Vous êtes sur la page 1sur 46

Direttore Responsabile (Elenco speciale dei Giornalisti Prot. n.

2179): Luisa Barbieri Iscrizione della Rivista Mediconadir c/o il Tribunale di Bologna n 7377 12/11/2003 Coordinatore Gruppo Redazione: Giovanna Arrico Gruppo Redazione: Giovanna Arrico, Luisa Barbieri, Chiara Giovannini, Sara Luccarini, Silvia Piazzi, Andrea Quercioli

Lassociazione raggruppa persone di varia estrazione ed orientamento unite da scopi ed interessi comuni, ma di eterogenea formazione, di varie convinzioni politico-religiose, di ideali talvolta differenti. Pertanto le affermazioni contenute negli articoli, anche per quanto esattezza e/o originalit, rispecchiano esclusivamente le opinioni personali dei singoli autori e non rappresentano necessariamente le idee o lorientamento degli altri Soci, dei Responsabili delle Attivit o della Redazione Associazione Medica N.A.Di.R. Organizzazione di volontariato
Ai sensi dellart. 10 comma 8 del D. L. 4/12/1997 n 460 la presente assoc. in quanto organizzazione di volontariato ai sensi delle L.11/08/1991 n266 e onlus di diritto - associazione medica a carattere socio-sanitario destinata alla cura e alla prevenzione dei DISTURBI di RELAZIONE, attraverso un programma clinico di reintegrazione del soggetto portatore di disagio LAssociazione N.A.Di.R., quale Organizzazione di volontariato costituita ai sensi della L. 11 agosto 1991, n. 266 ed iscritta nella sezione provinciale del registro regionale del volontariato, istituito ai sensi dellart. 2 della L.R. 2 settembre 1996, n. 37, ONLUS di diritto in base a quanto disposto dallart. 10, comma 8 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460. Ai sensi dell'art. 15, comma 1, lett. i-bis) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a euro 2.065,83, effettuate a favore delle ONLUS, sono detraibili dall'IRPEF nella misura del 19 per cento. La medesima agevolazione, entro i predetti limiti, concessa anche per lIRES dovuta dagli enti non commerciali (art. 147 del D.P.R. 917/86). Ai sensi dell'art. 100, comma 2, lett. h) del medesimo decreto, per le imprese sono deducibili le erogazioni liberali in denaro per importo non superiore a euro 2.065,83 o al 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato. N.B. L'agevolazione spetta a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca, ufficio postale, carta di credito, assegni bancari o circolari, carta di debito prepagata.

La posta delle Cicamiche della N.A.Di.R. Saremmo molto lieti di ricevere le vostre lettere, i vostri commenti sul lavoro che stiamo cercando di fare, le vostre domande alle quali il nostro staff operativo cercher di dare adeguata risposta. Se volete inviare degli articoli lo potete fare e sicuramente verranno valutati dal nostro gruppo redazione per eventuale pubblicazione sulla nostra rivista e/o sul nostro sito web Tel.3470617840 l.barbieri@mediconadir.it www.mediconadir.it I lavori in video che vengono citati sono pubblicati su www.arcoiris.tv, potete, comunque, richiedere i DVD a NADiRinforma: paolo.mongiorgi@arcoiris.tv o al 347 06 17 840 (spese vive a vostro carico) SOMMARIO pag. 1 ChooseMyPlate: il nuovo simbolo della dieta bilanciata - Luisa Barbieri pag. 4 Il mio compleanno Sara Luccarini pag. 5 - Appello a scrittori, storici e giornalisti sull'uso improprio delle parole Marco Cinque pag. 6 Volare Daniele Mongiorgi pag. 7 Mamma Africa Giovanna Arrico pag. 9 Il cambiamento come lezione di vita Vittorio Cameriero pag. 11 Immigrazione: la parola all'Alto Commissario ONU Luisa Barbieri pag. 13 L'epoca delle passioni tristi Chiara Giovannini pag. 14 Idee in rivolta Andrea Quercioli pag. 16 Il metodo analogico per imparare la matematica Silvia Piazzi pag. 18 Commento al film Up - Luca Piazzi pag. 19 L'amicizia - Giovanna Arrico pag. 20 Nient'altro che la verit Chiara Giovannini pag. 21 I recettori della gratificazione responsabili della dipendenza da nicotina Luisa Barbieri pag. 23 Val di Susa: la manifestazione del 3 luglio '11 Luisa Barbieri pag. 26 Maltrattamenti subiti dalle persone anziane Luisa Barbieri pag. 27 Binge drinking e lesioni cerebrali negli adolescenti Luisa Barbieri pag. 29 La visione della vita degli adolescenti e le loro prospettive in termini di salute Luisa Barbieri pag. 30 La psicologia delle folle di Gustave Le Bone Chiara Giovannini pag. 31 Levo-tiroxina: somministrazione serale v/somministrazione mattutina Luisa Barbieri pag. 32 L'impatto delle credenze religiose sull'insorgenza e soluzione del disagio Luisa Barbieri pag. 34 Commento a The Prestige - Luca Piazzi pag. 35 Per evitare le fratture ossee nelle malnutrizioni da anoressia si usino estrogeni a bassi dosaggi L.Barbieri pag. 38 Trovato il batterio anti-malaria Luisa Barbieri pag. 39 Siviglia Granada Diario di una vacanza Giovanna Arrico pag. 42 La Coca Cola Sara Luccarini pag. 43 Che facciamo ? Vai tu ? - Chiara Giovannini

ChooseMyPlate:
il nuovo simbolo della dieta bilanciata
di Luisa Barbieri

Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti introduce la nuova icona alimentare MyPlate in sostituzione della famosa Piramide alimentare che parrebbe, cos, andare in pensione, in quanto considerata un po' troppo complicata alla comprensione. Il Piatto alimentare propone in maniera semplice e chiara una serie di consigli destinati ad aiutare i consumatori ad adottare sane abitudini alimentari in linea con il Dietary Guidelines for Americans del 2010. Introducing the New Food Icon: MyPlate Nei paesi industrializzati l'obesit, con tutte le sue conseguenze, rappresenta sempre pi un problema che non pu essere ignorato. Negli Stati Uniti d'America, ove le abitudini alimentari non sono certamente da prendere ad esempio e dove si rileva un' elevatissima incidenza di obesit, Michelle Obama si assunta il compito di affrontare il problema a 360. Nel febbraio 2010 annunci formalmente quello che lei stessa definiva un ambizioso programma: porre fine alla piaga americana dell'obesit infantile in una generazione. Negli USA il problema davvero serio: 1/3 della popolazione infantile in sovrappeso e, come dice Michelle Obama, intervistata il 9 febbraio '10 da Robin Roberts nel corso di Good Morning America's", arrivato il momento di cambiare, di educare le persone orientandole verso una qualit di vita migliore, in quanto: "Vogliamo che i nostri ragazzi possano affrontare un futuro diverso e migliore relativamente alla loro qualit di vita. Il progetto della First Lady si esprime nella campagna Let's move che prevede tantissime iniziative mirate alla rieducazione alimentare e al movimento e che poggia su quattro pilastri portanti: fare azione di empowerment rendendo cos consapevoli sia i genitori che gli operatori sanitari migliorare la qualit del cibo distribuito nelle scuole ridurre il costo degli alimenti pi sani, permettendo, cos, a tutte le famiglie un adeguato approvvigionamento puntare l'attenzione sul benessere derivante dall'educazione fisica (nell'aprile '11 Beyonc ha creato un video destinato alla promozione della campagna Let's move! : "Move Your Body" ) Nell'ambito delle iniziative promosse da Let's move a favorire la rieducazione alimentare, chiarificando il messaggio, il 2 giugno 2011 il Dipartimento dell'Agricoltura degli USA ha reso pubblico, con il supporto della First Lady e della Dott. Regina Benjamin, la nuova icona del cibo: MyPlate che va a sostituire MyPyramid. MyPlate, il Piatto alimentare, risulta un'immagine molto pi immediata all'interpretazione e alla memorizzazione, si riferisce al singolo pasto, piuttosto che alla dieta quotidiana, sicuramente pi semplice della oramai desueta Piramide alimentare, a cui si faceva riferimento sino ad un mese fa quale simbolo della dieta bilanciata, inoltre si basa sui principi della Dietary Guidelines for Americans del 2010. Forse la piramide conteneva maggiori e pi dettagliate informazioni, ma certamente la proposizione grafica era pi complessa, meno comprensibile e, quindi, meno fruibile.

2 Il piatto alimentare un simbolo grafico estremamente semplice essendo suddiviso per gruppi alimentari di base, raccoglie gli alimenti che dovrebbero comporre il singolo pasto in quattro categorie (4 sezioni colorate), aggiungendone a lato una quinta, rappresentata dai latticini. Non vi sono dubbi circa il fatto che risulti pi schematico e funzionale, pu quindi aiutare a scegliere gli alimenti seguendo criteri adeguati e, soprattutto, induce alla scelta autonoma e responsabile, oltre che consapevole, dell'individuo, elemento indispensabile all'empowerment. "Abbiamo bisogno di ottenere l'attenzione del consumatore" ha dichiarato Robert C. Post, vice direttore del Department of Agricultures Center for Nutrition Policy and Promotion, questo nuovo schema di riferimento deve rappresentare un segnale visivo capace di indurre i consumatori a scegliere gli alimenti sull'onda della consapevolezza e della responsabilizzazione, quindi della libert. Se si riescono a fornire adeguati strumenti di conoscenza, le persone non possono divincolarsi dalla responsabilit derivante dalla conoscenza, quindi si ritrovano nel ruolo dell'individuo attivo e libero di scegliere. Io trovo che questa strategia sia utilissima a correggere le devianze dei comportamenti alimentari, ma non solo, in quanto la si potrebbe applicare in ogni ambito passibile di consapevolizzazione, essendo la libert e quindi la responsabilizzazione individuale la base della Comunit competente.

La frutta e la verdura dovrebbero rappresentare la parte forte del pasto andando a coprire la met del piatto, mentre i cereali dovrebbero coprirne 1/4 come le proteine. Si sono mosse immediatamente alcune critiche da parte di esperti del settore, ad esempio si puntato l'indice sulla parola proteine riportata in una quarta parte del piatto. stato scritto che, cos proposta, pu essere fuorviante, in quanto farebbe dimenticare che ne sono ottime fonti anche latte e derivati che invece vengono riportati come satellite del pasto. Inoltre, si fa notare che anche i cereali contengono proteine, sia pure di qualit inferiore, invece vengono proposti come altro dall'immagine. Sempre in riferimento alle proteine un'altra obiezione al nuovo simbolo alimentare fa riferimento alla mancanza di adeguate informazioni, tanto da non permettere di evincere con chiarezza che nella scelta degli alimenti per eccellenza proteici, bisogna privilegiare

3 il pesce e le carni magre, oltre, naturalmente, ai legumi. Lo stesso dicasi per i condimenti che, malgrado la grande importanza che essi rivestono nella dieta, non vengono rappresentati, fermo restando che invece nell'intero documento a disposizione della popolazione vi una sezione a loro dedicata (http://www.choosemyplate.gov/foodgroups/oils.html ). Il documento che supporta il Piatto alimentare disponibile sul web http://www.choosemyplate.gov/ ed dettagliato in ogni sezione, oltrech aggiornato, quindi, pur accogliendo le critiche di tanti nutrizionisti, suggerirei di fare una valutazione precisa e dettagliata di ci che disponibile sul sito web, in quanto, come per i condimenti cui dedicata una sezione, lo stesso vale per altri tipi di approfondimento in tema alimentazione.

4 Quindi, malgrado le inevitabili critiche soprattutto in relazione ad alcune semplificazioni dell'approccio proposto, per la verit io trovo che l'importanza di questa campagna, quindi anche di questo nuovo schema alimentare, stia nel tentativo di educare-sensibilizzare in maniera semplice ed immediata la popolazione, orientandola verso la possibilit di scegliere un apporto di nutrienti salutare in contrapposizione alle abitudini imperanti, il tutto senza ricorrere all'imposizione, ma invitando ad imparare e, quindi, a scegliere autonomamente. In sintesi ci che salta all'occhio chiaro e semplice persino da applicare, non solo da comprendere: bisogna fare in modo che 3/4 di ci che mettiamo nel piatto sia di origine vegetale, senz'altro privilegiando frutta e verdura, rispetto ai cereali che, se consumati integrali, aumentano i loro benefici per l'organismo nel piatto lo spazio destinato alle proteine veramente modesto (1/4) e tra queste si invita a scegliere quelle derivanti dalle carni magre e dal pesce, senza dimenticare i latticini che nel grafico sono rappresentati da un piccolo piattino satellite tutti i cibi sarebbe bene contenessero sodio in quantit minima tra i consigli di base non vanno dimenticate le bevande tra le quali si privilegia ovviamente l'acqua che dovrebbe essere consumata in quantit non inferiore al litro e mezzo al giorno, mentre sono vivamente sconsigliate le bevande gassate e/o zuccherate. Il piacere derivante dal cibo rimane un punto fermo, ma, proprio in virt del piacere, va consumato con moderazione.

Note di approfondimento

Alimentazione equilibrata La nuova piramide alimentare http://www.mypersonaltrainer.it/nutrizione/alimentazione-equilibrata.html Michelle Obama: 'Let's Move' Initiative Battles Childhood Obesity http://abcnews.go.com/GMA/Health/michelle-obama-childhood-obesity-initiative/story?id=9781473 Good morning America reports on First Lady Michelle Obama's initiative to combat childhood obesity http://blogs.abcnews.com/pressroom/2010/02/good-morning-america-reports-on-first-lady-michelleobamas-initiative-to-combat-childhood-obesity.html Let's move - http://www.letsmove.gov/ "Move Your Body" video for Let's Move! - OFFICIAL HD Let's Move! "Move Your Body" Music Video with Beyonc - NABEF http://youtu.be/mYP4MgxDV2U http://www.letsmove.gov/about 2010 Dietary Guidelines for all Americans http://www.health.gov/dietaryguidelines/dga2010/DietaryGuidelines2010.pdf http://www.choosemyplate.gov/downloads/MyPlate/SelectedMessages.pdf Ten Tips Nutrition Education Series - http://www.choosemyplate.gov/tipsresources/tentips.html

Il mio compleanno
di Sara Luccarini

Per il mio compleanno vorrei la maglietta della Roma e un nuovo orologio Per il mio compleanno vorrei sapere se i miei fratelli sono vivi Per il mio compleanno vorrei una festa in una saletta privata Per il mio compleanno vorrei avere una tregua Per il mio compleanno vorrei una torta alla crema e cioccolato Per il mio compleanno vorrei solo non vedere le fumarie delle bombe e le pallottole vaganti Per il mio compleanno non vorrei verifiche in classe Per il mio compleanno non vorrei la guerra

Appello a scrittori, storici e giornalisti sull'uso improprio delle parole.


di Marco Cinque

Sull'utilizzo e la mistificazione delle parole, del loro senso e significato da parte di chi al potere e da coloro che, per svariate ragioni, lo approvano e lo sostengono, c' molto da dire. Storicamente, una delle parole pi gettonate era infedele, cio quell'individuo che non credeva in un determinato Dio e che veniva perci trasformato automaticamente in persona di per s malvagia. Se l'infedele di turno era donna, la dose di malvagit raddoppiava e la stessa veniva definita strega, da punire e bruciare in pubblici roghi. Il termine selvaggi invece era destinato a popoli e persone con stili di vita e culture non conformi a quella dominante; tale parola poneva i destinatari della stessa come soggetti pi animali che umani, quindi inferiori per definizione. Ma l'uomo cosiddetto civilizzato non ha badato a trucchi per coprire l'orrenda natura delle proprie azioni. Ad esempio, il pi grande genocidio della storia umana, quello dei nativi delle Americhe, stato definito col termine giustificatorio e auto-assolutorio di Destino Manifesto. Arrivando ai giorni nostri, questa pratica si ancor pi evoluta ed affinata: ad esempio cosa vuol dire integrazione (accezione che viene data addirittura con intenzioni positive), se non la concessione di un padrone al proprio servo, di un re al proprio suddito, di un tiranno al proprio schiavo? Se ci riflettiamo un'integrazione non sottende mai un confronto alla pari, a meno che non si rinunci ad una sua consonante e si trasformi in interazione. Oppure, perch la parola extracomunitario non si riferisce mai a canadesi, australiani o statunitensi, ma utilizzata puntualmente in modo offensivo, discriminatorio e razzista? Arriviamo infine alle efferatezze compiute dal mondo civilizzato e al tentativo di sminuire, se non addirittura di rendere innocenti, i propri misfatti. La lista lunga: esecuzioni capitali invece di omicidi legalizzati, Centri di permanenza temporanea o anche "Centri d'igiene mentale" piuttosto che lager, etc., ma a questa lista non possiamo non accludere i bombardamenti chirurgici, cio quegli attacchi militari mirati che, in maniera pianificata e premeditata, uccidono delle persone senza processo n condanna. Poi ci sono gli effetti collaterali, ovvero i massacri di civili inermi (statisticamente gi previsti e messi in conto all'inizio d'ogni guerra) definiti cos per distinguerli dalle odiate stragi terroristiche. E ancora i missili intelligenti, cio quegli ordigni che ad ogni esplosione rimpinguano magicamente il conto in banca delle multinazionali delle armi e della ricostruzione. Per finire, la tanto invocata e brandita guerra umanitaria, una forma di conflitto bellico che ancor prima di annientare luoghi, inquinare territori e seminare morti, ha preventivamente assassinato il senso stesso delle parole di cui si fregia. Vogliamo continuare questo massacro?

