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Domande-tipo Economia Aziendale (Parziale) CAPITOLO 1 Persona umana vs.

Homo Oeconomicus: caratteristiche e visione degli economisti

Ogni teoria economica fortemente influenzata dalle ipotesi in merito alle persone e ai loro comportamenti. Due sono le teorie principali in merito alla natura umana. Tradizionalmente le scienze economiche hanno rappresentato l'essenza economica dell'uomo attraverso l'immagine dell'Homo Oeconomicus, il quale veniva rappresentato come soggetto autonomo ed egoista, motivato solo da redditi e ricchezza, in grado di valutare tutto secondo una razionalit assoluta e il quale orientamento alla massimizzazione del profitto era mitigato solo dall'aspirazione al tempo libero. Questa teoria permette di formulare teorie generali molto rigorose che permettono di spiegare adeguatamente alcune manifestazioni economiche, tuttavia esse portano ad ignorarne altre ed essenziali. Le moderne teorie economiche infatti si avvalgono di visioni pi articolate che rispondono meglio agli obiettivi interpretativi. Esse contrappongono l'Homo Oeconomicus alla figura della Persona Umana analizzata nella sua totalit. La persona umana non completamente autonoma ma membro di societ umane che ne condizionano il comportamento, essa non necessariamente egoista ma da valore ad aspetti quali la lealt, la solidariet e il progresso, vede l'attivit economica non come fine ma come mezzo per la massimizzazione del suo benessere individuale il quale non esclusivamente materiale e infine opera in modo razionale anche se non gode di una razionalit assoluta, bens limitata. Le profezie autoverificanti di McGregor: teoria X e teoria Y

La ragion d'essere delle societ umane la cooperazione la quale produce rendita organizzativa. La rendita organizzativa massima quando le relazioni si attuano in situazioni di fiducia reciproca. Il formarsi e il deteriorarsi di rapporti di fiducia, i quali sono evidenti ad esempio nel governo dei rapporti fra le imprese e le persone che vi prestano lavoro, descritto nella nota opera di Douglas McGregor attraverso le cosiddette teorie autoverificanti. La prima teoria denominata teoria X, descrive le dinamiche che si instaurano in seguito all'assunzione di ipotesi negative sulla natura umana. In seguito a questa assunzione i datori di lavoro darebbero atto a organizzazioni prescrittive e coercitive, il che comporterebbe da parte dei lavoratori una visione del lavoro puramente strumentale rispetto all'ottenimento di una ritribuzione, il che comporterebbe non solo una minimizzazione dello sforzo ma anche una ricerca di eventuali difetti di organizzazione che gli consentirebbero comportamenti opportunistici nel rispetto delle regole formali. L'assetto organizzativo coerente con l'ipotesi negativa sulla natura umana causa esattamente i comportamenti previsti da tale ipotesi. Al contrario la teoria Y descrive le dinamiche che si instaurano in seguito all'assunzione di ipotesi positive riguardo la natura umana. Da tali ipotesi discenderebbero organizzazioni responsabilizzanti, che a loro volta comporterebbero un atteggiamento di lealt, di impegno e di identificazione con l'azienda da parte dei lavoratori. L'adozione della teoria Y essenziale per la realizzazione di assetti aziendali che favoriscano la congiunzione di risultati di efficienza e di soddisfazione. Descrivi cos' e come funziona il garbage can model

Il garbage can model un modello economico che descrive i processi decisionali che si svolgono all'interno delle societ umane.

Il modello descrive le occasioni di decisione, ossia i tempi e i luoghi in cui avvengono le decisioni, come dei contenitori in cui confluiscono contemporaneamente e in modo solo parzialmente programmato le persone con le deleghe e le autorizzazioni necessaria a prendere decisioni, i problemi ai quali si attribuisce un determinato grado di criticit e le soluzioni a cui viene attribuita una determinata validit. Sia i problemi che le soluzioni sono in concorrenza fra loro. Ala fine, combinando questi elementi fra loro si prendono le decisioni. Una decisione viene presa quando a un problema sentito come rilevante e urgente si attribuisce una soluzione presentata come valida e convincente. CAPITOLO 2 La specializzazione economica

