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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Introduzione

In questo capitolo verranno analizzate le forme di finanziamento delle Fondazioni

liriche. Si potrà notare che un peso significativo è dato dal finanziamento del

FUS, ma anche dai contributi delle Regioni delle Province e dei Comuni. Con la

nuova normativa i privati stanno iniziando a rivestire un posto di sempre maggior

rilievo: verranno individuate le forme di mecenatismo e di sponsorizzazione. I

finanziamenti privati, tuttavia, in Italia sono una realtà molto limitata rispetto ad

altri Paesi, quali USA e Inghilterra: in conclusione di questo capitolo verrà

riportato quanto il contributo privato sia significativo sia per il Metropolitan1 di

New York, che per il Covent Garden2 di Londra. La stessa Opéra National de

Paris, che può contare già su importanti contributi statali, ha notevoli contributi

privati di molto superiori a qualsiasi Fondazione lirico-sinfonica italiana.

1. Presenza media nelle Regioni per il settore lirica

L’attività lirica è poco diffusa sul territorio italiano, infatti esistono 14 Fondazioni

lirico-sinfoniche, che sono presenti in sole 12 regioni. Il settore si caratterizza,

quindi, per una ridotta attività e per una politica del prezzo del biglietto

abbastanza elevata per far fronte ai costi di produzione e gestione.

1
Il Metropolitan Opera House è u teatro situato al Lincoln Center a New York. Fu fondato
nell’aprile del 1880.
2
Il Covent Garden è un distretto di Londra, dove ha sede il teatro lirico della città.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Rielaborato da “Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

La spesa media procapite per lo spettacolo lirico, infatti, si attesta a 38,90 euro

con i due estremi che oscillano tra i 55,7 euro del Veneto ed i 3,63 euro del

Molise. E’ possibile riscontrare che in sole due regioni, Veneto e Lombardia, la

spesa media è superiore alla media nazionale3.

Le regioni che presentano la media più alta di presenza agli spettacoli sono: il

Veneto al primo posto con 2.033,64, trainato dall’Arena di Verona, seguito da

Liguria (quasi 938 spettatori), Toscana (oltre787), Piemonte (777), Sardegna e

Sicilia (rispettivamente con 697 e 669 spettatori). In sei regioni, invece, il dato

medio si attesta al i sotto dei 300 spettatori: Abruzzo, Basilicata, Trentino Alto

Adige, Umbria, Molise, Valle d’Aosta.

Una considerazione degna di nota è riconducibile al rapporto tra il numero degli

abitanti ed il numero degli spettatori dell’attività lirica. Tale indice si attesta come

dato nazionale al 3,48% scendendo a 3% se lo si volesse epurare del dato del

Veneto (12,3%): ciò significa che meno del 4% degli abitanti del nostro Paese ha

assistito nel 2008 ad uno spettacolo di lirica. In otto regioni il dato è superiore alla

media nazionale del settore, mentre in sette regioni non si raggiunge la soglia del

1% degli abitanti, delineando un panorama alquanto disomogeneo e disarticolato.

Da questa analisi introduttiva si evince che la popolazione italiana ha uno scarso

interesse per il settore lirico e che la sua presenza nelle sale dei teatri è

estremamente limitata, questo incrementato dal poblema della scarsa diffusione

sul territorio.

3
“Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

2. Le fonti di finanziamento

Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche sono:

1) Entrate proprie (entrate da botteghino, abbonamenti, prevendita di

biglietti; contributi e proventi per attività decentrate; entrate da bar,

guardaroba, pubblicazioni, programma di sala, locandine, fotografie e

materiale fuori uso; entrate da pubblicità e sponsorizzazioni; entrate da

noleggio di allestimenti scenici e di materiale teatrale; entrate da noleggio

della sala del teatro);

2) Contributi dello Stato (FUS e altre contribuzioni a titolo ordinario,

straordinario o integrativo);

3) Contributi da Regione, Provincia e Comune (contribuzione a titolo

ordinario o straordinario);

4) Contributi da enti pubblici e privati (che comprendono i trasferimenti

da enti pubblici, diversi dagli enti pubblici territoriali, ad enti privati);

5) Entrate diverse e straordinarie (entrate correttive e compensative di

spese correnti e le voci non classificabili nelle voci precedenti o per le

quali non viene fornita adeguata descrizione)4, che non verranno analizzate

nel dettaglio poiché hanno caratteriste e componenti del tutto occasionali e

straordinarie.

4
Lunghi (2000)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

2.1 Le entrate proprie

L’incidenza delle entrate proprie sul totale delle entrate di una Fondazione lirica è

il prima indicatore dell’economicità di gestione, in quanto essa indica la capacità

di autofinanziamento della stessa Fondazione.

Le entrate proprie sono attribuibili principalmente ai ricavi di botteghino, o

meglio di vendita dei biglietti e degli abbonamenti, ma anche ricavi derivanti da

attività secondarie, quali pubblicità, affitto sale di proprietà della Fondazione,

ricavi di vendita del bar, ricavi derivanti dalla vendita dei programmi di

spettacolo, etc.