Volare
di Daniele Mongiorgi

Volare per me significa sognare Volare... quel sogno che luomo, con passione e desiderio-bisogno di conoscere, riuscito a realizzare. il desiderio ci che vorrei fare da grande ci che davvero mi piace da sempre e... credo... per sempre Quando volo provo una sensazione unica, una sensazione che mi avvolge e coinvolge solamente quando, con il mio aereo, sono immerso nel cielo sereno Quando volo provo un'infinit di emozioni che mi fanno sentire bene, in pace con me stesso e con gli altri, libero da tutti i problemi, con un sorriso nuovo, diverso dal solito, pieno di speranze e di buone notizie. Volare mi piace, ma soprattutto mi fa sentire bene. Volare ammirare il mio paese dallalto notando dettagli, osservando colori e forme che da terra non avrei mai notato: da lass tutto pi bello. Volare vedere il mare che, dall'alto, mi ricorda un enorme tappeto persiano raggrinzito dal tempo, di un colore blu cos intenso e vivace che non esiste in qualsivoglia collezione di pastelli. Volare accarezzare le candide e soffici nuvole con lestremit dellala. Se mi soffermo e le osservo capisco che sono fatte dello stesso materiale di cui sono fatti i miei desideri. Non si possono toccare, ma solo ammirarne la bellezza, la loro morbidezza immaginaria e forma ineguagliabile. Nel mio immaginario quando sono triste come se volassi al fianco di un temporale preceduto da grossi nuvoloni grigi carichi di lacrime. Quelle lacrime collegano la terra al cielo, dove stanno i sogni... almeno i miei. Volare rasserenarsi dopo avere superato il temporale, vedere che le nuvole cambiano di forma e di colore. Diventano angeli, il cui candore si esprime in tutta la sua purezza illuminato dai raggi del sole e la bellezza non ha fine. Volare la consapevolezza di non essere vincolato, ancorato alla terra, vissuto di libert, come percepirsi una persona nuova, migliore. Volare emozione, pura e semplice emozione che vorrei divenisse parte della mia quotidianit, un'emozione da poter vivere quando, come e con chi voglio io, come l'espressione pi elevata dell'appartenermi

MAMMA AFRICA, io turista vi racconto


di Giovanna Arrico

Settembre 2010: insofferenza, insoddisfazione, voglia di fare, di organizzare, di cambiare...troppe cose da decidere. Non ancora il momento. Passo davanti ad un' agenzia di viaggio, una delle cose che faccio normalmente, adoro i viaggi, gli scambi di cultura, mondi diversi...guardo, riguardo... Mi faccio prendere da un'offerta sul Kenya esposta nella vetrina. Entro e chiedo informazioni. Ritorno a casa con questa idea fissa nella mente. Ne ho bisogno, ne ho voglia. Ho deciso, partir da sola. Nel momento in cui l'operatore mi proponeva il tipo di viaggio, decido che voglio partire ma a modo mio. Niente villaggio-illusione e niente confusione. Trovo una sistemazione in un villaggio fuori Malindi, dove non c' animazione e dove si parla solo il francese, sembra carino, pulito e accogliente, decido anche che far il Safari...la curiosit di vedere gli animali troppo forte sia per me che per la mia macchina fotografica. Qualche giorno a contatto diretto con la natura sar per me un'esperienza importante. Mi organizzo il viaggio e all'operatore detto questa tipologia di condizioni. Prenotato. Da l a pochi giorni sarei partita. Non mi aspettavo nulla da questo viaggio e invece mi ha dato tanto, mi ha fatto percepire emozioni molto intense, mi ha lasciato un segno indelebile dentro, quel segno che mi porta a riguardare le foto fatte e a pensare che l, in quel posto io ci torner, in un altro modo forse, ma ci torner. La partenza stata travagliata, diversi cambi di orario da Milano Malpensa, tanta gente e nessun volto famigliare. Non sentivo paura, avevo voglia di provare questa esperienza e di poterla fare da sola. Condividerla al mio rientro solo con chi veramente avrebbe voluto ascoltarla. In tarda serata annunciano il volo, tutti molto stanchi ci incamminiamo verso il check in. Si sale e finalmente si parte. In aereo il volo notturno mi piace molto, riesco a dormire e a gustarmi ogni movimento anche durante il sonno. Arrivata a destinazione ...e ora inizia per me l'avventura. Pratiche doganali, saluti alle ragazze vicine di posto e ognuno di noi prende strade diverse. Mi ritrovo in pullman con tante persone che non conosco che sono gi state destinate alle varie strutture. Amici, fidanzati, genitori con figli, coppie anziane... non nascondo che ho vissuto un momento di sconforto. Mi rendo conto di essere sola. Prendo fuori la mia macchina fotografica, e paradossalmente mi sento meno sola. Inizio a guardare la strada, i bambini che incrociamo, l'inizio di una giornata come tante per gli abitanti, di una giornata speciale... per me. Scatto foto e ancora foto. Il pullman prosegue la sua corsa ed io vengo pervasa da un'irresistibile voglia di scendere e andare a toccare con mano ci che vedo... tutto cos incredibile! MI prende un forte nodo alla gola e non riesco proprio a mandarlo via. Davanti ai miei occhi la povert Quei sorrisi che mi inondano da un lato mi aprono il cuore, dall'altro mi portano col pensiero alla mia realt, a quanto le mie lamentele forse non abbiano poi tanto senso! Scorgo negli occhi di queste persone un misto di serenit e di impotenza. Sento tanta serenit e solarit nel forte desiderio di conoscenza che quegli sguardi suggeriscono, ma vengo anche inondata dall'impotenza che pare regnare sovrana in questi posti

8 Il tragitto lungo...iniziano a scendere i primi turisti e poi altri...rimaniamo in cinque. Una coppia di Perugia e una di Catanzaro. Il cielo continua ad essere scuro, nonostante oramai sia mezzogiorno. Tutto cos cupo, i nostri volti e il mondo al di fuori dei finestrini... Il villaggio che mi ospiter molto discreto, tranquillo, proprio quello che cercavo: fiori in ogni dove, il profumo del legno, del mare, della terra rossa. Il sole inizia a spingere contro le nuvole ed inizia a darci il benvenuto, tutti riacquistiamo il sorriso, nonostante la stanchezza per il viaggio. L'idea di vivere in quel posto per una decina di giorni inizia a piacermi, la curiosit dei due giorni in tenda che mi aspettano per il safari mi piace parecchio, la possibilit di girare per i paesi mi mette voglia di ricominciare. La valigia in pochi minuti gi vuota e dopo aver sistemato tutto, come al solito, esco...devo vedere, devo sentire, devo toccare...voglio lasciare alle spalle la citt, i pensieri, le indecisioni, il poco di tutto che stavo respirando a Bologna. Inizio a conoscere coloro che diventeranno i miei compagni di viaggio, mi trovo bene con loro e mi sento da subito meno sola. Sto interagendo con persone che sino a poco fa erano perfetti sconosciuti, ma che, come per magia, ora stanno condividendo un pezzetto della loro vita anche con me. Anche loro sono animati da un forte desiderio di vivere un'esperienza speciale e di condividere. Mamma Africa purtroppo tanto bella, quanto avara: quanta povert ! Uomini e donne vestiti con pezzi di stoffa rammendati e cuciti per farne un abito unico, bambini quasi nudi. La fame e la disperazione si miscelano alla dignit di chi, pur vivendo con niente, nel niente, vuole continuare a sperare dimostrando cos come si possa vivere anche con poco o niente. Le abitazioni sono per lo pi catapecchie, senza corrente elettrica e acqua. L'acqua che donne e bambini vanno a prendere tutte le mattine al ruscello, come ovvio, non potabile. Piedi nudi, mosche e insetti sui volti, ci che mi ha colpito di pi stato vederli sistemati intorno agli occhi dei bambini...uno scenario che colpisce, che fa riflettere. Il riuscire a destare enorme gioia al dono di un biscotto o di una penna bic da mostrare con orgoglio ai compagni di scuola, per me stata una soddisfazione enorme, anche se mi ha portato col pensiero ai bambini che vivono nel mio Paese e che, ahim, non sanno che significa essere felici e ai genitori che, inondandoli di cose pensano, di farli felici, ma cos non e questi bimbi me lo stanno dimostrando. Avrei tanta voglia di portarmi tutte queste persone, bambini come adulti, a casa, vorrei dare loro tutto o almeno un po' di ci di cui hanno bisogno, ma lo so, lo so che non cos che si fa per aiutare. Per me immortalare i loro visi con la mia macchina fotografica stato come portarmeli a casa. Ora, riguardando quegli scatti, per un verso mi sento in colpa per tutto ci che la vita mi offre e a quanto poca io sia in grado di apprezzarlo, verso quelle splendide persone che ho incrociato nel mio breve soggiorno in Africa e che mi hanno regalato il loro sorriso e una speranza. Le situazioni di grave disagio sembrano in aumento, cos come il desiderio da parte dei privilegiati cittadini del mondo industrializzato di non volerne sapere, un po' per vissuto di impotenza, un po' per vigliaccheria e un altro po' per egoismo. Per me andare in Africa stato importante, al rientro, oltre ad avere preso decisioni importanti per la mia vita...ho avuto e ho ancora impressi quegli sguardi, quel modo di vivere, quella serenit che a volte trapela con il regalo di una piccola cosa. Pensare a loro mi ha dato voglia di cambiare me stessa, le mie regole, alcuni pensieri. Mi ha fatto aprire la mente verso a tutto il resto del mondo... Quanto vorrei un mondo migliore, dove non ci fossero persone povere Quanto vorrei potere essere d'aiuto Forse hanno ragione coloro che mi dicono che sto sognando, quando penso ad un mondo migliore, ma non posso non domandarmi: sono sola a sognare ? Del resto sola o in compagnia, io voglio continuare a crederci, voglio che ogni giorno per d'ora in avanti sia un giorno di condivisione... e... non solo in Africa!
foto di Giovanna Arrico

Il cambiamento come lezione di vita


di Vittorio Cameriero

tratto da Internazionale di Psicologia


Lo viviamo tutti il cambiamento delle cose. Stamani la camicia era pulita e stirata, adesso storta e stropicciata. Le banane che erano acerbe, sono maturate. Il caff nella tazzina si sta raffreddando. Nemmeno io sono quello di una volta: sono cambiato, ho perso molti capelli, ho letteralmente cambiato ogni cellula del mio corpo. Eppure so che sono sempre io, cos come penso che quella camicia sia proprio quella indossata alla mattina, etc. Queste, che sono considerazioni di scene di vita quotidiana, parlano di quel fenomeno a cui diamo il nome di cambiamento. Lo viviamo tutti nella soggettivit dei nostri pensieri e attraverso unampia gamma di sfumature emotive. Basterebbe ricordare che la psicologia delluomo oscilla tra la paura dellignoto e il coraggio di esplorare nuovi territori. Uno dei paradossi quotidiani del cambiamento quello di voler ricercare punti fermi, la solidit nella fluidit del divenire. Ma il fascino dei cambiamenti e della storia, come ci ricorda Erodoto, consiste nel non sapere nulla sullinaspettato che arriva. Ma perch a volte cos difficile cambiare? Modificare una semplice abitudine provoca una nuova organizzazione di gruppi di cellule nervose ( i neuroni), tale per cui nuove connessioni tra di loro vengono a stabilirsi. Perci se provassimo a scrivere su un foglio la nostra firma, decidendo di omettere le vocali, incontreremo la resistenza neurofisiologica e loperazione risulterebbe piuttosto concentrata. Laltra resistenza presente nel cambiamento di natura psicologica, risponde alle paure delluomo di perdere sicurezze o punti di riferimento. Pertanto possiamo ritenere che ogni persona organizza la propria modalit di approccio al cambiamento in base alla plasticit cerebrale, ma anche e soprattutto in funzione delle esperienze di vita e dei risultati di successo o insuccesso ottenuti nel corso del tempo nellaffrontare le varie situazioni. Tornando alla matrice pi scientifica della psicologia del cambiamento, lo psicologo Greco, parla di due leggi sul cambiamento, la prima cita: Ogni cambiamento comporta un apprendimento e ogni apprendimento comporta un cambiamento. Alla prima segue questa seconda legge sul cambiamento: Ogni cambiamento porta con s guadagni e perdite. Se nella prima legge si intuiva che la difficolt nellaccettare un cambiamento era data dal fare un nuovo apprendimento; nella seconda la resistenza riguarda invece la perdita. Ci significa che in ogni cambiamento desiderato si deve accettare di lasciare andare qualcosa di vecchio, per sviluppare il nuovo, augurandosi di avere vantaggi superiori agli svantaggi di quello che si lascia. Il complesso del Gabbiano Esistono persone che, come luccello marino, vivono in volo perenne, in frenetico e continuo movimento, che determina instabilit, inquietudine e disorientamento. A volte il complesso del gabbiano pu toccare persone che hanno reciso i loro legami familiari in modo traumatico, rinnegando addirittura le loro radici affettive e correndo nelleterna ricerca di loro stessi. Il complesso del gabbiano lespressione simbolica del vagheggiamento di una condizione ideale di vita, senza seguire regole o restrizioni, un nomadismo psicologico privo di punti fermi. Lindividuo affetto da questo complesso disperde le sue energie nel s ideale, mancando nella costruzione di una personalit reale.

10
Leffetto Mummia Le persone che subiscono questo effetto di solito tendono di frequente a riportare in vita i fantasmi del passato, rimpiangendo pesantemente qualcuno che non c pi, o una situazione vissuta, percepita come idilliaca. Se potessi tornare indietro..giuro che non rifarei quello che ho fatto.., Quelli s che erano bei tempi, ma non torneranno pi.. Leffetto mummia riguarda coloro che non riescono a staccarsi dal passato e vivono in una sorta di imbalsamazione psicologica. Ci sono persone che si accaniscono a rincorrere inutilmente un partner che per diversi motivi ha abbandonato la relazione, o altre che pensano in continuazione a come erano le condizioni di vita di una volta. Questa condizione non pu permettere che avvenga il cambiamento, se prima non venga affrontata una rielaborazione consapevole del passato mummificato, attuata anche con la mediazione di un lavoro psicologico svolto con uno psicologo. La fuga dalla realt Molto spesso oggi ci capita di assistere a sindromi legate a quella che viene chiamata fuga dalla realt. Si pu diventare fuggitivi in diversi modi. Perch ci si butta nel gioco dazzardo, nelluso di psicofarmaci o di droghe, o nel lavoro, etc. Questi tentativi di anestetizzare le emozioni ed i sentimenti reali, nascondono la difficolt di poter guardare in faccia la realt. Vivere la realt come un grande reality impedisce per di assecondare e guidare quei cambiamenti di vita da cui trarre opportunit di crescita e miglioramento. Per concludere diremo che una persona che voglia saper governare i cambiamenti durante il corso della sua vita, compresa levoluzione personale, deve assumersi in prima persona una responsabilit. E proprio il termine responsabilit diventa centrale nel vivere i cambiamenti. Responsabilit vuol dire risposta e significa nella pratica essere chiamati a dare una risposta cio dare una spiegazione al proprio comportamento. Nel mondo anglosassone la base di questo concetto viene definita con il nome empowerment. Le persone empowered, responsabilizzate, sono pronte a rispondere in modo competente per risolvere una situazione di vita; sanno come agire ed intervenire.

