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LA FRASE RELATIVA NELLE LINGUE SEMITICHE

D'ETIOPIAl
Alessandro Bausi (Istituto Universitario Orientale di
Napoli)
Negli studi pi recenti la FR ha perso i connotati di argomento stret-
tamente sintattico per essere coinvolta pienamente nella diScussione sulla
tipologia linguistica
2
.
Dopo la sintesi di Brockelmann nel vecchio Grundriss3 sono stati po-
chiss1rn1 gli studi sulla sintassi della FR che abbiano tentato una analisi
comparativa estesa a tutte le lingue sem1t1che d'Etiopia
4
: di fatto soltanto
Leslau (1956) e Gragg (1972). I contributi intervenuti anche di recente non
si sono proposti un resoconto sistematico. ma piuttosto la applicazione di
una particolare teoria e quasi tutti hanno preso in esame una lingua sol-
tanto. l llm1tl maggiori degli approcci disponibili non starmo d'altra parte
nel difetto di quantit. quanto nella disomogeneit del metodo e
nell'assenza di uIla griglia d'analisi che della FR in ciascuna lingua metta
in luce le strutture riconosciute come significative dalla moderna ricerca e
1 Le abbn:vlaz1onl bibliografiche delle pubblicazioni periodiche seguono le convenzioni
della BibUographl.e Llngulstlque. La spiegazione delle abbrevlazloni1rnplegate nel testo si trova
immediatamente prima della Bibliografia.
2 Un punto fenno nella ricerca sulla FR Indubbiamente Lehmann (1984), gi apparso
nel 1979 come .AKUp. 36 e recensito da C. Hagge In BSL76 (1981-2)119821. pp. 76-82. Il
libro ha suscitato un'ampla eco: G. Bossong, LBer 99 (1985J, pp.440-5: H. Hettrich, Kratylos
30 (1985), pp.42-52; J. Haiman, JL 22 (1986), pp. 194-9; B. Cornrle. LInguistica 24 (1986).
pp.446-53. Revlew artIcles: P. Ramat, Neues vom Relattvsaiz. Zu elnem Buch oon Christian.
Lehmann, FoL 19 (1985), pp.523-37 (ha criticato l'abbandono del concerto cii coreferenza, che
ritiene ancom essenziale per dllltlnguere, per ellelDpIo. FRe e frasi InteJTOgatlve, sostalendo
che la relat1vfzzaz1one c:onslste In una ldent1flcaztone: pertanto non avrebbe senso anunettere
la distinzione tradizionale tm FRe restritt1ve e apposltlve): J. van der Auwera, More on relative
clauses, SLang lO (1986). pp.151-66; H.-J. Sasse, Christtan Lehmann's Der Relatlvsatz. LIn-
gua 69 {1986}, pp. 121-38. Altri studi recenti IIUlla FR sono Down1ng (1978). Comr1e
(1983: 193-225). Keenan (1985). Lehmann (1986). SuUe FRe prenomlnal1 Bryant (1983). Me-
ritano una menzione anche le pur poche pagine sull'argomento di Hagge (1990: 60-5) (la FR
una frase subordinata dipendente da un nome) per la serrata e lucida sintesi del problemi.
3 Brockelmann (1913: 552-602), limitata peraltro per l'area etiopica ai soli ge"ez. tigre.
tlgrtno e amarico.
4 Per Un orientamento generale e sintetico sulle lingue semitiche d'Etiopla Hetzron
(1972) e Coldenberg (1977).
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le riferisCa alla sua articolazione sintattica (omplesstva
5
. Questa opera-
zione tanto pi necessaria considerato che le lingue semitiche d'Etiopia
comprendono tipologie diverslssime.
L'intenzione del presente contributo cssenzlahnente la presenta-
zione dei problemi posti e delle ipotesi (descrlltive e interpretative) formu-
late, rtviSti alla luce di categorie d'analisi che si ispirano, nello spirito di
(relativa) libert teOIica che 11 anima, ai pi recenti studi sulla tlpologia
della FR6. La scelta delle categorie di analisi di: posizione, (strategie della)
relatMzzaz1one, tipologia, funzioni (ricoperte) e (grado di) nominalizza-
zione, vuole fornire le coordinate per una descrtzione della FR nei suoi
aspetti essenziali e costttutlvi1.
GE-EZ
Posizione. La FR pu precedere o seguire la T. La posizione del modifica-
tore rispetto al N (apparentemente libero di precedere o seguire) un pro-
blema irrisolto della sintassi de] ge-ez
8
, che si riverbera sulla incertezza
della posizione della FR; comunque da tener conto che sin dall'epoca di
pi antica attestazione (IV sec. d.C., periodo axumita) si hanno me prece-
denti la ra.
Relatlvizzazione. La FR pu essere introdotta da veri PRRi (za- m.sg.,
'enta f.sg. e 'eUa pl.l0, con la tendenza a genera1Jzzare la forma del m.sg.l o
dalla fonna del rn.sg. za- in funzione di NRll accompagnata da POR in al-
cune funzioni sintattiche. Sulla esistenza di FRe asindetiche pure (cio
senza NR e introdotte da Nl in st.ass.) pesa la scarsa affidabilit testuale
degli esempi finora addotti
12
D'altra parte, se una tale CR risultasse atte-
5 La necessit. di una concezione funzionalista della FR per un corretto approccio
interlinguistico stata sostenuta da Corruie (1983: 199-201). Una esposizione slnteUca
dell'insleme dei fenomenI riconducibili alla FR In Lehmann (1986).
6 Soprattutto Lehmann (1984) e (1986).
7 Non si prende In considerazione la phra.se coupe (o cleft sentence) per l'ampiezza e
l'Indipendenza che l'argomento ha assunto, In speclal modo per le lingue moderne. Un reso-
conto bibliografico in KapeUuk (1985), cut aggiungere ora almeno Polotsky 11983) e (1985).
8 5chnetder II 959) ha ritenuto di concludere che I determlnattvi precedono e I qualtft-
catM seguono il N. Gai (1981) ritiene che normalmente l'attributo segua ti N, e che allorch
lo precede Indichi un'enfasi speciale. Correll (l9B3) ha delineato un possibile sviluppo dal
ge'ez all'amarico, accettando la proposta di Gai, nel tentativo di ridimensionare l'Influsso del
aoatrato cusdt1co. Per le FRe in particolare Fulass (1983: 213).
