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13/10/2015 Magnetoterapia - Elettroterapia - Ipertermia

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ARGOMENTI TRATTATI
MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE DI POTENZA
MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE DI GRANDE POTENZA
MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE AD ALTA TENSIONE A BASSA FREQUENZA
ELETTROTERAPIA AD ALTA TENSIONE A CAMPO ELETTRICO COSTANTE (STATICO)
ELETTROTERAPIA PULSATA BIPOLARE AD ALTA TENSIONE E AD ALTA FREQUENZA

SUPER MARCO
Testo di Mar co Montanar i
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LICENZA PUBBLICA GENERICA (GPL) DEL PROGETTO GNU

GLI APPARECCHI ELETTROMEDICALI QUI DESCRITTI


NON SONO GIOCATTOLI
LA LORO RIPRODUZIONE CONSENTITA
SOLO A SCOPO SCIENTIFICO E/O SPERIMENTALE
NON A SCOPO COMMERCIALE E/O INDUSTRIALE

ACCORATO AVVERTIMENTO AGLI SPROVVEDUTI

E' del tutto evidente che chi legge queste pagine, per la curiosit di sperimentare gli effetti terapeutici qui enunciati, pu essere indotto a realizzare in fretta e
furia i seguenti circuiti elettronici che appaiono semplici (l'ovviet sempre un'illusione), ma se il costruttore non possiede adeguate conoscenze di
elettronica e non conosce il pericolo delle alte tensioni, fin da ora avvertito che, durante la costruzione dei seguenti apparecchi o nel corso della loro
applicazione, pu causare danni a s stesso e agli altri.

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INDICE
INTRODUZIONE

SCHEMA ELETTRICO
DEL SUPER MARCO

REALIZZAZIONE PRATICA

MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE


DI POTENZA

MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE


DI GRANDE POTENZA

MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE


AD ALTA TENSIONE
A BASSA FREQUENZA

ELETTROTERAPIA AD ALTA TENSIONE A


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CAMPO ELETTRICO
1. COSTANTE (STATICO)
2. BIPOLARE PULSATO
3. MONOPOLARE PULSATO

ELETTROTERAPIA PULSATA
AD ALTA TENSIONE
AD ALTA FREQUENZA

INTRODUZIONE
Quando si tratta di complicare, chiunque una eccellenza, ma quando si deve semplificare molti gettano la spugna.
L'Autore (Marco Montanari) da tempo ha considerato l'ipotesi dell'esistenza di un semplice metodo che consenta di produrre a scopo sperimentale tutte le
macchine elettromedicali innovative, mediante un circuito elettronico estremamente affidabile e di minime dimensioni; ci possibile se gli apparecchi in
questione hanno un'anima comune.
Dopo lunga gestazione nato il Super Marco, un semplice circuito elettronico con il quale si possono riprodurre tutte le macchine elettroterapiche innovative; i
ricercatori potranno effettuare qualunque tipo di esperimento, passando da un apparecchio all'altro con la massima facilit e con la minima spesa.
L'unico elettromedicale che non si pu riprodurre col Super Marco il : Generatore neofaradico di microcorrenti che va costruito a parte.
Il Super Marco consente di praticare la magnetoterapia a bassa frequenza in due modalit costruttive, comunque ad alta intensit; quindi attuabile la
MAGNETOTERAP IA P ULSATA MONOP OLARE DI P OTENZA che risolve tutti i disturbi infiammatori di piccola estensione, comunque superficiali.
Tra i numerosi effetti terapeutici si devono annoverare l'azione sul glaucoma, sull'ipertrofia prostatica e tutte le gonalgie. Di pari efficacia terapeutica sono le
microcorrenti galvaniche o pulsate, applicabili mediante appositi elettrodi, con cui si possono trattare intere regioni corporee. Equivalenti alle microcorrenti,
sono i campi magnetici monofasici pulsati di potenza che agiscono in ambito locale, anch'essi realizzabili col Super Marco, con cui, inequivocabilmente, si
dimostra che il crescere della loro idoneit terapeutica funzione diretta della intensit del campo magnetico pulsato, ma con la durata dell'impulso ridotto ad un
centinaio di microsecondi (elevato di/dt - vedi specifici schemi circuitali) anche con l'intento di ridurre o annullare l'evocazione del dolore in ambito locale.
Nella fattispecie, l'Autore ha gi edotto i ricercatori con ampie specifiche costruttive, vedi l'articolo: Gli stroboscopi a gas xeno diventano potenti
magnetoterapie a bassa frequenza. Col Super Marco, tra l'altro, si risolto il problema dell'esigua vita di queste ultime magnetoterapie.

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Continuando, possibile costruire le macchine ad alta tensione (Mariano Orrico docet) nella loro duplice forma, a cominciare dalla ELETTROTERAPIA
P ULSATA MONOPOLARE AD ALTA TENSIONE A BASSA F REQUENZA che costituisce il prototipo delle macchine depolarizzanti, con cui l'Autore
intende dimostrare una delle sue scoperte, che sintetizzabile nell'assioma: Tutti gli impulsi monopolari sono depolarizzanti.
Dall'analisi di quest'ultimo assioma, si deduce la vera spiegazione dell'azione terapeutica dei campi elettromagnetici pulsati.
La ridotta depolarizzazione endocellulare (alcuni millivolt) alla base della conversione degli stimoli elettrici e magnetici in processi biochimici.
In particolare viene immediatamente attivato il consumo di ossigeno con aumento fino al 500% della respirazione, a cui sono associati tutti i
meccanismi propri della cellule, tra cui quello rigenerativo.
Viene a cadere l'equiparazione della cellula ad una piccola batteria, in cui, logicamente, si ritiene necessario aggiungere il concetto di ricarica, che risulta errato;
con ci si dimostra che, affidandosi unicamente alla logica, si pu addivenire a conclusioni non vere. Tutte le verit si devono sempre dimostrare.
In pratica e sintetizzando, le cellule non neoplastiche attivano i processi omeostatici di tipo conservativo e riparativo se vengono depolarizzate di alcuni millivolt
(circa 5 millivolt); vale a dire la seguente metafora apparentemente assurda: Per ricaricare una batteria la si deve scaricare di alcuni volt.
Il diabete di tipo 2 una patologia guaribile col metodo della depolarizzazione mediante il campo elettrico monopolare pulsato a bassa tensione (a
contatto corporeo), oppure pulsato monopolare ad alta tensione o a campo statico negativo. Esiste anche una terza possibilit, vale a dire l' alta
frequenza associata all' alta tensione comunque pulsata.
Dopo il suddetto imponente capitolo, col Super Marco riproducibile la classica ELETTROTERAPIA AD ALTA TENSIONE A CAMPO ELETTRICO
COSTANTE, vale a dire operante in campo elettrico statico negativo che, in assoluto, determina il punto di riferimento dell'analisi quantistica di tutti gli
effetti, siano essi terapeutici o profilattici o rigeneratori, in quanto, gli effetti terapeutici delle macchine a campi elettrici o magnetici bipolari, si convertono in
effetti di campo elettrico galvanico. Quindi, nei tessuti biologici, esiste un processo di raddrizzamento dei campi bipolari, ottenuto in modo diverso, rispetto a
quello noto in elettronica. Il VTE di Mestriner Moreno e di E. Troiano ne la dimostrazione.
Le terapie empiriche in campo statico, in effluviazione o con campi oscillanti smorzati risalgono ai primi anni del Settecento e continuarono per tutto
l'Ottocento in forma sempre pi perfezionata fino agli anni venti del Novecento, impiegando le grandi macchine elettrostatiche a dischi multipli rotanti (Bonetti,
Wirmshurst, Toepler, Holtz ed altre) che erano principalmente usate per effettuare le prime radiografie su lastra fotografica e, sopratutto, nella schermografia
(schermi al platinocianuro di bario) vedi:
http://www.istitutomontani.it/museo/file/visstrumento.php?codice=436
http://www.itispaleocapa.it/museo-fisica/tubi-a-gas-elettronico/tubo-di-roentgen
Indispensabile per approfondire le basi storiche delle elettroterapie:
http://www.electrotherapymuseum.com
Alcuni precursori avevano intuito il fondamentale ruolo terapeutico del campo elettrostatico negativo (depolarizzante) che fu riscoperto in Italia da
Mariano Orrico negli anni Novanta del secolo scorso ma, al contempo, era ignota la funzione terapeutica della variazione di flusso dei campi elettrici o
magnetici.
Il Super Marco si pu ulteriormente implementare con lo sviluppo delle macchine tesliane, lakhovskyane ed SSTLC, che sono rappresentative del grande
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capitolo della ELETTROTERAP IA PULSATA BIPOLARE AD ALTA TENSIONE E AD ALTA FREQUENZA, nella quale esistono da oltre un secolo
le antiche varianti del violet ray, della effluviazione e della scintillazione. Con l'aumentare della potenza elettrica erogata, a partire dal primo Novecento si
produssero apparecchi molto simili all'attuale Tecar-terapia i cui principi scientifici si estendono fino alla ipertermia oncologica regionale pulsata, con cui,
da oltre trent'anni, si radicalmente innovato l'approccio terapeutico di tutti i tumori solidi (P aolo Pontiggia docet).

Le terapie che sono convergenti con le elettroterapie operanti in regime di microcorrenti, sono quelle che attivano la respirazione cellulare, quindi il
consumo di ossigeno endocellulare per cui, unitamente alle suddette elettroterapie, possono coesistere l' ossigeno-ozonoterapia anche iperbarica e
l' ipertermia. Non deve stupire il fatto che queste terapie, viste singolarmente, producono effetti terapeutici sovrapponibili e sinergici.

L'Autore intende presentare il mondo delle elettroterapie innovative senza soluzione di continuo.

SCHEMA ELETTRICO DEL SUPER MARCO

SCHEMA ELETTRICO - PRIMA PARTE

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CIRCUITI STAMPATI LATO RAME - (SCHEMA ELETTRICO - PRIMA PARTE)

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...............

Download Schema elettrico completo (formato .bmp) - quindi salvare l'immagine.

Download Master circuito stampato (formato .bmp) - quindi salvare l'immagine

Download Master circuito stampato (formato .bmp) - quindi salvare l'immagine


NOTA: per stampare correttamente i masters dei circuiti stampati, visualizzarli tramite un programma per grafica tipo GIMP e stamparli.

