Fa stuprare, più volte sua moglie, e lui
introduce la propria mano, nel clitoride, della propria consorte. Confesso, modestamente, che
la seduzione e in particolare la sessualità del marchese de Sade, mi suscita una profonda
ilarità fustigare le persone socialmente più deboli, nella maggioranza dei casi, mi sa di un atto
vigliacco, e non rispondente all’antico linguaggio del de Sade.

Per esempio, io con le donne, ho sempre cercato di darle il massimo del piacere, come la
maggioranza degli uomini; anche se non sempre sono stato all’altezza della situazione, su
questo non posso negare. Ne va della mia onestà intellettuale. Le posizioni, che io prediligo,
sono quelle in cui la donna è sopra di me e lei si muove, come una cavalla impazzita. Sentire i
due corpi umani e impregnati di sudore, con l’odore del liquido seminale dell’uomo e della
donna, provoca in me un immenso piacere; dove la parola goduria, non ha limiti. Comunque,
per me cambiare donna, mi rigenera, mi fa sentire vivo, attivo, carico di personalità; andare a
letto, sempre con la stessa, penso anche per gli altri uomini o la maggioranza, perdono
entusiasmo e fantasia. Si fa l’amore, come i conigli, quando questa diventa noiosa routine;
comprendo le donne e gli uomini, che cercano altrove altre emozioni, per non farsi morire
psicologicamente, quindi questo non è consumismo, bensì realismo. Facendo la comparazione
con de Sade, anch’io nella mia vita, ho avuto, qualche perversione, per esempio, quando
avevo una relazione, con una professoressa straniera, solitamente, usava, avere amplessi con
me, con ancora presente il sangue mestruale, questo in me, procurava un estasi indiscrivibile,
dall’altro lato, la ferrea educazione borghese, procurava in me, una repulsione enorme. Questa
mia perenne contraddizione si vede anche politicamente e storicamente. Per esempio, io ho
votato 3 (tre) volte RIFONDAZIONE COMUNISTA e 3 (tre) volte FORZA ITALIA.
Storicamente, mi piaceva l’Ancien-regime, perché in quell’epoca c’era il senso dell’onore, del
coraggio, bisognava brillare; ovviamente queste peculiarità appartenevano al ceto nobile.
Dall’altro sono attratto dal rigorismo morale e dalla sua presunta eccessiva onestà; cioè
precisamente il puro Robespierre. Bisogna ammettere, che se non ci fosse stata la Rivoluzione
francese, saremmo rimasti indietro di 150 (centocinquant’anni), più o meno. Altra fantasia
erotica, che apprezzano alcune donne, e questo lo faceva, anche il fatidico marchese de Sade,
con le sue innumerevoli amanti. È l’atto, d’ingerire, con ingordigia spaventosa, il mio liquido
seminale, oppure farsi cospargere il viso, della preziosa sostanza biancastra, attaccaticcia e
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resinosa. Queste sono piccole perversioni, rispetto al marchese de Sade, perché lui oltre a
ricercare il piacere, faceva della violenza gratuita, e secondo me non giustificabile, perché le
inaudite violenze, a cui erano sottoposte le poverette, ricordiamo sovente non consenzienti.
Anche dopo trent’anni di manicomio e di carcere, un individuo, così spregevole, meritava
decapitazione immediata. I suoi lombi antichissimi e blasonati, lo hanno giustamente sottratto
a sanzioni più rigide. Altra particolarità, che non posso accettare, sono le orge, non perché
sono un moralista, bensì mi sa di un aspetto animalesco. L’unica cosa, che mi piacerebbe fare
e lo ritengo un’esperienza entusiasmante e l’amore con 2 (due) donne, probabilmente
esperienza, che non potrò mai fare. Potevo forse farla con una mia amica Triestina; che si
faceva chiamare Thalia, come le muse del poeta Ugo Foscolo e la sua amica di Gorizia
pubblicista e laureanda in Scienze politiche. Purtroppo il mio moralismo borghese prevalse,
quando Thalia davanti di me incominciò ad accarezzare in modo caldo e passionale la sua
amica, io come un vigliacco scappai, invece di avvicinarmi e d’iniziare a baciarle tutte e due.
Si poteva scatenare un triangolo perfetto, tutti e tre avevamo una discreta cultura.

Da questa mia breve e travolgente descrizione, si deduce che l’unica omosessualità, che io
tollero è quella fra 2 (due) donne, che con la loro grazia e bellezza femminile, rendano il
rapporto saffico, quasi un atto divino e gli dà quella nobiltà, che lo spinge a raggiungere una
vetta di purezza estrema. Storicamente, come ho già scritto, parlando della seduzione
nell’antichità, e della condizione della donna, grande esponente delle tendenze sessuali
eleniche, un po’decadenti era la poetessa greca Saffo, che si sospettava, che partegiasse, per il
proprio sesso. Questo comportamento anticonformista, ritornando ad affrontare la personalità
contorta del de Sade, questo era dovuto, in parte, perché, lui era un convinto ed irriducibile
ATEO e i suoi contemporanei, davano l’impressione di un deismo libero, o in natura
provvidenziale. L’ateo, secondo de Sade, è un uomo, che porta gli uomini alla natura,
all’esperienza, alla ragione, cioè tutto si basa su dati empirici, che nel Discorso preliminare
dell’ENCICLOPEDIA, i filosofi accademici Diderot, e d’Alembert. Cercano di celare il loro
strisciante ateismo, condannando, apertamente, tutti gli uomini, che si professano avversi in
modo radicale contro la religione. Infatti de Sade è coerente fino in fondo dice che Dio, non
esiste, questa fermezza d'orgoglio, lo rende un uomo convinto delle proprie idee, e pronto a
sopportarne le peggiori conseguenze. Ritornando, alla sua sessualità distorta secondo lui,
afferma che è indubbio, che durante la copula, il comportamento dell’uomo e della donna
s’identificano rispettivamente, col sadismo e col masochismo. Aggiunge, si può anzi
sostenere, che sola la presenza, di queste componenti sadiche e masochiste, può imprimere
all’atto amoroso, il sigillo della perfezione. Nelle 120 giornate di Sodoma, viene evidenziata
tutta la carica sessuale del de Sade, con tutte le sue elucrubazioni mentali, malvagie e
scellerate. In cui oltre a compiere orge e rapporti sodomiti e misure del pene di ogni uomo,
viene palesato l’abilità delle donne, a maneggiare, questi poderosi membri; come se fossero
degli strumenti di lavoro. Altra particolarità è la felicità e l’ardore, che mostrano, queste
donne e uomini nel cibarsi degli escrementi. L’incatenamento delle donne, e la loro feroce
fustigazione ad opera dei loro spietati aguzzini. In quest’opera, diventano normale,
amministrazione, l’adulterio e l’incesto, visto come liberazione da ogni fardello perbenista.
Fanno del de Sade, un precursore delle anomalie psicosessuali, che poi alla fine dell’800 e
inizi del 900, faranno della psicologia, una scienza molto sentita, esponenti di rilievo, di
questa nuova branca, delle scienze, intellettuali e mentali è Sigmund Freud.

Io, per esempio, al posto di de Sade, molto raramente ha dato dell’Argent o pecunius, per
ottenere i favori di una donna, per diversi motivi; perché ho sempre disposto di poca liquidità
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e probabilmente nel mio carattere mercificare, il rapporto sessuale, fra uomo e la donna, che è
fra l’espressioni più nobili della terra, mi sembra un atto privo di coraggio. Infatti, nonostante
le mie magre finanze, ho ottenuto la disponibilità di corpi di donne, senza ricorrere a sperpero
di denaro, premetto che non sono una bellezza. Ogni giorno, si cerca, di comprare la donna e
lei che è ancora lievemente insicura, non riesce a raggiungere un emancipazione totale.
Affinché la donna prenderà gli aspetti peggiori dell’uomo, avremo sempre, questa perenne
discordia dei rapporti fra i 2 (due) sessi; affinché è possibile, bisogna dialogare il più
possibile. Ritornando al discorso di prima, io per conoscere, una donna, mi metto sempre
davanti, dietro, se no l’eventuale partner, si può spaventare; rompere il ghiaccio, con una frase
di effetto, per colpire l’attenzione. Fatto, il primo approccio, che è la parte più dura, per
rompere l’indugio e vincere la monolotica diffidenza della donna, bisogna iniziare discorsi
sensati, concreti e non stupidi. Io per esempio, ma dipende sempre di capire la persona, che
hai davanti. La butta, quasi sempre sul piano culturale, poi ovviamente il sex-appeal, fa il
resto. Conquistata la fiducia, l’uomo riesce ad unirsi alla donna, questo non va visto, in veste
negativa, perché questa è la più grande realizzazione fra i 2 (due) sessi, che sono il fulcro
della società. Creare sterili polemiche, è un fatto oggettivamente ridicolo, dire che l’uomo
attraverso la seduzione strumentalizza la donna, fa parte di quella parte di opinione pubblica,
bachettona, rertogade.

Anche certi settori dell’opinione pubblica progressista, che vede un’affermazione del solito
potere maschile, questo pensiero, può sembrare a mio avviso demagogico e fuori tema. Altro
metodo, per rendere la seduzione e la sessualità, più intensa. Quando 2 (due) persone sono in
intimità e per stimolare il loro fuocoso appetito sessuale. Devono spogliarsi, in modo
reciproco, lui spoglia lei e viceversa. Spogliarsi separatamente o singolarmente, rende
l’amplesso monotono e fugace, e per di più meccanico e lo priva di quel briciolo di
sentimento, che gli viene richiesto. Altre volte, per conquistare, il cuore di una donna, le ho
portate in atmosfere storiche e teatrali, proprio, per dare alla seduzione, quella divinità e
sacralità intramontabile. Sovente, sono ricorso a metodi tradizionali, per sedurre, regalandoli
fiori (rose, orchidee etc.), quando ho regalato oggetti costosi, non ho mai ottenuto risultati
affettivi esaltanti e duraturi. Quindi a quegli uomini, che pensano, che con il denaro, si
sentono sicuri, dico modestamente, costruite la vostra seduzione e poi il vostro rapporto, su
progetti genuini e puri, se no tutto sarà effimero. Il rapporto, probabilmente, durerà di più e
darà maggiore soddisfazione all’uomo e alla donna. A volte, per colpire l’attenzione, della
donna, ho scritto lettere molto profonde, ma corte. In cui, manifestavo, tutto il mio
innamoramento, che nutrivo per Lei, facendoli capire, che io attraverso la lettera voglio
immedisimarmi in lei, fino a raggiungere la perfezione. Altro modo semplice, per attuare la
propria seduzione, è fissare in modo profondo la donna ed essere convinti. Dopo 3 (tre) volte,
che la donna, non risponde alle sollecitazioni dell’uomo è meglio lasciar perdere. Nella mia
lunga carriera di seduttore, tante volte, ho perso, ma diverse volte, ho vinto, pur avendo
ripeto, disponibilità economiche, molto scarne. La fede, nella donna e nella seduzione, mi
hanno retto, mi hanno spronato ad andare avanti, a volte ho pensato di aderire alle tendenze
elleniche, quando mi si sono presentate innumerevoli donne venali. Queste donne, sotto la
loro pseudo concretezza, nascondano un’ingordigia spaventosa. Ho fatto della competizione,
con molti miei amici e conoscenti per catturare l’attenzione di una donna, molti di loro, quasi
tutti, nella loro cronica ignoranza, davano bigliettini, in cui era scritta la loro proficua attività.
Offrivano cene a base di pesce, per essere certi di aver colpito nel segno, così magari molte
oche ci cascavano. Le donne intelligenti, riuscivano a capire, se quello che avevano di fronte,
è un uomo con le palle o il solito noioso pappagallo. Alla fine, noi veniamo alla conclusione
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che la seduzione e la sessualità, sono interdipendenti, l’una non esclude l’altra, queste due
componenti, faranno sempre parte dei rapporti fra i 2 (due) sessi. Oggi giustamente è la
donna, sovente, che prende l’iniziativa, l’uomo, non più molte carte da giocare, non più
l’uomo al centro dell’attenzione, com’era fino a metà del XX secolo, ma nel III millennio, i
ruoli si sono ribaltati. Più avanti andremo, gli uomini, saranno solamente dei fuchi, che
serviranno solamente alla riproduzione. Per esempio, come è cambiata la società, una volta
quando defloravi una donna, per lei rappresentava il trapasso dalla pubertà all’età matura, per
sostenere certi rapporti, era sentito come un rito romantico e mistico; oggi lo sfondamento
dell’imene, diventa un azione, normale, priva di poesia, ed impregnata di volgarità, non è che
prima era tutto rose e fiori. Almeno c’era una parvenza umana, oggi la componente bestiale,
la fa da padrone e l’organo femminile diventa un letame. Parlando delle mie esperienze, e per
fare una comparazione, con i cosìdetti personaggi illustri. Io ebbi il primo rapporto con una
donna di 30 anni, laureata in architettura, ma non esercitava. Mentre Giacomo Casanova,
prese i primi voti religiosi, poi in seguito, capì il senso della vita e contro ogni falsità, cercò di
comportarsi, nel modo più coerente possibile. Ritornando al discorso di prima, di questa
donna di 30 (trent’anni), che era amica di mia madre, una sera, io mi avvicinai a lei, avevo
quasi 17 anni e mezzo, gli palpai il seno prosperoso, che lei sfoggiava, in maniera così
statuale. Gli palpai, quel seno monumentale, quasi a esprimere la sua opulenza sessuale, come
per dire cosa aspetti a prenderlo e a succhiarlo come se fossi assetato.

