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Agnes HELLER

Sabino CASSESE
t Mario TRONTI
Mauro MAGATTI
Nadia URBINATI
DlVARTIMENTO DI SOCIOLOGIA E DIRITI'O
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DELL'ECONOMIA
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Le democrazie
tra populismo e antipolitica
di Mario Tronti
"Per uno stesso pensiero vedere dall'alto e agire
dal basso?" (Simone Weil, Quaderni, volume l)

Populismo e antipolitica non sono la stessa cosa.


Sono due presenze, nell'attuale agire pubblico, che
vanno distinte concettualmente e che andrebbero con-
trapposte praticamente. Nuotano ambedue nell'acqua
delle democrazie contemporanee. E di queste ultime
occorre parlare. Quella che si chiama oggi democrazia,
sono in realt queste democrazie realizzate.

Non amo il plurale. Serve troppo spesso a na-


scondere l'essenza e a fare emergere l'apparenza.
Esempio: adesso obbligatorio dire "i lavori": perch
si vedono tante figure diverse di lavoratori. Non solo
pi del braccio e della mente, della citt e della cam-
pagna, ma dipendenti e autonomi, e autonomi di pri-
ma seconda e terza generazione, della conoscenza e
quindi immateriali, cio virtuali. Sparisce cos "il la-
voro", concetto simbolico unificante un mondo vita-
le: difficile, certo, da descrivere, ancora pi difficile
da organizzare. Ma non sarebbe questo, esattamente,

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il compito della politica e, in primo luogo, di una po- domanda di nuova politica. Magari fosse cos! Il dato
litica della sinistra? bruto ci dice che non pi cos. Attenti alle autocon-
solazioni, soprattutto dopo le sconfitte, alle illusioni ot-
il motivo per cui dal plurale delle democrazie, tiche tipich dei pensieri desideranti. Hanno fatto pi
cio dalla condizione delle democrazie contemporanee, danni alla politica le narrazioni sulla societ civile buo-
possibile avanzare una critica della democrazia: come na e la retorica del cittadino sovrano di quanto non ne
il pi forte apparato ideologico attualmente in funzione abbiano fatti tutti gli episodi di corruzione messi insie-
nei Paesi occidentali. Il che non vuoi dire diventare an- me. Perch questi, ben veri, sono stati usati, e vengono
tidemocratici. Vuoi dire parlare della democrazia come sapientemente usati, in funzione di un progetto di spo-
problema. liticizzazione e neutralizzazione dei rapporti sociali
reali. Chi ne ha pagato il prezzo maggiore non stata la
E il problema questo: perch la democrazia, il destra, stata la sinistra.
luogo per eccellenza di esercizio della politica, in equi-
librio, anche istituzionale, tra il basso e l'alto del so- Se non si prende atto, lucidamente, di questo, non si
ciale, con il kratos in mano al demos, perch questa esce dalla stretta in cui si trovano le attuali forze di tra-
democrazia diventa luogo di produzione diretta, e ri- sformazione. In questo clima pubblico, non sono possi-
produzione allargata, di antipolitica? bili lotte vere, su contenuti concreti, che rispondano a
bisogni presenti, sentiti e vissuti dalle persone e dalle
famiglie: la povert delle lotte sempre un freno alla
L' antipolitica non portata dal populismo. portata ricchezza delle nazioni. Non d'altra parte possibile
dal rapporto tra politica e popolo, cos come si esercita, governo effettivo del Paese, gestione lungimirante del-
appunto, nelle democrazie contemporanee: un rapporto l'interesse generale, cura affidabile della cosa pubblica.
distorto dal doppio movimento di un potere senza poli- Insomma, in questo clima violentemente antipolitico
tica e di una politica senza potere. non si d n rappresentanza n decisione. Si parla
d'altro, si fa altro, ci si orienta su altro.