9 Nelle iscrizioni In lingua etiopica e In scrlttwa etiopica vocalIzzata. A questa
particolarit si attOmpagnano anche la anticipazione dell'OD e la posposlzone del V di dire,
Uttmann (1913: 81).
lO SI potrebbe forse Interpretarle come fonne In SLCS. del corrispondenti OlMi, dai
quali 51 distinguono solo per la tenninazfone .a, D!llmann (1907: 332).
11 Concetto gi avanzato da Dil1mann (1907: 531), come ben evidenziato da Fulass
(1983: 214).
12 La supponeva Dlllmann (1907: 527-8) per alcune FRe seguenti la T 11 cui testo
per dubbio, rlscontrandosl varianti COn NR o congiunzione subordinante non relativa.
Lafrase relatiua. nelle lingUe semitiche d'Ettopfa. 107
stata solo in testi pOStaxumJW3, Si potrebbe invocare un influsso amarico
(antico) o anche arabo
14
, dato che entrambe le lingue presentano FRe
asindetiche. ES1stono invece con certezza FRe asindetiche introdotte da Ni
in st.cs. ",cio nella forma assunta nel legame genitlvale con un N se-
guente) l1m1tatamente a espressioni indicanti luogo e tempo15, sin
dall'epoca axum1ta
16
; tale CR da considerarsi probab11mente relitto di
una fase precedente in cui essa era produttiva
17

Tlpologta. La deflnJz10ne della tlpologia T1sente, pi ancora di altri aspetti,
della carenza di studi sulla articolazione sintattlca complessiva del geez.
Da parte nostra cercheremo di fom1re qualche spunto. La FR ge'ez 51 li-
mita al tipo incassato adnominale (prenomtnale e postnomJnale)18, cio U
ge'ez usa la FR facendone un solo nominale con la T, mentre non impiega
FRe apposte. Funzioni diverse sono rtsolte con l'impiego di altri stIUmenti
Cohen (1948-9: 36) ha proposto di considerare FRe asindetiche alcune brevi espressioni fisse
esempUftcate In Dillmann (1907: 387).
13 Senza contare che anche I testi risalenti ad epoca axum1ta (IV-VII see. d.C.), ad ecce-
zione naturalmente di quelli epigrafici, sono tradltlln epoca postaxumlta (dal XIII sec.).
14 Kropp (1986: 336) ritiene che le FRe asindetiche nel testi arabi non erano ben intese
dal traduttore In ge'cz, che per questo le ha risolte come frasi accostate, m1gl1orate nel corso
del tempo con l'introduzione di congiunzioni. Se Il fenomeno risultasse ben provato, potrebbe
Invece attestare l'esistenza di FRe asindetiche Oasc1ando aperto Il problema della lingua ma-
dre del traduttore) in ge'cz, poi alterate dalla pii! tarda tradizione manoscritta. In mancanza
di uno studio con solide basi critico testualI sulla lingua delle traduzioni dall'arabo In ge'cz,
non poSSibile dtrc dt.pl.
f5 Sull'effettivo status nomtnale di tali espressioni avanza delle riserve eohen (1948).
Ancora Cohen (1948-9) ha puntuallzzato che la CR per st.es. lImltata a Nllndlcantl tempo e
luogo, ed da escludersi In generale. Gragg (1972: 158). E' forse da accogllersl anche per
espressioni di modalit come l'esempiO In DIIImann (1907: 528) accordtng to the s1m1l1tude
(whlch) ... . Sul passaggio da NI In st.cs. a conglunztonl Dillmann (1907: 410), Per alcune
considerazioni su un fenomeno analogo in accadlco Flelsch (1966: 276-8).
16 Non mi risulta sia stato segnalato che la partlcoIartt ~ riportata in Uttmann (1913:
SI).
17 Brockelmann (1913: 554) sulla relatlvfzzaz10ne tramite \o st.es. In sudarablco mo-
derno e in accadtco. Flelsch (l966) non ha demolito gU aspetti morfologlci della inter-
pretazione per st.es. in accadlco avanzata ancora da von Soden (1952: 2191, ma l'ha voluta
ricondurre nel Umiti della FR concepita da Benvenlste (l97l) quale aggettlvo sintattico,
tramite la categoria della "Dslgnation. E' da rilevare che Il concetto di FR come aggettivo era
gi stato avanzato da Brockelmann (l913: 553) "Da dle Sprache solche SAtze wfe AdJcctlva
ansleht, so W1rd auf sle zuwellen auch. wenn sle zu detennlnierten Nomm. treten. nach dem
Muster der AdJectlva d'er ArtikeI o.bertragen". Per Il sudarablco moderno Wagner (l953: 116)
nota che la CR per st. es. pi frequente per NI Indeterm1nati. Anche Il sudarablco epigrafico
usa normalmente la forma dello at.es. nella FR asindetica. Hafner (1943: 182-4) e Beeston
(1962:52).
18 Downtng (1978: 382), Lehmann 11984: 43-9) e (l986: 664-7) hanno distinto 5 tipi di
FR. Identificate secondo I criteri della presenza o meno della T all'interno della FR (FR a T In-
tema: preposte e ctrcumnom1nall: FR a T esterna: posposte, postnominall e prenomlnali) e
del fatto che la CR (cio la FR Inslema alla n non costituisca (FR apposte: preposte e pospo-
ste) o costituisca (FR Incassate: cfrcumnomfnall. postnom1nal1 e prenomtnal1, quest'ult1me
definibll1 entrambe come annomfnall) un solo nom1nale all'interno della FP.
108 Alessandro Bausl
sintattici, cice con la coordinazione paratattlca
l9
. D'altra parte tale costru-
zione mostra dei parallelismt suggestivi con la FR nella infrazione
dell'ordine tendenztale VSO proprio della FP20 in quanto la violazione
dell'ordine VSO si configura come un aspetto della subordinazione, che
universalmente una delle operazioni essenziali della relativ1zza.z1one.
FunzioD.121. Le funzioni slntattiche sono relativ1ZZate in modo estrema-
mente vario. Abbiamo gi detto che salvo alcuni casi precisi la presenza di
una NR obbligatoria. Oltre la NR. alcune funzioni richiedono strumenti
accessori. La funzione S non ha bisogno di essere richiamata da POR
coreferente alla T nella FR.. bastando ad essa l'accordo col V: es. be'est
zamota '1'uomo che morto", [T-NRVS1CR' La funzione OD relatlv1zzata,
non obbligatoriamente, da PDR22: es. be'esit zeue'Ocu o be'esit zare'tkuwd
"la donna che ho visto", [T-NR V(.PDRoo))CR: la donna-che ho visto (leQ.
