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- 601 per alcuna citt o provincia al fine di ordinare od interdire certi fatti agli abitatori di quella.

Da tale parola derivata naturalmente 1' altra di contrabbundo, dovrebbe esprimere in un senso generale qualunque azione contraria ad un editto speciale promulgato in un paese. Ma non & questo il senso nel quale corre comunemente la parola contrabbando. L'uso ha portato questa parola a clesignare il concetto pi speciale di violazione delle leg,'01fi fiafzziur k , o meglio quello specialissimo di violazione delle leggi di regalz'a. Questo ultimo parmi che a vero dire sarebbe il significato pi proprio della parola contrabbando: ma bisogna convenire che essa si adopera sovente nel senso pi lato, applicandola ancora al fatto di chi abbia introdotto in spreto delle leggi daziarie generi che non sono di privativa ma unicamente sottoposti ad una tassa d' introduzione o di circolazione. In tal guisa chiunque di noi rientrando nella citt rechi seco una libbra di zucchero senza pagarne il dazio alla dogana dicesi dal volgo aver fatto un contrabbando. Ma nel senso giuridico contrabbandiere & colui che commette simili fraudi non per economia nei generi di proprio consumo e bisogno, ma per veduta di guadagno e speculazione, e in certa guisa come mestiero.
(1) D u C a n g e glossarium vol. 1, col. 920.

Il contrabbando per impresa si S veduto anche fino ai di nostri colpito da certe legislazioni con ~ienalittanto elevate che merita vi si dimori at-

torno per definirne i caratteri e la ragione politica. La impresa si definisce pi che con la indicazione di certi modi speciali, con la espressione di un concetto. PerchB il contrabbando assuma il carattere d'impresa, bisogna che presenti un che di sistema, e di organizzazione dello attacco contro la regalia.

k tale concetto ci6 che gli d, uno speciale carattere politico; in quanto esso presenta la intenzione di porre una mano di popolo in lotta contro la impresa o speculazione governativa. Questa sua gravit si costituisce appunto non dal solo danno materiale del pubblico erario (che pure B ordinariamente pi vistoso) ma piuttosto dal danno morale, in quanto la impresa del contrabbando avvilisce il Governo, costituisce una consociazione privata destinata (sia pure per un limitato tempo ed oggetto) a porsi in aperta lotta contro la societ civile; e intende a staccare dalla obbedienza alle leggi della regalia una quantit indeterminata di cittadini, ed anche (se a lei si lasciasse libero il campo di azione) tutti quanti i cittadini allettandoli a prowedersi del genere illegittimo, o mercb la economia del prezzo o mercB la speranza di trovar meglio, od anche pel solo impulso dello amore di varieth. Non B l'uomo che per suo uso contravviene ad una legge finanziaria; non B l' nomo che mira a meschino guadagno con irrilevante danno delia regda : B 1' nomo che vuole sostituire la propria speculazione alla speculazione del Governo, e intende che una parte rilevante della popolazione

- 603 orga messe alla speculazione sua e si distragga la1 porger messe alla speculazione governativa.

Ecco percliS in questo malefizio si scorge qualche

cosa di assai pi grave che nel contrabbando ordinario. Ci6 . coerente ai principi1 cardinali regolatori delle nozioni dei reati. Ammesso una volta che la speculazione denominata regalia sia un diritto governativo, chi intraprende per conto privato nguale sl~ecrilazione invade i diritti governativi, sd il suo fatto assume 8 1 carattere politico. La condizione 2 preambula che costitnisce il criterio delimitatore del contrabbando propio (delitto) dal contrabbando improprio (trasgressione) sotto il rapporto dello elcmento morale, . pertanto il. fine di guadag~oessenzialm~nle distinto dal fine di econmia o di piacere. Ma questo criterio mora& b piuttoslo ~lzegativo che positivo :vale a dire che forse non possa aversi il contrabbando corno delitto dove manca la spccnlazione di lucro, ma non gi& che data la veduta di un I~c?*o; offesa alla regalia degeneri per la quella, sola circostmza indistintamente in vero hZitto. Lo elemento morale del presente reato si esprime con la parola ivqresffi, questo solo non ne ma completa i criteri! essenziali.

Occorrono altro circostanze ulteriori perch la ti*asg~*essione converta in delitto, o questi costisi
tujscox~o criteri ./lzaterria2i malofizio, intoressani del

tissimi a definirsi. Sovente diviene una eventualia accessoria alla indole di questo reato il pi o meno di danno pecetniaj-io derivato alla finanza. Cento iqdividui che senza consociazione di interessi o di azioni spicciolatamente introducano nello Stato ad uso proprio od anche a fine di rivendita quindici libbre di sale per ciascheduno, hanno inferito alla regala un danno pecuniario rappresentato da mille cinquecento libbre di sale straniero. Sei individui che si siano associati per eseguire la introduzione di mille libbre di sale hanno recato alla regalia un danno equivalente soltanto alle mille libbre. Ma i primi non hanno inteso ad usurpare i diritti governativi, e sono (in faccia alla scienza, che che piaccia a certe leggi fiscali) responsabili di semplice trasgressione e non di delitto. I secondi non possono non avere avuto la intenzione di invadere quei diritti ed esercitarli essi in luogo del Governo, e qui sta lo ulteriore oggettivo giuridico che attribuisce al fatto il carattere di vero del?ito.

E qui torna acconcio mostrare di nuovo la esattezza della nomenclatura del C a r m i g n a n i che insegn essere oggetto del delitto unicamente il diritto e legge aggrediti, e non gi la cosa o persona sulla quale cade 1' azione. Nel contrabbando 1 azione ' materiale svolgesi sopra cose che sono propriet del contrabbandiere; e sarebbe assurdo trovare in quelle l'oggetto del maleficio, perchb non contro di loro la offesa, e non sono quelle cose ci che si protegge con la penalit. Nel contrabbando il sog-

getto attivo p)*imario sono i.contrabbandieri: soggetto attivo secoizdario i veicoli o strumenti coi quali si eseguisce la introduzione o la fabbricazione vietata : e se i terzi acquistano scientemente, o altrimenti aiutano il contrabbandiere, saranno anch'essi alla loro volta soggetti attivi primarii del reato di complicit, o favoreggiamento, o correit secondo i casi. Le cose introdotte o fabbricate fraudolentemente sono il soggetto passivo del delitto : esse sono indispensabili a completare la figura soggettiva del contrabbando. In faccia a questo soggetto cos completato stanno come oggetto i diritti del Governo, e la legge che li protegge : e per il conflitto fra tutti quegli elementi costituenti il soggetto del reato, e quei diritti e quella legge che danno al fatto (senza ci innocente) una oggettivitic giuridica aggredita od offesa, sorge lo ente giuridico che dicesi delitto.

Ma definito i1 concetto astvatto del contrabbando per impresa, facilissima' a concepirsi, rimane a designare i criterii materiali concreti che ne circoscrivono la nozione pratica. E questo B forse alquanto pi difficile e perplesso.

Non parmi si possa ricorrere ad altri criterii pratici tranne scegliendo fra due. O si desume la nozione di questo speciale reato dal nzcnzevo (i) degli agenti consociati nella consumazione della frau-

de: o si desnme dalla quantit del genere introdotto, o smerciato. Potrebbero ancora cercarsi altri criterii trascendenti, come (a modo di esempio) la costituzione di una fabbrica, oficina o stabilirriento fofornito di una certa attitudine, e destinazione permanente; oppure la natura di certi veicoli o mozzi di trasporto, che rivelano una piit estesa preordinazione; o lo ingaggio di nomini; o simili. 3Ia questi criterii mi sembrano troppo accidentali perchb possano assumersi come determinatori esclusivi del tipo.
(1) In Fraucia pare che la legge del 28 aprile 1816 pigliasse a considerare come criterio misuratore del delitto di contrabbando il numero degli agenti, e il porto cl' armi. Vedasi M o r i n Joicrnal de drolt criminel art. 8856. Le moderne leggi Francesi sul contrabbando si trovano indicate dall' E l o y code d' uudience part. 2, pag. 224, et 231. Bla giii sappiamo non doversi confondere clb che pu essere criterio whisicrnlore di un reato, con cib che deve esserne criterio essensiule.

Del pari potrebbe sembrare che il criterio esselizialc del contrabbando dgtitto, in contrapposto del contrabbando tra;sgressiono, fosse a cercarsi nella abitudine. Ma se Irr. consnetudine di violare le leggi

di regri1in pub essere nn criterio misura.tor-e,io non credo clie debba tenersi come cosiitutiuo della im>presa. Rimangono dunque ad esarnina~ei due critwii del nzrnzero e dalla insalzttt.

C;. 3890.
Razionalmente contemplato il dubbio parrebbe che il ~zwlize~~o consociuti nel contrabbando fosse dei il criterio pi saldo: e questo offrirebbe una certa analogia con lo identico criterio che abbiamo veduto valutarsi nel reato di resistenza. Senza dubbio di siffatta circostanza del numero dovrebbe farsi un criterio misuratore per desumerne un aumento nella quantitk del delitto, avuto anche riguardo ai conflitti violenti che dal numero possono nascere fra i colpevoli e le regie guardie. Ma fare del numero il criterio essenziale costitutivo di questo reato non k forse buono praticamente n&. riesce sufficiente al bisogno, perchb anche il fatto di un solo guidatore di un carro o di una barca pub coslituire la impresa.

Fa mestieri dunque attenerci (sulle orme della pratica Toscana) al secondo dei suaccennati criterii, vale a dire la quantit della merce introdotta o con una singola azione o con singoli atti esecutivi di una sola risoluzione criminosa congiunta perO sempre a1 fine di speculazione. I criterio della 1 sola ripetizione di atti per quanto prolungata non b accettabile quando questa proceda da mera veduta di propria economia anzichh da aviditd di Zzcero. Un capo di famiglia che per risparmiare quattro centesimi si rechi tutte le settimane al di l del confine territoriale per provvedere Irt sua vivanda di sale straniero, ancorch agisca per un di-

segno prestabiliio ed ancordih continui per m111 ed anni in simile fatto non puC, dirsi cul~iewiei ~ I A i' p1esa:iua sarii un impresario del conira~~bzudo chi pattuisca con un bottegaio di fornirgli i1 sale clic esso rivcnde, quantusrlne la fcrrnitura egli f~ecia i : piu riprese, ed ancora se raolsi a poche libbre per volta, g. 3832.

'I'iesti mi scmbra die, sotto il punto di ~ i s t seiena tifico, debbano accettarsi come triterii essenziali della impresa. Yon mi b avve~iuto trovare ncpli scritdi tori esamiuata e discrrsrn touricutilcnte simile quostionc. I monumenti pratici si adattano ai concetti da rw esposti: le varie lcgidazioni alla materia te hanno presso a poco proceduto su quelle linee.