Bisogna intendersi sui termini: ridefinirli, riclassifi- Allora: per definire l' antipolitica occorre prima
carli, non ideologicamente, ma realisticamente. Si dice, chiedersi, e chiarirci, anche tra noi, che cos' politica.
soprattutto a sinistra: attenzione, non antipolitica, Parliamo di politica moderna. Lasciamo stare la politica

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che viene da polis e quindi l'agor, la relazione, la con- La modernit ci ha consegnato due dimensioni del-
divisione, e altre amenit buone per il pubblico dei fe- l' agire pubblico, parallele e contraddittorie: disordine
stival di piazza. Modernit e capitalismo: questo il sociale e ordine politico. La piccola politica si ricono-
tema, tanto antico e sempre nuovo. Questo, l'argomen- sce in quanto sta o solo dentro l'uno o solo dentro
to: la politica sta qui in mezzo. Da Machiavelli a We- l'altro. La grande politica sta contemporaneamente
ber, e quindi a noi, la politica, moderna, cammina su dentro l'uno e dentro l'altro, cammina con le due gam-
due gambe: conflitto e mediazione. Se cammina su una be nella societ e nello Stato. Quando si abbandonata
sola delle due gambe, per un po' brillantemente saltella, questa doppia posizione, non si perso qualcosa, si
poi, presto, stramazza a terra. Se solo conflitto, cade perso tutto.
nel radicalismo, e quindi nell'estremismo. Se solo
mediazione cade nel pragmatismo, e quindi nell'oppor- Definita cos la politica, si profila meglio il senso di
tunismo. La crisi della politica interviene quando le due ci che non politica. La mia tesi che intervenuta la
gambe camminano ognuna per suo conto: un movi- crisi della politica quando la politica ha cominciato a
mento incerto, oltre che sgraziato, a cui nessuno si affi- non essere pi se stessa. Voi direte: s, ma ci sono altre
da e che nessuno vorrebbe riconoscere come proprio. cause, ragioni strutturali, cambiamenti epocali, trasfor-
mazioni globali, microfisica dei poteri, ecc. Qui si apri-
Poi ci sono, certo, i progetti e i programmi, le visio- rebbe una divagazione sul novum, sulle novitates, sul
ni e le utopie. Ma questo riguarda la testa, gli intellet- neo e sul post: rinvio a un discorso precedente, In nuo-
tuali organici. Il politico pratico, camminando alternati- ve strade per antiche terre. E non mancheranno appro-
vamente sulle due gambe, deve preoccuparsi di guarda- fondimenti futuri .
re a terra e camminare in avanti, stando bene attento a
non inciampare e cadere. Tenere in mente il pensiero Devo venire al punto, che scritto nell'ordine del
estremo, che sempre conflittuale. Adattarlo alle varie giorno di questa seduta. Antipolitica si pu dire anche
contingenze, con un agire che tiene conto ogni volta di populismo? Qui, la quaestio: io direi, di no.
quella specifica contingenza, con le sue obbligazioni,
non da inseguire ma da controllare. quanto ha fatto Il termine populismo ha assunto in questa fase una
storicamente la forma del partito politico, dal punto di connotazione tutta negativa. Che storicamente non me-
vista del movimento operaio: che non c' pi, ma che rita. A parte il vezzo di definire genericamente populi-
ha depositato, su questo, una sua lectio magistralis. smo tutto ci che non ci piace, va ricordato che ci sono

