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I R

ANNIVERSARIO SHAKESPEARE FILOSOFIA DIARIO DI LETTURA


Michelstaedter La Bibbia Il pensiero I narratori
amore infelice del Bardo vivente di Celati
Un secolo fa La sua cultura, Da Giordano Bruno Un nomade
moriva il filosofo la falsa commedia a Croce, a Pasolini tra Basile e Vico
MONDO-PIEMONTESE P. III BERTINETTI-D’AMIC O P. IV VATTIMO P. VI TESIO P.XI

NUMERO 1736
ANNO XXXIV
SABATO 16 OTTOBRE 2010

LIBERTÀ È
tuttoLIBRI Ostracismo Gli sconnessi dagli altri, esclusi, respinti, ignorati:
STRONCARE una condizione consueta, sempre più diffusa, della nostra vita
I GIGANTI che segna i rapporti e il destino delle persone, vincenti o perdenti
E PURE I NANI

I Robinson
MARCO numero di nicchie relazionali,
BELPOLITI
e quando si decide di passare
Su «la Repubblica» di
Capita a molti di di- del tempo con qualcuno, si mi-
mercoledì scorso Fabio ventare di colpo, da un giorno na la possibilità di stare con
Gambaro riferisce che all'altro, uomini o donne invisi- qualcun altro, senza contare
Faulkner diceva male di bili, persone che gli altri si ri- che molte relazioni - affettive,
Hemingway, Julien fiutano di vedere. Come rac- amicali, sentimentali - richie-

del naufragio
Green della Yourcenar, conta Ralph Ellison nel suo ro- dono impegno, e quelle che
Léon Bloy d Rimbaud, manzo, L'uomo invisibile non ricevono le dovute atten-
Flaubert di Dante, (1953), ristampato di recente zioni diventano insostenibili.
da Einaudi, l'invisibilità dipen- Questa semplice constata-
Mark Twain di
de da uno stigma, un segno, zione, che molti tuttavia non
Petrarca, Virginia che il protagonista ha su di sé: fanno, spiega di per sé le ra-
Woolf di Joyce e così egli è un nero nella società gioni dell'ostracismo che pro-

quotidiano
via. Nulla di nuovo, mi nordamericana degli Anni vochiamo, o subiamo, nella
pare. E tanto meno di Cinquanta. Ma non è necessa- cerchia più o meno stretta del-
illegittimo. Ricordo una rio essere marchiati da uno le relazioni umane. Capita
lettera di Pavese a stigma così evidente, bastano spesso agli adolescenti, veri
Muscetta (24 febbraio piccole cose, eventi o aspetti malati del cyberspazio, di agi-
minimi, perché scatti il mecca- tarsi se non ricevono risposte
‘41): «Dove hai letto che nismo dell'esclusione, e si ven- immediate alle proprie
io traduco, o abbia ga respinti oppure ignorati. È e-mail, se all'improvviso il si-
tradotto, l’Ulisse? Se ti capitato a tutti, e senza un'ap- lenzio cala in una conversazio-
scrivevo che è un libro parente ragione, di trovarsi ne in chat. Perché non rispon-
che non sono mai da ragazzi al margine del de? Cosa mai è successo? Co-
riuscito a finire di gruppo di amici: una festa cui sa ho detto? A volte si tratta
leggere e che incarna non si è invitati, il telefono che d'inconvenienti passeggeri, al-
per me la quintessenza non squilla più, una frase sgra- tre volte di veri e propri episo-
devole detta durante l'inter- di di cyberostracismo: ignora-
dell’insopportabile». vallo a scuola, amici che non re l'altro col silenzio in Inter-
Un’altra di Calvino del salutano. net, o non rispondendo agli
medesimo tenore in una sms e al cellulare.
lettera a Fortunato L’analisi di Zamperini, La pressione culturale per
Seminara (20 gennaio l'affermazione di sé è oggi così
‘55): «Devo dirti fin da psicologo sociale: forte che diventa difficile af-
principio che io ho una perché capita di divenire frontare il pericolo di essere
ignorati nei rapporti in chat.
prevenzione sia per da un giorno all’altro Ma non c'è solo questo tipo di
tutte le narrazioni in cui
c’entrano i pazzi sia per
invisibili, «sommersi» rifiuto. L'esperienza di essere
respinti riguarda altri aspetti
tutte le opere di tipo Adriano Zamperini, docen- della nostra vita quotidiana;
“monologo interiore”: te di psicologia sociale, ha de- l'aggressività implicita o espli-
tanto che non sono scritto in un libro, intitolato cita, è ben presente soprattut-
riuscito a finire l’Ulyses L’ostracismo - in uscita da Ei- to nelle scuole.
e anche Faulkner mi sta naudi (pp. 246, € 18) -, questa Zamperini cita il caso di
condizione consueta, se non Poppy Bracey, una studentes-
piuttosto sullo
proprio costante, della no-
stomaco». stra vita, quel modo di essere
Più considerazioni si off-line, sconnessi rispetto
Quando il telefono
tengono: la grande agli altri, che segna i rapporti non squilla, alle feste
libertà del giudizio, che sociali, e a volte persino il de- non ti invitano, a scuola
negli scrittori veri ha stino delle persone: vincenti
mille ragioni di poetica o perdenti. non ti vogliono:
e di gusto alle spalle; la Zamperini parte da una perché sei «diverso»
constatazione: viviamo in
libertà che ogni lettore
una società schizofrenica; da sa inglese di 13 anni, capelli
dovrebbe avere nei un lato, incentiva fortemente biondi, grandi occhi, viso truc-
riguardi dei libri che l'indipendenza e l'autonomia cato. Ragazza bella, troppo
legge; la natura degli individui («l'autosuffi- bella, che per questa ragione
pedagogica del canone cienza dell'io»); dall'altro, se- viene discriminata dai compa-
su cui si può pur sempre gnala continuamente il ri- gni: pettegolezzi, silenzi, smor-
discutere. schio di restare tagliati fuori fie, ghigni, sguardi che offen-
Infine, se questo accade dagli altri, anche per un tem- dono. Ogni giorno a scuola di-
po brevissimo. venta per lei una tortura, e co-
ai giganti, perché ci Tuttavia noi sappiamo be- minciano anche telefonate
facciamo tanti scrupoli ne che, per quanto sia innata con false richieste di posare
con i troppi nani in noi l'esigenza di essere ac- per un servizio di moda. Alla
d’oggidì? cettati, di non ricevere rifiuti, fine Poppy s'impicca nella sua
GIOVANNI TESIO la vita è scandita naturalmen- camera.
te da piccole e grandi esclusio- Un episodio estremo, cer-
ni. L'estensione delle relazioni to, ma che testimonia di una
intessute dall'esplosione del condizione traumatica molto
TUTTOLIBRI web (posta elettronica, diffusa. Nella parte finale del
Skype, social network, twit- libro Zamperini si sofferma
A cura di: ter, ecc.) però ci fa ora dipen- sul caso arcinoto di Columbi-
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
dere da una stretta relazione ne, nel Colorado, dove nel
virtuale con il nostro prossi- 1999 due ragazzi di 18 e 17 anni
tuttolibri@lastampa.it mo, segno evidente di un biso- sparano sui loro compagni di
www.lastampa.it/tuttolibri/
gno spasmodico di essere rico- scuola uccidendone 13, per poi
nosciuti dagli altri. suicidarsi. Un episodio che è
LA STAMPA Eppure un fattore entropi-
co s'impone: ciascuno di noi
può sostenere solo un limitato p Continua a pag. VII
II Scrittori e classici italiani
LE «TECNICHE DI RESURREZIONE» DI MANFREDI veri e fittizi, giocando sul campo della re-invenzione con Le vittime causate dalla mano del folle chirurgo che si fa
Un giallo con medici e mummie l'arma del giudice postumo che, nei peccati sociali e politici
del passato, riesce a trovare sagaci spunti di confronto con le
chiamare Doctor Ending e il caso di Salvy San Subra, la guida
egiziana di Napoleone mummificata da una sconosciuta
= Anche Dan Brown potrebbe trarre giovamento dalla penurie del disfacimento contemporaneo. Ma la vicenda che malattia, si incrociano in un gioco di veleni politici e ricerche
lettura degli ultimi due romanzi di Gianfranco Manfredi. Ho il lettore amerà seguire è senz'altro quella - in diretta scientifiche azzardate, dissoluzioni nobiliari e vizietti privati, in
freddo, del 2008, e questo novello Tecniche di resurrezione prosecuzione con il romanzo precedente - dei gemelli de cui il tono di un'inchiesta gialla ben si coniuga alla struttura
(Gargoyle, pp. 489, € 18) ci mettono di fronte a un intrepido Valmont, Aline e Valcour, uniti dalla passione per la ricerca ampia e classicheggiante del romanzo. I giochi di corte e le
narratore svincolato dai canoni e dagli obblighi del genere. medica e da una formidabile capacità di giocare con le manovre segrete di una società percorsa dai primi «lumi della
Affabulatore vivace e ironico, grottesco e spumeggiante, ambiguità della propria epoca, nel 1803, di ritorno dalla ragione», costringono Aline e Valcour a cercare soluzioni nella
Manfredi ha raggiunto, con questo dittico gotico-filosofico, tragica odissea americana di Ho freddo. L'Inghilterra del loro solida unione totale, per far fronte a un nemico invisibile
l'apice delle sue capacità di intrattenitore colto e disinvolto, rinnovamento e la Francia di Bonaparte fanno da sfondo a che - al di là degli oscuri delitti - si chiama Storia. Manfredi
nobile, ricco di tutte le sfumature necessarie all'arte del esperienze moderne ma ancora fragili, come le «tecniche di sigla un altro singolare, complesso romanzo, che attende la
romanzo. Qui ha tentato l'audace carta dell'operazione resurrezione» messe in atto da medici coraggiosi in un consacrazione dei lettori giusti (Dan Brown compreso).
Gianfranco Manfredi storico-fantastica, infarcendo le sue narrazioni di personaggi contesto sociale post-rivoluzione ambiguo e conservatore. Sergio Pent

ha essere eredi di una certa tradi-


Affinati Un viaggio nella storia e nei luoghi della nostra zione letteraria su base nazionale?
Bloc notes letteratura, dal Cantico di Francesco a Gadda e Pasolini E cosa significa crescere, come in-
dividui ancora prima che come
«NUOVI ARGOMENTI» scrittori e lettori, in una certa lin-
EMANUELE gua madre? L’automatismo produ-

Un Don Chisciotte
L’umile Italia TREVI
ce retorica e burocrazia, program-
= Sei paesaggi di un mondo Nel 1997, appena varca- mi ministeriali e corsi di laurea.
che potrebbe intonare (lo fa ta la linea d’ombra dei qua- Nata nell’età del Romanticismo e
Alberto Arbasino nel diario rant’anni, Eraldo Affinati raccon- del Risorgimento, la storia della
introduttivo) «Disagiooo... Oh tò in un libro memorabile, intito- letteratura italiana, così come l’ab-

tra le Belle Lettere


Oh!... Degrado... oh oh oh lato Campo del sangue, un pelle- biamo conosciuta per più di un se-
oh!...». Sei ritratti di Paese, sotto grinaggio da Venezia ad Au- colo, possedeva finalità etiche e ci-
il titolo gramsciano «L’umile schwitz destinato a incidersi pro- vili che oggi sarebbero difficili an-
Italia», che innervano l’ultimo fondamente nella memoria dei che solo da formulare. Il semplice
numero di «Nuovi argomenti» lettori. Spirito inquieto e origina- perpetuarsi di un’istituzione, d’al-
(Mondadori, pp. 215, € 12). Ne le, ostinato nella ricerca di forme tra parte, non garantisce la sua vi-
sono autori Raffaele Manica, adatte all’ambizione e alla com- talità. E’ un automatismo, privo di
Vincenzo Pardini, Elisa Ruotolo, plessità dei suoi progetti, Affina- ogni tipo di conseguenza. Prima o
Marino Magliani, Angelo ti prendeva di petto una conven- poi, va a finire che chi dovrebbe in-
Australi e Caterina Carone. zione letteraria sempre a rischio segnarla la capisce altrettanto po-
di futilità, la «prosa di viaggio», co di chi dovrebbe impararla.
GIOVANNI RUSSO per caricarla di responsabilità Affinati ha bene in mente que-
inaudite. L’esperienza dei luoghi ste premesse, e la sua lunga espe-
I lacci bianchi transitava, per così dire, dalla
= Un ulteriore «chicco» sfera delle possibilità a quella del- Verifiche sul campo
dell’editore Manni la necessità assoluta. Le catego-
(www.mannieditori.it). Chicchi rie morali, le storie di famiglia, la che valgono intere
è la collana in cui appare il memoria letteraria, il mutevole biblioteche, una lettura
racconto I lacci bianchi (pp. gioco degli affetti e delle passio- p Eraldo Affinati
31, € 5). Ne è autore Giovanni ni: tutto ciò che, insomma, costi- p PEREGRIN D'AMORE alternativa ai brutti
Russo, fra i maggiori testimoni p Mondadori, pp.415, € 20 manuali scolastici
dell’Italia che ruotava intorno «Peregrin d’amore»: rienza di insegnante di liceo non
al «Mondo» di Pannunzio.
Un ritorno a casa dopo la la sfida di un picaro può che averlo ulteriormente con-
seconda guerra mondiale. Una che ridà la parola vinto della necessità di sottrarsi al-
madre che vuole conoscere la l’inerzia. Per definizione, una tradi-
sorte toccata al figlio. Un agli autori della nostra zione è qualcosa che noi ereditia-
gerarca delatore. Una storia identità nazionale mo. Ma solo noi possiamo riempi-
del Sud, il mondo testimoniato re di senso ciò che abbiamo ricevu-
da Russo in Baroni e contadini, tuisce l’identità del narratore do- to, trattandolo alla stregua di una
ora da B.C. Dalai editore. veva passare per quella porta nostra invenzione. In Affinati, que-
stretta, per quell’itinerario verso sto paradosso non produce una te-
ALGERIA il cuore di tenebra dell’Europa. oria, ma uno spazio narrativo,
Oberato da tali pesi, il viaggio San Francesco e la predica agli uccelli in un affresco di Giotto un’immagine poliedrica dell’Italia
Uomini di Dio può davvero aspirare a trasfor- di oggi, e in fin dei conti un’avven-
= Anteprima a Torino, marsi, da innocuo passatempo ascoltate. La pagina scritta dovrà possibilità di scambio. E ha trasfor- Perché Affinati vuole sottoporre tura, intessuta di lontananze e ri-
giovedì 21 al Massimo, di tardo-romantico, nel modo su- conservare quanto più possibile di mato se stesso in un efficacissimo alla sua prova del nove addirittura torni a casa, illuminazioni e fru-
«Uomini di Dio» di Xavier premo della conoscenza. Perché questo picaresco e labirintico pro- personaggio: un vagabondo ingua- un immenso edificio concettuale e strazioni. Basterà leggere le parti
Beauvois, il film gran premio ciò che effettivamente sappiamo cesso di verifica. ribilmente individualista, ma capa- ideologico, un’istituzione vetusta del libro destinate a Campana, o a
della Giuria a Cannes, ispirato di noi e del mondo, secondo Affi- Uomo di immensa cultura, Affi- ce di ascoltare; tenace nel cercare, ma ancora influente, una secolare Gadda, per arrendersi all’eviden-
al libro di Frère Christian de nati, equivale a ciò che letteral- nati ha intuito, a un certo punto del ma disposto a perdere la via mae- convenzione: nientemeno che la za: ci sarà una buona dose di follia,
Cerge (e gli altri monaci di mente siamo capaci di portarci suo percorso, che nella bellezza e stra. Lo avevamo lasciato per le storia della letteratura italiana, dal nel metodo di Affinati, ma certe
Tibhirine) Più forti dell’odio sulle spalle. Quanto all’eventuale nella ricchezza del linguaggio lette- strade di Berlino, a fiutare le trac- Cantico di san Francesco a Gadda sue verifiche sul campo valgono in-
(Edizioni Qiqajon, pp. 292, trasmissione di questo sapere, rario è annidato il serpente del- ce di poeti e artisti fondamentali e Pasolini. Il proposito è talmente tere biblioteche specialistiche.
€ 13, a cura di Guido Dotti). non è un caso che i libri di Affina- l’astrazione, il rischio di un’esisten- nella sua formazione, e lo ritrovia- donchisciottesco che all’inizio è Sarebbe bello, in conclusione,
Vi si ricostruisce la vicenda dei ti siano fitti di incontri e di dialo- za mancata: ciò che Flannery mo sulla Piana delle Murgie, diret- l’autore stesso che sembra pren- che qualcuno avesse il coraggio di
monaci algerini rapiti e ghi, come se, per questo lontano O’Connor, con spietata esattezza, to a Castel del Monte, il più famoso dersi in giro assieme ai suoi lettori. pensare a un libro del genere come
assassinati in Algeria. La epigono ed ammiratore di Le- definì il peccato di vivere «in un maniero (ed enigma architettoni- Ma la battaglia all’astrazione, in a uno strumento per insegnare, al
prefazione è di Enzo Bianchi, skov e Conrad, le idee non fosse- mondo che Dio non ha mai crea- co) di Federico II. questo caso, è così ricca di conse- posto di quegli orribili manuali che
priore della Comunità di Bose, ro più separabili dalle contingen- to». Di libro in libro, ha rinnovato E’ qui che inizia il viaggio di Pe- guenze morali, politiche, psicologi- si smerciano nelle scuole e nelle
che interverrà dopo la ze e dalle occasioni in cui concre- la sua scommessa col possibile, in- regrin d'amore, e questa volta la che che non si può guardare all’im- università. Prima che sia troppo
proiezione del film. tamente vengono formulate ed teso come concretezza umana e mèta è addirittura sbalorditiva. presa con indifferenza. Che senso tardi per tutto.

