Vous êtes sur la page 1sur 393

Informazioni su questo libro

Si tratta della copia digitale di un libro che per generazioni è stato conservata negli scaffali di una biblioteca prima di essere digitalizzato da Google
nell’ambito del progetto volto a rendere disponibili online i libri di tutto il mondo.
Ha sopravvissuto abbastanza per non essere più protetto dai diritti di copyright e diventare di pubblico dominio. Un libro di pubblico dominio è
un libro che non è mai stato protetto dal copyright o i cui termini legali di copyright sono scaduti. La classificazione di un libro come di pubblico
dominio può variare da paese a paese. I libri di pubblico dominio sono l’anello di congiunzione con il passato, rappresentano un patrimonio storico,
culturale e di conoscenza spesso difficile da scoprire.
Commenti, note e altre annotazioni a margine presenti nel volume originale compariranno in questo file, come testimonianza del lungo viaggio
percorso dal libro, dall’editore originale alla biblioteca, per giungere fino a te.

Linee guide per l’utilizzo

Google è orgoglioso di essere il partner delle biblioteche per digitalizzare i materiali di pubblico dominio e renderli universalmente disponibili.
I libri di pubblico dominio appartengono al pubblico e noi ne siamo solamente i custodi. Tuttavia questo lavoro è oneroso, pertanto, per poter
continuare ad offrire questo servizio abbiamo preso alcune iniziative per impedire l’utilizzo illecito da parte di soggetti commerciali, compresa
l’imposizione di restrizioni sull’invio di query automatizzate.
Inoltre ti chiediamo di:

+ Non fare un uso commerciale di questi file Abbiamo concepito Google Ricerca Libri per l’uso da parte dei singoli utenti privati e ti chiediamo
di utilizzare questi file per uso personale e non a fini commerciali.
+ Non inviare query automatizzate Non inviare a Google query automatizzate di alcun tipo. Se stai effettuando delle ricerche nel campo della
traduzione automatica, del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) o in altri campi dove necessiti di utilizzare grandi quantità di testo, ti
invitiamo a contattarci. Incoraggiamo l’uso dei materiali di pubblico dominio per questi scopi e potremmo esserti di aiuto.
+ Conserva la filigrana La "filigrana" (watermark) di Google che compare in ciascun file è essenziale per informare gli utenti su questo progetto
e aiutarli a trovare materiali aggiuntivi tramite Google Ricerca Libri. Non rimuoverla.
+ Fanne un uso legale Indipendentemente dall’utilizzo che ne farai, ricordati che è tua responsabilità accertati di farne un uso legale. Non
dare per scontato che, poiché un libro è di pubblico dominio per gli utenti degli Stati Uniti, sia di pubblico dominio anche per gli utenti di
altri paesi. I criteri che stabiliscono se un libro è protetto da copyright variano da Paese a Paese e non possiamo offrire indicazioni se un
determinato uso del libro è consentito. Non dare per scontato che poiché un libro compare in Google Ricerca Libri ciò significhi che può
essere utilizzato in qualsiasi modo e in qualsiasi Paese del mondo. Le sanzioni per le violazioni del copyright possono essere molto severe.

Informazioni su Google Ricerca Libri

La missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. Google Ricerca Libri aiuta
i lettori a scoprire i libri di tutto il mondo e consente ad autori ed editori di raggiungere un pubblico più ampio. Puoi effettuare una ricerca sul Web
nell’intero testo di questo libro da http://books.google.com
a!
\U‘\\p
:Lx

CORNELL
UNIVERSITY
LIBRARY

LAURENCE AND JEANNE PUMPBLLY


ENDOWMENT
DG 975.L73u21 1967
como” U… ubr
"y
cronica di Livorno

Ulílffljffllíl íl ÌH [MH HÌH:mmm-mn


924 008 044 80
HISTORIAE
URBIUM ET REGIONUM
ITALIAE
RARIORES

LXI. 1.

Ristampa fotomeccanica
CRONICA DI LIVORNO
Opera

di Nicola Magri

VOLUME I.

FORNI EDITORE ~ BOLOGNA


(L //-l

0175
ma!
.15/07
w

*Auvuóùſi

40^ “7*’

/›l/,l/-,›
.--ì’J/jK—/B'

/é/~
STATO ANTICO , E MODERNO
OVVERO ORIGINE

DI LIVORNO
IN TOSCANA
Dalla ſua Fondazione fino all’ Anno MDCXXXXVI.
01^- DATO IN LUCE
DA NICCOLA MAGRI
FRATE ROMlTO AGOSTINIANO
Al. PRESENTE FORNITO
DA F. AGOSTINO SANTELLI
MAESTRO DEL MEDESIMO ORDINE
Di Apologetìche, Cronologíche, e Critiche Differtazioxxi. e Note,
e condotto fino all' Anno mnchxx.

TOMO I.
AL SENATO LIVORNESE
D E D 1c A T o.

[N 'FIR E N ZE MDCCLXIX.
Nella Stamperia di S. A. R. PER GAETALÎO CAMBlAGI.
Con Lit. dc" SMP.
3

ILLUSTRlSSlMI SIGNORI.

Cuſate , ONonANm PADRI, ſe tenue of


ferta è queſta, che io vi fo del primo
-- -- -- Libro dell’ lſtoria del voſtro per ogni
parte ragguardevole Livorno . Chi dona, ed offre ciò,
che può, dà ſicuramente tutto quello, che deve- Da.
ogni adulazione eſente queſta mia ſaçicaa voi conſacra,
onde non dubitiatc di dovcrvi arroſſu'c con vantarvi in
faccia il voſtro merito. Livorno, ſe non per neccllàría
A z con
4
condizione di naſcimento , almeno per libera inclina
zione di affetto , Cittade ancor mia, per avervi fatto
ſoggiorno più luſtri, fu ſempre oggetto luminoſo, e lì
gnificante del mio ſpirito,.e quello vi ripongo fotto lo
ſguardo, rendendovi così in parteivoſtri doni, altro far
non porendo, per ciò, che dalle mani voſtre ſoccorre
voli mi venne in ogni tempo, così rcſtando eſente dalla
taccia d’ingrato, da cui raramente vanno immuni buona
parte degli Uomini. Spero , che a diſpetto della nemica.
mia ſorte con animo generoſo, e magnanimo gradirete
adeſſo q-Îeſta (qualunque lîaſi) tenue offerta, da cui però
rilevere-e,`quanto io penlì per l'antico luſtro reſtituire,
e ſplendore accreſcere alla voſtra, e, dirò, ancor mia
Patria per quanto pon‘anno i miei dozzinali talenti, e
corte cognizioni. Non mi prendo cura d’e‘aminare, ſe
fia per eſſere tal fatica al Mondo accetta, perocchè a
voi ſoli, e non ad altri ella è diretta, lo che mi fa
f erare, che l’averete cara; e così avendo ottenuto la
fglice ſorte di rimoſtrarvi in qualche menoma parte la
mia gratitudine, di null’altro inquietandomi paſſo apro
teſtarmi in faccia di tutto un Mondo d’eſſere per turto
il corſo della vita ~
Delle Signoríe Voſtre llluflriflìme.

Umilif:. , Denti/1., Obligatiſ:. Scr”


F. Acosrmo SANTELLI Acosrmuno.
PREFAZIONE.
Criff} l' anno della jalutifera Incarnazione di Gesù C12" o
no/lro Salvatore 1643. un libretto fulla Origine di Livorno
Niccola Magri del mio Romitano [/lit/ito. e in Sacra Teo
logia Pro/effòre . nella Citta` , (1) e Convento di S. Cſo. di Livorno
dintorando, e ſotto l’anno 1647. lo fe’ pubblico colle jlampe di
Napoli all’ A. S. di Ferdinando II. dell’ inclita Famiglia de Me
dici Gran'Duca di Toſcana, la di cui memoria /arä ſempre in
benedizione. dedicando/o. Piccolo in vero , e wifi-moi] dono a sì
grand' Eroe improporzionato, ma, c/Je il grato animo, benchè, fra
le ”riga/lie di poche carte riſtretto. d’ un figlio d’ Ago/lino rac
chiudeva, e perciò con Regia Clemenza da Lui. che ebbe ſi’mpre
animo maggiore dell’ altrui pen/itmento , fu ricevuto , ed accolto,
coll occhio fico per/picace amorevolmente riguardando la fludmfit
almeno, fe non diligente, ed oculata fatica , nel ricercamento, ed
unione delle coſe a Livorno appartenenti qua , e là nel/e vela/le
carte e nelli Autori fpaojè , dalle quali altri averebbero dipoi ,
qual’ Ape indu/lrio/a, il meglio tolto .
Ma ſiccome viffè que/lo Scrittore in un Secolo. in cm’ la puli
tezza del dire , e dello ſcrivere, non avevano ancor ſiffizto quell’al
timo piè, che or, la Diomercë da per tutta l’ Europa s’ è veduto
[labile , e conſiſtente . ne giunti erano gli Stadioſi a quella ſopraffltta
erudita perfezione , a cui poſcia li ba condotti la indefefla vigi
lanza di tanti gloria/i Soggetti , cbe per tutte le Italiane Città
(laſciando da parte le altre fuori d’ Italia , che di tali luminari
prive non furono) fiorire per univerſale ammae/lramento ſi vid
dero (z). così non recherà ad alcun maraviglia , [è nel prima
uſci

(1) Fil:: V. di Am. e Reſcritti della Dogana di Livorno ſono nu—


mero 140. hb. dn Deliberazioni dl S. Gno. di Livorno ſzgnato di Lettera E.
iz) Vedi Vna di Lodov. -\m. Murata” del Prepoltofinn-Erancctro
Soli Muratori ſuo prore cdlz. dl Napoli del :738.
6 PREPAZlONB.
ufcire alla luce in Napoli que/Io ſho parto comparve adomlrato
da imperfezioni sì di non Toſcana fave/la da favole, e da arditi
trai/ati contaminata , sì di non giu/le fupputazioni di tempi, sì di
go/ji Anacroni/ini , ſivvero di graffi/cme , e puerili creda/in), e ri
dicoli racconti.
E *vic-più il moti-co di così pcnfare, e ragionare /i fa mag
giare, ſè [i con/idem , ove ebbe origine , e nafcintento il citato
Autore. Era egli nativo di Trapani Jpéiravov da Greci appellata
dalla ſìia curva ſituazione a gai/a di falce , o dalla falce iflcſſiz
ivi da Saturno gittata giu/la le favole de Gentili (l), Città ma
rittima della Trinacria , Sicania, a Sicilia (2) nella Valle di Maz
:am alle radici del Monte Erice . ove ſu di Venere il Tempio (3)da
Amilcare , e da’ Cartagine/i non impunemente ſpoglia” , come firi/fe
Eliano (4), ſimata: Iſhla al pre/Ente , ma che una volta era alla
terra ferma congiunta (5), e in ogni fica parte ragguardevole, e
piena fino da primi tempi del mondo , al dire del Simac/ano Teo
crito, di gloria (6). ma infelice altresì per le ſcorre-ric di Aga
reni , volgarmente Saraceni. Araba Gente, che dalla Città di Sa
ram il nome pre/e (7), i quali del 649. (8), indi del 668. (9),
poſcia dell’ 8:8.fi’condo il Muratori (10) , e Leandro .Al/;mi (1 1) ,
feguendo ciò , ci*: ſcriſſè Pandolfo Collenuccio ([2) , vinti , efiac
ciati i Greci ſè ne impadromrono ([3) , e fimo fette. e più fecali
da che col forte braccio di Roberto Gui/l'avvio , di Ruggiero Conte
di Sicilia colla Piſana Gente, e di altri Principi Normanni elle
m
(I) Ovidius z. Faſtorum. Virgilius z. Emid
(n Leonard. Axl-et. Cap. 1. 8c 2. Belli Punic. Strabo lib. 7. apud Far
nnh- hb. 3. 1Encxd.
(z) Pirms Sicil. Snc. m Eccleſ. Drcpancns.
(4) Elianus Lib. X. cap Ultimo.
(5) Str-bo lìb. 7. apud Famab. in Noris ad lib. 3. Emid
(6) Thcocrit Sirac.Vcrf dc Grec. in ha]. Iing- edit. Lut. Taur, [di]. x”.
(1) Simon Ockcy Hifi-Saturn. Beru bra-Hill. Eccl. Not. z. ad AP—
pendlccm Sac. Vll.
(8) BertiD-cv- Hnſt- Eccl Szc. VIII. pag. :77. edit. Piſ. x760.
(9) Annflnſ. B’lbliothec. m Vita S Martini.
ſxo) Muratori Anna]. lla]. ann. 8:8. ñ
(ll) Lund Mbem Deſcr. d’hal. pag. [66. S 2
(n) Cc-ìlcnucc. Hlfl. Neap. lib. z.
(~3) Muratori Anna]. In]. ann. 838.
PREFAZÎONL 7
in forte . [E ”on di vedere in tutto di/lrutta, abbattuta almeno in
parte sì permaofa razza . la quale però ci (Wiz-”ra la Cronica di
Napoli di Giovanni Rumoa detto Villani , o Villano della [lc-[ſa Città
”alma , e perciò dal ”rn/Ira Tofeano Villani, o per meglio dire dai
tre Villani diverſo, che del 788. flefò ove]? le ſua ale per tutto il
Mediterraneo , per l'iſola ad elfi; adiacenti , e per tutto quello , che
or 1 chiama Regno (1), e che ſi manhne/[e fino alla dix/atta di
Manfredi Re di Sicilia di quà , e di o; dal Faro . della Caſa di
Svevia, chiamato per la manutenzione de [addetti Saraceni ne ſhoi
Regni dal Re Carlo I. d' Angiò . il Soldano di Lueèra, dipoi dalla
flcſſò Carlo fizidaia, (Ii/l’alta, e annìcbilata vanffl, e allora f”,
che adagio adagio incominciò a fiwgliar/i la Sicilia in qualche parte
di quel fiero , e barbara coſtume, che aequi/lar figliono . e ”tener
coloro , che con ſimíle tri/1a compagnia anno 1’ infelicità di convi
vere, di cui però al pre/?me Secolo , la Dio merce" , ſhl vi riman
la memoria .
In que/I’ Iſhla adunque fid fine del XVI. Secolo nato, et edu
cato lo Scrittor Magri, della cui Operetta a ragionar mi jono ae
cinto. quale [indio/a diligenza li firrà convenuto porre in pratica
in Livorno , ove per più [tz/ln' ſhggz'ornò (z) la ſòla lingua Toſcana
per apprendere . onde poi non tanto [aborto/ò, e malogevole li foſſc
mediocremente in affa comporre , e ſcrivere? Laondefeujabile par
mi . [è nel/Zio unico parto alcun’ error di lingua , alcun Solecifino ,
o Barbanſmo , o non gia/Ia coſtruzione, oſconcordamc le uſcì dalla
penna , non efl'endo a lui toccato in firte di na/Z‘ere , ove al dire
del dotto Redi (3). v
ñ La gran maeflra del parlar Regina dà norma. e regola
all’ Italiana favella =
Con ”I modo però' di penſare, e ſcrivere non vorrei che il
Lettore crede-ff: cffèrmí io prefiflo di [ca/are il Magri in que/la [ha
raccolta: di favole , pueriliia . e goffezze ammaffate indigeſtammte .
Pur troppo è ebiaro più del Sole eia a chi legge il ſito lilereolo,
ed altro in tal ca/ò non va fimo, che con pazienza andar correg
gen
(tl Summonte [fl. di Nap. Tom. z._~ lib. a. pag. mihi 140.
(a) In Arc_hi_v. FF. S. Joann. dc Liburno.
(z) Rcdlitu-amb.
8 PREFAZIONE.
gendoIo per quanto ſi può . Sembra però in qualche parte [l'afa
bile il citato Romito, poichè, oltre quel poco che gl’ l/lorici Lati*
ni , e Italiani dicono di Labrone , or Livorno , da ſe medeſimo l’Au
tore ſi confeffa mancante , e non troppo ſincrono così ſcrivendo
= fiepplifi'a in ciò, che parrò non ben pe/ato la prudenza del leg—
gitore = (1) fiegliendo, credo io , quello, che [embrar ſtoffa il
migliore, e il non buono rigettando . Dunque qualche cofa perdo
nare ſi può ad uno, che finalmente fu il primo ad unire. e com
pilare le poche coſe Livorno , e la ſita origine riguardanti, il cui
penſiero fu ſolamente di trar dalle tenebre , per quanto era in po
te/lì de ſuoi talenti, e cognizione quel Paeſe, in cui per più la
jlri pote" dimorare; ne venne a [oggettar/i a tal fatica , coni/ottavi
o da intereffata ricompenſa , ſolito fine , che ebbero certi Merca
tanti di Letteratura , che ad illa/Iran.- le antiche Città per ”ile
guiderdone ſi poſèro ; oppure dal prurito [limolato di manife/Iar
colle [Zampe la propria erudizione , e di ſita Patria le glorie; ma
era ſoltanto animato da libera inclinazione di affetto, da un vivo
deſiderio , voglio dire , di porre, per quanto alle ſite forze era per
meffò , in veduta del, non per neceffaria condizione di na/cimemo ,
fico nido, ma per genio, come ſuo riputato, la Origine da niuna
ſino a quel tempo particolarmente monile/lata
Chefor/i l'aver egli dato a’ poſteri quel poco - che pote , ed
in quella maniera , che gli fu poflbile , farà per lui delitto? Nò
certamente; anzi ſoffi-ir ſi dee la ſha fatica com’ e. ed emendarla
conte /i può . e dove fimbri opportuno, come fecero e l’immortal
Cocchi, e il celebre Targioni , iquali ciò , che jembrolli buona ma
riputarono
neta , contarono.
, laſciarono
e preſero
al Banco
, e ciò
del, Padre
che moneta
Magri.
o calante,
Che fi tanti
o di

tale Emporio Cittadini illuminati, e colti non ebbero giammai


vetſh di lui, che luogo li diè fra viventi, alcun afletto, [Io che
non ſi :è *veramente capire da che provenuto ſia , ſc ma!. non fu
ciò . che il no/lro Autore firive nella Nota fica ottante/imu (2) ]
narrandone i principi. un Eſtero adunque farà colpevole, perché
pre/ò da particolare affetto veiſò Labrone, tra l’univei/itl ſilen
zm

(1) Magri Orig. di Livorno pag-116. (z) Madeſimo paga”.


PREFAZIONE. 9
zio de Cittadini ,` alcune coſe, e non troppo ben pe/itte, tali quali
da altri Scrittori propalate vennero, regiſtrò? Dee/i adunque aſcri
'vere a colpa ſtta , ſe tra le memorie , cbe imateriali appre/iaronli
per l’edifizio della fim Ifloria , cofe favolofe , e inſhffiſtenti adottò
da t'ifirettablll Autori già dette, e quelle-ripete francamente? Da
*vevaforfi la/ciarle? Ma _ſe da altri già offerte, e percbè ammet
terle? Non dee forſe tutto dir l' lfiorico _ſenza laſhiarſi indietro al
cuna coſh , bencbe menoma .3 Fecero pur così i primi luminari della
Greca Storia , e della Latina Xenofimte, Tucidide , Teo/ane Mi
tileneo , Trogo Pompeo , Livio . Arriano , Tacito , e quei tanti , che
la Storia trattarono . Tutto dir ſi dee , onde ſentore non appari/ca
o d’ indiligenza, o d’imperizia, o d’infideltà, o di pa/lione, il non
vero con/mando, ed e/pungendo. Fa credttlo troppo il noflro Scrit
tore, egli è pur vero, e diè . adottando il ſalſh per *vero , figuendo
ingannato di antichi l/lorici , ne de più comuni le orme , le quali
far [i dove—oa legge non ſhlamente di non ricalcare , ma di gua
ſtare affatto , appigliando/i al fido vero, di?, torno a dire , corpo
all’ ombre . coprendo con panni illu/Iri di verità la menzogna, non
ravvtſhndola, contro l'inſegnamento del gran mae/lro degli Scrittori
inculcato (1). ma e per que/lo ſarò un tal fallo ſenza ammenda?
Dove-a forfi' anco il no/lro Autore porſi a de/cri'vere il ”eta/lo
Labrone , e il *va/Io ſito ſeno , cbe detto fu Piſano (z) grandioſo al
pari de'celebri Porti, di Partenope , d’ Anzio, d’ Augu/lo , d’ O/iia,
di Miſena. di Ravenna, e d’ Adria come in atto di dar ricovero
a grandio/e Flotte , o di farle dal Lido ſciogliere ricondotte. o
guidate da celebri Con/òlari? Do'vevafitr/ancofarci vedere in La
brone a [bernare Conſhli , e Proconſòli Romani, quai furono un
Tiberio Coruncano, tm Lucio Cornelio Scipione , un Caio Attilio
Regolo . un Publio Scipione , un Calfurnio, un Sempronio Ble/ò ,
un Quinto Fabio, un Cornelio Cetego, i Genitori del Dittatore
Giulio , 1'172- medcſimo , e cento , e mille altri Eroi Romani (:). e
B tut
u Cicero dc Clan: Ora:. Aurel. Brandolious Auaor XV. Sac. De
modi. ſrflbendl Cao. X. ediuon. Rom-17.14»
(a) Tacuus Hiflor. [ib. z.
__(z) mes hb. 1. Hifi. Rom. Dec. 3. 8: i. Chimentellus de ”onore Bi
ſellu Nnr s Cenotaph. Plſ. Diíctt. I. cap. l- pag- 9. 10- & ll* Mimmi"
Then:. Baſ- Piſ. Cap. x. pr.; "
io ‘PREFAZÎONE.
tutti quelli , che per la Foce d’Arno da Piſii partendo/i, e dal Pi
ſano _ſeno , e Porto , avranno dovuto alle marittime ſpedizioni at
tendere , 0 per incarichi Civili, economici , o Militari Oltremare
portatſi. o ivi far ritorno? Ma e con ciò qual vera lode data
averebbe al Labrone? Qual mai mo/lrato avrebbe Criterio? Anzi
piatto/lo dapocaggine e vanità. Poichè quand' anco tutto ciò ſoffi’ a
gloria di Labrone verificabile , e che dopo la decadenza della Ro
mana Monarchia, varj Regt de’ Goti, e de' Longobardi , che nella
no/lra To/cana furono (1), al Labrone portati ſi fifa“) - ‘IW‘
mai dopo aver ciò fatto , avrebbe il Magri ſiffato [labile punto ſulla
vera origine dell’ antico Labrone, or Livorno? Qual criterio, e
fidezza dimoſtrata? Ne ſia giudice il Leggitore. Che jètve ram
mentare un Flavio Luitprando Re Longobardo ſtato, non ſaprei.
ſe ne anco a Piſa , non cbe a Porto Piſano. ed a Labrone , conte
vuole il mio Scrittore , per facilitare la ſeconda traslazione del
Corpo del glorio/o Dottor della Cattolica Chiefit S. Ago/lino dall'
Ifola di Sardegna oppreſſa dalle armi crudeli de’Saracent alla Real
Pavia, je vero è , che per apra del detto Regnante per la via di
Genova , e non di Porto Piſano , e Labrone , ſeguì tal traslazione
tipo/Ia da cbi finto l’ anno 721. del Signore (z) , da cht finto lau
no 722. (3), e da altri ancor finto l'anno 725. (4).
Solo di Flavio Deſiderio ultimo Re Longobardo parrebbe , che
foſſe credibile . eſſère egli ſtato al Labrone , pote/tè vuole il Tucci
(5) citato dal celebre Scrittor Lucche/e Fiorentini nella fita Ma
tilde (6), che finto l’anno 766. da Lucca, ove , pria di regnare.
qual Cittadino. o Duca di Toſhana per lunga tempo con Adele/m.
o Adelgi/o Figlio dimorò (7), ſ abbencbè il Malvezzi nelle Cro
nicbe di Breſcia (8) lo faccia j *tentiffimo Cittadino Brcſtiano , e
con

(i) Della Rena ſerie delli antichi Duchi di Toſcana.


zz; Ericius Puttanus l1b..;. Hifi. Inſubr
3 Fontanini de Diſquiſ. Corp. S. Augulliui. Berti dc Rab. gefi. S.
Auguflini cap. 37.
(4) Baronius ad ann. 72.5.
(s) Tucci m. MSS. di Lucca, ed elogìì.
(6) Florentlnius mem. Mathíld. lib. z. pag. 8.
(7) Rena Serie delli ant. Duchi dl Toſc. pag. 71.71. 73- cdìz. Fionde!
169°. (8) Malvezzi Cron. di Breſcia in Tom. XLV. Rer. lui.
PREFAZIONE. 11
con ttn Diploma del Re Adelgiſo preffo il Margarina (1) pare.
cbe anco il Muratori (2) vi acconfi’nta] a Porto Piſano ſi conduceffè
per far trafltortare ſotto l’anno 762.. (3) › o 763. (4), o 766.
coll’ Annali/la d' Italia (5) dall' Ifizla Gorgona, poi detta dai Cri
jliani Margarita , il Coroo di S. Giulia Vergine , e Martire Car
tagine/è di nazione (clic‘ “ſia j}an _ſi-ritto di certo Cbirografò: (6)
in Corſica ritrovato) al Convento detto del Sig. Salvatore di
Brefiva , e Àflona/lerio nuovo (7) edificato dallo ſteſſo Re Deſide
rio, e dalla ſita Real Con/arte Anſa ſotto l’ anno 759. (8), che
poi di S. Giulia fu appellata per la fatta traslazione cola‘ del jud
detto Santo Corpo,- laonde per la vicinanza di Labrone a Porto
Piſhno ſembrerebbe credibile , che que/lo Re il no/lro Labrone
aveſſe viſitato. Ma e con tuttociò re/la ffiſſata, e cbiariſieata, torna
a ridirlo , la prima origine di Labrone, e dalle favole affatto ri
pttrgata? Avrebbe piatto/lo il noſtro Scrittore ammaffate erudi
zioni ſhnza metodo .sbagliando , fra tanto , come fece , fitlla vera
vetu/la origine del medcſimo, nuovi errori aggiungendo ai prifibi
errori.
Sebbene, ſè pervenute foſſèro ſino a dì noſtri o per mezzo di
bronzi , e marmi o di veritieri Storici le memorie di que’ primi [e—
coli , ne’ quali ſorſe Labrone , come della Greca Piſa ritrova/i la
onorevol’ ”tenzione in Licofrone, Polibio, Scilace, Strabone , e in
mill’ altri Greci, e Latini Scrittori (9), e ſe, conte Marone cantò
di Pifa (IO)

Hos parère jubent Alphem ab origine Piſa: ,


Urbs Etruſca ſolo 8m.
B 2 Così
ſi) Msrgarinus Bullar. Canincnſ. Tom. z. Conflit. XII.
(z) Muratori Anna] ltal. ann. 766.
(z) Baron. ad ann 762. Ado in Mai-tiro].
(4) V. MSS. Vita di S. Giulia V. e M. nella Pub. Bibi. Medic- Lo
tar. Palat- Cod. zo. -
(g) Muratori Anna]. hal- ann-766.
(6) Salvatore Viral] Cron. di Corſica ediz. Fior. del 1639-_
(7) Muratori Ann [tal. ann. 766.
(8) Baron_ ad ann. 759. Sigonius de Rega. Ital
l9) cocchi Sitodc Bagni di Piſa pag. z.
(10) Virgil-15mm. lib.x. vel-r. 17,.
tz 'PREFAZIONE.
così di Labrone alcuna coſa detto avefle additandolo, e ben’addi
tarlo poteva, mentre i Lidj, o Tirreni de’ Greci, che Pifit ediſi
carono . vincitori credo, cbe edificato lo aveſſero (i) . già pene
trati ad abitar ne’ colli Etra/Ehi, conforme additò e la Real C/iiuſi,
e la diflrutta Coſa a Porto Ercole vicina, che Porto Coſano (2) da
effa fu appellato, della quale Canto Numaziano ( 3).

Cernimus anciquas nullo cuſtode ruinas,


Et deſolata: mania faida Coſa:.

E la decantato Populonia , e l’lfiila dell’ Elba (4), Ilva da' Latini . e


da Eſſo appellata celebre per le ſite Miniere del Ferro , e la Pelo/ga
Agilla , poſcia da Lidj , o Tirreni Cerete detta , però che gl'ajuti,
che Enea dall' Etruria ritraffe, .writtimi furono , e non terre/[ri.
leggendo/i nello ſleffò Poeta , cbe la Nave Capitana , la quale il
Duce Supremo Maffico detto coni Cbiu/ini, e Cofitni conduceva,
Tigre appellavaji (5)

Mafiìcus aerata Princeps ſecac :equora Tigris.


Che Annibal Caro (6) tra/portò così
Maffico il primo lulla Tigre impoſto
Avea di mille Giovini un Drappello.
Che di Chiuſi, e di Coſa eran venuti.
0b allora cbi ſa, fl- toccatofliffe al P. Magri di fare da pri
mo Compilatore delle notizie a Livorno appartenenti? Ma ſiccome
il tempo ea'ace il tutto irreparabilmente divora , e le Città più co
ſpicue , e i Regni più gloria/i, al nulla riduce (7) cosi fa duopo
gradire, fe non l’e atta, e diligente cognizion del P. Magri, al*
me

(l) Cocchi ibidem Targìoni Tom. 1. Viaggi Bic. pag. 4. Virgil. libS.
ö: io. Farnabius in Noris ad lib. 2. Eneld. 18. _ _
(z) Farnab. in Nor. ad lib. x. Encid. Servius ibid.
{5) Numatianus [tin. lib. r. verſus; & 297.
4) Numatianus [tin. lib. 1. vcrſ. 351.
(5) Virgilius lib. X. vcrſ. [66.
(6) Annìb. Caro nel lib. X. Eneadi
(1) Torquato Taſſo Getuſ. lib. Canti XV. ou.”
PREFAZIONE. 13
meno la fica [India/it fatica, con eſpungere pazientemente dal ſito
liberco/o le favole, torre gl’ errori dt Cronologia, ove s'incontra
”o , e i veri principj di Labrone jlabilire .
Che ſe dar ſi vuol debito al noſtro Autore per non avere avuto
accurato criterio nel ſaper i buoni da’ dozzinali, e forfi’ ancor dai
non veri documenti fiparare . e che non potrei io ſic que/io rijpon
dere ſe accinto mi ſoffi a vina'icarlo? Potrei, ponendo con troppa
franchezza la lingua, come ſuol dirſi, in Cielo, addurre i Gruterj,
i Sigonj celebratiffimi, che molti documenti o non ſicuri . o jalſi ,
o non bene inteſi (l), e molte iſcrizioni per moneta reale, e cor
rente avendo preſo, diedero a vedere al mondo Letterato , che cia*
fiano, abbenchè fitblime per i talenti, e per le cognizioni, dirò
colla fraſe di Nori/io = Suis nevis ſcatet (z).
La fila Iſcrizione , per lafi‘iarne moltiffime altre , con docu
menti, Contratti , e Diplomi , che il diligenttY/nno Muratori in
buona parte de' ſuoi Annali d’Italia, ed in altre ſue dotttffime opere
convince di falſità, la [ola tfirizione, io dico , che m Viterbo ri
_ trova/i, notata dal citato imtnortal Muratori all anno 11 5 5. (3),
e dal celebre Scrittore Berti (4) , i quali la credono tutta apocri
fa. ed inventata dal famoſh ſognatore Frate Annio da Viterbo,
quantunque da molti moderni Scrittori ſhacciata per vera , ſu cui i
fitddetti due Letterati ſiffano la edificazione di Pietra Santa nel Rev
gno di Deſiderio ultimo [Le de’ Longobardi , quando v’è chi ſcrive,
che Guiſcardo di cognome da Pietraſanta , nativo, e Nobile Mi~
lane/è , ſcacciato dalla Patria dai Torriani nella loro prima ti
rannide, per uſar la fra/e di Cermenate , ſendo Podeſta di Lucca,
( 5) finto il 12 5 5. , fece edificare nella Ver/ilia, che altro non è
_ſe non il Fiume , il quale nella Valle di Pietra- Santa ſhorre detto
Vetſilia, come notò l' Alberti (6), e che ſino nella Tavola Per
tin

(r) Muratori Anna]. ha]. Antichità Ira]. &c


(a) Non; Retponſ. ad P. Macedo m foi. , cui tir. efl z: Thran Ma
cedonicus . '
(3) Muratori Anna]. ha!. ann. 125;.
(4) Bern Brcv Hifi Eccl. Tom. I. pag. 305. edit. Píſ. 1760.
s) Ptolem. Luccnſ. Tom. Xl. Rer. lral.
(6] Leand. AlbcrriDeſcriz. d'la]. pag- nq. f. z. Salmon. Greg. 'l'.x’ffl
14 PREFAZIONE.
fingeriana fatta ne' tempi d' Arcadia ſi trova nominato con` =

Verſidìa Flum.

per error dell’Amanuenfi: , e oggi giorno ſi chiama il Canal di


Seravezza, in cui ſco/ano tutte le acque del Capitanata , due Bor
gl’i, uno, che citiamo Campo Maggiore , e l'altro Pitti-”Santa dal
ſha cognome, come con Giovanni Cermenate (i) notò Muratori (2),
ma ”teglia di tutti il riſpettabiltffima vivente Lettera/o Lanzi , il
quale con prove incontra/labili ja vedere Pietra-Santa in eſſere (3)
prima , cbe Pode/la‘ foffè in Lucca il citato G‘uiſcardo da Pietra
ſanta, non è ella riſpoſta all’obietto propoſlo , non o/lante ciò che
ne ſcriſſe Ann/tirato, adattata? (4)
Ma ſiccome addurre inconvenienti non è rtſieoſta atta a ſcio
glier li argomenti, nè vindicar devo nel Padre Magri ciò , clJe
c/jere al vero appoſlo chiaramente conoſca , Perciò laſhitmdo ſtt tali
erudite materie dtfiorrere a valenti Critici Antiquarj , dirò fitl
tanto. che il P. Magri col ſito Libercola fitll’origine di Livorno a
guiſa di torrente impetuoſo ha portato ai po/leri un cumulo di acque
ripiene di contaminazioni. Siamo la Dio merce , non oſiante ciò ,
giunti in tempi, ne’ quali que/l’ acque ſi'ltiarite _/i ſono, e , laſcia
to il fimdo limaccio/ò, potranno a qualche u/ò ſervire.
Per t/uello riguarda la Cronologia, e applicazione de’ tempi,
che /ia quean mal regolata in tal mole indigeſla , ne vo d’accordo
ancor’ io . come l’ Autore [le/ò lo con/e a: ma ſiccome egli dice
nell' Annotazioneterza alſine del fico libro , clic per la diſcre
panza del/i Autori, che le cofe di Livorno ſcriffero, per la diver
ſità delle autenticlte memorie da diverſi Arc/tivi ricavate , per la
varia ſitpptttaziane delli anni ( vuol dire dell’ anno Piſano . del Fio
rentino , e del Veneto notati dal ſingolariffimo P. Malti/lane (6) ,
e dal

(l) joann, Cermenate Tom. 9. Rer. ha]. cap. :6.


(1) Murata” Anna! ltìl. tîl‘nnn. 131;.
(z) Lamt Lezioni d' Anmimà Toſcane part. t. let.. 9. pag. 3”.
(4) Ammtraro m. Flor. nb. 25. png. 165.
ls) Magri_0ngmc di livorno pag 176.
(o) Mah lllen m Anna]. Otd. S- Benedifli.
PREFAZIONE. is
e dal Muratori (IP,Cfinalmente per le timer/è fi'ntenze de’facri ,
e prtqant Scrittori ullo ſtabilimento del punto , da iui ſi dee dar
principio a cantar gli anni del Mondo, degni il prudente Let
tore di ſupplire colla ſiia cognizione , ove qualche sbaglio ſu tal
materia incontrai* poteffe: cori ſi‘mbra dover/i ammettere una tale
ſeu/a che /labiliſt'e per baſi: della verità di ciò la limitata cogni
zione dello Scrittore da 01/.; umilmente mani/e/lata.
Negar però non intendo con tutto que/lo. torno a ridirlo,
che il di/i'orfit Cronologico , il quale la Cronichetta precede , ed
in cui il no/lro Autore non con troppa felicità preteſe ri/t'r/ngere,
ed epilogare tutti i fatti Livorno, e la ſita origine riguardanti,
non ſia a guiſii d’un corpo mal di/po/lo, ;ſci-gaia, e ſtarei per
dire , fi-oittpaginato affatto. e quelli , che lo feguono nella Cronica,
fatti di Anno in Anno poſli già alla peggio , e ancor non veri,
o pervcrtiti . e ſovra d’una baſi’ favoloſii , e ideale aſſicurati , e
dal noſtro Scrittore condotti dalla preteſa Origine di Livorno a
tutto l’ Anno 1646 ,- e per meglio parlare , negar non [io/lo, che
dir non debbaſi que/lo Libercolo un miſerabile aborto , ſia per il
favoloſii incominciamento , ſia per il metodo oſcuro, ed intrigato ,
con cui ſi laſcia indietro orai Monumenti de' tempi, che alle volte
perverte , or de' luoghi , che non addita. or de’fatti . che o tace
o laſiia , o ignora, o ne pone de’ non a propoſito , or de' ſhggetti ,
che non annovera o equivocamente confonde, /ia per lo /iile più da
Romanziere, che da I/lorico , ſia per li Anacroniſmi non ingegno/ì
quivi . come leggonſi nel Mantovano Poeta, e per tutto ciò in font
ma , che lo rende deformato, e in ogni ſita parte gua/lo, e ſenza
pian.- anzi per que/lo appunto perchè tali co/è da nten ben mille
volte jèriamente conſiderate furono, e vere riconoji'iute . perciò
incitato mi ſèntii , in tal gui/it il tempo impiegando, p non con
piacere altrui , almeno di mio genio, a ſottometiermi alla preſente
fatigoſa impreſa , facendola , non tò , [E da ſperimentato , o pure
da mal pratico Rtattatore , dando di mano a ciò, che più a pro
po/ito fembrato ſiami per sì difficile impreſa incominciare, e a ſine
ridurre.
' Ho

a) Muratori in Annal- ltal. , 6t in Antiq. [tal.


16 PREFAZIONE.
Ho penſato adunque m que/Io prima Volume di traſcrivere
di/linto in tanti Paragrafi il Diſcorſo Cronologico del no/lro Autore
unitamente alle Annotazioni, cbe da effò /i fanno , e fit cadauno
de’detti Paragraſi, -e Note dare una Differtazione , o Nota Cri
tica. Cronologica , e Apologetica per uffi-ventre il vero detto dal
nojlro Scrittore , per ejpungere il non ſuffiſiente, e fit/fi), e per
emendare le mal fatte jupputazioni de’ tempi co’ documenti necef
ſari, che ſervir dovranno ancora di fondamenti della prefinte
I/loria, da far/i pubblici colle flampe. Il ſecondo abbraccerà due
Differtazioni. una ſull' antico Porto Piſano , l' altra ſul/i antichi
Marche/i di Livorno. e le note alla Cronica dell'Autore dal ſita prin
cipio ſino al ſecolo undecimo Cri/liana. Il terzo darà le note al ri
manente della Cronica fitddetta , cioè dall’ undecimo fl’colo a tutto
l’ anno 1646.. in cui dall’ Autore /i termina il ſito Libercolo.
Il quarto condurrà la Cronica di Livorno dal 1646. fino all’ an
no [770., ed ivi [i diſcorrerà de’Governi , a' quali fu col ſitc
ceflo de’tempi [òttopo/lo. de’ Magi/frati. loro origine , Tribunali,
Marina, Commercio, Popolazione, e di tutto quello in ſomma,
cbe l'incremento di Livorno riguarda . In eſſo Volume parimente
ſi parlerà de’ Templi degl' Ido/atri , delle Chieſe Cri/liane antiche,
e moderne, Conventi, Compagnie. Spedali . Luoghi Pii e Cimi
teri cſi/lenti tanto dentro , quanto fuori di detta Città. Paffèrò poi
al quinto Volume , il quale conterrà lo Statuto Livornefe giammai
dato alla luce , e tanto dal Pubblico de/iderato .
Qual ſia dunque il metodo , che preſiffi) mi ſono di tenere,
l’ho fln’egato. Tu pertanto, qualunque ſei . che leggi. non ti pren
der briga. e te ne prego , nel difendermi dalla turba di coloro ,
che contro que/Ia mia fatica. parlar ſicuramente vorranno , poichè
oltre d' al/icnrarti , che io non tene re/lerò nulla obbligato. poco
mi curo degl’ applau/` , pere/;è ſvantaggio/i , e nulla ttt’aflliggo de’
bia/imi perchè maligni (1). Vivi felice.

DI SCOR

(i) londucci Prefaz- al Pocma intitolato U Rim'o rapito.


l7

DBCORSO CRONOLOGICO
DILIVORN_O
AL SERENISSIMO

FERDINANDO SECONDO
GRAN-DUCADITOSCANA
DEL PA‘DRE MAGRI
Diſtinto in Paragrafi .
_

PARAGRAFO I.
a Antichità delle co/è (r), SERENISSIMA ALTEZZA, traſpor
tata da un tempo ſiivercbiamente allungato ſhole per l’or
dinario di tal maniera intromettet/i fra le favole , che
volendo/i poi trovar la vera origine non ſi può far [enza qualche
errore . non vi effendo guida fedele per il teſoro della naſèo/la ve
rità; Cbe perciò egregiamente fu detto da Sofocle (2) . che il lun
go , e [miſurato tempo pale/a le coſè occulte, e ”aſi-onde le mani~
fe/le. Quindi /u figurato (3) col crine canuto , e polvero/ò , alato,
e con i denti di ſinilſimo acciajo per dimoſtrare come diſſe Tertul
liano (4) , cbe ſcorre, e il tutto conſuma , e in altro nome fu detto
Saturno (5) qua/i divoratore degl’ anni , e delle ſiie proprie cojè,
C al

(i) Camel-.Tacie lib.:JIifl. Cap x. S.Augufl. lib. dc Civic. Deir.


à Conſeſſ lib. cap. .3. Palefarua lib. i. Fabula:. in Prcm.
(a) Sofocle! Fab. no.
(z) Alciarus Emblema”. 8t Criflophorua Landinus ibid.
(4) Teriullianus lib. dc Pallio cap r.
(s) Ambroſius Verbo Saturnu: juxta Sementiam Poetarum .
18 ISTORlA
al cui parere [i ſhitoſcriſſe il Padre della latina eloquenza (i)
onde fu che Ovidio (z) pronunciaſie:

Tempus edax rerum , tuque invidioſa vetuſtas


Omnia deſtruicis, vìtiataque dentibus Aevi
Paulatim lenta conſumitis omnia morte &c.

il che traduce il no/lro Poeta Toſcano Meſſer Francefio Petrarca


nel ſito nobiliffimo trionfi) del Tempo ajutato anco dal detto di
Fulgenzio (3), che prima di lui l’aveva defiritto in proſa unifi
namente a ciò, che ji‘rifle l’Eccleſia/Ie (4) Omnia tempus ha
bent, 6t ſuis ſpatiis cranſeunt univerſa ſub ſole .

NOTA PRIMA.
Nel principio del ſuo diſcorſo Cronologíco, quale appel
lar piuttoſto dovrebbeſi una confuſione di tempi, che Cro
nologia , e per li molti ſquarci dell’Otazione, li quali an
dremo in appreſſo conſiderando , dir dovrebbefí ſecondo la fraſe
del Maeſtro delli Oratori Cicerone (5) Orario biulca . il noſtro
Autore cita il Cavaliere celebre Romano lſtorico, Gaia Cor- ‘
nelio Tacito, che io appellerò col nome di Publio Cornelio
Tacito, ſecondo il Lipſio (6) , dicendo , che al libro ſecondo
delle Storie al capo decimo queſto Scrittore, che viſſe fino all’
Impero d’ Adriano (7), ſcrive ſomminiſtrando a lui il ſènti
mento, con cui dà principio al ſuo diſcorſo, che a quanto più
ſono antiche le coſe, tanto più è propria di eſſe la oſcurità .
Trovo però. che il citato Autore non al libro ſecondo
delle ſue Iſtorie al capo decimo, ma al libro terzo delli An
nali

(i) Cicero de Natura Dcorum. (a) Ovìd. Mctam. lib- i:.


(3) Pulgentius Mytholog. lib. I. (4) Ecclcfiafle cap. z. i.
(z) Cicero de Oratorc .
(e) Tacit. in Ital- ling. Veri'. ab Adrian. Politi edit. Venti. ann.
1618. in Prefet
(7) Brm Brcv. Hifi. Eccl. Site. II.
otLivoRNo. 19
nali in più luoghi, e poſcia più ſpecialmente al libro ſeſto me
deſimo nel capitolo venteſimo della volgat’edizione d’ Adriano_
Politi ſecondo la diſtinzione del teſto del Grutero (1) dice =eſ~
ſer molto propria delle coſe antiche la oſcurità, e per quello
appunto perchè antiche , eſſere elleno incerte , ed accoſtarſi al
favoloſo =~.
Con eſſo ſentimento ha conneſſione ciò, che il P. S. Ago
llino (z) ſcriſſe nel primo de ſuoi ventidue libri della Città di
Dio da eſſo compoſti in due volte, cioè ſotto l’anno 413., e
fotto l’anno 426. di Criſto, come nocò il mio erudito Berti (3)
chiamando tali libri pra/lantiflintum Opus; ma più ſpecialmente
nel primo libro delle ſue Confcffioni da eſſo ſcritto nell’anno
400. del Signore (4) . ove delle coſe delli antichi ldolatri, Etni
ci, 0 ſia Gentili (5), detti così dalle Genti (6), tra le follie
de’quali anch’eſſo gran tempo li perdè, con li fieſii ſentì
menti ragiona, coerentemente al Palefato (7), che le medeſi
me coſe ripete.
Frattanto con un’ammaſſo d’erudizîoni, che potevanſi ri
ſparmiare, va il noſtro Autore baſtonando, come ſuol dirſi,
l'aria , e paſſo paſſo condur pretende chi legge a rimirare co
me in una prodigioſa lontananza, quale dalla terra al Cielo.
ciò, che è l’ oggetto del preſente Diſcorſo. Incomincia a pre
parare l’animo de’Leggitori per poi trovar ſede ſull' origine
del ſuo Ligorno. Il Cielo ne affiſta. che non abbiamo ancor
noi o ad ardere , o ſivvero a ridere a viſta degli incendi di
Fetonte.
Penſarono ì Greci ingegní aver detto , o ſcritto qualche
coſa di buono ſulla Origine della loro Patria, allorquando di
quella racchiuſo avevano il naſcimento, ſeppur lo ſeppero,
C z ſot

(r) Tacito: ut ſup. lib. 3. & przcif‘. lib. 6. tapas. íuxta Diflinc
Tcxlus Grurcrii .
(i) S. P. Auguflinus Conſeil'. lib. l. cap. 13.
3) Berti de Reb- gefl S. Auguſtini cap. 64- (4) lbid. tap. 61.
(1) S Hieronimus contra Jovmian.
(6) Ambroſ. Verbo Ethnicuso
(7) Paleſatul llb. 1. Padula:.
:o ISTORÎA
ſotto ,-favoloſi
lebre perciò velami,
di Tebe cosl credendo
finſſiero accreditarla
l’edificazione , e farla
per mezzo di Ance

fione (l), lochè non ſi ammette dagl’lſtorici veritieri, peroc—


chè di Tebe voce Fenicia ſignificante = loto :- (2) il fabbri
cacore primiero fu Cadmo (3) figlio di Agenore. quale poi
fu da Anfione cinta di mura; ma nella maniera ſtrana , e chi
merica, con cui ne raccontano i ſuddetti ſognatori Achei l’e
difizio, cioè, che , eſſendo queſto Anfione valente nel Canto,
e nel ſuon della Lira , con queſti tratte aveſſe le pietre per tal
fabbrica, e ſatrele una ſopra l’altra acconciacamente poſare fino
all’ ultima perfezmne delle mura , 'molti vi ſarebbero a noſtri
tempi, che lo deſierebbero; veruno però è cos) follea crederlo.
Così del celebre Coſtruttor della ſuperba Roma ſu detto, che
eſpoſto alla foreſta col fratello Remo (4) allattato veniſſe da
una Lupa facendo in tal guiſa un impaſto della verità colla.
menzogna . del che . come già diſſi aviam tutta la ragione d’in
veire contro gli Scrittori Greci de’quali gran parte mai diſſe
il vero , o lo confuſe colla bugia per non conſeſſare di non
ſaper render ragione de’nomi de’ Popoli , e della origine delle
Città (5).
Da queſti i Lacini Poeti, e gl’lſtorici più accreditati im
pararono ed empirono di follle i loro libri, e col progreſſo
de’ tempi queſto pernicioſo, e maſſiccio errore giunſe perfino
acontaminare le luminoſe verità dclieSante imam, delle quali
ii ſervirono i Pagani per accreditare le loro ſole , c menzogne
coprendole , e inorpellandole a loro talento (6).
Oh quante lſtorie , convien pur dirlo, ſ1 leggono ſulla
origine d’antiche coſpicue Città , delle quali i cominciamenti
flabiliſconſi da non pochi Scrittori ſu fondamenti o inſuffiſtenci ,
o r1

H.) Pindarus. Simonid. Steſichorus Saph. _


(o.) Perav. Rat- Temp. part. i. llb.|. cap-0;. in] r‘s.
‘3) Petavius :bidem .
(4) Livius Hifi Rom. per Leonard. Arrct. in Ita!. ling. verſ- Dec. l.
lib. , Cap. IV. narrar, e rephutat Fabulam Lupa Rem. & Rom. laflant.
5') Petav. lib i. part. i. cap. 7. Rat- Temp.
(a) Cotta, Dio, Sonetti , ed lnni TomJ. in fine.
DlLlVORNO. 21
o rimoti, e perciò oſcuri, o favoloſi, tal che per poco ſcnno
abbia chi li legge , fa duopo, che nauſearo deſiſia dall’ impreſa
lezrone. Non voglio qui citare gli eſempi , ſicuro, che lo ſpre
giudicato, ed erudito Leggitore confeſſerà per pratica, ch' io
dico i] vero, e che quantunque il peſcar nel torbida ſia un im.
preſa imprudente, ed azzardoſa, pure infiniti ſono quei capi
poligoni, che ſperano di ritrarne fama. lo però credo che
de’rimori tempi, come ſcriſſe l’immortal Muratori (1).. ſe ri
ſchiariti non venghino da autentici Documenti, faccia di me
ſiierì poco parlarne, c ſcriverne, contentandoli di adoprar quei
ſoli materiali, quali, quantunque non molto rimOti, certi ſ0
no, e plauſibili, laſciando gl‘indovinamenti a chi nacque per
ſimili impreſe . Eppure con tutto qucſto contante di verità pre
tende il noſtro Autor Magri render credibile la putrida, e ſa
voloſa impoſtura della preteſa origine di Labrone, or Livorno
da Ligure figlio di Fetonte, lo che , quanto lontano ſia dal ve
ro, ſi renderà in appreſſo manifeſto.

PARAGRAFO ll.
MAteria in vero tanto difficile parnti l’inveſligan ` tempo gli‘
effetti del tempo. che ſenza dubbio ardt/cojactl. tare reſpet
tivamente il laberinto di Dedalo, e gli errori di Circe. Nondimeno
confidato nell’ amor di queſtoſitolo , che mi ha pre/fato , mercë di gravi
Autori, come a Teſeo (z) , ſicuriſſima guida per penetrare l’in
timo dell’ antichità ſita , e ritornar vittorio/ò alla preſenza del mio
Signore , ſpero far vedere al mondo , quanto di gloria ſia ”fir
vata al ſito felictffimo Impero del Regno Toſi'ano , e di levare a Li
vorno (3) quel polveroſo velo della oblivione zip/w i [io/ieri, che
nora lo ba tenuto coperto, e lontano dalla memoria delle genti,
il che faciliffimo mi ſarà, ſe favorito da grata udienza ſi averci
riguardo non allo ſiato mio inabiliſſimo a tanta impreſa, ma agli
Autori di tal materia trattanti .
Che
(i) Muratori Ann. ha].
(2) Higm. Fab. ;3. Ovid. Meramorph. 8. Faflor. 3
(5) Nora dell'Autore ſotto n. r. inſerita nella ſeguente noflra Nora 11-.
n lsronta
Che favole fèmbrina , Sereniffirna Altezza, le coſe delli An
tichi , ſòn tanta cbiari t' teſlimonj , che non v'è di btyògno d’ar
gomenta probabile, non che dimoflrativo per conferma di tal ve
ma , vedendo/i quanto ha [rifiutato l’ antica Grecia tutto coperto
di favola/i panni (i). Di cbe [i duole il grand’ Agoflino (a) call’
occaſione di parlare del torto fatto alla Regina Didone tramutata
con ſtrana metamorfoſi di cafla , e pudica, in vana, e lafciva, e
non e ſòlo S. Agoſtino, cliccati ſi lamenta, eſclamandoue ezian
dia Cipro nell’ Adulterto di Venere (3) , Candia nella {frenata
voglia di Paſife (4), Sicilia nel ratto di Proſerpina (5), e Par
tenope Sirena nell’amor d’UliſſZ* (6) , le quali fiiolte che /iano dalla
favola , ſono ijlarie , il cui numero è infinito.
NOTAII.

Non può certamente negarfi ſe non da chi nOn ha ſano eri


terio, che ilParagraſo ll. del noſtro Autore, che or lì eſamina,
non ſia un ammaſſo di erudizioni tratte da Mitologi, e Favo
leggiatori, poſte giù con affettata dicerla ſecondo il fare del
goffo, e incolto Secolo, in cui ville , anzi dir ſi dee, e con
feſſare non poterli leggere ſenza nauſea. Vero è però . che non
ad altro fine è diretto un tal diſcorſo, benchè impollto , ſe
non ſe per far ravviſire a chi legge le vetuſte lſtorie ſotto fa*
voloſe cortecce naſcoſte , e imprigionate, come (per laſciar
da parte quelle tante, che troppo lungo, e noioſo ſarebbe il
decifrare, e che da' Poeti al dir del divino ’Dante Alighieri (7)
chiuſe furono
Sotto i velami delli ver/i flrani ,
eche il Magri nomina , come Cipro colla ſua Venere , e coſa
di
(i) Fulgent. Mythol. lib-_I. Ifidorus dc Nat
(a) S Aug. Confeſſ. cap. x. Term”. lib dano”. Perſecutor. cap. i1.
& in Apocal cap. 49. 'Hieron, contra lovinianilib i. cap. l.
(zi Ovid. Metamoroh [ib. 4. Higmius fab. 143.
6
(s) Qvid. Metamorph. lib. 4. Fulgent. Mythol. .lib. I.
(a) Licophron apud Ambroſ. verbo Parthenope.
(7) Dante Alighieri lnfern. 9.
Di‘LivonNo. a;
di vero ſignifichi, Creta così detta da’ Cureti primi cultori
dell' Iſola ſuddetta (i) con Paſife, dirò col Caro (z)
Di tt‘ nefandi amor memoria infame ,
Sicilia con Proſerpina, non però Cartagine colla ſua Didone,
che favoloſa non è, ma un puro ingegnoſo Anacroniſmo veſtito
di veroſimili epiſodii, e nobilmente macchinato dal celebre
Cantor‘Mantovano per decorare il ſuo divino Poema, mentre
ivi non li dice , che Didone dalla Fenicia volaffe in Affrica, che
edificaſſe-ſulla vetuſta Birſa Cartagine al ſuon di Lira , ma
unendo inſieme queſti due perſonaggi Enea , e, Didone finge il
Poeta, (che approdando Enea a Cartagine di eſſo Dido ſi in*
vaghiſſe, lo che poteva ſeguire, ſe inſieme potuti ſi foſſero ri
trovare, non vi eſſendo coſa più facile , nè veroſimile quanto
il prender paſtione per un oggetto leggiadro, con quel di più,
che favoloſo non è, ma al vero ſomigliante); di Partenope ſi
legge , quale non Sirena, come col Sulmoneſe Ovidio (3) ce
l’afficurano Strabone, Plinio, Virgilio, Solino, Silio ltalì
co, e Pontano riferiti dal Summonte (4) e da Leandro Al
berti (5),'ma fii Verginella al dir d’Eufla‘z't‘a (6) Interprete
d’ Omero ſopra Dioniſio Afro, figlia difimîclo da. Calcide Città
dell’Iſola Euboa. or Negroponte venuta , e non da Cuma ,
come ſcrive il Falco Beneventano (7), benchè i Cumani ancora
abbiano la loro origine da’Calcidii tratta ſecondo che ne ſcriſſe
Dioniſio d’Alicarnaſſo (8), del che parimente Atrio Sincero,
'o ſia Meſſer Giacomo Sanazzaro fa illuſtre (9) teſtimonianza,
e con eſſo il docto Petavio (ro).
(Luin
(i) Farnabius in ,Noris ad lib. X. Eneid.
(z) Annibal._ Carne IEneid. lib. 6. ved-40.
3) Ovid. [ib-s. Metamorph.
4] Summont. lſtor.- di Nap
(5) Alberti Deſcr. d’ltal pag. 164.
(6) Euflathlus Comment. in Dìoniſ. Aſrum de Situ Orbic‘.
(7) l‘alcuf Benevent. in Chron.
(8) Dioniſ. Halicarnall‘enl'. dc Romñ Antiq. Lund. Alberti deſcr.d'ltal.
pag. 1;:. Lmus Riſi. Rom dec. t. [tb-8. cap. 23. tradufldtal. Leon. Arret
é9) Sanazzar. in Anad- Prof. ad Bglog. Sept
À io) Pttav- Kat. Temp. part. r. lib. 1. cap. 1:.
24 [STORIA
O`uindí Giovanni Pantano, che ſu Segretario di Ferrante
Re di Napoli. c Sicilia celebre Letterato del ſuo ſecolo, i di
cui ſcritti reſi pubblici colle (lampo degni fono a’; giorni
noſtri ili venerazione per eſſere di politczza, e di univerſale
erudizione ripieni , conoſciuto d’avere adottato la decantata da'
Poeti, ed lſtorici Greci, e Latini favola delle tre Sirene, Par
tenope , Ligia , e Lcucoſia, finalmente pensò ritrattarſi, e nel
ſuo elegantiffimo Ragionamento in Latina lingua ſulla origine
della Città di Napoli (i)cos`i ſe ne diſdice A qua Alt/rana,
parla di Partenope, nè la chiama Sirena, ma bensì Matrona,
o ſia Madre . perchè edificatrice di sì grandioſa Metropoli:

Aqua Matrona nonten accepit Inſitla Partenope


e più ſotto ſegue cos), (z)
Ac tam , ó* ſi qua de Syrenibas dicuntur , fabulofa babentur,

della qual Verginella la venuta al lido , dove è ora Napoli,


detta pria Partenope da eſſa, colla guida d’una Colomba, vo
latile ~ſacro ad Apollo , del qual Nume portò ella colà ,e ma
nifeſtò 1] culto , dal cheapoſciai Napolitani una (iatua ad Apol
line drizzarono , ſopra una ſpalla del quale poſàva una Colomba,
e Partenope come in atto di rimirarla , come ſcrive Aleſſandro
d’Alefl'andro (3), cantò l’antico Stazio Papinío Napolitano (4)
delle ruine di Tebe ammirabil Cantore , che viſſe ſotto il crudo
impero dell’empio Domiziano diſonor della Caſa Flavia così:

Parthenope , cui mite jòlunt tram tequora vefla’


Ipſe Diane-e mon/lravit Apollo columbte (Fc.

td in tal guiſa appunto pretende i] noſtro Magri render ſoffri


bile la favola di Ligure figlio di Fetontc, e a ſomiglianza delle
altre da eſſo riferite di ſopra luíiugaſi, dirò così, trarre queſta
fuori
ſl) Pnnranus dc Iaud. Civ. Neao. (a) Idem ibideln.
(zi Alnrander de AlcxandroDcDiîbus genialibus.
(4) Statius in Thtbaid.
DiLtvonNo. 25
fuori del ſuo velame ſpacciandola per vera , e quantunque nella
d'ora poſta alla fine del ſuo Libercolo ſegnata di num. i. così
ragionai (1) Livorno nome creduto da alcuni diſtendere da una
parte della Dalmazia , i cui Popoli venuti ſiano in Tofiana , de
quali Lucano al lib. ſecondo =

Pugnaceſque mari Grajarum claſſe Liburnos &c


o ſivvero, dall’uſizio . ed eſercizio delle Navi tanto bene offërvato
in que/loi'Porto, giacchè i Romani, ſe crediamo ad Ambroſio , ri
ferendo Appiano , cori.i chiamano i Navigli ſbliti ſervire nelle ſpe
dizioni, come ancora così chiamarono i Carri, e le peiſòne ſpe
dite a chiamare i Cittadini dimoranti alla Campagna in Città, onde
di e Svetonio (2)

Utrobique parte Liburnorum demerſa:


e Giovenale (3)
. . . . . . . . . Primus clamante Liburno.
Currite, jam cadi:. rapta properabit ab Olla Bce.

Quindi è , che Firmico co/lituifi‘e un imperio Liburnico per la ſpe


dizione navale; ma noi ſeguendo la derivazione di tal nome Li
vorno . come la rapporta Ago/lino Giuſtiniani nelli Annali di Ge
nova, laſi-ianto il re/lante all’ altrui conſiderazione . Veda/i queſt'
Autore nel libro primo del Trattato della Liguria nel ſine ec.
finalmente dopo tali coſe , che noi nella prima Diſſerta.
zione al Paragrafo Ill. corriſponde eſamineremo, correggendo
gli errori, che ſi leggono ne’ Teſti di Svetonio , e di Giovena
le da eſſo mal rapportati, s’ appiglia come a ſicura guida , e ſi
ſortoſcrive al ſentimento di Monſig. Agoſtino Giuſtiniani dell’
Ordine de'Predicatori, e Veſcovo di Nebbio ſcrittor delle Cro
oiche di Genova, adottando colla di lui ſcorta, ed autorità,
D per

(l) Misti Oris- di Livorno paga”. (a) Svetou. in Angoli.


(I) Iuvenah: Sat. 4.
26 - [STORIA
per la derivazione avere del nome di Liguria, o ſia Livorno,
e la ſua edificazion riconoſcere da Ligure figlio di Fetonte Re
d’una parte d’Italia ſcampato dall’incendio, in cui vi perì il
Genitore , la favola di Fetonte renduta celebre per i Carmi
del Sulmoncſe Cantore (i). Oh che ſciagura!
Non nego, che poſſa eſſervi fiato al mondo un certo Li
guſto, Ligure, o Ligiſto , e che quello poſſa aver avuto il Ge
nitore Fetonte appellato. e che Re poſſa eſſere fiato, in qual
che parte della noſtra Italia ſignoreggiando, conforme laſciò
ſcritto Domizia Macro-Nigrino (z), e che queſti poſſa aver dato
alla Liguria Regione d’ltalia poſta frai Fiumi Magra, e Varo
il nome, n»: nego ſoltanto ciò, che il P. Magri colla ſcorta
di Monſig. Giuſtiniani Croniſta di Genova aſſicura. ClOè, che
queſto Liguſlo, Ligure, o Ligiſto Figlio di Fetonte o ver0,0
favoloſo che ſiaſi , di cui cantò Ovrdio (3), e che ſecondo al
cuni Autori diè il nome alla Liguria (4), lo che non è mia
iſpezione il ricercare, foſſe l’edificator di Livorno, appellato
per cagion di eſſa favola Liguria, indi Ligorno, e poi Livorno,
come col Magri atteſtano moltiſſimi Scrittori (5), che adot
tarono le Anniane frottole.
Ah che il mio buon Cancellita colle ſue Storie coperte .
e naſcoſte tra i favoloſi velami , come diſſe, condurci vuole a
mieter ſogni in tali Campi. Vuole, che li creda derivato il
nome pria di Liguria, poi di Ligorno, or di Livorno da Lì
gure Figlio di Fetonte favoloſo, o nò, e che da eſſo edificato
foſſe; ma noi poco, anzi nulla gabellando i recapiti del Viter
beſe Scrittore Annio ci adatteremo con più ſicura guida a
cercare quello, che ne parrà più al vero conſentaneo nella fu
tura Diſſcrtazione al terzo Paragrafo corriſpondente.
PA

(r) Ovid. Metamorph. lib. t. (a) Domitius Mac. Nigr. lib. 7.


(3) Ovid. Metamorph. lib. r. (4) Leand. Alberti Deſcr. d'ltaLpag. 9.
(i) Giufliniani Ck”- Gen. lib. t. de Liguria circa finem . Caffarus An
na]. Gen. lib. x. inter Script. Rerum Ital_ Tom. 6. col. 599. Bugatt. Hifi.
Unliv- lib. lo. pag-n. Philippus Bergom. m Cit-rin. Leand.; Alberti Deſcr.
ha . pag. 9*
DlLIVORNO. 27
PARAGRAFO lIl.
FRa tante una a noflro propoſito campeggia di veder Fetonte,
come ſiglio del Sole (I) fulminato da Giove per aver mala
mente retto il Carro Celeſle, ed abbruciatane la terra , ottenen
clone nel Pò ſuberba funerale dalle Sorelle tramutate in Elettro
(meglio era dire in Pioppi, conforme Ovidio cantò (a), e le lora
lagrirne in Elettro, conferme notarano E/iado, ed Euripide), an
core/u" ſiana d’accordo gli Scrittori , cbe regnando Fetonte ſitcce
deffe quel graviffima incendio , dal quale egli ſie/ſi) ne reſtaffè
c/linto, dando/i con‘ materia alla nuova invenzione di colorire il
vero coll’ombra della menzogna. Dal cui ſignificato liberamente
dico, cbe derivi la no/lra Città , fi' leviamo l’ offuſcato velo , che
ci ottenebra per content/darla nella ſita origine detta da principio
Liguria . paſi'ia Livorno (3). Non ardirei _fra tanta palvera/a ca ~~
ligine di Secoli tra/cor/i_fermare ſicuramente la petlata del dire ,
ſe non mi daffe largbiffimo campa l’ Autore delli Annali di Ge
nova (4), che cita in ſito favor Tolomeo , e altri, cagione di non
attribuire l’origine a favola. ſiccome è [Zara attribuita l’IſZoria.
Venendo , dic’ egli , con molti altri Ligure figlio di Fetonte fug
gito dall’incendio in queſta contrada abbi fabbricato Liguria,
oggi Livorno, da cui vien denominata anco la Liguria .
CLe al conto delli Ebrei Scrittori, e molti altri (5) ſeguiti
dal Totſtllino ſarebbe [lato l'anno del mondo 231 5. , quando col
piccolo . e nuovo alberga all'uſh di que’ tempi accomodata /ì diede
non piccolo auſpicio alle ſite future grandezze per maggior pompa
'dell' impero Vo/Iro , Sereni/5. Altezza , mentre per ſpazio di tante
migliaja d anni .c’è rifi‘rbato a Vo/t‘ra gloria ſempre mai con mag*
giori , e migliori aumenti , ad anta del tempo , e della oblivione ſlcſſa .
D z DlS
(i) Higinus Fab-151. Cic. de Nat. Deor- HZ.;- Ovid. Metam. lib. 2..
(1) Ovid. Metamor. liba. Heſíod. dc Deor. ogen. Eurip. in Heracl
Samzzar. Adnot. in Eglog. t. `
(3) Non dell’Autore ſegnata di n. a. al fine del ſuo libro Orig. di
Livorno pag. 175., che farà inſerita nella ſeguente Diſſert.
(4) Giuſtiniani Anna]. Gen- lib. 3. cap. l- Ptolemeus cip.;
(s) Nota dell’ Autore ſotto n. z. al fine del ſuo lib. Ong. di Livorno
pag. 176., che ſarà da noi nella ſeguente Diſſertamone inſerita.
28 ' [STORIA

DISSERTAZlONE I.

Slamo finalmente giunti al punto maſlimo, cioè allo Habi


limento ſicuro della derivazione del nome di Livorno, ſe
dl: ſi debba Liguria, da Ligure , ſe Libarno dal Fiume Arno ,
ſe Labrone da] Tempio ad Ercole Labrone quì da’ Lidi edifi
cato, ſe Liburna dopoi, preſa tal nomenclatura dalle Galeotte
Liburne dette da’ Liburni Popoli dell' lllirico di eſſe inventori ,
e coflruttori, e inſigni Pirati, i quali in queſti mari predan`
do, ove era l'antico , e forſe diſtrutto Labrone. alcuna fia
zione . aſilo, e ritiro quì ſi edificaſſero , ſe da Liburna lia poi
derivato il nome del preſente Livorno, ed a fiſſare finalmente
chi primo ne ſuſcitò l’edifizio, unitamente all’ anno di tal fab
brica.- prima però di far quello convien fedelmente traſcrivere
le due Note del P. Magri citate da eſſo nel Paragrafo III. ſe
gnate alla fine del ſuo libro co’ numeri z. e 3., poſte le quali
ſi dirà ciò. che più a propoſito ſembrerà non tanto ſopra la
derivazione del citato nome di Livorno, quanto ſopra gli edi
ficatori , e tempo di tal Fabbrica, con documenti ſicuri tratti
da incontraſiabili Autori, e da Contratti autentici certi afficu
ratori della verità.
Dice adunque la Nota del noſtro Autore poſta ſotto
numero z. così:
Agoſtino Giaflìniani al fine del primo Libro delli Annali di
Genova nella deſc'rizione della Liguria così fi‘rive: Secondo la
Sentenza di molti Autori Livorno ſu edificato da Ligure figlio
di Fetonte fuggito dall’incendio; fin qui il netto Autor Giufli
”ioni , e Gio. Batti/la Grimaldi nelle ſiae Memorie MSS. , e Tolo
meo al Libro terzo , Capitolo prima , con‘ lo chiamano , il che eo”
flma col Libretto flampato in Firenze ſull' origine di Livorno finto
nome del vecchio Ro/accio , che dite l’iſteſſò , e lo mette feconda
Tolomeo fabbrica” l’anno del Mondo 23 2 5. . ne dzfi‘orda dalle
memorie antiche finora trovate , ed è ben degno di ripren/ìone co
lui , che fmoſi Nocebiero della fila propria volontà per capriccio
mn
or LIVORNO. 29
mette fuora altra origine, non avendo altra jlella tramontana, cbe
la propria opinione , colla quale ancora corrono que’ moderni , che
danno il nome di Labrona, o Labrone, in vece di Livorno, e il
filo naſcimento del z 300. fabbricato dat' Toji‘ani per comandamento
d’ Ercole Libico , o Libatno , e perchè non appari/ce altra Autore
che lui , nemmeno Orizonte , di dove ſpunti il Carro di que/ia in*
ventata, e nuova Aurora, ſi la/cerà correre col ga/ligo , che ſi
merita, al ſito precipizio , giacche/degna il Sole della verità ap
provata da tanti Autori gravtffimi.
La Nota del P. Magri ſorto numero 3. dice cos):
Fatica incredibile ſi è fatta per la dt/cordanza delli Autori ,
ſiccome ſi avverte in tutta l’Opera , al che deve ſupplire la pra
denza del Lettore , [Zante le diverſità delli Arcbivj , da’ quali ſiſòn
cavate que/Ze memorie , e uſando Piſa contare un’anno avanti, e
lo ſtile mercantile il prima di Gennajo, e i Fiorentini principiando
a cantar l’anno dal a 5. di Marzo, cioè ab lncarnatione , oltre la
varietà delli Scrittori sì ſacri, che profani nel ſiffare gli anni del
Mondo, ci ha dato non poco imbarazzo.
Poſto tal Letterario contante in villa di chi legge non ſa
prei dir, di qual peſo, è da notarſi, che quello nome rullan
tivo proprio Livorno , il quale in latina lingua diceſi Liburnu:
Labro, ſpecificatamente , anzi individualmente indica la Città ,
e Porto di Livorno come ii legge in Cicerone, nel Volterra
no, e nell’ Alberti (r), ma che ſotto quel nome di Liburnus
eſſer può ſoggetto a più ſignificazioni, che lo rendono equi
voco.
Primieramente dato viene il nome ſuſtantivo latino di Li
burnut in numero ſingolare, e di Liburni in numero plurale o
all’ individuo, oppure a tutto il compleſſo de’ Popoli della Li
burnia, i quali narra Servio (z) aver tratta la loro origine
dalle Amazzoni conforme cantò Lucano (3)
Pu

(1) Cicero lib. a. Epiflolar. Epifl. 6. Raphael Maffcius diana Volatcr.


Comment. Urb. [ib. s. Al m deſcr. d'Italia pag. 24,.
(a.) Servius in lib. 1. Encid.
(i) Lucan. lib- a.
;o I s 'r o n r A
Pugnaceſizue mari Graiarum claſſe Liburnor t’rc.
e Virgilio (i)
Illincor penetrare linux, atque intima tutur'.
Regna Liburnorum , ó‘ fonte: ſuperare Timavi ó‘e.
e queſta region de’Liburni, che Liburnia ſi appella , è parte
dell’lllirico, che all’ Occidente nel più intimo receſſo del ſeno
dell’Adriatico .Mare è poſta , e verſo l’Occidente ha l’Iſtria,
e la Dalmazia verſo Mezzogiorno, e Oriente (z), da cui di
viſa viene , c ſeparata per mezzo del Fiume Tizio. Bindi da’
moderni Geografi viene riconoſciuta uua parte della moderna.
Croazia per una parte dell’antica Liburnia (3). Seno Libur—
nico viene ancora appellato il mare di Dalmazia, lo che ri
cavaſi da Plinio (4), il quale chiama la Schiavonia, e l’lſtria
Liburnica Inſìilie.
Per Liburni s' inteſero ancora da’ Latini quegli Uomini,
che eſercitavano l’ufizio di chiamare alla Città dalla Campa
gna i Cittadini, e qualunque altro Suburbano, allorchè chia
maci veniſſero. e uoi diciamo, citati da’ Magiſtrati , dalli Juſ
diccnti, o da’Giudici, lo che conſona a maraviglia co’ noſtri
Mcſſi, che ſoliti ſono portare gli ordini, che da' tribunali pro
vengono , volgarmente detti Precetti. Di tali Liburni, o Molli
cantò il Satirico Giovenale (5)

. . . . . . . . . . Pri/”ur clamante Liburno.


Currite , jam ſedie , rapta proper-:bit ab alla ó“c.
onde corregger deveſi il noſtro Autore. che nella ſua Nota
ſegnata di numero t. inſerita nella Nora noſtra al Paragrafo Il.
corriſpondente, currite, dice, jam cadit, dovendo dire jam fidit.
Fu

ſi) Virgil. lib. i. Eneidum.


(z) (teixnnue lor.0rb.Antiq. edit. Lipſ. anna-;31. pag- 435
(i) [dem ibidem .
(4) Plinius lib. zt. cap. 16.
(z) )uvenalis Sat. .i.
DlLlVORNO. 3x
Furono perciò da’ Romani i Meſſi appellati Liburni da’ Popoli
della Liburnia, ove o un tale uſizio ebbe origine (l) oppure,
perchè di Libumia erano quegli, che tal ufizio fra i Romani
elercitavano (z).
Detti parimentc Liburni furono coloro, che nelle Letti
ghe, o Seggettc portavanoi ricchi, gl’impoccnri, c quelli,
che volontà avevano di uſare un ſimil comodo, come li ha da
Giovenale (3) , ne manca lo ſteſſo Satirico di aſſicurare eſſer [lara
appellata Liburna la Lettiga ſtelia, o Seggctta .
Liburne, o Liburn.che ancora li appellarono da'Romani
una certa ſpecie di Navi (4) agiliſſimc per la lor collruzione , e
velociflime perciò al cammino nella navigazione , che Livio
chiamò (5) leve: Bin-mes, che io per la velocità le aflbmiglio
alle GaleOtte de’ noſtri tempi, le quali i Liburni inventori edi
ficavano, e ſervivanli di elle per navigare ſcorrendo il marc
Ionio (cioè quella parte del Mediterraneo, la quale lopra l-_
foci dell’ Adriatico li ſpande fra la Sicilia, e Creta, in ogg.
Candia) e perciò i Greci il mare Ionio al dir di Plinio (6).
dividevano in mare Siculo , e in mare di Creta , e facevano
preda de’ legni, che ſe li paravano avanti, e nell’Ifolc sbai
cando terrore, e danno apportavano al dir dell’Illirico Ap
piano (7), che ſcriſſe così: E’yémro AcBqua) yém ‘e'repa.
l’AAupaù'iv, o‘ì ri” l’a’mav x) ràc ”ia-u; ëàáçeu” mwlv bui”:
*re 19 “604m, 39” 'éfl rüv Fay-0:70: rà uoüpz ng‘, ó-Eéz ("upon
Aipwvíìac ‘rpoo'aayopeóouon , cioè I Liburni filrono tm' al!”
razza d’ Illiriam' , i quali facevano il Corſaro per il mare Ionio,
e per l’I/ole, che ſimo in cſſo con Galeone corridore, e leggiere,
perciò le Biremi corridore, e Ieggiere fimo oggigiorno da’Romam
chiamate Libm'niche , e Luciano (8) nel Dialogo intitolatc
E'pwrec , dice così E'ir’ I’raiu'av mi fleîv Bravaupény ”zu
morir flip” sòrpércqo *rérm 7G” dmpófuv , al: Hail-:qu xpñüa
Aipvproì Jonin-w, P3”; l’am'çn xóllrgo {ammo-për”, che vu(
dire

(I; Ambr0_ſ..Veſbo Liburni . (z) Idem ibidem. S3) Iuvcnal.Sar. 3


(4 Idem [bid. (i) Livius lib. 3. Dec-4. (6) P in. [lb-4.
(7) Appian. lſt. dell'lllir. (8) Lucianus in Dial. sìfum.
32 [STORIA
dire :meditando ia di navigare in Ira/ia mi fu alle/lira una Nave
leggiera , e corridora di quella ſòrte di Galeatte a due ordini di
remi , di cui ſi ſervono molttffimo i Liburni , nazione , alte abita
intorno al ſeno Ionio. Più chiaro leggeſi ciò in Vegezio (i),
il quale ne fa una lunga deſcrizione; e Orazio (a) nell'Epodo
Ibis Liburnir inter alta naviunt ,
Amice, propugnacula.

laſciando da parte Silio Italico (3), Lucano (4), ed altri in


finiti.
Corregger mi conviene , giacchè delle Liburne, o Libur
niche ſi favella, il noſtro Autor Magri , il quale nella ſua
Nota prima inſerita da noi nella noſtra Nota' II. al Paragrafo
ll. corriſpondente porta il Teſtimonio di Svetonio Tranquillo
ſulle Liburne, o Liburníche , o vogliam dir Galeocte ſcorretto
(5) dicendo utrobique parte Liburnorum demetſa, che dir dee
utrobique parte Liburnicarum dealer/a -
Tutto ciò norato, io dico, che queſto nome Livorno ,
quale indica ſpecialmente la Città , e Porto noſtro di Livorno
in Toſcana , che ſu prima appellato Tempio, e Capo d’ Er
cole Labrone , e poſcia Livorna , indi Livorno, ha la ſua de‘
rivazione non dal Fiume Arno, onde dir debbaſi Libarno ,
poichè molto è diſtante Livorno dall’ Arno, al che non riflettè
il Sabellico (6), non da Ligure. figlio di Fetonte ſecondo le
Anniane favole ſeguite da mille Liguri, ed cſterni lſtorici (7) ,
prendendo così il coſtume ad imitare de’ Pagani Scrittori , de'
ì quali

'(n) Vegetius de Militia cap. 4. 7. 13. & zz.


(a) Horatius in Epodon. Ode a.
(3] Silius Ita‘. lib. 13
(4) Lucanus lib. 3 Pharſ.
(s) Sveton. in Auguſto cap. i7.
(6) Sabelhcus Tom- z. Oper. Eno. to. lib. 9. pag. 1038.
l‘1) Leand. Alberti deſcr. d'ltal. pag. 9. Caſati Ann. Genuenſ. in
tom. VI. Rer.1tal. Sabellicus loc- ſup- cit. Giuſtiniani Anna]. Gen. Iib. i.
{ul fine Deſcr. della Liguria . Bagatto Stor. Umv. [ib. r. pag. i:. Philip
pus Bergom- in Ck”. lnteriani Stor. di Gen. lib- z. 4. 8t ſeg
DÎleonNo. 33
quali ſciocco llìle fudi conſacrare le origini de' Popoli, e delle
Città , perchè le ignoravano (r), agli Diil, o agli Eroi, come
autori delle medeſime, onde dir debbaſi Liguria, o Ligorno;
non dal corrotto nome di Labrone, come pensò il benchè
dotto Targioni(z), ma dalle Liburne , o Liburniche Galeotte,
che i Liburni Popoli dell’Illirico uſarono (3), ſeppure efii
medeſimi non furono i -riſtoratori di queſto Labrone , allora
uando ſcorrevano i mari d’Italia (4.), onde le daſſero il no
me di Liburna, da cui poi il nome di Livorno derivò, ſuſci
tando quivi alcuna ſtazione per loro ritiro, e de’ lor Baſtimenti.
che così verrebbe ſenza contradizione a verificarſi il teſto di
Zoſimo (5) riportato da Cluverio (6); che pone i Liburni in
Italia; e Labrone, nome anch’eſſo proprio del noſtro Livorno
e nella Latina. e nella Toſcana favella ha la ſua origine da
un Tempio ivi edificato in onore di Ercole Labrone dai Pa
gani, che a ſuo tempo (7) li dirà da chi.
Che, ove è al preſente Livorno, o per più individual
mente ſpiegarſi, dove ora è la Fortezza detta vecchia , ſtato
foſſe una volta edificato, e gran tempo ſuffiſteſſe, un Tempio
ad Ercole Labrone, e non Labrona, o Libarno, come nella
ſua nota ſotto num. 3. ſcrive malamente il noſtro Autore,
dagl’1doiatri dedicato, e non per comandamento d’ Ercole
Libico , o Libarno, come non troppo bene dice il noſtro Magri
nella ſoprailegata Nota 2.. io lo ricavo ſicuramente dall’ Iti
Agzerario, che va ſotto nome d'Antonino Auguſto, il quale ſulla
via Aurelia ſègna così (8).
Vadi: Volaterni:
Ad Herculem m. p. xvrr.
Piſ.e m. P . xm. E e dall’
(I; Petav. Bat.'Temp. part. r. lib. r. cap. 7. _
Targiom Viagg) ec. Tom. a. pag. 14:. ediz. di Pir- 11”,
(a) Cocchi Ju‘ Bagni di Piſa pag. tz. cap. l- not. t.
(4) Antìclmä Rom. dell’lfiria del Sig Preſidente Carli lib. x.
(s) Zozimus Hifi. li . _5.
(6) Cluverius [tal. nnq. Tom. l. 933.468.
Nel Trattato di Livorno Sacro.
Tom. ro. Anon.
Sen Ret. Ital- col. Diſſert.
Mediolanenf. m, CoromiaP h. de Ita!. Med.
' Aevi in
34. l s T o n I A
e dall’Anonimo Ravennate, quale pure ſegnava).
Herculi: .
nel Littorale della Toſcana. Ne era queſto dentro terra, co
me alcun potrebbe dire, nella via Aurelia, poichè una branca
della via Aurelia, 0 Emilia di Scauro ſi partiva dal Ponte
della Fina paſſato Vada , e per le Parrane conduceva a Li—
vorno ad Herculem, indi a Piſa, donde ſi congiungeva colla
via principale, che da Vada per la Valle della Fina tirava a
Colle Salvetti, indi a Piſa (2), lo che io in più viaggi ap
poſtatamente fatti in quelle parti ho voluto ocularmeute eſa
minare .
(Anello Tempio d’Ercole Labrone diede il nome ad una
Cala, 0 Porto contiguo. ed anco ad una raccolta di abita.
zioni poſteli d’intorno (3). Ne io ſo intendere per qual ra
gione il Franceſe Claudio Rutilio Numaziano , che fiori ſotto
l'ImPerio d’Onorio Auguſto, e incominciò il ſuo viaggio da
Roma in Francia per mare nell' Autunno dell’ anno del Si
gnore 415., (4) nel ſuo ;Itinerario marittimo , detto cosl
più dalli Stampatori , che dall’Autore-(s), a Venerio Rufo
dedicato, non faccia menzione alcuna del famoſo decantato
Tempio d’ Ercole Labrone , che nel lido, ove or è Livorno,
ſicuramente ſuffifleva, ed ove è al preſente la Fortezza detta
vecchia in detta Città, fama è , e tradizione, che edificato
foſſe (6). Si trattenne quefio Pagano Scrittore per alquanti
giorni in Turrita terra non ignobile in que’ tempi (7) aſpet
tan

(i) Anon. Mediol- Diſſ. Corograph de ha]. Med. Aevi Tom. &Scr
Rer. ha]. col..9._-o._ Vide Porch_cron ad Anon. Ravenn.
(s) Targiopimem-
(z) _Grifoni Viaggi &c. Tom-
Vedilo infine a.delpag. r4:. edi:.
preſente di Fir-
Volume ſottor1”.
Lettera?
fui principio ._
( ) Noris Cenotz Pif. cap.. r. pag. 9.
(5‘) Gaſpar Bmluus in Animadverſ. ad Rutil. Numat. edit. Prantofurt.
ann. 1623. Tipis Weehelianìs.
_ (6) V. Targlom Tom. e. Viaggi pag- ”3. Grifoni mem. ann. lroo.
m fine del ,-5 reſente… Yo]. ‘ſotto le”. P.
u) mal“. ma. m. e140. Cluverins iui. antiq. Tom. i. 1:25.463
D1 LIVORNO, 35
tando tempo favorevole per imbarcarſi anzi. preſe qualche
pratica della campagna a cagion della caccia, di cui ſi di
lettava, come egli ſcrive (r).
E perchè laſciar priva .della deſcrizione di queſto Tem
pio la poſterità? Starei francamente per dire. che Rutilio non
abbia fatta menzione del Tempio d’Ercole Labrone , pe
rocchè a quell’ ora . Per le ruine, e danni cagionati all’Italia
tutta da’ Bai-bari Goti , demolito, e diſtrntto . ſarà {lato il ſito
convertito in altr’ uſo, e forſanco in Chieſa de’ Criſtiani, che
egli altamente odiava; perocchè già da gran tempo in queſte
partì, e nell'lſolette vicine Capraia, e Gorgona, la quale ſu
un tempo l’Aſilodelli Arciveſcovi Piſani oppreſſi dagl'lmpera*
dori (z), la Criſtiana Religione era annidata. ~
Che la Religione Cattolica fiſſato aveſſe il ſuo piè nell’I
ſolette Gorgona, Margarita da’ Cattolici appellata. e Capraia
del 415. di Grillo, quando fè il ſuo viaggio per mare da Ro
ma in Francia Rutilio ‘Numatiano fecondo i conti del No
ris (3), la ſicuriſſima, e innegabile teſtimonianza dello ſteſſo
nel ſuo Itinerario, in cui pone in ridicolo que’Santi Monaci
di Capraia. lo manifeſta. Odaſi adunque (4)
Proceffii Pelagi' jam ſe Capraria tolli't,
Squallet luctfugt': ~Inſitla plena virir.
Ipſi ſe monachos .Grajo ,cognomine dicunt.
Qiod fili nullo vivere te/le volunt.
Munera fortuna metuunt, dum damna verentur ,
Qui/que ſponte miſèr, ne mi/èr efie queat.
Quanant pei-verſi rabier tant ſlulta cerebri,
,Dum mala formider, nec bona poſſe pati' .3
E a
Si'
(r) Rutil. Numat. ltin. Mani. lib. r. verſ. zz).
(a) Orlcndius Otbis fac. & prophan. p. r.:llb. 4. cap.4. Tronci Anna].
Piſ. pag. m. e lat. Muratori Anna]. Ital.‘ann. ”'67.
{5) Noris Cenotaph. Piſ. Diſſ. l. Cap.r- pag. 9.
4) Rutil- Numat. 1tiner. Marinlib I. verſ. 439- edit. FrancOful’lian:
ann. 16:3. Vide Animadverſ. :40. I primi due Diflici ſon ,riportati ancora
dell'Autore dell'moria di Corfica Lib. I. pag. 86.
36 ISTORlA
Sive Suor repetom ex folio erge/lido pm.”
Tri/lia fin nigro viſcere felle tamen:.
Sic ”inline bili: mortum aflignavit Homer!”
Belln‘opbonteir Salicitudinióur.

Chei Monaci, quali ſervivano a Dio nella Capraia. foſ


ſero anco nell'lſoletta, da Crifliani Margarita appellata, per
fuggire, e rigettare il favoloſo nome di Gorgon del Gentile
fimo, già penetrati, lo danno a vedere i Bollandiani nell’O
pera celebratiflima intitolata = Aſia Sanflorum fotto il di 22.
di Maggio._ove diſcorrono della traslazione del Corpo di S.
Giulia Vergine, .e Martire dall’Iſola di Corſica fatta da quei
Solitarii da celeſte avviſo informati, ma meglio ciò ſi ricava
da i due libri dati alla luce del Celebre Franceſco Maria Fio
renríni Patrizio Luccheſe, uno ſulla primitiva Criſtianità di
Toſcana. e l'altro appellato = Note al Martirologio Gero
mmiano. =
Che per mezzo di queſti Monaci, oS'olitarj nelle due ſo
pra menzionate lſolette Gorgona, e Capraia s’ introducefiè
la fede di Gesù Criſto, e chi lo nega? Baſta leggere atten
tamente di qu‘eſto pagano Scrittore nemico del nome Criſtia
no il nominato Itinerario per rilevarne la verità.
Se poi foſſero delL’ Iliituto, e ſequela di quel S. Antonio
Prete Luccheſe primo Cultore dell’ Eremo di Monte Piſano ,
e diſcepolo di S. Paolino primo Veſcovo di Lucca del Prin
cipe delli Apoſtoli ſeguace , che, dica ſopra -tal Santo Ere
mita, e ſopra la di lui dimora nel Monte Piſano Martini (i),
fecondo ciò, che ne ſcriſſe Franceſco Maria Fiorentini (z) .
oppure dell’lſtituto di Oriente dell’Egizio Antonio Abate. e
per mezzo d’ Atanaſio venuto a Roma , e ſparſo per le Pro
vincie a Roma vicine, e per le 1ſole del Mediterraneo (3)
perocchè dell’ Ordine di S. Benedetto eſſe'r non parevano, men
tre
(I) MartinùnAppend. ad Thearr. Baf. Pil'. pag. 48.
(a) Florentinus de Etruſ. Pict-Originibus pag. uz. 11_4- & ras-cap”.
Grifoni Mem. ann. 520. Vedi in fine huius Volum. -ſub- Ln:. P.
(3) Baronia: Annal- Eccl. ad ann. 3:8.
DILIVORNO. 37
tre del 416’. del Sig., quando Rutilio fe’ il ſuo viaggio marit
timo (i) ſecondo Noriſio, Benedetto il gran rinovatore, e con
fermàtore del Monachiſmo in Occidente (a) non era ancor _7
nato , lo che fu l’anno 480. e mori l’ anno 543. (3), e ſolo rin
novò, confermo, o riformò lo ſcaduto Monachiſmo dall’ O
riente nell’Occidente penetrato per mezzo d’Atanaſio ,ì ſecondo
il Baronio, l’anno di Chriſto 494. (4), o ſivvero, e meglio
l’ anno 520., conforme ſcrive Anſelmo Veſcovo Avelbergcnſ'c
in Saſſonia riportato dal Dottiſiimo Mabillon Autore delli
Annali Benedettini all’anno 1,480. (5), oppure de’ Romiti da
Agoſtino trovati nel Monte Piſano (6)., e per lìEremi preſſo
il Tirreno Mare (7), i quali ebbero da lui la regola , queſta
è queſtione , che io ad altri laſcerò decidere .
Soltanto , per comprova del già detto aggiungerò , che
fra le Lettere del P. Sant’Agoſtíno una ſe ne legge da ell'o
ſcritta ad Eudoſiio inſigne Anacoreta Abate di Capraia e di
Gorgona (8), la quale fra le Agoſtiniane è la ottanteſima pri
ma notata anco dal; Mabillon all'anno 494. (9), ne mancano
Scrittori (to). che afficurano eſſere ſtati i Monaci di Gor
gona, e Capraia, de’ quali all’ Abate ſcrive S. Agoſtino , ſe
guaci della ſua Regola .
Giacchè di Capraia menzionata da Numaziano ſi ragio
nò, ardiſco dire, che parmi opportuno il correggere due
Scrittori del mio Ordine., uno detto il P. Tommaſo Errera
Spa

zi) Noris Cenorapb. Pil'. Diſl'. r. Cap. t. pag. 9.


a) Anna]. Benediaini Tom. I. ad ann. 480.
(z) lbidem Tom. i. lib. 5. 04.116. Berti Brev. Hifi. Eccl. Sac. VI.
cap-4- pag. 236. & pag. :44. 8: Not. a.. ejuſdem pag. edit. Piſ. ann- i760
(4) Baronius Annal. Eccl. ad ann. Chriſti 494.
(i) Anna]. Benedit‘l- Tom. l- lib. a.. pag. 57
(6) Petrarca de Vita ſolit. Florentìnus lib- ſup. cit. cap. 9.
' 1) Taurellus Szc. Augufl. ad ann. 388. Tom. l. num. h Vid. Gri
foni em. ad ann. (îhrifli 3:0. & 390. in ſine hujus Vol. ſub litt. P.
(8) Orlendius Orb. ſac. 8: prophan. p. i. [ib. 4- cap- 4.
(9) Anna]. Bened ad ann. 494.
(n) Petrus Creſcentius Rom. in lib. cui tìt. eſt Preſidio Romano, o ſia
della_ Milizia Banfi-311i:- edi?, . Placenh‘grflſhlib. a.. narr. 7. pag. 343.
Vedi anco Mein. Griſoni ann. ”0. loc. ci:.
38 Is'ronra
Spagnolo (i) , l’ altro il Padre Lodovico Torrelli.BoIogneſe
(z), i quali allucinati da’Carmi ſtelii di Rutilio da noi ſopra
riportati, e da eſſi non troppo bene inteſi, preſero Capraia
Iſoletta del noſtro Tirreno mare per l’amena Iſoletta di Ca.
pri otto miglia diſtante da Sorrento , e tre da terra ferma nel
mare di Napoli, vergognoſa delizia del laſèivo Tiberio (3), per
la noſtra di Capraia. Ritorniamo adeſſo a Labrone .
Dico pertanto primieramente, che intanto Rutilio non
fece menzione del Tempio d’ Ercole Labrone in queſto lido
una volta edificato, perchè o diſtrutto da’ Goti devaſtatori
della noſira Italia, lo che additar volle il precitato Scrittore.
quando cantò (4) :

Pojiquam Tuſèur ager, po/lquam Aurelia: Agger


Perpeffi” Getiear eri/è , vel igne manu: ó:. ì

o perchè forſi convertito era in Chieſa de‘Criſtìani, de’ quali


la Religione eſib molto odiava,come da’ſuoi Carmi (5) deduce
ſi, e da ciò, che contro iMonaeiſoprammenzionati nell’Iſolette
Gorgona, eCapraìa dimoranti ſcrive, come notò Targioni (6),
Secondariamente dico, che il Tempio d' Ercole Labrone fu quel
lo , che diede a quella cala, o ſeno il nome di Labrone , e
ciò ricavaſi da Cicerone , il quale ſcrivendo a Quinto ſuo
fratello le dice così .a Lueejum convenire non power-4m, .quod
abfuerat. Videre autem volebam , quod eram po/lridie Roma exi
tura: . 2”?“ quod ille in Sardiniam iter .bmw. Hominem con
veni, 29" al eo petivi , ut quam prima”: te nobis redderer. Stati!”
dia-it: era: autem imrm', u: ajebar , ad tertium Ida: _Aprilir ,
m aut Labrone, aut Pi/ir'conjcenderet , e vuol dire , che Luc
ceio, che dovevaſi imbarcar per Sardegna, a Piſa , o a Labro
ne
(i) Thomas Errcra in Alphab. Anguil
(a) Taurellus in Sa‘c. Augufl. ad ann. 598.
(3) Svetonius in Tib. cap.. 60.
(4) Numarian. Irin. Mar. lib. r. verſ. 40.
{1) Numatian. ibid. lib. r. verſ- 371. uſque -ad 398.
6) Targioni Viaggi .ec. Tom. h_ pag. m. ediz. prima del 1751.
(7) Cicero Epiflolar. lib. a. Epiſi. 6._
anrvonNo. 39
ne farebbe venuto per terra per imbarcarſi in uno dei due
luoghi, ove trovato aveflè più pronto l’imbarco . Dunque per
autorità di Cicerone Labrone dicevali queila CalenCapo- Se
no, 0 Porto, ed era vicino a Piſa , ed ineſſere anco ai ſuoi tempi.
Non m’è però ignoto ciò, che il dotto Cocchi (1)0bietcò
al citato Teſtimonio di Cicerone ad Aiutu”: -Fratrem, do
verſi , cioè , intendere più toſto di Salebrone mentovato nell’
Itinerario d'Antonino, come eredercno ancora il Volterrano
(2), e il dottiflimo Veiſièllingio ‘(3). Ma , con buona grazia,
e con ſomma riverenza alla memoria de’citati celebri Scrit
tori, dirò, che per ritrovarſi moltiflimi errori, come gli Ern
diti mi concederanno , in queſti Itinerari, lia quello ſotto no
me di Antonio Auguſto, o ſia nell' Itinerario marittimo , lia.
nella Tavola Peutingeriana, che par fatta nello ſteſſo Secolo,
che l’ Itinerario marittimo, cioè ne’tempi d’ Arcadia, , e Ono
rio (4),, lia nell’ Anonimo Ravennate, che l’Anonimo Mila
neſe, cioè il P. D. Gaſparo Berretti Benedettino (5) dice eſler
Guidone Prete di Ravenna, e che 10 credo col Targioni (6).
che egli o ricopiaer dalla Tavola Peutingeriana , o eſſo, e
l’imperito Autore della Tavola Peutingeriana copiarono da
uno ſteffo originale, tanto ſon ſimili gli errori dell’uno , e dell’
altro, parmi li deva intender Cicerone non di Salebrone , ma
di Labrone, non per altra ragione ‘ſe non ſe per quella ad
dotta da Fra Leandro Alberti (7), ove di Livorno diſcorre ,
cioè , che Salebrone , quale io credo col Cluverio (8) eſſer lo
fleſſo che Buriano apud influxum Salqbronir Amm': i” Lacuna
Pn'lem, nell’ Itinerario d’Antonio ſegnato (9) da Roma ad
Arli

(r) Cocchi Siro d‘e' Bagni di Piſa pag. n. nelle Annota:.


(a) Raphael Maffeius Iib. g. Georg.
(3; Verflellingius Verb. Livourne .
(4 Velſerus rn Tab. lrin. Peuringer. .
(s) Ann. Presb. Raven. apud Anon. Mediolan. Dill'err. Corog. de
Iral.(r;1›ed.T^ev_i in 30m-
argloni iag i XT.. om.
Scr.l Per-
o a Ira].
. ra col.d9.
. e iz.833;:
\ mr.. ſi
(7) Alberti Deſcr-gd’ Ira]. papi’sz (fa. ' ”m
(8) Cluverius ha]. antiq Tom. I. ”3.464.
(9) idem 918- 4”
40 ISTORlA
Arli per la via Aurelia è diſtante da Caſtiglion della Peſcaia
poſto alla bocca deUa famoſa Palude detta lago d’Aprile (r),
Prelio da Cicerone (z), e-,Prile a tempi (z) di Plinio, dodici
miglia , e Labrone diſflñndal Lago di Prile, o ſia Caſtiglion
della Peſcaia miglia di terra‘ Go., onde eſſer non può il Sale
brone notato -dal Voſtcrrano, dal Veiſſellingio, e dal Cocchi
«quello,di cui fa menzion’ Cicerone , ma il noſtro Labrone
poche miglia da Piſa diſlantet poichè non parrebbe una can
zonatura ſar correre un’ uomo da Piſa a Labrone diſtante per
terra non dodici, o quindici miglia , come Labrone è diſtante
da Piſa, ma 60., e più miglia per imbarcarſi con ſollecitu
dine, quando ſecondo il modo di ſcrivere dello ſteſſo Cice
rone pare , che Luccio non trovando pronto imbarco in
Piſa, dopo poche ore di tempo deva ritrovarlo a Labrone?
Fiſſar dunque parmi conſcntaneo al vero, che di Labrone,
or Livorno, intender debbaſi Cicerone nel ſopra citato teſti
monto .
C-he dal Tempio di Ercole Labrone qui edificato il no
me prendeſſe di Labrone queſta Cala , -Capo, 0 Porto , io lo
.deduco da Tolomeo, il quale nella ſua Geografia nel Littorale
della Toſcana nomina, e ſegna un luogo da eſſo chiamato
fl'pumooc’iepdo cioè Tempio d’ Ercole , ne mai ſi ritrova quel
vLiburnur Portur tra Populonia, e Talamone , che nelle verſioni
latine di eſſo Tolomeo ſi legge , ed è indubitatamente-aggîunto
dagl' Interpetri , o da qualche Gloſſatore , nel greco teſto di
Tolomeo (4) . il che (è foſſe ſtato maturamente oſſervato dal
Volterrano, e da Leandro Alberti (5), parlando di Livorno ,
non ſi ſarebbero fidati delle traduzioni di Tolomeo, nè di To
lomeo ſteſſo, che in deſcrivere molte ſituazioni de’ luoghi s’ im
brogliò , perchè ne .raccolſe la deſcrizione da vari Portolaoi,
eWaggiatori (6). Colla

(i) Cluverius i'bidem pag. 474.


Cicer. Orat. pro Ann. Milon.'\li'de apud Cluver. - ag. 474. _
(3) Plinius apud Cſnverium, & apud Hermolaum m orred- leiau.
(4) Vedi Cocchi Annot. al Cap. l. ſul ſiro de’Bagni di Piſa
(z) Volaterranus Comm.~Urb. llb. z. AlbertiDefcr. d' 1111.111844- fa.
(6) Targioni Tom. 11. Viaggi cc. pag. 14:.
ntLtvonNo. 4x
Colla dovuta tara adunque in ciò, che li conviene, par
mi che piuttoſto creder debbaſi al Greco teſto di Tolomeo,
allorchè dice H'panàeaucìepìv cioè Tempio d’Ercole, che a ſuoi
Gloſſatori , ;quali pongono quel Library”: Parra: tra .Populonia ,
e Talamone, che non vi fu giammai. Sembra, che in ciò
convenghino e l’ Itinerario d’ Antonino, e quello dell’Anoni
m0 Ravennate, quali ambi ſegnano (r).

Ad Herculem .
Her-adi: .

Vaglia però ciò, quanto può valere , quello , che in ſe


non ammette dubbio ſi è , che queſto Tempio d’ Ercole era
nella ſpiaggia tra Vada , e Piſa. Nè può eſſere Port’ Ercole .
tale detto .dall’ lſola ad Ercole ſacra Signatur ab Hercule Por
tur fecondo la fraſe .di Numaziano (z), poſta in faccia alla
Torre dell’Avvoltore, e al detto Porto già detto Cofano dalla
vetuſta diſirutta Città di Colli (3), che reſta ſopra Vada , Po
pulonia, e Telamone, ma tra Vada di Volterra per ſervirmi
delle parole di Numaziano (4), e Piſa, e non nella Spiaggia
tra Piſa. e Luni . o dentro terra, ma ſul mare, come Ii notò;
e il Labrone di Cicerone, il quale era accanto ad una Cala,
Capo, o l’orto, è il noſtro detto Labrone, dal Tempio d’Ercole
Labrone così denominato, che poi ſu detto Livorna da Li
burni, o da’ loro legni, che Liburne appellavanli, ora chia
mato Livorno.
E ſiccome non s’è perduto il nome del Tempio d’Ercole
- Moneco. che ha poi data la ſua nomenclatura correttamente
a Monaco in Riviera di Genova, nè il nome di Porto Venere
per l’antico Tempio di Venere, che colà una volta i Pagani
F er`

(a) Anon- Medio]. Diſſ. Corogr. de Ital. Med. Acvi in Tom. X. Scr.
Rer. 'tal co!. 9. 8t io.
(I) Ruril. Inn. lib. l. vel'. 293.
(a) F1rnab.us in roms_ ad vcrſ. 168. Eneid. X. Virg
(4) Rutil. [rin. Mar. ilb. I. verf. 4”.
42 [STORIA
ergerono . che Porto Venere [i appella (i), nè 'di-Port’ Er
cole detta pria Porto Ceſano (z), cos) non s'è perduto c’ol
decorſo de’ Secoli quel nome di Labrone dal Tempio d’Ercole
Labrone derivato, che i Fabbricarori di efl’o, i quali queſto
falſo Nume avevano in gran divozione per la prorezione, che
gli attribuivano della navigazione, alzarono nel luogo, dove
ora èla Rocca della Fortezza vecchia, che dette poi il nome a
tutta quella punta. o capo di terra, che reſtava all’imbocca
tura di Porto Piſano, e alle abitazioni, che poſte erano al
Tempio ſteſſo poco lontane (3). Vedaſi la noſtra Carta Ico
nografica fotto Lettera C, in cui Labrone anricofupponefi quel
{ico attorno alla Rocca' detta della. Conteſſa Matilde diſtinro
dalle Lettere ZZ .
Che ſiaſi tal nome. di Fanum Her-culi:. ó" Caput Herculíjr
Lab-0m':- mantenuto dopo la diflrnzione di detto. Tempio in
ſucceſſo di tempo fino a"dl-nofiri, ricavati francamente dalle
Iſtorie di Monſignor Paolo. Giovîo VefCovo di Nocera, iP quale
raccontando all’ anno 1530. (4),. che il Commiſſario Franceſco
Ferrucci partì di Volterra, dopo averla ridotta- di. bel nuovo
all’ obbedienza, e foggezzione della Repubblica Fiorentina… cos):
di Livorno ſcrive Captoque itinere ſècundum- Cecina”: Amnm
ad Vada Vofaterrana dèfiendit, atque inde- per Libumumr anti
qu” Lab-amev turritum oppidum Piſa: tomendir, e diſcorrend'o`
dell’ Armata navale del Doria Generale del Re di Francia (5)
ea'inde, dice , ah infami Litta-e* Sardinia:- di/i‘edènter Liburni
Portum tenue”, quem antiquitu:: Ciceroni Lnóronem- fuiſſë con/Z”.
bodieque apud' incolar priji‘umv id ”0mm retiuet ,. e il Cluverio
aſſeriſce (6) che Livorno `è in quel luogo ,,. che nelli antichi
Itinerari fi trova ſegnato.
Al

(r) Iovius Hifi'. ad ann. 1494.


a) Farnab. in Noris ad lib. X. Eneìd. veri: 163.
z) Targioni Viaggi ec. Tom. e. pag. :43.
(4) Iovius_ lib. :9. Hifi. pag. 81.
(s) Idem lbid. lib. 16.
(6) Cluverins hai-Antiq. Tom!. pag. 468.
anrvenNo, 43

,Ad Hereulem
Labro
,Forum , ;'9- Porta: Herr-ali: Lalronir, nel Liburni .

Cosi il Chimente'lli De flonoreBi/èllii ..o ;ſia ſull'lſcrizione tro


vata al Porto .delle `Conche preſſo ,Piſa .del ,tempo delli Anto
nin‘i (r), ,Leandro ,Alberti .(2) il .Canonico Roncioni inedi
to .(3)4_11 çoçchi :(4), _e infiniti altri concordemente al Geo
grafo ;Cellario `(5) pongono Laino, Liburni” in latina lingua,
e nella Italiana favella Labrone, e vLivorno , .quale :ultimo da
Lilurnanella lingua latina, e da Livorno nella volgare favella
derivò, '
Dà altresì un forte indizio a’yirtuoſi di ,aſſerir .ciò , che
ſin’ ora s’ è detto, quel nome .corrotto .di .Calambrone. che
anco al dl d’oggi è _rimaſto ;alla bocca `di Foſſo Reale, ma
che , due Secoli fa, ſi dava allo _sbocco dello Stagno in Mare,
poſto più vicino a Livorno. Un tal ,nome di Calambrone . a
chi ben lo conſidera _ſembra evidentemente originato da Cala
Labrone , cioè piccolo ſcalo di Labrone, io di Cao Labrone ,
o Cavo Labrone _corrotto dal ,Latino Capa: Lalrani: ; poichè
un' angolo di Lido da poterſi chiamar Capo ,non .v'è in tutto
lo ſpazio tra Piſa, e la Cecina, che queſto detto Cavolabrone,
e Cavo Cavallo , e il ſempre _degno di riverenza ceiebrariſiimo
Cocchi fonda ſu queſto ſolo indizio, e _nomenclatura di Ca
lambrone (6) tutta l’aſſerzione ‘ſuddetta .eſprobrando pulita
mente al noſtro Autor ~Magri ,d’aver da Frate Annio da Vi
terbo preſe tante favole in preſtito,
Conviene adeſſo inveſtigare per quanto ſi può, .chi fodero
i fabbricatori di quello Tempio d'zErcole Labrone, di quella
F 2. rac

ii; Chtmentelli de Honore Biſellií pag. 230.


Lean: Alberti Deſcriz. d’lral- pag-:4.
(3) Roncloniilfi. Piſ- MS. in Magliab. pub. Bibi.
[4) Cocchi Slto de Bagni di Piſa pag. r:.
(z) Cellarius‘finir. Orb. Antiq. pag. 486.
(6) Cocchi fre‘ Bagni di Piſa pag. u- nelle Note.
44 'ñlñs-ronrA
raccolta d’abitazioni poliali intorno, o vicino, che Labrone
fu detta (che poi mancata, o in tutto in parte ſorſe i Liburni
Pirati ſuſcitarono, e detta Liburna fu da efli, o da’loro na
vigli, indi Livorno) ed in qual tempo ſiſſar ſi debba di eſſo
Labrone il fabrefizio.
,, Trovo nell'erudito Cocchi ſcritto (I), che conquiſtato
,, che ebberoi Toſcani Piſa, diventò queſta-parte del loro Im
,, pero, e che era vecchia fama rra’Greci, come dice Lico
,, ſione Poeta (z), che fiori intorno :50. anni avanti Gesù
,, Criſto, che non ſolamente hla era già fra le più inſignì
,, (,ittà d" Italia , quando vi renne Enea , ma di più che Tir
,, reno, e i ſuoi Compagni Erruſcni venuti in Italia-avendo
,, combattuto co'valoroli Popoli dilceli da’Giganti di Traeia,
(che altri io non credo foliero ſe non ſe i Pelaſgi detti ancora
Gigantei (3)) ,, conquiſtarono Piſa, e il Paeſe confinante coli'
,, Umbria.
Che i Toſcani da! tellè citato Scrittore nominati foſſem
i- Lidj dalla Lidia nell’ Aſia minore venuti mille anni dop
po il Diluvio con Dioniſio (4), e con Erodoto (5) Dempſte
ro (6) il dimoſtra, poichè gli Antichi Etruſciñ Indige’ùdetti
per ellère oltre ogni memoria vetuſti, e Aborigeni, cioè d'o
rigine affatto ignota, come il Buonarroti, e il Ciatti (7) prova
rono. vennero dall’Oriente , cioè dall’Aſia, o dall’Egitto, o
più toſto dalla Fenicia, come notò il ſempre riſpettabile Scrit
tor Toſcano Lami (8), non più tardi del terzo Secolo, o quar—
to dopo il Diluvio univerſale a popolar queſta parte, che To
ſcana ſi appello. (9).
02e
(i) Cocchi Sito de’Bagni di Piſa cap. a.. nella Nora a..
(z) Lycophron in Alexandra.
(z) Plinius lib.4., cap.4. Petavius Rat. Temp. p. r. eap.9. prop. fin.
Dioniſ. Halicarn. lib.i de Rom. Antiq.
(4) Dioniſi Halicarn. lib. r. Rom. Antiq… p. 14.
(s) Eſodo s libſi ro.
(6) Dempflcrus lib. I. cap. 3. Etrur. Reg. _
(7) Buonàrrori aggiunta al Demflero S. 4,7. Ciatti Perugia llluflrara
(8) Lami lez. d’Antich. Toſch. p. r- leur. pag.9. e [n.4. pag. 103.
(9) Pe_rav. Ra:. Temp. par. :. lib. r. cap. 9. mago lib. 5- pag. l’37
Dioniſ. Halxcarn. lib. r. Antiq- Rom. pag. u,
D-‘-11L²\VÒR;N0. 45
ueſta Nazione ſteſe il ſuo grand’ Impero'per tutta l’Ita
lia, ed ebbe Re patenti, fra’quali Arinno da Pauſania (i) Re
barbaro appellato( perchè non era Greco, ) e cosl'lcrill'.‘ l’Am
mirato (z), e il celebre Scipione Maffei (3). ñ ~ ~
Co’ Greci poi , e Latini Scrittori da Maffei (4), c~ Fonta
nini (5) citati li ha un barlume d’lſtoria , che dalla Tcſſaglia
i Pelaſgi calaſſero aſſai prima de’Lidj dell’ Alia minore, ‘e mol
te Regioni di detta Italia occupall'ero l'overchiandone quelli
abitatori Indigerii, o Aborigeni.o con-eli] (6) li unilîero ſec,
tecento lell‘anta anni in circa dopo il Diluvio tdi* N00,. come
da Dioniſio (7) ricavati. - . ,
Mille anni poi doppo il Diluviox, come c011’- autorità di
Dioniſio , e di Erodoco dice l'erudito *Den'i'pſtero (8), giunſe
in Toſcana una granmoltitudine di Lidi, che abbandonato il
nativo ſuolo nell’ Alia minore fra la Caria, e la. Frigia', ove
più non capiva , da Tirreno figlio minore di Aci Re di Li
dia guidata , inondò in un’tratto tutto il Paeſe, e ſc ne relè
padrona chiamandolo col nome~ del Duce 'I'i'ri‘enia, e il Mar
vicino Tirreno, cda Tuſco, e da Etrulco ſucceſſori di Tirreno
ſi *èangiò il nome di Tirrenia in Tuſcia, ed Etruria (9). Ve`
~danſi le note erudiriſſime fatte a Setvio Comentator di Virgi
lio dal l’. Daniello (lo).
uelli fono i Toſcani, de' quali ſembra a me cne il Coc
chi dilcorra nel ſuo da me ſopra allegato Teſtimonio (u), e
quelli credo liano i Lidi vincitori de’ Giganti, che ferono. ri
Vi

(i) Pauſania: lib. z. pag. 40;.


