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Momenti di storia dell'istruzione in Italia Gecchele

Storia della Scuola (Università Cattolica del Sacro Cuore)

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1.3 L cultura illuministica e la rivoluzione scolastica

Papa Clemente XIV soppresse la compagnia di Gesù nel 1773 il 21 luglio dominus ac
redentore presente in diverse parti del mondo specialmente tramite collegi perché
accusata di sobillazione specialmente nel Paraguay e nel Sud America.
Circolavano accuse a volte artefatte di essere sovversivi. Il Papa ricordava il fine delle
opere per il bene e la felicità delle Chiesa e che quando gli ordini invece che servire a
questo scopo ostacolavano la tranquillità della chiesa e del popolo non esitava a
sopprimerli.
Quindi questa decisione lasciò scoperta l’istruzione e diede occasione allo Stato di
intervenire direttaemnte.
I Gesuiti inoltre non si occupavano di scuole del popolo. Gli stabili dei Gesuiti finirono in
mano allo Stato.
1770 il re nel Lombardo veneto dava via alla scuola laica.

Una cultura favorevole.


Soppressione Gesuiti fu solo una concausa visto che i Gesuiti si occupavano della scuola
secondaria; c’era un clima, quello illuminista che voleva faceva da sfondo alla dominus ac
redemptor.
Non era un clima antireligioso anche perché poi i gesuiti o comunque il clero continuò a far
parte del personale scolastico, non essendocene di formato nei laici, si allontanarono solo
dalla direzione degli istituti che fu invece gestita più dallo Stato.

Il principe illuminato e la felicità dei sudditi


Influenza sulle riforme settecentesche dell’assolutismo illuminato. Nel secolo XVIII
l’istruzione pubblica diviene funzione dello Stato caratterizzata da ispirazione e intenti volti
alla felicità del popolo che può essere realizzata tramite la guida del Principe illuminato.
Come un padre sa qual è il bene per il figlio così il principe sa qual è la felicita del suo
figlio cittadino e deve indicargli la via. Quindi l’istruzione è una via privilegiata che non può
essere al altri delegata e quindi sorveglia chi insegna e come e cosa.
Il Muratori nel 1749 dice che i buoni principi sono chiamati pastori e Padri del popolo
quindi hanno il dovere di accrescere la sua felicità con la giustizia, liberandolo dal male e
accrescendogli i beni.
Diritto-dovere del principe di occuparsi della pubblica istruzione è anche ribadito nell’opera
Nuovo metodo per le scuole pubbliche d’Italia uscito dopo la soppressione dei Gesuiti di
Gian Rinaldo Carli

Istruzione ed economia
Fini ideali come risveglio del pensiero, diffusione dell’istruzione, benessere della società e
idea che la conquista degli elementi di scienza avrebbe migliorato le condizioni del popolo.
Fini in realtà anche utilitaristici: rafforzamento della monarchia, conquista dell’opinione
pubblica e preparazione di funzionari capaci e sudditi felici, vittoria nel contrasto con la
Chiesa; in una parola la realizzazione dell’assolutismo.

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Secondo i monarchi illuminati, l’istruzione doveva porre le basi di una più alta cultura e
moralità e fornire ad ogni cittadino le cognizioni necessarie al suo mestiere così che con
una più alta attività produttrice sarebbero migliorate le condizioni del singolo e anche della
nazione e quindi dello Stato.
Il fine era l’utilitarismo: più che armonica concezione e sviluppo dell’uomo e del fatto
educativo si escogitavano concetti provvisori e a volte contraddittori che avevano però un
fine pratico.
Si raggiunse un collegamento tra scuola e lavoro: si voleva dare una cultura di base e poi
far specializzare ognuno su quello di cui avevano bisogno per il lavoro.
Forte critica verso coloro che prendono la strada della religione perché sono troppi e
quindi troppe braccia mancano all’agricoltura di uomini forti e sani.
Inoltre i frati con le loro ricchezze non contribuivano allo Stato non pagando le tasse.

II UNA SCUOLA UTILE ALLE DIVERSE CLASSI SOCIALI

2.3 un metodo adatto [meno latino più disegno]


Chalotais critica che i ragazzi stiano seduti per delle ore, ovvio che poi perdono passione.
Genovesi critica il metodo e l’uso della lingua straniera perché l’italiano riesce a
comunicare ancora prima che fare altro e inoltre dice che le cose insegnate sono inutili.
Le idee rivoluzionarie segnarono anche il curricolo: furono introdotti il disegno, materie
scientifiche, latino ridimensionato e attenzione al mondo produttivo.
Il disegno sarebbe stato utile a tutti fabbri, falegnami, coloro che si occupano dei giardini
ecc. Le scuole ovviamente dovrebbero essere gratis.

2.4 I regolamenti
i primi regolamenti generali nelle scuole.
esiste uno stretto rapporto tra protestantesimo e scolarizzazione a causa della diversa
posizione richiesta ai fedeli sui testi sacri.
1529 Lutero scrive il piccolo e poi il Grande catechismo. 1530 afferma che lo Stato ha il
diritto dovere di istruire i cittadini perché ignoranza è opera del male.
1534 prima stampa della Bibbia in tedesco.

Concilio di Trento in ambito cattolico si lavora anche se non in modo sistematico a una
riforma con valori tradizionali di valori religiosi, morali e sociali. Ferdinando II in Tirolo
combatte il protestantesimo, fa vagliare insegnanti da preti cattolici e adotta il catechismo
di Pietro Canisio, indicato dal Concilio di Trento. Importante la sua Schulordnung 1586
dove appunto dice del catechismo, proibisce l’insegnamento abusivo, afferma obbligo
scolastico per maschi e femmine punisce chi non va a scuola. Riconoscimento da parte
pubblica del maestro che sosteneva esame e che doveva avere vita virtuosa.
1740 sale al trono Maria Teresa e le condizioni di scolarizzazione sono pessime: poca
frequenza perché genitori convinti che non fosse un bene ma quasi un male la scuola che
toglieva i bambini dal lavoro, poche strade impraticabili e distanza. Però era a capo di un
popolo al 70%contadini quindi alfabetizzazione era un’esigneza anche economica;

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dovevano imparare a leggere e a usare le risorse e coltivare i campi con più profitto per
poter poi commercializzare.
La scuola doveva creare buoni cattolici e buoni sudditi leali e quindi le scuole inferiori
davano istruzione religiosa e civilmente utili nell’ambito delproprio lavoro. Inferiori
conoscenza agricole e meccaniche, superiori per creare funzionari.
Questa esigenza portò al Regolamento scolastico generale per le scuole tedesche normali
principali triviali di tutti gli stati ereditati dall’Imperatrice e Regina 1774 redatto da Giovanni
Ignazio Felbiger.

Felbiger aveva frequentato collegio Gesuiti a Breslavia e ricevuto ordine sacerdotale.