A SARMEDE
Fiabe dal Brasile t’altro che estatica e ferma, ac-
= «Le immagini della Chicco «Il più bel vizio è la vita»: ceso da una elevatissima feb-
fantasia». A Sàrmede, il paese bre sperelliana, habere non ha-
della fiaba in provincia di uno scanzonato lessico famigliare beri come divisa, la bohème
Treviso, ventottesima mostra borghese come destino: è il

Il pittore guida
d’illustrazione per l’infanzia, da BRUNO protocarattere di un’oliatissi-
QUARANTA
oggi al 19 dicembre. ma giostra di tipi, ciascuno
La sezione monografica è Questi padri torinesi una varietà di sfumature che
dedicata al Brasile. L’affiancherà che fanno romanzo. Dal pro- stilisticamente svettano, risal-
fessor Giuseppe Levi-«sbro-

la carovana
una galleria con le più belle tano (come il vicino di casa
opere che hanno caratterizzato deghezzi» di Natalia Ginz- con «i capelli lisci a disco di
l’editoria dell’infanzia negli burg a Riccardo Chicco, il grammofono» o come zia Lu-
ultimi tre anni (38 illustratori, 21 pittore-professore che nasce- da che «sembrava una sedia li-
Paesi). Catalogo a cura di Luigi va cent’anni fa e a cui la figlia p Elisabetta Chicco berty. Di quelle sedie allampa-
dal Cin, ed. Franco Cosimo
Panini. www.sarmedemostra.it

UN «SALONE» A ROMA
Elisabetta rende omaggio in
un lessico famigliare sapien-
temente scanzonato - le ve-
lette che si alzano e si abbas-
dei bizzarri p IL PIÙ BEL VIZIOE È LA VITA
p Instar Libri, pp. 146, € 13,50
nate, smunte, scivolate nei
braccioli e nello schienale»).
Solo chi non lascia eredità di
bizzarria poca gioia ha dell’ur-
sano mai slabbrandosi, così me era solito meditare Franco mo, all’umanità, in maschera. Il padre è la figura cardina-
L’editoria sociale efferate, carezzevoli, misteri- Lucentini fabbricando l’enne- E’ come rappresa, armoni- le, epperò mai ossessiva, nel
na, potrebbero esultare i perso-
naggi di Elisabetta Chicco. Flâ-
= Ritorna a Roma dal 22 al che, capricciose. sima sigaretta), regge una pre- camente rappresa, la scrittu- Più bel vizio. Naturalmente, let- neur sulla lama dell’ironia, pro-
24 ottobre il Salone Il più bel vizio è la vita è un giata bottega letteraria di re- ra di Elisabetta Chicco. Ad abi- teralmente, un eccentrico, tra digiosamente riappaiono. O,
dell’editoria sociale», ulteriore lessico famigliare stauro. Via via componendo, tarla, a tornirla, a irrorarla, il le figure che signoreggiano forse, mai hanno cessato di es-
promossa tra gli altri dalle nella città del vizio assurdo, arredando (dalle Ali di Mercu- senso del tempo che nulla crea sparendo, attraversando, sino sere, di tessere. Come le statue
Edizioni dell’Asino. Dibattiti su rappresentando così l’indige- rio alla Quarantaduesima carta e nulla distrugge, ma tutto ma- a sfibrarle, le porte, facendo che al crepuscolo scendono dai
educazione e scuola, welfare, na vocazione double face. Eli- a L’amore come sai), un mondo cina: fogge e monocoli, pince- rotolare sontuosamente - e se- piedistalli torinesi raggiungen-
immigrazione. Tra gli ospiti sabetta Chicco, signora nella squisitamente teatrale, un nez e galatei, parquet e calza- guendone ogni orma - i dadi do in corteo piazza Castello. A
Goffredo Fofi, don Sciortino, commedia quotidiana e sulla istrionesco, ancorché dissimu- ture di lucidità gaddiana, mar- della «curiositas». chi si manifestarono se non a
Marco Rossi Doria. Programma pagina del détail (il détail do- lato, elegantemente dissimula- moree scale e swiftiane istru- Riccardo Chicco, anomalo un pittore, ancorché optimus,
in www.editoriasociale.info ve si nasconde la verità, co- to, girotondo intorno all’uo- zioni alla servitù... allievo di Casorati, anima tut- quale De Chirico?
Tuttolibri
SABATO 16 OTTOBRE 2010
LA STAMPA III

Il filosofo di «La persuasione e la rettorica» Il pensiero e il privato, a un secolo dalla morte

Dall’Impero
LORENZO
MONDO

A cent’anni dalla mor-


te di Carlo Michelstaedter, una
delle più perturbate e sofferte
coscienze del primo Novecento,
esce un libro affascinante che il-
lumina di riflesso la sua figura.
Si intitola Il segreto di Nadia D. e
all’italianità,
via Leopardi
lo ha scritto Sergio Campailla, il
più accreditato studioso del filo-
sofo e poeta goriziano. Ma chi
era questa Nadia? Si chiamava
Baraden, dal nome di un marito
presto abbandonato, ed era arri- FELICE servo-padrone che gli viene pro-
PIEMONTESE
vata da Pietroburgo a Firenze posto, o negarsi, rifiutando la
dove studiava belle arti. Là co- Il merito principale «inerte e ottusa vita, che è data
nobbe Michelstaedter, che le die- de La melodia del giovane divi- a chi ama piegarsi». Rifiuto che,
de lezioni di italiano e fu colpito no - raccolta di scritti di Carlo nel suo caso, assumerà la forma
dalla sua avvenenza di bionda, Michelstaedter curata da Ser- più estrema.
giovane russa. Ma l’11 aprile gio Campailla - è quello di aver Se la persuasione «è il reale
1907 Nadia si toglie la vita, spa- riproposto ancora una volta possesso di se medesimi nel pre-
randosi in bocca, nella piazza all'attenzione il nome, ancora sente», in Michelstaedter è for-
Vittorio Emanuele, il salotto del- per molti sconosciuto, dello te la consapevolezza che le con-
la città dove sorgono celebri caf- scrittore goriziano, di cui ri- dizioni di vita imposte da una so-
fè letterari, il Paszkowski e le corre domani il centenario del- cietà immorale e alienata impe-
Giubbe Rosse. Carlo si trova a la morte, sobriamente cele- discono tale possesso. Rimango-
Gorizia e chiede ansiosamente brato con una serie di manife- no dunque la rivolta o, appunto,
notizie, con un telegramma, alla stazioni in programma nel ca- il suicidio, presenza costante
padrona di casa della donna. poluogo giuliano. nella sua riflessione, ma anche,
Tutto qui? Potrebbe essere Nadia B. in un dipinto di Michelstaedter e un autoritratto dello scrittore filosofo Nel volume adelphiano - co- conviene ricordarlo, nella con-
una storia abbastanza trascura- sì come avveniva in Sfugge la creta esperienza di vita, dal mo-
bile, se Campailla non ci svelas- vita, pubblicato da Aragno nel mento che suicidi muoiono il
se un retroscena che, a lungo ta- 2004 e che aveva anche un ric- fratello Gino, nel 1909, e tre an-
ciuto per scrupoloso riserbo, co- L’amore segreto Come un romanzo la sua relazione co corredo iconografico - sono ni prima l'amica Nadia Bara-
stituisce l’innesco della sua at- raccolti testi di vario genere e den che, si è scoperto poi, fu
tuale inchiesta. con la giovane bionda russa Nadia B., anche lei suicida di diseguale interesse, talvolta molto più che un’amica.
Nel marzo del 1973 egli fu poco più che appunti, del gio- Di sicuro, Guy Debord, il teo-
coinvolto nel trasferimento delle vanissimo scrittore, che si tol- rico della società dello spettaco-
carte di Michelstaedter alla Bi-
blioteca civica di Gorizia. L’esecu-
tore testamentario, l’ingegner
Carlo Winteler, nipote dello scrit-
tore, si risolse a distruggere in
Le pistolettate se la vita il 17 ottobre del 1910.
Aveva ventitré anni, e compì il
suo gesto non appena comple-
tata la tesi di laurea, quel La
persuasione e la rettorica che,
lo, non ha mai sentito parlare di
Michelstaedter. Ma sono sicuro

di Michelstaedter
quella circostanza due lettere, pubblicato postumo, assicure-
scritte in tedesco da Nadia al gio- rà a Michelstaedter - con il
vane amico. Nella prima lo invita- Dialogo della salute e un grup-
va a «tenere le mani a posto», a petto di poesie - un posto di
non equivocare sul tipo di rappor- primissimo piano nella storia
to che si aspettava da lui. Nella se- filosofico-letteraria del primo
conda, gli annunciava di avere in- Novecento.
gerito del veleno e di apprestarsi UN CONVEGNO A GORIZIA PER IL CENTENARIO Suddiviso da Campailla in
a farla finita, per maggior sicurez- tre parti (Pensieri - racconti -
za, con un colpo di rivoltella. Men- Carlo Michelstaedter moriva un secolo fa, il 17 ottobre, a critiche) La melodia del giova-
tre lo esortava ad affrontare con Gorizia, dove sarà ricordato domani e lunedì nell’ambito del ne divino c’introduce nel «la- p Carlo Michelstaedter
coraggio la vita, confessava che convegno internazionale «Via della persuasione». Un’occasione boratorio privato» di Mi- p LA MELODIA
la sua esistenza si era svolta al- per metterlo a confronto con tredici «persuasi» a cui si ispirò chelstaedter, aiutandoci a ri- DEL GIOVANE DIVINO
l’ombra della tragedia, dal giorno (figure che seppero vivere pienamente ogni attimo della costruirne la fiammeggiante p a cura di S. Campailla
propria esistenza, indipendentemente dal precedente e dal p Adelphi, pp. 242, € 14
in cui, all’età di 11 anni, era stata fisionomia umana e intellet-
violée, cioè stuprata, da uno zio. successivo): da Ibsen a Petrarca, da Aristotele a Beethoven. tuale, i moltissimi riferimenti
Interverranno, fra gli altri, Sergio Campailla, Antonio Russo, culturali, la giovanile capaci-
Joseph H.H. Weller, Cristina Benussi. Tra i libri in uscita, «Carlo tà di esaltazione accompa-
Sergio Campailla p Sergio Campailla Michelstaedter, le confessioni e la turba goriziana», a cura di gnata a un acuto senso criti-
narra magistralmente p IL SEGRETO DI NADIA B . Alberto Cavaglione Angela Michelis (Aragno, pp. 90, € 10). co. Del resto, quello del gori-
p Marsilio, pp. 238, € 19,50
la fascinosa donna ziano è uno dei pochi casi in
che «venne da lontano doppiogiochista,di essersi congiun- E Michelstaedter? Scopre che mentate nell’animo di Carlo, che Erede di Schopenhauer
e andava lontano» to a lei per spiarla. Questi e altri in- Nadia, di cui ha dipinto tra l’altro tre anni dopo, il 17 ottobre 1910, si
e Nietzsche, critico
ganni, forse la stessa Rivoluzione un ritratto, gli è stata incredibil- spara alla tempia, macchiando di
Parte di qui, dalla scoperta di rivelatasi una chimera, sono all’ori- mente vicina e lontana: ha ottenuto sangue i fogli della tesi di laurea della modernità,
un legame così forte e insospetta- gine del suo suicidio. La vicenda la sua confidenza estrema ma non che risulterà il suo capolavoro, La
to tra i due ventenni, l’interesse contiene tutti gli ingredienti di un sapeva quasi nulla di lei, comprese persuasione e la rettorica. Il quadro sembra oggi anticipare
di Campailla per il personaggio romanzo ispirato da un Balzac o le sue frequentazioni fiorentine. clinico compromesso e le contrad- le teorie di un Debord
sfuggente di Nadia. La sua ricer- Dostoevskij, a partire da quelle let- Nadia è «l’immagine di un amore dizioni di cui è prigioniero gli ne- Un autoritratto del 1908
ca appassionata e puntuale si tere stracciate, memorizzate da impossibile, viene da lontano ed è gheranno di vincere la sfida, di la- cui si può stabilire una totale
esercita in primo luogo sui gior- Campailla, che, da narratore in pro- andata lontano». Rappresenta for- sciarsi «persuadere» da una vita li- identificazione tra l'opera e la
nali del tempo che, secondando prio, sa approfittarnecon bravura. se una delle tante frustrazioni, sedi- bera da vanità e menzogna. vicenda biografica, essendo che se lo avesse conosciuto lo
la morbosa curiosità dei lettori per certi versi quest’ultima il avrebbe inserito nel suo perso-
per la misteriosa straniera, ab- più rigoroso ed estremo svi- nalissimo Olimpo di precursori.
bondano di testimonianze e illa- luppo di una riflessione che E dico questo non per gusto
zioni. Si tratta di verificarne l’at- anticipa certo esistenziali- della boutade, ma per sottoli-
tendibilità, di capire in particola- smo dei decenni successivi. neare - e si pensa per forza di
re perché Nadia chieda che la no- Erede di una tradizione di cose a certe analogie col «ca-
tizia del suo suicidio venga tele- pensiero mitteleuropea che so» Rimbaud - come in una
grafata a uno zio, dal quale si at- ha in Schopenhauer e in Nietz- remota provincia dell’Impe-
tende, nel suo inesorabile senso sche le sue vette (Gorizia, nei ro un ragazzo ventenne fosse
di giustizia, che vengano pagati, primi anni del Novecento, fa- in grado di anticipare, nella
oltre alle esequie, i suoi piccoli de- ceva parte dell’Impero austro- sua riflessione sui meccani-
biti: il conto della stiratrice, della ungarico), ma nello stesso smi segreti della società in
sarta, di un paio di scarpe. Que- tempo fermamente deciso a ri- cui viviamo, teorie di molti
sto zio, il facoltoso dottor vendicare un’italianità ideale decenni successive. Avendo
Frejdenstejn, è probabilmente lo (via Leopardi soprattutto) e anche una capacità di irrisio-
stesso che le ha inflitto quella gra- concreta (gli studi universita- ne che proprio a Debord non
ve offesa. ri a Firenze), Michelstaedter è sarebbe certo dispiaciuta.
Campailla non sa resistere al- tra i critici più lucidi di quella Quando ad esempio sottoli-
la fascinazione di questa figura di modernità che si presentava nea, di Croce, «la sciagurata
donna ed estende la sua indagine con aspetti esaltanti ma an- abilità di eliminare sempre
anche ai luoghi in cui visse e agli che con caratteristiche op- da ogni questione quello che
archivi conservati in Russia. Ve- pressive e schiavizzanti. appunto è la questione». «Il
niamo così a sapere che Nadia, ri- Ci sono, in lui, accenni di destino di Michelstaedter -
bellandosi ai dettami della sua anarchica rivolta («meglio scrive Campailla - è quello di
ricca famiglia ebrea, era stata ar- l’odio che l’affetto della fami- essere un luminoso postumo
restata come cospiratrice rivolu- glia»), ma c'è soprattutto la di- che si scopre attuale nella
zionaria e condannata alla Sibe- sperata e irrimediabile consa- sua inattualità».
ria. Ma dopo alcuni mesi passati pevolezza che, in una società Che la sua «riscoperta» pos-
nella fortezza di San Pietro e Pao- in cui «la rettorica» è a tal pun- sa aprire anche orizzonti inatte-
lo, la sua pena era stata commu- to organizzata da essersi fatta si è un segno ulteriore della per-
tata nell’esilio. Aveva sposato un ormai sistema, per l'intellet- sistente vitalità di una ricerca
Baraden che, in un empito di sin- tuale l'alternativa è: accettare condotta in un numero straordi-
cerità, le confessò di essere un il ruolo alienato e alienante di nariamente breve di anni.
IV Classici e scrittori stranieri
a lui, il sedicente rifacimento
Saggio Lo scrigno di Shakespeare di Theobald, anche a costo di
tapparsi occhi e orecchie da-
e la cultura che informò il suo tempo vanti alla sua flagrante inade-
guatezza. Anche ammettendo
che si basi su di un originale