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state esperienze di populismo progressista, quasi nello gramsciana, di ispirazione togliattiana, tutto da ri-
stesso periodo, fine Ottocento, negli Stati Uniti e in scoprire, aggiornare e soprattutto, in forme nuove, da
Russia, c' stato nel Novecento movimento e governo praticare.
populista in America Latina, ce n' stato anche di re-
cente, caduto per vie interne, o stroncato per interventi Chi viene da quella tradizione storica, che ha defi-
esterni. E poi e lo considero il motivo essenziale, popu- nito componente popolare la propria forza politica (i
lismo contiene quella radice populus con la quale non si socialisti, i comunisti, i cattolici democratici, certo
pu mai, dico mai, entrare in contrasto. non gli azionisti, i radicali, non il ceto medio riflessi-
vo), ha il dovere di fare dei conti diversi con il popu-
Vedo il pericolo, e mi meraviglia il fatto che non si lismo. Non pu farne il suo nemico. Se lo fa, si espo-
veda, come individuando l'avversario nel populismo si ne al rischio di essere vista, di essere riconosciuta,
perda il popolo. Mentre il problema delle forze di tra- come una qualunque forma di elitismo liberaldemo-
sformazione trovare popolo. Quando, per esempio, il cratico. Con una conseguenza gravissima: di lasciare
consenso popolare si disloca lontano dalle nostre posi- il popolo nelle mani della destra, o di qualcosa oggi
zioni, come sta accadendo, va posta la domanda del addirittura pi pericoloso della destra, perch capace
perch, per colpa di chi, per quali nostri errori o difetti, di raccogliere consenso anche nell'altro campo, nelle
questo avviene. mani cio di una qualsiasi improvvisata formazione, o
movimento, che si presenta demagogicamente come
stato Ernesto Laclau, con la sua Ragione populi- n di destra n di sinistra.
sta, e con lui Margaret Canovan e Chantal Mouffe, a
tentare un'operazione coraggiosa, quella di strappare Quando si combatte, e in politica si deve combatte-
il termine populismo dalla sua torsione negativa e di- re, bisogna avere chiaro chi il nemico principale su
spregiativa, che ha colpito e invaso la denominazione cui concentrare il fuoco in quella determinata fase.
del fenomeno reale, aggravatasi poi quando il feno- Il mio invito mirare qui e ora a centrare il bersa-
meno ha fatto irruzione nelle democrazie occidentali. glio dell' antipolitica.
Sbagliai allora, quando Laclau venne a Roma (aprile
2009), per presentare l'edizione italiana, a rigettare L'antipolitica di oggi una sorta di epidemia. Un
gran parte della sua analisi. Il suo concetto di virus che si diffonde a contatto fisico, neli' aria inqui-
"costruzione del popolo", del resto di derivazione nata della cosiddetta seconda Repubblica: un umor ne-

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ro, diffuso nel basso del sociale, come la peste nera di Poi, si tratta di agire con prudenza, con abilit,
antica memoria, che faceva crepare solo i poveri cristi. con destrezza. un terreno molto, ma molto, delicato.
Ne affetta la maggioranza assoluta della popolazione, Solo sapendo per di che si tratta e qual la posta in
popolazione da non confondere mai con il popolo. Il gioco, si pu spendere qui, soprattutto qui, la dovuta
terreno di incubazione un'opinione pubblica, un senti- determinazione.
re di massa frastornato e manovrato da poteri extrapoli-
tici, che fanno politica. Il veleno dell' antipolitica stato iniettato a lungo
gocci a a goccia nelle vene del Paese, per fini ben
C' questa condizione, che propria di tutte le at- precisi. Il problema di quel che resta della politica
tuali democrazie, ed condizione specifica rispetto al di individuare la cura della malattia e, possibilmente,
passato. Personalizzazione del potere politico. Sperso- un vaccino per prevenirla. Si tratta di una vera e pro-
nalizzazione del potere economico. Il primo si vede e pria emergenza antropologica. Non vedo l'allerta su
viene fatto vedere. Il secondo non si vede e vi ve nasco- questo punto.
sto. Tutta l'attenzione scaricata sul primo, cos il se-
condo pu muoversi a proprio piacimento. C' una rivolta di popolo contro le lites. Questo
C' quest'altra condizione, che invece specifica il dato materiale, strutturale. E questo Emopa, Occi-
della nostra democrazia, un residuo dell ' anomalia ita- dente. Non ancora Oriente. A parte, il Sud del mondo.
liana. Qui da noi, la divisione dei poteri contempla E dentro c' anche America, negli Usa e fuori.
quattro protagonisti. Per non nominare il quinto, che ha
dimensione globale, e per questo sovrasta tutti gli altri: lites e popolo, dunque: tema antico e sempre
il Leviatano assoluto e incontrollato della Tecnica. Ma, nuovo, sempre in forme diverse. Metto in conto di
a corto raggio, nel cortile di casa, vediamo potere legi- sbagliare, ma pi ci penso, pi me ne convinco. L'ho
slativo e potere esecutivo da una parte, potere giudizia- detto anche in Parlamento, con queste precise parole:
rio e potere mediatico dall'altra. L'alleanza oggettiva di la crisi della politica di oggi meno crisi di rappre-
questi due ultimi contro i primi diventato il palinsesto sentanza e pi crisi di autorit. Non che si rappre-
quotidiano della narrazione pubblica. senta troppo, si rappresenta male. C' un eccesso della
domanda e una scarsit dell'offerta: con l'aggravante
Bisogna su questo avere le idee non chiare, ma di una subalternit del rappresentante rispetto al rap-
chiarissime. presentato. E anche questa la condizione malata