(t) Ammirato [ſi. Fior. lib. I.
(z) Maffei-ls Scipin lib. a. Parr. r. de Ital. primit.
(4) Maffei ibid. parr. a. lib.:.
(x) Fontaninius hb 1. cap. n. de Antiquime Hortat.
(6) Pceav Rn. Temp part- -- lib. r. cap. 9.
(1) Dioniſ. Mlicarn. Rom. Antiq. lib. l'as-I4
(8) Dcmpficrus lib i. Etr. Reg. cap. ;
(9) Ammirato m. Florñ lib. t. Fan-:bin: in lib. X. Eneide ai! Hetru
ſti [gli: orti.
(lo) Servius cum Notis P. Danielis.
(n) Cocchi lito de'Bagui di Fifa Pag. a. not. I».
46 Isronia
vivere, colla gloria dello ſcaduto nome .delli Aborig‘eni, o Fe"
nicii con eſii uniti, il nome Etruſco. e l’ impero già da molto
tempo indebolito Per lo' ſmembramento ‘fatto de’ loro Paeſi
dall' eſtere , e barbare genti (i), egueili ſonjquelli ..che alle
*antiche dodiciÎCirtà Capitali ridettero la: norma, e al pubblico
governo . edelle loro Colonie lo ſplendore accrehbero. -de' quali
rlò Coſimo .della Rena‘ (2) vantandoli vincitori di trecento
Città delli Umbri (3), _ſoggiogatori delle Iſole, ne'. due Mari
Adriatico, ‘e. Tirreno, di Lemno nell’ Egea-(4)²~ſacra a Vul
cano,-pggi detta Stalimene, e'di ;mb-vo :in vicinanza di Sarno
(5) .conſagrata a Mercurio, v.
'Non _intendo però con _tuttociò, chefinora da me li diſſe
contradirè a ,quello . che doctamente ſu diverſi `Popoli, e loro
venuta in Toſcana il Iàpientiflimo Lami-ſcriſſe (6) , _ballando
mi ſoltanto eſſer ſicura coſa l’aſſerírc, che 'i Lidi dell'Aſia mi*
nare polieriormente a’Fenicii abbiano le contrade Toſcane pe
netrate.
`Che queſti Lidi.. Tirreni. Tuſci, Etruſèi foſſero gli am
pliatori del Comercio del Mare, _e per ogni parte lo diffon
deſſero, lo dimoſtra Diodato (7), vil quale narra , _come il
Volterrano Bava atteſia (8),‘_chex in un’ .Iſola dell’Oceano di
là dalle Colonne d’Ercole ſi provarono 'a ſtabilire una Colo
nia, eſl'endone fiati da'Cartagineſì impediti, e per atteflazione
ditEufebio‘, e Sincello riferiti dal Maffei (9) ſappiamo che
nel tempo .della guerra :Troiana dominavanoi Tirreni ſul mare.
Il Nume lor tutelare ( perocehè ſalvati da’diſaſtri nella
_lunga navigazione ſofferti) era Ercole favoloſo, e favorito lor
Dio ,

(t Scfpio Mafeins Toma. part. l. cap. _2. de Ital- primit


(zi Della Rena Seri‘delerntichi Duci di Toſcana pag. 7.
(s) Plinio: lib. 3. cap. r4
(4) Plutarcus de Clar.'__Mulier. lib. s
( ) Plutarco; ibid. lib'. 1.
(6) Lamllez. d' Anft- Tore. part. I. Lez- i. pag. 9. e [cz-4. paga”.
(7) Dmdor. lib. z.- pag. zoo.
(8) Bava_ſull'o_-ig. della Naz. Etruſc. pag. to. j _
(9) Mafie!” acum Ioni. 4. pm. i. de mi. l’nnnt.
n.1 LivonNo. 47
Dio, ſeppur non era il Sole., comenotòî Macrobio (1)', e da
eſiì della navigazione illituito pto'tettore.-poichè credevano,
che queſto Nume daſſe forza. e coraggio agli Uomini (ca
ratteri ſpeciali del Sole) come nota- lo fleſſo Macrobio (a),
e ſpecialmente a’.Naviganti.. _
De’ Fiumi poi era il tutelare , eperjaflieurarſi, di ciò balla
legger Catullo (3), che vi .lì trovano entro le favole del mu
tato da lui corſo del Serchio Aia-ap. o vagliamo dire Eſare
così dettò daStrabone (4), e.da Cluv'erio ("5), Aufai'e dal
Caſaubono (6), Auſere da altri (7), Autère da Numaziano
quando cantò (8)
Alpbee *veterani contemplor originr'r- Urhm'.
Qta”; cingunt gemini: Arnun ’ó‘ 'At-[Er aqui: (W.
Auſure, e Auxere da Cafliodoro (9),‘dal Muratori Aul'are(ro),
dal Puccinelli Auſere (u), e cosl dalli Atti di S.~Torpè
Martire ſcritti-nel XII. o XIII. Secolo (La), ddl‘ Anonimo
Scrittor del Breviario Piſano (13), e da Pier Vettori (r4),
Eſare dal Dempſter'o (15), ed Auflërere nell’Opere del cele
berrimo P. Abate Guidone Grandi (16)- s.
r

i) Meer-ob. Saturnai- film. tap. ao. pag. 30':.


z) Macrobius ibìd- -
z) Carullus Eleg. ad Manhum.
(4) Srrabo_lib. 5. Inlflpl Xylan‘dro.
z Cluvenus ltal.Àlntiq.,Tom. I. pag. 462-
(6) Cajaubonus in Sfirabonem. _
(7) Vla. ‘ljargioni Tom. I. Viaggi Su. pag-qu.
(8) Numatlan. ltin. Mar. lib. I. verſ..363.
(9) Cafſiodorçìlib. z. Epiſt. i7. 6t non
(ro Muratori Antiq. [tal. Tom. III. col. tor-,'
Puccinelli Cron. della Badia Fior. pag. 181.
( aaa ss- Bolland.Mnſe Maii Tom. 1V. pag. I*
) Brev. Hifi. Piſ- inrer ſcr- Rer.-Ital. Tom_- VI.
{14) Pier VettotiVirîe Lezioni Lib. xvu- .cap. 3.
(iz) Dempllerur Error-_Reg [iL-z. cap- r. .
(16) Grandi Lynn. de Pandems edit.- ſeconda pag. i”.
48 ~ìlsron1²^
Si trovano parimente in Catullo le grandioſo favole del
taglio fattovalla,ñl’ietra Golfolina . Odaſi (r)

Quale fernnt Graii Pbenèum prope Cilleneune i


Siceari , emulja pingue palude ſòIum ,
"r-od quona'am Mſis monti.; fodrſſe metalli:
Aua'et fal/iparenr Amplyn'ioniade: @a
:ue ſe iLidi , Tirreni, Tuſci , Etruſci poterono farſi conqui
flîatori -del terreno, che dal-Mar Toſcano 'ſino agli Umbri ſi
Rende. e di zoo. Città de’ medeſimi, non è ſuor di regola il
credere . e dire, che eſſi in quello litio , o ſeno o cala, ove,
per poſarſi ſiabilmente , sbarcarono, -pcr memoria perenne de'
tanti pericoli ſuperati nella lunga navigazione un Tempio edi
ficaſſcro al loro Nume tutelare col nome di Fammi Herr-141i.:
Labronir appellandolo, e in memoria fors’auco di quell’ Ercole
Padre di Lido (z) , da cui la Lidia preſe il nome . e che quivi
alcuni di elfi ad abitar li fermafl'ero, e alle abitazioni poſcia.
dato vcniſſe dal vicino Tempio di Ercole Labrone il nome di
Labrone ,non da .un Peſcator Greco appellato Labrone primo
flippoſio abitatorc di queſta Cala, come notò, nè ſaprei dir,
ſe ‘con fondamento (3). un certo Scrittore, ma da Ercole, da
cui Tirreno de’ Lidi condortíero traeva l’origine, forſe detto
Labrone in lingua loro per indicarne miſterioſamente la ſor
tezza . e polTanza, qual congettura eſplicativa di tal nome La
btec-?pare che venga' convalidata da Monſignor Giovio quale
Vuole detta veniſſe da’ Tirreni Labrone una ſorte di Edifici .
che olii ergevano alle nollre Torri corriſpondenti, più piccole
però di quelle, ma aſſa’i validi . e gagliardi , lo che notò anche
Scipione Ammiraro (4) ſeppure tal epiteto di Labrone non fu
aggiunto aqucſto Tempio_ (l' Emule da Lidi per indicare averlo
eſii eretto in luogo vicino a continenti di acque , de quali l’eſire~
mita,

(r) Catu'lus Eleg. ad Manlium.


(a) :horrrms veri… Lydii.
(t) Pannulphus Tidi Guida del Paſſeggíero dilettante di Pina”.
le) Ammirato lſi. Fior. lib. r. pag. z.
DlLlVORNO. 49.
mità, 0 margini, che Argini poi detti furono, da’ Latini La
brvn , Lab”, o Labrum in ſingolare, e Labroner. Labri, o L2:
bra in plurale , ma prima da’ Greci xe7Aac,appellaronli , e forſe
ancora da eſii. In Giulio Ceſare (r) ſi legge cheEgli tirò una
foſſn con mattoni per dritto larga zo. piedi, aceioechè di 'que
ſia tanto appariſiè di fondo, quanta era la diſtanzLdella ſom"
mità degli Argini: Foffam perle: vigimi [atom direflir late-riſi”
duxit , ut ejur ſole tantumdem parer”, quanium ſùmma Labra
di/Iqbnm. Fra gli Ercoli. (z) o Eroi, che foſſero, nocati da.
più Scrittori delle Antichità. che molti Ercoli ci rammen
tano (3) , uno ſpecialmente Libico ſe ne ritrova notato da Ma
crobio (4), lo che venne a indicare il Padre Magri nella ſua
hota'ſeconda. poſta al principio della preſente Diſſertazione,
con ciò pretendendo provare che quell’Ercole Libico abbia
poi data-la nomenclatura al noſtro Labrone, lo che io non
vedo come mai ſi'poſl'a provare.
Credo per tanto , che Tirreno de’ Lidi condottiero (5)
edificar faceſſe queſto Tempio , (ed in ciò parmi che ſidiſcoſti
una' talcredenza affatto dalla Favola , e cheſi apprefli a qualche
barlume‘di vero) e le abitazioni attorno ad eſſo, o vicino,
per que’ Lidj, o Tirreni, che preſſo quella Cala , o ſeno ri
manere .ebbero piacere, e ciò mille anni dopo il Diluvio uni
verſale; poichè ſe' Tirreno Ii ſè in tal tempo di queſte Con*
trade Conquiſtatore, come il Dempſtero (6) notò, e fè riat
tare le più ragguardevoli Città Etruſche, pare, che a cal tem*
po , cioè del 2.656. fiſſa‘r ſi poflà dell’ anticonoſtro Labrone il
naſcimento per v.opera‘di Tirreno, o lia'de’ Lidj- Tirreni, Tu
G (chi,

(,j ſul. Celi Comment.v 7. Bell. Gal]. d à


(I) Perav. Rar- Temp. p. i. lib. 1. Cap. ro. Not. l.de Hertulwflees
(z) Cit. lib'- 4- 'de Nat. Deer.. Diod. in in. lib- 3. -
4) Macrob- Saturn. Cap. ao. pag. 247._ . .
l i” Ughcllius lral. Sac. Toma. de Epiſ. Volarer. Giovannelli
Vo atei* …
(6) ` Dempfler- Emir. Reg. lib. i. Cap. 3.
50 ISToniA
chi . Etruſchi poi detti. fill'o llando, che del l65‘6. del Mondo
accadefie il Diluvio univerſale (i).
Leandro Alberti (z) nomina un Tempio d'Ercole fotto
Lucca verfo il Mare, non molto da detta Città diſcoſto, coll’
autorità di Tolomeo, che da efl'o li cita, di c'ui aggiunge di
più, che anche al dl d’oggi vedonſi i vellìgj.
Il Celebre mio Lorenzo Berti (3) nel l'uo Breviario della.
Storia Eccleſiaſtica al ſecolo XII. fa una Nota , che così dice
Faina e/l parlando dis. Guglielmo Duca d’Aquitania Fama e/Z
jilvain etiam incoluifle non procul ab Au/ere , ( cosl‘chiama que
fio non volgare Scrittore il Fiume Serchio) (9‘ a Fano Hercu
lit Etruria Oppido.
Da ciò parmi li poſſa dedurre licuramente, che molti
Templi ad Ercole dedicati erano non ſolamente nella Spiag
gia del Mediterraneo, ma nelle Ifole ancora, e fra l’ altre l’I
ſola in faccia a Porto Coſimo, poi detto Port’ Ercole , appel
lali l’lfola d’ Ercole anco al preſence (4) ;laonde non farà fuor
di regola il credere . che qui ancora foſſe il Tempio d’Erco
[cadetto Labrone, di cui li parla, e perciò dagli -alcri diſtin—
to. `Vero è che l’Alberti notò eſſcrvi ſtato un Tempio ſotto
Lucca verſo il Mare, ó* non procul ab Arc/?ra come ſcriſſe il
Berti, appellato Fanum Herculir, che era Caſtello di Toſca
na; queſto però, che io credo lo ſteſſo, e tutt’uno, non fi
può col nollro Labrone confondere. diſtinto dagli altri con
tale epiteto .e troppo dall’ Auſere , o Serchio dillante , e dillì eſſer
tutt’ uno, sì il primo, quanto il fecondo per la lituaziooe che
ne dà l’Alberti; che dice eſſere (verſo Lucca). e il Berti per
la vicinanza che li dà al Serchio .e in tal calo altro non prova
ciò a mio credere, che la moltiplicità de’Templi ad Ercole
nella Spiaggia del Mediterraneo. e nell’Ifole dedicati , edcerettì.
on
g

(i) nei-ri Brev. Bifi- Beel. Rudim. Chrono]. Cap-Io- Pag-4:. Idit.
176°
(a) Alberti deſcr. d’Ital. ”3.236.
3 Bert. Brev. Hifi. Eee]. Tom. a. Sze- tz. Cap. J. p_ag.‘-.
I “i Ximenet Pre”. Sce- Jef. _Geog- Magri. Due. Strur, in Tab. Geo:.
‘ml’.
DtleonñNo. 5x
Contentandomi pertanto , e lulingandomi altresì di aver
trovata l’ origine dell’ antico Labronc,che nel corrotto nome di
Calambrone ſiconſeva anco al did'oggi, detto poſcia Livorna
o da Liburni , o dal nome Latino Libano ſignificante (i) una
ſpecie di Galera , or Livorno , meno dubbioſa, e fallace di
quella del noſtro Magri, non avendo troppo piacere di pe
ſcare nel torbido, e di camminar tentone, e ſenza guida fra.
il buio de Secoli antichi mancanti di Documenti, lafciata per
ora da parte la ſupputazione. che il P. Magri và facendo ſe
condo il fragile, e ridicolo ſuo principio di Ligure accattato da
Frate Annio da Viterbo contaminatore de ſuoi, e de Libri
di coloro che lo adottarono , laſciata parimente da un canto
quella ſupputazione , che nellanta alla fine del ſuo Liber
colo (2.) poſta ſotto il numero z., e alla teſta di quella Diſ
íèrtazione si legge, in cui ſembrandoli di aver ritrovato un
grave errore, ne fa rimprovero a que’ poveri Scrittori, che
ebbero ardite di fiſſare , abbenchè anch’effi malamente, l’edi
ficazione di Labrone nel 2.300. del Mondo, quali che tal ſup
putazione foſſe ereticale beflemmia perchè mancante di anni
25., _che tanti ve ne vogliono dal 2.300. per arrivare al 232.5.,
punto da eſſo- creduto più ſtabile per il ſabrefizio della Ligu
ria, o lia Ligorr'io- per. mezzo di Ligure.qu figlio adottivo,
di quello lianoi Poli, ſu’ quali dal Grand’Autor delle coſe è (lata
fiſſata- la Terra, laſciati finalmente i tempi degli Aborigeni.
de’ Lidi primi, _o Fenici, de’ Piſei, Alfei, Pelaſgi, dc’ Lidi
dall’ Alia minore venuti a tempi della Romana Monarchia
mi adatterò, cioè al primo Secolo Crifiiano , 0 Era Criſtiana
volgare propalata , e.pofia in credito in Occidente da Dioni
ſio Eſiguo, o ſia il piccolo , Monaco aſſai dotto , (3) eritrovata
dal Venerabile Beda Celebre Scrittére d’ Inghilterra, (4) che
2. ne

i) Cocchi Sito de' Bagni di Pifà‘pag. r4. nelle Annotazioni.


a) Magri Orig. di Liv. ag. 175.'
33) Berti Brain_ Hiſt- Ecc . Tom. r. nag.65. Petav. Rat. Temp-lib.!.
Cap. es. pag. 49. Edit. Venet- [73;.
(4) 'Noriiius Diſſe”. 3. de Cycle Paſch. Ra'vennat. Cap. 5.
52 Is'roulA
ne ſu ‘l’ Autore, qual Secolo,o Era Criſtiana volgare fuppongo
debba incominciare a contarſi (i) dall’ Anno quaranteſimo
quinto di. Ottaviano Auguſto ſotto i] Conſolato di Caio Ce
ſare , e Lucio'Emilio Paolo fatto il computo dal di dell’uc
ciſione di Giulio Ceſare Ditratore, nel qual’anno quaran
teſimo quinto d’Otraviano ,Gesù Criſto ſi ſuppone che giun
to foſ'ſe al quinto (a) anno di ſua vira, poichè Gesù Criſto,
col mio Maeſtro Lorenzo Berti parlando, nacque l’ anno qua
ranteſimo primo Giuliano, il quaranteſimo_ dell' Impero d’Ot
taviano Auguſto, il 749. di Roma fabbricata. l’ anno quarto
dell’Olimpiade 193., del Periodo Giuliano—4709., e ſulla fine
del quinto anno avanti l’ Era comune,del Mondo 4000. , il di
25. di Dicembre , Conſoli Auguſto per la duodecima volta. e
Lucio Cornelio Sulla (3) o' Sylla (4). Cosi Noriſio, Antonio
Cappello Franceſcano, Uſiërio; Natale Aleſſandro,~ Graveſo
nio, ed altri moltiliimi.
Eccomi adeſſo a parlare_ ſulle Varie nomenclature di La
brone , Liguria , Ligorno , Livorna , Liburna , ſecondo che leg.
geſi nelli Storici, ne’ Contratti . e ne’ Piſani Statuti.
Circa Labrone ſtimo ſuperfluo il ripetere ciò che poc’anzi
ſi diſſe, aſiicnrato da Tullio (5), dal Volterrano-s‘Maſſei (6) ,
da Leandro Alberti (7). da Monſignor Giovib (8). dal Ron
cioni lſtorico Piſano inedito( (1), dal Chimentelli (io), dal
Cellario (il) , da Sanſon (te), da Ladvocat (13) nel ſuo Di
zionario lſtorico, e da altri moltiflimi, anzi credo coll'enrr
di

r) Berti Brev. Hifi'. Eccl. Tom. r. pag-13.


a) Idem Berti ibidem pag. 73. . _
z) Berti Brev. Hifi. Eccl. pag-63. Tom-l & de Tbeol: Diſq [ib-29.
4) Petav. kat. Temp. part. I.- in ſucceſl‘. Conſl Rom. Edlt. Vell- 1733*
5] Cic. lib.a. Bpifi. o. ad Quintum fratrem .
o; Maflejus Geograph- lib- s. pag. 46.
Alberti Deſcriz. d’ ltal. pag. 24.
8) IOVluS 1,0 pag* SI.
9) Roncioni M. S. nella Mag iab.
(io) Chimentelli de Honorc Biſelhi pag. azo
(ti) Cellariur Notit. Orb. antiq. pag. 486.
u) Sanſon ltal antiq.
iz) Ladvocat. Difi- Hifl. verbo Liburnus.
ni LivonNo. 53
dièo‘Targi‘orii (i),.`diſtrurto~ che-.ſu , o mutatoiin altra; Fab
bricail Tempio d’ Ercole Labrone, li comunicaſſe ſucceſſiva
mente a. queſto luogo., ,che or.’ è appellato Livorno in tutte le
ſue‘varie età, e facce queſto-nome. …che non: s-’ è mai perduto,
come ſizmoſtròr-allóëohè’più’ínauZi ſi parlò-di Calambrone.,
quaſi Gaolabrone. o'- Cavolabrone, al di d’Òggi ”nettamente
detto Calambrone.
Q`uceſte ſono le norizie de’ primi tempi ſul nome dato a
queſta ala, 0 Porto di Labrone .'-per: .quanto fi* ha dalli Sto
rici, la qual nòmenclatura‘, benche,corrottjamente, ancor ſi
conſerva -.- Dal 904,-, cioè dal lSeeolo decimovfino quali alla
fine delzdecim’o terzo Secolo, ‘cioè fino al :‘288,: vediamo per
mezzo delle Cartapecore de'varj ,Archivi pubblici, e privati,
dalli Storici, e dalli Statuti Piſani, come, chiamato veniſſe il
polerinLabrone,
ſente ora .Livorno,
Latinalingua chenella
ev Livorno Ladro_ diceſi
noſtra anco .al
.Toſcana pre
favella.
La più antica Carta che uomini Livorno . è ſegnata ſorto l’anno
904.. In queſta (z) ſi diſcorre della Chieſa Pievania Batteſimale
di S. Giulia , e Giovanni in Porto Piſano, e li dice eſſer vi
cina al Caſtello ubi dieimr Livorno.
Dell’anno ror7. ſi trova una Cartapecora , in cui (3')
Azzone Veſcovo di -Piſa concede inz-Emphiteuſi ad _un tale
molti pezzi di terra, e dice. cosi = In Port” Piſhno prope Li
vorna a Item Decimationer, qua: debe”: perſhlvere babitanter in
Caſtello pre-’litio , ”bi dieilur Livorna fin-is dejpſi Ca/lello . =
Dell’anno ”03. nella Donazione che fa la Conteſſa Ma
rtilda ,- Matilde ,-o- Matelda… (4) come dir debbaſi, all? Opera
di S. Maria di Piſa , del Caſtel di Livorno, comeafficurano il
Fiorentini (5) all’anno ſuddetto, e il Targioni (6), ſi legge
così a Ca/irmn Papiani..(.dona la Conteſſa all’OperadiñS. Maria
di

(r) angioni Tom. z. Viag. dſc. pag. 143‘.


(a) ln Arch- ſecreto Archiep. Piſ. ſub. num. 5t
( ) Muratori Antiq. ltal. Med. Bevi Tom. 3. col. lo”.
- 4) Cocchi_8ito de‘ Bagni di Piſa pag. 3 54 Cap- 60 Non I.
(zz Fiorentini vita _di Matilde lib. a. pag-173.
(e Targioni Viaggi etc. Tom-'lb pago' r:. ì
54 Iswonra
di Piſa) ó' Cui-tem . 2’9’ omnia ci pertinentia. ó‘ Caſtrum‘ Libur
ni ó‘ Cum-m. Adam Nonanmle =. Leggafi nel Tronci la Carta
ſuddetta (1) pero'cchè non dice Liburni.. come li legge nel
Targioni (a). ſorſe per errore delli Stampatori , ma Livurni,
c fors’anco ſenza offeſa del Tronci nell’-originale dirà come
dicono .tutte le altre Cartapecore dello fleſſo ſecolo, lo che (i’
porrà riſcontrare nel Martini nel ſuo Teatro della Baſilica
Piſana (3).
~Del tuo. comune appreſſo il Muratori (4) (i legge ~
.che Ildebrando Giudice. e Procuratore dell’ Opera di S. Maria
di Piſa, e allora Conſole de’Piſàniin nome deglialtri cinque
Conſoli ſuoi .Colleghi .vende ad Attone Arciveſcovo di Piſail
Caſiello ,- ~e _la Corte, o ſia i Terreni di Livorno, e dice cos)
Ildebtandar , Fade” , ,.t’y* Procurator ;Opere .S. Mari-e Pi/brum ,
ó* rum: Con/id Paí/worm* i” nomine (9T.- vendi: Anbom' Archi:
pi/èopa Piſano Caffe/[um . .ó‘ ,Crmem de Libra-na.
:Del r 138. Corrado ~Imperatore nel Diploma, che li legge
nel Tronci '(5) ſegnato in _Norimberga de’ r 9. Luglio dello
fleſio Anno, tra molte grazie che comparte alla Chieſa Ar
civeſcoviledi S. Mariadi Piſa , bevendo groſſo, come ſuol dirſi ,
ſullaidonazione ~di Matilde. e ſulla vendita del Conſole Ilde
brando, moſtraodo la ;ſua .Giuriſdizione ſull' ltalia. e ſopra
Livorno, e caſſando = come dice un’ Anonimo Croniſta :(6)
la conceſiione fatta di =Liv-,vorno .= alli Marcheſi Francigeni,
dice così ,=- Pra-mea irrímm ,decernìmu: Feudum de a Liburni:
eonceflirm irratiqnabilrrer ,Marcbionibur, videhcet ‘Guilelma Fra”
xigeme, eju/èue fram‘óm ('97. = ed ecco in queſto Documento
.ancora = ‘Liburna = in femminino genere. D
el

(r) Tronci Ann. Piſ. pag. 4o.


(a) Targioni Viaggi &c- Tom II. pag, ”- _
(3) Martini ;Then- Baſs Piſ- pag.81. Orlend. Orb- Sac. . &- proph
hrre a. pag. 976. _ n _ _
(4) Muratori Anug..1tal. Med. Aevi Tom- llſ. coli. ”'23.
, (s) Tronci .Ann. Piſ. pag. 04. Ughelláur ſtal.~ Sac. ’rom- xl!. in Ar
eluep. Piſ. col. 388.
(6) Adam‘ Cbronifl. Pili in' Magüa‘b. M. S.
DtLlVORNo. 55
Del ſuddetto Anno ,1138. parimente inuna vBolla ripor
tata dall’Ughelli di Papa, Innocenzo Il. (i), çolla quale vcon-
ferma alla Chieſa Piſana il,poſſeſſo di vari luoghi, trovaſi no—
minato Livorno così = Caſina”, ó* Carter” de Livorno, 29'
Pic’me de Livorno =. I _
Del ”46. Alberto Marcheſe di Maſſa Corſica (z) Filìu:
quando”: Bram-portare item~ Mm‘cbiouis = vende` per prezzo di
ſoldi _mille con facoltà di poter redimere-_= ſiam parte”: ter
tiam ,, por-rione”: uidelim de Caſh-110, 2'9- Cima --= de Libuma a
cum numi fimpeninamia, É‘ cfu: = Livorme :Aquì: .
Dell’ Anno 1187. abbiamo nell’Archivio di S. Gio. Bat
tiſta di queſta Città di Livorno Copia autentica della Bolla
Pontificia ſcritta al Priore ‘del Romitorio di S. Jacopo d’Ac
quaViVa,-da Piſa, del Pontefice Gregorio VIII. avanti chia
mato Alberto de Mora Beneventano tanto `nominata nelle no*
flre Agoſtiniane Cronichezdal_ Cardinal .Seripando (3), dal Co
riolano (4), dall’Errera (5), dal Torelli (6) , dal 'Marquez (7),
e da infiniti altri noſtri Agoſtiniani Scrittori. E’ queſta tra*
ſcritta dal ſuo Originale in un Libro di Deliberazioni del Mo
naſtero ſuddetto ſègnato A per mano di Pubblico Noraro deli’
Archivio Fiorentino (8). come ſi vedrà in appreſſo, la quale
dice così :Gregoríux e . . . . . . ‘
Dileäir Filii: Priori . . . . . . . Orrüm'r . . . Aug. g. . .
.._.. in . . . mo Saudi . . . . Aquaviva prape Libraria”: Pi…
.'..Di..-C....deg.o--SaL-...NAP-...mq...
Apofl. . . .` ”dir Licei imbecilli“: . *. . . . colla: . . . . .
”ibmflilpet-.o..fíí$fd.....bem-...inline...
Exih'ta fiquìdm ”bin -. . . . vefl. . . pm’ . . o Dileözffim' con
. .` . ”eb-r‘. . . Indul. . a ó* quadragimc die-*um muori” pro

—— ~ j J

(r) Ughellitu ha]. Sac. Tom-.3. col. ”62.


la; Muratori Amiq. lui. Med. JI-:vi . ’rom- 3. col. un.
(z Senpand. Comment. ad An- ”87.
(4; Corioſarinr Chron- 'Aug..pag. 9.
(z Errera in Alph. Augufl. Tom- I.
(6) Torelli Secoli Agofliniani Tom. 1’
(7) Marquez in lib._ de Oris-.Fr. Breto- s. Augnfl. _
(3) Vlde m ,Archivio H". Dm' Joannis de Lib. lib. Dehb. A
_ 56 . I s‘ 1‘- o n- l A
. . . o. non. . -. . -. . . Cbrijli/ìdelium'Con/eflione': audit-na,
'pr-e, ~. . . Camera-ia . .- . . . fepeliendi quota”: in Cameteriis , at
'qi4e 'Brela/zi:. . . 'Sepaltaram'. . . . . . Nor vejlr. . . ciau':
inclinoti . -. . . . . . Clm'fli ſidelibm . -.* .' . . diäam Eccle/iam.
. . . . . . . z . . . . . muri”: quadraginta dies cam anno. . ,
. . . iii ipenitentiir mifn‘ieorL. .-. . -. Demum at in Vince-Do
mini Saóaarb. . . . . . Mer”. ~ . -. . . .- . ultra Fr. . . . . Sac.
o o o o. ó‘ app"- o in'Sac; o o o o 'o
diendi, verbi Dei _lemma di un. . ._ ut . . . . fra-‘Zam . . . . .
reporter”, Geme‘terimn . `. . atir. ó** ”ai . . ñ. . Echo/lie pro
Chriflifidelibur .ff. . . ram‘.-. _. ip/i in . .-.‘ . veflrir . . . . .
cadcmfipul. . . . .-.|. geri'nt . _Nulli_. . .' . . . . . . . lina:
. . . -. .i -. . contmire: Si qui: «totem boe . . . indignerioè
”mi oninipotenti: Dei, ó' Beatoramî'PeÎä-i ’(9' Pauli Apoflolor. ‘ .
Datum Piſis-,._.......
Sotto la riferita Copia vi fi legge cosi:
Ego Valeria: q. Iacobi de Laſi-bír Civi: e’a‘ Notai-im Prcin—
{in Fiorentini”, nec- non anni ex NotoriirlPublici‘r LAÌ'L‘ÎJÌVÌÌ' :Pad
blici Flora-mira* de verbo ad ver-bwin?” proprio Originali anziana
oifileto, corro/ò, membrana-eo [ignoto lumen cum Balla Plum':
bea , in qua Bulla ſhnt ;ſuo Capita ,-ó* -eoram firperfcripiio (licia
(S. -Pe. S. Pa, ) (a' ex alia parte ip/iu: Balle ?ſamba-e dici: ( Gre
gori”; Papa VIII.) flripſi,- ó* Iran/crip/idie 2.9. julii anno 1609.
fleſente”: paginam. _
Antonius Simoniue I
Confervatot V-idit.

'Ai principio di tal Leg-alizazione .-ove dice -: á Ego' Vele‘e


ria: ü:. «appone il- citato -Notaro- il ſegn‘oîññdiſtintivo .ſolito
apparſi di ſuo Nocariato, che non ho reputato proprio di
ricopiare. ` ,
Se è lecito ſupplire indovinaudo le parole ,che mancano,
(late dal tempo ,per la mala diligenza di chi doveva si prezioſo
teſoro cuflodi‘re, dirci’, che il,v ſentimento , e l’eſpreffioni .della
ſurriferita Bolla, efser poteſsero appreſëo a poco così.
Greys
DILIVORNO. 57
Gregorius Epiſcopus Servus Servorum Dei.
Dileflis Filiis Priori , ac From-ibm` Ordini: S. Auguſtíni in
Eremo Sani’li ?arabi de Acquaviva prope Liburnam Ptſame Dite
reſis Cajlrum degentibus , ſalute-m, ó* Apoſtolicam Benediffionem.
Apojìolicum manu: nobis licet imbecillibar a Spirit” Saná‘o
collatum expetit, ut bomſtis petentium de/ideriir favor benevola:
imparriatur.
Exibito liquide”: nobis elopſis diebus vez/Ira petitia , Dilet‘liſî
ſimi , continebat deſiderium babendi indulgentiam uniur anni, é'
quadraginro dierum annuatim pro oe/Ira Eccleſia Sam‘ii Iacobi i”
die feflo ipſius Apo/101i, Chriſti fideliam con/’effiones audiendi .
pnedicandi . Came-term extruendi , ſepeliendi quotquot in Came
m‘iir, atque Ecole/iis 've/Iris ſibi elegerim fepaltm‘am.
Nos veſtris prccibns inclinati, omnibus , á' ſingulisſidelibus ,
qui devotione debita in die South' lacobi Apo/?oli diflam Eccle
ſiam contriti , ó‘ confiffi vi/ìtaverim , omm’flne ve/lrar Ecole/ſas
eret‘ias, ó' erigmdar , annual/'m quadragima dies eum anno de
inium‘iir ſibi penitemiis tuffa-ricordi!”- in Domino relax-am”; .
Demum ut in vinea Domini Sabaotb ſèmper profeäus uberes
reportetis, altro Fratribus Sacerdoti/'2m Ordini; 'vtſtri a Superiore
deligemli: , (5)* opprobandis in Sacra Pagina eruditi: faeultatom
concedmms confcſſones Cbriſtiſidelium audiendi , verbi Dei ſemina
diffonde-7111i, ut exinde fruä'um centuplum reportetis, mmc-ſeria”;
extruatis, ó' ubicumque in veſtrir eccleſiis pro Cbri/Ii/idelxbus ba
beatis ſèpulmram. dummodo ipſi in iiyilem Ecole/iis, ó‘ Camere
ríis eamdem jèpulturam elegeriat.
Nulli ergo bominum liceat bone paginam noflre conceſ
ſionis inflingere, *vel ei au/ie temerario contra/re : ſi quis au
tem boe orientare pre/iempferit, indignarionem Ommpotemir Dei.
ó* Beatorum Petri . (9' Pauli Apo/Zolorum ejus ſe noverit incur
ſuru” .
Datum
In qual giorno poi dei due meſi meno quattro giorni,
ne quali viſſe Pontefice Gregorio Vlll., cioè dal 2[- Ottobre
fino al 17. di Dicembre, poſſa eſièr ſtato ſegnato un tal Bre
ve io nol IÒ indovinare, e perciò non ho voluto azzardarela
H da
58 [STORIA
data , o Nota Cronologica . So bene che ne' er. Ottobre fu fat
to Pontefice in Ferrara. (r) Da Ferrara venne a Piſa per con
ciliarc la Repubblica Piſana, e la Repubblica Genoveſe, ed
ivi il dì r7. di Dicembre dello fieſſo anno ”87. , cheche ne
dicano della ſua intronizazione , e morte ,Platina (z), e Mar
tini (3), ſi sà che morì intempe/livo morbo (4) ſicchè par
rebbe doveſſe eſièr ſegnato il ſuddetto Breve, o del Meſe di
Novembre . o di Dicembre , correndo il principio del primo
anno del ſuo Pontificato.
Del r 142. Indizione XV. Nani: Februar-ii nell’ Archivio di
S. Giovan-ii di Livorno ſoprannominato abbiamo una cartape
cora ſegnata di lettera E., che ſi darà , perchè inedita, alla
fine dcl preſente volume con altri documenti ſotto la lettera
D. ſecondo n. r.. di compra di un pezzo di Terra in Laiano
fatta da Frate Giovanni Priore del Romitorio di S. Iacopo
d’Acquaviva da i Fideicommiſiàrj de'Giudizi di Porto Piſano
dc Beni equonrlam jacobs’ (fa: ove per tre volte nominato viene
Livorno-ñ Lilmrna= Rogò, Ranieri figlio di Saſſo di Ripa d’Arno .
Del ur;- lndizione Xl. , quinto Ida: l’ebruarii trovaſi nel
citato Archivio ſotto lettera D. altra Cartapecora , che ſi darà
all’ultimo del preſente volume ſotto lettera D. ſecondo n. z., in
cui ſi legge un lodo del Reverendo Giuſeppe Monaco del Mona*
ſiero Santi: Ruſſòrii , e di Fra Matteo Heremita Eccleſia', ó* Here
mitorii Sanóîi Iacopi de Acquaviva de Libraria, e per due volte
ripete aLiburna= Rogò Braſca figlio d’Ortaviano.
Del 1254. Indizione Xl. oflavo Ida: [alii nel ſopraccitato
Archivio ſotto lettera B, vi è altra Cartapecora, in cui .—.Gui—
Ielmur Blanc-'2m- Marchio Maffi:- Corſiae: figlio d’Andrea Mar
cheſe ratifica la donazione già fatta del ”2.9. in Piſa, e ro
gara da Ranieri Notaio Bond. Bartolommei de Calcinaria, da
Donnicella Benedetta (5) Marcheſa di Maſſa, e Signora del
Giu

(1) Berti Brev. Hifidîccl. Tom. a.pag 43.


(1) Platina Vit. Pont. in vita Greg. VIII.
(5) Martini Thear. Baſ. Plſ. pag. 41.. n. 45.
(4) Berti lbidem.
(z) Muratori antiq. ltal. Mtd. divi Tom. 6. pag. 7. à [il.
DILÌVORNO. 59
Giudicato di Caglieri , e da Rinaldo ſuo Marito Marcheſe di
Maſſa, e Giudice di Caglieri all’Eremo di S. _Iacopo d’Ac
qnaviva, e ſimilmente Alberto fratello del ſuddetto Marcheſe
Guglielmo ratifica tal donazione nella più ampla forma. Roga
Leonardo (LAlbertini di Calcinaia Notaro ec. Per ora baffi
in queſta Carcapecora notare, che per due volte {z nomina
Livorno s Lzb'urna = in femminino. A ſuo tempo ritornerà
queſta in Scena, allorchè ſi diſcorrerà ſovra degli antichi Mar
cheſi di Livorno. Vedaſi il detto Contratto alla fine del pre
ſente Volume lotto lettera D. ſecondo n. 3.
Del n.60. abbiamo un Contratto in Copia eſiſtente nel
primo Tomo delle Converſazioni letterarie ſtabilice nella Città
di Livorno l’anno i751. in caſa dell’llluſtriffimo Sig. Mar
cheſe Filippo de Venuti Patrizio Cortoneſè, e Prepoſto 3;!…
di Livorno , alla pagina 3., ma ſiccome queſito è in volgare,
perciò lo diamo alla fine del preſente volume ſotto lettera D,
ſecondo n. 4., perchè oltre il leggerviſi Liburna più voice , iu
che fà al caſo noſtro, decida il Lettore, ſe l’originale foſſe
fiato ſcritto in latino, lo che io credo, e quella …z fia una
traduzione volgare, e di che tempo?
Del 1:71. Indizione XlV. prid. Kalend. Ffbmarii nello
ſtcſib Archivio di S. Gio.di Livorno ſopraccitato ſotto lettera
E. vi è una Carcapecora Rogata da Braſca figlio d’Occaviano
Imperia/ir All/it’ Jude-v, e’? Notm‘ius, in cui ſi compra da Frate
Benedetto Priore di S. Jacopo d’ Acquaviva mm” perium terne
mmpimm , dr ngreflum poſitum in corgfim'bus = Lióunm= e lo
vende lanuen/ìr de Liburna Q0”. lldini Rolli ec. , e per due
volte ripete Liburna in femminino. Vedaſi al fine del preſente
volume ſorto la lettera D. fecondo n. 5.
De11282. nell’Archivio de PP. Agoſliniani detti di S.
Niccolò di Piſa, ove li entrò del 1:95. il quarto di del me
ſe di Maggio (i), vi è ſotto numero 28: una Cartapeeom .in
cui i Conſoli di Mare di Pila danno in cuſtodia a Frate Gal
gano Priore di S. Iacopo d’ Acquaviva prof-e -_- Liburnam .—
H 2 La

(I) Tronci Anna]. Piſ. pag. 278.


60,‘ ISTORIA
La Torre , e Lanterna poſta in mare vicino a Porto Piſano,
la copia della quale autentica ſidarà alla fine del preſente Vo
lume ſocto Lettera D. ſecondo n 6.
Non voglio però omettere altre Cartapecorc della Cer
toſa di Piſa (i), lo ſpot-lio delle quali ſacco dal P. Abate
Don Eugenio Gamurrini conſervaſi nell’Archivio ſegreto di
S. A. R., le quali por ſi dovevano , ſecondo le loro note
Cronologiche, prima delle ſopra indicate, ma perchè aver
non ſi ponno per exten/ùm, e non fanno pregiudizio qui ri
portandole` così le rammemoro.
E’la prima dell’anno ”67. in cui l’ Abate di S. Gor
gonio nell’iſola della Gorgona compra da Amerigo un pezzo
di Terra poſta i” ſim’óm Livorno (a)
La ſeconda è dell’anno 1200., in cui ſi dice, che Ghe
rardo diam Bonomi” emi: a Ruggiero Roffi de Libuma un Ca
ſalino in Burgo Liburme prope Eccleſia”: Sand-e Marie (3).
La terza è dell’anno n.39., in cui il Monaſtero di Gor
gona emi: a Marc/;eſatta Uxore Ragnolſi ſilii quo”. Guittom': un
pezzo di terra poſto i” Conſinibm Libume (4.).
La quarta è dell’anno 1247., in cui Bam” de Libra-”a
emi: a Pimpidone quo”. Bandini petium ”num teme ~, in confini
la: Liburnia (5).
La quinta, porta la Nota Cronologica dell’ anno n.55. ,
in cui ſi legge, che Bonomm Faber quon. Stra-”me emit a Cor
revecchia quo”. Leoni: una ſuperficie di terra poſìa in Burgo
Liburni: (6).
La ſeſta è dell’anno 1:59., in cui Alberto Marcheſe di
Maſſa conſeſſa ſe recipiffe a Domina Ialia de Libra-”a reliö'a
quam Bulgari-'ni, ſilía quo”. Guidoni: tutto quello che ilB dletto
u o

(x) Targioni Viaggi ec. Tom. a. pag. 4;.


U) ln Arch- Secr. Magri. Duc- E".
(5) lbinem .
{al lbídcm
’s'- îbidcm.
:A: tbtdtm
Dl LIVORNO.‘ 61
Bulgarino gli doveva. Rogò Braſca figlio d’Ottaviano (i).
L' ultima finalmente è dell’ anno 1288. (2) Indizione VII.
Kaleml. Seprembri:,che contiene una donazione fatta da Donna
Volpe Moglie d’lacopo Salmuli, e figlio di O`uon. Caccialoſtc
a' Frati Domenicani di S. Caterina di Piſa, nell’Archivio de’
quali ſi conſerva , di uno Spedale poſitum, (’7‘ ſitum in Libur
na, e dona ancora un pezzo di terra, quod petium terne rum
dillo I[aſpira/i term ”num Caput in via publica , per quam itur
de Liburna ad Portum Pifanum .
Notiſi , che del i361. vuol dir più che alla metà del XIV.
Secolo Imi/[lime X[11. quinto Ida: Decemorir nel libro detto
Verde della Comunità di Livorno alla pag. 3. ſi legge il Con
tratto di Donazione di Corſuccio figlio del Won. Marcheſe
Lemmuccio fatta alla Comunità di Livorno di tutte le ſue azio
ni, ragioni ec. ſul Marcheſaro di Livorno. ed in eſſo Con
tratto li nomina Livorno così :Liburna , Liburnam, in Liburna:.
Vedi queſto Contratto ſotto lettera D. ſecondo al n. 7. ſecondo.
Dai Contratti pertanto ſopra nominati li prova eviden
temente , che dal 904., cioè dal principio del decimo Secolo,
fino quali al fine del Secolo XIV. è fiato nominato Livorno
Liburna in femminino genere in lingua Latina , e Livorna in
lingua volgare, ed anco fino a tutto il 142 I. ſe ne trova di
Livorna in volgare, e di Liburna in latino nel libro detto
Verde,che è il più antico della Comunità di Livorno .la no
menclatura, e memoria, ſenza però mai perderſi quello di
Labro nella latina favella e di Labrone prelIò li Storici, e per
ſone culte nella lingua Toſcana, e fra le idiote nella nomen
clatura di quel Foſſo , che sbocca iu mare vicino a Livorno
nella Spiaggia di Ponente detto Calambrone correttamente ,
quaſi Cavolabrone , o Caolabrone , come li diſſe-Chi ſa però
che queſto nome di Liburna non prenda la ſua derivazione
non tanto dalle Galeotte da Liburni llliriani uſate, ma da loro
ſteſſi ,
61 lSTORlA
ſieſiì. che pirarando, quà daſſero qualche ſcorſa, e alcun’e
difizio ſaceſſero. e col nome loro lo appellaſſero? intendo
d’indovinario per ciò che ſcriſle Zozimo (i) , e ſecondo rale
indovinamenro ſi avrebbe più vicina la derivazione dei nome
del preſente Livorno troppo da Labrone lontana. Vedanii le
antichità Romane dell’ Iſtria del Sig. Preſidente Carli Lib. I.,
il quale diſcorrendo de’l’opoli llliriani, ſembra dare qualche
fulcimento a queſte noſtre congetture.
Par dunque. che prima della decadenza di Porto Piſano.
quale incominciò del 1477. (z) principiaſſe ancora adagio ada
gio a mancare la Nomenclatura di Livorna, ed a ſorgere. e m
validarſi la nuova di Livorno a miſura che andava queſiiam
pliandoſi, e popolandoſi . e cos) dal r495., tempo in cui i
Fiorentini ricbbero dalle manide’Franceſi Livornocolle Torri
di Porto Piſano (3), fino al 1530. Epoca del Principato. la
totale inutilità di Porto Piſano li debba ſtabilire (4).

Vegganſi adeſſo i Statuti Piſani come nominaſſero Livorno.

Furono queſti Statuti compilati, eíèrirti cſſendo Podeſtà


di Piſa il Conte Ugolino della Gherardeſca l’ anno dello ſtile
comune 128.4.. nel meſe di Dicembre, ed in Piſa tolti all’eda
cità del tempo, delle rarme, e della polvere dal diligente. ed
erudiro ſu Sig. Dottore Avvocato Baldaſièroni Cancelliere
della Dogana di Livorno. che me ne diè la prima idea , facen
domeli a pie fermo conſiderare come atti a rilevare il Go
verno di Livorno, e Porto Piſano in que’ tempi , oltre ciò che
ne ſcriſſe Targionì.
in eſſi adunque al libro primo alla Rubrica 59., diſcor
rendo di Porro Piſano, di cui ſi parlerà nel ſeguente Volu
me , ſi trova ſcritto, ove = De Capitani-0 Nomi-io , Numir‘s De
gatia.’ , ó" Cuſlodrbus Turi-iam = parla che = Cuſtodies Tin-num
Pu) ‘

(r) Zozim. apud Clchrium Tom. I. pag. 46.


(e) Targioni omega per Toſcana Tom. 2. pag. 81.
(g) Ammirat Ulm. Fior. lib. 2.5. pag. arl.
(4) Targioni Viaggi er. Tom. a. pag. 87.
DlLlVORNO. 63
Porta: Piſani eligantur a Con/alibi” Ordini: Maris, ita quod
”ul/.'15 habitator Porti” I’i/ani, aut Libra-me poffit eligi ec. e più
_là-710 . Non patiemm' alii/”am perſonam, vel 10mm de/lruere, vel
.Ze/'Imi /acere alitzzmnz Navem, vel aliquod Lignnm in Port” Pi
ſano , videlieet a 'ſum' de Fra/ca , in fitrgitorio, É' verſhs Li
[rurnam intm vel de forir.
Alla Rubrica 85. dice .-= Lilurna imam Capitaneum, 2’7‘
unum Notarium ó’e. non faciam , nei: faeere pqffim aliquam con*
demnat‘iionem de aliquo de Liburni!, qui non inter/uerit Parlamento
fallo ec. e più ſotto ó‘ jlandum in Comuni Libia-me cum cor/”n
familiir , é* Maffariliis, e poco più giù , ſi videbitur, ó" place:
ipſi Con/ilio , quod Liburna muretur bonir, (a' convenientile m”
ri: , e’? quomodo, ó' in quem modem nmrari debe”: .
Al libro quarto de Operibar alla Rubrica 27. defaeiendo
aperiri Aquedaflur de Lilwrna dice così Aquea'aflar, qui ſum in
Lzlmrna , (9' ejm Territorio, ita quod aqua pofflt commode per
eos dzfi‘arrere in Mari. . .. (’9‘ faciemur affari, ('9' refiei fatere
via: pofitar extra Lilurnam in plana Liburna. . . . . . . . . , .
. . . . . . Capitaneus dilla Terra teneatur . . . . . . . . . . .
per bominer dich' Comuni; facere explanari , (è‘ repleri fi) am ,
qua eſl in Platea du‘ii Comuni: Liburme
Da quelii Statuti prudenti, e ſavj per‘ mantenimento. ed
incremento del Porto Piſano, e per riſtoro di Livorno conſi
derato per il ſiniſtro braccio del Porto Piſano, viene aſſicurata
la Nomenclatura di Liburna in lingua latina in genere femmi
nino. Vediamo adeſſo coſa danno i Statuti di Piſa pubblicati
l’anno 1306. (Styl. Piſ.) nel tempo che era Poteſtà Branca
leone degl’Andolò di Bologna.
Alla Rubrica 40. de Cri/ladri”: Tarrium ; ó* Lanterna, ó‘
Magnalir, ó’ FaucirArm' . . . . . . . . Iuro . . . . . . . . .
quod nulli” poffit eſſe Turrigianur, ſèa Caſio: alii-aj!” ip aram
Turrium , c9* Palaſſèm', qui ſit habitator Portur Piſhni , ſea Li
burn-e.
Alla Rubrica 96. de prorarando quod Pole/la: Piſanu.: prie—
cipiat Capitaneo Vada, (9‘ Ltlmrna’. quod ipſe preciprax omni
bu: de Capitanata ipſorum, quod non faciant ignem .le nofle.
Si
64 [STOR‘lA
Si deduce pertanto dalli Statuti del 1284-. e del 1305. ,
ſecondo lo ſtile comune, la nomenclatura continova di Li
burna in latina lingua fino a tal tempo , detratti ſoli due Do
cumenti, uno che rapporta ilTronci (r),ove all’anno rzpz.
Pifano 1291. comune nell' im ſizione fatta da’Decemviri
Piſani ad ogni Chieſa della Citta, e Dioceſi Piſana di ſeſſanta
Cavalli per il fiituro anno 1293. Piſano, che è il 1292. Co
mune all’impofiatura della Pieve di Livorno li legge cos),

Plebi de Liburna Equi . . . . . . Pe/Î II.


e non dice de Liburna, come s'incontra in tutti i Contratti ,
nelli Statuti, e in ogni Carta di quel Secolo, che in lingua
volgare pongono Livorna, e in latina lingua Liburna. Forſe
il Tronci, a cui poco premeva tal coſa, non vi fè rifleſſione,
o lui ſieſſo, non volendo, ſcriſſe quello , che così non poteva
eſſere. L’altro che è alla Rubrica 129. delli Statuti del 128.1.
de juvando illor, qui madrina* in loco diélo -Maechie =- ove ſi
ordina, che gli Uomini di Livorno debbano accorrere quan
do ſentono per tre volte ſuonare a ſtormo la Campana della
Macchia, il Targioni mette in volgare queſta Rubrica dicen
do =gli uomini di Livorno: che nella Rubrica però {i chia
mano =Homìner de Liburna: chiamando Liburna in femmi
nino genere. .
Reſia pertanto provato, che fix Livorno appellato anti
camente Labrone, e nel corrotto nome di Calambrone tut
tora , e nelli ſcritti degli Eruditi conſervaſi; poſcia Liburna
in latino, come ſinora ſi dimoſtrò. '
Or vedanſi gli antichi Scrittori volgari ſulla nomencla
tura ,rli Livorno in ltaliano. L’Anonimo Croniſta Piſano (a) `
ſotto l’anno 1290. (St/'1. Com.) unitamente all’Autore de’
Monumenti Piſani (3) dice così parlando del Conte Guido di
Mon

(r) Tronci Ann. Piſ- pag. 273.


(a) Fragmenr. _Hill. Piſ. Inter Scr. Rer. lral. Tom. 24. col. 658.
(3] Mon. Piſ. ln Tom. XV. Rer. lral. col. 980.
DlLlVORNO. 65
Monte Feltri Poteſtà di Piſa :andò ad aſpettare l'Eſercito della
Lega Guelſa a Ponte di Sacco , (che io credo che corriſponda
al noſìro Ponſacco abbreviato ) =e anco fece metter fuoco, 8c
ardere tutto Livorna, perchè l’Oſte di Terra non vi poteſſe
ſlare in del detto Porto: e ſotto l’anno 137I`- (i) ne’ ſuddetti
Monumenti Piſaniſi legge, che=furono impiccati per la gola
a un’Olmo ſulla Piazza di S. Antone a Livorna. Lemmo dell’
Agnello Nipote del Doge Giovanni,e Andrea del Compagno
ribelli del Comune di Piſa:. Un Croniſta Piſano (z) all'anno
1017. diſcorrendo di un livello fatto da Azzone Veſcovo di
Piſa di molti pezzi di terra dice = conceſſe a livello molti
pezzi di terra, e tutto ciò che apparteneva alla ſua Pieve
Batteſimale di S. Giulia, e Santo Joanni Batiſta nel Porto Pi`
ſano vicino a Livornaa.
Un’altro Croniſta Piſano (3) diſcorrendo all’anno n.68.
Piſano, ”67. Comune, del danno a Porto Piſano, e Livor
no dato dalli Angioeſi dice cos) :- e lo Re Carlo venuto a Li
vorna lo brucio, e diſtruſſe affatto il Parto Piſano :.Ciò an*
cora ſcrive l’Anonimo Autor del Breviario Piſano all’anno
n.69. Piſano, 1268. Comune nominando Liburnum (4), lo
che nel traſcriverſi da qualche Copiſta ſarà ſtato preteſo cor
reggerſi formando un’u , in vece d’un a.
ll Monaldi nel ſuo Diario a :3. di Maggio dell'anno
1364. ſcrive cos), = ci fu novella, come il noſtro Comune
aveva preſo, ed arſo Liorno allaco a Porto Piſano =. Che
ſe un’anno dopo l’ Anonimo Scrittore de’ Monumenti Piſani.
cioè ſotto l'anno 1365. (5) ſcrive che :Livorna non era mu
rata, ma ſieccata in alcune parti: biſogna credere, che quel
Liorno dal Monaldi ſcritto, eſſer poſſa una inopportuna cor
rezione de’Copiſti, o forſe di lui, che s’adattò a nominarlo
Liorno, perchè così li parve meglio.
'r Re

» (i) Monumento Piſ. col. 1064.


ëz) Crontfla Piſ- apud me ad ann- IOI‘]. M. S.
3) Croniſla Piſ. apud me ined. ad ann. ”68. ſiyl` Piſ.
z” Anon. And. Brev. Tom. 6. ſcript. Rer. lral. eol- 198.
J) Monum. Piſ. col. 980.
66 - IsTonla
Reſia adeſſo da vedere ciò che ſcriſſero ſulla Nomencla
tura di Liguria, o Ligorno da Ligure derivata gli Storici,
conforme pretende il l’. Magri, e coſa penſar ſe ne debba.
Trovo nel Caſſaro( I ) che incominciò a ſcrivere i l'uoi Annali
di Genova del 1 146. (a), ove diſcorre della venuta de'Genoveſi
con poderoſa Armata l’ anno I I I 8. a Porto Piſano , per cui ſi po
feto in ſomma paura i Piſani, che ivi nomina Livorno, e lo
chiama a Liguriam=Cosi all' anno 12.89. ſcrive = Lucca/?sfid—
fiqurnter juxta =~ Liguria”: ==, (a' alia: parte: ſunt caſtramelati ,
ó' /èqucnti die perrexerunt ad debellationem = Liguria = cioè di
Livorno , quam bominer {115i loci dcreliquerant ==.
Filippo da Bergamo Scrittore del mio Ordine nella fua Cro
nica (3) anch’eſſo adotta la favola di Ligure , e Marc’ Antonio
Cocceo Sabellico (4) cosi ſcriſſe = Maximilíanur [taliam modico
eater-tim ingreditur , per Mediolanum Genoa progredizur , er Ge
”ua Veneta . Ligu/licaque con}; in Etruriam prua-[lit . Herebar illi
interea Francífi-ur Fofi‘arlu Etf”: Veneta: Orator, qui jampridem
apud Regem legati munere fungebatar, oppugnatumque e]? ſub ejur
acceſſum in ſoriorum gratiam = Ligurnum = in oro Etruria dm:.
e più fotto ſoggiunge cos‘l = Ligurnum a Ligure Pbetontir ſilio
conditum quia’am prodidere ,ande ó* nomen ſit loco indirum . poſì
ſit (’9' ab Arno (Fc.
Monſign. Giuſtiniani Autore degli Annali diGenova, che
ſcriſſe l' anno 1535. ſeguito dal noſtro P. Magri dice così (5)
-paſſata la foce d’Arno li và a Ligorno ec. e più ſorto ſcri
ve- Ligorno ſecondo la ſentenza di molti Autori fu edificato
da Ligure figlio di Fetonte, e denominato dal ſuo proprio
nome.
Gaſparo Bugato nella ſua lſtoria Univerſale pone la de
nominazione della Liguria, e Porto di Livorno avere origine
da

(i) Caſarus in Tom. VI. Inter. ſcript. Rer. Ital. col. a”. Colledionir
Mu ratoriann: .
(a) Mipîatori Ann. d'Ital. ad ann- …8.
(3) P i ip. Berg. in Cron. . e
(4)5abell. Tom. a. Op. Ennead. io. lib. 9. pag. 1038. Edit-lam.
(I) Giuſtiniani Ann. di Gen. pag. ar.
or-LivoaNo. 67
da quello Ligure, (l) e così Filippo Caſoni ſcrive (a) ne*
ſuoi Annali di Genova.
Tutti in ſomma gli Annaliſii Liguri .che ho potuto avere
alle mani, e tutti quelli. che ſi laſciarono dagli Antichi tra
ſporcare, bevendo al putrido Ragno di Frate Annio da Vi
terbo, tutti pongono Liguria, e Ligorno in volgare. e Ligu
ria, e Ligurnus in Latino, trattane l’etimologia dal ſognato
Ligure, quando hanno voluto, e dovuto ,nominare il noſiro
Labrone, or Livorno , quale però è fiato da infiniti altri cele—
berrimi Scrittori nella latina lingua Labro appeliato (3). poſcia
Liburna o dalle Galeotte de’ Liburni, o da'Liburni fleſii det
to, indi Liburnus, cioè Livorno, come al preſente ſi nomina
nella Toſcana favella (4); e queſt’ultima etimologia di Livor
no io la reputo provenuta da Liburna, nome uſato per più
ſecoli, come moliſano iContratti ſurriſeriri per indicare il
preſente nollro Livorno, e ſembrami la più ſicura.
Chiudaſi pertanto la prima Diſſertazione, e torniamo al
diſcorſo del P. Magri.

(i) lu atua Hifi. univ. pag. la.


(a Ca oni Ann. di Gen. pag. a. z.
(ai Cicero ad Quinrum Fr. lib. a. Epifl. 6. Raph. Manti Comment
Urb. lib. z- Petrarca ltin. Siriac. ”8. Prolem. Lucen. Tom. Xl. Anna!.
inter Str. Rer. ha]. col. 1286, Iovius Hiſt- lib. 19. pag. 81. Petrus Vet
tori Orat. in l’un. Coſmil. Muratori Antiq. Ital. Med. JEvi Tom. a. col.
non.
(4) Guidone da Corvaja Tom. :4. Rer. lral. col. 691- Leonard. Are.
tino Srorñ Fior. Lib. 4. Poggi Stor. Fior. pag. zi. Nardi lſior- Fior. lib.
a. pag. 3:. Stip. Ammirat. lflor. Fior. pag. *85- Boninſegni llior pag. ;04.
Anno. Pit'. Tom. 6- Rer. ira]. col- 17a. Goro di Stagio Dati llioria Fio
rentina. Morelli Cron. pag. 358. Anon. Fior. lflor. di Fur. Tom. 19. Scr.
Ret. Ital. col. 97s Monaldi DiarioGuicciardini [fior. lib. i-,e altrove.
Roncioni lflor. di Piſ. M. 5. nella Magliab. Cocchi ſito de’ Bagni di Piſa .
Tarzioni Tom. a. viaggi et.
68 ls'ronra

PARAGRAFO IV.
REgnava qua]: in quel tempo (r) Moirè nel Popolo Ebreo , e
quando il Grande Iddio adempiva il gran Decreto di dare
la Legge firitta . allora con tanto felice augurio ſi collocò da Li
gure la prima pietra , non invidiando nel medeyîmo tempo il Di
fi’gno a't Cerro/io. che appunto fabrieava la gran Città di Atene
in (2) Grecia , regnando in Teffitglia (3) Deucalione, e Pirra.

DISSERTAZIONE II.
P Aſſerebbe , ſebbene con infinita difficoltà ſecondo gli Au
tori citati dal Padre Magri ciò,ciie Egli dice nel 5. IV.,
cioè che quando Ligure poſe la prima pietra per il Fabrefizio
del ſito ſuppoſio Ligorno, allora ſu che Mosè Condottiero del
Popolo di Dio ebbe la Legge, detta‘ Legge ſcritta ſul Sina ,
ed allora pur anche Cecrope diè cominciamento in Grecia
alla gran Città di Atene, regnando in Teſſaglia Deucalione, e
Pirra, ſe quello Ligure foſſe un ſoggetto, che aveſſe una volta
avuta eſiſienza, e ſe poteſſe ogni punto Cronologſco da eſſo
citato. e ſiiracchiato, come ſuol dirſi, per condurlo al tem
po del preteſo Fabrifizio di Liguria , o Ligorno. realmente ac—
cordarſi. e con eſſo convenire. Ma ſe queſ’to Ligure foſſe un
Soggetto favoloſo. ſecondo che ne ſcrivono gli Eruditi del
noſtro Secolo, e ſe, dato, e non conceſſo, che favoloſo non
foſſe, ma vero il ſuppoſto Ligure, foſſero incompoflibili in
ſieme queſìi punti di Storia col preteſo ideale fabrizio fatto
da

(ll Torſellin- Epit.`-Hifl. lib. ,.Tarcagn. lib.:. lſio-r. del Mond0.MS.


dive”. Euſeb. Cron. Apoll. lib. r. Prolem. z. cap. primo
(z) Toſſcll. lib. r. Epit. Hifi. Tarcagn. Tom. z. lflor. del Mondo Eu
ícb- Cron- Apoll. Lib. i. Prolem z. cap. r. Ambroſ- verb. Athena!, &
verbo Cecrop. .
(3) Torſell. lib. cit. Strabo- lib. IO. Arrian. Ambroſ. verbo Theſſaha.
DlLlVORNO. 69
da Ligure di Livorno, cioè la Legge data a Mosè, la fabbrica
d’ Atene per Cecrope , e il Regno di Deucalione, e Pirra , bi
ſognerà dire , che elio con tutti i da lui citati Autori ha preſo
un forte sbaglio, ponendo tali punti di Cronologia fuori di
ſito: e cos) è; mentre Liguſto Ligure, o Ligiſto (r), ſecondo
gli antichi Scrittori, da cui nominata venne quella Regione
d’italia, la maggior parte montuoſa, che è tra il Fiume Va
ro, e il Fiume Magra, ed ha da un lato l’Appennino,edall’
altro il Fiume Eridano, volgarmence Pò, e confina colla noſtra
Toſcana , (z) io lo reputo uno di quei ſoggetti, che i Pagani
Scrittori inventarono per non ſapere neppur’eſfi le origini,
etimologia, o derivazioni de’ nomi delle Città, Provincie, e
Regni, rimeſi'o in ſcena dall'Appaltator delle Favole , Macu
latore de’proprj, e degli altrui Libri. ne quali ſi leggono,
Frate Annio da Viterbo, onde io lo decido, credendolo una
ſcioccheria inventata, che non abbia mai avuto realtà alcuna,
fuorchè nella mente, e nelli ſcritti de'troppo creduli . Ma da
to, e non conceſſo, come già diſli, che Ligure ſofle figlio di
un certo Fetonte, che fu Re d’un qualche luogo in Saturnia (3) ,
or detta Italia , e che dall’ incendio, in cui per] il Padre,
ſcampaſſe il Figlio, e che in queſto Suolo, ove è al preſen
te Livorno, celebre Emporio d'Italia, perveniſſe, e il co
minciamento gli daſſe , dico , che ſecondo la Cronologia ,
ſia d’Uſſerio, ſia di Petavio, ſia del Pagi, ſia di Nori
ſio, ſia, ſecondo tutte le tante Cronologie, che fono ſiate,
ſono, e faranno nel Mondo, mai ſi può arrivare ad accordare
inſieme queſti punti, che ha ſaputo unire il Padre Magri.
E laſciaro da parte il modo di ſupputare i tempi de’Ce
lebri citati Cronologi . ſeguendo il mio Maeſtro Lorenzo Ber
ti, la cui memoria ſarà perenne nella mia Religione, eccomi
a far vedere, che ancorchè Ligure ſi ammettclie, per parlar
colla fraſe del P. Magri, per edificatore dl Ligorno- nel-l'anno
del

(i) Domir. Ma. Nigr. lib. 7 Fab. Poet.


(a) Ccllarius Nor-r. Orb. Antiq. pag- 480
(3) Perav. Rat. Temp. part. t. lib- r. tap. 9.
70 lsront^
del Mondo 1325., non può quello concordare con quello, in
cui regnava, come ei dice, Mosè: perocchè giuſta l’Epoche
Sacre , che in numero di ſei furono avanti , e fino a Gesù Cri
ſto, ſi ricava, ſecondo il citato (r) Scrittore , che l’Epoca
dell' Eſodo, e della Legge data da Dio a Mosè ſu l’ anno del
Mondo 2513.. e ciò ſi prova evidentemente cos).
Gl’lſraeliti eſcirono dall’ Egitto l' anno del Periodo Giu
liano 3:23., correndo gli anni del Mondo 2513., avanti l’Era
Criſliana _1491. , imperocchè, quando Abramo eſe) di Haran,
era giunto agli anni ſettantacinque di ſua vita, come la Ge
neſi (2) arcella =jeprungima quirrque canora”; erat =, e nell’ anno
centeſimo di ſua vira (3) li nacque il figlio Iſacco. Si nume
rano adunque da] Pellegrinaggio di Abramo fino a [ſacco
anni . . . . . . . . . .... . . . . ............ 25.
A [ſacco naſcono Giacobbe, ed Eſaù, e ſi nume
ranoanni..................... 60.
Giacobbe con tutta la ſua Gente v‘a in Egitto (4)
ineeàdianni................... 130.
Muore ivi dopo anni (5) . . . . . . . . . . . . . . 17.
Paſl'arono poi fino all’ uſcita dall’Egitto del Popolo
diDioanni..................... 198.

(6) Che in tutto danno il numero di anni . . . . 430.


ñ—_ññ

Erano paſſati dalla Creazione del Mondo ſino alla


vocazione d’Abramo anni . . . . . . . . . . . . 2.083.
Aggiunganſi a quelli gli anni . . . . . . . . . . . . 430.

(7) Verranno a dare l’ Epoca del Mondo . . . . . 2513.

Di
(r) Berti Rudim. Cronol. in lrev. Hifi. Eccl. Tom. i. cap. ro.
(2) Geneſ. cap. n. verſ. 4. _
(3) theſ. ar. verſ. z. Perav. lat. Temp. parr- a. lib. a. cap. 4.
(4,' Geneſ. 47. 9.
(z) Flavius lib. z. Ant. lud. cap. 4.
(6) Flavius ibidem lib. z. cap. 6.
(7) Petav. Kat. temp. lib. a. p. i. cap. 4.
DILIVORNO. 7|
Di queſti 430. anni di pellegrinaggio, e ſervitù degli Ebrei
in Egitto , li ha un’illuſtre Teſtimonio nell’Eſodo (1) ,ove dice
= IIabitatio autem Filiorum Iſrael. qua man/?rum in ;Egrpr
fuit quedringemorum triginm annorum s.
Che ſupputar li debbano i quattrocento trent’anni dal
Pellegrinaggio d’Abramo, apertamente lo inſegna l’Apuſiolo
ai Galateſi (a), e co’ Padri della Chieſa lo moſtra il Dottor
S. Girolamo (3) ſu tal luogo dell’Apoſtolo così ſcivcndo
~ Cmputandi ſimt iin anni quatuor centum triginta ab eo tem
pore , quo Deus ad Abraham loc-”rm eſt dicenr a in [airline tuo
benedicenrur omne; gentera Cosi Giuſeppe Flavio (4),così la.
verſione de'ſettanta. e cosi il Codice Samaritano rammenta
no (5). Nonè adunque polIibile in vetun conto ciò, che dice
il P. Magri, cioè, che l’anno 2.325. del Mondo,quando il ſuo
ideato Ligure diè mano al Fabreſizio di Ligorno (per chia
marlo co’ ſuoi principi) regnaſſe Mosè , come v’ha chi (6)
pretende, anzi dir ſi dee, che non foſſe ancor nato, poichè
eſſendo il detto Mosè viſſuto anni centoventi, come dal Deu
teronomio ſi deduce, ove li (7) legge a Mai/e: temuta, ó' vi
ginti annorum erat, quando moi-:uu: e/I a e da Giuſeppe Fla
vio (8), ſendo Egli eſcito dall’Egitto col popolo di Dio d’an
ni 80. (9),viſſuto dopo la ricevuta Legge ſul Sina anni 40.(10)
ne ſuccede che Egli naſceſſe il 243 3. del Mondo, uſciſſe dall’
Egitto il 2.513., e moriſſe il 2553. Dunque non può accor
darſi coll’ anno 2.325. fiſſato dal P. Magri l’anno 2.513. fiſſato
da graviflimi Cronologi per il Regno di Mosè , venendo a man
care

‘1) [Kod- Il. Va ‘o


(a) Paulus ad Gala/L 3. [7.
(3) Hyeron. In Epta ad Galat
(4) loſeph. I-‘lav. Ant. lud. lib. r. cap. rr.
(S) Sepruag. Interp. Codex Samarit
(a) Porthacchius in nom lufl. Hifi. Trog. Pomp* lib. l. pa]. a7. edit.
Vener. 17,0.
7) Deuteron. cap. 34. verſ. 7.
38) Flavius Ant. Iudalc. lib. r. cap- 1.
9) Flavius Antiq. lud. lib. 3. cap. 6
(IO) ldcm ‘o Cip. 'o
72 I s T o a l A
:are agli anni :325. del Mondo ſtabiliti dal l’. Magri per
giungere ai 2513., giuſtiſſima Epoca del Regno di Mosè, anni
188.: e molto meno li verifica, che data veniſſe in tal’anno
:325. del Mondo la Legge da Dio ſul Sina a Mosè; anzique
ila li (leſſi ſopraccirati Cronologi aſſicurano eſſer .ſtata data
l'anno del mondo 2513. (1) tre meli dopo la partenza del
Popolo Ebreo da Rameſiè Città dell’ Egitto inferiore , che Ago
ſiino Lubin Franceſe Scrittore, e del mio Ordine Ornamen
to (2.) crede eſſere la medeſima che Arſenoire. Sendo dunque
partiti gli lſraeliti d’ Egitto il 15'. del meſe di Abib, o ſia
Niſan, come nell’Eſodo li legge, (3) c ſi è provato di ſopra,
il terzo Meſe dopo la partenza dall’ Egitto.
' _ ' ebbe Mosè la Legge, e
per conſeguenza non al tempo dell’Edificazione di Ligorno per
mezzo del preteſo Ligure ſotto l’anno del Mondo 2325. , ma
ſorto l’anno del Mondo 2513. `
E perchè da queſto Suolo d’Italia con rapidiſiimo volo il
noſtro P. Magri ci traſporta ad Atene in Grecia, dicendo nel
5. IV. =che nel medefimo tempo, in cui il ſuo Ligure edifi
cava Ligorno, Cecrope appunto dava anch’eſſo di mano al
Fabrefizio della grand’ Atene = cosi convien’ora adattarſi a
tanto volo, e dire ſu ciò l’ occorrente col più riſtretto laco*
niſmo, che ſarà poſſibile. Vuole Giuſtino [ſtorico nelle Storie
di Trogo Pompeo (4), che quella Città di Atene, che nell’
Acaja è pofia, foſſe una volta detta Arte (5). di poi Attica,
o Attiaca. che quella ſia llata edificata da Cecrope la prima
volta, da cui prendeſſe i] nome di Cecropia , dopo foſſe da
Mopſo ampliata, da cui detta veniſſe Mopſopia , da Giove fi
glio di Xuto chiamata poi veniſſe (6) Jonia, e da Minerva Dea
della ſapienza Atene (7). Dalla prima Atene v’è chi vuo
le,
(1) Petavius ibtdem. Berti ibidem.
(a) Auguflinus Lubin. in Tab. Geograph.
(3) txod. Cap. ra..
(4) …lì- “Iii. In Hill. Trog. Porn. lib. a. pag. 26., & 27., & in notis_
(z) Ambra!! Caltp. verbo Athena:.
(o) Pe… Rnt. temp. part. 1. ho. 1. cap. 7.
(7) lulſinus lbidcm.
DrLÎvonNo. 7;
le, (l) che i Popoli detti foſſerp Atenei, 'dalla (z) ſèconda
Atenieſi. e dalla terza Etonopoliti '
Macrobio ne’Saturnali , ove diſcorre(3) , in quali,e quanti
giorni celebravanſi le ſeſte Saturnali, cosi ſcrive = Pbiloeorur
Saturno , á' Opi primum in Attica/latutſſè Aram Cecrope”: dicit
dal che ricavaſi, Attica appellarſi Atene, e Cecrope eſſere
{lato il primo, che a Opi , e a Saturno, cioè al Cielo, e alla
(4) Terra edificò l’Altare per atteſiazione (5) del Greco Fi~
locoro.
Ladvocat Dottor Parigino nel ſuo Dizionario Illorico di
ce (6) cos) :Cecrope Egizio di Nazione ſu il primo Re delli
Atenieſi, il quale piuttofio abbell),e non fabbricò la Città di
Atene, e incivill i Popoli Attici verſo il 1558. avanti Gesù
Criſto. Che che ſia di queſto punto,ſe Cecrope foſſe il Fab
bricatore , o Adornatore di Atene, non mancando valenti Scrit
tori da leggerſi ſu tale erudita quiſiíone. non ardiſco decider
lo. Solamente dirò, che Cecrope fu Re di Atene giuſta il ſen
timento del citato Scrittore anni 155 8. avanti l’ avvenimento
di Gesù Criflo. Venne egli per noſtra ſalute, come già ſi
diſſe (7), in terra negli anni 4000. del Mondo, per non con
ſondermi .colle tante Cronologie . e Cronologi ſu (8) tal punto.
Se detraonſi da 40cc. anni del Mondo gli anni r558., reſh
fiſſato, che Cecrope ſu Re d’ Atene del 2442. del Mondo,che
che ne dica certo antico Scrittore (9). Adunque ſe ancor ſi
coneedeſſe , che Cecrope foſſe ſtato Fabbricator d’Atene, con
tuttociò mai rieſcirebbe al P. Magri di farlo eſière edificatore
della ſuddetta Città negli anni del Mondo 2325., quando il
K ſuo
(r) Ambroſ. Verbo Athcnz.
(I) idem Ambroſius rbldem.
(3; Macrob. Saturn. lib. r. cap. ro.
(4 Idem ibidem.
(5) Philocorus apud Mac. loc. cit.
(6) Ladvocat- Dia. Riſi. verbo Cecrop. Petav. Ret. Temp. par. r. lib. r.
cap. 4.
(1) Berti Brev. Hifi. Eee]. Tom. r. tap. n. pag. 63.,dtifl`heol. Di
ſquiſit. lib. 19. ` ì
(8) Vide apud Per. Rar. Temp. part- a. lib. 4. cap. r. 8: o.
(p) Tarcag. lib. a. lflor. del Mondo pag. 39.
74. [STORIA
ſuo Ligure' fabbricava Ligorno. poichè per unire il Regno di
Cecrope, e così la preteia Fabbrica di Atene coll’anno dell’
ideale ſorgimento -di Ligorno del 2325. rt7. anni vi man
cano.
. ,Secondo la Cronologia, che ricavaſi da’ Marmi Arunde
liani (1)31 Smirne in Aſia ritrovati , 0 ſia dall’Era Attica Ce
crope o fondò,(z)o reflaurò.ed abbelli (3) Atene negli anni
avanti a Criſlo 1533` Sicchè anco colla guida di queſto celebre
Documento il P. Magri li trova difcollo colla preteſa edifica
zione di Ligorno per mezzo del ſuo Ligure quanto porta lo
ſpazio di anni 142.., che tanti ne corrono dall’anno del Mondo
2325. da eſſo fiſſato per l’edificazione di Ligorno,e di Atene,
all’ anno del Mondo 2467., che corriſponde agli anni avanti
Gesù Criſto 1533.
Che ſe colla Cronologia dell'erudico Pecavio (4) rego
larſi vuole il P. Magri, e quella ſeguitare per vedere, ſe que
ſia almeno lo conduceſſe al punto fiſſato, vedraſii che anco
in queflo Calcolo ei non l’azzecca , mentre il citato Franceſe
Scrittore pone il Regno di Cecrope in Atene l’anno del Pe
riodo Giuliano 3132. , del Mondo 2422. avanti a Criſto 1682.
Se adunque ſi uniſcono gli anni del Mondo 2.422. del Regno
di Cecrope colli anni dell'ediſizio ideale dr Ligorno per mez
zo di Ligure del 23 25., verrà l’edifizio di Ligorno ad eſſere
anteriore al Regno di Cecrope in Atene di anni 97. Non ſi
troverà in ſomma Cr0nologia , che a combinar vada coll’idea
to Ligure , ſe non ſe quella del P. Magri.
Non è tampoco poſſibile, che nel tempo in cui Ligure
edificava Ligorno, cioè nell'anno dei Mondo 2325-, fecondo
il noſtro Autore, rcgnaſſero in Teſſagſia Deucalione conſPirra
ua

(I) Arundel. Mar-mora ab joann. Seldeno Comment. illuſirara. Vide


Perav. Rar. Temp. part a 11b. a. cap. z., & cap. lo _
_ (a) Iurlin. in Hiſi. 'ri-og. Pom lib- a. pag. a7- traduflo a Porcacthio
le in noris . Ambroſ. verbo A-henz. .
(3) Conon apud Phutlulll. Ladvxarwerbo Cecrops.
_ (4; Peraviua Ra:. Temp. Tom. 3. pag. 383. edit. Ven- apud laur. la
ilrum r7”.
ntLivonNo. 75
ſua Conſorte, poichè queſlo Regnante particolarmente è noto
nelle Storie, perchè, a ſuoi tempi ſegui un’orribile inonda
zione nella Grecia , qualev perchè ſi diſtingucſſe non dall’ Uni
verſale a tempi di Noè. ma da quella d’Ogigc (r), ſeppur
queſt'Ogige non è lo ſteſſo Noè (z . fu da’Greci Scrittori
chiamata col nome di Catacliſmo po riore (3), e da _latini
ancora (4), come notò il P. S. Agoſtino (5).
Queſta inondazione di Deucalione. il quale diè (6) per
mezzo d’Elleno ſuo figlio la propagazione atutto ilGreciſmo ,
io ſtabiliſca ‘col citato Scrittor Parigino, _(7) che avveniſſc
i500. anni avanti Gesù Criſto. adunque per giungere ad unire
gli anni del Mondo 2325., _ne'quali ſuppone il P. Magri,che
Ligure edificaſſe il ſuo Ligorno colli anni del Mondo, ne’quali
ſeguì la inondazione diGrecia detta ,di Deucalione avvenuta del
; 500. del Mondo,che corriſponde agli anni i 500. avanti l’av
venimento di Criflo Salvatore, fa di meſtiere aggiungere anni
173. , e perciò non correndo coll’ anno del Mondo 2325. fiſ
ſato dal P. Magri per l’edificazione di Ligorno l’anno r5oo.
avanti a Criſto, 2500. del Mondo. non ha il ſuo Calcolo
la ſuſſzflenza , e quando ancora ſecondo il computo del Peta
vio (8) ſi aggiungeſſero agli anni 1500. avanti a Criſlo, nc’
quali noi ſiſſammo _il Catacliſmo di Deucalione, anni 29., che
il citato Cronologo fiſſa per l’avvenimento di tale inondazio
ne. contuttociò mai verrebbe a cadere tal Diluvio nell’anno
della data legge ſul Siua da Dio a Mosè, che ſu , come ſi di!L
ſe , data ſotto gli anni del Mondo 2513., ma ſotto l’anno del
Mondo 25 29. , e perciò non concorrendo negli anni del Mondo
' ’ ì K 2 23:5.

(r) Petav. Rar. temp. part. r lib I. cap. 4. & 7.


1-.) Berti Brev. Rifl- Eecl. Rud. Chron. cap. XL not. r. pag. z:. edit.
Piſ- ann. '760. ‘
(3) Apollod. 3. Marmor. Arundel. ab loann. Seldeno Comment. illu
Iran - Connn apud Photlum Cod. i86
(4) Varro in lib. Prol. de Rexuſliea cap. terrio.
s CW. “bo I8*
(6; Perav. Raz Temp. part. r. lib. r. eap. 7
(7! Ladvocar. Dia. Hifi. verbo Dental.
(8) Petav. Rar. Temp. part. x. lib. i. Cap. 1. in ſine.
76 lsronra
232.5. fiſſati dal noſtro Magri per l'edificazione fatta da Li
gure di Ligorno la fiſſazione dell’inondazione Deucalionea.
che avvenne ſotto gli anni del Mondo 2500., che vale a dire
r 500. anni avanti a Criſto ſecondo il noſtro calcolo, e ſe
condo il Petavio (r) del 2 519., cioè 1529. anni avanti Gesù
Criſto, convien dire,›ehe tutto il finora efaminato Paragrafo
tratto dal diſcorſo del P. Magri, ſia un manifeſto inſuffiſtente
Anacroniſmo .
Aggiungali . che Giuſt-ino (a) dice chiaramente , che = avanti
al tempo di Dcucalione ebbero gli Atenieſi per Re Cecopre
Dunque dir ſi dee che regnarono in Teſſaglia Deucalione. e
Pirra poſtcriormente all’edifizio, o rincivilimento d’ Atene per
Cecrope, e per conſeguenza non eſſere compolIibìli inſieme
coli’ edifizio ideale di Liguria, o Lìgomo per mezzo di Li
gure figlio di Fetonte, il Regno di Mosè, molto meno la
data Legge all’ Ebreo Popolo, tampoco il Fabrefizio di Ce
cropia. o ſia Atene, o ſippure il Regno dello ſteſto Cecrope,
e molto meno il Regno in Teſſaglia di Deucalione, e Pirra.
Vero è, che tutte le ſopraeſpreſſe differenze Cronologi
che, le quali farebbero notabili in un punto di Cronologia
moderno , nel fatto lontanilîimo, anzi ideale di Ligure ſuppo
ſto fabbricator di Ligorno, da cui come da centro tirò l’al
tre linee il P. Magri, paſſar ſi potevano ſotto ſilenzio, giacchè
nello ſpazio intermedio di più migliaia d’anni pare, che dir
ſi poſſino coevi i fatti ſeguiti nello ſpazio, e dopo cento, o
dugento anni , o più ancora, ma trattandoſi di fiſſare un punto,
o Epoca ideale, e falſa , ed a quella appoggiare , come a cen
tro, tutte le altre linee della Storia, m’è ſembrato giuſto farne
vedere a chi legge colla falſità del ſuppoſto le non coerenti
[proporzioni.

PA
r) Peravius ibidcm . _ _ _
a) luflinns Hill. in Hiſt. Trog. Pomp. Ital. redd. a Porcaecluo lib. a.
pag. a7
Dl LivoaNo. 77
PARAGRAFO V.
CHi potrebbe mai indovinare , non che ritrovare- quello , che
in tanta recò/”zione di tempi ſia in qui-.fia Città otcoifi?
Di quante impreſe [peu-mite, di quanti avvenimenti rr/Zimomo ,
di quanti Regí oflzite, di quanti -Naufragj ſpettacolo, di quante
deſolazioni eſempio', e di quante glorie rivetto? Leggo/i pure ciò ,
che da quei tempi in qua racconto” le FW?" "w’ di tutto eſſèr
ne potrebbe fida raccontatrice .
N' O T A Ill.
Non meritando queſto Paragrafo non dico Diſſertazione,
ma neppure di volgerli un guardo , poichè tutto farebbe tempo
perduto, e converrebbe tutte le favole di Frate Annio adot
tare per cosi narrare le ideali Impreſe. gli avvenimenti Ca
podiali, i Regi Oſpiti, e le glorie vane, ed efimere di que'
primi Enti di ragione , che col ridicolo Ligure, al dir del P.
Magri , di Ligorno edificatore quà furono , e teſtimoni di tante
belle coſe, che il P. Magri ſcriſſe ſognando, le quali dopo il
232.5. del Mondo, deſidererei acquiſtar cognizione, ove legger
li poteſſero, paſſo avanti, acciocchè non mi ſi rinfacci con
giullizia aver pieno anch'io di larve . ſogni, e chîie le carte,
0nd: poi (i) non mi ſegua che =

Cum ſiriptore mea cap/è por-reflui open.,


Deferar in vicum vendemem tar, e’? odore-r
Et Piper, ó* quidquid cbartis amicitur ineptis.
PARAGRAFO VI.
VEnnero dal Peloponneſò (a) poco doppo alcuni Regnanti in Ar
cadia , e pori/frati co’noſtri Popoli ediſicarono rolla memoria
di Alfea la Nobiliffima Citta di Piſo, colla quale la no/Ira fuſi-m
pre

(r) Horatiua lib. a. Epiflolar. Epifl. r- _


(I) Tronci Ann. _Piſ. Manoſcritti diverſi. Agoflin- Moroni Antlth. d'ltal.
Alett- Bologneſe Qrtg. d'italia .
78 Is‘ronra
pre unita non fido per la vicinanza, e Commercio tra loro, ma per
la ricorda-'tea del nome latino de’Regni Liburneſi a loro ratrffi*
ma. parendoli _non aver _mutato Paeſi.- nei Gente, "ancore/45 aveſſe
fabbricato da’flmdamenti nuovo albergo, ‘ . ' `

DISSERTAZÎ-I‘ONE‘III.
ON poſſo a meno ut uun car nelle riſa conſiderando il 5.
Vl. Primieramente _la glorioſa Città Greca Piſa, di cui
ritrovaſi onorevol memoria in Lico'frone , Polihio, Scilace,
Strabone, Dioniſio d’Alicarnaſſo, Tolomeo, e tra Latini in
Catone, Cicerone, Virgilio, Livio, Mela, Luciano, Plinio,
Tacito, Giuſiino,
Antonino, Solino Ravennate,e
nel Geſſografo , Feſio, Claudiano. Rutilio,
nella Tavola Servio,
Itineraria,
e che o più antica reputaſi del Troiano eccidio (i);0 pc’ ſuoi
Fabbricatori a Troiani eguale, ſe non ſuperiore. da’Piſei'edi
ficata (z) nell' anno del Mondo 2416., cioè 760. anni circa
dopo il Diluvio univerſale, ſedici _ſecoli avanti Gesù Grillo (3)
eccola dal mio Conccllita di tal maniera avvilita', che la fa
eſſer fabbricata 9t. anni dopo il ſabrefizio 'di Ligorno per
mezzo del ſuo Ligure, ponendo queſto ſotto gli anni del Mondo
2335. Oh che errore maiuſcolo, e badiale, che bilancia non
ha, che peſar- lo poſſa! Non è però quello il ſolo errore in
tal Paragrafo. Vi è di più; poichè dice così :Poco dopo (e
credo voglia intendere dopo l’ ideale edificazione di Ligorno per
mezzo di Ligure)..~ vennero dal Peloponneſo alcuni Regnanti in
Arcadia :-..
(Manto meglio_ indovinata 1' avrebbe,ſè detto aveſſe cos):
Venne dal PeloPonneſo (4.) Region dell’ Acaja , 0 Grecia , in oggi
detta Morèa, che ſu chiamata, fecondo Strabone l’Iſola di
Pelope, perchè realmente Peniſola,(5) una moltitudine di que’
Po

(I) Noris Cenor. Piſ. Dlſs. I. cap. I- pag. r.


(z) N-wis niJem. Cocchi ſito de'Bagni di Piſa.
(L horis ihldem.
(4) Nur-3 l`ldfll.plg- 3.
(5) Noris ibidem.
Dl Lattanzio. 79
Popoli traenti già l’origine dÎArcadia. che ſu appellata (i)
ſecondo Euſtazio Pelaſg’ia da PelaſgoRr: S'ipience .che le geuri
fire a politezza di vivere ~riduile.,(2) Llcaonia. Gigante, e
Parraſia , guidata da l’elope, che nel Peloponneſo Riddctto rc
gnava, e figlio era del Frigio Re Tanialo (3).eñ di 'ſalgcta .
che ucciſo Enomào Re de'Piſei preſa iii Conſorre la di lui fi
glia Ippodamia, ſoggiogate colle guerre glorioſamentc le ”cine
Genti, tutto il Paeſe , che fra il Mare jonio. e l’Egec ſi ſien
de, dal ſuo nome Peloponneſo, quaſi li'ol-a di Pelope, porco
chè quella Provincia con un breve lſmo li congiunge ad Elle,
denommò, ed or Moiea s’appella (4).
Così certamente l‘avrebbe qualche poco indovinaca, e
qualche cofa ancor di più. ſe laſciato aveli'e quel poco dopo,
che racchiude in ſe 91. anni, mentre tanti ve ne corrono dalia
preteſa edificazione di. Ligorno per mezzo di Ligure fiilzica
dal P. Magri del 2325. del Mondo al 2416. in cui ebbe il ſii-o
vero naſcimento la vetufla Piſa; laonde quel :poco dopo-i ſa
rebbe a’ noſtri ſecoli vantaggioſo, per chi dopo diciotto liiílri
di vita paſſar poteſſe dalla mano ſiniſtra alla deſtra a numerate
gli altri 9|. (5) racchiuſi in quel apoco dopo- onde cantò
Giovenale (6). _ , ~
Felix ”imímm qui tot per fiera/a mar-rem.
Dijlulit; atque juor jam dexter” computo: annor.

Dopo tali coſe, che dice mai il P. Magri? Dice, che


;vennero dal Peloponneſo alcuni Regnanti in Arcadia u Ma
ſe l’Arcadia è una_ parte del Peloponneſo , che , dopo la pre
cipitoſa morte di Enomao cadde ſotto la Dizione di Pelope.
che

(r) Euflatius in Homer. - -


(a) Stephanus de Urbibus . Dionil'. Halicarn. lib. I. Noris ibid- pag. s.
(3) Noris ibidem pag. 3. 3
(4) Noris _Cenoraph- Piſ. Diſſ. r. Cap. x. pag. 3.
ſr) Lav…" ex Sofl- leſo ad Comed. Plaut- Miles Glorioſiir Mi. a.
Seen. a. verſ- 480‘011.
(e) Iuvenal. Sat. ao, veri. 24!.
80 ~I's—-To'a~`r^
che Re era prima del Troiano eccidio (1), da cui Pelopoonel'o,
che pria Cherſoneſo (a) ſu detto al dir di Strabone , perchè
ne fà il noſtro Scrittore come una diviſione? Vero è che molti
erano i Regni nell’ Acaja , Grecia, Cherſoneſo, Peloponneſo,
or Morea , ma baſtava aver detto eſſer venuti queſti Popoli dal
Peloponneſo, che ben ſi ſapeva, che avendo edificato Piſa,
come Virgilio (3) ſcriſſe

Hos parere jubent 1”th ab origine Pil-'e


Urbs Etrufla ſòlo ó‘t‘. ‘ ' _

e Rutilio Numaziano (4) allorchè cantò

Ante diu- Qua”; Troiugenas firmata penam


Laurentìnorum Regibus inſereret,
Elide dedut‘iar fil/i‘epit Etruria Piſhs ,
Nomirtis indicio teflifirata genus ,
eſſer non porevano ſe non ſe i Greci Piſei, e non Piſi, come
ſcriſſe Plinio, e lo norò il mio Noriſio (5) da Pelope condotti ,
come tcriſſe Plinio ſteſſo (6) a Colonia Luca, propiorque Piſte'
inter arnuem Au/erem, ó* Arnum , orta a Pelope, Piſiſque, ſive
Arinronis Greca Gente - o i Piſei Peloponneli, che ſeguirono
Neſtore ſecondo Strabone a Troia (7), e diviſi nel ritorno,
parte giunſero in Metaponto nel ſeno di Taranto (8), che fia
detto Erculea, ò_ Tara dalla Compagna di Ercole (9). parte
a queſti Lidi approdando edificarono in memoria della Greca
Piſa la noſtra. Cos) Strabone, di cui ecco l’ originali plato
e

(1) Noris Cenot. Piſ. Diſr. 1. cap. 1. pag. 3.


(a) Strano lib. 8. lnterp. Xilapdro e
5) Virgil. X.Aìneid. Noris ibld. Cap. r. pag. a.
4- Rutil. Num. ltin. Mar. lib. I. verſ. 57;.
(r) Noris Cen. Piſ. Diſſ. i. Cap. r. pag. 3.
(6) Plinius lib.:. Cap. f.
(1) Strabo lib. 3. pag. i”.
(8) Noris ibidem .
{9) Farnabuu in Noris ad lib. placid
D1 LIVORNO. 81
le (1) u- Piſie a Pi/ieir Peloponne/iir condita/aut , qui cum Nej/Io`
re ad Trojam profel‘Zi in reti/tu navigante: ejet‘i'i ſant alii ad Me
taponmm. alii ad Agrum Pi/anum cum aniverſi Pi/ii dicerentura
Laonde ſiccome Pelope regnava prima dell'cccìdlo d’ [ho (2),
e volendo Plinio Piſa fabbricata :din ante Trojan/tm Bel/um:
cioè lungo tempo avanti l’eccidio di Troia, alla cui opinione
li unì Rutilio ſopracitato , cosi , le diremo Piſa edificata prima.
mente da Pelope, e dopo un Secolo ricdificata da Neſtore di
Pelope ſucceſſore co’ Compagni della guerra Trojana in queſti
Lidi traſportati. verremo a conciliare, fecondo (3) Noriſio,
Strabone, e Plinio.
Ne credo che quelli Popoli avranno avuto ſèco una Trup—
pa di Regi. che andaſſero alla cerca di Regni, ma un ſol Con
dortiero, un ſol Capo, un Duce ſolo, poichè non altri certa
mente, al dir delli Scrittori Greci, e Latini, venne a quelli
lidi .ſe non co’Piſeiil lor Condottiero, e Capo Pelope Figlio
del Frigio Re Tantalo, e di Taigeta ſua Conſorte edificatore
di Piſa, di cui Solino (4.) ſcriſſe :- Chi non sà, che da Pelope
Pila? Così ne' Frammenti Catone, o ſia nel Libro delle (5)
Origini, Dioniſio (6) d’Alicarnallo,e Pauſania (7) ſcrivono.
l] dottiſlimo Cluverio (8) vuole che iTeutani, non Greca.
Gente, ma Ligure oriunda della Germania , foſſero li Edificatori
di Piſa cos) ſcrivendo = Ergo primi Pi/arum condito”: fuerunt
jam inde multi: ante Bellum Trojanum anni: Ligure: Celtica Gent a
'Cadde in tale opinione ſi celebre SCrittore, perchè gli antichi
Germani ll Dio , che eſſi adoravano , a ppellavano TlJeulb. onde do
po chiamati furono anch’eſſi :Tbeutiſcialo che riporta Noriſio(9)
' L col

(g) Str-abc lib. 5. pae. 146.


(1) Noris ibidem Euſcbms in Cron
(3) Noris Ccnot- Plſ. ibidem.
4) Solinus Rer. Memorab. Colleflanez. _ ,
(3) Cato in Praz-,ment- ſeu in lib. de originibns apud Noris-Cenot. Piſ.
Drſſ. t. Cap. r. pag- 4 , & j.
(a) Dioniſ Halicarn. lib. I. Hifi.
(7) Pauſania: lib. 6.
(8) Cluverius ltal. Anti . Iib- o. Cap. r. pag. 494.
(9) Norifiur Cenoth. Ii . Dill'. r- cap. r. pag. 4., Gt j.
82 [STORIA
col teſtimonio di Pauſania (t).e di Plinio (2), il quale aſi'
cura che Greci furono i Teutanî. ma più ſpecialmente col
teſtimonio di Servio (3) nel Come-to a quel verſo di Virgilio
nell’ Eneadi al X. libro, che dice :i Alpbeie ab origine Pife , e:
ove , dopo aver notato Piſa edificata ſecondo l’opinione di cer
tuni da Pel-»pooneſi , che con Pelope Lidio vennero, oppure
da Piſo Re de Celti figlio di Apolline lperboreo Così ſoggiunge.
= Caro in libro Origmum , qui Pi/àr ”nm-rum ante ndvem‘um
Efrufi‘oram nego: ſibi comperzugn. ſed moeniri Tracbonem Thir
reno arm-adam , pei/ſquat” ”Hz-;Hem Regionem refer-ir , Piſa: ron
did/”E , rum ante Regronem murder” Tbeutoner quidem Grete- lo
quem” poflederinr. Alii , ubi modo Piſa ſunt , Fat-ida Oppijum
fmffè ay'um , quod nubi; indici” ejl ex Peloponneſo originem id Op
pidu-‘n lr/Jaere. Ahi intel”: ejm Oppidi Thema.: ju-ſſè , ó- Oppi
dum ipfimr Tbeum mmnnmum, quad poſſe-a Piſi” Lydii ſua [mgua
fingulurem Purim” Egizi/'iran dixerimt , qua” [mic Urbi a Form
Lume name” impaſimm . Alii ab E} èo 'l'rojani A-Îqui fabriano”
condirum :rada-ir, qui rum alii: Greci: in Lane Regione”: reje
fl”: e/l a.
Dice ancora il noſtro Scrittore Magri, che con Piſa fu
ſempre unito, credo io dir Voglia, in ammiſtà, ed alleanza il
ſuo ſognato Ligorno. Ma e quando mai, dimandar mi convie
ne? Non nel tempo de'l’rfei, mentre allorquando queſti a’no
ſiti lidi approdarono, credo, che Ligorno, 0 Liguria del P.
Magri foſſe nella mente di Dio col ſuo Compare Frate Annio
da Viterbo. E poi quali ſono quelle lſiorie, que’Documenti,
che aſſicurando di Piſa le glorie, le quali tante ſono, quante
del Ciel le Stelle, onde non v'à lſlorico Greco, Latino, elta.
liano, che non ne parli con lode, uno detratto. perchè di par
tito oppoſto , (4) di Liguria , o ſia di Ligorno , per uiare la fraſe
Anniana, favellino? De Liguri bensì, della Liguſlea Gente e
per
(a) Pauſan. lib. 8.
(a) Plinius lib- 3. rap- i _ V _
ſ ) Servio: èdirus a P. Daniele in Comment. ad illud Carmen ‘lira-X.
Enti . Alphet ab origine Piſa_ &c- I
(4) Dante Aligieri che ſcriſſe nel Canto xxx…, O Piſa een.
DiLivoRNo. 83
per mare, e per terra valente, e terribile, della quale Livio
(i) grandioſamente ragiona, trovanſi ,_ e nel Noriſio (2.), e nel
Pighio, (;) e in cento, e mille altri Celebri Scrittori le glorioſe
geſta regiſtrate.Con queſti ſi legge ,che ebbero i vetuſti Piſani (4)
antiche, e ſanguinoſe Guerre, e co’ Romani ancora . da’quali
ſi ribellarono, ma ſenza frutto, poichè vinti furono (5), e
obbligati a chinare l’altera fronte. Con queſti a parte furono
di molte guerre (6), e della disfatta delli Apuani Liguri (7),
e finalmente l'anno 574.. di Roma fiidedotta la Colonia latina
a Piſa (8), poſcia da Ceſare coſtituita Colonia Militare. e da
Auguſto (9)"detta venne dall’aſſetto verſo la Caſa Giulia nf?”
lia obſequerrri:: Ma di Ligorno giammai ritrovaſi veſtigia al
cuno , che allora edificato non era , che per le favoloſi: impo
ſture del Viterbeſe Frate dal Celebratiſiìmo Franceſco Spara
-verio giuſtamente_ confutato, ma ſolo_ _da_ Lydi ſotto il nome
di Labrone in memoria d' Ercole Labrone~ ebbe il comincia
mento _ſette _ſecoli avanti Gesù_ Criſto, cioè nove ſecoli dopo
l’ edificazione di Piſa , dopo aver Tirreno co’ſuoi venuto in que
ſteraciaſi,
Parti,e combattuto _co' valoroſi
di queſto Labrone ſi fa Popoli diſçeſi
menzione da ſolo
da un Giganti
Scritdi
tore Romano (to) ,convien
ſedic~iſiſecoli,`laonde ne altro~concluderemhe
più ſitrova nelle Storie per quaſi
la preteſaammiſtà
della Greca ?iſa con Ligorno Anniano poſta_ fuori dal i’. Ma
gri ſia un ſogno da porſi con‘ tutte quelle altre immagini, e
.larve , che uniſce ne’ſuoi verſi (il) il Cigno di Venoſa, al‘
lnrchè ſcrive:. `
L z, So
vñ v"

(l Linus Biſi. Rom. lib. zz., & 35.


(33 Norîíscepoth. Piſ. Did'. r: cap. r. pag. 1. de 8.
z) Pighiuç ad‘Ann. Urbi: Capitollnum ”8. '
Z4) Strabo.` Geograan lib. s. lnterp'` Guarino.
5) Noris Ceneri!. Piſ. Diſſ. I. C”. i.
6) Noris ibidem.‘
1) Noris ibidem pag. ro. rr., & n.
8) Noris ibidem pag. 1.4- _Sigonius lib. a. de Anriq. [nre Ita]. cap. 3.
Panvinius de imp. Rom.. pag. 686. '
m Noris Cap. a. Piſi'. r. canoraph* Piſ. _
YO) Ciceroad Quantum Frattura lib. a. Ep. 6.
n) Horn. Ep. a. lib. z.
84 - l s T o R l A
Somnia , terrore: magic-or, mirando . Saga: ó'c.
Dice anco di più il noſtro Autor Magri chc=facilmente ſi
adattarono i Piſani a trattar cogli abitatori, che trovarono
nell'ideale Ligorno non ſolamente per la vicinanza,e commer
cio tra loro, ma per la ricordanza del nome latino de’Regui
Liburneſi a loro gratiſiimaa.
Che coſa mai voglia ſignificare coſtui, quando dice -per
la ricordanza del nome latino de’ Regni Liburneſi = io non l’ in
tendo: ſeppure non voleſſe con ciò alludere, l’eſſer ſtata da
certo Liburno Attico, o ſia Atenieſe, ſe aver fede li dee a
Stefano (i) , chiamata Liburnia quella Regione ſopra l'intimo
receſſo del ſeno dell'Adriatico Mare , fra l’ lſtria , e la Dalmazia a
o perchè il luogo da Ligure edificato appellandoſì Ligorno fa
ceva ‘a queſti Greci edificatori di Piſa ritornare in mente quel
Liburno Atenieſe . che il nome ſuo dato aveva alla Liburnia,
di cui parte or Croazia s'appella (z), ed a una parte de’ Li
burni Croati detti, perciò che li ſembtaſſe di eſſere in Grecia
medeſima,o ſivvero alludendo.che queſti Liburni foſſero ſtati
una volta Riedificatori di Labrone, a cui il nome ancora aveſ
ſero dato di Liburna , or Livorno . Così ſpiegando il ſentimento
citato, s’intende, benchè co’ſohti errori , qualche coſa . Dir
però non doveva il noſtro Autore, eſſere nome latino la Li
burnia , o la Region de Liburnj, che egli appello malamente
Regno, e peggio dicendolo de Liburneſi , che mai negli antichi
Scrittori ritrovaſi tal Regione cosl nominata, poichè Greco
nome è, come ſi diſſe , e da latini uſato per iſpiegare, e chi
diè il nome alla Liburnia , ei Popoli detti Liburnici, e le Navi
Liburniche, che eſſi poſero in moda, pr’eſone l’eſempio,e l’i
dea da Liburni, che queſte inventaronoffid uſarono (3).Se cos]
non s'intende l'addetto ſentimento dal P. Magri, io non sò
come chiarifiearlo.
PA

“ (I) Stephanus de Urbibus. Cluvcrius ltal. Antiq. Tom. r. pag- 468.


(a) Cellarius edit. Lipſ. Ann. -731- Not. Orbis Antiq. pag. 486.
J) Targ. Tom. a. Viaggi per Toſcana pag. :44.
DlLIVORNO. 85
PARAGRAFO VII.
N tante memorie degne di gloria , che io ”ala/Zio, una fida ne
pongo , che di pregio ogn’ altra avanza , figuendo a tanto na
jcimento temporale l’ origine ſpirituale , jlante che qui ſu Pietro
Apo/Zola (1) con i ſuoi Compagni, dal cui nome è la trail-'zione di
S. Pietro in Grado , e per qui . nel viaggio di Paolo Apo/to/o nelle
Spugne (z) , come vogliono alcuni, e lui promette , ſi può credere
abbi fatto paſſaggr'o. e in que/lo luogo il glariuſh S. Iacopo /r ſia
fermato , come m terreno da lui (3) conoſciuto , e favorito a pian
tare i rampollt della Fede Cattolica. di che fecondariamente ſi
pregiano altre Nazioni, ma con più gloria noſtra, che con evidente
memoria conferviamo poco lontano il Tempio confagraw a tanto
Apo/lola ”offro Rigeneratore nell' acque del Santo Batte/:mo (4),
dove poſcia con affidua abitazione hanno fiorito le virtù del Colle
gio Apollo/mo. mediante 1‘ arriva, e lunga [lonza del grand/Iu
relzo Ago/lino (5) , come 'vogliono gli Annali di tal Religione, e
il miracolo dell’apparizion del Fanciullo , che voleva con una Con
cbiglia ”rt-verſare tutto il Mare in piccola foſſarella, mentre il
Santo Dottore [critiîva = De Trinitate=, e for/è è quella delica
t/ffima Fonte, che appreſſò gli Autori è detta d' Acquaviva.

DISSERTAZI-ONE IV.
I L Paragrafo ſettimo ſovra poſto chiaramente dimoſtra, che
il noſtro Autore dopo aver fiſſata l’origine del ſito ideale
Ligorno per mezzo di Ligure del 232.5. del Mondo, non ſa
pen

(|) Nota del P- Magri all'ultimo del ſuo libercolo alla pag. 176.0ri .
di Livorno, che da nor ſi porrà nella ſeguente Diſſenazronc; poſta da e o
ſono n 4.
(a) MS. diverſi. Marques dc Orig. Rc]. Augufl. Cap. 24 5. 3.
(3) MS. Piſani. -Campinn Verde della Comunità di Livorno ſacc- r.
Campion de' PP. di S Gin. ſegnato A.
(4) Nota del. P. Magri nel ſuo lib. Orig. di Lu. pag. 18:. poſta ſotto
n. z. nella ſeguente Diſſe”.
(r) Nota del ſuddetto nel tir. lib. Ong* di Liv. pag. rs!. poſta ſotto
n. 5- nella ſeguente Diíert.
86 Isronra
pendo ne anch'eſſo dove @dar di capo in un buio di r7. Se
coli, ſi adatta finalmente a diſcorrere = dell-'Origine ſpirituale
di Ligorno@ per uſare i ſuoi termini, e felicemente inneſtando
il :32.5. del Mondo col primo_ Secolo_ Criſtiano, .chef nonè
una lontanza mezzana, ragiona'della venuta daAntioehia a Ro`
ma_ del' Principe degli Apoſtoli Simon Pietro Galileo, la_ quale
al dir del Berti '(1) 'ſegui ſotto l'anno ſecondo dell'Impero,
di Claudio Euſe‘biq
’aſſerendolo nel principio dell'anno (3),
(z), Girolamo 'dell'Era volgare,
e Severo 4a., cosl
(4) Suſilpizio ,e
ſi adatta ancor-più ſpecialmente a‘ñpa-rlare della venuta del dèt—
to Vicario di Criſto'a queſto Lido 'Toſcano, a cui da venti
diceſi traſportato veniſſe ſecondo la tradizione-.notata da Baro
nio (5).' Ma 'prima da'Anriochia, ſecondo alcuni, iu'Sia
lia , (6) indi a Pozzuoli navigaſſe, poſcia a Napoli, india piedi
a Roma giungeſſe. Altri da Antiochia ad Otranto di'Puglia.
ricavandolo dagli Atti di S. Riccardo Veſcovo d'Andria , ed
ivi facendolo sbarcare , come il Summonte (7) con una mano_
di
to ,ſiAutori che cita,
ricavandolo dagliaflìcurar
Atti_ dipretende , e approvati
S. Cataldo da Otrantodalla'Chie
a Taran

fa; da Taranto ad Andria per mezzo della *vita del’già citato


SſſRíçcardo Yeſcovo d' Andria. da Andria a Siponto', come
dalle Scritture della Chieſa Sipontina ſi_ deduce,`indi a Reggio
di Calabria , come in Giovanni* lovene (8) nella ſua Iſtoria di
Taranto ſi legge , indl' a Napoli`
Dellfarrivo,L e dimora del Principe degli Apoſtoli in detta
Città. e de'ſuoi Compagni illuſtre teſtimonia ſi ha nel Padre
degli Annali (9) cosl = Eſt Neapolis in Campania celebri: me*
mo

[1);BMÌ‘ÎBl‘fl-'HÎR- Scrl-Tom. r. Cap. 'lo


(3).::5uſcb-'in Hill. [ib-"l. cap. 34.
(3) Hier. de Script. Eccl
(4)` Sulp. NY”,
(i) Ba‘muün‘ma- Ml-“M'lnn, '44. Tom. r. num. as.
(6 _Groflur 'in Nor-_na _Eccleſitf Catanenſir.
("Sumo-uccidere di Napnlg Tom. z. pag. .4,
[gl ?Euronics Tom. r. Hifi, Edel-.ì ad ann. 44- tsummom. mag, di` Nip.
(8 loannes lovene lnHrſt. Tarenrina.

Tom.`z. pag. u.
DtLtvoRNÒ. 87
maria, ubi idem Prince” Apo/Iolorum . tum Neepolim Nav/'gio
delatm effèt . una mm ſm': Mrſſem celebravir a.
Poſcla da Napoli, altri dicono. che per terra a Roma
andaſſe come notò Fiorentini (i). altri, che a Napoli imbar—
catoli per andare a Roma, dalla furia de’ venti traſpo-tato
veniſſe in queſta Tirrena_$piaggia , vicino alla bocca d’ Arno
da Piſa poco diflante . ove co’ ſuoi Diſcepoli , e Compagni di
viaggio ſceſo di barca erigeſſe un’Altare di-pierra, altri-_dicono
_coll'Alrare la Chieſa ancora (2.),v che -predicaſſe la `Fede di
Cuſio,- battezzafle molti. e ſpecialmente un certo Per-ina, o
Pierino (3 ) Greco .e che lo coſtituiſſe primo Veſcovo di Piſa ,
lo che pare al Fiorentini (4).che non ſtia a martello. porchè
ſe Perino, o Pierino fiato folle il Veſcovo in Piſa coſhtuito da
Pietro Apollolo, avrebbe battezzato Torpete Santo Martire
Piſano’. il the è convinto di falliti dal citato Autore ( 5) . ſendo
Torpete flato‘battezzato da s. Antonio Prete Eremita nel
Monte Piſano, da 'cui andò iltderto SanroMartire di notte
tempo_(6). Legganſi gli Atti di S. Torpè ſcritti da Mombri
zio (7). ,e due Carte Pergamene eflratte da'libri della Catte
drale di Lucca .riportate. dal citato Fiorentini (8).,cheche ne
ſcrivano Orlendi (9); e ‘Martini. `
. Ma per _andare con giulio metodo convien 'prima traſcri
vere l’annotazione IV. V.. eVL del P. Magri. e_ tanto ſul Pa
ragrafo, quanto ſulle_ Note dir l’ occorrente. Dice adunque il
noflro Scrittore così.

NO
(i) Floreminìus lib. de Etrnſt. Pietatis Originibus Cap. l
(a) MS Piſani. _ ,
_ (3) Ughtllius [tal. Sacr. in Arch. Piſan. Trenti Mem. Piſ- ſul firm
«pio MS. Piſani. _
{4p Fiorentini. _lib. ſup. cix. cap. u.
z) Florentin. Ibidem.
fa) Renew… iflor- Piſ. lib. I. pag. ar. fac. a. MS. in Magliab. Flo*
”nem- ibldcm._._
1) Mombrinus Mia s- Torpetis Mart.
‘Bî apra dFlr›‘r;:nt;|n.slib. ſup. rit. in fine.
9 Theat-
renla!.
. Piſ-r pag. acr.48.& ProP h. p an. a. lib. I . tzP . o 4. Martini
88 Is'ro...

NnTAIV.

aRagiona della venuta del glorioſo Apoflolo Pietro in Li


vorno il Baronio Annali Ecclelìaflici lib. 1. all’anno di Criſto
44. num. 18. con queſte parole = Tradunt in/ùper Napoli fil
'vc’mem. hoc e/I Petrum Apo/1011””- -vi venlorum delatum effè Li
burna”: , iudeque Piſhr pro-rime poſims- ton/ccndzſſè , ibique ex more
incruemum ſan-{fidarti oótuliffe , quem 10mm mm re: mrmarm
celebre”; a poflcrisſùmmo honore buſtina” e]? can/Ia: = l’iſteſſo an
cora hanno Agollmo Manni, e il Tronci, e ne’ MS. antichiſ
ſimi dl Pila [i legge per l'appunto così = La fondazione della
prima Chieſa fondata nel Territorio delli Alfei ſopra il ſito
del Mare app-eſſo il Fiume Arno nel tempo di Nerone lm
peratorc fù ſam da Pierro Galileo Capo del Collegio Apoſto
lieo di Gesù Crifio, eſſendo gettato dalla fortuna del Mare
con la ſua Barchetm, venendo di Antiochia per comandamen
cn del Signore, in que’Lidi, ed aveva ſec Dioniſio Areopa
gira. Marco, Marziale, _e Apollinare ſuoiffiiſcepnli, e dove
ſi fermò la ſua Barchetta, ſi vede ancor oggi una Colonna, alla
quale Egli la legava. Abitava in quel luogo un'Affaflino di
ſtrada domandato Grado, il quale fu convertito dal detto Pie
tro Apoſtulo, e battezzato con l’ acqua d’Arno , il quale Pie
tro fabbricò un’Altare di una pietra. che portava di Grecia ,
e polòlla ſopra una Colonna con li detti fimi Diſcepoli. eGra~
do la mattina ſeguente venne alla Città di Alfea , oggi detta
Piſa , e giunto alla Porta Eleganzia. che è verſo il mare paſ
ſato Il Ponte delle tavole, andò lung’Arno preſſo il Tempio
di Cererc. 'dove era una loggia addimandata Verga d’Oro con
zoo. Colonne grofliffime di varie pietre di roo. piedi l’una, con
li CiepltCIll malſicci di oro, nella qual loggia non potevano pat:.
ſeggiare ſe non perlone Nobili, cioè quelli , che avevano Torre
merlara, una Galera armata, ed un Caſtcllo _ſupra lungo la
marina . cominciando la marina ria Porto Venere, e leguitando
fino a Centocelle, (oggi Civitavecchia) predicò Pietro Apo
fiala Criſto Nazzareno Crocifiſſo. e battenò da 11°* dg] 9”'
. o.
o: -L.i .v o n N. o. 89
Nobili, e fra gli altri Pierino Aiutamicriſto di nazione Greco.
Ritornato Pietro al ſqulrare invitò tutti li battezzati a ve
dere celebrare la Meſſa la ſeguente mattina ſopra il detto Al
tare. che fu la prima/volta, che S. Pietro celebraſſe in pane
in detto luogo, e qui lo dette a Pierino, che lui lo doveſſe
diſtribuire agli altri, che aveva-;battezzato , _e fu il primo Ve
ſcovo, che aveſſe la Città di. Alſëa. Veſcovo non dice .altro
che diſtributor della grazia. Dop-oche S. Pietro ebbe raſiettato
la ſila barca, 'ſe ne andò azRoma. Grado Ii diſſe allora: Maeſh’o
noi rimarremo quà a pat-ir morte per Crifio , e non rimarrà
memoria di noi = Ein riſpoſe, che manderebbe Clemente a
conſacrar detta Chieſa, e che ſi chiamerebbe Pietro, e Grado;
e li vede fatta detta Conſagrazione nel Libro del Panteo nella
Chieſa di Roma, ritratto de verbo ad verbum dalla Rubrica
terza della Co‘nfagraznone da Ugo Arciveſcovo di Nicosia , quale
era Cuſtode di: .tutte le Scritture a] tempo di Clemente IV. nell’
anno 12.64., ſiccome ſi vede nell’Alrare , che nel lineare col
dito groſſo la pietra con la Creſima li caddero tre gocciole di
ſangue, delle quali ſi vedono ancora due evidentemente, e una
ne 'fu portata .via da’Genoveſi,la quale con quattro Galere fu
ſommerſa nel mare, 'le, altre due ſi trovano oggi nel Duomo di
Piſa più belle che mai, e la pietra conſagrata, ſiccome S. [ſi
doro recita tutte queſte coſe in una ſua Epiſtola della Città di
S. Pietro. Fin qua il MS. Piſano.
Aggiunge poſcia il P. Magri una diceria di poco, o niun
rilievo , che ſi tralaſcia. Dio Immortale! Quinte invenzioni,
quante ſrottole, quante impoſture! ll pretender di volerle
tutte correggere , ed eſpungere = tſt Angie ji‘abulum repar
ga”. Paſſiamo adeſſo a traſcrivere la Nata V. che dice cosi :n
NOTA V.

Ogeſta Chieſa , e Convento di S. Jacopo d’ Acquaviva


è celebre preſſo molti Autori, e tra queſtì il Beato Enrico
d’ Urimaria nel ſuo Tomo nella Libreria di S. Vittore di
Parigi Stante: ggg:. Vedi Giovanbatiſia Grimaldi, Fílîopo
M
90 ’lsrontA
Bergomeſe, il Bollario Agoſiiniano dell' Empoli, e il Cam
pione A de PP. di S- Giovanni di Livorno nel principio.