SCHEMA ELETTRICO SECONDA PARTE

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REALIZZAZIONE PRATICA

Prima di tutto bene garantire un ottimo livello di sicurezza per cui, fin da subito, acquistare un trasformatore separatore di rete da 500 VA.

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Detto trasformatore va posto in un contenitore isolante di materiale plastico, su un lato si praticher una cava nella quale si inserir il frutto di una presa di
corrente con cui si alimenter il circuito elettronico del Super Marco.

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Secondo prototipo perfettamente funzionante del Super Marco costituito della sola parte ad alta tensione, costruito da Claudio Benedetti.
Da sinistra in alto: lampadina a filamento di tungsteno da 40W bulbo piccolo, parallelo di 30 condensatori elettrolitici da 1uF 450VL 85C (vedi oltre),
bobina di alta tensione per automobile in bagno d'olio, serie di 50 diodi 1N4007 inseriti in un tubo isolante trasparente che terminano all'uscita positiva,
mentre quella negativa deriva direttamente dal polo negativo della bobina ad alta tensione
La precedente scatola in legno multistrato alle alte tensioni risultata fortemente conduttrice per cui stata sostituita con una in MDF che, essendo a
struttura caotica un migliore isolante.
La versione definitiva stata verniciata con vernice alchidica trasparente lucida dando numerose mani sia dentro sia fuori.
Dopo lunghe peripezie, si deciso di tagliare la testa al toro, costruendo il Super Marco in un idoneo contenitore plastico.
NOTA: Le bobine a bagno d'olio si riconoscono scuotendole accanto ad un orecchio, si avverte il movimento dell'olio all'interno.
Le bobine a bagno d'olio sono pi leggere di quelle con dielettrico solido.

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Particolare del condensatore da 30 uF 450 VL a bassa ESR che stato fissato alla base del contenitore con una goccia di colla a caldo.

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Esterno del contenitore: Bocchiotti Genova; tipo 05613; 380x300x18 - IP 56.


Da sinistra: interruttore generale con neon, interruttore del drive, deviatore a spinotto della escursione della frequenza minima e massima (nella fotografia lo
spinotto inserito nella escursione della frequenza massima), pomolo regolazione frequenza, uscita per elettromagnete, per ultimo doppio deviatore da 10 A,
in cui le due sezioni sono collegate in parallelo: a destra uscita alta tensione, a sinistra elettromagnete, poi sostituito da un deviatore a spinotto. Vedi
fotografie seguenti.

Uscita dell'alta tensione, boccole tornite in ottone e teflon; a destra positivo, a sinistra negativo.
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Bella realizzazione del Super Marco effettuata da Magi P atrizio. CM = Campo Magnetico. CE = Campo Elettrico.
Notare gli interruttori ad alto isolamento e antipolvere. Il deviatore CE CM stato sostituito con un ponticello ben isolato.
Questo Super Marco stato cablato per effettuare esclusivamente la terapia pulsata in alta tensione e ad alta frequenza (vedi oltre).

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SEZIONE DI POTENZA (Pr ima par te)

NOTE
Iniziare la costruzione a partire dalla scheda di potenza.
I quattro condensatori in parallelo da 0,22uF 1000V si possono ridurre a tre (in particolare se si usa una bobina con dielettrico solido) e la tensione di
lavoro pu essere ridotta a 600V.
I tre condensatori elettrolitici cadauno da 10 uF 450VL devono essere a bassa ESR (MKS) oppure fare su un'apposita scheda il parallelo di 30
condensatori da 1uF 450VL 85C, rispettando rigorosamente la polarit. VEDI FOTOGRAFIA SOTTOSTANTE
Portare a 40W o meno la lampadina a filamento con funzione di ballast.
Inserire sull'ingresso (230 AC) MOV o VDR da 20-275V(diametro 21 mm)
Tutti i diodi da 5A 600V sono dei BY550-600
SCR Se S8025L la resistenza di gate (R5) da 470 o 500 ohm (mettere due resistenze da 1000 ohm in parallelo).
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SCR Se BT152-800R la resistenza di gate (R5) da 1000 ohm.


Attenzione al verso del diodo BYT52M accanto all'SCR.
Il Mosfet Toshiba K1531 (obsoleto) sostituibile con l'identico della Toshiba TK15J 50D
Il valore delle resistenze da 1M 1/2W non tassativo vanno bene anche due resistenze da 1,2M o 1,5M (servono per scaricare i condensatori allo
spegnimento dell'apparecchio).
Terminata la costruzione della prima scheda, preparare la seconda scheda che verr solo forata (1 mm) nella quale si inseriranno i capicorda e/o i chiodi
(meglio se zincati) per collegarla alla scheda di potenza. Con dei morsetti bloccare la scheda di potenza in posizione ortogonale sulla seconda scheda, poi
saldare le connessioni combacianti tra le due schede. Quindi procedere al montaggio dei componenti sulla seconda scheda.

Come costruire il parallelo di 30 condensatori da 1uF 450 VL per ridurre la ESR. (Eccellente proposta di Stefano Broccoletti)
possibile aumentare l'isolamento del sandwich incollando dalla parte isolante due riquadri identici di vetronite monofaccia e, per il collegamento al circuito,
utilizzare due spezzoni di filo isolante di diverso colore. Il tutto si potrebbe inserire in una piccola scatola isolante.

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SEZIONE DRIVE (SECONDA PARTE)

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MONTAGGIO ALIMENTATORE 12V


NOTE
Il ponte, D7 e D9 sono tutti diodi 1N4007, osservare le polarit
DZ2 = diodo zener 12V 1/2W, osservare la polarit
C4 = 100uF 63VL osservare la polarit
C5 = condensatore poliestere da 0,1uF 250VL
C6 = 330uF 63VL osservare la polarit
C7 = 10uF 25VL osservare la polarit

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C8 = 100uF 63VL osservare la polarit


Il transistor NPN BD139 va montato col lato metallico girato verso il condensatore C8

CONTROLLO DELL' SCR E CARICA DEI CONDENSATORI

Seguire la seguente nomenclatura


R1 = 1K
R2 = 10 ohm
R3 = 10K
C1 = 470 pF disco
C2 = 0,1 uF disco
C3 = 1000 pF disco
DZ1 = 9,1V 1/2W
D1 = 1N4148
D2 D3 = BYT52M oppure 1N4007
D4 D5 D6 = BYT52M

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I transistor BD139 hanno la parte metallica volta verso il condensatore C8

ECCITAZIONE DELL' SCR E CONTROLLO DELLA FREQUENZA

R5 = SCR Se S8025L la resistenza di gate (R5) da 470 o 500 ohm (mettere due resistenze da 1000 ohm in parallelo).
R5 = SCR Se BT152-800R la resistenza di gate (R5) da 1000 ohm.
R6 = 10K
R7 = 1,2k
R8 = 3,3K 1/2W
Per il collegamento del potenziometro vedi schema elettrico.
C9 = 0,47 uF 250 o 300 VL
DZ3 = zener da 200V oppure serie ad esempio serie: 100 + 100. Osservare la polarit.
D8 = BYT52M rispettare la polarit.
BD139 = la parte metallica girata dalla parte opposta rispetto a R6
Collegare un filo isolato semirigido dal positivo dei condensatori alla piazzola del capocorda di destra.
Per collegare il potenziometro, la resistenza e il deviatore, seguire lo schema elettrico.

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COME COLLEGARE LA BOBINA DI ALTA TENSIONE

Il positivo della scheda va al positivo della bobina, idem per il negativo.


Usare trecciola isolata diametro 1,5 mm o maggiore.
MAI PROVARE LA BOBINA A VUOTO, MA COLLEGARE SEMPRE UN ARCHETTO DI FILO RIGIDO
CHE DAL CENTRALE SI APP ROSSIMA AL NEGATIVO DELLA BOBINA SUL QUALE AVVIENE LA SCARICA
Per ultimo, dopo avere collegato la lampadina a filamento alla sezione di potenza, e il piccolo trasformatore 230VAC-15VAC (300 mA) al drive, collegare una
catenaria di almeno 50 diodi (vedi foto) ad esempio BYT52M oppure 1N4007 (i diodi per alta tensione non sono dei campioni di velocit) inseriti in un tubo
isolante (vedi foto). Con particolare attenzione curare l'isolamento del centrale della bobina, utilizzando spezzoni di tubo isolante da inserire a forza sul centrale
bobina. Installare gli interruttori di alimentazione e la spia al neon previsti nello schema, il potenziometro e, non da ultimo, inserire la presa di corrente nel
secondario del trasformatore di isolamento.
ACCORGIMENTI PER EVITARE DEI MALF UNZIONAMENTI
1. Mettere un anello di guardia alla base del collo della bobina di alta tensione collegandolo col polo negativo della medesima bobina.
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Nella sottostante bobina di alta tensione in olio, l'anello di guardia stato costruito in filo di ottone da 1 mm. Eventuali scariche striscianti vengono
veicolate dalla parte giusta. Il polo positivo contrassegnato da un + e dal numero 15.

2. All'uscita, tra il polo positivo e quello negativo, mettere uno scaricatore autocostruito (da circa 30.000 volt) con distanza esplosiva di circa 13 o 15 mm. Lo
scaricatore si pu costruire con due viti autofilettanti Parker in acciaio inserite in un tubetto di plastica trasparente Cristal, vedi esempio sottostante. Saldare
a stagno i fili di rame con la testa delle viti. Utilizzare la colla a caldo per comporre il tutto. Pi oltre vedi l'altro tipo di spark gap.

