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Fondato nel 1948

Anno 70° n. 3 - giugno 2018


Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçu
Tariffa riscossa
To C. P. M.

Periodico della Famiglia Cottolenghina

la vita dei piccoli


come Alfie
vista dal
Cottolengo
Anno 70° n. 3 - giugno 2018
Fondato nel 1948

Periodico della Famiglia Cottolenghina

la vita dei piccoli


come Alfie
vista dal
Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçu
Tariffa riscossa
To C. P. M.

sommario
3
Cottolengo

Il punto
don Roberto Provera

Fondata nel 1948 La vita dei piccoli come Alfie


Anno 70 - n. 3 - Giugno 2018
4 vista dal Cottolengo di Torino
padre Carmine Arice

Periodico della Famiglia Cottolenghina


Periodico quadrimestrale

7
Sped. in abb. postale
Comma 20 lett. C art. 2 Legge 662/96 La virtù della fede
Reg. Trib. Torino n. 2202 del 19/11/71 don Emanuele Lampugnani
Indirizzo: Via Cottolengo 14
10152 Torino - Tel. 011 52. 25. 111
C. C. post. N. 19331107
Direzione Incontri Cottolengo Torino

10
redazione.incontri@cottolengo.org
l Direttore responsabile: Il testamento biologico
Don Roberto Provera dott. Giuliano Pinna
l Direttore editoriale:
Salvatore Acquas
Redazione: Ero forestiero...
16
l
Caporedattore: Salvatore Acquas don Carlo Carlevaris
Redattori: Mario Carissoni
Migranti 1955
l
Gemma La Terra
Collaboratori:
Mario Carissoni 18
Don Emanuele Lampugnani Due settimane a Tachina
Fr. Beppe Gaido - Paola Bettella fr. Maurizio 20
l Progetto grafico: Riflessioni di un nonno
l
Salvatore Acquas
Impaginazione:
a cura della redazione 22
Notizie dal volontariato
l
Giovanni Grossi
Stampa: Tipografia Gravinese
Franca Sacchetti e Antonio Pometto 24
Via Lombardore 276/F - Leinì Marian Center
Tel. 011 99. 80. 654 a cura della redazione 26
La Redazione ringrazia gli autori di articoli e Autismo? Con lo sport e un mestiere si supera
foto, particolarmente quelli che non è riuscita a
contattare.
a cura della redazione 29
Incontri è consultabile su: Riapre la mensa dei poveri al Cottolengo
www. cottolengo. org
www. avc-onlus. org
a cura della redazione 30
Leggiamo un libro
31
entrate a cuore aperto
http://chaariahospital. blogspot. com/ a cura di Salvatore Acquas
Questa rivista è ad uso interno della
5x1000 al Cottolengo
Piccola Casa della Divina Provvidenza
(Cottolengo) 32
il punto
don Roberto Provera

OGGI... COME IERI?


V
iviamo un tempo ormai la città: e presto cade in e il privato non può correggere
politicamente incerto. amara schiavitù, scoppia la rivolta, si quelle dello Stato, tutti dovremmo
Squassati dalle onde, riaccende la guerra, molti periscono difenderlo piuttosto che fare quello
istintivamente si cerca un appiglio nel fiore degli anni... E mentre questi che ora voi fate, voi che... non vi date
cui aggrapparsi. Perché non mali s’aggirano qui nel paese, molti pensiero della salvezza comune, e fate
mettersi in ascolto degli Antichi, poveri sono venduti, trascinati in colpa a me... cessate quindi di dolervi
dei grandi Antichi, che hanno terra straniera in ceppi vergognosi... delle sciagure individuali e pensate
popolato la storia, lasciandone Così la pubblica sciagura penetra in alla salvezza comune...
traccia indelebile. ogni casa... Osservate la potenza della città
Ascoltiamone due. Moltissimi mali arreca alla città [Atene] giorno per giorno nella
Il primo: SOLONE, grande e il mal governo, ordine e concordia realtà dei fatti e imparate ad amarla;
saggio uomo politico ateniese e viene dal buon governo, che mette e quando ne abbiate riconosciuto
poeta –minore – vissuto fra il 640 in ceppi i malfattori, appiana la grandezza, considerate che questi
e il 560 a. C. “Che cosa distrugge le asprezze, frena la cupidigia, beni li conseguirono uomini d’onore,
o accresce uno Stato”, egli si annienta la superbia, dissecca i intrepidi e perspicaci, che, anche se
domanda? Ed ecco la sua risposta. fiori di Ate [dea della disgrazia, non sempre ebbero vittoria, non mai
“Non per decreto di Zeus, non per dell’accecamento] ancora in boccio, vollero privare la città del loro valore,
volontà degli dei beati immortali corregge le sentenze ingiuste, tempera ma gliene fecero tributo gloriosissimo.
perirà mai la nostra città; tale le prepotenze, reprime la discordia, Poiché, dando la loro vita per la
magnanima dea la protegge, placa la collera delle violente contese, patria comune, singolarmente
Pallade Atena, figlia del sommo ridà agli uomini ordine e saggezza”. s’acquistarono lode imperitura”.
padre [Zeus]. Sono i cittadini stessi Il secondo: il grande storico ateniese Quanta saggezza in queste
accecati da brama di ricchezze, Tucidide, pone queste parole sulla antiche parole! Avidità insaziabile,
è l’iniquamente dei capi ai quali bocca di PERICLE, celeberrimo sfruttamento disumano, rocciosi
molti dolori prepara la grande loro uomo politico ateniese del V secolo egoismi che provocano liti senza
tracotanza, che distruggeranno la a.C. ingiustamente accusato durante fine, totale noncuranza – nei
grande città con la loro colpevole la guerra contro Sparta: fatti – del bene comune, cieca
stoltezza; perché non sanno contenere “... Io penso che ai privati più giova presunzione... e via via la lista
l’avidità, né godere nella pace dei che lo Stato sia salvo che star bene potrebbe allungarsi... all’infinito?
conviti le gioie concesse... singolarmente, mentre lo Stato va Forse no, ma certo fino a quando
Opere inique non esitano a compiere in rovina. Perché se il cittadino sta l’uomo non comprenderà che è
per arricchirsi... Tutto depredano, bene e lo Stato perisce, anche quel suo beato colui “non entra nel consiglio
non risparmiando né beni sacri né bene perisce, mentre, quando lo Stato dei malvagi, non resta nella via dei
beni pubblici; e le sante leggi di Dike gode prosperità, anche il cittadino peccatori e non siede in compagnia
[la Giustizia], che conosce il presente privo di fortuna assai meglio riesce degli arroganti, ma nella legge del
e il passato, non custodiscono... a salvarsi. Poiché dunque lo Stato Signore trova la sua gioia, la Sua legge
Questa inguaribile ferita colpisce può correggere le private sfortune medita giorno e notte” (Sal 1,1-2). n

Incontri n° 3/2018 3
La vita dei piccoli
come Alfie
vista dal
Cottolengo
di Torino
padre Carmine Arice specchio dei tempi
Sulla vicenda del piccolo Alfie Evans interviene il
padre generale del Cottolengo, Padre Carmine Arice
“Quando si decide di fare squadra per
assicurare a questi piccoli amici e alle
loro famiglie tutto il bene possibile
succede il miracolo: l’applicazione nel
senso più nobile possibile della logica
del profitto, quella che si serve di ogni
occasione per aiutare a vivere chi da
solo fa fatica”