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delle democrazie contemporanee. Non c' altra demo- E allora, quest'altra formula: la crisi della politica
crazia che queste esauste democrazie elettorali: co- oggi meno crisi di legalit e pi crisi di legittimit. In
strette a un sempre pi accelerato ossessivo insegui- questi anni, e decenni, si vista la prima, non si vista
mento del consenso. la seconda.
Le democrazie si reggono su una dittatura del-
l' opinione a cui, non importa se giusta o sbagliata, Bisognerebbe calcolare quanto una gestione stru-
occorre solo sottomettersi. Il consenso politico, de- mentale della questione morale ha finito per nuocere
gradato a opinione pubblica, attraverso i sondaggi, alla questione politica. Non sto sottovalutando, o sotta-
costringe la vita politica a una campagna elettorale cendo, la deriva etica di parti consistenti di ceto politi-
permanente. co, purtroppo spalmate su tutto l'arco costituzionale.
E in questa condizione, di quotidiana precariet, si Sto evidenziando le cause, sto cercando i rimedi.
svolge sia l'attivit parlamentare che l'azione di go-
verno. Compito urgente la rilegittimazione della politica.
Se non si attraversa questo passaggio, tutte le riforme,
Rappresentanza e decisione, queste due funzioni- istituzionali e sociali, non mordono, non convincono, e
principe della politica, sono costrette fare lavoro di- non si realizzano.
pendente. E questo si pu fare solamente dall'alto.

anche qui, forse soprattutto qui, che la politica Il problema di classi dirigenti. Il tema sta emer-
deperisce e degrada, entra appunto nella sua crisi, per- gendo. Non bastano le scuole di formazione politica.
ch perde la sua autonomia, ragione fondante della sua Non basta il cambiamento in s, che rimane un gu-
nascita in et moderna. scio vuoto, se non si riempie rimettendo in gioco i
Il movimento operaio l'aveva capito. La sinistra di fondamenti del pensare e dell'agire politico, riani-
oggi, in tutte le sue forme, no. mando i riferimenti sociali e ideali di quel pensare e
E la cosa paradossale che pi ci si sposta sulla si- di quell'agire.
nistra pi non lo si capisce. Devo rilevare che la mag-
giore resistenza a questa sorta di rivoluzione culturale, E non si risolve il problema dicendo: "nuove" classi
di cui di fatto sto parlando, viene dalla sinistra estrema, dirigenti. Bisognerebbe dire classi dirigenti "diverse".
cosiddetta radicale. Un ricambio di generazione senza un ricambio di qua-