Bibliografia
Greco S.; La Psicologia del cambiamento Riflessioni, risorse e strategie per governare gli eventi della vita. Ed. F. Angeli (2007). Watzlawick P.; Il linguaggio del cambiamento: elementi di comunicazione terapeutica. Ed. Feltrinelli, Milano 1980. Watzlawick P.; La realt inventata. Ed. Feltrinelli, Milano 1982

11

Immigrazione: la parola all'Alto Commissario ONU


Luisa Barbieri

Mi capita sempre pi spesso di accogliere profondi disagi strettamente correlati alle paure che il nostro contesto sociale sollecita attraverso i media, tra le tante paure sicuramente ne prevale una: quella nei confronti dei cosiddetti extracomunitari, nella scorretta accezione con la quale la si fa intendere. Nel percorso terapeutico si affronta l'argomento affrontando paure e pregiudizi con l'ausilio del passaggio di conoscenze e, a questo riguardo posso solo che ringraziare la rete internet che offre un'ampia gamma di documenti di grande valore informativo e di facile consultazione, tanto da aiutarmi a comprendere e, quindi, a fare comprendere a mia volta. Trai tanti strumenti in primo piano io considererei le immagini che, anche senza le parole, accendono il pensiero e stimolano l'individuo (di intelligenza e cultura comune, quindi senza fare riferimento agli intellettuali o ai geni) a cercare informazioni esaurienti, mettendo cos in discussione ci che ogni giorno subisce in un contesto propagandistico, quale il nostro, nella maggior parte delle sue espressioni mediatiche. Propongo, a supporto del lavoro di empowerment, un estratto dell'intervento che lAlto Commissario ONU per i Diritti Umani, Navi Pillay, ha presentato nel corso dell'evento organizzato dal South Africa Netherlands Research Programme on Alternatives in Development (SANPAD) a The Hague, in Olanda, il 9-11 maggio 2011. Pillay ha chiaramente denunciato la xenofobia ed il razzismo legati al processo migratorio dilaganti: in tutto il mondo siamo testimoni dell'incremento della xenofobia, di sentimenti anti-migranti e della messa in atto di pratiche discriminatorie che colpiscono i diritti umani dei migranti. Secondo Pillay, gi giudice dell'International Criminal Court di The Hague, particolarmente a rischio sono i cosiddetti irregolari, in quanto le leggi e le politiche vanno a rinforzare la criminalizzazione di queste persone che gi versano in situazioni di grave disagio. Vengono riconosciute le numerose sfide cui devono far fronte i paesi europei, ma si va a ricordare l'onere di ospitare i migranti, i rifugiati ed altre categorie di sfollati che fuggono dalle turbolenze africane. Cos come gli Stati membri della UE stanno valutando le misure temporanee di controllo delle frontiere nel contesto dell'accordo di Schengen, sempre secondo la Pillay, sarebbe indispensabile che tutti i Paesi si assumessero la responsabilit di fare fronte a sfide di questo genere e, nel caso specifico, riferendosi con particolare vigore agli Stati UE, asserisce che questi dovrebbero essere in grado di assolvere ai loro obblighi internazionali, soprattutto nei momenti critici come quello che stiamo vivendo. La stragrande maggioranza dei migranti fugge per un insieme di motivazioni, alcune delle quali rappresentano vere e proprie costrizioni, quindi, sempre seguendo le ragioni esposte dall'Alto Commissario: di vitale importanza riconoscere che, a prescindere dallo status giuridico, tutti i migranti godono di diritti umani e possono essere vulnerabili alle loro violazioni. Sarebbe intelligente, oltre che costruttivo, che tutti gli Stati facessero riferimento alla reale necessit di manodopera straniera tanto da predisporre strumenti adeguati, sicuri e legali in fronte l'accesso di cittadini stranieri. L'adeguata predisposizione legislativa riduce i movimenti irregolari, soprattutto quelli agevolati dalla criminalit organizzata. La criminalizzazione e la demonizzazione dei migranti controproducente per un'efficace politica migratoria, in quanto crea un clima di pregiudizio, sino alla xenofobia contro le persone migranti, cosa che pu condurre ad una spirale incontrollabile di violazioni dei diritti umani.

12 La mobilit ha da sempre caratterizzato il genere umano e le ragioni alla base degli spostamenti sono comprensibili e condivisibili, in quanto il desiderio di migliorare la qualit di vita per s e per la propria famiglia fuggendo da guerre e/o persecuzioni, nonch da fame e miserie, altro non pu che essere considerato sano. Purtroppo i pregiudizi riferentesi al processo migratorio creano un'alterata percezione del processo, quindi indispensabile sradicare miti e stereotipi distruttivi allo scopo di modificare la percezione comune, in altro modo si manterr sempre la distinzione tra cittadini del primo mondo e migranti provenienti dal terzo mondo. In realt questa percezione sbagliata soprattutto in era di globalizzazione, ove le frontiere dovrebbero essere abbattute non solo per le merci, ove dovremmo percepirci tutti un po' cittadini del mondo senza classificazioni di merito. La migrazione una risorsa, pu trasformarsi in problema solo se interviene la criminalit nel processo di spostamento e/o nelle collocazioni lavorative-abitative. L'alterata percezione del processo in esame, oltre a creare un disagio di fondo, altro non fa che rinforzare la criminalit senza intaccare minimamente ci che viene percepito come il problema immigrazione. Il rapporto sullo sviluppo umano del 2009 Overcoming Barriers: Human Mobility and Development stilato dalle Nazioni Unite gi rilev che la migrazione umana da Paesi in via di sviluppo a Paesi industrializzati non fenomeno cos importante tanto quanto quella economica. Inoltre la maggior parte delle persone tende a muoversi all'interno dei confini del proprio paese. Il rapporto rilevava, inoltre, che le paure, populisticamente e sapientemente indotte da una classe dirigente davvero poco capace, rivolte verso i migranti in riferimento al fatto che la loro presenza possa determinare la perdita del lavoro o l'abbassamento del salario per la popolazione locale, oppure che contribuisca a gravare sul costo dei servizi sociali, sono generalmente esagerate e non corrispondenti al vero. In realt, se venissero valutate le competenze dei migranti rendendole complementari a quelle locali, se si utilizzasse il fenomeno migratorio destinandolo alla crescita comunitaria, questo risulterebbe essere, cosa che nella sua essenza, una risorsa per tutti. Fermo restando un altro fatto: la migrazione contemporanea diversa da quella del secolo scorso, in quanto cresciuto il movimento Sud-Sud a discapito di quello usuale Sud-Nord, certo che le attuali turbolenze sociali che stanno investendo il Nord Africa dimostrano ancora una volta la particolare vulnerabilit dei migranti, tanto che la stessa Palley mostra estrema preoccupazione per le reazioni espresse dinanzi alla crisi magrebina, in quanto, secondo le sue valutazioni, rischiano di contaminare la salvaguardia dei diritti umani per una grandissima fetta di popolazione mondiale, oltre che di rinforzare i germi del razzismo riemergente. Vista la scarsa capacit della nostra classe dirigente di affrontare una fisiologica successione di eventi caratterizzati da mobilit umana, trasformandola in patologia cronica a prognosi infausta, sarei dell'avviso di invitare chiunque si trovi nel ruolo di educatore di assumersi la responsabilit di passare conoscenze prive di connotazioni faziose e populiste. Educare alla globalizzazione umanista forse il compito pi gravoso, ma va affrontato seriamente ed in maniera multidisciplinare. Siamo tutti partecipi del processo in atto e, per chi volesse scegliere, sarebbe un grande privilegio poterlo fare su base cognitiva.

Note di approfondimento:

L'UNDP ha pubblicato il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2009 - http://www.onuitalia.it/notizie-ottobre2009/306-lundp-ha-pubblicato-il-rapporto-sullo-sviuppo-umano-2009 Opening address by Ms. Navi PillayUnited Nations High Commissioner for Human Rights: Migration, Conflict and Xenophobia South Africa Netherlands Research Programme on Alternatives in Development (SANPAD);10 May 2011;The Hague, The Netherlands http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=10996&LangID=E Managing migration while respecting human rights law http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/HCSanpad.aspx Navanethem Pillay (Navi Pillay) - http://it.wikipedia.org/wiki/Navanethem_Pillay South Africa Netherlands research Programme on Alternatives in Development (SANPAD) http://www.sanpad.org.za/phase3/

13

Lepoca delle passioni tristi


di
Chiara Giovannini

tratto da Benasayag un filosofo psicanalista argentino. Ha militato per anni nella guerriglia guevarista, arrestato e torturato, ha in seguito sviluppato un forte interesse per temi sullinfanzia e sulladolescenza. Nel suo celebre libro Lepoca delle passioni tristi, edito da Feltrinelli Banasayag colloca linizio della crisi negli anni 70. Con il crollo del comunismo e lavanzata del capitalismo, il futuro muta di segno: da promessa a minaccia. Si venuta a creare una ideologia della crisi, dellemergenza. Su questa una ideologia patchwork prova a fare finta di niente, ed una scuola di pensiero che ha sostituito la parola minaccia a quella di promessa rispetto al futuro e che sta cercando di nascondere la crisi attuale. Su un palcoscenico dove la tecnica e leconomia proclamano successi e profitti come promessa messianica il mondo diventa incomprensibile e privo di senso sopratutto per quegli adolescenti chiamati ad affrontare importanti cambiamenti evolutivi. Tecnicamente tutto diviene possibile, la scienza non ha segreti, perch molto preso, grida, sar in grado di spiegare tutto in termini di meccanismi e scoperte rivoluzionarie. Nulla sar quindi inaccessibile alluomo. Ogni limite viene abbattuto: anche nelle relazioni pi importanti, come quelle tra padri e figli viene a crollare il principio dautorit, quello stesso principio cio che permette e garantisce la trasmissione della cultura tra generazioni. A questo legame succede, inefficace, lautoritarismo: si insegna con la minaccia e la persuasione commerciale. Devi imparare, perch nella giungla devi essere forte, devi essere allaltezza. Eccole, le passioni tristi, questo legame che viene a mancare, si dissolve, fra noi e gli altri, e dentro ognuno di noi. Se gli adulti si esprimono in termini di minaccia perch pensano che quella attuale non sia unepoca propizia al desiderio, andr meglio pi avanti, ma una trappola fatale perch solo un mondo di desiderio e fantasia pu sviluppare legami importanti e creare valore. Armare i ragazzi significa farli appartenere a quello stesso mondo beffardo, il mondo della serialit. Il lavoro che il clinico e qualunque altro educatore deve fare imparare ad allontanarsi dallabitudine di fare diagnosi incasellando il paziente in categoria normalizzate e aiutare laltro ad affrancarsi dalla sua etichetta che spesso viene considerata come un modo di essere al mondo. Chi viene stigmatizzato dalletichetta sa che la societ si aspetta da lui il fatto che si identifichi con quella etichetta perch solo in quel modo la societ pu aiutarlo. La nostra societ deve dare spazio alla multidimensionalit e allapertura, non dobbiamo pi pensare che le competenze scientifiche possano darci tutte le risposte che cerchiamo sul senso della vita, ma dobbiamo accettare che laumento dei saperi debba garantire la molteplicit. La resistenza allideologia scientista (cio allidea che con la scienza si possa rispondere a qualunque interrogativo) toglie alla scienza stessa un po di responsabilit. Il lavoro psicoterapeutico non un lavoro di aggiustamento dei sintomi ma della collocazione che questi hanno nella persona. Dobbiamo occuparci di chi viene considerato un fallito ma anche avere uno sguardo a chi viene considerato un vincente perch trionfare significa spesso recidere completamente i legami con la propria fragilit. Bisogna evitare la clinica della tristezza cio la clinica della normalizzazione ma andare verso le passioni gioiose costruendo con i pazienti, delle situazioni creative allinterno delle quali tessere una molteplicit. La clinica del legame ha come obiettivo aiutare i pazienti e le loro famiglie a strutturare le loro relazioni e a sviluppare legami che costituiscono le loro situazioni. Avere legami con gli altri significa avere lo spazio della fragilit, della situazione. Stare in relazione ci apre una prospettiva molto pi ampia rispetto alla nostra piccola vita individuale.

14

15

16

IL METODO ANALOGICO PER IMPARARE LA MATEMATICA!!


di Silvia Piazzi

Da molti anni linsegnamento della matematica durante i primi anni della scuola Primaria, si basato su abaco, regoli, linea dei numeri, insiemi e cos via. Tale metodo mira a far capire ci che sta dietro le basi della matematica, ossia che cosa un numero e come funziona il calcolo. Studi psicologici invece hanno attestato che i bimbi, sin dalla tenera et, hanno gi dentro di s lidea di numero. Io sostengo che la capacit di classificare il mondo in termini di numerosit non come quella di leggere uno scritto alfabetico; non abbiamo bisogno di impararla, nasciamo gi sapendo come fare: fa parte del nostro cervello matematico.. (Butterworth, 1999) Un maestro (Camillo Bortolato) ha invece applicato e proposto un metodo alternativo, non concettuale, che stimola il bambino a conoscere i numeri ed eseguire calcoli senza preoccuparsi di stabilire prima cosa siano i numeri e quale sia il significato delle operazioni aritmetiche (Bortolato la linea dei numeri Erickson 2001). Questo sistema nasce dalla constatazione che al bambino viene chiesto troppo, gli si chiedono sia abilit concrete (cio di applicazione pratica della matematica) che di astrazione (cio della comprensione dei meccanismi che regolano le leggi matematiche). Perci riducendo al minimo le spiegazioni e attraverso la visualizzazione della quantit numerica il bambino ha meno confusione, tira fuori da solo la matematica che ha dentro. Tutto nasce dallosservazione delle nostre mani; esse sono flessibili (posso aprirle e chiuderle), sono allineate (come su una immaginaria linea dei numeri) e raggruppate in cinquine. Cos, questo maestro ha preso un vecchio sistema che usava le palline e le ha ridisegnate, riutilizzate suddividendole in cinquine esattamente come le nostre mani. In questo modo gli alunni si evitano la grandissima fatica di doversi costruire da soli unimmagine mentale della quantit numerica.

17 Tutto questo lavoro viene svolto con giochi ed esercizi visivi (vedi esempi sottostanti).

Ogni quantit numerica stata poi abbinata ad un nome che evoca, per assonanza o rima, il numero stesso (quattro-gatto; sei-sedia..). In questo modo anche gli alunni diversamente abili possono apprendere in modo semplice ed immediato ci che altrimenti sarebbe risultato un muro insormontabile.

18

Giocando poi sempre con queste palline si arriva anche alle operazioni

Questo semplicissimo metodo stato applicato anche per limpiego, lapprendimento dei numeri fino a 1000 e i calcoli ad esso annessi.

COMMENTO AL FILM UP
di Luca Piazzi

Carl Fredricksen un bambino con lavventura nel sangue. Il suo sogno raggiungere le introvabili Cascate Paradiso insieme alla sua amica, Ellie. I due crescendo si innamorano, si sposano e piano piano invecchiano. Proprio quando Carl compra i biglietti per il viaggio della loro vita sua moglie viene a mancare. Fredricksen, ormai settantottenne, rinuncia al suo grande sogno ma lavventura gli bussa alla porta. Costretto ad abbandonare la sua casa, che sta per essere demolita, lintraprendente vecchietto fa volare lintero stabile utilizzando dei palloncini gonfiati con lelio. Con sua grande sorpresa per Carl ha un clandestino a bordo: Russell, un simpatico scout di otto anni. I due improbabili compagni di volo si dirigono cos alla ricerca delle misteriose Cascate Paradiso. Ce la faranno a raggiungerle? Riusciranno a superare tutti i pericoli che si presenteranno davanti a loro?........ Cosa rende speciale questo film danimazione? La semplicit con la quale viene presentata la vita, in tutte le sue fasi. Carl infatti prima bambino, poi uomo adulto e infine vecchio. C per una presenza costante nella crescita del protagonista: lamore per Ellie. Lamore caratterizza di fatto tutti gli aspetti dellesistenza umana. Il lavoro, la scuola, gli amici

19 hanno tutti questo collante che li unisce e li accomuna. Lo stesso sogno di Carl, quello cio di trovare le Cascate Paradiso, nasce con il proposito di condividerlo con Ellie. Non un caso che anche dopo la morte della moglie, Fredricksen voglia comunque intraprendere il viaggio in Sudamerica. Lavventura di Up non inizia quindi con lintento egoistico di dimostrare qualcosa a se stessi ma, al contrario, allo scopo di mantenere viva la memoria di una persona, di mantenere vivo lamore che si provava per essa. Lo stesso volo intrapreso dal dinamico venditore di palloncini non fatto in solitaria. Carl deve infatti sopportare la presenza di Russell. Il settantottenne si sente inizialmente minacciato da questo boyscout goffo e impacciato che da un momento allaltro potrebbe mandare a monte il suo progetto. Eppure, conoscendolo a poco a poco, condivide con lui lintero viaggio fino alle Cascate Paradiso. Fredricksen scopre che in fondo il bambino come lui. Russell ha bisogno di amare e di essere amato. Senza di lui inoltre Carl non sarebbe mai riuscito a raggiungere la meta. Lamore quini va anche condiviso, non si basa sullindividualismo del singolo. Non si pu pretendere di trovare un unico significato in Up. Ce ne sono tantissimi. Eppure lamore resta a mio parere il filo conduttore del film, che rende questo cartone animato un capolavoro a tutti gli effetti.

