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I

Lunedì LA VIDEOINTERVISTA
Eco ci racconta
SUL COMODINO
Saviano: i tre García Márquez:
LA MEMORIA

tuttoLIBRI i falsari
di ieri e di oggi
titoli che quell’autunno
porto via con me del Patriarca
iPad Edition E la copertina di Piperno, le recensioni, le classifiche

NUMERO 1742
ANNO XXXIV
SABATO 27 NOVEMBRE 2010

I LINGUISTI
tuttoLIBRI Furio Jesi Uno dei nostri più originali ed eruditi intellettuali,
FANNO prematuramente scomparso trent’anni fa: un ritratto a più voci
PAROLA e una raccolta di inediti, fra antropologia, filosofia e religioni
MUTA
FURIO rentemente nuovo, si riesce a
La lingua materia del JESI
scoprire l'antico mito, pur alte-
contendere, porta Il mito è una «storia ve- rato e stravolto.
stretta da cui si ra», accaduta al tempo delle ori- Il quadro dei principali miti
additano i mali gini, che spiega come siano nate di un'epoca permette di traccia-
dell'epoca attuale. tutte le cose dell'universo e co- re una cartella clinica della so-
Specchio bisunto dei me abbiano fatto gli uomini, per cietà (i miti sono generalmente,
tempi, l'idioma del la prima volta, a mangiare, a ri- nel mondo moderno, valori so-
nostro Paese è oggetto prodursi, a fabbricare oggetti, a stitutivi: compensazioni di valo-
polemico di molti libri combattere ecc. Il mito fornisce ri assenti o non percepiti). Al
recenti. Invoca una così all'uomo «primitivo» o «an- tempo stesso, quel quadro per-
tico» dei modelli di comporta- mette anche di avanzare qual-
manutenzione del
mento sempre validi. Tutto è che ipotesi sulla società succes-
vocabolario Carofiglio già accaduto almeno una volta: siva. I miti possono rivelare, in-
(«La manomissione per comportarsi conveniente- fatti, le necessità ancora nasco-
delle parole»). mente in ciascuna circostanza, ste e le potenzialità latenti di un
Denuncia il nesso fra occorre sapere come agì l'ante- gruppo umano, e in tal modo co-
stereotipi e pensiero nato mitico nella stessa circo- stituire un primissimo sintomo
unico Zagrebelsky stanza, e imitarlo. Per questo, il rivelatore della direzione che
(«Sulla lingua del tempo comportamento delle società prenderanno le trasformazioni
presente»). Elenca «primitive» è di solito rigorosa- del gruppo. Appunto per questo
tormentoni della mente conservatore: ogni muta- è accaduto talvolta che le imma-
mento, ogni deroga alla tradizio- gini mitiche di un'epoca siano di-
parlata italiana
ne, è un assurdo o un grave ri- venute clamorosamente le «ve-
Bartezzaghi («Non se ne schio. Le novità oggettive (per rità» scientifiche, tecniche, so-
può più»). Trifone, esempio, l'arrivo del cargo) so- ciali, dell'epoca successiva.
unico glottologo del no ricondotte e bloccate negli I miti, infine, possono essere
gruppo, enumera schemi tradizionali del mito (il usati (e sono usati!) per esercita-
stereotipi linguistici per cargo, appunto, diviene una mi- re una vera e propria ipnosi su
discutere la tica nave della prosperità, come interi gruppi sociali, per impor-
sempreverde questione quella del progenitore, ecc.). re determinate scelte (politiche,
della disomogeneità
d'Italia («Storia Allievo di Kerény, Studiò i miti, antichi
linguistica dell'Italia enfant prodige e contemporanei, come
disunita»). Così, tocca a
giuristi, scrittori ed con molteplici interessi, una cartella clinica
enigmisti indicare i dall’egittologia della società: bisogni,
nessi fra parole e alla critica letteraria valori, manipolazioni
pensiero, lessici e
società. Tacciono i Nel linguaggio moderno la Furio Jesi, con i familiari (la consorte Marta Rossi e i figli consumistiche, religiose, ecc.).
linguisti, chiusi in un parola «mito» significa al solito Sophie e Stefano), in una foto del 1963 Anche in questi casi, l'analisi del
sapere specialistico che «storia non vera» o almeno mito è particolarmente rivelatri-

Dai totem
non sa farsi strumento «non del tutto vera». L'uomo ce, poiché consente di superare
possiede altri strumenti (scien- la facciata del mito «tecnicizza-
di critica del presente.
za) e altre forme organizzative, to» o di riconoscere le modalità
Non volendo o non con cui affrontare i rischi di ciò e gli scopi del suo uso.
sapendo riprendere il che non conosce e con cui for- Schema di sommario
gesto sovvertitore di marsi di volta in volta un model- 1. Una prima definizione del
studiosi come Saussure, lo di comportamento. concetto di mito. L'uomo «pri-

ai robot, la vita
Jakobson o Barthes, che Tuttavia, dalla psiche degli mitivo» o «antico» che si chiude
usavano proprio la uomini continuano ad affiorare nel mito come in una campana
linguistica per spontaneamente dei miti; e altri di palombaro, prima di immer-
smascherare poteri e miti vengono prodotti delibera- gersi nella realtà. Il totem (cioè
ideologie. Le parole, tamente, per servire a determi- il palo totemico) degli indiani
nati scopi. Molto spesso i nuovi d'America: un racconto mitico,
insegnavano, sono

è un mito
miti (o meglio le sopravvivenze scolpito e posto in mezzo al vil-
punte di iceberg: sotto moderne degli antichi miti) rap- laggio, che spiega come sono na-
di loro ci sono presentano una fuga dalle restri- ti e come sono fatti l'universo e
grammatica e sintassi, zioni e dai dolori della realtà sto- gli uomini. La mitologia come
complessi sistemi di rica. Non potendo essere un «manuale» che prevede tutte le
regole che, fondandole, «eroe», l'uomo si crea eroi esem- circostanze importanti dell'esi-
commerciano plari nelle persone che godono stenza e spiega come ci si debba
segretamente col di particolare ricchezza, succes- comportare in esse.
potere. Ma chi scava so, notorietà, ecc. Non potendo LO RICORDANO MAESTRI, AMICI, ALLIEVI 2. Nascita di un mito nuovo
oggi la montagna di possedere effettivi «tesori», l'uo- Atrent’annidallascomparsa,RigarendeomaggioaFurioJesi,intellettuale presso una popolazione «primi-
mo si crea tesori supremi in be- multiforme.Nato aTorinonel 1941(la suabreve, prodigiosaesistenzarichiamaalla tiva»: il mito del cargo. Come la
ghiaccio?
ni di consumo di cui gli viene memoriaun’altraindigena,straordinariatestimonianza,quella di PieroGobetti), mitologia si adegua alle circo-
GIANFRANCO MARRONE suggerita l'importanza e il pre- andatosenetragicamentea Genovanel1980,professoredi LinguaeLetteratura stanze. La mitologia è presente
stigio artificioso. Non potendo tedesca,traduttore(daRilke a Mann,da BachofenaCanetti),collaboratoredi anche nella società moderna.
giornalie riviste (daComunitàaResistenza.Giustiziae libertà,aTuttolibri), allievodi
vivere in una comunità effettiva- Kerényi,main «dialogo»anche conDumézil,Scholem,Lévi-Strauss,individuerànel
Perché? Come?
mente solidale, l'uomo si crea mitoenella mitologianel mondoanticoilfilrougedeisuoi interessi.Il testoche 3. Necessità di ampliamento
TUTTOLIBRI comunità mitiche (dalle «socie- pubblichiamoinanteprima,«Suimiti contemporanei»(titoloredazionale),rinvenuto dello spazio. I) Viaggi nel «gran-
tà segrete» dei bambini a quelle nell’archivioprivato,efra inumerosiineditiaccoltiinvolume,pergentileconcessione dissimo» (le peregrinazioni di S.
A cura di: degli adulti, dai gruppi di tifosi dellasignoraMartaRossiJesi. Conogniprobabilitàè la matricedellavoce«Mito», Brandano e i grandi viaggi
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
sportivi alle «comuni» hippies, scrittaperl’EnciclopediaEuropeaGarzantiintornoal 1976.Il volumedi Riga,nata FURIO JESI d'esplorazione - l'impresa degli
ecc.). La produzione di questi comerivistaed oracollanamonograficadimarcosy marcos,raccoglietestimonianze RIGA n. 31 Argonauti - l'astronautica). II)
tuttolibri@lastampa.it miti è condizionata da una serie einterventidi Dumézil,Hartung,Cesare Cases,GiorgioCusatelli,GianniVattimo, a cura di Marco Belpoliti Viaggi nell'«infinitamente picco-
www.lastampa.it/tuttolibri/
di elementi psicologici, sociali, GiorgioAgamben,FerruccioMasini,MarcoBelpoliti,Antonio Gnoli,Angelod’Orsi, e Enrico Manera lo» e nel «primordiale» («prece-
EnricoManera, RiccardoFerrari,DavidBidussa,MargheritaCottone,Michele Marcos y Marcos, pp. 351, €25
economici, ecc., ed è comprensi- denti» mitici della fisica atomi-
LA STAMPA bile solo se si confrontano in pro-
Cometa,MarioPezzella, LeandroPiantini,AndreaCavalletti.DiFurioJesi, peritipidi
Aragno,è direcenteuscitoillibro La ceramicaegiziae altriscrittisull’Egittoe la
fondità i nuovi miti con gli anti-
chi miti: se, dietro al mito appa-
Grecia(1956-1973), acuradi GiulioSchiavoni(pp.639, €30).
p Continua a pag. VI
II Scrittori italiani
LORENZO Marco Lodoli
MONDO
è nato Revival Il secondo Nobel italiano dopo Carducci:
Italia come Félicité e a Roma
come Maria. Con tutte le va- nel 1956. una «grande madre» nella desolata terra dei nuraghi
rianti imposte dal contesto ge- Ha esordito
ografico e temporale, dalla par-

Deledda, l’isola
con una
ticolare sensibilità, la protago- raccolta
nista che dà titolo al romanzo di poesie,
di Marco Lodoli è una sorella «Ponte
delle eroine di Flaubert e di Milvio».
Lalla Romano. E’ un «cuore E’ autore,

delle fiere donne


semplice», un’espressione che tra l’altro,
non vuole significare povertà di «Diario
intellettiva, ma l’adesione dirit- di un millennio
ta a sentimenti essenziali che che fugge»
esigono una assoluta fedeltà.
Italia, cresciuta in un istituto
per orfani, alla maggiore età
viene assegnata come domesti- MIRELLA «corrente» insulare che ha
O

150
SERRI
ca a una famiglia borghese di conquistato il continente sce-
Roma. Si considerava simi- gliendo di affondare la penna
La famiglia Marziali è com- le a «un grano di pepe ne- nelle proprie radici e di rac-
posta da un ingegnere che si ro». Proprio per via della contare, proprio come la De-
sente frustrato nel suo lavoro, Lodoli Un cuore semplice, angelo statura minuscola e dell'in- ledda, antichi riti e miti, di ri-
da una moglie perennemente carnato scuro si definiva co- scoprire una civiltà arcaica e
ansiosa, dai suoi tre figli. Assu- tutelare di una famiglia drammatica sì la brevilinea Grazia Deled- primitiva sotto il velo dell'
mendosi la funzione di angelo da, piccola scrittrice che ha emancipazione (come fece
tutelare, la ragazza vorrebbe fatto giganteggiare il nome Salvatore Satta nel bellissi-
estendere alle persone la sua
applicazione a tenere sempre
in ordine e pulita la casa.
Ma quello umano è un ma-
Ma questa dell'Italia nel secolo scorso.
E' stata, infatti, la seconda
autrice italiana, dopo Gio-
suè Carducci, e la seconda Libri d’Italia
mo Il giorno del giudizio.
Ma non basta. La Deledda
con le sue donne sensuali e
determinate, desiderose di

Italia non è
teriale riottoso e sfuggente, se- donna al mondo a conqui- sciogliere i lacci che le tengo-
gue imprevedibili percorsi, a starsi il premio Nobel per la Verso il 2011 no avvinte, spiana la strada a
Italia è concesso appena qual- letteratura (prima di lei un' inedita immagine femmi-
c'era stata la svedese Selma nile, quella delle «nuove» ita-
Un romanzo breve Lagelorf). liane scattanti e fiere, pronte
condotto con grande
finezza, tra echi
di Salò, bovarismo,
una serva E adesso quale destino
spetta alla consistente pro-
duzione del «granellino»?
Sono scomparsi dagli scaffa-
li quei racconti divorati da
a occupare posti sempre più
di rilievo nella modernità e