E’ stata effettuata una ricerca volta ad individuare le entrate proprie del 2008 di

ognuna delle 14 Fondazioni liriche, che ha dato risultato molto differenziati. Sono

state, inoltre, calcolate le percentuali tra ricavi sul totale dei finanziamenti di ogni

Fondazione.

Significativo è il caso dell’Arena di Verona, dove ben il 65,2% dei ricavi è dato

dall’afflusso di entrate proprie. Seguono L’Accademia di Santa Cecilia con una

copertura di 36,6% e La Scala di Milano con 34%. Il Teatro con il minor

autofinanziamento è il Massimo di Palermo con 7,8%. Un’eccezione è da farsi per

la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, che ha un autofinanziamento molto

basso di 8,9%, per la recente costituzione.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

RICAVI DERIVANTI
PERCENTUALE SUL
FONDAZIONI DA ENTRATE
TOTALE
PROPRIE

Fondazione Teatro Regio


7.166.625 15,8%
di Torino

Fondazione Teatro Carlo


3.261.325 10,5%
Felice di Genova

Fondazione Teatro alla


36.217.700 34%
Scala di Milano

Fondazione Teatro Lirico


3.851.097 14,5%
G. Verdi di Trieste

Fondazione Teatro La
7.146.178 22,6%
Fenice di Venezia

Fondazione Arena di
31.794.538 65,2%
Verona

Fondazione Teatro
6.445.656 25,5%
Comunale di Bologna

Fondazione Teatro
Maggio Musicale 6.075.327 15,7%
Fiorentino

Fondazione Teatro
6.348.879 12,2%
dell’Opera di Roma

Fondazione Accademia
12.280.242 36,6%
Nazionale di S. Cecilia

Fondazione Teatro S.
6.330.858 20,4%
Carlo di Napoli

Fondazione Petruzzelli e
625.181 8,9%
Teatri di Bari

Fondazione Teatro
3.164.095 7,8%
Massimo di Palermo

Fondazione Teatri Lirico


2.516.095 10%
di Cagliari

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

I ricavi derivanti dai biglietti appaiono vitali per il sostenimento della Fondazione:

da qui, la rilevanza che il fattore prezzo ha all’interno della gestione economica e

dell’analisi di economicità. Di solito, viene applicato un “prezzo politico”, che

esula da logiche di copertura dei costi di produzione. Ma le Fondazioni liriche

godono di ampi margini di manovra e possono variare i prezzi in modo da

garantire sia l’accessibilità economica e in modo da sfruttare la disponibilità a

pagare di un determinato segmento di domanda. Ciò accade anche in relazione

agli abbonamenti.

L’aumento della capacità di autofinanziamento da parte delle Fondazioni liriche

rappresenta un elemento fondamentale per stabilire un rapporto corretto tra le

entrate derivanti dalle sovvenzioni pubbliche e quelle di gestione caratteristica, e

per poter raggiungere la stabilità del patrimonio, elemento essenziale per

un’azienda moderna ed efficiente5.

2.2 I contributi dello Stato

Come abbiamo avuto modo di notare con l’analisi derivante dalle entrate proprie

delle Fondazioni liriche, queste ultime non sono in grado di autofinanziarsi;

questo perché la vendita dei biglietti e abbonamenti e le altre attività commerciali

attuate dalle Fondazioni non riescono a coprire gli altissimi costi di produzione.

Ridimensionare i costi, come abbiamo avuto modo di studiare in precedenza, non

è possibile. Sono, infatti, realizzabili delle Economie di Scala, ma nel lungo

periodo che in ogni caso non rappresentano una significativa soluzione.

5
Briglia (2006)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Il costo del personale dal 2003 al 2008 è andato aumentando per quasi tutte le 14

Fondazioni.

Dai dati di entrate proprie precedentemente elencati risulta difficile una situazione

di autofinanziamento, infatti tutte le Fondazioni, fatta eccezione per l’Arena di

Verona, non sono in grado di coprire i costi del personale con le entrate proprie.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Diviene, quindi, indispensabile l’intervento statale, che si concretizza attraverso

l’erogazione di contributi derivanti dal Fondo Unico per lo Spettacolo, il già citato

FUS, istituto dalla Legge n. 163/1985.

Il FUS complessivo per il 2008 è stato di 471.339.086, con una crescita dal 2007

del 6,81%.

Negli anni che vanno dal 1985 al 2008 è possibile notare una lenta ed inesorabile

diminuzione del contributo FUS che è ben rappresentata dal grafico “andamento

del FUS in euro correnti e costanti”.