La funzione 01 ugualmente attuata con POR suffisso al \123. La funzione
di P espressa con POR suffisso al N: es. be'esit zamota metd '1a donna 11
cui marito morto", [T-NR V-N.PDRplcR: la donna-che morto-suo marito.
Complementi locali e temporali possono essere relativiZzati con la PRE che
esprime Il complemento seguita da PDR: es. be'esit zabald 'lhd tarakba "la
donna su ul fu trovato", [T-NRPRE.PDR-V]CR: la donna-che su di leiju
trovato. 01 e funzioni che nchtedono PREI possono essere relativ1zzate con
la PRE che li esprime seguita dalla NR: es. md't bazata 'arreg "l'aiuto col
quale salirai". [T -PRE.NR V)CR' Per complementi locali e termine di para-
gone la PRE si pu trovare posposta alla NR24: es. 'eban zaxnba.
25
"pietre
in cui", [T-NR.PREICR: pietre-che dove. Inoltre sono attestati anche tipi
misti e ridondanti: es. batra... 'enta batti bazagabra ta'iimmera "11 ba-
stone ... col quale compi miracoli", [T-PRR-PRE.PDR-PRE.NR V-ODICR: il
bastone-il quale-con esso-con che comp-miracoli. Per lo pi, ma non solo,
19 Essa espressa essenzialmente con l'uso della congfunzione wo.- Dillmann (1907:
522-3). Tra gli esempi riportati da DII1mann, alla frase coordinata in ge-cz di At.l8.7 corri-
sponde nel testo greco una FR.
20 Infatti in Crasi che aggiungono alla FP Infonnazloni ciroostanzialf Il S tende a prece-
dere 11 fredlcato. DIllmann (1907: 503-4.523).
2 DIllamnn (1907: 531-4). Un resoconto chiaro e succinto In Oragg (1972: 156-8).
22 Fu1ass (1983: 213-7) ha sostenuto la non gnunmaticallt di FRe con PDR, in realt
comunissime ed esemplificate in qualsiasi grammatica ge'ez, basti per tutte DllImann (1907:
531). Ugualmente gratuita appare l'affermazione che la presenza di costruzioni di questo tipo
sia indizio di tn1luenze del tfgrlno o dell'amarlco, FuIass (1983: 219).
23 ~ r la facolt del ge'ez di pronom1nalJzzare 1'01 con gli stessi PROI dell'OD. Il feno-
meno stato spiegato eia Com:ll (l980a) come indotto dalla equivalenza di funzioni
dell'espressione analitica del genitivo possessivo (equivalente ad una espressione dativale) e
dell'accusatMI.
24 DWmann (1907: 533). Non stata avanzata spiegazione per questo fenomeno.
Almeno per f complementi localt (sono ammesse in questa CR 11010 PREI in 'Q bl- o
plurlsilJablche) si potrebbero Ipotizzare forme di sLes. in -a, che abbiano conservato vivo il
loro valore, anticipate dalla NR: rientrerebbero cosi nel caso di FRe introdotte da Nl in st.CII
25 Per motM {tlpo)graBcl si trasllttera col segno J( la gutturale flicattva sorda.
LaJTase relativa nelle lingue semitiche d'EtiOpia 109
con espressioni di tempo Si pu avere la presenza della semplice NR26: es.
'elat zatawaladka "11 giorno che sei nato", IT-NR VlCR' La esuberanza di
strategie si accompagna dunque alla resa di un'ampia gamma di funzioni,
senza che sia dato scorgere il rispetto di una gerarchia di accessibilit che
lJmltl detemllate strategie a determinate funzioni
27
n ge'ez, lingua lette-
raria soggetta all'interferenza del greco (forse dell'aramaico) in epoca axu-
mita e dell'arabo cristlan02
8
in epoca postaxumita. non ha probabilmente
codificato. o lascia comunque trasparire assai a fatica. un sistema coe-
rente di relativizuzione.
Nomlp8UZzazloae. In FRe cosiddette senza T. la distlnzione di genere.
numero e caso funzione) non affidata solo al V. ma espressa dalla
presenza obbligatOria del PRRi (non della semplice NR) e dalle PRE! richie-
ste: 11 ricorso al PRO un evidente indJz10 di un basso grado di nominallz-
zazione della FR in geez. Contrasta con quest'aspetto 11 grande uso della
FR in sostituzione di participi e aggettM.
TIGRE'
Posizione. Come 11 modificatore la FR pu seguire o pi comunemente
precedere la T29; le FRe seguenti la T sembrano essere frequenti nel par-
1ato3O.
26 DIl1mann (1907: 534). Cohen (1948-9) fa notare l'assenza di PDR sia In questo caso
che In di FRe Introdotte da st.cs ..
2 CI si riferisce al concetto di Noun Phrase Accessrblllty INPAI elaborato da Keenan-
Comrle (1977) e (1979), Maxwell (1979), Comrle-Keenan (1979) e Comrle (1983: 214-24). Una
sua riformulazlone In Lehmann (1984: 211-20) e (1986: 667-70). Cinque (1981) ha crtUcato
da posizioni generatMste la Inadeguatezza della NPA (sul solo esempio dell'itallano). Giv6n
(1973) e (1975) ha dato un prttOCC (e. nella sem1tlstica, isolato) esempio di applicazione dei
della NPA all'ebmico.
8 L'esame della FR nell'arabo cristiano In Blau (1961: 540-67), oltre a ofI'rtre pi1i d'uno
spunto sulla possibile origine di fenomeni del ge'cz, fom1sce Ind1cazfoni preziose sulle inter-
ferenze cui soggetta la relat1v!zzazione In una lingua letteraria In cui le traduzioni occupino
un posto rilevante.
29 Stando a PaIn1er (1961: 25-6) le FRc seguono rqolarmente i det.ennma1M di tipo di-
mostrativo e i numemlf. Leslau (1945a: 76) una posizione Itbera della FR. I tre
esempi dtati In Leslau (l945b: 190) sono FRe con T preceduta da la In funzione di articolo
con valore fortemente dimostrativo (la FR poi Introdotta da la come NRl. Raz (1980:
2390241) ammette una certa ltbertA nella posizione del rispetto al N In t1gr.
