Vous êtes sur la page 1sur 8

Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n.

649004

Copia 1,00 Copia arretrata 2,00

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
gioved 20 ottobre 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 242 (45.887)
.

Citt del Vaticano

Alludienza generale il Papa parla del Salmo 136

Il divieto europeo di brevettare cellule embrionali umane

La storia della bont di Dio dalla creazione alla salvezza

Una sentenza per la dignit della persona


di AUGUSTO PESSINA a sentenza emessa marted 18 dalla Corte di giustizia europea sulla non brevettabilit di cellule e linee cellulari ottenute da embrioni umani finalmente arrivata nei termini che in molti hanno auspicato. La sentenza sottile ma chiara. Essa afferma che possibile un brevetto che pur riguarda luso di embrioni umani se linvenzione ha scopo diagnostico o terapeutico riguardante lembrione stesso in questione. Al contrario non pu essere oggetto di brevetto se la sua utilizzazione riguarda fini di ricerca scientifica. La Corte precisa inoltre che i procedimenti che prevedono il prelievo di cellule staminali da embrioni umani nello stadio di blastocisti raggiunto cinque giorni dopo la fecondazione e ne comportano la distruzione non possono comunque essere brevettati. In conclusione la Corte non interviene sulla possibile creazione e successiva soppressione di embrioni umani, ma impedendone il brevetto pone un importante baluardo a queste procedure. Questa sentenza era attesa per il maggio scorso e, a quel tempo, non sono mancati tentativi di influenzarne il giudizio. Infatti sulla rivista Nature del 28 aprile un appello firmato da Austin Smith del Wellcome Trust Center di Cambridge e da alcuni suoi colleghi (in Italia era sostenuto da Unistem delluniversit di Milano), aveva avviato il dibattito con lo scopo di forzare la decisione della Corte nel senso di autorizzare la possibilit di brevettare cellule embrionali umane. In quel documento si sosteneva che le cellule staminali embrionali sono solo linee cellulari e non embrioni. Ma lo stesso documento ometteva deliberatamente di dire che queste linee sono derivate dalla distruzione di embrioni umani, esseri umani in via di sviluppo, definiti surplus di ovociti fertilizzati in vitro (sic!). Esistono gi centinaia di queste linee (qualcuno sostiene migliaia), molte delle quali brevettate negli Stati Uniti. La sentenza della Corte si deve a una serie di avvenimenti che hanno

La creazione del mondo in una miniatura francese del

XV

secolo

Dalla creazione alla redenzione operata da Cristo, fino ai duemila anni di storia della Chiesa, il cammino del popolo di Dio pu essere letto come una continua memoria del bene, dellamore misericordioso, eterno di Dio. Lo ha ricordato Benedetto XVI alludienza generale di mercoled 19 ottobre, in piazza San Pietro. Parlando del salmo 136 il Pontefice ha sottolineato limportanza per i credenti di conservare una memoria della bont del Signore, perch

questa diventa forza della speranza soprattutto nei tempi di oscurit e difficolt. Anche dopo il periodo oscuro della persecuzione nazista e comunista ha affermato in proposito Dio ci ha liberati, ha mostrato che buono, che ha forza, che la sua misericordia vale per sempre. Per i credenti questo significa non dimenticare che il Signore Padre buono e provvidente, che d leredit ai propri figli ed elargisce a tutti il cibo per vivere. Una bont simboleggiata dal pa-

ne quotidiano con il quale il Creatore offre alluomo il sostegno materiale che prefigura il pane di vita eucaristico. Il Dio che ha creato i cieli e la terra e le grandi luci celesti, che entra nella storia degli uomini per portare alla salvezza tutti i suoi figli ha fatto notare il Papa il Dio che colma luniverso con la sua presenza di bene prendendosi cura della vita e donando pane.
PAGINE 7
E

Francia e Germania studiano un accordo sul fondo salva-Stati mentre Atene segnata da un nuovo sciopero generale

LEuropa cerca di arginare la crisi del debito


BRUXELLES, 19. Si aprono dieci giorni decisivi per il futuro delleuro. Si espresso cos il presidente francese, Nicolas Sarkozy, per definire lattuale fase della crisi del debito nellUe. I leader continentali guardano al vertice del 23 ottobre, chi con speranza chi con scetticismo. Tutti sanno per che si tratta di un appuntamento decisivo. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto che Berlino pronta a tutto per evitare unespansione del contagio. Intanto, lagenzia Moodys ha messo sotto osservazione il rating della Francia e tagliato di due gradini quello della Spagna. Standard&Poors ha abbassato il rating di 24 banche italiane. Secondo fonti diplomatiche citate da The Guardian, Parigi e Berlino avrebbero raggiunto un accordo per rafforzare il fondo di salvataggio degli Stati europei. La capacit finanziaria effettiva del fondo verrebbe quintuplicata, portando le possibilit del fondo dagli attuali 440 miliardi di euro a oltre duemila miliardi. Francia e Germania sarebbero daccordo sulla necessit di una ricapitalizzazione delle banche europee per raggiungere cos il livello richiesto dallEba, lagenzia bancaria europea. La tabella di marcia che porter al vertice di domenica gi fissata: venerd pomeriggio lEurogruppo, sabato mattina lEcofin a Ventisette, domenica il vertice Ue in due formati (a Ventisette e a diciassette, ovvero solo con i leader dellEurozona). Una serie di appuntamenti di cui fissato solo lorario dinizio, perch la fine rischia di essere spostata ad oltranza, tali e tanti sono i nodi da sciogliere. Lagenda, infatti, arriva a toccare questioni come lipotesi di uscita di un Paese dalleurozona. Nessuno lo vuole, nessuno ufficialmente la prender in considerazione, ma segretamente dice la stampa anche questa lipotesi che gira tra le cancellerie preoccupate che per la Grecia non ci siano pi soluzioni. Sulla carta, il vertice dovr dare il via libera alla sesta tranche di aiuti, ma in colloqui informali pi di uno Stato ha sollevato la questione delluscita di un Paese dalla zona euro, al momento non prevista nei Trattati. Merkel vuole una revisione dei Trattati. E domenica proporr una convenzione mirata proprio a riaprire i giochi sui Trattati, con lobiettivo dichiarato di ottenere un via libera almeno sulla tabella di marcia. Ma il cancelliere pensa anche ad altre misure per fare pressione sui Paesi poco virtuosi, e si spinge a ipotizzare una troika permanente per quelli coinvolti nella crisi dei debiti. Proseguono in Grecia, con lo sciopero di 48 ore cominciato questa mattina, le manifestazioni di protesta dei lavoratori contro le misure di austerit varate dal Governo socialista del premier George Papandreou e contro il disegno di legge che domani sar votato dal Parlamento. In giornata sono previste diverse manifestazioni di piazza ad Atene e nelle maggiori citt del Paese. Questo sciopero generale il quinto dallinizio dellanno e il secondo di 48 ore da giugno paralizza completamente il Paese dopo due settimane in cui si sono succeduti gi decine di proteste settoriali. Tutto fermo: scuole, ministeri, banche, uffici postali, studi professionali, supermercati e panetterie mentre sono tornati a lavorare i giornalisti di radio, tv e quotidiani. Ieri Papandreou ha incontrato i leader dellopposizione e lanciato un appello per lapprovazione del piano di austerit. Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha annunciato che potrebbe presto abbandonare la politica dei tassi zero e decidere di alzare il costo del denaro per contrastare linstabilit del sistema finanziario. quanto emerge dalle parole del numero uno della Fed, Ben Bernanke, che intervenendo nel corso di un convegno a Boston ha sottolineato come non si deve escludere la possibilit che una Banca centrale persegua obiettivi macroeconomici attraverso il ricorso alla politica monetaria. Nel frattempo, la banca daffari Goldman Sachs ha annunciato una perdita di 428 milioni di dollari nel terzo trimestre.

Verso lintegrazione europea

La scommessa dei Balcani


FRANCESCO CITTERICH
A PAGINA

preso origine da un ricorso presentato in Germania. A sollevare il caso contro la brevettabilit stata Greenpeace, che nel 1999 ha impugnato il brevetto del professor Oliver Brustle, ora alluniversit di Bonn, il quale nel 1991 aveva ottenuto il brevetto di una procedura per produrre cellule neurali derivate da cosiddette cellule staminali embrionali umane di una linea cellulare stabilizzata e commercialmente disponibile. Nel ricorso Greenpeace sosteneva che il brevetto violava la convenzione europea brevetti (Epc 1973) che vieta il brevetto di invenzioni contrarie allordine pubblico e alla moralit. Nel 2006 la Corte federale tedesca di Monaco ha accolto questa denuncia e le ragioni date da Greenpeace. Di conseguenza, Brustle ha opposto ricorso davanti alla Corte di giustizia europea. Il 10 marzo scorso lavvocato generale della Corte, Yves Bot, ha inviato una nota ufficiale alla Corte stessa ribadendo alcuni criteri che riteneva fondamentali da tenere in considerazione per votare una decisione definitiva, criteri che, da quanto risulta, sono stati accolti. In questo interessante documento, che ha creato agitazione tra molti ricercatori, si ribadivano tre fondamentali principi: le cellule al primo stadio di un corpo umano in sviluppo devono essere classificate come embrioni e quindi non brevettabili; tale definizione riguarda sia ovociti cui venga trapiantato un nucleo da cellula matura (clonazione) sia cellule ottenute da ovociti per stimolazione (partenogenesi); anche lo stadio di blastocisti deve essere classificato come embrione. Come ha sostenuto lavvocato generale, il principio di dignit umana della direttiva 98/44 che vieta luso di embrioni umani per scopi commerciali e industriali un principio da applicare non solo a una persona umana adulta e a un neonato, ma anche al corpo umano fino dal suo primo stadio di sviluppo. Quindi anche le cosiddette cellule staminali embrionali che pure non sono in grado individualmente di produrre un essere umano completo, come le cellule che ha utilizzato Brustle devono essere sottoposte alle stesse regole, in quanto non possono essere ottenute dalla blastocisti senza distruzione della stessa, e quindi senza distruzione dellembrione umano. La sentenza sembra avere accolto in pieno questi principi. Speriamo soltanto che duri.

Al Complesso del Vittoriano foto dagli archivi dellAnsa

Istanti di cronaca per sessantanni di storia

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico negli Stati Uniti dAmerica Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Carlo Maria Vigan, Arcivescovo titolare di Ulpiana. Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Bismarck (Stati Uniti dAmerica), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Paul A. Zipfel, in conformit al canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Bismarck (Stati Uniti dAmerica) Monsignor David D. Kagan, del clero della Diocesi di Rockford, finora Vicario Generale e Moderatore della Curia.

y(7HA3J1*QSSKKM( +=!=!"!$!"

Un momento del viaggio in Asia e Oceania (1970) di Paolo

VI

Manifestazioni di protesta ad Atene (LaPresse/Ap)

PAGINA 5

pagina 2

LOSSERVATORE ROMANO
Verso lintegrazione europea Intervento della Santa Sede a New York

gioved 20 ottobre 2011

La scommessa dei Balcani


di FRANCESCO CITTERICH Dopo la recente decisione della Commissione europea di concedere alla Serbia lo status di Paese candidato alladesione allUe (seppur condizionata alla ripresa del dialogo con il Kosovo), i Paesi dei Balcani occidentali gran parte dei quali costituivano la ex Jugoslavia si stanno muovendo in ordine sparso e con diverse prospettive nel cammino verso lintegrazione. La Slovenia, entrata a far parte anche della zona euro, lunica delle sei Repubbliche della vecchia Federazione jugoslava ad aver aderito alla Ue, nel 2004, mentre la Croazia ha chiuso con successo, alla fine dello scorso giugno, il negoziato di adesione, e diverr membro a pieno titolo (il ventottesimo) dellUnione europea il primo luglio del 2013. Bruxelles ha infatti decretato che la giovane Repubblica croata a ventanni dalla proclamazione dellindipendenza ha soddisfatto tutti i requisiti necessari per chiudere gli ultimi capitoli del negoziato di adesione. Il via libera definitivo dellEsecutivo comunitario allingresso della Croazia nellUe giunto dopo cinque anni abbondanti di difficili negoziati. Lultimo allargamento dei confini dellUe risale al 2007, quando entrarono Bulgaria e Romania. Anche per il Montenegro sembrano aprirsi senza intoppi le porte dellUe. Bruxelles ha gi raccomandato lavvio del negoziato di adesione con Podgorica, che aveva ottenuto lo status di Paese candidato lo scorso mese di dicembre. La data dinizio del negoziato sar decisa dal consiglio europeo del 9 dicembre prossimo. un riconoscimento al duro lavoro da noi fatto in tutti questi mesi, ha detto il ministro degli Esteri montenegrino, Milan Roen, con riferimento al programma di riforme messo in cantiere, in primo luogo quella elettorale, sullo stato di diritto e le misure di lotta a corruzione e criminalit. Per quanto riguarda la ex Repubblica jugoslava di Macedonia, che ha lo status di Paese candidato dal 2005, la Commissione europea ha raccomandato per la terza volta lapertura del negoziato di adesione. Ma a impedire il via libera allintegrazione di Skopje sempre lannosa disputa con la Grecia sul nome del Paese ex jugoslavo. Molto diversa la situazione in Bosnia ed Erzegovina. Il Paese, bloccato da una estenuante impasse politico istituzionale legata ai persistenti contrasti fra le tre comunit etniche che lo compongono (musulmana, serba, croata), conseguenza anche della guerra degli anni Novanta, non ha ancora ottenuto lo status di Paese candidato e, come ha confermato un recente rapporto della Commissione europea, ancora lontano da una reale prospettiva comunitaria. A oltre un anno dalle elezioni politiche (3 ottobre 2010), la Bosnia ed Erzegovina infatti ancora senza un Governo centrale. Con una situazione socio economica interna ancora molto difficile (45 per cento di disoccupazione, corruzione e criminalit a livelli molto elevati), il Kosovo invece il Paese balcanico pi indietro nel processo di integrazione europea. Indipendente dal 17 febbraio del 2008, stato riconosciuto finora da 83 Paesi sul totale di 193 rappresentati allOnu. La dirigenza kosovara si felicitata della raccomandazione della Commissione Ue per lavvio di negoziati in vista della liberalizzazione del regime dei visti (il Kosovo il solo Paese della regione a non usufruirne). La Serbia si oppone strenuamente alla autoproclamata proclamazione di indipendenza di Pristina, con cui lo scorso marzo ha avviato un dialogo su questioni concrete relative alla vita quotidiana della popolazione. Lacuirsi della tensione nel nord a maggioranza di popolazione serba potrebbe pregiudicare molto il discorso per Pristina e per Belgrado. Ma se il dialogo della Serbia con il Kosovo far progressi concreti, Bruxelles proporr ai Ventisette di fissare una data per lavvio del negoziato di adesione di Belgrado. A decidere sullo status di candidato alla Serbia sar anche in questo caso il consiglio europeo del 9 dicembre prossimo. La cattura nei mesi scorsi dei criminali di guerra Mladi e Hadi, potrebbe essere un punto a favore dei serbi. Situazione diametralmente opposta in Albania. Appesantito da una crisi politica che dura ormai dal 2009, il Paese delle Aquile dovr probabilmente ancora attendere molto per ottenere lo status di Paese candidato. La Commissione europea ha infatti riconosciuto al Governo di Tirana limitati progressi. Per il commissario Ue allAllargamento e alla Politica europea di vicinato, tefan Fle, le dodici raccomandazioni rivolte da Bruxelles a Tirana non sono state ancora recepite, con le forze politiche che non sono tuttora in grado di superare lo stallo ritenute responsabili del ritardo delle riforme necessarie. Fle ha cos fatto appello ai leader di maggioranza e opposizione e superare le divergenze e avviare immediatamente la collaborazione per lintegrazione del Paese nella Ue. E limpegno a lavorare in comune per assicurare un futuro europeo allintera regione dei Balcani occidentali raggiunto tra Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina al termine del vertice a Belgrado della cosiddetta Iniziativa Igman dimostra la volont di questi Paesi di aggiungere un ulteriore tassello alla pace e alla stabilit. Al summit hanno partecipato i presidenti della Serbia, Boris Tadi, della Croazia, Ivo Josipovi, del Montenegro, Filip Vujanovi, e il presidente di turno della presidenza tripartita bonsiaca, eljko Komi. Ai lavori ha preso parte anche il commissario europeo Fle. Obiettivo principale della Iniziativa Igman, consesso fondato nel novembre del 2000, promuovere e facilitare il dialogo nei Balcani in campo politico economico e culturale, rafforzare la fiducia reciproca e promuovere i valori democratici. I quattro leader hanno confermato la volont di continuare nel processo di riconciliazione. Dopo aver sottolineato come le relazioni di buon vicinato siano i pilastri della politica di allargamento dellUe, Fle ha detto che Bruxelles appogger tutte le iniziative dirette a favorire la cooperazione regionale.

