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2/17/2012

Master di II livello abilitante per le funzioni di medico competente.

PROBLEMATICHE AMBIENTALI E RISCHI DELLE TECNOLOGIE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Le Acque Reflue:

Caratteristiche, Stima delle portate, Autodepurazione


Giuseppe Mancini Responsabile Gruppo Rifiuti e Bonifiche AIAT SICILIA gmancini@dica.unict.it

Origine delle acque reflue


Reflui Domestici Acque nere: provenienti prevalentemente dagli scarichi dei bagni, caratterizzate da volumi contenuti, da un quantitativo elevato di sostanza organica e da una carica microbica elevata e oltre che da diverse specie microbiche. Acque grigie: provenienti dalle docce, dalle vasche da bagno e dai lavandini (escluso quello della cucina). Sono caratterizzate da volumi elevati e da bassi valori di COD, BOD5, solidi sospesi totali e di altri parametri inquinanti. Reflui industriali vari (che possono avere caratteristiche molto varie). Infiltrazione per percolazioni nella rete fognaria Scarichi non autorizzati Acque Piovane Solo nel caso di fognature miste, ossia di fognature che trasportano sia acque di provenienza meteorica che acque reflue domestiche. Nel caso di fognature separate, viene spesso utilizzato uno sfioratore, un sistema che consente la separazione ed il successivo convogliamento, nelle fognature nere, di una parte delle acque pluviali, quella cosiddetta di prima pioggia. Lacqua di prima pioggia , infatti, carica di sostanze inquinanti e deve essere immessa nella fognatura nera ed avviata allimpianto di depurazione. Le acque meteoriche successive vengono invece scaricate direttamente nel corpo idrico ricettore.

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Origine delle acque reflue


Le acque reflue possono anche essere distinte in acque bianche e nere a seconda della loro origine. Acque bianche acque di raffreddamento; drenaggi di falde freatiche; drenaggi di infiltrazioni; fuoriuscita di acque di sorgente; scarichi di pozzi; acque piovane da zone abitate; alcune acque di risciacquo; condensati; distillati.

Origine delle acque reflue


Acque nere acque di lavaggio; alcune acque di risciacquo; acque dei WC; scarichi delle cucine; scarichi di attivit artigianali, industriali, agricoli; percolato da discarica; percolato da campi concimati; acque piovane delle zone industriali, di strade e piazze automobilistico. Un ulteriore classificazione delle acque reflue la seguente: acque velenose, infiammabili o esplosive e radioattive; acque dense; acque con elevato contenuto di oli e grassi; acque calde (con temperature superiori a 40C); acque acide o basiche; acque con elevato contenuto di sali; acque con elevato contenuto di sostanze sospese (sabbia, ecc.).

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traffico

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Caratteristiche fisiche delle acque reflue


Il contenuto di solidi totali di un refluo rappresenta la pi importante tra le caratteristiche caratteristiche fisiche del refluo. I solidi totali comprendono le sostanze flottabili, le sostanze sedimentabili, le particelle colloidali nonch il materiale in soluzione. Altre caratteristiche fisiche di rilievo sono: la distribuzione dimensionale delle particelle solide. La conoscenza delle dimensioni delle particelle solide consente di verificare l'efficienza di alcune unit di trattamento, quali la sedimentazione secondaria, la filtrazione e la disinfezione; la torbidit; il colore. Un colore scuro indice di condizioni di degradazione anaerobiche; la trasmittanza, che una misura della quantit di luce, caratterizzata da una determinata lunghezza d'onda, che viene assorbita dai costituenti del refluo; la temperatura. Da essa sono largamente influenzate le reazioni chimiche, nonch la concentrazione di ossigeno disciolto; la conducibilit elettrica. Essa una misura della concentrazione di solidi totali disciolti e della salinit del refluo; la densit e il peso specifico, legati alla concentrazione di solidi totali.

Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi


In unacqua reflua sono presenti diverse categorie solidi: Solidi totali (ST); Solidi totali volatili (STV); Solidi totali fissi (STF); Solidi sospesi totali (SST); Solidi sospesi volatili (SSV); Solidi sospesi fissi (SSF); Solidi filtrabili totali (SFLT); Solidi filtrabili volatili (SFLV); Solidi filtrabili fissi (SFLF); Solidi sedimentabili. I solidi sospesi sono la causa della formazione e del deposito di fango e dellinstaurarsi di condizioni anaerobiche, qualora i liquami, non trattati, siano scaricati in un ambiente acquatico, infatti un elevato contenuto di solidi sospesi impedisce la riossigenazione. Inoltre, il materiale in sospensione pu proteggere i microrganismi dai disinfettanti e rendere, dunque, inefficienti i trattamenti di disinfezione.