30 L'analisi del tigre presenta gravi problemi nella scelta di testi che non stano influen-
zati dall'adstrato amarico e tigrtno. Raz (1980) ritiene che la grande f'a;quenza di FRc se-
guenti la T In tigr possa risultare non da una supposta afflnit del ttgr col ge'cz, ma da
unanallsi condotta pi sul parlato che sullo scritto, a d1lrerc:nza degli studi sullamarfoo e Il
tigrtno.
110 Alessandro Bausl
Relatlvizzazlone. Le FRe devono essere introdotte dalla NR la
(fonnalmente identica all'articolo determinatlv03
1
). Esistono anche me
asindetiche. per lo pi seguenti la 1'3
2

Tlpologla. n t:Jgre presenta FRe precedenti la T certamente prenominali.
Per le FRe seguenti la T. Raz ha supposto che almeno in un numero rile-
vante di casi siano di tipo non restI1tt1vo. adducendo un parallelo con lo
haraTi. Discuteremo la questione occupandoct dello haran.
Funzioni. Oltre alla presenza della NH. la funzione S data soltanto
dall'accordo col V (come nel geez). La funzione OD deve essere richiamata
da PDR Per altre funzioni richiesto n PDR preceduto dalla PRE o la
semplice NR davanti al V.
Nomlnallzzazlone. Come nel ge'ez, le FRe senza T tendono ad accompa-
gnarsi ad un detenninativ033 e mostrano perci un basso grado di nomi-
nalizzaz1one,
TIGRINO
Posizione. Come in tigr, confonnemente alla posizione del modificatore,
le FRe precedono la T, raramente la seguon034. Se la CR retta da una
PRE. la PRE precede l'intera CR35: es. 'ab 'aso ziillDwo add.t "from a
country which has plague". PRE-[N-NR V.PRO-T]CR: da,epidemta-che a
lui'paese.
Relatlvizzazlone. Le FRe sono segnate dalla NR ze' (con le sue vaI1anti
36
)
premessa al V. Nelle forme composte la NR I1petuta davanti all'ausiliare.
La NR non pu essere premessa al gerundio. ma pu esserlo all'ausiliare
nel gerundio composto.
Tlpologla. La FR prevalentemente di tipo prenominale.
31 Moreno (1948: 123) spiega la coincidenza come eredit del ge'cz, dove la differenza
tra ti DIM ~ e ti relativo za era assai esigua. respingendo la spiegazione esclusiva di
un'tnfluenza del sostrato cuscltlco.
32 Leslau (l 945b: 191) e Pa1mer (1961: 29,30). L'asindeto normale nel caso della
fonna negativa del V di esistenza, Leslau (1945b: 194) e Raz (1983: 43).
33 Che pu comunque anche mancare: esattamente come nel caso di tutti I
modlftcatori del N In funzione nominale, Palmer (1961: 26).
34 Conti Rosslnl (1940: 103). Come In tigr!, seguono I determinativi di tipo
dimostrativo e f numerali, Pa1mer (1962: 37-8). Per Pmetorius (1871: 354) la posizione
llbera come In gc'ez. Leslau (1941: 63) non menziona posslblllt di FR seguente la T.
35 Pertanto se la rn regge a sua volta una PRE, due PREI seguiranno di seguito,
Palmer (1962: 38): PRE'IPRE-N,NR.V-l1cR' Conti Rosstnt (1940: 105) ha per mostrato che
FRe a T equivalente, su cui Cornrte (1983: 212-4), richiedono una sola PRE.
36 Sono %d-, zh 'en-, 'et-, dialettale /e-, Conti Rosstnt (1940: 104). Praetorius (1871:
165.300) segnala un pl. 'eUa. anche se ritiene nom.lnallzzabtle la sola forma ~ . Il notevole
parallelismo tra FR tigrtna e gc'cz riscontrato da Praetorius (1871) forse viziato dal peso ec-
cessivo concesso al testiletterarl, assai Influenzati dal ge"cz.
La..frase relativa nelle lingue semitiche d'EtlDpia 111
Funzionl
37
La funzione S espressa dall'accordo col V relativo. La fun-
zione 00 richiamata da POR La funzione 01 espressa da POR, even-
tualmente mediato da PREi verbali. Nel caso in cui la T sia relativizzata
come 00 e il V relativo sia munito di Ul1 01 espresso pronominalmente,
quest'ultimo che prevale sul POR della T, che resta senza POR: es.
zesaJXukalliiy berceqqo "il bicchiere che mi rompesti",
(rffi(oO).V.PRE.PROOI-TICR: che hai rotto a me-bicchiere. La funzione di P
espressa da POR suffisso al N, ma anunessa solo in FRe nominali. Nel
caso che dal V relativo dipenda un 00 e la funzione relatlvizzata richieda
una PRE, si ha: es. gdnziib 'enkaba'u 'et.tiiqabbdlkuwo slJb'ay '1'uomo dal
quale ricevetti il denaro", [OO-PRE.POR-NR V. PDRoD-T) CR: denaro-da lui-
che ho ricevuto esso-uomo, oppure na'a'u gdnzab zehabkuwo sab'ay
"l'uomo al quale detti il denaro", [PRE.PDR-OO-NR V.PDRoO-TICR: a lui-
denarcrche ho dato esso-uomo. Le funzioni che richiedono PREi sono rese
con POR affisso a PREi verbali: es. (il tempo del V gerundio composto)
'eH gmlid tii'asiratella zenibdrdt "the rope to which she was tied", 101M-T-
V GERPRE.P0RoI-NR V AUXICR: (queVlajune-legata ad essa-che (ella) era.
Nomlnallzzazlone. La FR senza T frequente, anche senza la presenza di
un determinativo. La FR pu assumere 11 segnacaso di 00 n..3B.
AMARIC039 (e ARGOBBA40)
Posizione. La FR precede la T. L'amarico lingua SOV e anticipa il modi-
ficatore al N. Se la CR retta da una PRE. la PRE non precede l'intera CR
37 Manca una descl1zlone soddisfacente per le funzioni diverse da OD, 01 e P.
Praetorius (1871: 354) prospetta, come In ge'ez, due possibilit, eventualmente una
combinazione delle due: NR seguita da PRE e POR o, direttamente, PRE e NR da Leonessa
(1928: 200-1) sostiene l'uso di PREI, non verbali, ma premesse alla NR. rlchlama.te da POR
suffisso al V ed eventualmente preceduto da PREI verbali, La casistica pi chiara e Conti
Rosslni (1940: 105-6).
