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Se vi avvicinate a Bolzano attraverso la piana dell'Adige tra le pareti rocciose che si stagliano bianche e

calcaree ecco che appare un promontorio che divide la pianura: il Monte di Mezzo.

Su di esso si notano le rocche del Castel Chiaro e del Laimburg. Una macchia di colore rosso ricoperta di
boschi si profila sul cielo, in contrasto con le montagne circostanti.

Vadena è ai piedi del monte e i bambini della scuola sono abituati ad essere confortati da un panorama
unico, con cui crescono e si modellano.

Da una domanda posta nel corso di una lezione è scoccata la scintilla di un progetto di conoscenza del
territorio, della genesi geologica, dei colori, delle forme che caratterizzano Vadena e i dintorni.
Scarica e ascolta
la nostra intervista
alla trasmissione radiofonica
vietata ai grandi
PRESENTAZIONE RACCOMANDAZIONI INDICE
Polverine
Noi bambini della nostra classe Noi bambini di seconda sappiamo che magiche
eravamo talmente presi dai libri di queste cose, che abbiamo scritto,
streghe, che ci veniva voglia di fare sono fatte di fantasia.
gli stregoni e anche di fare pozioni e
di trasformare lucertole in draghi e
Perciò voi mamme non dovete
poi di uccidere i demoni. Formule
preoccuparvi di niente. Noi sappiamo
che queste pozioni (che abbiamo magiche
Già per conto nostro avevamo fatto veramente) non si devono bere,
provato a fare libri di magie. Poi un né toccare, né metterle vicino agli
giorno abbiamo deciso di farne uno occhi.
con la maestra.Ci è venuta l'idea
leggendo il libro "Le Streghe" di Roald
Noi sappiamo che abbiamo messo in
Dahl. Pozioni
questo libro delle parole spaventose,
così vi consigliamo di non leggere il
A noi piacciono le pozioni e le magie libro ai bambini piccoli, perché si
e vi auguriamo di divertirvi a leggerlo potrebbero spaventare.
e di non spaventarvi troppo.
Ma a noi è piaciuto da matti usare Filtri
queste parole! d'amore
LA POLVERINA MAGICA

La polverina magica serve per esprimere desideri e per usarli


nei bei momenti quando si è felici, o quando si è tristi per
rendersi felici.

Per usarla ci vuole silenzio e non bisogna "cucare" di


nascosto, altrimenti la polverina svanisce e il desiderio
svanisce anche quello.

Ma non succede niente di tutto questo, se non fate niente di


tutto questo che vi abbiamo detto.

Prima di tutto bisogna chiudere gli occhi, poi si deve spargere


con la mano la polverina sulla propria testa e si deve pensare
intensamente a un desiderio.

La polverina si vede solo al sole, perché brilla un po' sulle


mani.

Polverine
magiche Formule magiche Pozioni magiche Filtri d'amore
LE FORMULE MAGICHE

La formula magica serve per fare magie usando solo le


parole. Qualche fata o stregone usa anche la bacchetta
magica.

Per trasformare in rospo Per trasformare i vampiri


in bambini

Per trasformare in mucca Per far svenire i demoni

Per trasformare in Per far scappare le streghe


pagliacci chi l'ascolta

Per trasformare in mosca Per ubriacare le rane

Per trasformare la pioggia Per far scomparire le cose

Per trasformare i rospi in (a cura di Giada e Cristina


principi Marco e Enrico)

Polverine
magiche Formule magiche Pozioni magiche Filtri d'amore
LE POZIONI

Le pozioni sono dei liquidi magici che servono per fare


trasformazioni di vario tipo.
Di solito questi intrugli li fanno le streghe e anche gli stregoni
e ci vogliono tanti ingredienti strani.
Le pozioni si fanno bere di nascosto, mescolandole con il
mangiare o con le bevande.
Le pozioni che leggerete le abbiamo preparate veramente a
casa nostra e poi le abbiamo portate a scuola. Ora le
conserviamo in piccole provette con sopra un etichetta con il
loro nome.
Alcune puzzano, alcune sono profumate, altre hanno formato
un gas.