Visse a Slesia come abate, migliorò la condizione di vita degli abati e cercò di portarli
anche a essere più produttivi.
Aveva viaggiato per vedere come erano formati i maestri e fu incaricato da Federico II di
riformare le scuole della Slesia e della contea di Glaz per cui fece regolamento delle
scuole cattoliche in cui diceva in 72 paragrafi
che i maestri devono essere sempre approvati dal maestro, responsabili del loro lavoro e
seguire un tirocinio.
che la scuola deve essere utile alla vita civile e similmente ad essa.
scuola autonoma e con locali ad essa dedicata
che il maestro non faccia altri lavori, o dove fosse costretto per paga bassa, alcuni vietati.
Frequenza obbligatoria da 6 a 13 anni

criticato in Slesia, fu inviato a Vienna, stese altro regolamento che di fatto diede il via alla
riforma scolastica Teresio-Giuseppina. Il secondo regolamento del 1774 approfondisce
quello prussiano del 1765 e introduce l’obbligo scolastico per i paesi cattolici ed è
importante specialmente per le scuole della Lombardia perché il Somasco Soave nel 1787
ne fa una traduzione e ne coglie i principi che furono alla base della diffusione delle scuole
popolari con note quali:
centralizzazione scuola e controllo da parte del principe illuminato o comunque stato
importanza insegnamento religioso
controllo preparazione maestri
libri approvati dallo stato
affidamento a ecclesiastici per insegnamento perché meno costosi e mancanza altri
scuola di ripetizione domenicale
maestro come secondo padre
E’ la prima volta che uno stato detta le regole di tutte le scuole.
Il fine del governo è quello di estendere di scuole di vari livelli uniformando il metodo
“normale”
Scuole normali, principali, e scuole comuni o triviali.
Principali in città maggiori, scuole triviali in campagna
Lettere e conti, religione, calligrafia, ortografia, aritmetica… utili alla vita pratica
stanze previste in numeri rispondente ai maestri, ampiezza, lume e mobili necessari.
Poi anche cose utili a chi vuole dedicarsi alla vita miliarte, agricoltura o arti: grammatica,
componimento, intro latino, economia domestica e rurale. storia, geo, architettura…

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Scuole principali principali più o meno uguale, triviali programma ridotto.


Religione insegnata da ecclesiastici, il resto da laici.
Alunni divisi per classi secondo l’oggetto di studio. dalle 8 alle 10 e dalle 14.00 alle 16.00
Obbligo per maschi e femmine (frequenza teneva conto dei tempi del raccolto).
Obbligo di istruzione non di andare a scuola
ci saranno registri per tenere memoria dei passi (detti cataloghi).
Promossi o bocciati o cacciati spetta al maestro dirlo
Alla fine di ogni corso quindi due volte all’anno esami pubblici premio per più diligenti
Ok altri lavori che non interferiscano ma no osterie.

III L’insegnamento e la didattica tra autaritarismo e attivismo

3.1 insegnare normalmente

Al giorno d’oggi la scuola vuole far emergere il potenziale di ogni alunno sviluppando
pensiero critico e creativo.
Prima della riforma settecentesca, la scuola voleva invece inculcare nell’allievo nozioni
teoriche e pratiche non per estendere la sua creatività ma per guidarlo in percorsi
prefissati. Il maestro era molto autoritario.
A fine settecento le classi popolari certo compivano un passo in avanti ma comunque
deciso dalle classi dirigenti e quindi imposto; inoltre per le classi borghesi l’istruzione era
una necessità, mentre per quelle basse era una perdita di tempo e di forza lavoro, quindi
bisognava obbligarli, preoccupato di soddisfare necessità prime quali mangiare, bere e
coprirsi dal freddo, ogni azione che non portasse un immediato beneficio in questi termini
non era visto bene.

Il metodo individuale ovvero tanti i metodi quanti i maestri.


Il metodo variava da maestro a maestro ma più o meno tutti insegnavano a ogni singolo
alunno le singole cose.
In generale si può dire che le difficolta erano comuni:
Scarsità dei fanciulli, frequenza molto altalentnate, no libri di testo, insufficiente
preparazione dei maestri e disinteresse dei governi.
Dovendo insegnare a uno a uno ad alunni ammessi in qualsiasi momento dell’anno, che
sanno fare cose diverse e hanno età diverse, si insegnava a uno a uno e gli altri erano
lasciati a se stessi e non solo si annoiavano ma prendevano in odio la scuola per dover
stare così tanto tempo seduti scomodi e in silenzio. Passava molto tempo tra una lezione
individuale e l’altra inoltre quindi regnava disordine, confusione e tumulto.
Situazione istruzione preoccupante soprattutto tra tessotori, falegnami, contadini ecc non
sapevano niente e i maestri erano scarsamente preparati e pensavano che insegnando a
memoria delle cose avessero fatto il loro compito. Sono definiti anche come mercenari.
La scuola è livellatrice e non sa classificare i ragazzi perché non li guarda nei loro
progressi quindi non fa loro proposta mai adeguata.
Inoltre cambiando scuola o maestro non era inusuale dover ricominciare tutto daccapo.

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Il metodo mutuo e “il mormorio edificante del lavoro”.


In GB dove industrializzazione e urbanesimo avanzavano più veloci si tentò di dare
risposta al problema tanti alunni pochi maestri utilizzando il metodo mutuo insegnamento.
I pionieri furono Andrew Bell e Joseoh Lancaster impiegavano gli allievi più preparati come
sottomaestri.
Bell
Esatta divisione in più classi
scelta del fanciullo per istruire una classe
Lavoro simultaneo di tutte le classi
Lancaster aveva letto Bell e adottato il metodo nelle Indie, tornato a Londra nel 1789
applica in una scuola per fanciulli poveri ed espone i progressi in un saggio.
Confalonieri ispirandosi a entrambi lo porta in Iltania dopo il suo primo viaggio in Inghilterra
nel 1814 e dice che il nuovo metodo si differenzia per la classificazione per mutuo
insegnamento, simultaneità di insegnamento, semplice, facile economico.
Nel 1819 arriva a Milano ‘abate Bagutti.
Il mormorio che si crea è il mormorio edificante del lavoro a cui i ragazzi si abituano
facilmente e da cui non si fanno distrarre perché abituati.
L’ordine quasi militare è buono perché da ordine esterno arriva ordine interno raggiunto
non con castighi ma con esempi.
Prima scuola Lombarda a Brescia da Mompiani poi altre a Mantova, Venezia ecc
quando si stava per aprire quella femminile, ordine di chiuderle nel 1820 perché queste
scuole erano ostili, si esaltava l’indipendenza, il patriottismo e la fratellanza universale.
quindi chiuse per motivi politici.
Anche la Chiesa le fa chiudere e idem nel Regno delle due Sicilie.