Per quanto riguarda le economie moderne si parla essenzialmente di specializzazione su tre livelli : 1) a livello delle macroclassi di istituti, le imprese producono essenzialmente beni privati, le famiglie attuano prevalentemente attivit di consumo, lo stato si occupa di produzione e consumo di beni pubblici mentre gli istituti nonprofit attuano un'intersezione delle attivit delle prime tre macroclassi. 2) a livello di ciascuna classe di istituti: a questo riguardo si considerano essenzialmente le imprese e gli istituti pubblici. Si pu considerare ad esempio le forti differenze che sussistono fra i vari tip di imprese a seconda della produzione di particolari categorie di beni. 3) nell'ambito delle singole imprese: le viarie unit organizzative svolgono compiti particolari con particolari competenze e risorse. La specializzazione comporta vantaggi che vengono denominati : ECONOMIE DI SPECIALIZZAZIONE. Essi sono dovuti principalmente alla riduzione dei costi, degli sforzi e dei tempi necessari alla produzione e al miglioramento della qualit degli output offerti. Le fonti delle economie di specializzazione sono molteplici: processi di apprendimento utilizzo ottimale delle competenze individuali utilizzo ottimale dei differenti orientamenti manageriali e tecnici riduzione de costi di apprestamento fra le fasi performance ottimali degli impianti di grandi dimensioni identificazione dei lavoratori La specializzazione pu tuttavia comportare anche alcuno svantaggi dovuti essenzialmente a: difficolt di coordinamento rigidit degli investimenti specifici demotivazione da parcellizzazione Il fenomeno della specializzazione inoltre fortemente legato a quello dei volumi convenienti e quindi delle dimensioni convenienti : unit produttive pi grandi comportano maggiori possibilit di specializzazione e quindi maggiori econome di specializzazione. Sviluppo economico, specializzazione economica e accumulo di conoscenza sono inoltre fortemente legati fra loro. Mercati pi ampi permettono possibilit di crescita nella specializzazione economica.

L'invenzione di nuovi modelli di integrazione permettono dimensioni pi ampie degli istituti e dunque maggiore possibilit di specializzazione. Infine mercati pi ampi permettono incentivi in ricerca e sviluppo e quindi possibilit di invenzione di nuove forme di specializzazione.

CAPITOLO 3 Differenza fra combinazioni e coordinazioni economiche parziali.

Il sistema degli accadimenti l'insieme delle operazioni e dei fenomeni che si manifestano nell'azienda e nel suo ambiente, in quest'ambito una posizione centrale occupata dalle combinazioni economiche generali le quali rappresentano l'insieme complessivo delle operazioni economiche svolte dalle persone all'interno di un istituto. Esse a loro volta si suddividono in combinazioni economiche parziali e coordinazioni economiche parziali. Le combinazioni economiche parziali o aree strategiche d'affari delle imprese sono insiemi di operazioni di differente specie ma caratterizzati da un oggetto comune. Esse sono contraddistinte da un determinato prodotto e da un mercato corrispondente. A questo proposito vengono infatti denominate anche combinazioni prodotto-mercato. Nel caso delle imprese si possono distinguere imprese mono- o multi-business. Inoltre le combinazioni parziali consentono l'emergere di risultati economici parziali. Le coordinazioni economiche parziali sono insieme di operazioni contraddistinte da una medesima funzione e da un insieme di particolari competenze specialistiche. Esse vengono a loro volta distinte in vari sottoinsiemi di operazioni : Configurazione dell'assetto istituzionale; Gestione ( Gestione caratteristica, gestione patrimoniale, gestione finanziaria, gestione assicurativa e gestione tributaria); Rilevazione e Organizzazione. Gestione caratteristica dei vari istituti messa a confronto

Imprese: La gestione caratteristica delle imprese il vasto insieme di operazioni di gestione che ne identificano la funzione economico-tecnica tipica, inoltre essa suscita la gran parte dei costi e dei ricavi dell'impresa. Prendendo ad esempio un'impresa manifatturiera la sua gestione caratteristica si divide a sua volta in attivit di: Ricerca e sviluppo, Acquisto, Produzione, Commercializzazione e Logistica. La gestione caratteristica differisce fortemente in base al tipo di impresa ( imprese manifatturiere: acquisto di impianti e MP, trasformazione tecnica, vendita. Imprese commerciali: negoziazioni di acquisto e di vendita di beni privati, operazioni di trasporto e di immagazzinamento. Banche: negoziazioni di credito di prestito in raccolta e in impiego. Imprese di assicurazione: assunzione di rischi specifici, investimento dei mezzi disponibili, liquidazione dei sinistri). Famiglie: La gestione caratteristica delle famiglie costituita fondamentalmente da attivit di lavoro esterno. Attivit di lavoro interno e attivit di consumo. La gestione patrimoniale pu inoltre essere considerata parte di questa gestione. Stato e istituzioni pubbliche: La gestione caratteristica dello stato costituita fondamentalmente da l'emanazione di leggi e regolamenti, dalla produzione di beni pubblici in maniera diretta o indiretta e dal trasferimento di mezzi monetari al fine di ridistribuire la ricchezza o di finanziare attivit di interesse pubblico.