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Secondo prototipo costruito da Stefano Broccoletti con bobina in bagno d'olio. E' stata costruita solo la sezione ad alta tensione. Si vedono i 12 diodi in serie
da 6 kv 1A (BY6 poi sostituite da 50 1N4007 o da 32 EM513) che terminano all'uscita col polo positivo, a destra e in basso nella foto. Il polo negativo del
Super Marco (a sinistra in basso) collegato al terminale meno della bobina ad alta tensione (filo marrone). Stefano Broccoletti ha aumentato l'isolamento
interponendo un panno isolante. Gli esperimenti hanno dimostrato che non ci sono perdite significative.
In questa configurazione il Super Marco consente di praticare la ELETTROTERAP IA P ULSATA BIPOLARE AD ALTA TENSIONE A BASSA
F REQUENZA e L' ELETTROTERAP IA P ULSATA BIP OLARE AD ALTA TENSIONE AD ALTA FREQUENZA

COSTRUZIONE DELL' INTERFACCIA BIOFISICA

Le uscite, una Positiva e l'altra Negativa, indispensabili per praticare la terapia ad alta tensione in campo elettrico, sia pulsato che statico, derivano:
quella positiva dal centrale della bobina (uscita ad alta tensione) al termine della catena di diodi raddrizzatori e quella negativa direttamente dal polo negativo
della medesima bobina ad alta tensione.

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Per veicolar e un campo elettr ico all' inter no del cor po umano, si devono utilizzar e le ar matur e di un condensator e.

Per tale scopo sono previste due armature di diversa superficie: quella negativa ha dimensioni di 60 x 39,5 cm, quella positiva di 35 x 29,5 cm.
Dette armature si potranno costruire in lamiera zincata di spessore di 1 o 1,5 mm con gli angoli leggermente arrotondati per non ledere l'isolamento.
Il cavo siliconico per alta tensione ha un diametro di 7 mm ed inserito in un tubo spiralato flessibile con diametro interno di 10 mm.
Il cavo siliconico di alta tensione ha una lunghezza di 164 165 cm mentre quello spiralato misura 145 cm.
I cavi siliconici sono stati collegati alle piastre in diversa posizione: in quella grande, al centro del lato pi lungo e in quella piccola al centro del lato pi corto.
Il rivestimento isolante stato ottenuto sovrapponendo, per ogni lato, sei strati di polietilene per serre ed stata posta molta cura nell'isolamento elettrico della
zona di uscita del cavo dell'alta tensione, utilizzando abbondante nastro isolante e colla a caldo.
Il polietilene deborda lateralmente dalla piastra per circa 15 cm e, una volta completati i sei strati, viene accuratamente ripiegato dalla parte del cavo ad alta
tensione.
Il fissaggio dei sei strati di polietilene si deve effettuare con abbondante nastro adesivo trasparente.
L'isolamento viene completato coprendo gli starti di polietilene con una busta di PVC telato da chiudere da un lato con colla poliuretanica, apponendo due
borchie in acciaio onde bloccare il medesimo cavo spiralato. Vedi le sottostanti fotografie.
Sul lato piano delle piastre, vale a dire dalla parte opposta in cui sono presenti sia la connessione elettrica che i ripiegamenti dei 12 strati di polietilene che
costituiscono il retro dell'elettrodo, si deve apporre un simbolo che indica la parte dell'elettrodo che viene a contatto col corpo umano. In pratica l'utente degli
elettrodi, non deve avvertire le inevitabili asperit situate sul lato posteriore di ogni elettrodo.
L'isolamento effettuato nel modo suddetto, supera i 100.000 volt.
Durante l' uso, impedire la flessione delle piastre di ferro zincato.

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I fori sulla lamiera, accuratamente privati dalle bave, sono da 3 mm e il filo di


ferro zincato da 1,1 mm. Ripiegare il tratto ritorto in modo che in alcun
modo possa ledere l'isolamento elettrico.
La brasatura stata effettuata con saldatore elettrico da 120 Watt, decappante
in pasta non corrosivo di elevata qualit e barra di stagno RoHS conforme. Elettrodo grande rivestito in PVC telato girato dal lato corpo.

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Elettrodo piccolo rivestito in PVC telato girato dal lato corpo. Borchie in acciaio che bloccano il tubo spiralato.

Le configurazioni elettriche, determinanti sul piano terapeutico, sono descritte pi oltre.

MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE DI POTENZA

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Il deviatore doppio da 10 A stato sostituito da un commutatore manuale con cui si commuta il polo negativo mediante due boccole isolate.
Detto commutatore consente di veicolare la corrente di scarica dei quattro condensatori da 0,22 uF in una bobina da circa 1 mH (filo da 1mm) con nucleo in
ferrite da inserire in un comodo manipolo, al fine di praticare il primo livello di stimolazione monopolare di potenza.
Detto manipolo idoneo per trattare disturbi molto superficiali e di ridotta area come le epicondiliti, il tunnel carpale, il glaucoma, le faringiti, eccetera.
Modalit operativa: prima di accendere l'apparecchio inserire la presa elettrica del manipolo e spostare il connettore sulla boccola specifica, in modo da
attivarlo. Successivamente accendere l'apparecchio e scegliere una frequenza bassa (alcuni Hz). Al termine della terapia spegnere l'apparecchio e riposizionare il
deviatore nella posizione alta tensione. Mai muovere il deviatore durante l' uso.
Download

Realizzazione di Mestriner Moreno (3,7 MiB) Manipolo con singola interfaccia biofisica da 1 mH

Realizzazione di Vincenzo Cafiero (4,0 MiB) Due diverse interfacce biofisiche.

Realizzazione di Vincenzo Cafiero (2,0 MiB) Singola interfaccia biofisica (nucleo a E di un trasformatore di alimentazione)

MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE


DI GRANDE POTENZA

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Download

Realizzazione di Stefano Broccoletti Esperimento, scarica ad alta corrente su bobina di 40 spire avvolte in aria.

Realizzazione di Stefano Broccoletti Esperimento, scarica ad alta corrente elettrodi di tungsteno.

Realizzazione di Stefano Broccoletti Scarica ad alta corrente su bobina che mostra la grande intensit del campo magnetico.

Realizzazione di Mestriner Moreno (2,5 MiB) Eccellente magnetoterapia di grande potenza con esteso campo magnetico
possibile scaricare una dettagliata descrizione di una magnetoterapia a bassa frequenza di grande potenza realizzata dal collaboratore Mestriner

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Moreno, che egli ha chiamato Super Moreno che, in particolare, si presta per scopi diagnostici, avendo il campo magnetico un tempo di salita di 5
ms, ottenuto dalla scarica di un condensatore da 50uF caricato a 630V.
Detta descrizione in accordo con quanto acquisito dall' Autore del sito (Marco Montanari),
L' intenso campo magnetico pulsato in grado di produrre il fenomeno del dolore evocato anche in forme infiammatorie esordienti, qualora venga
applicato in modalit monopolare; in pratica, si preconizza l' uso di detto campo per rivelare i lucus minoris resistentiae e per ottenere effetti
depolarizzanti nei tessuti tumorali, inducendone l' apoptosi.

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MAGNETOTERAPIA PULSATA MONOPOLARE


AD ALTA TENSIONE A BASSA FREQUENZA

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Stefano Broccoletti - Scintille ottenute per induzione elettromagnetica su una catena metallica (bigiotteria) tramite la scarica di un condensatore da 32 nF
autocostruito e caricato ad alta tensione (20.000 volt). Mediante lo spark gap a quattro gap dell'Autore (Marco Montanari) il condensatore si scarica su una
bobina (diametro circa 20 cm) di circa 6 spire (filo diametro 6 mm). La foto ricavata da un film, in quanto, l'evento qui ritratto, pur essendo molto intenso, di
durata estremamente breve. Non ostante le perdite del dielettrico della bobina, il risultato comunque eccellente.

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Realizzazione di Vincenzo Cafiero (5,5 MiB) Esperimento. Scariche ad alta tensione in aria e al buio (bobina automobile)

ELETTROTERAPIA AD ALTA TENSIONE A CAMPO ELETTRICO


1) COSTANTE (STATICO)
2) BIPOLARE PULSATO
3) MONOPOLARE PULSATO

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A destra si osserva la macchina elettrostatica a strofinio di Nairne a cilindro rotante, molto perfezionata, applicata in terapia a campo statico. Si intravedono i
capelli attratti dall'armatura a forma di coperchio. La seconda immagine raffigura la doccia elettrica che era praticata veicolando sulla persona sopratutto il
polo negativo, ma non si disdegnava di usare anche quello positivo; questa modalit applicativa veniva anche chiamata elettrificazione semplice, qualora A e
B, che sono gli elettrodi dello spark-gap della macchina elettrostatica, sono posti distanti tra loro in modo da non produrre scariche elettriche, come si osserva
nel disegno. Questa configurazione precede di oltre un secolo l'applicazione della lastra BIOR a campo elettrostatico negativo di Mariano Orrico il quale
sottolinea l'azione terapeutica della polarit negativa.
Per inciso, l'induzione elettrostatica di un campo elettrico negativo genera una carica elettrica positiva, mentre per conduzione diretta una carica negativa si
sposta e si distribuisce sul corpo con cui viene a contatto; similmente ad un liquido, la carica elettrostatica monopolare diffonde come i vasi comunicanti.
L' imponente azione ipotensiva nell' iperteso e l' aumento della diuresi sono solo alcuni dei numerosi effetti terapeutici del campo elettrostatico.

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A sinistra, macchina elettrostatica di Wirmshurst; a destra altra macchina elettrostatica di Carr, ambedue applicate ad effluvio-terapia.
Notare che in tutti i disegni il paziente si trova fortemente isolato da terra, dovendosi caricare di elettricit come se fosse un condensatore.
Se il paziente venisse a contatto con una persona o con un conduttore esterno messo a terra, si verifica una energica ma innocua scarica elettrica del tutto simile
a quella che si produceva quando si usciva dall'automobile prima che i costruttori provvedessero a mettere elettricamente a terra la carrozzeria.

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Fotografia della elettrificazione semplice degli inizi del Novecento, quando si praticava l'elettroterapia sia in campo statico che pulsato.