D isarmo e sicurezza internazionale


Pubblichiamo una nostra traduzione dellintervento pronunciato l11 ottobre dallarcivescovo Francis Assisi Chullikatt, Osservatore Permanente della Santa Sede presso lOrganizzazione delle Nazioni Unite a New York, davanti al Primo Comitato della sessantaseiesima sessione dellAssemblea generale dellOnu sul punto 87: Disarmo e sicurezza internazionale. Signor Presidente, La pace deve essere costruita attraverso il diritto, e il diritto si pu concretizzare se in ogni singola questione prevale la ragione. Il dialogo ragionato si fonda sul riconoscimento che, al fine di costruire una pace duratura, la forza della legge deve sempre prevalere sulla legge della forza! A tale riguardo, il messaggio della Santa Sede sempre stato forte e chiaro. La Santa Sede convinta della necessit di gettare le fondamenta della pace riconoscendo limportanza del dialogo e rafforzando le relazioni di amicizia. Questo anche il messaggio proposto dalla Giornata interreligiosa di Assisi del 2011, con il quale Papa Benedetto XVI, insieme con una vasta coalizione di leader religiosi, desidera porre in rilievo lidea che le religioni non rappresentano un fattore di conflitto, ma di pacificazione tra i popoli e che sono capaci di dare un importante contributo alla costruzione di un umanesimo integrale che attribuisca un posto privilegiato alla dignit trascendente della persona umana. In questo contesto, la pace anche frutto di giustizia, solidariet e sviluppo. Esiste un legame intimo tra lo sviluppo e il disarmo; nel quadro di una societ edificata sul diritto, il disarmo genera sviluppo, e lo sviluppo umano integrale ha ripercussioni profonde e benefiche sulla costruzione della pace e la risoluzione delle questioni relative alla sicurezza. In questa prospettiva, la Santa Sede ribadisce con fermezza la sua critica alla corsa agli armamenti e intende sviluppare la sua analisi nella sfera delle relazioni internazionali secondo il criterio per cui la legge dovrebbe sempre prevalere sulla violenza. Purtroppo, le spese militari nel mondo continuano ad aumentare; secondo le statistiche pi recenti quelle relative al 2010 si aggiravano intorno ai 1.630.000 milioni di dollari americani, con una crescita costante rispetto allanno precedente (1.569.000 milioni di dollari americani) e un incremento significativo dallanno 2000 (1.044.000 milioni di dollari americani). Questo dato di fatto contraddice in modo evidente gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e, come abbiamo ripetuto in diverse occasioni, in netto contrasto con la Carta delle Nazioni Unite, che impegna gli Stati al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale col minimo dispendio delle risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti (Carta delle Nazioni Unite, art. 26). La comunit internazionale deve quindi confrontarsi con lurgente necessit di porre un freno a questa deplorevole corsa agli armamenti e di promuovere un taglio importante alle spese militari. Certo, questo taglio potr essere possibile solo in un clima di minor paura e di nuova fiducia. Un taglio alle spese militari potrebbe dare maggiore credibilit al divieto di usare la forza nelle relazioni internazionali, permettendo cos di assicurare un maggiore rispetto del diritto internazionale e radicare la pace nella giustizia, sia nei rapporti tra le nazioni, sia allinterno di ciascuna nazione; inoltre rende possibile garantire la sicurezza in condizioni migliori e destinare le enormi somme di denaro risparmiato a fini pacifici. quindi tanto necessario quanto urgente che la comunit internazionale dedichi la propria attenzione a tali questioni e che, di conseguenza, agisca in conformit agli importanti e lodevoli obiettivi che si posta. Signor Presidente, Queste riflessioni assumono ancor pi importanza se si osserva che nel 2010, come anche nel 2011, sembrano esservi stati pochi progressi nellambito del disarmo, del controllo delle armi e della riduzione o della riconversione delle spese militari a favore dello sviluppo pacifico dei popoli. Emblematico di questa preoccupante situazione il fatto che, da troppi anni, la Conferenza sul Disarmo sembra attraversare una crisi che ne impedisce lattivit e lefficacia. La situazione, tuttavia, non priva di qualche barlume di speranza. Un fattore positivo rilevato anche nel 2010 stata la reale riduzione strategica delle armi nucleari. Tuttavia, per essere pienamente efficace, deve essere supportata da una prospettiva politica chiara e positiva. I recenti disastri, specialmente il drammatico episodio di Fukushima in Giappone, ci obbligano a compiere una riflessione seria e ampia sulluso dellenergia nucleare nellambito sia civile sia militare. A tale riguardo, necessario riavviare il lavoro sul Trattato di interdizione del materiale fissile, e allo stesso tempo occorre porre rimedio alla mancata entrata in vigore del Trattato per il bando dei test nucleari: lobbligo ad astenersi dal condurre test, come pure il disarmo nucleare, sono le condizioni necessarie per persuadere gli Stati che ancora non detengono armi nucleari a rispettare le norme della non proliferazione. Vi sono anche alcuni aspetti positivi nellambito delle armi convenzionali. Mi riferisco in particolare alla Convenzione sulle munizioni a grappolo, fermamente sostenuta dalla Santa Sede, nonch al concetto fondamentale, compreso nella Convenzione, della primaria importanza dellassistenza alle vittime. In questo contesto occorre dare merito al prezioso lavoro svolto, insieme agli Stati, da alcune Ong. Questa cooperazione dovrebbe essere valorizzata sempre pi e pu essere considerata un segno incoraggiante della vitalit dellimpegno della societ civile verso i valori della giustizia e della pace. Signor Presidente, Vi unaltra osservazione che la Santa Sede desidera fare ed in riferimento al processo del Trattato sul commercio delle armi, per il quale il 2012 sar un anno importante, poich la prevista Conferenza dovrebbe portare alla redazione di un testo. In tale contesto, le armi leggere e di piccolo calibro non devono essere considerate come una merce qualsiasi messa in vendita nei mercati globale, regionale o nazionale. La produzione, il commercio e il possesso delle stesse hanno implicazioni etiche e sociali. Devono essere regolamentati in conformit a principi specifici di natura morale e legale. Occorre compiere ogni sforzo necessario per prevenire la proliferazione di tutti i tipi di armi, che incoraggiano guerre locali e violenza urbana e ogni giorno nel mondo uccidono troppe persone. Da qui lurgenza di adottare uno strumento legale, che la Santa Siede sostiene pienamente, con misure legalmente vincolanti per il controllo del commercio di armi e munizioni convenzionali a livello globale, regionale e nazionale. La Santa Sede ha spesso riconosciuto la grande importanza dellattuale processo per il Trattato sul commercio delle armi, poich affronta in modo particolare il grave costo umano prodotto dal commercio illecito delle armi. Un commercio delle armi non regolamentato e non trasparente e lassenza di sistemi di monitoraggio efficaci del commercio darmi a livello internazionale producono gravi conseguenze umanitarie, rallentano lo sviluppo umano integrale, minano lo stato di diritto, aumentano i conflitti e linstabilit in tutto il mondo, mettono in pericolo i processi di costruzione di pace in diversi Paesi e diffondono una cultura di violenza e dimpunit. A questo proposito dobbiamo sempre tener presenti le gravi ripercussioni che il commercio darmi illegittimo ha sulla pace, sullo sviluppo, sui diritti umani e sulla situazione umanitaria, e specialmente il suo forte impatto su donne e bambini. Tali questioni possono essere risolte in modo efficace solo attraverso la condivisione delle responsabilit da parte di tutti i membri della comunit internazionale. Lesito dellattuale processo per il Trattato sul commercio delle armi metter alla prova la volont politica degli Stati di assumersi la propria responsabilit morale e legale al fine di rafforzare ulteriormente il regime internazionale sul commercio darmi non regolamentato ora esistente. Il fatto di porre lattenzione sullimmenso numero di persone colpite e di quelle sofferenti a causa della piaga della diffusione illegittima di armi e munizioni dovrebbe sfidare la comunit internazionale ad arrivare a un Trattato per il commercio delle armi efficace e attuabile. Il suo obiettivo principale non deve essere solo quello di regolamentare il commercio delle armi convenzionali o di frenare il mercato nero delle stesse, ma anche e soprattutto quello di proteggere la vita umana e costruire un mondo pi rispettoso della dignit umana. La Santa Sede convinta che un Trattato sul commercio delle armi possa dare un contributo importante alla promozione di una cultura di pace davvero globale attraverso la cooperazione responsabile degli Stati, in collaborazione con lindustria delle armi e nella solidariet con la societ civile. In questa prospettiva, gli sforzi attuali per adottare un Trattato per il commercio delle armi potrebbero davvero diventare un segno propizio della volont politica delle nazioni e dei governi, tanto necessaria, di assicurare pi pace, giustizia, stabilit e prosperit nel mondo.

Scade il mandato del presidente della Bce

Trichet saluta Francoforte

FRANCOFORTE, 19. Ha guidato la Banca centrale europea (Bce) nella tempesta del secolo, dando un contributo importante alla definizione della nuova governance economica continentale. Jean-Claude Trichet d oggi laddio simbolico allincarico di presidente della Bce, in occasione della giornata della cultura a Francoforte. Un evento culturale e mondano dal forte significato politico. Nel momento in cui si tende a sottolineare le differenze tra gli europei ha affermato Trichet, nellopuscolo dedicato alle Giornate, colpisce ci che

viene condiviso; lunit dellEuropa chiaramente visibile nella cultura, che, nelle forme in cui si manifesta, si tratti di un racconto o di una sinfonia, possiede un contenuto universale che supera i confini. Trichet, che formalmente lascer lincarico il primo novembre, ha diretto la Bce dal 2003 succedendo al banchiere ed economista olandese Wim Duisenberg. Sar Mario Draghi, attuale Governatore della Banca dItalia e presidente del Financial Stability Board, a prendere il posto di Trichet alla guida dellistituto di Francoforte.

Accordo di libero scambio tra Paesi della Csi


MOSCA, 19. Lavvio di una zona di libero scambio tra alcune delle Repubbliche ex sovietiche attesa per gennaio prossimo. Durante un incontro a San Pietroburgo, il premier russo, Vladimir Putin, ha fatto sapere che otto Repubbliche della Comunit degli Stati indipendenti (Csi) hanno gi siglato un accordo per la creazione di una zona di libero commercio. Si tratta di Russia, Armenia, Moldova, Ucraina, Kazakhstan, Bielorussia, Kyrgyzstan e Tadjikistan.

Aumentano le domande di asilo


GINEVRA, 19. Le domande di asilo presentate nei Paesi industrializzati nei primi sei mesi dellanno sono state oltre 198000: un aumento del 17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Lo ha reso noto ieri lAlto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Nel 2011 sono state registrate 420000 domande di asilo, il numero pi alto degli ultimi otto anni. Gli Stati Uniti continuano a essere la meta pi ambita, con circa 36400 richieste, seguiti da Francia (26100) e Germania (20100). La maggior parte dei richiedenti asilo nei 44 Paesi industrializzati esaminati nel rapporto dellUnhcr proviene da aree segnate da gravi crisi.

Rinviata la visita di Ianukovich a Bruxelles mentre Medvedev corteggia Kiev

LUcraina tra Europa e Russia


KIEV, 19. LUcraina scelga tra Europa e Russia, tra diritti umani e business. Linvito partito da Bruxelles, dove lUnione europea ha rinviato sine die lincontro con il premier Viktor Ianukovich previsto per domani. A Donetsk, invece, il presidente russo, Dmitri Medvedev, ha corteggiato il Governo di Kiev offrendo un accordo sul prezzo del gas e lingresso a pieno titolo dellUcraina nellunione doganale con Russia, Kazakhstan e Bielorussia. Sullo sfondo, la condanna a sette anni inflitta al leader dellopposizione ucraina, Yulia Tymoshenko, e per la quale gi una settimana fa Bruxelles ha minacciato conseguenze. Ma le conseguenze potrebbero esserci anche per lEuropa. Se vero infatti che lUcraina da anni aspira allassociazione allUe, dove potrebbe piazzare acciaio, prodotti chimici e grano, vero pure che attraverso il suo territorio che passano le forniture di gas russo indispensabili per lEuropa. Divisa politicamente tra Russia e Occidente, lUcraina punta a ottenere entro la fine dellanno quellaccordo di associazione allUe. Ma ieri il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e il presidente della Commissione europea, Jos Manuel Duro Barroso hanno rinviato a data da destinarsi lincontro con Ianukovich che gioved avrebbe dovuto far compiere decisivi passi avanti al dossier. Il tutto mentre a Donetsk partiva il vertice Ucraina-Russia, dove il presidente Medvedev si affrettato a fare ponti doro al premier ucraino: ha ricordato allEuropa che dovrebbe pensare alla stabilit del suo euro prima di preoccuparsi degli approvvigionamenti, ha annunciato che presto saranno conclusi i negoziati con Kiev sul prezzo del gas.

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

don Pietro Migliasso S.D.B.


direttore generale

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va Servizio culturale: cultura@ossrom.va Servizio religioso: religione@ossrom.va Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998
photo@ossrom.va www.photo.va

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442 fax 06 698 83675 segreteria@ossrom.va segretario di redazione

Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Ufficio diffusione: telefono 06 698 99470, fax 06 698 82818, ufficiodiffusione@ossrom.va Ufficio abbonamenti (dalle 8 alle 15.30): telefono 06 698 99480, fax 06 698 85164, info@ossrom.va Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

00120 Citt del Vaticano ornet@ossrom.va


http://www.osservatoreromano.va TIPO GRAFIA VATICANA EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Antonio Chil
redattore capo

Piero Di Domenicantonio
redattore capo grafico

Gaetano Vallini

www.publicinque.it via Fattori 3/C, 10141 Torino telefono 011 3350411 fax 011 3828355 torino@publicinque.it via M. Macchi 52, 20124 Milano telefono 02 6695279 fax 02 6695281 milano@publicinque.it via C. A. Racchia 2, 00195 Roma telefono 06 3722871 fax 06 37512606

Pubblicit Publicinque s.r.l.