Istituti nonprofit: La gestione caratteristica degli istituti nonprofit assimilabile a quella dell'impresa, tuttavia possibile, per questa categoria di istituti, svolgere solo determinati tipi di attivit definiti dal codice civile ( di tipo sociale, culturale...). In base al tipo di gestione caratteristica gli istituti nonprofit possono essere distinti in tre categorie: di produzione, dove i fruitori forniscono donazioni assimilabili a prezzi, di produzione e consumo, di pura erogazione, dove il fruitore ben distinto dal donatore ( vedi Telethon). Inoltre la gestione caratteristica di questa particolare classe di istituti comprende le attivit di raccolta dei contributi, delle donazioni e delle agevolazioni. Gestione patrimoniale dei vari istituti messa a confronto

Imprese: per le imprese l'investimento pu consistere ad esempio nell'acquisto di titoli di stato o di azioni di altre imprese, o di immobili , di crediti di finanziamento, di partecipazioni. Famiglie: assimilabile a quella dell'impresa. Pu essere considerata parte della gestione caratteristica in quanto nella natura dell'istituto familiare la produzione di risparmio e il suo investimento. Stato: una gestione di scarso rilievo in quanto lo stato tende a essere in deficit sistematico. Importante sottolineare che depositi bancari spesso sono effetto di inefficienze della gestione caratteristica piuttosto che consapevoli operazioni di gestione patrimoniale. Istituti nonprofit: anche negli istituti nonprofit questa gestione risulta trascurabile a causa della mancata formazione di risparmio. Pu tuttavia accadere che alcuni istituti siano fondati con un massiccio apporto di patrimonio. In questo caso la gestione patrimoniale diviene di vitale importanza in quanto i redditi periodici vanno a sostenere per gran parte la gestione caratteristica. Gestione finanziaria dei vari istituti messa a confronto

Imprese: insieme delle operazioni volte a coprire il fabbisogno finanziario, ossia il fabbisogno di mezzi monetari utili ad avviare l'impresa o a sostenerne lo sviluppo. Il fabbisogno finanziario nasce dal fatto che gli incassi derivanti dalle vendite sono spesso molto dilazionati del tempo rispetto ai pagamenti sostenuti per l'acquisto dei fattori di produzione come ad esempio le materie prime. Il fabbisogno finanziario si copre facendo ricorso a capitale proprio o a capitale di prestito. Compito della gestione finanziaria quello di fare previsioni sul fabbisogno finanziario dell'impresa, analizzare la migliore combinazione fra capitale di prestito e capitale proprio, attuare ne negoziazioni e successivamente gestire i relativi contratti. Famiglia: esempi di gestione finanziaria sono la stipulazione di mutui sulla casa o di finanziamenti. Il fabbisogno finanziario dovuto a un risparmio negativo ripetuto non coperto per altre vie. Stato: una classe di operazioni fondamentale per lo stato e le altre istituzioni pubbliche a causa della tendenza a produrre deficit. I metodi di finanziamento sono molteplici, nel nostro paese frequente il ricorso all'emissione di titoli di stato. Istituti nonprofit: la gestione finanziaria assume caratteristiche peculiari per questa categoria di istituti in quanto l'incertezza dei redditi limita di molto la loro capacit si assumere debiti di finanziamento. Tuttavia per questa categoria di istituti possibile godere di condizioni vantaggiose da parte di eventuali finanziatori (es Banche etiche). In questo caso effettuando tali condizioni gli istituti di finanziamento effettuano donazioni di questo.