Sonniferastra Topastra Rimpicciolastreghe 66, accecante

67, ammazzacattivi Seccatutto Dimenticaidee Mortalina

Addormentina Rimpicciolamaestre Morire piante

Polverine
magiche Formule magiche Pozioni magiche Filtri d'amore
FILTRI D'AMORE

Questo liquido serve per fare innamorare una persona di


un'altra persona che non è innamorata. Di solito si fa bere di
nascosto.

Filtro delle stelle

Filtro QUpido

Filtro Dea dell'Amore

Polverine
magiche Formule magiche Pozioni magiche Filtri d'amore
Ciò che colpisce la fantasia dei bambini è ciò che mi affascina.
Da adulti perdiamo la capacità di stupirci, di provare interesse per le piccole cose che recano però
grandi segni. Questo sito contiene tracce del passato ma è segnato anche dalle nostre impronte,
affinché ci sia una continuità nella testimonianza.
Il percorso sul territorio di dipana attraverso fili didattici, emotivi, scientifici, in una commistione
che ha come denominatore comune gli occhi della creatività.
2001: Vadenaonline, ovvero l'organizzazione di una pratica multimediale nella didattica.
2002: Il colore del Monte di Mezzo, percorso tra rocce, sedimentazioni, ricordi.
Puoi navigare liberamente nel progetto, ma noi vogliamo darti delle... dritte. Ricorda che tutto, tranne la
scatola in html, è frutto del lavoro di bambini della scuola elementare.

Se vuoi visionare il lavoro del 2001 vai in Vadenaonline- una scuola multimediale. Ha ricevuto
uno dei premi per il Net@Days 2001. Parla di come si possa organizzare una attività multimediale
inserita in tutte le discipline. Anche qui troverai esemplificazioni e documentazioni.
Nel 2002 il lavoro è stato incentrato sullo studio della genesi geologica e geografica del territorio,
guardando e scoprendo con curiosità e il medium della fantasia. Le immagini hanno sostituito in
molti casi la parola. Ti consigliamo, per comprendere il processo il progetto.
Vai poi a vedere il lavoro di creazione di immagini in interazione con l'ambiente, Textures
nate dalle foto dei bambini, Arcimboldi nati dall'intorno, osservato e riprodotto con occhi incantati.
Scoperta:i percorsi fatti dai bambini, con i loro passi e i loro occhi. Troverai una delle animazioni
create da loro e una spiegazione di come i bambini hanno lavorato. Creare delle immagini
animate non è difficile.
Guarda anche i nostri genitori, che hanno pazientemente sopportato le nostre... angherie.
Guardali come li vedono i loro figli.
(1)

Quando ci si accinge a progettare una attività didattica non bisogna mai dimenticare:

di chiederci il perché, ovvero interrogarci sulle motivazioni che ci muovono;


di considerare il valore aggiunto, riflettendo se realmente l'attività che richiede tante energie
porterà ad un guadagno cognitivo ed esperenziale significativo;
di rispettare gli interessi degli alunni;
di rispettare, in subordine, i nostri interessi e specificità;
di pianificare accuratamente le fasi, lasciando spazio agli...imprevisti, affinché questi
arricchiscano e non indeboliscano l'attività;
di assicurare fondi, materiale, spazi orari, coinvolgimento e condivisione da parte di colleghi e
genitori.

Ora, a tutti questi nobili propositi, aggiungo quello che per me è il sale: il piacere, il divertimento, la
scoperta, la curiosità.
(2)

