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WN, 229-230-231 ATENE 2 ROMA BULLETTINO DELLA SOCIETA ITALIANA PER LA DIFFUSIONE E L’INCORAGGIAMENTO DEGLI STUDI CLASSICI ‘Sede centrale: FIRENZE, Piazza S, Marco, 2 | Abbomamento annnite. . b. 8—| Amministrazione Tn fascicolo separate ria | Viale Principe Eugenio 29, Firenze: Direzione del Bullettino Firenze — 2, Piazza $. Marco PER L’“ ATENE E ROMA” (1898 - 1918) Tl nostro Bullettine © la nostra Societd sono entrati nel yentu- nesimo anno, La data della «maggiore eta > potrebbe essere occa- sione adatta a un po’ di bilancio; ma, daltra parte, Vora che attra- Yersiamo non parrd a nessuno opportuna per questo. La Societd ha perduto, per morte o in questi ultimi tempi per morosit’, non pochi soci; il suo bilancio ridotto ha costretto a ridurre questo Bullettino, che aveya piuttosto bisogno d’essere rinsanguato e ampliato; ulteriori riduzioni saranno forse auvora uecessurie: basta un’ occhiata alle tariffe tipografiche, al prezzo della carta. Pure, non vogliamo xi. pararei dietro le difficolta dell’ ora, Siamo i primi a riconoscere che in vent? anni la Societ& Italiana per gli studi classici poteva far di pill, poteva far meglio; ma insieme possiamo affermare che non abbiamo mai perduto di vista i fini pei quali essa nacque. Il nostro primo seopo era Ia diffusione di questi studi, B pereid il nostro pit intenso sforzo fa rivolto, quando la Societ si costitui, a proeurare che i soci non fossero gia professori o classicisti di professione, ma uomini amanti della cultura © persuasi che il classicismo greco-latino & vital nutrimento della pit varia cultura. Pit volte in quelle lontane adunanze il prof. Vitelli ci propose, 6 tutti consentivamo, ! esempio dell’ Inghilterra, dove le So- cieté per gli studi dell’ antichita non cercano mezzi e aderenti tra gli specialisti e i professori, ma pinttosto nel gran pubblico degli uomini politici, di toga e @’arme, dei commercianti, degli armatori di navi, dei «coloniali »; @ all’ aiuto diretto dato agli studi classici col pro Atene e Roma, + 2 B. Pistellé muovere ricerche di papiri, scavi archeologici @’ ogni genere, pubblt cazioni scientifiche, cio’ all’ « incoraggiamento », uniscono sempre, nelle forme pitt svariate e con Ja cooperarione di editori intelligenti, opera attiva per la < diffusione ». 17 esempio ert bello, ma quando si venne al fatto non riuseimmo che in piccola parte. La Societa fa costituita in maggioranza da professori e nel Consiglio Direttivo han seduto sempre, con poche e fugaci eccezioni, dei professori. B non per colpa nostra che, tipeto, abbiamo sempre procurato e voluto che non fosse cos. Che sia cosi @ un male; ma un male ormat tanto inveterulu, che ci vorranno a guarirlo molti anni ¢ molto lavoro. La cultura *) italiana ® quasi eselusivamente <« professorale ». Dei professori usa dir male; ma il’fatto @ che in Italia perfino i pooti, cost i veri e grandi come pur troppo anche i medioeri, finiscono professori. Kd essendo tale, 2 naturalmente una cultura in molte parti intensa, ma in tutte poco diffusa. Questo nostro Bulledtino ha necessa- riamente urtato nelle difficolta prodotte da questo stato di fatto. Se non & riuscito a superarle che in modeste proporzioni, pud darne la colpa a chi V ha diretto © redatto soltanto chi non ha provato, o fa con dubbia buona fede Ja eritica per la critica. ae In un recente volume, L/ edueazione nazionale *), il professore Giuseppe Fracearoli ha onorato la nostra Societ? di due pagine che ion possiamo laseiar passate senza risposta. Dgli comincia cosh: «0 & a Firenze una Soviet’ “Atene e Roma? per la diffusione degli studi classici », Beomincia male, B una « Societd Ttaliana per la @iffasione eT incoraggiamento degli studi classici ». Sopprimere Y incoraggiamento (mentre 0 statuto e il titolo parlano chiaro) & soltanto un’ astuzia polemica per poi affermare, come vedremo, che la Societd ha fatto male quel che doveva, per fare — egualmente male, del resto — quel che non doveva. Il prof. Fraccaroli « ne eva socio da principio »; ma xe ne ritird « persuaso che chi ne te- 1) Ta parola eultura ogg ssioceamente % di moda soriverla col h per vitn- porarla, Dovrommo inveco rivendicarls, come parola tutte nostra fin da quando Cicerone Orario In consacrarono nel pit puro sonso eivile e umano. 2) Bologna, Zonichelli ed,, 1918. Della nostra Societa vi si parla di proposito fa pp. 180-82. Debbo dichiarare che rispondo al prof, Fracearoli per incarico faynto dal Consiglio Direttivo; ma s’intende che della risposta assumo volentieri ‘tutta 1a responsabilita. non il pensiero, ma la filologia ‘transizione: « M’ingannerd e vorrei ente detta « bene intenzionata »; uecio retorico per dare rilievo al- fatti la critica continua, condita di on P affermare che il classicismo nostiro « ve- n qui, ® un Iuogo ormai cosi comune e un cost fonder le idee"), che potremmo passar oltre. «