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TESINA PER LESAME DI

COMUNICAZIONE GIORNALISTICA (10cfu)


prof. Mauro Sarti Anno accademico 2007/2008

GRAPHIC JOURNALISM: il fumetto come forma di giornalismo


di Alessia Coraddu matr. 0000255097

Dallarticolo di Mirella Appiotti su la Stampa dell11 aprile 2008:


Parola magica 2008 nelleditoria italiana? Graphic novel. Ci si sono buttati, dai grandi ai piccoli, Rizzoli e Feltrinelli, Sperling e Guanda, Einaudi e Mondadori, Arcana e via. Con incolmabile ritardo rispetto agli stranieri, Francia superstar. [] Lattuale sterzata sembra ora avvenire su un piano pi che onorevole per tentare laggancio con gli stranieri. Questa tesina si propone di indagare su una recente tendenza emersa nel mercato editoriale: lo sviluppo del graphic novel e lutilizzo del fumetto come forma di comunicazione giornalistica. Nellintroduzione, presento il nuovo tipo di giornalismo, in cui la fantasia della matita si unisce al taglio da reportage, per disegnare la cronaca e la realt. Nel corpo centrale faccio una panoramica storica sul graphic journalism, affermatosi da tempo in Francia e negli Usa, pi recente in Italia. Proprio del nostro Paese, analizzo tre interessanti realt: la rivista

Internazionale e le case editrici Coconino Press e BeccoGiallo. Sposto poi il focus sulla trasposizione fumettistica, ad opera di Marco Rizzo e Francesco Ripoli, della tragica vicenda della giornalista Ilaria Alpi, riportando anche un mio articolo- intervista ai due autori.

Nelle conclusioni, ribadisco infine le potenzialit del fumetto come forma di scrittura attraente e nello stesso tempo attendibile, adatta a trattare fatti di storia, cronaca e attualit. Le fonti di cui mi sono servita sono soprattutto siti e portali internet dedicati al mondo del fumetto.

INDICE:
1. Introduzione 2. Dal mondo, un po di storia 3. DallItalia, un po di storia 3.1 Internazionale 3.2 Coconino Press 3.3 BeccoGiallo 4. Ilaria Alpi, una storia a fumetti 5. Conclusioni Bibliografia/Webgrafia p.2 p.3 p.4 p.5 p.6 p.7 p.9 p.11 p.12

1. INTRODUZIONE
Negli ultimi anni, la distanza tra il giornalismo tradizionale e i reportage a fumetti si fatta sempre pi sottile: in America li definiscono graphic novel (un modo per chiamare i libri a fumetti), ma forse si pu parlare di vero e proprio graphic journalism. Quando caratterizzato dall'inchiesta e dalla ricerca di dati e fonti, il fumetto pu infatti diventare un valido prodotto giornalistico, che ambisce a disegnare le notizie con la documentazione di una cronaca o di un reportage. E in Francia e negli Usa che il fumetto gode di maggior credito (anche economico), assai pi che in Italia. Ma anche nel nostro Paese il livello di attenzione mediatica in forte crescita e negli ultimi anni sono emerse iniziative interessanti, come la rubrica Graphic journalism sul settimanale Internazionale e i libri a fumetti pubblicati da due piccole realt editoriali, la bolognese Coconino Press e la BeccoGiallo di Ponte Piave (TV). Gli esempi pi rappresentativi di questa originale forma di giornalismo, che si propone di disegnare ( il caso di dirlo) la cronaca e la realt dei nostri tempi, arrivano comunque dallestero e sono il premio Pulitzer assegnato ad Art Spiegelman e i lavori di Joe Sacco e Marjane Satrapi.