C
i sono eventi che vengono alla ribalta perché fare le scienze come l’etica, la cultura accademica e
fanno scandalo, altri perché stuzzicano la quella più popolare: in ballo non ci sono questioni
curiosità o il pettegolezzo, altri ancora perché secondarie, ma il senso stesso della nostra vita.
assumono rilevanza mediatica a causa di posizioni Non è mia intenzione entrare in sterili polemiche,
contrapposte su episodi che toccano il sentimento o non servirebbe assolutamente! I dati della vicenda
ideali di vita irrinunciabili. Il motivo per cui la vicenda sono sostanzialmente noti e ciascuno può tirare le
del piccolo Alfie abbia tenuto le prime pagine dei sue conseguenze. Che vicenda! Come in una partita
giornali, e per diversi giorni, è un po’ tutto questo. di ping-pong, forza e debolezza continuavano ad
Quello che possiamo notare, ora che è passata «la fase affrontarsi in un prodigioso duello. La forza di papà
acuta» e i riflettori si sono spenti, è il silenzio, questo e mamma, la fragilità di bimbo di Alfie; la forza del
non solo per il giusto rispetto del dolore dei genitori piccolo guerriero che resiste e vuole vivere anche dopo
del piccolo guerriero, ma forse perché, per tenere alto il distacco del respiratore, la fragilità di mamma e papà
l’interesse dei media, è necessario trovare un altro che chiedono aiuto al mondo intero per dare tutta la
tema, magari altrettanto discusso, capace di muovere vita possibile al loro bimbo; la forza del diritto che
fazioni contrapposte. Ecco il guaio! Perché parlare decreta di attaccare e staccare macchine e sostegni vitali,
di certi argomenti solo quando la notizia alimenta la la fragilità dei medici che devono obbedire a quanto
cronaca e non regalarci il tempo necessario di andare stabilito dai giudici e, soprattutto, la fragilità di chi
in profondità su questioni così importanti anche avrebbe diritto di vivere e di coloro che hanno l’onere
prima e dopo, con serenità e serietà? Questo lo devono e il dovere di decidere per lui essendone i tutori… e

Incontri n° 3/2018 5
specchio dei tempi padre Carmine Arice
potremmo ancora continuare. un amore possibile, capace di dalle condizioni psico-fisiche più
Chi sia il forte e chi sia il debole intercettare anche i più piccoli o meno accettabili, ma quello che
non si sa: come in una commedia segnali di relazione, dal gemito al approfitta di ogni occasione per
pirandelliana le parti si scambiano. movimento più discreto, sono stati aiutare a vivere chi da solo fa fatica.
Solo che non siamo in un teatro; loro compagni di viaggio religiose Certo nella storia dell’umanità
qui c’è in ballo la vita di un bimbo e religiosi, volontari, operatori ci sono state soluzioni anche più
fragilissimo ma che ha diritto di dell’assistenza che mai si sono veloci: penso alle diverse rupi
vivere, certo senza accanimento, posti la domanda se ne valesse la tarpee che qualche «civiltà» ha
ma nemmeno senza che qualcuno pena o quanto costasse il tutto, drammaticamente conosciuto.
decida per lui il momento della ma, percependo la dignità del Da qualcuno il Cottolengo è stato
sua morte. È difficile giustificare loro lavoro e, soprattutto, quella accusato di avere falsa pietà, anche
la negazione data ai genitori di dei piccoli eroi che non davano da personaggi noti della cultura,
provarle tutte per assicurare ad segni di cedimento di fronte al come fece sull’Espresso nel 2009
Alfie tutta la vita di cui aveva limite, si facevano padri, madri, Giorgio Bocca, accusando la
diritto, non un minuto di meno! sorelle e fratelli. E quando il bimbo Piccola Casa di avere «un culto
Mi è stato chiesto di riflettere su concludeva la sua giornata terrena, della vita ad ogni costo che lascia
questa vicenda, tanto incredibile le lacrime di chi era presente perplessi i visitatori della pia
quanto dolorosa, a partire all’estremo saluto scendevano istituzione del Cottolengo, dove
dall’esperienza quotidiana che sempre copiose come fosse partito tengono in vita esseri mostruosi e
viviamo alla Piccola Casa della il proprio figlio. deformi».
Divina Provvidenza, il Cottolengo. Quando si decide di prestare Per noi non è così! Quegli esseri
Ho accettato per dar voce ai tanti le mani a chi non le sa usare o mostruosi e deformi hanno un
piccoli Alfie che in questi 190 anni addirittura non le ha, quando, nome e una storia e l’esperienza,
hanno abitato casa nostra: Pietro, senza nemmeno pensarci, si decide anzi, l’amore ci rende vigili perché
Tindara, Volo, Giandomenico, di fare squadra per assicurare a quando è l’ora, senza alcun
Stella, Antonio… e l’elenco questi piccoli amici e alle loro accanimento, si lascino volare.
potrebbe ancora continuare. famiglie tutto il bene possibile Ma fino a quando il loro cuore
Non sono state rare le volte in nella loro concreta situazione, desidera onorare la comunità degli
cui questi amici sono arrivati a accade il miracolo: l’applicazione uomini, la loro presenza è un dono
casa nostra con la certezza che nel senso più nobile possibile della e prenderci cura di loro un grande
la loro vita sarebbe durata pochi logica del profitto, non quella investimento per tutti, al fine di
mesi, se non giorni. Ma così non che determina il diritto alla vita a rendere questa nostra società meno
è stato e per anni, circondati da partire dalle risorse disponibili o crudele e disumana. n

6 Incontri n° 3/2018
LA VIRTÙ
DELLA
FEDE
spiritualità don Emanuele Lampugnani
ciascuno di noi accoglie, accetta la rivelazione del
disegno salvifico in Cristo Gesù, morto e risorto, che
ci dona lo Spirito.
Che cos’è la fede nella nostra vita?
La fede nella nostra vita è tutto, è il bene sommo;
senza di essa non c’è in noi alcunché di divino. Se non
abbiamo la fede, restiamo immersi nell’incredulità,
nella non conoscenza di Dio, nel non senso della vita.
Con la fede, invece, cominciamo a esistere e vivere in
pienezza.
Potremmo anzi dire di più: ogni nostra azione buona,
ogni nostra azione morale, è fatta a partire dalla fede
in quel Dio che ci ha amati. La fede quindi permea le
nostre giornate, il nostro respiro. Dalla fede nascono la
preghiera, i comportamenti cristiani, la partecipazione
alla Messa, la lotta per la giustizia. La fede è tutto in
noi, è la sostanza che pervade tutte le cellule della
nostra esistenza.
Perché credere?
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che
noi crediamo in Dio “perché egli è la stessa verità”. Il
Cardinal Carlo Maria Martini spiega questo concetto
con due risposte parallele: una che riguarda il nostro
intelletto, la nostra mente, e l’altra che riguarda la
nostra volontà.
1. Anzitutto, possiamo credere poiché Dio è verità
infallibile e questo Dio-verità ci ha parlato,
dandoci dei segni che ci invitano a riconoscere
la sua rivelazione: tutta la storia della salvezza,

C
tutta la vita di Gesù, Colui che è il grande
ercheremo in questo articolo di descrivere la segno di Dio (dottrina, miracoli, profezie, morte
virtù teologale della fede. Inizieremo provando a e risurrezione), tutta la vita della Chiesa, con i
rispondere a quattro domande: che cos’è la fede? suoi tanti santi, testimoniano che Dio ha parlato.
Che cos’è la fede nella nostra vita? Perché credere? Quali Accogliendo l’invito a credergli, noi compiamo
sono le difficoltà nel cammino della fede? un atto di fede nella verità stessa di Dio, nella sua
Che cos’è la fede? veracità e quindi abbiamo in Dio il fondamento
La fede è il nostro dire “sì” a Dio che si rivela, si della nostra fede.
presenta a noi e ci parla. Il verbo “credere” e il vocabolo 2. Al di là delle ragioni che sollecitano la mente
“fede” ricorrono molto frequentemente nel Nuovo a credere, ci sono dei motivi che spingono il
Testamento (Vangeli, Atti degli Apostoli, Lettere di cuore alla fede. Crediamo perché è questo il
Paolo, Pietro, Giacomo), perché la fede è la stazione di bene maggiore dell’uomo, perché la fede ci rende
partenza, la prima sorgente della nostra adesione a Dio. partecipi della conoscenza di Dio, ci fa entrare in
È importante sottolineare che mentre nell’Antico comunione con il Signore: da questo la nostra vita
Testamento il “sì” dell’uomo si riferisce a diverse si riempie di significato e di speranza.
azioni divine (il Signore che salva, che chiama, che La Chiesa ha in sé lo spirito missionario perché
libera, che invita), nel Nuovo la fede si specifica ritiene che credere è il sommo bene e vuole
nella salvezza che Dio ci propone in Gesù. La fede è annunciare a tutto il mondo la possibilità di
dunque un atto decisivo, fondamentale, con il quale partecipare alla comunione con Dio.