A sinistra, macchina elettrostatica Bonetti a dischi multipli e a destra analoga macchina elettrostatica di Holtz
Approfondimento: descrizione di tutte le macchine elettrostatiche esistenti
http://www.coe.ufrj.br/~acmq/electrostatic.html

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CONTRARIAMENTE A QUANTO RITENUTO FIN' ORA


IL CAMPO ELETTROSTATICO (MEGLIO SE PULSATO) ENTRA IN PROFONDIT NEL CORPO UMANO

Gray dimostr che il corpo umano si pu caricare di elettricit statica (vedi disegno a sanguigna a sinistra). Successivamente e in modo molto superficiale, il
corpo umano venne equiparato ai conduttori metallici o conduttori di prima specie, nei quali il campo elettrico si manifesta tale a partire dalla loro superficie
che, se in equilibrio elettrostatico e per il teorema di Gauss, il campo elettrico interno ad un conduttore metallico deve risultare nullo.
Faraday ed altri, avevano osservato che, una corda di canapa (che non metallica), bagnata e ben isolata dall'ambiente circostante, poteva trasmettere a distanza
i fenomeni elettrostatici.
Un classico esperimento, che piace molto ai giovani, di solito effettuato con un generatore elettrostatico di Van de Graaff, quello di elettrizzare i capelli che si
caricano tutti con la medesima polarit, per cui essi si respingono e svettano, seguendo le linee di flusso del campo elettrostatico monopolare.
evidente, che la struttura biologica della bimba con i capelli dritti, pi affine a quella di una corda bagnata, che di certo non metallica, ovvero essa non per
nulla assimilabile ad una sfera metallica cava, in cui il campo elettrico interno deve risultare nullo.
L'ipotesi che il campo elettrostatico negativo svolgesse azioni terapeutiche, da tempo, era limitata all'azione degli ioni negativi nell'ambiente, quindi ridotto al
solo fenomeno della effluviazione, ottenuto mediante il cosiddetto potere delle punte che, per l'esattezza, rappresenta il punto di passaggio tra l'elettrostatica
vera e propria e la elettrodinamica, in quanto l'effluviazione (vento elettrico) uno spostamento violento di cariche elettriche negative che sono proiettate
nell'aria
Anche Mariano Orrico, seguendo lo scibile del suo tempo (anni Novanta del Secolo scorso) consider l'azione terapeutica del BIOR (che funziona in campo
elettrostatico puro) del tutto identica alla suddetta ipotesi della presunta azione terapeutica degli ioni negativi, per altro mai confermata oltre l'azione depurante

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l'aria dai pollini e, in genere, dalla pollution. Detti fenomeni sono noti, e ampiamente utilizzati nell'industria dei depuratori elettrostatici.
Di fatto, Mariano Orrico produsse empiricamente importanti effetti terapeutici col solo campo elettrostatico, che si sono dimostrati sempre riproducibili;
il Super Marco offre quest'ultima possibilit a tutte le persone di buona volont.
L'opera empirica di M. Orrico, rivista col senno di poi dimostra che, in realt, il campo elettrostatico si incunea nel corpo umano al pari del campo magnetico,
ma non in modo identico.

Per il campo magnetico, tutte le strutture biologiche sono trasparenti.


Il campo magnetico, non distingue tra il dentro e il fuori delle cellule; per contro, il campo elettrostatico viene guidato, diretto o impedito a
partire unicamente dall' esterno delle cellule verso il loro interno (vedi: regola di Maxwell-Wagner) unitamente alla grande variabilit spaziale delle
connessioni serie-parallelo dei circuiti elementari biologici (shunt resistivo-capacitivi presenti in ogni cellula) il cui insieme, attualmente, costituisce
una delle possibili rappresentazioni biofisiche dei tessuti viventi che, a partire dalla pelle, sappiamo essere un complesso groviglio di conduttori di seconda
specie (elettrolitici) dove, in vivo e, molto probabilmente, anche in vitro la polarit negativa del campo elettrico (da tempo noto come
depolarizzante) svolge imponenti azioni terapeutiche. P er contro, la carica elettrica positiva, alla lunga, si dimostra nociva ma, anche in questo caso,
non si devono escludere utili effetti terapeutici del campo elettrico noto in fisiologia come iperpolarizzante.
L'origine biofisica degli shunt resistivo-capacitivi principalmente dovuta alle pareti cellulari che sono eccellenti dielettrici e, dato che ogni cellula ne
possiede una, ogni cellula portatrice di uno shunt resistivo-capacitivo principale a cui si associano tutti quelli accessori, ma non minoritari, che sono
soprattutto endocellulari.

impossibile dire con esattezza da quante cellule composto il corpo umano. Si dice che siano 100 mila miliardi ( ) una stima riferita a un maschio adulto
giovane di media altezza e peso intorno ai 70 chili.
Il corpo umano non costituito solo da cellule proprie, ma anche popolato da un sorprendente numero di batteri sia saprofiti che commensali.
Questi piccoli microorganismi, a causa delle loro dimensioni, sono 10 volte pi numerosi delle cellule presenti nel corpo umano. Uno dei batteri pi diffusi nel
nostro organismo lEscherichia coli che pesa pi o meno intorno ai 7x10 alla meno tredici grammi, che moltiplicato per il numero di questi organismi e
similari, 10 alla tredicesima (10 trilioni) d circa 70 grammi di peso totale a cui si deve aggiungere il peso di tutti gli altri batteri !.

L' inoppugnabile esistenza degli shunt resistivo-capacitivi associati ad ogni cellula, unitamente alla poliedricit delle loro interazioni (sia endo che eso-
cellulari) decreta che in biofisica, il corpo umano appartiene ai sistemi dissipativi (non lineari) a costanti distribuite, o meglio, finemente distribuite
mentre, una sfera metallica cava appartiene ai sistemi non dissipativi (lineari, in elettrostatica) ovvero perfettamente prevedibili, caratterizzati da
costanti concentrate.
Tutto ci, modifica profondamente l' ottica indagativa dell' interazione dei campi elettrici e magnetici con le strutture biologiche, consentendo di
prevedere, contrariamente ai sistemi a costanti concentrate, un comportamento biofisico di estrema complessit dovuto all' aumento iperbolico delle
variabili biofisiche dalle quali dipende la struttura biochimica e il medesimo funzionamento delle cellule, primo fra tutti l' omeostasi del potenziale endo
ed eso-cellulare.

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Tutte le strutture biologiche e tutti i processi metabolici sono di tipo fisico-chimico dove la biofisica determina l' intelligenza dei sistemi e la chimica,
che per i fisici sempre e comunque materia condensata, ne il contenitore o involucro che, come tale, a parit di scopo, pu essere mutevole. In altri
termini e utilizzando una metafora, tutti i sistemi biologici sono costituiti di due parti distinte, ma intimamente interconnesse tra loro o entangled
come l' ombra che sempre si associa alla materia condensata e strutturata.

La materia condensata e strutturata che costituisce la dimensione macroscopica di tutte le strutture viventi entangled con i campi elettrici e
magnetici se somministrati in forma coerente;da cui deriva il seguente assioma che sembra ovvio (ma non lo ) che qualunque stimolo biochimico
(farmaco) produce anche effetti biofisici, ma soprattutto vero anche il contrario.

Ad esempio, i suddetti campi depolarizzanti sono in grado di riportare nella norma il potenziale endocellulare dei diabetici tipo 2.
Attualmente, se la cura solo chimico-farmacologica, il diabete rimane comunque una grave patologia metabolica di tipo cronico, suscettibile di
grande miglioramento, ma non in grado di guarire. Vale a dire che, se la chimica farmacologica pu riparare totalmente i deficit strutturali, non in
grado di annullare totalmente l' intelligenza patologica che, in quanto tale, essenzialmente di tipo fisico.
In termini biofisici, i diabetici tipo 2, sono affetti da una sindrome iperpolarizzante sistemica, solo apparentemente cronica, la cui comprensione deriva
dalla traduzione in termini biofisici dei sintomi tipici del diabete tipo 2; infatti, assolutamente noto che i diabetici tipo 2 hanno elevatissima la soglia
del dolore, da cui dipende la grande facilitazione a subire inconsapevolmente le ustioni.
In particolare, l' iperpolarizzazione endocellulare la causa prima della insorgenza delle tipiche patologie del piede diabetico e della neurite diabetica.
La suddetta fenomenologia patologica non ha motivo di essere esclusiva del sistema nervoso periferico ma, con modalit diverse, si deve estendere a
tutte le cellule dell' intero corpo in forma di iperpolarizzazione (endocellulare) sistemica.
Analogo effetto risolvente si riscontra nella radicale azione antinfiammatoria (totalmente autonoma) dei campi elettrici e magnetici pulsati.
Tutto ci non esclude l' uso di farmaci anche specifici (tutti da scoprire) da cui deriverebbe la nascita di una nuova farmacologia sinergica
denominabile: elettrofarmacologia o magnetofarmacologia.
Dunque, il fatto che i campi elettrici e magnetici sono in grado di modificare positivamente e radicalmente la biochimica cellulare, anche se
quest' ultima fosse profondamente alterata come nel diabete di tipo 2, dimostra l' enorme sezione d' urto(probabilit di interagire con successo) che
detti campi hanno nei riguardi del bios.
In un sistema biologico soggetto all' interazione con i campi elettrici e magnetici, pu esistere di tutto e di pi ancora, oltre ogni immaginazione. La
suddetta espressione (...comportamento biofisico di estrema complessit dovuto all' aumento iperbolico delle variabili biofisiche...) non si associa in
alcun modo al comune concetto aristotelico di Caos, ma si deve implementare con le nozioni proprie della dimensione quantistica, che descrive
l' ordine di una nuova realt fisica e biofisica.

In forma sperimentale, quanto detto, osservabile in modalit macroscopica e riassuntiva. Quando il corpo umano, viene posto tra le armature di un

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condensatore reale, alimentato in corrente continua con una differenza di potenziale di alcune migliaia di volt (almeno 2000 volt) il medesimo corpo umano si
carica di elettricit statica, dove la quantit di carica elettrica una costante che potrebbe apparentemente rivestire la sola superficie del corpo umano, ma la
medesima induzione elettrostatica produce innegabili e permanenti effetti terapeutici, la cui origine inequivocabilmente interna al medesimo corpo umano;
provare per credere !.
Si rammenta che il campo elettrostatico un campo conservativo (vedi: elettroforo perpetuo di A.Volta) mentre, la componente resistiva degli shunt
resistivo-capacitivi e soprattutto il potenziale negativo, tendono a diminuire la carica elettrostatica del corpo umano che si comporta come un
particolare dielettrico in perdita, ma la carica elettrostatica si autorigenera mediante il fluire di una corrente di spostamento che dall'esterno ricarica tutti i
tessuti e ci denota il prevalere della componente capacitiva rispetto a quella resistiva.
noto che la piastra BIOR si scaricava rapidamente; dunque, il generatore elettrostatico, anche se di tipo pulsato, non pu essere ad altissima impedenza.
In regime impulsivo alla frequenza di 15 Hz, con impulsi di 300 s applicati in configurazione total body, sono state misurate correnti da 10 mA fino ad un
massimo di circa 20 mA di picco (valore efficace irrisorio), mentre la dispersione nell'ambiente risultata altrettanto irrisoria. Dette misure si dovranno ripetere,
migliorando il sistema di isolamento del generatore e quello del corpo umano posto tra le armature. Con apposita strumentazione, si prevede di misurare la reale
corrente necessaria al mantenimento dell'equilibrio elettrico del sistema.
Qualora il generatore dell'alta tensione, a potenziale costante, non fosse in grado di produrre la corrente mancante all'equilibrio del sistema, il carico ridurrebbe
la tensione elettrica tra le armature, fino a rendere vana ogni tipo di azione terapeutica.