Il metodo normale
Seconda metà del 700 metodo normale o simultaneo: insegnare la stessa cosa a tutti i
ragazzi contemporaneamente.
Riforma diffusa soprattutto dallo stato prussiano nel 1763 e si propagò insieme al nuovo
metodo negli Stati Austrici nel 1774 poi nel circolo d’Italia e nella Lombardia austriaca.
Il termine normale allora indicava la scuola esistente nella capitale di provincia che era
modello e norma per tutte le altre in cui venivano istruiti nel modo normale i futuri maestri.
Il metodo era detto normale perché dava una norma regolarità in tutto il territorio delle
cose insegnate e del come, permetteva allo Stato di avere controllo su cosa si insegnava,
a tutti nello stesso tempo e di essere autonomi dal mondo ecclesiastico.
Lentezza nella diffusione perché ci voleva obbligo di frequenza, libri per tutti uguali,
preparazione dei maestri.
Il governo austriaco fu meritevole nell’averlo applicato per primo con costanza.
In Italia portato da Soave, e da Morttz. Padre Soave vide il libro di Felbiger del 1777 a
Vienna e nel 1786 ne curò un compendio.
Insegnamento in comune, a tutti le stesse cose
Lettura in comune e maestro che guarda che tutti leggano e guardino il libro
Metodo delle lettere: scrivere nella lavagna a memoria ogni parola o frase. Dalla parola
lasciare solo prime lettere per vedere se si ricordano la frase.

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Tavole tipo racconti brevi che riassumono, usate come le mappe concettuali.

Importante anche il metodo di interrogare cioè secondo il metodo catechesistico, arte di


saper porre domande: concise, pertinenti e ben strutturate. Non bisogna solo farli imparare
a memoria, ma domandare per vedere se hanno Capito in modo che ne abbiano giudizio,
e si esprimano nel modo giusto. Correggere non è solo dare la risposta corretta ma
cercare di ottenere mediante l’uso di altre domande.

Secondo capitolo descrive i contenuti delle scuole comunali o trivilia, religione, lettere,
sillabae, lettura individuale , scrittura, ortografia, aritmentica.
Uso della lavagna è utile.

Scrivere in seconda dopo aver insegnato come ci si siede, si impugna la matita ecc.
poi può leggere e redigere lui stesso ricevute e lettere
poi ortografia e scrivere sotto dettatura
poi aritmetica 4 operazioni e problemi

ultima parte del compendio su come il maestro deve comportarsi con ragazzi più grandi:
unione scuola e vita. Inoltre maestro deve guardare i suoi ragazzi singolarmente ed
esigere da chi può di più. Maestro attento e preoccupato.
Ruolo maestro ancora poco considerato e quindi ne volevano soprattutto un esempio
morale ma la selezione che si comincia ad operare pone le basi per una categoria.
Infine note per le scuole di campagna e sulla disciplina scolastica: punizioni graduali per
correggere le mancanze.
V LA FIGURA DEL MAESTRO E LA SUA FORMAZIONE

mestro da magister in cui magis significa colui che sa di più.


Per distinguere il maestro delle arti meccaniche da quello di arti liberali si chiamano i primi
mastro.

Considerazione non molto alta né positiva del maestro, che comunque dovrebbe essere
più un formatore di anime che un formatore che uno che insegna a leggere e scrivere.
Inoltre è una vocazione, deve educare con il suo esempio dicono, ed è sconveniente che
lo facciano per fini di lucro.

Riforma di Lutero con il libero esame dei testi sacri prevede che ognuno sappia leggere.
Il Concilio di Trento promosse una forte catechizzazione dell’infanzia quindi aumento
necessità di maestri che siano appunto un esempio di vita.

Con i fratelli delle scuole cristiane di Jean Bptiste de la Salle dice che i maestri devono
essere molto simpatici, dignitosi nell’aspetto, affabile e aperti senza prendere aria volgare
e impegnarsi per conquistare Gesù.
Vocazione e specifica competenza professionale.

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Tra il 1687 e il 1699 attivò seminari per la formazione dei maestri: no lentezza e durezza,
fretta, simpatia o antipatia, scoraggiamento o euforia ma naturalezza e consapevolezza,
autocontrollo, dedizione, persuasività, ordine e e chiarezza.

Anche Francke di fianco all’università di Halle apriva scuole.

Maestro di abc povero sia per considerazione sia per paga, veniva dal popolo e insegnava
al popolo mentre gli insegnanti delle superiori insegnavano ai nobili ed erano meglio pagati
e meglio considerati.
Il maestro poteva fare anche più lavori.
Doveva saperne anche di fede ed essere un buon uomo di buon senso e pazienza.

Riforma di fine ‘700 il maestro doveva frequentare un corso e ottenere patente finale che
attestava capacità di proporre il metodo normale e un certificato sulle qualità morali.
Regolamento di Ignazio Felbiger per la Lombardia Austriaca dice che maestro si deve
sostituire ai genitori per dargli i buoni valori che non gli danno a casa, sono come pastori
perché li istruiscono sulla religione e devono illuminare la loro intelligenza, con amore,
laboriosità, pazienza, sobrietà, diligenza.
Il maestro è quello tradizionale ma con severo controllo su moralità, preparazione culturale
e didattica.
Scopoli nel 1801 nota come i maestri siano quasi tutti ecclesiastici il che è comodo ai
comuni perché altre persone, che facessero questo di lavoro dovrebbero pagarle di più.
Anche se se fosse un uomo sposato la moglie si occuperebbe delle ragazze invece un
sacerdote non può occuparsi di fanciulle.

Ritorno dell’Austria continuava la politica teresio-guseppina e napoleonica ma con forte


confessionalizzazione degli studi per ostacolare idee rivoluzionarie. Maestro che con
esempio doveva guidare i ragazzi a cui doveva insegnare anche la moralità. poteva fare
altri lavori (riconoscimento del suo ruolo ancora non avvenuto) ma non di scandalosi.

Dopo L’Unità di Italia la guerra contro l’ignoranza era sentita particolarmente e si


recuperarono maestri anche tra chi non aveva titoli a sufficienza. Inoltre il maestro
diventava una specie di sacerdote laico la cui missione era fare dei buoni cittadini.
Questo fatto pregiudicò una seria impostazione professionale: 1888 i programmi dicevano
che la figura del maestro è caratterizzata da onestà, esemplarità e deve saper formare
buone teste.
I fatti contano più delle parole.

Comunque leggere le testimonianze dell’epoca si vede come a fianco alla retorica del
buon maestro portatore di progresso emerge una situazione di prevaricazioni, di non
ottemperanza alle normative, di umiliazioni e di maestri impreparati e precari.
Fino al XIX secolo molte differenze tra maestri e maestre, tra rurali e di città, fra religiosi e
laici, tra maestri e assistenti, tra chi aveva la patente e chi non l’aveva.

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Solo a fine Ottocento diventa riconosciuta come una professione sostenuta da attività
intellettuale regolata su specifiche competenze: preciso corso di formazione, prestigio sul
piano sociale, senso di appartenenza professionale sto anche da nascita associazioni
magistrali.

La dimensione etico-religiosa continua a far parte della professione docente ma pian piano
laicizzata verso una dimensione di cittadinanza.

1923 maestro missionario dello spirito e educazione come compenetrazione di anime, eia
rapporto educativo come contratto di anime e il maestro è quasi un sacerdote che fa
confluire volontà divina con la volontà degli animi.
Importanza al maestro rurale che doveva redimere i rozzi ignoranti del suo paese.