8 Incontri n° 3/2018
don Emanuele Lampugnani spiritualità
Quali le difficoltà della fede?
Dopo aver cercato di comprendere che cos’è la fede
nella Bibbia, nella mia vita e perché è possibile credere,
vogliamo chiederci perché possono sorgere delle
difficoltà nella fede.
Le difficoltà possono risiedere nell’intelligenza e nei
sentimenti.
1. Ci sono difficoltà provenienti dall’intelligenza,
dalla ragione, obiezioni contro la fede che
improvvisamente ci assalgono e ci disturbano: è
davvero ragionevole credere? Come posso dire di sì
a realtà che superano la mia comprensione?
In questo caso possiamo difenderci e combattere
contro tali difficoltà studiando, informandoci,
cercando di scioglierle una per una; insieme occorre
praticare la pazienza, rimetterci pazientemente di
fronte alle grandi certezze che stanno alla base della
fede. Perciò è estremamente importante leggere la
Scrittura, il Vangelo, conoscere Gesù, tutte azioni
che ci pongono continuamente davanti quelle
certezze che suscitano e nutrono la fede.
È chiaro che se un cristiano nutre poco la sua fede,
a un certo punto essa rischia di morire di fame e
cedere di fronte alle obiezioni: chi non partecipa
alla catechesi, chi non approfondisce la Scrittura,
non prega, sarà facilmente esposto alle difficoltà
della fede di ordine intellettuale.
2. Anche il sentimento può creare delle difficoltà. Per
esempio, quando diciamo: non sento più niente,
sono arido, il Signore non mi parla, non ascolta la
mia preghiera, è diventato muto. atto di fede, la nostra fiducia in quel mistero di Dio
Anzitutto va ricordato un principio fondamentale: che non è legato all’esperienza sensibile. Così la
in queste difficoltà pratiche, di ordine sentimentale, fede si solidifica, si irrobustisce.
la fede si purifica, non diminuisce. 3. Inoltre le difficoltà di fede possono essere causate
È necessaria, in questi casi, una grande da una volontà sbagliata e da comportamenti
perseveranza nella preghiera; dobbiamo pregare moralmente sbagliati. Allorché scelgo, per esempio,
insistentemente affermando risolutamente, con un di operare contro i comandamenti, preferirei che
Dio non esistesse e quindi sono pronto a prestare
facilmente orecchio alle obiezioni sulla fede.
Grande era la fede di San Giuseppe Cottolengo, tanto
che il suo padre spirituale più volte affermò che c’era

“nostre
più fede il lui che in tutta Torino. Bella è la seguente
La fede permea le testimonianza:
“Il servo di Dio mostrava gran fede nella volontà di Dio,
giornate, il talmente forte era la sua fede che mai lo vidi a profferire
nostro respiro” una parola di lamento, sebbene spesso si trovava in angosce,
che un altro si sarebbe disperato; e sempre diceva, lasciamo
fare a Dio, siamo in buone mani, e quanto farà, farà tutto
per il meglio” (P. O.: Dott. Granetti III, 111). n

Incontri n° 3/2018 9
Il testamento
biologico
Il punto di vista
di un medico credente
dott. Giuliano Pinna specchio dei tempi

N
ell’analizzare il concetto di “fine vita” il scelta: nel momento che possiamo chiamare momento
pensiero laico dà al singolo individuo basale, quello in cui a rigor di logica siamo più liberi
l’inalienabile diritto di scegliere il proprio e sereni, non abbiamo gli elementi oggettivi che ci
destino, in certi casi fino all’eutanasia. possano permettere di ipotecare una decisione, perché
Questa libertà è ormai un dogma; ma come succede ai ognuno di noi si sente, nell’intimo, immortale. Deve
dogmi, viene imposta senza discussione, acriticamente, sentirsi immortale per poter continuare a vivere, a
in pratica senza libertà (ed ecco una prima lottare, a sperare. Razionalmente sa benissimo che non
contraddizione). è così, ma è l’istinto primario di sopravvivenza. Quindi
Io penso invece che al di là dei nobilissimi principi, una scelta fatta in queste condizioni di serenità, di
manchino a certe dichiarazioni troppi requisiti estraneità al problema, viene fatta senza l’elemento
perché possano essere realmente attendibili. essenziale: la consapevolezza della propria morte.
Mi spiego: per poter effettuare una scelta veramente E se affermiamo che stiamo facendo una scelta
libera devo essere in possesso di tutti gli elementi e facciamo filosofia spicciola, non facciamo realtà,
devo essere in grado di poterli analizzare in modo perché scegliamo su qualcosa che in fondo in fondo
sereno e compiuto. Qualsiasi contratto viziato in pensiamo che non ci riguardi. L’unico che sarebbe
partenza non è valido. Se desidero acquistare un’auto in grado di scegliere con tutti gli elementi necessari
voglio conoscere i modelli, le caratteristiche di ogni potrebbe essere un condannato a morte e guarda caso,
modello ecc, in condizioni di assoluta trasparenza. praticamente mai il condannato a morte accetta di
Per quanto riguarda le scelte del “fine vita”, siamo morire.
sicuri che tutto ciò si verifichi? Noi medici abbiamo una grande esperienza sul veder
Nel momento in cui firmo il testamento biologico ho morire, ma neanche noi abbiamo esperienza
in mano tutti (tutti e chiari) gli elementi di giudizio? sulla nostra morte, che è un fatto unico e irripetibile
Mi si permetta di dubitarne. e assolutamente personale. La morte riguarda sempre
Ci sono due momenti in cui possiamo effettuare la gli altri. Siamo pieni di aneddoti su grandi anziani che

Incontri n° 3/2018 11
specchio dei tempi dott. Giuliano Pinna
si preoccupano terribilmente del Leggendo il Codice deontologico Allora qual è la soluzione? La
loro futuro “quando” (non “se”) sul consenso informato o le soluzione è che non esiste una
moriranno le persone ben più direttive del Comitato Nazionale soluzione universale, non esiste una
giovani che li assistono. di Bioetica (che pure recepisce le soluzione da applicare per legge o
In conclusione, la scelta effettuata problematiche legate alle direttive per linee guida.
in un momento esistenzialmente anticipate, come dicevo sopra) ho “Ogni uomo... è il punto unico,
lontano dall’evento non ha in sé la sgradevole sensazione che mi particolarissimo, in ogni caso
gli elementi sufficienti per essere ritrovo quando leggo un testo di importante, curioso, dove i fenomeni
inattaccabile. Questo lo intuisce teologia: se sono credente non ho del mondo si incrociano una volta
anche il Comitato Nazionale bisogno della teologia, se non sono sola, senza ripetizione... In ognuno
di Bioetica, quando affronta credente peggio che mai, se ho dei lo spirito ha preso forma. In ognuno
la problematica delle Direttive dubbi le sottigliezze teologiche soffre il creato, in ognuno si crocifigge
Anticipate: mi allontanano dalla fede. un Redentore”.
Esiste una distanza temporale e Finissime intelligenze e culture Il medico non è un grigio
psicologica tra il momento della enciclopediche dedicate a cercare burocrate-esecutore testamentario
manifestazione della volontà di razionalizzare ciò che razionale di una volontà espressa magari
contenuta nei documenti ed il non è: quante energie sottratte in tempi lontani: deve invece
momento della realizzazione delle all’esercizio del bene. Anche il partecipare attivamente e
condizioni necessarie per l’attuazione Comitato di Bioetica, costituito da accompagnare il paziente nella
di tale volontà. Questa distanza finissime intelligenze e da grandi sua scelta escatologica. Ma come?
provoca genericità e astrattezza sapienze, cerca di normare tutto, di Non con le linee guida o i position
del contenuto del documento e scovare tutte le possibilità e di dare papers. La più grande lezione
mancanza di attualità del consenso ad esse una risposta, una regola. di etica medica che ho ricevuto
prestato, con la conseguenza di una
forte incertezza nella valutazione
della volontà anticipatamente
espressa dal paziente e della sua
persistenza, col mutare delle
circostanze.
Passiamo all’altro momento in
cui sono chiamato a decidere: è
il momento in cui so finalmente,
so con assoluta certezza e
ineluttabilmente, che il futuro è
ormai cortissimo, che il tempo
è pochissimo (naturalmente
escludo la fase in cui sono
scivolato nell’incoscienza e in cui,
inevitabilmente, saranno gli altri a
decidere per me).
Ma anche in questo momento,
anzi, soprattutto in questo
momento, non ho gli elementi
necessari per poter prendere
una decisione razionale.
Anzi, è proprio il momento
dell’irrazionalità: troppi gli eventi,
troppe le emozioni, troppo il
coinvolgimento.

