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La circolare di aggiornamento del mese di dicembre 2018

NEWS FISCALI DEL MESE DI DICEMBRE/ 2018

Indice di questo numero:

SCADENZARIO FISCALE ....................................................................................... 2


NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE .............................................................. 5
1. Acconto Iva ......................................................................................................... 5
2. Interventi di recupero edilizio volti al risparmio energetico – Comunicazioni
all’Enea – Modalità e termini ....................................................................................... 8
3. Omaggi ai clienti, dipendenti e collaboratori in occasione delle Festività ............... 12
RISPOSTE AI QUESITI .......................................................................................... 14
C’e’ ancora qualche possibilità di proroga in corso per la fatturazione elettronica? In caso di errore,
quali sono le sanzioni? Chi garantisce sulla sicurezza? .................................................................. 14

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La circolare di aggiornamento del mese di dicembre 2018

SCADENZARIO FISCALE
VERSAMENTO MENSILE – IVA
Liquidazione e versamento dell’IVA relativa al mese precedente.
Versamento telematico
RITENUTE SUI REDDITI DI LAVORO AUTONOMO, DIPENDENTE E SU
17 dicembre 2018
PROVVIGIONI

Il versamento riguarda le ritenute sugli importi corrisposti il mese


precedente. Versamento telematico
VERSAMENTO – SALDO IMU E TASI 2018
Il versamento è relativo all’Imu e Tasi della seconda ed ultima rata
dell’imposta dovuta per l’anno in corso, da parte dei proprietari di
immobili e altri determinati soggetti passivi. Entro il termine in esame è
possibile effettuare il conguaglio dell’imposta dovuta per tutto l’anno
sulla base delle aliquote e detrazioni relative al 2018.
IMPOSTA SOSTITUTIVA RIVALUTAZIONI TFR
I datori di lavoro sostituti d’imposta devono versare l’acconto
dell’imposta sostitutiva del 17% in relazione alle rivalutazioni del TFR
che maturano nel 2018.
L’acconto è commisurato:
 al 90% delle rivalutazioni maturate nel 2017;
 oppure, in alternativa, al 90% di quelle che maturano nel 2018.
È possibile utilizzare in compensazione della suddetta imposta
sostitutiva il credito derivante dal versamento negli anni 1997 e/o 1998
dell’anticipo della tassazione del TFR. Il saldo dovrà essere versato
entro il 18.2.2019.

AUTOCERTIFICAZIONE PER L’ESCLUSIONE DAL


CANONE RAI PER L’ANNO 2019
20 dicembre 2018 Le persone fisiche titolari di utenze per la fornitura di energia elettrica
per uso domestico residenziale devono presentare un’apposita
autocertificazione, al fine di essere escluse dal pagamento del canone
RAI in bolletta per l’anno 2019, in caso di:
-non detenzione di un apparecchio televisivo da parte di alcun
componente della famiglia anagrafica, in alcuna delle abitazioni
per le quali il dichiarante è titolare di utenza di fornitura di ener-
gia elettrica;
-non detenzione, da parte di alcun componente della famiglia
anagrafica in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è
titolare di utenza di fornitura di energia elettrica, di un apparec-
chio televisivo ulteriore rispetto a quello per cui è stata presentata
una denunzia di cessazione dell’abbonamento radio-televisivo per
“suggellamento”.

L’autocertificazione va presentata:

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-compilando l’apposito modello approvato dall’Agenzia delle Entrate;


-mediante spedizione in plico raccomandato senza busta, all’Agenzia
delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. - Sportello abbonamenti
TV - Casella Postale 22, 10121, Torino.

L’autocertificazione può inoltre essere presentata:


-mediante trasmissione in via telematica, direttamente o tramite un
intermediario abilitato, o mediante posta elettronica certificata
(PEC);
-entro il 31.12.2018.
La presentazione dell’autocertificazione relativa al 2019, sia mediante il
servizio postale che in via telematica, può avvenire entro il 31.1.2019,
ma potrebbe comportare la richiesta di rimborso dell’addebito in
bolletta della prima rata del canone.

