Vous êtes sur la page 1sur 56

Gruppo

Ricerche
Cultura
Montana

onlus

LA SPADA SULLA ROCCIA


Danze e duelli tra arte rupestre e tradizioni popolari
della Valcenischia e delle valli del Moncenisio

a cura di AnDrEA ARC

Atti della Giornata di Studi, 23 maggio 1998 Novalesa


integrati con il
corpus delle incisioni e delle pitture rupestri
del complesso petroglico
del massiccio del
Rocciamelone
e con
Giaglione, Venaus, Mompantero,
Meana, Mattie e Chiomonte,
schede etnograche

Torino, GRCM, 2009


La Spada sulla Roccia, danze e duelli tra arte rupestre e tradizioni popolari della Valcenischia e delle valli del Moncenisio
a cura di Andrea Arc
Atti della Giornata di Studi, 23 maggio 1998 Novalesa, integrati con il corpus delle incisioni e delle pitture rupestri del complesso petroglifico
del massiccio del Rocciamelone e con Giaglione, Venaus, Mompantero, Meana, Mattie e Chiomonte, schede etnografiche.

PATROCINI
Ministero per i Beni e le Attivit Culturali,
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici
del Piemonte, Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Piemonte e del Museo Antichit Egizie
Provincia di Torino,
Assessorato alla Cultura, Protezione della Natura,
Parchi e Aree protette
Comunit Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia
Comunit Montana Alta Valle Susa
Comune di Novalesa
Comune di Mompantero
Comune di Giaglione
Comune di Venaus
Commune de Lanslevillard

CONTRIBUTI
A. ARC (GRCM, Le Orme dellUomo)
al caro Leonardo,
F. BALLET (Conservation dpartementale du Patrimonie de la Savoie)
esploratore e compagno
G. M. CAMETTI (GRCM - CIPRA)
nella scoperta
A. E. FOSSATI (Le Orme dellUomo, Universit Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
F. M. GAMBARI (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte)
della cultura
L. GRIBAUDO (GRCM)
e delle terre di montagna,
L. MANO (Museo Civico di Cuneo)
vicine e lontane
G. MENNELLA (Dipartimento Scienze dellAntichit Universit di Genova)
P. RAFFAELLI (Conservation dpartementale du Patrimonie de la Savoie)
T. TELMON (Dipartimento Scienze del Linguaggio Universit di Torino) allamico Livio,
P. TIRONE (GRCM, ALEPO) ancora presente
nella visione del passato
COLLABORAZIONE SCIENTIFICA (corpus delle schede, rilievi di archeologia rupestre) e nello spirito generoso
Cooperativa Archeologica Le Orme dellUomo di quanto ha ricercato
p.zza Donatori di Sangue 1, 25040 Cerveno (BS)
www.rupestre.net

NOTE
a mia madre Enia,
con la sua luce
Ringraziamenti: Laura CARLI, Francesco GIANI, Mauro MAZZITELLI, Patrizia
e i suoi colori,
MEIRANO, Claudia SILVESTRO (soci GRCM e co-autori delle schede della
Bassa Valle di Susa, aree Rocciamelone e Valcenischia); Antonio che ancora sono con lei
BARONCINI, Elena MARCHI, Emanuela TOGNONI (archeologi rupestri de Le
Orme dellUomo, co-autori dei rilievi e delle schede pubblicate nei corpora);
Francesco RUBAT BOREL (revisione scientifica).
Schede di confronto, approfondimenti e fotografie siglate AA sono del curatore.
GRCM 2009. vietata la riproduzione a carattere commerciale, sotto qualsia-
si forma e con qualsiasi mezzo. Per quanto riguarda i materiali non gi riportati
da altre fonti, ne consentita la riproduzione a scopo di pubblicazione scientifica
solo dietro citazione dellautore, nella forma di: autore testuale o iconografico
titolo del contributo, titolo dellopera. Per i materiali riportati da altre fonti si rimanda
alle fonti stesse.
In copertina: panorama dal versante ovest del Rocciamelone; nel riquadro pic-
colo: Spadonaro di Giaglione e Spadonaro di Venaus (foto AA e P. Tirone);
4 di copertina: praterie alpine e pascolo ovino, versante ovest del Rocciamelone.

Gruppo Ricerche Cultura Montana onlus


via Pastrengo 13, 10128 Torino
www.rupestre.net/archiv culturamontana@rupestre.net

ISBN 978-88-904167-8-1

Comune di Novalesa Comune di Mompantero Comune di Giaglione Comune di Venaus Commune de Lanslevillard
 - La Spada sulla Roccia

Le incisioni e le ancor pi rare pitture rupestri preromane dellarco alpino rappresentano,


come confermato anche dal riconoscimento della classificazione UNESCO, un eccezionale patri-
monio figurativo e culturale che permette spesso di superare, per la conoscenza delle nostre radici, i
limiti imposti dal carattere della documentazione consueta a disposizione delle ricerche preistoriche,
cio la cultura materiale e le campionature per le analisi di laboratorio.
Lattivit dei volontari, dai coniugi Tonini al Gruppo Ricerche Cultura Montana, e le prospe-
zioni professionali condotte dagli archeologi de Le Orme dellUomo su incarico e per conto della
Soprintendenza, anche con finanziamenti della Provincia di Torino, hanno evidenziato alle pendici
del Rocciamelone una piccola Valcamonica valsusina, strettamente collegata stilisticamente e cul-
turalmente alle manifestazioni darte rupestre della Moriana, appena al di l del Moncenisio, da
Aussois e Sollires a Lanslevillard.
Si ritiene opportuno, a conclusione di questa prima fase conoscitiva, seguta e coordinata da
Filippo Maria Gambari, rendere disponibile a tutti il catalogo completo delle rocce individuate, an-
che al fine di responsabilizzare adeguatamente gli enti locali e lopinione pubblica, per sottolineare
lassoluta improrogabilit di una fase che porti finalmente alla messa in sicurezza e alla valorizzazione
attraverso la fruizione pubblica di questo straordinario complesso, con caratteristiche uniche in
Piemonte. La realizzazione di percorsi di visita attrezzati e tutelati, in corrispondenza con le strut-
ture gi realizzate sul versante francese, renderebbe disponibile a brevissima distanza da Torino un
comprensorio articolato di aree archeologiche impostate come musei allaperto, a naturale comple-
tamento del polo archeologico di Susa e dei musei di Chiomonte e Sollires, che gi hanno attivato
iniziative comuni.
Questo volume deve quindi svolgere il doppio ruolo di sintesi informativa conclusiva e di ban-
ca-dati di partenza e di stimolo per unazione decisa, che dia compimento a progetti gi caldeggiati
in sedi diverse con la Regione Piemonte e la Provincia di Torino, le comunit montane della Val di
Susa, i Comuni di Mompantero e Novalesa, il Parco Orsiera-Rocciavr.
Tra i Tesori di Arte e Cultura Alpina della Val di Susa, censiti a partire dal 2003 anche con la
partecipazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici, larte rupestre collegata alla devozione
antica nellarea del Rocciamelone rappresenta quello forse meno conosciuto e valorizzato, ma non
certo quello meno importante. In effetti queste figurazioni, dimenticate dagli stessi valligiani per
secoli, si rivelano con gli studi condotti un anello indispensabile per ricongiungere ad un passato
remoto manifestazioni che ancora oggi esprimono i simboli identitari della Valle, dagli Spadonari di
Giaglione e Venaus alla festa dellOrso di Mompantero.

Giovanna Maria BACCI


Soprintendente per i Beni Archeologici del Piemonte
e del Museo Antichit Egizie


La Spada sulla Roccia - II

Assessorato alla Cultura


Protezione della Natura
Parchi e Aree protette

Una lunga frequentazione della Valle, ormai conosciuta e riconosciuta in ogni angolo e in ogni
piega, consente al Grcm di dare un resoconto di decenni dindagine di un patrimonio preistorico
di ritualit cos profondamente incise nella memoria, oltre che nelle rocce, da essere rintracciabile
anche oggi.
Il collegamento tra larcaico e la modernit, che questo testo propone, intellettualmente
molto stimolante. Quasi un suggerimento a riallacciare il filo profondo che lega le radici dellorigine
della vita e dellUomo, con le prospettive per un futuro che si annuncia critico se non si sapranno
recuperare saperi antichi di convivenza pacifica con lambiente naturale che ci ospita, insieme alle
tante specie viventi che con noi condividono il pianeta.
Il continuo rimando tra millenni di ritualit suggestivo stimolo a ragionare sulla circadianit
dellesistenza e sul bisogno antropologico di dare alla quotidianit una sua rappresentazione simbo-
lica, che da un lato ci offre il conforto, dallaltro ci dona il coraggio della sfida.
Al di l dellindagine, puntualmente scientifica, dei reperti individuati sul territorio, che ci
vengono proposti, questo il messaggio del volume. Che percorre una singolare ipotesi di coniu-
gazione della sopravvivenza, alloggi, di antichi riti, con la loro rappresentazione interpretabile nei
segni della preistoria. Quasi si trattasse di un insopprimibile bisogno della nostra specie di riflettere
le proprie pulsioni in azioni da consegnare a un continuo, eterno bisogno di ripetersi, per non scor-
dare il germe antico da cui tutto trasse origine.
Un ritorno allatto di nascita che non pu essere scordato e che tutto condiziona. Sempre e per
sempre. Inciso nella roccia o ripetuto, oggi, nelle nostre feste che si richiamano, appunto, alle origi-
ni. Affondano la loro ragione di essere proprio in quei tempi lontanissimi in cui emerse il bisogno
di comunicare, di lasciare traccia di s.
Sono messaggi che oggi affascinante decodificare, specie se intravediamo, in essi, un col-
legamento con il presente. Con il bisogno di continuare a comunicare le stesse cose, attraverso la
riproposizione rituale di codici culturali che emergono dalle nostre radici pi profonde.

Valter GIULIANO
Assessore alla Cultura,
Protezione della Natura, Parchi e Aree protette
Provincia di Torino

II
III - La Spada sulla Roccia

La Spada sulla Roccia, un sogno leggendario che in Valle di Susa si trasforma in realt. Possono
sembrare lontani nel tempo e nello spazio i miti di ascendenza celtica, ma sulle rocce di Mompan-
tero e di Novalesa paiono farsi concreti nelle figure protostoriche di asce delle trib celtiche dei
Segusini o dei Vennavi, simbolicamente poste a baluardo del versante montano del Rocciamelone, e
nelle immagini incise di guerrieri armati di spada, i cui gesti sono ancora oggi presenti nelle tradi-
zioni nostrane degli Spadonari.
Segni indelebili, proprio per ci affidati alla pietra, di un archivio litico pronto a testimoniare
della cultura e delle culture alpine che nei secoli e nei millenni hanno popolato il nostro territorio e
le nostre montagne. Sono radici profonde, spesso nascoste, disposte a rivelare, se opportunamente
indagate e interrogate, un tessuto ricco e articolato, che le nostre comunit continuano ad alimen-
tare di vita e di tradizione. proprio questa vitalit che ci permette di affrontare un felice connubio
tra indagine archeologica e tradizioni etnografiche, tra pagine archiviate sulla roccia e azioni rituali
dal respiro ancora intenso e genuino.
La Comunit Montana Bassa Valle Susa e Valcenischia, che gi nel 1996 ha patrocinato le at-
tivit di documentazione di una parte significativa del materiale rupestre ora pubblicato in questo
volume, accoglie con particolare favore ledizione completa, conscia di potere cos aggiungere un
ulteriore tassello alla conoscenza dei dati e dei valori espressi dalla storia del proprio territorio.
I contributi degli archeologici e degli etnografi qui pubblicati esaminano a fondo e mettono in
luce aspetti importanti della nostra identit. A tutti loro il nostro pi sincero ringraziamento, non
solo per lapprofondimento espresso nella variet dei casi esaminati, ma anche per il respiro esteso ad
altre valli piemontesi, alla vicina sorella transalpina e alla pi lontana Valcamonica.
In un tempo in cui laccelerazione sembra esprimere un indifferibile valore primario, pu va-
lere la pena da una parte voltarsi allindietro per gettare uno sguardo verso le immagini del passato,
e dallaltra spingersi in avanti per vivere in prima persona i Giorni della Festa, qui riccamente illu-
strati. In questi casi, Mompantero, Novalesa e Venaus, comuni della nostra Comunit Montana, e
lintero nostro territorio, saranno lieti di offrire a tutti interessanti opportunit di visita e di scoperta,
sia lungo i sentieri reali dei loro versanti montani che lungo quelli virtuali della ricchezza del loro
patrimonio storico e culturale.


Antonio FERRENTINO Giuseppina CANUTO
Presidente Vice Presidente
Comunit Montana Comunit Montana
Bassa Valle di Susa e Val Cenischia Bassa Valle di Susa e Val Cenischia

III
La Spada sulla Roccia - IV

In un segno sulla roccia si possono leggere tante cose: rituali antichissimi, descrizioni del
modo di vivere di unepoca lontana, indicazioni di un passaggio, ma soprattutto la testimonianza di
una vita, il desiderio dei nostri antenati di comunicare, di lasciare una traccia delle loro tradizioni,
del loro modo di vedere il mondo.
La Valle di Susa abitata da millenni, e proprio in queste incisioni che qualcuno lasci sulle
montagne, luogo che amava come le amiamo noi oggi, scopriamo quelle che sono le nostre stesse
origini, ricordando le fatiche e le gioie, il lavoro e i momenti di festa di chi ci ha preceduto. La con-
servazione della memoria diventa quindi un dovere, la necessit di rappresentare una ricchezza alla
quale non possiamo rinunciare, per guardare al futuro avendo ben salde le nostre radici.
In Valle di Susa abbiamo impianti sportivi moderni, piste da sci tra le migliori al mondo, una
natura incontaminata, ma abbiamo anche tradizioni, lingue, costumi e attivit tipiche, una storia
fatta di grandi uomini e pellegrini, eserciti e contadini che hanno lasciato una traccia che fa del
nostro un territorio deccellenza.
Una traccia indelebile, come un segno tracciato sulla pietra delle nostre montagne.
Un segno che studiano gli storici, un segno che lega le tradizioni di oggi ai secoli trascorsi,
un segno che ci riempie di orgoglio e dignit per il nostro passato, simbolo di identit ma anche di
cultura aperta al confronto.
Un segno che ci fa anche sognare, nelle nebbie del tempo che fu, tra leggende e ideali, nella
voglia e nel bisogno che oggi abbiamo di avere dei sogni.

Mauro CARENA Clelia RUSTICHELLI


Presidente Assessore
Comunit Montana Comunit Montana
Alta Valle Susa Alta Valle Susa

IV
 - La Spada sulla Roccia

Comune di Novalesa

La conca di Novalesa un luogo in cui elementi di grande interesse si fondono in un singolare


scrigno di bellezza. Dalla storia scritta nelle sue case e lungo le sue antiche strade alla magnificenza
naturalistica dei monti che la proteggono, dalla fede di luoghi sacri come lAbbazia alla cultura di
cui sono intrisi i suoi abitanti: ecco sinteticamente Novalesa.
Sapere che questa zona alpina stata frequentata sin da epoche remote, ben testimoniate dai
reperti di arte rupestre che questa pubblicazione documenta, non fa che avvalorare la nostra tesi.
Anche luomo preistorico stato ispirato dalla nobilt di queste vette, dallausterit di queste terre
e non ha esitato a lasciare traccia della sua presenza attraverso un bisogno ancestrale di espressione.
Lontano dallessere come ora, il territorio non antropizzato della valle aveva mantenuto unorigi-
naria e selvaggia belt consegnata dalla notte dei tempi alla Storia che sarebbe cominciata. E poi
luomo moderno, quello che ha dinamizzato il pensiero e crescendo nella sapienza ha costruito il
mondo attuale. Il percorso della nostra specie stato molto lungo, sapere si depositato su altro sa-
pere, arte si depositata su altra arte, e noi oggi raccogliamo gelosamente i frutti di questo processo
millenario.
Il Comune di Novalesa grato di aver ospitato nel 1998 il convegno La Spada sulla Roc-
cia, ma ancor di pi fiero di sapere che non si esita nella riscoperta di un passato che sappiamo
ricchissimo.