9. 3893.
Toscana il titolo di contraljbando per 2?22pj*~..~f/, ebbe la sua speciale e piU importante applicazione in n1atei4iadi sale, che era per il CToverno Glranducde una privativa gelosamente e con pnrtico1tli.c teriacitk custodita, forse pii1 che non avrebbe rncritato il. Iucro ef53ttivo del suo prodotto; ed ora riconosciuto tanto ~iellafa8bricazione di sale mnrinu che nell' intorno si fosse Qtta dai privati, quanto nella introd~izialiedi sale est;er40.Cosi l' uno curne 1' filtro iticovasi sale di cont~*is'DBlr?~r;l0.
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Le leggi che in Toscana conlemplnvaxio finestti materia e cllc furono mantenute in vigore merci!

- 609 il decreto del 20 giugno 1853 . ( art. 5 ) col quale ordinavasi la pubblicazione del nuova codice di polizia erano le seguenti. Riguardo al sale lo art. 105 del codice Leopoldino del 30 novembre 1786; l'articolo 22, 23, 24 e 25 della legge del 2 settembre 1819; e in ordine aIIa regalia deI tabacco (1) l' art. 54 della legge del 18 luglio 1851. La impresa del contrabbando di sale per il suddetto art. 22 era cosi per gli esteri come per i nazionali punita con la casa di forza da sei mesi ad un anno; pena che pel decreto del 1853 si mut9 in quella del carcere da uno a due anni: e pi altre pene accessorie contro i forestieri.
(1) In ordine alle penalit occasionate dalla regalia del tabacco esistono varie dissertazioni giuridiche : G o t t l o b A u g. J e n i C h e n Obscrvationes selectae criminales de tabaco, Giess. 1756 in 4 . O E n r. E r n. K e s t n e r &issert. de jure tabnci, Rinlh. 1700 in 4 . O .

La impresa (non definita nei snoi caratteri costitutivi da quelle leggi) si fece dalla interpetrazione gindiciale (1) consistere in una consociazione di pih persone ordinata alla fabbricazione o alla introduzione del sale di contrabbando : P u C C i on i cofizozentario al codice penale Toscano vol. 6, pug. 403. Ma le nostre osservanze giudiciali oltre al criterio del nzwzero degli agenti richiesero i1 concorso di una certa qzca~ztitbdi merce fabbricata o introdotta: e supplendo al silenzio della legge determinarono che simile quantit dovesse ascendere VOL. VII. 39

a libbre nzille; argomentando dall' art. 24 della citata legge dove anche i dete.lzt0i.i si sottoponevano come col-rei alla stessa pena cluando in concerto con gl' introduttori o fabbricatori avessero profittato di una qnantitk di sale di contrabbando superiore a libbre mille. Non mi cale indagare se quella interpetrazione fosse o no coerente a1 vero spirito ' dello editto Toscano; ne se fra l art. 24 e 1' art. 22 si dovesse (come si fece) trovare una analogia, o piuttosto una discretiva. Fatto che questa interpetrazione era divenuta legge giudiciale fra noi.
(1) La legge Toscana comminava inoltre la perdita del genere e la confisca della vettura e carico. RIa i tribunali Toscani interpetrarono questa disposizione applicandola al caso in cui i l carico fosse di solo sale, e la vettz~rafosse dcstinata al trasporto esclusiuo del sale; sottraendo cos alla confisca la nave o carro sul quale trovavasi il sale di contrabbando quando questo poteva giudicarsi parte accessoria del carico. Temperamento pieno di equit e di filosofia. Vedasi la sentenza rotale del 23 aprile 1827 in affare d' Angliiari contro Domeuico deg17 Innocenti riferita nel Bspcrtorio inedito del Ca t e l l a C c i alla parola sale n. 2.

Le leggi e pratiche Toscane tenevano'in questa materia conto speciale eziandio della clbitzcdine, niinacciando ai recidivi la casa di forza da uno a tre anni (convertita poscia in carcere da tre a sei anni) se erano nazionali; e cinque anni di galera (convertita poscia nel 1553 in cinque anni di casa di forza) se erano forestieri. Simili pene erano certamente tali da incontrare plauso presso coloro che

lamentano Ia ruitezza Toscana, e pei quali 6 un ~liletto il filar co?-deal? ztso di IJiucc~zscc: & chiaro ma che la consuetudine di delincjuere era per iloi un criterio misuratore soltanto e non un criterio ossenziale (i).
(1) La origine della regalia cos[ituita sul sale e ~ u l l csaline, e le antiche leggi relative a lale arsomento si trovano descritte da S i s t i n a de s1egn121us cap. 19, lili. 2, de rrsali~za~-zri~t pag. 507 jure C a r p z o v io jrlri.~pr~hQetriia forensis Routano Sazr~nicapnm 2, co~astit, 85, defnil. 2,111tg. 876 F r i Lsc k i o apz~sculrcuarin, tractalus 8, cle regali salinnrzcliz jure, ove in se114 distinti capitoli espone quanto riguarda la matei'ia, e n1 capitolo oltavo riferi&ce le disposizioni cli vari statuti Fermnnici, Il vincolo sol.irii il sale rimonta slI' Inlporo Romano, con-io si 11n dalla leg. Si qnis, de vectigalilrus et cooz~ilissis.Vedasi anche L a r r e :i allcglith 78 C O n r i n g i u s opera otli~i~t, 4, POLI. $21, vol. $. 45 J u n g i u s de jure sulinn~tentiurb uctet'i L ~ L T II ~~ U rlienzo, Coetliitga 1740 Zie g l ie r dc jtrSDtcs ncijesltilis pcrg. 721.

ij;. 35'37.

1 codice LeopoIdino ali' art. 105 e lo successive 1 leggi Toscano minacciavano peli ali ti^ speciali ai contrabbandieri che si fossero posti in rasistenza colitro le gnarilie di fiiianza (caso cbe era tra noi frequentissimo) ma sarebbe inesatto occuparsi di ci;) a cluesto luogo. Quando il fine clellcr resistenza sia la protezione ci 1s consumazione del contrabbcinclo pot,r& por lo interesse della regalja cosiituirsi in rlaosto fine ali criterio niisriratoro ed aggravarne la pena della resistenza. Ma il titolo del reato rimane sempre lo stesso ~icr nota regol:! della lireIn

- 612 ~alenzadel mezzo su1 fine; e deve parlarsi di resistenza aggravata dal fine di contrabbando, e non gi di contrabbando aggravato dal mezxo della resistenza. Questa verit8 scientifica si riconobbe in proposito dei reati contro la regalia del tabacco (1) come rettamente asserva P a c c i o n i conzrizentccrio voZ. 5, pag. 406.

(1) In proposito delIa regatia del tabacco ( i n ordine a quale si 6 fatta dai nostri dottori la questione se sia sostanza alimentaria, e se il suo uso guasti il digiuno : Z a c c h i a puaestiones medico Zeljules fom. 2 , lib. 9 , til. 7 per lat.) ed agli alti criuilnosi fatti in ostilit della medesima, molle furono le leggi e gli ordini speciali sbanziati iiei diversi reami. Pu vedersi quanto alla Toscana il C e r r e t e1l i nel suo Repertorio alfa parola tabacco S a v e1 l i pratica universale S. tubacco, pny. 333, ove enumera le relative lessi nostre che risalgono ai 1664, e le pi anticlie delle quali ebbero In cautelit di assimilare al tabacco uella proibizione anche le altre polveri che facessero il rnedecl~no ctielto. In quanto alle leggi Portoghesi pu vedersi P or r a o theuricc clo direfto p2nnL voi. 6,pny. 30, art. 270. Nell' antica Prancia la pena del con~rabbandodi tabacco spingevasi fino alla iiiorte, per la dichiarazione del ti maggio 1690; poich in quel reame la vita di un suddilo era meno che niente: B r i ll o n dictionnaire des n ~ r t s 801. 6, pag. 456, mot tabac n. 2 ; ove riferisce l' Ordinanza del 17 ottobre 1720 ed il suo art. 21 cosi concepito 71s sera faile rizccwte poursuile cunlre 10s 1Slploycz, qui nuront fzt des fvnudeurs ou conl~olrnndierst i c tcibac, ew rsistu7~t;inzposonb en ce cas silente d toziri nos Procureuru. Quella Ordinauza al1' arL. 20 tniniicciava la pena di triortc contro i portatori di tabacco clie fossero trovati in niiniero di tre e muniti di armi. E tullocib deL1:ivasi ( (:orne osserva cnusticarne~ileB r i l-

- 613 l o n ) in quelle Ordinanze col consueto pateruo preambulo ohe s7 intendeva proteggere la felicith ed il bene dei sudditi!.,.

I n Italia la logge del 28 giugno 1866 costitu un liuovo giure penale in materia di contrabbaxido, o a meglio dire ricondusse il giure penale in pieno medio evo su questo argomento: ma fu legge di occasione ispirata dalla avarizia e dettata dalla crudelt, ed cra ben naturale che i pifi santi canoni di eqnitd e di ragione penale dovessero rimanore soffocati. Esporrd le iunovmioni di questa legge, ed ognuno potr8 giudicarne.

io I1 contrabbanilo commesso da un solo senza concerto con altri per una sola volta rimane (art. 2) sotto le multe ordinarie. Ma se il colpevole ha rei-

lerato per la seconda volta il contrabbando, incorre nel carcere da sei giorni a sei mesi. E se lo ha conimesso pev @e volte incorre nel carcere da sei giorni a duc anni.

2." & costituito delittopctfetto ilr sd stesso (art. 1) l' associazione: di k-c o pii1 persono che abbia per soo2~o di co?ns~zcttc~c contrabbnt~cto,ed e punito Il nei capi col carcere da tre mesi ai1 un anno, e negli altri col carcere da uno n sei mesi. Questo reato esiste peZ sob fatto (cosi la legge) della or-

sono i criferii costitritivi della oi-pni,nsasio?zc? Bastn il solo co?scn$o ed accordo, oppure Ilei*dire orgu?ii~ucrto eontral~hanclo il occorre di pii1 la determinazione [lei mezzi e forme ili esecuzione, o si esige ancora la ~31"ejju~'cc~"i0120 dei mezzi?
ya)zi:;cczioilt..
312 quali

g. 3001.
3." 11 contrabbando commesso da un. solo dei uloml~ri del]' associazionc, o da tutti i consoeiati (art. 2) b pneito col carcere da sei mesi a tre anni. Non richiede Iti legge lo scopo di s~~ec~~lcccsionc; cosiccll tre amici i qriali per provvedersi cli un mazzo di sigari ad uso proprio abbiano fatto nnn passcggiattt al di I i del confine possono guadagnarsi tre anni di carcere per ciaschctluno: ed anche cinque anni secondo 1' art. 3.

4 Infatti mentre 1' art. 2 prevede il contral~banrlo ivi conzmcisso dazia associazio?ze o dc~ tct-

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Zzcno d essa, e con ci6 sembrava contentarsi cli tre f anni di carcere per il contrabbando eseguito da tre pcrsone riunite, ci6 si si~ientiscedall' art. 3 il quale (senza niente distinguere la diversa gt4afztitu della merce introdotta) miliaccia la caroero dal minimo (li tre anni flao zt cinqrie anni quando sia commesso clu tp7e pel*sone. Ma queste tre persone d c ~ o n o esse avere precodent;emeilte costitriito una associazione, o J)nsta cho anche casualmente si trovino insieme?