38 da Leonessa (1928: 200) ... ma 51 preferisce ometterlo',
39 Partlcolan: fortuna ha avuto la analisi della FR In amarico: ricordiamo tra l'altro: Po-
lotsky (19601, Ooldenberg (19651, Bach (19701, Oemoz-Fulass (1970), Fulass (19721, Glvon
(1972: 196-7) O'esemplo addotto, come In Oownlng (1978:393) e Bryant (1983: 49), erroneo,
tra l'altro per l'impiego del PDRoo -t Invece di -w), Cragg (1972: 159-62), Benda (1976: 94-
6), Goldenberg (1976: 131) e (1977: 487-9), Clvon (1979: 182-3), Corren (1980b), Kapeliuk
(l98Oal, Lehmann (1984: 68.254), La esposizione pi completa ancora Cohen (1970: 114-
22). Antinucd (1977: -143-4.159-62) a dir poco sconcertante, nonostante il "lungo viaggio In
Etiopia e Somalia nell'agosto del 1976" (p.348 della recensione di F, Murru, IF 83 (1978),
pp.345-51): valga per tutti l'esempio '(29) Yohannts banoral-aw bet wist' (slc), Interpretato
come 'Glovanni a-vede-3p.s. casa dentro" e tradotto 'dentro la casa che Giovanni vede': Il V
nord non slgnlflca "vedere", amar1co ayy4, ma 'abltare, vivere"; Invece della forma relativa e
usato erroneamente l'Imperfetto di FP; manca la NR -mm-, ancora manifesta dopo PRE
nell'imperfetto relativo: -w (non - ~ e PoRoo: l'amarico corretto e: Yohannts bdmmtyaydw
bet west.
40 L'argobba non presenta. nelle descrizioni disponibili, d1fferenze dal\'amar1oo, e viene
pertanto abbinato ad esso, Cohen (1939: 407) e Leslau (1959: 256), All'imperfetto presenta
una NR Imm-,
112 Alessandro Bausi
ma soltanto il V relativo, che a sua volta precede immediatamente la T41:
es. Tegr wCiddmmibbal agiir "verso 11 paese che chiamato TIgr", [N-
]PRE.((NR)V-llCR: Tigr-uerso che chiamato-paese.
Relatlvizzazlone. Nella {onna affermativa e nella fonna negativa, al per-
fetto la NR yii- e all'imperfetto la NR yiimm-Iemm- precedono 11 V.
L'Imperfetto assume la fonna semplice (non perifrastica) della subordina-
zione. L'amartco antico (XIV-XVII sec.) conosce fanne di Imperfetto relativo
affennativo asindetico e fanne di Imperfetto relativo negativo con yii-.
L'uso asindetico ancora attestato come dialettale. Alcune fanne asin-
detiche sono sopravvissute come avverbi nell'amarico attuale
42
Dialettale
anche l'uso del V relativo con 11 gerundi0
43

Nell'amarico i tipologi hanno evidenziato l'anomalia (del resto presente an-
che in altre lingue semitiche etiopiche) della NR precedente il V relativo
soltanto e non l'intero complesso relativo
44

Tlpologla. La FR amartca risulta di tipo prenominale. A proposito
dell'amarico stata espressa da Cohen una conclusione significativa: la
FR amartca non pu avere senso esplicativo o circostanziale: in termini
pi pertinenti, essa rigorosamente incassata e fonna un unico nominale
con la T45: espressioni diverse non possono essere espresse a mezzo della
FR in quanto la FR copre aree funzionali diverse secondo la struttura pro-
pria di ogni llngua. .
Funzioni. La funzione S espressa dall'accordo col V relativo. La funzione
OD richiamata da PDR46. La funzione 01 ancora richiamata da POR,
41 In tal caso non pi riconoscibile la NR del perfetto: il procedimento definito
'"h6chst exotisches" da Lehmann (1984: 254). Hagge p.SI In sede di recensione a Lehmann
(1979: 306=1984: 254) non ha evidenziato che la esoticit consiste nel fatto che la PRE si
fonde sempre col V della FR. anche se essa comprende elementi alla sinistra del V.
42 Goldenberg (1977: 487-9), con ulteriore bibllografla. delinea per l'imperfetto relativo
queste fasi di sviluppo: asindeto; NR ydmm.- per l"aITermaUvo e llci per il negativo; ydmm.' per
affermativo e negativo. Cohen (l939: 129) segnala come uso dialettale e arcaico I"lrnperfetto
aITermatlVo con NR ya-.
43 Bender (1976: 94-6) e Kapeliuk (I 980b: 21 n.16). Cohen (1939: 166-7) aveva
respinto l'asserzione di Guidi (1893: 259) che si potesse impiegare il gerundio relativo nelle
regioni dove era impiegato il gerundio negativo.
44 Bach (1970) il primo ad avere supposto, da un punto di vista generativista, una
struttura sogglacente V50, che diventata un riferimento toplco: Fulass (1972: 510-3),
Gragg (1972: 160-1), Antinucci (1977: 143-4.159-62). Lehmann (1984: 68.254), Per GlvOn
(1972: 196-7) la spiegazione sta nella generale tendenza della NR (In senso ampio, come su-
bordtnatore o PRO) a collocarsi nella posizione pi vicina alla T, mantenendo la propria na-
tura di prefisso. Ana1lsi della coerenza tipologlca deU'amarl<:o In Ronunel (1974) e Little
(1981).
45 Vale la pena di riportare testualmente Cohen (1939: 132) "Le relatlf amhar1que n'a
pas le sens expllcatlf qu'a quelquefols le relatif en franats; alnst on ne tradu1ra1t pas
suffisamment au moyen de relatifs en amharlque des phrases conune: .Ies troupes, qui
ta!ent fatigues, {un:::nt Incapables d'avancer- ou .\'avant-garde, qui avalt march trop vite,
avalt perdu le contact-; les subordonnes seraient autres".
46 eohen (1970: 118) lascia Intendere che non obbligatorio.