Foto di Giovanna Arrico

L' Amicizia ...


di Giovanna Arrico

L' amico colui che ti ascolta L' amico colui che non sempre ti chiede di essere ascoltato L' amico colui che ti aiuta nei momenti difficili della tua vita L' amico colui che non sempre ti chiede aiuto nei momenti difficili della sua vita L' amico ti fa sorridere L' amico ti fa piangere L' amico ti rispetta, ma chiede di essere rispettato L' amico non ti cambia L' amico ti accetta L' amico ti fa vedere sempre l'altra met di una situazione L' amico ti chiede di conoscerti L' amico non ti chiede di essere diverso L' amico ti tende una mano, ma se non desideri aiuto non la toglie, la tiene sempre allungata verso di te L' amico riesce ad entrare in punta di piedi nella tua vita senza invadere i tuoi spazi e le tue idee L' amico riesce a coinvolgerti nelle sue storie passate e presenti L' amico ti dichiara i suoi sogni L' amico comprende il momento di chiedere scusa L' amico comprende quando a volte il momento di farsi da parte L' amico non geloso, non compete con la tua vita L' amico semplicemente un' altra parte di quella met che ti completa senza necessariamente invaderti. L' amico

20

Nientaltro che la verit


di Chiara Giovannini

tratto da

Internazionale di Psicologia

Gli studi sulla memoria a lungo termine si collegano al discorso sullattendibilit o meno della testimonianza oculare . James McKeen Cattell inizi ad occuparsene nel 1985 e scopr che le persone hanno ricordi sfocatissimi circa esperienze quotidiane di fatti comuni, per esempio non si ricordano che tempo ha fatto la settimana scorsa, chi si incontrato per prima la mattinata, cos come non si sa dire con precisione se allinterno di una mela i semi sono rivolti verso il picciolo o la parte opposta. Maggiore, poi, il tempo trascorso tra laccaduto e la sua rievocazione, maggiore la possibilit di incorrere in errori e difficolt nel rievocare dettagli. Che cosa accade allora nel caso dei testimoni oculari? Certamente credono di dire il vero, ma la loro descrizione dei fatti plausibile? Di questo problema si occupata Loftus (nella foto) che ha condotto una serie di esperimenti proprio sullaffidabilit della testimonianza oculare. In uno dei suoi primi lavori Loftus (Loftus e Palmer, 1974) ha condotto un esperimento relativo al ricordo di incidenti stradali: ai soggetti venivano mostrati 7 filmati della durata dai 5 ai 30 secondi luno; ognuno di essi mostrava un vero incidente stradale. Dopo aver assistito a ciascun filmato, i soggetti ricevevano un questionario da compilare con una serie di domande specifiche, fra le quali era compresa la domanda: A quale velocit stavano percorrendo la strada la auto coinvolte nel momento dellincidente? Nel questionario presentato per al primo gruppo di soggetti la domanda era: A quale velocit andavano le due macchine quando si sono scontrate? Al secondo gruppo la domanda era posta in questo modo: A quale velocit andavano le due macchine quando si sono fracassate? Al terzo: A quale velocit quando le due macchine si sono urtate? In altre parole il termine urtato veniva per ogni gruppo sostituito da sinonimi dello stesso termine con sfumature pi o meno gravose. I risultati furono interessanti, mostrarono infatti che il giudizio dei soggetti che avevano comunque visto lo stesso filmato differivano in base al termine utilizzato. Pi gravemente veniva descritta la situazione maggiore era la percezione di velocit che essi ricordavano. Le differenze nelle risposte erano statisticamente significative. Era come se il termine utilizzato producesse, nella memoria del soggetto, limmagine di un incidente diverso (pi o meno grave) di quello che in realt aveva visto: una informazione esterna si era inserita nel processo mnestico, era stata integrata in esso e lo aveva deformato. I testimoni dunque, potevano rispondere in modo diverso alla stessa domanda se questa veniva formulata in modi differenti. Venivano condotti, pilotati inconsapevolmente verso il falso da domande che inducevano la risposta. Nessuno riesce ad evitare il falso. Jean Piaget ricorda Loftus (1980) credeva di ricordare un episodio di s bambino, ancora nella carrozzina fu oggetto di un tentato rapimento sventato grazie allaudacia e al coraggio della sua bambinaia. Nella memoria del celebre psicologo erano nitide: il delinquente che scappava, le ferite sul viso delle bambinaia, io suo coraggio eccetera. Davvero un peccato che, molti anni dopo la stessa bambinaia ammise di essersi inventata ogni minimo dettaglio

21 "Smettere di fumare facile, io l'ho fatto centinaia di volte" Mark Twain

I recettori della gratificazione responsabili della dipendenza da nicotina


di Luisa Barbieri

Sembra che l'eliminazione di uno specifico recettore localizzato sulla superficie delle cellule cerebrali deputate alla ricompensa possa aiutare a vincere la dipendenza da nicotina. La nicotina la sostanza attiva presente in percentuale variabile (2-8%) nel tabacco (in particolare nelle foglie) al quale dona l'inconfondibile odore. Il pericolo derivante dall'assunzione di nicotina sta nel fatto che nell'uomo crea dipendenza, tanto da essere stata dichiarata droga a tutti gli effetti dall'inizio degli anni '90 e da allora il suo contenuto nelle sigarette regolamentato. Attraverso il fumo inspirato, la nicotina entra nella circolazione sanguigna e, nel giro di pochi secondi, raggiunge il cervello ove agisce sui recettori dell'acetilcolina . A basse concentrazioni stimola i recettori, determinando un aumento di produzione di adrenalina che un ormone stimolante e che determina un aumento della frequenza cardiaca ed un vissuto di potenziamento fisico e mentale. A concentrazioni elevate la nicotina risulta altamente tossica, tanto da essere considerata un potente veleno naturale e venire utilizzata in agricoltura quale componente di moltissimi insetticidi (agisce bloccando i recettori dell'acetilcolina). La nicotina stimola la produzione di dopamina andando cos a modificare la trasmissione fisiologica degli impulsi nervosi e provocando un effetto eccitante. Si vanno ad attivare funzioni cerebrali legate alla concentrazione e al tono dell'umore, cui fa seguito la sensazione soggettiva di riduzione della quota di stress e di aumento della percezione di piacere attraverso un meccanismo biochimico analogo a quello innescato dall'eroina e/o dalla cocaina. La dipendenza da nicotina, non a caso, legata alla necessit di mantenere elevati livelli di dopamina, neurotrasmettitore del piacere. Gli effetti della nicotina sul sistema nervoso centrale sono duraturi e si auto-alimentano attraverso l'inalazione del fumo della sigaretta reinnescando il meccanismo che nel fumatore non si interrompe mai e che si va ad inquadrare nella dipendenza.

La nicotino-dipendenza deriva quindi principalmente dall'attivazione del sistema mesolimbico dopaminergico, considerato il centro del piacere e della gratificazione, responsabile della tossicodipendenza, in quanto l'individuo dipendente dalla sostanza e all'astensione va in craving, ossia cade preda del desiderio compulsivo,

22 fortissimo ed incontrollabile che, se rimane insoddisfatto, pu provocare sofferenza psico-fisica, ansia, insonnia, aggressivit, depressione del locus ceruleus, responsabile dello stato di veglia e di vigilanza. La nicotina, stimolando questa parte del cervello, determina un miglioramento delle funzioni cognitive associate ad un aumento della capacit di concentrazione, oltre ad una riduzione dell'entit delle reazioni da stress, determinando cos un vissuto di maggior rilassamento in situazioni critiche associato ad aumento dell'autostima.

Il 27 luglio '11 su The Journal of Neuroscience stato pubblicato il risultato di una ricerca (*) condotta da Tresa McGranahan, Stephen Heinemann, PhD, e TK Booker, PhD, del Salk Institute for Biological Studies che potrebbe aiutare a comprendere meglio il meccanismo di azione della nicotina sulle cellule cerebrali umane: la rimozione di uno specifico recettore nicotinico dalla superficie delle cellule cerebrali produttrici di dopamina rende meno probabile nei topi la ricerca di nicotina, inoltre non si osservata una riduzione dei comportamenti ansiosi simili a quelli osservati dopo trattamento con nicotina (i fumatori comunemente denunciano il sollievo dall'ansia quale fattore chiave per continuare a fumare o recidivare nel comportamento, anche se riconosciuto dannoso). Lo studio dimostra chiaramente che il vissuto di ricompensa e la riduzione dell'ansia provocati dalla nicotina giocano un ruolo chiave nello sviluppo della dipendenza da tabacco e che sono determinate dall'azione su cellule specifiche cerebrali. Precedenti studi avevano dimostrato che bloccando il recettore nicotinico alfa 4 all'interno dell'area ventrale tegmentale (VTA), dalla quale prende origine il sistema dopaminergico, diminuiscono le propriet gratificanti della nicotina, ma poich i recettori alfa 4 sono presenti sulla superficie di diversi tipi di cellule nel VTA, non era chiaro in quale modo la nicotina producesse sensazioni piacevoli. I ricercatori allevarono in laboratorio cavie che presentavano una mutazione volta ad impedire una risposta cerebrale alla nicotina: non sviluppavano i recettori alfa4 sulle cellule dopaminergiche. I topi che

avevano subito la mutazione erano meno predisposti alla ricerca di nicotina rispetto a quelli normali, suggerendo che questo tipo di recettore risulta necessario per la percezione degli effetti gratificanti da nicotina che, inoltre, non riusciva a ridurre i comportamenti ansiosi nei topi mutanti, come invece riusciva a fare in quelli sani.

Considerando i gravissimi danni provocati dal tabacco, si parla di 5milioni di morti all'anno, riuscire a capire meglio il percorso che porta alla dipendenza da nicotina potrebbe portarci allo sviluppo di nuovi farmaci sia per il trattamento della dipendenza che per alleviare i disturbi d'ansia, vista la

23 connessione tra gestione dell'ansia e assunzione di nicotina. Inoltre il rendersi conto, attraverso chiare dimostrazioni, di quanto e come una sostanza da noi assunta volontariamente possa inserirsi nel circuito fisiologico del nostro sistema nervoso centrale modificandone di fatto il funzionamento, potrebbe, forse, agire da motivazione per smettere di fumare, eliminando cos un comportamento deleterio per la salute, quale il fumo di tabacco.
Note di approfondimento:

The Journal of Neuroscience

http://www.jneurosci.org/

Eliminating protein in specific brain cells blocks nicotine reward http://www.eurekalert.org/pub_releases/2011-07/sfn-epi072611.php (*) la ricerca stata supportata dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke, dal National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism e dal National Institute on Drug Abuse Society for Neuroscience - http://www.sfn.org/ Nicotina - http://it.wikipedia.org/wiki/Nicotina Tabagismo - http://it.wikipedia.org/wiki/Tabagismo http://kidslink.bo.cnr.it/besta/fumo/nicotina.html http://www.fumo.it/fumatore/educazionale/dipendenzanicotina/#6 acetilcolina - http://it.wikipedia.org/wiki/Acetilcolina dopamina http://it.wikipedia.org/wiki/Dopamina Ventral tegmental area http://en.wikipedia.org/wiki/Ventral_tegmental_area locus ceruleus http://it.wikipedia.org/wiki/Locus_ceruleus

Val di Susa la manifestazione del 3 luglio '11


di Luisa Barbieri

Val di Susa - 3 luglio 2011 - Alberto Perini

VIDEO

I valsusini oggi hanno un valido motivo in pi per essere arrabbiati e con i politici e con la stampa: ieri una grande manifestazione di protesta contro la costruzione della tratta Torino-Lione ad alta velocit stata raccontata e commentata come una sorta di rivolta guidata da fantomatici black bloc (??). I valsusini in realt, pur giunti all'esasperazione dopo 20 anni di proteste, hanno voluto per l'ennesima volta chiedere alle Istituzioni di essere ascoltati, hanno chiamato a raccolta l'Italia intera a sostegno delle motivazioni contrarie alla costruzione della tratta ferroviaria. Motivazioni che vanno ben oltre la destrutturazione della loro splendida valle, pare che vi siano seri rischi per la salute pubblica, in quanto la montagna che dovrebbe essere sventrata per fare spazio al tunnel ferroviario contiene amianto e uranio. I costi di quest'opera faraonica, si parla di 22 miliardi di euro, dei quali solamente in minima parte e a condizioni difficili da sostenere verrebbero finanziati dall'Unione Europea, graverebbero in modo spropositato sulle spalle di tutti i cittadini italiani, gi cos vessati da un'economia in ginocchio. La linea ferroviaria gi presente, secondo il parere dei valsusini, sottoutilizzata, inoltre le proiezione circa i trasporti internazionali indicano una futura riduzione del traffico, quindi sarebbe ingiustificato anche da questo punto di vista l'avvio dei lavori. Malgrado ieri mattina gi alle 8:00 l'autostrada A32 TorinoBardonecchia fosse chiusa e sul display si leggesse chiusa causa manifestazione (mentre qualche ora pi tardi venivano diramate informazioni riferentesi ad ipotetici lanci di sassi contro

24 le forze dell'ordine quale causa della chiusura della tratta autostradale), il flusso di persone verso Chiomonte era un fiume in piena, ma, come oramai tristemente consueto, la conta dei partecipanti da parte della questura (7000 persone) e degli organizzatori (50-60mila persone) non collima. Io posso solamente dire che, visto dall'alto, l'afflusso aveva dell'incredibile, tanto era enorme: due cortei, quelli provenienti da Chiomonte e da Exilles si sono uniti sul Ponte della Dora per poi dirigersi verso la centrale elettrica della Maddalena ove si trova il cantiere e dove erano assiepate le forze dell'ordine in assetto anti-sommossa. Un terzo corteo partente da Giaglione ha aggirato il primo dei blocchi della polizia ed risalito attraverso i boschi, seguiti da un elicottero a volo basso. Il corteo partito alle 10:00 in un clima disteso e carico di aspettative, sicuramente lontane da ci che poi accaduto, in quanto non trapelava nessuna intenzione bellicosa, al contrario gli organizzatori non si stancavano di esortare alla calma attraverso i loro megafoni insistendo sulle reali motivazioni che spingevano alla protesta. I bambini sfilavano nelle prime file, tra striscioni e palloncini colorati. Anche noi, che eravamo sul posto per documentare l'evento con le nostre videocamere, siamo stati coinvolti dall'entusiasmo che inondava il corteo: ci si guardava intorno e c'era gente a perdita d'occhio, gente che desiderava solamente supportare una protesta che sta coinvolgendo tutto il Paese, sicuramente non delinquenti, come invece stato detto qualche ora dopo nel corso dei notiziari dai vari politici interpellati e che, con la consueta arroganza, sembra non riescano a prestare un minimo di attenzione alle richieste dei cittadini. Ci siamo avventurati nei boschi ove si stavano assiepando coloro che arrivavano da Giaglione e che dal bosco intendevano contrastare il cantiere, anche l, a mio avviso, nessun black bloc, qualche ragazzotto un po' agitato c'era, ma pi che altro ci che si percepito ad un certo punto era paura, in quanto cominciata a circolare una voce inquietante circa la presenza di un corpo speciale dell'esercito, di cui poi non si pi avuto notizia, appostato nei sentieri per contrastare l'afflusso di cittadini alla zona nevralgica. Verso mezzogiorno abbiamo sentito la carica della polizia e subito dopo una scarica di lacrimogeni che venivano sparati ad altezza d'uomo e che hanno inondato i sentieri del bosco creandoci non pochi problemi di respirazione. Senza la maschera era impossibile avvicinarsi al luogo dove avevano preso avvio gli scontri, dal bosco invaso dai gas lacrimogeni si percepiva paura ed impotenza, oltre che il rumore delle ripetute cariche delle forze dell'ordine. Visto che non riuscivamo ad avvicinarci tanto da vedere chiaramente ci che stava accadendo, abbiamo raccolto testimonianze che ci hanno raccontato come la riconquista del presidio NoTav vicino allarea dei cantieri, sgomberato violentemente dalla polizia luned scorso, avesse istigato la carica della polizia. Un collega cameramen, con esperienza militare, continuava a ripetere che il rumore degli spari non erano solo da lancio di gas lacrimogeni, sembravano spari di proiettili di gomma. Ci siamo poi diretti verso il cantiere dalla parte della strada provinciale per tentare di documentare ci che stava accadendo ed abbiamo trovato una situazione surreale: il lancio dei lacrimogeni era serrato e assolutamente spropositato alla situazione, noi stessi siamo stati sfiorati da un lancio davvero ad altezza d'uomo, tanto da dovere fuggire a gambe levate prede dell'azione urticarioide procurata dal gas. Era il caos: chi ci raccontava che era stato colpito, chi diceva che parecchie persone erano ferite anche in maniera grave (si poi scoperto che il numero dei feriti superava le 200 persone), chi piangeva preoccupato per la sorte di parenti e amici posizionati nelle prime file dinanzi alla postazione d'assedio, chi inveiva sia contro i politici, tanto impegnati a conservare il potere quanto distratti dai problemi reali della gente, sia contro i giornalisti che a loro parere stavano mostrando la protesta usando un atteggiamento manipolativo e fazioso, al di l di ogni correttezza informativa. La gente davvero stanchissima, sia di non essere ascoltata, sia di subire angherie in nome di un profitto per pochi a discapito dell'interesse dell'intera Comunit. In effetti non posso nascondere l'indignazione dinanzi all'informazione odierna da parte dei media generalisti, in quanto non la si pu certo considerare scevra da un atteggiamento comunque poco chiaro. I