Ezio RIVETTI
Sindaco del Comune di Novalesa


La Spada sulla Roccia - VI

Comune di Mompantero

La Spada sulla Roccia: un titolo significativo che ben si addice al nostro territorio.
Le spade, simbolo delle antichissime tradizioni degli Spadonari di Venaus e Giaglione, e la roccia
che contraddistingue il massiccio del Rocciamelone, quindi Novalesa e, soprattutto, Mompantero.
Il Rocciamelone Mompantero; Mompantero il Rocciamelone con la sua vetta, i suoi pen-
dii, i suoi boschi, le innumerevoli borgate sparse sulle pendici e il paese ai suoi piedi.
La roccia che compone il suo nome, Roc Maol, dominante: luomo, sin dalla notte dei tempi,
ha strappato alla roccia piccoli fazzoletti di terra su cui coltivare magre risorse per vivere. Eppure,
fin dalla preistoria, gli uomini scelsero questa montagna come luogo di vita: le motivazioni erano
sicuramente molteplici: lesposizione al sole, i ripari naturali, le barme, anfratti scavati nella roccia,
labbondanza di selvaggina... mi piace pensare, per, che uno dei motivi affascinanti di questa scelta
sia lalone magico che da sempre riveste questo monte.
Questo prezioso libro documenta, con rigore scientifico, la presenza delluomo, sin dai tempi
pi remoti, con le numerose incisioni rupestri che sono presenti in gran parte del territorio.
Se poi ad esse si volesse anche collegare il Ballo dellOrso, antichissimo rituale, la cui origine
remota, celtica e sicuramente precristiana, rimasto, per, immutato nei tempi, lalone magico che
caratterizza la montagna di Mompantero diventa una reale suggestione. A conferma di quanto scrit-
to la storia che ci racconta le vicende che portarono Bonifacio Rotario a scegliere il Rocciamelone
quale vetta su cui posare il trittico dedicato alla Madonna. La venerazione verso la Madonna del
Rocciamelone travalica i confini della Val di Susa e del Piemonte e vide i bambini dItalia versare due
centesimi per posare su quella vetta, nel 1899, una statua a lei dedicata. Oggi, nel 2008, si stima che
circa 11mila persone siano questanno salite in vetta!
Tutto ci pare incredibile, poco verosimile; per, come cittadina di Mompantero e come Sin-
daco di Mompantero, sono orgogliosa di essere nata qui, di vivere qui su questa montagna un po
magica, un po sacra, sicuramente affascinante e bellissima, e ringrazio gli autori di questo libro che
con i loro studi, le loro ricerche, ci hanno fatto conoscere un pezzo della nostra storia e diffondono
la cultura e le tradizioni di Mompantero nel mondo.

Piera FAVRO
Sindaco del Comune di Mompantero

VI
VII - La Spada sulla Roccia

Comune di Giaglione

La spada sulla roccia...


uno spadone da Spadonaro infisso su di un masso toponomastico allingresso del paese di
Giaglione rivolge il benvenuto al visitatore: pietra, ferro, segno, comunicano identit culturale e
appartenenza, quasi protasi a questa pubblicazione.
Il lavoro curato dagli autori ci rende un libro importante e colma una lacuna di grande interes-
se, di carattere sia archeologico che etnografico, indispensabile per unattenta lettura del territorio.
Il camminare in montagna s esercizio fisico, ma pu essere anche esercizio mentale; il nostro
territorio ben si presta alla combinazione delle due attivit, con un patrimonio introvabile altrove:
cammini sui sentieri e sai che i tuoi passi seguono a quelli degli antichi Celti, di Annibale, delle
legioni romane, dei monaci e dei viandanti medievali.
In questa opera veramente fuor di metafora le pietre raccontano! Con grande rigore scientifico
questa pubblicazione ci offre una catalogazione esauriente e unulteriore possibilit di lettura in un
momento importante per la vocazione turistica della valle.
Questa amministrazione sostiene La Spada sulla Roccia come necessaria presa di coscienza
locale, non solo per i valori artistici e archeologici e per la lettura etnografica che presenta, ma anche
in quanto suggerisce opportunit turistiche di giusta fruizione dello straordinario patrimonio di
cultura delle genti alpine, con lauspicio che possa stimolare itinerari di archeo-trekking e itinerari
culturali.
La pi antica citazione nei documenti giaglionesi (A.S.C. 1556) si riferisce al Meistro, Vincen-
tio Rumiano detto Ciceroto, de schrima de una spada di una mane il quale, non essendo spadaccino
di professione, era sicuramente uno Spadonaro; il riconoscere figure di danzatori nelle incisioni
rupestri pu consolidare le tesi che ne attribuiscono le origini alle danze rituali praticate prima della
battaglia.
Con il curatore di questo prezioso volume ringraziamo i ricercatori e gli studiosi che vi hanno
contribuito; senza peraltro confondere la ricerca scientifica con le mere ipotesi, ci incanta pensare
che queste incisioni possano veramente rappresentare le pi antiche raffigurazioni dei nostri amati
Spadonari.

Marco REY
Assessore alla Cultura e Turismo
del Comune di Giaglione

VII
La Spada sulla Roccia - VIII

Comune di Venaus

Semplici incisioni rupestri incise sulle pendici dei nostri monti ci permettono di leggere e
interpretare il passato pi remoto del nostro territorio.
Credo risulti emozionante per tutti coloro che hanno radici profonde o conoscenza della storia
e delle tradizioni della comunit Venausina constatare la somiglianza delle incisioni raffiguranti uo-
mini che paiono danzare con le spade e con gli Spadonari di Venaus o della vicina Giaglione.
Sono per me immediati il legame e la suggestione che le scene di caccia propongono con lan-
tica Venavis-Venatio, il luogo di caccia dei Signori, la Venaus di oggi che sul suo stemma raffigura un
cervo, la preda deccellenza.
Pur nella loro essenziale linearit, queste incisioni sono piene di fascino, mostrano chiaramen-
te il millenario legame degli uomini con il proprio territorio, un territorio una volta selvaggio e per
certi versi forse ostile ma sicuramente affascinante e pieno di storia.
La pubblicazione del libro La spada sulla Roccia rappresenta per il territorio della Val Cenischia
un ulteriore documento, anche da tramandare ai posteri, come le incisioni che cataloga, studia, e
valorizza. Il rigore scientifico proposto dagli autori la degna prosecuzione di un percorso iniziato
nel 1998 con il convegno tenutosi a Novalesa.
Certamente molto del nostro territorio resta ancora da studiare, certamente molto del nostro
territorio resta ancora da scoprire, ma questa pubblicazione costituisce unimportante elemento di
conoscenza.
Ringraziando il curatore, il Gruppo Ricerche Cultura Montana e tutti coloro che hanno colla-
borato alla realizzazione della pubblicazione, auspico che si prosegua lungo la via sin qui percorsa e
degnamente indicata con questo documento.

Nilo DURBIANO
Sindaco di Venaus

VIII
IX - La Spada sulla Roccia

Commune de Lanslevillard

Sur la Commune de LANSLEVILLARD, on peut distinguer trois groupes principaux de gra-


vures rupestres. Sur la rive droite de lArc, versant Vanoise, prs de 3000 mtres daltitude, la Roche
aux Pieds, prsente des cupules et une multitude dempreintes de pieds. Sur la rive gauche, versant
Mont Cenis, 2100 mtres daltitude, la Pierre des Saints, au-dessus de Chantelouve, est creuse de
nombreuses cupules relies par des rigoles, et lensemble des blocs de lArcelle Neuve, entre 2000 et
2500 mtres, est orn de cupules, gravures ou empreintes. Estompes par lrosion du temps, elles
se rvlent au jeu patient de lombre et la lumire.
Ces pierres graves attestent de lanciennet de loccupation humaine sur ces hautes terres,
dans cette priode post glaciaire o le rchauffement climatique poussait plus haut les limites dalti-
tude. Elles permettent dentrevoir lvolution du peuplement Mauriennais jusquaux tombes Halls-
tatiennes du Mur des Sarrasins et la Tne finale, au lieu dit Sous lEcole.
Souvent gravures schmatiques, mais aussi figurations humaines ou animales, elles font penser
lexistence de rites propitiatoires ou conjuratoires. On peut imaginer qu cette poque limage
avait un caractre sacr et son excution ne pouvait tre quun acte important et solennel, avec une
source commune aux peuples montagnards, celle dune civilisation et dune tradition importantes
et itinrantes.
Puisse cet ouvrage contribuer protger efficacement un tel patrimoine contre le vandalisme,
cet autre diable trois ttes qui sappelle ignorance-sottise-cupidit, amener les passants considrer
ces gravures rupestres comme un des plus remarquables trsor culturel des Alpes, et faire de chacun
dentre eux la fois un visiteur clair et un gardien vigilant.
Sera alors sauvegard ce que deux ou trois mille hivers nont pas russi dtruire.

Josette FILLIOL
Maire de Lanslevillard

IX
La Spada sulla Roccia - 

Gruppo
Ricerche
Cultura
Montana

onlus

Introduzione

La storia del Gruppo Ricerche Cultura Montana profondamente legata alla montagna, e in
buona sostanza alla montagna valsusina. Una terra che ci ha visti, negli anni di una giovent trascorsa,
muoverci alla ricerca di sentieri e di vie, di tracciati e di percorsi, spesso labili e spesso cancellati dal
tempo. Una conoscenza del territorio lentamente acquisita, un rapporto scelto in modo consapevole,
sulla base di un intendimento orientato a scoprire gli aspetti del passato anche negli elementi della cul-
tura materiale, che proprio nel territorio montano ci apparivano particolarmente presenti e radicati.
Arte Rupestre e Montagna il titolo della prima mostra presentata dal Grcm nel 1977, un titolo
che sostanziava un percorso di ricerca lungo il quale il nostro gruppo aveva mosso i suoi primi passi,
affascinato dai segni sulla pietra. E per questo un altro titolo, La Pietra e Segno, marcava nel 1990 la
conclusione di questo primo ciclo di percorso comune, con la pubblicazione delle schede pi signi-
ficative tra quelle redatte in un quindicennio di assidue ricognizioni lungo i versanti della bassa Valle
di Susa e della Valcenischia, per noi ospitali nella sede dellex scuola civica della borgata Argiassera
di Bussoleno, casa dellassociazione, per anni diventata popolo Argiasso. Questo percorso aveva
avuto tra i suoi primi ispiratori lamico Leonardo Gribaudo, socio fondatore del Gruppo, gi ricco
di esperienze acquisite durante le prime campagne di ricerca condotte negli anni 70 nellarea del
Monte Bego. A lui dobbiamo i primi suggerimenti metodologici, a lui i primi spunti operativi; a lui,
seguendo il solco dei suoi passi, dedichiamo questo volume, con grande affetto e, purtroppo, con
rimpianto ancora maggiore. Una dedica che viene sentitamente estesa anche allamico Livio Mano,
che in pi occasioni ha collaborato nella ricerca rupestre con il Grcm, in questo volume autore del
contributo, pubblicato purtroppo postumo, sulle danze di spada delle valli del Cuneese.
Il percorso proseguito lungo i Sentieri dellArte Rupestre, volume edito nel 1995 per presen-
tare una serie di escursioni estese alle principali aree di arte rupestre di tutto larco alpino; di qui la
stretta collaborazione tra Grcm e Le Orme dellUomo, che ha permesso di portare in Valle di Susa
lesperienza rupestre della consolidata ricerca camuna; di qui anche le ulteriori scoperte nellarea di
Mompantero, gi esplorata dai coniugi Tonini, in particolare di pitture rupestri, che hanno favorito
linstaurarsi di un fattivo rapporto scientifico con la Soprintendenza Archeologica del Piemonte,
pronta non solo a promuovere le campagne di ricerca realizzate nel 1994 e 1996, ma anche a favo-
rire, tramite lopportuna limpostazione della necessaria ricerca epigrafica, il percorso esegetico che
ha portato alla lettura delliscrizione latina della Roccia degli Stambecchi.
Nel frattempo le ricerche montane del Grcm portavano alla scoperta del complesso petro-
glifico dellalta Valcenischia (e prima ancora della roccia a cerchi concentrici di Novalesa e della
Roccia degli Stambecchi in Moriana), per il quale furono condotte nel 1996 e nel 1997 altre due
campagne di documentazione; ne sono stati presentati i risultati nel corso della Giornata di Studi
organizzata il 23 maggio 1998 a Novalesa, della quale il presente volume pubblica gli Atti: un giorno
di Spada sulla Roccia che, a dispetto del titolo, non ha avuto la sostanza di un gioco di parole, ma
ha bens proposto un concreto spunto analitico, basato sul probabile rapporto tra figure incise su
roccia e tradizioni etnografiche Valsusine e della Valcenischia. questo il tema portante del presente
volume, che, come logico che sia, non vede tutti gli autori concordi; in particolare lorigine proto-
storica, eventualmente testimoniata dalla presenza delle figure rupestri, delle danze di spada tuttora
praticate a Giaglione e a Venaus, non unanimemente riconosciuta, anche se la parte archeologica
tende a considerarla come molto probabile.


X - La Spada sulla Roccia

A distanza di tanti anni, speriamo non troppi, dalla Giornata di Studi di Novalesa, loccasione
di pubblicare tutto il materiale raccolto relativo alle rocce incise disseminate lungo le pendici del
Rocciamelone non poteva essere tralasciata. Agli atti del convegno si aggiunge qui la pubblicazione
integrale dei corpora delle schede dellalta Valcenischia, di Mompantero e di Chiomonte-La Mad-
dalena, arricchita da una serie di confronti iconografici e di approfondimenti tematici. Se vero
che, in ambito archeologico, la mancata pubblicazione dei dati considerata uno dei peccati pi
gravi, almeno in questo caso si cercato di ottenere lassoluzione. Molti spunti suggeriscono un
articolato dibattito, in particolare lattenzione per larea del Rocciamelone, possibilmente inteso
come Montagna Sacra del complesso Valsusa-Valcenischia-Moriana, anche grazie alle concentra-
zione di incisioni rupestri, la considerazione di elementi petrografici nellindividuare le cause di tale
concentrazione, la valenza aristocratica e simbolica delle scene di caccia in quota, e infine lanalisi
interpretativa legata vuoi a motivazioni di ordine votivo-religioso, in particolare per le divinit delle
cime, vuoi a condizioni di marcamento del territorio.
Se vero che molte domande vengono poste da questo volume, altrettanto vero che alcune
risposte suggerite paiono fondate e congruenti, come per quanto riguarda la presenza su roccia di
figure di ascia e di lame della fine dellet del Ferro delle trib celtiche dei Segusini o dei Vennavi o la
lettura del motteggio erotico delliscrizione romana della Roccia degli Stambecchi, che didascalizza a
fumetto una pi antica scena di caccia della met del I millennio a. C.
E non si poteva certo tralasciare uno sguardo alla vallata della Moriana, sorella transalpina,
tra le valli alpine zona di spicco per quanto riguarda larte rupestre, alla quale la Valsusa, grazie alle
ultime scoperte, ben si pu apparentare. Una sentita espressione di riconoscenza, quindi, per i ri-
cercatori francesi per avere reso possibile, grazie alla ricchezza del materiale esposto, tutta una serie
di articolati confronti.
La parte relativa alle danze armate offre una panoramica sulle varie evidenze dellarco alpino
occidentale, di cui il territorio Valsusa-Valcenischia particolarmente ricco. Non poteva sfuggire un
dettagliato riferimento al triangolo etnografico di Giaglione, Venaus e Mompantero, dove meglio
si pu esplicitare il rapporto tra spadonari incisi su roccia (la Spada sulla Roccia appunto) e Spadona-
ri in carne e ossa, accompagnato da un veloce sguardo sui giorni della festa di Meana, Mattie e Chio-
monte. Analizzando le danze tradizionali emerge una radice tematica che lega indissolubilmente la
spada alla rinascita, intesa come rinnovo della nuova buona stagione, come maturazione delle messi
ma anche della giovent che diviene adulta. Alla ricchezza coreografica si accompagna una straor-
dinaria ricchezza simbolica, che ha probabilmente fuso nelle danze delle spade elementi sincretici
dalle profonde e lontane radici tradizionali. Il confronto con la Valcamonica, dove non sembrano
essere rimaste tracce di tradizioni legate alla danza delle spade, ma dove innumerevoli sono le figure
lasciate sulle rocce, non pu fornire oggi risposte univoche, ma ancora una volta pone laccento sulla
doppia valenza duello-danza armata.
Un ringraziamento a tutti gli autori, per la qualit dei loro contributi e per limpegno pro-
fuso, nella speranza di pubblicare, con questopera, un materiale utile alla comprensione di alcuni
elementi della cultura montana delle nostre valli e soprattutto propedeutico allo sviluppo di future
ricerche.

