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Io ci sto! E tu?

il risultato di un'esperienza intensa di partecipazione di oltre 50 giovani promossa dai Comuni di Moncalieri, Settimo Torinese e Venaria Reale, capofila dei rispettivi Piani Locali Giovani Futura: nuove politiche per nuove cittadinanze con i Comuni di La Loggia, Trofarello, Lein, San Benigno Canavese, Volpiano, Alpignano, Pianezza, Val della Torre. Si tratta di un punto di partenza, un insieme di spunti, una matrice che affronta il tema della partecipazione giovanile, offrendo una lettura sul significato e sulle esperienze che i giovani dei nostri territori hanno realizzato; un prodotto che consegniamo alle citt e ai giovani che le abitano, perch possa essere riletto, integrato, discusso e utilizzato per generare ulteriore dibattito, confronto, coinvolgimento, partecipazione.

Io ci sto! E tu?
Breve guida alla partecipazione giovanile

ipazione a di partec bito Esperienzzata nell'am i realiz ali Giovan i Piani Loc RA: de FUTU ve cittadinanze e per nuo ve politichdei Comuni di farello, nuo Loggia, Tro alieri, Laorinese, Lein, Monc imo T olpiano, Sett anavese, Vnano, no C San Benigia Reale, Alpig e r Vena a, Val della Torr Pianezz
con il contributo della
Citt di Moncalieri

Citt di Citt di Settimo Torinese Venaria Reale

La guida alla partecipazione giovanile

Il pensiero degli amministratori


Il presente documento costituisce il primo esito di un percorso di partecipazione promosso dai Comuni di Moncalieri, Settimo Torinese e Venaria Reale, capofila dei rispettivi Piani Locali Giovani denominato Futura: nuove politiche per nuove cittadinanze con i Comuni di La Loggia, Trofarello, Lein, San Benigno Canavese, Volpiano, Alpignano, Pianezza, Val della Torre. Queste Citt intendono, anche attraverso lo strumento del Piano Locale Giovani, stimolare e sostenere la partecipazione giovanile alla vita sociale e politica delle citt, promuovendo, a livelli diversi, percorsi di cittadinanza e democrazia partecipativa. Intendiamo offrire la possibilit ai giovani coinvolti di instaurare dei rapporti stabili e fruttuosi con i principali Enti e attori della comunit locale, di divenire soggetti attivi nella presa di parola, nella capacit di proposta sulla citt e sulla qualit della vita, nella sperimentazione di esperienze e cantieri di protagonismo e cittadinanza. Io ci sto! E tu? intende fare spazio, dare voce, e rappresentare il punto di vista dei giovani cittadini per moltiplicare esperienze di relazioni e cittadinanza. In questo percorso stata centrale la consapevolezza che il dialogo con i giovani pu realizzarsi solo attraverso momenti diversi, con uso di linguaggi ed occasioni plurime. E' stato un cammino complesso ma avvincente, che ha coinvolto oltre 50 giovani provenienti dai nostri territori, fatto di incontri, dubbi, passioni, momenti di entusiasmo e difficolt. Il campus di formazione e confronto e gli incontri successivi e i workshop tematici nelle diverse Citt di

IO CI STO! E TU?
un'azione progettuale promossa e realizzata dai giovani dei Comuni di Moncalieri, La Loggia, Trofarello, Settimo Torinese, Lein, San Benigno Canavese, Volpiano, Venaria Reale, Alpignano, Pianezza, Val della Torre.
I giovani autori. Valentina Lena, Riccardo Troilo, Alessandro Di Virgilio, Riccardo Villani, Igor Cairo, Ilaria Zomer, Umberto De Marchi, Enrico Ligorio, Maria De Fenza, Fabrizio Bianchini, Giuseppe Sedile, Ferdinando Calabrese, Domenico De Ruvo, Alessio Delli Carri, Marco De Ruvo, Simone Castellucci, Matteo Francescon, Ivan Renis, Martina Tiengo, Alberto Conte, Lubomir Belakov, Michele Catarasa, Irene Tricoli, Ilaria Selis, Elisa Farano, Claudia Abbenante, Claudia Sitara, Daniele Cesareo, Veronica Cambareri, Giulia Pace, Elisa Randazzo, Alessandro Varalda, Roberta Ghidoni, Elena Volpe, Ilaria Moretti, Antonio De Lorenzo, Elisa Lazzari, Gian Luca Di Donato, Michele Mancini, Alessandro Buonocore, Fabio Lamonaca.