Un’inedita immagine
terrorismo nero li) è condotto con grande finez- migliaia di donne in tutto il femminile, le «nuove»
za. Il vivido dettaglio e le intense mondo che il suo tradutto- italiane pronte
che momento di confidente ab- pause meditative si stemperano re, ovvero il gran maestro di
bandono, la richiesta di lenire in un sentimento acuto del tem- erotismo D. H. Lawrence, a occupare posti di rilievo
le ferite dell’esistenza. po che passa e accomuna gli uo- contribuì a divulgare? Sono p Grazia Deledda nella modernità
Il capofamiglia porta il co- mini - dolorosamente e solidal- dimenticate e lontane anni p I ROMANZI. Volume I
cente rimorso d’essersi mac- mente - in un analogo destino, in luce quelle sue figure femmi- p a cura di Silvia Lutzoni nel secolo che avanza. Le sue
chiato di sangue, al tempo in «una stessa vita raccontata in nili che provavano ad alzare p prefazione di Massimo Onofri protagoniste sono orgogliose
p Il Maestrale, pp. 1024, €12,90
cui militava nell’esercito di Sa- mille modi diversi». la testa e poi erano sconfitte e forti anche quando, costret-
lò. E avverte come una punizio- Alla fine del racconto, dopo e calpestate, come in Canne te al pentimento e all'obbe-
ne il fatto che adesso il figlio la dissoluzione della famiglia al vento o in Cenere? dienza, si impegnano in un
Tancredi costeggi le frange Marziali, Italia torna all’Istituto Non è sepolta in cantina particolare sacrificio, «quello
del terrorismo nero. Marian- p Marco Lodoli che aveva lasciato da tanti anni. ma è più «viva» che mai la di chi non sa per quale ragio-
na, intrisa di bovarismo, si p ITALIA Dove le dicono che dovrà riparti- scrittrice sarda che parla ne rinunzia alla vita, immo-
spreca in molteplici, rovinosi p Einaudi, pp. 104, €15 re l’indomani, perché è attesa da di terre brulle e desolate, di landosi in nome di valori (e
amori. Giovanni sembra il più un’altra famiglia. Alla decisione onore violato, di supersti- d'un bene) di cui ignora, non
riuscito: intraprende la carrie- di questo Istituto che giudica e zione e di sanguinose faide: dico la legittimità, ma persi-
ra dello scrittore, ma ne speri- e non posso fare di più». manda, Italia non pensa di ribel- questa è l'opinione del sag- no la plausibilità e, nonostan-
menta la vanità e finisce per ri- Un atteggiamento apparen- larsi. Così come ha accettato a gista Massimo Onofri nell' te ciò, continua a farlo», affer-
tirarsi in un consolante, ataras- temente riduttivo, che denota in- suo tempo l’educazione severa, accurata e interessante ma Onofri. Fuggono dall'iso-
sico rifugio agreste. La madre vece la consapevolezza che, al di al limite di un punitivo asceti- prefazione a una nuova edi- la, tradiscono, lottano contro
si rinserra in una solitudine là di ogni pur generosa astrazio- smo, che le hanno impartito. Av- zione delle opere della De- p Grazia Deledda i maschi di casa e poi tornano
sempre più svampita. Mentre ne, conta lo spendersi fino in fon- verti allora che non è stata pre- ledda (da Il maestrale esce p AMORE LONTANO. Lettere rassegnate. E pure in questa
Italia sta sempre lì, a eseguire do nella concretezza di una si- parata a una vita di serva, a una il primo di quattro tomi al gigante biondo (1891-1909) estrema accettazione sono as-
il compito che le è assegnato, tuazione, nel proprio angolo di decente sistemazione, ma a qual- mentre il volume Chi ha pa- p a cura di Anna Folli sai libere e connotate da una
p Feltrinelli, pp. 205, €14,50
di compatire, di soccorrere mondo. E’ così ferma, nella sua cosa di più impegnativo e perfi- ura di Grazia Deledda? a cu- p Autori Vari
forte dose di speranza.
con le parole e con lo sguardo. devozione, da rinunciare allo spi- no sacrale. L’Istituto (designato ra di Monica Farnetti per p CHI HA PAURA Da dove ha origine la spin-
Le capita di trovarsi da- raglio di un possibile legame sen- soltanto con la maiuscola, senza Iacobelli, arricchisce con DI GRAZIA DELEDDA ta a fare a pezzi regole e con-
vanti al cadavere di un giudi- timentale, al desiderio di farsi ulteriori attributi) appare una nuovi interventi il dibattito p a cura di Monica Farnetti suetudini? Viene dalla «natu-
ce assassinato (siamo negli una sua famiglia. La figura di Ita- misteriosa entità, che si potreb- critico). p Iacobelli, pp. 312, €14,90 ra», dalla passione, dal richia-
anni di piombo) e così riflette: lia resta incisa nell’atto in cui, vi- be definire kafkiana, alla quale Come mai tanta attenzio- mo della carne: le inquietanti
«Bisognerebbe occuparsi di gile fino a tarda ora sui suoi pro- Italia ha deciso di conformarsi. ne? Il revival non è casuale: si muovono sotto il segno di pulsioni erotiche appartengo-
tanta gente, di tutti quelli che tetti avvolti dal sonno, decide di E’ un velo di ambiguità, più sug- sono diventati un drappello Grazia - grande madre, fino a no agli uomini «dai volti color
ci passano accanto, difenderli assopirsi, «come una candela gerita che risolta, che tende a di notevole impatto gli scrit- oggi misconosciuta, di un filo- bronzo» che ballano la tonda
dal male, da se stessi, bisogne- che non deve più illuminare proiettarsi sulla protagonista, tori sardi - da Salvatore Nif- ne letterario che viene dalla ma anche alle «femmine» da-
rebbe avere un’anima grande niente e nessuno». conferendo un diverso spessore foi a Sergio Atzeni, da Salva- terra dei nuraghi e che in que- gli occhi ardenti, pervase da
come questa città, ma la mia Questo romanzo breve (una alla sua «semplicità», così con- tore Mannuzzu a Michela sti ultimi anni ha mietuto allo- brividi e tremori, come in
ha la misura di casa Marziali forma congeniale a Marco Lodo- creta e fattiva. Murgia a Milena Agus - che ri e avuto gran successo. Una Elias Portolu o in Canne al ven-

RENATO Questo in una trama incalzan-


BARILLI Rugarli «Le galassie lontane»: giallo te, depositata in un diario ad an-
Giampaolo Rugarli si num che nei primi capitoli si affi-
distingue dalla pletora dei gial- allegorico, crimini rimossi e inganni da a una fitta scansione, regi-
listi dei nostri giorni in quanto, strando in successione i fatti oc-

Se Goebbels
a differenza della maggior par- corsi nel 1967, 1968 e 1969. Poi un
te di loro, prende solo un pas- salto fino ad anni a noi più vicini,
saggio attraverso le astuzie quanto il Tremacoda è ormai ab-
del genere, ma le subordina ad bandonato a una solitudine sen-

scrive al pavido
effetti ben più sottili e sugge- za scampo, a meditare sui fatti
stivi, rasentando i grandi terri- lontani. Ma si tratta allora di una
tori della metafisica e dell'alle- flebile parabola crepuscolare?
goria, appannaggio di pesi p Giampaolo Rugarli Non del tutto, infatti sappiamo

assicuratore
massimi come Kafka e Camus, p LE GALASSIE LONTANE quali siano le sorprese nel gioco
magari nelle versioni più corsi- p Marsilio, pp. 238, €18 Giampaolo Rugarli dialettico tra l'Io e il Lui, la distan-
ve del troppo dimenticato Di- za dai lontani avvenimenti prece-
no Buzzati, o di un abile pro- denti permette al protagonista di
dotto dell'ultima ondata come condurre una cauta e quasi prete-
Vitaliano Trevisan. di un grande istituto, in un Nord ce quanto l'io di superficie ha ten- una tela di ragno stretta attorno priccio che la donna frequenta rintenzionale autoanalisi, che lo
Queste Galassie lontane con- brumoso e livido, a gestire il set- tato di nascondere a se stesso: a lui, in una congiura generale, addirittura degli equivoci alber- rivela capace a sua volta di crimi-
fermano quanto l'autore ci ave- tore delle assicurazioni, dove tut- nella sua azienda si commettono dall'ultimo dei dipendenti fino al- ghetti a ore, accompagnandosi ni inauditi, che ha abilmente na-
va già dato per esempio nella to sembra procedere bene, vale a crimini, ovvero i controllori si ac- le alte sfere, tutte unite per tra- magari con persone che sono scosto a sé e a noi creduli lettori.
sua precedente impresa, Il buio dire in modo sonnacchioso, sotto cordano con i sinistrati conce- volgerlo in una caduta senza fre- molto vicine, negli affari e negli Non c'è innocenza contro colpa,
di notte. E' di scena un perso- la direzione di un pavido come lui dendo generose liquidazioni, lu- ni. Ma c'è ben di peggio, l'ignavia affetti, a colui che appare sem- siamo tutti colpevoli, a ben vede-
naggio che si presenta in termi- che i dipendenti chiamano Tre- crando in cambio di generose bu- del protagonista si rivela anche pre più come un Tremacoda. E re, oppure viaggiamo in una soli-
ni di mediocrità perfino maso- macoda. Ma un brutto giorno gli starelle. nel fatto di nascondere a se stes- dunque, triste parabola di decli- tudine stellare, dato che chi cre-
chistica, come vittima di illusio- giunge una lettera anonima con L'inconscio del protagonista so il tradimento continuo della no, morale, professionale, affetti- devamo esserci vicino, ma a co-
ni perdute, lui che sognava una una sinistra firma, Goebbels, a lo sa, ma per ignavia ha voluto moglie, Michela, che pure repu- vo, perfino sessuale, di un sogget- minciare dalla nostra coscienza,
grande carriera bancaria ma è evocare spettri nazisti. E' come nascondere a se stesso la triste tava sinceramente legata a lui. to che passo passo si scopre tra- si trova in realtà nelle galassie
stato dirottato nel ramo morto una voce dell'inconscio che gli di- verità, che ora gli appare come Dovrà invece scoprire con racca- dito, ingannato da tutti. lontane annunciate nel titolo.
Tuttolibri
SABATO 27 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA III

GIOVANNI
TESIO Bosonetto Un ministro, un satanista,
Con il romanzo
nel grande show della demo- i servizi inquinati e altre stranezze
crazia appena pubblicato
dalla nuova casa editrice

.
Laurana, il quarantenne
Marco Bosonetto non ab-
bandona la sua cifra di sem-
pre (minuscolo compreso),
La Repubblica
è un pazzo
la sua fucina di personaggi
grotteschi e di farseschi car-
nevali.
E dunque di fatto nulla di
nuovo quanto alla poetica,
alla postmoderna fiera de-
gli incroci, al melting pot di
generi e finzioni. La sua mi-
sura è lo spiazzamento con-
tinuo, il suo un narrare del
spettacolo
contrario e per contrari.
Un po' come se si dicesse
che la verità va cercata al di
là di ogni nobile premessa e
di ogni schieramento pro-
tettivo. Una «morale» sco-
moda, che è qui sottolineata
dall'esergo di Vonnegut: se
noi siamo quello che faccia-
mo finta di essere, dobbia-
mo stare molto attenti a
quel che facciamo finta di
essere. Avviso che il titolo
non sembrerebbe smentire.
Ma a risultare ambigua -
nel corso del romanzo - è la
direzione del senso: la de-

«Nel grande show


della democrazia»:
un futuribile
presente dove tutto
Un ritratto giovanile di Grazia Deledda, premio Nobel nel 1926 è affidato all’ironia Marco Bosonetto: un melting pot di generi e finzioni

to, in cui non manca nemme- spondenza il nobile di belle opinione. Manca ne apprezza mocrazia interpretata tout cattabile agente segreto e il
no il sapore dell'incesto con speranze giornalistiche e la la penna ma non le qualità court come show? Con il ri- suo irriducibile ex direttore.
Noemi che si interessa al ni- giovanissima narratrice affat- femminili. Anzi, in un gioco schio che tutto si fermi al di- Un ex bodyguard gay che si
pote Giacinto. to ingenua, umile e schiva co- sadico, non si nega nessuna vertissement (scritto per al- divide tra l'ex ministro unico
Travolgimento e sensi in fi- me vorrebbe apparire è de- ferocia o violenza nei confron- tro assai bene, con vivacità inseguito e un calciatore del-
brillazione, questa è la Deled- terminata a farsi conoscere ti dell'interlocutrice assogget- di figure e varietà di regi- la Juventus e della Naziona-
da che ci è più vicina e lo è nel continente. Si è organizza- tata dal suo fascino. Così il stri)? O una democrazia tra- le. Un satanista benefico (già
persino con la sua vita che, ta un consistente archivio de- presunto «gentiluomo» divul- sformata in show per colpe- presente nel romanzo prece-
paradossalmente, assomiglia stinato a crescere negli anni ga a Sassari la voce che po- vole deriva? Con tanto di av- dente, Requiem per un'adole-
a quella di una delle sue tante dove annota i nomi dei mag- trebbe, se volesse, fare «sua» vertimento che scavalchi la scenza prolungata), che sa a
eroine. A svelarci il tratto più giori critici e direttori di gior- la famosa Grazia ma contem- denuncia implicita e un po' memoria Il maestro e Marghe-
segreto della scrittrice e dei nali, in modo da poterli con- poraneamente ne sottolinea autoreferenziale? rita, e la sua compagna ex
suoi inconfessati ardori arri- tattare alla bisogna. Vuole l'orribile aspetto fisico, desi- La trama aiuta e non aiu- p Marco Bosonetto fruttivendola. Con tanto di
va ora un inedito carteggio, gnandola «una nana». Le rim- ta, anche perché tutto è affi- p NEL GRANDE SHOW grande parodia finale che ri-
Amore lontano, curato con provera di aspirare alla «cele- dato all'ironia continua, co- DELLA DEMOCRAZIA mescola doppi e identità co-
gran rigore dalla studiosa An-
Un inedito carteggio brità», a «un consorte altolo- me mostra - a non dir d'al- p Laurana, pp. 246, €16,50 me nel gioco delle tre carte.
na Folli per Feltrinelli. rivela i suoi giovanili cato», e le dà dell'arrampica- tro - il manifesto che ad un Maestro di un comico che
Eccola Grazietta, come la turbamenti, sedotta trice sociale dicendole che certo punto incombe da una gliato. non ride, con nel grande show
chiamavano gli intimi, non an- prostituisce «l'amicizia, palazzina: «Non spegnere In un futuribile presente della democrazia Bosonetto ci
cora ventenne ma pronta a la- e rifiutata da un nobile l'amore, l'ingegno per fini la democrazia, abbonati al di tunnel autostradali lunghi consegna l'antropologica pa-
sciarsi sedurre da un «gigan- «gigante biondo» egoisti». campionato di telefoto, ex- 329 chilometri e di eliscooter tata bollente del consenso
te biondo»: è il nobile Stanis E' una battaglia all'ultimo tra, backstage, interviste che volano come api, Boso- umano e nell'umore malinco-
Manca che appartiene alla evadere, fuggire, emigrare. sangue da cui Grazia riuscirà personalizzate al candida- netto convoca - insieme con nico delle sue creature fa sal-
schiatta dei duchi dell'Asina- In questo la Deledda ha il vincitrice. Si conquisterà un to. Primarie. La repubblica Roma - le tre città (Torino, tare ogni ossequio di realtà.
ra, firma articoli sulla Tribu- temperamento di un D'An- marito, si trasferirà a Roma e è il tuo spettacolo». Cuneo, Piacenza) che più Lasciandoci però con un dub-
na e a Roma conduce un'esi- nunzio in gonnella: come il otterrà il massimo nel mondo In due giornate di fatti stanno nelle sue corde, tiran- bio: se per raccontare la de-
stenza scanzonata e monda- Vate percepisce che le moder- letterario. Alla fine porterà a che s'intrecciano ad alta ve- do capitolo dopo capitolo i fili vianza della democrazia co-
na. La Deledda, invece, vive a ne strade del successo devo- casa quella gloria con la maiu- locità, la narrazione danza (e anche le fila) di una ben me grande spettacolo basti
Nuoro e quando scrive «nes- no battere anche quelle del scola tanto agognata a cui piuttosto in un vorticoso cir- stridula invenzione. fare il verso al nuovo populi-
sun rumore umano giunge si- rumore, dello scandalo e, an- l'avevano destinata proprio co di identità deviate: servi- Un fratello e una sorella in smo - narrativamente ambi-
no al mio tavolino… attraver- nuncia, ogni volta che dà noti- le sue provocatorie eroine, in- zi inquinati, situazioni as- viaggio. Un ministro unico in guo, come del resto già era
so la finestra salgono a me i zia a Stanis di una nuova pub- sospettabili ispiratrici delle surde, inseguimenti folli, carica che dà l'ordine di sop- accaduto nel romanzo Nonno
profumi della valle solitaria». blicazione, che farà parlare più combattive donne italia- personaggi strani, di cui è primere il suo predecessore Rosenstein nega tutto - del suo
Si sono incontrati per corri- salotti, giornali e pubblica ne nel Novecento. impossibile dar conto detta- di cui è il sosia perfetto. Un ri- esito così esiziale.

