Vous êtes sur la page 1sur 3

Le gonadi producono steroidi sessuali

Le gonadi (i testicoli nel maschio e le ovaie nella femmina) non sono solo gli organi
in cui avviene la maturazione degli spermatozoi e degli ovociti, ma sono anche la
sede in cui vengono sintetizzati gli ormoni sessuali. Il controllo della produzione di
questi ormoni è molto complesso e coinvolge fattori di rilascio ipotalamici e due
ormoni secreti dall’adenoipofisi: FSH e LH. Pur essendo simili dal punto di vista
chimico, gli ormoni sessuali agiscono diversamente nel maschio e nella femmina: per
questo i loro meccanismi d’azione verranno trattati nel prossimo capitolo, parlando
della riproduzione.

Gli ormoni sessuali determinano i caratteri sessuali primari e secondari

Gli steroidi maschili vengono complessivamente chiamati androgeni e sono prodotti da


cellule dei testicoli chiamate cellule interstiziali; tra gli androgeni il più importante è il
testosterone. Gli steroidi femminili sono il progesterone e gli estrogeni, il più rappresentativo
dei quali è l’estradiolo, un derivato del testosterone (vedi ▶figura 15C). Anche i soggetti di sesso
femminile infatti producono testosterone, ma possiedono un enzima (aromatasi) responsabile
della conversione del testosterone in estradiolo; questo enzima è assente negli individui di sesso
maschile.
Negli esseri umani tali steroidi sessuali sono responsabili della comparsa dei caratteri sessuali
primari e secondari durante lo sviluppo:
● i caratteri sessuali primari sono relativi agli organi della riproduzione (gonadi e vie
genitali);
● i caratteri sessuali secondari comprendono tutte quelle caratteristiche (diverse dalle
gonadi) che appaiono differenti nei due sessi: diversa distribuzione dei peli, tono di
voce, differenze nello sviluppo delle masse muscolari e adipose.

Nell’adulto, gli ormoni sessuali sono indispensabili anche per lo sviluppo dei gameti; nella
donna, infine, determinano i cambiamenti dell’utero durante il ciclo mestruale e sono necessari
per la gravidanza.

Gli ormoni sessuali sono indispensabili durante lo sviluppo embrionale

Gli ormoni sessuali svolgono un ruolo fondamentale durante la vita intrauterina: da essi infatti
dipende se nel feto si svilupperanno gonadi maschili o femminili. Nei mammiferi, il feto è
l’ultimo stadio della vita intrauterina: nella nostra specie, il prodotto del concepimento viene
chiamato feto (e non più embrione) a partire dall’ottava settimana di gravidanza fino al
momento della nascita.
Gli steroidi sessuali iniziano a esercitare il loro ruolo intorno alla settima settimana di
gestazione; nel periodo precedente, l’embrione ha pari potenzialità di orientarsi verso un sesso
o verso l’altro (▶figura 16). Un individuo che riceve al momento del suo concepimento due
cromosomi X (uno paterno e uno materno), assumerà con lo sviluppo un fenotipo femminile;
viceversa, un individuo con un cromosoma Y e un cromosoma X svilupperà un fenotipo maschile.
Le informazioni contenute nei geni si traducono in fenotipo tramite la sintesi e l’azione degli
steroidi sessuali. Nella nostra specie, la presenza del cromosoma Y nel genoma induce le gonadi
dell’embrione, che fino a quel momento sono indifferenziate (e quindi in grado di orientarsi
indifferentemente verso il sesso maschile o quello femminile) a intraprendere la sintesi di
androgeni: questo si verifica appunto alla settima settimana di gestazione. In risposta allo
stimolo androgenico, il sistema riproduttivo (compresi gli organi genitali esterni) cessa di essere
indifferenziato e si sviluppa in senso maschile. Se in questa fase delicata non si verifica la sintesi
di ormoni androgeni (perché l’individuo ha un sesso genetico femminile o perché vi è qualche
difetto nella sintesi di androgeni), il prodotto del concepimento assumerà un sesso fenotipico di
tipo femminile.