Questo mio profondo, e delicato, palpeggiamento, provocò in lei una forte eccitazione, infatti
la sera nel tardi venne a scaldarmi, il mio letto. Si mise sopra di me, e cominciò a cavalcare,
come una ninfa impazzita, sosteneva che era l’unico modo per lei, per raggiungere l’orgasmo.
Io all’inizio, gli dissi, che non avevo, mai avuto rapporti intimi, con l’altro sesso, ella mi
convinse a non avere paura. Fu così che fui deflorato, da una persona secondo me intelligente,
ma piena di crisi esistenziali e con la sua sensibilità non riusciva ad accettare, certi modi di
pensare e certi stereotipi. La seconda donna che ebbi, fu una certa Thalia, triestina,
intelligente anche questa, uscì dalla maturità, con il massimo dei voti, presentandosi da
privatista. Thalia era una ragazza molto sensuale, calda e con tendenze saffiche e molto brava
nell’eseguire le fellatio. La sua amica di Gorizia, con cui se la intendeva, era mora, con gli
occhi verdi, sembrava una dea greca o Etrusca, il mio rammarico, che un giorno, potevo fare
l’amore con tutte e due, rapporto assai difficile da realizzare, nella realtà. Tutti, quelli che
dicono che l’ho attuano, non sempre e le loro affermazioni bisogna prenderle con beneficio
d’inventario; la fantasia è tanta, la realtà è ben altra. Le donne fra di loro sono perennemente
in competizione, poi sono giustamente riservate e ti vogliono, tutto, per loro. Potrei enumerare
altre esperienze, altra posizione amorosa molto eccitante, quando i due partner consumano
l’idillio in piedi, come usano in certi paesi nord-orientali. Altra antitesi fra l’uomo e la donna,
questo annoso problema l’ho affrontano, sia de Sade, che Casanova, entrambi, hanno
parecchie affinità con me, non per essere megalomane. A Casanova piaceva fare l’amore in
piedi, per avere rese sessuali enormi, beveva molte uova sbattute, a de Sade , come me
piacevano le donne che amoreggiavano fra di loro, in lui gli procurava un enorme godimento.
Tanto da decantare, nelle sue opere letterarie Justine. Le 120 giornate di Sodoma, il safismo
diventa, per lui una peculiarità, una virtù, pari alla bisessualità. Altro ricordo delle mie
avventure e di una donna, alta, smunta ma con le cosce sempre esposte al vento, forse era
l’unica cosa bella di lei. Era fissata, con le minigonne, la prima sera, che uscì, con me, dopo
aver ostentato la sua erudizione, caratteristica che apprezzo, in una donna intelligente. Però,
quando una persona, pensa di avere la verità assoluta, e non accetta opinioni differenti o
dissenzienti, la sua presunta intelligenza, crolla vertigiosamente. Questa persona si concedette
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a me, denudandosi, con una velocità, da fare invidia, perfino, perfino alle tardone più
fameliche. Allargò le gambe e si fece penetrare dal mio pene, urlava come una cagna in
calore, sembrava di essere all’Opera. Altro particolare, che rammento e che si lamentava,
delle dimensioni, del mio membro e della sua circonferenza. Considerazione ridicola, perché
penso di aver un organo genitale normale, a parte la sua propensione, a ricercare, persone
benestanti. Si torna sempre al solito discorso, affinché, la donna, non riuscirà a liberarsi,
nuovamente dal modello borghese maschile, resterà sempre succube, del potere subdolo
dell’uomo. Quando si sostiene l’atto di penetrazione, bisogna alternare le spinte e fermarsi, al
fine di prolungare il piacere e alla fine, fare con più intensità al fine di raggiungere l’orgasmo.
Altro modello maschile, per fortuna sta cambiando, si praticava l’amore libero, con l’amante,
privo di ogni inibizione, sia per l’uomo che per la donna. Oggi questa tendenza, sta
scomparendo, si fa sesso estremo, anche con la propria compagna e si raggiunge, sempre una
buona intesa sessuale. A testimone, come la vecchia morale, bacchettona borghese, si sta
rivoluzionando, ma non è ancora un fenomeno di massa; vivono la sessualità a tutto campo,
dando sfogo, a delle perversione, vedi ad esempio lo scambio delle coppie, l’accentuarsi delle
orge, anche se le malattie, veneree, hanno messo un freno. Al limite si tende ad avere rapporti
con persone conosciute. Assistiamo, diciamo, in modo metaforico a una denominazione
d’origine controllata, dell’uomo e della donna, anche se la definizione , può sembrare ridicola
o semplicemente banale. Le donne, di solito, quando praticano del sesso, lo fanno con
sentimento, infatti chiedono all’uomo di legarsi, pure se anche oggi la donna grazie alla sua
maggiore emancipazione, si sente fornitrice e consumatrice di piaceri carnali, come l’uomo. È
vero, moltissimi uomini, optano per rapporti superficiali, che non comportino assunzione di
responsabilità, ma questo perché gli uomini, non sono dei vigliacchi, bensì non hanno più
certezze assolute, tutto è così effimero ed instabile. Bisogna anche aggiungere, che questa
instabilità, è dovuta in parte, perché le donne si stanno avvicinando all’oggettivizzazione del
sesso e rivendicano, nel modo più assoluto di avere un orgasmo soddisfacente. Il discorso è
sempre quello dell’accoppiamento dell’uomo e della donna. Questo ha sempre creato,
letteratura, filosofia, psicologia, storia etc; con tutte le sue complicazioni e soprattutto i suoi
coinvolgimenti.

Altro aspetto, che notiamo, e che Casanova, lo evidenzia e che le donne fortemente religiose,
quando si concedono al loro compagno, raggiungono un piacere 100 volte maggiore, rispetto
a una donna laica, forse perché è talmente piena di complessi e tabù, che appena può, e ne è
convinta, va fino in fondo. Quindi può sembrare paradossale, sovente è la donna religiosa, più
progressista, rispetto alle signore che si professano laiche o addirittura atee. Altro aspetto, che
notiamo, in questi cosìdetti amatori e che loro, si fanno portatori di certe novità, come per
esempio de Sade, durante, il lungo periodo in manicomio, compose delle commedie teatrali e
che furono mandate in scena, questa iniziativa per i malati di mente, fu una grande novità, nel
1700, ed ebbe un effetto benefico, per il recupero della personalità. Poi nel periodo
dell’illuminismo, ed io condivido, questo pensiero, la cultura, non ad esclusiva, privilegio di
un èlite parassitaria, volta a reprimere e a sfruttare il popolo, ma una cultura, che aiuta
l’umanità e la liberi da certe problematiche. La vera donna, che gli piace il maschio, ha per il
suo fallo un’adorazione feticistica; ; questo prima testimonianza la notiamo già nel 1700, dove
le donne giustamente, prendono coscienza della loro sessualità, grazie anche alle idee
rivoluzionarie. Tutte, quelle donne, che non provano un immenso entusiasmo, alla vista del
superbo pene maschile, hanno forti problemi di frigidità e a letto, sono delle frane, darle delle
imbranate è quasi un complimento. Anzi per gli uomini, che hanno eiaculazioni precoci,
Casanova definiva questa patologia, orgasmi anticipati, in tono ironico e aggiungeva, che
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erano piccole manifestazioni del demonio. Li definiva inoltre in tono scherzoso dei simpatici
capponi, facendo la comparazione con gli enuchi, che cantavano all’opera, e riuscivano ad
avere una voce femminile e divina. Il de Sade, oltre essere colui che ha esaltato l’amore per
dietro e ne ha fatto una modo libertina. Sosteneva la seguente tesi, ed io condivido che non
c’entra la lunghezza dello scettro maschile, bensì la sua durata, dato che le donne, hanno il
doppio di orgasmi rispetto all’uomo, anche se l’eccitamento è la metà di quello dell’uomo.