Naufragar scomparso, Doppia menzogna


presenta infatti tutti i tratti
un tipico rifacimento sette-
centesco, epoca in cui quando

nella Bibbia
si riesumava un testo elisabet-
tiano si annacquava il linguag-
gio, si rimpolpavano le parti
delle donne, si ingentilivano le
situazioni, si calcava sul peda-

del Bardo le del patetico, e in caso di tra-


gedie troppo cupe, come Re
Lear, si cambiava il finale.
La storia desunta dall’episo-
dio di Cervantes, di cui non so-
PAOLO ne. Quando Shakespeare scrive, pravvive nemmeno il nome del
BERTINETTI
la filosofia morale francese ha ap- protagonista, è convenzionale,
L’opera di Shakespea- pena incominciato a delimitare il con un nobile dissoluto che do-
re è la Bibbia di Nadia Fusini, significato che la parola aveva po aver sedotto una fanciulla
saggista, scrittrice di romanzi avuto per secoli (fino ancora a ne concupisce una seconda, sa-
e anglista di fama. Lo confessa Cartesio); e a conferire al termi- botandone cinicamente il fidan-
lei stessa al lettore nelle prime ne passione il significato di «affe- zamento segreto con un pro-
righe del Prologo del suo ulti- zione dominante», capace di in- prio subordinato, e offre situa-
mo saggio, Di vita si muore. E vadere l’animo di chi la nutre. zioni canoniche come la ragaz-
come i predicatori protestanti, L’affezione di Bruto sarà la pas- za che si traveste da pastorello
profondi conoscitori delle Sa- sione della ragione; quella di Am- (Shakespeare le predilesse per-
cre Scritture, Fusini non solo leto la passione del dolore, quella ché consentivano ai giovinetti
conosce benissimo e cita pun- di Otello non tanto la gelosia (co- che dovevano recitare le parti
tualmente le sue (Sacre) Scrit- me automaticamente ci verreb- Una messa in scena teatrale del «Cardenio», la commedia ora attribuita a Shakespeare femminili di essere credibili ve-
ture shakespeariane, ma met- be da dire), bensì la passione del- stiti da uomo, ma piacquero an-
te in collegamento, confronta, l’amore; quella di Lear la passio- cora di più dopo, quando furo-
sostiene l’uno con l’altro i singo- ne dell’ira; quella di Macbeth, infi- Commedia La più famosa tra quelle no consentite le attrici, perché
li versi e momenti dei testi di ne, la passione della paura. consentivano di mostrare, at-
Shakespeare, per offrirne al let- La riflessione sulle tragedie è andate perdute, «ritrovata» nel 1727 traverso brache aderenti, le
tore la sua esegesi, per fare accompagnata da un vasto affre- gambe di una donna).
emergere, scrive nel Congedo sco sulla cultura dell’età di Benché nel trattamento
del volume, «almeno un po’ del-
l’immensa ricchezza sapienzia-
le» che nel teatro di Shakespea-
re abbonda.
Shakespeare, sui testi che aveva
a disposizione lo scrittore elisa-
bettiano per fecondare il suo la-
voro creativo. Testi letterari, te-
Una doppia non baleni la minima traccia di
umorismo - sarebbe il solo caso
nel canone -, la vicenda sem-
brerebbe poi più adatta allo

menzogna
sti filosofici, trattati scientifici; e,
«Di vita si muore»: naturalmente, la Bibbia (quella Tappandosi occhi
di Ginevra, data alle stampe nel p Nadia Fusini
un vasto affresco 1560 e pubblicata in Inghilterra p DI VITA SI MUORE e orecchie, l’Accademia
p Mondadori, pp. 495, € 22
di Nadia Fusini, nel 1576: la Bibbia di re Giacomo, moderna ha deciso con
l’immensa ricchezza
sapienziale del teatro
Ogni tanto appaiono dei
oltre che monumento religioso
fonte letteraria fondamentale
per tutta la cultura inglese e
americana, era ancora di là da
venire). L’erudizione, quasi ma-
su Cardenio disinvoltura di attribuirla
all’autore elisabettiano
Shakespeare spensierato degli
saggi contro la Bardolatria, scherata dalla scorrevolezza del- MASOLINO manoscritto originale; ma in- anni 1590 che a quello delle
D’AMICO
contro una supposta soprav- la scrittura, è il tutore dell’indagi- vece di includerlo nella sua complesse e dolorose peripezie
valutazione dell’opera di ne sui testi, il sostegno comple- The History of Carde- edizione, ne propose quello narrate verso la fine della car-
Shakespeare. Saggi che (for- mentare alla loro interpretazio- nio, o più semplicemente Car- che definì un proprio rimaneg- riera. E non c’è traccia della lin-
se) servono per farsi notare: a ne. Come quando (per citare il denio, è la più famosa delle giamento, intitolato Doppia gua del tardo Shakespeare, stu-
costo di disconoscere il valore caso più illuminante) a proposito commedie perdute di Shake- menzogna. Questo lavoro an- diata dal grande e recentemen-
del maggiore scrittore, insie- di Re Lear Fusini ci dice che la Nadia Fusini speare, che l’avrebbe scritta dò in scena, incontrando una te scomparso Frank Kermode,
me a Dante, che la cultura oc- tragedia andrebbe letta insieme in collaborazione con John discreta fortuna. Neanche in che era diventata tortuosissi-
cidentale abbia prodotto. Fusi- alla Prima lettera ai Corinti, fonte Fletcher. Rappresentata nel seguito Theobald mostrò mai ma, un barocco estremo al po-
ni scrive un saggio (che spesso quasi diretta della morale che 1612 (il Bardo morì quattro an- il presunto autografo shake- sto del quale qui abbiamo una
assume il piglio del racconto, nel finale Edgar trae dalle pieto- ni dopo), non fu pubblicata né speariano, né questo venne serie di innocui clichés da cui
della narrazione, del discorso se vicende appena concluse e dal- allora né, in seguito, nel cele- fuori dopo la sua morte, ali- non emerge una sola espressio-
affabulatorio) che vuole inve- la difficoltà del presente. bre in-folio del 1623 messo in- mentando i sospetti che si ne memorabile.
ce confermare tanta grandez- Nel vasto scrigno dell’opera sieme per onorare la memo- trattasse di una invenzione, in Nella piattezza di tale detta-
za. Tra i doni della vita, ci con- di Shakespeare troviamo una ria dell’autore. Non fu nem- carattere coi tempi poco rigi- to specialisti nel rintracciare
fida nel Prologo, «c’è senz’al- tale varietà di significati e di meno uno dei sette lavori ag- di nel campo della filologia. col computer chi ha scritto co-
tro Shakespeare, e scoprirne suggestioni da consentire le giunti in seguito all’in-folio, Avida di carburante con sa quando un testo sembra ave-
il gusto accrescerà senz’altro più diverse interpretazioni. In sei dei quali sono oggi unani- cui continuare ad alimentare re più autori hanno creduto di
il piacere di vivere». Di vita si muore Fusini ci rac- memente ritenuti apocrifi. Se la moderna industria fiorita riconoscere spesso la mano del
Il volume ci parla del Giulio conta il suo Shakespeare. Il n’era perso anche il ricordo intorno a Shakespeare, l’acca- solitamente sciolto e pedestre
Cesare e delle quattro grandi suo, magari diverso dal nostro, p William Shakespeare quando nel 1727 lo studioso demia moderna, o almeno una John Fletcher. Il resto lo hanno
tragedie della maturità, Amle- ma altrettanto persuasivo. Il p DOPPIA MENZOGNA Lewis Theobald, curatore di sua parte discretamente auto- attribuito a un ignoto - un igno-
to, Otello, Lear e Macbeth. Ognu- suo, ma che appassionatamen- ovvero gli amanti afflitti una ristampa organica delle revole, ha tuttavia deciso ora to per dare al quale il nome di
na di esse è vista come caratte- te vuole condividere con i letto- p trad. T. Fazi e E. Bistazzoni opere di Shakespeare, dichia- di attribuire a Shakespeare, William Shakespeare occorre
p Fazi, pp.200, € 17,50
rizzata da una grande passio- ri del suo appassionato saggio. rò di averne rintracciato il e, almeno sui frontespizi, solo molta disinvoltura.
Tuttolibri
SABATO 16 OTTOBRE 2010
LA STAMPA V

IL THRILLER «LA VENDETTA» : ANNE HOLT SI RIPETE ispettrice Hanne Wilhemsen in una sorta di casalinga ha offerto in passato. La vicenda stessa incomincia in
Sangue e dubbi a fiotti lesbica piuttosto frustrata. Perché allora parlarne? Perché -
ammesso che rimanga una caduta isolata - è interessante
modo caotico: la scoperta, ogni sabato, di un locale
diverso imbrattato da quantità oceaniche di sangue - in
= Succede a tutti, anche ai mostri come Anne Holt, di per una volta leggere una storia non tanto per arrivare ad parte umano - senza la presenza di alcun cadavere. Per
apparire svogliati, di non essere in sintonia con il sacro un assassino, ma per indagare sull’autore. Per scoprirne inciso: a caso risolto nessuno spiegherà - e questo è un
fuoco. Il romanzo La vendetta, (trad. di Maria Teresa debolezze, crisi, carattere. Per capire se l’abbandono di ulteriore brutto segno - dove e come l’assassino sia riuscito
Cattaneo, Einaudi Stile Libero, pp. 248, € 18, uscito nel Johanne Vik e Yngvar Stubo (la coppia protagonista di a procurarsi all’ingrosso tutti quei globuli rossi.
. 1994, ma pubblicato da noi solo ora) sembra infatti tante vicende precedenti) e la loro sostituzione con la A lato di questo filone, la vicenda di un brutto stupro
soltanto una scadenza da versare all’editore. E’ una sorta Wilhemsen, non fosse già un chiaro segnale di stanchezza: che, vista la nebbia in cui brancola la polizia, costringerà
di novella breve dilatata a dismisura, densa di chiacchiere la noia del ripetersi, l’assuefazione, il consapevole la vittima e suo padre (all’insaputa l’una dall’altro) a
ed elucubrazioni inutili. Tese esclusivamente al fatidico tentativo di dover ricuperare freschezza inventiva. cercare vendetta. Con una Anne quasi annichilita sullo
numero di pagine da onorare nel contratto. Una palude di Incunearsi tra le pagine de La vendetta è in sostanza uno sfondo che, pur arrivando sempre in ritardo, viene
inconcludenti vicende parallele, spesso fin troppo screening cerebrale della Holt, l’intrusione curiosa nello incredibilmente promossa.
Anne Holt personali che arrivano persino a trasformare la dura stato di salute di una beniamina che tante soddisfazioni Piero Soria

Dexter Un ragazzino che finisce sempre per combinare


guai, con esiti spesso catastrofici e non di rado esilaranti

Spooner, la vita
è un’imboscata p
p
p
p
Percival Everett
NON SONO SIDNEY POITIER
trad. M . Rossari
Nutrimenti, pp. 251, € 16,50

GIUSEPPE pronto a provocare disastri. Si di- a crearsi tra Spooner e Calmer,


CULICCHIA
mostra un ottimo giocatore di ba- destinato a durare fino al giorno
Milledgeville, Geor- seball. Nessuno sa lanciare la pal- in cui sarà il primo a doversi (e
gia, Stati Uniti, una domenica di la meglio di lui. Ed è talmente bra- volersi) prendere cura del secon-
dicembre, l'anno è il 1956: War- vo che presto i giornali di provin- do, e vero e proprio cuore del ro-
ren Spooner viene al mondo po- cia cominciano a parlarne, seguiti manzo. L’ex ragazzo prodigio
co prima del sorgere del sole e a ruota da quelli di città. Gli scout del baseball, che passato per
poco dopo suo fratello gemello delle grandi squadre, sempre a un’infanzia e un’adolescenza dif-
Clifford, che essendo nato mor- caccia di giovani promesse, non ficili non ha trovato pace nemme-
to sarà per sempre il figlio predi- perdono tempo e si mettono sulle no da adulto e quasi senza voler-
letto tra i quattro partoriti nel sue tracce. Naturalmente però, lo si è messo a fare il mestiere di
corso della vita dalla madre Li- forse in ossequio alla famosa leg- giornalista intanto che si sposa- Percival Everett
ly. E' quel che si dice un segno ge di Murphy ma più che altro va e vedeva cambiare l’America, Un ritratto di Sidney Poitier, interprete di «Indovina chi viene a cena?»
del destino. Perché fin dal prin- trattandosi di Spooner, anche in scoprirà così di avere altre quali-
cipio, la vita del protagonista del questo caso qualcosa non va per il tà. E di portare con sé cose come
nuovo romanzo di Pete Dexter - verso giusto. Tra i nemici dei gio- la compassione e la pietà.
autore tra gli altri di Un affare di vani talenti, del resto, ci sono in- Come Warren Spooner, an- Everett Un bambino di colore
famiglia e di Il cuore nero di Paris nanzitutto i giovani talenti stessi. che Pete Dexter un giorno si è ri-
Trout, con il quale nel 1988 ha Se certi episodi anche tragici, trovato a fare il giornalista. E co- e un nome difficile da indossare
vinto il National Book Award - come per esempio quello della me il suo protagonista, proprio in
appare contrassegnata dalla morte della madre asmatica, gra- veste di giornalista è sopravvissu- CHRISTIAN
sua innata capacità di calamita-
re disastri. La madre, per dire, è
già passata in tenera età per la
rovina economica della famiglia
zie alla scrittura brillante e ironi-
ca di Dexter assumono i toni del-
la farsa, altre pagine rimangono
impresse per la loro tenerezza.
to per miracolo a un pestaggio ri-
cevuto in un quartiere di Filadel-
fia: dopo aver scritto un articolo
sull’omicidio di uno spacciatore,
FRASCELLA