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lit non porta a nulla, o peggio, porta all'esito che le cati nella sua storia nazionale, che si definivano con ra-
stesse cose ritornano. gione, cosa che nessun mezzo partito o pezzo di movi-
mento riesce pi a fare, "forze politiche".
Va riproposto un concetto allargato di classe diri- Operazione di successo, nell'uso spregiudicato di
gente. Non solo lite politica, ma anche burocratica, tutti i mezzi che giustificavano il fine, referendarismo,
amministrativa, manageriale, imprenditoriale. Quello leghismo, berlusconismo, antiberlusconismo con annes-
che mancato all'Italia repubblicana la presenza di so giustizialismo, da ultimo, quella sintesi pericolosa-
scuole di alta formazione e specializzazione di dirigen- mente vincente comico-politica-antipolitica, che si
za statale. E d'altra parte, attenzione a queste lites chiama grillismo, in perfetta continuit, cosa che nes-
emergenti, ben reali e materiali nella finanza, immate- suno dice, con quei precedenti. E siamo alla farsa dopo
riali e virtuali nella comunicazione, con pretese e prati- la tragedia.
che da vere e proprie classi dominanti.
Le classi dirigenti, solo nuove e non diverse, sono Qui, s, e in questo senso, l' antipolitica il vero
quelle: i maghi delle Borse e i guru della Rete. "nuovo modo di fare politica", finalmente realizzato. A
danno della trasformazione vera delle cose, cio del
esattamente a questo livello che si collocata e contrasto con i rapporti sociali esistenti, a danno quindi
sviluppata l'operazione che ha dato fiato alla pulsio- non solo della sinistra, a danno del popolo. Mai i conser-
ne antipolitica, finanziandola e riproducendola, a uso vatori dello stato presente si sono trovati cos a loro agio
della "gente". stata un'operazione, questa, s, ge- come da quando cominciato a spirare il vento del-
stita dall'alto. l'antipolitica. Non i poteri forti, che purtroppo non ci so-
Si resecato il settore di classe dirigente, chiamato no pi, ma i piccoli poteri, i tanti privilegi, i mille op-
ceto politico, e se ne fatto il capro espiatorio di tutti i portunismi, i vari adattamenti, le cos frequenti corrutte-
mali del mondo e della vita. Capro espiatorio l' espres- le, si sono sentiti e sentite cos al sicuro, nella loro
sione giusta. C' tutta una letteratura su questa figura. squallida esistenza, come da quando si decretato che
ogni passione politica spenta, e che per arrivare a que-
Un'operazione di successo, molto redditizia, in un sto ogni "narrazione ideologica" doveva essere estinta.
Paese come l'Italia, fino ai primi anni Ottanta il Paese
per eccellenza della passione politica, spazio di grandi Neoliberismo e antipolitica, cio nuovo capitalismo
partiti di popolo, a forte appartenenza identitaria, radi- e nuovo qualunquismo, nascono e crescono insieme.

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Tutti e due all'insegna del nuovo, del cambiamento per le disorientamento politico di massa: il dato materiale
il cambiamento: contro lo Stato, contro il pubblico, obbligante che ci sta di fronte nell'agire quotidiano.
contro i partiti, contro ogni forma possibile di organiz-
zazione degli interessi sociali. Il che vuol dire: mani li- Ci sarebbe da indagare sulla versione "progressista"
bere a chi comanda. di tutta intera questa vicenda. C' stato, c', pesa e
conta, il paradosso di un'antipolitica di sinistra: di nuo-
Tutto letto e detto in chiave di modernizzazione. vo, anche qui, pi presente nella sinistra cosiddetta ra-
Anche qui, come per il novum, un discorso a parte, dicale che in quella cosiddetta moderata. Il movimenti-
essenziale, che si far, che in parte gi si fatto, smo ne stata un'espressione. Non sono pentito della
strategicamente essenziale, se venisse finalmente ela- tesi, eretica nel nostro campo, che vedeva la chiusura
borato soprattutto come autocritica della sinistra del grande Novecento in quello che degli anni Sessanta
post-comunista, colpevole di essere passata, in modo precipitato nel '68. Trovo sempre pi convincenti ve-
del tutto subalterno, dall'idea di trasformazione a una rifiche empiriche.
pratica di innovazione. Viene da questo vicino lontano la mutazione ge-
netica che ci ha portato a questa, attuale, sinistra sen-
Ma, per concludere, voglio tornare al concetto poli- za popolo.
tico di popolo. Il popolo tradizione, concetto politi-
co di lunga durata. C' il popolo prima della classe. E Non vanno visti in alternativa i diritti civili con i bi-
c' il popolo che incontra la classe, e per questa via sogni reali, il lavoro, la casa, la pensione, la sicurezza,
prende coscienza e potenza. Il punto pi alto della sua l'assistenza, e di qui la preoccupazione, la paura, l' ango-
storia affonda, profonde, le sue radici nel Novecento, scia, tutte cose che circolano nel basso del sociale, che
quando si fa soggettivit organizzata, per s e per tutti, fanno star male le persone e fanno vivere male le fami-
come partito e come Stato. glie. Ma perch non diventino alternativi, non basta solo
Oggi, c' il popolo dopo la classe ... E non abbiamo coltivarli insieme, va ristabilita una gerarchia, va vista
ancora per esso un "che fare". Il concetto, nella sua at- volta a volta quale la priorit, volta a volta, come per le
tuale condizione, va ridefinito. Il lavoro intellettuale leggi, quale il requisito di necessit e urgenza.
preliminare: solo riconoscendo il problema, puoi cor- Se non si fa questo, diritti e bisogni diventano di
rettamente cercare la soluzione. fatto alternativi, spaccano in modo del tutto innaturale,
Intanto, in mezzo a questo vuoto si produce l'attua- come stiamo vedendo, ogni riferimento di consenso.

