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UCV Caracas Facultad de Humanidades y Educacin Escuela de Comunicacin Social

05.06 I gradi dellaggettivo qualificativo Con gli aggettivi qualificativi non solo possiamo esprimere la qualit di una persona, animale o cosa, ma anche il grado, ossia la misura in cui tale qualit posseduta. Laggettivo qualificativo ha tre gradi:

Grado positivo, quando indica la semplice qualit, senza indicarne la misura. Esempi: bello, brutto, alto, grasso, magro, oscuro, chiaro; Grado comparativo, quando esprime un confronto tra due termini. Esempi: pi bello, meno bello, tanto bello quanto ...; Grado superlativo quando esprime il grado massimo di una qualit. Esempi: bellissimo, il pi bello.

Il grado comparativo Il comparativo indica un confronto tra due termini, che assumono il nome di primo e secondo termine di paragone. Il confronto pu avere valore di:

Uguaglianza, quando la qualit espressa dall'aggettivo uguale nei due termini messi a confronto; naturalmente, si possono mettere a confronto due qualit della stessa persona, animale o cosa (Luigi cos bello come intelligente; Il gatto tanto furbo quanto veloce; Il dimante tanto prerzioso quanto raro), o si pu effettuare il confronto di una qualit tra due persone, animali o cose (Luigi tanto bravo quanto Franco; Il gatto cos amichevole come il cane; Dicembre tanto freddo quanto gennaio). Il comparativo di uguaglianza si esprime con le particelle cos ... come, tanto ... quanto, altrettanto che (di), non pi di, non meno di, al pari di. Maggioranza, quando la qualit espressa dall'aggettivo nel primo termine superiore a quella dellaltro termine. Il comparativo di maggioranza si forma facendo precedere al primo termine di paragone la particella pi, mentre il secondo termine preceduto da che o da di (oppure del, dello, della, dei, degli, delle). Si usa obbligatoriamente che quando il paragone avviene tra due qualit dello stesso essere, o tra due infiniti o tra due nomi preceduti da preposizione (Angela pi studiosa che intelligente; Scendere dalla montagna pi facile che salire; la vita pi serena in pianura che in citt); invece indifferente luso di che o di quando si paragono una qualit di due esseri differenti (Giuseppe pi bravo che Luigi, oppure Giuseppe pi bravo di Luigi). Minoranza, quando la qualit espressa dall'aggettivo nel primo termine minore a quella dellaltro termine. Il comparativo di minoranza si forma facendo precedere al primo termine di paragone la particella meno, mentre il secondo termine preceduto da che o da di (oppure del, dello, della, dei, degli, delle). Si usa obbligatoriamente che quando il paragone avviene tra due qualit dello stesso essere, o tra due infiniti o tra due nomi preceduti da preposizione (Angela meno studiosa che intelligente; Scendere dalla montagna meno facile che salire; la vita meno serena in citt che in pianura); invece indifferente luso di che o di quando si paragono una qualit di due esseri differenti (Giuseppe meno bravo che Luigi, oppure Giuseppe meno bravo di Luigi).

