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SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA INDIRIZZO INFANZIA

LABORATORIO DI METODOLOGIA E TECNICA DEL GIOCO E DELLANIMAZIONE

COLLEDANCHISE MIRIAM Matricola:136249

IL GIOCO E LA DIDATTICA. Che cos il gioco? Quando si parla di gioco,si intende unattivit volontaria,svolta da bambini o adulti a scopo ricreativo. Si basa su: -un obiettivo che i giocatori devono raggiungere; -un insieme di regole da rispettare. Ma perch esiste il gioco? Per rispondere a questa domanda,mi sembra giusto citare alcuni autori importanti che nel corso del XIX e XX secolo hanno formulato varie teorie in riferimento al gioco valutando i vari approcci. LAPPROCCIO PSICOLOGICO. -PIAGET: afferma che lattivit ludica ha una funzione fondamentale per lo sviluppo delle attivit intellettive. Secondo lo studioso,il gioco permette: -il passaggio dal concreto allastratto; -il passaggio dallegocentrismo alla socialit. Inoltre Piaget dice che si possono individuare tre stadi del comportamento ludico: 1)giochi di esercizio:che si manifestano durante il primo anno di vita (fase senso-motoria). Il bambino inizia a controllare i movimenti; 2)giochi simbolici:che permettono lo sviluppo della capacit di immaginazione e di imitazione; 3)giochi con regole:si attuano in una fase in cui il bambino comincia a rapportarsi agli altri. I giochi con regole permettono una maggiore aderenza alla realt.

-FREUD:effettua una distinzione di gioco tra il maschio e la femmina. Lo studioso,infatti,afferma che il maschio utilizza il gioco per imitare il padre e per ricoprirne il ruolo;la femmina utilizza il gioco per attuare lautorit che le viene negata. Freud,quindi,dice che durante lattivit ludica si attiva il processo dellidentificazione. LAPPROCCIO SOCIOLOGICO. -CAILLOIS:afferma che il gioco non produce nulla perch si consuma nellatto stesso del suo svolgersi. Caillois propone,una particolare classificazione di gioco in quattro categorie: 1)AGON:il gioco si basa sulla competizione; 2)ALEA:il gioco caratterizzato dal caso,dalla fortuna; 3)MIMICRY:il gioco caratterizzato dalla ricerca della finzione,della simulazione; 4)ILINX:il gioco caratterizzato dalla ricerca del rischio. Unulteriore distinzione che fa Caillois del gioco : -PAIDIA:gioco libero,spontaneo; -LUDUS:gioco regolato che richiede una particolare abilit. Lo studioso sottolinea alcune differenze tra le varie attivit ludiche,e da questo studio viene fuori una distinzione tra alcune tipologie di gioco. Egli sostiene lesistenza di gioco: -LIBERO:il giocatore non obbligato a partecipare; -SEPARATO:limiti di spazio e tempo; -INCERTO:il risultato non pu essere deciso a priori; -IMPRODUTTIVO:il gioco non produce nulla; -REGOLATO:con un insieme di regole da rispettare; -FITTIZIO:non reale.

LAPPROCCIO FILOSOFICO. Definizione di gioco per Huizinga: E unazione o unoccupazione volontaria compiuta entro certi limiti definiti di spazio e tempo,secondo una regola volontariamente assunta accompagnata da un senso di gioia e di tensione e dalla consapevolezza di essere diversi dalla vita ordinaria. Lo studioso,percepisce il gioco come un complesso sistema culturale;afferma che lattivit ludica deve essere considerata estranea alla sfera della razionalit. Huizinga sostiene che il gioco,sia dotato di un grande potere:permette alluomo di abbandonarsi ad un altro mondo. In altre parole possiamo dire che il gioco unattivit: 1)disinteressata; 2)instaura una realt diversa da quella di tutti i giorni; 3)ha limiti di tempo e spazio; 4)segue un codice,delle regole. Perch,quindi,il gioco importante nella didattica? Partirei dal presupposto che il gioco non solo concepito come attivit ricreativa,ma ha anche una grande valenza educativa. Nellambito della didattica,soprattutto nel periodo della prima infanzia,il gioco considerato il principale mezzo per permettere ai bambini di raggiungere determinati obiettivi. Attraverso il gioco,il bambino riscontra: -motivazione; -divertimento; -clima positivo; -significativa esperienza di apprendimento.