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Il dramma, politicamente insopportabile, una sini- di movimento e di cooperazione, di mutuo soccorso so-
stra di benestanti e una destra di nullatenenti. ciale e di pratiche politiche di base.

L' autoreferenzialit del ceto politico, di governo e La rilegittimazione della politica passa attraverso la
di amministrazione, viene percepita attraverso questa restaurazione di un rapporto di fiducia tra il basso e
immagine. l'alto, tra popolo ed lite.
La radice dell' antipolitica di massa, sta qui. Un'impresa ardua, allo stato delle cose, ma l'unica
forse in grado di riaprire un processo rigenerativo, direi
E si esprime in questi due modi, contrastanti e insie- redentivo, dello spirito pubblico ora in agonia.
me complementari: l'astensionismo elettorale e la mobi- Perch abbia successo, non c' che riposizionare le
litazione di piazza, reale o virtuale che sia. Ambedue, due gambe, del conflitto e della mediazione.
forme di passivit politica, fenomeno di passivizzazione
popolare, perch protesta solo individuale, che non fa Un'operazione che non pu che partire dall'alto. La
presenza collettiva, non fa n societ, n comunit. mia idea che il basso del sociale e del politico, cio i
l'altra faccia del verbo liberi sta: ce la devi fare da lavoratori e i cittadini, devono essere il punto di riferi-
solo, con le tue capacit e i tuoi meriti, e se non ce la fai, mento, non possono essere il punto dell'iniziativa.
come i pi non ce la fanno, devi rivendicare da solo, devi
protestare da solo, da solo esprimere tutta la tua rabbia. L' antipolitica non si combatte con la democrazia
L'uno vale uno grillino dice la stessa cosa: stai solo, immediata, perch oggi la democrazia immediata di-
nel tuo web, fuori, contro tutti. ventata un'espressione dell'antipolitica.
L' antipolitica si batte rifondando, in istituti nuovi, la
Smascherare questo inganno! Come? Riprendendosi democrazia organizzata.
l'iniziativa, organizzando una grande campagna di rio-
rientamento politico. E se per le istituzioni sono necessarie le riforme,
una rivoluzione quella necessaria per i soggetti sociali e
La riforma pi necessaria e pi urgente, che non vedo politici.
per all'ordine del giorno, la riforma dei soggetti collet-
tivi, di lotta e di consenso, di rappresentazione e di azione, Ma senza un rivolgimento nella cultura politica del-
sindacati e partiti, con intorno nuove forme solidaristiche l' attuale sinistra, tutta intera, nulla avverr.

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