In principio era il progetto...Quando arriviamo a Vadena, dopo aver attraversato Adige, ferrovia e
autostrada, ci troviamo ai piedi del Monte di mezzo, una propaggine della piattaforma porfirica atesina
che caratterizza in maniera unica gran parte del paesaggio dell'Alto Adige.
Dalla nostra scuola vediamo il colore rosso della roccia. Ma se ci allontaniamo sulla strada per Laives,
alle nostre spalle ecco che da lontano vediamo lo stagliarsi del candore calcareo del Penegal…
E se ci rechiamo verso il passo del Laimburg che ci collega con la zona del lago di Caldano, per buona
parte ancora territorio di Vadena, attraversiamo una zona sabbiosa con fragili pareti a picco….
Questo tre spunti offriranno l'occasione per una ricerca tesa alla comprensione della nascita e della
conformazione geologica del territorio.
Si partirà con l'osservazione, la formulazione delle ipotesi da parte dei bambini attraverso il recupero di
preconoscenze o informazioni tratte dai genitori e dall'ambiente sociale.
Successivamente si effettueranno ricerche di varia natura: su libri, in rete, sul territorio.
In ultimo ci si avvarrà dell'ausilio di un esperto del CAI che ci illustrerà sul territorio la genesi orografica.
Il processo di ricerca, la formulazione delle ipotesi dei bambini, la scoperta della spiegazione scientifica
verranno documentati in un ipermedia fruibile in rete. Ma strada facendo...
(3)

L'ambiente è entrato nel pc....Abbiamo cominciato senza accorgercene. Prima abbiamo scattato
tante, tante foto e Michele si è occupato della scansione. Poi sul piano dello scanner sono stati posti gli
oggetti più disparati: foglie, sabbia, sassi, mani, piedi, disegni... tutto. L'ambiente che ci circonda con i
suoi colori e le sue forme è in queste pagine testimoniato: tutti gli sfondi, tutte le immagini, sono
prelevati dal territorio di Vadena e ricostruiscono in un ambiente virtuale le sensazioni e le atmosfere
che noi viviamo tutti i giorni. A volte la scientificità che il progetto imponeva ha ceduto il passo alle
emozioni. I bambini hanno scelto e determinato cosa fare. Il mio compito è stato quello di non derogare
troppo dal percorso inizialmente progettato. Forse ero anche preoccupata, ma poi ho compreso che la
conoscenza passa per strade non prevedibili. La pluralità degli approcci arricchisce l'esperienza. Ho
quindi vinto ogni remora e privilegiato attività che favoriscono lo sviluppo del pensiero divergente.
L'esplorazione, la scoperta, la formulazione di ipotesi, la rilevazione dei dati hanno quindi assunto una
dimensione creativa. Le attività svolte...
(4)

Le attività svolte...
Inchiesta preliminare per rilevare la conoscenza del territorio dal punto di vista geologico da parte
dei genitori, sotto forma di intervista

Verifica delle conoscenze dei bambini sotto forma di autointervista.

Osservazione del territorio e formulazione delle ipotesi sulla genesi.

Sopralluoghi per fotografare e raccogliere rocce e sabbia.

Ascolto del racconto del Signor Pieretto, memoria storica della comunità.

Ricerca su testi specifici per trovare informazioni.

Riformulazione di ipotesi alla luce delle scoperte effettuate.

Digitalizzazione scansione di tutti i materiali trovati.

Creazione di immagini e animazioni.

Visite guidate per osservare l'erosione glaciale e estrarre rocce e fossili (Lago glaciale del
Laimburg BZ, Massiccio calcareo del Penegal BZ, Canyon di Fondo TN, Pesciaia di Bolca VR)
(5)

Gli strumenti usati... e chi ha fatto cosa.