NOTA VI.

Li ſopracitati Autori vogliono, che in queſto Convento,


dove molti ad imitazione di S. Paolo primo Eremita ſi erano
ritirati a ſar penitenza tra le ſelve dell’ Ardenza . ſi ſia fermato
il glorioſo l’. S; Agoſtino, e ſcritto = de Trian-ue a, ed ab
bia avuto l’apparizione di quel Fanciullo, che con una Con
chiglia del Mare mollrava di vuorare il marc , e racchiuderlo
in piccola ſull'arella. Le parole del Grimaldi ſono = E‘ bene
vedere Filippo Bergomeſe, che vuole, che in Livorno nel
Convento di S. Jacopo d’ Acquaviva lia- {uccello il miracolo
dell’apparìvione del Fanciullo, ſcrivendo il S. Doctore :- de
Trr'm'mre =. Lo fieſſo ſi ha nel Campione antico de’ſutldetti
Padri nella prima facciata.
Pollo tutrociò convien ricercare ſe qul in Livorno, ed
in Piſa ſu Pietro Apoſlolo, ed eſſendovi ſtato, in che anno
dell’Era volgare potè ciò ſeguire ? Chi' era Imperador Ro
mano? Riferite le varie ſentenze delli Scrittori ſul viaggio del
citato Apoſiolo da Antiochia a Roma, polizia paſſare a ſiſ
ſarne l’ opportuno , e congruente . _ ' _
E per vero dire per dar valore alla preteſa. e narrata
da Baronio tradizione, che l’Apoſlolo S. Pietro da Antiochia
giunto, o per Sicilia , e Pozzuoli, oppur per Otranto a Na
poli d’ltalia , foſſe poſcia traſportato da quella Città ,- ove
diceſi s’imbarcaſſe per andare a Roma, ‘da furioſa tempcſia
nel Lido del mare di "I‘oſcana prello Livorno a Piſa: vicino
detto Grado, ſarebbe di meflieri fiſſare il ſuo viaggio, il che
io vedrò, dopo aver le varie ſentenze addetto, di ſtabilire.
Euſebio (l) nelle Croniche, come riferiſce Petavio (z),
ſcrive, che S. Pietro dopo aver tutta viſitata la Siria, Porta'
to

[l] Euſebius in Chronico.


(2) Petav. Rar. Temp. Tom. I. part. l- lib. g. cap- 3
DiLivonNo. 91
…ſi in Antiochia ivi fiſsò la Sede Pontificia nell’anno 37. deli'
..ñ-ira comune. ſettimo dopo la pallìon del Signore, e per ſei
...mi interi vi riſiede (i) , e il Baronio la fiſſa all’ anno di
(,‘rillo 39., primo (li-Caio, Conſoli Gneo Procolo, e Ponzio
"i-grìno (I). e così Natale Aleſiändro
Comincia qulh guerra letteraria delli Scrittori ſulla fiſ
{axìonc di tal tempo , ſe del 41.. ſe del 42.. 43. o .+4. di Cri
ſi: , c mancando le notizie delli ,Atti Appſtolici per fiſſare il
tempo, e il viaggio del grand’ Apoſtolo co' ſuoi compagni,
ognuno per il proprio Paeſe, e per la propria opinione com
batte . `
S’imbarca dunque in Antiochia Pietro Apoſtolo per ve
-Îìre a Roma l’anno di Criſto 43. (4.), cui aſſegnati vengono
; Compagni , e ciò ſi ſonda non ſull’enumerazione fatta di efli
da Guglielmo da Spira, o da Antonio Monchiaceno , ma ſulli
Atti ſinceri, e genuini di S. Apollinare riportati da’ Fioren
tini (5), e univerſalmente accettati, che dicono così = In
diebus Claudii Cefiri: venieme Petra Apoſtolo Jeſi; Chri/li Na
zareni ab Antiochia in Urbem Roma”: multi cum eo Chi/liani
admin/firm… ei Ron/cm vene-mm = E ſu gli Atti di S. Aſpreno
primo Veſcovo di Napoli ſtampati prima da Chioccarelli(6),
poſcia da Monſignor Paolo Reggio , ove fi legge, in occaſione
c7’ un miracclu fatto da S. Pietro, in tal guiſa (7) = CumC/.vri/Ii
c Le Petri /Pc‘mi w/ligia ex Antiarbmi: ſiníóm reſpond-'flat a
Amen - Vauda protinus e]] fimata = Il primo ſeguace di Pietro,
dice il Padre delli Annali eſſere ſtato Marco appellato da
eſſi) Principe delli Apoſtoli ſuo figlio, (8) allor che ſcrive la
prima lettera da Roma alle Chieſe nell’ Aſia fondate così =ſa~
M z lu

(l) Per”. Rn!. Icom. loc. ſup-cit.


(e) Baron. Ann. Bccl- ad ano. Chriflí 3,.
(5) Nat. Alex. Sc. i. cap. 6.
(4) Peravius ibidem .
(3) Florentinius dc Etruſca: Piet. Originib. cap.”
(5) Chioccarellus Ada S. Aſpreni Ep. Neap.
;7) Paulus Regio Afla S. Aſpreniözc.
ſ8) Petrus Epifl. r. cap. 5.
92 ‘ l- s’, 'r o a 1 A /
Ima: vor Eccleſia, que e/l i” Bobihme. e’? Moremfiliur men: s
e per queſta Chieſa di Babilonia intendeſi Roma (t) ſuperba
debellatrice de' Santi.
Anco Fiorentini poue Marco il primo fra i ſeguaci di
Piero col teſtimonia di Procopio Cartofilaee (2)'. Ne io ſo ca
pire , come il MS. poſto dal P. Magri alla ſua Nota quarta
ponga fra i ſeguaci di S. Pietro Dioniſio Areopagita, la cui
converſione ancor ſeguita non era per mezzo dell' Apoſtolo
Paolo, il quale fu in Atene a compiere il miniſtero della pre-`
dicazione , per cagione di cui li converti l’Areopagita alla fede
Vangelica l'anno di Criſto 52.., conforme nocarono Baronio,
e Natale Aleſſandro (3), e all' anno 98. di Criſto ſotto Cle
mente venne a Roma per andare, come fece, con Ruſtico,
ed Eleuterio in Francia (4).- ñ . .
Con Marco ſi noverano Apollinare, Marziale. Priſco,
Proſdocimo , Pancrazio , Marziano , e Rufo, quali intendonfi
per que’Criſtiani =.- fecan' oe/ligia Perri . = che leggonſi nelli
Atti di S. Aſpreno primo Veſcovo di Napoli ſopra riferiti (5).
Il Fiorentini (6) a queſti compagni, ſeguaci, e diſcepoli
del Principe delli Apoſtoli , e ad altri ancora , i quali in Ro
ma, come dice e vuole Baronio (7) eletti furono da Pietro
per reggere le. varie Chieſe del Mondo, aggiunge Paolino,
e Tolomeo, laſciato Evodio nella Patriarcale di Antiochia.
Summonre (8) colla ſcorta di molti Autori, che nomina
nella ſua lſttoria di Napoli, vuole, che da Antiochia navigando
l’Apoſtolo S. Pietro verſo l’ italia, vr giungeſſe, ne in Sicilia
di primo colpo, poſcia a Pozmoli, indi a Napoli sbarcando,
ma da Antiochia ad Otranto approdaſſè . ed ivi sbarcato
ſucceſſivamente ſi portaſſe a Taranto, ad Andria, a Siponto,
a
(l) Terrulſ. adverſ. Iudeos cap. o. _
[2) Fiorentinius De Etruſ- Pier. Orbus Cap. l- _
(3) rBaron. Ann. Eccl. ad ann. 5a. Nat. Alex. fili}. Ict]. Tom. I.
. zc. r.
(4) Baron. Ann. Eccl. ad ann. Chriſti _98.
ſs) Paulus Regio Acta S. Aſpreni Bee.
(6) Florentin. lib. fup. cir. eod. cap.
(7) Baron. Ann Eccl. ad' ann. 46.
(8) Summont. [fior. di Nap. Tom. II. p. 15.
DlLivonNO. 93
a Reggio di Calabria per terra, ne quali luoghi vuole ancora ,
che predicaſſe la fede del Salvatore , e daſiè a ciaſcheduna
Città, per le quali paſsò i ſuoi Veſcovi, benchè Baronio (l)
ponga dati i Veſcovi da S. Pietro in Roma l’anno 46. di Criſto,
quarto; di Claudio Imperatore, cavandone i fondamenti dalla
Vita di S. Cataldo, di S. Riccardo Veſcovo d’Andria. dalle
Scritture della Chieſa Siponrina, dalla Storia di Taranto, e
dalli Atti di S. Aſpreno primo Veſcopo di Napoli.
Lo fa poi il citato Summonte giungere a Napoli per la
via di Porta Nolana, e dice, che iſtrutti furono da elio i
Napolitani nella fede di Gesù Criſio, dandoli un Veſcovo,
che fu il ſopraddetto Aſpreno, e celebrando l’incruento ſa*
grifizio. del che porca per teſtimonio l’ Altare , che anche al
di d’ oggi conſervaſi nella Chieſa di S. Pietro ad Aram detta
cos) dall'Altare, ſu cui il Principe delli Apoſtoli celebrò l’in
cruento Sagrifizio, come aſſeriſcono con eſſo la Cronica di Na
poli (z) , Pietro Stefano (3), e più individualmente Lorenzo
Schradèro, che (4.) riporta l’ autentica Lapide , quale in me
moria d' un tal fatto ſi legge a di noſtri, e cos) dice -

POST JESU CHKLSTI RESÙÎLREM. ET AD COELOS


ASCENSÎOM ANNO VlGESlMO B. PETRUS APEUS
NEAPOLlM VENIENS PRIMA IEClT FUNDAMTA PRÌE
SENTIS ECCÎE AB EODEM NUNCUPATAÉ, ET AD
MEMORIAM POSTERORUM EXTABAT TlTULUS MAR
MOREO LAPIDE lNSCRIPTUS PARIETI CAMPANA
RUM CONFABRICATUS oyi EXERCITU BARBARICO
NEAPOLITANUM AGRUM PERVAGANTE INTERCE
PTUS EST. Di

(i) Baronius Ann. Eccl. ad ann. Cbrifli 46.


(a.) Chron. Neapol. cap. 34.
(z) Pietro Stefano De Luoghi Sacri di Nap.
(4) Shraderus Monument. hal
94 [STORIA
Dice di più il ſopra menzionato Schradero, che S. Pietro
conſagsò da per ſi: ſicſſo la ſuddetta Chieſa così ſcrivendo
~.. Me”; Apoſtolm* (parli di S. Pierro) eama'em Eccleſia”: can
ſccraví! per ſe ipfirm , d" in bui”: a'edimtionir ”rr-man's”.- cxtar
lap/’r mar-morta; Grerir lim-ris exculprur , qui in defiro corna Al
mrir mojorir cerm'mr :- annto ſarebbe llato il Summonte va
lutato di più, ſe con diligenza degna di uno Scrittore ſuo
pari aveſſe riportato anco la Greca Iſcrizione tralalìziata dallo
Schradcro , e aveſſe notato a quell'Anno vigciimo = dopo l’ 3
ſcenſione di Criſto al Ciclo, che nella lapide latina ſovrapoſta
ſi legge, degno d'eſſer conſiderato, e che fa a’ calci colla ſua
aſſerzione!
Verſo il Decembre del quarantcſimo terzo anno di Gesù
Crillo ſul finir del primo anno, e incominciar del ſecondo di
Claudio Imperatore giuſta il precitato Summonte (r) ſi fiſſa la
la venuta del Santo Apoſiolo in Napoli, il che andercbbe
d’accordo con Baronio (z) , il quale pone la venuta di S.
Pietro in Roma l’anno di Criſto 4.4., che corriſponde alla
fine del ſecond’ anno dell'Impero di Claudio.
Il Celebre Pagi (3) ſeguito da molti riſpettabili Scrittori
ſoſiiene non eſſer l’Apoſiolo S. Pietro andato in Roma ſc non
ſe nel primo anno dell’Impero di Nerone ſotto il Conſolato ,
al dir del Muratori (4) di Marco Aſinio Marcello. c di Manio
Acinio Aviola, e che da queſt’anno cominciar ſi debba a con
tare l' anno primo del ſuo Pontificato. e ſiccome Lattan
zio (5) nel libro ſiampato da Baluzio aſſeriſce, che S. Pietro
per anni 15'. viaggio per molte Provincie ſeminandovi il Van
gelo , poſcia ſen venne a Roma ſul principio dell’ Impero di
Nerone , cioè l’anno di Criſio 54., così perchè S. Pietro
mori d' anni 65., pare, che abbia in Roma ſeduto ſolamente
anni u., e non 25., come Euſebio aſſeriſce , e clic la Catte
dra

(r) Summonte Illor. di Napoli Tom. u. pag. r4.


(z) Baron. Ann. Eccl. ad ann. Chrlfli 44
(z) l’agius in Critic. Baroniana Tom. l. pag. 43. 5t 54.
(4) Muratori Annal, d' [tal. ann. 34
(i) Laélamius In lib. edit. a Baluzio Tom. ll. Miſcell. de Morte Perſe:.
DiLivonNo. 95
dra in Antiochia dal detto Apollolo fiſſata foſſe in altro tem
po da quello da Euſebio ſiabilito , e da Baronio.
Onofrio Panvinio Celebre (r) Scrittor del mio Ordine
nell’ Annotazione alla vita di S. Pietro del Platina così ſu tal
materia ragiona =
,, lo giudico , che Pietro Apoſtolo viveſſe dopo la morte
,, di Criſto 34. anni, tre meſi, e alquanti dl: perchè ſe Crilio
,, ſu crocifiſſo nel x1x°. anno dell’Imperio di Tiberio, e nel
,, xxxm“. anno, e mezzo meſe della ſua vita , nel quarto
,, anno della ccu. Olimpiade, nel Conſolato di Galba , e Sil
,, la , (io direi (2) Sulla o Sylla ConſÌ) come io ho ne’com
,, mentarj de’Fafii provato , e Pietro poi mori nell’ultimo
,, anno di Nerone , che erano di Criſio LXVIlI. . nel Con
,, ſolato di Rufo e Capicone, (direi (3) Capitone ) come
,, S. Girolamo, e Damaſo ſcrivono, biſogna per neceſſità,
,, che ne ſegua il computo degl’ anni , che io ho detto. Del
,, qual tempo i primi nove anni ſino al principio del ſecondo
,, anno dell’impero di Claudio, non partì giammai di Giu
,, dea. come dalli Atti delli Apoſtoli chiaramente ſi cava ,
,, e dall' Epiſtola di Paolo a Galati. Il medeſimo ſcrive Eu—
,, ſebio nella ſua Cronica, ed io l" ho altrove con molte ra
,, gioni provato. Se adunque, come tutti gli Autori concor
,, dano, Pietro nel ſecond' anno dell’ Impero di Claudio, che
,, ſu il decimo della pallioue di Criſto, liberato divinamente
,, dalla prigione d’Agrippa ne venne in Roma. pare che ne
,, cefl'ariamente ne ſegua, che prima che egli veniſſe a Roma
,, non teneſſe ſette anni in Antiochia la ſedia ; poichè egli
,, prima non parti mai di Giudea , ma che queſta ſua Cat
,, tedra in Antiochia in altro tempo folle, il che io con te
,, {limoni di antichiſſimi Autori a quello modo conchiuli L
,, Nel decimo anno dopo la paflione di Criſto, che ſu il ſe
,, condo, benchè nel fine, dell’imperio di Claudio, uſcito S.
n

(rs Panvinius in Noris ad Plar.


_ (z Murator- Annal. ml. ad ann. 33. Petav. Rar. Temp. 'l'email
ed”. Ven. Laurent. Balilu pag. 470.
(3) Idem Per”. cod. ’l'a-n.111. pag-473.
96 ISTO-RIA
,. Pietro di carcere, ne venne 'in Roma, dove , avendo inque—
I) fio viaggio d’ un anno predicato ſempre, entrò primiera
H mente a 18. di Gennaro . onde in quello medeſimo dl è
I) ſtata pure ora la ſolennità della Cattedra di S. Pietro traſ
” ſerita. Ora da queſto tempo finchè egli moti, vi corſero
’l da 25. anni . ne’ quali ſebbene gli antichi ſcriſſero,~che egli
,i in Roma ſedeſſe, non ne ſegue però, che egli ſempre in Ro
D ma abitaſſe. Perciocchè nel ſettimo anno di Claudio, che
n era il quarto dopo la ſua venuta in Roma, avendo già do
r) po la morte di Simon Mago la Chieſa Romana coſtituita ,
r) in virtù d' un editto di Claudio. che cacciava i Giudei via.
’Ì forzato ad uſcir di Roma, (perocchè non ſi conoſceva an
’i cora. ne li faceva differenza alcuna fra i Criſiiani, e gli
I! Ebrei) ſe ne ritornò perciò in Geruſalem . dove era già
i’
morto Agrippa , di cui temendo , era egli di Giudea ſug
j) gito. Qgivi ſi ritrovò preſente al Concilio degli Apoſtoli
l)
ſopra l’annullare della Circonciſione, e alla morte della
ì) Beatiſiìma Vergine. Indi laſciato Giacobo Apoſtolo in Ge
,I ruſalem . ſe ne andò in Antiochia , e vi dimorò ſett' anni
o! ſino alla morte di Claudio, e all’Impero di Nerone, nel cui
D, principio ſe ne ritornò in Roma con Marco Ev‘angeliſta . e
” riformò la Chieſa Romana, che ne andava perdendo. lflie
D I tuì ſuoi Coadiutori Lino, e Cleto. Scriſſe due Epiſtole, e
D conſortò, e ſpinſe Marco a ſcrivere l’ Evangelio. Preſo poi
” a camminare quaſi per tutta l’ Europa ſe ne ritornò final
,D mente in Roma l’ultim’ anno di Nerone, che perſèguitava

” iCriſtiani come autori dell'incendio di Roma , ed avendo

i! eletto ſuo ſucceſſore Clemente a 29. di Giugno il martirio

” della Croce ſofferſe in capo del venteſimoquarto anno di


D pxù d' un meſe, e dodici giorni, che era primieramente
DI lotto l’Impero di Claudio venuto in Roma &c.
Il Celebre Petavio (r) ſcrive, che Pietro fiſsò la Sede_
Pontificia in Antiochia il ſettimo anno doppo la paſſione di
Criſto , 37. dell’ Era Comune, a cui per ſei intieri anni pre.`
ſiede ,
_au

(l) Petavinr Rn. Temp. part. z. Lib. V. cap. z.


niLtvonNo. 97
ſiede, e che circa il ſecond’anno dell’Impero di Claudio ſe
ne venne a Roma ricavandolo da Euſebio (i). :e
,, Dice ancora, che Dioniſio Aleſſandrino riportato da
,, Euſebio ſe) ſopra citato aſſeriſce aver Pietro il primo di
,. tutti in Roma predicato la fede di Criſto. e fondata ivi la
,. Chieſa, e quello nell’ anno terzo di Claudio,43. di Criſto,
,, anno vicino alla di lui partenza. non vi eſſendo ancora
,, giunto Paolo, il quale in Aſia, Grecia , ve Macedonia allor
,, predicava l’Evangelio, e nell’anno 25. doppo la paſſione
,, di Criſto, ſecondo di Nerone, legato fu condotto a Roma.
,, come teſtifica Girolamo (3), giuſta il citato ſcrittore (4):
.. ficchè più avanti di Paolo giunſe Pietro a Roma. Paolo da
,, Nerone aſcoltato fu da eſſo aſſoluto; ma creſcendo per le
,; ſante diligenza d'ambi queſti luminari della Chieſa naſcente
,, la evangelica fede di giorno in giorno in Roma , ove il primo
,, fu Nerone a perſeguitarla (e queſta è la terza perſecuzione
,, de’ Criſtiani chiamata volgarmence dalli Autori Eccleſiaſlici
,, la prima) il quale avendo dato fuoco a Roma nell’ undeci— _
,, mo anno del ſuo Impero . 64.. dell’ Era Criſtiana , ed impu*
,, tatine di ciò i Criſtiani, perciò molti di eſſi ne furono preſi
” (5) , e con orrendi ſupplizi ridotti a morte, laonde, fra
,, queſte coſe, e fra la caduta a mezzo il volo di Simon Ma—
,, go (6) per l’ orazione di S. Pietro, furono e l’uno, e l’altro
,, preſi e condannati a morte il 29. di Giugno l’anno 67. di
,, Criſto ſul fine del deeimoterzo anno dell’Impero di Nero
,, ne.- Pietro crocifiſſo col capo all'ingiù , e Paolo decapitato.
,, Il tempo della fill'azione d’ ambedue le Cattedre An
,, tiochena. e Romana ha li ſuoi fondamenti, ma l’intervallo
,, della Cattedra Romana ha più teſtimoni del tempo dell’ An
., tiochena, di cui è ſolo vindice Euſebio nelle Croniche, il
N ” qua

((r) Euſeb. z. Hifior. Cap. 14.


a) Petav. Rat. temp. p. r, lib. 5. cap. 3.
(z Hieronim. de Script. Eccl
(4 Perav. Rar- temp. p. r. lib. 5. cap. 5
ſr) Tacit. Annal- .r3. Svet. 16.
ſ6) Arnob. a. Cirill. Cat. 6- Cryſolog- ſerm. 47. Sulpit. lib.:.
98 - lsronlA
,, quale all'anno ultimo di Tiberio flabilíſce il di lei princi
,, P10, e dopo ſette anni la partenza di Pietro da Antiochia
,, per fondare quella di Roma; :ſi-d. ecco le parole genuine
,, del dotto Tcologo Franceſe, fill prior illa de Amiotbeu/Ì
,, fede latini” german” non cſt , cum ”ec i” peter-ibm [ibn: ap
.. parte: , (’7‘ ab/urdè Petra”: Antincbiie ciocca! armo: 2.5. ”mn/WE,
,, de Romana conſtamíur Antiqui quuumur, cui”: fini: i” Petri
,. nere faflur e/I anno C/mſti 6 7., Neronir labeme arl/mc [3°.
,. iii/1mm* [4°. ſea’ :r decima: quarta: computamr ab Hiero
,, ”imo- , qui Apo/10105 ambo: eo ipſo mortem obi/[2’ [tribù . eum
,, dunque miniera! [zo/Z pafflunem Chriſti 37. (1). Ad bu‘ Pen‘m”
,, att anni; 25. Rammmm Sede”; obmmiſſè. Unde ‘vida-i pote/I
,, circa (mmm Clan/11' 43. illim im'rium fuiſſè, Antiorbcne verb
,, ame anno; fix, Cbrlſti 37. =
Fra l’ ambiguità delle citate ſentenze, e di molte altre ,
che tralaſcio per brevità, io mi adatto a difcorrerla Cosi,
cioè , che da Napoli, ove certamente ſu l’Apoſtolo S. Pietro,
ſenza decidere ,ſe l'anno dell’Era' volgari-241.” 4.2., o 43.. o 44.,
per terra ſe ne andaſſe a Roma. e che ivi dimoraſſe fino
che, per l’ editto di Claudio, ebbe da Roma l’efiho, e che poi
s’ imbarcall'e , e che da’ venti traſportato veniſſc al lido Piſano,
e così anderebbe ciò d’accordo con quello che ſcrivono i Pi
ſani (z) Storici , poichè io non trovo altro monumento, ſu
cui fiſſare, nel primo viaggio di S. Pietro da Antiochia in
Italia , la ſua venuta al Lido Piſano, ſc non ſe ſull'alierzione
del Venerabil Baronio (3), e dopoi d’ Agoſtlno (4) Manni,
lo che però tanto il ſuddetto Porporato. quanto il nominato
Scrittore nè riprovano, nè ſoflengono. Non vi eſſendo per
tanto, ſuppofla tal Tradizione , coſa più facile, che per Mare
eſiere ſpinto da’ venti in oppoſh Lidi a quelli, a’quali ?i de
\ x 1a

(r) Hiernnim. de Viris llluflr. 6! in CM”; _


(l) Sylvanus Razzi llb- de SS. & BB- Hetruftis, Taiol'i MS. apud
Florentln. de Etruſ. Piet. Orig. tap. i. Roncioni MS. in Magllzb. Bernar
dus Marangnne edirus 6t Ms. in Mag].
(3) Baron. Tom. l. Anna!. ann. 44, num. 2.8.
(4) Manni Stor. Sel. cap. ”8.
DlLl-VORNO. 99
ſia pervenire, crederò ciò ſeguito, ma doppo che pani di
Roma Pietro a cagione del Bando,.o Editto di Claudio con
tro i Giudei, ſotto il nome de’ quali intendevauſi anco i (i)
Criſtiani , lo che durò per più Secoli preſſo i Pagani . Quello
editto emanò nel ſettimo anno dell’ Impero di Claudio ſe
condo Panvinio (z) , o nel nono dello fieſſo Claudio ſecondo(3)
Muratori. O nell’andare pertanto a Milano , o quando me—
ditava d’andare in Affrica (perocchè in Spagna non credo ſi
portaſſe, ) o nel ritorno dalle Iſole, pervenuto ſarà al Lido Piſano
traſportato da’ venti (4).
Non m’è ignoto avere un Letterato d’immortal memo
ria in una Diſſertazione a favor di quella Tradizione ogni
pietra moſſa per autenticarla; non sò per altro, ſe ſiano cos]
di polſo, convincenti, e incotraſiabili li argomenti, de’quali
ſi ſervi, ſicchè ne reſtino i leggitori convinti , c appagaci (5),
Pure valutando ciò, che `ſcriſſe il degno ſoggetto, quanto dee
valutarſi, e laſciando ciaſcuno nella ſua opinione, _ſolamente
dirò fra rante ſpinoſa ſentenzei viaggi di S. Pietro riguardanti,
che, ſe ſu S. Pietro al lido Piſano, dovendoſi ogni river-enza a]
Padre degli Annali , che ci pone in viſta quel verbo *Tini-mt a,
quello ſu, non ſul cadere dell’Era ,volgare 4t., e nel princi
piare del 42.. , nel qual’anno era Imperadore del feconn’anno
Tiberio Claudio figlio di Druſo Germanico , e di Antonia , ed
erano Conſoli lo ſieſi’o Claudio per la ſeconda volta , e Gajo Cecina,
Largo .ma all'(6)anno 5 l. di Crillo(7), oquaudo ritornòd Ol
tremare . o forſe quando meditava di andare in Affrica (ma non in
Spagna , o nel ritorno di colà,ove non fu), o nel ritorno ,dall'iſole ,
N 3 o for

(r) Panvinius in Imi: ad Platin- in Vin: Pant- in Vita D. Petri .


(a) Panvin. loco ſup. cir.
(3) Murat. Ann. d’ltal- an. 40.
54) Floremin‘us lib. ſup. ſit. cap. r. pag. iz.
, il Froſini Arthiepiſcopus Piſanus in Diſſ. cui titulus cſi : Piſan. An
tiquiſi'. Tradition. Diſſert. ”iſl- Can. Legali:. Horent. Tip. Bernard. Pa
prini [732
(6) Florcnriniutlib. de Etruſ. Piet. Orig. pag. iz. _
ſ7) Abba: Conflanrinus Gaetani. De Smgulanl’rimatu ſolius SJ’CIH,
ioo -ISTORlA
o forſe nel giro d' Italia, oppure , come dice Metafraſte (i).
mentre andava a Milano, così conciliandoſi co’Piſani Scrittori
i trattatori più- accreditati delle cofe eccleſiaſtiche.
Che ſe alcuno voleſſe adattarſi a ciò, che ſcrive Lattan
zio, (z) biſognerà dire, che ſolo ſotto il principio dell’Im
pero di Nerone venilli: il Principe delli Apoſtoli a Roma , cioè
l’anno di Criſto 54., e che allora traſportato veniſÎe al lido
Piſano, ed allora s’intenderebbe qualche poco la lapide Na
politana non molto diſcoſta da queſto tempo. Segna chi legge
l’opinione che più li aggrada.
Noi però ſeguendo il Fiorentini (3), diciamo, che , do.
po l’eſilio di Pietro da Roma in tal tempo viaggiando per
mare farà ſtato traſportato al lido Piſano (4), e che final
mente ſorto l’lmpero di Nerone . (5) lo che da niuno è pollo
in dubbio, ſe ne ritornò a Roma. Odali il Berti (6) :Rediiffè
rar/á” ad tandem urbem (Romam) IntPtr-mie Nerone null!” du
bildl =.
Euſebio vuole, che 8. Pietro reggeſſe la Chieſa anni 25.
(7) ſtabilendo il principio della Sede Romana nell’ anno terzo
di Claudio, 43. di Criſto ,e la morte di detto Apoſtolo l'anno
di Criſto 67., e altri afficurano (8), che nell” anno 65. di Cri
ſto, principio delduodecimo anno di Nerone, Conſoli Nerva,
e Veſtino , ebbe Pietro la Corona del Martirio.Concludo adun
que con dire, che ,ſe ſu Pietro al lido Piſano a Grado, ciò foſſe
non quando venuto da Antiochia a Napoli colà s’imbarcò
per andarſene a Roma , come vuole il Padre delli Annali . ma
dopo il bando di Claudio avuto da Roma. allorchè odriòqrnò

(i) Mctaphr. 29. lunii. Florenrimus ibidem. _ _


(a) Laélam. lib. de More. Perſccurorum, Edit-..a Balutio Tom. a. Mi
fcellan. Petav. Rai. Temp. 'l'om- i. part. a. lib. z. _cap- z
(s) Florentinius ibidem , Conflantinus Gaetan. ibidcm
(4) Beni Tom. i. Brev. Hifl- Eccl. Sac. i.
(y) Orlendius Orb. Sac. Gt proph. parte a. lib. 5- CIP* ‘-13- P²8~ 9°"
i6) Beni Brcv. Hiſt Eccl. Tom. a. Sac. l.
(7) Euſebio: r. Hifl. Eccl. cap. 24.
e (b) Muratori Ann. d'ltal. ann. 65. Berti Brev. Riſi. Eccl. Tom. r
-cc. r.
DlLlVORNO. ior
d’Oltremare, o quando meditava di andare in Alirica . r.. ,
però in Spagna , ove non ſu giammai, o nel ritorno dall’Iſ'ole .
o forſi nel giro d’Italia, oppure mentre andava a Milano per
la via di Genova, come ſi diſſe, cioè l’anno 5t. di Criſto.
Deſiderandoſi maggiori notizie ſulla vita, e viaggi del S. Apo
flolo Pietro, legganſi l'erudite opere di Pearſonio (i), Til
lemont (a), Natale Aleſſandro (z), e le noce allo fieſſo Scrit
tore (4).
Credeodo pertanto di aver’abbaſtanza ſu tal punto, ſe
non ſoddisfatto, almen tediato il lettore , laſciandolo ſu tal tra
dizione penſare ciò, che li ſembri più opportuno, paſſerò a
diſcorrere più riſtrettamente che ſia pollibile della Chieſa, che
nel decorſo del tempo da’Fedeli Piſani ſu edificata, e non da
S. Pietro ſteſſo , come narra Ughelli (5) , ove era tradizione ,
aveſſe approdato colla ſua barchetta l’Apoſtolo.
Il Tronci ſulla detta Chieſa di S. Pietro. e ſua nomen
clatura -in Grado=ſcrive così (6)=In detto luogo, ove S. Pie
tro aveva dedicato l’Altare, vi ſu fabbricata doppo una grande,
e bella Chieſa , che pur ſi nomina S. Pietro in Grado, cioè
S. Pietro al Grado del Mare :quale ſpiegazione = al Grado del
Mare ñ del Tronci ſeguita ancor dal Martini (7) non ſu detta
dall’Aſſaſlino Grado da S.- Pietro convertito , e battezzato , co
me il Padre Magri colle inezie de’MS. Piſani aſſicura (8), ma
dal grado , ſcalino, e lido del mare medeſimo.
Ciò, che l’Ughelli ſopra menzionato rapporta intorno
all’ edifizio di tal Chieſa, viene dal Tronci ſopraddetto ſmen
tito, chiaramente dicendo,che dopo, cioè dopo i tempidi Ne
rone , allorquando ebbe la Criſtianità un poco di reſpiro, ed
aſolo, ſu edificata la detta Chieſa, e non da S. Pietro allor
chè , e ſe, ſu, al lido Piſano. Nar
(i) Pearſonio: de Ser. 8: ſucceſſ. primorum Rom: Epiſc
(a) Tillemomius Memoires pourl'l-liſtoire cc.
(5) Na!. Alex. [-liſt. Eccl. Sarc. r. cap. 6. pag. u. Edit. Luc.
(4) Roncaglia in Noris ad Nat. Alex.
(z) Ughelli [tal. Sat. Tom. 4. pag. 347.
ſ6) Tronci Ann. l’iſ. pag. 3.
(7) Marrinius Theatr Baſ. Piſ. pag. 4|. n. 39.
(8) Magri Ong. di Livorno pag. 177. *78. 179. e ilo.
roz lsronra
Narra Fiorentini nel ſuo libro più volte da noi rammen
tato( ) intitolato = De Erra/ce Pier-”ir originiluu-s , che S. Pao
lino diſcepolo di S. Pietro da' eſſo mandato per primo Paſtore
di Lucca, al ſentir la venuta del ſuo .e Comun Maeſtro Pietro
a Grado, ſe ne veniſſe con alquanti ſuoi dlſcepoli novellamen
te battezzati per il Serchio a Grado per barca, cos] ſcriven
do -Aram iſlam ( diſcorrendo dell’Altare eretto da' S. Pietro
er celebrarw ſopra l’incruento Sagriñzio) confini-riſe ad Fi
delium Lutenſium occm‘finn per Auſl-rem ad Grudum , uh' Auſer
cm Arno confluebat:. Sul che, ſenza punto badar-;,-ſe<vero,
1ò ſia, che S. Paolino veniſſe a Grado per il Serchio, che
faceva ſtrada al mare nell’ Arno confondendoſi, e a Grado
del mare con eſſo Arno meſcolato entrava, dirò per pura no
tizia de’lettori. a quali eſſer può ignoto ciò, cioè, che il Fiu
me Auſère, o Serchio dopo aver lambito il lato Occidentale
della Città di Piſa. come ſcriſſe l'immortal Grandi (1),-:poſt
comple-mm Piſhmmr Urbe”: :entrava nel Fiume Arno , e con eſſo
confuſo per Grado al mar s'incamminava. Odaſi Rutilio, a
tempo del cui paſſaggio per Piſa il detto Serchio apo/l com
plexam Pi/ìmom Urbe”; = andava coll' Arno confuſo per Grado al
Marea
Alp/me veterem contempla" origini: orbem,
anm cingrmt gemini: Amm, ó* Auſèr aqui:
Comun Piramidi r t'oeumia flumina duran: ,
lntrarur modico fimr parefafla jòlo;
Sed proprium rerinet comuni m gut-gite name”.
E: ponmm jbl!” ſtilicer Arnus adi! (3)

Anco a tempi di Tolomco, che ſu prima di Numazia


no, cioè l' anno di Criſto 140., correva il Serchio per Arno,
e da Grado al mare. ln fatti deſcrivendo egli nella ſua Geo—
grafia il lido della Toſcana, nulla della bocca del Serchipl ſa
ve a

(r FF--renumus: De Erruſt: Prerarir Originibus cap. x. pag. l):


(u Craw- rpm. de Panncrtis Plſ. pag- m. in Nous
[,-) Numatian- [tin. Man:. lib. i.
DI LivonNo. to;
vella (1), la quale ignota fu anco a Noriſio (a), ſegno Cri‘
dente, che anco a tempo di Tolomeo f4cevaſi il Serchio ſtra
da . pofl comp/exam Pi/anam urbem nell’ Arno, e per Grado al
mare s'incammmava al dir del dotto Grandi, il quale an~
cora ci fa ſapere, che la bocca del Serchio. dopo queflitempì
ſu tre volte mutata , notando le parole d’una Cartapecora del
1147-. che dicono =juxm faure: veler” Sert-11' = ſulle quali
parole cosi egli nota =. Veterem Serculum puro e”? alveum illum ,
quem mmc eFiume morto = dicimur . quo quidem Aqua* omnes~ B0
realír agri Prſimí in mare exam-ram!” , nam inter Arnum , ó' Foſî
ſiam Cucciam , Flumeri mortuum , é‘ mare , Sylva S. Luxor” rei
pſa cantine-tar. Umle ex loco {fiji-im”: ter ”ru/azur” ASI/iris , ſèu
Sere/r' o/Iium. ”am Rari/ii Numutiam' tempore. ut ohm tempore
Strabom': uterque Fluviur [zo/Z complex-om Piſana”; Urbe/n cun
venicbor.
(3) Strabone riferito da Cocchi (4) , che ſcriſſe la ſua Geo
grafia giuſta il Noris (5) l'anno 771. della fondazione di Rn
ma , e prima di Rutilio vide Piſa (6), racconta. che a ſuo
tempi nel concorſo dell’Auſere, o Serchio, e dell’Arno in ur
ſolo alveo vicino a Piſa, che i] Grandi dice :p/ſt comp/exam
Prſhnam Urban-n, e in una ſola corrente , le acque li all-van(
tanto, che da una ripa all'altra non li vedevano gli uomini,
ed Ariſtotele, che fu prima di queſti Scrittori menzionati(7),
o chi è l’autore del libro intitolato :de Mirabilióur Auditioni
bui: racconta eſſervi preſſo i Liguri, perocchè anticamente
anco a Piſa era Liguria (8) , un Fiume, nel quale la cor
rente tanto s’inalza, che non ſi può ſcorgere dalli uomini di

(1)_ Prolemeus in Tab. Geograph. apud Marc. Velſerurn Typir Norim


bergiams pag 7t:.
(a) Noris Cenotapho Plf- Diſſ. 1. cap. a. pag 9.
(5) Srrabo Geogr. lib. 5. pag. :46. interp- thndro.
(4) Cocchi ſuo de*Bagni dl Piſa pag. 9. to. Be [lo
(z) Noris Ibidem Diſſ. r. &c
(6 Noris ibtdem.
(7) Ariſtotele! Tom. 6. Edit. Sylb pag. ro’.
(8) Noris Cenotaph. Piſ. loc. ſup. tir.
104' -I²eToni^
là dalle acque. e cosl le’aſſeriſce Leandro Alberti (i). Pier Vet
tori (2) ſul Serchio così ragiona =111e autem mutato nomine Ser
clv’m per Agra”: Luren/E’m fluem in‘mm‘eque "ormai: (al giorno
d’oggi) voeamr, mm olim in Armm: influem nome” illic anzit
rerer . l’oflum autem id artificio bumano rradimr . alioqzee deriva
mr Aufer, ne Ptſhnum agrum violare: , five ur commoda quedam,
militare/21:4: uffa-re: iir , quo num-averci': alveo derivata: deduflue
cſi:. Vedanſì il P. Abb. Caſtelli (3), Grandi (4), Cocchi (5),
e Targioni (6) ſul corſo antico del Serchio , e ſull' unione d'eſſo
coll'Arno, che che ne dica Roncioni (7) nella ſua Iſtoria Pi
ſana. Per non far maggior digreſſione ritorno adeſſo a diſcor
rete ſulla edificazione della ſuddetta Chieſa di S. Pietro in Grado.
Pretendono molti Srittori Piſani eſſer queſta (8) ſiata edi
ficata , o da S. Pietro, quando vi fu , o nel tempo di Nerone .
ma io credo più toſto al Fiorentini (9) ,che dice eſſer più pro
babile ,che edificata foſſe ſorto l’impero pacifico di Tito. che
in tempi così calamitoſi per il Cattoliciſmo, quali erano quelli,
ne quali diceſi che ſoſſe vicino a Pila il Principe delli Apo
noli, e perciò mi uniſco al ſentimento del citato Scrittore,
tanto più che il Tronci di queſta Chieſa diſcorrcndo, come
ſopra ſinotò (to), dice -che ſu edificata doppo:. qual pro
poſizione = doppo: pare , che indicar voglia, che dopo molti
anni, da che vi fu, ſe è vero, lo che io non nego, nc aſſe
riſco , S. Pietro . foſſe edificata . e queſta fabbrica parrebbe adat
tabile, come diſſi. ſorto gli anni di Tito per non eſſervi allora
tanto furore ne’Miniſtri Ceſarei, che nelle Provincie, e nelle
Città preſiedevano, contro i Criſtiani.
Si
(I) AlbertiDtſc. d' [tal. pag. u. f. a.
(a) Petrus Vett'rl Var. [tz. iib. r7. cap. 3.
’5) Caſi-:Ill Caſfinenſ. Epifl. ad Famian. Michelinum edit. ann. 164:.
i” Grandi Epifl. de Pand- Pil‘. in Noris pag. i”.
(z) Cocchi-fire de' Bagni di Piſa.
(6) Targioni viaggi Tom. I. pag. 40!. ediz. di Firenze del l”:
(7) Roncioni lflor. Plſ. M5. in Magliab. _
(8) Martinius Theatr. Bar. Pìſ. in Appendice pag. ”39. F. Bern. Spina
Opuſc. de Strigibus. Tai-oli MS. Marangonc MS in Magliab.
(9) Floreminius de Etruſ. Pietatis Origin- cap. ro. pag. a”.
(ro) Tronci Ann. Pil'. pag. z.
Di-LivonNo. 105
Si fa di tal Chieſa menzione la prima volta, per quanto
è a mia notizia, e per quanto me ne informò celebre Profeſ*
ſore Piſano (i). in una`"lctter_a di Gregorio Il. dell’ anno 72.9.
riportata da Martini (z), ove la ſuddetta Chieſa diceſi ſab*
bricata , al” bene ferrara .da S. Pietro Apoſtolo.
Dal medeſimo S. Pietro diceſi edificata nel libro ,detto
=Pantbeon= e in un Sermone di S. Iſidoro di Siviglia (3), ma
ſiccome nel Capo primo della Diſſertazione premeſſa alla ſua
(4) lſtoria Eccleſiaſtica Piſana il Profeſſor Mattei de’ Conven
tuali fa vedere, che la lettera attribuita a Gregorio II. ‘è falfa .
che al Panteon non ſi deve preſtar fede alcuna (5), che al
Sermone di S- Iſidoro è ſtata fatta una giunta, e ne adduce
di tutto ciò le incontraſtabili ragioni, .così ſenza tediar chi
legge col ripeter ciò, che nel citato Scrittore può ogni curiofo
ritrovare, alla deciſione del lodato Autore mi fottofcrivo. In‘
un Decreto del Senato Piſano del ron., e in altro di Pietro
Arciveſcovo Piſano .del i r [6. fil (6) rammenta la ſuddetta Chic
ſa, e ſorſe non abbiamo memorie più antiche, e più ſicure
di queſte, giacchè in tante carte ſtampate dal Muratori (7),
e .che incominciano dall’anno 72.0. non ſi 'rammenta, almeno
avanti il mille, per quanta diligenza ſiaſi potuta ſare, la ſud
detta Chieſa.
Del ſecolo duodecimo. e dopo ancora , ſi ha di detta
Chieſa memoria in alcune carte appreſſo il P. Abbate Don
Guido Grandi (8). e in molte altre eſiſtenti nell’Archivio ſe
greto di Monſig._ArciveſZ di Piſa, queſte però riguardano le
varie perſone ,che in vari tempi hanno avuto giuriſdizione in
quella Chieſa, e ne ſuoi_ beni.
O In
us. -
r lev. P. Mag. MatteiConvenruahum.Pub. Prof. ln Univerſ'. Piſ.
(ai Martini Theatr- Baſ. Piſ. in Appen. pag. r”.
(3) Muratori Tom. 6. Rtr. [tal. col. 168. Orlendius Orbi: fac. & proph.
para. z. lib. :. capa”.
4) Marteius Hifi. Eccl. Pif. Din'. proem. cap- I.
s Florenriniur de Etrufe. Pietatis Origimb- cap. ro. pag. 134.
(6 Orlcndiur pare. 2. Orbis Sac. ate. lib. z. cap. zo.
(7) Muratori 'l'om- 11!. Antiq. [tal. led. Evi .
(8) Grandine in Append- ad Epifl. de Pandedis.
106 Isronra
In detta Chieſa ‘vi ſi vedono alcune pitture, che rappre
ſentano S. Pietro venuto a Piſa. Si leggono alcune iſcrizioni
intorno al rrſedeſimo punto. ,
Il-Canonico Roncioni (i) crede vle pitture del 'ſecolo de
cimo, ma non 'ſono' più antiche del ſecolo (z) decimOterzo.
Furono le dette iſcrizioni riſtorate da Franceſco (3) Gaetani ,
onde non ſi può conoſcere le loro antichità, ma a mio credere
eſſet non dovrebbono più antlche del(ſecolo undecimo.
Oltre la Colonna milliaria ill'uſtrata dal celebre Chimen
telli murata diritta nel portico eſteriore verſo la ſtradaì mae
ſtra, riportanti' antichiſſima Iſcrizione il Sig. Prepoſto Gori (4) ,
e queſta è ſcolpita nella pila dell’acqua Santa . Ella però non
credo, che lia Criſtiana, Un’altra ſe ne vede nella facciata della
Chieſa, che. eſſendo corroſa, non ſi può leggere , come n0tò
Targioni (5).
Qteſto _è quanto dir ſi può ſulla Chieſa di S. Pietro ſn
Grado. Torniamoal P. Magri. Mette egli per probabile il
paſſaggio dell’Apoſtolo S. Paolo per Livorno, allorche ſup
pone con molti Scrittori citati dall’erudito P. Maeſtro Gio
vannì Marques (6) l’andata in -Spagna del detto Apoſtolo, il
che io non intendo di diſa'pprovare, tanto più che nell'Epi
ſtola ſcritta da S. Paolo a'Romani eſſendo in Grecia, ‘prima,
cioè,d’ eſſer condotto legato a Roma, lo che ſu nel ſecondo
anno‘ de'llÎlmpero di Nerone (7) ſecondo Petavio, e nelquin
to dello ſteſſo Nerone ſecondo Marques (8), e Berti. (9) al
capitolo decimoquinto con molta chiarezza ſi legge =Cum in
Iii/immuni proficifl'i cepe'ro, [fiera, quod praterie”: videam oo:.
ut a oobir deducar illuc -e più a ballo: Hoc igimr rum don/Ir
ma

(i) Roneioni ined. in Magliabeeb.


(I) Orlendius lbidem.
(3) Orlendins [lx-idem .
(4) Gori part. a. lnfcripr. Etruſc. pag. go.‘
(s) Targioni Tnm.‘z."V|aggi per Toſcana ee. Pag-‘191.
(a) Marques G'rig. de Frar. Eredi. di angolino' cap. 243 5. g.
1) Hyeron. de Script. Eccl- Per". Rae“; temp.- part. r. lib. 5. cap. z.
(8) Marques ibidem. _ _
(9) Berti Brev. Hifi. licei‘ Tom; r. Sire. prima
DiLrvonNO. 107
movero , e’?- qffignaoero ejur fi‘udum hunt per vos, prſffltìfl'm‘ in
Hiſpmiaw:. >
Dal che ſi ricava, che già ſtava in punto S. Paolo per
andar colà. lo che ſe fece, come ècerto, e provò Natale Aleſ
ſandro; aver fatto”) ,e neppur credo, che li mancaſſe tempo,
mentre per yarj anni, 'più, o meno', ſecondo le varie ſentenze
de’Cronologi, ,ſopravviſſe (a) liberato che ſu dalla Carcere di
Roma. ;Non ſo poi con quali fondamenti provar ſi poſſa .che
egli ſu in Livorno, ove_ ne Tradizione, ne Iſtoria, ne MS.,
nc _leggenda-alcuna và in giro , ,che queſta coſa neppur alla
sfuggita ,rammenti fuori del P. Magri, Laſciaſi pertanto la cura
agli eruditi inveſtigatori de’ _viaggi del grand‘Apoſtolo Paolo di
ritrovare il tempo della ſua andata in Iſpagna, ('perocchè
prova Natale Aleſſandro _(3) ~colla tradizione avere il ſuddetto
`Apoſtolo cola-fondato la Chieſa) _e di .conciliare Baronio, il
quale (4) all’anno di Criſto _61. Ìcosl _ſcrive ,-/èd re: ejur ge/Ic
(parla del Dottor delle`genti )ſive in .Oriente ,ſive in Occidente ,
igojlquam jòlrm” vincolir(cioè'.quando aſſoluto ſu da Nerone in
Rſioma _(5) egreffìu eflkoma, ex variir evenn'bur ”man/era”: ob
ſZ-urcz, ,noi _frattanro diciamo eſſerſi il P, Magri luſingato `che
S.- Paolo foſſe poruro di qui paſſare ,così penſando render gran
aioſo _nella _fede di Gesù -Criſto il ſiro Ligorno , .coſa. che ſe*
vera- è, non coſta; e ſe vera foſſe, ripurabiliſtima ſarebbe;
mentre l’avere avuto Livorno il latte evangelico perſonalmente
dal Principe delli Apoſtoli, lo ,che ~viene ſcritto, ma non pro
vato con incontraſtabili argomenti, e da] Doctor delle Genti,
lo che non li prozia _,_è _una delle maggiori marche di gloria,
al dir dell’ eloquente Pontefice S. Leone (6) , di cui nella Legge
di Grazia vantar fi’pofl‘aun’popolo fedele.- guali coſe tutte
O a ' per

i) Nat. Alex Biſi. Eccl. Sue. ;- l’art. r.. Diſtro.”


a) Marques ibidem.
z) Nat. Alex. Hill. Eccl- 82;: I. Diſſ- XIV. Part. r,
4) Baron. Ann. Eccl. ad ho. Chriſti 6|,
_ _;) Perav. Rar. Temp. part. i. Jin. V. tap. 3. pag. :43. Edit. Vence.
Baſiliano.
(e) s. Leo Serm. r. in Natal. Apoſt- Petri, & Pauli.
108 - Is'roara
per aſſicurare, le ſole parole non baſtano, ma vi vuol' il con* .—_—`— —
_
tante d’incontraſtabili documenti.
Vuole ancora il noſtro Scrittor Magri, che S. Iacopo il
maggiore Fratello dell’ Evangeliſta S. Giovanni farro da Erode
Agrippa decapitare (i) per ſar' coſa grata alli Ebrei circa ſe
Feſte delli Azimi dell’anno di Criſto o 4| (2.), o 42. o 4;,
o 44 ſecondo altri ( 3) , ſiaſi fermato in queſto noſtro Livorno
nel ritorno di Spagna aGerofolima. e vanta, che debbaſi chia
mare noſtro Rigeneratore nelle acque del Batteſimo, come S.
Romolo lo ſu dc’,Piſtojeſi , e di altri (4), Apollinare de Popoli
d' Emilia (5), Priſco de Capuani (6) , Proſdocimo de Padova
ni (7), Beril-lo de Cataneſi (8), Paolino dc Luccheſi (9), e
altri, che per brevità rralaſcio.
Che toccaſſero a S. Iacopo le Spagne per ſpargervi le
divine ſèmente, non ſi nega, ma che colà andaſſe (con tutto
ciò , che dice il mio ſcrittor Marques) (to) unito, ed appog
giato a riſpettabil-i Autori, e con tutta la intuonataci all’area
chio Tradizione del Cardinale Baronio (l r), la quale però egli
- ſteſſo confeſſa , che non ſu riconoſciuta da Rodrigo Ximenes Ar
civeſcovo di Toledo, allorchè nel Concilio Lateranenſe ſotto
Innocenzo III. difeſe l’anno i215. il Primato della ſua Chieſa
Toletana contro la Compoſtellana) non può eſſere, perchè
tempo non ebbe di ciò- ſare, per efl'erli ſkata troncata la te
ſta per ordine di Erode Agrippa in Geroſolima nelle Feſte
delli Azimi., perchè predicava la legge di Gesù- C'riſtohper

(r) A6101’. 9.
(a) Pera-v. Ra:. Temp. part. r. lib. ;o cap. 3. _ '
(z) Nat. Alex. Sac. l. Hifi. Eee]. cap. 9. Betti B'rev. Hifi. Eee]. Tou
r. ma)
. 96
Salvi lflor di Pifloja . Ammiraro Ser. de Veſc. dl. Volterra &e
(e) Ado in Marrirol. S. Petrus Damian. Tom. Il. edu- Venet. :143.
Serm. 30. 31-. ;1- pag. 14. uſque ad 80.
(6) Ferrarius Monum. Eccl. Capanna.
(7‘, Scardennius Mon. Etcl Patav.
8) Groſſus in florida Eccl. Carmen!.
9) Florenunius de Erruſc. Piet. Originib.` _ .
(to) Apud Marqueſîum de Orlg. Fratr. Erem. S. Anguliim capna'fq.
(ti) Baron. ad ann. Chrifli 44.
o 1 L1 v o. neo. 109
la Giudea, e Samaria (1) dopo l' anno 41. di Criſto, o 42. .
o ſivvero 43., o 44..,ſocto l'Impero di Claudio (z). Vedali
Natale Alell'andro (3) nella lua particolar Dillertazrone.
Ma dato per un breve momento. e non concello , che
llato foſſe S. Iacopo nelle Spagne, come li prova, che nella
ſua gita colà, o nel ritorno pallallè, o li fermallì: qul in Li
vorno a predicar Gesù Crillo, e a rigenerar quelli Popoli
colle acque battelimali? (Luale è quel monumento certo , che
ce ne allicura? Forſe adducendo in comprova di cio la Chie
fetta, che anticamenteeretta in quello piano di Livorno fu
vRomitorio, e dal paſſaggio di Agollino , Agolliniano detto ,
poi Chieſa della Greca nazion Cattolica, indi Cura d’ anime,
ed al preleute in buona , e vaga forma ridotta li vede perla
munificenza dell’Augullo Franceſco l. lmperador de Romani,
e ottavo Gran-Duca della nollra Tofcana , fecondo di quello
nome fra iGranduchi di felice memoria? Ma quello non è
-fufficienre argomento per fill‘arne la venuta, e la dimora.
Forſe li deduce ciò dalli antichi libri della Comunità di Li
vorno . come dice il Padre Magri? Ma io non fono così ſto
lido di chiamare in faccia d’un mondo illuminato in tellimo
nio un libro detto Campion verde, che cos) in vero fu inti
tolato, ma che non è più antico del 1407., il quale li darà
in copia alla fine del preſente volume fotto la Lettera F. , e
che nulla contiene di ciò , che pretende il nollro Magri.
Vi fono bensì in quello libro coſe, che il citato Autore
non notò, e quelle fono alloluzioni, privilegi, e lettere del
‘Bucrcaldo di Carlo Vl. Re di Francia, e Signore di Genova
Mareſciallo alla Comunità di Livorno, e (ilo Capitano dirette,
allorehè al Dominio Franceſe era ſottopoſto, e molte altre
buone notizie, che il P. Magri non valutò, ma che a fuo 1 po
li porranno in ſcena per illullrazione della preleute Illoria .

E.
(I) Aclnr. n.
(1) Petav. Rae. Temp. part. 1. lib. 5. cap. 3. pag-141. edit. Ven-r7”
c (13),. Natal. Alex. Tom. I. Hifi. Ecclel'. Sac. r. pan. r. Dlfl‘ert. XIV.
ODC ll o ì.
”o [eran-1^
Dico adunque. che quella Chielîna di S. Jacopo ſi erede
edificata dopo la pace. data alla Chieſa- di Dio da Coſtantino
il Grande ſedendo nella' Sede di Piero Silveſtro I; ſotto gli
anni di Criſto 32.0., lo che attellano tutti i MS. Livorneſi (x)
e ſpecialmente quattro de’ più antichi, che preſſo me eſiſtono .
come ſi deduce dann antica notizia traſcritta nel Secolo xvr.
in un libro delli Agofliniani di S.‘Giovanni di Livorno _detto
Campione nero. o ſia Campione A. la quale colle altre _all’
ultimo del preſente volume potrà vedete il lettore-ſotto let*
tera A . che dice cosl ;- Santo Faccio de Aya-avion.. che .e flora
il no/Iro Convento vecchio , dove el noſr'ro Padre‘ Santo Aygo/lino
partito de -Melono collo madre Maniche per andare alla ſito' Pa
tria andato a Roma pia/be per la Toſi-ono , ſiccome dice Poſſè
donio, viſitoc molti Eremiti nel Monte Piſano . eqnìfi‘a eſſi com
poſe el libro _de vita ſolitario , e [Iene onco _oll’ Ere-nio ,r e Cbiefà
di S. Fotolia de Aquaviva, _che fu fabbricare, ut bene fertur,
ſorto Coſlamino Imperadore. e Silveſtro Papa , e penſando di vo
ler comporre el Libro de Trinitate , e’? poffeggionrlìo longo le ri
va del more dcbono li appari/e el no/Zro _Signore Jeſh Criſto i”
forma di fanciullo con un eonebilio in mono mettendo l’ acqua del
more in ,una picbola ſoffiare/1a , e che con .cffo por/offi- ;.
Dell’antichità di quella Chieſina parla nel ſuo libro ñ de
Origine Fratrum Eremitamm a il celebre Scrittor noſtro Te
deſco‘ Beato Errico d’ Urimaria . o d’Alemagna (a) , ma me
glio di Waimar (3) Città _della Turingia nell’Elettoratoſdi .Saſ
onta

(r) MSS. ,diverſi all’anno ”0. Uno favoritomi dal dotto Giovine
Giulio Piombanti Fiorentino dice cos) ,, ”o- la ſede .Cattolica ſi profeſſa
.. l ' raîmenre, _ſabbricandtſi _8. :Giovanni preſſo ,al Cafle'llo di Labrone, e
., al idn ‘del ,mare preſſo Acquaviva la C ieſa divotiflima.di s. [aco o
.,'prefl .ambtdue per noſh'i Protette” ,, ;Un altro, del Dottor ſuGiro-a
m0‘. Grifoni. dice ,così ,. ,Nell’anno no. ,ſi fabbricano la _chieſa di 8.610
,, ”ani Batiſta, e di S. laco ola prima preſſo Livorna cioè preſſo ll flor
,. gore: lal'ecnnda almarea ,mezzo .dle ſi ſanno ambi noflriProtettori ee.
Vedi in fine del preferire Yo]. _ſono le”. P. Vedi Campione Adetto nero
de' ”nata Gin. in fine di queſto Vol. ſono lettera A.
(a) -~Flcrentinius de. Haute-.Piet. Ong. cap. 9.
(3) ‘Muratori Annali d'italia ann. r6”.
orLivonNo. iii
fonia ſtampato in Venezia l' anno 1314., come atteſta Ema
riuello Leal (i), il cui originale conſervati nella Biblioteca
de', Canonicí Regolari di. S. Agoſtin‘o detti di S. Vittore di Pa
rigi (z). lodato dal Cardinal Seripando (3), da Torelli ne’Se
coli Agoſtiniani (4),da Marques (5) e da tutti i Croniſti dell’
Ordine.
Veggaſi ſu queſto libro ſopra indicato Poſſevino (6),
Geſnero (7), Marracci (8), Siſto Seneſe (9), eFiorentini (io).
. Parmi adunque non lontano dal vero fiſſare -la fondazione
della Chiefa ſuddetta di S. Jacopo in venerazione di detto
Apoſtolo in queſto Territorio preſſo il mare a mezzo giorno
del .noſtro Livorno ſotto l’anno di Criſio 320. per divozione
verſo di eſſo Apoſtolo di alcuna pia Perſona, che edificar la
fece per li Eremiti,-che ritrovaiÌanſi‘a far penitenza ne’ Bo
fchi dell’Ardenza , e vi è chi vuole (ii), che il Tribuno, il
quale a Porto Piſano ,ñ a Labrone , a Turrita, e a tutto il
Territorio co’ ſuoi Villaggi preſiedeva, come era anco a tem
pi , che paſsò per queſte parti Rutilio (‘12), edificar la faceſſe..
il che io negar non oſo, nè approvare.
Vediamo adeſſo, ſe li verifica , eſſer quivi ſtato il P, S.
Agoſtino, e conforme dice il P. Magri, aver dato a queſti
Romiti la regola, e quivi eſſer ſeguito il decantato miracolo
del Fanciullo.

Leal Conflatorium Pnriſieativnm .


A… ua“
‘— Vide Lodovicum de Angelis de Vira Auguſtini cap. 4.
3 Seripand. in Commentar. ad ann. rr”.
b ) Taurelius Szc. Aug. ad ann. 1540.
4) Marques de Origine Eremitar. tap. 13. 5. ry
6) Pnflevinur de Script. ace]. Tour.- 11.
(7 bcſnerus pag. gu.
(a) Marracci!” m Mariana‘ paga”.
9 Xyflus-_Stnenſ'ñ 0rd. Preti. lib. 4. Bibliot. Sand: ”3.1440
IO) Fiorentini” loc. ſup. cit.
4 (u) M3 preſſo il dotto Giovine Giulio Piombanli fiorentino , che ſu
@per: del ſuo. erudito Genitore, e preſſo di mctsiahnt‘e
(ra) Rutil. Numar— lib. lo verſ. 5:9.
112` Is‘ronlA
E quanto al primo, laſciate da parte le ragioni di tutti
i noſlri Agoſtiniani Scrittori, che provando la venuta di Ago
ſtino da Milano, che fu l' anno 387. di Criſto nel meſe di
Settembre (t), poichè dopo il 25. di Marzo del detto anno ſu
battezzato da Ambrogio (z) ſecondo Muratori, e del 2.4. di
Aprile giorno, in cui cadde il Sabato Santo di quell’ anno , ſe
condo Berti (3), e Noris (4), a Monte Piſano, Selva Lival—
lia, o ſia Lupocavo , S. Iacopo d’Acquaviva, indi per la Via
Aurelia, o Emilia di Scauro a Fultignano, o ſia Lecce”: e a
Centocelle, e Lorio celebre delizia di Tito Antonino Pio di*
ſtante da Roma miglia dodici (5) pretendono il P.Pennotto, e i
Bollandiſti (6) impugnare come falſe colli argomenti preſi dalla
morte di S. Monaca , dal viaggio di S. Agoſtino, e dal ſuo
ritorno in Alſrica, benchè infelicemente (7),- laſciando ancora
da parte la celebre Iſcrizione non fattura de' ſecoli moderni.
ma che moſtra la ſua antichità nelle ſue corroſioni , e trovaſi
,non molto diſtante da Centocelle ſovra il noſtro Romitorio,
che fu il primo fatto dal P.S.Agoſtino erigere per i ſuoi Ro.—
miti Agoſtiniani, che dice cos) (8)

(i) Taurellushe. Aug. ann. ”1- Tom. I. n. ua. , & ſeq


l Muratori Ann. d'ltal. ann. ;81. j
Berti de Reb. geſt. _S Angeli cap- 19- pag. 38. edit. Ven. 17;‘
Noris Quinquaginta Somnia contra P. hacedo.
Capitol-nas in Antonino Pio. Muratori Anna]. ltal. ann. ici.
(6) Pennettur in Hill. Tripartira lib- i. cap. ro. n. z. Bollandiſt:
Il. ”4- I”. pag 990. . .
(1) Pontaninius in Dlſſel’t* de Ident- Corp. S. Augufiim.
(3] Taurellus Sce- Aug. 388.
DlL-lvonNo. 113
‘ SlSTE VlATOR, SlVE INQLJlLINUS.
EREMlTICAM VENERARE DOMUM VENERARE
SACELLUM.
UBl
PRZEFULGIDUM ILLUD ECCLESIÌE LUMEN
AUGUSTINUS
EGREGIUM DE TRINITATE OPUS INCHOAVIT,
QUOD
MIRIFICO COELESTIS PUERI IUXTA BERTHOLDI
LITTUS
SIBI APPARENTIS
ORACULO INTERMlSSUM
IN AFRICA TANDEM SENEX ABSOLVIT.

laſciato , io dicea . tutto queſto da parte. per non parer di


afficurarmi a una Iſcrizioncella , per uſar la fraſe del Pennor
to (r), e a pochi verſucci, benchè di un grand’Uomo, quale
era Batiſta Mantovano Carmelitano, al dir di Pico Mirando—
Iano (a) , eccomi col Berti (3) a ſar vedere , che la tradizio
ne de’ noſtri Agoſtiniani ſulla venuta a Monte Piſano (4). e
trattenimento del P. S. Agoſtino per quaſi un anno. e alcuni
meſi viſitando li Eremitorii ad eſſo contigui, e quelli al Lido
del Mar Tirreno (5) ha per teſtimonio , oltre S. Antonino (6),
P ol

(i) Hifi. Tripartita lib. i. cap. ro. num. z. Bollandiſt: n. tra. ns.
(a) Picus Mirand. in Elog- Baprìflz Mamuani.
(3 Berti de Reb. gefl. S. P. Auguflini tap. 18- ao. & ai.
(4 Orlendius Orb. ſac. & proph. part. a. lib.z. cap. :8.
(s) Taurell. Sac. Aug. Tom. I. n. r. ad ann. 388.
(6) S. Antonin. Arch. Flor. part. 3 tir. 24. cap. r4.
114 4 [51-0114
oltre il Sermone di Martino V. in lode di S. Monica (1) nella
di lei Traslazioue, che incomincia Gaudeo mihi quaque Fra
trer Religioſifflmr e'w., che fu fatto pubblico colle llampe nel
Secolo XV. da Monlig. Securani da Fivizzano Sa_.rilla Apollo
lico del] Ordine noſtro , poſcia dal P. Maeſtro Simpliciano
S. Martino di Tolofa Agolliniano (z) Scrittore, qual Sermone
benchè pollo in derilione da Pennette, vien però da Torelli
colla ſcorta di Baronio (3) vindicato, e da Berti (4), ha .
io dicea. per tellimonio un incontrallabile autorità di cele~
berrimo Luccheſe ſcrittore. il quale tutto ciò, che a primi
Eremiti di Tofcana , cioè di Monte Piſano. Lupo Cavo, o
Rupe Cava, o ſia Selva Livallia , S. Jacopo d’ Acquaviva,
Fultignano, o ſia Lecceto. Alleond‘a , le Celle, appartiene ,
ricavò dalle antichiſſime Scritture, che nell' Archivio di Lucca
li conſervano da eſſo diligentemente lette, ed efaminate . E’
queſto Franceſco Maria Fiorentini degno d’ eterna memoria ,
il quale nel fuo Libro intitolato Etra-fia Pier/m: Origine:. di—
moſtrati que’ primi Abitatori, e cultori dell' Eremo di Monte
Pifano , che egli vuole, che Antoniani fodero iſtituiti nel detto
Monte Piſano, e derivati dal Sacerdote S. Antonio Prete di
ſcepolo di S. Paolino primo Veſcovo di Lucca dice cos) (5)
Po/Ìrano Diva”: Augu/Hnum in Monte Pl/dm) ad Anncboremr
aliqundo lioemſſc /ùpra inmumur. ci“ ant/‘quam baja.: rei tra
ditione'm exflare ”firm haben”: Summum vira”: Franci/l‘un Pe
trarca”; de Vita/01mm” (6) .
Lo ſteſſo Fiorentini ſegue a dire , che il nollro S. Padre
nell' Eremo di Monte Piſano chiamato Monte Eremitico , o
o

(1) Berti de Red. gefi‘. I. Augullini in Vita Div: Monica cap. 8.


p 3 s a (zî7
’i - Simplician. s. Marrcin lib. cui tir. Sanduar. Augull. in Vita Di

vz Monica . ~
(3) Taurellus ad ann. 388. Ste. Aug. ibidem vide Baron.
(4) Berti dc Reb. gell. S. {Augull- cap. n.
(i) Florentmius lib. ſup-_tir_ pag-”8
(6) Frane. Petrarca de Vie. lollt.
oiLtvoRNo. ti;
o dell’Eremita dal ſuddetto (i) . e Monte di S. Giuliano. e
di S. Pantaleone (a). ma Monte Piſano chiamato con più
piacere che in altra guiſa dal Martini (3), e da Dante. o
Durante (4) Alighieri chiamato :e
..........ilMonte,
= Perchè i Piſan veder Lucca non ponno (5),
e dall' antico Comento di Dante inedito nella Biblioteca
Laurenziana riferito da Cocchi(6), che me) dice a_- Fuori della
Città di Piſa appo Monte San Giuliano, che è tra Lucca.
e Piſa =, fra tutto valuto la quiete. che ivi godeva, e di
ce , che quì velli l’ abito eremitico . e il Libro ſuo della
Vera Vita, al dir di Monſig. Fra Bartolommeo da Urbino (7),
a que’Romitì dediear volle , come tellifica Luigi de Angelis
Scrittore Agollioiano, che lo trovò MS. nella Vaticana Bi
blioteca , al cui fine dice così .-. Explicit Liber S. Auguſtini de
CognitioneFratre
exzſtente Vere . Vite,
ai quem fecit Fratribur de Monte Paſſano
ſ ipſò

Poco più ſotto ſegue il citato Scrittor Fiorentini (8) così a


Quidquid etiam ſir de Sermonibur fiib Augtt/lini nomine ad Fra
:res in Eremo , ſive mlnlterini ſint , ſive ad Eremitas Hipponen/ìr
firipti, de mora in Piſano Monte te/Ier ſunt Breviariam Bra
cbarenfl’ infeſto Dim' Auguſimi lec'lione quarta . e’? /exta , Diva:
Anton/'nur , (y‘ olii plurcr , qqu cumulo! Iounner Marquez ele Fra
:rum Eremitorum Origine. Vitam enim mona/licam Divum Au
gu/Zinum in Italia duxzſſe ex Poffidio in eju: vita aperte deduci
P z tur

(r) Orlend. Orb. Sac. 8t Proph. part. :. lib. 3. cap. a8- pag. 989.
Florenrin. ibidem pag. 109.
(I) Plorentin. ibidem pag. ”3. ”4. & "tg.
(3) Martinius Append. ad Thearr. Baſa Piſ. pag. 48.
(4) della Rena ſer. delli Ant. Duch. dl Taſcam pag- :8.
(e; Dame Inferno Canto XXXIII.
(6) Vide in Bibl. laurent. Flor. Cod *9. Pluteo XL. Cocchi Sito
de’ Bagni di Piſa Cap. r. pag 34.
(7) Barrholnmm. Urbinas in Prolog. ad Milleloq. Auguflin. Taureſlus
SIC- Aug. Tom l. num. its. ad ann. t87.
(S) Floreminual lib. cit. de Etruſ-Pict. Orig. pag. ”4.
iió -ÌSTORIA
rm- , da”: ex Italia ad ſim rei/came”: Mona/litor- ritur advexrſſè
fritetur , e’? ad Montes ally/randa tramfremfle , de/ignatum apud
Licentium ejufdem Sam‘li Doflarir {Hſdpa/m” , e’? lla/[ci itinen':
ſhcim” lia/2mm:. I: i” Cru-minibus (i) Epi/lala 39- ad Pra-repro
rem , dum iterum firm” rſſè (ln/Jc/fll:

O mibí ”anſa-(‘70: revocet ſi pri/lina Sole:


Let/'ſich Aurora rott'r, quei: libera rerum
Oria renranrer, (9’ candida jam banana/;r
Duximur Ita/ue media, monte/que per alti” e”fl‘t‘.
Sic”: enim libera otia fiilitariam vitam innuere videutur, (y‘ carr
dida furti boiiorum Monet/;armi regular , ira [tali-e medium T/m
ſciam ,{eſignare, monte/,fire per alta: Piſanu”: , ſioe Eremiticum
Montem quodammado demon/ìrare non videtur ab/ìerdum . Ex mo
numentir autem Eremin'ei Ordini: moram Divi Augu/lim' in Pi
ſano Monte non ignora-uit etiam Divur Antonini” , qui parte rer
ria , ritqu vige/ima quarto , capite quarto decimo ,_ paragrap/Jo
[ècundo ita inquit a
Et ‘cum cſſcr in itinere reverrenr in Africani oiſiravit Ere
mìtar‘, qui eran: in Monte Piſano , aliquilzm die/mr cum eir mo
ram haben: , ó' alia: Ertmirar, qui eran! in Cemumte/lis prope
Romam Ù'c. .
Mi parve proprio di traſcrivere tuttociò , onde il Lettore
di qui ricavi,ñche da sl riputato Scrittore non ſolamente ſi
narra la comune Tradizione dei noſtri Agoſtiniani eſſere ſtato,
cioè in queſte parti il P. S. Agoſtino, ma di più ſiconſolida,
`ſi aſſicura ,' ſi avvalora , ’e li fa certa . L’aſticura ancora Ron
cioni Vuoleſiſche'foſſë
ſiſiègli (2)7nella ſua Iſtoria
l’ annoPiſana,
392..: ma sbaglia
lo che nell’ anno,
è convinto che
di infuſ
ſiſtenza da’ celebri Cronologi. Nè il Fiorentini dir ſi può
Scrittore _alla Religione Agoſtiniana favorevole, poichè, oltre
di

(r) Liccntius Auguſt. Diſcip. in Epiſt. inter Auguſtinianal ad Pr:


ceptorem 39. .
(i) Roneioni Stor. Piſ. lib. i. pag. :3- MS. in fiMagliab.
niLivonNo. ii7
di confutare con forte ſtile, e ſevera critica la Cronologia del
P. Maeſtro Marquez nel ſuo Libro dell' Origine dc’ Frati Ere
mitani, nega che S. Agoſtino abbia fatta lunga dimora nella
Selva Livallia , e al contrario de’ noſtri Scrittori Agoſtiniani
Errera, Torelli, e altri, diſtingue (i) la detta Selva Livallia.
che altro ſecondo lui non è che Lupo Cavo, o Rupe cava ,
dal Monte Piſano. Reſta adunque fiſſata la venuta d’ Ago
ſtino in Toſcana al Monte Piſano per Autore imparziale ,
e ſicuro , e ſiccome era nella Dioceſi di Piſa ſituato, ne
molto lontano da Monte Piſano l’Eremo di S. Jacopo d’Ac
quaviva, cosi il Santo Padre viſitò i Romiti nel ſuddeto Eic
mo di S. Jacopo d’Acquaviva dimoranti. e que’ Romitori an
cora , che nella Dioceſi di Lucca, e Piſtoia eſiſtevano , e nella
Maremma di Siena, così ſcrivendo il citato Fiorentini = Per
marittimo Thu/cia: o/h'a ”iam per Lucenfi’m , e’? Piſana”: dzäio
”em nemo negare pote/l z (z) .
Così aſſicura Torelli Croniſta Agoſtiniano (3) , e quan
tunque Baronio (4) voglia, che da' Atanaſio l' lſtituto di S.
Antonio Abate dall’Oriente portato folTe a Roma, indi ſi
ſpargelſe ne’ monti, e ſpiagge di Toſcana, e per l’Iſole , pro
vandolo coll’ autorità di S. Girolamo (5), gli Eremiti delli
Eremitorii della Maremma pretende Fiorentini, che Anto—
niani foſſero , come quei di Monte Piſano, di Selva Livallia ,
d’ Acquaviva, e di tutta la Toſcana in ſomma, de’diſcepoli,
cioè, di Antonio Luccheſe, come li diſſe , benchè Martini (6)
non vi li ſottoſcriva nell’ Appendice al Teatro della Baſi
lica Piſana, e quelli viſitando Agoſtino colla Madre Monica
col Figlio Diodato , con Trigezio, con Lióenzio, con Alip
pio, con Evodio, Laſtidiano, e Ruſtico per la via Maremma
na,

(i) Florenrinius lib. de Etruſc. Piet. Originib. pag. uz.


(a) Idem ibldem pag. ni.
(3) Taurellus Szc. Aug. Tom. i. pag. 161. 8t Tom. 4- pag. I.
(e) Baronius Ann. Etc]. ad ann. ;28
(s) Hyeron. Epili. 30. ad Oceanum .
(6) Marriniur Append. ad Th. Baſ. Piſ. 923.43.
118 Is‘ronra
na, cioè Aurelia, o Emilia di Scauro a Centocelle, e Lorio
indi a Roma, come nocò con Noriſio ,e Pagi il Berti (i), in
caminoſſi.
Di ciò abbiamo un’inſigne teſtimonio nel libro poc’anzi
menzionato dell’ Origine dc Frati Eremitani di S. Agoſtino
del B. Arrigo di Waimar dato in luce la prima volta dei
15t4.. (3). ove ſavellando del viaggio del P. Sant’ Agoſtino da
Milano a Roma, per la Toſcana cos) dice :Cum in Erèmo
Tuſcia’ multo: Fratre: Eremirur invem'ſſì't [andre vir-e , demum
app/[mort ad loeum . qui dirimr Cemumcellir: non individuando
l’Eremo ſolo di Monte Piſano, :in Eremo Monti: P. am'=, ne
rillringendo al ſolo Monte Piſano la venuta, e dimora del S.
Padre , ma facendo chiaramente conoſcere coll’eſprimerſi di
cendo :in Eremo Taſti-e :,eſſere ſtato in altri ancora della To—
ſcana, come in Selva Livallia, o ſia Lupo Cavo, in Acqua
viva, in Fultignano, o ſia Lecceto, e in molti altri, che no
verare adeſſo non fà duopo,che nella Dioceſi di Lucca vicino
a Monte Piſano, e in quella di Siena erano fondati (4). Il
Cardinal Egidio da Viterbo dell’Ordine noſtro in una lettera
riferita da Torelli (5), ſcritta a Padri del Convento di Lecce
to (6). così favella n Exte”: in Monte Prſàno, exranr ad Cen
tumce/lar veſtigia piane inſigm‘a , extant in tmiver/ò (nociſi bene)
in univerſo Tim/Z'o ſolo loco. qua ille intolm'r ( parla di S. Ago
ſtino), t‘r Monarbir incolenda dedita, colle quali parole ac
cenna il dotto Porporato, che il S. Padre fondò ancor nuovi
Eremi , il che è coſa credibile , perchè con pochi legnami , e po
ca paglia preſto ſacevaſí un Eremitica abitazione,o tugurio.
Se poi daſſe ilS. Padre a Romiti di Monte Piſano, e al
li altri de Romitori della Toſcana, che viſitò, e fece erigere ,
c a quelli di Centocelle, e Lorio la regola; ſe la prima, o
ſe
(I) Berti de Reb. geſt. S- Auguſt. cap. i).
_ 5h) Norìſins, Pagius apud Berti ;de Reb. Gefl. S. Auguſtinl tap. [9
In ne.
(z) chric- de Vaimar lib. de Oríg. Fr. Erem. S. Auguſtini .
(4) Taurell. zare. Aug. ad ann. 388. Tom. I. n. r.
(5, Taurellus~ Sarc. Ane- Tom. I- ann. 388.11. 1.
(6) In Angelica BibliOt. Ram.Oi-d:$.Auö.`M5
DlLlVORNO. ”9
ſeconda, cioè quella, che ſtà pofia nel primo Tomo dell’0
perc del Santo Dottore, citata da Franceſco Turriano (i), e
afficurata da Torelli ( z) coll’aſièrzione d’eſterni gravrſſrmi
Autori intitolata -Regula ad Servo: Dei:. pe’quali Servi di
Dio intende S. Tommaſo d’ Aquino (3), i Romiti, 0 livvero
la terza, leggaſi il detto P. Berti (4) .
Legganſi parimente Poflidio (5), Pietro del Campo (6),
Monſig. de Petra (7), e Fiorentini (8), da quali ſi pocrà de
durre, ſe, dopo la partenza d’Agoſtino da detti Eremiti. ap
pellar ſi doveſſero Romiti Agoſtiniani , quando Natale Aleſſan
dro appella Agoſtino Padre de’Monaci, e de’Chierici (9). Su
tal punto per ultimo lecito mi ſia addurre l'autorità d’ un Ce
lebre Giureconſulto, e Teologo ragguardevoliffimo. E queſti
Bartolommeo Caflàuèo Preſidente del Senato di Borgogna, che
ne ſuoi libri intitolati =Catalogus gloria;- Mundi: (io)dice cosl
Merito ergo . quod inſiítutio Ordini: S. Angri/Zini ſit ante Franci
ſi'um, de quo ſim! priedííli Ere-mine,- qm' etiam *vide-”mr babmffe
initium , [i'll/cet Eremitae , ante Auguflinum, [ed tamen , ſine du
bio ſunt ab eo apprabui, ó* ”formati .
Se adunque i Romiti , che ſuflìſtevano prima d’Agoſtino,
da eſſo approvati ſono , e riformati , giulia il dotto Serittore,
pare, che tutamente dir li poſſa, debbanſi quefli chiamare
Agofliniani, ſe da eſſo hanno la riforma avuta. Cos) pu
re ſcriſſe Giovan-Battiſta Valenzivola Velaſquez (11), Ile
ſcas (iz), cos) Bai-boſa (13), e cento, e mille altri, che per
bre
(i) Turrianus in Noris ad Clem. Fap.
(a) Taurell. ch. Aug. ad ann. ;87. Tom a. num. u.
(zi Thom-'Aquiſh a. 2.. q. [84. A”. 8. pag. 443. Tom. Xi. part. a.
(4) Bern lib. de Reb. ge”. S. Auguflini a cap. 36. uſque ad al.
(fl Poſſidius muta Au uflini.
(6) Petrus a Campo Hi . Aug.
(7) Petra Comm. Bull. Tom. i. ad Conſt- ſecundam.
(I) Florcniinius lib. ſup. ci!. cap. 9.
(9 Nat. Alex. Hifi. Ecc- Saec. z. cap. 6. art. 3.
(io) Barthol.`Caſſanzus lib. 4. a. 7|. pag m. Edit. Francof.
i”) Valenzicola Velaſquez Tom. r. Conſilior Conſ. r.
u) llcſcas Hiflor. Poni. part. i. lib. a. cap 9.
(la) Barboſa lib. l. [uriſ. Eccl- ,univerfl cap. 4t. a num. 88. uſque ad
,4. pag. 543. & [eq. ”adito-“Edit, f‘
uo lsronta
brevità tralaſcio. Anco Roncioni (t) nellavfila lſtoria Piſana
aſiicura , che il P. S. Agoſtino ſti nel Contado di Piſa. e in
Ilitul l’Ordine de’Frari Eremitani,e paſſando per la Toſcana
viſitò tutti quei luoghi, dove erano ſante, e devoce perſo
ne ec. è ciò baſſi ſu tal materia. Che poi ſia accaduto nell’
Eremo d’ Acquaviva, qual Romitorio Berti vuole abitato foſ~
ſe ’da figli d’ Antonio Abate Egizio (z), e Fiorentini pre
tende (3), l’origine aveſſe ſe non dall’ Anacoreta Antonio
Prete Luccheſe, almeno da ſuoi diſcepoli, i quali coll’ an
dar del tempo dal Monte Piſano, Selva Livallia, Aſſeonda,
Spelonca, e Celle paſſaſſero a edificare gli altri Eremi nella
Dioceſi Piſana (4). e alcuno nella Dioceſi di Piſtoja (5). e
quelli nella Dioceſi di Siena , in ſomma in tutta la Toſcana (6),
il miracolo del Fanciullo, che comparve al S. Dottore come
in atto di -voler racchiudere il Mare in piccola ſofferta, al
lorchè egli , ſupponeſi, che ſtaſſe componendo i libri=de Tri
nitate= vicino al lido di Bertoldo, che era. credo, Conte di
Savona, e che ſignoreggiava da Savona (7) per moltiſſimo
tratto del lido del Mare Mediterraneo, quali libri da vecchio
poi in Affrica terminò, dico, che Filippo da Bergamo della
nobil famiglia de' Forelli (8) lo (9) aſſicura. Con oſſo il Vol
terrauo(ro), il Biondo (rt) da Forlì, Pio ſecondo nella(rz) ſua
Cro
--ñ

i) Ineditus in Magliabethiana Florentina Biblioteca lib. r. pag. 2.3.


a) Berti de Reb- Geſi. S. Augufiini cap. ar- in ſine
(3) Florentinius lib ſup. tir. cap. 9.
(a) Fiorentinius lib. de Etr. Pier. Originib. cap. 9. Vedi auco al fine
Ricaplto ſotto lettera C Segnato x.
(5) Florent. ibidem .
(6) I-lorent. ibidem .
_ (7 S. Antoninus Archo Flor. part. 3. num. n. cap. 4. S. 3. Floren
tinius ib. cit. lbidem . `
a (8, Narahs Alex. Hifi. Eee]. Satc. XV. 8: XVI. Art. 6. de Claris Hi
oricis.
lb (9) Philipp. Bergom. In Hifi. in hal- ling. verſ. a Franc. Sanſovino
l I l 1.

(IO) Volaterranus Com. Urb. lib— 5. pag. ga-n. 4o.


(il) Blondus Foroliv. in ltaſ. Illuſtr
(n) Piu: ſetundus in C ' ' .
Dl LIVORNO. in
Cronica, S. Vincenzo Ferreri (i), Pietro de Natali (z), Ia
copo da Varagine (3), Martino del (4) Rio, Roncioni (5).
e Gio. (6) Batiſta Mantovano dell’ Ordine Carmelitano in
ſigne Poeta latino, con tutti li Scrittori dell’Ordine (7) no
ſtro, e il Campione A detto nero del Monaſtero di S. Gio.
di Livorno vanno d’accordo (8). Io però non ardifco nè af
fermare. nè negare un tal decantato miracolo , cos) laſciando
in libertà i -leggitori ſu queſto d’ attenerſi a ciò, che loro parrà
più ſincrono. Solo dirò , che i XV. libri de Trinitate ſcrit
ti (9). e ripuliti furono dal S. Padre fra l’anno 400. , e 416. Se
li principiaſſe poi in Italia al lido di Bertoldo, come la la
pide poc’ anzi mentovata ci aſſicura, ſia queſta impreſa di
talento più di me abile, baſtandomi aver ſicuramente pro
vato eſſere in queſti Eremi Toſcani ſtato, come fù, ed è preſſo
noi coſtante tradizione , il noſtro S. Padre . Vedaſi Fiorentini
al libro(io) citato. Si appello ſempre fino da primi tempi
la Chieſa col Romitorio in queſto lido del Mare a mezzo
giorno di Livorno lituata, S. Jacopo d’ Acquaviva, e di ciò
ne fanno fede le Carte pergamene, che eſiſtono nel noſtro
Archivio di S. Gio. di Livorno , e in quello di S. Niccolò di
Piſa dello ſteſſo Ordine.
La prima è il Breve di Gregorio VIII. nel noſtro lx
chivio di S. Gio. di Livorno in copia autentica, e in queſto
alla prima Diſſertazione eſiſtente, dell’anno ”87… in cui,
quantunque con qualche laguna, ſi legge :in Eremo S. Iuoh'
de ”avion prope Libumam=.
a feconda è una Cartapecora del raro. nell’Archivio
di S. Niccolò delli Agoſtiniani di Piſa, ſorto n". 48. . che ve
Q drai

(r.- 8. Vine. Perl’. Serm. 3. in ſeſt- SS. Trinit.


(a) Petr. de Natalib. in Vita 8. Auguſtini.
e) lacobus a Varagine in ma.
4) Martin. del Rio Difquif. Magie. lib- a.
s) lntdir. in Magliab. pag. 23. ſol. a.
(6) Ioan. Bapt. Mant. Cai-mel. lib. 8. Dierum Sacroruni .
(7) Taurellus Sac. Aug.
ſ8) In ſine hnius Voluminis ſub litt. A.
ſ9) Berti de Rebus Gellis S. Auguflini Cap. 36. pag. 146
(ro) Florentinius ibi’deni tap. x.
m. .ls-ronia
drai alla fine di queſto Volume ſotto lettera D ſecondo al n°.
8- , in cui li legge, che Tedaldo Rettor dello Spedale di S.
Leonardo di Stagno vende co’ ſuoi Frati ( poſti ſotto allo ſteſſo
Eremo di SIacopod’Acquaviva,da Tronci (i). e‘da Targioni
(1) un pezzo di tetta rec. In eſaminando le Croniche ſi dirà
ſu quelli Frati l’occorrente.
La terza è una Cartapecora del 1237. nell’Archivio di
S. Niccolò di Piſa ſotto n. 2.64.. poſſa all’ultimo di queſto ſot
to lettera D fecondo, n. ro.,in cui il Priore, e Frati del Con
vento -s. Iacobi de Aquaviva: coſtituiſcono per Procuratori
del detto Monaſtero due Frati della ſteſſa Famiglia.
La quarta è una Cartapecora del [2.42. nell’ Archivio di
S. Giovanni delli Agoſtiniani di Livornolöttolettera E poſta in
fine di queſto ‘ſotto lettera Dſecondo, n. r., in cui Fra Gio
vanni Priore del Romitorio di S. Iacopo d’ Acquaviva compra
da’Fideicommiſſarj de'Giudizj di Porto Piſano, un pezzo di
terra poſta in Laiano.
La quinta è una Cartapecora del ”43. nell’Archivio di
S. Niccolò di Piſa lotto n. [09., di cui li darà in tine del pre
ſente volume ſotto lettera D ſecondo al n. 7. prima un’eſtrat
to autentico, in cui Luca Abate di S. Paolo a Ripa d’ Arno
dà a livello a Fra Giovanni Priore del Romitorio di S. Jacopo
d’Acquaviva un pezzo di terra ec.
La ſeſta è una Cartapeeora del n.53. nell’Archivio di S.
Gio. di Livorno ſono lettera D, che li porrà ſorto lettera D
ſecondo, alla fine _del preſente volume al n. a. ,che contiene un
Lodo del Reverendo Giuſeppe Monaco del Monaſtero di S. Luſ
ſorio, o come in oggi ſi dice `S. Roſſore (edificato dal Veſco
vo di Piſa Gherardo (3), che vi poſe i Monaci di S. Bene
detto del 1084.. , e li diè anco la Chieſa di S. Toi-pè ora di
ſtrutta. la quale pure era nella Macchia di S. Roſſore), e di
Fra Matteo Eremita della Chieſa, .e dell’Ereinitorio di S.
Iacopo d’Acquaviva de Liburna. L
a
(r) Tronci Ann. Piſ. pag. a”.
(1)'I'argioni Tom. 2. Viaggi png. [88.
(3) Apud Murat. Antiq- Ital. Med. Eri 'I'om. III. ed. _1071.
DrleonNÒ. la;
La ſettima è una Cartapecora del n.54. nell’Archivio dìv
S- Gio. di Livorno ſotto lettera B poſto alla fine del preſente
ſotto lettera D ſecondo, n.3., in cui ſi ratifica dal Marcheſe
Guglielmo Blanco (queſto è il Cognome, che ſi legge in, tale
Iſtromento) Marcheſe di Maſſa Corſica la donazione de"beni
di ſua ragione nel Territorio di Livorno già ſtata fatta dalla
Marcheſe Donnicella, Moglie del Marcheſe Rinaldo Marcheſe
di Maſſa, e Signore del Giudicato di Caglieri l’anno 1 229. (i) .
L’ottava è una Cartapecora del 127i. nell’Archivio di
S. Gio. di Livorno ſotto lettera E poſto'in-fine del preſente
volume ſotto lettera D ſecondo n. 5. , che contiene la vendita
fatta d’un pezzo di terra da' Genoveſe de Liburna a Fra Be
nedetto Priore di S. Iacopo d’ Acquaviva.
La nona è- una Cartapecora del 1282. nell’Archivio delli
'Agoſtiniani di S. Niccolò di -P-iſa ſotto n. 22.8. poſta in fine
del preſente ſotto lettera D ſecondo, n. 6., in cui iConſoli di
Mare di Piſa danno in cuſtodia a Frate Galgano Priore di S.
lacopod’ Acquaviva la Torre , e Lanterna poſta in Mare ec.
Si nominano ivi iFrati di S. Donnino. Sidirà chi foſſero nell'
eſame delle Croniche del P. Magri..
La decima è del 1290. , ed è una Carta di Procura fatta
dal Reverendiſí Padre Clemente da Oſimo Prior Generale delli
Agoſtiniani a Fra Fino da Piſa, 'e a Fra Luca de Siſmondi di
Piſa di vendere , dare. cedere , permutarñe , alienare ec. i Ro
mitorj di S. Salvatordi Cavina o ſia Caſcina, di S.. lacopo
d’Acquaviva, di S. Maria di Monte Forte , di S. Maria Mad
dalena di~ Pereta-,ñ di Caprolecchioì, di‘ Roſignano. Vedila al
fine del preſente volume ſotto la lettera D ſecondo, n. 9.
' Avendo veduto nel Contratto del 1260., che all’ultimo di
~que'ſto Volume ſi legge ſotto lettera D ſecondo al n. 4. che,
Bonagiunra Notaio Figliuolo di Avito Fabbro vende, e dà a
Frate Iacobo, e Guidone Eremitidell’ Eremitorio di S. Maria
di Parrana un pezzo di terra con una Caſa ec., dico ſicura*
mente che queſto Romitorio era Agoſtiniano.
,Q2- Io

(I) Murator- Antiq. Ital. Med. BV. 'l'om- 6. pag. 7. ”8.


124 ‘ [STORIA
lo provo quello con un Iſtromento (i) del ”5 r. cele
brato nel Convento di S. Salvatore di Cavina, o ſia Caſcina
vicino a Piſa , allorché in tal anno celebraronſi i Comizi Generali
dell’Ordine, o Congregazione della Tolcana. In eſſo vi ſono
ſottoſcritti i Priori delli Eremi Agoſhniani. e del Priore di
Parrana li legge cos) -_—

= Fran-ir [/Pri-e, Priori: de Perrone, alia: de Perrone:.

non vi è adunque da porlo in dubbio.


Anco Caprolecchio preſſo alla Leccia nel Piano del Porto ,
or di Livorno, era Romitorio Agofliniano; lo prova la Pro
cura di vendita e alienazione di eſſo, e di quello di Roſigna
no e altri , fatta dal Reverendiſ. P. Generale dell’Ordine Ago
ſtiniano Fra Clemente da Olimo a Frati Fino da Piſa, e Fra
Luca de Siſmondi (z). Vada parimente era noſtro Agoſtinia
no Romitorio, come il Contratto poſto ſotto C. X. dimoſtra.
Un manoſcritto antico, che ſi conſerva nella Biblioteca
del noſtro Convento di S. Stefano d'Empoli trattante di coſe
concernenti la Religione Agoſtiniana, opera del fu P. Maeflro
Empoli celebre Autore del Bollario Agofliniano al Cap. XV.
pag. 784. dice così (3):.
N°. iz. Sic legitur. Quo vero adamíqm‘tarem Monaſterii no/In'
S. Iacobi de Aquavi'va Pifame Diete/is fcmulum eſt quad Ec
cleſia bujufmodi Mouu/Ierii diſtat unum milliare ab Urbe Libur
ni, ó‘ illam ”une pqffldent quidnm Presbiteri Greci ibi poſiti a
Magno Etruria Duce Coſimo; num eum ea tune tempo”: a Fra ~
tribu: rio/Iris omnìno dere/:'84 videmur. qui 400. ab binc anni:
ad Mona/Ierium S. 101mm)~ Liburni ſerranſtuleram , prefer”; Dax
earn Presbiteri: i111': Greci: concefflt; rm tamen ut medie-ta: Ec
cleſia* pqffideretur ab ipſir Greci: , alia vero mediata: eum omni
bus redditibu; a Fratribu; predifli Couwmu: S. Ioarmis.
Q_uod

(i Vedilo ſono C. x.
(a Vedilo ſorto D ſecondo_n. 1x. _
(3) In Bibliotheca Auguſtiniana S. Stephani de Emporio.
DlLlVORNO. us
930d predifium Moneſterium de Aquavivn a tempore im
memorabili juerit Ordini: S. Auguſtini probatur: nam cum Gre
gori”: Papa oflavur anno t 187. Piſer *venzſſet ed conciliando:
Prſenor . ó‘ Genuenſer inter ſe dim/'center, ut ln' duo l otemaru:
uniti adiuvarent ad recuperationem Terne Sentire , Fretriour ”oſiri
Ordini: conceſſit fecultetem confeffioner audiendi , prxdicandi ver
bum Dei, (9‘ mortuorum corpora fepeliendi, qui in coma: Eccle
ſii: ſèpulturem clegiſſent, e'? alia ſimzlie.
Num. r4. Bulla direcîa fuit Priori Prediöi Mono/Zerii de
Aqua-vive . ó* erit pene: Frati-e: in eorum Archivio .
Num. r 5. Eidem Eccle/iie. ó* Fratribu: Eremiti: ab enti
quiſſimo tempore quidem Iacobur Pucepta olim Spinelli de Liburna
reliquie pro anima ſite pro miſſir cenendii ſolido: -oiginti de Prſir ,
ó- pro animabu: Spinelli Petri: ſhi , (9' Belle ohm Metri; ſiae
elior jòlido: oigt'nti de Piſir, ó* in alia parte candelam unam li
brarum ſex cere pro accendendo in dilla Eccleſia , quando in miſ
firum celebratione elevatur Corpus Domini Noſtri Icſti Cbrifli.

Die 2.6. Augufli 1719.

Fia'erper me Infi‘afi-riptum Notarium P. F. qualiterfupra enun


tiatafideliter extrai‘lafuerunt e quodam entiqurffimo libro menuſèripto
peg. 784. Cep. X V. n. [a. 13. 14…, ó* r5. exrſtentc in Bibliotbeca
Con-vente: S. Stepbani de Emporio Ordini: S. Auger/Zini , in quo
leguntur multa ad Religionem eju/dem S. Augu/Iini Speclantia. É‘
quia concordare inverti cum dit‘lo. . . . . . Ego Dominiqu An
tom'i de Corſi: N. P. F. ab Emporio in fidem me fubfcrip/ì ad
Laudem Dei.
L'aggiunta d’ Acquaviva a tal Chieſa. e Romitorio di S.
Iacopo non credo già, come il P. Magri ſuppone. ſeguita per
il ſorto fonte ivi appunto,dove il ſupp0ſto Fanciullo apparve
al S. Padre con una conchiglia in mano in atto di vuotare il
mare, ed in quella foſſarella racchiuderlo: imperciocchè, ciò
poſto per vero , fa di meſtieri prima porre in chiaro fin dove
da Savona in giù ſi eſtendeſſe il lido di Bertoldo nella ſovra
poſta lapide nominato, e vedere, ſe era il lido del mare di
S. Iacopo d' Acquaviva, e poi penſare a decidere. A
”6 Is'roniA
A me però fembra più ragionevole il dire, che a tal
fonte d’acqua dolce. che da immemorabil tempo in queſto
Lido ſorge preſſo la Chieſa di S. Iacopo, alluder voglia la
nomenclatura di Acquaviva, qual addizione, ſenza andare a
cercare miracoli fuori di ſito, fatta venne alla Chieſa , e Ro
mitorio di S. Iacopo per il fonte perenne, che ſorge da tanti
Secoli ad eſſa vicino. Aſcoltiſi Targioni (i) ,. Il Lazzeretto
,, di S. lacopo era in antico un Romitorio d'Agoſtiniani detto
,, di S. Iacopo d’ Acquaviva, e la Chieſa, in oggi, ſotter
,, ranea è di fabbrica antica. V’ è accanto un fonte copiofo
,, d’ acqua buoniſſima a bere, ma. riferiſce. il P. Magri. che
,, nel 1638. regnando una grandiſtima ſiccità ella diventò ſa
,, lata , come l'acqua del mare, edurò cosl perito. giorni, e
,, poi tornò all’eſſer di prima ,,.
Dal citato Scrittore pertanto ricavaſi l’antica nomencla
tura della fuddetta Chieſa, ed Eremo, ed eſſer ſtata detta
d’ Acquaviva per la fonte perenne , che ivi da tempo im
memorabile fcaturifce.
Che foſe abitato tal Eremo prima della venuta in queſte
parti del P. S. Agoſtino da'Romiti o difceli dal Monte Pifano
fecondo Fiorentini , e Figli ſpirituali d’Antonio Prete Luccheſe
Diſcepolo di S. Paolino primo Veſcovo di Lucca che ſuil
primo Eremita del Monte Pifano o de Dilcepoli d’ Antonio
Egizio, già ſi diſſe, e che queſti dopo la venuta, e dimora del
S. Padre in Monte Piſano appellaſtero Agoſtiniafli, ſarebbe
un negare la verità conoſciuta renduta manifeſta, oltre il già
detto di fopra . dall’ Iſcrizione, che dentro la Chieſa ſuddetta
di S. Jacopo d’ Acquaviva ſopra la Porta maggiore ſi legge,
che dice cosl

FER

(r) Targioni Viaggi are. Tom. il. pal. uz.


oiLivonNo. n.7
FERDÌNANDUS MEDICES MAGNUS DUX ETRURUE III.
ECCLESIAM HANC IN HONOREM S. IACOBI MAIORlS
SUPER VETUSTISSIMAM ECCLESIAM OLIM lNFERlUS
POSlTAM , UBI S. AUGUSTINI PATRES EREMITIE
DEGERUNT . EREXlT, ET PR] MUM GREC/E NATIONI
DEDIT , DElNDE lPSlS PATRlBUS AUGUSTINlANlS
LlBURNl CONCESSlT CUBAM ANIMARUM AB ElS
EXERCENDAM ANNO DNI MDCVI ,- MOX EISDEM
LlBURNl AD COENOBlUM VOCATlS PER SACERDO
TEM SECULAREM DElNCEPS ANIMARUM SALUTI
PROPRIO STIPENDIO CONSULUlT

Un altra Iſcrizione, che fatta fu nella nuova riattazione


di tal Chieſa ſotto l'Auguſto Franceſco d’ eterna memoria
dall’Eruditiſtimo Sig. Marcheſe Filippo Venuti Propoſto di Li
vorno l’anno i761.. la quale pure ſpiega l’antichità del no
ſtro Romitorio Agoſtiniano, ho ſtimato bene qui porre per
cosi dar più forza al mio aſſunto.

D. O. M;
AEDEM HANC SACRAM
AB aoyavrva DICTAM
sua TUTELA JACOBI APOSTOLI A FERDINANDO l. MAGNO
ETRURIAÎ DUCE senza MACERIES VETUSTI accusrrmauo
num aim… SUSTÎTUTAM, ET PARROCHIA! nonoae DONA
TAM mm. DlOl-ZCESIM PISANAM ANNO MDCVI.
mm vn'rus'rarn ADI-‘LICTAM iN A'Mpuoaau FORMAM
excmm anni PROPRIO russrr
` noccnxr.
FRANCISCUS PRIMUS lMP. SEMI’. AUGUST.
ll
118 ls'ronra
Il celebre Franceſco Maria Fiorentini (r) nel ſopra ci
tato Libro in più capitoli la mia aſſerzione aſſicura, così il
Tronci (a). e il Targioni (3) al luogo poc’ anzi riferito. Vi
rimane per ultimo da produrre di tal verità un' altro inſigne
teſtimonio dello Steſſo Targioni (4).
Deſcrive queſto Scrittore il ſuo viaggio da Livorno a Piſa,
e fa la lſtoria di Stagno, che è diſtante da Livorno cinque
miglia, e che pare poſs’eſiërc quel luogo, il quale nella Ta
vola itineraria (5) , o Pgutingeriana , e in quella del Clu
verio della Toſcana anticaeſegnata in latino =- Pzfi‘ine a, ben
chè male ña propoſito nella deſcrizion dell’Italia ponga il ci
tato Cluverio queſte - Piſcine s (6) tra Livorno . e il Fiume
Fine. Dice il ſuddetto Targioni eſterxiqueſto Stagno nominato
nel privilegio dell’ Imperadorc Enrico‘IV. dell’anno 1684,.,
allorchè lo concede per dote alla Cattedrale di Piſa (7). Di
ce parimente eſſer chiamato Stagno nella conferma del ſud
detto Privilegio della peſca delle Lontre aſſegnata per dote
a’Canonici Piſani da Anaſtalio IV. 1’ anno u 53. Diſcorre po
ſcia del Ponte di Stagno, paſſo antico, e geloſo, che i Fio
rentini nella ſeconda guerra di Piſa, benchè munito aveſſero
d’ un Forte, o Baſtia, come allora dicevaſi, perdettero del
1499.e poi racquiſtarono (8) nel meſe di Luglio, e dice ccsl:
,, la neceſſità di queſto paſſo aveva molto avanti determinato
,, i Piſani a farvi delle comodità per i viandanti. E‘ notabìle
,, fra eſſe uno Spedale per i poveri Pellegrini intitolato S. Leo
,, nardo di Stagno , il quale era cuſtodito da certi Frati. Nel
,, 12.09. Comune a 3|. di Marzo Tedaldo Rettore di eg'o co'
- uoi

(I) Florentinus lib. ſup. cit. de Etr. Piet. Orig.


(a) Tronci Ano. Piſ. pag. 279.
(3) Targioni Tom. ll. Viaggi pag-16;.
(4) Idem pag, 188. _
(5) Tabula Peurmger in Tom. x. Diſſ. Chorogr. de Iral. &rl-.Gu
Scr. Ret. lral. c-.l o., 6t io.
(o) (ſuvenus ltal antiq. Tom. I. pag 461.
("l Tronci Ann Piſ. pag- :9. ì
(b) Bonaccorſi Diario a c. 24. Ammiraro Toni. III. Illor. rior
anivonNo. 129
,, ſuoi Frati vende un pezzo di terra ,come ſi ricava dalla Car
,, tapecora dell’ Archivio delli Agoſtiniani di S. Niccolò di Piſa
,, ſotto u. 48. pofio al ſine di queſto volume ſotto lettera D ſc
,, condo al n. 8. Rogò Ser Matteo di Ser Iſidoro di Porta a
,, Mare Giudice d’ Enrico Imperadore nella Chieſa di S. Leo.
,, nardo appreſſo allo Spedale. In una impoſizione fatta l'an
,, no 12.91. da' Piſani ſopra li Eccleſiaſtici ſi trova, come il
,. Tronci (i) riferiſce, ſcritto così ,,
,, Hoſhitali S. Leonardi de Stagno mm Eccleſia de Acquaviva
,, Equ. I. '
,, Ped. I
,, lo che fa ſoſpettare Targioni , che queſti Frati foſſero Romiti
,, Agoſtiniani, come lo erano quei d’Acquaviva, tanto più che
z. nell’ Archivio di S. Niccola ſi conſerva l’accennato lſtru~
n mento di vendita, lo che però non ſuffiſte, come fidi.
,, ra a ſuo tempo .
Da ciò pertanto reſia palmarmente provato eſſere fiato
S. jacopo d’Acquaviva Eremo Agoſtiniano, e per Agofliniani
Romiti eſſer Ilari dalla Santa Sede, prima della grand’Unione
ſotto Aleſſandro 1V., riconoſciuti i Romiti di Acquaviva, di
Caprolecchio, di Roſignano, di S. Salvatore di Cavina, o
ſia Caſcina , di S. Maria di Monte Forte, di S. Maria Madda
lena di Perera, e quello ancor di S. Maria di Parrana , come
ſi deduce dalla Procura del 1290. fatta dal General dell’Or
dine a due Frati di Piſa per vendere, e alienare ec. i ſud
detti Romitorj, dopo che‘chiamati furono i noſtri a ſtare den
tro Livorno. Vedi il citato Contratto di Procura al ſine del
preſente volume ſotto lettera D ſecondo al num. 9. Vedi an
co il Breve di Gregorio VIII. in quello alla noſtra prima Diſ
ſertazione, Monſignor de Petra (z), Marquez (3), Seripan
' do

(r) Tronci Ann. Piſ. pag. 274. _ _


_ (z) Monſ. de Petra Tom. l. Comment. Bull. ad Conflitut. a. Paſchi
lis Il. n. ia., 8t '4.
(3) Marquez lib. de Orig. hm. Ertm. pag. 557.
:zo ÌSTORIA
do (i), Torelli (a) , Errera (3), Pietro de Campo (4) , Em—
poli (5), Emanuello Legal (6).quali tutti provano la mia aſ
ſerzione. Vedi la Carta Iconografica poſta al ſine del pre
ſente Volume ſorto lettera C ove è ſègnato colle lettere kk il
Ponte di Stagno, lo Spedale di S. Leonardo colla lettera H,
e il Convento delle Monache di Tuttii Santi ſotto lettera ZE.
Non richiamandomi ad altro il Paragrafo VII. del P. Magri
paſſiamo più oltre.
PARAGRAFO VIII.
'I ‘Role/cio quanto di curiofii per fiberzo ſi potrebbe cavare dal
vario nome del rifuonante Livorno , del quale Orazio dol*
cemente canta (7) , e altri leggiadramente ſcrivono, per non in
oiluppare le tele incominciata al lume d’ ine/linguibile lucerna di
grevìffimi Autori, e tradizioni immemorabili , de quali ben diff?
colui (8) Fama quidem Populi celebrata frequentibus oris nun
quam tata perit.
Ne faccio conto di pen/ieri , che ſi potrebbero avere di tante
impreſe delli antichi To/Z'ani , ne del peſſZÌggio de Ceſari , Pompei,
Germania' (9) , e tent’ altri Conſiileri , non cbe delle morte d'Af
drubale
_ CartaEine e P0 co lontano. dalle na Ire contrade,_ mentre og`-
grecevemo tre Lune , e Popoloma (to). nemmeno di quanto avra
tti/lo le ”offre Cit”) aderendo Giove Hircio (t 1) avanti l' avveni
mento del Verbo in Terra, cbe pure ſhggiece all’ arbitrio di un
pennello , e d'una penna. come la]: il Poeta Lirico (tz). me a
quello fo peſſeggio , cbe letto , o udito de altri mi fa flreda e pa
le/arlo. DIS
(t) Seripandus Comment. ad ann. ”87.
(a Taurellus Szc. Aug. Tom r.
;i Errera Alphab. Auguſt. Tom. a.
4) Petrus de Campo lib.]. Hiſtor. Auguſt.
(5) Empoli Bullar. Ordinis pag. 391.
(6) Emman. Legal Puriſic. Conſlat.
(7) .Horatius in Epodon.
(8) Heſiodus.
(9) Tartagnott. lllor. Univ. Tom. z.
ho) Iliorie diverſe. _ _ .
(u) Nota del P. Magri alla fine del ſuo Libro Ong. di Liv. fotto ma.
7. alla pag. 183-, che noi traſcriveretno nella ſeguente Diſſertazione .
(u) Horatius de Arte Poetica.
'oiLivoaNo. i3i
DISSERTAZIONE V.
COnfeſſando la picciolezza dei miei talenti io non sò cofa
mai ricavar li poſſa da Orazio nell’Ode a Mecenate“),
il quale con Auguſto andar dovendo contro di Antonio, e
Cleopatra nella _famoſa ſpedizione marittima *Acciaca (z) dano
fleſſo Principe era _ſtato fatto Prefetto della Flotta delle Li.
burne, o Liburniche Navi; ne sò come rinfcir poſſa curioſo,
ſcherzoſo . e gulìevole ciò , che tratto veniſſe, per fervirmi delle
parole ſteſſe del Magri a, dal vario nome del rifuonante Li.
vorno , a e da que'graviflimi Autori, :tradizioni immemorabili ,
che non adducendo vanta ; poichè poco è ciò, che a propo.
fico per il nollro Livorno li ricava, ne sò, ſe curioſo, e ſcher
zoſo riufcir potrebbe.
In fatti ſe il P. Magri appellar' vuole a quell':- 161': Li
hmiir inter alta Navium . Arm'te propugnaeula= , ha tanta con
iiellione ciò, che dice il Cantor di Venoſa col noſtro Livor
no, quanto le Piramidi d’Egitto colla gran Cupola del Duo
mo di Firenze opra maravigliofa del celebre Brunellelco. Non
pollo fare a meno di non dire col Divino Dante (3)

-Maremma non ered’ io , :be tante n’ abbi,


=ooeoobifiielîeOOoieeerQ

quanti fono in quella difgullevole orazione gli errori infine


uniti. Andiamo avanti. Difcorre Orazio nell’Ode fopra nomi
nata delle forze navali delle Liburne . o Liburniche , cioè delle
Galeotte_ , _le quali, come in paſſato. dimoſh'ai , que’Popoli,clie
fra l’îfi’eria. e la Dalmazia fon ſituati. uſavano, e a quelle
Galeotte 'Liburne . o Libnrniclie appellate doveva comanda:
Mecenate nella Battaglia Attiaca, cioè prello Atrio Città , e
Promontorio dell’ Epiro ſeguita, fotto il fupremo lmpero d’ 0t
R z cavia
[I Horatius in Epodon Ode I. ad Matcen. _
(z Epitom Livii 13:. Se x”. Diojiflor. zo. Plutarc. in Anton. Flo.
ms 4. tap. ii. Petav. Rar. Temp. pari. i. 11b- 4. cap. zo.
(3) lnfern. tap. a5. Dante.
izz 'ls-i‘oRiA
taviano contro le forze marittime di zoo. Navi ben groſſe di
Antonio , e Cleopatra (i): or come li poſſa ricavar da ciò colli ,
che curioſa ſia, ſcherzoſa, e guſtevole in lode del noſtro Li
vorno, torno a ridirlo, io non lo sò; ſeppure non voleſſe
con ciò dare ad intendere , che da quelli antichi popoli Li
burni,come Zoiino ſcriſſe (a), aveſſe il noſtro Livorno ſor
iito il nome , è il rifacimento , lo che ſarebbe per eſſo
un contradirſi , e rifiutare la famoſa favola di Ligure figlio di
Fetonte già adattata.
Nemmeno così ſcrivendo ci puoi fare intendere .il noſtro
Autore la derivazione del nome del preſente Livorno da :Li
burna = in t'emminino, che in latina lingua ſigniſiea,come li di
moſtrò , una ſpecie di piccola Galera, e da Liburni di eſſe
piccole Galere alle Galeotte d’ oggidi corriſpondenti, e che
Liburne appellaronſi , o Liburniche, inventori, coſtruttori, e
che di quelle, che per piratare nel mare Ionio (3) ſervivanſi.
provenuto, che io col celebre Cocchi (4), come innanzi mo
ſtrai , ſicuramente credo; poichè egli ha eſcluſo queſto giuſto
penſiero, che aver ſi potea, fiſſato avendo, come nella ſua
prima nota li legge (5), da Ligure la derivazione del nome
di Ligorno, lo che ſe ci aveſſe dato luogo di poter porre fra
ſuoi penſieri, e indovinandolo manilèſtarlo, obbligato non
avrebbe i leggitori ſenza frutto a digerire tante novellette.
lo adunque perchè privo ſono di ſpirito vivace, e bril
lante, ſpogliato affatto d’erudizione, e di bei concetti Sf0;".it0
non pollo , come l’ inſigne Mattematico Viviani (6) ſopra Apol
lonio Pergeo , fare un’indovinamento di ciò , che avrebbe po
tuto il P. Magri :di curia/ò per ſcherzo cavare dal varia nome
del ri/imante Livorno a, così paſſo avanti per oſſervare (7) il
pa ſ

ſ‘) l’lnrus loc. cit. Dio go. ,


(i) Apud Cluverium Ital. Anuq. Tom. I. pag. 468.
ſ3) Appianiisuflior. lllir. _
(4) Cocchi Sito de’ Bagni di Piſa pag. n. Not. r.
ſs. Magri Orig. di Liv. pag. i74- e i”. _
(6) Viviani indovmam. ſop Appoll. Perg. ſul Lib. de Maſi, &e.
(7) Tarcagnotta lſtor-Univ. Tom. g.
DlLlVORNO. 133
paſſaggio da Livorno de Ceſari, dePompei, de Germanici,
poſcia la morte d’Aſdrubale Cartagineſe, e ſe poco lontano
dalle noſtre Contrade, come dice il P. Magri, e di quale
Aſdrubale li parli, e come intender ſi deva il mio Concellita,
allorché dice = poco lontano dalle noſtre contrade =,indi coſa
ſignificar voglia colla preteſa adorazione di Giove Hircio, c
quando dice :mentre ſoggiacevamo tra Luni, e Popolonia =
c ſu tutto queſto buio veder di ritrovare qualche picciolo rag
gio di luce , ſeppure è poſtibile. Incominciamo adunque.
Primieramente dice il P. Magri di non far conto de’pen
fieri, che avrebbe potuto avere ſulle impreſe delli antichi
Toſcani , ma queſto che ha mai che fare con Livorno? Nulla
per certo . Ma giacchè egli ci sforza a dire, dirò così. Son’
cglmo ſorſi cos) oſcure le geſta dell’antica Toſcana nazione,
e con ſi poca leggiadria ſtate poſſe fuori dalle per altro eru
dite penne di mille valenti Poeti, e ſublimi Storici, che vi ſia
duopo al preſente di deſiderare, e indovinare i penſieri del P.
Magri? Felice lui però che non fece conto di tali penſieri,
poichè ſe li produceva, ſicuramente, oltre di ſcomparire a
viſta delli altri di ſublimiſſimi ingegni, come ogni vap0re all’
apparir del Sole ſi dilegua, e da eſſi diſtanti quantoi Cavoli
da Cipreffi, ſeguiva alui a cagion de’ ſuoi penſieri ciò, che
ſavoleggiano i Poeti ſeguiſſe a Marſia (l) per il fuono ;i
competenza con Apollo.
Baſta leggere il gran Virgilio per ritrovare in più luoghi
del ſuo egregio Poema elogi ben adattati a tal nazrone (z).
Baſſa leggere il Padovano Livio (3), ove dell’Etruſca gran
dezza, e della Maeſtà, e Porenza, di Menodoro Porſena Re
di Chiuſi, che tanto anguſtiò Roma, diſcorre. Baſta leggere
il Venuſíno Orazio (4), Diodoro Siculo (5), Servio Mau
rio

(i) Ovidius Metamorph lib. 6. fab- 9.