Il protagonista del
romanzo di Percival Everett
(quello vero, non l’attore di
Per favore
non chiedetemi
d'origine, avvenuta durante la Vedi il rapporto davvero specia- aveva scoperto che non era piaciu- Indovina chi viene a cena?) vie-
Grande Depressione, e di conse- le che nel corso del tempo viene to alla famiglia di questi, e aveva ne al mondo nel 1968. Sua
deciso di andare di persona a spie- madre, Portia Poitier (solo
Una scrittura brillante gare le proprie ragioni senza met- omonima del divo?), è una
tere in conto che oltre ai congiunti persona un po’ stramba ma
e ironica, i toni
della farsa si alternano
con la tenerezza,
avrebbe trovato una trentina di
amici del defunto. Una cosa in sti-
le Spooner, insomma. O vicever-
sa, volendo. La critica statuniten-
di accortissime vedute finan-
ziarie. Infatti ha investito
trentamila dollari nelle azio-
ni di una emergente società
chi viene a cena
con echi di Mark Twain se ha paragonato questo romanzo televisiva, la Turner Commu-
nientemeno che a certe pagine di nications Groups. escursioni in yacht in compa- quel modo?” Si è imbambola-
guenza si ritrova a vivere con la Mark Twain. La gestazione del nascitu- gnia del padrino multimiliona- to. Quel giorno gliene ho date
certezza assoluta che l'intera Di certo Pete Dexter ha scritto ro non termina coi nove mesi rio e dell’attrice più sexy di santa ragione e se n’è torna-
esistenza sia un'imboscata, «dal- il più autobiografico tra i suoi li- canonici, ma dura due anni: d’America. Tra la negritudine to a casa dolorante senza ave-
la culla alla tomba». Sta di fatto bri, e dunque anche il più ambi- questo gravidanza miracolo- del suo mondo originario e gli re la più pallida idea di come
che rimane presto vedova, di p Pete Dexter guo. Ma che importa sapere dov’è sa è oggetto di studio da par- Wasp. Tanto basta (e come po- fosse successo».
modo che il piccolo Spooner non p SPOONER di preciso il confine tra finzione e te di luminari, e casa Poitier trebbe essere altrimenti?) per Ma il fesmerismo è un pote-
fa nemmeno in tempo a conosce- p trad. di Norman Gobetti realtà, dove comincia Spooner e diventa la meta di pellegri- creare un cortocircuito nella re destinato ad attecchire solo
re il padre naturale, poi sostitui- p Einaudi, pp. 503, € 21 dove finisce Dexter, quando ciò naggio preferita nel quartie- sua maturazione. con i deboli, come si vedrà più
to da un ex ufficiale di marina ra- che conta è che la storia si è fatta re. Quando finalmente il par- Va detto che, se almeno è avanti nella lettura. Sempre
diato dalla corte marziale, tale leggere con gran godimento? golo viene alla luce, lei deci- presente un tratto già formato più somigliante all’attore, il no-
Calmer Ottosson. de di chiamarlo in modo par- nel suo carattere, quello è l'au- stro abbandona Ted Turner e
Per fortuna di Spooner, Cal- ticolare. Immaginatevi un toironia, di cui il personaggio i suoi interrogativi senza co-
mer è davvero un tipo molto cal- bambino di colore con un no- abbonda e che fa squillare le strutto («Non sono mai stato
mo, e paziente. Non solo. Schivo me del genere: Non Sono Sid- pagine narrate in prima perso- colpito da un fulmine, tu?») e
per natura, mite di carattere ed ney Poitier. La donna muore na di un umorismo travolgen- parte per Los Angeles con una
educato alla cortesia, si dimo- nel giro di poco, proprio men- te. Per esempio, Non Sono Sid- chiassosa Toyota. Finisce pri-
stra un genitore esemplare e rie- tre la Turner si appresta a di- ney si imbatte in un oscuro te- ma in galera, poi evade. Torna-
sce ad amare il figlio acquisito ventare il colosso televisivo sto di uno psichiatra austria- to mestamente da Turner,
malgrado questi non faccia lette- americano che conosciamo. co, tale Anton Franz Fesmer, Non Sono Sidney si comprerà
ralmente mai la cosa giusta. In Non Sono Sidney è un ra- padre del fesmerismo (da non l’ammissione al college, avrà
un modo o nell’altro, infatti, il ra- gazzino male in arnese, inca- ancora problemi con la giusti-
gazzino finisce sempre per com- pace di sopportare l’ambi- «Non sono Sidney zia, vivrà amori contrastati e
binare guai, con esiti spesso ca- guo peso del suo nome non- si guadagnerà, a suo modo, un
tastrofici e non di rado esilaran- nome, preda degli sfottò e Poitier»: un’identità premio, esattamente come l'at-
ti, magari intrufolandosi nelle delle botte dei suoi coetanei. che ondeggia tra ghetti tore di cui porta/non porta il
case del vicinato, oppure facen- Però è ricchissimo. E il suo me. Senza tralasciare un omi-
do la pipì nelle scarpe altrui, o tutore è nientemeno che Ted e upper class, avendo cidio da risolvere, il proprio.
ancora provocando ad arte inci- Turner in persona, che si per tutore Ted Turner Percival Everett, che qui
denti. Ma affezionarsi a lui non è preoccupa assai poco della compare anche come perso-
difficile, né per Calmer né per il sua educazione ma lo ospita confondere col mesmerismo, naggio, continua a non porsi li-
lettore. Spooner, al contrario di in un’ala della sua villa. La anche se sono più o meno la miti nel raccontare la sua vi-
tanti suoi coetanei, ha il dono padrona di casa è l’allora con- stessa cosa), tecnica di mani- sione del mondo, soprattutto
prezioso dell’ingenuità. E nono- sorte di Turner, l’attrice Ja- polazione telepatica attraver- grazie a una varietà di registri
stante tutto, nel suo procedere ne Fonda. so lo sguardo che indurrebbe che mutano di romanzo in ro-
quotidiano da una sciagura al- Non Sono Sidney, oltre al gli osservati a compiere tutti manzo: e questo suo camaleon-
l’altra, riesce a guardare il mon- nome nefasto, ha anche una gli atti sani o insani ordinati tismo stilistico (si pensi al noir
do con occhi innocenti, e a non scarsa comprensione di sé. dal possessore di tale potere: western crepuscolare Ferito o
scoraggiarsi mai. Quanto alle ca- La sua identità ondeggia tra i «Ho letto il libro due volte e un al postmodernismo spinto di
pacità, col passare degli anni ghetti nei quali è nato e l’up- mercoledì sono andato al par- Glifo) lo rende autore arguto,
sembra possedere un altro gran- per class in cui muove i suoi co giochi e ho cominciato a fa- spiazzante, avanguardista di
dissimo talento, oltre a quello primi passi d’adolescente. re pratica con Raymond. “Non riferimento nella scena lettera-
del criminale in erba sempre Lo scrittore Pete Dexter, autore di «Spooner» Tra i pestaggi a scuola e le Sono Sidney, perché mi fissi a ria americana.
VI Idee e culture
NEI TASCABILI, UNA «TRENTENNE»... RIFATTA caso, ancora oggi balzaquiana e gentshina la nuova traduzione fa rimpiangere quella di Gianna
L’infedele donna di Balzac balzakovskogo vozrasta (donna in età balzachiana) in
portoghese e in russo indicano una donna fra i trenta e i
Tornabuoni (Oscar 1986). Che dire di una «carrozza che
sboccò» invece di «sbucare» da dietro l'angolo; di una
= Torna in Oscar, una nuova edizione de La femme de quaranta, all’apice della sua avvenenza perché libera e madre che «era gettata» e invece «giaceva» in fondo alla
trente ans, romanzo tra i più singolari, e significativi, della realizzata. Ma Balzac, mentre nella ricerca di carrozza; di un paese «sterile» anziché «arido» o di un
Commedia umana. Sfatando il pregiudizio che a quell’età indipendenza e felicità della protagonista trovava spunto cuore «stuprato» anziché «avvizzito»? Quanto la
iniziasse il declino della seduzione femminile, Balzac per affrontare il matrimonio e l’adulterio, la maternità e la traduzione penalizza il testo, il titolo disinvolto lo svilisce.
all’ingenuo candore dell’eroina romantica opponeva il gelosia tra fratelli, rielaborava i suoi fantasmi infantili e il Ma Mondadori ha preferito ristampare un titolo della
fascino, la determinazione e la sensualità di una donna rapporto con il «seno amaro», o «avaro» per dirla con la collana Frassinelli acquisita in blocco, perché costa molto
che, disillusa dal matrimonio e inappagata dalla Klein, della propria madre. Un ulteriore motivo d'interesse meno che digitalizzare e ripagare i diritti di una
maternità, ritrovava la gioia di vivere grazie alla «voce per un romanzo il cui titolo nelle varie lingue ha traduzione. A dispetto di Balzac e della sottoscritta che
potente dell’amore». Era il 1842, il romanzo fece scalpore mantenuto opportunamente il termine «donna». con sofferta scelta ha deciso di non ripubblicare la sua
e il successo internazionale fu così clamoroso da ribaltare Nella nuova edizione, La donna di trent’anni diventa introduzione, già rivista. Per non tradire Balzac, e i lettori.
Balzac il significato dell’espressione donna di trent’anni. Non a invece La trentenne (Mondadori, pp. XLII - 228, € 8,50) e Paola Dècina Lombardi

Filosofia Il «bios», la nostra appartenenza alla natura,


come centro e peculiarità della ricerca teoretica italiana

La Vita pensa
GIANNI
VATTIMO

Non sapremmo dire


se sia (ancora) solo un wishful
thinking; ma da vari segni -
numero di traduzioni, discus-
sioni sempre più frequenti in

più della Storia


varie università, inviti a singo-
li autori - si direbbe che dav-
vero la filosofia italiana di og-
gi stia sbarcando negli Stati
Uniti, affiancando o persino
minacciando di scalzare la
predominante popolarità dei che che non sempre ci piaccio- tà, appartenenza elementare al-
francesi cominciata negli An- no nel libro (fatto di cinque ca- la natura (molte pagine sono de-
ni Settanta. pitoli e quattro «varchi») sono dicate agli animali, nel libro).
Non è inverosimile pensa- la traccia di una certa egemo- Anzi, se tutto è, fondamental-
re che finita, o almeno abba- nia francese nella nostra cultu- mente, bios, non possiamo dav-
stanza ridotta l’egemonia ra filosofica. Viene talvolta la vero parlare di «tutto». Ci sono
francofona, si apra una sta- tentazione di ripetere a Esposi- come due sensi non perfetta-
gione, se non di egemonia, al- to, in tutta amicizia, il consiglio mente riducibili l'uno all'altro
meno di più franco riconosci- che si dice abbia dato una volta nel discorso di Esposito: la cen-
Benedetto Croce a un noto filo- tralità della biopolitica è anche
L’originale excursus sofo meridionale in procinto di la riscoperta del conflitto.
trasferirsi in una università del Il libro non parla principal-
di Esposito, rivisitando Nord: «professo’, imparatevi u p Roberto Esposito mente della filosofia contempo-
la tradizione napoletana napuletano». p PENSIERO VIVENTE. Origine
e attualità della filosofia italiana
ranea - il capitolo sulla sua pre-
Del resto, non suoni come senza nel panorama mondiale
da Giordano Bruno una osservazione leghista, mol- p Einaudi, pp. 265, € 20 di oggi è solo l'ultimo - ma è una
aVico, Croce e Gentile to marcata dal pensiero napole- rivisitazione di tutta la storia
tano è la ricostruzione che del pensiero italiano «sub specie
mento della produzione filo- Esposito offre della tradizione con la vita sociale e politica del bios». Che conduce a vederla
sofica italiana. L'egemonia filosofica italiana che fa da sfon- paese, mentre altre tradizioni come una sorta di alternativa
francofona va qui richiamata do legittimante alla nostra filo- erano state sempre più attente alla modernità almeno nella mi-
anche perché, almeno a sta- sofia recente centrata intorno al rapporto con le scienze o con sura in cui questa è stata segna-
re a quanto leggiamo nel sag- alla biopolitica: non solo Vico e la letteratura. ta dalla progressiva razionaliz-
gio di Roberto Esposito Pen- De Sanctis, ma prima di tutto Per Esposito - che certo non zazione, che Esposito chiama
siero vivente, l’arrivo degli ita- Giordano Bruno, e poi Vincen- lo ignora - questo legame va anche progressiva «immuniz-
liani più recenti sulla scena zo Cuoco, Gentile e Croce (e il messo sotto la categoria più ge- zazione», difesa da, esorcizza-
filosofica statunitense è se- sardo Gramsci non sarà anche nerale e per lui più fondamenta- zione di, ciò che persiste come
gnato per molti aspetti an- lui assimilabile?). le del rapporto con la vita, con il originario, appunto come vita Una scena dal «Salò» di Pasolini, cui Esposito dedica un capitolo di «Pensiero vivente»
che dall’eredità di quella pre- Ma a parte ogni specificità bios, una categoria che copre non ridotta a schemi e a catego-
cedente egemonia. regionale, quello che caratteriz- ben più che la storia e la vita so- rie stabili. l’intera filosofia italiana». ancor più che quelli «storici»
Il temine «biopolitica», za la filosofia italiana e la rende ciale, e che anzi ha una sorta di E' questa vita che la nostra Una sorta di vera e propria dicono anche in che senso
che è al centro del lavoro di degna di essere riconosciuta portata esplosiva proprio nei tradizione - Machiavelli, Bru- esplosione della vita in tutta la Esposito parli di biopolitica.
Roberto Esposito (del suo la- oggi come una voce originale e confronti dello storicismo che no, Vico, Vincenzo Cuoco, Leo- sua problematicità è, da ulti- Che oggi gli sia possibile rico-
voro filosofico più in genera- ricca di suggerimenti per tutto ha sempre dominato il pensiero pardi, De Sanctis, fino a Croce, mo, il lavoro di Pier Paolo Pa- struire dal punto di vista del
le, non solo di questo ultimo li- il pensiero contemporaneo non italiano. Non «tutto è storia», Gentile e Gramsci - ha conti- solini, a cui Esposito dedica un bios l'intera storia della filoso-
bro) è una «invenzione» di Mi- è tanto, come spesso ci era sem- dovremmo dire come pensava nuamente mantenuto al centro appassionato e appassionante fia italiana non è un caso o ef-
chel Foucault. E molti stilemi brato di riconoscere, la sua pe- Croce, ma «tutto è vita, ossia della propria attenzione, facen- penultimo capitolo del libro. I fetto di un colpo d'ingegno. Di
e, talvolta, civetterie linguisti- culiare costante connessione bios» e dunque anche corporei- done «il perno di rotazione del- nomi di Gramsci e di Pasolini fatto, come ha insegnato Fou-