2. DAL MONDO, un po di storia


In principio fu Art Spiegelman, che nel 1992 ricevette il Pulitzer per Maus, romanzo autobiografico a fumetti pubblicato tra il 1973 ed il 1991, in cui si raccontava la storia del padre, ebreo polacco sopravvissuto ai campi di concentramento. Originale era la scelta stilistica di rappresentare i personaggi come animali antropomorfi. Gli ebrei avevano quindi il muso di topi (maus, in tedesco), i nazisti di gatti, i polacchi di maiali, gli americani di cani Nel 2004, il quotidiano inglese The Guardian invi in Iraq il disegnatore e giornalista maltese Joe Sacco facendone, in qualche modo, il primo giornalista inviato di guerra a fumetti. Proprio a fumetti, Sacco riportava impressioni, aneddoti e testimonianze dal Medio Oriente. Come gi aveva fatto qualche anno prima, disegnando il dramma dei profughi nel suo Palestine e poi quello della Bosnia in Neven, dal nome di un ex combattente nei gruppi paramilitari che difesero Sarajevo durante la guerra jugoslava, commettendo anche violenze inaudite. Oggi, ancora vivo il successo di Persepolis, cartone animato candidato allOscar, ispirato dal celebratissimo graphic novel delliraniana Marjane Satrapi. In quattro volumi a fumetti, la giovane autrice racconta, con dolore e ironia, la propria infanzia e la condizione di donna nellIran dei pasdaran e la successiva adolescenza in un'Europa incapace di accogliere il diverso. Tutte queste esperienze testimoniano un incrocio presente sempre pi di frequente nelle pagine dei giornali: la mescolanza tra fumetto, giornalismo e attualit.

3. IN ITALIA, un po di storia
Gi trent'anni fa, Enzo Biagi inizi la sua Storia d'Italia a fumetti, impiegando artisti come Manara, Pratt, Piffarerio, Ongaro, Ambrosini. Qui l'immagine faceva solo da supporto didascalico al racconto basato sulle parole del grande giornalista bolognese. Discorso diverso per Achille Beltrame e Walter Molino, che per decenni hanno illustrato le copertine della Domenica del Corriere, ricostruendo e interpretando ci che non si poteva vedere o catturare con uno scatto fotografico. La vignetta in prima pagina invece un modello che si afferma negli anni 70, con Forattini, Ellekappa, Vauro, Altan, Vincino, Giannelli, tuttora in attivit nei pi importanti quotidiani nazionali, dove fanno caricature o ritraggono personaggi stereotipati che si scambiano battute sul fatto del giorno. Sempre negli anni settanta sulle pagine del Corriere dei Ragazzi, lo scrittore Mino Milani trasformava in racconti a fumetti le notizie che arrivavano dal mondo. Nel 1977, le puntate de Le straordinarie avventure di Pentothal di Andrea Pazienza, pubblicate su Linus, sono state i migliori reportage in diretta dallinterno del movimento studentesco. Dopo la chiusura di riviste come Frigidaire e Cuore, la tradizione fumettistica continuata con autori come Davide Toffolo, il gruppo della Kappa edizioni, la Biblioteca dellImmagine di Pordenone con i fumetti di Paolo Cossi, il trimestrale Canicola (fucina di talenti per molti disegnatori) e la rivista Internazionale, lAssociazione Mirada di Ravenna di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, creatori di Komikazen, festival internazionale del fumetto di realt, che ha ospitato autori da ogni parte del mondo, tra cui Joe Sacco, Sacha Zograf e Marjane Satrapi. Sul piccolo schermo poi, il programma Tetris su La7 ha trasmesso le strisce di Emanuele Fucecchi, ovvero vignette incentrate sulle vicende politiche italiane, riprese e montate in una sorta di fumetto in tv. Sul supplemento del Corriere Io donna, Vanna Vinci ha addirittura prodotto un servizio di moda a fumetti. Tanti sono i talenti nostrani, alcuni dei quali vivono in Francia: Paolo Cossi, Davide Toffolo, Igort, Marco Corona, Gipi, Guido Scarabottolo, Francesca Ghermandi, Gabriella Giandelli, Alessio 5

Spataro Oggi in Italia, sono decine le esperienze di fumetti di realt, che trovano spazio soprattutto su Internazionale e nei lavori delle case editrici Coconino Press e Beccogiallo.