(a) Virgil./Ene|d. lib- ro.
(zi Livius Dec. i. lib. t. tap. s. Verſ. [tal. Leon. Arrer.
(4) Horatius Carm- Ode t.
-.s,) Diodor. Sie. Biblio:. Hiſtor. Toma. a 340. a 362.
134. ls-ronin
rio (i) , Polibio (z), Plutarco (3). Dempſtero (4), l’ lmmortal
Senator Buonarroti (5), il celebratiſſimo Prepoſto Gori (6),
il Celeberrimo Scipione Maffei(7), Fontanini (8), Ciatti (9),
Lami (io), e mille altri, che ci preſenta la Storia, Scrittori
rinomatiſtimi delle glorie Toſcane per ben chiarirſi, che non
v’ ha più duopo d’eſpreſtionì , non che di penſieri ſu tal ma
teria , ove da ſublimi ingegni è ſtato il meglio occupato. Si
concluda adunque, che la ſortita del P. Magri di non far
conto de’ penſieri ſull’ impreſe delli antichiToſcani è tanto di
ſtante dal fine che egli ſi propoſe. cioè di dar luſtro a Li
vorno , :quantum ili/In: Orta: ab Occidente-(rt), e quanto Li
libeo di Sicilia (12) èdiſtante dal noſtro Monte Morello(r 3)
celebre fino del 790. per l’Iſtromento di Donazione alla Ba
dia di Ripoli detta di S. Bartolommeo (r4).
Vediamo adeſſo, ſe vero ſia, che- di quì i Ceſari, cioè
Giulio. i Pompei ,i Germanici, e altri Conſolari paſſando ren
deſſero memorabile il noſtro Livorno, come ſotto figura di
Preterizione dice il noſtro Autore colla ſcorta del Tarca
gnotta (i 5).
Io ho letto con ſomma diligenza il citato Scrittore. ne
ho ſaputo trovare il luogo, ove ci aſſicuri la venuta al noſtro
Labrone , o da eſſo la partenza di queſti Perſonaggi. Che ſia
no ſtati i ſopra menzionati Conſolari, ed altri innumerabili
Ro

(1)8ervius Maur. in Com. Eneid.


(2) Polibius lib. a. Cap. 3. _
(z) Plutarc` Tom. a. Operum Ed. Luret- Pariſ. [6- 24. Queſt. Rom.
P38- 177
(4) Dempſterus Etrur. Rega].
(z) Bonarrotius Additio ad Dempſtcmm.
(6) Gorius lnſcr. Etruſc.
(1) Scipio Mafl'ejus de ha]. primitiv.
(8) Fontaninius de Antiq. Hertz.
(9) Ciatti Perugia illuflr.
(m) Lami lezz. d' Antichità Toſcane.
(rr) Pſalm- lo:.
(iz) Sanſon- in Tab. .Geogr. ſtai., & Inſul
(tz) Mons prop, Flor. in peculiar. Tab. Topogr. Civit. 8t Agr. Flor
(14) Rena Ser. delli Ant. Duch. di Toſc. pag. 83
([5) Tarrago. Iflor. Univ. Tom. 3.
DtLtvonNo. 135
Romani Eroi a Piſa Colonia Latina (r) dedotta, da (..eſÎir-.s
Colonia militare coſtituita (a), e da Auguſto per l'attacca
mento alla Famiglia Giulia :Colonie Iulia obſèquenr = appel
lata (3), celebrata da Carmi di Natan (4) Chytreo, da Dio
niſio.(5) d’Alicarnaſſo, da Strabone (6), e da mille Greci
Scrittori, e Latini, e che contava , al dir di Begnamino (7),
dieci mila Torri entro di ſe, io ben lo credo; poichè era
Piſa riconoſciuta da vetuſti Romani per certa maniera con
Roma medeſimata, ed in eſſa godevano i più celebri Cittadini
di Roma le di lei Magiſtrature, e gli onori più coſpicui della
Piſana Città (8),, del che oltre Norilio citato ne fa fede Ru
tilio Numaziano (9). il quale nel Secolo V. Criſtiano nel ſuo
di colà paſſaggio oltre le llatue nel Foro da eſſo vedute di
molti valenti Romani riconobbe quella di Claudio Conſolare
della Toſcana Annouaria in Piſa ſuo Genitore: ma che poi
adattar’io mi voglia a credere, e paſſar francamente a ſcri
vere tutto quello, che dice il P. Magri ſenza un buon' con
tante di Prove, non è poſſibile.
Credo bensi che all’antico Porto Pilano, il quale era in
eſſere, ed era grandioſo non ſolamente in tempo della Ro
mana Repubblica (to), e della Monarchia Romana, ma pri
ma di (ti) eſſa, e ne’tempi ancor più lontani, cioè, de’ Lidi,
Tulchi , o Etruſchi, e dopo (ra.) ancora, ſaranno ſicuramen
te venuti i Soggetti dal P. Magri (13) indicati a sbarcare do—
PO

(i) Noris CSnctaph. Piſ. Diſſ. t. pag. 14. cap. t.


(a) Noris ibidem.
(z) Noris Canoe. Piſ. Diſſ. i. cap. a.
(4) Nathan Chyrreus Apud Ughell. ltal. Sacr. Tom. 3. in Arch- Piſ
(i) Dion. Haliearn. lib. r. Hiflor.
(6) Strab. Geograph [ib. z lnterp. Guarino .
(7) Beniam. Apud Ughel. [tal. Sac. Tom. 3. in Arch. Piſ.
(8) Noris cuotaph. Piſ.. Diſſ. a. Cap. r. pag. 9. ro. u. & ſeq
(9) Rutil. Numar. ltin- Marit- lib. I.
(lo) Tacit. Hill. lib. 3. Liv. Hifi-Rom. Dee. 3.]ib. |.&Dec. ;.
rr) Strabo Geograpli- lib. z. lnterp. Guarino.
(n) Aimoinus_ Franucar. Rer. lib. 4. tap. 9.
{13) M_agri Orlg. di Liv. pag. iz.
14) Livius Hilton Rom. Dec., 5. lib. r. Dec. z. Taciſ. lſlor. lib. 3.
13-’, lSTORlA
r}. l.- ſpedizioni marittime. e a (i) Pifa per imbarcarſi, ma
con tutto quello qual luſtro ne proviene a Livorno? lo non
lo sò_ certamente ritrovare. Siconcluda adunque, e dicaſi chia
ramente, clic quantunque dall’Oratore di Roma li nomini La—
brone (2), con tutto quello eſſcr non può a parte di ciò, che
và al preſente il P. Magri freneticando, perchè duopo non
v’era di fervirli di Labronc ,ove la Foce d’ Arno, e il Porto
Piſano erano baſtevoliflimi per le Romane marittime fpedi
zioni, ed impreſe, e Labrone altro non era. che una piccola
Cala nel vallo Seno Pifano, ſeppure non preſe il noflro Cro
niſtra Labrone per una parte, o braccio del fuddetto Porto
Piſano.
Solamente doppo la riattazione fatta fotto il Confole della
Pifana Repubblica Cocco Griſi del ”54. (ſtil. Pif)dell’an~
tico Porto Piſano, come vedremo , incomincia alcuna nomen
clatura di Livorna. e Liorna, e Liguria. e Ligorno, per ef
fere la fua Rocca da Matilde una volta edificata come una
Salvaguardia del rillabilito Porto Pifano (3). onde l’attribuire
glorie a Livorno prima del tempo è lo ſteſſo che fabbricar
fulle nuvole.
Della morte d’Afdrubale, che il P. Magri colla ſui lb
lita figura di Preterizione accenna feguita =POC0 lontano dalle
noſtre contrade , :credo di certo , che lignificar voglia , e indi
viduar quell'Afdrubale non Genero d’Amilcare, Padre di
Anibale , che tenne per anni fette l’ Impero di Cartagine Cac
cate già detta (4),col favore della Fazione Barchina, e che da
un ſervo, a cui lo llello Afilrubale uccifo aveva il Padrone, in
mezzo de’ ſuoi fu uocifo,come narra Livio (5) ,- ne quello , che
ebbe il cognome di Calvo mandato da Cartagine per la fpe
dizion di Sardegna (6), ne l’altro, che fu condottiero dell’e
íèr

(i ) livius Hillor. Rom. Dee z. lib. i. Tacitus Hilior. lib. z.


(a ) Tullius Cic. lib. a. Epiſtolar. Epifl. 6. ad Qginium Irarrem .
(z ) Poggio lſt. Fior. pag. I4
(4 ) Farnabius in Nor. ad lib. rJEneid.
f s) Livius ml. Traduci. a Leon. Arre:. Det. z. lib. r. capa.
LlVlu‘ DCC. 3 z- CÌPD "o
.DiLivonNo. 137
(cc-to Cartagineſe nella terza ſpedizione Punica ſuperato .da
Scipione Emiliano con tanta ſtrage de’Cartagineſi, onde da
quella ſconfitta nacque la dedizione al Popolo Romano della
ſit-ſſa Cartagine (i); ma di quello, che col ſuddetto nome di
Aſdruba’le era Germano di Anibale, il quale venuto con gran
forze per l’aiuto dare al fratello vicino al lago Traſimeno, o
Traſumeno, detto Traſumeno da Ovidio (2.) da Traſumeno
Fanciullo rapito dalla Ninfa Egisla, o Agilla (3) ſecondo Al
berti, e Annio (4) da Viterbo, nella Campagna di Perugia,
Peruſio detta da (5) Tacito , Perulia (6) da Strabone, e Pe
rugia da Faccio degl’Uberti (7), una volta Città Toſcana,
ſotto i Conſoli Claudio Nerone, e M. Livio Salinatore-fu vinto,
e ucciſo, il cui capo tranco dal buſto ſu dallo ſteſſo Conſole
Nerone fatto gittare nel Campo d’Anibale (8), e queſto cre
do ſia ciò. che ſignificar vuole il P. Magri, alloraquando dice
eſſer ſeguita poco lontano dalle noſtre contrade di Livorno,
'cioè al Traſimeno, la morte di Aſdrubale, benchè però non
-ſia queſto Lago voltato. come ſuol dirſi, il canto , ſendo di
ſtante ioo. miglia Italiane (9) dalle noſtre contrade. cioè da
Livorno.
Se poi indicar voleſſe il l’. Magri con quelle parole apo
-co lontan dalle noſtre contrade n, che in Sardegna ſègiiiſſe la
morte di quell’Aſdrubale detto il Calvo, il quale dopo aver
acconciato i Legni.Cartagineſizall'lſole Baleari ,ſcoſſì già da
fiera tempeſta nella venuta da Cartagine in Sardegna , sbarcati
'i ſuoi Aſſricani,e unitili a Sardi commeſſe co’ Romani la bat
taglia, e cede a Tito Manlio la vittoria, reſtando ſconfitto,

(i) Livius Det. 3. lib. io. cap. 4.


"rrrovid; librai-fan. ~ -
(3) Leand. Alberti Deſc- d’ [tal. pag. 39.
(4)_1:. Annius Virerb. Comment. in Maneronetn.
(e) Taei;.*^nnal. lr; l
6) Faccio
(1) Stra 0.6: . i.'e-.Inter
dembertl DIHÌI'IIOIIdop ..x y andro p a a . a 4 s.
(8) Livius Dec. 3. ,lib. 7. Ritirate. in Vita ,Annibal.Peiav.Rat.-,Temp.
pan. r. lib. 4. cap. a. pag. 16a. Edir. Ven.,|735.
. (o) vide Tab. Geograph. [ral- lacobi Calielli a Vignuola Ge (r. Sere
niſ. Due. Mutin. hdir. Aug. Vindel. .
138 ‘Is-ronta
e prigioniero con Annone. e Magone nobili Cartagineſi. co
me in Livio (I) ſi legge. queſto io francamente nego , mentre ,
oltre la diſtanZa . che v’è da_Livorno all'Iſola di Sardegna di
miglia Italiane zoo. ſi ha dallo ſteſſo Livio (z) trovarli
vivi Aſdrubale, e Magone all’eſpugnazione d` [liturgo. o ſia.
Aldea -del Rio nella Spagna Betica detta ancora da Plinio (3)
Foro di Giulio. qualche tempo doppo il ſeguito fatto d’aime
in Sardegna. Ne credo che la Sardegna , la quale da Livorno
più centinaia di miglia di mare è diſtante, poſſa intendzrſi, e
crederſi poco lontana dalle noſtre contrade,e perciò dico, e
ſoſſengo, che 'debba intenderſi il' P. Magri del ſolo Aidruo-ile
Germano d’ Amilcare ucciſo al Traſimeno,e non d’ altri per
andare in coerenza coll’lſtoria.
Coſa ſignìfichino mai quelle parole del noſtro Autore
nello [ſeſſo Paragrafo , che ſi eſamina . allorché dice = mentre .ag
giacevamo -fra' Luna", e' Popolonía = io non l intendo .
Altro non sò direſſe_ non che Luna, così detta giuſta i]
Dotto Lami (4), perchè *il ſuo ſito. e porto aveva figura di
mezza luna, era un‘amore dodici Città Toſcane porta verſo
Settentrione di Livorno ſituata alla bocca d-J Fiume Magra,
che la Liguria dalla Toſcana ſepara , dagli ſitſuſcſ, per quan
to dice Aſbert'î (5)", Carrara appellata, le.cui ruine al pre
ſente chiamarr‘lî Luna 'diſtrutta, .in luogo di cui dentro terra
a tre miglia v’ha --in~oggi Sarzana, o ſia nuova Luna. Era
celebre quella per il luo Porto al'riſerir di Strabone (6),
che ancor' Ii vede . di cui diſſe (7) Plinio :Primari: ”mm-e
Oppi'dm Porta nobile: e per le cave del ſuo bianco marmo,
al disr~del (8) menzionato Plinio, e di Si‘lio Italico, che (9)
Canti) di ’eſſa cosi: - “Lu

(i) Liv. Dec. 3- lib. 3. cap! ?48. Iral. Trad. Leon. Arrer.
(z) Livius Dec. ,. lib.-4.111566. n _ _ .
a) Plin. lib. a. pag. 1:8 Edir. Pariſ. r7”. cum. nous Arduini.
4.' Lami-lentiooi di Anrieh. mi... lupa. ñr-.qpngiaj.
(5) Alberti Deſcr. d' ltal paghi-”Wink a. - '
(6)’8ttíb0‘ libaÎÎzi- Interp. Xylaudrofpag.‘ a”.
(7) Plinio! lini. cap.‘ 6. ‘ì '-" '- -‘
(a) Pſi-imma.- p. 6. e
(9) Silius ltal. lib. 8. verſ. 48!
DrLivonNo. 139
= Lume quo: a ”iveir exigit Luna metalli; ,
ñ Inſigmr Porta, quu ”un ſhatioſior aller ,
= lima/nera: cepiſſì» ram , e?“ claudere portum (Fe.

e celebre ancora per il ſuo Formaggio rammentato da (i)


Marziale
= Caſi-ur Haru/l'a ſigma: imagine Lun-e ó'e.
ñ Di queſta Cittàdi Luna leggaſi Fiorentini (2), che la de*
ſcrive ,e l’ Abate Ferdinando Ugheili nella ſua (3) Italia Sacra.
Populonia. non Popolonia, come leggo nel Magri, ſep
pur non foſſe error di ſtampa , tale detta dalli Antichi (4),
e moderni (5) Scrittori, di cui cantò Rutilio _Numaziano (6) s

.-.- Proxima ficurum reſero! Populom'a lim:.


a Qua ”atm-ale”: dum m aroa ſinum ó‘:

era Città Etruſca ſituata alla coſta del mar Toſcano (7) verſo
Mezzogiorno del nnſt ro Livorno in un Promontorio ſecondo(8)
Strabone , ſorto di cui al preſente ſi~ergono le mura di Piom
bino, (da cui però l’Ammirato (9) vuole diſtante la vetu
ſia Populonia miglia tre dentro Terra) . edificata da Cirnei ,
o Corſi (io), o da Pelaſgi, nè mancañchi ſcriva elIer ſtata (ri)
S z una

(i) Martial. lib. r4.


(z) Fluflmmuus MHerruſc. Piet. Orig. pag. fl.
(3) Ughellius ha’ Sac. Tom. I- pag. 8;; ’
(a) Tareagnolt. Tom. 3 Iſtor. Umv. pag. 358- Leand. Alberti Deſcr.
d’lral. Errur. litt. pag. i7- Sumo Geograpb hi.. s. lnrerpr. Kylandro
Pag. 446. '
(g Ann. d' Ita]. Muratori all'ann. 188. e 809. Ughelli ha]. Sac. Tom.
3- PÎR- 7°*
(6) Run]. Numat. lib. r. verſ- 40|.
[1) Ughellius Ital. Sac. Tom. z. pag. 70:. & ſrq- Alberti Defe.d’ltal,
"Se ‘70

(8) Strabn lib. z. Geng. Interp. Xylandro pag. 246..


(o. Ammiraro Iflor. Flor. part. a. lib. a** pag. z‘.
{‘0’ Ughcllmr ibidem.
Il) Raph. Mein Geograph. lib. 5. pag. 46.
14.0 ' 'ISTORlA
una volta Colonia de Volterrani. Comunque ſiaſi era ſituata
in faccia all’ Iſola dell' Elba (r), rammentata da Virgilio
cosi (z)

Sexcento: illi dederar Populonìa mater (tre. _


Fù potentiſſima, e Sede Epiſcopale, e ſuffiſteva del' 572 . ove
fu Veſcovo fino al 573. a 10. Ottobre S. Cerbone la cui
ſanta 'vita, morte prezioſa, e miracoli .ſtit-pendi -nell'Ughel
li (3) ſi leggono, dal che ſi ricava. che ,inlatina‘ lingua ap
pellavaſi Populonia, o'Populonium-…cosl detta o dalla, mol
titudine de’Pioppi, che nel ſuo piano vegetano o -a popu
lando =, cioè dall’ eſſere eſpoſta, alle. depredazioni dei Pirati
giuſta Pomponio (4) Mela, e Plinio, e in volgar noſtra ſa
vella Populonia.` ›- 3
(belle lono le due Città »..dielle.quali parlailv noſtro Ma
gri. Che ſe egli intender vuole. allorquando dice a mentre
ſoggiacevamo' fra' Luna, e Popolo'niazñ-.:della ſituazione ’di La
brone . or Livorno pollo fra la Cittá di Luna a ’Settentrione,
e fra la Città di Populonia a Mezzogiorno. io volentieri-l’ ac
cordo; maznon conſentire-qualunque,altro, ſenſi) dar li po
.telTe alle ſuddette parole, le quali credo,~che il mio buon Con
cellita non troppo peſatamente pone'ſſe ., , .
Reſti pertanto chiarificato il conſuſo ſenſo del P. Magri,
,coſi creda abbia voluto parlare di Aſdrubale rigetto al Traſi
meno, quando dice apoco lontano dalle noſtre Contrade =. e
allorehè ſegue a dire .:mentre ſoggiacevapio fra Luna, e Po
poloniaz credaſi che voleſſe addttare e la ſituazione del noſtro
‘Labrone,'or Livorno, e la diſtinzione del lido Toſcano a
tempi,ne quali la Toſcana tutta cadde in poter de’Roma‘ni.
Ogalunque altro -poi eſſer poteſſe, fuori degl’indicati, il pen
liero. che il Leggitore aveſſe al preſente _in viſta ſulle addotte
P3‘
(i) Vide Tab. Geogr. Ital. jaeobi Caſtelll Geog- Sercn. Dutis Murin
(a) Virgil.flne|d. to. 0
(z) Ughellius ltal. Sac. Tom. 3. pag. 783.
(4) Pompon. Mela lib. a. Plinius lib. 3. cap. 6.
DrLivonNO. r4!
parole dal P. Magri, e far me ne voleſſe carico, dirò, che
avendo tutto ciò pochiſîima conneflione coll'lfioria di Livor
no, parmi opportuno di non affliggermene, ſendo anco aſſai
ciò. che finora ſi diſſe, particolarmente ove trattaſi d' indo
vinare .
Per ultimo ſopra di Giove Hircio, che il P. Magri nel
Paragrafo pre-?ſente dice eſſere ſtato dalla noſtra Città per Nu*
me adorato, chiamando Città Labrone ne tempi della Genti
lità, allorchè altro non era che un piccoliſſimo Caſtelluccio
preſſo una Cala , o Capo. che Capo di Labrone appella
vaſi, o Capo d’Ercole` Labrone, o Porto d’Ercole Labrone,
prima pongaſi la Nota dell’Autore ſegnatadi num. 7. (i).

NOTA VII.
Manuſcritti antichiſiimi s de Ida/i: Antiquorum = così dico
no, Fofiulunr'am ”ſpie aa' Liburnum incluſive, (’9- per oppida interio
cemia 06 vai-im” , (9' innanzi-rm” pecudum gregem Ivvem Hir
cium colarſſè conſtata con la conferma di molte medaglie tro
vate ſia le ruine, e fuori, e dentro di Livorno.
Ciò pollo io dico, che queſto Giove. qual nome gli
Etnic' (“ed , e Latini dal Santo nome di Dio nell’Ebrea lin
gua W craſſero. come Monſignor Fortunato Scacchi (z)
dimoſtra. chiamato ne manuſcritti citati dal P. Magri = Gio*
ve Hircio = attributo derivante dal Latino a flirt-u: :E dalla
lingua de’Sabini nato , che = Firm: = dicevaſi ſingniñcante il
Montone e capo della greggia. Aries da’Latinì appellato dall'
Ara. o ſia Altare , ſu cui ſi ſagrificava (3), e che diè il no
me a certo ſiro'mento 'militare da rovinare i muri (4.) non è
fiato mai da me con tale attributo rincontrato in alcuno nè
de' Greci, nè de’ Latini Scrittori, come il celebre_ letterato
Sig.

) Magri Ong. di Liv. pag. 181.


) Scacchi Mirorecion. Tom l. cap- ”
) Amoroſ. verbo Aries. _
) Czſar. 7. Belli Gillici . Vegetius de Militia lib. 4-. cap. u,
142 ls'roniA
Sig. Marcheſe Filippo Venuti ſu Prepoſto di Livorno all'icura .
Si sà . che Giove dalli Aſſricani ſu adorato in forma d' Ariete ,
o Montone, oppure in figura umana c0n barba veneranda, e
con belliliima armatura di Montone, (i) e Giove Ammone,
o Hammonc ſu detto, e ne'delerti di Libia edificato li fu il
Tempio chiamato di Giove Ammone , cioè Arenario. o da
Bacco aſl'ecato. giuſta la favola, o da Ammone Paſtore (z).
Sò altresì farli menzione di queſto Giove Amvnone da
Macrobio (3), il quale attelia aver li Aſſricani per Giove
Ammone, che finlero colle corna di Montone, ricouolciuto
il Sole nell'Occidente, porche ſiccome tal animale molta forza
ha nell’arm'atura ſuddetta. cos) per quella intel'ero ſimboleg
giati veniſſero i raggi Solari, ne'quali il Sole ha ſomma poſ
ſanza. So ancora che gli Egiziani conobbero queſto Nume
fotto la nomenclatura di Ammo Giove (4.).
Sò in oltre, che il Nieuport nel ſuo erudito libro de'Riti
de'Romani, ove delli attributi di Giove diſcorre, pone (5)
Giove Ferecrio , Giove Statore, Giove Elicio, chiove ,Giove
Capitolino , Giove Oſpitale. Giove Tarpcio , Giove Lazmle.
Giove Lucezio. Dio Padre, Giove Pietra, Dio GiOve , Giove
Fulguratore . Giove Tonante, Giove Anfure, come nozò (6)
Leandro Alberti ſovra Livio, Virgilio, .e Servio. Giove To
gato , come lo ſteſſo Alberti (7) notò , Giove Heraèo-,z detto
cosi , perchè intra conjèprum doma: ”ju/que ruleóamr , di
cui Ovidio ſcriſſe (8)

-Cui nihil Hereeei profuir ara [ov/“s.

ma mai per mai nomina quello Giove Hircio.


Ma
(i) Med-ebub. imloris ad 0econetn. Vaillanr Numifmr Imper.
(e) Svid” Excerpra Hiflorica. Ariliophanes Comzdiz cum noti!.
(z) Macrohlus Saturnal. lib. I. cap-1|.
(4) Arlfluphanes Come‘. cum .loris .
(r) Nicuonn de Rmb. Rom. pag. :86. edir. Vener. :15$
(m Alben- Deſcr. d’ italia del Lazio lire. pag. ni.
(7‘) Alberti abiti. pag. zo. fa:. z.
(8) OVld- in Ibil.
niLivonNo. 143
Ma ſiccome non Giove era il Nume tutelare della greg
gia non tanto preſſoi Greci. quanto preſſo i Latini , ma
Pane, cui g li Arcadi adorarono, onde Ovidio cantò I

Pana Dem Peron”; vererer rolmſſe faremm


Arreda, Arcadia’: plurimur ille jugir =
cos) io tengo per certo. che que’Manuſcritti ſiano una ſo
lenne impcñſlura d’un’ignorante, mentre attribuiſcono a Gio
Ve quella tutela , che a Pane dagl’ldolarri ſulla greggia aſcri
vevaſi , e tanto più mi adatto a creder cos), quanto che Ru
tilio Numaziano, che fiori, come ſi diſſe, a tempi d’Onorio
Auguſto, e che in queſti ſteſſi boſchi nella ſua dimora fra
Labſune, Torrita, Porto Piſano, e Piſa nel ritorno alla ſua
Patria Toloſa di Francia, ſi diverti alla Caccia ,_ eſſendo ne
mico capitale del nome Criſtiano, nel ſuo itinerario, o per
meglio dire (a) ne ſuoi libri a VencrioſiRuſo dedicati. avrebbe
detto qualche coſa ſopra tal Nume, e ſno culto. ed eſaltato
fino alle ſtelle la ſtolta , e falfa pietà de’ ſuoi compagni Ido
latri, come per l’odio, ‘e averſione alla Criſtiana Religione
diſſe ramo di male della medeſima (3). Sicchè ballando a me
aver detto ſu ciò quanto per una opportuna dilucidazione del
preſente Paragrafo del P. Magri conveniva, e nulla dicendo
delle medaglie confermarive della nomenclatura , e Culto di
queſto Giove Hircio ſuppoſte‘ci dal noſtro Autore. perocchè
mai per mai ſi ſono `vedute, ne incontrate nelli Scrittori di
ſimili materie , ripurando ciò un ſogno. oppure uno de ſoliti
penſieri ’del noſtro Scrittore paſſatoli per la mente, ſenza cu
rarmene paſto al nono Paragrafo. `

PARA

(i) Ovid. Fafl. lib.:


(a) Vldc Ammadvcrſ. Gaſpar. Barthii in Rui. Num. edit. Prancofur.
ann. [625- Typis Verhelianis .
(3) Rin. ltin. mar. lib. r. verſ. 459. & alibi.
144 Isronl^

PARAGRAFO IX.
U per finte/ione de’ tempi la no/lro Città ſono la Signoria
de’ Regali figuendo il corſh della fortuna Toſcano (l) e "ml/:
grandezze di Roma fimo l’ Augufli/[imo Impero , po/èia ſotto i Con,
cadendo tutto I' Italia ſmo varj Dominj , e ke in/ino ad Odoa
"e a f Nflffé’fr, dopo i qìk'ali furono i Re Longobardi, cadendo a
Rotario, e Rodoaldo, e Ariperta (z). che fi: quello . come voglio
”0 alcuni- con ”ma la Toſi-ana, e Liguria in/ino a’ Mar/{lia
I” abbi dato in dono alla Cin’efi: Romana , [ebbene altri 1’ artri
ouifvono a Pipino. Ma che? La varietà de’ tempi fillevando li
animi delle genti a vedere eo/è nuove (3) moffc Lupo a tir/11”*
bare la pace per impadronivfi del tutto , dalla cui ſulle-vazione
:fa-vaglia” 1' Italia ſacco/[ò la ”offra Città alla fortuna di Pzſa ,
nce-vendo Carlo Magno (4) , e poco prima Lair/»mulo . e finalmente
nelle maggiori dzfi‘ordxe (5) la religioſi: Matilde , a cui mollo
‘va‘ 14_ 'lO/Ira Città da lei cominciata, e ſom-fm di nuove T01*
'l a ‘ ripari o

DIS
.i

(t) Storie Pil-nek…: fiorentine . Paolo DiaconoflMiſcçll- Sigonius.


P1”. in Vit-_Penn Egmard. Cafiiod.
(2) Platma loc. cn.
{3) Storia Umvrxſaleoel Mondo Tom. 3.
4) Egmardo'Vifa di Carlo Magno.
(1) Storie Prſane MS. Archiv. dc' Priori di Piſa, ove viene detta la
conteſſa Manldc Padrona, e Donna da Toſcana all’an: uu.
DileoRNo. i4;

D'ISSERTAZIONE VI.
Er confeſſare il vero io non sò da ove incominciare mi'
debba la preſente Diſſertazione, tanti ſonoi taſſi, che
alla rinfuſa , come ſuol dirſi , ha toccati il noſtro buon Con
cellita ; pure facciamoci animo , ed incominciamo con pazienza,
Non vi è perſona, per poco pratica delle Storie che ſia,
la quale non ſappia, che la Romana Repubblica nell'eſtem
dere il ſuo Impero per tutta l'Italia coſtrinſe le Città della
medelima, le quali prima reggevanſi colle proprie leggi a
guiſa di tante Repubbliche , o erano da’ Regoli governare, co
me appunto le Città della noſtra Etruria, delle quali ognuna
aveva un Lucumone, o Capo al Re Supremo dell’Etruria(r)
ſottopoſto, a piegare lacervice alla fua potenza, e a darſi,
volere , o nò , per vinte: cosi, perduta la libertà, trovaronſi
tutte ſchiave per ſervir di trionfo all’ ingrandita Roma nella
varietà de ſuoi governi. Tanto avvenne alla Toſcana tutta
diviſa in Provincie, e cosi alla Greca Piſa ſuccedette,` a cui
fe’di meſtieri ſcordarſi de’grandioſi ſuoi (a) principi, e ub
bidire, e fervire al, Romano faſto . Segui cosi anco a Labro
ne , ma non dee dire il Magri alla noſtra Città, che era a
quel tempo, come altre volte li diſſe , un piccolo diſprezzabile
Caſtelluccio, e in tal guiſa da un ſecolo all’altro ſi andò avanti
ſocto il governo de’ Conſolati , che riſedevano in Piſa coſtituita
capitale della Toſcana Annonaria, e queſti per l’amminiſtra
zione della Giuſtizia, e per l’eſazione de'cenſi , e tributi e di
Labrone, e di Porto Piſano , e di Salviano, e di Settari, e di
Fondo magno, Gnurignano, Santa Giulia,Limone, Caſal Me
riuli, Oliveto, Aguliana, S. (Lirico, Villa magna, edelli al—
tri luoghi,de’quali i nomiſi daranno a‘ ſuo tempo conſerva—
tici in gran parte da una delle Carte 'Éntiehe fatte pubbliche
dall‘

(i) Della Rena Ser. delli Ant-‘Duck, di 'roſe, pag. I. tuffi. lib.
Ì" capì I" _ 1 _
la) Nòris “not. Pif.
146 ‘.ISTORIA
dall'indefefl'o, ed immortal Muratori (l) e da altri antichi
ricapiti della Comunità di Livorno (2) che , or quaſi tutti di
flrutti. allora erano qualche coſa,e com ponevano una non piccola
giuriſdizione. (3),c0me ſi legge nella ſopra citata carta poſla fuori
dal celebre_Muratori, vado-ni luſingando, che avranno for
nito della neceſſaria autorità un capo di Governo , che in
Turrida, 'ſurrita, o Triturrida Ter-ra allor grandioſa , or di
ſtrutta ſarà riſeduto , e forſi un Tribuno , come lo era in tem
po, che vi paſsò Rutilio Numaziano, come nel ſuo Itinerario
chiaramente l'o dice cos) (4)

hide Trìturrimm pm'muf, /r'c Villa vocamr.


Qge mai-et ”pal/ir inſhla pene frem (Fc.

-Puppihir er'ga nei: fida i” fiction: locati:


Ip/è velvet". Piſa!, quo' /òlet ire pale-r.
Prete: Equo:. uffi—rr ”iam -earpflna Tribuna:
Ex comm'lin'a cam: ó- ipſë ”tibi 29':.
e in tal guiſa durato avranno fino alla diſlruzìone dell’Impero
d' Occidente celſàto l’anno'476. del Signore ſecondo il com
puto di Coſimo della -Rena (5), nella perſona del Giovine
Romolo Auguſto così chiamato ‘dal Du-Cange (6), o ſivvero
Flavio Momillo , o Momolo Auguſtolo ſecondo il Goltzio('7).
Auguſtolo giuſta l’ aſſerzione di Procopio (8) da' Romani
per la ſua tenera età . il quale preſo da Odoacre Re degikîruh
. " g [o ’
‘ .
4 l
ñ— W

m Muratori Ant. un. ma. java Tom. ;.- col'. to”: ,


(a) Vedili al finezdel preſente "alunne ſparſi ne var) Contl’lflli ‘
Recapiti, e uniti nella Diſſcrt. VIl..
(3) Membrana apud Murat. Ant. hai. Med. Evi Tom. z. colo lo”
(4) Run]` ltin` Mar. hb r. verſ- 51.7.
(s) ñ new-Serie deilmmcm Duchi aΑToÎc. pas. 38- I
.(6) ‘Dana-g: l’adſl. Bizzankſi. pag-81. "
(7) Gnltaius in Numiſmat
(8) Procopius de Bell. Gor. lib. r. cap. r.
niLrvoxNo. 147
figlio d’Edicone (i) , e primo fra i Re Barbari, che in Italia
lignoreggiallero , fu da eflo confinato in Luculla'no piccola
Iſola fra Napoli, e Pulilipo, Megarì già detta (a).
Da Odoacre Re delli Eruli, che principiò a regnare in
Italia del 476. giuſta il Muratori e Berti, Conſoli Baſiliſco,
e Armato (3), o 477., come vuole il della Rena (4), ven.
giriamo a Teoderico Re dei Goti del 489. giulia il citato della
Rena (5) e 493. fecondo Berti (6) tutti barbari, e Tiranni,
che parvero nati appoſta per la diſtruzione d’Italia. Del 493,
però vuole con ragione il‘ principio del Regno dei Goti Peta
vio e non {Otto Odoacre (7). Ne qui finiliîe il Male, anzi
li ſa peggiore ſotto, Atalarico , che del 926. dopo la morte
dell’Avolo Teoderico comincia a regnare colla tutela della
madre Amalalimta in età d'anni te. (8). ,
Che all'unto folle Atalarico del 52.6. al Trono d‘ Italia
ricavaſi dalla memoria in Pavia (9) eſiſtente, &gnata dell’anno
5 29., che dice cosi: - `

DNUS ATHALARICUS REX


GLORIUSISSIMUS HAS
SEDES SPECTACULl ANNO
REGNl SUI TERTlO FlERI'
FELICITER PRÌECEPIT.

Laonde ſe queſt’ anno 529. era l’anno terzo del ſuo Regno,
2. co

(r) Della Rena ~loc. [UR-‘Ciſa' Murat- Anml. ital- al. 476.
(I) Anon. Valelian. Berti Brev. Hifi. Eccl. szc. V. Cap. ‘V. Pliniur
lib.;- cap 6. _
s (‘31) Muratori Ann. d'ltal. ann 476. Berti Brev. Hifi. Eccl. Append
zc. .
(4. Della Rena lib. ſop- cit. 13. 8.
(5) nella Rena ibidem . p 3
(6) Berti Biev. Hili. Eccl. Append. Szc. V.
(7) Pcmv. Ra!. tcmp. Pan. i. lib. 6. tap, XVIII.
(8) Caflicdor. lib. 7. E‘plli. 1.`3`. ò' feq.
(9) Della Rena per. delli Ang.“Duch. di Toſcana pag- 39. Golziusjn
Nurml’mat 8L'. lnſcrlpt. ' 4
1+8 ' [STORl-A
come il Della Rena (i) dimoſtra, ne vien di Conſeguenza .
che aſſunco veniſſe al Regno d’Italia del 516. come norarono
il Muratori (z) e il Della Rena (3) colla ſcorta di Proco
pio (4), abbenchè diverſamente la difcorra ilCelebratilIimo Scrit
tor Lami nella ſua Prefazione alle lezioni d' Antichità Toſca
ne (5), moſtrando con ſode ragioni, che l’ anno lll. del Re-_
gno d’Atalarico lia il 708. , nel quale egli era giunto all’anno
duodecimo di ſua età, ſul che il Lettore li appiglierà à ciò,
che più li aggrada.
Ne viene dopo otto anni, cioè del 534. Teodato, (lep
pur fra Atalarico , e Teodato non regnò per due anni Amal-a
ſuora . come vogliono alcuni (6), poſcia Vitige del 536.. indi
lldibaldo del 53 9. che Berti appella Teobaldo, e pone il ſuo
regno fotto il 540. (7), poſcia Erarico di nazione Rugo, da
altri detto Alarico (8). e dopo cinque meli Totila Baduilla
del 54°., che Berti pone fotto il 541. (9), acui ſuccede Teja
del 551., che Berti pone fotto il 553. (ro), e finalmente-del
559. Sindualdo acclamato Re dalli Eruli-Brenti in Toſcana.
vinto , e fatto, firozzare da Narſete (ti); tempi per l’Ita
lia (la) di ſchiavitù. ne quali ſepolce affatto reſiarono le ſcien
ze, l’arti , la Religione , la libertà , ed ogni bene (i3).
Qiando poi per mezzo dell’invitto Narſete, come li ha
dalli (14) Storici, crede. l’Italia reſpirare , e viver tranquilla
PCR'

( i) Della Rena ibidem.


( a) Muratori Ano. ha]. ano. 5:6.
( 3) Della Rena ibidem . 4
I 4) Promp. de nell‘- Got. lib. r. cap- 1;.
(3) Lami Prefar. alle Le:. d’Am. “roſe. pag. 91.
(6) Berti Brev. Hiſt. Bce. Append. ad Site. VI. not, I
(7) Beni Brev. Hifi'. Eccl. Append. ad Sec. VI.
(8) Berti ibidem.
(9) Berti ibidem.
(lo) Beni ibidem.
(u) Della Rena ibidem. , _
(1-.) Muratori Ann. d’Ital. ano. :zo-Della Rena ibidem.
uz} L lla Rena lbidem. _
('14) Leand. Alberti Del'er. el' lu]. pag. ;06. Agath. lib.]. de 3:11.60:.
a" far. Ann. d’Ital. ann. zz., Procop. de Bell. Got. lib. 4. capa-i- & 1!
D'l L-rvonNo. 149
per l’ultima eſtirpazione de’Goti, lo che fu ſolo del 565.(1). ecco'
che dalla procacità, e altierezza di Sofia Auguſta moglie di
Flavio Anicio Giuſtino uomo da poco, e babbeo provocato
il giuſtamente ſenſitivo Eunuco Narſete, perchè ingiuſtamente
offeſo, ecco, io dico, in ſcena chiamati da Narſete, ſeppure
ſuſſiſte ciò (a),ne campi d’ Italia a danni della medeſima i Lon
gobardi venuti una volta in eſſa in aiuto dello ſteſſo Narſète
fotto Giuſtiniano, come all'anno 5 5 2.. notò Muratori (3), e
il condortiere loro fu Alboino del 568. (4), che fu l’ unde
cimo Rè Longobardo, e primo de’ ſuoi in Italia, come dice
il Della (5) Rena, a cui ſucceſſe Clefo, indi Flavio Autari,
che il primo ſu ad appellarſi Flavio, qual nomenclatura paſsò
poi nc ſucceſſori Longobardi , come quella di Tolomeo nei Re
d' Egitto, di Ceſare negl’ Imperatori (6); poſcia Agilolſo, o
Agiſulfo (7) , e queſto ſu il primo, che coronato veniſſe
della Corona d' oro di Coſtantino Magno, detta del Ferro.
per eſſervi. ſeppure ſuffiſte tale afl'eiziouìe', entro ridotto in La
mina un Chiodo di N. S. Gesù Criſto , che ſu donata da S.
Gregorio Magno alla Reina Teodelinda ſua Confòrte (8), c
che nella Chieſa di S. Gio. Battiſta di Monza conſervaſi. Vc
danſi il Corio, il Biondo, e Muratori nel ſuo Trattato de Ca
rona Ferrea.
Si noverano poſcia Addloaldo, Arioaldo , Rotari,e non
Rotario, come ſcrive il Magri, Rodoaldo, Ariberto, Gri
moaldo, Bertarido, o Bertarito (9), Cuniberto, Liutberto,
Ragimberto, Ariberto, non Aridperto, Aliprandi-o, Liut
pran

(r) Della Rena lib.‘ ſopra cir. pag. za. _


(i) Corippus apud Petav. Rat. Temp. p. a. lib. 1. cap. x..
(3) Murat. Ann. d’ltal. ann. ”a
(4) Muratori ann. d'Ital. ann. sól
(5 Della Rena lib. ſop. cit’. pag. zz.
(6 Della Rena lib. ſop. cit. pag. 54.
(1) Della Rena lib. cir. pag. cir.
(8) Blancus Tom. z. Rcr. [tal. pag. 460. Nor. ad Chron. Paul. Diat.
(9) Della Rena Ser. delli Ant. Duth. di Toſc. pag. 54.
150 lS'roulA.,
prando, o Liutprante, come lelle Malvalia (i), Ildebrando,
o llprante ſecondo il citato Malvalia (a), Rachis, Allolfo ,
Deliderio Padre, e Adelgiſo Figlio, o Adelchis compagno
nel Regno di clic Dcliderio lino all'anno 774., equella ſcena
durò per anni 106. giulia il computo del mio Berti ( 3) con
tro Alberti. e Biondo dallo ſteſſo Alberti riferiti, che pre
tendono duralTe il Regno de Longobardi per 231. anni (4).
uelli Longobardi alcuni vogliono cosi detti da due vo
caboli di loro lingua , cioè Long, che vuol dire Longa, e Baer:
che vuol dire Barba, e perciò il Guutero apprell‘o il Dix-_Camó
ge (5) nel Glollario ſcriſſe

= Dicitur a lungi: ea Longobardi” barbie

e altri vogliono, che cosi li appellino dalla lor propria Città


ſituata nella ſpiaggia del Mar Baltico, che chiamai-on Bardo,
Bart in lingua loro (6). Altri ancora' vogliono, che cosi lì
chiamafl'ero da una ſpecie d’ arme, o aſta limile alla ſcure
da due tagli detta bipenne, che ufarouo (7). Altri finalmente
diſſero eſſere llati appellati Longobardi, perchè la origine trae
vano da Lingoni, e da Bardi, ma quelli appartengono alle
Gallie (8). Non furono quelli però tanto barbari, quanto gli
Eruli, e i Gori, poichè abbenchè Ariani foſſero molti di
elli. e molte offeſe faceſſero alla Romana Chieſa, al Supremo
Paſtore della Criſtiana Greggia. e alla Santa Città, pure ve ne
furono alcuni, e fra quelli un Aribetto Il., che fe conolcere
la

(I) Malvafia Mal-mora Fellinea.


(:) Malvafia ‘bidem.
(3) B-«m Biev- Hit” Eccl Tom. r. Ste. VI. cap. ç
le) Albe… Deſe. d' Ital. pag. 16.
(i) Grim-ms apud Duſîz-.nge in Glollario.
ſ6) Em Prev. Hill. Eccl. Tom. a. Satc. Vo cap. j.
(7) Apud Bar” ibidem o
(8*) Beh-i ibidem.
DiLivonNo. isi
la ſua divozione verſo la Sede Apoſtolica, mentre (i), come
dice Muratori coll’autorità d'Anaſtaſio, e di'Paolo Diacono.
godendo la Sede Apoflolica ne vecchi tempi de Patrimoni nelle
Alpi denominate Cozie dal Re Cozio, che viſſe ſotto l’Im
-pero' d’Ottaiiano Auguſlo, fiati occupati da Longobardi, o
da private perſone. egli facendo giuflizia a diritti di S. Chieſa
mandò a Papa Giovanni VII. un bel Diploma di donazione ,
o di conferma , o di reſiituzione di quelli ſtabili ſcritto in let
tere d’oro (2).
_Ne ſiiſlille ciò, che dice il P. Magri, che la donazione
fatta da Ariberto alla S. Chieſa comprendeſſe la Toſcana. la
Liguria ſino a Marſilia, mentre il dono. conferma, o reliitu
zione d’ Ariberto alla S. Sede fu i] PatrimOnio delle Alpi Co
zie, ma ſiccome eccellenti Geografi hanno ſpiegato, che coſa
s’intenda per Alpi Cozie. così rimetto il curioſo lettore alli
Annali del Muratori (3)- ove ſolidamente ne parla ſciogliendo
o iii difficoltà ſu tal materia, ed anco al Berti, che nel ſuo
Brev. della Iſtoria Eccleſiaſlica ne ragiona (4). Ma ſiccome di
poi Liutpiando non approvò la determinazione d’Ariberto ſu
tal punto. [lette queſto affare molto in pendente , finchè poi
Per le premuto, e forti ragioni dell’lntrepido Papa Gregorio
Il. ſi determinö anch’ eſſo Liutprando cedere le Alpi Cozie
alla Chieſa Romana (5).
_ ' Molto meno ſuſliſte ciò, che nello ſieſſo Paragrafo dice
il P. Magri cioè, che la Donazione di Toſcana, Liguria ſino
a Marſilia fatta, veniſſe giuſta l'aſſcrçione d’ alcuni Storici (a),
da Pipino (io dirò Pipp’ino con due; pp. )- mentre. Pippino fi
lio di Carlo Martello fratello di 'Carlo Manno donò alla
Chieſa Romana non la Toſcana, non la Liguria fino a Mar
fi.

l
) Della Rena Srric tt. pag. 54.
(.) Murat. Ann. d’ [tal. ann- 707.
i Brrii Brtv. I-Hi. Eccl. Sac. 8 not-a.pag. 302'.- Edit. Plſ. aun. 176°
) Muratori Ann. d'ltil. ann 11;.
(0) Plauna in Vitis Pont. Vira Jo.VlI.
I 52 _ I s 'r o a l A
ſilia. come malamente dice il Magri, cheche dica Leone
Oliicnl'e di tal donazione, che , allargando la bocca , amplia
di più del dovere (i), bensì Ravenna, Rimini, Peſaro, Fano,
Ceſena. Sinigaglia, Ieli , Forlimpopoli, Forli col Caſtello Suſſu
bio, Montefeltro, Acerragio, Monte di Lucaro, Serra, :.
flel di S. Mariano (forſe S. Marino), Bobio diverſo dall’altro
della Liguria, Urbino, Cagli, Luceolo, Gubbio, Comacchio
con Narni, come li può vedere nel Muratori (2), e nel Ba
ronìo (3) coll’autorità d’Anaſtaſio.
Dunque reſta il noſtro P. Magri allo ſcoperto ſu tal do
nazione, che ei venne a fiſſare colla guida dell'Oſtienſe, il
quale in quella da lui riferita Donazione troppo {i dilatò , e in
fatti il Dotto, e accorto Cardinal Venerabil Baronio prima
poſe quella donazione, che io ho di ſopra citato, che ei preſe
turamente da Anaſtalio, poſcia quella dell’Oſtienſe riferì ſenz'
altro aggiungere, _conoſcendo quanta tara debbali a quello al
tro fare .
Gran coſe in vero uniſce tutte in un fiato il noſtro Autor
Magri, il quale a guiſa di lampo paſſa a toccar di paſſaggio
la lollevazione ſuſcitata da Lupo Duca del Friuli ſotto il Re
gno di Grimoaldo Re Longobardo.
nella .ſollevazione adunque di Lupo riferita da Paolo
Diacono (4), la quale col Muratori (5) io pongo ſotto l’anno
666. dell’Era Crilliana, anno quinto del Regno di Grimoaldo,
fu. che dovendo portarli eſſo Grimoaldo al [occorſo di Bene
vento allediato da Coſtante Imperator Greco, entro cui il
Duca Romoaldo figlio del detto Grimoaldo trovavali , raunata
una potente armata li miſe in viaggio a quella volta, laſciato
in Pavia Regia de’ Longobardi come Vicerè, Comandante, e
Cuſtode del ſuo Palagio Lupo uomo di pellimo talento , i cui
fat

(l) Leo Oſhcnſ. Chron. Calia. lib. r. eap. 8.


(i) Muratori Annal. d'Iral ann. 7”.
(3) Baronurs Anna]. Eccl. ann. 7”.“
(4) Paulus Dire. lib. s. cap. «7.
(5) Muratori Ann. d'Ital. ano. 66‘
nlleoRN-o. l'53
fatti corril'pondevauo a maraviglia col nome ,ì ſtato qualche
anno avanti fatto Duca del Friuli per- l’ eſtinzione della Linea
Longobarda della Caſa detta d’Agone, del qual Ducato la Città
Cápit’aleî era ‘Cividal del Friuli, che a tempi di Paolo Dia
cono , o=Paolo
core delle ’coſe‘Varr'iefrido , ~o lia Figlio
v'de ſuoi Longobardi di _Varnefrido
tuttavia ſufliſteva (1)Scrit
chiamata
la Caſa d‘Agone-(z). _
-Si prevalſe adunque il rapace Lupo dell' occaſione dell’ aſ
ſenza del'Re Gri‘moaldo, e forſe pensò ad occuparli il Tronol
e commiſe non pocheinfolenze‘nella Real Pavia, lulingandoli,
che il Re Grimoaldo- non li farebbe sbrigato da .Greci, che
colla morte. Ma quando meno ſe lo credette. ecco Grimoal
do vittorioſo di"ritorno -aPavia-. licchè temendo Lupo -il me!
ritato gafligo de’ſuoi misfatti li ritirò in un baleno dalla Rega]
Pavia nel Friuli ,‘e diede principio ad una ribellione contro
il ſuo Sovrano, da cui cautamente per mezzo di Cacauo Re
delli Unni Avati-ſi ſeppe Grimoaldo cautelare, incitandolo
ad invadere il Friuli, il che fece l’Unno con formidabile eſer
cito, e dopo tre battaglie alla quarta finalmente Lupo vi reſtò
’morto colla fuga de Furlani (ſe al luogo detto Fiume, o al.
trove , decidano tal quiſtione i dotti, ed eruditi Furlani)c0u
aver però dati ſegni inc'ontraſtabili d’imperturbabile .corag
io (3)
g Vero è che tra la follevazione di Lupo , fra la tirannide
di Sicilia di Mizizio, come lo chiama Teofane (4), o Me
cezio, come vuol Paolo Diacono (5), dopo l’, ucciſione dir Co.
,flan'tino detto Coſtante del‘ 668. giulia il Muratori (6), fra le
oſtilità delli Unni Avari nel Friuli (7),erppure vanno quelle
P0'

(r) Florentiniur Etrufc. Piet. Originer. Natal. Alex. Hifi. Eccl. Sac.
VIII. art. 9.
(a.) :au:- Diac. ilgidem cap. 19.
5) an . Diac- i idem cap; io.
Z4) Teophan. in Chuifiî'aph.
5) Paul. D‘ac. lib. s. ca . r“.
(6) Muratori ann.“ 'd‘Ita . ann-668.
(1) Muntari Ann. d'Ital. ann. 669.
154. ;ls-rontA
poſte ſotto tal anno al dir del Muratori (1), non avendo Pao
lo Diacono fiſſato l’anno degli avvenimenti ſuddetti (z) , fra
la venuta de’Saracini in Italia , benchè ſecondo Anaſtaſio Bi
bliorecario non del 668. , ma prima (3) aſſai erano in Sicilia
calati, e nell’anno 65 2. Coſtantino detto Coſtante diè l’or
dine ad Olimpic Eſarco di paſſare con una Florta col‘a per
ſcacciare que’ ribaldi gìuſta il Muratori (4.), e Anaſtaſio ſud
detto (5) , ſra le peſtilenze di Sicilia. di Coſtantinopoli, e
di tutte le iſole del Mare, fra i tremuoti in Siria , fra’moſtri
uſciti dalla terra, che con voce umana parlavano, unitamente
a prodigi, e comete manifeſtati dal Cielo, fra mille diſor
dini in ſomma , e fra mille ſciagure la miſera Italia invilup
para ſi vidde , e fra mille affanni, come ſi legge nel mio
Scrittor Berti (6).
Ma che vantaggio poi il noſtro Labrone . or Livorno ri
cever poteva, aecoſtandoſi , come il P. Magri dice nel Para
grafo , che ſi eſamina al preſente . alla fortuna di Piſa? Ser
viva anch’ eſſa zitta, e quieta nelle_ comuni ſciagure d’ Italia
a’ ſuoi Duci Longobardi, e per conſeguenza alle barbare na
zioni, ue il Biondo, ne il Tarcagnorta citati dal P. Magri
trattano d' alcun reſpiro in tempi cosl critici, e quantunque
ſi ammetteſſe venuto a Piſa , il che io non trovai da aſſicura
re , Flavio Liutprando, come vuole il P. Magri (7) ,il quale
fapevalî aver adottato Pippino figlio di Carlo Martello , che
riſorſa aver perciò poteſſe Piſa io nol capiſco , ſeppure non
ora di ſperanze un poco lontane.
Cominciarono bensì le coſe d’ltalia a porſi ſis qualche
piede di riſorſa per mezzo delle armi Franceſi, e queſto io
credo , che ſia ciò, che intender vuole il P. Magri, allorchè
dice

(i) Murat. Ann. hai. ann. 666.


(a) Paul. Diac- lib. 5. cap. 11.
(a) Anaſtaf. Biblior. in Vita S'. Martini.
(4) Muratori Ann. d'lral- ann. 65:. _
li) Anaſt. Bibliot. in Vita S. Martini.
(6) Berti Brev. Hiſt. Eccl- Append. ad kt. VU[- pag. 301
") Magri Orig. di Liv. pag. 4a.
DlleonNo. 155
dice a ſi accoſtò la noſtra Città alla fortuna di Piſa ricevendo
Carlo Magno-a, non perchè riceveſſe Piſa Carlo Magno per*
ſonalmente, che mai vi ſu (r) ma perchè l’anno 773. ſucce
dette la venuta in Italia per Genova di Carlo Magno Re di
Francia, che prima ſoggetto la Toſcana (z). poi del 774..
contro il ſedifrago Deſiderio Re Longobarda ſi moſſe ad aſſe
diarlo in Pavia, ove cadutoli nelle mani, mandato fu in eſi
lio in Francia con Anſa ſua Moglie al Convento di Corbe
ja (3), e contro Flavio Adelgiſo figlio di Flavio Deſiderio, e
Conſorte nel Regno, il quale per ſalvarſi dall’eſercito del
detto Carlo, che lo inſeguiva, imbarcoſli in Porto Piſano
per Cofiaminopoli , ove fatto Patrizio preſe il nome di Teo
doro. o Teodato (4), come laſciò ſcritto Paolo Diacono (5)
Longobardo di Civida] del Friuli, come atteſla Erchem
perto (ó).
(Deſio Paolo , giacchè ci conviene nominarlo più volte,
dirò, eſſere fiato Conſigliere, e Cancelliere di Deſiderio , il
quale dopo la caduta del ſuo Padrone viſſe ſecondo alcuni (7)
in Francia ſtimato , ed amato da Carlo Magno, da cui ſi vuole,
che foſſe per certi delitti relegato nell’Iſola .di .S- Maria di
Tremiti, una dell’ lſole Diomedee , e che di là ſcappato vi
veſſe alcun tempo in Benevento ſotto il Duca Arigiſo. poſcia.
paſſato al Convento di Monte .Caflino. lo che è certo, ivi
fattoſi Monaco , come ſi legge nel Moratori (8), dopo qual
che tempo moriſl'e , di cui abbiamo (oltre la Storia Longo
bardica in libri ſei deſcritta , quattro libri della vita di S.
Gregorio Magno , e altri Opuſculi, edeEpf/èopam Melina/ì) il
V z ce`

(I) Eginhard: in Vita Caroli Magni


_ (a) Rena Ser. delli Ant. Duch. dr Toſc- pag. ”- ove di Beronulſo
Vice-Duca ragiona .
(z) Epidannus apud Goldaſt. Tom. r. Rer- Gen”.
(4) Della Rena Serie degl‘Anr- Due. di Toſc. pag. 1a.
(s) Paul. Dmc. de Epiſcop. Meat;
(6) Erchempert: in Hiſl. part. ra‘l'orn. a. Rer. leal
(7) Anonim. Salernitan. P. z. Tam. e. ker- ſul.
(3) Muratori Ann. d'ltal. ann. 7h.
156 [STORIA
celebre Inno, che nel dl della natività del' Precu—rſotecanta
la Chieſa Ut queant laxis ó'c. (i).
Diſſi , che del 773. principiarono le coſe d’Italia a porſi
ſu qualche piede di riſorſa, perocchè quantunque del '774.
[Flavio Deſiderio foſſe ſtatojſpogliato con Adelgiſö Figlio, e
Conſorte nel governo’ del Regno 'Longobardico dello ſteſſo
Regno, e mandato in Francia relegato, non era già terminato
affatto un tale Impero ſtanti le pretenlioni , di. Arrigo, ,o
Arichis II. Duca di Benevento, e di altri Duchi Longobardi
che lo fiancheggiavano, le quali poi, ſortomeſſi queſti a Carlo
Magno. finalmente _ceſſarono l’ anno di Criſto 800. ‘giulia il
Muratori (2) nel giornodel S. Natale del Signore, allorché
ſendo in Roma il ſuddetto Carlo da Leone lIl.,Sommo Pon
teſice, dopo la Meſſa~ cantata nella Baſilica Vaticana , fu co
ronato, non inaſpettatamente ,di prezioſiſſima corona d’oro, e a
voce del Cleto, e d’infinito popolo ſalutato imperatori d’Oc
cidcnte, ed unto col ſuo figlio Pippino , quegli in Imperato-~
vre , e. queſti in Re d’ Italia (3) colla ſolenne aCclamazione ,
che nella creazione degl’lmperatoris’ufava , cioè = A Carlo
Piiflimo Auguſto coronato da Dio, grande, e pacifico Impe
radore Vita, e Vittoria a, e allora ſegul una mutazione di
ſommo riguardo_ per' Roma, e per tutto l’ Occidente , e in
tal guiſa cominciò l’ ltalia a* reſpirare.
Confermo' Carlo .Magno la donazione di ſuo Padre vPip
pino fatta verſo il ſine dell’anno ~75 5. giuſla il Muratori (4.)
alla Chieſa Romana , e di più , oltre l’Eſai-catov di Ravenna
già da Pippino donato ad Adriano, e la Città di Comac—
chio (5), conceſſe con carta di'donazione quanto era dall’
antica Città di_Luua inſino..all.’-A|pi, econ .queſti luoghi di
Terra firma anco la Corſica, poſciaSoriano, Montebardone ,
Verceto, Parma, Reggio,.Mantova, Ponte a-Selce, le.Pro
vm

(r) Berti, Brev. Biſi. Ech. Sze. VIII. cap. 4- pag. apt.
(a) Muratori Ann. d’ltal. ann. ’Boo
(3) MuratoriçAnn- ,d' Ital. ann. Boo.
(4) Muratori_An,lI- d' Ital. ann. 7”.
h) Mur-tot] Ann. d' III]. ‘n°89 ſOP* Ciſa
Di Ll-voaNo. 157
viucie _dellaVe‘nezìa-, e dell’ lſtria z tutto il Ducato di Spoleti
e: di Benevento..come da ñAnaſtaſio citatoda Baronio riſul~
tañ (1)..zCosl-;ancor- Tarcagnotta riferiſce (a), e il Muratori
all'anno 788.,.(3.).l'piega ciò, che conceſſe Carlo Magno allo
fieſſo Papà Adriano, dicendo, che gli donò Sora, Aree. A.
quino, Arpino, Tèano del Ducato di Benevento, Rofelle . e
Populonia nella Toſcana_ , e inoltre Soana, Toſcanella, Vi~
terbo , Bagnarèa con altre. Città, come dal Codice Carolino
(4) li ricava ,_ e il mio Berti nel Breviario del-laStoria_ Eccle
ſiaſlica, ove diſcorre de’Pontefici del Secolo VIII.; dice che
(5) Carlo Magno donò ad Adriano prilmo, e a tutti _i ſuoi
Succeſſori il dominio della Sabina, e all'anno 788. aggiunge
(6) , che Carlo donò alla Chieſa Capoa. e i Callelli a quella
leggerti: licchè tutte quelle donazioni, _benchè grandioſe,
ſonoſempre minori di quella , che và eſaltando Leone O*
ſtienſe (7.), a cui pare-non li deva in tutto_ dar fede . emol
to meno al P. Magri. che ingoia-in un fiato ſolo tutta. la
.Toſcana. e Liguria fino a Marlilia, e pone, come donato,
da Carlo Magno_ ciò, che non ſuffiſte nella donazione, e_
laſcia-quello, che dal predetto Monarca fu realmente dato in
dono
Era Carlo Magno nato l’anno 742.. fecondo Muratori (8),
e fecondo altri del 747. (9) vicino a Magonza , e le nella
Fortezza di Carlsburg. o nel Caflello d’ Ingelheim, è incerto.
Ebbe per Padre Pippino per fopranome detto il Breve. per
Madre Berta, _o Bertrada. Significa quello nome di Clarlo
o

(r) BaromAnn. Ecclad ann. 7M. Muratori Ann. d‘ Ita]. al detto anno. -
(a) Tarcagnott. Illor. Univ. lib.‘ 9. part. a. pag. 345.
(a) Muratori Ann. d’ ha]. ann. 788.
(4 Codex Carolina: Epifl. 86. .
(s) Beni Brev. I-Iifl. Etc]. Sac. VIII. pag. :84.
(6) Berti Brev. Hifi. Eccl- ad ann. 788.
(7) Leo Oſtienſ. Chi-on. CaIIin. lib. r. Cap. 8. vide Pen!. RI!.
Temp. part r. lib. 8. cap, 7. .vid. Anali. in Adriano. `
(8) Muratori Ann. d Ital. ann. 74;.
(9) Guild”. Cave Tom. i. pag. 635.
158 IS‘ronrA
lo lleli’o che Andrea , cioè Uomo forte . poichè fra i Germa
ni Karl vale lo llelI'o che forte , e robuſto. Ebbe per pre
cettore nella Grammatica Pietro Diacono Piſano, Diacono
vecchio appellato da Adriano (i), di cui parlano le memo
rie Piſane (z). Nelle altre diſcipline ebbe per Maellro Flacco
Alcuino Monaco ingleſe diſcepolo del Venerabil Beda, e Dia
cono della Città di Iorch in Inghilterra , che mori nel M0
naſtero di S. Martino di Tours, come riferifce Berti (3) .
Fu detto il grande dalle grandiofe ſue geſta. per aver vinto
i] Longobardi , o Langobardi, i SalI'oni, i Boemi, i Saraceni
in Spagna , gli Unni , e Godeſrido Re di Dania. Fu quattro
volte in Italia , come dalli Annali del Muratori (4). e da E
ginardo ſcrittor della ſua vita ricavali, e fu in Firenze della
noſtra Toſcana, come aflicura Muratori (5), e in moltiliime
altre Città d’Italia , ma di eſſer ſtato detto Principe in Piſa
non lo dicono altri che Roncioni il quale vuole che la re
flanraſſe con ,Firenze dell’ 801. dopo la ſua coronazione (6)
ed io non ho documenti per provarlo, ne li) dove l’ abbiano
cavato, _e il P. Magri (7) e il Roncioni (8) che notano Egi
nardo, in cui non li trova di ciò velligio alcuno, del che ſe
appariſſe, Tronci per gloria, e luſtro maggiore dare alla ſua
nobil 'Patria ommeſſo non l’avrebbe, come non ommelIe la
venuta in Piſa delli Ambaſciatori di Aronne Califà de Sara
ceni , e allora Re eziandio di Perlia, che portavano fra gli
altri regali un Elefante, cola allora forefiiera in Occidente ,
in dono a Carlo Magno, benchè io creda con Aimoino, che
a Porto Pifano giunti li Ambaſciatori ſuddetti, ſentito non eſ
ſe

si) Adrian. in Epifl. i5. ad Carol. Reg.


i) Tronci Ann- l’iſ. pag. 6.
(3) Berti Brev. Hifi. IEch. Szc. 7. cap. a. ‘Du-Cheſne Torn- a. Rer. Frane.
(4) Muratori Ann. d'ital. dall’anno 773. alfa”. Egmhard. in Vira
Carol. Maga.
(c) Muratori Ano. d'lral. ann. 786.
(6) Roncioni A S. in Magliab. lib. a- pag. a4.
(7) Magri Orig. di Liv. pag. x1. e 4:.
(8) Roncioni lllor. Piſ- MS. in Migliaia. lib. a. pag. a4.
DiLivonNo. 159
ſere in Piſa Carlo, queſti(i) ſeguiſſero il loro viaggio di mare
alla volta di Genova. e in fatti diede loro udienza Carlo fra
Vercelli, e Ivrea (z).
Cominciò pertanto nel Regno Longobardico di Carlo Ma
gno a reſpirare l’italia, e maggiormente ſorto il ſuo impero
coll’Italia tutto l’ Occidente riſorſe, e oosl ſeguì ſotto il Re
gno Longobardico, poi detto d’ Italia , di Pippino ſuo Fi
glio, godendo quiete, e ripoſo lungi dalle oppreſtioni, e la*
grimevoli diſaſtri. che ſotto tanti Barbari Unni, Eruli, Go
ti, e Longobardi ſoffrir dovette.
Ma finalmente la morte queſto invitto, e religioſo Mo
narca ne tolſe l’anno 8:4. a 2.8. di Gennaio in età di anni
70., come dice l’iſcrizion ſepolcrale eſiſtente in Aquiſgrana,
che più ſotto ſi porrà. o di anni 71.. come dice Muratori.
(3), dopo aver governato il Regno di Francia per anni 45. ,
il Regno Longobardico per anni *.6., e il Romano Impero
per anni 13. ll ſuo Epitaffio in‘Aquiligrana nella Baſilica di
S. Salvatore, ove è venerato per Santo, benchè la Chieſa Ro`
mana non li dia sl fatto titolo per eſſer ſeguita la ſua cano
nizazione del ”64. per Paſquale III. Papa Sciſmatico alle
preghiere di Federigo I. Auguſto autor della Sciſma contro il
vero, e legittimo Paſtore Aleſſandro Ill. (4), dice cos)
SUB HOC CONDiTORÎO SlTUM EST CORPUS' KAROLI MAGNI,
AT‘LUE ORTODQXI IMP. QUI REGNUM FRANCORUM NOBlLÌTBR
AMPLIAVIT ,ñ ET REXIT, ET PER ANNOS XLVH.PELIC]TER
TENUlT. DECESSIT SEPTUAGENARIUS ANN. DOMINI
DCCCXIV. IND. VH- Y. KAL- FEBRUARU .

Fu pio verſo la Religione, avendo iſtituitoñ più' Veſbovadi . e


arrichitili di rendite. IſtituI, Per conſiglio- d’Alcuino Monaco
- e

(i) Aimninus Franc. R21'. Lib. 4- cap. 9.~


(a) Muratori Anna]. d'ltal. ann-~ 8m.
3) Muratori Ann_ d’ltal. ann. m. Dn-Cheſne-Toin. 1. Ret. Branc
(4) Berti Brev. Hifi. Eccl. ad ann. ”64. ſeil. ad Sac. x1!.
160 l's'ro‘ara
ediCla'udio Clemente l'Univerſità in Parigi, poſcia 'le-Uni;
verſità 'di Bologna , e di Pavia . Fu preſente a’ più Sinodi .
Edificar ſe’
fortifi‘cò ampliflimi
Amburgo ,- e Monaſteri.
molti altre(r) Edificio Dreſdadiall’Elba};
Fortezzeìereſl'e pianta.
Fece ſul Reno fabbricare un Ponte 'di legno' lungo ósoo.;
nel cui fabrefizio vi vollero 'anni ro.“,ma finalmenteF un fanno
-avanti la ſua morte in tre ore fix' dalle fiamme :conſunto (z).
Fu dottiflimo, e da Guglielmo Cave; (~3)' fix noverato fra li
Scrittori‘? Eccleſiaſtici . Numeranſi‘di‘ cſi! Monarca le -opere 5
cioè lÎE iſtole Caroline , i Capitoli .delle aCoſe Eccleſiaſti’
che, il li retto" del Sagrifizio della' Meſſa -, che ad Alcuino de
dicò, della
lingua Ragione
patria, cioè de’ Riti- ?della oChieſa,e
Teutonica, la Grammatica
ſia Todeiſcaz in
Fece molte
Leggi'. e coſtituzioni _riportate dall’Aventino (4), e in Pavia
l’anno 801.,~ -come'Muratori notò (5). formò. e‘pubblicò
alcuni Capitoli, o vogliamdir Leggi, che ſerviſſe’ro da ll in
nanzi aſl-Regno d’Italia,-come,giunte al Codice delle leggi
Longobardiche. le quali ſi leggono nello ſteſſo Codice (6); e
appreſſo -il= (7) Baluzio. Ereſſe l’ Impero Occidentale, eſtinto
nel quinto Secolo in Auguſlolo . l’ anno 800. nel. dl del S.
Natale dichiarato Auguſto in Roma nella Baſilica Vaticana
dal Pontefice Leone [II. non ſenza ſaputa di Carlo. (8).. ma
ben informato (9), e unto fu con Pippino coll'Olio Santo.
Di queſia unzione non parlano alcuni Annali dei Franchi;
ma i .Lambeciani , e i Moiſiiaeenſi chiaramente lo dicono
col

(I) Eginhard. in Vita Caroli Magni. Monaco: Engoliſm. in Vita Caroli


Magn. .6t alii 'apud ‘Du-Cheſne 'Tn-n. a.. Ber- Franc. _
a) Iginlurdus in Vita Caroli Maga. Du-_Cheſne loc. eſt.
iz) Guilelm. Cave ’rain-'i- pag-63:.- Edrt. M [14!.
(4) Aventinus in Annalibur ib. 4. .
z) Muntari Ann- d’ltal. ann. 80x.
6 Codex-Legumhongob
1 Balutius Miſcellan. _ ,
(8) Eginhatd. m Vita CanMagn. __ ’
(oàíoanncsmiaconus part. -rr, fl'omu, xer- ,Ital- Alllilefli-…btflh
[c Moi aeen-ſes .
DiLÎVÒn'No. r'dr'
col Muratori (1). Qiello baſti per ciò che riguarda Carlo'
Magno. a
Segue il P. Magri a dire nel Paragrafo, che ſi eſamina,
che = nelle maggiori diſcordie Piſa riceve la Conteſſa Mariſa
de, a cui molto deve Livorno da lei incominciato, e fornito
di nuove Torri, e Ripari. ñ `
Nel margine poi fa una nota alla pag. r7. ſotto le let
tere (u u), e dice che =i manoſcritti dell’ ‘Archivio dei Priori
di Piſa chiamano la Conteſſa Padrona. e Donna di Toſcana
all' anno 1115. ` .'
Che Piſa riceveſſè la gran Conteſſa Matilde, Matilda, o
Mattelda, che dir debbaſî (z) , l‘ anno 1115., non può eſſere,
(come non ſuſIiſte, che Piſa ricevcſſe Carlo Magno in una
delle quattro volte, che fu in Italia, non leggendoſi neſld
Scrittor della ſua vita Eginardo, come nel margine male a'
propoſito ſotto le lettere (tt) nata il P. Magri), e la rai
gione è chiara, mentre in queſt’anno appunto il dl 24, di
Luglio nel Bondeno de Roncori della Dioceſi di Reggio (3)
aſſiſtita da Bonſignore (nome proprio del Veſcovo di Reggio
di quel tempo) paſsò quell'anima grande a ricevere il pre
mio di tante ſue fatiche per la Santa Chieſa [offerte, ‘e par
ticolarmente nel ſoſlcnere con zelo eroico gl’intereſſi del Papa"
Gregorio VII. con aver laſciato buona parte del ſuo ricco,`e
vaſto Dominio d’italia alla S. Chieſa Romana; oltre i- doni
particolari fatti alla Chieſa di S. Benedetto di Poſirone edifi
cato già da Bonifazio il gran Marcheſe di Toſcana ſuo Geni
tore (4), a quella di S. Ceſario, di Canoſſa, del Bondeno,
di Lucca , di Piſa, di Volterra, di Piſtoia . di Fucecchio, dl
Valombroſa , e a miſſ’altre, che ritrovar ſi poſſono nelli Au
` X tor.

(r) Muratori Ann. d'ſial. ann. 800. Annales_Lambeci`i ,8t Moifliaeehſes .


(a) Cocchi Sito de BALL… di Piſa Cap. 6. pag. 3:4- nata!.
(i) Muratori Ann. d’lraſ. ann. mg. Fiorentini Mein. di Matilde lib.
le ’20.’ c ,4°, I 1 _.. . u
{4) Alberti Deſe. d' [tal. pag. 32.4. f. a. Florentmius Mem- Mathildis.
162. - lsronia
tori ,che trattano delle grandioſe geſta di li invitra Eroina (n).
Se adunque del u t 5. mori la gran Conteſſa Matilda Pa
drona, e glorioſa Donna di Toſcana. il P. Magri che dice
aver letto ne libri dell'Archivio de’Priori di Piſa al detto an—
no le diſcordie Piſineñda lei ſedare .e la venuta di eſſa in Piſa .
biſogna , che abbia sbagliato, oppure che ſia queſto uno sba
glio fatto dallo Stampatore, .che ,poſe l'anno ius. nella nota
al margine del ſuo libro, o finto che al detto anno i libri
de’Priari di Pila ponghioo lamemoria' della deſonra Princi
peſſa , come nelle croniche anco lo fleſſo Magri (a) aſſicura.
e che tuttociò debba porſi . come ognun’vede, in‘alcuno delli
anni anteriori al ”15.
Riceve bensì Piſa la Conteſſa nell’anno Hoy. allorché
dal Conrado di Volterra.. ove renne 4m Placito in-queſtó’anrm
riferito. dal Muratori (i) al detto anno. portofli 'a domus i
popoli, che al Conte Guidone in Monte Chiavolli, ſcoſſo il
giogo dei Fiorentini, s'erano dati, poſcia dopo ia-diſiruzinne
di detto luogo perl’armi de’Fioreurini ſtefli, in un Prato
comprato (i erano fortiſìtaci, da cui detti furono Prateſi ,
e la edificata Terra .Prato (4). 'Del nos. abbiamo* la Con
seſiìl in Governolo ſul Mantovano (5) . Del 1109., c uo.
ſuffifle la ſuddetta in Lombardia a premunire le fortezze (6)
ſicché dal ”08. al tuo. (7) ella ſterre ſempre in luoghi
forti, e ſpecialmente in Cauofla, e Bianello, (8) come ‘lo
chiama Muratori, o Bibianello., come Vuole l'Aſherri (9),
che

L (i) Plorentinìur Mein. Mathildir. Muratori Anmd'lral. ann. [076. u’ſqn‘e


ad an.. uu. Donizo Monaca: Canoſſa: in vita Mathildis. Abba: Uſſpcr
[culi: in Chronic- _ _
(a.) Magri Orig. dr Liv. ag. 54
(37 Muratori' Ann. d’lta . ann. ”07.
(4) Florentin. Mem. Mathildis lib. a.. pag. a",
(1)-l tiratori Ano- gd’ltahal det. an..
(6) `ur`a`t i)" Ann. d' In]. a_de_r. anni.
f” _ ‘ ti‘giu’s_ mm. Mathildis lib. a. gag. 30;,
in” ü to'ri Ann'. d'Ital. ann. uu.
(9) Albert-i Deſrr. d’ltal pag. 318.
ntLivo'nNo. 163
che narra eſſere ſcritto ſopra ia Porta di detto luogo.

Cafirum Bibiana/i Camiriſſc


Matbìldir Opus . ‘ì

“per prudentemente non arnTchiarli con Arrigo, o Errico il


'quinto Imperadorc, trattando con eſſo per mezzo di Am
bafciatori, benchè poi eſſo Arrigo, o Errico in perſona la
volle venire a-wilieare in-jBi‘anelld‘Id'eil'anno il”. nel, dl 6.
di Maggio ( i) ,‘ da 'cui fu la nollr'a ’Gontefl'afatta Vice-'Rgina
di Lombardia , come il Monaco di Canoſſa Donnizzonç atte
ſta con dire‘ ' '
Cui Liguri: Regni regime” dedi: in _Way-:gia ,
Nomine quam mam'r o'er'h'r' der-'ir (cociuuir.

Dopo il Maggio bensì dell’anno. rt”. credo , (e quello ſa


rà ciò, che additar volle il P. Magri , quando diſſe a nelle
maggiori diſcordie n cioè de’ Piſani, e Luccheſi ripullulate
con più forza', perocchè erano ,già incomirwiace fino del
1 rom-(2); 'e'pórta'te fin?) a‘ll’ anno ſuddetto) che {edate foſ
ſero sì fatte diſcordie, e “oſtilità' in parte sl da Arrigo V. im*
peratore venuto a Piſa appoſtatamente. con grand’Efercito per
porre in pace quelle due Na'lionij’irldalla Conteſſa, la quale
nell’anno un. preciſamente in tutto le ſoffogò. Ne’primi
tre meli di queſt’anno io fo la Conteſſa ſuddetta ſicuramente
in Pila, trovandola-poi' de”r3‘."A‘prile nel 'Caſtello di Maſſa
nel diſtretto di Modepa. delli &Maggioni-.l Bondi-.nodi
Roncori nella` Dioceſi “di Reggio (3), nè più la trovo uſcita
di Lombardia (4); laonde per pacificare perſonalmente li ani
Xz mi

(a) Muratori Ann. d'lsei-.~m1nr.“i~`io`r\entinìu's 'Hem-1|_ Marb- loc.


ſup. cit. ‘ ‘ ‘
(a.) Muratori Ann. d‘ ita!. ann. "04.' Ptoiom. Lut.‘ Ano. Breil-'ſn Tom.
Xi. Scr. Rer. Ita]. col- 1:86.
(3) Muratori Ann- d' ltal. ann. n”,
(4) Florentin. Mera. Marhrhhb. a. pag. 314.
164 --ISTOR'IA
mi de’ ſuoi Vaſſalli Piſani, e Luccheſi, e per afliſtere da vi
cino ai Fiorentini, e difenderli dalle prepotenze di Rimberto
Capitan Regio…:qhe_._$pogliati gliaveva di Monte Caccivoli
uſcito di S. Miniato al iÎI‘edeftzojÙ) ella venne a tal tempo
in Toſcana . Qiivi, cioè in Piſa , nc] citato ſpazio di tempo
dimorando , dic-.moro alla ſpedizione eſortata e favorita -pur
anco dal Pontefice Paſquale ll. per le Iſole Baleari. Cioè
Evìza (z). e Maiorica , (mentre di Minorica dubita pruden—
temente i—l Muratori (3), non efl‘endo Eviza.Minorica . come
fi figurò ilTro‘nci (4‘) ,) .e poſèadovere tutta la Marca, cioè
di Toſcana , co‘meint'ende—il Muratori ſurriferitov(5), e s'im
piegò la di l‘ei‘rrſùnifi'c'enz‘a' al ſuo ſolito in opere illuſtri (6),
e tra le altre i ſalutiferi Bagni Piſani con fabbriche, e co—
modità per gl’lnfermi .riſtauròfl conſervandoſi al preſente in
quello ;ehe-Bagno aacquaf. ſi dice, il teſtimonio della di lei
munificenza nella ſeguente 'iſcrizione (e ), che così dice

.MATHELDIS
COMITISSA INSIGNIS
OB HUMANAM VALETUDINEM
INSTAURANDAM PRESBRVANDAMQUE
AM/ENA HZE‘C AB AAMS SALUBRlA
BALNEA
IN OMNlGENUM HOMlNUM USUM
’OMNI CUM 'ORNATU çULTonE
DlCAVIT.
K., A: D: MCXII: K.` MAYAS. A

Vetta‘ Lapide' meſh-a' eſſer ſalſa, ed inventata quella. che


neUa

…kn florentin. ibidem lib. z. pag. 3r5.


1,)..quxentjnius ibidem 11h. anpag. zia.
‘ ) Muratori Ann. d’ltal. ann. 1115.
(4) TrOncr Ann. Piſ. pag. 43.
(S) Murain’ri Ann. d'ltal. ann. 1104.
(6) Florentinius ibidem lib. a. pag. 311.
(1) Apud Fiorentinium Mem. Mah. ub. a. pag. 313.
ni:L_ivonN0. 165
nella Collina diPifa a’Bagni- a acqua nel mezzo del Caſiello
inferiore ſi legge, come notò Targioni (i). Ne recar dee
maraviglia eſſer la detta Lapide ſopra poſta ſegnata del pri
.mo Maggio. nel qual tempo era ſicuramente la Conteſſa in
-Lombardia, ment-re al principio di tal Meſe ſtata ſarà perfe
zionata la fabbrica ſuddetta, e ſtata ne ſarà perciò fatta in
tal giorno la memoria.
. Non ſuſſiſte pertanto ciò , che ſu da alcuni ſcritto, cioè ,
che la Conteſſa veniſſe a Roma per aſſiſiere al Concilio La
.teranenſe , e alla rivocazione delle forzate (z), conceſſioni
fatte dal Papa Paſquale ll. ad Arrigo V. Imperatore, anzi
~tengo per certo col Luccheſe Scrittor della di lei Vita, che
'dall’ Aprile dell‘anno [uz. ella mai più eſciſſe di Lombar
dia, ove poi nel giorno già detto mori , e con eſſa la gloria
d’ Italia venne a manca-re. Fu ſeppellita prima nella Chieſa
del ſuo diletto Monaſtero di S. Benedetto di. Polirone, poſcia
ſotto Urbano Vlll. ( 3.) traſportata ‘venne a Roma, e magni
ficamente nella Vaticana Baſilica collocata_ in memoria dell’
inſigne ſua beneficenza verſo la Romana Chieſa. Donna degna
veramente di miglior ſecolo, è d’immortal memoria, di cui
. ſcriſſe l'Urſpergenſe nelle Croniche a Q” femmlfficur ”emo
'zo/Iris i” remporióur dia-‘er, le fmaſior , ita* ”emo virtutióm, ó‘
Religione ſub laica pro/#0»: reperiti”- inſigm’or =.
‘ Leggaſi la nuova edizione della vita di Matilda del Fio
rentini colle note dell’Eruditiſiimo Monſignor Manſi ſu Arcive
ſcovo di Lucca .
Che apparteneſſe Livorno alla Conteſſa Matilde, è coſa
certa, mentre ſi sà, che ella, conforme i ſuoi Antenati, era
padrona di Verona. Ferrara, Mantova, Reggio, Parma, e
Lucca. e (oltre il Contado di Canoſſa ereditario delli Avi, e
il Dominio di Mantova eſprefli in Donnizone Monaco Bene
dettino di Canoſia contemporaneo della Conteſſa) governava,
co

(r) Targlom Tom. LViaggi ec. pag. 167.


(z) Labbe de Concilíis Tom. X.
(z) Muratori Ann. d'lraſ. all’anno in:.
166 ls'roxaa
come i ſuoi Antenati, e come‘ Bonifazio ſuo Genitore,.la
Toſcana con titolo di Marcheſa. e di Ducheſſa , ed ebbe giu
riſdizione ſopra Lucca, Piſa, Firenze, Piſioja, e altri luoghi
circonvicini (i), ed avendo altresì donato Livorno all’ Opera
di S. Maria di Piſa i‘ anno 1103. (a), ed eſſendo ſtata confet
rnata tal donazione da Arrigo V. imperatore con ſno Diplo
ma ſegnato de’ 2.8. Maggio iiió., come dal libro di Notizie
della vera Liberta Fiorentina (3) ricavaſi, e dalla vendita, che
Ildebrando Giudice, e Procurator dell’ Opera di S. Maria di
Piſa (4) ne fece l’ anno nzo.‘ (Stil.Com.) , ne viene di gialla
conſeguenza, che alla Conteſſa il ſuddetto Livorno ancora
colla ſua Corte. o ſia (5) Territorio, e Marina apparteneſſe
colli altri luoghicciuoli , che aſl’ intorno ſuffiſtevano.
Che ſia cos'ì lo dicono que’MMSS.`, che preſſo lo ſtu
dioſiflimo Sig. Cav. Ferdinando Sproni grazioſamente comuni
catimi conſervanſi. Lo dice il MS. del fu Sig. Canc. Mattei
da Tai-.gioni in più luoghi del ſecondo Tomo de ſuoi Viaggi
per Toſcana. ove di Livorno ragiona , rammentato.
Lo dice la Iſtoria di Livorno MS. che nell’ Archivio della
Prepoſitura conſervaſi.
Lo dicono le rriemorie di Livorno da altri antichi MMSS.
ricavate, e compilate dal fu diligente Caneellier Girolamo
Grifoni, che da nie conſervanſi, e ſi daranno alla ſine del pre
fente volume ſorto lettera P. Lo dicono due Anonimi Croniſti
Livorneſi preſſi) me inediti efiſtenti.
Che deva molto Livorno alla Conteſſa, perchè lo muni
d’una valida Torre, che eſſa edificò ſul maſſo antico, che io
mi flguro foſſe la baſe, o fondamento del celebre Tempio ad
Ercole Labrone da Lidii edificato, lo dicono tutti i noſtri Li
vor

(r) Floreminius Mein. Mathild. lib. r. pag. 47. 81 lib. a. pag. 524.
(a) Tronti Ann. Piſ. png, 40. Martini Teatr. della Baſ. Piſ. pag. 81.
Orlend. Orh. Sac.. & proph‘- part. 'a'. pag. 916.
(z) Notizie della Liſertà Fior. .fogl. i47
(4) Murator. Toni. z. Antiq ltal. Med. divi eol. tia;
(i) Muratori Ann. d'lral. ann. i038.
DlLlVORNO. 167
’vorneſi antichi Manuſcrittiſi quali ci aſſicurano, che l’ anno
r too. (r) per difeſa delle-Campagne, e delli Abitatori di La
brone, Porro Piſano. e delli altri luoghi dentro terra dalle
Scorrerie de Pirati la Eroe edificare.
Siccome poi del ”18. venneroi Genoveſi con poderoſa
armata alla diſtruzione di Porro (z) Piſano, e diſtmſſero anco
la Torre i o Rocca di Livorno (3), così ſopra li antichi fonda
menti del Tempio d’Ercole Labrone ove ſu la Torre, o Roc
ca dalla Conteſſa Matilde edificata, i Piſani l’anno 1154.(Sty].
Piſ.) nell’ ergere le due Torri all’ imboccarura del Porto Piſano
(4) riedificarono lu'îl'orve, o Rocca di Livorno rotonda facendo
Fuſo- e architettura di que’rempi. onde ben ſcriſſe Targio
"i .(5) che = lembra coetanea . e della medeſima Archi
tettura delle Torri fabbricare da Piſani all'imboccatura del
Porto = la quale dopo il .aguaſto .delli ‘Angioeſi, e dopo quello
del i290. riartara, e ſotto i Franceſi fortificata. e_ poſta in
acqua. o per meglio dire iſolata, e diſtaccata da] Continen
te*(6) e dalla Repubblica Fiorentina accreſciuta' (7), final
mente ſotro il Duca Aleſſandro de Medici ſu inſerita come
Maſtio, e circondata dalla Fortezza or detta vecchia, inco
minciata per ordine del Cardinal Giulio de Modica' ool dife
gno d’Antonio 'da S. Gallo, benchè poi non ?foſſe poſto intie~
ramenre in eſecuzione' (8), la quale ſu in ſequela di, tempo
notabilmente accreſciuta , ed abbellita da Sovrani di CaſadMe
l.
(i) Pandolfo Till Guida del Paſſegg. ‘dilett. di Pittura pag'. a”. ISS
diverfi preſo rue eſiſtenti di due Ann”. Cmiiſh Livorneſi , edo!. ſu Canc
Matçei . Mem. collegate nelle ſue meandelfu Cane. Grifoni all'anno ”oo
Vedale ſotto lettera P al 'fin'e del preſente v'olu‘ín'e .
(a) Caffarus Annal- Genuenll Tom. 6. Rer. [tal, col. a”.
z) Alberti Deſcr. d’Ital. pag. n. f. a.
i) Tronci Annal- Piſ. pag. 81
s) Targioni Tom. 2. viaggi ec. pag. 89.
_ (6) interiani lſior. di Genova lib. 4. fogl. i”. Giuflin. Ann. di Gen.
lib. 3. pag. 11x.
~(7) Campione Roſſo del rjoz. Camp. B del ma. delle' Pieve di Liv.
Vedi all'ultimo del preſente volume ſono lettera B. ſecondo -
T (3) Giorgio Vaſari Vite de'Pirtori pag. 69- ediz. di Bologna i647
om. l.
168‘ ls'rontA
dici, del primo de quali, cioè Aleſſandro, ſi vede ſulla di lei
porta un Anne con queſta iſcrizione :a

= Sorto una Fede e Legge, un Signor folo=


\
e nella Cortina, che rella ſopra la bocca della Darſena vi e
un’altr’Arme dello fieſſo Principe, ſotto di cui li legge -
Alex. Med. Dux Flor. A. D. 1534. DIE PMA APRELIS.
Per conoſcere ad evidenza , che la Rocca detta di ſopra, la
nale eretta fù giuſta l’antica Livorneſe tradizione. e fecondo
tutti i MMSS. la prima volta dalla Conteſſa Matilde, ſia più
antica del tempo del Duca Aleſſandro, baſta vedere nella Cap
pella dentro la ſuddetta Torre, ove è un arme murata, fotto
di cui li legge così:

Guglielmo Angelin Primo Caſtellan nel 140 5.


Die 30. Ottoor.
e quello Angelin fu Caſtellano (i) in nome di Giovanni Le»
Meyngre, che il di 3. Settembre :407. donò Livorno libe
ramente a’ Genoveſi, .i quali il terzo giorno dopo la dona..
zione gli pagarono, o 26., o 16 mila (2) Ducati d' oro per
la guardia, e ſpeſe fatte nelle fortificazioni.
Vero è, che queſta Rocca eſſendo dell’architettura ſteſſa,
e fabrefizio delle due Torri erette l’anno 1154. Piſano ſotto
il Conſolato di Cocco Gri-fi all’ inùoccatura del Porto Pi
ſano (3), pare, che obiettar li poſſa, che le tradizioni d'aver
la ContelI‘a Matilda fatta edificar la ſuddetta Rocca, non deb
bano cosl francamente aceettarli. tanto più che Monlignor Giu
Ili

(r) Targioni Viaggi ee. Tom. a. pag.89.


(z) Interiani lib. 4. Illor. di Gen. fogl. 154. Giulliniani Ann. di Gen.
llb. 3- pag. [7[
(z) Anoia. Aue'l- Comp. Hiſtor- Fil. Tom. 6. Scr., Rer. ital- col r7:.
oiLrvo.nNo. «169
ſtiniani Autorl delli Annali di Genova, che ſcriſſe l’ anno 1535.
(1) dice, = Paſſata la Foce d’Arno ſi và a Livorno, Porto
celebre , e nuovamente fortificato d’ una gran Cittadella . la.
quale circonda il Mare ;e la edificazione della prima Tor.
re, perchè ve ne ſono molte, ſu fatta per guardia del Porto
Piſano qui vicino = onde parrebbe , che {i poteſſe credere ,
che piuttoſto foſſe ſtata edificata da' Piſani per fortificazione
del loro Porto, che da Matilde.
A queſta obiezione riſpondo, che ſendo vero ciò , che
Beniamino dice nell’ Itinerario (a), che ogni Nobile in Piſa
a tempi antichi aveva Torre merlata (e perciò entro Piſa
ſolamente ſe ne contarono ro mila , non eſſendo ella (lata,
cinta di mura che l’anno 1155. (3)), una Galera in mare,
.un Caſtello. o ſia Torre lungo la marina, la quale ſtende—
vaſi (4) da Porto Venere a Cento Celle, non ſembra la più
antica menzione di Torri, che ſi trovi, quella riferita da Tar
gioni (5) di Porto Piſano a tempo del Conſole Griſi, non
del 1158., come egli ſcrive , ma del ”54. Stylo Piſano; e pa
re altresì , che la opinione del P. Magri (6) ſia fiſſata ſu
qualche poco di fondamento, lo che tutto caderebbe, ſe vero
è ciò , che dice Sigonio ſull’origine delle Torri in Italia (7)
riferito da Muratori (8) . Qiello però , che fa a noſtro pro
poſito per riſpondere all’obiezion propoſtaè, che la Conteſſa
Matilde , giuſta la tradizione, eManuſcritti di Livorno ſopra
notati , edificò ſul maſſo antico, ove credeſi eſſer porcſſe i]
celebre Tempio ad Ercole Labrone da’Lidii eretto una volta,
una Rocca per riguardo del luogo, e Campagna dalle ſcor
rerie de' Pirati Saraceni, la quale per lev guerre, come ſi notò,
de

(r) Giuſtin. Ann. di Gen. pag. u.


(z)- Benaanun. [rin. apud UQWÌÎMO ‘l'om- 3. pag. 345.
(3) Roncioni nella Magliab. med. pag. tra.
(4) Roncioni, e Marangone nella Magliab. med.
(5) Targioni Tom. a. Viaggi ec. pag. 34.
(e) Magri Ong di Livorno pag. 40., e ”o
1) Sigonius de Regn. lral. lib. 7.
(8) Muratori Ana. Iril. ann. 915.
170 [STORIA
demolita, ſu da Piſani più volte riſarcita , e fortificata , final
mente prima per ordine del Cardinale Giulio de’ Medici , poi
lotto il Regno del Duca Aleſſandro ſu nella nuova .Cittadel
la , che diceſi Fortezza vecchia racchiuſa (i). Un Manuſcrito,
che preſſo di me eſiſie . che io reputo fatica del Secolo unde
cimo fatta da un Eremita dell' Eremo di S. lacopo d’ Acqua
viva detto Fra Benetto, così dice all' anno 44. di Criſlo (z).
,. Venne Pietro Galileo in una Barchetta per marc con
h altri ſuoi Compagni ec…, e più-ſotto dice così ,, Non p0
3) tevano nel Loggiato di Piſa paſſeggiare ſe non perſone No
bili, quelle che avevano in Città Torre’ m-erlata, una Ga
,, lera armata, e un Caſtello (cioè Torre) ſopra , o lungo la
,, Marena, . . . . . cominciando la Mar-.:na Piſana dal Tem
,, pio di Venere , e .ſequ'eudo. a Centuucelle uſque . . . . . . ,,
Se adunque a’ tempi de' Romani Imperatori, cioè ſotto l’an
no' 44. di Criſto erano ne` Lidi Piſani Torri, non- è fiiori di
ragione ciò. che ſcriſiè con altri (3) il P. Magri ſulla Rocca
fatta edificare* dalla Conteſſa l’anno rioo. per guardia della:
Campagne di Livorno, e delli altri luoghi cnrro- terra, ond
5 eſpoſii non foſſero alle‘ depredazioní gli Abicatori ,ñ e Suddir:
--della medeſima‘ Principeſſa .ñ
Aggiungaſi ,. che Papa Anaſtaſio- IV. nella ſua Bolla d
privilegi‘ conceduti alCapitolo de’ Canonicì di Piſa- dc’g. Se'…
tembre- t 153. parlando di Porto Piſano lo chiama Porto dell -
Torri = in Port” le Turrier (4) adunque prima del 115.;
. ( Style Piſano che corriſponde al r [53. comune ) ivi erano al
vtre Torri. ſe del i 153. comune ſolamente furono edificate quelle
'che companevano l'imbancatura di Porto Piſano... Che ſe dl
1-118. (5) da’Genoveſi con Porto Piſano diſtrutta ſu la Tor
rc , o Rocca di Livorno, dunque queſta ſuſiiſteva prima:1 ch:
e i~

(i) Grifoni Mem; ann.i534. ved.’ al fine del preſente Vol. {mio lei.
1) MS. apud me.
z) Alberti Deſcr. d"l‘talia pag'. u- f. a.
ſ4) Tronci Ann. Piſ. pag. 85.
(Sl Caffarus Ann. Gen. Tom. VI. Rer. Ira].
Di.L1:vonNo. r7:
edificate foſſero le altre due all’ imboccatura di Porto Piſano.
Perciò Anaſtaſio IV. usò la nomenclatura di Porto delle
Torri per indicare, che molte ve n’ erano, e perciò colla
tradizione, c Manuſcritti Livorneſi v’è luogo di credere, che
la Rocca di Livorno eretta dalla Conteſſa vi foſſe, quale
poi diſtrutta da’Genoveſi; riedificata‘ veniſſe‘ nel tempo, .che
le due a Porto.Piſano furono poſte in piedi i cioè del ”54.
Sc y l. Ne
Piſ. per queſte Torri intender~ſi.potev~a~ílI-`aro,
, ñ ‘ '
o Fanale
nella Scogliera della Melora, perocchè queſta è una ſola, la,
quale fu edificata da’ Piſani all’ annó ”54. Piſano (i) benche
ali' anno ”'56. la riponga (z) lo Storico Piſano, al ”57.
l’Anouimo ,Croniſta Piſano nella Magliabechiana eſiſtente (3),
e all’anno ”63. (4) l’Anonimo Autor del Breviario Piſano.
In oltre tale Scogliera della Meloria , Lame-11m” chiamata
da' Latini, è cinque miglia diſtante (5) dal-luogo, ove ſono
Poi—co Piſano, e Livorno, dunque biſogna credere , che in
Porto Piſano, e in Livorno vi foſſero delle Torri, e non lori.
rane , ma eſiſtenti nel -diſtretto dcl Porto Piſano, e di Livorno,
Perchè fi vericlii. che Porto Piſano antonomaſticamente in
tendevaſi per Porto delle Torri,
Che ſ'e ciò è, pare, che dar credito ſi poſſa a quella tra
dizione popolare aſſ'everata da’Livorneſi, e da’ MS. , che in
detta Città ſi conſervano , che dalla Conteſſa Matilde edificata
foſſe la Torre , o Rocca di Livorno, e che con eſſa altre
vc-ne foſſero in Porto Piſano, prima dell'edificazione delle
due ſotto il Conſolato di Cocco Grifi, onde chiamar ſi poreſſe
il Porto delle Torri.
Ne per queſto Porto delle Torri ſi può intender Turrita
preſſo Porto Piſano detta così dalle Torri (6); mentre ella
Y z era

(i) Tionei Ann. Piſ. pag. 8:.


(z) Hitler. Piſ. Tom. :V- Monum. Piſ. Scr. R-er. Ital- col.91s.
(zi Anonim. Clironiſi.Pt`S-ia M*g|iabeth.MS.
ſ4) Amm. Autior. BreW ‘Piſ- inter Scr. Rer. Ital. Tom. 6. col. i7).
(s) Rich, Maſi-ius dici-Volatcrr. Comma-Hifi. lib. 5.
(6) Targioni Viaggi Tom. a. pag. n.7.
172.- -.ls'r0RlîA
era vicina al detto Porto , è vero, ma naſcofla, e in un re—
ceſſo , o ſeno di quello, ſicchè veder non porevaſi d’alto Ma
re, ma ſolo entrati che s’era nel Porro . Così ce la deſcrive
Rutilio Numaziaao (i)-’
ñ Indie Trilurrimm 'omirmrr . ſic Villa vocal!” .
_ = Que latetexcluſir ira/ida pienè fretir.; ñ…
= Namque manu jamais procedi: in ”quam Saxír ,
_= Qgique’domum poſta!, candidi: ante Salam ó“:
laonde :non potevaſi intendere per il Porto delle Torri Tur
rita, che era naſcoſta . e'ſoffògata, e quel che è poggio era
da più Secoli diſtrutta a tempi di Anaſtaſio 1V., ma Porro
Piſano, che aveva Torri in Livorno, e ne avrà avute nel
ſuo ſeno , e lungo ancor la ſua Marina.
Vero però è, che neffun delli Autori nominati s'accorda
nel fifiar l'epoca dell’edificazione di dette Torri di Porto
Piſano; ma ſiano queſte ſtare edificate o del ”54. (2), o
del ”5.6. (3), odel 1157.. (4), o del 1163. Styl. Piſſi (5),
avanti di queſte ſuſſiſteva la Rocca di Livorno. come ii- pro
vò , ed alcun’alrra prima delle edificare per ordine del Con
ſble Grifi, e in‘ Porto Piſano, e lungo il Lido del Mare, per
chè dir ,ſi poteſſe = Porro delle l‘orrì =
L’ autorità del Giufliniani poc’ anzi prodotoa fa avvantag-ñ
gio della mia aſſerzione, mentre dice, che = la edificazione
della prima Torre, cioè di Livorno fu fatta per guardia del
Porro Piſano -Se chiama adunque il citato Scrittore la Rocca
di Livorno = prima Torre -, vuole con ciò darci ad inten
dere, che fu fatta molto prima delle altre. Che ſe queſta ſu
fatta per guardia di Porto Piſano, come egli dice, ſiccome
Por*

(r) Rutil. Numat. Itin. Mar- lib. r. verſ. `517


(a) Tronci Ann. Piſ. pag. 87. 107. 109.'
(5) Hifi. Piſ- Tom “V. Monnm. Piſ. Scr. iter. Ital- col. 97s.
(4) Anou. Chrom?” in Magliab.Ms*,
(s) Anon. Aut!. Brev'. Piſ. inter Scr. Re:. ſul. Tom. 9. col. x73.
anrvonNo. 173
Porto Piſano ſuffiſteva prima che riſolveſſe il Conſole Grifi di
mnnirlo di due Torri, ed era Porto delle Torri appellato
prima che le due erette foſſero, e anticamente dieevaſi Porto
Piſano, come ſi ha da Strabone (I). Lucano (a), Claudia
no (3), Rutilio (4), e dall’itinerario delle Provincie d’An
tonino Auguſto ſcritto avanti l’ineurſione de’ Barbari, cioè
ſul fine del quarto Secolo (5), che dice cod

A FALERIA POPULONIO , VADIS , PORTUS


M: P: XXX.
A PORTU PISANO PISIS FLUVIUS
M: P: VIII.
AVADIS PORTU PISANO
M: P: XVIII.
A PORTU PISANO PISIS FLUVIUS
7 M: P: VIII- a
A PISIS LUNAM o FLUVIUS MACRA
' M: P: XXX

ne viene di conſeguenza, che prima dei ”54. (Styk Piſ.) vi


foſſero., e in Port-o Piſano , e lungo il Lido delle Torri, e
in Livorno la Rocca edificata del uoo. della Conteſſa 'Ma
tilde, che del 1118.diſtrutta da’Genoveſi, riſtaurata. e* rifatta
veniſſe nel tempo, che le due all’imboccatura di Porto Pi
{ano edificate furono ſotto il Conſolato di Cocco Grifi, e
dopo il guaſto del-li Angioeſi , e dopo quello del 1190. ri
meſſa in piedi per guardia del combattuto Porto Piſano, fi
nalmente nel Regno del Duca Aleſſandro de' Medici reſtaſſe
nella incominciata Cittadella coll’ordine del Cardinale Giulio
de' Medici, che fu poi Clemente Vil. ſuo Zio, incorplprata.
. . A_

(r) Strabo Geograph. lib. z. Interpr. Guarino.


(a) Lucan Pharſal. lib. 1. verſ. 599.
z, Claudíanus de Bello Gildonico.
4) Rutil. Numat. ln Itin. Mar.
(I) Dlſſ. Cher. de [tal. Med. Evi Anou- Mediol. Tom. 110.5”. Rer
In]. col. 15‘.
174 _ISTORIA

PARAGRAFO X.
Alza intanto il Capo Pi/ii (r), ӏ Livorno venne meno, li
ventan il ſito popolo ari/fimo alle impreſe marittime ,
particolarmente doppo [a invaſione de’ Saraceni in Genova , ave”
do Ptſh acqui/luro aecre/i‘imemi di popolazione (2) , e gloria per
uſh di que/Io Porto , di dove poi ſono ufi'ire tante glorioſe arma
te , effemío Livorno come opta/entrffimo , e ſictcriffimo ricovero di
più genti mediante il Porto detto dal ſine_( 3) P/ſtmo fabbricato
con tanta magnificenza i” mezzo a due Tot-rt' . che jèrrando/i con
artiſizio/a, e graffi: catena afficarava i Va/i'elli amici ita/lt in
fil/Il e/lerni , e minacciava le claffi nemiche tro/l’apparecchio , c/Je
in eſſò ſi face-va.
N O T A IV.
In quello Paragrafo IX. parla il noſtro Autor_Magri del
vantaggio, che a Pila, _ed a Livorno apporto la preſa re
pentina , e la deſolazione di Genova , che ſeguì al dir del
Tarcagnotta (4) l’anno 931., e al _dir del ,Botero (5) l‘anno
933. per le armi de’ Mori venuti d’Affrica , i quali preſa
l’infelice Città di Genova, e tagliati a pezzi tutti i Cittadini
al dir del Muratori (6). non all’anno 931 , o 933, o 34, ma
al 935., meritando in ciò più ſede il Muratori colla guida
dello Storico Liutprando (7), che con Pietro Bibliorecario,
con

(i 4. Iiior. di Piſa MS. Tronci Mem- Piſ. ſul principio.


(z, Gio. Botero Rel. Univ. part- 1. lib. l. Cap. della Toſcana. lſtoro
C HOT- ”; ' _ .
(z) Giuſiln. Lib.t- Ann. Deſcr. dClh Liguria nel ſine, e lib. 3. f. ;
m-r Pu 1.1,_ .zz-”a Comunità, e Mem. ne' Genoveſi nella pace fatta
del 1413. .
(4, Tarcagn. lſior Uviv. part. z. lib. to. pag. 394.
(5, ”item _R_:!. Univ. part. i. lib. a. della Toſcana.
(6) Muratori Ann. o'lizil. ann. 955.
ſ7: Liurprand.H!ior- lib. 4. cap. a. & 3.
DiLivonNo. 17,
con Martin Pollacco, e col Belvacenſe il Tarcagnotta, e B0
terO, e poſtala a ſacco ſeco conduſi'cro colle di lei ricchezze
quante femmine, e fanciulli vi ritrovarono, qual preda o per
via ritoltagli, o in altra guiſa (campata ebbe la ſbrte di ri
tornare la Patria ſua ad abitare. ſe vero è ciò, che da Au
drea Dandolo diſſe aver ricavato Leandro (i) Alberti.
E’ adunque vero, che la Città di Piſa ergè la fronte
per le ſventure di Genova, perocchè eſſendo ben munita di
Torri aſſicurò entro di ſe, dandoli ricetta, moltiſſimi Liguri,
che all’ eſterminio di Genova, e delle Riviere fatto da’Sara
ceni, avanzarono (2.),e così aumentoſii in l’iſa la popolazione
per cagione de’Liguri, che vi concorſero a porſi in aſilo (3).
Vuole il Tronci (4)', che i Piſani aveſſero dato fino dall’
anno 874-una ſpelazata a’ Saraceni, che arditi s’erauo di ar
rivare ſino a S. Piero in Grado. e ſcendere a pirarare: e
queſia con armar’ Baſiimenti cogliendoli nell’atto di parrirſene
colla preda, e di più’ dice' lo ſleſl'o Tronci (5) , che folli:
queſto il primo armamento de’ Piſani contro gl'lnfedeli . e
aggiunge eſſere a’ Piſani riuſcito di` farli non- ſolamente fug
gite, ma" di rorli la preda fatta. e portarla in trionfo in Ro
ma a pie del Sommo Pontefice Giovanni Vlll., lo che io
non nego , ne approvo, perocehè non lo trovo da altro Scrit
tor riferito che dal Tronci, e da Croniſli Piſani riſerbandumi
a dire l’opportuno ſulli armamenti-ì chiamati Piſani,prima della
libertà acquiſlata nell’undecimo- Secolo nel ſecondo Tomo,
allorché lì eſamineranno le Croniche.
Le. ſventure di Genova adunque furono cagione di cre
ſcimento di popolazione di Piſa , a cui ricorſern i Genoveſi
impauriti , perchè munita, e perchè lontana dal’ Lido del Ma
re ſicura dalle ſcorrerie delli Agareni .ñ Ma eñ di Livorno chi
ne

(i) Alberti Deſcr. d‘hal. pag. n- f. a.


(a) Botero Rc]. Univ. part. i. lib. r. Cap. della Toſcana.
(3) Tarcagn. l” .ſup. tic.
(4 Tronci Ann. iſ. pag. 6.
(5} Tronci ibidem.
176 ISTORÎA
nc parla? Non Botero . non Tarcagnotta, non Muratori, non
le Storie Piſane, non i Manuſcritti di Livorno medeſimo, _ma
il ſolo l’. Magri ſenza averne in contante autentiche prove.
Vorrebbe il mio buon Concellita illuſtrare Livorno facendolo
creſcere a momenti, e ponendoſo a parte di ciò, che in ve*
run conto li può toccare. Dice ancora di più, che Livorno
diventò opulentiſſimo. e popolatiſſimo per cagione del Porto
Piſano. Dio glie la perdoni. Qieſta è veramente idea nuova,
mentre non v’è, chi non ſappia, che Livorno incominciò’ a
ſorgere non dopo la riattazione, e fortificazione di Porto Pi
ſano, allorchè fiiron fatte le due Torri alla ſua imboccatura,
e ſu riſarcita la Rocca di Livorno per ſalvaguardia di detto
Porto , e de’Ballimenti del ii 54. Piſano, ma nella decadenza
di Porto Piſano , 'lo che fu molto più tardi di quello , che va
fiſſando il P. -Magri , e noi lo vedremo nel fecondo Tomo,
quando li parlerà di Porto Piſano. Paſſiamo avanti.

PARAGRAFO XI.
M Olio prima (i) nella rovina di Luna, e Populom'a era/ire
‘ ceflo l’augumemo della rio/Ira Città , che nella ricupera
zione di Terra Santa diede più volte larga [frode e quel grand'
aequiflo, ”ſcendo da que/lo Porto podewfi Navi, ed terrier/2me
l’ Italia. anzi l’ Europa del ſuo nome, e in particolare nel tra*
jpormr da que’luogbi Santi veſtigj corrifiiondenti all'opera tanto
pierofiw (2) , dr che ſi gloria della Croce la Città di Piſè. e [i
pregio della vera efligie della Madre dell' eterno, ed umanoto Dio
la Città di Trapani (3) in Sicilia tanto celebre , e miracolo/à
nell' univerſo con non me” gloria (f aver rivoltqu le armi ſteffè
contro i Saracini alle {file Baleari, cioè di Maiori”, e Mino
ri

(t "ſtorie l-b` 1-' come ſopra MS. Agoflino Morrone lib. dell'Anti
cliiia d'Italia. lſlor. Piſzann. _r090.
(a) Ve-ſi nel fine la}. ..l al n. 8- che noi potremo al principio della
ſeguenve Diſſcrtazionc .
'i‘ V-d- la Nora ſotto n. 9-, the fi porrà coli’ ottava al principio della
"ſeguente Diſſertaaione .
Dl LIVORNO. ’177
ric-:(1), e convertiti alla fede Regni inticri ,nel/a‘ cui impreſh
[i ſpoglio la Cit”) di Piſi!, della jim Gioventù col jègm'to de’ no*
ſlri , avendo dato con tante imprcſè non poco /Zimolo alle Cina‘
circonvicine. tra le quali nacque fimzma gelo/ia , e particolarmente
a Genoveſi (z),cbe per vedercfhbbricarfi in Livorno nuove Torri,
e ripari. occupata già la Sardegna , diedero principio o Porto
Venerreretlo per oflacolo nelle creſcenti dzſcordíc.

DISSERTAZIONE VII.
Iacchè ci chiama il P. Magri a dir gran coſe, conviene
obbedirlo. Dice egli in queſto ſovrapoſto Paragrafo , che
molto prima della rovina di Luni, e Populouía era ſucceſib
l’aumento della noſtra Città, e vuol’inrender di Livorno,
mentre Piſa aveva da gran tempo un buon contante di merito
per eſſere qualche coſa di valutabile ſulla ſuperficie della terra,
ſenza attendere le ruine, e diſtruzioni d’altre Città. Vediamo
adunque un tale aumento. Prima però convien porre le due
Noce da eſſo citate nel ſovrapoſto Paragrafo, l’ottava cioè, e
la nona. Eccole adunque.
NOTA OTTAVA DEL P. MAGRI.

Raccontami le Iſlorie Pzſtme . e manoſcritto dopo il’ aver detto


della fondazione di S. Michele di Borgo. che Cucco de'Ricoccoli
(meglio de Ritmo/Ji) General dc’Pzſtmi in Geru/àlemme nell' aj;
_li-:lio di della Città avendo una Croce in mano per conformi-c l'e
ſèrcito , fi- gli rivolmffè tre volte in mano , e fix ſentita una voce
dal Ciclo, che *diceva ſèguíraſſèro la vittoria. alla qual voce mm'
poſti in ginocchioni, e adorata la denza Croce ſi levarono con im
P“

_ (r) Biondo Iſtor. Decad- a. lib. 4. Bergom. Supplem. Chron. Villani


lib. 4. Fazzello [floria di Siti]. Plat. Vit. Paſch- ll. Raph- Maff. IRor-Piſ.
ann. n l z.
_ (l) Ilìoria di Piſa ann. un. MS. Agoflino Morrone lib. delle Anti
chità- italiane .
r78 Isronra
peto , e diedero l’aflalto , e fe ne impadronirono. e quo/la Croce
oggi /i conſi‘rva nel Duomo di Pi a . Vedi le delle [ſione all’anno
1090.

NOTA NONA DEL P. MAGRI.

