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ITIS G. Marconi Bari Corso di Meccanica Applic. e Macchine a Fluido prof. Ing.

Nazzareno Corigliano

TEORIA CUSCINETTI VOLVENTI 5a serale

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I CUSCINETTI VOLVENTI

1. CARATTERISTICHE GENERALI
Il problema dellattrito radente, causa di varie problematiche nei supporti, si cerca di superarlo trasformandolo in attrito volvente, che circa un decimo, con lintroduzione dei cuscinetti volventi. Questi sono costituiti da: due anelli, uno solidale con lalbero rotante e laltro con il supporto fisso; gli elementi di rotolamento, sfere o rulli, rotolanti in apposite gole (o piste) realizzate su uno o entrambi gli anelli; una gabbia distanziatrice con lo scopo di mantenere invariata la distanza tra gli elementi di rotolamento. Rispetto ai cuscinetti radenti, sono caratterizzati da attriti molto ridotti e da grande capacit di carico ma hanno ingombri notevoli e una certa rumorosit. Nella tabella che segue si riportano alcune considerazioni comparative tra i due tipi di cuscinetti. Parametro di confronto
Attrito Capacit di carico Ingombro Lubrificazione Rumorosit Durata Possibilit di disallineamenti Velocit Costo

Cuscinetto Radente
Elevato in assenza di lubrificazioni idrodinamiche Limitata allavvio Limitato Notevoli quantit di olio o grasso Piccola Tendenzialmente illimitata Piuttosto grande Limitata dal pericolo di surriscaldamento Mediamente basso Limitato

Cuscinetto Volvente

Notevole anche a basse velocit Abbastanza grande Quantit abbastanza limitate di olio o grasso Grande soprattutto in presenza di imperfezioni di montaggio Limitata dal cedimento per fatica del materiale Limitata Limitata dagli effetti centrifughi; mediamente pi elevata Pi elevato

I cuscinetti volventi possono essere sottoposti ai seguenti carichi, illustrati nella figura seguente: radiali: diretti perpendicolarmente allasse di rotazione (fig. a); assiali: diretti parallelamente allasse di rotazione (fig. b);

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misti: sono presenti sia componenti assiali sia componenti radiali (fig. c)

I cuscinetti adatti a sopportare prevalentemente carichi radiali vengono detti portanti mentre quelli adatti ad assorbire carichi assiali vengono detti reggispinta. Quando il cuscinetto richiede una perfetta coassialit viene detto rigido mentre si dice orientabile quando ammesso un lieve disassamento tra asse del perno e asse del cuscinetto. Riguardo ai materiali impiegati per la costruzione dei corpi volventi e degli anelli si utilizzano acciai a tutta tempra al cromo (1,5 %) con circa l1 % di carbonio e, per elementi di sezione pi grande, acciai legati al manganese e molibdeno; acciai da cementazione al cromo-nichel e al manganese-cromo con un tenore di carbonio dello 0,15 %. Si utilizzano poi acciai speciali in caso di impiego alle alte temperature. Le gabbie, invece, a seconda delle dimensioni e degli impieghi, vengono realizzate in lamiera stampata dacciaio, in lamiera di ottone, in poliammide 6.6 o altri tipi di plastica per usi speciali.

2. TIPI DI CUSCINETTI VOLVENTI


Esiste una grande variet di realizzazioni a seconda del tipo di carico sopportabile, del tipo di elemento rotolante, dellingombro, della velocit massima di funzionamento e delle caratteristiche di montaggio e di lubrificazione. Seguono alcuni esempi:

radiali rigidi: con una o due corone di sfere (in caso di carichi radiali pi gravosi), sono in grado di sopportare anche piccole spinte assiali. Il disallineamento tra gli assi deve essere molto contenuto;

