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LA PRIMA LEGGE DI

OHM

Le correnti elettriche nei solidi conduttori sono avversate dalla presenza dei nuclei atomici fissi,
che rallentano fortemente il moto degli elettroni di conduzione. Questa opposizione è detta
resistenza è convenzione internazionale indicare la resistenza di un circuito con il disegno di una
sega).(

Le grandezze in gioco nello studio della corrente elettrica in un circuito sono tre:

1) L’intensità di corrente ( i )
2) La resistenza ( R )
3) La tensione (Va-Vb )

E’ evidente che, maggiore è la tensione, più grande è l’intensità di corrente per cui le due
grandezze sono direttamente proporzionali ( i Va-Vb ).
a
E’ altrettanto semplice capire che, essendo i ostacolata da R, maggiore è la resistenza minore è
1 ). Le due
l’intensità di corrente. Quindi i e R, sono grandezze inversamente proporzionali (i
a R
Va - Vb
proporzionalità illustrate possono racchiudersi nell’unica seguente eguaglianza: i=.
R

Indicando con v Va-Vb si ha infine:

v
i =
R
Questa formula rappresenta la prima legge di OH , che così si enuncia:
M
in un circuito sottoposto ad una tensione elettrica, l’intensità di corrente elettrica è pari al
rapporto tra la tensione e la resistenza.

Dall’ultima formula è possibile ricavare la resistenza come rapporto tra la tensione e l’intensità di
corrente

v
R
= i

v
Poiché nel S.I., i si misura in ampere e v in volt, la resistenza si misura in che prende il nome
A
di OHM ( ).

L’Ohm è quindi la resistenza di un circuito elettrico dotato di tensione di 1v attraversato da una


corrente di 1A.

LA SECONDA LEGGE DI OHM

La seconda legge diOHM mette in relazione le dimensioni geometriche del filo conduttore con la
resistenza. Se s è la sezione trasversale retta l è la lunghezza del filo conduttore, è del tutto
evidente che laedresistenza è direttamente proporzionale alla lunghezza e inversamente
proporzionale alla sezione:

1
Ra
s

R l
a
Infatti più grande è la lunghezza, maggiore è il numero di nuclei fissi che si oppongono al fluire
della corrente, mentre, maggiore è la sezione, più elevato è il numero di vuoti attraverso i quali
possono fluire gli elettroni di conduzione.
Le due proporzionalità si racchiudono in un’unica eguaglianza, introducendo un fattore di
l
proporzionalità (ro) :R
= s

dipende dal materiale costituente il conduttore e,come vedremo in seguito, dalla temperatura.

Tale coefficiente di proporzionalità è detto resistività.

La formula precedente rappresenta la seconda legge di Ohm, che così recita:

La resistività di un filo conduttore è pari al rapporto tra la sua lunghezza e la sua sezione retta per
una costante di proporzionalità detta resistività.

R
Ricaviamo dalla formula precedente: = ls

Nel S.I. la misura di è quindi ricavabile dalle misure di R , s ,l :

m2
= m
m

che viene detta ohmmetro.

I materiali dotati di bassa resistività sono i migliori conduttori (oro, argento, rame).

In tecnica l’ohmmetro è una misura poco usata in quanto si riferisce a sezioni rette di m2 per cui la
misura la misura adottata è:

m 2
mm
L’inverso della resistività è una grandezza detta conduttanza :

1
µ=

E’ evidente che la misura della conduttanza è inversa di quella della resistività, quindi nel S.I. è
m
( m) -1 e in tecnica
mm 2
. La legge di Ohm può quindi anche essere scriversi nella seguente
è
maniera :

l
R = ro ; =
= µs mu
La resistività (e quindi la resistenza) è direttamente proporzionale alla temperatura, secondo la
legge:

1 = (1 + a t )
t 0

la precedente formula si legge :

la resistività t alla temperatura di t °C è uguale alla resistività a 0 °C che moltiplica la somma tra 1
e at, ove a è un coefficiente tabellato in funzione del materiale costituente la resistenza e t è la
temperatura in °C.

Come si può osservare la resistività aumenta all’aumentare della temperatura. Infatti i circuiti
perdono efficienza all’aumentare della temperatura. Se costruiamo un diagramma cartesiano
con sull’asse delle ordinate e t su quello delle ascisse la 1 è l’equazione di una retta, ove
l’ordinata all’origine è proprio . 0 Osservando la figura,

-
1/a t

si può notare che i circuiti possono ritenersi altamente efficienti a bassissime temperature cioè
quando la resistività tende a 0 (zero).

La ricerca tecnologica è orientata alla individuazione di materiali che abbiano bassissimi a


temperature t relativamente alte. Tali materiali sono detti superconduttori e si comportano in
maniera diversa rispetto agli altri conduttori.

Infatti hanno una temperatura tc (temperatura critica), non seguono la 1, ma assumono un


andamento parabolico.
0

t1
t

Al disotto di tc , per piccolissimi cali di temperatura si hanno sostanziali cali della resistività,
ottenendo quindi circuiti efficienti a consumi energetici relativamente bassi.

La legge 1 in tecnica è riportata nella seguente maniera:

= (1 )+ a t
t 20

ove al posto di 2 0 (resistività a 20c°) e al posto t t, che è la differenza tra t e 20.


E’ usata questa formula, poiché nei manuali tecnicila ètemperatura
riportata la conduttanza a 20 °C da cui è
1
ricavabile ( = ).
20 20
µ
20