Fu‘ comnn parere del/i antichi della Città di Trapani in Si ~


cilìa, che quella 6’. Immagine nel‘ tra/portar/i con un allra , am
bedue inmſſme, dalla no/lra Armata da Terra Santa in Italia,
nelfeffèr ne’ mar: di Trapani per rampe/la :fi Mare ne jhccſſero
getto, e poi ritrovata alla riva del mare un Mercoledì. di {Lua
re/ima', die la Chieſa‘ Romana dice l’Orazione de’ Santi Coſimo ,
e Damiano ,- tre- miglia drſtoſto- da Trapani oerſir Tramontana da
poveri pa/lori , che gli part-eva' a'r veder gran [ume-,- e‘ andati
quo/li a‘ dirla alla Città, /Ìano venuti i prirnii ll-‘larinari , poi il
Clero .- che la‘ conrluflero dentro' , e per quo/Io la fondarono nelle
occorre-mei Marinari , e /i andava procrj/ionalmeme‘ dal Cloro di
Trapani alla Marina il giorno di [tra` invenzione. Le memorie di
Piſh dicono d’ aver nel 1167. condono da Terra Santa molte
Reliqnie, e immagini ,oo/le‘ in [erba per flrazla in Trapani, dove
la Nas/'on Pffana, come le altre, :ene-va' magazíni , tra quali fu
una Cafla, che volendo poi levar 'via a'el ”98. non poterono ri
manendo in Trapani per-voler di Dio.faren’lo cola molti miracoli ,
fl a fine
dicono ſia dinon
S. Luca.ſtata
e ſiſi in
ſito]que/la Cuffiacolla
”wifi-rire quell’lmm'agine . c/.Îe
Santa Immagine
di rilievo. Il ſunto di ciò è‘ ricavato dalla lfloria Piſana manu*
ſcritta all’ anno 1 I 98…
Dopo- un- contante' letterario di' poco- peſo, ma di non
poco imbarazzo poſto in banco dal P. Magri, che poi {i eſa
minerà', ſiami lecito incominciare la preſente Diſſertazione da
ove l’Autore citato incomincia il Paragrafo.. che {i eſamina,
cioè da Luna, e Popul'onia per ritrovare, quando, e come
diſtrutte rimaſero, e* ſe le- loro ruine daſſero, e in qual \ma
niera, incremento a Piſa, e Livorno P'

Lu
DILIVORNO. 179
Luna antichìffima Colonia de Toſcani .chiamata da eſfi
ſecondo Catone (1) Cariaria ‘dalla figura ,che rappreſentava
d’ una meza Luna , c da Greci detta Selene. vale a dir Luna,
conforme nocarono Strabone (z), e Lami (3). Città noverata
fra le dodici Etruſche, di cui anche al ad) d’oggi {i veggono
e gran ruine, e il cangiamento in poche caſette di Peſèa
tori (4), era ſituata al confino della Toſcana a Settentrione
del noſtro Livorno paſſata la Foce del Fiume Magra, che la.
Liguria dalla Etruria Littorale divide. Fu ſcritto., che edificata.
foſſe da Troiani (5) , e diſtrutta da Ottaviano , ma .queſto (ó)
ſembra ſcoflarſi molto dal .vero. Avanti i tempi di Lucano
aveva cominciato a precipitare dicendo cos) ’(7)
Htc propter placuit 'Tim/im- de more meta/la
Arch-i Vate: , quorum qui max-im”: ..e-ua
Amm inca/”it ;It-firm mania Lume (Vic.
Lucano fiori nel primo ſecolo dopo -Criſto (8), cioè ſotto
l’ Impero di Nerone (9). dunque fu riſtaurata; poichè dell’
840. e 849. J’Annaliſta d’Italia dice .che -(\o) i Saracini,
i quali inkîeſtavano tutto il Mediterraneo , l’aflèdiarono. la
preſero , e la dettero a ſacco, .e reflò talmente deſolata, che
da li innanzi non riſorſe mai più, e il ſuo Veſcovado ſu tra
sferito a Sarzana Città nata dalle ruiue dell’ altra..
Del 1016. ſu invaſa di nuovo da Saracini, che con Mu
getto loro Re occu’patore della .Sardegna ii erano, dopo un
altro orrendiffimo guaſto dategli. fra le fue ruine annidati,
,Z z slog

(ng Cato in Fragmcmis.


( 2 Strabo Geog. lib. z. Interp. 'Xylaodro ;pag- 24;.
(3) Lami Antlth. Fior. La.. t. pag. r7.
(4) Alberti Deſcr. d'hal. dell’-EU. Liu. pag. zz. f. z.
és) Fîgcio dîglìlſlbtrti Dittaánoln. lib. z. cant. 6.
6) A etti . cit. Ug cl ius In]. Sac. 'Tom. r. a . 8 .
(1) Lucan. lio-?81: harſ. p 8 ,I
(8) Berti Brcv. Hiſt- Eccl. Tom. l. Append. rim.;$zc. a . tot.
(o) Per”. Raz. Tcmp. part. I. lib. V. cap-?Vl- p g
(lo) Murat. Ann. d’ltal. ann. 840. e 849.
180` [STORIA
sloggiati, e diſlrutti poi per opera di Benedetto Vlll. Sommo
Pontefice . Vedaſi ſu ciò Ditmaro (i), Muratori (z). e Fio`
rentini (3).
Nell’ Ughelli ſi legge (4), che ſotto Innocenzo Ill. l'anno
1204. ſu traſportata la Cattedrale da S‘ Baſilio di Luna a S.
Andrea di Sarzana, Serzano, o Ssrgiano (5), che dir deb
baſi , e che l'anno i447. ſotto il Pontiſirato di Niccolò V.
ſu traslata la Sede Epiſcopale di Luna'a Sarzana. ll Nobil
Uomo, e celebre Letteiato Ippolito Landinelli di Sarzana la
ſciò un’eruditoManuſcritto ſulla Città di Luna, ſua origine,
progreſii, e ruina eſiſtente preſſo la nobil Famiglia de Conti
Caſoni. Chi adunque foſſe vago di ſaper quel più, che dir
ſi potrebbe
gare ſu di curioſitàſi.
la ſila dotta queſta vetuſìa Città ha la maniera d’appa
Dico pertanto, che quanrunque all’ anno 1016. ſi. ritrovi
invaſa di nuovo la Città di Luna da Saracini ſotto Mugetto a
come col capitale di tutti li Scrittori dice l’Aunaliſla d’Italia
al detto anno (6), deveſi con tutto queſto fiſſare alla metà
del nono Secolo la ſua ruina, poichè ſe dell’ 849. reſlò Luna
cosi deſolata . che mai più riſorſe giuſta il Muratori (7) , e ſe
all’anno 1016. il citato Annaliſta della ſeconda invalion- Sara
cenica di Luiia ſotto Mugetto diſcorrendo,_ ove rimprovera al
P. Pagi l’equivoco preſo (8) di Luna per Lucca , come lo
preſe già Guglielmo dl Spira notato dal Luccheſe inſigne Au
tor della Vita di Matilde (9ñ),dice, = che ſa ogn’ Italiano
che la Città di Luna, o Luni da alcuniSecoli ſcaduta alla
sboccatura della Magra non ha che fare, con Lucca =, ne
viene di legittima conſeguenza, che ſul finir dell’ ottavo Se
co

(r) Dirmarus ClÎron. lib. 1.


(I; Muratori‘Ann. d'ital. ann. 1016.
(3 Flor-enti”. Vir. Math. lib. i. pag. 16.
(4) Ughellius lia]. Sac. Tom- r. pag. 8”
(z) Raph. Maffcius- Geogr. lib. 5. pag. 46
(6) Murat. Ann d' [tal. all’ann. loro.
(7) Muratori ibidem.
(8) Pagius in Cru. Baron.
9) Pſoreut. Er’ruſc. Piet.- Oris. pag. ”
DiLivoxNo. 18x.
colo, e ſu’ll’incòminciar del nono, cioè dell’8”; aſſegiiar ſi
debba lai-ſua deſolazione.-quantunque nell’undecimo Secolo,
cioè del‘. 1'016. .ſi rannidaſl'ero i Barbari fra le di lci mine, e
portallero 'laîd'elolazione ne'convicini Paeſi. Paſſiamo a diſcor
rete di-l’oPulonia. ,
041mila Città era ſituata al lido del Mare’Tofcano a Mez
zo giorno del noſtro Livorno, ove egli fa una circonfleflio
ne (i), e piegatura, che s’inalza, ed entra in mare, e crea
un lſtmo (2),_0 ſia‘ braccio di terra quaſi da tre lati attorniato
dall’ acque marine inzun bel c_olle.,'o promontorio, che riſguarda*
parte aſl’ Occidente `,‘ parte (a1‘- Settentrione', e parte all’ Orien
te, dal cui ultimo lato è :una bella, eñdilettevol pianura, il_
di cui piè vien bagnato anco al. preſente dal Mare , abbenchè
vi ſiano Autori, che vogliono, eſſer queſta la piccola Popu
lonia , mentre dicono, che la grande foſſe a tre miglia verſo
Porto Baratto' (3), lo che non voglio io decidere..Di quella
cantò Rutilio Numaziano così (4.)

Proxima ſëcrmnn refeth Popalonìe. lime,


Qua naturale”: duci: in arca ſinu‘m

Fu detta Populonia‘, 0~ dall'abboiidanza de’ Pioppi nel ſuo


piano vegetanti, mentre Popular in latina lingua diceſi Pioppo,
da cui ſecondo * 'q‘uéſta opinione , deriverebbe .il nome (5) di
Populonia, oppure dalli-eſtère eſpoſtaz. e ſcoperta alle incur
ſioni de’ Pirati, che i Latini chiamarono Populatores, come
OVidiocantò (6)

= Hoc ”li co’gnow'r- Troj-e. Populotor Ander- ó"c.


e per—

ſi) Leand. Alberti Deſtr. d’lul. Etrur. titt pag. 17.


la) Strabo Geogr. libi j.“lplcl'p- Xylandro p’ag. 243;
(3) Ammirar- lſtor. Fior. lib. n. pag. go.
Fil-Ruti- Num. [iii-irMai—it. lib. i' ved-.401.—
S Pump Mela lib. a- Plin. lib. "3. cap‘. 6.
l‘l Ovid. Metamqrph- rzflauſ. 6”
182 ls-ronra
e perciò veniſſe detta ſecondo queſt’altra opinione Populonia.
Fu edificata al dir delli Storici (i) o -.da’-Corſi.. o da' Pe
laſgi nel detto Promontorio bagnato da'll’acque del. Mare in
faccia all’iſola dell’ Elba \ Fu una delle dodici Città Errulche
riſiorare da’Lidii. o Tirreni, .e vi furono anco Scrittori, che
la fecero' Colonia de’Volterani (1) a tempi dcl' loro Re Pro
perzio. Fu potentiſſima, e ſervi alli vErruſci d'Arſenale, onde
mettere in ordine le loro Flotte (3),. Argomento di ſua dovi
zia è `l'aver dato a’Romani il ferro neceſſario per l'arma
mcnro de’ Legni nella ſpedizione contro Cartagine ſorto il
Comando di Scipione Emiliano (~4). Fu diſirutra la ſua Tor
re. e la Città medeſima a"tempi ;di Silla (5). Fu poi riſto—
rata,,indi diſtrutta -da'Longo'bardi (6). Pare, che a’rempí
di Niceta Patrizio _Generale .dell’ Armi di Nieeforo Ceſare
d’Oriente foſſe in eſſere (7).
, Comunque ſiaſi, ;fi ha _dalli ‘Annali de’ Franchi , cioè
dai Loiſè‘llian’i, Bertiniani, e Mer-enſi (8) ,, che l’anno 809.
da’Greci chiamati Oroboiti , cioè _Montanari _(9) , e Orobi
te , o Orobiote ſecondo altri (lo) . correndo‘ il .decimo anno
dell’ Impero -di Carlo Magno, fu preſa., .e ſaccheggiata del
tutto Fu Veſcovo ,di Populonia "S. Cerbone , come altrove ſi
diſſe in). Sotto il Promontorio ,di Populonia'al preſente vi 'è
Piombino,
Ananda poi rraslatata *ſoſſe la 'Sede Epiſcopale di Popolo
nia in Maſſa, lañquale riconoſciuta viene (12.) Per figlia dell’
an
‘ f

(i) Ughelliusjtal. Sac. Tour. z. pag. 701. _


(a) Raphael; Maſi-:ius Geogr. .lib. 5. pàg. 46. Iv. Carnotenſ. lib. de u
Etruſc. Reg. ' _
(3) Leand. Alberti ~Deſrr. d'lral. ._Etr. Littor. pag. a7.
(4) Ugbellius [tal. sac.,loc..ſup. cit.
g) Ughelliusjbidem . _
6) S. Gregor. Magri. .lib. a. Eplfl- ls
(7) Ughellius *ibidem .' _ A
(S) Anna]. Franc. -Loyſch Benin. Metrnſ. ad ann. 809.
[9) Muratori Ann. d'Ital. ad ann. 809. _
(lo) Della Rena Ser. delli Ant. Duchi di Toſc. pag. 87.“ let. C.
(ii) Ughellius ibidem .
(u) Volattrranus Maffeius lib. z. Geogr‘, pag. 46.
DILlVORNO. 183
antica Vetulonia, ſulle cui ruine diceſiedificata, è coſa lon
tana dal mio iſlituto. '
R-eſta pertanto fiſſato, che sì la Città di Luni-,10 Luna,
come Populonia ſul principiar_ del. nono'Seeolo foſſero affatto
diſirutte.
Ciò notato.- io- di'co,-.che“ ſiccome il P. Magri poſe nel
ſuo Diſcorſo Cronologico da noiñdiſtinto in Paragrafi al Para
grafo X. la preſa'diñGenova. per-le. armi dc’Saraceni ſecondo
TArcagnotta. ſopra citato del 931. , e del' 933. ſecondo ñ Bore
ro, lo che è falſo, ponendoſi dal‘Muratori (I) all'anno 935.’,
prima della: ruina fii Luni, e~-Popul'o_nia ,r così nel preſente
Paragrafo Xi.. ſi corregge dicendo.. che molto prima della
ſciagura di Genova fu .l’ aumento di'Piſa-r e. di Livorno per la
deſolazione delle Città di, Luniñ,.et Populonia-,e pare aitresì,
che ſupponga la ruina delle ſuddette due Città` molto prima
di quello, che da me* vien‘ fiſſata‘.
Leggo però nel Muratori all'ammo- _r.o76;.'(2)., ove della
Sepoltura data in Piſa alla Ducheſſa‘- Beatrice Madre della
Gran Matilde diſcorre ſotto-ilrò. Aprile“ del cita_to~anno . che
riportando i" verſi del' Monaco Donniz-zone* da Canoſſa, dice,
che da quel rozzo Verſifieatore ſi deduce .quanto l'a' Città di
Piſa era all'ora- mercantile"r Ecco i. verſi. di- Donnizzone (3)

= Qui pergir' Piſi”, oidèt illic'mon/Ira' marina'é'e.


= Hat Urór- Pagani:. Turtbir', Lyb‘ieir-'quoque‘, Part/;ir ,
= Sorrlida Caldei [aſimm- ſùa. litora- ferri.
Soggìugne‘ di più il' Muratori' così' (4),.-- Ma. benÎſiÎ capiſce,
che era Piſa in. queſti tempi un ſámoſo Emporio,- e Porto
franco , dove` erano* ammeſſi‘ gl’l’nſedeli Orientali, ed' Miri
cani n Io diſcorro- adunque: così‘. O‘- ſia per: le: runner di Luni a
e

ſi) Murat'. Ann. d' lral. ann-915.


(a) Muratori Ann.. d’italiazann. 1016“.
(o) Donnizo Mom in Vrta- Mathild. lib. I'. cap'. ao.
(4) Muratori Ann. d'italvàmo M16.“
184 ISTORlA
e Populonia nel principio -del nono.- Secolo accadute,-o ſia
per la ſventura di Genova nel Secolo decimo ſeguita, ſi ſe’
Piſa un’ celebre Emporio, ( come già lo‘fu a'tempi (i) de’
Romani); da Carlo Magno in poi, e cogliandò creſcendo (a)
per più Secoli a cagion del Commercio , talchè nel duodecimo
Secolo ebbe gl’iſteffi Imperatori Greci Iper tributari 'con an
nui cenſi (3), laonde pare *che-la ſua popolazione. e creſcit
mento poil'a fiſſarſi- più ſicuramente dopo -la- da me ſoppoſta
caduta di Luni-,. 'e Po'pulonia nel principio-del. nono Secolo;
la 'quale poco diflà dalla deſolazione di .Genova per.|e…armi
'de'Sáraceni . tanto più che ~nell' undeci-n-io` Secolo. (4). ebbe
Origine il Governo Repubblicano di Piſa, e.Genova con Fi
renze. benchè di queſt’ ultima creda il Muratori (5 )- che più
tardi incominciaſſe .
Ma -di Livorno coſa mai diremo? Forſe che ſi popolaſſe
di gente da Luni. e Populonia venute' dopo la diſtruzione
dell'una. e dell’altra ad abitarvì? Il P. Magri lo dice . Ma
e dove abitar dovevano quelle genti da Luna , e Populonia
venute, fe Livorno era allora un miſero Caſtelluccio? Forſe
in Porto Piſano? Con che contante ſoſtiene ciò -il noſtro Au*
tore? Son coſtretto ripetere ciò. che’ il gran Muratori. (ct-ille
in' diverſi luoghi de’ ſuoi Annali`(6) d’Italia; cioè , che l’aſ
ſerir le coſe ſenza prove .in contante non è diverſo dal fab
bricar nelle nuvole .
Per -la vicinanza poi di Livorno al Porto detto Piſano
e perchè da eſſo dopo l’anno ”54. Styl. Piſ; , e dalla Foce
d’Arno sì per 1’ avanti , come dopo per più Secoli uſcirono
i Legni, o fieno ‘le Galeocte Piſane -o -per combattere le bari
ba

(I) Noris (Te-not. Piſ. Chimentell. De Honore Biſelliio


(2) Riccobaldi del Bava ſop. l'Orig. di Volter- pag. 7t. Edit.. di Fit.
dell'anno r7;8.
(Il' Muratori Ann. d’ltal. Med. *Avi -Tom- a. Diſſert. XXX.
(4) Srgon. de Regn. ltal- lib. 8. ›
(s) Muratori Ann. l'Iral. anta-»1004. ›
j (a) Muratori AnnL-dfltal. in più luoghi. ove refer: il Conte Bernar
dino di Campello nella ſua [Rom -diſsgfo‘ffig
DiLrvORNo. 1‘85
bare Nazioni, o per dilatare il Dominio, e il commercio ,
certo è, che i Piſani dopo aver fatto le Torri al Porto'loro,
ſu cui avevano prudentemente poſio l’ occhio ſul timore della
inſiabilità della Foce d’ Arno , e ſulla conſiderazione anco—
ra, che il detto Porto, conforme ſervito avea all’ antica Gre
ca , poſcia Lidia Piſa, e ſotto i Romani, Goti,e Longobardi,
cosl ancora ad efli avrebbe potuto infinita utilità arrecare , _
avranno ſtudiato in avvenire di ampliare , ed accreſcere Li—
vorno, e la popolazione , perchè era quelli come il braccio
e ſalvaguardia del Porto loro (i) , ma innanzi al 1154- Styl.
Piſ. dove ſon le memorie , i contratti , che parlino di Li
vorno? Cominciano queſte (z) l’anno 720., il ſeſto anno di
Gregorio Il. Papa. il quarto dell’Imperator Leone [ſauro,
e il primo di Coſtantino Copronimo, e l’anno nono di Fla
vio Liutprando Re de’ Longobardi, ma di Livorno nulla ra
gionano. Solo all? anno 1017. ſe ne diſcorre (3) la prima
voll'a per riguardo alla ſua vicinanza a Porto Piſano, e ri
guardo a’Marcheſi, ſeppure lo erano, di Livorno, e nulla
Più (4)- _ ñ
Solamente nelle Memorie Piſane del Tronci (5) all’anno
1030. li legge, = che avendo inteſo i Piſani, che i Sara
ceni preſo avevano Cartagine, uſcirono dal Porro di Livorno
con cinquanta Galere, che meglio ſi diranno Galeotte per
riprenderla, = e Sigonio (6) ſenza nominar Livorno anch’ eſſo
il dice, ma io credo coll’ Annaliſia d’Italia, che di tal’im
preſa ſi poſſa dubitare (7), quantunque (parole del citato
Scrittore) Tronci con altri moderniſotto queſt’anno parli
di tal’impreſa con deſcriverla, come ſe egli vi ſi foſſe tro
vato preſente =. Sicchè coll’ autorità del citato Scrittore pa
Aa re ,

(i) Poggio Iſlor- Fior. a 24.


(a) Murat. Antiq. [tal. Med. IEvi tom. 3
(3) Murat. Antiq. [tal. Med. Aìvi Tnm. 3- col. lo”.
(4) Morar. Anti: Eſicnſ. P. i. 15501.”. :60. 6t Antin Italo MedJEvi
Tom- 3- nei. ~
(s) Tronci Ann. Piſ. pag. r4.
(6) Sigonius de Regn. ha]. lib. 8.
(7) Murat. Ann. d’ltal* ann. rozz
186 ls-roniA
re, che li poſſa dubitare di tale ſpedizione per Cartagine . e
molto più che partiſſe dal Porto di Livorno , e più perchè
lo dice il Tronci . ſeppure non preſe Livorno parte del Porto
Piſano per il Porto Piſano ſteſſo prendendo una parte per il
tutto, come per la Nave la poppa fi prende.
Che ſe da Livorno inteſo* per Porto Piſano nella guiſa
da me di ſopra ſpiegata li fe’ tale ſpedizione , che io coll’An
naliſta d'Italia non credo, perocchèi Piſani allora ſervivanſi
della Foce, o Bocca d’Arno, e per molto ſpazio di tempo
dopoi ſe ne ſervirono, queſta ſarà ſtata fatta da’ Piſani per
ſalvar dall’incendio, in cui in queſt'anno rogo. perl la Città
ſteſſa, come ne’ vecchi Annali di detta Città (i) ſi legge
= Anno MXXX. in Nari'vitate Domini Piſo exufla e/il I. i loro
Legni, così levandoli fuora del loro grand’Arſenale, e man
dandoli in falvo a Porto Pifano. Di Livorno però penſi chi
legge cofa in tal cafo dir lì debba, ſe non -ſi prende per una.
parte, e braccio del Porto Pifano.
Dal tempo bensì della riattazione dell’ antico Porto Pi—
ſano accanto a Livorno conoſciuto , ed eſaltato daGreci, e da
Latini, e che era in eſſere a tempi di Carlo Magno (a), qual
riattazione ſegui l’anno ”54. (Stil. Piſî) (3) da quel punto
in poi, io dico, incomincia a trovarſi alcuna nomenclatu
ra particolare, e preciſa di Livorno , ed a vederſi alcuna di
ligenza della Pifana Repubblica per Livorno, e per la ſua
popolazione, il che è conſentaneo alla ragione, perocchè ſo—
lamente quando riconobbe la Repubblica Piſana l’importanza
del Porto da ſe riattato, e riſtorato, mentre prevedde, che
non ſempre per la Foce d’Arno avrebbero i ſuoi Legni po
tuto avere l’ eſito in Mare, e dal Mare il libero ritorno in
Piſa, allora venne ad eſſer da eſſa alquanto .nputato. e al
lora l’ antica di Matilde Torre, o Rocca da’Genoveſi del ri 18.
de

(r) Annal. Veter. Piſ. in Tomo VI. Rer. bal.


(a) Aimoinus Francicar. Rer. lib. 4. cap. 9. Paul. Diacon. de Geſt.
LongOb. lib. o. circa ſin.
(3) Anon. Aut}. Comp. Iſlor. Pîſ. Toni. 6. Scr. Rer. Ìtal. col. 171
olLrvonNó. 187
demolita qual braccio del Porto, e ad eſſo allato (i), fu
rimeſſa in piedi per ſalvaguardia del Porto ſuddetto.
Infatti dopo la edificazion delle Torri di Porto Piſano.
e dopo la riattazione della Rocca di Livorno, e dopo la edi
ficazione del Fanale. o Faro, o Lanterna nella Scogliera
della Meloria cioè dopo l’ anno ”54. Styl. Piſano , in
comincia a trovarſi la memoria, e nomenclatura di Livorno
nelli Storici , e ne fanno fede l’ Anonimo (2) Autor del Bre
viario della Storia Piſana all’ anno 12.69. , che ne ragiona,
Tolomeo da Lucca (3) , Monaldi (4), Goro di Stagio Dati
(5), Simon della Toſa (6). Gio. Villani (7), Giovio (8),
Poggio (9). e mille altri, che or noverar non ſa duopo.
Nelli Statuti di Piſa fatti compilare dal Conte Ugolino
della Gherardeſca l'anno 12.84. li legge la diligente atrenzion
de’ Piſani dopo la ſeguita diſtruzione ,di Porro Piſano, e Li
vorno l’ anno [2.68. Styl Comune (to) per le Armi di Carlo
d’ Angiò già coſtiruito Re di Napoli per riparare le ruine, e
danni da Livorno ſofl'erti. Fra le altre alla Rubrica 85. ſi
legge = di porre in Livorno un Capitano , o Iuſdicetire, e
un Livorno.
Notaio sil diquale
non non
condannare, nè ſar condannare alcuno
di ſia ſtatſſo preſente al parlamento far
ro, o da farſi in occaſinne di leggere le condanne, per eſſer
quelli la maggior parte Marinari , e che poco dimorano in
Livorno = di dare a chi è venuto in Livorno ad abitare la
Aa a ~fran~

(l) Goro di Stag. Dati MS. nella Magliabech. Targioni Tom. a.. Viaggi
Tom. a. pag. 8. -
(a) Annn. Auéi. Bremj-llflor. Piſ. Tom. 6. Scr. Rer. ltal. col. 198.
(z) Ptolom. Luc- Annal. in Tom. Xl..Scr. Rer. Ital. col. ”86.
(4) Monaldi Diario all'anno 1364.
és) Goro di Sergio Dati MS. nella Magliabecblana.
6) Simon della Toſa Cron. pag. r4!.
(7) Gio. Villani lib. 7_. lſtor. Fior. capñ aa. _
(8) Ginvio lib. 16. e :9. della Ilìoria tradotta dal Domenìclu.
(9) Poggio lflnr. Fior- cart. a4.
(io) Anon. And. Brev. Hifi. Piſ- col. [98. 'rom-6. Scr. Ret. [tal.
rSS ’ [STORIA
franchigia delle Gabelle , Preſtanze , e altri ſervizi Reali ='Che
ſi muri Livorno‘, mentre prima non era murato , come notò
Targioni (t), e prima di eſſo il Croniſta (z) Piſano, = con
buone. e convenevoli muraglie, = alla Rubrica 129 ſi ordi
na agli uomini di Livorno di accorrere quando ſentiranno
ſuonare per tre volte a (lor-mo la Campana della Macchia per
dare aiuto alli Uomini, che nelle Macchie dimorano =
Al Libro quarto de’ſnddetti Statuti Rubrica 27. ſi noca
più ſpecialmente la diligenza de’ Piſani in riguardo aLivorno.
Si comanda in eſſa, che ſi faccina aprir li Aquìdotti di Li
vorno, e del ſuo Territorio, acciò le acque ſcolar poſiino
nel Mare , come pure di far riattare, e rifare le vie poſte
nel piano di Livorno, come anco viene obbligato il Capita»
rio , o iuſdicente di quella Terra di ſar ſpianare dalli Uomini
del Comune ſuddetto, e ſar riempier la foſſa, che è nella,
Piazza del detto Comune di Livorno, anzi è da notare, che
dopo aver Carlo d’ Angiò del 1267., o 1268., o 12.70. ſe
condo (3) alcuni Scrittori , e i Genoveſi, Luccheſi , e Fio
rentini del 1289. ſecondo Targioni (4), edel n.90. fecondo
il noſtro Campione detto Nero , che ſi darà all' ultimo del
preſente Volume ſotto lettera A, rovinato Porco Piſano, e
Livorno , non fu riſiaurato Porto Piſano ſe non ſe nelle abi
razioni de’ Preſidi, de’Doganieri, e forſe nella ſola Chieſa di
S. Niccolò (5), ma per lo contrario ſu riſtaurato Livorno altra
parte, e braccio di Porto Piſano, ed in eſſo ſi ritirarono ad abi
tare coloro, che prima lungo i] ſeno del Porto abitavano,e
benchè danneggiato foſſe di doppo Livorno più volte , è fiato
con gran facilità riſiaurato, e dilatandoſi poi ſucceſſivamente
e giun

(r) Targioni Tom. 2. Viaggi pag. 43.


(t) Monum. Piſ. in Tom. IV. Str. Rer. Ital‘ col. [044.
(3) Ptol. Luc. Ann. in Tom. Xi. Scr. Rer. ira]. col. 1286. Tronci
Anna]. Piſ. pag. 224- Anonim. Chrouifl. Piſ. apud Excell. Dominum de
Centilrbns.
(4) Targioni Tom. a. Viaggi ec. pag. 47.
(5) Targioni Viaggi ee. Tom. a. pag. 45
DlLlVORNO. 189
è giunto all' ampiezza , in cui di preſente ii trova (I). Adun
que tutto ciò , che il P. Magri afcrive a Livorno , prima della
riattazione fatta dalla Repubblica di Piſa del Porto detto Pi
fano , parrebbe , che prudentemente porre ſi poteſl'e in dub
bio, e ſorſe ancora francamente negare , poichè quantuuque
prima della riattazione , o fortificazione dell’antico Porto
Piſano fatta dal Conſole Grifi ii legga nominato, e celebrato
un tal Porto (2), mai però vi li legge nominato Livorno,
0 Labrone. quantunque ad eſſo vicino, ſe non le dopo il
1154. Styl. Pil:
Conviene adunque dire, che Livorno preſe voga, e no
me allora quando ne fu da’ Piſani incominciato a ſar (lima.
per la vicinanza a Porto Piſano, munendolo, e fortificandolo
per guardia del Porto medeſimo, lo che non ſu conſiderato
ne ſecoli avanti, perchè, oltre di eſſere ampio, ne interrato
il detto Porto Piſano, e capace di dar ſicuro ricetto a molte
Navi (3) ſenza aver duopo di Livorno, per ancora, e per
molti ſecoli dopo il ”54. (Stil. Piſ.) ſi ſerviva, e (i ſervi
Piſa della Foce, o Bocca d’Arno.
Non intendo già di negare, che la Cala, 0 Capo di
Labrone ſia fiato un Porto , di cui iianii ſerviti i priſchi
Toſcani , e gli antichi Piſani, e i Romani, ciò ricavandoſi dalli
Itinerari preſſo l’ Anonimo Milaneſe (4). anzi sò che in tem
po della Romana Repubblica vi ſi poteva venire a imbar
carſi (5). Diem_ bensì, che Rutilio Numaziano facendo men
zione di Porto Piſano, e nulla di Labrone parlando, bensì
di Torrita. pare, che intender ci faccia, che allora era La
brone decaduto, ed era coſa di poco conto , e che ſolo ſu
qual`

(l) Targioni Tom. a. Viaggi pag. 4;.


(a) Pan]. Diacon. dc Geſt. Longob. llb- 6. circa finem. Aimoinut Rcr.
frane. lib. 4. cap. 9. Rut. Numat. [tin. Marit. lib. t.
(z) Targ. Viaggi ec. Tom. 2. pag. no.
(4) Anon. Medio]. Difl. Corog. de lral. Med. .divi in Ton. lo. Scr.
Rer- Ital. col. 9. lo.
CÌC. lo ‘o
_190 [STORIA
qualche coſa , quando cominciò ad eſſer ſalvaguardia del Porto
ſuddetto allorchè fu riattaro da' Piſani.
Nulla pertanto avendo di biſogno l' antico Porto Piſano
di Livorno ne’ priſèhi tempi, perciò o non fu conſiderato , o
ſu una Cala di Stazione di piccoli baſtimenti, ma dopo la
nuova riattazione di eſſo del ”54. Styl: Piſ. cominciò ad
aver v'oga nel mondo . lo che meglio ſi vedrà, quando ra
gionar dovremo di Porto Piſano.
Segue il noſlro Magri nello ſteſſo Paragrafo X., il quale
ſi eſamina , a dire, che 1: nella ricuperazione di Terra Santa
diede più volte (cioè Livorno) larga ſirada a quel grand'ac
quiſto. Ma e come, io dico, e come mai? Efcendo,=fog
giunge il Magri, :- da queſto Porto poderoſe Navi, e riem
piendo l’ Italia , e l' Europa del ſuo nome .
Ma ciò non può eſſere , mentre nelli Storici , che trat
tano del ſoccorſo, che da'Piſani a Geruſalemme ſu portato ,
neppure una volta ſola la nomenclatura di Livorno s’incon
tra, ſeppure il noſtro Autore non prende Livorno per una
parte del Porro Piſano, come già ſi diſſe. Leggaſi Guglielmo
Tirio (i) riferito da Muratori cogli Annali Piſani, coll’Am
mirato , e Tronci, e nulla ſi troverà di Livorno.
Solo ſi legge nelli Annali di Piſa ſopracitati (z), che'
centoventi Navi, meglio Galeotte, ed altri molti legni da tra
ſporto, e tutti a remi partirono da Piſa, con armi‘, e Sol
dati -per la Santa ſpedizione =Szolu5 Frfimu-J i” Hieruſalem
ivi: cum Navilmr centumoigínri: I legni, i quali andarono in
aiuto dell’Armata Criſtiana in Terra Santa da Piſa, benchè
gli Annali Piſani li chiamino Navi col Magri, e il Tronci
Vaſcelli , dico, e provo, .che erano Galeotte, e che uſcirono
dalla Foce, o Bocca d’Arno, e non da Porto Piſano, e con
ſeguentemente da Livorno a Porto Piſano contiguo.
Che

_ (r) Wllelm Tirius zlib. 3. Murat. Ann. d’ltal. all’ann. [ooo-Anna].


Piſ. Tom- 6. Sen-Rer- In]. AmmirarJſior. Fior. Tronci Ann. ?lr-pag. zz.
(a.) Anna]. Piſ. in Tom. VI. Ser. Rer- ltal.
Dl LIVORNO. 191
Che foſſero Galeotte, lo ricavo da Tarcagnotta (i). il
quale all’anno 1098. narra eſſere ſtate 18. delle Galere de’
Piſani Croceſegnati predate da Perſiani, che con 50. legni oc
cupato avendo Rodi ſi mantenevano in quell' acque piratando,
le quali poi dall' Armata de’ Veneziani ricca di zoo. legni di
varie forti comandati da Monſignore Errico Contarini Veſco
co , e da Michele figlio del Duca, o ſia Doge Vitale (a) ri
tolte li furono , e liberati 4. mila Soldati Piſani.
Se adunque del 1098., fecondo l’aſſerzione del citato Au
tore, 18. Galere de Piſani Croceſegnati furono da Veneziani
ritolte a Perſiani, ne viene di legittima conſeguenza . che la
ſpedizione per Terra Santa fatta da Piſani conſiſteſſe in Ga
lere, o ſia Galeotte, come chiaramente il Vecchio Arſenale
di Piſa dimoſtrane vani delli Archi , nell‘ anguſtia de quali ſo
lo Galeone. e non Navi, ne Vaſcelli, ne Galere edificar li
potevano (3)
Che partiſſe queſta Flotta de’ Piſani dalla Bocca d’Arno,
che era allora più capace di Navigazione, fi prova chiara
mente , poichè le Galere de Piſani eſcivano da Piſa, ove ſi
fabbricavano (4) per Bocca d’Arno. e per Bocca d’Arno in
Piſa cariche di Spoglie nemiche, edi prede de’Barbari, o di
merci ritornavano (5), ma quello, che prova con più forza
è, che al luogo ſopra citato Targioni ſttſſo (6) difcorrendo
dell'impreſa fatta da Piſani di Eviza, e di Majorica, (mentre,
come ho altre volte detto, ed aiſuo tempo {i ripeterà, Mi
norica ne allora , ne da Piſani fu preſa.) nel principio del Se
colo duodecimo nomina il Tronci (7), e ove dice, che n i
Vaſcelli a Foce d’Arno per il troppo peſo portarono perico
lo,

(i) Tarcagnotta Iflor. Univ. part. e. lib. 11. pag. 454.


(i.) Tarcagnott. luog. ſop tir.
(z) Targioni Tom. a. Viaggi pag. 4.
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 168.
i” Targioni Viaggi Iom- a. pag. 4
6) Targioni luog. ſop. tit
(7) Tronci Ann- Piſ. pag. 45,
192, Is'ronta
lo, e biſogno alleggierirli .-_ ſpiega dicendo. che erano Galeor
te (I), e non Vaſcelli , e ne Frammenti della [ſtoria Piſana
ſi legge :che l’Armata Navale de’Piſani prima della rotta
ſirepitoſa datali da- Genoveſi nel 12.84. (z), ebbe molti ſegni
rei, fra quali l'Armata illette in Arno a SanElco Roſſore die
dieci, che non potette uſcir di Foce.
lo diſcorro adunque così. Se del 1284.. .vale a dire cento
ottantadue, o ottantatrè anni almeno doppo la ſpedizione, che
i Piſani fecero per Terra Santa (3), facevanſi per la Foce
d’Arno le ſpedizioni, deeſi tener per certo che per la Foce
d’Arno ſi faceſſero per l’innanzi, perchè eſſer doveva più
navigabile il fiume negli anteriori tempi, che ne’poſteriori ,
ne’quali tante cauſe andavano col decorſo del `tempo concor
rendo a renderlo meno capace di navigazione .
Non intendo però negare, che uſciti di Foce d’Arno
gli Armamenti Piſani non andaſſero alcune volte o per i tem
pi contrari, o per qualch’ altra cagione a porſi in ſicuro a
Porto Piſano, poichè Guidon’ di Corvaja all' anno 1285. lo aſ
ſicura dicendo (4) Anno n.85. dic zz. ?olii difla Armata ,
cioè l‘Armata Navale de’ Piſani, exivr'r de Faure Ami, (9‘
ivi: ad Portum Piſanu”: =, e così nel ritorno non nego, che
per alcuno incidente non ſianli potuti fermare a Porto Piſa
no: dico però, che la maggior parte delli Armamenti Piſani,
e ſtarei per dire ancor tutti eſcirono per la Foce d’Arno, e
per eſſa in Piſa ritornarono.
Un’altra prova più forte circa l’ uſo delle Galeotte nelli
Armamenti de’ Piſani per Bocca d’Arno, e non per Porto
Piſano ricavati:
Primo da Sigonio (5), il quale quantunque notato venga
dal Muratori (6) d’eſierſi appoggiato alle moderne Croniche
di
(i) Targiooiluog. [op. cit.
(a) ſtagni-Hot. Piſ. inter Scr. Rer- Ital. Tom. :4. col. 648.
(3) Ann. Piſ. Tom. 6. Rer. ltal. Muratori Ann. d' Italo ann. to”.
(4) Guidon di Corvara Tom. 24. inter Scr. Rer. Ital
éz) Sigon. de Regn. ltal. lib. 4.
6) Muratnri Ann. d’ltal. ann. 1070.
DILlVORNO. 193
di Piſa, che ei dice non eſſere indubitate, pure ſerve a me.
per provare il mio intento _per ciò , che riguarda le Galeotte,
e la loro entrata , cd uſcita per Bocca d’Arno. Dice adunque
cheiGenoveſi e-ſacerbati per la guerra in Corſica da’ Piſani an
darono con dodici Galere (vuol dir Galeotte) a bloccare.
(notiſi bene) non Porto Piſano, ma la bocca d’Arno, e che
uſciti (cioè dalla Foce d’Arno) i Piſani con altre dodici Ga
lere (diremo Galeocte) ne preſero ſette de’ nemici nel dl di
S. Siſto.
Secondo dal racconto, che all’anno ”anſa Muratori (i)
colla ſcorta delli Annali Piſani, il quale dice , = che i Geno
veſi vennero all’imboccátura d’Arno (notiſi bene) con zz.
Galere, e i Piſani gli aſſediarono , e miſero in rocca colle
loro =
Terzo dal Tarcagnotta all’anno 112.7. (z), ove dell’aſ
ſedio, e aſſalti dati a Piſa da’ Genoveſi diſcorre , per cagion
de’quali ſeguì accordo di dovere i Piſani .sbaſi'ar le Caſe di Pi
ſa fino al primo Solajo, dice, che furono ottanta Galee de’
Genoveſi, che entrarono a’ danni di Piſa per Foce d’Arno,
ma non dice, che andaſſero a Porto PiſAno, bensì a Vada,
lì‘l’iombino, che preſero , e ſpianarono, ne porcrono i Pi
ſani farli oſtaculo per non eſſer potuti uſcire (nociſi bene)
dalla Foce d' Arno. Laonde pare che poſſa ſicuramente dirſi,
che non Galere, ma Galeone erano quelle de’ Piſani, e non
Navi, nè Vaſcelli , e che non da Porto Piſano uſciſſe@ ,
ma da Foce d’Arno, e ivi 'rienrraſſero per eſſer poſſe nel loi-0
ſolito Arſenale , e che perciò di quello, che il P. Magri ac
tribuiſce in tal’ occaſione a Livorno , nulla li compera . e ſe la
Repubblica di Piſa ſi ſervì di Porto Piſano, ciò fu quando
non porcvaoo entrare le ſue Galeotte per la Foce d'Arno in
Piſa, perocchè il detto Porto era Stazione per li eſteri Ba
ſiimcnti , onde venir poteſſero. e fermarſi a comerciare, e
Bb per

(I) Muratori Ann. d'iraſ: ann. uu.


(l) Tarragona. Iſìor. Umv. ann. ”a7
194 Is'ro'xrn
per eſſa era un ritiro in eaſn di biſogno. quando entrar non
pocevano in Piſa per Foce d’Arno `le ſue Galeotte .
Giacche il noſlro Concellita ci ha condottró a parlare
della ſpedizione de' Piſani per Terra Santa, dir conviene di
più, che i] Comandante di tale Armata fu Ildebrando Matti
Conſolo , e non Cu‘cco de’ Ricucchi, come egli ſcriſſe (i) fotto
il ſupremo comando (2), di Daiberto Daimberto. o Dago
berto, conforme leggono molti (3),. Aeſcovo di Piſa . come
nelli Annali Piſani lì legge che cosL-dicono = De quo. Srola
(cioè Flotta ,4 che tanto vuol dire Sruolo in lingua Italiana (4)
de’ Soldati Ctoceſegnati Piſani) Daióermr- ejuſa'em Eccleſia Ar
chiepxfiopur fuit duéîoi". ó* Dominus; =. Qieſlo Daiberto da Ur
bano ſecon o_ a iſlanza'della Conteſl'a Matilda ,. cioè l" anno
1092., non l" ”30. lotto. Innocenzo Secondo, come Vuole il
Platina (5),. coſlituito venne in dignità` d'Arciveſcovo (quan
tuuque Fiorentini nella ſua Matilda (6). lo voglia coffituìto in
tal dignità l’anno. 1095-., col|.` autorità di Bertoldo (7) Co.
ſlanzienſe ), ſottoponendolii' Veſcovi di Corſica (8). i quali
poſcia , perchè 'non- vollero lÎArciveſovo di Piſa riconoſcere,
furono l’ anno ”18. da Gelaſio ſecondo Sommo Pontefice
all’Arciveſcovo di Piſa riſottopoſti, lo che meglio ſi vedi-i
alla Diſſertazione ottava.
Coſtituito ancor venne Daiberto ſecondo Bertoldo C0-—
ſianzienſe (9) Legato Apoſìolico l’anno 109.5., come_ ancora
nelli Annali (ro) di Piſa ſi legge, e giunto'ivi ,_ dopo la preſa
della

(i) Magri' Orig. di ,Livorno pag. th-Mta 8..


ſa 'fronti Ann; P|ſ~ pag. 5;
(i; Dania-:mio in Ann. Piſani-Toma. Rer. [tal. Dagobcrtus apud Berrh.
Comiamienſ. ad ann. 109 z. Daimbertus apud Raphael. Mali. lib. z. Geograph
(4) Muratori A'nn. d’ſtal. ann. to”. ’
(5) Platrna in Vita Innoc. ll.
(6) Florentinius Vita Mathil. lib.:. pag- 263. _
(7) Berthold. Conflant. Append. ad Herman. Contrflnná-Ìto”. Compi
latore Urſhgo Baſihenſi ad ann. rooz.
(8) Muratori Mm. d'rnal. all’ann. [093.
(9) Berthold. Confl. Append. ad» Hermann. Contr. Compilatore Urlligio
Baiilicnii ad ann. ”095.
(ro) Anna]. Piſan. Tom. 6. Ber. Ital
ai LivonNo. 195
della Santa Città (i) ſu eletto Patriarca della medeſima.
Odanſi li Annali Piſani (z) ſopra menzionati = Qi umc rem
porir , parla di Daiberto , in Hitmſhlem Patriarca ”man/it :
ed eſſendo fiato aſſunto al Regno di Geruſalemme l'inclito
Duca Gorrifredo gloria dell’invitta Stirpe Lotaringica volle
eſſere dallo fleſſojDaiberto coronato _di corona ’di -Spine, e
non di oro, lo che farà vero , ma allorquando il Piſano ſtuolo
giunſe a Geruſalemme, cioè dopo 'la preſa .di detta Città , ſul
,che -leggaſi Guglielmo Tirio (lib. 3. e Muratori nelli Annali
d’italia .ann. 3099.) .(3). Qiefio Daiberto fu poi-depofio dal
Re Baldovino ‘l’ anno 1103. (4).
.Moltiffimi ancora furono i legni da traſporto, che di
Piſa partirono. come il Tronci <5) aſſeriſce. ſotto l'anno
1095.., e ſorto l’anno .1098. dice, che (6) iVo'lterranÎ no
leggiarono .dai Piſani due Navi groſſe, cioè-'Galeotte mag
giori delle comuni, per porta-re i loro .SoldatiCroceſègnati in
aiuto .dell’Eſercito _in Terra 'Santa, .come riſulta dal Contrat
to, -che nell’ Archivio della Comunità di_,Volterra conſervaſi
dato -de’ 27. ?Febbraio del :1098. rogato-;ſda‘ Ser Buìamonte ,
Arrivarono i Piſani a Coſianrinopoli, eil Tronci dice, che
fecero prodezze contro il Greco Imperatore Aleſſio, che (7)
li ,negavajl .paſſo ;(8) a di più aſſeriſce v, .che ſe lo preſero coll’
armi .alla mano: indi a Nicea narra. che ſi (9) unirono all’
Eſèrcito .di -Gottiſredo . e fiabilifce -la preſa di detta Città di
Nicea il ,14… Luglio dell’ anno 1097., poſcia del 1098. rac
conta 'le prodezze fatteda'Pifani nella ;preſa d'Antiochia (ro),
e dice, che ortennero .da ,-Boemoudo privilegi, fra i quali
Bb 2. quel

(i) Tronci Ann. ‘l’iſ- pag. 36.


(a) Ann- '-Piſ. 'l'om- 6. Ret. ltal.
(3) Tronci Ann. Piſ. pag. 56
h) Berti Brev. ‘Hifl. Eccl. Tour. a. pag. .44. Ste. XI!
(i) Tronci vA-nn. Piſ. pag. 14.
(6) Tronci Ann. Piſ. pag. 3;.
(7) Tronci Ann. ‘,Piſ .pag. a’. ì
8) Anna Comnena in Alexiad. lib. 1.
ſ9) Tronci _Ann. :Piſ. pag'. 34- uve ſe:.
.1”) Tronci Ann. Piſ. ibidem
196 ISTonia
quello d’ una contrada in detta Città per la loro Nazione per
rimunerazione. Finalmente conduce a Geruſalemme coll’Eſer
cito Croceſegnatoi ſuoi Piſani, benchè Muratori voglia , che
non li ritrovaſſero preſenti ne i Piſani, ne i Veneziani, nei
Genoveſi alla preſa della (1) Santa Città, quantunque prima
della conquiſta di eſſa cadauno di queſti Popoli colle loro
Flotte ſi moveſſe verſo quelle parti , e la fa reſa all’ armi
de’ Criſtiani il di i4. Luglio dell-`anno,1099. (a) e Muratori
con Petavio il i5. di detto meſe colla guida di Guglielmo
Tirio (3) Vi è anco di più, che ove tutti gli Storici dicono
eſſere ſtato Gottifredo Buglione , Baldovino, ed Euſtachio
ſuoi Fratellii primi a ſalire ſulle mura di Geroſolima, vuole
il Tronci col ſeguito di tutti li (4) Storici, e Manoſcritti
Piſani, che foſſero primi a ſalirvi Cucco de Ricucchi, e Co
ſcetto dal Colle Piſano, aſſicurando cio.- li Annali Piſani poco
prima citati, il Martini nel ſuo Teatro (5) della Baſ. Piſ. e
l’Orlendi (6), riportando il ſopracitata Tronci (7) una Scri
zione ſcolpita in Pietra ſotto l’arco della Porta della For
tezza di Marc di Livorno detta Fortezza Vecchia, che dice
così
10 CDSCETTO DA COLLE PISANO FUI IL PRIMO A SALIRE
SULLE MURA DI GERUSALEMME.

E per conciliare inſieme gli Storici univerſali co’ ſuoi Piſani


co

1) Muratori Ann. d’lral. ann. i099.


(a) Muratori Ann. d’ltaſ. ann. 1099. Tarcagn. lſtor. Univ. part. 1.
lib. 11- pag- 45. -
(z) Muratori ibidem Petav. Rai. Temp- part. 1. lib. 8. cap. i9. Willel
luis Tirius 8. cap. :4.
(4) Tronci, Ann. Piſ. pag. 37. Annal. Piſ. Tom. 6. Rei. Ita]. Anon.
Auól. Cnn-.pHſlor. Piſ Tom. 6. Rer. Ital. eol. 1.71. Anon. duci. Brev.
Hillor. Piſ. intr. Scr. Ret. Ita]. col. i73. Ronrionififlnr. Piſ. MS. iii Bibl
Magliab. Marangone MS." cditus, 6: MS. Piſ. apud Equitem Perd- Sproni.
Martini Theat. Baſ.Piſ. pag. 4!
(xl Martini Theat. B:ſ. Piſ. pag. 86. '
(9) Orlendius Orb, Sat. & proph. part. 1.. lib. z. cap. 1’. pag. 843.
(7) Tronci Ann. Piſ. pag. 37.
DlLIVORNO. 197
così ragiona ,, Per ſalvare l’ una, e l’altra parte potrebbe dir
,, ſi , chei due Piſani foſſero ſiari i primi dalla lor banda,
,, e il Duca Gottifredo dalla ſua ,,.
Io non b, che coſa dirmi ſu ciò, e per queſto decida
chi legge.- poichè ſe a me toccaſſè il giudicare ſu tal punto
più toſto al Muratori , che a qualunque Storico Piſano darei
aſcolto. ’
Ma frattanto de’noſtri Livorneſi nulla ſi parla. Eſſer
può, che quelli o Marinari. o Arteſici, o Soldati, che da
Livorno andati faranno a-Terra Santa per rale ſpedizione,
lo che congetturar poſſo, ma non provare, ſapendoli (i),
che i Piſani ſcelſero i più valoroſi combattenti, che aveſſero
nel loro Dominio, ſianſi anch’_eſſi ſegnalati ſe non comei
Piſani . almeno quanto poterono ne’ loro impieghi; ma con
-tutto queſto poco toccar può a Livorno, quando non man*
cano Scrittori (a), e di prima Claſſe , che provano nulla toc
car di gloria nella preſa della Santa Città di Sion tampoco
a’ Piſani, ove non trovaronli.
Di Cioce fa menzione il P. Magri in quello Paragrafo,
ove dice = di che li gloria della Croce la Città di Pila = e
nella Nota Ottava (3) ſr ſpiega, che vuol intender di quel
Crocifiſſo, che, fama è, nell'aſſalro di Geruſalemme parlaſſe;
in ordine a che dico, che di Crocifiſſi ſi fa menzione dalli
Storici Piſani, e particolarmente di quello. che rivoltatoli a’
Piſani n-:ll’aſſalro di Geroſolima parlò dicendo (4) = ſeguire
Criſtiani, che avete vinto =, e il Martini (5) lo pone nel
Catalogo delle Rcliquie che nella detta Baſilica ſi conſervano ,
e alla pubblica venerazione li eſpongono così dicendo = Crux
ento i111' piva-ima cſt cm” imaginc Rede.w_,.|rorir; ba‘c ad P-ſhnor
.diem/'11” ſocie-m convcrriffè dich-rr m Hieru/alem expugnalioue ,
u:
n— un.. A

(I) Tronci An.” Pi:.~ i:: a.),


(z) Murat. A"n. d'i-Î. AUS‘,- ie”
(z) Magri (Pratt. di liv. pag. .81.
(ci Tronci Ann. ("il tuo ts.
(5) Martin. Theat- Bat'. Piſ. n. :6. mg. 37.
A
198 Is'ronlx
a” infra 0':. e alla pag. 86. (r) parlando della detta Imma
gine cosl s’ eſprime . Ha: in acerrimo oppugnalione' jinguleri
favore Cbri/ìianornm exerrirum. D. 0. M.. pro/equal”: ef} ,- nam
in altera ex pradiflir Turribu: eum adr-ff?! Vexilli er Piſanur .
qui in culmine baſic ip/iufinet Vexilli aeneam' Cruri/ixi effigiem
gerebat , bar eonnerja balla, vultum ergo ip/iun latorem. ac mi
lirer poll ipjiun [equenrer oertit, (a' elara voce inquit = ſeguite.
o Criſtiani. che avete vinto = quod ó* rei probavir ó'c. , e
alla pag. 87. (a) ſoggiugne - Qui ma: geflanda Crucis in Dir
c'e/i Piſana fervamr . Crux illa amea rum Crucifixi imagine bare
in Ba/iliea maxima Civium veneratiane colin”, ac ”dem quo*
:anni: (il dl 13. Novembre) infine firpradide Proeeffiom'r mi*
liber de Clero , ruilibet de Serrara , .:ſcleri/Que Piſani: .Magiflra
tibi” eomiramibur deo/culanda porrigitm‘.
Nell’Appendice all’Opera ſuddetta il citato Autore dice
eſſervi una Lettera Pontificia di Gelaſio ii., in cui dallo .fieſſo
Pontefice -ſi rammenta colle altre Reliquie eſiſtenti nella Pri
maziale Piſana anco queſta immagine.
Fra le Tavole in Rame nell’ Opera ſurriferita del citato
Martini (4) ſi vede impreſſa la figura della predetta Croce,
e Crocifiſſo colla ſeguente iſcrizione .= '

IMAGO CRUCIFIX! rx una, ogm ,AD PlSANOS MiLlT—ES


CONVERSUM IN HiEROSOLIMiTANA OPPUGNATiONE _LAME
.as-r VlCTORlAM Pureorxrssa.

Sarà ſtata adunque . ſe vero ‘è ciò, c‘he il Muratori dice (5),


eſſer fondamento dubbioſo -quello, ſu cui aſiicuraſi, che ..ſi
trovaſièro i Piſani- ali’eſpugnazione di Geroſolima, .una po
polar vociferazione, .detto ,ſempre `con ogni oſſequio, .che
.quel -
’f 7- ’r

ſi) ‘Marffii‘ſibidem pag. 86,


(a) Martintus tbrdñ-m pag ,87
ſ5) Martin. Append. ad 'fine-1t. ‘Bat'. Piſ. pag. I“.
(4) Mart. T-htat. -Ba-ſ. .'Piſ. 'ſab- 19. n. a.
(s) Muratori Ann. .d'ital. ann. :099.
ntLrvonNo. 199
quel Santo Crocifiſſo parlaſſe, lo che io non ardiſco negare.
ne aſſerire, laſciando a tutti credere ciò, che più li piace.
Secondariamcnte ſi fa dal Tronci (r) menzione del Cro
cifiſſo di Nazaret, e il Martini nel (2) ſopracitata libro così
ne parla = Alteriur vero ex Ligue , qu.:- modo in Div-e Anne
Tampio affì’rvamr, (cioè all’Altar Maggiore della l’rimazmle
di Piſa) ex cade-m tabula num. t. accipier. Ex boe Ligue-0 Chri
jZi' Crucìſixi ſimulacro plura memoramr ſtradali” Tronciur pag.
36. Illud etiam punmr aliqui de tempore zrium Iconamm‘orum
Imperaturum, videlicet Leom'r I/nurr', Con/fanti” Capi-animi‘, ó'
cjuſdem Filii Leanir, 7140 execrabile bel/1m: i” piar_ imagina
exar/ît , ac fiedrffimè *va/latte fuemnt Orientale: Eccleſi-e , pre
mcmaratir ruderibur. obrmum ſui/7?.
Sotto la Immagine di queſto Crocifiſſo , che fra le ta*
vole in Rame è poſta alla. Tavola xxx. num. r. ſi legge la
ſeguente iſcrizione.

Email-:s: Renew-roms- Cnvcmxr mt mono, om E NA


znma'r crnca DECIMUM SAECULUM. ADDUCTUS IN' MA
IORI EchEsrA COLLOCATUS EST ,ñ SED‘ POSTMODUM
ANNO M DLlX. IN AEDEM D. ANNAE S-ACRAM TRANS
LATUS- MAGNA Clint-M. VENERATIONF. commit.
O`ueflo è ciò che ho potuto ritrovare per ilſuſtrazíone dell’oſcuro
palio del noſtto Autore, allorquando nel Paragrafo. che ſi
eſamina, e nella ‘Nora ſotto num. 8. dice = che ſi gloria
della-Croce la Città di Piſa a
l'n ordine alla Statua di Maria Santiſlîma che- nella Città
di Trapani di Sicilia conſervaſi , il P., Magri dice alla ſua
Nota 9. (3) poila da noi al principio di queſta Diſlertazio
ne , che foll'e fatto getto di tal Caſià- dall'Arma-ta Piſana traſ
portata nel ritorno da Terra San-ta nelle acque ‘di Trapganio
e

(t) Tronci Ann Piſ. pag. 36.


(l) Marrinius Theai. _Baſ. Piſ. pag. 87.
(5) Magri Orìg. di Liv. pag. 18;., e 183.
zoo [STORIA
Se ciò vero ſoſſe , dovrebbe eſlèr ſueceduto nell’ anno uoo.,
anno fiflàto dal (i) Tronci per il ritorno de’ Piſani Croce
fegnati alla loro Patria, poichè, ſecondo Guglielmo Tirio
(2) lolo alla fine .dell’ anno 1099- arrivò co’loccorli Piſani
Daimberto Arciveſcovo di Pila, come l’Annaliſta d‘italia
notò al detto Anno (3), nè ſi può credere, che ſubito tor
naſſe indietro la detta Flotta; ſe adunque la Santa Città fu
preſa de’ 15. Luglio dell’anno 1099. (4). ed è vero, ſecondo
li Autori citati, che lo Stuolo Piſano coll’Arciveſeovo Daim
berto vi arrivò alla fine dell' anno 1099. , non ſolamente era
preſa Geruſalemme ſenza di efli, ma pare altresì conſentaneo
al vero, che alcun tempo ivi li trattenefl'ero, e di li par
tiil’ero inoltrato già l’ anno 1100.. e che quello traſporto
della Flotta Piſana ne’ mari di Trapani non poſſa eſſere am
miflibile, perchè da niuno delli Storici Piſani rammentato,
e molto meno il getto fatto della Calia riferita, che privo
è affatto di documenti, che lo aflicurino.
Dice di più il detto Autore Magri, che ritrovata foſſe
.la ſuddetta Caſſa il mercoledi "della terza ſettimana di Va
relima, in cui per la Stazione in Roma alla Chieſa dè SS.
Colimo, e Damiano nell'Orazione , che nell’Ufizio Divino. e
nella Mella ſi recita , ſi fa commemorazione de’detti Santi,
e che da poveri peſcatori ſcoperta foſſe per certa inſolita.
luce, che viddero nel Lido, ove la detta Caſſa era flata tra
ſportata dall’acque. e che, datone da efli avviſo alla Città
di Trapani, accorreifero i primi i Marinati , poſcia il Clero,
e che proceflinnalmente la portaſſero in Città nella Cattedra*
le , e da quello dice eſſer derivato , che quando portar {i dee
in proceſſione la detta Statua, portanla i Marinati per eſſere
fiati i primi ad aoeorrere.
Di

(i) Tronci Ann Piſ. pag. 57.


(i) Willv‘m. Tirius lib 3.
(z) - nraior. Ann. d'Ita! ann 1099.
(4) Petav. Ra:. Temp. part. r. hb. 8. cap. ”
'DILIVORNO. :oi
Di tal racconto neppure una‘virgola ritrovaſi in verun
Autore Piſano ſtampato, o manoſcritto. Dico pertanto . che
’la prima nomenclatura di Reliquie, immagini.. e ſimili tra
[portate da’ Legni Piſani , che leggaſi nel Tronci, ſi è all’
anno 10.35. _in occaſione (i) della preſa dell’iſola di Lipari
(ſeppure queſta ſnſliſte, come notò Muratori (a) all’anno
ſuddetto, ove li fa intendere, che niun veſtigio di queſta
preſa di Lipari trovali nelli antichi Annali (3) Piſani per le
armi ’Piſane colla diſtruzione de’ Saracini, che ivi ſi erano
annidaticon grave .danno- de' Lidi d’Italia. e di Toſcana ſpe
cialmente.) ‘ove,- _fra gli altri acquiſti nel bottino fatto in detta
Città-di* Lipari, il pio, e ſingolatiſiìmo guadagno (4) fu la
ſacra Teſla, e un’ Braccio dell' Apoſtolo. SJBartolommeo, il
cui corpo dall' Oriente dell' 83a. colà traſportato venne (5)`
Nè fu conceſſo il _Corpo del ſuddetto_ S. Apoſtolo (6) da Bcñ.
neventani alle .richieſté d’Ottone III. Imperatore di colà paſ
ſato. nel Pellegrinaggio _, che a’ conſigli dell’Abate“ S. Ron'
mualdo da Roma a Monte Gargano intrapreſe a piedi per
rimedio dell’ anima ſua (7), 'per porlo nella ,Chieſa di S.
Adalberto fatta da eſſo Ceſare edificare nell’l ſola del Tevere
in Roma, mentre li_accorti Beneveinani.. al dir del furti*
ferito Oſtienſe, _a cui più deeſi preſiar fede in talracconto,
che agli altri poſteriori Scrittori, invece del Corpo del (S.
Apgſtolo dieronli quello di _8. Paolino Veſcovo di_ Nola, co—
me _moſtrò il fulgidiſſunoaornamento dell’ Ordine. ſempre ria
ſpetíabile de’Predicatori Cardinale Orſino Arciveſcovo di Be:
neu-anto, che poi fu Benedetto XllI. difelice memoria, ſo
ſienendo (8) .il poſſeſſo `del Corpo _del S. Apoſtolo afaer
C c de’
(I) Tronci Ann. Piſ- pag. 17.
(1) Murat. Ann. d’ Ira]. ann. 1035.
(3) Ann. _Piſ. Tom. 6. Scr- Rer. ſta]. .
(a) Tronci An” Piſ. loc. cit._' Martini Theatr. Bai'. Piſ. pag. v3-).
(5 Gregor. Turonens: de Glnr. Mart. cap. 34. Baronia: in. Nol— ad
Mart. Rom.
(6) Muratori Ann. d‘ iral.-ann.'iooi.
(1) Leo Oſlienſ. in Chron
(8) Orſinius Arch. Benev. in Deſenſ’. Poſſeſ- Corp. Div. 311111.“qu
Benevent. contra Rom.
:o: ls-rexlA
de’ Beneventani contro le pretenlionî de’Romani. Laonde , ſe
vero è. che preſa foſſe l'lſola di Lipari da’ Piſani , li rende
vero ancora aver elli potuto far guadagno del prezioſo telo
ro, cioè delle reliquie del S. Apoſtolo Bartolommeo , che ivi
in quel tempo conlcrvavanlì , lo che fe vero non folle , come
pensò Muratori (i), cad-:rebbe tutto i’ediſizio , lo che io la—
ſcio -agli eruditi Critici invelligare , e decidere.
All' anno 1100. lo fieſſo Piſano Scrittore Tronci (z) fa il
racconto efattil'limo delle Reliquie da’ ſuoi Concittadini portate
da Terra Santa a Piſa donate dal Re Gottifredo al Patriarca
Daiberto. Ivi fono notati iCorpi dei Santi Nicodemo Princi
pe dei Fariſei . Gamalielo Maeſtro dell'Apoſtolo S. Paolo, c'
Abibone uno de 70 Difcepoli del Salvatore , cioè Padre , Fi
glio . e Nipote, come da verſi in una tavoletta al’ loro Altare
vicina nella Pifana Primaziale li riceva (3).
Notano ancora i citati Scrittori (4) un vafo‘ di Porfido.
che diceli eſſere una di quell’ Idrie., nelle quali da Gesù Cri
fio fu convertita l’acqua in vino nelle nozze di Cana di Ga
lilea. Notano un Crocifill'o di Bronzo, che è quello, di cui
li parlò di fopra, e così ancora notano quello di Nazaret, e
moltiflimc altre Reliquie, che il lettor curioſo potrà ne citati
Scrittori ritrovare, ma nulla li trova fcritto della Caſſa di
Trapani.
Raccontano di più Tronci, e Martini (5) il dono fatto
da Ge’lalio fecondo alla Primaziale di Piſa di molte Reliquic,
e all’anno 1202. il Tronci diſcorrendo del ſangue miracoloſo
uſcito da un Immagine (1’ un Crocifiſſo nella 'Città di Barut'i
da Plinio chiamata (6) Felice Giulia , e da Tolomeo , ebStra
o

(r) Muratori Ann. d‘Ital. ann. 1001.


(a) Tronci Ann. Piſ. pag. 37.
(3) Martini Th. Bal. Pif. pag. 19. . ~
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 37. Martini Theatr. Baf. Piſ. pag. 81.
(g) Tronci Ann. Piſ. pag. 59. Martini Appena. ad Theair. Baf. Pif.
"8- (c)95- Plim”
. _ lib.
. iz. tap. 17.
DlLiVORNO. ”3
bone (1) Berito Città nel lido della Fenicia ſotto il Monte*
Libano, celebratiſ'ſima per le Leggi a tempi di Giuſtiniano.
nominata dal citato Plinio per i ſuoi vini, e raccontando che
i Veneziani s' erano nell’acquiſto di Coſiantinopoli arricchiti
di li prezioſa ſpoglia, dice =- l Piſani centinaia d’ anni avanti
ne avevano avuto, e portato lo avevano alla lor Patria, di
cui in diverſe Chieſe di Piſa n’era- ſtata fatta diſtribuzione .
Diſcorre altresì il Tronci (a), d'una Spina della Corona
del noſtro Salvator Gesù Criſto portata da un Cittadino Pi
ſano da Terraſanta, per la cui venerazione, e cuſtodia ſu edi
ticato un’Oratorio ſull’Arno in onore della B. Vergine , e que
lla Spina diè- il nome. al Ponte della Spina, di cui le pile (3)
erano di prima ſiate edificate ..
Sicchè non ritrovandoſi veſligio alcuno in veruno Scrittor
Piſano o ſtampato , o manuſcritto , che poſſa aprirci ſtrada , e
darci lume per ſchiarire il bujo ſu queſta Statua di María SS. ,
che in Trapani conſervaſi , e ſapendoſi , che la citata Statua
era alla pubblica venerazione in Trapani fino dall'anno 1263.,
e che tutt’ora è venerata da quell’ iſolani, e nota a tutto il
Mondo Criſtiano, come narrano il Gaetano (4) ,, il Cavaret
ta (5), il Manno (6), e i] Nobile (7) ,i tutti Siciliani Scrittori,
così per ritrovare più che ſia poſſibile il vero., giacchè coca"
to fuori de Cancelli n’a condotto. il noſtro P. Magri, prendo
per guida nulla potendo avere dalli Scrittori Piſani di lume,
onde chiarificata venga più che ſi può., una tale oſcura Illo
ria , il celebre Autore della Sicilia Sacra Don Rocco Pirro
Palermitano in Sacra Teologia, e nell’ una, e nell’altra legge
Cc a , Doc

(r) (7) Prolomeus Ortelii pag. 69. Strabo Inrerp. Xylandro “b. ro.
Geogrnr-h. pag. 875. Murat. Ann.d’ital. ann. 349. Theophan. in Chronogr*
(a.) Tronci Ann. Piſ. pag. :16.
(3) Tronci Ann. Piſ. pag. 1.16. Roncìonì lncd. nella Magliab- lllor. Pif.
pag. li:.
(4) Caictanus Tom. a. Sand. Siculor.
(i) Baſilius Cavaretta in lib. peculiar. De_MarrI0reo Deip. Virg. Simu
lacro Drcpan.
(6)10annes Mannus in lib. -ecul. &c
(7) Vincentius Nobile in lib.-Dec. &c
O
204. ‘IS’I‘O‘R-I-A
Dottore; Abate Netino, Storiografo, e Cappellano Regio.-Ca
nonico , e Protonotario A pollolico , Cenſore , e Conſultore~nel
S. Tribunale dell’ Inquiſizione.
Aiello Scrittore adunque diſcorrendo 'della Città di Tra
pani,~(r), e della venuta de Carmelicani in quella Città così
ſcrive = .
Drepanum , [ci/ice! Carme/iter. Familia: -lflec tranſmigraw‘r
rm. 1200. circirer ab Oriente, (9’ primum /L'dr'rulam ſhb invoca
tione S. Marie de Parra, cujm‘ *veſtigia ſuperiori etnie viſeban
mr , uh' in poriete depifli eraut aliquot monte: cum Sam‘h': ejujî
dem Ordini ve/Ir'mentis oblfngir fiibm'gri colorir‘indntir, excdrfica
vere. Nunc loeur rſte eſt propbanur . Anno vero Salmi-r 12.40,
24. Men/t*: Auguſti India. 8. ”gnome l’a-Merito dI. Imperatore.
ſèd ex ’MSS. antiqwffimìr, 2’9‘ [tt/forio Monti: S. [/di/mi fa!. I io.
ſito eodem Imperatore anno -t 214. tran/ſere i” [acum Lume, quem ,
(5)‘ agro”: {irc-um dederam Norm-im Ribaldur Drepanim , ejuſgue
Uxar Palma ex Tchili: Notarii Virardi (Autugmp/‘J. m Archi-v.
Eccleſia, é* apud Orlandinum ſol. 59. ) (9‘ Riba/di ſeeunda uxor
Tema dit?” Territorium cham: iói Frati'erfonflmxerant Sacra”:
;idem Sonde Mari-e Annunciata:- dicamm , m5 Vrbe -od p. 1500.
ſhb Monte Erg/ce. Quad divino potiur, quam [tremano lamine fa*
flum eſt . Non pratici enim birre in ipfò monte celeberrime -to
ria: mundi fimum erat -Òlcoſt’a Matrix Ery'cìr , qlke o!) preti*
puam pularimdinem ab arco/i: Ven!” appellaóatur‘. Veneri: fili/u
Ein/x e]] diflur , (o' ipfa -Venerir Erp-cime cognomentm” aecepit .
1d remplum -temporir rmſtt non /òhtm 'eu/m ,- ó' donariir non e]]
immlmttum, {ed -mit‘a etiam *incrementa ſitſeepit ex ‘Diod. Sie.
lib. . .‘ ‘LEnear po/Iea in Italia”: »rum pluribur Trojmzir vmíens plu
rimum illud excoluit, doni/?que variir decor-avi: . Sir/:li quoque
*miti: paſt ſerali: maxima religione, ó' ſttbinde Caulmginen/E’r
boe regione patiti vreligia/iflfme :coluerunt , maxime .omnium Ro
mani totem Siti/iam adepti/igm: at‘g'emeir, -cttneffitte, oe anothe-`
morir etiam. plurimíi' eretti/tram: Totidem illuſttfíffin'mm Fia-mm”
[tra

(i) Pyrrhus Sicil. Sacr. in Òrtpan.- Urbe.


DILIVORNO. 205
pro/imam e]? fcrt'bit Odavitt: Cajt’tamts i” Idea fo]. 6. Ctett’r/t/y
bujtu fitperflttio/ri: Dee _memoria , ac ejm celebri: culti”; ut obli
"teremr endem in regione (conſilio, (9’ fortuna proud dubio e
celo dcſtinatir) marmareum B. Virginio‘ Simulacrum uffi-:bre de
pit‘ium rclzgíoſiffimum [244m [Ponte fixit fede”: . Porro ' m eſſèt in
bue civitate no” modo velut i” Virgin!) Sacrario Anci/;ema Sa”
öitatis , ó' Sllfflſlla? Religioni: , ſèd orlttt in aree prefidium‘ belli ,
(’9‘ paris, oc dmiquc vela! in aperto difirt'minum campa ſignum
confagii › ad quod Drepanmſtr, (è‘ Siculi owner, ac totiar Chi*
ſtíflme Rcipublicz benzine; Itali, Galli , Hifpam' , Alemani , Polo
ni , Ungm‘i , Armeni, Babilonia' mordente: moli: cant?” reme
dium imp/ara”: , atque de rece-ptc': bene/idi: dono pretioſifflma
aurea, m'gmteoque ”ibm-ter gratin: agtmt- Temporum tamm
iuiurt'a , Scriptor’umque incuria baja; Sand-e Imaginis oliver-tm ob
ſèlm” eff . Profec'îo alii cx fama manualità!” ”arl/mt .- quod Navi:
Veneta ab Oriente in Italia”: ſolve”: 'variir ami/1a marcio”: Dei
parw l"irginir ſigno pra-dim oenlorum 'vi in Sicilie Portum Dre
panenfem i067” eſt, ttbtÎ piu”: menſe: navi: morir pt'orelli: coat‘la
detirteóatàr, tandem interim Deo , eju/que Imatre infioimmibur ,
hanno. e‘J' prm'ipue quidttm .Equer Temp/aria; ›( 1': Terre/touche de
flrufit'otrem fili/tram 0b Principal” Gbrí/Zianorum fimulttrtet. pro
vidcm'; e loco ſiae Come-"de boe Sacra”; Virginio‘ pigri”: Piſam
jècrmt in navígia tramferre :im-event!) Drepamtm apud Piſhnor
ih' agente: depoflterunt. Tm” Sacro/:M50 boe panda-e nona-am
Navi; pro/pero itinere. ventoque fècundo clio pernavigavit. Ptfmt'
’vero rovere-”ter in "proprio -boſpr'tio -'( po/Z Dom!” munitionum {/1
dt'éîa , que' mmc fidata/ir le/ìt e)? Collegìum) in .edicula‘ S. Ma
rie [le` Porta , ”bi Fran-es Carmelitte `( ut fitpra) :le-gobo”: . afflèr
vavertt'nt. Addtmtq'ue boe pretio/t'flmum Simttlacrtmt fmſſè /ùper
Bovum Carrom Iommm , ttt in alia Novi mandato Pre/edi‘ P-i
ſbnorurn , cui res demandata fuerat , Piſa!. veberetur .Boves mr[.
li: lacrſſitiſtimulir [ponte gradiebanmr. Quando vero iii bum* dir
'Ud.‘ Annunciata? locum acceſſerc nulla pra-(mio wro‘ſhmnam , oc
cultiori dama-mt *vi qttadam ”tenti gradum fi/ìuht'. t'àt'que co
ram pluribur fequemt'bur civibur prodigio cale/fio quamplulimo
operator .- ,girare bio conſiruuntm* Some
› ffEder
i , una S. Leonardi
Ham‘(’75,
:.06 lsrortiA
Ilonc rem 0/lcmllmt Sculpta Nevis, ó* quadriga incolmnir in
Eccle/ia .
Aliì vero er ami/tra relatione teſſuti fimt lume Equitem ap
pellari Guerreggium , qui cum alti: tribur Templariìr ex jìta Co
menda in Siria , met” .s'arm'enorum , Signum iflud B. Virginia in
navi transfert-”dum in Italia”) patrinm fimnt cm'uvit . Navi: [2.01:
validii venti; agitata juxta Drepanum in loco diflo z Sarato =
[nm/oſa.: qua/[rie mercer, o" arcam , in qua aflèrvabatttr no—
jlrm” Mariti- /Îgnum , eiecer/mt in mare, nln' piutter gravium mr
tura/cm propen/t'onem, divino miramlo arco”: [upernatantem Pi
ſimon’r 'vidi-rm”: ſheramei' quod magna: ſnom/'rent merce: tra
.wre illa”: in fila/n novita/am ad lim: milita/ie SS. Caſina’ , ó'
Damiani. Aperta lignea ”rca , ('2' inventa title/li boe (ſono t‘ttm‘h'
ver/[ſunt i” ſluporem, maxinmmque letitinm . Re mi Senatum Dre
panen/em ile/ate , max fitpp/icantitmt Ordinibttr in/lit/ttir filtra per
gitur, ubi quamplures variir egremtlinibur aflei‘li , [attirati reſi-i'
tutmtur. Ina'e bonoriſicenti/ſime acl Urbe”: fitper quadrigar Mya
renda!” occlamabat Pop/11m . Tunc in loco , ubi e/l Edit-”la S.
Mori-e Annunciare (ut diximur) elargim fratribut de Monte
Carmelo immobile-m Boves ſitter/mr pedem , ibique reman/àram
1m aginem bano divino impellante Spirit” decreverunt Equirer illi
Templar-ii . Ilinc Orſon-limit ct‘ relation'e Pugnatort'r eruic extiti/le
”mc temporis Cit-nobili”: Calugerorum Grecomm OrdinisSanfli Ba
ſi/ii . Nojlrie igitm* Dei/me celeberrima”: , c9* illa/Zriffinmm ſi
gnam ſi'ulptum fuit ex pmliotiffimo marmore Orientali ypri alz
gelicir pori”: , quam human/'i' ”mn/‘blu , tanta arte , ut omnióur ſit
mlmimtiani, quod pro/picie'nr Come: Albajely/la: Pro/J rer.‘ ai:
= l quis pulcrim val! , PiiraJ/'ſmn mſm: , rum.- ”iii/tir d'itavit doni:.
Maria ergo C.Ori/1m” l’ilium in bracbio pan/11. gc/lat , in cujur
valle ſitter-e CIsa/dolce leganti”, (flirt' ,figura-“…m = Salutate Do
mimmt , qui e]! magma, lire! vidcamr infinita/”5 , ‘in/Im', ó“
dulcis. In zie/le vero Virginia* [mr ſlIUſ'1lſc’Ì' etiam Cbaldaicar lit
mm = Cſm/0 (ln-ul bit-c rjl magna Mater Dei , = ex ali”
parte [ab Action/”rm = [dg/l Sentii/(curati) tri-gr'izhi . . . . . .
Die . . . . . . Angri/l.: . . . . . ,lì-,rir- i5. .ſ-'lgajfi, mm'c fiſtum
ſm* tuti orbi terror/ii” [iran-lumi” :lie /ſffi{”1[›!iu›;ii b’. il'l. i5. Au
gli'
niLivoRNo. 207
gu/li celclvramr . In Pallìi fimbria: = Tar/'tm Neve idlab ava
esz em'dzl’e: Copri:: = ide/Z ad”, fcquta, completa in Ludo/m
Cipri. In peflure Ddl-'arte, ubi veſtír, (’9‘ pal/mm implicamur e/l
orbi; pulcberrimus bi; circuit/firiptm Iitterix = Bramante de Im
lmtat {le/2a‘ = latine: ecce Anci/la Domini = In/mllio dear/it”: 'vu/
gart'ter a: Io ſèrvo di Dio Prete = Ita interpretati flmt quamplu
res t Gritti/l , ó' Armenia advem'mre: Peregrini . De bue cele
berrimo Deipam ſimulacro innumeri fcribzmz, quo: inter Caimi
mts Tot”, 2. Sanflorum Sir/110mm]; zo:. Baſi/ius Cavarelm,
‘700mm Manni” , (5)‘ Vincent/'m Nubi/is in peculiari”: libri: da
ca editi:.
In due maniere adunque ſi racconta, per quanto queſto
Autore ne ſcrive. la veli ..a di qucſta S. immagine in Trapani .
La prima è, che avendo un Cavalier Templario Piſano
potuto prevedere la ruina di Terra Santa, e perciò della ſua_
Commenda colà per le armi de Saracini pensò di traſportare
di colà ogni prezioſità, ed in ſpecie un’immagine di Marmo
Orientale di Maria SS. col Fanciullo Gesù in braccio. Poſto
adunque in ordine il ſuo equipaggio, e lacca inchiudere entro
un arca ’di legno la S. Immagine il tutto imbarcò ſovra una
Nave Veneziana per venire a Piſa. Le tempeſie orribili tra
{portarono la Nave nelle acque di Trapani. [Vi diè fondo,
c perchè per più meſi ſtiéde il mar borralcoſo, e perciò non
potendo uſcire la detta Nave dal Porto, pensò il Cavalier
Templario Piſano, iſpirando ciò lddio . e la gran Vergine Ma
dre, di laſciare in ſerbo la detta Caſſa preſſo il Conſole de'
Piſani, che ivi era. Così ſu fatto, e tantoſto calmata, e tran
quillato il mare, ſerenato il Cielo parti la Nave col Cavalier
Templario Piſano. Fu ricevuta la S. Immagine in Trapani
da Piſani nel proprio loro quartiere, e in una Chieſina detta
S. Maria di Porto Collocata. Aggiongono poi, che volendo
il Conſole Piſano di Trapani mandare a Piſa l’area colla detta
Santa Immagine, e perciò avendola fatta porre ſopra d’ un
carro da Giovenchi tirato per condurla alla Nave, queſti an
dati che furono da S. Maria di Porto (ove ſu del 1200.13
prima Chieſa de’Carmelitani, ove era l'oſpizio de’Piſani ) alla
Chie
208 isë‘ontA
Chieſa nuovafatta del 1224. dalli ſleſſi Carmelitani ſotto l’in
vocazione della SS. Annunziata, non vollero più andare avan
ti. ed ivi furono dalla .Sacra Immagine operati .molti mira
cOÎi ,e perciò reſtò a Trapani ſi prodigioſo teſoro.
La ſeconda poco diverſifica dalla prima. Dicono adun
que, che il nome del Cavaliere Templario era Guereggio,
che con ſe aveva altri tre Cavalieri Templari. che veniva.
dalla _ſua commenda in Siria, per timor de’Saraceni, per mare ,
e che nella navigazione per l’ italia da fiera tempella tra
ſportato nelle acque di Trapani verſo un luogo detto =Sara- ì
to= faceſſe gitto di varie mercauzie, e di detta Caſſa , ove
era il Simulacro di Maria Santiſſima. Alcuni Peſcatori. che
viddero quella Caſſa nuotare a gallaäflellÎ acque, ſperando far
gran guadagno,.preſala, e poſiala entro il loro Batteſlo la por
tarono al lido di Trapani vicino alla Chieſina de SS. Coſimo,
e Damiano, Aperta che l’ebbero. viddero la Santalmrnagi.
ue, ,e datane parte al Senato di Trapani, queſti, fatto con
vocare il Clero ſecolare,.e Regolare, con eſſo proceffional
mente andò al luogo, ove era ſi gran teſoro ,ſpirituale , e ve
nerato che l' ebbero, ſopra d’ una quadriga fu ſlabilito di por
tarlo in Trapani, nel qual tempo operò molti, e _ſlupendi
podigj. Ma non appena giunſe il carroal luogo detto di ſo
pra della SS. Annunziata, che i Giomchiper Divino volere
immobili ſi rendettero, onde conobbe Guereggio, coi-Cavalieri
Templari ſuoi compagni,…ch ſalvati s‘erano ,in Trapani do
po il gitto fatto in`mare del e merci, “e della Caſſa medeſima,
da _eſſo per ſua riconoſciuta , eſſer divino volere, che ivi re
ſtaſſe la detta santa immagine. ivi-laſciolla.
Polli pertanto quelli due racconticavati dal citato Serio
tor Siciliano ..che nell’ eſſenziale non ſono fra loro contrari,
`chiaramente li comprendono molti equivoci preſi dal .P. Magri.
il'primo è quello. che portata foſſe queſta -S. immagine'
_ dall’Oriente dall’ Armata Piſana. quando una Nave ’ſola Ve
neta con uno, o pochi più Cavalieri Templari in ambedue i
racconti ſi nominano :(1). - Il
i.) E: Pyrrlio laut'. in Siti]. Sue. I I
DlLlVORNO. ao,
ll ſecondo è, che egli vuol ſeguita l’invenzione di que*
ſia S. Immagine nel mercoledì della terza ſettimana di Wa
reſima, dicendo, che in tal dì corre la Stazione in Roma a
Santi Coſimo, e Damiano, e in tal di ancora fa commemo
razione la Chieſa nell’Ufizio Divino, e nella Meſſa de’ ſud
detti Santi, e ciò è falfo, mentre la Feria quinta . o ſia il gio
vedì della terza ſettimana di Qiareiima corre la detta Sta
zione, non il mercoledi. Lo sbaglio forte del noſlro Magri
però è, che confonde col luogo, ove i Peſcatori sbarcarono
nel lido di Trapani la Santa Immagine, che era vicino alla
Chieſina de SS. Coſimo, e Damiano, il giorno della Stazione
in Roma a’ SS. Coſimo, e Damiano, che corre in O`uareſima , e
che nulla riguarda il preſente iſlituto (1).
Che vi foſſe in queſta Caſſa, ove era il'Simulacro di
marmo di Cipro di Maria SS. , una tela rappreſentante la gran
Vergine Madre dipinta dallo Scrittore degli Atti Apoſtolici il
P. Magri lo dice , ma l’Autor della Sicilia Sacra nulla ne parla.
Dice di più il Magri ,che ha ricavato ciò dalle Iſtorie Piſane
Manuſcritte. Ma Dio Immortale! E quali mai fono? Per
quante ricerche, e diligenze abbia io fatto nelle Stampate da
Muratori, e Manuſcritte in Piſa, e nella Magliabechiana lſto—
rie Piſane fino al dì d’oggi, mai ho potuto ritrovare alcuna
coſa a tal Santa Immagine appartenente .
Che poi i Piſani riponeſl’ero in alcun tempo in Trapani
ne loro Magazini Sacre merci, come dice il Magri (z), per
poi traſportarle alla lor Patria, ciò li può credere, mentre
ottennero privilegi aſſaiſiimi fin da primi tempi del loro in
grandimento per ogni dove, e ſpecialmente in Sicilia (3) da
Roberto Guìlèardo, cioè l'Aſluto di nazione Normanna Duca
di Puglia , di Calabria , e che anche di Sicilia Duca intitolavaſi,
benchè conquiſtata ancor non l’aveſſe (4), per aver dato in*
ci

(r) Ex Lauda:. Pyrrhoin Siti]. Sacr.


(a) Magri Orig. di Liv. pag. 181. e 183. _
(z) Muratori Ann. d'lral. ann. to”. Guaſrid. Malaterr. lib. r. Hill.
Cap. ro. Tom. V. Rer- [tal.
ſ4) Summont- [fior. di Nap- Tom. a. pag. aot.
zio -ISTORlA
citamento, e ſtimolo al Conte Ruggiero Fratello del Giſcar
do, ed al Guiſcardo ſtelſo di ſottrarre la Sicilia dalle mani de’
Saracini col famoſo attacco del Porto di Palermo (1), altri di
cono della Città nella, il che nega Muratori colla [corta del
Monaco Malatcrra (z), quali privrlegi mantenneto poſcia , e
colle armi alla mano ſeppero ampliare del ”34. con ottenere
da Papa lnnocenzo Il (3), ſe non la cuſtodia di Napoli per
anni ſette, il che è riputato una favola maiuſcola (4), alme
no nella ſtrada dell’Olmo una Chieſa detta S. Iacopo de Pi
ſani, che poi degl'ltaliani fu detta; onde ſiccome ebbero i
Piſani in Coſtantinopoli (5), e in moltiſſime Città d’Orien
te (ó). e in Napoli (7) Conſole , Strada , Chieſa, e Magazzini
per la loro Nazione, cosl ebbero in Sicilia privilegi, e queſti
altro non erano , che il libero ulo del Comercio. e perciò
come nelle altre Città d’Oriente , e d’ Occidente . anco in Pa
lermo, Meſſina, Trapani ebbero Magazzini, Caſe. Strada,
Chieſa, e Conſolato di loro Gente, e ciò li ricava dall’at
trappo, che fe in tutta la Sicilia a Piſani l’anno ”63. il Re
Guglielmo detto il Mal Guglielmo(8), poichè ingeloſiro quel
Sovrano dell’Ambaſceria mandata da’Piſani a Federigo l. lm
peratore della Caſa di Svevia, e della lega, in cui non s’in
gannò, che poteſſero eſſere entrati i Piſani col detto Monar
ca, abbenchè pace con eſiì aveſſe, all’improvviſo fece pren
dere quanti Piſani (parole di Muratori ſopra citato) ſi ritro
varono nelle ſue contrade di Sicilia, cd occupar fece tutte
le loro mercatanzie. Bindi riſulta, che i Piſani eſſendo do
miciliati quali per tutte le Città della Sicilia, e che in eſſe
aven
i

(r) Orlcnd'us Orb. Sac- 5! proph. part. a. lib. z. cap. i9. pag. 839.
Martin. Thea. Baſ. Piſ. pag. 44.
(a.) Muratori Ann. d' ha]. ann. 1062. Malarcrra Gaufridus Monachus
Hiflor. lib. a. tap, zz. in Tom. V. Str. Ret. ltal. pag. ;37.
(z) Summom. Iflor, di Nap. Tom. z. pag. :42
(4) Muratori Ann. d’ltal. ann. tuo.
(5) Tronci Ann. Piſ pag. 37.
(6) Muratan Ann d'ltal. ann. 1076.
(7) Summont. lſlor. di Nap. Tom. a. pag. 241.
(8) Muratori Ann. d’ lral. ann. ”63.
DlLlVORNO. zu
avendo per conſeguenza magazzini, e merci, non è incredibi
le, che in Trapani, ove avevano magazzini, e mercanzie , co—
me nelle altre Città di Sicilia, aveſſero potuto porre per al
cun tempo in ferbo merci d’ogni forte, e forſe ancora merci
Sacre, e Reliquie, che in que’tempi erano (1) di moda, e
tutte le nazioni, con rapirle ancora altrui, ne facevano acqui
ſto. Ne li può credere, che ſcarſi foſſero i magazzini de’Pi
ſani in Sicilia, mentre avendo ſempre prevaluto o collegati,
o contra i Normanni, or godendo nella prefa d’Amalfi nel
1135. (2) de prezioli volumi delle Leggi, lo che par che non
creda Muratori (3), compilare per ordine di Giuſtiniano , dette
Pandette Pifane, poi Fiorentine , benchè Summonte voglia (4),
che le Otteneſi'ero i Piſani da Innocenzo Secondo in Napoli,
quando furonvi alla cuſtodia, lo che è favola (5), or pre
dando nel lido di Napoli, or nell’ Iſola d’Iſchia anticamente
detta Enaria dalla ſtazione delle navi d' Enea (6), la cui Cinà
vuol Roncioni , che ſi (7) appellaſſe Gironda, che ſaccheggia
rono, con tali faccheggi empiti avranno i loro magazzini, e
forſe ancora (late vi faranno fra le prede fatte ſacre merci,
che poi a luo tempo traſportate avranno alla lor Patria.Che
in fatti i Piſani foſſero famoſiffimi, ſe non Pirati, almeno ne
goziatori in que’ tempi , ricavali dal Monaco di Canoſſa Don
nizone nella vita di Matilde (8) . il quale adirandoſi con Pi
ſa , perchè ivi, e non a Canolla fu feppellita la Duchell'a Bea
trice Madre della gran Matilda così canta

Dd 7. Do

(1) Muratori Ann. d’Ital.ann. ſop- m.


(z) Sigonius de Regn. ltal. Summont. [fior. di Nap.'1'om. a.pag. 141.
Muratori Ann. d’ltal. aun. 1135.
(3) Muratori lung. tir. di ſop.
(4) Summont. lllor. di Nap. Tom. 2. pag. 141.
(i) Muratori luog. cit. di ſnp.
(6) Guicciardino llior. d' Ital. pag. 38. lib. l.
(7) Roncioni inedir. in Magliab. Iilor. Piſ.
(8) Donnizo in Vit. Math. lib. 1. cap. :o
N .ñ. p [STORIA
Il
ll
Il . . . . . Dolor bei: me funditu: tm':
Qyum tene: Uer illam , qua non e]] tam bene dignn.
Qt' Pergit Ptſh: , 'videt t'llt'c monflt‘a marina.
Her Uer Pagamr, Tur-chis, Libia': quoque, Partiti: ,
Sordia'a Ghaldm' ſtta Iuſtrant littora tem‘ .
Sordibm a canili: ſia”; munda Canoſſà . Sepulcri ,
Arque 10cm pulcber met-um . Nim expedit Urbe:
derere periuras patron”: crimine plum.

e ben ſi capiſce queſto rozzo verſificatore, che altro non vuol


dire, ſe non che Piſa nel Secolo undecimo era un famoſo
Emporio, e Porto Franco. ove ſiccome ſicura vi dimorava a
commerciare la Ciurma degli Infedeli Orientali, ed Aſſricani ,
cos) ſicuri erano i Piſani non tanto per tutto l’ Oriente, ma
per l’0çcidente,ein Sicilia ſpecialmente, ove commerciavano
a piè fermo, e ciò li ricava non ſolamente da Privilegi dai
Normanni ottenuti ſullo ſtab'rlimento del loro commercio in
detta Iſola,ma dalle ampliazioni delli ſteſiì, oltre Palermo,
Meflina, Mazzara , Trapani, di più in Napoli, Salerno, e
Gaeta ,in Calabria , ed in Puglia , fra quali quello di Federigo
primo dato in Pavia dopo la diſtruzione di Milano all‘an
no 1162. e non uór. , come ſi legge nel Tronci (r) ,
nel meſe d’ Aprile è celebre, di cui parla Muratori (a). ed
è riportato 'dal citato Tronci (3). poſcia da Arrigo VI. [m
peracore riconfermato all’anno r 194. (4.). Ma e da tutto ciò
che mai ſi ricava per ſchiarimento della promoſſa qneſtione
dal P. Magri, cioè, che avendo i Piſani magazzini , come
per tutta la Sicilia , così in Trapani, lo che non li nega, ivi
aveſſero potuto colle altre merci, o ſpoglie dei nemici acqui
fiate, o rapite riporre merci Sacre, lo che può eſſere, e
quella caſſa ſpecialmente, in cui era la Santa Immagine detta
or

(1} Tronci _Ann. Piſ. pag. 96. uſque ad pag. un.


(a Muratori Ann. d' ltal. ann. ”65.
(3) Tronci Ann. Pil'. pag. 96.
(4) Murat. Antich. Ira]. Difl'm. zo. Ann. d‘ltal. m. u”.
ſiDl LIVORNO. 213
or di Trapani? Ma quello come li prova? Altro non aviamo
in contante per filTare un’ Epoca ſicura di tal venerando Si
mulacro, che il da me riferito di ſopra colla ſcorta delli Au*
tori Siciliani. Sicchè dopo aver molto parlato, e nulla a
propoſito ſul noſtro Livorno, paſſo ad eſaminare il reſtante
dcl Paragrafo undecimo, ove il P. Magri ne chiama.
Diſcorre egli dell’ acquiſto fatto dalle Armi Criſtiane dell’
Iſole Baleari (1), cioè Eviza, e Maiorica , mentre Minorica
non fu preſa in tale ſpedizione, conforme notò Muratori (z),
ma molto più tardi, dette Baleari da Baleo compagno d’ Er
cole ivi laſciato ſecondo (3) alcuni, oppure come altri vo
gliono dalla Fiomba, cui ſanno ben quei Popoli maneggiare,
ſecondo ciò, che ne ſcriſſero Licofrone (4), e dopo di eſſo
Floro (5) , e Virgilio (6) allorché cantò =

= Snap”: torqaemem Baleari: veróera fund-e I

ſul che dirò, che l’anno 1 114. fu per i Criſtiani mem‘ora


bile per tale acquiſto, di cui l’onor primario (7) ſi dee ai
Piſani (S) . Non trovo però ne tampoco per ombra , come ſuol
dirſi . nominanza de’ Livorneli , iquali polli ſono a parte dal
P. Magri al ſuo folico delle gran prodezze fatte da’ valoroſi
Piſani, e di quella ancora, quando, ſe li eſaminano bene i
fatti, verun’ altro influſſo dar potevano, ſe dir li può, alla
gloria della Piſana Repubblica, ſe non ſomminiſtrando alcun
Fante per tale , o qualunque altra ſpedizione lia per terra,
come per mare da’ Soggetti allora, come lo era Livorno, al
la

(1) Murator. Ann. d’ltal. ann. 1114. _


(a) Muratori ibidem- Orlendius Orb. Sac. 8c proph. part. a. lib. z.
cap- 19. pag. 843. Martin. Thea. Baſ. Piſ. pag. 44. ‘
3) chicon. Latin. Verb. Baleares.
4) Tzerzes ad Lycophr.
(3) florus lib. 5. cap. 8.
(6) Virgil. Georg. lib. 1.
(7) Muratori Ann. d’ltal. ann. "le.
(8) Roncioni lflor. Pil‘. MS. nella Magliab. pag. 8;. f. a.. Raph. Maſ
iejus lib. 5. Geograph. pag. 47.
H4 lerRtA
la Piſana Repubblica circonvicini Caſlclli, e Villaggi, come
Livorno. Salviano, il quale, come notò il fu Cancelliere
Giliſtppe Mattei riferito da Targioni (i), faceva Rappre
ſentanti , o Capi del luogo col titolo di Conſoli, Porto Pi
ſano. Marigliano, o Marignano , Oliveto, (z) Caſal Meriuli,
Ariana, Ariannaiano, Limone (3), Caſal Gavenuli, Caſal
Gavini , Gumbalio, l’orciliano, Puliano, Livevo, Tergla, o
Trogo, anzi Tregolo (4), Blotiziano, la Teporizionaja, anzi
Tizionaja (5) , Villa l’ititienna, Villa Magna, Selivano Ma
jore, Settari , o Settale (6) ſopra S. Iacopo di Acquaviva,
Fmidomagno, Gnurignano , Santa Giulia , Maſeiana , Salagum—
bcrcto, Amule , S. Quirico, (7) Agugliana , Campo Carbo
mia (8) , Scuàta , Gumbalio, Collinaja o Culinaria, Calignaia
(9) al preſente , Calamolca, Strufole,Strufolelle, Gambetti (to)
Perticaia , Rondinaja , Cafaggio , Salaregugliata (i i) . Germa
jano, Ottolivola, Varalda, or Guaralda (iz),0rciano (iz) ,
e mol
(i) Targioni Tom. 2. Viaggi pag. is. c 24.
(a) Contratto della Certoſa del n81. e del Convento delle Monache
di S. Bernardo del 1338. Stil. Piſ. apud Targ. Tom. 2. Viaggi cc. pag.
'4* e '5‘ . . o
(3) Targinni ibidem pag. It. e ts.
(4; Così ila ſcritto in un Contratto del ”18- nell’rlrch. di S. Gio.
di Livorno [orto lettera C. .
tz) Così ſia ſcritto in una Pergamena dell'Arch.di S. Giov. di Livorno
ſotto lettera F. dell'anno neo.
(6) Targioni Tom. 1- Viag. pag. r4. Mem. dell'Arth de FF. di S.
Gi( v. di Livorno . Proceſſo Convento, e Fabbr-di S. A. R. Dimoſtrazione ſul
Podere di S. Iacopo del i717
(7) Vedi D. fecondo n. Vlll. terzo , in fine diquello Volume.
(8) Vedi :- Contratti dcl ”64. appreſſo Targioni Tom. i. Viaggi ec.
PJE- '4
(0) Vedi anto il Contratto del mo. :il fine del preſente Volume
ſotto lettera D. ſecondo n. 8.
(lo) Calignaia, Calamol'ca, Struſole , Srruſolelle., e Gamberri, ved-li
nt! Privilegi” dc'Paſthi conceſſo alla Comunità dt Livorno dal MarCfcral
{o di Lcmcingrc duro Bnnciquaur all'ultimo del preſente volume ſotto
ctlcra F.
(.i Così lla ſcritto in un Contratto del iiio. nell’ Arch. di S. Gic
ſotto lettera l).
(ii) Murat. Ant. ltal. Med. ÌEv: l‘om. lll. col. 1065.
(iz) Muratori Ibidtm col- 1073.
DlLlVORNO. 115
e molti altri, che ne’due ſtrumenti uno del 949., e l'altro
del 1006. (I) non bene s’intendono. Monte-maſſimo, or detto
Montemalli Contea de Conti di Donoratico (z). l’ratofcello (3)
Macchia (4.).- Sicchè dovendo crederli , che la gloria de'l'ila
ni, la quale fa il P. Magri comunicabile a Livorno, o ſia per
cfl'o inſuffiſtente. o nella ſteſſa maniera comunicar li debba
proporzionatamente a nominati Caſtelli, e Villaggi, che nel
Territorio, e vicinanze di Livorno ſufliſtcvano allora, e de
quali alcuni ancor di preſente ſulliſtono. come Salviano, Oli
veto, Limone, Fondo magno, S Qiirico, Colline-ia, o Ca
lignaia, l’erticaja, Calamolca, Rondinaja ed altri che avranno
anch’eſſi data la loro tangente d’ uomini per li armamenti,
come avrà farro Livorno, e come trovali praticato nell’im
poſizioni fatte dalla Repubblica Piſana , e ſpecialmente in quella
dell’anno n.92. Piſano a tutte le Chieſe della Città,e Dioceſi,
come dal Tronci ricavati (5), dico, per non dilorgarmi da
vantaggio, che i Piſani coll’ajuto di Raimondo Conte di Bar
cellona . e di altri Conti di Catalogna, Provenza, e Lingua
doca (6), e che nominati vengono dal Tronci (7),cioè Gu
glielmo Signor di Mompelieri, Almerico Signor di Narbo
na, del Conte d’Ampuria, e de’Giudici di Turri. e di Ca
'gliari in Sardegna, poſero inſieme una formidabile Armata
di 500. Navigli di diverſe ſorti, ſe vero è ciò, che dice
Tronci (8), ed avutane l’approvazione , Benedizione. e Veſ
íillo (9) dal buon Papa Paſquale ll. . accompagnati da Boſone
Cardinal Legato della Santa Sede, e da Pietro loro Arcive
ſco
(il Muratori Tom. 3. Ant. Ital- Med. Evi col. non. col. lo”.
col. 107i.
(.) Contratto ſotto lettera D. fecondo n. 8. primo al fine del pre
ſente volume. Vedi Targioni Viaggi Tom. a. pag. *4.
(z) Targ- ib‘dem pag. *4.
(4,- Targiom ibidem pag. 1;. Contratt. della Certoſa di Piſa del too:.
(5) Tronci Ann. Piſ. pag. 271.
le) Muratori Ann. d’ltal. ann. m4. Roncioni llior- Pif. MS. nella
Magliab. pag. 87.
(7) Tronci Ann. Piſ. Pag. 4;.
(8) Tronci Ann Piſ. ſop. cit.
(9) Chronlſt. Piſanu: in Tom. 6. Scr. Ret. Ita].
216 Is'ronlA
ſcovo s’inviarono al loro dellino, ma per il cattivo tempo
coſtretti furono d’ancorarſi nel Porro di Vada (r) antico Por
to delli Etruſchi Volterrani, di cui s’impadronl Piſa nel de
cimo Secolo, allorchè fu deſolata dalli Unni Volterra (a). op
pure lo ebbe in ſoggezione, e in Dominio da Conti Rurali, o
da effi li fu venduto (3), nel qual tempo i Luccheli invidiolî
della gloria Pifana pretefero coglier l’ opportunità di farli Pa
droni di Piſa in tempo, che tutti i Piſani erano andati alla
ſpedizione per le Baleari, ma ne furono dalla Fiorentina Re
pubblica da Pifani richieſta con un Corpo di Truppe accor
ſevi riſpinti, e tenuta fu altresì la Città di Piſa lontana da
ogni nemica incurſione fino al ritorno dalle Baleari de’ſud
detti Pifani. Giunfero pertanto i Piſani all’anno 1114.. (4)
all’Ifola d’ Eviza, ed ivi sbarcati aſſediarono, e preſero il dì
di S. Lorenzo, benchè Roncioni dica (5) il 15., la Città di
eſſa Iſola poſta in ſito vantaggioſo. Ne diſtruſlero le mura , e
il 'Caſſaro , cioè la Rocca , e ſeco conduſſero , come cantò Lo
renzo Veroneſe, o da Verna (6) chiamato da Roncioni (7)
Enrico , nel ſuo Poema, che compoſe ſu queſta guerra, come
teflimonio di veduta, perchè Diacono di feguito , e non‘Cappella
no, come vuol Roncioni (8), dell’Arciveſcovo Piſano Pietro,
prigioniera il Governator Saracino, che il Tronci chiamò Al
bulanazcr (9).
Pretende il fopracitato Tronci (10). che ‘Ebuſo ſia la
Città Capitale di Minorca, ma il Muratori (11) dice, che
non

(r) Laurent. Veronenlis lib. r. Poem. Tom. 6. Rer. [tal.


(2) Targioni Viaggi Tom. 3. Relazione _di Vada.
(3) Riccobaldi del Bava Diſſert- [ſtorico Etruſca Ragion. z. pag.
70. , e 7!..
(4) Muratori Ant-- d’lral. ann. 1114.
(s) Roncioni lllor. di Piſa MS. in Magliab. pag. 91. 95. 98.
(6) Laurent. Veron. Poem- in Tom. 6. Rer. lu]
_ (7) Roncioni mo:. Piſ. MS. pag. 86.
(8) Ronciom loc. ſup cir.
(9) Tronci Ann Piſ. pag. 48.
(IO)TI'OI1CÌ Ann. Piſ. pag. 48.
(rr) Muratori Ann. d'ltal. ann. 1115:
DiLivonNo. 217
non crede, che la Città, e iſola di Minorca reſiaſl’e ſoggio
gata, lo che fecero poi i Genoveſi (I) diſtruggendola, .pcr
ſcia paſſando ad inquietare Almeria Città marittima della
Spagna nel Regno di Granata ritenuta da Mori, che li fu
tolta dalle mani l’anno 114.7., ſe' crediamo a Caffaro (z), e
quell’Ebuſo, e quelli Ebuſini non ſono altrimenti ne la Città
di Minorca, neiPopoli Minorchini,come penſa il Tronci(3),
ma Eviza Iſola, e la Città di Eviza.
Paſl'arono poſcia i Piſani l’anno 1115. il di 24-Ago
fio giorno dedicato all’Apoſtolo S. Bartolo'mmeo a' sbar
care nell’iſola di Majorica, ed intrapreſero l’aſſedio (4) di
quella Città (5), che il Tronci, e il Roncioni(6) vogliono,
che ſiano tre Città tutte in una, la prima detta in lingua
Saracenica Amlmalgìdifb, la feconda Betelgiditb, e la terza
Elmodenia, delle quali due ſole (7) da altri Scrittori ſe ne
norano, cioè. Palma, e Pollenza, o Pugienza.
Comunque fiati doppo immenſe fatiche, dopo vari com
battimenti, dopo la ſirage fatta da Piſani di molte migliaia
di Saraceni dopo vari aſſalti riuſcì a‘ Piſani, e a’ loro Alleati
di prendere la detta Città, ſia Maiorica, ſia, come con tri
plice nome la chiama Tronci, o due Città, come vogliono
altri, e per togliere quel nido a Corſari Affrícani diſtruttala
pieni di ſpoglie* prezioſe di quegl’infedeli, fra l’altre di certe
porte di Metallo, e di tre colonne famoſe di Porfido, due
delle quali ebbero da Piſani i Fiorentini in guiderdone della
ſalvata loro Città contro l'inopportuna aggreflione de’buon
vicini loro Luccheſi, e l'altra, che anco al di d’ oggi nella
Piſana Baſilica li vede, e colmi di gloria colla Shiava Vedova
Ee Re
In) Muratori Ann. d'ltal. ann, 1-46.
a) Caſal-us Ann. Genuenſ. Tom- Vl- Rer- Iul
3) Tronci Ann. Piſ pag. 49. Roncioni lſìor. Piſ- MS. inijagliab.
Pas* 96
ROIICÌOIIÎ’IfiOr. PI o 9.0
( Orlend. Orb. Sac. & propî. part. a. lib. z. pag. 843. Martiniua
The: . Baf. Piſ. pag. 44*
(6) Tronci Ann. Piſ- pag. zo. Roncioni [nor. Piſ. us. in Magi. pag. uo.
(7) Calepio. lex. latin- Verbo Pollemia . Pompon— Mola lib. a. cap. 7.
118 [STORlA
Regina delle Baleari , e col Figlio alla Patria tornarono. Leg
gaſi ſu queſia guerra il già citato Lorenzo da Verna , o Ve
roneſe preſſo il Muratori (1).
Su queſta ſpedizione per l'lſole Baleari verte queſtione
fra gli Storici. ll Sabellico (a) ſeguito da Gonzalo lleſcas (3),
da FranCt-l'co (4) Diego, dal Porcacchi (5), da Beda (6), e
dal Volterrano (7) vuole, che del ”08. ſeguiſle tal ſpedi
zrone.
ll Tarcagnotta , Leandro Alberti, Filippo da Bergamo (8),
e Doglioni pongono queſia ſpedizione all' anno un., e il Pla
tina con Ricordano Malaſpina, e Giovanni Villani copiatore
del Malaſpina (9) vogliono, che i Piſani partiſſero per tale
ſpedizione l’anno 1117., il che vien confermato da Scipione
Ammirati (ro), e dal Biondo (rr), che ſeguono il parere di
Gio. Villani.
Io però con tutto queſt’apparato d’Autori penſo di non
mi diſcoſiare dal Muratori, il quale nella Primavera dell’an
no 1114. (12) fa eſſer l’ Armata Piſana, e de’Collegati alle
Baleari ſotto Eviza, come ſi diſſe, di cui poſcia la ſtabiliſce
Padrona il lo. di Agoſto, e doppo aver preſa, e diſtl‘ulta
Majorica la pone di ritorno a Piſa ſul fine dell’anno ”15.
coll’ autorità delli antichi Annali Piſani (13), quantunque
Tronci la voglia partita di Piſa nel di 6. Agoſto dell’anno
1115.

(i) Laurent. Veron. apud Murat. inter Scr. Rcr- ltal. Tom. o'.
a) Sabellicus Tom. 2.0per. Ennead. 9. lib. 4.
i3) Gonzal- lleſcas lflor. Pont. in vir. Paſch. II
(4) Frane. Diego in Hill. Barcinon.
(z). Porcacchi Deſcriz. dell‘Iſole`
(6) Beda in Chron. Expulſ. Mauror.
é” Raphael. Maffcius lib. 5. Geogr. pag. 47
8) Tarcagnona Illor. Univ. all’anno [1:2..Leandn Alberti Deſcr.
d'Ital. pag. a6. f. x. Philipp. Bergom. in Chron. Doglioni Iflor. Univ.
all’ann. una.. ‘
(9) ?latina in Vita Paſch. z. Ricord.. Malaſpina [flor- fior. pag. 36
cap. 76. Gio. Villani lflor. Fior. libñ‘ 4. cap. zo.
(lo) ScipíÙAmmii-ar. "lor. ~Fior. lib- I. a zo.
(1 I; Fla. Blondus Hiflor- Dec. a. lib. 4.
(i: Muratori Ann. d‘lral. ann- uu., e riu
(13) Annal. Piſ. Tom. 6. Rer- leal
DlLlVORNO. 219
1115. ſeſta di S. Siſto Papa , quali giorno, e anno non con
verrebbero cogli Annali Piſani citati dal ſurriſerito Muratori .
e molto meno nel ritorno, che il Tronci fiſſa dell’anno 11 17.
a z. d’Aprile. facendo (lare la detta Armata in tale (i)
ſpedizione meſi 27., e il Murarori colli Annali Piſani meſi
ſedici, che tanti ve ne paſſano dall’Aprile del 1114. a tutto
l’Agoſto del 1115. Torno a ridire, che ſu ciò aderiſco al
Muratori.
Una coſa ſola per ultimo mi convien notare. che parmi
propria del preſente iſtituto, ed è, che il Tronci (2) dopo
aver notata la numeroſità de’legni preparati in Piſa, e di
altronde venuti per tale ſpedizione. ed il ritorno de’medeſi
mi,dice che alla Foce d'Arno iVaſcelli per il troppo peſo
portarono pericolo, onde biſògnò alleggerirli = ſicchè queſta
ſpedizione ritornò, dove era partita, non a Porto Piſano,
e conſeguentemente a Livorno, ma pcr la Foce d’Arno a Piſa ,
di dove era uſcita. Ne erano i legni Vaſcelli, come mala
mente dice il Tronci (3), ma Galeotte belle, e buone , come
notò il Targioni (4), e da noi ſi provò.
Segue in queſto Paragrafo il P. Magri a dire, = che le
impreſe dc’ l’iſani diedero ſlimolo alle Città circonvicine, tra
le quali nacque ſomma geloſia, e particolarmente ne Geno
veſi , i quali per veder ſabbricarſi in Livorno nuove Torri ,
e ripari,0ccupata già la Sardegna, diedero principio a Porto
Venere eretto per oſtacolo nelle creſcenti diſcordien.
Che le impreſe de’ Piſani daſiero geloſia alle Città cir
c0nvicine, e prima a Luccheſi , poſcia a Genoveſi , lo dice il
gran Muratori (5) all’anno [004. de ſuoi Annali, ove nora
il primo farro d'armi, c la prima guerra d’una Città italiana
contro dell’altra, cioè de’Luccheſi, c Piſani ad Acqualunga.
Ee 2 ſe

(I) Tronci Ann. l’iſ. pag. ”- , o 16.


(2) Tronci Ann. Piſ. pag. 4;.
(3) Tronci lung. (op. cit.
(4) Targioni ~ſom. L Viaggi pag. 4J
ls) Muratori Ann. d'ltal. ami. ”04.
azo - [STORlA
ſecondo i vecchi Annali Piſani (i), ove ſi legge così -Feee
run! bellum Piſani rum Laren/ibm in Aqualango, ó* vicerm
ipſhsa.
Altri Annali raccontano quella battaglia e ſconfitta de
Luccheſi ad Acqualonga all’anno 1002., e all'anno 1004.
narrano che z Lucani rum magno exercitu Lombardorum vene
rimt uſque ad Pappianom , (9* Piſani eos fuga-vermi: ñ , e il Mu
ratori (a) dice, che non li dee così facilmente credere (3) a
queſti Annali, e dopo di eſli al Tronci, che fa far tante pro
dezze a ſuoi Piſani in queſti tempi co’loro vicini, quando non
per anco avevano i Popoli d'Italia ſcoſſo il giogo, ne ſolean
far tanto i bravi l’uno contro l’ altro. Che che ſia della cre
denza, che preſtar {i debba a quefli Annali Piſani, ed alTron
ci, ſe] veda chi vuole: noi frattanto cerchiamo d’inveſtigare
da gravi Autori la cagione di queſta geloſia nata fra iPifani ,
e i Luccheſi , e poi vedremo quella fra i Piſani, e i Geno
veſi , mentre la gara , e geloſia colla Fiorentina Repubblica
non ſi manifeſtò ſe non ſe del 1356., e ſucceſſivamente, al
lorquando tutte tre queſle Repubbliche ſi poſero in campa
gna, perſidamente armate contro quella di Piſa, per rovinarſi
egualmente in così mal conſigliate guerre.
ll Fiorentini (4) nella Vita di Matilde diſcorre così
~ che era antica, ſenza ſaperſene l' origine , l’emulazione fra
,, le due Città, Piſa, e Lucca, per eſſere ambedue poche
,,` miglia una dall’altra diſlanti, ogni ragionevol ſoſpetto,
,, che preſentato ſi foſſe poreva facilmente richiamarli all’
,, armi; e ſiccome aderiva Lucca nella lega di Lombardia
,, colla maggior parte de’ Marcheſi Italiani ad Arduino Mar
., cheſe d’Ivrea, e Re d’ Italia , e ciò del 1002., come dal
.- Privilegio preſſo le Monache di S.Giuſlina di Lucca in Car
,, ta Pergamena dello-fieſſo Archivio ricavaſi, così ſendo in
,i arme Lucca per aiuto della lega, benchè lontana da que’
‘ ,, tu

(I) Ann. Veteres Piſan- in Tom- 6. Rer. Ital


(a) Muratori Ann. d'Ital. ann- [004
(3; Anna]. Piſ. in Tom. 6. Rer. [tal.
(4 Fiorentini Hem. di Marilù. lib. 1. pag. 9.
DILIVORNO. 221
,I
tumulti. che già colla venuta d’Ottone Capitano d’Enrico
i’ ſi ſentivano nel ‘paſſaggio dell’ Alpi, aveva tentato ne con
’i
fini di Piſa qualche novità , e ſul preteſto d’impedrre a Sa~
,I
raceni ,che venivano in Piſa a commerciare, come Donnizone
O)
nella Vita di Matilde lib. 1. cap. zo. narra, quelli aiuti,
D)
che gli erano occultamente da Piſani ſommimſtrati. mac
’D
chinava la guerra. Infeſtavano i Saracini con Mugetto Ti
,I ranno della Sardegna la parte marittima di Tokana, ed
I, erano da' Piſani forfe per quiete loro non ſolo comportati.
’D ma nell’eſtrazione di buona quantità di olio dalla Verſilia
D) (or Capitanata di Pietraſanta ) con ſegretezza aiutati. Se n’ e
i)
rano accorti i Luccheſi, e non volendo, che dal loro con
’9 tado foſſe ſomminiſtrato un benchè menomo aiuto a quella
,D barbara gente, ne tolfero una quantità a Piſani nella ſteſſa
I’ Riviera. Qiindi entrati i Piſani per la parte di Montremi
,D to nel Dominio di Lucca ne fecero vendetta colla preda
,D d' alcune merci. Si tratteneveno adunque coll'odio. in corpo
N da gran tempo queſte due Città . Q`uando l’anno 1004..”
’D cortiſi i Piſani, che il fomento de’Barbari altro non era
I, che un allevarſi la ſerpe in ſeno, ſpinſero contro i predetti
D, Saracini un' armata navale, ed i Luccheli valendolì dell’oc
’D caſione entrarono a ſaccheggiare i-l Contado di Piſa, e col
a" guaſto di Chieſa, Chiatti fino a Pappiana ſcorrendo ferono
’I tanto ſracaſſo, cheobbligarono i Pifani a ritornare alla
’D
loro Città per impedire a Luccheſi maggior progreſſo.
D, Furono adunque rotti i Luccheſi ad Acqualunga, e tornan
I)
do di nuovo a depredare il Paeſe de’ Piſani ..di nuovo ſuñron
8, rotti, e coſtretti a ritirarſi a Ceraſommañ.
Tali notizie, che li leggono in un’antichiſtimo libro
della Cattedrale di Lucca, noròil Fiorentini nella vita di Ma
tilde (i)...
Vuole lo ſteſſo Fiorentini, che l’ anno 1005., mentre era
no i Piſani intenti, non_ contro i Saracini in Calabria, come
finiſſe

(I) Fiorentini Vit. di Matild. lib. t. pag. to..