CAPITOLO V

La seduzione secondo Gabriele d’Annunzio

Gabriele d’Annunzio, possiamo dire, senza falsi eufemismi è l’ultima espressione del
seduttore puro e originale. Con lui, si chiude l’epopea storica, dei grandi seduttori, di come
noi, gli intendiamo. Colti, di buon lignaggio aristocratici o alti-borghesi. Loro, hanno avuto, la
loro consacrazione nel 1700; con d’Annunzio, come ho detto poc’anzi, si chiude la storia, di
questi seduttori avventurieri, eruditi, spregiudicati, che non hanno, il senso del pericolo.
Cercano di cogliere, ogni attimo e di vivere intensamente, ogni respiro. D’Annunzio, nasce
dopo l’unità d’Italia nel 1863 a Pescara, da una famiglia della buona borghesia. Compiuti, gli
studi classici, si dedica alla letteratura. Vive anche in un’epoca di grande fermento, dove il
nazionalismo sviscerale imperversa, infatti lui inaugura in modo palese il TRASFORMISMO,
passando dall’esterma destra all’estrema sinistra. Frequenta i salotti, buoni dell’Aristocrazia e
dell’alta borghesia, si riempie di debiti. Tutti questi cosìdetti grandi seduttori, hanno in
comune, le seguenti caratteristiche, infatti sia Casanova, de Sade, d’Annunzio, hanno come
priorità, il piacere assoluto da raggiungere a tutti costi. Non solo, hanno rapporti intensi con le
donne, talvolta consumano rapporti ellenici, cioè omosessuali ed incestuosi. Questo dimostra
che vi è presente, una specie di bisessualità latente. Tutti tentano di sfruttare le donne
benestanti, non solo dal lato fisico, ma soprattutto economicamente. Perché il loro mero scopo
è di assaporare la vita in tutte le sue forme. In loro è presente, anche un maschilismo
strisciante e subdolo. Tutti hanno come scopo di far prevalere l’erotismo, a parte de Sade, che
avanzerei, qualche riserva. Tutti e tre hanno, come mito la perversione, quindi sperimentano
tutte le posizioni dell’amore, per raggiungere il loro tanto agognato piacere e danno
dell’orgasmo, una forma estetica divina, esaltante, soprattutto immortale. Il poeta soldato, lo
scrittore sensuale, la passione per il teatro e la prosa, ne fanno un personaggio eccletico. Una
persona che sente il patriottismo, infatti non esita a partecipare alla Beffa di Buccari, vicino a
Fiume, dove vengono affondate e danneggiate 2 (due) corazzate. Lo strepitoso, volo su
Vienna sul suo aereo da guerra, in cui lui getta dei volantini a viennesi che escono dalla
cattedrale di Santo Stefano, per convincerli ad arrendersi. Secondo me, il poeta d’Annunzio,
differisce notevolmente da me, anche nei legami cosìdetti duraturi, lui non amava sfruttava,
mentre io cerco di costruire con la mia partner un rapporto d’amore, poi magari non si crea.
Posso accettare in parte, il pensiero del regista Tinto Brass, il quale sostiene, che ogni tanto
fra marito e moglie ci devono essere botte d’allegria, altrimenti, se no la vita è uno schifo. Per
i romantici, fare sesso, senza un pizzico d’amore, è come commettere una violenza. Possiamo
definire d’Annunzio, il legittimo campione d’una stirpe di gentiluomini e di artisti eleganti,
l’ultimo discendente d’una razza intellettuale. Dal padre attinse, il gusto dell’amore dell’arte,
il culto passionale della bellezza, il disprezzo dei pregiudizi, l’avidità del piacere. La propria
vita, deve essere un’opera d’arte. Anche nello spirito c’è erotismo. La libertà, va conservata
ad ogni costo, il rimpianto è negativo e rispecchia lo spirito di una persona, che non è più
capace di produrre altre iniziative. Quindi per evitare una nostalgia deleteria, bisogna
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permettere allo spirito di stimolare nuove fantasie e soprattutto nuove sensazioni. Sia
d’Annunzio che Casanova, hanno in comune il seguente, comune denominatore, loro
attraverso la seduzione, non raggiungono, solamente il piacere, ma soprattutto la felicità, in
tutte le sue espressioni. La calma è la Virtù dei forti, anche nella seduzione, pure se devo
ammettere, che è un sentimento, più difficile, da contenere, perché, quando si è presi
dall’entusiasmo, si è come un fiume in piena. Per D’Annunzio, la propria vita è come
un’opera d’arte. Fin da giovanissimo, coltiva, il mito e il culto di se, calcolando ogni gesto, al
fine di diventare un divo assolutamente leggendario. Era una persona molto spendacciona,
assolutamente leggendario. Era una persona caparbia. Frequenta il liceo Ginnasio, gestito dai
gesuiti. Rigido collegio, era questa scuola classica di Prato, dove il suo carattere turbolento gli
permise di primeggiare nello studio e il perenne con i professori. A lui piace la gloria, la lode,
la vita. Questo poeta, scrittore, possiamo definirlo un gran seduttore, nel vero senso della
parola. Lui con la sua cultura titanica, inebriava le donne, quest’ultime cadevano sotto il suo
fascino, d’Annunzio faceva di loro, quello che voleva, per esempio li delapidava il
patrimonio; di solito sono sempre le donne che sfruttano gli uomini, ogni tanto ci vuole
l’eccezione. Dopo aver tanto combattuto e dopo il Natale di sangue a Fiume, si rifugia al
Gardone, che poi la sua villa di Cargnacco, assumerà, il nome di Vittoriale, il poeta
d'Annunzio è sempre stato inquieto e itinerante, non ha mai soggiornato tanto tempo in un
posto. La villa di Cargnacco viene privata della sua germanità e diciamo, che lui s’impegna a
italianizzarla, il più possibile. Riesce ad acquistarla per 130 000 lire (il prezzo salirà il doppio
nel 1921), contrarrà un prestito bancario. Il poeta scrittore, aborra il vicinato e cerca il più
possibile d’isolarsi; gli eredi dello studioso d’arte Heinrich Thode, tentano invano di riavere la
proprietà della villa, invano le amicizie di d’annunzio, bloccheranno ogni velleità. Il sogno di
fare del Vittoriale, una tomba monumentale, si realizza. Non riceve Antonio Gramsci, perché
il suo legionario Nino Daniele, non gli ha chiesto il permesso. Il poeta ha concluso il notturno,
una delle sue ultime opere. Le sue finanze sono vuote, perché tutto il denaro, lo ha elargito ai
suoi legionari. Quindi, per sopperire alle sue magre entrate, collabora con alcuni giornali
“Gazzetta del Popolo” di Torino e contemporaneamente al New-York American e i suoi
articoli sono pagatissimi. Percepisce altri diritti, sulle opere teatrali e cinematografiche. Il suo
ultimo amore è Luisa Baccara, che convive, con lui, se si esclude una brevissima storia, con la
marchesa Casati. Il commissario sovietico, agli affari esteri Cicerin, in Italia trascorse almeno
due giorni con d’Annunzio, doveva partecipare, alla conferenza genovese, della
confederazione della C.G.L. del lavoro. Intrattiene rapporti con i riformisti della C.G.L. Gino
Baldesi e Ludovico d’Aragona e i fascisti Italo Balbo e Dino Grandi, che guardano a lui come
un capo, che potrebbe sostituire Mussolini. Si doveva tenere un incontro a tre (fra
d’Annunzio, Nitti e Mussolini) al fine di realizzare una specie di pacificazione sociale.
Comunque, in seguito, avvenne un incontro con Mussolini. Mussolini cerca di soppiantare
d’Annunzio, infatti quest’ultimo, fu informato a cose già fatte della marcia su Roma. Potrebbe
approfittare del delitto Matteotti, per prendere il posto di Mussolini, ma lui temporeggia al
Gardone, con le sue amanti. Dal 1924, quando Fiume, viene annessa all’Italia, quale premio
del suo tacito consenso, il re Vittorio Emanuele III, gli conferisce il titolo di principe di
Montenevoso. Sempre nel 1924, per sostenersi fisicamente, con le sue amanti, fa ampio uso di
droghe. L’esercizio erotico è talmente intenso, che risulta pregiudizievole, del suo stato di
salute; però il suo sfrenato libertinaggio, è talmente illimitato, che lui, non si pone dei limiti.
Con le innumerevoli donne, che il poeta soldato ha, egli arriva alla conclusione, che la donna
è una scienza, non un piacere. Questa sua concezione rimane ferma, anche quando la sorella
della sua convivente, gli procura una rovinosa caduta, che lo costringe a stare a letto e che lo
costringe a convocare i migliori luminari, per affrettare la sua guarigione. Questo dimostra,
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che non c’è niente di assoluto. Solo la vita e la morte, possono ambire alla certezza
dell’assoluto. Quindi anche per un consumato seduttore, come d’Annunzio, si sono avuti degli
insuccessi. Questo è dovuto, come dicevo, nei paragrafi precedenti, quando si attua la
seduzione è come guidare un automobile, bisogna essere scaltri, guardinghi, umili, mostrare
un certo acume. Se non abbiamo, queste peculiarità è meglio cambiamo inclinazione o ci
immoliamo alla castità. Altra donna, che resiste alle fuocose avances de poeta scrittore è la
pittrice polacca Tamara de Lempcka. Ormai d’Annunzio si considera un re Etrusco, sepolto,
con i suoi tesori. Morirà il I Marzo del 1938, per commozione cerebrale. Con lui si chiude,
l’epoca dei grandi seduttori, dotati di enorme cultura e non come oggi, dove la volgarità
domina, infatti il pecunius come ho già detto negli altri capitoli è fondamentale per il 70 %, il
30 % è lasciato alla genuini e storica seduzione. La massificazione della seduzione e il suo
successivo impoverimento di stile, di modo, accentuazione della sua grossolanità, viene
rilegata a due schemi d pensiero. Il primo altamente minoritario, la confinano a un’esigua élite
di psicologi o sociologi, che cercano di dargli una pseudo-nobiltà. Il secondo pensiero, seguito
dalla collettività che la resa ridicola e arida la seduzione, mettendo ulteriormente in crisi i
rapporti comunicativi fra uomo e donna. Aumentando le distanze fra due sessi, mentre prima
la seduzione era fondamentale dal punto di vista associativo, oggi diventa una banale
competizione fra i sessi.

CAPITOLO VI

La psicologia nella seduzione e nella sessualità

Il marchese de Sade, nacque nel 1740, di antichissimo lignaggio, morì nel 1814, in
manicomio, in stato di povertà. La sua vita, abbraccia l’intero periodo della Rivoluzione
francese, l’ascesa e la caduta di Napoleone, e la restaurazione. Nell’opera di de Sade,
s’intravede la prima espressione, seppur scellerata, della libertà sessuale e s’intravede, il suo
rifiuto di vedere la donna solo e prettamente in funzione riproduttiva, quindi viene meno la
concezione primitiva. Oggi maggiormente, questo tema della funzione generativa delle donne.
Egli solleva, sulla natura culturale della donna, che provocano un opposizione crudelmente
disgregatrio nella nostra comune lotta, per interpretare il mondo.

Sadizmo, secondo me, non è un termine definitivamente assegnato, a una pratica antica,
quanto l’Eros, è un fatto culturale enorme, che comparve alla fine del XVIII secolo,
rappresenta per l’Occidente, una delle più grandi svolte dell’immaginazione occidentale:
irrazionalità trasformata, in delirio del cuore, pazzia del desiderio, improponibile, dialogo di
amare e morte nella bramosia. I pornografi, sono nemici delle donne recita Angela Carter, ed
io condivido, perché la pornografia non è in funzione di supporto alla donna, anzi è in antitesi.
Infatti la pornografia comporta un astrazione delle relazioni umane e come se i rapporti
sessuali; non fossero l’inevitabile espressione dei rapporti sociali. La positività dell’uomo si
vede nella società, il membro maschile viene presentato, sempre in versione eretta. Il buco
della donna è sempre aperto e la sua bocca deve essere riempita. Quindi la donna, viene vista,
in versione negativa, come se esistesse, solamente l’uomo. Fra le gambe della donna, non c’è
nient’altro, che uno zero, che assume un’importanza, solo quando il principio maschile lo
riempie di significato. In tutti i rapporti fra uomini e donne, di solito l’uomo propone e la
donna, viene messa a disposizione, la mancanza di amore, provoca una specie di stupro e gli
esseri umani; si abbandonano alla pura sessualità. La pornografia deriva direttamente, dal
mito, ne deriva che tutti i suoi eroi e le sue eroine, dai più grossolani, ai più sofisticati, sono
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astrazioni mitiche. I rapporti fra i sessi, sono determinati dalla storia e l’atavica dipendenza
economica delle donne, dagli uomini. La posizione, che viene prediletta, per la cultura
giudaica cristiana è quella del missionario, forse, per questo gli omosessuali sono perseguitati,
perché non accettano la posizione mitica del sacerdote. Noi possiamo illuderci, mentre
scopiamo di spogliarci, di tutti gli artifici sociali; infatti a letto ci sembra di toccare, il fondo
della natura umana. Le azioni a letto sono determinate dalle loro azioni nella vita. Quando in
una società dominata da uomini o ad impostazione maschilista, le donne riescono a ritagliarsi
un po’ di potere, sono dittatoriali e prive di spirito libertario. Esempio lampante Caterina de
Medici, moglie del re di Francia XVI secolo, pretendeva dalle sue dame di compagnia di
seviziarle o di sottoporle a un leggero supplizio. Dopo di che, dopo essersi eccitata, andava da
una persona robusta a farsi soddisfare. Altra particolarità macabra di questa regina di Francia,
lei attraverso il sezionamento dei cadaveri, si faceva, predire il futuro della sua Casata.

Ritornando al complesso rapporto fra uomo e donna. Se uno dei due partner, dipende
economicamente dall’altro, allora la questione del costringimento sessuale, dell’obbligo
contrattuale, mostra il suo tetro volto proprio nell’alcova familiare dell’amore. Il letto
matrimoniale, assume un volto deludente, perché tutte le mogli, inevitabilmente scopano per
contratto, almeno le prostitute, vengono pagate decentemente e non si fanno illusioni, della
propria accettabilità sociale. Molti, si chiedano, se l’amore è un’arte. La risposta è positiva,
essa richiede impegno notevole e saggezza. Oppure secondo altre persone è un espressione
frivola, costellata di piacevoli sensazioni, per arrivarci, bisogna avere una buona dose di
fortuna.

La collettività pensa, che l’amore, non conti. Però, ne hanno bisogno, esempio vanno a vedere
film d’amore o ascoltano canzoni d’amore. La maggioranza delle persone, pensa, che amore è
uguale “essere amati”, anziché produrre amore. Quindi la loro preocupazzione è come farsi
amare o rendersi amabili; molti per raggiungere questo scopo, seguono diverse vie. Per gli
uomini, essere ricchi e potenti e nell’aver successo. Questo è condizionato dal ruolo, che
ricoprono nella società. Invece le donne, hanno come scopo precipuo di rendersi attraenti,
curandosi la bellezza, il modo di vestire. Terza via, per i comuni mortali, perseguita sia delle
donne, che dagli uomini, è di acquisire comportamenti accattivanti, curando il proprio corpo e
il modo di vestirsi. Rendendosi, indispensabili, modesti e inoffensivi. Molte persone, pensano
che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto d’amare, o dal quale essere amati sia
arduo. Questo problema, si presenta, in modo pressante nel XX e XXI secolo, nelle epoche
precedenti, era solo una considerazione sociale. Per esempio, il matrimonio, veniva contratto,
solo per esigenze sociali, prettamente, un puro accessorio d’importanza minima. Questa
concezione di purezza dell’amore, ha avuto la sua consacrazione, pur nella sua piccola utopia,
non solo nell’Europa Occidentale, soprattutto, negli Stati Uniti. La maggioranza delle persone
è alla ricerca, dell’amore romantico. Sia per l’uomo, che per la donna, la bellezza e ciò che
rende l’oggetto della loro ricerca, il fulcro del rapporto di complementarietà, fra uomo e la
donna. In particolare, ciò che rende un individuo affascinante, dipende dalla moda del tempo.
Per esempio, negli anni 20, una ragazza che bevesse e fumasse, era considerata interessante,
mentre oggi la moda, richiede maggiore semplicità e modestia. Così l’uomo all’inizio del XIX
secolo, doveva essere aggressivo ed ambizioso; oggi deve essere socievole e tollerante. In una
civiltà, in cui prevalgono gli orientamenti commerciali, e in cui il successo materiale è il
valore predominante, non c’è da meravigliarsi se i rapporti d’amore, seguono lo stesso
modello di scambio, che regola la vita pratica. Il tetro errore, che porta alla convinzione che
non sia nulla da imparare in materia d’amore. È la confusione, tra l’esperienza iniziale
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d’innamorarsi e lo Stato, permanente di essere innamorato. L’intimità improvvisa è facilitata