12 Incontri n° 3/2018
dott. Giuliano Pinna specchio dei tempi
nella mia vita mi venne data quando ero ancora va inteso nel senso più moderno, più “bergogliano”; va
studente, da parte di un vecchio medico, che mi disse: inteso come “misericordia”.
di fronte a una scelta difficile per il tuo paziente, Misericordia per ogni essere umano e soprattutto per
pensa sempre “se fosse mio padre?” Banale. Eppure il sofferente. Il medico ha in sé questa misericordia?
questa raccomandazione mi ha guidato in 50 anni di Purtroppo la misericordia non si impara all’Università,
professione e non mi ha mai tradito. non si impara con i master, con i lavori scientifici e
Considerare il paziente come un familiare comporta non ha impact factor!
“conoscere” quel paziente, entrare in empatia con lui e
“partecipare” al suo dramma. “Se avessi il dono della profezia
Questo, se vogliamo, è un punto di vista “religioso”, e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
forse non contrapposto al punto di vista “laico” ma e avessi tutta la fede in modo
sicuramente da esso distinto. Quando si parla di da spostare le montagne,
approccio religioso, almeno per la cultura cristiana, si ma non avessi la carità,
è spesso influenzati dalla concezione paleocristiana che non sarei nulla” (San Paolo)
pensava che la fine del mondo fosse imminente
[“In verità vi dico: non passerà questa generazione
prima che tutto questo (la fine del mondo con l’avvento
del Regno di Dio-NDR) avvenga”].
“ Nessuno può
arrogarsi il diritto
Ciò comporta un disinteresse alle cose di questo
mondo, non solo al piacere, ma anche alla sofferenza. di dire che la vita
Anzi la sofferenza finisce per essere esaltata in quanto
purificazione (pensiamo agli stiliti, per esempio, o più
di un altro è più o
semplicemente al cilicio). Invece l’approccio religioso meno degna”

Incontri n° 3/2018 13
specchio dei tempi dott. Giuliano Pinna
Misericordia vuol dire dunque combattere la sofferenza coscienza. È la “coscienza” che se accompagnata alla
(il contrario del dolorismo): mai la sofferenza deve “scienza” porta a quel rapporto unico che non ha
essere esaltata e sempre va alleviata (“Padre, se possibile bisogno di regole elaborate da menti eccelse, le quali
allontana da me questo calice”) accompagnando il forse non hanno mai visto un malato terminale.
paziente nel suo viaggio estremo per renderlo il meno Il cristiano poi ha una carta in più rispetto al laico,
doloroso possibile. la Speranza. La Speranza è “un’ardente aspettativa
Del resto “Dio non è venuto a spiegare il dolore, è verso la rivelazione del Figlio di Dio” (Paolo), ma
venuto a riempirlo della sua presenza” (Paul Claudel) più concretamente, come dice papa Francesco, non è
Naturalmente non bastano, nel XXI secolo, la ottimismo... (e anzi)... è una virtù rischiosa.
misericordia o l’amore, anche se “la grandezza suprema Questa virtù rischiosa, che non si può imporre
del cristianesimo viene dal fatto che esso non cerca un evidentemente al paziente, è però una formidabile
rimedio sovrannaturale alla sofferenza, ma un impiego arma per il medico che assiste il paziente terminale,
sovrannaturale della sofferenza”. (Simone Weil) perché in qualche modo viene percepita.
E su questo non vorrei essere frainteso: vanno utilizzati La Speranza è contagiosa. A differenza della Fede
tutti i mezzi a nostra disposizione per alleviare la che muove le montagne (e che fa, onestamente, un
sofferenza, anche mezzi che possono produrre come po’ di paura... ), a differenza della Carità che è cosa
effetto secondario un’abbreviazione stessa della vita. grande e santa e però concreta, visibile (vedi Madre
Ma dev’essere un effetto secondario, incidentale Teresa), la Speranza è più intima, più debole, più
e non l’obiettivo primario. In altri termini no vulnerabile.
all’accanimento ma no all’eutanasia. Né, certamente, In una parola, più rischiosa. Ma è percepibile, quindi
ci si può affidare a scelte passionali, che spesso sono osmoticamente trasmissibile. Ecco, da questo rapporto
anche irrazionali e addirittura catastrofiche. “intimo” dell’uomo-medico con se stesso, può scaturire
Del resto il medico deve agire secondo scienza e quello che non si insegna nelle Università ma che

14 Incontri n° 3/2018
dott. Giuliano Pinna specchio dei tempi
si può apprendere dalla vita quotidiana delle nostre In conclusione, pur non negando che ci vogliano
corsie: un rapporto di condivisione umana, di empatia le regole, le regole non bastano e, peggio, più sono
con l’altro che soffre. Cosa è laico e cosa è cristiano in e meno vengono applicate (lo sappiamo bene in
tutto ciò? Non so: la differenza forse è che nel cristiano Italia...). Ricordiamo che i farisei erano perfetti
questo rapporto proviene da Dio. Che non è il Dio osservanti della Legge, e proprio questo li rendeva
onnipotente e terribile, ma il Dio, come noi, sconfitto. sepolcri imbiancati.
Padre Juan Arias, un prete non sempre amato dalla Inoltre la Legge tende per forza di cose ad essere
Chiesa cattolica, così scriveva: impersonale, e invece non c’è nulla di più personale
della morte; la Legge è materia tecnica, fredda, non ha
... Il mio Dio è fragile.
anima, e invece non c’è momento della nostra vita che
È della mia razza.
più necessiti di calore, di anima, di condivisione.
E io della sua.
Insegnamo pure ai nostri giovani medici a conoscere
Lui è uomo e io quasi Dio.
la Legge, ma insegnamo loro che mai devono
L’amore ha reso fragile il mio Dio.
comportarsi da freddi burocrati, e che quando si
Amò tutto quanto è umano, il mio Dio. troveranno di fronte a scelte dilanianti non pensino
Il mio Dio tremò dinanzi alla morte. (solo) agli articoli della Legge, ma: e se fosse mio
È difficile per tanti il mio Dio fragile. Il mio Dio padre? n
che piange, il mio Dio che non si difende.
È difficile il mio Dio Fragile per quelli
che continuano a sognare un Dio Saper desistere per curare fino in fondo
che non somigli agli uomini. Il punto di vista di un credente
Quaderni dell'Italian Journal of Medicine
Juan Arias Vol. 5, Issue 4 p.31 Aprile 2017