GIANFRANCO
MARRONE New media L’analisi di Lev Manovich:
C’era una volta la cul-
tura di massa, figlia di quei perché il computer è un meta-medium
mezzi di comunicazione che a
un pubblico indistinto appun-
to si rivolgevano. Era l’epoca
dei media, i cui effetti economi-
ci, sociali, politici sono stati
prorompenti nel Novecento. E
Sono i software a fare
la rivoluzione culturale
dunque caparbiamente studia-
ti da ricercatori e filosofi.
L’idea di fondo era semplice:
ogni medium (giornale, radio, p Lev Manovich
cinema, tv) esprime contenuti p SOFTWARE CULTURE
diversi a partire da proprie sibilità artistiche. I cosiddetti editrice, la cultura, le arti, la mu- diverso. Esistono software per p Olivares, pp. 239, € 30
specifiche capacità espressive new media (Internet, cd rom, sica, la comunicazione indivi- fare fotografia, musica, cinema, p Lev Manovich, russo d'origine, è
docente di New Media Art e Sto-
(parole, immagini, suoni) rivol- dvd...), leggevamo dieci anni fa duale e collettiva non sono più televisione, informazione, grafi- ria della cultura digitale a San
gendosi a persone con saperi nel suo Il linguaggio dei nuovi me- legate all’hardware ma ai sof- ca, giochi interattivi e quant’al- Diego in California. In Software
dissimili. I media sono più o dia (Olivares), non sono altre tware. Grazie ai suoi «applicati- tro. Anzi, senza di essi nessuna culture espone le sue idee sulla
meno popolari a seconda del tecnologie che s’aggiungono al vi», perennemente aggiornati di queste operazioni è più pensa- modificazione antropologica le-
linguaggio che usano; la socie- parco macchine dei media di dalle aziende produttrici e modi- bile: ne sono diventate dipen- gata ai programmi di computer.
tà s’articola sulla base del me- massa. Se sono nuovi non è per denti, e sono cambiate.
dium che ciascun suo gruppo età ma per altre ragioni: legati Il nostro pc simula, Scrivere al computer non è
predilige. all’informatica, possiedono la tanto simulare l’operazione di pio, possiamo ricevere subito nello stesso file, che può essere
Ebbene, tutto questo non capacità di reinventarsi di conti- trasforma e modella scrivere a macchina quanto po- dopo lo scatto l’approvazione in ogni momento cambiato da
c’è più, o quantomeno non c’è nuo, producendo non contenuti scrittura e fotografia, ter fare molte più cose con un degli astanti o modificare le im- molteplici utenti a partire dal
più allo stesso modo. Come innovati ma forme per trasmet- documento testuale: visualizzar- magini. Per non parlare di ma- software che lo ha prodotto.
spiega un intellettuale d’ecce- terli. Mettere in discussione gli musica e cinema, lo con strutture diverse, scor- novre molto più complesse co- L’interattività non è fra persone
zione come Lev Manovich, l’af- assetti culturali non è più il ge- televisione e giochi rerlo avanti e indietro, aggiun- me la grafica animata, la compo- ma fra tecnologie, le quali pen-
fermarsi del computer ha sto dell’artista d’avanguardia gere e togliere pezzi, ricercare sizione musicale, le interazioni sano con noi, per noi, più di noi.
scompaginato l’assetto cultu- ma la missione costitutiva del ficabili dagli utenti, il computer parole o frasi in un batter d’oc- postali o il disegno d’architettu- Occorre rendersi conto, sot-
rale delle nostre società: rom- computer o, meglio, della sua non è un medium ma un meta- chio ecc. Stessa cosa per la mac- ra. Tutte queste azioni, fra l’al- tolinea Manovich, che non vivia-
pendo gli argini fra i mezzi di anima segreta: il software. medium. Esso simula tutti i pre- china fotografica digitale, che tro, si intrecciano fra loro. Se mo più in un universo mediati-
comunicazione, elaborando Oggi, scrive Manovich in Sof- cedenti mezzi di comunicazio- non è la riproduzione informati- prima agivamo in domini sepa- co ma in una cultura del softwa-
nuovi strumenti di gestione tware culture, tempestivamente ne, ne aumenta le capacità, tra- ca di quella meccanica ma un rati (scrivere o fotografare o re, nel bene come nel male. So-
delle informazioni, nuove pos- tradotto dalla medesima casa sformandoli in qualcosa di assai aggeggio con il quale, per esem- comporre...), oggi tutto ricade no i software a predisporre e
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SABATO 16 OTTOBRE 2010
LA STAMPA VII

GLI INEDITI QUADERNI «NEI BOSCHI DEL MAINE» fronte, a cura di Franco Venturi (pp. 206, € 11,50). comprendere il ruolo dell’uomo nella Natura in luoghi
In montagna con Thoreau Thoreau racconta una «spedizione» esattamente come
potrebbe fare un esploratore - ne cita più d'uno nel
dove «si sentiva la presenza di una forza non orientata
a essere gentile con gli uomini».
= Continua il lavoro dell’editore La Vita Felice dedicato testo, incluso il nostro Caboto - ma con la vena poetica Tuttavia Thoreau in questi suoi appunti non è incline
al grande maestro del Rinascimento americano H.D. e una capacità di osservazione che lo distinguono. all'invettiva preferendo piuttosto offrire brevi riflessioni
Thoreau, considerato tra i padri dell’ambientalismo Ktaadn è la storia di un viaggio-escursione al Monte conclusive in quasi ogni capitoletto, e lasciare a un
moderno e soprattutto uomo di rara sensibilità capace di Katahdin, nel selvaggio stato del Maine (per chiunque eventuale lettore la voglia di addentrarsi nel mistero del
fondere il racconto del movimento dell’Uomo nella frequenti boschi e montagne in viaggi di più giorni è rapporto tra Uomo e Natura, di cui l'Uomo fa parte. E
Natura con cronache precise e asciutte, sempre in grado assai discutibile la scelta dei traduttori di rendere così si giunge alla profondità: «Forse realizzai
di sfociare in riflessioni ancora oggi spesso attuali. Viene «journey» con «gita»). Camminare, risalire in bateau pienamente che questa era la primitiva, non
ora pubblicata la prima parte dei suoi quaderni giovanili, torrenti e rapide, attraversare laghi, arrampicarsi in addomesticata e mai addomesticabile Natura, o in
finora inediti in Italia, usciti postumi nel 1864, con il titolo maniera ruvida e selvaggia tra rocce miste a rami e poi, qualsiasi altro modo gli uomini la chiamino, mentre
I Boschi del Maine. Ktaadn, in una versione elegante di la montagna per giungere in luoghi dove la scoperta scendevo questo tratto della montagna».
Kevin Pendergast e Angela Raguso, con testo originale a del mondo naturale è sempre un modo di provare a Davide Sapienza H.D. Thoreau

cault, il potere è diventato sem-


pre più bio-potere, capace di Matvejevic Attraverso i popoli Bibbia […]menzionato nel Cora-
no e negli hadith islamici». E, Ostracismo:
foggiare le nostre vite anche in naturalmente, si sofferma sul
termini emozionali e corporei.
Fin dalle sue origini la raziona-
e i secoli: una saporosa esplorazione suo valore centrale nel cristia-
nesimo, nell’eucaristia, sul sen-
i Robinson
lizzazione industriale ha deter- MAURIZIO so «del pane spezzato - fractio del naufragio
minato l'organizzazione del
tempo di vita delle masse, del-
la loro sessualità attraverso le
politiche della famiglia, e oggi
CUCCHI

Un libro sul pane. Sul-


la sua storia, sulle sue varie-
tà, sul suo significato simboli-
Pane nostro panis in latino, krásis artous in
greco». Cita le parole di Cristo:
«Io sono il pane della vita […]
questo è il pane che scende dal
quotidiano

che lieviti MARCO BELPOLITI


ne manipola i desideri e gli ide- co, sul suo rapporto con il cor- cielo. […]Io sono il pane vivo»,
ali di consumo. Il bio-potere è po e con la terra, sulle sue cita Agostino: «Cristo nel pane
in effetti il luogo del conflitto presenze nell’arte. Un’idea si- scende dal cielo […]. Cristo, pa-
principale; e il bios, la vita
(quella che, con Agamben, si
curamente interessante e ori-
ginale, che Predrag Ma-
ne eterno e quotidiano […]
Quando spieghiamo la Sacra
p Segue da pag. I

chiamerebbe la «nuda vita») è


anche il movente originario
della ribellione, quello che la
razionalizzazione moderna ha
troppo a lungo dimenticato.
tvejevic ha svolto in un libro
presentato come il frutto di
un lungo, ventennale lavoro
di accanita ricerca. In effetti
Pane nostro è opera ricchissi-
nel mondo Scrittura, noi per così dire
spezziamo il pane».
Molti, comunque, sono i per-
corsi interni a cui Matvejevic ci
introduce, mentre Erri De Lu-
collegato, scrive lo psicolo-
go, ai rituali di esclusione,
all'ostracismo, alle rabbie e
alle follie, che le relazioni tra
coetanei, unite e stati altera-
Si capisce perché Esposito ma di riferimenti storici e let- ca, nella sua postfazione, sotto- ti della psiche, possono an-
attribuisca tanta portata a que- terari, di citazioni dalle quali linea come tra le prime, primis- che produrre.
la vicenda del nostro primo sime impressioni che uno stra- Non sempre tuttavia
Significativo il capitolo alimento emerge in una sor- niero riceve da un paese scono- l'esperienza del rifiuto gene-
prendente, poetica, moltepli- sciuto c’è proprio quella del sa- rano reazioni sconsiderate,
dedicato a Pasolini, cità di prospettive. pore del suo pane, tanto che e questo perché ci siamo alle-
la «nuda presenza», Matvejevic, di cui ricordia- «dove la lingua ci è più affine, nati durante l'adolescenza a
mo il precedente Breviario me- anche il pane sembra esserci ricevere piccole o grandi re-
il corpo nel conflitto diterraneo, nonché L’altra Ve- Predrag meno estraneo». Ed è allora fin pulse amorose; ed è bene
con il potere e la politica nezia, che nel 2003 gli valse il Matvejevic; troppo facile ricordare le paro- che da ragazzi si debba fare
Premio Strega Europeo, è a sinistra una sorta di apprendistato
sto discorso, che gli permette uno scrittore di settantotto particolare Un cibo che contrasta scandito da rifiuti, respingi-
di mettere insieme, in un pro- anni, nato in Bosnia-Erzegovi- dal dipinto menti più o meno dolorosi,
cesso unitario e ricco di senso, na da padre russo e madre di Pietro il superfluo e lo spreco: per poter in seguito perveni-
molti più elementi di quelli che croata. Ha insegnato a Zaga- Longhi dagli arabi al Talmud, re «a una più accurata valu-
si possano enumerare in una bria, Parigi, Roma, dove è sta- «La polenta», tazione del proprio valore re-
recensione. Insieme alle picco- to professore ordinario di sla- (Venezia, al valore centrale lazionale».
le civetterie stilistiche già se- vistica. Un autore dunque co- 1740 ca) che ha nel cristianesimo Alla fine della lettura di
gnalate, ciò che limita (di poco, smopolita, apertissimo, che questo testo torna in mente
confessiamolo) l'ammirazione studia il pane con ossessivo, mento e della condivisione». le di Dante e quel pane altrui l'analisi che Primo Levi in
per il libro è, alla fin fine, una religioso amore, che anche Pane nostro, arricchito tra che «sa di sale». Se questo è un uomo dedica ai
certa genericità della catego- nella realtà lo vive con parti- l’altro da una bella serie di illu- Pane nostro è un’opera inso- sommersi e ai salvati nel La-
ria del bios, che proprio per colarissima attenzione, tanto strazioni che ce ne mostrano la lita che rivela il desiderio forte ger. Egli nota che nella vita
questo si presta a inclusioni che Enzo Bianchi, nella sua in- presenza vivissima nell’arte, ci di riassaporare anche moral- comune non accade spesso
ecumeniche e rischia di vanifi- troduzione al libro, ci dice porta nella sua esplorazione at- mente la quieta umiltà di un ali- che un uomo si perda, poi-
carsi. Il bios è certamente ciò che «condividere un pasto traverso i popoli e i secoli. Ci mento che ci collega diretta- ché normalmente non si è
che la filosofia moderna ha di- con Predrag Matvejevic […]si- parla dei pani egiziani e delle lo- mente con la terra e con l’elabo- soli, e nel suo scendere
menticato, e in nome di cui è gnifica anche entrare in pos- ro forme, a volte somiglianti al- razione elementare e necessa- ognuno di noi risulta salda-
giusto ribellarsi, anche sul pia- sesso della chiave di lettura le piramidi. Ci racconta delle di- ria del suo frutto. Un libro che mente legato al destino dei
no teorico. Ma forse, per la bio- del pane, ma ancor più in pro- verse forme del pane arabo: il suggerisce, sottostante ma ben propri vicini.
politica e per la politica tout fondità di cosa rappresenta pane cotto sotto la cenere, il pa- viva, la necessità di ritrovare Dopo aver letto L'ostraci-
court, va citato qui un altro per l’essere umano: Predrag p Predrag Matvejevic ne bianco di midollo di frumen- un rapporto autentico con la re- smo ci si può chiedere se nel-
grande poeta italiano, Monta- non ne spreca una sola bricio- p PANE NOSTRO to, il pane di farina fine. Ricor- altà più semplice ed essenziale, la società individualista e
le: «codesto solo oggi possiamo la: […]lo riscopre a ogni boc- p trad. di S. Ferrari da la sua presenza «nella fede e in un tempo che sembra muo- narcisista attuale questo sia
dirti: ciò che non siamo, ciò che cone come cibo inaudito, co- p Garzanti, p. 240, € 18,60 nella preghiera», nella liturgia, versi sempre più verso il super- ancora vero, se cioè siamo
non vogliamo». me essenza stessa del nutri- «consacrato dal Talmud e dalla fluo e lo spreco. davvero così legati gli uni
agli altri, da non dover far
subire a nessuno il destino
del «sommerso». L'illusione
imporre i modelli della comuni- essere umano entra mol- nenza con l’origine o con la fine dell'autonomia del singolo,
cazione e dell’espressione arti-
stica. Modelli a partire da cui,
poi, ognuno di noi genera i con-
L’ to presto nella «età dei
perché» e non ne esce più.
Se, bambino, deve a volte tacere
VICINO & LONTANO
ENZO BIANCHI
della vicenda umana e creaziona-
le, fino a quelle più leggere, susci-
tate dalla curiosità del bambino
insieme alla necessità di es-
sere on line, è andata così
avanti che l'esclusione appa-
tenuti che vuole, credendo d’es- di fronte a non-risposte catego- che non cessa mai di sonnecchia- re una delle fonti maggiori di
sere originale. Se così non fos- riche - «perché sì! perché no!» - re in ciascuno di noi. sofferenza dei singoli. Colpi-
se, non accadrebbe che da
quando esiste Power point tutte
le comunicazioni ai convegni
che mortificano la sua curiosità,
viene presto la stagione in cui
ogni domanda cela in realtà
La fede oltre Ma ci sono anche domande
«laiche» che non sono per nulla
estranee a quelle «cristiane» e al-
sce i più deboli: bambini, gio-
vani, portatori di handicap,
«diversi»; e l'ostracismo è
abbiano la stessa struttura; che
da quando s’è diffuso Autocad
tutti gli edifici ricorrano alle
medesime soluzioni progettua-
una richiesta di senso, un biso-
gno di motivare le scelte, di in-
terpretare gli eventi, di capire le
persone che si intrecciano nel-
il catechismo le loro progenitrici «ebraiche»: la
sete di sapere e di capire che abita
l'uomo non si accontenta di rispo-
ste confessionali. E in questo spie-
una pratica così diffusa da
costringere molti a un lavo-
ro aggiuntivo nel tentativo
di stare in equilibrio.
li; o che da quando esiste iPhoto l’esistenza di ciascuno. E quan- gare la Scrittura con la Scrittura, Quello che abbiamo per-
tutti gli album di fotografie se- to più l’articolarsi di domande e Le risposte di mons. Ravasi in questo allargare l'orizzonte al- so in termini di coesione, per
guano la stessa sequenza. Cosa
che vale anche per i cartoni ani-
risposte pare esauriente, tanto
più la sete di conoscere resta in-
ai perché di chi crede e di chi non crede la sapienza umana espressa in se-
coli, mondi e culture tanto diver-
quanto costrittiva e autorita-
ria, non ci è stato, alla fin fi-
mati, gli effetti speciali nei film, se, il vescovo Ravasi è un maestro ne restituito sul piano della
le melodie musicali, i giochi elet- La Scrittura spiegata stiana non ha più presa alcuna? totitolo) spaziano dalla spiegazio- raffinato e semplice al tempo stes- liberazione del proprio self.
tronici, i social network. Il pro- Sì, l’essere umano «domanda ne delle cause all'indicazione dei so. Le sue risposte sovente non so- A tutti potrebbe capitare di
blema è che, di questi software con la Scrittura, per sapere» e «chiede per ave- possibili effetti, suscitano altre e no definitive e non suonano mai diventare di colpo dei Fan-
che ci dominano e forse ci co- l’orizzonte allargato re», ma in realtà la duplice va- più fondamentali domande, non perentorie ed escludenti: sono tozzi, a cui lo psicoanalista
struiscono, sappiamo molto po- lenza della congiunzione che si accontentano di repliche tassa- piuttosto, e volutamente, risposte della mutua, storpiandone il
co (chi è l’autore di Office, di alla sapienza umana esprime la domanda - «perché» - tive, immutabili in ogni luogo e in aperte che mostrano consapevo- nome, può dire: «Ragionier
Photoshop, di Acrobat?). espressa nei secoli è rivelatrice di una potenzialità ogni tempo, fanno intuire finalità lezza e convinzione della propria Fantocci, lei non ha nessun
Nessuno se ne occupa in ter- insita in ogni interrogativo: con e prospettive inattese. fede e, al contempo, rispetto e con- complesso d'inferiorità! Lei
mini antropologici, lasciando soddisfatta. il nostro perché possiamo infatti Sono risposte che nascono da siderazione per l’opinione, il dub- è inferiore!». Sovente l'alter-
agli informatici uno spazio Si poteva immaginare, per chiedere la «causa» di una deter- domande poste al presidente del bio, la perplessità dell’interlocuto- nativa è tra diventare dei ca-
d’azione che non appartiene lo- esempio, un corpus di domande minata realtà, ma anche il «fi- Pontificio Consiglio della cultura re. In queste pagine il teologo usa maleonti sociali, Zelig dell'in-
ro, e che essi gestiscono, contro- e risposte più completo in ambi- ne», la finalità, lo scopo del- da interlocutori di ogni tipo: per- tutta la sua sapienza non per terattività umana e confor-
voglia, con estrema difficoltà. to cristiano di quel catechismo l’evento o del comportamento sone che riconoscono a mons. Ra- sfoggiare erudizione, ma per far misti perfetti, o sviluppare
Come dire: lasciamo perdere al- di Pio X sul quale ancora la mia che ha suscitato il quesito. vasi una rara capacità di ascolto nascere nella mente e nel cuore la psicologia del Robinson
meno una volta la televisione e i generazione si è formata? Eppu- Ecco, nel recente libro di e di dialogo, di sintesi e di apertu- del lettore quella conoscenza che Crusoe per sopravvivere al
suoi pasticci d’interesse, e occu- re, e già da tempo, una sola, mons. Ravasi Questioni di fede, ra di senso. Anche il tenore delle ciascuno possiede in sé come ad- naufragio quotidiano nelle
piamoci di capire perché, scri- grande domanda ne ha svelato (Mondadori, pp. 270, € 19) le «150 domande è molto diverso, da dormentata e che, destata da un relazioni sociali. Un magro
vendo con Word, finiamo tutti la caducità: perché questo modo risposte ai perché di chi crede e di quelle giustamente definite «pri- interrogativo lancinante, può far risultato di tanto progresso
per dire le stesse cose. di trasmettere la dottrina cri- chi non crede» (come recita il sot- me» o «ultime» per la loro atti- ritrovare cammini ricchi di senso. tecnologico ed economico.
VIII La storia fa romanzi
Follett 1914-1924, dieci anni che sconvolsero il mondo:
una saga di umili dove i Grandi restano in sordina
RUGGERO
BIANCHI