Aziende promotrici della diffusione de LOsservatore Romano

Intesa San Paolo Ospedale Pediatrico Bambino Ges Banca Carige Cassa di Risparmio di San Miniato Credito Valtellinese Fondazione Monte dei Paschi di Siena Banca Monte dei Paschi di Siena

gioved 20 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Ribadito da Hillary Clinton nei colloqui con i rappresentanti del Cnt a Tripoli

pagina 3

Attentato a Mogadiscio dopo lintervento militare del Kenya

Somalia nella morsa delle violenze


MO GADISCIO, 19. Potrebbe essere una risposta alloperazione militare lanciata dal Kenya in Somalia il nuovo attentato terroristico che ha insanguinato ieri la capitale somala Mogadiscio. E in questo contesto potrebbe iscriversi anche lesplosione, questa mattina di una bomba vicino al porto della citt, che ha provocato il ferimento di almeno due persone. Secondo fonti mediche di Mogadiscio citate dalle agenzie di stampa internazionali, lattacco di ieri, sferrato con unautobomba guidata da un attentatore suicida, ha provocato la morte di sette persone, oltre a quella dellattentatore stesso. A sostenere lipotesi della ritorsione da parte degli insorti contro il Governo somalo guidato dal presidente Sharif Ahmed, internazionalmente riconosciuto, contribuisce la circostanza che lattentato ha avuto come obiettivo la sede del ministero degli Esteri, dove erano in corso trattative tra il Governo somalo stesso e i ministri kenyani della Difesa e degli Esteri, Yusuf Haji e Moses Wetangula, che poche ore prima avevano incontrato Ahmed. Molti osservatori collegano quindi la ripresa delle violenze alloffensiva militare dellesercito di Nairobi, appoggiato dalle forze filogovernative somale, contro le roccaforti delle milizie radicali islamiche di al Shabab, che guidano linsurrezione e che controllano numerose zone della Somalia. Subito prima dellattentato di ieri, fra laltro, i rappresentanti dei Governi di Kenya e Somalia avevano annunciato un accordo sulla possibilit di colpire preventivamente esponenti di gruppi armati che minaccino la sicurezza dei due Paesi. Del resto, poche ore dopo lintervento militare delle truppe kenyane in territorio somalo, le milizie di al Shabaab avevano assicurato che il Governo di Nairobi ne avrebbe subito le conseguenze e diversi esponenti del gruppo armato avevano dichiarato di essere in guerra contro il Kenya. Le autorit kenyane non nascondono il timore che le violenze possano raggiungere la capitale Nairobi, il cui capo della polizia, Antony Kibuchi, ha lanciato un appello alla popolazione affinch eserciti la massima vigilanza e segnali alle forze di polizia tutte le persone o gli oggetti sospetti. Loffensiva dellesercito di Nairobi, comunque, non sinterrompe. I soldati kenyani, dopo le difficolt di movimento provocate nei giorni scorsi dalla pioggia insistente, sono riusciti a raggiungere Afmadow, una delle principali roccaforti degli insorti guidati dalle milizie di al Shabaab. La citt, situata a 120 chilometri dal confine, considerata strategica per il controllo dei flussi di profughi diretti in Kenya. Duecento chilometri pi a est, nei campi profughi di Dadaab, in territorio kenyano, la polizia ha arrestato ieri dieci persone sospettate di avere legami con i miliziani somali. Loperazione, secondo quanto riferito dal capo della polizia provinciale, Leo Nyongesa, rientra nelle misure di sicurezza che il Governo di Nairobi sta promuovendo per garantire che il Kenya sia liberato dalla presenza dei miliziani di al Shabaab. Gi il giorno prima cerano stati arresti, compresi quelli di due cittadini britannici sospettati dalla polizia kenyana di complicit nei recenti rapimenti da parte dei gruppi somali. Nella zona di Dabaab, presso la frontiera, ci sono attualmente oltre quattrocentomila rifugiati somali, la pi alta concentrazione di profughi al mondo. Anche liniziativa militare in Somalia stata motivata dalle autorit di Nairobi con i continui attacchi e i recenti rapimenti operati da gruppi armati somali, considerati legati ad al Shabaab, in territorio kenyano. Proprio questa mattina, il ministero degli Esteri francese ha comunicato che morta in prigionia Marie Dedieu, lanziana cittadina francese disabile presa in ostaggio il 1 ottobre a Manda Bay, nellarcipelago kenyano delle Lamu. Nonostante laccordo con il Governo di Sharif Ahmed, diversi osservatori paventano che lintervento militare kenyano possa riproporre meccanismi gi verificatisi nel recente passato e tali da aggravare ulteriormente la pluridecennale crisi somala. Lultimo caso del genere, quando nel 2006 lEtiopia invi proprie truppe che occuparono parte del territorio somalo per due anni, di fatto diede una sponda di consenso nazionalistico allestremismo politico islamico.

Sostegno statunitense alla transizione in Libia


TRIPOLI, 19. Mentre si sono avuti festeggiamenti e scene di giubilo a Bani Walid, loasi nel deserto conquistata ieri dalle forze del Consiglio nazionale di transizione libico la citt per stata abbandonata da tutti i civili e i pochi rimasti raccontano che mancano acqua e carburante e, da 25 giorni, lelettricit , si continua a combattere a Sirte, ultima roccaforte degli uomini di Muammar Gheddafi. La missione della Nato in Libia vicina alla conclusione, ha detto il portavoce della missione Unified Protector aggiungendo per di non credere che decisioni in merito verranno prese nellodierna riunione del Consiglio atlantico. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in visita ieri a Tripoli, incontrando i rappresentanti del Cnt, ha assicurato sostegno nella transizione verso la democrazia. la prima volta dal 2008 che un rappresentante dellAmministrazione statunitense arriva in Libia. Clinton ha promesso assistenza a migliaia di feriti di guerra, lo sviluppo di programmi educativi e aiuti per lo sviluppo del turismo. Pi in generale, il capo della diplomazia americana ha assicurato che gli Stati Uniti desiderano discutere su come integrare in pieno la Libia nelleconomia globale del XXI secolo in modo trasparente, cosicch la ricchezza del Paese, il petrolio, sia usata per il bene di tutti i cittadini libici. Ha ricordato che gli Stati Uniti hanno gi inviato sul campo una decina di esperti per aiutare il personale della sicurezza locale, che lAmministrazione di Washington sta lavorando con il Congresso per uno stanziamento di quaranta milioni di dollari. Gli Stati Uniti inoltre stanno cercando di aiutare il Governo libico a distruggere le armi chimiche. il momento della Libia. la vittoria della Libia, il futuro vostro. Nelle piazze affollate e nelle montagne, vi siete alzati in piedi contro quarantanni di regime, innescando un conflitto che ha ucciso migliaia di persone, ha detto rivolgendosi al presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, e al premier, Mahmud Jibril. Gli Stati Uniti sono fieri di essere stati accanto a voi nella vostra battaglia per la libert e continueremo a farlo nel vostro viaggio, rispettando la vostra sovranit e onorando la vostra amicizia, ha aggiunto, avvertendo per i vertici del nuovo Governo libico di stare in guardia contro il pericolo di una guerra civile e chiedendo di unificare le varie milizie in un unico corpo che rappresenti il popolo libico. Clinton ha visitato anche lospedale di Tripoli, dove ha parlato con quattro feriti di guerra, elogiandone il coraggio.

Il capo della diplomazia statunitense con il primo ministro del Consiglio nazionale di transizione (LaPresse/Ap)

Il cardinale Bertone sulla dottrina sociale della Chiesa


ROMA, 19. Linsegnamento della dottrina sociale della Chiesa indubbiamente cruciale per la coesione e la convivenza civili nelle odierne circostanze. Lo sottolinea il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, in un messaggio, in occasione del primo convegno del Centro europeo per la radici cristiane, in svolgimento oggi presso lIstituto Sturzo a Roma. Tema dellincontro la collaborazione tra capitale e lavoro. Nellenciclica Caritas in veritate, afferma il cardinale Bertone, Benedetto XVI ha richiamato con forza lattenzione dei cristiani e degli uomini di buona volont sulla necessit che venga adeguatamente tutelata la dignit del lavoro, laccesso a esso e la sua stabilit, ricordando come ci sia richiesto non solo da esigenze di giustizia, ma dalla stessa ragione economica. Analogamente, evidenzia il cardinale segretario di Stato, proprio la ragione economica a postulare una comprensione integrale, non meramente materiale del capitale. A tale riguardo, il Pontefice ricorda, ad esempio, la necessit di considerare adeguatamente il fattore del capitale sociale, ossia quellinsieme di relazioni di fiducia, di affidabilit, di rispetto delle regole, indispensabili a ogni convivenza civile, senza dimenticare che il primo capitale da salvaguardare e valorizzare luomo, la persona, nella sua integrit. In questa prospettiva, sottolinea il cardinale Bertone, capitale e lavoro devono essere visti come alleati, non come antagonisti.

Il ministro degli Esteri turco incontra esponenti dellopposizione siriana


DAMASCO, 19. Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha incontrato ad Ankara alcuni membri del Consiglio Nazionale dellopposizione siriana, organismo rappresentante i gruppi di attivisti. La notizia stata data da un funzionario del ministero turco sotto anonimato. Il capo della diplomazia di Ankara ha invitato gli attivisti a lavorare pacificamente per una transizione democratica in Siria. la prima volta dicono fonti della stampa che la Turchia ammette un simile incontro. In seguito alle violenze degli ultimi mesi, il Governo turco ha preso le distanze da Damasco esprimendo dure condanne per la repressione violenta delle proteste e annunciando sanzioni alla fine di settembre. Pochi giorni fa il presidente siriano Assad ha annunciato la formazione di una commissione per la riforma della Costituzione, uno dei tasselli chiave nel pacchetto di misure volto a una trasformazione dello Stato. Proseguono intanto gli scontri. Almeno due civili siriani sono stati uccisi e altri 70 feriti, ieri, durante unoperazione delle forze di sicurezza a Daraa, nella Siria meridionale. Lo ha riferito lemittente AlArabiya, che cita testimoni oculari. Il Governo di Damasco attribuisce la responsabilit delle violenze allazione di gruppi terroristici infiltrati dallestero. Fonti degli attivisti hanno riferito che almeno trenta persone sono state uccise nelle ultime 24 ore. Altre fonti di attivisti parlano di almeno 32 uccisi, mentre il quotidiano panarabo Asharq al Awsat riferisce delluccisione in tutto di 37 persone. Lagenzia ufficiale Sana ha riferito di un agente delle forze dellordine rapito e ucciso nella citt di Homs da parte di terroristi. Ununit dellesercito siriano ha sconfinato nellest del Libano, dove secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa internazionale avrebbe ucciso un uomo e sequestrato il fratello: lo ha riferito una fonte della sicurezza libanese, spiegando che il fatto avvenuto nella notte nella zona della citt di Al Qaa, nellala orientale della Bekaa Valley.

Le reazioni delle diplomazie alla liberazione di Gilad Shalit


TEL AVIV, 19. Washington soddisfatta per la liberazione di Shalit: il presidente Barack Obama personalmente contento dellesito delle trattative indirette tra Israele e Hamas, secondo quanto riferito dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Il portavoce del dipartimento di Stato, Mark Toner, ha reso noto che Washington ha espresso a Israele preoccupazione per il rilascio di alcuni dei detenuti palestinesi. Il premier britannico, David Cameron, ha auspicato che questo scambio di prigionieri rappresenti un passo di pi in direzione della pace. Sulla stessa linea il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, che in un messaggio al capo di Stato israeliano, Shimon Peres, ha detto di sperare che laccordo che ha portato alla liberazione di Gilad Shalit possa essere il seme di una nuova stagione di dialogo e di un rinnovato anelito verso la pace. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che la lotta al terrorismo deve continuare, mentre a Gaza il capo dellamministrazione di Hamas nella Striscia, Ismail Haniyeh, ha chiesto il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi.

Scontri a Sana tra esercito e oppositori


SANA, 19. di almeno sette morti accertati e circa centocinquanta feriti il bilancio dei nuovi scontri scoppiati ieri a Sana, dove un corteo di protesta partito dalla piazza delluniversit, epicentro delle manifestazioni in corso da mesi contro il regime del presidente Ali Abdullah Saleh e ribattezzata dallopposizione piazza del cambiamento, finito sotto attacco da parte delle forze di sicurezza mentre stava cercando di avvicinarsi agli edifici governativi, situati nella centrale via Ziraa. Gli agenti hanno allora caricato i dimostranti lanciando gas lacrimogeni per disperdere la folla. Molte delle vittime per stando a fonti mediche citate dalle agenzie internazionali sono risultate colpite da proiettili di arma da fuoco. Negli ultimi quattro giorni si sono avute decine di vittime a Sana dove le forze di sicurezza si scontrano anche con i soldati del primo reggimento corazzato, guidato dal generale dissidente passato con lopposizione Ali Muhsin Ahmar, fratellastro di Saleh. Intanto, Tawakkul Karman, lattivista yemenita e una delle tre vincitrici questanno del premio Nobel per la pace, ha guidato ieri una manifestazione di protesta davanti alla sede delle Nazioni Unite di New York per chiedere lintervento dellOnu per mettere fine alle violenze in corso nello Yemen. Circa centocinquanta yemeniti americani hanno partecipato allevento che si tenuto nel parco vicino al quartier generale delle Nazioni Unite.

Il Pakistan schiera truppe lungo il confine con lAfghanistan

SullAfpak il peso di un lungo conflitto


ISLAMABAD 19. LAfpak vede lontana la prospettiva di una sufficiente e rassicurante stabilit. In questo ore il Pakistan sta rafforzando la presenza militare al confine con lAfghanistan. Nello stesso tempo ha denunciato, a suo dire, la mancanza di soldati afghani e della coalizione internazionale in aree del territorio afghano in cui si ritiene si trovino i covi dei miliziani accusati di sferrare attacchi in territorio pakistano. Nel frattempo il comandante dellesercito di Islamabad, generale Ashfaq Prvez Kayani, ha escluso la possibilit di unoffensiva militare unilaterale da parte degli Stati Uniti nella regione tribale del Nord Waziristan, dicendo, riferisce lagenzia Adnkronos, che i deputati del Parlamento statunitense devono pensarci dieci volte prima di compiere un simile atto. Insomma, nella regione dellAfpak la tensione resta molto alta e gli equilibri continuano a essere fragili.

Assalto del Pkk contro militari turchi


ANKARA, 19. Almeno ventisei soldati turchi sono morti in un assalto dei ribelli separatisti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) contro un avamposto militare presso Cukurca, nella provincia di Hakkari, a pochi chilometri dalla frontiera con lIraq. Secondo fonti di polizia, si trattato di un attacco coordinato e sincronizzato. Dopo il massacro, il pi sanguinoso degli ultimi 20 anni, caccia da combattimento turchi sono entrati nello spazio aereo iracheno per bombardare le postazioni del Pkk tra le montagne di Qandil, la principale roccaforte dei secessionisti oltre confine. Poco prima, unit speciali delle forze armate turche erano entrate in territorio iracheno per inseguire gli autori della strage di Cukurca. Lo hanno riferito fonti militari riprese dallemittente televisiva Ntv.

Aiuti alimentari al Niger


NIAMEY, 19. Il Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni unite pronto ad aiutare il Niger nelleventualit di una nuova crisi alimentare, che sembra prospettarsi. Rassicurazioni in questo senso sono venute dal direttore regionale del Pam, Thomas Yanga, che ha condotto una breve visita nel Paese. Il mese scorso il primo ministro nigerino, Brigi Rafini, aveva lanciato lallarme per una nuova crisi alimentare in arrivo, dopo quella che nel 2009-2010 ha colpito sette milioni e mezzo di persone.

Un afghano alla periferia di Kabul (Reuters)

pagina 4

LOSSERVATORE ROMANO
In un libro pubblicato a Oxford leredit del grande archeologo della Custodia di Terra Santa, il francescano Michele Piccirillo

gioved 20 ottobre 2011

Il giardiniere del Signore che padroneggiava le fonti


di MARCO RONCALLI ono trascorsi gi tre anni dalla morte di padre Michele Piccirillo. Era la notte del 25 ottobre 2008, e, a Livorno, non lontano da Lari, nel pisano, dovera nato il suo maestro padre Bellarmino Bagatti, chiudeva la sua esistenza terrena larcheologo pi noto della Terra Santa. Ora, un libro viene non solo a ricordarci lo scopritore di chiese e pavimenti musivi, il religioso che leggeva larcheologia tenendo in mano quei Vangeli sui quali aveva scommesso la vita, luomo di pace o loperatore pragmatico, ma pure a documentare che le opere da lui avviate continuano e che diversi suoi progetti non si sono fermati. Insomma, uneredit pi che viva quella di padre Michele. Lo dimostrano le pagine riunite da Claudine Dauphin e Basema Hamarneh con il titolo In Memoriam: Fr Michele Piccirillo, ofm (1944-2008). Celebrating his Life and Work (Oxford, Archaeopress, 2011, British Archaeological Reports International Series, pagine 153, con 259 foto, euro 75). Si tratta di una raccolta di contributi, diversi per taglio e argomento che abbraccia i campi preferiti di Piccirillo, dallarcheologia bizantina a quella islamica, dai mosaici allepigrafia, dal restauro alla museologia, dalla storia alla geografia biblica scritti nelle quattro lingue da lui usate quotidianamente (italiano,

Sapiente dalle mani forti


di PIERBATTISTA PIZZABALLA* Padre Michele, con la sua vita e con le sue opere, diventato un membro degno della tradizione dei migliori francescani che la Custodia di Terra Santa ha avuto nel corso degli ultimi sette secoli della sua presenza in Medio Oriente. Egli era ben consapevole e orgoglioso della sua appartenenza a unistituzione ricca di storia e piena di responsabilit. Padre Michele aveva una vasta conoscenza di date e nomi, libri e monumenti della storia del francescanesimo in Terra Santa e aveva di lavorare con le sue stesse mani. Molto probabilmente, sono pochissimi, oltre naturalmente ai francescani, a sapere che san Francesco ha dedicato un capitolo della regola di vita dei frati minori al lavoro manuale. Nel quinto capitolo infatti si legge: Quei frati che hanno ricevuto la grazia dal Signore di lavorare, debbono lavorare con fede e devozione. Padre Piccirillo aveva questa grazia e fece s che desse i suoi frutti in tutti i modi. Aveva braccia robuste e mani forti che sono stati utilizzate per armeggiare non solo carta