Lajrase relativa nelle lingue semitiche d'Etiopia. 113
eventualmente affisso a PREi verbali. Come nel Ugrino. un 01 espresso
pronominalmente prevale sul PDR dell'OD, che perci assente. Altre fun-
zioni sono ugualmente relativizZate con PREI verbali e PDR obbligatori0
47
:
es. ymmfilorubbiit bota "11 luogo in cui vivono", (NR V.PRE.PDR-TlCR: che
vivoTID in esso-luogo.
Nomlnalizzazlone. La nominalizzazione della FR amar1ca un suo
aspetto costitutivo
48
. S1 manifesta nella assunzione dell'articolo -w e del
segnacaso di OD -n: per le FRe senza testa anche nella assunzione del
monema di pl. nominale -occ4
9

GURAGHE'
Lo stesso termine guragh tradizionalmente applicato ad una ventina di
lingue sud-etiopiche per le quali l'esistenza di un antecedente genealogico
comune discussa, e le cui affinit sono dovute. almeno in parte. a feno-
meni di lega linguistica. La denominazione viene qui mantenuta per ra-
gioni di sempUcit
50
.
Posizione. In tutte le lingue guragh, la FR precede la T, come il modifi-
catore il N.
Relatlvizzazlone
51
Al perfetto la NR yd- precede il V. L'imperfetto in
quasi tutto il guragh precede la T asindeticamente senza alcuna NR. ed
riconoscibile come V relativo perch si oppone all'ordine normale della
frase rv-S/O contro S/O-V). Per la forma affermativa, guragh occidentale
e settentrionale tlsano l'imperfetto subordinato: il guragh orientale usa
l'imperfetto composto: per lo zway (guragh orientale). si ricostruisce in-
vece una NR ya- all'interno dell'impenetto composto, che lo rende assai
simile allo harari moderno: nel guragh orientale e settentrionale
l'imperfetto relativo (in quanto rientra nell'irnpenetto subordinato) ha una
negazione diversa dall'imperfetto principale negativo: parimenti. nello ha-
rari moderno. nella frase negativa. n V relativo condivide il tema dello ius-
sivo con la f0l!Da subordinata, opponendosi al tema di imperfetto della FP.
47 La funzione di com1tatlvo non pu essere espressa da POR suffisso a PREI verbali.
Cohen (1970: 118) presenta un esempio in cui sono impiegati PROl indipendenti e senza
POR. HetzItln (1966: 94-5) presenta esempi in cui la funzione ricoperta daI gerundio di al-
cuni verbt
48 Con la massima chiarezza. Goldenberg (1965: 9-10). Leslau (1945a: 78) ritiene che
sta un fenomeno dovuto ad influsso cuscttlco. La tendenza alla nomlnallzzazione del sistema
verbale, soprattutto tramite cleJt sentences, uno degli aspetti pi caratter1stld dell'attuale
struttura linguistica dell'amarico.
49Cohen (1931: 31O) e (1970: 117). Bender [1976: 96) segnala che il morfema -occ
presente come forma dialettale, ma escluso dal gerundio.
50 Sul problema Cohen (1931: 63-103). Leslau (1960), Hetzron (19681, Leslau 11969B),
(l969bJ e (1970J, Heuron (1972) e (1975J, Goldenberg (19771. Hetzron (19771.
51 Cohen (1931: 198J, Leslau (1950: 20-1.31l, (1952: 74-5J. (1956: (1958:
17-25) e (1968: 22), Hetzron (1977: 98-9), Leslau (1981: 13-4.471.
114 Alessandro Baust
Tlpologla. La FR guragh prenominale
52
.
Funzlonl
53
La funzione S . come al solito, espressa dall'accordo col V
relativo. La funzione 00 richiamata da POR. Altre funzioni sono ugual-
mente relativizZate con PREi verbali e POR.
NomlnaUzazlone54. La FR pu assumere l'articolo. Inoltre sono frequenti
FRe con T generica, indicante cosa, e Vi relatM (dire, mangiare, fare): tale
CR impiegata per espressioni seminom1nallzzate.
GAFAT55
Posizione. La FR, in quanto modificatore del N,lo precede.
Relatlvtzzazlone. Al perfetto la NR yli- precede n V. L'imperfetto. nor-
malmente. precede la T asindeticamente senza alcuna NR.
Tipologla. La FR garat prenominale.
Funzioni. La funzione 00 richiamata da POR Altre funzioni richiedono
PREi verbali e POR.
Nomlnallzzazlone. La FR pu ricevere l'articolo -s e n segnacaso di OD -n.
HARARI
Harari antico
56
(almeno XVII sec.)
Posizione. La FR precede sempre la T. Nel caso che la CR dipenda da
POS57, questa su1Iissata alla T e chiude pertanto l'intera CR: es.
zUamadO 'i1mib 'amal "secondo la dottrina cbe si appresa", [NR. V-
TlCR.POS-N: che hanno appreso-dottrina (-secondo).
Relatlvtzza.zlone. Al perfetto la NR z- precede la forma affermativa e la
negativa. All'imperfetto la NR presente solo nella forma composta, men-
tre la forma semplice precede la T asindeticamente senza alcuna NR
Nell'imperfetto negativo la NR sempre espressa.
Tlpologla. Lo barar! antico esprime soltanto FRe prenominati.
Funzioni. Lo barar! antico ba sviluppato un sistema complesso di POSi
munite di POR Grazie alla possibilit di impiego di anche due POSi pos-
52 He1zron (l9n: 121-2) riporta tre esempi di FRe postnomlnall, considerate pero ecce-
zionali
53 Leslau (1950: 20-1). HetzIOn (1977: 120-3) assai preciso e esauriente su alcuni fe-
nomeni, ma non presenta una sintesi sistematica.
54l..eslau (1950: 18), (l968: 19) e (1981: lO), HetzIOn (1977: 121-2).
55 L'ultimo e anche l'unico studio effettuato direttamente su parlanti gafat prima che la
lingua 51 estinguesse Leslau (1956: 64-6).
56 La descr1zIone 51 basa su CeruUi (1936: 387-91).
57 Lo harari ha sostituito le PREI semitiche con vere POSt, Moreno (1948: 122) e
Hetzron (1980: 178).
Lafrase relativa nelle lingue semitiche d'Etiopia 115
slbile relatMzzare funzioni molto complesse. Da notare che il V relativo ha
assunto presto funzioni varie in combinazione con congiunzioI58.