SERGIO esaltato di un'epoca di transizio-


PENT De Majo Un esordio promettente, ne, il modello vuoto da imitare
Perec, Queneau, Bor- per cercare le proprie minime
ges, Calvino: i nomi che salta- sotto il segno di Perec e Calvino concretezze, il principe di un in-
no in mente - scorrendo il li- ganno collettivo che tuttavia -

Vi racconto vita
bro di de Majo con il lecito so- per assurdo - si fa davvero ro-
spetto di ogni esordio - sono manzo, nel tracciato ambivalen-
quelli. I grandi «deviati» della te con cui il filologo ripercorre
letteratura, i re dell'azzardo, la storia, la assembla, la model-

e morte del mio


quelli che sapevano avvincerti la, ne ricava un confronto postu-
e coinvolgerti con artifici e mo. E in questo confronto c'è
sperimentazioni, senza spargi- p Cristiano de Majo spazio per tutto, per il ricordo
menti di sangue, senza lacri- p VITA E MORTE DI UN GIOVANE di un'amicizia come per presun-
IMPOSTORE SCRITTA DA ME,

amico impostore
me di carta riciclata. ti racconti riveduti e corretti ai
Diciamolo subito: la diffi- IL SUO MIGLIORE AMICO Cristiano de Majo fini di una memoria fedele.
p Ponte alle Grazie, pp. 283, €17,50
denza è d'obbligo, l'autore va Quando infine la memoria fa-
atteso e seguito, ma questo Vi- gocita le intenzioni, il gioco è fat-
ta e morte eccetera di Cristiano to e il romanzo esiste per davve-
de Majo ha tutte le carte in re- no, volendo, nella traccia che ve- costruzione a incastro di de genitori, alla sua donna Sveva. in qualche modo - la figura di ro. Ed è questo, insidioso ma sa-
gola per essere considerato de il protagonista - il giovane Majo - in un trattato sull'arte di E l'amico cerca il ricordo, lo de- quel sublime impostore che for- gace, quotidiano ma universale
un esordio di lusso. Di quelli aspirante filologo Massimiliano vivere e di vendersi, sull'amici- codifica e lo modella seguendo se fu D.D., povero creatore di il- nel suo percorso che scherza
su cui - per fortuna - scommet- Scotti Scalfato - ripercorrere la zia e sugli inganni, sugli artifici le tracce di un grande romanzo lusioni autoreferenziali. con la linearità narrativa ma si
te ancora in minime dosi la no- vita del suo grande amico D.D., e i compromessi di cui, purtrop- sulla borghesia napoletana, La traccia è tutt'altro che li- ricompone, a tutti gli effetti, in
stra editoria sempre più a cac- a sua volta aspirante scrittore po, abbonda la vita dei perdenti. «Continente fantasma», del qua- neare, poiché nel suo percorso una costruzione precisa e com-
cia del «caso». E' un romanzo morto di cancro a trentadue an- D.D. è morto lasciando di sé le non c'è memoria se non nelle il biografo si lascia man mano patta, densa di colpi di scena
intelligente ma anche scaltro, ni. Un omaggio e, insieme, an- un'unica traccia emblematica: parole esaltate del defunto. So- fagocitare da quel gioco di sug- strutturali e soprattutto - e qui
ricco ma tutto sommato sem- che un disvelamento. Ma la pos- «Io non sono morto, siete voi a no allora i diari, le lettere, i mo- gestioni create - in fondo - sul de Majo vince davvero la sua
plice, una sfida che ricorda, sibile linearità memoriale di essere morti», le ambigue ulti- nologhi incisi su nastro, le re- nulla. D.D. non è mai stato il prima scommessa - accattivan-
appunto, i quattro Maestri ci- questo presunto «caso umano» me parole sul letto dell'addio, ri- censioni impubblicabili di libri grande scrittore che già affer- te e anche umanamente strug-
tati in apertura. Niente di stra- si trasforma - nella labirintica ri- volte all'amico Massimiliano, ai sul cancro, a mettere insieme - mava di essere. E' stato il figlio gente.
IV Scrittori stranieri
A ROMA, I PICCOLI EDITORI A GENOVA E A MILANO
Più libri più liberi Crimini e bancarelle
= «Più libri più liberi»: si inaugura il 4 dicembre, = Genova in giallo. Si conclude oggi il festival
a Roma, la nona edizione della fiera nazionale della letteratura del crimine, «Crime & Drama
della piccola e della media editoria. Oltre 2010» (Associazione culturale Satura, piazza
quattrocento case, più di settecento ospiti. Da Stella 5). Per info: www.satura.it.
André Schiffrin (Il denaro e le parole, Voland) a A Milano, dal 5 all’8 dicembre, sesta edizione del
Luis Sepúlveda, da Sandro Veronesi a Andrea «Salone del Libro usato-Bancarelle in Fiera»
Camilleri, da Lucio Dalla a Serena Dandini. Di (organizza la Fondazione Biblioteca di via Senato).
rilievo, anche, il programma per i ragazzi: Tra le preziosità: la prima edizione del Gattopardo, i
laboratori, spettacoli, tre mostre d’illustrazione, codici preunitari, Il libraio inverosimile di Giovanni
un premio riservato ai racconti ambientali. Per Papini, edito in sole ventuno copie, una lettera
André Schiffrin ulteriori informazioni: www.piulibripiuliberi.it autografa di Metastasio. Per info: www.exlibris.it

GIOVANNI
Vita L’opera scritta nell’esilio BOGLIOLO

Chi ama credere che


moscovita un anno prima di morire l'estetica abbia poco o tanto
da spartire con l'etica si ten-
ELISABETTA ga lontano dalla letteratura
BARTULI

Nel 1942, mentre scon-


tava la sua pena nel carcere di
Bursa, in Anatolia, Nazim Hik-
Con Hikmet francese: troppi esempi vi si
trovano, da Villon a Sade, a
Verlaine, a Céline, di grandi,
grandissimi scrittori che so-

tra amore
met, all'epoca quarantenne, no stati dei cattivi soggetti e
scriveva una delle sue poesie si sono ben guardati di usare
più note e struggenti: «Il più la loro arte per mascherare o
bello dei mari / è quello che non riscattare i loro misfatti. An-
navigammo. / Il più bello dei no- zi, se ne sono serviti per rac-
stri figli / non è ancora cresciu-
to. / I più belli dei nostri giorni /
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello / che vorrei dirti di più
bello / non te l'ho ancora detto»
e prigionia contarli, giustificarli, esaltar-
li, lasciando, sì, sublimi testi-
monianze di esistenze speri-
colate e di abissi di abiezione,
ma suscitando anche nei let-
(in Poesie d'amore, trad. di Ahmet «io» e i suoi atti e pensieri tori la tempesta di sentimenti
Joyce Lussu, Mondadori, «miei» non sono stranianti per il inconciliabili come l'ammira-
1963). Piace credere che Hik- lettore. Che si abitua all'istante e, zione estetica e la repulsione
met pensasse proprio a quel da subito, ne avrebbe nostalgia morale.
«non ancora detto» quando, se gli venissero a mancare. Si tenga lontano soprat-
nel 1962, un anno prima di mori- Gran bella cosa è vivere, miei tutto da Jean Genet, che in
re nel suo esilio moscovita, die- cari, potrebbe essere letto come questa schiera appare di
de alle stampe Gran bella cosa è la versione in prosa, ampliata e gran lunga il più irriducibile, Centenario Il «maudit» che ha celebrato
vivere, miei cari, romanzo e au- approfondita, di quel poema che quello che non si è lasciato se-
tobiografia insieme, racconto va sotto il nome di Autobiografia, durre dalle lusinghe di una so- il furto, la delazione, la violenza, il sesso:
della propria vita e contempo- scritto appena un anno prima. Vi cietà che, in virtù dei suoi li-
raneamente rimando rielabora- si leggono lo stesso orgoglio mi- bri, era disposta a spalancar- un pasto di sapori forti per lettori impavidi
to di tutte le - già bellissime, lo p Nazim Hikmet sto a imbarazzo per dei natali pri- gli le porte e, in cambio se
sappiamo - immagini poetiche p GRAN BELLA COSA vilegiati e per una vita densamen- non di un atto di contrizione
che ha lasciato nei suoi versi e

«Gran bella cosa


è vivere, miei cari»:
È VIVERE, MIEI CARI
p trad. di Fabrizio Beltrami
p a cura di Giampiero Bellingeri
p Mondadori, pp. 262, €19,50
te vissuta, lo stesso afflato mai so-
pito per l'ideale politico di equità
sociale e per l'amore declinato in
ogni sua forma. E vi si trova an-
che, in una cospicua parte, di che
almeno di una silenziosa di-
screzione, ad accettare la sua
diversità.
A lui però, invece che una
Genet, una vita
il poeta turco fonde
romanzo, versi, teatro
in autobiografia
iscrivere il romanzo in quel filo-
ne, considerato canonico per
quanto è praticato in alcune par-
ti del mondo, che va sotto il nome
Nell’esistenza
e sulla pagina
una radicale risposta
nel segno
dell’infamia
di «letteratura di prigionia», qui
nelle sue opere teatrali. intesa come detenzione per reati al destino di bambino
Come per Il nuvolo innamo- d'opinione. lasciato dalla madre
rato e altre fiabe (Mondadori, Una traduzione italiana di Au-
2000) - raccolta di favole popo- tobiografia è pubblicata in Poesie terra promessa o un inspera-
lari riscritte nella seconda me- d'amore, ma qui ci piace citare, a to approdo di pace, quell'assi- volti, con l'infimo al posto dell' l'opera della sua stessa ragio-
tà degli anni Cinquanta per i sinossi del romanzo, quella di milazione è apparsa sempre eccelso, il marchio dell'infamia ne costitutiva.
bambini o forse solo per quel mentre è costretto a una forzata Giampiero Bellingeri, parzial- come il luogo della vergogna come un segno d'elezione e la Così ha continuato fino alla
suo figlio lontano, nato dopo la reclusione in un capanno sperdu- mente inserita nella postfazione: e dell'abominio. Troppo pre- poesia intesa «come l'arte di fine la sua vita di emarginato
sua lunga prigionia - anche per to nell'Anatolia in attesa di capi- «… / a tre anni ero ad Aleppo nei sto e troppo radicalmente utilizzare la merda e farvela sempre in rivolta e in fuga, de-
questo suo romanzo/non ro- re se il cane che lo ha morso gli panni di nipote del Pascià / a di- aveva risposto al suo destino mangiare». dicando alla letteratura e al te-
manzo, Hikmet cerca, e trova, ha trasmesso la rabbia. ciannove a Mosca studente all' di bambino abbandonato dal- Rientrare nei ranghi, seppu- atro solo due brevi, memorabi-
una voce inusitata, un ritmo Ma accanto a questa narra- Università dei comunisti / … / ho la madre e cresciuto tra affidi re di fronte all'accoglienza li stagioni e alla fine votandosi
particolare, un artifizio lettera- zione in terza persona, d'improv- dormito nelle celle e in grandi al- e case di correzione sceglien- trionfale che la cultura france- a un silenzio che solo la passio-
rio che renda unico il suo lavo- viso e fin dalla prima pagina, ec- berghi / …/ e sotto i sessanta do come ribellione suprema se aveva riservato già ai suoi ne politica - le Pantere Nere, la
ro. E si inventa un doppio prota- co che appare un proseguo in pri- m'innamoro / così compagni quella di assumere orgoglio- primi scritti, avrebbe significa- banda Baader-Meinhof, la cau-
gonista. Quella che il narratore ma persona singolare. Eppure - miei insomma / se pure sto cre- samente il ruolo del paria e to non solo smentire una conce- sa palestinese - lo avrebbero in-
racconta è la storia di Ahmet, magia dell'arte? - le brusche ster- pando di tristezza qui a Berlino / improntando prima la vita e zione dell'esistenza dolorosa- dotto occasionalmente a inter-
un attivista che ripercorre le zate che accompagnano la totali- che da uomo son vissuto potrò poi anche l'opera a una scala mente maturata e tenacemen- rompere. E la sua opera - in
tappe salienti della sua vita tà del testo facendo diventare sempre affermarlo». di valori rigorosamente capo- te seguita, ma anche svuotare particolare quella narrativa,
Tuttolibri
SABATO 27 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA V

TOM ROBBINS, TRA FAVOLA E WIKIPEDIA «Cucitura», cioè aldilà di quel mondo comune che è alla fin Woodehouse. Un raccontino che induce a ben sperare nella
Sono la Fata della Birra fine «la schiuma che fluttua sul mondo reale».
Proprio a cavallo della Cucitura si colloca a sua volta questa
rinascita di una narrativa d'autore per famiglie, capace di
recuperare la voglia e il gusto dell'immaginazione anziché
= Si tratti di lager, di pilsner o di stout, la birra non deliziosa opera minore di Robbins, magica e surreale, concedersi alla virtualità virtuosistica della tecnologia.
rimanda soltanto alla chimica ma anche alla metafisica e irriverente e fiabesca, scanzonata ma lambìta dalle tristezze Come, su toni e timbri differenti, L'albero dei desideri, un
all'ermeneutica, al punto che se siete una vispa e irrequieta della vita, capace di strizzar l'occhio con divertita e divertente libretto scritto da William Faulkner nel lontano 1964 che
pargoletta di cinque anni (anzi, per l'esattezza, quasi sei) complicità ai capricci e ai pianterelli dell'infanzia e insieme alle rimanda ad Alice nel Paese delle Meraviglie e a Il mago di Oz
come Gracie, la protagonista di B come birra di Tom Robbins debolezze e alle miserie degli adulti: un incrocio solo di primo (tr. Luca Scarlini, ill. E Guazzelli, Donzelli, pp.60, €13,50).
(tr. Salvatore G. Fichera, ill. Leslie LePere, B.C.Dalai, pp.134, acchito assurdistico tra un manuale del fai-da-te, una scheda Perché non regalare ai propri pargoli cose del genere anziché
€14) e ne bevete per disperazione o per dispetto una lattina, di Wikipedia sulla storia di questa bevanda (inventata dagli il classico telefonino e leggerseli ogni tanto tutti insieme, con
vi può capitare di incontrare la Fata della Birra che, per dirla antichi Egizi ma esorcizzata dalle catechiste della scuola un risparmio ecologico di energia televisiva?
con le sue parole, non è né «una testimone di Geova» né «una domenicale) e una favola della buonanotte scritta a quattro Anche ad entrare in questo ordine di idee, può servire una
scout che vende biscotti», bensì una creaturina più minuscola mani da Lewis Carroll e Gianni Rodari e condita con un Fata della Birra.
della Trilly di Peter Pan, capace di farvi volare oltre la pizzico di domestico humour alla maniera del vecchio Ruggero Bianchi Tom Robbins

la nuova edizione delle Opere


narrative che Dario Gibelli e Un sogno Anni 50 Politici e intellettuali fuggiti dai Paesi
Massimo Fumagalli hanno cu-
rato per Il Saggiatore. In luogo comunisti a Parigi, quasi tutti ebrei, attratti da Israele
dell'ampia antologizzazione
dell'edizione precedente pro- MARIO