I formatori. Marco Martinetti e Cristian Zegna

Il benvenuto degli autori


provenienza, hanno permesso di definire una possibile guida sulla partecipazione. I giovani autori di Io ci sto! E tu? sanno che si tratta di un punto di partenza, un insieme di spunti, una matrice che ognuno potr usare per poter scrivere la propria guida sulla partecipazione, definendo con chiarezza a chi si rivolge ed esplicitando ci che gli serve per parlare di partecipazione con altre persone. Quindi, nel ringraziare tutti quei giovani che hanno contribuito con le loro energie, il loro impegno e la loro creativit a redarre questo documento, chiediamo loro di continuare nel percorso intrapreso con la consapevolezza che questo impegno torner a loro sotto forma di competenze, capacit di esercitare diritti e vivere responsabilmente. Nel medesimo tempo insieme a loro offriamo questa guida alla partecipazione alle nostre comunit, perch possa diventare oggetto di confronto, di apprendimenti, di incontri e di rielaborazioni collettive capaci di generare e, perch no, inventare nuova partecipazione. Gli Assessori alle Politiche Giovanili delle Citt di Moncalieri, Settimo Torinese e Venaria Reale
Vi siete mai chiesti cosa significa il termine partecipazione? Noi s, ma non ci siamo fermati solo a questo, ne abbiamo addirittura fatto un ritiro di tre giorni tra le montagne innevate di Pracatinat che era gi quasi inverno. La tranquillit del posto, i meravigliosi paesaggi hanno permesso a noi 50 giovani con idee e stili di vita differenti, di concentrarci sui veri obiettivi di questa gita inusuale. Tutti insieme siamo riusciti, anche grazie all'aiuto dei formatori che ci hanno accompagnato in questa esperienza, a tirare fuori addirittura un intero documento che parlasse di partecipazione, evidenziandone diversi esempi. Dai nostri sforzi, incontri e scontri nata la presente guida, un tentativo per mettere in pratica la partecipazione, nella consapevolezza che non si tratta di una legge inderogabile senza la quale non si pu partecipare, ma bens una descrizione di quelli che sono i comportamenti pi o meno automatici che possono avvicinare o allontanare noi giovani dalla partecipazione; la maggior parte di questi comportamenti sono involontari, e ce ne accorgiamo solo dopo averli messi in atto, alcune volte quando abbiamo ormai perso l'opportunit di partecipare a qualcosa di veramente interessante. Rileggendo, siamo stupiti di quanto siamo riusciti a tirar fuori; speriamo che la lettura di questo documento possa stupire voi come ha fatto con noi e possa portarvi a riflettere su qual la vostra personale idea di partecipazione; e chiss che non sia d'aiuto anche ad applicarla un po' di pi, soprattutto per chi di voi un po' pi timido e non osa. Non sprecate occasioni, partecipate!!! Buona lettura I giovani autori.

Istruzioni per luso


Questo documento il risultato di un'esperienza intensa di partecipazione. Un'esperienza, che ha avuto come momento centrale un weekend di confronto, sperimentazione, gioco, riflessione, scelta. Confronto perch si sono incontrati e conosciuti giovani provenienti da comuni e realt diverse. Sperimentazione perch nel seminario sono state fatte esperienze concrete, senza nascondersi le difficolt. Gioco perch attraverso di esso stato possibile affrontare in modo creativo e coinvolgente argomenti complessi. Riflessione perch gli spunti nati da ci che accadeva sono stati condivisi ed elaborati insieme, traendo indicazioni per le situazioni concrete. Scelta perch il materiale emerso era davvero tanto ed stato necessario organizzarlo. Nelle intenzioni, il documento avrebbe dovuto parlare di partecipazione in termini il pi possibile semplici, per rivolgersi a tutti gli interessati; rileggendolo ci sembra evidente la necessit di proseguire questa esperienza per tradurre i contenuti qui presentati in altre forme e linguaggi, per aggiungerne altri, nuove ipotesi, ulteriori protagonisti. Ed coerentemente a questa affermazione che un gruppo di giovani ha provato ad andare oltre, traducendo alcuni aspetti, per loro maggiormente significativi, in un nuovo prodotto comunicativo chiamato Raga ripigliamoci!!!. Questo gruppo ha deciso di proseguire il proprio percorso di partecipazione mettendosi in gioco e proponendo concrete azioni e proposte per testimoniare e raccontare che partecipare non solo possibile ma necessario. Come la democrazia anche la partecipazione necessario praticarla. Di seguito ne parliamo, nella speranza che possa servire a qualcuno come guida e spunto per praticarla.