Un chilo di carta (no-


vecentocinquanta grammi,
per l’esattezza) spalmato su
mille pagine: il peso della Sto-
Muoiono i Re,
avanti il popolo
ria si fa sentire in La caduta
dei giganti, primo volume del-
la «Trilogia del secolo» firma-
ta da Ken Follett, che peral-
tro «romanzo storico» è solo
nei fondamentali: il regno di
Giorgio V e la presidenza di vita, per vie misteriose pur se
Woodrow Wilson, lo Zar e il narrativamente assai smalizia-
Kaiser, Lloyd George e Win- te, li fanno incontrare con gli
ston Churchill, Lenin e umili e più o meno anonimi pro-
Trockij. E naturalmente la tagonisti della saga. Quando,
Grande Guerra, la Rivoluzio- ad esempio,un ex-minatore rus-
ne Russa, la Società delle Na- so alquanto puritano si ritrova
zioni e l’affacciarsi di Hitler a lavorare con Lenin e Trockij
sulla scena tedesca, l’assassi- o una modesta seppur sveglia
nio di Sarajevo e le battaglie servetta gallese cava d'impic-
della Marna e delle Somme; cio addirittura il Sovrano d’In-
con, sullo sfondo, le proteste ghilterra. Nulla di simile, in-
sociali, gli scioperi e le serra- somma, alla grande tradizione
te, l’antisemitismo diffuso e il del romanzo storico (o storico/ p Ken Follett
politico, o storico/sociale) an- p LA CADUTA DEI GIGANTI
gloamericano alla Dos Passos o p Trad. di Adriana Colombo,
«La caduta dei anche solo alla Norman Mailer Paola Frezza Pavese, Nicoletta
giganti», il primo o alla Gore Vidal. Lamberti e Roberta Scarabelli
p Mondadori, pp. 999, € 25
volume della trilogia Proprio queste peraltro so- p Primo volume della «Trilogia del
no le regole del gioco di Ken secolo», 1914- 1924, dieci anni che
del secolo: vinceranno Follett, che solo in teoria vor- sconvolsero il mondo. Ken Follett
i buoni sentimenti rebbe offrire un afflato epico al- L’attentato di Sarajevo, 1914, in una tavola di Beltrame per «La Domenica del Corriere»
la narrazione, come ai tempi di
femminismo emergente, il I pilastri della terra, a tutt’oggi il lirico o fantasioso o comunque del catalogo delle antinomie. boss e ne gestisce le fortune, ciarsi nel sequel già annuncia-
proibizionismo e il voto alle suo capolavoro. Di fatto, il ro- troppo impegnativo, addirittu- Proprio in virtù di questo la figlia del minatore viene to per il prossimo anno. E do-
donne, le lotte di classe e il dif- manzo sembra in primo luogo ra ossessivo nell’introdurre e amalgama vorticoso La cadu- eletta nel primo parlamento a ve, con minime eccezioni, tutti
fondersi del socialismo. Una costruito per riscuotere il suc- miscelare tutti i possibili ingre- ta dei giganti può legittima- guida laburista o il giovane i personaggi principali sono
cornice policroma che è poi cesso che infatti sta ottenendo: dienti che il lettore medio con- mente aspirare a conquistare proletario gallese manda a giovani e belli, intelligenti e
l'Europa (Impero Russo e Sta- diligentemente informato e pre- temporaneo si attende da un le classifiche. In giorni come i scatafascio gli intrighi dei ser- iperdotati, capaci di andar ol-
ti Baltici compresi) e l'Ameri- ciso su eventi e figure reali, po- bestseller: sesso e sentimento, nostri, nei quali la cultura è vizi segreti britannici nelle re- tre ogni ostacolo e affermarsi
ca (Stati Uniti ma anche Mes- co incline ai movimenti di mas- passione e dovere, privato e po- guardata con sospetto e domi- mote steppe della Russia? contro ogni difficoltà, accioc-
sico) tra il gennaio 1914 e il sa ma tutto preso dalle avventu- litico, ricchezza e povertà, ari- na in ogni campo l’urgenza di Una storia dove tutti s'in- ché alla fin fine a trionfare sia-
gennaio 1924, dieci anni che re dei propri personaggi, atten- stocrazia e plebe, nightclubs e visibilità e l’ansia di evasione, contrano con tutti in ogni ango- no pur sempre i buoni senti-
sconvolsero il mondo. to sempre a usare un linguag- bordelli, slums e palazzi reali, qual lettura migliore di un pro- lo del globo e, se sono di sesso menti e con essi l'amore, anche
Tranne casi sporadici, la gio descrittivo e piano, rigoro- miniere e tenute, prostitute e dotto dall’intreccio avvincen- diverso, si sposano o copulano quando a privilegiare le ragio-
Grande Storia resta infatti in samente fattuale e quasi privo cortigiane, omosessuali e pedo- te, nel quale la giovane guarda- e comunque fanno figli, non im- ni del cuore sono eroi o eroine
sordina e i Grandi della Storia di subordinate (anche nei non fili, stupratori e contrabbandie- robiera fa perdere la testa al- porta se legittimi o bastardi, che la razza, la classe, la religio-
entrano in gioco unicamente infrequenti ma rapidi incisi a lu- ri, conservatori e progressisti e l’aristocratico conte, lo chauf- perché tanto i loro eterogenei ne, la nazionalità o la guerra
quando gli accadimenti della ci rosse), restio a ogni svolazzo avanti così fino a esaurimento feur impalma l’unica erede del rampolli sono destinati a incro- schiera su fronti opposti.
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SABATO 16 OTTOBRE 2010
LA STAMPA IX

anche lui ma destinato a calca-


«I traditori» Un popolare affresco di un’unificazione nazionale rivisitata re nei decenni successivi le
scene di ogni complotto. Sarà
e corretta, presentata come cruenta e forzata annessione del Sud lo strumento di un bieco mae-
stro spione sabaudo cresciuto
GIORGIO alla scuola di Cavour ma diven-
BOATTI

Con l'ultimo libro di


Giancarlo De Cataldo I tradi-
tori, appena pubblicato da Ei-
I padri della terà, anche, l'ombra di Mazzi-
ni, seguendolo da una Londra,
resa a pennellate veloci ma ef-
ficaci, sino alla desolata fine

patria finiscono
naudi Stile Libero, il vertigi- nella casa pisana dei Nathan.
noso farsi del Regno d'Italia, Le donne - dalla fascinosa
nel corso di quel quarto di se- Striga alle varie passionarie
colo zeppo di colpi di scena che attorniano Mazzini e i co-
che approda all'unificazione, spiratori - ogni volta che entra-
approda a un nuovo genere
narrativo.
Epiche ed esplicitamente
popolari, capaci di correre
con la sprezzante velocità di
gambe all’insù no in scena dettano un ritmo
più vero, meno sbrigativo. Tut-
to corre inarrestabile verso un
finale obbligato: dietro alla pol-
vere dei campi di battaglia, al-
un cartoon e l'impaziente sin- le rivolte accese e spente alla
tesi di uno script cinemato-
grafico, le quasi seicento pa- Uno stile «Southern»
gine di De Cataldo fanno da
battistrada a un italianissi- tra cartoon e script
mo stile «Southern» che si cinematografico,
muove tra gli opposti argini
di un'irruenza sbrigativa al- tra i «Pirati» di Salgari
la Salgari, da «Tigri di Mom- e i «Gattopardi»
pracem», e un disincanto in
perfetta sintonia con quello bisogna, alle spedizioni dei ga-
ribaldini attivate a comando,
De Cataldo mette cala l'annessione del Sud e l'as-
p Giancarlo De Cataldo soggettamento delle sue genti
in scena un gruppetto p I TRADITORI al regno sabaudo.
p Einaudi, pp. 584, € 21
di spregiudicati p Il nostro Risorgimento racconta-
Un copione scritto, passo
dopo passo, secondo le regole
disposti a ogni to come un «romanzo criminale»
Giancarlo De Cataldo Carlo Stragliati, «Episodio delle Cinque Giornate in Piazza Sant’Alessandro», 1898, implacabili dettate da quella
scorciatoia e crimine da «Ottocento. Catalogo dell’arte italiana n. 39», a cura di G. Rizzoni e L. Lualdi ristretta cerchia di potenti che
si muove tra Torino, Parigi e
de Il Gattopardo, ma ancora nativi indiani e della travolgen- spie che vengono «rivoltate» gress» dove un gruppetto di esclusa l'alleanza con la ca- Londra e che ha ben chiaro do-
più impietoso e corrosivo. E te corsa all'oro, ora anche noi da ogni potenza di passaggio uomini spregiudicati - sui qua- morra e con quell'onorata so- ve e come si conduca il grande
anche ne I traditori, proprio abbiamo, con il «Southern», così da non capire più chi stan- li vola alta l'insuperabile intel- cietà che in quel periodo co- gioco della destabilizzazione.
come nel romanzo del princi- un popolare affresco di un'uni- no davvero servendo - è una ligenza strategica di Cavour mincia a essere designata con Ovvero come si possano piega-
pe di Lampedusa, non man- ficazione nazionale rivisitata e storia patria sottoposta ad che gioca a rimpiattino con il un nome, «maffia», con la dop- re le fiamme rivoluzionarie -
ca lo scenografico matrimo- corretta. Presentata come ogni capitolo a movimenti sus- misterioso carisma di Mazzini pia effe, che diventerà ben quelle che lo storico (allora)
nio finale. Anzi, tanto per ri- cruenta e forzata annessione sultori e ondulatori. Consolida- - dispiega la propria vertigino- presto noto a tutti. «militante» Renzo del Carria
lanciare con qualche ironia del Sud da parte di una con- ti stereotipi ne escono terre- sa partita. Questi uomini, L'autore prende l'avvio dal- andò minuziosamente a censi-
la scommessa, il matrimonio traddittoria ma fortunata éli- motati e venerate icone di pa- spesso fieramente opposti gli lo sbarco di patrioti, nel 1844, re nei suoi due volumi di Prole-
messo in scena da De Catal- te che dal Nord sa cavalcare dri della patria sono messe a uni agli altri, mirano alla po- in un lembo di Calabria: la sto- tari senza rivoluzione, brevia-
do è addirittura doppio. gli eventi e strumentalizzare gambe all'insù. sta più alta: far di tutta la Pe- ria ci dice che è il tragico mas- rio storico di tanti sessantotti-
Dunque siamo a un giro buoni e cattivi (cattivi, soprat- De Cataldo legge il caotico nisola un solo regno su cui sacro dei fratelli Bandiera, fi- ni - in funzione della costruzio-
di boa. Se gli americani han- tutto, che abbondano ovunque e fortunato agglutinarsi di stendere le mani. Pur di rag- gli di un ammiraglio venezia- ne di nuovi e più solidi baluar-
no avuto il «Western», rac- De Cataldo diriga lo sguardo). eventi che nel corso di un giungere questo obiettivo so- no. Ne I traditori è anche l'ini- di di un potere che vuole solo
conto della corsa all'Ovest, Quella che ne esce - tra ri- quarto di secolo unificano no disposti a ogni scorciatoia, zio della lunga carriera di Lo- perpetuare se stesso.
della spietata distruzione dei voluzionari che tradiscono e l'Italia come un «work in pro- compromesso, crimine. Non renzo di Vallelaura, veneziano (gboatti@venus.it)