se inizia con l’attrazione sessuale. Tuttavia, questo tipo di amare è per sua natura un amore,
non duraturo. Quando due individui, diventano affiatati, la loro intimità, tende a decadere,
finchè gli alterchi, la competività, la reciproca sopportazione, uccidono, ciò che resta
dell’eccitamento iniziale. Noi dobbiamo convincersi, che l’amore è un’arte, e non soltanto, il
raggiungimento di certi obiettivi; successo, prestigio, denaro, potere e nessuno s’impegna per
conoscere l’arte dell’amore. Per molti è un inutile spreco di energia, però tutti la ricercano e
ne fanno un infinito bisogno, però nessuno, la vuole imparare seriamente. Ciò, che
caratterizza, l’uomo è che lui si è differenziato, dal mondo animale, per il semplice motivo,
che lui si è liberato dall’istinto e ha raggiunto la razionalità o ragione. Quando un uomo viene
alla luce, viene messo in una situazione ben definita. Vi è certezza, solo per ciò, che riguarda,
il passato, per quel che riguarda il futuro, solo la morte è certa. Il senso di solitudine, provoca
l’ansia. Essere soli, significa essere indifesi, incapaci di entrare nel mondo. L’uomo e la
donna, pur riconoscendo la propria diversità, nel XIX secolo, non hanno ancora imparato ad
amarsi. Molti, per vincere la solitudine, si associano e creano delle comunità, molto affiatate.
Quindi per cercare di vincere, queste separazioni e isolamento, le orge sessuali collettive,
facevano parte di molti riti primitivi, questo allontanava l’ansia. Per fuggire dall’isolamento,
l’uomo attraverso, il sesso, mordi e fuggi, di riempire, quel vuoto psicologico, ma è solo un
palliativo, che non risolve il problema. Quindi l’atto sessuale, non riempirà mai, il vuoto che
si crea. Amare è interesse attivo, per la vita e la crescita di ciò che amiamo. Ovviamente l’arte
di amare, non si può insegnare, semmai, se l’apprende giorno, per giorno. Però si può
affermare, che ogni tentativo di amore è destinato al fallimento senza uno sviluppo della
propria personalità. Non può esserci presenza d’amore, senza la possibilità di amare il
prossimo, con umiltà, coraggio, e convinzione. Il conformismo è un mezzo fondamentale, per
superare l’isolamento. Un altro fattore della vita Quotidiana, deve essere preso in
considerazione, la Routine del lavoro e del piacere. L’uomo diventa dalle otto alle cinque,
parte integrante del sistema, tutta la sua attività, dalla nascita alla morte, dal lunedì alla
domenica, dalla mattina alla notte, tutto è organizzato e pianificato. Altra caratteristica
importante, quando una donna temporeggia o ti lascia messaggi S.M.S., dicendo che
telefonerà, lei stai pur certo, che al 90 % (novanta per cento), lei non ti telefonerà. È un modo
gentile e garbato, per dirti che tu non gli interessi. Per le mie modeste esperienze, oggi la
donna ti dice subito si o no. Tutti seguono schemi prescritti, con una velocità indicata,
l’iniziativa viene lasciata cadere nell’oblio, perfino le reazioni sono ponderate: allegria,
tolleranza, amabilità, ambizione, capacità di andare d’accordo con tutti, senza attrito. Il
desiderio di fusione interpersonale è fortissimo. La passione più antica, che tiene unita la
razza umana, la tribù, la famiglia, la società. Il mancato raggiungimento, di questa unione,
significa pazzia e annientamento. Senza amore l’umanità, non sopraviverebbe neanche un
giorno. A questo concetto, sfugge in parte il masochista, non ha da prendere decisioni, non
vuole correre pericolo, non è mai solo, non è indipendente, quindi, non ha autonomia, in
pratica non è pianamente nato. L’amore è un sentimento attivo, non passivo, è una conquista
non una resa. Il suo aspetto attivo è riassunto, in questa maniera, che amore e soprattutto
“dare”, non ricevere. Anche se la maggioranza degli individui, vuole solo ricevere, dare per
gli altri è come se commettessero un enorme sacrificio. Dare è la più alta espressione di
grandezza. L’esempio più semplice, è nella sfera del sesso. Il punto più alto della funzione
maschile è nell’atto di dare; l’uomo da se stesso; il suo organo sessuale, alla donna. Nel
momento dell’orgasmo le dà il suo seme. Non può fare a meno di darglielo, se è potente. Se
non può darglelo è impotente. Nella donna è più complesso, anche lei si da; apre tutto il suo
essere, nell’atto di ricevere. Se è in capace di questo atto di dare, se può solo ricevere, è
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frigida. Per esempio Spinoza, arriva alla definizione che la virtù e il potere sono un’unica
cosa. Invidia, gelosia, ambizione, bramosia, sono passioni; l’amore è un comportamento, che
può essere praticato, solo in libertà e non è l’atto finale di una conseguenza. L’unico modo;
per conoscere profondamente un essere è l’atto di amore; questo atto supera il pensiero,
supera le parole. Solo conoscendo obiettivamente un essere umano, sono in grado di
penetrarne l’essenza più profonda nell’atto d’amore. Quest’affermazione, veste un’importanza
notevole, nel ruolo della psicologia occidentale moderna.

La psicologia, manifesta un interesse, nella conoscenza dell’uomo tradisce anche la


fondamentale assenza di amore, nelle relazioni umane odierne. Se agli uomini e le donne
hanno in sé gli ormoni del sesso opposto, essi sono anche bisessuali, in senso psicologico. La
polarità maschile – femminile è la base, della creazione interpersonale. Biologicamente
l’esprime il fatto, che l’unione dello sperma, con l’ovulo è la base per la nascita di un
bambino. Invece FREUD, sbaglia, perché ha una concezione patriarcale della sessualità,
quindi dell’amore vede l’espressione dell’istinto sessuale, il desiderio sessuale è una
manifestazione del bisogno d’amare e di fusione. Secondo la sua concezione materialistica
psicologica, di FREUD, lui in pratica, nega la polarità maschile – femminile, che porta
all’unione fra i due sessi. Questa polarità maschile e femminile è fondamentale, per la
sopravvivenza dell’umanità. L’errore fondamentale di Freud è che lui arriva alla conclusione
che la sessualità è una caratteristica tipicamente maschile, negando che esiste, una sessualità
femminile. Infatti FREUD, riprende concetto anche nel bambino sostenendo, che lui “sente
la donna come un uomo evirato, secondo, la donna non si può paragonare a un uomo castrato,
tale definizione è estremamente riduttiva e la sua sessualità è tipicamente femminile.
L’attrazione erotica è senza dubbio espressa solo nell’attrazione sessuale. Esiste mascolinità e
femminilità nel carattere, così come nella funzione sessuale. Il carattere maschile ha come
caratteristiche l’iniziativa, l’attività, la disciplina e lo spirito d’avventura. Le caratteristiche
del carattere femminile sono la ricettività, la tenerezza, il realismo, la pazienza. Spesso, nel
carattere maschile, i tratti sono indeboliti, questa mancanza sarà sopperita attraverso il sesso.
Anche nell’amore tra genitori e bambini c’è una differenza, la madre ama lo stesso, il figlio,
appunto, perché c’è un cordone ombelicale, che lo lega alla madre, a prescindere che lui dia
qualche soddisfazione, alla mamma, anche se comporta male. Invece l’amore paterno è u
amore condizionato. Il principio è retto, in questa maniera, io ti amo, perché fai il tuo dovere.
L’amore paterno di solito, deve essere meritato. La differenza fra l’amore erotico e l’amore
materno. Nel primo caso, cioè l’amore erotico, due persone che erano una sola si separano.
Molte volte, dimostrare la propria rabbia, il proprio odio, la propria mancanza d’inibizioni, è
scambiato per intimità, questo sta a significare l’attrazione perversa, che spesso lega un’altra
coppia, che è unita solo a letto o quando da libero sfogo al rancore e all’odio. Tutte queste
forme d’intimità, tendano a ridursi, man mano, che il tempo passa e la conseguenza, che si
cerca l’amore con un’altra persona. Molti ritenevano erroneamente, che la soddisfazione
sessuale fosse la base per un matrimonio felice. Molti ritenevano, che l’infelicità doveva
essere cercata, nel fatto che i due coniugi, non avevano trovato un giusto “accordo sessuale”,
molti attribuivano, all’ignoranza del giusto comportamento sessuale e quindi alla tecnica
sbagliata di tutti e due coniugi. Si pensa, che usando la giusta tecnica, si trovava la soluzione,
non solo a problemi tecnici, ma tutti i problemi umani. L’amore non è la conseguenza di
un’adeguata soddisfazione sessuale, la felicità sessuale, è una conseguenza dell’amore.
Problemi sessuali, la frigidità, nelle donne e le forme più o meno gravi d’impotenza psichica
negli uomini, dimostra che l’ignoranza, non sta nell’ignoranza della tecnica giusta, ma
nell’inibizione, che rende impossibile amare. Quindi, il mero appagamento fisico sessuale,
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non porta all’amore profondo. Freud ruotava, intorno al soddisfacimento sessuale, per
raggiungere la felicità di coppia e l’erotismo il centro della sua vita. Questa visione
marcatamente materialista, fu smentita dalla maggioranza degli studiosi, che dimostrarono,
che questa teoria epicurea, era priva di ogni fondamento, se viene a mancare l’elemento
essenziale; che è il sentimento. L’arte dell’amore, richiede non solo pratica, anche una
disciplina ferrea, come l’arte del carpentiere o della medicina altro elemento fondamentale è
la concentrazione, se essa manca, non si raggiunge il fine, anche se la nostra società, ci
costringe a vivere, con scarsa concentrazione. Altro elemento importante è la pazienza,
chiunque abbia, mai provato a imparare un’arte, sa, che la pazienza è necessaria, se si vuole
arrivare Se si pretende di raggiungere, rapidi risultati, non s’imparerà mai un’arte. Altra
condizione, per imparare l’arte di amare, è un supremo interesse, per la padronanza di questa
espressione artistica. Se l’arte, non è qualcosa di suprema importanza, l’apprendista non
imparerà mai. Concentrarsi, nei rapporti, con il prossimo significa soprattutto essere capaci di
ascoltare. La maggio parte delle persone, ascolta gli altri, oppure da consigli, senza ascoltare
veramente. Qualsiasi attività, se svolta, con concentrazione, ci fa sentire più svegli, mentre
ogni attività svolta senza concentrazione, ci stanca e ci si annoia. La condizione essenziale del
proprio amore, è il superamento del proprio narcisismo. Il polo opposto del narcisismo è
l’obiettività; è la facoltà di vedere la gente e le cose, così come sono obiettivamente. Il
discorso dell’obiettività, quanti mariti, hanno un ritratto della moglie come di donna
autoritaria, perché il ricordo della madre, fa apparire l’affermazione della personalità della
moglie, come una restrizione della propria libertà. Quante mogli, credono, che i mariti, sono
stupidi o inetti, perché pensano di vivere in quel contesto fantastico, che è l’infanzia. Nella
letteratura pornografica il lettore tende a immedesimarsi. Anche facendosi dei sani solitari,
non per niente il detto Federica, la mano amica, non è una vera invenzione teorica.

La pornografia può essere considerata, una propaganda del sesso, una forma di
sensazionalismo, che si avvicina alla pubblicità. Vi è la totale negazione, della funzione
sociale, che ricopre la sessualità, attraverso la pornografia; prodotta per un pubblico
principalmente maschile. La pornografia, assume una forte analogia, con il bordello. La
pornografia, viene negata alle donne con argomenti evasivi, come per esempio, che le donne,
non trovano la descrizione dell’atto sessuale stimolante. La pornografie è superficiale, non
riesce ad inserirsi, in un reale contesto sociale. La pornografia ha incorporato un meccanismo
reazionario. L’atavico, prurito all’inguine è sempre esistito prima delle grandi multinazionali
e della famiglia nucleare e sempre sopravviverà.

La sessualità è un fatto sociale, quanto umano, esso muterà la sua natura a seconda, delle
mutate condizioni sociali. Altro discorso vale, per il pornografo morale, egli sarebbe
un’artista e non sarebbe neanche un nemico per le donne, perché egli valorizzerebbe, in modo
obiettivo, la sessualità della donna e le sue bramosie pornografiche. Poi lui, il marchese de
Sade, oltre a vedere il mondo, in assoluta licenziosità, riconosce a tutti e due i sessi (Maschio
e donna), pari dignità. Un personaggio come lui, non avrebbe mercato. Sade, è convinto che
solo attraverso la violenza sessuale, le donne possono risanare le ferite, inflitte loro dalla
società, in una consuetudine di distruzione o di sacrilegio. Io non condivido, questa scelta
esasperata, condivido, invece la tesi, che una donna attiva, le dà un senso di liberazione e di
affermazione, non solo della sua libertà, soprattutto la sua autodeterminazione, nella società.
Per fortuna, ci stiamo avviando, verso un mondo, in cui la donna avrà parte, sempre più attiva,
e all’uomo non resterà, che mediare. Il benessere di una classe sociale, dipende dalla miseria
di un’altra, questo si vede, sia nella seduzione e nella sessualità, dove la donna, viene sempre
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svantaggiata e non può estrinsecare a pieno la propria sessualità. La donna per essere
accettata, deve comportarsi alla stessa maniera degli uomini benestanti. La donna, secondo
me, vivendo in una società dominata ancora in parte dagli uomini, produce due risultati,
profitto economico e gratificazione libidica. Le donne, che sanno esporre in modo efficace
l’uso della parola, riescono a cavarsela in ogni situazione critica. Saper fare l’amore, può
rivelarsi, ma non sempre è determinante, se manca un’acuta favella. In questo articolato
rapporto, fra uomini e donne s’inserisce il vizio. Il vizio è innato come la virtù, solo se le
condizioni sociali sono inalterabili. La forma estrema di sottomissione, la vediamo anche nel
marchese de Sade, dove il gentil’ sesso è costretto a leccare il deretano, impregnato ancora di
escrementi, con la lingua al fine di procurare un immenso piacere agli uomini malvagi e
perversi.