Gian Maria CAMETTI e Andrea ARC


Presidenti del Gruppo Ricerche Cultura Montana - Torino

X
La Spada sulla Roccia - X

ProPoStA MetodoLoGICA (1976)

La Proposta metodologica di studio delle incisioni rupestri lestate del 1976) relativa a 18 massi incisi con elementi non fi-
della valle di Susa, un ciclostilato a diffusione ristretta, ri- gurativi quali coppelle, vaschette, date e lettere reperiti presso le
sale al 1976. la prima pubblicazione del Grcm (allora Gruppo borgate montane abbandonate di Pois e Cumbassa (San Giorio di
Archeologico Torinese, vedi nota 15 a pag. 100) in materia; contie- Susa, TO). Le indicazioni metodologiche esposte segnano anco-
ne la documentazione (schede, rilievi e planimetrie realizzati nel- ra oggi in gran parte la linea seguita nelle attivit di ricerca del -->

archiVio grcm 1976

voro organizzato
di me to dologia per un la ta nellap-
Pr op os ta
descrizione tecnica, raccol
3) al la di se guito (se-
ltura diversa posita scheda al
legata qui
ntatto con una cu e incisioni,
Archeologia co gi ci no n so no ni de ll e si ng ol
e reperti archeolo zioni e dimensio ccia, stato di co
nserva-
nel tempo: i dati pe r s stessi (dal
punto di
cl inazione della ro nt i alla
iz za bi li di in in e, ri fe ri me
mai util
es te ti co -a rt is tico), ma sempre zi on e, am biente circostant ri me nt i a noti-
vista, cio, pendono: deve eologica, rife
cultura da cui di microzona arch
relazione con la er im en to ne i po la ri ).
to il loro uso (i
ns zie e leggende po
cio essere deni il loro valore (r
apporto
iamo quindi un
lavoro pre-
modi di pr od uz io ne ) e
. Ci che noi sugger ne , ch e se no n pu dare
ti o reperti) o di documentaz io
con gli altri da ne di pa ra to ri qu es ti on i insolute,
di co mp ie re qu alsiasi operazio im me di at o sbocco a certe co n un a buona si-
Ma prima iz zazione teorica, tt av ia di orientarci
di si st em at pe rm et te tu ll eg an do sal-
raffronto, cio in un corpus noi scelto, co
ss ar io ra cc og li ere questi dati cu rezza nel campo da da ti a un a p re cisa zona
nece a dei
damente la ricerc quella di una vall
e
omogeneo. a di ba se su cui ra ca , quale pu essere ca ra t-
a pi at ta fo rm ge og te rm in at e
Bisogna creare un anche altri enta sempre de
quale in seguito montana che pres riferimento al
lavorare, e alla bu to . st ic he st or ic o-culturali: il
ar e il lo ro co nt ri te ri mp re fo nd am en tale.
possano apport sc el to qu ello te rr it orio dunque se cultu-
vit da no i rattutto per una
Il campo di atti ri de ll a ba ssa Val di Susa. Ed fondamentale sop cui rimangono solo le
pe st
delle incisioni ru per chi si ac- po, di
ra lontana nel tem lete e il territorio in cui
li che emergono
I dati fondamenta vo ro so no : tes tim oni anz e incomp o anche
cinga a compiere
un tale la mento al territori
ri gu ar da nt i le inci- son o situate. Riferi a che in ess o presente
le notizi e cultur
1) da una parte te frammen- riferimento alla si possono sempre
tro-
e sono estremamen te e nella quale
sioni localizzat a pu bb li ca zi on e att ual men tac co: pu essere
on esiste un tatto e di dis
tarie e sparse (n ; vare punti di con che in una zon a ricca di in-
ri a) to
completa in mate tenuta ge- signicativo il fat o ancora attivit pastorizie
ll a lt ra no n es iste una teoria ri e su ll a cisioni si pratic
hin
pletamente disabi
tata:
2) da su lla loro funzione que sta zona sia com di-
en te va li da o che gio re o min ore
neralm on ol ogica. la misura della mag e.
ib uz io ne cr ci ci d ilt pas sat
loro attr cerca sarebbe ara da queste civ
della nostra ri stanza che ci sep ssa studiare
Scopo ottimale es ti on i. Ab bi a- esi che non si po
quello di chiarire
entrambe le qu
di el ab or a- Riteniamo in sint o gr up po di in cisioni di
ol
pe r de ci so di riservare la fase vi , da nd o l in cisione o il sing bb a se mp re in serire in
mo
or ic a de i da ti a tempi successi gl i pe r s , ma che ci si de ul tu ra le allin-
zione te alla raccolta de zona geograco -c
so lu ta pr io ri t un a p re ci sa nt i e st abilire
per ora as e operare confro
stessi. re terno della qual
di arriva tipologie.
primo risultato, frontare uno
Si tratta, come (della registra- ito, si potr af
la cr ea zi on e di un a m em or ia
it o) , ch e So lo cos, in segu ri al e ra cc ol to, riferen-
al
di qu es ti da ti parleremo in segu i re - st ud io organico sul mate si vi ad altre zone
zione
tt e le in fo rm az ioni qualicant do lo in te mpi ancora succes abilire punti di
contenga tu imili, per st
limitrofe e cons iarire i rap-
lative: in ci sione di ff erenza, utili a ch
iz io ne pr ec is a di og ni co nt at to e di
e in un a zo na di una certa
1) alla pos un a m ap pa archeologica); po rt i fra varie cultur
(elaborazione di
co (catalogo ampiezza.
to visivo e gra (Andrea ARC)
2) al suo aspet ta de i di se gn i in scala ri-
to gr a co , ra cc ol
fo
evi);
dotta e dei rili

X
X - La Spada sulla Roccia

<--Gruppo. Pare opportuno quindi riproporle nel contesto del Brani tratti da:
Proposta metodologica di studio delle incisioni rupestri della valle di Susa,
volume La Spada sulla Roccia, soprattutto per quanto riguarda la supplemento a Taurasia - notiziario del Gruppo Archeologico Torinese,
pubblicazione dei corpora in esso contenuti e lutilizzo di n. 6/7, 1976, dattiloscritto ciclostilato a circolazione ristretta,
strumenti informatici e statistici applicati allo studio dei pp. 3-4 e 45-46.
petroglifi.

Metodi ed implem archiVio grcm 1976


entazioni per l
di dati relativi elaborazione elet
alle incisioni ru tronica
pestri
Lesigenza di un
diante luso di trattamento automa
un calcolatore ele tico, me- Per dati del ti
dati relativi all ttronico, dei po: localit, de
e incisioni rupest misure della rocc nominazione e
ta in funzione di ri senti- ia, la trasposizi
una analisi tecnic ca. Per gli altri one identi-
indispensabile (e a dati da noi scelti
secondo noi prelim comparata nizione dellinc per la de-
analisi stilistic inare a una isione (colore,
a) per giungere a sulla esecuzione tipologia, dati
incisioni secondo selezionare le e conservazione)
una datazione rel dica numerica pe vi una co-
in seguito assolu ativa (e forse r cui a ognuna de
ta). specicazioni (c lle possibili
Dal punto di vist he ne l linguaggio natu
a della sola anal espresse da vocabo rale sono
gica un archivio isi morfolo- li anche compless
automatico pu sv de a un numero e i) corrispon-
vori di prima se eltire i la- in questa forma
lezione tipologi gono trattate da sintetica ven-
una denitiva anal ca, mentre per llelaboratore.
isi stilistica de
accertatamente an lle incisioni Come si pu notare
tiche riteniamo , le codiche da
zione umana sia che losserva- te si prestano al noi stabili-
fondamentale e pi la denizione dell
discriminante. sottilmente incisione da noi e tipologie di
sinora catalogate
Alcune delle ope Susa e Chisone, ch nelle valli di
razioni effettuab e per altro bene
archivio sono del ili su questo unarte rupestre rappresentano
tip pi povera e meno
se per quote cresce o: stampa delle rocce inci- spetto ai pi appa
riscenti compless
denita ri-
nti, selezione e noti nella catena i dincisioni
gurazioni di una stampa delle al pi
determinata tipolo na.
profondit superi gia e con
ori a un valore indubitale che
di un rapporto tra ssato, calcolo un a parte delle inci
il materiale geolog noi rilevate risa sioni da
tuente la roccia ico costi- lga a tempi recent
e la profondit del fatto moderni; la i, se non af-
selezione e stampa le incisioni, va li di t
delle incisioni rata si esplicit di unanalisi compa-
una patina minera presentanti a proprio grazie
le, e cos via. dati, che, se co anche a questi
La scelta delle nf rontati con gura
selezioni e dell sticamente databi zioni stili-
ni statistiche da e operazio- li come antiche,
effettuare dipend contrario rivela ne possono al
dallimportanza e ovviamente re la modernit tecnic
che a esse viene a.
ricercatori. attribuita dai La validit di un
archivio automati
Lautomazione dell va lo re comprendendo zz at o assume
e operazioni ta un corpus il pi
le quanto maggio nt o pi uti- co mp le to di in cisioni; questa pu po ssibile
re il numero de ve dunque anche bblicazione ser-
minare. i dati da esa- da invito a tutt
a fornire un loro i gli studiosi
Presupposto fond contributo per pu
amentale les i parametri util ntualizzare
completezza dell attezza e la i nella descrizi
e osservazioni e sioni, al ne, se one delle inci-
dei dati sul terr della raccolta possibile, di ri
eno, non potendo segnalazioni dell unire tutte le
elettronico che lelaboratore area delle vall
effettuare dei co de ll a va ll e i piemontesi e
li. Per facilita ntrolli forma- dAosta in una fo
re una corretta rma comune.
dei dati stata registrazione Anche a questo
studiata una sche ne limpegno del
da compilare di da prestampata non volto escl nostro gruppo
fronte allincisi usivamente alla
one. nuova scoperta, ricerca della
La trasposizione ma anche allattent
delle informazioni zione delle inci a rileva-
da compilata manu dalla sche- sioni conosciute
almente alla banc dunque sia quelle , comprendendo
ta dallelaborato a dati, gesti-
re, avviene in mo famose che quelle
seconda del cara do diverso a meno note.
ttere dei dati.

(Leonardo GRIBAU
DO)

X
3 - La Spada sulla Roccia

Il Grcm e la scoperta delle rocce incise dellalta Valcenischia

Gian Maria CAMeTTI


GrUPPo rICerCHe CUlTUra MonTana
CIPRA (Commissione Internazionale
per la Protezione delle Alpi)
giparo@tiscali.it

Nellestate del 1991 alcuni soci del Gruppo ri- questo nuovo impegno era giustificato dal fatto di potersi
cerche cultura montana (Grcm) 1 stavano risa- confrontare per la prima volta con autori francesi, con i
lendo il ripido sentiero che dallAlpe Carolei quali si era costituito un gruppo di lavoro molto affiatato.
si dirige verso il Rifugio Stellina. Ci si trovava Ma torniamo alla salita alla Testa del Carolei. Larea in
a oltre 2300 m di quota, versante orografico questione situata sul versante sud-occidentale del Roc-
sinistro della Val Cenischia, pendici sud-occi- ciamelone. Si tratta di una fascia di pascoli alpini dalta
dentali del Rocciamelone. quota situati a monte di un gruppo di borgate e alpeggi
Lescursione aveva lo scopo di verificare il lungo e (li Pleinei, Alpe Carolei), nei quali le iscrizioni sui muri
faticoso itinerario utilizzato tradizionalmente dagli abi- esterni e sugli architravi delle porte datano a partire al-
tanti di Novalesa per la salita sul monte; meta finale era meno dal XVII secolo. oggi lattivit pastorale continua
il Rifugio Stellina, allora ancora in costruzione e posto a essere praticata solo allAlpe Tour, alpeggio situato
sul promontorio denominato Testa del Carolei, a 2595 presso lattuale confine italo-francese.
m di quota. Il Comune di Novalesa ne aveva promosso
ledificazione allo scopo di favorire lutilizzo, da parte Valcenischia, panorama dalta quota (foto AA)
di alpinisti ed escursionisti, di quella via di accesso al
Rocciamelone, diventata da qualche anno sempre meno
percorsa, a causa della sua lunghezza.
Il Grcm stava curando proprio in quegli anni, in colla-
borazione con un gruppo di autori francesi, la redazione
della guida escursionistica Le valli del Moncenisio (Grcm
1992); tale guida prevedeva non solo la descrizione di
itinerari trans-frontalieri, ma anche delle pi interessanti
escursioni in ciascuna delle valli gravitanti attorno al va-
lico del Moncenisio (Bassa Valle di Susa, Val Cenischia e
Moriana). Gi nellottobre 1989, sempre in occasione del
medesimo progetto e in particolare nel corso di una rico-
gnizione sul percorso della Grande Randonne in zona
Arcelle Neuve (Alta Moriana F), era stata scoperta da
alcuni soci del Grcm 2 limportante Roccia degli Stam-
becchi (vedi GAmbAri e menneLLA in questo volume).
La redazione del volume rappresentava in un certo senso
il punto darrivo di circa quindici anni di attivit del Grcm
in Valle di Susa: lambizione degli autori era quella di ac-
compagnare lescursionista alla scoperta dei pi rilevanti
aspetti naturalistici, storici, artistici e culturali tramite la
selezione degli itinerari migliori e pi interessanti.
Il Grcm aveva gi al suo attivo numerose iniziative,
quali mostre 3, allestimento di percorsi escursionistici (il
Sentiero Balcone 4, i sentieri autoguidati dellorrido di
Chianocco e lAlta Via delle valli di Susa), pubblicazio-
ni (alcune guide 5 e il corpus delle incisioni rupestri della
Bassa Valle di Susa 6, al tempo appena uscito nelle librerie,
Grcm 1990); tuttavia lentusiasmo con cui si affrontava

3
7 - La Spada sulla Roccia

Guerriers et duels dans lart rupestre


de lge du Fer et du Moyen-ge en Maurienne

Franoise BALLeT et Philippe RAFFAeLLI


Conservation dpartementale du Patrimoine de la Savoie
francoise.ballet@cg73.fr, philippe.raffaelli@cg73.fr

Les sites dart rupestre de la valle de la Maurienne for-


ment de petits ensembles de roches graves qui sgrnent
de Saint-Michel-de-Maurienne jusqu Bonneval. Ils se
caractrisent par la diversit typologique et chronologi-
que de leurs motifs, abstraits et figuratifs. Leur dispersion
gographique atteste une large frquentation de la mon-
tagne ds le Nolithique, lie lexploitation des mati-
res premires, lagro-pastoralisme et trs probablement
au dveloppement de linalpage dans les hautes valles.
Elle correspond aux peuplements pionniers de la zone
montagnarde que confirme, ds le Nolithique moyen et
surtout la phase rcente de lge du Bronze final et
lge du Fer, la prsence de vestiges: ncropoles ou
spultures isoles, dcouvertes fortuites dartefacts, ves-
tiges dhabitat, plus rarement rvls par larchologie,
car ils ont souvent t supplants par les villages actuels,
Aussois; marbre poli par lrosion palo-glaciaire (clich AA-GRCM)
du fait dune volution sur place, dtermine par les
contraintes propres au milieu montagnard. Les sites dart
Schistes lustrs dans lalpage de lArcelle Neuve, Lanslevillard (clich AA-GRCM)
rupestre se rpartissent ainsi sur les versants les mieux
exposs ltage de lhabitat permanent actuel, de 1000
1800 mtres daltitude, et ltage des montagnes
ou alpages traditionnels, de 2000 2800 mtres dalti-
tude. La zone des schistes lustrs de la Vanoise offre des
replats et des plans favorables, et des plages de gravu-
res propices sur les blocs erratiques tablodes de calcaire
phylliteux ou de calcschiste. Les grands afeurements de
calcaire ou de marbre polis par lrosion palo-glaciaire
ont servi de supports aux compositions remarquables
dAussois et de Termignon.
Lart rupestre mauriennais tmoigne grce son r-
pertoire plastique de lvolution des mentalits et des
concepts des premires communauts montagnardes; il
exclut les reprsentations de la vie quotidienne caract-
re descriptif ou narratif et suggre plutt une expression
symbolique et/ou des pratiques votives ou propitiatoires.
Lessentiel de ce rpertoire est datable du deuxime ge
du Fer. La redondance des motifs figuratifs, anthropo-
morphes et zoomorphes, comme leur association fr-
quente avec des motifs abstraits, serpentiformes ou re-
prsentations gomtriques, parait intentionnelle. Mais
lexplication des associations de motifs et leur significa-
tion demeurent encore hypothtique.
Les compositions ou scnes martiales et cyngti-
ques prdominent, en particulier sur les sites dAussois.