150
MASSIMO Gerolamo Induno, to (‘63) di Sciascia a Il sorriso del-
RAFFAELI
«La battaglia della l’ignoto marinaio ('76) di Vincen-
E’ così inveterato il Cernaia», zo Consolo; molto più difficile è
luogo comune di un Pirandello 1857: un’altra definirne la postura ideologica
metafisico e filosofante da im- immagine che non sia soltanto la costerna-
prigionarlo nel «pirandelli- dal Catalogo zione disgustata o il senso di gla-
smo», come fosse uno scritto- «Ottocento» edito ciale estraneità su cui hanno
re incapace di un romanzo co- da Metamorfosi, scommesso, peraltro, i maggiori
me il faut e, meno che mai, di con una sezione studiosi del romanzo (da ultimo
un grande romanzo storico-po- dedicata ai 150 Nino Borsellino e Massimo Ono-
litico. Infatti a scuola I vecchi e i anni dell’Italia in fri, nell’edizione Garzanti «Gran-
giovani (1913) non lo si legge o collaborazione con di Libri» 1993, come Elio Provi-
chi lo legge non sa se valutarlo
un passo indietro rispetto al Il
i musei di Torino,
Milano, Roma, Libri d’Italia denti nell’utilissimo Pirandello
impolitico. Dal radicalismo al fa-
fu Mattia Pascal, modernissi-
mo anti-romanzo di nove anni
Genova Verso il 2011 scismo, Salerno editrice 2000).
In ogni caso, i discendenti e i de-
prima, ovvero un ritorno al ve-
rismo dei padri (Verga, De Ro- Il romanzo di Pirandello «I «Ora la politica, sa?
berto) e insieme un omaggio vecchi e i giovani» è
addolorato a quella che Leo- disponibile, fra l’altro, nei Bisogna viverci un po’
nardo Sciascia avrebbe poi «I vecchi e i giovani» Addio Risorgimento, travolto da Grandi Libri Garzanti, a cura in mezzo; che cos’è
chiamata «sicilianitudine». di M. Onofri (pp. LXXX-473,
Invece si tratta del roman- una storia così rovinosa e implacabile da sembrare fatale € 11). Uscì nel 1913. Poli in gran parte? Un gioco
zo più suo, sia pure scandito da cronologici della vicenda di promesse, via!»
una cronologia lineare e profi- sono il 1892, l’anno dei

Pirandello racconta
una grande delusione,
Negli intrighi muoiono Fasci siciliani (sollevazione
di una plebe arcaica e
derelitta) e il ‘94, quando il
premier Francesco Crispi,
generi di Mattia Pascal presto
torneranno a camminare sulla
testa o a uscirsene regolarmen-
te fuori dalla stessa: quanto a lui,
un congedo dai sogni:
le speranze d’Italia
l’ex garibaldino che ora Pirandello, non smetterà di dete-
veste la divisa di Bismarck, li stare la democrazia, Giolitti e il
un duro j’accuse senza reprime nel sangue. parlamento, quindi chiederà la
un momento di sollievo tessera del Fascio, appena dopo
il delitto Matteotti.
lato in terza dimensione per drammaturgica di quasi cinque- liani (sollevazione di una plebe ti tra la folla che gremisce I vec- la figura del vecchio e burbero Come tutti i fautori dell’anti-
cui gli stessi personaggi che cento pagine, senza un vuoto né arcaica e derelitta) e il ‘94, quan- chi e i giovani non c’è neanche un Mauro Mortara, il quale ha com- politica, finirà con l’invocare
prima camminavano ognuno un momento di sollievo, che do il premier Francesco Crispi, personaggio in grado di sottrar- battuto a Calatafimi ma il mito l’Uomo Forte, lo avrà, ne rimar-
sulla propria testa, appunto al- mantiene il ritmo e gli accenti di l’ex garibaldino che ora veste la si alla dinamica del fallimento dei Mille che lo fa sopravvivere rà deluso e persino disgustato,
la maniera di Mattia Pascal, una durissima requisitoria. Due divisa di Bismarck, li reprime esistenziale e/o del tradimento va in pezzi, tuttavia, nel corso però sarà costretto a tenerselo
ora stanno in piedi sulla nuda sono i fondali: la natìa Girgenti, nel sangue e decreta nell’isola lo etico-politico, né l’aristocrazia del suo primo viaggio a Roma: il per almeno quindici anni. A un
terra ritrovando uno status e patria di un ritardatario Medioe- stato d’assedio: ovvio ricordare dei Laurentano (nella cui fami- poveruomo morirà con le meda- personaggio de I vecchi e i giova-
un carattere preciso: ciò che li vo, e Roma, capitale di una pre- che nell’anno intermedio, il ‘93, è glia c’è di tutto, dal legittimista glie al petto, ignaro del proprio ni aveva suggerito a suo tempo
travolge tutti quanti non è il sunta Terza Italia che già muore scoppiato lo scandalo della Ban- al socialista umanitario) né la destino, sotto il piombo dei sol- la dichiarazione che avrebbe vo-
vuoto di una alienazione pri- negli intrighi dell’opportunismo ca Romana vale a dire il collasso, grossa borghesia dei Salvo (igno- dati di Crispi. lentieri sottoscritta: «Ora la poli-
mordiale ma il meccanismo di politico e nei maneggi del tra- per diffusa corruzione e dilagan- rante, predatrice, che ha la sola Qui è agevole affiliare Piran- tica, sa? Bisogna viverci un po’
una storia collettiva tanto rovi- sformismo parlamentare dove te malversazione, della prima religione della «roba») né il ceto dello alla grande sequenza che in mezzo; la politica, signor mio,
nosa e implacabile da sembra- si distinguono vecchie camicie monarchia risorgimentale: medio della famiglia Arditi (poli- legge la «sicilianitudine» come che cos’è in gran parte? Un gio-
re fatale. E’ il passo d’addio al- rosse, massoni e radicali passati «Nessuno aveva fiducia nelle isti- ticanti che hanno fatto mercato una metafora o anzi una sined- co di promesse, via!». Perché è
l’epopea di Garibaldi, un con- dallo scranno alla greppia o am- tuzioni, né mai l’aveva avuta. La della Rivoluzione), né un clero doche della italianità, tra la pe- così che va a finire normalmen-
gedo dal Risorgimento e dai so- biguamente convertiti, come og- corruzione era sopportata come nostalgico del sanfedismo e dei renne aspettativa di un cambia- te, in Italia, e ciò spiega il para-
gni della giovinezza che Luigi gi si direbbe, al credo esclusivo un male cronico, irrimediabile, e Borboni. L’immenso popolo dei mento dal basso e la sua indero- dosso per cui un romanzo che ha
Pirandello, mantenendo la sua della «governabilità». considerato ingenuo o matto, im- campi e delle zolfare, intanto, tu- gabile frustrazione dall’alto, dun- quasi cento anni possa leggersi
voce rigorosamente fuori cam- Poli cronologici della vicenda postore o ambizioso, chiunque si multua da lontano e nel roman- que dai Viceré (1894) al Gatto- oggi nel segno della più stringen-
po, consegna a una struttura sono il 1892, l’anno dei Fasci sici- levasse a gridarle contro»: infat- zo non si vede mai. Fa eccezione pardo (‘58), da Il consiglio d'Egit- te, desolante, attualità.
Classifiche Tuttolibri
SABATO 16 OTTOBRE 2010
X LA STAMPA

I
l placido Follett rallenta la corsa, il valore dei suoi 100 insiste, Giampaolo Pansa, terzo nella tabella dei primi 10, di una requisitoria che poco concede alla commedia, in un
AI PUNTI punti scende a circa 16 mila copie, ma è sempre primo, continuando a denunciare i crimini della nostra Resisten- crescendo tragico per cui la Liberazione si riduce a una car-
LUCIANO GENTA con netto distacco: Giordano vende meno della sua me- za: storie di «persone sequestrate, torturate, violentate, vili- neficina staliniana. Tutt’altra aria si respira con Leielui
tà e gli altri si allineano da quota 5000 in giù. Come confer- pese, ammazzate...», le vittime dei partigiani comunisti ter- che a capitoli alterni si raccontano nel (foto)romanzo ben
mano i dati esposti dalla nostra Associazione Editori alla roristi, progenitori dei brigatisti rossi negli anni di piombo. impaginato da Andrea De Carlo, secondo ingresso della
Pansa sferza Fiera di Francoforte la congiuntura è critica, nel 2009 il gi-
ro d’affari è sceso del 4,3% e nel primo semestre 2010 c’è sta-
Come sempre l’autore è ostinato, coriaceo, sferzante. Con il
mestieraccio di cui è maestro indiscusso, anche per chi non
settimana al vertice, dove salgono anche i ricordi di Vero-
nesi, l’amore e il dolore delle donne che hanno attraversato
to solo un parziale recupero del 2,2% dovuto soprattutto al- ne condivide la veemenza iconoclasta, cucina un sequel del la sua vita. Prima fra tutte mamma Erminia, esempio di
i terroristi le librerie on line e di catena, mentre han continuato a sof-
frire le librerie familiari, quelle in cui ancora resiste, si spe-
Sangue dei vinti in forma narrativa, dialogando con un al-
ter ego - ogni don Chisciotte ha un Sancho - la ritrovata bi-
tolleranza, solidarietà, giustizia, con un eterno sorriso:
«L’ho vista sorridere persino ai tedeschi». Anche questo è

del 25 Aprile ra, chi legge e consiglia prima di vendere, senza subordi-
narsi agli spot del marketing. Resiste di certo, e ancor più
bliotecaria Livia, cinquantenne ancora seducente, «ciccio-
sa», con cui si diverte a gigioneggiare. Ma è solo la cornice
stato Resistenza. Chissà se Pansa ha letto Meccanica cele-
ste di Maggiani e visto L’uomo che verrà di Diritti.

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 43 33 33 31
1 2 3 4 5
La caduta La solitudine I vinti non Mangia Accabadora
dei dei dimenticano prega
giganti numeri primi ama
FOLLETT GIORDANO PANSA GILBERT MURGIA
MONDADORI MONDADORI RIZZOLI RIZZOLI EINAUDI

29
6 7 24
8 24
9 23
10 23

Le valchirie L’intermittenza LEIELUI Dell’amore Canale


e del dolore Mussolini
delle donne
COELHO CAMILLERI DECARLO VERONESI PENNACCHI
BOMPIANI MONDADORI BOMPIANI EINAUDI MONDADORI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Accabadora 31 1. La caduta dei giganti 100 1. I vinti non dimenticano 33 1. Cotto e mangiato 21 1. La solitudine dei numeri primi 43 1. Sesto viaggio nel regno... 12
MURGIA FOLLETT PANSA PARODI GIORDANO STILTON
18,00 EINAUDI 25,00 MONDADORI 19,50 RIZZOLI 14,90 VALLARDI 13,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

2. L’intermittenza 24 2. Mangia prega ama 33 2. Dell’amore e del dolore... 23 2. Instant English 11 2. Il piccolo principe 14 2. La storia dei promessi sposi 12
CAMILLERI GILBERT VERONESI SLOAN SAINT-EXUPERY ECO
18,00 MONDADORI 18,50 RIZZOLI 18,00 EINAUDI 16,90 GRIBAUDO 7,50 BOMPIANI 12,90 L’ESPRESSO

3. Leielui 24 3. Le valchirie 29 3. I segreti del Vaticano 20 3. È facile smettere di fumare... 10 3. Maigret a Vichy 13 3. Il mio primo dizionario. Nuovo MIOT 12
DE CARLO COELHO AUGIAS CARR SIMENON -
18,50 BOMPIANI 18,00 BOMPIANI 19,50 MONDADORI 10,00 EWI 9,00 ADELPHI 9,90 GIUNTI JUNIOR

4. Canale Mussolini 23 4. La psichiatra 16 4. L’albero dei mille anni 18 4. The secret 6 4. È una vita che ti aspetto 12 4. La storia di Don Giovanni 8
PENNACCHI DORN CALABRESE BYRNE VOLO BARICCO
20,00 MONDADORI 18,60 CORBACCIO 17,50 RIZZOLI 18,60 MACRO EDIZIONI 9,00 MONDADORI 12,90 L’ESPRESSO

5. La monaca 22 5. Hunted. La casa della notte 14 5. Un mondo che non esiste più 13 5. Manuale del guerriero... 4 5. Il giorno in più 10 5. Il mio primo dizionario. Nuovo MIOT 6
AGNELLO HORNBY CAST & CAST TERZANI COELHO VOLO -
17,00 FELTRINELLI 16,50 NORD 22,00 LONGANESI 10,00 BOMPIANI 12,00 MONDADORI 12,50 GIUNTI JUNIOR

6. Mia suocera beve 22 6. Un viaggio chiamato vita 14 6. Terroni 13 6. Peccati di gola 4 6. L’ombra del vento 8 6. Il piccolo principe 6
DE SILVA YOSHIMOTO APRILE MONTERSINO RUIZ ZAFÓN SAINT-EXUPERY
18,00 EINAUDI 13,00 FELTRINELLI 17,50 PIEMME 19,90 SITCOM 13,00 MONDADORI 30,00 BOMPIANI

7. Acciaio 18 7. I love mini shopping 12 7. Leopardi 10 7. Il vocabolario della lingua latina 4 7. Un posto nel mondo 8 7. Caccia al libro d’oro 5
AVALLONE KINSELLA CITATI CASTIGLIONI & MARIOTTI VOLO STILTON
18,00 RIZZOLI 19,50 MONDADORI 22,00 MONDADORI 92,50 LOESCHER 12,00 MONDADORI 14,50 PIEMME

8. L’ultima riga delle favole 14 8. La controvita 12 8. L’economia giusta 8 8. Guinness World Records 2011 4 8. I pilastri della terra 8 8. Il diario segreto di Antonella 5
GRAMELLINI ROTH BERSELLI - FOLLETT -
16,60 LONGANESI 21,00 EINAUDI 10,00 EINAUDI 28,00 MONDADORI 14,00 MONDADORI 16,50 SPERLING & KUPFER

9. Bianca come il latte... 11 9. Il malinteso 11 9. Questioni di fede 7 9. Gli uomini vengono da Marte... 4 9. Non avevo capito niente 8 9. Toy story 5
D’AVENIA NEMIROVSKY RAVASI GRAY DE SILVA -
19,00 MONDADORI 12,00 ADELPHI 19,00 MONDADORI 15,00 RIZZOLI 11,00 EINAUDI 34,90 WALT DISNEY

10. Il tempo che vorrei 9 10. Povera piccina 11 10. Parli sempre di corsa 6 10. Torte salate, pizze e focacce 3 10. Esco a fare due passi 8 10. La casa di Topolino 4
VOLO DENNIS LINUS - VOLO -
18,00 MONDADORI 22,00 ADELPHI 15,50 MONDADORI 5,90 GIUNTI 9,00 MONDADORI 12,90 WALT DISNEY

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 3 AL 9 OTTOBRE.