Cos' la partecipazione? No, quant' la partecipazione


Spiegare il termine partecipazione importante e complicato allo stesso tempo. Invece di individuare le parole giuste per costruire una definizione, abbiamo deciso di guardarci attorno e cercare degli esempi, che comunicano livelli diversi di partecipazione. Eccoli. Livello 0: l'Alienato Non ha vita sociale e non gli interessa averne. Oltre a non uscire, non si preoccupa di avere informazioni su ci che succede. Passa il tempo guardando la TV o giocando al PC. Livello 0,5: il Non Partecipante Pu conoscere le iniziative, stato raggiunto dalle informazioni ma non interessato ad approfondirle, tanto comunque non parteciperebbe. Se riceve un volantino, lo butta. Livello basso: l'Interpellato, o Utente Occasionale Pu essere presente a un'iniziativa, ma se ne sta in disparte e interagisce poco. E' stato spinto a partecipare ma non davvero interessato, si sente costretto. Magari c' solo perch ha accompagnato un amico. Livello medio: il Fruitore Partecipa solo alle attivit che lo interessano: ha scelto di esserci in base a una specifica preferenza per un argomento o iniziativa. Pu essere semplicemente presente, ma a volte pu essere anche propositivo. Livello medio-alto: l'Operatore ? attivo nell'iniziativa ed coinvolto direttamente perch essa si realizzi. Ha un ruolo In base a quello che fa pu appartenere a due categorie: ? la riuscita di un evento o progetto attraverso il sostegno pratico (es.: chi Staff: aiuta sistema tavoli e sedie in una fiera) ? Esperto: contribuisce alla realizzazione mettendo a disposizione una competenza personale specifica (es.: formatore, musicista)

Livello alto: l'Organizzatore E' propositivo, ha una forte motivazione ed in grado di coordinare il lavoro in modo che le idee possano realizzarsi. Non agisce da solo, ma come parte di un'associazione o di un gruppo informale. Livello deluxe: l'Ideatore E' cretivo, originale, brillante, espansivo e propositivo. Elabora idee nuove ed in grado di coinvolgere altre persone. Si occupa della progettazione delle iniziative.

Definire le proprie priorit e modalit di partecipazione Conoscere significa anzitutto conoscersi, cio definire ci che si ritiene importante, ci che si vuole ottenere, cosa si disposti a fare per riuscirci. Chi partecipa deve scegliere costantemente cosa fare e come, tenendo conto dei propri desideri e capacit. Area 2: Essere disponibili Mettersi in gioco Mettersi in gioco vuol dire prendere posizione, non starsene tranquillamente in disparte, essere ben visibili agli occhi degli altri. Significa anche essere disposti a mettere in discussione le proprie idee e i propri modi di agire, attraverso il confronto con persone diverse. Impegnarsi La partecipazione richiede tempo, energie, fatica. Pi partecipo, maggiore l'impegno richiesto, dal punto di vista materiale, intellettuale ed emotivo. Come per ogni impegno sempre opportuna la domanda: ne vale la pena? I risultati ottenuti sono commisurati allo sforzo? Ma anche: quali sono le risorse che posso e voglio mettere a disposizione? Mettersi tutti allo stesso livello La partecipazione ha senso se si ritiene che le altre persone siano competenti, cio in grado di dare un proprio contributo importante al raggiungimento di un obiettivo. In caso contrario ci sar la tendenza a far prevalere i propri interessi e le proprie idee su quelli altrui, sminuendoli. Fare critiche costruttive Partecipare non significa essere sempre d'accordo su tutto: il confronto con altri ha senso solo se c' la possibilit di scambiarsi pareri diversi e intervenire su quanto dicono le altre persone. L'atteggiamento critico fondamentale, ma non deve portare ad attaccare le persone e a volersi imporre a tutti i costi. Area 3: Darsi un metodo di lavoro Organizzarsi, darsi dei ruoli Darsi dei ruoli aiuta a lavorare meglio: definire dei portavoce, il conduttore di una

