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Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo 13 giugno 2008

Le principali prescrizioni delle NTC per le costruzioni in acciaio


Ing. Paolo Rugarli Castalia srl staff@castaliaweb.com www.castaliaweb.com

NTC 2008 vs Eurocodice 3


Le NTC 2008 devono essere considerate un riassunto incompleto dellEurocodice 3, segnatamente della parte 1-1 (EN 1993-1-1). Le NTC 2008 non sono autosufficienti Le NTC-2008 rimandano di fatto ad altre normative di comprovata affidabilit, ma non risolvono il problema della interazione tra norme diverse. Parlare di NTC 2008 vuol dire parlare di Eurocodice 3, segnatamente, per le regole generali (collegamenti esclusi), della parte 1-1.
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Eurocodice 3 (versione EN)


E una norma ancora poco conosciuta e poco praticata. Molti continuano ad usare la versione ENV ma vi sono importanti differenze tra le due Il lavoro di spiegazione capillare sui contenuti dellEurocodice 3 appena iniziato Non affatto vero che lEurocodice 3 simile alle CNR 10011, come qualcuno sostiene

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Contenuti della lezione


Ci occuperemo delle principali prescrizioni in merito alle verifiche di resistenza e di stabilit delle membrature ([1], [2]). Non possibile una disamina completa. Mi limiter agli aspetti salienti, segnalando alcune questioni non troppo banali (N/A lo conosciamo) e non troppo complicate (non ce n il tempo), se non per accenni.
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Aspetti generali di Eurocodice 3


Notazione e simbologia (c molto da dire e da fare) Combinazioni di verifica agli SLU ed agli SLE (cenni) Teorie lato resistenza

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Aspetti e problemi particolari di Eurocodice 3


Classificazione delle sezioni Verifiche di resistenza in plasticit (le interazioni): cenni Applicazione della teoria delle sezioni efficaci alle sezioni in classe 4 (cenni) Verifiche di stabilit: concetto di criticit, svergolamento, pressoflessione. Esempi di calcolo
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Notazione e simbologia
La notazione e la simbologia degli Eurocodici, e segnatamente del 3, diversa da quella alla quale eravamo abituati. Occorre come prima cosa comprendere il significato dei simboli (compresi i pedici). Da parte del normatore non stato fatto alcuno sforzo per rendere la simbologia chiara e per scrivere le equazioni in modo comprensibile e ricordabile a memoria (che invece indispensabile). Sembra invece che sia stato fatto il possibile per rendere tutto complicato e verboso, pesante ed incomprensibile. Le norme possono essere smontate e rimontate in modo da dire le stesse identiche cose ma in modo molto pi comprensibile.

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M y + M y M z + M z N 1 + k yy + k yz < = 0,95 y N Rk LT M y , Rk M z , Rk M1
Questo esempio mostra come la stessa formula possa essere scritta in modo diversamente comprensibile. La scelta di tenere a primo membro i M non condivisibile: tra laltro in questo modo tutti i Paesi membri calcoleranno cose diverse, mentre portando i M a secondo membro tutti calcolerebbero la stessa cosa e si limiterebbero a usare soglie diverse (come poi in realt). La dannazione dell1 costa moltissimo ed inutilmente.
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N M V A I i W fy E z y

azione assiale momento flettente taglio area momento di inerzia raggio di inerzia modulo di resistenza snellezza snellezza adimensionale tensione di snervamento fattore di riduzione di una resistenza per effetti dovuti alla instabilit modulo di elasticit di Young asse debole asse forte

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I seguenti pedici sono ricorrenti e andrebbero ben conosciuti: cr ul pl el eff Rd Ed LT L b N V y z critico elastico ultimo nel senso della analisi limite plastico elastico efficace resistenza di progetto azione di progetto lateral torsional (svergolamento) lunghezza membratura buckling (instabilit, in specie associato a M per lo svergolamento) ridotto a causa della presenza di azione assiale ridotto a causa della presenza di taglio asse forte asse debole

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Combinazioni [3,4]
Problema vasto e molto pi complicato di quanto comunemente si voglia far credere Le formule di normativa in casi normali e strutture generiche possono dare luogo a migliaia di combinazioni Le NTC hanno nuovamente modificato i valori dei . Ora si ha G1=1-1,3 (STR) mentre per i permanenti non strutturali G2=0-1,5 (STR) . Lo 0 incomprensibile (o peggio). SLU:

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Esempio SLU (con G 0,9-1,4)

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Euristica nella scelta delle combinazioni di verifica [4]