Rielaborato da “Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

E’, inoltre, riscontrabile come l’incidenza del FUS sul PIL sia passata dal 0,085%

del 1985al 0,030% del 2008. Per rendere ancora più chiaro questo dato si può

notare che il valore percentuale del 2008 è meno della metà di quello del 1985.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Rielaborato da “Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

Ritornando al FUS del 2008 si può notare che la spesa più significativa di questo è

destinata alle Fondazioni lirico-sinfoniche, che usufruiscono di un finanziamento

di 215.488.448 euro.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Se il dato complessivo del FUS è di 471.339.086 e le Fondazioni usufruiscono del

215.488.488, appare chiaro che i contributi statali a queste rappresentano quasi il

50% del totale e precisamente 45,7%. La restante parte del FUS è ripartita tra

musica (13,4%), danza (2,03%), prosa (17,8%), circhi e spettacolo viaggiante

(1,4%), cinema (19,3%), osservatorio dello spettacolo e comitati e commissioni

(0,18%).

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Rielaborato da “Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

Il sostegno totale dello Stato alle Fondazioni liriche è di 269.696.259,01 euro.

L’ammontare è determinato dal riparto effettivo del FUS di 213.008.448 euro,

aggiungendo 2.400.000 euro di accantonamento fondo Ministero.

Grande rilievo hanno anche i fondi Extra-Fus6, che aggiungono un ulteriore

apporto al totale dei contributi statali alle Fondazioni.

6
“Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

I fondi Extra-Fus sono:

 5.167.569 euro assegnati con provvedimento Legge 388/2000, alle 13

fondazioni liriche escluso il Petruzzelli di Bari, e diminuiti a 4.333.755,59

euro con la Legge Finanziaria 2007;

 7.746.853 euro destinati alle Fondazioni Teatro dell’Opera di Roma e

Teatro alla Scala di Milano con provvedimento Legge 388/2000, diminuiti

a 3.250.316,48 euro con la Legge Finanziaria 2007;

 2.500.000 euro a favore della Fondazione Caro Felice di Genova,

diminuiti a 2.097.830,23 euro con la Legge Finanziaria 2007;

 1.500.000 euro per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per gli anni

2007, 2008, 2009;

 20.000.000 euro per le Fondazioni soggette ad amministrazione

straordinaria nel corso degli ultimi esercizi, per le Fondazioni che abbiano

chiuso in pareggio il conto economico degli ultimi esercizi o che abbiano

predisposto piani di risanamento con il Ministero dei Beni e delle Attività

culturali (Teatro del Maggio Fiorentino, Teatro Carlo Felice di Genova,

Teatro S. Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Accademia

Nazionale di Santa Cecilia, Teatro Lirico di Cagliari);

 5.000.000 euro per la Fondazione Petruzzelli di Bari, derivati dai fondi

provenienti dal gioco del lotto7 e 15.000.000 euro per le restanti 13

Fondazioni8.

7
Legge 21 maggio 2004 n. 128
8
Decreto Ministerile 13 novembre 2008

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Come l’andamento generale del FUS, anche il riparto destinato alle Fondazioni

lirico-sinfoniche ha subito un taglio. Vi è stata, infatti, una diminuzione del

contributo statale negli ultimi dieci anni e soprattutto tra il 2001 e il 2005, che è

stato lievemente recuperato dopo il 2006, anche se le quote erogate

successivamente a questa data non hanno raggiunto i livelli degli anni precedenti

al 2001.

Rielaborato da “Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

In questa sede è importante individuare quanta parte del FUS giunge ad ogni

Fondazione.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Rielaborato da “Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

2.3 I contributi di Regione, Provincia e Comune

Con la riforma del Titolo V della Costituzione (introdotto dalla Legge

Costituzionale 18 ottobre 2001, n.3), la potestà legislativa viene ripartita tra Stato

e Regioni secondo nuovi criteri e si stabilisce come le attività culturali, su cui alle

Regioni spetta la potestà legislativa, siano materia di legislazione concorrente,

salvo che per la determinazione dei principi fondamentali e delle linee generali,

riservata alla legislazione dello Stato. Si giustifica in questo modo l’intervento

degli Enti pubblici territoriali locali nel sostegno economico (e amministrativo)

dato al settore dello spettacolo. I finanziamenti degli Enti locali alle Fondazioni

liriche comprendono l’insieme dei contributi erogati da Regione, Provincia e

Comune. Questi sono facoltativi e variano rispetto all’area geografica, alla

situazione finanziaria dei singoli Enti territoriali e ai rapporti che si istaurano tra il

teatro lirico e la comunità locale.

D’altronde se i contributi statali sono in calo, diventa necessario poter contare

sull’apporto economico degli Enti locali. I Comuni sono gli Enti territoriali che

contribuiscono in misura maggiore 13% circa sul totale dei contributi nel 2008,

seguono le Regioni con il 12% circa e infine le Province con il 2% circa.