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radiali oscillanti: la pista di rotolamento dellanello esterno comune a due corone di sfere, sopportano ancor meno carico assiale ma consentono un disallineamento fino a 2;

obliqui: hanno le piste di rotolamento di forma tale da consentire lapplicazione di carichi obliqui con forte componente assiale in uno o due sensi;

reggispinta a sfere: adatti a sopportare solo carichi assiali che, con la presenza di due corone di sfere, possono essere anche a doppio effetto;

a rulli cilindrici: quando i carichi radiali da sopportare diventano notevoli e pi elevate le velocit. Lassenza di bordi, su uno dei due anelli, consente una certa mobilit assiale spesso utilizzata per la compensazione delle dilatazioni termiche degli alberi;

a rulli conici: quando necessario assorbire carichi obliqui, con componenti radiali e assiali, di notevole entit;

a rullini: in questi cuscinetti, sostanzialmente, al posto dei rulli vengono impiegati rullini pi lunghi ma di diametro decisamente inferiore, in tal modo si riescono ad avere ingombri radiali molto pi contenuti.

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3. BLOCCAGGI E TENUTE
I cuscinetti vengono montati con interferenza sugli anelli e con sistemi di bloccaggio assiale che possono essere spallamenti (sull'albero), ghiere filettate, coperchi inbullonati o anelli elastici inseriti in opportune scanalature.

Nel montaggio sono poi necessarie le protezioni atte ad impedire la penetrazione, allinterno del cuscinetto, di umidit ed impurit solide, che potrebbero danneggiare gli elementi volventi; tali protezioni hanno, inoltre, il compito di impedire la fuoriuscita dellolio lubrificante. Si hanno protezioni non striscianti:

con o senza scanalature

a labirinto

e protezioni striscianti:

a labbro radiale feltrino

V-ring

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4. ATTRITO
Lattrito in un cuscinetto un elemento importante per quanto riguarda lo sviluppo di calore e quindi la temperatura di funzionamento. Esso dipende dal carico applicato e da molti altri fattori, tra cui: tipo e dimensione del cuscinetto, velocit di rotazione, caratteristiche e quantit del lubrificante. Le case costruttrici di cuscinetti forniscono, nei loro cataloghi, indicazioni per il calcolo del momento dattrito in varie condizioni. A titolo di esempio riportiamo una semplice formula, valida in talune condizioni (rapporto tra carico applicato e coefficiente di carico dinamico 0,1, adeguata lubrificazione, velocit di funzionamento normale) tratta dal catalogo della SKF:
M = 0,5 F d dove :
M = momento dattrito in Nmm;

= coefficiente dattrito del cuscinetto (tab. 1);


F = carico sul cuscinetto in N;
d = diametro del foro del cuscinetto in mm;

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5. DIMENSIONAMENTO E SCELTA
Poich i cuscinetti volventi sono sollecitati a fatica, vengono calcolati in funzione della durata di funzionamento, del carico da sopportare e del tipo di servizio che devono svolgere. La durata pu essere indicata o in ore di funzionamento o in numero di giri. In modo convenzionale, si definisce durata nominale L il numero di giri o il numero di ore di funzionamento che sono in grado di sopportare, prima di presentare segni di cedimenti o rottura, il 90% dei cuscinetti. Anche la capacit di carico viene stabilita in modo convenzionale con la definizione del

coefficiente di carico dinamico C che, per cuscinetti radiali il carico radiale costante cui
corrisponde una durata nominale di 106 giri; mentre per cuscinetti assiali il carico assiale centrato corrispondente alla durata nominale di 106 giri. Se con P indichiamo il carico sul cuscinetto possiamo capire lentit del carico valutando il rapporto C/P:
C/P < 6 6 < C/P < 15 C/P > 15 carico elevato carico medio carico limitato

Quando il cuscinetto sopporta il carico senza rotazione o con piccole oscillazioni, si determina il

coefficiente di carico statico C0 .


In genere la giusta scelta del cuscinetto pi adatto viene operata sui cataloghi delle ditte costruttrici dove si trovano, ampiamente illustrati i procedimenti di calcolo. Tali procedimenti portano in sostanza o alla determinazione di C , in caso di carico dinamico, o alla determinazione di C0 , in caso di carico statico. In funzione dei valori calcolati e del diametro interno del cuscinetto (noto poich corrisponde a quello dellalbero gi dimensionato) si individua sulle tabelle del catalogo il cuscinetto giusto. Segue, a titolo desempio, il procedimento di calcolo per cuscinetti radiali rigidi a sfere secondo il catalogo della ditta SKF con un esempio numerico.