Infatti questa corrente letteraria, dei libertini, che non sarà solamente una moda anticedente
alla Rivoluzione francese. Si rivelaranno sessualmente, delle persone spregiudicate; infatti
non solo nella letteratura, renderanno palesi, le loro abominevoli inclinazioni, anche nella vita
intima. Infatti praticheranno la sodomia, con spettacolari sfondamenti di culi, inciteranno le
proprie partner a cibarsi di escrementi, che a sua volta seguivano, una dieta rigorosa, che non
gli provochi del male. La lingua delle loro donne, assume un’arte notevole, nel sesso; perché
dovranno assicurare poderose sborrate. Lo stupro assume, quasi la forma di un rito divino. Le
orge, dove peni sgorganti di liquido seminale e uteri, letteralmente bagnati, forniti di una certa
peluria, e certune donne sono completamente depilate, al fine di dare maggiore
immaginazione sessuale a loro uomini, piuttosto carnefici. Per molti libertini, il furto è l’unica
rivincita del povero nei confronti del ricco. Diventa uno dei pochi metodi, per raggiungere
l’egualitarismo, in una società statica e chiusa a ogni rinnovamento. Dove il nuovo, diventa
nemico, dove la novità viene bollata, come un sacrilegio, dove l’uguaglianza sociale viene
considerata nemica del potere divino del re, che riceve l’investitura, non dal popolo, bensì da
Dio. L’aborto, nella mentalità malvagia del marchese de Sade assume una forma di
autodeterminazione della maternità della donna. Con l’utero, femminile, non è più lo
strumento di riproduzione dell’uomo al servizio di quest’ultimo. La nascita, secondo la sua
contorta concezione, diventa una libera scelta della donna. Diciamo, in un certo senso, che lui
nonostante le sue bestiali stranezze, diventa un precursore un po’maccheronico,
dell’emancipazione femminile. L’utero, diventa così un organo elastico e confortevole, ed è
un legame carnale fra passato e futuro. Per esempio, secondo il divino marchese de Sade, i
clitoridi erettili sono una caratteristica delle lesbiche. Per de Sade, la vera uguaglianza, nel
rapporto di accoppiamento si raggiunge solo attraverso l’ano, l’uomo e la donna, penetrano e
vengono penetrati a loro volta; il sesso stesso può diventare intercambiabile. La donna, che
non vuole permettere alle altre di avere un’attività sessuale, per puro piacere, deve subire, la
violenza sessuale, come retribuzione, come una forma di punizione adeguata unicamente al
suo crimine, contro il piacere. Il punizione adeguata unicamente al suo crimine, contro il
piacere. Il marchese de Sade, si scaglia violentemente, contro gli organi della riproduzione,
che ci hanno generati, in un mondo di dolore, dove il piacere dei sensi è tutto ciò che può
attenuare, l’orrore quotidiano del vivere. Secondo Sade l’animo umano è cattivo di natura,
quindi, lui sostiene che solo la distruzione totale, dell’umanità, possa purificare il Mondo.
Posso condividere, in parte, la prima affermazione, sulla personalità umana, la seconda
considerazione, mi sa di pseudo AUTODISTRUZIONE, perché, il divino marchese de Sade,
in teoria abborra l’ambiente in cui vive, però dall’altro lato ne gode dei frutti. Egli enfatizza,
nelle sue elucrubazioni mentali l’amore per i cadaveri (necrofilia) e la commestibilità degli
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escrementi paragonabili a squisiti piatti. Egli esalta molto l’amore cerebrale , di cui sono, un
fervente discepolo.

CAPITOLO V

La seduzione e la sessualità nella sociologia

La differenza fra la sessualità umana ed animale, sta, che quella animale è periodica, essa
compare, in modo dirompente, nella stagione degli amori e dopo scompare, invece nell’uomo
è sempre presente, solo che è schiacciata. La sessualità umana è un bisogno e come il
mangiare e il sonno. Si sostengono rapporti sessuali di solito, con lo stesso partner. La
sessualità è cioè costante limitata a poco entusiastica; anche se in certi periodi, può essere
stata esaltante e straordinaria, ma per brevi periodi. Una volta, c’erano degli steccati di razza,
di ceto sociale, era difficile, che persone diverse si unissero, oggi c’è più ipocrisia, in teoria ci
si può mettere, con persone diverse. Poi dopo la collettività, nel loro accentuato perbenismo,
pure se non è più istituzionalizzato, la differenza sociale, la fa dipendere dal reddito.
L’innamoramento è anche fiducia, affidarsi, abbandonarsi fiduciosamente all’altro. Quando
siamo innamorati, non possiamo raggiungere e tenere lo stato di tranquillità serena. Molte
persone, non hanno pace, fino a che, non hanno trasformato l’essere folgorante del loro
amore, in qualcosa di superfluo e quotidiano e la tranquilla serenità viene interrotta dalla noia
e dal rancore. L’innamoramento, cioè avviene sempre fra due persone, che hanno una storia
personale, un sistema di affetti, di preferenza. L’innamoramento, in quanto superamento di
una barriera costituisce sempre una ristrutturazione del sistema degli affetti. L’innamorarsi,
quando tutto procede bene, termina nell’amore, quando quest’ultimo scema o scompare,
intervengono altri fattori, interviene il principio dello scambio calcolabile. Se ti do qualcosa,
in cambio, si vuole qualcosa in cambio, oppure secondo il comunismo, ciascuno dà secondo
le sue possibilità e ciascuno riceve, secondo i suoi bisogni, chi s’innamora, chi ha la
predisposizione ad innamorarsi, quando vi sono certe precondizioni, quando è avvenuta una
certa elaborazione, quando si sono già gatti, dei tentativi, delle prove, chi s’innamora, ha già
tentato o ha già provato ad innamorarsi, nel linguaggio della scuola dolce Stile Novo, è
indicato con “gentilezza”. L’innamoramento è già in qualche modo prefigurato dalla cultura e
da una disposizione d’animo. Nel mondo greco e romano, la gente viveva certamente degli
Stati nascenti a due, ma non si accennava all’innamoramento. Nell’Islam c’è stata una poesia
amorosa mistica, molto ricca, ma manca una letteratura del tipo, di quella, che, nel Medio evo
cristiano, definirà la “figura riconosciuta” dell’innamoramento. L’innamoramento è più
frequente nei giovani, perché essi sono profondamente incerti, non sono sicuri, non sono
sicuri di volere, spesso si vergognavano di loro stessi. Nell’amore ciascuno conosce le
debolezze dell’altro, ma può considerandole debolezze dell’altro, le capisce, le perdona,
addirittura le accetta. L’innamoramento, si addice agli adolescenti ai giovani, non si addice di
solito all’uomo maturo, alla donna sposata e con figli, al politico austero, al vescovo. Si
addice, ai divi dello spettacolo e agli artisti, perché questi, in fondo, conservano qualcosa
della leggerezza e dell’irresponsabilità dell’adolescenza. L’adolescenza si presenta, con rapidi
innamoramenti, un continuo unire e separare, continue rivelazioni e delusioni. Al ragazzo
tutto è permesso, all’uomo borghese, nulla è permesso, esso deve mantenere una rettitudine
limpida e non deve avere sbandamenti. L’adulto ha raggiunto una posizione, lì deve restare.
Marx direbbe, questo è la più grande mercificazione della società. Come si passa
dall’innamoramento all’amore? Attraverso una serie di prove. Prove che noi poniamo a noi
stessi, prove che poniamo all’altro, prove che ci troviamo imposte dal sistema esterno. Alcune
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di queste prove sono cruciali. Se vengono superate l’innamoramento procede nel regime di
certezza quotidiana, che chiamiamo amore. Se non vengono superate subentra qualcosa
d’altro: la rinuncia, la pietrificazione o il disinnamoramento, è invece un succedersi di prove,
le prove vengono dimenticate, quando l’innamoramento non procede. Non
nell’innamoramento, cerchiamo di ottenere, il massimo possibile e poi farne a meno, questa è
la fantasia della sazietà. Nell’innamoramento come nella seduzione l’uomo e la donna,
chiedono le prove di reciprocità. La diversità di carattere e di esigenze rende l’innamoramento
duraturo, anche se può sembrare strano. La gelosia, è scoprire che l’amato dipende, per la
realizzazione dei suoi desideri da qualcosa, che ha valore, per lui. La gelosia, si rivela anche
come debolezza della persona amata, debolezza nei riguardi di cose che non dovrebbero avere
valore e invece, per lei l’hanno. Nel XVII la passione amorosa, era considerata una malattia.
La sessualità era qui considerata un normale comportamento fisico. Viene a mancare, quella
certa individualità, che caratterizza la nostra epoca; tutto viene dettato interamente da schemi
prefissati. Per rompere, questi rigidi costumi, come abbiamo detto poc’anzi , viene fuori
sempre in quel periodo la GALANTERIA, che instaura un’epoca di transizione. Nelle forme
di galanteria, si può realizzare, il corteggiamento, anche sotto gli occhi di terzi. Il
comportamento galante è capace di connessione fra i due partner, sia per l’intimità che per la
socievolezza. Può gettare un posto, per le differenziazioni sociali. La galanteria, persegue solo
il piacere, questo rappresenta un ingrediente, per l’amore, che opera con questo accessorio,
nel senso della civilizzazione, educazione, socializzazione. La galanteria nella sua Utopia e
forme linguistiche, persegue una concezione idealistica. La galanteria ha una duplice
funzione, tiene un comportamento ingannevole e seducente, come un comportamento fatto,
con vero amore, è uno stile vincolante, che a volte riesce difficile decifrare il comportamento
e riconoscere il vero amore, che insegna e disvela, nel contempo l’arte dell’amore. Questa
idealizzazione, viene anche rispettata dai libertini, nella galanteria, l’amore viene tenuto
segreto. In seguito, con l’affermarsi delle classi borghesi, la galanteria, viene superata, anche
perché aumentano le esigenze di stimolazione individuale dell’amore. La galanteria, dopo
aver adempiuto, alla sua funzione di transizione, decade nel rifiuto e nello scherno e si
afferma la legittimazione, morale del sentimento. L’amore e la seduzione, nella società
devono potersi estinsecare, senza sistemi di controllo e di razionalità. I rapporti sociali devono
potersi svolgere, senza pretendere assolutizzazioni o regole universali. In pratica, chiede
riconoscimento nel XVIII secolo del proprio status morale. Con il prevalere della
personalizzazione dell’amore, si afferma il principio borghese dell’esclusività, cioè, si da per
scontato, e su ciò è vasto consenso, il fatto che si potrebbe amare, soltanto una persona.
Affinché prevalerà d’intendere l’amore come mistico la pretesa dell’esclusività, si collocherà
completamente nell’ambito del codice dell’arte di amare. Bisogna riconoscere, che nel XVIII
secolo, come accennato s’impose in modo imperativo, il Sentimento, a livello collettivo, forte
anche, della religiosità individuale, manifestata, dal puritanesimo, il giansenismo, il pietismo,
in contrapposizione alla religione organizzata, in maniera ecclesiastica. La distinzione di
amore frivolo e sentimentale, non può agire in un codice, come differenza. La frivolezza, può
essere gustata solo ancora come frivolezza, il sentimento, solo ancora come sentimento, la
virtù, solo ancora come virtù. Si rinuncia, al codice classico, in fatto di abilità di procedura
individuale di seduzione e di galanteria sociale, ci si concentra; sui momenti della semantica;
che; simbolizzano l’irresponsabilità e si deduce che un modo di procedere veramente attivo
nelle questioni d’amore, vuol dire sempre passione. Sulla linea della frivolezza l’amore si
differenzia, nei confronti dei controlli morali, sulla linea sentimento, nei confronti dei
controlli della ragione. Con l’esaltazione del sentimento, nella concezione borghese, in
antitesi alla nobiltà, la verginità acquista un’importanza notevole, per il matrimonio. Alcuni
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uomini, per esempio, sono attratti da donne vivaci, intraprendenti, brillanti, attive e poi
scoprono di esserne frastornati, dominati. Altri s’innamorano di donne materne, sollecite, che
si prendono cura di loro, come di un bambino. Dopo, si sentono controllati, come bambini.
Molte donne, sonno attratte da uomini, dall’apparenza gentili e che poi esprimono tutta la loro
debolezza. Altre donne, da uomini rudi e che si dimostrano brutali ed ottusi. L’eccesso, preso
come straordinario, si dimostra eccesso anche in seguito. Ci s’innamora, più facilmente di chi
oppone resistenza, di chi si fa desiderare, è vero, ci s’innamora di chi ci sfugge, mentre non
accettiamo l’amore, di chi c’è lo offre. Questo dimostra che sia l’innamoramento, che la
deduzione, cerca il diverso e lo straordinario. Una persona, che sta per innamorarsi molto
difficilmente s’innamorerà di un’altra che da tempo è innamorata di lei, e le fa corte; la
conosce già, ha già esplorato questa alternativa. Potrà scegliere di tornare alla persona, che
l’ama, solo se verrà delusa, nella sua ricerca del nuovo amore, tornerà, nella persona che già
l’amava. Comunque l’innamoramento è uno stato di transizione, che svanisce, si
istituzionalizza o finisce. Nella seduzione, anche personaggi storici, hanno dato, il loro
contributo. Come seducendo masse o determinate collettività. Nella filosofia idee ed
apparenza (Platone), forma e materia (Aristotele), sostanza ed accidente (San Tommaso),
ragione ed intelletto (Hegel), classe per sé e classe in sé (Marx), volontà di potenza e forze
reattive (Nietzche) etc..