INTRASTAT
I soggetti che hanno effettuato operazioni intracomunitarie
presentano all’Agenzia delle Entrate i modelli
INTRASTAT:
relativi al mese di novembre 2018, in via obbligatoria
o facoltativa;
mediante trasmissione telematica.
I soggetti che, nel mese di novembre 2018, hanno
superato la soglia per la presentazione trimestrale dei
modelli INTRASTAT presentano:
i modelli relativi ai mesi di ottobre e novembre
27 dicembre 2018 2018, appositamente contrassegnati, in via obbligatoria
o facoltativa;
mediante trasmissione telematica.
Con il provv. Agenzia delle Entrate 25.9.2017 n.
194409 sono state previste semplificazioni per la presentazione
dei modelli INTRASTAT, a partire dagli
elenchi relativi al 2018.
VERSAMENTO – ACCONTO IVA 2018
I soggetti titolari di partita IVA, sia mensili che trimestrali, devono
versare l’acconto IVA relativo al 2018 in base a uno dei tre metodi:
storico, analitico o previsionale.

ESTINZIONE LIBRETTI AL PORTATORE

31 dicembre 2018 I possessori di libretti di deposito bancari o postali al portatore devono


provvedere alla loro estinzione.
La violazione di tale prescrizione è punita con la sanzione
amministrativa da 250,00 a 500,00 euro.

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CESSIONE DETRAZIONE PER INTERVENTI ANTISISMICI O DI


31 dicembre 2018 RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

I soggetti che hanno diritto alla detrazione IRPEF/IRES per interventi


antisismici o di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni
condominiali e che nel 2018 hanno ceduto a terzi il credito
corrispondente alla detrazione spettante, devono comunicare
all’amministratore del condominio i dati relativi alla cessione del
credito, se non sono già stati indicati nella delibera assembleare che
approva gli interventi

OPZIONE PER IL REGIME DEL RISPARMIO AMMINISTRATO O


GESTITO
Le persone fisiche e gli altri contribuenti soggetti al ‘capital gain’
possono esercitare o revocare l’opzione:
-per il regime del “risparmio amministrato” o del “risparmio gestito”;
-in relazione ai rapporti di custodia e amministrazione titoli presso
intermediari abilitati.
L’opzione o la revoca ha effetto dall’anno 2019.

31 dicembre 2018 REGOLARIZZAZIONE SECONDO O UNICO ACCONTO 2018


I soggetti che hanno omesso o effettuato in maniera insufficiente o
tardiva i versamenti del secondo o unico acconto delle imposte dovute
per l’anno 2018, la cui scadenza del termine era il 30.11.2018, possono
regolarizzare le violazioni applicando la sanzione ridotta dell’1,5%, oltre
agli interessi legali.
31 dicembre 2018 REGISTRAZIONE CONTRATTI DI LOCAZIONE

Le parti contraenti devono provvedere: - alla registrazione dei nuovi


contratti di locazione di immobili con decorrenza inizio mese e al
pagamento della relativa imposta di registro, ove dovuta; al versamento
dell’imposta di registro, ove dovuta, anche per i rinnovi e le annualità
relative a contratti già in vigore con decorrenza inizio mese di dicembre.
Per la registrazione è necessario utilizzare il ‘modello RLI’.
Per il versamento dei relativi tributi è stato istituito il modello F24
Elide.