Dittatura fascista non fa che rendere il maestro mediatori della sua dottrina, quasi soldato
educatore.
Il fine è di ottenere cittadini veramente degni della patria rinnovata: disciplinati, onesti,
laboriosi, coraggiosi…
credere obbedire combattere è il motto e quindi il maestro è stretto alleato del Regime per
arrivare a questo ed è esempio formatore non solo quando insegna ma in tutte le cose che
fa quindi deve partecipare attivamente alla vita del Regime.

1945 maestro esempio di probità che deve non solo combattere analfabetismo materiale
ma anche spirituale.
Scuola deve dare virtù civili e destare nei fanciulli il senso dell’ordine, del rispetto..
DOPOGUERRA 1955 fine della scuola è quello di comunicare la gioia e il gusto di
imparare e di fare da sé perché ne conservi l’abito per tutta la vita.
Viene riconosciuta dignità e diritto di libertà e spiritualità al fanicull che va a scuola per
compiere la sua persona e il suo carattere.

Il ruolo del maestro quindi possiamo dire che oscilli tra educazione e istruzione:
Maragliano, analizzati i programmi dall’Unità d?italia dice che si è stati indecisi tra una
prospettiva di conformazione culturale oppure di conformazione ideologica e quindi agire
incidendo sullo sviluppo delle conoscenze o facendo emergere l’identità personale di
ciascuno.
ISTRUTTIVI: più corti, definiscono contenuti, indicano le pratiche
Hanno un taglio contenutistico e sono sviluppati secondo la logica di chi insegna
Maestro uomo retto e onesto.
Scuola elementare perché fornisce gli elementi della cultura di base.

EDUCATIVI: aree di attività e creatività.


hanno taglio psicologico e vanno nella logica di chi apprende.
Il fine è la maturazione del bambino in un clima sereno e non turbato da eccessivo carico
di lavoro.

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Scuola elementare perché non solo fornisce elementi di cultura base ma perché educa le
capacità fondamentali dell’uomo: dignità, spiritualità, libertà della persona umana.
(culmine di questo programma amen 1955).

1962 fino a qui la scuola elementare era l’unica per tutti: dava un surrogato di cultura, non
un credo scientifico ma ideologico.

anni ’60/’70 scolarità di massa: 1962 scuola media e nel 1968 scuola materna statale.
Si è cominciato a parlare di qualità dell0istruzione, handicappati inclusi, sperimentazioni..
1985 legge 104 fine della scuola è quello di formare l’uomo e il cittadino. Scuola deve
sostenere l’uomo nella sua autonomia di giudizio, di scelte e assunzioni di impegni.
Si ragiona per moduli e non più per maestro unico. Si lavora in team.
1973 si dichiara che il maestro deve avere formazione universitaria.

Oggi la dimensione istruzione è stata superata e si è privilegiata la dimensione della


educazione, ritenuta più consona.

5.2 il cammino di formazione dei maestri

Interesse per formaggione è direttamente proporzionale alla sua importanza e alla sua
formazione nella società.
Dovevano sapere di dottrina e moralità.
Spesso erano gesuiti o Somaschi.
In Prussia, all’avanguardia sull’educazione, il maestro doveva seguire un corso. Si aprono
scuole speciali dove si sviluppa la pratica. I maestri erano istruiti in tutte le cose inerenti la
scuola, in particolare nei libri, gli si fornivano tutte le cose necessarie perché facessero
passare il gusto per imparare. I preti erano obbligati a frequentare il corso, in caso fossero
mancati maestri.

Riforme settecentesche portano all’esclusione dei religiosi dal mondo dell’educazione,


quindi necessità di formare i maestri che stavano quindi in classe osservando il maestro
ma anche seguendo passo passo quello che facevano gli alunni in prima persona. Poi
quando erano pronti, facevano l’esame. Dovevano essere pietosi, avere buone maniere e
contegno coi ragazzi.
A milano primo corso nel 1789 durava tre mesi ma il primo durò solo un mese.
A Venezia il fine era perseguire l’insegnamento di cose utili, accusavano i gesuiti di
insegnare cose pompose e inutili.

Quindi è dalla metà del 700 che si pensa al problema della formazione degli insegnanti
perché lo Stato si assume l’insegnamento e quindi anche la costituizione degli uomini che
devono essere maestri e che dovevano essere congiunzione tra Stato e popolo. Prima lo
Stato controllava il popolo con l’ignoranza, ora con l’istruzione ma comunque volevano che
tutti fossero disuguali.
intervallo delle scuole napoleoniche tra 1802 e 1812.

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Dopo nei territori in cui l’Austria tornò, si torno allo stampo settecentesco, e ci si appoggiò
ancora al clero.
La scuola maggiore di ogni provincia dava corso di metodica che durava 6 mesi per le
elementari maggiori e trimestrale per chi voleva insegnare nelle minori.
Tirocinio di un anno e poi si giurava fedeltà allo stato e non bisognava avere più di 40 anni
per entrare in ruolo come per tutte le posizioni statali.
Le maestre si facevano seguire da un maestro e poi facevano richiesta di concorso.

Un maestro di Verona del 1863 dice che le condizioni sono pessime: 70, 80, 90 ragazzini
per classe, malsani e maleducati.
Il maestro subita afflizioni e inoltre era malpagato.
la situazione era pessima anche per i ragazzi perché così tanti per classe non si riusciva a
diversificare l’insegnamento e quindi si sentivano uniformati il che era demotivante. Non
seguivano, si annoiavano e quindi prendevano in odio la scuola.

Il nuovo maestro per i nuovi italiani


La creazione di un corpo insegnante fornito di competenze culturali e qualità morali
adeguate si presentava come problema fondamentale e urgente per la classe politica alla
guida dello Stato Nazionale.
Difficoltà di reclutamento per una professione poco attrattiva faceva sì che si tenessero
anche maestri vecchi senza patente o ecclesiastici. Siccome il maestro era poi funzionario
dello stato che aveva grandi repsonsabilità educative, era tenuto sotto particolare
sorveglianza anche nella vita privata.

La scuola normale.
Prima dell’unità ogni stato si era organizzato autonomamente.
Legge casati del 1859 prevedeva apertura di 18 scuole normali: 9 per le femmine e nove
per i maschi con un corso triennale, un tirocinio. C’era esame di ammissione e bisognava
essere sani e robusti con certificato. Dopo i primi due anni si cominciavano a dare gli
esami e al terzo facevi la patente. maschi a 16 anni femmine a 15 dando credito al fatto
che le donne fossero prima mature e pronte al matrimonio.
Per gli uomini era sempre più ripiego, le donne invece venivano viste come naturalmente
inclini all’educazioni essendo predisposte a diventare madri quindi potevano prendersi
naturalmente cura anche dei figli degli altri.
Le scuole normali, limitate per durata temporale e povera nei contenuti culturali, poco
attenta al fine professionale, era mancante all’inizio di ogni raccordo con la scuola
elementare perché cominciava dopo anni dalle elementari e poi aveva poca attenzione
alla futura professione privilegiando la madre-maestra.
Comunque questa era l’unica opportunità di ascesa sociale che potessero intraprendere.