5." Estende puro la carcere fino a cinque anni se i2 contrabbando avrenga ( ari. 3 ) n ?izr!~zo nrsjl~tu. si 13%cura la legge di farci sapere cosa E intende per armi, richiamrmdo 1' art. 453 del codice Sardo del cpale ordina la pul~blicazionein Toscana e c11e dichiara t t ~ f ? z ianche le crcnizc (sic) e i sussi

quando se n' & fatto uso per srz2~zaccin~e. non &fa si dii crim ugude per farci capire cosa essa intelida per wam wr~~intn. Naturalmente se deve essere a m a t a 1s ;?laccgzo se ne incturrn che un coltello or1 una pistola tenuta in ~ G S C I C non porta la qualifica: ed altri vorra inclurne eziandio che ani nrdiibugio tenuto in spalla non costituisce la mano arrnttta, Del pari non definisce se al10 aggavio di pena debl~asoggiacere soltanto colui che avcljn I' a~jkie od ancora i coinpagni Ene~mi.

6.0Blinnccia pure il carcere da tre a cinque anni (art. 3, n. 9) qriando sia operato con conlz~io?zc ili pubblici impiegati. E sembra clio questo aggravaznento si possa incorrere ancho rla zcno solo sema CWmi,e per qualsiasi henchi: minima rluantili~di merce.

7.0 I conpZi:cc per sairiniiuistrazione di mozzi di 1 trasporto fatta scionlomente alla assocjnziono B eolpito (art. 4 ) con pena icgunle a quella minaccirrtn ti.110 agente principale.

80 La ricettazione di oggetti di coiitrabbando se . fatta al seguito di precedente trattato porta (art. 5, n, i ) a pena uguale di quella inflitta all' autore principIe: e se avvenuta anche senza 11~*ece&nte trattato od intelligenza (art. 6) porta pure alla idenhenignita a causa tica pena; e soltanto per gra~idt! del difetto di ogni previo concerto s' ingiunge di non infliggere il massimo. Chi compri un mazzo di sigari ila un contrabbandiere rischia quattro anni e undici mesi di carcere.

9.0 Si prescrive (art. 8) doversi sempre inesorabilrnente infliggere il massimo della pena contro gli osti e padroni di caffk che abbiano partecipato ( e gib s' intende anche col ricettare in. qualsisia quantit la merce) al clelitto di contrabbando.

20.0 La legge suddetta, all' art. 10 ordina la confisca della merce non solo quando essa B inhodotta nello Stato (lo che b regolarissimo) ma anche quando essa ivi si voglia fare entrare nello Stalo: chc & quanto dire si possa invadere il territorio straniero per confiscare la merce quando B sempre sul territorio straniero, ma riviene agli agenti doganali che la intenzione dei proprietari & quella di fhrle varcare il confino Italiano : disposiaiono che si pot dettare da Napoleone P perchb era Napoleone I,

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i i .O

I proprietari di locande, caEb e pubbliche

vetture sono (art. l 1 j responsabili in proprio delle mZfe incorso per contrabbando dai loro inservienti.

i 2 . O Al colpevolo del contrabbando deve applicarsi (art. 13) il na~@imurn della pena stabilita dalle leggi Re1 Regno contro 1' omicidio, le ferite, la resistenza, od il falso, quando tali delitti siano stali comtnessi in occasione del contrabbarzdo. Disposizione notabile non solo per la esorbitnnza del suo rigore, ma anche per la perplessitk della formula in accasone, la quale porta a dovero infliggere il masimu~z anche quando i contrabbandieri nella occasione di copcertare o commettere un contrabbando, o di esiture la merce, venuti a rissa fra loro si siano reciprocamente feriti od offesi. Spetterd poi ai tribunali decidere se qaando un contrabbandiere condannato a qnalche anno di prigionia resista alla pnbblica forza che vuole arrestarlo in esecuzione della condanna, debba sempre applicarsi In massima pena della resistenza perchb occasione della medesinia fu il contrabbando.

Tale 6 la legge che rrn regime costituzionale in mezzo a t m t o vanto di liberi& venne a recare al Reame d' Italia; e che da oltre quattro anni O in

noto ai Uop!ltafi rlritll pgetto fiscale si lamentava la iniquitu flagrante di alcune di tali disposizioni, si rispondeva che il 1~isogno ilollri finanza comanda~it Lo che mostra cosi. che se i pi6 vcri principii di ragione penale furono per molti secoli immolati snll' altare della superstizione t: del dispotismo, oggi s'imrnoIano suil' altare di Jllinimona. Questa legge clispone in generale pcl contrabJ>ando senza mai definirlo. Colpisce dcssa il solo co~at~abba~ldo p~~oprio, consistente nello speculare sopra merci soggette a privativa regia; oppuibecolpisce ancora il eontraBbc~n&i ~ y r o ~ ~ ~ i o ; quel10 ciob consistente nello introdurre nello Stato o in una cittii merci di libera circolazione sottraendole peraltro a1 pagamento dei dazi? Io 1a considero colne leggo occexionale da non estendersi oltre il caso p~oj~rio. fosse altrimenti bisognerebbe dire Se che tre persone accortlcrtesi per tirare al [li sopra delle mura di aria cittj un sacco di zuccl~eroincorrono ne1 carcere da tre w cinque anni, e c t ~ e4 n altrettanta pena incorre chi scietzlcmente compra qualche libbra di quel10 zuccliero cosi introdotto. La giurisprudenza risolverii questo dubbio.
T - ~ ~ o YIJ~ando L'. renduto

Malgrado l' amore clic si era posto dai proponenti in quella legge, noi avevamo fiducia che portata alla discussione della Camera o del Seilato essa avrebbe naufragato; o sarebliesi altnono ridotta n termini di ragione. hla B stata sempre una trista fatalit cho le leggi penali del Itcgno d' Italia si attivassoro dai RlinisEri senza che i poteri legislzitivi ne

preiiclessero cognizione (i). hlentrc il Parlamento accingevasi ad esaminare quel progetto di legge mppe la terza ed ultima guerra con 1' Austria, la quale impose la necessita, di concedere al Ministero i pieni poteri. Ci dette balia al Ministro Scialoja di convertire in legge quel Progetto, e cosi nel giorno 28 giugno 1866 essa ebbe sanzione senza che il senno dei nostri rappresdanti potesse rilevarne le perplessita, le incongruenze e tutte quelle negazioni dei piU santi canoni del giure penale chr sono intollerabili anche in una legge finanziaria. Noi sialilo profani al diritto costituzionale e non osiamo invadere la messe altrui. Ma a noi pareva che i pieni p o t e ~ iconcessi ai Ministri in occasione di una guerra non avessero niente che fare con leggi punitive riguardanti i reati comuni, perchB per opinione nostra i pieni poteri in un regime costituzionale non sono una Dittatura, come trovarono comodo di credere i Ministri Italiani. A noi pareoa che per lo meno dopo cessati i pieni poteri si dovesserci 0 sottoporre alla ratifica del Parlamento le leg,' 1 estranee alla guerra che si era avuta la fretta di pubblicare E noi ci eravamo preparati a proporre ai Tribunali ordinari la incostituzionalit di una legge che si voleva perpetuamente duratura oltre la durata dei pieni poteri, qualora si fosse a noi presentato il debito di patrocinare un cittadino avverso il quale si fosse chiesta 1 applicazione di alcuna delle ' esorbitanze col sanzionate. Ma (dobbiamo dirlo a lode del vero) il buon senso dei pubblici Ministeri, e degli agenti governativi ha risparmiato agli Italiani quella serie d' ingiuste molestie alle quali forniva troppo larga occasione una legge iraconda. An-

che questa volta la storia ha mostrato qual sia la sorte destinata per la natura delle cose a tutte le umane esorbitanze. Scoppiare come il tuono: passare come il baleno. Ho esitato in faccia al pensiero di chiudere il mio lavoro con la esposizione di quella legge. Quasi mi pareva che io venissi a dire ai miei discepoli non esser pi vero nessuno dei principii cardinali sulla impntabilit quando trattasi dello interesse della finanza. Ma ogni ritegno si dilegu dall'animo mio, ed anzi stimai cosa utile avvertire gli alunni miei dei pericoli pratici affinchb pi tenacemente si stringessero nell'affetto per quelle verit assolute che costituiscono la teoria del diritto penale, prima salvaguardia di ogni civile libert !
(1) Cib accadde ancora al codice penale del 1859 improvvisato nel periodo dei pieni poteri, non mai portato alla discussione del Senato n della Camera dei Deputati Italiani.

(SEGUE)

SEZIONE SECONDA

D E L I T T I S O C I A L I

GLASSE OTTAVA ED ULTIMA


D B L I T X 1 POLITICI

CAPITOLO UNICO

Quando io poneva mano a1 presente lavoro era mio divisamento pubblicare In esposizione completa di tutte le diverse classi dei ~naleflzi che in numero di quattordici mi si paravano innanzi secondo il mstodo della mia clist~~ibuzione. ordine L' nel quale io prendeva a collocare queste diverse classi traeva la sua ragione dailo svolgimento storico che a mc pare rloversi supporre ~orificato nel sorgere mmo a mano progressivo dei diversi titoli di reato.

S. 3914,
a ritenersi come probabile clie la idea di delitto esordisse negli uomini primitivi dalle offeso

contro la vita umana: poscia si pigliassero u considerare quelle contro la integita delle membra; e piu tardi si pensasse a proteggere la libertit, poi 1 onore, poi la famiglia, ed ultinia fra i diritti ria' turali la proprietk. Come del pari B probabile che costituita con solido organamento la societa civile si provvedesse n proteggere prima di ogni altra sua istituzione le. pubblica giustizia; poscilr la iaornle pnl)l;ilica, la sai~itilc, tranquilliti, e la religiola ne; e pii1 tardi il metnflsico concctto della pribl~licttl .kde; e poi la firianza e per ultimo certe formn ed ordini di governo non figlie iici I~isogni momentanei, delle accidentnlita, o delle forze prevalenti, ma di un concetto apectilntivo die dava vita alla si:cognizione di un giurc pnl~blicointerno ecl esternn razionalmente costituito sovra regole di giristizi:.

Questo metodo di distribuzione conduceva dietro


il concetto della sespettiva genesi storica n purro in ultirha classe i delitti politici; e cib tornava ancora xncglio acconcio ai disegni miei in quanto la esposizione cli quosta ultiina classe era per me COme tin veicolo di transizione.

La esposizione di qrresta ultirna classe io intendeva dividere in due parti, ciob parta storica e parte filosofica. La p r t e storica io suddivideva in ty': neriadi distinti.

Xel primo periodo io intendeva raccogliere i prirni embrioni clol delitto politico nei popoli pii1 antichi giungendo uno a Roma Rcpziliblicaria, C clriuciendol~ cusi con la closcrizione Jella ~ISI'ET~/C~~EOZ' Romana.