Un colpo determinante alla seduzione è stato sferrato dal femminismo. Anche se questi
movimenti cosidetti di emancipazione, hanno liberato la donna, dalle consuetudini
tradizionali; essi hanno accentuato l’incomunicabilità fra uomo e dona, così ne ha risentito, la
seduzione, per alcune donne è uno strumento formidabile, per affermare la supremazia
maschilista, così non è. Se da un lato si è creata un avversione verso l’uomo, cosidetto
dominatore da millenni. La sua figura di seduttore è stata mossa ormai nei libri di storia ed è
una novità trovare l’uomo occidentale, seduttore, perché oggi la maggioranza degli uomini,
per sedurre imposta sul Dio denaro e sui mezzi (automobili, motoscafi) e non sulle capacità di
persuasione. Anzi, ormai è diventata routine, la donna che palesemente seduce, ormai mi
considero l’ultimo dei dinosauri, destinato all’estinzione, con il mio ridicolo tradizionalismo,
però puro e leale. Però, devo riconoscere, molti maschi in senso nostalgico, rimpiangono con
tanta ipocrisia, ormai una figura femminile che da decenni, non esiste più, salvo, rare
eccezioni. Ormai la donna giustamente, compete su tutto, anche nella seduzione, che vuole
dominare l’uomo in tutte le sue forme. Specialmente in Italia si è instaurata una subdola
dittatura matriarcale, perché nella stragrande maggioranza, delle famiglie italiane, comanda la
donna, non so se è giusto o no, questo dipende tutto dall’educazione e dalle interpretazioni.
Quei maschi ipocriti, che dicono di no, sono dei campioni di falsità e ipocrisia. Gli unici, che
tentano di resistere alla imperante femminilizzazione della società, sono quelle società
filosofiche, che sono d’ispirazione naturale-religiosa; tradizionali, come l’Islam, il buddismo,
il Confucianesimo. Lo scontro che sta avvenendo fra occidente e Oriente, con la pressione
americana, che vuole colonizzare e globalizzare ogni forma della società, differente dalla sua.
Quindi la seduzione sarà relegata, a un dettaglio tecnico, infatti oggi basta cliccare con il
computer, per trovare la cosìdetta anima gemella. Tutti quelli che continuano a parlare di
seduzione, in futuro saranno considerati dei furbi, che vogliono speculare, oppure delle
persone ridicole e anacronistiche.

CAPITOLO VI

Il rapporto della seduzione con il desiderio


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La minigonna, deve essere abbastanza lunga, per coprire il “soggetto”, ma abbastanza corta,
per renderlo interessante. La società occidentale, ci ha reso consumatori perennemente
insoddisfatti. Infatti, non per niente è in aumento “il popolo sommerso” dei senza sesso,
perché aumentano le persone di chi pensa che il sesso finisca per creare più complicazioni,
che soddisfazioni. La sessualità, maschile, fa un uso narcisistico, se un tempo i maschi
“usavano” il fallo per fare l’amore e procreare, per onorare, il corpo femminile, oggi la virilità
è tutta narcisistica, l’uomo pensa al mondo, partendo dal proprio ombelico. È infantile, fatuo,
si guardo allo specchio e si piace, il pene è diventato un’immagine sociale; lo scettro
dell’antico re, un simbolo, un obelisco al limite. La donna, allo stesso modo, provoca, in
alcuni casi, solo il piacere di piacersi, dimenticando, quelle che sono le esigenze del partner.
Possiamo, quindi dire, che il segreto per creare una coppia stabile è essere fermi e al tempo
stesso sinuosi, evitando di essere, sia autoritari, che sottomessi. Non dimentichiamoci, che
però, che fino a poco tempo fa era l’uomo l’unico protagonista. Solo da poco la donna, ha
preso coscienza di sé, del suo diritto di provare eccitazione e piacere. Negli ultimi trent’anni i
ruoli si sono progressivamente invertiti e il desiderio femminile, reso sempre più esplicito, ha
indotto una crisi “maschile”. Al di là delle effimere mode del piercing e dei tatuaggi,
considerati moderni indicatori di seduzione, sono sempre le labbra e lo sguardo i due eterni
strumenti del desiderio. Si usa la seduzione, per indurre all’acquisto di bebi e oggetti; in
antitesi; più il rapporto di copia è in crisi, più l’intera società usa e sfrutta il desiderio.

La seduzione oggi si esprime, su una chat-line, a volte in cerca di eccitazione erotica. Breve
parentesi, sull’organo femminile, della clitoride, eppure nonostante gli oscurantismi
medievali, nel 500, era ancora ben identificata, almeno, secondo gli scienziati e i medici
dell’epoca. Un’ostetrica nel 600, Jane Sharp, la definì addirittura pari al pene maschile. Nel
1740, quando la principessa Maria Teresa chiese al suo medico personale, perché non
riuscisse a rimanere incinta, lui saggiamente le rispose: ”Maestà se provate piacere durante
l’amplesso, rimarrete sicuramente incinta.” In quei tempi, al piacere femminile era dato un
grande valore: se la donna, provava l’orgasmo durante il rapporto, infatti quello era
considerato un sicuro segno di concepimento. Cosa del resto non errata, dal punto di vista
medico, dato che le contrazioni vaginali, fanno risalire lo sperma. Soprattutto nell’ottocento,
che le donne, relegate in casa, verranno condannate alla castità e alla negazione di ogni
piacere, durante l’atto sessuale. Molti studiosi sostengono, che il clitoride è il organo del
piacere femminile. Il vero pericolo femminile, dal punto di vista fisiologico è nettamente
“superiore” a quella maschile. La gestione maschile del desiderio, è stato un qualcosa di
acquisito, di non negoziabile ed indiscutibile; il desiderio femminile, ha subito lunghi periodi
di repressione. Gli uomini, hanno sempre avuto il diritto di desiderio e quello di scegliere, da
una parte la donna, che sarebbe, diventata la madre dei loro figli, dall’altra le cortigiane
delegate ai piaceri del sesso. Esempio lampante, uno degli eroi, più noti del Mondo Antico,
Ulisse, che era libero di esplorare il mondo, di conoscere, nuove terre e nuove donne e dar
sfogo, all’irrequietezza del suo desiderio, mentre la moglie Penelope, lo aspettava paziente a
Itaca, barricata, dietro il suo telaio, pronta a difendersi, dalle tentazione e dal desiderio dei
Proci. Lo sottolinea un grande storico Georges Dubz, che nel suo libro, i peccati delle donne,
nel Medio-evo, racconta le terribili persecuzioni, nei confronti d4elle donne ritenute tentatrici
e lussuriose. Queste malvagità erano ispirate e attuate da confessori, predicatori, altri prelati,
che per disciplina del proprio ordine, lo temono. La donna se non trovava un marito, o andava
in convento o in strada. Addirittura, nel malleus o maleficarum, il manuale utilizzato, dalla
chiesa, alla fine del 1400, per la caccia alle streghe, sosteneva addirittura, che la donna è per
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natura, più peccaminosa dell’uomo, perché più carnale. Quindi la tortura e il rogo, per
immaginare reati sessuali. Di fronte all’affermarsi della nuova personalità della donna del il
suo modo di concepire la sessualità, hanno portato, tanti uomini a vendicarsi, a esorcizzare la
paura, delle nuove streghe, attraverso molestie, a volte perfino stupri di gruppo, oppure
optando, per l’astinenza sessuale. La crisi della coppia e quindi, anche della seduzione, che
non viene visto, per come è , ma per come si vorrebbe l’iniziale mistificazione, della realtà;
porta a scoperte tardive e all’inevitabile delusione. La seconda causa di crisi, per la coppia è
l’infantilismo maschile. Spesso l’oggetto, delle sue passioni, e delle sue ambizioni, e quindi
dei suoi desideri, è altrove nel lavoro, nello sport o in qualche hobby. Quindi, affinchè una
coppia vada d’accordo e che le posizioni estreme, portano solitudine, depressione e
sofferenza, sono abbandonate e che si facciano concessioni reciproche, al fine di permettere
un avvicinamento sconosciuto. Secondo Riane Eisler, studiosa dell’evoluzione, femminile e
della non violenza, denuncia il grande radicale cambiamento, degli ultimi 2000 anni, dal
senso come momento di comunione tra due esseri e porta d’accesso al sacro, al sesso, come
merce di scambio e motivo di scontro tra uomo e donna.

Un tempo la religione, era un mezzo, per raggiungere l’estasi o entrare in comunione con una
dimensione più alta e spirituale. Nell’Islam, grande rilevanza era data al piacere e al desiderio
femminile, seppur solo all’interno del matrimonio. Nell’induismo e nei suoi testi sacri, come
il Kamasutra, o i Tantra, invece fare l’amore è un mezzo di elevazione spirituale, porta
d’ingresso all’estasi e all’ascesi. Invece in Cina, secondo il Millenario Tao, la via alla
saggezza dell’arte, il rapporto sessuale era importante, perché portava all’incontro dei due
principi dell’armonia: il maschile yong e il femminile yin. Addirittura, secondo la rigida
morale cattolica le donne vedove, per di più benestanti e ricche, dovevano ritenersi caste e
pure e tenere a freno la loro libido. Comunque, vengo alla conclusione, che oggi i miti vanno
sfatati, come per esempio che gli uomini amano le bionde, ma sposano le brune o “moglie e
buoi dei paesi tuoi”. Quindi l’attrazione, è il desiderio si prova per chi è simile a noi perciò
che siamo stati abituati a vedere. Nell’80 % dei casi ci s’innamora di una persona, che
appartiene al proprio ambiente di lavoro o al proprio quartiere, alla faccia di ogni fantasia
romantica. Sempre secondo, questa prospettiva i principi sposano le principesse e i contadini
le contadine, pure se la favola di cenerentola, continua a produrre libri romantici e galanti.

Molte persone, cercano di stimolare la seduzione, o per avere maggiore disinvoltura, con un
farmaco, o magari con un cibo afrodisiaco. Nella specie umana, però stiamo assistendo a un
progressivo allontanamento dalla ciclicità dell’estro o finalità riproduttiva, anche grazie
all’uso, sempre più diffuso dalla contraccezione, il desiderio e la seduzione sono fenomeni
culturali, che hanno obiettivi diversi alla sopravvivenza della specie. A volte, la caduta del
desiderio, può dipendere da fattori fisici, la libido, può calare a causa, di una caduta, del
desiderio sessuale, anche a seguito di un sentimento di stanchezza. Altra malattia
l’insufficienza renale, non dimentichiamoci la cirrosi e la patologia epatica, l’alcool, fa calare
vertiginosamente lo stimolo sessuale, tutte queste patologie, non producono più testosterone ,
lo traduce in estrogeni, per cui il desiderio scende pericolosamente. Anche i farmaci
esercitano un ruolo determinante, lo giocano gli antidepressivi, dell’ultima generazione, come
il prozac e poi ci sono i narcotici (Valeriana, En, Lexotan etc….).