Credo sia unattivit fondamentale anche perch,i bambini si sentono liberi di esprimere la propria personalit e riescono ad essere molto creativi. Il gioco,consente al bambino di trasformare in qualche modo la realt secondo le sue esigenze interiori. Froebel,infatti,afferma che il gioco il mezzo attraverso il quale i bambini hanno la possibilit di fare esperienza,di comunicare,di socializzare.

PROGETTO DIDATTICO UNITA DI APPRENDIMENTO. -TITOLO: I colori -DESTINATARI: Sezione omogenea della scuola dellinfanzia (3 anni) -TEMPI: 5/6 giorni -CAMPI DI ESPERIENZA COINVOLTI: Il corpo in movimento;linguaggi,creativit,espressione;i discorsi e le parole;la conoscenza del mondo. -OBIETTIVI: Sperimentare e conoscere i colori fondamentali;riconoscere i colori nellambiente;esprimersi graficamente con i colori fondamentali;abbinare i colori ad un oggetto;effettuare raggruppamenti per colore;sperimentare materiali e tecniche vari. -ATTIVITA: Ascolto di filastrocche e racconti sui colori primari;ricerca,su richiesta,di oggetti di colore rosso,giallo e blu;memorizzazione di canzoncine;produzione grafica con luso dei colori trattati;completamento di schede pre-stampate attraverso tecniche diverse;giochi in palestra.

-METODOLOGIA: Ludico-laboratoriale. -VALUTAZIONE: Il bambino raggiunge gli obiettivi se riesce a denominare e a distinguere i colori primari.

CAMPI DI ESPERIENZA: - (Il corpo in movimento). Il bambino prova piacere nel movimento e in diverse forme di attivit e di destrezza quali correre,stare in equilibrio,coordinarsi in altri giochi individuali e di gruppo che richiedono luso di attrezzi e il rispetto di regole,allinterno della scuola e allaperto. -(Linguaggi,creativit,espressione). Esplora i materiali che ha a disposizione e li utilizza con creativit. -(I discorsi e le parole). Racconta,inventa,ascolta e comprende le narrazioni e la lettura di storie,dialoga,discute,chiede spiegazioni e spiega. -(La conoscenza del mondo). Colloca correttamente nello spazio se stesso,oggetti,persone;segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali. SPIEGAZIONE DEI GIOCHI IN PALESTRA O ALLAPERTO. -GIOCO 1: I cerchi colorati. Linsegnante porta i bambini in palestra o nel giardino della scuola. Dispone a terra i cerchi colorati (rosso,giallo e blu); chiede ad ogni bambino di scegliersi una casetta;cos ognuno entrer nel cerchio colorato che preferisce. Una volta sistemati tutti i bambini nelle loro casette,il gioco pu iniziare. Linsegnante comunica le regole: 1)I bambini possono uscire dalla casetta solo quando la loro maestra d il segnale attraverso un fischietto.

2)Usciti dalle loro casette,i bambini sono liberi di saltare,correre,camminare;quando per,sentiranno nuovamente il fischietto,i bambini nei cerchi rossi dovranno trasferirsi nei cerchi blu;i bambini nei cerchi blu si trasferiranno in quelli gialli e i bambini nei cerchi gialli,dovranno entrare nei cerchi rossi. 3)Alla fine del gioco,tutti i bambini dovranno costruire una casa,disponendo i cerchi colorati secondo le indicazioni che linsegnante comunica. Attraverso questo gioco,i bambini saranno in grado di muoversi nellambiente e saranno in grado anche di riconoscere i colori primari.