Come si fa a partecipare?
Per realizzare concretamente la partecipazione, sono necessarie diverse azioni. Ne abbiamo individuate alcune e le abbiamo raggruppate in aree. Area 1: Conoscere Informarsi, ascoltare e capire Informarsi significa muoversi, andare a cercare notizie, domandare ad altre persone, non starsene in attesa. Per partecipare non basta dire la propria: va prestata attenzione alle idee altrui. In poche parole, occorre capacit d'ascolto: spesso ci si accontenta di sentire in modo superficiale ci che altri hanno da dire, senza cercare di comprenderli davvero. Essere aperti a nuove conoscenze ed esperienze Le esperienze nuove possono far cambiare il proprio modo di vedere le cose. Funzionano solo se si disposti a mettere in crisi abitudini e schemi mentali: altrimenti possono anche colpire all'inizio, ma poi vengono superate e dimenticate. Formarsi Partecipare un'occasione per formarsi, perch permette di scoprire e imparare qualcosa. Per partecipare meglio occorre formarsi: tutte le azioni che troviamo in questo documento indicano che la partecipazione non richiede solo buona volont e interesse, ma anche molteplici capacit, che non sono semplici doti naturali.

riunione, dei rappresentanti, suddividersi gli impegni, sono tutti modi per organizzare meglio un progetto e renderlo realizzabile. Darsi dei ruoli non significa assegnare dei privilegi, ma costruire le condizioni per lavorare bene. Porsi degli obiettivi Qualsiasi gruppo interessato a fare qualcosa insieme si blocca se non riesce a definire verso dove vuole andare. Senza una definizione chiara degli obiettivi ognuno pu provare a raggiungere i propri disinteressandosi di quelli altrui ed impossibile capire se ci si sta muovendo nella direzione giusta. Discutere Alcuni accorgimenti aiutano a discutere meglio: darsi dei compiti precisi, decidere come si prendono le decisioni, costruire sottogruppi per dare pi spazio a tutti, evitare che pochi monopolizzino gli interventi, sintetizzare quanto sta emergendo, sono tutti modi che favoriscono discussioni produttive. Giocare La partecipazione facilitata se costituisce un'esperienza piacevole. E' pi facile attivare partecipazione se non viene percepita solo come impegno gravoso, ma come possibilit di utilizzare le proprie risorse in modo costruttivo e piacevole al tempo stesso. Giocare pu significare trattare questioni serie attraverso una modalit insolita e capace di attivare nuove energie, stimolando la creativit di tutti. Concretizzare Senza la capacit di arrivare a produrre qualcosa di concreto, chi partecipa ha la sensazione, alla lunga, di discutere a vuoto: la partecipazione si sfalda, le difficolt incontrate sembrano ostacoli insormontabili, per cui sarebbe meglio trovare vie pi semplici. Viceversa, di fronte al risultato ottenuto chi ha partecipato pu riconoscere il senso dei propri sforzi e motivarsi per altri tentativi. Avere feedback La partecipazione ha una forte dimensione sociale e pubblica: chi organizza non

pu decidere da solo se il progetto o l'evento ha funzionato, ma ha bisogno del parere degli altri. I feedback non servono solo alla fine, ma anche durante la preparazione, perch aiutano a indirizzare e arricchire il lavoro che si sta facendo. Area 4: Coinvolgere Stimolare la curiosit propria e degli altri La curiosit ci che spinge ad andare a vedere cosa succede, a provare in prima persona, anche se, all'inizio, non si pu essere certi che la proposta piacer e risponder alle aspettative. La curiosit nasce di fronte a qualcosa che ci riguarda e ha qualcosa di nuovo: non ci incuriosiamo di fronte a ci che sentiamo come completamente estraneo a noi oppure come consueto, abituale, ripetitivo. Trasmettere la propria motivazione e passione La partecipazione non si basa solo su un calcolo esatto dei costi e dei benefici, si fonda piuttosto su forti spinte emotive. Ogni iniziativa deve riuscire a trasmettere all'esterno la passione anzitutto di chi l'ha organizzata e gestita: in caso contrario impossibile comunicare che ne valsa la pena e quindi smuovere altre persone. Collaborare Il modo migliore per coinvolgere davvero altre persone creare occasioni di collaborazione. Chi collabora deve avere la possibilit di vedere valorizzate le proprie capacit, ma anche di percepire che in questo modo riesce a raggiungere obiettivi che ritiene importanti. Non tutti sentono allo stesso livello la necessit di collaborare, per cui vanno immaginate modalit diverse, che rispondono alle differenti aspettative. Creare una rete Come succede in tutte le relazioni tra le persone, le reti hanno bisogno di essere curate e mantenute vivaci, costruendo legami di fiducia, non di essere attivate solo ed esclusivamente su necessit. Una rete autentica non pu essere semplicemente utilizzata a favore degli scopi e degli interessi di pochi: le operazioni solo opportunistiche portano ben presto allo sfaldamento dei legami.