Al periodo c~'fit.iCcr doveva succedere il 41cecE10, cl~o raechiude~~a tutto lo intervallo trascorso dallo Irnpero Romano fino al 1786 ; e cosi la clescrizione del terribile e fantasmagorico titolo di Z0.w v?'laesztu: titolo clio io chiamo terribile perc2i8 ni ailapia sopra milioni di cndctveri; e clriamo fiintasmagoricr~ perchi3 il niedesiino ebbe por sua divisa di sostituire con Ic sue regole eccezionali e feroci ai precetti della giustizia i fantasmi clella p

3. saio.
Terzo ed ultimo periodo storico era il contomporaneo, che in si? chiudeva 10 intervallo decorlso fino ai di nostri clall' anno i780, epoca della prima solenne abolizione che fosse legislativuxnente orclinata del bitoIo di lesa maestil. Ed in questo tcrzo periodo salla scorta dei codici moderni era tl descriversi la novella nozione del reato politico, trashrmato nel titolo di delitti contro la siczire,rzn ~lcllcrStalo, con la sua empirim divisione (Ti offese :ilIa sicurezza Cnterna etZ esterna della Nazione.

Dopo questo probgomeno storico doveva seguitare a complemento dell' ultimo volume del m o i lavoro lo esame della dottrina del delitto politico nel suo punto di vista filosofico. E poicht! la filosof2a del reato politico, guardato a diritto costituendo in faccia ai principii di somma ragione sociale, emana dai cardini del ginre pubblico, cos il capitolo che doveva contemplare la costituzione razionale del reato pulitico e le sue varie forme non era che un corollario ed un complemento di un corso di diritto pnbi~licou n i v e l i s ~ .

Io sosteneva a quell' epoca per incarico temporaneo oltre la cattedra di diritto penale anche quella di diritto naturale :laonde io poteva benissimo concepire il pensiero di pubblicare eziandio il corso di quel mio insogntlrnento ponendolo a corona del mio corso di diritto penale sotto la trattazione dei reati politici e procedendo casi dallo esame dello ragioni constitz~tivedella, societh civile, alle ragioni doll'mdinamen40 di lei: e qnind alle ragioni della sua conservaxione e difesa, estrinsecata con lo am mn,' g gere al novero dei reati da ginclicarsi criainalmente anche le offese contro le formo di governo accettate dalle Nazioni e contro i rapporti delle Nazioni fra loro.

Ma il nuovo or6inarnento dato agli stutli univeil sitnri aboli quella cattedra spartendone lo insogna~liontonelle cattedre di filosofia del diritto, di costitazionale, di amministrativo, e cl' inf;on2aziondc; ciascuna delle quali vennero a cnoprirsi da esimii giureconsnlti. Appo ci6 Iw pul~blicazionedi un corso di giare pnbhlico universale sarebhe ogzi opera inDuttnosa e presuntuosa per parte mia. Infruttuosa perchh non utile ai discepoli; p r e s n n t ~ o ~ perchi! mi porterebbe necessariamente ad invadere le materie che oggi sono sotto il dominio di nuove cattedre coperte da sommi colleghi e sapientissimi oltre ogni dire, il campo dei quali io verrei profaaamente ad invadere con la pubblicazione di quosta parte del mio lavoro.

Non sapendo pertanto come esporre la dottrina filosofica del reato politico senza presentuslo corno l h l t i m o brano ( e quasi la corona od il corollario) di un trattato di giuro pubblico, e non potendo far questo: e non ravvismclo utilit in una pubblicnziono monm e di mora eruiliaione quale sarelil~e la nuda storia dei vecchi errori in tale argomento, egli ben dov~rc io qui deponga la penna seiiche ZLS ulteriormente continuare un Iavoro gi8 a tropptl rrlolc cresciuto. S. 3924.

D' altroilde al giorno della mia prima pubblicazione io non aveva ancora fatto sperimento del co40 VOTA. TSI.

- 626 m c cegeti la giustizia auchc sotto i liberi repgimenti quando la politica se la pone fra le ngne.
Dicci anni di ulteriori studi, di nltcriori esperienze, e di ttlteriori disinganni mi hanno renduto scettico (I~isognabene clie io lo confessi) sulla esistenza possil\ile di un giure pcilale filosofico e ordinato sopra principii assoluti nella materia del cosi detto ~eato politico. Io ho coltivato lunghi e lunghi anni con amore granilissimo il giure penale, e con pari affetto lo coltiro tuttora, perche vi ba i;rovato e vi trovo una tela di principii assoluti e costaliti, attorno ai quali corno carne salle ossa si avvolge la dottrina del giure punitivo inalterabile e nei suoi cardini sempre uguale a 80 stcssa in faccia al variare dei lnoglzi dei tempi dei costumi e degli ordinamenti delle nazioni. So io mi fossi trovato ira mano una dottrina empirica mutd~ile col mutarc clegli umani capricci, se io avessi dovuto consacrare le mie meditazioni ad una scienza avvilita col noino di torapentica, io nc avrei pigliato a schifo la stuclio, e sarei pinttosto torna.to come nella mia prima giovontii a pascere la mia mente stxllo sollazze-. voli sponde di Ippocreria,

Ma questi principii assoluti del giure penale esistono essi nel tcrna clel rcato poliiica? Bvvi egli pnssibilith di rintracciar0 siffatti cardini? Evvi egli ntilitA nel trovarli? Io sono venuto a dubitarne seriamente (i).
(l) Noi non posxirinio sat7pre rrnt~nettere(cos scriveva Ccst? E r i o Sa l a Rinnouaulenlo dci t a o t ~ istudi g i u ~ i d i c i

lrii9. 226 che rrei reati politici si tletmificliila arrit ctllitli d e l reato, edbelado essi ?id~rirure rrtllc cfefetti di wnci couzkil~ri;lnc per sC slcssa itacolpeuole.

storia di tutti i tempi dissuade In credenza di quei sommi proiluncinti razionali, percliit ci mostra non definirsi il reato politico da verifik fllosofichc ma piuttosto dalla pre-r7nlcnzrrdei partiti e delle forze; e dalle sorti di unn 11attnglia. Eafi faele Fliego giustiziato ai di nostri coli a fronte Serrano sollevato al vertice degli onori, ravvicinati ai due Eruti mostrano clze, veriti secoli e pi di progresso civile non sono bastati a proclamare clilel vero assoluto clie separa la virt dalla colpa iii questo rnare on(1epgi;~ntedella giustizia politica. Eruto 1 sale al potere, rovescia un governo dw lunga mano costituito, condanna a morto i suoi Rgli; ed b salutato come salvatore della patria perchh ha vinto: Cruto II vuoi mantenere contro lo usurpazioni di una famiglia ambiziosa una forma di governo per lunghi socoli costituita erl accarezzata dai cittaclini; ed b proscritto come un ribelle perclib h a perduto. Sono dessi siffatti esempi unjcnmente nn ricordo di tempi tlnticlli e barbarjd; o non sono piuttosto fclW che si rinnovano ad ogni volger [li sole ?

.- . , blu la

E clopo ci0 coli quale cor;cicnzn di utiliti pub egIi il pirl~l.ilicisla logorare la sua ~ncntc intoriio ai prin-

- 628 cipii assoluti costitutivi del reato politico : con quale coscienza di utilit pu egli comporre una dottrina e pubblicarla come uno insegnamento? Qual sara i1 discepolo che con un libro per quanto profondo alla mano possa nel modo stesso con che si presenta al giudice a dirgli tu non pnoi condannare quest' uomo come reo di furto qualificato perch tale non , sperare di presentarsi utilmente a Juarez a dirgli tu non pnoi uccidere Massimiliano perch tu governi di fatto e non. di diritto, oppure viceversa? A qual pro sudare per costruire una tela giuridica che sempre sara rotta o dalla spada o dal cannone . ?

N6 cluesto B soltanto uno stato di fatto. Anche le


condizioni della scienza mostrano indefinibile per principii assoluti il reato politico, poich si vacilla nel definire nel medesinio il criterio costituente la colpevolezza a fronte di quel perpetuo conflitto della aggressione di ano stato giuridico da un Iato e della veduta del bene della patria dall' altro lato, che B sempre la meta assunta come bandiera da tutti i partiti nelle lotte civili. Gi la scienza penale fino dal cadere del. passato secolo era venuta restringendo la sfera dei delitti politici togliendone e la sediziotze e il t.zcmzc;lto, mostrando come queste figure n;oglio appartengano al crirnen vis; e come la violenza pubblica; sia un delitto sociale indiretto e non un dolXto politico. CosicchB questa nozione riducevasi alle due grandi figure della perduellione E! della cospirazione, appo le quali la prodizione non

- 623 era elle un accessorio qualiffcante. 3Iu anche quelle due grandi figure vengono n poco a poco a rendersi indefinibili.

Da un lato se teniate definire il cosi detto reato di cospirazione non vi bastano i principii razionali. Secondo i precetti del giure pubblico odierno vi
dicono illustri contemporanei elle il criterio del giusto e dcll' ingiusto e la maggioranza. Laonde tloi clovete contare i pretesi cospiratori. E se trovate die essi sommino a cinquecento dieci sopra urla ~~opolaxione iililIe, mi non potete chiamarli ne di cospiratori ne delinqnsnti; rcia scrranno invece dolinquenti e ribelli i quattrocento novanta che a loro si oppongono. g. 3930.

E$ sempre vi Basteri~i1 colito, percbi: so scesi


nella piazza i meno vincono i piii per3 destrczz:t coraggio o forza maggiore, a. ragioiie e la gloria sar&per loro e il. vitupero e la prigione per gli alti.

hfa parecchi recisainente si negano a iliconoscere corno legittima questa signoria della maggioranza. I Governo della maggioranza essi dicono essere il 1 Governo della ignoranza ; nrvsgnach:he In sapicnza mai fosse rotaggio delle moltitudini accoglitrici serrlpre dello pii1 stolide credenze ; sempre ~~elocipii1 ai iiiconsulti partiti; e sempre plaudanti alle pii1 in-

consulte mtazioni; vittime sempre iI' illusioni cd inganni. Dicono essere legge pro'videizziale che l' uomo sovrasti per virtii della ixitelli,aeuzn e non per ragione del nnmero. Manifestarsi quella legge suprema per Iw stessa storia della vila dcll' uomo; il quale inferiore siiigolarmente a tutti gli altri animali nelle forze ecl attitudini fisiche e senza paragone nel numero, tutti li soppe signoreggiare pei. la sola potenza dello intelletto. Doversi dnnqne riconoscere come regolatori delle genti non i znaggiori dj rmiuero, mn i maggiori d' ingegno :* agli altri quantunque soverchianti di numero spott:~rc: la obbedicilza.

Per siffatta dottrina onde giudicare a: pliori sc an progetto di cospit7azione sar8 o no clolitto ~ i o u pi fa nlestieri contare il numero dei c~spir~xtori, ma calcolare lo accorgimento e sapienza loro. E la testimonianza della storia non fa difetto a inle dottrina, peicllb ci mostra la felicita od infelicitii delle cospirazioni essere desivata mai sempre nori da113 iuuggiore o minore giustizia del cospirare, nia dallt~ prudenza ed aisilitk dai cospiratori.