222 [STORIA
ſcrille il Tronci (i) all’anno [004., ma a reprimere la bal
danza delli emoli Luccheſi, folle la loro Città invaſa , e bru
ciata da Saracini (e quelli bruciamenti facilmente ſeguivano(z)
a cagione d’eſſere le Città non con fortezza, ſtabilità, e pu
lizia edificate come al dl d’oggi, ma con legnami aſſaiſlimi,
e co’ tetti coperti di paglia) e che finalmente del rooó. ri
preſo da’ Piſani vigore non lolo riſlorallero la loro Città , ma
cacciaiſero via i barbari domiciliati perſeguitandoli , (non col
ſare l’ impreſa di Reggio di Calabria, come vuole il Tron
ci (3) ſenza trovarſene veſtigio nelli Storici , come atteſta Mu
ratori (4)),ma fino a Reggio di Calabria ottenendone una ſc
gnalara vittoria. il che va d’accordo coin antichi Annali Pi
ſani (s), nc quali {i legge così -P/ſimifé’term” [/rl/um cam Str
farmi: ad R/Jegium , e?" grafia Dei ”irc-rm” i110.: die S. 37in = ,
e con quelli che cita Fiorentini nella ſua Matilde (6). come
pure colle altre memorie, che in Lucca conſervanſi (7).
Nell’anno poi ”14. nella ſpedizione per le Baleari com
pariſce l’aſtio , l’invidia, e il mal talento. che avevano i Luc
cheſi contro la Città, e Repubblica di Piſa, mentre non ap—
pena erano con la Flotta i Piſani giunti a Vada, che tollo
corſero accaniti per impadronirſi di Piſa i Luccheſi, i quali
tenuti furono a dovere da Fiorentini dalli ſleſli Piſani ricer
cati d’ajuto, che diſcacciaronli dal Territorio Piſano, e la
Città di Piſa eſattamente cuſtodirono (8) .
Cos) all’anno ”4.4. ebbero queſti due accaniti Popoli
guerra, che durò (9) per più anni , tal che divenne la rug—
gine ſempre più inveterata ſul timore, eſſendo confinanti, di
Po
.—.

(i) Tronci Ann. Piſ. ann. 1004.


(1) Muratori Ann. d‘italia 1nn. logo. Ant. [tal. Diſſ. ar.
(2) Tronci Ann. Piſ loc. (op. tir.
(4) Muratori Ann. d’ltal. ann. roor.
(s) Anna]. Piſ. Tom. 6. Rer. [tal.
(6) Florennn. Memor. Mathild. pag. rr. lib. r.
(7) Apud Eumdtm Florcnr. in Vita Mathild. in ſine libri ci!.
(SLT-irragn. “lor. Univ. pan. a. lib. ra. pag. 468. Ricord. Malaſp
Mar. Fior. pag. 56. cap. 76. Gio. Villani [fior. fior. lib. 4.
ſ9) Muratori Ann. d'ltal. ann. n44.
DILIYORNO. v1
poter cader vittima l’uno dell’altro, e Così mantcnnero ‘UC‘
ccſſivamentc tal mena or da per ſe ſieſſt', or collegati, e m
tal guiſa a poco a poco ſi conduſſe Piſa alla ſine di ſua ſe
lice libertà per voler troppo de’ſuoi nemici portare avanti
la vendetta.
Da dove poi aveſſe l’origine la geloſia de’Genoveſi co
Piſani Tarcagnotta (1) in poche parole ſotto l’anno ”2.7.
abbaſtanza il dimoſira dicendo = ne da altro queſta guerra
(fra i Piſani, e i Genoveſi) naſceva, che dal non voler ce
der l’un l’altro l’impero del mare. Ecco ſpiegato l'enimma.
ll Muratori (z) all’anno 1017., non come vuole Tron
ci (3) ſenza fondamento all’anno 1014.. racconta la prima
conquiſta della Sardegna, pria Ichnuſa, e Sandaloite appeſ
iata (4). dalla figura di eſſa rappreſentante un ſuolo da ſcarpa.
fatta da Genoveſi, e Piſani di concerto: ma perche queſii
ultimi ne reſtarono da Papa Benedetto VIII. inveſtiti, da tale
inveſiitura nacquero infinite diſcordie, perchè il buon boccone
piaceva a tutti (5), e li faceva gola, e i Piſani eſſendo allora
aſſai più forti de’Genoveſi, benchè non aveſſero per anche
riacquiflata-la libertà (6). perchè erano tuttavia ſoggetti ai
Duchi. o ſia Marcheſi di Toſcana (7), rendutiſi affatto Pa
droni di quell'lſola con ſpingerne fuori i Genoveſi (8), det*
tero moto alle guerre, che di poi furono a Piſani pernicioſe ,
e fatali.
Vuole i] Tronci (9), che il’ motivo della prima ama
rezza fra i Genoveſi, e i Piſani naſceſſe l’anno. 1066. a conto
dell’occupazione di Corſica già fatta da’Piſani del 1052.,lo
che

(1) Tarcagnot. [fior. Univ. ann. 11:7.


(a) Muratori Ann. d' ltal. ann. 1011.
ſ3) Tronci Ann. Piſ- pag. 43. _
(4) thus lib. a. tap. 7- Raphael. Maffeius Geograpl. lib. 6. de Inſulis ec
ſsi Muratori Ann. d' ital- ann. 1011.
(6) Muratori Ann. d' Italo luog. (op. cit.
(7) Muratori Ann. d'ltal. luog. ſop. cit
(8) Muratori Ann. d' ltal. luog. ſop- cit
_ (9)_ Tronci Ann. Piſ. pag. i3. Bernard. Marangone editor 8t MS. Brev.
Hifl. l'iſ. in Tom. VI. Scr. Ber. ha]. '
224 -Is-ronra
che Muratori nelli _Annali d' Italia a detti anni tace. Solo
all’anno 1070. dice (1) che Sigonio (2) appoggiato alle mo
derne Croniche di Piſa ſcriſſe, che in queſt’anno, cioè nel
1070. i Piſani portarono la guerra in Corſica, del che inge
lofiti i Genoveſi andarono con 12. Galere a bloccare la boc
ca d’Arno., ma uſciti in armi i Piſani ne preſero ſette il dl
6. Agoſto giorno di S. Siſto,e [aggiunge che tali notizie non
ſono indubitate. Dice .di più (3) all’anno ſuddetto, che gli
antichi Annali Piſani (4) dicono, che in queſt’anno ſorſe gran
guerra fra i Piſani, e i Genoveſi, e taciono ſe per cagione o
di -Corſica, o di Sardegna, o d’altro , e ne attribuiſce il ci
tato Annaliſta d’ Italia la cauſa alla geloſia, che preſa aveva
no l’una dell’ altra nazione, all’avidità, che avevano ambe
due ciaſcuna di ſuppeditarſi per ſtendere il proprio Commercio ,
e dilatar cadauna il loro impero, lo che più chiaro dice all'
anno “,19. (5) onde poi ne nacquero l’invidia, l’odio, e le
canine guerre quali continue fra l’una , e l’altra, o colle pro
prie forze, o unitamente a quelle de'loro Alleati, dalle quali
ne ſperimentarono dopoi i Piſani più de’Genoveſi lagrimevoli
effetti, poichè, volendoſi ſoſtenere, caddero di tal maniera,
che non peterono più riſorgere, e giunſero paſſo paſſo al dì
del loro annientamento.
Io non -mí eſtendo a noverare le rotture replicare . le bac
taglie terreſtri, e navali, le tregua, e paci di quelli due Po
poli Genoveſi, e Piſani, perocchè oltre di poter tuttociò ri
trovare per parte de’Genoveſi nel Caffaro, nel ſuo Continua
tore, nel Ginſti-niani, nell’Interiani, nel Foglietta, in Iacopo
da Varagine , e in moltiffimi altri Liguri Iſtoriei , e per parte
de’ Piſani nelli antichi Annali nel Tomo 6. Rer. 1rd., nel Ma—
laſpina, nel Villani, `nel `Sigonio', nel Muratori, nel Tronci,
nel Roncioni, nel Marangone, e in altri infiniti eſterní Scrit
tori,

(1) Muratori Ann. d’ltal. ann. 1070.


(a.) Sigonius de Regn. Ital. lib. 4.
(2) Muratori Ann o'ſral. ann. 1070.
..14) Anni.. Pil'. Tom. 6. Rer. Ital.
s) Muratori Ann, d’ltal. ann. m9.
niLivOitNo. 22.5
tori , nell’eſaminare la Cronica del P. Magri, lo che ſi farà
a Dio piacendo nel fecondo noilro volume, agio opportuno
avrò di narrar l’occorrente.
Segue il P. Magri a dire, che i Genoveſi maggiormente
s’inſoſpertirono della potenza de’ Piſani, allorquando, occu
pata già la Sardegna (la quale prefa fu di concerto di ambe
due le nazioni Genoveſe , e Piſana non tanto la prima volta
del 1017. (1), quanto ancor la feconda volta _ſotto l’anno
iozi. (1)) ſi viddero dalla medeſima [cacciati, e vedendo al
tresì fabbricarſi'in Livorno nuove Torri, e ripari diedero
principio a Porto Venere nelle creſcenti diſcordie .
Primieramente dir doveva il P. Magri, che in Porto Pi
ſano, per parlare individualmente, e non in Livorno fabbri
caronli nuove Torri, e ripari, benchè queſt’eſpreſiione non
ſia irregolare, quando prendaſi Livorno per pura parte del
Porto Piſano , poichè a Livorno, ſirettamente parlando , non
fu fatta fortificazione alcuna, per quanto s’incontra nelli Sto
rici , che molto doppo il 1284. (3) . Solo nel farſi del 1 154. Stil.
Piſ. le due Torri a Porto Piſano,e il Faro alla Meloría , 'credeſi
riſarcita, e poſla ſul modello delle altre Torri quella di Li
vorno, che l’ anno 1118. dall’Armata Genoveſ: venuta con
tro Porto Piſano fu danneggiata anzi diſtrutta, come colla
ſcorta di Caſſaro, e dell’ Alberti (4) ſopra li notò.
Secondariamente vero è, che occupata. e rioccupata la
Sardegna da’ Piſani di concerto co'Genoveſi. quelli belbello li
gratificarono cacciandoli fuori della medeſima Iſola; ma ne
doppo la prima occupazione, che fu del 1017 (5), ne dopo
la feconda, che fu del iozr. (6), fu data mano alla fortifi
cazion _di Livorno, mentre in Livorno (preſcindendo dalla
gran

(i) Annal- l’iſ. Tom. 6. Rer. Ital. Muratori Ann. d' ltal. ann. tot7.
(a) Muratori Ann. d'lral. ann. ioni.
(z) Targioni Viaggi ec. Tom. a. pag. 43.
ſe) Alberti Deſcr. d'ltal. pag. [1. f. 2. Caſſani; Ann. Ian. Scr. Rer.
lnl. Tom. VI.
(s) Muratori Ann. d' ltal. ann. 1011.
(6) Muratori Ann. d’Italia ann. ion.
216 ‘lsTonia
gran Torre la quale quantunque Targioni dica (i) coetanea,
e della medeſima architettura, e manifattura delle due oi
Porto Piſano ordinate da Cocco Grifi. e credo foſſe in piedi
fra quelle Torri medeſime, che il citato Targioni (a) non
nega, che li trovall'ero in eſſere, giulia la fraſe che li legge
nel Privilegio di (3) Anaſtaſio 1V., ore chiama il Porto Pi
ſano Porto delle Torri, prima di quelle ordinate del i 15+,
e con eſſe riſarcita , o riediſicata) altra fortificazione non ſi
legge ideata, ſe non ſe quella, che li trova nelli Statuti del
1284. ſotto il Conte Ugolino della Gherardeſca, ne prima
del citato anno un veſtigio benchè menomo di fortificazione
di Livorno nelle antiche Piſane Memorie s’incontra.
Dico adunque con buona grazia del P. Magri (4), che
l’anno ſoltanto ”54. (Sril Piſi) ſotto il Conſole Cocco Griri
ſu dato l’ordine di edificare due Torri all’imboccatura del
detto Porto Piſano per ſua maggior ſicurezza, e la Torre,
Faro, 0 Fanale nello lcoglio della Meloria (5). Dunque ſendo
anteriore di cento trentatrè anni la occupazione della Sarde
gna al Fabrefizio delle due Torri del 1154. (Stil. Pifl) in
Porto Piſano, di quella alla Meloria, e della riedificazione
di quella di Livorno, che fu del 1118. da Genoveſi diſtrutta .
pare che la preteſa dal Padre Magri ſenza fondamento forti
ficazion di Livorno non lia la cagione, per cui i Genoveſi
edificarono Porto Venere. Ma ſiccome il P. Magri nelle ſue
Croniche all’anno 440. di Grillo aſſicura con documenti eſi
{lenti nel concavo della Luna eſſere ſiate edificate lc due Torri
a Porto Piſano in tale anno, cioè quella del Magnale, o Ma
gnano, o Magna, che liafi, e quella detta da eſſo Caſ'tellet`
to, per poi porle in ſcena , e racconciarle l’anno 1113., co
me ſa, per così col ſuo Giuſtiniani, e co’ Manuſcritti del ſuo
Grimaldi vporle in figura di fortificazioni di Livorno all’anno
ii-3.

(1) Targioni Tom. a. Viaggi ec. pag. 89.


(a) Targioni Viaggi ec. Tom. z. pag. 34., e 54.
(3) Tronci ann. Piſ. pag. 83.
(4) Targioni Tom. 1.. Viaggi ec. pag. 34.
(s) Anonim. Aufl. Brev. Hifi. Piſ. Tom. 6. Scr. Ret. ltal.
DILIVORNO. 227
1113. in oppoſizìone alla riedilicçzzionc di Porto Venere, che
da eſſo colla guida de notati Scrumri vien poſta all'anno me
deſimo i113., così conoſcendo io tuttociò lontano dal vero ,
laſciando al P. Magri 1.- ſue merci , paſſo a rintracciare della
riedificazione di detto Porto Venere e l'anno, e la cagiOne.
Ricavaſi da Tarcagnczta la cagionc, e l’anno di tal Edi
fixio. così (i) chiaramente, e cortamente ſpiegandoſi :Porto
Venere ſu in queſto tempo da Genoveſi (nociſi bene) per
oſtarne a Piſani edificato , e ſu così detto da un antico 'ſem
pio di Venere, che ivi preſſo era, e ciò nell'anno 1’119.=.
E‘ adunque falſo cio, che il P. Magri colla ſcorta de!
Veſcovo di Nebbio (z) aſſeriſce per quello riguarda la fiſſa
zione di tal ſabreſizio, che dice eſſer ſeguito l’anno ll 13.,
e molto meno è vero ciò, che lo ſteſſo Veſcovo Iſtorico Ge
noveſe ſpaccia al libro ſuddetto (3) ſulla nomenclatura di det
to i’orto chiamato da elio Porto Venerio da un Tempio . non
m Porto Venere, ma nell’Iſoletta contigua appellata Timo
dall’Alberti (4), a S. Venerio Veſcovo di Lucca, le cui oſſa
colà traſportarono i Genoveſi , benchè (5) il citato Alberti la
creda una favola, dedicato; o dalle ruine d'un Monaſtero det
to di S.Venerio, come ſcrive Baudrand (6), ma dal Tempio
antico da Gentili ldolatri a Venere ivi dedicato Porto Venere
fu ſempre appellato, come Leandro (7) Alberti colla ſcorta
di Tolomeo, e dell’Itinerario d’ Antonino dimoſtra.
Che ſe dalla Chieſa, e Convento di S. Venerio prendeſſe
ii nome Porto Venere, Porto Venerio appellerebbeſi, non
Porto Venere, come colli eruditi moderni da ſuo pari ra
giona Monſ. la Martiniere (8).
Fſ 2 Non
"

(i) Tarragnon. [fior. Univ- part. 2. lib. iz- ann- “'9


(a) Giuſtiniani [doro di Gen. lib. a. 928° 35
{3; ÎIIÈIRIQIJBÌ ‘ibidem. f
4 Albertiibidem.
(g) em ecr. d’ I tal. pag .i 9 ñ - 2
(6) Baudrand Diéiion. Geogra. Verb. Porto Venere -
(7) Leand- Alberti loc. (op. cit.
(8) La Martiniere Did. Geograf- Verb. Porto Ven-:ft
‘228 [STORIA
Non andando adunque nè il nome, nè l'anno [H9. , in
cui riſſa il Tarcagnorta (I) l'edificazione di Porto Venere,
d' accordo coll’ anno fiſſato dal P. Magri per tale Edilizio colla
guida del citato Storico Genoveſe, che lo ripoſe all’anno
rrrz., concludeſi, che a ſolo titolo di geloſia per le con
quiſte di Sardegna , di Corſica . di Lipari, di (z) Cartagine,
ſeppur ſon tutte vere , come (z) Muratori notò, di Bona, di
Cefalonia, di S. Maura , delle Baleari, cioè Eviza, e Majori—
ca, e d’altri luoghi, che andavano i Piſani facendo <4) , cre
ſcendo in poſſanza, e riparazione , i Genoveſi per loro ante
mulare rifabbricaſſero Porto Venere.
Diſli per più volte = rifrabbricato da’Genoveſi Porto
Venere a, e queſto all’anno, non ”19. , come dice Tarca
gnotta (5) ma all’anno tuo. perchè del …9. i Genoveſi
guerreggiando co' Piſani l’avevano demolito (6), adunque fu
riedificato.
» ll Muratori (7) riduce il principio della guerra tra i
Genoveſi, e i Piſani a queſto motivo, cioè, che :r non po
tendo i Genoveſi digerire l’autorità conferita dal Papa agli
.Arciveſcovi di Piſa ſopra i Veſcovi della Corſica , perciò sfo
garono coll’armi il loro maltalento = così pure ſi legge nelli
Annali Piſani (8), e nel Caffaro (9).
lo però dico. che il motivo della guerra fra i Piſani, e
iGenoveſi in parte aveſſe origine dall’eſſer ſtati i Genoveſi
poſti ſuora dell’ Iſola di Sardegna dopo avere anch’eſlî impie
gato le loro ſoſtanze , il loro ſangue, le loro forze per con
quiſtarla unitamente a Piſani, e in parte dall’ eſſer ſtata con
ferita
(i) Tarcagnort. lung. ſap. cir.
(z) Maffei Volterr. Great. lib. s
(3) Muratori Ann. d'ltal. ann. to”.
(4) Orlend. Orb. Sac. & Proph. part. a.. lib. z. pag. 836. 837. 8:8.
859. 840. 841._841. 843- & ſeq. Martinius in Theatr. Baſ. Piſ. & in Ap
pendice variis in locis. ſed ſpeciatim pag. 44. pag. 86.
(5) Tarcagnott. luog.ſop. ci:.
(6) Alberti Deſcr. d’ltal. pag. 19. f. :
(7) Muratori Ann. d' Ital. ann. u *9.
(8) Ant-tales Piſani Tom. 6. Rer. Ital
(9) Caſſani: Tom. 6. Rer. ltal.
DILJVORNO. 229
ferita alli Arciveſcovi Piſani l’autorità ſopra i Veſcovi di
Corſica, e quella credo, che incontanente li ſtimolaſſè a oſiil
mente procedere l’anno 1 118. contro Porto Piſano, e contro
Livorno, ove vennero al dir ( 1) di Caſſaro con poderoſa ar
mata, e coſtretti furono i Piſani a fare una pace ſvantaggio
ſa,da cuidel 1119. liliberarono andando a danni delia Ri
viera di Ponente , ove i Genoveli diroccarono Porto Venere ,
perchè non vi li poteſſero i Piſani ſortiſicare, che poi all’an
no [[20. riedificarono.
Ma ſiccome il P. Magri ha nel Paragrafo, che ſi è li
nora eſaminato, voluto fiſſare, colla gi‘a fuppolla cecupazione
della Sardegna. il fabrefizio di nuove Torri, e ripari in Li
vorno (lo che s’è dimoflrato inſuſiiſtente )~ per ſorgente, e
origine della fabbrica di Porto Venere, e ciò all'anno 1113.,
ed ha altresì con manifeſia contradizione detto una'coſa nel
diſcorſo Cronologico , e un’altra nella ſua Cronichetta, nel
Diſcorſo Cronologico (z) ſpacciando fabbricare Torri, e ri
pari a Livorno del 1113. , quando non a Livorno, `ma a Porto
Piſano edificate furono le due Torri all’imboccatura del citato
Porto fotto il Conſole Grifi del 1154. (' Stil. Piſi), e ſolo ri
ſiaurata fu la Rocca di Livorno già demolita in gran parte
del 1 118. da Genoveſi, e pòſta ſul guſio delle altre due erette
a Porto Piſano, e del Faro, o Fanale alla Meloria: e nella
Cronichetta (3) dando ad intendere ſotto l'anno 1113. eſſer
fiato edificato Porto Venere al detto anno , perchè in tal’anno
aſſicura ſulle nuvole, che furono racconciate le Torri di Por
to Piſano edificate l’anno 440. di Criſio- la prima volta , e
aſſicura ſenza coſcienza che ſu del 111;. cinto di muraglie
Livorno, Io che non l’anno 1113. fu penſato, bensì l’anno
1184. Comune ſotto il Conte Ugolino della Gherardeſca, e
ſotto il 1392. fu eſeguito, così, laſciando il mio Concellita
nel ſuo idea] fabrefizio,.penſo di flabilir finalmente la riedifi
ca

(1) Caffarus Anna]. Ganuenſ. Tom. 6. Scr. Rer Ital. col. 354.‘
(1) Magri Ong. di Liv.
(a) Magri Orig. di Liv. pago 54.
:30 [STORIA
cazione di Porto Venere per guardia ,,e ſalvamento della Ri
viera Liguſtica di Settentrione a Livorno non nel 1119., co
me vuol Tarcagnotta (1), perchè in tal anno 1119. fu de
molita (2) da Genoveſi, ma nel_1120. , tantopiùvche, oltre
la geloſia, la quale, politicamente penſando, aver dovevano
i Genoveli della Piſana potenza , che ſi andava di giorno in
giorno aumentando coll’acquiſto di ricchezze per mezzo del
Commercio .che per ogni dove ellch avevano, c coll’accre ſci
mento di num-i Stati, e giuriſdizioui, ivi, cioè a Porto Ve
nere terminava il Piſano impero, ed entrava quello de’Ge
novcſi ,onde prudente coſa era, che i Gcnoveſi ſi premuniſ—
ſero, ſi garantiſlero, ſi fortiſìcaſſero avendo in faccia Erice,
che ſembrami eſſer lo ſteſſo. che l’Erice , o Lcrice , che ſi ap`
pelli . il quale cra la Marca, o lia conſino della Piſana giu`
riſdizione, per cauſa di cui ragionevole, e politico ſiſtema.
ua di (ſare all'erta , ed in guardia.

,’ARAGRAFO XII.
DI q!” r’ocrreóZ-ero 1":'uimícizie fra quelli Popoli, e il fra-rr'
volo più d’una volta di, ”Mmfifl-r deſolazione ( 3) ..Litiga—
rca/i 0m la Coi/l'un, ed ora la Sardegna (4) , dando alimenta c
ſi grace/”131.50 la pretenſioue della Cozz/àgrnzíono de Vefiuvi di
Coi/ice , (ſe’ Urbano II. ordinò ſi _ſind/’è i” Piſa n'a] Ve/I‘ovu Da
goberm , e Gela/io ſecondo ſifaoeſſc in Rom-1 , ”me fece ancora
Cali o fecondo, e in tante dzfl'ordze ci ſi propongono (n‘alafiia
Iene molte altre) due memorie di fatto [agi-inmóile . Il prima cm
guerra Navale (5) tm l’ {ſole-”a Meloni: , e' il ”offro Porro, da
”.1‘

(r) Tarcagnott. lſlcr. Univ. part- r.. lib. r:. ann. 1119
(2) Alocrri Deſcr. d'ltal. pag. ro. l. :.
(J) Giuſhn. Anual. di Gen. lib. 1. Grimaldi Mem. MS. di Piſa , e
Pircntc.
(4', Nora del l’. Magri n-.l ſolitolibro Orige- di Liv. pag. '83.ſotto n. ro.,
1h: lava peſi: al prinr della ſcg. nuſtra VIII. Diſſertaz.
'sv Maiaſ’p- Iſlor. Fior. cap- 2;. Gio. Villani ifior. Fior. lib. 7. (ap,
nr. l’latin. Vzt. lnn. …,Iſtcr. Piſ. ann. ”84.
DI LivonNo. :31
ve ſi perdettero qttarunlanove Galere . e dodici, anzi fini/ci mila
{le no/lrt' confederali, e cinque anni doppo ila 40. Galere (i) to*
mandate dall'Ammirunte Corrado d’Ot‘ia coll’ajuto tlc/l’eſercito
Luce/teſe per terra la rovina del Porto Piſano (z), la cui catena
fin oggitli per trofeo in Genova ſi vede, ſegue-”done la tlcfila
u'one da fondamenti della no/lra Città , laſciando ſhlameme, co
me dice Giu/liniani , la Chic/ì: (3) di S. Giovanni riverita per
la nuova abitazione zii que’Suntt' Romiti, the Papa Aldſandro
IV. (4) ordinò ven/'fiero a'al Romitorio alla Città. Infortunio, co
me ſi crede, accaduto per aver 1’ armata u/i‘ita da que/10 Paſo
ſhpra la Melorta fatta jlrage (5) di altrettante qua; anta Calc-re
de’ Genoveſi , che conducevano vat-j Pre/ati al gran Concilio La
teranenſe , muſa del primo Interdetto, e ficontlariantente della m
nticizia tra i [fiorentini , e i Piſani, a quali parenti.) aver fl…
co/a grata all’Itnperotlorc, ed a Manfi‘etli Re a'i Sicilia, ſi di
fi‘iolfeto dalla lega , che avevano con quel Paſo/0 , e non ſi ricor
darono, che gli anni avanti a perſim/ion del Pontefice (6) fatta
l’impreſa contro i Saracini infi-ſtifflmi a tutt‘ Europa, ritornare
no vittorioſi , e gloria/t', per ritrovare nel niet/«fimo tempo 1a
loro Città ſit/vata per opera de' Fiorentini dall’ impeto de' Luc
che/1', che in affinza loro erano venuti a predurla, cioè [un , non
con altra ricognizione, che d? due Colonne , che fin oggidt‘ ſi ve
dono avanti al Tempio del gloria/ò Bati/la (7) , /i unirono perciò
con gente contraria , procurantlo in tal maniera pigliar Lacca,
il

(l) Giuſtin. lib. 3. logl. in. lllor. Piſ. ann. 1100. Grimaldi . MSS. ci
tati- Villani …1.6. (ap. zo. Malalp. cap. un. D--elèoni part. s
(a) Noi: del P. Magri nel ſuo lib. Orig- dl Liv. pag. :S4 furto n.
u., rbc lurà poli: nella ſeguente noflra Difl'err.
(5) Campione de'l-‘rati di S. Gio. di Liv. detto nero al fine del pre
ferite volume ſegnato di [em-rn A. Giuflinian. lung. cir. Grimaldi come lop.
(4) Altra Nm del F. Magri nel lito lib. 01g di Liv. alla pag. 184.
l'orto n. l:. che ſarà polla nella ſce. Diflcrt.
(i) Malifpin. cap. La. Villani luog. cit. Dogi. vo!. a. part. ;. Illor.
Pil. ann. 1:37.
(6) Altra Nota del l’. Magri ne! ſuo lib. 011g. di Liv“; pag. 184 ſu…
n. 13. che li porrà nella ſeguente nollra Diffex-z,
I (7) Altra Noia dell'AM-ch lib. Orig. di sz. 5733.185- (orrori. :4. che
li porrà nella [eg. Dill'err.
:32. lsrortrA
il cui Contado andò a ferro, e fuoco,- ma giunti al Ponte a Ser
chio furono ſconfitti da’ Fiorentini (1) . Primo guerra , e prima
nemicizia tra loro , di dove poi ebbero commi-'là i Genoveſi venire
alla deſolazione della noſtra Città, come .c’ è detto.

DISSERTAZION‘EJ’III.
O qui sì, che il noſtro P. Magri s’è sſogato! Tutte inſie—
me in un fiato quante mai ne ha ſapute aceozzare! Buon
per lui, che ſu ſi felice nel compilare, o per meglio dire nell'
arruffare, e gran fatica vi vorrà, ſeppur ſarà poſſibile, a
ſciogliere queſti ben intrigati nodi. Facciamoci pazientemente
da capo. . _
= Di quì (dice egli) s’accrebbero le inimicizie fra i Ge
noveſi, e i Piſani = cioè dalla fabbrica in Livorno di nuove
Torri e ripari, e queſto e falſo, come ſi moſtrò nella Diſſer
tazione Vll., perocehè non dalle fabbriche ſognare dal P. Ma
gri, e nell’anno 1113. male a propoſito da eſſo fiſſate, ma
dalle conquiſte de'Piſani, dalla lor potenza in mare nata la
geloſia fra eſſi. e i Genoveſi nacquero, torno a ridirlo, e il
riattamento di Porto Venere, e le gare, c le guerre quali
continue, che preſagirono la futura deſolazione dello Stato
Piſano, e l’irreparabil caduta della Piſana una volta glorioſa
Repubblica.
Che {i litigaſſe da’ Genoveſi,e da Piſani ora la Sardegna ,
ora la Corſica , egli è veriſſimo, perchè, come dice (z) Mu
ratori . il buon boccone piaceva a tutti ,e l’ intereſſe traeva am
bedue queſte Nazioni.
La lite della Corſica Aethala per_ il ferro (3) detta, e
'ſcraphne , e Cyrnos dal ſuo primo Re Cyrno appellata (4)
durò

(r) Malaſp. lſtor. Fior. cap. 76. MSS. diverſi .


(a) Muratori Ann. d'ltal. ann. 1017.
(z) Raph. Maffeius Geogr- de lnſ. Maris Tyrrh. lib. 6. pag. 184. edit.
ugdun- ”Sl
(4) lacobus a Varagine Chron. Genutnſ. Tom. 9. Rer. [tal. Numatia.
lui lib. r. verſ. 430. Orlendius Orbi: Sac., 8t Poph Tom. r. pag. 1.96.
D1L1v0RNo. 233
durò fra i Piſani, e i Genoveſi dall’anno 1052., ſe vero è
ciò, che dice Tronci (1),fiuo al tuo. al dir del Muratori
(a) (ſeppure non dee dirſi , o coll’Orlendio . che del 1077.
fotto Gregorio VII. entrò la poteſtà ſovra di Corſica in (3)
Piſa , o del 1091. o 1092.. allorchè per il Breve d’Urbano
fecondo riportato dal Tronci (4) entrò in Piſa la giuriſdizione
temporale , e ſpirituale ſopra la Corſica, nel qual' anno (5) pre
flarono i Piſani orecchio a un trattato di .pace :de lite Coi*
ſim=, ma non ceſsò fino al anno 1296., quando convenne a
Piſani cedere Bonifazio (6),'0 tutti i luoghi, che avevano
in (7) Corſica.
La lire della Sardegna, pria Sandaloitide, e Ichnuſa (8)
detta,durò dall’anno 1017. fino all’anno 1324., o 1325..
benchè l’Annaliſla d’italia non ſolamente crede non -eſſer
certo, che i Piſani del 1017. la occupaſſero, ma aſſicura al
tresl , che ſolamente ſe ne impadronirono l’anno 1164. (9),
e la ſa durare ſino all’anno 1325. in mano de’ Piſani; delle
quali due Iſole però nell’anno 1297. aveva Bonifazio VIII.
diſpoſto a vantaggio di Giacomo II. -Re d’Aragona, come
col Muratori (ro) va d’accordo la Martiniere, e Peravio (1 i),
onde dell'iſola di Sardegna .dopo il 1324. o 25. che gli Ara
goneſi ſe n’impadronirono del tutto, non rimaſe in Piſa altro
che la ſola Giuriſdizione ſpirituale conceſſa -da Urbano ll. ,
G g e con
(1; Tronci Ann. Piſ’ ann. to”.
(a Muratori Ann. d' ltal. ann. tuo.
(3) Orlend. Orb- Sac. & proph. Tom. t. pag. 195.
(4) Tronci Ann. Piſ. pag.”
(z) Caffarus Ann. Genuenſ. Tom. 6. Rer. ltal.
(6) Muratori Ann. d‘Iral. Ann- ”96.
ſ7) Tronci Ann. Piſ. ann. 1:99. Piſ., 1:98. com.
(8) La Martiniere Diflion. Geogra. Verb- Sardeigne . Orlendiut Orb
Sae-, E: proph. part. 2. lib. y. cap. 19. pag. 838. Raph. Malfeius Geogra.
de lnſ. Thirr. Maris lib. 6. pag. 184. Edit. Lugdun. 1552.. Ruril. Numar
Ìib. 1. [rin. Mar. verſ. 196.
(9) Muratori Ann. d’ [tal. ann 1°l7. 1164. ”97. [314. azz:.
(ro) Muratori Ann. d'ltal. ann. n97. Monſ. la Martinicre Diflion.
Geograf. Verb. Sardeigne.
Ans”) Peru-.Rn. Temp* part. r.. Edir- Ven. 173;. in Succeſſ. Regum
2.34 ‘ISTORIA
e confermata da Innocenzo Il., che ancor perſevera , e
nulla più , detratti alcuni Feudi a Conti di Donoratico accor
dati dall’infante Alfonſo d'Aragona (1). Diè altresl alimento
alla diſcordia fra queſte due accanito Repubbliche il vedere.
che Papa Urbano [Ldimorante in Anagni l’anno 1092.112
condo il (z) Muratori , Ughelli ,e Tronci,come colla dal Breve
da eſſo Tronci al luogo ſo'praddetto riportato (3) ereſſe non
ſolamente in Arciveſcovado il nobil Veſcovado di Piſa alle
preci della Conteſſa Matilde (quantunque Fiorentini (4) ſia di
parere eſſer ciò ſeguito l’anno ICQs-Cilii’c’iUſOſifà di Bertoldo
Coſianzicnſe (5), allorchè Urbano ll. ſu in P.ſa) di manie
rachè Dagoberto ne ſu il primo Arciveſcovo (6) , e ſottopoſe
a quello i Veſcovi di Corſica, come dalle parole del Breve
iſieſſo (7) ſi deduce , le quali chiaramente dicono :Catz/irene In
ſula? Eptſtopatur regemfos. ac difimm’ndor Senſi-e Ecrlrſifl. , cui ,
Auflore Dea , Cart'ffime Fra!” Daiberze prteſitíer. pmſi'ntir de
creti Maw/‘tate committimm , atque firbiz'cimm = . qual dritto
della Chieſa Piſana ſe non ebbe eſſetto, non avendo voluto i
Veſcovi Corſicani riconoſcere l’Arciveſcovo di Pila per loro
Metropolitano. tal mena andando avanti per molti anni, fu
poi all'anno lr 18 da Gelalio fecondo con nuova efficaciſſima
Bolla (8) riconfermato, e riſſabilito; ma di più diè in feudo
l'Iſola ſuddetta di Corſica all’Arcivcſcovo, Dagoberto, Dai
berto. o Daimberto, e ſuoi ſucceſſori, e a Cittadini Piſani,
e loro ſucceſſori coil’ annuo pagamento di lire cinquanta di
mo

(1) Tronci Anna]. Piſ. pag. 316.


(z) Muratori Ann. d'ltal. ann. ao92. Ughclli Ital. Sac. Tom. III. in
Arch. Piſ.
(3) Tronci ibidem .
(4) Fiorentini Vita di Matild. lib. a.
(5) Berthold. Conllan. Append ad Herman. Contratti. anno 109;. apud
Urſtigium Edit. Franc-of. Tronci Ann. Piſ. pag. ;1.
(6) Muratori Antiq. [tal Tom. 3. Alia Arch. Pil'an.
(7) Tronci Ann. Piſ. pag. 3:. Martini Theat. Btſ. Piſ.pag, 31.Ughelli
ltal. Sat. Tom. z. in Arch. Piſ.
(8) Orlend.us Orb. Sac. & proph. Tom. t. pag. ”8. Martini Theatr
Baſ. Piſ. pag. 73. Auflor Anon. in Chron. de Geil. Piſan. Muratori Ann.
d'Ital. ann- ur8.
DlLlVORNO. 235
moneta di Lucca al Palazzo Lateraneſe, così accordandoli la
giuriſdizion temporale ancora.
Dice anco il P. Magri, che non ſolamente furono da
Urbano II. ſoggettati i Veſcovi di Corſica al nuovo Arcive
ſcovo di Piſa Daiberto, e ſuoi ſucceſſori, ma aſſicura aver
avuto notizie, che Daiberto, e i ſuoi ſucceſſori doveſſero in
avvenire conſagrare in Piſa i ſuddetti Veſcovi di Corſica, il
che è fuor d’ogni dubbio; e che ciò foſſe negato da Gelaſio
ll., il che è falſo, e da Caliſto ll., lo che in parte è falſo, e
in parte vero, e fa una Nota ſegnata di n. 10. nel ſuo li
bro (i) di queſto tenore.
,, Nota ro. Di` queſta Conſagrazione (cioè de’ Veſcovi
,, di Corſica per mano dell’Arciveſcovo di Piſa, e ſuoi ſuc
,, ceſſo”) mi ha dato lume il Sig. Gio. Battiſta Grimaldi
,, colla guida dell’Autor Bertoldo Coſtanzienſe nelle Croniche
,, att-enenti ad Urbano II. Di Gelaſio II. parla il Varagine
,, nelle Croniche di Genova, e di Caliſto ſizcondo Giuſtiniani
,, lib. 2. fogl. 39.
Sul che io dico, che nel Breve d’Urbano Il. diretto a
Daibetto primo Arciveſcovo di Piſa riportato da Tronci , da
Martini, e da Orlendi (2) ehiaramante lì diſcorre di conſa
grazione de’Veſcovi di Corſica per mano dell’Arciveſcovo di
Piſa Dagoberto, o Daiberto, o Daimberto, e ſuoi ſucceſſori:
ſi diſcorre di ſoggezzione ad eſſo, ed a ſuoi ſucceſſori de Ve
ſcovi di quell’ lſola: ſi diſcorre di giuriſdizione , diſpoſizione.
e procura de’beni di quelle Chieſe, talchè nel concederli il
Pallio, e nell'aſſegnarli i giorni, ne quali ne può far uſo, fra
gli altri li legge chiaramente quello della conſagrazione de' Ve*
ſcovi Suſſraganei di Corſica. Di tal conceſſione del Pallio Ar
chiepiſcopale anco Baronio favella riportando (3) le parole di
Prete Bertoldo da Coſtanza in tal guiſa = Nanage/ìmm quinta:
flepm mille/Imma ſin-gi: anni” Indiäìone terzia, quo ab Urbano
Gg 2 Papa
ſr) Magri Orig. di Liv. pag. 18;.
(z) Tronci Mem. Piſ. pag. z:. Orlcnd. Orb. Sac. 8t proph. Tom. r
pag. :78 Vamm Theitr. Baſ. Piſ. pag. 37.
(3) Baron. Ann. ELCl. ad ann. to”.
136 .ISToRiA
Papa bet e]? geſta ſingillatim Bertboldar rerum infpeflor entr
rat = Dommu: Papa Urbana: iamdudum de Roma profeflu: Na
mlem Domini in T/mſcía glorioſiffime celebravit, in qua Provin
cia Pifinur Epnfiopu: nomine Dagobert/u ei ſtua’ioſiffime ſervivit -
quem ip/è iamdudum Arcbiepifcopnli ‘Pallio, E'? pote/late [24in
mavit . quam catena: Piſanenſis Epiſi'opm baoere non conſherit =.
Pare. che cos) la intenda auco Muratori. benchè non
convenga nell’anno. mentre al [092,. così ſcrive (1) = Per le
notizie prodotte dall’ Ughelli (z) ſi ſcorge, che in queſt'anno,
mentre Papa Urbano dimorava in Anagni, ad iſtanza della
Conteſſa Matilda ereſie in Arciveſcovado la nobil Chieſa di
Piſa, in maniera che Daibetto (cos) lo chiama Muratori)
già Veſcovo di quella Città ſu il primo Arciveſcovo della me~
deſima . e a lui furono ſottopoſti i Veſcovi della Corſica =.
All’ anno poi ”18. il citato Annalifla d’Italia (3) ſcrive
così .-. Ma perchè i Veſcovi della Corſica non vollero poi
(cioè, da che furono da Urbano ll. ſottopoſti a Daiberto
primo Arciveſcovo di Piſa , e a di lui ſucceſſori nella maniera .
che ſi diſſe di ſopra) riconoſcere per loro Metropolitane il
Piſano Arciveſcovo, Papa Gelalio ll. in quell’anno con Bolla
nuova dx maggior efficacia confermo quel dritto alla Chieſa.
Piſana = .
Lo fieſſo Gelaſio ll., dice il Tronci (4) ritrovandoſi in
Piſa, come ſcriſſi: Muratori (5), pregato da Piſani non ſola
mente conſagrò la Chieſa Cattedrale di Piſa ſolennemente,
come ſi legge in Pietro (6) Diacono. ma conſci-mò le conceſ
ſioni fatte da Urbano ll. Ju'i Veſcovi di Corſica all'Arcive
ſcavo di Piſa. come dalla Bolla di Gelaſio. e di Onorio ſecondo
riferite.. la prima da Martini, la ſeconda da Tronci (7). ap
pa riſèe . Di
(l) Muratori Ann. d' ltal. ann. :091.
(z) Ughclli ha]. Sac. Tom. z. in Arch. Piſa”.
(5) Muratori Ann. d' [tal. ann. ius.
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 38.
(i) Muratori Ann. d'ltal. ann. ”18.
(6 Petto! Diaconus Chron. Caſſin- lib. 4. cap. 64.
”i Martini Append. ad Thcarr- Bar. Piſ. pag. [44. Tronci Ann. Piſ.
pag. 61.
Di-LivoxNo. 237
Di Caliſto ſecondo leggo nell' Annalifla d‘ltalia (1) all’
anno 1 n.0. , che da Autun in Francia, ove celebrò il S. Na
tale , portoſii al Monaſtero di Clugnh indi a Valenza nel Del
finato, poſcia al Borgo di S. Ambrogio vicino a Suſa, e an
dò per le Città- di Lombardia, e in Tortona fu veduto da
Landolfo (2) da S. Paolo il Giovane, il di 11. di Aprile,
come egli narra. Paſsò dipoi a Piacenza, e vi celebrò la
Paſqua, indi per Monte Bardone, cioè per la via di Pontre
moli venne in Tolcana a Lucca, c dopo tre di palsò a Piſa.
dove (ecco l' errore dell' Autore della vira di Califlo ſecondo)
:rogatm (16 ip/ìs Piſanir, d" cum magna inflnmin poſtulatm ma
jorem Echeſiam in* honorem B. Marne. tata- ióidem TIJcia con
”irreale , dicevi: ſhltmm'tcr (3)..
Tronci (4) rimprovera con giuflizifl a' Pandolfo Piſano ,
che egli crede l’Autore della vita di- Califlo Il., d' aver at
tribuito la Confagr-azione della Prim-aziale a Caliſto- fuori di
lito , quando fu-fatto ciò, e lo aflicura (5) Muratori-,da-Gelaſio
ll. Veggaſi il Martini nel ſuo Teatro della Bflſ. (6) Piſana .
Conſagrò bensì Califfo alcuni Altari nella Cattedrale
fecondo l’Annaliſta d’ Italia (7), quale all’anno 1 1‘z'o.così’- ieri.
ve = Poſcia aggiungono (parla delli Annali Piſani) . che i Ge
,, noveſi con 21-. Galee vennero all’imboccatura dell'Arno.
,, mentre il' Papa, cioè Caliſto, conſacrava alcuni A-ltari di
,, quella Cattedrale=, e queſti Altari vuole il Tronci (8).
che foſſero quello di Maria SS. Annunziata, e quello di S.
Maria lncoronata .
\ Qiindi ciò fatto confermò all’Arcivelcovo di Piſa- tutri
i privilegi conceſii da ſuoi anteceſſori, e la giuriſdizione cem
pcrale, e* ſpirituale ſopra la Sardegna, e la ſpirituale ſopra
la
‘*Ì

(r) Muratori Ann d'ltal. ann. tuo.


h) Landulphus Iunior. Hifi. Mcdiolan. cap. 3;.
(3') Vita Califl. lI. Aufiore Pand. Piſan
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 59
(s) Muratori Ann. d’ltal. ann. 11:0.
.'6) Martini Teatr. della Ban-Piſ. pag. zo.
(7) Muratori Ann. d‘ lul- ann. tuo.
(8) Tronci Ann. Plſ. pag. 59.
:38 [STORIA
la Corlìca , e che i Veſcovi di quell'lſòla , come dice Tronci ( 1),
foſſero conſagrati dall'Arciveſcovo di Pila, :quali conceſſioni :
parole dell’ Annaliſta d’ltalia (2) all’anno 11:3.: vedendo il
,, detto Pontefice in appreſſo eſſere il motivo, per cui anda
,, vano creſcendo le quellioni , e le (lilleiiſioni fra le due Re
,, pubbliche Piſana. e Genoveſe, le quali avrebbero potuto
,, meglio impiegar le loro forze in Oriente contro gl’infedeli,
,, pensò di chiamare al Concilio Lateranenſe li Ambaſciatori
,, (li quelli due Popoli, ove ſegui un forte COntrarlittor-o,
,, preſente con…, che aſlicura in tal anno la tcnut‘ del
,, Concilio ſuddetto, rimeſſane la deciſione a dodici Arcive
,, ſcovi, e dodici Veſcovi, che dibatterono la pen-.lenza , ma
,, non vollero profcrir la ſentenza ec. quale nel Forno le
,, guente nel pieno Concilio leſſe Gregorio Cardinal Diacono
,, di S. Angelo, che fu poi Papa lnnuccuzio ll. per ordine
,, di Caliſta, in cui ſi diceva che da lì innanzi i Veſcovi della
,, Corſica ccſſaſſero d’eſſere ſottopoſti alla Chieſa Piſana. A
,, tutto queſto ſu preſente lo ſteſſo Caſſaro lſtorico, il quale
,, conferma la tenuta del Concilio Lateranenſe nell’anno pre
,, ſente. Però in vece di calmar la diſlènſio‘ne fra iGenoveſi,
,, e i Piſani, queſta ſentenza maggiormente l’acceſe.
Non ſolamente dunque ſotto quello Pontefice non ter
minò con tutto il Decreto Lateranenſe la lite de Veſcovi di
Corſica, come dalle antecedenti pzrolc del Muratori, e del
Tronci ricavaſi (3), ma eziandio andò avanti ſino all’anno
1132. terzo anno del Pontificato d’lnnocenzio ll., nel quale
anno riuſcì a queſto dotto, e Santo Pontefice di affatto ter
minarla context-ando amendue queſti Popoli, conforme ſcriſſe
nella vita del citato Pontefice il Cardinale (4.) d'Aragona.
Contentò i (ienoveſi col ſottrarre Siro Veſcovo di Ge
nova dalla ſoggezzionc dell’ .'irciveicovo di Milano col con
ferirli la dignità Archicpiſcopale, ſottomettendoli i Veſcovi
di
r.) Tronci Ann. P-ſ. pas!. sç.
(‘l Murat?” Ant. d'ltul. .inn. ”23.
(i) .Mu-euri, e 'I "H ci ſup cet.
(4) Card. de Amg-;na m vie. lnnoc. ſl. in l’arte pr. Tomv 3-Rtr. Ital
DlLlVORNO. 239
di Bobio, c di Brugneto, e tre altri in Corſica . che Baldovi
no Cardinale dell'Ordine Ciſtercienſè {lato clctto Arciveſcovo
di Piſa cede, per la qual ceſſione ebbe poi da Innocenzo II.
in ricompenſa due Veſcovadi a ſe ſoggetti in Sardegna , cioè
il Galtellinenſe , oGartcllanenſe , e il Civitatcnſe, e quello di
Populonía, or Maſſa di Maremma col dritto di conſacrarli ,
come ricavaſi dal Breve del detto Pontefice riportato da Tron
ci (1) , che così dice = E0, ide/I l’a/lia , fi’mmlmn confiretudi
mm P/ſhmc little/ſic ft'l_'/Ì'llfll‘ſſ, o} in Conſhcmtianibm trium Iſpi
fi‘oporm” i” C'e-:ſica /llct'icisſir ſci/ice! , Adium/ir , ó" Sngamim' ,
tlc prit'diflorum n'rrorum i” Sardinia, ó" Paz-”louienſis Eli/'ſcopi ,
quorum Metropolitan”: rai/li.: =.
Contentòi Piſani conferendo all'Arciveſcovo di Piſa il
Primato ſulla Sardegna. lottoponendoli li anzidetti due Ve
fcovadi nella detta [ſoia, cioè il Galtellincnſe, o Gartellancnſe,
e il Civitatenſc , e il Veſcovo di Populonia , e tre altri nella
Corſica , cioè quello d’ Aleria , d’Ajaccio, e di Saona. Tutto
ciò ſegui in Piſa ſecondo (z) l’Annalilla d' Italia , ove da No
nantola per Monte Bardone, o ſia per la via di Pontremoli
s’era il detto Papa trasferito. Scriſſe Caſſaro (3), che l'in
grandimento di quelli due Arciveſcovi ſu ſiabilito in Corncto,
onde ſe ciò rene, quello fatto agparterrebbe all’anno 1133.
Ma ſorſe (4) faranno ſiate ſpedite Bolle in Corneto di quanto
in Piſa fu fiſſato nel Concilio da Innocenzo tenuto, come diſſe
Tronci(5), unitamente a Platina (6), il quale vuole, che in Piſa,
e non in Corneto ſcguiſſe la pacificazion de’Piſani, e Genoveſi
in occaſion del Concilio da eſſo ivi celebrato, così ſcrivendo
= ſegui la pacificazion de’ Piſani, e Genovcſi nel Concilio l’i
ſano per lo ben della Chieſa . e a defenſione della Fede Cat
tolica, e vi condannò di nuovo (cioè Innocenzo Il.) l’ Anti
papa Anacleto. Ed

(1) Tronci Ann. Piſ. pag 7:.


(a) Muratori Ann. d‘ [tai. ann. 1132.
(z) Caſſarus Ann. Gen Tom. 6. Rer. [tal.
(4) Muratori Ann. d'ltal. ann. uz:.
(;)Tr0n1:1 Ann. Piſ. pag. 59.
(6) Platina Vit. inn. u.
240 [STORlA
Ed ecco in qualche parte (chiarito il buio del Paragrafo ,
che ſi eſamina in ordine a queſta Conſagrazione de’Veſcovi
di Corſica per mano delli Arciveſcovi -Piſani protempore ſe
condo la conceſſione .fattali da _Urbano ll., da Gelaſio Il, da
Caliſto 11. da Onorio 11., quale ultimo nella ſua Bolla ram
memora Urbano, Gelaſio, e Caliſlo (ñr) fino all’ultimo `tern
peramento ,preſo dal Pontefice Innocenzo .II. nel Concilio Pi
ſano, che ancor perſevera , e che li rammenta nella Bolla .di
Aleſſandro ſpedita a-Villano Arciveſcovo di Piſa l’anno 1 161.,
e in quella d'Innocenzo llI. diretta ad Ubaldo Arciveſcovo
Piſano l’ anno 1198., quali tutte nel Martini (2), nell’ Ughel
li (3) , nell’Orlendio (4), nell’ Oldoino (5) o lì leggono, o ſi
rammentano.
Pafliamo adeſſo a diſcorrere della _Famoſa battaglia navale
ſeguita fra la Repubblica `di Genova, e quella di Piſa l’anno
12.84. ſempre di ſuneſta ricordanza a Piſani, perchè Epoca di
decadenza della loro Repubblica, che ſiata era fino a quel
tempo potente, ed arbitra del Mare.
:Qteſta convalida il/P. Magri colle autorità del Malaſpi
na (6), cioè Ricordano,,(~per non equivocar con Saba, e
Giacchetto `~Malaſpina anch’eſſi' Storici), coll'autorità del Vil`
lani (7), del Platina (8), il quale ultimo non dice altro che
queſte poche parole, e nulla più a molte coſe ſi conſultarono
_( cioè nelConcilio di Laterano) contro i Saracini fatti po
tentinell'Aſia, ma non ſe ne p01è riſolvere, ne conchiude
re alcuna a cagion della .guerra marittima, che era fra iGe
noveſi, e i Piſani:. ,e .coll’autorità.(9) del Tronci .
Io

(r) Tronci Ann. Pil’. pag. 61.


ta)*Martini Theatr. Baſ. Piſ. pag, 76.. e 77.
,5)'Ughellius [tal. Sac. Tom. III. in Archiep. Piſan.
(4) Orlendius 0112.8“. &ñproplh-pag. 278.
(s) Auguſlinus Oldoinus addit. ad Alphonſ Ciaccomum -n vita lnnoe.
111- pago [-1.
(6) Ric-0rd. Malaſpina Iſlor. Fior. cap- :9.
(w) Gio. Villani lib. 7. lſlor. Fior. cap. 91.
F) ?latina in Vì1.'lnnoc. 1I1.
(9) Tronci Mein. Pſſ. pag. 2.41. & ſeguem
`D1L1VORNO. 241
‘lo però laſciati- da parte tutti queſti Iſtorici quantunque
degni di (lima, laſciata l’illuflrazione, che far potrei di que
ſto ſcoglio della Meloria-.i , o Malora, Lamellum (r), da]
li antichi nominata, ſcoglio famoſo, dice Guicciardini (z),
perchè appreſſo a quello furono in una battaglia navale af'
flitte in perpetuo da Genoveſi le forze Piſane, poichè abba
fla'nza di eſſo ne diſſero Ricordano, e Giachetto Malaſpi
na (3), il Volterrano (4), Leandro Alberti (5). Goro di
Stagio Dati (6), ſolo m’ adatto coll’Annalíſta d’italia a chia
rificar ciò, che in corto, e di paſſaggio tocca il P. Magri,
bevendo, come ſuo] dirſi , groſſo ſopra molte coſe, per le quali
i Piſani, e Genoveſi Storici ſcambievolmente combattono, ne
sò, con qual utile, empiendo molte carte de’ loro libri con
inquietudine di chi legge.
Accaniti adunque i Piſani contro i Genoveſi, e queſti
contro quelli per il malvagio intereſſe, che mai li faceva aver
ripoſo, penſavano ſempre ambedue queſti Popoli a procurar
i’ un dell’altro la rovina.
L'anno appunto fu quello n parole dell’ Annaliſta d’Ita
,, lia all’ anno 12.84. (7), che deciſe la loro conteſa. Vennero
,, a dura battaglia le loro Flocte nel zz. d’Aprile, c’ andarono
,, in rottai Piſani. come narra Caſſata (8) con perdere otto
,, Galee, che furono condotte a Genova, .con reſtarne una
,, ſommerſa. Per queſta ſciagura in vece d’avvilirſi, maggior
,. mente s’impegnò il popolo Piſano a ſoſtenere la gara. ed
,. armate 7a.. Galee con altri legni pieni di tutto il fiore della
., Nobiltà, e de’ popoli forenſi faſioſamente uſcì in Mare con
,, tal galleria, che ſembrava il 'loro ſtuolo incamminato ad
,, un ſicuro trionfo. Colto il tempo, che l’armata de'Geno*
Hh veli
(l) Leandr. Alberti Deſcr. d’ltal. Etrur. Lin. pag. ;7.
‘al Guiceiardíni lflor. d'ltal. lib. I. pag. 90.
z) Ricordano Malaſpdflor. Fior. cap. 87. Giaeh. Malaſpina cap. nr.
(H Volrerrano Comment. Urb. lib- z.
(s) Leand. Alberti Deſçr. d’ltal. Etrur. Littor. pag. 37.
(6) Goro di Sragio Dati lflor. Fior. pag 99.
{1; Muratori Ann. d'ltal. ann. ”843
v8 Caſſarus Anna!. Genuen. lib. to. I Tom. 6. Rer- ſul.
242. ISToRlA
,, veli era ira in Sardegna, diedero i Piſani il guaſto alla Ri
,, viera di Genova, li prefentarono anche al Porto di quella
,, Città con baleſtrare, ingiuriare, e richieder di battaglia i
,, Genoveſi. e dopo queſte bravure ſe ne- ritornarono glorìoſi
,. a caſa. Ma giunte dalla Sardegna a Genova le Galee fece
,, il Popolo Genoveſe un armamento di 88. Galee. e otto
,, l’amfili, e con queſta flotta andò in traccia della Piſana .
,, e trovatala in vicinanza della Meloria attaccò un orribil
,, battaglia nel dì 6. di Agoſto. Da gran tempo non s'era
,, veduto in Mare un conflitto oſtinato, e ſanguinoſa. come
,, ſu queſto. La vittoria in fine li dichiarò per li Genoveſi
,, ſiccome ſuperiori di forze, che 2.9. Galee de' nemici me
,, narono a Genova, e fette ne affondarono. Grande fu la
,, mortalità dall'una parte, e dall’altra; maggiore nondimeno
,, anzi fommo fu il danno de' Piſani, perchè circa undici mi
,, la di efli ( chi dice meno, e forſe dirà più vero, e chi dice
,, anno più per ingrandimento di forza) rimalli’prigionieri
,, furono condotti nelle Carceri di Genova, dove la maggior
,, parte per li (lenti a poco a poco andò terminando i ſuoi
,, giorni. E di qui nacque' il proverbio :ch-i vuol veder Piſa ,
,,\vada a Genova = Gli ſpeeulatorii de’iëg‘teti del Cielo oſſer
,, varono, che in quelle fleſſe vicinanze “della Meloria' l’anno
,. ”.41 nel di 3..di- Maggio fella di S. Croce avevano i l’i
,, ſani col Re Enzo , e colle forze marittime' di Sicilia, e Pu
,, glia ſagrilegamente combattuta la Flotta Genoveſe di 27.
,, Galee compoſta(r), preſi co’ teſori i Prelati, che andavano
,, al Concilio Lateranenſe convocato dal Pontefice Gregorio
,, IX. contro l’Imperador Federigo fecondo, con cui erano
,, collegati, e credettero, che Dio aveſſe aſpettato per 43.
,. anni a gaſtigare il loro misfatto. Certo è, che per li terri
,, bile ſconfitta, in cui perde Pila , e gente nobile, e popo-'
,, lare, non ebbe più anſa di alzare il capo, anzi andò cosl
,, declinando, che giunſe finalmente a perdere la propria li
,, betta ,,.
L’al

(1) Muratori Ann. d' ml. ann. ”41.


DlLlVORNO. 243
L’altro armamenro de’Genoveſi all’anno 1290. di 40.
Galee comandare dall'Almirante Corrado d’Oria ſecondo il
Giuſtiniani (1) riuſcì anch’eſſo fatale per i Piſani, come col
P. Magri (z) lo norò il Tronci (3), poichè avendo veduto i
Piſani d’ eſſere a mal partito, e circondati all’ intorno da po—
tenti uemici, Genoveſi, Fiorentini,e Luccheſi, ed altri di parte
Guelfa , fino del 11.88. cercarono , dirò coll’ (4) Annaliſta d’l
talia, d’avere un valente Capitano di guerra, che li ſoſteneſiè
ne'loro biſogni. Fecero dunque venire a Piſa Guido Conte di
Montefeltro, che era ſtato mandato dal Papa a i Confini, e
ſoggiornava in Aſti, come li ha da Tolomeo Luccheſe (5), e*
dalla Iſtoria Piſana (6), Lo ricevettero i’l’iſani con grande
applauſo, ed onore, ed a lui diedero la Signoria della loro
Città per tre anni, per cui ebbe Piſa l'interdetto dal Pon
tefice Niccolò IV., che ſtava in Orvieto . e il Conte Guido
fu (comunicato, come aſiicura Giovanni Villani (7) , e l’Am7
mirati,il quale però diſconviene col Villani nell’anno (8).
Intanto il Conte Guido ricuperò molte Terre tolte a Piſani,
ma non porè impedire , che i Genoveſi, i quali come dice il
Tronci (9), ſi erano veduti bui-lati ſulla procraſlinata ad arte
da Piſani reſtituzione di Caſtel di Caſtro in' Sardegna , non
prendeſſero l’iſola dell’Elba in quell’anno, e che poſcia nel
meſe di Settembre uniti co’Fiorentini, e Luccheſi, come li
ha dal (ro) Caffaro, per terra quelli, e i Genoveſi per mare
( b-:nchè l’Ammirari (r 1) dica che i ſoli Fiorentini per terra
preſero per forza Porto Piſano, e Livorno , e confonde colla
Hh z gui

(I) Giufliniani lſtor- di Gen. lib. z. f. ttt.


(a) Magri Orig. di Liv. pag. 1t., e 79.
(z) Tronci Ann. Piſ. pag. 167.
(4) Muntari Ann. d'ltal. ann. noo
(1) Prolom- Lucenſ-Annal. Brett Tom. a. Rer. Ital
(6,15101. Piſ. in Tom. 24- Rer- [ral
(1) illani Gio. lſtor- lib. 7- cap. ”1.
(8) Ammirar. [fior. Fior. lib. z. ann. ”89. pag. 17;.
(9) Tronci Anna]. Piſ. pag. 161.
(to) Carfarut Ann. Gen. lib. ro. inter Scr. Rer. [tal. Tom. 6. col. 5”,
(u) Ammirat. [flor- Fior. Tom. i. pag. 18;.
244 ISTORIA
guida del Boninſègni (1) queſt' unico guaſto del :290. dato
da Guelfi con altri danni folletti da Porto Piſano, e Livorno
in altri anni comenotò Targioni (2)) non faceſſero Oſte a
Porto Piſano , e lo prendeſſero, .e disfaceſſero le Torri (che
al dir dell'Annaliſta d’ italia al detto anno (3) 0 non fiirono
guaſte , o furono racconciate ), il Fanale , e tutte le Caſe del
Caſtello di Porto Piſano, come diſſe l'Ammirato (4), abben
chè egli noti disfatte quattro Torri, quando due ſole erano
quelle. che all’imboccatura del Porto Piſano eſiſtevano, e il
Fanale alla Meloria. (ſeppure non include per quarta Torre
anco la Rocca di Livorno , la quale ſicuramente fu diſtrutta,
come dal documento in fine del preſente volume ſegnato di
lettera A alla pag. 3. li ricava, e collaſteſſa rabbia anco
guaſtaſſero il poco diſtaute Livorno , aggiungendo il Boninſe
gni (5), che furono meſſi alla bocca del Porto Piſano più
legni, o ſiano Caſſari di Baſtimenti carichi di pietre, e rup
pero i palizzi, o palizati, acciocehè non 'ſi poteſſe più uſare
il detto Porto, lo che confermano Lionardo Aretino (6), e
Tolomeo da Lucca (7) .
Un Anonimo Croniſta, che non conviene col Caſſaro, il
quale pone queſta battaglia all' anno 12.89. (8) ’contro la co
mune, che lo ripone all’anno 12.90., narra queſta battaglia
con alcune particolarità (9) dalli altri Scrittori non accenna
te, e dice così = nel meſe di Giugno i Guelfi della Lega anda
.. rono a Porto Piſano per la via di Collina, e il Conte Gui
19 do di-Montefeltro Podeſtà di Piſa li andò ad aſpettare al
.. Ponte di Sacco, perchè paſſonno per lo ſcoperto (meglio
i. per lo ſcopeto) di Treggiaia, ma non li volle batterl con
u o'

(1) Boninſegni lſtor. Fior. pag. 99.


a Targioni Viaggi 8c- Tom. a- pag. 49.
(Il Muratori Ann. d'Ital. anm M90.
(4) Ammirato lflor. Fior. Tom. i. pag. 185.
(s) Boninſegni Iflor. Fior. pag. 96.
(6) Leonard. Aret. Iſior. fior. lib. 4.
(7) Prolem. Lucenſ Anna]. Brev. in Tom. 6. Rer. Ital.
(S) Caffarus A_nn. Genuenl' Tom. 6. Rer. Ital. col. 399.
(91) Anou. Ehi-en.. inter Frang-ſt'fli Piſ. inter. Scr. Rer- Ital. Tom.
;4. co . 658.
DlLtvoRNo. 245
,, loro, e innanzi che i nemici veniſſero a Porto Piſano fece
,, disfare il Fondaco del Porto, e le caſe tutte, e anco fece
,, metter fuoco, e ardere tutto Livorno, perchè l’Oſte di
,, terra non vi porellè _ſtare in del detto Porto. L’armata Na*
,, vale de’ Genoveſi venne al Porto, eſſendo l’Oſte de‘ To
,, ſcani in terra, combatterno li Genoveſi le Torri'del Porço.,
,, e accoſtonnoſi co’gatti alla Torre malterehiaia. e taglioli
,, nola di ſotto, e miſonla in pontelli ec. . . , . . Avute le
,, Torri, le disſecìono, e disfeciono tutto il Porto, e por
,', tonnone’ li Genoveſi , e Luccheſi le catene delle Porte .
Reſta adunque afficurato,che del 1290. fu disfatto Porto
Piſano colle ſue Torri, e portata via la carena del Porto,
non delle Porte, benchè l"Anonimo citato ſcriva delle por
te. le quali mai furono a Porto Piſano, come dortamente
moſtrò (1) Targioni. ’
Di queſta catena parla il P. Magri nella ſua nota 11. (2)
COS] a
=- Nota 11. Il Grimaldi (queſto era un MS.) dice nelle
,, ſue memorie MS., che quelli fono que’pezzi. di catena,
,, che ſi veggono alle Porte della Città di Genova, come ,ſi
,, legge nelle Iſtorie d'Agoſtino Giuſtiniani al lib. 3., e ne
n MS. Piſani all'anno 129°.
Il Tronci (3) nelle lire Memorie Piſane dice, che i Cu
ſtodi delle altre Torri, cioè di Porto Piſano , ſi arreſero ſu
bito a Genoveſi, i quali, non volendo più‘trattenerſi, rup
.pero la catena del Porto, e condottala in pezzi a Genova,
l’attaccarono in più luoghi della Città. Oſia ſtata in un pez
zo, o in più , o ſia ſtata poſſa queſta catena alle porte della
Città come vuole il P. Magri col Giuſtiniani (4), o in più
luoghi della Città, come vuole il Tronci (5); e molti MS. Pi
ſani
ñ

(r) Targioni Viaggi ec, Tom. a. pag. u, e n.


li) Magri 0113. di Liv. pag. 184.
(3) Tronci Anna]. Piſ. pag. 267. _
ſa) Magri Orig. di Liv. pag. [84. Giuſtiniani [ſlot. di Gcn. hb. 39
(z) Tronci .lucvg. f”. cit.
2.46 IS'rORlA
ſani (r) reſta verificato, che realmente i Genoveſi portarono
via la catena del Porto Piſano, c disſecero le Torri, cioè
quelle due, che Cocco Grifi ſeco erigere all'imboccatura del
detto Porto del 1154. (Stil. Pif.) e quella della Lanterna
allo ſcoglio della Melnria, e quella di Livorno, che colle due
di Porto Piſano, e con quella alla Meloria ſono ‘appunto
quattro, che,realm_ente, e ſicuramente furono diroccate.
Vero è. che anco al dl d’oggi ſi vedono le catene del
Porto Piſano appeſe preſſo le colonne fuori del Tempio di
S. Gio. Battiſta di Firenze ,ſal Palazzo del [’odeſtà, e a
tre Porte della Città , ma queſte, come dice Buoninfc
gni (1), furono quelle, che .del 1362. = ſvelſero: parole
del citato ſcrittore = le quattro Galere Genoveſi comandare
.da_Pierino Grimaldi Ammiraglio mantenute da Fiorentini,
=benchè Poggi voglia, che foſſero ó.: e queſte catene ben
groſſe, ñ ſegue il Poggi =~ le quali ſerravano il Porto, rotte
in più pezzi, le mandò (cioè Pierino Grimaldi) a Firenze,
dove furono attaccare alle colonne di S. Giovanni, a i Palaz
zi della Signoria, e del Podeſtà. e alle Porte della Città-.
Tanto ſerve per dilucidazione delle due battaglie indicate
dal P._Ma_grì. Paſtiamo avanti. Va compaſtionando in appreſſo
il P. Magri lo ſtato infelice di Livorno dopo la deſolazione
di` Porto Piſano. e di Livorno medeſimo del 1290., e nuovo
Geremia piangendo ſul diroçcato Caſtello colla guida del Giu
ſtiniani (3) dice ~, che tutto Livorno fu atterrato fuori della
Chieſa di S. Giovanni.
Sul -che prima di dir l'opportuna, conviene addurre un’
autorità tolta da Caffaro (4), la quale ſulla deſolazione di Li
vorno, che egli pretende ſeguita del 12.89.. ma io credo coi
più dell’anno 1290., cos) dice =e’9' fiquenti die perrexerunt ad
debellationem Liguria (vuol dire Livorno ſecondo la favola
An

(t) MSI, Piſani, Roncioni. Marangone nella Magliab. eſiſtenti. Altro


MS. preſſo il Sig. Cav. Sproni.
(a) Buoninſegni Iflor- Fior. pag. 504.
(5) Giuſtinianl Iſtor. di Gen. lib. 3. f. m
(4) Caſfarus Annal. Gen. lib. to. Tom. 6. Rer. Ital.
DILIVORNO. 247
niana) quam iam [romina: diaz' lori dereligueram . é* Piſi” per
rexerum , unique totalirerpmrer Ecole/iam poſilerrmt in rerram -.
Il Targioni (1) dice ,che il P. Magri ſpiega quella Chie
ſa non ſpecificata da- Caffaro, quando dice =Ecclcfìam= per
la Chielina di S; Giovanni teliuta da Romiti Agoſtiniani preſſo
Livorno vicino al mare, il quale ne primi tempi,‘quando
cinto non era,di muraglia il detto luogo preſſo la detta Chie
ſina giungeva , ’come ricavati dal-libro ſegnato Q di delibera-ì
zionide'Màgnlflei Capitani di Parte‘ Guelfa, ove 'li- legge alla
pag. 49. Cos] al Cit”: ſit _quod Little/io ſine Cura South' lemmi:
Bepi/Ia‘ de Librai-ho ſet-urne” :e vuol dire vicino’al mare ‘, men
tre la propoſizione ſmu- 'col caſo_ -acc‘uſativo congiunto vuol
ſignificare ſecondo i Grammatici juxra, prope, che vuol dire
vicmo .
Pare arduo
baſi intender , che
della quando
Chieſa Caſſaro dice a:Batiſt-a-ſidelli
di;S.’-Giova'nni Ecole/iam :debAgo—
ſtiniani, e non _più t'ollo' della -Pieve- di LivOrno, tantopiù
che lo Scri’ttor' citato quáhdöwl'rte —_- Eſſfl'lfſiflfllä non indivi—
dua ne quella, -ne quella, lo che ſolamente fanno Giullinia‘
ni (a) , e Magri (3). h `
Abbiamo però in‘ cantanti una memoriaunell-'Nrchivio
delli Agofliniani di queſto Convento 'di 8.1 Giovanni! Batíſta
di Livorno, che prima ſcritta in un antico libro principiato
del 1476. poſcia traſcritta venue nel Campione altre' volte
citato detto’Ner'o dal Padre Maeflro Sebaſtiano Piſano Supe
riore del ſuddetto Monaſtero l’ anno 1546. con altre moltiſ
lime memorie a Conventi di S. Iacopo d’ Acquaviva e a S.
Gio. di Livorno appartenenti da antichi libri; e' vecchie carte
ricavate. Vedilo alla fine del preſente volumeſocto lettera A,
in cui alla pag. 3. così ſtà ſcritto' =.
,. Nota come all'anno 1290. ſeriſſono i noflri Eremiti,
,, che alli otto di Settembre il Caliello' di Livorno fa tutto
” de'

(r1 Targ'ioni Viaggi Tom. z. pag. 48.


(a) Giufliniam mq:: di Gem lib.v 5. pag.‘ ”’1
(3) Magri Orig- di Liv. pag. :3. e 79.
248 [STORIA
,, -deſtrutto da fondamenti dall’ Armata di 40. Galere de’Gé
,, noveſi, e ſolamente fu laſciata la noſtra Chieſa di S. Gio
,, vanni a laude di Dio. eſſendo ,noi poco prima venuti ad
,, abitarvi di S. lacopo di Acquaviva. La”; Deo-
Ciò, che finora ho detto ſulla Chieſina di S. Giovanni,
vien confermato da quello, che il fu-Sig. Dottore , e Can
celliere Giuſeppe Mattei ſcriſſe nelle- ſue Notizie iſtoriche ine
dite -ſopra Livorno eſiſtenti -preſſo ,lo ſtudioſh ricercatore delle
antichità Livorno riſguardanti Sig.v Cav. Ferdinando Sproni .
Dice adunque il citato Scrittore così s s’è ritrovato (cioè
Livorno) in cattivo ſtato, e .ſenza la ſua numeroſa. popola
zione, e queſto potrà verificarſi poco doppo il ra9o., in cui
da i Luccheſi, e Fiorentini eo'Genoveſi _dopo la .memorabil
battaglia della Meloria ſu diſtrutto talmente ‘Livorno, ,che al
dir del Giuſtiniani lib. 3. a 111. non vi rimaſe in piedi, che.
la ſola Chieſa di S. Giovanni-s.
Poſte adunque tali memorie pare, che ſpiegar li poſſa
quel ſuſtantivo nome, ed appellativo :Ecole/iam- detta da
Caffaro ove di Liguria, o ſia Livorno ragiona, per quella
data a Romiti Agoſtiniani nominata dal Veſcovo di Nebio
Scrittoi; delle lſtorie di Genova, mentre io vado conierturan
do., che nella diſtruzion di -Livorno fatta da Luccheſi . Fioren
tini’, e Genoveſi, o da Genoveſi ſoli , o dal Conte Guido l'an
no 12.90. giuſla l’ Anonimo Piſano (r), poteſſe eſſereſtata
ancor diſtrutta la Pieve, ehe reſtava appunto in `faccia alla
Rocca di Livorno nella piazzetta , ove di preſente.è il Palazzo
del Commercio detto, di cui anco al d) d' oggi li veggono le
fondamenta, e par-e altresì che abbia potuto benchè riedifi
ſicatacorrer ſempre ſimil burraſca,e fino ſull’ultimo, quando
fu demolita per ergere la fortezza detta Vecchia l’ anno 151.5.
come dal Campione detto Roſſo della Pieve .di .Livorno ,che
ſotto lettera-B primo ſi dirà in copia alla fine del preſente
volume, riſulta, mentre reſlava eſpoſta, e ſcoperta , ela pri
ma

(r) Anon. Chron. Piſ.-inter. Eragm.flflor. Piſ. inter Str. Rer. ltal.
Totti. 1.4. col. 638.
DlLlVORNO. 249
ma dopo la Rocca ad eſſer l’ oggetto .della rabbia de’ nemici
di Livorno, e Porto Piſano, lo che non fu cos) facile a ſuc
cedere alla Chieſina di S. Giovanni, che era fuori di mano,
lontana dalla Rocca, e fabbrica di niun rilievo, e conſeguenza.
Che queſta Chieſina ſtata ſia edificata nel tempo ſteſſo ,
in cui fabbricata venne la Chieſina di S. Iacopo d’Acquaviva
l’anno 320., lo proverò con que’documenti medeſimi, co'
quali nella Diſſ'ertazione IV. provai l’ edificazione di S. Iacopo
d’Acquaviva, perocchè egualmente favellano, e dell’una , e
dell’ altra . Aſſicurano queſti eſſere ſtate ambedue queſte Chie
íine edificate l’anno di Criſto 320. dopo la pace data alla
Chieſa da Coſtantino il Grande. Odaſi il primo MS. favorito
mi dal Sig._ Giulio Piombanti (1) .
Dice adunque cosl a Anno 320. la fede Cattolica li pro
feſſa liberamente fabbricandoſi S. Giovanni preſſo a] Caſtello
di Labrone, e al lido del mare preſſo ACquaviva la Chieſa
divotillima di S. Iacopo preſi ambedue per noſtri Protettori.
Un altro preſſo di me eſiſtente acquiſtato dal fu Sig.
Dottore Girolamo Grifoni all’ anno 322. dice cos) (a) a nell’
anno 320. di Criſto ſi fabbricano la Chieſa di S. Gio. Batti
ſta, e di S. Iacomo al mare, e ſi fanno ambi noſtri Pro
tettori a..
Nel Campione detto Nero del XVI. Secolo, in cui fu*
rono tutte le antiche memorie trafcritte, come ſi diſſe, alla
pag. z. facc. 1. ſia ſcritto cos) ale Chieſine de S. Ivonne, e de
S. Incubo de Acquaviva fiirono edificate l’anno 32.0. a
Sotto Aleſſandro IV., il quale con ſua Bolla (3) data
in Laterano il dì 9. Aprile del ſecondo anno del ſuo Pontifi
cato, che corriſponde all’anno 125 5. ſecondo l’Annaliſta d’I
talia (4), fatto aveva la grand' unione all’Ordine noſtro Ago
ſtiniano di molt'altre Congregazioni, come ſi può vedere nel
Il no

(1) MS. Anonimo Livorneſe.


(a Mem. . Grifoni.
(e) Ballar. flogoſi. Empoli pag. 18.
(4) Muratori Ann. d'Ital. ann. ra”.
250 ls'ronra
noſtro Scrittore Marquez (1), vennero due de’ noſtri Romiti
Agoſliniani dall’antico Eremo di S. Iacopo d’Acquaviva cele
brato da noſlrì Croniſti , da Ambrogio Coriolano (2), dal B.
Enrico di Weimaria, da alcuni male a propoſito chiamato
di Urimaria (3), dal Cardinal SeriPando (4) ,da Marquez (5),_
da Torelli (6), dal celebre Scrittor LuccheſeEranceſco Ma
ria Fiorentini (7). ad abitare in una caſuccia contigua alla
Chieſetta dedicata a S. Gio. Batiſla preſſo Livorno già detta
di lopra per ſervizio del Popolo di detto Caſtello, e forenſe
in aiuto della Pieve. Abbiamo per prova autentica di ciò
oltre quello, che, di ſopra ſi diſſe, la lapide che_ nella pre
citata Chieſa di S. Gio. Battiſta ſul Sepolcro de ſuddetti Frati
Romiti Agoſtiniani li legge , quale è notata dal P. Magri (8),
e da tre MSS. di detto Monaſtero (9), e dice così.

D. O. M.
PRO PP. ET FF. ORDINIS EREMÎTARUM
S. AUGUSTlNl QUl CUM IN CONVENTU S. lACOBl
DE ACO`YAV1VA EREMUM DlU lNCOLUlSSENT,
ET USME AB AUGUSTlNI PATRlS TEMPORlBUS
SANCTISSIME VIXISSENT ANNUENTE
A'LEXANDRO IV. PONTlFlCE HUC DEVENERE.

Il

(rl-Marquez de Orig. Fair'. Erem. cap. 36. parag. 3- & 4.


(2) Ambrol. Coriolan. Chron. Auguſt. pag. 9. _
(3) ligne] Florrnnmum de Etrulct Pietaris Originìbus tap. 9. Ambo
grapli. lib. m de .Ong. Rel.Fratr. Erem. S. Auguſtini B. chriei de Vei
maria adlerumur in ibl. Can. Reg. S. Viſiona Lutet. Pariſ. . Edltus fuit
Venet. ann. 1314. lde Emanuel. Leal. in Punſicarorio Conflativo.
(4) Seripandus in Chron. ad. ann. ”81.
(5) Marqueſ. locv ſup. cit.
(6) 'I'.iurellus Sac. Auguſt. Tom. I. pag. 161., &_ Tom. [V. ad ann,
”87. & 1183. pag ”3. 61’. ann. la”. pag. 4”.
7) Plorentrnius lib. de Etruſo Pitt. Origmibus pag. Ill,'& 1:8.
8) Magri Orlg.- di Liv. pag. 184.
_ (o) MSS. nell‘Arthiv. di 5. Gio. di Liv. intitolato Convento, e Fab
brica di S. A. R.
DtLtvonNO. 251
Il Torelli diligente raccoglitore, e Scrittore di tutto le
antiche memorie il noſtro Agoſtiniano Ordine riſguarrlanti.
nelle Croniche, che chiamò col nome di Secoli , all’anno 14:5.
(1) dice, che in quell’anno s’acquiſtò finalmente .il Cemento
di Livorno.
Ciò non è contrario, come alcun crederebbe, a quel,
che di fopra ſi diſſe, poichè. ſc alcuni de’Frati Agoſtmiani
per ſervizio_ della Pieve , e Popolo di Livorno ſtavano nell’an
guſta caſetta contigua alla Chiefina di S. Giovanni dopo il
12.55. come dalle memorie ſopra citate li ricava; fe del 135 7.
aviamo nel Romitorio di S. Iacopo d’ Acquaviva fuori di Li
vorno i Frati ſuddetti, nel quale anno fu dato ordine dal
Generale Gregorio da Rimini a Fra Giovanni da Piſa di r1
farcire il detto Romitorio di S. Iacopo minaccinnte rovina
colla vendita de’beni mobili meno utili, come notò il To
relli (a), ſegno evidente è queſto, che pochi di eſti ſtavano
nella piccola Caſetta alla cuſtodia della Chieſina di S. Gio.
per ſervire alla Pieve, e Popolo di Livorno, e forenſe , e
gli altri formalmente, e conventualmente convivevano in quello
di S. Iacopo d’Acquaviva. quale non fu abbandonato fe non
ſe l’ anno [577., come ſidirà, abbenchè del 1425. ſi ſaceſie
il totale acquiſto di quello *di Livorno, ore vennero a ſtare
quelli di S. lacopo.
La Repubblica Fiorentina, che comprato_ aveva Livorno
l’anno 142.1. da Genoveſi per rooooo.1i'iorim d’oro di Sug
gello vecchio, manutenne i. detti Frati non tanto nel poſſeſſo
del Convento di S. lacopo d’ Acquaviva, ma ancora in quello
di S. Giovanni preſtb Livorno, e concedendoli maggior ſito
per poterli dilatare li obbligò a riconoſcerla per Padrona
coll’imporli per tal largizione. un annuo cenſo tia‘ pagarſi da
detti Frati, in una libbra di cera gialla conſiſtente, lo che fu
di anno in anno eſeguito. ma perchè coll’andar del tempo,
ceſſato il Governo Repubblicano, poteva andare in iſèordanza
Ii a. un
cn— un»... man—.—

(r) Taurellus Sac. Aug. ann. i4”. n. 2;.


(a) Taurellus Sate- Aug. ann. razr. n- u
252 Is'ron-tA
un tale Giuſpatronato, ſotto il Regno di Coſimo I. ne. fu fatta
una pubblica deliberazione, che al libro di Deliberazioni
del Magiſtrato de’Capitani di Parte Guelſa de’17. Ottobre
dell'anno 1565. alla pag. 49. così dice=.
Cum ſit quod Eccleſia x ſine Cura S- Ioannis Bapti/Ì-e de
Liam-no [èqu mare . quae eſl [uri/patronale: difii Mogiflrotur,
iamdiu poſſèffa flten't per Fron‘er Conventar S. Jacob' extra
Liburnum Ordini: S. Auguflim' , qui commomnmr hcdie in diäa
Eccleſia S. [nanni: Boptrjle. (a‘ licet filverim een/iam annua”: i”
recognitionem difli Patronati” , nullam tamen babaerm” eleflia
nem a :lido Magi/frate, ó‘ volente: jara :lidi Patronati” con*
ſer-vare , (9’ Magi/1mm”: prediëlam recognoſcere ramqaam Da
minum , ó* Porronum , ac eleäionem , (9' provi/ione”; de difia
Eccleſia al illa balerent, idea Reverend. Fr. Benedìflas de Pre
rir Fiorentina: Some Tbeologie Magi/leo* Prior dich' Ordini: in
Con-venta S. Spirit!” Civitati: Florenrr'e via. (9' nomine Priorir,
ó‘ Frana”: difli Con-venta: Liliarni , ó‘ etiam Reoerendi' Ma*
giſtri Egidii de Volaterris Provinciali: Provincie Florentie :118i
Ordini: D. Augujlim' , ‘at ex eju: litrerir [al die daodecima prie
ſèmi: Men/ir , [ponte , e’? ex certa ſi'iemia, ó* omni meliorr' mo
do Ùc. recognovir didum Magi/11mm Ca'pitamaram Pam‘: Ci
vitatir Flor-enti” in Patronati: dia-e Eccleſia Sonfli Ioonnir Ba
ptifla de Liburno, ('9' Patronamm illta: ad eumdem Magi/Irma”:
ma," confeſſiu fait. ó' ſolita”: annuam cenſura in recogm'rio
”em ſòloere promirrit ó'c. onmi meliori modo (7c. Regata: ó‘c.
prefenrilmr Petra Ioonm'r, ó* Ivonne Maria Laurentii Donnicellir
tejh'ou: (re. ó'c.
= Pbilippar Trematíar Cancelleria: Parti:
:- In fidem e’rc. ſalvo (are. (91‘.
ueſta Deliberazione fa chiaramente conoſcere, che aſſai
prima del Padronato della Repubblica Fiorentina ſopra Livor
no . cioè prima del 1421. erano i Frati di S. Iacopo d’Acqua
viva al poſſeſſo della Chieſa, e Caſa di S. Gio. di Livorno,
che tanto vogliono dire quelle parole = jamdiu Puffi-ff): ſam':
(cioè la Chieſa di Q. Giovanni) per Frarrer Conve-mas S. Ia
robi
Dl LIVORNO. 2.33
cubi extra Lìónrmmi = ſicchè parmi di poter francamente affe
rire , che doppo l’anno 1256. (1), o poco più doppo (z),
veniſſero dal Convento di S. Iacopo d’ Acquaviva, due o più.
Religioſi, quanti capir poteſſero nell’anguſta Caſerta. e quanti
baſtaflèro per collodire la detta Chielina di S. Gio. di Livor’no
per ivi ſervire al Popolo colla celebrazione dell’incruento ſa
crifizio, e col miniſtrare i Sagrameuci in aiuto del Pal-oca:
poſcia all’anno 14.25., fiante la manutenlione Ottenuta in detta
Chieſa del 1421. dalla Repubblica Fiorentina, dato di mano
ad un qualche maggiore ampliamento delle citate Chielina,
e Cala, veniſſero da S. Iacopo d’Acquaviva ad abitare del
tuttoin Livorno i detti Frati, facendoli quivi Convento Forma
le , e cosi verificandolì l' acquiſto notato dallo Scrittor Torelli
all’anno 1415., benchè però teneſſero un Sacerdote, e un
tèrvo in S. Iacopo d’ Acquaviva fino all'anno 1577., come
rifulta da‘ libri d’entrata (3), e uſcira di tali tempi, dopo il
qual’ anno dal Sereniflimo Franceſco Gran-Duca di Toſcana
fu data-Ed Mo la Chieſa , e lito di S. Iacopo d' Acquaviva
alla Nazione Greca Cattolica per ivi celebrarvi i divini Ufizi.
fecondo il Greco Rito, come dal benigno refcritto di S. A. al
Memoriale della fuddetta Greca Nazione (4) riſulta.
Siegu‘elil P. Magri a farla da fpecnlatore de’l'egreti del
Cielo, e dice nel Paragrafo , che fi eſamina. eſſer accaduto
a Piſani l’infortuito dell' anno 1284. perchè l’anno xz4r. a
3. di Maggio avevano lagrileg‘amente nello ſteſſo luogo. cioè
preſſo la Meloria fatto alto là colle loro forze marittime fo
pra 40. Galere de’Genoveſi (5) , che portavano, co’ Prelati,
che di Francia andavano al Concilio Lateranenfe, Giacomo
Veſcovo Preneflino, e Odone ambedue Cardinali, i quali,
preli che furono, li confultò da Arrigo conofciuto nelle Sto
rie

(1) Magri Oria. di Liv. pag. 7:.


h) Targioni Tom. a. Viaggi ec. pag. 36.
(3) ln Archiv. Fratr. Se. Ioannis de Lib.
(4) Nella Dogana di Liv. Filza dell'anno 1517.
_ (i) Ricord. Malaſpina [fior. Fior. tap. ”8. Gio. Villani lib. 7. [flor
fior. tap. 9. Raphael. Maffcius Comm. Urb. Geogr. lib. 5. pag.. 47.
254 lsToRtA
rie ſotto nome di Enzo figlio illegitimo.. di Federigo ſècondo
Svevo Imperadore, e di Bianca Marcheſa di Monferrato , il
quale comandava a7. Galee imperiali unitamente a Piſani in
tale armamento, il Padre Federigo, che coſa far ſi doveſſe
di que' Sacri Perſonaggi? Alla qual petizione egli empiamente
riſpoſe con due ben cattivi verſi, che nel Tronci (i) ſi leg
gono, ed io ſtimo bene qui traſcrivere per appagare la cu
riolità de’ Leggitori.
.. 01mm Prc/ati Papa mandate var/tti ,
= Et ire: leg/”i veiiiantñbmwſlue Lìgdti.

Dice di più il noſtro Magri, che una tal empietà ſu da


Piſani commeſſa in grazia . ed e ciò pur troppo vero, della
Caſa di Svevia ,cioè di Federigo II. Imperadore. Ma in gra
zia di Manfredi Re di Sicilia, ciò eſſer non poteva allora per
allora, mentre contava Manfredi in quel. tempo come un Don
zello nel Senato.- poichè è vero. che era Wraliſiglio di
_Federigm e vero ancora è, che fu il Re di Sicilia, ma non
in quell’anno, lo che fu ſoltanto l'anno n.58., allorchè in
Palermo ſorto gli 11. di Agoſto fu coronato, come ſi legge
nella Storia di_ Niccolò da Iamſilla (a), e nel Muratori (3),
.( abbenchè Summonte lo voglia (4) coronato in Palermo il dl
10. ~Agoſto 12.55. colla ſcorta di Fazzello (5), de due Villa
ni, del Fiorentino Giovanni (6), e del Napolitano detto (7)
Rombo, e Coſtanzo, e‘ Fazzcllo (8) lo vogliono coronato in
Monreale, lo che è falſo), e la~ battaglia alla Meloria, e la
pri
1) Tronci Annal. Piſ. pag- 190.
le) Nicolaus dc lainſillafifior. Sicil. Tom- 8. inter Scr Ret. Ital.
(3) Muratori Ann. d'ltal. ann. 1138. '
(4) Summont. [fior. di Nap. Tom. a, lib. 3. edit. di Nap. del 1748.
Pas- 136-. 'e *37
(s) Fazzello lllor. decad. di Sicilñaon. la”.
(6) Giovanni Villani lſtor. Fior. cap. 46.
(1) Ioannes Villanus diflus Rombus Chi-on. Neap; lib. i. cap. 74. apud
Summont. lflor. Neap. ` , _
(8) Conflantius ad ann. 1153.51601. Sicìl. Pazzellusiiflor..Decad Sicil.
il…, lì.”
DILIVORNO. 255
prigionia de’Prelati, e di altri Nobili Genoveſi ſu ſotto l’anno
1 2.11. a 3. di Maggio, ſicchè non era Manfredi neppur ſtato
dichiarato, e riconoſciuto per Principe di Taranto, e Ballo ,
o' Governator del 'Regno in aſſenza di Corrado figlio legittimo
d‘iFederigo (mentre Arrigo-ì`prirnogenito dello ſleſſo Federigo
era morto nella Rocca di Martorana in Paglia del 12.44. il
che ſu 'ſolamente dell’anno 1250. dopo la morte di Fede go
Imperadore ſeguita il r 3. di Dicembre Fiorentino-Caſtello
in Capitanata di Puglia. Dopo poi che carpito il Regno in:
cominciò “Manfredi a fare il, Prosdocimo,'e il Protettore de
Ghibellini, allora ſu, che i Piſani con lui ſPOſaronſi, e come'
amato rampollo della Caſa di Svevia' ſpecialmente il riguarda
rono, e per cagione di lui ſeordaronſi della Fiorentina Re
pubblica ſciogliendoſi dalla‘lega, che con eſſa avevano, in
propoſito di cui. ecco la Nota, che .fa il P; Magri (1).
,, Nota 13. Dcſcrivono non tanto la Storia ’Piſana, quan
,, to la Fiorentina , come pur Giuſtiniani nella Storia Geno
,, ‘vefe, e il Villani lib. 6. cap. 84. quella nemiciziaycioè tra
,, i Fiorentini, e i Piſani, mentre eſſendo obbligati-i Piſani
,, a i Fiorentini particolarmente alloraquando andati 'all’im
,, preſa di Maiorica, eñMinorica, quelli , cioè i -Fioreutin‘i,
,, reſtarono (meglio era dire acco’rſeto.) alla guardia' di ‘Piſa,
,, (oppreſſa dalle‘armi de'Luccheſi), e li accampariino.fuori
,, delle mura (diſcacciati i Luccheſi, dovrebbe dire) ſenza
,, mai entrar nella Città, perchè que’l’iſäni, che erano den
,, tro la Città , ſlaſſero più ſicuri , e ſenza ſoſpetto dell’oneſtà
,, delle loro donne, e corſero il Palio ‘di S. Giovanni, e bat
,, terono moneta fuori delle mura di Pila.
Su_ quella Nota del P. Magri dirò «Terlano. che.ell'en
d'ali i Piſa‘ni dalla lega fatta eo’Fio'rentini ritirati ’Panno 1254.
per aderire alla lega colla caſa di Svevia, dſeiſſetóìr 'Fioren
tini co' Luccheſi, e Genoveſi collegati contro i Piſani (2), e
alla
- 1

(r- _Ma ri Orig. di Liu. pag. 184.


‘Uſa, 'irus Arnal. Genutnſ’. Tom. 6. Reti-[tal. l’rolim. &ocean-Tom
”ñ Rol, ha]. ›
256 .ISTORIA
alla .bella prima reſtaſſero i Luccheſi ſpelazati, ma accorſi i
Fiorentini (i) ſconfiggeſſero .l’oſte Piſana vicino_ al Ponte di
Serchio, e foſſe in pericolo la .ſteſſa Città di Piſa,
In Ricordano Malaſpina leggo cosi all’anno 1256. (z) =
,, Dopo la rotta pace da Piſani a Fiorentini, eſſendo _Podeſtà
.,. Meſſer Alamanno della Torre de .Melano per caldo del Re
,, Manfredi, che era tra loro ,e Fiorentini, e Luccheſi , e an
,, darono .ſopra al contado di Lucca al Caſtello del Ponte a
,, Serchio, per la qualcoſa .i Fiorentini andarono ſopra i Pi
” :ſani dalla ,parte di Lucca al ſoccorſo` del detto Caſtello , e
,, quivi ail'alitij .Piſani da Fiorentini , e Luccheſi furono ſcon
,, fitti, e molti morti. e preſi, e più di 3 mila annegati nel
,, Serchio, .e ciò fatto i Fiorentini vennero a oſte a Piſa in
.,, ſino a S. .Iacopo in Val di Serchio: e quivi tagliarono un
,, gran Pino , e in ſul ceppo del detto Pino coniarono ’Fiorini
,, d’ oro, e per memoria quegli Fiorini, che in quello tempo
.,, ivi furono coniati. ebbono per ſegno tra piedi di S. Gio
,, .vanni .come -quaſi .un trifoglio a modo d’un piccolo arbo
,,, re, e a -noſtri -dl ne vedemo di quegli cotali'Fiorini, e i
.,, Piſani vedendoſi .così ſconfitti, e aſſediati fecero pace co'
,, Fiorentini, e co’ Luccheſi, e con ogni reverenza, .e patti,
,, che i Fiorentini ſeppono addimandare ec.
Lo ſteſſo leggo nel Tronci (3) all’anno 1256., nulla però
:leggo del Palio, che dice il noſtro Magri.
Ali’anno-bensì 12.92.. (4.) l’ Annaliſta d’Italia dice così
,,, nel meſe di Giugno uſciti eſſi Fiorentini co’ Luccheſi, ed
,, aiutati dalle altre loro ammiſtà fatta un’ armata di 2.500. Ca
,, valli, e di Booo. pedoni ma-rciarono fino alle ,porte di Piſa
,, guaſtando, e bruciando il Paeſe. Fecero correre il Palio
,, .ſotto le mura di quella Città nella feſta di S. Gio. Batiſta;
,, ne potendo di più,.ſe ne tornarono a .ripoſare inFirenze u.

‘Il
~

(t) 'Muratori Ann. d’ltal. ann. tuo.


(a) Ricord._Malaſpina lflor. Fionann. ”36. pag. m. tap. i”.
(a) Tronci Ann. Piſ. ann. 1:56. pag- to!.
(4) Muratori Ann. d’ Ital- ann. ai”.
DſLl-VORNO. ;57
. Il Tronci riporta queſia corſa 'di Palio all’anno ”89,
(1) licchè parmi’ giuſto, ſeguendo più collo il diligente An
naliſta d' Italia , che il P. Magri, porre all’anno 1256.. ciò,
che narra il Malaſpina accaduto in Val di Serchio, ove i Fio
rentini ſul ceppo d’un_ Pino reciſo coniarono Fiorini d’oro,
e. all’ anno 1292. riporre la corſa del Palio col Muratori, che
la pone al detto anno. -
, Trovaſi all’anno 1362. nell‘Annaliſta d’ Italia (a) corſo
.un Palio-da Fiorentini a cura de’ Piſani il d) 19. dì‘Luglio, e
del 1363. dice lo ſteſſo Muratori (3). che furono fotto le
porte di Piſa da Fiorentini battute monete d’oro, e d’argento
in diſpetto de’ Piſani (4). Sono in verità queſtc ineZie , delle
quali allora paſèevaſi la vanità Italiana; di queſte però non
può Parlare il P. Magri, perchè troppo fuori di mano, laon
de’baſti ciò, che finora ſu tali’freddure. ſi diſſe,
Ciò però , che è vero , ſi è,che triſta fu, ed ingiuſta la
mercede, che i Piſani diedero a Fiorentini diſtaccandoſi da
e‘fli per ſeguir quella parte, che pói fu la cagione del loro
precipizio.
Fa un’altra nota il P. Magri ſotto il n. 14. (5) ſulle due
Colonne di Porfido dalle Baleari traſportate da Piſani, e do
nate a Fiorentini, delle,quali parlano Ricordano Malafpi
-na (6), Tronci (7), Raffaello Maffei (8), e altri,del ſeguen
te tenore-a.
,, Nota 14. Qteſie ſono quelle Colonne , delle quali ra
,, gi'ona il Malaſpina nelle Stor. Fior. al cap. 76.. e il volgo
,, fciocco vuole, che aveſſero virtù di far vedere le cofe fu
,, ture ineſTe, ovvero le coſe, che ſi facevano nel mondo;
,. ma i MSS. Piſani dicono. che foſſero ſolamente lucide, e
Kk ,, che

(1)’I'ronci Ann. Piſ. pag. :64.


(a) Muratori Ann. d’ital. ann. 1:6:.
(3) Murat. Ann. d'ltal. ann. ”63.
(4) Matteo Villani [fior. lib. u. cap. 4;.
(s) Magri' Orig. di Liv. Pag. 18;.
(6) Ritord. Malaſpina litor- Fior. cap. 76.
(7) Tronci Ann. Piſ. pag. 56.
(8) Maffeius Volami-.Comment. Urb. Geogr. lib. s. pag. 47.
258 ‘ lsronia
che .alcuni della fazion .contraria ( .cioè de’ Piſani. che non
avevano buon langue, come fuol dirſi, .co Fiorentini ) le
' abbiano affummicate, e per non -vederſi (cioè l’inganno)
le mandarono coperte di rafo roſſo, .onde ſia nato il pro
verbio =Fiorentini ciechi, e Piſani traditori.
Le ridicole coſe narrate dal mio buon Concellita nella
ſovrapoſia nota ſulle citate Colonne , e che ancor .aſſerire ven
gono dal Tronci (r), io laſcio tutte. come monete falſè al
banco del P. Magri, e del Tronci, -e_ per non perdermi fra
ſimili inezie , dico, che le Colonne ſuddette, delle quali parla
Alberti (2) co’norati Scrittori di ſopra, e con infiniti altri,
che or non fa duopo il noverare, di Porfido lucido appunto,
come il Crillallo, le quali da Piſani, -che diſpiaeer avevano
nel dover privarli :d’un -ſimil .teſoro «ſcelto da’ Fiorentini di
comun conſenſo per loro premio, per la difeſa fatta di Piſa
contro i Luccheſi nel tempo della impreſa delle Baleari, af
focate ,furono ~per invidia ſecondo .la fraſe `di Malaſpina (3),
e poi mandare a Fiorentini inñdono coperte di ſcarlatto (4),
o di raſo :(5), in tal guiſa ingannandoii, nel dono l'onta rac
chiudendo, -dal che ,fu detto naſcere il proverbio uſato poſcia
da Danteìfó). che dice ._= Fiorentini ciechi- per non aver
oſſervato le appoflatamente coperte Colonne,=e ,Piſani tradi
tori :e per-aver .col dono l' inganno accoppiato ſia detto ciò
però col dovuto rifpetto all’ una, ed all’altra nazione.
fQielle Colonne in idiverli tempi .dal luogo ,fove fitrono
collocate una per parte alla porta di S. Giovanni, che ri
fguarda la facciata .del Duomo di Firenze.caddero .caſiialmen`
te, e ſi ruppero, come al di d'oggi li- vedono, e quello fii
del 41400.(7), e ciò ,baſli _ſulle Baleariche Pifane, or .lauren
tine Colonne.
Si
(I) Tronci Ann. Piſ. pag- 56.‘
(1) Alberti Deſcr- d'Ital. pag. :CJ-f. z.
(z) Malaſpin. Iſtor. Fior. ’luog. ſap. cit.
(4) Malaſpinaſſflor. Fior. lung. ſop. cm‘rronci Ann. Piſ. pag. 56.
(5) Magri Ong. di Liv. pag. 185.
(6) Dame Infera. Cant. zi.
(7) Ammirat Illor. Fior. lib. 1'9. pag. 1048.
DILIVORNO. 259
Si fa in appreſſo il nollro Magri ad eſaltare l'illibato
contegno de'Fiorentini nel non eſſer voluti entrare in Pila nel
tempo. in cui guardavanla nell'aſſenza dell’Armata. Pifana
per le Baleari, dalle incurſioni de'Luccheſi , e dopo aver nar
rato altre particolarità di poca importanza, lcordand'oli, o
laſciando il più bello, cioè la morte dal Generale Fiorentino
fatta irremillibilmente dare , come narra il Tronci (i), a quel
Soldatofche traſgredire il rigoroſo ordine, entrato era in
Pila ſenza la di lui'efprell'a licenza, finalmente termina il
fuo periodo, e il prelènte paragrafo con dire, che i-Fioren
tini non eſſendo fiati corriſpoſti, anzi non curati da Pifani
per aver rinunziato alla antica confederazione con elli, e fatte
nuove leghe, anch’elli , cioè i Fiorentini collegaronli con
gente a Piſani infeſta, cioè Luccheſi, e Genoveſi. dal che poi
ne derivò 1’ eſtrema de’ Piſani irreparabile rovina, Io che è
tutto vero, ma nulla ſerve per illullrazione del noſtro Livor
no, di cui pretendendo ragionlx'nulla dice il noſtro Autore
= cosi di ponte in ponte=. dirò con Dante -—. (2) altro par
lando=.

PARAGRÀFO XIII.
D Opo (3) quo/la rom: ſi diede ordine a nuove fortificazioni,
e principio di migliorare la Fortezza oeccbtu Maffi) della
Comeffh Matilda .
Siaci intanto lecito deſcrivere il mifi’robil ſim/0 ric-ll' allatta
lacrima/:il Livorno (4) , flemlendofi le mura Caflellane della
fiuldetta Fortezza vecchia alla porta de’ Navi-'e111' firm!” 'qmſt’
anno preſente per la comodità del Partiamo/0 , dove s'è fatta la
porta per i Pozioni, venendo quelle nel caſa de' illogazzini . di
Kk z dove

(ti Tronci Anna] 'Piſ. pag. 46.


(z‘ Dame lnſer. cam. u.
(3› Gluſtlnicmì lib. i. lſtor. Genov. verſo il fine defcr. della Liguria.
lllor. Piſ. ann. 67.
(4) Memorie di Liv. MSS. particolari, e note della Comunità dl Liv.
che (luni-:i i confini delle cale . .
260 [STORIA
dove ſi veniva a S. Gio-panni , e di là al Bajlion del Villano,
reſtando le mura principali del Bagno dit-impatto alla [addetta
Chieſa, reflando di fuori alcuni giardini, cbe nell’occrefiimemo
di Livorno diedero nome' alla via, che ora rie/ce. al ſuddetto
Villano murata alcuni anni ſono dall’antico fico luogo , che ap
punto era nella cantonata del principio del Bla/lione, e di 12 alla
mule/ima Fortezza, nel cui fronteſpizio ſe ne ſia-vo la Pieve (1)
fotto il titolo di S. Maria. quale poi col tempo fa ſeconda”: mila
i/lz'tu'zione‘ della anfratti-”im di S. Giulia (a) Cartagine-ſe, alla
quale fu eretta la piccola Chic/Etro, che fin oggi ſi vede coll’oc
cafione di grazia particolare ( 3) dopo il glorioſo martirio di detto
Santa Crociſiffîv per amor del ſno Spoſo Cri/lo a Capo Cor/ò , o
Palmer-ia, come altri vogliono, la cui, tavola capitata al noſtro
Porto non volle 'in alcun modo partire, dandoci figno d’ offer no
_ſtm Protettrice in terra per averla noi a riunire' come tale in
cielo ._ Di qui fa. che il ”offro Comune era il mede/t'tno (4) con
la Confi’aternita , creando/i per ambedue un Camarlingo . e tre
Anziani, dividendo/i il Governo doppo l’intercſſata donazione fat
ta (5) a Genoveſi dal Lemeingre Bom‘inqunut, nel cui tempo Ge
nova era /òtto il Governo di Francia o_ e 'Pi/it ſòggiace-vo a vari!
Capitani . ancorcbè il nojlro Comune ſi jèrmſſè de’ made/lini ` {tivi
includendo il maneggio del temporale, e ſpirituale.

DIS
il) Nome antico ,della Pieve di Livorno lib. della Comunità Campio
ne Verde .
(2) Crìſloſano Lauro nella Vita di S; Ginliaà' _ . .
_ (3) Nora dell'Autore ſotto n. 1;. nel ſ'uo lib. Ong. di Liv. pag. 18;
‘he fi ?Off-’1 nella ſeguente Diſſert. .
,(4) Db- della Comunità di Liv. Campione Verde col Vecchio, enun
vo lib. dell'Opera del [509. ec. ì _
(I) Nora dell'Autore ſotto n. 16. nel ſuo libro Orig. di Liv. pag. 186
DI LIVORNO. 261

DlSSERTAZIONE IX.
Ncominci'a il P. Magri il Paragrafo, che ſi eſamina con
dire = che dopo queſta rotta ſi diede ordine a nuove for
tificazioni, e principio di_ migliorare la fortezza maſſo dalla
Conteſſa Matilde ñ.
Per queſta rotta non deeſi intender quella, che ebbero
i Piſani al Serchio l’ anno 1156.,molto meno la dii‘truzion di
Livorno, e' Portoñ'l’iſano per le armi di Carlo Andegarenſe
Re di ſecondoſih)
1167. Sicilia,~e per l’armi dade’Fiorentini
Tolomeo che ſegui
Lucca, e ſecondo l’anno
il Tronci (z)
e del 1268. (Stil. Piſ.) che è lo ſieſſo .che il 1267. ſecondo
"altri, e ſecondo I’AnonimoAutore del Breviario del (3) 1269.
o del 1270. ſecondo il Croniſta Anonimo Piſano preſſo il
Sig. Dottor Giuſeppe Gentili (4). o del 1280. come lo ſe
gnano‘due altri Anonimi Croniſti Piſani (5)', perocchè non vi
ha dubbio alcuno, che dopo tale ſventurato avvenimento o
nell’uno, o nell’altr’anno ſeguito, ma che io ripongo all’an
no 1267. coll’Annaliſta d'italia (6), e in qualunque altra
conſimile ſciagura i Piſani procurato avranno rillaurare il lo
ro Porto, e per conſeguenza Livorno ſuo braccio, e ſalva
guardia, come dicono Poggio (7), e Monaldi (8); ma non
trovandoſi- nelle Storie Piſane veſtigio alcuno di nuove forti
ficazioni, e principio di migliorare la Fortezza vecchia di
Livorno, lo che pretende il P. Magri ſeguiſſe doppo il detto
anno 1267., in cui non eravi altro in Livorno, che la ſola
Roc

(r) Ptolom. Lucenſ- Ann. Brev. in Tom. XI. Scr. Rer. Ila]. col. 1286.
la) Tronci Ann. Piſ. pag. 2:4.
l (38 Anon. Anti. Brev. lſtor. Piſ. inter Scr. Ret. hai-Tom. VI.
C0 e 19 0 . i

(4) Anon.Chroniſt. Piſ. apud illuſtriſs. Domin- I‘erdinandum Pqnitem


'Sprcni . MS Piſanu: Anon. apud Excel]. Dominum l‘oſep'hum de Genr’rlibus.
(s) Monument. Piſ. inv Tom. XV- Scr. Rer. ha]. col. 978
Ló) Muratorl Ann. d‘ ltal. ann. 1267.
(7) Poggio lſtçr Fior- a 14.
(8) Monaldi Diario a :3. Maggio :364.
262 [STORIA
Rocca, fembra conſentaneo alla ragione intendere l’enunciata
rotta dal P. Magri nel principio del ſuo Paragrafo non per
quella del 1:82.. ſecondo Tarcagnottah), odel [2.84. ſecon
do altri (a), o del n.85. (3) ſecondo l’Annaliſta d’Italia,
nc quali tempi, e fatti diverſi, ſeppure non equivocano li
Sci-.ttori , confondenrlo, o moltiplicando gli enti ſenza neceſ
ſita, ſe furono dilirutte le Torri di Porto Piſano, e rovinato
Livorno . come Tronci allerilce (4) colla ſcorta di Giachecto
Malaſpina (5) furono altresì riſarcire, bensì per quella ter
ribilillima, e indubitata dell‘anno 1290., in cui nel meſe di
Settembre ſecondo l` Annaliſta (6) d Italia furono da Fiorerv
tini, Luccheſi, e Genoveſi, quelli per mare, e quelli per
terra ruinate tutte le Torri di Porto Piſano, tutte le di lui
caſe, ll Fanale alla Meloria, e guaſto affatto l’ infelice Li
vorno.
Non avendo pertanto Livorno avanti il 1290. altra for
tificazione, che la ſola Rocca. ora inſerita nel maE'Vklla
Fortezza detta vecchia (mentre l’altra, che li ſuppone foſſe,
ove è al preſente la fabbrica delle Ancore. che univa, e attac
cava le mura Caſiellane, ed una certa quadratura prcſſn la
Rocca , che al preſente dentro alla fortezza vecchia ancor ſi ve
de, con una Torre triangolata alla Porta di terra, furono
edifizi tutti dell’anno 1392.. nella celebre riattazzionc sì del
Porto Piſano. come di Livorno) perciò dal Rc Carlo d’An
giò primo di quello nome, e X. Re di Sicilia , e di Napo
li. (7) vi fu fatta ſopra man baſſa così facilmente, come con
Simon della Toſa (8) notò Targioni (9), lo che ſeguito li
facil

(1) Tarcagnott- Illnr. del Mondo part. a. lib. XV pag. $75.


_ (z) Tronci Ann. Piſ. pag. :44. e :46. Gutd'xa Cnrvlrla lflor. Piſ.
in Tom. 24. Scr. Rer. ltal. cul 69:- Ptol. LucenſJHior. Eccl. in Tom. XI.
Scr. Rcr. [tal. col. 1193.
(z) Muratori Ann d' [tal. ann. 1:85.
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 15;.
(5) Giachctto Malaſplna cap. uz.
(6) Muratori Ann. d'ltal. ann. [zoo.
,7] Summonte lllor. dl an. Tom. z. pag. mi. ediz. di Nlp del 167-.
E; Stmon della Tnſa Cron. Fior. pag. 14.1.
(9) 'ing-.ont Viaggi ec. Tom. z. pag» u.
D1 L_1vonN0. 263
facilmente non farebbe del 1267. ſe llato foſſe Livorno cinto
di mura e di fortificazioni. e quantunque nelli Statuti Piſani
del 1284. fotto la Potelleria del Conte Ugolino della Gherar
defca (1), ſi determinaſſe cingere di buone, e convenevoli
muraglie Livorno. non per quello furono allora fatte tali for
tificazioni , poichè ſe ſiate foſſero eſeguite, i Fiorentini, i Luc
cheſi, e Genoveſi l’anno 1290. non l’avrebbero cos) facilmen.
te atterrato, come da ſuo pari va conietturando, e difcorrendo
Targioni (2), e quando ancora fullilla ciò, che l’Anonimo
Cronilla fcrive, cioè, che dato folle alle fiamme Livorno, e
fatto disfare il Fondaco del Porto con le cafe tutte del Ca
flello di Porco Piſano da Guido di Montefeltro, con tutto
quello non ſi prova, che dopo il guaſto delli Angioeſi del
1267. riparato veniſſe , e fortificato con mura, come' aſſicura
il P. Magri, poichè dato ciò per vero , lo che è impoſſibile,
converrebbe bruciare il Cronilla Piſano Autore del Secolo
XIV. . il quale ci aliicura del 1364. = Livorna non era murata,
ma (leccata in alcune parti .-_- dunque ſon ſogni le fortificazioni
vantare. e llabilite dal P. Magri.
Tengo adunque per certo,che quantunque doppo il 1 267.
dato foſſe di mano a riattare, e riſarcire Porto Piſano, e Li
vorno dopo ì danni dati dall’Eſercito di Carlo d’ Angiò, co
me Tronci (3) , e Targioni allicurano, ciò . che vuol dire foo
tificazione . e principio di migliorare la Fortezza di Livorno,
cioè la Rocca , mentre altra fortezza non v'era da migliorare ,
che la Rocca fuddetta con farvi nuove munizioni, e cinger di
mura Lii/orno, non ſu pollo in eſecuzione per allora, non
trovandoſi menzione alcuna di ciò nelle Storie Pilane, o MMSS.
o ſia in quelle tante, che (lampatc furono dal diligente, e de
gno d'eterna memoria Lodovico Antonio Muratori.
lnfatti dall’anno 1 154. fecondo il Tronci (4.), in cui fu
l’edifizio ordinato delle due Torri a Porto Piſano (clic il i’.
Ma
(i) Statut. Piſ. lib. r. Rubric. 85.
(2) Targioni Tom. e. Viaggi ec. pag. 45.
(z) Tronci Ann. Piſ.pag 2.14. Targioni Viaggi ec. Tour. 2. pag. 37.
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 87. 107. e roy.
264 ISTORIA
Magri pretende fatte più magnifiche in quell’anno, ſoppo
nendole' già in eſſere molto tempo prima, e ſolamente riſar
cire del 11 13. colle mura di Livorno, il cheè falſo sì riguar
do alle due Torri di Porto Piſano, delle quali la- più antica
menzione è fotto l’anno 1154. (abbenchè io non_intend'a ne
gare, che eſſer vi poteſſero avanti tal anno delle Torri nel
Littorale Piſano (1) ) li riguardo alle mura, delle quali non era
cinto Livorno tampoco nel XIV. Secolo (a) unitamente alla
Torre, o Faro allo ſcoglio della Meloria Lamellum detta dalli
antichi, e menzionata da più, e celebri (3) Scrittori, qual
Torre ſolamente fu edificata (4) l'anno 1163.) a tutto il 12.67.
mai s’incontra nelli Storici Piſani, molto meno nelli eſtemí
alcuna fortificazione di Livorno e Porto Piſano.
Doppo il guaſto dato dalli Angioeli, e Fiorentini del 11.67.
fecondo Tolomeo da Lucca (5), o del 1268., 0 12.69., o
del 11.10., oppure del 1180. fecondo li Autori ſopra notati,
non manearono'iPil'ani di rimettere in ſeſto le Torri di Porto
Piſano, e Livorno llello, come ſcriſſe Targioni (6), e quello
lì prova col Tronci, con Giachetto Malaſpina, e con Gui
don da Corvaìa (7), che ci danno a vedere un nuovo . e mag
gior guaſto ’di’ Porto Piſano, e conſeguentemente’ di Livorno
del 1285. per le armi de’ Genoveli, effetto della ſconfitta
della Melo'ria dell’anno 1184. laonde ſe' nuovo, e maggior
guallo fofl'rirono quelli due difgraziati luoghi del 11.85., ſe
gn'o, che non ſolamente dopo il guaſto delli Angioeli furono
e Porto‘ Piſano, e Livorno riattati, ma qualunque volta ven
nero-da nemici della Pifana Repubblica maltrattati. Non però
s’incontrano le fortificazioni, e miglioramenti della Fortezza,
che

1) Targioni Viaggi Tom. z- _pag. 34.