3.1 INTERNAZIONALE
Il settimanale Internazionale nasce nel 1993, pubblicando da subito vignette tratte dai giornali stranieri. Qualche anno fa compaiono le prime strisce a fumetti, quattro vignette per graffiare, commentare, esprimere un'opinione sui fatti della settimana. Nel 2007, ispirandosi ai giornali francesi e anglosassoni, nasce la rubrica Graphic journalism: due o pi pagine per raccontare un caso, o mandare una cartolina, cio un piccolo reportage, da qualche posto nel mondo. E l8 febbraio 2007 quando viene pubblicato il primo pezzo di graphic journalism, Cartoline da Roma di Marco Lodoli e Lorenzo Mattotti. Da quel giorno, Cartoline da... diviene una rubrica fissa, affidata alla matita di nomi gi noti ai lettori della rivista, come appunto Mattotti e Lodoli, Igort, Satrapi, Gipi, Giandelli, ma anche a giovani autori, come Giacomo Nanni e i ragazzi del gruppo Canicola, vincitori nel 2007 al Festival di Angouleme del premio come miglior fanzine di fumetto alternativo. Ma gi da tempo Internazionale dava ampio spazio al fumetto d'autore, pubblicando strisce, recensioni di opere, vignette politiche, illustrazioni, diari a fumetti. Da sempre i disegni di Anna Keen accompagnavano gli articoli pubblicati. Col tempo sono arrivate le illustrazioni di Lorenzo Mattotti, Guido Scarabottolo, Francesca Ghermandi, Gabriella Giandelli e molti altri. Persino lautrice di Persepolis, Marjane Satrapi, ha pubblicato il suo diario a fumetti del viaggio in America, lasciando poi posto alle cronache italiane viste dalla giapponese Yoshiko Noda (in arte Yocci). Tra i reportage, sono stati pubblicati quelli di Peter Kuper e dei celebri Joe Sacco e Art Spiegelman. Ogni settimana poi, Gipi pubblica una striscia a fumetti, mentre la pagina di sinistra accanto alloroscopo ospita le strisce di Neil Swaab (Mr. Wiggles), Max Cannon (Red Meat), Galvao (Vidabesta), Laerte (Overman). Pagina 98, LUltima, dedicata ad una selezione delle migliori vignette dai giornali da tutto il mondo e dal New Yorker. Con Cartoline da, Internazionale mette quindi a disposizione due pagine del giornale per realizzare storie agganciate alla contemporaneit e alla fisicit dei luoghi, per narrare fatti e avvenimenti utilizzando lo stile tipico del reportage, unito alla potenza delle immagini. Insomma, un modo nuovo e originale per raccontare la realt in cui viviamo.

3.2 COCONINO PRESS


Dal 2000 con circa 200 uscite, la Coconino Press ha fatto conoscere in Italia i capolavori internazionali del romanzo a fumetti. La casa editrice ha sede a Bologna e si avvale di firme autorevoli nel campo del fumetto: in primis il fondatore (con Carlo e Paola Barbieri) e direttore editoriale Igort. Poi, tra gli altri, Mattotti, David B. (il francese del Grande male), Gipi, Jos Munoz, Jiro Taniguchi e Sergio Staino. Il fumetto viene inteso come forma contemporanea di romanzo, nel rispetto della complessit del linguaggio: raccontare non come derivazione della letteratura, ma creando romanzi per immagini. La sfida della Coconino Press quella di divulgare il fumetto d'autore, attraverso una scelta accurata di libri provenienti da culture diverse, spaziando fra Giappone, Usa, Italia ed Europa. Le pubblicazioni sono organizzate in 17 collane, tra cui Black, Coconino Cult, Manga Fantastico, Made in Japan. Tra i lavori pi interessanti ci sono quello sulla cosiddetta generazione x Ghost World di Daniel Clowes e Casin, 11 racconti di emigrazione, ultimo lavoro di Igort. Da segnalare c anche il volume di Emmanuel Guibert di recentissima uscita La guerra di Alan, ovvero il secondo conflitto mondiale nella vita quotidiana di un ragazzo e Unknown/Sconosciuto di Rutu Modan, autrice di punta del fumetto internazionale che racconta e disegna sette storie dallo Stato di Israele.