Gestione tributaria dei vari istituti messa a confronto

Imprese: consiste fondamentalmente nell'accertamento e della liquidazione dei tributi. Da sottolineare il fatto che a differenti scelte di impresa, relative ad esempio alla forma giuridica, corrispondono differenti combinazioni e livelli di tributi da pagare. Famiglie: accertamento e liquidazione dei tributi a fronte del diritto di accedere ai beni prodotti dallo stato. Stato: l'unico ad avere una gestione tributaria attiva. Consiste essenzialmente nella definizione delle caratteristiche e dei livelli dei tributi, nella loro riscossione,nelle attivit di accertamento, prevenzione e repressione dell'evasione fiscale Essa pu essere considerata parte della gestione caratteristica in quanto costituisce il corrispettivo della produzione e dell'erogazione dei servizi pubblici. Istituti nonprofit: assimilabile a quella dell'impresa. Spesso questa categoria di istituti gode di vantaggi fiscali che sono da considerarsi in qualit di contributi dello stato, il quale pu ridurre il duo intervento diretto, in questo modo i vantaggi fiscali vanno a compensare i costi che lo stato altrimenti avrebbe dovuto sostenere per la proprio presenza diretta. Gestione assicurativa dei vari istituti a confronto

Imprese: si caratterizza principalmente per operazioni volte alla copertura dei rischi particolari i quali possono derivare dia dalla gestione caratteristica che da quelle patrimoniale e finanziaria. Famiglie: assimilabile a quella delle imprese, le assicurazioni possono essere su rischi particolari quali furti o incendio o particolarmente importanti quelle sulla vita. Stato: assimilabile a quella delle imprese. Importante sottolineare che a volte lo stato pu divenire assicuratore di ultima istanza come ad esempio in caso di calamit naturali. Istituti nonprofit: assimilabile a quella delle imprese ma assume particolare importanza nel caso di istituti con importanti patrimoni immobiliari o artistici o per istituti che svolgono la loro attivit nel campo medico o ospedaliero. Negoziazioni come prime fra le operazioni esterne intraprese dall'impresa

Nello svolgimento delle sue attivit l'impresa si trova a dover fronteggiare attivit interne ed attivit esterne, fra queste ultime di fondamentale importanza sono le negoziazioni. Una negoziazione un'operazione attraverso la quale l'impresa acquisisce delle condizioni di produzione e cede beni o altre condizioni di produzione. Le negoziazioni vengono classificate in base al bene scambiato, in particolare si identificano sei principali tipi di negoziazioni: negoziazioni di beni pubblici, di beni privati, di lavoro, di capitale di prestito, di capitale di rischio, di rischi particolari. Alcuni concetti fondamentali sono legati alle negoziazioni e risultano molto utili al fine di una non ingenua considerazione delle stesse. Sono i concetti di costi di transazione, asimmetria informativa, investimenti specifici e forza contrattuale. Quando e in quali settori interviene lo Stato

Lo Stato ha un ruolo fondamentale nell'economia, produce direttamente o indirettamente beni

pubblici, garantisce la redistribuzione della ricchezza attraverso i tributi, regolamenta la produzione e il consumo di beni. Di norma lo stato interviene nella produzione di un bene se questo viene considerato politicamente critico e quindi c' necessit che venga offerto in condizioni di prezzo e qualit soddisfacenti; oppure nel caso in cui si pensi che se la produzione di tale bene fosse lasciata in mano ad aziende private non si otterrebbe l'effetto politico desiderato. I motivi per cui lo stato potrebbe decidere di entrare nell'economia sono svariati. I primi cinque vengono definiti dagli economisti casi di inefficienze del mercato. L' stato inerviene in presenza di beni pubblici puri, ossia beni caratterizzati da non escludibilit e non rivalit nei consumi. Le imprese non hanno interesse nella produzione di questi ben in quanto non potrebbero pretendere il pagamento di un prezzo e ci causerebbe il fenomeno del free-riding. In questo caso interviene lo stato il quale richiede la riscossione di tributi. Un altro caso di inefficienze del mercato quello dell'esistenza di mercati non concorrenziali( vedi casi di monopolio naturale dove condizioni fisicotecniche rendono sconveniente per altre imprese ntrare in quel mercato). Le imprese in questo caso potrebbero appropriarsi di vantaggi indebiti, lo stato interviene allora come produttore o come regolatore. Nel caso di esternalit positive o negative. Si ha un'esternalit positiva quando un soggetto gode di benefici senza per essi pagare un prezzo, si ha un esternalit negativa al contrario quando un soggetto subisce un effetto negativo senza per questo ricevere un indennizzo. Le imprese tendono ad appropriarsi delle esternalit positive e a scaricare quelle negative, anche in questo caso lo stato interviene come regolatore o come produttore. Nel caso di mercati incompleti, ossia nel caso in cui alcuni beni non venissero prodotti perch considerati poco convenienti dalle imprese ed infine nel caso di forti asimmetrie informative. Per beni difficilmente valutabili ex-ante infatti un soggetto potrebbe decidere di affidarsi allo stato (vedi sanit). Anche nel caso in cui si sia in presenza di mercato perfettti dal punto d vista allocativo lo stato potrebbe decidere di entrare in economia per ridistribuire il reddito, ossia per offrire alcuni beni a condizioni non di mercato o per incentivare il consumo di beni di merito ossia beni critici non percepiti come tali dai consumatori. Infine lo stato interviene nell'economia per garantire lo stato di diritto ossia il corretto svolgimento di tutte le attivit economiche. Caratteristiche degli istituti nonprofit