E’ da notare che la maggior parte delle Province non partecipa al finanziamento

delle Fondazioni liriche, anche se fanno eccezione le Province di Napoli, Milano e

Verona, che sovvenzionano le loro Fondazioni liriche con rispettivamente 6%,

5%, 5% sul totale nel 2008:

 2.651.250 euro per la Fondazione Teatro S. Carlo di Napoli;

 2.700.000 euro per la Fondazione Teatro alla Scala di Milano;

 1.269.360 euro per la Fondazione Arena di Verona.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Ingenti sono le somme versate dagli Enti locali alle Fondazioni liriche nel caso del

Teatro Massimo di Palermo e Teatro dell’Opera di Roma; mentre molto inferiori

sono quelle del Teatro Petruzzelli di Bari e del Teatro Comunale di Bologna.

Nel complesso, invece, possiamo notare che il Teatro Petruzzelli di Bari e il

Teatro Massimo di Palermo sono sovvenzionati interamente con contributi

pubblici. L’apporto medio di contributi pubblici negli altri casi va dal 89% sul

totale dei contributi pubblici del Teatro Maggio Musicale Fiorentino, al 96% del

Teatro alla Scala di Milano e del Teatro Lirico di Trieste. Fa eccezione

l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove i contributi pubblici sono 72% sui

contributi totali.

2.4 I contributi privati

Lo Stato da solo non è in grado di sostenere il fabbisogno economico crescente

delle Fondazioni liriche, per questo è necessario reperire risorse dai privati.

Queste ultime dovrebbero contribuire in modo significativo all’equilibrio

economico della gestione delle Fondazioni, affiancandosi ai finanziamenti

pubblici.

A partire dal 1996, come si è visto nel capitolo precedente, con il D. lgs. 367/1996

i privati si sono affacciati per la prima volta nel settore lirico-teatrale. La

partecipazione dei privati non si traduce, però, semplicemente in finanziamenti da

erogare, ma in attiva partecipazione alla gestione, all’interno del Consiglio di

Amministrazione, ed in un reale coinvolgimento nella gestione economica della

Fondazione lirica.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Di seguito è riportata la Tabella che individua il contributo dei privati per ognina

delle 14 Fondazioni.

E’ da notare che la Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari con il Teatro Massimo

di Palermo non usufruiscono di contributi privati, mentre una quota molto

consistente è erogata a favore dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di

Roma.

A questo punto è importante individuare la quota di finanziamento pubblico e

privato ottenui da ogni Fondazione.

Graficamente possiamo notare che in ognuna delle 14 Fondazioni il contributo

maggiore è rappresentato dal FUS, mentre per altri contributi si presentano in

maniera differenziata per ragioni territoriali, di politica interna e per le differenze

statutarie.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Riadattato da “Relazione sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo” (2008)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

3. L’intervento del finanziamento privato alle Fondazioni

liriche

Come abbiamo avuto modo di analizzare in precedenza, l’intervento dei privati

per il sostentamento delle Fondazioni liriche è una delle possibili soluzioni,

l’unica che si prospetta visto il continuo decurtamento del FUS, per mantenere in

vita i teatri.

Il problema che si pone a riguardo consiste nel pericolo che la presenza di capitale

privato possa distorcere il perseguimento delle finalità culturali ed artistiche di

interesse pubblico proprie delle Fondazioni liriche. Ciò nonostante i finanziamenti

privati sono strettamente connessi alla possibilità di sopravvivenza dei teatri lirici,

divenendo dei tasselli indispensabili per la loro gestione amministrativa e fiscale.

L’intervento del settore privato nell’ambito culturale, in generale, e del settore

lirico, nel nostro caso, può assumere principalmente due forme:

1. Mecenatismo;

2. Sponsorizzazione.

I finanziamenti relativi alle Fondazioni di origine bancaria e alle erogazioni

liberali sono individuati nella categoria di mecenatismo, mentre la

sponsorizzazione costituisce una categoria a sé.

3.1 Mecenatismo

Per Mecenatismo si intende il coinvolgimento di capitali privati in favore dello

spettacolo per puro spirito di libertà. Esso prevede l’intervento di un finanziatore

(o anche patrocinante) privato che agisce da “donatore”, vale a dire per il bene e

l’interesse della collettività, nei confronti di un’impresa senza perseguire finalità

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

economiche o commerciali. Sono comprese, quindi, in questa analisi le donazioni

e le erogazioni liberali, che rappresentano una modalità di finanziamento

formalmente avulsa dagli interessi del donatore, ma che presenta caratteri di

beneficenza.

Lo stesso Codice Civile, all’art.769, disciplina la donazione definendola “il

contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra,

disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso l’altra

un’obbligazione”9.

L’elemento chiave della donazione appare, dunque, l’“animus donandi”, cioè lo

spirito di chi opera la donazione, uno spirito di libertà che si distingue da quello

della sponsorizzazione, che vincola il destinatario (la Fondazione nel nostro caso)

a rispettare i termini che il donatore scegli e definisce.

Il mecenatismo individua sia i finanziamenti che vengono erogati dalle

Fondazioni di origine bancaria, sia le erogazioni liberali.