Istituto magistrale
1923 riforma Gentile
Istituto magistrale dura 7 anni: 4 nel corso inferiore e 3 nel superiore dopo esame di
ammissione.

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Latino dal secondo e poi primo anno e scopaino materie come calligraiga, agronomia,
lavori donneschi e pratici il tutto rende il corso come un liceale minore non più come sede
di pratica ma sede du una nuova potenza spirituale. Scuola per formare spiritualmente e
culturalmente le nuove generazioni.
Introdotta filosofia e pedagogia in sostituzione a filosofia e morale della scuola normale.
All’educatore serve non la cultura specializzata ma la cultura.
Mestro secondo Radice non è uno svolgitore di programmi ma un educatore che è in
grado di farlo in quando integralmente lui sviluppato nelle sue attività spirituali.
Quindi venendo meno la pratica, e l’empirsmo precettistico, è naturale che salti il tirocinio.
Cart della scuola di Bottai del 1939 dice che la scuola deve fornire al maestro non una
visione tecnica naturalistica ma la consapevolezza della sua viva sostanza spirituale deve
guidare il maestro nelle iniziative didattiche.
Filosofia diventa dell’educazione. comunque un quinto anno di pratica è ammesso per
farsi esperienza sul campo ed elaborare un proprio metodo.
Sbocc in Istituito Superiore di Magistero, che rilasciava tre diplomi universitari: per
insegnare lettere, filosofia e pedagogia e triennale per abilitazione all’ispettorato delle
scuole elementari. Dal 1935 abilitati dell’istituto magistrale potevano iscriversi alla facoltà
di Magistero.

La formazione universitaria.

Dopo1962 introduzione scuola unica che rendeva scuola elementare un primo grado della
scuola dell’obbligo si sentì esigenza di una formazione universitaria del maestro
elementare e d’asilo (dopo legge che istituiva la materna nel 1968).
legge del 1973 diceva che la formazione era fondata su scuola quinquennale e un corso
universitario di 4 anni.
c’era bisogno di maestro con maggiore specializzazione culturale con la rinuncia ad
insegnare tutto. Collegialità.
Laboratori didattici e tirocinio.
I programmi erano più su aspetti cognitivi e ampliavano le discipline. Maestro unico
cedeva il posto a più figure, e il ruolo docente era funzionale a una cultura più articolata e
scientifica.
La specificità del compito di insegnare era nel predisporre un ambiente educativo di
apprendimento in cui il bambino potesse trovare un progetto flessibile e coerente per
impararee.
1990 specifico corso di laurea per maestri elementari e d’infanzia
dal 1998 corsi universitari in 25 atenei basati su insegnamenti, laboratori, tirocini.
2001 competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologiche, organizzative e
relazionali. Lingua inglese B2 contenuti digitali e competenze per integrare i disabili.
Comunque nel sentire comune è rimasto quasi fino ad oggi il sentore che a un grado
d’istruzione minore corrispondesse preparazione minore del docente.

5.3 un difficoltoso cammino verso la professionalizzazione

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Ogni periodo storico ha preparato i maestri secondo finalità consone alla cultura e potere
politico del tempo.
Illuminismo ce l’aveva con l’utilità dell’istruzione, Positivismo reclamava praciticità,
relaismo, osservazione, mentre l’Idealismo puntava ad una cultura umanistica.

Primi corsi di preparazione per maestri a Milan nel 1789 di 3 mesi ma i primi di un mese.
Poi nel Lombardo_veneto 1818 3 mesi.
1859 con la riforma Casati, la prima valida per l’Italia unita, scuola normale di due otre
anni.
Gentile nel 1923 sopprimeva la scuola normale e introduceva le magistrali.
Aumento progressivo del tempo dedicato all’istruzione e superamento dell’idea che per
insegnare ai bambini basti amore materno.
Dopo la scoperta dell’Infanzia ad opera di Comenio, Rousseau, Pestalozzi, Froebel,
Montessori ed altri si riconosceva al bambino uno status autonomo e quindi l’importanza di
una rispettosa crescita annessa aprimi anni del bambino.
Il corso di preparazione è sempre stato articolato in un tirocinio: Federico II già prevedeva
che prima di insegnare si assistesse alle lezioni. Casati prevedeva tirocinio al II e III anno.
Distinzione tra maestri rurali e di città pian piano abbattuta come anche distinzione tra chi
insegnava nel biennio obbligatorio e chi nei tre anni.
Comunque lo Stato non voleva che città e campagna si incontrassero per non far sorgere
idee di miglioramento, scontri e insurrezioni.
Le maestre di città spesso non erano ben accolte, a volte il paese pagava il corso a una
delle ragazze del paese che andasse poi tornasse. Ma solo nel 1945 venne tolta la
distinzione di scuola rurale (tra l’altro per es Correnti sosteneva la necessità di eliminare
dai programmi di preparazione delle femmine ciò che non era veramente necessario e di
sostituirvi un umile insegnamento).

1903 si stabilì che la nomina di maestro avvenisse per concorso pubblico e che dopo 3
anni di prova si ottenesse stabilità.

V SUI LIBRI DI TESTO: UTILI A CHI?

Per molto tempo l’istruzione scolastica fu impartita da ordini religiosi e basata su testi
religiosi che facessero passare la nuova novella o testi classici purificati ma per cui serviva
mediazione dell’adulto.
Nella seconda metà de Settecento si afferma una lettura educativa:
lettura popolare
lettura scolastica
lettura per l’infanzia

7.1 I primi autori di testi scolastici


L’interesse nasce dall’interesse degli Illuministi verso l’educazione, istituzione delle scuole
pubbliche e per l’affermarsi del sentimento dell’infanzia.