Padre Michele Piccirillo

I novantanni della rivista Terra Santa


Terra Santa, la rivista om0nima della Custodia, in occasione dei suoi 90 anni, promuove a Roma venerd 21 ottobre, presso lauditorium della Pontificia Universit Antonianum un convegno dedicato allinformazione sui Luoghi Santi: dalle grandi scoperte archeologiche alle ricerche condotte dagli archeologi della Custodia durante gli ultimi decenni; fino allattualit della questione mediorientale e ai passi diplomatici nei rapporti tra Santa Sede e Israele. Parteciperanno ai lavori, tra gli altri, il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, e il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete emerito della basilica di San Paolo fuori le Mura.

francese, inglese, arabo). Fra lintroduzione, colma di gratitudine, del Principe al-Hassan bin Talal di Giordania e il testo finale del Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa (riportati parzialmente in anteprima in questa pagina), si alternano scritti di grande interesse, scaturiti da un incontro accademico (ma non solo) svoltosi il 9 novembre 2009, quando a Gerusalemme, da luoghi lontani come lIrlanda e lEmirato di Sharjah, studiosi e amici di Piccirillo si riunirono su invito del Centro Svedese degli Studi Cristiani - Bilda, dello Studium Biblicum Franciscanum e del Centro Studi del Patrimonio Cristiano in Terra Santa del Patriarcato ArmenoOrtodosso. Cos, Dauphin evidenzia qui con originalit la teologia della Creazione e la storia della Salvezza che Piccirillo giardiniere del Signore vedeva riflessa nei mosaici bizantini con laiuto di originali intuizioni e chiavi di lettura trovate dentro antichi inni liturgici. Hamarneh, invece, richiama gli scavi di Piccirillo nel Regno Hashemita: a Umm ar-Rasas, a Madaba, sul Monte Nebo, non dimenticando con i meriti scientifici del suo maestro (perch Michele non era una specie di rabdomante, bens uno studioso che metteva alla base di tutto un serio lavoro di ricerca storica basata su un attento esame delle fonti), le opportunit da lui create a beneficio di molti, soprattutto grazie al Franciscan Archaeological Institute sul Nebo. A questo Centro dedicano il loro intervento in questa raccolta Gianfranco Micalizzi, Carmelo Pappalardo e Franco Sciorilli che dopo la morte di Piccirillo hanno raccolto leredit del restauro e della nuova copertura del Memoriale di Mos. Continuando la rassegna dei contributi ecco ancora

Dauphin che insieme a Qutaiba alDasouqi descrive luso delle nuove tecnologie care a padre Michele: come i Gis, i sistemi informativi geografici applicati al complesso ecclesiastico di Santo Stefano nella steppa a sud-est di Madaba. Oppure ecco larticolo di Catreena Hamarneh

a dar conto dei progressi della Madaba Mosaic School, altra creatura del francescano, in particolare circa lIstituto di Restauro dellArte Musiva e la formazione di una rete regionale di operatori. N mancano saggi rilevanti come quello di mile Puech sullepigrafia cristiano-palestinese della Giordania che recupera molte iscrizioni inedite scoperte da Piccirillo (un vecchio amico scrive che mi ha spesso affidato il compito di studiare i testi da lui scoperti ). A seguire un resoconto di Osama Hamdan sui lavori di conservazione in corso in alcune aree della regione di Nablus, come nel villaggio di Sabastiya; il testo di padre Eugenio Alliata sul Museo dello Studium Biblicum Franciscanum che ha ricevuto particolari attenzioni da Piccirillo (ne fu direttore dal 1974 al 2008), quello di Carla Benelli circa il progetto di avvio e sviluppo dellartigianato della madreperla a Betlemme, ennesima iniziativa voluta da padre Michele per valorizzare con un museo e un laboratorio un patrimonio locale e far crescere una nuova generazione di artigiani.

Nel ricordo del principe


di HASSAN
BIN

TALAL*

Padre Michele ha dedicato la sua vita allo studio e allo sviluppo dellarcheologia in Terra Santa, specialmente al Monte Nebo. Egli era un grande uomo, il cui impegno ispir molti studiosi, archeologi e studenti di storia. Egli am la Giordania in particolar modo e fece tutto ci che era in suo potere per far accrescere la consapevolezza delle persone del ricco patrimonio di questo Paese. Era autore di diversi libri sulla storia archeologica della Giordania e nella veste di direttore dellIstituto Archeologico Franciscano in Giordania era uno dei fondatori della Scuola mosaici di Madaba. I progetti dellIstituto comprendevano anche lo scavo e il restauro in molte localit incluse Monte Nebo, Umm al-Rasas e Madaba. La Giordania moderna si estende su una terra antica che forma un ponte tra tre continenti: Europa, Asia e Africa. Il popolo giordano eredit una ricchezza religiosa, storica e archeologica tramandata loro da molte generazioni. La Giordania ha avuto il pregio di onorare questo patrimonio pluralistico. La carta musiva delle terre bibliche scoperta nel 1896 e conservata in una chiesa di Madaba ha un posto speciale tra i tesori artistici e culturali lasciati nelle mani e sotto la tutela del popolo e del Governo della Giordania. Lopera di un mosaicista anonimo o di un gruppo di artigiani che lavorarono a Madaba verso la met del VI secolo. La provvidenza e la fortuna conservarono per noi la pi antica e dettagliata mappa della nostra terra a est e a ovest del Giordano, dal Libano allEgitto, dal deserto al Mediterraneo. la Terra Promessa per la quale palpitano i cuori e le menti di milioni di credenti da tutto il mondo, siano loro cristiani, ebrei o musulmani che condividono gli stessi valori che originano dalla loro fede nel Dio di Abramo che si rivel in questa terra. Era la cura di padre Michele Piccirillo per i siti bizantini della Giordania stessa che occupava molto del suo tempo mentre risiedeva al Monte Nebo, centro del lavoro dellIstituto Archeologico Franciscano. La sua conoscenza era estesa a progetti in Palestina, Siria, Egitto e Cipro. La passione per il suo lavoro era manifesta a tutti coloro che lo hanno incontrato e a quelli che hanno lavorato con lui. *Principe di Giordania

Padre Michele nella foto di copertina del volume a lui dedicato

ha notevolmente contribuito a renderle conosciute nei tanti e diversi ambienti. La Provvidenza gli ha riservato la grazia di poter contribuire al ringiovanimento e allarricchimento della tradizione francescana culturale con i suoi numerosi scavi e pubblicazioni. Credo di poter dire che ha fatto questo dimostrando concretamente la dimensione internazionale della Custodia di Terra Santa. Padre Piccirillo, grazie al suo instancabile dinamismo e alla sua identit di francescano di Terra Santa, stato in grado di lavorare e di promuovere iniziative in Israele, nei Territori palestinesi, Egitto, Giordania, Libano e Siria, le regioni dove la Custodia di Terra Santa presente. In secondo luogo vorrei dire alcune parole sulla sua diligenza, la laboriosit e la capacit che

e libri, ma anche strumenti, pietre e muri. Il suo amore per la cultura e la sua dedizione al lavoro manuale non ha mai estinto per in lui il suo senso religioso, che lo ha spinto continuamente a partecipare alle celebrazioni liturgiche e a visitare i santuari come pellegrino e credente. Padre Michele Piccirillo continua a essere ricordato con ammirazione per i suoi scavi e per i suoi scritti. Anche noi, i francescani di Terra Santa, lo ricordiamo per questo, ma soprattutto perch era un buon figlio di san Francesco e un lavoratore instancabile, compagno di pellegrinaggio nella Gerusalemme terrena, immagine della Gerusalemme celeste. * Custode di Terra Santa

I rifugiati e i richiedenti asilo non sono n statistiche, n numeri, n casi

Il barometro del mondo


Il 19 ottobre a Roma, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, viene presentato il libro Terre senza promesse. Storie di rifugiati in Italia a cura del Centro Astalli, (Roma, Avagliano Editore, pagine 114, euro 12). Intervengono il direttore della Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, la scrittrice Melania G. Mazzucco e il vescovo presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i Migranti e gli Itineranti, di cui pubblichiamo lintervento. di ANTONIO MARIA VEGLI I richiedenti asilo e i rifugiati sono il barometro della situazione che stiamo vivendo attualmente nel mondo. Essi ci indicano le cause delle migrazioni forzate, che sono i conflitti armati, loppressione politica, una partecipazione inadeguata ai processi decisionali, limpossibilit di far valere i diritti umani, ma anche, e forse sempre pi, le conseguenze del cambiamento climatico e la mancanza dei beni pi elementari. In realt, queste sono le principali problematiche alla base della migrazione forzata che richiedono soluzioni adeguate. I rifugiati e i richiedenti asilo non sono statistiche, n numeri, n tanto meno possono diventare dei casi. Essi sono persone con sogni e desideri, e anche con paure, costretti a lasciare il proprio Paese. Ogni richiedente asilo ha la sua storia. Se ci si siede vicino a loro disposti ad ascoltare, si comprende il motivo per cui hanno dovuto abbandonare il loro ambiente familiare. Cos com avvenuto per Aweis (p. 82) e Mawlid (p. 23) finiti in Europa, la cui storia riportata in questo libro Terre senza promesse. Essi cercavano compassione, un aiuto, un luogo in cui potersi sentire a casa. Alcune comunit cristiane sono state al loro fianco e il libro invita a tale solidariet, presentandoci le storie personali dei rifugiati. Attualmente, viviamo in una societ sempre pi multietnica e interculturale, che richiede una convivenza serena e fruttuosa, nel rispetto delle legittime diversit. Ci non comporta semplicemente un sorriso e una stretta di mano, ma la convinzione profonda della nostra unica origine e fine che Dio, poich tutti siamo figli dello stesso Padre. Non viviamo, perci, fianco a fianco per caso, ma siamo tutti fratelli e sorelle. Come avviene in famiglia, le differenze non sono solo tollerate, ma rispettate e superate con lamore degli uni verso gli altri. Nel campo delle migrazioni, dobbiamo armonizzare laccoglienza del migrante e del rifugiato in difficolt con le esigenze della popolazione locale. Tutto ci molto laborioso. Lospitalit una caratteristica fondamentale del ministero pastorale verso le persone itineranti. La predisposizione allaccoglienza propria della tradizione cristiana e pu essere definita come il segno di riconoscimento della Chiesa. Laccoglienza, la compassione e la parit di trattamento sono le caratteristiche di una risposta cristiana adeguata, capace di abbattere le barriere sociali e di rispondere alle prime esigenze delle persone bisognose (cibo, riparo, protezione), ma anche un riconoscimento del loro valore e della loro umanit. Laccoglienza richiede un attento ascolto e una reciproca condivisione di storie di vita. necessaria apertura di cuore, volont di presentare la propria vita agli altri e generosit di tempo e risorse. Questi atteggiamenti spesso contraddicono i messaggi della societ contemporanea, non di rado imprigionati nella diffidenza e nel sospetto verso laltro, soprattutto verso lo straniero. Lospite ha inoltre un contributo da dare e dovr, quindi, essere invitato ad attivarsi nellambiente che lo accoglie. Il concetto di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo stato sviluppato dalla comunit internazionale. Nel corso degli anni, norme e valori sono stati sviluppati a partire dalla Convenzione del 1951 relativa allo status dei rifugiati, fino alle Direttive dellUnione europea che hanno portato alla creazione del sistema di asilo comune europeo. Ci stato avvalorato dal contributo di Orientamenti e Conclusioni del Comitato esecutivo dellAcnur nonch della giurisprudenza. Centrale in tutto ci stata la piena tutela dei diritti umani, per cui la protezione diventata un concetto primario. Essa comprende tutte le attivit finalizzate a ottenere il pieno rispetto dei diritti della persona, in conformit con la lettera e lo spirito dei diritti umani, con la normativa sui rifugiati e il diritto internazionale umanitario. Naturalmente, per i richiedenti asilo e per i rifugiati questo ha conseguenze immediate sul loro soccorso in mare, sulle procedure di determinazione del loro status, sullassegnazione degli alloggi, sulle possibilit di lavoro, cos come sullintegrazione. Condivido lopinione che Il nostro patrimonio umanistico definisce lessere umano come misura di tutte le cose, come ha dichiarato lonorevole Frattini allAssemblea generale delle Nazioni Unite, richiamando il principio di porre le persone al primo posto. Tuttavia, questo sembra essere in netto contrasto con ci che si pu vedere nelle citt italiane: stazioni ferroviarie ove dormono i senzatetto, edifici enormi dove centinaia di persone vivono abusivamente, spesso suddivisi in base alla loro provenienza geografica, con limitato accesso allacqua e servizi igienici insufficienti. Molte volte manca lelettricit e in inverno spesso non c riscaldamento. Altri invece cercano solo di sopravvivere nelle strade e sono persone con regolare permesso di soggiorno. Riflettiamo, poi, sulle conseguenze per lalimentazione, ligiene, la salute e la ricerca di un lavoro. Sapendo che lintegrazione inizia il primo giorno di arrivo, questo potrebbe indicare un quadro preoccupante per il futuro. Perci bisogna distinguere i rifugiati allinterno dei flussi migratori misti e fornire loro un alloggio adeguato, una volta fatta la domanda di asilo o il ricorso contro la decisione dellautorit. Inoltre, le misure dovrebbero essere tali da poter soddisfare i loro bisogni di base, evitando cos di creare nuovi poveri nelle citt. Una vita dignitosa e sicura dovrebbe essere garantita, con sufficiente assistenza per linserimento nella societ. Come Papa Benedetto ha scritto: La misura dellumanit si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la societ. Lindifferenza in parte esiste anche perch non si pu immaginare che cosa significhi provare dolore e angoscia, dovendo far fronte a esperienze traumatiche. Troppo spesso tale situazione rimane nascosta, priva di visibilit. Il libro Terre senza promesse ci fa prendere consapevolezza di tali situazioni e rappresenta un appello che ci viene rivolto a conoscere laltro e a mettere in discussione la nostra mentalit. Si tratta di un primo passo per vivere insieme e creare un futuro migliore.

gioved 20 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 5

Al Complesso del Vittoriano di Roma una selezione di foto scelte tra gli oltre quattro milioni e mezzo di scatti negli archivi dellAnsa

Dal Giappone in dono al Papa

Istanti di cronaca per sessantanni di storia

elle redazioni dei quotidiani, i giornalisti sono soliti storpiarne il nome per scherzo, allungando il bisillabo con mille desinenze diverse o aggiungendo una vocale in pi a fine parola (ma si tratta di ironia affettuosa, che denota pi familiarit che sarcasmo: Visto lansia di stamani?). Ogni parodia conferma, di fatto, il successo e la notoriet delloggetto parodiato, e infatti da tempo, in Italia, Ansa acronimo che sta per Agenzia nazionale stampa associata sinonimo di notizia. Non solo di lanci di agenzia, ma anche foto e racconti per immagini che permettono al mondo di affacciarsi sulla scrivania del cronista, e fanno viaggiare scrittori e lettori senza la seccatura dei bagagli (Emilio Salgari). Se davvero il giornalista lo storico dellistante come scriveva Albert Camus, una mostra fotografica allestita dallAnsa diventa necessariamente un viaggio nel recente passato; il caso di Fotografandoci (Complesso del Vittoriano di Roma, dal 20 otto-

Pio

XII

durante la prima ripresa televisiva a San Pietro (1954)

bre all11 dicembre) una selezione di alcune centinaia di foto scelte tra gli oltre 4 milioni e mezzo di scatti raccolti negli archivi dellagenzia, dagli anni Quaranta