Ogni dimostrazione dei singoli eventi, ha le sue origini nella biofisica classica, unitamente alla implementazione dovuta alle scoperte dell'Autore di
questo testo, per cui, tenendo presente che:
L' intensit dell' azione depolarizzante dipende da due fattori:
1. dalla natura del campo elettrostatico; vale a dire, dalla polarit negativa del campo elettrostatico.
2. dalla modalit di somministrazione; vale a dire, se il campo elettrico statico oppure monopolare pulsato.
L' azione depolarizzante viene incrementata dal modo con cui si somministra il medesimo campo elettrico, vale a dire, se in forma impulsiva, in
quanto: TUTTI GLI IMP ULSI MONOP OLARI SONO DEP OLARIZZANTI; ci riferito alla regione corporea del campo che sta tra i due poli
(regione interpolare del campo) ad esclusione dell'area subito sottostante i poli (positivo o anodo e negativo o catodo); vale a dire che ai tessuti della
regione interpolare, non interessa sapere quale sia la direzione del campo elettrico. Per contro, a livello locale, nota l'esistenza di un'azione biofisica
diversa e tipica di ogni polarit (ionoforesi classica) la cui fenomenologia (tipicamente muscolare) varia all' aumentare dell' intensit della corrente
elettrica e dal modo con cui si genera la variazione di flusso in uno dei due poli, cio alla loro inserzione o alla disinserzione, vedi: regole di
P flger.
Da quanto appena detto, deriva che la regione interpolare massima quando nei tessuti biologici si veicolano esclusivamente delle microcorrenti.
Anche l' area depolarizzata molto importante e, compatibilmente con la patologia in atto, deve essere la maggiore possibile.
Il campo elettrico pulsato, induce nel volume cellulare che circoscritto o delimitato dagli elettrodi, degli stimoli coerenti (tutti nello stesso istante e
tutti in fase tra loro). Dunque, essendo le cellule (tutte), contemporaneamente sottoposte al medesimo stimolo depolarizzante il cui insieme coerente,
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ne consegue che gli effetti terapeutici sono ubiquitari, sincroni e imponenti, soprattutto se l'area depolarizzata la maggiore possibile.
In quest'ultimo caso esiste un notevole effetto immunomodulante, applicabile in molti stati patologici gravi (cancro, malattie autoimmuni, setticemie,
malattie degenerative) in quanto gli stimoli elettrici a bassa frequenza (fino a 5 kHZ) seguono prevalentemente lo spazio interstiziale.
Tutti gli impulsi elettrici o magnetici che vengono somministrati, agiscono sul piano terapeutico (non se ne perde uno) mentre l'azione biochimica dei
farmaci, dipendendo dalla probabilit statistica di interagire con i recettori, non in grado di produrre fenomeni biochimici coerenti (tutti in fase tra loro);
inoltre, in ogni dose terapeutica, una parte consistente non svolge nessuna azione utile.
Dunque, la farmacodinamica delle elettroterapie pulsate in regime di microcorrenti, non si pu in alcun modo paragonare alla farmacodinamica
farmacologica.
Quanto detto, introduce alla interpretazione quantistica dello stimolo elettroterapico monopolare, soprattutto se quest'ultimo rimane nell'ambito di
intensit delle microcorrenti; vale a dire a decrescere, partendo da circa 30A per centimetro quadrato.
Un valido motivo che consente di comprendere l'azione delle alte tensioni sia monopolari che bipolari, il fatto elementare che un'alta tensione (decine di
chilovolt) necessariamente concorde con una corrente molto bassa o addirittura esigua, che pu anche essere uguale o inferiore al singolo microampere
per centimetro quadrato dove l'elevato potenziale, essendo comunque associato ad un intenso campo elettrico, garantisce l'azione terapeutica in tutti i
distretti e/o volumi corporei.
Esiste anche l'applicazione tramite manipolo che in grado di concentrare il campo in un'area ristretta, molto utile nelle patologie infiammatorie locali.
L'ampiezza della depolarizzazione non deve superare i 5mv qualora la durata ON dell'impulso sia superiore al millisecondo.
Qualora si superasse questo limite di sicurezza, comparirebbero degli effetti eccitomotori a livello muscolare, il cui ulteriore incremento potrebbe
disturbare il pacemaker cardiaco (del seno atriale); in ogni caso, gli effetti terapeutici generali non vengono compromessi.
La depolarizzazzione endocellulare pu raddoppiare (10mv - 12mv) qualora gli stimoli monopolari (elettrici e magnetici) restino ampiamente sotto al
millisecondo.
Si sperimentalmente constatato che, all'aumentare del vettore B di induzione, mantenendo costante la durata dell'impulso a 100 microsecondi, si
conserva inalterata l'efficacia terapeutica priva di effetti collaterali, se la frequenza non supera i 10 Hz.
A partire da 15 a 20 Hz ed oltre, compare imponente, il fenomeno dell'evocazione del dolore (vedi articoli relativi dell'Autore) e, all'aumento lineare della
frequenza, si osserva un incremento notevole del tono muscolare comunque doloroso, fino alla dolorosissima subtetania (simile ad una contrazione
isotonica volontaria) e tetania muscolare (soggettivamente del tutto incontrollabile e del tutto simile ad un crampo muscolare) la cui facilitazione una
predisposizione individuale. Si deve osservare che, l' individuo perfettamente sano, dotato di livelli di sopportabilit altissimi soprattutto perch i
tessuti sani, rispetto a quelli malati, resistono maggiormente alla depolarizzazione.
All'inizio della elettroterapia degli stati infiammatori acuti o cronici, utilizzando il campo statico o monopolare pulsato con durata dell'impulso superiore
a 100 s o con frequenza maggiore di 10 Hz, la depolarizzazione scatena acuti o acutissimi dolori che, col passare del tempo e nel prosieguo della terapia,
decrescono e si localizzano in distretti con area sempre pi piccola.
il fenomeno noto come evocazione del dolore che una allucinosi priva di significati patologici o di aggravamento.

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Nel caso per ora unico della leucemia, il campo statico evoca dolori fissi, ma diffusi in tutto il corpo e di tale intensit che i malati rifuggono dal
continuare la terapia. il caso in cui il dolore da utile diventa dannoso. Purtroppo, ad oggi (febbraio 2015) i casi trattati sono stati solo tre, di cui uno
aveva ricusato i farmaci e due avevano praticato tutte le terapie ufficiali. Tutti erano anergici e in grave e progressivo dimagramento.
L'Autore, non avendo seguito personalmente i suddetti casi, non a conoscenza di altri dati essenziali. Due sono deceduti per il progredire della malattia,
mentre il terzo, dopo avere superato non senza difficolt il periodo di evocazione del dolore, aumentato notevolmente di peso ed molto migliorato ma,
per ironia della sorte, deceduto a causa di un incidente stradale. Tutti avevano usato il P yro-Energen II per alcune ore al giorno.
Qualora i campi elettrici o magnetici sono somministrati in modalit impulsiva, con grande intensit (uno o pi Tesla) in tempi brevissimi
(microsecondi) e a bassa frequenza (alcuni Hz) oppure in burst ad alta frequenza (da alcune centinaia di KHz ad alcuni MHz) ma di durata non
superiore ai 200 microsecondi e alla frequenza di circa 800Hz, dopo soli venti minuti di applicazione, si verificano effetti che appaiono antalgici
ma in realt sono gi profondamente terapeutici. Attualmente, nel mondo, esistono ben poche macchine che rispondono a queste specifiche.
Anche nel caso del campo magnetico, resta valido quanto detto sopra ma, nel medesimo campo magnetico, non si osservano differenze biofisiche
tra la polarit Nord e quella Sud e, al contempo, sono molto limitati gli effetti biologici dei campi magnetici statici.
Per contro, sono imponenti gli effetti biologici dei campi magnetici impulsivi con elevata di/dt, soprattutto se associati ad un intenso vettore B di
induzione, da 1 fino al massimo di 3 Tesla. Il vettore H del campo magnetico, per ora, del tutto trascurabile.
Esiste una macchina elettromagnetica che genera impulsi brevissimi della intensit di 20 Tesla che viene usata in campo cosmetico.
Nel caso particolare del campo elettrico, ambedue gli stimoli concordi (la forma monopolare dello stimolo e la natura negativa del campo elettrico)
sono causa della notevole depolarizzazione endocellulare del gradiente degli shunt resistivo-capacitivi in forma di onda coerente di
depolarizzazione che, dalla pelle, si propaga verso l'interno delle strutture anatomiche isotrope, in cui prevedibile il decremento autonomo comunque
locale (nel dominio del tempo oltre la durata dello stimolo depolarizzante) del potenziale endocellulare (a carattere fluttuante: qui di pi, l di meno),
essendo la sequenza della sola componente capacitiva dei minimi circuiti biologici, a partire dalla superficie corporea, : parallelo-serie-parallelo.
L'impatto terapeutico degli stimoli depolarizzanti esordisce allo scadere di particolari costanti di tempo associati alla formazione dell'indotto biologico
che dipendono dai tessuti in cui alberga la malattia, dal loro volume e dalla minore o maggiore cronicit della patologia in atto.
Dette costanti di tempo normalmente sono dell'ordine dei minuti (da 10 fino a circa 45) ma, nei casi gravi, possono protrarsi anche per ore o giorni.
L' azione terapeutica, essendo di natura quantistica, si verifica essenzialmente solo in funzione del tempo.
Dunque, mai dire: Mai! -Vale a dire che esiste sempre la probabilit quantistica che gli stimoli biofisici coerenti producano un' azione terapeutica e
quest' ultima non mai sintomatica.
Sono convergenti tutte le elettroterapie la cui efficacia si basa sulle microcorrenti e tutte sono eminentemente causali, perci non esiste soluzione
di continuo tra le diverse modalit terapeutiche, per cui una concorre a spiegare l' altra oppure una pu contenere l' altra.
Quanto detto, consente di operare contemporaneamente con due o pi modalit terapeutiche. Vedi dell'Autore: Le configurazioni elettroniche delle
magnetoterapie, in cui si presenta il caso del solenoide con shunt capacitivo e con un terminale appeso che, se in risonanza, genera in successione
un campo magnetico e uno elettrico. Vedi le immagini sottostanti.