Nel bistrot finisce


BAUDINO
gettata da Giacomo Debene-
detti e curata nel 1975 da Gior- Il romanzo si apre con
gio Caproni, offre le traduzioni il funerale di Jean-Paul Sartre,
integrali dell'edizione canoni- nell’aprile del 1980, cui vengono
ca licenziata dall'autore, tre ad tributati «gli onori di un Hugo o
opera di Dario Gibelli (Notre- di un Tolstoj», e con la sconsola-
p Jean Genet
p OPERE NARRATIVE
p a cura di Dario Gibelli
e Massimo Fumagalli
p Il Saggiatore, pp. 1312, €55
p Il volume raccoglie Notre-Dame-
des-Fleurs, Miracolo della rosa,
Dame-des-Fleurs, Miracolo della
rosa e Querelle di Brest) e una
(Pompe funebri) di Yasmina Me-
laouah. Solo per Diario del la-
dro si è conservata la traduzio-
ne di Caproni, ma sottoposta a
ta riflessione sull’«assurdità di
rendere omaggio a un uomo che
si è sbagliato su tutto o quasi, co-
stantemente fuori strada, e che
ha usato il suo talento per difen-
dere con convinzione l’indifendi-
l’epoca di Sartre
Pompe funebri, Querelle di un rispettoso lavoro di unifor- bile»; ma al fondo non è il filoso- quelli che intercorrono fra la sco-
Brest, Diario del ladro mazione. fo, con tutti i suoi errori e la sua perta del Circolo e la sua fine. Gli
I testi - in cui figurano an- doppiezza intellettuale, il vero inguaribili ottimisti sono tali per-
che quelle due o tre pagine di bersaglio polemico di Jean-Mi- ché altrimenti non riuscirebbero
Un ritratto di Jean Genet Pompe Funebri che trentacin- chel Guenassia, avvocato parigi- a sopravvivere: fra loro c’è un me-
que anni fa Caproni aveva no noto anche come sceneggia- dico che fa il taxista, o un ex amba-
espunto perché «non facilmen- tore, che ha scritto un romanzo sciatore che campa di lavoricchi
te presentabili in italiano» - so- di formazione (e anche un ro- per i negozi di alimentari del quar-
con la sua ispirata celebrazio- no preceduti da un'Introduzio- manzo politico) senza acredine, tiere. Viene pagato con cibo che
ne del furto, della delazione, ne che svolge con estrema chia- semmai con un tono fra lo stupi- divide fra i suoi spesso affamatis-
della violenza, della prostitu- rezza ed efficacia la sua funzio- to e il malinconico. simi amici. C’è persino un ex gene-
zione maschile, del sesso e il ne didascalica senza cadere in Il club degli incorreggibili otti- rale dell’aviazione sovietica: lui pe-
suo fastoso e sconvolgente im- semplificazioni e senza elude- misti è stato in Francia un gran- rò è fuggito per amore, e per il re-
pasto di realtà e visione, raffi- re le questioni più controverse dissimo successo di pubblico, e sto continua a credere nell’Urss.
natezze preziosistiche e triviali e da una Cronologia di Albert anche di critica. E’ un libro bril- Ma c’è soprattutto il fatto, come
sgradevolezze - ha continuato lante, piacevole, di taglio narra- scoprirà Michel, che questi rifu-
a dividere il pubblico tra ammi- Una lettura seria tivo tradizionale (il protagonista giati sono quasi tutti ebrei: e a un
ratori entusiastici e nauseati è del resto un grande lettore, ap-
detrattori, così come era acca- e informata delle Opere passionato di scrittori russi); «Il club degli
duto fin dall'inizio con, da un la- narrative che col tempo ma nello stesso tempo è un ro-
incorreggibili ottimisti»:
to, Cocteau che l'aveva patroci- manzo-mondo, dotato di una no-
nata e Sartre che l'aveva esal- hanno molto affievolito tevole complessità e di grandi Guenassia ripercorre
tata come un'ascesi santifica- la loro forza di scandalo ambizioni. Guenassia racconta
i mille tradimenti
trice e Mauriac che l'aveva de- la sua educazione per così dire
finita escremenziale. Dichy, che di Genet è forse og- sentimentale incrociando gli an- Jean-Paul Sartre, ospite ed icona intellettuale del Café de Flore a Parigi di un secolo di ferro
Col tempo, la fila dei primi gi il massimo specialista. Non ni della guerra d’Algeria e so-
si è notevolmente ingrossata, manca nulla insomma perché prattutto della guerra fredda in ra come Compagnon de la Libéra- certo punto cominceranno a pen-
ma il contrasto tra queste posi- si possa affrontare una lettura una Francia Paese d’asilo, gene- tion, scrittore forse poco noto in sare seriamente di emigrare in
zioni estreme, anche se la criti- seria e informata di un'opera roso e avaro al tempo stesso. Il Italia ma popolarissimo in Fran- Israele, ponendo fine a quella che
ca - e Jacques Derrida in parti- che, come succede a tutte quel- club menzionato nel titolo è la cia, autore di una canzone che era per lui è la grande avventura intel-
colare - si è spinta molto avanti le che hanno infranto dei tabù polverosa stanzetta sul retro di stato una sorta di inno della Resi- lettuale e umana della vita.
nella decifrazione delle aporie e contribuito a spostare i limiti un bistrot molto popolare e fre- stenza francese. L’adolescente Si sentirà abbandonato, persi-
genetiane, è rimasto insanabi- convenzionali del lecito e del di- quentato: un club di scacchi, i Michel Marini, famiglia paterna no tradito. La religione, chiede,
le. C'è da sperare che i conve- cibile, ha oggi molto affievolito cui membri sono politici e intel- di immigrati italiani e materna, in- non era l’oppio dei popoli? E quelli
gni, le rappresentazioni e le la sua forza di scandalo. lettuali fuggiti dal comunismo vece, di buoni borghesi francesi, li gli rispondono: «Essere sionisti
pubblicazioni che si succede- Resta comunque un pasto reale, rifugiati ormai apolidi che scopre intenti a giocare a scacchi, non è essere religiosi». C’è un
ranno in questo periodo di an- di forti e contrastanti sapori, conducono una vita misera e as- mentre per caso si infila nella aspetto quasi ilare, scanzonato, in
niversari (il 19 dicembre ricor- adatto a lettori impavidi e non sai ciarliera ai margini della so- stanzetta del club. Verrà adottato un romanzo che ha al centro il tra-
reva il centenario della nascita troppo schizzinosi, i quali non cietà francese. p Jean-Michel Guenassia dalla composita confraternita lì dimento, anzi i mille tradimenti di
dello scrittore e il prossimo 15 mancheranno anche di apprez- Vengono aiutati finanziaria- p IL CLUB DEGLI riunita, che sembra riflettere nel un secolo di ferro. E una conclu-
aprile saranno venticinque an- zare, come un raffinato, inatte- mente, con discrezione, proprio INCORREGGIBILI OTTIMISTI suo sradicamento la stessa incer- sione dolceamara, che certo ne co-
ni dalla sua morte) aiutino non so dessert, le gustose e pene- da Sartre e da un altro perso- p trad. di F. Bruni tezza identitaria dell’io narrante. stituisce il fascino maggiore: an-
p Salani, pp. 701, €18,60
tanto a comporlo, quanto a tranti pagine critiche di Carlo naggio di primo piano nel Nove- p Il romanzo di formazione politi-
Il romanzo è un lunghissimo che gli incorreggibili gettano la
comprenderlo e ad accettarlo. Emilio Gadda che i curatori cento francese: Joseph Kessel, ca di una generazione flash-back, dal giorno del funerale spugna, ma a ben guardare mai
In questo senso è preziosa hanno messo in appendice. eroe antifascista, croce di guer- di Sartre agli anni fra il ’56 e il ’64, del tutto.

L
ars Kepler è lo pseudoni- dalle non chiare ambizioni, irri-
mo dietro al quale si na-
scondono i coniugi Ahn-
IL GIALLO NORDICO tabile e rancoroso.
Altro filone: quello della bel-
doril - Alexandra e Alexander PIERO SORIA lissima Saga Bauer, frustrata
- che da Stoccolma si sono av- rappresentante della Sapo, i ser-
viati sulla strada della gloria vizi segreti svedesi, sempre sul-
gialla con quello straordinario
Ipnotista indicato da alcuni
come la prima vera risposta al-
L’esecutore uccide l’orlo di una crisi di nervi in
quanto perennemente bistratta-
ta per essere la sola donna in un
la trilogia Millenium di Lars-
son. L’invenzione era stata
quella di far interagire, ma
con storie quasi autonome, lo
secondo Paganini clan del tutto maschilista. Infi-
ne, il diabolico burattinaio di
ogni mortale contrabbando, il
ragno Raphael Guidi, che impa-
psichiatra Erik Maria Bark e nia tutti nella sua micidiale rete
l’investigatore Joona Linna. Nuova torbida storia di Lars Kepler grazie al demoniaco «patto di
Un romanzo diviso in due, in
sostanza, che però confluiva in
dopo il grande successo dell’Ipnotista Paganini», che si basa sulla leg-
genda secondo la quale il virtuo-
un gran finale condiviso. so genovese avesse venduto l’ani-
Ne L’esecutore (trad. Bas- propria, per confluire infine nel- verso il Sudan. Per passare poi ma al diavolo pur di portare al-
sini, Corbetta, Fagnoni, Lon- lo stesso comune fiume logico. alla storia dei due fratelli Ries- l’estremo la sua arte.
ganesi, pp. 573, €18.60) la tec- Così, di volta in volta, si vie- sen, Alex e Robert: il primo, violi- Naturalmente densa e minac-
nica rimane grosso modo la ne catturati dalla vicenda perso- nista mancato, incapace di pren- ciosa è la presenza possente di
stessa: Linna si prende la sua nale di Penelope Fernandez, gio- dere sonno se non tra le braccia Joona Linna, temperata però da
metà. Ma il coprotagonista si vane pacifista nel mirino di un di una ragazzina disturbata, un innamoramento tanto genti-
scinde in tre-quattro per l’al- killer professionista per via di ora responsabile governativo le quanto inatteso. E dal suo ter-
tra metà. Facendo entrare in una fotografia in suo possesso per l’esportazione di armamen- ribile soggiacere a lancinanti
gioco, in una sorta di intelli- (ma di cui ignora fino in fondo il ti, succeduto al suo predecessore emicranie che lo annebbiano fi-
gente moltiplicazione, altret- valore dirompente) che ritrae impiccatosi, in modo del tutto in- no a perdere i sensi nei momenti
tante storie personali, ciascu- quattro volti compromessi nel spiegabile, al gancio del lampa- cruciali. Morti in quantità, rit-
na in grado di vivere di vita mercato clandestino delle armi dario di casa. Il secondo, liutaio, mo frenetico, buona scrittura.
R

VI Idee
AUGUSTO

I miti ROMANO

Il sodalizio tra Sig-


secondo Jesi mund Freud e Carl Gustav
Jung durò circa otto anni e fu
dai totem intenso e tormentato. La cor-
rispondenza tra i due fondato-
ai robot ri della psicoanalisi (Lettere
tra Freud e Jung, Bollati Borin-
ghieri) mostra in modo dram-
FURIO JESI matico le grandi aspettative
reciproche - Freud riteneva
Jung il suo erede spirituale e
p segue da pag. I
questi per qualche tempo con-
siderò Freud come un padre -
p
p
p
C.G. Jung
IL LIBRO ROSSO
a cura di Sonu Shamdasani
p trad. di Maria Anna Massimello,
ca: il mito gnostico della luce- e insieme il sorgere e il consoli- Giulio Schiavoni e Giovanni Sorge
materia, la discesa alle origini darsi di un conflitto che alla fi- p Bollati Boringhieri
della vita, i miti connessi al nu- ne portò Jung a una traumati- p pp. 371,€150
mero 4 e le quattro valenze del ca separazione. Jung cadde al-
carbonio - il mondo del picco- lora in una condizione di solitu-
lissimo, come copia in miniatu- dine e di disorientamento, ca-
ra del mondo del grandissi- ratterizzata «da un’interna op-
mo). III) Viaggi dell'«anima» pressione, a volte così forte da
(l'esperienza del grandissimo farmi pensare che potessi es-
e del piccolissimo - la vicenda sere affetto da qualche distur-
di Gulliver e quella di Alice - il bo psichico».
«viaggio» allucinatorio della Chi ha attraversato, o an-
droga - le calate agli Inferi - il che soltanto osservato, situa-
«mondo rovesciato» di Throu- zioni analoghe sa che esse pos-
gh the Looking Glass). sono avere esiti diversi: un Io
4. Dal «mondo rovesciato» passivizzato subisce lo stato di
alla «festa» in cui si sospendo- disagio che, restando incon-
no il tempo e le abitudini con- scio nelle sue radici, tende a
suete: necessità di ampliamen- cronicizzarsi e a progressiva-
to del tempo («festa» e «tem- mente peggiorare; oppure l’Io
po libero» - la festa mitica gre- può tentare di affrontare a oc- L’immagine grande è tratta dal
ca - la musica, la danza: Dioni- chi aperti l’inferno in cui è ca- «Libro rosso»
so, popolazioni «primitive», il duto e così, se la fortuna lo aiu- di Jung tradotto
mito della musica liberatrice - ta, uscirne rafforzato, portan- da Bollati Boringhieri.
musica underground - lo spet- do alla luce della coscienza © 2009 by Stiftung der Werke
tacolo teatrale (che evoca o nuove idee e nuovi progetti. von C. G. Jung / W. W. Norton &
crea miti) come «festa» collet- Lo storico della psichiatria H. Company, New York
tiva - il living Theater - il mito Ellenberger parla a questo
dell'attore o dell'attrice). proposito di «malattia creati-
5. Dal mito dell'attore/attri- va» e applica questo concetto
ce, al mito dell'«eroe» in gene- alle esperienze di squilibrio «Libro Rosso» Nell’Olimpo interiore di un padre fondatore della psicoanalisi: la su
re: ampliamento dell'io (l'eroe emotivo attraversate sia da
«positivo» e «negativo» - eroe Freud che da Jung: occasioni elaborazione, alla ricerca di un nuovo equilibrio, dopo la rottura con il «padre» Fr
nero -, e la donna mitica, nell' uniche di incubazione dei ri-