7
19 - La Spada sulla Roccia

La caccia signorile in quota:


una pratica rituale dellet del Ferro?
Filippo Maria GAMBARI
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte
e del Museo delle Antichit egizie - Torino
fi lippomaria.gambari@beniculturali.it

Le magnifiche incisioni della Roccia degli Stambecchi e dunque diventano la base per cercare, almeno a livello
del Moncenisio, databili intorno al V sec. a.C., fornisco- di ipotesi di lavoro, di decifrare il linguaggio simbolico e
no un eccezionale spunto per analizzare sul piano cultu- iconografico dellincisione.
rale e del significato ideologico quella che non pu essere
certamente valutata come una normale scena di caccia. siGniFicATo e TecnicA deLLA cAcciA siGnoriLe
Volendo descrivere la scena come rappresentata, biso- neLLeT deL Ferro
gnerebbe immaginare un cacciatore che trattiene un cane
La frequenza e i contesti particolari in cui appaiono
in appostamento, mentre una seconda figura, allaltra
scene di caccia al cervo nellet del Ferro non lasciano
estremit della scena, spinge un gruppo di tre stambecchi
dubbi sul carattere signorile di questa attivit e sul signi-
adulti verso di lui. In realt il personaggio del battitore
ficato altamente simbolico della stessa. Frequentissime
tanto singolare quanto improbabile. Tiene le braccia al-
in Valcamonica fin dalle prime fasi del IV stile camuno,
largate: la sua mano destra si perde in un punto in cui la
roccia appare molto rovinata dallabrasione del bordo e Arcelle Neuve (Alta Moriana F), Roccia degli Stambecchi;
dalliscrizione romana, mentre la sinistra sembra tenere scena di caccia sottoposta a iscrizione latina (foto AA)
in mano un oggetto oblungo che difficilmente rappresen-
ta unarma o uno strumento per spingere gli animali (a
meno che non sia una fionda, ma appare molto strana
la collocazione nella sinistra), la testa si confonde con
le zampe dello stambecco superiore e intorno alla vita
appare un elemento a nastro, in gran parte inglobato nel-
liscrizione romana successiva. In generale appare molto
inverosimile, sul piano meramente pratico, che in alta
quota si pratichi la caccia allo stambecco con la figura
del battitore, pi logico per stanare cervi e caprioli dalle
zone forestate della pianura o della bassa valle, in quanto
sarebbe arduo per chiunque tener dietro a un gruppo di
stambecchi e comunque al limite sarebbe pi opportuno
luso di cani. Appare invece coerente, pur in una logica
di sfida individuale, una caccia di agguato con una lancia
per provocare subito al primo colpo una grave ferita
e con limpiego del cane, per leventuale inseguimento
della preda sanguinante. ovvio che non si pu esclude-
re il carattere mitologico della scena, ma la coincidenza
di ritrovare una scena di caccia allo stambecco a oltre
2200 m di quota rende meno probabile la semplice rap-
presentazione descrittiva di un racconto epico.
Per provare a formulare delle ipotesi interpretative, bi-
sogna premettere una rapida analisi del significato che
assume nellet del Ferro la caccia signorile ad animali
particolari, certo non legati allalimentazione corrente
della popolazione comune; da qui si passer alla valuta-
zione della simbologia della caccia in alta montagna. Per
quanto legate a un ambito interpretativo e soggettivo, le
ipotesi su questi aspetti sono basate su elementi concreti

19
27 - La Spada sulla Roccia

La Roccia degli Stambecchi: scene di caccia e iscrizioni votive


di et romana fra Moncenisio e Monginevro
Giovanni MenneLLA
Dipartimento di Scienze dellAntichit,
Universit di Genova
giovanni.mennella@lettere.unige.it

Un petroglifo individuato nel 1991 nellAlta Moriana,


presso lalpeggio dellArcelle neuve sul versante france-
se del Moncenisio, comune di Lanslevillard, presenta una
scena di caccia accostabile ai disegni protonaturalistici
e naturalistici camuni degli stili IV 2 e IV 3, che fu rein-
terpretata in et romana, e verosimilmente dopo la met
del I secolo dellepoca imperiale, con alcune iscrizioni a
sfondo erotico. Il documento costituisce unimportante
testimonianza sulla frequentazione dei valichi alpini tra
il I e il III secolo d.C., e pu essere messo in relazione a
una presenza antropica in quota fi nalizzata ai controlli
sui transiti della Quadragesima Galliarum nella provincia Fig. 1. Ubicazione del sito nel contesto delle Alpi occidentali
delle Alpi Cozie.
Il soggetto rientra in un diffuso repertorio figurativo
In esplorazioni condotte nel 1991 nellAlta Moriana, volto a esaltare la forza virile del guerriero-cacciatore; le
poco oltre la frontiera sul versante francese del Monceni- affinit con i disegni protonaturalistici e naturalistici ca-
sio, stato localizzato un nuovo petroglifo su di un masso muni degli stili IV 2 e IV 3 assegnano la scena alla media
erratico di calcare filladico ai margini di un antichissimo et del Ferro; il corredo epigrafico, viceversa, non pu
sentiero presso Lanslevillard, non molto lontano dallal- scendere al di sotto della prima met del I secolo d.C.,
peggio dellArcelle Neuve, in localit Les Fontanettes, quando i Romani subentrarono allestinta dinastia cozia
a 2240 metri daltitudine (figg. 1-3) 1. La pietra, che in e, creando lomonimo distretto, vi determinarono unan-
affioramento misura cm 93 x 150 x 35 ca, quasi tutta oc- tropizzazione pi diffusa e pi facilmente propensa a
cupata da una scena incisa a martellina, raffigurante a esternare messaggi iscritti 4. Lampia forcella cronologica
sinistra un cacciatore in atto di spingere un piccolo bran- tra lesecuzione della scena venatoria e laggiunta delle
co di tre stambecchi a lunghe corna verso un compagno tre iscrizioni obbliga perci ad appurare, preliminarmen-
che pi in lontananza li attende a lancia levata accanto al te, se nel corso del I secolo esse potessero ancora coesi-
suo cane (fig. 4) 2. Assieme alle figure, che hanno valso stere in unef-
al masso la denominazione di Roccia degli Stambecchi, fettiva unit
attribuita dagli scopritori, limpiego della luce radente ha di parola e di
svelato lesistenza di tre iscrizioni latine con lettere di immagine
cm 3-6 ca, irregolarmente eseguite con ductus leggero e con le figure
impercettibili a occhio nudo sulla superficie ormai con- eseguite tanto
sunta, ciascuna a stretto contatto con unimmagine che tempo addie-
correda come didascalia 3: da sinistra, la prima epigrafe tro 5, oppure
sta dietro luomo che sovrasta lo stambecco, la seconda se fossero un
si sviluppa lungo la schiena dello stesso animale, e la ter- inserimento
arbitrario ed
za, incisa con lettere di modulo pi piccolo, si intravede
estraneo in
sopra la lancia dellaltro cacciatore. La loro lettura non
una rappresen-
agevole, ma dopo un accurato riscontro sulla pietra e
tazione di cui
reiterati confronti sulle fotografie e sui calchi, si ora
in grado di proporre e commentare quella che ci parsa
pi attendibile, senza peraltro escludere ulteriori e for- Fig. 2. La Valle
dellArc vista dal
se altrettanto valide ipotesi alternative, che si auspica di luogo del petroglifo
sollecitare col presente contributo. (foto AA)

27
33 - La Spada sulla Roccia

Il complesso petroglico del massiccio del Rocciamelone


Arte rupestre su calcescisto tra Valcenischia e Bassa Valle di Susa 1

Andrea ARC
Gruppo Ricerche Cultura Montana - Torino
Le Orme dellUomo - Valcamonica
aa_arca@yahoo.it
inTroduZione

Larte rupestre alpina non gode certamente di distribu- pretativo ed esplicitando con maggiore ampiezza quanto
zione uniforme. Vi sono, in ordine di consistenza, due aree gi esposto in altra sede (GAmbAri 1994; Arc, FossATi
di massima concentrazione (i poli della Valcamonica e 1998; Immagini dalla Preistoria 1995; Arc 2002).
del Monte Bego), alcune zone di notevole importanza e
una serie di siti isolati. Allinterno di questa sommaria iL suPPorTo roccioso
partizione la Bassa Valle di Susa e la Valcenischia posso-
no essere collocate fra le aree di notevole importanza, al Le prime attenzioni vanno rivolte al supporto roccioso,
pari della vicina Alta Moriana (la Valle dellArc), la cui che, in base alle sue caratteristiche, favorisce o inibisce
iconografia peraltro strettamente apparentata 2 a quella lesecuzione di figure martellinate. La tecnica della mar-
Valsusina, al punto di rendere opportuna la definizione di tellinatura, che consiste nel battere ripetutamente la su-
complesso petroglifico Moriana-Valsusa; allinterno di perficie rocciosa 3 con ciottoli di maggiore durezza, per-
tale complesso si possono distinguere larea del Monce- mette di ottenere una serie di microincisioni (i punti di
nisio e quella del massiccio del Rocciamelone. Limpor- martellina) il cui accostamento compone unimmagine fi-
tanza del settore italiano dovuta sia alla vasta diffusione gurativa, analogamente a quanto si potrebbe realizzare in
di elementi non figurativi (appartenenti in maggioranza un disegno utilizzando la tecnica della puntinatura. Sono
alla serie coppelle e canaletti) che soprattutto alla signi- queste le incisioni pi ricche di informazioni, in quanto
ficativa presenza di elementi meandro-spiralici e figura- portatrici di valore iconografico, dal cui riconoscimento e
tivi, questi ultimi di pi recente scoperta. interpretazione possono scaturire riferimenti cronologici
La base storica di dati relativi a rocce non figurative e interpretativi, al contrario delle rocce a coppelle, dove i
in area valsusina stata arricchita nel tempo dal lavoro di segni non costituiscono figure e rivestono invece un mero
numerosi ricercatori, a partire dalle prime scoperte di G. ruolo funzionale di contenitori, probabilmente offertori.
Piolti fino a quelle successive di C. F. Capello, S. Berger, Se analizziamo i supporti rocciosi di tutte le aree alpine
M. Salomone e A. Santacroce (sAnTAcroce 1968). Nel dove maggiormente si diffondono i moduli figurativi, ri-
1990, dopo quattordici anni di ricerca e di documenta- troviamo una serie di elementi costanti: presenza di ampie
zione, il Gruppo Ricerche Cultura Montana di Torino ha superfici libere e lisce, levigatura e montonatura glaciale,
pubblicato il volume La pietra e il segno, che raccoglie diffusione di rocce sedimentarie (arenarie o calcari) a gra-
un catalogo generale e che illustra in 50 schede le rocce na fine. Se consideriamo poi che le uniche due zone alpine
pi significative della valle. dove vi presenza geologica di ampie superfici esposte di
Nuovi complessi istoriati sono in
seguito venuti alla luce, dando av-
vio a campagne di documentazione
e ricerca promosse dalla Soprinten-
denza Archeologica del Piemonte.
Essi si diffondono su rocce carbo-
natico-silicee metamorfizzate che
si estendono lungo i versanti sud
(Valle Susa) e ovest (Valcenischia)
del massiccio del Rocciamelone.
Il presente contributo, unitamen-
te al corpus delle schede, intende
rendere disponibile unampia do-
cumentazione sul materiale di re-
cente acquisizione, fornendone un
inquadramento cronologico-inter-

33
107 - La Spada sulla Roccia

Appunti sulle danze di spade nelle Alpi occidentali 1

Tullio TeLMOn
Dipartimento di Scienze
del Linguaggio, Universit di Torino
tullio@telmon.eu
1. LA viTALiT
Dal punto di vista delletnolinguista, la prima distin- Daltra parte, e quasi contraddittoriamente, occorre
zione da fare forse quella tra le danze oggi ancora vitali aggiungere che si pu correttamente parlare di tradi-
e praticamente prive di interruzioni storiche rilevanti, da zione popolare quando la memoria collettiva ha perso
un lato, e, dallaltro lato, danze delle quali, sulla base di la percezione dellinizio della manifestazione folklorica;
attestazioni e testimonianze orali o documentarie, saltua- quando cio nella comunit non c nessuno in grado di
riamente da parte di qualche volonteroso gruppo viene rammentare tale inizio. E questo, aggiungo, anche nel
realizzata qualche esibizione. Tra queste ultime, possia- caso del resto assai raro in cui lo storico sia invece in
mo annoverare le danze attestate storicamente e di tanto grado di stabilire, in base a documentazione oggettiva,
in tanto riprese a Fenestrelle in Val Chisone, a Bagnasco una data di inizio o quantomeno un terminus post quem.
in Valle Tanaro, a Castelletto Stura presso Mondov e a
Villar dAcceglio in Val Maira. Tra le prime, vi sono in- 2. Le ATTesTAZioni
vece le danze di spade che annualmente (e in taluni casi
pi volte allanno) vengono praticate in Valle di Susa, a Da quanto si detto, facile inferire che le attestazioni
Giaglione, a Venaus e a San Giorio. A queste ultime si storicamente certissime sono quelle che intenzionalmen-
deve aggiungere, fuori dai confini del Piemonte, ma tut- te e non occasionalmente documentano lavvenuta ese-
tavia a distanza assai minore di quanto non siano le loca- cuzione di una certa danza, e magari la descrivono nei
lit del Piemonte meridionale citate sopra, il baccuber di suoi particolari: facile capire che una documentazione
Pont de Cervires, presso Brianon.
Giaglione, 2007; esibizione degli Spadonari (foto AA)
La questione della vitalit na-
turalmente collegata con quella
dellattendibilit folklorica: ovvio
infatti che l dove non sia riscontra-
bile alcuna cesura storica, sia leci-
to parlare di tradizione popolare,
mentre nei casi in cui la continuit
stata interrotta e ripresa soltanto
a distanza di molto tempo, mutano
in certo modo le ragioni prime del-
la realizzazione stessa: a una moti-
vazione del tipo si continua a fare
perch si sempre fatta, subentra
invece una motivazione di tipo
bene farla perch caratteristica,
tipica del nostro paese. Si tratta in
ogni caso, anche l dove non vi si
aggiungano successive incrostazio-
ni speculative di carattere turistico,
di due atteggiamenti ben diversi,
che presuppongono non gi (o non
necessariamente) differenze di co-
scienza storica, ma certamente diffe-
renze di disponibilit, da parte della
comunit, a derogare nei confronti
dei segni della propria esistenza.

107
113 - La Spada sulla Roccia

Le danze armate nella tradizione popolare


delle valli del cuneese

Livio MAnO
Museo Civico di Cuneo

PremessA
Secondo il criterio empirico proposto da Bianca Maria speranza che possa riprendere, a Vicoforte San Grato e a
Galanti (1942), le danze armate possono essere suddivise Fiamenga di Vicoforte (bal dl saber; borrA, GrimALdi
in tre categorie, relative al loro carattere dominante: 2001), nel Monregalese. Incerta la testimonianza del-
1) danze a contenuto storico tradizionale, a loro volta lesistenza di una danza delle spade a Briaglia, nel Mon-
suddivise in danze guerriere propriamente dette e regalese (roATTino 1999).
danze a carattere insurrezionale; ballata ancora a Bagnasco (bal do sabre) in val Tana-
2) danze religiose; ro; a Castelletto Stura (bal del sabre/bal de sabre) nella
3) danze a contenuto di carattere vario. pianura cuneese e, ovviamente con leggre differenze, a
Fenestrelle (bal da sabre) in val Chisone.
Alle danze guerriere propriamente dette appartiene
la cosiddetta moresca, estinta da pi di 150 anni. Diffusa A Limone Piemonte, in valle Vermenagna, il Carneva-
in Spagna, Francia, Inghilterra, soprattutto nel XV/XVI le prevede che il curr e larlecchino eseguano con salti
secolo, era danzata a Venezia, in Toscana, Lazio, Pie- e giravolte e al suono di un tamburino una sorta di danza
monte, Romagna e in alcune isole (Elba, Sicilia, isole delle spade (TrAPAni 1994; GrimALdi 1996).
di Malta, Corsica, Lagosta). tuttora danzata nellisola
dalmata di Curzola (Korcula, Croazia).
Tra le danze a carattere insurrezionale rientra quel-
la degli Spadonari di San Giorio, in Valsusa, eseguita il
23 aprile in occasione della festa di san Giorgio. qui
celebrata, come nelle danze di analoga tipologia, la vit-
toria contro un tiranno, in genere il feroce feudatario del
luogo.
La Lachera di Rocca Grimalda, nel Monferrato, rap-
presentata durante il Carnevale per ricordare linsurre-
zione popolare contro Isnardo Malaspina, signore del
borgo, era stata considerata da Bianca Maria Galanti
(1942) come ballo delle spade. Allo stato attuale delle
ricerche la performance non sembra recare traccia di
danza armata (GrimALdi 1996).
Rientrano nelle danze a carattere religioso quelle
degli Spadonari di Venaus (3 febbraio, san Biagio) e di
Giaglione (21 gennaio, san Vincenzo), in Valcenischia.
Entrambe non presentano i danzatori allacciati nella
catena formata dalle spade (si vedano in questo volume
TeLmon e Tirone).
Tra le danze a contenuto di carattere vario si posso-
no annoverare quelle genericamente definite danza o
ballo delle spade o delle sciabole: il bal do sabre o
bal dl sber o bal del sabre/bal de sabre o bal da sabre,
con diversa cadenza linguistica a seconda della localit
del Piemonte in cui veniva o viene ancora danzato.
La danza delle spade caduta in disuso a Chiomonte
e a Chianocco in Valsusa (meLino 1990-1991) e, con la

Fig. 1. Bagnasco 1997, il Bal do Sabre; costumi e spade dei danzatori (foto L. Mano) 113
121 - La Spada sulla Roccia

Strumenti musicali e scene di danza


nellarte rupestre della Valcamonica e della Valtellina
Angelo eugenio FOSSATI
Universit Cattolica del S. Cuore, Istituto di Archeologia, Milano
Cooperativa Archeologica Le Orme dellUomo, Cerveno (BS)
fossati@numerica.it

LArTe ruPesTre cAmunA


Larte rupestre presente in Valcamonica e in Valtellina,
due vallate alpine comprese tra le province di Bergamo,
Brescia e Sondrio, costituisce un patrimonio archeolo-
gico, artistico, etnografico e storico di valore inestima-
bile, non solo per la sua antichit ma, soprattutto, per
la ricchezza tematica e iconografica (AnATi 1982; de
mArinis 1988; Arc, FossATi, mArchi, ToGnoni 1995).
Grandi superfici rocciose di arenaria e di scisto, levigate
dai ghiacciai pleistocenici, sono state istoriate nel tempo
dagli artisti preistorici. Le figure erano realizzate tramite
due tecniche prevalenti, la picchiettatura e il graffito, e
utilizzando strumenti di quarzite che sono stati rinvenuti
accanto alle rocce incise. Il ritrovamento di gessetti di
ocra in diversi colori, alcuni con evidenti segni di uti-
lizzo, ha fatto ritenere probabile che le incisioni venis-
sero colorate (FedeLe 2006). Al momento non vi sono,
per, prove certe di questa pratica: daltro canto il ritro-
vamento di alcune pitture rupestri testimonia la presen-
za di figure dipinte accanto a quelle incise e, quindi, la
probabile contemporaneit delle due tecniche istoriative
(FossATi 1996).