25 titoli dei quotidiani puntano sulla violenza espressa dai manifestanti, facendo come sempre riferimento a questi fantomatici black bloc onnipresenti, i manifestanti sono scomparsi nel racconto fantascientifico di una guerriglia pi indotta che voluta. La violenza coercitiva espressa dai responsabili dell'ordine pubblico cui i valsusini hanno recapitato un documento carico di speranza che avrebbe voluto sensibilizzarne la coscienza, si trasformata in un'azione di difesa. Non mi pare di avere, invece, letto/sentito nulla in riferimento alle motivazioni che hanno spinto migliaia di persone a sfilare in Val di Susa, mentre, credo, il nodo da sciogliere proprio questo: ascoltare la gente posizionandola in un ruolo di potere rispetto alla propria esistenza. VIDEO: No Tav, quello che la Tv non vuole farvi vedere sulla vera manifestazione pacifica

La "mia" Val di Susa: il racconto di Fabiano

VIDEO: NADiRinforma nell'ambito della rassegna CinePorto organizzata dalla Assoc. Farm propone il racconto di Fabiano Di Bernardino, studente dell'Universit di Bologna, che il 3 luglio '11, nel corso di una grande manifestazione NoTAV in Val di Susa, ha subito violenze e percosse da parte delle forze dell'ordine riportando fratture all'ulna e al setto nasale, oltre ad innumerevoli contusioni in tutto il corpo . "Ero vicino a una recinzione mentre cercavamo di riprenderci la Maddalena. Era un'azione simbolica, ma ci hanno aggredito con violenza. Mi hanno colpito con un lacrimogeno, quando mi hanno preso mi hanno pestato in dieci. Si accanivano senza piet." racconta Fabiano "Poi, prima di portarmi nel deposito dei gas lacrimogeni e mettermi su una barella, mi hanno sputato in faccia, colpito nei testicoli e continuato a picchiare fino a quando non arrivato un medico militare. Appena si girato sono stato colpito sul naso con un tubo di ferro. Mi hanno detto che mi avrebbero ammazzato. Sulla barella hanno continuato a pestarmi. Un agente della DIGOS li ha invitati a smettere perch c'erano le telecamere. Poi, un dirigente di polizia si avvicinato e ha fatto spostare la mia barella al sole dicendo che non meritavo di essere soccorso e che dovevo pagare per aver tirato le pietre. E che non mi avrebbe mai portato al pronto soccorso ma direttamente in Questura, dove mi sarebbe aspettato il peggio. Non potr mai dimenticare Davide, il volontario della Croce rossa che mi ha salvato la vita".

Fratelli di TAV
un documentario di Manolo Luppichini e Claudio Metallo info: fratelliditav.noblogs.org/ Fratelli di TAV from Fratelli No Tav on Vimeo. VIDEO

26

Maltrattamenti subiti dalle persone anziane


di Luisa Barbieri

Il 16 giugno 2011 sul sito dell'OMS Europa stato pubblicato l'ultimo rapporto (WHO/Europe at the 3rd European Conference on Injury Prevention and Safety Promotion, in Budapest, Hungary) in riferimento ai maltrattamenti subiti dalle persone anziane e, leggendolo, sono rimasta davvero scioccata: si stima l'abuso fisico di 10.000 persone anziane ogni giorno. Ogni anno si contano abusi perpetrati ad almeno 4milioni di individui in et avanzata: schiaffi, pugni, calci, bruciature, ferite da coltello, detenzione forzata nelle camere da letto sono esempi lampanti di come purtroppo tanti, troppi anziani vengono trattati da chi, invece, se ne dovrebbe prendere cura. Sconvolge pure il fatto che dalla ricerca si rilevano almeno 2500 persone in pericolo di morte per mano dei rispettivi famigliari. Dal rapporto si evincono cause, dimensioni e conseguenze del fenomeno e si fornisce una panoramica delle buone pratiche in materia di prevenzione. Zsuzsanna Jakab, direttore regionale Oms per l'Europa dal febbraio 2010, esprime sconforto dinanzi ad una situazione documentata cos scioccante: gli abusi a cui si fa riferimento distruggono l'esistenza di persone anziane andando ad incidere sul loro stato di salute psico-fisica in una fase della vita molto vulnerabile. Considerando che la popolazione europea sta invecchiando rapidamente, i governi devono agire con urgenza allo scopo di fermare questo scempio sociale e il rapporto presentato a Budapest sar di grande aiuto al fine di prendere provvedimenti adeguati alla situazione. Si prospetta che nel 2050 un terzo della popolazione europea avr pi di 60 anni di et, la proiezione fa riferimento alla combinazione di due fattori: aumento della speranza di vita e declino della fertilit. Saranno, quindi, necessarie maggiori risorse e per pagare le pensioni di anzianit e per fornire adeguata assistenza sanitaria e sociale. L'ipersollecitazione sociale, se non si cambier in maniera adeguata e considerevole l'approccio, rischier di amplificare il fenomeno gi presente, degli abusi sugli anziani. Il rapporto ha analizzato 53 Paesi europei in relazione ad abusi fisici, sessuali, psichici e finanziari ed, oltre ai 4 milioni di anziani cui ho fatto riferimento, si dovrebbero considerare i 29 milioni di individui assoggettati ad abusi mentali (insulti o minacce), i 6 milioni di abusi finanziari (furti, frodi) e il 1 milione di abusi sessuali (molestie sessuali, stupri o pornografia). Le persone anziane che soffrono di demenza sono coloro che hanno maggiore probabilit di essere abusati tra le mura domestiche, per via della dipendenza cui sono assoggettati forzosamente. Si visto che comportamenti inquadrabili in questo, che altro non pu essere definito che criminoso, accadono con maggiore frequenza nei paesi a basso e medio reddito e nelle fasce pi povere della societ. Il maltrattamento dell'anziano viene ancora considerato un tab sociale, ragione per cui l'emerso sicuramente sottostimato, tuttavia il problema sociale sta guadagnando un certo livello di attenzione pubblica e politica. I sistemi sanitari potrebbero svolgere un ruolo determinante sia nella fornitura di servizi atti ad affrontare le conseguenze degli abusi, sia per quanto riguarda la prevenzione. La pubblicazione del rapporto fornisce un orientamento preciso destinato allo sviluppo di approcci innovativi adeguati ad evitare ogni sorta di maltrattamento. Sono emerse alcune proposte, tra le quali lo sviluppo e l'attuazione di precise politiche multidisciplinari nazionali che prevedano piani atti a prevenire maltrattamenti nelle persone anziane, indirizzati quindi alla salvaguardia dell'etica e dell'equit. Un miglioramento della raccolta dei dati, delle azioni di sorveglianza e di ricerca sarebbe auspicabile, come il potenziamento dei servizi destinati alla cura delle vittime, compresa la formazione di personale altamente qualificato e la sensibilizzazione sociale ad ampio raggio

27
Note di approfondimento: New WHO/Europe report: an estimated 10 000 old people physically abused every day http://www.euro.who.int/en/what-we-publish/information-for-the-media/sections/latest-press-releases/newwhoeurope-report-an-estimated-10-000-old-people-physically-abused-every-day European report on preventing elder maltreatment - Edited by Dinesh Sethi, Sara Wood, Francesco Mitis, Mark Bellis, Bridget Penhale, Isabel Iborra Marmolejo, Ariela Lowenstein, Gillian Manthorpe & Freja Ulvestad Krki http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0010/144676/e95110.pdf European report on preventing elder maltreatment http://www.euro.who.int/en/what-we-publish/abstracts/european-report-on-preventing-elder-maltreatment

Binge drinking e lesioni cerebrali negli adolescenti


di Luisa Barbieri

In occasione del 34 Convegno della Research Society on Alcoholism tenutosi ad Atlanta tra il 25 e il 29 giugno 2011, Tim McQueeny del Dipartimento di Psicologia dell'Universit di Cincinnati ha presentato i risultati del suo lavoro scientifico dimostrando come le occasionali abbuffate di alcool, o binge drinking, negli adolescenti possano essere causa di lesioni cerebrali. Si fa riferimento a delle vere e proprie abbuffate di alcool a cadenza per lo pi settimanale, o comunque ripetute con una certa regolarit. Con il termine binge drinking si fa riferimento all'assunzione di 4/5 o pi bevande alcoliche nell'ambito della stessa serata, quindi in un tempo relativamente breve (in quantit maggiore per gli uomini rispetto alle donne, essendo queste ultime molto pi sensibili agli effetti dell'alcool). Non importa tanto la tipologia della sostanza bevuta, quanto l'effetto, ossia la sbornia, l'obnubilamento del sensorio. La binge drinking considerata un rito di passaggio tra i giovani, una sorta di dimostrazione dell'acquisita emancipazione, il problema per sta nel fatto che le conseguenze sul cervello non sono di passaggio, ma assumono la caratteristica di essere definitive e piuttosto gravi, in quanto nell'adolescenza il cervello ancora in via di sviluppo. Scansioni ad alta risoluzione del cervello di giovani binge drinkers del fine settimana con et compresa tra i 18 e i 25 anni hanno dimostrato lesioni a livello della corteccia prefrontale. Questa sezione del cervello legata alle funzioni esecutive quali l'attenzione, la capacit di pianificare, di prendere decisioni, di elaborare le emozioni e di controllare gli impulsi, conseguentemente la sua lesione pu determinare la comparsa di comportamenti irrazionali. Uno studio pubblicato su Neuron da Daniel Durstewitz dellUniversit di Heidelberg e Jeremy Seamans dellUniversit della British Columbia di Vancouver nel 2010 dimostr lo stretto legame tra la corteccia prefrontale e l'ispirazione, in effetti parrebbe che grazie a questa parte

28 del cervello sia possibile prendere decisioni, pianificare ed adattarsi a nuove situazioni. Se questa parte del cervello viene danneggiata, un individuo risulta incapace di cambiare con rapidit le proprie rappresentazioni mentali o di elaborare nuove strategie. McQueeny ha esaminato le parti del cervello che intervengono nella formazione e nell'elaborazione del pensiero, quelle parti inserite nella ricezione e nella trasmissione dei messaggi neuronali ed ha visto che il consumo di alcool in stile binge drinking si associa a riduzione dell'integrit della materia bianca, composta da assoni rivestiti da mielina, che controlla i segnali condivisi fra i neuroni, coordinando il lavoro delle diverse regioni cerebrali, e a profonde alterazioni strutturali della sostanza grigia. Sembra evidenziarsi, inoltre, una stretta correlazione tra la quantit di alcool consumato e lo spessore della corteccia cerebrale. Il prosieguo della ricerca in essere vorrebbe stabilire nello specifico il diverso impatto da parte dell'alcool sulle diverse parti della materia cerebrale, in quanto gi si visto che pur essendo colpite sia la sostanza grigia che quella bianca, non chiaro se la tipologia delle lesioni sia sovrapponibile oppure no. Lo studio interessa gli adolescenti, quindi individui con meno di 20 anni di et, essendo l'alcool verosimilmente neurotossico, ci si domanda in quale modo esprime la tossicit, se interviene nello sviluppo del cervello inquinandolo ed interagendo con i fattori di sviluppo. Il problema binge drinking nei giovani imponente, solo negli USA si calcola un 42% di giovani tra i 18 e i 25 anni che si dedica alle abbuffate alcoliche (National Institute on Drug Abuse). Gli effetti depressogeni dell'alcool emergono nel corso della vita, mentre nei primi stadi prevale l'effetto euforizzante, tanto da attivare la tolleranza alla droga. Nel passato gli studi venivano effettuati prevalentemente su di una popolazione maschile in et non definita, ma sicuramente avanzata, e non era possibile effettuare una corretta valutazione in relazione ai tempi di insorgenza dei deficit cerebrali legati all'inizio della attivit di binge drinking, come dice McQueeny: stiamo osservando gli aspetti in divenire del cervello in relazione all'abuso di alcoolici, come vorremmo valutare eventuali differenze di genere in risposta alla sostanza tossica. Non uno studio legato all'abuso e alla dipendenza da alcool, ma una valutazione micro-strutturale degli eventuali danni in divenire.
Note di approfondimento:

D.Durstewitz et al., "Abrupt Transitions between Prefrontal Neural Ensemble States Accompany Behavioral Transitions during Rule Learning", Neuron 66 (13): 438-448, 2010 UC Study Reveals Possible Brain Damage in Young Adult Binge-Drinkers - http://www.uc.edu/news/nr.aspx? id=13846 The research is presented this week at the annual meeting of the Research Society on Alcoholism in Atlanta http://www.redorbit.com/news/health/2071451/research_reveals_possible_brain_damage_in_young_adult_bi ngedrinkers/index.html http://magazine.uc.edu/ University of Cincinnati http://www.rsoa.org/ - Research Society on Alcoholism

foto di Giovanna Arrico

29

La visione della vita degli adolescenti e le loro prospettive in termini di salute


di Luisa Barbieri

Gli adolescenti animati da una visione solare della vita hanno maggiori probabilit di diventare adulti sani, di godere di una migliore qualit di vita nel loro futuro. Lo studio sull'effetto delle espressioni positive psicologiche negli adolescenti, condotto presso la Northwestern University , dal 1994 al 2001 su di un campione di 10.147 ragazzi, rappresenta uno dei primi lavori sull'argomento, stato pubblicato nel luglio 2011 sul Journal of Adolescent Health. I risultati sono parte del National Longitudinal Study of Adolescent Health (Add Health) nel corso del quale sono stati monitorati, con utilizzo di questionari mirati, i comportamenti di un grande numero di ragazzi in et adolescenziale. L'adolescenza l'et delle angosce e i ragazzi che attraversano questa delicata fase di vita, nel corso della quale si cerca di diventare individui, sono spesso preda di comportamenti carichi di ansia, di impulsivit, di rabbia e di ribellione. Secondo lo studio in questione gli adolescenti che, invece, vivono questa tumultuosa fase all'insegna della solarit, della gioia, della positivit, sembra sviluppino un rapporto migliore con lo stato di salute psico-fisica. Il rischio di cadere preda di comportamenti autolesivi e comunque poco sintonici al mantenimento della salute (uso di droghe, affezione agli alcoolici, soprattutto abitudine alle binge drinking, tabagismo, alimentazione insalubre) sembra nettamente ridotto in questa seconda tipologia di adolescenti. Secondo Lindsay Fino Hoyt, primo autore dello studio, questa una dimostrazione del fatto che promuovere e valorizzare in modo positivo il benessere nel corso dell'adolescenza pu rappresentare un ottimo strumento teso al miglioramento della salute a lungo termine. In relazione alla misurazione del benessere adolescenziale, il team, facente capo alla Hoyt, ha valutato una sequela di domande poste ai ragazzi gi dal '94 riguardanti argomenti che potessero in qualche modo misurare lo stato di benessere di cui godevano o meno. Gli argomenti trattati focalizzavano l'attenzione sul loro vissuto di felicit, sulla loro voglia di vivere, sulla loro speranza per il futuro, la loro autostima e il loro vissuto di accettazione sociale. La ricerca ha assunto un significato nel momento in cui si fatta una seconda valutazione riguardante gli stessi adolescenti, poi giovani adulti in riferimento allo stato di salute o meno nel quale versavano. A completamento e a specifica valutazione del lavoro nell'insieme non si potuto non considerare alcuni dati: lo stato di salute durante l'adolescenza, lo status socio-economico, eventuali sintomi di depressione e di altri noti fattori predittivi di salute o malattia a lungo termine. Emma K. Adam, co-autore e professore associato di istruzione e di politica sociale alla Northwestern University, dice: i nostri risultati mostrano con chiarezza che il benessere derivante dal vissuto positivo durante gli anni dell'adolescenza significativamente associato a comprovato stato di buona salute in et adulta. Certo che se il vissuto positivo adolescenziale riduce le possibilit di tenere comportamenti lesivi, risulta facile comprendere come in et adulta si possa ambire ad una qualit di vita migliore. I programmi di intervento clinico o sociale destinati ai giovani dovrebbero tenere in considerazione i dati in prospettiva emersi dallo studio, rinforzando e cercando di sviluppare le caratteristiche psicologiche tese alla positivit. L'approccio in questo senso, secondo i ricercatori americani, dovrebbe essere utilizzato nel