3.3 BECCOGIALLO
Ormai solida realt del fumetto di cronaca italiano la BeccoGiallo, piccola casa editrice trevigiana, nata nel 2005 ispirandosi, anche nel nome, alla famosa rivista satirica di Guglielmo Giannini. A fondarla stata Federico Zaghis (curatore anche del graphic journalism delleditore Alet), insieme a Guido Ostanel, poi direttore editoriale. La BeccoGiallo utilizza il linguaggio del fumetto come forma di letteratura civile, con lobiettivo di ricostruire una sorta di cronaca, vera, attenta e documentata, di quanto accade in Italia e, in misura minore, nel mondo. Sono pi di venti i volumi pubblicati, divisi in cinque collezioni: cronaca nera, cronaca storica, cronaca estera, quartieri, biografie. La nera comprende i casi pi inquietanti degli ultimi decenni: Il delitto Pasolini, Il mostro di Firenze, La banda della Magliana, fino a Unabomber. Nella sezione storica, troviamo i casi della memoria collettiva, dallItalia e dal mondo: Marcinelle, Chernobyl, Il terremoto del Friuli, Il sequestro Moro, Ustica, La strage di Bologna, Ilaria Alpi e il recentissimo Luigi Tenco, pubblicato a marzo. Quartieri incentrata sulle realt difficili del territorio, come Brancaccio, mentre la cronaca estera e la sezione Biografie (con un volume su Martin Luther King) ospitano i lavori di affermati disegnatori stranieri. Sebbene sia attiva solo da pochi anni, la casa editrice vanta gi molti riconoscimenti importanti: le si d il merito di aver innovato il mercato fumettistico italiano, raccontando la storia italiana (e non solo), la piccola e grande cronaca, la realt della societ attuale attraverso il suo passato. La BeccoGiallo sempre pi stimata dagli altri editori (forse perch non ha veri e propri concorrenti diretti), ambita dagli autori, considerata dai librai. Inoltre, i due responsabili editoriali Ostanel e Zaghis, grazie alla bravura di disegnatori under 30, si sono creati uno zoccolo duro di seguaci, privilegiando i canali distributivi delle librerie di varia piuttosto che quelle specializzate in fumetti, riuscendo cos a conquistare fette di pubblico anche tra i lettori di saggi e romanzi storici e in generale tra chi non un abituale lettore di graphic novel. La politica editoriale della casa trevigiana mira a riempire il vuoto presente nella narrativa fumettistica e non solo: una scommessa non facile, perch portata avanti con autori italiani, spesso praticamente esordienti, molto legati al territorio in cui vivono e ai racconti che lo popolano. La BeccoGiallo punta infatti sulla realt italiana. La storia e il reportage sono il suo marchio di 8

fabbrica: ogni lavoro frutto di una ricostruzione di fiction da fonti autentiche e punta alla denuncia e alla divulgazione. Caratteristica di ogni volume quella di presentare un approccio alla documentazione di taglio da reportage e una struttura redazionale molto curata che ben pi di un compendio al fumetto: cronologie dettagliate degli avvenimenti, bibliografie, stralci di giornali, interviste, interventi di studiosi ed esperti, introduzioni autorevoli. Tutto materiale che rafforza l'efficacia del fumetto e sottolinea la seriet e lautorevolezza delle opere. Il lavoro di ricerca in ogni settore parte fondante della filosofia della BeccoGiallo. E lo stesso direttore editoriale, Guido Ostanel, a spiegare il modo in cui la casa editrice lavora:
Il nostro lavoro viene spesso paragonato a ci che si fa in una redazione giornalistica. Si buttano sul tavolo delle proposte per delle storie che ci piacerebbe raccontare ai lettori, si valutano una per una sulla base di fattori a volte molto diversi l'uno dall'altro (il potenziale interesse per il lettore, le possibilit di un riscontro mediatico, la fattibilit tecnica e cos via), poi si raccolgono materiali di prima documentazione (foto, articoli, libri, film, atti processuali, sopralluoghi, interviste e cos via), quindi si comincia a pensare a chi, fra il parco autori che ci siamo costruiti, potrebbe essere la persona giusta per provare a scrivere o disegnare quella particolare storia. A ben vedere, un mestiere che ha molti punti in comune con quello di chi si prepara a realizzare un film documentario su un particolare accadimento.

Il fumetto viene utilizzato nella sua accezione di mezzo divulgativo, cercando sempre e comunque un giusto equilibrio tra facilit di fruizione e informazione, senza mai tralasciare il rigore informativo. Imperativo per la casa editrice che il piacere della narrazione non vada a discapito della documentazione, fornita in coda ad ogni volume.