Le PrinciPALi FAsi di isToriAZione


In questarea, allo stato attuale delle ricerche, larte ru-
pestre si distribuisce lungo quattro periodi fondamentali,
dal Neolitico alla Romanizzazione. In queste fasi la tra-
dizione rupestre non assume sempre il medesimo signifi-
cato per le genti che lhanno prodotta.
Nella prima fase (fig. 1), ad esempio, periodo databile Fig. 1. Temi e fasi dellarte rupestre della Valcamonica
tra la fine del Neolitico e let del Rame (IV millennio
a.C., stili I e II dellarte rupestre camuna), si trovano Questa prima fase sarebbe preceduta, secondo la mag-
figure topografiche, le prime rappresentazioni del terri- gioranza degli studiosi, da un momento incisorio pi
torio, la cui esecuzione sulle rocce forse legata a una antico (fig. 1), forse risalente alla fine del Paleolitico.
divisione reale dei terreni agricoli sancita da una pratica Le figure di questo momento cos antico sono per po-
rituale: larte rupestre (Arc, FossATi 2004). Altre figure chissime (AnATi 1974) e tutte rappresentano animali, tra
attribuibili alla prima fase sono le spirali e i collarifor- cui si riconoscono alci e cervi. Questa fase, detta Proto-
mi (Arc et al. 1995). Secondo studiosi di altra scuola camuno, per la sua grande antichit in qualche modo
a questa prima fase andrebbero assegnate anche le nu- legata alle tematiche (e alle cronologie) dellarte delle
merose raffigurazioni di antropomorfi, nello schema del- caverne, oggi peraltro ben attestata anche al di fuori del-
lorante, che noi preferiamo attribuire per la gran parte le grotte, come testimoniano i ritrovamenti di arte pa-
allet del Bronzo 1. In ogni caso non si trovano scene a leolitica allaperto in Spagna e Portogallo (ZiLho 1997;
tema musicale in questa fase. Abreu simes de et al. 1995).

121
133 - La Spada sulla Roccia

Val Cenischia, Testa del Carolei


Catalogo delle Schede
da cEn-crL1 a cEn-crL15

- pubblicazione e aggiornamento di:


grUPPo ricErchE cULtUrA MontAnA, LE orME DELLUoMo, 1997.
Schedatura e rilevamento incisioni rupestri Alta Valcenischia,
Novalesa (TO). Schede, rilievi e riproduzioni fotograche*

Guppo
Ricerche
Cultura
Montana
Cooperativa Archeologica
Le orme dellUomo

* Quaderno di documentazione tecnico-scientifica per Provincia di Torino,


Comunit Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia e Comune di Novalesa

133
Valcenischia - catalogo delle schede La Spada sulla Roccia - 136

CEN-CRL2

Localit: sotto Testa del Carolei. tecniche Di esecuzione e alterazione Delle incisioni
Quota (metri slm): 2320. Percussione, abrasione.
amBiente attuale note supplementari sulla roccia incisa
Posizione: su versante, dominante. Il lastrone, inclinato, emerge dal prato. Chi lo guarda si rivol-
ge a O-NO. La superficie presenta nella parte superiore una
geomorfologia concrezione o uno strato (calcareo) leggermente pi com-
Roccia parzialmente interrata, patto sul quale sono state eseguite le incisioni. Martellina
giacitura secondaria naturale, grossolana con colpi di 3-4 mm di diametro.
complesso di rocce incise. incisioni
litologia N gura, tipo, descrizione
Calcare filladico. 1) 5G, antropomorfo a corpo quadrato con indicazione
del sesso maschile;
superficie incisa 2) 5P, guerriero a corpo quadrato con decorazione
Aspetto: liscia, piana, gradinata. pettorale a X, armato di spada;
Lavorazione: assente. 3) 5P, arciere a corpo quadrato e giro del braccio;
Dimensioni: lunghezza 115 cm, larghezza 90 cm, spessore 4) 5P, guerriero a corpo quadrato con lancia
20 cm. Inclinazione: 25. Patina: s. e braccio sui fianchi;
Altro: lastra di forma trapezoidale. 5) 5G, figura umana a corpo quadrato.

CEN-CRL2 (rilievo Le Orme dellUomo)

136
137 - La Spada sulla Roccia Valcenischia - catalogo delle schede

CEN-CRL2 (frottage GRCM)

Osservazioni: Documentazione - luogo Di archiViazione e note


le figure si presentano schematiche; due di esse recano indi- Disegni e rilievi: PVC Cristal 3 ff.
cazione del sesso; la testa rotonda. Una figura mostra una Calco: negativo in elastomero, positivo in resina.
decorazione pettorale a X, identica alle figure di stile IV 5 Altro: frottage su carta velina.
della Valcamonica (fine et del Ferro-periodo romano). Luogo di archiviazione:
Museo Etnograco di Novalesa (calchi).
BiBliografia specifica
Arc 2002; Arc 2004b; Arc, cAMEtti, MEirAno 1996; Arc, scopritore / compilatore & Data
FossAti, MArchi, tognoni 2001; cAMEtti, MEirAno 1996; Scopritori: A. Arc, G. M. Cametti, P. Meirano 7.1995.
gAMbAri 2003; ImmagInI dalla PreIstorIa 1995. Compilatore: A. Arc 12.7.1996.

Confronti: Valcamonica, guerrieri a corpo quadrato


A sinistra: CEN-CRL2; a destra: Valcamonica, Dos Sottolajolo roccia n. 1, fase IV 5 (fine et del Ferro-periodo romano, vedi pp. 82-85 e 141; foto AA)

137
Valcenischia - catalogo delle schede La Spada sulla Roccia - 138

CEN-CRL2; ripresa con sole a picco: i segni incisi non sono visibili (foto aa)

Il masso CEN-CRL2 al termine del rilievo per trasparenza a contatto con i fogli di PVC Cristal posati sulla roccia (foto aa)

138
139 - La Spada sulla Roccia Valcenischia - catalogo delle schede

CEN-CRL2; foto con luce radente diurna, utilizzo di specchi (foto aa)

CEN-CRL2; foto con luce radente notturna, utilizzo di lampada alogena (foto aa)

139
La Spada sulla Roccia - 140

Confronti: Sollieres le Lac


Le figure dellalta Valcenischia presentano stretti punti di contatto con le rocce In base ai temi e ai soggetti rappresentati e ai confronti stilistici,
di alcuni siti dellAlta Moriana. Per quanto riguarda le figure di armati inte- sono figure appartenenti a varie fasi dellet del Ferro. Anche
ressate il confronto con le tavole di calcescisto di Sollires le Lac (NELH 1980; nella roccia 16 di Sollires le Lac, come in SUS-CHM3, notevo-
BALLET, RAFFAELLI 1990), situate in corrispondenza di un pianoro a oltre 2400 m le la compresenza di diverse fasi stilistiche su di una superficie
di quota, gravitante attorno allarea del Moncenisio. non particolarmente estesa.
Da notare in particolare i guerrieri a corpo quadrato della roccia 2 e della roccia Dallalto in basso: Sollires le Lac roccia 2, roccia 16 e visione
10 (confronto con CRL2, 7, 10, 11), il duellante alla spada con elmo a calotta panoramica (archivio GRCM).
(confronto con CRL8) e le figurazioni di pendagli a rouelle della roccia 16, non- Per il complesso di rocce incise di Sollires le Lac vedi anche in questo volu-
ch, su di una roccia vicina, la scena di caccia a cavallo allo stambecco. me BALLET, RAFFAELLI a pag. 13 (rilievo roccia 16) e pp. 82-83.

140
141 - La Spada sulla Roccia

... confronti: Sollieres le Lac Approfondimenti: Valcamonica, stili IV 4 e IV 5

Sollires le Lac: roccia 10, guerriero a corpo quadrato; r. 16, duellanti alla In Valcamonica le figure dellet del Ferro (il cosiddet-
spada con elmo a calotta; r. 16, stambecchi inseguiti da canide (probabile to IV stile dellarte rupestre camuna, che comprende
scena di caccia) sovrapposti a figure di pendagli crociati della fine dellet circa l80 per cento di tutte le figure incise) hanno una
del Bronzo-prima et del Ferro; r. 16, figura di cavaliere (archivio GRCM). predominanza tematica di stretta pertinenza maschile:
scene di duello, prove di abilit, ostentazione di armi,
scene di caccia al cervo.
Nelle ultime fasi di questo stile (IV 4 e IV 5), cio verso la fine dellet
del Ferro e linizio del periodo romano, che in Valcamonica ha inizio nel
16 a.C., con la conquista del territorio dei Camunni da parte del console
Publio Silio Nerva, le figure di guerrieri perdono gli aspetti naturalistici e la
raffigurazione del movimento, diventano schematiche e sono caratterizza-
te dal corpo quadrato, eseguito a solo contorno, e da scudi rettangolari.

Dallalto in basso, Paspardo in Valle roccia 4; duellanti con lancia e scudo, figura
di armato con spada ed elmo e figura di armato con lancia e scudo rettangolare
(foto AA)

141
Valcenischia - catalogo delle schede La Spada sulla Roccia - 146

CEN-CRL5

Localit: sotto Testa del Carolei. CEN-CRL5; la coppella n. 3 (foto AA)


Quota (metri slm): 2340.

amBiente attuale
Posizione: su versante, dominante.
geomorfologia
Roccia parzialmente interrata,
giacitura secondaria naturale,
complesso di rocce incise.
litologia
Calcare filladico.
superficie incisa
Aspetto: liscia, piana.
Lavorazione: assente. scopritore / compilatore & Data
Dimensioni: Scopritori: G. M. Cametti, P. Meirano 7.1991.
lunghezza 170 cm, larghezza 110 cm, spessore 20 cm. Compilatori: E. Marchi, A. Baroncini 12.7.1996.
Inclinazione: da 5 a 4. Patina: s.
tecniche Di esecuzione e alterazione Delle incisioni
Percussione, abrasione.

note supplementari sulla roccia incisa


Nei pressi di CEN-CRL4 e CEN-CRL5 la zona
Confronti: rocce a coppelle
pi umida del pianoro interessata da una
debole risorgiva (o dalla pi prolungata per- In alto, la Pierre des Saints de Chantelouve (confine tra Lanslevillard e Bessans F;
manenza di neve). foto L. Gribaudo); in basso, Susa, coppella e canaletto efferente (foto archivio GRCM).

incisioni
N gura, tipo, descrizione
1) 0L, coppella profonda 2 cm,
diametro 10 cm;
2) 0L, coppella ovale profonda 5 cm,
diametro maggiore 30 cm;
3) 0L, coppella a sezione cilindrica,
profonda 11 cm, diametro 25 cm;
4) 0L, segmento di canaletto martellinato;
5) 0L, segmento di canaletto martellinato;
6) 0L, martellina sparsa o segmento
di canaletto;
7) 0L, segmento di canaletto;
8) 0L, segmento di canaletto ritorto;
9) 0X, martellina sparsa.
Osservazioni:
i canaletti sono eseguiti con martellinatura
poco profonda, al contrario delle coppelle,
simili a quelle dellArcelle Neuve, di Chante-
louve o di Susa, probabilmente eseguite con
strumento metallico.

BiBliografia specifica
Inedito.

Documentazione
Disegni e rilievi: PVC Cristal 4 ff.
Altro: frottage su velina.

146
165 - La Spada sulla Roccia

Val Susa, complesso petroglico


di Mompantero-Chiamberlando
Catalogo delle Schede
dasUs-chD1 a sUs-chD3, da sUs-chM1 a sUs-chM3,
sUs-FAg1, da sUs-sPP1 a sUs-sPP12

- pubblicazione e aggiornamento di:


cooPErAtiVA ArchEoLogicA LE orME DELLUoMo, 1994 e 1996.
Rilevamento incisioni e pitture rupestri area Mompantero-
Chiamberlando. Schede e riproduzioni fotograche*

Soprintendenza Archeologica Cooperativa Archeologica


del Piemonte Le Orme dellUomo

* Quaderni di documentazione tecnico-scientifica


per la Soprintendenza Archeologica del Piemonte

165
167 - La Spada sulla Roccia Mompantero-Chiamberlando, catalogo delle schede

SUS-CHD1

Localit: sopra Nicoletto.


Toponimo: Rocca del Chiodo.
Quota (metri slm): 950.
Contesto archeologico: non noto.

amBiente attuale
Terreno: pascolo, incolto.
Vicino a: vie di comunicazione.
Posizione: terrazzo, su versante, dominante.
Altro: indiritto, bancata calcarea, terrazzamenti abbandona-
ti, pascolo sporadico (pecore), ginepri, pini e roverelle
isolate; muretti a secco, zona panoramica, aggettante e
arida; vigne incolte.

geomorfologia
Affioramento, complesso di rocce incise.

litologia
Calcare filladico (presenza di scaglie di mica) o calcescisto;
calcare cristallino marmoreo dolomitico (carta Geologica
dItalia 1:100.000).

superficie incisa
Aspetto: liscia, piana.
Lavorazione: assente.
Dimensioni: lunghezza 125 cm, larghezza 100 cm.
Inclinazione: da 10 a 15; microflora: s; patina: s.
Altro: erosione, levigazione, esarazione,
incrinature e microsfaldature. SUS-CHD1; visione generale
e panorama sulla bassa Valsusa (foto AA)
tecniche Di esecuzione e alterazione Delle incisioni
Percussione, abrasione.
eseguiti a martellina e con patina ancora chiara. Il motivo del
note supplementari sulla roccia incisa meandriforme richiama quello pi complesso che si trova a
Superficie levigata dallesarazione e dallazione glaciale, pochi metri. Incisioni eseguite a martellina, margini abbattuti,
presenza di licheni crostosi color marrone scuro. Piccoli con larghezza media di 15-20 mm e pochissima profondit.
lastroni emergenti dal pascolo. I licheni non sono presenti
sulla parte incisa. BiBliografia specifica
Arc, FossAti 1995; tonini 1992.
incisioni
N. gura, settore, tipo, descrizione
Confronti: meandriformi in Alta Moriana
1) A, 0G, coppellina con canaletto;
2) A, 0A, coppella diametro 6 cm e profondit 1,5 cm; Volute molto simili nei meandriformi de lArcelle Neuve (Lanslevillard, Savoie
3) A, 1C, meandriforme involuto con origine F), incisi per a quote molto superiori, oltre 2200 m slm (foto AA)
da coppellina;
4) A, 3A, 2 rettangoli concentrici con appendice
cancellata su bordo roccia;
5) A, 3Q, lettera D moderna sovrapposta a fig. 4 sett. A;
6) A, 3Q, sigla o lettera moderna;
7) A, 1C, due segmenti meandriformi;
1) B, 1Y, segmento meandriforme;
2) B, 1C, meandriforme con estremit coppellinate;
3) B, 1Y, segmento meandriforme;
4) B, 0X, nucleo martellinato.
Osservazioni:
il piccolo lastrone affiancato nel raggio di pochi metri da
altri due. La lettera D (sett. A figura 5) e il segno immediata-
mente a fianco (sett. A figura 6) sono chiaramente recenti,

167
177 - La Spada sulla Roccia Mompantero-Chiamberlando, catalogo delle schede

SUS-CHM2

Localit: tra Costa Sppa e Chiamberlando.


