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L’agenda

europea 2018
per il commercio
internazionale
S
i è appena concluso un anno molto importante per la strategia commerciale europea. Nel
2017, la dimensione interna della politica commerciale si è aggiudicata il ruolo di protagonista.
Le istituzioni europee hanno infatti trovato un accordo su due progetti legislativi che
riformeranno gli strumenti di difesa commerciale.

Complice una scadenza in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), l’Ue ha approvato
una metodologia alternativa per il calcolo dei dazi anti-dumping. Essi sono l’ultimo argine per
salvaguardare lavoratori e imprese da pratiche sleali. Imponendo dei dazi, in grado di riportare i
prezzi dei beni importati a livello di mercato, gli strumenti di difesa commerciale correggono le
distorsioni di mercato causate dall’importazione di beni venduti a prezzi di dumping.

Rafforzata la regolamentazione interna, quest’anno l’Unione europea si concentrerà sulla


dimensione esterna: assicurare l’accesso dei nostri prodotti nei mercati più dinamici a livello
globale. Nei prossimi mesi verranno infatti varate partnership economiche con i più importanti
attori globali.

A livello parlamentare, il primo appuntamento riguarderà la ratifica dell’intesa commerciale con


Singapore. Il Paese sarà il primo nella regione ASEAN a regolare i flussi commerciali con l’Ue.
L’accordo, concluso nel 2014, ora in fase di revisione legale e traduzione, giungerà in Parlamento
per iniziare il processo di ratifica idealmente entro la primavera.

Seguirà, quindi, l’accordo con il Giappone, finalizzato prima della pausa natalizia. L’intesa,
attraverso l’applicazione di regole e condizione comuni, unirà due mercati responsabili di circa un
terzo del PIL mondiale. La fase di revisione legale e traduzione, se condotta velocemente, dovrebbe
permettere una ratifica entro il 2019, l’ultimo anno dell’attuale mandato parlamentare europeo.

Sempre nel 2018, dovrebbero vedere la luce l’accordo con il Mercosur, il mercato comune
dell’America Latina, e la modernizzazione dell’intesa con il Messico. Il primo è importantissimo
per le dimensioni - il Mercosur è un mercato da 280 milioni di persone - e per i legami storici che
uniscono l’Europa a questa ragione del Mondo. I negoziati con il Messico, che ci aspettavamo conclusi
per la fine dell’anno passato, potrebbero dar luogo a un’intesa nelle prossime settimane. Oltre che
per l’importanza del mercato messicano e la possibilità di promuovere nel Paese un modello di
sviluppo più sostenibile, l’accordo avrà una portata politica enorme. Dopo l’implementazione del
CETA, l’accordo con il Canada, ai muri simbolici e reali di Trump l’Europa risponderà ancora una
volta con l’apertura e la condivisione di regole più eque e sostenibili.

Ovviamente, ci dovremo anche occupare della Brexit. Infatti, dopo il raggiungimento di un accordo
preliminare su oneri finanziari, diritti dei cittadini e confine fra Irlanda e Irlanda del Nord, i negoziati
con il Regno Unito entreranno nel vivo per determinare le future relazioni fra Bruxelles e Londra. Per
noi sarà un compito inedito. La politica commerciale, tramite l’avvicinamento e l’armonizzazione
dei sistemi normativi, avvicina mercati, economie e persone. Per la prima volta ci troveremo a
discutere con un Paese completamente integrato che, progressivamente, si allontanerà dal nostro
sistema regolamentare. Il nostro compito sarà garantire che questo processo avvenga nel massimo
rispetto dei principi europei e nell’interesse di noi cittadini europei.

Infine, dopo l’esito deludente e scoraggiante dell’incontro ministeriale dell’Organizzazione


Mondiale del Commercio a Buenos Aires, speriamo che il 2018 regali un po’ di saggezza ai leader
delle potenze commerciali che ne hanno impedito il successo. L’OMC, l’unica organizzazione in grado
di imporre regole comuni realmente globali, è lo strumento più potente ed efficace per correggere
gli effetti collaterali della globalizzazione. Un suo rafforzamento, osteggiato dal bieco populismo
di Trump e dall’inaffidabilità dei cinesi, comporterebbe benefici per tutti, lavoratori e ambiente in
prima istanza.

Alessia Mosca
Parlamento Europeo

Bruxelles, 11 gennaio 2018

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