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NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE

1. Acconto Iva
Il 27 dicembre è il termine ultimo per versare l’acconto IVA dovuto in relazione alle liquidazioni
periodiche di chiusura, ossia alle liquidazioni riguardanti l'ultimo mese o l'ultimo trimestre dell'anno.
Chi deve versare l’acconto e chi è esonerato

Sono obbligati al versamento dell'acconto tutti i contribuenti mensili e quelli trimestrali sottoposti agli
obblighi di liquidazione e di versamento previsti dalla disciplina Iva.
Sono esonerati dal versamento dell’acconto i soggetti che non dispongono di uno dei due dati (quello
“storico” o quello “previsionale”), su cui sostanzialmente si basa il calcolo.
Ad esempio, relativamente all’acconto Iva 2018, è il caso dei soggetti che si trovano in una di queste
situazioni:

 inizio dell’attività nel corso del 2018;


 versamento di un acconto inferiore a 103,29 euro;
 cessazione dell’attività nel corso del 2018:
o prima dell’1.12.2018, se contribuenti mensili;
o prima del 1.10.2018, se contribuenti trimestrali;
 i soggetti che hanno cessato l'attività, anche per decesso, entro il 30 novembre se mensili o
entro il 30 settembre se trimestrali oppure hanno iniziato l'attività nel corso dell’anno 2018;
 i contribuenti che hanno chiuso il periodo d’imposta precedente con un credito di imposta
(risultante anche dalla liquidazione Iva periodica), a prescindere dal fatto che abbiano presentato
una richiesta per il rimborso o la compensazione della stessa;
 i contribuenti che applicano il regime forfetario e quelli che applicano il “vecchio” regime dei
minimi;
 quei contribuenti che prevedono che l’anno 2018 chiuda con un’eccedenza detraibile di imposta
sul valore aggiunto, a prescindere dal fatto che nell’anno precedente l’ultimo mese o l’ultimo
trimestre fosse chiuso a debito;
 i contribuenti mensili che abbiano rilevato un credito nella liquidazione IVA mensile di
dicembre 2017;
 i contribuenti trimestrali per scelta che abbiano rilevato un credito nella liquidazione IVA
trimestrale del periodo ottobre - dicembre 2017.

Come si calcola l’acconto IVA


L’acconto IVA può essere calcolato scegliendo, in base alla convenienza, tra tre diversi metodi di
calcolo. In particolare, è possibile adottare uno dei seguenti metodi:

1) storico;

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2) previsionale;

3) analitico.

Metodo storico
Applicando il metodo storico, l’acconto Iva è pari all'88% del versamento effettuato, o che avrebbe
dovuto essere effettuato, per il mese o trimestre dell'anno precedente.
Il versamento preso a base del calcolo deve essere, ovviamente, al lordo dell’acconto dovuto per l’anno
precedente.
Semplificando, relativamente all’anno 2018, la base di calcolo, su cui applicare l’88%, è pari al debito
d’imposta risultante:

1. dalla liquidazione periodica relativa al mese di dicembre 2017, per i contribuenti mensili;
2. dalla dichiarazione annuale Iva 2018, per i contribuenti trimestrali ordinari.
3. dalla liquidazione periodica del quarto trimestre 2017, per i contribuenti trimestrali “speciali”.

Metodo previsionale
Con il metodo previsionale l’acconto viene calcolato sulla base di una stima delle operazioni che si
ritiene di effettuare sino al 31 dicembre.
In altre parole, con l’utilizzo di tale metodo, per l’anno 2018, l’acconto è pari all’88% dell’Iva che si
prevede di dover versare:

1. per il mese di dicembre 2018, se si tratta di contribuenti mensili;


2. in sede di dichiarazione annuale Iva 2018, se si tratta di contribuenti trimestrali ordinari;
3. per il quarto trimestre 2018, per i contribuenti trimestrali.
Per rendere omogenei il dato storico con quello previsionale, occorre considerare il dato previsionale al
netto dell'eventuale eccedenza detraibile riportata dal mese o dal trimestre precedente.