Ma che cosa vuole


antichità, presso i «primitivi», spettivi sistemi psicologici. Il
e oggi - il «Trickster», il mago - che mostra ancora una volta
l'occultismo, l'occultismo tec- come i mali più gravi possano
nicizzato (Batman) - due alter- essere occasione di decisive
native dell'eroe mitico attuale trasformazioni interiori.
il mito del leader autocrate e il Jung scelse la via del con-
mito dell'eroe benefico e pacifi- fronto e la percorse impavida-
co (come Gandhi o Schweit- mente, cogliendo il premio di ri-
zer) - un'alternativa all'eroe
fortemente personalizzato (ag-
gressivo o pacifico): l'eroe-sim-
bolo, il campione sportivo, il
cantante, ecc. - l'eroe come co-
lui che ha successo).
6. Miti della collettività: am-
pliamento delle strutture so-
tornare dal viaggio infero con
una personalità più solida e
con una più matura consapevo-
lezza della «realtà dell’anima».
Come ebbe poi a scrivere, «gli
anni più importanti della mia
l’inconscio da Jung?
co di circa quindici anni e i suoi sta operazione traccia di auto- pericoli dell’inconscio. mento di verità nel fatto stesso
ciali (l'eroe-simbolo, come em-
Un quaderno commenti spontanei, e lo ha fat- compiacimento; essa è sempli- La grandezza di questo libro dell’incontro con le immagini in
blema della società del benes- di fantasie, tra to in caratteri gotici, miniando i cemente la manifestazione tan- sta nell’essere l’illustrazione di cui l’inconscio si incarna. I con-
sere - l'Atlantide e le altre so- commenti spontanei capilettera, modificando a se- gibile del fatto che ogni impresa un metodo in azione: scene trat- cetti tornano a essere Potenze.
cietà perfette del mito antico - conda delle circostanze dimen- estrema, da cui facciamo dipen- te dalla vita interiore si dispiega- E dunque la piena legittimazio-
i miti moderni delle perfette e un profluvio sioni e colori delle lettere, e ag- dere il nostro destino, richiede no sotto i nostri occhi, in una for- ne della fantasia come strumen-
società future - un'alternativa: di pitture colorate giungendovi un profluvio di pit- un coinvolgimento totale, una ma a volte grezza a volte più raf- to di conoscenza ha come conse-
il rifiuto delle verità offerte dal- ture colorate: il tutto riprodotto fatica che è anche fisica. Al tem- finata, ma in cui sempre il denu- guenza un processo di rimitizza-
la scienza moderna e strumen- vita furono quelli in cui insegui- con grande cura, insieme alla po stesso, il monumento costrui- damento dell’anima ha una sin- zione che non ha forse eguali nel
talizzate nelle attuali struttu- vo le mie immagini interiori. A scorrevole traduzione italiana, to con tale suprema accuratez- cerità sconcertante. Il rapporto mondo contemporaneo. Di que-
re sociali: il mito come rifiuto essi va fatto risalire tutto il re- in questo volume meraviglioso, za rappresenta una sorta di con- con ciò che viene dal profondo è sto Jung era certamente consa-
del sistema, la contestazione sto. […]La mia vita intera è con- nel senso specifico di ciò che de- tenitore ideale, l’equivalente di messo sotto il segno della imme- pevole, come risulta dalla sua
giovanile - i miti delle «comu- sistita nella elaborazione di sta meraviglia. Non c’è in que- un gesto apotropaico contro i diatezza e trova il suo fonda- polemica antintellettualistica:
ni» hippies - un parallelo anti- quanto era scaturito dall’incon-
co: miti di iniziazione, gruppi scio, sommergendomi come
ristretti e vincolati da un mito una corrente enigmatica e mi-
da ripetersi - miti della cavalle- nacciando di travolgermi».

O
ggi pomeriggio andiamo
ria medievale - ieri e oggi, la
cerca dell'Oriente; l'alternati-
E’ un’affermazione che ci
permette di aprire le porte di
a restituire la visita a Ge-
sù!». Così si sentì dire
LONTANO E VICINO
va «di destra»: fondamenta mi- questo libro eccezionale. In es- dalla mamma il piccolo Arturo ENZO BIANCHI
tiche dallo Stato - la tripartizio- so non troverete ragionamen- Paoli, mentre assaporava una de-
ne mitica delle società indoeu- ti e teorie, o sarete voi stessi a liziosa cioccolata calda, offerta
ropee (G. Dumézil: sovranità
sacrale/ guerra/ produzione).
7. Miti della produzione e
formularli, astraendo dalla
fantasmagoria di immagini in
cui il libro consiste, col rischio
dal parroco ai bambini che ave-
vano appena ricevuto la prima
comunione. Il pomeriggio di quel
Arturo, nostro
del consumo: ampliamento
dell'attività e dei beni (miti sul-
le origini della metallurgia o
dei lavori artigianali in genere
però di perdere ciò che è es-
senziale. Essenziali sono ap-
punto le immagini, cioè le figu-
re parlanti che, emergendo
giorno di festa Arturo lo avrebbe
così trascorso in un ospizio per
anziani, dove la mamma rende-
va mille servizi, «visitando» Ge-
fratello cosmico
- il mito moderno dell'uomo dall’inconscio, intrecciano con sù nel povero dopo averne ricevu-
che «produce» - sua tecniciz- Jung dialoghi e azioni; e le im- to la visita nell’eucarestia. In «Ne valeva la pena»: il Novecento
zazione - il valore della cosa
prodotta - il "tesoro" dei miti
magini che, prendendo spunto
da quegli incontri, Jung stesso
quella semplice annotazione di
una madre mi pare racchiusa
di Paoli, «giusto tra le nazioni» Arturo Paoli compie 98 anni il 30 n
antichi e il moderno bene di dipinge. Giacché c’è del meto- l’intera esistenza - giunta in que-
consumo che dà prestigio - tec- do in questa follia. E il metodo sti giorni ai 98 anni - di un uomo pp. 236, € 16) ricostruisce con com- come destinatario privilegiato del- versitario, e il crogiolo del deserto
niche di «persuasione» che si consiste nel creare le condizio- di fede, di speranza e di carità: petenza, partecipazione e affetto la la buona notizia di una salvezza del Sahara plasmerà la tempra di
servono di elementi mitici - ni perché l’inconscio si manife- Arturo Paoli non ha fatto altro vicenda di un uomo che ha attra- che inizia già qui e ora. quest’uomo dalla profonda cattoli-
condizionamento delle scelte sti in figure e nel mettersi «se- che restituire continuamente la versato l’intero Novecento: brani «Giusto tra le nazioni» per la cità - cioè capace di pensare e vede-
di massa; miti antichi e «primi- riamente» a confronto con lo- visita a Gesù negli uomini e nelle di conversazioni con fr. Arturo, sua opera di protezione e salvatag- re la realtà nella sua dimensione
tivi» relativi alla sapienza e al- ro, comportandosi come se donne cui si è fatto prossimo. E in confidenze e documenti di amici e gio di diversi ebrei dopo le leggi universale -, ne farà un cristiano
la conoscenza - miti moderni fossero persone reali. Questo questo modo ha reso presente Ge- conoscenti, materiale fotografico e razziali, attivissimo protagonista mite e tenace come solo i miti san-
connessi alla cibernetica e all' è ciò che Jung più tardi chia- sù stesso agli ultimi, ai diseredati antologico ci consentono di conosce- dell’Azione cattolica a livello loca- no essere, capace ancora oggi di
automazione (come conclusio- mò «immaginazione attiva». e agli emarginati della storia: pa- re dal di dentro non solo un limpi- le come nazionale, Arturo Paoli proseguire la sua corsa, spenden-
ne del «mito della macchina») Il Libro Rosso testimonia rabola di questa accoglienza reci- do testimone del Vangelo, ma an- trova nell’intuizione profetica di dosi continuamente per quei pove-
- dal mito alchemico dell'ho- l’impegno, anzi la dedizione re- proca sono stati il pensare, il par- che le vicende della Chiesa italiana fr. Charles de Foucauld la tradu- ri presso i quali sa di poter «resti-
munculus di Paracelso e dal ligiosa con cui Jung ha condot- lare e l’agire di questo «piccolo e universale negli anni del fascismo zione più adeguata del suo anelito tuire la visita a Gesù».
mito qabbalistico del Golem al to questa impresa: egli ha in- fratello» universale. e del dopoguerra, delle speranze a una testimonianza radicalmente Interrogato sul suo passato, co-
mito dell'uomo non-uomo, il fatti trascritto in quel quader- Silvia Pettiti in Arturo Paoli. conciliari e delle attese latino-ame- evangelica: «uomo cosmico» lo ave- sì lungo e fecondo, fr. Arturo non
robot). no le fantasie prodotte nell’ar- Ne valeva la pena (San Paolo, ricane, della riscoperta del povero va definito un suo professore uni- può che affermare con forza: «Ne
R
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SABATO 27 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA VII

«Qualcosa accade sempre, noi


però non accadiamo, perché il Calasso Alla scoperta dell’India di tremila anni fa
nostro dio è malato […]L’abbia-
mo ucciso a forza di volerlo com- esplorando miti, divinità, rituali, simboli e mistica Letture
prendere». VIENNA 1938
L’Olimpo interiore di Jung ERNESTO

Sacrificarsi
brulica di figure, alcune davve- FERRERO Casa Freud
ro terrificanti. Qui ricorderò al- «Non ti preoccupare, = «Si entrava nell’edificio
meno quella di Filemone, mae- è letteratura», mi dice Rober- attraverso un portone ad
stro di imprendibilità, vecchio to Calasso quando gli confesso arco...». Berggasse 19,
saggio, misterioso, ambiguo, iro- la mia totale impreparazione l’indirizzo cardinale della

ma con ardore
nico, sibillino, mercuriale, sfug- ad affrontare un testo vertigi- psicoanalisi. Lo studio e la
gente, che tiene insieme gli op- nosamente complesso come casa di Sigmund Freud in un
posti e quindi conosce il «mon- L'ardore, settimo tassello dell' racconto per immagini
do di sotto» ma non è disposto a indagine che va conducendo (Abscondita, pp. 124, € 28).
parlarne, preferendo che l’adep- da quasi trent'anni anni e ha Lo stesso Edmund Engelman -
to ne faccia esperienza. Jung ri- preso avvio con La rovina di ritrattista princeps del
conosce questa dura saggezza: Kasch. Ho ancora negli occhi Professore e del suo mondo -
«Tu non sei il Salvatore che sta- lo stupore dei ragazzi indiani che le certezze (le presunzioni) duato di età barbariche. Eppure ci pongono con tanta elegante introduce la galleria
bilisce una verità eterna […]Cri- che al Festival di Jaypur, in del razionalismo occidentale il Cristianesimo si fonda sul sa- sottigliezza arrivano sì dalla not- fotografica: dallo studio alla
sto ha reso gli uomini avidi, per- gennaio, ascoltano rapiti la lec- sembrano a fine corsa. crificio del figlio di Dio per la sal- te dei tempi, ma risultano più cucina, dal gabinetto medico
ché da allora essi si aspettano tio magistralis dello studioso Tra raffinati scandagli eti- vezza dell'umanità, e il concetto utili delle banali risposte sempli- alla camera della figlia Anna.
doni dai loro salvatori, senza che, pur arrivando da tanto mologici e riflessioni antropolo- di sacrificio continua ad essere ficate che ci diamo per sopravvi- E’ il 1938, Freud, allargandosi
nulla dare in cambio. La virtù lontano, si muove con tranquil- giche, Calasso si interroga in legato, sia pure con qualche ec- vere. Specie in una società che, l’ombra nazista, ha appena
del donare è il manto celeste del la famigliarità nella matassa, particolare sul concetto di sacri- cesso retorico, a qualcosa di no- rimosso il divino, sembra aver ottenuto il permesso di
tiranno. Tu sei saggio, Filemo- labirintica ed elusiva, di miti ficio, che nell'età moderna le so- bile, di alto, di etico (specie rinunciato a rimettere in discus- lasciare la capitale austriaca
ne, non regali nulla». di fondazione che si inseguo- cietà secolarizzate rifiutano e ri- quando a sacrificarsi sono gli al- sione anche i propri strumenti per trasferirsi a Londra.
Qualcuno chiederà: «Ma, al- no, sovrappongono, contraddi- muovono infastidite come resi- tri). Le domande che i testi vedi- concettuali.
la fine, cosa vuole questo incon- cono. È quel che ci rimane dell' I SOGNI
scio da Jung?». Non mi dilun-
gherò su questo argomento, che
A libro aperto
Un testo di vertiginosa
va lasciato alla lettura parteci-
complessità, un viaggio = Inchiesta
pe. Dirò soltanto che l’intero Li- sull’Interpretazione dei sogni,
bro Rosso è attraversato da due nel vuoto cosmico fra i libri cardinali della
temi che si rincorrono e si so- modernità. In Sognare a libro
vrappongono costantemente. dell’inconoscibile, aperto (Bollati Boringhieri,
Uno è il tema della totalità, inte- una sfida letteraria pp. 237, € 22), Lydia Marinelli
so come esigenza di tenere insie- e Andreas Mayer raccontano
me gli opposti (conscio e incon- India vedica: una civiltà di tre- le vicende di un classico, la sua
scio, bene e male, e così via) al- mila anni fa che non ha lascia- genesi e la sua fortuna. Se
l’interno della psiche. L’altro è to monumenti in pietra o per- L’interpretazione dei sogni
quello della «via individuale»: sonaggi monumentali, come ricevette lo status di testo
«Esiste un’unica via, ed è la tua Hammurrabi o Ramses, ma si p Roberto Calasso fondante della psicoanalisi,
via; soltanto una redenzione, ed è espressa nelle parole di una p L'ARDORE questo si deve al fatto che essa
è la tua personale redenzione». lingua che è stata definita p Adelphi, pp. 529, € 35 era stata destinata a dare
sua L’intreccio di questi temi porta «perfetta», il sanscrito, e in testimonianza di un evento
in primo piano la funzione tra- una liturgia minutamente sta- unico e irripetibile:
reud sformatrice del cosiddetto male bilita e ossessionata dal sacrifi- l’autoanalisi di Sigmund
ed esita nella relativizzazione cio, dove la sfera del mistico e «Parinirvana», il nirvana come Freud».
dell’Io e delle sue certezze, nella del divino è una sorta di luna estinzione della sofferenza,
che si specchia nel mare di l’esperienza che segue la morte, in TUTTI I SEGRETI
«Gli anni più sangue degli animali uccisi; do- attesa della rinascita: scultura
ve l'esigenza del riscatto ri- tardo V sec. d. C., grotta 26,
Sul divano
importanti della mia guarda non solo gli uomini ma Ajanta (India), dal volume
vita furono quelli in tutto il vivente, nella sua totali- Buddhismo, edito da Electa
tà; e dove infine l'unico mo-
cui inseguivo le mie mento vero, e quindi reale, è