30 contenimento di problematiche legate alla delinquenza e al rendimento scolastico, considerando quanto e come possa contribuire al miglioramento della salute dei giovani e, a seguire, degli adulti che saranno.
Note di approfondimento:

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2011-07/nu-ptb071811.php http://www.northwestern.edu/ http://www.jahonline.org/ http://www.cpc.unc.edu/projects/addhealth

La psicologia delle folle di Gustave Le Bone


di Chiara Giovannini tratto da Internazionale di Psicologia
PSICOLOGIA DELLE FOLLE, Gustave Le Bone, TEA, pp. 251

E il 1895, Gustave Le Bone pubblica a Parigi un testo, che non molto tempo dopo, verr letto dai dittatori pi sanguinari della storia. La folla il vero protagonista, un attore sociale in grado di modificare il modo di fare politica. Il fatto di associarsi ha permesso alle folle di farsi unidea, se non molto giusta, almeno molto precisa dei propri interessi, e di prendere coscienza della propria forza. [...] Poco inclini al ragionamento, le folle, si dimostrano al contrario, adattissime allazione. (pag. 34-35). Il meccanismo mediante il quale le folle si lascerebbero trascinare e parteciperebbero anche ai pi turpi progetti politici , per Gustave Le Bone, questo: La psicologia delle folle dimostra come queste ultime, per la loro natura impulsiva, siano assai poco influenzate dalle leggi e dalle istituzioni, e come nello stesso tempo siano incapaci di di avere unopinione qualsiasi al di fuori di quelle suggerite da altri. Non si lascerebbero mai guidare da unastratta e teorica imparzialit. Si lasciano invece sedurre dalle impressioni che qualcuno riuscito a far sorgere nel loro spirito (pag.38-39). Dunque la folla da sempre dominata dallimpulso irrazionale, dallinconscio, diventa eroica o criminale con la stessa facilit. Gli individui che ne fanno parte, indipendentemente dalla vita che fanno, acquistano una sorta di anima collettiva per il solo fatto di appartenere alla folla, e questo senso di appartenenza li fa agire in un modo completamente diverso da quello che ciascuno avrebbe messo in atto. Nellanima collettiva, le attitudini intellettuali degli uomini, e di conseguenza le loro individualit, si annullano. Leterogeneo si dissolve nellomogeneo e i caratteri inconsci predominano (pag.52). Perch tutto questo accade? Secondo Gustave Le Bone sono diverse le cause che determinano la comparsa dei caratteri specifici delle folle: prima di tutto un sentimento di potenza invincibile che gli permette di cedere agli istinti; la folla anonima e dunque irresponsabile, il senso di responsabilit individuale scompare del tutto. Poi c il contagio mentale, un fenomeno che lautore paragona allo stato ipnotico, un sentimento per cui lindividuo diventa in grado di sacrificare il proprio interesse personale rispetto allinteresse collettivo. La terza causa, di gran lunga la pi importante, la suggestionabilit di cui il contagio semplicemente leffetto. Annullamento della personalit cosciente, predominio della personalit inconscia, orientamento determinato dalla suggestione e dal contagio dei sentimenti e delle idee in un unico senso, tendenza a trasformare immediatamente in atti le idee suggerite, tali sono i principali caratteri dellindividuo in una folla. Per il solo fatto di appartenere alla folla, luomo scende di parecchi gradini la scala della civilt. Isolato, era forse un individuo colto, nella folla un istintivo e dunque un barbaro (pag. 95)

31 Conclusioni amare quelle di Gustave Le Bone, fisiologo, anatomista, archeologo poi appassionato di psicologia e sociologia. Certo parliamo della fine dello 800 ma fa quasi paura ricordare alcuni avvenimenti nei quali davvero le folle sembravano impazzite o, per usare i termini corretti, ipnotizzate da suggestioni sanguinarie. Questo tutto allora? Suggestioni e ipnosi di gruppo? No, forse no, ma curioso pensare che un testo scritto 150 anni fa, nella Francia borghese, contiene unintuizione in grado di spiegare, seppure in parte, molti amari conflitti etnici. E la storia, sempre pi, ce ne consegna i cadaveri.

Levo-tiroxina: somministrazione serale verso somministrazione mattutina


di Luisa Barbieri

La tiroide una ghiandola situata nella regione anteriore del collo, davanti e lateralmente alla laringe ed ai primi anelli della trachea, produce ormoni in risposta ad uno stimolo ipofisario che si esprime con la produzione di TSH (a sua volta in risposta all'ipotalamico TRH). La produzione degli ormoni rientra nell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide che funziona seguendo un meccanismo di regolazione a feed back. Gli ormoni tiroidei giocano un ruolo molto importante nel controllo del metabolismo corporeo e se la tiroide non produce una quantit sufficiente di ormoni (ipotiroidismo), insorgono alterazioni a carico di tutti i sistemi dellorganismo.

La levo-Tiroxina un isomero dell'ormone prodotto dalla tiroide e viene utilizzata nel trattamento dell'ipotiroidismo, quale ormone sostitutivo a riequilibrio della funzionalit tiroidea. Interagisce con gli alimenti o con altri farmaci conseguentemente se ne da sempre consigliata l'assunzione al mattino a digiuno anche se non rientra perfettamente nel ritmo circadiano che caratterizza la produzione di ormoni dell'asse, in quanto i livelli pi alti di T3 e T4 si raggiungono durante la notte e le prime ore del mattino, mentre i livelli pi bassi si rilevano tra le 12 e le 21. In clinica si tende a rispettare, per ci che pu essere possibile, la fisiologia dell'organismo, conseguentemente una buona sostituzione nell'ambito della funzionalit tiroidea vorrebbe un picco serale-notturno di ormoni tiroidei entrando in contrasto con la consueta prescrizione mattutina. Alla base di questa nota vi sono due studi effettuati nel primo decennio del 3 millennio in Nord America, prima, quindi in Europa: il primo venne pubblicato nel 2007 sulla rivista Clinical Endocrinology e si svolse a Washington su di un piccolo campione di pazienti (12) allo scopo di determinare gli effetti della somministrazione della l-tiroxina in relazione al tempo e agli alimenti valutando, poi, i livelli sierici del TSH; il secondo si svolse in Olanda tra l'aprile 2007 e il novembre 2008 su 105 pazienti affetti da ipotiroidismo primario e venne pubblicato in Arch Intern Med. 2010 Effects of Evening vs Morning Levothyroxine Intake - A Randomized Double-blind Crossover Trial e condotto dal Dipartimento di Medicina interna del Maasstad Hospital Rotterdam, Rotterdam (Drs Bolk and Berghout and Mss Nijman and Jongste), dal Dipartimento di Endocrinologia Erasmus Medical

32 Center Rotterdam, Rotterdam (Dr Visser), e dal Dipartimento di Cardiologia , Academic Medical Center, University of Amsterdam, Amsterdam (Dr Tijssen), the Netherlands. Ambedue i lavori menzionati hanno dimostrato che l'assunzione serale dell'ormone sostitutivo migliora la funzionalit della tiroide risultando pi vicina alla fisiologia dell'organismo. Al fine di determinare con esattezza il possibile cambiamento in risposta alla levo-tiroxina, ci si basati sulla valutazione della concentrazione sierica dell'ormone stimolante la tiroide, TSH, che ha confortato il tentativo effettuato all'interno di una struttura specializzata, spostando la somministrazione dalle 9:00 del mattino alla mezzanotte. I pazienti sono stati monitorati per 6 mesi ed istruiti ad assumere 1 compressa al mattino ed una alla sera prima di coricarsi (una conteneva levotiroxina, mentre l'altra un placebo), con uno switch al 3 mese. Pur non rilevando enormi differenze di concentrazione dell'ormone tra le due somministrazioni, anche se comunque l'ormone ipofisario tireostimolante ,TSH, tende a mostrare una ridotta concentrazione sierica, come gli ormoni tiroidei (T3 e T4) tendono ad aumentare, si consiglia la prescrizione serale in quanto parrebbe di pi facile gestione, oltre al fatto di inserirsi nel ritmo circadiano fisiologico dell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide.
Note di approfondimento:

http://it.wikipedia.org/wiki/Tiroxina La L-tiroxina o tetraiodo-L-tironina (T ) uno degli ormoni iodati


4

prodotti dalle cellule tiroidee insieme alla 3,5,3'-triiodo-L-tironina (T ). Si usa riferirvisi anche come T , in 4 3 opposizione all'altro ormone tiroideo circolante - T (il numero indica il numero di atomi di iodio presenti), che
3

la forma pi attiva dell'ormone, avendo un'affinit 10 volte maggiore per il recettore degli ormoni tiroidei

http://it.wikipedia.org/wiki/Isomero L'isomeria quel fenomeno per il quale sostanze diverse per propriet fisiche e spesso anche per comportamento chimico hanno la stessa formula bruta, cio stesso peso molecolare e stessa composizione percentuale di atomi. Ipotiroidismo - http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotiroidismo Gli ormoni tiroidei - http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni/ormoni-tiroidei.html Effects of Evening vs Morning Levothyroxine Intake - A Randomized Double-blind Crossover Trial Nienke Bolk, MD; Theo J. Visser, PhD; Judy Nijman, BSc; Ineke J. Jongste, RN; Jan G. P. Tijssen, PhD; Arie Berghout, MD, PhD, FRCP - Arch Intern Med. 2010;170(22):1996-2003. doi:10.1001/archinternmed.2010.436 Timing of Levothyroxine Administration Affects Serum Thyrotropin Concentration - Thien-Giang BachHuynh, Bindu Nayak, Jennifer Loh, Steven Soldin and Jacqueline Jonklaas Division of Endocrinology (T.-G.B.H., B.N., J.L., S.S., J.J.), and Bioanalytic Core Laboratory, Gener al Clinical Research Center (S.S.), Georgetown University Medical Center, Washington, D.C. 2007 http://jcem.endojournals.org/content/94/10/3905.abstract Effect of levothyroxine administration time on serum TSH in elderly patients; DP Elliott http://www.theannals.com/content/35/5/529.abstract http://addison-ssupport.1651760.n2.nabble.com/file/n5599438/Effects_of_evening_vs_morning_thyroxine_ingestion_on_seru m_thyroid_hormone_profiles_in_hypothyroid_patients.pdf

L'impatto delle credenze religiose sull'insorgenza e soluzione del disagio


di Luisa Barbieri

I ricercatori della Harvard Medical School, affiliata al McLean Hospital, hanno rilevato che coloro che credono in un Dio benevolo tendono a preoccuparsi meno e ad essere maggiormente tolleranti verso le incertezze della vita, piuttosto di coloro che credono in un Dio indifferente o punitore. Il documento dal titolo Incorporating spiritual beliefs into a cognitive model of worry, pubblicato sul Journal of Clinical Psychology di luglio 2011, stato presentato da David H. Rosmarin, PhD, principale autore dello studio, al meeting annuale dell'American Psychological Association, il 5 agosto 2011 a Washington, D.C.

L'osservazione vuole invitare i professionisti della salute mentale ad 33 integrare le credenze spirituali dei propri pazienti nei loro regimi di trattamento clinico, soprattutto quando l'interazione terapeutica coinvolge persone religiose. Il prof. Rosmarin insiste circa la necessit, da parte degli psicoterapeuti, di non sottostimare la spiritualit dei pazienti, o, peggio ancora, snobbarla in nome di un approccio scientifico che, in virt della scienza, non dovrebbe, invece, escludere nulla; secondo Rosmarin in realt: la maggior parte dei medici impreparata a concettualizzare come e quanto le credenze spirituali possano contribuire al sostentamento dell'assetto affettivo, al suo riequilibrio. Nel maggio 2010 sul Journal of Anxiety Disorders veniva pubblicato un lavoro che portava sempre la firma di Rosmarin e che testimoniava un primo tentativo di studio sulla possibilit clinica di tenere in considerazione anche l'aspetto spirituale del paziente affetto da sindrome da ansia malgestita, attraverso quello che veniva chiamato spiritually integrated treatment (SIT), messo a confronto con il trattamento indicato come progressive muscle relaxation (PMR). Lo studio dal titolo esplicativo: Un controllo randomizzato dell'integrazione della spiritualit nell'ambito del trattamento della sindrome d'ansia malgestita subclinica in una comunit ebraica attraverso internet poteva essere criticato, in quanto eseguito all'interno di una Comunit, come quella ebraica, ove l'osservanza religiosa, l'importanza del culto si poteva tranquillamente considerare parte integrante del tessuto comunitario, quindi relativo. Si poi visto quanto siano rilevanti, al fine di aprire un buon canale di comunicazione che possa permettere il riequilibrio psicofisico, le convinzioni di base della persona circa se stessa, il suo mondo, la sua idea di futuro e le sue emozioni, al di l dell'appartenenza. Per alcune persone l'idea del mondo nasce e si sviluppa intorno a temi spirituali, non quindi pensabile entrare in contatto senza almeno provare ad interagire col fulcro centrale. Questo secondo studio di Rosmarin propone un modello cognitivo riferito alle modalit esplicitate in caso di disagio, ponendole in relazione, sia a livello di causa che di effetto, con il Divino vissuto in termini positivistici o, al contrario, negativi (un Dio buono verso un Dio punitore). Nel caso di credenze divine tese alla castrazione, alla punizione, i sintomi passano attraverso il meccanismo dell'intolleranza e dell'incertezza alimentandosi della convinzione stessa, oltre che del vissuto autoperpetuato di sofferenza e sacrificio secondario al senso di colpa. evidente ed importantissimo per il terapeuta partire dal paziente per ritornare al paziente cercando di passare attraverso il suo mondo. La presentazione proposta a Washington, D.C. da Rosmarin fa riferimento ai dati forniti da due studi distinti che all'elaborazione dei dati hanno permesso l'avanzamento di un'ipotesi terapeutica: valutazione tramite questionario di 332 soggetti sollecitati da siti web religiosi o che fanno capo ad organizzazioni religiose. Questo studio suggerisce che coloro che nutrono fiducia in Dio sono pervasi da minori livelli di preoccupazione e nutrono meno intolleranza nei confronti delle inevitabili incertezze che offre la vita, rispetto a coloro che invece sono sfiduciati nei confronti della loro divinit il secondo studio ha valutato 125 soggetti allontanati dalle organizzazioni ebraiche, questi individui sono stati sottoposti ad un programma attraverso l'uso di mezzi audiovisivi orientato ad aumentare la fiducia in Dio, riducendo l'atteggiamento sfiduciato e coartante. Dopo due settimane di trattamento i partecipanti hanno mostrato un netto aumento del pensiero fiducioso esprimendo significativamente minore intolleranza nei confronti delle incertezze, delle preoccupazioni e dello stress

34 Lo studio ha cercato di comprendere meglio almeno alcune delle motivazioni che possono provocare disagio a volte ingestibile e debordante in malessere, in quanto, come dice Rosmarin: avevamo evidenziato il legame tra credenze in Dio, sia positive che negative, e le risposte psichiche all'ambiente, in particolare rispetto alla tolleranza verso le incertezze e al livello, oltre che alla tipologia, di preoccupazione, ora con questa osservazione possiamo dare corpo al nostro modello terapeutico avendone trovato fondamenta. Attualmente si osserva di rado che il terapeuta si informi, anche solo in sede anamnestica, e tenga in considerazione le credenze spirituali che animano la persona della quale si prende cura, invece, come suggerisce Rosmarin: la questione un problema di assistenza sanitaria, non una questione religiosa". Se il terapeuta conosce al meglio chi ha dinanzi, se cerca di condividere e comprendere il suo mondo, non pu che favorire un miglior percorso terapeutico.