Metodo analitico
Il calcolo con il metodo analitico si basa sulle operazioni effettuate sino al 20 dicembre. In particolare,
l’acconto è pari al 100% dell’importo risultante da un’apposita liquidazione che tiene conto dell’Iva
relativa alle seguenti operazioni:

1. operazioni annotate nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) dal 1° dicembre al 20
dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di
contribuenti trimestrali);

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2. operazioni effettuate, ma non ancora registrate o fatturate, dal 1° novembre al 20 dicembre (se
si tratta di contribuenti mensili) o fino al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali);
3. operazioni annotate nel registro delle fatture degli acquisti dal 1° dicembre al 20 dicembre (se si
tratta di contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti
trimestrali).

Come si versa l’acconto


Il versamento dell’acconto deve essere effettuato utilizzando il modello F24, in modalità esclusivamente
telematica.
E’ possibile compensare, liberamente, l’importo dovuto a titolo d’acconto con eventuali crediti di
imposte o contributi di cui il contribuente abbia la disponibilità.
A differenza di quanto previsto per le liquidazioni periodiche, i contribuenti trimestrali ordinari non
devono applicare la maggiorazione degli interessi dell’1%.
L’acconto versato deve essere, inoltre, scomputato dall’Iva da versare per il mese di dicembre (per i
contribuenti mensili), in sede di dichiarazione annuale Iva (per i contribuenti trimestrali) o da quanto
dovuto per la liquidazione del 4° trimestre (per i contribuenti trimestrali speciali).

Codici tributo
I codici tributo da utilizzare nell’F24 per il versamento dell’acconto Iva sono i seguenti:

6013 per i contribuenti mensili;


6035 per quelli trimestrali.

Casi particolari

Variazione del regime dei versamenti


In caso di modifica delle scadenze di liquidazione tra un anno e l’altro, ai fini del calcolo del dato
storico, valgono le seguenti regole:

1. passaggio da regime mensile a regime trimestrale: occorre calcolare l’acconto con riferimento
alle liquidazioni degli ultimi tre mesi dell’anno precedente;
2. passaggio da regime trimestrale a regime mensile: l’acconto deve essere calcolato su un terzo
dell’imposta versata per il quarto trimestre.
Soggetti con contabilità separate

I contribuenti che, ai sensi dell’articolo 36 del D.P.R. n. 633/1972, tengono la contabilità separata,
devono determinare distintamente l'importo riferibile a ogni attività svolta e, quindi, sono tenuti ad

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effettuare distinte liquidazioni dell'imposta.


Pertanto, l’acconto Iva deve essere calcolato sommando i dati relativi ad ogni attività compensando in
tal modo gli importi a debito con quelli a credito.

2. Interventi di recupero edilizio volti al risparmio energetico –


Comunicazioni all’Enea – Modalità e termini

1 Premessa
In relazione agli interventi di cui all’art. 16 del DL 63/2013 (recupero edilizio, interventi antisismici e
c.d. “bonus mobili”), il co. 2-bis, inserito dalla L. 205/2017 (legge di bilancio 2018), dispone che: “Al
fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della
realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di
detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica
all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati. L’ENEA elabora le informazioni pervenute e
trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero
dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito
delle rispettive competenze territoriali”.
Considerato che il fine del nuovo adempimento è quello di “effettuare il monitoraggio e la
valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi”, la
comunicazione all’ENEA deve essere inviata soltanto per gli interventi di recupero che sono anche
volti al risparmio energetico e non per tutti gli interventi di recupero di cui all’art. 16-bis del TUIR.

Con la guida ENEA 21.11.2018 sono state riepilogate le informazioni necessarie per la trasmissione
dei dati.

2 Decorrenza
La disposizione contenuta nel citato co. 2-bis dell’art. 16 del DL 63/2013 è entrata in vigore
l’1.1.2018 (data di entrata in vigore della suddetta L. 205/2017).
Di conseguenza, la nuova comunicazione all’ENEA deve essere trasmessa in relazione agli interventi
ultimati a decorrere dall’1.1.2018.