 Per queste ultime, il mecenatismo non si configura come una scelta

volontaria, ma come obbligatoria per legge. Le Fondazioni bancarie

nascono proprio con il fine di perseguire l’obiettivo di investire in progetti

con uno scopo sociale e un fine economico. Elevate quote di capitale

vengono erogate dalle Fondazioni bancarie in favore del settore culturale e

soprattutto a favore delle Fondazioni lirico-sinfoniche.

Per capire la consistenza dei finanziamenti delle Fondazioni bancarie al

settore lirico si può prendere ad esempio il caso della Fondazione Cassa di

Risparmio delle Province Lombarde che nel 2006 ha erogato al Teatro alla

9
Paolini (2004)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Scala di Milano 6.200.000 euro. Altri esempi sempre nel 2006 significativi

sono stati:

 L’erogazione di 5.352.000 euro della Fondazione Cassa di

Risparmio di Roma per l’attività svolta dall’Orchestra Sinfonica di

Roma;

 L’erogazione di 1.000.000 euro della Fondazione di Venezia al

Teatro La Fenice di Venezia;

 L’erogazione di 650.000 euro della Compagnia San Paolo di

Torino al Teatro stabile di Torino;

 L’erogazione di 516.000 euro della Fondazione Monte di Parma al

Teatro Regio di Parma;

 L’erogazione di 400.000 della Fondazione cassa di Risparmio di

Modena per l’edizione 2006 “Sassuolo Musica festival”10.

 Le erogazioni liberali sono individuate per Legge 342/200011 che, all’art.8,

fissa che tutte le erogazioni a favore di istituti culturali, sia pubbliche sia

private, possono essere interamente dedotte dal reddito d’impresa fino ad

un tetto complessivo fissato anno per anno. Le erogazioni liberali possono

essere concesse sia da imprese, sia da benefattori individuali.

Per le imprese-benefattrici si evince che l’investimento in attività culturali

garantisce loro una certa visibilità pubblica; mentre i benefattori

individuali in Italia quasi non esistono per via di una scarsa “tradizione

filantropica” (vedremo di seguito che la situazione negli USA e in

Inghilterra è molto diversa).


10
Rapporto sulle Fondazioni di origine bancaria (2006)
11
“Erogazioni liberali per progetti culturali”

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

In futuro sarà importante potenziare e valorizzare le erogazioni liberali,

essendo queste per le Fondazioni lirico-sinfoniche una importante fonte di

finanziamento. E’ assodato, infatti, che chi decide di sostenere l’attività

delle Fondazioni lirico-sinfoniche lo fa perché fortemente interessato alla

musica lirica e ad appoggiare una “buona causa”.

3.2 Sponsorizzazioni

La sponsorizzazione si basa su un rapporto tra due soggetti, nel quale uno (lo

sponsor) sostiene l’attività dell’altro (lo sponsee) con l’obiettivo di ottenere un

tornaconto promozionale.

Se il mecenatismo si configura come un atto di donazione liberale che non ha

alcuna finalità economica, la sponsorizzazione è un intervento posto in essere con

l’obiettivo esplicito di conseguire precisi risultati economici e commerciali.

Può essere definita come “un intervento di comunicazione aziendale che,

accostando marchio, logotipo o un prodotto ad un’iniziativa dà luogo ad un

ritorno pubblicitario e/o d’immagine”12, inserita in un piano attentamente costruito

e studiato per incentivare le vendite e migliorare la posizione di un’impresa.

Il contratto di sponsorizzazione è definito, quindi, come quel contratto

innominato, consensuale, a titolo oneroso e a prestazioni corrispettive, mediate il

quale un soggetto denominato sponsee, sponsorizzato, si obbliga ad associare alla

propria attività il nome o un segno distintivo di una controparte, denominata

12
Argano (2004)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

sponsor, generalmente contro corrispettivo, divulgandone così l’immagine presso

il pubblico13.

In relazione al settore culturale e lirico, la sponsorizzazione rappresenta una realtà

ancora limitata a pochi interventi, ma sembra costituire un’importante risorsa per

il futuro delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Il limite maggiore che si incontra in

materia di finanziamenti privati alla cultura è il non efficiente sistema di

defiscalizzazione dei finanziamenti esistente in Italia, che dovrebbe essere molto

più consistente.

4. Il Fund raising

Il Fund raising per le Fondazioni lirico-sinfoniche sta assumendo un ruolo sempre

più importante, ma definiamo bene il suo ruolo.

Questo è “l’insieme delle attività di un soggetto collettivo volte a reperire le

risorse economiche necessarie a raggiungere gli scopi che esso si propone […]. Si

tratta di una attività strategica: il reperimento di risorse finanziarie è volto a

garantire la sostenibilità di una organizzazione nel tempo e a promuovere il suo

sviluppo costante. […] Il fund raising è una tecnologia, cioè un insieme di regole,

teorie, concetti, necessari per individuare, prevenire e gestire i rischi di natura

finanziaria e di altro genere. […] Il fund raising, quindi, non è esclusivamente o

principalmente una semplice pratica di raccolta fondi, ma piuttosto un approccio

strategico alla progettazione della vita e dello sviluppo di una organizzazione14”.