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Teorie lato resistenza


Teoria della plasticit (classi 1 e 2). E il nuovo con vari problemini al seguito. Teoria della elasticit (classe 3, CNR). E quello che abbiamo sempre fatto. Teoria delle aree efficaci (classe 4). E una teoria che d luogo a formule di verifica assai discutibili (e infatti si stanno discutendo).
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Teoria della plasticit

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Teoria della elasticit

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Teoria delle aree efficaci

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Classificazione

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Di solito (Ec3 e NTC non fanno eccezione) la trattazione del problema della classificazione viene sbrigativamente affidata a tabelle come questa (pedissequamente importate in NTC 2008 senza alcun commento). In realt il problema molto pi complicato (sezioni soggette a sollecitazioni miste, sezioni non simmetriche o con un solo asse di simmetria) Cfr. [2]

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Modalit di sollecitazione
In 2D

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In 3D: sfera delle modalit di sollecitazione [3]

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Sulla sfera delle modalit di sollecitazione si possono rappresentare le regioni a classe costante (reclassi)

Queste con una proiezione sul piano diventano mappe di progetto facilmente utilizzabili dai progettisti

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Critica al metodo dazione assiale

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Verifiche di resistenza
Se si vogliono le cose semplici basta provare che il profilo in classe 3 e poi eseguire le verifiche come si sempre fatto assumendo fd=fy/M0. Si pu redistribuire la tensione tangenziale anche in campo elastico (Jouravskij troppo cattivo) Si possono invece usare le risorse plastiche, ma allora la classe deve essere 1 o 2. Questo il campo di azione delle zone dissipative. Si devono usare i domini limite e le varie formule di interazione proposte dalla normativa per i calcoli plastici. Queste in verit sono esposte in modo non del tutto generale. Il problema riguarda pi il software che i progettisti poich di solito il taglio e la torsione danno effetti blandi. Se si ha la disgrazia di ritrovarsi in classe 4 si deve abbandonare lidea di fare verifiche sensate (a meno di non ricorrere alla surrettizia diminuzione di fy, ed accettare verifiche del tipo un tanto al chilo slegate dal senso fisico (somma dei coefficienti di sfruttamento di sezioni differenti).
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Cenni al problema delle interazioni nella verifica di resistenza in campo plastico


La presenza di una tensione tangenziale l dove presente una tensione normale diminuisce la tensione normale disponibile (fy) secondo il fattore:

(1 )
Dove:

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* AV AV

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Cenni alla teoria delle sezioni efficaci

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In pratica
Si calcolano le caratteristiche efficaci della sezione sotto lazione di una sollecitazione per volta (delle tre N, My, Mz) nella ipotesi che questa sia cos forte da portare allo snervamento qualche punto della sezione, ovvero amplificando le sollecitazioni elementari applicate. Si sommano gli sfruttamenti elementari ottenuti rapportando ciascuna sollecitazione elementare al limite massimo della sezione per quella sollecitazione come se agisse solo lei. In pratica ci si dimentica che la sezione sotto lazione della terna di sollecitazioni si imbozza in modo ben diverso da come si imbozzerebbe se fossero applicate tutte e tre le sollecitazioni contemporaneamente. Critiche a questo metodo: inutilmente complesso per la sua rozzezza. Se devo essere rozzo voglio esserlo facendo un minor sforzo (se devo peccare almeno per un motivo!!); inoltre nelle verifiche a stabilit cade lasino perch devo prendere un ibrido orrendo tra le caratteristiche efficaci e quelle lorde.
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Cosa bisognerebbe fare


Tenere conto che la parzializzazione di riduce al ridursi della sollecitazione applicata; Usare una unica sezione per le verifiche di resistenza e stabilit, unificandole; Usare una unica sezione per le tre componenti di sollecitazione pensate agenti contemporaneamente Tale metodo porta a risultati migliori (Bernuzzi-Rugarli, 2007-2008, inviato per pubblicazione a Thin Walled Structures). In pratica si pu usare lEC3 parte 1-3 solo in casi particolari, risulta pressoch inapplicabile nei casi generali (cfr. distorsional buckling). Guardare al direct strength method (AISI).
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Verifiche di stabilit
Occorre comprendere il metodo generale usato per le verifiche a stabilit (ovvero luso di =1/) Le principali novit riguardano le verifiche a presso flessione che sono completamente diverse da quelle delle CNR e da quelle della versione ENV. Il metodo 1 (franco belga) ed il metodo 2 (austro tedesco)
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Snellezza adimensionale = criticit snellezza termine troppo legato alla colonna euleriana.

