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STRUTTURE RETICOLARI

Nelle costruzioni, struttura reticolare, detta anche travata, formata da un insieme di aste vincolate ai nodi, così da costituire
un elemento resistente e indeformabile. La travatura reticolare ha tratto la propria origine dalla necessità di impiegare
strutture sempre più leggere per superare luci sempre più grandi; è formata da due elementi continui (correnti) e da
un'anima scomposta in elementi lineari, verticali (montanti) e inclinati (diagonali), destinati ad assorbire le sollecitazioni
tangenziali che nascono con l'inflessione dei correnti e ne determinano lo scorrimento relativo, mediante la sola azione di
trazione o di compressione. Tenendo conto del meccanismo resistente della struttura reticolare è possibile ridurre il
numero delle aste al minimo strettamente necessario e disporle in triangolazioni semplici, con lati e angoli simili per
garantire una regolare distribuzione degli sforzi. Esistono numerosi esempi di travature ottenute con triangolazioni semplici,
anche se con disposizioni diverse secondo i diversi regimi statici ricercati: la travatura Warren, nella quale tutte le diagonali
risultano tese consentendo l'impiego di aste molto snelle; la travatura Howe, con montanti tesi e diagonali compresse; la
travatura Pratt, con regime inverso alla precedente e cioè con compressione nei montanti, i quali, avendo minore
lunghezza, sono meno soggetti a svergolamento. È possibile ridurre ulteriormente l'instabilità delle aste compresse
diminuendone la luce libera di inflessione con l'introduzione di una seconda triangolazione; inoltre, per affrontare il caso
particolare di possibili inversioni nelle condizioni di carico, si sono realizzate travature con diagonali sdoppiate, però senza
alcun vantaggio per l'aumentato numero di aste . Sono state studiate travature molto alleggerite, cioè poste ad altezza
variabile secondo l'andamento del momento. Il materiale che viene usato più comunemente nelle travature reticolari è
l'acciaio, per le sue particolari caratteristiche di resistenza, sia a trazione sia a compressione, di leggerezza e di semplicità di
giunzione mediante chiodatura o saldatura.
STRUTTURE RETICOLARI
Corso di COSTRUZIONI EDILI Prof. Ing. Francesco Zanghì

Le traviLereticolari sono
travi reticolari strutture
sono strutture formate
formate dada
asteaste rettilinee,
rettilinee, mutuamente
mutuamente collegatecollegate
a cerniera aai loro
cerniera
estremiai in punti chiamati nodi
secondo
loro estremi in una
puntidisposizione
chiamati geometrica ordinata
nodi secondo in modo
una tale da formare
disposizione un sistema
geometrica indeformabile.
ordinata in modo I carichi
tale esterni
da sono quasi sempre
formare forze concentrate
un sistema ai nodi.
indeformabile. I carichi esterni sono quasi sempre forze concentrate ai nodi.

Nell’esempio in figura, il carico agente in sommità viene trasmesso alle due cerniere a
terra dalle due aste mediante sole forze di compressione. In altre parole, le due aste
sono sollecitate solo da sforzi normali.

Questo elementare modello di struttura è ispirata al principio statico della


triangolazione.
Le strutture reticolari offrono una delle più antiche soluzioni al problema delle
coperture. L’impossibilità di coprire, mediante tale schema semplice, luci sempre più
grandi ha condotto via via all’inserimento di ulteriori elementi strutturali al fine di
parzializzarne la luce libera, fino ad ottenere elementi sempre più complessi.
Nell’esempio in figura, il carico agente in sommità viene trasmesso alle due cerniere a terra dalle due
aste mediante sole forze di compressione. In altre parole, le due aste sono sollecitate solo da sforzi
normali.
Questo elementare modello di struttura è ispirata al principio statico della triangolazione.
Le strutture reticolari offrono una delle più antiche soluzioni al problema delle coperture.
L’impossibilità di coprire, mediante tale schema semplice, luci sempre più grandi ha condotto via via
all’inserimento di ulteriori elementi strutturali al fine di parzializzarne la luce libera, fino ad ottenere
elementi sempre più complessi.
Le travi reticolari sono costituite da aste orizzontali superiori e inferiori, dette briglie o correnti, e da aste
verticali e/o inclinate, dette aste Trave
di parete, unite alle estremità in punti caratteristici, detti nodi, in modo da
reticolare
formare una maglia reticolare.
Le travi
Nelle reticolari
condizioni sono costituite
di esercizio da aste orizzontali
più ricorrenti, superiori
le aste della e inferiori,
briglia superioredette briglie
sono o correnti,
sollecitate e da aste verticali e/o
a compressione
inclinate,quelle
(puntoni), dette aste briglia unite
di parete,
della alle estremità
inferiore a trazionein punti caratteristici,
(tiranti), mentre detti
quelle di in
nodi, modo sono
parete da formare una maglia
sollecitate a
reticolare.
trazione oppure a compressione a seconda della loro disposizione.