Per riassumere: cosa facilita la partecipazione?


Le azioni che abbiamo illustrato forniscono indicazioni utili per chi intende partecipare e attivare partecipazione. Possiamo riassumere questi spunti individuando ci che facilita la partecipazione e le conseguenze della presenza o assenza dei singoli aspetti
Aspetti Dialogo informale Quando c'... E' facile parlarsi direttamente, riescono a intervenire tutti Si raccolgono pi idee e si cercano soluzioni in comune Quando manca... E' difficile esprimere il proprio parere, molti non intervengono Ognuno mantiene solo le sue idee e cerca di primeggiare

Per finire: vale la pena partecipare?


Quali sono i possibili vantaggi della partecipazione e quali gli svantaggi che si possono incontrare? Partecipando si pu... ? imparare a rapportarsi con gli altri, sostenere le proprie idee accettando Crescere, quelle diverse, assumersi impegni in prima persona, apprendere a realizzare qualcosa. ? Socializzare, incontrare altre persone e stringere legami con loro, costruendo delle relazioni significative. ? Creare identit individuale e collettiva, costruire chi si vuole essere e dare vita a gruppi di appartenenza coesi, che condividono idee ed esperienze. ? le differenze, superare gli aspetti che dividono per riuscire a trovare Integrare soluzioni comuni, che diano infine un maggiore vantaggio a tutti. ? Confrontarsi, non restare prigionieri del proprio modo di pensare, darsi la possibilit di vedere le cose da altri punti di vista. ? Selezionare le idee, essere in grado di definire insieme delle priorit e su quelle attivare il proprio impegno ed agire insieme ad altri. ? Conoscere, allargare e approfondire i propri campi di interesse, cogliere le sfumature, non accontentarsi di informazioni superficiali ma cercare di saperne di pi. ? nuovi stimoli, avere delle spinte originali, che permettono di non adagiarsi, Ricevere di uscire dalla routine. ? Creare, essere in grado di produrre qualcosa di nuovo e concreto, facendolo in prima persona, dimostrando la propria originalit e il proprio valore, senza competizione. ? Far sentire le proprie idee, far s che il proprio parere conti, anche a livello istituzionale, non accontentarsi di seguire la maggioranza, ma far sentire la propria voce. ? fare esperienze piacevoli, motivanti, che lasciano il senso di soddisfazione Divertirsi, per quanto fatto e spingono a fare qualcos'altro. Nella partecipazione si rischia di... Vivere esperienza occasionali, perch manca continuit, ogni tanto si partecipa e ? ogni tanto no, e tutto questo indebolisce l'efficacia potenziale. Disperdere le energie, perch se manca una buona organizzazione non basta ? impegnarsi individualmente per raggiungere buoni risultati. Non riuscire a decidere rapidamente, perch ascoltare i pareri di tutti, cercare di ? capirli, gestire le relazioni richiede molto tempo. Arrivare ? a compromessi forzati, perch se non si trovano soluzioni veramente creative si rinuncia tutti a qualcosa per non rompere i rapporti, ma con scarsa soddisfazione. Confliggere in modo distruttivo, perch per far prevalere il proprio parere si ? aggrediscono le idee degli altri, svalutandole. Non capirsi, perch i punti di vista diversi sembrano inconciliabili e il modo di vedere ? di altri troppo distante dal proprio, oppure perch si fatica ad ascoltarsi. Non avere informazioni adeguate, perch se si vogliono analizzare le questioni a ? fondo le informazioni utili sono tante e le possiedono tante persone diverse.