La criticit definibile anche per strutture molto generiche: non c bisogno di cercare fortunosamente flessi o lunghezze di libera inflessione

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Ny N cr

Af y u N u = = = 2 EA cr N cr

LT =

M R ,k M cr

Wy f y formula

Per lo svergolamento la formula sostanzialmente la stessa: qui per governa il momento flettente non lazione assiale. Da entrambe tramite le curve di stabilit si ottiene (denominato LT per lo svergolamento). LE CURVE SONO LE STESSE.
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Metodi 1 e 2

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Osservazioni ulteriori
Il metodo 1 sostanzialmente inapplicabile a mano, ed quindi essenzialmente diretto ai calcolatori elettronici I metodi 1 e 2 sono assai poco praticati e conosciuti: alcuni continuano ad usare le formule ENV Il metodo 2 (austro tedesco) pi semplice: se adeguatamente riscritto pu essere ricordato a memoria. In seguito verr esposto il metodo 2 con le proposte di riscrittura fatte da chi scrive nel testo di riferimento usato per queste lezioni

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Metodo 2 (EC3)

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La precedente tabella fuorviante. Dovrebbe essere sostituita da una di questo tipo (cfr. comunicazione privata Dr. Ofner Universit di Graz):

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Metodo 2 con riscrittura


Questi sono tutti numeri puri che vanno calcolati comunque. Tutti questi numeri NON includono i . Le MAIUSCOLE sono le azioni interne, le minuscole sono i corrispondenti sfruttamenti. I coefficienti ni sono i coefficienti di sfruttamento a stabilit per pura compressione per sbandamenti attorno allasse principale y o z (a seconda della i). Le quantit Rk dipendono dalla classe. Si useranno i moduli plastici per la classe 1 o la classe 2, quelli elastici per la classe 3, quelli efficaci per la classe 4.
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Si rimanda a [1] per le formule semplificate di classe 1 e 2


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Esempi
Esempio dettagliato passo-passo Esempio snello

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Presso flessione senza svergolamento

HEB200: A = 7808mm2; Wel=569617mm3; Wpl= 642547mm3, iy=85.4mm iz= 50.6mm S275 L=6m, L0y=L0z=6m. N=-60kN; My1= 30kNm; profilo in classe 1 sia a N che a M classe 1

n= 60000/(7808x275)=0.028; my,pl= 3x107/(642547x275)=0.170 my,el=3x107/(569617x275)=0.191 1=3.1415 sqrt(210000/275) = 86,81 y=6000/85.4=70.25 y0,806 y=(b) 0,721 ny=0.028/0.721=0.038 z=6000/50.6=118.6 z1,36 z=(c) 0,366 nz = 0.028/0.366=0.076

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Verifiche resistenza a taglio. Non sto a fare il calcolo esatto, mi basta stimare rozzamente lo sfruttamento a taglio e verificare se minore di 0.5. In tal caso non avr riduzione di momento. 30000/(200x9x275/1.73)=0.104 -> sono a posto Verifiche resistenza a flessione (senza riduzione per taglio): 0.170 < 0.95 ok (ho portato a primo membro M0). Se avessi fatto finta che la classe fosse 3: 0.191 < 0.95 ok. Verifiche di resistenza di presso-flessione. Se classe 1 (pi complicata!): a = (1-2x200x15/7808)=0.231 [(1-0.028x1.05)/ (1-0.5x0.231)]x0.170 = 0.186< 0.95 ok Se classe 3 (molto pi semplice!): 0.028+0.191=0.219 < 0.95 ok Verifiche di presso-flessione. Uso la formula semplificata assumendo che la classe sia la 3 ( a favore di sicurezza): 0.038+1.57x0.191=0.337 < 0.95 ok 0.076+0.8x1.57x0.191=0.315 < 0.95 ok

MORALE: I calcoli complicati si fanno se e solo se necessario, per arrivare al limite di normativa. In molti casi questo non necessario. Abbiamo bisogno di formule semplici da usare come primo tentativo e da raffinare poi alloccorrenza. Qui non si usato Ay posto eguale al suo massimo possibile valore e non si usato Cm posto eguale a 1: era a favore di sicurezza e non ne avevo bisogno per le verifiche
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Riferimenti:
[1] Rugarli P. Calcolo di strutture in acciaio, EPC LIBRI, 2008 [2] Rugarli P. Strutture in Acciaio. La classificazione delle sezioni, EPC LIBRI 2007 [3] Rugarli P. Combinazioni di verifica agli stati limite: il non detto delle normative, Ingegneria Sismica, 2, 2004 [4] Rugarli P. Euristica nella scelta delle combinazioni di verifica, atti del XXI congresso del CTA, Catania, 2007

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