Note di approfondimento:

Incorporating spiritual beliefs into a cognitive model of worry - David H. Rosmarin, Steven Pirutinsky, Randy P. Auerbach, Thrstur Bjrgvinsson, Joseph Bigda-Peyton, Gerhard Andersson, Kenneth I. Pargament, Elizabeth J. Krumrei - Journal of Clinical PsychologyVolume 67, Issue 7, pages 691700, July 2011 http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jclp.20798/abstract#fn1 http://www.sciencenewsline.com/psychology/2011080505580053.html?continue=y McLean Hospital Study Shows Religious Beliefs Impact Levels of Worry American Psycologic Association http://www.apa.org/convention/ ; http://www.physorg.com/tags/american+psychological+association/ McLean Hospital http://www.mcleanhospital.org/ ; http://en.wikipedia.org/wiki/McLean_Hospital Harvard Medical School http://hms.harvard.edu/hms/home.asp David Hillel Rosmarin, Ph.D. - Instructor in the Department of Psychiatry at Harvard Medical School and Assistant in Psychology at McLean Hospital (Belmont, MA) - http://www.jpsych.com/people.html A randomized controlled evaluation of a spiritually integrated treatment for subclinical anxiety in the Jewish community, delivered via the Internet - David H. Rosmarin, Kenneth I. Pargament, Steven Pirutinsky, Annette Mahoney Department of Psychology, Bowling Green State University, United States http://www.jpsych.com/pdfs/2010-JAD-InPress.pdf anamnesi - http://it.wikipedia.org/wiki/Anamnesi_%28medicina%29

COMMENTO
di Luca Piazzi

A THE PRESTIGE
trailer

Londra, fine '800, gli illusionisti sono considerati delle vere e proprie star. Tra questi, due amici, Robert Angier, affascinante e sofisticato, capace di intrattenere il pubblico come nessun altro, e Alfred Borden, un purista della professione, un vero e proprio genio capace di creare i trucchi pi spettacolari ma non altrettanto in grado di far apprezzare al pubblico le proprie idee. La rivalit tra loro nasce quando il loro pi grande trucco finisce male. Da quel momento i due faranno di tutto per cercare di capire i segreti dell'altro, fino ad oltrepassare qualsiasi limite...

The Prestige un fantastico esempio di illusione. Lo spettatore rivive i tre atti spiegati con cura dal signor Cutter: la promessa, la svolta, il prestigio. Nel primo atto, la promessa, vengono presentati i protagonisti del film. Ci si aspetta grandi cose da due uomini di cosi grande talento. Ognuno di loro unico, ha un dono. La loro passione per la magia sembra positiva, pura. Borden ed Angier sono amici e lavorano insieme. Nel secondo atto, la svolta, la trama si incrina e la storia si complica. Alfred fa un nodo complicato e la moglie di Robert non riesce a scioglierlo. La morte della donna segna il punto di rottura dellamicizia tra i due e linizio della loro rivalit. Da questo momento in poi lattenzione

rivolta ai loro segreti, ai loro sotterfugi. Si cerca di comprendere la loro ossessione e capire 35 chi dei due illusionisti nel giusto. Qual la verit? Nel terzo atto, il prestigio, viene rivelato il trucco. Alfred e Robert non amano realmente la magia. Il pubblico stato ingannato sin dallinizio. La magia solo un pretesto del regista per raccontare allo spettatore lapparenza delle cose. In questo caso, bisogna proprio dirlo: labito non fa il monaco. Non basta una parrucca infatti per rendere uguali i gemelli Borden n basta una macchina per creare due Angier perfettamente identici. Lerrore dei tre illusionisti quello di credere di poter cambiare le persone a proprio piacimento, in nome di un fine superiore. Non esiste per nessun bene supremo, solo un illusione. La realt viene distorta, le cose importanti messe in secondo piano. La passione come amore intenso si trasforma in egoismo e in ossessione. In questo ultimo atto viene ribaltata la prospettiva. Il vero mago non quello che appare in bella vista, ma quello che sta dietro le quinte, come la moglie di Alfred, che cerca di amarlo incondizionatamente. Il bene per non fa rumore n prende gli applausi per il prestigio.

Per evitare le fratture ossee nelle malnutrizioni da anoressia si usino estrogeni a bassi dosaggi
di Luisa Barbieri

La ricerca suggerisce la somministrazione di una bassa dose di estrogeni alle malnutrizioni da anoressia nervosa per migliorare la densit minerale ossea (BMD). I risultati di questo nuovo studio verranno presentati luned 13 giugno 2011 al 93 Convegno Annuale della Societ di Endocrinologia a Boston, negli Stati Uniti.

36 L'abbassamento della densit ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture, rappresenta un sintomo comunemente riscontrato nelle malnutrizioni da anoressia nervosa ed da porre in relazione con le basse concentrazioni di estrogeni, ormoni che prevengono la perdita ossea. Madhusmita Misra del Massachusetts General Hospital di Boston e colleghi hanno effettuato uno studio della durata di 18 mesi su ragazzine di et compresa tra i 12 e i 18 anni. Sono state sottoposte alla ricerca 110 pazienti affette da anoressia nervosa e 40 ragazze con peso corporeo nella norma, a controllo, e si confrontata la risposta al trattamento con bassi dosaggi di estrogeni verso placebo. Si visto che il trattamento con gli estrogeni determina un aumento della densit minerale ossea rilevato a mezzo di densitometria a livello del rachide lombare e dell'anca. In passato si era tentata la terapia con estro-progestinici, per intenderci veniva somministrata la pillola anticoncezionale, ma non si era osservato nessun miglioramento della densit ossea nelle ragazze con anoressia nervosa, forse perch il farmaco pu sopprimere la produzione del fattore di crescita insulino-simile (IGF-1), mentre la risposta ai soli estrogeni pare essere maggiormente adeguata ed in sintonia con la fisiologia delle ragazze in crescita. Considerando il fatto che gli estrogeni contribuiscono a promuovere la fusione delle ossa piatte, i soggetti sottoposti a studio sono stati suddivisi a seconda dell'et ossea relativamente ai dosaggi somministrati: le ragazze con ossa chiaramente immature, pi giovani dei 15 anni di et, hanno ricevuto bassi dosaggi di estradiolo per via orale oppure placebo (3,75 mcg 0-6 mesi; 7,5 mcg di 6-12 mesi e 11,25 mcg 12-18 mesi), pi calcio e vitamina D; le ragazze con ossa mature, di et maggiore ai 15 anni, hanno ricevuto in modo casuale estradiolo transdermico (100 mcg ) associati a cicli di progesterone oppure placebo per 18 mesi consecutivamente, pi calcio e vitamina D. i 40 controlli sani hanno ricevuto solamente calcio e vitamina D.

37

Alla densitometria ossea era chiara la ridotta densit ossea nelle ragazze malnutrite rispetto ai controlli sani, mentre dopo 6, 12, 18 mesi di terapia con estrogeni si osservata l'equiparazione. Questo studio conferma l'importanza del recupero di una normale densit ossea che il disturbo dell'alimentazione compromette in maniera considerevole e che pu rappresentare un problema molto serio, anche dopo il recupero del peso corporeo. La somministrazione di bassi dosaggi di estrogeni, oltre ad incrementare il peso corporeo, come abbiamo visto, interviene nel ripristino della consistenza dello scheletro, va quindi tenuta in considerazione nella terapia farmacologica che accompagna il trattamento rieducativo alimentare cui le anoressie vengono sottoposte.
note di approfondimento:

http://www.endo-society.org/endo/ http://www.bmedreport.com/archives/28671 Teenage Girls With Anorexia Have Increased Bone Density After Physiological Estrogen Treatment Gli estrogeni - http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni/estrogeni.html Estrogen replacement improved BMD in girls with anorexia nervosa http://www.endocrinetoday.com/view.aspx?rid=84325 http://www.endocrinetoday.com/searchResults.aspx? q=estrogen&x=0&y=0&cx=&site=default_collection&requiredfields=projectID %3A14&client=default_frontend&output=xml_no_dtd&proxystylesheet=CME_frontend&filter=0&getfields=*& sort=date%3AD%3AS%3Ad1 L'ANORESSIA NERVOSA http://www.emanuelmian.it/anoressia_nervosa.html Osteoporosi post menopausale - http://win.menopausaitaliana.it/hrt_osteoporosi.htm The Endocrine Society 93rd Annual Meeting & Expo; June 4-7, 2011; Boston . Estrogen Alone Builds BMD After Anorexia http://www.medpagetoday.com/MeetingCoverage/ENDO/26860

38

malaria lifecycle Video

Il World malaria report 2010 dellOms riporta dati davvero sconfortanti, in quanto si rileva che nel corso del 2009 oltre 250 milioni di individui hanno contratto la malaria e 781 mila tra questi ne sono morti, considerando, quale aggravante, che gran parte sono bambini di et inferiore ai 5 anni. Il maggior numero di casi viene segnalato nellAfrica subsahariana, ma preoccupante anche la situazione in Asia, America Latina e Medio Oriente. L'identificazione di un batterio, che potremmo definire in prima battuta come anti-malaria, da parte dei ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health non pu che rappresentare una splendida notizia.

Trovato il batterio anti-malaria


di Luisa Barbieri

Il 13 maggio 2011 sulla rivista Science stata pubblicata la scoperta dei ricercatori della John Hopkins: l'identificazione di un batterio che blocca lo sviluppo del Plasmodium falciparum, responsabile della malaria negli esseri umani. L'Enterobacter responsabile fa parte della flora microbica naturale dell'intestino della zanzara e uccide il parassita con la produzione di derivati reattivi dell'ossigeno (o molecole di radicali liberi). George Dimopoulos, PhD, autore senior dello studio e professore associato presso W. Harry Feinstone Department of Molecular Microbiology and Immunology and the Johns Hopkins Malaria Research Institute, ha dichiarato: per il passato avevamo gi dimostrato che i batteri dell'intestino della zanzara possono attivare il sistema immunitario e, quindi, indirettamente, limitare lo sviluppo del parassita della malaria; con questo studio possiamo dimostrare che alcuni batteri possono bloccare direttamente il parassita attraverso la produzione di radicali liberi dannosi al Plasmodium presente nell'intestino della zanzara. La scoperta ci rende molto ottimisti per il prosieguo delle ricerche destinate a combattere la malaria, in quanto ci permette di spiegare il perch zanzare appartenenti alla stessa specie e ceppo a volte differiscono nella loro resistenza al parassita. Una delle strategie di biocontrollo potrebbe, ad esempio, basarsi sull'esposizione di zanzare a questo batterio naturale, con conseguente acquisizione di resistenza al parassita della malaria". L'Enterobacter bacterium nell'intestino di zanzare Anopheles stato isolato presso la Johns Hopkins Macha, che si trova nel sud dello Zambia. Il ceppo del batterio era presente in circa il 25 % delle zanzare analizzate. Studi di laboratorio hanno dimostrato che il batterio inibisce la crescita del Plasmodium malariae sino al 99%, sia in vivo che in cultura.

Malaria - Killer Number One Video

note di approfondimento:

Natural Microbe-Mediated Refractoriness to Plasmodium Infection in Anopheles gambiae - Chris M. Cirimotich, Yuemei Dong, April M. Clayton, Simone L. Sandiford, Jayme A. Souza-Neto, Musapa Mulenga, and George Dimopoulos; Science 13 May 2011: Vol. 332 no. 6031 pp. 855-858 DOI: 10.1126/science.1201618 -

http://www.sciencemag.org/content/332/6031/855.abstract

39

Bacterium Found to Kill Malaria in Mosquitoes http://www.jhsph.edu/publichealthnews/press_releases/2011/dimopoulos_bacterium.html Johns Hopkins Malaria Research Institute - http://malaria.jhsph.edu/index.html PALUDISME: Dcouverte dune bactrie du moustique qui tue 99% le parasite http://www.paperblog.fr/4473257/paludisme-decouverte-d-une-bacterie-du-moustique-qui-tue-a-99-leparasite-science/ Bacterium found to kill malaria in mosquitoes - http://www.eurekalert.org/pub_releases/2011-05/jhubbft051111.php World malaria report 2010 WHO - http://whqlibdoc.who.int/publications/2010/9789241564106_eng.pdf 25 aprile 2011, Giornata mondiale per la lotta alla malaria http://www.epicentro.iss.it/problemi/malaria/gm11.asp World Malaria Day WHO - http://www.who.int/mediacentre/events/annual/malaria/en/index.html Malaria - http://it.wikipedia.org/wiki/Malaria Malaria Institute at Macha - New Version: Mosquitoes of Macha http://malaria.jhsph.edu/programs/malaria_institute_macha/mosquitoes_of_macha/

Siviglia Granada
Diario di una vacanza
di Giovanna Arrico

Aeroporto Guglielmo Marconi Bologna. Finalmente si parte, destinazione Siviglia e Granada, per ritrovare una nuova e giusta energia. Un viaggio pensato e deciso con un'amica alcuni mesi fa che riuscito a motivare mesi molto pesanti per via della situazione emotiva che stavo vivendo, per arrivare finalmente a concretizzarlo nella prima settimana di agosto. Ero gi stata in entrambe le citt l'anno passato, ma sono sicura che questa volta le vivr in maniera diversa, pi vicina a ci che sono io. L'accoglienza spagnola mi si conferma splendida e verace: non c' persona che a qualsiasi ora, del giorno e della notte, non dispensi un sorriso e non sia disposta ad aiutare in caso di necessit. Siviglia capoluogo dell'Andalusia e quarta citt della Spagna. Siviglia soprannominata da me a fine vacanza una bella donna: sensuale, sinuosa, schietta, vera, forte, allegra. Il nostro volo arriva a tarda serata. Fortunatamente riusciamo a ritirare le nostre valige velocemente... e si da inizio alle vacanze, lontano dai soliti luoghi comuni, dalle solite persone. Ci mettiamo alla prova, la nostra diventa una sfida. Per fortuna i ricordi dell'anno passato e la mia buona memoria visiva ci hanno aiutato, visto l'orario, a trovare l'autobus che ci avrebbe portato in centro citt e il nostro alloggio senza perderci tra le mille stradine di Siviglia. Mappa alla mano, si scende e si va verso l'Hotel Murillo, stanche e affamate arriviamo al nostro albergo ed utilizzando una miscellanea di lingue, alla Tot e Peppino, che andavano dall'italiano, all'inglese, sino allo spagnolo riusciamo a spiegarci e a prendere possesso della nostra stanza. Eccoci finalmente arrivate, parte una sonora risata siamo certe che non sar poi cos difficile girare e che la Spagna proprio ci piace. Con gli occhi sbarrati dall'eccitazione che deriva da quest'avvio di questa nostra esperienza, tardiamo a prendere sonno e ci tuffiamo in un mare di parole, tra progetti e programmi destinati ai prossimi giorni.