Gli istituti nonprofit sono istituti privati anche se spesso ricevono sovvenzioni da parte dello stato. In questo tipo di istituti non assolutamente vietata, anzi auspicabile, la realizzazione di risultati residuali positivi, vietata per la loro redistribuzione a favore di coloro che li controllano. Un istituto nonprofit nasce per varie ragioni, nasce ad esempio nel caso in cui una certa categoria di persone ritiene che sia doveroso che alcuni beni siano disponibili a una certa categoria di persone a condizioni opportune. Nascono anche in caso di contemporaneo fallimento di imprese, famiglie o stato, in questo caso gli istituti nonprofit agiscono come produttori privati di beni pubblici. Questa categoria di istituti nasce anche per godere di agevolazioni normative o fiscali e i cui servizi potrebbero essere utili nel caso di beni la cui valutazione ex-ante risulta particolarmente difficile. Infine gli istituti nonprofit nascono per garantire il controllo diretto da parte del consumatore. Per una certa categoria di servizi, vedi quelli di un club esclusivo, c' infatti il rischio che il fornitori goda di rendite monopolistiche data l'esclusivit dell'erogazione. Gli istituti nonprofit si suddividono essenzialmente in tre categorie: Istituti di produzione, in cui i clienti pagano contributi assimilabili a prezzi Istituti di produzione e consumo, dove i destinatari della produzione sono gli stessi associati

Istituti di pura erogazione, si tratta essenzialmente di enti di beneficenza in cui prevalgono le operazioni di trasferimento di mezzi monetari rispetto alle attivit di trasformazione fisicotecnica.

CAPITOLO 4 Soggetto economico e soggetto di istituto

Il soggetto d'istituto rappresenta l'insieme dei soggetti che vantano nei confronti dell'istituto interessi di tipo istituzionale. Il soggetto di istituti gode essenzialmente di due tipi di diritti-doveri : -il diritto-dovere di governare -il diritto di godere dei risultati reddituali positivi e il dovere di farsi carico di quelli negativi Queste due tipologia di diritti si chiamano diritti di propriet. Il soggetto economico quell'insieme di persone che vantano nei confronti dell'azienda interessi economici istituzionali. Sono inoltre i membri del soggetto economico che possiedono la prerogativa di governare economicamente l'istituto ossia di fissare le politiche, le strategie, gli biettivi di governo, di decidere quali soggetto contribuiranno alla vita economica dell'istituto, di progettare e mettere in atto strutture di governo economico e si sorvegliare il funzionamento dell'istituto. Il soggetto economico deve ispirarsi a due concetti principali che sono l'economicit e il contemperamento degli interessi. Assetto di governo delle famiglie

Tutti i membri della famiglia sono anche membri del soggetto economico, gli interessi economici delle famiglie di parenti e affini sono da considerarsi non istituzionali. Il governo economico pu risultare complesso in quanto ogni decisione implica significati non solo economici. Spesso il governo economico delegato al capofamiglia. Non sempre il contemperamento degli interessi risulta agevole. Assetto di governo delle imprese