Se l~osciavi accingete a clefnire sotto il prii~to di vista ili ~ l n a ionc gt~.widiccc alzlccecTmzlt: al ?-a$ fatto, ed a.csollcla, il cosil detto renta di perduellione o d' i?zstct~~~+csione armata, voi vi trovate di nuovo fuori affatto del terreno saldo e tutto ragionevole

clcl ili~ittopenalc. Son sulo qui liuilrj il i~rirncro, 1' abilith, e lo esito saraiirio una ?*ngiocilsepostuvZ(~i.c? cht? sarR in coufiitto con In ~~ngioizc a?zlccrltlctztc; Illa ciuche senza ciij il girire pcinrilc vieiie ci 130~0 u poco n mettersi fuori di scena dalle dottrine contemporttnee.

Vi dice E l ri n t s C h l i ( e In sua scuola guadagna ogni giorno terreno) clie la distiiizione fi.a guerra civile e guerra straniera S una disliliziori(.~ irragionevole, csosa, figlia ilella tirallllidi: e dclla pt1epotenza: che aliche nila iIi;irio d'insorti purclik si siano organizzati wilitarmien'co, ed abbiano por iscopu un mutamento degli ordini politici nello Stato, devono cunsicierarsi come guerrieri nemici : che devono giudicarsi con le leggi di guerra; trattarsi come prigianiori o non come delinquenti, clnnnclo pure essi siano in nrimero notabilmente inferiore, e la esito ilella lotta sin siato sf'avorcvole ai loro cunati. Non put esservi delitto (si dice) dovunyuc! si agisco per procacciurc il bene della Nazione: noil p116 dirsi questa aggredita da c h i a pericolo del proprio sangue ne vuole ri7igI.ljorare le sorti: fa pngna non ftla gli insorti 0 In nazione, ma soltantu tra nomini ed uoiulni, alcuni dei quali con parola creata a cornodu si chiamano Stato.

Ora come suonano esse tali dottrine che ogni di pii1 si vanno allargando nelle menti dei pubblicisti?

Esse valgono clnanto dire a1 ~riminalista pi*oc~d csto pt"*o~~ltani; fuori di qua, che il campo dei reati itene poIitici non i: sotto il dominio del giure penale, ma solto lo jas OelB il quale non cura i rostri radonamenti.

E volgendo lo sguardo ai reati che un tempo si dissero conko 21 g h s del& genti, o dic voglionu appellarsi oggidi co?zts.o Z sicurezza esteq-iorc ~7itZZn a Stato, come pnb egli il criminalista dettare canoni e regole con tranquilla coscienza di ntilith, e flducia di farsi ascoltare? Forse tali questioni si portano esse al giudizio libero dei magistrati? I1 concetto die presenta il riassunto di tutti i diritti, c d i o spesso tntti i diritti manomette e conculca sta iti i~uella ierribile formula ragione di Stato, che la civillA (grande fal>bricat~~ice nomi, rna meschina cli irnnmtatilfce di coso ) ha convertito aell' altra non meno terribile, bzkllt?ssc d~IZcc . & T ~ ~ ~ Eo poicbb i n~. lo iatercsse si collide soruiprne con altro ?fiteressc e ris sorge incvitabilmeilte una lotta che si decide iuai sernpro o coi subdoli artifici della diplomauia, ( I col numero dei cannoni e dei navigli che Ie dne Nazioni possono mettcre in campo od in mare, o sposso ancora con lo isztc?asse particolaro cli una terza Nazione clie forte della sua potenza intervionc a dire il suo vogZio, od a gettare novello Eronno la suil spada sulla bilancia, senza rispetto ttlcuiio 81 mogli0 delle altre due ; agli b manifesto clie lo regole del diritto criminule divengono un8 poesia arcaclica in siffatta materia, e che uxiche qni

sorgertt altornamente la figura del delitto Q la i1gara della virt cittadina, secvndochb si sara vinto a perduto a RIarsala, o a Mentcma, a san Martino, o a Nowra. g. 3037.
Si ricrea l'animo, e la coscienza dal giurista plau(le a sb stesso quando si scorge iimanzi un consesso di iuagistrati, ai quali le argomcnluzioni e i principii sostenuti dallo scrittore potranno essere coraggiosamente presentati, con la certezza che vcrranno freddamente cd imparzialmente esarulnati e discussi, e che avranno forse la virtU di far proliunciare un gindizio conforme ai sripremi ordini di giustizia. Ma dove il consigliere non B l' ailloPe del giusto, ma 30 interesse e la paura; dove i giridici non sono i magistrati imparziali, ma le parti stesse interessate che cercano le ragioni di decidere nel calcolo delle proprie forze, dei propri bisogni, dei propri timori o speranze, in verit& apparisce puorilc il conato di un giurista che dal suo umile scrittoio protenda dettare precetti, ai quali nessuno s u $ mai por porgere orecciiio.

E se passiamo dallo astratto campo girrridico a contemplare il problema dei reati politici sotto il punto di vista del senso morale c delle penditi5 non iiiccintriamo noi le meclesirne fluttuanze, non ci troviamo noi condotti :rd uguali perplessitii? Da un lato i cospiratori o novatori politici si dichiarano infilmi, e si perseguitano anctic negli averi a

- fif:i nei figli; di lii si spnrgonii fiori sopra lc lor4u torile se nc? perpetua Itl memoria come di martiri con biografie, e ctirxni 1iopol:tri. Da un lato se ne ritrae la cflfigie per COIIS'B;:~F~~;I~~R currirtficc.,; dalal 1 altro por cippenderla come ricorclo ili ~roneraziunt: ' o di coltipianto alle lirirctf douesticlie. 1311 an lato la geenna, dall' altro 1 altare. I1 31 o r i ferocemente ' deplora la ospitalitk clie le culte Nazioni accordano a simile gente; ma intanto i trattati internazionali
(lei popoli culti li esclncloiio dai patti di cstradizione. Qua si voglioso eccezioiiali forrne giudiciarie, e giudici elotti per aumentarne le guarentigie in tkccia alla Signoria clic li perseguita; Iti si voglioiio foruie pii1 veloci o giudizi innormnli per reurlerne pii1 sicura la repressione. Di rlun persecuzioni i: ricerche studiosissime : di l&favoreggiikrneriti pcrpetui ed ogni facilita alle evasioni. Qua si studia per fallie pii1 dure lo pene: I& si stuilin un ordine apposito di penalitk pii benigne; s alla galera alla casa di forza si sostituisce la fortezza; alla clopcirtaziono la relcgazione ; e negasi di adattare ,z loro anche il nome di clelitto, di dlinqricriti. C a rm i g n a n i colilbatte a tritta oltranza la pena di morte pei delitti coruuiii, ma cliina la fronte e ne riconosce In necessiti nei reati politici. L e p I., l l c tt i e r d e S x i n t F o r g e a u dovette farelostessa : e D e s 1 r o z (11cinc iZc q t r w E pcig. 7 2 ) parlando ) dclls abolizioiie della pena crq~itnlcin materia politica non ha esitato a dire 0th a coin7izencd gar nic I' on azwail d ~ t fi?zlr. G u i z O f; sostiene ienacemente la legittiniitk della gcna di morte nei reati comuni; ma con altrettanta tenctcitii le fa guerra ilci reati politici. In ICassia si abolisce il supplizio

- 6z ;

cnl>itiilcpei corunni iltrlinrluciiti, ma si conserva con amorc cont1.u i ribelli. In Francia si accarezza il patronrttc, clclftt uniinaia contro gli asxtssini, 1iln si tiIirslisco h pcna cli xiiortc contro i ddinclaenti politici. Come put egli mniporsi iia un povero intelletto aiilano un ordine filosofico di ragione in una materia tanto scort~pc\ginnt.n Az~chequell' ncutissi3 ma mente di A n t o n i o R u s n i i n i pare a nie si smarrisse quando prce@ a trattare lo assunto della fltosoflc!: ~ ~ o l i t l c n ; non giungesse a concltie sioni ra~sicn~anti. ci6 fh meraviglia a cIii rarX& risa una iiltriuseca co~itrridizioi~e nello stosso concetto, pc;r la reprrgnnnza clie iriipcdisce coine 1110struoso connulio lo czccopl~it~rneiito della filos@cr, opel'a di pura ragione, con 111110Ziticcx opera farigosa dello cwpirisnio e del Wt,alc tornaconto; la quale non ha per suti fede che la uogazioric di tutte lo fedi. Ron era qriesto un accoppiare Satana s Dio ! Non arrverreljhe l' istesso a me se uso comc In sono n ~ o o r i l i ~ ~ a r o le mie conviuzioiii ai pri~ripii di assoluta giustizia volcssi alla mia volta tlccoppiare g6llslPzin e poliblca? Iiigenuo un tempo io credetti che la politica dei liberi reggimenti non fosse la politica dei clespoti: nia le novelIe esperienze rili hailno pur troppo mostrato che sempxla s dovunque clrztmdo la politica elitra dalla porta del tempio, la giustizia fugge impaurita dalla finestra per tornarsene al cielo.

La esposizione dci rcaii politici non pno pertanto osssvo clie una .stovia: e corue sornplice storia era

inutile elle io vi consacrassi on altro volume, quando materia della quale sono piene le bildioteche. Come dottrina filosofica io mi sono convinto che il giare penale impotente: che esso non sara mai l'arbitro delle sorti di un uomo, al quale applaude una parte ed impreca 1' altra, senza che la cosi detta ragione punitiva si possa fare arbitra del veru fra quel plauso e quelle imprecazioni. Dirb la ultima parola; io mi sono sventuratamente convinto che l>olitica e giustizia non nacquero sorelle; e che nel tema dei cosi detti reati contro la sicurezza dello Stato cosi interna come esterna, non esiste diritto penale filosofico (i); laonde come nella pratica applicazione la politica impone sempre silenzio al criminalista, cosi nel campo della teoria gli mostra la inutilita delle sue speculazioni e lo consiglia a tacere,
(1) Ouesto pensiero si svolto recentemente ( 1868 ) e ridotto a teorica da C h r e t i e n , nel suo interessante scritto intitolato Dvoit cle pttnir et clroit de dfense (Revzce c ~ i liqzte ~ O I I L 53, png. 115, 150 el sztiv.J dove rimprovera a . tutti i criminalisti un eccesso di sintesi e.un difettc? di analisi nello esame del diritto di punire. h un errore (egli dice) ricondurre ad un prilzcipio unico la potest che esercita lo Slato quando irroga punizioni contro i turbatori del17ordine. Si devono secondo lui distinguere tre casi, o sia tre generi di delinquenze: 1.0Caso Delitti che direttamente attaccano il solo individuo: ed in i~ueslisi svolge il vero e proprio diritto di punire subordinato a precetti assoluti, il quale secondo la formula di C h r e t i e n ( non molto dissiniile dalla riostra) de'coule fpcry. 124) di4 dcvoir q z ~ ' n ~ ' E t a t de gcir a n t i r contre tozlte violrition la siiret indiuiduclle. A qucsto prinlo caso si richiamano (secondo il IIOS~FO linguaggio) tutti i reati natzirali, e nei casi norinali i reati sociali in-