Alunni coinvolti: pluriclasse III, IV, V con 11 alunni
Hardware: 5 pc , 2 scanner,2 stampanti, 1 modem, apparecchi fotografici (tutto nella classe,
sempre a disposizione).
Software usato dagli alunni:Paint, Lavagna multimediale della Garamond, Pacchetto Office.
Software usato dall'insegnante per ottimizzare: PSP 7.0, FrontPage, html puro.
Gli alunni hanno: intervistato genitori, scritto le loro ipotesi, effettuato foto e misurazioni,
effettuato le scansioni, elaborato immagini e animazioni, digitato tutti i testi, ipotizzato
l'organizzazione del materiale attraverso una mappa-ragnatela appesa in classe, approfondito su
testi specifici, estratto fossili, prelevato rocce.
L'insegnante ha: progettato le attività, raccolto e catalogato tutto il materiale, guidato gli alunni
all'acquisizione di abilità multimediali, ricondotto le attività al disegno didattico, favorito
l'organizzazione del lavoro attraverso tecniche di Cooperative learning, ottimizzato le immagini,
montato i materiali in una interfaccia in html.
Una delle attività più frequenti nell'ambito dei percorsi di scienze nella
scuola elementare è l'osservazione dell'ambiente per comprenderne
le particolarità, l'ecosistema e i fenomeni.
La scelta della nostra scuola è stata di far osservare guardando con
occhi incantati, prendere i colori e le forme, creare oggetti artistici
con quanto l'ambiente ci ha fornito acquisendoli con la "porta
magica", lo scanner. I bambini sono stati invitati a guardare oltre,
immaginare forme nuove e ricomposizioni.
Nascono così due tipi di creazioni:
Arcimboldi (approfondisci) Textures
Questo è il risultato del nostro lavoro. Tutti i
bambini, dalla classe I alla classe V hanno raccolto,
selezionato, fatto uno studio del materiale,creato il
loro "Arcimboldo".
Se volete vedere le loro creazioni cliccate sulle
immagini.
Gli autori sono:Alex, Dennis, Giulia, Karin, Laura,
Melanie, Michael, Nicole,Sara, Stephanie, Ylenia,
Thomas, Ketty, Denise, Davide.
Scaricate le
nostre
textures.
Tasto destro
sull'immagine,
salva
immagine con
nome.
Gli abitanti delle nostre montagne...
Stambecchi? Cervidi? Orsi? Ancor
prima le nostre montagne erano il
fondo del mare. L'Ittiosauro e
l'Ammonite abitavano questi
Animazione 185KB mari. Non è difficile imbattersi in
resti fossili durante le passeggiate
Come i bambini hanno realizzato in vetta. I bambini hanno Il Monte Penegal è fatto di dolomia!
le animazioni... scoperto che... (continua)

Il nostro lago interglaciale

Una gita a Bolca


Michele(V) vi spiega le rocce...con
la sua presentazione in Power
Point, così come ha illustrato alla
classe(con parole sue).
(1)

Le nostre montagne non sono tutte fatte della stessa roccia.Le rocce che sono alla base delle
Dolomiti si chiamano metamorfiche e hanno avuto origine oltre 300 milioni di anni fa da depositi
di argilla e materiale vulcanico.Tutti questi materiali a causa di alte pressioni e temperature si
modificarono e si trasformarono in rocce. Metamorfiche deriva da metamorfosi, cioè cambiamento.
Circa 280 milioni di anni fa si creò una enorme spaccatura nel terreno e uscì tantissima lava
vulcanica che seppellì tutto sotto una montagna di colate che nella zona di Bolzano arrivò a
superare i 2000 metri. Vicino a Carnel la roccia di porfido ha la forma di colonne perché la lava si
è solidificata così, all'esterno: si dice eruzione effusiva. Quando si solidifica nella terra si chiama
intrusiva.
Le rocce che si formarono sono di colore rossastro che giustifica il nome porfido e costituiscono la
piattaforma porfirica atesina.Ad Ora il porfido scompare, ma c'e' ancora: la piattaforma di porfido
è inclinata e sparisce sotto terra.
Col passare dei millenni ci furono esplosioni vulcaniche con detriti che venero trasportati da corsi
d' acqua e dai venti che cumulavano dune di particelle più fini .
Poi questi detriti si sono solidificati e hanno dato vita alle arenarie.
Circa 250 milioni di anni fa il mare cominciò ad avanzare da est e sommerse tutta la piattaforma
di porfido.
(2)