Spesso con riguardo alle imprese si nota che differenti tipi di imprese attuano diverse modalit di governo economico le quali riconoscono rilevanza a diverse categorie di portatori di interessi. Solitamente il soggetto economico delle imprese caratterizzato dai conferenti capitale di rischio e dai prestatori di lavoro. Tuttavia nel mondo occidentale spesso si attua il modello capitalistico che riconosce il governo economico alla sola categoria dei conferenti capitale di rischio. Tuttavia forma e sostanza spesso non coincidono infatti spesso i conferenti lavoro influiscono sugli organi di governo pur non votando i membri degli stessi. Alcuni ordinamenti come quello tedesco tuttavia prevedono esplicitamente la partecipazione dei conferenti lavoro nel governo dell'impresa. Qualunque sia la scelta riguardo la struttura di governo alcuni elementi rimangono invariati: il fine economico istituzionale resta quello della produzione di rimunerazioni, le prerogative del governo economico rimangono le scelte di assetto istituzionale, tecnico, organizzativo e di organismo personale e scelte di configurazione delle combinazioni produttive. Assetto di governo dello stato

Fanno parte del soggetto di istituto e portatori di interessi istituzionali dello stato tutti i cittadini, sono membri del soggetto economico tutti i cittadini e i prestatori di lavoro. I fini economici istituzionali sono il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini e l'adeguata rimunerazione dei prestatori di lavoro. Il governo economico si attua per via indiretta attraverso organi collegiali i cui membri sono scelti tramite elezione, essi posseggono infatti anche un ruolo politico. Assetto di governo degli istituti nonprofit

In questa categoria di istituti il soggetto di istituto pu far capro a tre categorie di soggetti: gli associati di associazioni chiuse o aperte, i donatori e i prestatori di lavoro non volontario. Gli interessi economici istituzionali sono il soddisfacimento dei bisogni degli associati e la rimunerazione dei prestatori di lavoro non volontario. Sono interessi invece non economici quelli dei donatori. Nel caso degli istituti nonprofit quindi ci pu essere una netta distinzione fra soggetto d'istituto e soggetto economico. CAPITOLO 5 Nozione di economicit

Si definisce economicit la capacit dell'istituto di rimunerare adeguatamente tutte le condizioni di produzione. L'economicit strettamente legata al concetto di equilibrio istituzionale, inoltre rappresenta sia un principio che un obiettivo di buon governo degli istituti. La nozione di economicit si declina in due aspetti fondamentali che sono il perseguimento dei fini economici istituzionali e il soddisfacimento di determinate condizioni (quali equilibrio reddituale, efficienza, flessibilit, congruit delle rimunerazioni ed equilibrio monetario per le aziende). L'economicit delle famiglie

Nelle famiglie l'economicit di presenta come capacit di attrarre attraverso il lavoro esterno e la gestione patrimoniale risorse adeguate alla posizione sociale e al progresso del tenore di vita della famiglia. Tali risorse devono inoltre permettere il formarsi di un risparmio in grado di alimentare un conveniente patrimonio. Spesso l'equilibrio monetario si ottiene tramite la creazione di un fondo di mezzi liquidi da cui attingere per far fronte alle uscite monetarie concentrate in determinate parti dell'anno. L'economicit dello stato

Lo stato e in generale le istituzioni pubbliche si trovano in una condizione di economicit quando realizzano i proprio fini istituzionali e soddisfano determinate condizioni quali: 1) producono beni e servizi considerati soddisfacenti 2) corrispondono remunerazioni adeguate a finanziatori e collaboratori 3) le combinazioni economiche hanno carattere di efficienza 4) i tributi vengono imposti con criteri di equit 5) la gestione patrimoniale produce redditi convenienti 6) si ha un risultato sintetico di risparmio L'economicit degli istituti nonprofit

Per quanto riguarda l'economicit degli istituti nonprofit necessario sottolineare alcune peculiarit.

Innanzitutto da sottolineare il fatto che solo una parte limitata dei costi coperta dai ricavi provenienti dalla cessione di beni e che l'equilibro reddituale si basa principalmente su donazioni volontarie, lasciti e cosi via. Lo snodo critico dato dalla stabilit di tali flussi. Il difficile equilibrio reddituale spesso si traduce in un difficile equilibio monetario. Situazioni di crisi monetaria o reddituale nel caso si protraggano nel tempo possono causare la comparsa di un soggetto economico improprio o la cessazione della vita dell'istituto. Riguardo all'efficienza spesso difficile valutarne il grado in quanto dipende dalla valutazione del grado di soddisfazione degli utenti. Infine riguardo alla flessibilit spesso si registra una sostanziale inerzia di fronte alle variazioni del mercato dovute principalmente alla mancanza di mezzi ma anche alla mancanza di incentivi connessi al profitto