Incontri n° 3/2018 15
spiritualità don Carlo Carlevaris

ERO FORESTIERO…
... e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a
trovarmi… (Mt 25, 35, 36)

S
ono andato a visitare una clinica per celebrolesi. cliniche, ho ricordato le lunghe file di letti nei cameroni,
In larga parte si tratta di giovani che hanno in cui, la mattina prestissimo, accompagnavo i “fratini” a
subìto un incidente con moto o con auto spesso fare i chierichetti alla Messa quotidiana.
usate con poca perizia o con scarso senso del pericolo. Queste autentiche “case del dolore” raccolgono la
Ho visto quelle mamme accanto a ragazzi ridotti nella fatica del sopravvivere, del guarire o del morire, e sono
condizione di un bimbo incapace di gesti e di parole, il luogo privilegiato della abnegazione e dello sforzo
come se dovesse tornare ad imparare da loro l’uso degli tecnico a sevizio della salute, della vita e delle speranze
arti o della lingua. dei sofferenti.
È questa una delle sofferenze più laceranti cui mi è Ci sono oggi poche malattie che resistono ai farmaci
capitato di assistere. e alle cure, ma le cause delle sofferenze non sono
Passando fra le corsie dell’ospedale del Cottolengo e nelle diminuite.
vecchie “infermerie” ormai trasformate in autentiche Si può dire che il moltiplicarsi degli stessi strumenti che

16 Incontri n° 3/2018
don Carlo Carlevaris spiritualità
gli uomini producono per soddisfare bisogni, necessità o
capricci, ha richiesto la ricerca di soluzione ai problemi
che l’uso di questi mezzi ha prodotto e accresciuto.
I mezzi di trasporto, le sostanze stupefacenti, i contatti
a rischio tra ammalati, la ricerca di beni da possedere o
da godere hanno dato risposte sorprendenti sul piano
razionale e scientifico, risolvendo situazioni e problemi
umani che spesso sono risolutivi ma a volte anche
fonte di grandi dolori, di indicibili sofferenze.
L’uomo dunque studia, esperimenta, usa la sua
intelligenza e la collaborazione tra scienza e unità
operative per sanare ferite procurate dal soddisfare
bisogni oppure vere o supposte esigenze.
Si direbbe che i giocattoli tecnici più preziosi
e sofisticati si infrangono nelle mani di chi li Eppure la nostra personale sofferenza cerca rimedi,
produce. Avviene così con le macchine, prodotte soluzioni, guarigioni. La società e la scienza ci offrono
dalla tecnologia più avanzata. I mezzi di trasporto, medicamenti e tecniche sanitarie sempre nuove, ma con
diventano strumenti di morte o di guasti irreparabili; il rimedio cerchiamo anche la partecipazione e la cura,
le strutture sociali, messe in opera a servizio delle che sono attenzione, impegno, cordialità di approccio. E
comunità umane, non di rado diventano strumenti siamo grati quando troviamo compassione, solidarietà,
di sfruttamento e oppressione. Le etnie e le classi il gesto di amore da chi non le aspetteremmo.
sociali, le società e i clan, le organizzazioni politiche e In questo numero parliamo delle cure prestate alla
del lavoro, le corporazioni e i partiti politici, le stesse Piccola Casa, in particolare all’Ospedale.
chiese in conflitto tra loro, persino le religioni sovente Vorremmo esprimere qui tutta l’ammirazione e
provocano oppressori e martiri, in nome di un unico la gratitudine di quanti sono stati curati con la
Dio invocato con nomi e riti diversi. straordinaria competenza e cordialità trovate tra
L’uomo, capace di trasformare in oro quello che quelle mura e da molti riconosciute ed apprezzate.
tocca, si trova spesso tra le mani il sangue del fratello. Ringraziamo il Signore, ma anche quante e quanti
Così come di fronte al dolore manifesta commozione prestano così quest’opera a gloria di Dio, a beneficio
o allontanamento da sé con fastidio, compassione dei malati e a onore di quest’Opera del Santo. n
o disinteresse, partecipazione o fuga, solidarietà o
indifferenza. L’elenco di queste sofferte disgrazie
individuali è lì a significare emblematicamente
un’infinita casistica che la strada, il giornale, la
televisione ci presentano quotidianamente.
“siamo grati quando
troviamo compassione,
Siamo ormai persino abituati a queste notizie che ci
passano dinanzi senza interessare il nostro cuore.
solidarietà, il gesto
di amore da chi non le
aspetteremmo ”

Incontri n° 3/2018 17
memorie Mario Carissoni

MIGRANTI
1955
In viaggio
verso il Brasile

L
e ore di sosta previste sono filate via in fretta; Spagna verso il mare aperto. Subito a nanna e senza
eccoci subito a congedarci e dire addio alle cena. La musica soave dello sciacquio delle onde fa
diffuse abbaglianti luci dell’orgogliosa città di da sfondo ai tanti pensieri indelebili che solo il sonno
Barcellona, che, benché, potenti non hanno generato improvviso e profondo riuscirà a quietare. Tanto lo
né lusinghe né forza sufficiente per ripensamenti tali sfinimento e ancor più le emozioni, che ho dormito
da rimandarci pentiti in Italia. saporitamente nonostante la branda militare, segno
Malinconici e stanchi, torniamo a bordo. La nave palese che la nostra Paolo Toscanelli nell’ultimo
ha già completato il carico merci, fatto il pieno dei conflitto era una nave adibita al trasporto truppe, dagli
combustibili per la traversata atlantica, altri passeggeri Stati Uniti verso l’Europa! Di buon mattino quasi
sono saliti e dopo il potente ululato della sirena può per un appuntamento concordato, eccoci tutti sulla
lasciare il porto della città e ripartire, costeggiando la piccola tolda della nave, pochi metri da percorrere

18 Incontri n° 3/2018
Mario Carissoni memorie
ma con mani ben salde sulle ringhiere di protezione
per non correre rischio di scivolare in mare aperto e
luogo di tante emozioni, incontri, amicizie. Stralunati,
siamo particolarmente disponibili a scambiarci
confidenze e impressioni, soprattutto ad indagare sulle
provenienze e relative destinazioni finali. Tante belle
chiacchiere, infarcite di innocenti bugie e malcelate
verità, perché il fascino dell’eldorado americano che
avremmo raggiunto è da proteggere da eventuali
profittatori. Importante, all’appressarsi dell’ora del
pranzo, lasciare lesti il gruppo con ritiro frettoloso
per arrivare alla conquista di un posto favorevole a
tavola, quanto più possibile ben al centro del salone,
là dove meno si sente e soffre l’ondeggiare della nave.
Quasi senza rendercene conto, dopo aver superata la
costa meridionale della Spagna, eccoci entrati nello
stretto di Gibilterra che la nave percorre rivelandoci
panorami mozzafiato. Ed ecco la Rocca, con i suoi
oltre 400 metri d’altezza, spalmati su una larghezza
di circa 5 km, che si erge a baluardo inespugnabile,
rifugio e nascondiglio per impedire, almeno sino
a pochi anni or sono, il passaggio di naviglio
indesiderato, in superficie e meno ancora sott’acqua.
Ben nascosti a livello mare si potevano immaginare
e ancora c’erano di fatto, le basi dei sommergibili
che avevano impedito a temibili e micidiali U-Boot
tedeschi di invadere questa parte di Mediterraneo
penetrando dall’Atlantico. In questo tratto di mare
sei subito catturato da spettacoli incantevoli di una
natura meravigliosa e indimenticabile, dal fascino erano necessari per proteggere le disponibilità minime
indescrivibile. Tutta colpa di centinaia di delfini che di sopravvivenza che ora trascinavamo con noi sino
si rincorrevano felici, se nessuno ha posto attenzione a questo pur minuscolo lembo di fine mondo. Addio
all’altra sponda dello stretto, là dove si scorgono i Europa! Eccoci nell’Atlantico che ci terrà compagnia
primi lembi di terra d’Africa, la città spagnola di per una quindicina di giorni sino all’approdo sull’altra
Centa a ridosso di quella di Accesiras in Marocco. sponda dell’America Meridionale. Sì, l’abbiamo letto
C’eravamo tutti sul ponte della nave, pervasi da una sui libri d’avventura e poco su quelli di scuola, ormai
gioia gustata e condivisa e, senza rendercene conto, era il momento del solo cielo e mare, tutto da accettare
da un primo distacco dai latenti, residui egoismi, senza possibilità di rifiuto o ritorno; ma che importa,
retaggio di esperienze nel periodo bellico, quando basta non usare solo gli occhi, cercare e sentire che
proprio qui nel creato c’è qualcosa d’immenso che
ti viene offerto a piene mani e trovi l’ideale per