CAPITOLO VII

Seduzione e alimentazione
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Invece gli afrodisiaci, che stimolano, la seduzione, sono le pesche, le albicocche, banane, ma
anche guava, avocado e il “durio” della Malesia e dell0Indonesia; cibi rari e costosi, come
ostiche, caviale, aragoste; ortaggi diffusi, come asparagi, porri, sedani, cetrioli o ingredienti
rari e per noi francamente disgustosi, come le corna di cervo o di rinoceronte, il pene di tigre,
la ceffallea di orso. Gli afrodisiaci in generale, e quelli alimentari in particolare, sono stati
l’ossessione di molte civiltà. La lista è lunghissima, sembra quasi comprendere tutte le
prelibatezze, che possono finire, sulla tavola di gourment. O erano presenti nei banchetti
dell’antichità. Diciamo che una cena costosa e particolare, preparata con il cuore e con un
pizzico di malizia, può certamente favorire l’erotismo. Gli afrodisiaci, sono sempre stati
specificatamente maschili, sono rare le donne che ne siano interessate. Solo in due casi, le mie
reminiscenze storiche, ricordiamo Caterina Sforza e Caterina da Forlì, che decantavano gli
effetti della polvere di verga d’asino, in genere alle donne erano prescritti prodotti salmanti,
come gli estratti di ninfea, prescritti dai preti. Anche la scelta del pesce era da valutare,
attentamente a quello di mare eccitante era riservato all’uomo, quello di lago, calmante alla
donna. Questa inquietudine, maschile, percorre, tutti i secoli, ed è legata da un lato
all’obiettiva difficoltà dell’uomo di avere una sessualità all’altezza delle sue aspettative. Molti
alimenti sono stati scelti, per la loro forma, che ricorda, quella dei genitali. Dall’avocado, che
oggi, troviamo in tutti i supermarket, gli Aztechi, furono così impressionati, da chiamarlo
“testicolo”, e durante la raccolta, le fanciulle, dovevano rimanere chiuse in casa. Anche alla
banana le culture popolari, asiatica, africana e filippina, attribuiscono, proprietà afrodisiache
ed effettivamente contiene potassio. Forme falliche, ben evidenti, anche, per il sedano, il
cetriolo, il rabarbaro, il porro e la pannocchia. L’ostrica, invece allude ai genitali femminili e
offre un indubbio potere stimolante. Contiene, tra gli elementi molto zinco. Il fico, il
melograno, noto anche come “frutto della passione”, e persino il pomodoro, o “pomo
dell’amore”, hanno sempre avuto fama di afrodisiaco, per il loro richiamo alla fecondità.
Potenza della simbologia, che ha reso appetibili, anche i testicoli di alcuni animali; toro o
agnello, nel mediterraneo, leone in Africa e persino a Tauiwan (dove se ne fa una zuppa). Per
non parlare della corna di cervo di rinoceronte o delle pinne di pescecane. I cibi, più erotici,
infatti, sono quelli che associano a un’idea di lusso e sensualità (il caviale, le ostriche).
Comunque l’afrodisiaco più immediato, però sembra essere l’alcool, e in particolare il vino.
Anche perché è un solvente del Super-io. Le donne, hanno, però un’enzima, in meno degli
uomini, il che riduce la metabolizzazione dell’etanolo, è per questo, quindi, che si ubriacano,
più facilmente, anche, perché, non hanno il problema di mantenere l’erezione. Perciò il vino,
in giuste dosi, fa meglio alla donna, che all’uomo. Occorre sottolineare, inoltre, che i vini a
gradazione ridotta, come lo spumante )o champagne), hanno un effetto più positivo, che non i
superalcolici, che conducono a reazioni violente o al sonno. Anche il cioccolato e afrodisiaco,
quello che prevale è il suo effetto antidepressivo. Dopo aver tanto esposto, i vari menù,
secondo me, bisogna dare priorità i cibi ad alto valore energetico, in porzioni non abbondanti.
Possibile menù erotico (consiglierei in maniera gioiosa). Per cominciare, una coppa di
champagne, ostriche, per la loro simbologia erotica, vengono dal mare, come Afrodite,
contengono zinco e altri elementi favorevoli all’eros. Durante il pasto, vino rosso, che ha un
effetto moderatamente vaso dilatatore. Come piatto principale, polenta e rane, d’ispirazione
lombarda: la polenta a base di mais, non contiene, a differenza di altri primi piatti 5HT,
precursore della seratonina, che inibisce il desiderio. Il dottor Jean Marie Bourre, un
afrodisiaco considerato da secoli efficace è la cantaridina, un principio attivo, tratto dalla
mosca spagnola o mosca di Milano. Già scoperta dal marchese de Sade, essa provoca
irritazione delle vie urinarie e, per prossimità anatomica, una specie di erezione nell’uomo,
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mentre nella donna causa eccitazione vulvare e clitoridea. Può provocare un effetto tossico,
causando anche un blocco renale. Altro cibo, per fare scaturire una seduzione, fare ampio uso
di caviale, per chi se lo può permettere. Infatti storicamente gli imperatori Romani, per avere
uova fresche, si facevano portare i storioni vivi dal Mar Caspio, per poter banchettare, con
caviale fresco. Le uova, hanno in quasi tutti i popoli un forte significato simbolico. Gli
ateniesi le preferivano di pavone, nelle Filippine sono ancora ricercate, quelle di anatra, ma
fecondate; mentre i cinesi optavano, per quelle vecchie di cent’anni. Molti usano i fiori di
Bach, una terapia studiata all’inizio di questo secolo, dal patologo inglese Edward Bach, si
basa sull’uso, delle essenze floreali. In California hanno seguito e sviluppato i principi base
dei fiori di Bach, riuscendo, perfino a curare alcuni casi, di scomparsa del desiderio. Per
esempio, la fucsia (opportunamente trattata, dona energia alla parte inferiore del corpo, e
talvolta, aiuta a liberare sentimenti repressivi, che rendano difficile raggiungere l’orgasmo. I
petali secchi e profumati dell’ibisco, aiutano invece a recuperare una disponibilità, verso
l’altro sesso e a lasciarsi andare, durante l’amore. Anche l’aromaterapia, consiglia alcuni olii
essenziali, da inalare o d’applicare localmente; tra i più afrodisiaci, quello di Rosa, anche
quello di gelsomino, di zenzero o di legno, di cedro. Molti li usano, per profumare la casa.
Infine, l’omeopatia, sempre più diffusa anche in Italia, prevede farmaci specifici, per
risvegliare il desiderio. Ne cito alcuni; sottolineando, però che le indicazioni e i dosaggi,
variano da persona, e quindi devono essere consigliati direttamente dal proprio medico
omeopata. Sono efficaci, comunque l’agnocasto (per gli uomini), la damiana (che risveglia la
libido, soprattutto in caso di ansia e depressione), il licopodico (per le persone ipersensibili,
che temono sia la solitudine, che l’intimità, e lo yohimbe (viene consigliato per chi ha
problemi di erezione). Quest’ultimo chiamato, anche yohimbina, viene estratto dalla corteccia
di un albero africano, la Pausinystalia yohimbe. Per la sua efficacia, contro l’impotenza viene
utilizzato ampiamente in Africa; è anche stato analizzato dal punto di vista farmacologico, e
ne è stato sintetizzato il principio attivo, che ha in effetti, un potere vasodilatatore. Se questo
non raggiungesse l’obiettivo, si possono adottare delle pozioni d’amore, di antica memoria
stregonesca. Alcune prevedono ingredienti davvero letali (quali rospi o ramarri), o considerati
tradizionalmente, afrodisiaci (cumino, cannella, peperoncino). L’importante, però, è la
preparazione, che deve seguire, rituali precisi, magici. Almeno secondo i manuali che
catalogono, queste antiche ricette. Tra le più semplici e le meno disgustose, ho optato per due.
La prima, prevede, il crescione: può essere usato in insalata, oppure in minestra di verdura,
insieme alle patate. Per rinvingorire gli appetiti sessuali, si può provare anche sotto forma di
bevanda: succo di crescione (centrifugato) di carota, di sedano, di pomodoro e di limone. Da
servire freddo con angostura e pepe bianco macinato. Di solito le pozioni d’amore, sono
infatti richieste in prevalenza dalle donne, con lo scopo di provocare il desiderio, nella
persona amata, specialmente nella zona caraibica, viene applicata la magia bianca caraibica.

CAPITOLO VIII

Tecniche di seduzione

Gli anni sessanta e settanta, sono stati quelli della passione, per la politica e per la letteratura,
per il sesso e la seduzione, ha assunto connotati più genuini e puri, invece il XXI secolo, come
gli anni 90, si presenta, a un misto di tenerezza, indifferenza, apatia ed egoismo, insomma la
seduzione tutta improntata alla sofisticazione, possiamo dire, che l’egocentrismo è
predominante. Questa fa della seduzione un’arte, povera d’idee. Per la seduzione, come
l’attrazione sessuale, sono complementari, per esempio per gli antichi le gambe dritte sono
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attraenti, non solamente, per ragioni, meramente estetiche, perché, non sono collegate, come
quelle storte, nella difficoltà nel partorire, allo stesso modo un seno procace evoca l’immagine
di una donna che allatta, un sedere sodo e pieno segnala uno stato di buona nutrizione, perché
tutto era visto in funzione della fertilità della donna. La stessa cosa, della seduzione, che è
sempre in funzione, degli obiettivi femminili, la stragrande maggioranza delle donne, viene
sempre attratta da un uomo ricco, potente ed ambizioso, perché questi è in grado di garantire
meglio di altri, a lei, ma soprattutto all’eventuale prole, un futuro. La stessa cosa, che
accadeva nella preistoria, quando le nostre antenate cercavano di accopiarsi con i maschi più
forti e più affidabili per portare cacciagione nella caverna. Allo stesso modo, l’uomo cerca
una partner giovane e bella, perché sarà in grado di dargli figli più sani.

Per la seduzione, risulta determinante. L’occhiata, secondo me, si deve guardare direttamente,
il più possibile il partner, e poi staccare gli occhi, piegando la testa di lato e poi all’indietro (la
speranza è finire la serata con un abbraccio piuttosto che con un torcicollo). Lo sguardo fisso,
non bisogna più tenere, come un tempo, gli occhi bassi, con pudore, ne avere sguardi troppo
alteri o penetranti. Bisogna fissare per un periodo, tra i tre e i cinque secondi. Questo sembra
essere il lasso di tempo ottimale, per farsi notare, senza, essere troppo invadenti. Il movimento
accentuato, delle ciglia. Un automatismo da Barbie, che sembra, essere la conferma di un
interesse per il partner. Il far cadere la testa all’indierto. Esporre il collo sembra essere un
segnale di accettazione, oltre che di desiderio, perché mette in evidenza le giugulari; una parte
interessante del corpo. Il messaggio, è quindi “non mi fai paura, anzi mi attrai”. Lo
svuotamento del Capo e scuotere la chioma, fingendo magari di sistemarsi i capelli, dovrebbe
distrarre qualunque uomo, da ogni altro evento, pur interessante. Il trucco. Quando l’interesse
è ormai attivato, truccarsi, magari, con aria distratta, le labbra, manda un chiaro segnale
erotico. Il braccio alzato. Alzato il braccio, in maniera aggraziata, mostrando, la parte interna,
della pelle più chiara e sensibile è di nuovo, un messaggio di attrazione, di fiducia e non di
ostilità o di difesa. Secondo me e penso la maggioranza dei seduttori, il momento più bello,
che appaga il duro lavoro di seduzione, e quando lei, comincia a spogliarsi, l’atto sessuale,
che ne consegue, diventa una routine ineluttabile. Secondo molti studiosi, della sessuologi o
scrittori affermati, ritengono, che a volte, può essere una truffa e a volte un fascino, cioè una
marcia in più. Di solito, quello che c’intriga, quindi è la seduzione, il suo potere, i suoi
meccanismi, i suoi segreti. Può avere, per alcune persone, significa mentire alla ragione, per
raggiungere finalità riproduttive, per perpetuare la specie, quindi in questo caso la
riproduzione suscita solo desideri animaleschi. All’estremo opposto, la seduzione come
costante dell’animo umano, ci mostra invece che, sia essa superficiale (i vestiti, il look),
intellettuale o sentimentale, fa parte del fascino. Possiamo fare un’altra distinzione, quella è
tra seducente e seduttivo. Col primo termine si vuole indicare un m0odo di essere, d’irradiare
carisma o fascino, sia professionale, che erotico. Essere seduttivi invece, è un modo di avere:
significa sedurre per ottenere. Comunque la seduzione è un dono di natura, si può cercare di
apprenderla, per i meno portati, l’importante è non commettere lo stesso errore.