Il mare si popolò da alghe, conchiglie, e coralli che diedero vita alla barriera corallina.
Le cime delle nostre montagne erano ancora sotto l'acqua e vi abitavano gli Ittiosauri e le
Ammoniti. Gli Ittiosauri somigliano un pò ai delfini, ma con il muso più allungato e con i denti, le
Ammoniti erano delle conchiglie con dentro un mollusco cefalopode.
Quando il mare si ritirò sulla piattaforma di porfido si formò uno strato di calcare, composto da
conchiglie e coralli.Abbiamo oggi due tipi di roccia dolomitica: quella a strati nata da strati di
conchiglie e alghe calcaree, e di scogliera nata dalla barriera corallina.
Poi nel corso di millenni la Terra si è raffreddata tante volte e si è ricoperta di ghiaccio. Queste
epoche di freddo si chiamano glaciazioni.
Il ghiacciaio è come un fiume che scorre, ma di ghiaccio. Arrivava più su del Penegal! sul Monte
Penegal abbiamo visto delle rocce di granito. C'e' scritto che sono "massi erratici", portati lì dal
chiacciaio. Il granito è una roccia vulcanica intrusiva. Il ghiaccio mangia la roccia e porta con sè i
detriti. I detriti trasportati si depositano in mucchi e si chiamano morene. Il ghiacciaio ha
modellato il porfido e in alcuni punti lo ha tutto consumato. La valle dove scorre l'Adige è stata
modellata dai ghiacciai che arrivavano fino al lago di Garda.
L'ultima glaciazione è durata fino a 20.000 anni fa. Sembrano tanti anni ma non è così.
Sulla piattaforma porfirica
si eleva il bianco del
calcare del Penegal. I
bambini hanno scoperto
che... "è fatto di animaletti
fossili" che si sono
accumulati sul porfido,
quando il mare copriva
tutto. Ecco perché in basso
le rocce sono rosse e poi
diventano bianche! Ma tra
i due strati abbiamo
trovato anche un punto
con le marne gialle, fanghi
portati dai fiumi e dai
venti. Siamo andati in
cima, abbiamo guardato e
disegnato il panorama che
sembra un plastico 1:1.
Che sorpresa vedere il
lago di Caldaro, Castel
Chiaro, Laives, i laghi di
Monticolo!
Una esperienza con gli occhi dei bambini ( Giulia, Isabel,Ketty)
Alle ore 14.00 siamo partiti per il Laimburg accompagnati dalla signora Ileana Francesconi e il
signor Mario Colao e la maestra Luisanna Fiorini. Una volta arrivati al primo tornante ci siamo
fermati in una piccola stradina dove c' era una conca dalla apparenza rocciosa ma in realtà era
sabbia.Alcune parti erano a strati, altre invece lisce. Abbiamo scavato nella sabbia e fatto foto.
Nella nostra valle dell'Adige durante l'ultima glaciazione, il ghiacciaio ha spinto l'acqua verso la
parete rocciosa di porfido rosso formando dei laghi.Questi laghi con il passare degli anni hanno
consumato la roccia lasciando una parete di sabbia molto compatta.Questa parete è molto friabile
ma allo stesso momento molto compatta.La conca dove si trova la parete ai lati è di porfido rosso
e in mezzo appunto è di sabbia.Questo caso è molto raro in Italia: la nostra piattaforma porfirica è
unica nel suo genere.
La seconda tappa è stata una cava di porfido rosso. Lì ci siamo fermati a fare delle foto; c'erano