diretli, 31 coinplesso dei quali fatti Poggiace perpetuaniente

alla ragione punitiva giuridica, e sono il vero obietto del ~iure criminale. 2 . O Caso -:Reati che attaccano il diritto de$1' indiuiclui e contemporaneamente la quiete della soeiet6 della qunIe minacciano ia esistenza :jacquerie, Brigatitc~gyiu, e simili. Sono i casi delle leggi marziali, dei provvedimenti eccezionali, delle Commissioni militari, della giustizia sommaria, riprodottisi ovunque in circostanze eccezionali, ed ovunque dominati dal pubblico [errore pi che dalla ragione giue ridica. In questi casi la Societz non l ~ i ~ n i s cma difellde tntt e sl! stessa. Vi la dilTcrenza ( dice eleganleniente C h r e t i e n ) che passa fra la malattia sporadica ed il flagello di iin contagio devastatore. Qui in sostanza la suprema cagione tutta in una suprema necessit. 5 . O Caso -Reati che niente mirano ad aggreclire il dirilto degl" indiuitkli ma attaccano direttamente lo Stcrlo nella f i ~ r m adella sua costituzione : qui non vi in senso proprio n delitto n& pena: vi S uiia guevrn ed una difescc diretta. Alla ragione gittvidicn subentra lo jus Balli. Il bisogno della difesa uiisura la legittiniit dei mezzi: e vinta la insurrezione e cessato il pericolo diviene una neceositti di nssoluta giustizia la amaisti;~ verso i vinti. Uccidere anche cento insorti durante la battaglia 6 un esercizio Iesittimo di difesa: ucciderne anche uno solo dopo la vittoria una barbara tirannide. In queste ideo dello illustre giurista di Caen io ritrovo i pensieri da me si$ varie volte esternali in proposito delle leggi sul brigantaggio. Guai se uu codice penale si foggia sul dagherrotipo delle leggi d i occasione : ogni principio di giustizia sar conculcato t da uiffatto codice, Ma al tempo stesso ? vanit sperare che la scienza subordini a precetti giuridici assoluti le misure ed i provvedimenti, che in circostanze di turbamenti eccezionali saranno sempre praticamente guidati dalla sola paura, la quale fra tutti i sentimenti & quello che meno ragiona,

Ed io volentieri obbedisco, persuaso cile clu:cluiique procetto cli pii1 limpida e solenne ragio~le veilga dettando il publdicista in questo argoriiontrs, i1 precetto sarh voce al deserto se non tirride fbrtana ; e le speculazioni del filosofo iimai.r;4niio sterili di ogni pratica ntilitA. Rendo dunque grazie : Dio t di avermi serbato le forze fino al termine del mio lavoro; rendo grazie agIi amici che mi hanno qjrjrxtato dei loro consigli ed incoraggiamenti ; rendo grazie ai miei arnati disccyioli, cd all:t 111:nigiiith dei miei cttori: piglio commiato da loro, e ilepuns o la penna.
6 a

Pisn i luglio l8'ii.L 2

FINE DEIAL'OPERA
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D E L I T T I

S O C I A L 1

CLASSI;: SESTA
CAP. 1.0 Idea c contenuto dclln c 1 a S. 3355 n ~ CAP. 2.Vecalnto proprio . , , 3502 G CAP. 8." Bancarotta . . . . , S. 3402 n Art. 3 . O Regole comuiii alla &a?tci~~ollcc rlolom C colpoxa 5. 3408 a Art. 2.Va?zcm*oZtcc clolosa . . 5. 3421 n Art. 3.' Bc~.tzca~otla coll~oxn. . 5. 3482 0 CAP. 4.' Frocli contro i1 coxnn~ercioS. 3503 n CAP. 5." Falsa ~iionota . . , . S. 3512 a Art. 1.' T7n.9J6 forino ddfulso ? E Z G ~ I ~ ~?ictg~io . . . . . 5. 351D a. Art. Z.V~-i.itw$ essenzitili c?eI fi~bo

3.762

340.1 3307

3420
3481

3502
351 i 251s

3336

9. 3527

n 35x0

- 640 Art. 3." Cj4tteriimisnrntori del fulso nzc?iunal*lo . . . 5. S5S l n 3ti0x Art. 4,O Gra'c7d0nei falso .~iz!idii-ta?~io3009 ~ r ,3630 5. Art. 5.' Penrtiith &l fabo ?zi(m?ilailio . . . . . 5. 3651 cc 3629 Car. 6.' Falso in publ~lico documento S. 3640 cc 3643 Art. l? Regole generali sz!i fuks~ doc%vi2cnh& . . - 5. 3641 Tit. 1.O Ci-ite~~ii essenziali del faZso i ~ 2doct!tnerzto pztb112ico . , . . . S. 31245 :;tjO2 Tit. 2.' Cilitoinii rnisnratori falso in pzfbblico &cwnzeizlo . . 5. 36%3 rg :3711i Til. 3." Grado nel falso dacumentale . , . . . . S. 3717 374f; Art. 2.TitoZi speciali uppartencnli al falso pzthD22'co disII?zli pei" le condizio~$i ginridiche &l doczcmento. S. 3747 a $767 Tit. 1.' Specie ~liv@vse f(4bo del

...

pubblico secondo il eri-

Eemh dellch forza prohatoria del clocu+iaeno 3. 3708 u 3772 Tit. 2,' Specie cllwerse del fdso 2)zcbOZico secolzdo .iZ eviferic, della forza obkligatoria del ctoczcwzento S. 3774 n :37!)'3 Tit. 2. Spesialitk nscl3itteal ~ ( A F SCI pubblico per favore, pcr Aazions, o per connessione . . . . 3800 a 3 4 7

- G4f Art. 3.' PenalitS del faZso dacz~mental& CAP. 7.' Fa280 in bolli

. . . . .

. . . 5. 3858 a 3871

S. 3848 a 3857

CLASSE SETTIMA

CAP. UNICO, Contrabbando per im-

presa

. . . .

r j , 3872 a 3912

CLASSE OTTAVA ED UIJTIMA


D E L I T T I

POLITICI

CAP. UNICO.Perchd ~ t o r zespoayo guesta ctasse 3.39f3 cc :3940

. . .

INDICE GENERALE
DEL

PROGRANIAIA
D E L CORSCI U I D I R I T T O C R l A I I K h L E

INDICE GENERALE
DEL

PROGRAMMA
DEI, C O R S O D I D I R I T T O C R I M I N A L E

PARTE GENERALE

( VOL. UNICO )

Ai miei seoiari . . . .

. PROLEUOMENI. . . . . . .

Pag.

5
7 n

28

DEL DELITTO

CAP. 1.' DelZa iinputabilith, e dcllu imputazione . . . CAP. 2 . T ~ z i o n e&l delitto. . . , CAP. 3 Belle forze del delitto O . g. Art. l.d Della f'orxrt morale . . S. Art.2.0jr)eZZa forza fisica . , .

. .

1 a, 20 21 n 52 53 n 58 59 cc 92 92 a 127

C.\r. S." iYo;io,zi genctnli 17clkt rllialith, qmntitii, e grnilo n ~ i c7t7iltl . . . S. 1ZS u <!.\P. 3.Vt-itei1ioIleZZa qnalith tzci tkZitti . . . . , 4 t CAP. 6.8 Critetaio della cjnantith nei delitti . . S. 171 ct CAP. 7.O &ite13io del grado iiel [?eZitto . S. C07 CI Car. 8.0 Grado c?el r7glitto frzella szln forza morale . 5. 211 Art. 1.O Del gjlaclrJ ii-nppal*touZZYintelletto dell' agente . $. 212 a I. Cuzlse fisiologiche . . S. 2i4 a 11. Cazcse ideologiche fj. 231 cc Art. 2.' Del graclo rapporto alla volonth cill' agente g. 272 a CAP. 9O Del gr-ucZo qzella forza fisica . rZeZ delillo . . 5. 345 u Art. 1.O Del cleZitto imperfetto S. 349 a Art. 2.0 Della complicith . 5, 426 a CAP. 10,' Del delitto continuato S. 510 a CAP. 2 1.O Degli effetti giuridici ckl delitto . . . S. 539 cc

. . . . . . . . . . . . . . . . . . .

!4r1
170

?(,Ci
C10

. . . . . . . . . . . . . . . .
DELLA PENA

213 250 27 1

344

345
425

509 538
581

f5lE56IOl9IE SECONDA

CAP. 1.O RTozionc (%CZZCC pena . g. CAP. 2 Qriginc ~lcZZapena . O g. Art. 1 .O Origine storica della pena S. Art. 2.' Origine Filosofica delkapenu Ij.

. . .

582 a 585 586 587 4; 597 598 ( 612 6

CAP. 3.' Fine S. 613 a; CM. 4.' Forze ifieventi alla pena S. 627 a CAP. 5.' Condizioni che deve a-vere la pena g. 638

- 647 della pena. .

Art. 1.O Condizioni clerivanti dal SUO principio positivo S. Art. 2.' Condizioni derivanti dal suo limite . g. CM. 6O Ni).zioni geaerali della qua. lit, quantith, e grado nelb pena . g. CAP. 7.' Cioiterio della qualit nelle pene . . . . . . . S. CAP. 8.' Ci~iteinz'o della quantit nelle pene . . . . . . . CAP.9 Criterio delgrado nellepene g. . O CAP. 10.O Cazcse estrinseche di wzodificare la pena . . S. CAP. 2 '1.O Cuzcse intrinseche d i modifica?*e la pena . S. Art. 1.O Accickntalith individuali S. Prima Serie - Cause diminuenti g. Seconda Serie - Cuzcse di aug. mento Art. 2 Modificazio?zi legislative 9. . O

639 cc

646 cc

652 n 655 a 693 a 699 cc. 703 a 719 a 722 a 725 a 733n 744 a'

. . . . .

S E B I O N E TERZA
DEL GIUDIZIO CRIRIINALE

CAP. 1.O Nozioni ge~zevali giudizio del j~@?zule . . . . . . S. 778 a

CAP. 2 Origine storica del giudizio O . penale . . . . . . 5. 796 u 806 CAP.3 02-igifze filosofica del giudi. O zio pende . . . . $. 807 a 817 C-W. 4.0 Fine del giudizio. . . S. 818 a 824 CAP. 5.' Con&zioni esse4tz2ali del giudizio in generale S. 825 a 840 CAP.6.' Caratteri del pjqocesso accusatori~ . . . S. 841 a 844 CAP. 7.Varatteri del processo inquisitori~ . . . . 845 a 849 CAP. 8.' Caratteri &lprocesso misto S. 850 a 860 CAP.0.0 Dell'accnsatore . . . . S. 861 a 869 CAP. 10.' Del reo . . . . . fi. 870 a 872 CAP. 11.' Del giudice . . . . S. 873 a 890 CAP. 12.' Contestazione dell' accasa fj. 891 a 899 CAP.13.' Della prova . . . S. 900 a 907 Art. 10 Dei due principii della cer. tezza in crifizinale S. 908 a 920 Art. 2.' Dei fonti della prova in criminale . . . . S. 921 ca 975 CAP.14.' Della difesa . . . . g. 976 a 999 CAP. 15.' Della sentenza . . . S. 1000 a 1027 CAP. 16." Limiti esterni del giare pefiale . . S. 1028 a 4078

. .