Infatti, il fund raising non coincide solo con il momento della raccolta di fondi,

ma va inteso come processo di sviluppo fondi. Tale processo va dalla

13
Paolini (2004)
14
Paolini (2004)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

trasformazione di idee progettuali in progetti concreti (management strategico), al

coinvolgimento dell’ambiente esterno sul progetto (comunicazione); questo

coinvolgimento può portare, infine, al trasferimento di risorse finanziarie.

Il fund raising è, quindi, allo stesso tempo metodo e tecnica: metodo, perché

permette si basa sulla creazione di relazioni sociali viste come opportunità per

richiedere il sostegno, perché permette di coinvolgere le persone all’interno

dell’organizzazione, perché permette di adeguare l’organizzazione al punto di

vista esterno e ai suoi bisogni; tecnica, perché riesce ad analizzare l’ambiente

esterno con un approccio di marketing, individuando i potenziali sostenitori,

perché cerca di promuovere e diffondere una richiesta di finanziamenti, perché

garantisce un’ottima gestione delle risorse umane, tecniche ed economiche

necessarie, perché permette un rapporto positivo con i sostenitori, comunicando

con essi15.

Per le Fondazioni lirico-sinfoniche il fund raising sta divenendo un elemento

fondamentale e indispensabile per il reperimento di fonti di finanziamento, sia

pubbliche che private. Soprattutto in vista di una diminuzione costante del FUS e

un accrescimento del ruolo dei privati, diviene sempre più importante attuare delle

strategie che permettano ai Teatri di avere maggiori risorse finanziarie a

disposizione.

In particolare in questo contesto il fund raising rappresenta la “nobile arte di

insegnare alle persone la gioia di donare”, cioè come “la scienza della sostenibilità

finanziaria di una causa sociale. Esso è un mezzo e non un fine. Pertanto, è una

15
Paolini (2004)

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

conseguenza degli obiettivi e dei benefici sociali che un’organizzazione intende

raggiungere16”.

5.Il caso Metropolitan Opera House di New York

La sede per eccellenza della lirica e della produzione operistica americana è il

Metropolian Opera House di New York. Fin dal 1883, anno in cui un facoltoso

gruppo di uomini d’affari desiderosi di possedere una vera e propria Opera House

decisero di fondarlo, il MET17 rappresenta un vero e proprio tempio della musica

lirica, una delle sedi più adatte ed indicate per chi vuole assistere ad uno

spettacolo operistico unico nel panorama internazionale per la celebrità dei

cantanti e per la qualità dell’orchestra e del coro, nonché per la varietà degli

spettacoli messi inscena, che passano dai tradizionali Verdi, Puccini e Wagner ad

innovativi spartiti e di artisti contemporanei.

L’imponenza che caratterizza il MET nell’intero panorama lirico internazionale è

sostanzialmente dovuta all’incontro tra tradizione e conservatorismo e

trasformazione e modernità. Questo indirizzo è dovuto a Peter Gelb18, General

Manager del MET, e James Levin19e, Music director del MET, che hanno saputo

lanciare una serie di iniziative dirette ad ampliare il bacino di utenza (trasmissione

degli spettacoli ad alta definizione, partnership con le radio e le televisioni).

Grazie al binomio innovazione/tradizione il MET può contare su un ampio bacino

di donatori, mossi da un vero e proprio spirito filantropico.

16
Paolini (2004)
17
Sigla per indicare il Metropolitan Opera House.
18
Peter Gelb (1953) è il direttore generale del MET.
19
James Levine (Cincinnati, 23 giugno 1943) è un direttore d’orchestra statunitense. E’ direttore
dell’orchestra del MET.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

La maggior parte delle donazioni effettuate in favore di questo tempio della lirica

proviene da gente comune che ama l’opera e la sostiene economicamente. Non

potendo contare su ingenti sussidi governativi, che raggiungono al massimo il 2%

dell’intero bilancio, il MET deve fare affidamento quasi interamente sugli da

botteghino e sulle donazioni da parte di Fondazioni o soggetti privati.

Per questo il MET ha studiato un programma di membership, individuando quattro

categorie, all’interno delle quali sono indicati diversi livelli in base alla somma di

denaro erogata.

Di seguito è riportata la tabella del sistema di donazioni proposta dal MET.