I (a) Chron. Piſ. Monum. Piſ. in Tom XV. inter Scr. Rer. Ita].
c0 o 1044
(5) Alberti Deſer. d’Ital. pag. a7. Maffejus comment. Urb- lib. f.
(4) Anon. Ana. Bra-Hier. Piſ. inter Scr. Rer. Ital. Tom. 6. col. 17;.
(s) Prol. Luccnſ. Annal- in Tom. XI. Scr. Rer. Ital. col. 1186.
(6) Targioni Viaggi Tom. c.~~pag. 37. A
(7) Tronci Ann. Piſ. pag. 130. Giach. Malaſpina pag. us- Guido a
Coivariariifior. Piſ- in Tom. :4. Scr. Rer- Ita]. col. 691.
DiLivon—No. m
che ancor non era’ nata in Livorno , e che vanta il P. Magri;
perocchè altro è rimettere l'antico nella priflina ſua forma,
altro è fortificare, munire, e migliorare. Ma quella Fortezza
nel tempo dal P. Magri indicato non ſuffiſteva, dunque ‘biſo*
gna dire, che per tali fortificazioni il P. Magri aveſſe voluto
intendete de’riſarcimenti, i quali impropriamente chiamar li
poſſono fortificazioni, mentre per fortificazioni intendonſi Ba
luardi, Rivellini, Parapetti, Scarpe, Contraſcarpe, Palizzate.
Mura, Folli ec., lo che non fu mai in tali tempi eſeguito.
Cosìancora dopo il guaſto del 1286. (i), e' dopo la
diſtruzìone del Fanale alla Melora nel ſuddetto anno (2), e
dopo quello dato da Fiorentini, Luccheſi. e Genoveſi, queſti
per mare. e quelli per terra del 1289. ſecondo Caffaro (3),
o del 1290. ſecondo l’Ammirato (4), e ſecondo l' Anonimo
Cronifla Piſano unitamente a Tolomeo da Lucca (5), e dopo
quello del 1294., ſe vero èciò, che ſcrive il Platína nella vita
di Bonifazio VIII. (6), non mancarono i Piſani di- riſarcire
queſte due ſventurate braccia del loro Porto;nul|a però s’in
contra dì nuove fortificazioni. e di miglioramenti della For
tezza vecchia , o per meglio dire della Rocca di Livorno, ne
tampoco di cingerlo di mura, abbenchè foſſe fatto tal prov
vedimento fino dal u84. , come li legge nelli Statuti Piſani (7).
L’anno 1303. conoſcendo i Piſani, che il Porto era una.
delle più neceſſarie, ed utili parti del loro Stato . Perciò pen
ſarono di riſarcirlo, e ſiccome fu diſtrutta da'Genoveſi la
Torre, che era nello ſcoglio della Melora (8), che l’ anno
1284. Piſano a 2|. di Marzo era ſtata data in cuſtodia da Con
Ll ſoli

l (r) Anon. Chron Piſ. inter Frag. Hifi. Piſ. in Tom. :4. Scr.Rer.ltal.
C0 l 6 9*
(24) Guido a Corvaria Hitler. Piſ. in Tom. a4. Scr. Rer. lral. col. a”.
(3) Cafiams Ann. Gen. lib. ro. inter Scr. Rer. [tal. Tom. a_ col ;99.
(4) Ammirat. Hlflor- Flor. Tom. r. pag. 183. Ann”. chron. Piſ. inter
Frag. Hifior. Piſ. inter Scr. Rer- Ital. Tom. :4. rol 658.
(1) Ptolom. Lueenſ. Anna]. in Tom. Xll col. nel.
(6) Platina in Vita Bonlf. VIII.
(7) Starur. Pnſ lib._ I .Bahr. 853
(8) Guido a Corvamllflor. Piſ- in Tom. 14. Scr. Rer. lu]. col. 693.
266 ~ Isronra
ſoli di Mare di Piſa a Frate Galgano Priore di S. Iacopo d’Ac
quaviva antica abitazione de Frati Romiti Agoſtiuiani. ſulle
cui ruinoſe anticaglie al preſente è ſtata edificata la nuova
Chieſa, e Cura di S. lacopo con Compagnia, e Canonica ec.
dando al detto Frate Galgano per mantenimento della ſud
detta Lanterna ſtaja ſei d’olio per tre mcſi, ſoldi 34. peri
lueignoli, foldi 18. per la portatura dell’olio, e ſoldi 6. per
una libbra e mezzo di candelette, e ſoldi cinque per le ſpu
gne. e lire ls. per ſuo ſalario, come per Contratto alla
fine del preſente volume fotto lettera D. fecondo n. 6. rifulta,
così fecero l’edifizio della Lanterna', o 'lorre del Fanale preſſo
Livorno, ove di preſente ſi vede. Aſticura Tronci (1) fatta la
ſuddetta Torre della Lanterna contemporaneamente alla Torre
a S. Vincenzio nel lido Toſcano di Maremma.
Dalli Statuti Piſani pubblicati del 1306. fotto il Governo
di Brancaleone delli Audolò di Bologna Podeſtà di Piſa rica
vaſi la diligenza dei Piſani per ſar riſorgere Porto Piſano, e
conſeguentemente Livorno, braccio, e ſalvaguardia di detto
Porto. ma ,di fortificazioni . e principio di miglioramento della
Fortezza . che io dirò Rocca di Livorno, giammai veſtigio al
cuno s’incontra.
Alla Rubrica 4o. ſi leggono nominate due ſole Torri del
Porto Piſano, che io credo col Targioni foſſero quelle che
formavano la bocca del Porto (z). e alla Rubrica 111. pagina
132. dalli ſteſti Statuti li ordina, che ſi faccina ſare due altre
Torri. Sempre adunque feronoi Piſani le riparazioni, che
convenivano (3) al loro Porto. e di tutto ſe ne trova la me
moria; ma ciò, che dice il P. Magri di fortificazioni di Li
vorno, e della Fortezza non m'è finora riuſcito dl ritro
vario.
Dal 1306. a tutto il 1325‘. godè quiete il Porto de Pi
ſani , e per conſeguenza aneo Livorno, ma l’ anno ſuſſeguente
~ 1326.

(1) Tronci Ann. Piſ. pag. 18;.


(1) Targioni Tom z. Viaggi ec- pag. fl.
(3) Targioni Viaggi, Ton. a. pag. go. a zz.
DI LIVORNO. 267
1 3 16. i ſuoruſciti di Piſa colle genti di Lodovico il Bavaro s’im
padronirono di elfo Porto, e per conſeguenza di Livorno per
'impedire il ſoccorſo a Piſa, e' ſi può credere,’qual foſſe il
danno, come notò Targioni (r), che arrecarono a quelli due
ſventurati luoghi. I Piſani però pazienti andavano riedifican
do il demolito, come un' Anonimo Cronilla Piſano laſciò (z)
ſcritto, cioè , che :- i Piſani altro non faceano, che correre a
edificare il demolito da loro emuli ora in Porto Piſano, ora
in Livorno, ora in ambedue i luoghi =.
Molto maggiore fu il danno da quelli due ſventurati luo
ghi ſofferto l’anno 1362. (3) da quattro Galere, o ſei (come
Vuole (4) il Poggio) comandate da Pierino Grimaldi per conto
de' Fiorentini , che danneggiarono ambedue i luoghi liiddetti,
cioè Porto Piſano, e Livorno , e alcune Torri fatte a guardia
del Porto ſuddetto rovinarono, come avverti l’Ammirato (5).
Siccome poi dal 1362. al 1364.li trovano notate la Torre
del Fanale , e quattro Torri prelidiate all’imboccatura di Porto
Piſano , così fembra quello ſegno evidente , che non ſolamente
dopo il 1;62. furono rellaurate le l .inate Torri, e rimeſſe
le catene del Porto mandate in Firenze da Pierino Grimaldi,
ma di più coſirutte furono le due altre Torri. delle quali ſi
parla alla Rubrica CXI. pag. 132. delli Statuti'dell'anno 1306.
ſotto il Governo di Brancaleone delli Andolò.
Che lia così, odaſi l’AnonÃno Scrittore di circa la metà
del Secolo XIV. nella deſcrizione d’un ſuo viaggio in un fram
mento (ó) eliſtente nella pubblica Bibliot-.ca Magliabechiana
riportato anco da Targioni (7) che dice cosi = Di poi a po.
,, che miglia trovi l'orto Piſano: chiamaſi Livorno, ed è fatto
,, per mano d’uomo, e allato a Livorno vi è una Torre
Ll 2 ,, for

(1)T.1rgion1 Viaggi ec. Tom. a. pag. ”


(1) Anon. Chron. Piſa”. apud me ad ann. non.
(g Bnn-nſegni Iſſor Fior. pag io... Velli-r. Cron. Fior. a 101. Si
llon della Toſa Anna]. Fior. pag. 183. Tiontt Ann. Piſ. pag, ”6,
(4) Poggi lſior. Fior. pag. u. `
(s) Ammirato lſior. Fior. Tam. r. pag. 4‘.;
(6) Fragmenr. Anon. Script. med in Mnglldbo
(7) Targioni Viaggi 6:. Tom. z. pag ;4.
268 .~-Is'ront-^
,, fortiflima tonda, chiamali la Menora (vuol dir Melora) la
,, quale gran battaglie i Piſani , e i Genoveſi in quel luogo
,. ſeciono, e nella ſommità della Torre vi ſiae di norte una
,, fiamma di lume grande, la quale dae a navicanti legno di
ì, ficura Riviera. e alla frezione del Fiume, (credo col Tar
gioni voglia intendere della bocca di Stagno, mentre l’ Arno
è troppo diſtante ) ſono quattro Torri, i quali i navrli en
trano in quel Porto ſicuramente ſerrato con ſufficiente ca
tene . e palato di legname, e da man dritta ti volgi in verfo
,, di ſonvi dna [ſole piccole, l'una è chiamata la Gorgona,
,, l’altra è chiamata Capraia.
Sembra a me, che quello MS. confonda la Torre del
Fanale fatta da Piſani del 1303. con quella. che ſecondo tutti
li Scrittori, era alla Melora, e fu (1) dillrutta da Genoveſi
del 1286., ne ſi trova più, che ſia llata edificata alla Melo
ra . ne rifarcita, ma ſolamente fattane un’altra , ove è di pre
ſente. Di tal racconto pero di Scrittore del Secolo XIV. ri
ſulta, che dal 1267. al 1363., o 1364.. mai v1 fu in Livorno
fortezza, come vuole il P. Magri. ne che mai venne in tali
tempi fatta alcuna fortificazione a Livorno.
Matteo Fortini Scrittore del Secolo XIV. in un ſuo Poe
ma in ortava rima intitolato =l' Un1verfo= MS. autografo ine
dito nella Magliabechiana (2) notato anco da Targioni (3)
ſcrive così

Vò ritornare ol Porto di Livorno ,


Cbe dieci miglio di ſpiaggia fi corre .
A voler , che nel ſuo Porto ſi coli:
Puoſſi _ſi-org” di fuori ,- e puoffi porre ,
E fempre s’è difeſò da Cor/oli .
Perchè è guardato da quattro gran Torre .
Che in tutto il mondo non ſi trovo” tali .
Go*

(i) Guidon da Corvaja in Tom. a4. Scr. Rcr. [tal. col. o”.
(a.) Matteo Pertini Poem. Int. l’ Univerſo nella Magi. ined. pag. 31.
ſ3) Tarzioni Viaggi et. Tom. a. pag. 55.
Dl LIVORNO. 369
Goro di Stagio Dati Autore anch’ elio del Secolo XlV.
nella ſua Cronica (i) ſa un’eſatta deſcrizione di Porto Piſano,
e Livorno così = Porto di Mare (cioè Porto Piſano) buoniſ
ſimo. e grande guardato da ſe con una delle più belle Torti
del Mondo tonda in mare per lanterna del Porto, e al Porto
preſſo a terra ſono in mare fondate quattro gran Torri con
catene dall’una all’ altra,dove pofl'ono entrar Galee,e ſtar lì
cure ſenza gente, e .ìquivi ailato è un buon Cafiello, che ſi
chiama Livorno. '
Ne per Caſtello intender ſi può la -Fortezza preteſa dal
P. Magri, ma un luogo. cioè un recinto d’abitazioni.
Non ſi trova pertanto in veruno Scrittore ne antico, ne
moderno, che di Porto Piſano, e di Livorno favelli, neppure
una lettera , che ci dia indizio di*f0rtifi632i0nl, e molto meno
di miglioramenti della Fortezza , che io dirò Rocca di Li
vorno nelli anni.che pretende fiſſarli il P. Magri, quale ſi è il
1267., o 1268., mentre o ſia il 12.67., o lìvero il 12.68., o
nell’una o nell’ altro fu Livorno bruciato da Carlo d’Angiò
Re di Napoli, e diſtrutto Porto Piſano (a); ne Livorno ave
va Fortezza, ma una ſola Rocca con un diſiretto di Caſe ſlee
cate da alcune parti, e non da mura cinte. come atteſta il
Croniſla Piſano (3), e ſi vede nella noſtra Mappa ſorto lett.
C. alle lettere Y . e Z.
Il Targioni (4) e il Grifoni (5) afficurano, che nella
facciata del Monaſtero delle Monache di S. Benedetto di Piſa ,
ove era l’antico Arſenale, ſia ſcolpita la veduta dell’ imbocca
tura di Porto Piſano con 5. Torri, e la Rocca di Livorno.
Se in tal baſſo rilievo ciò ſi vedeſſe, ſarebbe coſa buona: ma
non vedonſi al preſente altro che 4. Torri, come dalla carta
ſorto lett. F. poſta ſi deduce, ſorti l’altra conſumata dal tempo,
Così

(r) Goro di Stagio Dati Cron. Fior pag. ar.


(K) Anon. Aud- Brev. Hiflor. Piſ. Tom. VI. Se . Rer. [tal. col. l93
Pro]. Lucenſ. Anna]. ’in Tom. XI. Scr- Ret. [tal. c0- ”86.
fa) Chroniſia Piſ. in Tom. XV. Scr Rer. ha]. col. lo“.
4) Targioni Viagg- ec. Tom. 2. pag. zz. .
(s) Grifoni Mein. ann. :364. in fine del preſente vol. ſotto lettera P.
170 IsTonrA
così quello ricapito li da al pubblico tal qual è per lincerare
i lcggitori.
Il ſuddetto diſegno fedelmente ricopiato ſotto lettera F. ſi
darà a ſuo tempo, cioè nel ſecondo volume di queſt'lſtoria.
Dunque abbenchè dati ſollèro del 1267. ortiini , come dice
il P. Magri, nel Paragrafo,che li eſamina , di fortificare Livorno,
che io non oſo affermare , o negare , poſſo francamente colle te
flimonianze de’ citati Storici affermare, che nulla ſu fatto nella
maniera. c nel tempo , che pretende il P. Magri; e ſolo di
co, e tengo per certo che riſarciti veniſſero Livorno colla ſua
Rocca , le Torri del Porto Piſano col Fondaco, e altre pub
bliche fabbriche , allorquando danneggiate vennero da nemici
della Piſana Gente. che avevano per mira, e berſaglio i ſud
detti due luoghi, perchè unica ſorgente della Piſana ricchez
za, e potenza.
In fatti nel 1364. ecco di nuovo ſorto il flagello de’nemici
Porto Piſano, e Livorno = per cagione delle Truppe de Fio
rentini, le quali guidate dal valoroſo Arrigo Conte di Mon
forte , paſſato ch’ ebbero il Ponte di Stagno (r) lo tagliarono
per non eſſere obbligate a ſar giornata co’Piſani, e proſe
guendo il loro viaggio, preſero la ſera Porto Piſano, e Li
vorno, quale trovarono come diſabitato. perchè gli abitatori
colle loro famiglie , e col meglioramento delle robe ſi erano
poco avanti colle barche ridotti in ſalvo in legni groſſi.
che {lavano in mare. I Fiorentini abbruciarono quella terra
in modo. che neanco una caſa reſtò in piedi.
Odaſi un (z) Anonimo Croniſta Piſano. il quale, ben
chè con qualche differenza , raccontando il fatto di ſopra eſ
preſſo, ci fa anch’eflo però vedere atſo, e incenerito Livor
no, e per conſeguenza Porto PlſanO. vero, e unico berſaglio
del furor dc’nemici di Piſa. Si legge adunque nella Cronica
ſopra nominata cosl ~ l Fiorentini. . . . . . . . . andarono a Li
vor

(1) Vedi la cart-1 lthnograſ ſorto lettera C. alle lettere K!. Tronci
Ann. Piſ. pag. 408- Muratori Anna]. d'ltal. ann. 1364.
(a) Anoia. Chron- Piſ. MS. in libl. Magliabechiam .
DlLIVORNO. 271
vorno, e diedero la prima battaglia , e non lo poterono ave
re , e poi giunte lo campo groſſo, Livorncſi erano pochi, ri
coverorono tulle barche chi più potè, e molte donne , e fanciulle
anncghorno più di quaranta , e più di quaranta furono pri
gioni, e giunti in quello mifono fuoco, e arfono tutto e Ogni
cola, e poi prefono la Via di Volterra ñ.
Scipione Ammirato (1)diee anch’egli all’anno 1364. , che
fu arfo Livorno, e Porto Piſano . I] Poggio (z) conferma.'- che
-i Fiorentini prefono Livorno per forza, e parendo [Oro,
;he folle una guardia, e falvamento del Porto di Piſa, l'ar
ero :
Il Monaldi ſcriſſe così (3) c ci fu novella, come il no
flro Comune aveva preio. ed arfo Livorno allato a Porto
Piſano, e preſi molti prigioni e bailimenti, e fece fuoco il
Palagio, e tutta la Città per le buone novelle:.
Finalmente un Croniſta Pilano Scrittore del XIV. feco
lo (4) ci aſſicura -che Livorna non era murata; ma fieceata
in alcune parti=.
Se adunque Livorno, e Porto Pifano prendevanii da ne
mici fenza oflacolo, e li davano alle fiamme così preſto, fe
gno che erano eſpoſti ad ogni incurſione nemica. e confeguen
temente Livorno non era cinto di mura, non vi era la for
tezza ideata dal P. Magri. ma la pura Rocca, e in Porto
Piſano vi erano le ſole Torri, il ſuo Molo e alla fine di elio
il ſuo rivellino una palizzata, e null’altro. Vedi la noſtra
Mappa fotto lettera G. alle lettere Y. Z. V. V. V. T. QR. X. .
e l’ altra fotto lett. E. detratta dal Opadro che confervali nell’
udienza delli llluſtriffimi Sig. Nove. Sicchè l’ordine. che il
P. Magri pretende dato nel 1267. da Piſani per la cofiru
zione di nuove fortificazioni, e principi di migliorare la For
tezza vecchia di Livorno, la quale, come ii moſtrò. non era
ancor nata, devo prudentemente intenderlo per quei rifarei
men
(i) Ammiraro Illor. Fior. lib. n. pag. 644.
(a.) Poggio lflor. Fior. pag 14.
(3) Monaldi Diario 1;. Maggio 1364.
(4) Chron. Piſ. in Toni. XV. Ser. Rer- Ital. col. 1044.
272 Is'ronrit
menti. che di mano in mano, dopo le batoſie, che a-Livor‘
no ſu'ccedevano in virtù d’eſſere accollo. e come guardia , ſal
vamento, e braccio di Porto Piſano, ordinavanſi dalla Piſana
Repubblica per garantirſi da loro nemici.
Dico di più che dal 1267. fino al 1303., o 1304. a niun’
altro edifizio fu polia mano in Livorno, e in Porto Piſano
(doppo i bifognevoli riſarcimenti per i danni ſofferti da’ ne
mici) che alla Torre della Lanterna, Faro, o Fanale preſſo
‘Livorno nominata dalli Scrittori Piſani (1), edal 1304., o
1305. al 1350. alle altre due Torri ordinate forſe in Porto
Piſano per li Statuti del 1284. Comune (2), e da quelli del
1305. Comune (3) . delle quali Torri‘parlano dopo il 1362.
il Scrittori ſopranorninati, laonde tutto ciò, che di fortifica
zioni, e miglioramento della Fortezza di Livorno dice il P.
Magri non è da crederſi perchè aſſicurato ſulle nuvole.
Per quanti Storici ſiano (lati da me letti finora , mai ho
potuto in effi incontrare queſte fortificazioni, miglioramenti
della Fortezza , e circondario delle mura di Livorno dopo l’an
no 1267. Ho bensì letto nel Targioni (4), che i Livorneíi af
fezionati al nativo ſuolo a diſpetto de’frequenti danni , che
{offrivano da vnemici de Piſani , tornavano toſto a rifrabbicare
le abitazioni, perchè ſtar volevano in quel ſuolo vicino al
'Porto, e per queſto ſubitamente doppo la ruína riparavano
Livorno parte del Porto Pifano, e ſuo braccio, che così andava
creſcendo nelle abitazioni, giacchè l’altro braccio, che -era
troppo eſpoſto al nemico furore ſi vedeva chiaramente, che
andava paſſo paſſo decadendo,e per verità dal 1364… a tutto
il 1367. rifabbricate,e creſciute furono di tal maniera le abi
tazioni in Livorno, *che i Piſani ſervir ſe ne volevano per al—
loggiarvi Urbano V.', che veniva d’Avignone accompagnato
da 5. Galere de'Fiorent'mi (5), e le ne furono a gara eſibite
da

(rgTroncì Ann. Piſi pag. 285.


(2 Sratur. Piſ. del ”84. lib. r. Rubr. 61.
(5) Statut. Piſ. _del 1305. com. pag. 13a. Rubr. ln.
(4) Targtoni Viaggi ee Torn- 2- pag. ;7.
(1) Targiom Viaggi ec. Tom. mpeg. ”- Muratori Ann. *Phil-ann. 13“.
da Veneziani, da Genoveli , da Piſani , e dalla Reina di Napoli
Giovanna per condurlo, e fervirli di ſicurezza, ma ne accettò
fole 25.,e può ellere,che vi foſſero le cinque de' Fiorentini,
ma noleggiare (1) per accordarli col MS. di Benedetto (2) Dei,
il quale col Grifoni (3) aſſicura, che fino all’anno 1422.. non
navigarono i Fiorentini, della prima Galera. de quali in tal
anno fu Capitano Zanobi Capponi, che doveva fare il viaggio
d’ Aleſſandria per avviare (4) il traffico delle ſpezierie, ed al-z
tre mercanzie. Tale alloggiamentmdi Livorno accettar‘non
volle il detto Pontefice, perchè non fidavaſi di Giovanni dell'
Agnello Signore di Pifa (5), ma però di fortificazioni, di mi
glioramento della fortezza, di circondario di mura di Livorno
nulla s'incontra .
Ricevè pure Livorno nuovo danno nell'anno' 1368., e
cos) Porto Piſano dal citato Giovanni dell' Agnello . che per
duta per i fuoi mali portamenti la Signoria di Piſa, trovan
doſi Fuoruſcito , ed avendo tentato in ,vano d’occupar Piſa,
ſe ne andò colle ſue Maſnade verſo Livorno, lo preſe (6), e
dette il guaſto a tutto quel Teritorio,abbenchè un Anonimo
Cronilla (7) Pifano riduca quello fatto all'anno 1370., e. Neri
Donati (8) all’anno 1371., nel qual anno aggiunge. che l’A
gnello con 'una Compagnia d’ Ingleſi con altriFuorul'citi di
Piſa rubarono la Terra di Livorno. e guaſtarono molto gra
no; anzi nello ſteſs’anno 1371. riferiſce il citato Piſano (9)
Anpnimo Cronilla,chefuronoimpiccati per la gola a un olmo
ſulla piazza di S. Antone a Livorna Lemmo dell’ Agnello Ni
M in` pote
(1) Manni Illuſtrazione deſDecamer-one del ‘Boccaccio pag. 39.
a) le edetto Dei lſior. Fior. MS._nel|a Magliabech.
s) Grifoni Memorie a‘nn. raurin ‘fine del preſente volume ſotto let.
tera . _
(4) Ammirato lfior. Fior. lib. 18. pag- ”1.
(5) Neri Donati Chroniu Seneſi-in Tom. XV* Ser, Rer. Iul- col.
19:. Tronci Ann. Piſ pag. 416. Targioni.1'om-.a.. Viaggl era-pag 57.
(6) Targioni Viaggi ec. Tom. a.- pag. 51. Tronci Ann. Piſ. pag-4”;
(7 Monum. Piſ. in Tpm. XV.» Script. Rer. ltals'col.- lo”.
(8 Neri Donati Sen. in Tom. XY. Scr. Rer. [tal. col. 5
9) Monumol’iſ. in Tour. XV. Scr. xenical-mining.“ Iargioni Viaggi
et. om. a. pag. 57.
;74, ls'roxiA
pore del Doge Giovanni, e Andrea del Compagno ribelli del
Comune di Piſi
Dal 1370. al .376. dovette Porto Piſano, e certamente
anco Livorno ſuſſiſtere ,anzi creſcere di abitazioni in buona fur
ma ſex-.za ricever danno alcuno, mentre del 1370 Papa Ur—
bano V tornando da Roma in Avignone [lette due di in (2.)
Porto Piſano, e del 1376. Papa Gregorio Xl. da Genova
sbarcato a Porto Piſano = l Piſani il miſono in Livorno, e fe
cionli onore = (3) ll Papa ſtato duci di nel Caſtel di Livorno
li parti. e entrò in Nave per andare a Roma s. Così la Cro
nichem citata.
Di ſort ñcazíoni però , come vanta il P. Magri, di miglio
ramenti della Fortezza. che altro non era allora che una Roc
ca, nulla ſi trova, e molto meno di muraglie caſtellane. lo
però non nego. che ſe Livorno ſu l’oſpizio di Gregorio XL,
come lo fu certamente del 1376., non foſſe ridorto in buona
forma , allorchè i Piſani lo dellinarono per ricetto del più gran
Monarca del Mondo, ma dico. e ſoſtengo, che queſta buo
na forma non vuol dinotare fortificazioni, ne miglioramento
della Fortezza. che non vi era, ne circonvallazione di Mura
di Livorno, perche dal preteſò fiſſato tempo del P. Magri,
cioè dal 1267. fino al 1392. non ſi trova di ciò veſtigio alcu
no nelle Storie , e MS. Piſani . ma ſolamente intetnder li dee per
le Caſe da Livorneſi rifrabbricate, e ridotte in buona forma
doppo tante ſventure ſofferte vicino al detto l‘Orto , o ſivve—
ro nel ſèno del Porto.
Che avanti il 12.79. Livorno non foſſe cinro di mura,
oltre la Rubrica 85. del libro primo delli Statuti fatti del
n.84. per ordine del Conte Ugolino della Glierardeſca , oltre
la facilita, con cui fu diflrutto da Carlo di Angiò, ce lo ſan
co

(r) Mem. Grifoni ann. :371. Vedi in ſine del preſente volume ſorto
lettera P.
(ag Cronielletra d’lncerto pag. 198. apud Targ. Tom. a.. Viaggi ee.
Pig. ‘ o
. la) Montini. Piſ._ in_Tom. XV. Scr. Rer. [tal. col. [071. Croniehetta
d incerto vedi Targioni Toma":- Viaggi ec. pag. il.
DILtvoltNo. 275
conoſcere, e toccar con mano le notizie ſeguenti, che eſtratte
furono dalle Cartapecora dell’Archivio della Certoſa di Piſa
ſecondo lo ſpoglio ſattone dal P. Abb. Don Eugenio Gamur
rini, che conſervaſi nell’ Archivio ſegreto di S. A. R. (i).
Nel ”67. l’Abate di S. Gorgonio (nell'iſola di Gor
gona) compra da Amerigo del QPagano un pezzo di terra
poſto in ſinilmr Livorme = tra i confini ii. enunciano a T”ram
Mare/rioni: = cioè d’uno de’Marcheli di Livorno (de quali {i
parlerà a ſuo tempo, ó‘ terra filiarum Maleparune.
In altra Cartapecora del n 58. fi dic-.- = terra filiorum
quo”. MaleParut-e Comitir. che ſorſe era de’Gherardc-ſchi Conti
di Montemaffimo, ora detto Montemafli ne‘ monti di Livorno
vicino alla Zambuca. .
Nel r rzo. Gberardur dif?” Banomm emi: a Ruggiero Rolli
dc Liburna un Caſalino in Burgo Liburmc [zz-ape Lode/iam S.
Mari-e.
Nel 1239. il Monaſtcro di Gorgona emi: a Marche/è”
Uxore Raguolfi ſilíi qua”. Guittonir un pezzo di terra poflo in
conſim'óur Liburna?
Nei 1 247. Bonus de Liburna quo”. Strani-e emi: a Pimpi*
donc- quandam Bandini un pezzo di terra in confinilmr Libm'me la”
4780 alla Metella profe terra”: Henriri Cm-igliani .
Nel n.55. Bom” ſiria* qmm. Stremue, che è forli il me
deſimo di quellofdi ſopra , emi: a Cartrveccbia quondam Leoni:
una ſuperficie di terra poſta i” Burgo Liburme.
Nel iz 5 9. D. Alberta: Marchio Maſſe ronſirerur ſi' rece
piffè a Dom-ra Ialia de Liburna ”1184 Bulgm‘z'ni ſilía quona'am
Guidoni: tutto quello, che gli doveva il detto Bulgarino pollo
nel Borgo di Livorno. Rogò Braſca figlio d’Ottaviano.
Più chiaramente poi li prova, che del 1288. Livorno
non era mutato, con una Cartapecora eſiſtente nell’Archivio
del Convento de’PP. Domenicani di Pila detti di S. Caterina
riportata da Targioni (2.) , la quale viene ad eſſer. ſcritta quattr’
Mm 2 anni

(i) Targioni Tom. _2. Viaggi ec. pag. 47.


(a) Targioni Viaggi ee. Tom. a. pag. 46.
176 [SToniA
anni doppo, che dal Conte Ugolino nei Statuti del 12.84.
alla Rubrica 85.`ſi era flabilito di mutare Livorno bonir, ó*
convenienti”: mur'ir. Si legge adunque in detta Carta , che:
Dammi Vic/pi: Uxor Incubi Salma/i , ó' _fi/ia quando”: Cec
cialoflir dona: Fratribur Dominic-mir S. Caibarine' Hoſpital: po
ſimm, ó' ſimm, i” Liburno cum petio terre, [ilper quo edifica
mm e]] ip/imr Her/Pitch cum Domo ipſius Ho/Ìumlir, que iói ejì
pra Hofpimlimn , ó' uſi: pnuperum . . . . ó' periti”: rema bar
mlis , ñ . .a . . quod petium teme cum dici» banali ma imam
capa: i” via pubblica, per quam itur de Lióimm ad Partum Pi
ſanum per faure”: Rivii Mulinarii. aliud cap”: i” terra Domini
Ugucciom's de Balma . . . . z . Adam Pifir. armo Dominic-e In*
carnariom'r 1 288. Ina'. VII. Kalerul. Septem.
Che'dal ”88. al 1364. Livorno non foſſe di mura cin
to , oltre il provarlo dalla facilità, con cui e i Genoveſi più
volte
lo , e i Fiorentini,
bruciarono, e i Luccheſi,
come colle autorità edelli
i Pifani, e i liFuoruſciti
Scrittori ſimoſtrò.
fegno evidente, che non aveva difefa, ed era aperto a quarter
ventir, come dir ſi ſuole, per ultima prova baſti ripetere ciò.,
che ne laſciò ſcritto i] (i) Croniſta Piſano Autor del XIV.
Secolo al dir del Muratori (a), il quale a' lettere del Tumolo
di Ceſtio ſcrive = che Li'vorna non era murata, ma ſteeeata
in alcune parti:.
Il ſilenzio poi univerſale delli Storici Pifani- dal 1364. al
1390. dimoſtra che il P. Magri l’ha sbagliata in tutto.
_ Nell’anno bensì 1392. trovo eſſer (lato con gran diſpen
dio riparato, e fortificato Porto Pifano (3). e che in dette
riparazioni. e fortificazioni ſi ſpeſero quatto'rdicimila ſeicento
cinquanta Fiorini d’oro-,qual ſomma con una aperta di bocca
è detta, ma che io non farci ſi tondo di credere al Tronci,
ſe non veniſſe anco al di d’oggi aificurata da autentici libri.
che in Piſa qual preziofo teſoro, e memoria delle Piſane
gran`

(i) Monum. Piſ'. in Tom. xv. inter Scr. Rei- Ital. col. 1944.
(a) Murat: Ann. detal. ann. 1364- _
(ì) ’rt-Onu Mn- PII. paga. 476.. Targioni Viaggi ec. Tom. 1.. pa
DLLIVORNO. 2.7.7
grandezze li co’nletfvano, e che-fu ammafläta . e poſta infieme‘
per mezzo dfun- fimprellanza impolla a C1ttadini di Piſa, dc
quali le ncv trovano centolei nominati (1) nelli antichi libri
di detta comunità, i quali per la maggior parte con 5oo. Fio
rini concorlero, e fra “quelli li fegnalarono Iacopo-d’Appiaf
no, e Gherardo di‘ Compagno, e per. la minore con 56.
Fiorini. ' ' ~_
Credo adunque, che ſiccome del Porto Piſano, era Li»
vorno braccio, e guardia, così fe in quell’ anno 1392. fu ri
parato , e fortificato il Porto Pilano , ilv che è certilfimo (poi-
chè le altre due Torri ordinate nelli. Statuti del. 1306. erano
in piedi del 1362., come dalli Statuti furriferiti ,' e dal Tar-
gioni (2) ricavati , onde dir non ſi può, che con quella enunciata
groſſa ſomma li- ergell'ero quell’altro due Torri, perchè erano
già in eſſere) che folle ancora» in tal tempo, e non nell’ anno;
1267., come vuole il mio Cronilla» Magri ſenza documenti
in contanti, che lo- aſſicurino, riparata, ‘e fortificata la ſalva
guardiadel Porto , che era Livorno, e che le riparazioni, c
fortificazioni conlillelfer'o fpeeialmente nel munire- la Rocca
tonda or inſerita
quadratura, che nella Fortezza
lñ’ abbraccia piùdetta
che vecchia,
per metà-facendoli una
vper-’tenervi
ſopra' bombardemome pure nell’edifieare una Torre quadra,
ove è al preſente apreſiò la fabbrica dell’Amore . e dove era
in- antico una Torre prima (3.) delle due 'fatte' edificare inf‘ Por
to Piſano dal Conſole Griſi del 1154. (Sty-l. Biſi) venendo
chiamata queſta Torre, ove è. al- prelente o~ prelfo la fabbrica
delle Ancore, Torre vecchia, perchè alcun’altra ne prilchi
tempi tradizione corſe, che ivi 'foll'e liata,Jdivctllaîperò'da
quella, che Rocca tonda fu detta, ed è a] preſeme dentro
la Fortezza vecchia, edificata dalla Conteſſa Matilde, che man
ſo della Conteſſa (4) appellali., inferita , quale credofolle‘riat‘
tata
(i) Tronci Ann- Piſ. pag. 470".
_ (a) Targioni Tom. 2. Viaggi cc. pag. 34-. Magri Orig. di Liv. 'pag- 1T-
Grifoni Memorie et. ann. 1391. in fine del preleme vol; ſono lettera P..
(z Targioni Tom. 2. Viaggi ec. pag. 3.1.
(a , MagriOrig. di Liv. pag. :5. Anon..-Cron. Livom. premi di ma gag. x..
278 ISTORIA
tata da Piſani del 1154. (Styl. Pill) nel far le due Torri a
Porto Piſano per eſſer della medeſima ſtruttura (1) di quelle ,
e nel circondare di mura Livorno ergendo alla porta di terra
una torte Torre triangolare (2).
Ne giova il dire, che non li fa capire, come la Repulr
blica Pifana allora doviziolillima laſciaſſe paſſare 108. anni,
che tanti ve ne corrono dall’anno 1284. , in cui nelli Statuti
del Conte Ugolino della Gherardeſca fu llabilito che li mu
taſſe Livorna di buone, e convenevoli mura, all’anno 1392.,
in cui li fecero tali fabrefizj; mentre con tutto che [i legg.
ne’detti Statuti del 1284. alla Rubrica 61. del lib. 2. di fare
due altre Torri a Porto Pifano = due Turi-es fieri debe”: extra
alla: Tur-res Porta: Piſani n, oltre le due, che vi erano Fer
micir, e’? Magnalir, e la lanterna alla Meloria, e con tutto che
del 1306. fotto Brancaleone delli Andolò li filli, che ſi faccino
le già dette due altre Torri a Porto Piſano. oltre le citate di
ſopra = For-mici:. ó* Mognalir = pure non furono edificate ſe
non le del 1360., mentre del1362. erano in piedi (z), come
li a dalli Storici, che folo a tal tempo le rammentano. e non
prima: e per andar più avanti, contuttochè la Torre, 0 Fa
nale alla Mcloria foſſe penſata del 1156. (4), pure fu finita
ſolo del 1 163. (5), e del 1286. (6) dillrutta da’=GeÌ10veli, del
1304. Piſano fu riedilicata ove è al prelente (7).
ll motivo, per cui non poſe ſubitamente in eſscuzione
la Piſana Repubblica ciò, che andava deliberando, e appo
nendo nelli Statuti, fu, perchè imbarazzata da ſuoi nemici
agio non ebbe ſempre di far ciò , che voleva , ma ſolo potè
attendere al bifognevole. O`uando poi cominciò ad avere al
- cun

(1) Targ. Torn- 2. Viaggi pag. 89.


(2) Nardi lllor. Fior. lib. 8. pag- i”. Ammirato [flor- Fior. lib. 3o.
pag. 373. ~ _ _
(Il Targmnl Tom 2. Viaggl pag. ”
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 87. Monum. Piſ. in Tom. xv Scr. Rex.
Ital. col. 97;.
(j Anon. Anfi- Brev. Hifi. Piſ. Scr. Rer. ha!. Tom. 6. col. i”.
(6) Guidon da Corvaja Tom. 14. Per. Rer- ltal. col. 69:
(7) Tronci Ann. Plſ. pag. 283. Targioni Viaggi ee. 'Iom- 2. pag. 3o.
nr LIVORNO. 279
cun piccolo reſpiromon traſcuro di render munito quel ſto.
che conoſceva eſſere la ſorgente delle ſue ricchezze, e poten
za , quale pci perduto perdette anch’eſſa la libertà .
Per prova adunque delle propoſizmni da me di ſopra
eſpreſſe , cioè = che del 1392. veniſſe fortificata la Rocca an
tica di Livorno, detta dllla Conteſſa Matilde, che reſta al
preſente inſerita nella Fortezza vecchia, con farvr una ſpecie
di quadratura attorno, ſu cui porre vi ſi poreiſero tre Bom
barde, - che foſſe eretta una nuova Torre quadra. ove è al
preſente la fabbrica delle ancore, = che foſſe circondato di
mura il Caſh-l di Livorno a, e che alla porta di terra foſſe
eretta una Torre triangolare, pongo ſorto gli occhi de’ leg
gitori la più antica pianta, che abbia io potuto ritrovare in
ordine al vecchio Livorno ſotto lettera A , e quella è copia
dell'originale eſi’ratta da un libro d’ Architettura Militare toc
cato in penna rappreſentante la Toſcana tutta diſtinta in Città .
Torre. Caſtelli , Rocche. come erano del i400. , che eſiſierà
anco al di d’oggi preſſo li eredi di S. ‘Ec. il Sig. Conte Fù
Don Giovanni Bonaventura De Gages di nazron Fiamingo co
ſtituito Generale dell'Eſercito Spagnolo in italia l’anno 1742.
(i) dopo il richiamo in [ſpagna di Sv E. il ſu Sig. Duca di
Montemar, avuto in dono da eſſo Sig. De Gagea dall' A. R. del
Sereniſſimo Giovan-Gallone de Medici Granduca di Toſcana
di eterna memoria, allorquando ſoggioruavano le ſruppe
Iſpane in Toſcana prima dell’impreſa delle due Sicilie, la
quale combinata con altra Pianta.che ha per autore Ser Fran
ceſco Baroni Cancelliere della Signoria di Firenze dell’anno
1493. preſio l’Ecc. Sig. Dottore Giovanni Targioni Tozzctti
ſotto lett. B. talmente conviene, che pare una ſia ricopiata
dall' altra, poichè tanto nell’una, quanto nell’altra ſi vede Li
vorno in guiſa di piccola Terra circondata da mura, e tanto
nella prima, che nella ſeconda ſi vede una ſtrada dritta dalla
porta a terra alla porta a mare. Dopo tal via li vede una
piazza , e alla deſtra di eſſa è una lunga loggia ſulla moderna
Darſena, che ivi è chiamata Porticciuolo. Se

u) Muratori Ann. d’ltal. ann. i742.


:So l STO-1.1.4'
Segue tanto nella prima, quanto nella ſeconda-Carta alla
deſtra di detta lunga loggia .una Rocca quadra detta (vecchia,
in memoria forſe d’altra Torre antica. ſu cui ſu edificata
queſta dalla Piſana Repubblica, ne credo prima vdel; 1392. .
preſſola. qual Rocca detta. vecchia al preſente ſuſlîſte la fab`
brica dell’Ancore, e nell’eſame delle Croniche del P. Magri.
ſi dirà in qual tempo.
Segue a ſiniſtra tanto nella prima, che nella ſeconda ‘Pian—
ta una Piazza detta Varatojo quale attacca colla Rocca. detta
nuov‘a, non perchè nuovamentre eretta colle due diñ-PortoñPi
ſano a tempo del Conſole Geil-i., cioè l’anno -r 1514. (Styl. Pic)
ma perchè nuovamente, e ſull’iſteſſo fare di quelle di Porto
Piſano a tal tempo riattata, e detta nuovaancora per la qua
dradatura intorno adeſſa edificata del 1392“..
Wella Rocca al preſente forma il Maſiio della Fortezza.
detta vecchia per diſiinguerladalla Fortezza nuova, il cui di
ſegno fu fatto,›-ſeeondo.il .P. Magri (i) per ordine di Coſi
mo ,I. l’ anno 1537., 'benchè io non convenga col P..Magri ne
nell’uno ne nell’altro, lo che ſi dirà eſaminandole-Croniche,
ſendo ſtata ſotto il Regno di Ferdinando L.'e-non diCoſimo
I., edificata la Fortezza detta nuova col diſegno :di Vincenzo
Bonanni, ‘o come altri vogliono del famoſo Bernardo (a) Buon
talenri. detto anco :delle Girandole (3).».0 ſivvero del Prin
cipe-D. Gio. de’Medic-i (4).
~(Lucllo, che adeſſo è il Maſtio della Fontezza‘ detta vec
chia .colla .ſua quadratura, come ſi ;vede nella Carta alla fine
del preſente volume.poſta ſotto lett.- B. formaneollá' punta.
del molo .la bocca ſerrata con una lunga antenna .‘ ſendo al
lora la bocca più larga di quello è al preſente per le aggiun
te fatte intorno alla Rocca, ora Maſiio della Fortezza ſopra
citata ..

Si
(i) Magri~ Orig.-di,I.ivorno pag. 9a]. _ ’
(a) Coppi delli Uomini illuflri di s, Gimignano pag. to:.
(g) MS. m- BibluPub. Magliab. Claſs. 17. Cod. ll.
(4) Rondinelli nel Prodromo ,della Toſc.. lllullr. Tom.; i..pa|. a”.
DtleonNO. 28:
Si vede éhe il Molo era una muraglia dritta, ed era l‘i
curamente, dove ora è la fabbrica de’ Magazzini del ſale , e li
cflendeva per lungo tratto (i), e quello molo, che era una
muraglia diritta venendo a far angolo retto con altra mura
glia attaccata alla Rocca detta vecchia circoſcriveva il Por
to, detto Porticciuolo quadrilungo per l’unione, che faceva
angolarmente colla lunga loggia detta di ſopra. Vedi la no
ſha pianta di Livorno formata dalle dette carte, e da quella
della Camera delle Comunità diFirenze al fine del preſente vo
lume ſotto lett. C. ſta le lettere Y. Z. (E. Va. 8t.
Le due piante ſopraddette combinate col quadro, che_
conſervaſi nella predetta Camera delle Comunità Luoghi Pii ec`
che potrai vedere ſotto lettera D. a ſuo tempo.in cuia‘ olio
è dipinto Livorno. Porto Piſano, e ſuo Territorio in proſpet
to, in varie coſe dilconvengono. Primieramente in tal veduta
nppariſce la Fortezza vecchia {laccata da terra regolarmen
te baluardata, come al preſente,ſecondariamente li vede cir
condata da largo ſoſſo. lo che ſa conoſcere eſſer queſta fat*
tura del tempo del Principato, poichè quantunque del i404...
o 1405.(2.) ſoſſe la Rocca di Livorno da Fortini fianeheggiara ,
e poſta in acqua, e ridotta a Fortezza da Bonciquaut (3),
che ſi ſe ben pagare da’ Genoveſi; in forma regolare , come
è nella ſuddetta veduta eſpreſſa. non ſu ridotta che in parte
dalla Repubblica Fiorentina del 1525. (4), poſcia del tutto
ſotto il Regno d’Aleſſandro (5). Coſimo I. (6) poi, e (7)
Ferdinando I. vi fecero entro molte comodità. e tutto ciò,
‘ che li è detto, prova, che non del 12.67. foſſero fatte forti
` Nn fica
ſi; Targioni Viaggi ec. Tom. z. pag. 8:.
(a Magri Ong. di Liv. pag 87. _ _ o
(3) lnteriani lflor. di Gen. lib. 4. fogl. i”. Giuflin. Ann» di Gen.
lib. 1. pag. 170. _ _ i
(4) Camp. detto Roſſo della Pieve di Liv. del uoz.. e Campione I.
della detta Pieve del un. all'ultimo del preſente volume ſotto B. pri
mo, e B. fecondo.
(s) Targioni Viñſtgi ee. Tom. a. pag. 89.
(6) Targirni ibzdem pag. 9|.
(1) Settimanni Diario MS. nella Bibl. Med. Lot; Pal. Cod. Goa. ſono
il Regno di Coímo I.. e Ferd- I.
2.82 › ISToxlA
ficazioni alla Rocca di Livorno, ne che cinto foffe di mura.
ma ſolo del 1392. colla famoſa impr-;ſtanza della Piſana Re
pubblica di 14650. Fiorini d’oro avuta da ſuoi Cittadini.
Dal 1392. al 14.05. non s’incontra negl’lſtorici Piſani
coſa , che riguardi fortificazioni di Porto Piſano, e per con
feguenza di Livorno, ſegno evidente. che nella grande im~
preſtanza del 1392. ſu fatto il neceſſario per render convene
VOlmente muniti c l’uno, e l’altro.
E in fatti bilogna credere. che addivenuti foſſero per le
Piſane diligenze qualche cofa di buono queſh due luoghi. men
tre nella compra fatta dalla Repubblica Fiorentina fotto il
f1405 (i) ìil ..Signore
*1.4;- 1.7.. Agoſto
di da
PiſaGalibriello Maria
della iiiddetta Viſiî‘onti
Città, '_.. il_
di tutto
ſuo" Dominion [ſole. e Porti, che li fu ratificata a nome di
Carlo VI. Rc di Francia, e Signore di Genova da Lemeyn
gre, furono eccettuati, e riſervati Livorno, e Porto Piſano,
che volle il detto Mareſciallo reſtaſſero in ſuo potere (2.) con
Sarzana per detto Gabbricllo Maria . manutenendo a’ Fiorentini
l'uſo (3), ma non la tenuta di Livorno, come dallo Strumen
to di ratifica (4) firmato in Livorno il :8. Agoſto i405.,
cioè il giorno doppo la vendita fatta dal Viſconti alla Repub
blica Finrentina , li ricava.
Nella fopraddetta ratifica di vendita [i nominano le For*
t'ezze di Livorno,cl\e tanto s’intende per quelle parole = Far
tilitiof'um Liburni a. come il lettore li porrà certificare ; ma quefle
Fortezze erano , oltre la Rocca tonda , che anticamente fuflìfleva,
la Rocca quadra detta vecchia . ove è ora la fabbrica delle An`
core , e la triangolare alla porta di terra , le quali furono culi-.
mura di Livorno edificarrda’l’ifani'del 1391., dunque del 1391.
furono efeguite le fabbriche delle due Torri. di quella detta
vecchia, e dell’altra triangolare alla porta di terra di Ln or
no,
.-— A

(1) Vedilo'in fine fotto lettera E. prima.


(a) Tronci Ann. Pif. pag. 494. _
(3) Morelli Cronica Fiorentina pag. 118. Targionl Viaui ee. Tom.
30 PI [
(4) Vedilo in fine fotto lettera E. fecondo.
ntLtvORNo. 233
no, delle mura circondarie del ſuddetto luogo, e della forti—
ficazione della Rocca tonda, e non del 1:67.. come vuole il
P. Magri, mentre ſe dal 1392. al 1405., in cui furono cele
brati i ſopraddetti contratti, niuna notizia di tali fabbriche
nelli Storici Piſani incontrati. e ſi trova Livorno nominato
nei precitati Contratti come terra] fornita di Torri, o Fortìli
zi, che prima del 1392.. non ſuffiſtevaoo, fa duopo il dire,
che fornita folle di tutte quelle fabbriche, che vi volevano per
renderlo degno di ſervire per pagamento diprotezione (l), e
di elle: venduto a Genoveſi per un prezzo grandioſo, che fu
la metà del prezzo, per il quale fu venduta due volte la Città
di Piſa con tutto il ſuo Stato, cioè la prima volta nell’anno
1399. compreſovi ancora il Capitanato ſteſi'o di Livorno da.
Gherardo d’Appiano a Gio. Galeazzo Viſconti Duca di Mi
lano detto il Conte di Vir-tù, l’altra volta nel [405., eccet
tuarone il Capitanato di Livorno, da Gabbriello Maria Vi
ſconti figlio naturale del detto Duca, alla Repubblica Fioren
tina (z).
L’anno poi r4o7. a 3. di Settembre la Repubblica Fio
rentina vidde con ſuo gran diſpiacere ciò, che non ſi aſpettava
giammai. cioè farli di Livm'no tanto neceſſaflo per i ſuoi m
terefiì un dono'dal Mareſciallo di Lemeyngre a Genoveſi , ma.
che fu realmente una vendita, perocchè il terzo giorno dopo
tal donazione furono pagati al detto Lemcyngre 26. mila du
cati d'oro , o come altri vogliono (3) ſedici mila per la guar
dia , e ſpeſe fatte ne!|e fortificazioni di Livorno (4), dal che
la dipendenza nel traffico da Genoveſi poco loro amici per la
geloſia della mercatura antico loro eſercizio ne derivò, e un
certo limitato dominio ſopra LlVOſnO, e Porto Piſano, e come
imperium in imperio, e perciò un ſeme abondantiflîmo di liti
N n 2 gi

(I) Targiani Viaggl Tnm. a. pag. 7|,


(z) Grifoni Mem- ann. 140;. vedllo in fine ſono lettera P.
(i) Gluflmiani Ann. dl Gen. llb- 3. pag. .1|. Imenmi Him. diam.
lib. 4. pag. ”4. Gnſonl Mem ann. [401. m fine di quefio Vol- ſono let
tera P. Magri Or-g._ dl Livorno pag. 89.
(4) Targioui Viaggi ec. Tom. a.. pag. 60.
284 ls'ronrA
gi , come in fatti inſorſero ,che poi ſedati furono alquanto l’an
no 1408. da Niccolò Barbadori, e da Rinaldo delli Albizi (i).
Per diſtruggere adunque queſte, ed ogni altra radice d’ -
marezza fra le due Nazioni, penſarono i Fiorentini d’ entrare
co' Genoveſi in pratica di pace l’anno 14.13., qual pratica rn
fruttuoſamente incominciata (1) in Pietraſanta, andò con ogni
buon’eſito a terminare in Lucca nella Chieſa di S. Romano
in faccia al Nunzio Apoſtolico Fra Tommaſo da Fermo Mae
ſtro Generale di tutto l’Ordine de’Predicacori coll’aggiunta
d’un nuovo Plenipotenziario per parte (3) de'Fiorentini in
un lungo trattato di pace con minute convenzioni, e regola
menti di Commercio tra i Genoveſi . e Fiorentini, qual trat
tato di pace vedaſi all’ultimo del preſente volume ſotto la let
tera E terzo n. r. (4). del quale alcuni paragrafi qui da me
fi pongono, perchè ſervono per illuſtraZione della Corografia
di Porto Piſano, e Livorno, ne quali ſi legge coslz.
Quod nullo Perſona , qua contra Comun-e Florentt'ie commi -
ſiſſèt , vel camminare: in futura”: crime” le/à' maje/Iatir, vel pro
ditionem. aut rebeilionem olicujur Terne, Cq/lri , vel lori diéîi
Comunir, ó** diHis oecaſionibur, vel oliqua ipſierunt fuori: , vel
eſſct condemnaiu: pqffit ſlot-e in terra Liburni , vel ejur confimbw,
ó‘ pertinentiir ſitpradiélir , vel ibidem ultra triduum commonri,
(9' ſi ulteriur ilii money-et , debut duri , ó* poni in mmm Co
muni: Fiorentina per Pi'e/irienrem diſh' lot-i niſi propter eoia'emm
tempeffatent morir nequiret ad aliud territorium fit transfert-e. Et
pari modo nulle perſona , que commiſerit. vel commineret in fit
turn”; ſimili” crimine contro Comun-e Fanuc pqfflt manere in Pi
ſir, *vel ejus diſtriflu piu/quam per tres diet, quibu: elopſir, fl
ioidem reperiretur, bujufmodi eulpobilir tradi , e’?- poni debut: m
titanio”: Ofliciali: Liburni pro Comuni Fanuc.
Item

ſi) Mar. di Commiffioni di Rinaldo delli Albizi Comm. XXI!. MS.


nella Bibi. publ.~Magliabech- _ _
[aHTargioni Tom. a. pag. «Su-Viaggi ec. lntemni lſtor. di Genova
a ’i

(J) Boninſegni lfior. Fior. pag. 7.


ſe) Vedilo ſotto lettera i terza .
DiinñvonNo. 28;
Im” quod"omnet, ('9' ſinguI-e Ecole/tie, ó‘ Ho/pitolìe. ó* fiu
pia lora quetumque, (’7' omnes, i"? jinguli Fiorentini, ó' Piſani,
ó‘ qui-vi.: /ìtbditi .de Comuni Floreutie, qui , ó* que m drflo Ter`
ritorio Liburni . Ù' Portu: Piſani, ó‘ intra dióia Gonſinia fupe
riur defigmna boom: aliqua bona . *nel poffeffiones, remaneant in
juribusjuir, (9’ ſint in eo ſtatu, c’?- iure , in quo eran: ante prin
cipium guerre vigenti.” (a' inter dic‘la Comunia Flweutie , -ó'
Fanuc.
Item od tollendam omuem litigij moteriam, ó* omnem ton
tentionem de pertinentiis, juribur , (9* jmſliäionióus , territori”,
ó' vicario!” , mero, ó' mixto imperio Terre Lib/mn' , .:’7‘ Porta:
Piſani , de‘ quibus inter diflar parte: ſatis da” extitit litigium, a ſi
ſiffa :quod tonſinia drcîe Terre Liburni , (9‘ Portus Piſani, «’9' ip/ò.
rum pertinenti-e , 2’7‘ jurlſtlifliones , atque vicariato; fe extendtmt ,
ó" includantur in infra/cripti; tonſinióus in term , videh'tr't , ‘mmm
capa: incipit in Stagno uſque od locum didum a Mura di S. Sil
veſtro =, ó' uſque ad mare. Aliud taput eſt in loco diflo a in
Chiama =, z’?- lotur unum in mari, uliud in terris. ó' terra:.
prout eque pendent . uſque ad muro: montis Muximi , ó' partir”
in Monafleria , ſive Heremitorio S. Mari-e della Sambuca , ó- uſque
ad Ecole/iam S. Lucie del Monte. ('9' pani”: in loco diflo = Ae
quavioa. cum Sechopolio affine in Ckiama, (y‘ quidquid in um'
verſis diäir confinibus incluſive continenti', ſit , ó' pertineat diflo
Comuni ,ì’onue pleno iure pro omni eo , quod petere-, *vel rlitere
pofl'ec ad ſè pertinere atta/ione pertinentiarum Vitoriatus jurium ,
:’9' juriſdiflionum meri, (a‘ mixti imperii (Iifle Terre Libur
ni . ó‘ Portus Piſhni . lit reſiduum union/um dit‘li Territorii ,
quod *vertebat in litigio , diflo Comuni Flor-entire remaneat . (9'
od eum pertintat pleno jure dominii , é* quod ipſitm Comme 1“/0
femie ſit, ó‘ tſſe intelligatur finitum, liberum . (9‘ ubfòlulum de
omni alia Territorio, quod dici fia/ſet quomodoìiber od diflum Co
mune Farm-e pertinere . ('9' ſhper hoc imelligozur oppofilum file-r*
:ium perpetuum. Et quod m'hilomimu per difium Territorium Li
burni, ó- Portus Piſhni habent, e’y‘ conceffitm ſit diflo Comuni
florentie liber aditus , ó' atteffits, iter, 'Kraus, ó‘ via ad Tur
rrr Portus Piſani, (9‘ ad Domum Boflite, de qua infra dit-;nn
286 ISToRlA
'y mi lim: morir, quod di [èqu dici-or Torre:. que quidem Tur
res cum pertinenti” ſiiir ſunt diſh' Comuni: F[utenti-e, great-unt
una. que dicitm* e la 'lorre Rella :a diritta ef), ó* cecid/t.
quam [iz-eat cin?” CQmuni Fiorentin- ſemper reſicere pro ſito iii-;ro
-vu/untatir. .Et- Porta: Piſani”, qui eſl Comuni: lau/w , ”matte-at
ipſi Comuniwi latina- eo modo quo deb” fi’mna'um pot‘la inter di
i‘hlm magmſicttm Comune Fiorentini , ó' dläum Bominquaut .
ltem che i Fiorentini non poſſino imporre veruna gra
vezza , o dazio di più (ſecondo i patti fermati nel 1405. col
Lemeyngre) di quello che lia ſolito agli abitanti io- terra,.veÌ
Porta panza Liburni . declarato quod ipſe Porta: Liburni ſe effim
dat uſllue ad Turi-im Fano/ii', que dicitur .-. la Lanterna = in
cluſive, e?" non ultra, nec aliter; ma che ſolo i Genoveii , e
non altri poflino imporre qucſte gravezze a Livorneſi. ma non
a Fiorentini , e loro ſudditi = In Porta *vero Piſano licei” diäo
Comuni Florenme tantum . ó‘ ad ip/irm pertineat . (9‘ floeäe't in
dice-re, ó* imponere omnes , (9' ſingulas Cabella: , Ancora-gia . ó'
onora ”amg/ir , ó'- bominibur , ("F tnercatantiis, ó- rebnr , eccettuate
però quelle de’Genoveſi , c loro ſudditi.
[tem, che il Comune di Firenze ſia obbligato a pagare
cento Fiorini d’ oro a quello di Genova ogni anno per il man
tenimento del lumr in Tin-ri del= Fanale
c per laPorturP/ſìmi. quad ou]
got-iter dicitur a la Lanterna, provvrlſicn del Culla
de del detto Fanale.
[tem quod ſofia , e’y* firmata die'la pace . á' poli-71mm mm“
[ſtato /irerit per porter [tra-dici”: intra 1mm” men/em tmeamr. (r
{lfll’mt ”ragni/ira Comun/tar fiorentina faeere ile/Imi , Ù expla
nari Bali-7mm ſito”) in Porta P.]ìma, ó* foffam, (9’ Val/m”, ('9'
Steccatum, tm quod nullo modo ſit in for-til ”o . (9' quod ſhlum
”manent Domus magna , quae eli in dlfia Bel/[ita quam l’abeat ,
(9' teneat diflum Comune 1"lore”!ia: pro fil!! commi/'tate . e’? pro
reparandir , ó' ſhlvanrl/.r mermmmiir . (7)' re/Îur qu/l’ufi‘nmque ,
*yu/n- ibidem diſcaneari comigerit , ctr/'m (inni/1c, ó** [mulnrr ter
ſmi, ”per 7”” ſila r/l , proprieta:. (5)* domimm/z peru/'nera ad Co
mune [mmie, zz- ipſim Cumunitati: ſit = l’ uſufrutto poi perpe
tuo lia dei…,L-ngemu.:: rl- Fzr-:nzÎ-c, Che dev.- --çndojr duca CDJ;
gl'hil
DtLtvoRNo. 287
grandem Caſone a livello da quello di Genova per canone di
due Fiorini d’oro , intelligendo', quod pwd-"Ela Domus mn poli:
ullo umqnam tempore poni in fòrtilitio. ”ec aliquod fortilitium in
ea fieri ad defm/Îzm , w! cſſenſhm ó“t. Nutiíi da chi legge,chc
l’iſlcſſo giorno, m cui fu ſottoſcritto da Sindici queſto lungo
trattato di pace, ſu anco rogato il Contratto di livello della Ca
ſa della Baſila di ſopra rammentata. nel quale fm le altre co
ſe ſi dice (1).- Domum magnum mille-”rem in Ba/Iíto Gommoni:
Florentie quam ipſùm Comune Flora…) confirm jlflrìt in Porta
Ptjàno , (9' mmc deſio-”i dc‘btt ſec-andar” continenti: dffh‘ Gipi-‘mlt',
qme dom”: rejìabit fila in Territorio , ó oonſimbm Libáo'nſjjuxm
lim: mari: mm fumo in ea poſilo , oc puleo inn”, *vel extra,
mi a prima e/t mare , e’?- ab omm'bm olii; loteribm film confinio’
Territori Liburni ó'c.
lnſorſero dopoi (oltre la guerra ſcoperta fra quelle due
nazioni del r4”,- , per avere iFiorentini comprato Porto Ve
nere da un Franceſe , che lo preſidiava a nome del Lemeyn
grc , ) il quale fin del 1409. perduto aveva Genova per atten
dere alla conquiſla di Milano (a), che non li riuſcl,_'(e dopoi
il Caſiello di Lericc , Portofino , e Sarzanello (3) )ſull’interpre
tazione di alcuni capitoli del trattato di pace in parte ſopra
eſpreſſo diſpute , onde ſu neceſſario , che dai -Sindaci delle due
Repubbliche fi formaſſero l’anno 1417. alcune dichiarazioni,
e ampliazioni di Capitoli, che (mono fatte 'nella Chieſa di S.
Domenico di Genova, le quali al ſine del preſente Volume (4)
potrà il curioſo lettore conſiderare . Ecco un articolo, che
diſcorre della palizata di Porto Piſano , (ll cui pariarono Buo—
”inſegni ( 5) , e Lionardo Aretino ( 6) . Item cm” PON!” Plſhſfifl'
perline” ad Comune Imme- , (’9' 'ſc/r” drfli Por-mr, ó* mmm
’per
(l) Ved-lo dopo il trattato di pace del 141;. ſotto la lettera E quar
to n. il
(1) Muratori Ann. d’ltal. ann. 1409.
_ (z) Giuſtiniani Ann. di Gen. lib. 5. pag. 177. Targioni Tom. a._Viag
gl ce. pag. 6|.
(4,) Vedile all’ultimo ſotto la lettera E quarta ..
(t) Buonmſegni lltor Fior pag. 96.
(6) Leonard. mm. Hill. Flor. lib. 4.
288 ls'ronrſiia

pertinenti-c pettine-ont ad Comune Florentt‘ie. fiatque queflio per


Comune Florentic , an Palmo , ſive Paliuta magna , que eſt i”
dillo Porta, ſit de Pertini-mia diflurum Turrium, an non? l din
daci fermano, chele parti li debbano rimettere al giudizio
d’un qualche amico comune. Vi ſi legge anco = in Dorno
Baflite , qua cſi in Porta Piſiono . jèu juxta Porturn Piſa
nunr a ſarà queſta la Baſtla, che ſi diſſe di ſopra , che dovette
demolirſi, ſecondo l’anzidetto Trattato di Pace , da Fiorentini.
Certo è, che i Fiorentini non ricevettero vantaggio alcuno
per l’acquiſto fatto da i Genoveſi di Livorno ſtante l’intereſ
ſata donazione di Bonciquaut, o ſia Lemeyngre. Lo ricevè
bensì Livorno divenuto piazza di negozio de’Genoveſi.e Fio
rentini, e ſi può credere, che allora creſceſſe di popolazione,
come vuole il Magri (i).
Fu dato finalmente termine a contraſti, alle geloſie, a
raggiri , alle guerre ,e a trattati dalla Repubblica Fiorentina coll’
acquiſto di Livorno, e Porto Piſano mediante la vendita fatta
ne ~da Tommaſo da Campo Fregoſo Doge di Genova ſendo
Gonfalonier di Giuſtizia di 'Firenze Lapo Niccolini per cento
mila Fiorini d’ oro di Suggello Vecchio di peſo. e conio Fio
rentino, con patti (i) - che i Genoveſi nella Città di Piſa.
Terra di Livorno, e Porto Piſano foſſero trattati ſi nelle gabeſ—
le, e ancoraggio , come in tempo di Pietro Gambacorti, quan
do era Capitano del Popolo , e delle Maſnade di Piſa. a Che
tutti i Fiorentini, che voleſſero caricare in Fiandra, e in In
ghilterra lane , o altre mercanzle per condurle in Genova , e ſuo
dominio, e da Genova a Talamone, le doveſſero caricare ſu
navi de' Genoveſi con pagar le gabelle, conforme erano tenuti
avanti queſta vendita = che neſſuno ribelle de’Genoveſi po
teſſe ſtare in Piſa, e ſuo diſtrerto più di tre giorni. i quali
paſſati ne doveſſero eſſer diſcacciati, e lo ſteſſo folle fatto in
Genova, e ſuo diſlretto de’ribelſi Fiorentini con altri patti di
mi
(i)M.1gn Orig. di Liv. pae- 9!
(x) Bernardo Segni lſtor. Fior. lib. i. Ammirati lib. iS-PIB 990- Paolo
lntemni lilor. di Gen. lib. 6. l‘08]- 1‘7* muffin“… A…" di Gen‘ "b' 7‘
pag. iii,
DILrv-onNo. 289
minor importanza. La ‘Copia del Contratto di vendita di‘
Livorno fatto da Genoveſi vedaſi al`fine del preſente volu
me (r) eſtratta da quella, che MS. conſervaſi .nella pubblica
Magliabechiana Biblioteca.
Sotto il Dominio, e governo de’Franceſi in Livorno, e
Porto Piſano, cioè dal 1404. al 3. .di Settembre del 1407. la
Rocca di Livorno già fortificata da Piſani del 1392. ſu dal
Mareſciallo di Lemeyngre di Fortini accrefciuta, e poſta in
miglior forma, che non era prima, e ifolata da terra , a cui
prima era unita., facendola circondare dalle acque del mare
come da un foſſo (a) , minore però del preſente , perocchè l’ an
no ſolo 1605.(3) ſu rendutoil foſſo ſuddetto di maggiore ampiez
za , di quella foſſe nel 1407. , e per tali fortificazioni ſi ſe pagare
il ſuddetto Mareſciallo 26., o 16. mila ducati d’ oro, come ſi
diſſe, nel dono intereſſato, che fece a Genoveſi di Livorno,
ne altro edifizio trovaſi fatto da Franceſi, che queſto. Se adun
que 16., o 2-6. mila Fiorini d'oro pagati furono da Genoveſi
per le ſole fortificazioni della Rocca , o Fortezza di Livorno,
fa di meſtieri credere,‘che aveſſe Livorno qualche merito, e
conſeguentemente. che cinto foſſe di Mura, ne aperto all'u
ſanza delle piccole ville, e come lo era, quando da Carlo
d’ Angiò, poi da’ Fiorentini, Luccheſi. e Genoveſi , e dal Con
te di Montefeltro fu dato alle fiamme , ma che ridotto foſſe in
buoniſſimo ſtato nella grandioſa ſpeſa fatta dalla Repubblica
Piſana, la quale fra Livorno , e Porto Piſano conſunie quat
tordici mila ſeicento cinquanta Fiorini d‘oro (4).
In anni quattordici, ne quali— la Repubblica di Genova
ebbe il dominio di Livorno , e Porto Piſano, cioè dal 3. Set
tembre 1407. a tutto il 26. del meſe di Giugno i421., in
cui vendè i ſuddetti due luoghi alla Repubblica Fiorentina,
nulla trovaſi nelli Storici Genoveſi , che fatto veniſſe in ordine
a fortificazioni, o muraglie di Livorno, lo che omeſſo non
Oo avreb
4

(l) Vendita di LÌ'- all' ultimo del Preſente volume ſono le“. C Pump.
la) Magri Orig. di Liv. pag. 87.
(3) Magri Orig. di_ Liv. pag [04.
(4) Tronci Ann. Piſ. pag. 476.
390 ~ Isronra
avrebbero di ſcrivere, ſe alcuna fabbrica foſſe ſtata dalla Re
pubblica Genoveſe ſatta ergere, tanto più che del Governo
Liguſtico non trovandoſi alcun libro, 0 memoria nell' Archi
vio della Comunità di Livorno, ſegno è, o che perirono i li
bri o per incendio. o in altra guiſa, o che i Liguri iſhlli
fedi preſero nell’evacuazion di detto luogo, che ſegui il 30.
Giugno 14.21. prendendone il poſſeſſo per la Signoria di Fi
renze Pietro B-:ccanugi , e Bartolomeo Peruzzi; ſicchè ſe del
1392.. li ſpeſe da Piſani l’anZidetta prodigioſa ſomma di de
naro in Porto Piſano (i), ne toccò anco a Livorno, che co
me ſi diſſe, era guardia, e ſalvamento (a) del Porto ſuddetto ,
e allora certamente fortificata venue la ſua. Rocca tonda, edi
mutaglie cinte le_ ſue abitazioni.
Dal i4zi.al i439. nulla ſi ritrova nelli Storici‘, che fatto
veniſſe dalla Signoria Fiorentina in vantaggio di Livorno, e
Porto Piſano. ln queſt’anno bensl 1439. in vece della Torre
Roſſa già ruinata fece edificare con grande ſpeſa la Torre det
ta (3) nuova, quale ne poſteriori tempi (4) acquiſtò il nome
di Marzocco da un Leone di Rame dorato, che nella di lei
cima ſerve di banderuola, e fu anni fà, da un fulmine muti
lato del capo, chiamandoſi Marzocco il Leone impreſa di Fi
. renze- dalli Scrittori Fiorentini (5), dal che appariſce la dili
gente cura della Repubblica Fiorentina verſo il Porto Piſano,
e conſeguentemente verſo Livorno ſuo braccio, e ſalva guar
dia, ma nulla diſcorrendoſi di fortificazioni in Livorno, o di
circondario di mura, ſegno evidente, che Livorno fu compra
to da mura cinto, e ſufficientemente munito, lo che fu fatto
primieramente del 1392., e poſteriormente del 1404. al 14.07. ,
e non dopo il 1267.4 come dà ad intentere il P. Magri..
Vedendo poi i Fiorentini, che Porto Piſano andava di
di in dì‘îa rimpierli , e interrarſi, e perciò a, renderſi affatto
inu
(i) Tronci Ann. Piſ. pag. 476.
zz) Poggio-inni'. Fior. pag. :4. _
_ ;I Petrus Vettori om. lunch., in morte Ceſari primi. Nardi Illor.
'10]’. :o pago J!
(4) Targioni Tom. 2. Viaggi ec. pag. 73.
(i) Ammirati lfior. Fior. lib. n.
DiLivonNo. ;91
inutile (i), tutta la loro attenzione poſero ſopra Livorno,
preſſo del quale era ſtata del 1303. dalla Piſana Signoria edi
ficata la Torre detta del Fanale (z), e lo cuſtodirono con in
finita geloſia mai ſempre come prezioſo accreſcimento del lo
ro Stato, e come quello, che li faceva ſtrada per giungere al
colmo del commercio, e delle ricchezze , e veramente dalle
ſavie ordinazioni, colle quali provviddero al comodo, e alla
ſicurtà de’Mercatanti, e degli abitatori di Livorno, e da pri
vilegi , che accordarono l’anno 1421. , e conſermarono poi ſino
a’ tempi del Principato, cioè fino al 28. d’ Ottobre del ' 1530.,
in cui ſu fatto capo della Fiorentina Repubblica Aleſſandro
Medici col titolo di Duca della Città di Penna per le brighe
di chi lo voleva non Cittadino in Firenze, ma Signore, come
dal Decreto Imperial di Carlo V. (3) ſi ricava, chiaramente
riſulta la particolare attenzione loro per tirare avanti quello
Porto, conoſcendo il ſommo vantaggio, che apportato li
avrebbe.
Una diligente efatta copia dell’efenzioni, e privilegi ac
cordati dalla Fiorentina Repubblica al Comune di Livorno
del [4-21. con altreliue copie d' eſenzioni, e conferme de ſud
dctti privilegi, una del 14:9., e l’altra del i433. vedanſi al
fine del preſente volume (4).
Su quelli privilegi, cd eſenzioni il dotto Targioni (5) ſa
varie conſiderazioni, che m'è paruto proprio riportare per
{Chiarimento dello Stato, in cui ritrovavanſi allora Porto Pi
ſano, e Livorno. La prima è, che -notandoſi ne’ſuddetti pri
vilegi l’cſenaioni , che in Livorno, e Porto Piſano riconoſciuti
Per dmn-,cm , e Conrado Fiorentino, competer poliòno a Fo
reſtieri , ſembra dedur ſi poſſa, che Porto Piſano era in quel
tempo, cioè del 1411.. abitato ancora da perſone private,
_che non s’ erano aflatto ritirate in Livorno, oltre i preſidi
Oo 2 delle

) Targioni Tam. 2. Viaggi er. pag. 49. i _ _


) Tronci Ann. Piſ. pag. 18;. Perrarc. Itin. Siriac. pag. 538.
) Du Mont Corps DiplOIT-it Muratori Ann. d’ ml- ann. i530,
) Vedile ſotto lettera D pr'mo.
) Targioni Viaggi ec. Tom. a. pag. 69.
292 [STORlA
delle Torri, c la Caſa della Baſtla, o ſia Dogana, mentre
dalle provviſioni. che ſeguono, {i comprende che v’era un
Capitano dcl Porto Piſano, onde li dice che :Comune Libur
ni . ó' Piſanu: Portur , eorumque bominer, ó** perſone pqfflnt,
eiſèue liceat pro tempore gubernare, e ſare ſtatuti. La ſeconda
conſiderazmne è (1), che ſe impoſti vennero dalla Repub
blica Fiorentina . come ſi legge nel foglio delle conceſſioni ſo
pra nominate , 650. Fiorini d’oro l' anno a Livorneſi, e l’ob
bligo di levare cento cinquanta ſtaia di Sale l’anno da repar
tirlì fra i ſoli paeſani di Livorno, come dalle ſucceſîive ſup*
pliche li raccoglie , biſogna credere, e dire, che Livorno, e
il ſuo diſtreito foſſe creſciuto in popolazione, e foſſe qualche
coſa di confiderabile, e tanto più creſce la ragione di così
ragionare , ſe li riguarda il prezzo di tooooo. Fiorini d' oro,
per cui ſu venduto da Genoveſi a Fiorentini per la neceffita
di far danari, con cui difenderſi dal Duca di Milano, lo che
moſh'a , che Livorno dal 1392. in poi era giunto ad eſſere
qualcoſa d’im ortanza, dunque biſogna anco credere, che
foſſe in buon ſuſſiſtenza, cinto cioè di mura, fortificato, e
degno d’eſter conſiderato capace dl tal-prezzo, ma non del
1.2.67., come vuole il P. Magri , bensì dal 1392. in poi.
La terza conſiderazione è, che ſe furono del 26. Ottobre
1423. con altra Conſulta del Senato Fiorentino confermati i
privilegi concelìì a Livorno del 142.1. , e fra gli altri quello
della gabella, che chiamano Ancoraggio de’Baſtimenti, che
venivano in Porto Piſano, la quale apparteneva al Comune
di Livorno , col peſo però di mantener l’olio per i lumi del
Fanale , onde il Comune di Livcrno chiede, che tal provento
fe li conſervi, e non li ſia fatto intorno a ciò moleſtia alcuna
= per Capitaneum Magnani Pil/Imi* Porta: , 'vel aliam quantcumque
perfino": pro Comuni Florenme n biſogna credere, che non tut
ti i- Baſtimenti daſſero fondo dentro al Porto Piſano pro
priamente così detto, ma lo daſſero ancora alla ſpiaggia , e
nel Porto di Livorno, che era. la ſola Darſena Vecchia, poi
chè

(i) Targioni Viaggi ec. Tom. z. pag. 7c.


DIleonNo; 293
chè nelli Statuti di Piſa del 1284. Porto Piſano intendevaſi
_ó_ a Turn' de Fra/ea in Sargitorio, ó* ver/Z” Liburna”: im”; ,
vel :le fori: ñ, quindi perchè nella Conſulta del Senato Fio
rentino del 1421. era ſtata conceſſa lagabella ſuddetta al (Îo
mun di Livorno ſenza nominare, ne includervi Porto Piſano,
ſolamente leggendoſi = ſhrgemim” de Liburnoa, e conoſcen~
doſi eſſerne ſtata fatta oppoſizione dal Capitano di Porto Pi
ſano, perciò nella ſovrapoſta ſeconda conſulta preciſamente
s'individua Porto Piſano, e tutti que’ luoghi, ne quali davano
fondo i Baſiimenti, che venivano in Porto Piſano tanto vi
cino a Livorno, quanto in ogn’aitro luogo di detto Porto.
Giacche per provare l’inſuſiiſienza del circondario delle
mura, e miglioramento della Fortezza di Livorno all’anno,
o dopo l’anno 1267., come pretende il P. Magri. ma che
appartengono all'anno 1392. , mi condullî a diſlinguere i vari
governi, a quali ſoggetto fu il detto luogo, per così ritro
vare ſotto quali tempi, e domini le ſuddette, o altre fab
briche ſorgeſl'ero, ed avendo altresì trovatoi Privilegi, ed
eſenzioni accordate ſotto l’anno 14.21. a Livorno dal Dominio
Repubblicano di Firenze, e le ſuceeſlive- conferme de’ medeſi~
mi (1), e parendo, che alcuna coſa ſi poſſa trarre da predetti
per illuſlrazione di Livorno, ho ſlimato bene di porre e nar
rare i ſuddetti conceſſi privilegi, e le conferme de’ medeſimi
d’anno in anno fino a tempi del Principato, perchè ſi cono
ſca, che Livorno fino quaſi a tempi del prenominato Princi
pato in Toſcana ſuſſiſtè nella forma.in cui la Piſana Repub
blica del 1392.., e i Franceſi dal 1404. al 1407. lo poſero,
null’altro avendovi fatto la Repubblica di Genova, che pagare
le ſpeſe fatte (a) da Franceſi, e i Fiorentini la Torre detta
nuova del 1439., e una palizzata, ove ora fono i magazzini
del Sale, l’anno 1441- .(3) e un principio di miglior fortifi
cazro

(r) ln Archiv. Communit. Liburn. in lib. cui tit. eſt .*= Capitula Co


munis Liburni = .
(1) lnterianr Ifloa. di Gen. lib. 4. pag. 154.
(1) Lib. di Riform. all'anno i44r.
294 ISTORlA
cazione della fortezza fotto l‘ anno 1525., come da documen
ti (i) alla ſine del preſente volume appariſcc.
I privilegi adunque dell’anno 142.1. (1) vengono confer
mati nella Conſulta del Senato Fiorentino del 26. Ottobre 14:3.
Del i 1';- a r5. Marzo confermati vennero dalla Ke
pubblica Fiorentina i Privilegi Livoriicſi. Nella petizione , o
Conſulta del Senato vi è inſerita ſecondo il ſolito la petizione
della Comunità di Livorno, che ſiali continuato il diritto dell’
cſizionc della gabella del vino , macello, e quella che pagavafi
per l’Ancoraggio .:A’avigiortim [urgentium tam prof-i’ Lr'lënrmtm,
v* quodin peri/film
quam Comune Liluí'ni
Pot-ttt Piſano, , cè‘ ejutloco
in quam/”que Offida/cs exigi tlc-bean!
if/iur Porti” a

tales intro/'tm , a'iriflu: , su" Gabel/ie, c** non per Capi-'tantum illa
gnam' P/ſtmi ſ’ortui , *vel alitmt quemcumque pro Comuni [-'loreiitite ,
o*** quod ipſum Comune Lióttt'tii (ſe' i/lis iii/roitibus poffit libere ſa
cere cel/eſita”; , in compenſazione”: [’Ì'tl’lſlſ‘ſül’flfii tenentur , CL‘ de
[teat ſu': froſt/it export/ii' dui-e oli-um opportuna”) fra manu/men
da lanterna {ij/item ”per 711m l’una/is tempore noá’is c'é-“c.
Le ſtcſlc coſe ſi leggono nella Conferma de priVilegi di
Livorno fatta dalla Repubblica Fiorentina il 24. di Novem
bre 14.30.
Nella dimanda i Livorncſi rappreſentano eſſere {lata mal
trattata in que 'anni, cioè, dal 14.27. al i430. (poichè nel
la terza conferma de privilegi di Livorno (le’ 15. Marzo i427.
nulla ſi parla di elia Pcſtilenza. nè di riduzione alcuna, ſegno
evidente, che la Pelle inl’orie dopo la conferma del i417. e
ſeguirò del 28.,e nel 29. lnflillcva. come dalla petizione del
i429., e dalla Prw-Lione del Senato del (letto anno rifîilta ,
come li può vedere all' ultimo del preſunte Volume (3), ore
dice , = c3" ”timer/tr i'omínum propter ”torta/1111112:. alla it'ri
da”: imminenti” ii'rſicit [iau/armi. = abbenchè i’ Ammirati la
noti all’anno (.i) H30.) la loro Terra dalla l’elle, e perciò

(1) Vedi i D‘ ume-n” ſf'ìflìlſl di luſtri! B prima , e B ſecondo,
(i.) Val.” al ſii‘e {mio "ſtí‘fl D. primo n. i.
(z) Vedilo folto letter-.1 l) primo n. a.
(4) Ammirari llior. Fior lib. :o pag. i063.
D1 LIVORNO. 295
diminuiti gli abitatori, ſiccome ancora perla guerra dann-cg
giate le loro rendite, laonde ſupplicano, che venga loro ri
dotta l'impoſizione del Sale dalle Staia 150. al mo. ſolamente.
e vien loro accordato.
Nell'anno 1429. (che mi convien pofporre, peroccliè la
conferma de’ privilegi di Livorno fatta dal Senato Fiorentino
del 1430. va d’accordo con quella del 1427.), furono(1) fat
ti diverſi regolamenti ſpettanti al commercio. e franchigia del
Porco di Livorno. Eccolo (z).
= Nel Gonfalonierato d’Andrea Giugni fu provviſto = che
per ſicurezza de' Mercanti i Conſoli di Mare ſaccſſero partire
di Porto Piſano quattro Galee groſſe da mercato ben corre
date, e munite per Inghilterra, e per Fiandra, che due il
primo del mefe di Febbraio, e due il primo di Settembre . e
che un altra ne poceſlèro accumodare ai Mercanti per il viag
gio di Romania . ed altri luoghi. ,
Ebbero ancora i Conſoli autorità di poter dare per un
anno la tratta del Grano del Contado di Piſa. Alla pagina
poi 1049. dice lo [lello Ammirati così (3): .. lmportando
molto al Traffico della Città (di Firenze) che in Porto Piſa
no poteſſero venire i Mercanti colle loro mercanzie con licur
tà, i Conſoli di Mare ebbero ordine di condurre Fufle, e
Galee , delle quali ne fu data una per cinque anni ſenza ſpeſa
a Domenico Dolfini, il quale portando di Firenze mille panni
l'anno a Ragugia (li dice al preferite Raguli), ne riportall'e
alla Città oro, argento , cera, pellami , ed altre mcrcanzie cc.
Nello fleflò anno i429. lo ſteſſo Ammiraci dice (4)- ſoc
to il Gonfalonierato di Lorenzo della Stufa fu fatto queſto re
golamento, che per il traffico di Romania, o Grecia li faceſ
{ero molte facilità di Gabelle per attirare i Mercanti a Porto
Piſano..

Le g

(1) Ammirati Iflor. Fior. lib. 19. pago 1048. o 1049.


(z) Ammirati ibidern.
(3) Ammirati Illor. Fior. lib. 19. pag. 1049.
(4) Ammirati Illor. Fior. lib. 19. pag. 1046.
296 [STORIA
Leggaſi all’ultimo del preſente Volume (1). una ſuppli
ca della Comunità di Livorno del 1429. fatta alla Repubblica
Fiorentina, e la conceflione ottenuta dalla ſuddetta Repubbli
ca ritrovata nell‘ Archivio della Prepoſitura di Livorno, come
pure altra Supplica di Livorno per la conferma de’privilegj
del 1424. ed eſenzione da altri aggran dell’anno 1433-, e la
concellione della Repubblica fuddetta anch' eſſa ritrovata nell’
Archivio precitato (a).
La Conſulta del Senato Fiorentino, che ſi legge al Libro
M. delle Riformagioni dell’anno 1439. alle pag. 250-, e :60.
tra le altre ſull’ edificazione d’una Torre a Porto Piſano, ove
era la Torre detta Roſſa già caduta , fa vedere chiaramente ,
che Livorno fu comprato da eſſa Repubblica cinto di mura,
mentre in verun libro delle Riformagioni mai li legge altra fab
brica in Porto Piſano, che di quella Torre, e in Livorno ,
che della Palizzata fatta l’ anno 1441., e della riattazione del
la Fortezza all’anno 15 25.
Siccome poi riceveron gran danno 1L|vorneli nella batta
glia feguita dirimpetto alla Torre di S. Vincenzo il dl 15.
Luglio 1448. tra l'Armata del Re Alfonſo d’ Aragona ,e quel
la de’Fiorentini (3), la feconda delle quali, ſebbene brava
mente {i difeſe . pur vi perſe legni, e gente in quantità , poi
chè oltre all'interrompimento del Comercio , e le prede de'
legni mercantili fatte da' nemici durante la guerra , l’Armata
Navale de’ Fiorentini s’ ammaſsò in Livorno, e giova il crede
re , che per lo più di legni, e marinari Livorneli foſſe compo
ſta, ciò deducendoſi dalla Conſulta del Senato Fiorentino del
1440., poichè in eſſa . oltre quello, che nelle antecedenti li
contiene, eſpone il Comune di Livorno nella fupplica , che per
i danni della guerra era rimallo debitore di molta fomma per
tre taſſe non pagate, e per ſale non levato, e perciò chiede
dimi

.n Vedi fotto la lettera D. primo n. z.


(1) Vedi ſono la flcſſa lettera D primo n. 3.
(3) Ncl'l Capponi Commentary' nell’lſtor. di Pirenze lib. n. in Tam.
XVIII. Rer. Ital. Ammirati [fior. Fior. lib. :2. Buon-ncomro Anna!. Tom.
;1. Rn. ltal. Summom. Illor. di Nap. Tom. 4. pag. 80.
DI_ Lrvo-_nNm :‘97
diminuzione , e compoſizione . = Cos) perchè detto Comune :non
jbloebat debiti-m totiur raffie , ó' continuo debitum augebat = Prw
*vi/inn , ó" ordinata”: fuit , quod omnes, ó‘ ſingulre Cabella, ó*
introiti” affignati diílo Comuni, ó‘ bominibur Liburni , de. quibus
in provi/ione anni 143 7. ſit mentio , pro tempore tune futuro in-.
telligerentur eflè (o' effent. . . . . . ó' revocati a dit‘lo Comuni Li
burni
tineat , emilio
ó* aſſignati , ('7‘ conce/i
diflorum Officialibur
Gabellſim'um Montis, c’e*, qui
, (’9‘ introituum ad fieri
eo: per
de
bent per Poffeggerium pro tempore exiſientem Liburni , deputato”;
per Provifi/re: Piſhrum, approbatum per Official” Montis cum
addiäione Salarii Florencrum duorum pro men/è c’y‘c.
’ Che i detti Ufiziali del Monte doveſſero rifare la Lanter
na, che s’era abbruciata l’anno antecedente alla Torre del
Fanale, e provvedere d’olio opportuno = ai boe ut fimper di
8a Lanterna noéli: tempore orderet. ó‘ luceret pro bonqre Comu
nie, c'?- ſblute navigiorum ficundum conſuetudinem alias obſhrtvar
tant:- e finalmente li libera il Comune di Livorno da quel;
tempo in poi dalla taſſa impoſtali. -ñ _
uaſi le ſteſſe coſe enunciato ſono nella ſteſlà Conſulta del.
Senato Fiorentino del dl 28. Aprile 1449. Vi ,è ſolamente qua-
fio divario, che i Livorneli nella ſupplica dicono eſſer loro`
impoſſibile di pagare il debito arretrato anco a formadella
compoſizione ottenuta nell’anno 1440. = quia ſim: multa di
minuti- per/ori: , é" rebus, maxime propter .guerram Regis Ant*
gormm, quia multe” expenſhs extraordinariar pro fortiſicotione lo
ci, ó' pro alii: expert-‘euribor Òc.
Ateſſa fortificazione della Terra di Livorno conſiſtè l’an
no 1441. in una palizzaca, dove ora ſono i magazzini del ſa
le, che era il Molo, conforme nota ſotto tal anno un antico
MS. ,che preſſo me conſervaſi riguardante Livorno ſotto la Re
pubblica Fiorentina.
Se adunque foſſero ſtate edificate le mura di Livorno
dalla Repubblica Fiorentina , e le Torri, cioè quella detta vec
chia, e quella alla Porta di terra di Livorno con la quadra
tura alla Rocca tonda, ſi troverebbe qualche memoria. An.
diamo avanti. v ,
Pp Rap
298 [STORIA
Rappreſentano ancora i Livorneſì nell’anzidetta {applica
un aggravio loro impoſto dagli Ufiziali del Monte mediante
la provviſta di certo grano , e dicono . che .-_m'ſi in comm fl:
vorem de diflo gratia exemptiom'r provideatur, raga”: o”; carre
riaur mamipari , aut in alias parte: pergere medrtunmra.
Quindi moſſi a giulia compaſſione i Sig. Colleghi a oo
lente: rebus. Q‘J‘ eius hominíbw contemplare , attento maxime quod
vere dafluziſicaiífaerim ex bello prg-"ato , e’?- ejar occaſione, da** ob
forum ſirl--m , (9‘ ati/rm re/Ùr’eflticm , qimm face-re pat-avermi!
contra drfinm Regimi Amg-:num , ó' ut etiam *vigente guerra
fiible'vmtur = aſſolvono il Comune di Livorno da ogm ſuo
debito, e da pregiudizi, neÎquaii era incorſo , ordinando , che
in avvenire non ne ſia moleſtato. Confermano al detto Comu
ne tutte l’eſenzioni, ed i privilegi già conceſſi: lo liberano
dall’annua taſſa per le gabelle del vino, e del macello conceſſe
agli Ufiziali di Monte. e vogliono che Livorno non ſia tenuto
ad alcun pagamento ñ annue quantita”: , (9* :off-'e in compenſa
tionem diélorum gabellarum , (a' introituam , neque ad dendun
oleum pro Lanterna = ſalvo che debba prendere ogni anno
dalla gabella del ſale ſtaia cento di ſale, e paga-re per eſſe
libra: 440. in dano”; pagira.
Furono quelli medeſimi patti, e privilegi confermati ſuſ
ſeguentemente con due altre Provvilioni della Repubblica Fio
rentina, cioè la prima del dl 23. Agoſto 1454. in Conſiiío
Populi, e -del dl 26. in Conſilío Comunir, e la ſeconda del dl
21. Agoſto del 1459. in Confilio Populi, e del dl 23. i” Co”
ſilio Commzir, e del 25. in Con/ilio del Cento.
Sembra probabile, che in quello tratto di tempo Livor
IO foſſe aſſai diminuito di popolazione, e di ricchezze; poichè
nella nona provviſione, o Conſulta del Senato Fiorentino del
27. Agoſlo 1461. confermativa de'ſuddetti privilegi-fi vede,
che il Comune di Livorno ſupplica di non eſſere moleſiato
per il debito , che aveva per la levata del ſale, e che i ſuoi
abitatori liberi foſſero dalla medeſima. Se li fa la grazia dal
medeſimo Senato, e ſi ordina a Provveditori della Gabel-la
del ſale, che tenghîno in Livorno per tre anni a venire il
ſale
DlLivonNo. 199
ſale vendibìle, onde provvedere ſe ne poſſano gli uomini di
Livorno ſorto le pene ſolite a chi ne avelle del forefliero.
Opefla condifcendenza della Repubblica Fiorentina verſe
Livorno è da conſiderarſi, mentre ha per motivo la cattiva
qualità dell’aria, che da quelle parole chiaramente riſulta.
= E conſiderando (cioè la Repubblica ſuddetta) che gli
Uomini del luogo per la cattiva diſpoſizione dell’aria , che
quivi è (lata già più anni, ed è del continuo, fono molto
mancati, e quelli, che vi reſtano, ſono mezzi infermi, ſic
chè male {i poſſono aiutare, e guadagnare, perciò per quelli,
o molti altri buoni riſpetti meritano eſſere compiaciutiz'.
Seguito per moltillimi anni quell’aria inſalubre di ſopra.
.eſpreſſa nella Conſulta della Fiorentina Repubblica, mentre
Coſimo primo nel venire a Livorno (i) ne venne aſſalito, e
Pietro Orſilago celebre letterato a tempi del ſuddetto Coſimo
primo coſtierco a ſtare in Livorno efercitandovi l’impiego di
jufdicente, nel ſuo Capitolo a Monſig. Angiolo Marzi (la cui
famiglia venne in Firenze da S. Gimignano l’anno 1519,, e
per i ſervigi preſtati da Paolo Marzi a Clemente VII. de Me‘
dici, di cui ſu Segretario, e dal detto Angiolo ,.che fu anch’eſſo
Segretario d’Aleſſandro, e di Colimo I.,nel 1.537. Ottenne dal
ſuddetto Coſimo d’inſerire nello {lemma gentilizio di ſua Fa
miglia una Palla roſſa. e di aggiungere Medici a Marzi (2)),
che li legge nella raccolta di Rime piacevoli del Berni, e di
altri, prega il detto Prelato, perche parli a [uo vantaggio al
Sovrano , onde ſottratto ſia da Livorno, che per la cattiv'aria
appella = Nido di febbre, e di moda, in cui dice non eſſervi
uſo , che vilo abbia di viíb, e conclude così (3)=

Sin d’ E/i’ate a" Autunno . opptn‘ d' Inverno»


Nulla val, che qmyl’Acre 1' olmo incula .
Come ſoffi* una Bolgia dell’Inferno.
Pp 2 Gl' iu
ñ

(1) A'dus Mannuccius in Vita Coſmi l


(2) ,xx-fl. M‘î. apud Me pugno. d-ÎrtaP-'ìnrifla e ?marci-.fia d. Firenze.
(3) Opere Burl (che di M. Franceſco Berm, ed altri, Ed. il firenze
del 17:3. Capitolo dell‘ Orſilago et.
zoo. ‘-lSTORlA
Gl’indulti fopraddetri furono confermati per tre anni con
una Provvilione ottenuta nel 1465. il di 16. Ottobre nel Con
figlio del Popolo, il dl 19. nel Conſiglio del Comune, e il dl.
zz. nel Conſiglio del 100.
Per altri cinque anni con Provvilione ottenuta nel 1464.
il dl 7. Aprile nel Configlio del Popolo, il di 8. nel Conſiglio
del Comune. e il di 9. nel Conliglio del 100. ſopra l'e
ſpoſizione d’eſiere ridorti gli uomini di Livorno in poco nu
mero = ob tam malam illiur ceri: :liſi-*offriamo: , que iòi per tor
anno: viguit=, e di più per ellere infermi, ne capaci di po*
-terſi induſtríare . .
.La duodccima Provvilione confermativa per anni cinque
del medelimo tenore delle antecedenti è del 1472. a 23. Di
cembre in Conſilio Populi, a 24. detto in Cunſilio Comuni!, e
a 29. detto in Con/ilio del 100.
La decimaquarta del 1482. a 27. Agoſto in Confilio Po
puli. a 30. detto in Con/?lia Comunir, e 31. detto tu Con/ilio
del 100., e in tal Provvilione li ordina di più, che i Livorneli
per debito non poſſano eſſer carcerati in Piſa.
La decimaquinta Proroga per 5. anni è del 1487. a 19.
Ottobre in Conſilío Populi, a 23. detto in Conſilio Comunir, e
a 24. in Confilio del 100.
Nell'efpofizione, o fupplica annefla a quella Proroga vi
ſi legge così ›_ cum bar alia declaratione. quod efflm‘ liberi a
tfil'lir Gole/li: Liburni jòlum . Ù' dumtaxat , ó" pro merciqu . quo:
importarent Liburni, vel in ejur Territorio in uſi!, ('9‘ pro uſi: eo
rrtm , aut ipfiirum firmi/ile ; pro bi; vero rebus, e?” mercantiir , qua;
ab alia”: cauſa”: ímmirtercm in Crt/Zum prediflum, ſe?” Parfum
Piſimum , pula ut exteruir vendere-nt, aut (2/10 trafinitterent, jbl
wre tem-amar ordinaria.: gabellar:.
Nello fleſſo libro de’Privilegi concefli dalla Repubblica
Fiorentina. al Comune di Livorno alla pag!. 32. li legge una
lette-.alii Signoria di Firenze dettata dal famofo Bartolommec
Scala, diretta al Notaio della ’Gabella di Livorno. Vedila‘
al fine del preferite volume fotto lettera G primo data de zo.
Novembre 1473- con altra del 27. Giugno 1474. avuta dal fu
Cancelli:: Girolamo Grifoni. Si
DlLlVORNO. 301
Si ha parimente una copia di Rubriche delli Statuti di
Livorno approvati dalli Ufiziali delle Riformagioni di Firenze
il dl 30. Agoflo 1477. per diligenza del fu Sig.Cancellier Giu
ſeppe Mattei (1). Siccome per altro fono quelle riforme di
Statuti fatti anteriormente, dalli quali tutti ſi trae lume ballan
tc per intender lo fiato, e governo di Livorno di que'tempj, così
porro ſoltanto quello, che è a propoſito del prefente iſtituto.
Alla Rubrica 36. ſi ordina il modo da tenerli nello ſca
ricare i Navigli affinchè non .ſeguano diſordini , e dice cos) = chi
contravverrà, caggi in pena di lire 25 da applicarſi la metà
al Rettore, che la rifquoterà, l’altra all’Opera di S. Maria
di Livorno:. Notiſi queſt’ Opera di S. Maria di Livorno, che
preſto verrà a propoſito nel diſcorrere della detta Pieve.
Dalla Rubrica 42. delle Barche ſi deduce , che la Terra
di Livorno era nel 1477. in gran calamità, e miferia, e nulla
‘ li dice di riſarcimenti, fabbriche circondarii di mura, for
tificazioni, 0 cofe limili.
Da una provvilione della Repubblica Fiorentina del 1478.
regilirata nel precitato libro di Rubriche alla pag. 37. vinta
de 24. Novembre in Con/[lio Comunir, ò' 25. ejujilem in Con
ſilio del 100., in cui ſi tratta della facoltà de'Confoli di Mare
di Piſa intorno a Mercanti,,che venivano in Piſa, 0 alla Foce
d’Arno, o a Porto Piſano colle loro Navi. e mercanzle eco.
e che in pregiudizio delle gabelle, e dazi del Comune. non
potendoli ottenere. fe ne vanno ſenza ſcaricare, 0 comprare
altre mercanzle ec. onde li ordina l’opportuno per non dar
pregiudizio a Livorno ormai ridotto in calamità, pare che
dedur li poſſa , che Livorno era aſſai difalirato . ma che Porto
Pifano cominciava a divenire affatto inutile : nulla però li legge
ne di fabbriche. ne di fortificazioni, ne di altro, che poſſa
aver fatto la Repubblica Fiorentina dopo la compra di Li
vorno, e perciò non eſſendo vero, che dopo il 1267. foſſe.
come vuole il P. Magri, circondato di mura . e fortificato Li
vorno , ma folo _del 1392., reſta cosl fino all’anno 1479.1’1'0
ſeguiamo mnanzx .
~ ln
( 1) Targioni Viaggi. ec. Tom. a. pag. 79.
zo: Isronta
ln tal anno per la orribile pel‘tilenza li fe voto a S. Seba
liiano dalla Comunità di Livorno. Se ne parlerà nelle Croniche.
Vedali la copia del Voto tale, quale fu fatto, al fine del pre
ſente volume (1).
Dal 1479. al 149;. non ſi trova memoria ne di fabbri
che, ne di fortificazioni in Livorno, onde dir li dee , che
fullillell'e, benchè diſaſtrato dalle guerre, edall’aria inſalubre,
Livorno, come lo comprò la Repubblica Fiorentina, e come
era fiato ridotto dalla Piſana Signoria. del 1392.., e come
fotto Lemeyngre fu fortificato.
All’anno bensì 1494. (2) ecco Livorno in mano di Carlo
Ottavo per cagione di Pietro de Medici, e al i495. de 15. di
Settembre, ecco, burlati i Piſani, ritornare Livorno in mano
de Fiorentini, i quali da Salient Tentavilla ricevutolo ſi ap
plicarono (3) a fortificarlo, e difenderlo.
Belle fortificazioni quali foſſero, lo dice lacopo Nardi.
perocchè (4…) narrando all’anno 1496. l’aſſedio fattone da Piſa
ni, da Maſſimiliano Ceſare , da Veneziani, Genoveſi, e Mi`
laneſi, fa vedere eſſere ſtato tutto l’impero dall’eſercito ſud
detto fatto contro le Torri, o Fortezze di Porto Piſano, o
ſpecialmente contro la Torre nuova. e Guicciardini (5) ab
benchè dica che = i Fiorentini troppo bene avevano fortifica
to Livorno, nel narrare però l'aſſedio ſempre ragiona delle
Torri di Porto Piſano, e cos) Monſig. Giovio diſcorre del
la (6) Torre nuova ſpecialmente battuta dagli Aleati , laonde
par. che dir ſi poſſa , che le fortificazioni fatte da Fiorentini
a Livorno, e Porto Piſano altre llate non foſſero, che di for
nire del neceſſario le loro Rocche, perocchè poco abbiſognar
potevali, ſendo all’anno 1494. in ottima fulliilenza.
Tro

ſi) Vedi fra li Anecdoii F. ſecondo, ann. 1479. a di 30. di Giugno


pag. 111.
(z) Muratori Ann. d’ltal. ann. 1404.
(1) Ammirati l‘ior- Fior. lib. :6. _ci-L!. :18.
Il) :ac-:po Nardi lllor. di Firenze lib. -. pig. 32.
(s) Gmc »ardini lllor d’Ital. lib. 3. un. 90.
(6) lovaus Hill. lib. 4.
BlleoxNo. zo;
Trovo nelle memorie della Comunità di Livorno eſtratte
dal fu Cane. Girolamo Grifoni (1). che l’anno 1497.- Bettino
Ricaſoli fece fare la fonte del Villano con la flatua ſopra rap
preſentare un Villano, per eſſere egli ſtato bravemente ſervito
da i Conradini del Piano di Livorno, quando era allediato
per mare. e per terra da Maffimiliano Re dei Romani, da
Veneziani, Genoveſi, Milaneſi, e Piſani.
Vuolſi ancora , che in tal anno li facelli: il Baſtione det
to del Villano preſſo la ſuddetta Fonte, ſeppure non ſu fatto
il Baſtìonc nell’anno 1495. prima dell’aflcdio intrapreſo da
Malîimiliano, e dalli Aleati, così verificandoli ciò che dice
l’Ammirati, cioè che , dopo aver i Fiorentini aVuto l’anno
149;. Livorno da Salient Tenravilla, {i applicarono a fortifi
carlo, e difenderlo.
Ne’ ſuddetti Statuti del 1477. alla pag. 89. crovaſi de 5.
Marzo 1506. una Deliberazione del general Conſiglio di Li
vorno, in cui li riſolve di deputar due perſone, che vadano
a Firenze a dimandar l’approvazione delli Statuti, Capitoli.
e Privilegi già loro conceduti, de quali erano più anni che
mancavano le conferme = per cagione delle continue guerre
{late fono tredici anni pall'ati (vuol dire del 1493. = e
perchè in pregiudizio de Livorneſi non ſi oll'crvavano più
li Statuti del caricare, e ſcaricare le Barche, che venivano
in Porto Piſano, e perciò li propone di ridurre fopra ciò
l’oſſervanza dello Statuto, ed in oltre proponeſi, che s'armi
una Falla , e li tenga in mare, e quella ſola traſporti da Li
vorno a Vada, e Bibbona le mercanzle, e da queſti luoghi
poi carichi le altre occorrenti, e li paghi un tanto per collo
per mantenimento di detta Fuſta.
Ciò li fece (2) perchè era chiufo il paſſo di Piſa per la
guerra. che ſuffiſteva fra i Piſani, e i Fiorentini, i primi de
quali, che la ottenuta libertà da Carlo Ottavo Re di Francia
pre

(r) Grifoni Memorie ann. i497. in fine del preſente volume ſotto
lettera P.
(a) Targioni Viaggi et. Tom. a. pag. 87.
304 I s T, o 1 l A
pretendavo conſervare, affiſtici erano da Gonſalvo Fernandez.
chiamato il Gran Capitano, Generale del Re Ferdinando d’A
ragona- detto il Cattolico, terzo di queſto nome nel Regno
di Napoli, e V. nel Regno di Caſtiglia, e da Bartolommeo
d'Alviano perſona di molto ardire (1) . e perciò le mercanzle
per la via di Vada, e Bibbona ſicuramente a Firenze condu
cevanſi.
La Deliberazione ſopraddetta fatta in Livorno de 5. Mar
zo 1506. regata da Ser Gio. Franceſco di Bernardo Bartoli
dal Monte S. Savino Notaio Pubblico Fiorentino Cavalier
del Banco del Capitan di Livorno fu approvata il dl 8.. Marzo
r 506. alle Riſormagioni di Firenze, e rogatane l’approvazio
ne da Ser Niccolò Maria di Ser Nello da S. Gimignano No
tajo Pubblico Fiorentino Coadiutore di Ser Franceſco d’Arez—
zo Ufiziale delle Riformagioni ſuddette.
Nel 1515. poi i Sindaci della Comunità di Livorno ſup
plicarono la Signoria. di Firenze a confermarle i privilegi,
ed eſpoſero, che non avevano fupplicato prima, come dove
vano, riguardo all’avverſità de’tempi paſſati,',_cioè riguardo
alla guerra. Fu adunque loro accordata la conferma per una
Provvilione vinta = die 19. Iunii [515. i” Conſilio oämgínm
w'rorum , (9' die 18. in Conſilío Mnjore.
Nel 1516. fu prorogata per 5. anni la ſuddetta Conceſ
ſione per Provviſione paſſata il dì 9. Agoſto in Conſilia Pa
pali, ó' di: rz. in Con/[lio Comun”, (9’ die 13. in Conſilio
del 100. > `
Finalmente ſu prorogata la ſuddetta Concefiione per altri
5. anni die 9. Oflobn's 152.2. Ne altre conceſtioni {i leggono
più della Fiorentina Repubblica fino al r 530. epoca fiſſata (z)
per il Principato in Toſcana .\ .
In un libro detto Campione Roſſo della Pieve antica di
Livorno, che conſervati nell’ Archivio della Prepoſitura, in
cui notati ſono tutti a 'reni della Chieſa della Rettorla, e Pieve
di

(i) Muratori Ann. d'ltal. ann 150;.


(r.) Muratori Ann. d‘ ma. ann. 1530.
or LIVORNO. go;
di S. Maria , e Giulia principiato ſorto la Rettoria, e Pieve
nla di Prete Antonio di Damiano da Livorno il d) 3. Luglio
dell’anno 1503. cartolato (1) alla pag. 39. facc. 2. trovo ſcrit
to cosl.
,. Li Heredi Dugholino Martelli da Firenze concluſione.
,, e tenghono allivello dalla prefata Pieve di Livorno due Caſe,
,, una con Paliſſo, Teéìo, e Terreflrc, l'altra ſenza Paliſſo a
,, uſo di maghazzino collaterali poſte nel Caſtel di Livorno
,, nella via detta la Cala aſſieme colle dette caſe un andone,
,, che fue all’entrata della Caſa de defti Martelli, e fanno
,, primo capo a via di verſo la ſopraddetta Pieve , che ri
,, ſponde alla Piazza del Capitano, e capo alla Caſa de ſo
,, praddeéli Condu€tori dinanzi la caſa de Martelli ee.
Alla ſteſſa pagina poco ſotto vi è una nota fatta poſte
riormente , che dice cosl =
Nota ., Le foptaddette Cafe furono rovinate per cauſa
,. della Fortezza inſieme con l’altre quell’anno 1525., e ſo
,, pradetti Conduffori furono inveſtiti della valuta di quelle
,, a ragione di fette per 100. ma per anco non anno ricope
,, rato altri beni in quel cambio, dato che paghino el livel
,, lo, e per eſſer loro Cittadini di Firenze non ci ſiam cosl
,, potuti valere de Famigli . . . . . . con loro gente .. .. ..' mal
,, ſi fa a dare a ſimili in quello loco ec. i
Alla pag. 41. ſi trova un livello d’ un Terreſtre, che ave
vano gl’Uomini e Fratelli della Compagnia , e Confraternita
di S. Giulia di Livorno dalla prefata Pieve, e dopo tale im
poſtatura ſi legge così:.
,, Fu rovinato il detto locho , e Oratorio per cauſa della
,, Fortezza noviter faíta a Livorno l’anno 1525. del meſe
,, d’Agoſto =.
Alla pag. 46. dopo l’impoflura del livello d’una Caſa al
Falabandi ſi legge così:
,,- La ſopraſcritta Caſa l’anno 1525. per cauſa della For
,. tezza fu rovinata.
Qq Alla

(1) Vedilo al fine del preſente Volume ſorto lettera B. primo.


306 lsroxla
Alla pag. 48. facc. 2. ſi legge cosi =
,, Conciofiacofa che Iacopo, e Bartolommeo Fratelli fi
,, gliuoli di Lorenzo Falabandi di Livorno vcortduchino dalla
,, noſtra prefata Pieve -di Livorno una Caſa con ſua abita
,, zione per loro, 8t ſua difcendenti, come appare in quello
,, a 46. cioè = Cafa con Palcho, Te&o, e ’Terreſtre poſta in
,, detto Callcllo di Livorno nella via della *Cala ~co fuoi capi.
,, e primo detta via la Cala, fecondo i beni di Morgante da
,, Matera . altrimente per lo addietro di Iacopo Barbieri. e par
,, te all’Holleria del Chappello,e l’ altro la Pieve in piazzetta
,. S. Maria ec.
Poi ſi legge così
Nota = La diéla Cafa per cauſa d’edificar la Fortezza
foſſe rovinata. e per la valuta di eſſa eſſerſi dalla Signoria di
Firenze ſcudi 33. di moneta rimborſati ec. Hora non avendo
il noſtro Anteceſſore rinveſtito cc.
Alla pag. 122. facc. 2. ſi legge così
,. Nel 1523. fu conceſſa da Papa Adriano VI. una De
,, cima a Firenze, onde ricorremmo a Firenze, ed eſpoſto
,, ‘che la Chieſa noſtra non poteva' pagare, ottenemmo , che
,, non avrebbe pagato per aver quella ricevuto danno aſſai
,, per cauſa della Fortezza , e venne l’Ordine -delli Otto di
,,
,, Pratica
miiiariocon
di lettera dello Spedalingo
tal Decima, che non ſi dipagaſiffe.
S. Maria nuova Com

Alia pag. 123. facc. 2. e L’anno 1525. pagammo una


,, Decima per la Pieve noflra ec. e queſta fu decimata dopo
,, la ruina di detta noſtra Pieve , che fu nel meſe d’Agolio
,, anno ‘fopradeélo. E di più obtenneſi di non pagare la paga
,, dello Studio reſpeéio al danno ricevuto della ruina di detta
,, noſtra Pieve ec.
In altro libro della Pieve fuddetta intitolato = Copia
d’ impoflature di Livelli eflratte dal Campioue detto B dell'an
no_ 1521. poſto in copia alla fine del preſente volume (1) alla
pag. 5. facc. 2. ſotto l’impoſtatura del livello di due Caſe per
non

(1) Vedilc al fine fotto lam” B fecondo.


DlLlVORNO. 307
non diviſe poſſedute dalli Eredi di Ugolino Martelli ſi legge
una nota di tal tenore =.
,, Nota ſucceſſore, come che le ſopra nominate Cafe fu
,, rono rovinate per cauſa della Fortezza, & gli Heredi fo
,, praddetti furono redintegrati della valuta per rata a. ragio
,, ne di fette per 100. dalla Signoria di Firenze ec..
Gli addotti ricapiti parmi provar poſſano con ſicurtà-,che
prima del governo d’Aleſſandro de Medici la Signoria di Fi
renze regolata dal Cardinale Giulio de Medici, aveſſe dato
mano a ridurre in ottima. e munitiffima forma la Fortezza
di Livorno, cioè prima dell’anno 1525., e che perciò faceſſe
ruinare le Caſe, e del 1525. la Pieve e Compagnia del Sa
gramento e S. Giulia, e Cemeterio, che erano nella Piaz
zetta in faccia alla Fortezza con le opportune compenfazioni,
Io che poi venne eſeguito, ſe non in tutto almeno in parte
ſorto il Regno ,‘(i) del Duca Aleſſandro ſecondo il diſegno
d’ Antonio da S. Gallo già per ordine del Cardinale de Me
dici pollo in efecuzione.
Trovaſi del Duca Alell'andro'de Medici nel libro foprad
to intitolato = Capita/a Comuni: Liburni: una lettera diretta
al Capitan di Livorno a fine che non ſiano moleſtati i Livor
neli ne loro privilegi, ed eſenzioni dalle Gabeile, l'ingordigia
delle quali aveva del 1530., appena entrato al comando, al
quanto moderatà, come col Varchi (2) ſcriſſe Targioni (3).
Vedila all'u‘timo del preſente Volume (4).
In ordine a privilegi, che furono di tempo in tempo ac
cordati fotto il Principato a Livorno , oltre la manutenſione
degli anzidetti , ſi dita l’occorrente , allora quando nelle Cro
niche del P. Magri. che li eſhmineranno, li parlerà de’So
vrani. che di mano in mano reflero la noſtra Toſcana.