Barche di soccorso durante linondazione di Ravenna nel 1949

a oggi, tra grandi eventi, costume, cronaca. Questa mostra spiega il presidente dellagenzia, Giulio Anselmi racconta sessantanni di vita italiana attraverso gli occhi dei fotografi: raccoglie una parte rilevante delle immagini che la pi grande agenzia del Paese ha trasmesso dal 1945 a oggi per documentare il vorticoso cambiamento del mondo. Le fotografie che vedrete, si tratti di singoli volti o di manifestazioni di massa, di tragedie o di avvenimenti sportivi, siano incise nella memoria collettiva o rinnovino emozioni dimenticate, sono particolarmente rappresentative di un periodo storico. Guardare, toccare, sfogliare, scegliere le immagini di sessantan-

ni di vita del nostro Paese con Giulio Anselmi, Mauro Vallinotto e gli amici che hanno reso possibile la realizzazione di questa mostra stato un lavoro entusiasmante sottolinea il direttore dellAnsa, Luigi Contu In pochi mesi ci siamo immersi in migliaia di scatti che ci hanno emozionato, facendoci viaggiare tra i sogni e le sofferenze, le speranze e le tragedie vissuti dal dopoguerra a oggi dagli italiani. Larchivio fotografico un patrimonio della collettivit, una testimonianza cruda della nostra storia. Raccontare lItalia continua il direttore dellagenzia di informazione il suo genio e le sue contraddizioni, la gioia e i dolori della sua gente il nostro lavoro quotidiano, il giornalismo di cronaca che deve attenersi ai fatti e che senza le immagini sarebbe incompleto, parziale. Dobbiamo tutti ringraziare i fotoreporter che dal dopoguerra a oggi ci hanno aiutato con il loro prezioso e faticoso lavoro a capire i fatti, spesso

pi di tante parole scritte. Diceva Robert Capa conclude Contu Se la foto non buona, vuol dire che non eri abbastanza vicino. La mostra suddivisa in sezioni in un percorso che, nel centocinquantenario dellUnit dItalia, conduce attraverso alcune tappe storiche della memoria collettiva. Ogni decennio introdotto da unimmagine femminile scelta come simbolo del periodo e da un testo a firma di un testimone dellepoca: da Anna Magnani e Giulio Andreotti per gli anni Quaranta, alla signora della tv Nicoletta Orsomando e Alberto Arbasino per i Cinquanta, agli anni Sessanta con Mina e Gianni Morandi, fino al nuovo millennio con Federica Pellegrini e Carlo Azeglio Ciampi. A introdurre il visitatore in questo diario fotografico, una sezione prologo dedicata allAgenzia nazionale stampa associata, dalle origini radicate nellagenzia Stefani, alla nascita nel 1945 come societ cooperativa attraverso le grandi trasformazioni, anche tecnologiche, dei decenni successivi. Nella mostra il presente il 2011 con la sua realt in divenire, a cui viene dedicata unapposita sezione aggiornata quotidianamente convive con il passato remoto: la Stefani, prima agenzia di stampa italiana, nasce a Torino nel 1853, si afferma con lappoggio di Francesco Crispi e diventa ben presto unagenzia di rilievo internazionale. Dopo l8 settembre 1943, si trasferisce al Nord e diventa propriet dello Stato. Dalle ceneri della Stefani che oggi solo un titolo: d il nome al settimanale della scuola di giornalismo di Bologna nasce la pi grande agenzia di stampa italiana e la quarta nel mondo, con un servizio fotografico che diffonde oltre 1.500 immagini al giorno e una serie di prodotti multimediali. (silvia guidi)

Una singolarissima bambola


Al termine delludienza generale del 19 ottobre, tra i doni che Junji Ito, critico darte e docente alluniversit di Toyama, ha consegnato al Papa, v una bambola di terracotta in stile Hakata, raffigurante il suo antenato Mancio Ito. Costui era uno dei quattro giovani ambasciatori del padre gesuita Alessandro Valignano che, il 10 febbraio 1582, salp dal porto di Nagasaki in direzione Roma. Ricevuti in udienza da Gregorio XIII (marzo 1585), al loro rientro in patria i giovani (tra cui vi era il beato Giuliano Nakaura) trovarono un clima ter-

ribilmente cupo: il cristianesimo era stato proibito, e il loro destino fu il martirio. La bambola testimonia linfluenza che la cultura occidentale, specie cattolica, esercit allora sullarte giapponese. Si noti, nella statuina, il colletto: per solito liscio, qui invece quello a gorgiera tipico dei missionari portoghesi. Junji Ito, in particolare, convinto che levento pi simbolico dello scambio culturale tra Occidente e Oriente dellepoca fu ludienza del 1585. proprio larte il motivo per cui Ito a Roma: sempre il 19 ottobre, infatti, al Museo dei Fori Imperiali, si aperta la mostra La luce (fino al 30) da lui curata, che attraversa oltre quattrocento anni di storia per giungere fino allarte giapponese contemporanea.

This Must Be the Place di Paolo Sorrentino

Il Cheyenne smarrito tra gli stereotipi americani


di GAETANO VALLINI Il pi acclamato dei giovani registi italiani, il Paolo Sorrentino fattosi giustamente apprezzare con Le conseguenze dellamore, confermatosi con Lamico di famiglia e affermatosi anche allestero con Il divo, ha deciso di sbarcare oltre oceano alla ricerca di definitiva consacrazione internazionale. Lo ha fatto scegliendosi anche un autorevole mentore, il premio Oscar Sean Penn, al quale ha affidato la parte del protagonista in This Must Be the Place, presentato a Cannes e ora nelle sale italiane. Una pellicola ambiziosa, per il suo essere girata allamericana, e perch in ultima analisi affronta un tema delicato e importante: la Shoah. Ma lambizione arma a doppio taglio. Sorrentino, infatti, pur confezionando unopera interessante, non coglie pienamente nel segno. Troppe cose restano sospese, sia nei personaggi sia nella messinscena, in una sfida forse ancora prematura e che tuttavia pare essere nelle corde del regista. Per il suo viaggio americano il regista si affida al protagonista Cheyenne, cinquantenne ebreo, ex rock star, che nonostante abbia abbandonato la musica e le scene da ventanni, rimasto imprigionato nel suo personaggio: ha i capelli lunghi e corvini, copre il viso con un pallido cerone, usa rimmel e rossetto. Vive in una mega villa a Dublino, godendosi i frutti del lontano successo. Tuttavia non felice, afflitto com da una noia che sembra sconfinare nella depressione. sposato da trentacinque anni con una donna, Jane (Frances McDormand), che con la sua concretezza bilancia lapparente spaesamento del consorte, un estraniamento dalla realt mitigato solo dallattenzione con cui segue un investimento in Borsa. La vita di Cheyenne procede monotona fino a quando la morte del padre, con il quale aveva interrotto i rapporti da molto tempo, lo riporta a New York, sua citt dorigine. La lettura dei diari del genitore gli presenta una persona a lui sconosciuta. E una scoperta inattesa, destinata a cambiargli la vita: il padre era stato in un campo di concentramento tedesco e aveva trascorso gli ultimi trentanni a dare la caccia a un nazista che lo aveva sottoposto a unumiliazione nel lager. Cheyenne decide di proseguire quella ricerca di un uomo ultranovantenne che potrebbe gi essere morto da un pezzo, peraltro senza sapere bene cosa fare una volta trovato. Inizia cos un improbabile viaggio che lo spinger soprattutto a risolvere le questioni in sospeso con se stesso, con la propria vita. In un finale fin troppo accomodante. Ma il percorso che porta il protagonista a questo traguardo a essere incerto. Se Sean Penn riesce a rendere credibile il personaggio di Cheyenne mantenendolo tuttavia sempre al limite del grottesco con una caratterizzazione estrema, calcata su difficolt espressive e di movimento che ne accentuano la latente incongruenza con il mondo Sorrentino mette in campo una serie di altre figure irrisolte, dallamico broker del protagonista che va forte con le donne allo sconosciuto in carriera che inspiegabilmente presta il pickup allex rocker, dal ragazzo timido che corteggia goffamente la giovane dark depressa alla mamma di questultima che, sconvolta al limite della follia, attende il ritorno di un figlio misteriosamente scomparso da casa. Fino alla stessa pi che benestante moglie di Cheyenne, che oltre a svolgere sorprendentemente il lavoro di pompiere (un sospetto richiamo alla divisa, da poliziotta, indossata in Fargo dei fratelli Coen), appare fin troppo positiva e gioiosa al cospetto e a dispetto di un marito rimasto bambino, che continua a mascherarsi per restare aggrappato a un passato che pure vorrebbe cancellare. Cos come non sembra particolarmente originale e riuscita la descrizione dellAmerica on the road, un po troppo stereotipata, puntata sulleccentricit, tra la statua del pistacchio pi grande del mondo e limmancabile motel con tutte le stanze libere, passando per uno stravagante indiano comparso dal nulla in una sperduta area di servizio e abbandonato nel nulla di un deserto senza orizzonte. Se molto sa di gi visto, indubbiamente non mancano sequenze interessanti, che danno un senso al tutto, aiutando lo spettatore un po smarrito a centrare il cuore del film. Come il cammeo affidato a David Byrne, artista e musicista eclettico, ex leader dei Talking Heads, gruppo che firm il brano che d il titolo alla pellicola. A lui il regista affida, oltre alla colonna sonora e a una bella ma non proprio necessaria esibizione dal vivo, una delle scene chiave del film in cui Cheyenne racconta il suo fallimento come rock star e come uomo, il senso di colpa per la morte di due fan che lavevano preso troppo sul serio. Al pari, quanto a intensit, anche lincontro con lanziano ex nazista, cui il regista fa dire parole inattese, spiazzanti, su vittime e carnefici. In questi passaggi grazie a punti di vita non scontati e a dialoghi essenziali e mai banali si vede il tocco del miglior Sorrentino, quello dellintimismo delle origini, che lo porta ad affrontare in maniera asciutta ma efficace temi profondi, quali il senso di colpa e il rapporto padre figlio. Anche se alla fine a prevalere il dilemma che accompagna nella seconda parte del film il protagonista, diviso tra vendetta e perdono. Momenti alti, dunque, insieme ad altri meno riusciti, per un film di buona qualit ma con alcuni limiti. E qualche dubbio. Come la scelta di trattare, sia pure sullo sfondo, il tema della Shoah, che potrebbe anche apparire una furba strizzata docchio ai giurati degli Academy Awards.

Un Wenders poco ispirato


di EMILIO RANZATO Sorrentino alza il tiro ma manca il bersaglio. La sua tanto attesa trasferta oltreoceano si risolve in un frullato di stilemi e clich del cinema americano mal digerito da un regista bravo ma non altrettanto cinematograficamente colto. Tutta la realt esibita in This Must Be the Place mediata da quella vista in altri film, o al limite dal pi consunto immaginario collettivo. Soprattutto gli ultimi ventanni di grande schermo ci hanno dimostrato, fino alla nausea, come sia legittimo fare cinema con altro cinema, pretendendo al contempo di dire qualcosa di interessante. Ma ci significa caricarsi un bagaglio non facile da portare; un duro lavoro che possono fare registi come Tarantino o i Coen, vecchi topi da videoteca. Sorrentino non mai stato un postmoderno. Non un regista sufficientemente cinefilo, il che fino a ora era stato un bene perch gli aveva permesso di descrivere con verit i suoi personaggi. Di inserirli in un preciso e lucido contesto socioculturale senza per rinunciare alle trasfigurazioni grottesche. Un magistrale gioco dequilibrio che gli ha valso pi volte lappropriato accostamento con il cinema di Petri. Ma avere delle influenze non significa essere un anatomista della settima arte. Sorrentino infatti qui non usa gli stereotipi come un maestro di alchimie cinematografiche, vi si affida strenuamente perch non conosce a sufficienza la cultura americana, non sa gestire la desolazione, gli spazi sconfinati, le apparenti contraddizioni del paesaggio statunitense, non sa che significato abbiano. Finisce per risultare un Wenders molto poco ispirato. Anche perch dei Tarantino e dei Coen non possiede nemmeno il senso dellassurdo, che gli avrebbe consentito di arrivare a una poetica del caos moderno. E allora che fare di tutte quelle divagazioni? Di tutti quei personaggi transitori? Della maschera bidimensionale di Penn? Delle sottotrame subito chiuse? Non esiste un disegno pi grande a tenere insieme i pezzi. In un contesto del genere, si affaccia il timore che inserire argomenti importanti come lOlocausto sia stato solo un tentativo di dare consistenza a un progetto che deve essere sfuggito ben presto di mano. Tutto da buttare quindi? No. Rimane un film che in maniera strettamente visiva, in superficie, spesso interessante e divertente. Ci sono singole scene e singole frasi che lasciano un segno. Come la confessione finale del nazista, coraggiosa e persino poetica senza che si scivoli nellambiguit, anche perch le ultime immagini rimettono prontamente a posto le cose. Dal punto di vista morale, quanto meno. Sono momenti che per arrivano in extremis, dando limpressione di un intervento posticcio.

Un fotogramma del film

pagina 6

LOSSERVATORE ROMANO
La riunione a Ginevra dellEcumenical Advocacy Alliance Verso la riforma dellAct of Settlement

gioved 20 ottobre 2011

Progetti cristiani per i malati di aids


di RICCARD O BURIGANA Vivi la promessa un progetto ecumenico promosso dallEcumenical Advocacy Alliance (Eaa) per offrire un concreto contributo alla lotta contro laids, attraverso una capillare opera di assistenza e di prevenzione. Il gruppo della Eaa che segue direttamente questo progetto tiene una riunione a Ginevra, dal 19 al 21 ottobre: tre giorni per fare il punto su quanto stato fatto e su quanto ancora si deve fare, in vista di una serie di incontri internazionali di carattere ecumenico e interreligioso dei prossimi mesi, che affronteranno proprio il tema di cosa i cristiani e le comunit religiose devono fare per sconfiggere laids. La Eaa, che ha sede a Ginevra, una rete di comunit e associazioni cristiane, che hanno deciso di condividere il loro quotidiano impegno nella testimonianza a favore dei pi poveri, con una serie di iniziative che assumono un significato particolare proprio per il loro carattere ecumenico, che dimostra quanto i cristiani siano gi uniti nellassistenza nei confronti degli ultimi del mondo. In questi ultimi anni la Eaa ha rivolto la propria attenzione alla promozione di progetti per la lotta contro la fame nel mondo e contro laids. Nella lotta contro la fame ha promosso una serie di iniziative per mettere in evidenza come la povert dipenda da sperequazioni economiche e da ingiustizie sociali, che si possono rimuovere anche attraverso un approccio ecumenico alla dimensione della salvaguardia del creato con la quale avanzare un modello di sviluppo economico diverso da quello presente. Con il progetto Vivi la promessa, che strettamente connesso con la campagna per una diversa distribuzione delle risorse per il cibo nel mondo, la Eaa si propone di combattere la diffusione dellaids non solo al livello sanitario ma anche a livello culturale, dal momento che essere malati di aids rappresenta, in molti Paesi, il primo passo verso una totale emarginazione. I singoli progetti della Eaa sono organizzati secondo una metodologia ecumenica che si fonda sullidea che ci deve essere una piena partecipazione da parte dei soggetti cristiani coinvolti nel progetto con la creazione di un gruppo ecumenico incaricato di coordinare e di sollecitare le iniziative con unopera di sensibilizzazione che si rivolga soprattutto alle comunit locali, cercando anche di interagire con le istituzioni internazionali. Per la realizzazione del progetto Vivi la promessa si cos formato un gruppo di lavoro che rappresenta la molteplicit di soggetti ecclesiali che fanno parte dellEaa; infatti di questo gruppo, che attualmente coordinato da Becky Johnson, fanno parte, tra laltro, la pastora Guunilla Hallonsten della Chiesa Luterana di Svezia, il reverendo Nateasan Joshua J. Jayaseelan, responsabile del Servizio sociale del Consiglio delle Chiese cristiane di Madras, Erlinda Nable Senturias, che una consulente della Conferenza Cristiana di Asia, Karen Plater, della Chiesa presbiteriana del Canada, la ugandese Constance Shumba, che fa parte del consiglio direttivo della YWCA, Manoj Kurian, che il responsabile del programma per la salute del Consiglio ecumenico delle Chiese, il pastore Veikko Munyika, coordinatore dei progetti contro laids della Federazione mondiale luterana, e monsignor Robert J. Vitillo, capo della delegazione della Caritas internazionale a Ginevra. Lincontro di Ginevra del gruppo di lavoro dellEaa sullaids cos loccasione per una verifica complessiva dello stato della campagna nella prospettiva di un sempre pi ampio impegno a livello ecumenico, con la concreta possibilit di coinvolgere in questa campagna anche comunit religiose non cristiane per dare una dimensione interreligiosa al progetto che iniziato nel 2009 e si prevede si possa concludere il prossimo anno. Allordine del giorno della riunione di Ginevra c proprio la definizione dei passi necessari per il rafforzamento della dimensione interreligiosa del progetto tanto pi in vista dellincontro del prossimo novembre a Toronto. Lincontro di Toronto, previsto nei giorni 28-30 novembre, una tappa fondamentale di questo percorso per dare al progetto una dimensione interreligiosa, dal momento che costituisce un confronto su quanto era stato deciso nellincontro di Den Dolder, in Olanda, nel marzo 2010, quando oltre 40 rappresentanti delle comunit cristiane, musulmane, ebraiche, buddiste, ind, bahai e sikh avevano stabilito una serie di azioni condivise, a livello universale, per combattere la diffusione dellaids. Lincontro di Ginevra sar anche loccasione per discutere del livello di collaborazione con le organizzazioni internazionali impegnate sullo stesso fronte, anche per una preparazione comune della XIX Conferenza internazionale sullaids che si terr a Washington dal 22 al 27 luglio 2012; questa conferenza sar preceduta da una pre-conferenza, sempre a Washington, riservata ai rappresentanti delle comunit cristiane, che avr come tema la definizione di unagenda ecumenica di interventi a favore della diffusione dei mezzi per la cura della malattia e per uninformazione adeguata per la prevenzione, di programmi di sostegno alla dignit della persona umana e di iniziative per la creazione di percorsi ispirati dalla giustizia, cos da sottoporre questa agenda ecumenica alla Conferenza internazionale. A Ginevra si parler anche della possibilit di creare un nuovo gruppo che dovr dedicarsi esclusivamente alla ricerca di risorse, non solo economiche, per favorire un maggiore coinvolgimento delle comunit locali, poich questo aspetto appare sempre pi fondamentale nella campagna contro laids, soprattutto per quanto riguarda la prospettiva ecumenica della cura e dellaccoglienza dellaltro, come parte essenziale della missione della Chiesa. Il gruppo prender in esame anche il programma dellimminente consultazione sulla riflessione teologica e limpegno civile che deve guidare i cristiani nella lotta contro laids. Uno spazio particolare sar dedicato anche alle iniziative per una campagna di sensibilizzazione sulla diffusione delle malattie infettive, della tubercolosi e della malaria nel mondo; si tratta di unazione fondamentale per la Eaa, tanto pi in un momento nel quale sembra ridursi lo spazio sui mezzi di informazione su questi dati, che indicano quanto la povert sia diffusa, anche tra i Paesi pi sviluppati economicamente. Con lincontro di questo gruppo di lavoro, che fa parte di un articolato programma di iniziative, la Eaa rinnova linvito a una testimonianza ecumenica a favore dei poveri, con la quale i cristiani possono indicare al mondo la strada evangelica per laccoglienza e per lassistenza dellaltro quali valori umani fondamentali per il futuro.