CATEGORIA DI DONAZIONE DEDUZIONE

MEMBERSHIP ANNUALE FISCALE

Guild Membership

National membership $65 $45

Supportinting membership $125 $105

Contributing membership $200 $180

Donor membership $350 $330

Sponsor membership $600 $560

Fellow members $1.000 $960

Benefactor membership $1.500 $1.460

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Patron Program

Patron $2.000 $2.000

Contributing patron $3.000 $2.910

Sponsor patron $4.000 $3.910

Sponsor patron $5.000 $4.860

Benefactor patron $7.000 $6.755

Benefactor patron $8.500 $8.255

Premiere Circle Sponsor $10.000 $9.755

Premiere Circle Sponsor $12.500 $12.225

Premiere Circle Benefactor $15.000 $14.755

Premiere Circle Benefactor $20.000 $19.755

Major Gifts

President’s Circle Sponsor $25.000 or more $245 non-


deductible

President’s Circle Fellow $35.000 or more $245 non-


deductible

The Silver Circle $50.000 or more $395 non-


deductible

The Golden Horseshoe $70.000 or more $645 non-

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

deductible

The Councill For Artistic Excellence $100.000 $1.395

$250.000 non-deductible

$500.000

Young Associates program

Friend $500 $310

Good Friend $1.000 $700

Best Friend $2.000 $1.700

Ciò che incentiva il popolo americano a contribuire economicamente al

sostentamento del MET è la possibilità di dedurre dal proprio reddito parte di

queste spese sostenute, che variano proporzionalmente all’entità della somma di

denaro erogata. Inoltre, per ciascuna delle quattro categorie di donazione il MET

concede determinati benefit, in modo da stimolare il maggior numero di americani

e di spronarli ad agire.

6.Il caso della Royal Opera House di Londra

La Royal Opera House di Londra è la più importante Opera House del Regno

Unito, oltre ad essere uno tra i principali teatri lirici mondiali, noto soprattutto per

l’eccellente livello qualitativo delle sue produzioni artistiche.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

La strategia su cui la ROH si fonda al fine di rendersi sempre più competitiva sul

mercato è proprio la ricerca dell’eccellenza artistica, che porta all’offerta di

produzioni molto alte. Un altro importante fattore vincente consiste nel forte

coinvolgimento del pubblico giovane, che si realizza attraverso l’offerta erogata

da parte di un preciso settore della struttura organizzativa dell’Opera house

britannica, la cosiddetta Royal Opera House 2. La ROH220 è nata nel 2002 e ha

come obiettivo la realizzazione di progetti artistici di carattere innovativo, così da

introdurre le nuove forme culturali emergenti nel mondo della lirica, del balletto e

della musica in generale. Ha anche il fine di coltivare nuovi e giovani artisti

promettenti e pieni di talento, in modo da attrarre un tipo di audience nuovo per il

mondo lirico.

La ROH21 ricopre un ruolo significativo nella vita sociale inglese: i cittadini

britannici si sentono parte di essa e la ROH è considerata una parte importante del

patrimonio culturale dell’intero Paese.

Il sistema di relazioni basato sull’attività di supporto alla ROH si articola in 6 tipi

di programmi.

 Il programma Friends of Covent Garden garantisce determinati benefici

in base al livello di “amicizia”scelto:

 Friend: si riceve una Card personalizzata, si ha il diritto di ricevere

informazioni dettagliate contenute nei magazine “The Royal

Ballet” e “The Royal Opera”, si la la priorità di prenotazione per

assistere ai vari spettacoli offerti ed alla possibilità di usufruire di

sconti ed offerte varie;


20
Sigla per indicare la Royal Opera House2.
21
Sigla per indicare la Royal Opera House.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

 Joint Friends: prevede ulteriori benefici rispetto a Friends;

 Supporting Friends: si garantisce la possibilità di assistere alle

prime degli spettacoli della Stagione e viene dato loro un

riconoscimento personale sul sito web della ROH;

 Premium 1 Friends e Premium 2 Friends: prevede ulteriori

benefici rispetto ai livelli sottostanti.

 Il programma Patrons of Covent Garden concede un accesso illimitato a

tutte le performance e gli eventi speciali organizzati dalla ROH. Diventare

Patrons significa occupare un posto di rilievo nella Royal Opera House

Foundation. Tre sono i livelli in cui il programma si presenta:

 Individual Patrons, che garantisce l’accesso a benefici esclusivi

quali il possesso di un box office privata, la possibilità di

incontrare il Direttore della ROH e gli artisti e, inoltre, la

possibilità di ricevere il più alto livello di servizio;

 Corporate Patrons, che permette non solo al capo dell’aziende

partner, ma anche ai suoi impiegati di godere di tutti i benefici del

livello precedente;

 International Patrons, che concede la possibilità di unirsi ai

Patrons of the Arts a livello mondiale, oltre che godere di

innumerevoli benefici.

 Le Individual Giving sono le donazioni effettuate da singoli individui in

favore della ROH. Queste giocano un ruolo vitale per l’istituzione.

 Le Corporate Opportunities riguardano le modalità con cui un’azienda

può istaurare un legame con la ROH.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

 Le Trusts and Foundation giocano un ruolo cruciale nell’attività della

ROH perché rendono capace di attrarre, stimolare, alzare ed ispirare la più

ampia audiene possibile attraverso la rappresentazione di balletti ed opere

liriche. E’ attraverso e Fondazioni e i Gruppi bancari che la ROH riesce a

coinvolgere i giovani nelle attività che organizza.

 Il Benevolent Fund è un programma che provvede il sostegno finanziario

di coloro che hanno lavorato e che lavorano tuttora per la ROH in caso di

difficoltà.

