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Bolzano07

Xpensiero: etichette per costruire significato

Luisanna Fiorini

fiorluis@tin.it

Abstract
Nel fluire ininterrotto del divenire della conoscenza e dell’informazione
mediate dalla connettività totale è necessario cercare ancore di significato
attraverso la metariflessione, per esplicitare e quindi condividere il senso
che, da esperienza cognitiva individuale, diventa intelligenza sociale
connettiva.
Nel flusso il soggetto in situazione di apprendimento attiva i propri
meccanismi cognitivi in interconnessione costante con gli altri ed il
contesto, amplificata dagli strumenti tecnologici e della comunicazione. Ha
un atteggiamento altro rispetto al tempo e ai luoghi dell’apprendimento.
La comunità dei formatori e degli educatori deve ripensare strategie
pedagogiche e didattiche, evitare di progettare interventi su stereotipi e
modelli di un discente che in realtà non esiste più.
Nella complessità ha il compito di accompagnare i processi formativi per
la costruzione dell’identità culturale e sociale, guidare alla partecipazione
consapevole alla cittadinanza digitale iperconnessa.

Contributo

Siamo nell'epoca della connettività totale, tutti siamo connessi a tutto in tempo reale.
La convergenza digitale cambia i supporti fisici della comunicazione, le abitudini
sociali, la costruzione della conoscenza, la fruizione delle fonti, la percezione del
tempo e dello spazio.
Il valore sembra essere la contemporaneità. I giovani vivono la cultura del “Real
Time” e il tempo viene percepito solo nell'attimo in cui l'esperienza viene vissuta. [de
Kerckhove, 2006]
I nostri giovani appartengono alla Google Generation, la generazione di coloro che
nati dopo il 1980 vivono il presente e l’attuale, effettuano operazioni mentali e fisiche
contemporanee attivando un Multitasking continuo, vivono e plasmano Internet con
la partecipazione a fenomeni di costruttivismo sociale quali YouTube, MySpace,
SecondLife.
Douglas Coupland in jPod con l’ironica e disincantata analisi che aveva già
caratterizzato Generation X e Microserfs li battezza JPod Generation e ne mette in
luce gli aspetti ipertecnologici e fantasociali. [Coupland, 2006]
Corrono veloci da un luogo all’altro della rete, restano in superficie e si fermano solo
se possono partecipare all’evento mediatico.
Cercano il senso in orizzontale e raramente si soffermano in profondità. Una idea si
arricchisce di rimandi molteplici e ha valore se inserita in un percorso. Alessandro
Baricco definisce il processo sistema passante:
“E’ come se il Senso, che per secoli è stato legato a un ideale di permanenza, solida
e compiuta, si fosse andato a cercare un habitat diverso, sciogliendosi in una forma
che è piuttosto movimento, struttura lunga, viaggio”. [Baricco, 2006]