Q‘l ’- Re

(i) Targioni Tom. z. Viaggi er. pag. 80. «di. del 1- z ., e del '768.
png. 'H4- Valari Vite dc'Pmori pag. 69._ eda. dl Eol- 1647. Turn. 1.
(~) Varchi lib- iz. Ill
(3) Targioni Viaggi, Tom. z. pag. 90.
(4) Vedila ſotto lettera G ſecondo.
308 - Is'ronlA
Reſia pertanto afficurato con prova incontraſtabile , che
la Repubblica Fiorentina trovò di muraglie circondato Livor
no. e che le ſuddette mura erette furono ſotto l’anno 13 92..
alloraquando con groſla ſomma fiirono riattare ancora le Tor
ri di Porto Piſano (1) . poichè doppo il 1392. non trovafi nelli
Storici, e MMSS. Piſani veruna nomenclatura,di riſarcimenti,
fabbriche,o fortificazioni che all’ anno 1405., allora quando
ſotto gli ordini` di Giovanni Lemeingre, o Lemeyngre, detto
Boncinquaut, o Le~Megre detto Boucicault (2), il Caſtella
no Guglielmo Angelin fortificò la Rocca di Livorno, e con
Baluardi la riduſlè in più ampla forma , diſtaccandola da ter
ra per mezzo di un foſlo, benchè aſſai più ſtretto del preſen—
te (3), all’anno 1439. allora quando fu edificata la 'I_`orr nuova
a Porto Pifano , e all’ anno 1441. , quando fu fatta la palizzata
per fortificazione del Molo; mentre la riduzione della For
tezza di Livorno, come è al di d'oggi, non fu incominciata
ſe non ſe pochi anni prima del 1525. fotto la Signoria Fio
rentina regolata dal Cardinal Giulio de Medici, come ſi ricava
da documenti ſopra allegati, e fatto il Duca Aleſſandro fu
eſeguita in gran parte , e ſotto il Regno di Coſimo I. e di Fer
dinando 1. d’ alcune fortificazioni, fabbriche, e comodi accre
ſciuta .
Ma perchè il Guicciardini, l’Ammìrati, gli Storici G:
noveſì. e` tutte le antiche carte, che di Leghe, Ceſſioni, Ven
dite, e Paci diſcorrono, parlando di Livorno, prima del 1525.
ſempre nominanlo con dire = Livorno e ſua Fortezza == , cam
Fortilitio Liburni , ó* Turribm Porta: Piſani = onde pare che
prima del Regno d’Aleſſandro Medici vi foſſe‘queſta Fortez
za, cosl io dico, che liccomele Fortezze delli antichi tra
paſſati tempi erano, ſecondo l’Architettura militare allora in
uſo, le Torri, o Rocche co’ ſuoi rivellini intorno, o poggia
ſuvvi, o volte, ſopra le quali [lavano le bombarde . così di
que

(r) Tronci Ann. Piſ. pag. 476.


(I.) Manti" No To lo [33s. .
_ (3) Magri Orig.di Liv. pag. 87. Inter-inni lll.di Gen. l|b.4. pag. [54.
Giufliniani Ann. di Gen. lib. 3. pag. a7r.
DlLlVORNO. 309
quelli , e ſimili Fortilizj intender ſi deono gli Scrittori, e qua.v
lunque foglio, che di vFortezze prima del I 500. ragioni, fi
gurar dovendoci quelle Fortezze nella maniera, che in que’
ſecoli erano in uſo, come notò Leandro Alberti (i), il quale
dove della Terra di Bari fra terra ragiona . dice che = ſra
Turio, e il Caſtello di Gioja Federigo lI. Imperadore fece
erigere una bella Fortezza ſecondo però quelli tempi, = cioè
ſecondo l’architettura , e arte militare di que’tempi.
Leggo altresì nel Targioni, che il Duca Aleſſandro in
corporò nella fabbrica della’ Fortezza, che or èdetta vecchia,
la Rocca (notiſi bene) la Rocca, o Fortezza, che prima vi
era (z). Prendendo per tanto queſto Scrittore la Rocca per
Fortezza nella maniera, che in que’ tempi cofiumava, viene
con tal modo d’eſprimerli a corroborare il mio ſentimento.
In fatti che la Fortezza, la quale prima del Duca Aleſ
ſandro era in Livorno, foſſe una Rocca con ſua quadratura
con rivellini, e fortificazioni all’antica. io lo provo ad evi
denza con un’autorità del Guicciardini fieſſo (3). Parla il ci
tato celebre Scrittore della reſtituzione di Livorno, e Porto
Piſano, che per ordine di Carlo VIII. ſu fatta da Salient, o
Salenzio (4), che era Luogotenentc di Monſeigneur di Beu
mont, a cui il Re aveva dati quelli due luoghi in guardia.
e dice cosl = Furono ſubito reſtituite a Fiorentini la Terra,
e le Fortezze di Livorno , e del Porto, cioè di Porto Piſano:
Io adunque ragiono cos).
Al Porto Piſano non vi erano altreFortezze, che le
Rocche , o Torri, delle quali alcune ancor ſuffiſtono, ſe adun
que Guicciardini chiama col nome di Fortezze le Torri di
Porto Piſano , che li sà di certo coſa erano, perchè in parte
ancor ſuffiſtono, ne da alcuno negat li può, che Torri non
filiere , col nome di Fortezza intender ſi dee ancor la Rocca
di Livorno colle tue fortificazioni: ma il Guicciardini ove par
la
, A

ſl) Leand. Alberti Deſcr. d' Ira]. pag. no.


[2) Targipnl Viaggi ec. Tom. 2. pag. 89. Vaſari Vite de’ Pittori pag. ‘i‘
(3) Guiccrardini Ilior. d'lral. lib. 5- pag. 7r- facc- 2
(4) Giorio Ill. lib. z. e 4-.
310 ls'roata
la di Livorno dice = le Fortezze di Livorno :a in numero plu
rale unitamente a quello, che ne ſuoi ricordi MSS. laſci-‘i ſcritto
Giuliano di Tommaſo di Guccio Martini, a che nella Biblio
H
teca privata della Nobil Famiglia Martini ſi conſerva, al
’I
Cod. 20. alla pag. 74. ſotto l’anno 1423. così :- Livorno
DI
ae merli 400., o circa, che tra il vano, e tutto il mer
I,
lo flimo ſia luno braccia 4., ſicchè gira intorno di brac
I,
cia 1600., 8t a due belle Fortezze. una vetfo Levante, e
’I
l’ altra verſo Ponente, e ſon groſſe le mura della Tor
,, re tonda di verſo Ponente braccia 5. ec. e per fortez
ze intender ſi deono ſecondo il detto di fopra le Torri,
o Rocche di que’tempi, dunque oltre il reflar provato per
mezzo del citato teſtimonio del Guiccrardini, e del MS., che
r fortezze di que'tempi Rocche , o Torri intender ſi deono
colle loro fortificazioni, ricavaſi ancor di più, che, avendo
in numero plurale parlato il citato Scrittore con dir = le For
tezze di Livorno = più ancora foſſero. L’Ammirato (1) da
forza a queſta mia giuſta conſiderazione dicendo = Livorno
colle Fortezze così di mare , come di terra li riebbe il deci—
moquinto giorno di Settembre ſenz’altra replica ec. Sicchè
erano più le Fortezze, o Rocche di Livorno ſenza quelle di
Porto Piſano, ed erano certamente tre, cioè la trigona o
triangolare alla porta di terra di Livorno , quella quadra che
era , ove di preſente è la fabbrica dell’ ancore o ad eſſa vicina.
come notò Grifoni (2), e quella di mare tonda fortificata ſot
to i Franceſi, e inſerita nella Fortezza or detta vecchia.
Il Targìoni (3)cita il Nardi, e l’ Ammirati dicendo, che
nel 1527. la Rocca di Livorno dalla parte di terra ſi teneva da
Galeottoo ſia Gallotto (4) da Barga confidente de Medici , ſicchè
oltre di reſtar provato,che più erano le Fortezze,o Rocche
di Livorno, cioè quella alla porta di terra, quella. dove ora,
o preſ

(1) Ammirntl [ſi. Pier. lib. to. p1g. 218. ann. 1405.
(1) Grifoni mem. ec. ann. 1 302. in fine del preſente Volume ſorto lett. P.
(z) Targiom Viaggi ec. Tom. a. pag. 88. Nardi Ill. Fior. ltb 8. pag.
r”. Ammirati [ſi. Fior. lib. 30._
(4) ln fine del primo Vol. dl quefi‘ la. ſotto lett.I. all' anno rs”.
o1L_1vonNo. 311
o preli'o è la fabbrica dell’Ancore, e quella inſerita nella For
tezza, rimane aſlicurato ancora, che all’uſo di que’ Secoli For
tezza , e Rocca dicono -il medeſimo, e perciò quando il P.
Magri nella ſn Cronichetta (1) all'anno 1533. dice, che il
Duca Aleſſandro de Medici riduſſe in quadro la Fortezza, lo
che è certiſiimo, deeſi intender-e, che incorporò la Rocca ton
da di Livorno colla Opadratura, e Fortificazioni fatte da i Pi
fani attorno alla medelima del 1392., e quelle fatte da Fran
celi fotto Le-Megre colle altre de Fiorentini dopo aver elli ri
cevuto da Salient, o Sa'lenzio Tentavilla del 1495. Livorno.
e quelle fatte da Fiorentini ſteſli del 1525. :nella grandioſa
Cittadella renduta regolare col diſegno d’Antonio di S.Gallo,
e terminata nel Regno del Duca Aleſſandro.
Il Veſcovo di .Ncbio Giuſtiniani (2), che incominciò a
fcrivere li Annali di Genova l’anno 1535., cioè un’ anno
avanti che terminata folle la ſuddetta Fortezza per ordine, e
diligenza del (3) Duca Aleſſandro, in tal guiſa parla di_ eſſa
Cittadella = Paſſata la Foce d'Arno ſi và a Ligorno Porto ce
,, lebre. e nuovamente fortificato d'una gran Cittadella, la
,, quale circonda il mare, e la edificazion della prima Torre,
,, perchè ve ne fono molte. Fu fatta per guardia del Porto
,, Pifano qui vicino ec. =
Reſia adunque provata ad evidenza l'inſuſiiſ‘tenza dell’e
difizio delle mura di Livorno , e del miglioramento della For
tezza del fuddetto luogo all’anno 1267., come vuole il P.
Magri.
Per dire ancor qualcoſa in conformità di ciò, che nel
oreſente Paragrafo fcrive il P. Magri, cioè, come procede(
:ero le antiche mura di Livorno. dalle carte da noi pofle
"otto le lett. A ,e B ſi ricava, che-dalla Qiadratura della Rocca in
'erica nella Fortezza or detta vecchia, a cui erano congiunte .
_,iartivanſi, e propagavanſi le mura vcincondarie di Livorno.
( le

(1) Magri Orig. di Liv. pag. 91.


(a) Giuſtiniani Anno di Gen pag. u.
(z) Grifoni Mem. anno 1534. vedile in fine del preſente Volume ſot
tt‘ Im. P.
312 Is'roxia
(le quali, come ſi diſſe fatte furono dalla Repubblica Pifana
del 1392., ed al prefente ſi vedono le veſtigia de fondamenti
delle medeſime , e fpecialmente tra la Fortezza vecchia, e il
luogo, che diceſi :z lo ſcalo de mai-mia) e venoTramontana
torcendoli facevano un angolo paſſando ove di preſente è l’a
bitazione per l’Ufizial Maggiore degli Artiglieri. Di li ſegui
vano per linea retta nel calo detto al prefente de Magaziui,
indi facendo angolo venivano per retta linea alla porta di ter—
ra, ove era una Torre triangolare per cuſtodia della Porta
ſuddetta. -
uivano dalla Porra di terra a propagarli le mura.
delle quali li ragiona, e formando varii angoli, ciafcuno de
quali era torrito, e merlato, conforme merlato era il reſtante
delle muraglie, circonvallavano la terra in pocha dillanza dalla
medelima, e andavano verfo la Rocca vecchia , ove è al pre
ſente la Fabbrica delle Ancore, o almeno poco dillante. Sor
geva poi dall’angolo finillro della detta Rocca vecchia un log
giato, che ora è quartier militare, il quale andava a termina
re in faccia alla piazza detta Varatojo. L’ illellè mura dal me
deſimo angolo linillro di detta Rocca vecchia feguivano in li
nea curva parallela alla via del molo, e dopo breve tratto
formavano un angolo retto , ove in un gran muraglione pro
pagandoſi componevano il Molo, che era ove di preſente ſono
i magazzini del Sale, e veniva tal muraglia a formare la punta
del Molo, la cui bocca ſerravaſi con un’Antenna, ed era aſſai
più larga della preſente, mentre non vi erano la fabbriche,
che poſteriormente vi ſon ſtate erette per ſervizio della Do
gana , e milizia , e per altri uſi . Il Porto antico altro
non era che la preſente Darſena della Bocca: ed ecco detto
quanto conveniva ſulle mura di Livorno per ſodisfare a quello
richiede il Paragrafo che li efamina. Vedi la Mappa ſotto
lett. C. alle lettere Y. Z. 8c V,- (E.
Paſſiamo adeſſo a diſcorrere dell’ antica Pieve di Livorno ,
a cui ci richiama nel fuo intrigato Paragrafo il P. Magri.
Dice adunque, che in faccia alla Fortezza, or detta vec
chia, per dillinguerla dalla nuova, che fu incominciata del
1590.
nlLrvonNo. 312
-1 5 90. ſotto il Regno di Ferdinando I.(1), era ſituata la Pieve
antica di Livorno fotto il titolo di S. Maria, la cui antichità
ſenza fare indovinamenti pare che ſia anteriore al 1200.,fen
do il Contratto, che ſegue, il più antico, che nomini la
Chieſa di S. Maria di Livorno. Che quella Pieve s’intitolaſſ‘e
S. Maria, è coſa fuori di dubbio fondata non tanto ſopra.
d' una certa vetuſta tradizione popolare, quanto ancora ſull’
aſſerzione de’ Contratti. Il primo che parla di S. Maria
di Livorvo è il -Breve d' Innocenzo II. all’ anno 1138. ,benchè
non eſpreſſamente faccia menzione (2) del titolo di S. Maria .
ma di Pieve di Livorna . Il fecondo è dell’anno 1200., e dice
così (3) =Gberordur diflur Bonomur :mi: a Ruggerio Rolli de Li
burno un Caſalino in Burgo Liburme prope Beck/iam S. Maria* a.
Un’altro Contratto, che nomini la Chieſa di S. Maria
di Livorno dopo 261. anni. e la nomina eſpreſſamente, è
quello di Donazione alla Comunità di Livorno del Mar
cheſe Corſuccio Figlio del quondam L‘emmuccio del 1361.(4)
c dice cosl =. Ac'hmr in Eccleſia S. Maria.- de Liburno prefentibur
Domino Ramiro Domini Ioanm'r de Bagnaria. ó* Magi/Ira B0
mm‘mſa quondam Ubertelli Operorio Opere S. Mari-e de Liburno:
li Statuti di Livorno del 1477. alla Rubrica 36. rammentano
la Pieve di S. Maria di Livorno così dicendo :- Chi contrav
verrà (ſullo. ſcaricare i Navigli) caggi in pena di lire 25. da
applicarſi la metà al Rettore, che la riſcuoterà, e l’altra me
tà all' Opera di S. Maria di Livorno -.
Dalle Filze Beneficiarie fotto i numeri 7., e 8. nel Pub
blico Archivio Archiepiſcopale Piſano ricavaſi la nomencla
tura della ſuddetta Pieve di S. Maria di Livorno (5).
(bella Pieve era ne primi tempi ſituata in quella, che
or diceſi Piazzetta , che in faccia alla Rocca , o Fortezza detta
R r vec
r
(a) Serrimanni Diari:` ro. Gen. an. 1,90, com. MS. nella Med. Lot.
Pal. Bibl. Cod. 601. ſorto il Regno di Ferd-.mndo I.
(2) Ughelli [tal. Sar. Tom. 3. col. 398. Edìz. di Venezia ee.
(3) In Arch Mona” Cbarruſi-n. de Piſi!, 6t in Arch. aereo. Magri. Da
cia Error. Targioni Viaggi ec. Tom. a.. pag. 46.
(4) In ſine del preſi-me Volume ſotto lettera D._{ecundo n. 1.
(s) Vedilo ſono lettera C ſecondo fra li Aaecdou.
314 . [STORIA
veccniain parte ancor ſuffiſle ſotto n. 16. nella noſlra Map
pa di *Livorno ſegnata di lettera C, mentre una parte di eſſa
piazza. or detta piazzetta per eſſere aſſai angufla, ſu tagliata
perfare il Foſſa, onde porre la prima volta in acqua la ſud
detta Fortezza . che prima era unita alla terra ferma , ſotto il
Mareſciallo di Le-Megre del [405. e ſotto Ferdinando I. l’an
no *1605- ſervì per maggior dilatazione del foſſo ſuddetto già
fatto, come al preſente ſi vede (1).
In fatti tutte le piante , e proſpetti di Livorno del [500..
che mi ſon capitati alle mani finora, chiarificano queſlo punto,
dando a vedere nella piazzetta in faccia al Caſtello, o For—
tezza, che or ſi dice vecchia .la Pieve ſuddetta. e nella pianta
di Livorno da noi fatta , e pofia nella Mappa ſorto lettera C
ſi vede notata una pianta d’edifizio in dirittura del Vantoio,
e della Rocca . o Mallio unito alla terra ferma contraſſegnato
di n. 16'. indicante la detta Pieve, e ſorto n. 2.6. la detta Piaz
za. Quelle però non ſono le ragioni, colle quali aflicurare
intendo la ſituazione della ſuddetta Pieve in Piazzetta di Li
vorno. Le più forti. e convincenti ſembra a me che ſiano le
preſenti eflraue dal Campione Roſſo eſiſtente nell'Archivio
della Prepofitura di Livorno pollo al fine del preſente (z)
volume. -'
Alla ,pagina adunque 4t. ſi legge = che gli Uomini della
,, Compagnia, e Confraternita di S Giulia dl Livorno condu
,, cono a livello della Pieve un Terreſlre lotto l’ abitazion del
,, Pievano a uſo d’Oratorio, che riſponde nella via del Cap
,, pelle , e fa primo capo, cioè l’entrata ſua . al Cimiterio di
,, detta Pieve in Piazzetta. ſecondo capo a det-ta via, e ;lato
,, uno al Cigliar‘e, (cioè Cantina) della prefata -noſlra abita*
,, zione *y e l’aon lato i 'beni di Iuliano dell’ Anciſl ec.
Alle pagine 46., e 48. foglio z. ſi legge = Caſa, la
aa .quale :Nevano a Livello dalla Pieve di Livorno gli Eredi
n F3."

.. - g

(i) Grifoni Mein. ano. tnt. un. e 160;. vedilo in fine di qUeflo
Volume ſotto tenera P. _
(a) Vedila in ſiae di qoefio fra li Aneedoufforro lettera -3 prima.
ntLtv'onNo. ;rs
,, Falabandi, con palcho, reato, e terreſire poſta nel Can-el
,, di Livorno nella via della Cala co’ſuoi capi, e primo detta
,, via della Cala, ſecondo i beni di Morgante da Matera, al
,. trimentì per l’addietro di Iacopo Barbieri, e parte all'0
» fieria del Cappello, e l‘altro la Pieve di S. Maria in Piaz
,. zctta ec. Notiſi.- Santa Maria era il nome: la ſituazione era
a in Piazzetta.
Nota _= Fu demolita la ſuddetta Caſa, e furono pagati
,, dalla Signoria di Firenze Ducati 33. di moneta per cauſa
,, d’edificar la Fortezza ec. _
Alla pag. 123. ſi legge, che l’anno 1525. fu conceſſa da
Adriano Vl. una Decima alla Signoria di Firenze ſulli Eccle
ſiaſiici, e che fu fatta iflanza dal Pievano di Livorno in Fi?
renze , che non la poteva pagare per aver ricevuto danni ne'
fondi, o ſia caſe della ſuddetta Pieve anch’eſſa demolita per
cauſa del ſabreſizio della ſuddetta Fortezza , e fu ſoſpeſo il
pagamento di tal Decima per la Pieve di Livorno.
Da queſti autentici documenti li prova che la Pieve an
tica di Livorno. che S. Maria appellavaſi, era ſituata in fac
cia alla Rocca, o Fortezza al preſente detta vecchia in piaz
zetta. e vicino alla detta Pieve vi era il Cimiterio, e ſotto'
l’abitazion del Pievano in un Terrellte, o ſia Terreno vi era
il primo Oratorio, o Confraternita del Sagramento , e S. Giu
lia, che , prima della conceſiion di detto Terreſtre ad uſo
d' Oratorio lotto l’abitazion del Pievano, era fiſſato all'Alta:
de Cantelmi nella Pieve. leggendoſi un’antica nora di ob
blighi della Pieve di S. Maria di Livorno del 1420. (1) in
una carta all’ultimo di detto Campione cosi.
,, Feſta all'Altare del Sagramento e S. Giulia de Can
,. telmi a 22. di Maggio, e il Giovedi doppo la Trinitae.
,, e ll Giovedl della Carne, e primo di Oëareſima ec.
In un libro d’entrata del Monaſtero di S. Gio. di Lí
vorno dell’ anno |458. alla pag. 7t. li legge una partita, che
dice cosi .—. Ricebuto dal Pievano per la meila in Pieve di‘
Rr 2 que

(u) Campione B in fine nell’Arch. delle Prepoſitura dij.”


316 'ISTORlA
queſto meſe (che è Marzo) all’Altare Cantelmi per li buo
mini del Sagramento e S. Giulia *7 4. (i)
Non ho pututo capire coſa indicar voglia la marca ſo
praddetta, ſe lire ſignifichi. o altra ſorte di moneta.
Anco il Cimiterio unitamente al detto Oratorio era in
piazzetta preſſo la Pieve, quali furono del 152.5. demoliti per
cagion della Fortezza, come dice il Campione Rollo ſopra
citato alla p1g. 41., ove ſi legge. che =. fu rovrnato coll'O
tatorio di S. Gulia per cauſa della Fortezza noviter fatta a
Livorno -Le ſteſle coſe li leggono nel Campione B della ſud
detta Pieve del i521. ſi.). e lo (lello dice Grifoni nelle ſue
Memorie ( 3). ‘
ueſte ſono le ragioni , che mi perſuadono circa il ſito
dell’antica Pieve, Cimiterio, e Compagnia del Sagramento,
e S. Giuli.› di Livorno ,le quali per non eſſere voluttuoſe, ma
aflìcurate da due Campioni indicanti con ogni ſincerità, e pre
ciſione i confini, e che dicono lo ſteiſo, che direbbe un Con
tratto, parmi che meritino maggior credenza di quella dar ſi
debba alle aeree aſſerzioni del P. Magri.
Non voglio ſu tal punto ommetture, che una parte delli
antichi fondamenti di tal Sacro edilizio della Pieve di S. Ma
ria ancor ſi ravviſa nella _Cltata Piazzetta, poiche quantumque
la maggior porzione di eſſe fOndamenta venga‘ coperta, ed
occupata dal Palazzo ivi poſteriormente , edificato ,che or chia
maſi del Comercio, ed a ſuo tempo lì dirà ſorto il Regno
di qual de Medicei Regnanti veniſſe eretto, ſe ne vedono par.
te al giorno d’oggi propagarſi appunto paſſato il ſopraddetto
Palazzo verſo Tramontana, quali tutte non ſono fondamenta
della Pieve, ma delli edilizi, che ivi erano alla detta Pieve
contigui.
Segue il noſtro Magri a dire, che queſta Pieve fu ſecon
data col proceſſo del tempo dall’iſtituzione della Confrater
nita
[u in Arch S. Io. de Liburno in lib. lntroituum ann. 1458. pag. 16.
a) Ve_dilo_ ſotto lettera B ſecondo al fine del preſente volume ñ
(gî Grifoni Mein-alii anni un. e t 515. in ſine del preſente Volume
ſotto nt- P
DlLlVORNO. 517
nica di S; Giulia. Dico adunque, che prima di diſcorrere
della Confraternita del Sagramento, e di S. Giulia , fa di meſtieri
ragionare della unione fatta alla noſtra Pieve , or Prepoſiturañ,
e Lollegiata di S. Maria di Livorno del nome. e rendite della
Pieve di S. Giulia di Porto Piſano, e fiſſar l’ Epoca in qual
anno ciò ſeguiſſe, delle quali coſe il P. Magri si nel diſcorſo
Cronologico,che or ſi eſamina, come pure nelle Croniche ſi,
ſcordò di ragionare.
Sono per tanto di parere , che prima unito foſſe il titolo
colle rendite della Pieve Batteſimale di S. Giulia di Porto Pi
ſano alla Pieve di S. Maria di'Livorno di quello, che alla
Fraternita del Sagramento prima Compagnia eretta in Li
vorno, come `io proverò ,e ſi uniſſel’ altra ſotto la nomencla
tura , e proiezione di S. Giulia.
lia diEPorto
per farmi
Piſanodaleraprimo: La. Pieve Batteſimale di S. Giu
in piedi e ſuſſiſteva frav Porto Piſano’,
e Livorno nel ſuo antico. ſito,che preſſo a poco nella Storia
di Porto Piſano ſarà da noi indicato, ne era per anco unita
alla Pieve di S. Maria di Livorno l'anno [zoo.
Provaſi con un Contratto dell'Archivio della Certoſa di
Piſa (r)ſecondo lo ſpoglio fattorie dal P. Abate Gamurrini. che
ſia nell'Archivio Segreto di S.A.R. ,in cui ſi legge . che :Glie
rardur dif?” Bonomur cmit a Rpggerìo _Rcffl de Liburna un Caſa
lino in Burgo Liburna,* prapre Eccleſia”: S. Mari-e.
In quello Contratto nominata vien la Pieve di S. Maria
di Livorno, come ognun’vede, ſenza veruna aggiunta. Adun
que la Pieve di S. Giulia di Porto Piſano non era a tal anno
uoo.ſeaduta, ne incorporata alla Pieve di d'. Maria di Livor
no, anìzi in tal tempo ſuſſiſteva, ſendo un’ tal’ anno l’Epoca
dello Stato (2) più florido di Porto Piſano.
Ne per diſtruggere la mia propoſizione vale addurre il
Contratto appartenente al Romitorio di S. Maria di Parrana
dell’ anno 1260. (3), in cui nell’ indicazione dei Confini d'un
ez
--ñP—

(I) Targioni Viaggi ec. Torri. a. pag. 4;.


(a) Targioni_ Viaggi ec. Tom. ; pag_ r:.
(3) Vedilo in ſine ſono la lettera D. ſecondo n- 4.
3i8 Is-roitra
pezzo di terra, e caſa fra le altre coſe li legge così a l’altro
lato in terra della Pieve di S. Julia de Liburno = poichè ſen*
do queſto Contratto ſteſo in lingua volgare contro il collume
di que' ſecoli , fa _di meſl‘ieri porre in chiaro , ſe una copia,o
traduzione ſia , o ſivvero originale; ma dato ancor che ori
ginale foll'e, parmi creder fi poſſa, che più per errore, che
per verità così dica. =
Che niun’aſcolto darſi debba però a tal Contratto lo pro
vo, moſtranrlo , che l’anno 1361. era ancora in piedi la Bat
teſimale di S. Giulia di Porto Piſano, e conſeguentemente non
era per anco unita. e incorporata alla Pieve di S. Maria di
Livorno, onde nè chiamare , nè intender potevaſi, quando di
ce = la Pieve di S. Julia de Liburno =. la Pieve di Livorno.
La prova ſi ricava dal Contratto di donazione (i) del
Marcheſe Corſuccio del quondam Lemmuccio alla Comunità
di Livorno rogato da Ser Civera del quondam Neri di Ser
Baccione di Livorna Notaro Imperiale, alla fine di cui ſi leg
ge così: = Aflum in Eccleſia Santi-e Marie de Liburno pra-ſen*
:ibm Dommo Ranerio Domini 70mm': de Bagnaria, c3‘ Magiſtro
Bonaccmſa quondam Uìertelh' Opererio Opere S. ÀIurix de Li
lmrna, Ronuccio quam-lam Mellioríni de Plumbino , ó“ Braid-affare
quondam Cagnfljſi reſi/I7!” ad hoc rogotir Dominic-,e Inmrnnrionir
Anno MCCCLXl. Imſiflxone XI”. quinto Mur Derembris. Che
ſe in quello Contratto celebrato nella Chieſa di S. Maria di
Livorno, che altra certamente non era ſe non ſe la Parroc
chiale, mentre altre Chieſe non vi furono mai ſorto il nome
di S. Maria,che la Pieve , vengono nominati l’Operaio, e l’O
pera dclla ſuddetta Pieve , ſenza farſi menzione alcuna di S.
Giulia di Porto Piſano, unita , e incorporata alla detta Pieve
di S. Maria, come dopo tale incorporazione per lo più s’è
coſiumato nominare ambedue dicendo = la Pieve di S. Maria,
e Giulia - pare, che ſicuramente dir’li poſl'a , che allora, cioè
all’ anno 1361. ſcaduta per anco non foſſe la detta Batteſimal
Pieve di S. Giulia di Porto Piſano, ne per ance folle a que
ſia

(i) Vedilo in fine del preſente Vol. ſono letr, D, ſecondo n. 4.


D1 Livoano. 319
Ra noſlra di S. .Maria diLivomo incorporata. Laonde chi dal
la latina nella volgare lingua malamente il l'addetto Contratto
del 1260. di ſopra .menzionato traſporto. o francamente, o
doloſamente. 0 ignorantemente poſe quell’eſpreffiune della
Pieve di S. lulia de Liburna, quando dir doveva più toſio di
S. Maria de Liburna, o -ſe dir dee di S. Julia.. pare che dir do
veſſe Vicino a .Livoma,lo che -forſi ſarà fiato cos) nel ſito ori
ginale latino, cioè prope Lil-arm”: , come in tanti altri antichi
Contratti ſi legge (i).
Che ſuffiſlefle la detta Pieve Batteſimale di S. Giulia di
Porro Piſano dall’anno 1361. di ſopra citato fino all’anno
1377. ricavati dalla Filza Beneficiaria, o ſia .di Collazioni di
Benefizi della Piſana Dioceſi., .che principia l’anno a 3 7,7. ſegnata
di n. 5. . la quale è la più antica , che nel pubblico Archiepiſco—
pale Piſano Archivio eliſla. .ln eſſa, che con altre delli armi
poſleriori li darà all’ultimo del preſente volume, -tale , quale
dalla Segreteria .Arcliiepiſcopale venne 'traſmeſſa (z) , nul
la ſi trova in ordine all’unione della Pieve ’di S. Giuliadil’orto
Piſano con quella di &Meria di Livorno fino alli anni 1410..,
e 1411. Io che v-a daccordo con ciò che ſcriflè‘Grifoni adetti
anni (3), ſicché donando tal filzadal 1-377. fino al 143-8., e
nulla leggendoſi -di unione fino al 1410. , e 1411., pare che
tutamente aſiicurar ſi poſſa, che nulla ſeguiſle in ordine a
tale unione con tutto il precitato Contratto del 1260., il qua
le. ſecondo il mio parere fa poca autorità, per eſſer ſicura
mente (lato da un'imperito traſportato dalla lingua latina , in
cui fu ſcritto, nella volgare con un buon numero di erro
zi, onde ſi può credere, che quando dice = l’altro lato in
tenta della Pieve di S. lulia de Liburna a debba dire di S.
lulia vicino a Livorna, come anno altri Contratti, e che aver
ſi doveſſe per unita nelli anni 'ſuddetti r4~to..e 1411.. e di
ciò me ne perſuade .la ſiiddetta Filza tutto n. 5. che dura fino
al
(r) Muratori Antiq. ltal Med. JEvi Tom. 3. col. i073.
(n) Vedila all'ultimo del preſente Volume, ſotto lettera C. ſecondo.
(z) Memorie ec. 'GTlfom anno 1410. a 11. Vedilo in fine di quelle
Volume ſono lettera Q3
320 ls’ronra
al 143 8., poichè nell' anno 1410. de 28. d’Ouobre, e nell’anno
141 l. di Settembre in filza a 65. ,e a 70. leggeri la prima vol
ta la Collazione della Pieve di S. Giulia di Livorno ſenza
nominarſi quella di S. Maria, onde ſapendoſi da chiunque,
che la Pieve di Livorno appellavaſi S. Maria, e non S. Giu
lia, e trovandoſi nominata S. Giulia ſenza nominar S. Maria
di Livorno , pare,che inferir li poſſa, che poco prima di tali
anni ſoſſe Rata unita', e incorporata alla Pieve di S. Maria di
Livorno, per eſſere flata, come è credibile, e come ſucce
dè di tant’ altre Chieſe, e edifizi di Porto Piſano, e preſſo di
eſſo, dalle oſiili militari licenze demolita. e diflrutta.
Ne alla, che leggali nella mentovata filza di Benefizi ſot
to u. 5. = la Pieve di S. Giulia di Livorno = ſenza nominar
S. Maria, titolo di quella di Livorno, a cui quella di S.
Giulia di Porto Piſano fu anneſſa , unita . e incorporata , men
tre per la filza de Benefizi ſotto n. 8. dell’anno 1435. al 14.6r.
ſotto il 27. Settembre 1459., cioè 50. anni doppo la da me
ſuppoſta unione tal difficoltà è_ affatto diſciolta, lcggendoſi in
filza a 160. cosi a Cm” imqu vata-veri: Pie/ir Santi-e Full-e :le
Lìburno 'zo/Im Diete/ir una rum altera S. Mar/'.2 ſim i” eadm
Plebe , ó' eidem perpetuo anne-vie , atque incorpora-e (re. E ciò
tanto più è vero, ſe ſi conſidera un Contratto dell'anno [461.
celebrato 52. anni doppo la ſuddetta unione aflìcurata per la
filza del [435. a 146]. di ſopra citata, che in un libro di Coi
la2|oni eſiſiente nell'Archivio Archiepiſcopale Piſano conſer
vaſi , e che contiene 109. anni, cioè dal r37r al 1480.1” efl'o
ſi legge, che Filippo de Medici Arciveſcovo di Piſa dà la
Pieve di S. Giulia di Livorno al Dottor Pandolfo di Cambio
de Medici Fiorentino, come-potrà vedere il lettore alla fine
del preſente Volume (r).
Se adunque già ſeguita l’unione della Pieve di SrGiulia
di Porto Piſano in S. Maria di Livorno, come per le addort‘e
ragioni, e documenti reſta provato, chiamaſi del 1462. la
Pieve di S. Maria di Livorno col nome di S. Giulia, pare che
ciò
(l) Vedi i] ſuddetto Contratto ſono lettera D Mondo al n. n.
D1LivonNo. 32x
ciò non ſia fiato fatto ad altro fine, che per render perenne
la memoria della Pieve di S. Giulia di Porto Piſano in quella
di S. Maria di Livorno incorporata, e che l’ una rammentan
doſi eſprimeſſe ambedue le Parrocchiali inſieme unite; laondet
trovandoſi la prima volta nominata la Pieve di Livorno, ſot
to l’ anno 1410. , e r4! i. col titolo di S. Giulia , deeſi crede
re eſſer quella l’Epoca dell’ unione di detta Parrocchiale di
Porto Piſano a quella di Livorno, che col nome di S. Giulia.
fi nomina, perchè ſi ſtabiliſca di tal unione perenne la me
moria, ſendo già incorporata, ed unita. lo che il Contratto
del i462.chiaramente dinota dicendo -Plebem S. Julie de Lr'
buma una rum e’qu annexi: . e'?- corponm's .~.- quali anneſſi, e in
corporati altri non ſono, che il titolo, e i beni di S. Giulia
di Porto Piſano alla Pieve di S. Maria di Livorno gran tem
po prima, e cos) intender deveſi la Rubrica 36. delli Statuti
di Livorno , ove della ſola Opera di S. Maria di Livorno fa
vella ſenza nominar S. Giulia.
lnfatti all’anno i489. nella filza de Benefizi ſotto n. 7.
dall’anno 1395. al i495. a 139. ſi legge cos) = Collazione delle
Chieſe della Pieve di S. Giulia, c S. Maria di Livorno /ímul
miliziani:.
Nominandoſi pertanto all’anno 14.1 i. nella filza de Be‘
nefizi ſotto n. 5. a 74. = la Pieve di S. Giulia di Livorno u,
che mai per l’avanti fu il titolo della ſuddetta Pieve ſenza
farſi menzione del vero primo titolo di S. Maria, che era
quello della Chieſa Pievanla di Livorno , ne eſſendo gli Ac
tuari delli Ordinari de luoghi così melenſi di nominare nelle
Collazioni de Benefizi un Benefizio per l’altro, ſi preteſe con
ciò ſarei capire, che era già ſeguita l’unione nella Pieve di
S. Maria di Livorno di quella di S. Giulia di Porto Piſano,
e perciò ſu nominata ſola, perchè s’intendeſl'e già unita, e
incorporata alla Pieve di S. Maria di Livorno, mentre ad al
tra Chieſa eſſer non poteva in Livorno unita, che all’unica
Pieve di S. Maria. _
Se dimanda taluno. perchè unita foſſe la Pieve Batteſi
male di S. Giulia di Porto Piſano alla noſtra Pieve di S. Ma
8s ria
321 .ſsronta
ria di Livorno, coſa, che non ſi praticò a riguardo delle al
tre Batteſimali, che in Porto Piſano furono, come coſta dal
documento dell’Archivio Archiepiſcopale Piſano ſègreto (i)
alla fine del preſente volume? Riſpondo ciò eſſer ſtato ſarto
da Paſiori Piſani per la Batteſimale di S. Giulia, perchè eſ
ſa era la prima antichiſſima Pieve di Porto Piſano (a.) , la
quale per eſſere la più antica, conveniva, ſecondo il coſtnme
eccleliaſtí'co, non ſar perire coll' edifizio, ma ſuſcitarne il no
me, e la memoria, e non potendoſi ciò fare nell’antico ſito,
per eſſer colà mancata la popolazione, e diſtrutto il luogo
colla partenza delli abitanti per cagion de continovi ſofferti
danni per le tante guerre, farlo almeno nella Pieve più vici
na, lo che non doveva farſi per le altre Chieſe,(ſeppure fu
rono tante, quante ſe ne leggono negli antichi Contratti co’
loro Fonti Batteſimali (3) )perocchè queſte ſtate erano edifi
cate in riſtoro . ſgravio, ed aiuto della prima, che era S. Giu
lia, nel creſcere la popolazione di Porto Piſano, e perciò di
queſta-, e non di quelle ſtabilir ſe ne doveva eterna nel mondo
la memoria, lo che fu praticato mai ſempre in caſi ſimili in
Caſtelli, Terre, e Città, che andavano a mancare , ſuſcitando
in altri vicini, o nuovi luoghi, in altre vicine, o nuove Chieſe
h nomenclatura delle mancate colle loro rendite.
Paſſiamo adeſſo a vedere , qual foſſe delle due Confrater
nite la prima eretta in Livorno , ſe quella del Sagramento,
oppure di S. Giulia, o ſivvero ambedue nello ſteſſo tempo,
poſcia , veduto eſſer quella del Sagramento la prima , in qual
anno l’altra foſſe eretta , e a quella del Sagramento aggregata?
Farà ſtrepito preſſo qualche pio, ma incolto leggitor
Livorneſe ciò, che preſentemente ſono per dire in ordine alla
Confraternita di S. Giulia , di cui il P. Magri ſegue nel Pa
ragrafo, che ſi eſamina , a parlare , togliendo il luogoaquella
del Sagramento, o fia del Corpo di Criſto, che prima aſſai
~ della

(a) Vedilo ſono lettera C ſecondo..


(z) Muratori Antiq. lral. Med. lEvl Tom. III. col. n”- col. ie‘,
K col. 1069.
(z) Targioni Viaggi ec. Tom, a. pag. re. , e ir.
DiLivoaNo. 323
della Confraternita di S. Giulia fu in Livorno eretta , come
ſi moſlerà, ed a cui quella di S. Giulia venne polleriormente
unita; ma dovendo la verità prevalere ſopra qualunque uma
na occentazione, così con buona pace di chi ſentiſſe all’op`
poſto conviene a me la verità ritrovare, e quella dire. .
ll P. Magri fa ſorgere queſia Compagnia di S. Giulia
s dopo qualche diſlanza di tempo ſecondando l’antica noſtra
Pieve a come dice nel Paragrafo, che ſi eſamina. Rintracciar
pertanto dovendoſi ſopra di tal punto la verità luminoſo 0g
getto dell’umano intendimento, ſenza nulla penſare a ciò. che
dir mi {ì potrebbe inopportunameiite contro, vengo ſii tal ma
teria a ragionare.
Non ell'endo mio iſiituto di moſtrare l’antica origine delle
Compagnie,Confraternire, 0 Scuole Criſliane, come appellar
ſi vogliono, mentre in tutte e tre le giiiſe ſuddette ſi chiama
no, e di preſente in italia s’appeliaiio (i),le quali i Pagani
Greci nell’Eterie, e Fratrie, e i Latini ldolatri in que’Sodali
Auguſlali, abbenchè queſti foſſero anco Sacerdori, in que’
Flaviali, Adrianali, Traianali, in que’Collegi de Dendroſori.
de Fratelli Arvali. de ſett’Uomini Epuloni, de Capitolini.
delli Artiſti riconobbero; neppur di far vedere nel Secolo V.
Criſliano, cioè del 4i8. la Compagnia in Aleſſandria de Pa
rabolam .cioè ri'ii-ia ſocietà di Chierici =ad curando deáilium
egra [orpuì‘a de/liualmn = (z); ne tampoco di provare , ſe dell'
894. large-‘le (3) in Roma la prima Confraternita. oppure
in Francia (+) del 859. . o ſivvero prima del 800. (5) a tem
pi de Longl bardi, oppure del 852. ſotto Hincmaro Veſco
vo (6) di Rems, o prima di eſl'o Hincmaro ſecondo (7) il
Ss z Con

(fl Mufmm Aim . ha]. Tom. ll]. Diſſert. 7;.


(a) Codex The--do . lee. 41.
(z) Baronius Ann. Eccl. ann. 894,
(4) Mibillnn. Ann. Beeed ad. did. ann. 859.
(s) Muratori Tom. l. Rcr. lral. leg longobard. XIII. & Tom. Ill’.
Anríq. ltal. Diſſ. 7;. i
(6) Caoir. H-.ncmari lehemenſ. ad Przab.ſuc Dittelis apud Labbè de
Conciliis ſub anno. 8;:. _ .
(1) ln Ton. 9. Conciliorum Labbè.
324 . [STORIA
Concilio di Nantes, ſeppure queſlo ſu avanti d’Hincmaro.
mentre tutto ClÒ ſi può vedere nel ſempre degno d’ eterna lo
de Lodovico Antonio Muratori (1), cosi dirò, che quantum
que ne primi Secoli foſſero, e in Francia, e in ltalia ſimili
ſocietà, quelle però non preſero piede in Italia ſe non ſe
l'anno 1260. (2) dalla novità de Flagellanti, qual novità (che
detta ancor ſu la Compagnia de Battuti (3), e appellata fu
in latina lingua lmrimmmm (4). e verberamenrum (5), dalle
Sacre Miſſioni (6), toltane Venezia, ove le Scuole erano nel
Secolo XL, e potevano andare in competenza con quell’an
tichiſiima di Verona deſcritta dall’Ughelli (7) intitolata :Sa
rerdamm Sam?” Veronmſis Eccleſia- Scbola =,) o ſacra moda ſi
ſparſe per l’Italia, e prima in Ferrara con qualche reſlri
zione però (8) del 1287., benchè vi foſſero Compagnie di
Miſericordia , che tanto vuol dire quel =- providmdo frarrib'us
tempore neceffitatis, z Congregazioni di Santi, che tanto ſigni~
ficano quelle parole a Congregazione: (9) in reverem‘r'am Sarz
Homm, =- in Piacenza (IO) del 1260, in Bologna, ove era la
Compagnia , della Vita del 1260., in Mantova la Confrater
nita della Morte , in Bergamo la Compagnia della Croce del
1260., e cosi lo teſlifica (11) Sigonio. e in Roma ancora , ove
deeſi credere, che `a tal’ anno eretta foſſe la Confraternita di
S. Maria del Gonfalone. e che del 1267. arricchita veniſſe
d’lndulgenze da Clemente IV. (1:).
Se penetrafle tal pia moda de Flagellanti, o Battuti, la
de quali veſte eta un ſacco (13). e prendeſſe piede nella no
ſtra
(I) Muratori Tom. Ill. Antiq. lral. Pilſen. 75. _ ‘
(a) Muratori Anth- Ital. Tom. 3- Diſſcrt. 75. pag. mihi ”9.
(3) Muratori ibidem.
(4) Muratori ibidem pag. 601.
(s) Ricobald. in Chron. ad ann- 1160.
6) Muratori ibidem.
1) Ughelliur ha]. Sat. Tom. V.
(8) Muratori ibidem pag. 603.
(9) Muntari ibidem .
(to) Muratori ibidem .
(11) Sigonius lib. 19. de Regno [tal. ann. 1260.
lt ) Muratori lbidem pag.'6ot.
(13) Muratori ibidem pag. 604.
DILrvonNO. 325
ſtra Toſcana dopo la prima traſmigrazione di eſii Flagellanti,
cioè dopo il 1260., o ſe prima dell’anno 1340., nol ſaprei
fiſſare. Solo nell’Ammirati a tal anno ”40. (i) ſento nomi
narſi la Compagnia nuova della Miſericordia in Firenze,e la
Compagnia d’ Orto S. Michele, che pare foſſe eretta prima
di quella della Miſericordia, perchè a quella non aggiunge,
che nuova— foſſe, come lo aggiunge a quella della Miſericordia.
Nelli Annali di Pila del Tronci nulla ſi legge ſopra di
ciò, ne in alcun’altra Cronica Piſana che mi ſia data all.
mani.
La ſèconda traſmigrazione di quelli Flagellanti, che det
ta fu la Congregazione de' Bianchi dalla veſte di lino candida
fino a terra, che portavano (a) col cappuccio , come i Frati,
ſecondo che ne ſcriſſe Pietro (3) Boninſegni, ponendo tal pia
novità pervenuta in Firenze l’anno 1398., c che giunſe, do po
il moto preſo in Irlanda a cagione di un certo miracolo, in
inghilterra, in Francia, in Italia, e poſcia a Firenze poſſa
dall’ Ammirati (4) , e dal Muratori (5) , all'anno [399. , det
te moro alle Città vicine , poiche Lucca con tremila fra uomini ,
e donne a Firenze la prima concorſe, Piſ’toja la ſeconda (6) ,
la terza Prato, indi Piſa.
Da queſta ſeconda Santa Traſmigrazione del 1399. io cre
do, che in quelle Città di Toſcana , ove per anco non era
nata alcuna Compagnia dopo il primo ſacro moro, cioè do
po il 12.60., aveſſero cominciamento le Compagnie, 0 Con
fraternite, ma non quelle, che volgarmente Compagnie del
Corpo del Signore ſi appellano, le quali, e per l’ iſtituita del
n.64.. ſotto Urbano lV. Solennità dell’ Auguſtiſſimo Sagramen—
to dell’Altare (7), e per l’inſinite grazie, prerogative,e in
dul

(l) Ammiratò iflor. Fior. lib. io. pag. 5:9.


(1) Muratori ibidem Diſſ- 75.
(3) Boninſegni iſtot. Fior. pag. ”1.
(4) Ammirati [flor- Fior. lib. [6- pag. 87a.
(i) Muratori ibidem.
f (o) Boninſegm lflor. Fior. all'anno 1198. pag. "I. Ammirati luog.
OP* Cl[
(1) Panvinius in Neri: Platins ad Vitara Urbani IV.
316 [STORIA
dirigente, di cui arricchite vennero da Romani Pontefici. in
adorazione, e ſervigio di tanto Sagramento per tutte le Cit
tà , Terre , e Caſlelli erette furono.
Siccome adunque i Livorneſi ne’ primi tempi (i) erano
tutta gente applicata alle coſe del mare, ſiami lecito il dirlo,
e poco in Livorno dimoravano, mi perſuado. e non invano,
che dalla prima Santa traſmigrazione de Flagellantidel i 260.,
c dalle Sacre Million] facto nell'anno ſuddetto dopo la morte
dell'cmpio Tiranno Eccclino da Romano,'le quali partorito
no un' celebre ſpettacolo di penitenza, e di pietà (a) , niun
eſempio prendeſlero;
ta de’Biaiichi , mentree ritrovandoſi
molto menoin da quellacritici
tempi del eſſipoſti
i399. col
det
la Piſana Signoria a guiſa di Giumenti alla vendita, colla pe
ſlilenza alle (3) porte, perocchè pochi meſi ſiette a ſpargerſi
per tutta l'Italia un tal flagello (4), abbenchè farlo aveſſero
dovuto per impetrare dal Cielo ſoccorſo in tempi sl calami
toſi , umanamente parlando, altro tempo ebbero che di penſa
re a Compagnie.
Credo pertanto che ſi contentaſſero i primi noſtri Livor
neſi della ſola Fraternita del Sagramento, e dopo l’anno 1411.,
per la ſeguita unione della Batteſimale di S. Giulia di Porto
mimo nella loro Pieve, come ſi diſſe , per maggior divozione,
mi luſingo che alla già eretta Confraternita del Sagrameiito,
non ſaprei dire in qual' anno dopo il 1264.. per l’iſtituita So
lennirà del Corpo di Criſto da Urbano 1V. ad un’Altare detto
de’ Cantelmi (5) nella Pieve ſuddetta unita avranno , ed ag
gregata quella di S. Giulia ſtata preſa per Protettrice, e Ar
vocata della Terra di Livorno.
Un Simil modo di penſare, e di ragionare mi ſommini
ſlrano i libri della Comunità di Livorno, poichè da quelli
dell'Opera, di cui i più antichi incominciano ſolo all'anno
I 503.

(1,5"'[u'. Piſ. dell'anno ”84, Ruhr 8;.


(i) Muratori Ant. lial Tom. l'l. Diſs. 7g. pag. 604.
(3) Ammir.-ti '.ſirzr. Fior. lib. .6 pag. 87a
(4) Amminii lſior. Fior. ann. ”00.
i” Camp. B della Prepoſ- di Livorno ſul fine
D‘l LivonNo. 327
1503. null’altro ricavaſi, che già da gran tempo era ſtata la
Batteſimale di S. Giulia di Porto Piſano alla Pieve nolira di
S. Maria di Livorno incorporata.
I Libri adunque, da quali la mia propoſizione par’ che
venga aſſicurata, ſono quello di Deliberazioni, e Riformagiuni
del 1408. (1), detto Libro Verde, e quello di Riformagioni , e De
liberazioniſègnato di lettera B. dell’ anno 1469. atutto il 1487.
(a), che ſono i più antichi di queſta Comunità, perocchè
i libri prima dell’ anno 1400. mancano. ln eſſi adunque ſi leg
ge, che di due meſi in due meſi eleggevano iComuniſti di Li
vorno. cogli Anziani, e Ufiziali di detta Comunità , gli Operai. e
Maſſäj della Fraternita. Paſſarono poi ad eleggere vari Uſiziali
della Comunità di 4. in 4. meſi, di ſei in ſei meſi , e di die
ci in dieci meſi. Ne eleggevanſi da Comuniſti di Livorno i
Maſſa} della Fraternita, perchè la Comunità ſoſſe tutt’ uno
colla Fraternita ſieſſa, come malamente dice il P. Magri in
gannato dal leggere nelli Statuti di Livorno del 14.77., che nel
far’ lì ſquittinii per formar le Borſe de’ nuovi Magiſtrati, e
Riformatori e per ſpeciali ſerioſi affari adunavanſii Comuniſti
nella Pieve come dalla copia di Donazione fatta dalla Comu
nità di Livorno l’anno 1445. a Padri di S. Maria della Sam
buca detti lngcſuati d’un pezzo di terrra (3) ſi deduce, in cui
ſi legge cosi: Chongregati li detti Anfiani, e Chonſiglieri adiun
Cſi a detto Conſiglio in detta Chieſa di S. Maria di Livorno cc. 6
dal libro di Deliberazioni, e partiti dal 1470.500 al 1487. (4) ›
in cui alla pag. 178. ſi legge cosi: a Adunato in S. Maria di
Livorno il General Conſiglio ec. :ma perchè da eſſa Comunità.
dalle cui Borſe eſtraevanſi tutti li Ufiziali , dipendevano i Maſ
ſai della Fraternita , che era nella Pieve medeſima.
Che qucſta Fraternita nominata da precitati libri della
Comunità di Livorno foſſe quella del Sagramento ſino al 141 t.,
(nel

(1) Vedilo al ſine del preſente Volume ſotto lettera F primo.


(a) Vedilo al finech preſente Volume ſotto lettera F ſecondo.
(3) Vedilo all’ultimo del preſente Volume ſotto lettera H tratto dal
Lìbdi Delib. della Comunità di Livorno dell'anno 1“). pag. [6;.
(4) Vedilo al fine ſono lettera I ſecondo
328 [STORIA
(nel qual’ anno, o forſe ancora un’ poco più tardi , avranno
unita i divoti Fratelli della Confraternita del Sagramento
la nomenclatura, e Fraternita nuova di S. Giulia per l’unio
ne ſeguita della Pieve di S. Giulia di Porto Piſano alla Pieve
di S. Maria di Livorno, e per aver preſo in Avvocata , e Pro
rettrice di Livorno la detta Santa Vergine , e Martire) , ſi pro
va a maraviglia con un libro della Prepoſitura di Livorno in
titolato = Memoria Mifid/ante , che ſembra incominciato l'an
no 1599. In eſſo fill'andoli gli obblighi della Compagnia di
S. Giulia alle Funzioni Parrocchiali ſi legge cosi = Eſſen
do che la noſira Compagnia dalla ſua prima fondazione ſia
-ſtata dichiarata eretta per Compagnia del SS. Sagramento ec.
In un altro libro di vecchi Capitoli dell’anno 1561. vi ſi leg
ge nel Fronteſpizio cosi :libro di Vecchi Capitoli della Com
pagnia del Cor-par Domini, e Santa Giulia =
La Iſcrizione medeſima, che ſulla porta dell'antica Con
fraternita di S. Giulia, or detta S. Giulina , lì legge , ci dà a
vedere, quanto certa ſia la prima ſuſliſtenza della’ Fraternita
del Sagramento a cui poi fu unita la Confraternita di S. Giu
lia , che dice cosi .

D. O. M.
DILIVORNO. ‘529`
D. o. M.
VETUSTISSIMA CONFRATERNITAS AB ANTIQUIS
LIGURNI PORTUS COLONlS DlVlNISSiMI CORPORIS
DNl Niît IESU CHRISTI GLORUE. ET ACTUAu on`
51205110 ./EDlFICATA ax MIRACULO HlC D. lULIAM
DE ANNO DCCLXII. iN MATREM, ET PATRONAM
ELEGÌT- ElUSDEM VENERABiLE NOMEN SlBI [N Tl
'I'ULO AD'YCiENDo. oyAPROPTER YDEM ss. SACRA
MENTI ET D. IULM*: CONFRATRES. QUI DE ANNO
MDCIH. EORUM SACRO INSTlTUTO CONTINUATO.
A o ALIUD NOVVM ORATORlUM MIGRARUNT, HOC
ANTtQUiTA-ris EORUM INSIGNE MONUMENTUM
UNA CUM DOMO CONTIGUA INSTAURARUNT AN
NO AB lNCARNATIONE DN'l NR’I IESU CHRISTI
MDCCXVI.
ANTONIO PONS GUBERNATORE
FRANCISCO DAMlANl
ET -
IOSEPHO MARIA LEONE
CONSiLiARiÎs PRZEDICTZE CONFRATERNITATIS .
REPRESENTANTIBUS.
Vero è , che queſta iſcrizione. e i due citati libri , uno
della Pieve di Livorno. e l'altro di Capitoli della ſuddetta
Compagnia, per eſſer nati troppo tardi, fanno poca autorità.
Si legge però ne’ precitati due libri, e nella iſcrizione, che
l’antichiflima Confraternita era quella del Sagramento. a cui
poſcia nel decorſo del tempo aggiunta. e unita venne quella
di S. Giulia, che tanto dir vogliono quelle parole = ejufdem
venerabile nome” ſibi i” rimlo udnriendo . =
Ne giova il dire . che dopo la traslazione del Corpo di
S. Giulia Vergine , e Martire dall’lſola Gorgona . o Margari
T e ta
330 l a -r o x -t A
*ta a Porto Piſano, indi a Breſcia (non già nell’anno nella la
pide eſpreſſo; ma qualche anno dopo) foſſe preſa in Protet
trice di detto Livorno , e ~perciò dopo il miracolo del 03a
dro, di cui ſi ragionerì, eretta veniſſe ſſa ſuddetta Compagnia,
mentre, ſe tal Confraternita aveſſe nn’antichirà così grande,
il Muratori nelle ſue .Antichità Italiane nella Diflertazione .ſet
tanteſima quinta, 'ove delle altre di Roma, di Bologna ..di
Mantova, di Ferrara, di Verona ragiona, non l'avrpbbe ſi*
curamente ammeſſa.
‘Credo pertanto, e non fuor di ragione, che dopo l’ anno
n.60.- fiſſar debba'ſi a un’ Altare dellaPieve di S. Maria di Li
vorno la Confraternita del Sagramento.e che all’ anno r4! i..
anno dell’unione
la ſidi Porto Piſano,alla'ſarà
Pieve,
Ratadi,unita
S. Maria
ancoradi alla
Livorno di quel
Confraternita
del Santiſs. Sagramento 'quellafl’di S. Giulia.
Stò adunque _per dir francamente che la Confraternita
di S. Giulia non ſhrpafli in antichità l'anno 1411., nè eſſere
flata eretta in formale Compagnia _giammai con Oratorio , o
Chieſina a parte, ſe non ſe co] nome di Confraternita del Sa
'Îgramento, e S. Giulia,come ricavaſi dal libro della .Prepoſitu
:tra di Livorno intitolato s Memorie Mill-allen”, e queſto ſolo
all’ anno 1503. come dal Campione Ruſſo., e copia del Cam
'pione ’B della Prepoſitura_ .(r)ſi deduce , indi del .15 a!. al r5 15. ,
quando fu fabbricata la Chieſina detta anco al di d’ oggi S.
-Giuliha , cornetta i citati documenti ſi deduce , e dalle Memo
rie del Grifoni (z) quale poi venne ſeguitata da altra più va
:ga, e grandioſa ſorto il Regno di Ferdinando 1. de'Medi
-ci, che diè a _Fratelli il ſito ,per -tal'e'diſizio, di cui fu git
-tata la .prima pietra il“vdi’z'z; Maggio {602… come dimoſtra
-la lapide ſopra la porta di detta' nuova Compagnia al di deu`
lato poſta, che c031 dice: ’
ÌIN

L _- _“

(t) Vedili _in 'fine ſotto lettera Bprimo, e :B ſecondo.


h) Grifoni Mein- ann. ;5-5. vedi in fine_\om lettera ?a
DtleonNo. 33-!
IN POSTERORUM MEMORIAM
I FRATELLI DELLA COMPAGNIA DJ S. GIULIA DI LI
VORNO I QUALI GRAN TEMPO SI ERANO RAGUNA
TI IN UN PICCOLO ORATORIO NELLA TERRA VEC
CHIA, DOVE SERVIVANO AL SANTISSIMO SAGRA.“
MENTO, ESSENDO DII’OI FABBRICATA-NEL NUOVO.
CIRCUITO LA CHIESA MAGGIORE DAL SERENISSIMO
FERDINANDO TERZO GRANDUCA DI TOSCANA PER
MEGLIO POTERE ESERCITARE LA LORO DEVOZIONE
IMPETRORONO DALLA PREFATA ALTEZZA SUA LO
SPAZIO IN DONO, E LA MATERIA DA PAG-ARS! DEL
PROPRIO LORO CON COMODITA' PER FABBRlCARE
QUESTA NUOVA COMPAGNIA DELLA QUALE SI (SLT-
TO` LA PRIMA PIETRA IL GIORNO DEDICATO A S.
GIULIA VERGINE. E MARTIRE LORO AVVOCATA
ESSENDO GOVERNATORE ANTONIO PUCCINI ,ECON‘
SIGLIERI BASTIANO BALBIANI , E CAMILLO TUR
CHET'IÎI A Dl` XXII. DI MAGGIO. MDCII,

Da tutto ciò, che finora s’è detto, ricavaſi, che la pri`


ma Confraternita in Livorno ſu del SS. Sagramento, la qua
le fu ſecondata dalla Confraternita nuova di S.- Giulia non pri
ma del [41]., o [2. ne’ vari luoghi e nei tempi, come ili
dille di ſopra . per eſſere {lata la detta Santa , non ne’ primiti
vi tempi di ſua traslazione preſa per Avvocata , e. Protettrice
di Livorno, ma all’anno medeſimo , in cui ſu fatta l’unione
de’beni , e del nome della Batteſimale di S. Giulia di. Porto
Piſano nella noſlra Pieve di S. Maria di Livorno , o poco do
po, ſeppure non ~ſi vuol dire , che ſendo {lato Livorno ne’ pri
mi tempi ſotto la giuriſdizione ſpirituale del Porro Piſano,
cioè prima dell' edifizio della Pieve di S. María . aveſſe colla
Chieſa di Porto Piſano,detta di Si Giulia,C0mune la divozione
verſo la detta Santa con eſſo,della quale però la nomenclam—
ra colle rendite non entrò in Livorno, ſe non allora quando
fu incorporata la Battefìmale di S. Giulia di Porto Piſano a
S. Maria di'Livornoñn'elli anni ſoprafiſſat'r.
Tt a Paſ
330 [STOitſA
Paſſiamo adeſſo più oltre, e diſcorriamo ſul miracolo toc
cato nel Paragrafo, che ſi eſamina, dal P. Ma‘gri,da Criſſo
foro Lauro Scrittor della Vita di detta Santa, e da Pii Livornesi
aſſerito, di certo Badro , o Pittura in tavola rappreſèntam:
la detta Santa , di cui parla nella ſue Memorie anco Grifoni (i).
Il Lauro nella vira di detta Santa Vergine, e Martire
diſcorre della ſopra menzionata Pittura coerentemente al P.
Magri, il quale oltre ciò, che diſſe nel Paragrafo, che ſi eſa
mina, fa anco una nota (z) ſotto n. i5., che cosi dice
. Nota del P. Magri al n. r5. alla ſine del ſuo libretto.
,, Tutti quelli, che ſcrivono di queſta Santa , la fanno
,, Cartagineſe, ne ſono Autori Ordinari. trattandone Beda ,e
,, altri di prima claſſe. Solo un moderno Scrittore la fa di
,, Corſica col fondamento d’un Chirografo da lui trovato.
,,, Mori crocifiſſit in queſti mari, e da alcuni manuſèritti ho
,, cavato, che detta Santa in Pittura ſia ſtata fatta fare in
,, Piſa da alcuni divoti di Corſica , che non la poterooo im
,, barcare, eſſendo rimaſta, con loro ancora. in Livorno ee.
Dice adunque col P. Magri lo Scrittór Lauro, che certi
Naviganti Corſi divori di detta Santa nel trattenerſi neſ Porto
di Livorno (non ſi sà in qual anno) la faceſſero dipingere in
una tavola per formare un Qiadro da traſportarſi in Corſica,
per eſporſi nella Chieſa del loro Paeſe (quale pur.: non ſi
si, de tanti-Paeſi di Corſica. qual ſia), e il P.>Magri aggiun*
.gecon documenti , che non ſi trovano. eſſere ſtato un tal (Lira
dro dipinto in Piſa, qual (Liadro fatto da me a varii Proteſ
ſori di Pittura Italiani, e Oltramontani per moſtiſiime Volti:
vedere, e conſiderare è ſtato creduto da eſſi fattura non del
Secolo della rinaſcente pittura , ma del Secolo XVl. Comun
que ſiaſi la coſa,ciò, che ſi dice ſu ta] pittura, che in tavola
-anco al di d’oggi ſi veneta nella Chieſa. e Compagnia di det
.ta Santa, è, che foſſe perfezionata, incaſſata, e poſſa nel na
n

(1) Vedi al fine del preſente Volume ſotto let-tera P, .nota tt- all’
ann. [fifa .
(e) Magri Orig. di Liv- pq- i".
Da LIVORNO. 333
vigiio da ſopracitati Divoti, o Viaggiatori, o Marinari , che
foſſero, per portarſi al ſito deſtino in Corſica.
Giunto il giorno della partenza del Legno Corſo, ſendo
ii mare tranquillo, il Cielo ſereno, con tutto che altri navi
gli , ſciolte le ſarte, felicemente dal lido di Livorno lì diſcoſiaſ
ſero, mai fu poſſibile al legno, che in ſe teneva la ſuddetta
Pittura, di poterſi da- Livorno allontanare. Preſo per tanto cio
‘per effetto ſopranaturale, e fatto del ſeguito rapporto al Pie
vano di Livorno. accorſe il ſuddetto col Clero, e-colla Co
munità alla Nave , e toltone con riverenza il Sacro Depoſito ,
e portatolo alla Pieve, ivi fu a un’Altare collocato, finchè la
Confraternita non ebbe modo di edificare la prima Chieſina
detta or S. Giulina, ove ſtette, finchè del 1603. non fu tra
ſportata nella nuova Chieſa, e poſta a piè della ſuddetta ſo
vra la porta . Cosi ſcrive il Lauro, il quale vuole, che ſubito
dopo tal miracolo eretta foſſe la Compagnia di S. Giulia , po
ſcia quella del Sagramento .le veniſſe unita (i). ed aggregata .
Con pace però di queſlo Autore, del P. Magri, e dei pii
Livorneſi dirò sù ciò quanto ricavaſi da incontraſiabili Auto
ri , e che eſſer’ può alla verità , e alla ragion'conſentaneo, ſen
za però pretendere di oppormi a tutto quello, che eſſer’ pol;
ſa opra ſopranaturale e divina.
Per quanto abbia io ricercato sù tal decantato miracolo
(perocchè ſull’edífizio della prima Compagnia o del Sagra
mento, o di S. Giulia ſi diſſe in paſſato abbaſtauza), non ho
incontrati altri Autori, che ne parlino ſe non ſe il Lauro , e
il P. Magri, vantando il primo una popolar’ tradizione antica.
e il ſecondo aſlicurandolo con certi MSS., che ſtanno ſolamen
te nella ſua aſl'erzione, e che in queſii ſecoli non ſi accettano,
ſe non ſono più che ſicuri.
I Bollandiſti (z) trattano la vita di tal Santa nativa facen
dola di Cartagine, e non di Corſica , come vuole Salvatore Vi
tali

(i) Lauro Vita di S. Giulia pag.“


(s) Bollani. Ad. ma. ſub die aa.. Haij.
Z” [STORIA
tali (i) conſutatodal celebre Franceſco `Maria Fiorentini {ai
ma nulla ſcrivono di tal miracolo dal Magri,dal Lauro , c da,
Livorneſi decantato. Nel Manuſcritto, che Giovanni Gama",
ſia della Compagnia di Gesù trovò nel Monaſlero Bodecenſe
de Canonici Regolari in Veflfalia nulla ſi legge su tal miraco
lo. Molto meno nella vita di detta Santa. che MS. in Fire;
ze ſi conſerva in verſi latini ſcritta nella Riccardiana (3) .Bj.
blioteca, e nulla pure li trova intorno a ciò nel MS. , o Leg
gendario nella Medicea Lotaringiea di Firenze (4) ſcritto del
763., per quanto {i crede. ſegno. che nel tempo, che paſsò
dal Martirio della Santa fino alla Traslazione del ſuo Corpo,
che io mi luſingo ſeguiſſe del 766. perchè dal diligente Mu
ratori ripoſla ſorto tal anno (5), ſeguito non era un tal mira
colo, ma che li ſuppone ſeguito dopo la detta Traslazione da
Gorgona a Porto Piſano per Breſcia, lo che aſſicurato viene
dalla Iſcrizione poſia ſulla Porta dell'antica Compagnia dem
al preſente S. Giulina, la quale chiaramente dice ñ ex ”fut-,1,
bit- Dimm Zuliani de anno DCCLXII. (ma io dirò DCCLXVI.)
i” Marmi:. d“ Pan-0mm ehgir. =
Se adunque diceſi ſeguito qui = Hi: a un tal miracolo do
P0 il 762-- o meglio dei» il 766.. cioè vari anni dopo …i
lei Tralaszione, perchè non nè appariſce memoria alcuna nell
anticoBreviario delle Monache di S. Giulia di Breſcia? Per
chè il Croniſla (6) di Corſica trattando del miracolo del [am,
e ſangue ,che ogn’ anno ſcaturiſcono dalle pietre di quella par.
te di mura di Nonza , o ſia Capo Corſo, (ma "On mai Pol?
maria, come malamente ſcriſſe il Padre Magri, mentre Pol
maria è un' lſoletta in faccia a Porto Venere preſſo l’ altra pie
cola, Moletta detta Time ..e Palmaria è una dell’Iſòle Liparee.
già Eolie. nel mar di Sicilia.) ove nell'atto del ſuo Martiri(
{il

(i) Salvatore Vitali Cron. di Corſica.Edíz. di Firenze del i639.


(a) Florentinius in Nous ad Martir. Hieionimiuum.
(z, in Bililinth. Riccardiana MS.
(A) Vita Dive*: Iulít in Medie. MS.
(g) Muratori Ann. lral. ann-.166.
(e) Salvatore Vitali Cron. di Corr. Edil. .Fior. ann. ic”. pag. 16,.
nl‘LivonNÒ. 335
,gittate 'furono le re‘ciſe mammelle di detta Santa, e di quello
“dell’ acqua ſalubre, che dalle ſteſſe pietre ſcaturiſce, come i
`Bollandiſii (i) anch’efli raccontano, non regiſtrò queſto pro
Ìdigio ancora in Livorno accaduto?
Potè il citatoScritr-,ore ſapere, che l’ acqua di ſopra nomi
nata da Corſica portata in Livorno l’anno 1609. diè la ſalute
a una Fanciulla Figlia‘del Proviſore,o vogliam dire Provveditore
' di detta Città, lo che ſi dirà nell’eſame della Cronica del P.
_ Magri, che egli .però non .nomina chi foſſe, ed anco vien’ nella
' flefl'a maniera riportato da Bollandiflih). e del miracolodi que
; fia Tavola ,-o Pittura .nulla .potè ſcrivere? Un fatto privato , qua
; le ſi è quello della ſalute della Figlia del Provveditore di ,Livorno
J ſi ſpande da Livorno in Corſica ..e per ogni dove. e ſi regiſira
, nella Cronica di Corſica , e da oculatiflimi Scrittori,quali ſono
' i Bollandiſti,viene aſſicurato, e un fatto.il quale ſuecedè in un
‘ Porto a viſta di varie diverſe Nazioni , non è noto, che in Li
‘ vorno, e a quei ſoli Corſi, che ſpettatori_ ne ſono, e a quelli
, Scrittori, che in Livorno, -e per Livorno ſcriſſero, ſenza eſ
‘ ere ſtata preſa memoria dalla Curia Archiepiſcopale in ogni
coſa, ma in quel-le di tal genere attenta. e circofpettaì
ì Non .facendone pertanto menzione .altri A-utoámhe il
ì P. Magri ſenza ſicure prove, e il Lauro, ~:the bevve afonti
‘ del P. Magri.che mai dir .ſi dovrà? Forli che eſſer non poſſa
ì vero? No: .anzi laſcerò, che tutti eredino ciò, che li pare,
intendendo ſempre di coltivare, -non ,di .togliere la divozione.,
la quale .però non è fondata ſull'accettazione., o reiezione d’ una
pittura , ma ‘nell’oggetto Santiüimo di noſtra Fede ., che ldio a cui
certamente nulla .di ciò, che .è buono, .è impoſſibile.; ma .per
farlo mirabile ne ſuoi ſervi riconoſcere, come egli è. non v’à
biſogno, che dagli uomini ſiano i -portenti ſegnati, e finti,
avendoli fatti, quando è alla ſua Sovrana mente ſembrato op
portuno, e facendoli a viſta d'un'intiero mondo, quando li
pare, e li piace , perchè mai .negar .ſi poſſano da chi ſtolta
unen

(r) Bolland. Afla SSI-b die zz. mai.


(ì) Ada Sana. lo:. ſup. eit
3'36 lsTDRÎA
mente, e in vano pretende di non eonofcerlo. Nell’efiame
dana' Croniche li dirà a che ſecolo appartenga quella Pittura.
Da quello poi, che da me antecedentemente li diſſe ſulla
prima origine della Compagnia, o Confraternita del Sagra-.
mento, e S. Giulia, ne riſulta la falſità del reiiaute del rac
conto del Sig. Dottor Lauro da Perugia in ordine all’erezione ,
e fabbrica della fuddetta Compagnia, laonde ſi vede, che
queſto Autore ſcriſſe non per dire la verità, ma per farli
merito, ne ſo con qual fondamento, co i Fratelli della ſud
dcna Compagnia, a quali dedicò il ſuo libro non troppo me
ritevole di vedere le iiampe per i tanti errori, che in ogni
genere vi s’incontrano, e che non è mio iiiituro di preferire
mente notare. poichè queſtoſarebbe a Aagie flalulum repar
gare = baliandomi ſoltanto aver detto I’ occorrente ſu quello ,
a cui il preſente iſtituto mi richiamo.
Sull’Opera di S. Maria di Livorno, e full’Operajo della
mcdelima dico eſſere e l’una, e 1’ altro bene antichi, menu-e
leggeli nel Contratto di Donazione del Marcheſe Corfuccio
del quondam Lemmuecio della ſua terza parte del Marche
ſato di Livorno alla Comunità del ſuddetto luogo , farro l’an
no 1-361.‘(1),'per primo Teſtimonio Maeſtro,o Mcſſer Bo
naccorfo del quondam Ubertello Operaio dell’ Opera di S.
Maria de Liburna, dal che li ricava, che fe del 1361. eravi
l’Opera. e facevali un Operaio per la Chieſa di S. Maria di
Livorno. eſſer doveva da tempo avanti eretta quefl’Opera,
e per ciò eſſere antica.
(Lueli’Opera di S. Maria di Livorno unita venne a quella
di S. Giulia di Porto Pifano,allorchè {cadde la Battelimale di
detto luogo,-come già ſi diſſe, ſotto gli anni o 1410. , o 141 x.,
e col titolo s'unirono i beni di detta Chieſa a quella di S.
Maria di Livorno (2).
Ne oſta, che nelli Statuti di Livorno approvati dalla Re
pubblica Fiorentina l’anno 1477. alla Rubrica 36. li legga cosi

(i) Vedi_ il detto Contratto ſono [cu. D.ſecoud0 al num.7. fecondo.


E Targioni Tom. 2. Viaggi ec. pa]. 80.
anrvonNo. 337
i- Chi contravvcrrà caggi in pena di lire 25. da applicarſi la
metà al Rettore, che la riſquoterà, e l’altra metà all’Opera
di S. Maria di Livorno ſenza rammentar S. Giulia, mentre
ſiccome nella filza Beneficiaria ſotto n. 5. li legge (1), che
del meſe di Settembre dell’anno 141 1. conferita veniſſe la Pie‘
ve di S. Giulia di Livorno ſenza nominarſi quella di S. Ma
ria, e che mai fu chiamata S. Giulia , ma S. Maria di Livor
no, e che ſempre per l’ avanti furono due diverſe lontane Bat
teſimali, e contuttociò fu- chiamata S. Giulia di Livorno per
la unione già ſeguita, così pare, che chiamando la Rubrica
36 fecondo l’antico ulitato llile l’Opera di S. Maria-di Livor—
no ‘ſenza nominar S. Giulia, non eſcluda nè il titolo , nè i be
ni di S. Giulia di Porto Piſano uniti all’ Opera di S. Maria di
Livorno.
Nelle Deliberazioni della Comunità di Livorno del ai. No
vembre dell’anno 1442. alla pag. 138. , del 14. Febbraio 1444. ,
e del 28. Ottobbre 1470. ritrovanli due Operai; ſe adunque
ne’ primi tempi , quando era la ſola Pieve, e Opera di S. Ma
ria di Livorno un ſolo Operaio li trova, come dal Contratto
del 1361. deduceli , trovandoſene nel 144:., del 1444. , e del
1470. due nominati, e cosi ſuſſeguentemente, è argomento
queſto, che per amminillrare i beni della Batteſimale di S.
Giulia di Porto Piſano all’Opera di S. Maria di Livorno in*
corporati erano neceſſari due Operai, e non uno, lo che fa
cevaſi ne primi tempi, quando le rendite erano le ſole,e po
che dell’Opera di S. Maria di Livorno.
Vi furono ancora gli Operai della Chieſa di S. Anto
nio, lo Spedaliere dello Spedale di S. Antonio, de quali i pri
mi ſono rammentati la prima volta ſotto il di az. Febbraio
1444. fecondo lo-ſpoglio de’libri di Deliberazioni della Co
munita di Livorno fatto dal fu Cancellier Girolamo Grifo
ni (a), e il ſecondo nel Maggio dell’anno 1471. (3). de q‘uali
V v ' 1

(1) Vedila al ſine del preſente volume ſorto lettera C fecondo. _


(z) Vedilo al fine del preſente volume ſotto lettera I, e le Memorie
ſetto lettera P.; ñ
(3) Ibidem ſub littera I.
338 Is'roaiii
ſi parlerà. quando ſi eſaminerà la Cronica del P. Magri, e
più ſpecialmente , ove li diſcorrerà di Livorno Sacro.
Segue adeſſo il Citato Scrittore Magri ad imbarazzarci
col dare un idea del Governo di Livorno prima del 1400..
ma con fua buona pace, preſcindendo da ciò, che ricavar ſi
può dalli Statuti Piſani del 1284., e del 1305.. il reſtaiite è
tutto un’ immaginazione, e un’indovinamento, mancando gli
antichi Libri, che potrebbero illuminarci.
Solo dopo il 1400. incomincia a leggerli alcuna coſa ſul
Governo civile di Livorno nel Libro detto Campione , 0 Libro
Verde della Comunità di Livorno tanto nominato dal P.
Magri (i), come ancora in altri Libri di Deliberazioni del
1442. (2), del 1469. (3),e nelli Statuti di Livorno del 1477.
della ſuddetta Comunità (4) . Nell’ eſame , che ſi andrà facendo
della Cronica del P. Magri, ivi ſotto i ſuoi veri anni li da
ranno le nocizie di Leggi, e Statuti appartenenti al Governo
Civile, e Militare, che ſorſero per il noſtro Livorno ſotto i
vari Governi, a quali fu ſortopoſto.
Diſcorre per ultimo il noſtro Scrittore ſulla intereſſata
Donazione di Livorno fatta da Le-Megre , o Lemeingre , detto
Bonciquaut Mareſciallo di Carlo VI. Re di Francia e Sig. di Geno
va a Genoveſi e fa una Nota ſorto n. 16. (5) dicendo cosia.
= Nota 16. Agoſtino Giuſtiniani nelli Annali di Genova
,, L. 5. pag. 171. vuole che il Lemeyngre abbia liberamente
,, donato Livorno a Genoveli, ma che li Genoveſi il terzo
,, giorno dopo la donazione, che fu in Settembre , gli abbino
,, pagato 26. mila feudi d’oro per le ſpeſe fatte. Grimaldi.
,, MSS. Piſani all'anno 1408., e fecondo Genova anno 1407.
(Lueſta donazione di Lemeyngre è tutta vera, ma non
è neceſſario diſcorrerne di più , avendone già parlato più volte
nelle varie antecedenti Diſſertazioni , e dovendonc a ſuo tempo
ripar

(i) Vedilo in ſine ſotto lettera F primo.


(a) Vedi lo ſpoglio de ſuddetti libri ſotto lettera I.
(3) Vedi ſotto lettera F fecondo.
fa) In Archivio Communitatis Liburni.
5) Magri Orig- di Livorno pag. 186.
DI LIVORNO. 339
riparlare nell'eſame della Cronica. Molto meno conviene 3.
noi fermarſi a ragionare de vari Capitani, a quali ſoggiaceva
Piſa, come dice il P. Magri, giacchè queſti Capitani nulla in
fluivano nel Governo di Livorno , che era ſottopoſto alle armi
Franceſi, poſcia a iGenoveli, indi paſsò a i Fiorentini.
Dove poi abbia il P. Magri veduti i Libri, de quali ſi ſer
viva la Comunità di Livorno in tempo da Franceſi ,i quali Li
bri, dice ,che includcvano il maneggio ſpirituale, e temporale
di dettoluogo, io non lo sò ritrovare. Altri Libri non ſi tro
vano, che il Campione . oLibro detto verde, in cui fono re
giſtrate le lettere del Mareſciallo Bucicaldo contenenti aſſo
luzioni da tutte , e ſingole le ribellioni commcſſe da Livor
neli , conccſiioni di Paſcoli, ordini di giuramento di ſe
deltà, di immunità, ed altro; c folo all’ anno 142:. fi
cominciano a trovar notati gli Anziani, cogli altri Ufiziali del
la Comunità,come ſi dirà , benchè da una legalizazione ,che
ſa il Notare Pietro di Morona Cittadino Piſano nel ſuddetto
Campione , 0 Libro verde, al decreto refponlivo alle varie ri
chicſtc de Livorneli del Comune di Genova, li deduca, che
del 1408. la Comunità di Livorno faceva Anziani, mentre
dice aver traſcritto tal Decreto alle preghiere, e per ordine
delli Anzìzni del Comun di Livorno. Si ricava ancora dalle
dette lettere, che l’luldicente di Livorno chiamavaſi col nome
di Capitano, conforme fu ſtabilito da Piſani Statuti del 1284..
Il dir di più li chiama pelCar nel torbido,non trovandoſi nel
Libro ſuddetto (t), che quello da noi venne notato. Prima
però del 1408. livorno faceva Conſoli in vece di Anziani (2).
Tutto li dirà a ſuo tempo ec.

sz PA~

(l Vedilo all' ultimo del preſente Vol. ſono lett. F primo. _ _


(2.) Vedi Contratto dl Donflz. del March. Corſuccio alla Comunità di Li.
vorno del [36!. ſotto lett. D. ſecondo n. 7. fecondo.
34,. - lsroxlA
PARAGRAFO ULTIMO
S Uccwfl poi (x) nuova revoluzione mediante Lodovico il Bava
ro , che con il ſeguito di Ca/lruccio . e fazione Ghibellina in
queſte no/Ìre Contrade (2.), e in Piſh creò quell'Antipapa Pietro
di Corvara detto Niccolò V. , che nel ritorno di Roma fu accom
pagnato dall' Armata di 84. Galere di Pietro di Fede-rigo Re di
Sicilia , che l’aveva imbarcato in Corneto , e condotto in que/Io
Porto , ove per opera di Bonifazio Conte di Piſa (3) re/lò poco
doppo l’ Antipapa prigione , e in Avignone condotto al vero Pon
teſice, venendone così noi liberati, ed affidati dal ficondo Inter
detto , ancorcbè Pietro ne re/t‘afle dal giu/10 Iddio gravemente pa
nito con la diſperſione di tutta quell' Armata , con la ſalute (4)
di quattro fòle Galere . nelle quali appena falvò la fica perſima.
Or qui, Serenifflma Altezza, provò tutta la Criſtianità i
frutti de tempi eolamitoſiffimi. Abi che la ſhla rimembranza mi
ſpaventa (5), ritrovando/i Sci/ma nella Sedia di Piero , ſèiſma
nell’ Impero Romano , di qui Lodovico da Baviera, e di 12 Carlo
IV. L’ Aſia caduta in mano degl'lnfedeli , l’ Italia Guelfo, e Gbi
bellina, ogni Città il fico Tiranno di contraria fazione. Inſino Ro
ma da Niccolò di Rienzo (6) , che di Cancelliere privato ſ’intitolà
Tribuno della libertà , e della pace ,ſhlena’o pampofamente il Cam
pidoglio , e cito il Pontefice, e gl’ Imperadori a comparire come a
fitpremo Arbitro di tutto l’Univetſo con applau/o indicibile' di tutti,
venendo” da molte parti Amba/Eiatori. Genove/i , Veneziani, Ca
talani , e Piſani in atrocrffitne guerre (7). Francia, e Inghilterra
in
(x) Vedi nel fine del ſuo libro Orìg. di Liv. alla pag. 186. al n. i1.
la Nota del P. Magri, che da noi ſi porrà nella ſeguente Diſſertazione.
(z) Vedi nel fine al n- 18. la Nota del P. Magri, che da noi ſi porrà
nella ſeguente Diſſertazione.
(3) Platina Vite de Pont. MS. Piſani ann. 1329. Villani lib. IO. cap. lo‘.
(4) Villani luogo ſop. eit.
(s) Doglioni Volum. z. part. 6- anno ”41. Platìna Vite de Pont.
(6) Leggi Vita di Niccolò Renzo Stampata in Roma. Dogliani Volu
me z- part. o. ann. [34:. Plum: Vita-di Clemente VI.
(1) Plana: Vita di Benedetto x.
DILIVORNO. 341
in peggior fiato; lo Regno di Spagna in divi/ione , onde fu che
il no/lro Poeta To/cano vivendo in Roma diceſſe (1).

= Itene altieri , o miſeri Crífliani


= Conſiamana'o l’un l’ altro , e non vi taglia,
a Che il Sepolcro di Cri/lo è in man de Cani.

Qui dalle tante guerre, e confu/ìoni venne la pelle con la fèguoce


care/lia (2) in ſègní formidabili ;mi . In Venezia il Diluvio per
la cri-ſcenza del Mare: in Cipro la pioggia di 28. giorni, che
foflogò ottomila perfine. Il ſimile in Spagna , in Siviglia ere/l'en
do il fiume all’ altezza delle mura con morte di diecimila per/une,
e in Francia la ema d’ Avignone dal Rodano, ma con più ſpa
vento nella Lombardia dal Pò, e in Tofcana , dall’ Arno ,facendone
finorafunebre memoria Fiorenza. e Piſia( 3) , antecedendo , e ſhſſè—
gumdoſigní notah'lzffimi , per un terremoto univerſale , per cui nella
Marca la Città di Norcia andò per terra con morte più di fiv' mila .
Mafu bene la noflra fitlute , o Sereniſſima Altezza , che dalla divina
bontà ſoccorſi faſſimo viſitati da quell’Antidoto dell’ apparizione
della beati/ima Imagine della Madonna (4) delle Grazie, che ora
diciamo di Monte Nero, quale ritrovando/i prima in Negroponte
ſi po/è al Fiumicello l'Ardenza, facendo/ì poi di la condurre con
tutto il maffò a un Paft'orella al Monte per apra divina , come
della S. Caſa di Loreto per riparo delle marine Adriatic/ze, e
que/la per propugnacolo delle Tav/Zane. Quel/a per opporſi al fiero
Trace, que/la al rapace Barbaro (5). Segno ne fa quella figna
latiffima vittoria figuita in Spagna contro i Mori , dove l’ aura
beatiflt'ma di tanta Regina mi giova credere, per effìr ſhcceffò nel
meda/faro tempo , abbi fln'rato grazie al Re di Erg/figlia con qual
tor

(8) Petrarca.
(9) Giov. Villani lib- to. tap- 171. Dogliani Vol. z. part. 6. anno
1539. Platina in Clem. VI MS. Piſani ann. 1340
(1°) Villani lfloria Fior. cap. ”9. e in. Tarcagnotta lflor. del Mondo.
(11) Vedi la Nora del 1’. Magri al n. 19. al fine del {uddetto liber
colo alla pag. 186., e I87. che da noi fi porrà nella fcguente Dillertazion.
_ (u)_N1c_colò Doglioni Vol. 2- part. 5. lflor. del Regno di Caliiglia.
Pm" "illanl lflor. llb- ro. cap. 165.
342. IsronlA
(onlzcimila cavalli, e ventimila fanti balli dato nella villa detta
Rupe del Cerro quella ſi gran rotta ad Aóomelico Re d' Aflì‘ica,
[lJL’ mmoſi col Re Granatino fece un eſercito di jèttantami/a Co
valli, e quarantamila fanti pafl'ando in Spagna alla Città di Ta
ri/ja con z 50. navi , e 70. Galera, oltre altri navigli, colla morte
ſu!” di :0. Cri/lima, e dell'altro di dugentomila , damlo/t’ (l‘îlr‘fìil
tcmfo al Re Barbaro dii/aggira come altro À'Hſe flipra un l‘at
tello , che prima era venuto con tanto ſrl/lo di numero/i legni (1).
Clai potrebbe mai raccontar le grazie, tive da tanta Signora di
tempo in tempo l’a goduto la ClJri/lianitò tutta? Altro tera/Io . al*
tra luogo, et altra opera maggiore di aut/la ford-.5'.- di gno
per c/jn'imerne una minima parte, cono/Èeado, e n›;_~/if,97Î.-Îzfl’o. clic
il dono/attori di ‘lu/:77a chiita del Cielo [fa la Gemma pre
zioſi:. che adorna il ”of/ro monile, della [/lor/'a cominciata .
Qui adunque mi firma per ”on peccare nell' arte di dire , eb:
falle granello/e ge/la ci 1) daopo {ma maggiore ela/”enza ec.

NOTA ULTIMA.

Il noſtro P. Magri paſſa finalmente a terminare il luo Di


ſcorſo Cronologico col toccare tutti in un finto moltillimi, e
memorabili n‘.".“:ni:‘.1::1tì, o liano punti d’Illoria da non dige
rirfi così per fretta. Pure col maggior laconil’mo che ſ1 può,
qnt-.che coſa diremo l'ull’atlditata rivoluzione di Lodovico il
Bavaro, per cui l’Europa , l'Italia, le Città di Toſcana , e
ſpecialmente Piſa infinitamente foll‘rirono, e più di tutti la
&Chieſa-Prima però pongaſi la Nota 17.(z)del noflro Magri.
= Nota 17. llloric Fiorentino di Gi0.Villani lib. 10. cap.
75. l’latina. Doglioni [il-aria del Mondo. MSS. Piſani =.
Quç‘ſh Lodovico da Baviera è quello, a cui neſſun vero
Pontefice volle dare il nome 11’ Imperatore :z
Polla adunque tal Nota, dico, che dopo la barbara uc
Cl`

(7) :ua-;ri Or;g.di Liv. pab. 187.Nor.1 zo. , che da noi ſarà poli: nella
ſeguente Dlſſcnnzsrnc .
(1) Mflgſl Ong. dl Liv. png. ;85.
ntLrvoxNO. 343
oilione di Alberto Imperatore Aullriaco Figlio dell’Impera
dor Rodolfo per mano di Giovanni figlio del Fratello di ell'o
Alberto, lo che ſeguì il primo di Maggio dell'anno 1308. (i),
correndo il decimo anno del ſuo regno, fu eletto nelle Ca
lende di Novembre Rc de’ Romani Enrico Duca di Lutzem
burgo (2), il quale venuto in Italia contro la fazion Ghibel
lina validamente colle armi operando s’impailrori‘i di molte
Città. e l’anno 1312. fu in Roma coronato Imperatore (3) .
In quel tempo teneva il Regno di Napoli Roberto dall’ anno
1309,, in cui mori Carlo II. di cognome il zoppo ſuo Pa
dre. Enrico liabilito aveva colle armi di cacciar quello d’Ita
lia , ma mentre per tal fine coll’efercito s'ineamminava, l’an
no 1313. a Bonconvento nella Campagna di Siena mori non
ſenza ſoſpetto di veleno datoli (4).
Dopo meli 14. d’interregno divili in due parti gli Elet
tori Imperiali, una parte di elli elelTe in Imperatore Lodovico
Duca di Baviera che dal ſangue traeva il Gliibellinifmo (5).
e lo ."è lempre più creſcere in Italia (6)a ſuoi tempi , un’ altra Fe
derigo Auſtriaco. Senza aſſenſo per tanto del Romano Pontefice,
il quale era allora Giovanni XXII. (7), che riſedeva in Avi
gnone, Lodovico dopo la vittoria, e prigionia del ſuo com
petitor Federigo facendola da Imperatore venne a eſacerbare
si fattameiite l’ animo del Vicario di Gesù Criſto, che lo ridulle
a percuoterlo con pubblica l'comunica. (bella difprezzando
il Bavaro li portò in Italia per farli coronare Imperatore, e
diſtruggere la parte Guelfa, conforme era fiato pregato dalla
parte Ghibellina compoſta di Azo. e Marco Vil'conti,FquelIi
ra

(1) Conradus Veccrus in Heiir. VII. Alberrus Argenr. Blondus Dee.


z. lib. 9. Nauclerus.
(2) Albert. Argr-min.
(z) Alberi. Arg. Naucler. Villani Iflor. Fior. lib. o. tap. 42.
(4) Conradus Vcccrus. in l‘Icnr. VII. Peraviiis Rn. Temp. parr. 1.
lib. 9. cap. z.
(z) Muratori Am. Iral. Tom. 3.
(6) Idem ibid.
_"(HBcrnai-dus Guidoni: in Viti: Ponriñc. Naueler. Platina. Ioann.
V] ad.
344 [STORIA
Fratello, e quello Figlio di Galeazzo Sig. di Milano, di Cane
dalla Scala Sig. di Verona, di Paſſerino Buonaccorſi Sig. di
Mantova , del Marcheſe d'Elle Sig. di Ferrara (t),di Guido
Tarlati Veſcovo , e Sig. d’ Arezzo depoſto dal Papa, delli Am
baſciatori di Federng Re di Sicilia, di Callruccio degl'lnter
minelli Sig. di Lucca, e Piſtoja. indi' di Piſa. delli Uſciti di
Genova, e di Piſa, e di altri molti di parte Ghibellina , e
prima ſi fermò in Trento, ove tenne co’ ſopra menzionati
Signori la Dieta ſulle coſe da doverſi in italia fare , poſcia paſsò
per i Monti a Como , indi a Milano, dove ricevè la Corona
d’ Italia da Guido Tarlati Veſcovo. e Sig. d’Arezzo depoflo
dal Papa (2). Da Milano portofli a Pontremoli, ove incon
trato da Caliruccio degl’Interminelli fu da eſſo accompagnato
a Pietraſanta per condurlo (3) a Lucca , ma ciò non ſi eſe
gui, mentre volle prima il Bavaro aver Piſa nelle mani, lo
che ſegui a patti,dopo avere i Piſani, coll' ajuto da Fuoruſèiti
preſtato alle armi del Bavaro, perdute tutte le Callella del
loro dominio, quali patti non furono a Piſani dopoi mante
nuti, mentre dopo tre giorni, che era in Piſa entrato il Ba
varo , dovettero pagarli i 60 mila Fiorini, che pagare erano
di patti nell’atto di ſua partenza dalla ſuddetta Città , con altri
cento mila fotto coperta di voler accreſcere l’entrate del Co
mune e ſi viddero a loro diſpetto l’odiato Caſtruccio in Piſa,
e nella partenza del Bavaro un Vicario,con obbligarli a dare
in mano di Caſtruccio il Caſio] di Sarzana, quello di Retina
in Verſilia . quello di Montecoruoli, e di Pietraſanta (4). Ed
ecco le {venture Piſane ſotto il Bavaro. ma che non ſono per
terminar così preſto, ſeguendone in appreſſo delle più lacri
mevoli.
Parti il Bavaro da Piſa con Caſtucho il rs. Dicembre
13:7. (5) per Lucca. Di Lucca tornato a Piſa, per la via di
Ma

(I) Tronc. Ann. Piſ- pag. 3|7.


(a) Tronci Ann. Piſ. pag. z”.
(z) Tronc. Ann. Piſ. pag. zii.
(4) Tronc. Ann. Piſ. pag, ’zo,
(s) Tronci ibidem .
n-i Live-1140. 345,
Maremma ineaminoffi a Roma, e vi giunſe il 7. Gennaio col
ſuo Caſtruccio, e nel i7. detto faccoſi coronare Imperatore.
per mano di Iacopo Alberti Veſcovo di Venezia, e di Ghe-~
rai-do Veſcovo d'Aleria ambi ſcomunicatiñ, del n.. Maggio
ardi (i) intrudere nella Sede di S. Pietro quel moſtro eſe
grando d’Ipocriſia Pietro da Corvara (z) , 0- Corbaro (3).
Era quello Pietro da Corvara Franceſeano nativo d’Abruzzo (4) .
Non è adunque vero ciò, che ſcriſſe il P. Magri, che foſſe
in Piſa creato queſto Antipapa, bensì in Roma. Da. Rom‘,
paſsò de 4. Agoſto 1328. con' Lodovico a Viterbo, da Viter
bo a Todi, e di il venne a Cometa collo ſteſſo Lodovico, il"
quale colà ſi portò per parlare con Pietro Figlio di Federigoñ
Re di Sicilia che coll’ Armata Navale di 84.. Galere, lo- at
tendeva, delle quali Galere quindici perirono, e le altre molto
ſconciate tornarono in Sicilia (5). Da Corneto per mare ven
ne a Livorno, indi a Piſa l’Antipapa..
Adunque ſu in Piſa l’Anti-papa Niccolò , ma non- fu crea*
to in Pilà.lvi bensì eſercita: volle l’uſurpaca autorità (6), e
per cagione d’aver Piſa aderito, o aver dovuto aderire al Ba
varo, e al [ho Antipapa, cadde ſorto l'Interderco; nè fu aſ
ſoluta, finchè non fu afficuraro il Sommo Pontefice Giovanni.
che l’Anripapa ſarebbeli llaro dato nelle mani, lo che poi
ſeguì in Avignone per opera di Fazio della Gherardeſca Con
te di Donoratico (7).
Di quello Antipapa fa una nota ſotto n. 18. il noſlro
Autore, che dice così (8).
X X a N0*

(a) Muratori Ann. d'Ital. ann. [318.


(z) Muratori Ann. d’ltal. ann. 13:8.
(3) Pelavius Rae. Temp pan. i. lib, 9. cap. 5- à part. a. in Tab,
Chrono]. Schiſ. et Antipap.
(4) Blondus. Albert. Argent. Villan. Joan. lib. lo.
(s) Villani [fior. fiorent- lib. ro. eap. 104,. Murat. Ann. d’ital. an.
lo 13:8.
(6) Trcnc. Ann. Piſ. pag- 31.6.
(7) Murat- Ann. d'hal. ann. la”. lay-aid. Ann. Eccl- ad annJJJo.
Tronci Ann. Piſ. pag. 35*;
(3) Muri Orig- di 'lv-pag. a2:.
346 'ISTO'RlA‘
= Nota 18. Curiofa Storiada leggerli dell’~Antîpa pa Nic
,, colò V. è quella deſcritta da Gio. Villani. nelle ſue lfiorie
,, Fiorentine lib. 10. cap. 104. con. molte altre particolarità.
.. Vedaſiil Teatro de Principi volume a. part. 5. Vedanii i
,, MS. Pifani, i quali vogliono ſia _ſeguito in S. Franceſco di
,, Piſa, dove furono creati Anti .Cardinali ſimili:. .
Siccome una tal Nora nulla dice che .ill‘uſlrar-_poſſa il rac
conto già fatto, cosi laiizerò 'con ella da parte le diviſioni
della Chieſa. e dell’ Impero accennare dal P. Magri, che (i po
tranno vedere. nel Peravio, nel Platinarnel Pagi ,. nel Mura
t'ori, nel Nauclero, in Tritemio, e in Alberto d’Argentioa,
le (venture dell’Alia caduta'in mano degl’jlnfedeli, come li
porrà leggere nelli Annali Turcheſchi colle diviſioni dell’Ita
lia, lo che ſi potrà ritrovare , nel Biondo, nel 'Nauclero , in
Genebrardo,.nel Villani, nelle lſtorie di Germania del Mo
naco Padovano, e nel "Muratori nelle ſue Antichità Italia
ne, come pure la follevazione di Roma ’fatta da Cola di
Rienzo 'pulitamente deſcritta dal Muratori ſuddetto nel ſuo T0
mo 3. delle Antichità Italiane., e negli Annali all’ anno 1354.
con tutte le fventure d’Europa, e d’ Italia, di guerre, di
peſtilenze, tremori, ed inondazioni, perocchè a nulla fervono
tali coſe per il nofiro Livorno illullrare, ma ſolo. per empiere
d' inutili dicerie le carte, dando fine *a quello volume , rimet
tendo il curiofo Leggitore fu quel più, che dice nella fine della
Cronologica ſua Orazione il B. Magri, alle Croniche, le qua
ili, a Dio piacentlo, faranno‘la materia per gli altri Volumi.

FINE.

iN.
;IND IC É”
DEL TOM, O PRIMO.
MMmlîìîîf`-Rîì Sjl

A Alberto
Alberto Im crateredipläiaſigzin
Mali-choſe a . . Corſi-
, Bomelico Re d’Africa Invafor ca figlio del Bratrapottata pag. 55.
` ‘ della Spagna pag. 342. Alboino primo a regnare in Italia de
2 Abramo pag. 70. Longobardi" undecimo Re di cffi.
Acaja pag. 78. Pag. 149..
Acqualunga‘pag. 219. Albulanazar pag. 216.
Acquaviva ' etto S. Jacopo Romito Alcuino Monaco ingleſe .Maeſtro di
rio Agoſtiniano fuori di Livorno Carlo Magno pag. 158. e 160.
pag. '110. 111. 112. 113.118. 119. Aldea del Rio pag. 138..
no. 121. 126. Alerin in Ccrfica. Pag.. 239.
Acque de Bagni di Piſa pag. 164. e Alcllio Ccmneuo. Imperatore. Greco
‘ 165. ag" 19$!
. Adaloaldo Re de Longobardi V. pag. Alell'andtia d’Egitto pag. 273.
14 . Alt-fi‘nndro de Medici Duca primo di
Adelîhis, o Adnlgil'o Conſorte nel Firenze Pag. 166.168. 170. 173.
Regno Longobardo delRe Dcfidc 291. 307. 308. 309. 310. 311.
rio ſuo Padre Pag. to. 11. 150. 155. Aleſſandro lIl..Papa'Pag. 140. 159.
136. Aleſſandro IV.. pag.. 231. 250.
Adria Città e Porto pag. 9 Alfeapag. 77..
Adriano Im erarore pag. 18. Alfonſo d’ Aragona Pag. 296.
Adriano I. a a pag. 156. Aliprando XVI. Re Longobardo pag..
Adriano VI. Rapa Pag. 306. e 315. 149.
Agareni , Arabi o Saraceni pag. 6. Almeiia pag. 217.
Agenore pag. 20. Almerico Sig. di Narbona Pag. 215.
Agilolfo,o Agil'ulfo pag. 149. coro Alpi Cozie pag. 151.
nato della Corona del Ferro › e per Amnlafunta Madre d’ Alerico Re de
chè così detta: ivi. Goti Pag. 147. e 148.
Agilla pag. 12. Amalfi pag. 211..
Agoſtino (Santo) pag. 18. 37. 111. Amazoni pag. 29.
113. 115. 118. ‘ Amburgo Pag. 160.
Aguliana Paeſe díflrutto nel Territo Amilcare pag. 6. e 136.
rio di Porto Pil'ano or di Livorno Amule Paeſe diſh-urto nelTerritorio
di Porto Piſano or di Livorno pag.
Pag. 14.5. 214.
Ajaccio in Corfica pag. 239. 214.
Aiuti riportati da Enea in Toſcana Anacleto Antipapa pag. 239.
Pag. 12. Anagni png. 234.
Alberto Imperatore ucciſo dal figlio Anallnfio IV. Papa Pag. 128. 170. 171.
del Fratello pag. 343. 226.
X x z An
3,48
Andria Pag. 86. fia ag. 158. e r”.
Andrea del Campagne pag. 65. 1-3. Ario o VI. Re Longobardo p. 149.
Arrigo,Enrico, o Errico di Waimar
e 27+ (Beato) Scrittore Agol’tiniano pag.
Anfione pag. 20.
Angelo Maer perché poi detto Mar ”0. e ”8.
zimedici png. 299. Arrigo Conte di Monforte pag. 270.
Anibale [mg. 136. Arrigo IV. Imperatore pag. 128.
Arrigo V. Imperatore pag. 163. 165.
Anniopag.13. 26. 43. 51. 67. 69. 83.
Anni in Italia diverſamente l'uppura 166.
ti pag. 14. Arrigo VI. Imperatore Pag. uz.
Annone pag. 138.
Arrigo di Lutzemburgo Imperatore
.Anfa Regina Moglie di Deſiderio detto VII. pag. 343.
ultimo Re de Longobardi pag. rr. Arſenale di Piſa gag. 186.
Ai'l'enoire Città dell’Egitto inferiore,
e 155. _
Anſelmo Avelbergenſc png. 37. o lia Rameſſe pag. 72.
Anfrre: Aul'ere, o Serchio pag-1.7, Alia pag. 74.
50. 102. 103: Alia minor: pag. 4.4.
Antiochia pag. 86. 90. 91. 195. Aſdrubalc png. 136. 137. 138. 140.
Antonio (Sanro)Egi1.io pag. 36. 1 17. Al'drubale detto il Calvo png. 137.
lio.
c [33.
Antonio( Santo ) Prete Luccheſe Pag. Aſprem (Santo) I. Veſcovo di Na
36. 37. 87. 111. 114. 117. 120. poli png. 91. 92.
Antonio da S. Gallo Ingegniere pag. Aſti Città d' Inſubria poco lungi da
167. 307. Novara [mg. 243.
Anzo , o Anzio Porto pag. 9. Aſtoiſo XX. R': Longobardo pag. 151.
Aranalio Santo Pag'. 36., e 37.
Apollo pag. 24.
Apollonio Pcrgeo png. 69. Atalarico Re de Goti pag. 147., e
Apolline Iperboreo pag. 82. 148.
Apollinare (Santo) Rigeneratòre de Atene pag. 72., e 73.
Popoli d’ Emilia pag. 69. Ari R'.- di Lidia Fratello di Tirreno
Appeniino pag. 69. P-îs- 45
Aquil'grana flag. 159. Atrio Città , e Promontorio d’ Epiro
Aragoneli pag. 233. Pag. 131.
Arcadia, Pclaſgia da Euſrazio detta, Avignone in Francia pag. 274. e 345.
e Licaonia, o Gigante . c Parralia Aurari III. Re Li‘lgObflIIIO fa; 149.
Autiin Città in Francia Pag- 237.
pag. 79. 8:». 81.
Arciveſcovo Piſano coſtiruiro Metro Azo Viſconti pag. 343.
polita foprai Veſcovi di Corſica
gag. 234. B
Ariana ) Paeſi nel Tcrr. dell’an
Ariannaiana) rico PortoPiſano p. 214. Aldovino Re di Geruſalemme pag.
Aribcrto IX. Re Longobardopag. 149. - 195. e 196.
Aribcrto XV. Re Longobardo Pag. Bardi Popoli delle Galli': [mg. 150.
149. 150., e 151. Bardo. o Bart Città nella ſpiaggia del
Arichis, o Arigiſo II. Duca di Be Baltico pag. 150.
nevento pag. 156. Bari in Puglia pag. 309.
Arinno Re de Tofcani pag. 45. Bartolommeo (Santo) Apoſtolo pag.
Arno Fiume pag. 22. 80. 341. 201.
Aronne Califà de Saraceni Re di Per Bartolomch d’Alviano pag. 304.
;‘
349
Battiti , o Bei-ito Città nel Lido della Bn; nero Città de Liguri pag. 239.
Fenicia [mg. 203. Bucicaldo , o Le-Megre , o Leineyngre
Battaglia .Attiaca pag. 131. Mareſciallo di Carlo VI. Re di Fran
Battelìmale di Porto Piſano pag. 311. cia pag. 109. 168. 262. 281. 283.
f E o
Battutig, o Flagellanti [mg. 324. 287. 288 289. 302. 304. 31.1.. 338.
339
Beatrice Madre della Conteſſa Matil C
de Pag. 183.,e 211.
Beda (Venerabile) Scrittore Ingleſe Acano, o Caiano Re delli Unní
a . sr. Abbzî'ſua naſcita , [Ritmo,
Bern-_fieno Avari pag. 153.
Cadmo pag. 2o.
e morte pag. 36. e 37. Cafaggio Paeſe diſtrutto nel territo
Benedetto VIII. Papa 1 8o.
rale 2 2 3.
Orſiſino rio di Porto Piſano or di Livorno
Benedetto XIII. già C ir Pag. 214..
[mg. 101. Caglicri Capitale dell’Iſola di Sarde
Benevvmo png. 155. gna Pag. 115.
Bernardo Bontalenti Ingegn. [mg. 280. C'ajo Attilio Regolo pag. 9.
Bertaridr. XI. Re Longobardo pag. 149. Calambrone
Calamoſca ſi) pafaeſi
. 43.diflrutti
51. 61. nel Ter
Berta , o Bcrtrada Madre di Carlo Ma—
gu. flag. 157. Calignaja , o ) ritorio di Porto Piſano
B.-rtoldo Conte di Savona Pag. 120. Collinaja or di Livorno p. 214.
1:1. Calcide Città dell’Iſola Euboa p. 23.
erilln (Santo) primo Veſcovo de Calfurnio png. y.
Cataneſi pag. 108. Caliſto II. Papa p. 210. 211.235. 237.
Birſa vedi Cartagine. Campo Maggiore pag. 14.
Bianca Marcheſa di Monferrato, da Campo Carbonaia Paeſe dill'rntto nel
cui e da Fede-rigo Il. Imperatore ~.rritorio di Porto Piſano or di Li
nacque Arrigo riconoſciuto ſotto il vcrno pag. 214.
nome di Enzo pag. 254. Candia , o Creta vedi Iſole . Cane dei
Bibbianello,o Bianello Pag. 162. 163. la Scala Sig. di Verona pag. 34.4.
Blotiziano Paeſe nell’antico territorio Canoſſa pag. 163. 211.
di Porto Piſano , or di Livorno di Caprolecchio vedi Romitorio
flrutro pag. 214. Caríaria
Ca raſia pag. .17).
Bdiio prima Abbazzia in Lombardia,
Cagri) g vedi Iſole.
(r Città , e Vz-ſcovado pag. 239.
Boemondo pag. .195. Caria Pag. 45'.
Bologna pag. 159. 160. Carlo Magno Pag. 155. 156. 157. 158.
Bonaventura chagcs Pag. 2-79. Bon 159. 160.
convento pag. 34.3. Carlo d’ Angiò primo Re di Napoli
Bondeno-de Roncori pag. 161. 163. pag. 7. 6;. 71. 261. 262. 26;. 269.
Bonifazio Marcheſe di Toſcana Padre Carlo.ll. detto il Zoppo Re di Na
della Conteſſa Matilde p. 161. 166. th Pag- 343
Bonifazio Rocca, o Terra in Corſica Carlo VI. Re ‘di Francia peg. 109.
pag. .233. Carlo VIII. Re di Franciap. 302. 309.
Bonifazro VIII. pag. 233. 26;. Carlo IV. Imperatore figlio di Gio.
Bouiſazio Conte di Donoratico della Re di Boemia pag. 34.0.~
Gherardeſca pag. 345. Carlo V. pag. 291.
Breſcia C ittà Tranſpadana pag. 1 1. 1 2. Cartagine png. 23. 24. 136. 137. 185.
Brunelleſco celebre. Architetto P. 13 1. Caſal Gavenuli
C:
35°
CaſaſGavini r _Colomba "Saerafad Apollo'flrg; 2.4.
_Caſal Mcriçli' Paeſi diflrutti nel Ter Colonie Toſcane `pag. ,46.
ritorio di Porto Piſano , or‘ disLivor Colonna Milliaria pag. 106.
no pag.- ara. Colonne di Poi-fido di Firenze preſſo
Caſſnro, o Rocca pag.- ”6. la Chieſa di S. Gio. Battiſl’a Pag.
Caſtel di Gioia in Terra di Bari Pag. 2.17.- 25.3.
309. _ Colle Salvetti nelle Colline di Piſa
Caſtcl di Sarzana pag. ;HW ma 34
Caſtiglione della Peſcaia pag 40.. Comete apparſe in Ciclo nel Secolo
Caſtro in Sardegna pflg. 2.4.). VIII. pag. 154.
Caſtrucco Interminelli pag. 344.. Como Città pa . 344.
Catacliſmo primo pag. 75, Compagnia .del a Miſericordia in -Fi
Cataldo (Santo) png., 86'. 93. _ .- renze c .di- Orto- S. Michelep. 3:5.
Catena del Porto Piſano p. :4.5. 24.6.. Compagnia del Sag‘ramento in— Livor
Cavo Cavallo pag.- 4.3.. no e ſua cr’i ine pag-…32.1.
(.ecrc-pe pag. 71. 7)._ 74. e ſcg. Compagnia di .Giulia quando inco
Cemcterioñ antico di Livorno p, 314.. minciata , e ſe ,~ e quando unita alla
31;. 316. Comp. del Sagram. p. 316. 317.
Centocelle_ pag. tra. ”8. Confraternite prime ove, e quando
Cerbone (Santo) Veſcovo di Popula iſtituite pag. 323.,— e ſig.
nia pag.- [1.0. 182. Conti-Rurali pag. :16.
Cerete png. la. Conte Guidotto pag. 16:.
Ceſare Giulio pag. 83. 13°. 133. 134., Conte d’iAmput-ia pag. 2.1;.
i35’v v Convento dol Sig. Salv. di Breſcia.
Cherſimeſo, pag. 80. 'poi’ detto di S. Giulia pag. rr.
Chieſa di S. Tor ere Martire nella. Corneto Città nella Maremma Papale
-Macchia detta `i S. Roſſore p. 111.. - Pag-_235% 34s
Chieſa di S. Pietro in Grado fuorida Cornelio Cect-go pag. 9.
Piſa a . S.;
Chieſa-Pdig ko!.Giovanni di Livorno Corona del Ferro png. 154.
Coſa .Città diflruttañ preſſo -Port’ Erco
a . a .- e e . cole pag. ra. 4t.
Ciiieſ'a di7 S. {eíídetto di Polirone Coſcetto da Colle Piſano pag. r96.
gpa. 161. ì Coſimo I. Gran-Duca-di Toſcana Pag.
Chiuſi Ciſti di Toſcana pag. 133. ‘a'sa.`399. 3‘00.
Cipro vedi Iſole -~ Collantino Magno pag. no.
Circe pag. Jr.- _ Coſtantinopoli p. 154. Peſtilenza ivi,
Cividal del Friuli Capitale pag. 153. e intatte l’Ilole del Mediterraneo
Claudio Conſolare pop. 135. _ quando ſeguiſſe pag. 154.
Claudio Nerone Con ole ‘pag. [37. Coſtantino etto Coſtante pag. 153.
Clcfo Il. Rc de Longobar; i pag. 135. CoſtantinoCopr-onimo pag. 185.
Clemente IV. Papa pag. 89. Cozio Re , da cui Alpi Coni:: pag. r 51.
Clemente VI. pag. 34.0. Croazia pag. 30.
Clemente VlI. pag. 299. Crocifiſſo, che diceſi parlaſſe a Piſa
Cleopatra pag. i3z. ni nell’ aſſalto di Geruſalemme p.
Clugni Abbazzia in Franciajag. 160. 177. l'97. i98.
Cocco Griñ Conſole della Repubblica Crocifiſſo portato da Piſani aPiſa da
Piſana p. 136. 168. 169. r7!. r7:. Nazzaro: pag. 199.
173. 189. n.6. :29. Cucco de Ricucchi preteſo da Piſani
Cola di Rienzo pag. 34.0. Iſtorici primo a ſalire ſulle magri
35-1
di Geruſalemme png. 196. Ebuſo ſe Capitale di Minor'ica, o Evi
Cuma , e Cumani da chi triundì p. 23. - za p” . ;2.17. _
Cunibcrto XII. Re Longcbardop. jap. Ediconc ;Padre di Odoacre Re dslli
Cupola del Duomo di Firenze p. 13|. - Etuli png. 146.
Egitto pag. 44.. 70.
D Egisth o A illa Ninfa pag. 137.
Elba vedi I (la. v
DAlmaziafag. ag. 30. 84.. 13!. Elle da olii Elleſponto png. 79. _e
Dagoberto Veſcovo di Piſa fatto Ar Elleno Figlio-,di Dcucalíone p. 75.
civeſcovo da Urbano II. png» l'94. Enea png. 12. az. 404.
19$- 134- 235- _ Enomao pag. 79.
De Beumont al ſervizio di Carlo VIII. Enzo Re di Sardegna pag. 24.:.. 254.
Re di Francia png. 369. Epoca del Principato -in Fit. p. 291.
Decadenza di Porto Piſano pag. 63. Epcche Sacre pag. -7o. e jèg.
Dedalo pag. 2|. Era Africa pag.“ 74.
Deſiderio Ultimo Re de Longobardi. Era Criíìiana Volgare pag. 5|. 52.
Vedi Flavio. Erarico Re de'Goti diNazione Rugo
Deucalione pag. 68. 69. 74. 75. 76. pag. 14.8.
Didone pag.-az. 23. Ercole Libico pag. 29.
Dioniſio Areopagita pag. 88. 92. Ercole Labrone Diſſert. I. pag. 33.
Dioniſio eſiguo Pag 5!. .46- 47-.4-8- e ſr!
Domiziano png. 24. Er