? immagini interiori»
valorizzazione del conflitto e, in-
fine, in un elogio del dubbio co-
me inizio della saggezza, «giac-
ché nel dubbio verità ed errore
si incontrano». Nessuna conso-
lazione, ma la piena accettazio-
proprio l'esperienza del divino
che nel sacrificio si realizza.
Nella loro «abissale eccen-
tricità» i ritualisti vedici ave-
vano il coraggio di affrontare
questioni cruciali: non offriva-
no soluzioni, ma sapevano iso-
lare e contemplare nodi che
La civiltà vedica
illumina
l’ombelico (nabhi) dell’universo.
D’altra parte Calasso ci indi-
ca come alla base del rito agisca
un processo, necessario e inelut-
tabile, di interiorizzazione indivi-
duale. Qui abbiamo un ulteriore
indizio dei modi in cui può esser-
si svolta la dialettica tra rito,

villaggi e foreste
ne della intrinseca contradditto- non si sciolgono. Non è detto, ascesi e ordine sociale. Mi riferi-
rietà del reale. dice Calasso, che il pensiero sco all’omologia che si compie
E per concludere: «Per colui possa fare molto di più. tra l’allontanamento, o segrega-
che ha visto il caos non c’è più Non usavano nemmeno un zione, degli dèi dagli uomini, di- Freud visto da Christian Moser
possibilità di nascondersi, egli apparato di simboli, che com- stanza questa che il sacrificante
sa piuttosto che la terra gli oscil- portano sempre una certa ALESSANDRO
MONTI
co nutrendolo: nel mito induista deve a sua volta porre in atto per = Un divano come biografo.
la sotto i piedi e sa che cosa si- precisione classificatoria. Il di Savitri è il padre stesso a gene- accedere al rito sacrificale. Il divano «vuota il sacco».
gnifica quel movimento. Ha vi- linguaggio vedico rimanda Roberto Calasso ci con- rarla, dentro di sé, dalla sua me- In un’ottica complementare, Christian Moser, saggista,
sto l’ordine e il disordine dell’in- piuttosto ad affinità, legami, duce con L’ardore nel cuore pul- ditazione. Ed è appunto da que- lo spazio sacrificale costituisce illustratore e autore di fumetti,
finito, sa dell’esistenza di leggi il- vincoli plurimi: assomiglia a sante della civiltà vedica e con sto incessante stordimento tra- un luogo intermedio tra il mondo immagina che in Sigmund
legali. Conosce il mare e non una rete, è una possibilità in grande efficacia ci parla della con- scendentale che ha origine il ta- degli uomini e quello degli dèi. Freud (Raffaello Cortina ed.,
può più scordarlo». cui l'analogico e il digitale, per trapposizione tra civitas, qui rap- pasmarga, la «via dell’ardore», Possiamo credo prolungare que- trad. di Anna Castelli, pp. 149,
usare concetti oggi usuali che presentata dal villaggio, luogo del- ed è forse così che nel mondo in- sto stato di mediazione nella figu- € 16) che il leggendario
Calasso utilizza per illumina- la convivenza, e la foresta, aran- duista si trascorre dall’ebbrezza ra interiorizzante del samnyasin, arredo di Berggasse 19 sveli i
re un contesto tanto remoto, ya, luogo che sembra negarsi alle mistica a fasi progressive e sem- di colui che compie l’atto ultimo e segreti del Professore. Nello
valeva la pena». Sì, come recitava riescono forse trovare una lo- leggi stesse del vivere sociale. pre più stringenti di omologazio- definitivo di rinuncia, uscendo co- studio e fuori di casa.
Pessoa: «Tutto vale la pena se ro composizione. E d'altra L’aranya è il luogo tradizionale ne del rito rispetto all'ordine so- sì dal mondo senza più rientrar-
l’anima non è piccola». E non è cer- parte le metafore con cui si dell’esilio e del romitaggio: vana- ciale. vi, a differenza del movimento di DA CIRCE A GIANO
to piccola l’anima di questo picco- esprimono quegli spregiatori prastha è ancora oggi nel lessico Quindi, bisogna partire dalle oscillazione a cui è tenuto il sacri-
lo fratello che ora, tornato nella della Storia e delle cronologie induista colui che si ritira nella fo- corrispondenze che la mente ve- ficante vedico.
Antichi miti
sua Lucca dopo essere passato fa- sembrano alludere proprio al- resta, vana, come stadio prelimi- dica voleva o cercava di allaccia- In definitiva, l’assorbimento = Un viaggio in tre tappe
cendo il bene per l’intera America le moderne cosmologie: il fuo- nare a una vita di completa rinun- re tra entità concettuali diverse. cognitivo del rito conduce all’imi- nella storia delle origini. Licia
Latina, si sente come una leggera co, a loro tanto caro, è quello cia. Tuttavia per la società antica, tazione attraverso l’omologia; da Ferro Monteleone racconta i
barca senza remi che si lascia por- del Big Bang originario; la fe- e a noi semisconosciuta dei Veda, Tra eremitica ascesi tale procedura che va oltre il rito Miti romani (Einaudi, pp. 421,
tare dalla corrente verso la foce roce guerra tra i Deva e gli la dialettica villaggio-foresta si po- puro e semplice può nascere il € 14, con un saggio di
tanto attesa e desiderata. Per il Asura, dèi e antidèi, evoca lo ne in modo diverso: la foresta è il e convivenza sociale, concetto di autorizzazione, ovve- Maurizio Bettini), da Giano, a
lettore risuona il dolce invito che scontro fra materia e antima- centro di un percorso nomade se- un eterno movimento ro la possibilità di fondare ciò Romolo e Remo, alle oche del
chiude queste pagine: «Guardate teria; gli antenati dei brahma- gnato volta dopo volta da Agni, il che è autorevole su confluenze di Campidoglio.
il vecchio dalla riva; avete tempo, ni risiedevano nei sette astri dio vedico del fuoco; i villaggi so- in avanti, il fuoco omologie tra il dio e chi all'origi- Luc Ferry illustra come
potete anche dialogare con lui per- dell'Orsa Maggiore ed erano no distrutti e ricostruiti altrove in sacro della meditazione ne lo nutriva per mezzo del sacri- «imparare a vivere» con La
ché l’acqua scorre molto lentamen- capaci di inghiottire intere un eterno movimento in avanti, ficio. Questa forma introiettata saggezza dei miti (Garzanti,
novembre te... Non temete: l’Amico lo tiene parti dell'universo, proprio ma il villaggio stesso è il luogo in Strumento di questa ricerca, di cibo ci conduce al tapas, un ca- pp. 372, € 18, traduzione di
per mano, soavemente o con ener- come i Buchi Neri. cui ardono di continuo i fuochi ri- che la successiva filosofia advai- lore che cuoce salendo alla bocca Emanuela Lana): nella
gia, e non lo lascerà fino all’incon- Se i celebranti sono dei pas- tuali e dove s’innalzano rustici al- ta della non-dualità potrà defini- dello stomaco e alimentando l’es- mitologia vedendo «una
tro con l’Infinito». seurs che non si stancano di tari per i sacrifici, presto inghiot- re del principio unico, era il sacri- sere con il cibo degli dèi. È in tale preistoria della filosofia, di cui
Sì, Arturo Paoli è stato ed è un mettere in comunicazione vi- titi dalla foresta. Ancora oggi nel ficio, la cui meticolosa e ripetiti- prospettiva che il termine tapas, è indispensabile lo studio per
autentico testimone del Vangelo ta, morte e rinascita, i testi ve- lessico induista agnihotri è l’appel- va osservanza ritualistica finì ascesi, non può essere assoluta- comprendere non solo la sua
nei nostri giorni. A volte non mi so- dici rappresentano un'esplora- lativo riservato a un brahmano con l’essere equiparata al modo mente confuso con la voce vrata, nascita, ma anche la sua
no trovato d’accordo con le sue po- zione dell'«inesplicito illimita- che nella sua dimora tiene acceso di vita ascetico. In altre parole, è penitenza. Quest’ultima indica natura più profonda».
sizioni, ma ho sempre nutrito to» in cui il rischio continuo un fuoco sacro perenne. forse lecito dire che al fuoco conformità ai modelli dharmici, Sul Mito di Circe si
grande rispetto e riconoscenza ver- del naufragio fa parte del gio- Da questo «ardore», che apre esterno del sacrificio, da cui è co- l’adeguarsi a valori prestabiliti. soffermano Maurizio Bettini e
so di lui. Per questo ho provato tri- co, è quasi un desiderio incon- strade nella foresta e nello stesso stituito lo spazio consacrante la Ne fanno fede i miti in cui Kali la Cristiana Franco (Einaudi, pp.
stezza quando, al suo rientro in scio, un'uscita dal sé per im- tempo vede il villaggio come tap- comunità, si sostituisce il fuoco Nera si sottopone come sposa di 402, € 28), ovvero immagini e
Italia, gli fu impedito di prendere mettersi nel vuoto cosmico pa di un errare che si lascia alle interno nato dalla meditazione: Shiva a estenuanti vrata per di- racconti dalla Grecia a oggi.
la parola in un’importante assem- dell'inconoscibile. È la sfida spalle ciò che si è costruito, na- un nutrimento interiore che a ventare la candida Parvati, o di Nei secoli dei secoli, tra
blea ecclesiale. Il lavoro della Pet- impossibile che la vera lettera- sce il concetto di tapas, un calore sua volta genera vita. come la moglie induista sia pati- letteratura, arte, film (come
titi rende giustizia anche di que- tura si propone da sempre e che scalda l’interno del corpo e Al principio di tutto vi è il sa- vrata, colei che pratica vrata a be- Ulisse di Camerini, con Silvana
sta ferita gratuita. che Calasso ha fatto sua, visto sale sino alla bocca dello stoma- crificio (yajna), che rappresenta neficio del marito. Mangano e Kirk Douglas.
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Visioni SABATO 27 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA IX

GRAPHIC NOVEL DAL RACCONTO DI BARICCO Perché Senza sangue è intimamente una closure; una quell'inferno, l'aveva (quasi) tratta in salvo.
Senza sangue in bianco e nero vicenda di cui si racconta solo lo stretto necessario, che
s'affida, per essere colmata e definita, alla complicità di chi
Tito Faraci si attiene con fedeltà al racconto nella prima
parte, lo trasforma con rispetto nella seconda: traduce, e
= La vera storia di Novecento affidata alla matita la riceve, e che, per questo motivo, richiede al lettore una non tradisce. Gioca con i piani temporali e con lunghe
disneyana di Giorgio Cavazzano, il sodalizio tra Tito certa passione creativa. Insomma, una storia che esige di sequenze mute. Mette al centro il disegno, al posto della
Faraci e Alessandro Baricco si rinnova nella trasposizione essere abitata con generosità. Nina, da piccola, sopravvive parola. Francesco Ripoli si affida alla sola matita morbida -
a fumetti di Senza sangue (Edizioni BD, pp. 92, €18), a una rappresaglia: una guerra come tante, una vendetta. niente inchiostro, niente colore - e la scelta è vincente. La
romanzo breve uscito per Rizzoli nel 2002. Al tavolo da Forse persino giusta, quella vendetta. Ma nella vendetta si pastosità del tratto affonda personaggi, azioni e luoghi
disegno, questa volta, troviamo Francesco Ripoli, di cui fa strada un gesto di improvvisa generosità, che penetra il nella polvere del paese sudamericano in cui la storia è
vi consiglio anche Ilaria Alpi edito da BeccoGiallo. rancore e resta sepolto a lungo, in attesa di germinare. ambientata (non è dato sapere quale), e nella nebbia
Bene, se è vero che il fumetto si fonda sulla closure, ossia «Non si può seminare, senza prima arare» dice Pedro densa della memoria, quella nebbia che avvolge i ricordi di
il completamento per inferenza in base all'esperienza - in Cantos a Nina. «Prima si deve spaccare la terra». Nina, la vita di Pedro Cantos, e, forse, il dolore di intere
pratica lo spazio bianco tra una vignetta e l'altra -, allora Anni dopo, Nina decide di tornare indietro, fino all'inferno generazioni.
Senza sangue aveva un destino segnato (o di-segnato). che l'ha data alla luce, e abitare al fianco di chi, da Fabio Geda Una tavola di Ripoli

FRANCESCO riconduce ai concetti di travi-


TROIANO
sato decoro, di malintesa di-
Che ci crediate o gnità già della dittatura il lu-
no, la prima opera censura- dibrio inflitto a Totò e Caroli-
ta, sotto l’Ancien Régime, na (1953) di Monicelli, reo di
fu la Bibbia, dato che il cle- dipingere le forze dell’ordine
ro voleva esserne l’unico in- in maniera poco rispettosa,
terprete: avere accesso al se non di sovversione (per-
testo sacro, avrebbe con- ciò, ai lavoratori diretti a un
sentito di contestar l’ordi- incontro sindacale cantando
ne costituito. Così, con una Bandiera rossa, era messo in
divertita ironia mai disgiun- bocca un canto di origine
ta da vis polemica s’espri- montanara).
me Jean-Luc Douin - firma Coerentemente, in perio-
cinematografica di Le Mon- di successivi, tutti i nostri
de e romanziere - introdu- principali autori - da Fellini
cendo il proprio Dizionario ad Antonioni, da Pasolini a
della censura nel cinema. Bertolucci - incapperanno
Il notevole interesse su- nelle ire della censura: che,
scitato dall’argomento è col pretesto di tutelare la mo-
corroborato da curiosità, Da sinistra: il manifesto della versione rale pubblica, colpisce le
notizie, aneddoti, che ren- francese di «La dolce vita»; tre scene, idee ed il pensiero non alline-
dono il libro gustoso (anche rispettivamente, da «L’Impero dei ato. Ovviamente, pure al-
se non privo d’inesattezze sensi», «Ultimo tango a Parigi» e l’estero l’insofferenza per il
rilevanti, aggravate da una «Bella di giorno» talento scomodo a volte s’è
traduzione ch’è eufemisti- fatto sentire: basti pensare
co definire approssimati- alle peripezie patite dai film