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Tutti siamo in costante interconnessione con gli altri e con il contesto e il risultato
non è la somma di pensieri diversi, ma il fattore esponenziale dell'inferenza.
Il valore del pensiero e della percezione personale si arricchisce di contributi continui.
Stiamo costruendo un pensiero fluido.
Il luogo dell’apprendimento cambia e diventa il prodotto dei fattori spazio-tempo-fonti-
modi-strumenti, è dentro e fuori ognuno, è lo spazio virtuale della cittadinanza
digitale iperconnessa.
La scuola e l'insegnamento formale sono solo un angolo della piazza telematica
globale che è necessario conoscere per poter favorire nei nostri studenti i processi
proficui di costruzione della conoscenza.
Quanto tempo trascorrono ogni giorno gli ScreenAgers [Rushkoff, 2006] connessi a
dispositivi di telefonia mobile, BlackBerry, Wi-Fi, Computer in rete, Tv OnDemand?
Questo è il loro luogo dell'apprendimento.
Conosciamo attraverso una molteplicità di esperienze sensoriali, esperenziali,
cognitive, strutturate e no. La conoscenza personale è la rappresentazione del
mondo così come è conosciuto dal singolo, ed attraverso il confronto e l'interazione
sociale si trasforma in una iperconoscenza.
La rete ha moltiplicato questa possibilità di interazione grazie allo sviluppo del Web
2.0.
Nel termine Web 2.0 (contrapposto alla staticità del Web 1.0) intendiamo includere
sia l'insieme di applicativi oggi utilizzati per editare in rete, sia i nuovi linguaggi di
programmazione, sia un cambiamento di orientamento nella comunicazione.
Passiamo infatti dalla gerarchia e la centralizzazione dell'informazione al giornalismo
partecipativo, quello che viene definito il Citizen Journalism. Nuovi Tools e Database
consentono di editare a Web senza conoscenze di linguaggi o procedure, come se
utilizzassimo un applicativo Desktop. [Berlini, 2006]
La comunicazione è multidirezionale, da fruitori di notizie e messaggi mediatici
diventiamo costruttori di conoscenza che condividiamo e riutilizziamo liberamente.
Se è vero che ognuno è esperto di qualcosa, è possibile oggi creare dal basso una
cultura sociale e condivisa.
L'informazione che viene editata è immediatamente indicizzata attraverso categorie
gerarchiche ed etichette di significato personali, con la possibilità in tempo reale di
poter essere reperita dai motori di ricerca. Questa tipologia di media edita l'utente
singolo e edita al contempo la società globale.
Il wiki e il Weblog sono i due strumenti che, pur con significative differenze, hanno
contribuito maggiormente alla produzione di informazione dal basso e alla nascita di
Community e progetti collaborativi, per la loro tendenza a stimolare i commenti, gli
inserimenti, l'ipertestualità, la condivisione di etichette di significato.
Il WEB 2.0 ha moltiplicato, con la possibilità di ognuno di essere un editore di
contenuti, il problema della pertinenza delle notizie, ma ha anche fornito strumenti
per cercare di archiviare e condividere le informazioni in modo “significante”.
Cerca allo stesso tempo di dotarsi di motori di ricerca che lavorano non solo sulle
parole chiave e sulle Directory, ma che ricerchino i significati e i concetti.
Archiviare e recuperare dati attraverso ricerca non è una operazione sommativa
bensì semantica. Nel flusso inarrestabile delle informazioni dobbiamo archiviare le
conoscenze associando ad esse etichette di significato per metadescrivere il
contenuto e fornire gli strumenti per il recupero e il riutilizzo.
La gestione della complessità ha bisogno della creazione di significati condivisi, da
poter organizzare e recuperare. E' l’interpretazione forse più autentica del progetto
del Web semantico, che diventa responsabilità sociale.

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Il processo di apprendimento quindi da personale diventa connettivo. Veloce, fluida,