3 Sito ENEA operativo dal 21.11.2018


Dal 21.11.2018, l’ENEA ha messo online il sito attraverso il quale è possibile trasmettere i dati
relativi agli interventi di recupero edilizio (che permettono di fruire della detrazione IRPEF del 50% ai
sensi dell’art. 16-bis del TUIR) che determinano un risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili
di energia.
Si tratta di interventi diversi da quelli che consentono di beneficiare della detrazione IRPEF/IRES
del 65-50% ai sensi dei co. 347-349 dell’art. 1 della L. 296/2006 e successive integrazioni.

Il nuovo sito, disponibile all’indirizzo http://ristrutturazioni2018.enea.it, deve essere utilizzato per


trasmettere telematicamente all’ENEA i dati degli interventi ultimati nell’anno 2018.

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In relazione agli interventi ultimati negli anni successivi, il sito da utilizzare sarà oggetto di
aggiornamento da parte dell’ENEA.

4 Interventi che devono essere comunicati


La comunicazione all’ENEA deve essere trasmessa per tutti gli interventi contemplati dall’art. 16 del
DL 63/2013 dai quali deriva un risparmio energetico.

La comunicazione deve essere quindi inviata per:


 gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio per i quali è possibile beneficiare della
detrazione IRPEF di cui all’art. 16-bis del TUIR (art. 16 co. 1 del DL 63/2013);
 gli interventi antisismici relativi a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive ubicati
in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3) che, per le spese sostenute dall’1.1.2017 al
31.12.2021, consentono di beneficiare della detrazione IRPEF/IRES del 50%, fino ad un
ammontare massimo delle spese di 96.000,00 euro per unità immobiliare, da ripartire in cinque
quote annuali di pari importo (art. 16 co. 1-bis e 1-ter del DL 63/2013);
 gli interventi antisismici relativi a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive ubicati
in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3) che, per le spese sostenute dall’1.1.2017 al
31.12.2021, consentono di beneficiare delle detrazioni IRPEF/IRES “potenziate” del 70% o
dell’80%, a seconda che determinino il passaggio ad una classe di rischio inferiore o a due classi di
rischio inferiori (art. 16 co. 1-quater del DL 63/2013);
 gli interventi antisismici realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali ubicati in zone
sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3) che, per le spese sostenute dall’1.1.2017 al 31.12.2021,
consentono di beneficiare delle detrazioni IRPEF/IRES “potenziate” del 75% o dell’85%, a
seconda che determinino il passaggio ad una classe di rischio inferiore o a due classi di rischio
inferiori (art. 16 co. 1-quinquies del DL 63/2013);
 l’acquisto dell’unità immobiliare compresa in edifici interamente demoliti e ricostruiti dalle
imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare nelle zone a rischio sismico 1, che
consente di beneficiare delle detrazioni dall’imposta del 75% o dell’85%, a seconda che dagli
interventi il rischio sismico sia stato ridotto di una o di due classi (art. 16 co. 1-septies del DL
63/2013);
 l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ (A per i forni) che,
in quanto collegati ad interventi di recupero edilizio, consentono di beneficiare della detrazione
IRPEF del 50% (c.d. “bonus mobili”), nel limite massimo di spesa di 10.000,00 euro (per
l’acquisto di soli mobili la comunicazione all’ENEA non deve essere inviata).

Nello specifico, devono essere comunicati i dati indicati nella seguente tabella.
Serramenti comprensivi  riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi
di infissi delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno e i vani freddi
 riduzione della trasmittanza delle strutture opache verticali (pareti
esterne) ovvero che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai
vani freddi e dal terreno
Coibentazioni delle strutture  riduzione della trasmittanza delle strutture opache orizzontali e
opache inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno
e dai vani freddi
 riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti delimitanti gli
ambienti riscaldati con l’esterno, i vani freddi e il terreno
Installazione o sostituzione  installazione di collettori solari (solare termico) per produzione di
di impianti tecnologici acqua calda sanitaria e/o riscaldamento ambienti
 sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per