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Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi


Tabella I.
Parametro Solidi totali

Definizione delle varie tipologie di solidi presenti nelle acque reflue.


Descrizione Residuo secco ottenuto a seguito dell'evaporazione di un volume noto di campione di acqua alla temperatura di 105 C. Sono dati dalla somma dei solidi sospesi (o non filtrabili) e di quelli filtrabili (o disciolti). Solidi che volatilizzano a seguito del riscaldamento del campione di refluo, preventivamente essiccato, alla temperatura di 600 C. Solidi residui dopo la combustione del campione di refluo, preventivamente essiccato, alla temperatura di 600 C. Porzione dei solidi totali; i SST rappresentano i solidi trattenuti da un filtro con dimensione nominale dei pori pari a 0.45 m. Solidi che volatilizzano a seguito della combustone dei SST alla temperatura di 600 C. Rappresentano approssimativamente la frazione organica dei solidi sospesi totali.

Solidi totali volatili Solidi totali fissi Solidi sospesi totali o Solidi non filtrabili Solidi sospesi volatili

Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi


Parametro Solidi sospesi fissi o non volatili Descrizione Solidi residui dopo la combustione dei SST alla temperatura di 600 C. Rappresentano la frazione minerale, inorganica dei solidi sospesi.

Solidi filtrabili totali o Solidi che non vengono trattenuti nella filtrazione di un campione di Solidi disciolti refluo, effettuata un filtro con dimensione nominale dei pori pari a 0.45 m e successivo essiccamento a 105 C. Comprendono le sostanze colloidali e disciolte nellacqua. Solidi filtrabili volatili Solidi che volatilizzano a seguito della combustione dei SFLT alla temperatura di 600 C. Solidi filtrabili fissi o non volatili Solidi sedimentabili Solidi non sedimentabili Solidi residui dopo la combustione dei SFLT alla temperatura di 600C. Porzione dei solidi sospesi in grado di sedimentare in un definito intervallo di tempo (generalmente 2 h). Sono espressi in ml/l. Porzione dei solidi sospesi non grado di sedimentare in un definito intervallo di tempo (generalmente 2 h). Si tratta essenzialmente di sostanze colloidali.

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Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Figura 1.

Classificazione dei vari tipi di solidi presenti in un liquame civile.

Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Figura 2.

Classificazione dei vari tipi di solidi presenti in un liquame civile con indicazione del campo di variazione delle dimensioni delle particelle.

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Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Figura 3.

Relazioni esistenti tra le tipologie di solidi presenti nelle acque reflue.

Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Figura 4.

A sinistra, la stufa per lessiccamento a 105 C; a destra, la muffola per il riscaldamento a 600C.

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Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Figura 5. Apparecchiatura per la filtrazione sottovuoto. A destra, pesatura del filtro di porosit 0.45m tramite bilancia analitica.

Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Figura 6.

Coni Imhoff per la determinazione dei solidi sedimentabili.

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Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Tabella II.

Carichi specifici dei solidi sospesi, sedimentabili e non, e di quelli filtrabili (o disciolti).
Categoria di solidi Carico specifico (gr/ab x g)
60 30 90 100 190

Solidi sospesi sedimentabili Solidi sospesi non sedimentabili Solidi sospesi totali Solidi filtrabili o disciolti Solidi totali

Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi


Tabella III. Carichi specifici dei solidi sospesi, sedimentabili e non, e di quelli filtrabili (o disciolti), suddivisi in volatili e non.
Solidi non volatili o minerali (gr/ab x g)
30 20 10 50 80

Categoria di solidi
Solidi sospesi Totali Sedimentabili Non sedimentabili Solidi filtrabili o disciolti Solidi Totali (sospesi + filtrabili)

Solidi volatili o organici (gr/ab x g)


60 40 20 50 110

Totale (gr/ab x g)

90 60 30 100 190

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Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi


Tabella IV. Concentrazione dei solidi disciolti, sospesi e sedimentabili in unacqua reflua.
Alta Media Conc. Conc. 1200 850 525 325 550 180 370 20 700 320 200 120 380 130 250 10 Bassa Conc. 350 250 145 105 220 70 150 5

Categoria di solidi
Tutti i valori sono espressi in mg/l Solidi Totali: Disciolti totali Non volatili Volatili Sospesi totali Non volatili Volatili Sedimentabili (ml/l)

Caratteristiche fisiche delle acque reflue Solidi

Figura 7. Classificazione dei solidi totali presenti in un liquame civile con indicazione delle porzioni rimovibili mediante i principali processi di depurazione.