“ in questo tratto di
mare sei catturato da
illuminare la tua strada. Loda il Creatore e avanti con
fiducia verso l’altra parte del mondo, dove troverai
uomini e fratelli come quelli che hai lasciati.
Arriva l’ora della cena, cala il tramonto e pian piano
spettacoli incantevoli torniamo tutti sottocoperta. Solo io mi trattengo
dal fascino ancora un poco, mi è sorto, forte, il desiderio di una
indescrivibile” preghiera e di un saluto silenziosa alla nostra cara
vecchia Europa. n

Incontri n° 3/2018 19
testimonianza fr. Maurizio

Due settimane
a Tachina

Quando un’esperienza ti cambia la vita

S
ono tornata alla mia vita da quasi un mese e di non essere pronta né mentalmente né fisicamente,
sento ancora un vortice di emozioni e sensazioni mi sentivo goffa e impacciata e non sapevo come
ripensando alle due settimane alla missione di rendermi utile. Tuttavia col passare del tempo e il
Tachina. Difficile narrare un’esperienza così forte. Ma prezioso aiuto del personale e degli ospiti, ho iniziato
ho promesso a Fratel Maurizio di farlo, chissà che le ad adattarmi e a prendere il ritmo delle giornate a
mie parole non riescano ad incoraggiare qualcun altro Tachina; pian piano il lavoro fisico è diventato più
a fare le valige alla volta dell’Ecuador, per vivere questa leggero, non tanto perché di colpo mi fossero spuntati
straordinaria avventura. i muscoli. Ho ricordato la ragione per la quale mi
Complici la stanchezza per il lungo viaggio e l’emozione, trovavo lì. In passato, avevo fatto altre esperienze di
il primo giorno ero un po’ spaesata e non sapevo bene volontariato; si trattava di cose “semplici”: andavo
cosa fare. A cena mi sono seduta con gli ospiti e ho al posto stabilito per qualche ora e poi tornavo
provato ad “aiutare” la signora Jessica a metterli a letto, alla mia vita, senza pormi troppe domande e senza
ma ancora non capivo affatto cosa mi aspettasse. passare davvero del tempo con le persone che mi
Il “battesimo” è arrivato il giorno seguente: sveglia trovavo ad assistere. Ora era diverso: stavolta non
alle cinque e di corsa ad aiutare le signore a lavarsi e tornavo a casa mia a fine giornata, ma la mia casa
vestirsi; mentre cercavo di fare faticosamente la mia era la stessa degli ospiti della missione. Dopo i primi
parte, guardavo ammirata Jessica e Yina, le quali, con momenti di confusione, ho iniziato a fare quello
incredibile destrezza e forza, assistevano tutte le ospiti che non mi era riuscito prima: conoscere le persone,
una per una e le preparavano per la colazione. Ho ascoltarle, fare loro domande sulla vita e il paese di
pensato di aver avuto una pessima idea a venire fin lì, provenienza... insomma, ho iniziato a tormentare

20 Incontri n° 3/2018
fr. Maurizio testimonianza
tutti con la mia curiosità! Gli ospiti e i collaboratori
mi hanno dedicato tempo e ascolto, hanno risposto
pazientemente alle mie domande, mi hanno fatta
sentire accettata, apprezzata e utile. L’aiuto che ho
potuto offrire è stato minuscolo rispetto a quello
ricevuto; gli ospiti mi hanno trattata come una figlia
o una nipote e, alla fine, invece di essere io ad assistere
loro, è accaduto il contrario.
Tornata a Londra, dove vivo, riprendere la vita
consueta è stato difficile; sempre di corsa, si rischia
di ignorare chi ha bisogno, si è così occupati ad
accumulare e ad inseguire una vita “perfetta” che
talvolta si perdono di vista valori che contano davvero,
come la compassione, l’altruismo, la gratuità. A
Tachina la vita è tutt’altro che perfetta: non c’è
molto da accumulare e le storie di alcuni degli ospiti
provocano profonda tristezza. Ma ogni mattina tutti ti
sorridono, anche quelle persone che sono state prese a
calci e pugni dalla vita. Ci si prende cura gli uni degli
altri, si trova il tempo per insegnare, spiegare, ascoltare
e trattare l’altro con un’umanità che nel “primo”
mondo è sempre più rara...
Queste pennellate non sono di certo sufficienti per
dare un’idea di quello che trascorrere del tempo
all’Asilo de Ancianos ha significato: forse certe cose
occorre viverle sulla propria pelle per comprendere
quanto siano speciali. Mi torna spesso in mente una
storia che ho letto sul blog della missione mesi fa,
quando ero ancora indecisa se partire o no; racconta di
un bambino che cammina sulla spiaggia e vede tante
stelle marine sul bagnasciuga; per salvarle, inizia a
ributtarle in acqua, una per una, ma qualcuno gli dice
che il suo gesto è inutile, non potrà riportarle tutte in
mare. Il bambino guarda la stella che tiene in mano e
risponde che almeno per quella non sarà stato inutile.
La mia esperienza in Ecuador è stata esattamente così,
con una piccola differenza: la gente di Tachina era il
bambino e la stella salvata ero io. n

“ ogni mattina
tutti ti sorridono,
anche chi è stato
preso a calci e
pugni dalla vita”

Incontri n° 3/2018 21
specchio dei tempi a cura della redazione

Riflessioni
di un
nonno

Il futuro dei nostri figli

R
icorrono sempre più frequentemente, notizie professionisti seri e capaci, rimarrebbero vuoti; ora
di bullismo e soprusi dei nostri giovani nei vivacchiano solo con quanto di negativo passano
confronti di coetanei, disabili, persone anziane, immagini fuorviate del nostro Paese. Per contro, se
insegnanti, preposti a servizi collettivi o altro che in passa notizia di un qualche evento positivo è quasi
qualche maniera ostacolino la loro ansia di apparire certo che se ne parlerà non più di una sola volta.
indiscussi titolari di ogni diritto. E sono notizie che Possibile che il bene non abbia ascoltatori e non meriti
coprono con frequenza preoccupante e dovizia di diffusione più ampia?
particolari la stampa, la televisione, la rete, ormai Vogliamo capire come muovono e da dove partono le
liberate da ostacoli di censura. Sui canali televisivi, radici di un malessere tanto diffuso. Ricordo che negli
poi, queste notizie si rincorrono e si ripetono per anni ante seconda guerra mondiale e sino agli anni
più giorni, colmando spazi che, per carenza di ‘70/’80, le famiglie avevano una struttura che vedeva il
papà capofamiglia, con un lavoro fonte di guadagno per
il sostentamento della famiglia, e la mamma alla quale


ne era affidata la custodia, accudendo figli e marito.
oggi il così detto Oltre la cerchia familiare c’era l’autorità comunale,
quella religiosa e quella preposta all’insegnamento. Le
benessere ha tolto mamme accompagnavano i loro bimbi, e poi fanciulli,
spazio alla figura sino ai gradini della scuola; tornati a casa, i compiti

dei genitori”
erano per tutta la famiglia, normalmente fatti in cucina
mentre la mamma preparava la cena; al papà toccava il
ripasso. Oggi il così detto benessere ha tolto spazio alla