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Un'ultima considerazione sperimentale: il corpo umano si carica sempre di elettricit se:


1. elettricamente isolato dall' ambiente circostante
2. Se viene sottoposto ad impulsi monopolari ad alta tensione e a bassa frequenza (alcuni Hz con t(on) 300 s)
3. Se aumenta la frequenza (50 Hz e oltre)
4. Se aumenta il duty cycle al 50%
5. Se il medesimo corpo umano viene sottoposto al solo campo elettrico statico ad alta tensione (2000 20000 V ed oltre).

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Attrazione della carica elettrostatica su due piccoli pezzi di carta


Procedendo oltre, le possibili dimostrazioni biofisiche slittano inesorabilmente verso la dimensione quantistica, mano a mano che si considerano tratti
sempre pi piccoli di linee di flusso del campo elettrostatico.

Si pu affermare che, sul piano scientifico, anche se in forma empirica, Mariano Orrico chiude il cerchio degli argomenti della ricerca scientifica di base
inerenti l'interazione dei campi elettrici e i tessuti viventi; e, sempre col senno di poi, consente di dimostrare che il funzionamento elettrico delle strutture
viventi soprattutto il prodotto di azioni elettriche in campo statico (da tempo definite dai medici: galvaniche) anche variamente fluttuanti e, al limite,
con forme d' onda rapide, differenziali comunque di tipo monopolare o bipolare, ma sempre fortemente asimmetriche.
Il successivo salto scientifico, al contempo tecnologico, si originer dai progressi nello studio degli effetti terapeutici, paragonati con quelli ottenibili con i
campi magnetici soprattutto monopolari, ma anche bipolari che miglioreranno le nozioni dell'idoneit terapeutica delle diverse modalit operative.
Il Super Marco stato soprattutto studiato per svolgere anche quest'ultimo scopo.

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CONFIGURAZIONI CON CUI SI EFFETTUA L' ELETTROTERAPIA BIPOLARE PULSATA


A BASSA FREQUENZA CON BURST AD ALTA FREQUENZA E AD ALTA TENSIONE

Il campo elettrico statico risultato meno efficiente di quello pulsato, vale a dire che il campo puramente statico richiede pi tempo per ottenere i medesimi
effetti terapeutici, ottenibili con le altre configurazioni elettriche in campo pulsato, per cui si propone la seguente configurazione che ha dato risultati
complessivamente migliori rispetto al solo campo statico.
L'interfaccia biofisica costituita da due elettrodi in lamiera zincata opportunamente isolata e si rimanda al precedente capitolo relativo alla loro costruzione.
Non bisogna in alcun modo sottovalutare l'isolamento di detti elettrodi, che deve essere effettuato con ogni attenzione senza temere di esagerare nell'isolamento
elettrico.
Il seguente schema, descrive la connessione dell'interfaccia biofisica al Super Marco, nel caso si desideri provare le funzioni terapeutiche del campo elettrico
pulsato bipolare ad alta tensione e a bassa frequenza.

1. L'alta tensione (da circa 17000 a circa 23000 volt) quella che proviene dal cono centrale della bobina in bagno d'olio per auto.
2. La suddetta alta tensione viene erogata in rapidi impulsi a bassa frequenza (da 10 a circa 20 Hz) che si veicola in una catenaria di diodi per alta tensione (da
32 a 50) al fine di ottenere una tensione totale inversa sufficientemente alta da impedire la scarica del condensatore sulla bobina.
3. L'alta tensione si preleva con uno spezzone di apposito cavo siliconico per alta tensione in cui si applica, dalla parte che si inserisce nel collo della bobina,
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un apposito contatto a molla eventualmente autocostruibile.
4. L'altro capo del cavo siliconico si collega alla suddetta catenaria di diodi che viene isolata elettricamente, introducendola in un tubo di plastica che, a sua
volta, viene inserito in un secondo tubo di polietilene al fine di ottenere un eccellente isolamento elettrico.
5. Durante il cablaggio si curer di non avere contatti elettrici a vista, tutto deve essere isolato in modo eccellente con la colla a caldo.
6. L'interfaccia biofisica costituita di due elettrodi, uno si carica di elettricit positiva e l'altro di elettricit negativa (vedi schema) che costituiscono un
condensatore in cui parte del dielettrico la persona umana o l'animale che si pone a contatto con le due armature.
7. Qualora si possieda una sonda per alta tensione da 40.000 volt, utilizzabile con multimetro digitale con impedenza di 10 megaohm si pu misurare la
tensione che si trova ai capi dell'interfaccia biofisica. In questo caso, prima di accendere il Super Marco, sovrapporre l'elettrodo positivo con quello
negativo. La regolazione dello spark gap determina tre modalit di funzionamento.

MODALIT DI FUNZIONAMENTO IN CAMPO PULSATO


A BASSA FREQUENZA E AD ALTA TENSIONE

8. La P rima modalit si verifica quando la distanza esplosiva dello spark gap molto grande (superiore a 15 mm). In questo caso il funzionamento della
macchina sempre pulsato, ma l' interfaccia biofisica (condensatore) non si scarica mai del tutto. L'utente avverte una lieve pulsazione in particolare nei
piedi o nella schiena. Questo modo di operare va bene, comunque la frequenza ottimale quella minima, vale a dire di alcuni Hz. (7 - 10 Hz) al fine di
avvertire la pulsazione. Se si effettua a frequenza maggiore il paziente non avverte nulla. Quest'ultima configurazione identica all'utilizzo della piastra
Bior di Mariano Orrico.

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La configurazione al punto 8 migliora l'equivalente metodo antico denominato: elettrificazione semplice o isolamento statico o bagno elettrico
che si otteneva con le grandi macchine elettrostatiche, isolando totalmente il paziente. Tutti i disegni sono tratti da:
P ractical Electro-Therapeutics and X-Ray Therapy di J .M. Martin M.D. - 1912
Internet Archive - Open Knowledge Commons and Harvard Medical School

MODALIT DI FUNZIONAMENTO IN CAMPO PULSATO A BASSA FREQUENZA


CON L' ABBINAMENTO DI BURST SMORZATI AD ALTA FREQUENZA E AD ALTA TENSIONE

9. La Seconda modalit quella in cui la distanza esplosiva dello spark gap minore di 15 mm. La scarica del condensatore si effettua con un ritmo
frequente e quasi musicale. All'inizio della terapia determinato dall'impedenza elevata del corpo umano per cui la macchina sembra scoppiettare
frequentemente, mentre alla fine dell'ora sembra acquietarsi. L'utente avverte una pulsazione pi energica in particolare nei piedi.

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La configurazione al punto 9 migliora l'equivalente metodo antico denominato onda di Morton.


Ogni scarica dello spark gap A-B genera un'onda smorzata ad alta frequenza la cui successione dipende da quanto chiuso detto spark gap.
In questa configurazione il paziente si scaricava direttamente sul polo negativo del generatore elettrostatico, in cui, l'inviluppo dell'onda smorzata ad alta
frequenza ha una curva (alfa) di smorzamento di breve durata

MODALIT DI FUNZIONAMENTO IN CAMPO PULSATO A BASSA FREQUENZA


DI BURST SMORZATI SEQUENZIALI AD ALTA TENSIONE E AD ALTA FREQUENZA

10. La Terza modalit si verifica quando lo spark gap molto chiuso (10 mm o meno). In questo caso la scarica si verifica ad ogni impulso di alta tensione.
Sono da preferire i primi due metodi.

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La configurazione al punto 10 migliora l'equivalente metodo antico con cui si scaricava indirettamente il paziente mediante lo spark gap R-S.
Questa configurazione simile a quella precedente (punto 9). La durata dell'inviluppo dell'onda smorzata dipendeva dalla resistenza ohmica in serie al paziente
sommata alla resistenza di terra presente tra i conduttori d e C.
Il paziente era sottoposto ad un treno quasi continuo di onde smorzate ad alta frequenza con effetto terapeutico minore rispetto all'onda di Morton
in cui, l'inviluppo dell'onda smorzata ad alta frequenza ha una curva (alfa) di smorzamento di lunga durata

11. La modalit pulsata determina il funzionamento depolarizzante della macchina che sembra accentuarsi nella seconda modalit operativa, in particolare
nei diabetici ma, di fatto, l'azione ipoglicemizzante si verifica in ogni caso.
12. Come gi suggerito, lo spark gap si pu costruire con due viti autofilettanti d'acciaio poste in un contenitore opportunamente isolato (vedi sopra).

CONFIGURAZIONE CON CUI SI EFFETTUA L' ELETTROTERAPIA MONOPOLARE PULSATA


AD ALTA TENSIONE E A BASSA FREQUENZA
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INDISPENSABILE CHE IL SUP ER MARCO SIA ELETTRICAMENTE CONFIGURATO SECONDO LO SCHEMA PRECEDENTE

Qualora si desideri fruire di un'azione terapeutica pi lenta del campo elettrico comunque pulsato, si deve ricorrere all'esposizione sempre ravvicinata di un
singolo polo elettrico, ponendo quello che non interessa, positivo o negativo che sia, lontano dal corpo.
La distanza dal corpo della persona dell'elettrodo di cui non si vogliono gli effetti, pu variare da alcuni centimetri fino a cinquanta centimetri.