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Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti inorganici non metallici
I nutrienti, fosforo e azoto, hanno un ruolo fondamentale nella crescita dei microrganismi, sono, dunque, fondamentali specie nei trattamenti di tipo biologico. Azoto e fosforo, normalmente, si trovano in quantit sufficienti e bilanciate nelle acque di rifiuto domestiche, mentre possono aversi carenze di questi elementi nel caso di presenza nei liquami di acque di rifiuto industriali. In quanto allazoto, si trova nei liquami sottoforma di: NH3 (indicativamente il 60%); Azoto organico (indicativamente il 35%). Con la sigla TKN si indica linsieme dellazoto ammoniacale e dellazoto organico; Nitriti (NO2-); Nitrati (NO3-). Normalmente, le concentrazioni di N totale e P totale variano rispettivamente tra 20 e 85 mg/l e tra 6 e 20 mg/l. In termini di carico specifico, lazoto totale varia tra 10 e 18 gr/ab x g, mentre il fosforo totale varia tra 3 e 6 gr/ab x g.

Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti inorganici non metallici
I nutrienti, se presenti in quantit eccessive nei reflui trattati e poi scaricati nei corpi idrici naturali, possono favorire lo sviluppo di forme di vita indesiderate (fenomeni di eutrofizzazione). Inoltre, tali composti, se sversati in dosi eccessive sul terreno, possono causare un inquinamento del sottosuolo.

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Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti inorganici non metallici
La concentrazione di ioni H+, ossia il pH, influenza la concentrazione in soluzione di molte specie inorganiche. Il pH particolarmente importante per il buon esito dei trattamenti di tipo biologico (sono necessari valori del pH compresi tra 6 e 9). L'alcalinit di un refluo gioca un ruolo fondamentale laddove si intendano applicare trattamenti depurativi di tipo chimico e biologico (ad es. nella rimozione biologica dei nutrienti). Lalcalinit dovuta alla presenza di idrati, carbonati e bicarbonati di Ca, Mg, Na, K e NH3. I cloruri rappresentano un parametro di rilevanza delle acque reflue in quanto, per esempio, possono condizionare la possibilit di riutilizzo del refluo trattato. Detersivi sintetici e Oli e grassi. Gli oli e i grassi hanno concentrazioni variabili tra 50 e 150 mg/l. I gas disciolti, generalmente presenti nelle acque reflue, comprendono lN, lO2, lCO2, il H2S, lNH3 e il CH4. Gli ultimi tre costituenti derivano dalla degradazione biologica della sostanza organica.

Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti inorganici metallici
Tutti gli organismi viventi richiedono determinate quantit di macro e microelementi metallici, quali ferro, cromo, rame, zinco e cobalto, per supportare la loro crescita. Gli stessi metalli possono tuttavia dare origine a fenomeni di tossicit laddove risultino presenti in quantit eccessive. Dal momento che sta progressivamente assumendo sempre maggiore importanza l'utilizzo degli effluenti dalla depurazione delle acque reflue per scopi irrigui, risulta importante determinare gli eventuali effetti negativi che i metalli possono generare. La presenza di calcio, magnesio e sodio risulta importante ai fini della determinazione del cosiddetto rapporto di adsorbimento del sodio, indicato con la sigla SAR (Sodium Adsorption Ratio), il quale viene impiegato per valutare, se un effluente trattato risulta idoneo per impieghi agricoli. Il sodio pu comportare anche problemi di permeabilit del suolo. Laddove si ricorra al riutilizzo di fango compostato in agricoltura, sar necessario determinare la concentrazione in esso di arsenico, cadmio, rame, piombo, mercurio, molibdeno, nichel, selenio e zinco.

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Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici
Le sostanze organiche nelle acque reflue sono circa il 67% dei solidi sospesi e il 50% di quelli filtrabili. Tali sostanze organiche derivano da composti di sintesi animali o vegetali o prodotti dallattivit delluomo e sono una combinazione di carbonio, idrogeno, ossigeno e di azoto. Gli idrati del carbonio, i grassi e il carbonio contenuto nelle proteine rappresentano la frazione carboniosa delle sostanze organiche, mentre lazoto contenuto nelle proteine rappresenta la frazione azotata della sostanza organica, che, assieme allazoto ammoniacale e dei derivati presente nei liquami, contribuisce alla frazione azotata del BOD (lNBOD), di cui si dir in seguito.

Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici Il BOD
Il termine BOD sta per Biochemical Oxygen Demand. Esso rappresenta la quantit di ossigeno, richiesta dai microrganismi aerobi, per potere procedere alla degradazione biologica della sostanza organica. Tale richiesta tanto pi alta quanto maggiore la concentrazione della sostanza organica e quanto pi velocemente avvengono le reazioni di degradazione. In un trattamento di tipo biologico, deve essere rispettato il seguente rapporto: BOD/N/P = 100/5/1. Il BOD utilizzato come un parametro aggregato per la misura della sostanza organica. Se un liquame ha un BOD di 500 mg/l, allora i batteri aerobi hanno bisogno di 500mg di ossigeno per demolire la sostanza organica contenuta in un litro di quel liquame. Le Figure 7 e 8 rappresentano la richiesta di ossigeno, per la degradazione biologica della sostanza organica, soddisfatta dopo il tempo indicato in ascissa. Da tali Figure, si evince come la richiesta di ossigeno soddisfatta sia, ovviamente, crescente con il tempo.

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Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici Il BOD
In Figura 7, possibile vedere come la richiesta di ossigeno soddisfatto non cresca pi dopo i 20 giorni. Ci significa che, dopo 20 giorni, la degradazione biologica della sostanza organica si pu ritenere conclusa; per tale ragione, il BOD a 20 giorni detto BOD ultimo. Per convenzione, si assume tuttavia come riferimento il BOD a 5 giorni (BOD5), che rappresenta il 70% del totale ottenibile dopo 20 giorni. La quantit giornaliera di BOD, prodotta per abitante, tenendo conto delle piccole attivit artigianali e industriali, di circa 54-70 g/ab x g. La Figura 7 reca anche lindicazione della temperatura, ci perch la curva del BOD soddisfatto funzione della temperatura. Al crescere della temperatura, tale curva diventa pi ripida, in quanto le reazioni di degradazione biologica sono pi rapide.

Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici Il BOD
Nelle Figura 8 e 9, possibile distinguere due stadi di sviluppo del BOD, il primo dovuto allossidazione biologica della frazione carboniosa della sostanza organica (CBOD) ed il secondo, dovuto allossidazione biologica della frazione azotata della sostanza organica (NBOD), che si sovrappone al primo dopo un certo periodo di tempo, 78 giorni, periodo dopo il quale si sviluppano i batteri nitrificanti che trasformano lammoniaca (NH3) prima in nitriti (NO-2) e poi in nitrati (NO-3), utilizzando ossigeno.

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Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici Il BOD

Figura 7.

Andamento del BOD in funzione del tempo ad una fissata temperatura.

Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici Il BOD

Figura 8. .

Andamento della frazione carboniosa e della frazione azotata del BOD in funzione del tempo.

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Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici Il BOD

Figura 9. .

Andamento della frazione carboniosa e della frazione azotata del BOD in funzione del tempo.

Caratteristiche chimiche delle acque reflue


Costituenti organici Il COD e il TOC
Il termine COD sta per Chemical Oxygen Demand. Esso rappresenta la quantit di ossigeno richiesta per ossidare chimicamente le sostanze ossidabili presenti nei liquami. Si tratta di un indice che individua non solo le sostanze organiche ossidabili biologicamente , ma anche le sostanze organiche non biodegradabili, ossidabili solo chimicamente. Il BOD , dunque, solo una frazione del COD. Nei liquami domestici, il COD pari a 1.2, 1.4 il BOD ultimo e a 1.7, 2 il BOD5. Valori pi elevati sono caratteristici nel caso di presenza di scarichi industriali nei liquami. Il TOC (Total Organic Carbon) rappresenta il quantitativo totale di carbonio presente nellacqua in sospensione o combinato con materiale disciolto.

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Parametri chimico-fisici delle acque reflue


Tabella IV.
Parametro BOD COD SS N-Totale NH4 N-NO3 P

Caratteristiche qualitative chimico-fisiche delle acque reflue secondo il D.L. 152/06. e aggiornata???
Aree non sensibili 25 125 35 Aree Scarichi sensibili suolo 25 125 35 10-15 1-2 20 100 25 15 5 2 Fognature industrie 25 125 35 15 20 10

Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Di seguito vengono brevemente descritti i principali microrganismi presenti nelle acque reflue e negli impianti di trattamento di queste. Batteri: microrganismi unicellulari, alcuni fissi, altri dotati di mobilit grazie a delle ciglia vibratili. Alcuni batteri sono strettamente aerobi, altri strettamente anaerobi, ma la maggior parte sono aerobi o anaerobi facoltativi. Essi hanno una grande capacit di adattamento a differenti ambienti ed una notevole velocit di riproduzione. Si tratta dei principali artefici di tutti quei fenomeni di degradazione, trasformazione ed adsorbimento della sostanza organica, che sono alla base dei trattamenti depurativi biologici.

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Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Le salmonelle sono i pi comuni patogeni presenti nelle acque reflue. Si tratta di batteri, che possono causare gastroenterite acuta, setticemia ecc.

Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Archaea: Simili ai batteri. Rilevanti nei processi anaerobici e presenti in condizioni particolarmente critiche di temperatura e di composizione chimica.

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Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Funghi: La maggior parte di essi sono aerobi stretti o facoltativi. I funghi possano crescere in condizioni di modesta umidit e concentrazione di azoto e possono tollerare un ambiente con pH relativamenle basso. A causa della capacit di vivere a bassi valori di pH e con modeste concentrazioni di azoto, unitamente al fatto che risultano in grado di degradare la cellulosa, sono importanti nella biostabilizzazione dei fanghi. Sono importanti in tutti i processi deputativi biologici aerobi e, in particolare, sono presenti nella pellicola biologica dei letti percolatori.

Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Protozoi: La maggior parte di essi di tipo eterotrofo aerobico, alcuni sono anaerobi tolleranti allaria e pochi sono anaerobi. I protozoi sono generalmente caratterizzati da dimensioni superiori di un ordine di grandezza a quelle dei batteri, e spesso utilizzano questi ultimi come fonte di energia. In sostanza, i protozoi agiscono come depuratori degli effluenti dai trattamenti biologici, consumando i batteri e la sostanza organica particolata. Alcuni si muovono con particolari ciglia vibratili (flagelli), altri sono fissi su di un supporto o su di un fiocco di fango.

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CARATTERISTICHE BIOLOGICHE ACQUE REFLUE


I protozoi, inoltre, sono considerati degli indicatori dello stato del sistema, in quanto sono molto sensibili alle variazioni delle condizioni del substrato: se infatti sono presenti sostanze tossiche oppure manca ossigeno nel sistema, muoiono, o diminuiscono di numero, fino a scomparire, se la situazione di stress continua. molto importante, perci, lesame microscopico del fango perch aiuta a capire lo stato di salute del sistema ed eventualmente a correggerne delle variabili (estrazione del fango di supero, aerazione, dosaggio di composti chimici) per migliorarne le condizioni.

Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Rotiferi: Il loro nome deriva dal fatto che essi possiedono due sistemi di ciglia rotanti sullo loro testa, che conferiscono loro mobilit e capacit di catturare il cibo. I rotiferi risultano molto efficaci per la rimozione dei batteri in forma dispersa o in fiocchi, nonch per la rimozione di particelle minute di sostanza organica. La loro presenza negli effluenti indica un elevato grado di depurazione biologica aerobica.

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Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Alghe: Si tratta di organismi mono o multicellulari. Sono particolarmente importanti nei processi di depurazione degli stagni di ossidazione aerobici o aerobici-anaerobici. Sono, inoltre parte costituente della membrana biologica dei filtri percolatori di tipo aperto, soprattutto a basso carico.

Caratteristiche biologiche delle acque reflue


Virus: I virus sono parassiti intracellulari obbligati e si moltiplicano soltanto allinterno della cellula ospite, della quale sono in grado di orientare i sistemi biochimici per riprodurre se stessi. La maggior parte dei virus sono patogeni.
Biofilm al microscopio: sono presenti virus, batteri, archeae.

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Caratteristiche biologiche delle acque reflue


I coliformi sono dei batteri (microrganismi unicellulari) e vengono utilizzati come indicatori del grado di contaminazione delle acque da parte di agenti patogeni. Infatti, un elevato numero di coliformi indice della presenza, nelle acque, di altri microrganismi patogeni di pi difficile determinazione rispetto ai coliformi, anche per via del loro numero ridotto. I criteri generali che devono essere soddisfatti da un organismo indicatore sono i seguenti: gli indicatori devono essere presenti sempre quando sono presenti i patogeni e non devono essere presenti, in gran numero, quando lacqua non contaminata da patogeni; gli indicatori devono essere presenti in gran numero rispetto ai patogeni, ossia il rapporto indicatori/patogeni deve essere alto; gli indicatori e i patogeni devono provenire dalla stessa fonte o sorgente; gli indicatori devono essere facilmente isolabili, identificabili ed enumerabili in laboratorio; gli indicatori devono rispondere alle condizioni ambientali ed ai processi allo stesso modo.