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Francesco Soave incaricato di organizzare la scuola lombarda compilò una seri di open
riguardanti le materie di insegnamento per le scuole primarie; scrisse le Novelle Morali
1786.
La Toscana in Italia fu il centro più produttivo
Lambruschini adottava il racconto realistico nel quale gli insegnamenti erano esempi di
vita.
1840 si impone la figura di Pietro Thouar che divenne caposcuola con feconda produzione
di testi scolastici che vanno da esempi storici a mondo popolare.
1836 Luigi Alessandro Parravicini scrive il Giannetto opera poi divisa in tre volumi
pubblicato nel 1837. I volume sui bisogni del fanciulli e i suoi doveri verso Dio, sé stesso e
gli uomini.
II volume per classe terza diviso in Nozioni di geografia, scienze naturali, racconti sui
doveri dei fanciulli
III racconti morali della storia d’Italia.
L’esempio del protagonista intendeva indurre atteggiamenti e comportamenti corretti per la
società di quel periodo.
Il modello era Leonardo e Geltrude di Pestalozzi in cui lei trasforma il paese con l’aiuto del
prete, del signore feudale fornendolo di scuola e di un buon maestro facendo così rifiorire
la morale.
L’unità d’Italia semplifica le cose perché abbatte le frontiere, unifica la censura
Legge Casati 1859 impone l’adozione di comuni libri di testo col fine di unificare il sistema,
cosa che non poteva partire dagli insegnanti così diversamente preparati e abituati.
Il fine era quello di fare gli italiani, molti autori laici si cimentarono con i libri di testo. Si era
consapevoli che la scelta dei libri di testo era ideologica e quindi politica.
I testi adottati nella scuola dell’Ottocento erano moraleggianti, più con scopi educativi che
istruttivi e funzionavano per esempi che esortavano il bambino a diventare un bravo
bambino, figlio, allievo.
Bambino modello, da seguire proposto nei libri.
Bambino spesso immischiato in storie patetiche che in realtà disconoscono le
caratteristiche del bambino.
Tema dell’amore filiale diverso per bambini e bambine e che nei libri di testo dell’800 vuol
dire rispetto delle codice familiare con obbedienza e gratitudine.
Il lavoro diventa dovere morale.
Self-helpismo 1860 si diffonde nuovo genere letterario: non solo buone maniere ma anche
lotta per vita equa, dalle letture di Benjamin Franklin e Smiles passa il messaggio che
volontà unita al lavoro fa raggiungere tutto.
In Italia si voleva cittadini pronti a una nuova vita ma comunque nel rispetto delle norme.
Figura donna sempre definita come figlia, sorella, moglie, casalinga che sopporta con
pazienza le ire maschili. Discorso diverso per la borghesia che comunque non lavorava
nei campi.
Anni 70 gli autori sono i maestri di scuola.
Scuola ginnastica, indicazioni per cura del corpo e igiene personale e della casa.

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Inoltre viene introdotto anche il culto della patria tema che unifica le classi sociali in
un’appartenenza comune e di fronte alla quale sono tutti uguali in un momento in cui
nascono voglie espansionistiche e l’Italia viene valorizzata e chiamata il bel paese.

1886 nasce Cuore di De Amici, se ne vede un bambino concreto non uomo in miniatura,
sono scomparsi i bambini buoni e cattivi e questo permette la nascita del bambino nuovo,
resa possibile da un gusto per l’infanzia e il desiderio di cogliere il bambino anche
psicologicmente.

7.2 la normativa governativa fino alla riforma Gentile


si voleva il testo unico ma era infattibile per le troppe particolarità regionali dell’Italia.
1865 si dice che l’autorità scolastica dei consigli provinciali con a capo i prefetto vaglierà i
testi.
1894 Baccelli ministro pubblica istruzione esprime il suo dissenso sull’esagerata
proliferazione dei testi scolastici e propose libro unico per alcune materie ma fu
irrealizzabile. Introduce allora la lista di libri Dal 1898 Baccelli disse che dovevano gli
stessi libri per i 3 anni successivi.
1903 scade e riconfermano le commissioni provinciali per le’same dei libri non compresi
nelle vecchie liste.
1916 ministro Ruffini dice che di anno in anno si riconfermano i libri degli anni precedenti
mentre per quelli nuovi li approvano gli ispettori scolastici.

7.3 Verso il testo unico di Stato

2 marzo 1923 Gentile avvia un’indagine Inchieste sui libri di testo.


I commissione con a capo Lombardo Radice 1923-24-5 dice che i libri di testo
del’Ottocento sono romanzetti trattati raccolte di prediche. I nuovi libri devono essere
divertenti e parlare di vita reale.
Lombardo Radice sapeva dell’importanza della cosa vedeva un positivismo stanco e
svuotato mentre prendeva vita l’Idealismo con la nuova concezione dell’infanzia. Era
richiesto maggiore attenzione ai contenuti, alla correttezza e alla vivacità del linguaggio.
I libri di testo e le loro letture erano meno infarcite di massime e lasciarono il posto a una
nuova visione dell0infazia. Nel 900 si guarda al bambino con indulgenza e comprensione.
Attenzione al suo mondo interiore e spontaneità e manifestazioni del suo essere.
Inoltre si parla di bambini orfani, tristi, abbandonati. Si vuole bambini reali, e che i libri di
lettura siano belli e buoni: la prima commissione individua nel libro Cuore e in Pinocchio
degli ottimi esempi perché Cuore contiene comunque aspetti postivi come accettazione
del reale sociale, ideale di affratellamento etica e dovere del lavoro, culto della famiglia.
Libri di geografia e storai, spesso sbagliati, e che hanno toni declamatori invece che storici
o contemplativi. Sussidiari tipograficamente orrendi, carta scadente e che si rifanno alla
vita sempre dei ricchi, mai dei poveri (v.nomenclatura).
Seconda commissione di Vidari è in linea con la prima.
Matteotti ucciso nel 1924 lasciva che il fascismo diventasse dittatura e quindi scuola
doveva servire la causa.

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1926 creazione di religione fascista, conflitto con la Chiesa con cui viene a patti nel 1928
con i patti Lateranensi.
1928 insegnanti devono giurare fede al partito.
III commissione Balbino Giuliano, inizia le prime richieste di riferimenti al fascino,
IV commissione l’ideologia fascista diventa il criterio.
1928 presieduta da Alessandro melchiori dice che i testi sono inadatti perché fiacchi nello
spirito nazionale e fascista.
1929 testo unico la cui importanza ideologica e politica è evidente in quanto comunque è
l’unica cosa che le famigli leggono oltre ai testi sacri. Concetti di patria, valore militare,
monarchia (superata comunque dal valore militare). I libri danno le vesta ma non l’anima
fascista dice il ministro Fedele nel 1928.
Testo unico si inserisce in una dittatura in cui le voci discordanti sono state eliminate, no
libertà di mezzi di comunicazione, non si poteva lasciare questa libertà educativa. Il testo
unico mette al centro la patria, il risorgimento e la guerra e fa proseliti nei piccolissimi.

7.4 fra i libri di lettura


Militi del lavoro contenuti comuni, storie che suscitano commozione, appovato dal partito
ma non con riferimenti espliciti.
Ama la terra. tematiche classiche e poi riferimenti re, fascismo ma poco. Primavera
fascista temi tradizionali e poi figura di Mussolini, combattente fin da piccolo.

7.5 Il controllo sull’istruzione


1929 legge su introduzione testo unico dal 1930-31
Fascistizzazione del mondo giovanile e conformismo di istruzione, immagini, parole
d’ordine.
Linee di educazione fascista.
Scompensi per alcune case editrici, fortuna per altre es Mondadori.
Protagonisti sono quasi sempre Balilla.
Libro unico per prima e seocnda, differenziati dalla terza.