Se la seduzione è facile, si può arrivare alla saturazione, solo quando la preda è


irraggiungibile, imprendibile diventa seria. L’aspetto fisico, gioca una funzione determinante,
per la seduzione, diciamo, per il 50 % (cinquanta per cento), infatti molti uomini e donne si
abbronzano per attirare l’attenzione, mentre l’uomo, si tiene i peli sul petto o meno. Adesso,
si va verso l’uomo, privo di peli. Infatti diversi uomini, per apparire seduttivi, rinforzano la
muscolatura, le donne invece, curano la linea o con l’alimentazione o con l’esercizio fisico.
Altro elemento importante, per la donna, per essere seduttiva deve essere priva di peli. I peli
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sono ammessi ai genitali e alla testa. Altre metodologie per sedurre, le donne, è il ballo,
praticato da uomini che sono portati per la danza. Io preferisco la parola, quindi mi reputo un
seduttore verbale; un esempio è Vittorio Sgarbi, ne è il prototipo, infatti molte donne sono
affascinate, dagli uomini, che usano la parola, infatti, anche l’avvocato Agnelli, affermava, ci
sono quelli, che parlano di donne e quelli, che parlano con le donne. La donna che parla
troppo sembra entrare in uno spazio, tradizionalmente maschile e diventare quindi una noiosa
“rompipalle”. Non ho mai conosciuto, donne che parlavano bene, e hanno sedotto un uomo,
mentre conosco molte donne sedotte da grandi parlatori. Diverse donne si fanno sedurre da
uomini, che usano, un linguaggio estero, le più sofisticate, da poesie erotiche. Quindi il
panorama seduttivo è molto vasto. Molti psicologi, fanno una classificazione dei seduttori,
quasi in un certo senso li denigrano, io non condivido. Infatti psicoanalisti analizzano l’uomo
seduttore narciso, vulnerabile, perché dipende dalla risposta degli altri, dal successo che
riescono a ottenere. Inquieti, mai soddisfatti, moderni Don Giovanni, non appena hanno
soddisfatto, le loro voglie, passano a un’altra preda. Poi ci sono, i seduttori perversi, che
hanno come fine di appagare le loro perversioni, un esempio banale, può essere il feticismo
del piede; poi c’è il seduttore debole, sovente e controllato dalla moglie o dalla fidanzata, che
gestisce, il loro rapporto. Cerca di flirtare, con un’altra donna, che a volte, si rivela però
autoritaria, come la consorte. Secondo molti consumati seduttori, sono le operaie, che a letto,
sono le migliori, e non le top-model, perché considerano il sesso un puro e sano piacere.

L’aspetto fisico va curato ed è fondamentale. La prima impressione è quella che colpisce.


Usare vestiti che evidenziano, certe parti del corpo, profumi che catturano l’attenzione. Sono
particolari, che possono sembrare ridicoli o banali. Ma in una società postindustriale
decadente e superficiale; come la nostra, anche un particolare, che a detta di molti potrebbe
suscitare ilarità, può essere determinante, specialmente, le donne che guardano l’originalità e
l’effetto sbalorditivo. Portare una donna oggi, in un bel ristorante, o magari etnico (oggi è
molto dandy), colpisce. Ma quello, che vorrei sottolineare è la tecnica, per attirare la donna,
nella propria rete, viceversa, per la donna sedurre, è semplicissimo, basta mettere una
scollatura o cuna gonna cortissima, con delle calze particolari, un sorriso, un’occhiata, il
gioco è facile. È raro, che un uomo, non abbocchi. Invece l’uomo: c’è la tutta in salita. Deve
investire denaro e tempo, soprattutto quest’ultimo è il nemico numero uno. Il pecunius, è
fondamentale, ma nel mio caso, non sempre è stato così, anche se non sono Alain Delon, ho
avuto la mia modesta gloria, nella seduzione. Gli argomenti, che ho usato, sono stati
prettamente culturali e di storia, hanno convinto le mie partner a lasciarsi andare, anche se poi
sono state tutte storie di breve periodo. Io fermavo, le mie donne, per strada, con argomenti
svariati, frase ad effetto, diverse volte abboccavano, altre volte, andava male. Con la
volgarizzazione della società, oggi si usa una tecnica più grossolana e materialista, si butta
tutto sui mezzi, automobili costose, vestiti firmati, viaggi sofisticati. Il livellamento e la
standardizzazione della società, ha imposto un appiattimento, non solo culturale, anche nei
rapporti affettivi. Si fa tutto, per il Dio denaro, un’infima minoranza, lo fa per idealismo.
Attirare l’attenzione, con varie argomentazioni, se vedete dopo un po’ che non va inutile,
perdere tempo. Io penso, che fino 80 anni, farò il seduttore, ovviamente le potenzialità, non
saranno come un uomo di mezza età. Ovviamente, per dedicarsi alla seduzione, non bisogna
avere problemi (se no la resa è inferiore). Facevo, sovente la competizione, con un mio amico,
o almeno credevo, che lo fosse. Lui spesso, prevaleva, non solo, perché aveva, più mezzi
economici, devo riconoscere, che era un bel ragazzo e poi monopolizzava tutto. Quindi per
cukkare, è meglio essere soli, così uno si assume, tutte le responsabilità delle proprie azioni e
dei propri sbagli. Riesce a spaziare, cioè ad avere una padronanza del campo, illimitata.
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Ovviamente, questo, si permette di realizzare, grandi soddisfazioni in caso di esito positivo,


ma provoca forti delusioni, in caso di esito negativo, evita da parte dell’amico denigrazioni?
Per mia diretta esperienza, quando va bene, tutti vogliono onori, quando va male, tutti
scaricano le colpe agli altri. Questo per me è un infantilismo. Per me la seduzione, non è solo
modo, per scaricare le frustrazioni della vita, e per affermare la mia personalità, schiacciata
socialmente, è anche un modo di rendere la vita, meno noiosa e di arricchirla con ulteriori
stimoli. Altra cosa da fare, e non rendersi noiosi o antipatici per il seduttore, non è quello che
si realizza, con tante donne (cioè quantità), ma la qualità e la tecnica appropriata che usa. Se
usa, strumenti, volgari, però lo stesso riesce ad avere discreti risultati, non vuol dire, che è un
gran seduttore. A volte, ho cercato di sedurre, con l’improvvisazione, raccogliendo un fiore e
dandolo all’istante. Oppure, a volte, ho offerto al bar un drink, se lei accetta, vuol dire che è
disposta al dialogo, se no, è meglio lasciar perdere. Le seduzioni, nelle compagnie, sono tutte
un po’influenzate perché non sono genuine, e sono un po’ pilotate. Questa è una mentalità
piccolo borghese. Per sedurre, bisogna essere se stessi, molti oggi, seducono, con messaggini
S.M.S. o con sguardi.

La semplicità e la spontaneità. La seduzione è un fatto personale, ognuno ha le sue


metodologie. Bisogna essere convinti, e ci deve essere positività. Nella seduzione, come ho
detto poc’anzi, richiede tempo. Nella seduzione, si può affermare il proprio io, la propria
personalità, può essere un senso di sicurezza. Per molti, è una questione d’impegno. Bisogna
considerare un particolare non indifferente, gli uomini sono diventati effeminati. Le donne
sono autonome e aggressive. Si può sedurre una donna, anche, con la poesia, ma questa
recitazione poetica, non per essere snob, è riferita a certe persone. Il corteggiamento, accentua
la conoscenza e lascia qualcosa di nascosto, anche se oggi è poco usato, dovuto
principalmente ai ritmi così veloci. A volte, come dicevo, se oggi non c’è stupore, non nasce
il sentimento. Quindi la capacità, di stupire, può colpire, quindi può provocare la seduzione.
La seduzione, può iniziare, con il mistero, la grande seduttrice femminile, la regina d’Egitto
Cleopatra, fece innamorare due condottieri, (Cesare, Marc Antonio). Dal primo ebbe un figlio
Cesarone. La Mathari, l’affascinante, seduttrice di tutte le corti Europee, fu assunta dai servizi
segreti tedeschi e francesi, durante la prima guerra mondiale e fu condannata a morte, e si
presentò al Patibolo, come una dea, che doveva incontrare Giove. La contessa di Castiglione,
fu mandata da Camillo Benso conte di Cavur, alla corte di Napoleone III, per fare trionfare il
Risorgimento italiano. Una donna, seduttiva, deve essere sfrontata e spigliata. Anche le donne
di potere, devono avere una carica seduttiva. Molte donne e uomini, quando vogliono sedurre,
mettono determinati vestiti, per colpire l’attenzione. A volte può essere una truffa o un
raggiro, perché non usano la seduzione, al fine d’innamorarsi. Secondo alcune persone
negative, loro considerano la seduzione, una truffa. Le donne, purtroppo, non sempre, ma
nella maggioranza dei casi, come ho già detto poc’anzi, guardano il dio – denaro, perché sono
persone concrete, l’uomo a volte, si perde, nei meandri, delle sue elucrubazioni, mentali. Il
successo e il potere, sono una componente seduttiva, dirompente e determinante, di solito. Le
donne, per mantenersi seduttive, spendono per il corpo, cifre astronomiche, questo inizia dai
20 anni ai 45 anni, per loro diventa un’ossessione. Le donne, usano, creme, depilazioni,
fanghi, a volte, fanno uso di liposuzioni. Combattono le rughe, con iniezioni. Molte donne,
usano, la biancheria intima, il perizoma.

Quindi ricapitolando, fascino, bellezza, mistero e intelligenza. Questo è l’esempio, più


lampante di volgarizzazione. Molte donne, sono seducenti, e non seduttive, nel primo caso,
una donna, seduce, senza dispendio di energia, nel secondo caso, deve impegnarsi. Per
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esempio, molte donne, mostrano l’ombelico, fin dai tempi antichi (Greci, Romani, Assiri-
Babilonesi, Egiziani), aveva un’attrazione sessuale fatale forte. A livello commerciale o di
marketing, la seduzione, viene usata, ma il modello economico, bello e benestante, prevale,
mentre nessuno usa modelli di povertà, per convincere i consumatori a scegliere, quel
prodotto. Nella seduzione, molti uomini, usano le cene, quelle di lusso, andavano di moda
tanti anni fa, oggi prevalgono, come ho detto precedentemente, le cene alternative. Per quanto
concerne, la biancheria intima, quella sportiva prevale, rispetto a quella appariscente. Alcune
donne guardano, le scarpe e le mani degli uomini. Comunque, il grande seduttore, è il
Casanova, lui le amava, le donne, le adorava, nel vero senso della parola, invece il Don
Giovanni si dice, che lui le odiava, le donne. Nel colpo di fulmine, c’è amore, esso dura poco,
di solito, perché è istintivo e debole. Comunque, vengono scritti molti libri sulla seduzione,
ma la pietra filosofale, tanto decantata dagli alchimisti, non esiste, certezze assolute, neanche.
La bravura può aiutare, la fortuna di più.

CONCLUSIONI

Alla fine dopo aver fatto delle esposizioni sulle tecniche di seduzione e brevi cenni storici
sull’arte della seduzione, se quest’ultima viene usata per fini frivoli è destinata a perdere tutta
la sua romanticità. Quindi se la seduzione viene usata per fare trionfare l’amore, allora
adempie alla sua funzione divina. A riprova delle mie convinzioni sull’amore, dedico questa
breve poesia all’amore. Essa s’intitola quattro stagioni per amare”.

Quattro stagioni per amare

Con la primavera nacque il mio amore,


era un fiore sbocciato dentro il cuore.
Venne l’estate e caldo era ormai il mio ardore, più forte che mai.
Giunse l’autunno, con la sua malinconia,
forse il mio amore stava andando via?
Ma no, che sciocchezze era solo fantasia!
Arriva anche l’inverno, era buio e freddo
Ma io, tra le tue braccia potevo riscaldarmi
E tu con i tuoi baci continuare ad amarmi.

LIBRI CONSULTATI

Innamoramento e amore. Francesco Alberoni, Garyanti, Milano, 1988


Il vivere inimitabile: vita di Gabriele d’Annunzio. Annamaria Andreoli, Mondadori, Milano
Il piacere – Gabriele d’Annunzio, Mondadori
Il marchese de Sade e il cavaliere von Sacher’Masoch_Cleugh James
Sade Donatien Alphonse: Un’innocenza selvaggia. Di Pouvert, Jean Jacqes, Torino, Einaudi.
Pensiero politico del marchese de Sade. Dal Masso Gianfranco.
D’rte degli Assiri, cultura e forma del rilievo storico-Mahiae, Paolo Roma, Bari, Laterza,
1996.
L’innocente. Gabriele d’Annunzio, Gulliver edizione.
Miklas-Luhmann. Amore come passione. Laterza e figli, Roma, Bari.
Contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico. Momigliano, Arnoldo, Roma
edizioni e letteratura.
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Studi della storiografia greca. Firenze, La nuova Italia, De Sanctis Gaetano.


Domigliano Arnoldo, La storia romana. Torino, Einaudi, 1982.
Freud Sigmund. Introduzione alla psicanalisi. Prima e seconda serie di lezioni. Saggitario,
Boringheri, Torino, 1978.
Freud sigmund. Tre saggi sulla teoria sessuale. Rizzoli, Milano, 1981.

Il sottoscritto Roberto d’Amato, discendente dall’antichissima Casata dei baroni Amato di


Sciacca (proveniente dalla Catalogna, Spagna), venuta in Italia nel XIII secolo e appartenente
in via molto collaterale al ramo dei duchi di Caccamo e dai principi di Galati. I miei avi erano
guelfi, cioè parteggiavano per il Papa, ho avuto due vescovi in via collaterale (a Castro, e a
Umbriatico) e in via diretta a Lacedonia. Mi sono diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale
“Gian Rinaldo Carli” di Trieste. Ho frequentato l’Università degli Studi di Bologna, avendo
avuto come docenti, presso la facoltà di Giurisprudenza di Bologna, prof. Ugo Ruffolo,
Francesco Galgano; Roversi-Monaco, Spagna-Musso, l’ex preside Roberto Bonini della
facoltà di Giurisprudenza, Giuseppe Caputo, docente di diritto canonico, della Torre.