4. ILARIA ALPI, una storia a fumetti


Dal mio articolo, scritto e pubblicato su Diario in Festa, allegato del quotidiano lUnit, in occasione della Festa nazionale de lUnit, svoltasi a Bologna dal 24 agosto al 17 settembre 2007:
15 settembre 2007 Ilaria Alpi in un fumetto Presentato un volume sulla giornalista, sceneggiato da Marco Rizzo e disegnato da Marco Ripoli di Alessia Coraddu Il 20 marzo 1994 la giornalista Ilaria Alpi veniva assassinata a colpi di kalashnikov in un agguato per le strade di Mogadiscio. Dopo quasi quindici anni, il caso ancora un mistero. Ora, il fitto intreccio che sovrappone il traffico darmi e rifiuti tossici con sospetti coinvolgimenti delle istituzioni italiane diventato un fumetto, presentato sabato 15 in Festa, in anteprima nazionale.

Con esso, la drammatica vicenda e lintrigante inchiesta sono state ricostruite e portate su carta dal giornalista sceneggiatore Marco Rizzo e dalla matita di Francesco Ripoli, grazie alla Becco Giallo, casa editrice specializzata in fumetti ad alto contenuto storico, informativo e sociale. Sono state esposte 20 delle 61 tavole che compongono il graphic novel e che congelano diversi momenti delle ultime settimane di vita di Ilaria: venti estratti dipinti da Ripoli (alla sua prima esperienza col fumetto) con appassionata cura del dettaglio, come spiega lui stesso: Ho volutamente adottato uno stile crudo, realistico. una storia reale e tremendamente seria, dunque ho voluto evitare cose buffe e ridicole. Tecnicamente, ho usato acrilico e penna, declinati in una scala di grigi. Ho scelto le tonalit della terra, perch l in Somalia c poco altro. Dice Rizzo: La storia raccontata al contrario: partendo dalla scena del brutale assassinio, si torna indietro nel tempo, approfondendo la scomoda indagine di Ilaria (probabile movente delluccisione) sul traffico darmi tenuto dai signori della guerra somali e quelle che potevano essere le motivazioni del killer e soprattutto dei mandanti dellomicidio. La presentazione stata arricchita dalla testimonianza di Mariangela Gritta Grainer, che ha seguito il caso in Commissione parlamentare e che afferma: Quello del fumetto uno strumento comunicativo semplice ed efficace, rivolto soprattutto ai giovani. utile per diffondere notizie su chi fosse Ilaria, facendola conoscere non solo per la sua morte, ma anche per il suo essere donna e intellettuale

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grande conoscitrice della lingua e della cultura araba e per il suo modo di fare giornalismo, vicino alla vita e di cui oggi ci sarebbe un gran bisogno. Liniziativa serve a tenere alta lattenzione sulle indagini, perch se sono note le motivazioni della sua uccisione, non lo sono ancora gli esecutori e i mandanti. Inoltre, contribuisce ad allargare la partecipazione della gente su una vicenda che riguarda tutti noi, non solo Ilaria e la sua famiglia. Perch la verit un valore per tutti, indispensabile per una societ civile. Lo dice una che segue il caso da 13 anni

Ilaria Alpi, il prezzo della verit il fumetto ideato da Marco Rizzo e Francesco Ripoli ed edito dalla BeccoGiallo nel 2007. I due utilizzano una nuova forma di giornalismo, riuscendo a coniugare la verosimiglianza del racconto col suo dover essere appetibile e fruibile per il lettore. L'opera, arricchita dalla prefazione della giornalista Rai Giovanna Botteri, racconta una storia a fumetti attorno alla morte di Ilaria e del suo cameraman Miran Hrovatin, ripercorrendone gli ultimi drammatici giorni e il loro brutale assassinio in Somalia nel 1994. Le 61 tavole grafiche non rappresentano la biografia di Ilaria, bens il racconto a ritroso di come si arrivati al suo attentato. Gli autori hanno volutamente selezionato lultimo mese di vita della giovane reporter, nei giorni cio in cui si condensano tanti episodi significativi. La scelta motivata da ragioni pratiche, perch quella fase della vita della Alpi la pi documentata e quindi quella su cui pi possibile andare sul sicuro nella ricostruzione giornalistica. Lappendice testuale, che una caratteristica della collana, particolarmente significativa, perch per comprendere bene tutta la vicenda bisogna leggere anche le altre parti del volume. La vasta e approfondita parte testuale un sequel alla storia raccontata nel fumetto, ma soprattutto un approfondimento, che serve a contestualizzare la delicata e complessa situazione della Somalia del periodo e soprattutto il lungo e tortuoso iter processuale e inquisitorio che ha seguito lomicidio. Alla fine del libro, Rizzo riporta le proprie fonti e soprattutto una dettagliata cronistoria dei fatti, a partire dal '49 - con l'assegnazione all'Italia, da parte dell'Onu, degli ex domini coloniali in Somalia in amministrazione fiduciaria, prima della concessione dell'indipendenza - passando per le tappe del 21 marzo 1994 - quando vennero trasportati a Roma i corpi dei due giornalisti uccisi - poi l'apertura dell'inchiesta e la storia delle commissioni aperte e chiuse negli ultimi 14 anni. Proprio la documentazione che vi alle spalle fa del fumetto un resoconto giornalistico attendibile.