7.6 Fra i libri di stato


libro della classe III.
Bambini fascisti.
Parte storica dai moti all’unità e la colonizzazione viene data come dato storico e come
naturale conseguenza dell’Unità.
p.275

esaltazione vita rurale invece che citàà-

7.7 Il culto del Duce.


Il Fascismo trasformo la marcia su Roma in una leggenda gloriosa e ne fece la base della
sua simbologia.
Il Duce aveva istituito un ufficio stampa che individuava temi, faceva slogan, motti ed
elaborò una serie di temi nazionali tra cui culto del duce, bandiera dell’italianità, della

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romanità. Duce era al centro del sistema simbolico e della nuova religione laica con feste,
simboli, riti, culti ecc.
LUCE diffonde cinematograficamente il corpus d i miti e immagini del fascismo, veicolato
anche per mezzo di fotografia, illustrazione, immagine pubblcitaeria, cartoline e francobolli
o segnalibri.
Culti entrarono anche nei testi unici perché l’obiettivo della primaria era quello di costruire
futuri soldati uomini ciecamente pronti a credere, obbedire e combattere.
Il Duce era ovunque: alcuni topoi erano il profilo, la mascella, l’alta fronte occhi
magnetici,ecc.
metafore che nie libri fanno risaltare le incredibili qualità del Duce chiamato secondo un
sacco di appellativi.

VIII LA SCUOLA DELL’INFANZIA


8.1 Dall’importanza del periodo infantile ai primi istituti.

Interesse per un ambiente appositamente dedicato all’educazione infantile si sviluppa


nella seconda metà del Settecento raggiungendo il picco già alto subito dopo la
Restaurazione.
Fino ad allora l’infanzia non era oggetto di attenzioni educative, gli asili erano nati da
bisogni assistenziali e di custodia, da sempre alcune persone accudivano i figli degli altri
nei momenti di bisogno in casa o in qualche locale ma solo in età moderna sono nati gli
asili.
Da una parte ha contribuito la nascita di una valutazione positiva dell’infanzia, dall’altra
l’industrializzazione che ha portato fuori casa le donne e ha fatto nascere necessità.

Per molti secoli comunque l’infanzia non appare importante di per sé.
Seneca diceva di uccidere i bambini deboli o deformi.
Nel Medioevo mancaba il sentimento dell0infazia, cioè non se ne conoscevano i particolari
e mancava nell’adulto la maturità emozionale per riconoscerla come un momento diverso
dalla vita adulta.
Col cristianesimo viene proibito l’infanticidio.
Nascono i befotrofi per soccorrere esposti ed abbandonati. 1750 e 1850 numero altissimo
di bambini abbandonati.
1762 con la pubblicazione dell’Emilio il bambino comincia a venir visto come importante.
1700 comunque rimane sfruttamento dell’infanzia nei campi o nelle industrie, a volte tratta
dei bianchi e anche nelle classi alte il bambino non era mai considerato tale ma costretto a
diventare adulto prima del tempo.
Come afferma Cunningham il bambino diventa da risorsa economica a risorsa
consumistica con il suo ingresso nelle scuole dell’obbligo.

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Iniziative dalla seconda metà del 700 di organizzare sale di custodia dove però l’accento
non è educativo ma appunto di custodia. Assistenti non preparate che assistono i bambini
ed attuano dinamiche direttive e punitive.
Spesso collocate in zone ad alta densità e quindi vicine ai centri industriali.

8.2 i primi protagonisti

Una delle prime realizzazioni a favore dell’infanzia fu nel 1770 quella di un pastore
protestante Oberlin a Ban de la Roche Fr, dove raccoglieva i bambini in asiles e li metteva
a contatto con la natura. Ocnduttrici non esperte ma con buona volontà e buon senso
insegnavano alcune regole di pulizia e orrore alla menzogna e amore per i poveri.
Questa proposta incontrò sostenitori in tutta Europa:
Robert Owen in GB
Ferrante Aporti in Italia
Federico Froebel in Germania
e Paolina Kergomard in Polonia.

A new Lanarck: l’Infant School.


Robert Owen, guidato dall’utopia di elevare la classe povera verso una uguaglianza
sociale aveva fondato in Scozia un istituto per la formazione del carattere giovanile che
prevedeva anche una classe infantile passata alla storia come Infant School.
Voleva risolvere abbandono dei minori e dare opportunità anche ai poveri di avvicinarsi in
qualche modo alla cultura. No castighi premi ma amor propio, simpatia, disponibilità e
comprensione.
Era contro il lavoro minorile che indicava come massima violenza sulla natura e lo faceva
pubblicamente.

A Cremona: L’asilo infantile


L’eco del rinnovamento inglese valicò le Alpi e nel Lombardo-Veneto aporti nel 1828 Aprì il
primo asilo privato e a pagamento nel 1831 né apri sempre a Cremona uno gratuito anche
per i poveri.
Successo e diffusione al Nord che però poi si blocca nel 1848.
Voleva aiutare i più poveri salvandoli dalla strada, avvicinandoli alla cultura e veramente
educando il loro cuore e la loro mente attraverso la parola.
Dal punto di vista culturale si basava sulla concezione di uomo sintesi tra anima e corpo
che trovava il suo compimento nell’affettività.
Era convinto di 3 facoltà dell’uomo: aspetto fisico, il corpo, aspetto intellettuale, la mente e
aspetto morale, l’affettività. Su queste basi proponeva educazione e istruzione armonica
sia fisica, che intellettuale che morale.
Fu il modello per tutti gli asili che si fondarono in Italia. TOscana nel granducato a Milano.
No due Sicilie.
Si chiamavano scuole di carità per lìinfanzia a Verona.
A volte furono adattati a volte stravolti: es i fanciulli rimanevano fino a 8/9 anni. Si usava il
Manuale dellìAporti.

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Ambiente cattolico avverso perché era di origine protestante, mescolavano le classi sociali
e i bambini erano affidati a mani mercenarie.
Padre di Leopadri, conte Monaldo, disse in un libro le illusioni della pubblica carità 1837
che l’asilo di Aporti non andava bene perché era espressione della modernizzazione
sociale e era apocalittico.
Di sicuro la preparazione delle maestre era modesta seguendo solo alla lettera il Manuale
e la Guida dell’Aporti.
Comunque una conquista di Aporti fu che ormai l’asilo era accettato come accettata era la
necessità di luoghi che si prendessero cura dei bambini non solo accudendoli ma dando
loro un’educazione che li salvasse da novellette fazione, seduzione e pericoli anche fisici.
Aporti comunque muove da una coscienza pedagogica e educazione come salvezza del
popolo.
Mentre in altri stati le mosse sono diverse:
Owen contro sfruttamento femminile e minorile.
Oberlin da ideali filantropici e religiosi
Froebel da sentimento religioso e importanza infanzia per formazione dell’uomo.

A Blankenburg: il Kinderkarten

Dopo il 1848-49 declino di nuove istituzioni per l’infanzia


In Germania Federico Froebel riusciva a realizzare nel 1840 il primo Kindergartne giardino
d’infanzia.
Attenzione al divino: in tutte le cose è riposta agisce e domina una legge eterna.
All’esterno è la natura, all0interno è lo spirito e quello che dà unità è Dio.
Importanza dell’età infantile, di formazione e sviluppo, che segna il destino dell’uomo.
L’educatore deve guardare il bambino come infinito e finito l’infinito armonizzandoli.
Importanza all’educazione fisica e all’educazione estetica. La seconda è l’educazione alla
percezione e alla conoscenza della realtà quindi bisogna lasciare libero il bambino nelle
sue attività espressive disegno soprattutto.
Il primo aspetto, la fisicità, riguarda la tendenza al fare del babmino, l’istinto a operare,
quindi manipolazione ed esplorazione.
Importanza del gioco che è affare serio per il bambino e che rappresenta liberamente e
spontaneamente l’interno del bambino.
Giochi come doni da manipolare: cubi, cilindri, sfera ecc.

