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Meteoriti Italia Notiziario febbraio 2017

Egg Rock: il meteorite ferroso di Marte

Amelia Carolina Sparavigna, Politecnico di Torino

Cratere Gale, Sol 1505 (27 Ottobre 2016, tempo terrestre).


Il rover Curiosity si trova nella zona detta Murray Formation presso la base del Monte
Sharp che è al centro del cratere. Durante la ricognizione, la Front Right Hazcam del
rover, una delle quattro Hazard Avoidance Camera di Curiosity, registra l'immagine
che vediamo nella Figura 1. Vicino al rover c'è qualcosa delle dimensioni di una palli-
na da golf, con una superficie sferica liscia e scura, che merita di essere vista meglio
con la Mastcam, il sistema che fornisce immagini true-color del suolo di Marte. Il ro-
ver trasmette così a Terra un immagine che mostra che questo piccolo oggetto sferico
è un meteorite ferroso (Figura 2), una parte di un corpo celeste che si è fuso nell'im-
patto con l’atmosfera di Marte. Questo meteorite è stato chiamato “Egg Rock”.

Figura 1: Sol 1505, immagine dalla Front Right Hazcam (Cortesia: NASA). Qualcosa
di liscio e scuro richiede un analisi migliore.

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Figura 2: La Egg Rock di Marte (Cortesia: NASA).

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I meteoriti ferrosi sono composti prevalentemente da ferro e nichel. Costituiscono


una parte relativamente piccola del materiale che arriva sulla Terra dallo spazio,
ma sono anche i meteoriti che sopravvivono più facilmente all'ablazione
dell’impatto con l’atmosfera e che resistono di più alla degradazione causata
dall’azione degli elementi atmosferici. Le meteoriti di questo genere sono quindi
piuttosto comuni sulla Terra e sono ben rappresentate nelle collezioni dei musei e
dei privati.
Anche su Marte i meteoriti di tipo ferroso sono quelli sicuramente più resistenti ai
processi di erosione. Ed infatti la Egg Rock non è il primo meteorite ferroso in cui
si è imbattuto Curiosity. Nel 2014, Sol 640, il rover ne ha trovato uno lungo 2 me-
tri. La foto dettagliata che ne ha scattato ha mostrato la presenza di crepe sulla
superficie del meteorite, probabilmente dovute a fenomeni di erosione (NASA:
https://www.nasa.gov/jpl/msl/pia18387).
Che cosa ha allora la Egg Rock di speciale? Essa è la prima meteorite ferrosa di
cui è stata analizzata la composizione direttamente su un altro pianeta. Il rover
Curiosity è ben equipaggiato per tale analisi; è dotato di un laser per vaporizzare
la superficie delle rocce e di un sistema di spettroscopia, la Chemcam, per regi-
strare ed analizzare la radiazione emessa in tale processo (spettroscopia di e-
missione di plasma indotto da laser). Tramite un telescopio, la Chemcam focaliz-
za il suo impulso laser su un’area delle dimensioni di una capocchia di spillo.
L’energia del fascio laser vaporizza una piccola quantità di roccia; il plasma risul-
tante dalla vaporizzazione viene fotografato dall’obbiettivo a bordo del rover che
invia la luce attraverso una fibra ottica ad uno spettrometro situato nel corpo del
rover. I dati registrati dallo spettrometro vengono inviati a Terra per permettere di
determinare la composizione elementare del materiale vaporizzato. La Chemcam
ha anche una fotocamera ad alta risoluzione che fornisce immagini ravvicinate
dell’area analizzata (nella Figura 3 vediamo che cosa ha registrato questa fotoca-
mera nel caso della Egg Rock).

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Figura 3: Ecco l’immagine della Chemcam (Cortesia: NASA).

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Figura 4: La Egg Rock true-color dopo l’analisi (Cortesia: NASA):

Il laser, il telescopio e la macchina fotografica sono stati forniti alla NASA dall’agenzia
spaziale francese CNES; gli spettrometri e l’elettronica necessaria sono stati costruiti
al Los Alamos National Laboratory. I ricercatori sono ancora al momento impegnati ad
analizzare i dati della Egg Rock raccolti dalla Chemcam. Si sono già individuati ferro,
nichel e fosforo, ma ora bisogna determinare le concentrazioni precise di questi ele-
menti. Intanto, Curiosity ci ha mandato un’ultima immagine della Egg Rock true-color,
con, molto evidenti, i punti colpiti dal laser (Figura 4).

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