Quota (metri slm): 1140.
Contesto archeologico: non noto.

amBiente attuale
Terreno: sterile.
Posizione: terrazzo, dominante.
Altro: spalla glaciale sovrastante i terrazzamenti di Costa
Sppa; sede partenza ex teleferica (forse telegrafo ot-
tico napoleonico di inizio 800) in vicinanza di palo; nei
pressi bosco rado di pinetti, sterpaglia e ginepri.

geomorfologia
Roccia parzialmente interrata, giacitura secondaria (natura-
le), roccia incisa isolata.

litologia
Calcare filladico (presenza di scaglie di mica) o calcescisto;
calcare cristallino marmoreo dolomitico (carta Geologica
dItalia 1:100.000).

superficie incisa
Aspetto: liscia, piana. Lavorazione: assente.
Dimensioni: lunghezza 200 cm, larghezza 110 cm.
Inclinazione: da 12 a 15. Patina: s.

tecniche Di esecuzione e alterazione Delle incisioni


Percussione, abrasione.
SUS-CHM2; visione generale (foto AA)

note supplementari sulla roccia incisa


Sterro perimetrale (operato da ignoti) fino a profondit di 15 cm 16) A, 2X, cerchio di punti martellinati;
e per lampiezza di 50 cm per liberare completamente il margi- 17) A, 4B, croce latina a base ingrossata, chiara di patina;
ne. Numerosi frammenti di quarzite. Incisioni assenti nella par- 18) A, 1C, meandro con testa arrotondata;
te liberata. Posizione molto panoramica, ampia visione dal Col 19) A, 3Q, sigla I.C. eseguita a scalpello metallico;
Clapier a Susa, a gruppo dellOrsiera e Sacra di San Michele.
20) A, 1X, meandro poco leggibile;
21) A, 1C, meandro sviluppato, con possibile
incisioni sovrapposizione di oggetto o attrezzo a T;
N. gura, settore, tipo, descrizione 22) A, 8A, ascia con lama tipo Ornavasso;
1) A, 00, nugolo di martellina; 23) A, 8A, ascia pi piccola, identica alla 22,
2) A, 0E, coppella in allineamento; con lama tipo Ornavasso.
3) A, 8A, ascia a manico massiccio e lama semilunata,
rozzamente incisa;
4), A, 8Y, probabile piccola ascia, rozzamente incisa; SUS-CHM2; frottage delle figure
5) A, 00, martellina sparsa; 22 e 23, asce (frottage GRCM)
6) A, 0E, coppellina in allineamento;
7) A, 3X, bastoncino martellinato;
8) A, 3Q, specie di 9 a martellina larga;
9) A, 0E, coppella a fondo non levigato, in allineamento;
10) A, 00, martellina sparsa;
11) A, 0E, coppella a fondo non levigato, in allineamento;
12) A, 00, martellina sparsa;
13) A, 00, nucleo martellinato, forse in relazione
con figura 14;
14) A, 5P, antropomorfo con scudo, dubbio;
15) A, 3X, bastoncino martellinato, forse in relazione
con figura 14;

177
Mompantero-Chiamberlando, catalogo delle schede La Spada sulla Roccia - 178

SUS-CHM2; rilievo con differenziazione dei tematismi, assenza di sovrapposizioni, eccetto eventualmente fig. 21 (rilievo Le Orme dellUomo)

Osservazioni: Bibliografia specifica


le coppelle hanno profondit uniforme, non sono levigate, e Arc 2002; Arc 2004b; Arc, Fossati 1998; Arc,
presentano colpi di martellina di grandi dimensioni. Lascia Fossati, Marchi, Tognoni 2001; Gambari 1994; Gambari
di figura 3 pi rozza e a martellina pi grande. Le due asce 1998b; Gambari 2003; Immagini dalla Preistoria 1995.
a destra, figure 22 e 23, a martellina media, sono di differenti Documentazione
dimensioni ma di identica tipologia, con precisa raffigura-
Disegni e rilievi: PVC Cristal 6 fogli.
zione della lama e dellimmanicatura. La parte sinistra della
superficie costellata di colpi sparsi di martellina. Altro: frottage.
Scopritore / compilatore & data
Scopritore: A. Arc 1.6.1992.
Compilatore: A. Arc 11.2.1994.

Sus-CHM2 (frottage grcm)

178
La Spada sulla Roccia - 180

Confronti: Aussois, Valcamonica e Mompantero, figure di asce


Non sono molte le aree e le rocce alpine dove si possono trovare figure di asce in Anche ad Aussois (immagine al centro, et
composizione. La maggiore consistenza proviene dalla Valcamonica (prima imma- del Ferro) possibile trovare figure di asce;
gine dallalto, Paspardo in Valle roccia 4, fine dellet del Ferro), dove le figure sono qui per la lama ha il taglio diritto ed con-
perlopi miniaturistiche, la lama semilunata e il manico arcuato in forma anatomi- vessa nella parte posteriore. Anche il manico
ca. Il contesto indica sempre chiaramente che si tratta di figure di armi. diritto, come del resto nelle asce di Mompan-
Siamo di fronte alla rappresentazione della cosiddetta Hellebardenaxt (ascia-alabar- tero (in basso a sinistra; foto AA).
da), ascia da battaglia, le cui lame a tranciante espanso sono state ritrovate in ambito Figure di ascia sono presenti anche in tutti i precedenti periodi della prei-
alpino, in particolare nelle necropoli di Ornavasso e Giubiasco (in basso a destra, da storia a partire dallet del Rame (Rame 2; vedi tavola a pag. 64), ma
BERG OSTERRIETH VAN 1974). Seguono un arco cronologico III sec. a.C.-I sec. d.C. hanno fogge chiaramente differenti.

180
193 - La Spada sulla Roccia

Confronti: cavalieri equilibristi in Valcamonica

Le raffigurazioni di armati che cavalcano in piedi sono comuni in Valcamonica


nellarte rupestre dellet del Ferro. Si tratta di un soggetto che rientra piena-
mente nella tematica maschile del IV stile, pertinente alle dimostrazioni di
abilit, valentia e coraggio. presente gi a partire dallo stile IV 1, cosiddetto
schematico (VIII-VII sec. a.C.), la prima fase istoriativa dellet del Ferro. Pur
essendo la resa schematica, in accordo con le caratteristiche dello stile, la
posizione ritta sul cavallo evidente. Il braccio del cavaliere legato al collo
dellanimale. Nelle fasi successive la resa pi dettagliata, e permette di ap-
prezzare un maggior numero di particolari.
Appartiene allo stile IV 2, cosiddetto pre-naturalistico (met VII-fine VI sec.
a.C.), la celebre figura del cavaliere equilibrista della roccia 1 di Naquane,
dove il cavaliere impugna lancia e scudo ed legato al collo dellanimale
allaltezza della cintura. Lanimale ha le zampe anteriori legate allaltezza degli
zoccoli e una zampa anteriore legata a una posteriore.
Ancora pi famosa la figura del cavaliere equilibrista della roccia 50 di
Naquane (stile IV 3, naturalistico, V-IV sec. a.C.), che impugna una spada
corta e una specie di manubrio; anche questo cavaliere legato al collo
dellanimale allaltezza della vita. Il cavaliere presenta a partire dal busto le
stesse frange (probabilmente in cuoio) raffigurate sugli armati della klin di
Hochdorf (450 a.C.); si ripete la legatura delle zampe anteriori del cavallo,
a indicare forse pi che una prova di abilit nella cavalcatura acrobatica una
dimostrazione in sede di parata.

Valcamonica, cavalieri equilibristi. Dallalto: Le Crus, roccia 39E, stile IV 1;


roccia 1 di Naquane, stile IV 2; roccia 50 di Naquane, stile IV 3 (foto AA)

SUS-FAG1, dallalto in basso: il settore inferiore, figg. 6-8, probabile cavaliere e rouelle; il
busto del cavaliere, fig. 1; ripresa ravvicinata della crosta pittorica,
in corrispondenza della testa e delle zampe del cavallo di fig. 1 (foto AA)

193
La Spada sulla Roccia - 194

Approfondimenti: la balestra

Lorigine della balestra complessa. In Cina la La documentazione iconografica


sua introduzione risale al secondo periodo della (WILKINS, MORGAN 2000) ridotta
dinastia Chou (770-255 a.C.); il testo Mozi ci parla ma significativa: parti frontali di
nel IV-III sec. a.C. di una macchina dassedio com- ballistae sono raffigurate in bassorilievo sullAl-
posta da grandi archi montati su di una struttura di tare di Zeus a Pergamo (III-II sec. a.C., Berlino,
legno con ruote, capace di scoccare contempora- si notano le corde in torsione), sulla stele di Ve-
neamente vari dardi. Sono del 210 a.C. i grilletti dennius Moderatus, architectus armamentarii
da balestra in bronzo e i balestrieri dellesercito di imperialis sotto Vespasiano e Domiziano (I d.C.,
terracotta posto a custodia della tomba di Chin Musei Vaticani, vi raffigurata la parte frontale di
Shih-huang-ti, il primo imperatore della Cina. una macchina dartiglieria lancia-dardi a torsione,
completa di bracci) e in cinque scene della Colon-
In occidente il matematico e ingegnere Erone na Traiana (110 d.C., vari tipi di ballista montati
di Alessandria (I sec. d.C.) descrive nella sua su carro carroballista e posizionati dietro le
Belopoeica (arte di costruire le catapulte) il ga- mura manuballista spesso manovrate da due
straphetes, un arco da pancia degli inizi del IV soldati). Lunica visione di profilo presente nella
sec. a.C., che veniva caricato appoggiandolo sul Gemma di Cupido (I sec. a.C., collezione Codes,
corpo e tendendo la corda con una serie di scatti. I mostra una macchina lancia-dardi).
successivi sviluppi delle armi dassedio portarono Tutte queste raffigurazioni si riferiscono ad armi
alla creazione di macchine come loxybeles, lan- dartiglieria funzionanti a torsione (evidenti i cilindri
ciatrice di proiettili) e la balistes (lanciatrice), copri-tendini da torcere) e con bracci separati, e
evolutesi poi nella ballista usata dai Romani. non alle arcuballistae, le uniche che, dato il nome,
Per quanto riguarda questi ultimi fondamentale potevano funzionare a tensione e quindi essere le
lEpitoma Rei militaris di Vegezio (fine IV-prima reali antenate delle balestre medievali. Va ricor-
met V sec. d.C.), che cita carroballistae, manu- dato che il vocabolo francese arbalte e linglese
ballistae e arcuballistae le prime due funzionan- arbalest (balestra) derivano dal latino arcuballista.
ti tramite la torsione di corde tendinee, ballista Per contro due bassorilievi gallo-romani a sogget-
funibus nervinis tenditur, VEG. Epit. IV, 22, e to venatorio, conservati presso il Muse Crozatier
con due bracci separati; lultima, a giudicare dal (Le Puy-en-Velay, Haute-Loire F), mostrano
nome, tramite la tensione di un arco, non descrit- unarcuballista, completa di teniere, meccanismo
ta per, describere superuum puto, in quanto a scatto, faretra e arco composito.
ben conosciuta, praesens usus agnoscit Per quanto riguarda i ritrovamenti archeologici
atte a penetrare ogni bersaglio (penetrat quo- (BAATZ 1978), limitati agli elementi metallici, van-
dcumque percusserit, ibid.) tirando dardi a punta no citate la ballista di Ampurias (prima met II
metallica per mano dei tragularii (erant tragularii, sec. a.C. E), quella di Xanten (met I sec. d.C.
qui ad manuballistas vel arcuballistas dirigebant D, completa di cilindri di torsione, ha permes-
sagittas, II, 15), un tempo chiamate scorpioni so unottima ricostruzione sperimentale), quella
proveniente dalla porta di Hatra in Iraq (III sec.
(scorpiones dicebant, quas nunc manuballistas
d.C.) e quelle dei forti di epoca tardo imperiale di
vocant, ideo sic nuncupati, quod parvis subtilibu-
Gornea e Orsova in Romania. La distanza fra i
sque spiculis inferunt mortem, IV, 22), cos come
due cilindri aumenta col tempo, onde permettere
riferito da Cesare nel De Bello Gallico (CAES. Gall.
un maggior angolo di torsione tramite la rotazione
VII, 25: scorpione ab latere dextro traiectus exa-
dei bracci allinterno dellintelaiatura metallica.
nimatusque concidit).
Lesame di altre fonti classiche (VITR. Arch. X, 10,
Anche Ammiano Marcellino (IV secolo d.C.), che 27 a.C.; ERONE DI ALESSANDRIA, Cheiroballistra, I
nei libri superstiti delle sue Res Gestae a Fine sec. d.C.), che spiegano in dettaglio la costruzio-
Cornelii Taciti narra gli avvenimenti dal 353 al ne di tali meccanismi dartiglieria, ha provocato
378 d.C., ci conferma il funzionamento della bal- un approfondito dibattito (v. CHEVEDDEN 1995),
lista grazie alla torsione di una corda di tendini accompagnato da una serie di tentativi di rico-
intrecciati (multiplici chorda nervorum tortilium struzione, in parte contrastanti tra loro (MARSDEN
inligatus; AMM. Res XXIII, 4), il suo utilizzo per 1969; WILKINS, MORGAN 2000; IRIARTE 2000).
scagliare frecce di legno con punta metallica Vari tipi di ballista romana, dallalto in basso: Vanno citate altre due fonti tarde: nel De Rebus
(sagittam ligneam spiculo maiore conglutina- - manuballista, visione frontale della testata, Bellicis un anonimo (IV-V sec d.C.) descrive due
tam, ibid.), nonch la sua maggiore efficacia (et stele di V. Moderatus (I sec. d.C.); tipi di ballista, la quadrirotis montata su di un ap-
evenit saepius, ut antequam telum cernatur, dolor - testata di manuballista da Xanten D (i dardi posito carretto, non saetta come le altre torcendo
scoccavano dalla fessura centrale) e ricostruzione
letale vulnus agnoscat, ibid.). ( Milites Bedenses);
funi, ma grazie a una sorta di ingranaggio, radiis
- colonna Traiana (inizio II
sec. d.C.), due bassori-
lievi con manuballista e
carroballista; da notare
come questi esemplari pi
recenti siano pi larghi;
- Polignac (Haute-Loire
F), arcuballista su di un
bassorilievo gallo-romano
Ricostruzione del II-III sec. d.C. (Muse
della cheiroballistra Orsova, intelaiatura metallica di ballista tardo-imperiale (Cluj, Romania,
Crozatier) Museo storico della Transilvania, foto C. Chirita, www.wikipedia.org)
di Erone (da BAATZ 1978)

194
203 - La Spada sulla Roccia

Confronti: Valcamonica e Monte Bego, figure di arcieri


Le figure di arcieri sono estremamente rare nellarte rupestre dellarco Alpino, presente un corniforme a corpo quadrato e una
anche nei due principali complessi figurativi, Valcamonica e Monte Bego. figura di omino che impugna unascia con due
In Valcamonica possiamo trovare isolate figure di arciere soprattutto nellarea mani, tenendola verticale. La scena da ascri-
di Foppe di Nadro, rocce 24 e 36, e a Seradina. Non sono anteriori alle prime vere alle fasi finali dellet del Rame o agli inizi
fasi dellet del Ferro. In due casi si tratta di filiformi (figure incise tramite un del Bronzo Antico.
sottilissimo solco ottenuto per sfregamento). Nel terzo caso (FDN roccia 36) Per quanto riguarda invece le balestre, sono praticamente assenti le figure di
lincisione picchiettata, e lo stile chiaramente naturalistico (stile IV 3, V-IV balestrieri (a eccezione dellistoriazione medievale della roccia del vallon de
sec. a.C.). palese la raffigurazione di scene di caccia. la Rocheure), mentre sono molto diffuse le figure di balestre, o balestriformi.
Nellarea del Monte Bego unisolata figura di arciere stata istoriata sulla roc- Numerose quelle di Tunkelwald, nella Val d Assa, altopiano di Asiago, gi
cia cosiddetta dellArciere, zona XVIII di Fontanalba. Sulla stessa roccia impropriamente interpretate come antropomorfi schematici neolitici.