Nel «Dizionario» Cinema e censura Scene e battute tagliate, Sesso, politica, religione
di Jean-Luc Douin, le tre cause delle forbici:
firma di «Le Monde», divieti e sequestri: una storia dell’intolleranza da Visconti a Fellini,
film e autori vittime da Chaplin a Totò,
della pubblica morale
va): fa sorridere che un ba-
cio in The Kiss (1896) fosse
all’epoca considerato «be-
La ghigliottina da Buñuel a Oshima
di Buñuel nella Spagna fran-
chista, od al destino subito
da L’impero dei sensi di Nagi-

su quel ben di Dio


stiale» e «disgustoso» da sa Oshima in patria.
un critico, che un’innocua p Jean-Luc Douin Insomma, la ghigliottina
scena di danza del ventre p DIZIONARIO DELLA CENSURA dell’intolleranza mai manca
in The Serpentine Dance ve- NEL CINEMA di sostenitori; lo dimostra,
nisse occultata da delle stri- p a cura di P. Bignamini ancora una volta, Censurato!
p Mimesis, pp.624, €28
sce bianche per maschera- - Come ho messo il bavaglio ai
re gli ancheggiamenti lasci- solo prove di libertà», ag- me nel dopoguerra. Scopria- liticamente corretto», che comici più pericolosi d’Ameri-
vi della protagonista. TRE ESEMPI giungendo poi che la libertà mo, così, che il regime racco- mirerebbe in maniera indi- ca (Sagoma editore, pp.250,
La censura - annota inol- Il seme della violenza (1955) di infinita non può esser che mandava d’ignorare «il cine- retta ad omologare le opere €18), in cui William G.
tre l’autore - è versipelle: Richard Brooks, riflessione sulla «d’essenza divina. Un’uto- ma di propaganda dell’ebreo d’arte, tagliando ogni guizzo. Clotworthy - che in 42 anni
può essere emanata dall’al- criminalità giovanile, provocò pia»; di contro Théodore Chaplin» nel ‘41, ma che in Tornando in Italia, va sot- di carriera ha limato infinite
to (ministri) o dal basso (as- proteste («la gioventù del mio Schroeder, che dedicò tutta epoca democristiana - per fa- tolineata la continuità censo- lingue taglienti, da Eddie
sociazioni a difesa del buon- paese è stata calunniata», la propria esistenza al tema, re solamente un esempio - in ria: se, per dirne una, Mario Murphy a Robin Williams -
dichiarò l’ambasciatrice degli
costume); mutila, taglia Usa Claire Booth Luce).
sosteneva che «l’oscenità Bellissima (1951) di Visconti Gromo - critico cinematogra- narra del proprio lavoro di
(una frase, una scena); po- All’anteprima de La dolce vita non è che una condizione del- veniva eliminata la battuta fico de La Stampa - notava forbici sulla comicità in tele-
ne divieti (ai minori, a tut- (1960, Fellini e Mastroianni lo spirito di chi legge o chi «chi se lo gode questo ben di che sotto il fascismo «il delin- visione, negli Usa.
ti); agisce sia prima delle ri- sfuggirono a stento al linciaggio. guarda». Dio», poiché detta espressio- quente è eliminato dallo Tutto fino al giorno in cui
prese (in fase di sceneggia- L’Osservatore Romano chiese Pur se il volume è prevedi- ne era adoperata per indica- schermo perché, nell’Italia ci si deciderà a rispettare pu-
tura) che durante o dopo; che il negativo venisse bruciato. bilmente francocentrico nel- re le carni rigogliose di una fascista, la delinquenza non re sull’argomento quanto
sequestra, requisisce, con- Per Viridiana (1961) Luis Buñuel le sue scelte, si occupa di donna! Ed è non meno inte- esiste», non si può non con- esaltato dai giudici nel ver-
danna i negativi al rogo. fu citato in tribunale a Milano, molti Paesi, adoprando ad ressante notare come Philip- statare come nel periodo detto di Norimberga, vale a
Con amarezza, lo storico condannato ad un anno di esempio Brancati per ritrar- pe Sollers, nel suo L’infini 1947-1962 ben 1569 film su dire «il valore irrinunciabile
prigione qualora avesse messo
Pascal Ory affermava «non piede in Italia.
re l’asfittica temperie cultu- (Gallimard, 1991), denunci il 5000 sian scartati, tagliati o di ogni essere umano consi-
c’è libertà di espressione, rale d’Italia, nel fascismo co- nuovo conformismo del «po- vietati ai minori di 16 anni. E derato individualmente».

GIORGIO L'autore ha il dono della


PESTELLI Opere teatrali Uno sguardo che chiarezza e della sintesi (basta
Che in Mozart il musi- vedere come riesce in mezza
cista e il drammaturgo siano illumina il genio e il sommo artigiano pagina a raccontare la trama
una sola persona, che la sua delle Nozze di Figaro), ed è un

Serio, buffo,
musica non sia un'aggiunta piacere seguirlo nel soppesare
ma la sostanza del suo teatro, oscillazioni e differenze fra te-
sono opinioni confortate da sto e musica, o nel tracciare
una lunga tradizione critica e quelle interferenze fra tradizio-

tedesco: Mozart
oggi entrate ormai nella cultu- ni diverse (vocali e strumenta-
ra diffusa. li) così congeniali a Mozart.
Ma nel saggio sulle sue Alle spalle di questo libro co-
Opere teatrali Schmid analiz- p Manfred Hermann Schmid sì essenziale in realtà formicola

che attor segreto


za e descrive proprio questo p LE OPERE TEATRALI DI MOZART tutto il Settecento teatrale, e
fare teatro «attraverso la mu- p trad. di Elisabetta Fava Una scena dal «Don Giovanni» dalla somma di tanti particola-
sica», ed è naturale che una p Bollati Boringhieri, pp. 131, €17 ri salta fuori un Mozart sfaccet-
descrizione così centrata sul tato, innamorato della melodia
linguaggio musicale porti tal- italiana, ma che preferiva i
volta il discorso nel campo co, si trova e si rigira fra queste introduttivi su lingue e generi porre che l'opera fosse perti- Clemenza di Tito per la prima, francesi per l'«effetto dramma-
tecnico; ma sempre con misu- pagine come a casa sua; ma an- del teatro mozartiano, nascita nenza esclusiva del cantanti. Nozze di Figaro, Don Giovanni tico» e più di tutto avrebbe vo-
ra, e senza la minima enfasi che il lettore comune verrà cat- e produzione, forme e tecniche Eppure è soltanto l'orchestra a e Così fan tutte per l'opera buf- luto creare una grande opera
accademica, l'autore riesce a turato da uno sguardo che in- musicali: cioè l'ossatura di procurar loro lo spazio acusti- fa, Ratto dal serraglio e Flauto tedesca precorrendo i tempi.
parlare di tonalità, associazio- crocia dall'alto i generi, le lin- Aria, Recitativo, Concertato, co immaginario dentro cui pos- magico per quella tedesca; ma Degna del contenuto l'elegante
ni fra voci e strumenti, timbri gue, le tradizioni nazionali con Coro, più un capitolo magistra- sano muoversi. Questo spazio senza rigidezze: ad esempio, stampa dell'editore, da elogia-
orchestrali, struttura dei ver- la lettura ravvicinata di quei le su l'orchestra di Mozart, «at- possiede luci e ombre, si schia- queste ultime due, pur essen- re anche per il tempismo e per
si, sensibilità per i suoni e gli particolari che di colpo illumi- tore segreto», di cui spettatori risce e si rabbuia»). do in lingua tedesca sono ope- la traduzione curata da Elisa-
accenti anche di entità mini- nano insieme il genio e il som- e recensori del tempo nemme- Quindi tre capitoli su Ope- re del tutto diverse, appunto betta Fava, di cui il meglio che
me fino alla sillaba. mo artigiano. no notavano l'esistenza («se esi- ra seria, Opera buffa, Opera te- perché la loro natura è decisa si può dire è che non sembra
Il lettore che già conosce il Primo pregio del libro è la stessero solo le fonti letterarie - desca, e per ogni categoria le da musiche di origini e intenti una traduzione, tanto la lingua
Don Giovanni o Il flauto magi- sua densa brevità: tre capitoli scrive Schmid - dovremmo sup- opere esemplari, Idomeneo e differenti. è sciolta e appropriata.
.

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X Classifica SABATO 27 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA

E
co scende, Faletti sale: ma per ora il Falsario resi- i primi 10 sale McEwan, unica oasi di letteratura che pre- l’Olimpo il Percy Jackson (altra sinergia libro e film) che
AI PUNTI ste al primo posto, secondo la Nielsen che rileva le scinde dai dettami della fabbrica del bestseller, favorito pe- guida una sempre magra ed ansimante tabella dei ragazzi,
LUCIANO GENTA vendite nelle sole librerie, esclusa quindi la grande rò dal passaggio in tv chez Fazio. Come il maestro Muti, se- in attesa dell’ossigeno natalizio. Mentre in fondo alla «va-
distribuzione, terreno di conquista più propizio, si presu- condo in saggistica, dove al 5˚ posto si affacciano Fruttero ria» entra Forattini con Siamo uomini o giornalisti? Do-
me, per il Venditore di donne, e origine delle differenze tra & Gramellini con la loro sapida storia patria in 150 date. E manda da girare al Fido Fede che vorrebbe «menare» gli
Maratona i «campioni» statistici degli istituti di ricerca che redigono
«diverse» classifiche per i giornali (e gli editori). Sta di fat-
sempre la popolarità mediatica è un probabile volano per
la Bignardi e la Gamberale, nella narrativa italiana. La se-
studenti in piazza con i loro libri di gommapiuma a far da
scudo, dal Chisciotte del Cervantes all’Arturo della Mo-
to che i 100 punti di Sabatini valgono per noi un po’ più di conda novità della settimana nel gruppo di vertice, Tor- rante. «Gentaglia» per lui, mentre Elsa - che ci lasciava più
tra il falsario 16 mila copie, e Bravo ne conta un migliaio di meno. Sfida
dunque più che mai aperta, gara di resistenza di qui al Na-
ment di Laren Kate, rivelatasi con Fallen, conferma la
mielosa e romantica attrazione per angeli e demoni, ag-
tristi e soli proprio 25 anni fa (e ieri celebrata, deo gratias,
da Radiotre) - li avrebbe annoverati tra i suoi ragazzini

e il venditore tale, bipolarismo tra due aree di pubblico, due diversi modi
e stili di confezionare e condire il «romanzo popolare». Tra
giornati all’epoca degli sms, eterna metamorfosi del fotoro-
manzo. Così come adatta al contemporaneo dei e miti del-
pazzarielli, dediti al «boicottaggio sistematico della Gran-
de Opera»: sovvertire l’ordine ma per «salvare il mondo».

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 58 43
1 2 94
3 4 53
5
Il cimitero Appunti Io e te Il sorriso Cotto
di Praga di un venditore di Angelica e mangiato
di donne
ECO FALETTI AMMANITI CAMILLERI PARODI
BOMPIANI B. C. DALAI EINAUDI SELLERIO VALLARDI

39 34 31 27 24
6 7 8 9 10
Le ricette La caduta Solar Torment L’oroscopo
di casa Clerici dei giganti 2011

CLERICI FOLLETT MCEWAN KATE FOX


RIZZOLI MONDADORI EINAUDI RIZZOLI CAIRO PUBLISHING

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Il cimitero di Praga 100 1. La caduta dei giganti 34 1. La manomissione delle parole 21 1. Cotto e mangiato 43 1. La solitudine dei numeri primi 16 1. Il mare dei mostri 12
ECO FOLLETT CAROFIGLIO PARODI GIORDANO RIORDAN
19,50 BOMPIANI 25,00 MONDADORI 13,00 RIZZOLI 14,90 VALLARDI 13,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

2. Appunti di un venditore... 94 2. Solar 31 2. Prima la musica, poi le parole 16 2. Le ricette di Casa Clerici 39 2. Gomorra 13 2. Sesto viaggio nel regno... 7
FALETTI MCEWAN MUTI CLERICI SAVIANO STILTON
20,00 B. C. DALAI 20,00 EINAUDI 20,00 RIZZOLI 15,90 RIZZOLI 10,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

3. Io e te 58 3. Torment 27 3. Il cuore e la spada 16 3. L’oroscopo 2011 24 3. Il piccolo principe 11 3. Addio, Fairy Oak 6
AMMANITI KATE VESPA FOX SAINT-EXUPERY GNONE
10,00 EINAUDI 17,00 RIZZOLI 22,00 MONDADORI 10,00 CAIRO 7,50 BOMPIANI 15,90 DE AGOSTINI

4. Il sorriso di Angelica 53 4. L’uomo inquieto 17 4. La pancia degli italiani 15 4. L’unica cosa che conta 11 4. La regina dei castelli di carta 8 4. Finale a sorpresa 5
CAMILLERI MANKELL SEVERGNINI MORELLI LARSSON GARLANDO
14,00 SELLERIO 19,00 MARSILIO 16,00 RIZZOLI 17,50 MONDADORI 13,80 MARSILIO 11,00 PIEMME

5. Momenti di trascurabile... 23 5. L’esecutore 16 5. La patria, bene o male 14 5. Tutto quello che non vi ho detto 10 5. Uomini che odiano le donne 8 5. Il mio primo dizionario. Nuovo MIOT 4
PICCOLO KEPLER FRUTTERO & GRAMELLINI BRIGNANO LARSSON -
12,50 EINAUDI 18,60 LONGANESI 12,00 MONDADORI 19,90 RIZZOLI 13,80 MARSILIO 9,90 GIUNTI JUNIOR

6. XY 20 6. Una ragazza da Tiffany 11 6. I segreti del Vaticano 13 6. I cinque tibetani 7 6. La bellezza e l’inferno 8 6. La storia di Cyrano... 4
VERONESI VREELAND AUGIAS KELDER SAVIANO BENNI
19,50 FANDANGO 18,00 NERI POZZA 19,50 MONDADORI 8,90 MEDITERRANEE 10,00 MONDADORI 12,90 L’ESPRESSO

7. Un karma pesante 20 7. Mangia prega ama 10 7. Terroni 13 7. The secret 7 7. Il giorno in più 8 7. Arriva Babbo Natale 4
BIGNARDI GILBERT APRILE BYRNE VOLO D’ACHILLE & WOLF
18,50 MONDADORI 18,50 RIZZOLI 17,50 PIEMME 18,60 MACRO EDIZIONI 12,00 MONDADORI 3,50 DAMI

8. Leielui 17 8. Le valchirie 9 8. Profumo di lavanda 13 8. È facile smettere di fumare... 7 8. L’ombra del vento 8 8. Rapunzel. L’intreccio della torre 4
DE CARLO COELHO BROSIO CARR RUIZ ZAFÓN -
18,50 BOMPIANI 18,00 BOMPIANI 19,50 PIEMME 10,00 EWI 13,00 MONDADORI 3,50 WALT DISNEY

9. Le luci nelle case degli altri 14 9. Limit 8 9. Leopardi 12 9. Instant English 7 9. È una vita che ti aspetto 7 9. La storia de I promessi sposi 4
GAMBERALE SCHÄTZING CITATI SLOAN VOLO ECO
20,00 MONDADORI 23,50 NORD 22,00 MONDADORI 16,90 GRIBAUDO 9,00 MONDADORI 12,90 L’ESPRESSO

10. Canale Mussolini 14 10. Cerulean 8 10. Viaggi e altri viaggi 12 10. Siamo uomini o giornalisti? 5 10. Un posto nel mondo 7 10. Babbo Natale. Premi e ascolta 4
PENNACCHI HAMILTON TABUCCHI FORATTINI VOLO WOLF
20,00 MONDADORI 19,60 NORD 17,50 FELTRINELLI 18,50 MONDADORI 12,00 MONDADORI 8,90 DAMI

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 14 AL 20 NOVEMBRE.