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riscaldamento ambienti (con o senza produzione di acqua calda


sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di
utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto
 sostituzione di generatori di calore con generatori di calore ad aria a
condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto
 pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale
adeguamento dell’impianto
 sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed
eventuale adeguamento dell’impianto
 microcogeneratori (Pe<50kWe)
 scaldacqua a pompa di calore
 generatori di calore a biomassa
 sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per
una pluralità di utenze
 installazione di sistemi di termoregolazione e building automation
 impianti fotovoltaici
 forni
 frigoriferi
Elettrodomestici (solo se collegati
 lavastoviglie
ad un intervento di recupero del
 piani cottura elettrici
patrimonio edilizio iniziato a
decorrere dall’1.1.2017 al fine di  lavasciuga
fruire del c.d. “bonus mobili”)  lavatrici
Tali elettrodomestici per beneficiare del c.d. “bonus mobili” devono
essere di classe non inferiore alla A+ (A per i forni).

5 Soggetti tenuti ad effettuare la comunicazione


La comunicazione all’ENEA deve essere trasmessa dal contribuente che intende avvalersi della
detrazione fiscale.
In alternativa, la comunicazione può essere trasmessa in qualità di intermediario (tecnico,
amministratore, ecc., che compila la dichiarazione per conto di un cliente, di un assistito, di un
condominio o di una società).

6 Modalità di trasmissione
Analogamente a quanto previsto per le detrazioni derivanti dagli interventi di riqualificazione
energetica degli edifici, la trasmissione dei dati all’ENEA deve avvenire:
 entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
 di regola, in via telematica, attraverso il sito internet www.acs.enea.it (in alcuni casi, in relazione
ad interventi di riqualificazione energetica particolarmente complessi, è possibile, in
subordine, trasmettere la comunicazione a mezzo di raccomandata), ai sensi dell’art. 4 del
DM 19.2.2007.

Per trasmettere i dati occorre accedere al sito https://ristrutturazioni2018.enea.it/index.asp ed


autenticarsi inserendo il proprio indirizzo email e la password.
Coloro che non sono ancora registrati lo possono fare specificando, anzitutto, se ci si registra in
qualità di:
-beneficiario (utente finale che ha pagato l’intervento e che beneficerà della detrazione);
-intermediario (tecnico, amministratore, ecc., che compila la dichiarazione per conto di un cliente, di
un assistito, di un condominio o di una società).

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Dopo essersi autenticati, si potrà procedere con la compilazione della comunicazione seguendo i
seguenti passaggi:
 compilazione dei dati anagrafici del beneficiario della detrazione fiscale;
 compilazione dei dati dell’immobile;
 descrizione dell’intervento;
 verifica;
 invia e stampa.

L’avveduta trasmissione della comunicazione è completata con la stampa dell’intero modello su cui
sono indicati la data di trasmissione e un codice identificativo dell’avvenuta trasmissione.

7 Termine di invio della comunicazione all’ENEA


Per gli interventi che si sono conclusi dall’1.1.2018 al 21.11.2018 (compreso), la comunicazione
all’ENEA deve essere effettuata entro il 19.2.2019.
Per gli interventi conclusi dal 22.11.2018, l’invio deve avvenire entro 90 giorni dalla data di
ultimazione dei lavori o del collaudo.

Data ultimazione degli interventi Termine invio comunicazione all’ENEA


Dall’1.1.2018 al 21.11.2018 19.2.2019

Dal 22.11.2018 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori

Con riferimento agli interventi di riqualificazione energetica, si ricorda che la ris. Agenzia delle
Entrate 11.9.2007 n. 244 (risposta al quesito n. 3) ha precisato che i 90 giorni entro cui procedere
all’invio della documentazione all’ENEA decorrono dalla data del c.d. “collaudo” dei lavori, a nulla
rilevando il momento (o i momenti) di effettuazione dei pagamenti (in tal senso la guida Agenzia delle
Entrate ottobre 2018).
La circ. Agenzia delle Entrate 23.4.2010 n. 21 (§ 3.1) ha poi chiarito che, qualora il collaudo non sia
necessario in considerazione del tipo d’intervento svolto (es. sostituzione di finestre comprensive di
infissi), la data di fine lavori può essere comprovata dalla documentazione emessa dal soggetto che ha
eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda informativa).
Non è ritenuta valida, a tal fine, una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione.

