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Un sistema di pene principali non detentive un sistema mite, certo e forte: infatti se si indica al cittadino che la risposta al reato

o la pena detentiva ma poi ci sono sostituzioni, alternative allora questo viene visto dallopinione pubblica come un non senso incertezza della pena. Possiamo individuare quattro sottosistemi penali innovativi: A. B. C. D. sistema penale minorile D.P. R 448/1988 sistema della competenza del giudice di pace d. lgs 274/2000 sistema della responsabilit amministrativa da reato degli enti sistema della tossicodipendenza

B) Il legislatore aveva in mente una legislazione accessibile in quanto territorialmente diffusa, giurisdizione meno tecnica, inoltre per la microcriminalit (conflittualit da ballatoio) che nasce pi da conflitto che da devianza molto importante lidea della conciliazione. Quasi tutti i reati di competenza del giudice di pace sono a querela di parte dunque molto importante il ruolo del titolare del bene giuridico offeso. Il decreto prevede un nuovo sistema di sanzioni. Ci sono misure di definizione anticipata del processo penale con estinzione del reato: -conciliazione tra querelato e querelante -esclusione di procedibilit per particolare tenuit del fatto(rispetto allinteresse tutelato) -estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie Lart 52 del d.lgs prevede il sistema di sanzioni applicabili dal giudice di pace: -pena pecuniaria ( pi usata in quanto la pi pratica) -permanenza domiciliare -lavoro gratuito di pubblica utilit su richiesta del condannato. Il giudice di pace non pu applicare pene detentive.

Lart 29 prevede il vincolo a promuovere la conciliazione per favorire la quale il giudice pu anche avvalersi dellattivit di mediazione di centri o strutture pubbliche o private presenti sul territorio. e sancisce linutilizzabilit nel processo delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso dellattivit di conciliazione. La violazione delle prescrizioni impartite dal giudice di pace fa sorgere il reato. A)1985 le Nazioni Unite a Pechino approvano regole minime per lamministrazione della giustizia penale minorile. Il D .P. R 448/1988 informato a quattro principi internazionali -principio educativo -principio di minima offensivit della pena e del processo -principio di destigmatizzazione -principio di rapida uscita dal circuito penale Non deve essere interrotto quanto di educativo c gi nella vita del minore e bisogna attivare nuovi percorsi educativi: bisogna costruire un progetto educativo. Il giudice deve utilizzare tutte le risorse educative, deve conoscere lambiente in cui vive il minore che non necessariamente coincide con ilo luogo di compimento del fatto. Art 1 D. P. R prescrive che il giudice deve spiegare al minore ci che fa e perch, deve spiegare il significato giuridico, etico- sociale delle decisioni che assume. Ci sono giudici anche onorari con competenze criminologiche,educative. Entrare in contatto con la giustizia penale potrebbe essere per il minore controproducente e per ci previsto che le udienze si svolgano a porte chiuse che partecipino i genitori e altre persone con compiti di assistenza morale e psicologica indicate dal minore. essenziale evitare lattribuzione di unidentit negativa al minore. Nel procedimento a carico di minorenni si osservano le disposizioni del decreto, per quanto da essi non previsto le norme del codice di procedura penale adeguate alle esigenze educative del minorenne.

Il processo minorile ha un orientamento educativo in considerazione del fatto che si di fronte ad una personalit ancora non completamente sviluppata, il,processo educativo non concluso. Non tutti i minorenni possono rispondere di reato : i minori infraquattordicenni incapaci si intendere e di volere se ritenuti socialmente pericolosi possono essere destinatari di misure d sicurezza. I minori ultraquattordicenni possono essere considerati capaci di intendere e volere ma questa capacit va valutata caso per caso. Art 9 D. P. R prescrive un accertamento sulla personalit del minore che risulta sa pi elementi al fine di stabilire se o meno capace di intendere e di volere al fine di predisporre le misure penali pi rispondenti alle sue esigenze educative, nella fase processuale il minore viene conosciuto; inoltre il giudice pu senza formalit alcuna sentire chiunque abbia contatti con il minore. Art 28 D. P. R prevede la possibilit per il giudice di sospendere il processo penale e far si che il minore intraprenda un percorso educativo. Se lesito di questo percorso positivo il processo viene interrotto e si ha estinzione del reato. La messa alla prova applicabile per qualsiasi tipo di reato. Il giudice pu decidere se applicarla o meno. La messa alla prova si applica prima che il minore sia stato giudicato colpevole, e occorre il consenso pieno e autentico del minore. Art 27 prescrive che il giudice durante le indagini preliminari possa in caso di fatto tenue e occasionale , cio estraneo alla condotta abituale del minore,e nel caso in cui si ravvisa che lulteriore corso del processo potrebbe pregiudicare le agenzie educative esistenti nella vita del minore pu con una sentenza dichiarare lirrilevanza del fatto. Anche in questo caso il giudice deve spiegare le ragioni etiche a base della sua decisione, per cui lordinamento dichiara lirrilevanza del fatto. Art 169 c. p perdono giudiziale: in questo caso c una sentenza di condanna , c stigmatizzazione; si tratta pi di un istituto clemenziale che educativo.