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IL VENTO SCRIVE

Su la docile sabbia il vento scrive

con le penne dell�ala; e in sua favella

parlano i segni per le bianche rive.

Ma, quando il sol declina, d�ogni nota

ombra lene si crea, d�ogni ondicella,

quasi di ciglia su soave gota.

E par che nell�immenso arido viso

della pioggia s�immilli il tuo sorriso.

CANTA LA GIOIA

Canta la gioia! Io voglio cingerti

di tutti i fiori perch� tu celebri

la gioia la gioia la gioia,

questa magnifica donatrice!

Canta l�immensa gioia di vivere,

d�esser forte, d�essere giovine,

di mordere i frutti terrestri

con saldi e bianchi denti voraci,

di por le mani audaci e cupide

su ogni dolce cosa tangibile,

di tendere l�arco su ogni

preda novella che il des�o miri,

e di ascoltare tutte le musiche,

e di guardare con occhi fiammei


il volto divino del mondo

come l�amante guarda l�amata,

e di adorare ogni fuggevole

forma, ogni segno vago, ogni immagine

vanente, ogni grazia caduca,

ogni apparenza ne l�ora breve.

Canta la gioia! Lungi da l�anima

nostro il dolore, veste cinerea.

L�ULIVO

Laudato sia l�ulivo nel mattino!

Una ghirlanda semplice, una bianca

tunica, una preghiera armoniosa

a noi son festa.

Chiaro leggero � l�arbore nell�aria

E perch� l�imo cor la sua bellezza

ci tocchi, tu non sai, noi non sappiamo,

non sa l�ulivo.

Esili foglie, magri rami, cavo

tronco, distorte barbe, piccol frutto,

ecco, e un nume ineffabile risplende

nel suo pallore!

O sorella, comandano gli Ell�ni

quando piantar vuolsi l�ulivo, o c�rre,

che �l facciano i fanciulli della terra


vergini e mondi,

imperocch� la castitate sia

prelata di quell�arbore palladio

e assai gli noccia mano impura e tristo

alito il perda.

Tu nel tuo sonno hai valicato l�acque

lustrali, inceduto hai su l�asfodelo

senza piegarlo; e degna al casto ulivo

ora t�appressi.

Biancovestita come la Vittoria,

alto raccolta intorno al capo il crine,

premendo con piede �lacre la gleba,

a lui t�appressi.

L�aura move la tunica fluente

che numerosa ferve, come schiume

su la marina cui l�ulivo arride

senza vederla.

Nuda le braccia come la Vittoria,

sul flessibile sandalo ti levi

a giugnere il men folto ramoscello

per la ghirlanda.

Tenue serto a noi, di poca fronda,

� bastevole: tal che d�alcun peso

non gravi i bei pensieri mattutini


e d�alcuna ombra.

O dolce Luce, giovent� dell�aria,

giustizia incorruttibile, divina

nudit� delle cose, o Animatrice,

in noi discendi!

Tocca l�anima nostra come tocchi

il casto ulivo in tutte le sue foglie;

e non sia parte in lei che tu non veda,

Onniveggente!