Nelle condizioni di esercizio più ricorrenti, le aste della briglia superiore sono sollecitate a compressione
(puntoni), quelle della briglia inferiore a trazione (tiranti), mentre quelle di parete sono sollecitate a trazione
oppure a compressione a seconda della loro disposizione.
Corso di COSTRUZIONI EDILI ESEMPI STRUTTURALI DI STRUTTURE RETICOLARI
Corso di COSTRUZIONI EDILI
Prof. Ing. Francesco Zanghì

Corso di COSTRUZIONI EDILI Prof. Ing. Francesco Zanghì

3
ANALISI DELLA STABILITA’
Prof. Ing. Francesco Zanghì
STABILITÁ INTERNA
Prof. Ing. Francesco Zanghì
STABILITÁ INTERNA
STABILITÁ le aste inserite devono essere Internamente
INTERNA
Internamente conformate leinaste inserite
modo da devono essere
formare conformate
maglie in modo da form
triangolari.
Il numero delle aste “a”, necessarie per collegare “n” nodi in modo sta
Il numero delle
ono essere conformate aste “a”,
in modo necessarie
da formare per triangolari.
maglie collegare “n” nodi in modo stabile, cioè in modo che non presenti labilità
presenti labilità interne, è:
devono interne,
arie peressere
collegare è:
conformate
“n” nodiininmodo
mododastabile,
formarecioè
maglie triangolari.
in modo che non
essarie per collegare “n” nodi in modo stabile, cioè in modo che non
a = 2n − 3
a = 2n − 3 ESEMPI
a = 2n − 3
a = 2n − 3 a=4 ; 2n − 3 = 2 ⋅ 4
a = 4 ; 2n − 3 = 2 ⋅ 4 − 3 = 8 − 3 = 5 verifica di stabilità inter
a = 4 ; 2n − 3 = 2 ⋅ 4 − 3 = 8 − 3 = 5
verifica di stabilità interna NON soddisfatta
verifica di stabilità interna NON soddisfatta

a = 5 ; 2n − 3 = 2 ⋅ 4
a = 5 ; 2n − 3 = 2 ⋅ 4 − 3 = 8 − 3 = 5 verifica di stabilità inter
a = 5 ; 2n − 3 = 2 ⋅ 4 − 3 = 8 − 3 = 5
verifica di stabilità interna soddisfatta
verifica di stabilità interna soddisfatta

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SFORZI NELLE ASTE

Corso di COSTRUZIONI EDILI Prof. Ing. Francesco Zanghì


Le aste di una trave reticolare sono sollecitate esclusivamente da sforzo normale di compressione (PUNTONI) o di trazione (TIRANTI). Si osservi che
SFORZI NELLE ASTE
lo sforzo è l’azione esercitata dal nodo sull’asta pertanto esso è uguale e opposto all’azione esercitata dall’asta sul nodo.
Le aste di una trave reticolare sono sollecitate esclusivamente da sforzo normale di compressione
(PUNTONI) o di trazione (TIRANTI). Si osservi che lo sforzo è l’azione esercitata dal nodo sull’asta
pertanto esso è uguale e opposto all’azione esercitata dall’asta sul nodo.

PUNTONE

TIRANTE

Una trave reticolare è “risolta” se si riesce a trovare lo sforzo che sollecita ogni asta.
Poiché il collegamento di estremità è una cerniera, il nodo NON può trasmettere alcun momento
all’asta.
Per risolvere la struttura reticolare focalizziamo la nostra attenzione sui nodi, partendo dal
Una trave reticolare presupposto
è “risolta” quando
che ogni ènodo
definito lo sforzo
sia fermo, cioè che sollecitapertanto
in equilibrio, ogni asta.
l’insieme delle forze che agiscono
nel nodo stesso deve avere risultante nulla (metodo dei nodi).

Poiché il collegamento di estremità è una cerniera, il nodo NON può trasmettere alcun momento all’asta.

Per risolvere la struttura reticolare focalizziamo la nostra attenzione sui nodi, partendo dal presupposto che ogni nodo sia in
equilibrio, pertanto l’insieme delle forze che agiscono nel nodo stesso deve avere risultante nulla (metodo dei
8 nodi).
La capriata
La capriata
Il tipo più semplice di capriata consta di un elemento lineare orizzontale (catena),
Il tipo più semplice di capriata consta di un elemento lineare orizzontale (catena), destinato a eliminare la spinta
destinato a eliminare la spinta laterale sui muri di appoggio, e di due elementi
laterale sui muri di appoggio, e di due elementi lineari inclinati secondo le falde del tetto (puntoni).
lineari inclinati secondo le falde del tetto (puntoni).
La capriata
Capriate e strutture reticolari
Capriate e strutture reticolari
La capriata
La capriata
La capriata (o incavallatura) è un elemento architettonico formato da una travatura reticolare piana usata come elemento
La capriata (o incavallatura) è un elemento architettonico formato da una travatura reticolare piana usata come
cavallatura)
portanteèdiun elemento
coperture architettonico
piane formato
a falde inclinate da una travatura reticolare piana usata come elemento
(tetti).
elemento portante di coperture piane a falde inclinate (tetti).
rture piane a falde inclinate (tetti).
LaLa capriata per la sua particolare conformazione triangolare assorbe le spinte tendenti a ribaltare i muri di
capriata per la sua particolare conformazione triangolare assorbe le spinte tendenti a ribaltare i muri di appoggio verso
a sual’esterno
particolare conformazione
trasmettendo solo triangolare assorbe
carichi verticali allelestrutture
spinte tendenti a ribaltare
sottostanti. i muri èdi quindi
La capriata appoggio
unaverso
appoggio verso l’esterno trasmeLendo solo carichi verMcali alle struLure soLostanM. La capriata è quindi una
struttura portante non
ttendo solo carichi verticali alle strutture sottostanti. La capriata è quindi una struttura portante non
struttura portante non spingente.
spingente.
La capriata - nomenclatura
La capriata - nomenclatura
LaLa capriata -
capriata - nomenclatura
nomenclatura
Comportamento statico della capriata
Comportamento statico della capriata