La mia amica inizia a sistemare le sue mille cose ed io, come al solito, mi immergo nella 40 mappa della citt. Mi rendo conto di avere curiosato in ogni angolino di quella citt l'anno scorso, ma ho la certezza che ci che forse era ai miei occhi tempo fa ora potr sembrami diverso. Decidiamo di suddividere la visita in citt per quartieri, vogliamo programmare un piano d'azione che ci permetta di assaporare il pi possibile senza, per, massacrarci perdendoci tra le mille pi mille bellezze senza poi riuscire a gustarci ci che, invece, volevamo trasformare in un bagaglio carico di emozioni positive. Iniziamo dal nostro quartiere, collocato nel centro storico di Siviglia: la Cattedrale, edificio gotico con il campanile minareto La Giralda, il Real Alcazar, palazzo mudjar, con i suoi giardini colmi di gelsomini, l'antico quartiere ebraico denominato oggi Santa Cruz e ... ad ogni angolo una piazzetta, alberi di aranci, carrozze e cavalli, edifici con le facciate bianche contrastate da balconi in ferro battuto, patios traboccanti di fiori. Il clima di certo non gioca a nostro favore, veramente molto caldo: ogni giorno ci accompagnano i soliti 40, ma per fortuna senza umidit, inoltre il sole con la sua luce abbellisce ogni cosa, se mai ce ne fosse stato bisogno, e il cielo limpido, terso e lucente, ragion per cui, malgrado il caldo, eravamo spinte a cercare e a rimirare tutta questa bellezza, fatta di costruzioni delicate nella loro architettura, di negozietti traboccanti di merci, di bar antichissimi dove mangiare al banco una consuetudine. Enormi piatti di paella, fideos a la marinera (pasta con frutti di mare), taglieri di chacinas (salumi) sono disposti su tavoli rustici che risaltano sulle pareti di azulejos (tipiche mattonelle in ceramica): Siviglia proprio una miscellanea di storia, spettacolo e buon cibo. Forse proprio questo che rende gli spagnoli una popolazione aperta, solare e socievole e noi non possiamo che rimanerne colpite. La nostra seconda meta ci porta al famoso Ayuntamento, Palazzo del Municipio e soprattutto ombelico della citt per i sivigliani, e da ora in poi anche nostro punto di riferimento. Il Municipio di Siviglia un bellissimo edificio realizzato in stile plateresco del 1527, la facciata maggiore un'apoteosi di figure di dei, eroi dell'antichit e animali... una meraviglia! Ci gustiamo anche Plaza San Francisco e Plaza del Salvador, ma ci che ci colpisce maggiormente sono le piccole strade, rese tutte pedonali, ricche di vetrine molto accattivanti per via dei saldi estivi. Tra una vetrina e l'altra prendevamo respiro sorseggiando una birra nei vari tapas ed assaggiando le torrijas alla cannella o semplicemente facevamo riposare gambe e testa in qualche panchina, meglio se vicino a qualche fontana. Siviglia una citt veramente efficiente, pulita e accomodante. Sia che si tratti di viverla per lavoro o per piacere, da soli o in famiglia. In pochi chilometri si riesce a trovare tutto e di tutto. Arriviamo, poi, al quartiere suddiviso dal dal Rio Guadalquivir: due sponde del fiume, due mondi diversi. Sulla riva destra: El Arenal, antico porto in secca, dove le sue arene fanno capolino, l'ospedale della Caridad (antico ospizio, diventato splendido edificio alla fine del 1679) e la Torre dell'Oro (antica Torre di difesa). Sulla riva sinistra: Triana e il suo carattere popolare, questo barrio gode di un passato movimentato, caratterizzato da vicende di gitani, marinai e vasai, infatti verso il calar del sole, in ogni piccola strada, in ogni bar all'aperto, si diffondono le note sensuali del flamenco. A Triana ci siamo trovate ad ammirare i tanti negozi di azulejos, con i tipici colori spagnoli, dove si possono comprare da una piastrella, come gadget, a veri e propri servizi da cucina e utensili in ceramica, dipinti a mano con arte e fantasia.

Tra tutti questi colori e questa maestria artistica, ad un certo punto ci troviamo dinanzi la Plaza de Toros de la Maestranza, quella piazza che tra i colori delle arene ocra, rosse e bianche e una 41 elevata acustica, lo spettacolo assicurato: ospita le famose corride e concerti di musica classica o lirica. Per godere alcuni momenti di refrigerio ci rintaniamo nel parco de Maria Luisa, un posto romantico nel quale sembra di vivere nel passato, per via delle carrozze trainate da cavalli che attraversano il parco, piacevole sentire il rumore degli zoccoli o il nitrire dei cavalli, come pure piacevole passeggiare nei vialetti ombreggiati del pi bel parco di tutta la Spagna, con i suoi rond piantati a essenze odorose, vasche e fontane, vasti prati erbosi. All'interno del Parco, si trovano tre edifici importanti per la cultura della citt: il museo di arti popolari (mudejar), gotico (padiglione reale) e plateresco (museo archeologico). Siviglia una citt, un paese, un quartiere, dipende vogliamo cogliere, vogliamo vivere; ospitale, goliardica con i suoi locali aperti fino a tarda notte, leggera con la sua musica che accompagna i nostri momenti, artistica con i suoi monumenti e stili diversi, colorata. Ci apprestiamo, ora, a spostarci a Granada, altra meta del nostro viaggetto, e lo facciamo in treno utilizzando la linea unica che unisce Siviglia, Granada, Malaga, Cadiz, Cordoba, Jaen, Almeria e Huelva. Pochi vagoni, ma veramente accoglienti, con tanto di dispenser per bevande fresche e snack di primo ordine. Un treno che in circa due ore da Siviglia ci ha portato a Granada, passando per panorami diversi e, come sempre, quando si viaggia in treno, si gode della sensazione di attraversare. Granada, pi che una citt un paesone e, pur essendo suddivisa in quartieri, io non riesco a viverla se non come un grande e unico paese. E' meno elegante di Siviglia, almeno in apparenza, ma molto avvolgente, calda, vera: io la trovo una piccola perla tra la costa mediterranea e le vette della Sierra Nevada, luminosa e protettiva, con le sue torri e con la sua Alhambra, da ogni angolo della quale si gode la vista di ogni rione della citt. Alhambra, il suo nome in arabo significa castello rosso, alludendo al colore del materiale usato per la costruzione, ma secondo alcuni storici e poeti, invece, il nome deriva dal fatto che fu eretta nella notte alla luce delle torce. Qualsiasi sia l'origine, vale la pena prendersi con calma una mezza giornata per visitarla. Il percorso pu essere pi o meno obbligatorio, ma anche divertente perdersi tra i giardini del Generalife, il palazzo di Carlo V con i suoi musei, e l'Alcazaba che il punto pi alto della collina, composta dalle mura e dalle torri che racchiudono il quartiere, dove si trovano i resti delle antiche case, una prigione sotterranea, una cisterna. L'Alhambra in pratica la citt iniziale, citt che in seguito inglob zone limitrofe di territorio che si trasform nella moderna Granada. Perdersi un attimo, sia fisicamente e con la fantasia, se si pensa che ogni stanza, ogni torrione, ogni cinta muraria stata vissuta e che ha fatto di Granada una citt imponente e importante per posizione e storia. Abbiamo sperimentato il fatto che a Granada sia certamente necessario camminare con scarpe comode in quanto i percorsi non sono solo pianeggianti, ma spesso ci si deve inerpicare su per i sentieri che portano ai quartieri dell'Albaicin, quartiere popolare e costeggiato dal fiume Darro; dalla Porta Reale, con il suo Municipio e centro della citt moderna; all'Abbazia del Sacromonte, con le sue grotte sante, e il suo mirador, ovvero il punto pi alto da dove si pu ammirare tutta Granada, dalla parte opposta all'Alhambra. Purtroppo la nostra vacanza finita: tra Siviglia e Granada non saprei cosa scegliere, ogni luogo visitato e visto sempre bello, affascinante. La Spagna una terra splendida, con possibilit di vita e di occupazione totalmente diverse dalla nostra Italia. Ma questo un altro discorso e non c'entra nulla con il viaggio.

Ora che sono rientrata. Ho guardato i miei appunti di viaggio, li ho uniti alle mie foto, e sono pronta per guardare altri itinerari. Chiss forse le prossime mete saranno Saragoza o Valencia? 42 Perch no? Credo che ritornare in Spagna possa essere un vero toccasana in fronte al grigiore delle nostre citt del nord Italia, in vista dell'autunno o dell'inverno prossimi, per farsi scaldare ancora dalle sue miti temperature, o in primavera dove i colori sono meno sbiaditi dal caldo sole estivo. Viaggiare, conoscere, ritornare e avere sempre voglia di ripartire, fisicamente o solo con i nostri sogni.

La Coca Cola
di Sara Luccarini

La regina dei fast food nasce l8 maggio del 1886 ad Atlanta inventata dallingegnoso farmacista statunitense John Stith Pembertos che credette di aver trovato la cura per il mal di testa, e invece si accorse subito che oltre ad essere efficace per lo scopo che si era prefissato, la sostanza poteva diventare la trovata del secolo. Divent presto il nuovo vino della Pembertons french wine coca, con alcune modifiche sensazionali. Non conteneva alcol che veniva sostituito con estratto di noci di cola, che una pianta tropicale. Ogni individuo, di ogni sesso ed et, poteva bere questa bevanda zuccherina e ipercalorica, solo in seguito si constat che alcune persone ne divenivano dipendenti.

Nel 1920 la Coca Cola, gestita dalla Coca Cola Company con sede a New York, decoll in tutta l'America del Nord. Il logo classico rosso venne applicato sulle bottiglie di vetro nel 1890, inventato da Frank Robinson utilizzando caratteri molti diffusi a quel tempo: il Spenceriam Script, mentre le bottigliette variavano la forma e il colore a seconda dellepoca e degli eventi che intercorrono durante l'anno, come ad esempio il Natale. La Coca Cola nonostante, laspetto invitante e innocuo, una delle bevande pi dannose per la salute in commercio e allo stesso tempo la pi venduta. La miscela contiene acido fosforico, dannoso per il sistema nervoso, inoltre corrosiva al 54% perch ha un pH di 2.4, simile a quello dellacido gastrico. Tuttora la formula della Coca Cola rimane segreta, ma ci sono stati svelati alcuni ingredienti come lanidride carbonica, che da quellaccento amaro, in contrasto alla quantit enorme di

zucchero, il caramello, la caffeina, i semi di cola e le foglie decoanizzate di coca. 43 Nel corso della seconda guerra mondiale la bevanda super energetica veniva distribuita gratuitamente a tutti i soldati che godevano, cos, dei drinks ipercalorici anche oltre-atlantico e al contempo si apriva un'enorme campagna pubblicitaria anche in Europa. Nel mondo globalizzato c' pure chi re-inventato la bevanda, ad esempio in Arabia Saudita stata immessa in commercio la mecca-cola, una bevanda dalla formula chimica disponibile a tutti, risultata meno dannosa dell'originale Coca Cola per una percentuale del 44% contenendo una quantit di molto inferiore per zuccheri e anidride carbonica. Lo smacco procurato dalla Mecca Cola alla Coca Cola determin la desecretazione della formula chimica distribuita solamente ai Paesi arabi verso un compenso per la casa originale di 160miliardi di dollari. Il prodotto, seppur a distanza di pi di un secolo dalla messa in commercio, continua ad essere un affare economico senza precedenti, tanto da impegnare la Compagnia produttrice nell'acquisto di decine di slogans supportando eventi, oltre che rinforzando l'azione sempre vivace di marketing. Oramai la pubblicit di questo prodotto non pi destinata a fare conoscere, quanto a ricordare, fidelizzando attraverso messaggi manipolativi riferentesi ai sentimenti pi intimi di amore, amicizia e felicit. La pubblicit diventata essa stessa un modello di vita, una sorta di icona dalla quale, prima o poi, per un motivo o per l'altro, ci facciamo abbagliare. Sappiamo quanto e perch questa bevanda faccia male, ma dinanzi ad essa facciamo fatica a resistere e lei, la Coca Cola, rimane la bevanda pi venduta al mondo. Attenzione a ci che bevete!

Che facciamo? Vai tu?


di Chiara Giovannini

tratto da New York, 1964. Una donna tristemente nota con il nome di Kitty Genovese viene aggredita nella notte da un uomo armato coltello. Ci sono 38 persone alla finestra. Nessuno interviene. Lambulanza arriver sul posto, oramai troppo tardi, mezzora dopo. Gli psicologi sociali hanno affrontato sperimentalmente la questione dell altruismo e hanno scoperto che non un tratto stabile del carattere ma un elemento che emerge in base alle condizioni e alla situazione in cui viene richiesto aiuto. Se la sociobiologia ha sostenuto che laltruismo fa parte degli istinti innati nelluomo per la conservazione della specie, la psicologia spiega il fenomeno del prestare aiuto attraverso processi di identificazione: se qualcuno che sentiamo simile a noi soffre o ha bisogno di aiuto, noi soffriamo indirettamente con lui; aiutarlo equivale quindi ad alleviare le nostre sofferenze. Che cosa, allora, aumenta la possibilit di ricevere/dare aiuto in situazioni di emergenza? John Darley e Bibb Latan hanno parlato di assunzione di responsabilit: quanto pi un individuo si sente investito di responsabilit nellintervenire per aiutare qualcuno, tanto pi probabile che lo faccia. Quali sono, allora, le condizioni nelle quali un individuo si sente pi responsabile di un altro per prestare aiuto a qualcuno? Secondo Darley e Latan quanto pi numerose sono le persone che davanti a una emergenza possono accorrere in aiuto, tanto meno ciascuna di loro si sentir investita della responsabilit di agire. Il fatto di sentirsi facilmente sostituibili da altri (Se non vado io, andr qualcun altro) ci fa sentire poco responsabili, se pensiamo, invece, di essere i soli in grado di dare una mano, la nostra percezione di responsabilit aumenta. Questultimo meccanismo prende il nome di responsabilit diffusa. Veniamo allesperimento che ha condotto a questa conclusione.

I volontari dellesperimento vengono accompagnati, ciascuno, in una stanza collegata da telefoni interni ad altre persone che possono sentire tutto in cuffia. Lobiettivo della ricerca, 44 spiegata dallo sperimentatore, indagare i problemi personali degli studenti universitari, specialmente di coloro i quali potevano trovarsi in un particolare stato di stress ambientale. Precisamente al soggetto che si trova nella condizione A viene detto che, in ascolto nellaltra stanza, c solo una persona, al soggetto nella condizione B che vi sono altri due studenti, al soggetto nella condizione C che ve ne sono altri cinque. Questo significa che in realt ciascun soggetto dellesperimento sempre da solo ma che, nelle diverse condizioni sperimentali, ad ognuno di essi si fa credere una cosa diversa. Lesperimento comincia con la prima persona, si tratta di una registrazione, che ammette di avere diversi problemi di ambientamento a New York e soprattutto in ambito accademico di essere stata vittima di diverse crisi epilettiche. Dopo questo intervento, nelle condizioni B e C si sentono gli altri racconti. Riprende la parola il primo, il quale, con voce assai sofferente, comincia a dire qualcosa del genere: Oh, ioc qualcuno che potrebbec qualcuno che pu aiutarmiho bisogno di aiutoio sto maleho paura di avere un attacco Questo il momento cruciale dellesperimento. Quale sar il comportamento del soggetto a questo punto, quando sente un suo compagno sofferente di epilessia, solo in una stanza vicina, dire queste parole? Se vero che quando si soli si pi disposti a prestare soccorso a chi ne ha bisogno, analogamente la frequenza e la rapidit dellintervento dovrebbe essere massima nel caso in cui il soggetto creda di essere il solo a poter intervenire, e minima se invece crede che anche altre cinque persone oltre a lui possono farlo. Ci proprio quello che successe. Tutti gli studenti (85%) che credevano di essere i soli destinatari della richiesta di aiuto corsero fuori dalla stanza per avvertire gli altri di cosa stava succedendo e soccorrere il compagno. Diverse la reazione per chi credeva di far parte di un gruppo pi numeroso. Essi sapevano che la richiesta di aiuto era ascoltata da altre persone nello stesso momento e solo nel 31% dei casi interruppero la sessione ed uscirono per dare lallarme. Coloro che non intervennero, per, manifestarono un alto livello di ansia e paura maggiore rispetto a chi era intervenuto a prestare soccorso. Concludendo, perch una persona sia portata a intervenire in una situazione di emergenza, devono essere soddisfatte alcune condizioni che non di pendono in alcun modo da propensioni interne ma situazionali: il soggetto in una situazione di potenziale pericolo; la situazione definita senza alcun dubbio come situazione di emergenza; la persona che viene a conoscenza del pericolo deve sentire su di s la responsabilit e deve avere qualche idea su come intervenire per poi accorrere in aiuto. Bibliografia Darley, J.M e Latan, B., Diffusion of responsability, Journal of Personality and Social Psychology, 1968, 8, pp. 377-383. Darley, J.M e Latan, B.: An Unresponsive Bystander. Why Doesnt He Help?., AppletonCentury-Croft, New York, 1970. Latan, B. e Darley, J.M., Group inhibition of bystander intervention in emergencies, Journal of Personality and Social Psychology, 1968, 10, pp. 215-221. Il ritratto di Kitty Genovese stato realizzato dalle gemelle Rebecca e Alexandra Chipkin, Kew Gardens, NY, 2005. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Kitty_Genovese