. .

.
.

. . .

. .. . .

( Y O L . I.)

--,...

Auuerte?lu"a

INTI~ODUZIUN~I Prima divisione delle materie

. . . . . . . 7 a 38 . . f3. 1079 a 2083


DELITTI NATURALI

Pag.

Prenozioni

. . . . . . . .
CLASSE PRIMA

S. 1054 a

i085

DILLITTI CONTIIO LA VITA UMANA

fatto . . . . . . . S. 1086 a 1093 CAP. 2.' DslZ' onzicidi~ i9z q~/ianto al $260 clcni~$$Eo intenzionale S. 1094 n 4 110 CAI*.3.' Idea gE!?icraled&i ci'&??-iz' I71a. sujlato?qi &lZa quantitk del' ouiciclio doloso Z . i 111 n 1120 CAP. 4.O G?%CIIIO ~ t ~ i 8 t ~ ~ ~ a t o ~ - c ddla gztatzt2tc-i po1itica cZelcl2' maicidio, &sunto &l dolo.

CAP. 1.O Dell' omicidio ii getz~rul~, lr C del szto elewle~ato materiale, ossia ~GclJaszm cssonza di

..

- C X>
Tit. unico. Clrl~icfilio prcriicditato 3. 1 12 l n i l:<t C .\P. Ti." Ci-ittlrii misu5.cifot.i della qz~icnlilci j~olitlcndelE' ooilzicidio, cksanfi dai vincoli di sangue fila l' Z~GCC~SOI'P e P ttcciso. Tit. unico. Parricidio . 3. l 138 a i 1% CAP. 6." Cilite>*ii s o r i della qz!a?ztith lioiifim deZ2' oiiaicidio clesz!izti dcti mezzi g. i 159 u i 1fj0 Tit. 1.d O,i&iciclioproditori0 S. l 1Ci1 u l lfi3 Tit. 2.O Oiszi~idiocon aguato S. 116.4 cc l l67 Tit. 3.' Omicidio con armi insisidiose . . S. 1168 a 1170 Tit. 4." Voneficio . 5. 4171 a 1184 CAP. 7." Cteitemi nzistcratovi della quantit politica nell" ornicidio, desunti dalla causa Lj. 1 i85 Tit. 1 Latrocinio Cj. 1186 a 11C)1 Tit. 2.('A.ssassinio S. 1192 a 1197 Tit. 3." OnzicirZZo per libidine di sangue. . tj.1198a1203 Tit. 4.' Onzicidio per vendetta tj. 1204 a 1205 trasversale Tit. 5.' Infunticidio Lj. 1206 a 1234 CAP. 8.' C?nitef*ii miiSurutori della quantit naturale nell' ornicidio . 1235 a 1236 Tit. 1D Pluralit di uccisi . 5. 1237 a 1241 Tit. 2.' Atti di barbarie 3. 1242 a 1248 Tit. 3.' Feticidio . S. 1240 a 1271 CAP. 9.' Del grado nell' omicidio S. 1272 a 1280

..

. . . . . . .

."

... . . .. . . . . ... . . . . . ..
.

. . . . . . . . . . .

- 651 Tit. l .O 2ripelo di giusto sclegno -- O~?zictdioprovocato c in rissa $. 1ESi /G Tit. 2.' Inyeto ci dolore Os3i.icidio scz~satoper giusto dolore 5. 1319 a Tit. 3.' &xg~eEo paura - Ouzi[li cidio per eccssso di difesa . S. 1331 n CAP. i O.Venalit% clcll' oin.iciddo . 3. 1355 n

1812

1:3:30

1354 11-3B5

(VOL. Il. )

CLASSE SECONDA
DIJLZTTI CIIE OPFErDOfiO t A PERSONA SENZA TO+LIEBLE LA VITA

CAP. i .o Idea C contenuto della. classe g. 13G6 a CAP. 2 , V d cicZftte coi qunli si of$mde il diritto cize ha la ycisolza eui$a?acr,a Z curo Ze altrui. . . . . . . 5. 1370 a CAY.8 Delditi ccinh~o b integrit . O della persona - Lesione personale, e saa essenza di fatto . . . . . . S. i393 ct CALJ. 8egu;c lesione personalo 4.e Xzto aZt?n&c~&to intenzionale g, 1409 a

1:375

13f)Z

1408

1-217

CAP. 5." Segzle lesione personale Criterii & Z sua quanfild Zu politica . . . . . g.14iS a 1433 CAP. 6 " Stlgzte lasione personaIe . Critcrii mist.6ratori della szla quantith naturde . S. 1434 a 1407 CAP. 7.' Segue Iesione personale Specia8dci del grado rin

CAP. 8.'

CAP. 9." DetitttEi coi quali si offende la pudicizia individuale S. 1478 a Tit, 1.' Stapro , 5. i481 a Ti$ 2.TioIcnza carnale . 5. 1523 a Tit, 3,Wltraggio violento al pudore . . 1542 a

qtaesto mato . . . . s.1468 a 1472 MZCE personale lesione Szca pcnalit . . . . S. 1473 a 1477

. ...
. .

. . . s.

1480 1512 1541


1557

CLASSE TERZA
DELITTI CONTRO Ld LIBERTA' INDIVIDUALE

CAP. 1.O Idm e contenuto cleZZ(c classe CAP. 2.QViolenza privata . . . CAP. 3,' Minaccc . CAP. 4.' Istigazione a delinquere . CAP. 5.0 Coalizione industriale . CAP. 6.0 Apertura di lettere . . CAP. 7.0 Rivelazione (li segreti . CAP. 8." Violazione di domicilio . (>AI', 9.' Plagio . . . . . . CAP. 10.O Ratto . . . . . . .

.. ..

CLASSE QTJARTA
DELITTI COifTRD

ONORE

CAP. 1.' Idea e contenuto della classe 5. 1702 a 271 1 CAP.2." Desciliz,-Eone specie condelle tenute in questa classe . 1712 Tit. i .0 Diffamazione , . . 1713 a 1720 Tit. 2.' Lihello famoso . . S. 1731 a 1731 Tit. 3.' Contumelia . . . . S. 1732 a 1734 CAP.3" CrZlevii essenziali dt:Zla ir8. gi~z.ia . . . . . lj. 1735 Srt. ioBVetizelzto niaateriale . fj. 1736 a t 750 Art. 2.VZeme~zto intenzionale . 5. 1751 a 1766 CAP. 4.Vr1ittviilmisuratori della i%gizcria . . . . . . 1769 n 1799 CAP.5 Xr~pusso& l l ~ . ' veriti su2 corz-

a.

1812 CAP.6 Ifigiurie co7afro i m r i 5. 1813 a 18;23 O . ot Cm. 7.* Del grado nella f ~ g i z ~ * i 66. 1831 a 1830 a CAP.8.QAzioae penale cot2t.r~~ i?aIn gltcria . . lj. 1831 ct 1848 CAP. 9.VenalitB d42lc ingli~zc7~ie . S. 1848 a 1858
vici0
,

. . .

. . . S. 1800 a

. . .

CLASSE IJUINTA
REATI CONTRO 1 DIRII'TX DI FbMiOLIA

(;m.1.O P ~ G eCcontenuto ddla classe S. ~

1859 a 186 i

C.rr. 2." Concubinato C ~ P .3,' Adulterio. Art. I.5Yoi;iaizc

. . . . . S. l#;: i970 . - . . . S. 1871 Ik78 Art. 2." Cr-itelii cssozzinii . . g. I O i U le87 Art. 3,"rits~$i lis!iieafai.i g. i8S8 16 1Slt-i Art. 4.' Gi1ac70 . . . . . , 5. 18!JJ n :!)OD Art. 5: Asioize . . . . . . f3. 1U10 n 1930 Art. 6.U Pe~zwlita . . . . . S. i931 n 1933 CAP. 4." Poligamia . . . , . S. l!>% a 1 9 48
ir

- 654 -

C"rr..5." Rcati contro 70 stato civile d ztn fctlm;'lz!lzo. i Art. I." Idea e contenuto c7i qwsta spccie c~*k~zilzusa,sua c essi:nzialiti gciiclwlc 9. 103CI a Art. 2." Specialitk dlflerelzti che c w c20no sotlo il ~n*c.sente titolo . . . . . . $, 1930 a Art. 3.' Ponalitk . . . . . S. 1'372 a C.~IJ. Sottrazione di minori . S. 1975 a 6." CAP. i'," Jnccsto . . . , S. 2000 u

$955

197i $974 i!)!l!f

2008

CLASSE SESTA
D E L I T R CONTRO LA YXtOPIIIETA'

CAJ,.i .O K&a

~~VIS.4 .a

contenuto &lla classe S. 2009 n 2015 Delitti co~zt.r~o proZ a 2~icL'ta J ~ c p ~ o c e d o n o ~ da aviI:

dita di lucro

. .

. 201t;

- 655 Cap. 2.' Furto a ge1zep.e. Stta definia zione e criterii essenziali S. 2017 a N041 CM?. 3; Idecc gei~e?~ale c~iGe~- ciei nzisu?-at0i.i dellc6 quantit del furto . . . . . . . S. 2042 a 2045 C m . 4 Crite?*ii nziszcrutori l7elZa . ' quantit naturale ?zel furto. Art. 1 O~*ite~io O . cleszcnto dal valore delh cosa . . . . f3. 2046 a 2065 Art. 2.' Ci*iteriinziszc~*aovi desunti d~lla qualiti della cosa S. 2066 a 2067 Tit. 1.' Cosa sacra - Fzcvto sacrilego . . . . . . 2068 a 2073 Tit. 2.' Eestiame - abigeato Cj. 2074 a 2078 Tit. 3.' Cose pubbliche o di pubblico interesse . Cj. 2079 a 2082 CAP. 5." Crited nziszcrutovi della quantita politica nel furto Cj. 2083 Art. 1.O Persone . . . . . Cj. 2084 Tit. 1.0 Iterazione . . . . S. 2085 a 2090 Tit. 2." Pluraliti di persone . 5.2091 a 2095 Tit. 3O Famulato . . . . . S. 2096 a 2107 . Art. 2.0 Modo . . . . . . f3. 2108 a 2109 Tit. 1." Parto coiizenesso alla presenza del proprietario S. 2.110 a 21 13 Tit. 2 Furto co!a destrezza . S. 2114 a 21 17 O . Tit. 3.' Furto violento . . Cj. 2118 a 2127 Tit. 4." Estorsione . . . . S. 2125 a 2.139 Tit. 5.' Ricatto . . . . 5. 2 140 a 2143 Tit, 6 Pirateria . , . . . 8. 2144 a 2150 O . Tit. 7.0 Rapina . . . . 3. 2151 a 2252 Tit. 8.' Ftonto con effrazione 3. 2153 a 2164 Tit. 9.0 Scalamento . . . 9. 2165 a 2171

. .

. .