Le donazioni sono lo strumento necessario per la sopravvivenza delle diverse

realtà culturali, nonché lo strumento attraverso cui i donatori, individuali o

collettivi, si sentono effettivamente parte di ciò che si impegnano a sostenere. Per

i cittadini britannici la cultura della donazione è una parte importante della

tradizione e dello spirito nazionale.

7.Il caso dell’Opéra National de Paris

L’Opéra National de Paris, fondata già nel 1669 come Académie Royal de

Musique22, poteva contare su una serie di sovvenzioni statali. E’, infatti, ancora

adesso molto diversa rispetto al MET e alla ROH.

L’Opéra National de Paris è uno stabilimento pubblico, industriale e

commerciale posto sottola tutela del Ministero della cultura francese. Ha come

scopo di rendere accessibile il patrimonio lirico e coreografico al maggior numero

di persone e di favorire la creazione e rappresentazioni di opere contemporanee.

22
L’ Académie Royale de Musique è stata l’Accademia musicale dell’ Ancien régime in Francia.
Si occupava di opera, balletto e musica.

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Contribuisce alla formazione professionale e al perfezionamento dei cantanti e dei

ballerini con una delle migliori scuole a livello internazionale.

L’Opéra National de Paris è considerata a livello mondiale uno dei teatri più

importanti: può contare su un corpo di ballo secondo solo a quello del Bolshoi23

ed è in grado di attrarre i cantanti e i ballerini più rinomati del momento.

Di seguito è riportato in breve le Fonti di Finanziamento del Teatro dell’opera di

Parigi. Salta subito all’occhio il contributo statale di 103.340.000 euro, di molto

superiore al contributo FUS sia del Teatro alla Scala di Milano (37.296.169 euro)

sia del Teatro dell’Opera di Roma (31.938.058 euro), Fondazioni più significative

del panorama Italiano. Significativi sono, anche, i contributi privati dell’Opéra

National de Paris che arrivano a 7.410.000 euro rispetto pure all’Accademia

Nazionale di S. Cecilia, Fondazione che usufruisce in Italia del più alto contributo

dei privati.

Anche i ricavi di botteghini sono molto superiori a quelli dello stesso Teatro alla

Scala. L’Opéra Natinal de Paris ha entrate di botteghino (vendita biglietti e

abbonamenti) per 49.590.000 euro, mentre il teatro milanese per 32.172.000 euro.

ENTRATE dell’OPÉRA NATIONAL DE PARIS NEL 2008

Contributi statali 103,34

Entrate da Botteghino 49,59

Mecenatismo 7,41

Entrate Commerciali 14,95

Altre Entrate 10,94

TOTALE 186,23

23
E’ il principale teatro russo con sede a Mosca.

- 136 -
Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Un ulteriore dato importante è il trend del finanziamento statale in continua

crescita: è passato da 91.730.000 euro nel 2003 a 103.340.000 nel 2008. Anche le

altre fonti di finanziamento sono aumentate dal 2003 al 2008: le entrate proprie, le

donazioni, le attività commerciali connesse al teatro.

Di seguito riportiamo i dati significativi dal 2003 al 2008.

ENTRATE dell’OPÉRA NATIONAL DE PARIS

2003 2004 2005 2006 2007 2008

Contributi
91,73 94,29 96,99 97,42 99,33 103,34
statali

Entrate da
38,45 41,22 44,39 45,34 48,20 49,59
Botteghino

Mecenatismo 3,80 3,41 4,95 5,76 6,55 7,41

Entrate
12,44 10,25 13,27 12,35 12,74 14,95
Commerciali

Altre Entrate 5,70 15,02 6,23 6,23 12,34 10,94

TOTALE 152,12 164,19 165,83 165,83 179,16 186,23

Conclusioni

Da quanto riportato in questo capitolo è chiaro che la situazione delle Fondazioni

lirico-sinfoniche italiane è molto diversa da quella dei Teatri esteri, che possono

contare su maggiori introiti, che siano di ordine sia pubblico, che privato. Una

caratteristica, però, da sottolineare è che mentre all’estero ogni Stato ha un unico

Teatro lirico di riferimento (abbiamo analizzato il MET per gli Stati Uniti, il ROH

per il Regno Unito e l’Opéra National de Paris per la Francia) in Italia vi sono

diverse realtà. Certamente i Teatri principali italiani sono La Scala di Milano e il

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Capitolo quarto: Le fonti di finanziamento delle Fondazioni liriche

Teatro dell’Opera di Roma, ma non possono essere dimenticati il San Carlo di

Napoli, il Regio di Torino, il Maggio Musicale Fiorentino e l’Arena di Verona.

Riuscire a finanziare in modo adeguato tutte le 14 Fondazioni lirico-sinfoniche

rappresenta un problema sempre più significativo, visto il trend negativo del FUS

e visto lo scarso interesse dei privati a contribuire al loro sostentamento.

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