-GIOCO 2: Loggetto furbacchione. Questo gioco pu svolgersi anche in aula. Ma credo sia sempre meglio utilizzare la palestra perch permette una maggiore libert di movimento. Linsegnante prende tre cesti abbastanza grandi. Il primo cesto sar riempito di oggetti gialli;il secondo cesto sar riempito di oggetti rossi;infine,il terzo cesto sar riempito di oggetti blu. Linsegnante,quindi,chieder ad ogni bambino di portarle un oggetto del colore che sar indicato. Dopo questa prima fase inizia il vero gioco che consiste nel trovare in ogni cesto loggetto furbacchione. La maestra aggiunger in ogni recipiente,uno o pi oggetti di colore diverso:ad esempio nel cesto rosso aggiunge un oggetto blu. I bambini divisi in gruppi,dovranno trovare gli oggetti furbacchioni. Le regole sono: 1)Soltanto il gruppo che viene chiamato deve svolgere il compito. 2)Bisogna rispettare il proprio turno.

3)I bambini che svolgono il compito,possono chiedere laiuto ad un altro gruppo. Alla fine del gioco,i bambini metteranno gli oggetti trovati nei cesti giusti.

ANALISI DI UN VIDEOGIOCO. Per lanalisi del videogioco,ho scelto un classico:Super Mario. Scheda 1. Mentre giocavo,ho provato a definire un po i meccanismi che ho messo in atto ed ho riscontrato delle differenze tra le prime partite e le successive. Le prime partite le ho considerate delle prove,ho cercato di analizzare il contesto,quindi il mio scopo non era tanto quello di vincere per passare al livello successivo,ma piuttosto quello di capire le varie funzioni. Scheda 2. Nelle partite successive,invece,avendo chiara la situazione,sapevo bene come muovermi,quindi sono riuscita facilmente a superare i livelli. Penso di aver messo in pratica ogni volta lazione migliore,listinto lho utilizzato di pi durante le prime partite. Non penso di aver cercato una regola generale perch ogni livello era diverso dallaltro;ma sicuramente ho messo utilizzato le stesse azioni in situazioni che mi sembravano simili tra di loro. Scheda 3. Mi piacciono molto i videogiochi,quindi il mio interesse stato molto forte. Non posso dire di aver trascorso dei momenti in cui

mi sono annoiata perch il gioco non mi ha dato modo di provare questa sensazione. Ci sono per stati dei momenti in cui non riuscivo ad andare avanti perch sentivo di essere poco concentrata;questo successo durante le ultime partite. Mi sono posta delle domande mentre giocavo: -perch non riesco a superare questo livello? -Dove sbaglio? -Qual lazione migliore che posso utilizzare? Avrei potuto controllare meglio la situazione,nel senso che ho impiegato molto tempo a concludere i livelli nelle ultime partite perch ho usato poco il mio istinto e ho ragionato troppo. Scheda 4. Nellattivit le funzioni mentali che ho impiegato sono: -attenzione:perch ho cercato di essere sempre concentrata,anche se gli ultimi livelli li ho affrontati con un po di difficolt; -memoria:in determinate situazioni ho cercato di ricordare quali azioni avevo gi utilizzato; -ragionamento:perch invece di seguire il mio istinto,durante le ultime partite,ho ragionato molto sullazione da mettere in atto. Scheda 5. Giocando,mi sono accorta che si possono trovare delle regole generali,perch ho riscontrato delle situazioni simili in cui mettevo in atto sempre la stessa azione;quindi sono dellidea che una volta analizzati i primi livelli,si possano affrontare tranquillamente tutti gli altri. Credo che alcune capacit che ho utilizzato per giocare siano importanti anche per le attivit scolastiche. Innanzitutto il livello di attenzione con cui ho affrontato il gioco stato molto alto e credo sia un elemento importante per affrontare una

qualsiasi attivit didattica;ancora unaltra capacit utile a livello scolastico,credo sia quella del ragionamento che permette la possibilit di arrivare alla risoluzione di questioni complicate.