Gli ormoni sessuali controllano i cambiamenti puberali

Gli effetti dell’azione degli steroidi sessuali si manifestano in maniera eclatante in occasione della
pubertà, il periodo caratterizzato dalla maturazione sessuale dell’individuo. Durante l’infanzia la
produzione di steroidi da parte delle gonadi si mantiene a livelli molto bassi, per poi subire un
deciso incremento intorno ai 12-13 anni.
Perché si verifica questo aumento improvviso? Nell’infanzia, così come nell’età adulta, la
sintesi degli ormoni steroidei nelle ovaie e nei testicoli è sotto il controllo di due ormoni ipofisari,
l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolostimolante (FSH), noti anche come
gonadotropine. A sua volta, la produzione delle tropine ipofisarie viene regolata da un
ormone ipotalamico, l’ormone rilasciante le gonadotropine (GnRH). Anche prima che un
individuo raggiunga la pubertà le sue gonadi sono in grado di rispondere allo stimolo delle
gonadotropine, così come l’adenoipofisi può rispondere al GnRH; tuttavia, nella fase
prepubere, questo ormone ipotalamico viene prodotto in quantità minime. La pubertà coincide
con una riduzione della sensibilità delle cellule ipotalamiche secernenti GnRH nei confronti del
feedback negativo esercitato su di esse dagli steroidi sessuali e dalle gonadotropine; di
conseguenza, la quantità di GnRH rilasciato dall’ipotalamo aumenta in maniera consistente e,
tramite un aumento di secrezione di gonadotropine, induce una maggiore sintesi di ormoni
sessuali.
Negli individui di sesso femminile, le maggiori quantità di LH e di FSH stimolano le ovaie a
iniziare la sintesi di steroidi sessuali. Questi ultimi circolano nel sangue a concentrazioni elevate e
sono i responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari propri del sesso femminile: la
comparsa del seno, l’aumento delle dimensioni della cavità uterina, l’incremento del diametro del
bacino, la comparsa della peluria pubica, l’aumento dei depositi di tessuto adiposo sottocutaneo e
la sua distribuzione in sedi anatomiche ben determinate (fianchi, glutei). Infine, gli ormoni
sessuali stimolano il menarca (vale a dire la prima mestruazione) e controllano il regolare
succedersi dei cicli mestruali.
Negli individui di sesso maschile, l’aumento dei livelli di LH stimola un gruppo di cellule
testicolari a produrre testosterone, che a sua volta è responsabile dei cambiamenti fisiologici,
anatomici e comportamentali propri dell’adolescenza: la voce assume un tono più basso, il corpo
e volto si coprono di peli, i testicoli e il pene aumentano di dimensioni.
Molti apparati producono ormoni per funzioni specifiche
In questo capitolo abbiamo descritto le principali ghiandole endocrine e gli ormoni che
sintetizzano; tuttavia, le molecole con funzione ormonale sono molte di più. Questi ormoni sono
difficili da riconoscere e isolare perché vengono prodotti in piccole quantità e agiscono spesso in
cellule molto distanti da quelle che li secernono.
La ▶tabella 1 riporta un elenco di altri mediatori chimici, ormoni endocrini, paracrini e
autocrini di un certo interesse. Come puoi vedere si tratta di sostanze di vario genere prodotte da
cellule situate in organi che hanno funzioni del tutto differenti.

Gli ormoni prodotti dall’epifisi e dal timo

Tra gli ormoni poco noti includiamo anche la melatonina e gli ormoni prodotti dal timo. La
melatonina, un ormone derivato dall’amminoacido triptofano, è prodotta dall’epifisi, una
ghiandola localizzata tra i due emisferi cerebrali nella regione dell’ipotalamo, al quale è
connessa tramite un breve peduncolo. Il rilascio della melatonina da parte dell’epifisi avviene con
il buio e di conseguenza è un indicatore della durata della notte; viceversa, l’esposizione alla luce
ne inibisce il rilascio.
Nei vertebrati, la melatonina è coinvolta nella regolazione dei ritmi biologici, compreso il
fotoperiodismo, ovvero l’insieme dei cambiamenti fisiologici che si verificano in un animale in
occasione delle modificazioni stagionali nella durata del giorno (▶figura 17). Per esempio, in
molte specie l’entrata nel periodo riproduttivo coincide con la stagione in cui, nelle ventiquattro
ore, si verifica l’aumento delle ore diurne rispetto a quelle notturne. Nella nostra specie il
fotoperiodismo non svolge un ruolo così fondamentale; tuttavia, la melatonina può contribuire a
coordinare i ritmi biologici giornalieri al ciclico susseguirsi della luce e del buio nell’arco del
giorno.
Anche il timo, che hai già incontrato nei capitoli precedenti come organo coinvolto nella
maturazione dei linfociti T e nella loro «istruzione», affianca questa funzione a quella di
ghiandola endocrina. Negli individui adulti, la funzione endocrina rimane l’unica e, infatti, il timo
si riduce nettamente di dimensioni rispetto a quelle che aveva fino alla pubertà. Gli ormoni timici
comprendono la timosina, che stimola la produzione delle cellule coinvolte nella risposta
immunitaria, e la timopoietina, coinvolta nel processo di definizione del self.