22 Incontri n° 3/2018
a cura della redazione specchio dei tempi
figura dei genitori, specialmente a quello della mamma, se viene a mancare la trasmissione dei valori essenziali
che deve lavorare per garantire i raggiunti livelli di della vita e talvolta anche il benessere, ecco che povertà
benessere. Risultato: tutto è frazionato nel tempo e e disagio sociale si fanno spazio e la violenza diventa
organizzato in base ai turni di lavoro dei genitori o difficile da controllare.
agli impegni più o meno sportivi dei figli. Quando Un tempo a scuola si studiava educazione civica; ora
poi qualche figlio è in età prescolare o nei primi anni abbiamo la Costituzione Italiana, ma quando mai
di scuola, se c’è uno sciopero, se è caduta la neve o per si apprendono l’educazione, la sensibilizzazione e la
altri motivi, la povera mamma non sa più dove lasciarli partecipazione dei cittadini alla solidarietà se le nostre
e spesso diventano come dei pacchi da spostare qua chiese sono vuote?
e là. Non manca lo studio della lingua straniera: qui La parola educazione per molti suona fuori moda.
il cannibale inglese ci divora tutti, distrugge il nostro Che cosa vi sentite di dire a tale proposito? Educare
vocabolario e ci viene a mancare la nostra storia. Chi richiede fatica, tempo e dedizione. La carenza di
parla ancora il dialetto, storia e orgoglio dell’origine tempo, le numerose richieste fanno sì che sovente
della propria famiglia? In passato i genitori dedicavano i genitori siano frastornati, talora non si sentono
ai figli buona parte del loro tempo, insieme a colazione in grado di affrontare la complessità del mondo
e cena, nelle funzioni religiose, nei momenti di festa moderno per sostenere e far crescere i propri figli.
condivisi con parenti ed amici. Nel tempo presente, Tuttavia mai come ora è necessario educarli, aprendo
purtroppo, è molto difficile che ciò avvenga; di più: per loro orizzonti e aiutandoli a capire e a realizzare
anche le relazioni familiari possono essersi spezzate le diverse aspirazioni. Ma quali caratteristiche
o modificate, il ceppo famiglia non è più l’originale dovrebbe possedere il “buon genitore”? Tutti i genitori
creato da genitori che hanno consegnato se stessi ai vorrebbero essere dei buoni genitori. È un compito
propri figli, dividendo ogni passaggio affettivo nel bene difficile, ma anche entusiasmante. Di sicuro il “buon
e nel male, ma è spesso sostituito da nuove figure: non genitore” dovrebbe avere tanta pazienza, una buona
più mamma o papà, ma talvolta relativi compagna capacità di ascolto e tanta fiducia. Occorre creare un
o compagno. Che magari si presentano bene e sono clima positivo nel quale il ragazzo si senta sostenuto
quasi sempre pronti ad assecondare ogni desiderio per nel suo difficile cammino per diventare adulto e pensi
conquistare un affetto filiale senza radici profonde. Ma che questa sia una meravigliosa avventura. n

Incontri n° 3/2018 23
volontariato Franca Sacchetti e Antonio Pometto

NOTIZIE DAL
VOLONTARIATO
24 Incontri n° 3/2018
Franca Sacchetti e Antonio Pometto volontariato

L
o scorso 28 aprile il Comitato Esecutivo
dell’Associazione Volontariato Cottolenghino
(A. V. C.) ha eletto all’unanimità Franca
Sacchetti Marangoni nuova Presidente in
sostituzione di Antonio Pometto, dimissionario per
motivi di salute.
Questa la notizia, dietro la quale ci sono anni di ansie,
lavoro appassionato, difficoltà e risultati fortemente
ricercati e voluti, di cui andare orgogliosi. Ci piace,
nel momento del passaggio di testimone, ripercorrere
brevemente questi anni e notare con soddisfazione
com’è diventata oggi l’Associazione. Il fine è rimasto
quello per cui è stata creata: una struttura che fa da
tramite tra i volontari e la Piccola Casa, nel rispetto del
suo Statuto e delle normative vigenti.
Fin dall’inizio del mandato di Presidenza Pometto, nel
2012 abbiamo sentito la necessità di potercisi dedicare
serenamente, in un clima di amicizia e condivisione
che, per noi che venivamo dall’ombra calma e interna degli uffici di Presidenza e di Segreteria ed alla
familiare della casa Sant’Elisabetta, era il primo creazione di un proprio “sito Internet “, si è attuata
obiettivo da raggiungere. Tonino ha sperimentato una maggiore sinergia con le varie Direzioni dei Nuclei
di persona quanto sia stato difficile l’iniziale periodo e delle Famiglie per rispondere tempestivamente alle
del suo mandato, ma poco alla volta, con l’appoggio richieste. Inoltre sono state esplorate nuove vie per
e l’incoraggiamento costante della Piccola Casa, le contribuire, pur con risorse finanziarie limitate - 5
prime schiarite hanno fatto intravedere quale era la per mille, offerte straordinarie, “Specchio dei Tempi”,
strada da percorrere. Oggi abbiamo un’Associazione La Stampa - all’acquisto di un defibrillatore, di
ben strutturata ed informatizzata, dove un gruppo strumentazione ed apparecchiature per il laboratorio
di colleghi molto preparati, in amicizia, contribuisce medicale e per la mobilità in piscina, una bilancia
a creare un organismo efficiente, pronto a venire pesa-carrozzine ecc. Più importante ancora è stato
incontro alle esigenze dei vari Nuclei e Famiglie in cui l’acquisto di un’ambulanza, donata dalla nostra
operano i nostri volontari. Il gruppo è in grado anche Associazione alla Piccola Casa, utilizzando i modesti
di integrarsi per sopperire alle varie necessità, dando avanzi di bilancio degli ultimi anni e la tempestiva
un prezioso contributo di idee ed esperienza per essere quanto generosa donazione, messa a disposizione
di aiuto nei reparti alla formazione e all’inserimento di da una nostra amica volontaria. Recente l’iniziativa,
nuovi volontari, i quali sostengono il buon esito degli in corso di definizione, per il reperimento di fondi
eventi periodici e, in particolare, di quelli straordinari tramite il bando pubblico di una banca. Insomma,
come la Sindone, la Porta Santa, le visite del Papa ed sempre nuove idee che il Comitato Esecutivo,
altri di grande richiamo. Oltre alla riorganizzazione totalmente rinnovato nel 2017, alimenta, valuta e
promuove con partecipazione e preziosi suggerimenti.
Dice Tonino: “È stato un bel percorso, faticoso ma ricco
di soddisfazioni. La mia salute, però, in questo periodo

“ continuiamo a
camminare insieme!
richiede attenzioni, così non ce la faccio più, devo
rallentare un po’. Franca, continui tu che mi sei sempre
stata vicina?”
Il Santo è al E Franca: “Lo sai che ho già molti impegni,
diventerebbero troppi. Non so se ce la posso fare”.
nostro fianco” Tonino: “Dài, ti daremo tutto l’aiuto possibile!” Franca:
“Va bene, proviamo, continuiamo a camminare insieme!
Il Santo è al nostro fianco”. n

Incontri n° 3/2018 25
NOTIZIE cottolenghinE a cura della redazione

Marian Center

Celebrare condividendo 55 anni


di servizio e dedizione
26 Incontri n° 3/2018
a cura della redazione NOTIZIE cottolenghinE