dei massi grandi e piccoli. Dopo aver fatto tutte le foto siamo saliti in macchina per poi ripartire
per il laghetto di Carnel.
Il laghetto di Carnel è un laghetto artificiale poichè è nato da una vecchia cava. Arrivati al laghetto
abbiamo incontrato il signor Pieretto che ci ha permesso di visitare il laghetto. In questo laghetto
ci sono molti pesci di taglie diverse. Il signor Pieretto ci ha permesso di dare il cibo ai pesci.
Prima di andare via Pieretto ci ha fatto vedere una rapa enorme come due palmi di mano. Verso le
15:30 ci siamo avviati verso la nostra scuola.Poi abbiamo osservato le rocce e la sabbia che
avevamo raccolto; abbiamo visto che il porfido è una roccia molto resistente a confronto della
sabbia compatta della conca. La maestra ci ha fatto vedere delle altre rocce di marna che lei ha
raccolto nel bosco di Monticolo, anche esse molto friabili ma meno della sabbia.
Le nostre montagne non erano il solo territorio ricoperto dal mare. Qui vicino, in Veneto c'è un
posto che addirittura era un'isola tropicale e che 50 milioni di anni fa formò un giacimento di
Ittioliti unico al mondo. Il luogo si chiama Bolca.
Gli Ittioliti sono pesci fossili, trovati in una cava nel territorio e conservati nel museo del paese.
Per arrivare a Bolca bisogna andare vicino Verona, sull'autostrada, uscire a Soave e poi seguire le
indicazioni.
La strada da Vadena è lunga. Siamo partiti presto e avevamo con noi guanti da lavoro e piccozze.
Quando siamo usciti dall'autostrada abbiamo percorso una strada sempre più stretta fino al
paesino, che e' proprio piccolo. Lì abbiamo trovato il museo che è di proprietà privata di una
famiglia. Lavorano tutti: alcuni nel museo e altri nella cava ad estrarre i fossili.
A 2 km c'e' la Pesciara. Un pezzo lo abbiamo fatto in pullman e uno lungo a piedi. Quando siamo
arrivati una guida ci ha portato nella cava, per vedere dove sono estratti i fossili e ci ha mostrato
gli stati di roccia. Gli Ittioliti si trovano negli strati più morbidi, di marna.
Siamo usciti e ognuno di noi ha scavato e spezzato sassi per cercare fossili. Tutti hanno trovato
qualcosa, foglie e alghe. Per trovare i fossili bisogna scegliere i sassi giusti, quelli che sembrano
fatti a sfoglie, e battere di lato. Poi siamo tornati al pullman e al museo. Abbiamo visitato le tre
sale, con dei pesci meravigliosi. Alcuni non esistono più, ma altri si trovano ancora nei mari
tropicali. C'erano anche delle aragoste, coccodrilli e delle palme.
Se volete andare anche voi tel.045/6565088. Non dimenticatevi piccoli martelli e guanti robusti.
Vicino al museo c'e' un negozio dove si possono acquistare fossili veri.
I bambini sono stati invitati a porgere ai genitori due semplici quesiti, i genitori per raccontare hanno
scelto parole semplici:
<<Quali informazioni potete fornire sulla conformazione fisico/geografica e sulle rocce del
territorio di Vadena?>>
<<Formulate un'ipotesi sull'origine delle rocce e della conformazione fisico/geografica.>>