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5. CONCLUSIONI
La forza del fumetto sta nella capacit visiva: un medium dalle grandi potenzialit, in parte ancora inespresse, sia perch da un lato si tende sempre a concepirlo come un qualcosa di leggero, rivolto solo a bambini e ragazzi, sia per la tendenza degli appassionati del genere a restare nella nicchia. Inoltre, nell'immaginario collettivo tradizionale, raramente la forma d'arte fumetto si coniugata alle vicende dell'attualit contemporanea. Il giornalismo stesso ha accettato con difficolt che un mezzo spesso considerato infantile potesse avere i suoi stessi soggetti. Lavori come quello su Ilaria Alpi dimostrano invece come la grafica e il disegno possano sposarsi anche a temi seri e complessi, risultando comunque fruibili e appetibili per i lettori. Il premio Pulitzer assegnato ad Art Spiegelman, i lavori di Joe Sacco e Marjane Satrapi, uniti ai successi e ai riconoscimenti ricevuti dalla BeccoGiallo, sono segnali ulteriori che dimostrano come il fumetto come forma di giornalismo (di cronaca, di reportage, di inchiesta) possa avere un futuro e possa allargarsi ad un pubblico pi ampio. Il fumetto efficace per parlare di attualit e di storia; infatti un linguaggio, esattamente come il cinema o la televisione, che pu essere utilizzato per intrattenere o per informare, per fare propaganda o altre cose ancora, tra cui provare a raccontare la realt in cui viviamo. E un linguaggio versatile e un mezzo di comunicazione completo, adatto a raccontare la realt e che pu essere usato per fare del giornalismo. Il fumetto ha le stesse potenzialit degli altri media. Di pi, nel suo rapporto fra disegno e realt, riesce, a volte, a cogliere e comprendere quanto ci circonda al di l del superficiale. Esso pu essere un mezzo valido per diffondere la cultura storica in maniera diretta e semplice, in particolare tra le nuove generazioni. Perch raccontare il presente non solo compito di giornalisti e storici, ma anche di scrittori, registi, e perch no, anche dei fumettisti.

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Il fumetto ha ancora tanto da dire, o meglio, da disegnare. Come conferma Giovanni de Mauro, direttore di Internazionale, in unintervista a Sergio Rossi su la Stampa:
Nel dibattito su quali forme prender il giornalismo nel ventunesimo secolo, il graphic journalism non pu mancare, accanto a internet e alla fotografia. [] Ci piace pensare che il graphic journalism abbia un bel presente anche in Italia.

BIBLIOGRAFIA
RIZZO M., RIPOLI F. (2007), Ilaria Alpi, il prezzo della verit, BeccoGiallo editore, Padova

WEBGRAFIA
www.fumetto-online.it www.lospaziobianco.it www.ubcfumetti.com www.flashfumetto.it http://internazionale.it/home/ www.coconinopress.it www.beccogiallo.it www.beccogiallo.it/?pagina=pagina_generica.php&id=120 (fumetto su Ilaria Alpi) www.ilariaalpi.it/index.php?id_sezione=1&id_notizia=2283 (comunicato stampa di presentazione del fumetto) http://bologna07.festaunita.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=6543 (mio articolo su Ilaria Alpi) www.lastampa.it/cmstp/rubriche/rubricahome.asp?ID_blog=47 www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp? ID_blog=54&ID_articolo=1436&ID_sezione=231&sezione=Prossimamente (articolo di Mirella Appiotti) www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/base/grubrica.asp? ID_blog=47&ID_articolo=63&ID_sezione=70&sezione (intervista di Sergio Rossi a Giovanni de Mauro) (sezione Fumetti e cartoons)

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Le foto provengono dai siti sopra indicati.

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