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Il grado superlativo Il superlativo esprime il grado massimo di una qualit e pu essere assoluto o relativo. Il superlativo assoluto quando il massimo grado della qualit espresso senza alcun paragone. Generalmente si forma aggiungendo al tema dell'aggettivo maschile plurale la desinenza issimo. Esempi: bell-o al plurale fa bell-i, che al superlativo assoluto diventa bell-issimo; stanc-o al plurale fa stanch-i, che al superlativo assoluto diventa stanch-issimo. Il superlativo assoluto si ottiene anche: - premettendo allaggettivo positivo gli avverbi molto, assai, altremodo, immensamente, sommamente, estremamente, infinitamente e simili. Esempi: molto bello, assai profondo, oltremodo utile, enormemente rischioso; - per mezzo dei prefissi arci, stra, ultra, super, extra, iper e simili. Esempi: arcinoto, straricco, strapovero, ultrarapido, supersonico, superuomo, extrapotente, ipersensibile; - ripetendo l'aggettivo positivo, come: bello bello, bagnato bagnato, scuro scuro, nero nero, calmo calmo, lungo lungo. Esempi: Luigi torn a casa bagnato bagnato; Marco torn a casa calmo clamo; - rafforzando l'aggettivo con un altro che intensifica la qualit. Esempi: bagnato zeppo, ubriaco fradicio, stanco morto, ricco sfondato. Alcuni aggettivi fanno il superlativo assoluto distaccandosi pi o meno dalla norma: - acre fa acerrimo; - ampio fa amplissimo; - aspro fa asperrimo o asprissimo; - benefico fa beneficentissimo; - benevolo fa benevolentissimo; - celebre fa celeberrimo; - integro fa integerrimo; - magnifico fa magnificentissimo; - maledico fa maledicentissimo; - malefico fa maleficentissimo; - misero fa miserrimo o miserissimo; - munifico fa munificentissimo; - salubre fa saluberrimo o salubrissimo. Trattandosi di derivazioni latine ormai di uso raro, si preferisce usare la forma composta come: assai benefico, assai ampio, molto celebre, oltremodo misero. Il superlativo relativo quando il massimo o il minor grado della qualit espresso in relazione ad un gruppo di persone, animali o cose. Si forma premettendo l'articolo determinativo al comparativo di maggioranza o di minoranza. Esempi: - Luigi il pi bravo della classe; - Maria la meno studiosa della classe.
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Bisogna fare attenzione a non confondere il superlativo relativo con il comparativo; mentre il comparativo esprime un confronto fra due esseri o due gruppi, il superlativo esprime il confronto tra un solo termine e ed resto del gruppo considerato. Esempi: - Il monte Bolivar pi alto del monte Avila (comparativo); - Il monte Bolivar il pi alto dei monti americani (superlativo). Vi sono aggettivi che non possono ammettere il grado comparativo ed il superlativo: - gli aggettivi che hanno intrinseco un significato superlativo e quindi non possono avere gradazione: colossale, eccezionale, enorme, eterno, gigantesco, immenso, immortale, infinito, straordinario, sublime, unico; - gli aggettivi che indicano figure geometriche, come: quadrato, rettangolare, rotondo, trapezoidale, triangolare; - gli aggettivi che indicano la materia di cui una cosa formata, come: argenteo, aureo, bronzeo, ligneo, marmoreo, zincato; - gli aggettivi che indicano nazionalit o cittadinanza, come: italiano, venezuelano, romano, pugliese, napoletano, americano, asiatico, africano. Tuttavia, nel linguaggio comune a volte si sente dire: sono italianissimo, oppure mi sento pi italiano di te. Forme particolari di superlativi e comparativi Alcuni aggettivi derivano il comparativo ed il superlativo da una forma latina ed accanto alle forma regolare hanno unaltra che prende il nome di organica, cio sono capaci di rendere lidea comparativa o superlativa con una forma unica, senza bisogno di premettere allaggettivo positivo pi o meo, o aggiungere la desinenza issimo. Aggettivi che hanno forma regolare e forma organica
Aggettivo Buono Cattivo Grande Piccolo Molto Comparativo regolare pi buono pi cattivo pi grande pi piccolo Comparativo organico migliore peggiore maggiore minore pi Superlativo assoluto regolare buonissimo cattivissimo grandissimo piccolissimo moltissimo Superlativo assoluto organico ottimo pessimo massimo minimo Superlativo relativo regolare il pi buono il pi cattivo il pi grande il pi piccolo Superlativo relativo organico il migliore il peggiore il maggiore il minore -

Alcuni aggettivi mancano del grado positivo ed hanno solo il comparativo ed il superlativo o soltanto il comparativo; alcuni aggettivi sono considerati come i positivi. Questi comparativi e superlativi, privi del positivo, derivano da preposizioni latine: Positivo (alto) (basso) (esterno ) Comparativo di maggioranza superiore inferiore esteriore Superlativo assoluto supremo (sommo) Infimo Estremo Deriva dalla preposizone latina supra (sopra) infra (sotto) extra (fuori)

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(interno) Notare

interiore ulteriore posteriore anteriore citeriore -

Intimo ultimo Postumo Prossimo primo

intra (dentro) ultra (al di l) post (dopo) ante (davanti) citra (di qua) prope (vicino) prae (innanzi)

I due comparativi latini junior (pi giovane) e senior (pi anziano) sono usati in italiano unitamente a cognomi o nomi per distinguere due persone omonime. I loro plurali, juniores e seniores, si utilizzano in termini sportivi per indicare gli atleti di due categorie differenti.

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