ipernavigabile, la conoscenza collettiva-connettiva ha una velocità accelerata di
decadenza dell'informazione, è un fiume di notizie, relazioni e connessioni senza
fine.
Il rischio è la tendenza a non ritenere gli apprendimenti significativi, affidando a
memorie estese ed esterne l'archiviazione di dati e informazioni che si possono
recuperare in seguito. E' compito dell'insegnamento abituare alla metariflessione
singola e di gruppo. Nella progettazione dell'attività didattica è necessario prevedere
e inserire momenti specifici in cui ci si ferma.
Non pensiamo a questi momenti come sola verifica, attraverso prove scritte o
colloqui. Non sono momenti per verificare e misurare, sono momenti per costruire,
attraverso una metariflessione che faccia emergere misconoscenze, conoscenze,
relazioni. E' il momento della costruzione delle ancore di significato collettivo e
condiviso.
Dall'ancora di significato possiamo poi riprendere il percorso e navigare nel flusso
delle informazioni.
Possiamo definire questo processo Xpensiero.
L'Xpensiero è quindi il pensiero delle etichette, dei significati. Ogni operazione
effettuata è Xpensata, affinchè sia chiarificata all'interno della nostra mente e
all'esterno nella mente connettiva delle rete. E’ figlio dell’XML, eXtensible Markup
Language, ovvero linguaggio estensibile di marcatura dell'oggetto: il linguaggio delle
etichette, dello scambio dei dati, degli output diversi. XML è un linguaggio che separa
il contenuto, la struttura dei dati, la loro rappresentazione.
E' uno dei motori del WEB 2.0. Sta insegnando agli utenti della rete ad attaccare
etichette ai propri documenti, per condividere, archiviare, recuperare, navigare.
Le etichette di significato, definite Tag, esplicitano all’esterno la rappresentazione
interna del significato e consentono ad altri di assumerlo e condividerlo.
Si crea così un dominio sociale dell’emergenza dal basso, in cui ognuno è
responsabile del senso, non delegato all’ontologia gerarchicamente definita.
Le ICT non stanno quindi cambiando solo i modi della comunicazione e la velocità
dell'informazione. Producono cambiamenti nella rappresentazione del mondo,
diverso da quello che abbiamo conosciuto.
Non possiamo pensare inoltre che i nostri alunni abbiano categorie simili alle nostre.
Apprendono attraverso operazioni interne ed esterne nuove, è inutile praticare
schemi validi per un individuo che non è più.
Scrive Derrick de Kerckhove:
“Quando leggo, penso dalle parole che portano il mondo nella mia mente. Quando
sono di fronte allo schermo, capovolgo tutto ciò ed sto esternalizzando il mio
processo intellettivo, cosa che è radicalmente diversa rispetto al nostro tradizionale
approccio. Gli schermi esternalizzano la sintesi psico-sensoriale.
Con i computer, noi negoziamo il significato che appare sullo schermo e che
permette a molte delle nostre strategie cognitive di riposizionarsi fuori dalla nostre
mente privata. Quindi, ciò a cui stiamo guardando è una forma di emigrazione della
mente dalla testa allo schermo. Non tutta la mente va verso lo schermo, ma gran
parte sì, e lì, naturalmente, incontra altre menti.
Nell’era della televisione abbiamo perso il controllo dello schermo, stiamo
recuperando il controllo con il computer. "Screenagers" è un’espressione inventata
da Douglas Rushkoff, modellata sulla ben nota categoria dei "teenagers." Gli
screenagers sono ragazzi che stanno utilizzando la televisione come mezzo

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interattivo; stanno "giocando alla televisione" con video-game, con Internet e con i
CDROM e così via. [Rushkoff, 2006]
Sanno come controllare lo schermo, mentre il loro genitori si accontentano solo di
guardarlo”. [de Kerckhove, 2004]
Quando progettiamo un intervento educativo partiamo sempre dall'individuo
protagonista del percorso di apprendimento. Guardiamo i nostri alunni con occhi
diversi se vogliamo ricondurli ad apprendimenti significativi, alla pertinenza che è il
nostro patrimonio di conoscenze culturali e competenze applicative.
E' necessario che quanto noi proponiamo all’attenzione degli studenti sia in divenire
con la consapevolezza che il sapere è una costruzione continua.
Cerchiamo di non progettare i nostri interventi basandoci su stereotipi e modelli di un
discente che in realtà non esiste più.
Utilizziamo le tecnologie e la comunicazione per giungere al vero obiettivo, la
formazione di un individuo che sarà chiamato a gestire livelli di complessità non
immaginabili oggi e che dovrà essere in grado di costruire senso con il proprio fare in
interazione sociale.

Bibliografia

Berlini A., Reporter diffuso.. Dal journalist-citizen al citizen-journalist. Come cambia il


mondo del giornalismo negli anni delle evoluzioni tecnologiche-digitali, Università
degli studi di urbino Carlo Bo, 2006
Baricco A., I Barbari, Saggio sulla mutazione, Fandango, 2006
Coupland D., jPod, Bloomsbury, 2006
De Kerckhove D., Psychotechnologies, Monografia per Uninettuno, 2004
De Kerckhove D., Tempo e tecnologia, 2006
Rushkoff D., Screenagers: Lessons In Chaos From Digital Kids, Press
Communication, 2006

Parole chiave
1° Costruttivismo sociale
2° Xpensiero
3° Web 2.0
4° Semantic web
5° Cittadinanza digitale

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