Cattolici e monarchia in Gran Bretagna


LONDRA, 19. La possibilit per un re o una regina di sposare una cattolica o un cattolico: questo lo scenario inedito che potrebbe aprirsi nel Regno Unito qualora venisse in futuro approvata la proposta del Governo di riformare una serie di leggi che regolano la successione al trono nel sistema monarchico inglese e le unioni matrimoniali reali, a partire dal cosiddetto Act of Settlement del 1701. Un sistema normativo, questultimo, definito da alcuni come polveroso, che, oltre a dare priorit ai figli maschi nella successione al trono (la figlia primogenita di un monarca pu governare solo se non ha fratelli minori), fa decadere il diritto di successione al trono per chi sposi un cattolico o una cattolica e per i loro figli, essendo il re o la regina supremi governatori e difensori dellanglicana Church of England. Non viene seguita invece la cosiddetta legge salica, che vieta del tutto la successione alle donne (ancora vigente in molte monarchie, fra cui quella giapponese). Approvato nel 1701 dal Parlamento inglese e accolto dal re Guglielmo III dOrange, lAct of Settlement stabilisce che laccesso al trono inglese non deriva da uninvestitura divina ma dalla volont del popolo sovrano, espressa attraverso gli atti dello stesso Parlamento, al quale fu data la prerogativa anche di decidere le procedure di trasmissione della Corona nonch le condizioni richieste per potervi accedere. Riformare lAct of Settlement richiederebbe comunque un atto del Parlamento che revochi o emendi altre leggi, dal Bill of Rights del 1668 fino al Royal Marriage Act del 1772. Il Governo liberal-democratico guidato dal premier Cameron, portando avanti un progetto gi avviato dal precedente esecutivo laburista, vuole far compiere ulteriori passi in avanti alliniziativa di riforma che, comunque, richieder tempi lunghi. Il dibattito ha ripreso vigore nei giorni scorsi a seguito dellannuncio fatto dal primo ministro di aver personalmente scritto, sulla questione, a responsabili di quindici Governi del Commonwealth. Infatti, per ottenere lapprovazione del progetto di riforma dellAct of Settlement, occorre lassenso dei Paesi membri del Commonwealth, di cui formalmente il monarca britannico capo di Stato: trattasi dei Reami del Commonwealth (sedici in totale incluso il Regno Unito). In una dichiarazione alla Catholic News Agency, il vice presidente del Communications and Press and Media Relations Office della Bishops Conference of Scotland, Peter Kearney, ha osservato

che lAct of Settlement equivale a uniniqua discrimininazione anticattolica aggiungendo che la riforma, sia pure parziale, ben accolta. La proposta del Governo prevederebbe, infatti, la possibilit per il re o la regina di unirsi in matrimonio con cattolici, ma impedirebbe comunque a questi ultimi di aspirare alla successione al trono. La riforma pare orientata pi che altro a eliminare le discriminazioni basate sul sesso, quindi a favorire anche le eredi al trono donne ma, come ha affermato il primo ministro Cameron, intende pure eliminare gli ostacoli al matrimonio con persone di altre religioni, un divieto che, ha puntualizzato il premier, unanomalia storica e non credo possa continuare a essere giustificata. La regina Elisabetta II si schierata a favore di una modifica della legge, affermano alcuni organi di stampa, che citano fonti reali. Secondo il quotidiano Sunday Telegraph sarebbe stata la stessa sovrana a incoraggiare il primo ministro a portare avanti il progetto di riforma nella riunione dei capi di Governo del Commonwealth in Australia, previsto a fine ottobre. Un portavoce del

primo ministro australiano, Julia Eileen Gillard, ha affermato che il premier sostiene personalmente il progetto di riforma. Il ministro per gli affari costituzionali del Governo britannico, Mark Harper, ha spiegato che i membri dellesecutivo stanno discutendo sulla riforma, ma siamo gi daccordo nel ritenere che le norme attuali siano discriminatorie. I ministri, ha aggiunto, concordano che latto sia discriminatorio e le discussioni in proposito sono in corso. Come accennato, i tempi previsti per uneventuale approvazione della riforma saranno lunghi e lassenso informale dei Paesi principali come Canada, Australia e Nuova Zelanda fondamentale. Il ministro Harper, a tale riguardo, ha specificato che non si tratta di un processo semplice e potrebbe richiedere anni.

La fondazione anglicana ha istruito generazioni di giovani meno abbienti

Duecento anni di National Society


LONDRA, 19. Le scuole religiose anglicane in Inghilterra e nel Galles hanno per traguardo quello di fornire ai loro studenti unimmagine dellumanit e del mondo che li circonda la pi vasta possibile, ha affermato il reverendo Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, nel corso del suo intervento durante la cerimonia tenuta, venerd 14, presso la Westminster Abbey di Londra. La cerimonia si svolta per celebrare i duecento anni di attivit della National Society, lorganizzazione anglicana, fondata nel 1811, che ha avuto il merito, in assenza allora dellistruzione pubblica, di assicurare la frequenza scolastica a numerosi fanciulli che, per le precarie condizioni economiche delle loro famiglie, non avrebbero mai avuto la possibilit di accedere agli istituti distruzione privati. Davanti a numerosi docenti e giovani studenti che hanno gremito lantico luogo di culto anglicano, larcivescovo di Canterbury ha sottolineato nel suo intervento che i fondatori della National Society erano profondamente convinti dellimportanza dellistruzione scolastica per formare i fanciulli e per permettere a loro di diventare in futuro dei buoni cittadini. Nel discorso alla Westminster Abbey, il primate della Comunione anglicana ha anche affermato che le scuole religiose anglicane provvedono per statuto alla formazione di alunni sia che essi provengano da famiglie cristiane sia che i loro genitori professino un culto diverso. I fondatori della National Society ha sottolineato erano fortemente preoccupati per il destino che attendeva i bambini delle famiglie povere nel primo Ottocento. Per loro era ingiusto e inumano che molti fanciulli venissero sfruttati come manovalanza a bassissimo costo nelle miniere e nei primi impianti industriali. Per questo in molte parrocchie anglicane inglesi furono aperte scuole dedicate agli alunni delle famiglie pi povere. Al termine della funzione religiosa di venerd 14, celebrata dal dean di Westminster, il reverendo John Hall, il coro degli alunni della St. Aidans School di Harrogate ha eseguito alcuni inni sacri mentre il gruppo di danza della scuola parrocchiale di Croydon ha svolto alcuni balli tradizionali. La riunione stata anche animata dagli sbandieratori della Manor School di York. In un messaggio diffuso in rete, il reverendo Jan Ainsworth, responsabile del settore educazione degli anglicani inglesi, ha sottolineato limportanza di celebrare i duecento anni di fondazione della National Society e trarre spunto da questa ricorrenza per procedere allesame dei programmi futuri. Il nostro obbiettivo ha sottolineato quello di assicurare alle nostre scuole religiose un ruolo importante nel nuovo sistema dellistruzione e fare in modo che si intensifichi il dialogo tra i nostri istituti e quelli gestiti da altre confessioni. La National Society venne fondata il 16 ottobre 1811 nel corso di una riunione presieduta dal primate anglicano Charles Manners-Sutton, e a cui parteciparono il commerciante di vini Joshua Watson, il pastore Henry Norris, e il dottor John Bowles. Nel corso dellincontro fu stabilito che leducazione nazionale deve avere il suo fondamento sulla religione nazionale. Il programma della National Society ha consentito di aprire quasi diciassettemila istituti distruzione presso le parrocchie anglicane dInghilterra e del Galles che, dal 1870 in poi, sono state denominate National Schools e sono state sovvenzionate dallo Stato. Attualmente in Inghilterra e nel Galles sono attivi cinquemila istituti anglicani frequentati da quasi un milione di studenti.

gioved 20 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
I saluti del Pontefice alludienza generale

pagina 7

Anche il ricordo del Papa per il sacerdote italiano assassinato

Filippine in lutto per padre Tentorio

Siamo tutti missionari


Al termine delludienza generale di mercoled 19 ottobre, in piazza san Pietro, il Pontefice ha salutato nelle diverse lingue i gruppi presenti. Je salue les plerins francophones, particulirement les groupes de plerins venus de France, de Suisse, du Canada, ainsi que les jeunes des collges Saint-Joseph du Parchamp, Sainte-Genevive, Notre-Dame de Bourbourg, et les lycens de Ste et du Lot-et-Garonne. Par la foi, devenons chaque jour plus conscients de la prsence de Dieu dans notre vie. Demandez-lui dclairer vos choix et de fortifier votre amour. Bon plerinage tous! I offer cordial greetings to all the English-speaking pilgrims and visitors present at todays Audience, especially those from England, Norway, Nigeria, Australia, Indonesia and the United States. My greeting also goes to the members of Legatus visiting Rome on pilgrimage and to the group of Lutheran pilgrims from Iceland. I also welcome the group of Anglican seminarians taking part in a month of study in Rome. Upon all of you I invoke Gods blessings of joy and peace! Mit Freude gre ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache, heute besonders das Domkapitel der Dizese Graz-Seckau, das anllich seines 225jhrigen Bestehens den Aposteln Petrus und Paulus die Ehre erweist. Wir wollen uns die Psalmen immer neu als Gebet zu eigen machen und uns hineinnehmen lassen in das Vertrauen des Volkes Israel auf die Liebe und Gte des Herrn, die nie endet. Der Heilige Geist geleite euch bei all eurem Tun. Saludo con afecto a los peregrinos de lengua espaola, en particular a los grupos venidos de Espaa, Mxico, Panam y otros pases latinoamericanos. Invito a todos a cantar con gozo la alabanza al Seor por el amor eterno que nos tiene. Amados peregrinos de lngua portuguesa, sede bem-vindos! A todos sado com grande afeto e alegria, de modo especial a quantos vieram do Brasil com o desejo de encontrar o Sucessor de Pedro. Vede que grande presente de amor o Pai nos deu: sermos chamados filhos de Deus! E ns o somos! Possa Ele sempre vos abenoar a vs e as vossas famlias! Ide em paz! Witam serdecznie pielgrzymw polskich. Szczeglnie pozdrawiam uczestnikw Oglnopolskiej Pielgrzymki Suby Zdrowia, ktrzy przybyli do Rzymu, by dzikowa Bogu za beatyfikacj Jana Pawa II i ksidza Jerzego Popieuszki oraz by uprasza potrzebne aski dla chorych i tych, ktrzy im posuguj. Za wstawiennictwem witego ukasza, patrona Suby Zdrowia, Bogu polecam wasze intencje i wszystkich obecnych tu pielgrzymw. Wam i waszym bliskim z serca bogosawi. Niech bdzie pochwalony Jezus Chrystus. [Do il mio cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi. In modo particolare, saluto i partecipanti al pellegrinaggio pastorale del servizio di assistenza sanitaria nazionale, che vengono a Roma a ringraziare per la beatificazione di Giovanni Paolo II e di Padre Giorgio Popieuszko e anche per chiedere le grazie per i malati e per coloro che li assistono. Attraverso lintercessione di san Luca, patrono dei medici, affido a Dio le vostre intenzioni, lassistenza sanitaria polacca e voi tutti pellegrini qui presenti. Vi benedico di cuore insieme ai vostri cari. Sia lodato Ges Cristo.] Nagy szeretettel kszntm a magyar zarndokokat, klnsen is Bbel Balzs rsek urat, a KalocsaKecskemti Fegyhzmegye fpsztort s hvei csoportjt, valamint azokat, akik Toronybl rkeztek. Zarndokutatok Rmba vezetett, ahol Szent Pter s Pl apostol vrtansgukkal kimutattk hsgket az rhoz. Az pldjuk nyomn becsljtek meg a hit adomnyt s szeresstek Krisztus Egyhzt. Az kzbenjrsukat krve szvesen adom rtok Apostoli ldsomat. Dicsrtessk a Jzus Krisztus! [Con affetto saluto i pellegrini ungheresi, specialmente Mons. Balzs Bbel, Arcivescovo di KalocsaKecskemt e i fedeli del suo gruppo, inoltre coloro che sono arrivati da Torony. La vostra visita a Roma, dove gli Apostoli Pietro e Paolo hanno testimoniato con il loro martirio la fedelt a Dio, aiuti ad apprezzare il dono della fede e amare la Chiesa di Cristo. Chiedendo la loro intercessione imparto volentieri a voi la mia benedizione. Sia lodato Ges Cristo!] Zo srdca pozdravujem ptnikov zo Slovenska, osobitne z BratislavyLamaa, Novote, Ktov, Grinavy a Limbachu. Bratia a sestry, budcu nedeu budeme slvi Svetov de misi. Je to vzva na obnovu naej aktvnej spoluprce na misijnch dielach Cirkvi. Bute aj vy misionrmi Kristovej Radostnej zvesti, najm svojimi modlitbami. Vetkch vs ehnm. Pochvlen bu Jei Kristus! [Saluto di cuore i pellegrini provenienti dalla Slovacchia, particolarmente quelli da Bratislava-Lama, Novo, Kty, Grinava e Limbach. Fratelli e sorelle, domenica prossima celebreremo la Giornata Missionaria Mondiale. Essa costituisce un invito a rinnovare la nostra attiva cooperazione alle opere missionarie della Chiesa. Siate anche voi missionari della Buona Novella di Cristo, specialmente con le vostre preghiere. A tutti la mia benedizione. Sia lodato Ges Cristo!] Upuujem srdaan pozdrav svim hrvatskim hodoasnicima, a osobito vjernicima iz Splita. Zadaa je krana sveto ivjeti. Dok obilazite grobove apostola u gradu Rimu, sjetite se primjera njihovog ivota kojega su dali za vjernost Kristu. Hvaljen Isus i Marija! [Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini Croati, in modo particolare ai fedeli di Spalato. Il compito del cristiano vivere santamente. Mentre visitate le tombe degli Apostoli, che hanno dato la loro vita per la fedelt a Cristo, imitate il loro esempio. Siano lodati Ges e Maria!] Srden zdravm esk poutnky, zvlt vc z diecze esk Budjovice, biskupa Mons. Jiho Paoura, delegaci Jihoeskho kraje a skupinu z Nikolic a itboic. Draz ptel, modlm se za vs a vae rodiny a vem vm ehnm. Chvla Kristu! [Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini cechi, in particolare ai fedeli della diocesi di Cesk Budejovice, accompagnati dal Vescovo Mons. Jiri Padour, alla delegazione della Regione della Boemia Meridionale, come pure ai gruppi provenienti da Nikolice e itboice. Cari amici, assicuro un ricordo nella preghiera per voi e per le vostre famiglie e tutti vi benedico. Sia lodato Ges Cristo!] Cari fratelli e sorelle, rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Rivolgo in particolare un saluto ai fedeli di Firenze, accompagnati dal loro Pastore Mons. Giuseppe Betori e qui convenuti in occasione del 25 anniversario di beatificazione di Suor Teresa Maria della Croce; auspico che, sullesempio di cos fedele discepola di Cristo, ciascuno possa testimoniare con rinnovato fervore il Vangelo della carit. Saluto i fedeli di Rogliano e li incoraggio a proseguire sempre pi generosamente nel cammino di fedelt alla Chiesa. Saluto infine gli ammalati, gli sposi novelli e i giovani, in particolare i cresimati della Diocesi di Faenza-Modigliana, guidati dal Vescovo Mons. Claudio Stagni. Ieri abbiamo celebrato la festa di san Luca evangelista. Il suo amore per Cristo sostenga voi, ammalati, ad accettare la sofferenza in unione al divino Maestro; incoraggi voi, cari sposi novelli, a vivere in pienezza il Sacramento del matrimonio; e favorisca in voi, giovani e ragazzi, unadesione sempre pi convinta alla Parola di salvezza per testimoniarla con gioia ai vostri coetanei. Grazie.