Nomlnallzzazlone. La FR (anche l'imperfetto asindetico) pu assumere
l'articolo.
Harart moderno
Posizione. La FR pu precedere e seguire la T. Non chiaro se nel caso
che la CR dipenda da POSo questa sia suffissata alla T (e chiuda pertanto
l'intera CR)59.
Rel&tlvizzazlone. Al perfetto la NR z- precede la forma affermativa e ne-
gativa. All'impenetto la NR sempre presente: nella forma affermativa.
fatta sull'inlperfetto composto. tra 1mpenetto e ausiliario. mentre nella
forma negativa la NR z- precede lo iussivo negativo6O.
Tlpologla. Come gi accennato. per Raz61 alcune FRe del tigre seguenti la
T sarebbero da spiegarsi come FRe non restrtttive
62
aff1n1 ad alCUI esempi
dello haran
63
; in tal senso la differenza pos1z1onale (FRe precedenti e
seguenti la ,., sarebbe indice di una distinzione semantica. Non mi sembra
che ricorrano le condizioni per una deciSione sicura. Degli esempi addotti
da Cerulli di FRe seguenti la T in harart nessuno pu essere definito con
certezza come non restrlttivo. Premettendo che sono frasi tipiche del
parlato. negli esempi addotti la T delle FRe introdotta da un DIM (due
casi) e da un tndefinito
64
Almeno per lo hararl. la presenza del DIM (come
58 Cerullf [1936: 403-5). SI dovrebbe parlare perci dello sviluppo di un modo relativo.
La tesi dell'eslsknza di un modo relativo In accadlco, In qualche modo riconnesso alla FR.
stata criticata da F1elsch (1966).
59 Cerullf (1936: 169) presenta solo l'esempio In cui la funzione espressa dalla POS
anche relatlvlzzata, per cui (oltre alla POS alla n 51 ha anche la POS con PDR dopo 11 V
relativo.
60 Lo lusslvo formato da un tema dtvcrso dalllmperfetto. Cohen (1931: 280-1.285),
CeruW (1936: 162-4), Leslau (1958: 17-25). La differenza di tema per la negazione In FP e
frase probabilmente dovuta al scstrato cuscltlco (sldame). Les\au (1952: 75-7)
e (1956: 106-7).
61 Cui da aggiungere Leslau (I945b: 191), secondo il quale la FR precedente la T
forma con essa a syntactlc unft, tanto da poter ricevere la PRE che si rlCerfsce alla T: PRE-
INR-nr.R: la FR seguente la T non formerebbe dunque di regola "a syntactlc unlt. .. ".
62""Sulla reatr1ttMt Lehmann (1984: 259-80). Carmie (1983: 194) ha eapreaso severe
critiche Bulla ccntrallt del concetto di restr1ttMt nella analIai delle FRe. Non mi sono Btati
accessfblli di O. KIelber O. en est-on de topposftton re/atWe restrldtuelre/attve apposlt1ve? IO
7 (1980), pp. 12-7 e Re/at1ves restrlctlves et re/attves appos/JJJJes: une opposltfon "tntrouua.ble"?,
Befhefte ZUT ZRPh. 216. Tablngen 1987.
63 Raz {I9SO: 239 n.241, con esempio dello hararl tratto da Leslau (1945a: 76), proba-
bilmente a sua volta desunto da CeruW (1936: 165).
54 Cerullf (l936: 165). SI gi fatto notare che In tigr le tlgrlno) le FRe seguenti la T
sono precedute da DIMI. Per lo harari Wagner (1983: 318) riporta due FRe segu.entlla T, di
cui la prima tradotta ... der gellebt w1rd1", mentre sotto 11 testo (1983: 27) resa Gellebter,
cio come epiteto Isolato nell'lnvocazione e quindi FR nomlnallzzata -(Oh tu) che sei
116 Alessandro Bausi
dell'articolo per 11 tlgr) davanti alla T deciderebbe per FRe non restIit-
tive
65
D'altra parte ci s1 pu chiedere se non Si abbia a che fare con una
particolare strategia di de1Ss1 della T della FR dovuta all'eSigenza del di-
scorso diretto
66
Conclusioni pi spinte non sono avanzab1l1 all'attuale li-
vello di conoscenza delle due lingue.
FuJ1zloDl67. La funzione S adempita dal semplice accordo col V. Lo OD
richiamato da POR. omesso nel caso che dal V della FR dipenda un 01
espresso da un PRO. La funzione di P espressa con POR. Le POSi e 11
PDR permettono di relat1v1zzare funzioni anche pi complesse.
NomlnaUzzazlone68. Lo harar! moderno caratteriZZato da tratti di forte
nomina1fzzazfone. La FR senza T pu formare un pl. nom1nale in -ac; al
perfetto la forma pl. nominale si fonna esclusivamente come pl. nominale
del sg.69. La FR pu assumere anche 11 segnacaso di OD -u. sta in FR con
T che senza T. La FR pu assumere 11 suftlsso nomfnale astratto -ndt, e
llmitatamente a forme di V relativo asindetico non produttive. anche 11
PRO possessivo 3 m.sg. -zoo pl. -ziywn. usato come articolo.
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Tra gU aspetti considerati in questa schemat1ca esposiZione sulla FR
nelle lingue semitiche d'Etiopia. mi 11m1to a segnaIarne alcuni. in fine e
senza intenti defin1tM. che evidenziano particolari desiderata e offrono lo
spunto a qualche precisazione.
Opposlzlone tlpoloaica tra FRe Ubere di precedere o leiUire la T e
FRe prenomlnall. Questa 1Sog1ossa. che oppone geez. tlgr e harar! mo-
derno alle altre lingue semitiche d'Etiopia. tra le quali tuttavia 11 tlgrtno
sembra ammettere in pi di un caso FRe seguentlla T. pu essere consi-
derata valida solo ai fini di una classificazione tlpologlca. dato che co-
munemente riconosciuto che 11 sostrato cuscitlco. e non un'eredit gene-
alogica. ad avere avuto la parte principale nel determinare FRe prenomi-
nali (in accordo ad un generale cambiamento di tlpologia sintattica). La 11-
O)amato'". Per la seconda Wagner (1983: 58) rileva che la FR segue la T pi frequentemente
I n t e s ~
Lebmann (1984: 264 n.24) enumera tra I slntagml compaUbI11 solo con FRe apposte
non restrltt1ve n led. dlsser, l'lngl. thfs. Al PRO dimostrattvo dello hararl yi- corrisponde
l'art1colo del tfgr la, dotato di notevole forza dlmostraUva.