In alto: figure di arco incise a tecnica filiforme, roccia 24 di Foppe di Nadro, Valcamonica
Sotto a sinistra: figura di cacciatore con arco in stile IV 3, roccia 36 di Foppe di Nadro (foto AA)

In alto: figura di arciere con arco filiforme da Seradina, Valcamonica


In basso: roccia dellArciere, zona XVIII di Fontanalba, area del M. Bego (foto AA)

203
239 - La Spada sulla Roccia

Val Susa, rocce coppellate


di Chiomonte-La Maddalena
Catalogo delle Schede
da sUs-MAD1 a sUs-MAD5
e relazione consuntiva

- pubblicazione di:
cooPErAtiVA ArchEoLogicA LE orME DELLUoMo,
grUPPo ricErchE cULtUrA MontAnA, 1992.
Chiomonte-La Maddalena: le incisioni rupestri,
relazione consuntiva (a cura di Andrea Arc)*

Guppo
Ricerche
Cultura
Montana
Cooperativa Archeologica
Le orme dellUomo

* Quaderno di documentazione per la Soprintendenza Archeologica del Piemonte

239
241 - La Spada sulla Roccia Chiomonte-La Maddalena, catalogo delle schede

SUS-MAD-1

Localit: La Maddalena. frattura parallele. Panorama sul fondovalle: da Gravere a


Quota (metri slm): 770. Chiomonte. Sulle cime: dal Rocciamelone al Ciantiplagna.
Contesto archeologico: s.
Contesto archeologico
Ambiente attuale Saggi di scavo presso il riparo n. 55; numerosi frammenti
Terreno: bosco, incolto. di ceramica a impasto di probabile et del Bronzo Medio-
Vicino a: vie di comunicazione. Recente.
Posizione: su versante, dominante.
Altro: piede di versante sovrastante il pianoro di La Madda- Incisioni
lena, presso mulattiera (ora percorso GTA) Giaglione-Ra-
mat; bosco di castagni; terrazzamenti a vite abbandonati; Tipo n. Descrizione Diam. (cm) Prof. (cm)
versante scosceso, indiritto, paleofrana; numerosi ripari sot- 0D 1 Grande coppella levigata 16 3,5
toroccia e pareti aggettanti. 0D 2 Coppella media levigata 7 1,4
0D 3 Coppella media levigata 10 1,9
Geomorfologia
0D 4 Coppella poco profonda 9 0,9
Roccia parzialmente interrata; giacitura secondaria (natura-
0Y 5 Coppella dubbia 9 1,1
le); roccia incisa isolata. a fondo irregolare
Litologia 0D 6 Coppella accennata 8 0,8
Calcescisto; venature di quarzite. 0D 7 Coppella media 8 0,9
a fondo sfaldato
Superficie incisa 0D 8 Coppella accennata 7 0,5
Aspetto: ruvida, piana e fratturata. a fondo sfaldato
Lavorazione: assente. 0Y 9 Coppella dubbia accennata 6,5 0,3
Dimensioni: lunghezza 400 cm, larghezza 210 cm. 0D 10 Coppella media sfaldata 7,5 1
Inclinazione: da 0 a 8. Microflora: s. Patina: s. 0D 11 Coppella sfaldata 6 1,1
0D 12 Coppella sfaldata 5,5 1
Altro: licheni, muschi, cianobatteri.
0D 13 Coppella sfaldata 5 0,6
Tecniche di esecuzione 0D 14 Grande coppella levigata 16 3
Percussione. e sfaldata
0D 15 Piccola coppella 4 0,6
Alterazione delle Incisioni a punteruolo
Abrasione. 0D 16 Piccola coppella 4 0,6
a punteruolo
Note supplementari sulla roccia incisa
0Y 17 Coppella dubbia sfaldata 7 0,3
Dimensioni superficie esposta: 400x210 cm. Dimensio-
ni superficie incisa: 130x90 cm. la superficie superiore Osservazioni:
quasi pianeggiante di un grosso blocco di frana. Linee di Concentrazione pura di coppelle, coppelle medio-grandi
prive di canaletti; le pi evidenti sono levigate con sezione
emisferica svasata. Presumibile esecuzione tramite percus-
sione a strumento litico e successiva levigatura. Sono situa-
te nella parte pi aggettante del masso. Le linee di frattura
dei piani di scistosit allinterno delle coppelle sono in
rilievo. Due coppelle pi piccole (la 15 e la 16) hanno
in rapporto maggiore profondit e fondo irregolare.
Asse panoramico (osservando le coppelle con la
parete del riparo alle spalle) orientato a SSE.
Alcune coppelle dubbie non hanno fondo
levigato.

Documentazione
Disegni e rilievi:
PVC Cristal 11 fogli.

allegati
Sezioni.

Scopritore/compilatore
e data
Compilatore:
A. Arc 15.11.1992.

241
257 - La Spada sulla Roccia

Valsusa e Valcenischia, i giorni della Festa

Paola TIROne
Gruppo Ricerche Cultura Montana - Torino
Atlante Linguistico ed Etnografi co del Piemonte Occidentale (ALEPO)
paola.tirone@libero.it
fotografi e e sequenze fotografi che
di Andrea ARC (gennaio e febbraio 2007) e Paola TIROne (1987, 1993 e 1994)

- Giaglione,
Festa di san Vincenzo,
la Danza degli Spadonari
- Venaus,
Festa di san Biagio e santAgata,
la Danza degli Spadonari
- Urbiano di Mompantero,
Festa di santa Brigida e santOrso,
il Ballo dellOrso
- Meana e Mattie,
il Gioco del Ferro
- Chiomonte,
Festa di san Sebastiano
la Pwento

257
P. Tirone, A. Arc - Giaglione, Danza degli Spadonari La Spada sulla Roccia - 258

Giaglione
Festa di san Vincenzo - la Danza degli Spadonari

Data: 22 gennaio (san Vincenzo) e domenica successiva.


Personaggi:
quattro Spadonari; indossano un costume, tramandato
di generazione in generazione, composto da un giub-
botto di stoffa colorata (diverso per ogni Spadonaro) con
alamari, decorazioni e frange, un grembiulino di foggia
massonica, pantaloni e scarpe blu, camicia e guanti
bianchi e un copricapo ricoperto di fiori in seta e frut-
ti, con lunghi nastri colorati. Il pi anziano dei quattro
sempre il primo della fila, e conduce la danza;
sei priore, di et diversa: due ragazze nubili (priore di Giaglione; la statua di san Vincenzo, patrono del paese, protettore dagli incendi,
santa Caterina), due donne sposate di mezza et (priore viene portata in processione attorno alla chiesa parrocchiale
del Sacro Cuore, presiedono alla solennit del Corpus
Domini), due donne pi anziane (priore di san Vincenzo, i ceri, con addobbi floreali, che le priore e i componenti
presiedono i festeggiamenti per la festa patronale; il loro delle confraternite portano durante la processione.
compito di provvedere agli addobbi della chiesa, al rin-
Origini: circa le origini delle danze di spade, considerate tra
fresco, alla cena per la banda, alla colletta annuale per le
le pi antiche, vi sono varie ipotesi; alcuni le fanno derivare
candele, alla partecipazione a tutti i funerali della comu-
da cerimonie precristiane di propiziazione, svolte per invo-
nit e allorganizzazione della festa). Il costume, molto
care la fecondit primaverile e labbondanza dei raccolti, al-
antico, di origine savoiarda e un tempo era indossato
tri le collegano alla tradizione bellica dei Celti.
da tutte le donne del paese; comprende un copricapo in
velluto nero, con fiocco sulla parte posteriore e lunghi Svolgimento: la festa ha inizio alla mattina. I vari personag-
nastri in seta (la pi anziana della coppia tiene il fiocco gi si radunano presso la casa della priora pi anziana, che
sulla sinistra), abito lungo, scialle e collarino formato da offre il rinfresco; da qui parte la processione, formata dagli
un nastro di velluto nero a cui annodata una grossa
croce doro lavorata a sbalzo. Il colore del vestito diver-
Giaglione; le reliquie del Santo portate a spalla dai coscritti
so per ciascuna coppia di priore. Le priore restano in ca- e scortate dagli Spadonari
rica un anno, che decorre dalla festa della Madonna del
Rosario; la proclamazione fatta in chiesa dal parroco,
secondo una rotazione tra le varie borgate del paese;
la portatrice del bran, una ragazza giovane e non ancora
sposata, anchessa con labito da priora; aiutata, du-
rante la processione, da due giovani;
la banda musicale del paese;
i pompieri;
i coscritti (ragazzi che compiono 18 anni durante lanno);
il sindaco;
il parroco;
la confraternita maschile del Santo Nome di Ges;
i chierichetti;
il coro.
Simboli e oggetti:
il bran, una struttura in legno a forma di albero, alta cir-
ca due metri e mezzo, ricoperto di fiori e grappoli duva
(oggi in plastica), spighe di grano, con fiocchi e nastri
colorati; un cerchio alla base e due manici permettono
alla ragazza di tenerlo in equilibrio sulla testa; durante la
funzione in chiesa esso deposto in una cappella late-
rale; il bran ricorda lalbero di maggio;
il pane della carit: una grossa forma di pane bianco
posto alla base del bran, che durante la messa viene
benedetto e diviso tra i fedeli, in segno di abbondanza
e di speranza futura; un tempo il pane bianco, di grano,
era considerato un lusso e si consumava solo nelle fe-
ste, mentre quotidianamente si mangiava il pane scuro,
di segale;
le reliquie e la statua del santo;
quattro spade, lunghe 130 cm, con lama dritta
a doppio taglio;

258
P. Tirone, A. Arc - Giaglione, Danza degli Spadonari La Spada sulla Roccia - 266

Giaglione; alto e basso, terra e cielo,


sono probabilmente questi i due elementi
maggiormente carichi di significato simbolico
nella danza degli Spadonari

Il salto a piedi uniti con la spada verti-


cale una delle mosse presenti nella
coreografia degli Spadonari;
la figura di armato di spa-
da della roccia CRL13
sembra proprio staccarsi
dal terreno (indicato dal-
la linea orizzontale);
un altro elemento di
somiglianza costi-
tuito dal pennacchio che esce
dal copricapo, che ricorda i nastri
degli Spadonari

266
267 - La Spada sulla Roccia P. Tirone, A. Arc - Venaus, Danza degli Spadonari

Venaus
Festa di san Biagio e santAgata
la Danza degli Spadonari

Data: 3 febbraio (e domenica successiva).


Personaggi:
quattro Spadonari; indossano camicia e guanti bianchi,
pantaloni e scarpe blu, giubbotto (di un colore diverso per
ogni Spadonaro) con decorazioni e alamari, copricapo ri-
coperto con fiori in seta e lunghi nastri colorati sulla parte
posteriore, che scendono sulla schiena e sono legati sot-
to il mento con un nastro (per due Spadonari rosso e per
due verde); manca il grembiulino, tipico di Giaglione;
sei priore, o Savoiarde (due ragazze nubili, due sposate,
due pi anziane); il loro costume, di origine savoiarda,
composto da un abito lungo nero, scialle in seta rica-
mato con frange (diverso per ciascuna priora), collarino
formato da un nastro di velluto nero a cui annodata
una grossa croce in oro lavorata a sbalzo e cuffia nera,
annodata sotto il mento, con grosso fiocco colorato sulla
parte posteriore e lunghi nastri di seta; il colore del vesti-
to diverso per ciascuna coppia di priore;
la banda musicale;
le donne della confraternita del Santo Rosario, con un
lungo velo bianco (le tre pi giovani, le lanterniere, por-
tano due lanterne e la croce; quelle di mezza et e pi Venaus, festa di san Biagio e santAgata; la banda musicale e le priore,
anziane portano i ceri); che indossano un costume di origine savoiarda
gli uomini della confraternita del Santo Rosario, con ve-
stito e berretto bianco; radunata la banda musicale, si prosegue verso la chiesa
i coscritti; parrocchiale, e di qui si forma la processione, che passa per
il sindaco; le vie del paese (le priore portano i ceri con addobbi floreali,
il parroco. i membri della confraternita la croce e le lanterne, i coscritti
la statua di san Biagio, le coscritte la statua di santAgata,
Simboli e oggetti: scortata dagli Spadonari, dai pompieri, dalla banda musica-
la statua di san Biagio, portata a spalle dai coscritti; le, e dalla popolazione). Si ritorna in chiesa per la messa e,
la statua di santAgata, portata a spalle dai pompieri; al termine, gli Spadonari danzano sul sagrato accompagnati
le spade, lunghe pi di un metro, con lama ricurva a dop- dalla banda musicale. Poi il corteo prosegue verso la casa
pio taglio, con elsa mobile e impugnatura rifinita in cuoio, comunale, dove il sindaco offre un rinfresco.
con borchie metalliche; Nel pomeriggio viene celebrata la funzione del Vespro, e al
le lanterne della confraternita; termine gli Spadonari ballano nuovamente sul sagrato della
lostensorio; chiesa. Un tempo vi era lusanza per gli Spadonari di fare il
i crocifissi; giro delle osterie, dove veniva loro offerto del vino.
i ceri con addobbi floreali;
gli stendardi.
Venaus, festa di san Biagio e santAgata; la processione e la statua di san Biagio portata dai coscritti (foto P. Tirone 1987)
Origini: circa le origini delle dan-
ze di spade, considerate tra le
pi antiche, vi sono varie ipotesi;
alcuni le fanno derivare da ceri-
monie precristiane di propiziazio-
ne, svolte per invocare la fecon-
dit primaverile e labbondanza
dei raccolti, altri le collegano alla
tradizione bellica dei Celti.
Svolgimento: la festa inizia al
mattino, alle 9.30; lappuntamen-
to presso la casa dello Spa-
donaro che abita pi vicino alla
chiesa, il quale offre focaccia e
vin brul a tutti i partecipanti; le
priore si trovano invece presso
la casa della pi anziana; poi ci
si reca presso il Municipio, dove

267
P. Tirone, A. Arc - Venaus, Danza degli Spadonari La Spada sulla Roccia - 272

Nel salto gli Spadonari di Venaus eseguono la figura del girasciabola:


girano su s stessi saltando, con la spada puntata in alto

Anche in questo caso si ripro-


pone il paragone con la figura
di armato di spada della roccia
CRL13, dove il salto po-
trebbe essere
indicato dallo
stacco tra
la figura e la
linea orizzontale
del terreno

272
P. Tirone, A. Arc - Urbiano di Mompantero, il Ballo dellOrso La Spada sulla Roccia - 276

Urbiano di Mompantero
Festa di santa Brigida e santOrso - il Ballo dellOrso

Data: prima domenica di febbraio (la domenica dopo


santOrso, che ricorre il 31 gennaio).
Personaggi:
lOrso, un uomo che indossa un costume fatto con pelli
di pecora e capra;
i bambini, che trascinano lOrso con corde e catene;
i domatori, che tentano di ammansire lOrso, picchiando-
lo con bastoni e dandogli da bere; A destra, la frazione di
una ragazza, che riuscir ad ammansire lOrso e alla Urbiano; qui sotto,
lOrso mentre ruglia
fine della festa baller con lui;
nellimbuto da vino
la banda musicale.
Simboli: lOrso, che simboleggia la paura e il
male e viene allontanato e schernito dalla po-
polazione, oppure la sua identificazione con lin-
verno, cui si sostituisce la primavera, qui simbo-
leggiata dalla ragazza.
Origini: vi sono varie interpretazioni dellorigine
della festa, una delle quali risale allantico cul-
to pagano di Diana, cui veniva sacrificata una
vergine fanciulla (qui la ragazza che balla con
lOrso); si pu anche vedere nella belva la per-
sonificazione del carnevale, anche se ci pi
frequente nella tradizione francese che in quella
italiana; la belva, dallaspetto grottesco e selvag-
gio, rappresenta la paura, che si deve allontana-
re ed esorcizzare con lo scherno (le botte date
allOrso). Un tempo questo rituale era molto pi
carico di aggressivit: la caccia alla belva era
preannunciata con qualche giorno danticipo dai
cacciatori del paese, che giravano, con il volto
tinto di nero, gridando fra lors; la sera della
vigilia lOrso usciva e si recava presso tutte le
stalle in cui si trascorreva la veglia, per spaven-
tare la gente, soprattutto i bambini; tale visita
offriva loccasione per una bevuta collettiva.

Svolgimento: nelle prime ore del pomeriggio la


popolazione attende la comparsa dellOrso lun-
go la strada che dalla frazione Urbiano sale al
Rocciamelone; non si sa n quando n dove si
mostrer, n da chi impersonato; si sa solo
che scende dalla montagna. Tutti i preparativi
si svolgono in segreto, e sono solo alcuni uomi-
ni del paese a organizzare la manifestazione.
LOrso compare, preannunciato dalla banda
musicale, legato con corde e catene, e vestito
con pelli di capra e pecora. I bambini, in ma-
schera, lo trascinano con le catene, gli uomini,
i domatori, che lo seguono, lo trattengono per
mezzo di corde. Quando lOrso si ferma, alcuni
uomini gli versano in bocca del vino, per mezzo
di un grande imbuto, che serve anche ad am-
plificare le grida. Il corteo termina nella piazza
del paese, dove, sempre al suono della banda
musicale, si aprono le danze per tutta la popo-
lazione. LOrso sar finalmente domato da una
ragazza che accetter di ballare con lui.