COME SI EFFETTUA LA TERAPIA IN CAMPO ELETTRICO PULSATO

Le seguenti istruzioni sono sempre valide, qualunque sia la configurazione in campo elettrico del SUPER MARCO

Tenendo presente che il corpo umano, posto in un campo elettrico, sia esso bipolare o monopolare, si carica di elettricit statica.
necessario che il corpo umano o l'animale mantenga detta carica elettrica per tutta la durata della terapia che normalmente di un'ora per cui il corpo umano
durante la terapia, deve essere mantenuto elettricamente isolato dall'ambiente circostante.
Quando il corpo umano carico di elettricit viene a contatto con un altro corpo animato o inanimato comunque conduttore, se quest'ultimo si trova a diverso
potenziale elettrico, il corpo umano gli cede o assume una quantit di carica elettrica di segno opposto, tendendo, qualora sia possibile, giungere alla condizione
di campo equipotenziale. Lo spostamento delle cariche elettriche comunque violento, pu essere inavvertibile o decisamente avvertibile al punto di essere
localmente doloroso.
Dunque, indispensabile usare una sedia isolante di plastica e non di legno in quanto quest'ultimo un isolante scadente. I piedi devono sempre appoggiare su
una superficie ampia certamente isolante (polietilene, melamina, PVC, teflon, vetro o materiali isolanti similari). Ci si deve togliere le scarpe, mentre le calze si
possono tenere.

Come praticare il total body: posizonare l'elettrodo positivo sull'isolante posto in terra e porvi sopra i piedi o nudi o con le calze.
Posizionare l'elettrodo negativo dietro la schiena alzando l'elettrodo in modo che su quest'ultimo vi sia la proiezione geometrica della testa.

Come concentrare il campo elettrico sul tronco del corpo umano: mantenere l'elettrodo negativo a contatto con la schiena e i piedi isolati dal pavimento,
quindi tenere con le mani l'elettrodo positivo appoggiato al ventre.
Come aumentare l' azione del campo elettrico su una gamba: isolare maggiormente l'altra gamba, ponendo sotto la pianta dell'altro piede una rivista o
un giornale quotidiano asciutto e ripiegato.
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Come aumentare l' azione del campo elettrico sulle mani: mettere le mani sulle ginocchia e tenerle in posizione per tutta la durata della terapia,
mantenendo i piedi sopra l'isolante sottostante.
Come praticare l' elettroterapia ai piccoli animali (cani e gatti): nel 1800 e agli inizi del 1900, con le grandi macchine elettrostatiche, si faceva anche la
terapia di gruppo, ad esempio la mamma con i figli piccoli, tutti salivano sul medesimo banchetto isolato, cos possibile tenere in braccio il cane o il gatto
che dovranno rimanere tranquilli per tutto il tempo della terapia che di solito di un'ora.

Gli elettrodi non vanno mai piegati in particolare quello grande dorsale. P er evitare la flessione appoggiare l' elettrodo su un asse di legno.

Come fare l' elettroterapia stando supini: isolare tutto il letto con due o tre strati di polietilene spesso per serre. Isolare anche l'eventuale testata
specialmente se di metallo. Sopra al polietilene posizionare un asse di legno sul quale mettere l'elettrodo grande. Posizionare quello positivo sul ventre o
sotto i polpacci.

Al termine della terapia si spegne la macchina e si attende qualche secondo prima di appoggiare i piedi per terra.

ELETTROTERAPIA PULSATA
AD ALTA TENSIONE E AD ALTA FREQUENZA

La spirale posteriore schematizza ulteriormente la


Bobine d' emission dello schema accanto che
rappresenta il sistema risuonatore di Oudin.

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A sinistra, schema elettrico di apparecchio terapeutico risonante ad alta frequenza con manipolo applicato sulla regione pubica. Questo schema, con l'aumentare
della potenza erogata, antesignano delle macchine per ipertermia locale tipo Tecar-terapia (vedi oltre).
Al centro e a destra, schema completo configurato per la terapia total body che, in passato, veniva chiamata autocondensazione, dato che una armatura del
condensatore costituita dalla medesima persona che era direttamente collegata alla bobina d'emissione mediante due contatti a manipolo fissati su uno o
ambedue i braccioli del letto (couchette). Quest'ultima modalit terapeutica, per l'intrinseca praticit ed efficienza, era molto usata.
L'ideatore del suddetto metodo elettroterapico stato il grande Arsne d'Arsonval con l'aiuto di George Lakhovsky. Esiste una fotografia che celebra
l'inaugurazione del primo letto per autocondensazione da parte di d'Arsonval e, sempre in primo piano, si riconosce Lakhovsky visibilmente molto soddisfatto.

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.....

Nella dagherrotipia di sinistra, si osserva un risuonatore Oudin in funzione (in risonanza) che in Francia e in America ebbe un grande successo commerciale, in
cui si descrive una effluvio-terapia (molto evidente) del ginocchio destro. A destra riprodotto il rispettivo schema elettrico del medesimo risuonatore di Oudin.
Il lettore osservi la stretta analogia con lo schema soprastante che ritroviamo intatta nelle macchine lakhovskyane (risonanza in serie), mentre, in quelle tesliane si
svilupparono i principi teorici della risonanza i parallelo. Il sistema Oudin era preferito, essendo un connubio tra amplificatore in risonanza e amplificatore in
tensione multispira perch dotato di autotrasformatore, in cui solo la bobina primaria funzionava in risonanza, ma con la quale si poteva innescare la risonanza
propria della bobina non accordabile. In pratica, la bobina autotrasformatrice, qualora entrasse in risonanza propria, funzionerebbe come un Magnifier, secondo
la nomenclatura tesliana. Nella soprastante riproduzione, a destra, il fatto che il secondario del sistema Oudin venisse usato solo come un autotrasformatore,
dimostrato dalla presenza del manipolo (a forma di razzo) che, a sua volta, in realt un prolungamento dell'avvolgimento pi grande (autotrasformatore).
Se il sistema suddetto risuonasse veramente, si produrrebbero delle formidabili scariche in aria di oltre un metro di lunghezza !.

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Uno spark gap singolo, genera oscillazioni aperiodiche il cui spettro di frequenza illustrato nella figura a sinistra. La banda di frequenza fondamentale copre la
fine delle onde medie e, soprattutto, l'inizio delle onde corte. Uno spark gap multiplo, ad esempio con quattro gap, produce una scarica pi breve che
maggiormente idonea per attivare la risonanza propria di una bobina o quella di un circuito oscillante serie o parallelo, producendo un'onda smorzata anche di
eccellente qualit.
Il diagramma di destra rappresenta il minimo comportamento di una scarica elettrica in aria. Il tratto EF a resistenza negativa ed la principale origine delle
oscillazioni prodotte dagli spark gap classici. Il tratto IJ (in rosso) la resistenza negativa degli spark gap ad arco a scarica continua, come quello di Poulsen
che era modulabile con la voce. Con tale sistema, prima dell'avvento delle valvole, si riusciva a trasmettere in modulazione di ampiezza, ma si richiedeva una
corrente continua di circa 20 A e di una voce particolarmente chiara e forte.

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Lo schema soprastante quello della neo-diatermia di Drapier. interessantissimo, pur nella sua grande semplicit poliedrico e soprattutto completo sul
piano terapeutico.
Lo schema include alcune delle principali norme di sicurezza attualmente vigenti; infatti, l'isolamento del paziente rispetto alla rete elettrica di molte migliaia
di volt, soprattutto nella configurazione diatermia e scintillazione che sono quelle pi critiche. Nei primi anni del Novecento si usava molto la diatermia resistiva
che era la forma di terapia pi pericolosa. Anche nel caso della effluviazione (rsonateur) si garantiva un buon livello di sicurezza, in quanto quest'ultima
veniva sempre effettuata senza contatto fisico con la parte anatomica da trattare.
L'apparecchio, configurato in diatermia, risuonava a circa 500 kHz esattamente come le attuali Tecar-terapie e aveva un utilissimo controllo della corrente
assorbita dal paziente (milliamperometro termico) che, attualmente, totalmente scomparso, a volte sostituito da un discutibile wattmetro. L'apparecchio era
fabbricato in Francia per cui si osserva l'inevitabile impiego del circuito risuonatore di Oudin che disponeva di un accoppiamento induttivo a variometro nella
forma di libro con la self mobile apribile fino a 90 gradi e dotata di forte isolamento elettrico. Detto avvolgimento mobile, era costituito di poche spire di filo di
grande sezione che induceva il suo campo magnetico nella bobina fissa e risonante in configurazione serie (non indicata come tale nello schema) a sua volta
costituita di molte spire sottili. La potenza erogata era stabile e si regolava con dolcezza con amplissimo grado di libert, che si effettuava nel modo seguente;
posto il coltello del deviatore in diatermia, si sceglieva una posizione del commutatore dell'auto-trasformatore in ingresso, che regolava automaticamente la
velocit dello spark gap rotante a quattro poli. Quando era prevista la scintillazione, si premeva un interruttore a pedale per il tempo necessario, altrimenti si
chiudeva il coltello A, cos facendo, in ambedue i casi si alimentava la macchina. Successivamente, dopo avere posizionato gli elettrodi sul paziente, si chiudeva
lentamente la self mobile a libro e, con molta gradualit, si raggiungeva il valore di corrente necessario per la terapia. Quando il diametro della self mobile era
parallelo al diametro della bobina fissa, era massimo l'accoppiamento induttivo, quindi era anche massima la potenza erogata. I dettagli costruttivi e ogni sorta di
fotografie, sono qui: http://www.electrotherapymuseum.com
Questa macchina che sembrerebbe perfetta, durante il funzionamento emetteva un forte rumore e spandeva ovunque disturbi radio di notevole ampiezza.

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CONFIGURAZIONE DEL SUPER MARCO


IDONEA PER EFFETTUARE
LA TERAPIA PULSATA AD ALTA TENSIONE E AD ALTA FREQUENZA

In questo caso lo spark gap principale in serie all' interfaccia biofisica, vale a dire, in serie agli elettrodi
entro i quali risiede il paziente che deve essere sempre isolato dall'ambiente circostante.