Parametri fisici e biologici delle acque reflue


Tabella IV. Tabella riassuntiva delle caratteristiche chimiche e biologiche delle acque reflue (le concentrazioni sono espresse in mg/l).
Alta Conc.
85 35 50 0 0 15 5 10 150 -

Parametro
Azoto Totale N-organico NH3 NO2 NO3 Fosforo Totale Organico Inorganico Grassi Coliformi totali (MPN/100 ml) Coliformi fecali (MPN/100 ml) Virus, PFU/100 ml

Media Conc.
40 15 25 0 0 8 3 5 100 22x106 8x106 500

Bassa Conc.
20 8 12 0 0 4 1 3 50 -

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Stima delle portate reflue


La stima delle portate reflue di fondamentale importanza ai fini: della scelta del tipo di impianto da adottare; del dimensionamento dellimpianto stesso. Per effettuare tale stima, occorre valutare: il numero di abitanti serviti in termini di abitanti equivalenti. Tale stima deve tenere conto:
della variazione stagionale del numero degli abitanti serviti, nel caso di zone turistiche; delleventuale crescita futura della popolazione servita

la dotazione idrica giornaliera procapite, in genere 200 l/ab x g; le perdite della rete fognaria, in genere si assume un coefficiente di afflusso in fognatura pari a 0.8; la variabilit giornaliera delle portate reflue per via della variabilit dei consumi; la variabilit delle portate reflue, a seguito di eventi pluviometrici, nel caso di fognature miste. .

Stima delle portate reflue


Variabilit giornaliere delle portate
La variazione giornaliera delle portate reflue decisamente pi marcata nei piccoli centri, come dimostrano le Figure 10 e 11. Tale variazione un problema per il corretto funzionamento di un impianto di depurazione, in quanto comporta laumento o la riduzione dei tempi dei trattamenti applicati nellimpianto e si pu attenuare mediante lequalizzazione delle portate.

Figura 10. .

Rapporto tra la portata massima e la portata media giornaliera, in funzione del numero di abitanti.

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Stima delle portate reflue


Variabilit giornaliere delle portate

Figura 11. .

Rapporto tra la portata massima o minima di acqua reflua, in funzione del numero di abitanti serviti dallimpianto.

Stima delle portate reflue


Variabilit giornaliere delle portate

Figura 12.

Variazioni orarie di portata, della concentrazione di BOD5, della concentrazione di solidi sospesi, registrate al terminale di una fognatura.

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Stima delle portate reflue


Variabilit delle portate per via di eventi pluviometrici
Ai fini della variabilit delle portate reflue a seguito di eventi pluviometrici, occorre valutare lentit e lintensit delle precipitazioni mediante uno studio di tipo idrologico. Nel caso di piogge intense, si potrebbe pensare di realizzare una vasca di prima pioggia, nella quale convogliare lacqua in eccesso, sfiorata a monte dellimpianto, prima di immetterla nel recapito finale, in modo da realizzare quantomeno la sedimentazione. Il dimensionamento della vasca di prima pioggia deve essere effettuato sulla base: della natura, delle caratteristiche inquinanti del liquame dellentit delle precipitazioni; della natura, delle caratteristiche inquinanti del liquame; della capacit di autodepurazione del corpo idrico ricettore.

Autodepurazione
Limmissione di acque di rifiuto contenenti sostanze organiche, in un corso dacqua, mobilita i microrganismi, presenti nel liquame e nel corso dacqua, che, utilizzando lossigeno disciolto nella miscela liquida, provvedono alla degradazione della sostanza organica e, quindi alla depurazione. Il fenomeno noto col nome di autodepurazione.

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Autodepurazione
Il corpo dacqua rimane in uno stato di salute, finch la concentrazione di ossigeno disciolto si mantiene a livelli tali da assicurare la sopravvivenza degli organismi acquatici superiori, maggiormente sensibili alle carenze di ossigeno. Se il consumo di ossigeno disciolto eccessivo, per via del notevole carico organico del liquame scaricato, il corso dacqua pu raggiungere delle condizioni di anossia, che indicano, dunque, un elevato grado di inquinamento.

Autodepurazione Fattori che la influenzano


I fattori che influenzano il fenomeno dellautodepurazione di un corso dacqua sono i seguenti: Entit del carico organico. Allaumentare del carico organico, aumenta la lunghezza del tratto di fiume interessato dal consumo di ossigeno da parte dei microrganismi; Presenza di pi immissioni di carico organico. A valle di ogni immissione aumenta il consumo di ossigeno; Temperatura. Temperature elevate sono spesso causa di condizioni critiche di inquinamento per un corso dacqua, per un duplice motivo: allaumentare della temperatura, aumenta la velocit di decomposizione della sostanza organica; allaumentare della temperatura, diminuisce la solubilit dellossigeno in acqua.

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Autodepurazione Fattori che la influenzano


Altri fattori che influenzano lautodepurazione sono: Immissione di uno scarico tossico: induce una rapida moria di tutti gli organismi viventi, interrompe il processo di deossigenazione biologica, il che determina, per effetto della riossigenazione, un rapido aumento dellossigeno disciolto; Immissione di uno scarico oleoso: ostacola lo scambio daria con latmosfera, blocca la riossigenazione, provocando, per effetto della deossigenazione biologica, una rapida diminuzione e scomparsa dellossigeno disciolto.