66 Lehmann (I984: 264 n.24) lascia aperta la posslblllt, aJrennando che d sono ecce- .
zlonl all'uso esclusivo In FRe apposte non restrltt1ve di dleser, e dta un caso di dIscol'110 di-
retto "Und dIese Kommode, dle du hfer slehst. .. In cui mi aembra essenziale la pre_
della delssl per decidere la restrltUvlt della f'R.
87 CerulH (1936: 166-7): si dovr Intendere. non "IllOggetto del w:rbo della frase rela-
tfva. ... ma "L'oggetto ... -.
68 Cohen (1931: 309-10), Cerullf (1936: 169-70.151-3). Leslau (1945a: 78J, (1958:
15.20) e (1965: 157-9).
69 Dunque non come pl. nomfnale della forma verbale pl..
Lafrase relativa neUe lingue semitiche d'Etiopia 117
bert della FR in harar! moderno. se minore della FR ge"ez (dove la posi-
zione della T pressoch incllfferente). articolata tuttavia in due tipi posi-
zionali. c i ~ precedente o seguente la T (anche se forse. con funzioni spe-
cial1zzate per ciascun caso). non pu essere imputata 'alla diversit di so-
strato (sidamo: cuscltico orientale
70
) rispetto al restante sud-etiopico (dove
ha agito anche cuscitico occidentale e centrale). senza contare che la FR in
harar! antico rigidamente prenominale. La sua origine rimane dunque
oscura e costituisce uno dei problemi pi interessanti da ch1ar1re dal
punto di vista della storta della lingua,
FRe restrlttlve e non restrlttlve In tlgr e hararl moderno. A prescin-
dere da una critica preliminare al concetto di restrittMt. non conosciamo
a su1Ilctenza ttgr e harar! per avanzare ora valutazioni certe sulle loro
FRe prenom1nali. E' anche pOSSibile che il confronto con lingue di ampia
attestazione letteraria (come amarico. ed anche tlgrino), non sia il pi
adatto per chiarire il fenomen0
71
Un confronto con variet di pari livello
delle altre lingue potrebbe forse fornire qualche indicazione pi precisa.
Problemi aperti del geez. E' necessario ribadire che senza uno studio
che chiarisca la sintassi del modificatore-modificato, condotto tenendo di-
stinti ge'ez axumita e ge'ez postaxumita. non ci sono le condizioni per ot-
tenere risposte certe sulla apparente indifferenza alla posizione della T
nella FR geez12.
Dalla nostra breve esposizione emerso che gi nel ge'ez axumita le
funzioni relativ1z7pte non mostrano una gerarchia precisa di accessibilit
alla relat1v1zzazione. per cui a funzioni via via pi complesse si accompa-
gni una presenza crescente e gradualmente pi necessaria del POR come
rappresentante della T nella FR Tale incoerenza 73 si esprime sia nella di-
rezione. ricca di paralleli in altre lingue semitiche, della creazione di un
subordinatore relativo universale
74
, sia in quella di una presenza prono-
mtnale sovrabbondante.
D'altra parte in FRe senza T, il ge'ez esibiSCe (oltre alla rappresen-
tanza pronominale distinta in genere e numero) la presenza obbligatoria
delle PREi richieste dalle funzioni assolte, che un segno di rispetto di
70 Leslau (I945a: 76) concede una I1bert alla FR sidamo che invece del tutto eccezjO-
nale. stando alla deser1z:lone di Cerullf (1938: 134.139). Dd resto In guragh. dove forte
1'lnDusso sidamo. non 51 riscontrano FRe libere. Leslau (1952: 74-5).
7] Su questo aspetto ha Insistito Raz (1980).
12 Fulass (1983: 213) ha annunciato nel 1981 la messa In opera di uno studio
complessivo sulla FR ge'ez che non ha ancora visto la luce.
73 Dal punto di vista della NPA.
74 A differenza. di altre I1ngue semitiche. d, p.e. Rosen (1959) per l'anaI1sf del fenomeno
nel semitico nord-occldentale e Olv6n (1974) per l'ebraico biblico e m1shnaico. il ge'ez non ha
fatto del subordinatore RELATTVO un vero subordlnatore UNVERSALE. per quanto qualche
traccia ne sia rawedlbile. Dillmann (1907: 536-7).
118 Alessandro Bausl
una tendenza universale: maggiore la nornin;.Uzzazione della FR. pi pre-
coce. nella gerarchia delle funzioni ricoperte. Il ricorso a PDR75.
La tentazione di attribuire un ruolo di parte interferente. per U pe-
riodo postaxurnita. all'amarico come lmgua parlata e all'arabo cristiano. o
comunque al ge-ez delle traduzioni dall'arabo cristiano. naturale. L'arabo
cristiano da llIla parte. lingua aperta a varie influenze per ovvi moUv1 Oe
numerose traduzioni dal greco e dal sirtaco e la libert dal codice lingui-
stico coranico). e l'amarico dall'altra. acutizzando la perdita di signillcatl-
vit di un sistema, gi in crisi. che ammetteva procedimenti sintattlcl
contrastanti con l'amarico stesso. possono aver stimolato lo sviluppo di
una ridondanza pronominale. Tale carattere del ge-ez postaxumita resta
comunque solo un'ipotesi da comprovare adeguatamente.
Come gi rilevato. la chiarificazione di parecchi aspetti della FR (pi
in generale della sintassi) del ge-ez riposa su risposte di natura ffiologica. e
non solo linguistlca
78
'lTa le pi interessanti l'analisi della possibile esi-
stenza della FR asindetica (indipendentemente da contesti semantici par-
ticolart) e della sua possibUe interpretazione come arabismo o amarismo.
ABBREVIAZIONI
CR=costruzione relativa; DIM=dimostrativo; FP=frase principale; FR=frase
relativa; N=nome; NR=nota relationis: OD=oggetto diretto; OI=oggetto indi-
retto: P=possessivo; PDR=pronome di richiamo; POS=posposizione;
PRE=prepos1z1one; PRO=pronome; PRR=pronome relativo: S=soggetto;
T=testa; V=verbo.
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