6%

Tit. 10.0 Falsa chiave . . . 5. :j T? tz 217C Art. 3.0 Luogo . . . . . . S. :li7 a ?i81 Tit. i? Domicilio . . . . S. 2 l S 2 21S9 Tit. 2.0 Osteria . . g. ?l!J(l a 2i!!li Tit. 3.' Via pull~licn . . . g. 2 l97 u S.iUft Art. 4." Tempo . . . . . S. 221~1;a ??i17 Tit. 1." Sette . . . . S. 2208 u 3214 Tit. 2.' Calamifii . . . . 3, 2213 a 2232 Tit. 3.' Abbandono . . . . S. 2223 a 22'28 CAP.6." Bel grado 9zeZ fi4i.f~ . 5.2220 a 2258 CAP. " .Azione e penaliti1 dcl fzt~to3. 2253 a 8271 l CAP. 8.0 Furto irnpropriu. Ideu e contenuto di qzreslu ~ozioize$j, 8275 a 2282 Tit. 1U Truffa . . . . . 5. %83 a 230:4 Tit. 2." Frodata amministrazionc . . . . Ej.2301 a 2316 Tit. 3." Baratteria marittima . 5. 2317 a 2335 Tit. 4.' Frode o stellionato S. 2336 a 2362 Tit. 5.' FaIso privato 5. 23133 u 2381 . . . . 9.2382 a 2394 Tit. 6.O Usura Tit. 7.0 Appropriazione di cosa smarrita . S. 2395 a 24W Tit. 8.6 Appropriazione del te. . . . . 2403 a 2412 soro Tit. 13.O Espilata eredit8 . . S. 2413 a 2416 CAP. 9 . 9 i alczr/tzi cZeMtti che orendono Z proprieta reale, e u rnzcoaofza cln animo di Incro, rfia cadono sopra beni immoliii . , S. 2417 a 2418 Tit. 1.0 Amozionc di termini 3. 2129 a 2427 Tit. 2.' Turbato possesso $, 2428 a 2432

. .

. . . . . . . . .

..

Tit. 3 T a c c i a indebita sui fondi altrui . . . . . s.2433 ri 2439 Tit. 4."liversione di acqua . 5. 2440 rr 2441j
CAP. 10."

DITIS. Bclitij c ~ i z t v ~ o Iaptlnprietic che si cormlzcttono pesx fine di vendetta . . S. 2447 n 24U4

DELITTI SOCIALI

Prenozioni

. . . . .

. . .

5. 2465

n 2475

CLASSE PItIRTA

CAP. 2 ."dea e contenuto delta classe $j.24,76a Gtir. 2." DcliCki di persone pubbliclle contvo persone pnbbliclre S. 2485 Tit. 1.0 Aiubifo . . - . S. 2486 n Tit. 2.Vrodi nelle elezioni . S. 2501 n CAP. 3.' D~cZiCgidi persone pubbliclle cont~~5i perfione private g. 2509 a Art. 1."Abuso di p7~blilici ufflci. Tit. i ." Abuso di nutorit8 . S. 2511 n Tit. 2.' Corruziolie . . S. 2443 n VOL.VIT 42

2484

2500 2508
2510

. ..

2542 2545

-658a %2 Q . . . tj. Tit. 3.' Conemions Art. 2.. Abuso di puOb&Ire funzioni . . . . . . 13.2593 g. 3594 a Tit. 1. Pretaricazione . ' Tit. 2.' Caluunia . . . . . S. 20 10 a 26 l8 Tit. 3." Caknzzia i9eale . . 3, 2013 n f)fl?:l Tit. 40 Simulazione di delitto $. ?{;>f..I f4 ?f:Gl Tit. 5? Falsa te8tiinonianza . cj. 'W2 vi 27iG Tit. 6.U SnBrnwzio~e . . . ad -~ - ( I S[ 2727 q 4 t Tit. 7.0 Spergiuro . . , . 5, 2728 i& E7:;!J CAP. 4." Delitti co?zbvo Zapzrhblicu giustlsilt di persone private co?ztro persone pnbbliclie 5.27-40 Tit. d.OResistenza . . , , ,27$1 Art. 1.0 Crit~tlii essenziali c Ii vekI z

sistu~asu. . $,2742 I. ElenunEo materiale della n:sistensa . $, 2743 n 2757 IL BZ&~z~fzto intcnxionale della restsbenscx, $, 2758 ct 3781 Art, 2," Critm-ii misuratori &IIa, n . , . s.2782 I. C i e Z dcsunti dal d a ? ~ m rtri ira-

mediato . . . $, 2783 a 27!3 t 11. CrZte~li &s~tatt r dxnno k E mediato . 3, $702 n 2797 Art. 3 Del grarlo ?dir4r~sislenaa 2798 : 3, I. Dcgrudu7zti d&Eb~ vesistensa nel rapporto ckUa forza fisica . #. 2789 a 2801 T I. Degy-adunti d ~ U a,re.~z'stenzn izel ruporto della forza 340i'ale . . . . . . . 5. 28&? 28ol;

3f65Z

- 659 Art. ,4."PenalitQ della resistenza S. 2 0 1 a 2809 8' Tit. 2.' Esimieione, evasione, efz haziono di carcere , 3.2810 a-2822 T t 3.' Favoreggiamento . . g. 2822 a 2839 i. Til. 4.' Inosservanza di pena g. 2840 a 2847 CAP. 5.' UelIEi cont~o la publica gizcsfiisia di persone private contj*o persone private . 2848 Tit. f ." Ragion fattasi . . . 8. 2849 a 2860 T t 2." Carcere privato . . S, 2861 a 2810 i. Tit. 3." Daello . . . , . . S. 2871 a 2928

VOL. VI,)

CLASSE SECONDA

CAP. 1.O Idea e contenuto d~lla, classe S. 29 19 a 28.79 CAP. 2.Wltraggio a1 pudore pu.bblico S. 2940 a 2957 C-, 3."Idenocinio . . . . . . S. 2958 a 3013

CLASSE TERZA
DELITTI CONTRO LA PUBBLiCA TKAKQUILLITA'

CAP. 1.0 Idea e contenuto ~ 1 @ 7 classe $, 30 i 4 a 3024 ?~ CAP. 2." Violenza pubMica . . S. 3025 n 3045 C ~ P .3." Incendio . . . , . Ci, 9046 a 30x9

t ' \P. -1." Jlian

ruina . . . . S. 3iKhI li 3 1 IO C' 11.. G' l;na(;to ci' argini o inonda.' zione. . . . . . . $$.81lI u :Jt.)l CAP. i;." 5otuwcrsions O t~i'uctirstrr naufragio . . . . . S. :$[?.:I (L :!l !:!i {I,~F*. . i FirIsi Ihri . , . . . . S. :.;l 111 " 2,112. g.$ Guasti di fc~rovi:~ . , S. :jlsj a :.li:!t .

DELITTI COXTRO LA PI'BBLICA SASllb'

CAP. 1 ." Idcn e contenritu cleila classe g. 3110 ri 2 1 T9 ('.\P, 2." Violxti~scpolcrn , . 5. 3180 11 !rSOfi CAP. 3.?XTvelenamento di carriune pcricolo . . . . . 5. 3207 u 3222

CLASSE QUINTA

P ,\p. l Iclca e cnntcnritu deBrc classe 3.3223 rr, :{?>?i CAP. 2." Estrlpcrni gcnerali clci ckilz'lti d' inc!o Zr rcPigiosa secondo In scienijrcc . . . . .. 3236 n :32f;:1. ; CAP. 3." Titoli du elimi?~ai*.qidttlZt4 prescnte cl~csse,o licjlch? non sono delilli, o pei.cliS spettano ad altra dasse 5. 326.1 n 3203 CAP. 4." %itoli CICCnczl' otlicrnn ~cict2zu ri~nangoynnoC ( J I / I C specicililu nalh classe &i deli6Ci conltlo kl reliylone 9, 3202

Tit, ~1.Troselitismo . Tit. 2." Oltraggi al culto Tit. 3.' Bestemmia .

. . 5. 3U!)S 14

..

. .
,

,3301; S. 3337 n 33:30 g. 3331 n 3354

( V O L . VII.)

CLASSE SESTA
UEWTTI CONTRO LA PUBBLICI FEDE

CAP. j .O Idea e contenuto dcllffi classe S. 3355 a, 33111 CAP.2.' Pecnlato proprio . . . 5. 23tY2 w 3401 CAP. 3.' Bancarotta . . . . 5. 3402 cl 3.107 Art. l Regole comuni ul111.1ir4fzcnrotl(c dolosa E colposa 5. 3408 a 3420 Art. 22 BnncnroEta dolosa . S. 3421 n 3881 .t1l3t.3 Bu~zcn~ottcs . O colposa . 5. 3182 a 3502 CAP. 4.0 Frodi contro il commercio 5. 3503 3511 CAP. 5.' Falsa moneta . . . . , 3512 a 3518 Art. 1.O 7cu.i~ foruic CICZ fcdso Izuna-

~ ~ ~ c w . i o . . . . g. 35iY cx, 3526 - . Art. 2.' C~r.ilc19i essonxiali c?eI fdso nl.wz~iznrto . . . S. 3027 a $580
Art. 3." Ot-z'te$.iz'misuratori del fc4l-

Art. 4.' Grado ~zclfc~l8o nztnhfnmkllog. 3tOU n, 3fi.70 Art. 3 Poi~ulitti cle2 faZ,so nzcurO . ~ ~ M L I - i.o . . . , 3631 a 3639 CXP. O,"J?~;tlso gul.)ldiea ~OCUZUBI~~C, il1 S. :]ti40 CC 3043

so ?azma?i~n?~io .

. .

5. 3381 n

3608

s,

I." Regole gerierali snl f d . ~ ) tfqctot~ntale . . 5. Yti 1i Tir. 1 C)JIci=ii essenziali fLl fadso il& d~ct4)16~n!!,{ b fj~ bZico . . g. 3;i> X!12 Tit. 6't$tc/-ii misrlratctri ild fl4lso in ~~!BJllico cIgc!!.~,lenlo g. 2(DX a 5tB Tit. 3 " ($rado nel f&o &ci<iiietztrtle - , . g. 3717 a 3746 Art. 2." Tituli speciali qpnl1temitti al falso pu4tlico &sSnati per 7~ condisirlni giurii d C g. :-i747 a 37(;7 Tit. I." Specie rljuer.se del falso pz!hl)licn secondo il criterio rlclla forza probatoris del ~ O C Z G ~ ~ Z 13.Z3708 a 3773 ~ ~O Tit. 2." Specie diverse (le2 ful.s.o gzcbBZ1~0seco,ido i4 tiraiterio della forza obbligatoria &E &ctlme.rzto 5. 3774 a 3799 Tit. 3." Specialitu ascrittc a fa& Z so pgfiblico per favore, per Gnzioae, o per connessione $. 3800 a 3847 Art. 3) Penalith del failso d ~ c ~ msntale : S. 3448 a 3857 CAP. 7 "Fabo ilz bolli . . . 5. 3858 a 3871
.\l-t.

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...

... .. ..

.... .

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CLASSE SETTIhiIh

CAP. UNICO Contrabbando per iimpresa. . . . . . . S. 3872 u 391%


CLASSE OTTAVA ED ULTIMA

CAP. UNICOPerci&Bnon espwngo questa classe

. . . .

. 3. 3813

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3940

: X.

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