Autodepurazione Meccanismi biologici


I meccanismi di depurazione biologica di un corso dacqua sono i seguenti: degradazione: la sostanza organica viene assimilata e trasformata in sostanze pi semplici da batteri, muffe, funghi, vermi, insetti; ingestione: da parte di organismi superiori (sostanze sospese); assimilazione vegetale: questo processo avviene principalmente in ambienti eutrofici (acque calde, basse e produttive) e consiste nella rimozione di sali di azoto e fosforo dalla soluzione acquosa da parte delle alghe che di essi si nutrono. La successiva sedimentazione delle alghe sul fondo rimuove definitivamente tali sali dalle acque superficiali; assimilazione animale: gli organismi animali si cibano dei vegetali assimilando le sostanze contenute in essi.

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Autodepurazione Meccanismi fisici


Oltre ai meccanismi di autodepurazione biologica, ve ne sono altri di diversa natura, fisica e chimica. Tra i vari meccanismi di demolizione fisica, si ricordano i seguenti: diluizione: favorisce il raggiungimento di concentrazioni tali da favorire le assimilazioni biologiche; sedimentazione: tanto pi marcata quanto maggiore la densit delle particelle e quanto pi bassa la turbolenza del corso dacqua. favorita dai fenomeni di aggregazione delle particelle come coagulazione e flocculazione. La sedimentazione permette di rimuovere una buona parte degli inquinanti presenti nelle acque che restano depositati sul fondo; abrasione: questo un fenomeno tipico dei corsi dacqua. Grazie alla turbolenza, si verifica la frantumazione delle particelle solide in particellato.

Autodepurazione Meccanismi chimici


Tra i vari meccanismi chimici di autodepurazione, si ricordano i seguenti: reazioni acido-base: sono determinanti ai fini del mantenimento del pH degli ambienti naturali e per la neutralizzazione degli inquinanti acidi e basici. complessazione: un fenomeno che avviene tra ioni metallici e complessanti organici naturali, usati anche nella formulazione dei detersivi e in alcuni processi industriali.

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Autodepurazione Curva a sacco


Per via dellautodepurazione, ossia della degradazione biologica dei liquami da parte dei microrganismi presenti nel corso dacqua, si innescano contemporaneamente due meccanismi: la deossigenazione del corso dacqua, dovuta al consumo di ossigeno disciolto da parte dei microrganismi. La curva di deossigenazione indica la concentrazione di ossigeno disciolto che si avrebbe (se nel contempo non si verificasse la riossigenazione), per effetto del progressivo consumo dellossigeno disciolto, originariamente presente, da parte degli organismi aerobi, che vivono nel corso dacqua e che si nutrono della sostanza organica presente nel liquame scaricato. la riossigenazione del corso dacqua, per via dello scambio di ossigeno tra il corso dacqua e latmosfera. La curva di riossigenazione indica la concentrazione di ossigeno via via trasferito dallatmosfera al corso dacqua, in conseguenza del deficit di ossigeno rispetto alla concentrazione a saturazione.
GM/MB Corso di Ingegneria Sanitaria Ambientale Anno accademico 2008/2009

Autodepurazione Curva a sacco

Figura 13. .

A sinistra, curva di deossigenazione. A destra, curva di reossigenazione.

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Autodepurazione Curva a sacco


La curva a sacco, data dalla combinazione della curva di deossigenazione e delle curva di riossigenazione, rappresenta la quantit di ossigeno disciolto effettivamente presente nel corso dacqua al passare del tempo.

Figura 14. .

Curva a sacco di un corso dacqua. Il punto di minimo della curva rappresenta la minore conc. di O2 disciolto che viene raggiunta.

Autodepurazione Curva a sacco

Figura 15. .

Andamento della curva a sacco e del BOD nel caso di tre scarichi organici in successione.

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Autodepurazione Curva a sacco


La sezione pi critica del corso dacqua, dal punto di vista della concentrazione di ossigeno disciolto, non quella di immissione del liquame. La sezione critica pu essere individuata come quella corrispondente al punto di minimo della curva a sacco. Infatti, supponendo: a. la sezione trasversale del fiume costante b. lo scarico del liquame costante nel tempo c. che non si verifichino altre immissioni, La velocit del corso dacqua si pu ritenere costante e, cos, in ascissa, nel diagramma della curva a sacco, possibile sostituire la distanza della sezione del fiume considerata dallo scarico.

Autodepurazione Curva a sacco

Figura 16. .

Sezione critica ed influenza della temperatura sullandamento della curva a sacco..