La festa si conclude con lofferta di vin brl e


dolci a tutti.

276
P. Tirone - Meana e Mattie, il Gioco del Ferro La Spada sulla Roccia - 282

Meana e Mattie - Il Gioco del Ferro

Localit: boschi di Meana e Mattie (allinizio della


stagione nei pressi dellabitato, poi un po pi a
monte).
Data: ultime domeniche di marzo, aprile, inizio
maggio (in base alle condizioni meteorologiche e
pedologiche)
Personaggi: due squadre (Meana e Mattie) di una
dozzina di giocatori ciascuna.
Simboli e oggetti: il ferro (lou fr) un disco di
legno di noce o di pero, di 1 cm di spessore, con
un bordo di ferro scanalato (varengloura nel dia-
letto di Meana, virenghiura in quello di Mattie) per
potervi arrotolare uno spago (virenghia a Mattie,
varengla a Meana) per il lancio; il diametro di
12-15 cm a seconda della dimensione della mano
del giocatore (ognuno ha il suo, fatto su misura).
Origini: paiono remote, ma vi sono pochissime
documentazioni scritte; la memoria orale lo fa ri-
salire agli inizi dell800. I vecchi raccontano che si
incominciato a giocare al ferro perch alla do-
menica non si sapeva cosa fare, le donne anda-
vano al vespro e allora gli uomini rimanevano da
soli. Un tempo le squadre erano formate anche
da una sessantina di persone (naturalmente solo
uomini); cerano inoltre gli acosti, ragazzini di 8-
10 anni, che non partecipavano in quanto il gioco
per loro era pericoloso, e che andavano a recupe-
rare i ferri, ricevendo qualche lira come compen-
so dai giocatori. Alla fine della gara si faceva una
merenda, che consisteva in pane, tome, salami
e salsicce, accompagnati da qualche damigiana
di vino, e si cantava fino a notte; la squadra che
perdeva pagava la merenda.
Svolgimento: una gara sportiva simile al gioco
delle bocce, viene disputata nei boschi di casta-
gno dei due paesi, alternativamente; si tratta di
un gioco di abilit e di forza; le regole sono tra-
mandate oralmente, i gradi di difficolt e il
tipo di terreno che deve presentare
ostacoli naturali quali fossi, muretti
a secco, alberi, pietre, pendenza
vengono scelti di volta in volta dai
giocatori; per permettere lo svol-
gimento della gara il terreno deve
essere sgombro dalla neve e non
deve essere ancora ricoperto dalla
vegetazione primaverile.

Meana e Mattie; alcuni momenti del Gioco


del Ferro; al centro la pus, il punto
(foto P. Tirone 1994)

282
283 - La Spada sulla Roccia P. Tirone - Chiomonte, la Pwento

Chiomonte, Festa di san Sebastiano, La Pwento

Data: 20 gennaio (san Sebastiano) e domenica successiva. banda musicale;


Personaggi: parroco;
quattro priori (di solito sono coscritti; se non ci sono, si Alpini.
scelgono tra i ragazzi di uno o due anni in pi); indos- Simboli e oggetti:
sano camicia scozzese in flanella, pantaloni in velluto a
coste, gilet nero, cappello nero in panno; fanno ballare la la pwento (termine in dialetto locale, in italiano punta),
pwento durante la processione; una forma affusolata alta pi di due metri, costituita da
sette priore (anchesse coscritte; se non ce ne sono, si unintelaiatura in ferro, e con alla base due sbarre incro-
scelgono di et leggermente superiore o inferiore); in- ciate, usate come impugnature, e foderata di nastri; un
dossano un abito nero lungo, scialle colorato con lunghe tempo era fatta di legno, e veniva distrutta ogni anno,
frange, cuffia in pizzo bianca, collarino in velluto nero a poi ricostruita; adesso viene conservata in municipio; la
cui annodata una croce brianzonese in oro; pwento rappresenta lalbero al quale stato legato san
sette angeli (bambini e bambine); indossano abiti bian- Sebastiano, e ucciso con le frecce; pu anche essere
chi o azzurri, confezionati dalle loro famiglie, con sulla collegata alla tradizione dellalbero di maggio, simbolo
schiena due ali in cartone bianco, con stelline e festoni della fertilit e dellarrivo della primavera;
argentati, e in testa una coroncina di fili argentati; rap- i nastri in seta che ricoprono la pwento sono donati dalle
presentano gli angeli che hanno trasportato in cielo lani- famiglie di Chiomonte; un tempo, dopo la festa, veniva-
ma di san Sebastiano dopo la morte; no restituiti ai proprietari;

Chiomonte; processione lungo il paese con la Pwento accompagnata dalla banda musicale, dalle priore e dagli angeli (foto AA 2009)

283
285 - La Spada sulla Roccia

Bibliograa generale

La redazione di una bibliografia generale ha inteso unificare, sia per garantire uniformit
a cura di Oriana Bozzarelli
sia per evitare pleonastiche duplicazioni considerata la presenza di riferimenti comuni
citati da pi autori tutte le indicazioni bibliografiche contenute allinterno dei contributi Bibliotecaria, Universit degli Studi di Torino
oriana.bozzarelli@unito.it
pubblicati nel presente volume. Si posta lobbiettivo di indicare in maniera concisa
e al tempo stesso puntuale i dati essenziali indispensabili per lidentificazione e il
reperimento dei documenti ivi citati, al fine di un successivo e maggiormente esaustivo
approfondimento.
Per le fonti classiche, medievali e archivistiche si sono ritenute sufficienti le informazioni
inserite nel testo dei singoli contributi in corrispondenza di ogni citazione; queste fonti
non sono state quindi riportate allinterno della bibliografia generale.
Le seguenti indicazioni bibliografiche rimandano a monografie, atti di convegni,
cataloghi, saggi in volumi miscellanei, articoli contenuti in riviste specialistiche e/o
quotidiani e letteratura grigia. Lordine alfabetico per cognome e/o ente-autore.
Nel caso di pi opere dello stesso autore esse sono state ordinate cronologicamente (e
alfabeticamente quelle relative allo stesso anno). Per la scelta della forma del nome degli
autori, in particolare per i nomi personali composti, si scelto di indicare la forma
accettata negli authority fi le nazionali.
A corredo della bibliografia generale segue un elenco minimo relativo alle abbreviazioni
lessicologiche presenti nel testo e ad altre abbreviazioni nominali.

Abreu, m. simes de, Arc A., FossATi A., 1995. As gravuras no Arc A., 1995a. Alle falde del Rocciamelone. In: Immagini dalla
saben nadar! Le incisioni non sanno nuotare, Archeologia preistoria. Incisioni e pitture rupestri: nuovi messaggi dalle rocce
Viva, anno XIV, 53, pp. 28-36. delle Alpi occidentali. Mostra documentaria in San Francesco,
Cuneo 28 settembre, 22 ottobre 1995, Boves, pp. 101-107.
Abreu, m. simes de, FossATi A., 1988. Paspardo e Capo di Ponte
(Brescia). Ricerche e studi di arte rupestre, Notiziario. Soprin- Arc A., 1995b. La Coppellazione. In: Arc A., FossATi A., mArchi
tendenza Archeologica della Lombardia, pp. 45-48. e., ToGnoni e., Rupe Magna: la roccia incisa pi grande delle
Alpi. Vol. 1, Sondrio, pp. 87-93.
AdAms J. n., 1982. The Latin sexual vocabulary, London.
Arc A., 1999a. Fields and settlements in topographic engravings of
ALFord v., 1962. Sword dance and drama, London. the copper age in Valcamonica and Mt. Bego rock art. In: deLLA
AnATi E., 1967. LArte Rupestre Galiego - Portuguese. evoluzione e cAsA P. (a cura di), Prehistoric alpine environment, society, and
Cronologia, Arquivo de Beja, xxiii-xxiv, pp. 51-122. economy: papers of the international colloquium PAeSe 97 in
Zurich, Bonn, pp. 71-79.
AnATi E., 1974. Lo stile sub-naturalistico camuno e lorigine dellarte
Arc A., 1999b. Incisioni topografi che e paesaggi agricoli nellarte
rupestre alpina, Bollettino del Centro camuno di studi preistori-
rupestre della Valcamonica e del Monte Bego, Notizie archeolo-
ci, 11, pp. 59-84.
giche bergomensi, 7, pp. 207-234.
AnATi e., 1975. evoluzione e stile nellarte rupestre camuna, Capo Arc A., 2000. Computer management of alphanumeric and visual
di Ponte. data in the alpine rock art (Valcamonica, Valtellina, western
AnATi E., 1982. I Camuni. Alle radici della civilt europea, Milano. Alps), Arkeos, perspectivas em dilogo, 7, pp. 55-74.
AnATi e., 1994. Il linguaggio delle pietre. Valcamonica: una storia per Arc A., 2001a. Chronology and interpretation of the praying fi g-
leuropa, Capo di Ponte. ures in Valcamonica rock art. In: Secondo convegno internazio-
nale di archeologia rupestre. Archeologia e arte rupestre: leu-
Arc A., 1986. I segni di unantica cultura: le incisioni rupestri. In: ropa - le Alpi - la Valcamonica. Atti del convegno di studi, 2-5
GruPPo ricerche cuLTurA monTAnA, escursioni in Valle di Susa. ottobre 1997, Darfo Boario Terme, Milano, pp. 185-198.
Bassa Valle e Val Cenischia, Milano, pp. 120-130. Arc A., 2001b. Lo stato della ricerca sullarte rupestre non fi gu-
Arc A., 1990a. Arte rupestre in Valle di Susa e Alta Moriana: recenti rativa delle Alpi occidentali: rocce coppellate, dati e ipotesi da
scoperte e sviluppo delle ricerche, Survey: bollettino del Centro alcune recenti campagne di ricerca e documentazione. In: Le inci-
studi e Museo darte preistorica di Pinerolo, 6, pp. 167-175. sioni rupestri non fi gurative nellarco alpino meridionale. Atti del
1 convegno di studi, Verbania, 2001. Disponibile on line <www.
Arc A., 1990b. Pietre incise e arte rupestre: un interesse rinnovato.
artepreistorica.it/ebook/attiverbania/atti.asp> (accesso effettuato
nuove ricerche e prospettive in Bassa Valle di Susa e Alta Moria-
il 19 maggio 2008).
na, Segusium, 28, pp. 163-186.
Arc A., 2002. Rocciamelone, incisioni e pitture rupestri. Spirali,
Arc A., 1991-1992. Verso un archivio delle incisioni rupestri, Sur- meandri, asce e guerrieri tra novalesa e Valle di Susa, Segu-
vey: bollettino del Centro studi e Museo darte preistorica di Pine- sium, 41, pp. 35-76.
rolo, 7-8, pp. 103-114.
Arc A., 2004a. The topographic engravings of the alpine rock-art:
Arc A., 1994. Signifi cati culturali ed attribuzioni cronologiche dei fi elds, settlements and agricultural landscapes. In: chiPPindALe
petroglifi non fi gurativi dellarea alpina, Notizie archeologiche c., nAsh G. (a cura di), Pictures in place: the fi gured landscapes
bergomensi, 2, pp. 261-267. of rock-art, Cambridge, pp. 318-349.

285
293 - La Spada sulla Roccia

Indice

I Presentazioni 105 Parte Seconda


I - Soprintendenza per i Beni Archeologici
Le danze armate
del Piemonte e del Museo Antichit Egizie
107 Appunti sulle danze di spade
II - Assessorato alla Cultura, Protezione della Natura,
Parchi e Aree Protette della Provincia di Torino
nelle Alpi occidentali
III - Comunit Montana Bassa Valle Susa e Valcenischia
Tullio Telmon
- Dipartimento di Scienze del Linguaggio, Universit di Torino
IV - Comunit Montana Alta Valle Susa
V - Comune di Novalesa 113 Le danze armate nella tradizione popolare
VI - Comune di Mompantero delle valli del Cuneese
VII - Comune di Giaglione Livio Mano
VIII - Comune di Venaus - Museo Civico di Cuneo

IX - Comune de Lanslevillard 121 Strumenti musicali e scene di danza


X - Gruppo Ricerche Cultura Montana nellarte rupestre della Valcamonica
XII - Andrea Arc (1976): Proposta di metodologia e della Valtellina
per un lavoro organizzato
Angelo Eugenio Fossati
XIII Leonardo Gribaudo (1976): Metodi ed implementa- - Universit Cattolica del Sacro Cuore,
zioni per lelaborazione elettronica di dati relativi Istituto di Archeologia, Milano
alle incisioni rupestri - Le Orme dellUomo, Valcamonica

1 Parte Prima 131 Parte Terza


Larte rupestre delle Valli del Moncenisio Corpus delle incisioni e delle pitture rupestri
del complesso petroglifico
3 Il Grcm e la scoperta delle rocce incise del massiccio del Rocciamelone
dellalta Valcenischia
Gian Maria Cametti 133 Val Cenischia, Testa del Carolei,
- Gruppo Ricerche Cultura Montana, Torino Catalogo delle Schede
- CIPRA (Commissione Internazionale Protezione delle Alpi)
Gruppo Ricerche Cultura Montana
e Le Orme dellUomo
7 Guerriers et duels dans lart rupestre
137 Confronti: Valcamonica, guerrieri a corpo quadrato
de lge du Fer et du Moyen-ge en Maurienne
140 Confronti: Sollires le Lac
Franoise Ballet et Philippe Raffaelli
- Conservation dpartementale du Patrimoine de la Savoie 141 Approfondimenti: Valcamonica, stili IV 4 e IV 5
143 Confronti: forte di Bard
19 La caccia signorile in quota: 146 Confronti: rocce a coppelle
una pratica rituale dellet del Ferro?
149 Confronti: figure topografiche recenti
Filippo Maria Gambari
- Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte 159 Confronti: copricapi a bandana

27 La Roccia degli Stambecchi: scene di caccia 165 Val Susa, complesso petroglifico
e iscrizioni votive di et romana di Mompantero-Chiamberlando,
fra Moncenisio e Monginevro Catalogo delle Schede
Giovanni Mennella Le Orme dellUomo
- Dipartimento di Scienze dellAntichit Universit di Genova 167 Confronti: meandriformi in Alta Moriana
170 Confronti: spiraliformi in Alta Moriana
33 Il complesso petroglifico
179 Confronti: la Rupe Magna di Grosio
del massiccio del Rocciamelone
Arte rupestre su calcescisto 180 Confronti: Aussois, Valcamonica e Mompantero,
tra Valcenischia e Bassa Valle di Susa figure di asce
Andrea Arc 186 Confronti: Valcamonica e Valtellina,
- Gruppo Ricerche Cultura Montana, Torino figure di oranti femminili
- Le Orme dellUomo, Valcamonica 187 Confronti: Arco Alpino Piemontese,
64 Confronti. Asce: reperti e figure figure antropomorfe schematiche
dallet del Rame allet del Ferro 190 Approfondimenti: arcieri a cavallo

293
Indice La Spada sulla Roccia - 294

193 Confronti: cavalieri equilibristi in Valcamonica


194 Approfondimenti: la balestra
202 Confronti: lo stile bitriangolare
203 Confronti: Valcamonica e Monte Bego, figure di arcieri
208 Confronti: Alta Moriana, spiraliformi e meandriformi
213 Confronti: roccia 22 di Costa Seppa e pendagli crociati

239 Val Susa, rocce coppellate


di Chiomonte-La Maddalena,
Catalogo delle Schede
Gruppo Ricerche Cultura Montana
e Le Orme dellUomo

249 Chiomonte-La Maddalena: le incisioni rupestri


Andrea Arc
- Gruppo Ricerche Cultura Montana, Torino
- Le Orme dellUomo, Valcamonica

255 Parte Quarta


Schede etnografiche e gallerie fotografiche

257 Valsusa e Valcenischia, i giorni della Festa


Paola Tirone
- Gruppo Ricerche Cultura Montana, Torino
- Atlante Linguistico ed Etnografico del Piemonte Occidentale
fotografie di Paola Tirone,
sequenze fotografiche di Andrea Arc

258 Giaglione, Festa di san Vincenzo,


la Danza degli Spadonari

267 Venaus, Festa di san Biagio e santAgata,


la Danza degli Spadonari

276 Urbiano di Mompantero,


Festa di santa Brigida e santOrso,
il Ballo dellOrso

282 Meana e Mattie,


il Gioco del Ferro

283 Chiomonte, Festa di san Sebastiano,


La Pwento

285 Bibliografia generale


a cura di Oriana BOZZARELLI

293 INDICE

294

Centres d'intérêt liés