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audiovalvole.

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Tecniche di Riattivazione e ripristino delle valvole termoioniche
Mauro Patrignani
14-18 minuti

Una delle principali cause di deterioramento delle valvole termoioniche � dovuta


alla riduzione del numero di elettroni emessi dal catodo, detta anche esaurimento
del catodo. In qualche caso � possibile porre rimedio con la procedura descritta di
seguito, tratta da un articolo apparso su "La Radio per Tutti" del 1936 a firma
dell'Ing. Argia dal titolo "La riattivazione delle valvole termoioniche". Da allora
le valvole sono pressoch� rimaste le stesse. Noi abbiamo riadattato l'articolo
impiegando tecnologie e strumenti pi� attuali. Abbiamo anche rifatto i disegni,
quelli originali erano difficilmente leggibili, mantenendone tuttavia lo stile. Per
quanto ci siamo dati da fare non abbiamo trovato altri testi che descrivono
tecniche analoghe ne in italiano ne in qualsiasi altra lingua, questo � indicativo
del fatto che queste pratiche non davano risultati prevedibili ed erano in qualche
modo deprecate in favore, ovviamente, della sostituzione della valvola in oggetto
con una nuova, non essendoci garanzie ne statistiche sulla durata di una valvola
riattivata. In ogni caso, per completezza abbiamo deciso di documentare anche
questa pratica, trattata se non altro come curiosit�.
La Radio per Tutti - Tratto dal testo originale

- Inizio dell'articolo originale apparso su "La Radio per Tutti" del 1936 a firma
dell'Ing. Argia dal titolo "La riattivazione delle valvole termoioniche".

La riattivazione delle valvole termoioniche non ha presso i dilettanti quella


considerazione che l'importanza... economica del soggetto, sembra mostrare a prima
vista.
Eppure in tempo di crisi recuperare qualche centinaio di lire non � argomento
disprezzabile;
Vero � che molti hanno provato e non ne hanno cavato granch� o nulla, e non hanno
insistito oltre.
In effetti � bene dirlo per tempo, il risultato della riattivazione � un po' sul
grembo di Giove; pu� riuscire non pu� riuscire.
Per� dato che il riattivatore pu� essere costruito con mezzi di fortuna e nel caso
montato in poco tempo val la pena allorch� si possiede una valvola esaurita di
tentarne la resurrezione.
Le costanti di una valvola sono: l'emissione elettronica, l'impedenza di placca il
fattore di amplificazione e la conduttanza mutua che dipendono dalla condizione del
filamento.
Ora se strutturalmente gli elementi della valvola sono inalterati e questa non
risulta pi� efficiente, significa che il filamento non emette pi� il numero
necessario di elettroni; e ci� in dipendenza di una modificazione superficiale del
filamento.
Il filamento nella sua struttura superficiale pu� per� essere ripristinato e la
valvola riprende intera la sua efficienza.
Il trattamento � leggermente diverso secondo si tratta di una valvola a corrente
continua o alternata ma in definitiva si riduce ad assoggettare il catodo
all'emissione forzata di elettroni e ci� con un breve e forte riscaldamento del
filamento , e nel caso di valvole a corrente alternata con una appropriata tensione
di griglia e di placca.
Con tale operazione viene rivestito il filamento di un ossido atto ad emettere gli
elettroni che con il lungo uso della valvola si era distrutto.
Il dispositivo che abbiamo usato e che descriveremo in questo articolo ha, come
dicevamo, il vantaggio di essere di pochissimo costo.
Ci� che necessita � un trasformatore di corrente di un usuale apparecchio radio
(preferibilmente di quello per valvole europee). Cinque zoccoli di cui due con
attacco americano e tre ad attacco europeo, di cui per i primi, uno a corrente
continua e l'altro a corrente alternata e per gli europei due a corrente alternata
ed uno a corrente continua. Una basetta di ebanite un po' spessa di circa 20 x 30
cm.
Questo materiale � sufficiente con l'aggiunta di qualche vite o serrafilo di
costituire un rigeneratore universale.
Sulla basetta di ebanite si disporranno i cinque zoccoli in qualsiasi disposizione
(fig.2) tenendo presente che gli zoccoli contrassegnati ABCDE servono
rispettivamente per i seguenti tipi di valvole: A, valvole americane raddrizzatrici
e per corrente continua; B, valvole americane per alternata e schermata; C, valvole
europee raddrizzatrici e per corrente continua; D, valvole europee per corrente
alternata e schermata; E, valvole europee per corrente alternata.
Sulla basetta si predisporranno due manette di contatto di cui una in
corrispondenza di 3 plots e una in corrispondenza di 7 plots.
Un interruttore I � inserito nel primario del trasformatore, che comporta
eventualmente una valvoletta V (utile ma non necessaria).