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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI CATANIA Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale

Le Acque Reflue:
Classificazione dei trattamenti di depurazione

Dispensa N. 1 Parte II

Classificazione dei metodi di trattamento delle acque reflue


Una prima classificazione dei trattamenti di depurazione delle acque reflue pu essere effettuata sulla base del tipo di trattamento: fisico, chimico e biologico. Metodi fisici Trattamenti che fanno principalmente affidamento alleffetto di forze e fenomeni fisici sulle componenti del refluo: Grigliatura; Stacciatura; Mescolamento; Flocculazione; Sedimentazione; Filtrazione; Flottazione; Gas transfer.

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Classificazione dei metodi di trattamento delle acque reflue


Metodi chimici Trattamenti che inducono la conversione e la rimozione di alcune componenti del refluo grazie al dosaggio di alcuni composti chimici: Precipitazione; Adsorbimento; Disinfezione. Metodi biologici Trattamenti che inducono la conversione e la rimozione di alcune componenti del refluo grazie allattivit di specie biologiche: Processi per la rimozione di sostanze organiche biodegradabili (disciolte e colloidali); Processi per la rimozione di nutrienti.

Classificazione dei metodi di trattamento delle acque reflue


Unaltra classificazione dei trattamenti di depurazione delle acque reflue pu essere effettuata sulla base della funzione del trattamento allinterno dellimpianto. Trattamenti preliminari. Si tratta di trattamenti che hanno lo scopo di preparare il refluo ai trattamenti successivi, rimuovendo tutto ci che potrebbe causare problemi nelle fasi successive di trattamento. Si tratta di metodi fisici. Trattamenti primari. Sono anche questi metodi fisici ed hanno lo scopo di rimuovere buona parte della sostanza organica, quella sedimentabile. Trattamenti secondari. Possono essere sia biologici che chimici ed hanno lo scopo di rendere sedimentabile e, quindi, removibile per sedimentazione, la sostanza organica non sedimentabile. Trattamenti terziari. Anche detti trattamenti avanzati, possono essere sia fisici, che chimici, che biologici.

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Classificazione dei metodi di trattamento delle acque reflue


Unaltra classificazione dei trattamenti di depurazione delle acque reflue pu essere effettuata sulla base della tipologia di contaminanti rimossi dal trattamento. Solidi Sospesi Grigliatura e Triturazione; Dissabbiatura; Sedimentazione; Filtrazione; Flottazzione; Dosaggio polimeri; Coagulazione/sedimentazione. Composti Organici Biodegradabili Processi a fanghi attivi; Letti percolatori; Dischi biologici; Bacini di lagunaggio; Processi fisico-chimici.

Classificazione dei metodi di trattamento delle acque reflue


Composti Organici Volatili Strippaggio; Adsorbimento su carboni attivi; Processi di distruzione termica. Organismi Patogeni Disinfezione con composti del cloro; Disinfezione UV; Ozonizzazione; Sistemi naturali.

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Classificazione dei metodi di trattamento delle acque reflue


Nutrienti (azoto) Processi di nitrificazione e denitrificazione a biomasse sospese; Strippaggio dellammoniaca; Scambio ionico; Clorazione al punto di rottura; Sistemi naturali. Nutrienti (fosforo) Dosaggio di sali metallici; Coagulazione con calce/sedimentazione; Processi biologici; Processi chimico-biologici. Metalli pesanti Scambio ionico e osmosi inversa. Microinquinanti Osmosi inversa; Scambio ionico; Elettrodialisi pesante.

Classificazione dei metodi di trattamento dei fanghi


Operazioni preliminari Sollevamento, stoccaggio. Ispessimento A gravit; Flottazione; Centrifugazione; Nastri-ispessitori a gravit; Ispessitori a tamburo rotante. Stabilizzazione Con calce; Trattamenti termici; Digestione anaerobica; Digestione aerobica; Compostaggio. Condizionamento Chimico; Termico.

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Classificazione dei metodi di trattamento dei fanghi


Disinfezione Pastorizzazione; Clorazione; Trattamenti a pH elevato; Processi termici; Stoccaggio a lungo termine dei fanghi digeriti. Disidratazione Filtri a vuoto; Centrifughe; Filtro-presse; Nastro-presse; Letti di essiccamento; Bacini di lagunaggio.

Classificazione dei metodi di trattamento delle acque reflue


Essiccamento Processi termici; Evaporatori ad effetto multiplo. Distruzione termica Inceneritori a piatti; Inceneritori a letto fluido; Co-incenerimento con rifiuti solidi; Ossidazione ad aria umida. Smaltimento Finale Spandimento su terreni; Marketing e distribuzione di fanghi digeriti e stabilizzati; Smaltimento in discarica; Fissaggio chimico e solidificazione.

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