In Francia Paolina Kergomard: sensibilizza la Francia a favore degli asili proposta


educativa basata sul prendersi cura di sé e focus su attività motoria libera e gioco libero.

8.3 Nell’Italia Unita.


Gli asili erano ancora per la loro natura assistenziale sotto il ministero degli interni e non
dell’istruzione.
1859 legge casati riconosce il metodo Aporti ma le idee di Froebel cominciavano a
circolare.

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A volte osteggiate perché erano di un protestante quindi discussione sull’applicazione


aadttata alla tradizione italiana o per un’applicazione più pura. Prevalse la prima.
Fine degli anni 70 lega d’insegnamento nata in Olanda per portare l’istruzione al popolo
minuto presieduta da Angelo Garbini e Michele Colmiatti, direttore ella scuola normale
aprirono un primo giardino d’infanzia froebeliano a verona. Il Garbini fu il principale artefice
dell’innovamento del froebelismo in Italian in chiave pedagogico scientifica. Il Positivismo
poi appoggiò Froebel e le sue idee.
Poi declino idee di Froebel, asili che lo usavano erano il 10, 17 per Aporti ma il resto misto.
Ripresa nella seconda metà dell’800 perché si coglieva l’importanza del gioco e di
movimento, in un giardino a contatto conta natura. La parte più spirituale venne meno
colta.
NB: per la prima volta si indicano i titoli che una maestra dovrebbe avere.

Le sorelle Agazzi e la scuola materna


Ottocento si chiude con il Congresso Pedagogico Nazionale di Torino nel settembre 1898
nel quale Rosa Agazzi delinea i punti caratteristici per le istituzioni infantili.
Criticò le situazioni degli asili e disse che l’asilo doveva essere la culla delle virtù cittadine
e nazionali. L’asilo era del bambino, per il bambino e pensato secondo il bambino quindi
rispetto della spontaneità, metodo naturale o materno, corretto collegamento scuola
famiglia, cianfrusaglie e il loro museo; lingua parlata; attività fisica collegata ad attività
della vita pratica; canto. Strumenti di Froebel spogliati della mnemonici.
Conciliare spontaneità con azione educativa e cretiva dell’insegnante.
Metodo naturale si caratterizza per il proporre al bambino un clima di tipo familiare e una
serie di attività declinate sulla vita di tutti i giorni. Attenzione al collegamento con la
famiglia che ignorante, poteva opporsi a questo tipo di educazione. Attenzione all’igiene e
personale. Importanti le attività all’aperto ma non lasciate a sé stesse ma organizzate per
socializzazione ed ad es giardinaggio istruiva sulla proprietà privata.
Semplicità e collegamento concreto con la vita i tutti i giorni il che lo rendeva un metodo
magari poco scientifico ma efficace.

Montessori e la casa dei bambini


Maria Montessori prima laureata in medicina.
Studiò i bambini deficienti dal punto di vista clinico però poi pose la questione dal punto di
vista educativo.
1907 a roma prima casa dei bambini a San Lorenzo, quartiere popolare.
Il bambino era al centro di tutto: lui ci è maestro perché è dotato di vita psichica fin dalla
nascita, guidato da istituti sottili a costruire attivamente la sua persona di uomo. Il bambino
costruisce l’uomo e quindi è nostro padre.
tutto a misura del bambinone dall’ambiente al materiale didattico. No sezioni no divisioni
per sesso né premi o castighi.
Educatrice deve guidare ed essere paziente ed umile, deve essere preparata
professionalmente e anche nella preparazione del materiale didattico.

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8.4 Lo sviluppo della suola dell’infanzia nel XX secolo e la delega al privato.


Ellen Key con il suo libro Il secolo dei fanciullli apre una nuova stagione di attenzione nei
confronti del bimbo.
Situazione reale sconfortante perché cmq i bambini erano sfruttati nelle fabbriche e nei
campi i bambini arrivavano a suicidarsi.
Dina Bertoni scrive l’alienazione dell’infanzia.
Fine 800 prime cattedre di pediatria in Francia e comunque diritto di voto, innovazioni
tecnologiche e alfabetizzazione spingono in maniera positiva verso il concetto di infazia
anche se l’attenzione era già sulla primaria.
1910 Luigi Credano nomina commissione di esperti che nel 1914 (programmmi di
Credaro) delineano norme per l’educazione dei fanciulli. Si parte dalle idee di Froebel e
poi si finisce per seguire le linee delle sorella Agazzi il fine è quello di formare un bambino
sano e lieto buono, lietamente associato ad altri bambini attraverso uno spirito materno e
illuminato da Froebel.
Incentrato su attività fisica, educazione morale e sociale e educazione estetica e
intellettuale.
Socializzazoine importante tra bambini e importante rapporto scuola famiglia. Pulizia dei
locali. Educatrice paziente lieta, che non costringe i bambini e li rispetta.

1923 istituite le scuole di metodo e educazione divisa in tre dalla riforma gentile:
preparatorio, inferiore e superiore.

1940 Bottai

8.5 nasce la scuola materna statale


1945 Programmi, istruzione e modelli per le scuole elementari e materne.
Scuola materna dove

1968 legge 444 governo Moro, nacque la scuola materna statele con fine di educazione,
sviluppo della personalità infantile, assistenza e preparazione alle scuole elementari
integrando l’opera della famiglia.
Orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali pubblicati nel 1969
riconoscono autonomia funzionale educativa alla scuola materna.
Insegnante ha liberta di insegnamento ma deve essere positiva, ottimista, umorista, lieta
no ansietà, iperattività ecc.
Uso intelligente degli arredi e attrezzature anche in rapporto all’igiene.
Il bambino è visto come entità e come colui che deve adattarsi e affrontare realtà in via di
sviluppo e quindi la scuola non può non tenerne conto.
Molto sviluppo delle scuole nel ventennio successivo.
ore max 36/settimana. poi 30 ore + 20 mensili per funzionamento generale della scuola.
1986 dicono che luglio e agosto non possono essere aperte.
Dichiarazione internati esui diritti del fanciullo dalle nazioni unite ratificata in Italia nel 1991
(1989 In Nazioni Unite). Comunque scarto tra carta dei diritti e visione adulto centrica della
vita.

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8.6 nuovi orientamenti


società passata dalla industrializzazione alla società complessa, televisione e mass
meida, quindi nuove esigenze formative.
Orientamenti riconoscono al bambino diritto alla vita, educazione e istruzione i fini che
persegue sono quelli della maturazione, conquista dell’autonomia per fare scelte in
autonomia.
Elementi del curricolo campi di esperienza
Maggiore osservazione.
Scuola del fare.

Pag. 336-334

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