C L’
ultura: la parola più abu- Intanto la De Ferrari, 1300 tito- orologio della stazione è skij. Il saggio è sesto in classifica, e
sata, il valore più calpe- PROSSIMA li in catalogo, 100 novità l’anno, sempre fermo all’ora del- CHE LIBRO FA nel sito Ozon.ru, la più grande libre-
stato. Non da tutti, per sforna il suo «pacchetto» natalizio: la tragedia, le 6,05 del ria online russa, i commenti a que-
fortuna. Anche nella nostra edito- MENTE dalla Milano della mala il cui au- mattino. Adesso che il 20 novem- ...IN RUSSIA sta ennesima ricostruzione degli ul-
ria esistono isole «felici». La buo- MIRELLA APPIOTTI tore Roberto Caputo è lo stesso che bre è passato, bisognerà aspettare GIOVANNA ZUCCONI timi giorni di Tolstoj sono entusiasti-
na notizia arriva da Genova, do- a fine estate ha rinunciato alla can- un altro secolo perché venga solen- ci. Il vegliardo che fugge dal mondo
ve sta nascendo una University didatura per le primarie Pd, al li- nemente celebrato l’anniversario e da se stesso rimane una metafora
Press grazie all’accordo di colla-
borazione tra l’Ateneo e la De
D’Annunzio bro-intervista a Marta Vincenzi,
primo sindaco donna di Genova do-
della morte di Tolstoj. Nella sta-
zioncina di Ostapovo il weekend
Tolstoj ossessiva per i russi.
Ma la giuria dei lettori del pre-
Ferrari, sigla molto radicata nel
territorio quanto di respiro nazio-
nale. «Andiamo finalmente ad
accende po 38 uomini, al singolare D’An-
nunzio il genovese di Anita Ginel-
la che testimonia il legame del Va-
scorso c’erano, sotto la pioggia, pa-
recchi visitatori e poche autorità.
Cento anni prima la morte dello
e il conte mio Bol’saja Kniga, a dire il vero,
aveva scelto non la biografia di un
padre della patria, bensì un libro as-
accrescere il numero delle editrici
italiane di eccellenza - dice il pro-
la Lanterna te con la città della Lanterna. E,
per non farci mancare niente, pre-
scrittore era stata uno dei grandi
eventi mediatici pretelevisivi, con
Thriller sai più disturbante: T di Victor Pele-
vin, ambientato in una stralunata
rettore Pino Boero, che coordina senterà, a dicembre, anche il suo migliaia di persone attendate lun- Russia zarista che illumina con la
il comitato editoriale del nuovo contributo patriottico a cura di go i binari in attesa e in preghiera, sua potenza visionaria ciò che acca-
marchio - la nostra città merita Francesco De Nicola: Italia chia- e migliaia di telegrammi che an- de nella Russia di oggi. Protagoni-
di allinearsi a Milano, Bologna, mò - 150 anni di storia italiana nunciarono simultaneamente al sta è il conte T, che come il conte
Roma sul terreno di una comuni- nelle pagine degli scrittori liguri mondo il suo ultimo respiro. Tolstoj si schiera dalla parte degli
cazione ad alto profilo». All’inizio del 2011 le prime usci- dove accanto ad un gruppetto di Cento anni dopo, cioè la setti- I lettori invece continuano a leg- umili: ma la sua versione della resi-
E Fabrizio De Ferrari, al ti- te: diritto, medicina (Si fa presto a «quasi dimenticati» (da Manneri- mana scorsa, solito divario fra uf- gerlo, molto, ovunque, senza paure, stenza nonviolenta al male è, meno
mone della «ditta» fondata dal dire Alzheimer), trasporti (Char- ni sodale di De André a Ghiglione, ficialità e popolo. Imbarazzate le nel centenario e certamente anche ol- classicamente, un’arte marziale che
padre 25 anni fa, sottolinea: «La teryachts, frutto di studi rigorosi poeta legato a Caproni) campeg- gerarchie pubbliche, e stitiche nel- tre: Tolstoj è cult in Cina, in Giappo- permette di uccidere i nemici senza
Genova University Press è il con- per un tema «gossiparo»), tenendo giano i grandi: De Amicis e Ruffi- le celebrazioni, forse perché ne, e pure in Russia. Il premio toccarli, dunque in effetti senza vio-
cretizzarsi di un progetto nel qua- d’occhio anche il lettore generali- ni, Sbarbaro, Montale, Calvino. Ci Tolstoj fu scomunicato, e la scomu- Bol’saja Kniga, cioè Grande Libro, lenza. È un thriller, è satira, è un ro-
le la casa editrice ha fortemente sta. «Non ci chiuderemo - assicura sono Sanguineti, Fusco, Biamonti. nica confermata nel 2001 (ancora premio importantissimo attribuito manzo vitale. Chissà se in quest’an-
creduto e implicitamente il rico- il prof. Boero - dentro la torre del E Orengo con La curva del latte: in vita, fu definito simultaneamen- da critici e lettori, è appena andato no di celebrazioni la nuova letteratu-
noscimento del lavoro svolto in testo iperspecialistico, ma apertu- essere anche «ligure» a Nico non te «il più grande credente cristia- a Lev Tolstoj: Begstvo iz raja, cioè ra russa perforerà il ghiaccio dei let-
questo quarto di secolo». ra totale e presenza in libreria». sarebbe per nulla dispiaciuto. no» e «il più grande degli atei»). «fuga dal paradiso», di Pavel Basin- tori occidentali.
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Diario di lettura SABATO 27 NOVEMBRE 2010
LA STAMPA XI

Giulia Maria Crespi

La Signora del paesaggio


RENATO che a chi governa oppure, se
RIZZO
si decide di non farsi intimi-
Il titolo del libro dire, occorre avere una buo-
che più ama sembra quasi na dose di coraggio».
un oroscopo azzeccato, C’è davvero poco rosa sul-
una coincidenza esistenzia- l’orizzonte della «sua» Ita-
le: Vita e destino, di Vasilij lia, signora Crespi.
Grossman. Sì, perché pare «No, non è così, anche se
esserci un destino fissato quest’affermazione può ap-
da sempre nella vita di que- parire un controsenso dopo
sta signora di 87 anni che quello che le ho appena so-
ha posseduto giornali, dia- stenuto. Sto leggendo l’ulti-
logato e spesso bisticciato mo libro di Mario Pirani,
nella sua casa milanese, davvero stimolante. Già il ti-
nei salotti più esclusivi e tolo dice molto: Poteva anda-
nei palazzi del Potere, con i re peggio. Sì, potevamo fini-
grandi della cultura, della re peggio, nonostante tutto.
politica e della finanza, at- Nonostante la cultura sia
traversato oltre mezzo se- considerata una cenerento-
colo d’Italia infrangendo la e il Bello qualcosa che non
per carattere - e, forse, per si mette in un panino, come
principio - il «politically dice Tremonti. Il quale Tre-
correct». Ma lei, troppo ra-
zionale e combattiva per «Chiesi al ministro
credere a qualcosa che ac-
cada indipendentemente per la Cultura dell’Urss:
da suo lottare, questo «de- perché non lasciate
stino» preferisce chiamar-
lo «amore». E’ un senti- pubblicare Gogol?
mento attivo, che diventa Mi girò le spalle»
difesa «dell’identità, delle
radici, delle risorse, dell’og- monti, tra l’altro, farebbe be-
gi e del domani» di quel ne, secondo me, a tagliare al-
Belpaese creato da Dio in trove: auto blu, consulenze
un momento di particolare miliardarie. Ipocrita piange-
buon umore, secondo la de- re sulle alluvioni se non si è
finizione del critico d’arte protetto il territorio, inutile
Francis Haskell. La vita. Appartenente a una delle più antiche famiglie lombarde il cui nome è legato a molte attività in campo industriale e stracciarsi le vesti se crolla
Giulia Maria Mozzoni culturale e, indissolubilmente, al Corriere della Sera, Giulia Maria Crespi Mozzoni nel 1975, lasciata la gestione editoriale la Domus dei Gladiatori. Po-
Crespi - fondatrice e anima del quotidiano, fonda il Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano (di cui è presidente onorario). Un impegno ambientalistico che, vero Bondi, per la prima vol-
fin dal ’65, l’aveva vista consigliere nazionale di Italia Nostra. Laurea honoris causa in Storia dell’Arte dall’Università di ta mi ha fatto addirittura un
«Piero Ottone schierò po’ pena: ha ragione quando
Bologna e Cavaliere di Gran Croce, onorificenza concessale dal presidente Ciampi per l’ impegno civile, sociale e culturale.
sostiene che non è colpa sua,
le migliori firme, ma se so che la mia casa ri-
da Cederna a Buzzati, schia di cadere chiedo soldi
per ripararla. E se non me li
a Montanelli per danno, tolgo il disturbo».
la difesa ambientale» Poteva andare peggio, pe-
rò.
del Fai, Fondo per l’Am- «Pirani ripercorre quasi set-
biente Italiano, da lei inven- tant’anni di vita italiana.
tato 35 anni e del quale è, I PREFERITI Dal Corriere della Sera al Fai fondato 35 anni fa, Quando parla della rinascita
ora, presidente onorario - del Paese dopo la guerra e ri-
nel dichiarare questa pas- un’inesauribile, ardimentosa passione per le bellezze corda i protagonisti cultura-
sione evita, come sempre,
d’indossare i guanti di vel-
f italiane, contro il partito dell’urbanizzazione selvaggia li di quella stagione durata
sino agli Anni 70, ritrovo
luto che devono giacere, tanti amici: Guttuso, Burri,
nuovi, in un mobile della Vespignani, Visconti, Felli-
piccola sala ottocentesca
tappezzata di librerie e
quadri dove ci riceve: «Sì,
ho un amore feroce per il
mio Paese e mi indigno
quando vedo persone, co-
GOETHE
Viaggio in Italia
“Leggete Goethe ni, Rosi, Paolo Grassi, Moni-
celli. Persone con cui ho con-
diviso ideali e fervori. L’Ita-
lia - non solo quella degli in-
tellettuali, ma anche quella
della gente comune abituata

per salvare
me i leghisti, che osteggia- alla fatica e alla lotta per so-
Mondadori, LVIII-856, €12,90
no addirittura le manifesta- pravvivere - ha dimostrato,
zioni per l’Unità». Forza «Il libro di Goethe è ancora allora, d’essere fatta di terra
qualche data: «Già la Sibil- una delle più belle buona. La matrice non è
la, parlando ad Enea, gli dichiarazioni d’amore per il cambiata. Me ne accorgo gi-
aveva promesso che sareb- nostro Paese» rando per il Fai: la società ci-
be approdato in una terra vile si sta sempre più sve-
chiamata Italia. Ma “loro”,
forse, credono che i Celti si-
ano più vecchi di Enea».
Il suo impegno per l’am-
biente non è stato sempre
immune da critiche. Qual-
cuno l’ha accusata d’esse-
f il Paese dei limoni”
direttore Piero Ottone ad to, vicende di uomini e don- che mi fa ancora piangere
gliando, c’è malumore tra i
giovani, ma anche desiderio
di fare, di sacrificarsi, tanti
esempi di solidarietà, forte
volontariato. Resiste la spe-

«Sto leggendo “Poteva


re una radical chic che si analizzare, attraverso il gior- ne all’interno della grande quando leggo certi suoi Rac-
occupa di beni culturali e nale, la questione ambienta- vicenda dell’Urss tra guerra conti, Gogol. A proposito di andare peggio” di Pirani:
di paesaggio guardandoli le: lui diede spazio a un gior- e dopoguerra: dall’assedio Gogol, le racconto un episo- vi ritrovo tanti amici,
dall’alto del suo castello. VASILIJ GROSSMAN nalista insuperabile come di Stalingrado alla dittatu- dio significativo. Quando
«La parola ecologia l’ho Antonio Cederna, mandò ra, alle deportazioni, ai Sergio Romano era amba- da Guttuso a Visconti,
Vita e destino
scoperta agli inizi degli An-
Adelphi, pp. 1024, €34
grandi firme come Buzzati ghetti. sciatore a Mosca diede un ri- da Fellini a Grassi»
ni 60, a mie spese. Ho avu- e, poi, Montanelli a fare, per «E’ un libro magnifico. Dimo- cevimento in onore del Fai e
to un cancro e, se sono gua- «Un paesaggio storico esempio, formidabili repor- stra quanto un’utopia si sia venni presentata al ministro ranza. Le radici sono ancora
rita, lo devo anche a una affine al nostro. Anche da tage sulla situazione di Vene- rivelata, nel reale, un dram- della Cultura dell’Urss. Do- sane».
scelta di vita che privilegia noi c’è un regime. zia e sui disastri legati all’ur- ma, una tragedia. E rivela po un paio di convenevoli gli Che libro suggerirebbe a
un cibo sano, frutto d’una Infinitamente più dolce» banizzazione selvaggia». domandai: “Perché non con- questi giovani?
natura senza veleni. Tutti Il Corriere della Sera. Risale «Magnifico “Vita sentite la pubblicazione del- «Ne consiglierei due, en-
devono poter godere di a quei tempi un suo famo- le opere di Gogol?". Non mi trambi di Goethe: Viaggio in
questi diritti che si collega- e destino” di Grossman, rispose neppure, mi girò le Italia e Le affinità elettive. Il
no in una catena virtuosa:
se difendo l’ambiente difen-
f so soprannome: «zarina».
«Cominciamo col dire che
quel Corriere ha toccato pun-
mi ricorda il romanzo spalle e se ne andò. Ma mi la-
sci tornare a Grossman».
primo è ancora uno delle più
belle dichiarazioni d’amore
do l’agricoltura e la salute te di vendita mai più rag- più grande di sempre, Per dire che cosa? per “il paese in cui fiorisco-
e le radici culturali e l’eco- giunte dimostrando di ri- “Guerra e pace”» «Mi rendo conto che può sem- no i limoni”. L’altro è deter-
nomia e la bellezza e il turi- scuotere un grande apprez- brare assurdo, ma nel paesag- minante quando sottolinea
smo. Grandi temi legati al zamento tra i lettori. C’era che cosa ci sia dietro le quin- gio storico che lui descrive l’importanza di creare siner-
nostro esistere di cui, pri- chi mi imputava d’essere di te della storia, le epoche tre- colgo affinità con quello del gie tra le persone. E, alla fi-
ma ancora che nascesse il sinistra, la P2 mise in giro, mende in cui l’uomo è succu- nostro Paese, oggi. Mi spiego ne, ti fa capire che in tutti,
Fai, già mi occupavo a Ita- MARIO PIRANI addirittura, la voce che ero be del potere e non può esse- meglio: anche da noi c’è un re- persino negli esseri che sem-
lia Nostra. Ho sempre sen- Poteva andare peggio amica di Capanna. Pensi che re artefice del proprio desti- gime. Infinitamente più dolce, brano totalmente aridi, c’è
tito l’urgenza di lavorare quel signore l’ho conosciuto no. Questo lavoro mi ricorda ma c’è». qualcosa di buono. Più invec-
Mondadori, pp. 430, €20
per far crescere nell’opinio- quattro anni fa. Ma questi quello che per me è, forse, il Il paragone sembra davve- chio, più la penso anch’io co-
ne pubblica una sensibilità «Davvero stimolante. Sì, sono altri discorsi». più grande romanzo d’ogni ro un po’ azzardato. sì».
su questi argomenti. E l’ho potevamo finire peggio, A proposito di comunismo, tempo: Guerra e Pace. Adoro «Faccio, ovviamente, le debi- Davvero?
fatto anche attraverso il nonostante la cultura sia ha detto che è ammirata da Tolstoj. Ma sono tutti gli te proporzioni, ma basta «Davvero. Certo, però,
mio Corriere della Sera nei ritenuta una cenerentola» quel «Vita e destino» in cui scrittori russi a coinvolger- guardarsi intorno: bisogna che quel Bondi e quella Bram-
primi Anni 70 invitando il Grossman racconta, appun- mi emotivamente: Cechov stare attenti a muovere criti- billa...».

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