8 Profili sanzionatori
Il co. 2-bis dell’art. 16 del DL 63/2013 non stabilisce quali siano le sanzioni applicabili in caso di
omessa presentazione della comunicazione all’ENEA.
Potrebbero, tuttavia, profilarsi due ipotesi:
 sono applicabili le disposizioni previste per la detrazione per gli interventi di riqualificazione
energetica, stante il testo normativo secondo cui il nuovo adempimento avviene “in analogia
a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli
edifici”. Di conseguenza, l’omessa trasmissione della comunicazione all’ENEA sarebbe una
causa di decadenza dal diritto di beneficiare dell’agevolazione, sanabile mediante l’istituto
della c.d. “remissione in bonis” di cui all’art. 2 co. 1 del DL 16/2012;

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 è applicabile la sanzione amministrativa di cui all’art. 11 co. 1 del DLgs. 18.12.97 n. 471, prevista
per l’omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria, che può variare da
250,00 a 2.000,00 euro.

3. Omaggi ai clienti, dipendenti e collaboratori in occasione delle Festività

La concessione di omaggi da parte degli esercenti arti e professioni rappresenta un fatto usuale, in
special modo in occasione di festività e ricorrenze.
Di seguito si riepilogano i principali aspetti del regime fiscale di tali cessioni nell’ambito delle imposte
sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA.
Omaggi ai clienti

Il costo dei beni oggetto di cessione gratuita od omaggio alla clientela è deducibile dal reddito del
professionista a titolo di spesa di rappresentanza, nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo
d’imposta.
Analogo trattamento è applicabile ai fini IRAP.
Omaggi ai dipendenti o ai collaboratori del professionista

Per i professionisti, il costo sostenuto per l’acquisto di beni dati in omaggio ai propri dipendenti (o
collaboratori) non è specificamente disciplinato.
Il costo di tali omaggi dovrebbe essere integralmente deducibile dal reddito di lavoro autonomo pro-
fessionale, al pari di ogni altra spesa per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato sostenuta dal
professionista, dal momento che le liberalità ai dipendenti non rientrano tra le spese di rappresentanza,
secondo la nozione fornita dal DM 19.11.2008 (applicabile anche al reddito di lavoro autonomo).
Ai fini IRAP, la riconduzione di tali oneri tra le spese per prestazioni di lavoro dovrebbe escluderne
la deducibilità, salvo che essi:
-risultino funzionali all’attività di lavoro autonomo e non assumano natura retributiva per il
dipendente o il collaboratore;
-oppure siano destinati a lavoratori per i quali è prevista la deducibilità dei relativi costi (es.
dipendenti a tempo indeterminato).
Trattamento Iva

L’IVA relativa alle spese di rappresentanza è detraibile solo in relazione all’acquisto di beni di costo
unitario non superiore a 50,00 euro (l’art. 30 del DLgs. 21.11.2014 n. 175, in vigore dal 13.12.2014, ha
infatti previsto l’incremento da 25,82 a 50,00 euro della soglia per la detraibilità dell’IVA sugli omaggi,
al fine di allineare il valore unitario per la detrazione IVA a quello previsto per la deducibilità ai fini
delle imposte sui redditi).

Pertanto, l’IVA “a monte” è:


 detraibile, se il valore unitario del bene non è superiore a 50,00 euro;

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La circolare di aggiornamento del mese di dicembre 2018

 indetraibile, se il valore unitario del bene è superiore a 50,00 euro.

