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L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la validità fiscale delle fatture cartacee datate dicembre

2018, ma trasmesse al cliente nei primi giorni del mese di gennaio 2019. Richiamando i chiarimenti
resi nella circolare n. 13/E/2018, infatti, l’Agenzia ha ritenuto che il file fattura, predisposto in
conformità alle regole tecniche dettate dal provvedimento del 30 aprile 2018 ed inviato con un
minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’IVA, costituisce
violazione non punibile. L’IVA relativa a queste fatture, ha ulteriormente precisato l’Agenzia, può
essere detratta a decorrere dalla liquidazione IVA relativa al mese di gennaio 2019. A questo punto
viene spontaneo chiedersi: i dati di questi documenti cartacei non verranno mai comunicati
all’Agenzia delle Entrate?

Una delle questioni di maggiore interesse collegate all’avvento della fatturazione elettronica è
senza dubbio quella relativa a come la e-fattura incida sul momento a decorrere dal quale può essere
esercitato il diritto alla detrazione.
Infatti, secondo quanto previsto dal combinato disposto degli articoli 19 e 25, D.P.R. n. 633/1972 -
così come modificati dal D.L. n. 50/2017 - il diritto alla detrazione dell’IVA può essere esercitato
solo quando in capo al cessionario/committente si verifica la duplice condizione:
- requisito sostanziale: effettuazione dell’operazione;
- requisito formale: ricezione e registrazione della fattura.
Nel contesto della fatturazione elettronica, la detrazione dell’IVA è esercitabile con riferimento al
periodo d’imposta nel quale il Sistema di Interscambio recapita la fattura stessa, indipendentemente
dal momento in cui la medesima viene trasmessa al SdI dal soggetto emittente.
La corretta identificazione del momento in cui la fattura viene recapitata al
cessionario/committente varia a seconda delle modalità utilizzate per la sua ricezione:
- ricezione mediante PEC: la ricevuta di avvenuta consegna, rilasciata al SdI dal gestore della PEC
del destinatario, attesta il deposito del documento nella casella del ricevente;
- utilizzo di altri canali (web service, FTP): la data di ricezione è attestata dalla ricevuta di
consegna telematica.
Diversamente, nel caso in cui la fattura elettronica venga messa a disposizione nell’apposita area
riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, la data di ricezione deve essere identificata come
segue:
- nel caso di impossibilità di recapito della fattura perché il canale telematico non è attivo o
funzionante oppure perché la casella PEC indicata è piena o non attiva, la data di ricezione della
fattura coincide con quella in cui il cessionario/committente prende visione del documento;
- nell’ipotesi di messa a disposizione nell’apposita area del sito web dell’Agenzia delle Entrate,
perché il cessionario/committente è un consumatore finale, la data di ricezione coincide con quella
di messa a disposizione del documento elettronico.

Valido il formato analogico


Tanto premesso in termini generali, cosa succede nel caso di fatture cartacee emesse nel mese di
dicembre 2018 ma trasmesse e quindi ricevute dal cliente nei primi giorni del mese di gennaio
2019?
Intervenendo a più riprese sull’argomento (dapprima nelle FAQ diffuse il 27 novembre 2018, di
seguito integrate, e da ultimo in occasione del forum organizzato dal CNDCEC), l’Agenzia delle
Entrate ha concluso per la validità fiscale delle fatture emesse in formato cartaceo entro il 31
dicembre 2018 ma trasmesse e quindi ricevute dal cliente nel 2019.
Leggi anche Fatture datate 2018 ed inviate nel 2019: valido il formato analogico
Tale interpretazione è da accogliere in maniera positiva, soprattutto se si considerano quanto
sarebbe potuto succedere in termini operativi se gli operatori avessero dovuto rifiutare le fatture
cartacee datate dicembre 2018 ma trasmesse loro nei primi giorni di gennaio.
Appare, quindi, evidente che tale soluzione risulta essere quella che operativamente risulta andare
incontro ai contribuenti, già alle prese con l’avvento della fatturazione elettronica.

Detrazione dell’IVA
Tanto detto sul lato attivo, l’Agenzia delle Entrate, sempre in occasione del forum del 15 gennaio
2019, ha aggiunto, a chiusura del cerchio, che l’IVA relativa alle medesime fatture può essere
portata in detrazione a partire dalla liquidazione IVA relativa al mese di ricezione delle stesse.
Quindi, l’IVA relativa alle fatture datate dicembre 2018 e trasmesse e ricevute nei primi giorni di
gennaio 2019 potrà essere detratta (supponendo di avere un contribuente mensile) a partire dalla
liquidazione IVA di gennaio da effettuarsi entro il 16 febbraio 2019 (ossia entro 18 febbraio, dato
che il 16 cade di sabato), ovvero entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale
IVA relativa al 2019 (30 aprile 2020).
La risposta fornita dall’Agenzia risulta essere senza dubbio coerente con il dettato degli articoli 19 e
25 del decreto IVA, secondo il quale - come già accennato - il diritto alla detrazione può essere
esercitato solo quando sono soddisfatti in capo al contribuente sia il requisito sostanziale che quello
formale.
Sostenere una tesi contraria, ossia quella secondo la quale l’IVA relativa alle fatture cartacee di
acquisto datate 31 dicembre 2018, ma trasmesse e ricevute nei primi giorni del 2019, possa essere
detratta con la liquidazione IVA di dicembre 2018 - significherebbe contravvenire di fatto al
divieto previsto dall’art. 14, D.L. n. 119/2018. In altri termini, per le fatture di fine anno non è
ammesso esercitare il diritto alla detrazione entro il termine per la prima liquidazione utile
relativamente ai documenti di acquisto datati dicembre 2018 ricevuti e annotati entro il 15 del mese
successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Dal punto di vista operativo


Se tuttavia, la soluzione proposta dall’Agenzia risulta coerente con le previsioni normative, appare
doveroso rilevare quelli che potrebbero essere alcuni dei dubbi che potrebbero emergere
operativamente.
Dal 1° gennaio 2019, le operazioni domestiche devono essere fatturate solo elettronicamente e
l’Agenzia delle Entrate ha contezza delle stesse tramite il Sistema di Interscambio.
Delle eventuali fatture cartacee datate 31 dicembre 2018 ma trasmesse e ricevute nel 2019
l’Agenzia delle Entrate non avrebbe, quindi, contezza tramite il Sistema di Interscambio.
Non solo: essendo stato abolito a decorrere dal 2019 l’invio dello spesometro, i dati relativi alle
fatture cartacee ricevute nel 2019 non sarebbero comunicati dal soggetto ricevente all’Agenzia. Gli
stessi dati saranno, invece, oggetto di comunicazione all’Agenzia mediante l’invio entro il 28
febbraio 2019 dell’ultimo spesometro.
L’impossibilità di effettuare le comunicazioni all’Agenzia delle entrate dei dati relativi alle fatture
passive potrebbe pertanto tradursi nella non coincidenza tra i dati delle liquidazioni effettuate dal
contribuente - almeno con riferimento al mese di gennaio 2019 (o primo trimestre per i contribuenti
che liquidano l’IVA con cadenza trimestrale) - e quelli a disposizione dell’erario.

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