P
er fare memoria dei 55 anni di vita del Marian cappella per don Paolo e i suoi collaboratori, è stato
Center, abbiamo pensato in grande: un viaggio per i ragazzi e per tutti un momento intenso di
in Italia con il coro delle campane, fiore preghiera. L’apice di questi incontri però, è stato
all’occhiello del centro mariano, per suonare per Papa l’arrivo alla Piccola Casa, momento tanto atteso e
Francesco e per la Piccola Casa. Questo obiettivo è “sognato”. L’incontro con padre Carmine, Madre Elda,
stato raggiunto in pienezza e con risultati inaspettati! il gruppo delle sorelle pioniere del Marian Center e
Possiamo racchiudere in una parola ciò che ha quelle che si sono avvicendate in questi 55 anni, le
caratterizzato questo viaggio/evento: Incontro. sorelle che in vario modo ci hanno accolte, gli ospiti
Sì, a Roma abbiamo incontrato, suonato e parlato incontrati e i luoghi cottolenghini visitati, sono stati
con Papa Francesco; abbiamo incontrato e suonato per tutti motivo di gioia, di ammirazione, di lode e di
per le suore, gli ospiti e gli operatori del Cottolengo e ringraziamento per lo spirito di famiglia sperimentato
abbiamo incontrato moltissime persone che con noi e vissuto. Due i momenti alla Piccola Casa in cui i
hanno ammirato stupiti i Musei Vaticani, il Colosseo e ragazzi del coro delle campane si sono esibiti: in salone
la Fontana di Trevi.
Durante il viaggio Roma - Torino, in una breve sosta
a Pisa in Piazza dei Miracoli, sotto la Torre abbiamo
incontrato amici, suore del Cottolengo di Pisa e
Laura nipote di sr Lucia Ceccotti il cui incontro è
“GRATIAS
Un sentito DEO
a tutti
stato carico di emozione per alcuni genitori dei nostri
ragazzi per i quali il ricordo di sr Lucia è ancora vivo. coloro che hanno
L’incontro con la realtà di Druento poi, è stato di
apprezzamento e di stupore per l’attenzione che il
reso possibile
Carisma di San. G. B. Cottolengo dà alla dimensione questo evento”
spirituale e alla cura del bello; suonare nella splendida

Incontri n° 3/2018 27
NOTIZIE cottolenghinE a cura della redazione

per i 400 studenti della scuola Cottolengo, la cui gioia entusiasmo, gratitudine e gli occhi ancora carichi di
esplosiva e gli applausi hanno stupito e rallegrato il emozione per le cose viste e le persone incontrate!
cuore dei nostri ragazzi, i quali si sono sentiti delle Un sentito DEO GRATIAS a tutti coloro che hanno
star, e in Chiesa Grande dove hanno animato la Messa reso possibile questo evento senza precedenti. Con
Cottolenghina. La solennità di questa concelebrazione gratitudine sr Filomena. n
con la presenza e l’incontro di tante suore, sacerdoti,
fratelli, tanti ospiti compresi quelli di Biella, di tanti
amici e volontari, delle aggregate di Miami con quelle
di Torino, ha reso questo momento indimenticabile
in cui, come famiglia cottolengina unita attorno al
Signore, abbiamo reso grazie per i 55 anni di vita del
Marian Center. Sr Carla Valentini, l’unica pioniera
rimasta al centro per tutti i 55 anni, all’offertorio
assieme ad una nostra ragazza, ha offerto il cero
con il numero 55 realizzato al Marian Center. La
celebrazione si è conclusa con un momento di festa
in cui i superiori si sono uniti al coro delle campane
dando prova di abilità musicali, e con il canto
dell’inno americano “God Bless America” = Dio
benedica l’America. Sì, Dio con la sua Provvidenza,
continui a benedire non solo l’America ma anche la
Piccola Casa e tutte le sue presenze nel mondo.
I 53 membri del gruppo americano, sono tornati a
Miami con il cuore colmo di gioia, soddisfazione,

28 Incontri n° 3/2018
a cura della redazione scuola cottolengo

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cotto

il meccani
cotto

Autismo? Con lo sport


e un mestiere si supera

A
ncora una volta lunedì 2 aprile Torino si è tinta alle macchinette del caffè ed anche qui con risultati
di blu in occasione della «Giornata mondiale notevoli: «gli studenti imparano a rifornire le
della Consapevolezza sull’autismo». macchinette e quattro di loro sono già stati assunti»
In prima linea tra gli organizzatori Don Andrea conferma don Andrea «altri trenta» si stanno ancora
Bonsignori, direttore della Scuola Cottolengo, istituto formando in vista di un futuro inserimento all’interno
torinese che dal 1997 ha avviato tre innovativi progetti delle aziende che collaborano con noi».
di integrazione per i suoi studenti affetti da autismo, Infine è stata avviata a settembre 2017 in
che costituiscono quasi un decimo degli iscritti totali. collaborazione con il gruppo Fca «MeccaniCotto»
L’Ad GiUCO ’97 progetto avviato dalla scuola nel un’officina meccanica allestita all’interno del
lontano 1997 con l’intento di educare i ragazzi autistici Cottolengo: «i ragazzi» sottolinea don Andrea
e non allo sport (dal calcio alla ginnastica, dal karate al «avrebbero dovuto imparare come eseguire il tagliando
basket), conta più di trecento iscritti e negli ultimi anni alle automobili, a ci hanno stupiti tutti quando sono
ha «sfornato» ben tre squadre di rugby oltre 70 tesserati stati capaci di assemblare e revisionare un intero
di cui 15 affetti da autismo, che ogni anno partecipano cambio. Questo apre il progetto a nuove prospettive di
«e vincono» nei tornei per squadre normali. Inoltre valutare nei prossimi mesi.
la recente Lottomatica e con il Coni ha permesso la Presto inizierà nei prossimi mesi la fase «di inserimento
costruzione di un nuovo campo sportivo della Scuola in azienda dei primi allievi». Nei prossimi mesi verrà
che verrà inaugurato il prossimo 23 maggio. lanciata «ImbiaCotto», piccola azienda che si occuperà
Nel 2013 ha preso via il progetto «Chicco Cotto», di insegnare il mestiere d’imbianchino per i ragazzi
progetto di impiego dei ragazzi autistici per l’assistenza autistici e non parlanti. n

Incontri n° 3/2018 29
notizie cottolenghine a cura della redazione

riapre
la mensa dei poveri
al Cottolengo
T
erminati gli interventi di ristrutturazione ed
30 aprile 2018 - Piccola Casa
adeguamento alle normative, dopo sei mesi
di chiusura la mensa di casa accoglienza ha Inaugurazione di Casa Accoglienza
ripreso la sua attività. La ripresa non è stata priva Inaugurazione e benedizione dei nuovi locali
di novità, gli utenti sono ora accolti in ambienti, ristrutturati di Casa Accoglienza dedicati a
moderni, tinteggiati, accoglienti e dotati di aria sr. Cherubina, la nostra sorella che ha donato
condizionata e con un ampio spazio d’attesa. tutta la sua vita nell’accudire amorevolmente i
Modificato anche l’accesso da via Andreis 26 è ora poveri senza fissa dimora.
regolato in modo tale da consentire accessi calibrati e
rispettosi della dignità degli utenti.
Come tutte le novità anche questa attraversa un
periodo di assestamento che va ad interessare tutti,
anche i volontari addetti ai vari servizi che non
ritrovano percorsi mandati a memoria nel tempo. Ma
a breve siamo certi che i benefici cercati li ritroveremo,
perché tanto è quanto abbiamo cercato e desiderato.
Deo Gratias! n

30 Incontri n° 3/2018
leggiamo
un libro
a cura di Salvatore Acquas

MA CHE OCCHI GRANDI CHE HAI


FIABE E VANGELO

Paolo Scquizzato

Il mondo delle fiabe e il Vangelo di Gesù di Nazareth insegnano che è sotto


quella parte di noi che ci fa più paura che si nascondono le perle più preziose.
Occorre solo diventarne consapevoli, attraversare tutto il nostro «bosco»
interiore fatto di ombre e paure, per uscirne trasformati e cominciare il viaggio
verso il compimento del sé e quindi della felicità.
Una vita ideale, immaginata, non segnata dal limite e dall’ombra, non potrà mai
compiersi, semplicemente perché la vita non è sogno.
Incontri n° 3/2018 31