Regime forfetario

Non assumono alcuna rilevanza nella determinazione del reddito le spese per omaggi acquistati nel-
l’ambito del regime forfetario, di cui alla L. 190/2014, in quanto, nell’ambito di tale regime, il reddito
imponibile è quantificato tramite l’applicazione del coefficiente di redditività previsto per la specifica
attività svolta all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta. Ciò significa che le
spese eventualmente sostenute non sono deducibili analiticamente, essendo il loro ammontare
predefinito nel coefficiente di redditività.

Non sono estensibili le considerazioni sopra svolte con riferimento al regime dei c.d. “contribuenti
minimi” ex DL 98/2011.
Per tali contribuenti che determinano il reddito secondo il regime di vantaggio per l’imprenditoria
giovanile e i lavoratori in mobilità (c.d. “contribuenti minimi” di cui all’art. 27 del DL 98/2011)28,
dovrebbero valere i chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria con riferimento al “vecchio”
regime dei minimi.
La circ. Agenzia delle Entrate 13.7.2009 n. 34 (§ 9) ha precisato che le spese per omaggi possono
essere dedotte integralmente soltanto se di valore pari o inferiore a 50,00 euro (in base al principio
di cassa proprio del regime in esame), a condizione che l’inerenza sia dimostrabile sulla base di
criteri oggettivi. Per gli omaggi di valore unitario superiore a 50,00 euro, si applica il trattamento
previsto per le altre spese di rappresentanza e, quindi, sempre secondo la circ. 34/2009, la deducibilità
nel limite del plafond dell’1% del reddito di lavoro autonomo professionale.

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RISPOSTE AI QUESITI

C’e’ ancora qualche Ad oggi, non sono ventilate proroghe ma il


possibilità di proroga in Governo proverà a contemperare le esigenze di chi
corso per la fatturazione deve emettere la fattura e può essere in difficoltà.
elettronica? In caso di Nonostante le diffuse richieste di allargare
errore, quali sono le la moratoria a tutto il 2019, il Governo sembra
sanzioni? Chi garantisce intenzionato ad eliminare le sanzioni connesse
sulla sicurezza? all’obbligo di fatturazione elettronica al massimo
fino a settembre 2019. La conferma arriva dal
Sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci,
intervenuto nel corso della discussione sugli
emendamenti al decreto fiscale.
In merito alla sicurezza, il Ministero delle Finanze
asserisce di aver predisposto i più
aggiornati protocolli di sicurezza, per l’
autenticazione del trasmittente, la sua riservatezza e
disponibilità per la ricezione e per il successivo
inoltro delle fatture elettroniche e delle relative
ricevute.
Tutti i dati sono crittografati, e la consultazione
‘sicura’ degli archivi informatici dell’Agenzia è
garantita da misure che prevedono un sistema di
profilazione, identificazione, autenticazione
dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura
degli accessi, con indicazione dei tempi e della
tipologia delle operazioni svolte, nonché di
conservazione di copie di sicurezza.
Il recente richiamo del Garante della Privacy non
riguarda la fattura elettronica B2B, cioè quella che
avviene tra soggetti giuridici, fra le imprese, fra i
soggetti IVA, ma esclusivamente l’ambito
B2C (Business to consumer, ndr) e il trattamento
dei dati delle persone fisiche.
Per almeno due milioni di partite IVA – che
entreranno nel regime forfettario allargato a 65 mila
euro di fatturato nel 2019 e saranno lì
eventualmente ricompresi fino a 100 mila euro di
fatturato dal 2020 in poi – non ci sarà l’obbligo di
emettere la fattura elettronica.

Le informazioni riportate potrebbero subire delle modifiche a seguito di eventuali aggiornamenti normativi successivi alla
data della redazione della presente newsletter.
Auguriamo a tutti i nostri lettori delle serene festività con l’augurio di un buon nuovo anno 2019.

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