Due serrafili 1 e 2 servono per l'inserzione di un milliamperometro, ed in mancanza


vengono congiunti in corto circuito.
Bisogna inoltre stabilire due contatti che regolarmente dovrebbero essere di tipo a
pulsante ma siccome intervengono delle difficolt� principalmente per effetto della
scintilla che si forma nell'apertura del circuito sotto tensioni elevate,
l'interruttore progettato e del tipo a mercurio.
Come si vede dalla fig. 2 sulla basetta di ebanite (a) � sovrapposto un blocchetto
di fibra o ebanite (b) provvisto di un pozzetto (c). Il blocchetto di ebanite �
collegato alla piastra di base mediante una vite (d) che costituisce nello stesso

Riattivatore valvole termoioniche

tempo il conduttore fra il mercurio che viene messo nella vaschetta (c) e il
rimanente del circuito.
Due aghi di acciaio che passano dentro due manici isolanti costituiscono i contatti
di tali interruttori. Ogni volta che viene immersa la punta del mercurio si
stabilisce il circuito, interrompendosi nel caso contrario.
E' preferibile colorare l'orlo del pozzetto (p) corrispondente alla placca di color
rosso colorando egualmente di rosso il manico isolante del relativo ago (p). Il
circuito � completato secondo lo schema teorico della fig. 1, e secondo lo schema
costruttivo della fig.2. La resistenza (r) necessaria per ottenere la tensione di
accensione di 2,5 volt ha il valore di circa 1 ohm. La sezione del filo deve essere
sufficiente a sopportare la corrente di 1,5 amp�re.
Stabilito il riattivatore, il funzionamento risulta abbastanza

semplice almeno teoricamente. In pratica la cosa pu� assumere una fisonomia diversa
giacch� solamente dopo una certa esperienza si riesce alla riattivazione della
quasi totalit� delle valvole. Nei primi tempi non bisogna fare affidamento che solo
sulla riattivazione del 50% delle valvole che vengono sottoposte a tale
trattamento.
L'alta tensione applicata alla griglia e alla placca deve essere inviata ad impulsi
e bisogna regolarsi

Riattivatore valvole termoioniche schema di cablaggio

a che il voltaggio non sia cos� elevato da rendere incandescente il filamento ed il


tempo a cui la valvola deve essere sottoposta deve essere inferiore a quello per
cui la placca della valvola diventa rossa.
Una buona regola � quella di sottoporre la placca ad una tensione di almeno una
volta e mezzo quella normale e se la rigenerazione non si � raggiunta portarla sono
a due volte e mezzo il normale.
La tensione di accensione per le valvole a correnti alternate, si terr� quella
propria della valvola, salvo a raddoppiarla in seguito.

L'operazione della rigenerazione deve essere fatta in luogo oscuro, oppure


debolmente illuminato, in tal modo si possono seguire le colorazioni che assuma la
placca giacch� facendo l'occhio al colore giusto, si riesce a poter rigenerare la
quasi totalit� delle valvole.
Bisogna tenere conto che la colorazione non � sempre identica ma pu� essere di
diverso tipo, ci� per effetto di diverso vuoto delle valvole, ci� che impedisce di
dettare una norma precisa, questa essendo data solamente dall'esperienza.
Comunque partendo da potenziali applicati alle placche non eccessivi e controllando
il miglioramento della valvola mediante un comunissimo circuito atto a misurare
l'emissione, si riesce senza eccessivo spreco... di materia prima, a esercitare
perfettamente l'occhio.
La rigenerazione delle valvole a corrente continua viene eseguita col sottoporre il
filamento ad una tensione doppia di quella normale per un tempo che va da mezzo
minuto a tre minuti. Senza fare agire alcuna tensione di placca di griglia.
Molte volte questa semplice operazione � sufficiente anche per le valvole a
corrente alternata, quindi essa deve provarsi prima di ogni altro esperimento.
Supponiamo ad esempio che si tratti di una valvola 224; essa viene sottoposta ad
una tensione di accensione di 5 volta per mezzo minuto, indi viene provata
l'emissione (che naturalmente viene anche misurata in precedenza per assicurarsi
dello stato di inefficienza della valvola), se la valvola non ha raggiunto la
voluta efficienza si sottopone all'accensione a 5 volta per un minuto, poi per un
minuto e mezzo, poi per due, sino a tre minuti, provando ogni volta il risultato.
Se con questo trattamento la valvola non risulta efficiente, si ripone la valvola
sul riattivatore e mantenendo l'accensione del filamento a quello prescritto per il
tipo di valvola (2,5 nel nostro esempio) si mandano due o tre impulsi alla placca
con lo stile (G) nel relativo pozzetto. Indi si mandano due o tre impulsi alla
placca con lo stile (B) immerso nel pozzetto (B). Con questa operazione la placca
incomincia a colorarsi ed allorch� la colorazione ha raggiunto il punto necessario,
si inviano due o tre impulsi di corrente contemporaneamente sulla placca e sulla
griglia. Se con questo trattamento la valvola ancora non funziona regolarmente si
raddoppia l'accensione del filamento e si ripetono le operazioni di cui sopra.
Se non si riesce a riattivare la valvola si porta la tensione di placca da 250 a
500 volta ripetendo tutte le operazioni. Se neanche questa volta la valvola si �
riattivata ogni ulteriore tentativo � inutile.
Bisogna avvertire che in alcuni tipi di valvole la riattivazione � facilissima in
altre molto difficile, in alcune assolutamente impossibile. Alcune esperienze
compiute su valvole esaurite ci hanno dato i seguenti risultati:

Numero delle prove

Tipo di valvola

Riattivate

Prima della prova

Dopo della prova

2
80

22-25

50

71-A

15

22

24

3-5

5-10

Ing. Argia.

- Fine dell'articolo originale apparso su "La Radio per Tutti" del 1936 a firma
dell'Ing. Argia dal titolo "La riattivazione delle valvole termoioniche"

Riassumendo:

Tipologia

Valvole con catodo in continua (riscaldamento diretto)

Valvole con catodo in alternata (riscaldamento indiretto)

1a Fase

Dare al filamento una tensione doppia rispetto a quella nominale per un tempo che
va da 30Sec a 3Min. aumentando a step di 30Sec nel caso non si sortisca nessun
effetto

Dare al filamento una tensione doppia rispetto a quella nominale per un tempo che
va da 30Sec a 3Min. aumentando a step di 30Sec nel caso non si sortisca nessun
effetto

2a Fase

Si alimenta l'anodo con due o tre impulsi sino a che non raggiunge una colorazione
rosso cupo (con una tensione di filamento normale)

3a Fase

Si mandano simultaneamente due o tre impulsi all'anodo e alla griglia (con una
tensione di filamento normale)

4a Fase

Si raddoppia la tensione di filamento e si ripetono le fasi 2 e 3.

5a Fase

Si raddoppia la tensione anodica (da 250 a 500 Volt) e si ripetono le fasi 2 e 3.


(con tensione di filamento normale)

6a Fase

Si raddoppia la tensione anodica (da 250 a 500 Volt) e si raddoppia la tesione di


filamento e si ripetono le fasi 2 e 3.

Vista la sovrapposizione della fase 1 su tutte le valvole, noi per standardizzare


il processo consigliamo di eseguere sempre e solo la metodica relativa alle valvole
a riscaldamento indiretto, avendo cura di misurarle (emissione) sia all'inizio sia
fra un trattamento e l'altro.
Rivisitazione in chiave "moderna" dell'articolo precedente

Il precedente articolo � stato scritto in modo impeccabile nell'italiano


dell'epoca, nel frattempo � cambiata la tecnologia disponibile e anche lo stile di
esposizione. Cercheremo di seguito anche di dare una spiegazione del presunto
funzionamento (non abbiamo ancora provato) di quanto sopra descritto.

Premesse per la miglior comprensione di quanto scritto sopra:

Esistono due tipi di catodo (principalmente), quelli toriati (rivestiti di


torio) e quelli rivestiti di ossidi.

Nell'articolo precedente vengono descritte due tecniche, quella relativa alle


valvole con filamento in alternata e quelle con il filamento in continua. In genere
per valvole con filamento in continua si intendono quelle a riscaldamento diretto
in cui il filamento e il catodo sono la stessa cosa mentre per valvole con
filamento in alternata si intendono quelle a riscaldamento indiretto in cui il
filamento e il catodo sono elettricamente isolati.
Gli effetti del suriscaldamento del catodo mediante sovralimentazione dello
stesso sono, nel caso dei catodi di tungsteno toriato, quello di facilitare
l'espulsione del torio che migra sulla superficie del catodo stesso andando a
ricostituire lo strato che emette elettroni. Questa potrebbe essere una
giustificazione a questa tecnica.

Nel caso di catodo ricoperto di ossidi ha senso anche dare una surriscaldata
all'anodo e alle griglie, in questo modo si provoca la fuoriuscita di gas da questi
elettrodi che ricombinandosi (nel caso dell'ossigeno) con il metallo del catodo
potrebbe ricostituire lo strato di ossidi che emettono elettroni.

Il suriscaldamento dell'anodo provoca una maggior attivit� del getter che


elimina i gas residui dall'interno della valvola.