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Quest'ultima configurazione migliora l'equivalente metodo antico mediante il quale si facevano attraversare nel paziente M treni di onde smorzate
ad alta frequenza, utilizzando la scarica elettrica (scintillazione) ottenuta con uno spark gap estemporaneo E che era tenuto in mano dall'operatore.
La suddetta configurazione simile all' onda di Morton. Il paziente M veniva attraversato da treni smorzati di onde elettromagnetiche ad alta frequenza,
per cui era del tutto indifferente che la scintillazione si verificasse dal polo negativo o verso il polo positivo.
La massima interazione biologica del campo elettromagnetico pulsato era nell'area del corpo del paziente in cui era visibile la scarica elettrica;
quest'ultima metodica aveva numerose applicazioni in ambito dermatologico.

Senza r icor r er e a schemi elettr ici complessi e sopr attutto senza per der e inutilmente del tempo
possibile far e l' esper ienza ter apeutica dell' azione dei campi elettr ici pulsati ad alta tensione e ad alta fr equenza.

L'Autore (Marco Montanari), validamente coadiuvato dai suoi collaboratori, ha compreso che quest'ultima configurazione quella maggiormente attiva in
ambito temporale. Senza togliere nulla alle altre configurazioni che risultano ugualmente terapeutiche, quest'ultima possiede qualche marcia in pi; infatti,
essa consente di avere contemporaneamente tre diversi elementi tutti terapeutici:

1. La pulsazione

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2. L' alta frequenza
3. L' alta tensione

Con la suddetta configurazione si ottiene il loro insieme contemporaneo che certamente la causa dell'ottimo rendimento in ambito terapeutico.
Nello schema elettrico non si indicata la polarit degli elettrodi, in quanto la macchina lavora in alta frequenza.
Nel futuro, quando saranno molti i casi trattati, si potr comprendere meglio l'idoneit terapeutica delle diverse configurazioni elettriche.
La pulsazione e l'alta tensione sono progettualmente insiti nel SUPER MARCO, mentre l'alta frequenza si ottiene mediante uno spark gap in cui gli
elettrodi sono in tungsteno al fine di ridurre al minimo il loro consumo. Nulla vieta di usare elettrodi di acciaio.

Il circuito di una semplicit disarmante e non da meno la fotografia dello spark gap con gli elettrodi in tungsteno che poi il cuore del sistema.

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Poco pi sopra, un eloquente diagramma, mostra chiaramente lo spettro di emissione di uno spark gap che risulta centrato tra la fine delle onde medie e l'inizio
delle onde corte. Si tratta di una banda dello spettro elettromagnetico da tempo nota per la rimarchevole azione in campo terapeutico.
Oltre cento anni fa, detto spettro, si utilizzava nella diatermia, nelle macchine elettriche usate in chirurgia, nella produzione dei raggi X, nei generatori di alta
tensione tipo Tesla e, non da ultimo, negli ingiustamente denigrati Violet ray.

Lo spark gap in questione tutto prodotto in casa, utilizzando un supporto isolante che, nella fattispecie, un pezzo di contenitore tagliato alla bisogna e
riempito con resina poliestere. Nulla vieta di farlo con altro materiale certamente idoneo allo scopo ad esempio, il plexiglass.
Due piccoli angolari metallici forati in origine di 25 x 25 mm sono stati adattati per il suddetto supporto isolante e fissati mediante due viti autofilettanti.
Dato che il foro per le viti autofilettanti stato fatto troppo largo, l'errore stato del tutto eliminato con l'impiego della colla strutturale.
Con un disco del Dremel, appositamente previsto per il taglio dei metalli, si tolto un pezzo a V della sommit degli angolari, sui quali stata incastrata la parte
metallica di un mammut successivamente saldato a stagno. Col medesimo disco del Dremel si tagliato uno spezzone di tungsteno del diametro di 3,2 mm
ricavato da un elettrodo con banda rossa per TIG (il tipo pi resistente all'usura) la lunghezza non per nulla importante, invece importante il fatto che la
distanza esplosiva sia regolata a 8 o 9 mm, fissando gli elettrodi di tungsteno con le viti dei mammut.
Il tungsteno si pu anche spezzare, colpendo con un deciso colpo di martello il tratto libero che fuoriesce dalla morsa con cui si fa prigioniero l'altro segmento
della medesima barretta di tungsteno. Nulla vieta di usare un elettrodo in tungsteno di minore diametro.
Il foro rimasto libero di ogni angolare metallico stato usato per infilarvi un breve spezzone di filo di ottone da 0,6 mm che svolge la funzione di capocorda per
l'ingresso e l'uscita dell'alta tensione ottenuta mediante apposito cavo siliconico.

Il secondo spark gap (vedi fotografia seguente) ha lo scopo di creare una via di fuga guidata all'alta tensione prodotta dalla bobina, per cui, dovendo funzionare
solo occasionalmente, la sua distanza esplosiva sar molto maggiore di 9 mm, ad esempio 20 o 27 mm vanno bene. Quest'ultimo spark gap sar fatto con
le viti autofilettanti in acciaio, utilizzando uno dei metodi descritti in questo testo.

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Lo spark gap di sicurezza della fotografia ha una distanza esplosiva di 25 mm.

Preparazione dello spark gap: composto di tubo di polietilene lungo 85 mm con diametro interno di 10 mm. In testa alle due viti autofilettanti lunghe 23
mm (compresa la testa) la cui parte filettata di diametro 5,3 mm, stata saldata una normalissima treccia di rame isolata di 1,5 mm e lunga circa 20 cm. La
parte filettata delle suddette viti si introduce in un tubo di polietilene lungo 20 mm con diametro interno di 6 mm che, con poca colla a caldo, si blocca contro la
testa della vite. In questo modo l'asse di ambedue le viti risulta coassiale col tubo grande di polietilene.
Assemblaggio dello spark gap: inserire a forza una vite dentro al tubo di polietilene per 12 o 13 mm, poi riempire di colla a caldo la cavit esterna; quindi, con
un calibro, a partire dalla punta della vite, misurare la distanza esplosiva che si intende utilizzare. Segnare sul tubo detta distanza. Successivamente, inserire a
forza la seconda vite in modo di far coincidere la punta di quest'ultima col riferimento segnato in precedenza. Per ultimo riempire di colla a caldo la seconda
cavit esterna.

La macchina, quando in funzione, va tenuta lontano dai computer , mentr e non nuoce ai telefonini.

Per l'uso seguire attentamente le istruzioni: COME SI EFFETTUA LA TERAPIA IN CAMPO ELETTRICO PULSATO, rammentando che quest'ultima

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configurazione non consente in alcun modo l' uso monopolare degli elettrodi, per cui ambedue gli elettrodi dovranno essere SEMPRE a contatto col
corpo della persona; inoltre, La persona dovr essere perfettamente isolata da tutto ci che la circonda.

EF FETTI SOGGETTIVI ED OGGETTIVI DEI CAMP I ELETTRICI E MAGNETICI

Diversamente dalla configurazione in campo statico e quella in campo elettrico pulsato, quest'ultima configurazione a volte aumenta i disturbi dell'utente
oppure manifesta quelli silenti che regolarmente spariscono con le successive applicazioni. del tutto ignota la causa di quest'ultima fenomenologia,
soprattutto nel fatto che solo alcuni individui accusano un transitorio aggravamento.
Un altro fenomeno soggettivo che appena avvertibile, la sensazione del fluire di debolissima corrente elettrica lungo sottili linee interne sempre in
direzione distale. Quanto descritto associabile a fenomeni infiammatori locali, in particolare a carico del sistema circolatorio artero-venoso.

Molto pi comune la generale sensazione di benessere (alcuni riferiscono di sentirsi allegri) che si verifica dopo circa 45 o 50 minuti di terapia, sovente
associata ad un leggero intontimento che favorisce il sonno; fenomeno del tutto analogo all'effetto della iperossigenazione.
L' ebbrezza elettrica, prodotta anche dal campo elettrostatico negativo, da intensi campi magnetici pulsati a bassa frequenza e quelli anch' essi pulsati
ad alta frequenza e dalle correnti galvaniche di alcuni milliampere.
Si rammenta che il primo a sperimentare l'ebbrezza elettrica ed i fosfeni, fu proprio Arsne d'Arsonval nel 1880 mediante un intenso campo magnetico, mentre
Nicola Tesla scopr l'effetto autenticamente sonnifero delle alte frequenze.
Le suddette modalit di produzione dell'ebbrezza elettrica, sono tutte convergenti sul piano terapeutico; infatti, oltre a manifestare l'azione ipnoinducente,
dimostrano di essere potenti antidepressivi e, tra l'altro, sono in grado di modificare vantaggiosamente tutte le patologie degenerative del sistema
nervoso centrale e periferico.

Rispetto alle altre configurazioni, quest'ultima la meno rumorosa e, sempre rispetto alle altre configurazioni elettriche, genera un debole impatto sensoriale
che, in alcun modo, si deve sottovalutare.
Se si ha il coraggio, si provi a toccare qualcosa di metallico collegato a terra, come l'intelaiatura di una finestra o un termosifone. La scarica elettrica non
assolutamente pericolosa, ma la sensazione elettrica sul braccio sar difficile da dimenticare.

Nella fotografia seguente si vede lo spark gap principale montato. Si osservi il contenitore che, anche se di fortuna, impedisce sia gli effluvi elettrici che la
diffusione nella scatola del pulviscolo metallico conseguente all'usura degli elettrodi che, nella fattispecie, prevista ridottissima. A sinistra stato lasciato un
pertugio per far defluire l'ozono.

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L'energia della scarica prodotta dalla bobina di alta tensione non supera i 100 millesimi di Joule, ed sorprendente che una energia cos piccola in grado di
produrre grandi effetti terapeutici. Certamente il mondo delle microcorrenti molto vasto e imprevedibile.
Tutti gli apparecchi elettroterapici descritti in questo sito, se usati in osservanza delle solite esclusioni prettamente precauzionali (portatori di pace maker,
gravidanza, persone incapaci di stare ferme, persone che devono toccare tutto), non presentano effetti dannosi. Le correnti indotte sono dell' ordine di alcuni
microampere per centimetro quadrato (microcorrenti) per cui la cosa peggiore che potrebbe capitare solo l' assenza dell' azione terapeutica.

Bella realizzazione del Super Marco per elettroterapia pulsata ad alta tensione e ad alta frequenza, effettuata da Magi Patrizio

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Super Marco costruito da Claudio Benedetti Eccellente spark gap regolabile con elettrodi di tungsteno

CONTINUA

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