In realtà, anche se
qui vedete solo le
immagini dei Papà,
hanno risposto
anche le Mamme.
Alla prima
occasione, non
temano, le
presenteremo...
1

4
Vadena è residenza di famiglie provenienti spesso da Bolzano, qui stabilitesi per una scelta di vita. La
memoria storica e le conoscenze relative al territorio sono a volte parziali. Poche sono infatti le famiglie
di lingua italiana che risiedono nel territorio da più di 50 anni.Questa è terra di immigrazione, di varia
natura e attraverso fasi e necessità diverse. Ma questa è un'altra storia.

Pur vivendo a Vadena i bambini non la ... vedono, ovvero si sono abituati a panorami, colori, rocce,
diverse e non guardano più con occhi curiosi.

Il primo passo del progetto è stato chiedere ad ognuno di raccontare al resto della classe le proprie
conoscenze sulla conformazione geografica e geologica del luogo, ipotizzando il perché della genesi e
dell'evoluzione.

Qui una raccolta di quanto hanno detto Isabel, Jessica, Michele, Davide, Thomas, Michael, Denise, Ketty,
Ylenia, Stephanie, Luca, Giulia.
Il signor Pieretto

La conoscenza del signor Pieretto è avvenuta durante la passeggiata al Laghetto di Carnel, ove
egli ha un maso.
La disponibilità, la affabilità, la cortesia, la pazienza e le piccole attenzione che ha rivolto ai
bambini, unitamente alle sue memorie che racconta volentieri, lo hanno... trascinato in classe!
Ha raccontato ai bambini i suoi ricordi: una Vadena che non esiste più, sospesa tra duro lavoro e
speranze, miglioramenti e perdite.
Bachi da seta e cave di porfido, manifattura del tabacco e alluvioni... si sono intrecciati in un
racconto avvincente.
I bambini lo hanno ascoltato: come mandato avevano quello di appuntare tutte le parole che
colpivano la loro fantasia.
Successivamente hanno creato una gigantesca mappa-ragnatela con tutte le parole chiave e le
interconnessioni: mappa-ragnatela nel vero senso della parola, poiché composta da carta e fili,
sospesi sul soffitto della classe.
Divisi in gruppi, hanno ricostruito il racconto intorno alla "ragnatela".

Questo è ciò che hanno ricostruito (LEGGI)


(1)

Il signor Pieretto

Quando Pieretto era piccolo, le case di Vadena erano tutte di pietra. Davanti alla nostra scuola c'è
una casa fatta di porfido e anche il comune è di porfido.Sulla nostra montagna Monte di Mezzo c'
erano molte cave da dove estraevano porfido.Usando una teleferica trasportavano il porfido dal
monte alla valle. Gli scarti che buttavano dal monte avevano formato un conoide. Col porfido che
portavano con la teleferica facevano i cubetti. Invece con gli scarti hanno costruito l' autostrada.
Tanto tempo fa con un masso di porfido avevano costruito un trono, sotto c' era incisa una scritta
in italiano antico. Dalla cava di Carnel hanno costruito con grandi sassi di porfido una statua di
Padre Pio poi è stata portata nel paese di Padre pio. Con i detriti di porfido hanno fatto gli argini
dell' Adige.
L'inondazione più grande dell'Adige che Pieretto ricordi è stata nel 1965. L' acqua aveva
sommerso le cantine le strade e le campagne nelle strade e in campagna c'era l' acqua alta un
metro. I pompieri avevano portato il mangiare e da bere al Birti perché l' acqua non era potabile
ma a Carnel si sono dovuti arrangiare perché i pompieri non erano arrivati. Quando l' acqua
divenne più bassa i contadini andarono subito a vedere se le piante erano vive ma erano soffocate
perché le radici erano rimaste senza aria.
A Carnel fino a gli anni 70 le persone bevevano l'acqua dalla Fossa perché non c' era l'acquedotto
e neanche la corrente elettrica. A Carnel c'è un laghetto. Dei contadini per catturare i pesci nel
laghetto buttarono dentro il veleno delle piante ma quando tirarono su i pesci li dovettero buttare
via perché erano avvelenati. Il laghetto rimase bianco per una settimana. A Carnel si possono
vedere le salamandre. (continua2)
(2)

Il signor Pieretto

Nella zona del Laimburg c'era un Bunker, perché durante la gurra bombardavano la ferrovia e i
ponti vicino a Vadena. Gli abitanti di Caneve andavano nella montagna dietro il comune perché
era più comodo per loro.
Nella località di Carnel c'era probabilmente un lazzaretto dove venivano tenute le persone molto
malate.
Oggi la campagna è coltivata a mele, ma una volta c'erano il tabacco e il gelso per i bachi da seta.
Con il tabacco facevano i sigari e le sigarette, la guardia di finanza contava le piante e le foglie,
allora qualcuno nascondeva 1 o 2 piante per farsi i sigari a casa. Il tabacco si portava in un
magazzino a Bronzolo. Certi contadini avevano 2000 o 3000 piante di tabacco.
La seta veniva presa dal bozzolo di una farfalla. Questa coltivazione proviene dalla Cina,per
prendere la seta dovevano uccidere l'animaletto che c'era dentro il bozzolo e dovevano farlo in
fretta perché diventava una farfalla e bucava il bozzolo e il filo non si poteva usare più perché
rotto.
A Vadena una volta coltivavano uva però con metodi diversi, in filari larghi e in mezzo piantavano
il frumento. I tipi di uva erano bianca, nera, rosata, le piante erano più grandi con piu' rami e con
più uva ma non migliore.
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