Condivisione e confronto Saper ascoltare

Si capiscono altri punti di vista e si Non si comprendono le idee degli integrano con il proprio altri, si attivano i pregiudizi Si pu arrivare a soluzioni che permettono di coinvolgere tutti Partecipare un'esperienza significativa e coinvolgente Ognuno sostiene la sua opinione, a costo di fare da solo La spinta a partecipare viene meno e non si diffonde ad altri

Flessibilit

Interesse, curiosit, passioni, motivazioni Seriet e costanza nell'impegno

Si affrontano le difficolt e si Non si riesce a concludere nulla, realizza qualcosa di soddisfacente mancano risultati concreti

Ambiente stimolante e Cresce la voglia di essere attivi, Ci si incontra per dovere o divertente scambiarsi idee, trovarne di nuove abitudine, viene meno lo slancio Idee e creativit E' possibile inventare nuovi progetti e iniziative Tutti sanno in che direzione andare e i modi per muoversi I ruoli sono definiti e aiutano a raggiungere gli obiettivi La partecipazione si allarga e viene riconosciuta pubblicamente Si ripetono sempre le stesse cose e la partecipazione cala Si crea confusione, ognuno agisce per i fatti suoi Si procede a tentoni, nessuno riesce a facilitare il lavoro Ognuno deve contare solo sulle sue forze, manca collaborazione

Organizzazione ed obiettivi definiti Proposte di attivit coerenti e presenza di un mediatore Sostegno di istituzioni e associazioni

Raga ripigliamoci!!! La Partecipazione


Di seguito Per prima cosa questo non una guida n un documento scolastico nel quale ci sono regole e modi perfetti di vivere, come se nessuno avesse problemi e tutti avessero tempo da buttare! Vogliamo che sia una pura e semplice discussione come ognuno di noi fa tutti i giorni con i propri amici. ...E tra amici di cosa si parla? Di politica, economia e di come salvare il mondo??? Tra amici, in genere, si parla di cosa fare il sabato pomeriggio o la sera, di dove andare a ballare, con quale tipa/o uscire, di quanto i genitori o fratelli o parentame vario ci scassino...e e soprattutto di come nelle nostre Citt non ci sia niente da fare. Giusto?? Ecco il nostro compito principale (e per nostro intendo di tutti): migliorare le nostre citt, non sempre solo a parole o con mega- idee irrealizzabili, ma con piccole iniziative e progetti che non ci facciano stare tutto il giorno a fare vasche per i Viali e al massimo prendersi un gelato o un pezzo di pizza, che detto sinceramente, non il massimo della vita! Dobbiamo far capire ai matusa l in alto che noi siamo la parte viva delle citt, che grazie ai ragazzi se c' movimento in giro. Dobbiamo avere il diritto di avere strutture e attrezzature necessarie per non andare in strada a fare casino. Per per ottenere questo diritto abbiamo il dovere di proporre e partecipare a progetti e attivit. Attenzione!!! questo non vuol dire fare il buon samaritano, ma vuol dire farei i nostri interessi. Nessuno vi chiede di rendere la Citt in cui viviamo il Paradiso Terrestre, ma di renderla migliore...SI! Ti chiederai: 1): Ok ma come faccio a partecipare ?? 2): Perch devo perdere tempo in ste cose?? 3): Vorrei ma come faccio con gli orari?? 4): Ma questi che scrivono, cosa si sono fumati?? Ogni domanda ben accetta perch vuol dire chiedere, condividere, informarsi, fare ,criticare, ecc.. In pratica ogni cosa che si fa utile,l'importante fare qualcosa e non starsene con le mani in mano ad aspettare che un giorno le cose cambino da sole o che qualcun altro lo far al nostro posto, perch quello che puoi fare tu non lo pu fare nessun altro. E poi scusa, vero che fare queste cose pu essere noioso o faticoso, ma guardiamo anche i lati positivi: incontri un sacco di tipi/e tante volte sono incontri molto... ma molto piacevoli(non so se chiaro!),hai la possibilit di fare viaggi a bassissimo costo, ti diverti e soprattutto ti senti una voglia ed un'energia incredibile di fare A cura di Fabrizio Bianchini, Ferdinando Calabrese, Ilaria Zommer, Valentina Lena, Riccardo Villani

Riferimenti
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