MANILA, 19. La testimonianza di padre Fausto Tentorio stata quella di un buon sacerdote, ardentemente credente, che per molti anni si posto al servizio del popolo filippino in modo coraggioso e instancabile: quanto si legge nel messaggio che il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha inviato, a nome di Papa Benedetto XVI, allarcivescovo Giuseppe Pinto, nunzio apostolico nelle Filippine. Lassassinio del sacerdote italiano del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), impegnato nelle Filippine meridionali da oltre trentanni a predicare il Vangelo tra le popolazioni tribali di Mindanao avvenuto luned mattina davanti alla sua parrocchia di Nostra Signora del Perpetuo Aiuto nella diocesi di Kidapawan ha suscitato una vasta eco in tutto il mondo e la notizia stata ampiamente riportata da centinaia di agenzie dinformazione. In un comunicato diffuso a Manila, monsignor Nereo Odchimar, vescovo di Tandag, in qualit di presidente della Conferenza episcopale delle Filippine, ha espresso, a nome di tutti i presuli di questo Paese, tristezza e costernazione per luccisione di padre Fausto Tentorio e ha esortato le autorit a svolgere rapide indagini per identificare e porre in arresto quanti hanno partecipato al crimine. Inoltre ha esortato gli organi competenti a predisporre le necessarie misure di sicurezza per quanti operano nellambito della Chiesa e, in particolare, per quei sacerdoti missionari

che hanno lasciato il loro Paese per mettersi al completo servizio della nostra gente. In attesa dei funerali, che si svolgeranno marted 25 nella cattedrale di Kidapawan, i fedeli della parrocchia di Nostra Signora del Perpetuo Aiuto di Arakan vegliano giorno e notte la salma del missionario posta nella cappella. Attorno alla casa parrocchiale sono state approntate diverse grandi tende per ospitare la folla di visitatori che vengono a pregare davanti alla salma di padre Tentorio. La lunga veglia funebre che dura una settimana riferisce padre Giovanni Vettoretto, anchegli missionario del Pime e che ha lavorato insieme al missionario ucciso parte del costume filippino ed anche motivata dalla necessit di dare il tempo a chi vive lontano di affrontare un lungo viaggio per onorare il defunto. I familiari del missionario ucciso giungeranno domani nelle Filippine provenienti da Lecco. Marted della prossima settimana, il corteo funebre della popolazione Manobos, che seguir la salma nel percorso verso la cattedrale di Kidapawan, compir due soste significative a Columbio e Tulunan, due localit dove padre Tentorio ha lavorato nei primi anni della sua missione. La cerimonia funebre sar celebrata da monsignor Romulo de la Cruz, vescovo di Kidapawan, insieme a tutto il clero locale. La salma di padre Fausto Tentorio verr seppellita nel cimitero accanto alla tomba di padre Tullio Favali, missionario del Pime, ucciso nel 1985.

I gruppi presenti in piazza San Pietro


Alludienza generale di mercoled 19 ottobre 2011, in piazza San Pietro, erano presenti i seguenti gruppi: DallItalia: Ragazzi cresimati della Diocesi di Faenza-Modigliana, con il Vescovo Mons. Claudio Stagni; Gruppi di fedeli dalle Parrocchie: SantAnna, in Zopp di Cadore; Santi Pietro e Paolo, in Gerenzano; San Niccol, in Acquaviva Picena; San Sisto, in Pisa; Cristo Re, in Valpiana; Sacri Cuori di Ges e Maria, in Pompei; San Ciro, in Avellino; Sante Agnese e Margherita, in San Giorgio del Sannio; San Pietro, in Rogliano; Maria Santissima Immacolata, in Scilla; Comitato celebrazioni Beata Teresa Maria della Croce, di Campi Bisenzio, con lArcivescovo di Firenze Mons. Giuseppe Betori; Gruppo dellOpera Romana Pellegrinaggi e del Centro Sportivo Italiano; Gruppo dellUniversit della terza et, di Pavia; Associazione nazionale Carabinieri, di Napoli; Associazione Lisola, di Chiaravalle; Scuola Micarelli, di LAquila; Scuola Il seme, di Castione Marchesi; Gruppi di fedeli da: Squinzano, Tradate, Cernusco sul Naviglio, Firenze. Coppie di sposi novelli. Gruppi di fedeli da: Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia. I polacchi: Pielgrzymka przedstawicieli suby zdrowia z caej Polski z bpem Stefanem Regmuntem na czele; pielgrzymi z parafii: w. Franciszka z Warszawy, Matki Boej Racowej z Pocka, Najwitszego Serca Pana Jezusa ze widnicy, w. Mikoaja z Raciborza, Najwitszej Maryi Panny Krlowej Korony Polskiej z Lublewa Gdaskiego, witego Krzya z Kozienic, w. Michaa Archanioa z Sokolina, Narodzenia Najwitszej Maryi Panny z Dbrowicy k. Lublina, Narodzenia Najwitszej Maryi Panny z Kozowa Maogoskiego, Najwitszego Serca Pana Jezusa z Olszanki-Pogorzeli; Polska Misja Katolicka z Bremerhaven w Niemczech; pielgrzymi polscy ze wsplnoty b. Jana Pawa II z Cambridge i Watton w Anglii; Stowarzyszenie Chora im. Ojca Benignusa Sosnowskiego z Zakroczymia; grupa niepenosprawnych ze Starogardu Gdaskiego; osoby niepenosprawne z Polskiego Zwizku Niewidomych z Bielska-Biaej; Biuro Pielgrzymkowe PAX z Biaegostoku; grupy turystyczne z odzi, Czstochowy, Radzionkowa i Prudnika; pielgrzymi indywidualni. De France: groupes des plerins des diocses de Quimper, Coutances, Vannes, Saint-Denis, SaintFlour; Paroisse des Pennes Mirabeau; Paroisse de Beauzelle; Paroisse Sainte-Catherine, dAgen; Collge Saint-Joseph du Parchamp, de Paris; Collge Sainte-Genevive, de Courbevoie; Collge Notre-Dame, de Bourbourg; Lyce Saint-Joseph, de Ste; Lyce Saint-Caprais, dAgen; Institution Sainte-Catherine, de Villeneuve-sur-Lot; groupe de lIle de la Guadeloupe, et de lIle de la Runion. De Suisse: groupe de lUnit Pastorale Saint-Protais, de Fribourg; groupe des Confirms des Paroisses Sainte-Thrse et Saint-Laurent, Fribourg; groupe de Bourguillon. Du Canada: groupe de Victoriaville. From various countries: A group of Xaverian Missionaries; an ecumenical group of Anglican seminarians. From England: Pilgrims from the following parishes: Our Lady Queen of Apostles, Welwyn Garden City, Hertfordshire; St Augustine, Daventry, Northampton. From Norway: Students and teachers from St Sunniva School, Oslo. From Sweden: Pilgrims from the Lutheran Parish of Hafnarfjrdur. From Nigeria: A group of pilgrims. From Australia: Participants in In the Footsteps of St Ignatius of Loyola pilgrimage; a group of civil, business and community leaders from Sydney. From Indonesia: a group of pilgrims. From the United States of America: Pilgrims from the: Catholic Foundation, Archdiocese of Mobile, Alabama; Archdiocese of New Orleans, Louisiana; Diocese of Paterson, New Jersey; Diocese of Las Vegas, Nevada; Diocese of Fargo, North Dakota; Pilgrims from the following parishes: Divine Saviour, Los Angeles, California; St Charles Borromeo, North Hollywood, California; St Rose of Lima, Paso Robles, California; St Jude, Indianapolis, Indiana; Our Lady of Perpetual Help, Belle Chasse, Louisiana; St Mary Mystical Rose, Armada, Michigan; Immaculate Conception, Ira Township, Michigan; National Shrine of the Little Flower, Royal Oak, Michigan; St Philip the Apostle, Clifton, New Jersey; Sacred Heart, Haworth, New Jersey; St Anastasia, Newtown Square, Pennsylvania; Pilgrims from parishes in Queens, New York; Employees from the Franciscan Home Care and Hospice Care, Connecticut; Members of Legatus International and their spouses; Students and faculty from: St Johns University, Queens, New York, Rome Campus; John Carroll University, University Heights, Ohio. Aus der Bundesrepublik Deutschland: Pilgergruppen aus den Pfarrgemeinden Liebfrauen, Darmstadt; Pfarreiengemeinschaft Dngenheim, Kaisersesch, Masburg und Mllenbach; St. Josef, Dsseldorf; St. Nikolaus, Ebermannstadt; Pfarreiengemeinschaft Geltendorf; Pfarreiengemeinschaft Gerolzhofen; St. Elisabeth, Hagen; Heilige Familie, Hamburg; Mari Himmelfahrt, Hamburg; St. Bartholomus, Hilders; St. Bernward, Ilsede; St. Laurentius, Kleinsassen; St. Cyriakus, Krefeld Hls; Maria Hilf, Krummbach; St. Trinitatis, Leipzig; Pfarreiengemeinschaft Lingen; St. Helena und St. Andreas, Ludwigslust; St. Michael, Magdeburg; St. Marien, Meiningen; St. Sebastian, Michelstadt; Pfarrverband Moosinning und Tuntenhausen; St. Remigius, Mnster; St. Sebaldus, Nrnberg; St. Peter und Paul, Owingen; St. Josef, Rodalben; St. Paulus, Tbingen; St. Nikolaus, Worbis; Pilgergruppen aus dem Erzbistum Kln; Erzbistum Paderborn; Bistum Trier; Pilgergruppen aus Essen; Flieden; Grafenau; Krautscheid; Krefeld; Mnchen und Umgebung; aus dem Oldenburger Mnsterland; Pfarrkofen; Kevelaerbruderschaft Bedburg-Knigshoven; Katholische Akademische Landsmannschaft Rupertia, Berchtesgardener Land; Collegium Josephinum, Bonn; Dizesanverband Freiburg; Verband der Bayerischen Krippenfreunde, Ortsverein Freystadt; Evangelischer Gemeindeverband Sandersdorf; Evangelische Kirche Gro Ammensleben; Studienreise der Katholischen Akademie Hamburg; Familienkreis der Pfarrei St. Barbara, Helbra; Kolpingfamilie Hilders; Katholische Erwachsenenbildung, Oldenburg; Bundespolizeidirektion Berlin; Elterngemeinschaft des Gymnasiums Leoninum, Handrup; Deutsche Welle Club Kln; Studiengruppe der Dualen Hochschule Baden-Wrttemberg, Ravensburg; Stadtvertretung aus Rodalben; Ministranten der Pfarrei St. Engel, Peine; Schlerinnen, Schler und Lehrer folgender Schulen: Gymnasium St. Ursula, Aachen; Gutenberg-Gymnasium, Bergheim; Gymnasium Canisius, Berlin; Hildegardis-Schule Bochum; evangelische Privatschule Amos-Comenius-Gymnasium, Bonn; Kardinal Frings Gymnasium, Bonn; Gymnasium Johann Wolfgang Goethe, Dresden; Elly-Heuss-Knapp-Gymnasium, Duisburg; Annette von Droste Hlshoff Gymnasium, Dlmen; Friedrich Rckert Gymnasium, Dsseldorf; Heinrich Hertz Gymnasium, Erfurt; Berufliches Gymnasium St. Ursula Schulen Hildastrae, Freiburg; Katholische Schule Bernhardinum, Frstenwalde; Gymnasium Krefelder Fichte; Pfarreiengemeinschaft Geltendorf; Hermann Runge Gesamtschule, Mnster; Edith-Stein-Schule, Ravensburg; Mdchengymnasium Rheinbach; Gymnasium Wilhelm, Stuttgart; Gymnasium Xanten, Mnster. Aus der Republik sterreich: Domkapitel der Dizese Graz-Seckau, anllich des 225 Jahr Jubilums ihres Bestehens; Pilgergruppe aus der Dizese Graz-Seckau; Dizese Obersterreich; Pilger aus Niederndorf; Schlerinnen, Schler und Lehrer des Bischflichen Gymnasiums, Graz. Aus der Schweizerischen Eidgenossenschaft: Pilgergruppen aus den Pfarrgemeinden Seelsorgeverband Neu St. Johann und Ebnat-Kappel; Untervaz und Mastrils; Schwestern aus dem Dominikanerinnenkloster Cazis; Pilgergruppe aus der deutschsprachigen Schweiz; Schlerinnen, Schler und Lehrer der Kantonsschule am Burggraben, St. Gallen. Uit het Koninkrijk der Nederlanden: Pelgrimsgroep uit de basilika van Santa Amelberga, Susteren; Sankt Laurentius College, Rotterdam; Pelgrimsgroep uit Nijmegen. Uit het Koninkrijk Belgi: Permanente Diakenen uit het bisdom Gent. De Espaa: grupo del Arciprestazgo de Ayllon; Alumnos del Colegio de las Esclavas, de La Corua; Asociacin Cuerpo Consular de Sevilla; grupo de la Junta de Castilla y Len. De Panam: grupo de peregrinos. De Mxico: grupo de peregrinos. Do Brasil: Parquia de Nossa Senhora do Bom Despacho; Santurio mariano de Nova Xavantina; Parquia de Santa Rita, de Cachoeira Paulista; distintos grupos de visitantes brasileiros.