C
inquanta minuti di libri, numerevoli reti. Ma, se si eccettua- uesta è una dichiarazione Ciaikovskij, fino a Michelle dei Be-
il che vuol dire scrittori,
incontri, confinamenti
nell’arte, confronti tra «senato-
PROSSIMA
MENTE
no: Fazio e Che tempo che fa ca-
pace di far lievitare all’istante il
botteghino dei suoi invitati, le inter-
Q d’amore. Lui è Alex Ross,
newyorchese, quaranten-
ne, pelatino, jeans e maglietta,
CHE LIBRO FA
...NEGLI USA
atles, Hotel California degli Eagles
e Simple Twist of Fate di Bob Dy-
lan. E, se fosse un libro, tu lettore,
ri» della narrativa e della saggi- MIRELLA APPIOTTI viste «barbariche» della Bignardi, non bello (sarebbe banale), gay. È GIOVANNA ZUCCONI scorrendo l’indice (Radiohead, Esa-
stica italiani e stranieri, e molto la bella rubrica di Augias su Rai- l’autore di Il resto è silenzio, stre- Pekka Salonen, Schubert, Björk, Si-
altro. E’ Bookstore, parte sta- tre, quasi sempre questi «oggetti pitosa cavalcata attraverso la sto- natra, Brahms, Led Zeppelin, Mit-
mattina e continuerà ogni saba-
to per tutta la stagione, alle 9,55
Arbasino misteriosi» passano senza lasciare
traccia: basti citare il Tg1 con Wil-
ria della musica del Novecento,
un grande successo, l’ha tradotto
Dal Barocco suko Uchida...), non potresti schiac-
ciare la pagina e ascoltare: Otto
su La7, deus ex machina e con-
duttore Alain Elkann, che sottoli-
nea subito come «ad ogni punta-
battezza ly, parente poverissimo del fu
Benjamin di Riotta e, con nostal-
gia, i tempi della Babele di Au-
Bompiani. È suo anche il blog, im-
perdibile, egualmente intitolato
The Rest is Noise.
a Dylan: Klemperer che dirige la Philharmo-
nia Orchestra nell’Eroica, Bruno
Maderna, Cecil Taylor, Sonic You-
ta l’invito è esteso anche ai
“giovani”». L’ospite princeps di
Bookstore gias, del Pickwick di Baricco-Zuc-
coni, delle perfomances di Frutte-
Il blog, appunto. Alex Ross ha
appena pubblicato negli Stati
ecco la lista th, Mozart, Duke Ellington, e que-
sto solo (e non solo questo) nel pri-
oggi è Arbasino (con Raffaele ro& Lucentini. Uniti un altro libro, titolo Listen mo capitolo. Né potresti schiacciare
Manica, curatore del Meridiano «Noi puntiamo sullo zoccolo du- to this, che è poi una raccolta di 19 un po’ più in là e farti arrivare a ca-
Mondadori-opera omnia dell’au- ro dei 4 milioni di lettori forti, sta- saggi, tutti tranne uno già usciti sa proprio quel disco di Klemperer,
tore di Fratelli d’Italia) nonché il remo sull’attualità che non si esau- sul New Yorker, la rivista dove Maderna, Ellington eccetera.
re inglese del thriller Frederick risce nella tanto annunciata palin- scrive. Libro? In un libro, l’autore Certo, con la musica è più facile
Forsyth, che nel recente Cobra scutere dei loro nuovi romanzi, an- genesi degli eBook» aggiunge non si disporrebbe al centro di un mento di Dna» la storia della musi- mescolare pagina stampata e web,
radiografa la sporca politica che Veronesi, Cordelli, Piperno, De Elkann rispondendo anche all’uni- piccolo palcoscenico, con un piani- ca dal Barocco fino a Bob Dylan; e, irradiare la divulgazione shuffle,
Usa. Dissonanze quanto asso- Carlo, per dire solo qualche nome». ca (per ora) osservazione: perché sta, un mezzosoprano e un bassi- se fosse un libro, l’autore non am- alternando generi musicali e generi
nanze tra i due big. Poi, presenza Così Bookstore, «fortemente Bookstore il sabato mattina? «Un sta a semicerchio alle sue spalle, e morbidirebbe lo sguardo e non sorri- mediatici (libro, video, file audio, se-
delicata, Antonio Socci, che ha voluto da Mentana che gli ha scelto orario di riferimento, che abbiamo non ti guarderebbe negli occhi per derebbe appena, facendo eseguire rate nei teatri, iPad, iPod, iTunes).
raccontato in Caterina (Rizzoli) anche il nome e che crede nel pro- sempre tenuto». Non sono affari spiegare, con sobria e civile gesti- dai suoi musicisti quello stesso pat- Forse altrettanto si potrebbe fare
la malattia della figlia. «Nelle getto», potrebbe diventare una nostri, ma da spettatori, per una colazione da americano colto (e tern di note in Flow my Tears di con la storia dell’arte, o del cinema,
prossime settimane - confida nuova oasi, tra le poche, nel deser- trasmissione così impegnativa, a cult), che esiste una linea di basso, Dowland («da cui il romanzo di purché con pari erudizione e con pa-
Elkann - cercherò di avere da to della cultura in tv. Certo libri noi piacerebbe una bella, seconda una sequenza di note discendenti, Philip Dick»), e poi attraverso Mon- ri vivacità. Lui però, Alex Ross, l’ha
Eco a Citati a Camilleri ma, a di- compaiono qua e là nelle ormai in- serata... la quale attraversa «come un fila- teverdi, Purcell, Bach, Beethoven, già fatto.
.

Diario di letture Tuttolibri


SABATO 16 OTTOBRE 2010
LA STAMPA XI

Gianni Celati

Il narratore delle pianure


GIOVANNI Il monumento è stato però il
TESIO
Don Chisciotte.
Dai grotteschi di Comi- «Più che un monumento, un
che (1971) ai fiabeschi di Narrato- compagno. Per tutti i due anni
ri delle pianure (1982). Dai saggi del primo periodo londinese me
di Finzioni occidentali (1975) ai lo sono portato in tasca. Poi
viaggi di Verso la foce (1989). Au- quando ho fatto con Cavazzoni
tore plurimo, poliedrico, inquie- la rivista Il semplice, Ermanno
to, nascosto, anticonformista, me l’ha perso».
curioso, Gianni Celati è passato Vogliamo parlare delle tradu-
da quello che lui ha chiamato zioni? Un altro gran bel modo
«l’istante comico» a quello che di incorporare libri?
io chiamerei «l’istante cosmi- «Sì, ho tradotto tanto, tren-
co», la fratellanza universale taquattro libri, che sarebbe
che va al di là di tutto. Nato a troppo lungo elencare. Sten-
Sondrio, ma per caso, la sua av- dhal è stato la rivelazione. Céli-
ventura intellettuale è comincia- ne mi è costato dieci anni di vi-
ta a Bologna, ma è approdata a ta. Michaux lo leggeva Calvino e
Brighton, dove abita da vent’an- mi ci ha portato lui. Potrei ag-
ni. Nomade di natura e vocazio- giungere Linea d'ombra di Con-
ne, Celati ha imparato a piegare rad e l’Hölderlin delle Poesie del-
la sua intelligenza alle lezioni del la Torre che ho tradotto mentre
cuore, dividendosi tra le nuvole
e le cose della Bassa, che ha «La traduzione
guardato con Luigi Ghirri, e le
sabbie di un villaggio senegale- che mi è più cara?
se, dove ha scoperto la tenerez- Bartleby di Melville,
za e l’affettuosità delle scuole co-
raniche di derivazione sufi, da perché è veramente
cui ha tratto un film che presen- l’abbandono di tutto»
terà al prossimo Festival di Ro-
ma. Sostituire al bazar delle in- facevo i viaggi da cui è nato
numerevoli letture le pulsazioni Verso la foce. Ci metterei anche
dell’essere, all’«intellettualismo le traduzioni non pubblicate:
agonistico» dei primi tempi la All'estremo limite di Conrad,
limpidezza e la semplicità dei che doveva pubblicare Monda-
tempi successivi, è diventato dori, e tutti i pamphlet di Bec-
per Celati il cinema più natura- La vita. Gianni Celati è nato a Sondrio nel 1937. Scrittore, traduttore, critico letterario. Si è laureato in letteratura kett sull’arte, che doveva fare
le: un vero e proprio libro della inglese all’Università di Bologna con una tesi su Joyce. Da vent’anni vive a Brighton. Ha insegnato a lungo negli Einaudi».
vita che oggi traspare dallo Stati Uniti, tra l’altro alla Cornell University di Ithaca. La traduzione che le è più ca-
sguardo mite e gentile. ra, se c’è?
Le opere. Da Feltrinelli ha pubblicato: «Fata Morgana», «Cinema naturale», «Narratori delle pianure», «Verso la «Bartleby di Melville».
«Calvino è stato foce». Al prossimo Festival di Roma sarà presentato un suo film sulle scuole coraniche di derivazione sufi. Perché?
«Perché è l’abbandono di tutto. In
un grande amico un mondo di assordimentie di spin-
e gli devo molto: mi ha toni, mi è sempre sembrata la figu-
ra che interpreta lo stato inerziale,
insegnato a essere unaforma di fratellanza».
più pragmatico» Un libro che non c’è e che vor-
rebbe fare lei?
Un’esistenza all’insegna del «Un libro che mi porto dentro e
nomadismo, la sua. I PREFERITI Un’esistenza all’insegna del nomadismo, che muove che non sono mai riuscito a fare
«Direi di sì. Credo di essere sta- è una raccolta di poeti provenza-
to inseguito dal nomadismo e dalle nuvole e dalle cose della Bassa: ora porta al Festival li, perché lì è la vera nascita del-
dall’ira di mio padre. Appena ho
potuto sono partito per la Ger-
f di Roma un film sulle scuole coraniche in Senegal la poesia moderna. Jaufré Ru-
del, Arnaut Daniel, poeti più vi-
mania, poi sono stato più volte cini a noi che mai. Ma poi mi pia-
in Francia, in Normandia e a Pa- cerebbe anche scrivere un com-
rigi, dove incontravo abitual-
mente Calvino. In Inghilterra
ho fatto il lavapiatti e i mestieri
più orrendi per seguire tutti i
possibili corsi di letteratura mo-
derna mentre lavoravo con Car-
CERVANTES
Don Chisciotte
“Leggo Basile mento un po’ da ridere su Pro-
meteo e Afrodite. Perché penso
che questa nostra società abbia
un grosso problema con l’eros.
In questo senso il Simposio plato-
nico diventa un vero trionfo:

e Vico, altro che


lo Izzo alla mia tesi su Joyce. In una lezione di grande saggezza,
Einaudi, pp. LXIII-1212, € 24
Tunisia mi sono sposato dopo il che antepongo alla pur alta filo-
servizio militare. In America so- «Perché Cervantes ha sofia (ma lontana da noi) del
no andato a insegnare alla Cor- creduto più alle sue Tao, del Tao Te Ching...».
nell University di Ithaca, nello fantasie che alle forme Lei è stato sempre e sempre
Stato di New York, e non solo. della critica» di più tentato dall’oralità, dal-
In Italia sono stato chiamato al la gestualità, dal teatro.
Dams di Bologna, un episodio
su cui corre una leggenda abba-
stanza plausibile. Il posto era
stato offerto a Giorgio Manga-
nelli, ma a Manganelli non era-
no piaciute le trattorie bologne-
si e si era congedato dicendo:
f i contemporanei”
Phénoménologie de la perception di bertà. Poi è stato Carlo Izzo a ti- dato da lui a studiare logica mate-
«A me sembra che nello scrive-
re tutto sia teatro, ma da adesso
in poi credo che scriverò solo
per il teatro. Dopo aver pubbli-
cato la Recita dell’attore Vec-

«Vorrei curare
“Celati!”. Dal Dams mi sono poi Merleau-Ponty, altro libro per rarmi dentro. Lui era amico di matica. È stato Melandri a farmi
dimesso dopo uno sgarbo del me fondamentale». Ezra Pound e mi faceva leggere lasciare Propp e a darmi da legge- un’antologia di poeti
preside di allora, e così - chiusa Parigi uguale Calvino? le lettere che Pound gli scrive- re in greco opere di Platone e di provenzali, perché lì è
l’esperienza universitaria in Ita- GIACOMO LEOPARDI «Calvino è stato un grande amico va. In quello stesso tempo ho let- Aristotele. Giunti a Kant, avreb-
lia - sono ripartito prima per la e gli devo molto perché mi ha inse- to e poi anche tradotto La Certo- be voluto farmi leggere la Critica la vera nascita
Le operette morali
Francia e poi di nuovo per
Garzanti, pp. XLVIII-421, € 9
gnato a essere più pragmatico. Io sa di Parma, scoprendo il para- della ragion pura in tedesco e in della poesia moderna»
l'America». ero troppo svagato, troppo entu- diso del comportamento amoro- caratteri gotici, mettendomi in
Venendo alla libido legendi, «Alla morte delle illusioni siasta di tutto, accumulavo fino al- so che condivido con Stendhal. mano un libro che possiedo anco- chiatto nel teatro di Rio Saliceto,
alla voracità di lettore di tut- aggiunge l'elemento strano la sazietà. Lui mi riconduceva a ra- Subito dopo in Inghilterra ho ra. Avevo già seguito Anceschi conto di mettere in scena Bollet-
to, lei una volta ha anche del fantasma dell'amore, gione e nonostante che le mie idee scoperto Swift, di cui mi sono per un corso su Husserl, ma Enzo tino del diluvio e Ristorante della
raccontato di essere stato unica nostra salvezza» a volte potessero dargli fastidio mi ha messo in mente che la filo- pazienza al festival di Santar-
un buon ladro di libri... con me non si arrabbiava mai». «Condivido il paradiso sofia è una cosa epica». cangelo del prossimo anno».
«Vero. Stavo chiuso ore e ore Qual è il libro di Calvino A proposito di epica. E l’epica- Letture di attualità? Autori
nella biblioteca del British Mu- del comportamento
seum e poi, uscendo di lì, anda-
vo nella libreria Foyles, in Tot-
f che di tutta la sua opera
lei sceglierebbe?
«Il cavaliere inesistente, sicura-
amoroso con Stendhal:
epica? Quella che l’ha condot-
ta a tradurre il Boiardo in pro-
sa moderna?
d’oggi?
«Sono cresciuto all’idea che non
ci debba mai essere il libro pronto
tenham Court Road, che aveva mente il più bello. Gli altri conce- me lo ha rivelato «A casa mia avevo un padre che per il lettore, mentre penso che
al secondo piano una sala inte- dono un po’ troppo al lettore. Ma La Certosa di Parma» aveva fatto la quarta elementa- ora ci sia sempre il libro pronto
ramente dedicata ai libri di an- direi anche Palomar, il vero testa- re, ma che recitava intere ottave per il lettore. Ecco perché non leg-
tropologia, che mi appassiona- mento finale, perché lì Calvino ri- sforzato di tradurre La favola di Ariosto e lunghe filze di terzi- go più libri di scrittori attuali da
vano molto e qualcuno me lo nuncia a un’idea di scienza classi- della botte. Non dimentico tutta- ne dantesche. Allora mi sembra- quando sono in Inghilterra. Leg-
mettevo in tasca. Ho rubato co- ca, newtoniana. Palomar è il mo- via Pinocchio, a cui mi avevano va strano, ma quelle ottave e go piuttosto autori italiani del pas-
sì Anthropologie structurale di GIORGIO MANGANELLI mento in cui tutto si rimescola». portato Calvino e Manganelli». quelle terzine non mi hanno più sato. Giordano Bruno, che vuol di-
Lévi-Strauss, che possiedo an- Pinocchio: Lettore onnivoro significa an- Mi pare che nella sua forma- mollato. È poi stato Calvino, an- re Spinoza e tutta la filosofia idea-
cora, tutto sfasciato. Per me è che precoce? zione anche Enzo Melandri ab- cora lui, a spingermi verso la tra- lista tedesca. Giambattista Vico,
stato una manna, specialmente un libro parallelo «No, ho cominciato a leggere bia fatto la sua parte, no? duzione in prosa dell’Orlando in- il De antiquissima italorum sapien-
il saggio che parla di un tribù pa- Adelphi, pp. 204, € 19 sui diciassette anni e da quel «Melandri l’ho conosciuto che namorato. Mi sono messo anche tia, un capolavoro di contestazio-
namense presso cui i bambini «Scrivere è affrontare cose momento è stato un turbine. ero già laureato. Avevo in mente al Baldus di Folengo, ma facevo ne a Cartesio. E poi uno dei più
nascevano aiutati dal canto. Ma scabrose ma anche avere Prima non pensavo ad altro che Morfologia della fiaba di Propp e un italiano che maccheroneggia- grandi autori italiani, il Basile,
nello stesso modo ho anche ru- il coraggio di farle» alla pallacanestro, che per me è volevo trasformarne le funzioni va un po’ troppo e ho abbandona- con il Cunto de li cunti che rilegge-
bato - questa volta a Parigi - la stata una grande palestra di li- in equazioni logiche, così sono an- to dopo il primo canto». rei continuamente».