pagina 8

LOSSERVATORE ROMANO
Alludienza generale il Papa parla del Salmo 136

gioved 20 ottobre 2011

La storia della bont di Dio dalla creazione alla salvezza


Dalla creazione alla redenzione operata da Cristo, fino ai duemila anni di storia della Chiesa, il cammino del popolo di Dio pu essere letto come una continua memoria del bene, dellamore misericordioso, eterno di Dio. Lo ha ricordato il Papa alludienza generale di mercoled 19 ottobre, in piazza San Pietro. Cari fratelli e sorelle, oggi vorrei meditare con voi un Salmo che riassume tutta la storia della salvezza di cui lAntico Testamento ci d testimonianza. Si tratta di un grande inno di lode che celebra il Signore nelle molteplici, ripetute manifestazioni della sua bont lungo la storia degli uomini; il Salmo 136 o 135 secondo la tradizione grecolatina. Solenne preghiera di rendimento di grazie, conosciuto come il Grande Hallel, questo Salmo tradizionalmente cantato alla fine della cena pasquale ebraica ed stato probabilmente pregato anche da Ges nellultima Pasqua celebrata con i discepoli; ad esso sembra infatti alludere lannotazione degli Evangelisti: Dopo aver cantato linno, uscirono co utilizzato, implica fedelt, misericordia, bont, grazia, tenerezza. questo il motivo unificante di tutto il Salmo, ripetuto in forma sempre uguale, mentre cambiano le sue manifestazioni puntuali e paradigmatiche: la creazione, la liberazione dellesodo, il dono della terra, laiuto provvidente e costante del Signore nei confronti del suo popolo e di ogni creatura. Dopo un triplice invito al rendimento di grazie al Dio sovrano (vv. 1-3), si celebra il Signore come Colui che compie grandi meraviglie (v. 4), la prima delle quali la creazione: il cielo, la terra, gli astri (vv. 5-9). Il mondo creato non un semplice scenario su cui si inserisce lagire salvifico di Dio, ma linizio stesso di quellagire meraviglioso. Con la creazione, il Signore si manifesta in tutta la sua bont e bellezza, si compromette con la vita, rivelando una volont di bene da cui scaturisce ogni altro agire di salvezza. E nel nostro Salmo, riecheggiando il primo capitolo della Genesi, il mondo creato sintetizzato nei suoi elementi principali, insistendo in particolare sugli astri, il sole, la luna, le stelle, creature magnifiche che governano il dei primogeniti egiziani, luscita dallEgitto, il passaggio del Mar Rosso, il cammino nel deserto fino allentrata nella terra promessa (vv. 10-20). Siamo nel momento originario della storia di Israele. Dio intervenuto potentemente per portare il suo popolo alla libert; attraverso Mos, suo inviato, si imposto al faraone rivelandosi in tutta la sua grandezza ed, infine, ha piegato la resistenza degli Egiziani con il terribile flagello della morte dei primogeniti. Cos Israele pu lasciare il Paese della schiavit, con loro dei suoi oppressori (cfr. Es 12, 35-36), a mano alzata (Es 14, 8), nel segno esultante della vittoria. Anche al Mar Rosso il Signore agisce con misericordiosa potenza. Davanti ad un Israele spaventato alla vista degli Egiziani che lo inseguono, tanto da rimpiangere di aver lasciato lEgitto (cfr. Es 14, 10-12), Dio, come dice il nostro Salmo, divise il Mar Rosso in due parti [...] in mezzo fece passare Israele [...] vi travolse il faraone e il suo esercito (vv. 13-15). Limmagine del Mar Rosso diviso in due, sembra evocare lidea del mare come un grande mostro che viene tagliato in due pezzi e cos reso inoffensivo. Signore impara a vivere di fede, nellobbedienza e nella docilit alla legge di Dio. Sono anni difficili, segnati dalla durezza della vita nel deserto, ma anche anni felici, di confidenza nel Signore, di fiducia filiale; il tempo della giovinezza, come lo definisce il profeta Geremia parlando a Israele, a nome del Signore, con espressioni piene di tenerezza e di nostalgia: Mi ricordo di te, dellaffetto della tua giovinezza, dellamore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in terra non seminata (Ger 2, 2). Il Signore, come il pastore del Salmo 23 che abbiamo contemplato in una catechesi, per quarantanni ha guidato il suo popolo, lo ha educato e amato, conducendolo fino alla terra promessa, vincendo anche le resistenze e lostilit di popoli nemici che volevano ostacolarne il cammino di salvezza (cfr. vv. 17-20). Nello snodarsi delle grandi meraviglie che il nostro Salmo enumera, si giunge cos al momento del dono conclusivo, nel compiersi della promessa divina fatta ai Padri: Diede in eredit la loro terra, perch il suo amore per sempre; in eredit a Israele suo servo, perch il suo amore per sempre (vv. 21-22). Nella celebrazione dellamore eterno del Signore, si fa ora memoria del dono della terra, un dono che il popolo deve ricevere senza mai impossessarsene, vivendo continuamente in un atteggiamento di accoglienza riconoscente e grata. Israele riceve il territorio in cui abitare come eredit, un termine che designa in modo generico il possesso di un bene ricevuto da un altro, un diritto di propriet che, in modo specifico, fa riferimento al patrimonio paterno. Una delle prerogative di Dio di donare; e ora, alla fine del cammino dellesodo, Israele, destinatario del dono, come un figlio, entra nel Paese della promessa realizzata. finito il tempo del vagabondaggio, sotto le tende, in una vita segnata dalla precariet. Ora iniziato il tempo felice della stabilit, della gioia di costruire le case, di piantare le vigne, di vivere nella sicurezza (cfr. Dt 8, 7-13). Ma anche il tempo della tentazione idolatrica, della contaminazione con i pagani, dellautosufficienza che fa dimenticare lOrigine del dono. Perci il Salmista menziona lumiliazione e i nemici, una realt di morte in cui il Signore, ancora una volta, si rivela come Salvatore: Nella nostra umiliazione si ricordato di noi, perch il suo amore per sempre; ci ha liberati dai nostri avversari, perch il suo amore per sempre (vv. 23-24). A questo punto nasce la domanda: come possiamo fare di questo Salmo una preghiera nostra, come possiamo appropriarci, per la nostra preghiera, di questo Salmo? Importante la cornice del Salmo, allinizio e alla fine: la creazione. Ritorneremo su questo punto: la creazione come il grande dono di Dio del quale viviamo, nel quale Lui si rivela nella sua bont e grandezza. Quindi, tener presente la creazione come dono di Dio un punto comune per noi tutti. Poi segue la storia della salvezza. Naturalmente noi possiamo dire: questa liberazione dallEgitto, il tempo del deserto, lentrata nella Terra Santa e poi gli altri problemi, sono molto lontani da noi, non sono

Al Pontefice viene presentata la fiaccola per la corsa della pace da Betlemme a Gerusalemme

Il giapponese Junji Ito dona al Papa la bambola in terracotta stile Hakata raffigurante il suo antenato Mancio

verso il monte degli Ulivi (cfr. Mt 26, 30; Mc 14, 26). Lorizzonte della lode illumina cos la difficile strada del Golgota. Tutto il Salmo 136 si snoda in forma litanica, scandito dalla ripetizione antifonale perch il suo amore per sempre. Lungo il componimento, vengono enumerati i molti prodigi di Dio nella storia degli uomini e i suoi continui interventi in favore del suo popolo; e ad ogni proclamazione dellazione salvifica del Signore risponde lantifona con la motivazione fondamentale della lode: lamore eterno di Dio, un amore che, secondo il termine ebrai-

giorno e la notte. Non si parla qui della creazione dellessere umano, ma egli sempre presente; il sole e la luna sono per lui per luomo per scandire il tempo delluomo, mettendolo in relazione con il Creatore soprattutto attraverso lindicazione dei tempi liturgici. Ed proprio la festa di Pasqua che viene evocata subito dopo, quando, passando al manifestarsi di Dio nella storia, si inizia il grande evento della liberazione dalla schiavit egiziana, dellesodo, tracciato nei suoi elementi pi significativi: la liberazione dallEgitto con la piaga

Una corsa per la pace in Terra Santa


Una corsa per promuovere la pace in Terra Santa: lhanno organizzata il Centro sportivo italiano e lOpera romana pellegrinaggi, e si svolger dal 21 al 25 ottobre. Lungo il percorso verr portata una fiaccola, che stata presentata a Benedetto XVI dal tedoforo Daniele Pasquini, durante ludienza generale di mercoled 19 in piazza San Pietro. Alliniziativa, giunta allottava edizione, e denominata JPII Games - Pilgrims of peace in Terra Santa, in onore del beato Papa Wojtya, parteciperanno vari tedofori che si alterneranno lungo il tragitto, tra i quali Giusy Versace, campionessa paraolimpica senza arti inferiori, neo primatista europea dei cento metri. Un altro testimonial sar Demetrio Albertini, ex calciatore della nazionale e ora vicepresidente della Federcalcio. La corsa di 12 chilometri partir da Betlemme e far sosta al check point, che divide i territori israeliano e palestinese, per concludersi nellauditorium del Notre Dame center a Gerusalemme. Al check point verr giocato un torneo quadrangolare di calcio tra una squadra israeliana, una palestinese, una dellAssociazione italiana calciatori (Aic) che raggruppa alcuni ex giocatori della nazionale, tra i quali lattuale presidente dellAic Damiano Tommasi, Angelo Peruzzi e Luigi Di Biagio e una composta da giovani della Lega Pro. Un altro gruppo di campioni si unito alla manifestazione prestando la propria immagine e la voce per invitare gli sportivi a partecipare. Altri due atleti non pi giovanissimi, Margit Fischer-Blatt ed Erich Karl Fischer, rispettivamente di 75 e 81 anni, provenienti da berlingen in Germania e veterani della via Francigena e del Cammino di Santiago, hanno presentato al Pontefice due volumi che narrano le loro numerose esperienze di pellegrini. Un dono stato poi offerto a Benedetto XVI da Junji Ito, professore allUniversit di Toyama, gi direttore del museo della prefettura di Nagasaki e critico darte: una bambola in terracotta in stile Hakata, e rappresenta il suo antenato Mancio Ito, uno dei quattro ragazzi, che facevano parte della prima delegazione ufficiale di signori feudali cristiani giapponesi inviati a Roma per incontrare Gregorio XIII nel 1585. Egli venne ricevuto anche da Sisto V, che concesse loro, ai familiari e discendenti la cittadinanza onoraria.

La potenza del Signore vince la pericolosit delle forze della natura e di quelle militari messe in campo dagli uomini: il mare, che sembrava sbarrare la strada al popolo di Dio, lascia passare Israele allasciutto e poi si richiude sugli Egiziani travolgendoli. La mano potente e il braccio teso del Signore (cfr. Deut 5, 15; 7, 19; 26, 8) si mostrano cos in tutta la loro forza salvifica: lingiusto oppressore stato vinto, inghiottito dalle acque, mentre il popolo di Dio passa in mezzo per continuare il suo cammino verso la libert. A questo cammino fa ora riferimento il nostro Salmo ricordando con una frase brevissima il lungo peregrinare di Israele verso la terra promessa: Guid il suo popolo nel deserto, perch il suo amore per sempre (v. 16). Queste poche parole racchiudono unesperienza di quarantanni, un tempo decisivo per Israele che lasciandosi guidare dal

la nostra storia. Ma dobbiamo stare attenti alla struttura fondamentale di questa preghiera. La struttura fondamentale che Israele si ricorda della bont del Signore. In questa storia ci sono tante valli oscure, ci sono tanti passaggi di difficolt e di morte, ma Israele si ricorda che Dio era buono e pu sopravvivere in questa valle oscura, in questa valle della morte, perch si ricorda. Ha la memoria della bont del Signore, della sua potenza; la sua misericordia vale in eterno. E questo importante anche per noi: avere una memoria della bont del Signore. La memoria diventa forza della speranza. La memoria ci dice: Dio c, Dio buono, eterna la sua misericordia. E cos la memoria apre, anche nelloscurit di un giorno, di un tempo, la strada verso il futuro: luce e stella che ci guida. Anche noi abbiamo una memoria del bene, dellamore misericordioso, eterno di Dio. La storia di Israele gi una memoria anche per noi, come Dio si mostrato, si creato un suo popolo. Poi Dio si fatto uomo, uno di noi: vissuto con noi, ha sofferto con noi, morto per noi. Rimane con noi nel Sacramento e nella Parola. una storia, una memoria della bont di Dio che ci assicura la sua bont: il suo amore eterno. E poi anche in questi duemila anni della storia della Chiesa c sempre, di nuovo, la bont del Signore. Dopo il periodo oscuro della persecuzione nazista e comunista, Dio ci ha liberati, ha mostrato che buono, che ha forza, che la sua misericordia vale per sempre. E, come nella storia comune, collettiva, presente questa memoria della bont di Dio, ci aiuta, ci diventa stella della speranza, cos anche ognuno ha la sua storia personale di salvezza, e dobbiamo realmente far tesoro di questa storia, avere sempre presente la memoria delle grandi cose che ha fatto anche nella mia vita, per avere fiducia: la sua misericordia eterna. E se oggi sono nella notte oscura, domani Egli mi libera perch la sua misericordia eterna. Ritorniamo al Salmo, perch, alla fine, ritorna alla creazione. Il Signore cos dice d il cibo a ogni vivente, perch il suo amore per sempre (v. 25). La preghiera del Salmo si conclude con un invito alla lode: Rendete grazie al Dio del cielo, perch il suo amore per sempre. Il Signore Padre buono e provvidente, che d leredit ai propri figli ed elargisce a tutti il cibo per vivere. Il Dio che ha creato i cieli e la terra e le grandi luci celesti, che entra nella storia degli uomini

per portare alla salvezza tutti i suoi figli il Dio che colma luniverso con la sua presenza di bene prendendosi cura della vita e donando pane. Linvisibile potenza del Creatore e Signore cantata nel Salmo si rivela nella piccola visibilit del pane che ci d, con il quale ci fa vivere. E cos questo pane quotidiano simboleggia e sintetizza lamore di Dio come Padre, e ci apre al compimento neotestamentario, a quel pane di vita, lEucaristia, che ci accompagna nella nostra esistenza di credenti, anticipando la gioia definitiva del banchetto messianico nel Cielo. Fratelli e sorelle, la lode benedicente del Salmo 136 ci ha fatto ripercorrere le tappe pi importanti della storia della salvezza, fino a giungere al mistero pasquale, in cui lazione salvifica di Dio arriva al suo culmine. Con gioia riconoscente celebriamo dunque il Creatore, Salvatore e Padre fedele, che ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perch chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna (Gv 3, 16). Nella pienezza dei tempi, il Figlio di Dio si fa uomo per dare la vita, per la salvezza di ciascuno di noi, e si dona come pane nel mistero eucaristico per farci entrare nella sua alleanza che ci rende figli. A tanto giunge la bont misericordiosa di Dio e la sublimit del suo amore per sempre. Voglio perci concludere questa catechesi facendo mie le parole che San Giovanni scrive nella sua Prima Lettera e che dovremmo sempre tenere presenti nella nostra preghiera: Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente (1 Gv 3, 1). Grazie.

Nomine episcopali
Una delle nomine di oggi riguarda gli Stati Uniti dAmerica.

David D. Kagan vescovo di Bismarck (Stati Uniti dAmerica)


Nato il 9 novembre 1949 a Spring Grove (Illinois), nella diocesi di Rockford, entrato nel Salvatorian seminary a St. Nazianz (Wisconsin) e, successivamente, ha studiato filosofia al Loras college - St. Pius X seminary a Dubuque (Iowa) e teologia al Pontificio Collegio Americano del Nord e alla Gregoriana a Roma, dove successivamente ha ottenuto la licenza in diritto canonico (19771979). Ordinato sacerdote il 14 giugno 1975 per la diocesi di Rockford, stato vicario parrocchiale della Saint Patrick parish a Dixon e insegnante di religione presso la Newman central catholic high school a Sterling (1975-1977) e la Boylan catholic high school a Rockford e vice officiale del tribunale diocesano (1979-1984); vicario giudiziale (1984-1994); amministratore della Saint Anne parish a Warren e della Saint Joseph parish ad Apple River (1984-1985); cappellano presso le suore di Santa Chiara e vicario parrocchiale della cattedrale di Rockford (1985-1986); parroco della Saint Mary parish a Byron e insegnante di etica presso il Saint Anthony college of Nursing a Rockford (1986-1989) e parroco della protocattedrale di Rockford (1990-1994). Inoltre stato presidente del consiglio presbiterale ed editore del settimanale diocesano. Dal 1994 vicario generale e moderatore della Curia.

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

NOTIFICAZIONE

Cappella Papale per la Canonizzazione dei Beati Guido Maria Conforti (1865-1931) Luigi Guanella (1842-1915) Bonifacia Rodrguez de Castro (1837-1905)
Il 23 ottobre 2011, XXX domenica del Tempo Ordinario, alle ore 10, il Santo Padre Benedetto XVI celebrer lEucaristia sul sagrato della Basilica Vaticana e proceder alla Canonizzazione dei Beati: GUID O MARIA CONFORTI, Arcivescovo-Vescovo di Parma, Fondatore della Pia Societ di San Francesco Saverio per le Missioni Estere; LUIGI GUANELLA, Sacerdote, Fondatore della Congregazione dei Servi della Carit e dellIstituto delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza; BONIFACIA RODRGUEZ DE CASTRO, Fondatrice della Congregazione delle Serve di San Giuseppe. *** Tutti coloro che, in conformit al Motu Proprio Pontificalis Domus, compongono la Cappella Pontificia e desiderano partecipare alla celebrazione liturgica, sono pregati di trovarsi alle ore 9.30 in Piazza San Pietro per occupare il posto che verr loro indicato. Quanto allabito, i partecipanti si regoleranno nel modo seguente: i Signori Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi ed i Vescovi sulla veste propria indosseranno il rocchetto, la mozzetta e la berretta; gli Abati e i Religiosi: il proprio abito corale; i Prelati: il rocchetto e la mantelletta, o la cotta, sopra la veste paonazza con fascia paonazza, a seconda del proprio grado; i Cappellani di Sua Santit: la cotta sopra la talare filettata con fascia paonazza; i Prelati, gli Officiali e i Consultori della Congregazione delle Cause dei Santi: il proprio abito corale. Citt del Vaticano, 15 ottobre 2011. Per mandato del Santo Padre Mons. Guido Marini Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie